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RASSEGNA STAMPA LOCALE

Marzo 2012 In questo numero: 01 marzo

Provincia Pavese

Noi della Coldiretti e i danni dei cinghiali

01 marzo

Provincia Pavese

Broni-Mortara pronto il “piano B� di Legambiente

01 marzo

Provincia Pavese

Centrale a olio, Comune e Provincia contro

02 marzo

Provincia Pavese

Inflazione + 3,3 % spinta da gelo e tir

02 marzo

Provincia Pavese

Voghera, il party di Brucinela

02 marzo

Provincia Pavese

Piaceri dei camminatori lenti

02 marzo

Provincia Pavese

Torna la primavera dei vini

03 marzo

Il Giorno

Barbieri ospite di Linea Verde

03 marzo

Provincia Pavese

Per la Broni-Mortara 21 cave

03 marzo

Provincia Pavese

Marchio sui prodotti doc

03 marzo

Provincia Pavese

Rivanazzano, Barbieri a Linea Verde

03 marzo

Provincia Pavese

Consorzio tutela punta su bonarda e cruasè

04 marzo

Provincia Pavese

Maschere e carri a Voghera

05 marzo

Il Punto

I cinghiali fanno discutere

06 marzo

Il Giorno

Blitz della finanza

06 marzo

Il Giorno

Agricoltore pagato per non coltivare


06 marzo

Provincia Pavese

Broni-Mortara la Provincia dice no

06 marzo

Provincia Pavese

Blitz della finanza nelle cascine

06 marzo

Provincia Pavese

Linarolo allarme rifiuti in campagna

06 marzo

Provincia Pavese

Paralizzato, risarcito con 430mila €

06 marzo

Provincia Pavese

Danni dai cinghiali approvata la mozione

06 marzo

Provincia Pavese

Bressana nasce il polo scolastico

06 marzo

Provincia Pavese

Amianto e discarica vietati vicino al riso

06 marzo

Provincia Pavese

Summit sul futuro risicolo

06 marzo

Provincia Pavese

Pieve del Cairo, stangata sui terreni agricoli

07 marzo

Inf. Lomellino

Il mondo risicolo alla borsa merci

07 marzo

Provincia Pavese

Quote latte, i furbi devono pagare

07 marzo

Provincia Pavese

La finta primavera danneggia i frutteti

07 marzo

Provincia Pavese

Pac, anticipati i soldi di Bruxelles

07 marzo

Provincia Pavese

Produzione e marchi di qualità 100mila €

07 marzo

Provincia Pavese

Quote latte, ifurbi devono pagare

07 marzo

Provincia Pavese

Broni-Mortara la Provincia è contraria

07 marzo

Provincia Pavese

Broni-Mortara, ultimo passaggio

07 marzo

Provincia Pavese

San Genesio, Imu al minimo

07 marzo

Provincia Pavese

Travacò, aliquote Imu

07 marzo

Provincia Pavese

Riccagioia: corso malattie vitigni

08 marzo

Provincia Pavese

Iva al 23% insorgono le categorie

08 marzo

Provincia Pavese

Contributi ai bisognosi controlli severi

08 marzo

Provincia Pavese

Rovescala vino e turismo

08 marzo

Provincia Pavese

Autostrada, disegni differenti

08 marzo

Provincia Pavese

I vini d’Oltrepò protagonisti

09 marzo

Provincia Pavese

Consumi in calo dell’1%

09 marzo

Provincia Pavese

Risicoltura: incontro a Mortara

09 marzo

Provincia Pavese

Riapre la casa museo Gallini


09 marzo

Provincia Pavese

Mozione anti autostrada

09 marzo

Provincia Pavese

Candia: Coldiretti per il made in Italy

11 marzo

Il Giorno

Tutti a Roma per i nostri cibi

11 marzo

Provincia Pavese

Ladri nei campi, boom di furti

11 marzo

Provincia Pavese

Fondo Kyoto

11 marzo

Provincia Pavese

Riso: tra industrie ancora scontro sui prezzi

12 marzo

Provincia Pavese

Appuntamenti

12 marzo

Provincia Pavese

Broni-Mortara nel 2007 trenta “si”

13 marzo

Provincia Pavese

Spesa alimentare: come 30 anni fa

13 marzo

Provincia Pavese

Appuntamenti

13 marzo

Provincia Pavese

Coldiretti contraria: i soldi per altri progetti

14 marzo

Informatore Lomellino

Il futuro della risicotura

14 marzo

Informatore Lomellino

Ghezzi: “Subiamo l’industria”

15 marzo

Provincia Pavese

Alimentari effetto crisi

15 marzo

Provincia Pavese

La protesta delle mamme in consiglio

15 marzo

Provincia Pavese

Mede: GAL presenta piano di sviluppo rurale

15 marzo

Provincia Pavese

Imu: agricoltori a convegno

16 marzo

Provincia Pavese

Clini apre sugli Ogm: un coro di “no”

17 marzo

Il Giorno

Convegno sul caso cantine Torrevilla

17 marzo

Il Giorno

Cruasè e Bonarda: vini doc al Vinitaly

17 marzo

Provincia Pavese

Tastevin d’oro per due pregiate etichette

17 marzo

Provincia Pavese

Chicchi Ogm: l’ira di Coldiretti

17 marzo

Provincia Pavese

Le risaie ristrette

17 marzo

Provincia Pavese

Broni-Mortara: osservazioni pronto uso

17 marzo

Provincia Pavese

Orti in città

17 marzo

Provincia Pavese

Riccagioia: convegno sulla viticoltura

17 marzo

Provincia Pavese

Turismo e cibo: come crescere


17 marzo

Provincia Pavese

Convegno sulle malattie delle risaie

18 marzo

Provincia Pavese

Contributi ai giovani agricoltori

18 marzo

Provincia Pavese

Festa del vino con De Capitani

18 marzo

Provincia Pavese

Agricoltori autoconvocati contro l’Imu

18 marzo

bando

GAL Lomellina

19 marzo

Il Lunedì

Il progetto di Torrevilla

19 marzo

Il Punto

L’importanza di mangiar bene

19 marzo

Il Punto

Torrevilla: esempio per il territorio

19 marzo

Il Punto

Cinghiali:la Provincia può intervenire

19 marzo

Provincia Pavese

Tavolo di crisi per cibo e vino

20 marzo

Il Giorno

Nino Andena sostituito da un bresciano

20 marzo

Avvenire

Ettore Prandini nuovo presidente

20 marzo

Provincia Pavese

Fanghi: scattano i controlli Arpa

20 marzo

Provincia Pavese

Landriano: la Lega riduce Imu al minimo

20 marzo

Provincia Pavese

Mezzana Bigli, la cascina diventa museo

21 marzo

Provincia Pavese

Lomellina assediata diventa terra di rifiuti

21 marzo

Provincia Pavese

Ferrera l’affare amianto

21 marzo

Provincia Pavese

Il Parco la spunta: niente speculazioni

21 marzo

Provincia Pavese

Corteolona: consigli per l’orto

22 marzo

Provincia Pavese

Cibo e turismo lunedì al Clementi

22 marzo

Provincia Pavese

Finiscono nei campi pavesi i fanghi lombardi

22 marzo

Provincia Pavese

La Versa in cassaintegrazione

22 marzo

Provincia Pavese

Sannazzaro, l’Irpef torna nel bilancio

22 marzo

Il Giorno

Marchio DeCo per micca e miccone

23 marzo

Provincia Pavese

Vistarino, consiglio sull’Imu

23 marzo

Provincia Pavese

Broni, una sola cantina sociale

23 marzo

Provincia Pavese

Cilavegna, la sagra dell’asparago

24 marzo

Avvenire

Imu, scontro tra agricoltori e governo


24 marzo

Provincia Pavese

Territorio e vino,il mercato chiede questo

24 marzo

Provincia Pavese

Broni-Mortara

25 marzo

Il Giorno

Vince Coldiretti: basta soldi al falso made in Italy

25 marzo

Provincia Pavese

Troppa disattenzione verso l’agricoltura

26 marzo

Il Lunedì

Oltrepò Pavese al Vinitaly

26 marzo

Il Punto

Che fatica difendere la collina

27 marzo

Provincia Pavese

-Celtica- una nuova base spumante

27 marzo

Provincia Pavese

Pavesi al Vinitaly

27 marzo

Provincia Pavese

Flavescenza dorata, gli esperti a confronto

27 marzo

Provincia Pavese

Il commercio in collina scommette sul rilancio

27 marzo

Provincia Pavese

Valeggio, non si pagherà l’IMU sulla prima abitazione

27 marzo

Provincia Pavese

Concerto ecologico a Garlasco

28 marzo

Il Giorno

Portalbera, appello del sindaco

28 marzo

Provincia Pavese

Bollicine rosa, cruasé al Vinitaly

29 marzo

Provincia Pavese

Liberalizzazione vigneti

29 marzo

Provincia Pavese

Monticelli, definita l’Imu

30 marzo

Il Giorno

Cigognola, stazione meteo per le aziende vitivinicole

30 marzo

Il Giorno

Il cruasé al Vinitaly

30 marzo

Il Giorno

Broni-Mortara

30 marzo

Provincia Pavese

Agriturismi, effetto primavera

30 marzo

Provincia Pavese

No all’autostrada, si a nuova viabilità

30 marzo

Provincia Pavese

Cigognola inaugura la stazione meteorologica

A cura dell’Ufficio Comunicazione e Immagine Coldiretti Pavia


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Testi e fotografia a cura dell’Ufficio Stampa Coldiretti Pavia

Avviso a pagamento

BANDO GAL LOMELLINA Misura 311 “Diversificazione verso attività non agricole” Sottomisura B “Produzione di energia rinnovabile” Il Gruppo di Azione Locale Lomellina (GAL) è un gruppo formato da soggetti pubblici e privati che aderiscono al Piano di Sviluppo Locale (PSL) allo scopo di favorire lo sviluppo locale di un’area rurale, il GAL redige e delinea la strategie d’intervento e programma le singole azioni sul territorio, anche dal punto di vista economico.

stabilire la posizione che ogni domanda assume all’interno della gra- d. acquisto di attrezzature e macchine per la raccolta di prodotti, duatoria ed avviene valutando nell’ordine le caratteristiche: sottoprodotti e residui della produzione agricola, zootecnica e a. degli interventi, desunte dal Piano aziendale; forestale per l’alimentazione degli impianti energetici aziendali b. dell’impresa o della società; e la movimentazione, consegna e commercializzazione delle c. soggettive del richiedente. biomasse ottenute (pellet, cippato, digestato, ecc.). La biomassa A parità di punteggio definitivo, viene data precedenza all’impresa utilizzata per il funzionamento degli impianti deve provenire, in prevalenza, da aziende agricole; Il Piano di Sviluppo Locale costituisce una parte del più ampio Piano con il rappresentante legale più giovane. e. strutture per lo stoccaggio delle biomasse utilizzate e/o prodotdi Sviluppo Rurale 2007/2013 approvato dalla Regione Lombardia e te. consente ad alcuni territori caratterizzati da un’economia di tipo spic- Gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della catamente agricolo, la possibilità di promuovere un piano organico di domanda, la finanziabilità o meno del progetto presentato viene cosviluppo rurale, tagliato sulle esigenze del territorio e sulle sue specifi- municata in un secondo tempo, è consigliabile attendere quest’ultima Limiti e divieti comunicazione per avviare i lavori. Sono esclusi gli investimenti che prevedono l’utilizzo di scarti e/o rifiuti cità, che attinga dai finanziamenti regionali ed europei. di origine non prevalentemente agricola o forestale, fatto salvo i liquaPer approfondimenti è disponibile il sito internet: www.gal-lomellina.it mi e i sottoprodotti vegetali provenienti da attività agricole utilizzati nelle attività agricole o in impianti aziendali o interaziendali per proI bandi attualmente aperti per richiedere finanziamenti su investimen- La misura 311B PRODUZIONE DI ENERGIA RINNOVABILE durre energia o calore, o biogas. ti sono: Dotazione finanziaria a disposizione del GAL: € 340.000 Nel caso della tipologia “impianti fotovoltaici o impianti solari”, ad ecEntità contributi: 40% spesa ammissibile (20% fotovoltaico) cezione di quelli con integrazione architettonica, l’importo degli inveMisura 121 PSL - Ammodernamento aziende agricole stimenti ammissibili non può essere superiore a quello degli interventi (scadenza 31 marzo 2012) Investimenti ammissibili a cui risultano integrati, in ogni caso il contributo è concesso nei limiti Misura 311B PSL - Produzione di energia rinnovabile Gli impianti di produzione energetica devono essere dimensionati in del 20% del costo dell’investimento. (scadenza 20 aprile 2012) modo da assicurare che, nell’arco dell’anno Nel caso il richiedente si avvalga dei certificati verdi o della tariffa fissa Misura 311C PSL - Spazi di docenza e attività didattiche solare, l’energia prodotta sia in prevalenza ceduta rispetto all’autocon- omnicomprensiva di cui al decreto 18 dicembre 2008 del Ministero (scadenza 20 aprile 2012) sumo del richiedente. dello Sviluppo Economico, il contributo è concesso nei limiti del 40% Misura 313 PSL - Incentivazione attività turistiche del costo dell’investimento, come stabilito dall’articolo 6, comma 3 del (scadenza 20 aprile 2012) Misura 321 PSL - Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale Sono ammissibili gli interventi per la realizzazione in azienda di im- decreto stesso pianti per la produzione di energia rinnovabile La spesa minima ammissibile per ottenere il contributo è pari ad (scadenza 30 marzo 2012) fino ad 1 MW, incluso l’acquisto di attrezzature, servizi e macchine fun- € 5.000. L’aiuto può essere concesso secondo le seguenti tipologie: Gli interventi sono ammissibili esclusivamente nei territori oggetto del zionali alla gestione di impianti per la produzione di energia a favore di utenze locali, quali: • contributo in conto capitale: è possibile richiedere una erogaPiano di Sviluppo Locale del Gal. zione in base all’anticipo, previa garanzia fideiussoria, o allo stato Tutte le domande sono soggette a valutazione in relazione ai progetti di avanzamento del progetto, e un saldo finale; proposti con assegnazione di punteggi di priorità, verranno finanziate a. impianti termici e di cogenerazione alimentati a biomasse vegetali; • contributo in conto interessi sui finanziamenti concessi: gli in ordine decrescente di punteggio fino ad esaurimento delle risorse b. impianti di gassificazione; interventi sono calcolati in equivalente sovvenzione lorda con disponibili. abbuono di interessi su mutui concessi da Istituti di credito conL’attribuzione del punteggio di priorità, è elemento indispensabile per c. impianti fotovoltaici o impianti solari, solo se integrati con altri investimenti di cui alle lettere precedenti; venzionati.

Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale: l’Europa investe nelle zone rurali PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura Attività di informazione misura 111/B che è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia; cofinanziato dell’Unione Europea attraverso il FEASR


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Testi e fotografia a cura dell’Ufficio Stampa Coldiretti Pavia

Avviso a pagamento

Vince la Coldiretti, niente più soldi pubblici al falso pecorino La Simest, finanziaria partecipata dal Ministero dello Sviluppo economico, cede le quote di partecipazione in Lactitalia, la società che produce in Romania con latte rumeno pecorini e caciotte che fanno concorrenza alle aziende del vero made in Italy. L’annuncio è giunto al termine della manifestazione promossa a Roma dalla Coldiretti e dall’alleanza per il Made in Italy, formata dalle associazioni dei consumatori e degli ambientalisti, e dai di 2215 i comuni, 12 regioni, 26 province, 41 Camere di Commercio e 119 tra Comunità Montane, Consorzi di Tutela e altri enti come Unioncamere, che hanno adottato delibere con le quali si denunciava che le operazioni di sostegno dell’Italian sounding, da parte della Simest, determinano danni gravi in quanto bloccano ogni potenzialità di crescita delle imprese italiane a causa della “saturazione”del mercato con prodotti che richiamano qualità italiane senza essere di origine nazionale. “È un grande risultato della nostra mobilitazione, finalmente ha vinto il buonsenso - ha sottolineato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini - Una vicenda incredibile si

è chiusa positivamente ma ci chiediamo in quali altre occasioni ci sia stata una cattiva utilizzazione delle risorse pubbliche come questa senza che nessuno se ne occupasse o intervenisse. Per questo ora l’impegno del Governo e del Parlamento deve essere rivolto a vietare per legge il finanziamento pubblico di prodotti realizzati all’estero che imitano il vero Made in Italy. Occorre - ha concluso Marini - avere la forza di distinguere la vera internazionalizzazione da quelle forme di delocalizzazione aggravate dall’uso improprio del “marchio Italia” che danneggiano il Paese facendo perdere occupazione e svilendo il valore del Made in Italy, costruito con sacrifici da generazioni di imprenditori”. Dopo la denuncia di Coldiretti a scendere in campo è stato lo stesso ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera che, in una direttiva inviata il 9 marzo alla controllata Simest, ribadiva “l’assoluta necessità di contrastare e evitare la pratica dell’italian sounding (il falso made in Italy) da parte di imprese che, per le proprie iniziative di internazionalizzazione, usufruiscono di un supporto pubblico”. Il finanziamento da parte dello Stato al fin-

to made in Italy rappresenta solo uno dei troppi casi di disattenzione e sottovalutazione nei confronti di una delle poche leve competitive di cui il Paese dispone per ricominciare a crescere. “Vogliamo rivolgere un sincero grazie – dichiara Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia - a tutte le amministrazioni comunali che hanno adottato la delibera di difesa del made in Italy ispirata da Coldiretti e contemporaneamente ci stupiamo che molti enti e consorzi, che dovrebbero avere nel proprio DNA la salvaguardia, la promozione del territorio e la difesa del made in Italy, abbiamo fatto orecchie da mercante alla richiesta di Coldiretti, fingendo che l’impegno non fosse necessario perché scontato. Nulla è scontato, evidentemente non è ancora finita la stagione del ben predicare e mal razzolare. È facile fare grandi dichiarazioni nei convegni per poi ritrarsi quando occorre l’impegno in prima persona per non correre il rischio di urtare i poteri forti”.


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Testi e fotografia a cura dell’Ufficio Stampa Coldiretti Pavia

Avviso a pagamento

AVVISO alle aziende agricole Condizionalità in agricoltura: Lombardia, approvate le regole per il 2012 La condizionalità rappresenta, all’interno dell’Unione Europea, l’insieme delle regole che gli agricoltori devono rispettare per l’accesso ad alcune sovvenzioni Comunitarie, si tratta di impegni rivolti alla sicurezza alimentare, alla tutela dell’ambiente, all’igiene e benessere degli animali e al corretto mantenimento dei terreni e degli elementi caratteristici del paesaggio. Gli adempimenti relativi alla condizionalità sono da tempo in vigore, ma solamente a partire dal 2005 il rispetto di tali adempimenti è “condizione” necessaria per percepire gli aiuti diretti, da qui si origina il termine “CONDIZIONALITÀ” . I soggetti tenuti al rispetto di queste regole sono i beneficiari di pagamenti diretti PAC ai sensi dell’allegato 1 del Reg. (CE) 73/2009, i beneficiari dei programmi per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti, per la vendemmia verde, per il premio di estirpazione vigneti e delle misure 211, 214 e 221 del PSR 2007-2013. La condizionalità si applica attraverso un insieme di ATTI, chiamati Criteri di Gestione Obbligatori (C.G.O.) e di NORME, definite Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali (B.C.A.A.). I Criteri di Gestione Obbligatori (C.G.O.) sono disposizioni contenute in regolamenti e direttive emanati dall’Unione Europea che da tempo sono entrati a far parte della normativa nazionale riguardanti: • l’ambiente;

la sanità pubblica, la salute delle piante e degli animali; • l’igiene ed il benessere degli animali. Le Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali (B.C.A.A.) sono impegni minimi di carattere agronomico che hanno la finalità di: • prevenire l’erosione del suolo; • mantenere i livelli di sostanza organica nel suolo mediante opportune pratiche; • mantenere la struttura del suolo; • assicurare il livello minimo di mantenimento dell’habitat evitandone il deterioramento. Con DGR n. IX/2738 del 22 dicembre 2011, la Regione Lombardia ha approvato le regole di condizionalità a valere per l’anno 2012. Le novità di quest’anno sono 2: 1. Attivazione all’interno delle ‘B.C.A.A. dell’atto 5.2 “introduzione di fasce tampone lungo i corsi d’acqua I possessori di terreni adiacenti a corsi d’acqua classificati ‘fiumi, torrenti o canali’ devono introdurre una fascia stabilmente inerbita spontanea o seminata, oppure arbustiva od arborea, spontanea od impiantata, di larghezza variabile (3 - 5 metri) a seconda dello “stato complessivo attuale” del corpo idrico. Sono esclusi dall’applicazione di questa norma i fossi, i colatori ed in generale i corpi idrici che non appartengo alle categorie elencate nel paragrafo precedente.

2. l’integrazione della deroga 2 relativa allo STANDARD 2.2. ”Avvicendamento delle colture” è vietata la monosuccessione delle seguenti colture o gruppi di colture sugli stessi appezzamenti per più di cinque anni a partire dal 2008 • mais o sorgo • cereali a paglia autunno vernini (grano, orzo, ecc) Viene invece consentita la monosuccessione di riso ed in generale di colture diverse rispetto a quelle sopraelencate. Sono previste delle deroghe se l’agricoltore è in grado di dimostrare che nonostante la monosuccessione viene mantenuto inalterato il livello di sostanza organica nel terreno. L’azienda che vuole chiedere una deroga ha due possibilità: 1. può effettuare analisi del terreno conformi alle metodologie ufficiali, da eseguirsi in uno degli anni del periodo di monosuccessione e dopo l raccolto del cereale coltivato nel “periodo in deroga”. Qualora si accerti che il livello della sostanza organica sia diminuito è necessario effettuare interventi di ripristino tramite sovescio, letamazione, o altri interventi di fertilizzazione organica. 2. la DGR  n. IX/2738 del 22 dicembre 2011 prevede come nuova alternativa all’analisi del terreno finalizzata a dimostrare il man-

tenimento del livello di sostanza organica, il rispetto di tutte le seguenti condizioni sui mappali interessati dalla monosuccessione: avere presentato la comunicazione nitrati; apportare un quantitativo di azoto organico pari ad almeno 170 kg per ettaro e per anno di azoto per il mais e ad almeno 150 kg per ettaro e per anno di azoto per altre colture (es. orzo, frumento, triticale, ecc.); effettuare operazioni quali sovescio, letamazione o altri interventi di fertilizzazione organica I CONTROLLI Le aziende agricole che hanno richiesto il pagamento degli aiuti sono soggette ai controlli da parte degli Organismi Pagatori competenti e degli altri Enti preposti per la verifica del rispetto degli impegni della condizionalità ai quali esse sono sottoposte. L’esito negativo o parzialmente negativo di un controllo determina una riduzione delle sovvenzioni richieste, i controlli in azienda consistono in una verifica documentale e/o strutturale, le inadempienze, in base alla portata, gravità e durata della irregolarità, possono determinare riduzioni percentuali sugli importi richiesti e nei casi più gravi portare a una revoca totale.

Attività di informazione misura 111/B che è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia; cofinanziato dell’Unione Europea attraverso il FEASR


DECRETO LEGISLATIVO 7 luglio 2011, n. 122

Attuazione della direttiva 2008/120/CE che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini Il settore suinicolo in Lombardia conta quasi 5 milioni di capi allevati (50,3% dei capi allevati in Italia) ma attraversa da parecchio tempo in una congiuntura economica sfavorevole a causa di diversi fattori individuabili soprattutto nell’aumento dei costi di produzione, nei vincoli ambientali previsti dalla Direttiva Nitrati, dalle difficoltà di accedere al credito e nell’andamento negativo dei prezzi di mercato. Dal 1 gennaio 2013 entreranno in vigore le regole previste dal D.lgs n. 122 del 7 luglio 2011 in applicazione della direttiva 2008/120/CE che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini. Le novità introdotte riguardano, tra l’altro, i criteri per la costruzione dei locali di stabulazione a seconda della tipologia di animale, l’obbligo di disporre di materiale manipolabile per scrofe e scrofette ed il divieto di alcune operazioni in grado di causare danno fisico agli animali. La direttiva 2008/120/ CE impone sostanziali modifiche alle strutture di allevamento di molte aziende, gli interventi più importanti interesseranno soprattutto le scrofaie con l’obbligo di aumentare e rimodulare gli spazi a disposizione degli animali, per questi adeguamenti sono necessari ingenti investimenti, occorre perciò garantire il tempo necessario e adeguate risorse finanziarie per ridurre al massimo i costi per le imprese sondando tutte le possibili fonti di risorse da dedicare a questo problema. Disposizioni a partire dal 1° gennaio 2013 Alcune norme sui locali devono già essere applicate dalle aziende nuove o ricostruite o adibite a tale uso per la prima volta dopo il 1 gennaio 2003. A partire dal 1 gennaio 2013 tali disposizioni verranno applicate a tutte le aziende, si tratta nello specifico di: • superfici libere a disposizione per scrofe e scrofette;

• •

pavimentazioni conformi; scrofe e scrofette devono essere allevate in gruppo nel periodo compreso tra 4 settimane dopo la fecondazione ed 1 settimana prima della data del parto. I lati del recinto in cui viene allevato il gruppo di scrofe dovranno avere una lunghezza superiore a 2,8 m; nel caso in cui vengano allevati meno di 6 animali i lati del recinto dovranno avere una lunghezza superiore a 2,4 m; i suini malati o feriti sono posti in recinti individuali.

Ambito di applicazione Le norme minime si applicano ai lattonzoli (dalla nascita allo svezzamento), ai suinetti (dallo svezzamento all’età di dieci settimane), ai suini all’ingrasso che hanno superato le dieci settimane, alle scrofe e alle scrofette. Questi animali, salvo eccezioni (parto, allattamento, verro), sono allevati in gruppo. Definizioni Per azienda s’intende qualsiasi luogo, anche all’aria aperta, in cui gli animali sono allevati o detenuti, anche temporaneamente, quindi le norme riguardano anche le stalle di sosta. Questa definizione è uniformata alla definizione contenuta nelle disposizioni riguardanti già la malattia vescicolare dei suini.

disinfezione tra gli impianti). I lattonzoli non svezzati devono poter essere allattati senza difficoltà. Suinetti e suini all’ingrasso Occorre prendere misure per evitare lotte tra gli animali, i suini sono allevati in gruppo e non dovrebbero essere mescolati tra loro, se non in caso di necessità prima dello svezzamento o entro una settimana dallo svezzamento. Gli animali particolarmente aggressivi o feriti vanno separati dal gruppo, l’allevatore deve mettere in atto misure destinate a prevenire le aggressioni nei gruppi. La somministrazione di tranquillanti per facilitare la commistione va limitata a condizioni eccezionali e solo dopo aver consultato un veterinario. Scrofe e scrofette Le scrofe e le scrofette gravide devono, se necessario, essere sottoposte a trattamento contro i parassiti interni od esterni. È vietato costruire o convertire impianti in cui le scrofe e le scrofette sono tenute all’attacco. I pavimenti devono essere non sdrucciolevoli e senza asperità per evitare lesioni ai suini. Le scrofe e le scrofette sono allevate in gruppo nel periodo compreso tra quattro settimane dopo la fecondazione e una settimana prima della data prevista per il parto; una settimana prima del parto le scrofe e le scrofette devono essere isolate, dietro agli animali deve essere prevista una zona libera che renda agevole il parto naturale o assistito. Gli stalli devono essere provvisti di sistemi di protezione dei lattonzoli. In deroga alle disposizioni, le scrofe e le scrofette allevate in aziende di meno di 10 scrofe possono essere allevate individualmente nel periodo in precedenza, a condizione che gli animali possano girarsi facilmente nel recinto.

Lattonzoli (non svezzati) Nessun lattonzolo deve essere staccato dalla scrofa prima che abbia raggiunto un’età di 28 giorni, a meno che la permanenza presso la madre influenzi negativamente il benessere o la salute del lattonzolo o di quest’ultima. Lo svezzamento a 21 giorni è possibile in caso di allevamento in im- Alimentazione pianti specializzati (con un sistema di pulizia e di Il Decreto prevede altresì norme relative all’alimen-

tazione in «quantità sufficiente» e all’abbeveraggio «continuo». Tutti i suini devono aver accesso agli alimenti contemporaneamente agli altri suini del gruppo. Gli animali devono essere nutriti almeno una volta al giorno. Locali di stabulazione Le norme sulla superficie sono stabilite secondo il peso dell’animale: 0,15 m2 per un suino al di sotto dei 10 kg; 1 m2 per animali superiori a 110 kg; 6 metri quadri per un verro (10 metri quadrati se il verro viene impiegato per l’accoppiamento); 1,64 m2 per scrofetta; 2,25 m2 per scrofa. Allorché siano allevate in gruppi di meno di 6 animali, le superfici libere disponibili devono essere aumentate del 10%; oppure se sono allevate in gruppi di 40 o più animali, le superfici libere disponibili possono essere ridotte del 10%. I pavimenti devono essere non sdrucciolevoli e senza asperità per evitare lesioni ai suini. La zona in cui coricarsi, che deve consentire che tutti i suini possano distendersi contemporaneamente, deve essere confortevole, pulita e asciutta. Ambiente I rumori continui di intensità superiore a 85 decibel sono vietati. I suini devono essere tenuti alla luce di un’intensità di almeno 40 lux per un periodo minimo di 8 ore al giorno. Sanzioni Chiunque non osserva le disposizioni è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.550 euro a 9.296 euro. Nel caso di ripetizione delle violazioni la sanzione amministrativa pecuniaria è aumentata fino al limite del 50 per cento.


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Filiera bosco legno energia: misura 221 Piano Sviluppo Rurale Imboschimento di terreni agricoli La misura 221 del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Lombardia finanzia la costituzione di boschi permanenti e di impianti di arboricoltura da legno su terreni agricoli in Lombardia LE TIPOLOGIE DI INTERVENTO AMMISSIBILI A FINANZIAMENTO • Tipologia A: Boschi permanenti, a scopo ambientale, paesaggistico o protettivo, con durata dell’impegno di anni 15 ma con vincolo forestale permanente • Tipologia B: Arboricoltura da legno a ciclo medio - lungo, per la produzione di legname di pregio con durata dell’impegno di anni 15 • Tipologia C: Arboricoltura da legno con ceduazione a turno breve, per la produzione di biomassa a fini energetici o di legname da lavoro, con durata dell’impegno di anni 8 • Tipologia D: Arboricoltura da legno a rapido accrescimento (pioppeti), con durata dell’impegno di anni 8. La principale novità introdotta da marzo 2011 riguarda la possibilità di finanziare i pioppeti a ciclo medio - lungo nell’ambito della tipologia B, i pioppicoltori avranno due opzioni: 1) continuare a fare pioppeti a ciclo breve con durata minima 8 anni finanziati con il solo contributo sulle spese d’impianto nell’ambito della tipologia D 2) aderire alla tipologia B, che finanzia impianti a ciclo medio–lungo con durata minima dell’impegno di 15 anni. La tipologia B prevede, oltre al contributo sulle spese di impianto, un premio annuale per il mancato reddito che va da 150 a 700 €/ha per 15 anni ed un premio annuale per la manutenzione di 650 €/ha/anno per i primi 5 anni di impegno. La densità minima per gli impianti di tipologia B è di 500 piante per ettaro suddivise tra specie principali da portare a fine ciclo e specie accessorie; la novità è costituita dal fatto che possono essere usati, sia come piante principali, che come piante accessorie, anche i cloni di PIOPPO IBRIDO fino ad un massimo di 270 piante/ha. LOCALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO Gli interventi devono essere realizzati in Lombardia nei seguenti territori: interventi di tipologia A e B nel territorio dei comuni classificati di “pianura” o di “collina” dall’ISTAT.

interventi di tipologia C e D nel territorio dei comuni classificati di “pianura” dall’ISTAT. I terreni su cui realizzare l’impianto devono essere agricoli, ossia essere coltivati, nei due anni precedenti la realizzazione dell’intervento, a seminativi o altre colture erbacee avvicendate. CHI PUÒ PRESENTARE LA DOMANDA Soggetti

Imprenditori Agricoli Professionali (IAP)

Tipologie di intervento

Cosa viene finanziato

A–B

• Spese di impianto • Aiuto annuale per manutenzione • Aiuto annuale per mancato reddito

C-D

Spese di impianto

Altre persone fisiche o giuridiche di diritto privato

A–B

• Spese di impianto • Aiuto annuale per manutenzione • Aiuto annuale per mancato reddito

Persone giuridiche di diritto pubblico

A–B

A. Boschi permanenti

6.500,00

70%

4.550,00

C. Cedui a turno breve per biomassa

3.500,00

40%

1.400,00

D. pioppeti

3.500,00

60%

2.100,00

la percentuale di contributo è maggiorata del 10% rispetto alla tabella precedente: • per gli interventi di tipologia A o B o D nelle zone incluse nella rete Natura 2000; • per gli interventi di tipologia D realizzati da IAP che abbiano acquisito la certificazione forestale secondo gli standard della gestione sostenibile (FSC o PEFC) per la loro azienda. • premio per mancato reddito: L’aiuto annuale per il mancato reddito viene erogato per 15 anni per gli impianti di tipologia A e B Tipologia di intervento

Imprenditori agricoli professionali

Altre persone di diritto privato

Spese di impianto

COSA VIENE FINANZIATO • Spese di impianto: rimborso parziale delle spese sostenute dal richiedente, calcolato in percentuale sui costi sostenuti, nei limiti delle voci indicate nel prezzario o dei costi standard indicati nelle disposizioni attuative Tipologia di intervento

B. Arboricoltura da legno a ciclo medio lungo

Spesa unitaria massima ammessa (€/ha)

Percentuale contributo base

Contributo massimo unitario (€/ha)

10.500,00

70%

7.350,00

A. Boschi permanenti a scopo ambientale, paesaggistico o protettivo

B. Arboricoltura da legno a ciclo medio-lungo

700€/ha/anno in tutti i comuni

700€/ha/anno in comuni di pianura (classificazione ISTAT) 440€/ha/anno in comuni di collina (classificazione ISTAT)

150€/ha/anno in tutti i comuni

150€/ha/ anno in tutti i comuni

• premio per manutenzione: è un finanziamento della durata di cinque anni erogato annualmente ai soggetti che abbiano realizzato un intervento di misura 221 di tipologia A o B per coprire le spese per la manutenzione dell’impianto. L’aiuto annuale per la manutenzione è pari a: • 500,00 € all’ettaro per ogni anno dal primo al quinto nel caso di interventi di tipologia A; • 650,00 € all’ettaro per ogni anno dal primo al quinto nel caso di interventi di tipologia B. Non sono previsti aiuti annuali per la manutenzione: • per le persone giuridiche di diritto pubblico; • per gli impianti di tipologia C e D. CUMULABILITÀ E COMPATIBILITÀ DEI FINANZIAMENTI I terreni impiantati con le tipologie A e B non possono essere abbinati ai titoli PAC, i terreni impiantati con tipologie C e D sono invece abbinabili ai titoli Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche degli impianti occorre fare riferimento al decreto della Giunta della Regione Lombardia n. 10116 del 3 novembre 2011 pubblicato sul BURL serie Ordinaria n. 45 del 8 novembre 2011. QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA Le domande possono essere presentate ininterrottamente fino al 31 luglio 2013, tuttavia al fine della realizzazione delle graduatorie e delle istruttorie delle domande l’epoca di presentazione è divisa in intervalli denominati periodi: 9° periodo: 14 maggio 2012 10° periodo: 31 luglio 2012 11° periodo: 13 maggio 2013 12° periodo: 31 luglio 2013 Alle domande viene assegnato un punteggio di priorità in base alle caratteristiche del richiedente e dell’intervento da realizzare, la Regione Lombardia finanzia le richieste in ordine decrescente rispetto al punteggio di priorità fino all’esaurimento delle risorse disponibili. I lavori per la realizzazione dell’intervento non possono essere avviati prima della data di formale comunicazione di ammissione a finanziamento dell’intervento medesimo.

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La fiscalità delle aziende agricole che producono energia L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 32/E del 6 luglio 2009 è intervenuta sugli aspetti tributari della produzione di energia elettrica e calorica proveniente da fonti agroforestali e fotovoltaiche e di carburanti e prodotti chimici, derivanti dalla coltivazione del fondo agricolo, di cui al comma 423, dell’articolo 1 della legge Finanziaria 2006 e successive modifiche

Nel richiamo alle attività agricole connesse vengono considerate le attività di: • produzione di energia elettrica e calorica derivanti da fonti • rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche; • produzione di carburanti e prodotti chimici derivanti da pro- • dotti agricoli (vegetali e animali) che provengono dal fondo.

Il documento di prassi nel fornire i propri chiarimenti in materia riprende le novità introdotte dalla Finanziaria 2006 e dagli interventi normativi successivi che hanno di fatto aggiunto l’attività di produzione di energia nell’ambito agricolo alle attività connesse di cui all’articolo 2135 CC. Analizzando nel dettaglio la circolare, ne possiamo ricondurre la prima parte ai seguenti temi: • l’imprenditore agricolo è il soggetto che “si pone in relazione di effettiva coerenza con l’attività agricola principale”. Al riguardo ricordiamo che possono essere imprenditori agricoli le persone fisiche, le società semplici, gli enti non commerciali. Inoltre anche le società a responsabilità limitata e le cooperative la cui ragione sociale contiene la locuzione “società agricola” possono essere imprenditori agricoli professionali; • per questi soggetti, l’imposizione fiscale avviene sul reddito agrario, che si determina mediante l’applicazione di tariffe d’estimo catastale; • le attività di produzione di energia e carburanti con prodotti del fondo sono considerate “connesse” alla normale attività agricola, a patto che quest’ultima risulti prevalente. In pratica, nei limiti di seguito descritti, la tassazione in capo alla produzione di energia e ai carburanti rientra nel reddito agrario che viene determinato secondo il criterio catastale e non secondo il criterio ordinario dei costi e ricavi (reddito di impresa).

Vengono sempre considerati assorbibili interamente dal reddito agrario e quindi non tassabili come reddito d’impresa, i primi 200 kW di potenza nominale complessiva dell’impianto fotovoltaico. La produzione che eccede questa potenza installata può comunque rientrare nel reddito agricolo se viene soddisfatto almeno uno dei seguenti criteri: integrazione architettonica totale o parziale dell’impianto nelle strutture dell’azienda agricola; nel caso in cui il volume d’affari derivante dall’attività agricola (esclusa la produzione fotovoltaica) sia superiore al volume di affari della produzione di energia eccedente i 200 kW. nel caso in cui - e fino al limite di 1 MW installato - l’azienda dimostri di avere almeno 1 ettaro coltivato per ogni 10 KW installati eccedenti i 200. Oltre questi limiti il reddito derivante dalla produzione e vendita dell’energia costituisce reddito d’impresa secondo i normali criteri dei costi/ricavi.

La tassazione in Agricoltura e il criterio di prevalenza

svolge attività agricola prevalente rientrante nel reddito agrario e produce energia fotovoltaica nei limiti descritti (franchigia); rilevanti ai fini del reddito di impresa per la sola quota che eccede i limiti descritti (oltre la franchigia). rilevanti per l’intero importo nei redditi di impresa nei casi in cui non siano rispettati i requisiti della prevalenza dell’attività agricola e del rapporto ettari coltivati / KW installati.

Le Imposte indirette: IVA sulla cessione di energia La vendita di energia è sottoposta all’Iva 20%, con l’eccezione dei casi previsti dalla normativa e cioè gli usi domestici, imprese estrattive, agricole e manifatturiere, clienti grossisti, che godono dell’aliquota del 10%. Pertanto la produzione di energia in ambito agricolo sconta l’IVA del 10%. L’imprenditore agricolo dovrà in tutti i casi tenere una contabilità Iva separata per l’attività di vendita dell’energia.

Irap L’impresa agricola è assoggettata all’aliquota IRAP ridotta del 1,9%. Per quanto riguarda quindi le attività connesse al reddito agricolo, l’imposizione Irap non varia. Per tutte le partite che esulano dal reddito agricolo, cioè tutti i casi in cui si configura un reddito extra agricolo ovvero di impresa (es. oltre la c.d. franchigia), si applica invece l’aliquota ordinaria del 3,9%.

La Ritenuta d’acconto del 4%

In tutti i casi in cui le tariffe incentivanti vanno a costituire reddito d’impresa, esse vengono anche assoggettate a ritenuta d’acconto 4% da Per quanto riguarda le imposte dirette, i proventi delle tariffe incenti- parte del GSE. Conseguentemente, per le attività rientranti nel reddito agrario non si applica la ritenuta di acconto del 4%. vanti sono: • irrilevanti ai fini del reddito di impresa e assorbiti nel reddito Si ricorda infine che le tariffe incentivanti non sono mai soggette agrario se il soggetto percettore è un imprenditore agricolo che ad Iva, in quanto si tratta di un contributo fuori campo IVA.

Le Imposte dirette

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FONDO KYOTO: finanziamenti per le energie rinnovabili e per il risparmio energetico le persone giuridiche private (quali associazioni e fondazioni). Con il decreto del 25 novembre 2008, emanato dal Ministero • dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto Gli interventi per le persone fisiche e le imprese: con il Ministero dello Sviluppo Economico, sono state disciplinate le a. MISURA MICROGENERAZIONE DIFFUSA: impianti di microcogenerazione ad alto rendimento elettrico e termico, di nuova costruziomodalità di erogazione dei finanziamenti agevolati da concedersi ne e con potenza nominale fino a 50 kWe (elettrici), che utilizzano le a valere sulle risorse del “Fondo Kyoto”, istituito presso la Cassa Deseguenti fonti energetiche: gas naturale, biomassa vegetale solida, positi e Prestiti S.p.A.. Il Fondo Kyoto finanzia la realizzazione di interventi di riduzione delle emissioni responsabili dell’effetto serra. Il 1° marzo 2012 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Circolare Attuativa. Le domande di ammissione e la relativa documentazione possono essere presentate a partire dalle ore 12.00 del 16 marzo 2012, fino al 14 luglio 2012. Verranno finanziate in ordine cronologico di presentazione fino all’esaurimento della dotazione finanziaria e dovranno essere compilate esclusivamente via internet previo accreditamento all’interno di un’apposita sezione del sito di Cassa Depositi e Prestiti (www.cassaddpp.it). I finanziamenti verranno erogati sotto forma di prestiti bancari e avranno le seguenti caratteristiche: • tasso agevolato, pari allo 0,50% annuo; • durata compresa fra i 3 e i 6 anni (15 anni per i soggetti pubblici); • rate di rimborso semestrali. Una volta ricevuto il provvedimento di ammissione al finanziamento agevolato, il soggetto beneficiario dovrà fornire alla propria banca tutta la documentazione necessaria alla stipula del contratto entro il termine perentorio di 45 giorni solari dalla ricezione di tale notifica, pena la decadenza. La banca, verificata la completezza della documentazione necessaria per la stipula, dopo aver acquisito il necessario nulla osta da parte di CDP, procederà alla sottoscrizione del contratto di finanziamento agevolato tra il soggetto beneficiario e il proprio funzionario abilitato. Con il Fondo Kyoto possono essere finanziati i seguenti soggetti: • le persone fisiche • le imprese (tra cui le aziende agricole) • i soggetti pubblici • i condomìni e le comunioni

purché aderisca alla Convenzione ABI-CDP, o in ogni caso, ad una delle banche aderenti, il cui elenco completo è disponibile sul sito istituzionale della Cassa Depositi e Prestiti (www.cassaddpp.it). Le domande devono essere compilate esclusivamente on line, previo accreditamento, attraverso un applicativo web disponibile su un’apposita sezione del sito istituzionale di CDP (www.cassaddpp.it). Per agevolare biocombustibili liquidi di origine vegetale, biogas e in co-combu- gli interessati nella predisposizione della documentazione necessaria per accedere al fondo, nel sito della CDP è disponibile una “Guida alla stione gas naturale-biomassa. b. MISURA RINNOVABILI: installazione di impianti di piccola taglia e di compilazione della domanda di ammissione all’agevolazione”. nuova costruzione per l’utilizzazione delle fonti rinnovabili per la generazione di elettricità o calore che devono rientrare in una delle COSA FA LA BANCA • Produrrà la comunicazione dei parametri di affidabilità economiseguenti tipologie: co-finanziaria da allegare alla domanda; • impianti eolici con potenza nominale compresa tra 1 kWp e 200 • rilascerà la fideiussione bancaria: infatti le persone fisiche, le imkWp; prese, le persone giuridiche private e i condomìni devono richie• impianti idroelettrici con una potenza nominale compresa tra dere ad una banca aderente il rilascio di fideiussione bancaria per 1 kWp e 200 kWp; un importo pari al 30% del finanziamento agevolato richiesto; • impianti solari termici con superficie d’apertura non superiore • potrà concedere un finanziamento bancario per la quota parte a 200 m2; non coperta dal finanziamento agevolato a copertura del costo • impianti termici a biomassa vegetale solida (pellets o cippato) di totale del progetto; potenza nominale termica compresa tra 50 kWt e 450 kWt; raccoglierà la documentazione necessaria per la stipula del con• impianti fotovoltaici integrati o parzialmente integrati negli edi- • tratto di finanziamento; fici con potenza nominale compresa tra 1 kWp e 40 kWp. stipulerà il contratto di finanziamento; c. Investimenti per la climatizzazione diretta tramite teleriscaldamen- • raccoglierà la documentazione di corredo alle richieste di erogato da impianti di cogenerazione di potenza nominale fino a 500 kW • zione. elettrici, alimentati da gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili vegetali liquidi, biogas e in co-combustione gas natu- A fronte dell’istruttoria è prevista una commissione per la banca. rale-biomassa. Tale intervento è ammissibile solo se contempla sia la realizzazione dell’impianto di cogenerazione, sia la realizzazione I PASSI DA FARE Recarsi in banca; della rete di teleriscaldamento ad esso abbinata, inclusi gli allaccia- • • predisporre gli allegati; menti agli edifici. accreditarsi sull’applicativo web; d. Investimenti per la climatizzazione degli edifici da impianti geoter- • compilare la domanda on line tramite l’applicativo web; mici a bassa entalpia (quantità di energia che un sistema termodina- • • accettare il regolamento web; mico può scambiare con l’ambiente) fino a 1 MW termico. • confermare e stampare la domanda; • sottoscrivere la domanda; COME RICHIEDERE IL FINANZIAMENTO inviare il plico con la domanda e gli allegati. Chi è interessato al finanziamento può rivolgersi alla propria banca, •

Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale: l’Europa investe nelle zone rurali PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura Attività di informazione misura 111/B che è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia; cofinanziato dell’Unione Europea attraverso il FEASR


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BANDO GAL LOMELLINA Misura 311 “Diversificazione verso attività non agricole” Sottomisura B “Produzione di energia rinnovabile” Il Gruppo di Azione Locale Lomellina (GAL) è un gruppo formato da soggetti pubblici e privati che aderiscono al Piano di Sviluppo Locale (PSL) allo scopo di favorire lo sviluppo locale di un’area rurale, il GAL redige e delinea la strategie d’intervento e programma le singole azioni sul territorio, anche dal punto di vista economico.

stabilire la posizione che ogni domanda assume all’interno della gra- d. acquisto di attrezzature e macchine per la raccolta di prodotti, duatoria ed avviene valutando nell’ordine le caratteristiche: sottoprodotti e residui della produzione agricola, zootecnica e a. degli interventi, desunte dal Piano aziendale; forestale per l’alimentazione degli impianti energetici aziendali b. dell’impresa o della società; e la movimentazione, consegna e commercializzazione delle c. soggettive del richiedente. biomasse ottenute (pellet, cippato, digestato, ecc.). La biomassa A parità di punteggio definitivo, viene data precedenza all’impresa utilizzata per il funzionamento degli impianti deve provenire, in prevalenza, da aziende agricole; Il Piano di Sviluppo Locale costituisce una parte del più ampio Piano con il rappresentante legale più giovane. e. strutture per lo stoccaggio delle biomasse utilizzate e/o prodotdi Sviluppo Rurale 2007/2013 approvato dalla Regione Lombardia e te. consente ad alcuni territori caratterizzati da un’economia di tipo spic- Gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della catamente agricolo, la possibilità di promuovere un piano organico di domanda, la finanziabilità o meno del progetto presentato viene cosviluppo rurale, tagliato sulle esigenze del territorio e sulle sue specifi- municata in un secondo tempo, è consigliabile attendere quest’ultima Limiti e divieti comunicazione per avviare i lavori. Sono esclusi gli investimenti che prevedono l’utilizzo di scarti e/o rifiuti cità, che attinga dai finanziamenti regionali ed europei. di origine non prevalentemente agricola o forestale, fatto salvo i liquaPer approfondimenti è disponibile il sito internet: www.gal-lomellina.it mi e i sottoprodotti vegetali provenienti da attività agricole utilizzati nelle attività agricole o in impianti aziendali o interaziendali per proI bandi attualmente aperti per richiedere finanziamenti su investimen- La misura 311B PRODUZIONE DI ENERGIA RINNOVABILE durre energia o calore, o biogas. ti sono: Dotazione finanziaria a disposizione del GAL: € 340.000 Nel caso della tipologia “impianti fotovoltaici o impianti solari”, ad ecEntità contributi: 40% spesa ammissibile (20% fotovoltaico) cezione di quelli con integrazione architettonica, l’importo degli inveMisura 121 PSL - Ammodernamento aziende agricole stimenti ammissibili non può essere superiore a quello degli interventi (scadenza 31 marzo 2012) Investimenti ammissibili a cui risultano integrati, in ogni caso il contributo è concesso nei limiti Misura 311B PSL - Produzione di energia rinnovabile Gli impianti di produzione energetica devono essere dimensionati in del 20% del costo dell’investimento. (scadenza 20 aprile 2012) modo da assicurare che, nell’arco dell’anno Nel caso il richiedente si avvalga dei certificati verdi o della tariffa fissa Misura 311C PSL - Spazi di docenza e attività didattiche solare, l’energia prodotta sia in prevalenza ceduta rispetto all’autocon- omnicomprensiva di cui al decreto 18 dicembre 2008 del Ministero (scadenza 20 aprile 2012) sumo del richiedente. dello Sviluppo Economico, il contributo è concesso nei limiti del 40% Misura 313 PSL - Incentivazione attività turistiche del costo dell’investimento, come stabilito dall’articolo 6, comma 3 del (scadenza 20 aprile 2012) Misura 321 PSL - Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale Sono ammissibili gli interventi per la realizzazione in azienda di im- decreto stesso pianti per la produzione di energia rinnovabile La spesa minima ammissibile per ottenere il contributo è pari ad (scadenza 30 marzo 2012) fino ad 1 MW, incluso l’acquisto di attrezzature, servizi e macchine fun- € 5.000. L’aiuto può essere concesso secondo le seguenti tipologie: Gli interventi sono ammissibili esclusivamente nei territori oggetto del zionali alla gestione di impianti per la produzione di energia a favore di utenze locali, quali: • contributo in conto capitale: è possibile richiedere una erogaPiano di Sviluppo Locale del Gal. zione in base all’anticipo, previa garanzia fideiussoria, o allo stato Tutte le domande sono soggette a valutazione in relazione ai progetti di avanzamento del progetto, e un saldo finale; proposti con assegnazione di punteggi di priorità, verranno finanziate a. impianti termici e di cogenerazione alimentati a biomasse vegetali; • contributo in conto interessi sui finanziamenti concessi: gli in ordine decrescente di punteggio fino ad esaurimento delle risorse b. impianti di gassificazione; interventi sono calcolati in equivalente sovvenzione lorda con disponibili. abbuono di interessi su mutui concessi da Istituti di credito conL’attribuzione del punteggio di priorità, è elemento indispensabile per c. impianti fotovoltaici o impianti solari, solo se integrati con altri investimenti di cui alle lettere precedenti; venzionati.

Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale: l’Europa investe nelle zone rurali PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura Attività di informazione misura 111/B che è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia; cofinanziato dell’Unione Europea attraverso il FEASR


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Vince la Coldiretti, niente più soldi pubblici al falso pecorino La Simest, finanziaria partecipata dal Ministero dello Sviluppo economico, cede le quote di partecipazione in Lactitalia, la società che produce in Romania con latte rumeno pecorini e caciotte che fanno concorrenza alle aziende del vero made in Italy. L’annuncio è giunto al termine della manifestazione promossa a Roma dalla Coldiretti e dall’alleanza per il Made in Italy, formata dalle associazioni dei consumatori e degli ambientalisti, e dai di 2215 i comuni, 12 regioni, 26 province, 41 Camere di Commercio e 119 tra Comunità Montane, Consorzi di Tutela e altri enti come Unioncamere, che hanno adottato delibere con le quali si denunciava che le operazioni di sostegno dell’Italian sounding, da parte della Simest, determinano danni gravi in quanto bloccano ogni potenzialità di crescita delle imprese italiane a causa della “saturazione”del mercato con prodotti che richiamano qualità italiane senza essere di origine nazionale. “È un grande risultato della nostra mobilitazione, finalmente ha vinto il buonsenso - ha sottolineato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini - Una vicenda incredibile si

è chiusa positivamente ma ci chiediamo in quali altre occasioni ci sia stata una cattiva utilizzazione delle risorse pubbliche come questa senza che nessuno se ne occupasse o intervenisse. Per questo ora l’impegno del Governo e del Parlamento deve essere rivolto a vietare per legge il finanziamento pubblico di prodotti realizzati all’estero che imitano il vero Made in Italy. Occorre - ha concluso Marini - avere la forza di distinguere la vera internazionalizzazione da quelle forme di delocalizzazione aggravate dall’uso improprio del “marchio Italia” che danneggiano il Paese facendo perdere occupazione e svilendo il valore del Made in Italy, costruito con sacrifici da generazioni di imprenditori”. Dopo la denuncia di Coldiretti a scendere in campo è stato lo stesso ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera che, in una direttiva inviata il 9 marzo alla controllata Simest, ribadiva “l’assoluta necessità di contrastare e evitare la pratica dell’italian sounding (il falso made in Italy) da parte di imprese che, per le proprie iniziative di internazionalizzazione, usufruiscono di un supporto pubblico”. Il finanziamento da parte dello Stato al fin-

to made in Italy rappresenta solo uno dei troppi casi di disattenzione e sottovalutazione nei confronti di una delle poche leve competitive di cui il Paese dispone per ricominciare a crescere. “Vogliamo rivolgere un sincero grazie – dichiara Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia - a tutte le amministrazioni comunali che hanno adottato la delibera di difesa del made in Italy ispirata da Coldiretti e contemporaneamente ci stupiamo che molti enti e consorzi, che dovrebbero avere nel proprio DNA la salvaguardia, la promozione del territorio e la difesa del made in Italy, abbiamo fatto orecchie da mercante alla richiesta di Coldiretti, fingendo che l’impegno non fosse necessario perché scontato. Nulla è scontato, evidentemente non è ancora finita la stagione del ben predicare e mal razzolare. È facile fare grandi dichiarazioni nei convegni per poi ritrarsi quando occorre l’impegno in prima persona per non correre il rischio di urtare i poteri forti”.


Testi e fotografia a cura dell’Ufficio Stampa Coldiretti Pavia

La burocrazia fa sparire 200mila bottiglie DOC al giorno A causa della burocrazia scompaiono ogni giorno 200mila bottiglie di vino Doc. Le aziende sono costrette a rinunciare a produrre vini a denominazione d’origine per l’impossibilità di far fronte ad adempimenti spesso inutili che sottraggono ben 100 giornate di lavoro all’anno al tempo passato in vigna e in cantina. Lo ha denunciato la Coldiretti nel corso dell’incontro promosso al Vinitaly sul tema della semplificazione in vigna, con la prima analisi sul peso insostenibile di pratiche e documenti a carico dei viticoltori italiani e la presentazione del piano “salva Doc”. Un peso che ha portato alla riduzione dei terreni destinati a produrre vini a Docg e Doc del 10 per cento nel periodo tra il 2007 e il 2011 passando da 316mila ettari a 284mila ettari, con una perdita stimata di oltre 100 milioni di litri di vino doc. Dalla produzione di uva fino all’imbottigliamento e vendita le imprese devono assolvere a oltre 70 attività burocratiche e relazionarsi con ben 20 diversi soggetti che vanno dal Ministero delle Politiche agricole alle Regioni, dalle Province ai Comuni, fino ad Agea, Organismi pagatori regionali, Agenzia delle Dogane, Asl, Forestale, Ispettorato Centrale qualità e repressione frodi, Nac, Guardia di Finanza, Nas, Camere di Commercio, organismi di controllo, consorzi di tutela, laboratori di analisi. Ma il peso della burocrazia è

anche nella impressionante quantità di norme di settore. Più di 1.000, contenute in circa 4.000 pagine di direttive, regolamenti, comunicazioni, note e decisioni del Consiglio e della Commissione europea, leggi, decreti, provvedimenti, note, circolari e delibere nazionali e regionali. Un carico che rischia ora di gravare ancora di più sulle imprese, con la messa a regime del nuovo sistema di certificazione e controllo dei vini a Denominazione. l piano “salva vino” presentato dalla Coldiretti prevede una serie di misure per semplificare il carico burocratico senza ridurre l’efficacia delle attività di controllo. Innanzitutto, serve realizzare un sistema informatico unico di gestione capa-

ce di garantire un coordinamento tra gli enti coinvolti nel controllo e nella gestione, eliminando gli adempimenti “doppioni” a carico delle imprese e introducendo l’autocontrollo da parte dell’imprenditore, controlli a campione basati su analisi dei rischi e garanzia della tracciabilità e rintracciabilità delle partite di vino. Si punta poi a far diventare il fascicolo aziendale anche uno “strumento unico dell’impresa viti-vinicola” attraverso il quale adempiere agli obblighi e acquisire automaticamente le autorizzazioni per cui non è necessaria una valutazione discrezionale, sostituendo l’attuale sistema di autorizzazioni con l’invio di semplici comunicazioni.

Il piano salva vino dalla burocrazia della coldiretti • sistema informatico unico di gestione capace di garantire un coordinamento tra gli enti coinvolti nella gestione del vino • controlli a campione basati su analisi dei rischi e garanzia della tracciabilità e rintracciabilità delle partite di vino. • far diventare il fascicolo aziendale lo “strumento unico dell’impresa viti-vinicola” attraverso il quale adempiere agli obblighi e acquisire automaticamente le autorizzazioni per cui non è necessaria una valutazione discrezionale, sostituendo l’attuale sistema di autorizzazioni con l’invio di semplici comunicazioni.

Raddoppi la spesa Ci vediamo al mercato! Giovedì 5 aprile 2012 dalle 8:00 alle 12:30 se fai una spesa di almeno m10 euro ti regala una borsa di prodotti alimentari.

Grande vittoria Coldiretti IMU ridotta Grazie alla pressione di Coldiretti è in arrivo una riduzione dell’IMU agricola per terreni fabbricati. Un sincero grazie da parte della Coldiretti ai Sindaci, alle autorità e a tutti coloro che hanno partecipato all’azione sindacale svolta a favore della riduzione di una duplice tassa che avrebbe colpito ingiustamente le aziende agricole.


Testi e fotografia a cura dell’Ufficio Stampa Coldiretti Pavia

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Coldiretti chiede la riduzione dell’IMU Inviata una lettera ai sindaci della provincia perché applichino le tariffe minime

Fauna selvatica e danni all’agricoltura Emergenza e programmi di gestione

La recente manovra economica denominata comunemente “Salva Italia” varata dal Governo Monti, introduce l’IMU, Imposta Municipale Unica, che produrrà pesanti effetti economici sui bilanci di ogni cittadino ma si abbatterà doppiamente sulle imprese agricole.

colpite da una tassa ingiusta. Per questo - prosegue Ghezzi - abbiamo scritto a tutti i sindaci della Provincia, come hanno fatto in tutta la Lombardia le Coldiretti degli altri capoluoghi, per chiedere che venga applicata la facoltà, prevista dalla legge, di adottare la misura minima inserita nel nuovo provvedimento”.

“L’articolo 13 del provvedimento Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici” - dichiara Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia - cancella, di fatto, il principio consolidato che ha sempre riconosciuto l’utilizzo diretto dei beni immobili da parte dei Coltivatori Diretti per l’esercizio della loro attività, inserendo così una nuova sostanziosa imposta su un bene che non produce reddito se non integrato nell’attività dell’impresa agricola. Pensiamo alle grandi stalle o ai magnifici esempi ancora mantenuti di cascina lombarda con lunghi affascinanti porticati, pilastri, colonnati e tetti coperti di tegole in cotto, che oggi potrebbero essere efficacemente sostituiti da moderni e più contenuti capannoni prefabbricati. Si tratta di un valore storico, culturale ed ambientale che le imprese agricole hanno mantenuto anche contro il proprio interesse e che ora le vede

“Questa nuova patrimoniale agricola - interviene il direttore della Coldiretti di Pavia Giovanni Roncalli, - colpisce la terra non riconoscendola più come bene strumentale all’esercizio dell’attività di impresa e si somma agli ulteriori aggravi che ricadono in generale su tutta la cittadinanza e quindi anche sugli agricoltori. Siamo certi che la grande sensibilità dimostrata dalle Amministrazioni locali in molte occasioni verso i temi della difesa del territorio, della salvaguardia ambientale e della valenza alimentare che la nostra categoria ricopre e interpreta, sarà il giusto viatico alla limitazione di un’imposizione che potrebbe mettere a rischio la stessa sopravvivenza di molte imprese e certamente di quello straordinario bagaglio culturale ed architettonico che è costituito dalle cascine pavesi”.

Coldiretti invita i propri Associati a partecipare ad un incontro che si terrà domani, lunedì 16 gennaio, alle ore 20:30 presso la Sala Cappuccini di Varzi sul tema “Fauna Selvatica e danni all’agricoltura: emergenza e programmi di gestione”. All’incontro, cui parteciperà l’Amministrazione provinciale di Pavia per illustrare le iniziative intraprese anche su spinta della nostra Organizzazione, sono stati invitati altresì i Sindaci delle zone interessate al fine di condividere le iniziative da intraprendere per limitare i danni, fronteggiare l’emergenza e gestire la situazione futura. “I molti casi di cronaca denunciati recentemente dalla stampa - interviene Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia - testimoniano come sia ormai impossibile proseguire in questa situazione. L’incontrollato sviluppo della popolazione di alcune specie selvatiche, oltre a mettere a rischio le coltivazioni con danni consistenti per le imprese agricole, provoca allarme anche nella popolazione che, sempre più spesso, è vittima di incidenti e attrice di inquietanti incontri ravvicinati le cui conseguenze potrebbero essere nefaste”.

Coldiretti ha incontrato la Giunta della Provincia di Pavia Si è tenuto lo scorso venerdì un significativo incontro tra il Consiglio direttivo della Coldiretti di Pavia e la Giunta dell’Amministrazione provinciale di Pavia. I Dirigenti della Coldiretti, supportati dai collaboratori responsabili dei vari settori, hanno delineato agli Amministratori convenuti il quadro dell’attività sindacale, tecnica e sociale, svolta da Coldiretti nel sostegno alle imprese agricole e nell’impegno nei confronti della società civile. L’ampia condivisione di intenti, emersa dagli interventi del presidente Giuseppe Ghezzi, del direttore Giovanni Roncalli e di tutti i dirigenti, insieme a quanto affermato dal presidente della Provincia Daniele Bosone e dagli Assessori della sua compagine, lascia ben sperare in un concreto rilancio del nostro territorio. L’agricoltura si pone al centro dell’economia mettendo in atto il progetto di filiera agricola italiana inteso nel senso più ampio e capace, annullando le speculazioni intermedie, di garantire reddito alle imprese e risparmio al consumatore fornendo nuovo slancio al sistema economico provinciale. Nel corso dell’incontro, sono state presentate le prime 3.000 firme raccolte in un solo mese da Coldiretti per la petizione contro i danni causati dall’incontrollato aumento di fauna selvatica.


14 gennaio ’12 Cs-02_12_01_14

Comunicato stampa

Condivisione di idee e progetti Tra Coldiretti e Provincia Dall’incontro tra il Consiglio di Coldiretti e la Giunta provinciale è emersa la volontà di dar vita ad un nuovo percorso ancor più collaborativo Testimonianza dell’On Angelo Zucchi sulla relazione in Commissione di inchiesta sulla contraffazione agroalimentare Dall’incontro tra la Coldiretti e la Giunta della Provincia di Pavia, intervenuta al gran completo, è emerso soprattutto il desiderio di avviare una collaborazione ancora più forte su tutti i temi che implicano l’agricoltura, l’alimentazione e la gestione del territorio in genere. Alla testimonianza del presidente Daniele Bosone, che ha delineato una sintesi di quanto fatto e di quanto l’Amministrazione si appresta a fare, i dirigenti di Coldiretti hanno potuto sommare il confronto diretto con l’Onorevole Angelo Zucchi. L’Onorevole ha riportato all’Assemblea la relazione alla Commissione di inchiesta sulla Contraffazione nel settore agroalimentare che sarà dibattuta in Aula la prossima settimana. La Coldiretti ha voluto presentare alla Giunta provinciale un caleidoscopio delle proprie attività attraverso le sintetiche testimonianze dei dirigenti e dei funzionari di settore alla guida dei servizi e degli Enti economici collegati a Coldiretti. Ne è emerso un quadro ampio e strutturato su una realtà che non ha pari per organizzazione e che si fregia di una grande dinamicità e della capacità di mettere in pratica le azioni necessarie a concretizzare il grande progetto della Filiera Agricola Italiana partendo dal territorio e mettendo al centro l’attività agricola. Le varie relazioni, ma soprattutto le conclusioni del presidente Giuseppe Ghezzi, attraversando, nei vari settori, dal vino al riso a tutte le produzioni provinciali, l’economico, la progettualità, il territorio e il sociale, hanno fatto emergere il quadro di un Associazione che sta operando secondo un progetto unico, concreto e di valore per l’intera società. E’ prepotentemente affiorata una visione comune su molti aspetti, con la consapevolezza che la condivisione e la sinergia di azione sgombreranno la strada dalle difficoltà oggettive che la critica situazione generale impone.

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16 gennaio ’12 Cs-03_12_01_16

Comunicato stampa

Fauna selvatica e danni all’agricoltura: Emergenza e programmi di gestione A Varzi, questa sera la Coldiretti incontra i propri associati, l’Amministrazione provinciale e i Sindaci interessati Alle 20:30 presso la Sala Cappuccini in Via San Francesco a Varzi, Coldiretti incontrerà i propri Associati insieme all’Amministrazione Provinciale di Pavia e ai Sindaci dei comuni delle zone interessate, per conoscere i provvedimenti che la Provincia intende mettere in atto e fare il punto della situazione. “Si tratta di un fenomeno in forte espansione – afferma Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia - che vede il suo momento topico nell’incontrollato sviluppo della popolazione dei cinghiali ma che riguarda anche altre specie e che si è allargato ormai alle zone di pianura lungo la valle del Po e del Ticino. Non più solo cinghiali e ungulati ma anche le nutrie, gli uccelli, una fauna in forte ed incontrollato sviluppo che, se da una parte dimostra la salubrità dell’areale agricolo pavese, dall’altra provoca danni alle imprese e disagi all’intera popolazione”. Un centinaio di incidenti stradali, incontri ravvicinati anche nei pressi o addirittura all’interno dei centri abitati, le rive dei canali martoriate dalle nutrie e altri fenomeni ancora, sono il segnale di una situazione che non è più sostenibile. “I risarcimenti alle imprese sono irrisori – prosegue Ghezzi - e le domande in Provincia sono calate solo perché i nostri soci si sono stancati di assolvere adempimenti burocratici che poi non fruttano nulla per l’impossibilità da parte dell’Amministrazione di soddisfare le legittime richieste della parte agricola”. “Capiamo le esigenze dei cacciatori – conclude il Presidente della Coldiretti – ma pretendiamo che anche i praticanti e le associazioni di quello che, alla fine, rimane un sport, capiscano le necessità di chi lavora e presidia il territorio”.

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16 gennaio ’12 Cs-04_12_01_16

Comunicato stampa

Giornata del Ringraziamento Chignolo Po e Landriano Il 17 Gennaio ricorre la celebrazione di S.Antonio Abate, la relativa pausa nei lavori agricoli consente di dar vita alle celebrazioni delle Giornate del Ringraziamento Non solo momenti celebrativi e conviviali, ma occasioni di incontro e di confronto sui temi pressanti dell’agricoltura di oggi, sono al centro delle Giornate del Ringraziamento che punteggiano l’intero territorio provinciale. Domani dalle 9:30. Presso la Sala Consiliare del Comune di Landriano prenderà vita il convegno: “Il futuro dell’agricoltura, opportunità di sviluppo” che si snoderà secondo due temi specifici. “L’agricoltura d’Europa, ovvero l’evoluzione della proposta PAC”, a cura di Enrico De Marziani e “L’agricoltura di territorio, ovvero la Filiera Agricola Italiana”, sviluppato da Francesco Goffredo. Il punto di vista delle Imprese agricole secondo Giuseppe Ghezzi e Giovanni Roncalli, rispettivamente presidente e direttore della Coldiretti di Pavia, apriranno la fase di dibattito le cui conclusioni saranno tratte da Wilma Pirola, responsabile coordinamento Donne Impresa Pavia e assessore all’agricoltura del comune di Landriano. Il momento celebrativo con la Santa Messa e la Benedizione dei mezzi agricoli si terrà la successiva domenica 22, presso la Parrocchia di San Vittore Martire in Landriano. La zona del Basso Pavese celebrerà la giornata a partire dalle 10:00 con la Santa Messa officiata da Don Ernesto Maggi, consigliere ecclesiastico di Coldiretti Pavia, coadiuvato da Don Mansueto Fasani, parroco di Pieve Porto Morone, presso la Parrocchia I Casoni di Pieve Porto Morone. Il rito celebrativo sarà arricchito dal Coro di Santa Maria delle Grazie di Pavia con la straordinaria partecipazione del baritono Franco Podda del Tetro Alla Scala di Milano, accompagnato dal maestro Italo Vertuani all’organo e dal maestro Simone Incardi alla tromba. A seguire la Benedizione dei mezzi agricoli e quindi un momento di dibattito sui problemi agricoli più cogenti con la partecipazione del presidente di Coldiretti Giuseppe Ghezzi. Il dibattito tra i soci e le autorità intervenute, sarà sintetizzato da Mauro Bassanini, presidente della zona per Coldiretti, che darà il viatico al il convivio a base di prodotti a chilometri zero, presso la Trattoria Bosco in frazione Bosco del comune di Chignolo Po.

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31 gennaio ’12 Cs-05_12_01_31

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Difendere il territorio prima di tutto La tutela dell’ambiente deve essere preminente anche rispetto all’ampliamento dei servizi. Coldiretti è propizia a stornare i fondi della Broni Mortara in favore della bonifica Fibronit Prendiamo spunto dalla notizia recentemente pubblicata dalla stampa locale secondo cui mancherebbero i fondi per completare la bonifica dell’ex Fibronit di Broni e contemporaneamente la Regione avrebbe stanziato la somma necessaria alla realizzazione del collegamento autostradale con Mortara e il Piemonte: la cosiddetta Broni Mortara. Guarda caso si tratta esattamente della medesima somma che servirebbe per completare la bonifica dell’amianto. “Coldiretti – commenta Giovanni Roncalli, direttore provinciale dell’Organizzazione agricola – ribadisce le proprie perplessità circa la realizzazione della Broni Mortara. Gli studi effettuati sull’impatto ambientale non ci hanno certo soddisfatto e ancora rimangono molte ombre sull’effettiva necessità di tale opera. Forse il medesimo risultato si potrebbe ottenere con azioni di ristrutturazione e ampliamento dell’attuale sede stradale ma con un deciso minor impatto sul territorio circostante. Prescindendo tuttavia da queste considerazioni, riteniamo che, se è possibile stornare i fondi da un’opera all’altra, la bonifica tenda a migliorare l’ambiente, eliminando o comunque limitando un pericolo concreto per l’intera popolazione della zona e debba essere privilegiata rispetto ad un’infrastruttura che inciderà fortemente sul territorio con conseguenze che ancora non siamo in grado di valutare con certezza. Il territorio, l’ambiente che ci circonda, sono il bene più importante che abbiamo a disposizione e ogni nostra azione deve tendere a salvaguardarlo certi che da esso possiamo trarre il necessario per promuovere il concreto sviluppo dell’economia della nostra provincia”.

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2 febbraio ’12 Cs-06_12_02_02

Comunicato stampa

Coltivare il territorio dialogo tra scuola e agricoltura Coltivare e crescere insieme ridando valore al territorio, alla tradizione e alla nostra storia Il prossimo sabato a Rivanazzano Terme, presso il Teatro Comunale, dalle 9:30, si terrà il convegno “Coltivare il futuro” organizzato da Coldiretti insieme all’Istituto Comprensivo di Rivanazzano Terme. Il programma prevede tre sintetiche relazioni di Luciano Valle, filoso ambientalista, Vilma Pirola, coordinatrice provinciale di Donne Impresa Coldiretti e Stefano Ravizza, delegato regionale e provinciale di Giovani Impresa Coldiretti. A seguire prenderà vita una tavola rotonda cui parteciperanno Alberto Lucotti ed Elisabetta Scabrosetti che porteranno la propria esperienza di contatto con il mondo della scuola attraverso l’agricoltura multifunzionale, i docenti Mara Saviotti e Fiorenza Lanfranchi, la ricercatrice Graziella Arazzi, Luigi Toscani, dirigente dell’Istituto Gallini e Piera Selvatico, storica della cucina locale. Durante il convegno l’autrice Graziella Zelaschi presenterà il libro “Star bene con il cibo e la terra”. Al termine gli studenti dell’Istituto Alfieri di Voghera offriranno un risotto d’Oltrepò cucinato dal ristorante Selvatico di Rivanazzano. Al convegno hanno confermato la presenza il presidente della Provincia Daniele Bosone, l’assessore regionale all’agricoltura Giulio De Capitani, il presidente della Comunità montana Bruno Tagliani, il direttore di Coldiretti Giovanni Roncalli e i sindaci della zona. “E’ una straordinaria occasione di incontro – ha commentato Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia – tra due mondi che hanno molto in comune e che possono, da un efficace scambio di esperienze, trarre grandi benefici e fornire spunti di crescita soprattutto ai giovani, studenti e imprenditori”.

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9 febbraio ’12 Cs-07_12_02_09

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Assemblea Coldiretti a Casteggio IMU, PAC e i più stringenti problemi sindacali saranno dibattuti nella mattinata di domani alla sala Truffi di Casteggio Domani mattina dalle ore nove i produttori Coldiretti di Casteggio, Varzi e Voghera si daranno appuntamento alla Sala Truffi di Casteggio per il secondo incontro programmato nell’ambito delle Assemblee formative 2012 di Coldiretti Pavia. Al centro del dibattito saranno le relazioni dei funzionari Coldiretti sulle novità tecniche legate all’applicazione dell’IMU in campo agricolo e all’evoluzione della PAC per il prossimo periodo. Di particolare interesse sarà iniziare a valutare i risultati della forte azione sindacale avviata da Coldiretti che, in tutta la Lombardia, ha sollecitato i sindaci ad applicare le tariffe minime, così come consentito dalla normativa, per attenuare il pesante effetto di questa nuova tassa sulle imprese agricole. Il secondo tema che catturerà l’attenzione dei presenti sarà la PAC che ormai è diventata parte fondamentale del bilancio di ogni azienda che operi nel settore agricolo. Oltre agli aspetti tecnici, l’occasione di incontro sarà propizia allo sviluppo dei temi sindacali e essendo la riunione in zona oltrepadana di produzione di vino, una parte importante riguarderà la promozione del vino pavese che Coldiretti ha attuato con ritorni concreti per le imprese nella commercializzazione all’estero. La zona di Varzi attende le risultanze degli incontri con l’Amministrazione provinciale sulla questione dei danni da selvaggina che hanno provocato grandi disagi alle imprese del territorio. “L’azione di Coldiretti – dichiara il membro di Giunta Gianluca Marchesi, ha portato alla petizione con la raccolta di firme per sollecitare l’intervento delle autorità in merito al problema dell’abnorme diffusione della selvaggina in molte zone della nostra provincia. Alle oltre 3000 firme già consegnate al presidente Bosone, se ne sono aggiunte altre 2000 e la raccolta continua. L’Amministrazione del comune di Zavattarello ha votato una risoluzione sulla base della petizione di Coldiretti e i comuni di Val di Nizza, Codevilla e Romagnese entro breve faranno altrettanto. Con questo freddo gli animali si sono un po’ ritirati ma abbiamo avuto segnalazioni di nuovi danni nella zona ZRC Panigà – Ossio, nel comune di Romagnese. In un recente incontro con il presidente dell’ATC 5 abbiamo avuto assicurazione di massima collaborazione così come aveva in precedenza dichiarato il presidente della provincia Daniele Bosone. A breve attendiamo i primi abbattimenti controllati e potremo valutare il concreto impegno da parte delle amministrazioni”.

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10 febbraio ’12 Cs-08_12_02_10

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Vino Biologico Il pressing di Coldiretti ha finalmente spinto il Comitato permanente per produzione biologica ad approvare un nuovo regolamento sul “Vino Biologico” Finalmente i produttori bio potranno utilizzare il termine Vino Biologico sulle etichette delle proprie bottiglie mentre fino ad oggi hanno dovuto riportare la dicitura “vino ottenuto da uve biologiche”. Il nuovo regolamento, che sarà pubblicato nelle prossime settimane sulla Gazzetta Ufficiale, sarà applicabile a partire dalla vendemmia 2012 “Si tratta di una bellissima notizia – afferma Gabriele Scabini, socio Coldiretti, produttore di uve Pinot, Moscato e Riesling, nella propria azienda tutta a coltivazione biologica in località Golferenzo – che finalmente fa chiarezza nell’unico settore al quale fino ad ora non era consentito applicare integralmente la normativa dell’Unione Europea sulla produzione biologica, con un conseguente ed evidente danno non solo economico”. “La nostra azienda – interviene Marco Goia, direttore tecnico dell’azienda agricola Caseo, trasformatori anche di uve biologiche - pur avendo sempre creduto nel settore, ha limitato la produzione perché convinta che i regolamenti non fossero sufficientemente chiari. Esportiamo il nostro vino bio in America dopo averlo sottoposto a controlli volontari rigidissimi per garantire un livello qualitativo molto elevato. Questo nuovo regolamento integra un quadro che fino ad ora era rimasto incompiuto e consentirà di valorizzare il Vino Biologico riconoscendo il giusto valore, anche dal punto di vista commerciale, che consegue da costi cospicui, di gran lunga superiore alle coltivazioni tradizionali. Dobbiamo ora essere in grado di valorizzare la qualità della produzione pavese per non perdere questa opportunità” “Abbiamo intenzione – conclude Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia - di intervenire affinché vengano applicati parametri tecnici tali da certificare un prodotto di altissima qualità, che sia veicolo e punta di diamante dell’eccellenza che contraddistingue la produzione del nostro Oltrepò”. pavia@coldiretti.it - www.pavia.coldiretti.it


10 febbraio ’12 Cs-09_12_02_15

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No alla Broni Mortara Coldiretti ribadisce il No alla realizzazione di un’autostrada dal fortissimo impatto ambientale e del tutto inutile per il territorio “Dalle colonne della Provincia Pavese, quotidiano locale del nostro territorio, apprendiamo una presa di posizione dell’assessore provinciale Franco Osculati e un’incerta dichiarazione del presidente Daniele Bosone – dichiara Giuseppe Ghezzi presidente della Coldiretti di Pavia - circa la necessità di realizzare il tratto autostradale che dovrebbe collegare l’Oltrepò alla Lomellina. Abbiamo già espresso chiaramente la nostra contrarietà alla realizzazione di quest’opera che rischia di creare un disastro nel fragile e prezioso sistema ambientale della Lomellina. Il presidente Bosone che, in altre occasioni ha apertamente avversato la Broni Mortara, chiede di valutare dati tecnici e non emozioni. Coldiretti è pronta. Possiamo accompagnare lo stesso Presidente nella aziende agricole lomelline che saranno tagliate in due dall’autostrada, possiamo mostrargli il reticolo idrico che salvaguarda un ambiente umido prezioso, che verrà devastato da una mastodontica ferita nel territorio. Possiamo fornire tutti gli elementi tecnici capaci di dare prova del danno ambientale e del disastro economico per le imprese agricole che non sarà neppure lontanamente compensato dagli ipotetici rimborsi prevedibili.” “Il gruppo di tecnici che abbiamo incaricato di fornirci tutti i ragguagli – interviene il direttore della Coldiretti Giovanni Roncalli – del resto non ha ancora nessuna notizia sul tratto di collegamento tra Mortara e Stroppiana e non capiamo se l’autostrada sia destinata a terminare, come un binario morto, nei pressi di Mortara, o se effettivamente si collegherà alla rete autostradale esistente. Abbiamo mille modi per suggerire un miglior utilizzo dei fondi necessari alla realizzazione di un’opera inutile e dannosa e alcuni li abbiamo già dichiarati. L’ambiente e l’agricoltura della nostra provincia sono il vero valore di questo territorio ed è nostro preciso dovere difenderlo ad ogni costo. Lo vogliono i nostri associati e lo esige tutta la società” . pavia@coldiretti.it - www.pavia.coldiretti.it


21 febbraio ’12 Cs-10_12_02_21

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A Pavia torna il latte fresco Aperto 24 ore su 24 il nuovo “bancolat” dell’azienda di Coldiretti si trova in Via Olevano, angolo Piazza Caduti sul Lavoro Dopo una pausa di qualche mese, finalmente a Pavia torna un distributore di latte crudo. L’iniziativa è dell’azienda agricola Moro Cesarini di San Genesio, alle porte di Pavia. La casetta del latte è stata posizionata in Via Olevano, angolo Piazza Caduti sul Lavoro, in posizione facilmente raggiungibile, con un posteggio disponibile e resterà aperta 24 ore su 24. Il distributore, rifornito quotidianamente ogni sera verso le 20, con la mungitura pomeridiana, mette a disposizione dei consumatore il latte freschissimo, munto un paio d’ore prima nella stalla di San genesio distante pochi chilometri. Il trionfo del chilometro zero in piena città. “Abbiamo voluto riprovare – dichiara Fausto Moro, socio Coldiretti e titolare dell’allevamento di San Genesio – dopo le alterne fortuna del distributore che avevamo collocato sotto il portico della vecchia sede di Coldiretti in Piazza Guicciardi. Ora il distributore è in una posizione facilmente raggiungibile, con un ampio parcheggio a disposizione e resterà aperto durante tutto l’arco delle 24 ore. Abbiamo una stalla con circa 130 vacche in lattazione e questo veicolo distributivo rappresenta una piccolissima parte della nostra produzione ma l’abbiamo voluto perché ci sembra giusto fornire ai consumatori la possibilità di acquistare latte fresco, genuino e senza lavorazioni ad un prezzo vantaggioso. Al costo di un euro al litro ognuno potrà acquistare un litro di latte, sicuro e controllato, con tutte le caratteristiche organolettiche che ne fanno uno degli alimenti più importanti nella dieta di ognuno di noi”. “Accogliamo con piacere l’iniziativa dell’azienda, Punto di Campagna Amica, nostra associata – interviene Giovanni Roncalli, direttore della Coldiretti di Pavia – che, replicando esperienze maggiormente diffuse in città vicine, mette a disposizione dei consumatori pavesi un altro pezzo di genuinità e di eccellenza alimentare ad un costo contenuto”.

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23 febbraio ’12 Cs-11_12_02_23

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A Valle Lomellina e Gambolò Coldiretti incontra gli associati Assemblee formative nei due centri lomellini per dibattere sui problemi e individuare le soluzioni per affrontare la prossima campagna. IMU, PAC e commercializzazione del riso Con gli appuntamenti del prossimo venerdì 24 febbraio alla mattina, dalle ore 9, a Valle Lomellina, presso la Sala Polifunzionale in Piazza Grande 1 e al pomeriggio dalle 14, a Gambolò presso la Sala Litta in Piazza Castello, si conclude questa tornata di assemblee formative che ha visto Coldiretti incrociare i propri associati delle zone di Pavia e Corteolona; Casteggio, Voghera e Varzi; Mortara; Stradella e ora Mede e Vigevano. Le relazioni dei funzionari di Coldiretti sulle novità legate all’applicazione dell’IMU in campo agricolo e della PAC, per il prossimo periodo, rappresenteranno il corpo tecnico dell’incontro tra Coldiretti e imprese, ma l’attenzione sarà catturata dall’attività sindacale svolta dalla più importante organizzazione agricola. La sensibilizzazione di tutti i sindaci della provincia al fine di ottenere la riduzione, possibile a norma di legge, dell’IMU, tassa che colpisce in modo iniquo le imprese agricole. La raccolta di firme, che ha già superato le 5000 unità, in difesa delle imprese contro i danni provocati dallo sviluppo incontrollato di alcune specie di animali selvatici. L’adesione di molte amministrazioni locali al documento di Coldiretti in difesa del vero Made in Italy e in denuncia dell’attività di concorrenza sleale praticata dalla Simest e infine le iniziative in campo economico che Coldiretti sta intraprendendo anche alla luce dello sviluppo dei distretti di vino e riso. Di particolare interesse nella zona, alla vigilia dell’inizio della nuova campagna, l’iniziativa di aggregazione delle imprese risicole che Coldiretti sta promuovendo per offrire ai propri soci un potere contrattuale maggiore. Una forma societaria che si avvii verso l’organizzazione di prodotto, in grado di rappresentare una larga fetta della risicoltura italiana, capace di dialogare con l’industria e la grande distribuzione da pari a pari e non sopportare più la speculazione selvaggia, che danneggia in modo insostenibile le imprese agricole e ei consumatori.

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Giovani agricoltori, ragazze più studiose: il 94 per cento ha una laurea o un diploma Nello studio vince l’altra metà del cielo. Fra i giovani imprenditori agricoli lombardi le donne “doppiano” i maschi per quanto riguarda la percentuale dei laureati: 25 per cento contro il 10 per cento dei ragazzi. Il dato emerge da un’analisi di Coldiretti Lombardia in vista dell’assemblea che si terrà domani martedì 28 febbraio 2012 a Verona, dalle ore 14, al Palazzo della Gran Guardia, dove mille imprenditori agricoli sotto i 30 anni in arrivo da tutto il nord Italia (Lombardia, Piemonte, Liguria, Friuli, Trentino, Veneto) si ritroveranno per discutere di economia, credito, investimenti politica agricola. “Siamo la nuova generazione che avanza – spiega Stefano Ravizza, viticoltore di Pavia e leader lombardo dei giovani agricoltori di Coldiretti – alcuni arrivano da famiglie che lavorano già nel mondo rurale, altri invece hanno deciso di cominciare per passione e perché vi hanno visto un’opportunità per il futuro”. Dal 2008 a oggi in Lombardia – spiega Coldiretti su dati dell’assessorato all’agricoltura della Regione – sono stati oltre mille i giovani entrati nel settore: 101 a Bergamo, 220 a Brescia, 67 a Como, 73 a Cremona, 32 a Lecco, 14 a Lodi, 23 a Milano, 141 a Mantova, 196 a Pavia, 148 a Sondrio e 26 a Varese. Da un’analisi di Coldiretti Lombardia su un campione “under 30” di titolari di aziende emerge poi un livello medio alto di preparazione scolastica: l’86 per cento dei ragazzi e il 94 per cento delle ragazze hanno un diploma o una laurea. “E’ la dimostrazione – afferma Nino Andena, Presidente di Coldiretti Lombardia – di una progressiva specializzazione dei nostri imprenditori che oltre a saper utilizzare i macchinari agricoli, conoscere gli animali e conservare gli insegnamenti delle generazioni precedenti, devono anche saper gestire piani di sviluppo delle imprese, investimenti, approfondire la politica agricola comune, sapere di spread e credito e utilizzare anche qualche nozione di marketing. I giovani – conclude Andena – sono la nuova agricoltura: proiettata verso il futuro ma con forti radici nella tradizione”. (27/02/2012)

Fabio Bonaccorso comunicazione.lombardia@coldiretti.it 347/0599454


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Le aziende giovani in Lombardia avviate dal 2008 al 2012 Province Bergamo Brescia Como Cremona Lecco Lodi Milano Mantova Pavia Sondrio Varese Lombardia

Aziende giovani 101 220 67 73 32 14 23 141 196 148 26 1.041

Fonte: elaborazione Coldiretti Lombardia su dati assessorato agricoltura Regione Lombardia

(27/02/2012)

Fabio Bonaccorso comunicazione.lombardia@coldiretti.it 347/0599454


29 febbraio ’12 Cs-12_12_02_29

Comunicato stampa

Stefano Ravizza protagonista all’assemblea di Giovani Impresa Oggi a Verona a Palazzo della Guardia dalle 14:00, Assemblea di Giovani Impresa Coldiretti Oggi alle 14:00, a Verona prenderà avvio l’assemblea dei giovani imprenditori di Coldiretti. Oltre mille imprenditori da tutto il nord Italia si daranno appuntamento al Palazzo della Guardia provenendo da Lombardia, Piemonte Liguria, Friuli, Trentino e Veneto per discutere di economia, credito, investimenti e politica agricola. Tra i sicuri protagonisti della giornata Stefano Ravizza, viticoltore di Stradella, delegato provinciale e regionale di Giovani Impresa la cui relazione sarà al centro del dibattito odierno. “I giovani devono essere protagonisti di loro stessi – afferma Stefano Ravizza – e questo protagonismo si concretizza in Coldiretti nel progetto di filiera agricola italiana che fa della tracciabilità, della trasparenza e della territorialità i propri punti cardine. Una filiera certificata e garantita che si estrinseca nel corto passaggio, attraverso i mercati di Campagna Amica, i punti vendita, l’agriturismo, ma anche attraverso un percorso più lungo per quelle aziende che, per dimensioni o struttura aziendale, non possono avvicinarsi al rapporto diretto con il consumatore e che, grazie alla nuova piattaforma economica offerta da CAI, Consorzi Agrari d’Italia e alle Botteghe di Campagmna Amica, hanno comunque la possibilità di partecipare al progetto della filiera agricola italiana. Una scelta di produzione qualitativa a vantaggio dell’italianità, della sicurezza e della genuinità; una scelta economica e non ideologica di agricoltura naturale, rivolta ai consumatori che, due su tre, non vogliono prodotti OGM. Un modo nuovo di fare agricoltura che faccia del chilometro zero e della qualità quella bandiera capace di portarci all’appuntamento del 2015 con l’Expò di Milano, a far trionfare il made in Italy contro l’italian sounding e le truffe alimentari”.

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02 marzo ’12 Cs-13_12_03_02

Comunicato stampa

Un agricoltore alla Rai Eugenio Barbieri, socio di Coldiretti, contadino dell’Oltrepò Sarà l’esperto per Linea Verde la trasmissione Rai capostipite della televisione che parla di agricoltura Domenica 4 marzo, Linea Verde, la trasmissione Rai che tratta di agricoltura e ambiente, presenterà Eugenio Barbieri, socio Coldiretti, pavese di Rivanazzano, contadino, poeta di storie, di cibo e d’uomini della terra. Eugenio Barbieri, viticoltore, allevatore e promotore del progetto di recupero delle cantine per la stagionatura dei salami, sarà il consulente esperto di agricoltura per la trasmissione Rai condotta da Eleonora Daniele e Fabrizio Gatta. “Forse per la prima volta - commenta Eugenio Barbieri - l’agricoltura sarà raccontata in televisione da un agricoltore. Fino ad ora, del nostro mondo, hanno parlato cuochi, giornalisti, industriali che si dilettano di ambiente e coltivazione, ma mai chi vive della terra e dei suoi prodotti. Per ora parteciperò a cinque puntate, anche perché la trasmissione si avvia alla sua conclusione, ma spero che ci sia un concreto spiraglio per il prossimo anno. Daremo spazio – prosegue Barbieri - ai risvolti sociali della nuova agricoltura, un’attività consapevole, rispettosa dell’ambiente e della storia del territorio, che racconti un nuovo modello sostenibile e che tuttavia sia portatrice di tutte le posizioni, illustrando ogni punto di vista nel miglior modo possibile per garantire a tutti la possibilità di una scelta cosciente”. “Siamo orgogliosi – interviene il presidente della Coldiretti Giuseppe Ghezzi – che un nostro associato sia stato scelto per raccontare l’agricoltura in una trasmissione prestigiosa come Linea Verde. Sarà certamente un’ottima opportunità anche per promuovere il territorio pavese e le sue mille sfaccettature, un’occasione per esportare e confrontare con il resto del Bel Paese, un poco dell’eccellenza della nostra provincia”.

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09 marzo ’12 Cs-14_12_03_09

Comunicato stampa Pavia in piazza a Roma per protestare contro il falso made in Italy Al via mobilitazione per un nuovo protagonismo dell’agricoltura Anche Pavia sarà a Roma, la prossima settimana, insieme a migliaia di agricoltori, cittadini, ambientalisti, associazioni dei consumatori, Sindaci e rappresentanti delle Istituzioni a livello nazionale, regionale e locale provenienti dalle diverse Regioni italiane per una mobilitazione contro il falso Made in Italy di Stato che, in questa occasione, sarà rappresentato dal “Pecorino” prodotto completamente in Romania con i soldi dello Stato italiano, che sarà portato per la prima volta in piazza “in bella vista” a disposizione delle Autorità e dei cittadini. Un caso emblematico in cui lo Stato favorisce la delocalizzazione e fa concorrenza agli italiani sfruttando il valore evocativo del Made in Italy. “Sarà l’occasione per affermare la centralità del settore agroalimentare – dichiara Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia - quale una delle poche leve competitive di cui il Paese dispone per ricominciare a crescere, ma anche un modo per denunciare gli ormai troppi casi di disattenzione e sottovalutazione nei confronti di un settore che è patrimonio del Paese. Ci chiediamo: · perché dopo tante denunce il Ministero dello Sviluppo Economico non vieta per legge il finanziamento di prodotti realizzati all’estero che imitando il vero Made in Italy uccidono il futuro delle nostre imprese ? · perché chi con la terra ci lavora e ci vive si è visto aumentare l’IMU in maniera maggiore di chi la terra la usa per divertirsi o speculare ? · perché al tavolo del lavoro tra Governo e forze sociali, il nostro settore che occupa 1,2 milioni di lavoratori dipendenti oltre agli autonomi è l’unico a non essere stato invitato ? · perché dopo due leggi nazionali sull’etichettatura per fare sapere agli italiani quello che mangiano nessuno si è preso la responsabilità di applicarle ? La nostra agricoltura è la prima a livello mondiale per valore aggiunto ad ettaro, il nostro cibo è il piu’ apprezzato e imitato nel mondo, il nostro export agroalimentare cresce a due cifre. Agricoltura e cibo sono un patrimonio economico, sociale, ambientale, paesaggistico e culturale che il mondo ci invidia. Sono un patrimonio di tutti gli italiani ! Tutto questo la gente lo sa ed è ora che anche la politica ne prenda atto. Le ragioni della mobilitazione saranno illustrate dal presidente della Coldiretti Sergio Marini a partire dalle ore 9,30 il 15 marzo 2012 in piazza Montecitorio a Roma con migliaia di manifestanti che presidieranno anche il Ministero dello Sviluppo Economico in via Veneto 33 e la sede della Simest in Largo Ottavio Tassoni. pavia@coldiretti.it - www.pavia.coldiretti.it


22 marzo ’12 Cs-15_12_03_22

Comunicato stampa

Ottimismo al Vinitaly Le eccellenze di Coldiretti Pavia in vetrina alla rassegna dei vini Il 2011, anno di crisi, ha visto il record di esportazione dei vini italiani che, con 4 miliardi di euro, si confermano leader sul mercato mondiale raggiungendo la soglia del 22 per cento sul totale. Un segnale in controtendenza che fa ben sperare per il futuro della vitivinicoltura italiana e quella pavese che, seppure in presenza di segnali positivi in tutto il Paese stenta a rispondere altrettanto efficacemente. “La qualità e l’impegno alla fine pagano sempre – afferma Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia – la presenza delle aziende di Coldiretti Pavia al prossimo Vinitaly è in crescita e questo è il segnale della voglia di investire che caratterizza le migliori aziende del nostro territorio”. L’edizione 2012 del più importante salone internazionale dedicato al vino e ai distillati vede l’incremento degli espositori che sono oltre 4200 e concentra i lavori da domenica a mercoledì, anziché da giovedì a lunedì, per ottimizzare le iniziative dedicate all’incontro tra gli espositori e i buyer, in particolari quelli internazioni del canale ho.re.ca Da sempre Vinitaly promuove l’eccellenza della produzione enologica italiana e rappresenta un punto di riferimento e di incontro per produttori, distributori, importatori anche attraverso rassegne, degustazioni e convegni programmati con approfondimenti sui temi d’attualità del mondo vitivinicolo. “Due sono i convegni organizzati da Coldiretti presso la sala Rossini del Centrocongressi Arena – interviene Giovanni Roncalli, direttore della Coldiretti di Pavia - il primo, intitolato Siamo sostenibili! L’adattamento della viticoltura ai cambiamenti climatici è in programma lunedì 26 marzo alle ore 15, il secondo La semplificazione fa crescere il Vino Italiano. Le proposte di Coldiretti è previsto mercoledì 28 marzo alle ore 10. Si tratta di due importanti appuntamenti da cui le aziende e gli operatori possono trarre consistenti indicazioni per la propria attività agronomica, commerciale e di promozione”. “L’Oltrepò Pavese – conclude Ghezzi – va alla vetrina veronese con l’intento di dar voce a quelle aziende che valorizzando il proprio prodotto e buttandosi alle spalle le vecchie politiche economiche e commerciali che hanno caratterizzato il passato, hanno puntato sulla qualità, la vendita diretta e la promozione attraverso il binomio vincente vino – territorio quale carattere distintivo non solo del vino ma di quella splendida terra che è l’Oltrepò Pavese”. In allegato l’elenco delle aziende di Coldiretti Pavia che partecipano a Vinitaly 2012 pavia@coldiretti.it - www.pavia.coldiretti.it


Allegato al comunicato stampa num. 15 della Coldiretti di Pavia intitolato: “Ottimismo al Vinitaly”

Al Vinitaly Coldiretti sarà presente con: Agnes Fratellli Az. Agr. Bellaria di Massone Az. Agr. Bisi Società Agricola Az. Agr. Bosco Longhino di Faravelli Marco Andrea Az. Agr. Ca’ Montebello di Scarani Luigi Castello Di Cigognola Cantine Francesco Montagna S.r.l. Eredi Cerutti Stocco di Stocco Davide Fattoria Olmo Antico Az. Agr. Gravanago di Goggi Paolo Società Agricola F.lli Guerci di Guerci C. & C. S.S. La Travaglina Srl Società Agricola Marchesi di Montalto S.S. Agr. Az.Agr. San Michele Ai Pianoni Tenuta La Costaiola Torti Tenimenti Castelrotto


03 aprile ’12 Cs-16_12_04_03

Comunicato stampa

Raddoppi la spesa Giovedì 5 aprile al mercato di Campagna Amica di Via Amati

i tuoi soldi valgono il doppio Ritira la “Carta fedeltà” Uno spicchio di salute – Le arance omaggio a sostegno della produzione nazionale Giovedì 5 aprile 2012 dalle otto a mezzogiorno, tutti i consumatori che effettueranno una spesa minima di dieci euro presso il Mercato di Campagna Amica di via Amati a Pavia, riceveranno in omaggio una borsa della spesa con le specialità pavesi a chilometri zero. L’iniziativa promossa da Agrimercato, l’associazione che raggruppa le aziende di Coldiretti che partecipano ai mercati di Campagna Amica, in collaborazione con la Coldiretti di Pavia, intende rilanciare il mercato di via Amati ad un anno dall’inaugurazione. “Intendiamo dimostrare – commenta Gianenrico Vercesi, presidente di Agrimercato Pavia – quanto sia conveniente fare la spesa presso i Mercati di Campagna Amica, dove tutto ciò che si acquista si mangia. A parità di qualità, il prezzo è sempre conveniente perché non si deve buttare niente e nella dispensa dura di più. Abbiamo pensato anche ad un’altra iniziativa, ad ogni cliente verrà consegnata una Carta fedeltà sulla quale sarà apposto un timbro per ogni 10 euro di spesa. Il completamento della tessera darà diritto ad uno sconto extra sui banchi di vendita del mercato di Campagna Amica di Via Amati”. “C’è anche un altro motivo per partecipare al mercato di Campagna Amica in Via Amati giovedì 5 aprile dalle 8 alle 12 – interviene Rosanna Sora, responsabile provinciale di Campagna Amica – a tutti i presenti, fino ad esaurimento, sarà omaggiata una reticella da un chilogrammo di arance siciliane a sostegno della produzione nazionale. L’iniziativa si ripeterà in tutta Italia presso le botteghe di Campagna Amica, ogni fine settimana dal 30 di marzo fino al 15 aprile e abbiamo pensato di proporla questo giovedì a Pavia presso il mercato di Via Amati” “I Mercati di Campagna Amica – conclude Giovanni Roncalli, direttore della Coldiretti di Pavia – sono portatori di un messaggio di rispetto verso l’ambiente e la salute dei cittadini, di genuinità e convenienza, di sostenibilità e agricoltura consapevole. La loro diffusione in ogni centro abitato e le Botteghe di Campagna Amica, stanno creando una vera rete commerciale che mette a disposizione di tutti i cittadini quella filiera agricola italiana firmata dagli agricoltori che garantisce i consumatori dalle truffe e dal falso Made in Italy alimentare”. pavia@coldiretti.it - www.pavia.coldiretti.it


03 aprile ’12 Cs-17_12_04_03

Comunicato stampa

Broni Mortara Incontro in Coldiretti tra tecnici e aziende, si apre un tavolo di confronto Nella mattinata di oggi, presso la Sala riunioni di Palazzo Coldiretti a Pavia in Viale Brambilla, si è svolto un incontro tra i tecnici responsabili del progetto dell’autostrada nota come Broni Mortara, i vertici Coldiretti e alcune delle aziende associate che, più di altre, rischiano di subire un forte impatto dall’eventuale realizzazione di questa opera. All’incontro erano presenti Carlo Mangiarotti e Paolo Zenzi di Infrastrutture Lombarde, Maurizio Deiana per la società Sabrom, Enrico Ghislandi capo progettista per SINA, per Coldiretti Lombardia Rossana Cozzolino responsabile legale e Marco Castellani vice direttore, mentre per Coldiretti Pavia, il direttore Giovanni Roncalli, il vice direttore Luigi Negri, funzionari e dirigenti. L’incontro è stato chiesto da Coldiretti Pavia, alla luce dei recenti sviluppi, delle notizie apparse sulla stampa e delle sempre più frequenti dichiarazioni politiche di molte delle parti interessate, per tracciare un quadro complessivo della situazione e fare chiarezza nei confronti della aziende agricole coinvolte. I tecnici intervenuti hanno esposto il progetto suddividendolo in due tronconi, la parte lombarda fino a Mortara e quella lombardo - piemontese fino a Stroppiana. Nel frattempo la regione Lombardia ha ottenuto dal Piemonte di fare da capofila per le procedure autorizzative dell’intero percorso. “Coldiretti ha ribadito – commenta Luigi Negri - la propria forte contrarietà alla realizzazione della Broni Mortara, ritenendola, come più volte affermato dal presidente Giuseppe Ghezzi in occasioni ufficiali e non, un’opera non necessaria e altamente impattante sia sul piano agricolo, sia su quello idraulico per un territorio dall’equilibrio estremamente delicato come la Lomellina. Il confronto si è rivelato costruttivo e certamente utile per le imprese così come per i tecnici responsabili, tanto che abbiamo chiesto e ottenuto, un tavolo di confronto, qualora l’iter procedesse, per approfondire gli aspetti legati all’impatto sulle singole aziende circa le mitigazioni, le compensazioni ambientali e sulle infrastrutture tecniche funzionali alla normale attività agricola”. La relazione iniziale ha evidenziato, come già in precedenza denunciato da Coldiretti, l’eccessiva presenza di almeno sei caselli autostradali, su un tracciato di poche decine di chilometri, in merito ai quali i progettisti non hanno escluso la possibilità di valutare un loro ridimensionamento. In conclusione, il direttore Roncalli ha riassunto la situazione affermando che: “Coldiretti, confermando la propria forte contrarietà alla realizzazione di tale opera, si assume l’impegno di farsi collettore delle osservazioni delle aziende dei propri soci, evidenziando le criticità ambientali relative al territorio lomellino, ma riguardanti anche significativi casi dell’Oltrepò, e riportandole al tavolo tecnico e al Ministero dell’ambiente”.

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12 gennaio ’12 Cs-01_12_01_12

Comunicato stampa

Coldiretti incontra l’Amministrazione Provinciale La Giunta dell’Amministrazione provinciale di Pavia parteciperà ad un incontro con il Consiglio di Coldiretti per discutere sui temi pressanti e futuri dell’agricoltura del nostro territorio Domani pomeriggio dalle 17,30 presso la Sala Riunioni di Coldiretti Pavia in Viale Brambilla 34, si terrà un incontro tra il Consiglio di Coldiretti e la Giunta dell’Amministrazione Provinciale di Pavia. All’appuntamento parteciperanno anche i collaboratori di Coldiretti, responsabili dei vari settori che, insieme ai dirigenti, “racconteranno” agli amministratori provinciali l’attività di Coldiretti. “Si tratta di una favorevole opportunità di dialogo e condivisione – commenta Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia - tra due figure chiave nell’azione gestionale del territorio e dell’economia della nostra terra. Coldiretti è la prima organizzazione professionale di categoria rappresentando il 60 per cento dell’agricoltura pavese. Ha ormai superato da tempo i confini della sola rappresentanza agricola, rivestendo i panni di una vera forza sociale, capace di dialogare con l’intera società civile sui temi della salvaguardia del territorio, della salubrità e sicurezza alimentare, della promozione e valorizzazione delle potenzialità locali. Gli imprenditori agricoli di Coldiretti, interpretando in pieno la multifunzionalità della moderna agricoltura, sono a tutti gli effetti i detentori e i gestori del territorio e stanno operando con consapevolezza in sua difesa e nel rispetto della ricerca della quadratura dei bilanci aziendali”. “La condivisione delle linee guida dell’attività della nostra Organizzazione e dell’Amministrazione provinciale – prosegue Giovanni Roncalli, direttore della Coldiretti di Pavia -sta alla base di un corretto agire e della possibilità concreta di ottenere risultati positivi in favore delle imprese, del territorio e in generale di tutto il tessuto sociale della nostra Provincia. Pavia ha grandissime potenzialità che solo a tratti sono state espresse compiutamente e un’azione sinergica tra le forze presenti sul territorio produrrà sicuramente i frutti che tutti auspichiamo”.

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Rassegna Stampa Marzo 2012