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di Pasquale Clemente e Roberto Paolo

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a statua del dio Nilo è la padrona del cuore della città, a San Biagio dei Librai, nel dedalo di strade costruite dai primi coloni greci duemilaseicento anni fa: quel grande uomo barbuto, che per i partenopei rappresenta il “corpo di Napoli”, in realtà raffigura il dio del fiume africano, e ricorda i rapporti con l’altra sponda del Mediterraneo, rammenta la Napoli egizia, quella esotica, quindi la sua anima profonda, nata da coloni che venivano proprio da Oriente. Molti dei quali si stabilirono, ai tempi dell’antica Neapolis, nel cosiddetto “Regio nilensis”: proprio tra le odierne via dei Tribunali e San Biagio dei Librai. È proprio al legame profondo tra il capoluogo partenopeo e l’Egitto che è stata dedicata una nuova esposizione permanente del Museo archeologico nazionale di Napoli, aperta lo scorso giugno, e denominata “Egitto Napoli. Dall’Oriente”. Una collezione che affianca la sezione egizia riaperta in questi giorni, la più antica collezione di egittologia di tutta Europa. Sì, perché il legame tra Napoli, la Campania tutta e l’Egitto risale indietro nei secoli fino a quando Napoli era l’hub di tutto il mondo mediterraneo, quando tutti i rapporti di Roma con Africa e l’Oriente passavano per il porto di Pozzuoli, dietro Napoli, e non c’era persona o cosa che, in viaggio verso l’Africa o di ritorno ver-

USCEBTI DI PTAHUPEPU Fine XVIII dinastia (1330-1300 a.C.) Acquisizione incerta IL CORPO DI NAPOLI (Nella pagina a lato) La statua del dio Nilo a piazzetta Nilo nel cuore di quello che un tempo era il quartiere dei mercanti egizi

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MANN - N.1- Il Ritorno dei Faraoni