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LA CAMPANIA REGNO DI ISIDE

Da Benevento a Pozzuoli, Pompei e Teano: templi, statue, obelischi e il culto della dea madre che allatta il bambino

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utta la Campania è piena di contaminazioni provenienti direttamente dall’antico Egitto. Il Tempio di Serapide a Pozzuoli, poi macellum, fu appellato così per il rinvenimento di una statua del dio egizio nel 1750, all’epoca dei primi scavi. L’obelisco di piazza Papiniano a Benevento, l’unico realizzato per la zona sacra egizia di Benevento, in granito rosa, non una ruberia da imperatori.  Il Tempio di Iside a Pompei, meraviglia archeologica che entusiasmò anche Mozart, che ne rimase così colpito da trarne fonte di ispirazione per alcuni dei suoi componimenti.  Tre città, tre capolavori, tre fatti che hanno trasformato la Campania nella succursale di culti e oggetti egiziani per millenni, potremmo elencarne tanti, ma questi tre colpiscono per la grandezza della loro entità archeologica, per la unicità a livello planetario; nessuna città ha un tempio come quello di Pompei; nessuna città può vantare un obelisco realizzato per la scenografia urbana della capitale del Sannio; e trovare a due passi dal più grande porto dell’antichità, Puteoli, una sta-

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tua di Serapide: scusate se è poco.  La meraviglia, il colpo al cuore, l’evento a sorpresa è però varcare le cortine longobarde del museo del Sannio, penetrare tra guerrieri in armature tardo-romane a caccia di cervi e vendemmie arcaiche, come raffigurate nella selva di marmo del chiostro di Santa Sofia, e scoprire poi che mezzo museo è invaso letteralmente da centinaia di pezzi di marmo che sembrano pietre preziose, in verde smeraldo, in rosa, in nero luccicante, nel bianco perla: è l’armamentario scultoreo che un tempo adornava il tempio di Iside di Benevento: un capolavoro. La sensazione del fantastico, dell’esotico, la prevalenza misterica del culto orientale per la dea madre si trasforma in occhiate di babbuini, di falchi cangianti, di leoni nilotici, uccelli veri, reali, ma ormai estinti, come gli ibis eremita raffigurati. Ma testimonianze dei culti egizi si ritrovano anche per le strade di Benevento, sotto forma di sculture e reperti come il citato obelisco risalente al I secolo d.C. e posto lungo il corso Garibaldi. Oppure la statua del sacro Bue Apis, posta all’ingresso del viale


MANN - N.1- Il Ritorno dei Faraoni