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LE MERAVIGLIE DI PALAZZO CARAFA Fu il primo museo di Napoli, nel suo cortile era custodita la “Testa” di Donatello

È

stato il primo museo pubblico di Napoli. Così lo aveva voluto Diomede Carafa, che lo fece costruire per ospitare e far vedere ai napoletani e ai loro ospiti la sua collezione di opere antiche. Ai suoi tempi infatti, possedere reperti archeologici era un vero e proprio “must” per chi voleva distinguersi a corte. Infatti, per incrementare la sua collezione, Diomede acquistò addirittura un ampio podere nei Campi Flegrei: qui bastava scavare per trovare marmi, bronzi e oggetti antichi di ogni tipo. Palazzo Carafa si trova al numero 121 di via san Biagio dei Librai ed è uno dei maggiori esempi di architettura rinascimentale a Napoli. Diomede lo fa costruire, tra il 1444 e il 1466, al posto dell’edificio gotico che già apparteneva alla famiglia. Il conte va fiero della sua collezione, perché vuole sostenere una linea napoletana del colle-

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QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE FONDATO NEL 1862

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zionismo, volta a valorizzare le antichità locali e a farle conoscere. Perciò vuole che Palazzo Carafa abbia un ampio cortile in cui poterle esporre. È un’idea che ruba ai Medici, che a Firenze avevano trasformato il cortile di Palazzo Medici-Riccardi in un grande contenitore di opere d’arte messo a disposizione di tutti i cittadini. Così Palazzo Carafa diventa, di fatto, la prima galleria pubblica di arte antica a Napoli. La facciata, in bugnato come quella di palazzo Medici, è ispirata, per l’alternanza dei conci in piperno e tufo, alla porta di Federico II a Capua. Il perimetro del palazzo era percorso da mensole sulle quali sono disposti i busti dei Cesari, e poi, incastonati nelle mura, sarcofagi, iscrizioni e decorazioni, che però adesso non ci sono più, perché, nel tempo, sono stati venduti dagli eredi. Lo ha scoperto una studiosa napoletana, Bianca

De Divitiis, esaminando i diari ottocenteschi dei viaggiatori francesi e inglesi. Così ha ricostruito il percorso di quegli oggetti: molti di essi oggi sono conservati nei Musei Vaticani o al British Museum o a Oxford. Elementi interessanti della facciata del palazzo che possiamo osservare ancora oggi: il portale ionico di marmo bianco, probabilmente suggerito a Diomede da Leon Battista Alberti, passato a Napoli nel 1465; gli stemmi di famiglia alternati alla stadera, la bilancia a pesi che distingueva il ramo della famiglia Carafa della Stadera da quello dei Carafa della Spina, sulla cornice e sul portone di legno; i busti degli imperatori Claudio e


MANN - N.2 - Bentornato Rinascimento