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SPECIALI ECONOMIA STORIE D'IMPRESA COPERTURE VALLECAMONICA MONDO AGRICOLO AUTOSCUOLE CARROZZERIE MOTORI VIAGGI MERCATO IMMOBILIARE TRASPORTI


SOMMARIO ECONOMIA

SPECIALI ECONOMIA STORIE D'IMPRESA COPERTURE VALLECAMONICA MONDO AGRICOLO AUTOSCUOLE CARROZZERIE MOTORI VIAGGI MERCATO IMMOBILIARE TRASPORTI

Repubblica Ceca - Missione imprenditoriale 5 plurisettoriale in occasione del Business Forum Italia-Repubblica Ceca - dal 16 al 17 luglio 2019 Brescia resta debole la crescita della produzione 6 industriale e artigianale manifatturiera Brescia record delle esportazioni nel 2018 (16,9 mld) 12 Lombardia, Bankitalia vede una crisi 13 degli investimenti delle Imprese L’industria e i servizi 15 L’iperammortamento ha attivato 13,3 miliardi di 17 investimenti nel solo 2017: Pmi protagoniste Innovazione: tutti i competence center 20 in vetrina a SPS Italia 2019 L’enigma dei beni immateriali 29 STORIE D’IMPRESA Tami, arredamenti industriali da 30 e lode SPECIALE COPERTURE Rimozione amianto, quali sono gli incentivi per il 2019? SPECIALE VALLECAMONICA Bottega Viva - XXIX Edizione: 24 Agosto - 1 Settembre 2019

PUNTOBRESCIANO

n. 5 Giugno 2019 - Anno XVII Mensile di informazioni bresciane Aut. del Tribunale di Brescia N° 8/2003 - 24/02/2003 DIRETTORE RESPONSABILE Gianmario Baroni EDITRICE | REDAZIONE AMMINISTRAZIONE | PUBBLICITÀ Editrend - Via Fura, 48 - Brescia Tel. 030 3534392 - Fax 030 5234013 FOTOCOMPOSIZIONE e VIDEOIMPAGINAZIONE Editrend Grafica - Via Fura, 48 - Brescia Tel. 030 3534392 - Fax 030 5234013 STAMPA Pixartprinting L’Editore declina ogni responsabilità in ordine ad eventuali errori di stampa e o disguidi di altro genere relativi agli spazi pubblicati. È vietata la riproduzione totale o parziale di foto, marchi e testi, tutti i diritti sono riservati. Periodico mensile a diffusione gratuita in Brescia e Provincia.

MONDO AGRICOLO Agricoltura & Credito Dazi, rischio aumento tariffe USA sui vini UE. GIANSANTI:”Sarebbe un duro colpo per le nostre produzioni”

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SPECIALE AUTOSCUOLE Riforma del Codice della Strada, forse ci siamo

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SPECIALE CARROZZERIE Riparazione autovetture grandinate di qualsiasi tipo e marca

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SPECIALE MOTORI Cresce il mercato delle auto connesse e aumenta il rischio cyber

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SPECIALE TRASPORTI CQC, la Direzione generale della Motorizzazione 32 emana una circolare riepilogativa SPECIALE VIAGGI Isola di Formentera, Sole Mare e Relax

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SPECIALE MERCATO IMMOBILIARE Previsioni Mercato Immobiliare 2019-2020 e lungo termine

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ECONOMIA speciale a cura della redazione

Repubblica Ceca

Missione imprenditoriale plurisettoriale in occasione del Business Forum Italia-Repubblica Ceca – dal 16 al 17 luglio 2019

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i comunica che Confindustria ed ABI (Associazione Bancaria Italiana) in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il Ministero dello Sviluppo Economico, organizzano una Missione imprenditoriale in Repubblica Ceca, dal 16 al 17 luglio p.v.. La Missione sarà guidata dal Sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione

Internazionale Manlio Di Stefano, e si pone l’obiettivo di esplorare le nuove opportunità economiche e commerciali derivanti dall’adozione da parte del governo ceco del programma Innovation Strategy of the Czech Republic 2019–2030. Il programma prevede l’arrivo a Praga il 16 luglio dove avrà luogo nel tardo pomeriggio un briefing alle imprese, mentre il 17 luglio si svolgerà il Business Forum a cui seguiranno degli approfondimenti settoriali e incontri di business.

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ECONOMIA speciale a cura della redazione Settori interessati La Missione avrà carattere plurisettoriale, con un focus sui comparti: Industria 4.0 Mobilità, sicurezza e protezione civile Efficientamento energetico Aerospazio In allegato un documento con approfondimenti settoriali.

Luogo e data Praga, Repubblica Ceca. Dal 16 al 17 luglio 2019. Costi di partecipazione La partecipazione alla Missione è gratuita; le spese di viaggio e di alloggio saranno a carico di ciascun partecipante che dovrà provvedere ad effettuare in autonomia le relative prenotazioni di volo e hotel. Per maggiori informazioni circa le soluzioni alberghiere suggerite da Confindustria è possibile contattare l'Ufficio Export e Internazionalizzazione di AIB.

Brescia resta debole la crescita della produzione industriale e artigianale manifatturiera. Nel primo trimestre del 2019 la crescita tendenziale (rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente) della produzione (+1,6%) nelle imprese manifatturiere bresciane è inferiore a quella dei trimestri precedenti (+2,3% nel quarto trimestre 2018; +2,7% nel terzo trimestre 2018). Ciò sottolinea il progressivo rallentamento dell’industria bresciana, pur in un contesto che rimane ancora positivo. Nel dettaglio, la produzione industriale segna un incremento congiunturale (sul periodo precedente) dell’1,4%; la variazione tendenziale pari a +1,6% è positiva per la ventiduesima rilevazione consecutiva, ma è la più bassa degli ultimi quattro anni. Il tasso acquisito, ovvero la variazione media annua che si avrebbe se l’indice della produzione non subisse variazioni fino alla fine del 2019, è pari a +1,7%. Il recupero dai minimi registrati nel terzo trimestre del 2013 si attesta a oltre il 17%, mentre il differenziale dai massimi del 2008 rimane ancora superiore al 19%. La produzione dell’artigianato manifatturiero bresciano tra gennaio e marzo 2019 è stazionaria segnando una variazione nulla rispetto al trimestre

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precedente. Il fatturato segna una dinamica leggermente positiva (+0,1%) mentre gli ordini chiudono in negativo (-0,8%). Il quadro tendenziale, ovvero il confronto con lo stesso trimestre dello scorso anno, non si discosta di molto. La produzione, infatti, chiude con una variazione leggermente positiva (+0,1%), il fatturato con un incremento dello 0,5%, mentre gli ordini presentano un calo più vistoso (-3,0%). Il confronto territoriale evidenzia che l’artigianato bresciano ha conseguito risultati nel complesso migliori della media lombarda.


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STORIE D’IMPRESA rubrica a cura della redazione

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nauguriamo la rubrica dedicata alle storie di successo di imprenditori ed artigiani con Tami, azienda che produce arredi industriali, fondata 30 anni fa a Vertova (Bg) da Aurelio Tiraboschi. Dall’esperienza acquisita come artigiano nei montaggi industriali, Tiraboschi intraprende la strada della progettazione e produzione di strutture su misura in metallo quali soppalchi, tettoie e scale.

incostante crescita. Ciò anche grazie ad una conduzione aziendale a livello famigliare, che vede impegnati in azienda anche Emanuela, la moglie del titolare, Fabrizio fratello del titolare, i giovani figli Davide, 31 anni (area commerciale) e Alessio, 28 (nello sviluppo commesse per la produzione). Tra i clienti più prestigiosi Tami annovera Ca’ Del Bosco, Absolute Yachts e Bticino.

Tami, arredamenti industriali da 30 e Lode «Sono state e continuano ad essere tante le soddisfazioni - sottolinea il titolare - anche se il lavoro è diventato più complesso per via della burocrazia legata al rispetto delle regole antisismiche che ci impongono a livello tecnico tempi di messa in produzione più lunghi». Tami, grazie ad un’organizzazione ottimale ha superato brillantemente i tempi duri della recente crisi economica, tanto che il suo volume d’affari è

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SPECIALE COPERTURE speciale a cura della redazione

RIMOZIONE AMIANTO,

quali sono gli incentivi per il 2019?

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egli ultimi anni il tema della pericolosità dell’ amianto e la necessità di provvedere alla sua rimozione da abitazioni ed impianti industriali è stato spesso al centro dell’ attenzione, diventando oggetto di discussione sui giornali, in televisione ed in sede istituzionale. Ormai non ci sono dubbi circa il fatto che l’amianto sia una sostanza altamente cancerogena e distruttiva: i dati statistici dimostrano che l’esposizione prolungata a questo materiale aumenta l’ insor-

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genza di tumori e di altre gravi patologie, mettendo a rischio la popolazione che vive o lavora all’interno di edifici che contengono questa fibra. In passato i rischi legati all’utilizzo dell’amianto non erano sufficientemente conosciuti ed è stato fatto un utilizzo frequente di questa componente sia nella costruzione di abitazioni private che in ambito industriale. Ora che il problema è emerso in tutta la sua gravità, tanto da far definire l’amianto come il “killer invisibile”è chiaro a tutti come possa esistere un’unica solu-


SPECIALE COPERTURE speciale a cura della redazione zione per limitarne i danni: bonificare i siti, affidando il lavoro ad aziende specializzate in questo settore ed in grado di rispettare i rigidi criteri di sicurezza previsti dalla legge per lo smaltimento dell’amianto.

Potrebbe quindi sembrare semplice intervenire per sanare la situazione, ma nel concreto purtroppo non è così: i costi degli interventi di bonifica effettuati secondo i requisiti richiesti talvolta sono elevati e questo fattore economico ha spesso bloccato (o almeno rallentato in modo significativo) le operazioni di smantellamento delle strutture in amianto-eternit. Per ovviare a questa situazione sono state recentemente varate alcune importanti misure che prevedono per il 2019 una serie di incentivi fiscali, oltre a contributi a livello comunale e regionale, per la rimozione dell’amianto. Andiamo quindi ad approfondire insieme quanto è stato stabilito nel Collegato Ambientale alla legge di Stabilità 2016 (legge 221/2015). QUALI SONO LE NOVITÀ PREVISTE PER IL 2019? La novità più importante è sicuramente rappresentata dall’introduzione del “Bonus smaltimento amianto” che prevede un  credito di imposta al 50%  a favore dei soggetti titolari di reddito di impresa che decidono di realizzare interventi di rimozione di parti in eternit e di bonifica delle componenti realizzate in amianto. Questa agevolazione non è stabilita in maniera fissa, ma aumenta proporzionalmente alla grandezza delle strutture contenenti amianto di cui viene effettuato lo smaltimento, premiando i soggetti che investono in questa attività e sottolineando così la grande importanza sociale della rimozione dell’amianto a tutela della salute pubblica e come obiettivo comune. Entrando nello specifico vediamo i  limiti stabiliti dalla normativa: per avere diritto al bonus l’importo speso per le attività di bonifica deve essere compreso tra un minimo di 20.000 € ed un massimo di 400.000 €, consentendo in questo modo un  risparmio fiscale compreso tra 10.000 Euro e 200.000 Euro. Si tratta di cifre decisamente importanti e per questo motivo il bonus viene suddiviso in un massimo di 3 quote annuali di uguale importo, che non incidono sulla determinazione di Irap e Ires. Anche

il tetto massimo di spesa previsto per l’ anno 2019 si attesta su valori significativi ed è attualmente  fissato in 5,667 milioni di Euro. I contributi verranno quindi erogati fino all’esaurimento dei sopra citati fondi messi a disposizione per il bonus amianto. COME USUFRUIRE DELLE AGEVOLAZIONI? Per  usufruire dell’agevolazione  occorre essere in possesso di una  serie di requisiti  tassativi, che andiamo brevemente a riassumere. Per prima cosa è richiesto di essere un  soggetto titolare di reddito di impresa, a prescindere dalla forma giuridica dell’impresa stessa. Inoltre in base al decreto legge del 16 Giugno 2016 che ha introdotto queste misure, occorre che i lavori di smaltimento siano stati effettuati  nel corso del triennio compreso  tra il 2017 e il 2019. Ultimo ma non ultimo: i lavori di smaltimento devono rientrare tra quelli specificamente elencati ed autorizzati dal Ministero  per avere diritto alla corresponsione del credito di imposta.

Le spese ammesse sono quelle sostenute per la rimozione di amianto-eternit ed i costi legati al relativo smaltimento dei materiali in discarica. Più in dettaglio la detrazione al 50% è prevista per le imprese che si fanno carico delle seguenti attività: »» rimozione e smaltimento di coperture in eternit; »» lastre in amianto ondulate o lisce; »» tubi in amianto; »» canaline in amianto; »» cisterne e recipienti in amianto  destinati a contenere acqua (o a stoccare altri liquidi) destinati ad uso industriale o civile. Sono inoltre  ammesse in detrazione  le  spese sostenute per smaltire le coperture di strutture produttiveed i sistemi destinati alla coibentazione industriale. In aggiunta alle voci sopra specificate vengono conteggiati come importi da poter detrarre anche i  costi di consulenza professionale  sostenuti per pianificare le attività di bonifica dall’amianto: le perizie effettuate per gli obiettivi di cui sopra godono di un’ulteriore agevolazione, cioè in uno sconto fino al 10% fino ad un massimo di 10.000 €.

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ECONOMIA speciale a cura della redazione

Brescia record delle esportazioni nel 2018 (16,9 mld)

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ontinua la crescita delle esportazioni bresciane, che ammontano a 4.295 milioni di euro tra ottobre e dicembre 2018 e crescono del 3,9% rispetto al quarto trimestre 2017. Nel complesso del 2018, le esportazioni, pari a 16,9 miliardi, aumentano del 7,0% rispetto al 2017; le importazioni, pari a 9,9 miliardi, crescono dell’8,2%. La tendenza positiva delle esportazioni è superiore a quella rilevata sia in Lombardia (+5,2%) che in Italia (+3,1%). Il valore complessivo del 2018 (16,9 miliardi) è il più alto valore annuale della serie storica. Tra i settori, su base annua, i più dinamici sono:

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computer, apparecchi elettronici e ottici (+16,1%), apparecchi elettrici (+15,8%), legno e prodotti in legno, carta e stampa (+11,6%), sostanze e prodotti chimici (+10,7%), metalli di base e prodotti in metallo (+9,6%). Tra i mercati di sbocco, crescono le esportazioni verso Brasile (+35,9%), India (+16,1%), Stati Uniti (+15,8%), Paesi Bassi (+14,2%), Germania (+8,4%) e Regno Unito (+6,8%). Diminuiscono le vendite verso Algeria (-49,3%), Turchia (-5,8%) e Russia (-5,7%). In termini di aree geografiche spiccano le dinamiche positive dell’America Settentrionale (+14,1%) e dell’Unione europea a 28 (+8,6%). Negativa la dinamica dell’Africa (-17,9%).


ECONOMIA speciale a cura della redazione

Lombardia, Bankitalia vede una crisi degli investimenti delle Imprese

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iù che nubi scure all’orizzonte, si tratta di una nebbia nella quale siamo già entrati. Se il 2018 si conferma un anno di crescita per l’economia lombarda, il rallentamento di quasi tutte le variabili economiche è avviato e, nel corso del 2019, farà sentire le sue conseguenze. A inizio anno, infatti, l’attività economica “si è ulteriormente indebolita, sia nell’industria sia nei servizi. La domanda rivolta al settore manifatturiero si è ridotta e, nei programmi delle imprese per l’anno in corso, l’accumulazione di capitale si arresterebbe“. A dirlo è la Banca d’Italia nel suo rapporto annuale “L’economia della Lombardia”. Ma che cosa significa esattamente che “nei programmi delle imprese per l’anno in corso, l’accumulazione di capitale si arresterebbe”? Che a fronte di un calo della domanda, le imprese stanno smettendo di fare investimenti in capitale e attrezzature. Anche perché gli  investimenti sarebbero stati particolarmente spinti nel 2018 per timore di una riduzione degli incentivi dal 2019 (si veda l’ultimo paragrafo).

I dati Partiamo con i numeri del 2018. Secondo le stime di Prometeia il PIL della Lombardia è aumentato dell’1,4%, un dato positivo e nettamente superiore alla media nazionale, che però è quasi la metà rispetto al 2017 (2,7% secondo l’Istat). Anche l’indicatore coincidente Regiocoin-Lombardia elaborato dalla Banca d’Italia, che coglie l’andamento delle componenti di fondo del prodotto, conferma un indebolimento del ciclo. “L’attività – si legge nel rapporto – è comunque ancora aumentata in tutti i settori; vi hanno contribuito il proseguimento dell’espansione degli investimenti delle imprese, delle esportazioni e dei consumi delle famiglie in un quadro di condizioni di finanziamento nel complesso distese. Con la fase di ripresa avviata nel 2014, la regione ha recuperato i livelli di attività pre-crisi già dal 2017, mostrando una performance sistematicamente migliore della media italiana, ma non ha ancora colmato il divario di crescita con le altre regioni europee accumulato durante il periodo di crisi”.

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ECONOMIA speciale a cura della redazione

L'industria e i servizi

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el 2018 la produzione industriale è cresciuta, ma – anche qui – a un ritmo minore rispetto all’anno precedente. L’incremento della produzione ha riguardato in misura simile tutte le categorie dimensionali d’azienda. Tra i settori, quelli della meccanica e dei minerali non metalliferi hanno registrato incrementi superiori alla media, mentre nei comparti delle calzature e dell’abbigliamento la produzione è diminuita. La  domanda  rivolta alle imprese lombarde, pur continuando a crescere, ha rallentato rispetto all’anno precedente. Nel primo trimestre del 2019 si è registrata una battuta d’arresto e gli ordinativi, sia nazionali sia provenienti dall’estero, sono diminuiti. Le scorte sono rimaste al di sotto del livello giudicato normale dagli imprenditori, su valori analoghi a quelli dell’anno precedente. La capacità produttiva utilizzata (76,2 per cento nel 2018) è leggermente diminuita, segnando per la prima volta una riduzione in termini annui dal 2013.

Nel 2018 è proseguita l’espansione delle esportazioni di beni, anche se in misura inferiore al 2017 e, di poco, alla domanda potenziale proveniente dai mercati di sbocco. Gli investimenti e il ruolo degli incentivi Secondo un’indagine svolta su un campione di imprese dell’industria nel 2018 la crescita del fatturato si è più che dimezzata rispetto all’anno precedente. La stessa indagine segnala che nel 2018 si è registrata “una crescita degli investimenti sostenuta, superiore a quella del 2017″. Che cosa è successo? Bankitalia lo spiega così: “Le imprese potrebbero aver anticipato in parte i programmi d’investimento anche per usufruire delle agevolazioni fiscali, ridimensionate nel 2019: oltre il 55 per cento delle aziende ha fatto ricorso al super ammortamento e circa il 33 per cento all’iper ammortamento”. Ora però “secondo i programmi degli operatori, la ripresa dell’accumulazione si arresterebbe nel 2019″.

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ECONOMIA speciale a cura della redazione

L’iperammortamento ha attivato 13,3 miliardi di investimenti nel solo 2017: Pmi protagoniste

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n molti, tra gli addetti ai lavori, ritenevano in questi anni che l’iperammortamento per l’Industria 4.0 sarebbe stato raccolto e sfruttato a man bassa soprattutto dalle grandi aziende. Più strutturate, in genere anche dal punto di vista finanziario e strategico, per cogliere al volo le opportunità di sviluppo che si presentano. E invece così non è. Il nuovo rapporto 2019 realizzato dal Centro Studi di Confindustria, dal titolo che è un programma, ‘Dove va l’Industria italiana‘, certifica una grossa, e buona, sorpresa: sono le Pmi i maggiori protagonisti dell’iperammortamento per la Digital transformation. Secondo le stime del Centro Studi Confindustria

e del Dipartimento Finanze del Ministero delle Finanze l’ammontare degli investimenti agevolati dalla misura dimostra il suo successo, superando le aspettative. Ma ecco i numeri: sono stati 10,01 i miliardi di euro investiti dalle aziende italiane per i macchinari e le attrezzature 4.0 nel solo 2017, il primo anno di attivazione dell’agevolazione fiscale, poi prorogata, con modifiche, nel 2018 e 2019. A questi vanno aggiunti oltre 3,3 miliardi di investimenti in beni immateriali: 13,32 miliardi in tutto, superiori ai 12 miliardi che il Governo aveva allora scritto nella relazione tecnica della legge di bilancio.

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SPECIALE VALLECAMONICA speciale a cura della redazione

BIENNO

XXIX EDIZIONE : 24 AGOSTO – 1 SETTEMBRE 2019 feriali h.17.00-24.00, festivi h.10.00-24.00, sabato 31 h.14.00-24.00

L’

antico Borgo medioevale di Bienno, sito nella Media Valle Camonica (BS), dal 18 al 26 agosto 2018 rivivrà i fasti di un tempo, trasformandosi in bottega viva, grazie agli oltre 200 artisti e artigiani provenienti dall’Italia e dall’estero. Un turbinio di opere d’arte, prodotti artigianali, installazioni, spettacoli, musica ed antichi mestieri anche quest’anno stupirà e lascerà a bocca aperta circa 230.000 visitatori, che riempiranno le brulicanti viuzze del centro storico ricco di torri, campanili, chiese, fucine e splendide piazze. La Mostra Mercato, nata come esposizione

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d’artigianato, è oggi diventata una vera e propria rassegna d’arte e di artigianato artistico a livello nazionale ed internazionale. Anche per questa Edizione, la Mostra Mercato di Bienno continua nella propria ricerca di veicoli di crescita dal punto di vista degli espositori, degli spettacoli, della promozione turistica, affinchè i visitatori possano testimoniare, al di fuori dei confini valligiani e bresciani, che esiste un luogo dove l’artigianato e l’arte vengono portati ai massimi livelli, cullati dalla bellezza di uno dei centri storici più ricchi e suggestivi di tutta l’Italia.Un connubio di arte, artigianato, storia, spettacoli e tradizioni vi aspetta


anche quest’anno alla Mostra Mercato di Bienno. Non mancate!!! Apertura Cascate del Serio Ecco le date ufficiali d’apertura delle Cascate del Serio 2019! 16/06/2019 h. 11 – 11.30 - 20/07/2019 h. 22 – 22.30 18/08/2019 h. 12 – 12.30 - 15/09/2019 h. 11 – 11.30 13/10/2019 h. 11 – 11.30

Camminata nella natura Come ogni anno si rinnova l'imperdibile, suggestivo appuntamento con l'apertura delle Cascate del Serio. Uno spettacolo mozzafiato: la natura che si scatena in tutta la sua forza, rovesciando a valle circa 10.000 metri cubi d'acqua. Ogni serata prevede anche musica e sapori della tradizione montana. Consigliata la prenotazione.

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ECONOMIA speciale a cura della redazione

INNOVAZIONE: TUTTI I COMPETENCE CENTER IN VETRINA A SPS ITALIA 2019 È stato un momento di incontro importante quello che ha visto gli otto Competence Center italiani (uno dei punti centrali della strategia di Industria 4.0) riunirsi a Sps Italia 2019, la fiera organizzata a Parma da Messe Frankfurt Italia, dedicata all’industria intelligente, digitale e flessibile, che è il punto di riferimento per il comparto manifatturiero italiano. Una buona occasione per presentarsi al mondo dell’industria, ma anche per fare rete e unire gli sforzi con l’obiettivo di favorire una sempre maggiore digitalizzazione delle imprese.

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I centri, che avranno sede a Milano, Genova, Padova, Pisa, Napoli, Roma, Torino e Bologna, sono stati protagonisti della tavola rotonda “Formazione, Competenze e Sviluppo tecnologico”, che si è tenuta nel corso della giornata di apertura di Sps Italia 2019. Una scelta dettata dal file rouge che caratterizza questa nona edizione, focalizzata sul grande tema della formazione e delle competenze, è diventata occasione per presentare al mercato le peculiarità degli otto centri.


ECONOMIA speciale a cura della redazione CIM 4.0 Linee pilota capaci di diventare strategiche per lo sviluppo dei processi produttivi delle aziende, ma anche di essere la base di un nuovo sistema formativo legato principalmente al training on the job. È questo il punto centrale del Centro di competenza costituito dal Politecnico e dall’Università di Torino. Un centro che punta al manifatturiero, mettendo a punto nuove tecnologie basate sull’introduzione del digitale lungo tutta la catena dei processi produttivi, abbinate a nuovi modelli economici e a una nuova organizzazione del lavoro.

Made 4.0 Saranno 14 le “isole dimostrative” di Made 4.0, il Competence Center che vede come capofila il Politecnico di Milano. Isole che forniranno il focus sulle principali tecnologie abilitanti, dalla progettazione 3D ai cobot, dai Big Data alla cyber security, dall’efficienza energetica alle interfacce uomo macchina, e che permetteranno alle aziende di conoscere le soluzioni attualmente disponibili e come possono essere impiegate per migliorare la loro competitività.

BI-REX Una trentina i progetti collaborativi di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale che saranno focalizzati principalmente su connettività, automazione, manifattura avanzata e big data. È Continua a pagina 28

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L’ azienda GMR G.M.R. di Maffi Raimondo Srl è un'azienda che opera con esperienza tramandata dal padre al figlio dalla fine degli anni 70 ad oggi, specializzata nella PROGETTAZIONE, COSTRUZIONE e REVISIONE di presse oleodinamiche di qualsiasi genere (su colonne, su montanti, a collo di cigno, speciali, ecc.) per diverse tipologie d’impiego, quali: stampaggio, imbutitura, raddrizzatura, piegatura, tranciatura, punzonatura, ecc. con una capacità di spinta che va da 5 a 6000 Ton. Inoltre progettiamo e realizziamo IMPIANTI SPECIALI in base alle necessità del Cliente, arbitro ultimo della Qualità del prodotto e del servizio.

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SPECIALE MONDO AGRICOLO TRASPORTI speciale a cura della redazione

AGRICOLTURA & CREDITO

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redito: tassi di riferimento per credito agrario agevolato, su sollecitazione di Confagricoltura un’accelerata sui decreti dal MEF Confagricoltura ha sollecitato il ministero dell’Economia e delle Finanze per l’emanazione dei decreti inerenti i tassi di riferimento per le operazioni di credito agrario agevolato. Erano sorte infatti non poche difficoltà nei rapporti tra le imprese e gli istituti di credito, a causa della mancanza di indicazioni operative precise. A seguito della pressante richiesta di Confagricoltura, a pochi giorni di distanza da questa, il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha quindi emanato i decreti. Tali provvedimenti dettano disposizioni circa le misure delle commissioni onnicomprensive da

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riconoscere agli intermediari (agli istituti di credito), per gli oneri connessi alle operazioni agevolate di credito agrario di esercizio e di miglioramento fissate per l’anno 2019. Più precisamente: a) per le operazioni agevolate di credito agrario di esercizio la commissione è fissata nella misura dell’1,13% per le operazioni aventi durata fino a 12 mesi e nella misura dello 0,93% per quelle di durata superiore a 12 mesi; b) per le operazioni agevolate di credito agrario di miglioramento la commissione è fissata nella misura dell’1,18. Si tratta di precisazioni assolutamente necessarie per una chiarezza nelle operazioni relative al credito agevolato delle imprese agricole.


MONDO AGRICOLO speciale a cura della redazione

Dazi, rischio aumento tariffe USA sui vini UE. Giansanti: "Sarebbe un duro colpo per le nostre produzioni" “Gli Stati Uniti stanno valutando l’ipotesi di aumentare i dazi doganali sulle importazioni di vini dall’Unione europea”, avverte il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. In un’intervista, informa Confagricoltura, il presidente USA Donald Trump, facendo riferimento alla Francia, ha contestato il livello dei dazi sull’export di vini americani, che è più elevato di quello applicato sui prodotti francesi destinati ai consumatori americani. Secondo Trump, “la situazione non è equa, e dovremo fare qualcosa al riguardo”. “Gli eventuali dazi aggiuntivi USA – prosegue Giansanti – non potrebbero essere limitati alla Francia, ma colpirebbero inevitabilmente tutti i vini importati dall’Unione europea, riducendone la competitività sul mercato degli Stati Uniti”. Stando agli ultimi dati di Eurostat, il servizio statistico della Commissione europea, nel 2017, il 32% dei vini esportati fuori dalla UE dagli Stati membri (11,3 miliardi di euro in tutto) è stato destinato ai consumatori americani. “Non possiamo che essere preoccupati - sottolinea Giansanti - considerato che le esportazioni di vini italiani negli USA ammontano a circa 1,5 miliardi di euro e sono la prima voce del nostro export agroalimentare sul mercato americano. Occorre evitare che le tensioni commerciali tra USA e Cina si estendano all’Unione europea. E’ perciò necessario far partire, senza ulteriori ritardi, il negoziato bilaterale previsto nell’intesa raggiunta nel luglio 2018 dai presidenti Trump e Juncker”. Confagricoltura ricorda inoltre che nelle scorse settimane, a seguito di una pronuncia dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) sugli aiuti

pubblici accordati a Airbus, gli Stati Uniti hanno stilato una lista di prodotti per un controvalore di 11 miliardi di dollari, sui quali applicare dazi aggiuntivi. La lista comprende i principali prodotti del “Made in Italy” agroalimentare. Dal canto suo, come eventuale misura di ritorsione, la Commissione UE ha stilato una lista di prodotti importati dagli USA da sottoporre a tariffe aggiuntive per un controvalore di 20 miliardi di euro. Per far scattare i dazi americani e la scontata reazione europea manca solo la valutazione della WTO, attesa entro luglio, sull’ammontare della manovra messa a punto a Washington. “Non resta molto tempo a disposizione – conclude Giansanti – per evitare l’avvio di una guerra commerciale tra Unione europea e Stati Uniti”.

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SPECIALE AUTOSCUOLE speciale a cura della redazione

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Riforma del Codice della Strada, forse ci siamo Il progetto di riforma è contenuto nel testo base messo sul tavolo da Cinque Stelle e Lega con l'avvallo delle opposizioni ed è già stato approvato dalla Commissione Trasporti lo scorso 15 maggio. Attendiamo ora il 3 giugno per vedere se si aggiungeranno degli emendamenti, poi la strada verso l'approvazione del testo di legge dovrebbe essere tutta in discesa.   eggendo le proposte di modifica, emerge la volontà di dare una bella mano di modernità ad un testo di legge vecchio di trent'anni quale è il Codice della Strada approvato nella sua prima versione nel 1992. La strada non deve essere più solo “monopolio” dei veicoli a motore ma deve essere appannaggio di tutti, anche delle biciclette, degli scooter, degli skate, dei segwaye dei monopattini elettrici oltre che dei pedoni.  Si intende regolamentare meglio la circolazione anche per quei piccoli veicoli di ultima generazione, che fino a oggi – vuoi per una questione di spazi fisici e vuoi per una questione di abitudine – sembravano essere pochi e non tali da richiedere un sistema di regole codificate e specifiche per loro. Ripetiamo che il codice della strada è stato modificato di poco nel corso di tutti questi anni (spesso limitandosi ad aumentare le sanzioni e le pene ma senza introdurre veri e propri cambiamenti), ragione per cui un provvedimento radicale di riforma è richiesto a gran voce da tutti, e non solo da chi lavora nel settore dei trasporti e della circolazione stradale. I numeri parlano chiaro: ci sono percentuali sempre maggiori di “acceleratori di andatura” e di veicoli a due ruote che occupano le strade, molti di tipo elettrico. Essi da  una parte – se incentivati e avvantaggiati correttamente - aiuteranno a ridurre l'inquinamento atmosferico e acustico e dall'altra potranno limitare il problema del traffico e della congestione sulle strade specialmente nei grandi

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centri cittadini. Siano benvenuti quindi tali mezzi di trasporto, a patto però che siano maggiormente protetti con la realizzazione di infrastrutture specifiche: più percorsi dedicati, più spazi di sosta, più  attraversamenti e zone riparate per circolare in sicurezza e lontano dai gas di scarico. È in progetto ad esempio la creazione di linee di arresto agli incroci per i ciclisti, in posizione avanzata rispetto agli stop per le auto. Presente anche una  nuova norma diretta a regolamentare meglio il sorpasso delle biciclette, obbligando gli automobilisti a essere più prudenti e ad aumentare la distanza di sicurezza laterale. Maggiore spazio – letteralmente – sarà anche dato alle donne in gravidanza o con bambini piccoli e alle ambulanze: è infatti al vaglio la proposta di riservare spazi di sosta appositi per questo tipo di utenti. Non manca il giro di vite sui comportamenti più scorretti che causano incidenti e disagio: aumenteranno le multe e i punti di decurtazione, e fioccheranno le sospensioni delle patenti per chi viene sorpreso a utilizzare smartphone e simili, per chi effettua soste selvagge, per chi non accenna a fermarsi in prossimità delle strisce pedonali. La durata del foglio rosa potrebbe passare dai 6 ai 12 mesi. Le altre proposte come il divieto di fumo in auto, l'innalzamento dei limiti di velocità in autostrada e la possibilità per le bici di andare contromano non sembrano avere avuto seguito e non rientreranno perciò nel restyling. I cambiamenti contenuti nel testo di riforma sembrano dunque rispecchiare la volontà di realizzare una mobilità più sostenibile e attuale, con conducenti più consapevoli, veicoli meno inquinanti e ingombranti, “nuovi” tipi di utenti della strada prima ignorati, come le mamme di bimbi piccoli e i giovani con i monopattini e i segway.


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ECONOMIA speciale a cura della redazione Continua da pagina 21

delle imprese i migliori ricercatori selezionati dai centri di eccellenza, accompagnati a infrastrutture di altissimo livello, per soddisfare le richieste di innovazione da parte delle aziende che vogliono aumentare il livello di competitività. SMACT Orientamento, formazione e progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo precompetitivo: sono questi i punti di partenza di SMACT, il Competence Center del Triveneto, che ha come capofila l’Università degli studi di Padova. Pilastri che saranno presto sviluppati attraverso una serie di laboratori, che siano non solo dimostrativi, ma che possono diventare i centro dove le tecnologie sviluppate vengono testate per passare dalla prova all’applicazione in azienda.

questo il punto di partenza di Bi-Rex, il Competence Center che vede come capofila l’università di Bologna. Un progetto che permetterà alle imprese di realizzare nuovi prodotti e processi, o migliorare quelli esistenti, tramite lo sviluppo e l’adozione di tecnologie avanzate in ambito Industria 4.0. ARTES 4.0 Alta specializzazione sulle tematiche della robotica avanzata  e delle  tecnologie digitali abilitanti: è questo, in sintesi, ARTES 4.0 – Advanced Robotics and enabling digital Technologies & Systems 4.0, il centro di competenza della Toscana che ha come capofila la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Un centro che potrà mettere a disposizione

MediTech Una “vocazione mediterranea” che abbraccia due regioni, Campania e Puglia, e che punta a diventare un riferimento per il Sud Italia, per poi abbracciare tutto il bacino del Mediterraneo. È questo l’obiettivo di MediTech, il centro del Sud Italia che punta sui temi dell’integrazione 4.0. Integrazione verticale, per irrobustire le filiere e dare maggiore produttività, attraverso le tecnologie abilitanti industria 4.0. E integrazione orizzontale, attraverso esperienze di best practice, che sono state introdotte in alcune filiere e che possono essere mutuate anche da altre. Start 4.0 Un gemello digitale del porto di Genova per trasformare lo scalo, uno dei più importanti d’Italia, in un laboratorio tecnologico dove sperimentare tutte le tematiche della sicurezza, da quella delle persone che ogni giorno transitano per lo scalo, a quella legata al trasporto merci e alle infrastrutture, fino alla cyber security relativa ai dati che viaggiano assieme alle merci. È questo il fiore all’occhiello di Start 4.0, il Centro di Competenza per la Sicurezza e l’Ottimizzazione delle Infrastrutture Strategiche. Cyber 4.0 Il tema della cyber security, con i focus sullo spazio, per l’automotive e l’E-Health, la salute elettronica, sono al centro dell’attività di Cyber 4.0, il Competence Center del centro Italia, dedicato alla sicurezza dei dati. Temi come la tutela, la trasmissione e lo stoccaggio dei dati, infatti, sono trasversali.

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ECONOMIA

L’enigma dei beni immateriali

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ono all’incirca mille le imprese che hanno fruito contemporaneamente delle due forme di agevolazione (il 250 sui beni materiali e il 140% su quelli immateriali). Queste 1000 imprese corrispondono al 13% di quelle che hanno investito in beni strumentali materiali (e fin qui ci siamo) e solo al 6% di quelle che hanno invece investito in beni strumentali immateriali: questo 6% di imprese si è reso protagonista di investimenti in software per una cifra pari al 12% dell’ammontare complessivamente investito. Dove sta il problema? Che si conferma un dato emerso già con le dichiarazioni dei redditi dell’anno precedente, perché per fruire dell’incentivo sul software la legge prevede la necessità di effettuarne almeno uno anche sull’hardware. In altre parole, quel dato del 6% che abbiamo visto prima dovrebbe essere pari al 100%. PMI principali fruitori dell’iperammortamento A utilizzare la misura di incentivo fiscale, il 96% dei beneficiari, a cui corrisponde il 66% degli investimenti totali incentivati, è composto da imprese con meno di

250 dipendenti, ossia piccole e medie imprese. Il 35% degli investimenti 4.0 è addirittura riferibile a imprese con meno di 50 addetti. L’iperammortamento è stato utilizzato in netta prevalenza da imprese con sede nel Nord Italia (86% degli investimenti). In particolare, la Lombardia svetta (35%), davanti a Veneto (17%), e all’Emilia-Romagna (16%). Su livelli molto bassi d’investimento tutte le regioni meridionali, la Sicilia è l’unica parziale eccezione: con una quota di investimenti agevolati del 3% sul totale, si colloca, al pari del Friuli-Venezia Giulia, nella parte un po’ più alta della classifica. “L’iperammortamento è stata senza dubbio la principale misura con cui il Governo italiano ha sostenuto gli investimenti in beni strumentali per la trasformazione digitale delle imprese. Una misura colta e utilizzata in prevalenza da imprese manifatturiere, soprattutto metalmeccaniche, di piccola e media dimensione, e localizzate nel Nord Italia”, rimarca Alessandro Spada, vicepresidente di Assolombarda, che nella sua sede milanese ha ospitato la presentazione del rapporto di Confindustria.

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SPECIALE CARROZZERIE speciale a cura della redazione

Riparazione autovetture grandinate di qualsiasi tipo e marca

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a grandine rappresenta un vero problema, soprattutto per coloro che non posseggono una tettoia o un box auto dove riparare il proprio veicolo. Non essendo prevedibile un evento naturale di tal genere spesse volte si prega affinché le auto, esposte alla grandine, subiscano il minor danno possibile. Ovviamente le ammaccature saranno maggiori laddove la grandine sarà stata più potente, ma basterà qualche piccolo accorgimento per ovviare ad ogni problema. IL LEVABOTTE di Farina Franco si occupa della riparazione delle ammaccature come

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conseguenza di una grandinata. Utilizziamo un metodo alternativo, innovativo ed universale che permette di ripristinare la scocca di tutte le auto a prescindere da tipo e modello. Il nostro sistema agisce perfettamente su carrozzerie fatte in ferro, in alluminio e in leghe di alluminio, ma sarà importante che la vernice sia integra e non presenti scalfiture pronunciate. Per questo motivo ti offriamo un servizio gratuito di consulenza che ti permetterà di sapere se sia efficace o meno la riparazione della tua auto con il nostro metodo. Affidati a noi per un preventivo gratuito!


MOTORI rubrica a cura della redazione

Cresce il mercato delle auto connesse e aumenta il rischio cyber

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ome sarà l’auto del futuro? Sicuramente  intelligente, connessa, autonoma  e sempre meno di proprietà. The Innovation Group prova a disegnare i confini della mobilità del domani e i rischi a essa connessi, nel corso della seconda edizione di ‘Connected mobility  Summit 2019′.  L’appuntamento è fissato per il 13 giugnopresso l’Area Pergolesi in via Pergolesi 8 a Milano. La  Disruption  guidata dal digitale nel mondo dei trasporti è all’origine di opportunità senza precedenti per tutti gli attori, legate ai nuovi modelli di mobilità, sicurezza e sostenibilità ambientale, oltre che a una domanda consumer e business sempre più avanzata. Nei prossimi anni, assisteremo a un riposizionamento di mercato per tutti gli stakeholder, da quelli tradizionali dell’industria automobilistica alle assicurazioni, ai Telematic service provider, enti pubblici, ICT Player, che punteranno ad una diversificazione delle revenue e ai servizi innovativi MaaS (Mobility-as-a-service) erogati on demand. E in tema di mobilità quali sono le priorità per una città come Milano? Secondo Marco Granelli  – Assessore alla Mobilità e Ambiente del Comune di Milano, “la scelta condivisa e diffusa è oggi quella di integrare i diversi modi della mobilità. Siamo al centro di un’area metropolitana che conta oltre 4 milioni di abitanti, il tema è da un lato abilitare più modalità di movimento, dall’altro mettere a disposizione un forte trasporto di massa, basato su metro, tramvie e ferrovia, connesse con shared mobility e collegamenti per l’ultimo miglio”. Automotive, un mercato in rapida ascesa Le previsioni vedono il mercato delle auto connesse in crescita con un  tasso del +200%  da oggi al 2025, quando varrà 275 miliardi di euro: avremo auto dotate di telecamere, sensori, strumenti per la diagnostica avanzata delle parti interne, sistemi di tracciamento, collegamenti wireless WiFi e 5G. Tutto questo, oltre a spingere gli investimenti in servizi telematici a bordo dei veicoli da parte di case automobilistiche e altri attori del mercato, aumenterà a tutti i livelli le comunicazioni e la connettività dei veicoli, con le infrastrutture delle smart road e con altri veicoli. Il primo vantaggio sarà una  maggiore sicurezza sulle strade, un minor numero di incidenti, oltre alla possibilità per i viaggiatori di prenotare parcheggi, effettuare pagamenti, scegliere nuove forme di mobilità shared e sostenibile.

I rischi della mobilità connessa In Cina, dove si investe da tempo in mobilità elettrica e autonoma, il Governo che ha stanziato oltre 20 miliardi di euro per lo sviluppo delle auto autonome. La guida autonoma viene descritta, secondo lo standard SAE, in 5 livelli successivi: al livello 3, l’auto – anche se ancora con un guidatore umano – può in alcune situazioni muoversi da sola. Al livello successivo, 4, l’uomo riprende il controllo in particolari situazioni, mentre al livello 5 l’autonomia è totale. Già quest’anno, il mercato delle auto autonome a livello 3 è previsto che toccherà i 54 miliardi di dol-

lari nel mondo: entro il 2026, quando avremo auto a livello 4 o in alcuni casi 5, il mercato raggiungerà i 557 miliardi di dollari, con una crescita media nel periodo del 40%. In questo scenario, i rischi di cybersecurity  per le auto connesse ed autonome cresceranno continuamente: già oggi ci sono stati casi di  car jacking, attacchi basati sull’intromissione malevola (ad opera per lo più di ricercatori di sicurezza) nei sistemi di controllo del veicolo, con possibilità di sterzare o frenare un’auto da distanza, sfruttare le connessioni dei sistemi di infotainment per infiltrare malware, modificare la visualizzazione di informazioni sul cruscotto del guidatore (tachimetro, indicatori di cambio corsia e stato delle porte del veicolo), prendere il controllo, tramite accesso malevolo alla rete CAN dell’auto, di sistemi interni al veicolo come microfono, telecamere di parcheggio, posizioni GPS.

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SPECIALE TRASPORTI speciale a cura della redazione

CQC, LA DIREZIONE GENERALE DELLA MOTORIZZAZIONE EMANA UNA CIRCOLARE RIEPILOGATIVA

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a Direzione Generale della Motorizzazione, con circolare n.18559/23.18.3 del 7 giugno scorso, ha riepilogato, in unico testo, tutte le disposizioni in dettaglio ed i chiarimenti forniti fino ad ora in merito alla disciplina della Carta di Qualificazione del Conducente (CQC). Il nuovo provvedimento, che sostituisce la precedente circolare del 3 aprile 2014 e abroga una dozzina di note ministeriali successive a tale data, è composto da 55 pagine e 22 allegati nei quali

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vengono affrontati tutti gli aspetti inerenti alla CQC: 1. Diritto comunitario ed il recepimento in Italia della Direttiva 2003/59/CE; 2. Il rilascio della CQC a seguito di corso e superamento dell’esame (qualificazione iniziale); 3. I corsi quinquennali di rinnovo (formazione periodica);


SPECIALE TRASPORTI speciale a cura della redazione

4. La gestione dei punti sulla CQC (con l’esame di revisione); 5. Le verifiche sul corretto svolgimento dei corsi.

SETTORE CONTAINER: LE ASSOCIAZIONI DELL'AUTOTRASPORTO RICHIEDONO ALLA COMMITTENZA UN INCONTRO URGENTE

Rimandando gli interessati ad una lettura più approfondita della circolare, sottolineiamo che, con il documento oggetto di trattazione, è stato chiarito che per quanto concerne i corsi di rinnovo della CQC, gli stessi possono essere frequentati sia dai conducenti italiani (con patente italiana), sia da conducenti titolari di patente di guida rilasciata da uno Stato membro dell’UE o del SEE, che hanno in Italia la residenza anagrafica o normale, oppure da conducenti titolari di patente di guida rilasciata da uno degli Stati extra UE dipendenti di un’impresa stabilita su territorio italiano (se in possesso di documento di soggiorno).

Assotir e le altre Associazioni dell’Autotrasporto hanno inviato una richiesta di incontro urgente ad Assologistica, Fedespedi, Federagenti, Confitarma e Assarmatori per avviare una interlocuzione costruttiva al fine di risolvere le numerose criticità a cui devono far fronte, ormai da tempo, le imprese di trasporto che operano nel settore dei container.

La circolare, inoltre, conferma anche che il rinnovo della CQC, a seguito del corso di rinnovo, non decorre dalla data di fine corso ma dalla data di presentazione dell’istanza di rinnovo all’Ufficio della Motorizzazione Civile competente”.

L’obiettivo finale, spiegano le associazioni nella lettera, è quello di “condividere un percorso che possa ricreare prima di tutto le condizioni adeguate per sostenere la regolarità lavorativa ed il rispetto della sicurezza”.

Nella missiva si spiega come “le inefficienze evidenti e nel frattempo acuite del sistema, sopportate in gran parte dall’autotrasporto, ultima catena della filiera, si aggiungono alla cronica difficoltà del trasporto stradale di container che non può più garantire le condizioni di regolarità del servizio”.

Ciò comporta che è possibile frequentare il corso di rinnovo fin dai tre anni e mezzo prima della scadenza della CQC e poi fare la richiesta prossimità della scadenza stessa.

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SPECIALE VIAGGI speciale a cura della redazione

Isola di Formentera, Sole Mare e

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iccola, ma estremamente glamour ed esclusiva. Benvenuti a Formentera, una delle quattro isole principali dell’arcipelago delle Baleari, in Spagna. Destinazione turistica molto popolare grazie alla bellezza delle spiagge, alle sue acque limpide, alla vicinanza con Ibiza e alla movida che piace ai più giovani e non solo, Formentera è l’isola meno estesa delle Baleari con una superficie di 83,2 chilometri quadri e una popolazione che si aggira intorno ai 10 mila abitanti sparsi tra diversi centri: dal capoluogo comunale Sant Francesc Xavier a La Savina, sede del porto; da Es Pujols, principale centro turistico, a Sant Ferran de ses Roques, centro abitato e meta hippy a partire dagli anni sessanta. Mare cristallino, lunghe spiagge di sabbia bianca, piccole calette solitarie e angolini in cui perdersi, una vegetazione che combina zone dunose con pinete e boschi di sabine, romantici tramonti mozzafiato, fanno di Formentera una meta perfetta per le vacanze in qualunque stagione. Ogni anno è infatti scelta da milioni di turisti, in particolare da molti personaggi dello showbiz e ricchi magnati che qui hanno deciso di comprare casa.

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Hotel, bed&breakfast, appartamenti e case vacanze: sull’isola troverete davvero tutto ciò che soddisfa le vostre esigenze di soggiorno. Numerose le strutture alberghiere, come numerose sono le attrazioni e i luoghi da visitare che rendono Formentera il luogo ideale per chi vuole coniugare mare ed escursioni. Che si desideri passeggiare tre le strade pittoresche di un villaggio di pescatori come Es Calò, sia che si preferisca perdersi tra le bellezze delle sue numerose spiagge, su quest’isola non ci si annoierà mai. La sua costa esibisce un affascinante susseguirsi di piccole calette appartate, lunghi e spaziosi litorali, paesaggi rocciosi ed esotiche suggestioni caraibiche come quelle di Llevant e Ses Illetes. Queste due spiagge sono le più famose di Formentera e vantano sabbie soffici e bianchissime, bagnate da acque turchesi e limpidissime. Sorgono entrambe all’interno del parco naturale della penisola di Es Trucadors e sono divise soltanto da una lunghissima lingua di terra che si assottiglia fino a diventare una punta rivolta verso il piccolo isolotto di S’Espalmador, a soli 150 metri a largo della costa, che i più sportivi potranno raggiungere persino a nuoto. In poche decine di minuti raggiungerete anche la bellissima Playa


SPECIALE VIAGGI speciale a cura della redazione

Relax

Migjorn, posto perfetto per rilassarsi e concedersi qualche piccolo peccato di gola nei numerosi ristoranti della zona a suon di piatti tipici, che con i suoi 8 chilometri di estensione è, inoltre, la più lunga di tutta l’isola. Da non perdere una sosta alla splendida caletta Cala En Baster. Nonostante le ridotte dimensioni, l’isola è inoltre caratterizzata da una vegetazione tipicamente mediterranea tanto che fu sfruttata dagli antichi romani come granaio e deposito di frumento, da cui deriva appunto il nome di Formentera. Quasi completamente pianeggiante, il suo punto più alto è l’altopiano de la Mola, che raggiunge la modesta altezza di 192 metri. Prende il nome dal vicino paese, El Pilar de la Mola, dove due volte a settimana è possibile visitare i caratteristici mercatini hippy. Qui si trova anche un suggestivo faro.

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SPECIALE VIAGGI speciale a cura della redazione

A Formentera non mancano certo i divertimenti. Sull’isola si trovano alcuni dei migliori club del mondo ed è presente quell’atmosfera hippy che resiste nonostante lo scorrere del tempo. Il mese più gettonato dai turisti – gli italiani in primis – è naturalmente agosto. Ma è fuori stagione che la più piccola delle Baleari ritrova il relax mediterraneo che la contraddistingue. Le folle abbandonano le spiagge e voi potrete dedicarvi a numerose attività sportive. Siete appassionati di ciclismo? Ebbene qui troverete il percorso giusto per voi. Le strade principali di Formentera, infatti, sono tutte affiancate da una pista ciclabile e si contano una ventina di itinerari pensati per le due ruote. Fra i vari percorsi, il più amato e anche il più impegnativo è la pedalata che collega il borgo di San Ferran al faro de Sa Mola. Senza dimenticare l’opportunità di veleggiare nel

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bellissimo mar Mediterraneo. In vari punti di Formentera è possibile noleggiare una delle tante barche a vela per visitare l’isola e scoprire tutte le spiagge e le calette inaccessibili. Molte anche le compagnie che organizzano crociere giornaliere, magari per raggiungere la vicina Ibiza o fermarsi in uno dei tanti ristorantini disseminati lungo la costa in cui poter gustare i piatti della cucina tradizionale. Primo fra tutti il leggendario pesce essiccato, peix sec, oppure l’arroz marinera, un risotto con il sugo ai frutti di mare. E ancora: il guisat de peix, l’’arroz de matances, il bollit d’ossos e la sa frita de matances. Per accompagnare il tutto si consiglia un buon bicchiere di vino pagès, un rosso tipico dell’isola. Insomma relax, divertimento e scenari naturalistici spettacolari vi aspettano a Formentera, un piccolo gioiello del Mediterraneo.


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SPECIALE MERCATO IMMOBILIARE speciale a cura della redazione

Previsioni Mercato Immobiliare 2019 – 2020 e lungo termine

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ediamo insieme le previsioni del mercato immobiliare nel lungo periodo. Il numero di contratti di compravendita sta aumentando, come il numero di mutui accesi in questo ultimo periodo, ma siamo sicuri di dire, solo in base a questi dati che le previsioni del mercato immobiliare sono positive nel lungo periodo? Come potrete leggere in questa lunga analisi, capirete che non è così semplice. Le case servono alle persone per abitare, e se non aumentano il numero delle persone, non dovrebbe aumentare nemmeno il bisogno del numero delle case, questo è il ragionamento base su cui bisogna partire per guardare al mercato immobiliare oggi in Italia e poterne trarre delle conclusioni. Resta il fatto che il numero dei contratti di compravendita di case dal 2015 è aumentato, questo è un dato certo, come è certo che il numero di nuovi contratti di mutuo sono aumentati, nonostante questi dati, va detto che il prezzo degli immobili è ancora sottostimato, quindi se è il momento buono per comprare, a vendere non è che ci si rimetta, ma nemmeno ci si guadagna tanto, più avanti spiegheremo bene perchè, le ragioni sociali, e le Nostre previsioni del mercato immobiliare italiano su quali dati si basano. L‘ultimo report trimestrale dell’ISTAT di Gennaio 2018 dice che il prezzo delle case diminuisce dello 0,5%, anche se si tratta del prezzo delle abitazioni già esistenti, quindi già abitate. Per quanto riguarda invece il prezzo delle abitazioni nuove, questo aumenta di media da un +0,3% ad un +0,6%.

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Il numero delle compravendite aumentadello 1,5% su base trimestrale Previsioni mercato immobiliare e demografia: La demografia è dunque basilare per fare una previsione del mercato immobiliare, allora andiamo a vedere: cosa ci dicono i dati demografici in questi ultimi anni? Ci dicono che il numero di persone che abita in Italia non cresce, è più o meno stabile. In questo numero ‘complessivo però’ ci sono dei distinguo: il numero di italiani che diminuisce, il numero di stranieri che aumenta, il numero di ‘nuove famiglie’ che non aumenta, le persone si sposano di meno ed hanno meno figli. Questa lettura della demografia ha degli effetti sul mercato immobiliare. Gli stranieri quando vengono in Italia, difficilmente lo considerano un trasferimento definitivo. Previsioni Mercato Immobiliare a lungo termine: Anche se trovano un lavoro fisso, dopo alcuni anni tendono a ritornare nel proprio paese di origine e qui in Italia non investire in immobili. Se andiamo a vedere il numero di mutui erogati per comprare una casa, la percentuale di mutui presi da stranieri sarà molto minore alla percentuale di stranieri residenti nel Nostro paese; i motivi sono molteplici, dalla precarietà del lavoro agli stipendi bassi, ma quello che più conta è che di solito si lasciano sempre una possibilità di tornare da dove magari hanno lasciato parenti e proprietà immobiliari di loro possesso.


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Puntobresciano n. 5 - 2019 - Numero di Giugno  

Speciali Economia, Storie d'Impresa, Coperture, Vallecamonica, Mondo Agricolo, Autoscuole, Carrozzerie, Motori, Viaggi, Mercato Immobiliare...

Puntobresciano n. 5 - 2019 - Numero di Giugno  

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