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L’artista Lello Esposito nel suo atelier in piazza San Domenico Maggiore con alcune delle sue opere raffiguranti teste di cavallo

tante il recupero dei simboli? «I simboli diventano fondamentali quando escono dall’immobilismo dell’oleografia e diventano segni contemporanei. Oggi, i ragionare sul patrimonio traduta, ma anche in tutta Italia e simboli di Napoli, che io tanti mandato dal passato per restitu- all’estero. Oltre ad avere uno anni fa ho cominciato a recupeirlo rinnovato al presente. studio a New York, Lello Esporare, accolgono migliaia di turisti «In particolare, la testa del sito espone periodicamente in e rappresentano una riconoscinumerose capitali del mondo. bilità che parla una lingua concavallo l’ho metamorfizzata, unendola ad altri simboli, e così Tornando alle opere, un ricordo temporanea». particolare, legato proprio a una Che se ne stia a Napoli, a lavol’ho resa contemporanea». E rare nel suo laboratorio, o in giro proprio la testa di cavallo è stata testa di cavallo: «In occasione degli Annali per il mondo a esporre le sue protagonista di un’installaziodell’architettura - rammenopere, Lello Esposito continua ne realizzata qualche anno fa ai ta l’artista - l’allora preside di a parlare di quella che è la sua Magazzini del Sale di Siena. «Vi portai un bel po’ di teste – ricor- facoltà, Benedetto Gravagnuolo, storia, la storia della sua città: da Esposito - tutte riproposte in mi chiese di realizzare una scul- «Dovunque io vada porto con tura da donare a Wim Wenders, me il mio bagaglio. Sono fiero di una dimensione materica, con il regista del bellissimo film “Il aver creduto nel ritorno alla paterracotta scura di varie tonalicielo sopra Berlino”. Come mia rola “identità” che prima semtà ricavata da argille refrattarie abitudine, pensai di metamorfiz- brava tabù. Il passato è tornato cotte insieme ad anelli di ferro, zare i simboli della città e reama in una maniera tutta nuova». quelli che servivano a tenere legati gli animali. Scelsi un ferro lizzai un uovo da cui fuoriusciva grezzo, non trattato, che avreb- una testa di cavallo». Il commento di Wenders fu be presentato anche i segni del lapidario: «Mi tempo, ruggine compresa». Se i simboli sono quelli di sem- sono sempre chiesto se pre, la maniera di presentarli si era nato prifa contemporanea: è così che il ma l’uovo o la linguaggio dell’artista esprime i suoi significati sempre rinnovati. gallina. Adesso In questo modo riesce a raccon- so che a Napoli è nato prima il tare Napoli non solo ai napolecavallo». tani, che pure gli devono molto in termini di riappropriazione di Ma perché è un’identità che sembrava pertanto impor-

QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE FONDATO NEL 1862

02 2016

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MANN - N.2 - Bentornato Rinascimento  

Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Bentornato Rinascimento

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