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da qui insegnò a dipingere a tutto il mondo: dal Veneto alla Lombardia, da Firenze a Mantova. A Napoli venne in contatto con la pittura fiamminga, spagnola e provenzale, presente sia nelle collezioni reali sia nell’esempio tangibile di artisti stranieri operanti nella corte angioina prima e in quella aragonese poi. All’Antonello di questo periodo vengono attribuite dieci tavolette con Beati francescani realizzate per la pala dipinta da Colantonio per la chiesa di San Lorenzo. Quello di Napoli nel Rinascimento è un primato negato, occultato da una storiografia a tratti razzista. Che si afferma dopo l’Unità d’Italia. Napoli era nel periodo rinascimentale la più

A sinistra il portale del Maschio Angioino, qui sotto nel tondo un particolare del bassorilievo dello stesso portale. In alto la facciata della chiesa di San Lorenzo Maggiore

grande città europea, irradiava cultura e mode in tutto il mondo, la testa di Donatello e la sua storia controversa sono la prova di un passato splendido e di un presente che ancora tarda a riconoscere una pagina ancora da scrivere, per quella che davvero ha rappresentato; spesso le mode o le manie di qualche critico fanno danni davvero inimmaginabili. Figuriamoci la moda attuale di occultare tutto quello che è meridionale.

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MANN - N.2 - Bentornato Rinascimento