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ANNO II | # 16 | 5 MAGGIO 2011

la rubrica

C

ome cambierà tutto? Il fondatore di Edge John Brockman lo ha chiesto a un centinaio di menti elette del nostro tempo. Le idee che trasformeranno il futuro sono raccolte in un libro, le opinioni più visionarie e interessanti sembrano essere quelle dedicate alla mente e al cervello. Molti scienziati, ricercatori e psicologi concordano sul fatto che in un futuro non ben specificato il cervello umano possa essere replicato in laboratorio, o almeno si possa prevedere di trasferire su un modello 3D semi-sintetico una parte del complesso funzionamento di neuroni e sinapsi, ad esempio la memoria. Il neuroscienziato David Egleman sostiene che non siamo molto lontani dal download della coscienza su computer, mentre lo psicologo Jamshed Bharucha parla di sincronizzazione dei cervelli, infine il ricercatore Leo M. Chalupa introduce il concetto di plasticità del cervello. Ora, cosa c’entra tutto questo con il marketing e il branding? Direi moltissimo. Il download delle menti su supporto digitale è infatti già iniziato: pensiamo ai social network. Facebook è uno strumento ancora molto grezzo, Twitter molto tecnico, Flickr, Instagram, Foursquare e Gomiso ancora troppo sommari. Tuttavia

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soliloquio a cura di Paolo Pascolo - direttore creativo di Imille • Twitter.com/PaoloPascolo

sta avvenendo proprio questo, le nostre vite si stanno lentamente trasferendo su supporto digitale, parte dei nostri momenti reali vengono tracciati: uno status, una foto, una localizzazione gps, un programma tv, una news che vogliamo commentare e condividere. Nel futuro tutto questo sarà molto più sofisticato, ogni nostra azione potrà essere tracciata e rivenduta (sotto la nostra approvazione) alle marche per indagini di mercato o per pubblicizzare beni e servizi.

Tutto questo avviene già sul web: Google, Facebook, Ebay, Amazon profilano gli utenti e vendono adv contestualizzata, in futuro potranno comunicare a una sorta di grande intelligenza distribuita e sincronizzata come un singolo organismo controllato da un sistema nervoso distribuito. Una volta avvenuto il download delle menti infatti esse potranno comunicare fra loro in maniera molto più veloce, quasi istantanea; la rete non sarà più il web come lo conosciamo oggi, ma una sorta di mind-graph che connette (sempre sotto la nostra approvazione) tutte le menti facenti parte di un sistema. Infine la plasticità del cervello (cioè la capacità delle cellule del cervello di essere malleabili dall’esperienza) tipica del primo sviluppo potrebbe essere protratta più a lungo nel corso

Cambierà tutto? non è fantascienza: il download delle menti sui computer è già iniziato. attraverso il web, preferenze, desideri e intenzioni di tutti noi vengono trasferiti, e mappati, su supporti digitali. Aprendo a scenari impensabili solo fino a qualche anno fa

della vita. L’evoluzione cognitiva unirebbe così la flessibilità mentale, tipica del primo sviluppo e l’efficacia, tipica dell’età adulta; qualità che attualmente sembrano non poter coesistere nella specie umana. Gli individui così sarebbero molto più reattivi agli stimoli (anche pubblicitari) e capaci di imparare molto di più e molto più a lungo.

Sembra un film fantascientifico a metà tra Matrix e Minority Report dove finalmente si realizza il sogno impossibile dei “brand”: ovvero la completa mappatura delle preferenze e intenzioni umane. Nel 1992 l’artista Thomas Bayrle ha scritto che uno dei più grandi errori del futuro sarebbe stato confondere la “memoria” con l’”immagazinamento”. La differenza é fondamentale: la memoria é imperfetta, fallibile e malleabile; ci rende ciò che siamo: esseri in continua mutazione mentre la perfezione digitale dell’”immagazinamento” genera l’impossibilità di dimenticare. Miliardi di dati che rimangono e che sarà sempre più difficile interpretare. Charles Seife scrive che con la progressiva digitalizzazione l’informazìone crescerà esponenzialmente, tuttavia il rumore rischierà di coprire il segnale. Solo una saggezza prettamente umana sarà in grado di capire quando ignorare le informazioni e quando dimenticarle.

John Brockman Come cambierà tutto Cosa sarà a modificare davvero il nostro futuro? Quale idea capace di stravolgere le regole del gioco possiamo aspettarci di vedere nel corso della nostra vita? Per rispondere a queste domande, John Brockman, fondatore dell’influente forum scientifico The Edge, si rivolge alle più autorevoli voci della scienza e della cultura contemporanee, da Chris Anderson a Richard Dawkins, da Lisa Randall a Nassim Nicholas Taleb, da J. Craig Venter a Ian McEwan. Le loro visioni, raccolte nel libro, indicano una nuova via per il futuro, in cui le interazioni tra scienza e cultura saranno le principali forze agenti. E in cui potremmo comunicare solo con il pensiero, sostituire il nostro cervello con i chip di un computer, abitare su altri pianeti e addirittura sconfiggere la morte grazie a corpi meccanici. Sarà davvero così? Vale sempre la massima coniata dal Nobel per la fisica Dennis Gabor, padre del laser, “il futuro non si prevede, si inventa”. <Il saggiatore pag.371 – 23,00 euro


Cambierà tutto?