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LA PRESENTAZIONE di Paolo Giulierini Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Con quest’opera guadagniamo tre secoli di riflessione sul mondo classico

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l rientro della testa Carafa nel Museo Archeologico Nazionale assume un significato di grande rilievo: il grande bronzo di Donatello esemplifica infatti, in ultima analisi, una rielaborazione colta dell’Antico, che esplode in pieno Rinascimento e coinvolge centri di assoluto valore culturale come Firenze e Napoli. Era un mondo ancora fatto da manoscritti da poco riscoperti, di studi filologici, di qualche, raro, rinvenimento archeologico e di contemplazione di monumenti che emergevano ancora, quasi magicamente, nelle città che tornavano a nuova vita. Era però già abbastanza chiaro che sotto le ceneri del Medioevo stava ardendo la fiaccola della nuova ideologia che avrebbe legato a filo doppio le casate

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QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE FONDATO NEL 1862

02 2016

emergenti, i patriziati cittadini con i valori della classicità. Alle corti di Firenze, Milano, Roma, Mantova, Ferrara rispondono le Accademie, veri cenacoli di studiosi, come quella di Napoli: una Napoli aperta e osmotica, che sarà capace di importare

anche la cultura fiamminga. Principi, signori e pontefici per motivi di prestigio si circondano di letterati, artisti, musicisti e intellettuali, sono in contatto tra di loro e si scambiano aiuti, risorse, uomini, doni. Tra i tanti artisti che lavorano nel-

MANN - N.2 - Bentornato Rinascimento  

Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Bentornato Rinascimento

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