Issuu on Google+

L’INTERVISTA di Alessandro Savoia

IL TESTIMONIAL

Luigi Necco: «Il Museo? Io ci sono nato, è la mia vita» «A 5 anni la vista delle mummie mi cambiò la vita. A 17 anni lavoravo con il sovrintendente Amedeo Maiuri. Tutti dovrebbero visitarlo»

U

na vita legata a doppio filo con il Museo Archeologico Nazionale. Il giornalista e scrittore Luigi Necco si sente a casa tra quelle mura. «Nasco alla Sanità, abitavo in piazzetta Garibaldi – racconta - e tutte le finestre di casa affacciavano proprio sul museo». Quando vi entrò per la prima volta? «Era il 1939, avevo 5 anni. All’epoca mia madre mi affidava ad una anziana signora per passeggiare e ci ferma-

20

vamo spesso davanti alle finestre dei sotterranei e lei mi raccontava che c’erano le mummie. Un giorno me le portò a visitare. Immagini che non ho mai più dimenticato, non potevo immaginare che il museo un giorno sarebbe entrato nella mia vita». In che modo? «Quando morì mio padre ero giovanissimo ed iniziai a lavorare. Avevo 17 anni e fui incaricato dal Sovrintendente dell’epoca di portargli la posta alla firma. Era il grande Amedeo Maiuri, l’archeologo di Pompei, Ercolano, Cuma, Creta, Rodi. Conobbi il suo mondo ed i suoi collaboratori, uno su tutti Giu-


MANN - N.1- Il Ritorno dei Faraoni