a product message image
{' '} {' '}
Limited time offer
SAVE % on your upgrade

Page 1

Progetto e realizzazione grafica iM-coM sas San Damiano (AT) Tel. Fax 0141 971549 - im-com@libero.it Periodico numero 1 Aprile 2011 a diffusione gratuita con spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 N. 46)ART. 1, COMMA 1, no/asti – N° 1 Anno 2011

Numero 1 Free Press Aprile 2011

2T periodico di Asti - Alba e Provincia


Avvolgibili Vasta gamma di colori Plastica - Legno Acciaio coibentato Alluminio coibentato ed estruso ACCESSORI - RICAMBI ZANZARIERE ad avvolgimento laterale o verticale

CANCELLI ESTENSIBILI Comandi Elettrici Porte riducibili


... quando la tradizione prende forma Cooplast, più di trent’anni di tradizione, a servizio del territorio. L’azienda, nata nel 1977, specializzata nella produzione di tapparelle in plastica e affini, è diventata un marchio di qualità. Cresciuta negli anni grazie alla professionalità ed alla dedizione al lavoro dei titolari e dei dipendenti, che l’hanno rilevata nel 1996, ha saputo distinguersi, fidelizzando la clientela che ne riconosce la grande qualità dei prodotti. La gamma è amplia: si va dagli avvolgibili in vario materiale (plastica, alluminio coibentato/alta densità, acciaio coibentato, legno, ferro zincato e alluminio estruso di sicurezza), ai cancelletti estensibili di sicurezza, alle porte pieghevoli, alle tende da sole e tende tecniche da interni, senza dimenticare le zanzariere. La Cooplast fornisce al cliente anche tutti gli automatismi necessari per il perfetto funzionamento del prodotto. Viene data molta importanza al rapporto con il cliente: la consulenza è globale, dal preventivo all’installazione, dalla manutenzione alla riparazione. Un servizio completo dove le soluzioni da adottare sono discusse con il cliente, con cordialità e disponibilità. La Cooplast lavora per imprese edili, serramentisti, falegnami, enti pubblici e privati , mettendo a servizio la professionalità e la conoscenza tecnica che hanno portato l’azienda alla valorizzazione di un territorio dove la tradizione prende forma grazie alla tenacia ed alla passione di simili realtà. Un valore umano e professionale prezioso, rinforzato dal passaggio di consegna tra titolari e dipendenti, avvenuto nel 1996. La nuova società formata, costituita da quattro soci, ha saputo dare continuità al lavoro fatto dai fondatori della Cooplast. Un legame profondo tra persone che conoscono ed amano un territorio dove il cliente viene assistito e consigliato, in un rapporto che va quasi al di là del professionale. Ai titolari attuali si affiancano tre dipendenti: sette persone che lavorano a servizio dell’utente finale. Una squadra capace di crescere con costanza, attenta ai cambiamenti del mercato. E la Cooplast guarda oltre: grazie alla fiducia e alla professionalità lavora in team con altri professionisti, per dare al cliente un servizio completo e coordinato. Un chiaro segno di serietà verso chi crede in un lavoro fatto ad arte. La Cooplast è questo: un marchio di qualità per la tua casa.


Editoriale

Credits

terraetradizione@im-com.it

www.im-com.it - info@im-com.it

C.so Roma, 6/A - 14015 San Damiano (AT) Tel. Fax 0141 971549 Cell. 328 4175338 Periodico a diffusione gratuita Autorizzazione del Tribunale di Asti n. 6/2010 La redazione non si assume responsabilità per variazioni di date, orari e luoghi delle manifestazioni, e ringrazia tutte le Amministrazioni Cumunali per la gentile collaborazione.

Sommario

Terra & Tradizione

pag. 5 - 6

Rubrica Un bel sorriso passa dall’igiene orale

pag. 8

“I sapori quotidiani”

pag. 10

Le ricette dello Chef Cingolani

pag. 11

Creare un giardino

pag. 26 - 29

Tradizione Pasqua, non solo uova di cioccolato

pag. 12 - 14

Le protagoniste di Asti

pag. 16 - 17

E’ vietata la riproduzione anche parziale di impaginazione e grafica. Propietà Artistica riservata: iM.coM. S.a.s. Art director: iM.coM. S.a.s. Direttore responsabile: Livio Oggero Redazione Grafica: Cristiano Porelli Fotografia: Archivio Comuni, Archivio Consorzio per la Tutela dell’Asti, L’Ultimo Byte di Luigi Bianco, Archivio Comune di Asti (Foto Domenico Pasquale), Archivio Comune Nizza Monferrato, Archivio Comune di Canelli, Archivio Produttori Moscato Associati, Archivio Direzione Didattica Canelli, Foto Franco Bello (www. francobellofotografo.it), Claudio Galletto, Giuseppe Febbraro, Al.Fiere snc, Foto Giulio Morra per Consorzio Tutela Vini Asti e Monferrato, Archivio Enoteca Regionale di Nizza, Foto Bobbio, Foto Ferrero.

Territorio I mercati rionali

pag. 9

Speciale Vigneti

pag. 18 - 24

Canelli Cultura e Assedio

pag. 30 - 32

Nizza Monferrato

pag. 34

Moncalvo

pag. 35

Costigliole d’Asti

pag. 36 - 37

Castelnuovo Don Bosco

pag. 38 - 39

Castagnole Lanze

pag. 40 - 41

Da Fiori in Fiera alle feste di paese

pag. 42 - 43

Alba, i mesi della cultura

pag. 44 - 46

Sede legale, Redazione, Pubblicità, Direzione, Progetto grafico, Pubbliche relazioni: iM.coM. S.a.s. www.im-com.it Gli articoli pubblicati esprimono il pensiero dell’autore e non necessariamente quello dell’editore Distribuzione Gratuita Spedizione in abbonamento Postale

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

La puoi sfogliare anche sul sito www.im-com.it


Editoriale - pag. 5

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Come editore di Terra & Tradizione, dopo il successo del primo numero, non posso che rivolgere un ringraziamento. Il battesimo di Natale è stato positivo: un grazie a tutti Voi. Ai numerosi lettori, che hanno mostrato il loro apprezzamento ed interesse, inviandoci

Ed è già tempo di ringraziamenti

Terra & Tradizione

molte e-mail per congratularsi. A tutti coloro che ci hanno telefonato per sapere dove trovare la rivista, che ricordo, viene inviata con spedizione in abbonamento postale a tutte le ditte, negozi, bar, ristoranti, liberi professionisti, ai Comuni, agli Enti, alle biblioteche, ecc. Un grazie a tutti quelli che ci hanno inviato domande curiose sulle ricette, le foto dei propri amici per vederle pubblicate con gli auguri di buon compleanno o di qualche altra ricorrenza, a chi ci ha chiesto di pubblicare la vendita della propria casa, e a chi, in ogni caso, ha parlato di noi: dal prossimo numero estivo i vostri desideri saranno esauditi! Colgo l’occasione per rilanciare il messaggio che sta alla base della nascita della rivista: Terra & Tradizione è una “porta aperta” non solo ai Comuni e alle Pro Loco, ma a tutti coloro che amano la propria terra. Per questo abbiamo attivato la casella e-mail terraetradizione@im-com.it alla quale potete inviare ogni vostra richiesta, per diventare protagonisti anche voi, con noi. Primi attori, come le aziende del nostro territorio, alle quali, a partire da questo numero, abbiamo dedicato spazio. Testimoni che incarnano la tradizione lavorativa dei nostri luoghi, conosciute per la loro professionalità e identità con il territorio. Ed ora, mi rivolgo a tutti gli imprenditori, che intendono utilizzare la nostra rivista come mezzo per divulgare la loro storia e le loro iniziative, invitandoli a contattarci alla e-mail sopra riportata. E in questo mare odierno, di burrascose notizie, non mi resta che sperare che Terra & Tradizione vi porti una lieta lettura e buoni consigli su come sfruttare le vostre ore di relax, presso i luoghi che, con le loro manifestazioni, valorizzano il nostro territorio e lo mantengono vivo. Vi auguro una buona lettura!


Aria di primavera

Aria di festa in nome della tradizione!

Editoriale Editoriale -- pag. pag. 66

2T 2T periodico periodico di di Asti Asti -- Alba Alba ee Provincia Provincia

Ci siamo. La primavera è finalmente arrivata! Dopo il riposo, la natura si risveglia e pittura il territorio con i suoi colori. Mille sfumature che toccano l’anima e che stimolano la mente degli abitanti di Langhe, Astigiano e Monferrato. Non abbiamo voluto mancare all’appuntamento con la primavera, e il primo numero del 2011 di “Terra & Tradizione” è stato studiato per esaltare il territorio che torna a vivere. Da aprile a giugno faremo un cammino insieme tra i paesi che propongono le manifestazioni più importanti e suggestive, senza dimenticare i piccoli centri che, anche loro, fanno vivere la tradizione. Un numero dedicato al territorio, si diceva, un numero incentrato sulla coltura della vigna. Sono numerose le pagine dedicate ai vitigni Barbera e Moscato. Perché? La risposta è semplice: in una parte di Langa, e in tutto l’Astigiano e il Monferrato sono presenti questi vigneti, vera fonte di lavoro che si tramanda da generazioni. Un rapporto intrinseco nell’essenza di luoghi dove si rivive la storia in chiave moderna, dove la fatica e la passione spingono gli imprenditori a dare sempre di più, in nome della qualità. E la primavera è la stagione migliore, dove le viti, dopo il meritato riposo invernale, riaprono le loro gemme alla vita e, dopo il “pianto” del tralcio, fioriscono per donare all’uomo una nuova stagione che culminerà con la vendemmia. In questo primo numero dell’anno non c’è solo vino: riscopriremo le tradizioni medioevali e la storia di un territorio segnato da battaglie, grazie alle rievocazioni storiche proposte in diversi paesi. Eventi che hanno al centro la vita quotidiana, le abitudini di una popolazione che, fin dai tempi antichi, ha saputo legarsi fortemente alla terra, tramandando tradizioni ancora oggi attuali. Vivremo insieme le tappe delle feste di paese, della tradizione del “Cantè J’Euv”, della merendina di Pasquetta, e delle grandi fiere ambulanti. E’ una primavera ricca di spunti, dove, nonostante le difficoltà economiche dei Comuni e delle Associazioni, qualcosa si riesce sempre ad organizzare. Il territorio è vivo! Non lasciamolo morire. “Terra & Tradizione” crede nel territorio e vuole farlo conoscere sempre di più. Il percorso è difficile, lungo, faticoso, ma la collaborazione dei Comuni e delle Associazioni sta diventando sempre più importante. “Siamo una squadra, restiamo uniti” come diceva pochi mesi fa un famoso cantante in televisione: facciamo lo stesso noi, protagonisti nel territorio per il territorio. Concludo ringraziando gli sponsor, nella speranza che siano sempre più numerosi per fare parte di una squadra che vuole essere vincente per un unico intento, quello legato alla tradizione ed alla sua continuazione. Buona lettura e non esitate a contattarci via e-mail all’indirizzo: terraetradizione@gmail.com Direttore Responsabile Livio Oggero


Esposizione & Vendita Spurgo e disotturazione rete fognaria. Trasporto, smaltimento e recupero di tutte le tipologie di rifiuti liquidi e solidi. Rimozione e smaltimento coperture eternit con eventuale installazione fotovoltaico. Noleggio cassoni e bagni chimici. Smaltimento farine fossili. Centrifugazione fanghi. Consulenza SISTRI. Gestione a 360˚ di tutte le tipologie di rifiuti.

REPERIBILI 365 GIORNI L’ANNO E 24 ORE SU 24 Strada Statale 231, N.5 – 12066 Monticello d’Alba (CN) Tel. 0173 363530 – Cell. 335 7081102 – www.albaspurghi.com Pub_AS_06042011_195mmx135mm.indd 1

06/04/2011 10.59.21


La parola al dottor Riccardo Longo, esempio di dentista moderno

Un bel sorriso passa dall’igiene orale

Rubrica - pag. 8

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

La salute del nostro corpo passa anche dalla bocca. L’igiene orale è un aspetto importante e fondamentale per il benessere delle persone e il dentista è il professionista che può darci consigli utili, oltre al curare il cavo orale. Numerose branche dell’odontoiatria permettono di mantenere o raggiungere una perfetta funzione masticatoria, spaziando dalla cura e conservazione degli elementi naturali, all’implantologia osteointegrata. L’igiene orale è il primo passo per mantenere con successo una bocca sana e prolungare la vita media dei restauri protesici o estetici. Il Dott. Riccardo Longo, illustra come sia possibile per il dentista moderno creare empatia con il paziente già dal primo incontro. Riccardo LONGO, 37 anni, nato a Torino, astigiano d’adozione, due lauree di cui una specialistica in odontoiatria e protesi dentale, quest’ultima conseguita presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Statale di Pisa, iscritto all’ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), è stato socio del C.O.I. (Cooperazione Odontoiatrica Internazionale). Un trascorso come specialista ambulatoriale presso alcune ASL piemontesi e dopo dieci anni di libera professione, attualmente è impegnato nel salotto odontoiatrico di Via Roma 9/a a Chieri. - Dottor Longo, lei dedica parecchie energie al rapporto comunicativo con i suoi pazienti. Quali sono i vantaggi? “Un approccio medico, non commerciale, favorisce il legame basato sulla fiducia. La lettura psicologica del paziente attraverso un’attenta anamnesi, può dare ad entrambe le parti, sicurezza nell’intraprendere una strada insieme.” - Dott. Longo, come si può essere sicuri di affidarsi ad un serio professionista senza rischiare di “rovi-

narsi il sorriso”, come recita la campagna contro il fenomeno dell’abusivismo? “Oggi, in tutt’Italia, il cittadino può scegliere una rosa enorme di seri professionisti, nel pubblico e nel privato. La modernità della materia è in continuo cambiamento. E’ importante la presentazione del proprio studio, se parliamo di strutture private. Il paziente deve sentirsi in un posto sicuro dove poter essere guidato verso il miglioramento del proprio stato di salute orale. Le normative devono essere rispettate, sono chiare e il paziente può pretendere la veridicità dell’ambulatorio. Numerose giornate e numerose riviste, come la Vostra, sono dedicate alla prevenzione. Basti pensare all’imminente 14 maggio, Oral Cancer Day, dove ambulatori mobili, saranno a disposizione per effettuare visite di prevenzione in alcune piazze piemontesi.” - Indispensabile per una prima visita… “ Indispensabile per una prima visita è un’attenta e scrupolosa anamnesi cronologica del paziente, insieme al consenso informativo, attentamente spiegato e compilato. L’ortopantomografia digitale è un ulteriore mezzo di diagnosi per valutare lo stato di quiete degli elementi dentali. Inoltre il dentista moderno deve sapersi coadiuvare dell’aiuto di specialisti, per raggiungere veloci e seri traguardi. La collaborazione deve essere intesa come piacere e momento di crescita per costruire un sorriso sano e bello, perché sano è bello!” Inviate le vostre domande a terraetradizione@ im-com.it e sarete seguiti dalla professionalità del Dott. Longo.


Territorio - pag. 9

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

I mercati rionali

Dove terra e tradizioni si fondono

“Forza gente, comprate la roba più bella. Prezzi bassi, prezzi interessanti!”. Quante volte ci è capitato di sentire una frase del genere al mercato, pronunciata da qualche simpatico venditore mentre promuove la sua merce. Questo fa parte del folklore del mercato rionale, un’antica tradizione anche nelle nostre terre astigiane. In questa pagina proponiamo alcuni mercati che si svolgono nei paesi, a partire da Asti, capoluogo e teatro di vita commerciale anche sotto questo aspetto. ASTI Nel capoluogo di provincia i mercati sono dislocati in diverse zone e sono presenti ogni giorno. Nel centro storico rionale dal lunedì al sabato, sul rialzo di Piazza Catena, ci sono 52 bancarelle con prevalenza agricola che dalle ore 8 alle ore 14 propongono i loro prodotti. Nel centro storico cittadino, nelle piazze Alfieri, Campo del Palio, Libertà, dalle ore 8 alle ore 18.30 in inverno, e dalle ore 8 alle ore 19 in estate, tutti i mercoledì ed una domenica antecedente il Natale, ben 370 bancarelle vendono prodotti alimentari, extra-alimentare, ortofrutticolo (dalle ore 8 alle ore 14) e meccanici. Il mercato nel centro storico si ripete il sabato. Le altre zone della città interessate ai vari mercati sono: Asti Nord Rionale in via Gozzano, tutti i martedì dalle ore 8 alle ore 14, dove sono presenti 30 bancarelle di produttori alimentari e non. Asti Ovest Rionale in Piazza N.S. di Lourdes, il lunedì e il giovedì, con 12 bancarelle dalle ore 8 alle ore 14. In via Pavese il martedì e il venerdì, dalle ore 8 alle ore 14, sono presenti 10 bancarelle in prevalenza alimentari. La quarta domenica di ogni mese nelle zone di piazza San Secondo, piazza Statuto, via Gobetti,via Garibaldi, piazza Libertà, portici Gobetti, Ina e Drappieri, presenti ben 150 bancarelle con oggetti antichi ed usati, dalle ore 8 alle ore 19. C’è anche spazio per il biologico: il secondo sabato di ogni mese, sul rialzo di piazza San Secondo, dalle ore 8 alle ore 19, ci sono 20 bancarelle del settore, alimentare e non. MONTEGROSSO Il mercato si svolge il martedì mattina in piazza Saracco. Presenti 30 bancarelle con diversi generi, dalle ore 8 alle ore 13.

CANELLI Al martedì in piazza Gancia sono presenti le bancarelle non alimentari, in piazza Zoppa prodotti alimentari e produttori agricoli. Le 50 bancarelle sono anche presenti il venerdì dalle 8 alle 13. NIZZA MONFERRATO Il mercato si svolge al venerdì mattina dalle 8 alle ore 13 in piazza Garibaldi, dove sono presenti bancarelle di alimentari e non, e in piazza XX Settembre dove sono presenti i produttori di ortaggi. MONCALVO Al giovedì mattina dalle ore 8 alle 13, sono 40 le bancarelle di tutti i generi che animano piazza Carlo Alberto. COSTIGLIOLE D’ASTI La domenica mattina, dalle 8 alle 13 in piazza Medici, 20 bancarelle propongono diversi generi. CASTELNUOVO DON BOSCO Il mercato si svolge il giovedì mattina dalle ore fino alle ore 13, con la presenza di 80 bancarelle che vendono generi alimentari, vestiario, e prodotti e mezzi agricoli, ubicate in piazza Dante, piazza Italia, via Regina Margherita e via Roma. CASTAGNOLE LANZE Il mercato si svolge il giovedì mattina dalle ore 8 alle ore 13 in piazza San Bartolomeo e in via

Roma. Presenti 50 bancarelle che propongono dall’alimentare al vestiario. VILLAFRANCA Il giorno di mercato è il martedì mattina dalle ore 8 alle ore 13. Circa 40 bancarelle sono presenti in piazza Marconi e propongono vari prodotti. AGLIANO TERME Il mercato si svolge il giovedì dalle ore 8 alle ore 13, in piazza Roma con circa 10 banchi, in prevalenza alimentari. BALDICHIERI In piazza Romita dalle ore 8 alle ore 13 circa sei banchi in prevalenza alimentari danno vita al mercato del venerdì mattina. MOMBARUZZO Sono due i mercati settimanali. Il giovedì mattina (ore 8-13) cinque bancarelle a prevalenza alimentari animano piazza Marconi, davanti alla sede del Municipio. A Mombaruzzo Stazione il sabato mattina una decina di banchi propongono i loro prodotti dalle ore 8 alle ore 13. CASTELLO D’ANNONE Il mercato si svolge il martedì mattina in piazza Medici del Vascello dalle ore 8 alle ore 13 con la presenza di circa sei banchi misti.


“I sapori quotidiani”

Ricette e consigli dello chef Bruno Cingolani

Rubrica - pag. 10

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

«Mangiare sano: il cibo non è esibizione, ma ha un grande valore che permette di mantenere il nostro corpo in salute». La filosofia dello chef Bruno Cingolani è molto chiara: il cibo deve fare bene e la qualità degli ingredienti è alla base di ogni portata. La professionalità di Cingolani, chef del Dulcis Vitis, e creatore delle ricette per la nostra rubrica dedicata alla cucina del territorio, si esprime così. Dopo anni di lavoro che l’hanno portato a essere sempre più consapevole che il cibo è l’espressione di un territorio, il suo attaccamento alla nostra terra è diventato sempre più profondo: «Nel mio lavoro sono cresciuto con persone dalle quali ho imparato molto, mi sono fermato in Piemonte perché qui ho trovato una terra completa che ha la sua massima espressione enogastronomica nelle colline di Langhe, Roero e Monferrato, dove si producono cibi di alta qualità nel rispetto della terra dove gli ingredienti nascono». Un modo di fare cucina chiaro anche verso il cliente. Il vero appassionato di cibo può leggere un menù ricco di contenuti dove vengono riportati gli ingredienti usati dallo chef Bruno Cingolani e la loro provenienza. Una soluzione che lo chef propone da ben 25 anni, secondo una logica di rispetto verso chi si avvicina al suo cibo, espressione di una filosofia che fa della qualità il suo cuore. Il fine della rubrica di cucina presente su Terra & Tradizione è proprio questo: le ricette come esempio di piatti da creare usando ingredienti selezionati e digeribili. Ne sono un esempio il pane prodotto dallo chef nel suo ristorante, e i sughi che Cingolani prepara e conserva nei barattoli. In questo numero, grazie alle richieste dei lettori, vengono proposte due ricette relative a piatti locali: uno a base di carne di maiale, e l’altro, un dolce, a base di nocciole. Lo chef consiglia un piatto a base di pesce (da lui preparato in abbinamento ad oli molto particolari) e come conservare secondi importanti quali il brasato al Barolo o l’arrosto. Buona lettura e buon appetito! Inviateci le vostre richieste a terraetradizione@im-com.it


Rubrica - pag. 11

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Le ricette dello Chef Cingolani

Che cosa è l’unriot? Unriot o uriggia, parole dal dialetto Piemontese, delle zone della Langa, Roero, e Monferrato, viene usata per definire l’orecchio del maiale. Taglio di carne del maiale assolutamente non nobile ma di grande bontà, non è apprezzato da tutti, ma è alla base di piatti denominati poveri, di grande qualità. L’unriot si faceva durante il rito dell’uccisione del maiale, in inverno. Oggi difficilmente si va dal macellaio a chiedere l’orecchio del maiale, ma un tempo, dato il suo misero costo, e soprattutto dove la povertà la faceva da padrone, questo taglio di carne del maiale era considerato ottimo per alcune preparazioni di cui darò alcuni cenni. Bruno Cingolani, di origine Marchigiana, grazie al padre ed al nonno, ha imparato l’importanza della carne del maiale, che i suoi parenti lavoravano. Lo chef propone alcuni piatti della tradizione piemontese, secondo la logica del buon mangiare e della passione per il cibo. Ecco alcuni esempi: Minestra di verdura alla piemontese con unriot, unriot bollito con sale grosso, unriot bollito con bagnetto rosso piemontese, insalata di unriot e verdure di stagionecon aceto, olio extra e prezzemolo, insalata di unriot e piedini del maiale, servita tiepida con aceto di vino rosso e olio extra. Inoltre l’orecchio del maiale, essendo molto cartilaginoso, nel periodo attuale viene usato molto in alcune preparazioni più comuni e che molti non sanno: nel cotechino, nella galantina, e nei salami cotti. Permette di mantenere la morbidezza dopo la cottura. Il maiale, come afferma Bruno Cingolani, è alla base di importanti piatti della tradizione italiana, invidiati da tutto il mondo. E’ proprio vero il detto: “Del maiale non si butta via nulla!”.

che io preparo uso solo uova, zucchero e nocciole. Tortino di nocciole Piemonte Ingredienti: 5 uova intere 250 gr. di zucchero 300 gr. di farina di nocciole Procedimento: Montare molto bene le uova intere con lo zucchero, affinché tutto il composto diventi ben omogeneo e spumoso. Aggiungere molto delicatamente la farina di nocciole, per non far smontare il composto. A parte avremo già preparato i nostri stampi a piacere, imburrati ed infarinati con le stesse nocciole. Adagiare il composto nelle tortiere già definite, cuocere in forno ad una temperatura di 140° per circa 35-40 minuti in base alla grandezza della tortiera e in base alla conoscenza del forno. Chiaramente se a casa si ha un forno ventilato la cottura sarà più veloce, se avete un forno statico, cioè senza ventole, occorrerà più tempo.

Come preparare una buona torta di nocciole Iniziamo con il tostare le nocciole. Riscaldiamo il forno ad una temperatura non superiore ai 170°, altrimenti le nocciole iniziano a estrarre l’olio essenziale, perdendo un olio molto nobile, importante per la nostra salute. Per la torta di nocciole

Consigli per la conservazione di un piatto. Dopo avere cotto un qualsiasi piatto, che si tratti di un sugo, di una minestra,

di un arrosto, e non avendo a casa l’abbattitore, io consiglio di immergere la pentola di cottura nell’acqua con il proprio condimento, in modo da abbassare più velocemente possibile la temperatura, così da non far sviluppare quella carica batterica che un cibo, un condimento, o un prodotto a contatto con l’aria può acquisire, deteriorandosi più velocemente. Ottimo sarebbe un abbattitore di temperatura, se ne trovano anche per uso domestico, occupano lo spazio di un normale forno da incasso, ma hanno ancora costi elevati di acquisto e di consumo energetico. Chi può acquistarlo, lo consiglio caldamente. Un altro consiglio che posso darvi, in base alle richieste pervenute alla redazione, riguarda la conservazione dell’arrosto. Quando il prodotto è sceso notevolmente di temperatura, almeno del 50%, lo si può avvolgere nella pellicola e metterlo direttamente nel frigo per diminuire di molto la carica batterica. In questo modo si evitano anche problemi al frigo perché se si mette un alimento fumante si creano alterazioni della temperatura e vaporazioni, e si rischia il blocco dell’elettrodomestico. Quando è freddo, e se avete a casa una macchina per il sottovuoto, vi consiglio di usarla. Metodo indicato per chi ha poco tempo da dedicare alla cucina. Sempre di più oggi vi è la necessità di far capire come trattare gli alimenti a casa, come saper fare la spesa, e conoscere quegli accorgimenti utili per non sprecare del cibo. Organizzo molti corsi per chi ama cucinare a casa e per gli appassionati sono disposto a creare corsi dedicati ai lettori di Terra&Tradizione. Per info: 335 8248152 www.dulcisvitis.it


“Cantè j’euv” e Quaresima, due tradizioni che si incontrano

Pasqua, non solo uova di cioccolato

Tradizione - pag. 12

La Pasqua, la festa con la F maiuscola per il Cristianesimo. Come tutte le feste nell’età contemporanea, ha assunto anche un risvolto più materialistico, accanto a quello originario, improntato sulla spiritualità. La resurrezione di Gesù e la sua vittoria sulla morte dopo tre giorni, hanno restituito all’uomo la salvezza, secondo il messaggio delle Sacre Scritture. Un significato profondo per i credenti, un momento di riflessione per tutti. La tradizione della Pasqua è radicata anche nelle nostre terre e non si esaurisce solo nella domenica di Festa. Durante il periodo precedente, detto Quaresima, nei paesi si ricorda il calvario del Signore nel suo cammino verso il Golgota. La Via Crucis viene rappresentata nei centri storici e nelle chiese, ed è un avvenimento sentito come il Natale, quando i paesi si vestono di Medio-Oriente, ricordando la nascita di Gesù. Nascita-Morte-Resurrezione: tre aspetti della vita di Gesù che vengono ricordati anche nelle nostre tradizioni. Accanto a questo aspetto c’è quello più pagano, legato alla festa come occasione per stare insieme: Pasqua e Pasquetta, due giorni di banchetti e pic nic all’aperto. Una bella giornata, voglia di natu-

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

ra, amicizia: il gioco è fatto. Sono molte le persone che in questi due giorni si riuniscono per una gita fuori porta, e il territorio astigiano offre luoghi di assoluto interesse. Ogni paese ha le sue particolarità da vedere, magari dopo un bel pranzetto all’aria aperta, consumato in qualche prato o presso aree attrezzate o tipici ristoranti del posto. Quest’anno la Pasqua è in programma domenica 24 aprile, e la Pasquetta coincide con il 25 aprile, festa della Liberazione. Una data importante, da considerare quasi come un positivo scherzetto del destino che ha abbinato il lunedì dell’Angelo ad una ricorrenza storica proprio nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Ma come si arriva alla Pasqua? Ci sono due aspetti: uno più divertente e uno più serio. Quello più divertente si chiama “Cantè j’euv”, e riprende una tradizione molto antica e sentita nei paesi di Langa. Alcuni paesi, grazie a gruppi di volenterose persone, che amano ricordare come in passato l’unione dei paesani fosse forte, diventano teatro di questo allegro siparietto, fatto di canti e musica, costumi e folklore. "Cantè j'euv" è una antica usanza: nel periodo della “Settimana Santa” gruppi di contadini andavano

per cascine a richiedere uova che poi venivano usate per cucinare e servire gustose frittate. L’aspetto caratteristico era la richiesta delle uova: strofe quasi poetiche in piemontese, canti improvvisati, accompagnati da fisarmonica e clarino, intenerivano la “padrona di casa”, che concedeva le uova. Ora le uova, nella maggior parte dei casi, vengono sostituite da altri generi o da offerte richieste dai gruppi che continuano a mantenere viva questa tradizione. E allora non ci resta che immaginare i contadini nel cortile delle case, sotto la finestra, a richiedere le tanto sospirate uova, mentre intonano una lunga canzone di elogio alla famiglia, che inizia così: “O dene, dene d'j oeuv ma d'la galin-a bianca, i vostri ausin an diso che chila l'è mai stanca” (O date, date delle uova ma della gallina bianca, i vostri vicini dicono che lei non è mai stanca). Questo aspetto è inserito in quello più spirituale della Quaresima, periodo detto “forte”, nel quale i credenti, come ha fatto Gesù per quaranta giorni solo nel deserto, dopo il suo Battesimo nel Giordano, devono resistere alle “tentazioni”. Tradotto in chiave moderna i fedeli si preparano alla Pasqua rinunciando a beni preziosi e cibi ricercati, digiunando dal materiale per in-


Tradizione - pag. 13 contrare Gesù nella mente. Una ricorrenza antica che rivive nel digiuno dalle carni, in ogni venerdì di Quaresima. La carne come “cibo ricco”, da sostituire con il pesce, una volta considerato il cibo dei poveri. Al di là di questo aspetto, la Quaresima è un tempo in cui la vera Fede prende il sopravvento sul materiale, e aiuta a riflettere sulla propria vita. Digiuno, preghiera e carità: i tre aspetti principali per vivere al meglio la Quaresima. Come abbiamo visto alla Pasqua ci si prepara sia divertendosi, sia pregando: una Fe-

2T periodico di Asti - Alba e Provincia sta che riunisce tutti, una Festa che, se da una parte ricorda Gesù come vincitore sulla Morte, dall’altra incarna l’amore per la vita e la voglia di viverlo insieme ai nostri cari.

Pasqua, Pasquetta e “Cantè J’Euv”

Ecco gli appuntamenti. Quest’anno la Pasqua sarà domenica 24 aprile e la tradizione rivive anche ad Asti: domenica 17 aprile è in programma la manifestazione dedicata al “Cantè J’Euv” a San Marzanotto, domenica 24 aprile è in programma il Mercatino dell’Antiquariato in Piazza Libertà e sotto i portici di Piazza Alfieri. Il giorno di Pasquetta, 25 aprile, tre appuntamenti da non perdere: dalle ore 9 ricordo della Liberazione presso il cimitero,

il cippo della Resistenza ed il Monumento dei Caduti. Al palazzo dell’Enofila, dalle ore 8.30, raduno nazionale e Pasquetta in Vespa. Per i tradizionalisti giornata della Merendina a San Marzanotto. A Vinchio si parte il 25 aprile con la Pasquetta dedicata alla “festa della primavera”, organizzata dalla Pro Loco. La manifestazione si svolge tra il verde e la natura, nella splendida cornice della Riserva naturale “Val Sarmassa”, presso il Casotto di Ulisse. Il pomeriggio viene rallegrato dalle note del complesso musicale locale “Banda Bagnet”. A Pasquetta, 25 aprile, molte le merendine in programma: a Berzano di San Pietro c’è il Mercatino di Pasquetta, a Cocconato d’Asti l’Antica Fiera di San Marco, a Castel Rocchero la Festa della Torta

Ricerca Agenti anche plurimandatari info: im-com@libero.it cell. 328 4175338 www.im-com.it


Tradizione - pag. 14 Verde, a Mombaruzzo Fritto Misto non stop, a Tigliole Pasquetta a San Lorenzo, e a Pino d’Asti Grigliata di Primavera. Pasquetta anche a Cantarana con “Itinerari Cantanaresi”.

Ma la Pasqua come si calcola?

La festa della Pasqua cristiana non è mai lo stesso giorno. Anno dopo anno viene fissata nella domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera (21 marzo). Questo sistema venne fissato definitivamente nel IV secolo. Nei secoli precedenti i calcoli non erano così precisi, e ci si basava sulla Pasqua ebraica, che dura otto giorni e che ricorda l’esodo degli Ebrei dall’Egitto, con la conseguente liberazione dal potere del Faraone. Nella Chiesa cattolica, la data della Pasqua è compresa tra il 22 marzo ed il 25 aprile. Infatti, se proprio il 21 marzo è di luna piena, e questo giorno è sabato, sarà Pasqua il giorno dopo (22 marzo); se invece è domenica, il giorno di Pasqua sarà la domenica successiva (28 marzo). La tradizione della Chiesa Cattolica vuole che la data della Pasqua venga annunciata ai fedeli dal Sacerdote durante i riti della festività dell’E-

2T periodico di Asti - Alba e Provincia pifania, che si svolge il 6 gennaio. La Pasqua di resurrezione cristiana viene narrata dagli Evangelisti che erano presenti durante la visita al Sepolcro dove il corpo di Gesù era stato deposto. Luca, Matteo, Marco e Giovanni raccontano l’episodio. La narrazione è simile ma ci sono particolari diversi in ognuno dei quattro Apostoli. Alla Pasqua ci si prepara, come accennato prima, durante il periodo della Quaresima che inizia il Mercoledì delle Ceneri e si conclude con la Settimana Santa, dalla Domenica delle Palme fino alla morte e ri-

surrezione di Gesù, intensamente celebrate durante il Triduo. Un periodo che ricorda gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, il suo ingresso trionfale a Gerusalemme, le ultime ore nell’orto del Getsemani, la via del Calvario, la morte e la vittoria su questa dopo tre giorni. Durante il Triduo il Vescovo consacra gli olii santi (crisma, olio dei catecumeni e olio degli infermi). Quaranta giorni dove si riflette sulla vita di un uomo che, al di là della fede di ognuno di noi, ha segnato il suo periodo storico, dando vita al Cristianesimo.


Royal Flush, il divertimento si fa gioco! Tradizione - pag. 15

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Dopo le sedi di Narzole e Saluzzo, in arrivo quelle di Alba e Pinerolo Royal Flush, le sale da gioco dei tuoi sogni. Un mondo fantastico che diventa ancora più grande, anche nelle province di Cuneo e Torino. Alle sedi di Narzole, Saluzzo e Vinovo, a breve si uniranno i nuovi centri di Alba e Pinerolo. Cinque magnifiche location dove prendere a braccetto la fortuna per poter vincere somme importanti. Presso le sale firmate Royal Flush si può giocare secondo le direttive ministeriali, regole che il titolare Angelo Cirillo ritiene indispensabili per un intrattenimento sicuro e divertente. Tutti i giochi sono conformi alle norme vigenti in Italia e la professionalità del personale è impeccabile. Slot Machine, Texas Hold’em, Black Jack, roulette sono giochi curiosi e vincenti, e costituiscono un valido motivo per passare le serate con gli amici al Royal Flush, dove viene offerto il “piatto forte” della Video Lottery Terminal. Si scrive VLT ma si legge 500 mila euro: questo è il montepremi di un gioco che permette di vincere 5 mila euro con una sola moneta in una giocata, e di tentare la scalata al jackpot che può raggiungere l’ambita vincita. Validi motivi per diventare stretto amico della Fortuna non mancano di certo al Royal Flush; si può scegliere di farlo presso la sede di Narzole, in via Oltre Tanaro 48 località Costangaresca, nella villa San Giulio dal fascino settecentesco con sale da gioco, hotel e american bar. A Saluzzo, nella residenza Le Corti, a pochi passi dal centro, in via della Resistenza 16, e a Vinovo, in via Circonvallazione, sede in cui si può scommettere con il prestigioso marchio IziPlay. E a breve anche ad Alba e a Pinerolo. Royal Flush estende la sua filosofia di gioco nelle diverse province del Piemonte ed il progetto della VLT approderà da inizio maggio anche ad Alba, in viale Torino 12, dove gli eleganti locali sono stati studiati con un nuovo concept, che privilegia modernità e performance dei macchinari da gioco, per un’esperienza ludica all’avanguardia e sicura. Presto anche a Pinerolo apriranno le sale da gioco Royal Flush, che sapranno sorprendere i pretendenti della dea bendata con fortunate occasioni e magiche serate.

Royal Flush, il divertimento si fa gioco!


La Fiera Regionale e la Carolingia

Le protagoniste di Asti

Tradizione - pag. 16

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

In nome della primavera. Ad Asti il 30 aprile si inaugura la Fiera Regionale Città di Asti. Fino all’8 maggio il capoluogo astigiano diventa il luogo di promozione delle attività commerciali che si affacciano ai visitatori in Piazza Saragat, presso l’area ortofrutticola. Va in scena la 58ª edizione di un evento dove antico e moderno, tradizionale e tecnologico si incontrano in nome del territorio. Presenti aziende di diversi settori: dall’ambiente al giardinaggio, dall’arredamento all’artigianato, dall’agricoltura alla viticoltura. Qualità ed eccellenza si uniscono a spettacoli e folklore. Per saperne di più www.fieraregionalecittadiasti.it. Maggio, oltre a essere caratterizzato dalla Fiera Regionale, ospita nelle sue giornate altri due appuntamenti di rilievo per gli astigiani: la Festa Patronale di San Secondo e la Fiera Carolingia. Festa Patronale, un appuntamento molto sentito nei diversi paesi. La tradizione vive in queste occasioni e, anno dopo anno, rinforza il legame con il territorio. I festeggiamenti per San Secondo iniziano sabato 30 aprile con il giuramento dei Rettori, la stima del Palio e la sfilata del corteo in notturna da piazza Cattedrale a piazza San Secondo dalle ore 21. Il 1 maggio momento religioso con la Santa Messa e il Panegirico del Santo presso la Collegiata di San Secondo alle ore 11, alla presenza del Vescovo di Asti, Mons. Francesco Ravinale. I festeggiamenti proseguono lunedì 2 maggio con lo spettacolo pirotecnico sull’acqua in onore del Santo, alle ore 21 sul lungo Tanaro vicino alla città. Il 3 maggio in centro storico dalle ore 10.30 Corteo in costume ed esibizione degli Sbandieratori dell’A.S.T.A. Si inizia a parlare di Palio con l’Offerta del Palio e, a seguire, momento gastronomico con la Minestra dei Poveri. Con ancora negli occhi i giorni dedicati a San Secondo, il 4 maggio va in scena la Fiera Carolingia. Dalle ore 9 alle ore 19 il centro storico accoglie ben 650 venditori ambulanti che partecipano a quella che viene considerata la “fiera madre” del commercio ambulante. E la valenza storica dell’evento ne giustifica la definizione. Fin dai tem-

pi di Carlo Magno, nei giorni precedenti e ancora dopo la festa di San Secondo, ad Asti venivano invitati i migliori venditori ambulanti del tempo. A parlarne è anche il “Codice catenato”, o Codex Astensis, che risale ufficiosamente al 1380 circa. Parole e immagini del tempo sono un ricordo storico prezioso per la città di Asti, e qui sono presenti anche gli atti relativi al Palio ed alle feste più importanti, oltre che a documenti giuridici, di carattere patrimoniale e fiscale, di vicinato tra la città e i centri limitrofi. Un insieme di regole che dovevano essere rispettate, studiate in base alle occasioni che si presentavano. Tornando ai giorni nostri la Fiera è organizzata dall’Ufficio Servizio Commercio Aree Pubbliche. L’intento principale della Fiera Carolingia è spiegato dalla dott.ssa Anna Maria Oliveri, responsabile del servizio: «Il nostro intento è quello di privilegiare una Fiera che ha dato sempre molta importanza al commercio ambulante astigiano. Il motto è “Offrire di tutto di più”, infatti i generi proposti sono molti e i visitatori possono trovare qualsiasi cosa. La Fiera Carolingia racchiude la storia della vita quotidiana di Asti che, seppur riproposta ora in chiave moderna, conserva il suo fascino storico». Gli appuntamenti principali di maggio proseguono con la particolare corsa di cavalli montati “a pelo”


Tradizione - pag. 17

sabato 7 maggio alle ore 20.30 presso lo stadio comunale “Censin Bosia”. Domenica 8 maggio “Asti, prodotti gusti e sapori” anima i portici e Piazza Alfieri dalle ore 9 alle ore 19, e, in contemporanea, nelle piazze Italia, Piemonte e Milena, dalle ore 10.30 alle ore 19, l’ambiente diventa protagonista con “Riciclarte”, creazioni artistiche da raccolte differenziate, con laboratori, spettacoli e giochi per bambini. “AgroArte”, mostra mercato di prodotti biologici officinali ed artistici, torna in scena sabato 14 maggio dalle ore 9 alle ore 19 in piazza San Secondo. Domenica 15 maggio tris di avvenimenti: raduno di Fiat 500 in piazza Libertà dalle ore 8 alle ore 11.30, Sagra del Borgo dalle 9 alle 19, in C.so Alfieri e Piazza S.M. Nuova, e incontro con “Gli amici del Frutteto” dalle 14 a San Marzanotto. Domenica 22 maggio è dedicata all’Unità d’Italia con Concerto e Coro per bambini

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

nel centro storico e rievocazione storica a Parco Certosa (ore 16). Completano la giornata Bicincittà e il mercatino dell’Antiquariato in piazza Alfieri e piazza della Libertà dalle ore 10 alle 18. Il mese si conclude con la tre giorni dedicata al Mercato d’Europa in piazza del campo del Palio e al Foro Boario. Giugno si apre giovedì 2 con la Festa dedicata alla Repubblica e il concerto della banda in Piazza Alfieri, e con “Passeggiando tra artisti e mercanti” dalle ore 8 alle 20 in via Petrarca e aree limitrofe. Domenica 5 giugno festa della friciula e il “El mercà dij busiard” protagonisti. Sabato 11 giugno terzo appuntamento con“AgroArte”, dalle ore 9 alle ore 19 in piazza San Secondo, e domenica 12 giugno “Asti, prodotti, gusti e sapori” dalle 9 alle 19 in piazza Alfieri e sotto i portici.


Speciale Vigneti

Asti e Monferrato: Moscato e Barbera nel sangue

Territorio - pag. 18

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Langhe, Roero e Monferrato: tre zone uniche che compongono un territorio fantastico. Nel sud-est del Piemonte, tra le Province di Cuneo ed Asti, lingue di colline coltivate a vigneto racchiudono la tradizione, la storia, l’identità di una popolazione, quella dei cultori della vite. Sono molte le tipologie di vitigno che vengono coltivate, in questo speciale ci soffermiamo su Moscato e Barbera d’Asti e del Monferrato. Due vini che scandiscono la vita lavorativa di molte famiglie che abitano la Langa che guarda all’astigiano, dove si collega con il Monferrato fino ai confini con l’alessandrino. Una quotidianità fatta di fatica, di dedizione, di attaccamento alla terra ma anche di grandi intuizioni, progetti e successi, in nome di due prodotti che fanno conoscere al mondo questo lembo di terra piemontese, dove autori come Cesare Pavese e Beppe Fenoglio hanno lasciato un’impronta indelebile nel raccontarlo in chiave letteraria. I numeri parlano chiaro: il vitigno Moscato viene coltivato in 52 Comuni (27 in provincia di Asti, 16 in provincia di Cuneo e 9 in provincia di Alessandria) su un’estensione di ben 10 mila ettari dalle caratteristiche morfologiche differenti che rendono uniche le colline che la completano. Si parla di quattro zone dove il dolce sapore del moscato è sovrano: il territorio attorno a Santo Stefano Belbo, con colline dai profili arrotondati e un versante molto ripido. A Canelli, dove sono presenti vallate più ampie e pendii meno scoscesi. A Nizza Monferrato, dove le colline sono molto armoniose nella forma, e ad Acqui dove il territorio si chiude ed ha profili pendenti. La zona di produzione del Barbera d’Asti e del Mon-

ferrato interessa 169 comuni tra le province di Asti (118) e Alessandria (51) e, dal 2000, sono state individuate tre “sottozone” di particolare pregio denominate Nizza, Tinella e Colli Astiani. Il vitigno Barbera, nelle sue diverse denominazioni presenti in Piemonte, ricopre ben il 35% della superficie vitata della Regione. Una percentuale che fa capire come questa uva sia legata alle tradizioni contadine, soprattutto nell’astigiano dove, al pari del Moscato, rappresenta un prodotto in continua evoluzione, molto conosciuto ed apprezzato a livello internazionale. Accanto ai due vitigni di punta ci sono altre coltivazioni che, seppur in minore quantità, contribuiscono a fare conoscere il legame tra terra e tradizione, grazie alle loro particolarità. Tra Langhe Astigiane e Monferrato sono messe a dimora vitigni di Nebbiolo che danno origine al vino Albugnano, di Cortese Alto Monferrato (vino bianco prodotto anche come spumante), di Dolcetto d’Asti, di Freisa d’Asti, di Grignolino d’Asti, di Moscato di Loazzolo, di Malvasia di Castelnuovo don Bosco e di Ruchè di Castagnole Monferrato. Senza dimenticare le due denominazioni Piemonte e Monferrato. Un territorio, come si può intuire, dove la coltura della vite, per ottenere uva e vino di qualità, sono il primo pensiero di molte persone che, con il loro lavoro, tramandano le tradizioni e la storia di una terra attenta al passato ed al presente.


Territorio - pag. 19

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Consorzio tutela vini d’Asti e Monferrato Tutelare, valorizzare, fare: il territorio protagonista Era il 22 novembre 1946 quando sette imprenditori piemontesi fondarono il “Consorzio per la difesa dei vini tipici Barbera d’Asti e Freisa d’Asti”. Una tappa, la prima, importante, per la difesa della genuinità dei vini e dei loro marchi distintivi sui mercati nazionali ed esteri. Da quei sette imprenditori sono stati fatti passi decisivi per la crescita del Consorzio: nel 1964, con l’imbottigliamento in purezza del Barbera, la qualità di questo vino viene aumentata in maniera esponenziale, grazie alla sensibilità dei viticoltori. Gli anni ’60 coincidono con il boom economico italiano e il Barbera ne cavalca l’onda: nel 1967 viene istituito il concorso enologico della Douja d’Or, organizzato dalla Camera di Commercio di Asti e, ancora oggi, uno tra gli appuntamenti maggiori nel panorama del settore. E nel 1970 arriva la doc per il Barbera d’Asti e per il Barbera del Monferrato. Una grande svolta che permette al Consorzio di puntare sulla qualità e sulla promozione negli anni ’70 e ’80, per valorizzare il territorio dove si produce Barbera. Il ruolo del Consorzio si fa ancora più forte dopo lo scandalo metanolo del 1986, quando, per colpa di alcuni produttori accecati dal denaro, molti onesti rischiano di essere screditati. Unendosi ad altri consorzi e associazioni nasce la campagna la “Rosa dei Barbera” (i petali rappresentano il Barbera d’Alba, d’Asti, del Monferrato, e dei Colli): degustazioni e incontri risanano il mercato. Gli anni ’90 e i primi anni del XXI secolo sono vissuti dal Consorzio in nome della qualità: grazie all’acquisizione della doc da parte di altri vini prodotti nella zona, il Consorzio assume il nome attuale. Ultimo importante atto: il “Consorzio vini d’Asti e Monferrato” dal 2007 riceve l’incarico, dal Ministero delle Politiche Agricole, di gestire il piano dei controlli sui vini doc tutelati e la Barbera d’Asti e la Barbera del Monferrato Superiore conquistano la docg. Il Consorzio protegge e valorizza 11 vini tra doc e docg, prodotti da vitigni coltivati nell’astigiano e nel Monferrato, seguendo tre azioni: “Tutelare, valorizzare, fare”. Le 168 aziende aderenti rappresentano tutte le parti della filiera, dalla coltivazione dell’uva, alla lavorazione, passando per cantine sociali e imbottigliatori. Per ogni vino il Consorzio rappresenta oltre il 40% della superficie vitata e oltre il 60% della produzione vinicola. “Tutelare, valorizzare, fare” vengono tradotti in tutela dell’immagine, promozione, miglioramento della qualità di lavorazione dei vitigni e del vino. Il Consorzio assiste i consociati in tutti i passaggi e li informa sull’andamento del mercato e delle iniziative da intraprendere per aumentare il peso sul mercato. Una tutela, un valore, un agire globali, che abbracciano tutte le aziende che, con il loro lavoro, credono fermamente nella tradizione secolare di un territorio vocato alla coltura della vite.

Enzo Gerbi Consorzio tutela vini d’Asti e Monferrato Il Consorzio nella sua definizione ha una parola importante: tutela. Cosa significa? «Il Consorzio è formato da aziende che riconoscono in questa realtà un valido strumento per la valorizzazione del Barbera che copre la maggior parte della superficie vitata nell’astigiano. La parola “tutela” riassume questo credo che le aziende hanno sposato unendosi insieme ». Come si promuove il prodotto Moscato? «Le aziende aderenti versano una quota nel Consorzio. La somma è la base economica dalla quale attingere per le promozioni che vengono fatte. Nel 2010 abbiamo investito 400 mila euro per la Barbera d’Asti docg, una cifra importante e significativa, a testimonianza della fiducia che i produttori ripongono nel Consorzio e nel prodotto Barbera. La comunicazione è sempre a favore del territorio e viene fatta in modo istituzionale. Il Consorzio difende le denominazioni e, come insieme di aziende, ne esalta la forza». Un giudizio sull’andamento del mercato e sul ruolo che ricopre il Barbera d’Asti. «A livello globale la situazione è ancora difficoltosa ma, in base ai dati del 2010, credo che a breve termine si riesca a trovare il giusto compromesso per i prezzi dell’uva e del vino. Grazie all’aumento del 19% rispetto agli anni precedenti, sono state prodotte 23 milioni di bottiglie di Barbera, e questo lo considero un segnale positivo. Il Ministero dell’Agricoltura ha aperto una finestra di crisi per il Barbera e questo permetterà il consolidamento del mercato con l’eliminazione delle vecchie scorte. Se stiamo uniti credo che il Barbera abbia buone possibilità per il futuro». E come sarà questo futuro? «Come ho accennato prima, c’è fiducia per i prossimi anni. Partiamo dal 2010, cerchiamo un giusto equilibrio tra produzione e vendita, puntiamo sulla qualità. Se ci stabilizziamo su livello medio-alti il mercato permetterà agli agricoltori un lavoro più tranquillo e remunerativo. Il Barbera merita di essere presente sui diversi mercati del mondo, ora sta a noi guidarlo bene ».


Il Moscato, dolce sensazione

Territorio - pag. 20

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Pensi al Moscato e immagini un grappolo d’uva fresco, dorato, ne assaggi un acinello e ne gusti il dolce sapore. E proprio questo delizioso tocco al palato caratterizza un vino aromatico che racchiude in sé l’essenza di un territorio capace di regalare non solo vini rossi di qualità come la Barbera, ma anche un prelibato vino bianco dalla pronta beva. Un vino apprezzato nei secoli, fin dal tempo dei greci e dei romani: il “Muscatellum” di latina memoria è diventato un vino docg, o meglio ha dato vita a due tipologie di vino denominate Moscato d’Asti docg e Asti docg. Due lavorazioni differenti che mantengono la dolcezza e la naturale freschezza di un’uva raccolta entro metà settembre e pigiata in modo soffice. Il succo,nelle vasche in acciaio inox, incontra il freddo che lo preserva da fermentazioni indesiderate e, nel giro di pochi mesi, anche grazie a filtrazioni mirate ed alla tecnologia, diventa un vino giovane e allegro da bere. Il vitigno di origine viene coltivato nelle province di Asti, Cuneo e Alessandria ed ha in Canelli, Santo Stefano Belbo e Strevi, i tre epicentri dal quale i rispettivi territori si diramano. Colline profumate dal Moscato: lingue di terra dal dolce sapore e dagli aromi di estate e di frutta che si conservano nel vino, ottenuto da un’uva particolare e sempre viva. Due espressioni per un unico protagonista d’eccellenza. Il Moscato viene proposto come Moscato d’Asti docg, lavorato secondo un metodo più artigianale ma tecnologicamente avanzato, e caratterizzato da un gusto più dolce e da un sentore al gusto meno frizzante. Accanto al Moscato c’è il fratello maggiore Asti docg, il prodotto leader amato e apprezzato in tutto il mondo: uno spumante dalle caratteristiche uniche, capace di conservare, grazie al metodo Martinotti, tutta la dolcezza e la freschezza del grappolo di Moscato abbinato alla vivacità di uno spumante non secco. Il punto a favore di entrambe le tipologie è la bassa gradazione, che non supera i 7% vol. Questo permette di gustarne l’inconfondibile aroma dopo una cena, abbinandoli a dolci di qualità e alla pasticceria sopraffina. Vanno anche bene fuori pasto, per momenti di relax e puro piacere sensoriale: si gusta un frutto unico. I bicchieri sono quello a coppa per il Moscato d’Asti e il flut per l’Asti docg. Sono da servire freschi, dai 7° ai 10° C per preservarne ed esaltarne il fruttato. Il Moscato è un vino che ama il freddo ma capace di scaldare il cuore e la mente!

le nostre uve... nei vostri calici... il nostro lavoro... nelle vostre feste. VIA G. CARDUCCI, 50/A 14100 ASTI tel. 0141.353.857 - fax 0141.436.758 pr.moscato@produttorimoscato.it www.produttorimoscato.it


Territorio - pag. 21

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Produttori Moscato d’Asti Associati Uva e territorio: i cuori pulsanti

Un’organizzazione di imprenditori agricoli, definita come un “moderno sindacato dei viticoltori”. La Produttori Moscato d’Asti Associati s.c.a., costituita e riconosciuta dalla Regione Piemonte, tutela e valorizza le uve Moscato per la produzione di Moscato d’Asti e Asti docg. La società cooperativa agricola raggruppa circa 2300 aziende vitivinicole, di cui 850 associate in otto cooperative che trasformano l’uva in vino. I viticoltori operano nel territorio d’ordine del Moscato che abbraccia le province di Asti, Cuneo e Alessandria. La mission è quella di tutelare i produttori sotto il profilo legislativo e di consulenza tecnico-economica. L’aspetto principale del compito della Produttori Moscato d’Asti Associati è quello di gestire l’Accordo di filiera per la vendita delle uve e dei mosti di Moscato docg alle case vinicole che li lavorano. Un patto tra persone che credono nel prodotto Moscato e che, dal 1979, ogni anno, lo rinnovano, in nome del territorio, per preservare e fare aumentare il prestigio di un vitigno che regala grappoli dolci per un vino aromatico, unico nel suo genere. Migliori rapporti economici per favorire il posizionamento sul mercato: dietro a questa strategia c’è l’assistenza della Produttori che segue gli associati nelle pratiche presso la Regione Piemonte e le diverse Camere di Commercio. Una cura precisa per tutelare la parte agricola che è determinante nella lavorazione del vitigno. Un ulteriore compito della cooperativa agricola è rivolto alla promozione dell’immagine del Moscato: campagne pubblicitarie e iniziative di informazione mirate sono due mezzi molto utilizzati. Basti pensare al magazine dal titolo “Moscato d’Asti”.

Produttori Moscato d’Asti Associati SCA Via G. Carducci, 50/a - 14100 Asti tel. 0141.353.857 fax 0141.436.758 pr.moscato@produttorimoscato.it - www.produttorimoscato.it

Giovanni Satragno, Presidente Produttori Moscato d’Asti Associati La Produttori Moscato d’Asti Associati come “sindacato moderno”, cosa significa? «E’ un termine che identifica come la nostra associazione ha, fin dalla nascita, un fine ben preciso: la redditività dell’agricoltore che viene tutelato nella ricerca del “prezzo massimo” da ottenere in un accordo. Attenzione non si parla del “reddito massimo” sulle rese ma di un risultato che guarda alla produzione in funzione del fabbisogno. Come si sa il mondo del Moscato è composto dagli agricoltori, che coltivano l’uva, e dagli industriali, che la lavorano. La Produttori cerca di far ottenere ai primi un ruolo dignitoso nel rapporto con chi trasforma poi l’uva in vino. CI deve essere un giusto equilibrio tra le parti, non dimentichiamo che, se da una parte l’industria produce il 93% circa delle bottiglie di Moscato, è la parte agricola che dona il prodotto di qualità per un vino di altrettanto valore». Come si promuove il prodotto Moscato? «La Produttori promuove il Moscato d’Asti perché, come si sa, all’Asti docg ci pensano l’industria e il Consorzio, anche se dal 2005 il peso del Moscato d’Asti è cresciuto e viene considerato anche da questi ultimi. Adottiamo un tipo di promozione istituzionale con la presenza alle manifestazioni e alle fiere dove vengono coinvolti i nostri associati, basti pensare al Vinitaly, a Vinum, a Vinoble in Spagna, a Cibus Parma, al Moscato Wine Festival e Torino, al Wine Show sempre a Torino, alla Fiera del Tartufo. Oltre a questo organizziamo dei workshop grazie all’ICE (Istituto Commercio Estero) per promuovere il Moscato d’Asti all’estero: Stati Uniti, Germania, Russia, Ucraina, Repubblica Ceca. A questi appuntamenti partecipano importatori, distributori, giornalisti e ristoratori HORECA e ogni azienda, 15/20 a rotazione, propone la degustazione e prende contatti commerciali». Un giudizio sull’andamento del mercato e sul ruolo che ricopre il Moscato d’Asti. «Noi sosteniamo che il valore primario sia la qualità: bisogna ottenere rese giuste e quantità equilibrate. I contadini negli ultimi trent’anni hanno lavorato molto per aumentare la qualità delle uve. La Produttori segue questa strada e non crede nella quantità perché si rischierebbe di perdere l’identità che il mondo Moscato si è creata. Per continuare ad essere competitivi dobbiamo mantenere la caratteristica qualità, e valorizzare il territorio che è unico al mondo. Il nostro è un discorso di stile e non di moda: fidelizzare il consumatore e non seguire le mode che durano poco». Come vede il futuro del Moscato d’Asti? «Lo vedo positivo se verrà affrontato con la giusta moderazione nelle scelte. Le decisioni si prendono in due: la parte agricola e quella industriale e la Produttori difenderà sempre gli agricoltori, veri artefici del miracolo uva Moscato. L’industria questo deve capirlo di più».


Territorio - pag. 22

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Consorzio per la tutela dell’Asti Asti, una denominazione che racchiude un territorio Quasi ottant’anni di grande attenzione per la tutela e la definizione del territorio dove si coltiva il vitigno Moscato. Il Consorzio di Tutela dell’Asti, nato nel dicembre 1932, e riconosciuto a partire dal 1934, ha il compito di certificare l’uva prodotta dalle aziende consorziate e, in nome della qualità, di fare rispettare le norme di produzione, consegnando il contrassegno statale, la cosiddetta “fascetta”. Nel XX secolo il ruolo del Consorzio è stato fondamentale per l’attribuzione della DOC prima (nel 1963) e della DOCG poi (nel 1994) al moscato per l’Asti e Moscato d’Asti. Il Consorzio raggruppa circa 190 aziende del settore vitivinicolo e più di seimila vignaioli che coltivano una superficie di circa 9900 ettari dislocata in 52 Comuni tra le province di Asti, Cuneo e Alessandria. Il Consorzio rappresenta un intero mondo produttivo, caratterizzato da un forte legame con il territorio che si esprime attraverso la difesa del suo prodotto unico, l’uva moscato, e dei suoi produttori. L’Asti docg è una delle espressioni del vino ottenuto dall’uva Moscato. E’ ottenuto con il metodo Charmat, dal nome dell’enologo francese che lo ha reso famoso ai primi del Novecento. Il metodo di lavorazione era stato inventato da Federico Martinotti, enologo piemontese. Lo spumante viene ottenuto grazie alla fermentazione che crea la “presa di spuma” in autoclavi dove la produzione di anidride carbonica genera le famose bollicine dal dolce gusto. I processi di filtrazione puliscono il vino da eventuali scorie e ne mantengono inalterati profumi e sapori. Il Consorzio punta molto sulla qualità e la tracciabilità ne è un esempio significativo. Trasparenza e chiarezza per il consumatore, che può conoscere tutti i passaggi della filiera che portano l’uva a diventare vino. Una scommessa che il Consorzio per la Tutela dell’Asti ha vinto: primo in Italia e una tra le poche realtà che adotta questo metodo che punta alla qualità assoluta del prodotto.

Consorzio per la Tutela dell’Asti Piazza Roma 10 - Casa dell’Asti - 14100 ASTI Tel. +39 0141 594842 - www.astidocg.it

Paolo Ricagno Presidente Consorzio tutela dell’Asti Moscato e territorio di Asti, due parole che si fondono: il ruolo del Consorzio per valorizzarli entrambi. «Sono due concetti legati a un doppio filo: è impossibile parlare della denominazione Asti senza parlare della sua zona d’origine così come è impossibile parlare del territorio senza far rifermento al mondo del moscato. Vitigno, uva, vino e spumante ed economia si fondono in un’unica grande realtà. Il Consorzio nasce nel 1932, è uno dei più antichi d’Italia, e il primo compito che si è dato il nucleo di aziende costituenti è stato proprio quello di definire la zona d’origine accanto al ruolo di tutelare e promuovere i vini che ne derivano. A quasi ottanta anni di distanza il Consorzio continua ad adempiere a quegli stessi compiti, adeguandosi ai cambiamenti storico-culturali, alle nuove disposizioni legislative ed alle nuove esigenze di mercato. Il Consorzio dell’Asti è stato pioniere nell’ideare un sistema di tracciabilità dall’uva alla bottiglia completo e di trasformarlo in un plusvalore rendendo disponibili a tutti i dati (analisi, provenienza, caratteristiche) relativi ad ogni singola bottiglia tramite l’inserimento del codice impresso sul contrassegno nel sito www.astidocg.it». Cosa significa per lei essere presidente del Consorzio «Significa soprattutto una grande responsabilità. Nei confronti di un prodotto ambasciatore del made in Italy nel mondo e della sua gente, che ogni giorno si dedica alla lavorazione del Moscato d’Asti docg e dell’Asti docg». Il mondo del vino dolce è dominato dall’Asti docg: il segreto di questo successo. «E’ da ricercarsi sicuramente nelle sue caratteristiche organolettiche riassumibili con una parola: piacevolezza. Inoltre, la bassa gradazione alcolica in questo periodo di regolamentazione restrittiva, favorisce un consumo più spensierato, seppur consapevole. E’ per tradizione lo spumante delle celebrazioni, dalle più piccole, in famiglia alle più grandi, come le feste di fine anno abbinato ai dessert, ma la sua versatilità lo rende vincente anche in abbinamenti insoliti, con gusti forti e decisi». Guardando ai giorni nostri, quali sono le basi presenti per guardare al futuro del vino in chiave economica, se si tiene presente l’andamento attuale? «Il mondo chiede moscato. Per la prossima vendemmia si dovrà verificare la nostra situazione produttiva, per adeguarla il più possibile alla richiesta di mercato».


Territorio - pag. 23

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

una denominazione due grandi vini Asti e Moscato d'Asti

LOGO

LOGO www.astidocg.it


Territorio - pag. 24

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

La Barbera, un vino di carattere

La Barbera, il vino della tradizione. Un vino rosso che ha saputo trasformarsi nei secoli da “vino per il popolo” a vino apprezzato in tutto il mondo, grazie all’attento lavoro dei viticoltori e al continuo e costante ammodernamento delle fasi di lavorazione, a partire dal vitigno. Le fonti storiche su questo vitigno non mancano: sono stati trovati scritti del 1200 che parlano del Barbera nel territorio di Casale. E’ legato alle antiche tradizioni contadine, un patrimonio che i produttori non hanno dimenticato, mantenendolo con la modernità. Colline pettinate a filari di Barbera ce ne sono molte in Piemonte, e soprattutto nell’astigiano e nel Monferrato, con un’ingente e importante appendice anche nel territorio albese, senza dimenticare le zone minori del torinese, del canavese, del tortonese e del pinerolese. Asti, Monferrato e Alba: la Barbera trova la sua massima espressione in queste terre, fatte di tradizione, di fatica, di grande perseveranza, solcate dalle sapienti mani dei produttori che hanno saputo mantenere l’identità di un vitigno che regala un nettare di carattere, dal gusto particolare e forte. Una vera Barbera ha il territorio dentro, lo esprime nel suo colore, nei suoi profumi intensi, frutto di lavorazioni che coniugano l’antico al moderno. E ogni Barbera ha uno stile che lo caratterizza: da tipologie che incontrano il legno nelle botti grandi a quelle a maturazione in purezza o a passaggi mirati in barrique o tonneau. Le sue caratteristiche principali sono il colore rosso rubino, dai grandi e intensi riflessi granato per la tipologia Superiore, ed i profumi in evoluzione. Si passa da sentori di frutta quali ciliegia, bacche e prugna nei primi anni di vita, a sentori più intensi e speziati quando la Barbera matura nel tempo. Un vino capace di armonizzarsi con il tempo, mantenendo tannici dolci e non aggressivi. L’importanza della Barbera è dettata anche dalla presenza sul territorio piemontese di ben 11 denominazione tra doc e docg: si va dalle piccole doc, coltivate in territori molto limitati a livello di ettari, al gotha di questo vino che ci regala due docg nell’astigiano e nel Monferrato per quel che riguarda la Barbera Superiore.

Cantina di Vinchio & Vaglio Serra, la Barbera di qualità Importante esempio di valorizzazione del territorio e del suo frutto “La Barbera”, è la Cantina di Vinchio & Vaglio Serra che, dal 1959, rappresenta un punto di riferimento per circa 200 soci viticoltori. Soprattutto negli ultimi 25 anni ha saputo evolversi ed interpretare in maniera differente il concetto di “cantina sociale”, puntando alla selezione delle uve ed alla qualità fin dalla vigna, per esaltare le caratteristiche di un vino come il Barbera d’Asti, magistrale nella versione Superiore. Ma i dirigenti ed i soci non si sono fermati qui, ne spiega il motivo Ernestino Lajolo, direttore generale della Cantina di Vinchio-Vaglio Serra: «Abbiamo selezionato uve di vigneti coltivati in posizioni ideali per ottenere un vino che non superi i 12% vol. “naturali”, dal sapore fresco e amabile, e dai profumi importanti. E così è nato Arengo, una Piemonte DOC Barbera, un prodotto che valorizza questa denominazione alla quale vogliamo dare un ruolo preciso nel panorama delle doc piemontesi. Arengo ha un colore rosso rubino con leggerissimi riflessi granata, un profumo fine, elegante, fresco, fruttato, che ricorda il sapore dell’uva Barbera. In bocca è rotondo, sapido, ed ha una discreta struttura, con una buona persistenza ed un buon equilibrio acido, nel complesso armonico. Ad inizio anno abbiamo prodotto le prime 10mila bottiglie, e siamo pronti ad arrivare a 120mila. Il 2011 servirà per il lancio di Arengo, e nel 2012 lo presenteremo per San Valentino. Il Piemonte doc Barbera “Arengo” porta allegria, una definizione azzeccata per questo vino a tutto pasto». E porta allegria anche nel prezzo: meno di 4 euro a bottiglia, ed al massimo 10 euro nei ristoranti.

Viticoltori Associati di Vinchio & Vaglio Serra e z.l. S.C.A. Regione San Pancrazio, 1 - 14040 Vinchio (at) - tel. +39 0141 950903 - www.vinchio.com


Da sempre orientati alla qualitĂ

www.vinchio.com

In cinquant’anni abbiamo trasferito le esperienze di padre in figlio, abbiamo fatto incontrare la tradizione con i moderni strumenti di lavoro nelle vigne e in cantina. Con la stessa passione adesso come allora curiamo ogni prodotto orientati alla qualità .


Creare un giardino

La passione del “pollice verde” scoppia in primavera

Rubrica - pag. 26

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Voglia di sole, desiderio di stare all’aria aperta. Dopo il lungo inverno la natura si risveglia, i colori, i profumi, i sapori rivitalizzano le nostre case, le nostre colline. E’ primavera! La stagione della rinascita fa anche rima con giardinaggio e arredo da esterno: l’ambizione ad avere un bel giardino curato, dove passare qualche ora di relax, circondati da piante in fiore o addobbi floreali intonati al proprio carattere e temperamento. Il giardino, un angolo di natura che allieta le nostre giornate, deve essere curato, accudito, coccolato. In queste pagine Terra & Tradizione propone il parere degli esperti del settore che, grazie alla loro esperienza, elargiscono consigli utili e si mettono a disposizione di tutti gli appassionati di giardinaggio. In fin dei conti il verde dei nostri giardini è legato al territorio e lo valorizza anche a livello estetico: giardinaggio e arredo esterno, due aspetti importanti per una primavera all’insegna della natura. E non solo territorio, anche tradizione: il giardino era già presente al tempo degli Egiziani, dei Persiani (famosi i giardini pensili di Babilonia), e dell’antica Civiltà Greca. Il giardinaggio, al tempo dei Romani, era molto diffuso nelle ville dei benestanti. La storia è ricca di testimonianze anche in Oriente e in Europa e il giardino diventa espressione di una cultura, nazione per nazione. Famosi i giardini all’italiana, alla francese e all’inglese, rispettivamente incentrati sulle forme, sulla prospettiva e sul paesaggio. La storia ha così portato a noi diversi modi di fare giardinaggio e la larga diffusione di questa pratica naturale ha permesso a molti di avere uno spazio verde dove potersi godere le belle giornate, tra fiori e ornamenti ad hoc. Scopriamo insieme come.

Il Giardino

Quando si parla di giardino, viene subito in mente un bel manto erboso verde e morbido, una sdraio, magari un bel gazebo per trovare ristoro all’ombra, fiori, arbusti, e arredo esterno studiato per il verde. Se guardiamo con più attenzione i vari componenti di un giardino, possiamo scoprire cose molto interessanti. Partiamo dalle piante. Vi siete mai chiesti quali siano gli arbusti più adatti da piantare e far dimorare nel vostro giardino? Ovviamente dipende anche dal clima della regione in cui vivete, ma c’è solo l’imbarazzo della scelta. Molte piante da giardino non superano i cinque metri, le più ricercate sono l’Azalea, la Cycas, l’Ibiscus, l’Oleandro, la Mimosa. Ci sono molti arbusti che possono colorare un giardino, dipende dal gusto del proprietario in fatto di tonalità cromatica. Arbusti che regalano fiori gialli come l’Arbutus


Rubrica - pag. 27

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Il giardino è bello se è semplice

Corbezzolo, fiori rossi come l’Arbutus Unedo, il Callistemon, il Calicanto, la Camelia, il Gelsomino Notturno, il Biancospino. Se si vuole stupire si può optare per gli arbusti dai colori sgargianti come il fucsia o il viola, scegliendo tra la Felce Femmina, l’Albero delle farfalle, la Callicarpa, il Caryopeteris, le Clematidi etc… Per gli amanti del colore puro per eccellenza, il bianco, ecco la Forsizia bianca, l’Anemone Giapponese, l’Anemone a cespuglio, la Prugna del Natal, il Cisto, il Corniolo, la Deuzia, l’Aralia. Per i più classici si può puntare sulle rose dai mille colori e dalle sfumature più strane.

I Fiori

Sono la parte più romantica di un giardino. In un’aiuola, al centro del prato verde, lungo il perimetro, sospesi in vasi alle ringhiere, i petali diventano magici ed abbelliscono il verde del prato. Ogni fiore ha un suo significato ed esprime un sentimento. I giardini possono essere considerati anche come un luogo dove raccogliere sentimenti e pensieri per esprimersi con un fiore. E sono molti quelli che si possono scegliere. Se si prediligono fiori arancioni si può optare per la bocca di leone, la calendula, la corona, il geranio, il giacinto. Se i gusti vanno

Andrea Zappa, titolare dell’omonima azienda, ama la semplicità e l’ordine. Agrotecnico con quindici anni di esperienza nel campo, propone una concezione di giardinaggio basata sulla semplicità, per permettere all’appassionato un controllo totale e un piacevole rapporto con l’angolo di natura che viene creato vicino all’abitazione. Partendo dal prato, Andrea Zappa consiglia: « Il manto erboso ha bisogno di concimazioni e trattamenti ad esempio a base di ferro che serve a dare forza al prato. Consiglio di usare prodotti professionali perché sono bilanciati nella composizione degli elementi. Per evitare le erbacce vanno bene i prodotti anti germinelli. Tenere pulita e sana l’erba è molto importante». Come la fase dell’irrigazione, continua Andrea Zappa: «Raccomando sempre ai miei clienti un’irrigazione abbondante ma solo per due volte la settimana. Creando un “effetto allagamento” l’acqua penetra bene nel terreno e le radici dell’erba ne ricavano i giusti minerali. Ovviamente l’impianto di irrigazione deve essere efficiente e in buono stato, è sempre meglio controllarlo. Attenzione: in estate, oltre i 27°C, l’erba non cresce più, è meglio evitare abbondanti irrigazioni». La salute di un manto erboso passa anche dalla fase di taglio dell’erba: «Il taglio dipende dai mesi in cui viene fatto. Si parte con numerosi tagli, facendo attenzione a non rasare troppo il prato, mantenendo una misura dell’erba alta. Più fa caldo, meno si deve tagliare per evitare che l’erba secchi. In agosto consiglio due diserbi con fresata per radicare la gramigna». Ogni giardino che si rispetti ha una parte dedicata ai fiori. Ecco le dritte di Andrea Zappa: «Per realizzare la parte floreale, bisogna tenere conto della zona in cui si vuole farla. Se prevale l’ombra, è meglio piantare ortensie, sono forti e si gestiscono bene, hanno solo bisogno di concimi ferrosi per le foglie. Se la posizione è assolata, direi rose, magari bianche e rosse per ricordare l’astigiano. Le rose rendono a livello cromatico se sono piantate a macchie di colore. Un’altra pianta che sta bene al sole è la spirea che fiorisce d’estate ed ha molte varietà, ma quelle bianche e rosa sono molto belle e forti». In conclusione il giardino secondo Andrea Zappa è: «Semplice, gestibile, composto da piante e arbusti di diversa misura, per creare un effetto slanciato e vivo. Usate sempre piante che ricordano il territorio, le nostre zone sono belle perché sono rustiche, non dimentichiamolo». Richiedete senza impegno preventivi gratuiti e sopralluoghi: Cell. 333 6648407 andreazappa@alice.it


Rubrica - pag. 28

Tecniflor, il giardino visto dal professionista Il giardinaggio è un’arte, frutto di anni di studio che solo i professionisti del settore possono trasformare in realtà. La Tecniflor di Adriano Smania opera dal 1997 in tutta Italia, con collaborazione con Comuni e realtà estere. Adriano Smania, tecnico florivaista specializzato in arboricoltura, ha un’esperienza di circa 25 anni. Ecco i suoi consigli per gli appassionati di giardinaggio: «Partiamo dal manto erboso. Consiglio sempre di rifarlo tra fine estate ed inizio autunno. Per mantenerlo sano bisogna programmare concimazioni con prodotti a lenta cessione o a cessione programmata, per un periodo che va dalle otto alle dodici settimane. Nelle nostre zone è meglio lavorare all’80% con la “festuca arundinacea”. Sempre per il manto erboso la seminatura è meglio farla per le superfici grosse, invece se si ha un piccolo appezzamento consiglio di piantare zolle d’erba già pronte». Nel giardino i fiori hanno la loro importanza: «Sono molto apprezzate le rose paesaggistiche della varietà Polyantha, perché permettono di dare un importante tocco di colore al giardino e risolvono parecchi problemi di mantenimento». Ci sono anche le piante, continua Adriano Smania: «Le piante in un giardino non sono solo abbellenti. Grazie ad esami fitostatici possiamo appurare la loro stabilità nel piede, per evitare situazioni spiacevoli». Controllare sempre l’impianto di irrigazione, qualora fosse presente e, per ultimo, un consiglio anche sull’orto: «Per concimare l’orto sottolineo molto un aspetto: non utilizzare mai stallatico pellettato a base di cuoio per frutta e verdura perché sono presenti materiali pesanti che non sono salutari». Come si può notare da questi semplici consigli, creare e mantenere un giardino è una passione che richiede molta attenzione e pazienza. Per maggiori informazioni e consulenze: Tecniflor, loc. Valgera 117, 14100 Asti Tel. 347/7311503 - 0141/597700 tecniflor@alice.it

2T periodico di Asti - Alba e Provincia verso un colore più sul viola ecco la linaria, il convolvolo, la violetta, l’orchidea, il glicine, l’iris, l’achillea, la malva. Molti sono i fiori che tendono al bianco dalle mille sfumature colorate: l’amaryllis, la dalia, il datura, il fiordaliso, l’elleboro, il papavero, la pulsatila. Questi sono solo alcuni esempi delle molte varietà presenti nei giardini domestici e pubblici. Il fiore è il principale ornamento per rendere un giardino vivo e sano.

Arredo da giardino

Gazebo, fontane, tavolini, sdraio, piscine. Chi più ne ha, più ne metta. In un giardino si può vivere, eccome. Un luogo di unione, di riposo, di meditazione, di divertimento. Un giardino “si deve vivere” durante la primavera e l’estate, quando la temperatura sale ed il sole riscalda il corpo e la mente, mettendoci a diretto contatto con la natura e le sue meraviglie. I complementi d’arredo per il nostro spazio verde possono anche arrivare al design puro. L’aspetto principale è sempre quello di sceglierli resistenti e adatti alle intemperie del tempo durante le stagioni fredde. Il mercato offre anche la possibilità di stare in giardino fino a tarda notte. Lampade di diverse forme, alimentate a energia solare o, per dare un tocco romantico, con candele di cera profumata per tenere lontane le zanzare, sono un accessorio richiesto per trasformare il giardino in un luogo chic. Un luogo dove si può anche mangiare: i barbecue sempre più sofisticati e moderni diventano quasi il centro delle giornate passate


T

E

PER TUTTO IL PIEMONTE

Rubrica - pag. 29

a cucinare la carne e le verdure alla griglia. Forni mobili a legna, barbecue a gas, tutto è studiato per rendere piacevole i momenti passati in giardino, seduti sotto i gazebo dove vengono piazzati tavoli di ogni genere e materiale.

Un tuffo in piscina… e non solo

Immagina un giardino con all’interno una bella piscina: apri gli occhi, questo è possibile. Poter tuffarsi in fresche acque e rilassarsi ad esempio su un tappetino gonfiabile, è un sogno A U T O Mche A T da alcuni anni è divenTUTTO IL PIEMONTE tato realtà per un discreto PER numero di persone. Le piscine interrate vanno di moda, sono funzionali, adatte alle esigenze di chi le richiede. La peculiarità di sceglierne una , sta proprio nel poterla adattare alle dimensioni del proprio giardino. Possono essere costruite in muratura,cemento, o realizzate partendo da un monoblocco in poliestere che viene inserito nello scavo. Oltre alle piscine interrate, si possono posizionare quelle fuori terra. Esteticamente più “grossolane”, sono però molto divertenti e si possono scegliere tra quelle in tessuto e quelle in materiale rigido. In base alle disponibilità ed alla voglia di rendere il proprio giardino una vera oasi di benessere, le piscine, soprattutto quelle interrate, possono essere arricchite con dei kit che prevedono l’idromassaggio, la zona doccia, il solarium. La bellezza di un giardino con piscina può essere maggiore se si inseriscono arredamenti esterni quali vasi di fiori, suppellettili di design, piccole statue. Un tocco magico può essere dato da un gazebo in legno e da particolari rivestimenti in legno per i bordi della piscina. Un tocco di classe non guasta mai. s.a.s.

PER TUTTO IL PIEMONTE

2T periodico di Asti - Alba e Provincia


...per una frizzante primavera

Canelli Cultura e Assedio

Territorio - pag. 30

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Nella città dello spumante sono due gli appuntamenti principali della primavera. Uno dedicato alla lettura ed uno alla storia. A maggio Canelli ospita la manifestazione culturale “Crearleggendo”. Giunta alla 12ª edizione, organizzata dalla Direzione didattica di Canelli, dalla scuola media “Gancia”, dal Comune dalla Comunità Collinare, e appoggiata da numerosi partners, coinvolge gli studenti del territorio e stimola la creatività legata alla lettura. La manifestazione ha ben impressionato negli anni passati, a tal punto da guadagnarsi uno spazio anche al “Salone del Libro” di Torino. «Quest’anno, afferma la dott.ssa Stanga, i ragazzi hanno lavorato sulla tematica relativa al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, dal titolo “150 ragioni per sentirsi uniti”. Dal 23 al 28 maggio sono stati organizzati spettacoli teatrali, incontri con gli autori, laboratori creativi del gusto. Nei diversi luoghi messi a disposizione ci saranno anche le bancarelle dei prodotti». Un’iniziativa che valorizza il territorio: «La scuola incontra il territorio, prosegue la dott.ssa Stanga, e stimola la creatività dei ragazzi». A giugno la città si tuffa nella storia. Canelli vive per l’Evento: la rievocazione storica dell’Assedio. Come altri centri del Piemonte, ad esempio Ivrea per il suo Carnevale, Alba per la Fiera Internazionale del Tartufo, Asti per il Palio, e ci sono giorni in cui anche tra le mura di Canelli, la storia diventa l’assoluta protagonista, portando le lancette dell’orologio nel 1613. Ma cosa era successo in quell’anno di così importante da segnare la storia di questo centro abitato? Facciamo un passo indietro nel tempo e immaginiamo di trovarci all’inizio del XVII secolo a Canelli. La città faceva parte del Ducato di Monferrato, fino al 1612 in mano a Francesco Gonzaga, Duca di Mantova. Alla sua morte, dal 1613 al 1617, il Monferrato fu


Territorio - pag. 31

teatro della guerra di Successione del Ducato che vide protagonisti Carlo Emanuele I, duca di Savoia e nonno della figlia di Gonzaga, e Carlo Gonzaga, duca di Nevers. Canelli si trovava proprio sul confine tra le terre dei Savoia e il Monferrato, era una cittadina fortificata e fu teatro di molte battaglie e attacchi. Divenne famosa per aver resistito al duca di Nevers che la pose sotto assedio. A Carlo Gonzaga non bastarono un reggimento di cavalleria, uno di fanteria e diversi cannoni: i soldati rimasti nella cittadina,

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

grazie all’aiuto della popolazione, respinsero l’attacco monferrino e difesero la città. Per questo il Duca di Savoia dispensò la città dal pagamento delle tasse per una durata di trent’anni. Questa in sintesi la vicenda che dal 1992 rivive ogni anno a Canelli, grazie alla felice intuizione di tre cittadini legati alla propria terra: Sergio Bobbio, Giovanni Vassallo e Gianluigi Bera. Una rievocazione che ha saputo crescere negli anni, e che richiama molto pubblico nel periodo di giugno. Quest’anno l’assedio è in programma il 19-20 giugno. Come dice il claim studiato per l’evento “L’assedio di Canelli, una sorpresa dopo l’altra, un’emozione continua”, così viene vissuto dai canellesi che vivono intensamente le loro radici storiche. Per due giorni si torna a gustare il cibo del ‘600, servito nelle osterie attuali, a vestire i panni di contadini, cortigiani, nobili, soldati, ad ascoltare i rumori di ferraglia delle armi, e le musiche del tempo.

Due giorni da vivere con grande emozione e allegria, come conferma Aldo Gai, assessore alla cultura e manifestazioni della Città di Canelli, nonché Colonnello Camillo Taffini durante la sfilata: «Per Canelli la rievocazione storica dell’assedio è l’appuntamento clou dell’anno, senza nulla togliere alle altre manifestazioni che vengono organizzate. La città rivive la sua storia e durante la due giorni sono presenti numerosi gruppi storici, dall’Italia e dall’estero». Un’organizzazione meticolosa e impegnativa: «Durante la rievocazione sono impegnate circa 1500 persone, tutte importanti, grazie alle quali riusciamo a far rivivere i diversi aspetti della Canelli del ‘600. E’ un immedesimarsi in quello che è stato, nella tradizione di una terra che ci regala tanto». Un assessore che diventa Colonnello: «Sono orgoglioso di vestire i panni di un valoroso uomo d’armi che difese le nostre terre e i luoghi del Piemonte. Fu un grande stratega e soldato coraggioso e divenne famoso per il suo valore in


Territorio - pag. 32

battaglia. Questa figura è diventata parte di me e, durante la vita quotidiana, alcuni conoscenti mi chiamano Colonnello, e lo prendo come un complimento». Un esempio di grande legame con i personaggi famosi del territorio. Non resta che andare a Canelli, appuntamento per il 19-20 giugno. I visitatori, dopo l’entrata gratuita nel centro storico, si devono munire di Tiletto, l’apposito lasciapassare rilasciato dalle autorità militari. Una volta all’interno si possono visitare le cantine dei produttori, partecipare al “Pranzo della vittoria” e alla “Cena dell’assediato”, serviti rigorosamente in costume e secondo la gastronomia del tempo, ovviamente adattata ai gusti moderni, per evitare sapori “troppo forti”.

2T periodico di Asti - Alba e Provincia


Nizza Monferrato

Due feste importanti in territorio nicese

Territorio - pag. 34

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Una festa legata ad un fatto artistico-religioso, l’altra al territorio. Nel mese di aprile, dall’8 al 10, a Nizza si celebra la “Fiera del S. Cristo”, che trae il nome da una statua del Cristo risorto scolpita da un prigioniero tedesco durante la Prima Guerra Mondiale. Conservata dapprima nella chiesa della Santa Trinità, è stata spostata nella chiesa di S. Giovanni. Una ricorrenza che si ripete tutti gli anni tra mostre, mercati, e buon cibo. Per tre giorni piazza Garibaldi sarà teatro della tradizionale mostra mercato di attrezzature agricole ed enologiche con esposizione delle autovetture. Sabato 9 aprile è in programma la Cena della Fiera, menù alla carta con piatti della tradizione, e serata musicale con il gruppo “Lui, Lei e l’Altro”. Domenica 10 aprile le vie del centro storico si animano con il gran mercato della Fiera in Via Carlo Alberto, con il mercato dei produttori agricoli in Piazza del Municipio, e la “Sagra della Torta Verde”, piatto tipico della Valle Belbo preparato con riso, spinaci e uova. Un salto nella storia con “I giochi del tempo che fu”, giochi in legno per i bambini che fanno rivivere la semplicità del divertimento. L’Ufficio Turistico organizza anche visite guidate ai principali siti storici e artistici nicesi. Nizza, centro del Monferrato, è famosa anche per il suo vino: ed ecco la Festa del Barbera, in programma dal 6 all’8 maggio. Una tre giorni ricca di spunti dove l’enogastronomia diventa la protagonista principale, anche in chiave storica. Organizzata da Comune, Enoteca e Consorzio, la festa del Barbera mette in risalto le migliori cantine che durante il 2010 hanno ottenuto premi e valutazioni importanti sulle guide italiane del settore. Si inizia il 6 maggio al pomeriggio con la premiazione dei vini GoWine 2011 e Tre Bicchieri Gambero Rosso. La manifestazione entra nel vivo il 7 e l’8 maggio: al Foro Boario gli appassionati, dopo aver acquistato il calice, potranno degustare i vini delle cinquanta aziende aderenti presso gli stand. Un viaggio dove i titolari delle singole realtà saranno i “ciceroni” nelle diverse tappe dedicate al vino ed alle sue caratteristiche. Dalle ore 21 il centro storico di Nizza Monferrato ospita le proposte gastronomiche abbinate ai migliori vini, per un appuntamento da non perdere. Domenica 8 maggio il Foro Boario ed il centro storico rimarranno aperti tutto il giorno, come i presidi Slow Food. A dare un tocco ancora più importante all’evento, sono i “laboratori del gusto” allestiti presso i giardini dello storico “Palazzo Crova”. Qui i sommelier illustreranno agli iscritti curiosi abbinamenti tra Barbera e cibo. Al piano nobile del Palazzo sarà visibile il museo sulla gastronomia locale con visite guidate.


Moncalvo

Una cittadina dall’anima artistica e tradizionale.

Territorio - pag. 35

Gli appuntamenti della primavera moncalvese sono tre: uno a maggio e due a giugno. Si inizia con la Festa Patronale dal 14 al 16 maggio: la Pro Loco propone giornate all’insegna della buona gastronomia, della carne alla brace e della musica. La classica festa di paese dove la tradizione rivive nei momenti di amicizia e di divertimento che un tempo allietavano la vita fatta di fatica. Un incontro che si ripete domenica 19 giugno, ma in modo esponenziale: Piazza Carlo Alberto, uno dei luoghi più belli e storici dell’astigiano, che sorge sui resti dell’antico cancello, ospita la 27ª edizione della “Festa delle cucine monferrine”. Dodici paesi, grazie all’impegno dei volontari delle diverse Pro Loco, si incontrano e offrono ai visitatori i piatti della tradizione gastronomica locale, accompagnati da buon vino. Questa manifestazione si può considerare come un “Festival delle Sagre” di Asti in miniatura. Il territorio e la tradizione a Moncalvo non si esprime solo così: grazie all’idea di un gruppo di volenterose persone, dal 2009 la danza è diventata mezzo per il turismo e per la scoperta del territorio. Dal 27 giugno al 2 luglio la grazia del corpo ed i movimenti a ritmo di musica saranno protagonisti a “Moncalvo in danza”. Un festival dedicato ai ragazzi che, in questa settimana, potranno partecipare a stage condotti da maestri di danza di fama internazionale, come afferma il direttore artistico Massimiliano Vacchina: «Dal 2009 portiamo la danza qui a Moncalvo con l’intento di creare un efficace connubio con il turismo sul territorio. L’idea è piaciuta da subito ed i risultati ci sono». Ma il cammino è stato lungo: «Al concorso, prosegue Vacchina, hanno partecipato circa cento istituti ed i vincitori si

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

sono aggiudicati le borse di studio per partecipare alla fase di Moncalvo dove potranno imparare da maestri dall’indiscusso valore artistico». “Moncalvo in Danza” è anche spettacolo per tutti: «Oltre alle lezioni proponiamo anche spettacoli serali in piazza Garibaldi, e devo dire che la presenza di pubblico è sempre notevole (5000 persone per la manifestazione 2010). Danza e turismo si uniscono, e il territorio di Moncalvo accoglie famiglie che imparano a conoscere le nostre zone». Il 4 e 5 giugno presso il teatro Civico di Moncalvo saranno presenti il presidente di giuria Frederic Olivieri, e i giurati Ludmill Cacalli, Giulio Cantello, Tania Sulejmani, Andre De La Roches, Mauro Astolfi, Virgilio Pitazalis. Gli stage inizieranno il 27 giugno: 40 lezioni suddivise tra danza classica e danza moderna/contemporanea. Per la danza

classica i docenti sono Frederic Olivieri, Ludmill Cacalli, Alessandra Celentano, Beatrice Belluschi, Sara De Col, Giulio Cantello. Per la danza moderna e contemporanea Andrè De la Roches, Mauro Astolfi, Fabrizio Prolli, Virgilio Pitzalis, Barbara Gatto. Gli stage di danza moderna si terranno sul palco coperto in piazza Garibaldi, mentre le lezioni di Classico, accompagnate a Pianoforte dal Maestro Cosimo Santoro, si terranno presso la Palestra delle scuole. Gli allievi che si fermeranno per tutta la settimana alloggeranno negli alberghi del Santuario della Madonna di Crea, a 7 km da Moncalvo e usufruiranno della navetta messa a disposizione dal comitato organizzativo. I pasti verranno serviti sotto gli Antichi Portici del Castello di piazza Carlo Alberto dalla Pro Loco di Moncalvo.


Territorio - pag. 36

Costigliole d’Asti

Da Ortogiardino alla Notte Bianca

Molti gli appuntamenti da aprile a giugno dedicati ai temi più svariati. Costigliole d’Asti si conferma un paese attivo e, nonostante le difficoltà economiche comuni a tutti i paesi, cerca di offrire qualche giornata di divertimento, legato alla tradizione. Semaforo verde il 10 aprile, con

una domenica dedicata a “Ortogiardino e dispensa”. In frazione Motta le bancarelle dei vivaisti colorano la piazza per una giornata all’insegna della natura. Vengono proposti fiori e prodotti tipici locali, e la manifestazione è molto attesa. Quest’anno la tematica floreale viene abbinata ad una sfilata di moda dedicata alle spose che sanno quanto sia importante il fiore come accessorio, ed alla cucina, con la presentazione del libro “Cucinare con i fiori” dello chef Diego Bongiovanni. Animazione e musica

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

accompagneranno i visitatori in questa giornata interessante. Grazie alla collaborazione con i ristoranti locali, si potrà anche pranzare con un menù tipico in ricordo dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Al Teatro Comunale va in scena la rassegna “Amateatro”. La rassegna è organizzata dalla Federazione Italiana Teatro Amatoriale del Piemonte, ed è un’appendice di “Mezza Stagione”, organizzata dal “Teatro degli Acerbi”, dedicata al teatro amatoriale italiano. In scena le quattro migliori compagnie regionali, selezionate tra le 50 iscritte. Al pubblico il compito di assegnare il premio per lo spettacolo più gradito. Ospiti ogni serata personalità teatrali di rilievo provinciale e regionale. Dopo lo spettacolo del 2 aprile dal titolo “Piccoli crimini coniugali” di Eric-Emmanuel Schmitt, Compagnia La Corte dei Folli di Fossano, commedia dalla suspense sorprendente, in bilico tra verità e falsità, tra realtà e desiderio, e quello del 9 aprile “Dinamite”, (trasposizione tea-

trale dal libro di Laura Lucchini Balbo), proposto dalla Compagnia Messinscena di Avigliana (TO), sono in programma altri eventi. “La moglie di Chi” (tratta da Out of Order di Ray Cooney), della Compagnia Il gatto in tasca di Torino va in scena il 16 aprile. Gags, situazioni esilaranti, colpi di scena: ecco gli ingredienti di questa commedia scoppiettante. Riccardo Russo Spera, sottosegretario di governo, si prepara ad una piccante serata in albergo, spacciata per durissima seduta notturna di lavoro: ma le cose non andranno secondo le previsioni e… La rassegna si chiude il 30 Aprile con “Le ombre di Frank” (ispirato all’omonimo romanzo di Amos Witt), della Compagnia Sognattori di Novara. Fantasmi di una casa bruciata in un paesino della provincia americana, ragnatele che da un programma radiofonico catturano la curiosità di un giornalista: una matassa di enigmi e canzoni che lo accompagnano in una danza. Poi il ritmo cambia fino ad un tango, con il quale il giornalista saluta e riparte, accompagnato da luci ed ombre: le ombre di Frank. Il 25 aprile continua la tradizione legata alla Pasquetta. Al Bricco Lù è in programma la merendina offerta dal Comune, in ricordo dei due innamorati Poldo e Gentucca che resero famoso questo


Territorio - pag. 37 bricco costigliolese. La primavera fa venire la voglia di motori e, con uno sguardo all’estate, domenica 12 giugno è in programma il raduno aereonautico interregionale dal titolo “Terra e aria”. Per gli amanti dell’aeromodellismo e delle vetture antiche sarà un’occasione interessante per riunirsi ed ammirare modellini e autovetture d’epoca. La manifestazione si terrà presso il campo volo di Boglietto, coordinato dal presidente Candido Rizzoglio. Il 25 giugno va in scena la Notte Bianca costigliolese, denominata “La notte dei mercanti”. Il Comune ed i commercianti, in collaborazione con l’associazione “Il Tiglio”, pro-

pongono una serata enogastronomica per le vie del paese, musica e folklore, all’insegna del divertimento e della tradizione. C’è anche spazio per lo sport: dal 1 al 17 luglio riflettori accesi sulla seconda edizione del “Torneo dei Borghi”, sfida di calcio a sette tra le squadre del paese. Per l’occasione verrà anche inaugurato il nuovo campo di calcio a cinque. E’ un vero e proprio “palio calcistico”, come viene definito da queste parti, e lo scorso anno si impose il borgo dell’Annunziata. L’estate si apre nel cielo: il campo volo di Boglietto organizza una manifestazione dal respiro europeo: dal 2 al 4 luglio raduno di RV7, un aereo usato per le acrobazie. Nei cieli del Monferrato i colori delle livree saranno ben visibili nelle evoluzioni che i piloti faranno tra le nuvole. (Per info www.boglietto.com).

2T periodico di Asti - Alba e Provincia


A giugno si vive nel Medio Evo

Castelnuovo Don Bosco

Territorio - pag. 38

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

A Castelnuovo Don Bosco le manifestazioni primaverili si aprono il 16 aprile con “Alpini tra le colline”, camminata tra gli antichi sentieri del territorio con tanto di “rancio” finale. Un tuffo nella storia e nel passato delle zone del paese. Il 25 aprile, giorno di Pasquetta, la Pro Loco organizza il Mercatino dell’antico. In via Regina Margherita, Piazza Dante, via Seglie e via Viglione, più di 200 espositori daranno lustro alle cose antiche, tirate a lucido. Un appuntamento interessante per gli appassionati degli oggetti di valore e degli stili del passato. Castelnuovo DB è un paese dal risvolto religioso, e viene detto il paese dei Santi. Qui nacquero S.Giovanni Bosco, S.Giuseppe Cafasso, il beato Giuseppe Allamano e, in frazione Mondonio, morì San Domenico Savio. Ogni anno si ricordano questi grandi personaggi ed il 1 maggio si ripercorrono i sentieri solcati da San Domenico Savio durante la sua vita religiosa. Un’esperienza toccante per commemorare un Santo che ha fatto del bene al prossimo. Non solo terra di Santi. Il paese ha origini medioevali e il borgo e le case antiche sono meta di turisti grazie a “Castelli aperti”, in programma il 29 maggio, 12 giugno e 26 giugno. Visite guidate al castello e tanta storia. Il 29 maggio gastronomia e sport si incontrano per una divertente giornata in bicicletta: c’è “Pedala che mangi”. Un connubio vincente che si sviluppa su due percorsi dove vengono serviti piatti tipici: punto ristoro all’inizio e alla fine per il meritato pranzo. In mese di giugno regala appuntamenti legati alla natura e alle rievocazioni storiche medioevali. Si inizia con il ra-

duno nazionale di cavalli dal 2 al 5 giugno. Giornate dedicate alle cavalcate sui sentieri nella Terra dei Vini fino ad Arignano (3 giugno), nella Terra dei Santi fino all’Abbazia di Vezzolano (4 giugno) e nella Città con suggestiva cavalcata nel centro storico (5 giugno). Per gli accompagnatori visite organizzate a Torino, Asti e colline astigiane, e Castelnuovo Don Bosco. Per maggiori informazioni Torino@naturaacavallo.it. Il 2 giugno dame e cavalieri, con accompagnatori e avventori, allieteranno il palato alla cena delle “Antiche tradizioni”, e si concederanno il bis il 3 giugno con la cena medievale “Il Convivio”. Due appuntamenti che ricordano la vita a Castelnuovo nel XIII e XIV secolo, quando la città era feudo indipendente sotto la guida della potente famiglia dei Signori di Rivalba. Vengono riproposte le pietanze dell’epoca, e viene ricreata l’atmosfera del tempo. Il mese dedicato alla storia continua l’11 giugno con la Ronda, fiaccolata in costumi medievali e si conclude il 12 giugno con la rievocazione della vita medioevale al castello. Il salto nel tempo è organizzato dall’associazione dei “Signori di Rivalba”,


Territorio - pag. 39 un gruppo di 70 persone che amano il Medioevo, come afferma il presidente Alberto Moret: «Sono già 15 anni che facciamo rivivere la storia di Castelnuovo Don Bosco. Si inizia con la cena che vuole ricordare l’atto di vendita del territorio ad Asti. Curiamo l’ambientazione e le pietanze medioevali, rivisitate in chiave moderna. Si prosegue poi con la Ronda che ricorda come un tempo la vigilanza sulle case fatte in legno fosse molto attenta, per evitare incendi appiccati dai nemici. Si ripercorrono le vie dal basso del paese fino al castello dove mercanti e spettacoli attendono i visitatori». Il gruppo aumenta di numero per la rievocazione del 12 giugno: «Durante questa giornata invitiamo i gruppi storici da Genova, da Cividale del Friuli (famosi i loro tamburi medioevali), i Signori di Lugano, i Signori di Redde (paese svizzero ormai scomparso dove c’è ancora una torre tra la boscaglia, in puro stile medioevale). La sfilata animata è composta da circa 150 persone. Proponiamo anche visite in sella agli asini per i bambini, scuola di arco e di spade, per gli adulti, senza dimenticare le danze medioevali». Castelnuovo Don Bosco, un paese che guarda al suo passato ma è proiettato al futuro, come sostiene il sindaco Giorgio Musso: «Giugno è un mese dove la storia di Castelnuovo rivive. Le rievocazioni storiche e il raduno di cavalli si sposano bene. Rinnovamento e tradizione in un territorio che conserva la sua storia e che guarda al futuro: questo è il nostro paese, porta dell'Astigiano e del Monferrato. Con queste manifestazioni offriamo interessanti weekend enogastronomici e mettiamo in luce un territorio che, soprattutto nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia ha molto da offrire ai visitatori». E proprio nell'ambito dell'Unità della nazione gli alpini di Castelnuovo organizzano tre appuntamenti: il 4 maggio alle ore 21 presso l'ala comunale ci sarà un'esibizione del coro alpino A.N.A. Valle Belbo. Il 6 maggio, alle ore 21, presso l'ala comunale si incontrano gli alpini di Palmanova e Vicenza con esibizione della banda musicale. Il 7 maggio presso il palatenda di Colle Don Bosco incontro dei gruppi alpini e animazione del Mago Sales.

2T periodico di Asti - Alba e Provincia


Una festa dedicata al vino

Castagnole Lanze

Territorio - pag. 40

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Tre giorni all’insegna del buon bere e del ben mangiare alla “Festa della Barbera, di cortile in cortile”. Dal 29 aprile al 1 maggio degustazioni, gastronomia, visite nei vigneti e nelle cantine grazie ad un bus navetta, percorso enogastronomico per le vie del paese, saranno i veri protagonisti di una festa molto sentita a Castagnole Lanze. I diciotto cortili interessati diventeranno il cuore pulsante del centro storico del paese grazie agli itinerari dedicati alla musica, all’arte ed ai giochi. I visitatori potranno accedere a luoghi interessanti e particolari dove la tradizione e la buona cucina si uniscono per dare vita ad un’atmosfera unica. In ogni cortile le varie associazioni propongono piatti tipici, da gustare dopo averli acquistati con i “barberini” (Euro). Una camminata dal grande fascino che porterà i golosi ed i curiosi nelle diverse vie, passando dal jazz alla musica classica, dal moderno al tango, fino alla musica dei giorni nostri. Castagnole Lanze diventa per tre giorni quasi un “mondo a sé”, dove la buona cucina ed il Barbera vengono esaltate dalle note musicali e dalle animazioni. E la festa viene considerata tra le più importanti dell’anno, come afferma l’assessore alle manifestazioni Marco Vespa: «L’intento principale di questa manifestazione è quello legato alla promozione del territorio. Il barbera diventa il vero protagonista, insieme alla cucina locale. Il paese apre ai visitatori le bellezze dei suoi cortili che quest’anno vengono abbinati a nomi di

personaggi famosi che hanno fatto la storia dell’Italia. Questo è il nostro omaggio all’Unità della nostra nazione». La festa è abbinata anche all’iniziativa “Adotta un filare”, di cui Terra&Tradizione si è occupata nel numero di Natale: «L’adesione a questa iniziativa è stata molto alta, ed è andata oltre le aspettative. Siamo soddisfatti, questo è un segnale positivo di attaccamento al territorio ed alle sue tradizioni. Durante la festa consegneremo gli attestati agli adottanti dei vigneti». Saranno presenti band conosciute: Luigi Gaglia per il liscio, la Shary Band per la musica dedicata ai giovani. Due esempi di buona musica: «Abbiamo cercato di organizzare un evento senza lasciare nulla al caso. Guardando al futuro anticipo che la Fiera di San Bartolomeo, al cui interno c’è la fiera della Nocciola, durerà due giorni». Guardando al programma si inizia venerdì 29 aprile: alle ore 18.30 cerimonia d'apertura con il "taglio del nastro" e accoglienza dei gruppi e associazioni ospiti. Alle ore 19.00 anteprima "Barbera 2009" con degustazione guidata e buffet finale. Alle ore 21.00 "DiVin Concerto" quando il vino ispira la musica. Concerto lirico a cura del maestro Giuseppe Ratti. Alle 23.00 rinfresco offerto dalla Bottega del Vino. Sabato 30 aprile si inizia alle ore 10 con la colazione di benvenuto ai gruppi con prodotti tipici (su prenotazione). Dalle ore 10.30 visita guidata alle“Cantine Aperte”ed alle 12.30 “Festa a tavola”. Tutti appuntamenti su pre-


Territorio - pag. 41

notazione. Nel pomeriggio dalle ore 14 continuano le visite alle “Cantine Aperte”ed alle ore 18 si entra nel vivo con l’apertura del percorso enogastronomico “Di Cortile in Cortile”. A mezzanotte momento dedicato alla bellezza con l’elezione di Miss Barbera. All’una si chiudono i cortili. Domenica 1 maggio alle ore 9.30 apertura del percorso e, alle 10, concerto della banda musicale. Alle ore 11 Santa Messa solenne cantata in S. Pietro in Vincoli, e, dalle 12, ripartono le degustazioni nei cortili che dureranno fino alle ore 18. Alle ore 17 cerimonia dell’imbottigliamento e consegna del premio Lanzevino 2011. Alle ore 20.30, orario della cena di chiusura a buffet con serata danzante. Per ulteriori informazioni www.festadellabarbera.it. Dal 24 al 26 giugno va in scena la “Festa Patronale di San Pietro” con le cene e la gara podistica in primo piano.

2T periodico di Asti - Alba e Provincia


Viaggio nelle manifestazioni proposte dai piccoli Comuni

Da Fiori in Fiera alle feste di paese

Territorio - pag. 42

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Da aprile a luglio sono numerosi i Comuni che propongono anche solo un appuntamento, importante per loro e per il territorio. Il paese di Isola d’Asti si prepara per la sedicesima edizione di “Fiori in fiera”, rassegna florovivaistica della Valle Tanaro che da sempre, accanto alle produzioni tradizionali, riunisce le ultime novità nate in serra. La mostra mercato, che occuperà il concentrico, si terrà per tutta la giornata di domenica 17 aprile. Tra le novità di questa edizione, uno spazio riservato a diversi centri piemontesi che da tempo ospitano importanti rassegne florovivaistiche (Candelo, Coniolo, Frascaro) o infiorate (Villanova e Moncalvo nell’Astigiano). Accanto a piantine perenni e stagionali, alberelli da giardino e da frutto, arbusti, piante officinali e grasse, bonsai, bulbose, verranno esposte anche attrezzature e arredi. Lungo il percorso, scultori del legno, pittori, spettacoli, gastronomia, faranno da cornice ai fiori, veri protagonisti di questa primavera astigiana. Ad Isola ad aprile sono in programma incontri sul 150° dell’Unità d’Italia. Dopo gli appuntamenti del 1°, dell’8 e dell’11 aprile), il 17 aprile ci sarà un convegno sulla salvaguardia del patrimonio paesaggistico italiano dal 1860 al 2011. Il 16 aprile Notte bianca con musica, infiorate, specialità tipiche. Durante le giornate di sabato e domenica saranno previsti parcheggi per camper e visite guidate a cantine e aziende vitivinicole locali. Per maggiori dettagli sulla manifestazione e/o prenotazioni consultare il sito www.comune.isoladasti.at.it, o telefonare chiedendo dell’Assessore al Turismo e Manifestazioni o dell’ufficio competente nelle giornate di venerdì e sabato in orario 8.30 - 14.00. A Vinchio il 30 aprile è in programma la rievocazione storica della vittoria di Aleramo, capostipite

dei Marchesi del Monferrato, sui Saraceni, evento storico avvenuto nel 935 a.C. Il centro storico è illuminato con le fiaccole ed oltre duecento figuranti fanno rivivere il Medio Evo e le fasi della battaglia che mise in fuga i Saraceni dal territorio. Dalle prime ore della sera fino a notte fonda, il paese viene “invaso” da tavernieri e frati, armigeri e arcieri, cavalli e cavalieri, giocolieri e sbandieratori. Taverne e botteghe ricche di piatti tipici locali, dove si possono degustare i vini delle colline di Vinchio. Il 1 maggio c’è la Sagra dell’asparago saraceno, una Sagra che negli anni è diventata un appuntamento classico. La mattina presso il mercatino in piazza San Marco sarà possibile degustare ed acquistare gli asparagi, i vini e altri prodotti tipici. Alle 13 tutti a tavola per il pranzo preparato dalle cuoche della Pro Loco: l’asparago sarà il protagonista dei piatti. E’ anche possibile pranzare presso i ristoranti e gli agriturismi del paese. Il 28 maggio, sempre a Vinchio, passeggiata sui sentieri della Riserva Naturale Val Sarmassa. Nei punti più significativi esposizione di sculture e lettura di libri. Si parte dalla Cantina di Vinchio e Vaglio Serra dal primo pomeriggio con un bus navetta. La sera rientro alla Cantina e cena. Il 29 maggio la Cantina Vinchio e Vaglio Serra organizza la “Festa del vino” con degustazioni mattutine presso i sentieri della Val Sarmassa e pranzo finale in cantina. Il 9 luglio a Vinchio viene proposta la passeggiata notturna lungo i sentieri di Serralunga ed il valletto della Morte, dove il marchese di Aleramo nel 935 sconfisse i Saraceni. Si potranno osservare gli affioramenti fossiliferi della Valle Crosio a cura dell’Ente Parchi Astigiani. Al temine poesia, musica e degustazione di vini presso il casotto di Ulisse


Territorio - pag. 43

a Montedelmare. A Villafranca degustazioni e gastronomia protagoniste. Venerdì 11 maggio “Vininvilla, matrimoni spiritosi”, con degustazione vini, sabato 14 e domenica 15 maggio “Sagra del maiale d’autore” con piatti tipici a base di maiale, stand e mercatino dedicato alla primavera. Sabato 9 luglio sagra del “Gusto all’oratorio” con stand gastronomici. Sport, musica e gastronomia protagonisti dal 18 al 24 luglio con il Torneo dei Borghi Villafranchesi. I Comuni che fanno parte dell’Unione Collinare Valtriversa propongono diverse giornate di festa. Il 30 aprile e il 1 maggio “Festa dei Gerani” a Monale, l’8 maggio “passeggiata letteraria” a Cortandone, il 28 e 29 maggio “Sagra dell’uva fiorita” a Maretto. Giugno si apre con la “Gran Sagra del Fritto Misto” a Ferrere, in programma il 4 e 5 giugno. Il 5 giugno “Ciclocorta” a Cortandone. Dal 16 al 19 giugno a Monale fiori protagonisti con la “Festa delle rose”, e il mercatino di prodotti agricoli e artigianali. Il 25 giugno “Freisa in festa” a Roatto, e il “Baldo d’Oro” a Baldichieri. A Castellero dal 2 al 4 luglio c’è la Festa Patronale. Festa d’Estate a Baldichieri dall’8 al 10 luglio, ed a Cortandone il 16 e 17 luglio. Il 23 luglio a Cantarana “Luglio cantaranese”, con musica, teatro e tradizione piemontese. Per maggiori info www.valtriversa.it. Riflessioni religiose per la Pasqua a Castagnole Monferrato: il 21 aprile “Le 18 ore della passione” con fiaccolata notturna. A Montechiaro d’Asti dal 23 aprile al 29 maggio “Art-Palio, mostra d’arte”. Il 1 maggio camminata tra le colline di Castagnole Monferrato, Buttigliera d’Asti presenta le Contrade del Freisa, al Castello di Belveglio “maggio musicale”, a Sessame c’è la “Sagra del risotto”, mentre a Grana, sempre il 1 maggio giornata dedicata al gusto. Il 7 e l’8 maggio due giorni di festa a Passerano in frazione Primeglio c’è la Sagra dell’agnolotto, mentre a Castagnole Monferrato “20 anni di Ruchè”.

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

A Cassinasco c’è la Sagra del Polentone l’8 maggio, mentre il 13 maggio ad Agliano Terme la “Ruota del Mulino”, evento culturale. Il 21 e 22 maggio a Bruno c’è la Festa della Primavera, il 22 maggio Mangialonga ad Albugnano, e a San Pietro Solbrito “San Paolo Solbrito day”. Nell’ultimo weekend di maggio c’è l’imbarazzo della scelta: dal 27 al 29 maggio a Valfenera “Sagra della tinca gobba dorata”, il 28 maggio a Montabone festa dedicata al medioevo dalle ore 18, e a Portacomaro Sagra del fritto misto (28 e 29 maggio). Le proposte continuano con “Pane al pane, elogio del pane monferrino” a Montemagno. A giugno gli appuntamenti enogastronomici non mancano. Il 5 c’è la Sagra del polentone a Roccaverano, a Callianetto dal 10 al 12 festa del fritto misto,

a Revigliasco sagra della ciliegia (11 e 12 giugno), mentre a Castagnole Monferrato c’è la sagra del Pesce (11 e 12 giugno). A Montiglio Monferrato dal 17 al 19 giugno Castello in musica, a Celle Enomondo il 18 e 19 giugno c’è la Festa d’Estate. A Vesime Sagra della Robiola in programma il 25 giugno. Luglio si apre con la festa a Cossombrato dall’1 al 3, nello stesso weekend c’è la festa del Rio a Portacomaro e la festa della Via Fulvia a Cerro Tanaro. Dall’8 al 10 luglio feste d’estate a Baldichieri, Villata di Valfenera, Tuffo di Cocconato, Pino d’Asti e Albugnano (10 luglio). Dal 14 al 17 luglio c’è la festa patronale a Castello di Annone, a San Martino Alfieri dal 15 al 19 luglio Sagra della Barbera, dal 21 al 26 festa patronale a Revigliasco, e dal 22 al 27 si mangia e si balla a Gorzano.


Le iniziative della città

Alba, i mesi della cultura

Territorio - pag. 44

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Si possono definire così i giorni della primavera ad Alba città. Le iniziative organizzate da aprile a giugno sono state studiate per la valorizzazione del territorio con uno sguardo alla cultura ed all’Unità d’Italia. Dal 16 aprile al 13 novembre è in programma la mostra “Piemonte operoso in vetrina”, dedicato ai 150 anni di una famiglia tra i vigneti. Organizzata dall'Associazione Culturale Ca dj’Amis e la Biblioteca Libri da Gustare, è un importante spaccato di storia piemontese, dal 1800 al 1911. Documenti, tutti originali, partendo dalla data dell’Esposizione Internazionale del 1911 a Torino e percorrendo a ritroso fino al 1841 e oltre, la vita sociale ed economica di un Piemonte che ha saputo offrire uniche opportunità commerciali, culturali e di sviluppo industriale. Un’evoluzione che ha caratterizzato la fine dell’800 anche dopo lo spostamento della capitale italiana da Torino a Firenze e poi definitivamente a Roma. In mostra i 36 fascicoli dell’Esposizione Illustrata 1911, le tavole pittoriche annesse, cartoline d’epoca, menu di alcune occasioni dei festeggiamenti del 1911, fatture, curiosità, manifesti, il biglietto di ingresso e la pubblicazione de “La cantata della patria, del lavoro e dell’umanità” concerto eseguito in occasione della festa inaugurale dell’Esposizione Internazionale del 1911, che registrò la presenza di oltre 70 mila persone. I cataloghi delle precedenti rassegne dal 1867 a Parigi a quelle torinesi del 1884, al 1902, dalle Illustrazioni Popolari del 1882, del 1904, l’Almanacco Italiano del 1901 e del 1909, depliant e cataloghi di empori enogastronomici che testimoniano la grande abbondanza e varietà di prodotti che venivano pre-

sentati nelle diverse esposizioni. Si potrà conoscere anche la storia della cucina italiana dal 1878, dai tempi dei Savoia fino al 1911. E vanno in scena anche le Langhe: nel 1891 Pellegrino Artusi pubblica a Firenze “La scienza in cucina”. Tutti volumi e documenti che testimoniano la realtà agricola e produttiva, riconducibile alla viticoltura anche delle Langhe e la partecipazione all’Esposizione Internazionale del 1911 di alcune storiche aziende della zona, tra queste la Francesco Costamagna e Figlio Avv. Riccardo che presenta “Barolo di La Morra e Barolo” 1860-1910, unica azienda vitivinicola che presenta una così vasta produzione che le valse il riconoscimento del Grand Prix all’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro. In concomitanza con l’inaugurazione dell’evento (16-17 aprile 2011) verrà organizzato lo spettacolo teatrale-musicale “Verdi incontra Cavour” a cura di Mario Brusa e “Menu Risorgimentali” nei ristoranti di La Morra con presentazione di libri a tema. Il 22 aprile alle ore 21 il Coro della Maddalena propone “Intorno alla Chitarra”, la quinta rassegna Chitarristica Internazionale, con il concerto Maurizio di Fulvio Trio (Associazione Amici dell’Istituto Musicale “L. Rocca”). Il 23 aprile alle ore 15.30 inizia il Festival di musica Folk “Cantautori d'Italia”. Concerto di Emile Rivera dell'associazione Milleunanota. La rassegna continua fino a lunedì 25 aprile con i concerti di Big Yellow Taxi, un tributo a Joni Mitchell (24 aprile alle ore 15.30). Il finale è riservato a Matteo Sperandio and the Q-Artet, sempre alle ore 15.30. Dal 28 aprile fino all’8 maggio, presso la Chiesa di san Giuseppe, esposizione dedicata alle due ruote


S.r.l.

CO-EDIL 11 S.r.l. Co-Edil 11, l’unione vincente nell’edilizia

Nasce una nuova impresa formata da professionisti esperti Co-Edil 11, una giovane impresa formata da otto imprenditori dalla grande esperienza, ognuno capace di portare la giusta impronta nei diversi campi di competenza. L’unione di professionisti del settore edile, di comprovato valore, ha portato alla costituzione di questa realtà lavorativa, capace di offrire al cliente, pubblico o privato, soluzioni di alto livello. La Co-Edil 11 opera nel settore civile, nel restauro e nelle manutenzioni. Realizza abitazioni civili, strutture per uffici, locali per la ristorazione, ambienti all’interno di stazioni ferroviarie, tra cui anche sottopassi realizzati con monoliti a spinta. E’ specializzata in opere dove il calcestruzzo viene impiegato per realizzare progetti importanti. Molta attenzione è dedicata anche alla muratura e alla controsoffittatura. La Co-Edil 11 esegue anche lavori di movimento terra. E’ un’impresa completa che mette al primo posto il cliente, con il quale

si instaura un rapporto diretto. L’ottima esperienza in tutti i settori dell’edilizia è un valido biglietto da visita per offrire le proprie competenze e realizzare opere di valore.

CO-EDIL 11 S.r.l

12051 ALBA (CN) – P.zza Trento Trieste, 1 Tel. Fax + 39 0173 061846 – Cell. 345 8694171 www.coedil.net - coedil@coedil.net


Territorio - pag. 46 con la Terza edizione di “Bici in mostra” (Ass. Centro Culturale San Giuseppe). Il territorio diventa protagonista il 1 maggio: per tutto il giorno, Alba e le Langhe propongono “Caccia il tesoro nella Langa del Barolo”, evento organizzato da Turismo in Langa e La strada del Barolo e grandi vini di Langa. L'8 maggio al pomeriggio arriva il Giro D’Italia, con la tappa Alba – Parma di 242 km. La città si tinge di rosa per la seconda tappa della corsa che torna in Langa e che ripropone Alba come luogo di partenza. Una tappa per velocista e una tappa speciale perché cade nella “giornata della bicicletta”, voluta dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, per onorare anche una città come Parma dove l’uso della bici fa invidia a tutto il mondo. Dal 19 maggio fino al 2 giugno, alle ore 21, Alba Music Festival propone 20 concerti, seminari, workshop, esposizioni, eventi. Giugno è il mese dedicato a cinema e musica: dal 2 al 5 giugno ciak su Alba International Film Festival, progetto nato nel 2001 che ha saputo crescere negli anni, proponendo film incentrati sulla ricerca esistenziale dell’uomo contemporaneo (Per info www.albafilmfestival. com). Dal 9 al 12 giugno Alba Jazz Festival allieterà gli appassionati di questo genere grazie a concerti a teatro ed alla presenza di grandi artisti (Per info www.albajazz.com). Dal 15 al 31 luglio, sempre nell’ambito dell’Alba Music Festival, viene proposta la quinta edizione di “Suoni dalle Colline di Langhe e Roero Italy&USA”, rassegna dedicata alla musica nei suggestivi paesi delle colline. Serata all’insegna della tradizione musicale internazionale e delle suggestive immagini che il panorama di Langhe e Roero sa regalare nelle notti d’estate (Per info www.albamusicfestival.com).

2T periodico di Asti - Alba e Provincia


iM.coM. S.a.s.


T! O P CK A J L

€ 0 0 0 . 0 50 A A I C CAC

LE N CO

T L V VE O U N

Profile for iM.coM.

Terra e Tradizione - numero 2  

2T periodico di Asti - Alba e provincia

Terra e Tradizione - numero 2  

2T periodico di Asti - Alba e provincia

Profile for im-com
Advertisement