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Non solo la “Testa Carafa” Un museo pieno di cavalli

Disegnati o scolpiti, gli animali nell’arte dalla Grecia ad Ercolano

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uello della Testa Carafa non è certo l’unico cavallo del Museo archeologico. Ce ne sono molti altri: dipinti, scolpiti nel marmo o modellati col bronzo, i cavalli sono sempre stati un simbolo di nobiltà ed eleganza. Proviamo a scoprirli insieme. Molti

provengono da Ercolano. C’è una testa in bronzo dorato che è stata ritrovata nel teatro della cittadina vesuviana, insieme con i resti di altre cinque statue equestri: un terzo più piccola del cavallo Carafa, come questo ha la criniera corta e legata a formare un ciuffo che spicca fra le orecchie. Un’acconciatura che ritroviamo anche nelle statuette del cosiddetto “Alessandro a cavallo”, dell’amazzone e del cavallo al galoppo. A questa stessa tipologia si avvicina il grande gruppo equestre dell’imperatore Nerva, ritrovato vicino al foro dell’antica colonia di Miseno: del cavallo rimangono le zampe anteriori, lo zoccolo posteriore e la testa con la stessa criniera stilizzata ritrovata nei suoi fratelli di Ercolano; il cavaliere invece è completo, ed è raffigurato con una elegante corazza decorata con animali e mostri marini, un mantello corto e l’anello senatorio al dito. Sono tutte opere realizzate da artisti campani del I sec. d. C. che imitavano gli originali greci del IV o del III secolo a.C. Infatti gli autori greci, lo scultore Lisippo e i suoi allievi, erano così famosi che avevano fatto scuola. Il corpo robusto degli animali, i Una delle statue equestri di epoca romana esposte al Museo Archeologico

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02 2016


MANN - N.2 - Bentornato Rinascimento