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IL NOSTRO IMPEGNO CIVILE: METTERCI LA FACCIA

IMPEGNO CIVILE CON FRANCHIN


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“La nostra lista si chiama Impegno Civile perché il tempo presente lo impone. L’impegno civile è ciò a cui siamo chiamati tutti noi cittadini e nel quale spero tutti si possano riconoscere. Civile significa qualcosa di più, significa superare le distinzioni di parte e alzare lo sguardo oltre le mura cittadine. Il nostro contributo sarà preciso e concreto come concrete e precise devono essere le risposte da dare ai seri problemi che abbiamo di fronte. Impegno civile significa riportare i cittadini a partecipare alle scelte di governo della città: smettere di delegare e metterci invece la faccia” Luciano Franchin

IMPEGNO CIVILE CON FRANCHIN

Il simbolo della lista "Impegno Civile con Franchin" , una bicicletta in campo giallo, esprim e l 'id ea di una Treviso pe nsata e organizzata a misura d’uomo. Una città che per realizzarsi richiede un cambiamento politico profondo. La nostra lista si presenta alle prossime elezioni amministrative comunali del 26 e 27 maggio come elemento for te e propositivo nella coalizione “Treviso Bene Comune”, in appoggio al candidato sindaco Giovanni Manildo. Siamo convinti della necessità di unione delle forze che hanno deciso di imprimere una svolta netta alla politica cittadina per dare una nuova amministrazione a Treviso.

La nostra lista nasce per realizzare un progetto di cambiamento sociale, culturale e civile e fare di Treviso un luogo di eccellenza nella qualità della vita: per ridurre i costi dei servizi, moltiplicare gli investimenti, aumentare la qualità della vita dei trevigiani, ripopolare la nostra città.

Vogliamo raccogliere l’impegno civile delle donne e degli uomini della nostra città, di tutte le forze sociali, imprese, fondazioni, associazioni, comitati, volontariato, gruppi culturali, scuole, parrocchie, partiti, che vogliono il cambiamento. Ora serve la forza che nasce dalla democrazia partecipata. Serve un'amministrazione comunale che riprenda la sua naturale funzione: la regia unitaria dello sviluppo di Treviso, per farla tornare una vera città capoluogo.


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L'IMPEGNO CIVILE PER UNA TREVISO VIVIBILE, GIOVANE, EUROPEA 1

Impegno civile per la partecipazione democratica

Vogliamo dare concretezza alla democrazia partecipata con: — la valorizzazione delle donne nella società attraverso la loro presenza nei ruoli di rappresentanza politica e istituzionale; — l’istituzione delle consulte di quartiere, delle associazioni, dei cittadini stranieri, dell’economia e del lavoro che affiancheranno il Consiglio Comunale nell’analisi dei problemi e nell’individuazione delle soluzioni; — il referendum cittadino: consultivo, propositivo, abrogativo; — le proposte di delibera di iniziativa popolare; — la consultazione dei cittadini attraverso le associazioni e i comitati di quartiere nell’elaborazione del bilancio del Comune; — la riapertura dei luoghi di riunione, a partire dalle vecchie sedi dei consigli di quartiere, a tutti i gruppi di cittadini che vogliono autonomamente costituirsi, nel rispetto della Costituzione; — l’istituzione dell’Anagrafe Pubblica degli Eletti, che permetta ai cittadini di conoscere le dichiarazioni dei redditi degli amministratori pubblici; — adeguata pubblicizzazione delle delibere consigliari; — scelta dei rappresentanti del Comune nelle società partecipate con criteri di trasparenza e competenza, evitando il cumulo dei mandati.

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Impegno civile per fermare il cemento: bloccare subito le lottizzazioni

Il Piano di Assetto del Territorio (PAT) proposto dalla Lega conferma la potenzialità edificatoria residua del vecchio PRG, 1.600.000 metri

cubi (cioè altri 4.500 appartamenti): va sospesa la realizzabilità delle lottizzazioni del vecchio PRG. Le relative cubature vanno ridotte e trasformate in crediti edilizi, da utilizzare senza cementificare aree verdi. La forsennata edificazione di questi decenni ha provocato una disastrosa bolla speculativa: nel 2001 c’erano 2.698 alloggi vuoti, nel 2012 sono circa 4.000. I trevigiani hanno investito i loro risparmi in costruzioni di bassa qualità, pagate a caro prezzo, e ora ne vedono ridotto il valore.

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Impegno civile per fermare quel che resta del “risiko” immobiliare

e rendere così disponibile al Comune la somma di 8.650.000 euro garantita dalla Fondazione Cassamarca, ma vincolata al restauro del palazzo della Prefettura: la nuova amministrazione la potrà utilizzare per gli investimenti ritenuti prioritari.

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Impegno civile per “rigenerazione urbana”

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Impegno civile per una politica della casa

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Impegno civile per una mobilità a misura di pedone e di ciclista

Le caserme Salsa e De Dominicis, lo Scalo Motta, l’area dell’exConsorzio Agrario a Ponte della Gobba, dovranno diventare motori di “rigenerazione urbana” e di riqualificazione dei quartieri circostanti, con la realizzazione di nuovi boschi urbani per una città sempre più verde. Alle frazioni va dato carattere urbano dotandole di servizi pubblici (centro civico, poliambulatorio biblioteca) e privati (bar, negozi). Vogliamo così richiamare a Treviso nuovi abitanti, offrendo una città viva e bene ordinata, dove si possa vivere meglio che in altri luoghi: Treviso eccellenza nella qualità della vita.

In tempi di crisi economica e sociale è doveroso che il Comune usi il suo patrimonio immobiliare per dare risposte concrete alle fasce sociali più deboli: affitti agevolati per giovani coppie, famiglie a basso reddito, anziani, lavoratori stranieri, sfrattati. La decisione di vendere le case popolari di proprietà comunale è sbagliata: sono un bene pubblico pagato da tutti e vanno conservate per risolvere le emergenze abitative.

La riqualificazione dei quartieri consentirà di ridurre l’uso dell’auto e di privilegiare gli spostamenti di pedoni e ciclisti. In questa prospettiva


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sarà necessario procedere a una progressiva pedonalizzazione del centro storico che ne valorizzi il patrimonio architettonico e le attività commerciali e culturali. Va ripensata la rete di collegamento dei trasporti urbani e va programmata la progressiva introduzione di mezzi elettrici non inquinanti. Una metropolitana di superficie a servizio della città: nel territorio comunale la ferrovia metropolitana dovrà avere carattere urbano, con fermate da Monigo fino a Sant’Artemio, per consentire un’ulteriore riduzione dell’uso delle auto in città.

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Impegno civile per un aeroporto a servizio della città

L’ulteriore incremento del numero dei voli al “Canova” è improponibile: mancano corridoi stradali e ferroviari di collegamento adeguati; aumenterebbe in maniera insostenibile l’inquinamento atmosferico e acustico, si aggraverebbero i rischi per la sicurezza e i problemi per la tutela del Parco del Sile.

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Impegno civile per l’aria, l’acqua, il verde

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Impegno civile per il lavoro e la ripresa dell’economia cittadina

Vanno fatte concrete azioni di riduzione dell’inquinamento atmosferico, in applicazione delle leggi nazionali, favorendo la sostituzione delle vecchie caldaie da riscaldamento e riducendo l’uso dell’auto in città. Va richiesto ad Alto Trevigiano Servizi (che si occupa del servizio idrico) un piano straordinario di ampliamento della rete fognaria per depurare meglio le acque reflue che finiscono nel Sile. Va attuato il “piano acque” per ridurre il pericolo di allagamenti. Va ampliato il patrimonio arboreo per il valore paesaggistico degli alberi e per la loro funzione antismog.

Attraverso l’istituzione di un apposito ufficio Fondi Europei il Comune dovrà utilizzare tutte le opportunità offerte dai finanziamenti europei. Vanno messe in opera, con Provincia e Regione, tutte le iniziative per contrastare la disoccupazione e la precarietà del lavoro. I terreni pubblici lasciati in abbandono vanno affidati alle Cooperative già esistenti per coltivazioni biologiche, impiegando giovani e persone con difficoltà di inserimento lavorativo: un’occasione di sviluppo, di lavoro e di valorizzazione del territorio.

La gestione attenta degli alloggi pubblici del Comune consentirà di risparmiare e potrà diventare un'altra occasione di lavoro. La crisi delle attività commerciali del centro storico va affrontata coinvolgendo le associazioni di categoria. Il Comune deve intervenire sul problema del “caro affitti” di negozi e locali e deve impegnarsi per realizzare una città più “attrattiva”. Il Comune deve promuovere Consorzi tra i negozianti, coordinando gli interventi per rafforzare le specificità e la caratterizzazione degli esercizi di una strada. Il Comune deve promuovere la costituzione di cooperative per l’acquisto solidale. Va ampliata la rete di fibra ottica in tutto il territorio comunale per una rete Internet più veloce, che invogli le piccole imprese a stabilirsi nel comune; va migliorata ed estesa la copertura della rete wifi in tutto il territorio comunale.

10 Impegno civile per la cultura

È necessario dare voce alla città, al suo territorio e alle sue specificità - acqua, verde, patrimonio architettonico e urbanistico storico - perché diventino motivo di manifestazioni culturali di rilievo nazionale e garantiscano anche un nuovo interesse turistico per Treviso. Serve un progetto complessivo in grado di ridare valore e presenza ai Musei, alla Biblioteca, ai Teatri perché esprimano pienamente le loro potenzialità. Vanno messi in discussione gli accordi per l’utilizzo del Teatro Comunale e del Teatro Eden: il Comune non può rinunciare a un ruolo attivo nella gestione dei due teatri della città. Ai gruppi giovanili (formali e spontanei) vanno assicurati spazi per le attività sociali, artistiche, culturali, musicali: è un’esigenza a cui non può sottrarsi una città voglia davvero valorizzare la creatività delle nuove generazioni.

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Impegno civile per la famiglia, la donna, gli anziani, la salute, lo sport

La famiglia è insieme soggetto erogatore e fruitore di servizi. La rete delle famiglie è centrale per tenere unito il tessuto sociale e svolge un ruolo attivo e propositivo nei confronti dell’intera Comunità. Il Comune dovrà avviare lo Sportello Famiglia per: favorire la conoscenza e l’uso dei servizi offerti dal Comune e dagli altri Enti; dare le informazioni per presentare le domande di intervento in campo sociale, sanitario ed


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educativo previste da normative comunali, regionali e nazionali; stimolare processi di mutuo sostegno tra famiglie e tra singoli. È necessario sostenere gli asili comunali esistenti e dare avvio a micro asili nido diffusi nei quartieri. Occorre intervenire per conciliare gli orari di lavoro dei genitori con quelli degli asili nido e delle scuole. Vanno ridefinite le condizioni per l’accesso e la compartecipazione ai costi dei servizi sociali, integrando l’indicatore ISEE con il sistema del “quoziente familiare” che considera il numero dei componenti il nucleo, il numero di quanti lavorano, la presenza di persone diversamente abili o non autosufficienti. Va dato sostegno ai centri diurni e alle attività dei gruppi anziani che garantiscono socializzazione e mantenimento della loro autonomia. Va attivato un progetto di trasporto per anziani per visite mediche, terapie, esami diagnostici, o di accompagnamento ad attività ricreative, socio-assistenziali, o per necessità di spostamenti dovuti a esigenze burocratiche o domestiche. Il servizio di trasporto sociale e sanitario degli anziani verrà predisposto in tutta Treviso, tutti i giorni della settimana, compresa la domenica. Si istituirà un Ufficio comunale, in collaborazione con le Associazioni di Volontariato, per valutare le richieste in base alle risorse disponibili. In alloggi di proprietà comunale vanno avviate strutture di co-housing (condividere un micro-nido per i bambini, un orto o una serra, sale condominiali, un servizio di car sharing) a vantaggio sia di coppie anziane che giovani. Lo sport e l’attività fisica: va incoraggiata la creazione di aree attrezzate per la libera attività sportiva, campetti da basket, piazzole attrezzate, campetti di calcio, anche per favorire l’aggregazione dei cittadini e il ritorno delle famiglie nel tessuto urbano

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Impegno civile per i diritti e la trasparenza

È un segnale di rispetto e di civiltà l’istituzione del registro delle unioni civili e del registro dei testamenti biologici. Vanno avviate anche le necessarie attività di informazione e formazione dei cittadini per scrivere il testamento biologico. Va dato un opportuno adeguamento alle due sale del commiato esistenti, per renderle più accoglienti e adatte alle aumentate richieste di utilizzo.

LA SQUADRA

LUCIANO FRANCHIN

RICKY BIZZARRO

63 anni, professore di Filosofia, docente Arci, membro Commissione Etica Ulss 9, ideatore della Lista Impegno Civile

52 anni, una figlia, musicista, autore, giornalista, fondatore della rock band Radiofiera

GIORDANA BASSANI

GHITA BORDIERI

51 anni, una figlia, consulente aziendale

ALESSANDRO BETTIOL 34 anni, lavora all’Arci di Treviso, fa il DJ nel tempo libero

LUCIA BIFFIS 64 anni, due figli, insegnante in pensione, segretario della Società Iconografica Trivigiana

20 anni, studia Sociologia, membro Rete Studenti, rappresentante studenti Dipartimento del Corso di Laurea

ALBINO BORDIERI 53 anni, un figlio, analista programmatore, presidente gruppo d’acquisto MDE, presidente Associazione Fare Treviso, membro fondatore del Movimento per la Decrescita Felice

GILBERTO CACCO 61 anni, due figli, dirigente Ater


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LUIGI CALESSO

PAOLA FRIGERIO

48 anni, una figlia, bancario, impegnato nell’Associazione culturale e politica L’Altra Treviso

55 anni, giornalista

KATIUSCIA CAPPELLAZZO

ELISABETTA FRATE

46 anni, due figli, avvocato

56 anni, due figlie, medico pediatra genetista

TIZIANO (TITTA) CASAGRANDE

CRISTINA GAION

57 anni, due figli acquisiti, insegnante, allenatore sportivo, ex nazionale di rugby

55 anni, un figlio, imprenditrice, membro del direttivo ANFFAS

STEFANO MARONESE

LAURA RUPENI

23 anni, studente, redattore, volontario nei Gruppi Giovani

61 anni, due figli, dirigente medico, radiologa ed ecografista, ha lavorato in ospedale, opera presso l’ambulatorio di Borgo Cavalli

DIMO MENSAH

ELENA SABATO

20 anni, studente del Politecnico di Milano, volontario per l’associazione Icare

21 anni, studentessa di Mediazione Linguistica e Culturale a Ca' Foscari

RAFFAELA MULATO

GIOVANNI SCHIEVANO

55 anni, docente e urbanista, presidente Associazione onlus Moving School 21

52 anni, due figli, area-manager nel settore comunicazione, musicista e compositore

GIOVANNI NEGRO

GRAZIA SFERRAZZA

VALENTINA COLZERA

RENATA GIACOMINI

21 anni, studentessa di Filosofia e Scienze Umane, lavora in una pasticceria

53 anni, architetto, tecnico bio-edile, socia Fondazione Bellisario membro degli Stati Generali della Green Economy

63 anni, tre figli, ingegniere, libero professionista, consigliere comunale

GIACOMO COVACICH

MAUDE LANDRON

VALENTINO NICOLA

33 anni, grafico designer, editore indipendente

30 anni, un figlio, insegnante e traduttrice

33 anni, architetto, libero professionista, fotografo nel tempo libero

ROBERTO DA RE

GIACOMO LUCCHETTA

PAOLO RUGGIERI

MARCO ZANTA

66 anni, un figlio, consulente aziendale

50 anni, un figlio, artista, fotografo e docente di fotografia

57 anni, imprenditore

21 anni, studente al Politecnico di Milano, volontario per la Cooperativa Solidarietà

53 anni, due figli, ex pubblicitaria, ha intrapreso studi di medicine complementari, vice presidente dell’associazione Liberamente Onlus

MICHELE TRALDI 49 anni, due figli, architetto, libero professionista


Impegno Civile - Mettiamoci la faccia  

Il programma e la squadra di Impegno Civile

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