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C’è anche l’amore per la cultura e per l’arte, e qui veniamo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, lei ci è mai entrato? «Devi sapere che in passato, quando volevo ripercorrere i momenti importanti della storia di Napoli, andavo sempre al Museo Archeologico Nazionale. Forse non tutti lo sanno, ma la collezione di reperti egizi custodita al suo interno è seconda per importanza solo a quella in mostra presso il Museo delle Antichità Egizie di Torino. Insomma, un luogo quasi unico». Quando è stata l’ultima volta che l’ha visitato? «Da diversi anni ormai abito

La sua collezione di reperti egizi è seconda solo a quella di Torino. Con i miei colleghi universitari proprio qui fondammo il circolo “Carpe Diem”. Organizzavamo dibattiti che servivano soprattutto a conoscere belle ragazze

a Roma, e le volte che sono venuto a Napoli non ho avuto modo di visitarlo, ma mi sono ripromesso di andarci presto insieme a mia figlia Paola». Ha un ricordo particolare che la lega al Museo e all’omonimo “quartiere”? «Il quartiere del Museo è quello che ho frequentato durante gli anni dell’università. Pensa che con i miei amici avevo fondato un piccolo circolo chiamato “Carpe Diem”, in omaggio al poeta latino Orazio. Eravamo soliti organizzare dibattiti, ma anche feste. Non che fosse l’intento principale, ma ogni occasione era buona per conoscere le belle ragazze». Di forte attrattiva per gli stranieri ma pochi napoletani lo visitano: come mai secondo lei? «La fortuna di Napoli è di essere essa stessa un museo a cielo aperto, quindi i napoletani pensano che basti passeggiare per le sue strade per ripercorrere la storia che li ha resi tali. In realtà non sanno cosa si perdono».

La cultura napoletana ha da sempre accolto le influenze degli altri paesi: è ancora così nel 2016? «Penso proprio di sì. Oggi, più che mai, possiamo fare una differenza tra società aperte e società chiuse. Noi siamo stati fortunati, perché siamo nati in una società aperta. Io lo sono stato ancora di più, perché sono nato a Napoli».

La copertina dell’ultimo lavoro di De Crescenzo uscito in libreria da pochi mesi

QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE FONDATO NEL 1862

02 2016

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MANN - N.2 - Bentornato Rinascimento