Velocità 2.0 - Numero 9 MARZO 2018

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VR EDIZIONI - ROMA MARZO 2018

ANNO 2 | NUMERO 9 | COPIA GRATUITA | MARZO 2018

MCLAREN MP4/4

VERONA BIKE EXPO THE ITALIAN JOB WWW.VELOCITADUEPUNTOZERO.COM - VELOCITA2.0@GMAIL.COM

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SOMMARIO ANNO 2 N°9 MARZO 2018

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MCLAREN MP4/4

/DRIVE: AQUAPLANING, COSÈ E COME EVITARLO

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2017

6 /MOVIE CARS: THE ITALIAN JOB

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REDAZIONE Riccardo Giorgi Valentina Roma Fabio Grandi Riccardo Grandi Mauro Stanzani Fabrizio Carrubba www.velocitaduepuntozero.com velocita2.0@gmail.com

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VERONA BIKE EXPO /PILOTI: NUVOLARI E LA SBANDATA /DRIVE: GLI OCCHIALI GIUSTI PER LA GUIDA

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GLI OCCHIALI GIUSTI PER LA GUIDA Le migliori lenti per occhiali da guida - per giungere a destinazione in piena sicurezza - RICCARDO GIORGI

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e lenti personalizzate per la guida non solo rendono più rilassante guidare, ma aumentano considerevolmente la sicurezza. Che cosa devono però tenere in considerazione i consumatori quando acquistano degli occhiali per la guida? Ogni volta che guidiamo, i nostri occhi sono chiamati a svolgere un lavoro faticoso: vedere con poca luce, senza dimenticare le altre persone che utilizzano la strada, i segnali e le informazioni da osservare. In tutti questi casi delle lenti per occhiali corrette possono trasformare anche una guida frequente e prolungata in un viaggio piacevole e, sopratutto sicuro.

durante la guida Gli occhiali ci aiutano a vedere meglio, ad aumentare la sicurezza sulla strada, a rilassare i nostri occhi e a proteggerli da radiazioni dannose e non solo: le lenti per occhiali da guida sono molto più di un semplice accessorio. Diversi studi hanno indicato che molti guidatori hanno problemi di vista. Si tratta di una delle principali fonti di incidenti stradali e un rischio che ciascun guidatore può ridurre facilmente. Test della vista eseguiti regolarmente da un Medico Oculista o da un Ottico Optometrista e, se necessario ausili visivi personalizzati sono essenziali per ogni guidatore. Gli esperti raccomandano agli adulti di far controllare gli occhi almeno ogni due anni, anche in assenza Che cosa distingue gli di problemi alla vista. U n test occhiali da sole ideali? della vista annuale è consigliato a tutti, dopo i quaranta anni di I problemi visivi sono uno dei età, per consentire la diagnosi maggiori rischi per la sicurezza precoce di una presbiopia

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potenziale. Una buona visione durante la guida è basata su una combinazione di diversi fattori. E’ impostante esssere in grado di vedere senza essere infastiditi da abbagliamenti e riflessi, ma anche in modo nitido e con un buon contrasto di notte. Un altro punto importante è la montatura degli occhiali, che può bloccare alcune aree di visione se non calza bene oppure scivolare di frequente se non è tenuta nella posizione corretta. Gli occhiali ideali per la guida forniscono una protezione efficace contro l’abbagliamento grazie ad un trattamento antirilflesso appropriato e alenti polarizzate o colorate. Per la presbiopia, le lenti progressive devono riuscire ad accomodare i tipici cambiamenti di messa a fuoco durante la guida.


1 Essenziali nelle lenti per occhiali da guida. un trattamento antiriflesso di alta qualità

anticipo e in modo più chiaro i veicoli che sopraggiungono indipendentemente dalla visibiltà. Si prega di notare che Diverse sorgenti luminose alcune lentio polarizzate possono 4 Nessuna possibilità possono influenzare la nostra impedire la visione di alcuni per polvere e sporcizia di intaccare le lenti - per visione durante la guida, come cruscotti. una visione nitida ogni la luce solare intensa, i fari di una macchina, i fasci luminosi 3 Più di un mero effetto volta che serve Se gli occhi sono irritati dal provocati dai lampioni stradali cosmetico dell’aria in e i riflessi che si creano sugli - le le lenti colorate aumentano il riscaldamento comfort di visione inverno o dalle sferzate del occhiali e sul parabrezza. Le lenti per occhiali senza trattamento Alcune colorazioni possono vento nelle vetture cabriolet, antiriflesso possono provocare essere particoilarmente gradevoli ci sono molte possibilità problemi alla visione proprio per la guida. Colorazioni per raggiungere la propria senza sforzare creando una distrazione dovuta marroni o grigie aiutano a destinazione ai riflessi, ad esempio quando identificare i segnali luminosi o gli occhi, indipendentemente si guida su strade bagnate e le luci dei freni in millisecondi, dalle intemperie. Per esempio con traffico nel senso contrario. migliorando indirettamente i alcune montature offrono una supplementare Questo è un altro rischio per tempi di reazione. Si consiglia protezione la sicurezza, anche per coloro di utilizzare lenti colorate con contro particelle di polvere o che hanno una vista perfetta. una colorazione sfumata al fine piccoli insetti. Non lasciare i propri Le lenti con un trattamento di ottenere una visione migliore occhiali nella vettura per lunghi specifico sono consigliate a chi della strumentazione, perchè tali periodi. Le temperature elevate guida spesso al tramonto e di lenti diventano più chiare verso il e le fluttuazioni di temperatura danneggiano la superfice delle notte, dato che contribuiscono bordo inferiore. lenti e compromettono la qualità ad ottenere una visione più visiva rilassante, schermando parte della luce blu gebnerata dalle luci 5 Come scegliere circostanti.

2 Protezione supplementare con filtrio polarizzati maggior contrasto e minore abbagliamento

I riflessi, causati sia da superfici metalliche sia da superfici bagnate sulla strada, possono costituire un rischio supplementare in qualsiasi stagione. La luce riflessa è indirizzata in una direzione specifica e può causare uno spiacevole abbagliamento. Le lenti con trattamento polarizzante offrono una sicurezza supplementare in queste situazioni. La polarizzazione filtra la luce, riducendo i riflessi pericolosi prodotti dalle strade bagnate o dalla neve. Allo stesso tempo, una specile colorazione delle lenti aumenta il contrasto e la percezione dei colori. Questo permette di vedere in

Diversi studi hanno indicato che molti guidatori hanno problemi di vista. Si tratta di una delle principali fonti di incidenti stradali e un rischio che ciascun guidatore può ridurre facilmente.

la montatura delle lenti? cosa tenere in considerazione?

La montatura e le aste dovrebbero essere il più possibile sottili e collegarsi al bordo superiore. Questo evita che la montatura ostacoli il campo visivo durante la guida. Se la dimensione delle lenti degli occhiali è la massima possibile, i movimenti della testa per controllare lo specchietto retrovisore internoe gli specchietti sulle porte sono minimi. Montature degli occhiali con le lenti curvate aiutano a ridurre la distarzione causata dalla luce incidente sui lati. FONTE: ZEISS.COM

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AQUA PLANING COS’È - COME EVITARLO. QUANDO LE RUOTE MOTRICI PERDONO ADERENZA ALLA STRADA, NOTERAI UN AUMENTO DEI GIRI DEL MOTORE E...

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/DRIVE

os’è Aquaplaning?

L’aquaplaning si verifica quando l’acqua si accumula davanti ai tuoi pneumatici più velocemente di quanto il peso del tuo veicolo sia in grado di spostarlo. Il risultato è che la pressione dell’acqua spinge sotto il pneumatico, creando un sottile strato d’acqua tra la gomma e la superficie stradale.

Perché è così pericoloso? Quel sottile strato d’acqua è la differenza tra il tuo pneumatico che afferra la strada e la tua auto perde completamente il contatto e scivola fuori controllo. Più è profonda l’acqua e più veloce è la tua velocità, più è probabile che accada. Senza la presa, non sarai in grado di frenare o sterzare. LO SPESSORE DEL BATTISTRADA HA UN RUOLO FONDAMENTALE SULL’ADERENZA IN CASO DI PIOGGIA

Quali sono i fattori che contribuiscono all’aquaplaning? La velocità è il più grande contributo all’aquaplaning, perché le tue gomme semplicemente non hanno il tempo di incanalare l’acqua prima che vengano sollevate dalla superficie. Tuttavia, la velocità non è l’unico problema. Altre variabili includono: Battistrada design Alcuni modelli di battistrada convogliano l’acqua in modo più efficace di altri. Dimensioni dei pneumatici L’area della zona di contatto, ovvero la dimensione e la forma della superficie del pneumatico che tocca la strada, avrà un effetto diretto sul rischio di aquaplaning. Maggiore è la superficie, minore è il rischio.

Profondità del battistrada. Man mano che le gomme si consumano, la loro profondità si riduce, lasciando meno spazio per l’acqua da canalizzare. Pressione del pneumatico. Per diversi motivi, sia i pneumatici gonfiati che quelli troppo gonfiati possono aumentare il rischio di aquaplaning.

Profondità dell’acqua. Più profonda è l’acqua, più difficile sarà per le tue gomme mantenere la presa. Composizione dell’acqua Fattori come l’olio, lo sporco, il sale e la temperatura ambiente possono influenzare la densità dell’acqua superficiale. Trasmissione del veicolo (aka powertrain / driveline). In determinate condizioni, i veicoli a 4 ruote motrici hanno maggiori probabilità di aquaplane sulle due ruote motrici. Peso del veicolo Più l’auto è leggera, maggiori sono le possibilità di aquaplaning. Condizioni della superficie stradale. È più probabile che aquaplane su strade lisce rispetto a superfici scanalate.

Come faccio a sapere se sto facendo aquaplaning? Quando le ruote motrici perdono aderenza alla strada, noterai un aumento dei giri del motore e una lettura imprecisa del tuo tachimetro mentre le ruote iniziano a girare. Se stai guidando 7


su una curva e perdi trazione sulle ruote anteriori, la tua auto andrà alla deriva verso l’esterno della curva. Se le gomme posteriori perdono trazione, ti muoverai lateralmente su una slitta. Se tutti e quattro i pneumatici perdono trazione contemporaneamente, la tua auto scivolerà in linea retta. Se stai girando nel momento in cui scivolerai all’esterno della curva. Quando uno qualsiasi dei pneumatici riprende la trazione, è possibile che si verifichi un sobbalzo improvviso in qualsiasi direzione sia rivolto verso il pneumatico. Quando succede l’aquaplaning? Avrai più probabilità di aquaplane quando guidi attraverso pozzanghere o acqua stagnante. Non è sempre facile vedere quanto sia profonda una pozza, quindi riduci sempre la velocità se c’è stata molta pioggia. Le pozzanghere tendono a formarsi ai lati della strada, lungo il bordo del marciapiede. Quindi, se piove, sposta la macchina verso il centro della strada o della corsia. Guida le tracce di pneumatici lasciate dalle auto di fronte a te. Le loro gomme avranno già spostato molte delle acque superficiali prima che sia necessario.

Perché i sistemi elettronici di controllo della stabilità non impediscono l’aquaplaning? I sistemi elettronici di controllo della stabilità funzionano solo quando si ha un contatto con la strada. Mentre possono essere in grado di aiutarti a recuperare da una scivolata, una volta che il pneumatico ha riguadagnato la trazione, non possono impedire l’aquaplaning. Come nota a margine, 8

non utilizzare mai il cruise control quando si guida su strade bagnate o ghiacciate in quanto potrebbe essere necessario ridurre la velocità in modo fluido e manuale.

Perché gli pneumatici Uniroyal hanno una così buona reputazione per la protezione contro l’aquaplaning? Uniroyal ha inventato la gomma da pioggia nel 1969 e, da allora, i suoi progettisti e ingegneri hanno sperimentato la tecnologia del tempo umido. La tecnologia Shark Skin (SST) utilizzata nei nostri pneumatici RainSport 3 e RainExpert 3, ad esempio, disperde efficientemente e rapidamente l’acqua, riducendo il rischio di aquaplaning.

FONTE: UNIROYAL.COM - GOMMEBLOG.IT


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I sistemi elettronici di controllo della stabilitĂ funzionano solo quando si ha un contatto con la strada.

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MCLAREN MP4/4 1988

L RENDERING 3D BY PEDRO DUARTE HTTPS://LAFFONTE.DEVIANTART.COM/ ART/1988-MCLAREN-MP4-4-AT-MCLARENCENTRE-482709946

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a McLaren MP4/4 fu la vettura del team McLaren che prese parte al campionato di Formula 1 1988. Fu progettata da Gordon Murray e Steve Nichols, e rappresenta tuttora una delle auto di Formula 1 piĂš efficaci della storia, avendo vinto 15 dei 16 Gran Premi cui prese parte. I piloti Ayrton Senna e Alain Prost lottarono tra di loro per il titolo mondiale, senza che alcun avversario potesse inserirsi nel duello.


/RETRO

16 GARE 15 VITTORIE.

Nel 1987 la Williams aveva nettamente sconfitto la McLaren sia nella classifica piloti che in quella costruttori. I motori Honda erano però passati alla scuderia di Woking e la capacità del fornitore giapponese di creare un motore più basso dei precedenti permise a Murray e Nichols di riprendere ed affinare i concetti introdotti nel 1986 con la Brabham BT55, senza l’handicap delle scarse affidabilità e potenza che avevano caratterizzato il motore BMW inclinato.

Nel 1988 il regolamento tecnico prevedeva la possibilità di utilizzare motori aspirati di 3500 cc di cilindrata senza limiti di consumo, oppure motori turbocompressi da 1500 cc di cilindrata, con pressione di sovralimentazione limitata a 2,5 bar e 150 litri di carburante per percorrere la distanza della gara. La Honda scelse questa seconda possibilità, in quanto le evoluzioni previste per il proprio motore le permisero di mantenere un vantaggio sulla concorrenza. 11


MP4/4 - 1988

L’MP4/4 si ispira alla Brabham BT55 di Gordon Murray, che nell’87 aveva disegnato la MP4/3, approfondendone i concetti. L’idea di Murray era quella di una macchina estrema sotto il profilo fluidodinamico, ma nel caso della Brabham non si ottennero vantaggi: il motore era un progetto molto complesso e soprattutto fine a sé stesso. Secondo Gordon Murray disegnare una macchina con le linee della BT55 permetteva di ridurre di circa il 30% la sezione frontale rispetto ad una 12

monoposto convenzionale: la linea di cintura estremamente bassa riduceva moltissimo la resistenza all’avanzamento con vantaggi notevoli in velocità e consumi. Infatti la BT55 nel 1986 era stata l’auto con la velocità di punta più alta. Questa soluzione consentiva anche di investire con una maggior portata d’aria la superficie alare posteriore, incrementando il carico aerodinamico sulle ruote motrici, con conseguente incremento di trazione e velocità di percorrenza in curva.


/RETRO PASSO: 287.5 cm CARREGGIATA ANT.: 180 cm CARREGGIATA POST.: 167 cm LUNGHEZZA: 445 cm LARGHEZZA: 215 cm PESO: 540 kg CAMBIO: 6 marce + retro GOMME: Goodyear OLIO E CARBURANTE: Shell CERCHI: 13” MOTORE: Honda 1493cc sovralimentato, 6 cilindri a V 80° TURBINE: due, con pressione limitata a 2,5 bar POTENZA MAX: 650 CV circa a 12500 giri

RENDERING 3D - PEDRO DUARTE

Sotto questo aspetto la BT55 era stata un fallimento perché il suo motore BMW era un 4 cilindri in linea, molto alto, e per poter migliorare il progetto aerodinamico era stato inclinato di 72°, soluzione che creava problemi di lubrificazione e combustione; inoltre con un motore alto il centro di gravità dinamico risultava sempre molto sbilanciato, anche a causa di un cambio a 7 marce ingombrante e complicato. Come consulente, nell’87 Murray cercò di sviluppare

questi concetti sulla MP4/3 disegnata da Steve Nichols, il quale cercò di riprendere in parte il progetto MP4/2 di John Barnard, che ormai era superata. Perciò, a parte il muso, tutto il resto della vettura fu ridisegnato cercando di abbassare la linea di cintura e il centro di gravità. Murray poté intervenire con questa filosofia progettuale grazie al fatto che la MP4/3 utilizzava un motore V6 con angolo di bancata di 90°. Inoltre riprogettò le pance laterali, spostando le prese d’aria di sfogo 13


RENDERING 3D - PEDRO DUARTE

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/RETRO dei radiatori ai lati della vettura anziché sulla parte superiore; con questo intervento ridusse l’altezza e rese più slanciato il roll-bar, sfruttando il fatto che la capacità massima dei serbatoi nell’87 era stata ridotta da 220 a 195 litri. Tuttavia il motore non si dimostrò abbastanza solido e potente contro l’Honda della Williams. Nell’88 la McLaren per la MP4/4 ottenne la fornitura di questi motori, che erano sempre dei V6 ma con un angolo di bancata di 80°, quindi Murray poté estremizzare ulteriormente quanto visto sulla MP4/3, abbassando ulteriormente l’altezza complessiva della scocca. Sostanzialmente lavorò come sulla MP4/3 anche perché pure nell’88 fu ridotta la capacità dei serbatoi (da 195 a 150 litri). Una delle modifiche più evidenti fu il muso, molto più rastremato e slanciato, con grande riduzione della sezione frontale e conseguente maggiorazione della superficie alare anteriore. Queste varianti all’avantreno si erano rese necessarie anche per rispettare la nuova norma che obbligava a collocare la pedaliera delle scocche di nuova costruzione dietro l’asse delle ruote anteriori, una soluzione che il regolamento impone ancora oggi e che ha reso la posizione di guida quasi sdraiata anziché seduta. Per via di questi interventi l’MP4/4 risultò notevolmente competitiva: oltre ad essere una macchina molto curata, fu l’unica progettata espressamente per gareggiare col motore turbo, a differenza dagli avversari che avevano puntato su ex vetture turbo adattate agli aspirati, o su progetti di scocche con motore turbo dell’anno prima. Questa

scocca

sospensioni a ruote indipendenti con trapezi sovrapposti e sistema a puntone di tipo pullrod all’avantreno e push-rod al retrotreno. Quest’ultima soluzione, insolita per l’epoca, nasceva dall’esigenza di sollevare la posizione dei semialberi, in modo da non alterare gli angoli di esercizio dei giunti, dato che la scocca era molto bassa. Durante la fase pre stagione fu testato anche un sistema di sospensioni attive, che per questioni di affidabilità non fu però mai utilizzato nei Gran Premi. La vettura fu talmente dominante che non venne evoluta in troppi pacchetti aerodinamici, salvo profili alari specifici per circuiti da basso o alto carico aerodinamico come Monaco, Monza o Hockenheim. Una delle modifiche che più saltarono all’occhio fu l’eliminazione delle prese d’aria delle turbine, perché si riteneva che creassero dei vortici d’estremità che disturbavano i flussi d’aria sul profilo alare posteriore. Il motore adoperato era l’Honda RA168-E, un V6 biturbo da circa 650 cavalli, ultima evoluzione del 6 cilindri giapponese che aveva debuttato nell’83. L’unità fu rivista per ridurre drasticamente il consumo di carburante dato che il regolamento imponeva una minor capacità dei serbatoi, e per sfruttare meglio la potenza ai medi regimi per via dell’altra restrizione sulla pressione di sovralimentazione, passata da 4.0 a 2.5 bar.

Il cambio, abbastanza convenzionale, era un Weissmann a sei marce più retromarcia, prodotto in collaborazione con la stessa McLaren e montato utilizzava longitudinalmente

La stagione 1988 Già nel corso della stagione 1987, la McLaren aveva annunciato l’ingaggio di Ayrton Senna, proveniente dalla Lotus, insieme alla fornitura dei motori Honda. In McLaren il brasiliano avrebbe fatto coppia con il due volte campione del mondo Alain Prost. Nella fase di sviluppo, grande attenzione venne posta all’elettronica di gestione del motore, per l’ottimizzazione dei consumi, e la vettura si presentò subito vincente, con un notevole margine sulla concorrenza. La stagione si sviluppò quindi sulla traccia di un dominio incontrastato della McLaren. Dopo una prima fase favorevole a Prost, Senna recuperò progressivamente, per poi passare in vantaggio alla fine delle gare estive. L’unica corsa che la MP4/4 non vinse fu il Gran Premio d’Italia, in cui Prost si ritirò a causa dell’unico problema meccanico incontrato nella stagione, mentre Senna, al comando, si toccò con la Williams di Schlesser alla prima variante, nel corso di un doppiaggio a pochi giri dal termine. Dopo Monza Prost vinse due gare, riportandosi vicino, ma vincendo in Giappone Senna guadagnò il titolo. Al termine della stagione Prost aveva accumulato più punti totali, ma Senna vinse grazie ai punti scartati dal pilota francese. Invece tutti i punti erano validi per il mondiale costruttori, che la McLaren si aggiudicò con un record di 199 punti. FONTE: WIKIPEDIA

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RENDERING 3D - PEDRO DUARTE

PER SAPERNE DI PIÙ VISITATE IL SITO MCLAREN.COM SEZIONE AUTO STORICHE HTTPS://WWW.MCLAREN.COM/ FORMULA1/HERITAGE/CARS

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/RETRO

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/PILOTI

L’IMPORTANTE NON È RAGGIUNGERE IL LIMITE MA SUPERARLO.

FOTO FONTE : RUOTECLASSICHE.COM

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TAZIO NUVOLARI

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Nuvolari, Enzo Ferrari attribuisce l’invenzione della tecnica della sbandata controllata: egli affrontava le curve con un secco colpo di sterzo, facendo slittare le ruote posteriori verso l’esterno, quindi controsterzava e schiacciava l’acceleratore a tavoletta. In questo modo usciva di curva con la macchina già rivolta verso il rettilineo e in piena accelerazione, a velocità maggiore di chiunque altro. La manovra della sbandata controllata è una parte fondamentale del bagaglio tecnico dei piloti di moto e di auto da rally: essa infatti dà vantaggi significativi, sia in termini di controllo che di velocità di percorrenza delle curve, soprattutto in condizioni di scarsa aderenza come ad esempio sullo sterrato o sulla neve. 19


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/MOVIE-CARS

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he Italian Job è un film del 2003 diretto da F. Gary Gray, uscito in Italia l’11 luglio dello stesso anno, interpretato da Mark Wahlberg, Charlize Theron, Jason Statham, Edward Norton, Seth Green, Mos Def e Donald Sutherland. È il remake dell’omonimo film del 1969 di Peter Collinson con Michael Caine, distribuito in Italia come Un colpo all’italiana.

Trama Un gruppo di esperti rapinatori statunitensi, guidato da John Bridger e Charlie Crocker, mette a segno un colpo milionario con una tattica studiata alla perfezione, rubando una cassaforte contenente dei lingotti d’oro da un palazzo di Venezia e riuscendo a svuotarla sott’acqua, eludendo così le forze dell’ordine. Giunti sulle Alpi, gli artefici del colpo stanno per spartirsi equamente l’oro, ma qualcosa va storto: il gruppo è vittima di un agguato pianificato da Steve, uno di loro, che uccide John Bridger, ruba i lingotti e fa precipitare il furgone con i suoi ex compagni in un lago ghiacciato. Charlie e gli altri riescono però a mettersi in salvo dalle acque del lago e tornano negli Stati

Uniti, desiderosi di vendetta nei confronti del traditore. Un anno dopo Charlie e gli altri membri della banda si ritrovano a Filadelfia e conoscono Stella, la giovane figlia di John Bridger, anche lei scassinatrice, ma che lavora in veste di collaboratrice della polizia, per conto della quale apre casseforti a pagamento. Charlie nel frattempo è riuscito a rintracciare Steve a Los Angeles, dove ha cambiato il proprio cognome in Frazelli, abita in una lussuosa villa d’epoca e ha acquistato alcuni dei beni desiderati dai suoi ex-compagni. Dopo aver convinto Stella a entrare a far parte della banda, Charlie organizza un primo tentativo di derubare l’ex compagno che però

fallisce, poiché un’inattesa festa organizzata da un vicino di Steve impedisce a Charlie e ai compagni di procedere. Mentre è a cena con Steve, da cui ha accettato l’invito allo scopo di allontanarlo dalla villa, Stella si tradisce e Steve comprende di trovarsi di fronte alla figlia dell’uomo che ha ucciso a sangue freddo dopo il colpo a Venezia. Charlie e i compagni intervengono per allontanare Stella e si ritrovano di fronte a Steve, dal quale apprendono che sta per trasferire l’oro con dei furgoni blindati. Per Charlie questa è una buona notizia poiché pensa di sfruttare il traffico e la confusione di Los Angeles per far “scomparire” l’oro: il piano studiato è quello di effettuare un secondo colpo all’italiana, basato sulla stessa tecnica di quello di Venezia, facendo sparire il furgone con i lingotti al di sotto del manto stradale. L’idea si rivela vincente e la banda riesce a recuperare quasi tutti i lingotti d’oro, portandoli via a bordo di tre Mini appositamente modificate. Steve tenterà invano di riavere il suo oro, ma sarà portato via dalla mafia ucraina, con cui aveva un conto in sospeso

TRAILER HD

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(ovvero uccise Yehven, cugino di Mashkov). Charlie, che andrà a vivere con Stella, e gli altri invece potranno finalmente godersi il bottino e concedersi il regalo esclusivo che ognuno ha in mente da tempo.

Personaggi Charlie Croker, allievo di John Bridger, è colui che ne prende il posto quando John viene ucciso. Charlie è il punto di riferimento dei propri compagni ed è anche lui un grande stratega, mente organizzatrice di entrambi i furti del film. Nel corso della pellicola si innamora di Stella Bridger. Charlie racconta che ha cominciato a rubare da quando ha messo il primo dente. Considerava John come un padre. Stella Bridger è la figlia di John Bridger. Al contrario del padre, che si basava solo sull’abilità manuale, lei apre le casseforti grazie all’ausilio dei più moderni supporti tecnologici. Inizialmente svolge quest’attività legalmente, lavorando per la polizia o per chiunque voglia testare la sicurezza della propria cassaforte, ma la sete di vendetta la porterà a unirsi alla banda di Charlie per derubare Steve. 26

Steve Frazelli è colui che tradisce la banda e uccide John, il padre di Stella. Dopo avere incastrato i suoi ex compagni, scappa e si nasconde a Hollywood; uomo senza scrupoli, agisce in totale crudeltà e uccidendo svariate persone. Lyle “The Real Napster” è il classico hacker delle bande criminali che riesce a intrufolarsi in tutti i sistemi informatici. Super esperto di informatica e tecnologia, è il genio della banda e sostiene di essere il vero inventore di Napster. “Handsome” Rob è un maestro alla guida; ha stabilito il record di inseguimento su strada. Particolarmente disinvolto con le donne, sfrutterà questa sua caratteristica in più di un’occasione per i suoi comodi e per quelli della banda. Il suo sogno è quello di possedere una Aston Martin Vanquish. “Left Ear” è il chimico e l’artificiere della banda. A causa di un incidente con l’esplosivo quando era ancora bambino, è rimasto sordo dall’orecchio destro, da qui il soprannome Left Ear, ovvero “orecchio sinistro”. Ha un brutto rapporto con i cani. Il suo sogno è andare a vivere in Andalusia e avere una stanza

MINI COOPER S BLUE CAR USATA DA MARK WAHLBERG IN THE ITALIAN JOB

dedicata esclusivamente alla sua passione: le scarpe. John Bridger è il capo della banda, grande stratega e uomo d’onore, fino alla sua morte per mano di Steve Frazelli; avrebbe voluto dedicare più tempo a sua figlia Stella, ma non ha potuto a causa del suo “lavoro”. È specializzato nell’aprire le casseforti ricorrendo alla propria abilità nel tatto. La sua frase tipo è «Io mi fido degli uomini. È del diavolo che c’è in loro che non mi fido». Wrench è un meccanico che entra nel gruppo solamente nell’imminenza del colpo a Los Angeles ai danni di Steve. È un tecnico “speciale”, in quanto solitamente effettua modifiche non proprio legali alle automobili che gli vengono consegnate.

Sceneggiatura Il film è un rifacimento di Un colpo all’italiana, pellicola di produzione britannica in cui la rapina, ambientata a Torino, avviene ai danni della FIAT.


/MOVIE

ROVER MINI COOPER MKVII USATA DA CHARLIZE THERON

DOCUMENTARIO

Cast

una autorizzazione speciale alle autorità lagunari per poter girare Edward Norton ha la sequenza dell’inseguimento specificato di aver preso parte lungo i canali, a causa delle al film esclusivamente per un eccessive velocità delle barche. vincolo contrattuale con la casa di distribuzione. Gli attori sono Le sequenze ambientate sul stati obbligati a seguire delle confine austriaco sono in realtà lezioni di scuola guida per poter state riprese sul passo Sella e sulla girare senza controfigure gli diga del lago Fedaia, ai piedi della inseguimenti in macchina in cui Marmolada (passo Fedaia). furono utilizzate in totale 32 Mini Colonna sonora Cooper. I Velvet Revolver hanno composto una cover di Money Nella scena in cui Charlie descrive a Stella quali sono i (brano dei Pink Floyd), realizzata membri della banda, quando si appositamente per il film.

https://www.youtube.com/ watch?v=DP7sXrRHh2E

SCENE MIGLIORI https://www.youtube.com/ watch?v=RFRS4XrUVV0

sofferma su Lyle racconta che lui dice di essere il vero creatore di Napster, si vede un flashback di Lyle che, all’epoca del college, sta dormendo davanti al computer e una misteriosa persona gli ruba il floppy disk con il programma: questa persona è realmente Shawn Fanning, il creatore di Napster. Inoltre sullo sfondo della scena è appeso a un muro uno striscione dei Metallica, band che nel 2001 denunciò proprio Napster, dando il via alla chiusura del sito. Riprese Circa il prologo del film a Venezia, la produzione ha dovuto chiedere

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VERONA BIKE EXPO FOTO FABIO GRANDI TESTO VERONA BIKE EXPO

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Motor Bike Expo 2018 – Veronafiere, 18/21 Gennaio 2018 – www.motorbikeexpo.it

quest’anno per celebrare il decennale, insieme alle oltre 700 aziende espositrici del settore, con le più importanti Case Concluso il Salone dedicato alla costruttrici, le migliori officine di moto: premiato il giorno extra personalizzazione e i marchi più che tornerà anche nel 2019 noti nel campo di abbigliamento, MOTOR BIKE EXPO 2018, accessori e componentistica. PER IL DECENNALE ALLA FIERA DI Motor Bike Expo si è confermato VERONA SUPERATE LE 160MILA punto di riferimento di livello PRESENZE internazionale, grazie alla Ultima giornata ancora presenza dei più famosi all’insegna di grande affluenza, customizer di moto al mondo, spettacolo ed eventi provenienti da Europa e Stati Uniti ma anche da Emirati Motor Bike Expo, il salone Arabi Uniti, Taiwan, Hong Kong, dedicato alla moto e ai Thailandia e Giappone, Marocco, motociclisti, ha tagliato il Tunisia e Algeria. Per quattro traguardo dei dieci anni alla Fiera giorni, le cinque aree esterne, di Verona superando i 160mila per un totale di 21mila metri visitatori. quadrati, hanno ospitato più di Quattro le giornate di 60 eventi tra gare, test drive ed manifestazione: una in più esibizioni di piloti e stuntmen.

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Molte le novità di questa edizione, dal debutto dell’MBE Award che ha premiato la moto special più bella al contest “The Art of Kustom”, sfida tra i più bravi decoratori di caschi, fino al debutto del Campionato italiano di Trial indoor. “L’esperimento di quest’anno è pienamente riuscito – dicono gli organizzatori Paola Somma e Francesco Agnoletto – e diventa quindi futuro. Motor Bike Expo aveva la necessità di aggiungere un giorno per continuare a crescere. La giornata di apertura in più è stata apprezzata consentendo di raggiungere i 167.000 visitatori. Motor Bike Expo dà appuntamento alla prossima edizione”.


Il settore delle special si è confermato leader tra le offerte del Motor Bike Expo. Fra i riconoscimenti assegnati alle moto custom nella giornata di chiusura, sono di grande prestigio i Magazine Award, assegnati dai direttori delle testate internazionali di settore invitati ad esprimersi da Motor Bike Expo. Ha fatto incetta di premi Andrea Radaelli, il custom builder dell’officina Radikal Chopper di Milano. Per lui gli Award della rivista giapponese Vibes e della tedesca Dream Machines per il chopper “Angel’s Dust”, con verniciatura di Cisko Art. A un altro capolavoro di Radaelli, la “Skinny” realizzata con 70’s Helmets, il riconoscimento di Easyriders. Italiana anche la scelta di Madness Photography, la “Mala Chica” di Boccin Custom Cycles. La preferenza della

tedesca Biker Power è caduta sull’indonesiana “The Trident”, quella di Eliot Iron (Spagna) sulla “Swamp Water” dell’officina britannica Rocket Bob’s. Per il magazine di flat track Sideburn la più bella del MBE è stata la Triumph Trackmaster dello svizzero Young Guns Speed Shop, mentre 100% Biker Magazine ha scelto la MAG 1919 di Abnormal Cycles, già trionfatrice nel MBE Award del sabato. Altro contest di questa giornata è stato il bike show organizzato dalle riviste Lowride e Chop & Roll e che ha assegnato numerosi premi. Migliore custom è stata, anche in questa circostanza, la Angel’s Dust su base HarleyDavidson Shovel preparata da Radikal Chopper. Tra le realizzazioni più apprezzate sono da segnalare la Indian

Scout presentata da Bad Boys Garage (prima tra le Scrambler), la Triumph Triton CR 650 firmata Stile Italiano (vincitrice di categoria Cafe Racer) e la colossale MG-32 di Biker Sheriff, mattatrice tra le Bagger. Tra i tanti contest di questa edizione di MBE, imperdibile è stato quello di Custom Chrome International Bike Show Series Italian. Il colosso dell’aftermarket ha assegnato i premi alle migliori special individuate da alcune delle figure più autorevoli del panorama custom internazionale e suddivise per categorie: riconoscimenti sono andati a Harley-Davidson Padova, Asso Special Bike, 70’s Helmets e Radikal Chopper con la Skinny e agli spagnoli di Old Custom Flames. Il titolo di vincitore della tappa italiana di questo campionato è stato assegnato 33


alla H-D Shovelhead costruita dall’officina britannica Rocket Bob’s. A proposito di moto americane, hanno suscitato interesse quelli che Indian Motorcycle ha esposto nel padiglione 2 tra cui la nuova Chief Dark Horse. Un nome appropriato per una cruiser moderna ma dal look nero integrale, compreso il potente motore bicilindrico Thunder Stroke 111 da 1.819 cc. Il V-twin da 1000 cc invece equipaggia la bellissima street tracker che l’officina Bad Boys Garage ha costruito - per prima in Italia - su una Indian Scout Sixty. La ripresa del mercato delle due ruote rappresenta un’opportunità anche per nuovi player del settore. A tale proposito, il team della WOOLF, tutto veronese, ha partecipato al Salone dopo essersi aggiudicato l’importante finanziamento europeo per la ricerca Horizon 2020 ed essere stato selezionato insieme a 30 aziende italiane per rappresentare l’ultima frontiera nell’innovazione tecnologica presso il CES 2018 a Las Vegas. Si tratta di un dispositivo finalizzato alla sicurezza che si 34

può indossare come bracciale (per l’uso in moto) o installare sul volante dell’auto: tramite un’app dedicata e un sofisticato sistema di sensori, trasmette vibrazioni in caso di presenza di punti sensibili, tra cui incroci pericolosi, semafori e autovelox. Un’altra bella storia di imprenditoria italiana da Patrolline, la società comasca rinata grazie ai suoi dipendenti che nel 2015 hanno rilevato l’azienda attiva nel monitoraggio a distanza della moto. Si chiama PatrolSat il prodotto che ha riscosso particolare interesse fra i visitatori del Motor Bike Expo. “Abbiamo notato che i motociclisti desiderano avere il controllo completo sul loro mezzo senza i costi aggiuntivi della centrale operativa. Con PatrolSat si può sapere sempre dove si trova la moto e, in caso di furto, rintracciarla e bloccarla a distanza semplicemente con la app installata sullo smartphone”. All’esterno dei padiglioni, il Salone si è chiuso con una domenica di grande partecipazione a tutti


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gli show che hanno animato le quattro giornate di MBE 2018. Anche per questa edizione è stata fondamentale la presenza di MOTUL come main sponsor della manifestazione: negli oltre 200 metri quadrati di stand allestito al padiglione 6, i visitatori hanno potuto apprezzare la tecnologia dei nuovi prodotti e vivere esperienze di “realtà aumentata”. Presso la Motul Arena, nell’Area A, i visitatori sono rimasti letteralmente a bocca aperta dinanzi alle esibizioni del Contest europeo degli stuntman. La competizione, giunta alla sua quarta edizione, ha visto a confronto ben 18 piloti provenienti oltre che dall’Italia, anche da Croazia, Polonia, Lituania, Russia, Spagna, Portogallo, Slovacchia, Danimarca e persino Brasile. Il vincitore, Mike Jensen si è aggiudicato il primo premio in denaro e la visibilità dinanzi a decine di migliaia di appassionati. Lo specialista danese ha preceduto il polacco Pawel Karbownick ed il russo Danis Rybalko. Fuori gara, ma di grande impatto, anche le esibizioni degli stuntman della Scuola di Polizia di Mirabilandia e dei piloti di Quadrift, ma anche le Vespe elaborate di Nicola l’Impennatore, una presenza ormai tradizionale per il pubblico di Verona. Velocità, eccitazione, fumo di gomma bruciata e tanto divertimento al Drift Show e Taxi 36

Drift di Graziano Rossi e dei suoi piloti. Al volante delle loro Nissan 350Z da quattrocento cavalli, gli artisti del traverso di Daba Drift hanno scatenato l’adrenalina di decine di passeggeri, al punto da far dire a Rossi che “se dovessi trovarmi al loro posto, quantomeno li ucciderei! Qualcuno ostenta tranquillità, altri dicono non mi vedrete mai più! Ma quando capiscono che non c’è pericolo e che il drifting è come ballare in coppia con il pilota, ci prendono gusto”. Fra i piloti si è esibita anche Alessandra Rossi, fidanzata del pilota MotoGP Andrea Dovizioso e non meno brava di lui al volante di un’auto da drifting. “Il Dovi? In macchina con me non ci vuole mai venire, è già tanto che mi stia di fianco quando guido la nostra... Ma lasciatemi ancora un po’ di allenamento e parte la sfida a due”. Ha regalato un autentico, grande spettacolo il 2° Trofeo MBE Urban Enduro andato in scena sabato e domenica nell’area esterna B2, con la regia del Moto Club Spoleto. Una trentina di piloti si sono sfidati su un percorso sterrato molto tecnico che, in poco più di mezzo chilometro, è riuscito a condensare tante delle tipiche difficoltà dell’enduro. Un anello impegnativo, messo a punto sotto la supervisione dell’ex campione del mondo Mario Rinaldi, che ha imposto ai piloti grande concentrazione e che ha offerto divertimento ed emozioni ai protagonisti e

ai tantissimi spettatori. Tre le categorie, Mini 65, Mini 85 e Open, due le giornate di gara con classifiche separate. Sabato si sono imposti l’undicenne piacentino Marcello Bruschi (KTM) nella 65, il quattordicenne piemontese Alessio Gallo (Husqvarna) nella 85 e il ternano Andrea Spagliccia, 16 anni, su Beta nella Open. La domenica il portacolori del M.C. Val Luretta Bruschi ha concesso il bis nella categoria inferiore precedendo ancora Manuel Dell’Occhio (KTM) e Loris Menichelli. Nella 85 la vittoria è andata ad Andrea Bocconi davanti ad Alessio Gallo ed Elia Zucconi (Husqvarna) mentre al vertice della Open, al termine di tre combattutissime finali, è salito il figlio d’arte Enrico Rinaldi davanti a Pietro Pini e a Simone Cristini.


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http://bottpower.com/

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N

oi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia. Filippo Tommaso Marinetti Manifesto Del futurismo - 1909

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A.A.A. Atletica. Aerodinamica. Adrenalinica.

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