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n.5 2011 ANNO 66

periodico di Coldiretti Pavia

le giovani spighe

puntano in alto

Poste Italiane S.p.a. Spedizione in a. p. D.L.353/2003 convertito in L. 27/02/2004 n. 46 art.1 comma 1 DCB/PV

dall’assemblea di Giovani Impresa una finestra sul futuro di Coldiretti

Il trionfo delle idee e dell’intraprendenza dei nostri giovani riunitisi a Roma lo scorso 17 Maggio


la campagna è viva


in primo piano Il Coltivatore Pavese

Edito dalla Federazione Provinciale COLDIRETTI PAVIA Abbonamento annuo Euro 40,00

Presidente

Giuseppe Ghezzi

Direttore

Giovanni Roncalli

Responsabile di Redazione

Claudio Milani

Direzione artistica Marino Galli

Hanno collaborato:

Sergio Canobbio, Marta Madama, Fabio Piccinini, Monica Rosina, Annamaria Seves, Rosanna Sora, Gianni Mario Stoppini

Redazione ed amministrazione:

fotografie: archivio fotografico Coldiretti Registrazione del Tribunale di Pavia n.3 del 17 luglio 1948 Il coltivatore Pavese viene inviato a tutti i soci della

Federazione Provinciale Coldiretti Pavia iniziativa realizzata con il contributo di

Direzione Generale Agricoltura Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale: l’Europa investe nelle zone rurali PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura Attività di informazione misura 111/B che è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia; cofinanziato dell’Unione Europea attraverso il FEASR

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Tel. +39 0523 592803, +39 0523 592859 Questo numero è stato chiuso in redazione il 31 maggio 2011

sommario

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Giovani Impresa

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SINDACALE

ETICHETTOPOLI VITIVINICOLO

FISCALE

EPACA BREVI TERRITORIO

Le parole di Napolitano

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Fondo: grazie a Coldiretti rivista la direttiva nitrati Giovani la filiera agricola per il nostro futuro Assemblea dei Giovani Coldiretti; gli interventi dei politici Una giornata storica Napolitano: dai giovani innovazione e creatività” Marini alla Commisione Anticontraffazione difende il Made in Italy Parlamento Europeo: sì all’indicazione d’origine in etichetta OGM: tre italiani su 4 pensano che i cibi ogm facciano male (OGM) Parlamento europeo: i motivi per il NO PAC: Ciolos vuole un tetto agli aiuti Da giugno la nuova sede di Coldiretti Pavia Approvato il IV conto Energia Agricoltura biologica: novità da Bruxelles Le botteghe di Campagna Amica Investire nella gestione efficace dell’acqua Dopo 15 anni di pausa, Federconsorzi si riunisce Intervista al Ministro Saverio Romano Coldiretti apprezza le indicazioni del Ministro Euroflora 2011: ecco cosa emerge dal dibattito

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La Coca Cola, il Papa e ...

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(Col)direttamente nel bicchiere: “Incanto” Eredi Cerutti Stocco Il Mercato di Campagna Amica all’Iper di Montebello Il mercato rilancia i vini di qualità Misura investimenti Diritti di reimpianto Vinexpo 2011 NO alla liberalizzazione dei diritti di impianto

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Il Decreto Sviluppo: le novità di carattere fiscale Slittamento versamenti Assunzione Extracomunitari

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Servizi alle persone Malcontento di anziani e pensionati News in pillole

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Caccia al tavolo tecnico nazionale, calendari venatori 2011 Nuovo ufficio UOL Voghera

42 42


a ...

PAVIA

Piazza del Carmine Via Amati Via Pastrengo

VIGEVANO

STRADELLA

MORTARA

VOGHERA

Piazza Martiri della Liberazione

Piazza Trieste - Cortile Borsa Merci 3

Piazza Vittorio Veneto

Piazza del Duomo

per conoscere giorni e orari dei mercati visita www.campagnamica.it


Giuseppe Ghezzi

Presidente Coldiretti Pavia

Sottoscritto un accordo in Conferenza Stato Regioni per aggiornare le zone vulnerabili e ridefinire i carichi inquinanti attribuibili ai diversi settori civili e produttivi, sino ad oggi caricati a torto sulle spalle degli allevatori

Grazie a Coldiretti

rivista la direttiva nitrati

Questi i due punti cardine dell’accordo raggiunto per rivedere la Direttiva nitrati L’intesa andrà, infatti, ad accertare le reali responsabilità in tema di inquinamento delle falde estendendo l’analisi anche alle acque reflue dei depuratori e agli scarichi industriali. L’accordo prevede dunque di predisporre, entro l’anno, uno studio finalizzato all’aggiornamento delle zone vulnerabili da nitrati e di adeguare di conseguenza i programmi di azione, riducendo, tra le altre cose, anche il carico di oneri amministrativi a cui sono sottoposte le aziende agricole. Come richiesto da Coldiretti, la Conferenza Stato-Regioni ha convenuto anche sulla

necessità di individuare gli strumenti finanziari necessari a sostenere gli investimenti per l’adeguamento infrastrutturale degli obiettivi di stoccaggio degli effluenti zootecnici. Specifiche misure saranno sviluppate per valorizzare la sostanza organica, adottando procedure agevolate anche attraverso specifiche modifiche alla disciplina sui rifiuti. Esprimiamo la nostra soddisfazione per l’intesa, perché l’approvazione dello schema di accordo è un passo determinante per salvare gli allevamenti gravati ingiustamente di responsabilità fino ad ora esclusive. La partita si sposta ora a Bruxelles dove tocca allo Stato italiano difendere l’accordo raggiunto. In attesa di trovare soluzioni agronomiche adeguate occorre dunque distribuire il peso dei vincoli in misura proporzionale tra le diverse fonti di inquinamento compresa la depurazione civile. Per far questo, però, è necessario avviare studi analitici con monitoraggi precisi e aggiornati.

FONDO | 7


Vittorio Sangiorgio: trasformare i sogni in realtà è il miglior modo per far vivere oltre il presente la nostra nazione, trasferendo risorse e competenze dall’oggi al domani. Proprio per questo il ricambio generazionale è il miglior investimento che la nostra Italia dovrebbe fare

Giovani

lpera filiera agricola il nostro futuro n.5 2011

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(estratto dall’intervento di Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale di Giovani Impresa all’assemblea nazionale) Paradossalmente nel bel Paese la nostra generazione si trova troppo spesso le porte sbarrate, perché una società e una classe dirigente politica ed economica egoista e miope scelgono deliberatamente di occuparsi dei loro interessi di oggi, ipotecando il domani di una intera nazione. Nella formazione abbiamo continuato a finanziare corsi e corsetti lontani dalle vere esigenze delle imprese, che intanto continuano a cercare invano competenze. E, mentre mancano, nel nostro Paese vere scuole di “imprenditorialità” e la trasmissione dei saperi è legata a vie del tutto informali e spontanee, si continuano a pagare iniziative fittizie, assecondate da bandi pubblici ad hoc. Uno sperpero di risorse pubbliche inaccettabile di fronte ai gravi problemi del Paese. Questo è ciò che si ottiene quando si vogliono fare politiche “per i giovani” senza coinvolgere i giovani”. E ancor di peggio è accaduto nella ricerca, che ci sentiamo di definire “vecchia” perché è più a misura di pubblicazioni per grandi luminari piuttosto che a misura di impresa. O peggio ancora “schiava” degli interessi delle grandi multinazionali, come nel caso degli Ogm, che il mercato non vuole, ma che vorrebbero imporci anche se non ci convengono.

In agricoltura il fallimento del ricambio è più evidente Dopo anni ed anni di politiche per il ricambio generazionale in agricoltura – primi insediamenti, subentri, prepensionamenti, pacchetti e contentini vari, solo il 3% delle imprese agricole ha un titolare con meno di 35 anni mentre il 30 per cento supera i 65. Ma se guardiamo ai risultati dell’imprenditoria giovanile, di gran lunga superiori alla media nazionale, viene spontaneo chiedersi cosa avremmo potuto fare se ci fosse stata una vera politica giovane. Infatti, per quanto riguarda la “quantità”, le imprese giovani producono in media il 40 per cento di reddito in più degli altri. Ma sono in grado di avere questi risultati perché la loro “qualità” di impresa è elevatissima: noi giovani abbiamo una maggiore capacità di innovazione, abbiamo dimostrato più voglia di investire anche durante questo

Appena sotto, Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale Giovani Impresa

periodo di crisi, perché non ci sottraiamo al rischio se ciò significa nuove opportunità di presidio dei mercati; infine, siamo orientati al mercato, convinti che il nostro reddito dipenda molto più dalla capacità di interpretare al meglio le tendenze della domanda, piuttosto che dagli aiuti diretti della Pac.

Quelle molestie alle giovani imprese “Sono troppe le ‘molestie’ che un giovane che vuole fare impresa si trova costretto a subire. Aspettare oltre due anni per poter trasformare la propria idea di impresa agricola, ad esempio, perché un’amministrazione regionale non è in grado di completare in tempi rapidi l’istruttoria per il primo insediamento significa compromettere il destino di un’impresa giovane e sottrarre ricchezza all’Italia.Senza dimenticare il mancato accesso al credito in un paese dove per definizione danno i soldi a chi già li ha oppure a chi sa già di poterli restituire. Ma, altrettanto per definizione, i giovani all’inizio della loro carriera soldi non ne hanno e l’unico modo per dimostrare se sono capaci di restituirli è concedere loro credito.

Filiera agricola per il nostro futuro Per abbattere gli ostacoli, servono risposte di “sistema”, che richiedono inevitabilmente tempi lunghi, considerando le molte inerzie e carenze dell’apparato decisionale del nostro Paese. Questa consapevolezza, questo senso di responsabilità verso l’agricoltura e verso l’Italia hanno animato e spinto la nostra Coldiretti, vera ‘forza amica’ del Paese, a lanciare due anni fa la Filiera Agricola tutta Italiana, il nostro naturale punto di approdo”. La Filiera Agricola tutta Italiana, nata per porre fine al furto di identità e valore al quale la nostra agricoltura è sottoposta da decenni, ha realizzato anche un altro incredibile risultato per noi giovani. Ha permesso di isolare ed annullare – ha concluso Sangiorgio - il furto del bene più prezioso per ogni giovane: il futuro.

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dei Giovani Coldiretti

gli interventi dei politici

Assemblea

Sono stati molti gli esponenti politici e gli amministratori che hanno preso parte all’assemblea dei giovani della Coldiretti all’Auditorium del Parco della Musica, nella Capitale. Ecco una sintesi degli interventi

Gianni Alemanno Sindaco di Roma

Per il sindaco di Roma Gianni Alemanno i giovani sono la nostra speranza per l’unità d’Italia, il modo per riscoprire un’identità nazionale che non potrebbe esistere senza la terra e il paesaggio. Abbiamo bisogno di un duro lavoro quotidiano, di una grande cultura d’impresa e voi – ha detto – rappresentate tutto questo. Oggi da Roma, che è il più grande comune agricolo d’Europa, viene la conferma di una città ‘Ogm-free’ sia per quanto riguarda il consumo che per la produzione”.

Maurizio Sacconi Ministro del Lavoro

I giovani possono e devono svolgere una funzione decisiva in relazione ai vizi e ai pregiudizi che hanno caratterizzato il nostro mondo antico. Dopo aver ricordato le radici cristiane della Coldiretti, Sacconi si è soffermato sui problemi del lavoro impegnandosi, tra l’altro, a rendere piu facile l’accesso ai buoni lavoro in agricoltura, settore che rappresenta un importante fetta del loro utilizzo, circa il 23%, ma che può ancora crescere. I voucher vanno favoriti con il controllo sociale della bilateralità, e non è vero che destrutturano i rapporti di lavoro.

Paolo Scarpa Bonazza

Nicky Vendola Presidente Regione Puglia

Nel nostro Paese l’età media di un agricoltore è sopra i 65 anni per cui parlare di agricoltura oggi significa parlare di noi. L’agricoltura deve tornare ad essere uno dei temi del dibattito pubblico. Dobbiamo cercare di comprendere perché ci sono delle barriere architettoniche e sociali che rendono l’Italia un Paese per vecchi, scoraggiando  chi vorrebbe entrare nel settore. Il presidente della Regione Puglia ha concluso evidenziando la necessità di passare dall’agricoltura all’agricultura, sviluppando interventi interattivi e strategie di filiera, anche perché “se muore la campagna, la città si spegne”.

Enrico Letta Vice presidente PD

Il nostro non è un Paese per giovani. Partendo da questa triste considerazione, il vice presidente del Pd Enrico Letta ha espresso la sua soddisfazione per i giovani della Coldiretti che per celebrare la loro Assemblea hanno fatto riferimento ai 150 anni dell’unità d’Italia. Non c’è futuro – ha rilevato – senza memoria del passato. Secondo Letta la differenza di fondo tra l’Italia degli anni Sessanta e gli anni attuali è che i trentenni di allora lavoravano, facevano figli e mantenevano i loro genitori, mentre i trentenni di oggi fanno fatica a lavorare, non fanno figli e spesso si fanno mantenere dai loro genitori. Occorre quindi rimettere i giovani al centro del nostro impegno. A tale proposito Letta ha fatto una proposta: prevedere la detassazione per tre anni per le imprese che assumono giovani under 30.

Angelino Alfano Ministro della Giustizia

Avere fiducia nello Stato e rispettare le regole è l’invito del ministro Alfano. “una strada per voi facile, abituati a rispettare la regola sovrana: quella della natura”. In Italia, ci siamo seduti sul benessere prodotto dai nostri avi, ma il benessere si costruisce, non si eredità. Lo Stato deve dimostrare di essere un fattore positivo per le nostre aziende, deve sburocratizzare eliminando le regole inutili.

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Presidente Commissione Agricoltura del Senato

Il presidente della Commissione Agricoltura Paolo Scarpa Bonazza ha espresso la convinzione che non serve una politica specifica per i giovani agricoltori, ma soltanto una buona politica per l’agricoltura. I giovani hanno bisogno di misure di impatto pratico così come quelle messe a punto dalla Commissione Agricoltura e che si sono tradotte nella legge sull’etichettatura obbligatoria degli alimenti e nella norma sulla mutualità prevalente per i consorzi agrari. Adesso abbiamo in cantiere una norma per la sburocratizzazione dal momento che i giovani hanno bisogno di fare più impresa e di pensare meno alle carte. A livello comunitario, poi, occorre assicurare adeguati contributi all’Italia. Le risorse della Pac, comunque devono andare solo agli agricoltori attivi. Scarpa Bonazza ha concluso con un riferimento agli Organismi geneticamente modificati. Inizialmente ne ero un assertore, ma poi sono arrivato alla convinzione che produrre Ogm all’Italia non serve.

Roberto Rosso Sottosegretario di Stato alle Politiche agricole

l nostro impegno si rivolge verso aspetti specifici: migliorare la comunicazione sul; sviluppare un’agricoltura polifunzionale che non trascuri la tutela del paesaggio e la cultura dell’attività in campagna e che sviluppi le energie alternative evitando che il fotovoltaico sostituisca le coltivazioni agricole; puntare sulla filiera corta; valorizzare il made in Italy, intervenendo sull’italian sounding; assicurare una adeguata rete di bonifica, riprendendo quegli investimenti infrastrutturali.


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Stefano Ravizza

Una giornata stori a Una giornata storica, forse una delle prime occasioni in cui i giovani parlano dei giovani e non sono obbligati a sentire le battute scontate sui bamboccioni o la generazione X. Credo che all’Auditorium, Coldiretti Giovani Impresa abbia portato uno stralcio di giovane Italia che ha qualcosa da dire e pretende gli strumenti per poterlo fare. Abbiamo avuto una partecipazione altissima da tutte le regioni d’Italia e abbiamo avuto un richiamo notevole che si è manifestato anche attraverso gli interventi dei politici: dall’antropologia positiva del ministro Sacconi al richiamo al valore della terra come tradizione storia e cultura fatto da Niki Vendola. Oltre a loro il ministro Angelino Alfano, l’assessore dell’agricoltura della regione Lazio, il Sottosegretario del Ministero delle Politiche Agricole, Paolo Scarpa Bonazza Buora, Gianni Alemanno, Enrico Letta, Sergio Marini presidente nazionale di Coldiretti e Vittorio Sangiorgio delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa. È stato presentato un pacchetto giovani che sigla anche un cambio di rotta del sistema del credito nei confronti dei giovani: oltre 200 milioni di euro messi a disposizione da parte di Credit Agricole e Banca della Nuova Terra tutto attraverso il lavoro di Creditagri Italia; in questo modo tutti i giovani periti agrari e giovani laureati avranno, sulla base di un’idea raccontata attraverso un business plan, la possibilità di realizzare la propria impresa. Durante l’assemblea, molti interventi si sono soffermati sulla necessità di un ricambio generazionale che deve trovare spazio in tutti i campi, in tutti i settori. Non è concepibile cambiare tre ministri in tre anni e giustamente, penso che i dubbi sull’immagine che trasmettiamo all’Europa, siano fondati. Dubbi ancor più concreti alla luce della necessità di costruire relazioni tali da permettere di ottenere quel che serve al nostro Paese e al nostro settore: l’agricoltura. Ovviamente non può esistere un Paese senza politica e se, come ha ben detto Sergio Marini e come pensano molti, la politica è lo specchio della società, essendone la rappresentanza, forse quello specchio non esprime la nostra di società o forse, in taluni casi, non siamo capaci di rappresentare a sufficienza i nostri interessi. È stata una giornata che ha segnato l’importanza, non solo di un movimento giovanile, ma dei giovani in generale, che possono e devono dare un contributo a questa società ma anche un contributo alla rappresentanza politica e non, dove più forte è il bisogno di facce nuove, il bisogno di rigenerazione. Stefano Ravizza Delegato provinciale e regionale di Coldiretti Giovani Impresa

Napolitano: dai giovani nnovazione e creatività”

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Per l’Assemblea di Coldiretti Giovani Impresa, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato al presidente della Coldiretti Sergio Marini il seguente messaggio:

“In occasione dell’Assemblea nazionale, invio il mio cordiale saluto a tutti i giovani imprenditori agricoli, riuniti in una celebrazione idealmente collegata anche al 150° Anniversario dell’Unità d’Italia e al 100° anno dalla nascita di Paolo Bonomi, fondatore e per molti anni guida illuminata della Coldiretti. Il settore dell’agricoltura è uno dei più significativi per il ruolo che ha svolto nella nostra economia e nella evoluzione politica e sociale del Paese, nonché per le trasformazioni con le quali si è dovuto misurare. I processi della globalizzazione hanno comportato nuove sfide, anche insidiose, ma nel contempo hanno aperto all’Italia nuove opportunità, grazie alla possibilità di valorizzare e far conoscere sui mercati internazionali prodotti di eccellenza, frutto di culture e tradizioni che si sono sviluppate e consolidate nel tempo. La ricerca della qualità e la costante educazione del consumatore, in Italia e all’Estero, sono gli obiettivi ai quali dovranno in particolare dedicarsi le nuove energie imprenditoriali, che possono attingere ad importanti, tradizionali risorse di innovazione e creatività. Sono certo che i giovani imprenditori dell’agricoltura sapranno essere all’altezza di questo impegno. Con questo auspicio, auguro a Lei, presidente Marini, al dott. Sangiorgio, delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, e a tutti i partecipanti all’Assemblea la migliore riuscita dell’evento insieme ad un rinnovato, crescente sviluppo delle loro attività imprenditoriali”.

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I rischi di inganni e contraffazione per l’agroalimentare Made in Italy vengono da più fronti: sul mercato internazionale, ci sono i fenomeni del cosiddetto Italian Sounding attraverso il quale si vendono prodotti che non hanno nulla a che fare dal punto di vista produttivo con il nostro paese; su quello interno c’è l’utilizzo di materie prime straniere per prodotti che vengono venduti sotto marchi italiani a volte con etichette illeggibili ed in altri senza etichetta perché non è ancora entrata in vigore la legge sull’etichettatura d’origine. Non sempre si tratta di fenomeni illegali ma sono comunque ingannevoli e vanno scoraggiati e contrastati. Lo ha detto il presidente della Coldiretti Sergio Marini, ascoltato in audizione dalla commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale. Marini ha ricordato le azioni svolte dalla Confederazione a difesa del Made in Italy che, ha specificato, non vuol dire italianità dei marchi, ma delle materie prime utilizzate. Difendere l’italianità di Parmalat deve infatti anche significare “latte e agricoltura italia-

ni”, diversamente “l’operazione” avrebbe poco di strategico, si rischierebbe di difendere marchi italiani che trasformano e vendono latte straniero e questo non sarebbe per noi condivisibile né come agricoltori né come cittadini. Marini ha continuato evidenziando l’importanza dell’approvazione da parte del Parlamento della legge sull’etichettatura di origine obbligatoria. Legge che non può ancora essere applicata in toto per le resistenze da parte della Commissione Europea, ma che

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Difendere il Made i Italy Questa la richiesta del presidente Marini alla Commissione Anticontraffazione

potrebbe già in parte essere utilizzata per prevenire alcune forme di inganno, quali il richiamo in etichetta a nomi di regioni o paesaggi italiani che nulla hanno a che vedere col prodotto. Quanto alla questione dell’origine, Marini ha ribadito che su un tema come questo l’Italia dovrebbe essere pronta a rischiare una procedura di infrazione. Il presidente della Coldiretti ha anche invitato a mettere in grado le autorità preposte ai controlli di effettuarli nella maniera più efficace, ad esempio utilizzando il sistema degli isotopi, come già si fa per alcuni prodotti. Il presidente della Coldiretti ha chiesto di rendere pubbliche le informazioni sulle importazioni di materie prime dall’estero destinate ad essere trasformate in Italia che attualmente sono coperte da segreto d’ufficio. Viene infatti dall’estero - ha concluso Marini - ben un terzo della materia prima utilizzata nei prodotti alimentari realizzati in Italia. Durante l’audizione sono intervenuti con domande il presidente della commissione d’inchiesta Giovanni Fava, il vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera Angelo Zucchi, Anna Teresa Formisano (Udc), Filippo Ascierto (Pdl) e Luca Sani (Pd).


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all’e ichetta d’origine Il Parlamento europeo ha votato a favore dell’obbligo di indicare il luogo di origine e provenienza per carne, pollame, latte, prodotti lattiero caseari, ortofrutticoli freschi, tra i prodotti che si compongono di un unico ingrediente (che oltre al prodotto agricolo prevedono solo degli eccipienti come acqua, sale, zucchero), e per quelli trasformati che hanno come ingrediente la carne, il pollame ed il pesce. Si tratta di un pronunciamento che riconosce l’importanza della legge sull’etichettatura approvata all’unanimità dal Parlamento italiano all’inizio dell’anno che di fatto ha anticipato e sollecitato la norma comunitaria. Un’indicazione che trova il consenso della stragrande maggioranza dei cittadini. E’ necessario dunque che quanto deciso sia confermato dal Parlamento Europeo che sarà presto chiamato ad esprimersi in Seduta Plenaria. A tal riguardo, va ricordato che la delegazione italiana, guidata dal ministro della Salute Ferruccio Fazio, si era fatta promotrice di una dichiarazione, sostenuta anche da altri Stati membri, dove si ribadiva l’importanza di indicare il Paese di origine e del luogo di produzione al fine della trasparenza del mercato. Per l’Italia significa valorizzare il vero Made in Italy in una situazione in cui sugli scaffali due prosciutti su tre provengono da maiali allevati all’estero senza una adeguata informazione, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero ma nessuno senza che il consumatore ne sia informato perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta.

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Cibo OGM

per italiani su fa male alla salute L’avversione dei consumatori italiani verso gli organismi geneticamente modificati, emerge ancora una volta dai risultati dell’indagine statistica realizzata da Interactive Market Research per il mensile Espansion, presentata a Milano nell’ambito del salone Tuttofood

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Dal sondaggio risulta che il 74% degli italiani considera sicuri, probabili o comunque non da escludere i danni alla salute per chi mangia prodotti alimentari OGM mentre il 55,8% non assaggerebbe un piatto OGM o comunque sarebbe molto in dubbio se gli fosse proposto dal suo ristorante preferito. E non sembra trattarsi di un pregiudizio a priori, visto che per l’88% degli intervistati è importante informarsi sui risultati raggiunti dalla ricerca scientifica mentre appena il 26% considera sufficiente lo spazio che i mezzi d’informazione dedicano a questi temi e il 51,8% ritiene che le regole europee sugli OGM siano troppo permissive. La forte contrarietà espressa nel nostro Paese verso gli organismi geneticamente modificati dà valore alla scelta lungimirante fatta dall’Italia per un’agricoltura libera da OGM; una scelta che nasce dall’impegno di un vasto schieramento che comprende Coldiretti, movimenti ambientalisti, consumatori e istituzioni in rappresentanza della maggioranza dei cittadini e agricoltori italiani, tutti contrari alle biotecnologie nei campi e nel piatto. Per l’Italia, ai crescenti dubbi sul piano sanitario e ambientale si aggiungono quelli determinati dalla necessità di tutela del Made


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OGM per il arlamento Europeo tanti motivi per dire NO in Italy a tavola. Gli OGM spingono verso un modello di sviluppo che è il grande alleato dell’omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e dei nostri prodotti enogastronomici. Peraltro, in Europa - anche negli 8 paesi su 27 dove la coltivazione è ammessa - nel 2010 sono calati del 3% i terreni seminati con organismi geneticamente modificati, a conferma della crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che gli agricoltori europei stanno abbandonando, come dimostrano le elaborazioni Coldiretti sulla base del rapporto annuale 2010 dell’International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications (Isaaa). Una conferma che nel coltivare prodotti transgenici non c’è neanche convenienza economica per gli agricoltori, ma solo per le multinazionali che li producono (come ritiene anche il 64,8% degli italiani secondo l’indagine di Interactive market research) nonostante non esista un mercato, vista la persistente contrarietà dei consumatori ad acquistare prodotti geneticamente modificati.

Gli Stati membri che vogliono limitare o vietare la coltura di organismi geneticamente modificati “dovrebbero poter invocare dei motivi ambientali”: dalla resistenza ai pesticidi alla disseminazione nell’ambiente alla tutela della biodiversità. È il parere della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo secondo cui le ragioni ambientali “potrebbero rafforzare la protezione giuridica dei Paesi che vogliono vietare prodotti transgenici, contro eventuali contestazioni all’Organizzazione mondiale per il commercio (Wto)”. Ma anche, aggiungono, queste misure permetterebbero di completare “il ruolo dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare nella valutazione delle ripercussioni degli Ogm sulla salute e l’ambiente”. Positivo il commento di Coldiretti, che sottolinea come il parere della Commissione risponde alla necessità di tutelare il territorio dal rischio di contaminazioni irreversibili. Un orientamento che premia la decisione dell’Italia di mantenere il proprio territorio libero da Organismi geneticamente modificati, sostenuta da un’ampia coalizione in rappresentanza della maggioranza assoluta dei cittadini italiani.

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PAC : il commissario Ciolos

vuole un tetto agli aiuti

L’idea viene dal Commissario Ue all’Agricoltura, Dacian Ciolos, che, nel corso di una visita in Slovacchia, ha esposto l’intenzione di introdurre un massimale per i pagamenti diretti alle imprese più grandi nella prossima riforma della Politica agricola comunitaria. L’indirizzo era già stato annunciato in passato dalla stessa Commissione e prevederebbe un’applicazione differenziata in base alle caratteristiche delle stesse aziende. I fondi recuperati sarebbero, inoltre, reinvestiti in programmi per la modernizzazione del settore agricolo all’interno dei singoli paesi. In questo modo, secondo Ciolos si andrebbe a riequilibrare la spesa, attualmente sbilanciata verso le aziende di grandi dimensioni. “Il punto non sono i tetti, ma i comportamenti da premiare – è il commento del presidente della Coldiretti, Sergio Marini -. Combattere la rendita fondiaria è uno degli obiettivi del documento che la Coldiretti ha sottoscritto con le altre organizzazioni italiane agricole e cooperative. Si tratta di contrastare scelte finalizzate ad avere il contributo senza un disegno di sostenibilità imprenditoriale. Allo stesso modo, non ha senso parlare di tetti di alcun genere, se questi vanno a limitare realtà imprenditoriali dinamiche e innovative, che si impegnano attivamente e quotidianamente in prima persona per garantire produzioni di qualità, rispondendo al bisogno crescente di un’agricoltura sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale”.

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Dacian Ciolos - Commissario europea all’Agricoltura


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Entro giugno la nuo a sede provinciale In dirittura d’arrivo il trasloco di Coldiretti che a breve si trasferirà nella nuova sede di Viale Alessandro Brambilla Siamo ormai agli sgoccioli e certamente nelle prossime settimane gli uffici di Coldiretti Pavia saranno trasferiti nella nuova e funzionale sede di Viale Alessandro Brambilla. Situata in una posizione logisticamente ottimale, facilmente raggiungibile dalla tangenziale e dalle principali vie di comunicazione cittadine, decentrata ma contemporaneamente vicina ai punti nevralgici dell’attività cittadina, la nuova sede di Coldiretti è anche dotata di un

ampio parcheggio che consentirà ai soci di evitare perdite di tempo dovute alle difficoltà di posteggio. “Una sede prestigiosa e funzionale, capace di soddisfare le esigenze di un’organizzazione ampia e strutturata come Coldiretti, in costante evoluzione, dove occorrono spazi di incontro e adeguata riservatezza”.

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Approvato il

IV Conto Energia

Agevola il settore agricolo, rispetto alla proposta iniziale, prevedendo degli incentivi specifici. Infatti, i moduli che costituiscono elementi costruttivi di pergole, serre, tettoie e pensiline, non saranno equiparate ad impianti a terra, e riceveranno un incentivo più alto, pari alla media matematica tra l’incentivo dell’impianto a terra e quello su edifici. Un risultato importante per l’introduzione di meccanismi di premialità che agevoleranno la realizzazione di tali investimenti nell’ambito dei piani di ammodernamento delle aziende agricole, sostenuti anche dalle misure di finanziamento dei PSR. La tariffa percepita viene determinata dal momento dell’entrata in esercizio dell’impianto, con la garanzia del rispetto dell’iter di connessione da parte del gestore di rete, in conformità con i tempi e le relative sanzioni previste dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Questo importante provvedimento consente finalmente di dare stabilità e prospettive di lungo periodo al mercato fino al raggiungimento della competitività tecnologica. È una riforma strutturale per le imprese e i cittadini, raggiunta dopo una complessa e laboriosa concertazione. Il decreto introduce un regime alla tedesca con incentivi inversamente proporzionali alla potenza istallata e coerente con le previsioni di spesa, con tariffe che scendono se si superano i limiti annui di costo. Per quanto riguarda le tariffe, nel corso del 2011 si ridurranno di mese in mese. Nel 2012 diminuiranno ulteriormente il 1° gennaio e poi di nuovo il 1° luglio. Dal 1° gennaio 2013, invece, come previsto dal D.Lgs 28/2011, il Conto energia sarà sostituito da una tariffa onnicomprensiva affiancata da un premio sull’autoconsumo. Infine anche per gli impianti a terra (come definiti dal comma 6 del citato articolo 10), autorizzati prima della pubblicazione del D.lgs n.28 del 2011 o

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Il nuovo decreto pone un limite alla realizzazione di grandi impianti a terra promuovendo la realizzazione di piccoli impianti in regime di scambio dell’energia

che hanno presentato istanza entro il 1° gennaio 2011, realizzati sul terreno di un medesimo proprietario dovrà essere rispettata la distanza minima di 2 km. Inoltre è stata introdotta una norma per evitare il frazionamento dei grandi impianti in diversi impianti più piccoli per ottenere tariffe più convenienti. Più impianti fotovoltaici realizzati dal medesimo proponente in aree contigue saranno considerati come unico impianto. Mentre la qualificazione di terreno abbandonato da almeno cinque anni dovrà essere dimostrata mediante la notifica effettuata dalla Regione ai sensi dell’articolo 4 della Legge 4 agosto 1978, n.440. Sul sito www.fattoriedelsole.org sono disponibili maggiori informazioni e consultabile il testo del Decreto 4° Conto Energia.


Nell’ambito dello Scof (Standing Committee on Organic Farming), il Comitato per l’agricoltura biologica dell’Ue, sono stati discussi alcuni provvedimenti di rilevante interesse per il settore

Agricoltura biologica

novità da Bru

xelles

In seguito al parere favorevole di tale Comitato, saranno adottati due Regolamenti. Il primo riguarda: l’utilizzo del logo biologico dell’UE, al fine di rendere più esplicita la necessità per gli operatori di essere sottoposti al sistema di controllo; l’etichettatura del vino, posticipando al 31 luglio 2012 la possibilità di utilizzare la dicitura “vino da uve biologiche”; l’inserimento degli “estratti di rosmarino” tra gli additivi alimentari impiegabili nel metodo di produzione biologico. Il secondo obbliga gli Stati membri a rendere accessibili, al pubblico, gli elenchi degli operatori controllati, tramite la pubblicazione su Internet. Tali elenchi dovranno essere completi delle informazioni contenute nei documenti giustificativi rilasciati a ciascun operatore. La procedura avviata, quindi, in Italia nell’ambito del Sistema Informativo Agricolo Nazionale trova un importante riscontro anche nella legislazione comunitaria. Inoltre, la Commissione ha riaperto la discussione sul vino biologico, che era sospesa, ormai da  qualche tempo, in seguito al ritiro della proposta per il mancato raggiungimento di un accordo condiviso tra gli Stati membri. Il tema del resto, è senz’altro attuale, in quanto sembra aumentare sempre più in Europa la concorrenza di vino biologico prodotto in Paesi extra Ue. Le posizioni delle varie delegazioni appaiono comunque ancora distanti soprattutto sul tema dell’anidride solforosa. Infine, la delegazione italiana ha presentato il DM n.20804 sulle Contaminazioni accidentali e tecnicamente inevitabili di prodotti fitosanitari in agricoltura biologica, con riferimento ai limiti di residui nei prodotti biologici, chiedendo un intervento da parte della Commissione per armonizzare la materia tra tutti gli Stati Membri. In merito a tale provvedimento si è evidenziato un grande interesse da parte di tutte le delegazioni dei diversi Paesi, che hanno apprezzato l’iniziativa italiana. La Commissione si è impegnata ad effettuare successivi approfondimenti su un tema riconosciuto da tutti di estrema attualità e che per troppo tempo è stato trascurato.

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Le botteghe di Campagna Amica

diventeranno realtà

Il progetto “Filiera agricola tutta Italiana” prende sempre più forma e si va verso l’apertura di punti vendita esclusivamente riconducibili al prodotto agricolo ed agroalimentare tutto italiano

Il successo dei Mercati attivati su tutto il territorio ha accelerato la realizzazione del progetto. Le Botteghe accorceranno le distanze tra produttore e consumatore attraverso la vendita diretta dei prodotti provenienti dalla filiera agricola tutta italiana firmata dagli agricoltori e si avviano ad essere presenti in almeno la metà delle province italiane. Il CPCA (Consorzio Produttori di Campagna Amica), costituitosi il 24 marzo 2011, ha come obiettivo la promozione e la gestione dei punti di vendita diretta attraverso l’insegna “Campagna Amica, La Bottega”, preoccupandosi sia dell’attività logistica dei soci, sia della realizzazione di servizi commerciali e di assistenza per l’intera rete. Dopo aver definito il format e lo studio della localizzazione dei punti vendita ha già attivo l’Ufficio Commerciale per i grandi contratti in tutte le filiere delle società di scopo e per tutta la rete di Campagna Amica (mercati, fattorie, agriturismi), per il canale HO.RE.CA. (Hotel, Ristorazione e Catering)

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oltre che per il canale GDO (Grande distribuzione organizzata). Il Consorzio si è dotato di una struttura molto snella, oltre che di un portale web dove, attraverso processi trasparenti, si incontreranno l’offerta dei produttori e la domanda della nascente rete di vendita, facendo diventare protagonisti il produttore ed il consumatore. Il primo perché deciderà il prezzo del proprio prodotto ed il secondo perché avrà certezza che dietro quel prodotto c’è un impresa agricola italiana. La vendita diretta, attraverso le Botteghe di Campagna Amica, diventa così uno strumento di esaltazione e valorizzazione del prodotto italiano, rappresentando una certezza per i consumatori, ma anche uno strumento ideale per le imprese agricole, per esprimersi nel mercato da attori protagonisti e non da comparse e fermare una volta per tutte i furti di valore aggiunto e immagine a cui da anni sono sottoposti.


sicurezza alimentare

QualitĂ igienico-sanitaria, nutrizionale e organolettica degli alimenti e della qualitĂ  ambientale dei processi di produzione, trasformazione, preparazione e consumo dei cibi

Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale: l’Europa investe nelle zone rurali PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura


La sicurezza alimentare comprende quanto è necessario per garantire la buona qualità di un cibo o di una bevanda sotto il profilo igienico e sanitario. La politica attuata a tale scopo dall’Unione Europea mira a proteggere la salute e gli interessi dei consumatori. Questa linea politica è stata riformata a partire dall’anno 2000 per garantire un elevato livello di sicurezza degli alimenti e dei prodotti alimentari in tutte le fasi di produzione e distribuzione. Le emergenze sanitarie degli ultimi anni (BSE, Aviaria ecc) hanno fatto sì, come dimostrato dal rapporto Censis, che quasi otto italiani su dieci temano maggiormente le epidemie, degli incidenti, della povertà, della perdita del lavoro; da qui la necessità di un sistema di sicurezza molto accurato e capillare. Gli strumenti utili a raggiungere il risultato possono essere molteplici: taluni risultano obbligatori per legge, altri possono essere comunque opportunamente osservati anche se non imposti legislativamente. Alla prima categoria appartiene l’insieme di misure, che vanno sotto il nome di HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points), introdotte dal decreto legislativo 155 del 1997. Tale decreto di emanazione nazionale, è stato abrogato dal pacchetto igiene, di emanazione comunitaria; la novità è l’estensione dell’autocontrollo (HACCP) anche alla produzione primaria (cioè agricola). Alla seconda categoria appartengono invece tutte le altre misure adottate volontariamente, tra le quali molte sono state riassunte e codificate nello Standard ISO 22000:2005 che norma la rintracciabilità nelle filiere agroalimentari. Attraverso il pacchetto igiene tutti gli Stati Membri hanno oggi gli stessi criteri riguardo l’igiene della produzione degli alimenti e quindi, i controlli di natura sanitaria vengono effettuati secondo i medesimi standard su tutto il territorio della Comunità Europea. Precedentemente, invece, esistevano notevoli differenze tra le legislazioni dei vari Paesi riguardo ai concetti, ai principi e alle procedure in materia alimentare. Uniformando le norme sanitarie, si è resa così possibile la libera circolazione di alimenti sicuri contribuendo in maniera significativa al benessere dei cittadini. I regolamenti su cui si basa il pacchetto igiene sono: Reg. Ce 852/2004 che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’autorità europea per la sicurezza alimentare e ne fissa le procedure nel campo della sicurezza; Reg. Ce 853/2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale; Reg. Ce 854/2004 che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano e Reg. Ce 882/2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali. L’adozione di prassi idonee a cogliere questo obiettivo compete ai produttori dei generi alimentari, ma anche a tutti coloro che intervengono nei successivi passaggi e intermediazioni che l’alimento subisce fino all’acquisto da parte del consumatore finale (a questo proposito si parla di tracciabilità di filiera). La nuova legislazione comunitaria si basa su controlli integrati lungo tutta la catena alimentare, interventi basati sull’analisi del rischio, sulla responsabilità primaria dell’operatore del settore per ogni prodotto da lui realizzato, trasformato, importato, commercializzato o somministrato, rintracciabilità dei prodotti lungo la filiera e considerazione del consumatore come parte attiva della sicurezza alimentare. Il Regolamento (CE) 852/2004 interessa tutte le attività della filiera di produzione alimentare, di origine animale o vegetale, compresa la produzione primaria. Per produzione primaria si intende l’allevamento e la coltivazione delle materie prime, compresi il raccolto, la mungitura e la produzione zootecnica precedente la macellazione. Sono incluse la caccia, la pesca e la raccolta di prodotti selvatici (funghi, bacche, lumache ecc.). L’obiettivo finale del pacchetto igiene è quello di salvaguardare i necessari requisiti di salubrità del prodotto.

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Infatti, la possibilità che un alimento venga contaminato da sostanze chimiche, da sostanze fisiche o da microrganismi sussiste già al momento del raccolto e rimane fino al momento in cui avviene il consumo. I rischi per la sicurezza alimentare possono essere classificati in tre vaste categorie: • Contaminazione microbiologica (per es. batteri, funghi, virus o parassiti). Questa categoria provoca, nella maggior parte dei casi, sintomi acuti e talvolta anche molto gravi. • Contaminazione chimica, dovuta a sostanze chimiche presenti nell’ambiente, residui di farmaci di uso veterinario, residui di prodotti fitosanitari, metalli pesanti e altri residui involontariamente o incidentalmente introdotti nella catena alimentare durante la coltivazione, la lavorazione, il trasporto o l’imballaggio. • Contaminazione fisica: pezzetti di vetro, legno, chiodi,forcine per capelli, capelli, peli eccetera. Le malattie a trasmissione alimentare più frequenti sono di origine microbiologica. I microbi infatti sono ovunque e possono introdursi in qualsiasi punto della catena alimentare, dal prodotto agricolo alla cucina del consumatore. L’obiettivo dei sistemi di assicurazione della qualità è proprio quello di minimizzare il rischio di contaminazione microbiologica. Altro grosso rischio alimentare è causato dalle micotossine. Queste tossine sono prodotte da determinati funghi o muffe che si sviluppano in alimenti come arachidi, noci o nocciole, mais, cereali, germogli di soia, mangimi per animali, frutta secca e spezie. Possono essere prodotte durante la crescita delle piante o svilupparsi successivamente in seguito ad una conservazione o ad un trattamento impropri. Le micotossine possono anche introdursi nella catena alimentare attraverso la carne o altri prodotti di origine animale come le uova, il latte e il formaggio, provenienti da bestiame che abbia consumato mangime contaminato. Le conseguenze sulla salute dipendono dalla quantità di micotossine ingerite. Si ritiene, per esempio, che la continua assunzione di aflatossine sia associata al cancro al fegato nei soggetti affetti da Epatite B, mentre altre micotossine sono state correlate a patologie dei reni e del fegato. Scrupolose procedure di controllo e condizioni adeguate di conservazione sono importanti per prevenire lo sviluppo di micotossine in termini di tutela del consumatore. Le sostanze chimiche come i prodotti fitosanitari o i medicinali utilizzati per la salute degli animali sono soggetti ad una normativa rigorosa proprio per garantire che tracce di questi prodotti non rimangano negli alimenti Lo strumento legislativo per effettuare l’autocontrollo alimentare ai fini della sicurezza alimentare è il Sistema HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points – Controllo dei Rischi e dei Punti Critici di Controllo) che diventa un valido strumento di lavoro che consente all’operatore del settore alimentare di lavorare in sicurezza monitorando tutti i processi che avvengono in azienda. I principi base del Sistema HACCP sono infatti basati sull’analisi dei rischi aziendali, sulla determinazione di punti critici di controllo sull’individuazione di sistemi di monitoraggio ed eventuali procedure correttive o di emergenza. Si tratta di uno strumento molto utile che, utilizzato correttamente, consente all’operatore del settore alimentare di ottenere lungo tutta la filiera un meticoloso controllo dei processi e dei prodotti. Coldiretti Pavia fornisce a tutti gli associati un servizio di assistenza e controllo di tutte le norme sanitarie in materia di alimenti.

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Info presso tutti gli uffici Coldiretti:

U.O.L. DI MORTARA

SEDE PROVINCIALE

Piazza Guicciardi 7, 27100 Pavia Tel. 0382 376811

Piazza Trieste 3, Mortara (PV) Tel. 0384 98343        

U.O.L. DI BRONI - STRADELLA

U.O.L. DI PAVIA

V.le Libertà 19 Stradella (PV) Tel. 0385 48939/48350

Piazza Guicciardi 7, Pavia Tel. 0382 3768227/3768256

U.O.L. DI CASTEGGIO

U.O.L. DI VARZI

Via Torino 3, Casteggio (PV) Tel. 0383 890632

Via P.Mazza 11, Varzi (PV) Tel. 0383 52170

U.O.L. DI CORTEOLONA

U.O.L. DI VIGEVANO

Piazza Verdi 10, Corteolona (PV) Tel. 0382 70042

Via Roma n.4/6, Vigevano (PV) Tel. 0381 83740

U.O.L. DI MEDE

U.O.L. DI VOGHERA

Corso Italia 74, Mede (PV) Tel. 0384 820122      

P.zza Duomo n.38 , Voghera (PV) Tel. 0383 41276

www.pavia.coldiretti.it

Attività di informazione misura 111/B che è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia; cofinanziato dell’Unione Europea attraverso il FEASR


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La gestione efficiente dell’acqua vale 17 mili rdi Investimenti nel settore e l’introduzione di innovazioni nella gestione dell’acqua in agricoltura potrebbero portare all’Italia benefici complessivi tra i 9,7 e i 17,3 miliardi di euro in trent’anni. Lo dice uno studio di Althesys, presentato recentemente a Roma, nell’ambito del convegno “Acqua, agricoltura e ambiente. Agricoltura, utilities e industria alleate per la sostenibilità”. La partecipazione attiva di Coldiretti ad un progetto sul water saving testimonia un alto grado di consapevolezza circa l’importanza del ruolo che il settore agricolo deve giocare nell’ambito della promozione di un uso razionale dell’acqua. I dati del settore confermano quanto, nel nostro Paese, l’irrigazione resti un elemento strategico per la competitività dell’agricoltura. Le produzioni vegetali irrigue costituiscono oltre l’80% delle nostre esportazioni (tra l’altro, negli anni, la superficie irrigata in Italia è aumentata molto rispetto alla superficie agricola utilizzata, raggiungendo un +44%). Altri interessanti dati contenuti nello studio Althesys riguardano i metodi irrigui: in Italia, su circa 2,6 milioni di ettari irrigati, il metodo dell’aspersione risulta essere il più utilizzato (42%). Seguono lo scorrimento (34%), la microirrigazione e la goccia (15%). Per quanto riguarda i vantaggi relativi all’introduzione di innovazioni, lo studio considera un risparmio idrico del 10% attraverso la diffusione dell’irrigazione a goccia

e della micro-aspersione. Occorre in fine sottolineare come gli standard qualitativi offerti da alcune produzioni alimentari nazionali non possono essere raggiunti riducendo l’impiego delle risorse idriche in agricoltura oltre determinati parametri quantitativi e, quindi, l’auspicio è che le politiche che si intendono attuare riescano a conciliare le esigenze di sviluppo del settore agricolo con quelle relative al risparmio idrico ed alla richiesta da parte dei consumatori di alimenti sicuri e di qualità.

A 15 anni dall’ultima convocazione e a 19 anni dall’omologa della cessione dei beni ai creditori del Tribunale di Roma, si è svolta a Roma l’assemblea di Federconsorzi, nel segno del riconoscimento dell’esistenza di un’autonomia patrimoniale al tempo ignorata

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Riunita dopo 15 anni l’assemblea di Federco sorzi

Lo ha reso noto una nota secondo la quale “il Commissario Andrea Baldanza, nominato dal ministro delle Politiche agricole, ha illustrato lo stato della liquidazione, valorizzando la circostanza che la Cassazione, a Sezioni Unite, con sentenza n.16504 del 1999, ha espressamente riconosciuto l’esistenza di un’autonomia patrimoniale all’interno del patrimonio di Federconsorzi. Questa autonomia comprende le attività espletate da Federconsorzi in qualità di agente contabile dello Stato e in essa dovrebbe ascriversi anche il credito accertato dalla Corte d’Appello di Roma con la sentenza n.4699 del 2010, pari a circa 800 milioni di euro. Con il Tribunale di Roma - prosegue la nota - si è

poi costituito un tavolo di lavoro per una definizione rapida e trasparente dell’accertamento della spettanza di tale credito, in presenza di un comune interesse per comporre le varie posizioni. Il Commissario di Federconsorzi ha tuttavia precisato che, ove non si dovesse arrivare in tempi rapidi a una definizione di una procedura soddisfacente per tutti i soggetti coinvolti, si adiranno le vie giudiziarie per ottenere un accertamento inconfutabile delle spettanze. Il Commissario governativo ha altresì manifestato l’intenzione di giungere a un’approvazione del bilancio in tempi rapidi, superando una prassi che ha visto produrre solo un rendiconto annuale.

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Intervista a Saverio Romano

Di seguito pubblichiamo un’intervista che il Ministro dell’Agricoltura ha rilasciato a Gaetano Manti della rivista “Il Mio Vino”

La liberalizzazione d’impianto a partire dal 2015, con possibilità di deroga fino al 2018, è certamente uno dei grandi temi sui quali si interroga il comparto. Al di là dei giustificati timori che sollecita una novità tanto radicale, dal suo punto di vista come sarà possibile conciliare il diritto degli imprenditori industriali del vino europei di misurarsi ad armi pari con i Paesi terzi sul mercato mondiale con la necessità di salvaguardare lo straordinario tessuto di piccole e medie imprese? La mia posizione sul tema è molto chiara: l’Italia è contraria alla liberalizzazione dei diritti d’impianto. La norma della nuova OCM Vino rischia di compromettere in modo irreparabile quanto di buono è stato fatto negli ultimi decenni dal comparto nazionale: è per questo motivo che ritengo doveroso un urgente ripensamento della disposizione da parte della Commissione europea. È nostro compito salvaguardare la qualità delle produzioni italiane e garantire la possibilità di sviluppo e di crescita, finalità certamente non perseguibili attraverso l’aumento incontrollato del prodotto. Di concerto con altri otto Paesi europei, tra i quali Francia e Germania, ho firmato una lettera indirizzata al Commissario Dacian Cioloş, con la quale si chiede di prolungare oltre il 2015 il regime dei diritti di impianto dei nuovi vigneti. Resta drammaticamente d’attualità il tema del surplus produttivo. Cosa pensa si possa fare per eliminare quelle produzioni assolutamente anonime, prive di qualsiasi sbocco commerciale? Non si può risolvere questo problema con una legge o un decreto. Ritengo sia necessario accompagnare la riqualificazione di questi prodotti e degli ettari che li alimentano. La parola chiave è qualità, unita ad un’attenta analisi degli scenari di mercato ed accompagnata da politiche che consentano ai nostri vini di trovare più remunerativi sbocchi commerciali. Solo attraverso una strategia di comunicazione che riguar-

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di l’intero settore riusciremo a centrare l’obiettivo di garantire un futuro di crescita al nostro vino. Le nuove disposizioni comunitarie in merito al riconoscimento delle denominazioni d’origine hanno innescato una corsa per accelerare tutte le pratiche ancora aperte. In un Paese che ha già più di 500 denominazioni e indicazioni, lei pensa che sia realmente inevitabile caratterizzarci per il moltiplicarsi di micro ed oscure Doc? Il sistema qualitativo europeo, quindi anche italiano, si basa sul legame tra l’origine, la territorialità e le caratteristiche organolettiche del prodotto. Considero un patrimonio la nostra ricchezza di denominazioni, uno strumento che va potenziato con una maggiore spiegazione ai consumatori dell’etichetta in tutte le sue parti. Dal punto di vista commerciale, poi, sta ai produttori saper utilizzare lo strumento della denominazione per allargare il mercato e trovare nuovi sbocchi. Come valuta la possibilità di arricchire la proposta fieristica nel settore del vino in Italia, salvaguardando il ruolo di Vinitaly ma nello stesso tempo puntando a far leva su centri di promozione fieristica di sicuro impatto mondiale come ad esempio la Fiera di Milano? La promozione del vino merita delle azioni sinergiche e coordinate, quindi la creazione di nuovi eventi e fiere deve andare nella direzione di rafforzare il comparto. Immaginare fiere specifiche dedicate alla valorizzazione delle nostre eccellenze può essere positivo nella misura in cui siano date alle aziende italiane delle prospettive efficaci di promozione e commerciali. Il settore spumantistico, in particolare, vive oggi un momento positivo e sottolineare tale miglioramento, in un contesto importante come la Fiera di Milano anche in vista dell’Expo 2015, non può che essere apprezzato. Sulla questione controlli, sia per le Dop sia per le Igp, il mondo imprenditoriale chiede a gran voce una semplificazione del sistema e un alleggerimento del carico burocratico ed economico. E’ ipotizzabile un nuovo provvedimento che recepisca tali richieste? La via della semplificazione amministrativa è sempre auspicabile in tutti i settori. In particolare per quanto concerne le DOP e le IGP è però necessario che rimanga una certificazione che attesti realmente la qualità dei prodotti immessi in commercio, per non lasciare su carta la tutela dei consumatori. Rimane però chiaro il concetto che il costo della burocrazia non può gravare solo ed esclusivamente sui produttori seri.  La voce di spesa della nuova Ocm che ha raccolto il maggior apprezzamento da parte dei produttori è stata certamente quella dei fondi a disposizione per la promozione nei Paesi terzi. Possiamo chiederle perché l’Italia ha deciso di fissare una soglia minima d’accesso, dal momento che la spina dorsale del nostro sistema vitivinicolo è costituita da piccole e medie imprese che quella soglia di ingresso non potranno mai raggiungerla? La soglia minima di 100.000 euro a Paese non è un parametro che “esclude”, anzi spinge ad unire le forze. Per immaginare di promuovere efficacemente e stabilmente in paesi extracomunitari occorrono delle dimensioni di investimenti minimi. La promozione non può essere un fatto sporadico. La soglia minima, così come altri parametri del decreto, è rivolta proprio alle micro imprese, promuovendo la loro partecipazione aggregata piuttosto che quella frammentata ed inefficace. Lo ripetiamo sempre: dobbiamo fare sistema. Ecco allora che è necessario non disperdere le risorse in tanti piccoli rivoli separati, ma presentarsi uniti sul piano internazionale, forti della


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Col iretti apprezza le indicazioni del Ministro Saverio Romano, titolare del dicastero dell’agricoltura credibilità del brand made in Italy. Le nostre denominazioni di maggiore successo vengono troppo spesso imitate in giro per il mondo e questo rappresenta un grande danno economico per le imprese. La tutela dei nostri marchi e delle denominazioni è una delle massime priorità per l’agricoltura d’Italia. Proprio nel vino, ad esempio, in queste settimane abbiamo respinto l’iniziativa della Croazia per usare il termine Prosek, così come stiamo lavorando per impedire all’Australia di usare il termine Prosecco. Sono solo alcuni degli esempi di un grande lavoro di negoziazione e contrasto di azioni, al limite del fraudolento, che vogliono approfittare della notorietà dei nostri prodotti inimitabili. I consumi di vino in Italia si sono dimezzati negli ultimi trent’anni e la tendenza per il prossimo futuro indica un’ ulteriore diminuzione. Cosa pensa di fare per rilanciare i consumi di vino in Italia e per promuovere il consumo di vino tra i giovani, educandoli a un consumo consapevole? Il calo dei consumi va inquadrato in un contesto economico-sociale che ha visto un cambio delle abitudini alimentari e di lavoro degli Italiani. Il dato sulla penetrazione del consumo del vino tra i giovani è invece un segnale da studiare con attenzione: le nuove generazioni non percepiscono più il vino come un prodotto della nostra tradizione. Consapevolezza è la parola chiave per il rilancio. Tutti i protagonisti della filiera dovranno attivarsi per una comunicazione più semplice, che avvicini i giovani a questa bevanda così preziosa, attraverso un’opera di educazione al consumo. Chi ama il vino non ne abusa, ha rispetto della propria salute e delle regole di comportamento civile. Le campagne di contrasto all’abuso di alcolici, anche per accrescere la sicurezza stradale, sono più che condivisibili, ma ci vuole equilibrio nella tutela di un prodotto strategico per l’economia nazionale come il vino.

ha visitato la provincia di Pavia ed espresso le linee di indirizzo che intende seguire Il neo ministro delle Politiche agricole Saverio Romano ha visitato recentemente la provincia di Pavia. Una girandola di appuntamenti che lo hanno visto incontrare i viticoltori in Oltrepò, i risicoltori in Lomellina e gli allevatori nel Pavese. Il primo apprezzamento a Saverio Romano è dovuto per il semplice fatto di aver preso in considerazione il nostro territorio. Seppure con lo stimolo delle imminenti elezioni, Coldiretti riconosce al neo Ministro di aver voluto visitare Pavia a poca distanza dal suo insediamento e sottolinea che molto tempo è passato dalla precedente visita di un titolare dell’Agricoltura. Pavia è stata e resta una provincia preminentemente agricola e merita un’attenzione che non sempre le è stata riconosciuta. “Tralasciando qualsiasi considerazione di carattere politico ed elettorale – ha dichiarato Giovanni Roncalli, direttore della Coldiretti di Pavia – abbiamo partecipato all’incontro svoltosi presso la sede dell’Ente Nazionale Risi a Castel d’Agogna e vogliamo dimostrare apprezzamento per le linee di indirizzo espresse dal Ministro. Romano ha capito che la difesa dell’agricoltura italiana non si gioca sul tavolo dei contributi né su quello della produzione massificata, tanto meno è possibile aprire un confronto globale sul fronte dei prezzi. La difesa dell’agricoltura si gioca sul tavolo della qualità, dell’identificazione, del legame con il territorio. Gli strumenti sono l’etichettatura, la promozione del Made in Italy, la negazione della coltivazione riconosciuta come commodity. In questo senso apprezziamo le parole di Saverio Romano che condannano la strada degli OGM da molti, anche in Italia invocata come panacea di tutti i mali e in realtà strumento utile solo a poche multinazionali. Dall’Europa vogliamo meno contributi e più tutela per il nostro prodotto, ha dichiarato il Ministro e questa è la linea tracciata da Coldiretti che, in tutte le piazze d’Italia e in tutte le campagne, ha dato vita al progetto della Filiera agricola tutta italiana per rilanciare la qualità, la sicurezza e il valore di un patrimonio culturale che tutto il mondo ci invidia e ci copia sottraendo al mondo agricolo e all’intera economia del Paese un enorme quantità di reddito altrimenti destinato alle imprese agricole e ai consumatori italiani”.

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Serve un marchio per il florovivaismo made in italy

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Invasione i fiori stranieri

Le importazioni di fiori e piante in Italia sono cresciute in valore del 18 per cento per un importo complessivo di 560 milioni di euro, mai raggiunto in passato. È lo scenario emerso dall’incontro “Una filiera florovivaistica tutta italiana”, organizzato da Coldiretti all’Euroflora, a Genova. L’analisi presentata da Coldiretti sulla base di dati Istat relativi al 2010 evidenzia una vera e propria invasione di rose straniere recise che fanno registrare un aumento del 21 per cento per un valore record di 68 milioni di euro, ma anche di piante da fiore per appartamento che, con un balzo del 27 per cento, raggiungono i 71 milioni di euro. Per le rose si tratta di fiori che arrivano in Italia soprattutto attraverso triangolazioni dall’Africa che fanno tappa in Olanda. L’aumento della domanda di fiori e piante Made in Italy all’estero dell’11 per cento per un importo di 656 milioni di euro, ha però consentito di mantenere positiva la bilancia commerciale. A spingere l’aumento record delle importazioni, è stata sicuramente la mancata proroga dell’agevolazione sul gasolio destinato al riscaldamento delle serre che rappresenta un insostenibile aumento dei costi in un settore che deve subire un forte pressing competitivo da paesi extracomunitari. Una situazione aggravata dalla mancanza di trasparenza sull’origine dei fiori in vendita che consente di “spacciare” come Made in Italy quelli importati che rappresentano fino al 60 per cento dell’offerta nazionale. Nel corso dell’incontro è stata presentata anche un’indagine realizzata da Coldiretti/Swg sul futuro del fiore Made in Italy, dalla quale è emerso che un marchio di garanzia creato dai floricoltori italiani attrae ben l’85 per cento dei consumatori che attribuiscono alla produzione nazionale le caratteristiche di freschezza, durata, buon rapporto qualità/prezzo e rispetto dell’ambiente in misura nettamente superiore al prodotto importato. Una grande potenzialità si evidenzia dalla vendita di fiori, piante, bulbi e sementi attraverso i mercati degli agricoltori che è approvata dall’84 per cento degli italiani anche perché garantisce l’origine nazionale dei prodotti acquistati.

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di Attilio Barbieri

La Coca Cola, il Papa e quelle pressioni per fare entrare i cibi Ogm in Europa Mentre gli italiani dicono un nuovo no ai cibi Ogm, ottenuti cioè da organismi geneticamente modificati, il commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos svela i retroscena sulle pressioni degli Usa per far accettare alla Ue le coltivazioni su vasta scala proprio di Ogm. E il numero uno di Confagricoltura, Mario Guidi, fa sapere di non aver alcuna preclusione in materia, anzi: «oltre un anno fa», racconta, «ho assaggiato un’ottima polenta preparata con mais Ogm e a tutt’oggi sto benissimo. Io una cavia? Può darsi, ma sono cosciente di quel che faccio». Ma andiamo con ordine. L’ennesimo «no, grazie» agli alimenti transgenici viene da una ricerca curata dalla Interactive market research per il mensile Espansione e illustrata ieri, domenica 8 maggio, nell’ambito del salone Tuttofood in corso alla Fiera di Milano. Ebbene, il 74% degli italiani considera quasi sicuri, probabili o comunque non da escludere danni alla salute per chi mangia prodotti alimentari geneticamente modificati e il 55,8% non assaggerebbe un piatto Ogm neppure se gli fosse proposto nel suo ristorante preferito. Più o meno mentre al salone milanese dell’alimentazione venivano presentati questi dati, il Commissario Dacian Ciolos rilasciava un’intervista al quotidiano romeno Adevarul, svelando quel che tutti già sospettavano da tempo: gli Stati Uniti continuano a esercitare forti pressioni sulla Commissione Europea per convincerla ad aprire alle coltivazioni Ogm. Salubrità a parte in Europa c’è un veto alle coltivazioni transgeniche (ad esclusione di un determinato tipo di mais e una patata ma solo per uso industriale) per la forte opposizione di Francia e Italia che difendono la biodiversità anche in nome delle migliaia di prodotti tipici. E’ Coldiretti, la maggiore organizzazione del settore agricolo a chiarire la questione: «Gli

Ogm», fa sapere la confederazione guidata da Sergio Marini, «spingono verso un modello di sviluppo che è il grande alleato dell’omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy. Peraltro in Europa anche negli 8 paesi su 27 dove la coltivazione è ammessa sono calati del 3% i terreni seminati con organismi geneticamente modificati nel 2010 a conferma della crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che gli agricoltori europei stanno abbandonando». Che la posta in gioco sia alta lo dimostrano anche le polemiche seguite alla rivelazione di Wikileaks (era il dicembre dello scorso anno) su altre pressioni pro Ogm, quelle esercitate dall’ambasciatore Usa in Vaticano per ottenere un pronunciamento favorevole della Santa Sede. L’esito dev’essere stato di segno opposto visto che il portavoce del Papa, padre Federico Lombardi, si è affrettato a precisare che «l’apertura agli organismi geneticamente modificati della recente settimana di studio della Pontificia accademia delle scienze non può essere considerata come una posizione ufficiale della Santa Sede». Insomma, Benedetto XVI non ha detto sì ai cibi transgenici e non pensa di farlo. Almeno per ora. L’apertura all’ingegneria genetica nei campi rischia fra l’altro di arrivare quanto mai intempestiva visto che il gotha dell’industria alimentare mondiale ha allo studio una “conversione” ai prodotti dall’origine trasparente. Come sanno i lettori di Etichettopoli, la Sai Platform, organismo creato dalle marche mondiali per supportare l’agricoltura sostenibile, ha avviato un giro di contatti con i grandi distretti produttivi italiani per verificare la disponibilità di materie prime tracciabili e dall’origine certa. Proprio ora che Coca Cola, Kraft, Danone, Heineken, Kellog’s, McDonald’s, Nestlé, Pepsicola e Unilever - giusto per citare i nomi più noti - stanno pensando di convertirsi al vero Made in Italy, il via libera all’ingegneria genetica rischia di essere più intempestivo di un cappotto indossato ad agosto.

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(Col)direttamente nel bicchiere:

“Incanto” Eredi Cerutti Stocco L’ azienda CERUTTI - STOCCO, di proprietà della famiglia Cerutti dai primi anni del 1900, si trova a Zenevredo, in Località Casa Nuova; vanta un’estensione di circa 10 ettari ed i terreni della proprietà si trovano nella prima fascia collinare, in una zona da sempre vocata alla viticoltura per il microclima, il territorio e la tradizioni vinicola ed enologica che accompagna queste terre. La produzione si diversifica tra vitigni classici del territorio (Croatina, Barbera, Pinot Nero, Riesling, Moscato) e vitigni internazionali (Chardonnay, Cabernet Sauvignon).

L’azienda ha una moderna cantina di lavorazione, immersa nei vigneti di proprietà, e, recentemente, si è dotata di una splendida sala di degustazione ristrutturando il vecchio cascinale posto di fronte alla casa patronale, realizzando ampi locali destinati, oltre che alla degustazione anche al deposito degli attrezzi, nonché al ricovero delle macchine agricole. Durante l’anno, nelle diverse fasi di lavorazione, l’azienda organizza, su richiesta, visite guidate ai vigneti e alla cantina con libera degustazione di tutta lo produzione. Davide Stocco, il titolare, ci propone oggi “Incanto”, un vino rosato da uve Pinot Nero, di taglio decisamente moderno, che viene etichettato come I.G.T. Provincia di Pavia. Bottiglia trasparente che permette di godere del bellissimo colore rosato, tra la fragola ed il rame; l’etichetta è giustamente giocata sulle medesime tonalità del vino (anche la capsula è color rame), ma, a parer nostro, un po’ troppo “rétro”, fin troppo classica per un vino che, abbiamo già detto, è di taglio moderno: crediamo auspicabile una rivisitazione. Apriamo la bottiglia e vediamo nel bicchiere un bel colore vivo e la formazione di un leggero perlage, quasi un’idea: “Incanto” è infatti un vino leggermente vivace. Portando il bicchiere al naso, percepiamo sottili, ma precise, note di frutti di bosco, soprattutto lampone e fragola: bouquet semplice, ma pulito e nitido. Al palato si dimostra vino beverino, piacevole,

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sicuramente estivo con la sua bassa gradazione (11.5%), da gustarsi freddo in un assolato pomeriggio, magari in spiaggia o sulle rive del nostro Ticino, ad accompagnare simpatiche merende a base di salumi nostrani giovani. A tavola, trova invece spazio per un aperitivo, o per un antipasto classico tradizionale delle nostre colline, ma può abbinarsi egregiamente ad alcuni piatti estivi freddi, come un’insalata di riso o un’insalata di pasta. Vino da consumarsi entro la stagione calda in quanto per caratteristiche di struttura e gustative dà il meglio di sé entro pochi mesi dall’imbottigliamento. Roberto Pace Delegato Provinciale Fisar Pavia

VITIVINICOLO


Mercato di Campagna Amica all’Iper di Montebello Sabato 14 e domenica 15 maggio si è rinnovato un sodalizio tra vendita diretta e grande distribuzione nel segno dei prodotti pavesi e del vino dell’Oltrepò Due giorni di Mercato di Campagna Amica all’Iper di Montebello della Battaglia, hanno accolto i consumatori e i clienti del grande centro commerciale con i prodotti a chilometri zero della nostra provincia e i vini dell’Oltrepò Pavese. Due giorni di degustazioni, assaggi e possibilità di acquisto delle specialità pavesi, garantite direttamente dai produttori di Coldiretti che, sotto i gazebo gialli di Agrimercato, l’associazione che raggruppa le aziende di Coldiretti che praticano la vendita diretta, hanno proposto riso, vino, frutta e verdura, confetture, conserve e tutte le specialità che i frequentatori dei mercati di Campagna Amica hanno imparato a conoscere e apprezzare. “Questo evento, organizzato in collaborazione con l’Iper di Montebello – ha dichiarato Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia – è la dimostrazione che grande distribuzione e vendita diretta possono coesistere e trarre dalla propria sinergia elementi di sviluppo per entrambi. Possiamo già annunciare che a breve l’Iper riserverà uno spazio dedicato ai prodotti del territorio ed in particolare alle imprese di Coldiretti nel circuito di Campagna Amica”. “Abbiamo accolto i cittadini come già facciamo nei molti mercati che settimanalmente cadenzano la presenza dei banchi di vendita delle imprese di Coldiretti in tutta la provincia – ha proseguito Giovanni Roncalli, direttore della Coldiretti di Pavia – promuovendo i prodotti pavesi, il consumo consapevole e la qualità

dell’eccellenze del territorio, presso i moltissimi clienti della grande distribuzione e a tutti i visitatori che hanno scelto di passare da Montebello della Battaglia per l’occasione”. In collaborazione con la Croce Rossa di Voghera, nella giornata di sabato è stata organizzata una degustazione di risotti strettamente legati al territorio e alla stagionalità. A partire delle 11 circa i visitatori hanno potuto assaggiare un risotto alla Bonarda e uno agli asparagi, cucinati con prodotti forniti dalle aziende di Coldiretti. I sommelier della Fisar hanno dispensato consigli sui migliori abbinamenti tra cibo e vino pavesi a chilometri zero.

Iper di Montebello

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Un nuovo protagonismo per il vino dell’Oltrepò Promuovere la qualità e l’esportazione verso Paesi Terzi con economie in crescita

L’ultima annata, grazie soprattutto alla spinta propulsiva dell’export, sta riportando un leggero ottimismo tra gli operatori che, sul versante dei prezzi, registrano il trend al rialzo iniziato nell’ultimo trimestre del 2010. Nonostante però questi timidi segnali di ripresa, la nostra viticoltura continua a soffrire grandi difficoltà e se da una parte le esportazioni di vino hanno raggiunto la quota record di 22 milioni di ettolitri, dall’altra i consumi interni sono fermi a quota 24,5 milioni, in flessione rispetto all’anno precedente. Siamo quindi orientati a diventare un Paese con la tendenza ad esportare più di quanto consumiamo e, in tale prospettiva, occorre lavorare per tempo per essere in grado di riuscire a governare quello che, di fatto, rappresenterà un cambiamento epocale, perché in questa fase non bastano più dispositivi velati di assistenzialismo e nemmeno si può immaginare di risolvere le difficoltà con “la vendemmia verde”, che anziché promuovere il prodotto ne incentiva la distruzione; servono piuttosto strumenti integrati utili a sostenere il reddito dei viticoltori. Occorre quindi, per prima cosa, saper cogliere le opportunità che derivano da un export di vino nazionale che continua a crescere con decisione, specie negli Usa e in Canada, e lo dobbiamo saper fare migliorando i programmi di promozione verso i Paesi Terzi, spingendo sull’acceleratore per diffondere i nostri prodotti su questi mercati sempre più lontani, dove i migliori tassi di sviluppo economico vanno a stimolare una nuova domanda, sempre più orientata verso beni di consumo di qualità superiore, in cui il giusto rapporto qualità/ prezzo, può ricompensare i nostri maggiori costi di produzione e creare una nuova redditività per i produttori.

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Quello della qualità è un tema del quale Coldiretti non si stancherà mai di sottolineare l’importanza: è una caratteristica peculiare della produzione agricola italiana, ed è uno degli strumenti in grado di garantirci la massima competitività a livello internazionale. È un aspetto fondamenta sul quale dobbiamo continuare a puntare; coscienti che si tratta di un investimento che darà i suoi frutti in futuro, ma anche consapevoli che non dobbiamo più attardarci, perché il rischio è davvero quello di arrivare “fuori tempo massimo”. Giovanni Roncalli Direttore Coldiretti Pavia

VITIVINICOLO


OCM VINO:

Misura Investimenti Campagna 2010/2011 Finanziate tutte le domande

La Regione Lombardia, con nota n.6517 del 12 maggio 2011, ha comunicato che ritiene possibile finanziare, entro il 15 ottobre 2011, tutte le domande “Misura Investimenti ”, presentate ed istruite positivamente, che risulteranno positive in fase di collaudo delle opere. In effetti, i finanziamenti disponibili per la Misura Investimenti saranno coperti in parte con 572.000 euro stanziati dal Decreto MIPAAF n. 7160 del 26 luglio 2010 e in parte con le economie di spesa pari a 1.579.846 euro verificatesi nelle altre misure del PNS per una disponibilità totale di 2.151.846 Euro. Il contributo ammesso a finanziamento nelle varie Province Lombarde è di 2.155.773 euro ed è superiore di appena 3.972 euro rispetto ai fondi disponibili. La Regione, proprio in considerazione dell’esiguità della cifra residua, ritiene dunque possibile procedere nel modo sopra indicato, riservandosi di provvedere a completare i pagamenti dovuti entro dicembre 2011 con la cifra assegnata per la prossima campagna, qualora la disponibilità totale non fosse sufficiente. Ricordiamo alle aziende interessate che gli investimenti indicati in Domanda dovranno essere conclusi entro il 10 agosto 2011 e che le spese dovranno essere sostenute unicamente dal beneficiario in prima persona. Le spese dovranno essere comprovate da fatture in originale; se la fattura è di importo inferiore a 200 euro, è sufficiente la quietanza (cioè l’originale della fattura deve riportare la dicitura “pagato” con il timbro della ditta che l’ha emessa, la data e la firma del fornitore). Prolungamento durata validità diritti Le forme di pagamento ammesse sono le sedi reimpianto guenti: • Bonifico o ricevuta bancaria (la documentazione rilasciata dall’Istituto di credito deve essere allegata alla pertinente fattuLa DG Agricoltura, con nota n.5926 del 3 maggio 2011, ha comunicato ra) il proprio assenso alla richiesta, formulata da Coldiretti, di prolungare • bollettino postale, solo nel caso in cui il la validità dei diritti di reimpianto dagli attuali cinque anni ad otto anni beneficiario sia intestatario di un conto corrente postale di Poste Italiane (il pa(o meglio campagne) per permettere ai viticoltori, in questo momento gamento deve essere documentato dalla di crisi, di programmare gli investimenti legati ai reimpianti in tempi copia della ricevuta del bollettino, unitapiù lunghi. mente all’estratto conto in originale). In nessun caso è ammesso pagamento tramite In questi mesi la Direzione Generale Agricoltura sta lavorando, alla assegno, vaglia postale o in contanti. luce del Decreto Legislativo 61 del maggio 2010, per ridefinire le misuPer l’erogazione del contributo il beneficiario re applicative dell’OCM Vitivinicola e il nuovo provvedimento normadeve presentare la seguente documentazione: • le fatture in originale ed i relativi adempitivo sarà emanato alla fine della campagna 2010/2011 e prorogherà la menti di quietanza con dichiarazione libedurata dei diritti già in essere ad otto anni. ratoria In questo modo sarà quindi prorogata anche la validità dei diritti in • le copie del corrispettivo di pagamento (bonifico bancario). scadenza al 31 luglio 2011.

Revisione normativa OCM VINO

Entro il 10 settembre 2011 le Province effettueranno i controlli in loco sul 100% delle domande I nostri uffici sono a disposizione per ogni chiarimento.

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Coldiretti a Davide Stocco tra i vincitori del Bando Ministeriale L’OIGA (Osservatorio per l’imprenditoria giovanile in agricoltura), con il contributo del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ha emanato un bando per offrire la possibilità a trenta imprese, condotte da giovani agricoltori e operanti nel settore dei vini e delle sostanze liquorose, di partecipare gratuitamente a Vinexpo 2011, l’importante manifestazione in programma a Bordeaux dal 19 al 23 giugno 2011. Lo scopo è stato quello di promuovere l’imprenditoria agricola giovanile e accrescere l’interesse dei giovani verso il settore primario presentando aziende agricole meritevoli. L’Azienda Agricola Eredi Cerutti Stocco di Stocco Davide di Zenevredo ha presentato la manifestazione d’interesse al bando insieme ad una dettagliata relazione tecnico economica ed è stata selezionata per partecipare all’importante manifestazione fieristica all’interno dello spazio espositivo prenotato dall’ Osservatorio per l’imprenditoria giovanile in agricoltura che ospiterà aziende di tutta Italia (per la Lombardia solo due azien-

de selezionate: Stocco Davide e Cascina Belmonte di De Martino Enrico). Si tratta di un importante risultato per la nostra azienda Oltrepadana che si dedica da tre generazioni alla produzione di vini di qualità perseguendo sia obiettivi strettamente produttivi, legati alla vendita diretta (l’azienda è un Punto Campagna Amica) e alla degustazione dei vini prodotti, sia obiettivi sociali, grazie al rilancio dell’uso ricreativo delle risorse agricole ed ambientali. L’azienda ha avviato da circa un paio di anni diverse funzioni ricreative: attività culturali ed educative (realizzazione di un piccolo museo dell’arte contadina, visite guidate alla cantina e alle vigne) e possibilità di degustare prodotti enogastronomici favorendo l’enoturismo e il turismo rurale. Tutto quanto sopra riveste una funzione sociale di riscoperta e protezione delle tradizioni e della cultura locale che mira anche a favorire uno sviluppo più equilibrato del territorio, favorendo i processi legati alla vita rurale e al suo sviluppo socio economico.

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NO alla liberalizzazione dei diritti di impianto dei vigneti

Il sistema dei diritti di impianto può contribuire ad assorbire le fluttuazioni di volume collegate alle condizioni del mercato e permette un equilibrio che garantisce un livello di reddito equo ai viticoltori, con un conseguente sviluppo controllato della produzione e manutenzione della produzione del vino in aree a basso potenziale agricolo. Lo affermano i Ministri dell’agricoltura di nove Paesi membri (Italia, Francia, Germania, Cipro, Lussemburgo, Ungheria, Austria, Romania e Portogallo) che hanno firmato una lettera congiunta, contro la liberalizzazione dei diritti di impianto dei vigneti, prevista con la riforma dell’Ocm vitivinicola, a partire dal 2015. I Ministri hanno così inteso segnalare la forte preoccupazione circa l’abolizione del regime dei diritti di impianto, sottolineando che gli svantaggi che deriverebbero da una rimozione di questo sistema, sarebbero chiaramente di gran lunga superiori ai benefici attesi. Innanzitutto, la sovrapproduzione, con conseguente abbassamento dei prezzi, in seguito ad un aumento troppo elevato dell’offerta collegata agli impianti non controllati. Poi l’abbandono delle aree coltivate a vigneto meno produttive, per il beneficio delle zone di pianura, sapendo che la viticoltura è spesso l’unica attività perseguibile su terreni agricoli con un basso potenziale. Si teme anche la riduzione del numero di aziende a conduzione familiare, con conseguente minor numero di posti di lavoro e a scapito delle aziende agricole di piccole e medie dimensioni; ma anche l’appropriazione indebita delle denominazioni di origine protetta, con l’istituzione di vigneti che producono vini senza indicazione geografica, anche all’interno del perimetro di una Dop e nelle sue immediate vicinanze. Preoccupano inoltre la svalutazione dei prodotti con l’etichetta di qualità, dovuta alla maggior superficie a vigna nel perimetro, la standardizzazione graduale della produzione e l’eccessiva industrializzazione del settore europeo del vino, incompatibile con i suoi numerosi aspetti sociali, economici, ambientali, così come i suoi contributi agli aspetti paesaggistici e del turismo. Coldiretti si sta opponendo alla liberalizzazione dei vigneti prevista dalla riforma del settore nel 2015, che rischia di annullare anni di lavoro in Italia per costruire un sistema vitivinicolo di qualità. Il mantenimento dei diritti di impianto nel vitivinicolo è di grande importanza per garantire le aziende ed evitare una vera e propria destabilizzazione che porterebbe alla ingovernabilità dell’intero settore, con conseguenze devastanti per i produttori.

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Il Decreto Sviluppo: le novità di carattere fiscale Entra in vigore a decorrere dal 14 maggio 2011 il DL 13.5.2011, n. 70, contiene diverse importanti novità in ambito fiscale e, tra queste, in particolare gli interventi di maggiore rilievo riguardano: • la riapertura della rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni; • l’incremento della soglia di ricavi per la tenuta della contabilità semplificata; • l’abrogazione dell’obbligo degli elenchi clienti/fornitori per operazioni pagate dall’acquirente mediante carta di credito, di debito o prepagata; • l’abrogazione dell’obbligo della comunicazione di inizio lavori per gli interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio per i quali è riconosciuta la detrazione IRPEF del 36% nonché di indicare in fattura il costo della manodopera.

RIAPERTURA RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI – COMMA 2, LETT. DA DD) A GG)

è disposta la riapertura della possibilità di effettuare la rideterminazione del costo di acquisto: • di terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi; • delle partecipazioni non quotate in mercati regolamentati, possedute a titolo di proprietà e usufrutto; La rideterminazione viene fissata alla data dell’1 luglio 2011, non in regime di impresa, da parte di persone fisiche, società semplici e associazioni professionali, nonché di enti non commerciali, mentre viene fissato al 30 giugno 2012 il termine entro il quale provvedere: • alla redazione ed all’asseverazione, da parte di un professionista abilitato, della perizia di stima che deve individuare il valore del terreno/partecipazione all’1 luglio 2011; • al versamento dell’imposta sostitutiva calcolata applicando al valore del terreno o della partecipazione risultante dalla perizia di stima, mediante le aliquote del 2% per le partecipazioni non qualificate e del 4% per le partecipazioni qualificate e per i terreni. Considerato che è necessario versare l’imposta sostitutiva con riferimento al nuovo valore periziato, viene ora prevista la possibilità di: • utilizzare in “compensazione” l’imposta sostitutiva già versata in occasione delle precedenti rivalutazioni. La legittimità di tale detrazione sarà monitorata nell’ambito del modello UNICO in cui dovranno essere inseriti specifici dati da individuare con apposito Provvedimento; • richiedere il rimborso dell’imposta sostitutiva già versata in occasione delle precedenti rivalutazioni (qualora il contribuente non si avvalga dell’utilizzo in compensazione e provveda all’integrale versamento dell’imposta sostitutiva dovuta sulla nuova rivalutazione) entro 48 mesi decorrenti dalla data del versamento dell’intera imposta

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o della prima rata relativa all’ultima rivalutazione effettuata. La richiesta di rimborso riguarda inoltre i versamenti effettuati entro il 14.5.2011. Se a tale data il termine di decadenza della richiesta di rimborso risulta scaduto, la stessa può essere presentata entro 12 mesi dalla predetta data. Si tenga conto in ogni caso che l’importo di quanto chiesto a rimborso non può eccedere quanto dovuto sul nuovo valore rivalutato.

CONTABILITÀ SEMPLIFICATA – COMMA 2, LETT. M) E S)

Viene modificato in aumento il limite di ricavi, fissato dall’art. 18, comma 1, DPR n. 600/73, il cui mancato superamento consente, alle imprese individuali, società di persone ed enti non commerciali, relativamente alle attività commerciali esercitate, la tenuta della contabilità semplificata. Vediamo quali sono i nuovi limiti nella tabella sottostante: Attività

Vecchio Limite Nuovo Limite

Prestazione di servizi

€ 309.874,14

€ 400.000

Altre attività

€ 516.456,90

€ 700.000

Al fine di individuare il regime naturale di tenuta della contabilità per il 2011 è pertanto necessario verificare se nel 2010 siano o meno stati superati i nuovi limiti. Di conseguenza, le imprese transitate nel 2011 alla contabilità ordinaria per aver conseguito nel 2010 ricavi superiori ai vecchi limiti ma non superiori ai nuovi limiti, possono ritenersi ammesse al regime di contabilità semplificata già per il 2011, con la conseguenza che, a far data dal 14 maggio 2011, potranno limitarsi a tenere le scritture previste per tale contabilità. Il Decreto tuttavia non ha modificato i limiti già previsti per le liquidazioni IVA con periodicità trimestrale, che pertanto rimangono fissati a € 309.874,14 per le imprese di prestazioni di servizi ed a € 516.456,90 per le imprese esercenti altre attività. Si determina quindi un disallineamento delle soglie ai fini delle imposte dirette per quanto riguarda la modalità di tenuta della contabilità ed ai fini IVA per la periodicità della liquidazione. Nei prossimi numeri proseguiremo l’approfondimento delle novità previste dal decereto di sviluppo

FISCALE


Slittamento dei versamenti: firmato il DPCM È stato firmato il 13 maggio 2011 il Decreto Presidente Con- • siglio dei Ministri che ha previsto: • lo slittamento dei termini di versamento delle imposte dirette, dell’IRAP e dell’acconto della cedolare »»dal 16 giugno al 6 luglio 2011 senza maggiorazione; »»dal 7 luglio al 5 agosto con maggiorazione dello 0,4%.

Assunzione di Extracomunitari

Obbligo di invio del Modello Q Il Ministero dell’Interno, con la Circolare n. 3666 del 13 maggio 2011, precisa che: nonostante siano stati introdotti, dal 30 aprile scorso, dei nuovi standard operativi nel modello UNILAV, in caso di assunzione di un cittadino extracomunitario regolarmente soggiornante in Italia, il datore di lavoro è ancora tenuto a trasmettere alla Questura/ Sportello unico il contratto di soggiorno (modello Q). Si prega pertanto di fare attenzione a questo tipo di assunzioni.

la proroga dei termini di presentazione e trasmissione del Mod. 730/2011: »»entro il 16 maggio 2011 al proprio sostituto d’imposta; »»entro il 20 giugno 2011 al Caf dipendenti o al professionista abilitato; »»comunicazione e trasmissione telematica alle Entrate del risultato delle dichiarazioni entro il 12 luglio 2011; sospensione feriale degli adempimenti fiscali e versamenti che scadono dal 1° al 20 agosto: potranno essere effettuati senza maggiorazione entro il 22 agosto.

Non rientrano, in questa ultima proroga i versamenti con la maggiorazione dello 0,40 per cento, che vanno eseguiti dal 7 luglio al 5 agosto. La proroga riguarda tutte le persone fisiche e i soggetti diversi dalle persone fisiche che esercitano attività interessate dagli studi di settore.

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I servizi alle persone promossi da Federpensionati Federpensionati Coldiretti sta sempre più consolidando la propria azione sindacale su due livelli di attività ben definiti: rappresentanza e tutela dei PENSIONATI promozione di SERVIZI rispondenti alle esigenze degli associati Su quest’ultimo ambito sono state, recentemente, presentate due iniziative molto importanti che consentono ai Pensionati di avere notevoli benefici sulla tutela infortunistica e nell’acquisto di prodotti e servizi di vario genere e precisamente: • polizza infortuni pensionati coldiretti • carta vantaggi diretti

Polizza Infortuni Pensionati

È una polizza infortuni studiata appositamente da Coldiretti ed è rivolta a tutti gli iscritti sia a Coldiretti che a Federpensionati che non abbiano compiuto gli 85 anni di età. Prevede una copertura 24 ore su 24 relativamente allo svolgimento della attività agricola, di altre attività di vita quotidiana e alla conduzione dei mezzi agricoli. Valore assicurato in caso di morte € 75.000,00 Valore assicurato in caso di Invalidità permanente € 150.000,00 Il costo è di € 100,00 l’anno comprensivo delle imposte. Questa cifra è detraibile fiscalmente.

Carta Vantaggi

La Carta consente di avere degli sconti esclusivi sull’acquisto di beni e servizi che possono essere acquistati sull’intero territorio nazionale. I settori “merceologici” che prevedono gli sconti sono vari e vanno dalla prenotazione di viaggi e soggiorni vacanza, librerie, poliambulatori e centri diagnostici, centri benessere e termali, centri ottici, carrozzerie per auto, pneumatici e assistenza gomme, abbonamenti quotidiani e periodici, negozi giocattoli, parchi divertimento ecc. Invitiamo tutti gli Associati ad acquisire ulteriori informazioni sulla POLIZZA INFORTUNI e sulla CARTA VANTAGGI rivolgendosi agli Uffici Coldiretti o direttamente alla Associazione Provinciale Pensionati al numero di telefono 0382 - 3768216

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Malcontento di anziani e pensionati

I pensionati del CUPLA si sono mobilitati nelle scorse settimane per manifestare il crescente malcontento della categoria nei confronti degli enti pubblici sempre meno attenti ai bisogni degli anziani. La riduzione del 30% del potere d’acquisto delle pensioni, i recenti “tagli” apportati alla “Legge di stabilità” che ha ridimensionato del 76% gli stanziamenti per le politiche sociali negli ultimi tre anni, l’azzeramento del Fondo per la non autosufficienza, sono solo alcuni dei temi evidenziati nella mobilitazione che si è svolta a Milano e che ha visto anche la partecipazione dei vertici della Associazione Provinciale Pensionati. I tagli sono iniqui – ha detto il Presidente Cerri – assistenza, previdenza e salute sono settori che stanno pagando fortemente le conseguenze della crisi. Si interviene con tagli lineari e non selettivi – ha proseguito Cerri – riducendo drasticamente le risorse stanziate per gli appositi fondi sociali o per gli Enti locali costringendo questi ultimi a ridurre in modo traumatico servizi decisivi per l’assistenza sociale. Per evitare sacche sempre più ampie di difficoltà anche nei lavoratori autonomi del comparto agricolo i Pensionati Coldiretti propongono un processo di adeguamento delle prestazioni fondato sui seguenti punti: • la creazione di un paniere Istat ad hoc per le spese delle famiglie dei pensionati • il ripristino dei calcoli di incremento delle quote di pensione • la revisione dei criteri di attribuzione della quattordicesima in modo da estendere l’erogazione ad un numero maggiore di pensionati • ampliare la platea della Social Card • parificare la quota degli assegni familiari a quelli dei pensionati del lavoro dipendente Come si può notare – ha concluso Cerri – l’associazione sta producendo un concreto sforzo per migliorare gli importi di pensione e l’assistenza sociale dei propri iscritti. Per questo si invitano tutti i Pensionati a sostenere l’attività della Associazione sia partecipando alle iniziative che vengono promosse sia incrementando la rappresentanza attraverso la sottoscrizione della delega sindacale.

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Atto finale del percorso educativo di Coldiretti con oltre 2000 studenti pavesi le scolaresche hanno usufruito dei premi assegnati lo scorso anno.

Premiazione

Educazione alla Campagna Amica

A Pavia, il Mercato di Campagna Amica si fa in quattro, da giovedì 19 maggio ha preso avvio un nuovo appuntamento in via Amati, laterale di Viale Cremona. Una quindicina di aziende agricole aderenti ad Agrimercato, dal 19 maggio hanno dato vita ad un nuovo Mercato di Campagna Amica a Pavia, nelle adiacenze di Viale Cremona, in via Amati al 10 presso il locale circolo ARCI. “Il successo che i prodotti delle nostre aziende agricole riscuotono sui mercati cittadini - ha dichiarato Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia - ci ha spinto ad accogliere favorevolmente la richiesta giunta dal quartiere. Le imprese hanno risposto con entusiasmo e così ogni giovedì, dalle 8:30 alle 12:30, i cittadini pavesi hanno a disposizione un nuovo punto dove trovare i prodotti pavesi a chilometri zero garantiti direttamente dai produttori”. “Salumi, verdure e ortaggi confezionati, formaggi e miele, confetture e conserve, riso, vini, farine e carni – ha concluso Gianenrico Vercesi, presidente di Agrimercato, l’associazione che raggruppa le aziende in giallo che praticano la vendita diretta – sono a disposizione dei cittadini che possono così rifornirsi di fresco durante l’intero arco della settimana”.

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Due appuntamenti, il 3 e il 5 maggio hanno concluso il percorso di educazione avviato da Coldiretti in collaborazione con le scuole pavesi durante l’anno scolastico 2009-2010. Oltre 2000, studenti appartenenti a scuole di ogni ordine e grado della nostra provincia, hanno partecipato a più di 100 lezioni in aula e presso aziende agricole e fattorie didattiche per imparare l’agricoltura e la produzione di cibi, il riso e il suo ecosistema, l’alimentazione corretta secondo la stagionalità e il consumo a chilometri zero, le mele della nostra provincia come alternativa agli snack molto reclamizzati ma certamente meno “originali”, le specialità, le coltivazioni biologiche e gli animali della fattoria. Atto finale dell’intero percorso sono state le premiazioni della 3a I della scuola media Casorati di Pavia e dell’Istituto Dosso Verde, sempre di Pavia. La classe della scuola media ha trascorso una giornata presso la Fattoria didattica Il Biancospino di Paola Daffunchio a Casteggio, incontrando gli animali della fattoria, esercitandosi in condotta e agility dog con i cani addestrati dall’azienda agricola e confrontandosi in un concorso alla scoperta e all’individuazione della varietà di fiori durante una camminata tra le colline. Il Dosso Verde, è stato ospite presso la Fattoria didattica e agriturismo Sant’Andrea a Gropello Cairoli di Raffaella Moroni, facendo conoscenza con gli animali ospiti dell’azienda agricola e cimentandosi nella mungitura e nella preparazione di formaggio e pane.

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Po er del mercato di Campagna Amica

Mercato di Via Amati

BREVI


Green Jobs

I progetti dei giovani per il rilancio del territorio

Gjusti, acronimo di Green Jobs, Università, Scuola, Territorio e Impresa, è simbolo della voglia di crescere dei giovani e dell’impegno degli studenti per contribuire allo sviluppo del territorio. Lo scorso 6 maggio, Coldiretti ha partecipato alla presentazione di una serie di progetti, elaborati da studenti pavesi e presentati al Castello di Zavattarello, che nella ricerca della valorizzazione delle risorse locali hanno cercato di proporre soluzioni capaci di rilanciare l’economia del territorio, salvaguardando l’ambiente e valorizzandone le sue caratteristiche. Recupero di aree attualmente in abbandono e sviluppo di nuove tecnologie con particolare attenzione agli sbocchi professionali possibili e al recupero dei finanziamenti necessari. Coldiretti ha presentato il cambiamento che le imprese agricole hanno affrontato approcciando il mercato in un ottica diversa e attraverso l’esposizione di Annamaria Seves, che segue il settore biologico e Alberto Lucotti, giovane imprenditore, socio Coldiretti, che ha trasformato la propria azienda agricola, i ragazzi hanno potuto verificare direttamente dal protagonista il percorso evolutivo di un’impresa agricola moderna che offre servizi ai cittadini.

Torchio alimentato ad energia solare

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Coldiretti p rtecipa a “Piccola Grande Italia”

Torna Voler bene all’Italia con la Festa dei Piccoli Comuni Domenica 8 maggio è stata la giornata dei piccoli comuni d’Italia. In tutto lo Stivale i piccoli centri, custodi di cultura tradizione e benessere, hanno festeggiato insieme organizzando sagre, convegni, passeggiate e promuovendo il paesaggio e le eccellenze enogastronomiche che caratterizzano la parte più bella del nostro Paese. Coldiretti Pavia, insieme al comune di Travacò Siccomario, ha celebrato la Festa dei Piccoli Comuni partecipando ad una gita in bicicletta che si è snodata tra le rive del Ticino e del Po, in quella splendida “terra di mezzo” che caratterizza la pianura rivierasca della provincia di Pavia. Con partenza alle 14.30 la “biciclettata” ha seguito il percorso lungo gli argini allargati dei due fiumi proponendo le tappe della presentazione delle caratteristiche naturali e agricole del territorio. L’arrivo, alla lanca di pesca, ha visto i partecipanti, dotati di cappellini Coldiretti per difendersi dal sole, rifocillarsi con una merenda a chilometri zero, offerta da Coldiretti in collaborazione con le aziende agrituristiche di Terranostra, testimone delle specialità del nostro territorio che, insieme alle vestigia storiche ed architettoniche rappresentano il grande valore del made in Italy e di quell’Italian style che tutto il mondo ci invidia.

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Coldiretti al iro d’Italia Domenica 9 maggio, a Stradella abbiamo avuto una grande opportunità per promuovere l’Oltrepò Pavese e tutto il territorio provinciale. Coldiretti era presente al passaggio della seconda tappa del 94° Giro d’Italia che, verso le 14:00 ha attraversato la cittadina oltre padana. L’evento ha conferito alla città di Agostino Depretis (che fu imprenditore agricolo, prima di divenire per ben nove volte presidente del Consiglio), una notevole ribalta nazionale e internazionale. Ribalta che non è stata solo sportiva, ma che ha rappresentato una formidabile occasione per far conoscere la città, il suo territorio e l’intero Oltrepò Pavese con i suoi prodotti e le sue eccellenze, a cominciare dall’agroalimentare e con particolare riferimento ai vini. Coldiretti ha allestito, a pochi metri dal percorso sul quale sono sfrecciati i corridori della “corsa rosa”, uno stand istituzionale dove molti visitatori hanno avuto la possibilità di degustare vini e prodotti offerti della aziende Coldiretti della zona. Ancora un’iniziativa per difendere la riconoscibilità e la peculiarità delle tipicità locali, elementi vincenti, in grado di assicurare grandi opportunità alla nostra agricoltura nel mercato moderno.

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Caccia al tavolo tecnico

nazionale, calendari venatori 2011

Nuova sede UOL Voghera

Il 12 aprile scorso si è riunito il Tavolo nazionale sulla caccia, per avviare un confronto in merito ai calendari venatori che dovranno essere adottati dalle Regioni L’obiettivo è garantire un’interpretazione univoca della normativa vigente in merito, al fine di evitare i problemi interpretativi della scorsa stagione venatoria e trovare una mediazione tra le Organizzazioni del settore agricolo, venatorio ed ambientalista insieme alle Regioni. Infatti, a seguito di un’applicazione difforme da parte delle Regioni dell’art. 18 della l.157/92, come modificato dalla legge comunitaria 2009, si sono registrati numerosi contenziosi presentati dalla associazioni ambientaliste presso i tribunali competenti. Il principale motivo del contendere è dato dal fatto che i periodi di caccia indicati dall’Ispra per alcune specie, non coincidono con quelli attualmente riportati nella legge 157/92. In proposito, Coldiretti ha evidenziato come il tema dei calendari venatori, sia di interesse anche per l’agricoltura in quanto la scelta di anticipare o posticipare il periodo di caccia, ha riflessi sui possibili danni che possono essere arrecati dall’attività venatoria alle imprese agricole, quando le colture sono ancora in campo. D’altro canto, la scelta del periodo può essere importante quando occorre utilizzare la caccia come strumento di controllo numerico delle specie di fauna selvatica che provocano danni all’agricoltura. Inoltre, è stato sottolineato come i calendari venatori siano elaborati senza alcuna concertazione con le rappresentanze delle imprese agricole.

Nuova sede di Voghera (anteprima)

Proseguendo nell’obiettivo di adeguare e rinnovare le Unità Operative Locali di Coldiretti, un altro ufficio, dopo quello di Vigevano, trasferirà la propria sede. Dal 13 giugno l’Ufficio Zona di Voghera traslocherà nella prestigiosa Piazza Duomo. L’intento è quello di offrire ai suoi 700 Associati e a tutti gli utenti, un ambiente più idoneo ed ospitale e Coldiretti, a differenza di altre Associazioni che hanno decentrato la propria sede, ha deciso di fermarsi nella città di Voghera, per rimanere al centro di quello che da sempre costituisce un nodo nevralgico per l’agricoltura dell’intero Oltrepò Pavese. Piazza Duomo a Voghera, già sede delle istituzioni comunali, con il suo mercato bi-settimanale ed il mercato domenicale di Campagna Amica, è sempre stato un punto di incontro tra gli agricoltori ed i commercianti locali e da oggi la presenza di Coldiretti farà da cornice a questo scenario. Monica Rosina, responsabile dell’ufficio, Annamaria Cazzola, Annalisa Cietta, Luisa Dosseni, Roberta Lorini, Cristina Carbone, Roberto Giaredi e Nicola Matera invitano tutti a visitare i nuovi uffici.


Informazione Pubblicitaria

Un istituto di credito che vuole essere “banca del territorio” deve occuparsi di agricoltura. UniCredit da oltre cinque anni sostiene il settore agricolo della provincia pavese con Linea Agricoltura, una gamma di prodotti edicati alle esigenze nanziarie delle imprese agricole presenti sul territorio nazionale. I tempi di rientro degli investimenti dilatati e diversi fattori esterni che possono inuenzare negativamente la produzione, come il clima e le epidemie, richiedono, infatti, prodotti mirati che vadano incontro ai bisogni del singolo imprenditore e siano tarati su un ciclo produttivo che a volte richiede più anni prima di dare incassi. Il ciclo produttivo di un’impresa agricola, infatti, differisce sostanzialmente da quello delle altre aziende ed è piuttosto eterogeneo a seconda del particolare settore di attività. I prodotti di Linea Agricoltura cercano di soddisfare le diverse esigenze dell’imprenditore, dall’acquisto di terreni, macchine e bestiame, al miglioramento di terreni e fabbricati no al riequilibrio nanziario e all’anticipo dei contributi, attraverso una serie di muti e nanziamenti dedicati. UniCredit è convinta, inoltre, che la comprensione delle specicità dell’impresa agricola inizi ancor prima del prodotto. Nella maggior parte dei casi questo tipo di aziende non ha documenti di bilancio. Per questo

motivo, anche sul territorio di Pavia e provincia, la Banca mette a disposizione un modello di intervista che guida il contatto tra gli operatori della rete e gli imprenditori. In questo modo possono essere raccolte tutte le informazioni necessarie all’individuazione di un corretto piano di nanziamento. Diverse le iniziative realizzate da UniCredit a sostegno del comparto agricolo, l’ultima in ordine di tempo ha coinvolto anche la Regione Lombardia. “Nel mese di novembre 2010 – afferma Marco Nodari, direttore commerciale per l’area di Pavia e Lodi del Network Famiglie e Pmi di UniCredit - è stata stipulata la convenzione con Finlombarda S.p.A., la nanziaria di Regione Lombardia, per sostenere il fabbisogno nanziario che l’impresa agricola può destinare ai bisogni di funzionamento. Tramite quest’accordo è possibile abbattere il tasso applicato al nanziamento, limitatamente all’importo ammesso all’agevolazione, che va da 20 mila a 100 mila euro, nella misura del 2% annuo. Il contributo – conclude Nodari - è erogato in unica soluzione e in via anticipata all’impresa, entro 60 giorni dall’ammissione all’intervento nanziario per il tramite della Banca che provvede al relativo accredito. Le imprese interessate possono aderire all’iniziativa entro quest’anno, in quanto il bando scade a dicembre 2011”.


2011

Coltivatore Pavese Maggio 2011  

Coltivatore Pavese Maggio 2011

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