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SPECIALI MECCANICA & TERZISTI MONDIALI 2018

STORIE D’IMPRESA MOTORI SALUTE E BENESSERE COPERTURE AUTOSCUOLE

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SOMMARIO SPECIALI MECCANICA & TERZISTI MONDIALI 2018

STORIE D’IMPRESA MOTORI SALUTE E BENESSERE COPERTURE AUTOSCUOLE

MECCANICA & TERZISTI L’INDUSTRIA BRESCIANA VERSO I LIVELLI PRE-CRISI

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VALLE TROMPIA: UN ACCORDO STORICO PER IL NOSTRO TERRITORIO

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BOOM BANCOPASS

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ACCIAIO INOX: I DATI, LE PROPRIETA’ E I DAZI DI TRUMP

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LE PROPRIETA’ DELL’ACCIAIO

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L’ACCIAIO INOX

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BRESCIA: PROSEGUE LA CORSA DELLE ESPORTAZIONI (+9,2%)

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CONTINUA LA CRESCITA NEL TERZIARIO BRESCIANO

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CYBER SECURITY-RISCHI E OPPORTUNITA’ PER L’IMPRENDITORE DIGITALE

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CRESCONO NEL BRESCIANO INDUSTRIA E ARTIGIANATO NEL PRIMO TRIMESTRE 2018

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LA FATTURAZIONE ELETTRONICA OBBLIGATORIA 30 PUNTOBRESCIANO

n. 4 Giugno-Luglio 2018 - Anno XVI Mensile di informazioni bresciane Aut. del Tribunale di Brescia N° 8/2003 - 24/02/2003 DIRETTORE RESPONSABILE Gianmario Baroni EDITRICE | REDAZIONE AMMINISTRAZIONE | PUBBLICITÀ Editrend - Via Fura, 48 - Brescia Tel. 030 3534392 - Fax 030 5234013 FOTOCOMPOSIZIONE e VIDEOIMPAGINAZIONE Editrend Grafica - Via Fura, 48 - Brescia Tel. 030 3534392 - Fax 030 5234013 STAMPA Pixartprinting L’Editore declina ogni responsabilità in ordine ad eventuali errori di stampa e o disguidi di altro genere relativi agli spazi pubblicati. È vietata la riproduzione totale o parziale di foto, marchi e testi, tutti i diritti sono riservati. Periodico mensile a diffusione gratuita in Brescia e Provincia.

MATERIALI IN PLASTICA A CONTATTO CON GLI ALIMENTI: LE ULTIME NOVITA’ UE

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LE IMPRESE ROSA IMPIEGANO 43MILA ADDETTI IN PROVINCIA

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SPECIALE COPERTURE RISPARMIARE RIFACENDO IL TETTO

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SPECIALE AUTOSCUOLE DAL 20 MAGGIO, MAGGIORI CONTROLLI SUL CARICO MERCI

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STORIE D’IMPRESA TAMI, ARREDAMENTI INDUSTRIALI DA 30 E LODE

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MONDIALI DI CALCIO 2018 LA GUIDA AI MONDIALI DI RUSSIA 2018

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SALUTE E BENESSERE IMPIANTO SOTTOPERIOSTALE

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SPECIALE MOTORI LAMBORGHINI URUS

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REDAZIONALE STUDI ODONTOIATRICI SFP SINONIMO DI CAPACITA’, VOGLIA DI FARE E INNOVAZIONE

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MECCANICA & TERZISTI speciale a cura della redazione

L’industria bresciana verso i livelli pre-crisi Brescia sta tornando ai livelli pre-crisi.

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li industriali bresciani guardano all’Europa, consapevoli che il nuovo baricentro delle imprese travalica i confini nazionali e che la competitività ha ridisegnato una nuova geografia dei mercati. Una consapevolezza che, unita alla convinzione del ruolo strategico della piccola industria, è il manifesto del neopresidente dell’Aib, Giuseppe Pasini, eletto ieri dall’assemblea dei soci, che raccoglie il testimone dal presidente uscente, Marco Bonometti («Brescia ha saputo reagire meglio di altri territori, perché dietro all’industria, qui, non ci sono multinazionali, ma famiglie: lascio un’associazione ancora più forte» ha detto, ricordando la battaglia vinta per la rimozione dell’Imu sui macchinari “imbullonati”). Brescia sta tornando ai livelli pre-crisi, e il 2017, assicurano gli imprenditori in sala, potrebbe essere l’anno della svolta. Tra le prime province esportatrici italiane, ha ricordato il presidente Pasini, Brescia è quella che dall’introduzione dell’euro ha sperimentato il maggior incremento dell’export, che oggi è oltre due volte superiore rispetto ai valori del 1999, pari a 14,5 miliardi di euro nel 2016, e una bilancia manifatturiera positiva per 7,3 miliardi. Eppure queste multinazionali tascabili si sentono sole di fronte alle sfide globali. «Abbiamo bisogno di uscire dall’incertezza, abbiamo bisogno di scenari politici stabili e normative chiare – ha detto

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Pasini -. Come possiamo pianificare investimenti, strategie e politiche sull’occupazione se il contesto generale viene messo continuamente in discussione? La sede per affrontare il futuro delle nostre


MECCANICA & TERZISTI speciale a cura della redazione imprese – ha aggiunto -, non è solo Roma, ma per alcune tematiche è anche Bruxelles, il centro dell’Europa: qui a Brescia non possiamo più tollerare uno scollamento tra il nostro peso economico in Italia e in Europa e il riscontro rappresentativo nelle sedi nazionali e internazionali. Abbiamo bisogno che Confindustria dialoghi sempre più apertamente con i decisori nazionali ed europei». Analisi condivisa dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. «È un richiamo corretto – ha detto - a recuperare un senso di comunità, non solo del sistema Confindustria, ma a livello internazionale.

A ottobre dell’anno scorso abbiamo sottoscritto un primo documento con la Confindustria tedesca per porre attenzione alla questione industriale, un secondo per affermare che il confronto è tra Europa e mondo esterno e non tra i paesi dell’Europa. A gennaio abbiamo sottoscritto con Confindustria Usa un documento contro il protezionismo. Quello che ha saputo fare Brescia in questi anni è una sintesi della nostra idea di un’impresa al centro dell’economia con le persone al centro della società». A margine dell’assemblea (alla quale ha partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi), commentando l’imminente aggiudicazione degli asset Ilva, Boccia ha detto: «In altri paesi mettono i tappeti rossi quando arriva un investitore, spero accada anche in Italia». Pasini (per dieci anni ha guidato Federacciai) ha sintetizzato i punti del suo programma, sottolineando il peso specifico delle piccole imprese (sono il 92% della base associativa) nel dinamismo e nella modernità del territorio. Questa dorsale va aiutata a crescere e a competere, raggiungendo i mercati internazionali, e per questo «Aib deve essere un centro di alta competenza per tutte quelle attività e materie per le quali le Pmi non possono provvedere in autonomia». Importante il ruolo delle tecnologie (decisiva Industria 4.0), delle infrastrutture, della formazione e dell’alternanza scuola-lavoro («creare talenti è fondamentale, non perderli è una necessità, ben venga la proposta di Confindustria sulla rimozione del cuneo sulle assunzioni dei giovani»), delle reti d’impresa. Infine le relazioni industriali. Per Pasini bisogna «proiettarsi in una visione attuale dove sono prima di tutto relazioni sociali. Ciò significa ripensare al welfare aziendale che deve diventare una piattaforma condivisa, una dimensione di dialogo e di confronto moderna»

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MECCANICA & TERZISTI speciale a cura della redazione

Valle Trompia: un accordo storico per il nostro territorio

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seguito della nota diffusa giovedì 7 giugno dall’ufficio stampa di ANAS, apprendiamo che il contenzioso tra ANAS, il raggruppamento di imprese SALC e la capogruppo Salini si è risolto, cosa che consentirà in breve tempo di avviare i lavori. Le suddette aziende hanno poi dichiarato che investiranno da oggi al 2020 complessivamente circa 380 milioni di euro, destinati per lo più al rinnovamento e all’ampliamento di macchinari e impianti. Gli investimenti messi a budget si tradurranno in un aumento degli organici delle aziende del +11,5% entro i prossimi tre anni. Dati che certificano la vitalità e la voglia degli imprenditori

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di continuare a restare competitivi senza abbandonare il proprio territorio. Questo accordo è stato raggiunto anche grazie ad un’azione di pressing continua e determinata, realizzata di concerto con altre undici Organizzazioni Territoriali bresciane: ANCE – Collegio Costruttori Edili, Apindustria, Associazione Artigiani di Brescia e Provincia, Assopadana, CNA - Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, Confagricoltura Brescia, Confartigianato Imprese – Brescia e Lombardia Orientale, Confcooperative Brescia, Confesercenti, FAI - Federazione Autotrasportatori Italiani, Federazione Provinciale Coltivatori Diretti. Il supporto delle istituzioni è stato fondamentale e desidero ringraziare in particolar modo il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli e l’ex Ministro delle Infrastrutture, l’On. Graziano Delrio per l’attenzione sempre dimostrata. Insieme alle altre organizzazioni, abbiamo incontrato i neo eletti Parlamentari bresciani, spiegando loro l’urgenza dell’opera, vitale per la competitività delle imprese del territorio. Interlocutori attenti che hanno saputo fare gioco di squadra, oltrepassando gli schieramenti politici del singolo per guardare al bene del territorio. Le suddette aziende hanno poi dichiarato che investiranno da oggi al 2020 complessivamente circa 380 milioni di euro.


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MECCANICA & TERZISTI speciale a cura della redazione

Boom BANCOPASS strumento facile e intuitivo.

Bancopass rappresenta uno strumento facile e intuitivo, realizzato in collaborazione con il sistema del credito, con il fine ultimo di trasferire in capo alle aziende del territorio le competenze finanziarie oggi necessarie per dialogare efficacemente con le banche. Nel concreto, il servizio consente di: ottenere con un click un report che analizza la situazione economico-patrimoniale; analizzare facilmente la propria Centrale dei Rischi; costruire in modo guidato business plan; creare un'unica presentazione aziendale che potrai inviare alle principali banche e finanziatori; ottenere un report che paragona la propria impresa con massimo 5 nominativi selezionati. Tra gli elementi che hanno caratterizzato tale successo occorre sottolineare il ruolo fondamentale del servizio di analisi di Benchmark sui principali competitors aziendali, attraverso cui confrontare le proprie performance economico-finanziarie con quelle dei propri diretti competitor, e il nuovo servizio di analisi della Centrale dei Rischi di Banca d’Italia, fondamentale per monitorare e gestire quotidianamente il rapporto con gli istituti di credito ed ottimizzare il proprio rating andamentale. I risultati ottenuti fanno emergere un chiaro segnale: le aziende bresciane riconoscono l’importanza di comprendere e di relazionarsi con un sistema del credito sempre

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più complesso e testimoniano l’esigenza di essere attori coprotagonisti e consapevoli nel dialogo con i loro interlocutori finanziari. Per richiedere l’utenza accedi al seguente link: www.bancopass.it


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MECCANICA & TERZISTI speciale a cura della redazione

Acciaio inox: i dati, le proprieta' e i dazi di Trump Oggi la produzione mondiale di questa lega di ferro e carbonio arriva a 1,6 miliardi di tonnellate con l’Italia al secondo posto nell’UE per quantita'. La resistenza alla corrosione e' la caratteristica che ha favorito la diffusione dell’inossidabile.

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uno dei materiali più comuni al mondo inventati dall’uomo. Nel solo 2017, secondo la  World Steel Association, ne sono state prodotte 1,6 miliardi di tonnellate, in crescita di oltre il 5% sull’anno precedente. Ed è al centro di un tema molto caldo, quello dei dazi imposti da Trump che rischiano di compromettere alcuni equilibri a livello mondiale. Stiamo parlando dell’acciaio, un materiale dagli innumerevoli usi e tipologie, tra le quali spicca sicuramente l’acciaio inox, le cui proprietà sono oramai ampiamente riconosciute. UN PO’ DI NUMERI E LA QUESTIONE DEI DAZI È la Cina il Paese al mondo con la più alta produzione di acciaio: da sola ne produce la metà, ed esattamente  830 miliardi di tonnellate. Seguono il Giappone, con 104 miliardi di tonnellate, e l’India con 101 miliardi. Gli USA sono al quarto posto con 81 miliardi di tonnellate. L’Unione Europea raggiunge i 168 miliardi di tonnellate, in crescita del 4% sul 2016. L’Italia è il secondo Paese dell’UE per produzione (24 miliardi di tonnellate) dopo la Germania (43 miliardi). Analizzando questi dati è facile comprendere la

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preoccupazione dei vertici UE e degli stati membri relativamente alla decisione di Trump di porre il dazio del 25% sull’acciaio importato dall’estero. Trump, nazionalista convinto, sostiene che il sistema di libero scambio commerciale danneggi l’America e fa leva sulle motivazioni legate alla sicurezza nazionale. Sostiene, inoltre, che le pratiche commerciali ingiuste abbiano danneggiato le industrie del settore. In altre parole,  il Presidente denuncia il fatto che gli USA, nei confronti di molti Paesi, importino più di


MECCANICA & TERZISTI speciale a cura della redazione quanto esportino; anche se questa pratica determina dei vantaggi per l’economia statunitense in quanto rende disponibile l’acciaio a basso costo per le industrie. UE e Giappone nelle scorse settimane hanno negoziato con il Presidente per essere esclusi da queste penalizzazioni, facendo leva sulla partnership di lunga data e minacciando al contempo dei dazi su altre tipologie di prodotti. Tutti condividono che una guerra commerciale non dia benefici a nessuno; eppure la trattativa rimane particolarmente difficile e Trump ambisce ad ottenere misure alternative dagli altri stati. Per il momento la UE ha conquistato una breve esenzione fino al primo maggio.

Le proprieta' dell'acciaio

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ecnicamente l’acciaio è una lega di ferro e carbonio: la percentuale di quest’ultimo elemento deve essere inferiore dell’1,7%, altrimenti si parla di ghisa. Questo materiale di caratterizza per le sue  elevate proprietà meccaniche di resistenza agli sforzi, che dipende comunque dalla sua composizione. È proprio il carbonio a determinarle: maggiore è la presenza di questo elemento, più migliorano una serie di caratteristiche: •• il carico di snervamento, cioè il valore della tensione in corrispondenza della quale un materiale inizia a deformarsi plasticamente, passando da un comportamento elastico reversibile ad una deformazione irreversibile; •• il  carico di rottura, cioè la tensione unitaria, originata dalle sollecitazioni esterne, che provoca il cedimento di un dato materiale; •• la durezza, cioè la resistenza alla scalfittura. Al contempo, però, all’aumento della quantità di carbonio diminuiscono: •• l’allungamento, cioè la deformazione a seguito di della temperatura o particolari sollecitazioni mec-

caniche; la strizione, cioè la riduzione della sezione trasversale che subisce un corpo sottoposto a sollecitazione di trazione; •• la resilienza, cioè la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica. La classificazione usuale dell’acciaio lo divide in due categorie: •• gli acciai non legati, che contengono una quantità variabile di carbonio (fino all’1%) e quantità basse di altri elementi come il manganese e il silicio; •• gli acciai legati che contengono altri elementi di lega come nichel e titanio. Oggi esistono oltre 3.500 tipologie di acciaio con proprietà chimiche, fisiche e ambientali differenti. ••

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MECCANICA & TERZISTI speciale a cura della redazione

L'acciaio INOX

Brescia: prosegue la corsa delle esportazioni (+9,2%)

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el primo trimestre del 2018, rispetto allo stesso periodo del 2017, le esportazioni bresciane aumentano del 9,2% e le importazioni del 12,6%. In valore assoluto, ammontano, rispettivamente, a 4.129 e a 2.524 milioni di euro.

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i tratta di un particolare acciaio, brevettato nel 1872 da due inglesi, con un’elevata quantità di cromo(solitamente il 18%, ma può arrivare fino al 35%) e nichel (tipicamente l’8%, ma può raggiungere il 35%). Il vantaggio dell’acciaio inox è che non ossida all’aria e  resiste agli agenti aggressivi ed è quindi caratterizzato da una lunga durata. A differenza degli acciai comuni, infatti, forma uno strato di ossido sottile che diventa una patina protettiva e blocca il processo di ossidazione evitando la formazione della ruggine. Per questo l’acciaio inossidabile viene utilizzato ampiamente in svariati settori: automotive, meccanica, trasporti, alimentare, casalingo, impiantistico, medico solo per citarne alcuni. Nell’alimentare, in particolare, risulta il materiale ideale grazie alle elevate prestazioni igienico-sanitarie, la resistenza alla corrosione, alle temperature elevate e all’alterazione di agenti chimici e acidi .

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Il valore delle merci vendute all’estero nel primo trimestre di quest’anno è il più elevato tra tutti i primi trimestri della serie storica dal 1991. Nello stesso tempo, il periodo gennaio-marzo di quest’anno si caratterizza come il miglior trimestre dopo il quarto del 2017. La dinamica positiva beneficia del consolidamento del commercio mondiale (+4,4% tendenziale nel primo trimestre 2018), pur in un contesto in cui la moneta unica ha evidenziato segnali di rafforzamento rispetto a tutte le principali valute internazionali (cambio effettivo nominale +6,2%). Va comunque ricordato che questi valori incorporano il rialzo dei prezzi delle principali materie prime industriali. Rispetto al primo trimestre dello scorso anno, la tendenza positiva delle esportazioni bresciane (+9,2%) è superiore a quella rilevata in Lombardia (+7,9%) e in Italia (+3,3%); la dinamica delle importazioni (+12,6%) è superiore sia al dato regionale (+8,1%), che a quello nazionale (+2,6%).


MECCANICA & TERZISTI speciale a cura della redazione

Continua la crescita nel terziario bresciano Nel primo trimestre dell’anno, il settore bresciano dei servizi evidenzia una nuova espansione, sebbene con intensità relativamente minore rispetto a quella che ha caratterizzato gli ultimi mesi del 2017. Nel complesso, il terziario provinciale attraversa un periodo particolarmente favorevole, certificato da quanto registrato a livello nazionale, dove l’Indice PMI riferito al settore si è mantenuto, anche nel periodo gennaio-marzo 2018, saldamente sopra la soglia che delimita l’espansione dalla contrazione.

Cyber Security - Rischi e Opportunita' per l'Imprenditore Digitale - 20 giugno 2018 NON SI PARLERA' DI INDUSTRIA 4.0...Esiste il digitale che offre delle grosse opportunità da sfruttare - contemporaneamente nulla di ciò che conosciamo è privo di rischi...MA QUANTO CONOSCIAMO VERAMENTE IL DIGITALE ? POCO - RISCHI ELEVATI MOLTO - RISCHI CONTENUTI L'obiettivo della serata è di rendere Voi imprenditori più consapevoli e di aumentare la Vostra conoscenza. Attraverso un racconto di esperienze sul campo cerche-

remo di indirizzarVi verso i driver utili per affrontare al meglio il Digitale che ci pervade. L'evento si articolerà attraverso l'introduzione del Coordinatore di Zona - LUCA FONTANA, a cui seguiranno gli interventi dei relatori CESARA PASINI - Studio Consulenze Pasini e GIANCARLO GERVASONI - ZeroUno Informatica. L'incontro si terrà il 20 giugno 2018, a partire dalle ore 17,30, presso Borgo Santa Giulia in via Brescia a Timoline di Corte Franca.

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SPECIALE COPERTURE speciale a cura della redazione

Risparmiare rifacendo il tetto:

guida all’ottenimento delle detrazioni fiscali 2018 La Legge di Bilancio 2018 ha prorogato per tutto l’anno le detrazioni fiscali del 65% per opere di riqualificazione energetica e del 50% per le opere di ristrutturazione edilizia. Entriamo nel dettaglio perché alcuni cambiamenti rispetto al 2017 ci sono stati. IN COSA CONSISTONO GLI INCENTIVI FISCALI? Questi incentivi sono detrazioni fiscali, ovvero importi che andranno portati in diminuzione dell’imposta da versare senza poter generare crediti ma fino ad azzerare l’importo come ormai avviene da diversi anni. • La detrazione fiscale del 65% riguarda gli interventi di riqualificazione energetica che riguardano l’involucro, quindi coperture e cappotti. Sono ora esclusi gli interventi ritenuti minoritari quali installazione di pannelli solari, rifacimento infissi ed installazione caldaie. • La detrazione d’imposta Irpef del 50% riguarda le opere di ristrutturazione edilizia, sono inclusi interventi minori di riqualificazione energetica come infissi, pompe di calore, caldaie e pannelli solari eseguiti su immobili a prevalente uso abitativo. COME SI OTTENGONO QUESTI INCENTIVI FISCALI? La detrazione del 65% è ottenibile per interventi su edifici esistenti o parti di edifici esistenti, fino ad un valore massimo di detrazione di 60’000€. Questo vuole quindi dire che la spesa massima su cui si può usufruire del beneficio è di 92’300€.

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Il lavoro eseguito deve raggiungere certe prestazioni energetiche, quindi rispettare i valori di trasmittanza termica pubblicati nell’apposita tabella ufficiale. Questi interventi andranno poi asseverati da un tecnico abilitato entro 90 giorni dalla fine dei lavori, che dovrà provvedere ad inviare la pratica in via telematica all’ENEA. (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) La detraibilità comprende anche gli importi da portare in detrazione ed il nuovo APE (Attestato di Prestazione Energetica) dell’immobile. Il limite di spesa su cui calcolare la detrazione è di 92.300€ e comprende oltre agli interventi di ristrutturazione anche l’iva, le spese di progettazio-


SPECIALE COPERTURE speciale a cura della redazione ne, spese per prestazioni professionali, imposte di bollo, tasse per concessioni e come specificato le spese inerenti la bonifica amianto. In entrambi i casi le detrazioni vanno ripartite poi in quote uguali per 10 anni. CHI PUÒ USUFRUIRE DI QUESTE AGEVOLAZIONI? Possono usufruire tutti i contribuenti che sono proprietari dell’immobile oggetto di intervento o che vantano diritti reali sull’immobile (usufrutto, nuda proprietà, comproprietà) e che sostengono le spese. In particolare, sono ammessi all’agevolazione: • Le persone fisiche. • I contribuenti che conseguono reddito d’impresa, sia aziende individuali che società di persone e di capitali. • Le associazioni tra professionisti. • Gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale. Per entrare più nello specifico, tra le persone che possono rientrare in queste agevolazioni ci sono: • I proprietari dell’immobile. • I condomini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali. • Gli inquilini. • Coloro che hanno l’immobile in comodato. È sempre bene valutare caso per caso con eventuale certificato catastale dell’immobile oggetto dell’intervento. La detrazione del 65% NON può riguardare immobili oggetto dell’attività di impresa come chiarito negli ultimi anni (imprese edili, immobiliari) ed immobili non riscaldati. Per ottenere la detrazione del 50% non sono invece richieste particolari formalità. La detrazione del 50% trattandosi di detrazione IRPEF riguarda le persone fisiche (privati) ed immobili a prevalente uso abitativo e le loro pertinenze (garage, autorimesse). QUALI SPESE SONO EFFETTIVAMENTE DETRAIBILI? Tutte le spese specifiche dell’intervento, compresa l’iva per i privati, e le spese “indirette” ma indispensabili per l’intervento quali spese tecniche per professionisti, bolli, tasse di concessione od occupazione suolo. Nel caso di interventi di riqualificazione energetica sono ammesse tutte le spese necessarie per completare le opere e non solo la parte specifica del solo isolante. Esempio: Nella riqualificazione di una copertura sono ammesse in detrazione tutte le spese per ponteggi, parapetti, rimozione e smaltimento vecchia copertura (tegole, eternit, guaina) e fornitura e posa della nuova copertura compreso l’isolante e le lattonerie di completamento. QUALI PRATICHE AMMINISTRATIVE DEVONO FARE? In linea di massima bisogna procedere a fare una

C.I.L. (comunicazione di inizio lavori) all’Ufficio Tecnico del Comune dove ha sede l’immobile oggetto dell’intervento. Le pratiche negli anni si sono molto semplificate così come le tempistiche, infatti la comunicazione può essere fatta anche pochi giorni prima dell’inizio di lavori, salvo casi specifici di zone soggette a vincoli paesaggistici. Nel caso di lavori che prevedono interventi su materiale in cemento amianto è a carico dell’impresa esecutrice dare le dovute comunicazioni all’ASL competente almeno 30 gg prima. Infine nel caso di interventi di riqualificazione energetica, come scritto sopra, un Tecnico abilitato deve inviare la pratica specifica all’Enea. Anche in questo caso è spesso l’azienda esecutrice ad avere un tecnico di fiducia che valuta fin dall’inizio la corrispondenza ai valori di trasmittanza termica.

COME DEVO ESEGUIRE I PAGAMENTI PER NON PERDERE I BENEFICI? Se trattasi di privato bisogna eseguire i pagamenti esclusivamente con bonifico bancario o postale e specificare il codice fiscale del beneficiario delle detrazioni, la partita iva del beneficiario del bonifico e la normativa di riferimento. Se trattasi di titolare di partita iva si può pagare liberamente perché fa fede la fattura ai fini della detrazione. Si specifica che le imprese che eseguono i pagamenti con bonifico devono eseguire bonifici ordinari senza seguire la normativa obbligatoria per i privati dove va indicato il codice fiscale alfa numerico.

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SPECIALE AUTOSCUOLE speciale a cura della redazione

Dal 20 maggio, maggiori controlli sul carico merci Piu’ controlli da domenica 20 maggio. I camionisti sono avvisati: da domenica 20 maggio 2018 si devono aspettare più controlli tecnici, e più severi, sui loro veicoli superiori alle 3,5 t. Potranno essere fermati dalla Polizia stradale che, in associazione con il personale del Ministero dei Trasporti, effettuerà controlli tecnici accurati sul veicolo in tutte le sue componenti: dai freni alla visibilità, dall’impianto elettrico alle ruote, dal telaio all’impianto di scarico. Ovviamente la prima cosa che andranno a controllare, è che il veicolo sia stato revisionato nei tempi giusti. Ma non solo. Gli addetti al controllo dovranno anche visionare il carico tenendo presente una specifica tabella dove sono indicate tutte le possibili carenze.

duplicati riclassificazioni patente corsi rinnovo cqc patenti internazionali

Questo è ciò che stabilisce il decreto ministeriale DM 217/2017 che ha recepito la direttiva europea 2014/47/UE e che probabilmente sarà dettagliato prossimamente da ulteriori circolari di spiegazione da parte del ministero dei Trasporti e del ministero dell’Interno. L’Unione Europea ha stabilito che ogni anno venga fatto un certo numero di controlli sulle strade e che si compili un formulario da inoltrare poi agli organi centrali. L’obiettivo finale, è quello di avere sulle strade veicoli merci che siano più “in ordine”, più sicuri e meno inquinanti. Per raggiungere questo obiettivo, è stato introdotto un sistema di classificazione delle imprese di autotrasporto: chi, a seguito di tali controlli, ha dimostrato di non rispettare le regole minime, avrà un alto profilo di rischio e sarà soggetto a maggiori controlli in futuro, chi invece dimostra di essere un’azienda che lavora bene e con veicoli a posto, potrà invece dormire sonni più tranquilli perché soggetta a meno controlli in futuro.

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Ma chi è che si deve occupare del carico in un trasporto merci? Dipende: in alcune aziende esiste la figura specifica del caricatore che si occupa di tutte le problematiche del caso, in altre invece è il mittente a provvedere all’imballaggio, quello che è certo è che l’impresa di trasporto e il conducente sono SEMPRE responsabili del fissaggio del carico sul veicolo, dal momento che a seconda della qualità di tale fissaggio, il veicolo può essere più o meno sicuro sulle strade. Sono sempre più frequenti i casi di carico caduto perché non fissato o fissato male, oltre ai casi di sovraccarico. Il conducente, a parte i casi in cui le merci sono sigillate nei container, che spesso non si possono nemmeno aprire, è sempre responsabile del carico, di come è fissato sul veicolo e di come verrà recapitato al destinatario. Anche nei casi in cui si ritrova il mezzo già allestito, l’autista deve controllare che tutto sia fissato a regola d’arte, non si può esimere da questa responsabilità, e la recente revisione del CCNL del trasporto e della logistica ha confermato questo assunto . Come specificato nell’allegato 3 del DM 215/2017, i responsabili devono fare in modo che il carico sia in grado di resistere alle seguenti forze risultanti da accelerazioni/decelerazioni del veicolo: - in direzione di marcia: 0,8 volte il peso del carico e - in direzione laterale: 0,5 volte il peso del carico e - in direzione contraria a quella di marcia: 0,5 volte il peso del carico - e deve, in generale, impedire l’inclinazione o il ribaltamento del carico.


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STORIE D’IMPRESA rubrica a cura della redazione

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nauguriamo la rubrica dedicata alle storie di successo di imprenditori ed artigiani con Tami, azienda che produce arredi industriali, fondata 30 anni fa a Vertova (Bg) da Aurelio Tiraboschi. Dall’esperienza acquisita come artigiano nei montaggi industriali, Tiraboschi intraprende la strada della progettazione e produzione di strutture su misura in metallo quali soppalchi, tettoie e scale.

incostante crescita. Ciò anche grazie ad una conduzione aziendale a livello famigliare, che vede impegnati in azienda anche Emanuela, la moglie del titolare, Fabrizio fratello del titolare, i giovani figli Davide, 31 anni (area commerciale) e Alessio, 28 (nello sviluppo commesse per la produzione). Tra i clienti più prestigiosi Tami annovera Ca’ Del Bosco, Absolute Yachts e Bticino.

Tami, arredamenti industriali da 30 e Lode «Sono state e continuano ad essere tante le soddisfazioni - sottolinea il titolare - anche se il lavoro è diventato più complesso per via della burocrazia legata al rispetto delle regole antisismiche che ci impongono a livello tecnico tempi di messa in produzione più lunghi». Tami, grazie ad un’organizzazione ottimale ha superato brillantemente i tempi duri della recente crisi economica, tanto che il suo volume d’affari è

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MONDIALI DI CALCIO 2018 speciale a cura della redazione

La Guida ai Mondiali di Russia 2018 calendario, date e orari.

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l via la 21^ edizione dei Mondiali di calcio FIFA. Si partirà il 14 giugno con la gara d'apertura tra i padroni di casa e l'Arabia Saudita: 11 città coinvolte e 12 stadi a disposizione delle 32 squadre che daranno la caccia alla finale in programma il prossimo 15 luglio a Mosca

21^ Coppa del Mondo: le 32 squadre partecipanti, le grandi escluse e gli 8 gironi Il lungo cammino verso i Mondiali 2018 è iniziato il 12 marzo 2015 e si è concluso il 15 novembre 2017. La fase di qualificazione ha coinvolto ben 208 nazionali, ma solo 32 hanno ottenuto il pass per volare in Russia: 26 squadre attraverso la qualificazione diretta; Svizzera, Croazia, Svezia, Danimarca, Perù e Australia solo dopo aver superato gli spareggi andata e ritorno dei Playoff. Come da tradizione, anche le qualificazioni a Russia 2018 hanno riservato numerose sorprese tra new entry, ed esclusioni eccellenti. L’eliminazione più clamorosa è senza dubbio quella dell’Italia ad opera della Svezia. Gli Azzurri non fallivano la qualificazione alla fase finale di un Mondiale dal lontano 1958, ma non saranno gli unici big a dover fare da spettatori. Niente Coppa del Mondo per gli Stati Uniti dopo sette partecipazioni consecutive e nazionale a stelle e strisce da rifondare. Flop clamoroso anche per il Cile, vincitore delle ultime due edizioni

della Coppa America, e per il Camerun, detentore della Coppa d’Africa. Tra le grandi assenti della vigilia figurano anche l’Olanda, la Grecia, la Turchia, il Ghana e la Costa d’Avorio. Tornano ai Mondiali dopo una lunga astinenza sia il Perù che l’Egitto, assenti rispettivamente da 36 e 28 anni, mentre Islanda e Panama saranno le uniche due nazionali esordienti. Gli 8 gironi eliminatori dei Mondiali di Russia 2018 sorteggiati al Cremlino l’1 dicembre 2017: Gruppo A: Russia, Arabia Saudita, Uruguay, Egitto; Gruppo B: Portogallo, Spagna, Iran, Marocco; Gruppo C: Francia, Perù, Danimarca, Australia; Gruppo D: Argentina, Croazia, Islanda, Nigeria; Gruppo E: Brasile, Svizzera, Costa Rica, Serbia; Gruppo F: Germania, Messico, Svezia, Corea del Sud; Gruppo G: Belgio, Inghilterra, Tunisia, Panama; Gruppo H: Polonia, Colombia, Senegal, Giappone.

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MONDIALI DI CALCIO 2018 speciale a cura della redazione Premi milionari e la prima volta della VAR al Mondiale L’edizione russa dei Mondiali passerà alla storia come la più ricca di sempre. La FIFA ha infatti stanziato quasi 800 milioni di dollari per i contributi economici e i premi da distribuire fra le varie nazionali. Metà dei fondi servirà a coprire i costi per l’organizzazione e la gestione dell’evento. I restanti 400 milioni verranno invece suddivisi tra le 32 squadre partecipanti: si va dagli 8 milioni di dollari come premio minimo per una nazionale eliminata nella fase a gironi ai 38 milioni riservati ai vincitori della Coppa del Mondo. Russia 2018 sarà anche il primo Mondiale di calcio in cui verrà utilizzata la VAR, ovvero la Video Assistant Referee adottata con successo nell’ultima stagione di Serie A. Si

Sulla carta sarà il “Gruppo D”, formato da Argentina, Croazia, Nigeria e Islanda, a offrire le partite più avvincenti e combattute. Ma scorrendo il calendario della prima fase a gironi è facile notare come non mancheranno i big match dall’esito incerto. Il primo appuntamento da non perdere è il derby iberico tra le Furie Rosse della Spagna e Portogallo nel “Gruppo B” (15 giugno ore 20). Due giorni dopo toccherà ai Campioni in carica della Germania che all’esordio nel “Gruppo F” se la vedranno con la Tricolor del Messico (17 giugno ore 17).

tratta di un’innovazione assoluta che consentirà ai direttori di gara di cambiare o confermare la propria decisione dopo aver visionato i replay di un’azione di gioco dubbia o contestata. A spingere per l’introduzione della VAR sono stati soprattutto il Presidente della FIFA Gianni Infantino e il designatore arbitrale Pierluigi Collina nel tentativo di limitare sensibilmente gli errori del passato grazie all’ausilio della tecnologia. Ulteriore novità: anche il pubblico presente allo stadio avrà modo di giudicare quanto sta accadendo attraverso le immagini che verranno trasmesse sui maxischermi subito dopo la decisione presa dall’arbitro. Le 5 partite imperdibili della fase a gironi La cerimonia d’apertura del 14 giugno sulle note di “Colors”, inno ufficiale dei Mondiali di Russia scritto dal cantante Jason Derulo, vedrà in campo per la prima volta il pallone Telstar 2018 di ritorno dal viaggio nello spazio e il lupo-mascotte Zabivaka. Un gustoso antipasto prima della gara inaugurale Russia-Arabia Saudita in attesa che la fame di calcio degli appassionati dell’intero globo venga placata dalle sfide che vedranno protagoniste le grandi favorite della vigilia: Germania, Brasile, Argentina, Spagna e Francia.

Messi e compagni esordiranno il 16 giugno contro la cenerentola Islanda, reduce da un fantastico Europeo, ma la sfida più entusiasmante del “Gruppo D” sembra essere Argentina-Croazia (21 giugno ore 20). Molto interessante si preannuncia anche l’ultimo turno del “Gruppo E” con la gara Serbia-Brasile (27 giugno ore 20) che potrebbe mettere in palio punti pesanti per la classifica finale del girone. Da segnalare, infine, il big match tra Inghilterra e Belgio nel “Gruppo G” (28 giugno ore 20), gara che di fatto chiuderà la fase a gironi completando il quadro delle 16 qualificate agli ottavi. Il calendario completo di Russia 2018: quale la partita d’esordio? La fase a gironi 14 Giugno ore 16.00 - Cerimonia d’apertura dei Mondiali di calcio 2018 ore 17.00 - Gruppo A: Russia-Arabia Saudita (Mosca) 15 Giugno 14.00 - Gruppo A: Egitto-Uruguay (Ekaterinburg) 17.00 - Gruppo B: Marocco-Iran (San Pietroburgo) 20.00 - Gruppo B: Spagna-Portogallo (Sochi) 16 Giugno 12.00 - Gruppo C: Francia-Australia (Kazan) 15.00 - Gruppo D: Argentina-Islanda (Kaliningrad) 18.00 - Gruppo C: Perù-Danimarca (Saransk) 21.00 - Gruppo D: Croazia-Nigeria (Kaliningrad)

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MONDIALI DI CALCIO 2018 speciale a cura della redazione 17 Giugno 14.00 - Gruppo E: Costa Rica-Serbia (Samara) 17.00 - Gruppo F: Germania-Messico (Mosca) 20.00 - Gruppo E: Brasile vs Svizzera (Rostov) 18 Giugno 14.00 - Gruppo F: Svezia-Corea del Sud (Nizhny Novgorod) 17.00 - Gruppo G: Belgio-Panama (Sochi) 20.00 - Gruppo G: T unisia-Inghilterra (Volgograd) 19 Giugno 14.00 - Gruppo H: Polonia-Senegal (Mosca) 17.00 - Gruppo A: Russia-Egitto (San Pietroburgo) 20.00 - Gruppo H: Colombia-Giappone (Saransk) 20 Giugno 14.00 - Gruppo B: Portogallo-Marocco (Mosca) 17.00 - Gruppo A: Uruguay-Arabia Saudita (Rostov) 20.00 - Gruppo B: Iran-Spagna (Kazan) 21 Giugno 14.00 - Gruppo C: Francia-PerĂš (Ekaterinburg) 17.00 - Gruppo C: Danimarca-Australia (Samara) 20.00 - Gruppo D: Argentina-Croazia (Nizhny Novgorod) 22 Giugno 14.00 - Gruppo E: Brasile-Costa Rica (San Pietroburgo) 17.00 - Gruppo D: Nigeria-Islanda (Volgograd) 20.00 - Gruppo E: Serbia-Svizzera (Kaliningrad) 23 Giugno 14.00 - Gruppo G: Belgio-Tunisia (Mosca) 17.00 - Gruppo F: Germania-Svezia (Sochi) 20.00 - Gruppo F: Corea del Sud vs Messico (Rostov) 24 Giugno 14.00 - Gruppo G: Inghilterra-Panama (Nizhny Novgorod) 17.00 - Gruppo H: Giappone-Senegal (Ekaterinburg) 20.00 - Gruppo H: Polonia-Colombia (Kazan)

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MONDIALI DI CALCIO 2018 speciale a cura della redazione

25 Giugno 16.00 - Gruppo A: Uruguay-Russia (Samara) 16.00 - Gruppo A: Arabia Saudita-Egitto (Volgograd) 20.00 - Gruppo B: Spagna-Marocco (Kaliningrad) 20.00 - Gruppo B: Iran-Portogallo (Saransk)

2 Luglio 16.00 - Ottavo di finale 5: Prima Gruppo E vs Seconda Gruppo F (Samara) 20.00 - Ottavo di finale 6: Prima Gruppo G vs Seconda Gruppo H (Rostov)

26 Giugno 16.00 - Gruppo C: Danimarca-Francia (Mosca) 16.00 - Gruppo C: Australia-PerĂš (Sochi) 20.00 - Gruppo D: Nigeria-Argentina (San Pietroburgo) 20.00 - Gruppo D: Islanda-Croazia (Rostov) 27 Giugno 16.00 - Gruppo F: Corea del Sud-Germania (Kazan) 16.00 - Gruppo F: Messico-Svezia (Ekaterinburg) 20.00 - Gruppo E: Serbia-Brasile (Mosca) 20.00 - Gruppo E: Svizzera-Costa Rica (Nizhny Novgorod)

3 Luglio 16.00 - Ottavo di finale 7: Prima Gruppo H vs Seconda Gruppo G (Mosca) 20.00 - Ottavo di finale 8: Prima Gruppo F vs Seconda Gruppo E (San Pietroburgo) 6 Luglio 16.00 - Quarto di finale 1: Vincente Ottavo di finale 2 vs Vincente Ottavo di finale 1 (Nizhny Novgorod) 20.00 - Quarto di finale 2: Vincente Ottavo di finale 5 vs Vincente Ottavo di finale 6 (Kazan)

28 Giugno 16.00 - Gruppo H: Giappone-Polonia (Volgograd) 16.00 - Gruppo H: Senegal-Colombia (Samara) 20.00 - Gruppo G: Inghilterra-Belgio (Volgograd) 20.00 - Gruppo G: Panama-Tunisia (Samara)

7 Luglio 16.00 - Quarto di finale 3: Vincente Ottavo di finale 7 vs Vincente Ottavo di finale 8 (Samara) 20.00 - Quarto di finale 4: Vincente Ottavo di finale 3 vs Vincente Ottavo di finale 4 (Sochi)

Il tabellone finale: dagli ottavi alla finale del mondiale di Russia

10 Luglio 20.00 - Semifinale 1: Vincente Quarto di finale 1 vs Vincente Quarto di finale 2 (San Pietroburgo)

30 Giugno 16.00 - Ottavo di finale 1: Prima Gruppo C vs Seconda Gruppo D (Kazan) 20.00 - Ottavo di finale 2: Prima Gruppo A vs Seconda Gruppo B (Sochi) 1 Luglio 16.00 - Ottavo di finale 3: Prima Gruppo B vs Seconda Gruppo A (Mosca) 20.00 - Ottavo di finale 4: Prima Gruppo D vs Seconda Gruppo C (Nizhny Novgorod)

11 Luglio 20.00 - Semifinale 2: Vincente Quarto di finale 3 vs Vincente Quarto di finale 4 (Mosca) 14 Luglio 16.00 - Finale terzo posto (San Pietroburgo) 15 Luglio 17.00 - Finale Coppa del Mondo 2018 (Mosca)

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MECCANICA & TERZISTI speciale a cura della redazione

Crescono nel bresciano industria e artigianato nel primo trimestre 2018

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el primo trimestre del 2018 l’attività produttiva delle imprese manifatturiere bresciane registra una nuova crescita, a certificazione del complessivo buono stato di salute dell’industria locale. Dopo un 2017 positivo, prosegue quindi il recupero del made in Brescia, favorito, tra l’altro, dalla positiva evoluzione delle vendite, sia in Italia che sui mercati esteri. Nel dettaglio, la produzione industriale segna un incremento congiunturale del 2,2%; il tasso tendenziale (ossia la variazione dell’indice nei confronti dello stesso periodo dell’anno scorso) risulta non negativo per la diciottesima rilevazione consecutiva (+3,6%). Il tasso acquisito, ovvero la variazione media annua che si avrebbe se l’indice della produzione non subisse variazioni fino alla fine del 2018, è pari a +3,0%. Il recupero sperimentato in questi anni ha di fatto azzerato la perdita registrata in occasione della seconda recessione (quella alimentata dalla crisi dei debiti sovrani): dai minimi toccati nel terzo trimestre del 2013, la produzione è salita del 15,5%, mentre il differenziale dai massimi del 2008 è ancora elevato (-20% circa). L’artigianato manifatturiero bresciano, prosegue il percorso positivo intrapreso durante il 2016: da gennaio a marzo 2018 la produzione è cresciuta, su base annua, del 3,6%. Il fatturato ha realizzato un incremento più significativo (+6,6%) ed il tasso di utilizzo degli impianti è salito al 69,4%. Il quadro positivo è confermato anche dagli ordinativi che sono cresciuti, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, del 4,1%. Al netto degli effetti stagionali, la produzione è cresciuta, rispetto al trimestre scorso, dello 0,7%, il fatturato del 2,3% e gli ordini dell’1,2%. Positivo anche il risultato dell’occupazione con un incremento dell’1,1%.

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Il confronto territoriale evidenzia che l’artigianato bresciano ha conseguito risultati nel complesso migliori della media lombarda. La dinamica produttiva è evidente dall’andamento dell’indice della produzione manifatturiera artigiana: dopo avere raggiunto il punto di minimo alla fine del 2012, ha seguito su un percorso di crescita lento ma costante, irrobustito dai risultati positivi del 2016-2017 e consolidato nel primo trimestre del 2018. Questo processo ha consentito di recuperare i livelli di produzione persi nel biennio 2011-2012. I principali indicatori dell’industria: Con riferimento ai settori, l’attività produttiva è aumentata significativamente nei comparti: metallurgico e siderurgico (+4,6%), meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (+3,0%), chimico, gomma e


MECCANICA & TERZISTI speciale a cura della redazione plastica (+2,5%), tessile (+2,5%) e meccanica tradizionale e mezzi di trasporto (+2,3%). E’ invece cresciuta con minore intensità per gli operatori dei materiali da costruzione ed estrattive (+1,5%), agroalimentare e caseario (+0,4%), carta e stampa (+0,4%) e calzaturiero (0,4%). Non si segnalano variazioni nei settori: abbigliamento (0,0%), legno e mobili in legno (0,0%) e maglie calze (0,0%). Le vendite sul mercato italiano sono aumentate per il 38% delle imprese, diminuite per il 15% e rimaste invariate per il 47%. Le vendite verso i Paesi comunitari sono incrementate per il 29% degli operatori, scese per il 10% e rimaste stabili per il 61%; quelle verso i Paesi extra UE sono cresciute per il 28%, calate per il 13% e rimaste invariate per il 59% del campione. I costi di acquisto delle materie prime sono saliti per il 38% delle imprese, con un incremento medio dell’1,4%. I prezzi di vendita dei prodotti finiti sono stati rivisti al rialzo dal 21% degli operatori, per una variazione media dello 0,7%. Le previsioni a breve termine delineano una prosecuzione della fase di espansione del manifatturiero provinciale nonostante alcune incognite legate alle incertezze della politica interna e alle tensioni a livello internazionale. La produzione è prevista in aumento da 30 imprese

su 100, stabile dal 67% e in flessione dal rimanente 3%. Gli ordini provenienti dal mercato domestico sono previsti in aumento dal 30% degli operatori, stabili dal 63% e in calo dal 7%; quelli dai Paesi UE sono in crescita per il 24% degli operatori del campione, invariati per il 70% e in flessione per il 6%; quelli provenienti dai mercati extracomunitari sono in incremento per il 30% delle imprese, stabili per il 61% e in diminuzione per il 9%. I principali indicatori dell’artigianato: Il fatturato del comparto artigianato segna un incremento tendenziale più intenso della produzione pari al 6,6% e congiunturale del 2,3% anche grazie alla ripartenza dei prezzi. Le dinamiche dell’indice destagionalizzato del fatturato totale sono simili a quelle viste per la produzione industriale ma con un recupero più robusto, i livelli di fatturato hanno, infatti, superato quelli del 2010, anche se quelli del periodo pre-crisi del 2009 restano ancora lontani. Gli ordini sono cresciuti del 4,1%, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, stimolati dalla domanda interna (ordini interni +4,4%). La componente estera presenta un risultato leggermente positivo (+0,3%), ma in rallentamento rispetto a quelli conseguiti nei trime-

stri precedenti. Va sottolineato però che il peso del fatturato riconducibile al mercato estero rappresenta per le imprese artigiane una quota limitata (7,6%). Nel primo trimestre dell’anno il numero degli addetti torna a crescere, il saldo tra tasso di ingresso e di uscita si è chiuso in positivo (1,1%). Aumenta la quota di imprese che ha fatto ricorso alla Cassa integrazione guadagni attestandosi al 2,5% per un totale sul monte ore lavorate complessivo pari allo 0,4%. I risultati complessivamente positivi si riflettono sulle aspettative degli imprenditori artigiani per il secondo trimestre del 2018. Le attese sono, infatti, moderatamente ottimistiche su tutti i fronti: produzione, domanda interna, domanda estera, fatturato e occupazione. Resta, comunque, molto alta la quota di imprenditori che prevedono la stabilità di tutti gli indicatori per il prossimo trimestre.

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MECCANICA & TERZISTI speciale a cura della redazione

La fatturazione elettronica obbligatoria.

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on l’entrata in vigore della fatturazione elettronica obbligatoria a partire dal: • prossimo 1° luglio per le cessioni di benzina e gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori per uso autotrazione e per le presta-

zioni rese da subappaltatori/subcontraenti nel quadro di un contratto di appalto stipulato con la Pubblica Amministrazione; • 1° gennaio 2019 per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti nel territorio dello Stato (B2B e B2C).

Materiali in plastica a contatto con gli alimenti: le ultime novita' UE

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a Commissione Europea è nuovamente intervenuta in tema di sostanze utilizzabili nei materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. È stato pubblicato il 19 gennaio scorso sulla Gazzetta Ufficiale UE il Regolamento CE 2018/79 della Commissione che modifica il Regolamento CE n. 10/2011 riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari. L’Art. 1 del Regolamento 2018/79 introduce modifiche all’Allegato I del Regolamento 10/2011 relativamente all’elenco delle sostanze autorizzate che possono essere utilizzate in questi materiali e oggetti in plastica. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha dato parere favorevole sulle seguenti sostanze:

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Copolimero del butadiene, dello stirene, del metacrilato di metile e dell’acrilato di butile, reticolato con divinilbenzene o dimetacrilato di 1,3-butanediol Monomero 2,4,4′-trifluorobenzofenone Monomero 2,3,3,4,4,5,5-eptafluoro-1-pentene Ossido di tungsteno quando l’additivo è utilizzato come agente di riscaldamento nel polietilene tereftalato (PET) Miscela di alcanammidi C14-C18 metil-ramificate e lineari derivate da acidi grassi Le modifiche introdotte all’Allegato I del Regolamento CE n. 79/2018 sono entrate in vigore l’8 febbraio 2018. L’Art. 2 del Regolamento 2018/79 precisa che i materiali e gli oggetti di materia plastica conformi al Regolamento CE n. 10/2011, nella versione applicabile prima dell’entrata in vigore del Regolamento 2018/79, possono essere immessi sul mercato fino all’8 febbraio 2019 e rimanere sul mercato fino all’esaurimento delle scorte.


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MECCANICA & TERZISTI speciale a cura della redazione

Le imprese rosa impiegano 43mila addetti in provincia.

Commercio, turismo, servizi, manifattura e agricoltura sono lo zoccolo duro.

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e imprenditrici bresciane impiegano circa 43mila addetti in provincia. Sono 23.952 le imprese femminili con sede nel bresciano alla fine del 2017, in crescita, nell’ultimo anno, dello 0,7%. E’ quanto emerge dalle elaborazioni del Servizio Studi della Camera di Commercio di Brescia su dati del Registro Imprese. Brescia si colloca in seconda posizione in regione per numero di imprese femminili, preceduta da Milano, che conta oltre 63mila imprese, e seguita da Bergamo che ne conta oltre 18mila. Le imprese femminili rappresentano il 20,1% delle imprese del territorio e sono molto attive nei settori del commercio, del turismo, della cura del benessere della persona. Commercio, turismo, servizi, manifattura e agricoltura sono, infatti, lo zoccolo duro del fare impresa al femminile; in questi cinque settori si concentra ben il 70% delle imprese rosa in provincia. Il 25% delle imprese rosa sono attive nel commercio, vale a dire 1 impresa su 4; più nel dettaglio operano nel commercio al dettaglio di abbigliamento, nella gestione dei minimercati delle tabaccherie e nella vendita ambulante di prodotti tessili. Nei servizi turistici le donne operano nella ristorazione, dove prediligono la gestione dei bar, comparto quest’ultimo caratterizzato da una connotazione femminile particolarmente forte pari ad una impresa su cinque. Altro settore produttivo che si caratterizza per l’elevata presenza femminile è quello dei servizi nel quale primeggiano i servizi alla persona; in tale comparto il 67% delle imprese è guidato da donne. In questo ambito le attività principalmente svolte sono quelle di parrucchiere ed estetiste e di lavanderie. Nell’industria manifatturiera le donne imprenditrici esprimono la loro creatività nell’attività di confezione di articoli di abbigliamento anche se non manca la presenza femminile in lavori prettamente maschili quali quelli della meccanica ge-

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nerale e della fabbricazione di prodotti in metallo. Nell’agricoltura le imprese rosa svolgono attività di coltivazione con annessi allevamenti e si occupano di coltivazione di cereali. Nell’ultimo anno le imprese gestite da donne sono aumentate dello 0,7%, in controtendenza rispetto a quanto osservato per la struttura imprenditoriale non femminile che, invece, è calata dello 0,3%. Il contributo alla crescita dell’imprenditorialità femminile proviene dall’aumento della partecipazione femminile, nell’ultimo anno, in alcuni comparti del terziario quali le attività tecniche e scientifiche (+5,3%) laddove emergono le aziende rosa che operano nelle attività di direzione aziendale e consulenza gestionale (+8,4%), negli studi di architettura e ingegneria (+9,3) e nella pubblicità e ricerche di mercato (+8,0%). In aumento anche le imprese femminili che operano nel comparto del supporto alle imprese, in tale ambito, nell’ultimo anno, sono cresciute le attività dei servizi per edifici e paesaggi (+5,1%) e le attività di supporto per le funzioni d’ufficio (+5,0%). Importante anche la crescita delle aziende rosa nell’ambito dell’istruzione (+9,3%). Le imprenditrici bresciane hanno un’età media di 51 anni e sono leggermente più giovani rispetto alle colleghe lombarde ed italiane (52 anni), ma meno giovani in confronto alle imprenditrici straniere (47 anni è l’età media delle comunitarie e 43 anni delle extracomunitarie). Il 12,7% delle imprese femminili è gestito da donne straniere di cui il 9,8% sono imprenditrici extracomunitarie. Nell’ultimo anno le imprese straniere hanno fatto registrare una buona dinamica di crescita (+4,8%), trainata in particolare dalle imprenditrici extracomunitarie (+5,1%). Le imprenditrici straniere provengono prevalentemente dalla Cina (891), dalla Romania (885), dalla Svizzera (391), dalla Germania (272) e dal Marocco (278). Presenti anche Albanesi (262), Ucraine (260) e Indiane (239).


ODONTOIATRIA

SALUTE e BENESSERE

rubrica a cura del Dottor Saverio Ferrari Parabita - MEDICO CHIRURGO E ODONTOIATRA IN BRESCIA

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i pone spesso il problema, in caso di carenza di osso, specialmente al mascellare superiore, di come poter inserire impianti utili a sostenere una protesi fissa. Una “filosofia” ci indica la strada della rigenerazione dell’osso tramite un intervento chirurgico in cui si utilizza osso da materiale biocompatibile (o autologo) che, irrorato dal sangue, viene inglobato dall’osso.

glie parziali, applicabili in mancanza d’osso anche in porzioni del mascellare inferiore, si impiega molto meno tempo. Il paziente immediatamente dopo l’intervento, oppure a distanza di poche ore, può già adottare una protesi provvisoria, mentre dopo tre mesi otterrà una dentatura fissa e stabile che gli restituirà il sorriso ed la masticazione ottimale.

Impianto sottoperiostale

valida alternativa alla rigenerazione ossea Le rivoluzionarie griglie in titanio evitano gli invasivi e invalidanti interventi di innesto che hanno tempi di guarigione molto lunghi Tale metodica oltre a non garantire il successo della ricrescita, a volte comporta il dover sopportare, da parte del paziente, conseguenze invalidanti ed una dolorosa convalescenza. Senza parlare dei tempi necessari all’ispessimento del tessuto, dell’ordine dei 12-18 mesi. Recentemente tuttavia, alcuni studi hanno riproposto l’impianto sottoperiostale quale alternativa alla rigenerazione. In pratica l’odontoiatra utilizza quale supporto per la protesi una griglia in titanio che si ancora al palato ed all’ossatura, a livello zigomatico, del paziente. In passato tali strutture a causa di una metodica di produzione tramite fusione a cera persa, andarono incontro a problemi di tenuta strutturale. Oggi, grazie ai passi avanti nella tecnologia di produzione le griglie sono solide ed evitano al paziente possibili problemi di natura infettiva a causa di eventuali attacchi batteriologici, che si verificavano spesso in passato. Le griglie, prodotte dalla vicentina Btk, sono costruite sulla base dei disegni cad cam, elaborati dopo l’acquisizione dei dati estrapolati dagli esami tomografici dello scheletro facciale del paziente. Il melting laser (tecnologia “presa in prestito” dall’industria aeronautica) sinterizza la polvere di titanio e, strato dopo strato, va a creare ogni griglia, personalizzata per ogni individuo in base alle proprie ed uniche caratteristiche biologiche. L’operazione per l’inserimento di una griglia per l’intera arcata dentale superiore ha in media una durata di due ore. Mentre per l’inserimento di gri-

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MOTORI rubrica a cura di Saverio Ferrari Parabita

Lamborghini Urus l’hyper SUV da 650 CV

Il primo SUV Lamborghini ha prestazioni da vera...Lambo grazie al motore V8 4.0 biturbo da 650 CV e 850 Nm di coppia massima (2.250 giri!). Notevole il sound, nella modalità sport e corsa, che filtra all’interno dell’abitacolo. Prima o poi doveva succedere che un brand come Lamborghini facesse posto all’interno della propria gamma ad un SUV. In realtà qualcosa del genere era già successo nei primi anni 80 con la LM-002 dotata del V12 della Countach, ma per quanto riguarda la concezione moderna di SUV solamente Maserati, Porsche e Bentley si erano spinte a tanto. Del resto mettere mano alle tradizioni più radicate è qualcosa di molto coraggioso ed inseguire le mode, per aziende che hanno da sempre imposto il concetto di auto sportiva o di lusso, non dev’essere stato semplice. C’è chi è arrivato prima, chi è arrivato dopo e chi arriverà... come Rolls-Royce ed addirittura Ferrari, che prossimamente lanceranno sul mercato la loro visione di Sport Utility Vehicle. Automobili non necessariamente legate alla tradizione del marchio, nemmeno sotto il profilo motoristico tanto che in Lamborghini dopo aver dato un’occhiata alla fattibilità di una Urus aspirata con i motori già in “line-up” (V10 o V12) ha scelto di fare posto ad una versione rivista e corretta in Italia del V8 4.0 biturbo Audi. E’ la prima volta che un motore di questo tipo prende posto sotto al cofano di un Toro di Sant’Agata ma è anche la prima volta che in provincia di Bologna viene fatto posto ad un SUV meno estremo ed elitario rispetto a quel LM-002 che comunque aveva già aperto la strada. Meno estremo ed elitario, ovviamente, è un concetto relativo: la Urus ha comunque 650 CV, è lunga 511 cm (300 cm passo) e pesa 2.197 kg ma è anche una vettura che grazie all’elettronica sa anche essere gentile con i suoi passeggeri, che possono essere da 4 a 5 in base alla configurazione che si sceglie dell’abitacolo. 616 litri di bagagliaio (2 sacche da golf o 8 trolley da cabina) la Urus nella variante a 5 posti è in grado di estendere la capacità di carico a 1.596 litri sfruttando lo spazio altrimenti riservato ai passeggeri: la zona anteriore è stata pensata per “piloti” fino a 205 cm di altezza senza però limitare lo spazio per chi siede dietro...visto che sulla stessa linea può prendere posto anche una persona alta 190.

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Tanto spazio, ma anche tecnologia di altissimo profilo: Urus porta con sé tutta l’esperienza di Audi a riguardo e molte delle tecnologie che abbiamo visto su A8 si ritrovano anche su questa nuova SUV firmata Lamborghini. Head-up display, strumentazione digitale con schermo da 12”, doppio display in plancia e pochissimi tasti funzione rappresentano la configurazione di un reparto tecnologico che offre molto anche in termini di sicurezza attiva. Telecamera notturna night vision, ma anche assistenti alla guida di livello 2 (lane assist, gestione distanza sicurezza, frenata di emergenza, etc) fanno parte della dotazione. Come ogni Lamborghini che si rispetti anche la Urus, però, trova il suo elemento chiave nella configurazione meccanica: il motore, 4.0 V8 biturbo benzina, è stato pensato appositamente per questo modello ed offre una potenza massima di 650 CV con una coppia monstre di 850 Nm a 2.250 giri,che ha richiesto l’adozione di un cambio a convertitore di coppia ZF8 ad otto rapporti. Un cambio che fa parte di un gruppo trasmissione che Lamborghini ha sviluppato secondo la tradizione del brand - e le necessità del modello - utilizzando la trazione integrale con differenziale centrale Torsen. Ripartizione? 40 davanti, 60 dietro. COM’È DAL VIVO La nuova Urus è la Lamborghini che non ti aspetti perché se è vero che il diesegno ad esagono è esattamente in linea con quanto proposto da Aventador e Huracan è anche vero che le proporzioni sono tutt’altro che da vera sportiva. Ben realizzata e costruita con cura, la nuova Urus vanta dettagli molto raffinati per quanto riguarda la scelta della tecnologica dei gruppi ottici anteriori ed il disegno dei fari posteriori ed allo stesso tempo stupisce come a Sant’Agata


siano riusciti a mantenere “importanti” gli angoli di attacco e di uscita (fondamentali per le dune arabe) senza rinunciare a nulla in termini di prestazioni aerodinamiche. Peccato solamente per la posizione della telecamera del night vision: se presente, nella parte alta della calandra, stona un po’. COM’È DENTRO Rifinita con cura per il dettaglio maniacale, la nuova Lamborghini Urus trae dall’esperienza Audi il massimo per introdurre nel segmento delle SUV nuovi concetti di qualità della vita a bordo: bello il doppio display, in chiave Audi A8, bellissimi i pellami e lo stile utilizzati per lo sviluppo ed il disegno degli interni. Veramente un’opera di pregio in cui il tocco italiano, per la scelta dei colori e dei dettagli come nel caso del “Tamburo” attraverso il quale si scelgono le modalità di guida, si fanno davvero notare. Tanto lo spazio a bordo: è la prima Lamborghini in cui anche i clienti alti 2 metri non avranno nulla da ridire. Ed è anche la prima in cui si parla di posti posteriori e di...bagagliaio (enorme). COME SI GUIDA La piattaforma modulare per motori longitudinali del Gruppo Volkswagen è “marcante” nel modo in cui esprime la dinamica e dopo poche curve si capisce immediatamente che la base tecnica è quella utilizzata anche per altre vetture del gruppo. Il lavoro svolto dallo staff tecnico guidato da Maurizio Reggiani, però, ha permesso di andare ben oltre quanto visto - ad esempio - sulla terza generazione di Porsche Cayenne ed il risultato è davvero stupefacente. La declinazione con il passo allungato a 3 metri (esclusiva Lambo) si dimostra molto stabile sul veloce ma allo stesso tempo in grado di guadagnare quell’agilità che le dimensioni non possono promettere con l’intervento di elementi come le quattro ruote sterzanti o il torque vectoring sul differenziale posteriore. Il risultato è una Urus estremamente veloce, perché sostenuta dalla forza di 650 CV, in grado di assicurare tutto il comfort che serve su strada ed una agilità nello stretto che ricorda quella di vetture decisamente più compatte. Un risultato che il Lamborghini hanno ottenuto lavorando sodo anche sulla taratura delle sospensioni con le molle ad aria, sulle barre stabilizzatrici a controllo elettronico - che attenuano i movimenti del corpo vettura - e su decine di altri elementi che rendono speciale questa Urus: uno in particolare è il tamburo attraverso il quale andare a scegliere le modalità di guida. Strada è morbida, comfortevole e molto silenziosa, Corsa sa essere graffiante e pungente come una vera Lambo...con tanto di sound mozzafiato e cambiate super veloci. Il tutto ben assistito da uno sterzo molto preciso, una erogazione del V8 che grazie ai turbo sa essere morbida ma allo stesso tempo “cattiva” con l’avvicinarsi della zona rossa ed un reparto trasmissione che fa lavorare la Urus come una trazione posteriore sfruttando l’asse anteriore per offrire sicurezza ma allo stesso tempo capacità di offrire trazione in chia-

ve performance: lo 0-100 km/h in 3,6 secondi o lo 0-200 in 12,7 parlano chiaramente di un SUV che non ha dalla sua solamente una velocità massima da brivido (305 km/h). Con tutta questa forza non poteva essere da meno l’impianto frenante: la Urus frena da 100 a 0 km/h in appena 33,7 metri, valore in linea con quello di molte sportive con la S maiuscola. CONCLUSIONE La Urus a differenza degli altri modelli in gamma nasce per essere spaziosa e versatile ma anche comoda e sopratutto in grado di andare fortissimo pur a fronte di altezze da terra ed angoli di attacco ed uscita che non fanno certamente il paio con le esigenze aerodinamiche di una vettura sportiva. Eppure in Lamborghini sono riusciti nella magia di trasformare una Sport Utility Vehicle in qualcosa di molto vicino ad una vera vettura sportiva. Senza esagerare, fatte le debite proporzioni, con il prezzo: 206.000 euro è una cifra adeguata alle caratteristiche uniche ed eltarie di questo SUV. PREGI E DIFETTI - prestazioni mozzafiato - comfort e lusso - spazio a bordo - strumentazione senza mappa full-screen - porte senza fermo “intermedio” - sedili posteriori abbittibili solo nella 5 posti

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REDAZIONALE rubrica a cura della redazione

Studi odontoiatrici Sfp sinonimo di capacita’, voglia di fare e innovazione Carico immediato, interventi senza dolore, protesi fisse in tempi brevi e porre sempre al centro il paziente e le sue esigenze, nel lavoro del Dottor Saverio Ferrari Parabita

I

ntraprendente e istrionico il Dottor Saverio Ferrari Parabita è tra i professionisti del settore odontoiatrico più conosciuti e stimati a Brescia. Originario di San Remo, dopo la laurea fa pratica nel reparto di chirurgia Maxillo Facciale al San Raffaele di Milano. Oltre ad affinare le sue capacità con le metodiche ricostruttive a seguito di traumi e malattie oncologiche si avvicina all’implantologia dentale fino ad arrivare ad essere tra i primi e tra i maggiori esperti in Italia nella tecnica del carico immediato. Il Dottor Parabita sin dagli Anni ‘90 è protagonista di diversi congressi anche all’estero, dove spesso è chiamato sul palco quale relatore. Presso l’Università di Chieti, inoltre, tiene un corso di implantologia elettrosaldata. L’obiettivo perseguito da questo stimato professionista è ben chiaro: fare in modo che, senza dolore ed in tempi brevi, il paziente possa riacquistare la corretta masticazione ed il miglior sorriso. Non solo carico immediato “tradizionale”, con in genere quattro impianti a sostenere un’intera arcata dentale, ma anche impianti zigomatici, ed impianti pterigoidei con i quali si riescono a risolvere alcuni tra i più seri casi di atrofia ossea. Con queste tecniche il paziente ottiene una protesi

provvisoria con cui masticare e parlare senza difficoltà già poche ore dopo l’intervento e nel giro di pochi mesi una volta stabilizzati gli impianti, la protesi definitiva. Di recente lo Studio Parabita è anche diventato il Centro di Riferimento di Brescia e provincia per Eagle GridTM, l’innovativa griglia in titanio che risolve i casi più gravi di mancanza d’osso per l’inserimento di impianti, restituendo a chi non poteva fare a meno della dentiera la gioia di ritrovare la corretta funzione masticatoria e la voglia di sorridere in maniera naturale e spontanea. Nello studio di Brescia, come in quello con sede in Bergamo il Dottor Parabita ed i suoi collaboratori eseguono anche interventi di conservativa ed estetica odontoiatrica, endodonzia e profilassi per l’igiene orale e la prevenzione. Da segnalare che ogni assistente che opera in questi studi ha una formazione conseguita in sala operatoria e che per alcuni casi viene consultato un medico anestesista. Per conseguire il risultato ottimale ogni singolo caso viene qui analizzato con le più avanzate strumentazioni hi-tech sul mercato, a partire dai macchinari per radiografie, panoramiche e Tac.

Uno dei riuniti odontoiatrici nello studio di Brescia del Dott. Parabita.

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Particolare della sala d’attesa nello studio di Brescia del Dott. Parabita.


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Magazine Punto Bresciano 2018 numero 4 Giugno-Luglio 2018  

SPECIALI MECCANICA & TERZISTI, MONDIALI 2018 e Storie d'Impresa, Motori, Salute e Benessere, Coperture e Autoscuole.

Magazine Punto Bresciano 2018 numero 4 Giugno-Luglio 2018  

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