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È attribuita al grande scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry la sentenza: “La perfezione (nel design) si ottiene non quando non c’è nient’altro da aggiungere, bensì quando non c’è più niente da togliere”. Sebbene sussista qualche dubbio sulla veridicità dell’attribuzione, giacché non è chiaro quando le parole siano state pronunciate, si tratta di una massima che ogni architetto dovrebbe avere impresso sul tavolo di lavoro. Quella del progettista è una disciplina che all’esaltazione della creatività deve affiancare l’esercizio continuo della criticità. La progettazione è infatti un processo a due sensi: allo sviluppo delle idee deve contrapporsi la loro impietosa messa in dubbio per verificarne la tenuta. Con questo metodo molte suggestioni decadono, e solo poche intuizioni mostrano il loro vero potenziale.

L’aver sottoposto i propri progetti a questa pratica faticosa e a volte dolorosa è il filo rosso che lega molte delle realizzazioni presentate in questa rivista. Si tratta di opere segnate da un’elegante essenzialità, ottenuta senza detrimento per la ricerca formale. Opere che mostrano appunto di essere state oggetto di quel processo intenso di verifica e limatura che si accompagna alla progettazione di qualità. Il panorama di realizzazioni esposto nelle pagine di Progetti costituisce così un itinerario attraverso la buona architettura: delinea una sorta di storyboard della cultura architettonica italiana contemporanea. La quale si è evoluta in sintonia con l’agenda dei padri del movimento moderno, ma non riconoscendo e anzi ricucendo lo scisma fra forma e funzione.

D’altra parte la celebre frase “Form follows function”, essa pure di dubbio padre, è originata da un fraintendimento che ha introdotto un inutile oscillante pendolo fra formalismo e funzionalismo. Quasi che scegliere una delle due opzioni significasse rinunciare all’altra. L’architettura italiana recente mostra invece come non ci sia contrapposizione fra valore della forma e ricerca della funzionalità. Gli architetti hanno il compito di ricomporre questa dicotomia massimizzando le prestazioni delle diverse componenti del dispositivo che hanno in gestazione: forma, funzione, programma, organizzazione, concorrono parimenti al costruire architettura. Franco Panzini


sommario

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CULTURA/EDUCAZIONE

8 Progetto in campo abdarchitetti Botticini De Appolonia & Associati Camillo Botticini 14

All’Opera ABDR Architetti Associati Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri, Filippo Raimondo

26 Curve musicali Melaragni+Campagna Archimmagine studio Francesco Malaragni, Marina Campagna 34 Porta del Parco A.T.I. Servizi Integrati Srl - IDI Srl Silvio D’Ascia Architecture 44 Costruire nel costruito Bodàr_Bottega d’architettura

LUOGHI DEL LAVORO

52 Energia attiva Mario Cucinella Architects Srl 60 Sfida alla gravità Antonio Iascone Ingegneri Architetti 68 Aria, acqua e terra Zucchetti Architetture Mauro Zucchetti

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RESIDENZE UNIFAMILIARI

96 Casa di “Montagna” act_romegialli Gianmateo Romegialli Angela Maria Romegialli, Erika Gaggia 04 Operazione volume 1 Giorgio Basso Alfonso Sernagiotto 110

Strutture ambigue Architecno studio associato Paolo Calderaro Paolo Palmas

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Paesaggio architettura arte GAAU- gruppo architettura ambiente urbanistica Daniele Pezzali Fabio Iemmi

24 Indipendenti geometrie 1 Openbau studio Sara Fattori, Filippo Landini, Giovanni Sacchetti 32 Fluidità della luce 1 Vanda Venturi 40 Da edificio rurale a dependance 1 Marco Turchi, Alberto Pozzi La casa e l’isola Naema Architettura Caterina Esposito Giampiero Lamonica

76 Spazio vintage MDAA Architetti Associati Srl

48 1

86 Sperimentare la forma Iosa Ghini Associati

56 Sovrapposizioni 1 Raimondo Guidacci

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RESTAURO

64 Comporre l’eterogeneo 1 2tr_architettura Luca Montuori, Riccardo Petrachi 72 La torre 1 SMN Studio di Architettura G. L. Sylos Labini e Partners 182 Indirizzario


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progetti Pubblicazione periodica Maggio 2012 Iscrizione al Tribunale di Pesaro n° 442 del 06/12/1998 Direttore responsabile Paolo Paci Direttore editoriale Franco Panzini Direttore divisione editoriale Emanuele Scapini Redazione Andrea Mancini

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Giornalisti Marta Alessandri, Caterina Bernucci, Veronica Borriello, Paola De Simone, Sveva Guerra, Ester Marinelli, Barbara Piccolo, Engle Prati, Monica Prencipe, Claudia Rosi Progetto grafico Georgia Matteini Palmerini Ufficio grafico Giovanna Pompili Web marketing Elmir Mustafic Fotolito Laser Comunicazione Fotografi Sara Angel, Fabio Bracarda, Santi Caleca, Alessandro Ciampi, Alessandra Chemollo, Vito Corvasce, Daniele Domenicali, Luigi Filetici, Mario Flores, Luca Gambuti, Marcela Grassi, Barbara Jodice, Massimo Mantovani, Nico Marziali, Giacinto Mongelli, Alberto Muciaccia, Michele Panduri, Filippo Simonetti, Filippo Trojano, Santino Trifilò

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Ufficio abbonamenti progetti@gruppoquid.it Stampa Sat - Pesaro Quid Edizioni srl via degli Abeti 190 - 61122 Pesaro tel. 0721 1792441 - fax 0721 425050 progetti@gruppoquid.it

Progetti è un’iniziativa editoriale Quid Edizioni Concept Paolo Paci


Uno spazio polifunzionale per la piccola città di Nave Il nuovo complesso culturale al confine tra la Firenze verde e quella in pietra Museo laboratorio dedicato alla zampogna, come identità culturale e di aggregazione Le storiche acciaierie Ilva di Bagnoli si trasformano in un complesso di servizi integrati al turismo L’ex Centrale del Latte di Barcellona assume un nuovo ruolo urbano e sociale


Cultura/educazione


8

cultura/educazione

Nave - Brescia

Intervento Nuova palestra Luogo Nave (BS) Progettisti Camillo Botticini Consulenze Franco Palmieri (strutture), Studio Associato Valzelli (Impianti) Committente Comune di Nave Anno di redazione 2007 Anno di realizzazione 2008 - 2009 Costo Euro 1.482.865,62 Imprese esecutrici ORER Srl Dati dimensionali 700 mq

Testo - Barbara Piccolo Foto - Alessandra Chemollo

abdarchitetti Botticini de Appolonia & Associati Camillo Botticini

Progetto in campo Uno spazio sportivo polifunzionale per la piccola città di Nave Nave è un piccolo complesso che sorge nella vallata ai piedi delle colline che caratterizzano Valtrompia. La sua vocazione prettamente industriale l’ha resa nel tempo un po’ anonima rispetto al contesto circostante impedendole di trovare una propria identità al cospetto dell’imponente natura. Il progetto in questione viene realizzato vicino a un altro luogo pubblico, le scuole medie realizzate negli anni Settanta e caratterizzate dunque dallo stile progettuale di quegli anni. Nell’area dove si è prevista la nuova costruzione, il terreno presenta un notevole dislivello di tre metri lungo l’asse longitudinale dell’edificio, si è dunque resa necessaria la conciliazione con tale morfologia cercando di integrare al meglio l’edificio con il contesto. La scelta architettonica ricade su un volume parallelepipedo in alluminio sospeso e al contempo innestato nel suolo alla sua quota più alta. Il volume apparentemente massiccio si concilia con la scelta monomaterica dell’alluminio che ne smaterializza l’impatto iniziale e che rievoca i colori cerulei del cielo. Al contempo la parte sospesa, molto compatta e alternata solo da finestre a nastro che evidenziano gli spogliatoi, viene alleggerita da una finestra continua che è posta alla stessa altezza del campo da gioco e che si apre totalmente al paesaggio. Il centro sportivo non viene pensato solo per le normali attività sportive e didattiche ma viene realizzato anche in vista di eventi sportivi pubblici e di rilievo; proprio per questa finalità vengono realizzati due ingressi, uno per

i giocatori o alunni che siano e l’altro per gli spettatori. I giocatori possono dunque accedere al campo da gioco direttamente dal parcheggio posto in fronte all’edificio. Lo stesso campo da gioco, delle dimensioni stabilite secondo la normativa dello sport, permette agli spettatori di accedere al ballatoio che lo percorre esternamente attraverso l’ingresso principale che si trova rivolto al sud e che presenta un’ampia scala e un ascensore in grado di condurre a quota di tre metri rispetto allo stesso ingresso. Il pavimento del campo è realizzato in gomma colorata arancione unico colore all’interno che contrasta con il grigio delle resine dei pavimenti, delle pareti e delle strutture metalliche che caratterizza tutto l’intervento. L’unica variazione materica di tutto il complesso viene tradotta attraverso l’inserimento di un blocco vetrato rivestito a sua volta in legno a sbalzo sulla facciata principale; tale scelta mette in evidenza la profondità del volume e scalda i toni freddi dell’alluminio. Il blocco ha la funzionalità di disimpegno per la tribuna posta sul lato est. Da tutti i lati, all’altezza dei tre metri, è possibile vedere il campo secondo la filosofia dell’arena romana, gli accessi secondari si declinano in una rampa sul lato nord e in una scala a sbalzo su quello ovest.Il tetto diventa una struttura cassettonata grazie all’uso di travi di acciaio reticolari incrociate. Al suo interno si trovano il sistema di riscaldamento dotato di aerotermi sia le lampade per illuminare il campo da gioco. La copertura piana con pannello in hi-bond viene protetta da una lamiera in alluminio.


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Veduta della facciata principale caratterizzata dall’uso di alluminio, vetro e legno


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cultura/educazione

Nave - Brescia

Pianta


11 Prospetti


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cultura/educazione

Nave - Brescia Il volume sospeso in alluminio appoggia su una lunga finestra continua


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La lunga rampa di accesso alla struttura; vista interna dalle gradinate laterali


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Firenze

cultura/educazione

Intervento Nuovo Teatro dell’Opera Luogo Firenze Ente Appaltante Presidenza del Consiglio dei Ministri Ufficio del Commissario Delegato OPCM n. 3783 del 17/06/2009, Comm. Elisabetta Fabbri Progettisti Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri, Filippo Raimondo (ABDR Architetti Associati) Collaboratori Stefano Pieretti (coordinamento operativo), Rocco Smaldone (modellazioni tridimensionali) Imprese esecutrici S.A.C. Società Appalti Costruzioni Spa (capogruppo), IGIT Spa Direttore Lavori Giorgio Caselli RUP Giacomo Parenti Coordinamento discipline specialistiche Angela Ranieri (S.A.C. Società Appalti Costruzioni Spa) Consulenza per l’acustica strutturale ed ambientale Jürgen Reinhold (MÜLLER – BBM) Consulenza per l’acustica – particolari esecutivi Enrico Moretti, Maria Cairoli (BIOBYTE srl) Consulenza per i Sistemi Teatrali Pier Luigi Pizzi, Massimo Gasparon Coordinamento sicurezza in fase progettuale Massimo Bartaletti Consulenza artistica Gregorio Botta Progettazione strutturale Tommaso Albanesi, Simone Senesi (ITALINGEGNERIA Srl) Consulenza geologica e geotecnica Salvatore Miliziano (DMS ENGINEERING Srl) Progettazione esecutiva strutture metalliche Roberto Tonelli (TONELLI INGEGNERIA Srl) Progettazione impiantistica Renato Tito, Danilo Cavaliere (ENETEC Srl) Consulenza per impianti meccanici e sistema di supervisione e controllo Franco Crespi, Giuseppe Latella, Goran Grazin (LC Progetti Srl) Consulenza per impianti elettrici e speciali Claudio Pavone Consulenza per sistemi illuminotecnici Massimiliano Baldieri (BALDIERI Srl) Progettazione esecutiva prevenzione incendi Angelo Reale, Angela Ranieri, Nicola Farinola, Francesco Lucernari (A.T.I. S.A.C. - IGIT); consulenze - Giacomo Ruggeri, Massimo Bartaletti Progettazione scenotecnica Angelo Reale, Angela Ranieri, Nicola Farinola, Francesco Lucernari (A.T.I. S.A.C. - IGIT); Enrico Moretti, Maria Cairoli (BIO BYTE Srl) Consulenza per le macchine sceniche THEATRE PLAN LLP - Richard Brett (BSc CEng FIEE MSCT), Clive Odom, Dave Ludlam (BSc CEng MIEE) Imprese fornitrici Oikos paint Periodo di realizzazione 2009 - 2011 Costo Euro 137.000.000,00

ABDR Architetti Associati Maria Laura Arlotti Michele Beccu Paolo Desideri Filippo Raimondo

Testo - Barbara Piccolo Foto - Luigi Filetici Ritratto - Enrica Scalfari - AGF

All’Opera Un Auditorium centro di un nuovo complesso culturale a Firenze

L’area oggetto dell’intervento di realizzazione del “Nuovo Auditorium” rappresenta una zona piuttosto marginale all’interno della città di Firenze, proprio a ridosso del confine tra la Firenze verde e quella di pietra, tra il Parco delle Cascine e la città stessa. La scelta è quella di dar vita a un sistema integrato di aree aperte e percorribili che permettano, a diverse altezze, di accogliere i due auditorium e la cavea all’aperto. Il palco artificiale, pensato con le coperture praticabili dell’edificio, si concilia con le forme sinuose del parco naturale delle Cascine. Ciò che ne verrà sarà un centro culturale a tutti gli effetti con il Parco della Musica e della Cultura, gli auditorium e i servizi annessi oltreché le importanti preesistenze come Leopolda. Trattandosi in primo luogo di un centro musicale, l’intervento è pensato per ottenere le migliori prestazioni a livello tecnico per raggiungere i migliori risultati su ogni tipo di genere musicale dalla lirica alla musica da camera, fino ad arrivare alla concertistica e al rock. Dal punto di vista estetico si tratta di un progetto dall’importante impatto estetico fondato sul principio di estrema chiarezza architettonica. Una zoccolatura inclinata regge le due grandi sale della musica e il volume della torre delle scene. Il volume massiccio si integra con i percorsi sinuosi interni ed esterni costituiti da rampe e terrazzi. Provenendo dal Parco delle Cascine si accede, attraverso una grande vetrata, al foyer. La forma delle sale viene pensata nella dimensione dell’ottenimento della migliore soluzione acustica. Inserita all’interno del volume inclinato,

viene pensata la sala maggiore con capienza di 1800 posti. La tradizionale forma a ferro di cavallo, reinterpretata comunque attraverso nuove condizioni di disegno, viene accolta all’interno di rampe e scale che, oltre a permettere una distribuzione fluida, consentono lo stacco dell’involucro dalle pareti e una migliore resa acustica. Lo stesso sistema di distribuzione laterale conduce all’unico ordine di galleria presente, mentre la platea è direttamente accessibile dal foyer. Il palco è costituito da un fulcro centrale per la rappresentazione scenica e da due tasche laterali per il movimento degli allestimenti fuori scena; unico palco che permette una diversità di dimensioni con la profondità della scena doppia rispetto ai tradizionali teatri europei. Lo stesso palco della sala da 1100 posti può declinarsi in palco per le rappresentazioni teatrali, così come in palco per musica concertistica riuscendo a ospitare fino a 115 musicisti. I rivestimenti interni dello spazio sono pensati in legno e dotati di tende acustiche speciali per l’ottimizzazione dell’acustica. Infine la cavea, posizionata in copertura del teatro, può accogliere fino a 2000 spettatori; un vero salotto urbano dotato di sedute in pietra alternate ad angoli di verde. Un luogo interamente adibito alla musica, al teatro, all’arte e a tutte le loro possibili declinazioni; la piazza esterna si caratterizza per sette grandi vetri di tre metri per tre che rievocano chiaramente la scala musicale, ogni vetro ha un pigmento compresso che ne modifica la colorazione e che coinvolge il fruitore in un delicato accesso alla scultura.


15 Vista notturna della facciata esterna


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cultura/educazione

Firenze Vista d’insieme dell’area di intervento


17 Veduta esterna del volume adibito a “Torre delle scene�


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cultura/educazione

Firenze Coperture, terrazzamenti e aree percorribili esterne al complesso


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Viste della cavea che può accogliere piÚ di 2000 spettatori


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cultura/educazione

Veduta prospettica di una delle molteplici rampe esterne

Firenze


21 Le rampe che conducono al volume inclinato


22

cultura/educazione

Firenze

Veduta interna dell’accesso alla sala principale; le grandi vetrate mettono in collegamento interno ed esterno


23 Volumi netti e massicci caratterizzano l’esterno della struttura


24

cultura/educazione

Firenze Vista notturna della facciata della torre


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Particolare; veduta dell’imponente palco dalla platea


26

cultura/educazione

Villa Latina - Frosinone

Curve musicali Un museo laboratorio dedicato alla zampogna come simbolo dell’identità culturale e luogo attivo di aggregazione

Prendere un piccolo edificio scolastico della fine degli anni ’50, ormai in disuso da diverso tempo, recuperarlo, ampliarlo e adibirlo a Museo-laboratorio dedicato alla zampogna. Questo il tema dell’intervento ad opera degli architetti Francesco Melaragni e Marina Campagna, di Archimmagine studio, che hanno immaginato un luogo che rappresentasse l’identità culturale del paese, uno spazio attivo di studio e di raccolta pensato in chiave contemporanea. Ubicato in una particolare zona del territorio comunale di Villa Latina, in provincia di Frosinone, il nuovo museo sorge accanto ad antichi complessi rurali in pietra, ai piedi del borgo medievale di Agnone, oggi quasi abbandonato, in un’area segnata da un antico torrente, oggi semplice spiazzo d’asfalto, di cui resta una briglia sulla quale spicca l’opera “Bivio” dell’artista Alain Le Bourgoch. L’edificio originario non aveva alcun carattere, si adeguava, infatti, alla tipica tipologia edilizia scolastica degli anni ‘50 e ’60 in Italia: un impianto planimetrico rettangolare, articolato in due ambienti di circa ottanta metri quadri, su un unico livello coperto da un tetto. Rivisto nella sua globalità, rimodellato soprattutto nel suo involucro murario esterno, il nuovo museo laboratorio si configura, insieme ai nuovi volumi aggiunti, come un organismo unico, in grado di catalizzare l’attenzione anche nel particolare contesto ambientale in cui si integra. Rimossi gli aggetti ed una parte di falda del vecchio tetto, è stata inserita una quinta continua di pannelli in acciaio cor-ten modulata in altezza che percorre l’intero edificio preesistente. L’acciaio cor-ten con il suo aspetto rugginoso sottolinea la preesistenza all’edificio. La quinta si trasforma in calcestruzzo armato a vista quando cinge su due lati il nuovo corpo aggiunto di novanta

metri quadri. Quest’ultimo è disposto lateralmente rispetto all’impianto rettangolare esistente, e si sviluppa anche in un piano totalmente interrato che è destinato ai servizi e alla direzione. In questa zona appare come sospesa una copertura curvilinea a struttura portante in tubolari d’acciaio e rivestimento in TECU-Zinn, sostenuta da due alti pennoni e da tiranti. Una parete continua in vetro chiude, ma lasciando un senso di non finito e di apertura verso l’esterno, il terzo lato del volume. Un altro corpo curvilineo, quello della scala e ascensore, si distacca dal resto del complesso, sorgendo sulla parte posteriore; mentre una passerella in acciaio zincato e grigliato accompagna il visitatore verso l’ingresso del Museo, contraddistinta da una pensilina sinuosa in acciaio zincato. All’interno, superata la sala reception, si apre la prima sala espositiva, in un’atmosfera pressoché buia, in cui sono predisposti un sottofondo di brani musicali popolari, jazz e d’avanguardia eseguiti con la zampogna, tre monitor che propongono immagini, commenti e filmati, e gigantografie proiettate a parete, selezionate dall’etnomusicologo Antonello Ricci, consulente scientifico dell’allestimento. Tra gli arredi spiccano le sedute, tre pecore-panca di legno e lana, che si pongono provocatoriamente nello spazio astratto della sala. La seconda sala, sovrastata dalla copertura curvilinea, ampia, luminosa e aperta sul paesaggio grazie alla grande parete vetrata, accoglie una serie di vetrine-contenitori, prismi in cristallo sostenuti da cavalletti e travi sghembe in acciaio, in cui sono esposti esempi rari di zampogne, mentre un informatore elettronico a touch-screen interagisce con i visitatori fornendo ulteriori informazioni su quanto esposto e sul territorio circostante.

Francesco Melaragni Marina Campagna

Testo - Pa. Des. Foto - Luigi Giannetti

Intervento Museo-laboratorio della Zampogna Luogo Villa Latina (FR) Progettisti Francesco Melaragni, Marina Campagna Committente Comune di Villa Latina (FR) Anno di redazione 1998 Anno di realizzazione 2000 - 2002 Costo Euro 941.378,00 Imprese esecutrici Emme Srl - opere edili; Tekno 93 Srl - allestimento museale; Csoft Srl - supporti informatici e audio-video Dati dimensionali Mq 913 superficie del lotto; mq 240 superficie costruita; mc 840 volume complessivo Caratteristiche tecniche particolari Rivestimento esterno verticale in pannelli di acciaio cor-ten; rivestimento di copertura in TECU-zinn e pannelli di compensato di teak; facciata continua Schueco con frangisole Naco


27 Particolare della copertura ondulata


28

cultura/educazione

Villa Latina - Frosinone Prospetto fronte principale; prospetto fronte posteriore


29 Veduta d’insieme


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cultura/educazione

Villa Latina - Frosinone

L’ingresso con la sua particolare copertura


31 Fronte posteriore


32

cultura/educazione

Villa Latina - Frosinone L’interno del museo con le teche espositive


33 La vetrata laterale


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Bagnoli Futura - Napoli

cultura/educazione

Intervento Nuova costruzione Luogo Bagnoli Futura (NA) Progettisti A.T.I. Servizi Integrati Srl; IDI Srl; Silvio D’Ascia Collaboratori Etienne Seif, Francesca Nicolosi, Alessandro Milano, Weimo Feng Committente Società Bagnolifutura Spa ti Trasformazione Urbana Anno di redazione 2007 Anno di realizzazione 2008 – 2010 Costo Euro 44.000.000 Imprese esecutrici Sled Spa; Cima Imprese fornitrici Casalgrande Padana; iGuzzini Dati dimensionali 40.230 mq

Porta del Parco

Testo - Barbara Piccolo Foto - Barbara Jodice

A.T.I. Servizi Integrati Srl IDI Srl Silvio D’Ascia

Un polo di servizi per la cultura e il benessere a Bagnoli Futura

Le storiche acciaierie Ilva di Bagnoli furono create nel secondo dopoguerra al fine di sviluppare dal punto di vista industriale e produttivo un’importante area del mezzogiorno. Il progetto per un complesso di servizi integrati al turismo è il primo degli interventi dedicati a questa ex area industriale con l’intento di creare una nuova porzione di città che rappresentasse quasi una porta di ingresso al grande parco a mare di Bagnoli Futura. Ciò che ne viene è un importante collegamento tra il futuro parco urbano e la città che si trovano a un dislivello di circa otto metri l’uno dall’altro. Il collegamento è costituito da un continuum pedonale e tridimensionale caratterizzato da flussi di accesso e di uscita dalle diverse attività e da piani inclinati che affrontano il dislivello. Il complesso comprende molteplici attività che vanno dalla cura del corpo al tempo libero fino ad arrivare ad attività culturali diversificate e fruibili. Due grandi piazze pubbliche si conciliano con un centro benessere e fitness di circa settemila metri quadrati, una sala conferenze che riesce a contenere fino a trecento posti, uno spazio espositivo di oltre mille metri e molteplici spazi polifunzionali interni ed esterni. Al fine di garantire una soluzione di continuità con lo spazio urbano circostante, il complesso viene caratterizzato dallo stesso trattamento

materico del rivestimento orizzontale concepito in materiale ceramico grigio scuro tipico degli spazi pubblici napoletani. Più di novecento pannelli solari vengono integrati all’interno del rivestimento. Un grande volume scuro si distingue dunque solo per le due lanterne di acciaio e vetro appartenenti alla sala conferenze e alla cupola di ingresso al centro benessere. I due luoghi rappresentano ovviamente i poli centrali dell’umanità, corpo e mente. La sala, luogo simbolicamente legato alla mente, è un volume compatto e organico rivestito da scaglie di vetro a controllo solare, sospeso da un lato sulla hall verso la strada e dall’altro verso la piazza interna con il foyer. La scelta di un rivestimento trasparente ha previsto un accurato studio dell’acustica interna con una serie di cilindri fonoassorbenti melaminici posizionati lungo le pareti verticali della sala. Tra questi e la parete trasparente si pongono una serie di tende scorrevoli e avvolgibili in tessuto. Sempre trasparente, in acciaio e vetro, la cupola di accesso al centro benessere rappresenta l’altro fulcro del complesso, ospita un grande cilindro vuoto che mette in relazione tutti i livelli del progetto come sistema di distribuzione verticale e presenta un esterno poroso all’aria per permettere un tiraggio termico naturale.


35 Schizzo; vista del grande complesso polifunzionale


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cultura/educazione

Bagnoli Futura - Napoli Planimetria


37 Disegni tecnici; render


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cultura/educazione

Bagnoli Futura - Napoli


39 Viste notturne del complesso dalla forma avveniristica


40

cultura/educazione

Bagnoli Futura - Napoli

Particolari della copertura


41 Dettagli dei rivestimenti in facciata e a pavimento


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cultura/educazione

Bagnoli Futura - Napoli Sezione e pianta della sala conferenze


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Vedute della sala conferenze delimitata da vetrate a tutta altezza


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cultura/educazione

Barcellona Pozzo di Gotto - Messina

Intervento Riuso ex Centrale del latte Luogo Barcellona Pozzo di Gotto (Me) Progettisti Bodàr_bottega d’architettura; Domenico Crinò, Giuseppe Grasso Collaboratori Trieste Russitto, Giuliana Scollo Committente Comune di Barcellona Pozzo di Gotto (Me) Anno di redazione 2006 - 2009 Anno di realizzazione 2009 - 2011 Costo Euro 1.055.000,00 Dati dimensionali Superficie coperta 1200 mq, Superficie esterna 900 mq Caratteristiche tecniche particolari riqualificazione e riuso di un manufatto che riveste interesse storico e architettonico particolarmente importante al sensi degli art.i-2-3 della Legge n°1089 del 14-6-1939 e dell’art.2 della LR. N°80 del 01-08-1977 Segnalazioni 1° classificato Premio Internazionale di realizzazioni architettoniche Abitare il Mediterraneo: “Architettura, strumento centrale nei processi di trasformazione urbana”. Progetto Vincitore Primo Premio (Ex –aequo) XXI Seminario internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana – Camerino 2011: “COSTRUIRE NEL COSTRUITO. Architettura a volume zero, Riuso degli spazi urbani residuali e delle fabbriche dismesse”

Testo - Barbara Piccolo Foto - Archivio Bodàr_bottega d’architettura

Costruire nel costruito La ristrutturazione dell’ex Centrale del Latte a Barcellona

Bodàr_bottega d’architettura

La centrale del latte di Barcellona, si trova nel quartiere Sant’Antonio e ne costituisce una presenza indiscussa da più di mezzo secolo. Operare sulla ristrutturazione di un luogo così riconosciuto all’interno di una comunità significa in qualche modo confrontarsi costantemente con un territorio che va valorizzato nelle sue potenzialità ma che, al contempo, va fortemente rispettato per le sue peculiarità. La trasformazione dell’edificio viene a far parte di un programma di riqualificazione dell’intero quartiere di Sant’Antonio con l’intento di riconnettere parti ormai anonime dell’area e creare nuove relazioni urbane e sociali. La nuova struttura dovrà funzionare da collettore urbano in grado di riattivare i margini di un territorio in qualche modo svalorizzato inglobando in sé l’esistente e trasformandolo in importante valore aggiunto. Da qui i progettisti dello studio Bodàr avviano uno studio attento su quelle che sono le caratteristiche tipologiche strutturali, formali e funzionali della struttura distinguendo gli elementi fondanti e permanenti da quelli temporanei e frutto di sovrapposizioni casuali. L’edificio, originaria centrale del latte, viene trasformato in centro

culturale e ricreativo in grado di creare nuove opportunità per gli abitanti del quartiere. Assegnare un nuovo ruolo urbano e sociale a quella che era stata la famosa centrale del latte ha inevitabilmente chiamato i progettisti a confrontarsi con il significato e il significante di un progetto che va studiato in tutte le sue possibili declinazioni, nella destinazione d’uso esistente e nella sua possibile evoluzione. Ciò che ne deve venire è un segno distintivo di innovazione grazie alla considerazione di nuovi valori urbani, estetici e spaziali che possano ben sposarsi con le forme e le funzioni della contemporaneità. Spazi flessibili consentono una fruizione variegata e quotidiana e le parti irrisolte dell’edificio preesistente si trasformano in elementi astratti dell’architettura. Il progetto ha vinto due prestigiosi premi internazionali “Abitare il mediterraneo: Architettura, strumento centrale nei processi di trasformazione urbana” e “XXI Seminario internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana – Camerino 2011. Costruire nel costruito. Architettura a volume zero. Riuso degli spazi urbani residuali e delle fabbriche dismesse”.


45 Vista laterale dell’edificio


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cultura/educazione

Barcellona Pozzo di Gotto - Messina Pianta e prospetti


47 Elemento strutturale d’ingresso al complesso; volume prospiciente sul cortile esterno; dettaglio materico


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cultura/educazione

Barcellona Pozzo di Gotto - Messina Cortile esterno con sedute scultoree; veduta dal giardino


49 Gli interni sono caratterizzati dal predominante colore bianco e da ampie vetrate che favoriscono l’ingresso della luce naturale


Luoghi del lavoro

Un progetto avveniristico per la nuova sede 3M di Milano La nuova sede degli uffici Effer-Sol.Ge di Minerbio Sistemi ergonomici e funzionali per Sterling Gli ex stabilimenti Pantanella a Roma, ospitano la nuova sede AIL Un progetto audace e concreto per il centro IBM di Roma


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luoghi del lavoro

Pioltello - Milano

Energia attiva La nuova sede della società 3M a Milano

Mario Cucinella Architects Srl

Testo - Ester Marinelli Foto - Daniele Domenicali

Intervento 3M Italia Spa Headquarters Luogo Pioltello (MI) Progettisti Mario Cucinella Architects Srl Committente Prelios Anno di redazione 2008 Anno di realizzazione 2010 Costo Euro 17,000,000 Imprese esecutrici CMB - opere civili; Teleya - facciate Imprese fornitrici Siemens - opere elettriche e meccaniche; Unifor - forniture; Tecsolis - impianti fotovoltaici; Gabanelli - sistemazioni esterne; Riva Giardini - verde esterno Dati dimensionali 11.300 mq

L’intervento in oggetto che riguarda un’area di circa diecimila metri quadrati, appartiene al masterplan dell’area già realizzata dallo studio di Mario Cucinella nel 2005. Ci troviamo a Pioltello vicino a Milano dove l’edificio direzionale appartenente alla società 3M viene completamente reinterpretato alla luce di tecniche costruttive all’avanguardia e di un progetto dall’aspetto avveniristico. Ci troviamo di fronte a una struttura lineare terrazzata lunga circa cento metri e larga ventuno, variabile in altezza tra i due e i cinque piani. Oltre alla presenza di pannelli fotovoltaici che producono energia, l’analisi ambientale del contesto ha condotto alla scelta di soluzioni attive per il tetto e per le facciate. Il basso impatto ambientale viene garantito in primo luogo dalla forma del complesso e dal suo orientamento: le facciate nord, est e ovest sono progettate con vetri e sistemi di ombreggiatura all’avanguardia, mentre il fronte sud presenta una serie di terrazze in grado di garantire l’ombra e di agire come vero e proprio tampone ambientale, proteggendo dagli sbalzi climatici sia in estate che in inverno. Ormai da tempo lo studio MC-Architects opera all’insegna del contenimento assoluto del fabbisogno energetico di gestione, argomento che oggi, più che mai

ha bisogno di trovare risposta in realizzazioni tecnologiche che non precludano, al contempo il benessere del fruitore da ogni punto di vista. Proprio per la sede della 3M, intervento preso in oggetto, sono state utilizzate soluzioni innovative che caratterizzano i più moderni modelli prestazionali di riferimento per edifici a basso impatto ambientale. In primo luogo all’edificio, non più pensato come involucro a se stante, viene sovrapposto un impianto di climatizzazione in grado di controllare il microclima anche risolvendo scelte morfologiche e tecnologiche non sempre perfette. Le tecnologie utilizzate, sia come impiantistica che come ricorso alle fonti di energia rinnovabile, permettono il contenimento delle dispersioni termiche in regime invernale e il contenimento del calore in estate. Il progetto diventa un tutt’uno tra edificio e impianto che assume la stessa importanza del primo e che, a volte ne modifica le scelte. L’involucro edilizio viene studiato con cura calibrando le parti opache e trasparenti e la stessa schermatura. La struttura, grazie all’integrazione tra componente passiva e attiva, si trasforma in una macchina bioclimatica a tutti gli effetti per il quale l’obiettivo è quello di un consumo annuo fortemente ridotto rispetto a un edificio tradizionale.


53 Veduta della struttura terrazzata in tutta la sua lunghezza


54

luoghi del lavoro

Pioltello - Milano Pianta dell’area


55 Sezione e prospetto


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luoghi del lavoro

Pioltello - Milano

Vista della corte interna; vista del terrazzo


57 Sistema di risparmio energetico in estate e inverno


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luoghi del lavoro

Pioltello - Milano Vista dal fronte sud-est


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Vista da sud-est; dettaglio della facciata


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luoghi del lavoro

Bologna

Sfida alla gravità La nuova sede degli uffici Effer-Sol.Ge di Minerbio

Antonio Iascone Ingegneri Architetti L’ampliamento del complesso produttivo Effer - Sol.Ge. di Minerbio si configura come integrazione e completamento di un intervento realizzato quattro anni fa dallo stesso studio Antonio Iascone Ingegneri Architetti. Il nuovo edificio, destinato a ospitare gli uffici della società, si compone di quattro livelli fuori terra per circa 2000 mq complessivi che accolgono le diverse attività, tecniche e dirigenziali. Dovendo l’edificio rappresentare l’azienda, l’idea compositiva da cui il progetto prende forma è quella di rimandare al prodotto da essa fabbricato: la gru. L’elemento che caratterizza questa architettura è infatti un grande sporto al quarto ed ultimo livello; qui l’edificio è stato slittato rispetto al corpo sottostante di circa 5 metri sull’asse nord/ sud e di circa 3 metri sull’asse est/ovest; il notevole sbalzo generato da questo slittamento sembra lanciare, come le gru meccaniche, una sfida alla gravità richiamando l’idea di equilibrio instabile tipica dei corpi sospesi. Dal punto di vista strutturale, lo studio Iascone ha da subito optato per la carpenteria metallica: da un lato vi erano esigenze tempistiche stringenti vista la richiesta da parte della committenza della consegna del cantiere entro un periodo di circa dodici mesi; dall’altro vi erano le esigenze tecnico-progettuali legate al considerevole sfalsamento dell’ultimo livello rispetto ai piani sottostanti. La hall di ingresso al piano terra, posta sul lato sud, è un ambiente a doppio volume, un grande spazio denunciato esternamente da un involucro vetrato che genera un

artificio compositivo in cui l’immaterialità e la leggerezza del vetro sono chiamati a rafforzare e contrastare il peso dello sbalzo all’ultimo piano che sembra come non avere appoggio sotto di sé. Qui, nel corpo sporgente, affacciati sulla grande loggia, trovano spazio la parte dirigenziale degli uffici e la meeting room principale, separati dal resto degli uffici dall’ingombro del corpo scala principale. L’edificio è interamente rivestito da una facciata ventilata costituita da pannelli di lamiera di alluminio ondulata. La facciata laterale disegnata da una doppia serie regolare di alte finestre poste su un basamento vetrato e segnato dal passo strutturale è caratterizzata da un sistema di frangisole comandati elettricamente che, diversamente orientati a seconda del soleggiamento nelle diverse ore del giorno e al variare delle stagioni, mutano l’aspetto della pelle esterna dell’edificio. Gli uffici, disposti sui quattro livelli, sono planimetricamente distribuiti secondo uno schema flessibile tipico degli edifici direzionali: un corridoio centrale longitudinale serve uffici affacciati sui lati est ed ovest. Per migliorare la qualità della relazione con lo spazio esterno tutte le aree residuali a margine del costruito sono state utilizzate e caratterizzate come zone verdi, alberate e non. Oltre a rappresentare un importante elemento compositivo di dialogo tra natura e architettura, queste aree consentono di migliorare, grazie all’ombreggiamento, le condizioni di comfort all’interno degli uffici nelle stagioni calde.

Testo - Caterina Bernucci Foto - Marcela Grassi

Intervento Sede uffici Effer-Sol.Ge/CTE Luogo Minerbio (BO) Progettisti Antonio Iascone Ingegneri Architetti Collaboratori Michele Roveri, Elisa Corradetti, Andrea Gadani, Michela Galletti Committente CTE Spa Anno di redazione 2008 Anno di realizzazione 2009 - 2010 Costo 3.200.000,00 euro Imprese esecutrici Pre Metal spa Imprese fornitrici B.M.V. Costruzioni Srl; Safem Srl; Marazzi Group; Mio Dino Srl; Inteic Srl; Pre Metal Spa; Modular Srl Dati dimensionali 23.141 mq; superficie uffici - 2.200 mq


61 Vista del complesso aziendale


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luoghi del lavoro

Bologna

Pianta piano primo; pianta piano terzo


63 Prospetti e sezione


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luoghi del lavoro

Bologna

Vista notturna


65 Viste notturne con dettaglio del volume sfalsato


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luoghi del lavoro

Bologna

La facciata è rivestita con lamiera di alluminio ondulata


67 Dettaglio del volume sospeso; viste dell’interno e della passerella


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luoghi del lavoro

Corciano - Perugia

Intervento Sterling Sniff Italia Spa Nuova sede direzionale e produttiva Luogo Solomeo – Corciano (PG) Progettisti Mauro Zucchetti Collaboratori Antonio Iannielo Committente Sterling Sniff Italia Spa Anno di redazione 2008 Anno di realizzazione 2010 Costo Euro 2.800.000 Imprese esecutrici Ricci costruzioni - opere in c.a.; Taddei costruzioni opere in acciaio; Profer system - opere prefabbricate Imprese fornitrici Scheuco – facciata continua e infissi; Prodema rivestimento parete ventilata; Gobbini marmi; Taddei costruzioni – acciaio; Tamagnini impianti; Profer system; Pieretti carpentiere; Arredi Barlozzini Dati dimensionali 600 mq - uffici; 1500 mq - produttivo Caratteristiche tecniche particolari Facciata ventilata, elemento bioclimatico passivo, con rivestimento di finitura in legno per esterno trattato con resine fenoliche (Prodema)

Testo - Ester Marinelli Foto - Michele Panduri, Fabio Bracarda

Mauro Zucchetti

Aria, acqua e terra Il progetto vincitore al Concorso Nazionale “House Steel House” per la migliore costruzione in Acciaio 2010

L’intervento in oggetto riguarda l’ampliamento e la sistemazione di un’importante azienda in crescita come la Sterling. Il lotto di area che riguarda il complesso è di circa seimila metri quadrati, di forma rettangolare con dislivello di 80 centimetri rispetto al piano stradale, adiacente alla struttura esistente e caratterizzata dalla presenza di depositi di materiali infiammabili. Al centro del terreno si trova un manufatto di non particolare rilievo che verrà comunque reinterpretato alla luce del nuovo progetto. L’intento principale è, da un lato l’ampliamento coerente dell’area produttiva e dall’altro l’accorpamento dell’edificio direzionale con quello organizzativo in modo da dare un’immagine dell’azienda completamente rinnovata. Il nuovo complesso prevede due volumi destinati uno alla parte produttiva e l’altro alla zona amministrativa e direzionale. Legati tra loro in un sistema ergonomico e funzionale, i due volumi sono comunque rico-

noscibili nella loro identità; la struttura destinata alla produttività appare massiccia, solida e pesante e ben ancorata a terra mentre l’edificio destinato al reparto uffici è più leggero, in vetro e acciaio e collegato al terreno tramite un flessibile percorso su pilotis. Due complessi quindi strettamente legati tra loro ma bene definiti nelle loro funzionalità sia operative che estetiche. Un grande portale all’ingresso rievoca la potenza di un’azienda in crescita che non tema la sperimentazione, l’innovazione e la ricerca, esso ingloba il grande prisma in vetro e acciaio calato nell’acqua. L’acqua assume il ruolo dunque di elemento chiave del progetto, raccordo tra le diverse realtà di un’azienda, attesa tranquilla nell’ambiente della hall, culla per quell’elemento scultoreo originario che si trasforma in pezzo identificativo della reception. L’acqua, il vetro, l’acciaio contribuiscono al rispetto di un passato che viene valorizzato, reinterpretato e rivissuto alla luce del nuovo tempo.


69 Vista notturna della facciata vetrata


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luoghi del lavoro

Corciano - Perugia Prospetti; veduta dei due volumi che accolgono le attivitĂ aziendali


71 Viste della facciata compatta, alternata solo da finestre pensate quasi come strappi sul rivestimento


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luoghi del lavoro

Corciano - Perugia

Vista prospettica, l’intonaco bianco si concilia con il rivestimento frangisole


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La hall-reception si caratterizza per la presenza dell’acqua e del predominante colore bianco


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luoghi del lavoro

Corciano - Perugia Vista dall’esterno del volume destinato all’area direzionale


75 Veduta notturna del complesso vetrato


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luoghi del lavoro

Roma Intervento Ristrutturazione biscottificio Pantanella sede G.I.N.E.M.A. Luogo Roma Progettisti MDAA Architetti Associati Srl Committente AIL - Associazione Italiana contro le Leucemie - Onlus Anno di redazione 2009 Anno di realizzazione 2009 Costo Euro 1.400.000 Imprese esecutrici Indar Srl Dati dimensionali 590 mq Caratteristiche tecniche particolari Una serie di volumi funzionali si collocano all’interno di uno spazio industriale di inizio ‘900 dialogando con esso

Testo - Veronica Borriello Foto - Nico Marziali

Spazio vintage

MDAA Architetti Associati srl

I nuovi uffici per la sede dell’AIL nazionale

L’edificio che oggi ospita la nuova sede dell’AIL (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) ha avuto una storia tanto complessa quanto affascinante fino a condurre i nuovi progettisti alla convinzione che un po’ di quel passato avrebbe dovuto essere conservato all’interno dei nuovi ambienti. Stiamo parlando del complesso degli ex stabilimenti Pantanella a Roma, situati subito fuori da porta Maggiore e avvolti da via Casilina e dai binari della stazione Termini, a sud una sopraelevata costruita subito dopo gli anni Settanta. Fin dal 1870, i mulini Pantanella occupavano questo luogo caratterizzandone la funzionalità; successivamente si susseguirono molteplici interventi di riuso, riadattamento e sovrapposizioni fino a giungere al biscottificio che vi campeggiava nel 1958. Degno di nota l’intervento di Pietro Aschieri negli anni Trenta, intervento che già allora avrebbe dovuto ridar senso a tutto il complesso ma che venne del tutto annullato dai bombardamenti della guerra. Vittorio Ballio Morpurgo realizzò il nuovo fronte della struttura e in seguito vi aggiunse l’edificio più alto dei mulini. Circa

dieci anni fa, per arrivare ai giorni nostri, la società proprietaria Acqua Marcia si cominciò ad adoperare per la rifunzionalizzazione e la riconversione di tutto l’edificio. Oggi la nuova sede dell’AIL occupa la palazzina uffici del corpo F, corpo utilizzato come prolungamento del fabbricato appartenente al pastificio con cui è collegato. L’intervento di ristrutturazione gioca intorno a insoliti arredi che ripropongono in qualche modo quelli degli anni Trenta caratteristici di un edificio industriale. Reinterpretando senza alcun stravolgimento la funzionalità del luogo pensata già a suo tempo da Pietro Aschieri, il grande atrio viene ridefinito grazie alla presenza di due pannelli in metallo, legno e policarbonato alveolare che garantiscono una definizione degli spazi senza tuttavia togliere nulla all’unitarietà dell’ambiente. L’illuminazione viene realizzata con grandi sospensioni in policarbonato. Gli uffici sono sobri e funzionali, dotati di tavoli in metallo verniciato e sedute in acciaio e abs rosso. I rivestimenti a terra in linoleum sono di color verde brillante richiamando a loro volta il colore dei soffitti.


77 Pannelli trasparenti delimitano gli uffici


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luoghi del lavoro

Roma Pianta piano terra; pianta piano primo


79 Sezioni e prospetti


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luoghi del lavoro

Roma Una tenda rossa semicircolare avvolge la sala riunioni


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Tavoli in metallo verniciato e arredi semplici per gli uffici


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luoghi del lavoro

Roma

Gli impianti a vista e il colore bianco rievocano l’atmosfera dei grandi loft industriali


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Dettaglio dei volumi interni


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luoghi del lavoro

Roma


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Vedute della sala principale dotata di illuminazione puntiforme


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luoghi del lavoro

Roma

Sperimentare la forma Il nuovo centro IBM a Roma

Iosa Ghini Associati

Testo - Sveva Guerra Foto - Santi Caleca

Intervento IBM Software Executive Briefing Center Luogo Roma Progettisti Iosa Ghini Associati Committente IBM Italia Anno di redazione 2009 - 2010 Anno di realizzazione 2010 Imprese fornitrici iGuzzini - illuminazione, Murano due; Listone Giordano pavimenti in legno; Mirage - pavimenti in ceramica; Liuni - pavimenti in moquette; Moroso - sedute; Barausse - porte; Sangalli tecnologie - audio-video Dati dimensionali 1500 mq

Progettare l’ampliamento e la completa ristrutturazione di un centro come quello dell’azienda IBM, leader nella tecnologia all’avanguardia, non può non tener conto di un inevitabile confronto con gli obiettivi della stessa, uno sguardo al futuro in grado di vedere o immaginare oltre la realtà è l’unico modo per affrontare un progetto che deve essere audace e concreto al contempo. La concretezza parte proprio dalla considerazione del logo IBM che presenta le famose strisce e che diventa un po’ filo conduttore per tutto il progetto di Massimo Iosa Ghini. Il centro, notevolmente ampliato rispetto alla sua area originaria, ha lo scopo di diventare il centro europeo per la diffusione del brand IBM e deve dunque tradurre una dinamica di espansione e crescita continua dell’azienda. Gli ospiti vengono accolti in ambienti che si caratterizzano per tecnologie audiovisive all’avanguardia affinché tocchino con mano la comodità di una tecnologia d’eccellenza e l’alto valore aggiunto dei sistemi IBM. Il posizionamento del nuovo centro sperimentale IBM all’interno dello stesso laboratorio internazionale di sviluppo dell’azienda consente di mettere l’ospite in relazione diretta e personale con la tecnologia esplorandone le molteplici declinazioni e misurando tutte le possibile soluzioni in un’atmosfera a dir poco stimolan-

te. L’idea del progetto è quella di dar vita a una sorta di Agorà di confronto su un prodotto in continua evoluzione; gli ospiti dell’azienda non devono subire dall’alto delle noiose spiegazioni ma devono vivere in prima persona il rapporto con il prodotto. Tutto diventa così interattivo in modo da ottimizzare al massimo il tempo che l’ospite trascorre all’interno della struttura. Nessuna spiegazione se non la sperimentazione empirica della migliore fra le tecnologie. Cambia inevitabilmente il concetto di comunicazione che non va più dall’alto verso il basso ma che si muove in una democratica e stimolante dimensione orizzontale. Il Software Executive Briefing Center (EBC) di Roma prende avvio alla fine degli anni Novanta come Customer Visit Center europeo per il brand Tivoli e già in quegli anni offriva una vetrina ai prodotti software sviluppati localmente presso il laboratorio Tivoli di Roma. Nel 2005 il centro diventa a tutti gli effetti parte del programma della IBM Software Group per gli Executive Briefing Center. Oggi lo stesso ha ulteriormente ampliato la sua offerta coprendo un set più vasto dei brand software IBM e accentuando al massimo la sua vocazione tecnologica. Ogni materiale, rivestimento, illuminazione o arredo contribuisce alla realizzazione di un luogo tangibile nella sua dimensione avveniristica.


87 Luci, tecnologie e trasparenze caratterizzano un ambiente tecnologico all’avanguardia


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luoghi del lavoro

La reception assume i colori della parete che ha di fronte

Roma


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Linee sinuose e forme circolari si conciliano con arredi dal design minimalista


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luoghi del lavoro

Roma Le pareti vetrate che fungono da divisori degli ambienti rievocano il logo a strisce di IBM


91 Pianta; sala convegni


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luoghi del lavoro

Roma

La sala relax si caratterizza per l’uso del legno teak che scalda gli ambienti


93 Arredi semplici con le sedute Moroso in primo piano; il bancone laccato bianco dalla forma avveniristica


Residenze unifamiliari


Il contesto condiziona il progetto di una casa in Valtellina Il contemporaneo trova il suo principio fondante nel rispetto del preesistente Un confronto tra due tipologie abitative diverse, trovano la loro sintesi Tra le colline di Barbiano ha genesi la residenza Ricò 7 Un’abitazione che irrompe nel linguaggio architettonico dello scenario circostante La luce diventa elemento guida nella volontà di creare ambienti fluidi Da edificio rurale a dependance Reinterpretare i materiali utilizzati nei vecchi cellai, nelle zone più suggestive e panoramiche dell’isola di Ischia Un lotto della forma del tutto irregolare ospita due piccoli edifici ad Orsara di Puglia


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residenze unifamiliari

Montagna in Valtellina - Sondrio Intervento Casa unifamiliare Luogo Montagna in Valtellina (Sondrio) Ente Appaltante Presidenza del Consiglio dei Ministri Ufficio del Commissario Delegato OPCM n. 3783 del 17/06/2009, Comm. Elisabetta Fabbri Progettisti act_romegialli – Gianmatteo Romegialli, Angela Maria Romegialli, Erika Gaggia Progetto strutture Studio Moncecchi associati Progetto impianti Studio aqua-engineering Committente Privato Anno di redazione 2009 Anno di realizzazione 2010 Caratteristiche tecniche particolari muri portanti in c.a. faccia vista gettati con casseri paraffinati in scaglie di legno pressato Osb.

Testo - Veronica Borriello Foto - Filippo Simonetti

Casa di “Montagna” Una casa unifamiliare in Valtellina

La casa unifamiliare progettata dallo studio Romegialli, si trova a Montagna in Valtellina proprio in direzione del torrente Davaglione tanto che il muro del suo argine confina a est con il terreno adiacente anche alla strada; la vista a sud viene invece compromessa dalla presenza di un’abitazione privata costruita senza il mantenimento delle consuete norme di confine. Il progetto architettonico viene dunque inevitabilmente condizionato da queste premesse che se non ne compromettono la riuscita, ne vincolano alcune scelte. A est, proprio per la presenza della strada carrabile così vicina, la facciata si trasforma in un massiccio elemento divisorio al fine di tutelare la privacy dei proprietari: poche aperture e un muro doppio della rampa di accesso all’interrato fanno quasi da scudo rispetto al contesto circostante. Uno scavo all’interno del volume consente la creazione di un percorso indipendente di accesso alla casa che corre parallelo alla strada e chiude al contempo un giardino interno che le fa da elemento protettore. Anche il lato sud delle struttura viene pensato privo di aperture per evitare l’inevitabile scontro di visuale con l’abitazione troppo vicina. Il lato a nord, diventa a questo

punto l’elemento di sfogo sulla natura circostante; il fronte apre scorci sui terrazzamenti coltivati a vite. La struttura viene realizzata in materiali semplici come il cemento, il ferro, il legno e al pietra, le murature portanti in cemento armato sono gettate con casseri industriali di scaglie di legno al fine di attribuire al cemento stesso una texture che rievoca le particolari mura delle case della Valtellina tipicamente rivestite con intonaci cementizi tirati a cazzuola. Il ferro rappresenta l’altro elemento chiave del progetto e con la sua solidità unifica tutta la struttura; si presenta con vernice micacea color tabacco e caratterizza rivestimenti, infissi, serramenti, tende oscuranti, corrimano, cancelli e arredi esterni. Solo una finestra a nord e due ante scorrevoli dei serramenti sul lato ovest vengono verniciate bianche in memoria delle cornici di molti edifici storici della zona. Al piano superiore la zona notte viene realizzata nello stile della semplicità e della nitidezza delle forme. Le camere delle figlie portano a un terrazzo in parte coperto dall’importante aggetto della copertura mentre la camera dei genitori conduce a una loggia aggettante che si apre a sua volta sul paesaggio di fondovalle.

act_romegialli Gianmatteo Romegialli Angela Maria Romegialli Erika Gaggia


97 Vista della casa dal fronte nord


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residenze unifamiliari

Montagna in Valtellina - Sondrio Pianta piano terra e piano primo


99 Prospetti nord, sud e ovest


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residenze unifamiliari

Montagna in Valtellina - Sondrio Dettaglio partiture in lamiera verniciata e cemento facciavista


101 Dettaglio murature in c.a. facciavista


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residenze unifamiliari

Montagna in Valtellina - Sondrio Dettaglio della zona ingresso; dettaglio percorso verso l’ingresso


103 Pergolato della zona pranzo all’aperto


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residenze unifamiliari

Montebelluna - Treviso

Intervento Abitazione unifamiliare Luogo Montebelluna (TV) Progettisti Giorgio Basso, Alfonso Sernagiotto, Giovanni Lazzaro Consulenze Marco Poloni (interior designer), Maurizio Piovesan (illuminotecnica), Kristian Buziol (garden designer) Committente Privato Anno di redazione 2009 - 2010 Anno di realizzazione 2010 - 2011 Costo Euro 1.500.000,00 Imprese esecutrici Costruzioni Bordignon Srl Imprese fornitrici Callegari Natalino termoidraulica, F.lli Buziol Srl, Piscine Castiglione, Oikos, Cetos, Silvelox, Nexus Srl, Itlas, Stingers illuminotecnica, Interni Srl, Ca’ Nova cucine, Poloni arredamenti, Maria&Maria Snc Dati dimensionali 1.770 mq Caratteristiche tecniche particolari Edificio in classe energetica B

Operazione volume Una residenza aperta al paesaggio del trevigiano e alle sue suggestioni

Testo - Sveva Guerra Foto - Vito Corvasce

Giorgio Basso Alfonso Sernagiotto

Un’abitazione originaria costruita negli anni Settanta all’interno di un lotto di circa seimila metri quadrati e adiacente alla zona boschiva di Montello e alla pineta di villa Pisani nel trevigiano sono di certo i temi progettuali da cui partire per la realizzazione di un’abitazione destinata a una giovane coppia. Un territorio da valorizzare e una componente naturale così importante non possono che essere elementi chiave per un intervento residenziale. Ci troviamo precisamente nella zona pedemontana del trevigiano, luogo caratterizzato per un contesto paesaggistico ricco e variegato. Il primo passo è stato quello di considerare la presenza di un edificio già presente, caratterizzato da diverse sovrapposizioni architettoniche poco adeguate ma pur sempre elemento ben distinto all’interno di un contesto. I progettisti scelgono così di spogliare in primo luogo il preesistente proprio di tutti quegli elementi sovrapposti e casuali che nel tempo ne avevano inficiato il valore e poi, successivamente, di rivestirlo di un nuovo potenziale semantico e progettuale. L’esigenza di una residenza dai toni del contemporaneo trova il suo principio fondante nel rispetto del preesistente e nello sguardo al contesto circostante. Proprio quest’ultimo si trasforma in elemento chiave per la progetta-

zione, inquadrato da quinte sceniche, ampie vetrate e scorci panoramici e al contempo inserito pienamente all’interno del progetto con ampie terrazze che lo sovrastano e lo valorizzano. Mentre l’architettura esterna sembra inseguire la natura e inglobarsi simbioticamente con essa, gli spazi interni vengono pensati sulla base non solo della qualità estetica ma anche della funzionalità che ne deve inevitabilmente conseguire. Ciò che ne nasce è uno spazio domestico costruito sulle esigenze di chi lo abita, dove gli ambienti comunicano fluidamente tra loro pur restando ben distinti e riconoscibili. La progettazione viene pensata come modellazione per volumi sottraendoli o aggiungendoli a seconda delle necessità; così il volume destinato ai servizi accessori come l’autorimessa e la lavanderia viene separato dal volume concernente l’abitazione vera e propria. Quest’ultimo viene sottratto di alcune sue parti per andare a dar vita al volume aperto che comprende a sua volta i portici al piano terra e le terrazze al primo piano. Al primo piano vengono separati persino i volumi dove vivono i ragazzi da quello dei genitori per una differenziazione delle funzionalità. Un ultimo volume trasparente li collega e funge da elemento di illuminazione al centro della residenza.


105 Vista generale dell’edificio caratterizzato da diversi volumi sovrapposti


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residenze unifamiliari

Montebelluna - Treviso


107 Nella pagina accanto pianta piano terra; pianta piano primo In questa pagina prospetti


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residenze unifamiliari

Montebelluna - Treviso

Veduta prospettica dalla cucina verso il lungo corridoio; cucina e zona giorno sono separate da una parete vetrata


109 Un grande open space caratterizza la zona living; vista del piano superiore con parapetto vetrato


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residenze unifamiliari

Albignasego - Padova

Intervento Costruzione residenza unifamiliare Luogo Albignasego (PD) Progettisti Architecno studio associato Paolo Calderaro, Paolo Palmas Collaboratori Silvia Parisotto, Giulia Beghin Committente R.G. Anno di redazione 2010 Anno di realizzazione 2010 - 2011 Costo Euro 600.000,00 Imprese esecutrici Imprese Edile Perin F.lli Snc Imprese fornitrici Cetos (serramenti), Seduzioni Arreda (arredamento), Roberto Friziero (impianti elettrici), Bellon Otello (impianti idraulici), E27 (illuminazione), Onlywood (pavimenti in legno), Interni (arredobagno), Luca Pegorin (Cartongesso) Dati dimensionali 310 mq (superfice calpestabile), 60 mq (terrazze), 65 mq (portici) Caratteristiche tecniche particolari Edificio residenziale costruito in isotex con portico e barchessa in calcestruzzo armato e ossidi di ferro

Testo - Sveva Guerra Foto - Vito Corvasce

Strutture ambigue Una casa al confine tra città e campagna

Architecno studio associato Paolo Calderaro Paolo Palmas

Il progetto per questa abitazione privata prende avvio da un’area edificabile posta tra una strada urbana e la campagna, tale posizione chiama i progettisti al confronto tra due tipologie abitative diverse, quella rurale e quella urbana. La prima scelta è stata quella di realizzare volumi estremamente semplici il cui incastro di rotazioni e intersezioni rappresenti un gioco ironico unito all’accostamento di materiali molto diversi tra loro; il corpo di fabbrica principale si presenta infatti caratterizzato da una muratura intonacata e da una rigorosa copertura a falde, il volume del portico a un piano rivolto verso il parco e il volume del piano di servizio sono realizzati in cemento armato pigmentato con ossidi di ferro e gettato contro tavole grezze e infine la grande terrazza viene delimitata da lunghi parapetti in vetro trasparente. Ciò che ne viene è una sovrapposizione di strutture quasi ambigue, chiuse e massicce da un lato, più eteree e leggere dall’altro.

Ma d’altronde è proprio questo lo scontro o meglio la conciliazione tra città e campagna, tra urbanizzazione e ruralità. Verso il fronte nord, laddove si trovano una strada trafficata e un autolavaggio, la struttura appare impenetrabile e caratterizzata per lo più da locali di servizio come l’autorimessa, la lavanderia e i locali adibiti agli impianti. Al contrario, verso sud, dove l’abitazione si affaccia sulla campagna circostante, la struttura in cemento a sbalzo, senza alcun pilastro, crea uno spazio rivolto completamente al paesaggio; il portico permette di ripararsi dalla luce diretta dell’estate mentre in inverno gli spazi verranno addolciti dal calore dei raggi solari. All’interno del portico si trova anche un camino dalle forme essenziali, in cemento, elemento tipico dell’architettura rurale. La rotazione lieve tra i due corpi principali segue la forma irregolare del lotto e coglie il miglior angolo d’inclinazione rispetto al parco posto a sud.


111 Veduta della facciata posta sul fronte sud


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residenze unifamiliari

Albignasego - Padova Il porticato che si affaccia sul parco a sud


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Area living dal design minimale; dettaglio della scala in legno


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residenze unifamiliari

Albignasego - Padova Vista della cucina


115 Area servizi e spazio benessere


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residenze unifamiliari

Barbiano di Felino - Parma

Intervento Residenza unifamiliare Luogo Barbiano di Felino (PR) Progettisti Daniele Pezzali Collaboratori Margherita Salsi, Silvia Ziliotti Progetto artistico Fabio Iemmi Collaborazione artistica Luca Mazzieri Progetto strutture Vittorio Alberti Commitente Privato Anno di redazione del progetto 2008 - 2009 Anno di esecuzione 2010 - 2011 Imprese e fornitori: COSTRUZIONI BARBIERI Srl, Parma (opere edili); LEONELLI ARONNE, Parma (opere in ferro e serramenti); JANSEN, Italia (sistema per serramenti); TECNOVETRO, MedesanoPR (vetri); PASSERA E GIUFFREDI, S. Polo di Torrile-PR (marmi); SCACCAGLIA FRANCO & FIGLI Snc, S. Michele Tiorre- PR (impianto elettrico domotico BTicino “My Home”); LATTONERIA GALLINA Snc, Pilastro-PR (rivestimenti zinco titanio); ARTCERAMICA Srl, Parma (pavimenti legno); DOLCI COLORI Srl, Verona (terre e pigmenti intonaco) Dati dimensionali Superficie fondiaria 2.800 mq, superficie coperta 540 mq, superficie residenza 380 mq

Testo - Egle Prati Foto - Vito Corvasce

Daniele Pezzali Fabio Iemmi

Paesaggio architettura arte Residenza Ricò 7

Sono i passi sicuri di una committenza alla ricerca di un luogo per la vita che calpestando zolle, coltri erbose, vegetazioni, declivi e vigneti, corsi d’acqua, hanno individuato e ridestato lo spazio che oggi li accoglie. Tra le colline di Barbiano che si affacciano sulle vallate tra i castelli di Torrechiara e di Felino e aprono a sguardi su orizzonti di privilegio è la genesi della Residenza Ricò 7. L’architetto Daniele Pezzali e l’artista Fabio Iemmi hanno qui unito le loro competenze. Della preesistente casa colonica diroccata e in abbandono è stato mantenuto il fronte stradale, memoria storica e al contempo mura di contenimento dell’intervento contemporaneo. Il muro è diaframma tra il passato e il nuovo edificato che si sviluppa in piano, presidio che si espande tra alternanze di pieni e vuoti, punti di fuga e prospettive che portano alla grande piastra che si apre sulla valle, alle vetrate continue che consentono di estendere all’aperto le funzioni dell’abitare. Il progetto architettonico si percepisce come un’ala leggera posata sul prato. Poche pareti murarie, ma pareti di cristallo che si aprono sul verde e fanno entrare giardino e bosco nella residenza, smaterializzando i volumi e definendo i contorni con trasparente leggerezza. Materiali e colori che sono legati agli elementi naturali come gli intonaci di argilla, le calci, le pietre, i legni, i metalli. Daniele Pezzali spiega che il progetto rifiuta lo sviluppo in verticale e persegue invece il diradarsi sul piano orizzontale e con esso ambisce entrare in simbiosi; ecco allora che le superfici orizzontali accolgono in sé i caratteri del paesaggio naturale sul quale si affacciano. Il prato dialoga con le pavimentazioni in cemento colorato con ossidi, il piano prolungato all’aperto e la sua copertura in aggetto si aprono sulla valle come un unico tratto orizzontale e l’abitazione con il suo profilo allungato sembra dissolversi nel paesaggio. La residenza è di per sé densa di fascino e l’intervento artistico di Fabio Iemmi ne amplifica le percezioni. La sua opera Sequenze si sviluppa su una superficie di oltre duecento metri quadrati, ispirata

dal rapporto dialettico tra arte, architettura, paesaggio. Fabio Iemmi, che conosce le tecniche della tradizione pittorica su muro arricchite da personali ricerche, entra in stretto contatto con la complessa articolazione degli spazi e il suo lavoro scaturisce da un rapporto catartico con il luogo. L’asse portante dell’intervento artistico è un muro che si sviluppa su un tracciato di trentun metri per una altezza di tre che attraversa longitudinalmente la residenza. Muro carico di segni e tagli, collettore tra giorno e notte, tra spazi protetti e aperti, separati nella continuità percettiva dall’etereo diaframma del vetro. Nel suo dipanarsi l’opera Sequenze muta nei luoghi che attraversa. Parole di Fabio Iemmi. La grande opera si irradia nella percezione spaziale dell’architettura grazie ai cinabri che si accendono con le luci naturali e artificiali, ai rossi pompeiani crettati che accompagnano le sequenze degradanti dei bruni e delle ombre. Malte di calce con ossidazioni, sinopie di decorazioni memorie del tempo, ruggini, cere, conferiscono altre profondità. Su questo astratto paesaggio, al centro, un diadema prismatico fuso nel bronzo simbolo dell’australe costellazione Croce del Sud. La percezione dell’opera non si conclude in questo spazio, ma prosegue nei vari ambienti caratterizzati da toni, materie, gamme di colori e pigmenti che la rievocano. E infine l’alchemico studio connesso alle progressioni di un muro con tagli architettonici dai quali filtra luce naturale, diaframma osmotico permeato da frequenze emotive di afflati antropomorfi (Fabio Iemmi). Il muro è quinta che si affaccia sul giardino segreto, opera che guarda ai quattro elementi come riferimento del fluttuare delle cose. L’opera Sequenze evoca armonie tra ambiente naturale e ambiente progettato, un equilibrio che pare sospeso tra spazio, tempo, luce, materia. Le pareti della residenza sono affreschi ed encausti risolti pittoricamente in chiave astratta ed informale, sintesi di contemporaneità tra progetto architettonico e progetto artistico.


117 Vista della residenza dal giardino


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residenze unifamiliari

Barbiano di Felino - Parma Planimetria


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Sezione; vista esterna con dettaglio dell’opera


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residenze unifamiliari

Barbiano di Felino - Parma Grandi vetrate mettono in collegamento interno ed esterno


121 Vista prospettica dall’esterno


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residenze unifamiliari

Barbiano di Felino - Parma

L’interno è caratterizzato da materiali naturali


123 Viste interne; rivestimento in legno a pavimento


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residenze unifamiliari

Carpi - Modena

Intervento Abitazione privata Luogo Carpi (MO) Progettisti Openbau studio - Giovanni Sacchetti, Filippo Landini, Sara Fattori Committente Privato Anno di redazione 2005 - 2006 Anno di realizzazione 2006 - 2007 Costo Euro 500.000,00 Imprese esecutrici Sagittario Srl Imprese fornitrici Baldini Srl; Arredamenti Piantani; Isolegno Snc

Testo - Claudia Rosi Foto - Sarah Angel, Massimo Mantovani

Openbau studio Giovanni Sacchetti Filippo Landini Sara Fattori

Indipendenti geometrie La realizzazione di un villino unifamiliare in un quartiere dei primi del ‘900 a Carpi

Un tranquillo quartiere nelle vicinanze del centro storico di Carpi, caratterizzato da una serie di villini in stile liberty, è il contesto nel quale nasce, con le sue particolari geometrie, questo nuovo edificio. Il progetto scaturisce dalle esigenze dei proprietari, creare un’abitazione funzionale alla vita familiare, diversa dall’immobile esistente, un luogo tranquillo, nonostante la vicinanza ad un viale piuttosto trafficato, che valorizzi gli spazi esterni, viste le grandi dimensioni del lotto sul quale sorge l’abitazione, e che riesca, a cogliere appieno gli aspetti positivi della vicinanza al centro storico di questa piccola e graziosa città. Il risultato è un’abitazione che irrompe, come elemento di disturbo, nel linguaggio architettonico della zona, una villa unifamiliare slegata, ma allo stesso tempo in armonia, con lo scenario circostante, una composizione di volumi che creano prospetti irregolari, enfatizzati dall’uso di materiali diversi. Elementi, quali il corpo della cucina, la soluzione d’angolo del soggiorno e tutto il volume del secondo piano vengono messi in evidenza attraverso l’utilizzo di rivestimenti differenti, doghe di larice ossidato, pietra di luserna a spacco e lamiera di zinco-titanio, donano carattere e nuove profondità all’edificio. Le caratteristiche del lotto sul quale sorge l’edificio, la buona esposizione e le grandi dimensioni, hanno permesso di realizzare questa nuova abitazione secondo i desideri della committenza. Questo ha consentito, anche, integrando nella faccia-

ta più esposta a Sud della casa un sistema di pannelli fotovoltaici, di alimentare “naturalmente” l’impianto di condizionamento. L’edificio, arretrato rispetto al fronte della strada principale, non presenta apertura sui lati a Nord e ad Est, resi ciechi per salvaguardare la privacy e la pace degli abitanti della casa. A Sud e a Ovest si aprono invece le ampie vetrate che permettono l’accesso al grande giardino e diffondono la luce negli interni dell’abitazione, creando spazi plasmati dalla vibrante luce di mezzogiorno e da quella suggestiva della sera. Suggestivo è anche il panorama che si gode, da una parte, le verdi campagne e dall’altra il centro storico, dal quale emerge uno dei monumenti più importanti di Carpi, la Torre della Pieve di S.Maria in Castello detta della “Sagra”. I tre piani sui quali è articolato l’edificio sono composti dai grandi spazi aperti della zona giorno al piano terra, dalla zona notte al primo piano e dall’area dedicata al benessere al secondo piano. Questo luogo intimo, di relax, svincolato dal resto della casa, anche esternamente appare quasi un corpo a se stante, si affaccia su una sorta di stanza all’aperto, parzialmente coperta da un “becco” in cemento armato. La struttura s’ispira alla sagoma delle altane, terrazze che caratterizzano i villini dei primi del novecento tipici di questo quartiere, pensata per sfruttare i benefici della sua esposizione a Sud, è, al tempo stesso, riparata da sguardi indiscreti grazie ad un setto in cemento armato.


125 Prospettiva del villino dal giardino posteriore


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Carpi - Modena Pianta primo piano, secondo piano e terzo piano


127 Prospetto sud; prospetto nord


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Carpi - Modena Viste del patio nel giardino posteriore


129 Scorcio della cucina con la vetrata affacciata sul giardino


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Carpi - Modena

Dettaglio del living; infilata prospettica dell’ingresso


131 Il salotto con il caratteristico volume


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San Marino

Fluidità della luce Una casa sul monte Titano nella Repubblica di San Marino

Vanda Venturi

Testo - Ester Marinelli Foto - Mario Flores, Luca Gambuti

Intervento Nuova realizzazione villa unifamiliare Luogo San Marino (RSM) Progettisti Vanda Venturi Committente privato Anno di redazione 2008 - 2009 Anno di realizzazione 2009 - 2010 Imprese esecutrici Nie, Gipso, Spazio tetto, Zafferani, Laser, Centro della Ceramica Imprese fornitrici Rossana, Colombini, Jacuzzi, Bossini, Scarabeo, Viega Dati dimensionali 22x22 mt Caratteristiche tecniche particolari Interamente realizzata con tamponamento in fermacell a secco e rivestita in zinco titanio

Il vero lusso spesso si cela dentro spazi semplici, puliti, nitidi e trasparenti. Questa la filosofia dell’architetto Venturi che con sobrietà ed eleganza va incontro alle esigenze dei committenti nella realizzazione di questa villa posizionata in una delle colline che si affacciano sul monte Titano, all’interno della Repubblica di San Marino. Si tratta di un edificio dalla forma semplice che si chiude verso la strada per aprirsi totalmente a un paesaggio che lo include e valorizza. Quello tra dentro e fuori diventa un dialogo continuo nella dimensione di un abitare che non ha più i confini delle mura domestiche ma che si supera verso una natura del tutto benigna. La luce diventa elemento guida nella volontà di creare ambienti fluidi, nella matericità dei rivestimenti e nella creazione di spazi aperti che la fanno da padrone, ampie vetrate irrompono con forza sul paesaggio e il giardino entra in gioco in un rapporto costante con l’interno; la terrazza disegnata come tolda di nave si affaccia sulla vallata e sul mare cogliendone gli splendidi scorci. L’esterno appare come una pelle di zinco titanio e intonaco veneziano chiaro, frangisole e tapparelle orientabili in alluminio proteggono dai raggi solari e

garantiscono un’ottima efficienza energetica. Parapetti in acciaio inox, pavimenti in deck in legno teak si sposano perfettamente con arredi dalle forme contemporanee in polietilene. Una corte aperta cuore del progetto, delimitata da un gazebo in acciaio inox, viene pensata e vissuta come sala da pranzo all’aperto dove accogliere amici e rilassarsi. All’interno un importante camino sospeso segna l’ingresso e ne scalda l’atmosfera unito ai colori del tortora e del bianco. Al piano terra cucina, zona pranzo e living sono uniti in un ampio open space delimitato solo da pannelli scorrevoli. Il rivestimento a terra è rappresentato da un’eco malta a base d’acqua ancora in color tortora. Arredi contemporanei e pezzi d’arte contemporanea definiscono gli ambienti uniti alla tecnologia di un impianto domotico touch screen. Al centro della casa una scala conduce allo studio, alle camere e alla zona wellness. La camera principale si affaccia all’esterno con un ampio balcone dotato di un parapetto in vetro che rende ancora più immateriale la distanza tra interno ed esterno.


133 Vista notturna della villa dall’ampio giardino esterno


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San Marino Pianta piano primo


135 Il rivestimento esterno è in zinco titanio e intonaco veneziano chiaro


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San Marino Finestre, frangisole e terrazze sfruttano al meglio l’ingresso della luce naturale


137 La cucina si apre alla zona giorno grazie a un pannello scorrevole trasparente


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San Marino La terrazza al primo piano si apre sul paesaggio


139 Zona servizi e benessere


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Apiro - Macerata

Da edificio rurale a dependance Aperta al panorama, con piscina e spazi verdi

Una casa colonica ed un fienile, manufatti rurali in pietra arenaria assai presente in zona, posti su un terreno in leggera pendenza nel paesaggio collinare marchigiano. Sullo sfondo, i Sibillini. L’ex fienile di due piani sito a valle rispetto al corpo di fabbrica principale, è unito ad esso da un cortile comune. Alla fine degli anni ’90 è stato oggetto di una ristrutturazione con perdita delle caratteristiche architettoniche tipiche degli accessori agricoli. La richiesta della committenza era quella di trasformare l’annesso agricolo in una sorta di dependance, per gli ospiti, dell’edificio principale recentemente restaurato. Nell’impossibilità di recuperarne le caratteristiche architettoniche originarie, si è cercato di sfruttarne le peculiarità derivanti dalla collocazione nel sito che ne fanno punto di vista privilegiato, sia interno che esterno, da cui ammirare lo straordinario panorama. Sono stati eliminati tutti gli elementi incongrui della facciata, demoliti il cornicione e la scala esterna, rimossi gli architravi in mattoni di laterizio e le soglie in clinker. Sono state riviste tutte le bucature esterne: ridimensionate quelle del lato est, allargate quelle sulle pareti sud ed ovest in modo di esaltare la vista sul paesaggio ed in particolare sul San Vicino. Il sistema distributivo interno è stato modificato in base alle nuove esigenze. Il nuovo ingresso principale, pur rimanendo sullo stesso lato, è stato spostato a sinistra e collocato ad una quota intermedia tra il piano terra ed il piano primo, con una grande apertura ricavata tagliando verticalmente la muratura per tutta l’altezza fino al cornicione. Internamente è stata realizzata una scala: in cemento armato e pietra, nel tratto che collega l’ingresso principale con il piano terra ed il piano primo; in acciaio e vetro nel tratto che collega con il sottotetto per consentire alla luce proveniente dalla

grande apertura di raggiungere il piano inferiore e l’intera scala. Al piano terra è stata ricavata la zona giorno con il living con camino nella parete controterra, la cucina e un bagno. Al piano primo, la zona notte con salottino-studio e un bagno. Gli elementi che caratterizzano formalmente l’intervento sono i serramenti esterni, che abbracciano l’angolo sud dell’edificio, e il sistema di pareti in cemento, che con il tempo saranno ricoperte da rampicanti, che delimitano la piscina ed il patio. Le grandi vetrate che al piano terra uniscono il soggiorno con il patio, la piscina e il giardino, al piano primo, sfruttando lo spessore della parete perimetrale di pietra, si articolano diventando al contempo una sorta di bay window da cui affacciarsi e di bow window con panca incassata sotto la finestra. Grandi aperture diventano punti di vista privilegiati su scorci inediti del paesaggio. All’esterno le grandi imbotti di legno, che incorniciano le ante scorrevoli del sistema di oscuramento, sovrapposte alle pareti di pietra, abbracciano l’angolo dell’edificio. Gli spazi esterni si articolano su piani che adattandosi alle pendenze del terreno generano due cortili. Il primo è situato alla quota dell’ingresso e unisce la dependance con il corpo di fabbrica principale. Il secondo, sfalsato di circa due metri, posto alla quota del piano terra e collegato al primo da una scala rivestita in pietra arenaria adiacente al lato sud-ovest della casa, è incassato nel terreno. Articolato in uno schema ad L, forma, con la casa, una sorta di patio chiuso su tre lati. A delimitare il lato lungo, di fronte alla casa, una parete di cemento armato si biforca accogliendo la rampa carrabile di accesso a locali interrati, ricavati sotto il patio e delimita longitudinalmente la piscina. Perpendicolarmente ad essa è stato realizzato un manufatto coperto e porticato sul fronte verso la piscina.

Marco Turchi Alberto Pozzi

Testo - Marta Alessandri Foto - Alessandro Ciampi Intervento ristrutturazione edilizia Luogo Contrada S. Isidoro, Apiro (MC) Progettisti Marco Turchi, Alberto Pozzi Collaboratori B. Bello, G. Balducci; N. Pugliesi - strutture; U. Cesaretti - impianti Committente Privato Anno di redazione 2007 - 2008 Anno di realizzazione 2010 Imprese esecutrici S. Ciattaglia; Pavani; Marasca Imprese fornitrici Vignoni; Falegnameria Serrana snc di Carletti F&G; Piscine Castiglione; Livingmade-Novedil; Gagliardini Edilizia Dati dimensionali 500 mc – volume edificato


141 La casa e il portico in pietra visti dal taglio orizzontale della parete in cemento che caratterizza il cortile inferiore con la piscina


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Apiro - Macerata Pianta piano primo; pianta piano terra


143 Vista del fronte Nord-Ovest. Il prospetto è caratterizzato da un infisso verticale a tutta altezza che contribuisce ad illuminare l’atrio d’ingresso


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Apiro - Macerata


145 Vista panoramica del cortile inferiore con la piscina, la parete in cemento che la delimita e la casa, sul fondo il portico in pietra


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Apiro - Macerata Riflesso della piscina; gli spazi comuni, soggiorno, della zona giorno e della zona notte al piano primo sono caratterizzati da grandi infissi in legno


147 Zona notte al piano primo. Particolare l’infisso al piano primo che sfruttando lo spessore della parete in pietra si articola diventando all’interno seduta, incassata sotto la finestra e sopra il termosifone, e all’esterno poggiolo; sistema distributivo interno: scorcio della scala di pietra che collega il piano terra con il piano primo e della scala in acciaio e vetro, di collegamento con il soppalco ricavato sopra il bagno principale; infissi in legno


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Zaro - Ischia

La casa e l’isola Ad Ischia, l’intervento di riconversione di un casolare tradizionale in un’abitazione privata Naema Architettura Caterina Esposito Giampiero Lamonica

In questo senso, l’intervento di riconversione di un casolare tradizionale in residenza privata diventa, per lo studio di Caterina Esposito di Roma, una possibilità di riflettere sui caratteri ricorrenti dell’abitare, sfruttando al meglio le caratteristiche del luogo e dell’antico nucleo. Risalente al secolo scorso, il cellaio (che custodiva attrezzi agricoli e botti di vino) venne costruito in una delle zone più suggestive e panoramiche dell’isola di Ischia, immersa nella terra collinare, a quell’epoca suddivisa in terrazzamenti per la coltura dell’uva. Il periodo della vendemmia era infatti l’unico momento dell’anno in cui la casa veniva abitata. Durante gli anni settanta tuttavia, una serie di interventi particolarmente invasivi (come la sostituzione degli antichi solai lignei con dei nuovi latero cementizi e la ricostruzione più regolare dei prospetti), modificarono in parte il carattere spontaneo e grezzo delle forme della costruzione originaria. Quello che rimase inalterato però fu il carattere compatto, rigido e scuro del casolare. La pietra che lo riveste infatti è un caso raro sull’isola; rispetto alla ben più diffusa pietra tufacea verde, si utilizzò un altro materiale tipico della zona: la pietra vulcanica trachitica. L’intervento contemporaneo sceglie così di reinterpretare i materiali utilizzati nella costruzione dei vecchi cellai (calce bianca, cemento e sabbia), rimanendo però più silenzioso sui prospetti. L’eccezione è rappresentata dall’ampia vetrata a sbalzo (in acciaio inox e vetro stratificato) che è stata aperta nella zona giorno, per proiettare all’esterno la vita della casa, e ritrovare così un contatto con il nuovo

paesaggio circostante. Grazie all’incuria infatti, il vigneto si è oggi trasformato in un bosco di lecci e querce, i quali, filtrando i raggi del sole, creano incredibili suggestioni all’interno della casa. Il contrasto delle superfici ritorna anche grazie alla fascia bianca intonacata del parapetto in muratura del terrazzo, arretrato rispetto al filo delle pietre in facciata, e alla quale si accede tramite una scala libera, collegata allo sbalzo vetrato, che ridisegna il prospetto verso il bosco e ne alleggerisce la compattezza. Anche se frutto della memoria di quelli tipici dell’isola, i gradini sono composti dall’accoppiamento di due travetti precompressi modernissimi, incastonati nella parete. Al piano sottostante l’ingresso principale, l’ex-cisterna è stata invece adibita a piccolo studio privato con un ingresso secondario a diretto contatto con il parco, rimasto totalmente intatto, ad esclusione della sistemazione della corte antistante l’ingresso principale. A questa si arriva tramite un percorso curvo che, come un tappeto chiaro steso sul terreno realizzato con cemento impastato a calce bianca, sdrammatizza la durezza delle linee spezzate del casolare originale, e accompagna ad una vasca, memoria allo stesso tempo dell’antica quota di calpestio e delle “peschere” che sull’isola raccoglievano l’acqua piovana. Qui sono infine immersi due pilastri originali che reggevano una tettoia, riutilizzati per definire un paesaggio essenziale, metafisico, adatto alla dimensione intima e in contrasto con la rigogliosa natura circostante.

Testo - Monica Prencipe Foto - Filippo Trojano

Intervento Recupero e ristrutturazione di un’antica casa rurale Luogo Forio, località Zaro, Isola di Ischia (NA) Progettisti Naema Architettura Caterina Esposito, Giampiero Lamonica Collaboratori Consulenza rivestimenti Salvatore Di Liello Committente Privato Anno di redazione 2008 Anno di realizzazione 2008 - 2011 Costo Euro 250.000,00 Imprese esecutrici Saldo Costruzioni Srl; DDM di Domenico D’Abundo impianti elettrici e speciali; Michele Patalano - impianto idraulico e termico; Francesco Espositore Costruzioni esterni; schiattarellalegnodesign - opere in falegnameria Imprese fornitrici Cordivari; Flaminia; Mosaici Appiani; Laufen; Duravit; Gattoni; Arredi “RAIA Wood Design Srl” Dati dimensionali 250 mq - superficie interna; 2000 mq - terreno Caratteristiche tecniche particolari Infisso principale su progetto, costruzione e montaggio a cura di Alustudio di S. Tripodi


149 Vista della struttura dall’esterno


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residenze unifamiliari

Zaro - Ischia Pianta livello ingresso; pianta livello bosco; pianta terrazzo


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Schizzo; veduta di insieme della casa e dello spazio esterno


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Zaro - Ischia La vasca ed i pilastri originari del cellaio originale; veduta laterale della scala


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Viste della vetrata


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Zaro - Ischia Soggiorno; la vetrata dall’interno del soggiorno


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Dettaglio gradino in pietra ricavato dalla roccia; vista del soggiorno


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Orsara di Puglia - Foggia

Sovrapposizioni Due edifici ai margini del centro storico di Orsara in Puglia

Raimondo Guidacci

Testo - Sveva Guerra Foto - Alberto Muciaccia

Intervento Due case Luogo Orsara di Puglia (FG) Progettisti Raimondo Guidacci Collaboratori Leonardo Guidacci Committente Maria Ruscito Anno di redazione 2002 - 2004 Imprese esecutrici D’Aries Antonio (San Severo – FG)

Ci troviamo ai margini del centro storico di Orsara di Puglia, in provincia di Foggia, dove vengono realizzati due piccoli edifici che possano non solo riempire il vuoto presente sulle vie pubbliche ma anche caratterizzare al meglio un lotto dalla forma del tutto irregolare. L’area preesistente è caratterizzata da strutture molto diverse tra loro e i due complessi vanno a completare l’isolato creando tra loro uno spazio interno che consente di ottenere la giusta illuminazione. La caratteristica principale dei due edifici è la sovrapposizione di tre elementi: un basamento in pietra Apricena spazzolata, una fascia completamente rivestita in doghe di rovere che contiene gli ingressi e una parete bianca, cieca per quanto riguarda l’edificio più basso su via Trento mentre interrotta da due balconi in acciaio inox per l’edificio posizionato su via Cadorna. La particolare conformazione dell’area

da lottizzare ha fatto sì che i due edifici dovessero seguire le linee e le differenti sovrapposizioni inserite a diversi livelli. Da qui l’idea della doppia rotazione che, simile a un ventaglio, si sviluppa intorno all’asse del camino d’angolo che caratterizza l’edificio alto sul lato cortile. Ogni rotazione si declina in terrazzi che, posti su diversi livelli, consentono la vista sul piccolo cortile interno. Lo stesso cortile in ghiaia bianca, delimitato a sua volta da muri in tufo come il basamento delle strutture adiacenti, diventa fulcro inequivocabile dell’intero progetto. Gli edifici presentano una copertura con tetto in rhenzink a unica falda. La semplicità delle forme si concilia con l’attenzione nella sovrapposizione di volumi e materiali che, pur essendo estremamente naturali, movimentano l’impatto estetico del complesso e ne definiscono la destinazione.


157 Vista frontale della sovrapposizione e rotazione dei tre volumi


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residenze unifamiliari

Orsara di Puglia - Foggia Piante del primo e del secondo piano


159 Prospetto su via Trento; Prospetto su via Cadorna; Prospetto sul cortile


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residenze unifamiliari

Orsara di Puglia - Foggia Dettaglio dell’ingresso in doghe di legno; veduta della facciata con terrazzi in acciaio inox


161 Impatto esterno dell’edificio all’interno del lotto; particolari dei rivestimenti


Restauro Restauro L’oggetto architettonico cerca un legame imprescindibile con l’ambiente e la natura Il torrione angioino di Bitonto ospita nuovi spazi museali per la cittĂ


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restauro

Santa Fiora - Grosseto

Intervento restauro e rifunzionalizzazione della Chiesa di S. Antonio e degli Orti delle Clarisse per la realizzazione di nuovi spazi pubblici Luogo Santa Fiora (GR) Progettisti Luca Montuori, Riccardo Petrachi con Silvio De Sisti e Marina Checchi Collaboratori Alice Lentisco, Francesca Delicato, Simone Capra, Simone Stabile Committente Comune di Santa Fiora Anno di redazione 1999 - 2003 Anno di realizzazione 2005 - 2009 Costo 11.500.000,00 euro Imprese esecutrici TECRES Srl Imprese fornitrici Ariostea (pietre ricomposte), Martini (Lampade), Santa Fiora (pietre naturali)

Comporre l’eterogeneo Riqualificazione del parco fluviale dell’alto corso del fiume Flora in provincia di Grosseto

Testo - Sveva Guerra Foto - Riccardo Petrachi

2TR_architetti Luca Montuori Riccardo Petrachi Nel Cantico dell’”Inferno” Dante nomina Santa Flora, un borgo caratterizzato dalla Peschiera, un bacino artificiale circondato da mura all’interno di un parco alberato. Fu ricavata dalla trasformazione di un antico lago artificiale. Siamo all’incirca nel 1300 ma già dall’anno Mille questa zona si caratterizzava per la presenza imponente dell’acqua; acque sorgive, fonti e torrenti che ne determinavano il territorio. Nel tempo le stesse acque subirono dei cambiamenti vincolanti, furono delimitate da dighe, irregimentate e controllate per fornire energia ai mulini e alle altre attività circostanti. Nacquero diversi opifici e complessi industriali proprio nell’idea di sfruttare la ricchezza d’acqua. Il giardino della stessa Pescheria citata da Dante viene poi rievocato anche nel 1700 quando lo si descriveva come ricco di alberi e di essenze. Si era in qualche modo venuta a creare un’economia locale in grado di rispondere alla sussistenza dei suoi abitanti. Si tratta di una storia praticamente immutata fino ai primi del Novecento quando fu costruito un acquedotto diminuendo la portata dei corsi d’acqua e mettendo in crisi le attività collegate alla presenza di questo elemento naturale. Inizia un momento di degrado non solo per le attività ma anche per la natura circostante che soffre per la mancanza d’acqua. La sintesi storica apre uno spiraglio su quelli che sono stati i temi principali del progetto di riqualificazione diviso tra il restauro dei singoli manufatti e quello del sistema ambientale. L’oggetto architettonico non è più autonomo di per sé ma cerca un legame imprescindibile con l’ambiente e la natura, si è rivelato necessario un lavoro su scale diverse dal singolo elemento al grande

contesto senza perdere la dinamica del filo conduttore. La prima scelta è stata quella di ridar vita a un insieme di luoghi pubblici a margine del centro storico che potessero fungere da spazi di relazione per un rinnovato rapporto con il territorio: due aree per spettacoli, un ostello in un vecchio mulino, un sistema di orti, una rete di giardini, un sistema di canali e di acqua. Il progetto ha coinvolto diverse professionalità da chi ha lavorato sul restauro di oggetti architettonici a chi ha progettato i nuovi percorsi di acqua e terra con l’introduzione della vegetazione autoctona fino ad arrivare a chi ha eseguito importanti opere di disboscamento e di recupero d’intere aree agricole. Un importante intervento è stato applicato alla chiesa delle Clarisse per la quale sono state restaurate le mura originarie, è stato creato un nuovo sistema di raccolta delle acque piovane e risistemata la pavimentazione. Le aule sono diventate stanze all’aperto verso i giardini che sono stati a loro volta sistemati insieme a tutta l’area esterna con zone attrezzate, giochi all’aperto e nuovi spazi pavimentati. Un secondo importante intervento del progetto è stato il restauro del Mulino di Melampo con la ricostruzione delle coperture in legno al fine di realizzare un ostello. Un aspetto particolare ha riguardato la bonifica dell’area fluviale con il taglio del sottobosco e la pulitura degli argini. Le operazioni di pulitura hanno anche permesso di riportare alla luce le briglie e le opere di regimazione originarie. Infine il restauro degli “Orti di Fedro” ha permesso la creazione di nuovi spazi pubblici, l’area è stata divisa in parcelle di diverse dimensioni con serre e box per il magazzino.


165 Disegno tecnico di tutta l’area che accoglie il complesso; vista notturna dell’area di Santa Flora


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restauro

Santa Fiora - Grosseto Pianta


167 Disegni tecnici della grande opera di restauro


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restauro

Santa Fiora - Grosseto La rampa che conduce dall’esterno al complesso


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Vedute del rivestimento che alterna pietra, legno e intonaco


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restauro

Santa Fiora - Grosseto Disegni tecnici


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Gli spazi esterni trasformati in luoghi pubblici di ritrovo


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restauro

Bitonto - Bari

La torre Il restauro del torrione angioino di Bitonto

Il torrione angioino risale al 1399 quando viene citato per la prima volta in uno studio della moglie di Carlo II Durazzo, sovrano angioino. In quegli studi veniva erroneamente definito “castello” mentre la storia ci dice che si trattava di un maschio di difesa alto ventiquattro metri e costruito come difesa della città di Bitonto durante gli scontri dinastici tra il ramo ungherese e quello durazzesco per la successione al regno di Napoli. Il torrione è elemento superstite delle originarie ventisette torri alle quali veniva collegato attraverso percorsi segreti e sotterranei. Dal punto di vista architettonico, il torrione ha una struttura a pianta circolare e si sviluppa su tre livelli, delimitati a loro volta da mura esterne molto spesse fino a quattro metri. Alla base il rivestimento è in pietra calcarea mentre in altezza si trasforma con filari regolari di bugne in carparo di bauletto un po’ aggettanti e culminanti in cima con un toro leggermente sporgente definito da un coronamento merlato. Poche feritoie si aprono lungo le pareti mentre l’ingresso sud-est conduce a un corridoio stretto provvisto di tre ordini di stipiti di pietra con tre porte consecutive. Nel sotterraneo una cisterna; una sala al pianterreno dalla pianta ottagonale con copertura a crociera rappresenta la sala del camino con un focolare a tronco di piramide; al secondo piano uno spazio circolare con cupola di tufo viene illuminato da tre monofore e

da tre fessure, lo stesso ambiente è collegato al terrazzo merlato, dotato di pozzo per il rifornimento idrico. Questa la situazione originaria che ha interessato un intervento di restauro attento e soprattutto finalizzato alla rifunzionalizzazione di spazi simbolici per la città per condurli a diventare uno spazio museale. Il museo viene pensato come suddiviso tra una mostra permanente incentrata sulla storia del torrione angioino e allestita nelle sale della torre e una temporanea adibita a mostre tematiche e pensata all’interno del vano anulare alla base del torrione e nei locali al piano superiore. Strutture leggere in legno e metallo definiscono un percorso museale assolutamente non invasivo, leggero e integrato all’interno di una struttura dalla storia così complessa. Al piano terra viene realizzato un soppalco per gli uffici del museo dotato di una scala metallica con pedate in legno, una bussola in vetro per l’ingresso, un vano ascensore a due fermate con gabbia metallica rivestita in legno, una pedana sopraelevata e una scala di collegamento tra la sala espositiva e la torre. La cosiddetta “sala torre” entra in collegamento con la sala superiore attraverso una scala in legno con struttura metallica di forma semicircolare. Al terzo piano una scala in legno autoportante mentre all’ultimo livello un’ultima sala torre declinata in ambiente espositivo.

SMN Studio di Architettura G. L. Sylos Labini e Partners

Testo - Ester Marinelli Foto - Giacinto Mongelli

Intervento Restauro Torrione Angioino di Bitonto Luogo Bitonto (BA) Progettisti SMN Studio di Architettura G. L. Sylos Labini e Partners Committente Comune di Bitonto Anno di redazione 2002 Anno di realizzazione 2011 Costo Euro 2.000.000 Imprese esecutrici Impresa Vincenzo Modugno Srl – costruzione e restauri


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Veduta prospettica del torrione con ponte di ingresso


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restauro

Bitonto - Bari

Piante primo e terzo livello


175 Sezione


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restauro

Bitonto - Bari


177 L’intera area di intervento


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restauro

Bitonto - Bari La scala in legno che collega due dei livelli


179 La scala si inserisce tra i percorsi voltati all’interno; viste della sala del focolare


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restauro

Bitonto - Bari


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Dettagli della scala in legno che si concilia con la pietra delle pareti


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indirizzario ARCHITETTI abdarchitetti Botticini De Appolonia & Associati Camillo Botticini via Saleri, 18 25135 Brescia tel. 030 3365661 fax 030 3648008 info@abdarchitetti.com www.abdarchitetti.com ABDR architetti associati Maria Laura Arlotti Michele Beccu Paolo Desideri Filippo Raimondo via Delle Conce, 20 00154 Roma 06 57250457 06 67136621 abdr@abdr.it www.abdr.it act_romegialli Giammateo Romegialli Angela Maria Romegialli Erika Gaggia piazza Caduti Libertà, 13 23017 Morbegno (SO) tel. 0342 614015 actromegialli@gmail.com www.actromegialli.it Antonio Iascone Ingegneri Architetti via Mazzini, 9/2 40137 Bologna tel. 051 393010 fax 051 302214 studio@antonioiascone.it www.antonioiascone.it

Fabio Iemmi via A. Dall’Aglio, 3 42100 Reggio Emilia tel. 335 8048782 iemmi0@gmail.com 2tr Architettura Luca Montuori Riccardo Petrachi via Della Marrana, 94 00181 Roma tel./fax 06 78359364 info@2tr.it www.2tr.it Iosa Ghini Associati via Castiglione, 6 40124 Bologna tel. 051 236563 fax 051 237712 comunicazione@iosaghini.it www.iosaghini.it Malaragni+Campagna Archimmagine studio Francesco Malaragni, Marina Campagna via Tiburtina, 180 00185 Roma tel./fax 0776 611040 archimmagine@libero.it www.archimmaginestudio.it Mario Cucinella Architects via Barozzi, 3/A 40126 Bologna tel. 051 8313381 fax 051 6313316 mca@mcarchitects.it www.mcarchitects.it

Architecno studio associato Paolo Calderaro Paolo Palmas via Stradella del Tezzon, 19/2 35013 Cittadella (VI) tel. 049 9403893 fax 049 9408203 architecno2000@inwind.it www.architecnoassociati.it

MDAA Architetti Associati Srl via delle Mantellate, 18 00165 Roma tel. 06 6833529 fax 06 6833532 p.pannocchi@mdaa.it www.mdaa.it

Bodar_Bottega d’architettura via Antonio Martino, 29 98123 Messina tel./fax 090 771437 info@bodar.it www.bodar.it

Naema Architettura Caterina Esposito, Giampiero Lamonica via calandrelli, 4 00153 Roma tel./fax 06 5897608 info@naema.it www.naema.it

Giorgio Basso Alfonso Sernagiotto c.so Mazzini, 109/3 31044 Montebelluna (TV) tel. 0423 601366 fax 0423 602044 info@studiotecnicogiorgiobasso.eu www.studiotecnicogiorgiobasso.eu GAAU- gruppo architettura ambiente urbanistica Daniele Pezzali vicolo Mauroner, 2/a 43121 Parma tel. 0521 231444 fax 0521 039420 danielepezzali@gaau.it www.gaau.it Raimondo Guidacci Via Vespucci, 36 10129 Torino tel. 011-5096054 fax 011-5801330 raimondoguidacci@tin.it www.raimondoguidacci.it

Openbau studio Sara Fattori, Filippo Landini Giovanni Sacchetti v.le Ludovico Ariosto, 4 41012 Carpi (MO) tel. 059 650335 fax 059 6328497 info@openbau.it www.openbau.it Alberto Pozzi via Pietro Gori, 3 60015 Falconara Marittima (AN) tel. 071 914892 albertopozzi_000@fastwebnet.it SMN Studio di Architettura G. L. Sylos Labini e Partners via Imbriani, 15 70121 Bari tel. 080 5216812 fax 080 5245277 smn@smnarch.it www.smnarch.it

Silvio D’Ascia Architecture Silvio D’Ascia via Albert, 48/52 75013 Parigi tel./fax +33 1 42280098 contact@dascia.com www.dascia.com Marco Turchi via Giordano Bruno, 3 60015 Falconara Marittima (AN) tel./fax 071 9161769 marco.turchi@tin.it Vanda Venturi strada Cardio, 22 47899 Repubblica di San Marino (RSM) tel./fax 0541 961393 info@venturistudio.com www.venturistudio.com Zucchetti Architetture Mauro Zucchetti via Martiri dei Lager, 78 06128 Perugia tel./fax 075 5004089 info@maurozucchetti.it www.maurozucchetti.it

FOTOGRAFI Sara Angel cell. 349 8549240 info@sarahangel.it Santi Caleca s.caleca@fastwebnet.it Alessandra Chemollo via Banchina dell’Azoto, 11 30175 Marghera (VE) tel. 041 0994117 orch@fastwebnet.it www.orsenicochemollo.com Alessandro Ciampi via Del Palco, 16 59100 Prato (FI) tel. 0574 607480 ciampial@yahoo.it Vito Corvasce cell. 320 2644795 info@vitocorvasce.it www.vitocorvasce.it Daniele Domenicali via G. Verga, 20 40026 Imola (BO) tel. 0542 32862 info@danieledomenicali.com www.danieledomenicali.com Luigi Filetici cell. 338 7983734 info@luigifiletici.it www.luigifiletici.it Mario Flores via Plava, 16 47900 Rimini info@altevele.it www.altevele.it Foto Creativa Giacinto Mongelli giacintomongelli@gmail.it www.gruppoargonavis.it

Fotografia Fine Art Nico Marziali via Vicinale della Sentinella, 5 00062 Bracciano (RM) nicomarziali@gmail.com Luca Gambuti www.gambutiphoto.com Marcela Grassi via Llacuna, 52 1° 2° 08005 Barcellona (Spagna) tel. +30 931813287 info@marcelagrassi.com www.marcelagrassi.com InternoZero Filippo Trojano via circ.ne Clodia, 21 00195 Roma cell. 393 9481456 fotografia@filippotrojano.com www.filippotrojano.com Barbara Jodice via Salita del Casale 80122 Napoli cell. 338 6601020 barbara.jodice@fastwebnet.it Massimo Mantovani via Svoto Cattania, 1/a 41012 Carpi (MO) tel. 059 644335 info@massimomantovani.it www.massimomantovani.it Metalli Photodesignstudio Michele Panduri, Fabio Bracarda tel. 075 5271574 www.metallistudio.it Alberto Muciaccia via Assarotti, 8 00135 Roma tel. 06 3385170 alberto.cuciaccia@gmail.com Filippo Simonetti via Parco Nidrino, 6 22034 Brunate (CO) cell. 348 2228870 f.simonetti@tin.it Santino Trifilò via Del Mare, 1 98051 Barcellona P.G. (ME) tel. 090 9795691 fax 090 771437 studioluceonline@gmail.com info@studioluceonline.com www.santinofotografo.it


Speciale

BARI RESIDENZE

Blu oltremare Vincenzo Maiorano, Roberta Dragone Evoluzioni naturali Gaetana Di Ciommo Simmetrie cangianti Mario Funari Le superfici della storia Studio tecnico Nicastri Natalicchio Architetti Associati Diversa natura di spazi Roberto Ruta Organica irregolarità Angela D’Amato, Antonio Petrillo Sulle orme del passato Laboratorio di Architettura & Design Nico Devito & Franco Cotrone architetti associati OSPITALITÀ

Armonie del tempo Giuseppe Romanazzi


speciale bari

Blu oltremare Il recupero di un’abitazione tradizionale nel centro storico di Polignano a strapiombo sul mare

Vincenzo Maiorano Roberta Dragone

Testo - Monica Prencipe

Intervento residenza privata Luogo Polignano a Mare (BA) Progettisti Vincenzo Maiorano Roberta Dragone Anno di redazione 2009 Anno di realizzazione 2011 Costo Euro 150.000,00 Imprese esecutrici Quattrodi Srl Imprese fornitrici Ime Spa, Rosida Dati dimensionali 50 mq Caratteristiche tecniche particolari Posizionata a picco sul mare

Il nucleo più antico della cittadina di Polignano sorge su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare Adriatico a 33 chilometri a sud di Bari. Il centro, tra i più suggestivi d’Italia, è uno degli esempi del felice connubio che architettura e natura hanno saputo trovare nel belpaese. La piccola abitazione nel centro storico, oggi oggetto del progetto di recupero, si presenta quindi, anche simbolicamente, con un doppio affaccio: da una parte sulla via del centro, verso la storia, e dall’altra sul mare aperto, verso il paesaggio. L’appartamento si sviluppa su due livelli: quello superiore adibito esclusivamente a terrazza, mentre nel piano inferiore si trovano la zona giorno e notte, divise da un unico setto portante. La zona giorno, per mantenere il duplice affaccio nordsud, è stata concepita come open space con cucina e zona living; nella zona notte invece trovano spazio due piccole camere da letto (di cui una con un piccolo balconcino alla romana), un bagno ed un piccolo ripostiglio. Una scala, assente nel precedente assetto, è stata realizzata in opera per consentire l’accesso al piano superiore della terrazza. Anche qui un torrino divide lo spazio in due aree: una destinata al relax, con comode poltrone e divano, ed un’altra attrezzata con tavolo, piano di lavoro con lavabo e barbecue ad incasso. La scelta dei colori, particolarmente influente per la resa dell’intero progetto, è stata dettata dalla volontà di la-

sciare al blu del mare l’indiscusso ruolo di protagonista. Da qui la ricerca di un accordo tra i materiali della modernità (come il bianco del gres, il grigio chiaro del cemento, i tessuti), quelli della storia (le tonalità delle “chianche”, i pavimenti in pietra calcarea della tradizione pugliese del terrazzo) e quelli della natura, rappresentati dalle calde sfumature del legno del solaio strutturale del torrino, della controsoffittatura nella camera, delle ante della panca, nonché di parte degli arredi. Grande attenzione è stata dedicata al recupero di materiali della tradizione: le chianche antiche della terrazza provengono infatti da un vecchio rudere di famiglia abbattuto, così come i gradini in pietra sono stati riutilizzati sia come davanzali per le finestre del torrino, sia come soglia del balconcino nella camera da letto. Una vecchia scala in legno è stata collocata in bagno come porta asciugamani; altre tavole di legno (un tempo rivestimenti esterni di vecchie abitazioni) sono diventate il frontale per il mobile del bagno sospeso; ancora, altri “relitti” di legno restituiti dal mare sono ripensati come piano d’appoggio per il lavabo del bagno, oppure come semplici sculture. Diversi arredi come il tavolo da pranzo, il mobile sospeso del bagno, così come il piano di cemento sulla terrazza, le lampade a parete (sempre in cemento) a forma di cubo sono infine stati realizzati da artigiani locali su disegno dei progettisti, in un singolare equilibrio tra modernità ed tradizione.


In primo piano la parete nord affacciata sul mare, sullo sfondo il centro di Polignano


speciale bari

Piante e Prospetti principali


La terrazza superiore dai colori neutri e sullo sfondo il mar Adriatico


speciale bari L’open space della zona giorno


La scala che conduce al terrazzo, il bagno e la camera da letto vista dal corridoio


speciale bari Intervento Nuova costruzione di villa unifamiliare Luogo Trani (BAT) Progettisti Gaetana Di Ciommo Anno di redazione 2009 Anno di realizzazione 2010 - 2011 Costo Euro 700.000,00 Imprese esecutrici Edifico di De Mango Francesco & Co. Imprese fornitrici Ime Spa (Fap - pavimenti e rivestimenti) Dati dimensionali lotto 680mq, volume 380mc, superfice calpestabile 106mq Caratteristiche tecniche particolari Uso di materiali locali (pietra di Trani e di Apricena) all’esterno, soluzioni illuminotecniche, opere di falegnameria

Evoluzioni naturali

Testo - Giulia Giovanelli Foto - Vito Corvasce

Gaetana Di Ciommo

La realizzazione di una villa unifamiliare tra il verde di Trani

A pochi passi dal Lungomare Mongelli, in un terreno che affaccia sul mare, sorge la villa unifamiliare, all’interno della zona residenziale estensiva di Trani, in provincia di Bari, un’area a stretto contatto con la campagna circostante, seppur rimanendo molto vicina al centro abitato. Il lotto, di pianta rettangolare con una superficie di 700 mq circa, fa parte di un complesso di quattro ville con ingresso comune. La tipologia architettonica di riferimento è la casa a corte, un fenomeno che si diffonde in Puglia nel 1500, di origine tipicamente salentina. Elemento centrale della casa è l’albero (un Ficus Retusa) fortemente impattivo con la sua folta chioma visibile all’ingresso dell’abitazione, collocato all’interno della corte, si eleva dalla quota sottostante della zona notte. L’albero, simbolo della vita in continua evoluzione, in ascensione verso il cielo, evoca con grande forza il simbolismo della verticalità, ma anche il contatto saldo con la terra, tramite le radici. In questo progetto l’albero rappresenta anche la continuità tra spazio interno e spazio esterno, mantenendo l’obiettivo di annullare la barriera tra i due ambiti, come se fosse un unico spazio. Per ottenere questo risultato, oltre a disporre l’albero centralmente rispetto alla casa, si è creato un ampio finestrone scorrevole che collega il salone allo spazio esterno coperto

dalla grande pensilina a sbalzo. Inoltre, l’uso di materiali quali il vetro (parapetti, lucernai e alcune pareti verticali interne) ed il ferro (la scala con il parapetto) è servito a garantire una continuità spaziale sia in senso orizzontale che in senso verticale, anche grazie alla presenza di superfici a doppia altezza. L’asse privilegiato della composizione è rivolto a sud-est, in direzione del mare, che diventa il fulcro della prospettiva interna. Al piano inferiore la distribuzione delle stanze da letto è sull’asse sud-ovest. Un giardino ribassato, su cui affacciano le portefinestre delle stanze da letto, contribuisce ad offrire una vista piacevole sul verde e a garantendo un abbondante quantitativo di aria e di luce. Una parte di questa area è coperta da un pergolato costituito da travi in ferro su cui poggiano i pannelli fotovoltaici. I colori dominanti della casa sono il bianco ed il grigio, dati dal legno di rovere delle pavimentazioni, dal gres porcellanato e dal mosaico in vetro, pensati per rendere l’edificio più leggero e più aperto verso l’infinito. Esternamente, l’uso di materiali locali come la pietra di Trani nella pavimentazione, la parete a cavallo tra la zona giorno ed il terrazzo coperto rivestito da scaglie di pietra, denota un forte collegamento con il “genius loci”, insieme alle specie arboree, tutte di origine mediterranea.


Vista esterna della villa circondata dal verde


speciale bari Pianta piano terra; pianta piano seminterrato


Parte esterna della villa con pavimentazione in pietra di Trani, la parete a cavallo tra la zona giorno ed il terrazzo coperto rivestito da scaglie di pietra e specie arboree di origine mediterranea


speciale bari L’interno caratterizzato da un finestrone scorrevole che collega il salone allo spazio esterno, parapetti, lucernai e alcune pareti verticali interne in vetro


Particolare dei due bagni: uno dominato da colori scuri, l’altro caratterizzato da colori piÚ luminosi quali il bianco e il mosaicato grigio


speciale bari Intervento Distribuzione funzionale degli spazi e arredamento degli interni Luogo Barletta (BAT) Progettisti Mario Funari Collaboratori Enza Pappalettera, Ermanno Funari Anno di redazione 2008 Anno di realizzazione 2009 - 2010 Imprese esecutrici Impresa edile Ciocca Imprese fornitrici Ime Spa Dati dimensionali 170 mq (parte inferiore); 90 mq (parte superiore); 113 mq (terrazzo)

Simmetrie cangianti

Testo - Maria Chiara Ballerini Foto - Ermanno Funari

Vitalità, mutabilità e flessibilità degli spazi sono gli elementi distintivi della progettazione di interni pensata per un appartamento di Barletta

Il dinamico intervento di progettazione di interni dell’architetto Mario Funari ha avuto per oggetto un appartamento su due livelli, quinto piano e piano attico di un edificio di nuova costruzione situato in un centro residenziale della città di Barletta. Nel processo di realizzazione degli spazi, il progettista ha interpretato nei dettagli le istanze di una committenza giovane, che desiderava per il piano inferiore un gusto contemporaneo, ma con una zona notte dall’atmosfera intima e raccolta, che fosse caratterizzata da misurate citazioni e decorazioni di richiamo classico; il piano attico si sarebbe presentato invece come un ambiente energico, aperto alla convivialità, al relax e al tempo libero, dotato di spazi esterni attrezzati che fossero percepiti come naturale estensione di quelli interni. Il filo conduttore dell’iter progettuale si è orientato all’integrazione delle due anime del progetto, ricercando una compenetrazione concreta e percettiva degli spazi, in dimensione sia orizzontale sia verticale. Si è optato quindi per una pianta libera, ottenuta attraverso pareti divisorie realizzate in base a un disegno che organizzasse gli spazi suggerendone la gerarchia, nascondendo al loro interno gli elementi strutturali dell’edificio, alloggiando diaframmi semitrasparenti in grado di mutare la continuità dei percorsi e la percezione visiva degli spazi, ed evitando nel contempo di penalizzarne la funzionalità. L’uso accorto di pannelli riflettenti ver-

ticali e orizzontali, oltre a dilatare gli ambienti creando simmetrie e nuove prospettive, ha concesso da un lato scorci inconsueti che risultano visibili dalla zona ingresso situata al piano inferiore, come il verde del terrazzo arredato in accordo con le varietà tipiche della macchia mediterranea; dall’altro ha suggerito la percezione dei volumi tra loro perpendicolari come entità autonome e separate. Ulteriori elementi di vitalità, mutabilità e flessibilità degli spazi sono stati ottenuti tramite l’utilizzo di diverse tipologie di illuminazione, anche policrome, con la possibilità di regolare la forma ed il tipo di ombreggiatura del terrazzo, e con l’impiego di colori neutri per i pavimenti e i rivestimenti, pensati per aprire scenari cromatici diversi e personali. Oltre al largo uso di arredi su disegno, realizzati da artigiani del luogo, sono stati modificati e personalizzati anche quelli di produzione industriale, affinché risultassero integrati al contesto in maniera armoniosa e coerente. I materiali utilizzati rispecchiano le due fondamentali esigenze di bellezza e praticità: per i pavimenti interni si sono scelti listoncini su misura in rovere decapato, pannelli Stardust in wengé e ceramica platino, gres porcellanato; mentre per gli esterni la scelta è caduta su Pietra di Trani e Pierre Grise, che abbinano alla forte resistenza ad agenti atmosferici e chimici un gradevole risultato estetico.

Mario Funari


Il terrazzo è arredato con il verde tipico della macchia mediterranea e rivestito con Pietra di Trani e Pierre Grise


speciale bari Le piante dei due livelli dell’appartamento


Gli spazi esterni del piano attico sono percepiti come naturale estensione di quelli interni


speciale bari

Le superfici della storia Il restauro di una residenza ottocentesca a Trani fra ascolto del passato e progetto moderno

La ricerca di un accordo con il passato, soprattutto quando si tratta di una storia dai nobili natali, non è sempre impresa facile. La tentazione di reinventare profondamente gli spazi di una vita così distante dalla nostra infatti, porta spesso a dimenticare che questi stessi luoghi sono invece le pagine su cui rimangono impresse le tracce di storie già trascorse, echi preziosi di mondi sepolti. A Trani, in uno degli isolati del borgo ottocentesco, i progettisti hanno così scelto la strada dell’ascolto. L’appartamento in via Cavour era inizialmente parte di una più ampia residenza, appartenuta fin dal XIX secolo all’alta borghesia tranese. Le stanze, che prima dei lavori avevano perso ogni riconoscibilità tipologica ed architettonica, presentavano interessanti finiture in carta da parati (sia sulle pareti verticali che sulle volte a padiglione) risalenti a varie epoche. Ben conservato era invece l’ampio salone delle feste, unico ambiente ad aver mantenuto intatto il fastoso apparato decorativo e gli arredi originali. In fase di progetto, la necessità di razionalizzare la divisione interna così come quella di adeguare a norma di legge gli impianti, aveva anche portato alla luce altre decorazioni precedenti. A questo punto, con la collaborazione della Soprintendenza di Bari, l’intervento di ristrutturazione si è tramutato in un vero e proprio progetto di restauro. Dopo un’attenta campagna di saggi e l’analisi puntuale delle patologie di degrado e dello stato di conservazione delle strutture e delle finiture, sono quindi stati messi a punto degli interventi rispettosi delle peculiarità dei vari ambienti, ma sempre guidati da una lettura critica delle stratificazioni storiche. A seconda del ruolo e della qualità storico-artistica delle superfici infatti, in alcuni casi si è scelto di rimuovere la carta da parati esistente, portando alla luce le superfici sottostanti; mentre in altri, privilegiando una

lettura unitaria delle stanze, si è proceduto all’integrazione delle lacune, attenti sempre a mantenerne la riconoscibilità. Altrove è stato infine necessario un intervento di eliminazione a bisturi delle pitture a calce, che celavano disegni a tempera presenti sull’intonaco sottostante. Le pavimentazioni esistenti (in graniglia di marmo colorato), sono state infine recuperate come veri e propri “tappeti” centrali di ogni stanza, inseriti in una pavimentazione in gres ad effetto finta pietra. Questa importante operazione ha anche consentito l’inserimento di tutta l’impiantistica nella fascia perimetrale del pavimento, senza danneggiare le superfici originali restaurate. Il progetto moderno si è quindi limitato al ripensamento del vano centrale, alla realizzazione ex-novo dei bagni e ad alcuni interventi puntuali nelle stanze che hanno cercato di valorizzare in modo contemporaneo la lettura storica di ogni singolo ambiente. Lo spazio centrale, che non aveva messo in luce nessuna finitura originaria, è stato adibito a vano di disimpegno delle altre stanze: qui, la scala di collegamento con la quota del soppalco si presenta come un elemento scultoreo, dal forte impatto visivo e materico, in contrasto con le pareti circostanti lasciate a semplice intonaco. Nella camera da letto padronale, per rendere fruibile la stanza e allo stesso tempo non celare le pareti, un volume in marmorino bianco, isolato all’interno della stanza, è utilizzato sia come testiera del letto sia come cabina armadio sul retro. Allo stesso modo, l’ambiente della cucina è caratterizzata da una lunga parete attrezzata dal disegno contemporaneo e dai colori neutri. Le aggiunte moderne, dalle forme stereometriche e i toni chiari, cercano così di sottrarsi al confronto col passato, denunciando la loro estraneità e definendosi come elementi isolati, vere e proprie sculture avvolte all’interno di un’ambiente dalla storia antica.

Studio tecnico Nicastri Natalicchio Architetti Associati

Testo - Monica Prencipe Foto - Giacinto Mongelli

Intervento Restauro interno di residenza privata Luogo Trani Progettisti Studio tecnico Nicastri – Natalicchio Architetti Associati Anno di redazione 2008 Anno di realizzazione 2009 Costo Euro 250.000,00 Imprese esecutrici Marasciulo Antonio (impresa edile); Ophalos di Leonardo Marrone (impresa di restauro) Imprese fornitrici Ime Spa Dati dimensionali 200 mq


Il vano di disimpegno con il volume scultoreo della scala


speciale bari Piante e sezioni dell'interno, con un dettaglio prospettico del vano centrale


Il salone delle feste con la carta da parati e gli arredi originali


speciale bari Dettaglio del soffitto affrescato e il bagno realizzato ex-novo


Gli arredi contemporanei della cucina rispettano le superfici circostanti


speciale bari Intervento Realizzazione di villa privata Luogo Ruvo di Puglia (BA) Progettisti Roberto Ruta Collaboratori Eva Rosa Mastrorilli, Cosimo Eremita, Anna Lobascio Committente Privato Anno di redazione 2009 Anno di realizzazione 2010 - 2012 Costo Euro 1.200.000,00 Imprese esecutrici Tedone Costruzioni Srl, Di Bitonto Nunzio, SI.PE. Pitturazioni Snc Imprese fornitrici Ime Spa Dati dimensionali 2.900 mq (lotto), 250 mq (piano terra), 400 mq (piano interrato) Caratteristiche tecniche particolari È un edificio a emissioni zero, grazie all’uso e all’integrazione architettonica di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile a controllo domotico

Diversa natura di spazi Realizzazione di una villa in un’area di nuova espansione a Ruvo di Puglia in provincia di Bari

Testo - Giulia Giovanelli Foto - Gaetano Barile

Roberto Ruta

Collocata in posizione baricentrica rispetto al lotto, la villa si suddivide tra ingresso, dal quale è possibile percepire nella sua interezza il volume fuori terra; area occupata dalla costruzione principale e quella retrostante, dove si colloca la piscina. La forma regolare dell’intero lotto, pari a 2900 mq, ha concesso una certa libertà progettuale. L’edificio, grazie alla sua conformazione, declina il tema architettonico della “grande copertura”: un tetto piano, dalla forte connotazione materica, e dai notevoli aggetti strutturali, sovrasta e contiene l’involucro della villa, contribuendo ad esaltarne il radicamento al suolo. Gli spazi interni si districano intorno ad una chiostrina vetrata, che “riporta l’esterno all’interno”. Essa funge da perno di distribuzione, oltre che da ineguagliabile fonte di luce naturale. Le indicazioni iniziali della committenza prevedevano la necessità di disporre di un grande ambiente di rappresentanza, nettamente sganciato dagli ambienti della vita quotidiana, più riservati e defilati. Partendo da questa richiesta, il progetto ha previsto la fusione di tre distinte aree, tutte interconnesse da un percorso distributivo fluido e riconoscibile, che si avvitasse intorno alla chiostrina: la grande sala di rappresentanza, immediatamente visibile entrando, dotata di uno spazio destinato al convivio; il living di “ogni giorno”, un ambiente reversibile che raccoglie tutte le funzioni quotidiane, contenente la cucina, la sala pranzo, un’area relax ed un vano di ser-

vizio dispensa-lavatoio; infine la zona notte, più lontana e privata, composta dalla stanza da letto matrimoniale con bagno e spogliatoio, la stanza da letto dei ragazzi anch’essa provvista di cabina spogliatoio, una stanza per gli ospiti ed un bagno. Gli ingressi alle stanze sono sempre segnati dalla presenza di gradini a scendere, scandendo, anche fisicamente, la diversa natura funzionale degli spazi. Una scala segna la distribuzione in senso verticale, connettendo il livello di piano terra con quello di piano interrato, ove da un disimpegno si accede ad una “tavernetta” concepita in chiave contemporanea. Più intimamente nascosta si trova la piscina che evidenzia una forma sinuosa ed avvolgente; da una quinta muraria che ne asseconda l’andamento curvilineo si accede ad una scala che conduce ai vani di deposito interrati. La villa si inserisce nel lotto in modo da sfruttare al meglio l’apporto di energia solare, aprendosi con grandi vetrate sui lati soleggiati e chiudendosi sugli altri. Si è fortemente voluto integrare nell’architettura della villa ogni tipo di impianto capace di generare energia da fonte rinnovabile: moduli fotovoltaici, collettori solari, termo camini, fonti gestite da un cervello domotico che le organizza in funzione degli input ricevuti istantaneamente da sensori che monitorano le condizioni climatiche esterne e quelle microclimatiche interne. Tutto ciò concorre a caratterizzare questo edificio a “emissioni zero”.


Vista frontale esterna della villa con giardino


speciale bari Pianta piano terra


Scorcio della cucina; tre scorci delle diverse zone interne alla villa


speciale bari Intervento Nuovo complesso edilizio residenziale Luogo Bitritto (BA) Progettisti Angela D’Amato, Antonio Petrillo Committente Loconsole Costruzioni Srl Anno di redazione 2008 - 2010 Anno di realizzazione 2010 - 2012 Costo Euro 1.200.000,00 Imprese esecutrici Loconsole Costruzioni Srl Dati dimensionali Lotto complessivo 705 mq; 14 appartamenti di varie metrature (dai 60 mq fino ai 160 mq) Caratteristiche tecniche particolari Struttura mista in cemento armato, legno lamellare e acciaio

Testo - Angela D’Amato, Antonio Petrillo Foto - Giulio Spagone

Organica irregolarità Cura dei dettagli, gioco di luci e slittamento dei volumi e dei piani convergono in una realizzazione esclusiva ed inedita

Angela D’Amato Antonio Petrillo “I materiali sono parole che diventano poesia, note che diventano musica soltanto per la volontà dell’artista che le sceglie, le compone, le impiega e le plasma nella unità della sua opera.” Arch. Giuseppe Pagano (1896-1945) L’area di intervento è ubicata in una zona centrale della città di Bitritto, lungo una delle sue arterie principali. La costruzione di un nuovo edificio residenziale, in una zona di completamento urbano parzialmente edificata e spesso costituita da isolati degradati, è stata l’occasione, per riqualificare la struttura urbana dell’area di intervento: un processo di rinnovamento e valorizzazione architettonica che contribuisse anche al miglioramento della qualità della vita dei suoi abitanti. Il complesso si compone di due edifici con accessi separati, ma contigui lungo la via principale, che si sviluppano intorno ad una corte centrale articolata in percorsi e spazi verdi. La conformazione dei due lotti e i necessari arretramenti e distacchi regolamentari hanno determinato una sagoma planimetrica alquanto disarticolata e asimmetrica, dovuta anche al fatto che i due edifici sono stati realizzati in tempi diversi, riproponendo tuttavia, in entrambi i casi, stessi materiali e analoghe soluzioni progettuali. Gli stessi sono composti rispettivamente da sei e otto alloggi disposti in blocchi distinti tenuti insieme a due a due da elementi di distribuzione verticale, costituiti dagli ascensori e dalle scale elicoidali esterne in acciaio e pietra, e da connettori orizzontali come le passerelle di distribuzione agli alloggi e la pensilina a doppia curvatura in policarbonato e ferro, che offrono protezione ai percorsi esterni. All’irregolarità planimetrica corrisponde in alzato una differenziazione delle sagome dei vari piani, evidenziata dalle solette aggettanti dei balconi, risultato di un lavoro

di slittamenti e asimmetrie, che tuttavia donano all’intero complesso una marcata organicità e leggibilità. Momento determinante nel lavoro di un progettista è poi la scelta dei materiali che daranno forma ed espressione alle sue realizzazioni: di qui la volontà di utilizzare elementi che potessero realizzare la più sincera concordanza di intenti tra tradizionale e contemporaneo, naturale e tecnologico riproponendo materiali che esistono in natura da sempre ma che ancora tutt’oggi, usati in maniera moderna, con forme e linee nuove, razionali e ricercate, in perfetta simbiosi tra loro, sanno trasferire le emozioni di un’architettura sensoriale. In questa visione, la prima esperienza sensoriale tra i materiali è quella fornita dall’accostamento dell’ardesia a ricorsi orizzontali, al legno lamellare bianco dei pergolati sugli attici, o ancora al vetro degli infissi che interrompono la matericità dei setti rivestiti in pietra, o all’acciaio della scala elicoidale e delle ringhiere appositamente progettate e realizzate. Nella progettazione dell’edificio il rivestimento in pietra diventa parte integrante di tutta la composizione: il suo formato irregolare genera infatti delle tessiture materiche, quasi una realizzazione scultorea dai contrasti tattili e cromatici cangianti a seconda della direzione e della intensità della luce che colpisce ogni ricorso orizzontale. I medesimi elementi, dialogano insieme con la stessa coerenza espressiva, anche nella zona della scala esterna elicoidale in acciaio, laddove la pietra, sempre intesa come texture, riveste le pareti su tutti i livelli della costruzione, dialogando con l’acciaio della scala e delle ringhiere. Infine, lo studio della luce artificiale è stata per i progettisti, un elemento fondamentale in questa sfida progettuale, in quanto proprio dalla sua analisi parte la scoperta delle forme più complesse e degli eleganti equilibri spaziali e materici che compongono l’intero complesso residenziale.


Vista d’insieme su fronte strada del secondo edificio; scala elicoidale


speciale bari Planimetria d’insieme del piano rialzato; prospetto-sezione longitudinale AA’


Vista notturna dal cortile; particolare notturno delle passerelle del primo edificio; visione del primo edificio attraverso la scala


speciale bari

Sulle orme del passato Nico Devito

Testo - Giulia Giovanelli

Intervento Ridistribuzione funzionale e interior design di unità abitativa e progettazione di un pergolato su annesso giardino pensile Luogo Bari Progettisti Laboratorio di Architettura & Design Nico Devito & Franco Cotrone architetti associati Committente Privato Anno di redazione 2010 Anno di realizzazione 2011 – 2012 Costo 11.500.000,00 euro Imprese esecutrici Fimco Spa Imprese fornitrici IME Spa; Tempesta Francesco (Vivaista); Decodomus (Pitturazioni e controsoffitti) Dati dimensionali Abitazione 170 mq, terrazzo 200 mq Caratteristiche particolari Unità abitativa di circa 170 mq, esposta a Levante e ubicata all’ultimo piano di un pregevole palazzo del primo ‘900, nel tratto architettonicamente più nobile di Corso Cavour. L’intervento ha riguardato sia la riqualificazione ed arredo degli spazi interni, che la valorizzazione del grande terrazzo con aree adibite a solarium e spazi destinati a chill-out, coperti da verde pensile, a guisa di “hortus” mediterraneo

Armonioso recupero di stile nel centro storico di Bari

Un pregevole palazzo del primo Novecento, nel tratto architettonicamente più nobile di Corso Cavour, costruito su progetto degli ingegneri Santalucia e Iandolo, e decorato dai fratelli Mario e Guido Prayer, nel 1928 fu cine-teatro ed annesso albergo, nel 2008, parte della sua destinazione alberghiera riceve una destinazione ad uso residenziale. Gli interventi dei 170 mq di unità abitativa, ubicata all’ultimo piano di questo edificio, esposta a Levante, comprende sia la riqualificazione che l’arredo degli spazi interni, inclusa la valorizzazione del grande terrazzo, dal quale si gode di una splendida vista panoramica della città di Bari. La progettazione degli spazi interni si è orientata principalmente sul riuso di antichi e pregiati mobili ottocenteschi di famiglia, enfatizzati dalla progettazione di scevri e lineari mobili su disegno dei progettisti in colore bianco e dal sapiente uso di tessili di arredo, che ripropongono stilizzati temi floreali su una trama di un tessuto di colore bianco. Le pareti alternano due diverse tipologie di finiture, unite dal colore bianco, che per le zone maggiormente stressate, utilizza uno smalto ad acqua, mentre per le altre, uno spatolato in grassello di calce. Particolare attenzione è stata data al risparmio energetico, attraverso l’uso di corpi illuminanti integrati nei controsoffitti del tipo “lumilux” a luce calda, e faretti a led che enfatizzano caratteristici scorci prospettici, con impianto domotizzato che consente

di pilotare funzioni primarie e secondarie dell’abitazione attraverso un touch controller a parete. Tutte le forniture dei bagni e arredo bagni, le pavimentazioni in parquet in Doussiè e i mobili d’arredo esterno sono state fornite dalla IME Spa. Lo spazio esterno mantiene la pregevole struttura morfologica ed architettonica dell’edificio, declamando alcuni elementi inamovibili, quali i quattro pilastri a sezione circolare di colore bianco, già presenti sullo stesso. Si è fatto così derivare un modulo che, ripetuto, scandisce la presenza di un pergolato ligneo, sempre bianco, atto a definire zone per l’ombreggiamento coperte dal verde pensile, destinate a chill-out, e a solarium. La pavimentazione, al fine di creare una continuità tra l’interno del living e l’esterno, è realizzata mediante un assito galleggiante in essenza di ipè. Nei vasi, in coccio naturale, sono contenute specie arboree divise tra piante officinali, rampicanti di boungaville e gelsomino naturale, alberi di melograno e corbezzoli, agrumi (limoni a spalliera, arancio e pompelmo), a guisa di “hortus” mediterraneo. Il terrazzo è completato con una zona pranzo, collocata al di sotto del pergolato, e con ampi angoli di conversazione, attraverso l’uso di divani e poltrone per l’out-door, caratterizzati da parti strutturali ed imbottite di colore bianco, così come i tavoli e le sedie. Due piantane composte da sinuose e flessibili aste in fibra di vetro con lampade a led, descrivono l’angolo conversazione.


In alto, scorcio del terrazzo con vista panoramica sulla cittĂ di Bari; la zona pranzo collocata sotto il pergolato


speciale bari Viste del terrazzo che si affaccia sui tetti della città , con arredi per l'out-door di colore bianco; disegno progettuale; pianta dell’intero piano abitativo


Alcuni scorci notturni del terrazzo che evidenziano l‘assetto galleggiante in ipè e i vasi in coccio naturale con piante officinali, rampicanti di boungaville e gelsomino naturale, alberi di melograno, corbezzoli e agrumi (limoni a spalliera, arancio e pompelmo), a guisa di “hortus” mediterraneo


speciale bari

Armonie del tempo Giuseppe Romanazzi

Il progetto di recupero conservativo ed evoluzione funzionale di un palazzo ottocentesco del borgo di Turi crea forme, spazi e atmosfere per accogliere il raffinato ristorante Menelao a Santa Chiara

Testo - Maria Chiara Ballerini Foto - Vito Corvasce

Intervento Intervento di recupero di un edificio del centro storico con destinazione ad attività ricettiva di ristorazione, “Menelao a Santa Chiara” Luogo Centro storico del Comune di Turi (BA) Progettisti Giuseppe Romanazzi Collaboratori Antonio Romanazzi, Rosaria Pedone Proprietà “Alba Srl” Committente ”Villa Menelao srl” Anno di redazione 2009 - 2010 Anno di realizzazione 2010 - 2011 Imprese esecutrici Nardelli Srl (impresa edile restauro), Mataresse (attrezzature ed impianti per pubblici esercizi), Fralonardo Michele (impianti elettrici), Simone Oronzo (impianti termoidraulici), Ristofaro Angelo (decorazioni e pergolato di copertura) Imprese fornitrici Ime spa (pavimenti e parquet, rivestimenti, arredo bagno, carte da parati), Anni Luce (corpi illuminanti), Mataresse (attrezzature cucine) Dati dimensionali L’intervento ha interessato n° 4 piani con una superficie di circa mq. 70,00 per ciascun piano Caratteristiche tecniche particolari Intervento di recupero su strutture verticali murarie in pietra e strutture orizzontali in parte volte in pietra in parte solai in latero-cemento esistenti, inoltre realizzo di collegamento verticale di tutti i piani con impianto di ascensore oltre al collegamento del piano seminterrato con il primo piano per mezzo di scala interna

Esaltazione del passato e affermazione del presente distinguono l’intervento dell’architetto Giuseppe Romanazzi su un edificio ottocentesco, progettato in base alle indicazioni di una committenza tesa alla rivalutazione del borgo antico di Turi, a pochi chilometri da Bari, e alla realizzazione di un luogo di culto dell’enogastronomia. Oltrepassato il mero recupero conservativo, il progettista ha arricchito l’edificio di peculiarità architettoniche in grado di valorizzare il territorio e rilanciare il turismo, riuscendo a rispondere alle nuove esigenze funzionali senza compromettere l’identità storica del palazzo. L’edificio, situato tra le mura del centro storico di fronte alla splendida facciata della chiesa di Santa Chiara, si presenta all’esterno con facciate imbiancate a calce e decorate con elementi ornamentali in pietra, che sono state semplicemente ripulite. All’interno, oltre ad aver riportato la struttura alla sua origine ricostruendo linee preesistenti e conservandone il sapore, sono stati ridisegnati gli spazi con la distribuzione delle funzioni sui quattro livelli. Un’evoluzione funzionale si è determinata tramite la demolizione o l’aggiunta di parti strutturali anche importanti, tra cui la realizzazione di una scala interna che comporta il collegamento della cucina, situata nel seminterrato, con le salette ristorante dei piani superiori; la scala consente agli ospiti di raggiungere uno spazio antistante la cucina e di osservare attraverso una parete vetrata il lavoro degli chef. Il primo piano, caratterizzato da una struttura a volte in pietra, è destinato all’accoglienza ed è costituito da una piccola sala di attesa e da alcune salette ristorante; altre salette si

trovano inoltre al secondo piano, un ambiente riscaldato dalla presenza di una camino; tra le diverse salette, tutte dotate di piccoli schermi lcd per poter osservare gli chef all'opera, non esistono chiusure totali, ed ognuna lascia intravedere l’altra, pur senza compromettere la piacevole sensazione di riservatezza. Anche le stesse scale lasciano intravedere, nel percorrerle, il piano di partenza e quello di arrivo, grazie all’elemento di protezione realizzato con semplici lastre di cristallo che valorizzano tanto il disegno quanto la materia prima dei gradini, una pregiata pietra locale. Al terzo piano trova spazio una sala per fumatori, dedicata anche alla degustazione di liquori e prelibatezze; per mezzo di ampie pareti scorrevoli si accede al roofgarden, un terrazzo coperto adibito alla ristorazione, da cui si può lasciar scorrere lo sguardo sui tetti, i palazzi e i campanili del borgo antico, e ammirare la facciata della chiesa di Santa Chiara. Pulizia, rigore, chiarezza dei segni, assenza di eccessi estetici, creano un ambiente sobrio ed elegante, ma al tempo stesso amabile e accogliente. Tra i materiali spiccano la pietra locale, il legno e il grassello di calce, in una scala cromatica che predilige toni caldi e morbidi, sottolineati dal gioco con la luce naturale filtrata dalle piccole finestre e con la luce artificiale attraverso corpi illuminanti a scomparsa inseriti nelle pareti o lampadari in gesso con le tradizionali lampade a candela. Spazi, materie ed elementi convergono al fine di ottenere un equilibrio armonico fra passato e presente, formando una cornice perfetta per un luogo che è esaltazione dei sapori, dei profumi, del gusto.


Una delle facciate esterne imbiancate a calce e decorate con elementi ornamentali in pietra


speciale bari Pianta del piano primo; pianta della terrazza


La scala collega la cucina situata al seminterrato con le salette ristorante dei piani superiori


speciale bari La scelta dei materiali predilige pietra locale, legno e grassello di calce


Spazi, materie ed elementi convergono al fine di ottenere un equilibrio fra passato e presente


speciale bari L’intervento risponde alle nuove esigenze funzionali senza compromettere l’identità storica del palazzo


Al terzo piano, tramite ampie pareti scorrevoli, si accede al panoramico roof-garden


Nuovo nella forma. Nuovo nei contenuti.


Aziende Partner antoniolupi ANTRAX IT Ardeco Brix Ceramiche CCV Castelvetro Ceramica Cielo Edimax Fap ceramiche Gessi Palazzetti Punto Porte

Ime Spa

info@imespa.it www.imespa.it Showroom Bari zona ASI via Lindemann ang. via de Blasio 70123 Bari (BA) tel. 080 5853801 - fax 080 5312462

Showroom Terlizzi z.ind.le Complanare S.P. 231 70038 Terlizzi (BA) tel. 080 3540401 fax 080 3540437 - 3540418

bari

Runtal italia


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antoniolupi

Antoniolupi Design Spa via Mazzini, 73/75 50050 Stabbia Cerreto Guidi (FI) tel. 0571 586881 - fax 0571 586885 lupi@antoniolupi.it www.antoniolupi.it

Agua e Prisma, soffioni con cascata, design Nevio Tellatin

Tra le recenti proposte di antoniolupi, sempre tese a realizzare un ambiente bagno di grande impatto formale, a coniugare funzionalità e bellezza, troviamo il lavabo Strappo. Disegnato da Domenico de Palo, è l’essenza stessa di un lavabo a muro. Semplice e complesso nello stesso tempo: due tagli netti, quasi un’opera di Lucio Fontana, interamente realizzato in Corian® e una volta incassato rifinito come la parete, diviene parte integrante

Lavabo Strappo, design Domenico De Palo

del muro e dell’ambiente, non elemento aggiunto ma struttura. Ad aumentarne la suggestione scultorea, Strappo può essere dotato di luci al led che lo rendono un corpo illuminante estremamente raffinato. A differenziare l’offerta di soffioni, antoniolupi presenta Meteo, un soffione nascosto, incassato nel soffitto. Quadrato o rettangolare riproduce l’effetto naturale della pioggia minimizzando al massimo il dispositivo. Effetti

di acqua e di luce (esiste la possibilità di acquistarlo con luci Led e funzione cromoterapica azionabile con un telecomando) per un impatto di grande effetto emotivo e formale. Meteo è disponibile in diverse finiture, e può incorporare anche un erogatore a cascata. Disegnati come il Meteo da Nevio Tellatin, Agua e Prisma sono rispettivamente un soffione con cascata ed un erogatore a cascata con fissaggio a parete dall’impatto mi-

Soffione Meteo, design Nevio Tellatin

nimale ed elegante, un modo discreto per avere nel proprio bagno l’emozione della pioggia e di una cascatella d’acqua. Della stessa famiglia fa parte Sbalzo, un erogatore a cascata per vasca con fissaggio a parete realizzato in acciaio inox satinato. Il mondo antoniolupi si arricchisce così di altri nuovi elementi che continuano a sviluppare quell concetto di unicità e sartorialità che costituiscono il dna aziendale.


ANTRAX IT

ANTRAX IT via Boscalto, 40 31023 Resana (TV) tel. +39 0423 7174 fax +39 0423 717474 antrax@antrax.it

Serie ‘T’

design Matteo Thun e Antonio Rodriguez

Non solo un termosifone, ma un elemento d’arredo discreto, essenziale, leggero ed eclettico. Con un solo profilo di alluminio si possono creare ‘calde’ e ‘raffinate’ configurazioni per gli interni. Il primo radiatore sartoriale, realizzato in alluminio estruso dalla sezione a forma di T da cui deriva il nome, è disponibile in diverse configurazioni sia nella versione verticale sia in quella orizzontale. Oltre alle misure standard di 150 cm e 200 cm, l’elemento può essere richiesto nella lunghezza più utile al cliente con un minimo di 100 cm

e un massimo di 250 cm con step di 1 centimetro. Questa possibilità consente il massimo della flessibilità e fa di “T” un prodotto che può venire ‘cucito’ in modo sartoriale sulle specifiche esigenze del cliente integrandosi in modo perfetto con l’ambiente che lo circonda. Il profilato di alluminio consente un’ottima resa termica e un ridottissimo contenuto d’acqua, soddisfacendo quelle esigenze sempre più necessarie nelle abitazioni ad alta efficienza termica. La sua specifica conformazione lo rende ol-

tre che un prodotto perfetto per l’ambiente giorno, ideale per la zona bagno/benessere, dove può funzionare come scaldasalviette e porta accappatoio o immagazzinare asciugamani. Nella versione verticale può essere dotato di mensole - in noce nazionale sbiancato - oltre che di appendino, per una soluzione funzionale all’asciugatura e al riscaldamento dell’accappatoio e che consente a ‘T’ di diventare un involucro/ contenitore dal design pulito e raffinato, che attribuisce così uno straordinario senso di ordine alla stanza da bagno.

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Ardeco

Ardeco Srl via G. Oberdan, 83 - Z. I. 33070 Vigonovo di Fontanafredda (PN) tel. 0434 565397 - fax 0434 565168 info@ardeco-it.com - http://ardeco-it.com

Ardeco, azienda riconosciuta da sempre per le soluzioni innovative che propone alla propria clientela, lancia una nuova linea di mobili da bagno ispirata al modello Girasole, già conosciuto e apprezzato per la versatilità e ampiezza di gamma disponibile. In occasione del Cersaie 2012 c’è stata la presentazione ufficiale della nova gamma prodotti, che ha riportato un ottimo successo

WIND WI 11

WIND WI 02

sia in fatto di apprezzamento da parte degli operatori/clienti che di effettivo riscontro dai visitatori/privati che nei giorni della fiera hanno visitato lo stand. Il restyling del modello Girasole si avvale di nuove finiture di rovere, inserimento di nuove maniglie in metallo “a gola” e in legno e soluzioni innovative nell’ambito dei top: spicca tra tutte l’introduzione di una nuova soluzione a

Acacia AC 04

spessore 10 cm in Ecomalta®, prodotto che da poco trova spazio nell’arredo bagno, ma che vanta anni di applicazioni nel settore dell’edilizia e dell’arredo cucina, con risultati sorprendenti per abbinabilità ed effetti cromatici. Sempre in ambito di novità, è stata inserita una serie di colonnine in metallo abbinate alle finiture dei mobili, dando la possibilità di personalizzare al mas-

simo l’ambiente da bagno, utilizzando anche strutture e forme che sono propriamente legate all’ambiente del soggiorno. A breve sarà disponibile il nuovo catalogo riguardante il restyling mentre le immagini si riferiscono al modello Wind e Acacia che rappresentano oggi due realtà di riferimento per la nostra clientela, anch’essi ripresentati durante la manifestazione.


Brix

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BRIX Srl via Circonvallazione N/E 116 41049 Sassuolo (MO) tel. 0536 812426 - fax 0536 812680 info@brixweb.com - www.brixweb.com

MU LO STUDIO Design Concetto tradizionale giapponese di assenza e di vuoto legato a uno spazio libero da decori e sovrastrutture che crea un piacevole sentimento di libertà e calma interiore. MU traduce il fascino di una superficie materica, irregolare, cerosa in un prodotto contemporaneo, puro e rigoroso. Un “nuovo minimalismo” che interpre-

ta atmosfere rurali e industriali in chiave contemporanea e che si esprime in uno stile senza tempo e in un ideale di bellezza estremamente semplice, naturale, raffinata e diretta. MU rivela l’essenza naturale della materia in un equilibrio di superficie e colori neutri declinati in tonalità light, medium, medium warm, dark.

Un listello smaltato lucido – Glaze – coordinato cromaticamente al progetto MU ripropone l’estetica delle tradizionali pareti in maiolica presenti negli spazi metropolitani e industriali. Formati: 80x80, 40x80. Il progetto nasce dal lavoro de LO STUDIO, un luogo di persone con storie, espe-

rienze e professionalità differenti che sviluppa progetti in diversi ambiti integrando direzione artistica e creativa, grafica, architettura, progettazione d’interni, styling e industrial design. LO STUDIO interpreta il progetto in senso umanistico, come azione coordinata di persone e discipline, nella convinzione che la creatività sia un atto plurale e condiviso.


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Ceramiche CCV Castelvetro

Ceramiche CCV Castelvetro Spa Strada Statale 569, 173 41014 Solignano di Castelvetro (MO) tel. 059 778511 - fax 059 778571 info@castelvetro.it - www.castelvetro.it

Veins Passato e presente. Antico e moderno. Il tempo ha un’anima pura e una raffinata entrambe hanno espressioni diverse. La loro unione è perfezione. Fusione di design contemporaneo e stile classico. Veins in gres porcellanato colorato ha ottime proprietà tecniche e fisiche.

2 diverse tipologie di superfici proposte: naturale e lappato. 4 le colorazioni, Bianco Calacatta - Grigio Bardiglio - Noce Pulpis - Crema Marfil. 2 sono i Formati presenti: 60x60 e 30x60 I coordinati di Veins sono raffinati ed eleganti, un richiamo al classico in chiave moderna. Veins per tutti gli ambienti d’interni.

Pav. Marfil lap/rect. 60x60. Riv. 30x60 Marfil lap/rect. 60x60 decoro foglia marfil/pulpis

Particolare, 60x60 decoro ricciolo calacatta/bardiglio

Pav.60x60 pulpis +60x60 pulpis lap/rect.+pz.speciali. Riv.30x60 pulpis lapp/rect. 9x60 listello pulpis


Ceramica Cielo

Ceramica Cielo via Falerina km 7.800, 01034 Fabrica di Roma (VT) tel. 0761 56701 - fax 0761 540363 info@ceramicacielo.it www.ceramicacielo.it

Collezione Le Giare di CIELO: emozione di forme per un bagno senza tempo “Un’unica geometria che abbraccia tre funzioni e che nasce dalla forma, percepita e riconosciuta come forma assoluta, simbolo di vita e di perfezione: quella dell’uovo”. Claudio Silvestrin Le Giare è una linea di elementi per il bagno disegnati da Claudio Silvestrin per Cielo, caratterizzati da un design sinuoso, austero ma non estremo, con-

temporaneo, elegante ma non ostentativo adatto ad ogni ambiente bagno. Linee sinuose disegnano perfette forme circolari che si inseriscono nei contorni esterni ovali dando forma ad una vera e propria scultura ceramica dalla geometria chiara. La collezione è composta da lavabi sospesi e freestanding, disponibili in diverse dimensioni e da sanitari sospesi e a terra; ciascun pezzo è disponibile nelle finiture bianco

lucido, nero lucido, stone e antracite. Come tutti i prodotti, la collezione Le Giare è una proposta 100% made in Italy. Una produzione curata nei minimi dettagli e realizzata con ceramica di altissima qualità, perfetta testimonianza della filosofia aziendale Cielo handmadeinItaly, contraddistinta da un’attenta ricerca sul design e sui materiali e dal controllo di ciascun pezzo rigorosamente rifinito a mano.

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Edimax

EDIMAX Gruppo Beta SpA Ferrari Carazzoli, 21 41042 Fiorano Modenese (MO) tel. 059 748911 - fax 059 748990 info@edimax.it - www.edimax.it via

Resine Gris

SANDS: Seducenti tonalità calde e variazioni cromatiche d’effetto si fondono in finiture ricercate. 4 colori, grafiche selezionate ed eleganti venature, la rendono perfetta per il

volge gli spazi con una morbidezza che rende

NORDICA: L’equilibrio sospeso tra rigore e creatività, la sobrietà nata da cromie assolute e l’eleganza scaturita da finiture di superficie uniche: 3 colori e 3 formati. Perfetto per ambienti residenziali e commerciali. Infonde nel

RESINE. Tracce

progetto di interni residenziali evoluti e spazi

zano il richiamo alla pietra naturale.

commerciali di tendenza.

progetto la ricercatezza di un design naturale

performante del gres porcellanato.

Superfici

ma sofisticato.

naturali : la luce non riflessa av -

Dark Sand

la materia irresistibile al tatto e alla vista.

Superfici

lappate: l’eleganza della texture e

le differenze tra una lastra e l’altra enfatiz-

Nordica Bianca

di un minimalismo evoluto

nascono da una materia essenziale pensata per assecondare le esigenze del progetto contemporaneo.

Resine

coniuga l’estetica versatile

delle superfici più ricercate con la tecnologia


Fap ceramiche

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Fap ceramiche via Ghiarola Nuova, 44 41042 Fiorano Modenese (MO) tel. 0536 837511 - fax 0536 837532 info@fapceramiche.com www.fapceramiche.com

Voyage, racconti di emozioni. Una nuova esperienza fatta di colori evocativi…è Voyage, la nuova collezione di rivestimenti in pasta bianca di Fap ceramiche che ti trasporta in un meraviglioso viaggio fatto di emozioni. Con Voyage è possibile rilassarsi in un ambiente che profuma di storia, che riesce a trasmettere una sensazione di tranquillità e benessere attraverso una scenografia fatta di ricchi decori dai colori caldi ed evocativi. Il colore è il protagonista principale di

questa collezione che, grazie alle sue cromie, ispirate al regno vegetale e minerale, e alla tridimensionalità tattile della materia, fa vibrare di luce naturale tutto l’ambiente circostante. Le nuancès Blanc, Caramel, Cendre, Doré, Lillas, Olive e Rouge diventano così il linguaggio attraverso il quale intraprendere viaggi meravigliosi alla scoperta di nuove realtà. Voyage evoca la raffinatezza e la grazia di secolari abilità artigiane, raccontando con i suoi decori la storia di ri-

cercati tessuti dipinti a mano, di vetri antichi lavorati a sbalzo, di preziose ceramiche, di rare litografie e pannelli ornamentali. Una collezione dedicata a chi ama vestire i propri ambienti di un’incredibile carica emozionale. Questa nuova collezione propone, nel grande formato rettificato cm. 30,5x91,5, sei esclusivi decori: superfici eleganti e raffinate che, grazie alla grande libertà compositiva, possono diventare anche “quadri” per pareti ornamentali uniche, che ripor-

tano alla memoria luoghi lontani. Voyage è un’esperienza di emozioni che travalica i confini, uscendo dall’ambiente bagno per inserirsi anche in ambienti, quali cucina e zona living, sia residenziale sia contract. La nuova collezione è completata da pezzi speciali per curare il proprio spazio in ogni minimo dettaglio; inoltre è possibile abbinare pavimenti in grés porcellanato di altre collezioni. Voyage: un viaggio evocativo, ricco di esperienze emozionanti.


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Gessi

Gessi Spa Gessi Spa Fraz. Vintebbio Parco Gessi 13037 Serravalle Sesia (VC) tel. 0163 454111 - fax 0163 459273 gessi@gessi.it - www.gessi.com

Goccia. L’acqua entra in salotto. Gessi presenta Goccia, una collezione rivoluzionaria di oggetti di arredo, dal design innovativo, ispirato alla forma fluida e naturale dell’acqua. Goccia è un progetto senza precedenti, in cui materia, forma e funzione si incontrano ed esaltano reciprocamente; un progetto che integra in se una gamma di elementi di arredo e di varianti di modello, materiali e finiture, unica al mondo. Le forme sinuose dell’acqua si cristallizzano nel gres dei lavabi e degli accessori, nel metallo

dei rubinetti: oggetti dall’eleganza naturale, adatti ad utilizzi allargati, dal domestico al contract. Piacevoli al tatto e alla vista, le linee morbide e familiari di Goccia rendono lo spazio abitativo personale ed accogliente, moderno ma rilassante. Goccia è il primo rubinetto da salotto. La Collezione incarna un concetto di prodotto totalmente nuovo, con valenze funzionali ed estetiche che aprono a soluzioni abitative inedite e geniali. L’acqua entra in salotto con una collocazione sceno-

grafica e di grande design, o si fa presenza piacevole e viva sulla tavola da pranzo, divenendo Goccia una elegante estensione di quest’ultima. Non semplice complemento di arredo, ma elemento distintivo di un ambiente, Goccia ispira nuove abitudini, nuove modalità di interazione dell’acqua con lo spazio e la persona: Goccia non è solo uno stile e una nuova filosofia di prodotto, ma anche coscienza ecologica; i rubinetti della Collezione sono infatti dotati di una tecno-

logia che senza alterarne la funzionalità, consente il risparmio del 50% dell’acqua, un bene prezioso da salvaguardare. Con ciò Goccia si fa espressione di un concetto di lusso più intimistico, attento tanto all’eleganza e al glamour degli oggetti quanto al loro impatto sulla natura. Goccia dimostra come capacità innovativa e di invenzione, contenuto di poesia e rispetto per il mondo, possano dare forma ai sogni. Quei sogni che fa chi, come Gessi, è differente per natura.


Palazzetti

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Palazzetti Lelio Spa via Roveredo, 103 33080 Porcia (PN) tel. 0434 922922 - fax 0434 922355 info@palazzetti.it - www.palazzetti.it

Ecofire® LOLA La nuova stufa a pellet ermetica di Palazzetti Da vero Numero Uno del settore, Palazzetti deve il suo successo anche alla costante capacità di rinnovamento tecnico e funzionale della propria gamma delle stufe a pellet ermetiche. Nuove forme, colori e materiali, tenendo sempre in primo piano il risparmio energetico e la tutela dell’ambiente, ne è un esempio Ecofire® LOLA, un prodotto destinato ad assecondare un vasto pubblico per le sue caratteristiche di resa ed economicità, affiancate da un design essenziale, adatto

ad ogni ambiente. E da particolari che lo impreziosiscono, come gli eleganti profili laterali in acciaio nichelato che ben si combinano con i principali elementi “a scomparsa”: come la maniglia per l’apertura della portina e il pannello comandi touch-screen, completamente piatto. Tutti con una perfetta integrazione con la superficie della struttura, che risulta lineare e pulita. In Ecofire® LOLA il fuoco è il vero protagonista, grazie alla forma ellittica della struttura e all’ampia

portina tondeggiante in vetro, che favoriscono una visione ampia e suggestiva della fiamma. Lo scambio ottimale del calore e l’ottimizzazione del rendimento sono garantiti da un ventilatore che permette all’aria di scaldarsi lambendo l’intera caldaia. Calore che poi esce dalla parte superiore dell’ampio top, assicurando una temperatura sempre costante ed equilibrata. LOLA è naturalmente dotata di un ampio cassetto per la cenere con una notevole facilità di uso e pulizia.

Caratteristiche tecniche: - Cm 57x51x120h - Peso 120 kg - Potenza termica globale: max kcal/h 7740 - 9 kW - Rendimento medio: > 94 % - Autonomia di funzionamento: max 25 h - Capacità serbatoio di alimentazione (stagno): max 15 kg - Consumo orari pellet min kg/h 0,6 ~ - max kg/h 2 ~ - Raccordo fumi posteriore - Braciere tondo - Caricamento a stella


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Punto Porte

Particolare maniglia

Punto Porte Srl via dei tipografi Zona A.S.I. 70056 Molfetta (BA) tel. 080 3385899 - fax 080 3382130 info@puntoporte.it - www.puntoporte.it

Punto Porte, fondata nel 2000, progetta e costruisce porte di grande qualità per la suddivisione degli ambienti e la divisione architettonica degli interni. Le Collezioni sono frutto del mondo Punto Porte fatto di passione per lavoro: scelta accurata delle materie prime e ricerca di soluzioni innovative che garantiscono prodotti unici, con dettagli capaci di fare la differenza. Progetti elaborati e realizzati attraverso un’eccezionale

Doppio scorrevole interno muro laccato bianco

competenza tecnica. Collezioni dal forte valore progettuale create per soddisfare le esigenze di un mercato in continua evoluzione e che nello stesso tempo, rimangono vicine a gesti quotidiani, all'utilizzo naturale che rappresenta il concetto stesso dell’abitare contemporaneo. Il carattere Made in Italy delle porte si afferma nel design ricercato: infatti, Punto Porte si avvale di consulenza costante con progettisti e designer

per una ricercatezza estetica che dà valore aggiunto alle elevate caratteristiche tecniche. “Siamo continuamente alla ricerca di metodi di lavorazione evoluti. Il lavoro quotidiano svolto dalle macchine e dalla tecnologia ha un ruolo indispensabile, tuttavia, è sempre subordinato a quello delle persone: professionisti dalla grande esperienza, dedizione e passione. Investire sulle persone, sulla loro crescita professionale è il nostro pensiero.”

Anta scorrevole a tutt'altezza interno muro


Runtal Italia

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Runtal Italia via Provinciale, 15d 24040 Lallio (BG) tel. 035 4551511 - fax 035 4551512 info@runtalitalia.it - www.runtal.it

Perry King e Santiago Miranda

Runtal Folio RUNTAL FOLIO stupisce grazie all’impatto insolitamente leggero, quasi come fosse sospeso sulla parete. Il design di questo radiatore, con uno spessore di soli 16 millimetri, è stato realizzato grazie all’evoluzione di nuovi elementi costruttivi e di materiali naturali. La struttura ultrapiatta, il profilo che contorna tutta la superficie e la silhouette affusolata di RUNTAL FOLIO sono un’innovazione della tecnologia del riscaldamento. “Volevamo assolutamente creare un ra-

Runtal Folio

diatore più snello e più leggero per andare incontro alle esigenze di designer e architetti contemporanei e, non da ultimo, anche dei clienti”, spiegano King &Miranda, designer del nuovo modello Runtal. Runtal Folio è disponibile in tre varianti: RUNTAL FOLIO caratterizzato da un design curvilineo e dall’aspetto molto naturale; RUNTAL FOLIO BELT ne è la sua estensione funzionale ed è fornito con un profilo in acciaio cromato che circonda il radiatore e funge da raffinato

portasalviette. Per finire, RUNTAL FOLIO CORNER, con forme più lineari e accessoriabile con uno o due portasalviette. Tutti i modelli sono disponibili in varie dimensioni e sono estremamente versatili anche grazie all’ampia gamma di finiture: è possibile scegliere tra due versioni in alluminio anodizzato, una versione con impiallacciatura in wengé, quercia o ebano di Macassar e una vasta gamma di colori Runtal. Runtal Folio : Il nostro radiatore più leggero in assoluto.

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Runtal Folio Corner


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Estetica del gusto o gusto dell’estetica?


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Angela D’Amato Antonio Petrillo via Beato Giacomo, 59 70020 Bitetto (BA) tel. 080 3842507 fax 080 9921125 studio2a@hotmail.it

Vito Corvasce cell. 320 2644795 info@vitocorvasce.it www.vitocorvasce.it

Gaetana Di Ciommo via Malcangi, 275 76125 Trani (BAT) tel./fax 0883 580888 gaetanadiciommo@gmail.com Mario Funari c.so V. Emanuele, 267 70059 Trani (BAT) tel./fax 0883 485994 archfunari@libero.it Laboratorio di Architettura & Design Nico Devito & Franco Cotrone Architetti Associati via Ernesto Bonavoglia, 9 70050 Bari tel. 080 5337037 nico.devito@hotmail.it Vincenzo Maiorano Roberta Dragone via Loiacono, 20 76126 Bari cell. 329 0566365 / 338 3838476 maiorano@archiportale.com dragone@archiportale.com Giuseppe Romanazzi via Dante Alighieri, 10 70010 Turi (BA) tel./fax 080 8911984 architee.romanazzi@inwind.it Roberto Ruta Rutassociati Srl via A. Saffi, 20 70037 Ruvo di Puglia (BA) tel./fax 080 3611824 arch.roberto@rutassociati.it www.robertoruta.it Studio tecnico Nicastri-Natalicchio Architetti Associati via S. Giorgio, 33 76125 Trani (BAT) tel. 0883 403421 fax 0883 403421 archmat@libero.it

Ermanno Funari c.so V. Emanuele, 267 70059 Trani (BAT) tel./fax 0883 485994 e.funari@libero.it Giacinto Mongelli c.so Garibaldi, 42 70020 Bitetto (BA) cell. 340 3850449 giacintomongelli@gmail.com Giulio Spagone via Dei Caduti Partigiani, A30 70100 Bari cell. 333 9144075 giuspa84@libero.it www.giuliospadone.com

Edimax Gruppo Bera Spa strada statale 569, 234 41014 Solignano (MO) tel. 059 748911 fax 059 748990 info@edimax.it www.edimax.it Fap ceramiche via Ghiarola Nuova, 44 41042 Fiorano Modenese (MO) tel. 0536 837511 fax 0536 837532 info@fapceramiche.com www.fapceramiche.com Gessi Spa fraz. Vintebbio - Parco Gessi 13037 Serravalle Sesia (VC) tel. 0163 454111 fax 0163 459273 gessi@gessi.it www.gessi.com

AZIENDE

Palazzetti Lelio Spa via Roveredo, 103 33080 Porcia (PN) tel. 0434 922922 fax 0434 922355 info@palazzetti.it www.palazzetti.it

Antoniolupi Design Spa via Mazzini, 73/75 50050 Stabbia Cerreto Guidi (FI) tel. 0571 586881 fax 0571 586885 lupi@antoniolupi.it www.antoniolupi.it

Punto Porte Srl via Dei Tipografi - zona A.S.I. 70056 Molfetta (BA) tel. 080 3385899 fax 080 3382130 info@puntoporte.it www.puntoporte.it

Antrax IT via Boscalto, 40 31023 Resana (TV) tel. 0423 7174 fax 0423 717474 antrax@antrax.it

Runtal Italia via Provinciale, 15d 24040 Lallio (BG) tel. 035 4551511 fax 035 455151 info@runtalitalia.it www.runtalitalia.it

Ardeco Srl via G. Oberdan, 83 33070 Vigonovo di Fontanafredda (PN) tel. 0434 565397 fax 0434 565168 info@ardeco.it.com www.ardeco.it.com BRIX Srl via Circonvallazione N/E 116 41049 Sassuolo (MO) tel. 0536 812426 fax 0536 812680 info@brixweb.com Store via Brera, 4 20121 Milano tel. 02 87387900 fax 02 87388342 infomilano@brixweb.com www.brixweb.com Ceramiche CCV Castelvetro Spa strada statale 569, 173 41014 Solignano di Castelvetro (MO) tel. 059 778511 fax 059 778571 info@castelvetro.it www.castelvetro.it Ceramica Cielo via Falerina km 7.800 01034 Fabrica di Roma (VT) tel. 0761 56701 fax 0761 540363 info@ceramicacielo.it www.ceramicacielo.it


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Progetti #4 - Speciale Bari  

Numero 1 della rivista Progetti speciale Bari

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