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Attività mirate a migliorare la sopravvivenza delle api per la salvaguardia delle produzioni agricole di qualità (2010).

Data: 16/09/2011

Premessa Da diversi anni la moria delle api nelle nostre campagne sta assumendo livelli sempre più allarmanti. Secondo dati dell’ISPRA, l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici, nel 2007 in Italia si sono persi circa 200.000 alveari. In provincia di Bologna, nel biennio 2007-2008, è stata rilevata una mortalità di api del 30%, con una riduzione di circa 3.600 alveari ed un danno economico per gli apicoltori stimato in più di 4 milioni di euro. A livello nazionale, il danno per la mancata impollinazione delle piante nel 2007 è stimato in circa 250 milioni di euro. A seguito di questa allarmante situazione, è stato prorogato, fino a giugno 2011, il Decreto Ministeriale di sospensione cautelativa dei prodotti contenenti neonicotinoidi thiamethoxan, clothianidin, imidacloprid e del fipronil (un fenil-pirazolo) nel trattamento di concia delle sementi. Il provvedimento vieta inoltre l' utilizzo da parte degli agricoltori delle sementi trattate. La proroga del provvedimento è stata adottata per acquisire ulteriori conoscenze scientifiche in materia, in quanto i risultati fin qui ottenuti indicano che non sussistano sufficienti garanzie per la salvaguardia delle api. Nel 2008 le autorità ministeriali avevano sollecitato i diversi enti preposti alla ricerca e alla sperimentazione a compiere una seria indagine sugli effetti che questi principi attivi esercitano sulla salute delle api anche con i trattamenti alle colture frutticole e orticole eseguiti nel corso del ciclo colturale. Accogliendo questa richiesta, nel 2009 l’Associazione Centro Agricoltura ed Ambiente (CAA) ha messo a punto un progetto, articolato su tre anni, che prevede attività rivolte al mondo agricolo e agli apicoltori, mirate a migliorare le sopravvivenza delle api e a favorire l’impollinazione delle colture tipiche di qualità, in stretta collaborazione col DiSTA Entomologia dell’Università di Bologna e con l’Unità di ricerca di Apicoltura e Bachicoltura del Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA). Le attività 2010 del progetto sono state finanziate dall’Assessorato Agricoltura della Provincia di Bologna, dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Provincia di Bologna, e hanno goduto di un contributo da parte dei Comuni di Crevalcore, S. Agata Bolognese e Anzola Emilia.

Obiettivi Il progetto si pone i seguenti obiettivi: • verificare l’effetto di trattamenti insetticidi su api bottinatrici • monitorare le cause di eventuali morie anomale di api nei diversi periodi dell’anno • divulgare i risultati conseguiti.

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Settore AGR

1. Indagini dimostrative di campo volte a verificare l’effetto di trattamenti insetticidi su api bottinatrici. Il Decreto Ministeriale di sospensione cautelativa dei prodotti contenenti alcuni insetticidi impiegati nel trattamento di concia delle sementi ha contribuito a contenere le perdite di api nel biennio 20092010, ma a tutti i livelli si continua a sollecitare i diversi enti preposti alla ricerca e alla sperimentazione a compiere accurate indagini sugli effetti che i più diffusi principi attivi possono esercitare sulla salute delle api, anche con i trattamenti alle colture frutticole e orticole. Analogamente al 2009, sono state quindi condotte indagini volte a verificare l’effetto di trattamenti insetticidi nei confronti delle api bottinatrici su coltura di melone. Le osservazioni sono state svolte presso un’azienda agricola dimostrativa di San Matteo della Decima in Provincia di Bologna. La coltura è stata sottoposta a un trattamento insetticida neonicotinoide a base di Thiamethoxam (Actara 25WG®) in fertirrigazione. 1.1 Controlli sulle api L’indagine ha comportato l’impiego di 3 alveari, posizionati 9 giorni prima del trattamento (il 30 maggio 2010) nella parte centrale del’appezzamento di melone con l’apertura di uscita delle api verso sud-est. I 3 alveari erano omogenei fra loro in termini di forza e muniti di gabbie per la raccolta di api morte (tipo “Underbasket”) e trappole per la raccolta del polline. I controlli negli alveari venivano effettuati due volte al giorno (alle 9 e alle 15) e hanno riguardato, nell’ordine: - mortalità giornaliera (controllo eseguito solo al mattino con il prelievo di campioni api morte); - attività di volo (conteggio delle api in uscita da ogni alveare per 30” in due sessioni: all’inizio e alla fine della giornata di controllo); - comportamento delle api (aggressività e comportamenti anomali) verificando in campo la vitalità delle operaie e l’eventuale presenza di tremori o di movimenti scoordinati. - forza della famiglia. Nel corso del primo controllo (il 31 maggio, a -8 giorni dal trattamento) ed a + 7, a + 14 e +85 è stata verificata la forza della famiglia (stima col metodo dei sesti del numero di api sui telaini, estensione della covata giovane –disopercolata- e vecchia – opercolata–) e l’eventuale presenza di comportamenti anomali all’interno dell’alveare. - raccolta di polline. Questa operazione è stata eseguita nel corso dei controlli mattutini, lasciando per almeno un’ora l’apposita trappola in ogni alveare e annotando quantità, eventuali residui e provenienza.

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1.2 Controlli sulla coltura I controlli sulla coltura hanno riguardato i seguenti aspetti. - Attività di bottinamento (quantità e comportamento delle api sulla coltura col metodo del rilevamento su transetto che prevede osservazioni procedendo a 30 cm/secondo, cioè a “passo d’uomo”). Il rilievo è stato eseguito su 2 file (transetti) in ognuno dei due lati del campo rispetto alla posizione degli alveari. I transetti erano posizionati in campo nel seguente modo: - 2 transetti vicini, corrispondenti alla 5a fila ad ovest e alla 5a fila a est degli alveari; - 2 transetti distanti, corrispondenti alla 10a fila ad ovest e alla 10a fila a est degli alveari; 1.3 Modalità e tempi di esecuzione dei trattamenti fitosanitari Il trattamento con Thiamethoxam (Actara 25WG) è stato effettuato sulla coltura in fertirrigazione (07/06). L’intervento fitoiatrico è stato eseguito durante il giorno, con le api in piena attività di bottinamento. 1.4 Frequenza dei controlli I controlli sono stati eseguiti prima e dopo l’intervento fitoiatrico, con 2 campionamenti giornalieri effettuati a -7, -4, 0, +1, +2, +3, +4, +5 +7, +14 e +85 giorni dall’applicazione. 1.5 Dati meteorologici Durante i controlli sono stati riportati sulle schede di campo i dati meteorologici rilevabili al momento dei rilievi: normale (giornata di bel tempo), nuvoloso, ventoso, leggera brezza, piovoso, siccitoso (periodo con assenza di pioggia), freddo (giornata con basse temperature che possono inibire il volo delle api), caldo afoso, ecc. In ogni caso i dati analitici sull’andamento climatico del periodo (precipitazioni, temperatura, umidità, vento, ecc.) sono stati acquisiti da una stazione meteorologica elettronica del Servizio Idro Meteo Clima dell’ARPA Emilia-Romagna collocata a circa 2 km dal campo sperimentale (Figg. 1-3).

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Prova su melone – Schema della prova.

MELONE MAIS

10°fila ovest

5°fila ovest

5°fila est

10°fila est

BIETOLE

24 file

VITE

GRANO

Alveari impiegati nel corso della prova.

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Ubicazione azienda Coltura Contatto azienda Prodotto da saggiare Dose di campo Alveari utilizzati

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San Matteo Decima (BO), Bonzagni Melone cv.Macigno Bonzagni Ettore Thiamethoxam (nome commerciale: Actara ®) in fertirrigazione) kg/ha: 0,8 3 alveari muniti di gabbia per la raccolta di api morte (Underbasket) e trappola per il polline Appezzamento

Estensione 1,3 ha. Sesto di impianto: 3 x 1 m. Lunghezza media delle file m 180. Trapianto: 29-30 Marzo 2010. Scopertura tunnellini: 20 Maggio 2010. Fertirrigazione con ala gocciolante P1 (2 volte settimana). Inizio fioritura melone: 12 maggio 2010 (Fioriture concomitanti: patata e grano). Inizio raccolta 12 giugno 2009.

Trattamenti fitosanitari effettuati 28/04/10: DIMETOMORF + RAME (Forum R) 3,5 KG/HA + QUINOXYFEN (Arius) 0,250 KG/HA 04/05/10: DIMETOMORF + RAME (Forum R) 3,5 KG/HA + QUINOXYFEN (Arius) 0,250 KG/HA 04/05/10: IPROVALICARB (Melody trio) 3,5 KG/HA + QUINOXYFEN (Arius) 0,250 KG/HA 13/05/10: IPROVALICARB (Melody trio) 3,5 KG/HA + QUINOXYFEN (Arius) 0,250 KG/HA 07/06/10: THIAMETHOXAM (Actara) 0,8 KG/HA IN FERTIRRIGAZIONE

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1.6 Risultati Per quanto riguarda i controlli sulle api eseguiti nel corso della prova, l’attività di volo si è sempre mantenuta ai livelli medi, con aumenti o cali nel numero di api in uscita dall’alveare dipendenti dalle condizioni meteorologiche presenti al momento del rilievo (Figg. 1-3). La mappatura delle coltivazioni vicine ha messo in evidenza la pressoché totale assenza di fiori attrattivi per le api (le uniche colture presenti nel raggio di 500 metri erano mais, frumento e vite, mentre campi di patate in fiore erano presenti a distanze maggiori. Tra la vegetazione spontanea osservata nelle vicinanze, le fioriture concomitanti erano quelle di tarassaco e papavero. La modesta presenza di fiori e le condizioni meteo non sempre favorevoli hanno influito sulla quantità di polline raccolto (Fig. 4). La disponibilità di acqua era garantita da fassati e piccoli canali adiacenti ai campi. Per quanto riguarda la mortalità rilevata nelle Underbasket, si è assistito ad un forte aumento nel numero di api morte dopo il trattamento. Il grafico mostra infatti che 24 ore dopo il trattamento la mortalità nell’alveare 3 ha superato le 120 api morte, un valore 6 volte superiore rispetto alla mortalità media giornaliera di una famiglia in condizioni normali e 10 volte superiore rispetto a quanto registrato nello stesso alveare nei rilievi precedenti al trattamento. Anche nell’alveare 2 la mortalità è risultata, a 24 ore dal trattamento, di tre volte superiore rispetto alla mortalità media giornaliera di una famiglia in condizioni normali e doppia rispetto a quanto registrato nei giorni precedenti. Solo nella famiglia 1 la mortalità è aumentata a livelli più modesti rispetto alle altre. Come nella prova condotta nel 2009, un altro picco di mortalità è stato osservato a 4 giorni dal trattamento e ha coinvolto tutte le 3 famiglie di api oggetto della prova. In questo caso la mortalità registrata è stata circa doppia rispetto al normale (Fig 5). Come nel 2009, i campioni di api morte sono stati sottoposti ad analisi chimiche mirate, volte a verificare le cause dei decessi e l’eventuale presenza di residui di fitofarmaci. Nei controlli effettuati all’interno degli alveari per verificare la forza della famiglia, l’estensione della covata e la produzione di miele, non sono stati rilevati valori anomali attribuibili al trattamento (Figg. 6 - 8 ). I cali di fine stagione rilevati nelle diverse famiglie è infatti riconducibile a sciamature, in particolare nella famiglia 1 dove, non è stato eseguito l’ultimo controllo di agosto a seguito della migrazione della regina e di buona parte della famiglia. Due ulteriori e definitivi controlli effettuati rispettivamente in agosto, in occasione degli interventi di controllo della Varroa, e in ottobre, per predisporre le famiglie allo svernamento, hanno permesso di verificare la presenza delle regine e una situazione del tutto normale per quanto riguarda numero di api e consistenza delle colonie. Alla luce dei dati disponibili, sono in ogni caso possibili le seguenti conclusioni. 1. – Le famiglie hanno subito tutte perdite consistenti, anomale e concomitanti in un periodo nel quale le colonie erano in buona salute. Nei controlli effettuati all’interno degli alveari per verificare la forza della famiglia, l’estensione della covata e la presenza di eventuali malattie e/o parassiti, non sono state infatti rilevate anomalie. Anche nei controlli effettuati nei mesi successivi alla prova non sono state rilevate sintomatologie attribuibili a malattie mentre il numero di esemplari dell’acaro parassita Varroa destructor (di seguito varroa) presenti negli alveari si è sempre mantenuto a livelli elevati (vedere Tabella 1 relativa ai trattamenti estivi della varroa).

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2. – Le cause delle morti non possono essere attribuite a trattamenti insetticidi esterni al campo di prova, in quanto nessun trattamento è stato eseguito sulle colture limitrofe. 3. – Le perdite non sembrano aver avuto conseguenze sulle famiglie, anche se si assistito ad una scarsa crescita nel numero di api nel corso della prova. 4. – Indipendentemente dall’esito delle analisi di laboratorio sui campioni di api morte, la prova offre spunti per ulteriori approfondimenti sull’utilizzo di questi insetticidi sulle colture ortofrutticole. Va ricordato che le analisi di laboratorio effettuate su campioni prelevati nel corso delle prove effettuate nel 2009 avevano dato esito negativo, per quanto riguarda la presenza di residui di insetticidi neonicotinoidi nel corpo delle api morte (Tab. 2). La pressoché totale assenza di perdite d’acqua dalle manichette per la fertirrigazione constatata nel corso della prova e la disponibilità di acqua nei fossi a ridosso del campo di prova, fa presumere che le api non abbiano attinto all’acqua di irrigazione se non in misura ridottissima (come confermato anche dalle osservazioni visive). I momentanei picchi di mortalità osservati sia nel 2009 che nel 2010 indicano quindi che un impatto iniziale dei trattamenti sulle api esiste, ma che può essere mitigato evitando perdite dalla manichetta d’irrigazione e garantendo disponibilità di acqua non contaminata nell’ambiente adiacente i campi.

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Fig. 1 – Condizioni meteo verificate nel corso della prova. Condizioni meteo nel corso della prova 40

Trattamento

35 30

°C / mm

25 20 15 10 5 0 7/6

8/6

9/6

10/6 11/6 12/6 13/6 14/6 15/6 16/6 17/6 18/6 19/6 20/6 21/6 date Prec (mm)

T (°C) max.

T (°C) media

T (°C) min.

Fig. 2 – Attività di volo ad inizio controlli. Attività di volo - inizio controllo 80 70 60

api

50

alveare 1

40

alveare 2

30

alveare 3

20 10 0 1

-7

2

3

-4

4

5

6

0

7

8

1

9

10 11 12 13 14 15 16 17 18

2

giorni dal trattamento

3

4

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Fig. 3 – numero di api bottinatrici rilevate su fiori di melone a diverse distanze dalla famiglia. api sulla coltura a diverse distanze dalla famiglia 450 400

api bottinatrici

350 300 250

transetto adiacente*

200

Media

transetto distante**

150 100 50 0 1m 2p 3m 4 p 5 m 6 p 7 m 8 p 9 m10 p11 m12 p13m14 p 15 m16 p17 -4 0 1 2 3 4 5 m-7 giorni dal trattamento

Fig. 4 – Polline raccolto nel corso della prova.

Peso polline 3

grammi polline

2,5 2

alveare 1 alveare 2

1,5

alveare 3 media

1 0,5 0 1

2

3

4

5

6

7

8

giorni dal trattame nto RF-P-AGR-10-112-Attività mirate alla sopravvivenza delle api + CRA.doc

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Fig. 5 – Mortalità di api bottinatrici verificata nel corso della prova. mortalità api

Trattamento

140 120

api m orte

100 famiglia 1

80

famiglia 2 famiglia 3

60

media

40 20 0 -71

-62

-5 3

-44

-3 5

-2 6

-1 7

80

91

102

113 124

5 13

7 146 15

giorni dal trattamento

Fig. 6 – Consistenza della famiglia (in termini di api adulte) verificata col metodo dei sesti. Prova sesti pre-post trattamento 25000 20000 15000

famiglia 1

api

famiglia 2 famiglia 3

10000 5000 0 1

31/05/2010

2

14/06/2010

3

21/06/2010

date rilievi

4

30/08/2010

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Fig. 7 – Consistenza della famiglia (in termini di covata opercolata e disopercolata) verificata col metodo dei sesti. prova sesti - covata 60

sesti con covata

50 40 famiglia 1 30

famiglia 2 famiglia 3

20 10 0 1

31/05/2010

2

14/06/2010

date rilievi

3

21/06/2010

4

30/08/2010

Fig. 8 – Consistenza della disponibilità di miele verificata col metodo dei sesti. prova sesti - miele 100 90

trattamento

sesti con m iele

80 70 60

famiglia 1

50

famiglia 2

40

famiglia 3

30 20 10 0 1 31/05/2010

2 14/06/2010

date rilievi

3

21/06/2010

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4

30/08/2010

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Tab. 1 - Trattamenti estivi-autunnali nei confronti di Varroa destructor e rilievi sul parassita all’interno degli alveari. Alveare Data e Tipo di intervento Data e esito controlli post-intervento alveare 1 30/08/10 acido formico 21/10/2010 – 1.100 varroe rinvenute 85% - 250g in vaschetta su fondo cassa. ad evaporazione alveare 2 30/08/10 acido formico 21/10/2010 – 1.000 varroe rinvenute 85% - 250g in vaschetta su fondo cassa. ad evaporazione alveare 3 30/08/10 acido formico 21/10/2010 – 250 varroe rinvenute 85% - 250g in vaschetta su fondo cassa. ad evaporazione alveare 1 21/10/10 acido ossalico 5cc per alveare alveare 2 21/10/10 acido ossalico 5cc per alveare 21/10/10 acido ossalico 5cc per alveare

alveare 3

Tab. 2 – Risultati delle analisi palinologiche eseguite a Bologna dal CRA-API (Unità di ricerca in Apicoltura e Bachicoltura) su tre campioni raccolti nel corso delle prove 2009 su melone. Campioni analizzati N° 35 36 37

data/luogo 26/5/09 S. Matteo 29/5/09 S. Matteo 39/5/09 S. Matteo

p.a cercato

Thiamethoxam Thiamethoxam tutti

Risultato microg/litro (ppb) 0 0 0

NOTA.: ulteriori analisi chimiche sulle api effettuate a Roma dal CRA-PAV (Centro di Ricerca per la Patologia Vegetale) non hanno evidenziato alcun residuo di insetticidi.

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Trappola per la raccolta del polline installata su alveare.

Operazione di controllo dei telai nel corso della prova.

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Conteggio delle api sui telai attraverso il metodo dei sesti.

3 sesti con miele opercolato 3 sesto con miele non opercolato

2. Monitoraggio delle cause di eventuali morie anomale di api nei diversi periodi dell’anno. Gli scopi dell’attività consistono nell’individuazione e nell’accertamento delle cause di eventuali morie di api, attraverso la collocazione di alveari in zone a differente grado di antropizzazione, intensità di pratiche agricole e qualità delle acque superficiali. A livello nazionale è stata costituita una rete di monitoraggio (Apenet) costituita da diverse stazioni di monitoraggio (moduli) posizionate nelle diverse regioni del paese. Col presente progetto si è realizzato un modulo di rilevamento integrato in Provincia di Bologna. Il modulo è stato costituito, a partire dal 2009, da 10 alveari distribuiti in cinque diverse località della Provincia. Gli alveari sono stati gestiti congiuntamente da personale dell’Associazione Centro Agricoltura Ambiente e da apicoltori esperti che hanno verificato periodicamente la mortalità e l’eventuale insorgenza di patologie specifiche. Una collaborazione particolarmente preziosa è stata fornita da Guglielmo Guidi dell’az. Agricola “Le Terremare”, da Maurizio Ferriani dell’Associazione Apicoltori Felsinei "Le Nostre Api" e dal Dr. Andrea Besana, che hanno supportato i tecnici in tutte le fasi dell’attività. Periodicamente (fine inverno, primavera, estate, autunno) gli alveari di ogni postazione sono stati accuratamente controllati rilevando tutti i dati relativi allo stato sanitario, a quello nutrizionale e alla consistenza della famiglia. Inoltre, durante i controlli, sono stati prelevati dei campioni di varie matrici apistiche (api vive, cera, polline ed eventuali api morte) da sottoporre a specifiche analisi di laboratorio. Oltre a queste ispezioni, gli alveari sono stati controllati al fine di evidenziare eventuali anomalie nel comportamento delle api, nello sviluppo della popolazione apistica, nei livelli di mortalità o per verificare l’eventuale insorgenza di malattie. Gli alveari delle varie postazioni sono stati gestiti RF-P-AGR-10-112-Attività mirate alla sopravvivenza delle api + CRA.doc

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in maniera del tutto normale, sia dal punto di vista del sostentamento nutrizionale che della difesa dalle malattie. I risultati dei rilievi effettuati nel 2010 sono stati trasferiti su supporto informatico ed elaborati insieme a quelli degli altri moduli della rete di monitoraggio nazionale. 2.1 Siti d’indagine. Il modulo ha compreso i seguenti siti d’indagine. 1. - Area di montagna tra le province di Bologna e Pistoia caratterizzata da una distanza di almeno 10 km dalla più vicina coltura trattata con neonicotinoidi o altri insetticidi a possibile azione tossica nei confronti delle api. Le acque di superficie (alto bacino del Reno) risultano prive di sostanze inquinanti nocive. 2. - Area di collina compresa tra le Valli del Reno e del Lavino (Comune di Sasso Marconi, località Mongardino) priva di un’agricoltura intensiva. L’apiario è stato gestito in collaborazione con Maurizio Ferriani dell’Associazione Apicoltori Felsinei "Le Nostre Api". 3. - Area di collina compresa nella zona sud orientale della provincia di Bologna (Comune di Monterenzio), tra i torrenti Sillaro e Idice. L’area è caratterizzata da un’agricoltura estensiva. L’apiario è stato gestito in collaborazione con il dr. Andrea Besana. 4. - Area rinaturalizzata e non soggetta a trattamenti pericolosi per le api (Nodo Ecologico "le terremare" di Anzola Emilia). Le colture trattate con prodotti potenzialmente dannosi per le api (frutteti e colture orticole/estensive) sono presenti a meno di 10 km e quindi potenzialmente raggiungibili dalle api bottinatrici. Le acque superficiali sono costituite dai torrenti Lavino e Samoggia e da una fitta rete di canali di scolo. 5. - Area rinaturalizzata (Cassa di espansione Dosolo) non soggetta a trattamenti pericolosi per le api, ma vicina a centri abitati e a colture trattate con prodotti potenzialmente dannosi per le api (frutteti e colture orticole/estensive). Le acque superficiali sono costituite da una fitta rete di canali di bonifica. Come nell’area precedente, anche questo apiario è stato gestito in collaborazione con Guglielmo Guidi dell’az. Agricola “Le Terremare.

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Comuni oggetto del monitoraggio.

2.2 I controlli per ogni alveare. •

• •

Forza della famiglia intesa come numero di api adulte, estensione della covata (opercolata e non, maschile e femminile), scorte (polline, miele opercolato e non), età della regina e presenza di fuchi. Osservazioni sulla famiglia (mortalità, attività di volo, presenza di api con pallottole di polline, presenza di varroa, sintomi di Peste Americana ed Europea, sintomi evidenti di altre patologie, comportamenti anomali, ecc.) e indicazione degli interventi sanitari e delle tecniche apistiche adottate. Prelievo di polline, ed eventualmente di api morte (analisi agrofarmaci); Prelievo di api vive (analisi virologiche, nosema).

• • • •

2.3 I rilievi ambientali per ogni apiario. Tipo di zona (pianura, collina, montagna); Destinazione d’uso del territorio (agricoltura, bosco, area rinaturalizzata); Principali coltivazioni dell’area; Dati meteorologici (temperature, precipitazioni, ecc.).

Di seguito vengono riportati i Dati Geografici/Ambientali dei diversi siti d’indagine.

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Attività mirate a migliorare la sopravvivenza delle api per la salvaguardia delle produzioni agricole di qualità (2010).

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Settore AGR

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Attività mirate a migliorare la sopravvivenza delle api per la salvaguardia delle produzioni agricole di qualità (2010).

Settore AGR

2.4 Risultati. Come nel 2009, tutti i 4 rilievi effettuati nel corso della stagione hanno fornito i dati alla rete di monitoraggio (Apenet). Nel 2009 problemi sanitari erano stati rilevati in 3 delle 5 stazioni con la perdita completa di 3 famiglie (rispettivamente 1 a Granaglione-Orsigna, 1 ad Anzola Emilia e 1 a Sala Bolognese). Campioni di api vive e morte, di cera e polline degli alveari colpiti sono stati sottoposti ad analisi di laboratorio mirati per stabilire le possibili cause di moria, avvenuti più o meno contemporaneamente tra il penultimo e l’ultimo rilievo. Anche nel 2010 problemi sanitari sono stati rilevati in 4 delle 5 stazioni, con casi accertati di Varroasi, peste americana, virosi e Nosema ceranae. Le analisi effettuate presso il laboratorio di Diagnostica Specialistica dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie hanno fornito (relativamente ai campioni ordinari 2009) i seguenti risultati.

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Attività mirate a migliorare la sopravvivenza delle api per la salvaguardia delle produzioni agricole di qualità (2010).

Acc. CH - PDB Alv.EMR2-1

APV/EMR2-1/1/09

526/1 - 1521/1

APV/EMR2-1/2/09

813/1 - 1946/1

APV/EMR2-1/3/09

936/1 - 2463/1

Settore AGR

Nosema apis Negativo Negativo Negativo

Nosema ceranae Positivo Positivo Positivo

Virus BQCV DWV, CPBV

Neagtivo Negativo Negativo

Positivo Positivo Positivo

DWV, BQCV DWV, BQCV

Negativo Negativo Negativo

Negativo Negativo Negativo

DWV DWV, BQCV, SBV

Negativo Negativo Negativo

Negativo Positivo Negativo

Negativo DWV,BQCV,CPBV

Negativo Negativo Negativo

Positivo Positivo Positivo

Negativo Negativo

APV/EMR2-1/4/09

Alv.EMR2-2

APV/EMR2-2/1/09

526/4 - 1521/4

APV/EMR2-2/2/09

813/4 - 1946/4

APV/EMR2-2/3/09

936/4 - 2463/4

APV/EMR2-2/4/09

Alv.EMR2-3

APV/EMR2-3/1/09/1

526/7 - 1521/7

APV/EMR2-3/2/09/1

813/7 - 1946/7

APV/EMR2-3/3/09/1

936/7 - 2463/7

APV/EMR2-3/4/09/1

Alv.EMR2-4

APV/EMR2-4/1/09

526/10 - 1521/10

APV/EMR2-4/2/09

813/10 - 1946/10

APV/EMR2-4/3/09

936/10 - 2463/10

APV/EMR2-4/4/09

Alv.EMR2-5

APV/EMR2-5/1/09

526/13 - 1521/13

APV/EMR2-5/2/09

813/13 - 1946/13

APV/EMR2-5/3/09

936/13 - 2463/13

APV/EMR2-5/4/09

SBV: virus della covata a sacco BQCV: virus della cella reale nera DWV: virus delle ali deformi APBV: virus della paralisi acuta CPBV: virus della paralisi cronica

A livello nazionale, la rete Apenet ha rilevato ovunque casi di sofferenza della covata riferibili a problemi infettivi di varia natura (virosi, setticemie, ecc.) associabili all’elevata infestazione di Varroa. I risultati delle analisi relativi ai campioni ordinari 2010 non sono ancora pervenuti. Quelli relativi alle analisi dei campioni straordinari 2010 sono invece già disponibili e vengono di seguito riportati. COV/EMR2-2/4/10/X: negativo alla peste americana COV/EMR2-3/4/10/1X: positivo alla peste americana COV/EMR2-5/4/10/1X: negativo alla peste americana I risultati dei primi due anni di indagine mettono in evidenza il problema dell’effetto congiunto di malattie, parassiti e fattori esterni (stress, residui di insetticidi, ecc.) rilevabile sia in ambienti fortemente antropizzati (come nelle stazioni di Sala Bolognese e Anzola Emilia) che nelle stazioni più isolate (come quella di Granaglione). Oltre agli agenti patogeni che, da soli, possono provocare RF-P-AGR-10-112-Attività mirate alla sopravvivenza delle api + CRA.doc

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Settore AGR

la morte della famiglia, come la peste americana (Paenibacillus larvae) accertata in almeno uno dei casi segnalati, a livello internazionale sono state studiate alcune combinazioni che, se riunite insieme, possono anch’esse causare la morte della famiglia. Ad es.: Nosema ceranae + residui di neonicotinoidi, Nosema ceranae + virus o Varroa + Nosema ceranae. I dati fin qui ottenuti consentono di affermare che almeno la seconda e la terza di queste combinazioni sono state rilevate anche nelle stazioni oggetto di questo studio. I grafici di seguito riportati descrivono la forza delle famiglie controllate nei primi due anni di controlli e le osservazioni sul comportamento delle api. Gli andamenti evidenziano, soprattutto nel 2010, una sofferenza diffusa che può essere riconducibile, in alcuni areali almeno, anche ad una certa difficoltà ad approvigionare l’alveare con un’adeguata scorta di polline. Le condizioni meteo non certo favorevoli che hanno caratterizzato la primavera 2010 possono avere giocato quindi un ruolo importante nel contribuire ad aumentare le condizioni di stress delle famiglie. Dettaglio della scheda di rilievo relativa all’invio di campioni straordinari di porzioni di favo con covata raccolti nella stazione di Sala Bolognese.

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15/04/09

aprile

18/06/09

maggio

15/04/09 18/06/09

18/08/09

giugno

18/08/09

29/10/09

luglio

29/10/09

09/04/10

agosto

01/06/10

03/08/10

settembre ottobre

09/04/10

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01/06/10

03/08/10

Settore AGR

05/11/10

novembre

05/11/10

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15/04/09 18/06/09 aprile maggio

15/04/09

18/08/09

18/06/09

giugno

29/10/09

18/08/09

luglio

Settore AGR

09/04/10 01/06/10 03/08/10 05/11/10 agosto settembre ottobre novembre

29/10/09

09/04/10

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01/06/10

03/08/10

05/11/10

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Settore AGR

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Attività mirate a migliorare la sopravvivenza delle api per la salvaguardia delle produzioni agricole di qualità (2010).

15/04/09

15/04/09

18/06/09

18/06/09

18/08/09

18/08/09

29/10/09

29/10/09

09/04/10

09/04/10

RF-P-AGR-10-112-Attività mirate alla sopravvivenza delle api + CRA.doc

01/06/10

01/06/10

Settore AGR

03/08/10 05/11/10

03/08/10

05/11/10

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Attività mirate a migliorare la sopravvivenza delle api per la salvaguardia delle produzioni agricole di qualità (2010).

15/04/09

17/04/09

18/06/09

19/06/09

18/08/09

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29/10/09

27/10/09

09/04/10

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01/06/10

04/06/10

RF-P-AGR-10-112-Attività mirate alla sopravvivenza delle api + CRA.doc

Settore AGR

03/08/10

03/08/10

05/11/10

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20/04/09

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21/06/09

20/04/09

19/08/09

21/06/09

26/10/09

19/08/09

11/04/10

26/10/09

05/06/10

11/04/10

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05/06/10

04/08/10

Settore AGR

08/11/10

04/08/10

08/11/10

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20/04/09

20/04/09

21/06/09

21/06/09

19/08/09

19/08/09

26/10/09

11/04/10

26/10/09 11/04/10 05/06/10

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05/06/10

04/08/10

Settore AGR

04/08/10 08/11/10

08/11/10

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Attività mirate a migliorare la sopravvivenza delle api per la salvaguardia delle produzioni agricole di qualità (2010).

14/04/09

14/04/09

17/06/09

17/06/09

17/08/09

17/08/09

28/10/09

28/10/09

08/04/10

08/04/10

09/06/10

09/06/10

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02/08/10

02/08/10

Settore AGR

04/11/10

04/11/10

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Attività mirate a migliorare la sopravvivenza delle api per la salvaguardia delle produzioni agricole di qualità (2010).

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Settore AGR

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Attività mirate a migliorare la sopravvivenza delle api per la salvaguardia delle produzioni agricole di qualità (2010).

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Settore AGR

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Attività mirate a migliorare la sopravvivenza delle api per la salvaguardia delle produzioni agricole di qualità (2010).

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Operazioni di controllo degli alveari.

Stazione di rilevamento a Granaglione.

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3. Attività di dimostrazione e divulgazione Nel corso del 2010, nell’ambito di quanto previsto nelle indagini dimostrative di campo e nel monitoraggio, sono stati effettuati incontri con operatori agricoli della provincia di Bologna, con apicoltori e con tecnici coinvolti nel progetto APENET per l’illustrazione dei risultati conseguiti nell’ambito dell’attività svolta. Un evento significativo si è svolto il 17 ottobre 2010, in occasione di un’iniziativa sul miele organizzata presso l’Ecomuseo del Dosolo di Sala Bolognese. Nel corso di questa giornata divulgativa, il dott. Roberto Ferrari del Centro Agricoltura ed Ambiente, ha descritto le attività svolte e gli obiettivi conseguiti, con la collaborazione di Guglielmo Guidi, noto apicoltore della zona. I dott. Claudio Porrini e Bettina Maccagnani, presenti all’iniziativa, hanno fornito i risultati conseguiti, a livello nazionale, nell’ambito del progetto APENET. Sempre per quanto riguarda la divulgazione del progetto e dei risultati conseguiti, sono stati prodotti i seguenti articoli giornalistici, dei quali si allegano immagini e foto: “Migliorare la sopravvivenza delle api per la salvaguardia delle produzioni agricole” I giorni di Crevalcore - Dicembre 2010. “All’Ecomuseo di Sala Bolognese arriva la giornata dell’ape” di Gabriele Orsi – 15 ottobre 2010. Cartello divulgativo della stazione di Sala Bolognese.

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Locandina dell’iniziativa svolta il 17 ottobre 2010, presso l’Ecomuseo del Dosolo di Sala Bolognese.

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Articoli vari relativi all’iniziativa svolta il 17 ottobre 2010, presso l’Ecomuseo del Dosolo di Sala Bolognese.

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Diapositiva iniziale della presentazione svolta nel corso dell’iniziativa del 17 ottobre 2010, presso l’Ecomuseo del Dosolo di Sala Bolognese.

Centro Agricoltura Ambiente “G. Nicoli”

Provincia di Bologna Assessorato Agricoltura

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Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna Camera dell’Economia

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---------------------------------------Ricerca effettuata in collaborazione con il progetto "APENET: monitoraggio e ricerca in apicoltura", finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

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Sopravvivenza delle api e salvaguardia delle produzioni agricole