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Il giornale giovane - bimestrale di informazione, cultura e tempo libero

ANNO VI N째 5-6

SVAGO

NUMERO SPECIALE: Anno Europeo del Volontariato


SVAGO http://www.svagonews.com vai

In questo numero

L’Europa e i giovani Pag. 6

Manifesto del volontariato per l’Europa pag. 7-10

Cinema e volontariato Pag. 11

Musica pag. 11 Anno del Volontariato. Perché “Nessuno è inutile” Viaggi pag. 14 Volontari nel mondo: piccoli gesti quotidiani SVAGO - Bim. - Reg. Trib. AQ N° 549 del 12.01.06 Iscriz. ROC n.17677 ANNO VI n° 5-6/2011 Editore Ass. Culturale “L’ Impronta” - www.improntalaquila.org Direttore Responsabile Luisa Stifani tel. 3478825775 luisa.stifani@libero.it Redazione: info@improntaonline.net - redazione@improntalaquila.org Stampa AGP-Maltignano (AP) Foto: concesse da CSV-NET e Terre de hommes ONLUS Hanno collaborato a questo numero: E. Avidano, M. Ballerini, S.Coletti, R. Museo, M. Romano Distribuzione gratuita presso: Sedi CARISPAQ, Biblioteche, Librerie, Università, Scuole, Pub, Cinema. “Pubblicazione realizzata con il finanziamento del Centro di Servizio per il Volontariato della provincia dell’Aquila”

COPERTINA Quest'anno si celebra il 10° anniversario dell'Anno Internazionale del Volontariato delle Nazioni Unite che nel 2001 dimostrò l'alto livello di attenzione dall'opinione pubblica per i volontari e il loro contributo alla società. Un anno straordinario, capace di valorizzare il volontariato come un’energia che muove 100 milioni di persone, ovvero il 20% della popolazione europea. Molte le iniziative che si stanno svolgendo quest'anno e che trovano un legame forte grazie al lavoro di svariati gruppi di volontari che, nel corso del 2011, stanno viaggiando per i paesi dell'Europa illustrando il proprio lavoro in una serie di appuntamenti mirati. Un periodo molto importante poiché, come recita la stessa Decisione dell'Unione Europea, «il volontariato è una delle dimensioni fondamentali della cittadinanza attiva e della democrazia, nella quale assumono forma concreta valori europei quali la solidarietà e la non discriminazione e in tal senso contribuirà allo sviluppo armonioso delle società europee».

Il libro Un’iniziativa per migliorare il dialogo intergenerazionale è stata avviata il 14 ottobre a Belmonte in Sabina (RI) con la presentazione del progetto «Il libro di storia vivente - Volontari facciamo la differenza! (Narrazioni tra anziani e bambini)». Obiettivo del progetto, messo in atto grazie alla collaborazione a rete tra diverse istituzioni ed associazioni di volontariato, è sia quello di supportare le nuove generazioni perché possano essere in grado nel tempo di formarsi un proprio pensiero, un proprio giudizio, una propria opinione su quello che ci circonda, che quella di diffondere «buone prassi» sociali e volontarie. Ascoltare i racconti degli anziani, raccolti da volontari sensibilizzati a questo delicato compito, vedere foto ed immagini del passato, aiuta i bambini a percepire gli anziani come “portatori di valori e di storia comune”. Uno scambio tra i saperi del passato e le proiezioni del futuro, grazie proprio alla trasmissione di memorie, donate dagli anziani e raccolte dai bambini. Questo scambio permette, a coloro che sono avanti negli anni, di contribuire attivamente, al futuro delle nuove generazioni. Copia del materiale prodotto (documentazione cartacea, supporto CD, foto e registrazioni) sarà custodito all’interno del Centro Anziani di Belmonte, quale base per la costituenda “Mnemoteca Locale”. Verrà altresì postato sul sito della Libera Università di Anghiari, su siti istituzionali locali e contribuirà alla stesura di una pubblicazione che raccoglie tutti gli eventi e le iniziative messe in atto per l’Anno Europeo del Volontariato.


L’Aquila


Notizie e appuntamenti a cura di Manuel Romano Volontarioineuropa È nato www.volantarioineuropa.eu, un nuovo portale in cui le associazioni di volontariato hanno la possibilità di farsi conoscere e mettere in luce le proprie attività e iniziative, favorendo così lo scambio di esperienze a livello europeo. Tale progetto è destinato a far emergere le associazioni di volontariato e le organizzazioni di terzo settore che operano al fine di rafforzare il sentimento di cittadinanza europea e di amicizia con gli altri cittadini dell'UE. Ogni associazione di volontariato potrà registrarsi e caricare sul nuovo sito, una sintetica presentazione delle proprie attività e dei propri progetti, le immagini ed i contatti, al fine di creare una rete di scambio di esperienze.

Stazioni, treni e solidarietà in uno scatto fotografico. Ferrovie dello Stato, con la collaborazione di CSVnet e della onlus Progetto ImmigrazioneOggi promuovono il concorso fotografico “Destinazione volontario. Il treno unisce”. L’iniziativa intende sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del volontariato nelle stazioni e nelle aree limitrofe, luoghi di aggregazione – in Italia come in Europa - del disagio sociale. Gli scatti potranno essere inviati online fino al 28 ottobre al sito www.immigrazioneoggi.it Le foto saranno visibili in una galleria online e potranno essere votate dal popolo del web fino all’11 novembre. Le migliori saranno poi oggetto di una mostra itinerante. Una speciale sezione del concorso è dedicata al tema della multiculturalità, con il titolo “Dialoghi e incontri interculturali”. L’obiettivo è quello di catturare in uno scatto fotografico l’essenza di un Paese che cambia, ponendo al centro dell’attenzione le occasioni e le opportunità di integrazione e dialogo interculturale con quel ricco caleidoscopio umano che ruota intorno alle stazioni di tutta Europa.

Un Francobollo dedicato all'Anno Europeo del Volontariato Il 4 ottobre 2011 è stato emesso dalle Poste Italiane un francobollo da 75 centesimi dedicato alla celebrazione dell’Anno Europeo del Volontariato. L’iniziativa si inserisce fra quelle incoraggiate dal Consiglio dell'Unione europea che, nel proclamare il 2011 quale Anno europeo delle attività di volontariato, ha posto fra i principali obiettivi quello di sensibilizzare i cittadini europei al valore e all’importanza del

volontariato in quanto espressione di partecipazione civica e prezioso contributo allo sviluppo armonioso della società e la coesione sociale. Il francobollo, emesso in quattro milioni e cinquantamila esemplari, è stato realizzato da Tiziana Trinca e raffigura due figure strette in un abbraccio, proprio a simboleggiare il valore della solidarietà che, insieme a quelli della gratuità e del dono, maggiormente caratterizza ogni attività di volontariato.

A commento dell’emissione è posto in vendita un bollettino illustrativo contenente un articolo a firma del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali M. Sacconi. Il francobollo e i prodotti filatelici sono posti in vendita presso gli Uffici Postali, gli Sportelli Filatelici del territorio nazionale, gli “Spazio Filatelia” di Roma, Milano, Venezia, Napoli, Trieste, Torino e sul sito internet www.poste.it


Centro Polifunzionale Pegaso Via Provinciale Bivio per Scoppito 67019 - Scoppito (AQ) e.mail: oroart@alice.it Tel. 0862 412311


L’Europa e i giovani di Michele Ballerin - Movimento Federalista Europeo

L’Europa e i giovani È indubbio che un giovane europeo del 2011 goda di possibilità e diritti che erano impensabili vent’anni fa, per il solo fatto che esiste un’Unione Europea. Sono saltate le frontiere interne all’Europa, e questo non significa soltanto che si può passare un confine senza doversi fermare alla dogana: significa che è possibile circolare, studiare, lavorare, perfino andare in pensione indifferentemente in uno qualsiasi degli stati membri dell’Unione senza che ciò comporti complesse procedure burocratiche e attese logoranti. Significa che l’orizzonte esistenziale dei giovani europei si è d’un tratto allargato fino a rendere pensabile cambiare nazionalità come un tempo si cambiava regione. Per molti l’esperienza dello studio in un altro p a e s e m e m b r o dell’Unione, ad esempio con il conosciutissimo programma Erasmus, è anche l’occasione per scoprire che un certo stile di vita risulta in definitiva più soddisfacente; e da questa scoperta alla scelta di trasferirsi nel nuovo

stato per viverci e lavorarci il passo può essere breve. Viaggiando capita sempre più spesso di imbattersi in giovani italiani che hanno preso la loro decisione in questo senso (il che, va da sé, non è sempre lusinghiero per il nostro paese). Esistono siti web specifici (come il sito Eures: http://ec.europa.eu/eure s/ ) per guidare nella scelta di un lavoro in Europa. È quindi corretto affermare che un giovane europeo ha oggi notevoli possibilità di vedere valorizzate le proprie capacità e aspirazioni, potendo andare in cerca della propria chance esistenziale oltre i ridotti confini della nazione d’appartenenza quasi con la stessa

disinvoltura con cui si fa un trasloco. I giovani e l’Europa Ma parlando del rapporto fra l’Europa e le nuove generazioni non ci si può limitare a scorrere l’elenco delle opportunità che l’Unione Europea offre ai suoi giovani cittadini. Parafrasando una celebre frase di J. F. Kennedy, bisogna anche chiedersi che cosa i giovani possono fare per l’Europa. Non si faranno progressi nell’integrazione europea (e nessuno può avere seri dubbi sulla necessità di ulteriori progressi in questo senso) se le generazioni che avanzano non la sentiranno come una responsabilità storica da assumersi, nella consapevolezza che

l’Europa dev’essere in primo luogo “fatta”, e che ancora oggi si tratta di un compito prima che di un’acquisizione. Il paragone con i Risorgimenti nazionali del XIX secolo è tutt’altro che retorico. Non si sarebbe “fatta” l’Italia se un’intera generazione non avesse sentito questa missione come degna di essere portata a compimento, e se non avesse deciso di spendervi la propria vita. Oggi non si chiede a nessuno di impugnare una baionetta e gettarsi nella mischia... Ma essere ben consapevoli del compito storico che il presente ci assegna; del fatto che nessuno costruirà la “casa europea” se non saremo noi a costruirla; che un vincolo indissolubile lega un dovere a ciascun diritto; che non c’è democrazia senza coscienza e impegno civile, e che oggi impegno civile significa anche e soprattutto impegno per la democrazia europea: questo sì, indubbiamente, è dovere di ogni giovane cittadino europeo, così come delle istituzioni deputate alla sua formazione e, in definitiva, della società nel suo complesso.


CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato Rappresentanza in Italia della Commissione Europea

Manifesto del volontariato per l’Europa Volontari, cittadini europei Le proposte e le richieste che avanziamo assumono come elementi costitutivi:

 l’Articolo 118, ultimo comma, della Costituzione italiana;  i contenuti della Carta dei Valori del Volontariato;  la Risoluzione del Parlamento Europeo sul contributo del

volontariato alla coesione economica e

sociale del 22 aprile 2008. In particolare sottolineiamo come il volontariato sia, in Italia come in Europa, un elemento fondante per lo sviluppo della società civile e per il consolidamento della vita democratica. Il volontariato si basa sulla cultura della gratuità e del dono e può aiutare tutti a scoprire una nuova cultura - quella della solidarietà, dello sviluppo sostenibile, della non violenza, del rispetto dell’altro e della cittadinanza responsabile. In relazione alle sfide poste dal nuovo profilo demografico della società europea, il volontariato, attraverso le sue pratiche quotidiane e i progetti per l’invecchiamento attivo e i rapporti fra le generazioni, apre importanti prospettive e costituisce una significativa modalità di coinvolgimento della popolazione, rendendola protagonista del proprio tempo, per il benessere individuale e la promozione del bene comune. Con la sua azione, basata sul principio della solidarietà, il volontariato apporta un contributo essenziale per la creazione e per l’accrescimento del capitale sociale, per la valorizzazione delle relazioni interpersonali e per l’affermazione della persona, superando i limiti di una visione economicistica dello sviluppo. È riduttivo misurare il contributo dei volontari solo in termini di valore economico. Seppur grande, 5% del PIL secondo le stime ufficiali, esso non dà conto dell’apporto qualitativo, di innovazione e sperimentazione sociale che l’azione volontaria produce, nonché della sua capacità di intervenire all’insorgere delle emergenze sociali ridimensionandone l’impatto. Inoltre è necessario sottolineare il ruolo insostituibile del volontariato nella promozione della coesione sociale, obiettivo fra i più rilevanti della Carta di Lisbona, che si esprime attraverso la promozione del rapporto fra le generazioni, il sostegno agli strati emarginati della popolazione, l’impegno per realizzare percorsi di integrazione e di comprensione reciproca in un’epoca di grandi flussi migratori. Attraverso i punti indicati di seguito, il volontariato italiano indica le proprie richieste per valorizzare e sostenere l’impegno del volontariato a beneficio della coesione sociale e dello sviluppo equo e sostenibile della comunità europea dei cittadini, chiedendo l’impegno dei deputati del Parlamento europeo a costruire il quadro comune europeo perseguendo gli obiettivi così definiti. Queste richieste e proposte si inseriscono nel quadro generale dell’impegno delle organizzazioni di volontariato a livello locale e nazionale, dal quale cresce la nostra tensione positiva per la costruzione di un’Europa dei cittadini, basata su regole condivise e inclusive, rispettosa delle esigenze di crescita e di partecipazione di ogni individuo.


Le richieste di impegno al Parlamento Europeo  Adozione della Carta europea del volontariato che comprenda le definizioni di: -

azione volontaria: libera, gratuita, a beneficio della comunità e del bene comune; organizzazione di volontariato: la sua natura e ruolo, le sue regole democratiche; organizzazione europea di volontariato: lo status, i requisiti minimi e la natura delle reti europee; volontariato come espressione del più generale fenomeno della cittadinanza attiva; e che istituisca:

-

l’osservatorio europeo del volontariato presso la Commissione Europea con la partecipazione dei rappresentanti delle reti europee del volontariato: con le funzioni di monitoraggio, di promozione dell’innovazione e del lavoro di rete, per rappresentare le istanze del volontariato alle istituzioni europee e con l’obiettivo di promuovere comportamenti coerenti ed omogenei da parte delle Direzioni Generali che a vario titolo si occupano di volontariato. (Risoluzione PE, punti 13, 2, 7)

 Definizione di un quadro istituzionale stabile e vincolante per la partecipazione del volontariato a tutti i livelli decisionali – europeo, nazionale, regionale e locale - che preveda: -

esplicito riconoscimento del ruolo del volontariato nella democrazia partecipativa; l’obbligo della consultazione del volontariato nelle politiche sociali, sanitarie, culturali, ambientali, della cittadinanza attiva e dello sviluppo sostenibile; meccanismi controllabili di partenariato nel rispetto del principio della sussidiarietà orizzontale e nel rispetto della specificità del volontariato; sostegno alle forme di rappresentanza del volontariato; sostegno alla formazione dei decisori pubblici e del volontariato; momenti di verifica paritetici. (Risoluzione PE, punti 1, 23, 5, 13)

 Programma di sviluppo della infrastruttura per il volontariato che includa: -

una prospettiva di lungo periodo, articolata a livello europeo, nazionale e locale; quadro legislativo favorevole, chiaro e armonico; obbligo di verifica per le nuove normative dell’impatto sull’operato del volontariato; sostenibilità dei centri di servizio per il volontariato; politiche per la valorizzazione e la promozione del volontariato; finanziamenti e possibilità di accesso ai fondi per attività di base a livello europeo, nazionale e locale. (Risoluzione PE, punti 18, 21, 4)

 Agevolazioni gestionali e fiscali per le organizzazioni di volontariato e per i volontari, tra cui: -

finanziamenti pluriennali per attività di base con monitoraggio basato sugli indicatori di qualità e di impatto; copertura delle spese di assicurazione e di formazione dei volontari; esenzione dall’obbligo dell’IVA su acquisti e servizi necessari per lo svolgimento delle attività di volontariato; meccanismi di democrazia fiscale duraturi con procedure certe per l’assegnazione di una quota parte delle tasse annuali dei singoli e delle imprese alle organizzazioni di volontariato; esenzione dalle tasse statali su servizi e compensi necessari per lo svolgimento delle attività del volontariato; riconoscimento e valorizzazione quantitativa univoca e garantita delle ore dell’impegno volontario come co-finanziamento nelle attività co-finanziate dalle istituzioni pubbliche; introduzione di un’eccezione specifica alla Direttiva Bolkenstein, che definisca un canale separato nell’affidamento dei servizi pubblici per le organizzazioni di volontariato. (Risoluzione PE, punti 3, 15, 17, 8, 11)


 Misure per garantire l’accessibilità del volontariato a tutti, affinché: -

-

la possibilità di accesso a tutte le forme di sostegno, sia per le organizzazioni di volontariato che per i singoli cittadini, sia sancita come diritto universale; gruppi di cittadini a rischio di esclusione e organizzazioni di volontariato territorialmente e culturalmente potenzialmente emarginate possano avvalersi dei servizi e del sostegno quadro legislativo favorevole, chiaro e armonico; i datori di lavoro perseguano la conciliazione dei tempi del lavoro retribuito con l’impegno di volontariato in quanto diritto universale di cittadinanza; il volontariato sia considerato esplicitamente in materia di visti e permessi per lo svolgimento delle attività di volontariato in Europa e per i cittadini europei; l’informazione sulle attività di volontariato e la promozione della pratica di volontariato sia inserito e adeguatamente perseguito nei media. (Risoluzione PE, punti 11, 24, 26, 25)

 Riconoscimento del valore formativo del volontariato per: -

includere il volontariato e le pratiche di cittadinanza attiva nei percorsi formativi dal livello elementare, all’universitario, al professionale; riconoscere l’apprendimento non formale e informale nell’ambito del volontariato come parte costituente dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita; definire il quadro unico europeo di certificazione e di valorizzazione delle competenze acquisite nel volontariato definire le competenze trasversali di cittadinanza nell’ambito del Quadro Europeo delle Qualificazioni (EQF); rendere trasparenti le esperienze e le competenze per migliorare la mobilità dei cittadini nell’Unione Europea. (Risoluzione PE, punti 16, 12)

 Sostegno al lavoro di rete, lo scambio delle buone prassi e gli scambi dei volontari: -

nella garanzia delle pari opportunità e per tutte le età; prevedendo meccanismi e finanziamenti adeguati per agevolare la partecipazione che riesca a superare i vincoli linguistici, culturali e sociali; riconoscendo il ruolo dei centri di servizio per il volontariato come organismi di promozione e supporto, per garantire la possibilità di accesso alla progettazione e agli scambi europei a tutte le organizzazioni di volontariato. (Risoluzione PE, punti 20, 21, 22, 9)

 Sostegno alla ricerca, la rilevazione statistica e la valutazione: -

con finanziamenti specifici, in un’ottica europea; valorizzando il potenziale della rilevazione e dell’analisi delle organizzazioni di volontariato impegnate a livello delle comunità locali. (Risoluzione PE, punti 6, 14)

Il volontariato italiano chiede l’impegno dei Parlamentari Europei italiani a -

-

perseguire nell’attività parlamentare gli obiettivi di risultato della legislatura come declinati nel Manifesto del volontariato italiano per l’Europa; aderire ed essere attivi nelle attività dell’Intergruppo sul Volontariato del Parlamento Europeo; adoperarsi affinché il Governo e il Parlamento Italiano e le istituzioni pubbliche italiane ed europee perseguano attivamente le politiche a sostegno del volontariato, al quale si riconosce un ruolo di primaria importanza per la realizzazione dell’inclusione sociale e la promozione del bene comune e dello sviluppo umano; operare affinché il Parlamento Europeo intervenga sui Governi che ancora non lo hanno fatto, perché ratifichino la Convenzione del Consiglio d’Europa contro la tratta degli esseri umani, piaga che miete tante vittime e si intreccia strettamente ad altri gravi problemi come commercio clandestino di sostanze stupefacenti, d’armi, di lavoratori, fenomeni portati avanti da gruppi


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-

criminali transnazionali che ne fanno commercio e fonte dei loro guadagni; adottare strategie per armonizzare le leggi degli stati membri volte a garantire la tutela dei diritti delle fasce svantaggiate della popolazione in conformità con la Convenzione dell’Aja del 1993 sulla protezione dei minori e sulla cooperazione in materia di adozione internazionale, e con la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali; confrontarsi periodicamente con il volontariato per valutare congiuntamente la realizzazione degli obiettivi individuati.

Per il 2011 Anno Europeo del Volontariato il volontariato italiano chiede agli Europarlamentari di farsi paladini e promotori - di un adeguato sostegno finanziario e istituzionale a livello europeo, nazionale e locale; - della necessità di co-gestione e autogestione della preparazione e delle attività dell’Anno da parte del volontariato; - per realizzare nell’arco dell’Anno obiettivi concreti e misurabili a sostegno e per la promozione del volontariato.

Aderiscono Consulta Nazionale del Volontariato presso il Forum del Terzo Settore Co.N.Vol. - Conferenza Permanente dei Presidenti delle Associazioni e Federazioni di Volontariato ACISJF - Associazione Cattolica Internazionale al Servizio della Giovane - Protezione della Giovane - Federazione Nazionale ADA - Associazione per i Diritti degli Anziani Ai.Bi. - Associazione Amici dei Bambini AICAT - Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento ANCeSCAO ANOLF - Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere ANPAS - Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze ANTEAS - Associazione Nazionale Terza Età Attiva per la Solidarietà ARCI Arciragazzi AUSER - RisorsAnziani AVIS - Associazione Nazionale Volontari Italiani del Sangue CESIAV Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia CSEN Federazione AVULSS - Associazione per il Volontariato nelle Unità Locali dei Servizi Socio-sanitari Federazione Nazionale Legambiente Volontariato Federazione Nazionale Società San Vincenzo De Paoli FENALC FIDAS FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap FITeL FOCSIV - Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario GVV - Gruppi di Volontariato Vincenziano AIC Italia Legambiente MODAVI - Movimento Delle Associazioni di Volontariato Italiano Mo.V.I. - Movimento di Volontariato Italiano SEAC - Coordinamento Enti e Associazioni di Volontariato Penitenziario Seniores Italia TAI - Telefono Amico Italia CNV - Centro Nazionale per il Volontariato

Il Manifesto è stato formalmente adottato nel documento finale dell’Assemblea Italiana del Volontariato il 5 dicembre 2009

Per informarsi e aderire al Manifesto: www.destinazioneeuropa.eu


MUSICA Perché “Nessuno è inutile” di Sandro Coletti

IlI mondo del volontariato costituisce spesso una “minoranza silenziosa”, di cui ci si accorge solo quando si ha bisogno ed al quale i media spesso

attiva. Anche nell'ambito della musica leggera, in particolar modo se ci si limita al panorama italiano, il mondo del volontariato diviene

Foto STYLAZ. Andrea Peroni e Riccardo Ambrosio

ricorrono solo quando hanno necessità di raccontare una storia “ordinaria umanità”. Fortunatamente, però, si tratta di una realtà viva, in crescita nonostante le numerose difficoltà (in termini di aiuti istituzionali), e soprattutto

raramente oggetto d'attenzione, tanto che in molti casi sono le stesse associazioni a proporre spettacoli ed iniziative a carattere musicale. Certo non è una novità che il mainstream sia sempre più lontano da tutto ciò che è “sociale”, ma forse è anche

colpa dell'impigrimento culturale di chi è ormai assuefatto a subire passivamente, in maniera acritica, tutto ciò i media propongono. Non a caso quest'anno, anno del volontariato, si è dovuto ricorrere ad una canzona scritta ad hoc per l'occasione: “Nessuno è inutile”, gradevole dal punto di vista melodico (un pop rock di stampo mittle europeo) e nient'affatto scontata per quanto riguarda il testo, intenso ed immediato allo stesso t e m p o . Pr e s e n t a t o a maggio in occasione dei festeggiamenti inaugurali, il brano è cantato dalla talentuosa parmigiana Silvia Olari, accompagnata per l'occasione da Silver, ex cantante di x-factor, il quale avrebbe dovuto probabilmente garantire una visibilità mediatica. L'iniziativa è certo lodevole, soprattutto oggi in cui la musica d'autore,

salvo rare eccezioni, è relegata ad un ruolo “di nicchia” e, data l ' i m p o r t a n z a dell'appuntamento, sarebbe risultato forse frustrante dover ripescare nel repertorio “classico” forse troppo abusato dei vari Dè André (e ce ne sarebbe da cantare), Branduadi (“Si può fare”) o Finardi (“Le ragazze di Osaka”); c'è bisogno di qualcosa che sia davvero n u o v o e c h e , possibilmente, tenga conto di realtà davvero importanti (oltre che, brutalmente, utili ed efficaci, specie in tempi di crisi), come appunto tutto ciò che riguarda il volontariato. Intanto, anche se non rientra certo tra le loro priorità, a chi sceglie di dedicare parte del loro tempo agli altri, va il nostro più sincero, semplice...grazie!

CINEMA E VOLONTARIATO Tanti i corti e documentari, incentrati sul rapporto tra cinema e volontariato. Tra questi Avoir toute ma tête, opera prima di Alessia Del Bianco, sul lavoro di una Ong senegalese impegnata in corsi di alfabetizzazione sanitaria e di formazione professionale rivolti alle giovani di Dakar. Il film segue le vicende di tre giovani donne nel momento in cui l’apertura di un centro comunitario per la formazione professionale permette loro di immaginare un futuro diverso. Nel loro paese, o forse altrove. L’autrice Alessia Del Bianco, laureata in Letteratura Francese, lavora come videomaker freelance,

redattrice e speaker radiofonica. L’autore Nicola Gencarelli, dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, si è occupato di editoria per l’infanzia. Attualmente lavora nel

campo dell’integrazione sociale delle persone con disabilità. Dal 2006 Nicola e Alessia lavorano insieme alla realizzazione di documentari sociali. Avoir toute ma tête è il loro primo lungometraggio.

Di particolare rilievo anche il progetto Then and NowBeyond Borders and Differences - Oltre i confini e l e d i ff e r e n z e , f i l m prodotto dalla ONG Art of The World: sette corti per sette registi, cui è stato chiesto di ispirarsi liberamente all’Articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e di realizzare un breve filmato sui temi della tolleranza e del rispetto per le differenze. Tra gli autori dei sette cortometraggi, Jafar Panahi, Fanny Ardant, Idrissa Ouedrago, Robert Wilson e gli italiani Masbedo su sceneggiatura di Aldo Nove e musiche dei Marlene Kuntz


LA PROMOZIONE DEL VOLONTARIATO GIOVANILE COME SFIDA EDUCATIVA PER UNA CITTADINANZA CONSAPEVOLE di Roberto Museo, Direttore Coordinamento Nazionale Centri Servizio Volontariato

Sono trascorsi 150 anni dall’Unità di Italia, 20 anni della legge sul volontariato (Legge 266/1991) e 10 anni dall’introduzione nella Costituzione del principio di sussidiarietà. In questo Anno Europeo del Volontariato è importante ribadire l’importanza della promozione del volontariato giovanile e valorizzare l’impegno civile dei giovani e la ricchezza della cultura giovanile, per non limitarsi a superflue celebrazioni, ma lavorare per il futuro.

mutamenti profondi delle nostre società. Non è un tempo facile quello in cui viviamo. Da una parte a s s i s t i a m o a l l a valorizzazione della libertà individuale a scapito dell’identità di gruppo e dall’altra a relazioni interpersonali sempre più f r a m m e n t a t e . L’architettura finanziaria sulla quale si basa il nostro sistema economico si è rivelata estremamente precaria e l’economia ha smarrito qualunque scopo

volontariato. È di fondamentale importanza riflettere sulle ragioni di questa crisi perché testimoniano il fallimento di un sistema economico e finanziario che ha mutato la gerarchia dei valori tra gli individui, privilegiando di fatto principi e dinamiche centrate sull’individualismo e sulla mercantilizzazione delle relazioni, favorendo la scomparsa dei principi legati all’interesse generale, ai beni comuni e alla necessità della cooperazione e delle

più in niente, i giovani non si impegnano nel sociale. Se da una parte gli adolescenti necessitano di un momento di rottura con gli adulti per affermare la loro identità, è anche vero che oggi molti genitori, insegnanti, educatori sembrano ripiegarsi su se stessi di fronte a bisogni dei giovani sempre più difficili da interpretare e soddisfare. Molti adulti si sentono inadeguati nella gestione della complessità che educare i ragazzi d’oggi

Il volontariato è fattore fondante dello sviluppo della società e del consolidamento della vita democratica. Favorire l’incontro dei giovani con il volontariato significa far crescere la cultura della solidarietà e della cittadinanza attiva v a l o r i z z a n d o i l protagonismo e l’apporto delle nuove generazioni, oggi reso difficile dai

sociale. Il profitto in tal modo si è imposto come fine in se stesso. Le conseguenze della crisi in atto, vale a dire disgregazione sociale, aumento del divario e delle differenze economiche e sociali tra le persone, scarsa mobilità sociale, aumento della povertà, diminuzione delle risorse da destinare al miglioramento della qualità della vita, interrogano profondamente il mondo del

sinergie per raggiungerli. Per queste ragioni favorire l’incontro dei giovani con le organizzazioni di volontariato assume un significato ancora più profondo e ci interroga sulle strategie e gli obiettivi da perseguire. Quando si parla di giovani si rischia sempre di cadere in facili definizioni etichettanti: i giovani non hanno valori, non credono

richiede. Non è raro imbattersi in genitori o insegnanti scoraggiati e senza più risorse da investire. La società assiste preoccupata a fenomeni quali il “bullismo” e all’abdicazione dal ruolo educativo di quelle che al contrario dovrebbero essere figure di riferimento. Ai ragazzi d’oggi si rimprovera di essere vuoti, privi di ideali, senza valori.

Svago - pag. 12


Come è emerso anche dalla ricerca “Quando i giovani partecipano” (Rosa di Gioia, Laura Giacomello, Pier Paolo Inserra, Simona Rotondi, Sviluppo Locale Edizioni 2009), prima indagine nazionale sulla presenza g i o v a n i l e nell’associazionismo, nel volontariato e nelle aggregazioni informali, promossa da Csvnet e dal Forum Nazionale dei Giovani, il modo dei giovani di rapportarsi alla scuola, al mondo del lavoro e al volontariato stesso sta certamente cambiando sotto ogni punto di vista; è importante che le strutture organizzative pubbliche e del Terzo settore si aprano alle nuove forme di partecipazione civica e di impegno volontario,

relazionale positivo” si appassionano alla causa e diventano molto attivi. Motore dell’azione non sembra possa essere più il richiamo al dovere, ma la messa in circolo di qualcosa di più costruttivo, più completo e soddisfacente, tale da consentire esperienze creative, g r a t i f i c a n t i e , possibilmente, vantaggiose per il corso successivo della propria esistenza. Secondo alcuni docenti universitari come Giancarlo Rovati della Cattolica di Milano e Andrea Salvini dell’Università di , realtà i giovani che si dedicano al volontariato e fanno cittadinanza attiva stanno aumentando. Secondo Rovati, che lo ha sostenuto anche a Venezia lo

2006 i giovani tra i 14 e i 34 anni sono infatti diminuiti di un milione e mezzo. Proporzionalmente i giovani che fanno volontariato sarebbero addirittura aumentati: deficit demografico a parte, se nel '96 erano sei su 100 i giovani impegnati nel volontario, dieci anni dopo sono saliti a 8,5. Andrea Salvini sfata il mito del disinteresse giovanile e, elaborando i dati dal 1999 al 2010 a disposizione nell’Indagine Multiscopo ISTAT «Aspetti della vita quotidiana», segnala che le persone di 14 anni e oltre che hanno svolto attività gratuita per associazioni di volontariato nei 12 mesi precedenti l’intervista, sono aumentate per quanto riguarda i giovani tra i 14 e i

significa guardare alle nuove generazioni con nuova e rinnovata attenzione in quest’epoca di “incertezze. Con tale consapevolezza il Centro Servizio per il Volontariato dell’Aquila ha investito molto negli ultimi anni nella promozione del volontariato giovanile e grazie alle risorse raccolte dai dipendenti della Banca d’Italia dell’Aquila ha realizzato all’interno della Casa del Volontariato uno Spazio Giovani convinti che non è sufficiente pensare iniziative per i giovani, ma è fondamentale pensarle e realizzarle insieme a loro chiedendo impegno, rispetto dei tempi, investimento nell’esperienza, fornendo spazi di formazione, di crescita e relazione. I giovani Aquilani hanno già

valorizzando il protagonismo giovanile. Alcuni adulti, tuttavia, guardano con molta attenzione e speranza ai nuovi contributi della cultura giovanile. Se una volta dire volontario era dire giovane, ora i ragazzi non si avvicinano più al mondo della solidarietà perché “credono in qualcosa”, ma quando trovano un “clima

scorso 1 aprile nel corso della Conferenza di apertura dell’anno Europeo del Volontariato, la percentuale dei giovani che dedicano parte del loro tempo alla solidarietà sta aumentando e se in termini assoluti il loro numero in 10 anni è invece calato (-107 mila) dipende soltanto da una ragione demografica che fa dell'Italia un Paese sempre più vecchio: tra il 1996 e il

17 anni di un punto percentuale (da 6,3 a 7,3), mentre è dell’11,8 per cento la percentuale dei 18 e 19enni che nel 2010 hanno fatto volontariato in una organizzazione contro l’8,4 dei loro coetanei del 1999. Tra i 20 e i 24 anni erano 8,8 giovani su cento a fare volontariato contro gli 11, 2 del 2010. Sfatare il mito del disinteresse giovanile

dimostrato in diverse occasioni che hanno il coraggio, le capacità e il desiderio per concorrere alla ricostruzione della Città del loro domani. Se non ci riusciranno sarà dovuto principalmente a noi adulti che non abbiamo avuto fiducia di loro.

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Viaggi nel Mondo: piccoli gesti quotidiani di Elena Avidano

Sono una conquista per i bambini disabili del Tamil Nadu (India), che la povertà delle famiglie condanna spesso all'emarginazione. Un progetto di TDH li sostiene: ecco il racconto di chi lo ha visitato. Siamo appena rientrati, il mio compagno ed io, da un magnifico viaggio nell'India del Sud, durante il quale abbiamo passato dieci giorni a Tiruvannamalai, una delle maggiori città dello stato del Tamil Nadu, dove abbiamo visitato il Child Line Center (CLC) di Terre des Hommes Core Trust, un'organizzazione finanziata anche da TDH Italia e che si occupa di bambini affetti da ritardi mentali, paralisi cerebrali, autismo e altre malattie di origine neurologica. Un'altra delle sue attività è la prevenzione dell'infanticidio delle neonate femmine, un fenomeno purtroppo ancora presente in quella regione. Ci fa piacere raccontarvi la nostra esperienza e, possibilmente, trasmettervi i sorrisi dei bambini e la loro vitalità, l’atmosfera di calore umano dell’ambiente, la professionalità dello staff che si occupa di loro: sono ricordi che ci accompagnano ancora. Io, Elena, lavoro come volontaria presso la sede di TDH a Milano e conoscevo il progetto da lontano, attraverso le traduzioni delle schede dei bambini che vengono inviate ai sostenitori; Enrico, che è medico neurologo e neurochirurgo, si è prima interessato

del progetto e ha poi deciso di andare a lavorare sul campo. È così che siamo arrivati a Tiruvannamalai, dove ci ha accolto Ramu Chezhian, il direttore di TDH Core Trust, accompagnato dal suo staff e già il mattino dopo, ancora imbambolati dal viaggio, dal cambio di clima e dalle novità indiane, ci siamo messi al lavoro. Oltre al CLC,

Il coinvolgimento delle madri è fondamentale per l'efficacia della terapia

l'organizzazione gestisce vari Life Line Centers nei villaggi intorno alla città, dando aiuto a circa 500 bambini. Abbiamo visto situazioni disperate e

Il neurologo Enrico Capricci ha visitato oltre 60 bambini e adolescenti Svago - pag. 14

altre che, adeguatamente seguite, potranno migliorare, ma in tutti i casi abbiamo visto come i bambini vengono curati e assistiti e come le famiglie vengono coinvolte, educate e rese responsabili. Ciò costituisce la vera ricchezza dei progetti e il risultato dei sostegni a distanza di tante famiglie italiane.

Ogni centro mette a disposizione la scuola con maestri specializzati per i bambini in grado di frequentarla, sale per la fisioterapia e la riabilitazione motoria dotate di strumenti adeguati, sale per il gioco e per la mensa e bei giardini ombreggiati per i momenti di relax. Lo staff comprende fisioterapiste, logopediste, terapiste del comportamento che insegnano ai bambini attività quotidiane come vestirsi, andare in bagno, aiutare nei lavori domestici, fare piccole compere ai negozi, attraversare la strada, contare i soldi, ecc. I bambini trascorrono tutta giornata al centro e, dove possibile, rientrano in famiglia alla sera. Infatti si vuole coinvolgere quanto più possibile i genitori, mettendoli in grado di gestire i problemi quotidiani dei figli, fargli conoscere quelli legati alle loro patologie e superare alcuni pregiudizi tradizionali legati alla condizione di disabilità e all'epilessia, presente nella stragrande maggioranza dei casi. Durante la nostra visita Enrico ha esaminato 60 bambini e adolescenti


seguiti nei centri e ha riscontrato che quasi tutti i casi sono dovuti a problemi legati al parto o ai momenti subito successivi, perchè le donne partoriscono in casa senza la minima assistenza clinica. Inoltre i matrimoni vengono combinati dai genitori, spesso tra consanguinei. In più, i neonati disabili frequentemente vengono trascurati per ignoranza o per mancanza di tempo e denaro, quindi con il passare del tempo le loro condizioni cliniche si aggravano irreversibilmente. La lontananza di ambulatori e strutture ospedaliere è un ulteriore aggravante, così come l’assenza sul territorio di medici specialisti neurologi neuropsichiatri e neurochirurghi. D'altro canto l'epilessia è una malattia che necessita di frequenti visite per essere curata efficacemente. Per questo è così importante che esistano centri come questi, dove i bimbi disabili possono ricevere l'aiuto a cui hanno diritto. Tra le attività previste dal centro ci sono anche delle gite che vengono organizzate ogni mese: noi abbiamo avuto l'opportunità di partecipare a una visita a un antico tempio indu. Partenza al mattino con il pullman, pieno e rumoroso all’inverosimile di bambini, genitori e assistenti. Viaggio di un’ora fino al tempio, dove siamo stati tutti benedetti dai sacerdoti che ci hanno segnato la fronte con la polvere di riso tipica dei templi di Shiva. Poi pranzo al sacco: i bambini, seduti ordinatamente sul pavimento dell’atrio e dotati di grandi foglie di banano da usare come piatto, hanno mangiato riso, verdure e frutta. Poi tutti al fiume per un bagno collettivo; sul greto i bambini si sono spogliati e tuffati immediatamente mentre le assistenti e le mamme si sono immerse in acqua con i loro saree

Le terapie di riabilitazione fisica devono iniziare il prima possibile per ottenere risultati soddisfacenti

colorati creando una fantasia di colori veramente incredibile. Abbiamo giocato e spruzzato tutti con entusiasmo fino al momento del ritorno. I bambini molto disciplinati ed educati si aiutavano a vicenda nel camminare, si tenevano per mano, si aiutavano a rivestirsi giocosamente: davvero bello. Gli altri giorni io ed Enrico, dopo le visite mediche, andavamo nei centri che ospitano i bambini orfani, oppure che sono stati abbandonati, vittime di violenza o HIV positivi. Ognuna di queste case, che ho trovato sempre molto gradevoli come ambiente e come pulizia, accoglie un massimo di 20-25 bambini affidati alle “mamies”, collaboratrici di TDH, che ricreano un ambiente familiare. I bambini ospitati ci hanno accolto in modo molto affettuoso,

ci hanno subito chiamato “uncle” e “auntie” (zio e zietta) coinvolgendoci nei loro giochi, per i quali la difficoltà della lingua (parlano Tamil) non costituisce un ostacolo. Pomeriggio dopo pomeriggio abbiamo corso, saltato, cantato con loro e loro con noi, abbiamo imparato a contare un poco in tamil, abbiamo disegnato (e ricevuto alcuni disegni in regalo) e assistito ai loro giochi di prestigio appena imparati da un visitatore inglese. Come regalo le mamies mi hanno decorato le mani con l’hennè, mi hanno rivestito con un saree e adornato con bellissime ghirlande di gelsomino nei capelli. L’ultima sera poi, abbiamo anche cucinato gli spaghetti per 30 bambini e mangiato con loro. Si sono molto divertiti con quegli strani vermicelli da mangiare - secondo il loro costume - con le mani... E, sorpresa! Quando siamo partiti, avevano imparato a fare il girotondo da soli cantando la filastrocca in italiano. Ecco cosa abbiamo portato con noi: tanto calore, sorrisi, uno scambio di affetti che ancora adesso, scrivendo, ci commuove. Abbiamo il ricordo delle loro manine scure sulle nostre così pallide, dei loro abbracci spontanei, dei sorrisi che ci hanno regalato. E loro hanno dimostrato di accogliere tanto genuinamente la nostra presenza e le attenzioni che abbiamo rivolto loro! Noi promettiamo di tornare, sia per continuare il lavoro professionale impostato da Enrico che per riallacciare la corrente di amicizia e affetto che abbiamo con Barathi, Ajit, Ranugopal, Abirami, Sangheeta, Mohan, Shanty, Nithya, Namachy e tutti gli altri.

Uno dei centri Life Line dislocati nei villaggi del distretto di Tiruvannamalai Svago - pag. 15



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