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“Riprendiamoci Svago” - I vincitori del concorso fotografico ANNO VI N° 1-2

SVAGO

Il giornale giovane - bimestrale di informazione, cultura e tempo libero

Il nuovo viaggio non significa cercare nuove Terre, ma avere nuovi occhi

Pag.9-10


SVAGO http://www.improntaonline.net

vai COPERTINA

In questo numero

“Rifiorire”

ATTUALITÀ Nucleare: lo spot è ingannevole

Pag. 7

MEDICINA

Il “G” ritrovato - pag. 11

SOCIETÀ 150 anni: i festeggiamenti di una Nazione intera

Pag. 8-9 MUSICA Pianeta Giovani

pag. 11

Backstage da Sanremo - pag. 13 Musica pag. 12

Cinema pag. 14

SVAGO - Bim. - Reg. Trib. AQ N° 549 del 12.01.06 Iscriz. ROC n.17677 ANNO VI n° 1-2/2011 Editore Ass. Culturale “L’ Impronta” Direttore Responsabile Luisa Stifani tel. 3478825775 luisa.stifani@libero.it Redazione: info@improntaonline.net Stampa AGP-Maltignano (AP) Hanno collaborato a questo numero: S.Coletti, M. Romano, S. Romano, C. Di Stanislao, A. Tiberi, L. Tussi Distribuzione gratuita presso: Sedi CARISPAQ, Biblioteche, Librerie, Università, Scuole, Pub, Cinema. Testi e materiale fotografico inviati per collaborazioni, non si restituiscono e si accettano solo in forma gratuita. È vietata ogni riproduzione senza autorizzazione scritta.

Foto vincitrice della 2° edizione del concorso fotografico “Riprendiamoci Svago”, categoria “L’Aquila, tra passato, presente e futuro”. Quest’anno l’Italia festeggia i 150 anni e quale miglior modo per far riflettere sulla situazione della nostra città: L’Aquila. Amo l’Italia, ma spesso mi indigno per come viene trattata. Mi indigna vedere monumenti grandi e piccoli che cadono a pezzi, paesaggi abbandonati, angoli del Bel Paese dimenticati. Secondo l’ultimo censimento FAI, le ferite inferte sono moltissime. Ne è scaturito un’elenco di “luoghi del cuore” che dovrebbero essere salvaguardati, protetti, curati per le future generazioni. La foto “Rifiorire” è la speranza che la nostra bella città ritorni a rifiorire, non solo con la partecipazione civica, ma con il forte impegno delle Istituzioni. Altrimenti come potremmo difendere l’Italia? [L.S.]

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Il libro

M a r t i n a h a quattordici anni ed è una ginnasta professionista. Insieme a Carla e Nadia è in trasferta in Romania: il loro team partecipa alle g a r e d i qualificazione per le Olimpiadi. La tensione è altissima e vincere è l'unica opzione possibile. Martina osserva Carla e Nadia, più carine, più brave, più ricche. Le guarda e le studia – i corpi adolescenti che dovrebbero esplodere e che invece sono intrappolati nella ferrea disciplina atletica, spia i loro giochi segreti, ascolta le loro continue, allarmanti profezie – e lotta con loro per un posto in squadra. Le sostiene ma anche le detesta, e cerca piano piano di ritagliarsi uno spazio speciale e tutto per sé. La competizione all'interno della squadra si somma poi alla spietata lotta contro le squadre degli altri paesi. Le cinesi, soldatine così spaventose e così precise, dominano i pensieri di Martina e delle sue compagne, insieme alla minuscola Petrika, luminosa stella rumena, che è senza dubbio la ginnasta più brava e quindi più odiata: il suo talento e la sua grazia diventano una minaccia per tutte. Nelle palestre e nelle arene, tra salti tripli, rondate e l'incubo di cadere di collo dalle parallele, fra boschi bianchi di neve e la temperatura sotto lo zero, la paura e l'orrore arrivano veloci e cattivi, proprio come i lupi. Edito da Feltrinelli - Prezzo: 14,00 euro


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Ecco i VINCITORI del Concorso “Riprendiamoci Svago”

Primo classificato: Giuseppe Piccolo, Napoli. - L’Attimo

Secondo classificato: Vanessa Schena, Bari. - Prospettive

Anno importante, moltissime fotografie pervenute in redazione. Il concorso “Riprendiamo Svago” si afferma per il 2° anno come tra i concorsi amatoriali di rilievo in Italia. Il grande merito va ai nostri lettori, che si confermano bravi fotografi e attenti osservatori della realtà. In questa pagina le foto vincenti. La prima categoria è stata la più “gettonata”, quest’anno ha avuto un livello elevato, e un numero di immagini notevoli. La fotografia accanto, vincitrice della categoria a tema libero, è stata scattata a Lisbona dal nostro lettore Giuseppe Piccolo di Napoli. La scelta della foto - dice Giuseppe rappresenta l’intesa perfetta tra la materia, cosi palpabile tangibile e il tempo impercettibile che sfugge di mano senza che ce ne accorgiamo ma che in questa foto è inverosimilmente “intrappolato”. Essa rappresenta in forma metaforica quel momento, della vita, in cui non c’è bisogno di voltarsi indietro, né pensare al futuro ma cogliere quell’ATTIMO in cui tutto ciò che si

desidera è li davanti a noi e nessuno sa quando potrà tornare. La fotografia a Giuseppe piace definirla come “un racconto silenzioso di emozioni” che riaffiorano insieme ai ricordi e che dentro di noi fanno rumore perché rivivono al di là del tempo passato. Da qui la scelta di partecipare al concorso “Riprendiamoci Svago”, dettata soprattutto dalla voglia di esprimere il proprio pensiero e il proprio stato d’animo, attraverso uno scatto che ognuno interpreta a modo suo, ma che solo l’autore può comprendere fino in fondo. Scatti che parlano da soli, ancora più validi perché cercati dai fotografi e non solo frutto di un caso. La copertina è stata dedicata alla categoria “L’Aquila tra presente, passato e futuro”. Scenari non facili da fotografare, per contrasti e ferite ancora presenti. Buone fotografie per il senso estetico e la grande attenzione alla luce e all’equilibrio tra i vari elementi: macerie, ricordi e speranze.

Terzo classificato: Maura Ghiselli, Genova. - Periferie

Quarto classificato: Marisa Tomelli, Pieve di Cento (BO). - Ape sul fiore

Quinto classificato: Marco Di Domenico, Pozzilli (IS). - If not now, when?

Settimo classificato: Nicoletta Cervelli, Roma. - Il Cielo in un Lago

Ottavo classificato: Andrea Lolli, Roma. - Secret Fear

Nono classificato: Serena Novelli, Narni Scalo, (TR). - Specchio

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Sesto classificato: Elisa Cezza, Pozzuolo Martesana (MI). - Leonia

Sezione “L’Aquila tra presente, passato e futuro”

Secondo classificato: Luigi Russo, L’Aquila. - Speranza

Terzo classificato: Fabio Tomei, Cittàducale (RI). - L’Aquila per non dimenticare Quarto classificato: Antonio Giammarini, Roma. - La mia Cabbia

Primo classificato: Veronica Savaris, Mas-Sedico (BL). - Rifiorire


News

Attualità, società, salute, scuola, sport, ...

Tutto pronto per lo “Snowbombing Festival”

Attualità

Una settimana all’insegna della musica e dello snowboard. Tutto questo è Volvo Snowbombing, festival internazionale riconosciuto di recente come "Best Overseas Festival" al UK Festival Awards. L'edizione 2011 si svolgerà a Mayrhofen, in Austria, tra il 4 e il 9 aprile. Durante l'evento si alterneranno sul palco le migliori band e i più grandi Dj a livello internazionale: The Prodigy, Chase & Status, Fatboy Slim, e John Digweed, sono solo alcuni dei nomi che si esibiranno dal vivo "on stage". Tutti gli artisti presenti si esibiranno in performance esclusive e in luoghi estremamente suggestivi: enormi igloo e foreste, cime innevate e fienili medievali, costantemente attorniati dagli "ambassador" più folli e divertenti. Grazie alla partnership siglata per il secondo anno con Volvo che darà vita al Volvo Road Trip, gli ospiti provenienti da Inghilterra, Germania, Belgio, Svizzera, Olanda e Italia, raggiungeranno Mayrhofen a bordo di cento auto, messe a disposizione dalla casa automobilistica apposta per l'evento. Ma non è tutto. Giovedì 7 aprile, Volvo offrirà a 250 fortunati vincitori e special guest, una magica gita al Volvo Ice Camp sul ghiacciaio Kitzsteinhorn di Kaprun, dove panorami mozzafiato faranno da cornice al nuovo design delle auto presenti nello showroom Volvo.

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OLIMPIADI ROMA 2020 /

Alta l’età media comitato promotore, inesistente il ricambio generazionale Il Forum Nazionale dei Giovani, accoglie con favore la nomina avvenuta il 23 febbraio di John Elkann nel Comitato d’Onore per Roma 2020. <<La nomina del trentaquatrenne Presidente Fiat - dichiara Andrea Roberti, membro del Consiglio Direttivo del Forum Nazionale dei Giovani con delega allo Sport – non può che farci enorme piacere, già qualche settimana fa avevamo chiesto a gran voce il suo nome alla guida del Comitato perché avremmo avuto la possibilità di lanciare a livello mondiale quel messaggio di esigenza di ricambio generazionale di cui il nostro Paese ha estremamente bisogno e che come Forum Giovani chiediamo oramai da parecchi anni. Ma la sua importante nomina non ci soddisfa pienamente infatti se

andiamo a vedere l’età media degli altri membri, tutti senz’altro personaggi di alto profilo ed autorevoli, ad esclusione di John Elkann ed Azzurra Caltagirone, è ben superiore ai 60 anni e lo stesso Presidente del Comitato Promotore, Mario Pescante ha oltre settant’anni. Le Olimpiadi che rappresentano non solo il maggior evento sportivo mondiale ma anche e soprattutto l’occasione di dimostrare, avendo gli occhi di tutto il mondo puntati addosso, che l’Italia saprà trarre il massimo giovamento di sviluppo economico e strutturale per il proprio territorio, e puntare su di un Comitato Promotore, che ricordo dovrà lavorare per i prossimi 9 anni nel caso nel luglio 2013 vincessimo l’assegnazione dei

Giochi Olimpici, con un’età media ampiamente al di sotto dei 45 anni, e sotto la guida di un giovane, come fu nel 1958 per Giulio Andreotti eletto presidente del Comitato per Roma 1960 a soli 39 anni, avrebbe rappresentato per il nostro Paese una opportunità unica per avviare quel ricambio generazionale di cui tanto si parla ma che nessuno ha il coraggio di compiere. Speriamo, ed aggiunge sempre Andrea Roberti, che nella scelta dei prossimi dirigenti e consulenti del Comitato Roma 2020 ci sia spazio per i numerosi giovani imprenditori e consulenti presenti nel nostro territorio, ed in questo siamo sicuri che John Elkann saprà tutelare questa generazione>>.

'Leonardo' è partito per lo spazio Il modulo abitativo realizzato per conto dell'Agenzia Spaziale Italiana, è partito a bordo dello Space Shuttle Discovery per il suo viaggio definitivo nello spazio. Il lancio è avvenuto con successo dalla base del Kennedy Space Center in Florida il primo marzo. Da quel momento 'Leonardo' è diventato parte integrante della Stazione come modulo permanente. “La decisione della Nasa di trasformare il modulo

'Leonardo' in un elemento permanente della Stazione spaziale internazionale - spiega Enrico Saggese, presidente dell'Agenzia spaziale italiana - è una ulteriore conferma delle capacita' tecnologiche raggiunte dall'Italia nel settore dei sistemi spaziali abitati". Saggese sottolinea "con molta soddisfazione e legittimo orgoglio" che in queste ore la presenza italiana "si è rafforzata ancor di più": infatti "è da poco

attraccato alla Stazione l'Atv2 Kepler, sistema di trasporto innovativo realizzato anche con un forte contributo italiano. La navicella è stata accolta, come lo sarà Leonardo, dall'astronauta italiano dell'Esa, Paolo Nespoli". 'Leonardo' ospiterà in modo permanente esperimenti, attrezzature e materiali di supporto al lavoro degli astronauti.


Attualità

DONNE INFORMATE: “ISTRUZIONI PER L’USO” Per vivere al meglio le cure oncologiche

Mai sole e ancora belle. Perché la malattia non sia un punto di arrivo, ma una ripartenza per una vita nuova. L'Istituto Nazionale dei Tumori Pascale ha dedicato l'8 marzo ad una giornata di studio all'importanza della qualità della vita delle donne che si ammalano di tumore. Da tempo l'ospedale di Napoli ha attuato una sorta di protocollo parallelo per accompagnare le pazienti nel difficile percorso dalla notizia della malattia, alle fasi anche dolorose della cura, fino alle conseguenze sul corpo e sulla psiche. “Vogliamo prenderci cura delle pazienti e non solo curarle – spiega l'oncologo Sandro Pignata, che con i colleghi Giuseppe D'Aiuto e Stefano Greggi e lo psicologo Francesco De Falco ha organizzato la seconda edizione della manifestazione dal titolo “L'immagine ritrovata: la centralità della qualità di vita della paziente oncologica” - Condividono questo nostro punto di vista l'Istituto

Regina Elena di Roma e l'Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Oltre alla Lega Italiana per la lotta contro i tumori”. “Tante donne, dopo la guarigione, non le rivediamo più e lo capiamo – dice Pignata – perché tendono a prendere le distanze da tutto ciò che ricorda loro la malattia. Ma molte ritornano in ospedale e diventano nostre collaboratrici volontarie. Pronte a sostenere psicologicamente chi comincia il cammino per guarire”. Quando viene diagnosticato un tumore, il malato entra in un vero e proprio stato di crisi. L'eventualità della propria morte porta a cambiare il rapporto con se stessi e con gli altri e si innesca un'alterazione del proprio equilibrio attraverso l'individuazione di soluzioni adattive, conseguenti all'accettazione o meno della malattia. “Diventa per noi un discorso culturale – sottolinea Francesco De Falco – che ci porta a tenere in grande

considerazione le conseguenze degli interventi chirurgici, oggi sempre meno invasivi fortunatamente, e dei farmaci”. Discorso che ha portato alla creazione del Dipartimento Qualità della vita nell'ospedale Pascale, attrezzato con nido e ludoteca per i figli piccoli delle pazienti, assistenza psicologica anche per i familiari, palestra per la riabilitazione, massaggi shiatzu, corsi di danza e la collaborazione di nutrizionisti per imparare a cucinare i cibi giusti nelle fasi di guarigione. “La dottoressa Monica Pinto ha anche portato un nutrito gruppo di pazienti all'ultima Maratona di Napoli”, aggiunge De Falco”. Ogni anno, sono circa 250 mila le donne che si confrontano con la malattia. Nonostante si diffonda sempre di più la prevenzione, i tumori al seno rimangono la prima causa di morte. “Continua per le donne la migrazione sanitaria alla ricerca del centro specializzato più vicino casa –

denuncia Giuseppe D'Aiuto – Nonostante l'Unione europea raccomandi di istituire nuovi centri di alta competenza in oncologia”. L'8 marzo, Festa della donna, è stata l'occasione per parlare di tutto questo presso l'Aula Cerra del Pascale. Tra i temi trattati la psiconcologia, il meccanismo di azione dei nuovi farmaci, la ricostruzione chirurgica, le conseguenze sulla fertilità, il volontariato. Dramma nel dramma della malattia sono le conseguenze sul corpo. Al primo posto la caduta dei capelli, vissuta come una diminuzione di bellezza e sensualità in grado di interferire con la propria individualità e personalità. Nelle donne l’impatto è forte perché i capelli sono simbolo di femminilità e seduttività, e anche per una persona non più giovane avere la testa in ordine è molto importante.

Lo spot sul nucleare italiano è ingannevole "L'Istituto dell'Autodisciplina pubblicitaria ha dichiarato che la pubblicità del Forum nucleare italiano non è conforme agli articoli 2 e 46 del Codice di Autodisciplina della comunicazione e ne ha ordinato pertanto la cessazione, perché si tratta di una pubblicità ingannevole. Bocciati dunque i furbetti del nucleare, che sotto le mentite spoglie di una pubblicità informativa hanno cercato di manipolare l'opinione pubblica su un tema che ha invece bisogno di un'informazione equilibrata e approfondita". Lo dichiarano i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, rendendo noto la pronuncia del Giurì dell'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria, che ha accolto

pienamente il loro ricorso presentato nelle scorse settimane. "Inoltre - aggiungono i senatori del Pd - lo spot è stato bocciato perché in contrasto con l'articolo

46, che in materia di appelli al pubblico richiede che 'i promotori dei messaggi possono esprimere liberamente le proprie opinioni sul tema trattato, ma deve risultare chiaramente che si tratta di opinioni dei medesimi promotori, e non fatti accertati, e che tali messaggi devono riportare l'identità dell'autore'. Una bocciatura dunque su tutta la linea per il Forum nucleare italiano, che ha fatto addirittura ricorso a dei messaggi 'subliminali' nei suoi spot televisivi, omettendo di riferire al pubblico che i promotori e finanziatori del Forum sono i principali interessati dal punto di vista economico al ritorno del nucleare in Italia.

Pag. 7


C’è una Nazione intera da festeggiare quest’anno ma è difficile far finta che gli anni non siano passati


Vi abbiamo proposto questo splendido messaggio augurale all'Italia, quella dentro e fuori i confini, per i 150 anni dell'UnitĂ  che, nonostante qualche voce stridente e scordata che si commenta da sola, finalmente festeggeremo il 17 marzo. Testi ed immagini sono tratte dal video predisposto da Tecnova. Un omaggio alla grande Nazione che i nostri padri, con il sudore e il sangue, ci hanno guadagnato con il primo e il secondo Risorgimento e che dovremo consegnare, con onore, ai nostri figli. Ringraziamo Goffredo Palmerini e la sua cara amica Giovanna Chiarilli, giornalista e autrice per Rai International, per avercelo segnalato. Tanti Auguri, ITALIA!!! - http://auguri.tecnova.it/ Pag. 9


Pianeta Giovani

L

a scuola, così come altri luoghi dell'educazione, è uno spazio interattivo che coinvolge nello stare insieme e nel trovare occasioni comuni di progetti, giochi, azioni, in un comportamento reciproco tra gli allievi che arrivano da lontano, con stili cognitivi propri, linguaggi diversi, forme culturali già interiorizzate, di cui gli

LA SCUOLA E I VALORI DELLA PACE educatori devono riconoscere il valore, il peso, la rilevanza. Una pedagogia dello scambio prevede interazioni, intrecci di saperi e culture, nell'organizzazione del sistema educativo che non deve restare rigido su posizioni di prevaricazione, ma dovrebbe consentire spazi e tempi adeguati alle esigenze di ciascuno, strutturandosi in modo duttile e relazionale, collegandosi in modo positivo con il territorio, organizzando le differenze di abitudini, di cibo, di cultura orale, di scrittura e lingua. Gli operatori scolastici hanno il compito di osservare la complessità che si origina dagli incroci delle differenze, attraverso un lavoro paziente e metodico che trova le sue radici nel dialogo e nell'interpretazione, in percorsi didattici per ricercare modi, spazi e tempi di coesistenza, nei quali la consapevolezza di sé, delle proprie origini, della propria cultura, riesca a coniugarsi con il rispetto dell'altro. Il sistema scolastico deve favorire al suo interno relazioni complementari tra gli allievi che appartengono a culture differenti, stabilendo relazioni verso l'esterno, senza prevaricazione, con rispetto reciproco, evitando processi di ghettizzazione interni ed esterni, nella disponibilità al dialogo e al cambiamento, con la convinzione che l'apertura può limitare l?insorgere di conflitti ed è necessaria al rafforzamento delle identità reciproche, al mantenimento e alla sopravvivenza della propria cultura. La storia dell'umanità è costituita di fusioni etniche e ibridazioni dialogiche di gruppi diversi, dove qualunque cultura non ha mai una sola origine, ma è narrazione storica di culture altre, lingue e saperi che si incontrano e continuano ad intrecciarsi, fondendosi e confondendosi gli uni negli altri, nel valore delle mescolanze, degli incontri, degli incroci che si originano dal movimento di donne e uomini, di culture, nel flusso continuo e inarrestabile di genti, idee e progetti. Gli spostamenti dei popoli e le migrazioni di massa sono state necessità economiche di ogni epoca, perché sempre sono esistite Pag. 10

popolazioni che hanno cambiato territorio, mutuato abitudini, scambiato strutture sociali, incrociato culture, meticciato economie, trasformandosi a vicenda. La scuola e i suoi operatori hanno dunque il compito di impostare, con sempre maggiore fermezza, il rifiuto delle posizioni che rivendicano la purezza della razza, come idea pericolosa, sbagliata e criminale, che ingenera discriminazioni e razzismi di ogni sorta. L'istituzione scolastica ha il dovere di spiegare e trasmettere alle nuove generazioni l'infondatezza delle teorie sulla purezza razziale, in quanto foriere di pregiudizi, stereotipi e conseguenti intolleranze e discriminazioni, all'interno del tessuto sociale multietnico, dove si insinua sempre il seme del conflitto culturale, della violenza e prevaricazione tra gruppi ed etnie. La valorizzazione dell'idea culturale della pace e della nonviolenza, per un futuro ecosostenibile, a misura di persona, deve essere alla base della gerarchia epistemologica delle materie di insegnamento, che proclamino la necessità della coesistenza tra genti, gruppi e minoranze, nella necessità del dialogo portatore di cambiamento e progresso costruttivo, nella società pluriculturale, dove le etnie e i popoli si sono sempre incontrati ed incrociati in ibridazioni secolari e transculturali. La mescolanza, l'ibridazione, il meticciato tra civiltà costituiscono valori imprescindibili contro lo stereotipo preconcettuale dell'omologazione e del livellamento delle differenze, perché il significato di diversità è implicito in ogni singolo individuo e in ogni persona, a livello individuale e collettivo, nell’insieme dei popoli e delle genti che coesistono nel pluriverso delle culture e nell’insieme delle identità di tutti e di ciascuno. La scuola deve farsi promotrice dei valori della pace dell'intercultura tra genti, gruppi e minoranze che costituiscono l'identità del soggetto umano a livello individuale e singolare. Il soggetto si declina in molteplici accezioni del concetto di differenza apportatrice di

d i v ersità, dove il singolo, costituisce lo specifico di un intero popolo, nella valorizzazione della persona, come pluriverso e microcosmo dell'identità plurima e plurale, molteplice e collettiva, composta di mescolanze e ibridazioni di identità soggettive, componenti un ampio insieme di gruppi etnici che si incontrano, si scontrano e si incrociano nel corso della storia di ogni tempo e ogni spazio. La cultura della pace e della nonviolenza orienta le giovani e nuove generazioni alla convivenza e coesistenza pacifica delle differenze, ibridate nel percorso storico del contesto sociale e del tessuto culturale. Nella scuola, come nella società, occorrono esempi di militanza per la tutela e il rispetto dei diritti civili, di etica umana e di interesse per gli altri che soffrono, parlando alle coscienze dei cittadini, facendo maturare il rifiuto della guerra, delle tante guerre, delle discriminazioni e delle schiavitù, considerando inaccettabili questi contenuti di morte, di sofferenza, di disumanità. L'umanità dovrebbe imparare a non contemplare la guerra nella sua visione del mondo e della vita, compiendo lo sforzo intellettuale di evitare le guerre e di disegnare un mondo senza conflitti armati e soprattutto ritrovare quello che è rimasto di umano in ciascuno di noi, per trasformare l'utopia di un mondo senza conflitti e senza schiavitù, in progetti di cultura e di civiltà, opponendo la vita alla violenza di massa, alla discriminazione, alla disuguaglianza dei diritti, dove l'abolizione del conflitto armato è un cammino da percorrere individualmente e collettivamente. Laura Tussi Istituto Comprensivo Prati, Desio (Monza e Brianza)


Medicina

IL VACCINO CONTRO IL PAPILLOMAVIRUS Chi contrae l'infezione da HPV(Papillomavirus) di tipo 16 e 18 ha un rischio di 500 volte di sviluppare un cancro della cervice uterina, una cifra impressionante se rapportata al rischio del cancro del polmone da fumo di sigaretta che è di 20 volte. È un virus a DNA, la sua scoperta risale all'inizio dei primi anni 90'. L'HPV16 rappresenta il 70% di tutte le infezioni da HPV in Europa e nel nord America, mentre quello di tipo 18 è responsabile del 15% circa dei casi. Ci sono altri ceppi oncogeni meno importanti come il tipo 45(9%),il 33(4,5%),il 59 (2,2%) . Il

9% delle donne con citologia normale al pap test risulta HPV positiva contro 80-90% che presentano lesioni preinvasive(solo infezione) e il 95100% di queste affette da cancro della cervice. Appunto per questo è stato scoperto il vaccino contro l'HPV 16e 18, l'ideale sarebbe vaccinare le ragazze verso i 12 anni, quando non sono ancora state esposte al contagio con il VIRUS attraverso i rapporti sessuali. È possibile vaccinare anche le donne più avanti negli anni perchè l'infezione da HPV conferisce un'immunità naturale molto debole e non persistente, così

che le reinfezioni sono molto frequenti nel corso della vita. La trasmissione è per via sessuale ma adifferenza dell'HIV basta il contatto cutaneo nell'area dei genitali per cotaggiarsi.Il vaccino è stato dimostrato sicuro e ben tollerato inoltre induce un titolo anticorpale molto più elevato di quello indotto dall'infezione naturale. I risultati degli studi osservazionali confermano la presenza di titoli anticorpali è 17 volte maggiore a quella dell' immunità naturale per l'HPV 16 e 14 vote per l'HPV 18 anche a distanza di 4,5 anni dalla

vaccinazione iniziale. L'effetto protettivo di questo vaccino sembra estendersi anche all'HPV 45 (effetto protettore del 94%) e all'HPV 31(effetto protettivo del 55%). Il cancro della cervice uccide una donna ogni due minuti, un Killer che gli esperti giurano però abbia i giorni contati. E grazie al vaccino contro il Papillomavirus quindi speriamo che sempre più donne usino questo vaccino per prevenire malattie che possono essere anche fatali. Alfonso Tiberi - Ginecologo

Il “G” ritrovato di Carlo Di Stanislao

Il nostro prof. Jannini aveva ragione: il punto G esiste e non è un mito. Lo dichiara la ginecologa francese Buisson in un libro appena pubblicato:"Chi ha paura del punto G? Il piacere femminile, un'angoscia maschile", rilanciando oltralpe il dibattito sulla zona erogena delle donne tanto chiacchierata e ricercata. Tra il 2009 e il 2010 la Buisson ha realizzato una serie di ecografie del clitoride e del coito grazie a una coppia di volontari che si sono prestati come cavie. Con l'aiuto di Pierre Foldes, chirurgo specialista della riparazione del clitoride, l'autrice ha realizzato una cartografia di questo organo “troppo spesso dimenticato”. “Non pretendo di avere risolto tutti i misteri - dice la ginecologa -. Ma c'è una logica anatomica che giustifica l'esistenza del punto G. Certo non c'è solo una spiegazione meccanica”. E aggiunge: “Non c'è ragione che quest'organo sia un dominio inesplorato. Il piacere femminile non è solo nella testa”. Questo punto, che porta il nome di Ernst Gräfenberg, il ginecologo tedesco che per primo lo descrisse, è per molti scienziati solo una leggenda metropolitana. Lo scorso anno una ricerca condotta da un gruppo di scienziati del King's College di Londra guidati dal ricercatore Andrea Burri, pubblicata dal of Sexual Medicine che il fulcro del piacere femminile è solo un mito. la ricerca inglese si è subito espressa la sessuologa Beverley Whipple, che da sempre avvalora l'idea del punto G. Secondo il suo giudizio lo studio dei ricercatori del King's College "è pieno di crepe": avrebbero ignorato le esperienze delle lesbiche o delle donne bisessuali ed errato nel considerare gli effetti di avere differenti partner sessuali con differenti tecniche amatorie. verità già nella cultura orientale era conosciuta una zona del corpo della donna che, oltre il clitoride, era determinante per il suo piacere sessuale: negli antichi testi filosofico-religiosi

quest'area era definita "punto del sole" o "punto del piacere". In occidente, nella seconda metà del XVII secolo, un medico e speziale olandese, Reigner de Graaf (16411693), in un suo trattato di medicina - poi andato perduto, ma ricordato negli scritti di

vari autori suoi contemporanei - riferì la presenza di un'area, in prossimità della vagina, di particolare sensibilità erogena. I test che hanno esaminato sistematicamente l'innervazione della parete vaginale dimostrano che non esiste un'area o un punto di maggiore innervazione o di maggior densità di terminazioni nervose. Ma forse l’errore era ricercalo in un’area sbagliata, la vagina, mentre si troverebbe nel clitoride. Ipotesi già ventilata ricercatrice australiana Helen O'Connel negli anni ’90. Invece nel febbraio

del 2008 il professor Emmanuele Jannini, Docente di Sessuologia Medica dell'Università degli studi dell'Aquila ha pubblicato, sulla rivista Journal of Sexual Medicine, uno studio teso a dimostrare, anche per mezzo di ecografie vaginali, la presenza - solo in alcune donne - di un ispessimento della parete divisoria tra uretra e vagina che sarebbe da identificarsi con il punto Il fatto che due donne individuino il punto G nel clitoride ed una maschio nella vagina, ha forse a che vedee con l’idea di cancellazione mascolina di quell’area che sembra un piccolo fallo. Com’è noto, delle allieve di Freud che si avvicinano, seppur con le dovute differenze, al pensiero freudiano (J . Lampl-De Groot , H.Deutsch, R. McBrunswick) hanno sviluppato, nel tempo e nella stessa scienza, l’idea che la tendenza fallico-attiva mascolina siad'ostacolo al raggiungimento della disposizione femminile, per cui la clitoride ha connotazione di un organo maschile monco, inadeguato e superfluo, a cui è necessario rinunciare. Dalla’altro lato, i contributi di autori che si discostano dal pensiero freudiano (K. Horney, M. Klein, E. Jones), hanno prodotti l’idea che l'investimento della clitoride è secondario e sorge sulla repressione di un precoce interesse e di una precoce sensibilità vaginale. Insomma, dove e come sia la passione è difficile da definire per ogni donna e, soprattutto, occorre che l’uomo impari e faccia propria l’idea che le donne hanno una sessualità. Fra molte incertezze vi è una cosa certa. Per una donna fare l'amore vuol dire vivere la propria femminilità, esprimendo seduzione, potere di attrazione, ricettività e accoglienza. Nel corso dei secoli la sessualità femminile ha vissuto profondi cambiamenti che hanno portato alla liberazione del piacere, a un eros più aperto e meno trattenuto, punto G a parte. Pag. 11


Spettacolo

Festivalgossip

Storia di altre Storie

Foto e curiosità di Manuel Romano

Nuovo ritratto di Francesco Guccini di Sandro Coletti

Paolini: ma che ho fatto di male? Vecchioni si chiede: “svecchioniamo” il Festival?

La moglie di Paolo Kessissoglu si lamenta per non essere stata anche lei una “primadonna” Luca apprende che Belen ha intenzione di lasciare Corana

Alba Parietti, sola, senza invito e senza ... Poter gustare un dolce abruzzese Mentre Morandi si reca a cena con la moglie, Mazzi gli raccomanda la “bipartisan” del programma .

Patty Pravo contrariata dal flop va via e afferma: “non ho stonato e non ho steccato”.

Al Bano con il brano “Amanda è libera” è soddisfatto del terzo posto

La famiglia Rodriguez cerca di brillare al Festival, tra autografi, passarelle e debutti


Mini-Convention VENERDÌ 25 MARZO 2011 ore 10.30 - 12.00 Presso l’AGENZIA ALLEANZA TORO S.p.A. Via Cardinale Mazzarino,76 - L’AQUILA Alleanza Assicurazioni ricerca LAUREATI e DIPLOMATI di età compresa tra i 25 ed i 35 anni da inserire nelle proprie filiali

Per informazioni telefonare al

0862 / 410724


CineCiak Musica Nuovo album per il gruppo aquilano, attivo dal 2004, che si autodefinisce, proprio per sfuggire a non troppo utili categorizzazioni, band progressive /reggae. Il disco infatti si apre con quella che parrebbe, senza esagerare in paragoni, una jam session tra Peter Tosh e Claudio Simonetti e che fa da intro a “Magnitudo 6.3”, cruda istantanea del 6 aprile 2009, in cui si rincorrono le impressioni indifese del momento del sisma, i sogni soffocati e le fragilissime speranze delle giornate immediatamente successive; unica consapevolezza, la voglia e quasi il dovere di “tenere tosto ad ogni costo”. Il resistere può essere inteso come tema portante dell’album: resistere alla Pag. 14

La storia di un’adolescenza vissuta troppo in fretta. Ludovico è un diciottenne che non riesce a vivere la sua età. Orfano da quando era piccolo e cresciuto da uno zio tossicodipendente, ricerca nelle donne, in particolare in quelle più grandi, l’amore incondizionato nel tentativo di riempire il suo vuoto affettivo, ma senza riuscirci davvero. Quando Ludovico s’innamora di Giulia, amante di suo zio, sar�� costretto ad aprire gli occhi sulla sua situazione familiare e sentimentale. Dopo aver toccato il fondo spirituale e morale, Ludovico cercherà di ritrovare davvero se stesso e diventare un ragazzo della sua età. Diretto dall’attrice Elisabetta Rocchetti, con Marco Rulli, già protagonista di Ti stramo e G-Max. Con questo film, attraverso il personaggio di Ludovico e i rapporti che instaura con i suoi coetanei e con le donne, la regista vuole gettare uno sguardo su alcuni comportamenti che sembrano il sintomo di un certo disorientamento e di una difficoltà nel rapporto fra generazioni tipico della nostra società. Ludovico, il protagonista, è un ragazzo orfano cresciuto con valori affettivi deviati che non riesce a relazionarsi completamente con i ragazzi della sua età. Un ragazzo di bell’aspetto che, cresciuto senza nessun tipo di educazione sentimentale, si ritrova a vagare nel mondo femminile senza bussola e senza capire cosa sia veramente l’amore. Conosce il sesso come unico mezzo di comunicazione e per questo è attratto dalle donne più grandi, quelle più adatte a farlo sentire amato. Attraverso la vita di Ludovico, dall’altro lato, si mette in risalto alcuni comportamenti tipici di certe donne “mature”, che per disperazione si riducono a inseguire chimere, cercando l’amore di ragazzi molto più giovani, pur di non subire il mostro crudele della solitudine. Premio della Critica e Premio Miglior Attore al Terra di Siena Film Festival 2010.

LIBERERITMICHE mala sorte, al mondo a tratti assurdo, in cui “non c’è più limite all’impossibile” e dove è appunto l’assenza di un limite da superare che annulla ogni moto di sfida, e spinge a standardizzarsi, ad un omologazione a tratti insopportabile, ed inutili sono i tentativi di fuga facili e momentanei, come sembrano suggerire pezzi quali “Piazza Dam” e “Sabato alcolico”. Questi ultimi due brani dimostrano come le Liberitmiche abbiano sv iluppato una personalità ben definita, che non ha paura di allontanarsi, senza ricorrere a facili buonismi, da tematiche forse un pò troppo abusate da gruppi nostrani dell’area reggae o dalle posse. La resistenza espressa nelle

canzoni è inoltre resistenza verso se stessi, poichè sempre più spesso ed in maniera sempre più diffusa si cede ad una sorta di pigrizia culturale, che spinge a seguire in maniera acritica chi vuole spiegarci “il senso della vita e quello della storia”, scordandosi che “la mente è libera” e che sentirsi liberi dovrebbe sempre essere “uno stato di necessità”, qualcosa cui anelare e che può manifestarsi semplicemente nell’espressione di u n ’ o p i n i o n e n o n preconfezionanta, derivante quella che un tempo veniva chiamata giustizia orizzontale, nata dal confronto e non da un’imposizione. Dal punto di vista del sound è da

sottolineare una volta di più la piacevole misura in cui agli stilemi tipici della musica reggae si innestano spunti provenienti dalla musica progressiva, in particolare italiana, soprattutto nell’uso dei sintetizzatori, (basti pensare ai fratelli Nocenzi o a Le Orme, tanto per avere un’idea) creando un’atmosfera sospesa, quasi onirica, ed al contempo adrenalinica e che nel brano finale, “Confini”, raggiunge probabilmente la massima espressione. Le tredici canzoni scorrono allora quasi liquide e dopo averle ascoltate, fanno venire voglia di sentirle dal vivo, ma soprattutto, ci si sente davvero meglio. Sandro Coletti


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L’IMPRONTA L’Aquila

SEMINARIO

COMUNICARE NO PROFIT Protagonisti, scenari e linguaggio della Comunicazione Sociale

L’AQUILA - 24 - 25 - 26 Marzo 2011 ore 10,00 Istituto Tecnico Industriale “Amedeo di Savoia”

INGRESSO GRATUITO Interverranno: Mons. Giovanni D’Ercole (Vescovo ausiliare dell’Aquila) Stefano Pallotta (Presidente Ordine Giornalisti d’Abruzzo) Mauro Tursini (Responsabile Formazione CSV-AQ), Luisa Stifani (Direttore Responsabile L’Impronta), Patrizia Tocci (Popolo Carriole), Alessio Di Florio (Responsabile Comunicazione Peace-Link), Agnese Ginocchio (Cantautrice ed Ambasciatrice Movimenti per la Pace), Apertura lavori: Gianna Colagrande (Dirigente ITIS A. Savoia - AQ) Moderatore: Mario Narducci (Presidente dell’Istituto di Abruzzesistica e Dialettologia)

Per informazioni - Segreteria Organizzativa 349.2100919 - 347.8825775



SVAGO, anno 2011, n.° 01