Page 13

Nella pagina a lato la copia in terracotta della “Testa” di Donatello collocata nel cortile di Palazzo Carafa, in via San Biagio dei Librai. A destra, due dipinti d’epoca che raffigurano Diomede Carafa e il suo protettore Alfonso d’Aragona detto il Magnifico

E il figlio Diomede da subito si schierò dalla parte di Alfonso I d’Aragona, lo accompagnò alla conquista di Napoli (1442), e fu consigliere e ministro del successore re Ferrante d’Aragona, suo coetaneo. Nel 1466, dopo venti anni di avventure fuori Napoli, si fece costruire un sontuoso palazzo, tra i più insigni del Rinascimento in Italia, sul decumano inferiore, dove raccolse numerose opere d’arte, tra cui la celebre testa di cavallo di Donatello che gli regalarono i Medici per cercare di essere ricevuti e protetti dai re di Napoli. Nei primi mesi dell’anno seguente fu compiuto il palazzo che egli si era fatto erigere in via San Biagio de’ Librai, nel “seggio” di Nilo, a Napoli, dove già dal 1458 egli aveva acquistato delle case. Non si conosce l’architetto di questo severo ed imponente edificio, tutto in bugnato, gioiello del Rinascimento, che il Carafa dedicò “optimi regi nobilissimi patriae”, e dove riunì poi una straordinaria raccolta di opere d’arte, ospitandovi anche molti illustri personaggi, fra cui Sigismondo

d’Este, nel 1473, ed Antonio il Bastardo di Borgogna, nel 1475. Tra le sue avventure anche le guerre che opponevano Venezia a Francesco Sforza, impadronitosi nel 1450 del ducato di Milano, e che avrebbero coinvolto i Fiorentini e Renato d’Angiò dalla parte del nuovo duca ed il re di Napoli da quella della Repubblica veneta. Le ostilità si aprirono nel maggio del 1452, appena conclusasi la visita dell’imperatore Federico III in Italia. Subito dopo la difesa del regno e il celebre assedio di Calvi, dove il principe diede prova di abilità marziali di alto livello. Il Carafa, i cui rapporti con Alfonso I d’Aragona furono ottimi e quelli con Ferdinando eccellenti per tutta la vita, godeva anche dell’amicizia e della confidenza di Alfonso, duca di Calabria, fra il quale ed il padre fece spesso da tramite per appianargli difficoltà o per soddisfarne i desideri. Nel 1467, quando era già avvenuta la battaglia della Riccardina (23 luglio), combattutasi fra l’esercito della lega formata da Firenze,

Milano e Napoli contro Venezia, Ferdinando inviò il suo primogenito a combattere con le truppe degli alleati. Benché dal viaggio del duca non scaturisse alcuna epica impresa e la pace sopravvenisse nei primi mesi dell’anno successivo, esso diede occasione al Carafa di stendere il primo (almeno fra quelli datati) dei memoriali noti, per merito dei quali egli ha trovato posto fra i prosatori in volgare del Rinascimento. Il Memoriale ad Alfonso d’Aragona duca di Calabria ci è pervenuto soltanto in un rimaneggiamento edito a Napoli nel 1608, a cura di F. Campanile, con il titolo “Gli ammaestramenti militari del signor Diomede Carafa”. Lasciò otto libelli, di contenuto morale e politico, fra cui il Memoriale sui doveri del principe (tradotto in latino da G. B. Guarino e stampato nel 1668 col titolo “De regis et boni principis officio”), in cui sono esposte idee, in parte nuove, sull’utilità del commercio, sull’armonia tra entrate e spese pubbliche e sull’ordinamento tributario. pc

QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE FONDATO NEL 1862

02 2016

13

MANN - N.2 - Bentornato Rinascimento  

Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Bentornato Rinascimento

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you