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cinissimo al cavallo del Gattamelata a Padova. una lettera firmata da Diomede Carafa che ringrazia Lorenzo il Magnifico per ildono della testa: ovviamente non fa riferimento esplicito a Donatello, ma testimonia la provenienza fiorentina dell’opera. Terzo, esiste un disegno preliminare di Pisanello con l’arco di Castel Nuovo completato dalla statua equestre di Alfonso, situata proprio nel vano delimitato dal secondo arco: segno che Pisanello e il re avevano previsto un gruppo equestre in quel punto. Quarto, se noi sviluppiamo la grandezza originaria complessiva del cavallo a partire dalla testa, otteniamo esattamente le misure dell’arco superiore di Castel Nuovo. Quinto, la testimonianza di ben cinque scrittori del Cinquecento, tutti concordi sulla paternità donatelliana dell’opera, tre ribadiscono che la testa era stata realizzata per un monumento equestre di re Alfonso. Sesto, le lettere di Alfonso a Francesco Foscari, doge di Venezia, in cui gli chiede di liberare presto Donatello dai suoi impegni a Padova perché è atteso a Napoli: documentano la volontà del re aragonese di far lavorare a corte l’artista fiorentino. Settimo, le carte d’archivio dell’uomo che il re Alfonso aveva incaricato di acquistare gli oggetti d’arte per incrementare le proprie collezioni, il solerte Bartolomeo Serragli: documentano paga-

menti molto consistenti, pari a 100 fiorini (circa un milione di euro odierni) effettuati nel 1456 a Donatello per fare una grande fusione in bronzo». A guardarla bene, però, questa testa di cavallo non sembra neanche tanto bella… «Infatti. Può sembrare paradossale, ma questa è la prova importante che l’opera è di Donatello. Il cavallo non è fatto per essere guardato da vicino perché doveva stare entro un

arco altissimo. Donatello perciò aveva immaginato un monumento colossale, che doveva esser visto da lontano e dal basso. Lo scultore fiorentino era un maestro in tal senso. È per questo motivo che ha fatto una testa che da vicino risulta inquietante. Gli occhi sono terribilmente marcati e i peli sono grezzi e non levigati: li ha realizzati in questo modo proprio perché potessero essere visti bene da lontano».

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02 2016

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MANN - N.2 - Bentornato Rinascimento