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sculture più antiche che siano mai state poste in una tomba privata egiziana dell’Antico regno. Erroneamente interpretata a lungo come una figura femminile, rappresenta un funzionario seduto del quale non conosciamo il nome. La scultura proviene probabilmente dalla necropoli di Saqqara. Un altro pezzo notevole è la testa di sfinge che rappresenta un bell’esempio di ritratto regale da collocare nella seconda metà della XII dinastia, tra il regno di Sesostri III e quello di Amenemhat III. Il sovrano cinge il caratteristico nemes con ureo, ma ciò che colpisce sono i tratti estremamente marcati del viso, caratterizzato da borse sotto gli occhi sporgenti, e rughe di espressione tra il naso e la bocca. In questo periodo infatti i ritrattisti egizi abbandonarono i tratti ieratici e spesso impersonali delle immagini dei faraoni, per abbracciare uno stile più realistico. Unico nel suo genere è il monumento di Amenemone, un blocco di granito nero su

STELE DI AMENHOTEP DETTO HUY Scriba della tavola e direttore della festa di Osiride. Nuovo Regno (1292-1279 a.C.) Dono del Re delle Due Sicilie

comprende vasellame di vari periodi per le offerte di cibi, bevande, profumi e cosmetici, tra i quali predominano quelli in pietra destinati alla conservazione del kohol usato per truccare gli occhi; comprende inoltre ornamenti personali, oggetti del mobilio, come i poggiatesta, e stele e statuette funerarie. Di cui sono rappresentate 22 figure mummiformi con i loro singolare importanza la prenomi ed i loro titoli. Il monu- senza nella collezione di una mento è intitolato al Capo dei coppetta, datata tra il V e il IV Medjai, Amenemone, rappre- secolo a.C., recante in ierasentato con numerosi mem- tico l’etichetta “cumino, latte bri della sua famiglia paterna addensato, miele”, un’antica ricetta per curare la tosse. e di quella delle sue mogli. Ma non si può completare Collocato probabilmente in la visita alla collezione egizia un tempio o in una cappella senza passare per la sala dedi Amenemone, reca inoldicata alla mummificazione tre il caratteristico “appello con reperti associati al proai viventi”, con richiesta di preghiere ed offerte rivolta ai cesso di imbalsamazione e di conservazione del corpo per visitatori del tempio o della la sopravvivenza del defunnecropoli. Moltissimi sono to dopo la morte, tra i quali i reperti che documentano elementi importantissimi aspetti della vita quotidiana erano le mummie e i sarconell’antico Egitto, che costifagi. Sono forse le immagini tuivano il corredo funerario che accompagnava il defun- più suggestive che ognuno di noi collega, fin dall’infanzia, to nella sua sopravvivenza all’antico Egitto. ultraterrena. La collezione 11


MANN - N.1- Il Ritorno dei Faraoni