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le corti Donatello è sicuramente uno dei vertici. L’arrivo di una sua opera a Napoli collega immediatamente la città partenopea ai suoi capolavori di Firenze (si pensi uno per tutti alla statua del David o alla Maddalena) o a quelli di Padova (il monumento equestre del Gattamelata) e, in prospettiva, ad una rete di potenziali partner per progetti futuri. Il Mann, che accolse il bronzo

La “Testa” di Donatello è stata per molti anni “reclusa” nell’androne degli uffici amministrativi della Sovrintendenza. In questa foto i restauratori del Mann la riportano verso le sale del Museo dove tornerà ad essere esposta. L’opera in bronzo pesa circa 500 chili. In alto alcuni particolari nell’Ottocento, diventando l’ultima dimora di questa straordinaria opera, guadagna tre secoli di riflessione sul mondo classico. Non celebra cioè solo l’apporto dei Borbone alla rinascita dell’ar-

cheologia occidentale, con gli scavi dell’area vesuviana, ma irradia i valori dell’Umanesimo e del Rinascimento, forse la più grande rivoluzione culturale della storia.

QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE FONDATO NEL 1862

02 2016

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MANN - N.2 - Bentornato Rinascimento  

Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Bentornato Rinascimento

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