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Istituto Tecnico Economico e Tecnologico "G.P. Pizzini" Viale della LibertĂ - Paola (CS) - tel. 0982582613 - fax 0982509908

A.S. 2011/2012 II annualitĂ


Indice:  Introduzione Didattica laboratoriale Cataloghi Lo Stage Considerazioni finali.


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Questo tipo di carta intestata è stata poi utilizzata per ordinativo merci e comunicazioni esterne ed interne.


Un buon viaggio è la consapevolezza di lasciare che i tuoi pensieri si trasformino in immagini reali che hai sempre sognato

ITINERARIO: PAOLA, SAN LUCIDO, FIUMEFREDDO BRUZIO


1° giorno: Torino/ Milano/ Bologna/Firenze - Paola Arrivo alla stazione ferroviaria di Paola alle ore 19:00, accoglienza del gruppo. Trasferimento con bus in hotel “Sole” e sistemazione. Cena e pernottamento. 2° giorno: Colazione in hotel, segue visita guidate presso il Santuario di S. Francesco e casa natale del Santo. Pranzo presso il ristorante “Nuvola”. Visita al percorso naturalistico della contrada Badia. Ritorno in hotel, cena e pernottamento. 3° giorno: Colazione in hotel, partenza per San Lucido. Visita guidata del centro storico e dei luoghi più significativi dal punto di vista culturale. Pranzo in un ristorante del luogo. Visita della “Panoramica” e cena in un ristorante di cucina tipica del luogo. Rientro in hotel per il pernottamento. 4°giorno: Colazione in hotel, partenza per San Lucido. Visita guidata di “Piazza Monumento”, delle Chiese presenti nel centro storico. Pranzo presso un ristorante del luogo. Pomeriggio libero da dedicare allo shopping o ad altre attività. Rientro in hotel per cena e pernottamento. 5°giorno: Colazione in hotel, partenza per Fiumefreddo Bruzio. Visita guidata del centro storico e del Castello medievale. Pranzo in un agriturismo del posto. Pomeriggio dedicato alla visita delle varie chieste del luogo. Ritorno in hotel per cena e pernottamento. 6°giorno: Colazione in hotel, partenza per concludere la visita di Fiumefreddo Bruzio. Visita guidata presso l’Abazia di Fontelaurato, ritorno nel centro storico per la cena. Rientro in hotel per il pernottamento. 7°giorno: Partenza da Paola in mattinata presto per il rientro.


PAOLA Cenni storici. . . Paola ha origini assai remote, soprattutto confuse, perché nessuno storico è riuscito a stabilirne il periodo di nascita e l'etimologia del nome. Lo sviluppo della Città s'identificherà sempre di più nelle vicende di Frate Francesco eremita che raggiunse - per santità e per saggezza - un'importanza europea. Paola nel 1494 e nel 1496 fu proclamata "Città" da Alfonso II e Ferdinando II d'Aragona e tale titolo le fu confermato da Filippo II, Re di Spagna. Il 18 ottobre del 1806, Paola subì l'occupazione da parte dei Francesi, i quali la incendiarono e saccheggiarono il Santuario che restò deserto. Successivamente Paola partecipò al movimento di Garibaldi, ma per la città non passò il Condottiero dei due Mondi, passarono invece, i Garibaldini che ebbero aiuti persino dal Comune e proprio dall'attracco di Paola si imbarcarono le truppe al comando dei generali Nino Bixio e Giacomo Medici per raggiungere Garibaldi a Napoli. Prima che fosse installata la ferrovia Paola-Cosenza (1910 c.a), infatti, presso le rive della Città si svolgeva un traffico di viaggiatori e merci per mezzo di piroscafi provenienti da Napoli e Messina e viceversa. I sovrani del passato,e gli uomini politici di oggi, hanno fatto di Paola un punto di riferimento nella regione, mentre il Pontefice Giovanni Paolo II, nella sua visita pastorale in Calabria (ottobre 1984), ne ha fatto, per due notti consecutive, il luogo del riposo e della preghiera. La Città è gemellata con Frejus (Francia) dal 1983, cinquecento anni dopo che S.Francesco attraverso la cittadina francese, salvandola dalla peste.


IL SANTUARIO DI SAN FRANCESCO. . Davanti al Santuario vi è un ampio piazzale, al limite del quale si erge la facciata principale del tempio. A destra dell'ingresso principale, vi è un arco tramite il quale si accede alla parte laterale del santuario, in cui si trovano l'ampia basilica moderna (inaugurata nel 2000) e la fonte della cucchiarella, alla quale sogliono bere i pellegrini. Accanto a questa è esposta una bomba inesplosa, caduta nel torrente accanto al Santuario durante un bombardamento anglo-americano nel mese di agosto del 1943, che non danneggiò il Santuario. Continuando si accede al Ponte del Diavolo e ad un sentiero al termine del quale si trova un luogo che fu rifugio del Santo nei suoi anni giovanili. Entrando nel Santuario per l'ingresso principale, si accede a due ambienti semi-aperti iniziali. Nel primo sono conservate diverse lapidi, datate fra il XVI ed il XX secolo, che ricordano varie ricorrenze ed eventi riguardanti il Santuario, mentre il secondo è il veropronao della basilica antica: a destra si trova il portale di accesso alla basilica, a sinistra vi è un affaccio sul torrente e sull'adiacente convento, ed avanti vi è l'ingresso al chiostro ed al romitorio del Santo e la cella del beato Nicola.La basilica antica, in stile romanico, risalente al XVI secolo, è composta da un'ampia aula principale piuttosto spoglia e da un'unica navata laterale a destra, lungo la quale si aprono quattro cappellette, che ha il suo culmine nella sontuosa cappella barocca che custodisce le poche reliquie di San Francesco pervenute a Paola, fra cui alcuni suoi abiti e frammenti di ossa. Nel chiostro del Santuario, chiuso verso l'esterno con vetrate, si trova il roseto del Santo, che costituisce oggi un folto giardino, e ospita lungo le sue pareti interne affreschi raffiguranti i principali episodi della vita del Santo, molti dei quali legati a leggende. Adiacente ad esso è il romitorio di San Francesco, un insieme di angusti spazi sotterranei che costituirono il primo nucleo di cenobio per il santo e per i suoi confratelli. Fra il chiostro e la basilica antica si erge il campanile del tempio.


SAN LUCIDO Cenni storici. . Sulla base delle analisi dei reperti archeologici ritrovati in Contrada Palazzi (ora Petralonga) è possibile ipotizzare che San Lucido fosse stato un avamposto greco sul Tirreno fino all'arrivo dei romani retrodatando di fatto l'origine dell' insediamento al V-IV secolo a.C. L'attuale nome fu dato dai monaci basiliani del cenobio di Santa Maria di Persano (del cui convento rimangono alcuni ruderi a circa 2 km dal paese) in onore di un monaco benedettino Lucido di Aquara che vi rimase per un lungo periodo. Al nome di San Lucido sono legate le figure del cardinale Fabrizio Ruffo di Calabria, G.B. Moscato clerico e letterato, Lorenzo Franchino Staffa capitano della legione d'onore di Napoleone Bonaparte, Antonio Manes insigne giurista. Nel 1092 Ruggero, Duca di Calabria donò il paese all'Arcivescovo di Cosenza, Arnolfo II,

il quale abbellì l'abitato con una serie di monumenti. Dal 1487 fu feudo della famiglia Sangri, Carafa, Della Tolfa e Ruffo che lo tennero fino al 1806. Il castello di San Lucido è appartenuto ai principi Ruffo di Calabria antenati dell'attuale regina del Belgio, nel 1744 vi nacque il Cardinale Fabrizio Ruffo, capo dell Armata della Santa Fede o Sanfedista. Fra le chiese degne di menzione figurano San Giovanni Battista, l'Annunziata ed il Rosario. Dal 1811 è comune autonomo.


FIUMEFREDDO BRUZIO Cenni storici. . Le origini di Fiumefreddo Bruzio sono avvolte nell'oscurità di tempi lontani. Le prime tracce documentali risalgono al Medioevo (intorno all'anno 1000), anche se non escludono stanziamenti costieri già nell'evo antico. E' da ritenere che il luogo sia stato scelto per le caratteristiche difensive offerte. Nel 1054 il borgo, chiamato Flumen Frigidum (Fiume Freddo oggi chiamato Fiume di Mare) per la bassa temperatura della sua acqua, fu conquistato da Roberto Guiscardo che ne fece dono al fratello Ruggero il Normanno. Successivamente Fiumefreddo fu sotto l'autorità feudale di Simone da Mamistra, feudatario di Carlo I d'Angiò per passare poi nel 1269 al feudatario francese Giovanni de Flenis e poi ancora ad Alfonso Sanseverino feudatario di Carlo II. Ancora pochi anni dopo, per essersi ribellato al re Carlo II il feudo fu confiscato ed assegnato al vicerè di Calabria, Ferdinando d'Alarcon che, nel 1536 abbellì il castello di Fiumefreddo secondo i canoni estetici dell'epoca e costruì, fuori le mura di cinta del paese, due torri chiamate Golette. Nei primi anni del 1800 il Castello fu semidistrutto dai francesi, rappresentati da Giuseppe Napoleone, fratello dell'imperatore e, poi, da Gioacchino Murat. Ma gli abitanti di Fiumefreddo si costituirono in comunità segrete per resistere agli invasori. Il consiglio comunale, nel 1860, deliberò l'appellativo di Bruzio da aggiungere alla denominazione originaria di Fiumefreddo. L'abitato conserva parte delle mura medievali, i Palazzi della Valle e Pignatelli (il primo con fasi costruttive differenziate e terminato, come il secondo nel XVII sec.).


Il Castello della Valle... Conosciuto anche come Castel Freddo, fu fatto edificare intorno al 1050 dal normanno Roberto il Guiscardo che ritenne il luogo adatto a frenare gli assalti dei nemici. Nei secoli successivi il maniero visse momenti di gloria e grande splendore ricoprendo un ruolo importante dal punto di vista strategico e politico. Numerose e importanti sono le personalità che lo hanno abitato: il Duca di Somma, il Vicerè di Calabria, Don Pietro Consalvo de Mendoza, marito di Isabella Della Valle. In questa carrellata di grandi nomi è importante ricordare anche il feudatario Simone de Mamistra che, nel 1201, dopo averla restaurata, donò all’abate Gioacchino da Fiore l’abbazia di Fonte Laurato, altro interessante edificio storico di Fiumefreddo.

Nel 1807 il maniero fu ridotto a brandelli dall’artiglieria francese del Generale Reyner che, a tutti i costi, voleva catturare Giovan Battista De Michele, capo della resistenza borbonica nella Calabria Citra. Oggi dopo un restauro di quasi 10 anni (ma i lavori di recupero dovranno proseguire ancora), al costo di oltre 5 miliardi di euro, il Castello della Valle, ha riacquistato la sua inequivocabile bellezza. In particolare, il restauro ha consentito il recupero di alcuni locali sotterranei che diverranno un luogo di mostre artistiche e, forse, anche di esposizioni museali.


Un giorno di luglio del 1975, mentre rientrava dalle sue vacanze in Sicilia, Salvatore Fiume, incuriosito dall’omonimia, decise di fare una deviazione per Fiumefreddo. Uscì dall’autostrada a Falerna, percorse tutta la Statale 18 verso Nord e, subito dopo la pineta di Longobardi, guardando in alto, scorse i ruderi del castello e un agglomerato di casette arrampicate sulla cima della montagna. “La Stanza dei desideri”, presso il Castello della Valle, è sicuramente il suo capolavoro, i ruderi delle mura sono ricoperti da dipinti che illustrano il “sogno dell’artista su Fiumefreddo” e due sculture, dedicate alla vita del passato, sembrano osservare la magia di quei dipinti. Al “primo ciclo creativo di Fiumefreddo” appartengono opere conservate nella chiesa di San Rocco e la Statua della Fontana in Largo Torretta. In quel periodo di grande aiuto gli fu Franco Bruno, cittadino di Fiumefreddo Bruzio, che lo affiancò e lo sostenne in ogni sua necessità e oggi è il riservato e geloso custode della sua opera.


Viaggio alla scoperta di San Francesco di Paola


San Francesco nacque a Paola, un paese della provincia di Cosenza, da Giacomo d'Alessio e da Vienna, nativa di Fuscaldo (CS). Gli sposi stettero per quindici anni senza riuscire ad avere figli; pregarono molto il Signore perché concedesse loro il dono tanto atteso. Si rivolsero poi a San Francesco d'Assisi, del quale erano molto devoti, promettendo che, se fosse nato loro un figlio, lo avrebbero chiamato Francesco. Francesco nacque il 27 marzo del 1416, di Venerdì. Già il giorno del suo concepimento si verificò un evento straordinario.

Chi è San Francesco?

La vera Storia del Santo Calabrese

All'età di due mesi, Francesco ebbe una brutta infezione ad un occhio, per la quale rischiava di rimanere cieco. La madre, allora, lo portò in chiesa, davanti alla statua del Santo di Assisi per pregarLo, questa volta, di far guarire il suo bambino; come voto, lo avrebbe tenuto per un anno intero chiuso in convento con indosso l'abito dei frati francescani. Francesco guarì e trascorse la sua vita in pura santità e all'insegna della Penitenza. Pare che già da neonato Francesco dimostrava di voler vivere una vita basata sul sacrificio: quando prendeva il latte dal seno della mamma, non lo faceva mai avidamente, ma prendeva il necessario; e soprattutto non lo reclamò mai con il pianto, come solitamente fanno i neonati. Il Venerdì, poi, caso veramente strano, rifiutava il latte per l'intera giornata. Comunque, il tempo passava e Francesco cresceva in sapienza e santità.


Una notte, all'età di dodici anni, Francesco fece un sogno: San Francesco d'Assisi gli ricordava che era il tempo di adempiere al voto fatto dalla madre. Così fu accompagnato dai genitori al convento dei Frati Minori di S.Marco Argentano (CS). Il soggiorno nel Convento di S. Marco fu per Lui bellissimo: nel convento fece molti miracoli e sviluppò la sua santità nell'umiltà e nella sapienza. Intanto, un anno passò e i genitori andarono a prendere Francesco per riportarlo a Paola, nella sua casa. Dopo qualche anno, Francesco sentì il bisogno di vedere i luoghi dove era vissuto il Santo poverello di Assisi. Così, con i suoi genitori, fece il suo viaggio ad Assisi, ma per un po' si fermò a Roma. Tornato dal viaggio, all'età di quattordici anni, Francesco decise di vivere in solitudine e si ritirò a fare una vita da eremita nel bosco di Paola, verso la montagna. Si rifugiò in una grotta solitaria e fredda: per letto aveva la nuda terra e per guanciale un sasso. Egli trascorreva molto tempo a pregare e per cibo mangiava le radici degli alberi. Rimase a vivere da eremita per ben cinque anni, lontano da tutti, fino a quando un giorno i cani di alcuni cacciatori lo scoprirono. Francesco uscì dalla solitudine e si costruì una celletta, dove riceveva i visitatori. Tutti andavano da Lui per chiedere preghiere, aiuti e prodigi. Oggi il luogo viene indicato come Antico Oratorio. Altri eremiti seguirono il suo esempio di vita, di preghiera e penitenza e presero il nome di "Eremiti di fra' Francesco". Essi indossavano una tonaca di lana, come cintura avevano ai fianchi un pezzo di fune e camminavano a piedi scalzi . Usavano un cappuccio, che secondo la tradizione gli fu consegnato dall'Arcangelo Gabriele che gli raccomandò di farlo indossare anche ai suoi frati. Il numero di visitatori e seguaci aumentava; l'oratorio era troppo piccolo e fu necessario, perciò, costruire una chiesa. Durante la costruzione della chiesa e del convento di Paola, cominciò ad operare i primi miracoli. Dopo qualche anno, Francesco lasciò Paola e si recò a Paterno Calabro per la costruzione del secondo convento.


A Paterno rimase per ben nove anni, durante i quali costruì una chiesa ed un convento. Anche in questo paesino operò moltissimi miracoli. Terminata la sua opera a Paterno Calabro, fu invitato nel 1456 in un altro paese calabrese: Spezzano della Sila, dove costruì il terzo convento. Il popolo di Spezzano fu molto riconoscente al Santo e ai suoi frati per l'opera di salvezza materiale e spirituale che offrì loro. Nel 1458 San Francesco giunse a Corigliano Calabro e costruì il quarto convento, dietro le insistenze che ricevette dal principe Sanseverino e da sua moglie, che risiedevano a Corigliano. Egli rimase a Corigliano circa due anni, poi si recò, nel 1460, nuovamente a Spezzano della Sila e da lì ricevette l'invito di recarsi a Crotonedove lo attendevano per la costruzione di un altro convento. L'opera di San Francesco consisteva essenzialmente nel far comprendere agli uomini quanto fosse grande e misericordioso l'Amore di Dio. Sentendo parlare di Lui, delle sue opere e dei suoi miracoli, molti desideravano conoscerlo e averlo nel proprio paese. Così, mentre si trovava a Paterno fu invitato a Milazzo, in Sicilia, dove costruì un convento dedicato a Gesù e Maria. In Sicilia, infatti, in quegli anni la gente doveva sopportare le ingiustizie di chi governava, poichè era stata restaurata la dominazione angioina ed aragonese. Per arrivare in Sicilia, gli venne rifiutato ogni mezzo umano , per cui ricorse all'aiuto del Signore e il 4 Aprile del 1464 compì la straordinaria traversata dello stretto di Messina, che venne ricordata in innumerevoli opere artistiche di ogni genere. Dopo quattro anni di permanenza a Milazzo, fece ritorno in Calabria. Nel 1468 sbarcò a Catona, in provincia di Reggio, dove fu accolto dalla folla con grande entusiasmo; dopo alcuni giorni giunse a Paterno e si ritirò nel suo Romitorio. Spesso il santo si flagellava, perchè il dolore fisico lo rendeva, secondo Lui, più idoneo nelle mani di Dio.


Ricominciò a fare molti miracoli: ricordiamo quello dell'uomo al quale fu guarita una piaga al femore e quello del tizio che non poteva più esercitare il mestiere di copista perchè aveva il braccio destro paralizzato. Nel 1470 San Francesco si trovava ancora a Paterno, ma comincia a sentire nostalgia di Paola, il suo paese; egli sentiva che sarebbe accaduto qualcosa di importante per il suo Ordine e quindi volle tornare. Quello stesso anno ricevette la Visita Apostolica da parte di un delegato pontificio. Il Papa, infatti, inviò un suo sacerdote di fiducia, per accertare l'integrità morale e spirituale di Francesco. Ricevuto il resoconto dal suo inviato, il Papa Paolo II decise di approvare l'Ordine, ma nel 1471 morì. L'approvazione, però, non tardò ad arrivare: nel 1473 la Congregazione dei Frati Romiti ottenne il riconoscimento canonico pontificio. La nouva congregazione veniva inserita tra gli Ordini Mendicanti. San Francesco, fin da fanciullo, ricevette da Dio il grande dono di fare miracoli per dare sollievo ai bisognosi e per testimoniare l'immenso Amore di Dio. Tuttavia, egli era dotato di un altro grande dono: la Profezia. Molti furono nella sua vita i segni del suo spirito profetico. Tra tutti, si ricorda con particolare attenzione il modo in cui presagì l'invasione dei Turchi. San Francesco, grazie alle sue doti profetiche aveva consigliato al Re di badare ai nemici esterni, invece che far guerre interne, ma il sovrano fu sordo ai suoi consigli. l Santo, intanto, continuava a condurre una vita penitente, che era in contrasto con il lusso sfrenato del re e dei cortigiani, i quali, infastiditi dei continui ammonimenti del frate eremita, convinsero il sovrano del regno ad ordinare l'arresto di Francesco. Il comandante che si recò a Paterno per arrestare il Santo, se ne tornò convertito. Il Re ritirò l'ordine di arresto e invitò i frati a costruire un convento nella stessa città di Napoli. Dopo qualche anno venne costruita la bellissima Basilica di San Francesco, che oggi con il suo maestoso colonnato fa da cornice Piazza Plebiscito.


Presto la fama di San Francesco, grande taumaturgo, si estese fino alla corte di Francia, dove regnava Luigi XI. Questi, colpito da un male incurabile dalla scienza medica, invitò il Santo ad andare presso la corte di Francia. Francesco, però, nella sua semplicità non accettò l'invito del sovrano di Francia, e neanche il re di Napoli riuscì a convincerlo. Solo quando il Papa lo invitò a raggiungere la corte francese, il frate non potè fare a meno di accettare umilmente il volere del Pontefice.Francesco , nel 1483, all'età di 67 anni, diede l'ultimo saluto alla Calabria e partì. Il Re lo accolse umilmente, gettandosi ai suoi piedi, come non aveva mai fatto per nessun altro. Alla richiesta insistente di guarigione, Francesco rispondeva che non era in suo potere farlo, ma che avrebbe pregato molto per lui il Signore. Le preghiere, però, non guarirono il corpo dello spietato sovrano, ma la sua anima. L'ultimo periodo della sua vita, infatti, il Re lo trascorse pregando con Francesco e morì vicino a Dio. Salì sul trono di Francia Carlo VIII, ma morì giovanissimo all'età di appena 28 anni. Il suo successore, Luigi XII non volle permettere a Francesco di tornare in Calabria. Il Santo allora si rassegnò a restare in Francia fino alla sua morte. Intanto i Frati Minimi si diffondevano in Europa: in Spagna sorsero i primi conventi femminili dell'Odine delle Suore Minime, conosciute anche come Second'Ordine. Intanto gli anni passarono e Francesco avanzava in età. Nonostante il suo fisico robusto, che sottopose sempre a dure penitenze, cominciò a cedere al peso degli anni. Ancora una volta, con le sue doti profetiche, all'età di 91 anni, preannunziò che sarebbe morto dopo tre mesi. Infatti, durante la Pasqua del 1507, precisamente il 2 Aprile, Francesco moriva in Francia, assistito dai suoi Fraticelli Minimi. Dopo soli sei anni, nel 1513 Leone X al quale il Santo aveva preannunciato il Papato quando aveva solo sei anni, lo proclama Beato e nel 1519 lo proclama Santo. L'opera di San Francesco viene ancora oggi perpetuata dall'Ordine dei Minimi.


Considerazioni finali… Al termine del nostro lungo percorso formativo, iniziato il 1 Marzo, ci riteniamo soddisfatti dell’ esperienza vissuta. Il progetto ci ha arricchito sia da un punto di vista didattico che umano, aprendoci nuovi orizzonti e nuove prospettive per il nostro futuro. Lo stage è stato , oltre che di significativa valenza formativa, anche divertente e ricco di momenti spensierati, che hanno alleviato la fatica e reso la nostra esperienza davvero memorabile. I pomeriggi a scuola sono stati stressanti soprattutto nei momenti coincidenti con le verifiche curriculari, ma ci hanno trasmesso contenuti e abilità pienamente spendibili sia nell’ ambiente scolastico che lavorativo. Pertanto non possiamo che ritenerci soddisfatti della scelta fatta ad inizio anno, quando ci è stata proposta tale attività formativa e la consigliamo vivamente anche agli altri studenti.


I corsisti del PON obiettivo/azione C6 “IFS CORALLO s.r.l.”:

Amato Arianna Arlia Denise Bruno Manuel Calcagno Ada Cataldo Naomi Cavaliere Giuseppe Chianello Alessio Curatolo Giovanna De Luca Fabio  Filippo Inella Filippo Giusy Frangella Federica

Giglio Maria Iacovo Giovanna Lamberti Stefania  Lombardi Maria Rita Mandarino Sara Francesca Migliano Francesca Montoro Maria Francesca Nocella Marta Palomba Letizia Sessa Federico Tripicchio Carmen

Presentazione impresa simulata Corolla srl  

Presentazione impresa formativa simulata "IFS Corolla srl" - Istituto "Pizzini" di Paola(CS)

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