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n.4 2011 ANNO 66

periodico period per i ico di d Coldiretti Coldi ldiret r tii Pav Pa Pavia ia

Poste Italiane S.p.a. Spedizione in a. p. D.L.353/2003 convertito in L. 27/02/2004 n. 46 art.1 comma 1 DCB/PV

Vinitaly 2011 le parole del presidente Marini al Vinitaly

“Trionfo della Filiera Agricola Italiana�


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Il Coltivatore Pavese Edito dalla Federazione Provinciale COLDIRETTI PAVIA Abbonamento annuo Euro 40,00

Presidente Giuseppe Ghezzi

Direttore Giovanni Roncalli

Responsabile di Redazione Claudio Milani

Direzione artistica Marino Galli

Hanno collaborato: Mario Campari, Fabio Piccinini, Enrico De Marziani, Marta Madama, Pietro Migliavacca, Rosanna Sora, Gianni Mario Stoppini

Redazione ed amministrazione:

fotografie: archivio fotografico Coldiretti Registrazione del Tribunale di Pavia n.3 del 17 luglio 1948 IL COLTIVATORE PAVESE VIENE INVIATO A TUTTI I SOCI DELLA

FEDERAZIONE PROVINCIALE COLDIRETTI PAVIA INIZIATIVA REALIZZATA CON IL CONTRIBUTO DI

DIREZIONE GENERALE AGRICOLTURA Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale: l’Europa investe nelle zone rurali PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura Attività di informazione misura 111/B che è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia; cofinanziato dell’Unione Europea attraverso il FEASR

Progetto grafico e impaginazione Fotocomposizione e stampa Grafiche Lama Srl Strada ai Dossi di Le Mose, 5/7, Piacenza

Concessionaria di pubblicità Grafiche Lama Srl Strada ai Dossi di Le Mose, 5/7, Piacenza

Tel. +39 0523 592803, +39 0523 592859 Questo numero è stato chiuso in redazione il 29 aprile 2011

sommario

Piazza Guicciardi, 7 27100 Pavia Tel. +39 0382 376811, Fax +39 0382 21284 www.pavia.coldiretti.it ilcoltivatorepavese@coldiretti.it


le parole di Marini al Vinitaly SINDACALE &

in italia si spende più per l’acqua che per il vino

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speciale vino

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Editoriale Sergio Marini Saverio Romano: nuovo Ministro delle Politiche Agricole Editoriale Giuseppe Ghezzi Vinitaly: Marini annuncia il trionfo della Filiera Agricola Italiana L’acqua supera il vino nella spesa delle famiglie italiane Vino: Verso la Denominazione d’Origine Le accise elettroniche sul vino; la semplificazione che non c’è NO alle “vigne libere” Aziende Coldiretti al ProWein 2011 Punti di vendita diretta: via libera al finanziamento Coldirettamente nel bicchiere Degustando Canneto Reimpianto vigneti Slow Wine 2011 premia i viticoltori Coldiretti Pavia Distretto del vino Sicurezza sul lavoro Parmalat: “la difesa del marchio significhi italianità” Agrofarmaci nel mirino dell’Antitrust Life Plus: 267 milioni di euro per nuovi progetti ambientali Anticipo PAC 2011 Monsignor Giovanni Giudici: “Sono lieto di poter salutare i lettori” Buonaterra... storiaccia di risaia

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Etichettopoli: Parla l’importatore cinese ...

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TECNICO

Fitosanitari: nuove norme su patentino e quaderno di campagna Sanzioni per chi viola l’anagrafe equina Via libera al decreto energia

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CREDITO

CreditAgri

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Assemblea Nazionale Giovani Impresa il 17 maggio

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Guadagnano tutti, tranne gli allevatori!

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Nuovi servizi Riscatto Laurea: quando conviene CLASTMED: sconti agli associati sugli esami diagnostici

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AssiAgriPavia: l’offerta assicurativa nata da Coldiretti e Fata

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ETICHETTOPOLI

GIOVANI IMPRESA SUINICOLTURA EPACA

TERRITORIO


Romano per il Made in Italy e no Ogm Il Ministro delle Politiche Agricole Saverio Romano troverà la Coldiretti sempre al suo fianco nelle battaglie per difendere, in Italia ed in Europa l’identità territoriale delle nostre produzioni agricole contro l’omologazione provocata dagli organismi geneticamente modificati (Ogm) e per smascherare il prodotto estero spacciato come Made in Italy con l’obbligo di indicare la provenienza della materia prima in etichetta

È quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Se ergio Marini commentando positivamente le dichiarazioni rilasciate dal Ministro delle Politiche Agricole Saverio Rom man no no sulle linee programmatiche del suo dicastero: “Dico sì all’ lll’e ’ tichettatura, dico sì alla lotta alla contraffazione dei prodotti, dico no agli OGM. La strategia politica del Minisstero dell’agricoltura si snoderà su alcune linee guida e qu uelle uel elle le indicate sono prioritarie”. “Il futuro della nostra agricoltura – ha concluso Marini rini rin inii sarà infatti nell’essere diversi e migliori, non omologati a quei sistemi produttivi che operano con strutture di costi per noi irraggiungibili e in situazioni di dumping sociale e ambientale intollerabili”.

EDITORIALE | 7


Saverio Romano nuovo Ministro delle Politiche Agricole Nato a Palermo il 24 Dicembre del 1964, e dando vita alcune settimane dopo al gruppo dei succede a Giancarlo Galan, destinato alla Responsabili (Iniziativa Responsabile), in un’azione guida del Ministero della Cultura. Romano di sostegno al governo Berlusconi. è laureato in Giurisprudenza e ha iniziato la sua attività politica nella Democrazia Dalla Coldiretti auguri di buon lavoro al neo ministro Cristiana siciliana, ricoprendo diversi in- delle politiche agricole nella certezza che saprà opecarichi prima di approdare in Parlamento, rare affinché l’agricoltura rafforzi la sua centralità e dove è stato eletto per la prima volta nel strategicità nella vita economica e sociale del nostro 2001. Durante il mandato parlamentare è Paese. stato componente delle Commissioni Giustizia, Bilancio, Finanze, Cultura, Trasporti e Vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti. Nel governo Berlusconi III è stato Sottosegretario di Stato al Lavoro. Nell’aprile del 2008 è stato rieletto in Parlamento, dove ricopre attualmente di

l’incarico

componente

della

Commissione Finanze. È Responsabile nazionale Organizzativo del partito e alle elezioni europee 2009, capolista della lista Unione di Centro per la circoscrizione Sicilia-Sardegna, è stato eletto con oltre 110 mila preferenze. Il 22 settembre 2010 si è dimesso

dall’incarico

di Segretario Regionale dell’UDC Sicilia e da ogni incarico di partito, fondando il 28 settembre dello stesso anno, il movimento dei Popolari di Italia di domani

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Giuseppe Ghezzi

Presidente Coldiretti Pavia

Vino:

le piccole imprese crescono il doppio delle grandi È quanto emerge da una analisi presentata al Vinitaly dalla Coldiretti sulla base dei dati sul commercio estero nel 2010 di Mediobanca e dell’Istat. Questo significa che le 103 grandi società del vino (che fatturano complessivamente il 55 per cento del totale del mercato) sui mercati esteri sono cresciute la metà delle altre. Una situazione che si verifica nonostante il fatto che spesso i sostegni pubblici alla promozione all’estero si siano indirizzati prevalentemente a favore delle grandi imprese. “La dimensione da sola non è sufficiente per garantire competitività e quindi il successo delle imprese che devono puntare sul legame con il territorio e sulla distintività che i nuovi concorrenti stranieri non possono offrire”, ha affermato il presidente della Coldiretti di Pavia Giuseppe Ghezzi. Una dimostrazione concreta purtroppo si ha anche per le grandi cooperative che, secondo il rapporto Mediobanca, segnano riduzioni nei margini e nella redditività che sono in controtendenza rispetto a quanto emerge nelle altre società di capitali. Un andamento coerente con una collocazione di mercato prevalentemente in fasce di prezzo competitivo e una politica commerciale caratterizzata da grandi volumi e sorretta per lo più dalla grande distribuzione organizzata. “C’è la necessità di impegnarsi in politiche di più forte differenzia-

Il record dell’export delle piccole imprese dimostra il successo della qualità, del territorio e della tipicità zione, innovazione e valorizzazione del legame con il territorio che rappresentano il vero valore aggiunto della cooperazione”. “Gli stessi processi di riorganizzazione dimensionale hanno successo solo se legati all’esistenza o alla creazione di sbocchi di mercato remunerativi, altrimenti possono addirittura dimostrarsi dannosi”, ha concluso il presidente Giuseppe Ghezzi, sottolineando che “purtroppo le uve nelle cantine sociali sono ono state spesso sottopagate ai viticoltori ad importi che rapprresentano in media appena il 15 per cento del prezzo di vendita delle bott-tiglie. A po oco ser erv rve v la politica di inc in ncremento delle e ve endite perseguita da alcune La dimensione cantine, se aii volumi da sola non è corrispondo ono mion sufficiente per nori prezzi,, nessu nessuna suna na garantire competitività distintività e la quae quindi il successo lità va a van ntaggio di altri”. delle imprese che

devono puntare sul legame con il territorio e sulla distintività che i nuovi concorrenti stranieri non possono offrire EDITORIALE | 9


La sintesi dell’intervento al Vinitaly del presidente di Coldiretti Sergio Marini

Vino: trionfo

della Filiera

agricola Italiana

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Se c’è un settore che rappresenta al meglio la filiera agricola tutta italiana, quello è senza dubbio il vino. In effetti, a pensarci bene, non c’è settore in cui la filiera sia più “agricola”, vale a dire in cui la parte agricola abbia conquistato spazi e protagonismo fino al mercato. E non c’è settore in cui la filiera sia più “italiana”, in quanto il vino è riuscito a valorizzare al meglio l’uva italiana – solo italiana! – e la leva distintiva del territorio, inteso nella molteplice accezione di cultura, relazioni, imprese, persone. I numeri ci danno ragione: quest’anno il vino ha segnato un più 12% di export, superando – unico caso nell’agroalimentare – il consumo interno. In assoluto, è il “più italiano” di tutto l’export agroalimentare, perché fino a prova contraria il vino italiano è fatto con uva italiana. Ecco, quindi, che viene smentito quel dogma secondo cui la possibilità di crescere nei mercati mondiali sarebbe legata alla “ricetta” italiana e alla materia prima straniera. Il vino ci dimostra il contrario: la filiera fatta tutta di italianità è la vera opportunità. Seconda “verità assoluta” e seconda smentita: “per competere nel mondo bisogna per forza essere grandi”. Il vino ci dice l’opposto: l’aumento di export è generato soprattutto dalle piccole imprese (più 16%, contro il più 8,5% delle grandi). Chi fa la scelta di essere diverso e migliore, legandosi al territorio, solo successivamente si pone la questione delle dimensioni. Viceversa, chi ha cercato solo la dimensione delle economie di scala, rinunciando a puntare sulla distintività ha perso, come purtroppo è spesso accaduto alle coo-

perative vitivinicole italiane. Terzo dato interessante: il 15% del vino italiano viene venduto direttamente e rappresenta il 40% di tutta la vendita diretta in Italia (ovvero il 30% del vino italiano venduto in Italia). Ora, vista la portata economica di questo dato e il fatto che siano anche grandi aziende a commercializzare direttamente, tutti quelli che ritenevano la vendita diretta marginale si devono ricredere. È l’unico sistema distributivo che unisce al valore economico un grande valore comunicazionale. E, ancora una volta, il vino anticipa e conferma il progetto di filiera agricola italiana, in particolare i mercati degli agricoltori e la vendita diretta organizzata. Quarto aspetto: i numeri fanno emergere anche una preoccupante tendenza all’aumento del segmento di mercato della GDO, attraverso etichette di proprietà, che sfruttano, solo come spot, il territorio per guadagnare di più finché dura. È un vero e proprio furto di identità che va smascherato e combattuto, perché altrimenti si rischia di annullare 25 anni di sforzi per la qualità e la distintività. Per chi come noi, opera sul lungo termine per creare sviluppo nei territori, questi comportamenti di alcuni gruppi della GDO sono da combattere. Ancora una volta, il sistema vino anticipa e conferma il rischio che andiamo denunciando da tempo e che traguarda tutti i settori dell’agroalimentare. Quinta considerazione: il ruolo della politica comunitaria. Anche nel vino Bruxelles dimostra tutte le contraddizioni che emergono quando si tratta di valorizzare distintività e qualità. In effetti, se oggi si considera

lesivo della libera concorrenza scrivere da dove viene un prodotto, mentre non lo è aggiungere zucchero nel vino senza dichiararlo, allora significa che a Bruxelles abbiamo dei nemici o per lo meno delle persone che non sanno rappresentarci! Infine, la questione della burocrazia. Nel caso del vino si sta tirando troppo la corda. Questa è la burocrazia “cattiva”, che fa morire le imprese e che nulla ha a che vedere con la fondamentale tutela della qualità, distintività e sicurezza alimentare. Ci sono realtà in cui è diventata talmente complicata questa burocrazia, che diventa conveniente addirittura uscire dalle denominazioni di origine. Questo è un modo subdolo per uccidere il progetto di filiera agricola tutta italiana che non possiamo tollera-

quest’anno il vino ha segnato un più 12% di export, superando - unico caso nell’agroalimentare - il consumo interno. In assoluto, è il “più italiano” di tutto l’export agroalimentare, perché fino a prova contraria il vino italiano è fatto con uva italiana re. In questo scenario complesso serve tanta buona volontà e una forte dose di ottimismo, perché quando penso al futuro del nostro Paese, nonostante tutto, vedo comunque il vino, l’agricoltura e l’agroalimentare italiano come capisaldi dell’economia.

SPECIALE

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Nella spesa degli italiani l’a qua supera il vino

c

Con 19,71 euro mensili per famiglia, amiglia, l’acquisto dell’acqua minerale è diventato la prima voce di spesa del bilancio familiare per le bevande vande alle quali vengono destinati complessivamente e 41,06 euro tra analcolici ed alcolici. È quanto emerge ge da elaborazioni Coldiretti sulla base dei dati Istat, t, in occasione della giornata mondiale dell’acqua, da a cui si evidenzia l’avvenuto sorpasso nei confronti del vino per il quale la spesa media familiare mensile sile è stimata pari a 12 euro. La spesa media delle famiglie amiglie per l’acquisto di acqua minerale varia lungo go la penisola da un massimo di 20,34 euro nel Nord a un minimo di 18,75 nel Mezzogiorno. Parallelamente rallelamente all’aumento della spesa per la minerale, inerale, negli ultimi 30 anni in Italia si è praticamente mente dimezzato il consumo procapite di vino che è sceso a circa

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40 litri a persona per un totale tot di circa 20 milioni di etdi vino acquistate datolitri. Il forte calo nelle quantità qua una accelerazione negli ultimi gli italiani, che ha avuto un cato un calo del 20 per cento, dieci anni, in cui si è verifica è stato accompagnato da un atteggiamento più revino è divenuto l’espressione sponsabile di consumo. Il v di uno stile di vita “lento��� attento all’equilibrio psicofisico che aiuta a stare bene ben con se stessi da contrapsregolata di alcol. Si porre proprio all’assunzione all’assunz tratta di un cambiamen cambiamento che occorre riconoscere per evitare il rischio di dannose criminalizzazioni, mentre è necessario investire nella prevenzione promuovendo la conoscenza del vino con il suo cono legame con il territori territorio e la cultura, a partire proprio dalle giovani gen generazioni.


t

Eccellenze pavesi al Vini aly Non solo vino declinato in ogni suo sapore profumo e colore per il piacere del palato, dell’olfatto e della vista, al recente Vinitaly le eccellenze pavesi sono state protagoniste dell’intera manifestazione e dello stand Coldiretti anche per la sostenibilità. In evidenza le bottiglie di Fausto Andi con il

progetto “Fuori dalla Mischia”, esempio di come sia possibile coniugare sociale ed economico in modo virtuoso e sostenibile e quelle di Torti tenimenti Castelrotto, che ha realizzato l’etichetta dei suoi vini anche con le indicazioni in caratteri braille.

Anche i vini a Denominazione di origine e Indicazione Geografica completano l’iter previsto dalla riforma della Ocm vino e così potranno essere iscritti nei registri comunitari dei prodotti Dop e Igp. Il Mipaaf ha recentemente reso note le disposizioni in merito ai criteri operativi da seguire per consentire di inviare alla Commissione entro il termine del 31 dicembre 2011 i fascicoli tecnici delle Do e Ig dei vini, compresi quelli le cui istanze sono state presentate entro il 1° agosto 2009 e il cui iter procedurale non è ancora concluso. Per quanto riguarda il fascicolo tecnico da inviare alla Commissione, la nota ricorda che - ai sensi della normativa comunitaria - deve contenere il disciplinare di produzione e un documento unico riepilogativo. Per rendere conformi gli attuali disciplinari di produzione al dettato comunitario questi dovranno essere integrati con due nuovi articoli nei quali saranno riportati gli elementi che evidenziano il legame con l’ambiente ed i riferimenti all’autorità o all’organismo che verifica il rispetto delle disposizioni del disciplinare. A seguito di confronto tra Ministero, Regioni e Filiera è stato concordato il seguente piano operativo. Le Regioni competenti, previa opportuna pubblicizzazione, dovranno trasmettere per via informatica, entro il termine ultimo del 31 agosto 2011. Le due integrazioni ai disciplinari (legame con l’ambiente e riferimenti all’autorità o all’orga-

Vini a denominazione d’origine, ultimi passi verso la op

d

nismo di controllo) saranno formalizzate d’ufficio dal Mipaaf con apposito decreto. I Consorzi di tutela delle specifiche Dop o Igp (o, in mancanza, la Regione stessa d’intesa con la filiera vitivinicola locale) dovranno predisporre il tutto tenendo presente che, nel definire quali elementi riportare nel documento unico, quelli inseriti nel documento riepilogativo saranno soggetti ad una procedura ordinaria di modifica del disciplinare, mentre gli elementi del disciplinare non ripresi nel citato documento riepilogativo saranno soggetti ad una procedura semplificata. La Commissione ha anche fornito un documento nel quale sono riportate le linee guida per la descrizione nel disciplinare degli elementi che evidenziano il legame con l’ambiente.

SPECIALE

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Accise elettronica sul vino, la semplificazione che on c’è

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Dal 1° gennaio 2011 i trasporti di vino in ambito UE sono accompagnati da un documento di accise elettronico (e-AD). In questo primo periodo di applicazione sono però emersi alcuni problemi, già segnalati da Coldiretti all’Agenzia delle Dogane: • L’Autorità Doganale di destinazione non riconosce il documento cartaceo e pretende in ogni caso un e-AD. • Molti acquirenti occasionali esteri di vino acquistato direttamente dal produttore hanno segnalato alle nostre aziende difficoltà a continuare a detenere prodotti a causa delle procedure telematiche. • L’acquirente nel paese di destinazione ma anche alcuni spedizionieri richiedono ai piccoli produttori di utilizzare la procedura telematica nonostante l’esonero. L’obbligo della trasmissione telematica comporta maggiori costi e burocrazia per gli acquirenti occasionali e i dettaglianti che acquistano i vini direttamente presso le aziende vitivinicole, con una notevole riduzione delle vendite dirette e la tendenza a fornirsi dai grossisti e dagli importatori. Sulla base di una nota predisposta dal nostro Ufficio Confederale, il Copa-Cogeca ha sollecitato la Commissione a risolvere questi problemi per non penalizzare i piccoli produttori, che rischia-

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no di perdere i clienti e per controbilanciare il potere della grande distribuzione. Proprio grazie alla vendita diretta, senza intermediari, produttori e acquirenti ottengono un prezzo migliore per i vari prodotti. Ricordiamo che la direttiva comunitaria consente agli Stati Membri di esonerare i piccoli produttori (coloro che in media su 5 campagne producono meno di 1000 Hl) dall’obbligo del deposito fiscale accise e quindi dalle nuove disposizioni sull’e-AD. La richiesta inoltrata alla Commissione è che tutti gli Stati membri riconoscano questa procedura.


NO alle “vigne libere”

liberalizzazione impianti vigneti

L’articolo 85 septies del Regolamento (CE) 491/2009 del 25 maggio 2009, stabilisce la durata del regime dei diritti di impianto fino al 31 dicembre 2015. Fino a quel momento sarà possibile impiantare vigneti solo se in possesso di un diritto di impianto o reimpianto generato dall’estirpo di una superficie vitata aziendale o acquistato sul mercato ad un prezzo più o meno elevato a seconda del valore della zona. Gli Stati membri potranno decidere di mantenere il divieto di impianto fino al 31 dicembre 2018; da allora in poi i vigneti potranno essere impiantati liberamente nei paesi dell’Unione Europea. La fine del regime dei diritti porterebbe gravi conseguenze socio economiche per la viticoltura storica italiana che opera in zone molto vocate per la produzione di vini di eccellenza, in condizioni spesso difficili. La viticoltura dell’Oltrepò Pavese è un esempio di eccellenza da tutelare, insieme al territorio da cui proviene, per evitare una riduzione della superficie vitata collinare a vantaggio di vigneti impiantati in zone pianeggianti caratterizzati da rese elevate a scapito della qualità. Il progetto che Coldiretti sta con fatica portando avanti in Italia parte dalla qualità dei prodotti che si identificano con il territorio di origine e il vino è proprio l’espressione di questo legame che non può essere riprodotto e che non possiamo rischiare di perdere. Dopo le pressioni di Coldiretti, il ministro Romano ha firmato insieme ad altri otto ministri (tra cui quelli di Francia e Germania) una lettera indirizzata al Commissario Dacian Cioloş, con la quale si chiede di prolungare oltre il 2015 il vigente regime dei diritti di impianto dei nuovi vigneti. L’obiettivo comune è la qualità delle nostre produzioni e la garanzia del reddito per i nostri vitivinicoltori, finalità

certamente non perseguibili attraverso l’aumento incontrollato del prodotto immesso al consumo.

SPECIALE

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Le eccellenze vitivinicole pavesi al

ProWein 2011 Dal 27 al 29 Marzo 2011, a Düsseldorf in Germania, si è svolto ProWein 2011, uno dei principali eventi a livello internazionale del settore dei vini e dei suoi distillati. Oltre 36.000 visitatori, più di 3.400 espositori provenienti da Europa, America, Africa, Asia ed Oceania, e circa 150 provenienti da 15 Paesi presentando i loro prodotti eno-biologici, hanno testimoniato l’incremento di interesse che i consumatori stanno manifestando per la coltivazione biologica della vite e per i suoi vini, non solo come tutela della salute e dell’ambiente, ma anche da un punto di vista qualitativo. Un’attrazione particolare si è rivelata la zona di degustazione, con oltre 1.000 vini e il motto: “Trends Experiences: Tradition versus Moderne”. Con il titolo “Down2Earth” numerosi e famosi produttori vinicoli provenienti da Argentina, California, Cile, Nuova Zelanda e Sudafrica hanno proposto un programma di seminari ad alto livello. A ProWein 2011 naturalmente anche l’Italia ha fatto la sua parte ed in particolare l’Oltrepò Pavese è stato ot-

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timamente rappresentato da aziende che da tempo hanno scelto di investire nell’eccellenza di prodotto e nell’internazionalizzazione, affrontando incognite e sacrifici (spesso senza essere adeguatamente supportate dal “sistema paese”) ed avendo ben chiaro come una robusta strategia di sviluppo non possa esimersi dall’essere anche coraggiosa. Tra queste, tre aziende associate a Coldiretti: La Pieve di Rovescala, La Travaglina di Santa Giuletta e Uva d’Oro dei Fratelli Scarabelli di Santa Maria della Versa.


Via libera al finanziamento dei unti di vendita diretta

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Via libera al decreto applicativo della misura che prevede un sostegno per investimenti materiali e/o immateriali in impianti di trasformazione, in infrastrutture vinicole e nella commercializzazione del vino diretti a migliorare il rendimento globale dell’impresa, soprattutto in termini di adeguamento alla domanda del mercato e di raggiungimento di una maggiore competitività. In occasione della modifica del Programma nazionale di sostegno per il settore vitivinicolo la misura è stata inserita con un’assegnazione di 15 milioni di euro per la prima annualità (2010/2011) che diventeranno 40 milioni dalla prossima. Come altre misure, avrà applicazione e ripartizione delle risorse su base regionale. Alcune regioni hanno già approntato le deliberazioni opportune per consentire, nel più breve tempo possibile, la predisposizione delle domande di finanziamento. Nella definizione degli investimenti molte regioni hanno condiviso l’indicazione di Coldiretti di prevedere il finanziamento di punti vendita diretta aziendali ed extraaziendali. Le domande di aiuto devono essere presentate all’Organismo Pagatore competente nelle date che saranno fissate dalla circolare di Agea. L’entità del sostegno non può superare il 40% della spesa effettivamente sostenuta. Per le regioni “convergenza” tale limite è innalzato al 50%. Visto che l’erogazione può avvenire solo dopo che l’investimento sia stato effettivamente realizzato, la misura presenta non poche difficoltà di applicazione legate al ridotto tempo a disposizione. Anche in questo caso le risorse devono essere versate ai beneficiari entro il 15 ottobre di ogni anno e questo comporta che gli investimenti siano stati effettuati con congruo anticipo per consentire le verifiche in loco.

SPECIALE

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(Col)direttamente nel bicchiere: hiere:

“Possessione del f.lli Agnes L’azienda AGNES si trova a Rovescala, caratteristico paese conteso tra la provincia di Pavia e quella di Piacenza, nza, paese che ha legato indissolubilmente il suo nome alla massima espressione del vitigno Croatina, il Bonarda. Non posso fare a meno di ricordare le parole della guida uida Slowine 2011 che mi hanno veramente entusiasmato e che condivido appieno: “Rovescala significa Croatina. E gli Agnes, qui da geneenerazioni, producono (quasi) esclusivamente vini a base e di croatina, senza dispersioni, difendendo e valorizzando do il vitigno che nei secoli meglio si è adattato a queste terre, erre, valorizzandone i cru e recuperando i cloni abbandonati nati da altri.” Cristiano e Sergio, il primo in vigna e in cantina, il secondo ndo alle pubbliche relazioni e alla parte commerciale, hanno nno ormai preso il posto di Luigi ( che comunque rimane e in Azienda con la sua grande esperienza) e Alberto Agnes. nes. Questa famiglia salvaguarda notevolmente “un patriatrimonio vitato storico; molte sono infatti le vigne vecchie chie (dai sessant’anni in su) ancora produttive, utilizzate per le diverse interpretazioni del Bonarda. Vigne che non sono solo monumenti storici ma che vivono e producono ono (anche materiale vivaistico). La tensione tra tradizione ne e innovazione è vissuta con sottile e fisiologica inquietudiudine, ma senza clamori ne proclami, solo con discrezione, one, semplicità ed ottimi risultati”. L’azienda si estende su una superficie di circa 20 ettari tt i che custodiscono alcuni tra i più importanti cru di Bonarda locali. Siamo di fronte ad una realtà con impianti tecnologicamente avanzati che portano ad una ricerca qualitativa continua, atta a valorizzare e rinnovare l’immagine del Bonarda nel Mondo; ne è un esempio il recupero di cloni rari e soprattutto della sottovarietà pignola. Terreni calcareo-tufacei e, nell’arco di pochi metri, altri su argille di vario tipo declinano la croatina in vari caratteri. La gestione della vigna è molto severa, su questi terreni non viene fatto alcun trattamento concimante così come sulla pianta sono usati solo insetticidi chimici per il trattamento obbligatorio della flavescenza dorata. I Fratelli Agnes ci propongono in degustazione la loro O.P. Bonarda Possessione del Console, una Bonarda “ferma”, tipologia meno comune e troppo spesso scarsamente considerata rispetto alla più comune “vivace”: ebbene, la Croatina è vitigno che sa esprimere, dove trattata con il dovuto rispetto, vini di grande importanza e longevità, potenza ed eleganza. La veste mostrata è sicuramente purpurea, direi molto luminosa, che regala subito un’impressione di densità, di carnosità, che ci convince immediatamente di avere a che

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console”

fare con un vino non banale. Fin dall’apertura del tappo dimostra già il suo carattere complesso; un’esplosione di profumi ci accoglie, allietando le narici: mi sono tornate alla mente le confetture di lamponi e mirtilli che la mia cara nonna faceva in casa. Portando il bicchiere al naso, la stessa era ben presente completata da una nota decisamente riconoscibile di cacao seguita da tracce di liquirizia. Un po’ di pepe nero completa il quadro olfattivo. Al palato mostrava tutta la sua possanza: acidità ben presente ma non invadente, così come l’aspetto tannico, una caratteristica peculiare del vitigno e della zona di produzione; una buona alcolicità completa il tutto che possiamo definire sicuramente di ottima struttura. Il sapore persiste a lungo in bocca e ripresenta nel retrogusto note già elencate al naso. Vi abbinerei sicuramente degli ottimi ravioli di brasato, caratteristici della collina, oppure una polenta con cacciagione o, uscendo dalla tipicità oltrepadana, un bel piatto di pizzocheri valtellinesi. Michele Verda Sommelier Fisar


n

Degustando Ca neto Enoturismo in Oltrepò Grande successo per la manifestazione enogastronomica che si è svolta a Canneto Pavese sabato 26 e domenica 27 marzo 2011. Per l’occasione l’Amministrazione Comunale e la Proloco hanno realizzato la guida “Enoturismo a Canneto Pavese” che raccoglie le aziende agricole, vitivinicole e agrituristiche, i ristoranti e le attività commerciali che valorizzano i prodotti tipici del territorio con lo scopo di offrire informazioni al visitatore. Il vino è stato il protagonista dell’evento, con un happy hour nella serata di sabato e le degustazioni guidate e libere presso le cantine e presso il centro Chiesa nella giornata di domenica. I produttori di Canneto, terra di vini pregiati quali Buttafuoco e Sangue di Giuda, hanno proposto vini in bottiglia cercando di coinvolgere i giovani con una serata innovativa (bello l’invito ...4 ore per gustare, degustare e conversare di vino e d’amicizia) e gli appassionati con momenti di approfondimento. Il Comune ha inoltre realizzato un’etichetta commemorativa dei 150 anni dell’Unità d’Italia a disposizione di tutti i produttori interessati ad utilizzarla sulle loro bottiglie. All’iniziativa hanno partecipato diverse aziende Coldiretti tra le quali citiamo la Tenuta Malpaga, che ha aperto la propria cantina offrendo una degustazione guidata sul tema “ metodo classico 1990-2006, due generazioni a confronto”; Guidotti Francesco; Il Torchio; Daffra Renato; Vercesi Laura; Vicomario Francesco; Vicomario Giuseppe e Zavattarelli Aldo che hanno offerto i loro vini presso il centro Chiesa. “Sicuramente un bell’evento di promozione – ha dichiarato Matteo De Ponti, segretario di zona della Coldiretti di Broni – Stradella - in cui si è evidenziato il legame tra vino e territorio e la voglia delle aziende di proporsi in un nuovo modo ad un consumatore sempre più attento e interessato a conoscere la storia (dalla vigna alla bottiglia) dei nostri vini.

Canneto Pavese - foto di Night Flier

Reimpianto

e

Vign ti In vista della stagione degli impianti e reimpianti dei vigneti, ricordiamo la massima attenzione verso le comunicazioni di avvenuto reimpianto da presentare al CAA, entro 30 giorni dall’esecuzione dei lavori, attraverso una domanda di variazione del potenziale vitivinicolo. Questa domanda permetterà l’aggiornamento dei dati del fascicolo aziendale con le superfici dei nuovi vigneti (è sempre bene verificare con cura i dati riportati nelle fatture d’acquisto delle barbatelle). Gli impianti esistenti alla data del 15 maggio potranno essere oggetto di contributo per le aziende che presentano domanda di adesione alle misure 211 (indennità compensativa) e 214 (pagamenti agro ambientali); per questo motivo è importante la tempestività nelle comunicazioni di reimpianto. Ricordiamo inoltre che dal 15 marzo sono aperte le domande di adesione al PRRV 2011/2012; come al solito i lavori dovranno iniziare solo dopo la presentazione delle domande. Raccomandiamo di verificare con attenzione la superficie e il periodo di validità dei diritti in portafoglio onde evitare superficie impiantate illegalmente che saranno oggetto di estirpazione a spese dell’azienda stessa e di notevoli sanzioni. La gestione attenta e puntuale dello schedario vitivinicolo è fondamentale per arrivare a presentare correttamente e nella massima trasparenza le domande di adesione alle misure del PSR, la domanda di aiuto per le assicurazioni del raccolto e la dichiarazione vitivinicola. I nostri uffici sono a completa disposizione per ogni dubbio e chiarimento.

SPECIALE

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Slow Wine 2011 premia i viticoltori Coldiretti Slow w Food presenta la guuid ida dell vinoo in cui fannno bella olldi dire r tti mosstra le imprese di Col Venerdì 25 marzo a Vigevano, è stata presentata la nuova Guida “Slow Wine 2011” di Slow Food, a cura del redattore Eugenio Signoroni: storie di vita, vigne, vini in Italia. Una guida rigorosa e scrupolosa fin dai numeri: 200 collaboratori impiegati, oltre 2.000 cantine visitate di cui 1.850 selezionate, 21.000 vini assaggiati e 8.400 “raccontati”. Fra i viticoltori virtuosi della nostra regione, meritevoli della “chiocciola” di Slow Food (simbolo dei tre imperativi dell’associazione: buono, pulito e giusto), figurano due aziende Coldiretti dell’Oltrepò Pavese: Agnes di Rovescala e Fausto Andi di Montù Beccaria. Gli Agnes, vignerons da generazioni (ora il testimone è tenuto da Cristiano e Sergio), hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento per la qualità dei loro vini massimamente a base croatina, per la difesa e valorizzazione del vitigno che nei secoli meglio si è adattato a questo lembo d’Oltrepò. Per Fausto Andi la viticoltura rappresenta una scelta di vita non solo lavorativa, ma anche etica, che si realizza attraverso i concetti della filosofia biodinamica e nel laboratorio sociale, dove persone in condizioni di disagio o disabilità si fanno comunità, lavorando e producendo frutta e verdura di rare varietà locali, destinate altrimenti all’estinzione.

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Distretto del vino

Continua la raccolta delle a esioni

d

La Camera di Commercio di Pavia ha inviato a tutte le aziende vitivinicole una comunicazione riguardante la costituzione del Distretto Agroalimentare di Qualità del Vino dell’Oltrepò Pavese, che reca il modello per la manifestazione d’interesse. Per il comparto vitivinicolo Oltrepadano è stata scelta la forma del Distretto agroalimentare di Qualità, poiché la nostra produzione è per lo più a Denominazione d’Origine e quindi certificata. Tra le funzioni del Distretto vi è quella di promuovere azioni per favorire lo sviluppo, anche sui mercati esteri delle imprese aderenti, e di presentare richieste di accesso alle agevolazioni previste dalle leggi regionali e nazionali. Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro il 15 maggio 2011, per procedere poi alla domanda di accreditamento entro il 31 maggio 2011, da inoltrare alla Regione Lombardia da parte della Camera di Commercio, in collaborazione con le Associazioni Agri-

cole di Categoria, l’Amministrazione provinciale e Il Consorzio Vini. “È importante che il progetto sia condiviso dal maggior numero possibile di aziende – ha dichiarato Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia - in modo che il distretto sia uno strumento utile per tutte le nostre imprese e non solo per pochi che, forti di una grossa rappresentatività, potrebbero usarlo a proprio esclusivo vantaggio senza tenere conto delle esigenze del territorio. Il settore vitivinicolo oltrepadano ha bisogno di un progetto che possa promuovere il nostro vino e il legame con il territorio di provenienza – ha proseguito Ghezzi - attraverso scelte indirizzate verso la qualità del prodotto, per rilanciare una zona molto vocata e per garantire un reddito alle imprese che vi operano”. Presso gli uffici Coldiretti sono disponibili i modelli per la manifestazione d’interesse per tutte le aziende che non hanno ricevuto la comunicazione.

SPECIALE

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Sicurezza sul lavoro In Italia il Decreto Legislativo che ha recepito le direttive Europee, approvato nel 1994, è a tutti noto come “Legge 626 sicurezza sul lavoro”. A tale provvedimento sono susseguite e sono state necessarie, numerose integrazioni e modifiche al fine di analizzare ulteriori fonti di rischio per la salute umana e adottare gli opportuni comportamenti di prevenzione e controllo dei pericoli. Infine con Legge n.123 del 3 agosto 2007, contenente una delega al Governo per la rivisitazione dell’intera materia, è stato approvato, il 30 aprile 2008, il Decreto Legislativo n. 81, “Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro” in vigore dal 15 maggio 2008, a cui sono susseguite alcune integrazioni nell’anno 2009. La normativa trova applicazione verso tutti lavoratori e le lavoratrici, subordinati e autonomi, nonché verso quei soggetti ad essi equiparati.

Obbiettivi del decreto • • • • • • • • • • • • • •

Valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza Programmazione e prevenzione integrata con adozione di tecniche produttive migliorative Programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento dei livelli di sicurezza Eliminazione e riduzione dei rischi, soprattutto a monte, in relazione alle conoscenze acquisite sulla base del progresso tecnico Idonea scelta delle attrezzature e della definizione dei metodi di produzione Corretta ed adeguata formazione e informazione dei lavoratori, dei dirigenti preposti, dei rappresentanti dei lavoratori Limitazione al minimo dei lavoratori che sono o che possono essere esposti al rischio Limitazione dell’impiego di agenti chimici, fisici e biologici Sostituzione di tutto ciò che potrebbe essere pericoloso con ciò che non lo è o lo è in misura minore Adozione prioritaria delle misure di protezione collettive rispetto a quelle individuali Controllo sanitario periodico dei lavoratori Attuazione di misure di emergenza in caso di primo soccorso, lotta antincendio, evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato Utilizzo di segnali di avvertimento e sicurezza Svolgimento di una regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti

Valutazione dei rischi La valutazione dei rischi è un’analisi globale e documentata, di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti

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nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza. Una pianificazione strutturata dell’analisi dei rischi nell’ambito del luogo di lavoro comprende tre elementi fondamentali: la valutazione, la gestione e la comunicazione del rischio. La valutazione dei rischi è in funzione: • Del numero dei lavoratori impiegati in azienda • Delle scadenze temporali ( per le aziende con meno di 10 dipendenti vi è la possibilità di autocertificare l’avvenuta predisposizione della valutazione dei rischi di cui all’art 16 e l’adempimento degli obblighi ad essa collegati, fino a che non vengano individuate procedure standardizzate e semplificate di effettuazione della predetta valutazione, dalla data di entrata in vigore di specifici Decreti interministeriali e comunque non oltre il 30 giugno 2012) • Della presenza di alcune tipologie di rischio (biologico, chimico, ecc), per le quali il titolo specifico ribadisce l’obbligo di una valutazione nella quale vengono esplicitati i criteri utilizzati per la relativa valutazione, evidenziando con ciò l’impossibilità dell’autocertificazione.

Adempimenti da parte del datore di lavoro • • • • •

Conoscere le problematiche Identificare i pericoli potenziali Valutare e misurare i rischi effettivi Intervenire sui rischi valutati Rielaborare la valutazione ed il relativo documento, in occasione di modifiche, del processo produttivo o dell’organizzazione del lavoro, significative ai fini della salute e


in agricoltura • • •

della sicurezza dei lavoratori. La rielaborazione comporta l’aggiornamento delle misure di prevenzione Assicurare a ciascun lavoratore una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e di sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche Individuare e applicare le migliori tecniche disponibili Ridurre gli infortuni gravi e mortali

Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale: l’Europa investe nelle zone rurali PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura Attività di informazione misura 111/B che è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia; cofinanziato dell’Unione Europea attraverso il FEASR

FATTORI DI RISCHIO IN CAMPO AGRICOLO:

DOVE ACCADONO GLI INFORTUNI

Le attività non delegabili del datore di lavoro sono due e precisamente: a) La valutazione di tutti i rischi b) La designazione del responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi (art 17 nuovo TUSL)

Adempimenti da parte del lavoratore •

• • •

Utilizzare correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonché i dispositivi di sicurezza Utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione forniti; in particolare proteggendosi con adeguate e conformi Disposizioni di Protezione Individuale (D.P.I.) Partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro Sottoporsi ai controlli sanitari previsti

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Parmalat

“la difesa del marchio significhi italianità”

Difendere l’italianità di Parmalat deve anche significare “latte e agricoltura italiani”, diversamente “l’operazione” avrebbe poco di strategico, si rischierebbe di difendere marchi italiani che trasformano e vendono latte straniero e questo non sarebbe per noi condivisibile né come agricoltori né come cittadini. È quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel corso dell’audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale presieduta da Giovanni Fava. “Sia chiaro - ha continuato Marini - tutti siamo pronti a difendere l’italianità del nostro settore alimentare e, anche se con incolmabile ritardo, meno male che ci siamo accorti del suo valore strategico,

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ma deve essere però altrettanto chiaro che strategici per un Paese sono il cibo e l’agricoltura e, soltanto dopo, il marchio e la trasformazione. L’italianità va difesa dalla stalla alla borsa e per questo è prioritario un progetto industriale che valorizzi veramente il latte e i quasi 40mila allevamenti italiani e si impegni su un Made in Italy che, oltre al marchio, contenga materie prime nazionali. Oggi - ha ricordato Marini - tre litri di latte a lunga conservazione sui quattro venduti in Italia con marchi del Made in Italy sono in realtà stranieri senza indicazioni per il consumatore come pure il latte impiegato in quasi la metà delle mozzarelle sugli scaffali”. Il presidente della Coldiretti ha chiesto di rendere pubbliche le informazioni sulle importazioni di materie prime dall’estero destinate ad essere trasformate in Italia che attualmente sono coperte da segreto d’ufficio.“Viene infatti dall’estero - ha concluso Marini - ben un terzo della materia prima utilizzata nei prodotti alimentari realizzati in Italia”.


Il mercato degli agrofarmaci nel m rino dell’Antitrust

i

Il settore degli agrofarmaci e delle sementi presenta “caratteristiche di iniquità, in quanto c’è una forte concentrazione dell’offerta e la produzione è in mano a poche multinazionali”. A denunciarlo davanti alla Commissione agricoltura della Camera è stato il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà. Convocato in un’audizione sul caro prezzi di agrofarmaci e sementi, Catricalà, ha spiegato che l’Authority non ha avviato indagini nel settore perché finora non ci sono state denunce e ha raccomandato in particolare di rinforzare la domanda per contrastare la forza dell’offerta. “Sono di principio favorevole – ha osservato Catricalà - alle centrali di acquisto e ai consorzi, infatti, svolgono un’azione di contro-bilanciamento alla struttura concentrata e oligopolista dei produttori”. Da parte sua il presidente della Commissione agricoltura della Camera, Paolo Russo ha sottolineato che “è vero che nel settore c’è oligopolio e occorre mettere mano a un po’ di regole. L’Antitrust comunque vigila e dimostra sensibilità in merito”. “Non è possibile – ha rilevato il leghista Sebastiano Fogliato - che per alcuni prodotti innovativi si arrivi a pagare anche mille euro. Con questa indagine conoscitiva vogliamo fare un quadro completo per intervenire a sostegno degli agricoltori già gravati da troppi oneri produttivi”.

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Life Plus 267 milioni di euro per

nuovi progetti ambientali

La Commissione europea ha lanciato l’invito annuale a presentare proposte da finanziare a titolo del programma Life+, il Fondo europeo per l’ambiente riguardanti una delle tre tematiche del programma: Natura e biodiversità, Politica ambientale e governance, Informazione e comunicazione. Sono in totale disponibili 267 milioni di euro, che saranno erogati sotto forma di cofinanziamenti nell’ambito di accordi di sovvenzione. Il termine ultimo per presentare le proposte è il 15 luglio 2011. I progetti finanziati da Life+ devono presentare un interesse per l’UE, contribuendo in maniera significativa al conseguimento dell’obiettivo generale di Life+. Devono inoltre essere coerenti e realizzabili sotto il profilo tecnico e finanziario e offrire un buon rapporto costi-benefici. Come per le altre edizioni di questo bando, anche quest’anno il programma Life+ verte su tre tematiche. I progetti Life+ Natura e biodiversità migliorano lo stato di conservazione delle specie e degli habitat in pericolo, contribuendo ad attuare le direttive dell’Unione su uccelli e habitat, la rete Natura 2000 e l’obiettivo postosi dall’Unione di arrestare la perdita di biodiversità. La percentuale massima di cofinanziamento è di norma pari al 50%, ma può arrivare al 75% per le specie e gli habitat prioritari. I progetti Life+ Politica e governance

ambientali, sono progetti innovativ vi o pro oge ett ti pilota che contribuiscono allo svilu upp po di strraategie, tecnologie, metodi e strum ment ntti in vari settori d’intervento, tra cui l’aria a, l’l���ac acqua, i rifi ifi fiuti, il clima, il suolo e l’agricoltura ra. Qu ra uesta a par arte tte e di Life+ va in aiuto a progettti ch he miglio io orra ano o l’attuazione della legislazione e com munita ari ria a in n materia ambientale, che conssolid idan a o la an a bas ase e di di conoscenze su cui si fondano o le po polililti tich che ch e e cch he sviluppano fonti di informazzio oni n sul ull’l’’am ambi mb biien e te e mediante attività di mon nit itor orag or aggi ag g o (ivi gi (iivii com o preso il monitoraggio dellllle zone bossch chiv ve) e). I progetti possono essere co cofi fina n nzzia ati fino ad ad un n massimo del 50%. Nella cattegorria a Lif ife+ e+ Inf nformazione e comunicazio one ri re en ntr tra ano an no p prrog oget get e tii che vertono sull’allestime me ent nto o di di cam ampa pagn pa gne e di d comunicazione e senssibil ib bililiz izza iz za azi zion one on e in n matter eria i di ambiente, protezion ne de delllllla a na natu tu ura a o con onse se ervazione della biodiversi sità si tà,, co tà come me pur me ure e pr p og get etti relativi alla prevenzio one de degl glii in gl ince cend cend ce ndii bo boscchi bosc hivi (sensibilizzazione, form rm maz azio ione io ne spe ne p cifi ciifica c ). ).

sullo sfondo: Bruxelles, sede della Commissione Europea

nche nel 2011

Anticipo PAC a

Con delibera n. n. 1148 1148 del del 16/3/2011 16/3/ 6//3/ 3/20 2011 11 lla a Gi Giun Giunta unta ta d delel-el la Regione Lombardia ha approvato l’erogazione del finanziamento regionale a titolo di anticipazione del Premio Unico PAC – campagna 2011. li importi saranno accreditati entro il 31 luglio 2011 e saranno pari al 50% del valore dei titoli pagabili. Non saranno ammesse al finanziamento le seguenti aziende: • beneficiari che hanno usufruito aiuti di stato ritenuti illegittimi dalla Unione Europea (di fatto solo i serricoltori per le accise ridotte degli anni precedenti al 2010);

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be bene benefi nefi fici ciar ciari arii che che hanno hann ha nno o scostamenti sco sc os rilevati tra superficie richiesta ed accertata superiori al 20% beneficiari interessati all’applicazione delle disposizioni di cui alla legge 33/2009 che non hanno ancora perfezionato l’adesione alla rateizzazione (facendo riferimento alla disposizione del Direttore OPR n. 10809 del 25 ottobre 2010, con la quale viene ordinata la sospensione temporanea dei pagamenti di contributi comunitari a favore dei beneficiari di cui sopra).


“Sono lieto di poter salutare i lettori della rivista” Ospitiamo una lettera ai lettori del Coltivatore Pavese di S.E. Mons. Giovanni Giudici, Vescovo di Pavia Chi opera nell’ambito dell’agricoltura riconosce che è affidato a lui o a lei uno specifico impegno che coinvolge tutte le persone che fanno parte della società: si tratta dell’alleanza tra la creatura umana e la natura. Tutti infatti godono dei beni della terra, ma coloro che hanno a che fare con la coltivazione, con la fecondità degli animali, con il nutrimento degli altri uomini e donne sono posti proprio a presidio di un ambito prezioso per tutti. Proviamo a considerare quali sono le verità e gli atteggiamenti che aiutano a vivere bene la dimensione del lavoro agricolo. Anzitutto poniamo attenzione al senso del creato come dono; si tratta del primo insegnamento che ci viene dalla fede. Riconciliati con il cosmo dalla gioia della notizia di Gesù morto per noi e risorto, possiamo proclamare: Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che hai fissato, che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perché te ne curi? (Salmo 8,4-5). Una seconda verità è per noi importante da considerare alla luce della Pasqua. Riconosciamo che ci è stato dato l’impegno di coltivare e custodire la terra, ma anche la forza per vivere la missione dell’agricoltore contrastando l’egoismo che facilmente inquina il nostro cuore. La Scrittura ci invita ad essere quasi “amministratori” al posto di Dio stesso. Questo richiede dagli agricoltori la forza di sopportare gli aspetti faticosi del lavoro e li rende fiduciosi di poter a loro volta avvalersi delle risorse naturali partecipando alla loro salvaguardia. In terzo luogo avvertiamo la responsabilità del collegamento con gli altri agricoltori che condividono le stesse fatiche e difficoltà che noi sopportiamo. Ma poi non si possono dimenticare coloro che sono lontani e abitano le regioni più povere delle nostre: dobbiamo ricordare che pure loro hanno diritto a la-

vorare con soddisfazione e per una utilità comune, e a usufruire dei beni della terra per il loro nutrimento. Vi è poi la solidarietà di Gesù con noi, attuata nella sua scelta di vivere e morire per noi. Vi è per noi l’impegno di riconoscere la solidarietà tra le generazioni; siamo invitati a occuparci dei giovani perché abbiano un lavoro stabile e possano così avviare con speranza la loro Monsignor Giovanni Giudici vita personale e familiare. Anche coloro che verranno dopo di noi dipendono da come abbiamo saputo gestire la terra, le sue potenzialità, i suoi frutti.

Il Signore saprà aiutarci perché ci fidiamo di Lui. Giovanni Giudici vescovo di Pavia

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Buonaterra ... storiaccia di risaia! Lino Veneroni, scrittore giornalista e pavese, ci propone una nuova avventura nella terra che ama, tra l’afa, la nebbia e il fascino delle risaie. Una storia a cavallo tra l’agricoltura di una volta e quella moderna, ambientata in Lomellina, paese di riso e nel pese del riso, la Tailandia. Una storia di uomini e di terra, di conquiste sociali e personali, di fatica di successi e di sconfitte. Uno spaccato della vita che ha creato quello che oggi siamo, quello che caratterizza la nostra pianura, quel fantastico mare a quadretti che Brera ha tante volte raccontato. Un libro da leggere in un fiato, con la nostalgia di chi ricorda o ha vissuto i racconti e la curiosità di chi non sa. Veneroni, insieme a Gabriele, protagonista del libro, raccoglie tra le pagine di Buonaterra l’anima della gente del riso, fatta di coltivazione, lavoro ma soprattutto di passione.

Buonaterra… storiaccia di risaia è in vendita nelle librerie al prezzo di 12 euro. I lettori del Coltivatore Pavese che desiderassero leggere Buonaterra... storiaccia di risaia, possono chiederne una copia presso gli uffici Coldiretti, ad un prezzo scontato del 50%.

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l’aggressione del cemento prossegue inesora abile, in vent’an nni la ceementifi ficazione in Lombardia ha occupato il 15% del territorio. Le nuove infrastrutture, co ome la Bronii Moortara,, increm men ntano ill consumo di verde

La morsa dell’asfalto Se eco cond nd do ilil rap appo port ort r o 20 2011 11 del 11 e Cen entr tro o di riccer erca ca a cco ons nsum umii del de el ssu uollo (C (Crc rcs) rc s) dal s) al 199 999 al 200 0 7 so sono no stat st stat a i pe pers ers r i in Lomba om o mba bard rdia rd ia olttre 43 mi mila etttar a i di d aree ar ee agr ee g ic icol ole. ol le. e. Ogn ni giiorrno o, ne nell elll a nost nostra no stra reg st egio io one e, l are le ee ur urba b ne n sot o tr trag ag ggo g no 117 milila a me metr trri qu quad adra ad ra-ra ti allll’a ti ’agr ’a gric gr icol ic oltu ol tura tu ra,, pa ra pari ri a olt ltre re 500 met etri ri qua uad drat drat ai perr og pe ogni ni abi bita tant ta nte. nt e. “No on po poss ssia ss iamo ia mo con onti tinu ti nuar nu are su q es qu esta t str ta trad ad da – ha dic ichi hiar hi arat ar a o Gi at Gius usep us eppe ep p Ghe pe ezz zzi, prresid i en e te del ellla Col o di dire rett t i di Pavia – è come se sparisssero ogn g i giorno i terreni di due aziende ag griico cole le.. Se Senza la l terrra non finis isce ce sol olo o l’lag agrico colltu tura ura, ma anc nche he l’a amb mbie ient ent nte, e, lo sv svililup lup uppo po eco cono nomi no mico mi co,, co la produzione di cibo e i servizi servizi. Possibile che non ci si renda conto che stiamo consumando un patrimonio unico che appartiene a tutti? Poi cosa ci resterà? Solo asfalto e cemento”. “Pavia , che tra le province lombarde è tra le meno danneggiate dalla cementificazione selvaggia, classificandosi al penultimo posto di questa gara al massacro e lasciandosi alle spalle solo Sondrio per evidenti motivi geografici, si colloca ad un consumo del territorio pari al 9 per cento del totale – prosegue

ili Pre esi side de ent ned dii Col oldiirett retti re ttti - ma ma sta a rap pidam id dam men ente nte scca ala lan nd do popo osizi sizi si zion o ii.. Ogni gn ni an anno n ,n ne egl g i ul u ti timi mi 20 so mi sono ono sta tattii cem men enti enti tifica cati 5 me etr tri qu tri quad adra ad dra rati di su upe errfi fi ficcie e per e ogn gnii ci c tttad adiin ino d de ellla prov prov pr ovin in nci cia a di Pav di avia ia.. C ia Co ome e se an nnual nu ual a me m nte ntte ve veni n ss s er ero o as asfa falt fa lttat atii 42 426 6 ca camp mpi mp mpi di cal di alci cio” ci o .Ap o” po occo o ser ervo rvo von no o i rim mbo orssi de d gli glli esspr p opri op pri ri se po p i ili d nn da no ch he ne con onse s gu se gue è di d gra an lu lung nga a ma agg ggio iio ore per l’iimp m re rees agr sa g ic gr icol ola la e pe er l’l’in in nte era a com o un unit ità” à” Mo à”. à” M ltto si è dib ibat attu at tu uto t ed è argo gome ent n o di est s re rema ma a att ttua ttua ualililità t , la rea tà e lilizz zzza zzaz azzio ione ne del e la a bre rete t lllla te a auto ost s ra rada dale e Broni Morrta tara a. “S “Sii tr trat atta at ta di un ta n pro oge gettto – comment me nta a il dir iret e tore e della a Coldiretti dii Pavia Giovanni Ro onc ncal alli li - di cui u non on abb b ia amo ancor o a pe percepito o fino in fond do la ver era a util ut til ilit i à. Certo it to è che h la su ua re real aliz al izzazi izza zion ion one e po port rterà à un na nu uov va sottrazione di territorio alle campagne, campagne al verde e alle coltivazioni. Abbiamo ben presente i problemi di viabilità verso e dalla Lomellina, ma siamo certi che la realizzazione di una nuova autostrada sia soluzione ottimale?”. Coldiretti sta costituendo un’idonea struttura tecnica che avvalendosi della collaborazione sia delle risorse regionali, sia di adeguate consulenze legali, fornirà alle aziende associate le necessarie risposte alle comunicazioni e alle iniziative legate alla realizzazione della Broni Mortara.

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Informazione Pubblicitaria

Pranzo di Natale

Un istituto di credito che vuole essere “banca del territorio” deve occuparsi di agricoltura. UniCredit da oltre cinque anni sostiene il settore agricolo della provincia pavese con Linea Agricoltura, una gamma di prodotti edicati alle esigenze ½nanziarie delle imprese agricole presenti sul territorio nazionale. I tempi di rientro degli investimenti dilatati e diversi fattori esterni che possono in¾uenzare negativamente la produzione, come il clima e le epidemie, richiedono, infatti, prodotti mirati che vadano incontro ai bisogni del singolo imprenditore e siano tarati su un ciclo produttivo che a volte richiede più anni prima di dare incassi. Il ciclo produttivo di un’impresa agricola, infatti, differisce sostanzialmente da quello delle altre aziende ed è piuttosto eterogeneo a seconda del particolare settore di attività. I prodotti di Linea Agricoltura cercano di soddisfare le diverse esigenze dell’imprenditore, dall’acquisto di terreni, macchine e bestiame, al miglioramento di terreni e fabbricati ½no al riequilibrio ½nanziario e all’anticipo dei contributi, attraverso una serie di muti e ½nanziamenti dedicati. UniCredit è convinta, inoltre, che la comprensione delle speci½cità dell’impresa agricola inizi ancor prima del prodotto. Nella maggior parte dei casi questo tipo di aziende non ha documenti di bilancio. Per questo

motivo, anche sul territorio di Pavia e provincia, la Banca mette a disposizione un modello di intervista che guida il contatto tra gli operatori della rete e gli imprenditori. In questo modo possono essere raccolte tutte le informazioni necessarie all’individuazione di un corretto piano di ½nanziamento. Diverse le iniziative realizzate da UniCredit a sostegno del comparto agricolo, l’ultima in ordine di tempo ha coinvolto anche la Regione Lombardia. “Nel mese di novembre 2010 – afferma Marco Nodari, direttore commerciale per l’area di Pavia e Lodi del Network Famiglie e Pmi di UniCredit - è stata stipulata la convenzione con Finlombarda S.p.A., la ½nanziaria di Regione Lombardia, per sostenere il fabbisogno ½nanziario che l’impresa agricola può destinare ai bisogni di funzionamento. Tramite quest’accordo è possibile abbattere il tasso applicato al ½nanziamento, limitatamente all’importo ammesso all’agevolazione, che va da 20 mila a 100 mila euro, nella misura del 2% annuo. Il contributo – conclude Nodari - è erogato in unica soluzione e in via anticipata all’impresa, entro 60 giorni dall’ammissione all’intervento ½nanziario per il tramite della Banca che provvede al relativo accredito. Le imprese interessate possono aderire all’iniziativa entro quest’anno, in quanto il bando scade a dicembre 2011”.


di Att ttililio io Barbier erii

Parla l’importatore cinese:

“Dovete vendere una zona, non il marchio” Quando si dice la riconoscibilità dei prodotti... Il quotidiano La Provincia Pavese ha pubblicato un’intervista a Fan Guang, cinese, direttore generale della Wuhu Golden Sky,  una società costituita a Whu, città prefettura nel nors est della Cina dal Consorzio Pavia Export (il nome è inglese perché la legge locale non consente di utilizzare denominazioni italiane). A lui un buon numero di aziende pavesi ha affidato il compito di aprire il mercato dell’ex Celeste Impero ai prodotti che si fanno da queste parti. «È difficile vendere Pavia: non si riesce ancora a presentare bene cosa faccia», ha dichiarato alla Provincia Pavese. «D’accordo, il vino è buono», aggiunge, «ma se devo vendere una bottiglia non posso dire: bevila, perché è dell’Oltrepò. Cos’è l’Oltrepò?». I produttori di Bonarda, Spumante e Pinot Nero possono consolarsi: non è che vada meglio ad altre zone vinicole che propongono etichette ben più note rispetto alle nostre (parlo al plurale perché sono vogherese di nascita e abito in Valle Staffora). «Sono stato al Vinitaly», aggiunge mister Guang, «e mi sono accorto che non è solo un vostro problema. Padiglione del Brunello, tanti stand, settanta aziende. Ognuno a dire: prendi il mio vino. Ma il problema è vendere una zona, non un marchio». L’esatto contrario di quanto vanno predicando le industrie alimentari che stanno conducendo una crociata contro l’etichetta d’origine: fidatevi di noi e del nostro nome, dicono, il resto non conta. La realtà è un’altra. Non sono sufficienti neppure le Doc: sui mercati internazionali chi compra va alla ricerca della riconoscibilità dei prodotti in rapporto alla loro terra d’origine. Che oltretutto deve essere nota e apprezzata. Dunque stiamo sbaglian-

do tutto. E non penso soltanto al vino. Dimenticandoci per un attimo le implicazioni a livello di marketing e comunicazione che ciò comporta, vien da pensare che la tracciabilità, la trasperenza sull’origine siano davvero l’elemento che può fare la differenza. Può sembrare strano che a pretenderle sia la Cina, patria indiscussa del falso e dell’imitazione, ma è così. Di recente Pechino ha chiesto e ottenuto dall’Europa il riconoscimento Igp (Indicazione geografica protetta) per la mela Shaanxi Ping Puo e per i vermicelli Longkou Fen Si. Quando ammetteremo che l’origine, il terroir, dei prodotti alimentari è l’elemento vincente in tutto il mondo (a cominciare da casa nostra) forse sarà troppo tardi.

ETICHETTOPOLI | 31


Prodotti fitosanitari

Nuove norme per patentino e quaderno di campagna A seguito della nuova legislazione comunitaria emanata nel 2009 sull’utilizzo dei prodotti fitosanitari è in corso di revisione, da parte del Ministero della Salute e del Ministero delle Politiche Agricole, il Dpr 290/91 che disciplina il rilascio dell’autorizzazioni per la vendita dei prodotti fitosanitari, del patentino per l’acquisto e l’uso e il registro dei trattamenti (il cosiddetto quaderno di campagna). Si tratta di adempimenti molto importanti per garantire la salute degli agricoltori che utilizzano tali prodotti e contemporaneamente quella dei consumatori. In merito al rilascio del patentino, le norme attualmente previste saranno modificate nell’ambito del decreto legislativo che sarà emanato entro l’anno in attuazione alle direttive comunitarie. Le modifiche in discussione prevedono che i certificati di abilitazione all’utilizzo e all’acquisto vengano rilasciati dalla Regione previo accertamento del possesso dei requisiti

previsti. Resta valido per cinque anni ed alla scadenza viene rinnovato, a richiesta del titolare. Una prima novità riguarda l’abolizione dell’esame per il rinnovo: il patentino viene rinnovato ogni cinque anni a seguito della frequentazione, da parte dall’acquirente/utilizzatore di un corso di aggiornamento in seguito al quale non sarà più tenuto a svolgere l’esame finale che, invece, resta obbligatorio per chi richiede, per la prima volta, l’autorizzazione all’acquisto. Il registro dei trattamenti deve riportare: i dati anagrafici relativi all’azienda; la denominazione della coltura trattata e la relativa estensione espressa in ettari, la data del trattamento, il prodotto e la relativa quantità impiegata, espressa in chilogrammi o litri, nonché l’avversità che ha reso necessario il trattamento. Il registro dei trattamenti può essere compilato anche dall’utilizzatore dei prodotti fitosanitari diverso dal titolare dell’azienda; in questo caso il titolare deve sottoscriverlo al termine dell’anno solare. Un’importante novità della proposta di legge è che gli utilizzatori di prodotti fitosanitari possono avvalersi, per la compilazione del registro dei trattamenti, dei Centri di Assi-

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H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10 H.10

→ →BOCCAGLIO BOCCAGLIO PRESS.GETTO PRESS.GETTO

D.30 D.30 D.32 D.32 D.34 D.34 D.34 D.34 D.36 D.36 D.36 D.36 D.38 D.38 D.38 D.38 D.40 D.40 D.42 D.42 D.42 D.42

H.6 H.6 H.6 H.6 H.6 H.6 H.7 H.7 H.6 H.6 H.7 H.7 H.6 H.6 H.7 H.7 H.6 H.6 H.6 H.6 H.7 H.7

LITRI

1440 1636 1850 2006 1988 2173 2242 2423 2455 2706 2960

GITTATA GITTATA

MT. MT. MT. MT. MT. MT. MT. MT. MT. MT. MT.

59 59 60 60 62 62 65 65 65 65 69 69 67 67 71 71 68 68 70 70 70 70

CONS.Kg\ora CONS.Kg\ora

6.8 6.8 7.3 7.3 8.0 8.0 8.4 8.4 8.4 8.4 9.3 9.3 10.2 10.2 11.2 11.2 11.5 11.5 12.1 12.1 13.3 13.3

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Sanzioni per chi viola l’anagrafe equina

stenza Agricola (CAA), previa notifica alla ASL di competenza. Restano esenti dalla compilazione del quaderno di campagna i soggetti che utilizzano prodotti fitosanitari esclusivamente in orti e giardini familiari il cui raccolto è destinato al consumo proprio. Siamo invece in attesa delle proposte di norma che dovranno applicare gli articoli della direttiva comunitaria che prevedono il ridotto utilizzo dei prodotti fitosanitari nelle aree protette e nelle aree Natura 2000.

Al via le sanzioni per chi viola il Regolamento comunitario n.504/2008 sui metodi di identificazione degli equidi e della gestione dell’anagrafe equina da parte dell’Unire. Le nuove norme sono contenute nel Decreto Legislativo n.29 del 16 febbraio 2011 recentemente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. In base al decreto, chiunque detenga equidi non in regola con gli obblighi di identificazione, rischia di incorrere in una multa che va: • •

da 300 a 1.500 euro per ogni capo non regolarmente identificato delle specie diverse dal cavallo e degli ibridi; da 900 euro a 4.500 euro per ogni capo non regolarmente identificato della specie equina.

Inoltre, il proprietario di un equide o il detentore che sposti dall’azienda o introduca in essa un equide non in regola con l’identificazione senza che sia accompagnato dal passaporto e dal documento di provenienza (o modello IV), è soggetto al pagamento di una sanzione fino a 1.800 euro per ogni capo.

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Via libera al Decreto Energia

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il decreto legislativo sulle energie rinnovabili varato dal Consiglio dei ministri del 3 marzo scorso. Aspettando la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ecco le principali novità del provvedimento.

Biomasse Con soddisfazione dell’associazione le Fattorie del Sole-Coldiretti, si amplia il concetto di biomassa a favore delle attività connesse agricole. L’obiettivo è ora quello di diversificare gli incentivi per tipologia di biomassa. Infatti per biomassa incentivata si intende “la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’acquacoltura, gli sfalci e le  potature provenienti dal verde pubblico e privato, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani”.

Fotovoltaico Eliminato il tetto di 8.000 Megawatt (MW) per il fotovoltaico (oltre i quali sarebbe stata sospesa l’erogazione di incentivi), e previsto un quarto conto energia dal 1° giugno 2011. Il nuovo decreto sarà predisposto tra il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente . Dalla data di entrata in vigore del presente decreto per gli impianti fotovoltaici su terreni agricoli gli incentivi saranno concessi a condizione che la potenza nominale di ciascun impianto non sia superiore a 1 MW e, nel caso di terreni appartenenti al medesimo proprie-

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tario, gli impianti siano collocati ad una distanza non inferiore a 2 chilometri e che non sia destinato all’installazione degli impianti più del 10% della superficie del terreno agricolo nella disponibilità del proponente. I limiti non si applicano ai terreni abbandonati da almeno cinque anni. Sono esclusi gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole che hanno conseguito il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore del presente decreto o per i quali sia stata presentata richiesta per il conseguimento del titolo entro il 1° gennaio 2011, a condizione in ogni caso che l’impianto entri in esercizio entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

Biogas e biometano Al fine di favorire l’utilizzo del biometano nei trasporti, le regioni prevedono specifiche semplificazioni per il procedimento di autorizzazione alla realizzazione di nuovi impianti di distribuzione di metano e di adeguamento di quelli esistenti ai fini della distribuzione del metano. gli impianti di distribuzione di metano e le condotte di allacciamento che li collegano alla rete esistente dei metanodotti sono dichiarati opere di pubblica utilità e rivestono carattere di indifferibilità e di urgenza.  Per biogas, biomasse e bioliquidi sostenibili l’incentivo dovrà tenere conto della tracciabilità e della provenienza della materia prima, nonché dell’esigenza di destinare prioritariamente: le biomasse legnose trattate per via esclusivamente meccanica all’utilizzo termico; i bioliquidi sostenibili all’utilizzo per i trasporti; il biometano all’immissione nella rete del gas na-

TECNICO


...ecco tutte le novità turale e all’utilizzo nei trasporti. Inoltre per biogas, biomasse e bioliquidi sostenibili, in aggiunta l’incentivo è finalizzato a promuovere: l’uso efficiente di rifiuti e sottoprodotti, di biogas da reflui zootecnici o da sottoprodotti delle attività agricole, agro-alimentari, agroindustriali, di allevamento e forestali, di prodotti ottenuti da coltivazioni dedicate non alimentari, nonché di biomasse e bioliquidi sostenibili e biogas da filiere corte, contratti quadri e da intese di filiera; la realizzazione di impianti operanti in cogenerazione; la realizzazione e l’esercizio, da parte di imprenditori agricoli, di impianti alimentati da biomasse e biogas asserviti alle attività agricole, in particolare di micro e minicogenerazione, nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato.

Solare termico Gli interventi di installazione di impianti solari termici possono essere considerati attività ad edilizia libera. Per i Certificati verdi, il costo massimo consentito per il ritiro da parte del Gse dei titoli in eccesso è del 78% rispetto a quanto stabilito dalla Finanziaria 2008, con una riduzione quindi del 22%. Questo significa che il prezzo di ritiro dei CV da parte del GSE sarà effettuato ad un prezzo di circa 88 euro/MWh.

ziali i rifacimenti parziali e quelli totali che non modifichino la potenza termica installata e il combustibile rinnovabile utilizzato.

Cumulabilità La cumulabilità è risultato importante per il settore agricolo, infatti per i soli impianti di potenza elettrica fino a 1 MW, di proprietà di aziende agricole o gestiti in connessione con aziende agricole, agro-alimentari, di allevamento e forestali, alimentati da biogas, biomasse e bioliquidi sostenibili, a decorrere dall’entrata in esercizio commerciale, con altri incentivi pubblici non eccedenti il 40% del costo dell’investimento. Infine per gli impianti cogenerativi e trigenerativi alimentati da fonte solare ovvero da biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ivi inclusi i sottoprodotti, ottenuti nell’ambito di intese di filiera o contratti quadro ai sensi degli articoli 9 e 10 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, oppure di filiere corte, cioè ottenuti entro un raggio di 70 chilometri dall’impianto che li utilizza per produrre energia elettrica, a decorrere dall’entrata in esercizio commerciale, con altri incentivi pubblici non eccedenti il 40% del costo dell’investimento.

Cambiano anche le norme sui Rifacimenti. Per gli impianti a biomassa, bioliquidi e biogas non sono considerati sostan-

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CreditAgri una risposta al credito In seno a Coldiretti nasce un Confidi nazionale agroalimentare CreditAgri Italia, s.c.p.a, costituito il 23 novembre 2010 con un atto di fusione per incorporazione, è un ente di garanzia fidi ed assistenza tecnica e finanziaria, il primo Consorzio fidi nazionale per il settore agroalimentare. Coldiretti ha promosso il nuovo organismo, convenzionato con 140 istituti di credito, che vanta una base sociale di 12mila imprese, un giro di finanziamenti di 1,3 miliardi di euro con un milione di imprese agricole italiane come clienti potenziali. Si tratta del risultato dell’aggregazione di otto confidi territoriali promossi da Coldiretti, così da fornire un maggior valore aggiunto attraverso la pianificazione e l’attuazione di interventi di garanzia in linea con le disposizioni introdotte dall’accordo di Basilea II. Un percorso aggregativo unico nel suo genere, dal quale ha preso forma un colosso della garanzia mutualistica, che nella veste di società cooperativa per azioni costituisce il più articolato Ente di garanzia fidi italiano operante in agricoltura con i requisiti formali e sostanziali dei Confidi ex art. 107 del Testo Unico Bancario. L’obbiettivo, è migliorare e arricchire

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l’offerta dei servizi proposti alle aziende, grazie a un costante rapporto col sistema bancario, attraverso prodotti appositamente pensati e costruiti per rispondere alle esigenze del settore agricolo. CreditAgri Italia, si pone nei confronti delle banche come sistema unico di riferimento del mondo agricolo, potendo contare su convenzioni, procedure, prodotti e modelli di valutazione unici in tutto il territorio nazionale. Crediagri svolgerà al meglio il compito di sviluppare politiche di tipo creditizio, per permettere alle imprese di crescere, svilupparsi e soprattutto di cogliere le opportunità attraverso nuovi modelli di business e di gestione delle dinamiche finanziarie delle imprese agricole ed agroalimentari. CreditAgri Italia è una Cooperativa di garanzia fidi, assistenza e consulenza tecnico – finanziaria in agricoltura che si occupa in modo specialistico, con una rete di risorse professionali dedicate e altamente qualificate, di Credito Agrario e Finanza d’Impresa a vantaggio delle imprese agricole. Lo scopo è favorire l’accesso al credito ordinario e agevolato, incentivando lo sviluppo con prodotti dedicati e un servizio di accompagnamento e consulenza personalizzata in ambito finanziario e creditizio, in modo da sostenere i progetti di investimento. Il responsabile Provinciale Pietro Migliavacca e gli Uffici Zona della Coldiretti sono a disposizione degli interessati per informazioni, chiarimenti e consulenze specifiche.

CREDITO


Assemblea nazionale Giovani Impresa A differenza delle passate edizioni la prossima assemblea presenterà importati novità: Innanzitutto sarà aperta non soltanto ai delegati di ogni singola provincia e regione ma anche a tutti i giovani che vorranno partecipare. Inoltre, per la prima volta nella storia, all’assemblea presenzieranno alcune tra le più alte cariche dello Stato. Sono infatti confermate le presenze del Presidente della Repubblica Italiana on. Giorgio Napolitano, del Ministro della Giustizia on. Angelino Alfano, il Ministro delle attività produttive Maurizio Sacconi e non ultima quella del neoministro dell’Agricoltura on. Francesco Saverio Romano. Proprio la partecipazione delle autorità sarà di particolare importanza affinché le problematiche, le aspettative e i sogni dei giovani agricoltori, attraverso la loro voce, giungano diret-

Il 17 maggio è convocata a Roma, presso l’auditorium della musica l’assemblea annuale di Giovani Impresa.

tamente all’attenzione di chi guida e governa il Paese. Dato l’alto profilo istituzionale è fondamentale che, come tutte le altre provincie d’Italia e in particolare lombarde, anche la nostra dia il suo fondamentale contributo. All’assemblea possono partecipare tutti i ragazzi interessati, la partenza è prevista in pullman la sera del 16 maggio, il rientro in serata del giorno successivo. Gli interessati a partecipare possono contattare le zone o la segreteria del giovanile al 0382 3768213 o 3768250 o per e.mail a

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Suinicoltura DOP

Guadagnano tutti tranne gli allevatori! Nel 2011 prosegue la crisi del suino pesante del circuito Dop, con una quotazione media 1,27 euro nelle prime dieci settimane dell’anno ed una media di prezzo liquidato tra 1,31 e i 1,35 euro/kg. Dopo l’aumento del prezzo dei cereali da luglio 2010, il costo di alimentazione medio ha raggiunto 1,13 euro/kg. Se si aggiungono manodopera e spese relative ai medicinali e alle manutenzioni ordinarie (senza quindi considerare l’ammortamento e gli interessi bancari passivi), i costi medi sono di circa 1,40 euro/ kg. Nel primo bimestre 2011 la perdita per capo, prodotto da un allevamento di consistenza media, varia tra circa i 18 euro e 30 euro. Ma la questione non sta nel migliorare la gestione dell’allevamento con un aumento della produttività delle scrofe (nati/ svezzati - nati/venduti) e nell’ottimizzazione degli indici di conversione del mangime nelle varie fasi di allevamento. La nostra suinicoltura ha in ogni caso costi nettamente superiori a quella dei Paesi concorrenti, perché deve rispettare i rigidi vincoli dettati dai disciplinari di produzione del circuito Dop. Ma il resto degli attori della filiera in che situazione si trovano? Se sostanzialmente il prezzo della carne suina e dei salumi rimane stabile anzi aumenta soprattutto per i secondi, come mai non si riesce ad uscire da questa situazione? E ancora, come mai non si riescono a valorizzare i grandi salumi Dop? Per quale motivo si utilizza molta carne suina di

provenienza estera per la produzione di salumi Igp? Tenendo conto dei propri costi operativi, l’industria di macellazione si avvantaggia della rigidità dei contratti di fornitura dei suini per comprimerne ogni possibile aumento di prezzo, mentre spesso rinuncia ad una migliore valorizzazione commerciale dei tagli destinati al consumo fresco (lombi). Questo stato di cose fa sì che pur in uno scenario tendenzialmente favorevole per l’aumento delle quotazioni, l’attività di fissazione anticipata del prezzo della Commissione unica nazionale sia fortemente condizionato e sia il frutto di una serie di compromessi tra le parti, senza alcuna aderenza alle dinamiche della domanda e dell’offerta. In particolare il prezzo non tiene nella dovuta considerazione il valore aggiunto da attribuire al suino Dop. Dai dati in nostro possesso risulta chiaramente che, considerando un costo alla macellazione per suino di 35/40 euro, i macelli italiani mediamente hanno sempre guadagnato; mentre gli allevamenti nel periodo 2006-2010 hanno prodotto a prezzi inferiori ai costi totali e negli anni 2007 e 2010 non sono riusciti neppure a remunerare i costi espliciti. Questo scenario mina la sostenibilità del circuito Dop, e determina la contrazione del nostro patrimonio scrofe e l’abbandono di un sistema produttivo basato su una vasta rete di imprese agricole. Infatti, è sempre più reale la chiusura degli allevamenti o in alternativa il passaggio alla conduzione in soccida, con gruppi di mangimisti che garantiscono, almeno fino ad oggi, il mantenimento delle strutture e la remunerazione parziale del lavoro famigliare: un modello già visto nel settore avicolo.

SUINICOLTURA | 39


Nuovi servizi per gli associati

Coldiretti amplia la propria offerta dei Servizi alle Persone mettendo a disposizione delle aziende agricole e di tutti coloro che ne faranno richiesta, due nuove attività di assistenza. Si tratta dei servizi rivolti, in generale, • ai lavoratori extracomunitari • alla assunzione di colf e badanti La promozione e la realizzazione di questi due servizi su una materia che interessa direttamente sia le aziende agricole sia le persone che, con sempre maggiore frequenza, ci chiedono di intervenire con una assistenza mirata, vuole, innanzitutto, risolvere i problemi che si incontrano nella compilazione e nell’inoltro delle pratiche burocratiche e nella successiva gestione del rapporto di lavoro con i lavoratori extracomunitari. Un’ opportunità in più a disposizione degli imprenditori e di tutti i cittadini che non dovranno più perdere tempo presso gli Enti pubblici, compilare moduli spesso incomprensibili, calcolare i contributi da versare, compilare bollettini, ecc.; con una sola visita presso gli Uffici Coldiretti potranno avere tutta la consulenza necessaria e svolgere, comodamente, tutti gli impegni amministrativi previsti dalle normative. Vediamo, nel dettaglio, quali tipologie di pratiche è possibile svolgere presso gli Uffici Coldiretti:

Lavoratori extracomunitari Il servizio prevede: • Consulenza sulla normativa relativa ai lavoratori extracomunitari; • Richiesta permesso di soggiorno; • Rinnovo permesso di soggiorno; • Conversione permesso di soggiorno; • Richiesta carta di soggiorno; • Ricongiungimento familiare; • Richiesta flussi. Il servizio comprende la predisposizione della documentazione prevista, l’invio telematico delle richieste e l’assistenza presso la Questura e lo Sportello Unico della Immigrazione della Prefettura.

Sconti sugli esami diagnostici per i pensionati della Coldiretti Prosegue la campagna da parte dell’Associazione Pensionati di sottoscrizione di specifiche Convenzioni con strutture sanitarie per consentire ai propri soci di usufruire di visite mediche o effettuare esami diagnostici a prezzi convenzionati. Dopo la Convenzione sottoscritta con le Terme di Salice per le cure termali, è stato sottoscritto un nuovo accordo con il Centro Medico Ecografico Clastmed di Casteggio per permettere ai pensionati Coldiretti di effettuare gli esami medici ed i controlli sanitari usufruendo di tariffe agevolate ed avendo una corsia preferenziale per gli appuntamenti. Vediamo, di seguito, i medici e i servizi convenzionati: Davide Lonati, tossicologia; Rubina Ruggero, Giovanni Morone, Antonio Parziale, Tata Ngnitejeu chirurgia generale e mini invasiva; Luigi La Manna, chirurgia endocrinologica; Lea Regolo, chirurgia senologica; Carlo Abbiati, diagnosi ecografica; Abramo Cerritello, angiologia ecocolordoppler; Carlo Cattaneo, Pneumologia; Davide Rovati, chirurgia ortopedica ortopedia; Vittorio Marenzi,medicina interna; Giovanni Maconi, gastroenterologia; Maurizio Xausa Pavesi, oculistica; Antonio Salomoni, endocrinologia; Marco Ferlini, cardiologia; Paolo Carena, otorinolaringoiatria; Michela Antonietti, dermatologia; Antonio Gentile, urologia; Federica Cignoli, dietologia; Pietro Tosca, neurologia psichiatria; Carmen Sauta,ginecologia ostetricia; Annamaria Tassorelli, fisioterapia riabilitativa; Caterina Ricupero, urologia andrologia; Massimo Vincitorio, omeopatia agopuntura; Sara Giugni, psicologia. Chiunque fosse interessato o volesse conoscere le singole tariffe può rivolgersi agli uffici Epaca presso le sedi Coldiretti. Le tariffe agevolate sono riconosciute e applicate ai pensionati che hanno sottoscritto la delega a favore della Federpensionati Coldiretti. Segnaliamo, inoltre, che il Poliambulatorio Clastmed si trova a Casteggio in piazza Cavour 27 tel. 0383- 804649

Servizio colf e badanti Il servizio prevede: • Consulenza sulla normativa relativa alla assunzione di Colf e Badanti e al Contratto di Lavoro da applicare; • Inoltro telematico all’Inps della domanda di assunzione/variazione/cessazione rapporto lavoro; • Calcolo e compilazione dei bollettini di pagamento dei contributi previdenziali; • Compilazione busta paga.

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Si invitano tutti gli interessati a prendere contatto con l’Ufficio Provinciale Epaca per ricevere tutte le informazioni necessarie e per la compilazione delle pratiche previste.

EPACA


Riscatto della laurea: quando conviene Spesso si rivolgono agli Uffici Epaca persone che, avendo chiesto informazioni sul riscatto della laurea, hanno ricevuto informazioni generiche e spesso incomplete. Ciò è dovuto alla difficoltà di stabilire se convenga o meno recuperare i contributi legati al periodo di studio all’Università in quanto vi sono numerose variabili ed incognite che non consentono, a volte, di fornire risposte certe ed univoche alle domande che ci vengono rivolte. Tuttavia è possibile dare alcune indicazioni di massima in grado di orientare gli interessati sulla normativa attualmente in vigore. Il riscatto del corso legale di laurea è una possibilità offerta non solo ai lavoratori dipendenti e autonomi (coltivatori diretti, coloni o mezzadri, artigiani e commercianti), ma anche a coloro che non abbiano ancora mai svolto un’attività lavorativa e non siano mai stati iscritti ad una forma pensionistica. Tali periodi, una volta riscattati, sono equiparati ai periodi lavorativi e valgono a tutti gli effetti pensionistici, sono validi sia per maturare il diritto a qualsiasi pensione, sia per incrementarne l’importo. Per il riscatto di tali contributi è necessario aver conseguito il diploma di laurea o titoli equiparati. Il riscatto può riguardare l’intera durata del corso legale o periodi parziali ed è anche possibile riscattare anche due o più corsi di laurea.

Costi

La parte sulla quale si addensano i maggiori dubbi circa la convenienza o meno di riscattare il corso di laurea, è, senza dubbio, quella relativa ai costi da sostenere. I costi variano in relazione alla collocazione temporale degli anni di studio che si vogliono riscattare (se precedenti o successivi al 31.12.1995). Quando gli anni da riscattare si collocano entro il 31 dicembre 1995, la somma da versare si calcola applicando dei coefficienti, che

variano in relazione al sesso, all’età e all’anzianità contributiva al momento della domanda, nonché all’incidenza che il periodo riscattato ha sull’importo di pensione. Per i periodi successivi al 1° gennaio 1996, il costo del riscatto è dato dal reddito di lavoro (o retribuzione per i dipendenti) degli ultimi 12 mesi moltiplicato per l’aliquota contributiva vigente nel regime di previdenza in cui si è iscritti. Il costo complessivo si ottiene, quindi, moltiplicando il risultato ottenuto per il numero di anni da riscattare. Più semplice il calcolo del costo del riscatto che devono sostenere i soggetti inoccupati: la somma da versare in questo caso viene infatti determinata sulla base di un parametro uguale per tutti (per il 2011 riscattare un anno di università costerà 4.802,16 euro).

Agevolazioni

Il pagamento del riscatto laurea può essere dilazionato fino a 120 rate mensili (dieci anni) senza interessi. I soggetti che chiedono il riscatto della laurea possono, inoltre, usufruire di una notevole agevolazione fiscale, in quanto le somme pagate sono interamente deducibili dal reddito. Qualora, invece, sia il genitore a pagare il riscatto per il figlio inoccupato e a carico (o anche un altro familiare di cui l’interessato risulti fiscalmente a carico), questi può beneficiare di una detrazione di imposta pari al 19% dell’importo versato. Per una consulenza personalizzata e gratuita sull’eventuale convenienza a riscattare la laurea al fine di anticipare i tempi della pensione e/o per avere una rendita più elevata, raccomandiamo a tutti gli interessati di rivolgersi al Patronato Epaca.

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Le polizze in portafoglio

le tradizionali • globale agricoltura • la polizza per l’azienda agricola • integra • la polizza infortuni • plurima • la polizza per la casa • a tutto campo (la polizza R.C. auto per l’agricoltore)

le nuove energie • solaria

(la polizza per l’impianto fotovoltaico)

• biogas impianti le agevolate • grandine • bestiame

le pensionistiche e gli investimenti menti • flexi fata • fata extra lifee • fata futuro attivo • fata classic • fata premium

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Assiagripavia nasce un “asso” in campo assicurativo È ufficialmente nata lo scorso 11 aprile, ASSIAGRIPAVIA S.r.l.

una realtà in costante divenire, la società ha pensato

la società partecipata dal Consorzio Agrario e Coldiretti che

anche ai proprietari di Aziende Agrituristiche, che

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Questi sono solo alcuni esempi del ventaglio di pro-

e riservata all’azienda agricola. Innovativa, flessibile e modu-

dotti che oggi FATA può offrire agli Associati Col-

lare, Globale Agricoltura viene costruita di volta in volta sulle

diretti.

specifiche esigenze di ogni singola azienda e tutela l’imprenditore agricolo in ogni fase del processo produttivo: a partire dalla semina fino alla lavorazione, senza dimenticare la raccolta, sino ad arrivare alla trasformazione, così come lo stoccaggio e la vendita dei diversi prodotti. Per venire incontro a

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi presso tutti gli uffici di zona Coldiretti.


Visita alle Dighe del Panperduto l’Associazione Pensionati ha programmato per il mese di maggio una visita alle dighe del Panperduto a Somma Lombardo in provincia di Varese. Si tratta di un monumento idraulico del XIX secolo, inaugurato il 28 aprile 1884. Un sito unico dal punto di vista ambientale e culturale, inserito nel parco del Ticino ma poco valorizzato rispetto alla sua bellezza ed importanza. Per far conoscere questa opera di ingegneria, l’Associazione Pensionati organizza:

la Visita alle DIGHE del PANPERDUTO sabato 21

maggio 2011

l’organizzazione del viaggio prevede:

• il trasferimento in pullman da Pavia a Somma Lombardo • la visita guidata alle dighe • il pranzo

Il costo a carico di ciascun partecipante è di Euro 40 per le iscrizioni rivolgersi agli uffici di appartenenza


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Coltivatore Pavese Aprile 2011