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Lo scrittore con la figlia Paola

Gesualdo, celebre compositore cinquecentesco, sconvolsero la Napoli del 1590, storia che raccontiamo in un’altra parte di questa rivista. L’amore che sfuma, che si tramuta in noia e che suggerisce il tradimento, la violenta e improvvisa reazione del marito offeso, colorano la storia delle tinte burrascose della passione e della violenza. Di questo e del Museo archeologico parliamo con il testimonial di questo mese, Luciano De Crescenzo. Ma l’amore può uccidere? «Ebbene sì, l’amore può uccidere. Se pensate che stia esagerando, provate a dirlo al povero Lucrezio, il poeta latino del De rerum natura, per

intenderci. Lui a soli quarantaquattro anni si suicidò. Sembra che a condurlo al folle gesto sia stata la gelosia per una improba foemina, una donna scellerata che lo aveva sedotto ricorrendo a un filtro d’amore. A voler essere precisi, però, non siamo certi che questa storia del suicidio sia del tutto vera. A quanto pare, a mettere in giro questa voce sarebbe stato san Girolamo, uno dei padri della dottrina cristiana, vissuto nella seconda metà del IV secolo d.C. Secondo alcuni, il teologo lo fece solo per screditare la figura del poeta, che oltre a essere ateo era anche certo che l’anima morisse con il corpo».

QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE FONDATO NEL 1862

02 2016

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MANN - N.2 - Bentornato Rinascimento  

Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Bentornato Rinascimento

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