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IL SOLE NEWS n. 34 - luglio 2012


IL SOLE NEWS Periodico di solidarietĂ  mondiale che racconta e rendiconta le attivitĂ  in corso in Italia e nel Sud del mondo de Il Sole Onlus Direttore responsabile Elena Scarrone Sede e contatti della direzione viale Rimembranze 45 21047 Saronno Tel. 02.96193238 info@ilsole.org www.ilsole.org Fotografie Archivio Il Sole Onlus Redazione Elisabetta Maccioni, Greta Pini, Francesca Pozzi, Diego Roncoroni Hanno collaborato in questo numero: Eleonora Alestra, Ornella Lavezzoli, Chiara Ottoboni, Donatella Pellegrino, Diego Rizza, Fabio Ronchetti, Donatella Vaiarello, Vittorio Villa. Registrazione Tribunale di Como n. 21/2000 del 8/09/2000

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EDITORIALE

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ari amici e sostenitori, non è un mistero per nessuno di come questa crisi economica stia colpendo tutti noi e questa è una delle motivazioni per cui si cerca in modo concreto di risparmiare dove possibile. Anche noi ci adeguiamo a questa politica e stiamo riducendo in modo significativo i costi di struttura. Proprio per perseguire questo intento, anche nell’ottica di una migliore e più rapida gestione, state ricevendo il Notiziario a tiratura semestrale via e-mail, lo pubblicheremo inoltre sul nostro sito www.ilsole.org e lo condivideremo su Facebook e altri canali virtuali a nostra disposizione, risparmiando così una cifra cospicua sulla stampa e sulle spedizioni postali. Cambiamento, parola molto usata in questo momento storico. Tutti noi aneliamo a un cambiamento della situazione economica generale, della situazione sociale e politica. La parola cambiamento equivale in qualche modo alla parola speranza. Anche noi, come Associazione stiamo seguendo la strada del cambiamento, abbiamo addirittura intitolato il nostro Piano Strategico 2012/2014: “Partecipiamo al cambiamento”. Già da questo 2012 Il Sole Onlus ha attivato e ha intenzione di proseguire su questa strada, la politica del cambiamento, della rinascita. Ci siamo muniti di un nuovo Statuto; abbiamo eletto un nuovo Consiglio Direttivo; parliamo ora di Sostegno a distanza ravvicinata e non più solamente di sostegno a distanza; abbiamo esteso i nostri progetti al nostro territorio nazionale (Scampia e Mazara) tenuto conto che ormai non ha più senso parlare di Nord-Sud del mondo, in un mondo ormai globalizzato dove la povertà è ovunque. Abbiamo aumentato il numero di Paesi che cooperano con noi e abbiamo lavorato in rete con altre Associazioni e continueremo a farlo, anzi cercheremo di raggiungere una sempre maggior aggregazione di risorse. Cercare di cambiare, di migliorare, di evolversi, di crescere non è quasi mai un compito facile, ma è certamente un forte stimolo a cercare nuove soluzioni, nuove strade per continuare ad ottemperare nel miglior modo possibile a quella che comunque resta sempre la nostra Mission: “la Tutela dei diritti dei bambini”. ORNELLA LAVEZZOLI Presidente Il Sole Onlus

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INDICE Editoriale

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Focus sui Paesi

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ITALIA - Nuove frontiere in confini conosciuti

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Gli impegni de Il Sole

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ETIOPIA - “La strada che si percorre è importante, poiché ogni passo ci avvicina all’incontro con l’altro”

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ITALIA - Il progetto “Viaggio di conoscenza” in Etiopia

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BENIN - Sogni da riaccendere

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Diari di missione

ECUADOR - Sostegni a distanza per bambini con disabilità

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Immagini dall’Ecuador

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Notizie dal mondo

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Bilancio 2011 La relazione annuale Calendario eventi

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La biblioteca de Il Sole Onlus

Costa stiamo facendo Letture consigliate 4

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FOCUS SUI PAESI

ITALIA Nell’attuale situazione mondiale, la mission della nostra Associazione: la Tutela dei Diritti dell’Infanzia, si riempie di contenuti nuovi, quali quelli legati all’immigrazione, alla giustizia riparativa, al reinserimento sociale di soggetti svantaggiati. Senza alcuna preclusione geografica. Nuove frontiere in confini conosciuti

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l Sole Onlus sta “indossando” un cambiamento tale da renderlo aderente ai tumultuosi mutamenti sociali, politici, antropologici in atto nella contemporaneità, indubbiamente difficile, che stiamo tutti vivendo. Nell’attuale situazione mondiale, la mission della nostra Associazione: la Tutela dei Diritti dell’Infanzia, connessa al concetto di solidarietà, si riempie di contenuti nuovi per noi, quali quelli legati all’immigrazione, alla giustizia riparativa, al reinserimento sociale di soggetti svantaggiati con esperienze sfavorevoli alle spalle. Il tutto, ovviamente, senza alcuna preclusione geografica. Qui sta il cambiamento per noi grande, il nostro lavoro da qualche mese, e per il futuro, riguarderà i bambini e i ragazzi che abitano il mondo, Italia compresa. È innegabile che il nostro Paese stia vivendo momenti di difficoltà, dove a far le spese di una crisi economica, così distante, irreale, ma tangibile per i singoli individui, siano soprattutto coloro i quali hanno sempre vissuto ai margini. Ai margini della comunità, della cultura e dell’inserimento sociale, ai margini dell’età adulta. Abbiamo così deciso di rivolgerci, nel nostro impegno, a chi, anche in Italia, non conosce (o non sa di avere) i propri Diritti, le proprie possibilità, un futuro. Vorremmo poter diventare una bussola anche per chi, qui, sul nostro territorio (l’Italia tutta) da solo

non sa di poter vivere dignitosamente, di poter essere riconosciuto, seguito, accompagnato. Per poter avviare nuove attività e dar vita a nuove idee abbiamo osservato le realtà che ci circondano, la situazione dei giovani più a rischio, maggiormente in difficoltà; nelle zone che, per un motivo o per l’altro, sono più difficili. Siamo quindi giunti alla formulazione di nuove linee di intervento, che vanno ad aggiungersi a quelle già attive (Tutela dei bambini vittime di violenza sessuale; prevenzione dello sradicamento dall’ambiente familiare, sociale, culturale, e dell’abbandono da parte delle famiglie dei propri figli, attraverso progetti di tutela dei diritti delle madri; promozione e tutela del diritto all’identità di ogni bambino), lungo le quali indirizzeremo rinnovati impegno ed energie. Queste nuove linee guida sono: accoglienza, orientamento, convivenza pacifica.


- FOCUS SUI PAESI - FOCUS SUI PAESI - FOCUS SUI PAESI A loro volta questi punti di partenza si legano a differenti tematiche che coinvolgono bambini e ragazzi: - Il fenomeno migratorio in essere in Italia e nei Paesi del bacino mediterraneo. In particolare il focus dell’intervento sarà rivolto ai minori extracomunitari non accompagnati che giungono in Italia senza alcuna tutela. In questo caso, l’esperienza de Il Sole Onlus in materia di Post Traumatic Stress Desorder (PTSD), risulta importante per affrontare le innumerevoli difficoltà cui vanno incontro i minori che intraprendono viaggi traumatici. Le attività relative a questo nuovo impegno si indirizzano verso uno specifico progetto nell’area in cui è attiva una nostra sede distaccata: la provincia di Trapani (la sede è a Marsala). In questo particolare ambito geografico il fenomeno dell’immigrazione è da sempre presente. Negli ultimi tempi, a seguito soprattutto degli eventi legati alla Primavera Araba, il fenomeno dell’immigrazione si è ancor più accentuato. In collaborazione con un gruppo di Associazioni locali e con il Comune di Mazara del Vallo è allo studio un intervento teso a creare un centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati. - Il concetto di giustizia riparativa e reinserimento sociale. In questo caso Il Sole ritiene che il concetto di solidarietà (internazionale e nazionale) può e deve riassumere in sé il concetto di legalità. È riscontrato e riscontrabile nei fatti che laddove la Tutela dei Diritti (nel nostro caso dei Diritti dell’Infanzia) viene a mancare, maggiori sono le situazioni di degrado sociale e maggiore il rischio che i minori mettano in pratica atteggiamenti devianti e contro la legge. Le attività legate a questa linea guida si traducono nella collaborazione con la cooperativa sociale il Miglioramento di Marsala e l’USSM di Palermo (l’Ufficio Servizi Sociali per Minori del Ministero di Grazia e Giustizia del Tribunale per i Minori di Palermo). La collaborazione, al momento, è sfociata nell’invio sui nostri progetti di tutela delle vittime di abuso sessuale, a partire dallo scorso anno, di minori che hanno commesso reati non gravi e, in futuro, di minori abusanti. In questo caso la sfida al cambiamento è legata al fatto 6

che si collegano in un trinomio indissolubile i concetti di solidarietà internazionale, legalità e giustizia riparativa. In merito al reinserimento sociale abbiamo inoltre iniziato a occuparci di disagio giovanile anche a Scampia (Na). In collaborazione con l’Istituto Suore della Provvidenza si sta avviando un progetto di prevenzione all’abbandono scolastico (che a Scampia si traduce anche in prevenzione all’illegalità) e di inserimento professionale per minori con gravi difficoltà economiche. È ben nota la situazione di degrado e abbandono del popoloso quartiere napoletano, i minori, allo sbando per le carenze sociali e educative, hanno diritto alla possibilità di conoscere, di avere una formazione tale da renderli indipendenti in un luogo, difficile, in cui l’indipendenza può tradursi in distacco dalle facili promesse della criminalità. Queste le nuove frontiere che Il Sole sta varcando, in confini conosciuti, quelli italiani. Impegni nuovi, di certo non semplici, ma necessari per “indossare” il cambiamento che Il Sole sta vivendo, fuori e dentro e che, insieme alle attività che con costanza portiamo avanti, ci danno energia. Il nostro lavoro sono sempre loro: i bambini, i giovani; ovunque essi siano. Loro rimangono il passato, il presente e il futuro della nostra Associazione. FRANCESCA POZZI


- FOCUS SUI PAESI - FOCUS SUI PAESI - FOCUS SUI PAESI -

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GLI IMPEGNI DE IL SOLE ETIOPIA In partenza per la missione di monitoraggio del progetto Fiori che rinascono, nuovi volti dalla Sicilia, da Milano e Como “La strada che si percorre è importante, poiché ogni passo ci avvicina all’incontro con l’altro”

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apuscinski, sicuramente, di viaggio, del suo perché, del suo verso cosa, partendo da dove… ne ha costruito una vita intera. Kapuscinski: uno dei più bravi e conosciuti reporter di guerra, definito, tra le altre cose “vagabondo della storia”. Forse non esiste altro autore cui rivolgersi per spiegare la necessità, i motivi che disegnano un viaggio. Stiamo per partire per l’Etiopia, per Addis Abeba, il 27 luglio e ad accompagnarci ci saranno amici dalla Sicilia e amici da Milano e Como. Giovani universitari che, con entusiasmo, ci accompagnano per vedere da vicino progetti e modalità operative, in loco. Si viaggia per curiosità o anche per sfida. I nostri giovani partono per incontrare bambini, genitori, operatori, psicologi. Per conoscere. Per avere esperienza di altra cultura, società, realtà. Questi ragazzi, con diverse motivazioni e slanci arricchiranno noi e se stessi, nell’incontro con l’altro, poiché, come il pensiero filosofico di E. Lévinas, ci insegna: la nostra attenzione deve rivolgersi “sull’altro in quanto individuo e personalità, in quanto persona irripetibile che dobbiamo non solo vedere, ma anche inserire nella 8

nostra esperienza, assumendocene la responsabilità. L’Altro è il principio di ogni esperienza, è grazie all’Altro che Io posso cominciare ad esistere, a parlare”. Dunque conoscere è anche responsabilità. O, soprattutto, è responsabilità. E Kapuscinski ce lo ricorda: “Dobbiamo essere responsabili della strada che percorriamo. Spesso sappiamo perfettamente che la percorreremo quell’unica volta, che non ci torneremo mai più, quindi che non abbiamo il diritto di trascurarne o perderne il minimo dettaglio. Dettagli di cui renderemo conto, su cui scriveremo relazioni o racconti e che riepilogheremo nel nostro esame di coscienza. Per questo viaggiamo concentrati e con l’orecchio sempre in ascolto. La strada che si percorre è importante, poiché ogni passo ci avvicina all’incontro con l’altro. È per questo che ci siamo messi in viaggio”. Dunque perché intraprendere un viaggio, con Il Sole Onlus, ad Addis Abeba? Per arricchirci di conoscenza, per essere responsabili, di sé e dell’Altro, per diventare portavoce di un Mondo, di un’esperienza. Per apprendere e “divenire”, e soprattutto, per chi non parte. FRANCESCA POZZI


In partenza per l’Etiopia... Chiara Ottoboni manca poco alla partenza e sempre più spesso mi capita durante la gior-

nata di trovarmi con il pensiero molto lontano da Milano, in un altro continente... nel cuore dell’Etiopia. Le immagini che mi passano davanti agli occhi sono confuse, opache, sono un mix tra le fotografie di chi è stato lo scorso anno ad Addis Abeba con Il Sole Onlus e le fotografie che mi sono creata nella mente, grazie ai racconti di Francesca e Vittorio. Nonostante abbia letto e mi sia informata su questo Paese, sono sicura che l’atterraggio sarà un tuffo in una realtà inaspettata. Frequentemente mi viene fatta la stessa domanda, da amici, parenti, ma anche dallo stesso staff dell’Associazione: perché questo viaggio? Sono ormai due anni circa che conosco l’enorme famiglia Il Sole Onlus e lentamente ho iniziato a scoprire i progetti e le varie iniziative portate avanti da persone volonterose e piene di vitalità, quella vitalità che ti contagia a cui è impossibile resistere... inevitabile allora è nata quella voglia di scoprire sempre di più, di voler partecipare, di mettere la mia goccia in questo immenso oceano. Una dopo l’altra sono arrivate le varie iniziative di raccolta fondi, di sensibilizzazione e... il sostegno a distanza di Robel. Così il desiderio di andare a vedere con i miei occhi, scoprire in modo pratico come funzionano i progetti, conoscere i bambini e i ragazzi supportati grazie al sostegno a distanza, il personale locale è diventato sempre più forte e quando Vittorio mi ha proposto questo viaggio... ho accettato senza esitazione! Inoltre, dato che sto studiando “scienze sociali per la globalizzazione” alla facoltà di scienze politiche questo viaggio sarà un’esperienza importante, sarò completamente immersa nel mondo della cooperazione internazionale, per cominciare ad avere un’idea riguardo a questo settore, nel quale mi piacerebbe lavorare terminati gli studi. Le aspettative che si sono create durante questi mesi di preparazione sono elevate: se prima ero eccitata e curiosa di scoprire cosa mi avrebbe riservato l’Etiopia, dopo aver conosciuto ragazze e ragazzi con cui condividerò questa esperienza, a tutto ciò si aggiunge la grande voglia di approfondire questo rapporto, di condividere, di aprirsi e insieme arricchirsi. Non vedo l’ora di salire sull’aereo...

Eleonora Alestra studentessa al V anno di Medicina e Chrurgia a Siena. Già dall’anno scorso, in seguito ad un periodo di complessi cambiamenti, avevo deciso di partire per fare del volontariato in Africa, ma non è stato possibile. Quest’anno, grazie ad alcuni amici, ho avuto la fortuna di “conoscere” meglio l’Associazione Il Sole Onlus ed ho colto l’occasione per realizzare uno dei miei sogni. Credo che il Progetto “Fiori che rinascono” sia un modo per conoscere quelle realtà che in minima parte ho imparato ad analizzare nella mia città natale, Trapani, e che per noi, figli dell’ultima generazione, siano impossibili da comprendere perché fuori dall’ordinaria immaginazione. A proposito, proprio qualche giorno fa ho seguito delle lezioni di medicina legale in cui si è parlato anche dei diritti delle donne e dei bambini africani, oltre che delle mutilazioni genitali femminili e delle loro orribili conseguenze. Ciò che mi aspetto da questo viaggio è di poter essere utile dove necessario insieme a tutti gli altri, nonostante la mia inesperienza, e che tutto ciò che vedrò e affronterò arricchirà la mia anima e mi farà crescere dentro. Vorrei che questa fosse per me un’esperienza da cui poter trarre ogni piccolo insegnamento. L’Africa è un continente pieno di colori, spero di far tesoro di alcune sue sfaccettature.

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- GLI IMPEGNI DE IL SOLE - GLI IMPEGNI DE IL SOLE Nicoletta Vaiarello ho 20 anni sono nata e cresciuta a Marsala, in Sicilia, ma al

momento vivo per motivi di studio a Verona. Ho appena terminato il primo anno in scienze della Comunicazione grafica e multimediale. La decisione di partire con l’Associazione Il Sole Onlus nasce da una scelta e da un desiderio ponderato e maturato per anni, 12 per essere precisi. L’incontro con Il Sole Onlus è stato quasi casuale, Salvatore Inguì mi ha fatto conoscere l’Associazione, e direi provvidenziale, quando si dice essere al posto giusto al momento giusto. Le aspettative dietro questo viaggio sono tante e tra le più diverse, in realtà. Innanzitutto il desiderio di confronto con una realtà così diversa, che a volte appare lontanissima e altre volte mi è così vicina. In secondo luogo mi aspetto una crescita personale e una conseguente sensibilizzazione riguardo determinate tematiche umane e sociali. Ed infine c’è forse il voler mettere in gioco me stessa, cercando di capire dove sono e dove posso arrivare, dove sono i miei limiti e quanto posso realmente “sporcarmi le mani” in questo mondo.

ITALIA Un progetto e un’opportunità per tre ragazzi della Cooperativa Sociale Il Miglioramento di Marsala, che stanno scontando pene alternative al carcere Il Progetto “Viaggio di conoscenza in Etiopia”

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onsiderazione e ascolto sono i due bisogni fondamentali dei ragazzi seguiti dalla Cooperativa Sociale Il Miglioramento, che gestisce strutture per minori e giovani adulti sul territorio di Marsala in Provincia di Trapani e l’USSM di Palermo sezione staccata di Trapani. Si tratta di ragazzi e ragazze che hanno commesso un reato e che stanno scontando una pena alternativa al carcere, all’interno di strutture specializzate. I reati commessi da questi ragazzi, in quanto comportamenti, sono di fatto una comunicazione e nello specifico una comunicazione “perversa”, esprimono un bisogno di affermazione e di considerazione. Sembra come se i nostri ragazzi non siano abituati ad essere ascoltati e a poco a poco perdessero anche la capacità di ascolto di se stessi. L’incapacità di ascoltarsi e di sentirsi ascoltati è la premessa della messa in opera di atti “rumorosi e dirompenti” quali appunto i reati o tutte le altre forme di violenza o di devianza. L’impegno educativo, che come operatori della Cooperativa Il Miglioramento portiamo avanti, non può e non deve essere il “fare” o peggio ancora il “far fare”, ma lo stimolo alla produzione di un pensiero su ciò “di cui ho bisogno”, “come io posso realizzare il mio bisogno”. Il modello del 10

“far fare” non sollecita nei ragazzi la loro capacità di un pensiero progettuale, relegandoli quindi a fruitori di un progetto da altri partorito, di cui gli stessi possono anche godere e beneficiare di effetti positivi, di cui però non sono gli artefici del pensiero nascente (l’idea) e del pensiero realizzante (il progetto). Cerchiamo quindi di andare oltre alle indicazioni rivolte ai ragazzi su cosa sia giusto fare e cerchiamo di stimolarli a mettersi in gioco. Negli ultimi anni abbiamo tentato di affinare sempre di più il metodo del lavoro di gruppo, rendendolo luogo di confronto dei propri bisogni, delle proprie necessità, da tradursi in richiesta esplicita, che diventi quindi oggetto di discussione e di promozione. I ragazzi dell’area penale, in trattamento con l’USSM di Palermo, trovano nel gruppo un luogo e un momento in cui la disposizione in un assetto circolare, rimanda ad una forma di concentrazione su focus che l’operatore conduttore indica, prendendo spunto da episodi o parole evidenziati dai ragazzi stessi. L’input dei ragazzi viene quindi raccolto e restituito come motivo di riflessione “leggera” attraverso il quale i ragazzi hanno la possibilità di confrontarsi e di ragionare sui loro accadimenti più recenti e prossimi


- GLI IMPEGNI DE IL SOLE - GLI IMPEGNI DE IL SOLE (l’udienza, il rapporto con i familiari, un episodio in comunità, una simpatia per un/a ragazzo/a…). In tal modo i ragazzi vengono abituati al confronto, alla relazione ed alla esplicitazione dei pensieri. Il lavoro in gruppo induce i partecipanti ad elaborare implicitamente delle regole che via via diverranno esplicite “regole di gruppo”, (se parla uno gli altri ascoltano, non interrompere, non rispondere al telefono, mantenere la disposizione circolare, ecc.). L’operatore conduttore sta nel cerchio e non in cattedra, coordina e modera gli interventi, attento che le riflessioni e le discussioni portino a far emergere un bisogno condiviso, aiutare i ragazzi a far nascere un’idea e tradurla in proposito. Esempio. Il gruppo evidenzia un conflitto tra i suoi membri, tale conflitto è determinato da screzi sorti in comunità; tali screzi sono il frutto del bisogno di mettersi in evidenza, determinare una leadership in maniera a volte agita, anche con violenza. Il conflitto può essere tradotto in una sfida e i ragazzi sono orientati a riflettere circa “in che modo può essere messa in atto una sfida accettabile che non sia giocata sulla violenza, sulla prepotenza o sulla soverchieria”. I ragazzi elaborano l’ipotesi di una sfida a calcetto. Pertanto “Il Progetto di sfida di calcetto” verrà vissuto non come un progetto elaborato da altri e proposto-imposto, ma come un Progetto pensato ed elaborato dal gruppo. Opportunamente orientati e guidati, i ragazzi iniziano a tradurre in pensiero costruttivo, “accettabile”, quelle frustrazioni e quelle pulsioni, che spesso si traducono in azioni distruttive inaccettabili (reati, violenze, devianze).

L’ascolto

Lavorare in gruppo in tal modo induce a sperimentare l’ascolto attivo tra i componenti e quindi l’ascolto attivo di parti di sé. L’ascolto attivo di sé, è la via che consente l’individuazione e l’esplicitazione dei propri bisogni e delle proprie necessità. Per molti di questi ragazzi si realizza, come dagli stessi riferito, la sperimentazione dell’“essere ascoltati per la prima volta”, dove l’ascolto non è mero esercizio uditivo, ma costituisce la volontà di comprendere e pertanto evidenzia la capacità empatica. Nell’ascolto reciproco in tal modo descritto, i partecipanti da “gruppo” iniziano a percepirsi come “Gruppo”, cioè sperimentano la

possibilità di un senso di appartenenza positiva, in quanto il presupposto fondamentale diventa il rispetto reciproco.

Le attività

I giovani trattati spesso hanno evidenziato atteggiamenti e comportamenti adultizzati e la rimozione di alcuni bisogni fondamentali tipici dell’età adolescenziale: la sperimentazione dell’avventura, del gioco come disciplina alle regole, il riconoscimento delle proprie abilità, il sano protagonismo. Infatti durante i colloqui o i confronti di gruppo, alla domanda relativa a quale fosse il loro desiderio prioritario la risposta il più delle volte è stata il lavoro. Nella storia di questi ragazzi è assolutamente comune il precoce abbandono scolastico per il reperimento di un’attività lavorativa, tanto che nella fase di accesso nel circuito penale, alla domanda “come passi il tuo tempo”, i ragazzi rispondono, o indicando l’attività lavorativa in corso o definendosi “disoccupati”. I loro desideri rispondono spesso ad una equazione standard: “vorrei trovare un lavoro per guadagnare un po’ di soldi, potermi sposare e farmi una famiglia”. Tra le pieghe dei loro comportamenti, dei loro atteggiamenti o delle loro frasi l’operatore intercetta il bisogno non consapevole di “altro”, e lì fa leva, offrendo spunti di riflessione per la proposizione di un pensiero ludico-ricreativo-socializzante. Le storie dei ragazzi spesso infatti rimandano ad una infanzia negata e ad una fase ludica (intesa come scoperta del mondo) saltata a piè pari. Ragazzi precocemente adultizzati, spesso sentono il peso dei problemi familiari, per lo più derivati dalle gravi condizioni economiche, connesse alla crisi occupazionale.


- GLI IMPEGNI DE IL SOLE - GLI IMPEGNI DE IL SOLE -

Ragazzi quindi che lasciano la scuola ed il gioco per sostenere le famiglie a livello economico, vengono purtroppo sottoposti ad ulteriori frustrazioni legate o alla saltuarietà del lavoro o a modalità di impiego scarsamente retribuito, che fanno emergere nei ragazzi la chiara consapevolezza di essere oggetto di sfruttamento. L’ascolto di questi ragazzi consente di concordare con quanti hanno teorizzato, che il gesto reato di per sé è una “comunicazione urlata” di bisogno, di attenzione, di richiesta, di aiuto e gli stessi reati sembrano molto spesso agiti come fossero un gioco, con tutti quegli elementi tipici dei bisogni adolescenziali: l’avventura, il rischio, la trasgressione, il protagonismo, la competizione tra pari. Lavorare in gruppo con i ragazzi ha consentito di far emergere i loro bisogni e di trasformarli in un programma di progetti possibili, proposti dagli stessi ragazzi indicati che pertanto si sono trovati nel ruolo di attori e protagonisti. “Il Progetto Viaggio di conoscenza in Etiopia” è uno di questi. Tutti i ragazzi hanno raccontato che, almeno una volta nella vita, sono stati affascinati dalla esplorazione di luoghi “altri”, rispetto al proprio ambiente territoriale di riferimento e che spesso si sono introdotti in case diroccate o in cavità o anfratti naturali alla ricerca di improbabili tesori. Prendendo spunto da queste narrazioni, in un’analisi condivisa con Salvatore Inguì, assistente sociale dell’USSM di riferimento (sezione staccata di Trapani), abbiamo valutato la possibilità di esplorare luoghi molto “lontani da noi”, iniziandone a dare brevi cenni descrittivi. La curiosità manifestata dai ragazzi ha consentito di animare un confronto, a seguito del quale, dai ragazzi stessi è pervenuta la richiesta di poter sperimentare questo Viaggio. Così facendo i ragazzi stessi si sono confermati gli autori ed 12

i protagonisti della costruzione di un Progetto possibile. Noi operatori abbiamo raccolto le richieste dei ragazzi ed abbiamo attivato le reti, consentendo un incontro con alcuni referenti dell’Associazione Il Sole Onlus, che ci hanno presentato i loro progetti attivi per il mondo, tra i quali è stato scelto “Fiori che rinascono” in Etiopia. Grazie all’autofinanziamento della Cooperativa Sociale Il Miglioramento e ulteriori supporti economici da parte dell’Associazione Dialogando con Michele Napoli di Marsala ed il gruppo delle Vincenziane di Palermo il viaggio è diventato realizzabile. Il “reclutamento” dei ragazzi non è stato difficoltoso stante il loro desiderio in massa di partecipazione, ma si è dovuto tener conto di mantenere limitato il numero (3 ragazzi meritevoli più gli accompagnatori), visti gli elevati costi per giungere in Etiopia. Carichi di aspettative e emozionati, i ragazzi non si aspettavano minimamente di conoscere dei loro coetanei o addirittura dei bambini più piccoli rispetto alla loro età, avvolti da un disagio così forte, che loro stessi hanno definito “non paragonabile” al proprio; così poveri e sfortunati per l’abuso sessuale subito, eppure così accoglienti, attenti, disponibili e sorridenti verso gli altri, così felici di incontrarli anche se non si erano mai visti, così capaci di gioire di giochi semplici che i ragazzi di comunità hanno cercato di trasmettere solo perché nuovi, così soddisfatti ed appagati per la loro semplice compagnia! I ragazzi siciliani hanno mostrato particolare entusiasmo per le conoscenze acquisite tramite questo viaggio, di cui dicono conserveranno sempre dentro e vivo il ricordo di un’esperienza unica nella loro vita. I ragazzi di comunità hanno sempre seguito attentamente e diligentemente le indicazioni degli operatori e degli adulti altri di riferimento, parte del gruppo di viaggio.


- GLI IMPEGNI DE IL SOLE - GLI IMPEGNI DE IL SOLE Si sono mostrati molto interessati alle problematiche dei ragazzi etiopi, di cui hanno raccolto e fatta propria la loro particolare sensibilità e spesso ho visto dentro i loro occhi la commozione pura per la loro condizione, anche a distanza di tanti mesi dal viaggio. La metodologia di lavoro ci ha portati spesso a fare gruppo di ascolto con i ragazzi anche in Etiopia: i ragazzi hanno mostrato gratitudine e riconoscenza per tutti i momenti vissuti, esplicitando ognuno verbalmente le proprie emozioni ed i propri pensieri. La loro opera di aiuto e sostegno verso i ragazzi etiopi è continuata ancora in Sicilia, mediante una naturale opera di sensibilizzazione che sono riusciti ad attivare quasi spontaneamente a partire dai racconti fatti a tutte le persone di propria conoscenza: dalla cerchia comunitaria, a quella familiare ed amicale. Dalle loro attività di sensibilizzazione sono derivate 10 adozioni a distanza in Etiopia attivate dalla Cooperativa Il Miglioramento che gestisce le comunità in cui i ragazzi siciliani si trovano collocati. Quando Francesca Pozzi, operatrice Il Sole Onlus, ha fatto visita ai ragazzi della comunità nel mese di aprile 2012, durante un momento

di incontro per parlare del prossimo viaggio etiope, mi è capitato di vedere dentro gli occhi dei ragazzi siciliani partecipanti al viaggio dello scorso anno, la stessa identica commozione già colta in Etiopia, mentre raccontavano l’esperienza di viaggio agli altri ospiti di comunità. Il nuovo gruppo dei ragazzi di comunità è già stato selezionato, partiranno i premiati per il comportamento positivo tenuto durante i mesi pregressi. Il viaggio si svolgerà dall’1 all’11 agosto… un’altra volta insieme a Il Sole Onlus e alle sue calorose e radiose facce Francesca Pozzi e Vittorio Villa, accompagnati dall’operatore di comunità e da altri nuovi adulti di riferimento, che avranno l’occasione di incontrare… per viaggiare tutti insieme, ancora una volta verso luoghi nuovi da esplorare… per un’altra avventura di conoscenza… del “sé-altro” o di “altro-sé”… per ritrovare il “tesoro” da tempo cercato… dentro gli occhi dei bambini africani e dentro di sé. DONATELLA PELLEGRINO Assistente Sociale Cooperativa Sociale Il Miglioramento Marsala

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- GLI IMPEGNI DE IL SOLE - GLI IMPEGNI DE IL SOLE BENIN Venti ragazze madri, abusate, senza prospettive. L’obiettivo è ridare loro un futuro, a partire dal loro presente Sogni da riaccendere

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l sogno ha inizio circa due anni fa, quando mi reco per la prima volta a Cotonou, Benin, Africa Occidentale. Cotonou è la seconda città del Benin con circa 1 milione di abitanti ed un porto molto attivo che fa da punto di riferimento per quasi tutti i Paesi di quest’area geografica senza sbocco sul mare (Burkina Faso, Mali, Niger, giusto per citarne qualcuno). Per questo motivo Cotonou è considerata dai più la vera Capitale del Benin a discapito di Porto Novo, quella ufficiale. Cotonou pare che vanti il più grosso mercato d’Africa. Questo è un mistero tutto africano: ogni città dice che il suo è il più grande. Cotonou, Lagos, Timbuctu, Dakar ovunque il mercato più importante di tutta l’Africa. Non si saprà mai quale sarà il più grande, ma di sicuro il mercato di Danktopa di Cotonou ha un’estensione di 18 ettari ed è in continua espansione. Quel che più conta, almeno per noi, non è la grandezza del mercato né l’impatto commerciale ed economico che ha sugli abitanti. Conta l’impatto sociale che riveste all’interno del tessuto sociale della città. Il mercato è fonte di lavoro per molti, ma non necessariamente di guadagno. Chi ci lavora mantiene salda la media salariale nazionale che si aggira intorno a 1 euro al giorno. Non un guadagno elevato. Anzi. Ciò che si manifesta in maniera elevata è il rischio. La sicurezza in questo posto non è garantita da nessuno. Chi ci entra sa che può essere derubato, scippato, percosso, violentato. Chi ci va ne è consapevole ma anche disperato. Non si entra in questo posto se non si ha la necessità di

guadagnare 1 euro al giorno. Già ma chi frequenta questo posto? In maggioranza donne, dedite al piccolo commercio di beni di ogni tipo, e bambini, al seguito delle mamme. In una situazione di tale promiscuità (confusione, merce che va merce che viene, giro di soldi non indifferente, malvivenza, micro e macro criminalità) il rischio sicurezza è elevatissimo e, nemmeno a dirlo, i più vulnerabili, i più a rischio sono donne e bambini. Due anni fa visito il mercato, grazie alla preziosissima collaborazione con le suore salesiane costituitesi in associazione (IFMA) grazie alla forza inesauribile di Suor Maria Antonietta Marchese che, una volta capiti i miei intenti mi “gira” a Elena Melani, psicologa e sessuologa con una vita dedicata a donne e bambini del Benin. Della serie: la professionalità al servizio dei più vulnerabili. Visito il mercato, discuto con loro sulle priorità di intervento e in men che non si dica il progetto Sogni da riaccendere è pronto. Si tratta di un progetto a favore di ragazze madri, abusate (al mercato o nei dintorni, non c’è una specifica linea di demarcazione tra mercato e “non mercato”), senza prospettive e senza futuro. L’obiettivo è proprio questo, ridare loro un futuro, a partire dal loro presente. Progettiamo la realizzazione di una casa famiglia per dodici ragazze più una serie di interventi di tipo psicologico, sociale ed economico in grado di reinserire socialmente le ragazze (counseling psicologico, corsi di formazione, microcredito). Nel giro di poco tempo il progetto è pronto. Mancano i fondi.


- GLI IMPEGNI DE IL SOLE - GLI IMPEGNI DE IL SOLE Per quelli entrano in gioco altri attori importanti, il dott. Saibene, fondatore della Fondazione Prima Spes, e Licia Faretra, responsabile della Fondazione, che hanno subito creduto nel progetto. Ed ecco che il sogno si realizza. Oggi Cotonou può contare su la Maison du Soleil, casa famiglia per ragazze madri. In origine dovevano essere dodici, ora sono quasi una ventina che utilizzano i servizi offerti dalla Maison per rilanciare la loro vita. Estelle, Annicette, Catherine, Gloria, Jeannette e tante altre vivono alla Maison du Soleil, con il compito di trovare il modo per realizzare i propri sogni dimenticando l’abuso e mettendo al centro della propria vita se stesse ed il proprio bambino. Hanno un luogo dove stare (alternativo e più sicuro del mercato);hanno un luogo dove lasciare

i loro bambini, quando impegnate in formazioni, stages, lavoro; hanno un punto di ritorno dopo una giornata difficile improntata a schivare rischi, tentazioni, violenze e abusi. Vivono alla Maison, crescono i loro figli alla Maison, socializzano tra loro alla Maison, fanno amicizia, si confrontano alla Maison, si curano e curano i propri figli alla Maison, la mattina escono e vanno a seguire corsi di formazione in un’altra Maison, la Maison de l’Esperance, gestita dalle suore salesiane. È un percorso da una Maison all’altra improntato sulla sicurezza e sulla protezione delle ragazze. Un percorso sicuro, in grado di garantire il presente dignitoso che Estelle e le altre si meritano. Un presente in grado di accendere i sogni del loro futuro. E, insieme ai loro, i nostri. VITTORIO VILLA

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DIARI DI MISSIONE ECUADOR Quattro mesi in Ecuador per Il Sole Onlus e non solo. Diego Rizza è rientrato con idee, contatti e un bagaglio di esperienze da condividere Sostegni a distanza per bambini con disabilità In Ecuador si registrano circa 1.600.000 persone con disabilità di varia natura (fisica, intellettuale, linguistica, psicologica, visuale) cioè circa il 12.14% della popolazione totale. In Italia la percentuale di persone con disabilità è del 4,84% (dati Istat). Questo significa che il 6% delle famiglie ecuadoriane presenta al proprio interno almeno una persona con questo tipo di problematiche. Se si considera che proprio la disabilità è uno dei fattori maggiormente correlato alla situazione di povertà e alla vulnerabilità sociale di una famiglia, si comprende come queste cifre siano allarmanti. La disabilità viene vista con imbarazzo, vergogna, disprezzo. Sono molte le persone che credono ancora che l’handicap sia una punizione divina per colpe commesse dalla persona disabile o dai suoi genitori e il clima di vergogna e pregiudizio porta, molto spesso, ad isolare la persona e a nasconderla in casa, impedendole di frequentare persino la scuola o i centri sanitari. Tornando in Italia non è facile comunicare quello che ho realmente vissuto e provato in Ecuador, non sono certo che tutti possano farsi un’idea realistica della situazione in cui vive questa gente. Nonostante cerchi di dettagliare le impressioni, mi rendo conto che non è facile esprimere a parole le sensazioni così forti, che ho provato in alcune esperienze. Sicuramente In Ecuador la situazione sta migliorando, ma persistono gravi problemi sociali ed economici. 3 bambini su 10 vivono ancora in condizioni di estrema povertà sopravvivendo con meno di 1 dollaro al giorno, mentre 6 su 10 sopravvivono con 2 dollari al giorno. 16

Il governo cerca di prendere provvedimenti a favore delle persone più vulnerabili, ma si deve spesso scontrare con barriere culturali, a volte molto difficili da superare. Nella regione di Chimborazo (le provincie in Ecuador sono territori paragonabili alle nostre regioni), dove sono stato per conto de Il Sole Onlus, vivono le persone con disabilità più povere del Paese, il numero di bambini con handicap di varia natura (fisica, intellettuale, linguistica, psicologica, visuale) è 1.273. Tra le principali cause di disabilità vi sono malattie non curate o non diagnosticate per tempo soprattutto durante l’infanzia, oppure problemi congeniti o genetici, dovuti ai numerosi matrimoni fra consanguinei. La collaborazione avviata con il CONADIS (Consiglio Nazionale Disabilità) ha portato buoni frutti. Rolando Gomez, coordinatore della provincia del Chimborazo, è molto soddisfatto dell’interesse dimostrato verso il suo lavoro. Anche se le cose vanno un po’ a rilento per cause non dipendenti dalla nostra volontà, Il Sole Onlus sta cercando di far partire il progetto sostegni a distanza per i bambini ospiti dell’Associazione RENACER. L’Associazione RENACER accoglie circa 40 bambini con varie problematiche legate alla disabilità mentale e si occupa dell’educazione primaria (stimolazione sensoriale, imparare a leggere e scrivere, nozioni di base ecc.) oltre a promuovere attività ludico-creative e attività di integrazione sociale. Grazie all’avvio del progetto sostegni a distanza le famiglie, con gravi problemi economici, potranno garantire ai propri figli disabili l’accesso alla struttura educativa e


riabilitativa. I bambini che usufruiranno del sostegno a distanza sono i più bisognosi, tra quelli individuati durante il mio viaggio. Grazie all’appoggio della Cooperativa sociale Il Gabbiano, che ha finanziato il breve soggiorno in Italia di Rolando Gomez, è stato possibile realizzare un interscambio informativo-culturale nel mese di giugno 2012 tra Italia e Ecuador. Rolando ha incontrato personalmente varie realtà del nostro territorio (tra cui Il Sole Onlus), che operano nel campo sociale, illustrando la situazione del suo paese e cercando collaborazioni, volte a migliorare le condizioni di vita delle persone che più hanno bisogno. DIEGO RIZZA Educatore

Vuoi saperne di più sui sostegni a distanza in Ecuador? Telefona al numero 02.96193238 oppure invia una mail a francesca.pozzi@ilsole.org

IMMAGINI DALL’ECUADOR Foto: Diego Rizza Lara Bussolotti

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MISSIONE - DIARI DI MISSIONE - DIARI DI MISSIONE -

Diego con i bambini dell’Associazione RENACER

Rolando Gomez incontra la direzione de Il Sole Onlus 19


NOTIZIE DAL MONDO ITALIA Donazioni al non profit, si detrae di più 10 luglio 2012 Si chiama legge 6 luglio 2012, n. 96 ed è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 9 luglio. È dunque ufficiale: a partire dal 2013 le donazioni alle Onlus saranno detraibili in una quota più alta di oggi ed equiparata a quella per le erogazioni liberali ai partiti. Le nuove percentuali Lo prevede, per l’esattezza, l’articolo 15 della legge “Norme in materia di riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti e dei movimenti politici, nonché misure per garantire la trasparenza e i controlli dei rendiconti dei medesimi. Delega al Governo per l’adozione di un testo unico delle leggi concernenti il finanziamento dei partiti e dei movimenti politici e per l’armonizzazione del regime relativo alle detrazioni fiscali”. Dall’attuale 19% si passa al 24% per l’anno 2013 e al 26% a decorrere dall’anno 2014. L’aumento della quota detraibile vale «per le erogazioni liberali in denaro, per importo non superiore a 2.065 euro annui, a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus), delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nei Paesi non appartenenti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE)». Le condizioni La detrazione è consentita a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e secondo ulteriori modalità idonee a consentire all’Amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli, che possono essere stabilite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400». In conseguenza di questa novità il Governo prevede minori entrate per 47,4 milioni di euro per l’anno 2014, 37,9 milioni di euro per l’anno 2015 e 33,2 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016. Fonte: Vita.it

Infanzia: calano risorse, aumentano povertà e lavoro minorile 5 giugno 2012 Aumento della povertà, della dispersione scolastica, del lavoro minorile e dell’esclusione sociale: sono i drammatici effetti della crisi e del progressivo calo di risorse destinate alle politiche per l’infanzia e l’adolescenza, che sta soffocando i diritti di molti bambini in Italia. Ma soprattutto manca un sistema di raccolta dati, rappresentativi e uniformi tra le varie Regioni, per la misurazione dei fenomeni che riguardano i minori, come pedofilia e pornografia, condizioni di adottabilità, sulla violenza, sul maltrattamento dei bambini, sui minori con disabilità. Sono i poco confortanti dati del quinto Rapporto sul monitoraggio della Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, presentato oggi a Roma dal Gruppo Crc - che riunisce 85 tra Associazioni e organizzazioni che si occupano di minori - e che fotografa ogni anno la loro condizione in ogni ambito della vita, ne valuta le criticità ed esprime raccomandazioni alle istituzioni competenti. POVERTA’ - Dal rapporto emerge che il nostro Paese si colloca ai primi posti in Europa per dispersione scolastica e incremento della povertà e supera la media Ue per minori a rischio povertà o esclusione sociale. Sono 20


1.876.000 in minori in condizioni di povertà relativa, di cui 1.227.000 al Sud, ai quali si aggiungono 359 mila bambini che nel meridione vivono in condizioni di povertà assoluta, cioè non dispongono di beni essenziali per il conseguimento di standard di vita accettabili. LAVORO MINORILE - I più esposti al lavoro precoce sono maschi in età compresa tra gli 11 ed i 14 anni, che risiedono in territori ad alto tasso di disoccupazione e che sono i soggetti più a rischio dal punto di vista cognitivo, relazionale e sociale. Per questo il Gruppo Crc chiede al Governo di approvare un Piano straordinario nazionale di contrasto alla povertà minorile, di implementare un sistema statistico del lavoro minorile a livello nazionale e locale e di valutare l’impatto che le politiche economiche e le riforme legislative hanno sui più giovani. A proposito di dispersione scolastica, il Gruppo raccomanda al Ministero dell’Istruzione di implementare il sistema informatico relativo all’anagrafe nazionale degli studenti e di finanziare progetti di sostegno e incentivazione allo studio. Esprime inoltre forte preoccupazione per la cancellazione del Fondo nazionale straordinario, per i servizi socio-educativi per la prima infanzia e per la mancata previsione delle allocazioni delle risorse del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali. VIOLENZA - Il rapporto evidenzia che in Italia il fenomeno dell’abuso online continua a essere drammaticamente esteso e che l’armonizzazione delle leggi tra i Paesi è fondamentale per interventi di contrasto efficaci, ma il disegno di legge di ratifica della Convenzione di Lanzarote (2007) è ancora in discussione in Parlamento. MINORI STRANIERI - I minori non accompagnati al 31 dicembre 2011 risultavano essere 7.750, di cui 1.791 irreperibili. Oltre alla mancanza di un sistema nazionale di accoglienza, il Rapporto segnala alcuni casi in cui i minori sono stati accolti in modo inadeguato, hanno vissuto in condizioni di promiscuità con gli adulti, privati di adeguate cure e della libertà personale. Il Gruppo Crc affronta poi la questione del diritto di cittadinanza dei minori stranieri nati in Italia o giunti nel nostro Paese in tenera età, raccomandando al Parlamento una riforma della legge 91 per agevolarne l’acquisizione. Si raccomanda poi al Ministero della Salute di prevedere l’iscrizione obbligatoria al Ssn o almeno di garantire il Pediatra di libera scelta e il Medico di medicina generale a tutti i minori stranieri presenti sul territorio nazionale, a prescindere dalla loro condizione giuridica. CONVENZIONE ONU - Il Gruppo CRC chiede infine che il Parlamento ratifichi al più presto il nuovo Protocollo opzionale alla Convenzione Onu, che prevede la possibilità per i minori di denunciare al Comitato Onu fenomeni di abuso o violazione di propri diritti. Fonte: Ansa.it

ETIOPIA Addis Abeba, proteste e scontri a margine del vertice africano 16 luglio 2012 “Ci sono state proteste nella zona del Merkato, uno dei più grandi mercati all’aperto d’Africa e poi, anche per la presenza di capi di Stato e di governo africani, arrivati ad Addis Abeba per il vertice dell’Unione Africana. Per le strade era molto evidente la presenza di militari e poliziotti con mezzi blindati e in tenuta antisommossa”. Una fonte della MISNA nella capitale dell’Etiopia conferma le proteste della comunità musulmana avvenute nel fine settimana e gli scontri con la polizia, riferendo che i media ufficiali stanno minimizzando l’accaduto sebbene “circolino bilanci non verificabili di almeno otto vittime”. Secondo fonti di stampa internazionale gli scontri hanno causato un centinaio di feriti e si sarebbero verificati quando la polizia ha cercato di interrompere “i preparativi di una manifestazione non autorizzata”. Secondo la polizia etiopica, scopo delle dimostrazioni in programma ieri era quello di disturbare il vertice africano; numerosi sarebbero stati inoltre gli arresti. “Da qualche mese – riferisce la fonte della MISNA – i controlli della polizia si sono fatti più severi e lo si nota da diversi segnali come la stretta sulla libertà di movimento nell’aeroporto di Addis Abeba e il rincorrersi di voci fatte circolare forse ad arte sull’ingresso nel paese di gruppi armati e religiosamente motivati”. Fonte: Misna.org 21


- NOTIZIE DAL MONDO - NOTIZIE DAL MONDO - NOTIZIE DA Land grabbing estremo. Survival: «ll governo dell’Etiopia usa la fame per sfrattare le tribù dell’Omo» 11 luglio 2012 Suvival International dice che diverse tribù della bassa valle del Fiume Omo, in Etiopia, hanno inviato all’Ong che difende i popoli indigeni «testimonianze preoccupanti sulle manovre del governo etiope, che sta distruggendo le coltivazioni delle comunità per forzarle a lasciare le loro terre e a trasferirsi nelle aree di reinsediamento designate». Il governo di Addis Abeba sta sostenendo con ogni mezzo una delle più vaste e spregiudicate operazioni di land grabbing in corso in Africa per favorire multinazionali occidentali ed imprese cinesi ed indiane. La Bassa valle dell’Omo è una delle zone più remote e culturalmente diversificate del pianeta, ospita circa 200.000 persone provenienti da 8 comunità agro-pastorali uniche che ci vivono da tempo immemorabile. Il loro modo di vita e la loro identità sono legati alla terra ed all’accesso al fiume Omo. La valle dell’Omo, vicino al confine con il Kenya, è definita dal governo dell’Etiopia “Southern Peoples, Nations, and Nationalities Region” (Snnpr), nel 1980 è stata proclamata Patrimonio mondiale dell’Unesco ed al suo interno l’ambiente e le culture dei popoli tribali dovrebbero essere tutelati. Secondo Survival «i più colpiti dal furto della terra sono i pastori Suri, Bodi e Mursi, e i cacciatori-raccoglitori Kwegu. Molte famiglie sono disperate perché non hanno più sorgo. Anche i loro terreni da pascolo vengono distrutti rapidamente: il governo continua infatti ad affittare le loro terre a imprenditori agricoli che le convertono in piantagioni di canna da zucchero e palma da olio». Human Rights Watch ha recentemente pubblicato il rapporto What Will Happen if Hunger Comes?: Abuses against the Indigenous Peoples of Ethiopia’s Lower Omo Valley che in 73 pagine «Documenta come le forze di sicurezza governative stanno costringendo, attraverso la violenza e l’intimidazione, le comunità a trasferirsi dalle loro terre tradizionali, minacciando il loro intero modo di vivere senza compensazione o la scelta di mezzi di sussistenza alternativi. I funzionari governativi hanno effettuato arresti e detenzioni arbitrarie, percosse e altre violenze contro i residenti della bassa valle dell’Omo, che hanno messo in discussione o resistito ai piani di sviluppo». A marzo Survival aveva dimostrato, cartografie e foto alla mano che il progetto agro-industriale appoggiato dal governo dell’Etiopia sta uccidendo il corso dell’Omo inferiore che fornisce il sostentamento ad almeno 100.000 indigeni. Il corso verso la valle dell’Omo è stato deviato all’altezza della famigerata diga Gibe III, che nel luglio del 2006 il governo etiope ha appaltato alla società italiana Salini Costruttori, per realizzare più grande progetto idroelettrico mai realizzato nel Paese. L’acqua è stata deviata in un canale di irrigazione aperto di recente, uno dei tanti che andranno ad alimentare il progetto di piantagioni su vasta scala che verrà sfruttato da investitori privati e statali. Un progetto dal quale i popoli autoctoni sono esclusi, anzi scacciati. Una donna Mursi ha raccontato a Survival quello che sta succedendo nell’indifferenza dell’Italia, ex potenza coloniale con forti interessi in Etiopia, e del mondo: «Alcune comunità bodi sono già state trasferite in campi contro il loro volere. Si stanno prendendo la nostra terra con la forza. I bulldozer hanno spianato persino gli orti dove stavamo coltivando il nostro cibo. Sono andati dritti dove stava crescendo il nostro sorgo. Ai Mursi è stato detto di vendere il bestiame e che saranno spostati nei campi di reinsediamento entro la fine di quest’anno. Ieri sono andata al fiume Omo. Sono andata per prendere il grano, ma non c’era più niente. I miei granai sono stati distrutti (dai bulldozer). Non mi piace quello che stanno facendo. Quando sono arrivata là, ho pianto. Le nostre riserve di grano non c’erano più. Adesso avremo grossi problemi. Non sappiamo cosa fare. Forse moriremo». Ben Rawence, senior Africa researcher di Human Rights Watch ha denunciato che «I piani ambiziosi dell’Etiopia per la valle dell’Omo sembrano ignorare i diritti delle persone che vi abitano. Non c’è nessuna scorciatoia per 22


AL MONDO - NOTIZIE DAL MONDO - NOTIZIE DAL MONDO lo sviluppo, le persone che ci vivono hanno fatto affidamento su quella terra per la loro sussistenza e bisogna rispettare i loro diritti di proprietà, anche per quanto riguarda la loro consultazione e le compensazioni». L’accesso al fiume è stato bloccato perché il governo vuole continuare a spianare indisturbato le terre tribali ed a costruire le strade che portano alle piantagioni di canna da zucchero del Kuraz Sugar Project. Il governo centrale di Addis Abeba sta anche procedendo a tappe forzate all’affitto di vaste aree di terre tribali agli investitori stranieri, per favorire progetti che sconvolgeranno un territorio patrimonio dell’umanità. «Nella parte occidentale del Parco Nazionale dell’Omo - spiega Survival - i Suri stanno protestando contro una compagnia malese che sta piantando palma da olio nelle migliori terre da pascolo della tribù». Un leader suri ha detto che «Il governo ha mandato dei soldati che per due settimane hanno cercato di impedire che i Suri seminassero i loro campi. Lo hanno fatto per ridurre alla fame le persone e far accettare il trasferimento nei siti di reinsediamento. La maggior parte dei Suri ha paura ad andare a coltivare i campi. Solo in pochi lo hanno fatto. In un villaggio vicino alla piantagione malese sono state bruciate tre case insieme alle riserve di grano che contenevano. Sono stati quelli che lavorano nelle piantagioni». Fonte: Greenreport.it

INDIA Risolto il blackout in India, ma ora è allarme infrastrutture 1 agosto 2012 Torna la luce in India, dopo due giorni di blackout elettrico che ha lasciato al buio più di 600 milioni di persone. A collassare sono state le tre reti elettriche a nord, nordest ed est del Paese, colpendo 20 Stati su 28 del Paese. L’interruzione della corrente ha gettato piccole e grandi città nel caos più totale, provocando ingorghi stradali, incidenti, gravi disagi alla rete di trasporto ferroviario e metropolitano, oltre ai problemi quotidiani legati alla mancanza di luce nelle case. In West Bengal, più di 200 minatori sono rimasti intrappolati sottoterra, ma grazie ad impianti d’emergenza è stato possibile portarli tutti in salvo. Secondo Sushilkumar Shinde, ministro dell’Energia, il blackout è dipeso dall’approvvigionamento eccessivo di energia effettuato da alcuni Stati, che hanno superato i limiti consentiti. Interruzioni della corrente sono fenomeni comuni nelle città indiane, a causa di una generale carenza di energia e di reti elettriche obsolete. Tuttavia, il collasso di un sistema di collegamento così vasto è raro. Secondo gli analisti, un blackout simile è l’eredità di 60 anni di mancati investimenti nel settore, che hanno reso la terza economia dell’Asia uno dei Paesi più arretrati dal punto di vista di approvvigionamento e fornitura di energia elettrica. Michael Parker, analista della Sanford C. Bernstein & Co. a Hong Kong, spiega: “La causa immediata di un blackout del genere sembra quasi banale: il problema di base dell’India è che deve migliorare la qualità delle proprie infrastrutture. Per tenere accesa la luce, il Paese deve aumentare la sua capacità energetica; costruire sistemi di trasmissione e distribuzione robusti; garantire forniture e trasporto di carburante, e rivederne i costi. Per fare tutto questo, c’è bisogno di capitale”. Manmohan Singh, primo ministro indiano, è consapevole della necessità di nuove e migliori infrastrutture, e all’inizio di giugno ha lanciato un piano da 1000 miliardi di dollari, che promette nuove strade, porti e autostrade entro i prossimi cinque anni. Eppure, allo stato attuale la situazione non promette scenari rosei. La Coal India Ltd, il più grande produttore di carbone al mondo, non riesce a rispondere al domanda del Paese, che dipende da tale risorsa per più della metà della sua produzione energetica. A rendere più acuta la carenza di carbone vi sono le piogge monsoniche: essendo più scarse, hanno colpito agricoltori e centrali idroelettriche. Il problema più grave resta quello dei prezzi. Secondo Parker infatti, il governo deve cercare di ridurre i costi di produzione e approvvigionamento dell’energia, visto che quasi 800 milioni di indiani - più della metà della popolazione totale - vivono con meno di 2 dollari al giorno. Fonte: Asianews.it 23


- NOTIZIE DAL MONDO - NOTIZIE DAL MONDO - NOTIZIE DA Pranab Mukherjee è il nuovo presidente dell’India 23 luglio 2012 Pranab Mukherjee è il nuovo presidente dell’India. Il candidato della United Progressive Alliance (Upa, coalizione di governo) ha vinto le elezioni con il 69,31%, battendo in modo netto P A Sangma, politico cristiano appoggiato dal Bharatiya Janata Party (Bjp, partito ultranazionalista indù), che ha ottenuto solo il 30,69% delle preferenze. Tra due giorni, Mukherjee salirà a Raisina Hill, l’area di New Delhi dove si trova la residenza ufficiale, per prestare giuramento come 13mo presidente dell’India e iniziare i suoi cinque anni di mandato. Le elezioni presidenziali si basano sui voti di un collegio elettorale, composto da membri di parlamento e assemblee dei diversi Stati. In numeri assoluti, Pranab Mukherjee ha portato a casa 713.937 voti su oltre 1 milione [di voti] validi, confermando i pronostici della vigilia. Eppure, qualcosa di anomalo si è verificato anche in questa vittoria (quasi) annunciata: il Karnataka, Stato guidato dal Bjp, ha “scelto” Mukherjee invece di Sangma. Il primo ha infatti ottenuto 117 voti (53%), mentre il secondo solo 103. Il Bjp ha annunciato di voler scoprire chi nel collegio “ha tradito” le promesse di voto, ma sarà difficile visto che lo scrutinio è segreto. La vittoria di Mukherjee porta una ventata d’aria fresca per il Congress, negli ultimi mesi sempre più fiaccato da una serie di scandali legati al problema della corruzione, oltre che dalle difficoltà sul fronte economico. Pur essendo una figura per lo più formale, il presidente può avere un ruolo chiave in caso di crisi costituzionale: uno scenario che potrebbe profilarsi con le elezioni generali del 2014, dove nessun partito sembra poter vincere con una maggioranza assoluta. Nel caso del neo-eletto presidente, il suo “peso” potrebbe essere ancora maggiore: ex ministro delle Finanze dell’attuale governo, già ministro della Difesa (2004-2006) e degli Affari esteri (2006-2009), Mukherjee è un politico esperto. Prima di lui, Raisina Hill ha accolto K R Narayanan (1997-2002), un ex diplomatico; Abdul Kalam (2002-2007), uno scienziato; Pratibha Patil (2007-2012), prima donna a essere eletta presidente dell’India. “Mukherjee - notano alcuni analisti - sarà presidente nell’era delle coalizioni. Egli è sulla scena già da 50 anni, e avrebbe potuto essere il nuovo primo ministro. Questo lo rende diverso da chiunque altro”. Fonte: Asianews.it

India: scende l’inflazione, ma i monsoni minacciano il settore alimentare 16 luglio 2012 L’inflazione in India è scesa al 7,25%, registrando il livello più basso negli ultimi cinque mesi. Il dato però non soddisfa la Reserve Bank (Banca centrale indiana), che nota invece livelli ancora alti per quanto riguarda il settore alimentare, e annuncia la possibilità di mantenere invariati i tassi d’interesse ancora per alcuni mesi. Intanto, il ritardo delle piogge monsoniche continua a destare preoccupazione per il raccolto, e il possibile aumento del costo delle risorse. A maggio l’inflazione ha registrato il 7.55%. Ad aprile l’asticella segnava il 7,5%, dopo un buon inizio a 7,23%. Con il 7,69%, marzo è stato il mese peggiore, mentre gennaio e febbraio hanno registrato i dati più bassi, con il 6.55% e il 7,36%. Per quanto riguarda il settore alimentare invece, a giugno l’inflazione è salita al 10,81%, contro il 10,74% di maggio. Solo alla fine di luglio si saprà se la Banca centrale ha deciso di tagliare ancora i tassi d’interesse, come richiesto dal governo indiano. Ad aprile, la Reserve Bank aveva già ridotto i tassi d’interesse di 50 punti base (0,5%), molto più dei 25 punti base previsti da analisti del settore. Al momento però è inutile fare previsioni sulle future mosse della Rb: di recente, proprio la banca ha dichiarato che “ulteriori tagli sono possibili sono in base all’effettivo tasso di inflazione”. L’anomala situazione climatica non aiuta quella economica: il ritardo delle stagioni delle piogge - di norma attese per giugno - rischia di creare danni ai raccolti. L’India ha una riserva significativa di grano e cereali, ma ha un debole sistema di deposito e distribuzione delle risorse che rischia di far deteriorare la merce, facendo salire in modo esponenziale il costo di quanto è possibile conservare. Fonte: Asianews.it

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AL MONDO - NOTIZIE DAL MONDO - NOTIZIE DAL MONDO Presto medicine gratis per tutta la popolazione 6 luglio 2012 Il governo ha annunciato un progetto da 5,4 miliardi di dollari. Il piano riguarda solo i farmaci generici. I medici che prescriveranno medicinali di marca rischiano di incorrere in multe. Critiche grandi case farmaceutiche: così affossano il mercato. Oltre metà della popolazione indiana potrà presto curarsi in modo gratuito. Il governo centrale ha infatti avviato un progetto da 5,4 miliardi di dollari, che prevede la distribuzione di medicinali generici a costo zero. La decisione ha già attirato forti critiche da parte delle grandi case farmaceutiche straniere, che accusano le autorità di minare il mercato per attirare consensi in vista delle elezioni generali del 2014. Tuttavia, se dovesse rimanere inalterato, il progetto promette di cambiare la vita a milioni di persone, e il volto dell’intero sistema sanitario indiano. Che lavorino in grandi ospedali cittadini o in piccoli ambulatori di aree rurali, i medici statali potranno prescrivere farmaci generici a tutti i pazienti. Secondo il piano del governo, se scoperto a rilasciare medicine “di marca”, il dottore incorrerà in multe di varia entità. Tuttavia, i medici potranno spendere il 5% del loro budget complessivo (circa 50 milioni di dollari l’anno) in medicine di marca che non hanno l’equivalente generico. Resta invece invariata la situazione di chi lavora in cliniche e strutture private. Il piano ha del rivoluzionario, soprattutto in un Paese come l’India dove la sanità è ancora considerata un bene di lusso: le cliniche private spendono in media quattro volte in più degli ospedali statali, nonostante il 40% della popolazione viva con appena 1,25 dollari al giorno. Secondo il governo, nel giro di cinque anni almeno metà della popolazione indiana (circa 1,2 miliardi di persone) potrà usufruire di questo servizio. “La politica del governo - ha spiegato L.C. Goyal, segretario aggiuntivo del ministero della Salute - vuole promuovere un uso maggiore e più ragionato dei medicinali generici, che rispettano ogni standard qualitativo, ma costano molto meno di quelli di marca”. Case farmaceutiche di livello mondiale - come Pfizer, GlaxoSmithKline e Merck - saranno tra le più colpite da questo progetto. Ogni anno infatti spendono miliardi di dollari in ricerca, con l’obiettivo di distribuire in modo massiccio farmaci di marca nelle economie emergenti (come quella indiana), dove il 90% delle vendite di medicinali è rappresentata da medicinali generici. In India, l’americana Abbott Laboratories e la GlaxoSmithKline sono i più grandi distributori di farmaci, sia di marca che generici. Nel 2010, la prima ha rilevato una società indiana di produzione di medicinali generici. Fonte: Asianews.it

Haryana, consiglio comunale di sole donne combatte aborti selettivi e feticidi femminili 19 giugno 2012 Circa 225 donne, membri del primo consiglio di villaggio (gram sabha) tutto al femminile dell’Haryana, hanno deciso di istituire comitati di vigilanza per fermare gli aborti selettivi e i feticidi femminili. In base alla loro proposta, ciascuna delle 14 circoscrizioni del villaggio di Bibipur (distretto di Jind) avrà una sua commissione, formata da tre donne e un uomo, con il compito di seguire e tenere sotto controllo le donne incinte. La mossa è significativa anche perché l’Haryana è uno degli Stati indiani in cui è più diffusa la pratica della selezione di genere. Le donne hanno avanzato la proposta al cospetto del sarpanch (capo villaggio), Sunil Jaglan, che ha dato piena approvazione al progetto. “Da questo momento - spiega l’uomo - le anganwadi (sorta di operatrici sanitarie, ndr) dovranno registrare ogni donna al secondo mese di gravidanza. Fino a oggi, lo Stato per legge registra già le donne incinte a partire dal quarto mese. La nostra speranza è che abbassare il limite possa servire come deterrente, e che altri villaggi prendano esempio da noi”. Gli aborti selettivi femminili sono aumentati con il miglioramento e la diffusione dei test per determinare il sesso del nascituro. La legge indiana considera illegali questi esami, ma medici senza scrupoli allestiscono cliniche private abusive, dove a prezzi molto alti praticano interruzioni di gravidanza. A proposito di queste strutture, Birmati, una donna di 50 anni, spiega: “Una famiglia deve dare 5mila rupie (circa 70 euro) per effettuare questi test, e poi altrettanti per abortire. Questo, solo per non avere il ‘problema economico’ di una bambina. Se gli stessi soldi venissero invece depositati in un deposito fisso alla nascita della piccola, la famiglia non avrebbe bisogno di preoccuparsi del suo futuro. Quando sarà grande, la banca potrà fornire loro sostegno finanziario sufficiente per i suoi studi e per un buon matrimonio”. 25


- NOTIZIE DAL MONDO - NOTIZIE DAL MONDO - NOTIZIE DA La piaga degli aborti selettivi e dei feticidi femminili affonda le sue radici in un retroterra culturale che privilegia l’erede maschio. Quella indiana è una società patriarcale che considera le figlie femmine un peso economico: una ragazza deve essere istruita e data in moglie, ma può trovare marito “solo” se ha a disposizione una dote consistente. In molte comunità, anche una volta sposata la donna non viene rispettata finché non dà alla luce un bambino. Secondo l’ultimo censimento nazionale (Census 2011), l’Haryana è uno degli Stati peggiori in termini di aborti selettivi femminili. Nel tempo, questo ha portato ad alterare la composizione della popolazione, che oggi conta 877 donne ogni 1000 uomini. Ma lo squilibrio tra numero di nascite maschili e femminili (sex ratio) scende ancora considerando la fascia sotto i sei anni: 830 bambine ogni 1000 bambini. Fonte: Asianews.it

Rajasthan: Sposa-bambina a 9 anni, a 24 chiede l’annullamento 13 giugno 2012 Una donna di 24 anni del villaggio di Rajwa (Rajasthan) ha chiesto all’Alta corte dello Stato l’annullamento del suo matrimonio, contratto e celebrato quando aveva 9 anni. Per il momento, il tribunale ha ordinato al governo di proteggere Shobha Choudhary e la sua famiglia, che in seguito a questa decisione hanno ricevuto minacce da parte del consiglio delle caste del villaggio. Un gesto “coraggioso”, come lo ha definito il dr. Pascoal Carvalho, membro della Pontificia accademia per la vita, per contrastare una “disgrazia per la società indiana”. “Mio marito è un semi-analfabeta - ha dichiarato la giovane, che invece è diplomata e va all’università -, a malapena sa scrivere le iniziali del suo nome. Io lavoro e sto studiando per diventare insegnante (Bachelor of Education, B.Ed). Non è stata una mia decisione sposarmi, avevo solo 9 anni. Non posso accettare un matrimonio simile”. Shobha ha trovato la forza per ribellarsi dopo una sentenza storica per l’India: lo scorso aprile, una corte del Rajasthan ha annullato il matrimonio di Laxmi Sargara, oggi diciottenne, sposa-bambina quando aveva appena 1 anno. Una legge indiana del 1929 considera illegali i matrimoni tra bambini e prevede pesanti provvedimenti per chi indulge in tale pratica. Tuttavia, essi non sono vietati e il fenomeno non si è fermato. In molte zone del Paese - oltre al Rajasthan, anche in Chhattisgarh, Bihar, Madhya Pradesh, Uttar Pradesh e Jharkhand - si praticano ancora oggi matrimoni simili, anche di massa. “Esistono molti modi - spiega il medico - per aggirare la legge. E una volta celebrati, non possono essere annullati. Questi matrimoni non sono solo una violazione dei diritti umani, ma la peggior forma di sfruttamento e abuso”. Secondo l’International Center for Research on Women (Icrw), una Ong americana, in India il 50% delle ragazze si sposano prima dei 18 anni. Oltre a episodi di violenza domestica (spesso sconfinante in quella sessuale), e gravi problemi psicologici, molte di loro contraggono il virus Hiv dai mariti. Inoltre, i decessi post parto sono tra le cause maggiori di mortalità per le ragazze tra i 15 e i 18 anni. L’Alta corte ha fissato per il 4 luglio prossimo una nuova udienza. “La speranza - aggiunge il dr. Carvalho - è che il tribunale annulli questo matrimonio, per dare un segnale ai tanti ragazzi e ragazze che chiedono una vita migliore per loro stessi e vorrebbero spezzare la tradizione dei matrimoni tra bambini. Anche se in alcune zone del Paese essi sono diminuiti, abbiamo ancora molta strada da fare per sradicare questa pratica dalla società”. Fonte: Asianews.it

BENIN Adesione al secondo protocollo opzionale relativo all’abolizione della pena di morte 5 luglio 2012 Con il deposito dello strumento di adesione, il Benin è divenuto parte del Secondo Protocollo Opzionale al Patto nternazionale sui Diritti Civili e Politici, relativo all’abolizione della pena di morte. Anche se la pena di morte rimane parte della legislazione interna fino a quando il Parlamento non rimuoverà le Idisposizioni di legge in materia, la ratifica senza 26


AL MONDO - NOTIZIE DAL MONDO - NOTIZIE DAL MONDO riserve del Secondo Protocollo, in vigore a tutti gli effetti dal 5 ottobre 2012, fa del Benin un Paese totalmente abolizionista. Infatti, in base all’articolo 1, commi 1 e 2, del Secondo Protocollo, “Nessuno all’interno della giurisdizione di uno Stato parte del presente Protocollo sarà giustiziato” e “Ogni Stato parte adotta tutte le misure necessarie per abolire la pena di morte nella sua giurisdizione”. Fonte: Un.org

BURKINA FASO La corsa all’oro e le sue conseguenze sociali 11 luglio 2012 La febbre dell’oro pervade i giovani del Burkina Faso alla ricerca di una fonte di sostentamento alternativa all’agricoltura, in crisi a causa della siccità. L’oro “giallo” ha ormai sostituito quello “bianco”, il cotone, come prima esportazione del Paese, afferma un’inchiesta di OCADES Caritas Burkina. Se l’80% della forza lavoro locale è ancora impiegata nell’agricoltura, il settore minerario è in piena espansione. La produzione industriale di oro è passata da 5.000 kg nel 2008 a 11.642 kg nel 2009. Il settore minerario è in mano a società straniere (statunitensi, francesi, canadesi, australiane). Accanto all’estrazione industriale c’è quella artigianale, alla quale si dedicano migliaia di burkinabé, attratti dalla possibilità di guadagno, ma la cui vita non è affatto facile. Si tratta infatti di setacciare le sabbie dei fiumi alla ricerca di quantità minime di oro: un lavoro duro e ingrato, fatto per ore e ore sotto il sole accecante. “Ma quelli che riescono a trovare l’oro si contano sulle dita della mano”, afferma l’inchiesta. Il sindaco di Boroum, uno dei siti di ricerca dell’oro, mette in luce i danni sociali provocati dall’arrivo dei cercatori improvvisati: “il fenomeno della ricerca dell’oro è molto inquietante. Quando i giovani riescono a ottenere un po’ di denaro, preferiscono dilapidarlo nelle grandi città invece di usarlo per aiutare i loro genitori. Nei siti di ricerca si assiste ad ogni sorta di pratica malsana: consumo di stupefacenti, prostituzione, furti e stupri. Alcuni giovani tornano a casa malati. Anche se sono privi di mezzi, i loro genitori si sentono obbligati a dare fondo a tutte le loro magre risorse per curarli. La ricerca dell’oro ci sta creando dei problemi seri”. Il Segretario Esecutivo Nazionale di OCADES Caritas Burkina, don Isidore Ouedraogo, afferma che il fenomeno dei cercatori d’oro è “uno dei problemi principali sul quale dobbiamo lavorare”. Questo problema è ancora più importante visto che la gente si è più volte ribellata contro le compagnie minerarie, accusate di essere interessate solo all’accumulo di profitti e non alla costruzione di infrastrutture e alla creazione di posti di lavoro per le popolazioni locali. Fonte: Fides.org

Una laurea honoris causa per Kaboré 27 giugno 2012 Il cineasta burkinabè Gaston Kaboré ha ricevuto la laurea Honoris Causa all’Università Concordia di Montreal in Canada, con una cerimonia che si è svolta lo scorso 21 giugno. Con questa onorificenza la celebre università canadese ha voluto rendere omaggio a un regista che ha sempre espresso un impegno militante, pedagogico e creativo. Il regista, nato nel 1951 a Bobo-Dioulasso in Burkina Faso (ex Alto Volta), si è laureato in Storia alla Sorbona di Parigi e poi all’Esec (Ecole supérieure d’études cinématographiques). Sceneggiatore, regista e produttore, Kaboré ha diretto il Centro Nazionale di Cinema del Burkina Faso (1977-1988) e la Federazione Panafricana dei Cineasti (1985-1997), mentre ha più recentemente creato l’Istituto di formazione negli audiovisivi “Imagine”, a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso. Il regista ha presentato all’università di Montreal il film Buud Yam, che ha vinto nel 1997 il Fespaco, il festival panafricano di cinema e televisione che si svolge ogni due anni a Ouagadougou. Fonte: Cinemafrica.org

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- RELAZIONE ANNUALE - RELAZIONE ANNUALE - RELAZIONE Premessa Vorrei iniziare quest’anno la relazione con una citazione di Albert Einsten che ho letto recentemente e che mi ha molto colpito . “Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo. La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi, perché è proprio la crisi a portare progresso. La creatività nasce dall’ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato…” Trovo che queste parole si adattino perfettamente alla crisi economica a livello europeo, che sta colpendo un po’ tutti i settori della nostra società e naturalmente non ha risparmiato nemmeno la nostra piccola Associazione. La nostra inventiva, le nostre capacità devono emergere in momenti come questi, dove non c’è nulla di facile e dove sembra sempre di dover ricominciare da capo, per trovare il modo migliore per proseguire nella nostra Mission. Abbiamo dunque sempre ben presenti le ragioni del nostro impegno ed è per questo motivo che, seppur creandoci qualche ansia, i cambiamenti non ci spaventano, ma ci spronano ad avere la fiducia necessaria per mettere in essere questi cambiamenti il cui fine più importante è quello di non penalizzare mai in alcun modo né “i nostri bambini”, né i beneficiari dei nostri Progetti e di agire sempre e comunque nella massima correttezza e trasparenza verso i nostri sostenitori. Il Sole ha sempre operato, e continua a farlo, cercando di fare in modo che i fondi provenienti dalle donazioni raccolte vengano utilizzati al meglio. Per farlo è necessario conciliare l’esigenza di avere una struttura operativa, che abbia il minor costo possibile, con quella di avere uno staff, che abbia la professionalità necessaria a gestire nel migliore dei modi i fondi disponibili. Per farlo è necessario determinare quali siano le reali necessità dei bambini e delle loro famiglie nelle specifiche realtà locali, valutare accuratamente i costi da sopportare per affrontare lo specifico problema, organizzare la realizzazione del progetto, controllare che lo stesso venga portato a termine nei tempi e con i costi previsti verificando l’operato delle organizzazioni locali, riferire adeguatamente ai donatori i risultati ottenuti per poter dimostrare il raggiungimento degli obiettivi previsti e motivarli a continuare a sostenerci. Questo equilibrio tra bassi costi ed elevata professionalità è molto instabile e si confronta continuamente con la realtà quotidiana dell’Associazione. Fino ad ora Il Sole ha saputo gestire bene queste esigenze garantendo il mantenimento di un ottimale rapporto tra fondi raccolti e costi. Recentemente l’Istituto Italiano della Donazione ha confermato la bontà del nostro lavoro concedendo la sua certificazione alla nostra Associazione. In questi mesi la situazione economica generale, e soprattutto la forte diminuzione dei fondi stanziati dai donatori istituzionali (Comunità Europea, Governo Italiano, Regioni, Province, Fondazioni Bancarie ecc.) ha portato ad un sensibile calo dei fondi raccolti da quasi tutte le Ong di qualsiasi specifico settore si occupino. Per Il Sole questa situazione ha portato ad un calo significativo dei fondi raccolti nel 2011 rispetto all’anno precedente. Per i prossimi mesi le previsioni economiche globali fanno temere un ulteriore peggioramento della situazione, con conseguente calo dei fondi a disposizione del terzo settore. Tradotto nella realtà quotidiana questo significa maggiori difficoltà a garantire ai vari beneficiari i fondi promessi, ritardi nei versamenti ed aumento dell’incidenza dei costi di struttura. Il Consiglio de Il Sole ha messo allo studio una serie di iniziative volte al ristabilimento del controllo dei costi in rapporto alla situazione attuale. La prima di queste decisioni è stata quella di trasferire al più presto gli uffici a Saronno, presso una sede di minori dimensioni, che permetta un risparmio di alcune migliaia di euro all’anno. I consiglieri hanno anche provveduto alla creazione di un fondo patrimoniale dell’Associazione attraverso lo strumento di un prestito infruttifero. Altre misure verranno prese a breve per migliorare ancora l’efficienza della struttura e ridurre al minimo possibile i costi. In questo contesto è doveroso il riconoscimento della notevole abnegazione dello staff che opera al meglio in condizioni molto difficili e facendosi carico di una mole di lavoro e di un carico di stress sicuramente molto elevati. 38


E ANNUALE - RELAZIONE ANNUALE - RELAZIONE ANNUALE Altrettanto degna di riconoscimento è la fedeltà con la quale i sostenitori continuano a sostenerci economicamente e moralmente aiutandoci a ritrovare la forza e l’entusiasmo per continuare a lavorare senza cedere allo scoraggiamento, che le condizioni generali indurrebbero negli operatori e nei consiglieri. Lavorare al contenimento dei costi sarebbe però inutile in una prospettiva di progressivo declino dell’Associazione. Si è perciò continuato a lavorare ad un rilancio delle nostre attività, cercando di privilegiare quelle iniziative che appaiono particolarmente adatte a fronteggiare la situazione presente. In quest’ottica sono stati presi numerosi contatti con Associazioni che, per il loro modo di lavorare, i loro obiettivi e le loro dimensioni paiono particolarmente adatte a sperimentare varie forme di collaborazione con l’obiettivo di arrivare alla creazione di una vera e propria rete di piccole Associazioni che permetta a tutti di progredire in efficienza ed efficacia. Per tornare alla citazione iniziale: “La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi, perché è proprio la crisi a portare progresso.” Noi, che vediamo sempre il bicchiere mezzo pieno, ci crediamo. Grazie ancora a tutti, soprattutto a nome dei bambini e delle loro famiglie.

Struttura organizzativa Assemblea dei soci L’assemblea è composta da tutti gli aderenti all’associazione ed è l’organo sovrano dell’Associazione stessa.

Consiglio Direttivo

Azione consultiva e di orientamento alla programmazione

Struttura operativa - Direzione, con compiti di coordinamento, formazione, innovazione, gestione delle risorse umane, rapporti istituzionali. - Amministrazione, con compiti atti a garantire una corretta gestione contabile e finanziaria assicurando l’uniformità delle procedure amministrative. Deve pianificare, supervisionare e fare una reportistica periodica al fine di espletare tutte le funzioni della contabilità. Si avvale per la compilazione del Bilancio della collaborazione della Dottoressa Trombetta ed il Bilancio verrà poi certificato dalla Dott.ssa Antonelli. - Adozioni a distanza e Ufficio Progetti deve attuare le strategie della Direzione e del Consiglio Direttivo e gestire in autonomia l’ufficio adozioni a distanza. - Relazioni esterne e comunicazione: impostare un corretto flusso di comunicazioni all’esterno e all’interno dell’Associazione - Segreteria: supportare operativamente le esigenze dei singoli uffici. Il Sole Onlus fa parte di: - COLOMBA: Associazione delle Organizzazione di cooperazione e solidarietà sociale della Lombardia - CSV - Como : Centro Servizi per il Volontariato - Istituto Italiano Donazione - Registro Provinciale dell’Associazionismo Il Sole Onlus ha sottoscritto: - La Carta dei Principi - La Carta dei Criteri di Qualità - Le linee guida per il SAD dell’Agenzia delle Onlus Inoltre, Il Sole Onlus è organizzazione riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri con decreto N. D.M. n.2005/337/000951/6 del 09/02/2005 ed è quindi una ONG. 39


- RELAZIONE ANNUALE - RELAZIONE ANNUALE - RELAZIONE Tre sono le linee d’intervento, le stesse del 2010, che abbiamo continuato a seguire nella preparazione dei nostri progetti: 1. Tutela dei diritti dei bambini vittime di violenza sessuale; 2. Lotta contro la povertà come strumento di prevenzione dello sradicamento dall’ambiente familiare, sociale, culturale, e dell’abbandono da parte delle famiglie dei propri figli, attraverso progetti di tutela dei diritti delle madri; 3. Promozione e tutela del diritto all’identità di ogni bambino BURKINA FASO Casa delle donne di Naponè Koumléla (finanziatori: Chiesa Valdese, Fondazione San Zeno) Il Progetto vuole contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della donna della comunità di Koumlèla Naponé attraverso la realizzazione di attività di formazione professionale e il sostegno per l’avvio di attività generatrici di reddito. Latte Africa (finanziatori: Mediafriends, Banca Intesa) Il progetto si propone di potenziare la filiera del latte nella zona del Plateau Mossi in Burkina Faso al fine di rispondere al problema della malnutrizione presso i gruppi sociali più vulnerabili, in primis, donne e bambini. ETIOPIA Fiori che rinascono (finanziatori: SDL Foundation, Street Spirits, SAD Fiori) Il progetto Fiori che Rinascono intende promuovere una rete di servizi completi per il sostegno e la riabilitazione dei minori vittime di stupro e per la protezione e la prevenzione dell’abuso sessuale. INDIA La casa delle donne (finanziatori: SDL Foundation, Fondi 8x1000) Il progetto si propone di rispondere contemporaneamente a due esigenze individuate a seguito di numerosi incontri con il partner locale DAS e i gruppi di donne più svantaggiate residenti nei villaggi di Padakandla, Ahobilam, Bankapalem, Eguvapalem, Diguvapalem. BENIN La casa delle donne di Toucountouna (finanziatori: Chiesa Valdese, Comune di Como) L’intervento nasce dal desiderio di dare una risposta completa, integrata e sostenibile al problema della sicurezza alimentare e dell’esclusione della donna dai processi produttivi, individuate nell’area rurale di Toucountouna. Sogni da riaccendere (finanziatori: Fondazione prima Spes - Lisa Spa) Il progetto intende promuovere una rete di servizi completi per il sostegno e la riabilitazione dei minori vittime di stupro e per la protezione e la prevenzione dell’abuso sessuale. ITALIA Attività di sensibilizzazione attraverso incontri con la cittadinanza e nelle scuole.

Sostegni a Distanza Un altro strumento di cooperazione internazionale con cui operiamo è quello dei sostegni a distanza (spesso ma meno correttamente chiamate adozioni a distanza), grazie al quale le famiglie italiane possono garantire il miglioramento della vita di un bambino dei paesi più svantaggiati per il sostegno alla sua istruzione, alla sua nutrizione ed alle cure mediche. Lo strumento dell’adozione a distanza è anche uno strumento di prevenzione dell’abbandono, grazie al quale, spesso, il bambino non è costretto a lasciare il suo Paese e la sua famiglia d’origine e che gli permette di diventare soggetto e non oggetto all’interno della società in cui vive. Con questo strumento Il Sole Onlus riesce a migliorare non solo la vita dei singoli bambini, ma contribuisce allo sviluppo delle comunità in cui i bambini sono inseriti. 40


E ANNUALE - RELAZIONE ANNUALE - RELAZIONE ANNUALE Nel corso del 2011 l’impegno de Il Sole Onlus nel settore dei sostegni a distanza è continuato anche se, come detto all’inizio di questa relazione, ci sono state delle flessioni negative dovute soprattutto alla rinuncia di alcuni donatori per sopravvenute loro difficoltà economiche. I bambini attualmente sostenuti sono 1295 suddivisi come segue: Etiopia 522 Fiori che rinascono/Etiopia 114 Burkina Faso 281 India 378. Purtroppo sia il panorama esterno, che nostre difficoltà interne, non ci hanno permesso di ottenere l’incremento di sostegni a distanza auspicato. Nonostante ciò continuiamo a credere che su questo settore dobbiamo puntare molto perché rappresenta da sempre uno dei settori più importanti della nostra Associazione. Attualmente Il Sole Onlus è attivo in India, Etiopia, Burkina Faso. Priorità viene data a Etiopia e India.

Ufficio Relazioni Esterne e comunicazione Durante l’anno sono stati organizzati, compresa la preparazione del materiale informativo, vari incontri e conferenze, principalmente a Como ed in Sicilia, per diffondere e discutere le tematiche legate all’attività dell’Associazione alla sua mission ed ai progetti in corso ed in progetto. Allo stesso scopo è stata organizzata la partecipazione in varie località ad eventi, manifestazioni e convegni legati alle tematiche solidali (Como, Legnano, Firenze, Senna Comasco, Cantù, Albese con Cassano ecc.) in collaborazione con altri enti ed Associazioni. L’elenco dettagliato delle iniziative è disponibile. Dopo la mostra Cooperazione in movimento è stata organizzata un’Asta e-bay per la vendita delle foto. Da segnalare anche la serata teatrale con lo spettacolo Clandestino in Casa il 27 Maggio a Como. Sono state inoltre organizzate, in collaborazione con altre Associazioni, alcune manifestazioni sportive allo scopo di far conoscere l’Associazione e raccogliere fondi (Busto Garolfo, Bergamo). Nel periodo Natalizio è stato organizzato il mercatino a Como ed a Parabiago. Per quanto riguarda la comunicazione sono state preparate, organizzate e realizzate, compreso lo studio grafico e la stesura del materiale necessario, una serie di campagne specifiche per gli argomenti: 5x1000, Pasqua, Una jeep per il Burkina Faso, Capodanno Etiope, Campagna sostegni a distanza (2x1), Natale solidale. L’ufficio si è anche occupato del rinnovamento del layout grafico del giornalino semestrale Il Sole news, della ideazione, raccolta e cura del materiale per la newsletter oltre che della preparazione di tutto il materiale informativo sui progetti e sui sostegni a distanza. Sono stati anche realizzati pergamene e biglietti personalizzati in occasione di battesimi, comunioni, matrimoni, cresime, Natale. Si è provveduto alla ideazione, realizzazione e continuo aggiornamento del sito de Il Sole Onlus e al potenziamento dei profili social network dell’Associazione (Facebook, Ammado, Flickr e Anobii) , oltre che alla verifica con appositi strumenti degli accessi in termini quantitativi e qualitativi. Sono stati attivati strumenti (Google Grants, Campagne Adwords) volti ad aumentare il traffico del sito, acquisire nuovi sostenitori e vendere le bomboniere solidali. L’ufficio ha collaborato alla realizzazione di una serie di incontri con altri enti, aziende ed Associazioni potenziali partner de Il Sole sia quali collaboratori nella realizzazione dei progetti che come finanziatori degli stessi progetti e delle altre attività dell’Associazione. L’elenco degli incontri è disponibile. Sono stati inoltre coordinati i volontari per la traduzione del materiale informativo (Sad, progetti, istituzionale) e dei testi del sito in lingua inglese.

Conclusione

Anche quest’anno la strada è stata per lo più in salita, lastricata di difficoltà, ma non per questo ci siamo persi d’animo, abbiamo proseguito con coraggio e tenacia anche grazie all’aiuto dei nostri volontari, del nostro staff, dei nostri soci, dei nostri beneficiari, di tutti coloro che ci sono vicini nel nostro lavoro e a cui va il nostro sincero ringraziamento. Volendo concludere questa relazione con un’altra citazione si potrebbe saltare da Albert Einstein a John Belushi con la sua celebre “Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare”. Grazie a tutti e continuiamo a crederci. 41


CALENDARIO EVENTI Settembre 2012 Festeggiamo insieme i 15 anni de Il Sole Onlus

Un ricco programma di appuntamenti: due settimane di conferenze, incontri, presentazioni, cene, dibattiti… per ricordare i 15 anni dell’Associazione. Ai festeggiamenti sarà presente W.ro Mekdes Zelelew, referente dell’Associazione Il Sole Onlus per il progetto Fiori che rinascono, per la tutela di bambini vittime di violenza sessuale, e il progetto sostegni a distanza in Etiopia. Altri graditi ospiti interverranno durante le iniziative. Presto comunicheremo il programma dettagliato.

La biblioteca de Il Sole Gli ultimi arrivi della biblioteca: O. Farinetti, Lezioni di cittadinanza. Per diventare più umani, EGA-Edizioni Gruppo Abele, 2012 Undici interventi, undici nomi, undici riflessioni per una progettazione concreta e una cittadinanza attiva. Il libro voluto e costruito da Oscar Farinetti, è un atto di resistenza contro la crisi e il declino che ci circondano; di fiducia nella possibilità di un futuro migliore, fondato su alcuni valori fondamentali analizzati e attuati da undici protagonisti della nostra storia: donne e uomini della cultura, della chiesa, dell’imprenditoria, della medicina, della filosofia, della letteratura, della politica, della magistratura. È uno strumento per mettere in campo una nuova forma di umanesimo. Con interventi di A. Baricco, C. Bastioli, M. Calabresi, G. C. Caselli, S. Chiamparino, L. Ciotti, F. Enrichens, O. Farinetti, C. Petrini, A. Scurati, G. Vattimo. Francesco Gesualdi, Sobrietà. Dallo spreco dei pochi ai diritti di tutti, Feltrinelli, 2010 Il mondo siede su due bombe: la crisi ambientale e quella sociale. Mentre le risorse si fanno sempre più scarse, alcuni segnali relativi al cambiamento del clima indicano che gli equilibri naturali si stanno alterando in maniera irrimediabile. Nel contempo la maggior parte della popolazione non riesce a soddisfare neanche i bisogni fondamentali. Ci troviamo di fronte a un dilemma: più crescita economica per uscire dalla povertà o meno crescita economica per salvare il pianeta? È possibile passare dall’economia della crescita all’economia del limite, facendo vivere tutti in maniera sicura? Questo libro dimostra che è possibile purché si mettano in atto quattro rivoluzioni che riguardano stili di vita, tecnologia, lavoro ed economia pubblica. Come un uomo sulla terra. Libro+dvd. Prefazione di Ascanio Celestini. Film di Andrea Segre, Riccardo Biadene e Dagmawi Yimer. Autori: Riccardo Biadene, Marco Carsetti, Andrea Segre, Alessandro Triulzi, Dagmawi Yimer http://comeunuomosullaterra.blogspot.it/ Il documentario ha rotto il silenzio sugli accordi tra Italia e Libia e ha svelato le terribili violenze subite dai migranti arrestati e respinti in Libia. Un racconto in prima persona, per svelare le atrocità a cui sono destinati migliaia di uomini, donne e bambini. La versione integrale del film è corredata da un inedito libro di testimonianze, raccolte all’interno dell’Archivio delle Memorie Migranti, il progetto ideato da Asinitas Onlus in collaborazione con ZaLab e Lettera27 per dare di42


gnità, ascolto e spazio alle memorie dei migranti che hanno raggiunto e raggiungono il nostro Paese. All’interno del libro sono contenuti interventi, oltre che dei cinque autori, dei due giornalisti e consulenti del film Gabriele Del Grande e Stefano Liberti e dei due critici cinematografici Dario Zonta e Boris Sollazzo. Luigi Ciotti, La speranza non è in vendita, Giunti editore, 2011 “Finché c’è vita c’è speranza”. Il detto è molto antico ma vero solo per metà. Non basta infatti essere vivi, per sperare: bisogna anche credere nella giustizia e impegnarsi a costruirla. Non è sufficiente indignarsi, riempire le piazze, esibire mani pulite, un profilo morale trasparente. L’etica individuale è la base di tutto, la premessa per non perdere la stima di sé. Ma per fermare il mercato delle “false” speranze bisogna trasformare la denuncia dell’ingiustizia in impegno per costruire giustizia. Questi i grandi temi che scandiscono i capitoli del libro, nei quali Don Luigi Ciotti invita a scommettere di nuovo sulle ragioni dell’impegno: Diseguaglianze, Migranti, Solidarietà e Diritti, Democrazia, Costituzione, Mafie e Chiese che “interferiscono”, Legalità, Educazione e Responsabilità, Speranza. Con la concretezza che viene dal grande lavoro nel sociale, questo libro di Don Ciotti, fondatore di “Gruppo Abele” e” Libera”, offre le ragioni per reagire al decadimento politico e culturale; un invito puntuale e incalzante per la mobilitazione di tutti. Angelo Villa, Intercultura e immigrazione. È difficile incontrare chi è diverso da noi?, Editore Di Girolamo, 2012 La questione dell’intercultura e dell’immigrazione è e sarà sempre attuale nel panorama culturale, sociale e clinico nel nostro paese. Questo lavoro intende, a partire dalla nostra esperienza pratica e dalla prospettiva della psicoanalisi, provare a costruire un ragionamento sul tema che vada al di là delle due posizioni semplicistiche, che vanno per la maggiore: da un lato la chiusura allo straniero, vissuto come presenza intrusiva e destabilizzante per la nostra cultura di appartenenza; dall’altro il vuoto moralismo che incentiva a incontrare la diversità senza tenere conto delle reali difficoltà culturali che questo comporta. Cosa significa incontrare lo “straniero”? Come incontrare quella stessa alterità che alberga in noi stessi, quella parte di noi che sfugge alla nostra consapevolezza e al nostro controllo e che prende il nome di inconscio? Colombo Gherardo, Sulle regole, Feltrinelli, 2008 Nell’amministrare la giustizia conta la legge scritta. Se facessimo delle deroghe al codice, non saremmo ingiusti? Diciamo che la giustizia deve essere uguale per tutti, ma forse non abbiamo mai riflettuto sul significato di questo principio: la legge per essere giusta deve essere applicata senza eccezioni. Ma la legge scritta dai parlamenti può contemplare ogni singolo caso umano? La legge è una macchina impersonale, che non guarda in faccia a nessuno. Eppure, per altro verso, proprio il fatto che la legge non guarda in faccia a nessuno, ci protegge dai soprusi dei potenti. La bilancia, come immagine della giustizia, rappresenta proprio questo: gli uomini sono tutti uguali di fronte alla legge. In uno stato di diritto e in uno stato in cui tutti partecipano, anche se indirettamente, alla gestione della cosa pubblica e in cui esistono delle strade per modificare le regole che si ritengono ingiuste, le regole esistenti vanno osservate e basta. Ma è anche necessario fare una specie di gerarchia delle regole, perché ci sono delle regole che hanno un rilievo eccezionale per la convivenza e ci sono altre regole che invece hanno un rilievo molto più limitato. Clariste Soh-Moubé, La trappola. L’odissea dell’emigrazione, il respingimento, la rinascita, Editore Infinito, 2012 Tiziano Terzani, In Asia, Tea, 2008 Stefano Liberti, Land grabbing. Come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo, Minimum Fax 2011 Bernardo Bernardi, Africa. Tradizione e modernità, Carocci editore, 1998

Puoi seguire gli aggiornamenti della biblioteca all’indirizzo www.anobii.com/ilsoleonlus/books 43


COSA STIAMO FACENDO PROGETTI IN CORSO BURKINA FASO La casa delle Donne di Koumlèla Naponé con il finanziamento di Fondazione San Zeno e della Chiesa Valdese Progetto sostegni a distanza ETIOPIA Fiori che rinascono (Counseling center, Foster home, laboratori artistici) con il finanziamento dell’Associazione Street Spirtis, SDL Foundation, Fondazione 10 decimi Progetto sostegni a distanza Progetto sostegni a distanza Fiori che rinascono INDIA Progetto sostegni a distanza BENIN Sogni da riaccendere a Cotonou, con finanziamento della Fondazione Prima Spes ITALIA In avvio il progetto La parola ai giovani a Scampia, finanziato da Peretti Foundation

PROGETTI IN FASE DI VALUTAZIONE SUDAFRICA La Casa del Sorriso ITALIA (Dis)Integriamoli Give Rights a Chance

SOSTEGNI A DISTANZA Etiopia - 613 Burkina Faso - 239 India – 366

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IL SOSTEGNO A DISTANZA RAVVICINATA Il sostegno a distanza ravvicinata è una filosofia di intervento innovativa che permette di ravvicinare la distanza tra i sostenitori, l’Associazione e i beneficiari. L’Associazione vuole essere un tramite, un mezzo, uno strumento per garantire ai bambini il pieno supporto dei propri sostenitori. Più è diretto il rapporto tra sostenitori e beneficiari più è ravvicinata la distanza tra i due attori coinvolti. L’Associazione contribuisce con la propria esperienza, professionalità, trasparenza e conoscenza nell’indicare la strada giusta per far sì che gli esponenti di due mondi lontani possano comunicare, interagire, confrontarsi al fine di intraprendere un percorso di vita comune e condiviso. Cognome ……………………………………………………… Nome ………………………………………………………………………… Denominazione (nel caso di un’azienda, ente o gruppo) ……………………………………………………………………… Codice fiscale o Partita Iva …………………………………………………… Data di nascita ………………………………… Professione…………………………………………………………. Indirizzo ………………………………………………………………………………………………….…… Cap ……………… Città …………………………………………………………….. Prov. ……………… Tel. ……………………………………………… Cell. …………………………………………………..…… E-mail……………………………………………………………………………………………………………… Intendo attivare N° ……. sostegno/ i a distanza nel seguente Paese: - Etiopia

- India

- Etiopia – progetto Fiori che rinascono, bambini vittime di violenza sessuale Quota: - Annuale (Euro 300)

- Due rate semestrali di 150 euro

- Quattro rate trimestrali di 75 euro

Per sostenere un bambino vittima di violenza sessuale inserito nel progetto Fiori che rinascono: - Annuale (Euro 516) - Due rate semestrali di 258 euro È possibile versare la quota a copertura del sostegno a distanza tramite: - Bonifico bancario: Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù – IBAN IT71Q0843010900 000000260452 - Conto corrente postale N. 11751229 intestato a: Il Sole Ong Onlus - Rid bancario compilando l’apposito modulo, scaricabile dal sito www.ilsole.org/come-sostenerci/ridiamo-fiducia-ai-nostri-bambini Tutti i versamenti sono da intestare a Il Sole Ong Onlus, specificando nella causale il Paese del sostegno, esempio: “Sad Etiopia”. DATA …………………..

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LETTURE CONSIGLIATE Melania G. Mazzucco, Limbo, Ed. Einaudi, 2012 Manuela Paris è un maresciallo degli Alpini, appartenente al plotone Pegaso del 10° reggimento di stanza nella base operativa avanzata di Bala Bayak in Afghanistan. Manuela è soprattutto una giovane di 27 anni che torna in congedo dalla famiglia in Italia, con il fisico e lo spirito disintegrati dall’attacco terroristico che ha decimato la sua compagnia e le ha lasciato ferite indelebili di difficile guarigione. Nel tornare a casa, si trova ad affrontare tutte le dinamiche interrotte nell’intraprendere la vita militare: il rapporto con la sorella Vanessa, inquieta e sola, con la madre delusa dalle vicende della vita, con la nipote Alessia sempre in cerca di piccole e grandi conferme e con il fratello adolescente, che la adora considerandola l’eroina di un videogioco. Nel complesso processo di guarigione quindi, il soldato Paris integrerà i ricordi a lungo termine, che riguardano il padre, il nonno, la formazione sentimentale, scolastica e militare prima della missione in Afghanistan, con i ricordi a breve termine che coinvolgono gli ufficiali e i soldati della base Sollum prima della deflagrazione dell’ordigno che le cambierà per sempre la vita. Il tenente Russo amante della filosofia, il sensibile caporale Zandonà, chitarrista per vocazione, e il caporalmaggiore Diego Iodice, veterano del Kossovo e di svariate missioni, sono solo alcuni dei colleghi ai quali Manuela sente di essere legata da amicizia, oltre che da complicità e spirito di corpo. La narrazione di queste vicende, calata nella nostra realtà di tutti i giorni, ma allo stesso tempo “altra” rispetto all’attualità a cui siamo abituati dai mezzi di informazione tradizionali, è avvincente e molto interessante. L’autrice riesce a raggiungere un elevato grado di approfondimento sia nell’introspezione psicologica dei personaggi del romanzo, sia nel “reportage”. La vita quotidiana della base, la descrizione della topografia del luogo ma anche procedure, armi e ruoli militari, ci diventano progressivamente più familiari man mano che la trama di dipana, rendendoci Manuela Paris, sempre più vicina, con la sua forza d’animo e le sue umanissime vulnerabilità. Non c’è, da parte della Mazzucco alcuna tesi da perseguire, né argomentazioni confezionate per convincere il lettore. Non ci sono aperta condanna né esaltazione, ma una serie di spunti di riflessione nei confronti dei concetti di Patria e Onore, nei confronti della guerra e della ricostruzione, di cooperazione internazionale e politica degli Stati. In un certo senso, Manuela con la sua serietà e coraggio, ci fa da guida in mezzo al caos di eventi così incomprensibili e forti. Diventa un esempio universale di come una donna possa dimostrare le proprie capacità in un ambiente ostile creando un clima di fiducia e di affidabilità, e di come riesca a riemergere da una situazione apparentemente senza uscita con coerenza e determinazione. ELISABETTA MACCIONI

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Marco Paolini, AUSMERZEN - Vite indegne di essere vissute, Ed. Einaudi, 2012 Questo saggio nasce dal monologo dell’autore/ attore Marco Paolini, cui egli stesso ha aggiunto testi per l’approfondimento e note, nonché la postfazione di argomento storico e medico di Mario Paolini, docente di didattica e pedagogista. La narrazione inizia dalla parola Ausmerzen, che significa, nel linguaggio degli allevatori: liberarsi dei capi di un gregge più deboli, affinché non ostacolino la marcia. Questa parola riassume un concetto terribile che, a partire dalla fine del diciannovesimo secolo diventa assai diffuso. La scienza infatti, in quel periodo di grandi scoperte, comincia ad orientarsi verso lo studio delle cosiddette razze. Cesare Lombroso, in Italia, fu un precursore nel classificare i caratteri psicologici in base alle caratteristiche antropometriche, cui seguì l’inglese Galton, cugino di Darwin, che in seguito ad ampli studi sulla ereditarietà dei caratteri fu il primo a utilizzare il termine eugenetica per definire una scienza che doveva favorire l’eliminazione progressiva di criminali, disabili e malati tramite l’individuazione della parte genica responsabile della aberrazione e la sua eliminazione progressiva dalla società. Ma è soprattutto negli Stati Uniti che queste teorie attecchirono maggiormente. Alexander Bell, grande inventore americano, nonostante l’innegabile inventiva e umanità, fu uno dei maggiori propugnatori delle campagne di sterilizzazione della popolazione, dapprima costituita da solo da malati psichiatrici, ma poi anche da altre categorie di “anormali”. L’autore si sofferma particolarmente sul fatto che molte democrazie europee hanno utilizzato la sterilizzazione per regolare le nascite in senso eugenetico e questo sino a non molto tempo fa. La scienza, durante i primi del novecento va di pari passo con la finanza e la politica ed è asservita ad esse, negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Germania. Ma anche la cultura non ne rimane immune, il cinema in particolare diventerà un notevole mezzo di propaganda nelle mani dei regimi per la diffusione dell’odio razziale e delle pratiche di eliminazione delle specie “inferiori”. È inoltre degli anni trenta la fondazione della moderna psichiatria e le metodiche utilizzate all’epoca sono l’elettroshock e la lobotomia mentre sempre più persone sono rinchiuse nei manicomi, non sempre con delle patologie ben definite: spesso sono persone rifiutate dalla famiglia perché con atteggiamenti non conformi alla morale corrente o poveri o oppure bambini troppo vivaci. Verso la fine degli anni ‘30 la sterilizzazione non è più applicata con la stessa assiduità di prima, perché una nuova tecnica di eliminazione programmata dei deboli comincia ad essere messa in pratica in Germania per espressa richiesta del Fuhrer: l’eutanasia, applicata ai neonati e bambini con malformazioni nelle cliniche pediatriche e nei reparti di maternità. Ai pediatri, infermieri e medici di base della Germania fu richiesto di denunciare i casi anomali ad una speciale commissione di medici che avrebbe deciso sulla loro sorte. Una volta che i genitori, con l’inganno, davano l’assenso al ricovero in speciali “centri di recupero”, i bambini venivano lasciati morire di fame o avvelenati con scopolamina e Luminal o utilizzati come cavie per esperimenti. La più importante operazione di eliminazione diretta dei disabili e dei malati psichiatrici adulti è stata organizzata dal ‘39 al ’41, nei manicomi di tutta la Germania che dotati di speciali camere a gas e forni crematori per l’eliminazione e lo smaltimento dei “pazienti”. L’operazione in questione si chiamava Aktion T4, dal nome della via di Berlino, dove il quartier generale organizzativo aveva sede. La descrizione di Aktion T4 costituisce una parte importante del saggio che ci fa capire quanto fossero radicate le teorie che prepararono l’Olocausto, non solo nei nazisti, ma anche negli scienziati e i medici che, conniventi con il sistema permisero o provocarono direttamente più di settecentomila morti. Marco Paolini ci ricorda infine che, anche se il secondo processo di Norimberga fu incentrato sulle responsabilità dei medici, la macchia nella psichiatria, è stata rimossa fino ai giorni nostri, nei quali si ricomincia finalmente a parlarne ed a discuterne per evitare una nuova deriva eugenetica. 48

ELISABETTA MACCIONI


I L A D I E L O S E BOMBONIER Rendi ancora piÚ speciali i momenti importanti della tua vita scegliendo le bomboniere equo solidali de Il Sole Onlus. Acquistando le bombonieri contribuisci a sostenere i nostri progetti Il Commercio equo e solidale è un approccio alternativo al commercio convenzionale. Promuove, attraverso il commercio, maggior giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e per l’ambiente. Il commercio Equo e Solidale propone una relazione paritaria fra tutti i soggetti coinvolti: produttori, lavoratori, importatori, botteghe e consumatori

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Il Sole news n. 34 - luglio 2012