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Barberino, San Casciano, Tavarnelle 1182047

Il Giornale nel tuo Comune

Service ufficiale

LOMBARDINI

TEL 055 820007 Periodico d’informazione locale. Anno VI n.7 del 2 gennaio 2012. N° reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10

CalenDario tavarnelle

PRIMO PIANO

GENNAIO 2012

Dal bunga bunga al bingo bingo Andrea Muzzi*

I guiDa ai cantieRi palazzo malaspina

barberino I progetti per la città del futuro. Ecco le linee guida del nuovo regolamento urbanistico PAG.5

sPort

Gli “angeli” del Chianti: viaggio nel volontariato PAGG.2-3

Tasse & Co., cosa cambia

il racconto etichetta San Casciano

di Ferri - Puliti

N Dal gol di Robben sotto la Ferrovia alle vicende più recenti: il “film” delle ultime difficoltà gigliate PAG.28

universo volley Viaggio nel mondo della pallavolo con Elio Sità, presidente de Il Bisonte e della Fipav regionale PAG.31

foglio. Tra il ritorno dell’Ici (con un nome diverso, Imu, ma la stessa sostanza) e le novità in fatto di pensioni, ecco una breve guida a quello che aspetta anche i toscani nei prossimi mesi. Perché, conoscendo il “nemico”, si può pensare a come correre ai ripari. Tradotto, a come cercare di risparmiare il più possibile. Ma non sarà facile: per combattere il caro-benzina, ad esempio, non basterà usare l’auto PAGG.8-9 meno del solito.

titolo titolo in corso: Lavori PAG.XX il piano del Comune PAG.6

Un mese Prima riga max 35 dopo All’interno l’inserto Seconda riga max 35razzista l’agguato dell’amministrazione terza riga max 25.

comunale

PAG.XX PAGG.19-22 PAGG.14-15

turismo Stile, arte creatività e allegria. Vi avvolgeremo in un caloroso abbraccio!

PROSSIMA APERTURA NUOVI LOCALI PARRUCCHIERE DONNA

E il viaggio si fa low cost PAGG.24-25

Edizione del Chianti F.no • 13.050 copie distribuite da

INAUGURAZIONE IL 16 GENNAIO Via G.P. Orsini 63A TRATTAMENTO KREATINA

ORARIO

il thRilleR viola

on si preannuncia un anno facile, questo 2012, per il salvadanaio. Perché una volta passate le feste ecco ad attenderci al varco la dura realtà, fatta di nuove imposte e rincari. Lo sapevamo, nelle ultime settimane del 2011 si erano susseguiti annunci e ammissioni, da parte del premier Mario Monti e del suo governo, che “salvare” l’Italia non sarebbe stato indolore per gli italiani. Ora, però, è arrivato il momento di mettere mano al porta-

MANICURE COLORI

VEGETALI

DAL MAR. AL GIO. 9.00 - 13.00 / 15.30 - 19.30 VENERDÌ 9.00 - 19.00 SABATO 9.00 - 18.00

1213766

TELEFONO

Dopo cosa Ecco l’inaugurazione, ci aspetta fialnovia a dicembre, gli eventi: tra maxi-opere mostre, esposizioni in arrivo, e convegni. grandi eventi Ee progetti la piazzainèstand wi-fi by PAGG.10-11 PAG.4

l 2012 sarà sicuramente migliore del 2011. Anche perché secondo il calendario Maya il 21/12/12 finirà il mondo: perlomeno l’anno durerà meno del solito! Il 2012 sarà segnato dalla crisi. La spesa per il gratta e vinci è triplicata. Questo dato dimostra che gli italiani sanno cosa serve per uscire dalla crisi: una botta di fortuna! Nel 2012 andare in pensione sarà un’utopia. Siccome sono un padre previdente i miei figli li ho convertiti al buddismo: oggi come oggi l’unico modo per raggiungere l’età pensionabile è sperare nella reincarnazione! Inizieremo il 2012 con un governo tecnico. Questi politici del governo Monti si commuovono quando parlano di crisi, sono educatissimi, non dicono mai le parolacce. Secondo me non sono politici italiani! Il vero politico italiano non conosce tabù. Avete presente i leghisti: alcuni sembrano assatanati, sono sempre paonazzi in faccia, urlano le peggiori offese. Per calmarli non servono i commessi del parlamento, serve l’esorcista. Un vero politico italiano una cosa la sa fare bene: raccontare le barzellette. Questi del governo Monti non solo non ne conoscono nemmeno una, ma se gliela racconti nemmeno la capiscono. I ministri del governo Monti alle nove di sera sono già a letto. Niente feste. Povere escort, prima non avevano una serata libera. Ora escono solo per accompagnare la nonna a giocare in una sala bingo. In pochi mesi sono passate dal bunga bunga al bingo bingo! Buon anno a tutti! *Comico

055 6810492


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Gennaio 2012

il giornale nel tuo comune

l’inchiesta. Viaggio nel mondo del volontariato

L’esercito di chi dà una mano agli altri Aiutano i meno fortunati, stanno accanto ai più deboli e non chiedono niente in cambio. Ecco gli angeli di casa nostra Ilaria Biancalani

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el tessuto sociale chiantigiano, le differenti forme di associazionismo rivestono un ruolo determinante. Lo dice, in modo inequivocabile, il numero crescente di persone che decidono di aderire, in modo del tutto volontario, a uno dei tanti gruppi presenti sul territorio. C’è anche chi sceglie di prestare la propria opera in missioni umanitarie che si svolgono all’estero. Negli ultimi tempi è balzato tristemente alla ribalta il caso di Andrea Ferri, il volontario di Cerbaia, frazione di San Casciano, conosciuto da tutti come il “Dea”, la cui tragica e per certi aspetti assurda scomparsa, ha letteralmente tolto il fiato. Si può morire da volontario? La risposta (negativa) sembrerebbe scontata. Ma se analizziamo bene i risvolti del-

la vita di un giovane 36enne, che quel viaggio in Tanzania se lo era regalato come premio per la propria laurea in filosofia, probabilmente riusciamo a estrapolarne una grande lezione di vita, che va al di là della drammaticità dell’evento. Centinaia le persone di Cerbaia e non solo che hanno voluto dire addio al “Dea”; centinaia di persone che hanno voluto partecipare ai funerali, soprattutto per testimoniare quanto lui, un volontario dal cuore immenso, riuscisse a “donare amore con la gioia di farlo”, come ha detto Leonardo, il suo amico fraterno. E forse è proprio questo il senso del volontariato e il messaggio che Andrea, come tanti altri che si dedicano al prossimo, lanciano tacitamente a tutti noi: “Il tempo speso per gli altri, qualunque esso sia, non è mai tempo sprecato”.

San casciano. Decine di progetti, tanti gli ambiti interessati

I numeri del terzo settore: novanta le realtà attive N

egli ultimi dieci anni, forse in seguito alle accresciute esigenze di coesione sociale, il numero delle associazioni e conseguentemente quello dei volontari che operano nei più disparati ambiti è cresciuto in modo esponenziale. In Italia le organizzazioni di volontariato – a dirlo sono le rilevazioni effettuate dall’Istat - hanno avuto un incremento del 152%. La Toscana è la terza regione italiana, dopo la Lombardia e l’Emilia Romagna, per associazioni presenti, intorno alle quali orbita un numero di volontari che si aggira intorno ai 115mila. Non fa eccezione a questa regola il Chianti. A San Casciano, ad esempio, l’associazionismo è ormai nel dna della popolazione, tanto che, da

La Toscana è la terza regione italiana dopo Lombardia ed Emilia per enti esistenti qualche anno, viene realizzato un evento tutto dedicato a questo mondo: la festa del volontariato sancascianese. Nata con lo scopo di diffondere i valori della solidarietà e di promuovere la fondamentale funzione sociale di queste realtà, chiama ogni anno a raccolta centinaia di volontari del paese, impegnati in diversi rami di attività. Tradotte in cifre, le associazioni presenti sul

territorio sancascianese sfiorano la soglia delle 90, fra ricreative, culturali, di servizi, di categoria e sindacali, di promozione del territorio e turistiche, culturali, sportive e ambientali. Ma anche i Comuni di Barberino e Tavarnelle non scherzano. Sono in totale 38 le associazioni iscritte all’albo unico, istituito nell’ambito dell’Unione Comunale, alle quali si aggiungono altre 20 organizzazioni extra-albo. Su tutte, per quantità e qualità dei servizi offerti, troneggia la Misericordia di Tavarnelle e Barberino, presente sul territorio dal 1945. Decine sono i progetti che le varie associazioni portano avanti: molti sono sul territorio, ma alcuni, soprattutto quelli di cooperazione internazionale, gestiti nella maggior parte dei casi a distanza, si trovano all’estero. Svariate le forme di raccolta dei fondi, che costituiscono l’autofinanziamento delle associazioni. Fra i tanti progetti, a San Casciano ce n’è uno che l’associazione “Per Crescere Insieme” definisce il suo sogno nel cassetto: costruire la casa del sorriso, ossia un centro che possa divenire un punto di riferimento per le famiglie dell’associazione – trenta al momento – e anche per le esigenze future di persone con bisogni speciali. “Per Crescere Insieme” ha davvero conquistato il cuore della comunità sancascianese, che non perde occasione per dare vita a qualche iniziativa destinata a finanziarla. Non a caso il primo traguardo, acquistare il terreno dove sorgerà l’immobile, è già stato raggiunto grazie /I.B. ad una vera e propria gara di solidarietà.

Il Reporter del Chianti F.no raggiunge 13.050 famiglie nei Comuni di Barberino, Impruneta Tavarnelle, San Casciano

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il reporter è un periodico di 8 edizioni che mensilmente viene distribuito da in 216.486 copie

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Direzione ed amministrazione: via Kassel 17- 50126 Firenze tel. 848.80.88.68

il ricordo Dopo la tragica scomparsa in Tanzania

Andrea Ferri, la sua storia

È

stato nel giorno più triste, quello dell’addio, che Cerbaia ha mostrato tutto l’affetto e la riconoscenza verso Andrea Ferri, il “Dea”, che ha tragicamente perso la vita in un incidente di auto durante una missione umanitaria in Tanzania, alla quale aveva preso parte aggregandosi ad alcuni frati del convento cappuccino della Pietà di Prato, deceduti anche loro a seguito dell’incidente. Oltre alla massiccia presenza numerica – le persone hanno letteralmente gremito la parrocchia di Santa Caterina da Siena a Cerbaia e molti si sono disposti sul sagrato e lungo la strada antistante alla chiesa – è stata la partecipazione composta, seppur addolorata, di tutti coloro che hanno avuto modo di conoscere il Dea, a farla da padrone. “Un ragazzo equilibrato – ha affermato nell’omelia il parroco, don Francisco – che pur di svolgere l’attività di volontariato, rinunciava a qualche ora di sonno, senza invece sottrarsi all’impegno nel lavoro e nello studio. Un esempio di umanità che rimarrà per sempre”. E a dimostrazione di quanto i suoi amici più cari conoscessero e apprezzassero il

Stampato da Rotopress International, Loreto (AN) Periodico d’informazione locale Anno VI n.7 del 2 gennaio 2012 N°reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di Firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10€

Associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

Andrea Ferri

lato umano di Andrea, il suo amore verso il prossimo e il suo “donare con la gioia di farlo”, come ha detto il suo amico fraterno Leonardo Ceccherini, c’erano decine di messaggi e di frasi a lui care scritte su un drappo bianco che ha avvolto la semplice bara in legno grezzo. Una bara semplice, per una semplice grandissima persona che - ha evidenziato la fidanzata, Elisa, in uno struggente messaggio letto durante la cerimonia funebre - “ha iniziato una rivoluzione d’amore, lasciandola in eredità a tutti noi con una esortazione: portarla avanti con il /I.B. suo stesso entusiasmo”.

Dati non raccolti presso l’interessato Si informa che, ai sensi dell’art. 24, comma 1, lett. C, del D.Lgs 196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali), il consenso per il trattamento dei dati personali, non è richiesto in quanto i dati sono provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque. Nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (art.13 del d.lg 196/2003). La informiamo che i suoi dati personali, non sensibili, sono raccolti e trattati da Web&Press s.r.l., al solo fine dell’invio presso la Sua residenza del periodico gratuito “il Reporter”. Il responsabile del trattamento è Web&Press s.r.l. Potrà in ogni caso richiedere l’eliminazione dei Suoi dati e in contemporanea la sospensione dell’invio della sua copia esercitando l’art. 7 scrivendo a Web&Press via Kassel 17 50126 Firenze.


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BARBERINO • SAN CASCIANO • TAVARNELLE

zoom. Dallo Zambia al Ciad, dalle scuole agli ospedali: iniziative internazionali in favore dei paesi sottosviluppati

Solidarietà: il Chianti sostiene i piccoli d’Africa Quasi ultimati i lavori per creare un nuovo reparto di pediatria al nosocomio di Bebedjia, mentre a Kafue è presente un istituto frequentato da 350 bambini. L’obiettivo ora è la sua “promozione”

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al cuore del Chianti al continente più povero del mondo, per costruire scuole, ampliare ospedali e dare una mano ai bimbi d’Africa. Barberino, San Casciano e Tavarnelle sono da anni in prima linea per dare un futuro a paesi segnati dalla miseria. Sono principalmente due le realtà verso le quali si è indirizzata la solidarietà chiantigiana: Zambia e Ciad. Nel primo caso le comunità

di Barberino e San Casciano hanno dato vita a un progetto di scolarizzazione a Kafue, nel distretto di Solobon. Qui, nel 2009 è sorta, grazie ai fondi raccolti, una scuola frequentata da 350 bimbi tra i 6 e i 12 anni e dove lavorano sei insegnanti, i cui stipendi (circa 5mila euro l’anno) sono pagati direttamente dai due comuni. E la richiesta continua ad aumentare, tanto che la struttura rimane aperta al

pomeriggio per consentire a più bambini possibile di frequentare le lezioni. L’obiettivo è adesso potenziare le infrastrutture, tramite le risorse da racimolare durante i vari eventi benefici organizzati durante tutto l’anno sul territorio dei due comuni. Tante le associazioni coinvolte: dal circolo Arci Semifonte , a quelli di Cerbaia e dell’Empolese-Valdelsa, passando per la Onlus “Happy days”. Nel settembre 2010 una delegazione di abitanti di Barberino ha compiuto un viaggio in Zambia per richiedere al Ministero dell’Istruzione lo sblocco di fondi per il mantenimento della scuola e per avviare la trasformazione da Community School a Granted Aid School. In parallelo è partito un lavoro negli istituti chiantigiani, tra Tavarnelle e Barberino, per far conoscere le condizioni di vita nel

continente africano, spesso dimenticato. Intanto va avanti il progetto in favore della popolazione del Ciad, nato nel 1996 a Tavarnelle e che coinvolge numerose associazioni insieme al Comune, la Misericordia e alla Caritas. Sono in via di ultimazione i lavori per creare un nuovo reparto di pediatria nell’ospedale di Bebedjia, città nel sudovest del paese, interventi che permetteranno di aumentare il numero di posti letto da 30 a 70. Tra il prossimo mese di febbraio e marzo si svolgerà un viaggio in Ciad, proprio per inaugurare il padiglione, dotato di nuove apparecchiature. Nel paese del centro Africa una delle principali emergenze è proprio la salute dei bambini: il tasso di mortalità infantile è pari al 209 per mille, il secondo più /G.C. alto dell’intero continente.

sul territorio. Onorificenza per la Misericordia di Tavarnelle e Barberino, menzione speciale per il Cacit

Associazioni da premio: due riconoscimenti L

e associazioni di volontariato, diffuse e trasversali su tematiche e sensibilità differenti, rappresentano, soprattutto in questo particolare momento di crisi economica e sociale, una delle maggiori risorse del territorio per garantire aiuto ai cittadini e migliorare la loro qualità di vita. Di questo sono ben consapevoli anche le istituzioni in genere, che sempre più stringono rapporti di collaborazione, con il mondo dell’associazionismo. A Tavarnelle la prima associazione di volontariato, per numero e qualità dei servizi offerti, è indubbiamente la Misericordia di Tavarnelle e Barberino. Il suo ruolo e la sua attività, divenuti con il tempo un supporto irrinunciabile per il territorio, è stato recentemente riconosciuto anche dall’amministrazione comunale che, in occasione della cerimonia per l’attri-

buzione del Premio Passignano 2011, le ha assegnato una particolare onorificenza per l’impegno nell’ambito del volontariato, che svolge sul territorio dal 1945. Sempre nel mese di dicembre un’altra associazione di Tavarnelle, il Calcit, ha ricevuto una menzione speciale durante un incontro dedicato al volontariato che si è svolto in Palazzo Vecchio. L’invito, rivolto al Calcit direttamente dal direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Firenze, Luigi Marroni, è stato così motivato: “Quale riconoscimento e apprezzamento per le iniziative intraprese in questi anni dalla vostra associazione, in concreto sostegno all’attività in campo oncologico svolta dall’Azienda Sanitaria di Firenze”. Il Calcit Tavarnelle, presente sul territorio comunale dal 1992, presta assistenza domiciliare ai malati terminali di

La prima offre numerosi servizi, dalla salute al sociale. La seconda organizzazione è impegnata dal 1992 nell’assistenza ai malati terminali tumore. Attualmente conta circa 20 volontari e due dottoresse: Maria Francesca Ciappi che si occupa dell’assistenza domiciliare, Cinzia Pinzi, dermatologa specializzata in prevenzione del melanoma. La prima, tra il 2009 e

il 2010, ha seguito 86 pazienti nella sola zona Chianti, dei quali 15 nel distretto di Tavarnelle; la seconda riceve ogni giovedì, dalle 16 alle 18, nello studio di via I Maggio a Tavarnelle. Il pagamento della visita avviene con un’offerta libera. Peculiarità dell’associazione è quella dell’autofinanziamento attraverso iniziative pubbliche come mercatini, pranzi e cene sociali, realizzate sempre grazie all’impegno dei soci. Quanto invece alla Confraternita c’è un dato che il Provveditore, Sergio Berti, tiene a mettere in evidenza in ogni pubblica occasione, quale motivo di orgoglio e di riconoscenza al contempo: ogni anno, nelle donazioni fatte dai contribuenti attraverso il cinque per mille, la Misericordia di Tavarnelle e Barberino risulta fra i primi beneficiari a /I.B. livello nazionale.


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Gennaio 2012

il giornale nel tuo comune

il restauro. Le novità di Palazzo Malaspina: esposizioni, eventi e internet wireless

Il cuore di San Donato torna a battere Cinquecento metri quadrati disposti su tre piani, dotati delle più moderne tecnologie. Come la video-diffusione Gianni Carpini

Il fatidico sì lo dico in Comune

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D

a circa un mese San Donato in Poggio ha una nuova “casa”, un palazzo aperto alla cittadinanza per mostre, eventi e convegni. Dopo l’imponente restauro costato 1,1 milioni di euro (di cui 700mila da fondi regionali ed europei), Palazzo Malaspina torna a vivere grazie a un programma stilato dal Comune di Tavarnelle. Se tra l’inverno e la primavera si avvicenderanno mostre fotografiche e approfondimenti dedicati anche a personaggi del luogo, in estate il complesso sarà usato per una summer school all’insegna della buona musica. A disposizione ci sono 500 metri quadrati disposti su tre piani e dotati delle più moderne tecnologie, come la filo e la video diffusione, che consente di seguire gli eventi tramite schermi e casse disseminati nei vari spazi del palazzo. E c’è anche internet free. Un hotspot permette la connessione wi-fi gratuita al web all’interno dei locali e nella piazza, come già succede davanti al municipio di Tavarnelle. Gli eventi espositivi sono iniziati lo scorso 8 dicembre, in occasione dell’apertura ufficiale. Dopo la mostra “San Donato in Poggio e Pontorme”, dedicata ai rilievi svolti nei due borghi dall’architetto Marco Jaff, dal 14 gennaio è la volta delle pagelle tricolori. Si tratta di un’iniziativa curata dal professor Umberto Cattabrini dell’Università di Firenze, che inquadra il tema dei 150 anni dell’Unità d’Italia sotto una nuova luce, analizzando la storia del nostro paese attraverso il pezzo di carta più temuto dagli alunni di ogni epoca. “Pagelle nei centocinquanta anni della scuola elementare in Italia” ha già fatto tappa nei mesi scorsi a Firenze in Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio regionale. Dalle scuole a un sacerdote molto conosciuto. A metà febbraio

nozze. Matrimoni civili: dove, quando e... quanto

una sala di

Palazzo Malaspina

Tra le iniziative una mostra fotografica su “Don Cuba” Palazzo Malaspina avrà un “inquilino” speciale: Don Danilo Cubattoli, meglio conosciuto come Don Cuba, il cosiddetto “cappellano delle carceri” che proprio a San Donato è nato nel 1922. Al sacerdote sarà dedicata una mostra fotografica e un convegno, con la presentazione del libro realizzato da Maurizio Naldini, scrittore e giornalista de “La Nazione”, che si è basato su scritti inediti, lettere e appunti per ricostruire la storia del religioso scomparso nel 2006. Ma il cuore del borgo di San Donato sarà anche meta, la prossima

estate, di musicisti provenienti da tutta Italia. Le stanze del palazzo sono state scelte per “Chianti in Musica 2012”, l’annuale summer school arrivata alla settima edizione, che prevede corsi, concerti e attività per gli appassionati della classica. Durante tutto l’anno l’edificio tardo rinascimentale sarà infine sotto la lente dei ricercatori, che cercheranno di tracciare la storia del complesso, a partire dai vari passaggi di proprietà che lo hanno interessato (dalla famiglia Ticci, che ne volle la costruzione, ai Malaspina). I risultati dello studio, avviato da Paolo Pirillo dell’Università di Bologna e Isabelle Chabot dell’Università di Firenze, confluirà poi in una pubblicazione.

guarda le foto su

cittadini di Tavarnelle e Barberino sembrano preferire il tradizionale rito in chiesa al matrimonio civile, ma esiste anche la possibilità di compiere il grande passo in luoghi suggestivi che ricadono sotto la “giurisdizione” comunale. Se al posto della classica sala consiliare si sceglie per le proprie nozze una location più vip e chic, il costo aumenta un po’, ma la bella figura con gli invitati è assicurata. Alla rosa degli spazi a disposizione per le cerimonie civili, si affianca un palazzo storico recentemente sottoposto a un maestoso restyling. Lavori che lo ha riportato al look di un tempo, senza dimenticare però le comodità più moderne. Ma andiamo con ordine. A Barberino, ad esempio, la scelta può cadere sulla sala consiliare o sulla suggestiva cappella di San Michele Arcangelo, meglio conosciuta come la cappella di Semifonte. Un piccolo gioiello architettonico che riproduce in piccolo, e fedelmente, la cupola ben più imponente del Duomo di Firenze progettata dal Brunelleschi. In questo caso il prezzo per la cerimonia aumenta un po’: nella sala del Consiglio barberinese le nozze sono gratuite se uno dei due sposi è residente sul territorio comunale (150 euro invece se celebrate il sabato e la domenica), mentre per la cappella che sorge vicino Petrognano, bisogna versare 200 euro (250 euro i prefestivi e i festivi). Nel caso dei “forestieri”, ossia coppie in cui entrambi i componenti non siano residenti, i prezzi lievitano a 250 euro per la sala consiliare (350 sabato e domenica) e a 400 euro per Semifonte (500 euro il fine settimana). Nell’anno appena concluso a Barberino sono state ventiquattro

le coppie che sono convolate a nozze e che hanno scelto la cerimonia religiosa (per la maggior parte nella chiesa di Sant’Appiano); nove sposini invece hanno detto sì con rito civile, tra cui una coppia di stranieri e tre di non residenti. A Tavarnelle da questo mese di gennaio tornano i fiori d’arancio in Palazzo Malaspina a San Donato in Poggio, che oltre ad ospitare eventi e mostre dopo i lavori di recupero (vedi l’articolo qui a fianco) è una delle location scelte dall’amministrazione per celebrare i matrimoni. Un edificio storico affascinante, inca-

Il grande passo in luoghi suggestivi, ma con qualche euro in più stonato in un borgo caratteristico. L’alternativa è la sala consiliare “Luigi Biagi”: qui per sposarsi servono 150 euro se non si è residenti, matrimonio gratuito invece per chi /G.C. vive a Tavarnelle.

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BARBERINO • SAN CASCIANO • TAVARNELLE

progetti. Un documento fissa le linee guida per il regolamento urbanistico: cosa cambia

La Barberino del futuro eccola qua Via le auto in sosta dal centro storico, grazie a un nuovo parcheggio. Confermato lo stop alla costruzione degli edifici industriali Gianni Carpini

I

numeri già previsti nel piano strutturale rimangono gli stessi, stabilendo dove e quanto è possibile costruire. In arrivo invece regole più attente alla situazione concreta per le industrie, norme per i capanni nelle zone agricole, mentre sul fronte del centro storico viene ribadita la volontà di rendere libera dalle auto in sosta la zona compresa tra le due porte, grazie alla costruzione di un nuovo parcheggio. Sono queste le linee guida per la Barberino del futuro, tracciate in un documento approvato dal Consiglio comunale e presentato dal gruppo di maggioranza. Suggerimenti che saranno seguiti per il nuovo regolamento urbanistico. Si tratta di una novità sul piano formale: è infatti la prima volta che l’assemblea consiliare presenta un documento di indirizzo per il regolamento urbanistico. Un passaggio, questo, non obbligato, ma che consentirà di procedere in modo più spedito per definire la “bussola” dello sviluppo edilizio barberinese nei prossimi cinque anni. In

concreto nel documento presentato dal gruppo “Uniti per Barberino”, vengono confermate le volumetrie già previste dal piano strutturale, visto che finora non è stato “consumato” il 50 per cento circa di quanto messo in ponte. Sul fronte abitativo negli ultimi 5 anni sono stati edificati quasi 19mila metri cubi di appartamenti (a disposizione ce ne sono ancora 15mila, pari a circa 51 appartamenti da 100 metri quadri), mentre nel settore industriale viene messo un punto fermo. E’ confermato lo stop per nuove costruzioni: la zona delle fabbriche (quella che comprende Poneta, Zambra, Grillaie, Drove e Valcanoro) non verrà allargata; saranno possibili solo completamenti e recuperi di eventuali capannoni dismessi. La fetta di volumetrie a disposizione dei negozi e attività commerciali verrà ampliata, a discapito delle industrie. Un cambiamento causato anche dalla crisi: diminuisce la richiesta per gli insediamenti industriali, mentre aumenta quella del commercio. Per quanto riguarda i piccoli

Porta Fiorentina

capanni per uso agricolo, l’intenzione è di regolamentarne la costruzione, riducendo burocrazia e scartoffie, ma ribadendo la natura temporanea delle strutture. Infine la “zona vecchia” di Barberino: il documento approvato dal Consiglio ribadisce “l’impellente necessità di realizzare un

ampio parcheggio in prossimità del capoluogo, per liberare dalle auto il centro storico”, grazie all’utilizzo delvecchio magazzino comunale, già al centro di alcuni studi commissionati all’Università di Firenze per trasformare la struttura in un parcheggio multipiano da circa 150 posti.

Shoah. Il 27 e 28 gennaio in scena uno spettacolo per non dimenticare, insieme a una classe della scuola media

Giorno della memoria con gli attori in erba del Don Milani I

n scena per ricordare una pagina oscura della Storia. Anche quest’anno i ragazzi della scuola media dell’Istituto comprensivo Don Milani di Tavarnelle saliranno sul palco, in occasione del giorno della memoria per proporre agli altri studenti, ma anche all’intera cittadinanza, uno spettacolo per riflettere sul tema dell’Olocausto. Questa volta, però, la chiave di lettura sarà particolare. La rappresentazione è liberamente tratta dal film “Train De Vie – Un treno per vivere” di Radu Mihaileanu, che propone una vicenda al limite del paradosso: un treno con “falsi” deportati e “falsi” nazisti, allestito dalla comunità di un villaggio ebreo dell’Est Europa per cercare di passare le linee, sfuggendo così all’incubo dei campi di sterminio. Gli eventi drammatici di quegli anni vengono letti trami-

te toni più “leggeri”, nonostante la risata rimanga sempre amara. Il sipario si alzerà sul lavoro dei ventitré alunni della terza D, che negli ultimi mesi sono stati impegnati all’interno di un progetto promosso dall’Unione Comunale del Chianti Fiorentino. Da novembre a oggi gli studenti sono stati coinvolti in una serie di incontri dedicati all’argomento dell’Olocausto, con la visione di film, discussioni in classe e attività più strettamente legate alla messa in scena. Ad aiutare gli attori in erba è Sara Fioretto, che ha curato l’adattamento teatrale e la regia. “Questa sorta di ‘favola’ è un modo diverso per raccontare la Shoah, più vicino agli stessi ragazzi – spiega l’operatrice teatrale – gli eventi drammatici della seconda guerra mondiale sono ormai sempre più lontani dai nostri giovani e questa

è un’occasione per avvicinarli a temi così importanti”. Lo spettacolo è in programma in due date, sempre nell’aula magna dell’Istituto comprensivo Don Milani: la “prima” è fissata per il 27 gennaio, giorno della memoria, quando la rappresentazione mattutina sarà riservata agli alunni della scuola secondaria di primo grado, in particolare alle classi terze. La sera del 28 gennaio sarà invece aperta a tutti. Sempre all’interno dello stesso progetto, l’anno scorso gli alunni dell’allora classe terza misero in scena “Il linguaggio del dolore oltre le parole”, uno spettacolo che univa mimo, danza e musica. Tra il pubblico figuravano anche alcuni “vip”, come i sindaci di Tavarnelle e Barberino, molti assessori, oltre a una nutrita presenza /G.C. della comunità cittadina.

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Gennaio 2012

il giornale nel tuo comune

scenari. Come sarà San Casciano nei prossimi anni: il Comune stila il programma

Nuovi parcheggi e lavori nelle scuole Presentato il piano triennale: pioggia di investimenti

Ilaria Biancalani

per disegnare il volto futuro della cittadina. Tra gli interventi in ponte, la realizzazione di un’area di sosta alla Romola, misure anti-sismiche all’asilo del Bargino e la ristrutturazione dell’ex Asl

U

n investimento pari a due milioni e 700mila euro. A tanto ammonta il preventivo di spesa per le opere pubbliche ritenute prioritarie e racchiuse nel piano triennale 2012-2014, varato dall’amministrazione comunale di San Casciano. I maggiori interventi riguardano le strutture e la viabilità. Nell’arco dei prossimi tre anni, il paese chiantigiano potrebbe cambiare notevolmente il proprio

tricolore Targa commemorativa

Il ricordo degli eroi garibaldini

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ra le tante iniziative messe in atto su tutto il territorio nazionale per celebrare il centocinquantesimo anniversario dalla proclamazione dell’Unità d’Italia, il Comune di San Casciano ne ha organizzata una con l’obiettivo di restituire onore e merito ai propri cittadini che partirono volontari per unirsi a Garibaldi e all’esercito piemontese, dando il proprio contributo ad una pagina importantissima della storia. Una targa, posta sulla facciata del palazzo comunale e inaugurata con una cerimonia nel dicembre scorso alla presenza del sindaco, Massimiliano Pescini, ricorda i 36 eroi garibaldini sancascianesi con nome, cognome, data di nascita e di morte. La proposta, giunta dall’ex primo cittadino Remo Ciapetti, ha comportato un accurato lavoro di ricerca, che ha visto anche la collaborazione dello storico Francesco Fusi, finalizzato a rintracciare quei cittadini che nel periodo risorgimentale, ricoprirono un ruolo che avrebbe lasciato una traccia indelebile. I risultati dell’attività svolta hanno suscitato anche interesse didattico, tanto che l’indagine è divenuta un video realizzato dai docenti e dagli studenti della scuola secondaria di primo grado “Ippolito Nievo”, che ricostruisce le vicende di questi eroi locali, fra i quali si distinsero Giuseppe Dolfi (1818 – 1869) e Torello Bartalesi (1827 - 1907). E’ utile ricordare che, nel 1840, San Casciano contava poco più di 11mila abitanti e che quando fra l’11 e il 12 marzo 1860, si svolse il plebiscito per l’Unità d’Italia, erano 3468 gli aventi diritto e 1997 votarono. Il 90,93% si espresse in favore della nascente na/I.B. zione tricolore.

volto, grazie alla manutenzione e al collegamento di alcune strade comunali, all’ampliamento di spazi culturali, la riqualificazione delle strutture pubbliche e la messa in sicurezza della viabilità e dei pedoni. Le attività più onerose del piano, sono quelle che riguardano il collegamento stradale tra via Montopolo e viale Pertini e la manutenzione straordinaria della rete viaria e del marciapiedi di via XXVII Luglio. In questo caso il costo stimato dei lavori si aggira infatti intorno ai 500mila euro. Particolarmente rilevante l’opera in ponte alla scuola per l’infanzia di Bargino, che prevede un adeguamento sismico con un investimento pari a 190 mila euro. Sarà invece necessaria una somma di 250mila euro per la creazione di un parcheggio nella frazione della Romola, dove è stato pianificato anche un intervento nel cimitero per aumentare il numero dei loculi e degli ossari, per un importo di 170mila euro. Tutte opere, quelle messe nero su bianco nel documento programmatico, che mirano a dare risposte concrete e precise alle criticità più sentite dalla cittadinanza, fra le quali risalta il tema della viabilità: da un lato la richiesta di maggiore sicurezza che giunge da chi le strade le percorre a piedi; dall’altro la necessità di rendere più snello il traffico veicolare e quindi migliorare la circolazione, sia delle arterie del capoluogo, sia di quelle delle frazioni. Quanto alla parte del piano triennale che riguarda le strutture, sono due i progetti più rilevanti: la ristrutturazione dei locali della ex Asl di via Roma, dove saranno ricavati nuovi spazi e sale destinate alla lettura della biblioteca comunale, e il primo stralcio della realizzazione del nuovo cantiere comunale. Per questi due interventi, evidentemente piuttosto impegnativi anche sotto il profilo economico, l’amministrazione comunale ha deciso di stanziare somme importanti. I lavori da eseguire sui fabbricati comporteranno rispettivamente la spesa di 763mila euro e 900mila euro. “La necessità – spiega l’assessore ai lavori pubblici Roberto Ciappi – è quella di rispondere, con interventi concreti e mirati, ad alcune delle problematiche più sentite dalla popolazione. Primo fra tutti – prosegue Ciappi - il tema della viabilità e la necessità da un lato di garantire sicurezza ai pedoni, dall’altro quella di migliorare la circolazione rendendo più fluido il transito dei veicoli nel capoluogo e nelle frazioni”.

Viabilità al centro dell’attenzione: meno traffico e più sicurezza


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BARBERINO • SAN CASCIANO • TAVARNELLE

cerbaia. Cambia il ritiro dei rifiuti, mentre tre edifici pubblici sono riscaldati grazie alle biomasse

Adesso la raccolta va di porta in porta La frazione si fa sempre più

Ilaria Biancalani

verde: inaugurato l’impianto

A

che produce acqua calda con gli scarti del legno, provenienti dalle foreste e dall’agricoltura. Altra novità sul fronte immondizia: addio ai cassonetti, la differenziata sarà presa davanti a casa

nno nuovo, vita nuova per Cerbaia che si appresta a diventare sempre più “green”. Già dal dicembre scorso, nella frazione sono stati attivati servizi mirati a renderla ecosostenibile. E’ stata infatti inaugurata la centrale a biomasse, il cosiddetto teleriscaldamento, la cui caldaia è alimentata dagli scarti agricoli e forestali dei campi e dei boschi del territorio, per riscaldare e produrre acqua calda nelle scuole e nel centro socio-culturale. L’impianto, che è costato circa 250mila euro, di cui 100mila finanziati con contributi regionali, grazie all’energia sostenibile consentirà un risparmio intorno ai 3mila euro annui. La caldaia a cippato mette perfettamente in atto la filosofia che ispira il progetto: il riciclo di risorse già presenti in natura e quindi il rispetto ambientale. E, per rimanere in tema, dalla metà del mese di gennaio, un’altra importante scelta, regala un aspetto più decoroso a Cerbaia: spariscono i cassonetti in favore del porta a porta. Quest’ultimo, già avviato con buoni risultati nel centro storico e nell’area Stianti del capoluogo, riguarderà circa seicento utenze e introdurrà, in una delle principali frazioni, un modo nuovo di differenziare le materie di scarto, attraverso l’utilizzo di appositi sacchetti che verranno ritirati davanti alle abitazioni. A questo proposito è utile ricordare che la raccolta differenziata sull’intero territorio comunale si attesta attualmente al 52%, un ottimo risultato se si pensa che, soltanto due anni fa, era ferma al 42%. L’obiettivo è tuttavia di far crescere il dato di almeno due punti percentuali e l’estensione del servizio a Cerbaia potrebbe consentire una rapida ascesa verso la soglia del 54%. Per quanto riguarda le modalità del servizio, il ritiro dei contenitori avverrà nella fascia serale, dalle 20,30 alle 21,30 secondo il calendario stilato da Safi-Quadrifoglio nel quale è chiaramente indicato il giorno e la tipologia di rifiuto corrispondente, da lasciare negli appositi sacchetti davanti al proprio numero civico. Materiale informativo, sacchetti e prospetto della settimana sono già stati diffusi fra la cittadinanza. Le buste dureranno tre mesi circa e, una volta esaurite, potranno essere ritirate al centro socio-culturale in via Napoli.

rinnovabili Progetto all’avanguardia a Villa Montepaldi

Energia dai semi di girasole

I

l potere del girasole: dai semi della pianta nasce energia, grazie a un progetto all’avanguardia portato avanti sulle colline di San Casciano. Il quartier generale in fatto di studi “verdi” è Villa Montepaldi, un tempo dimora rinascimentale di nobili famiglie fiorentine come gli Acciaioli e i Medici, oggi sede di un azienda agricola sperimentale, gestita dalla facoltà di Agraria dell’Università di Firenze. Qui alla classica produzione dei tesori chiantigiani (olio e vino) si affianca l’attività di ricerca, tra cui quella curata dal centro di ricerca sulle energie alternative e rinnovabili (Crear). All’interno della struttura, gli esperti dell’ateneo fiorentino hanno messo a punto un impianto pilota che sfrutta le piante di girasole coltivate nei terreni dell’azienda per riscaldare il complesso, oltre che per produrre elettricità. La forza sta tutta nei semi, da cui è estratto un olio vegetale, poi bruciato all’interno di una turbina progettata dai ricercatori di Villa Montepaldi e realizzata da un team europeo di ingegneri. “L’impianto – spiega Nicola Menditto, direttore dell’azienda - è destinato a

riscaldare la struttura e a produrre e mettere in rete corrente elettrica per una potenza pari a 20 kilowatt. Un’opportunità di cui potrebbero usufruire anche le abitazioni che sorgono nelle immediate vicinanze”. I terreni di Villa Montepaldi si estendono su una superficie di 320 ettari: accanto ai vigneti – 45 ettari da cui si ottengono circa 1.850 quintali di uva e 1.200 ettolitri di vino - si trovano gli oliveti (altri 45 ettari), che forniscono un olio extravergine di qualità. La vallata è dedicata alla coltivazio/G.C. ne di cereali.

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economia

Gennaio 2012

le nostRe tasche/1. Torna l’Ici sulla prima abitazione: si chiamerà Imu e si farà sentire

Casa dolce casa, ma sempre più “salata” chi ha figli potrà detrarre 50 euro per ogni pargolo entro i 26 anni

Paola Ferri

fino a un massimo di 400 euro. Tutti gli altri dovranno sborsare

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circa un terzo in più rispetto a prima dell’abolizione del balzello. Ma per i genitori separati arriva qualche rassicurazione

ra manovre e contromanovre alla fine una cosa l’abbiamo capita: da quest’anno torneremo a pagare l’Ici sulla prima casa. Anche se stavolta prenderà il nome di Imu, acronimo di Imposta municipale sugli immobili. E il conto sarà più salato di quello presentato dalla vecchia Ici. Cerchiamo di capirci qualcosa, an-

lAVoro I punti della riforma

Pensioni, cosa cambia

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opo anni, anzi decenni, di discussioni, alla fine la riforma delle pensioni è arrivata, in quattro e quattr’otto, prima di Natale. Se c’è una cosa che abbiamo capito è che si andrà in pensione più tardi. Quanto più tardi dipende dall’età anagrafica e da quella “contributiva”, nel senso degli anni di contributi accumulati. Il limite anagrafico è stato fissato in 66 anni per gli uomini e 62 per le donne, anche se per queste ultime è previsto un innalzamento graduale dell’età pensionistica, che porterà uomini e donne a ritirarsi dal lavoro entrambi a 66 anni. Chi volesse farlo prima del raggiungimento dell’età limite, deve aver accumulato almeno 42 anni e un mese di contributi (41 e un mese per le donne). Il cambiamento riguarda più che altro i lavoratori del settore privato, perché alle dipendenti pubbliche ci aveva già pensato Tremonti: da quest’anno le donne del pubblico impiego lavoreranno fino a 65 anni. Le misure saranno attenuate per i nati nel ’52, che sarebbero risultati i più colpiti: chi avrebbe maturato il diritto alla pensione nel 2012, con 35 anni di contribuzione, potrà uscire dal mondo del lavoro a 64 anni, anziché aspettarne altri due. Resta il problema di quanti avevano lasciato il lavoro anticipatamente con la prospettiva di incassare l’assegno pensionistico a breve. Così come resta aperto il problema delle aziende che avevano messo in conto pensionamenti anticipati per ridurre il personale. È stato infine introdotto il contributivo anche per chi aveva 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, ma la misura non dovrebbe essere molto dolorosa, in quanto costoro sono per lo più già in pensione. Stop anche alle pensioni d’oro: non saranno rivalutate e saranno anzi soggette al contributo di solidarietà del 15%. Le più basse (fino a 1.405 euro lordi) verranno invece rialzate di anno in anno a seconda dell’inflazione. Tutte le altre resteranno al /F.P. palo.

che se la materia è tuttora assai nebulosa e soggetta ad aggiustamenti più o meno rilevanti. Innanzitutto, è vero che tutti torneranno a pagare l’imposta sulla prima casa (quella principale, in cui si vive), ma è anche vero che verranno mantenute tutte le altre agevolazioni su di essa (in termini di accensione di mutui, bollette, ecc...). Giusto per rasserenare gli animi, vale la pena ricordare che contemporaneamente alla rinascita del balzello viene introdotta anche una detrazione di 200 euro (sempre e solo sulla prima casa). A questi 200 euro scalati dall’Imu se ne aggiungono altri 50 da detrarre per ogni figlio residente con meno di 26 anni, fino a un massimo di 400 euro, operazione che di fatto allarga la fascia di chi riuscirà a scampare la tassa. A molti, però, toccherà tornare a pagare. Per di più la base imponibile è aumentata del 60%, il che, sommato agli aumenti vari (compresa aliquota e rivalutazione delle rendite catastali), potrebbe portare i cittadini a pagare oltre un terzo in più rispetto a quello che già sborsavano un tempo, prima dell’eliminazione dell’Ici. Il rincaro sarà tanto maggiore quanto più bassa era l’aliquota applicata finora, il che colloca Firenze tra le città che ne risentiranno meno (perché già si pagava di più, anche se questo non consola più di tanto, a pensarci bene). Se la spiegazione non è stata fin qui molto chiara non temete, perché per capirci qualcosa cittadini e Comuni avranno ancora un po’ di tempo a disposizione: le amministrazioni locali avranno una proroga per chiudere i bilanci, mentre la prima rata delle nuove imposte arriverà solo a giugno (la seconda scadrà a dicembre). Piccola rassicurazione per i genitori separati: secondo gli ultimi aggiustamenti apportati alla manovra Monti a pagare il balzello sull’abitazione dovrebbe essere colui che ne usufruisce, non per forza di cose l’intestatario. L’Imu grazierà ben poche categorie di immobili (e dunque di proprietari), tra cui quelli destinati a usi culturali, oltre a quelli di proprietà pubblica. Tra i fortunati restano le fondazioni culturali, comprese quelle bancarie (che pagano ma subiscono meno rincari) e le Chiese: i fabbricati destinati esclusivamente al culto non sono soggetti all’imposta, notizia che ha suscitato non poche critiche, tra cui quella dello stesso presidente della Regione Enrico Rossi. “Anche la Chiesa rinunci a qualcosa – ha dichiarato Rossi – decida dove intervenire, sull’Ici, sull’otto per mille o su qualcos’altro”. Ma niente da fare: per il momento la Chiesa non pagherà l’Imu.

Per capirci qualcosa c’è ancora un po’ di tempo


economia

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le nostRe tasche/2. Sale il prezzo dei carburanti. E trascina quello degli alimentari

Nuove tasse e rincari, si corre ai ripari otto centesimi in più sulla benzina, undici sul gasolio, da sommare al “contributo per gli alluvionati”. Ma gli aumenti non sono solo qui: ecco una breve guida, per prendere le contromisure Francesca Puliti

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i salvi chi può. Questo 2012 si preannuncia come un diluvio di tasse e tassucole infiltrate un po’ ovunque. Dipendenti, lavoratori autonomi, privati cittadini, ce n’è per tutti. La regola numero uno resta: conoscere il nemico. E poi correre ai ripari. Magari prendendo un po’ meno l’auto o il motorino. Uno dei balzelli più scomodi introdotti dalla “manovra Monti”, infatti, è quello sui carburanti: un pieno ci costerà quasi dieci euro in più, considerato l’aumento di undici centesimi circa sul gasolio e di otto sulla benzina (che vanno sommati ai cinque centesimi di “solidarietà agli alluvionati” della Lunigiana, introdotti dal governatore toscano Enrico Rossi). Anche se riuscissimo a limitare i viaggi dal benzinaio, l’aumento sui carburanti è destinato a farsi sentire comunque, in termini di rincari dei prezzi dei beni di consumo, principalmente quelli alimentari. “Benzina, trasporti e logistica – denuncia Coldiretti – incidono per circa un terzo sui costi di frutta e verdura e assorbono in media un quarto del fatturato delle imprese agroalimentari”. Tradotto: aumenti in vista sugli scaffali del supermercato e invito a consumare prodotti il più possibile di stagione. Salgono anche le

bollette di gas e luce, mentre è assai probabile, anche se non può essere dato per certo, l’aumento delle tariffe dei trasporti pubblici. Considerati i continui tagli al settore e i rincari dei carburanti,

Cresce l’addizionale Irpef, ma resta comunque tra le più basse d’Italia. E chi ha di più pagherà di più non è detto che basti individuare un gestore unico regionale per limitare le spese, come auspicato dalla Regione. Su Firenze, inoltre, pesa anche il fattore privatizzazione di Ataf, annunciata già un anno fa. Ma i servizi pubblici in generale sono destinati a subire una rivoluzione: chi non l’avesse ancora fatto si affretti a fare la dichiarazione Isee, perché d’ora in avanti quasi tutti i servizi saranno

compartecipati dai cittadini, in misura diversa a seconda di reddito e situazione familiare. Una rivoluzione cominciata con i ticket sanitari e destinata a contagiare pressoché ogni settore, compreso quello degli abbonamenti dell’autobus. Aumenta anche l’addizionale regionale Irpef, anche se resterà comunque una delle più basse d’Italia. Se finora era rimasta ferma allo 0,9 per cento, da quest’anno si sposterà sull’1,23 per cento, ovvero la nuova soglia minima imposta dallo Stato. La stangata arriverà solo per chi guadagna più di 75mila euro annui (stando alle dichiarazioni dei redditi poco più di cinquantamila toscani): in questo caso l’addizionale salirà a quota 1,73% (il che significa circa 400 euro in più da sborsare). Da questa misura la Regione si aspetta di incassare undici milioni di euro l’anno, da destinare principalmente ai trasporti pubblici. “Ma non è detto che bastino”, ammette l’assessore al bilancio Riccardo Nencini. In totale, alla fine dell’anno ogni famiglia avrà tirato fuori di tasca da 600 a tremila euro in più rispetto al 2011. Sperando che il decreto “Salva Italia” abbia assolto allo scopo, nel frattempo.

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agenda

Gennaio 2012

calenDaRio/1. Il programma dei lavori, grandi e piccoli, previsti in città in questo 2012

Un anno in cantiere, maxi-opere in arrivo Già partito l’intervento per la seconda linea del tram, anche se il peggio verrà a giugno. la parte sud di Firenze è attesa da una primavera “calda”, con la realizzazione del tunnel Tav. in estate la prima pietra del termovalorizzatore Valentina Buti

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ari fiorentini, reggetevi forte: questo 2012 sarà un anno di grandi cantieri. Alcuni si noteranno di più, come quelli per il tunnel dell’alta velocità o per la linea 2 della tramvia. Altri, almeno sulla carta, saranno meno impattanti, come il collettore di San Colombano, che Publiacqua conta di completare in anticipo sulla tabella di marcia. Partiamo dall’opera più problematica per la città: la linea 2 della tramvia, che collegherà piazza dell’Unità a Peretola. Il sindaco Renzi ha promesso di finire i 5 km di tracciato in 950 giorni. Per farcela, gli operai di Impresa spa, la ditta che ha rilevato la Btp ed eseguirà i lavori, saranno al lavoro notte e giorno. La prima pietra del cantiere è stata posata a Peretola il 5 novembre scorso, e ora si lavora alla bonifica bellica dell’area. Ma i dolori verranno in estate, specie per la strettoia di via di Novoli, dove da giugno, e per 700 giorni, si viaggerà a una corsia, finché anche quella chiuderà. Da febbraio i lavori toccheranno via Gordigiani, e per 450 giorni i parcheggi spariranno. Da maggio, per 500 giorni, in viale Belfiore la carreggiata sarà ridotta. Costo dell’operazione 254 milioni (in project financing). L’opposizione è

scettica sui tempi, ma Renzi conferma: prima corsa entro fine mandato, a giugno 2014. Primavera calda anche a sud della città, con la realizzazione del tunnel Tav da 7,5 km che collegherà Campo di Marte a Castello. Si parte da via Campo d’Arrigo, dove entro l’estate si imbucherà la talpa Monnalisa. L’opera dovrebbe essere pronta tra il 2015 e il 2016. Mentre la talpa scaverà il ventre di Firenze, si comincerà a lavorare per la stazione sotterranea progettata da Foster ai Macelli, tra via Circondaria e il Mugnone. Ci saranno rischi per gli edifici in superficie? Comitati e associazioni ambientaliste temono di sì e ricordano che per la Foster non è mai stata effettuata la valutazione di impatto ambientale. Italia Nostra teme che il tunnel metta in pericolo l’Opificio delle pietre dure della Fortezza

Ci sono anche le compensazioni per la terza corsia della A1

e le opere d’arte in via di restauro. Ma l’Osservatorio Tav tranquillizza: i monitoraggi non rilevano rischi. Ci sono poi gli interventi che Autostrade spa dovrà fare come compensazione per la terza corsia della A1. Sul bypass del Galluzzo, apparentemente pronto da anni, pende l’inchiesta sulle terre di scavo. Manca solo la firma di Anas per partire con le Cascine del Riccio: si prevede il via libera entro giugno, come per la variante di Mantignano Ugnano. Il 2012 dovrebbe essere anche l’anno dei parcheggi. Tre mini park in superficie (70-100 posti in tutto) nasceranno a Sorgane, Serpiolle e Castello. Altri interrati sono previsti in piazza Vittorio Veneto, al Carmine, in piazza Brunelleschi e alle Cure: entro dicembre Firenze Parcheggi dovrebbe consegnare gli elaborati per lanciare il project. E che sia anche la volta buona per il termovalorizzatore di Case Passerini? La società Hera, stando a Quadrifoglio, poserà la prima pietra in estate. Viaggia spedito, infine, il tubone “Ersa”, che collegherà al depuratore di San Colombano le case in riva sinistra d’Arno, che oggi scaricano nel fiume. Entro l’anno si prevede di finire 4 dei 7,4 km di tracciato: Publiacqua conta di tagliare il nastro nel 2014.

lAvori in corso Al nuovo

PArco

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MusicA

ScEnAri Intanto si cercano soldi per completare l’auditorium del Maggio, aperto e già richiuso

Quei “giganti” in attesa di cambiare volto: i progetti al palo

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er alcune opere che partono, altre che restano al palo. I giganti dismessi della città, come il Panificio militare o l’ex Manifattura tabacchi, da anni aspettano di cambiare volto, invano. Capitolo a parte è quello del nuovo auditorium del Maggio Musicale. Inaugurato lo scorso 21 dicembre, dopo dieci giorni di fuochi d’artificio il sipario si è richiuso. La struttura del teatro è terminata ma manca la macchina scenica per l’opera lirica. Servirebbero 40 milioni di euro per realizzarla. L’ex sottosegretario Gianni Letta si era impegnato con Renzi a trovarli, ma col nuovo governo tutto è tornato in discussione. Le parole del neoministro all’istruzione Francesco Profumo

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O RT GIOR E AP TI I T TU

la sera della prima sono state una doccia fredda: “Di quei soldi – ha detto - ne riparliamo nel 2013”. Ma il sindaco continua a sperare che il Cipe stanzi presto il finanziamento. Sull’ex Manifattura tabacchi, Palazzo Vecchio cerca da mesi un’intesa con i proprietari - Fintecna e Consorzio Etruria - per trasformarla nel nuovo polo abitativo della città. Non si parte per il parere contrario della Sovrintendenza, che non vede di buon occhio la realizzazione di due torri da 70 metri al posto dei capannoni industriali. Futuro incerto anche per il Panificio militare di via Mariti. A Palazzo Vecchio non dispiacerebbe vedervi nascere un polo residenziale con giardini, un asilo nido, parcheggi

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e wi-fi. Per ora l’accordo non c’è, complice l’arrivo di una nuova proprietà, subentrata alla Btp di Riccardo Fusi. E il quartiere si tiene il suo mausoleo dell’abbandono. Quella del nuovo stadio è una storia infinita: tramontata l’ipotesi di realizzarlo a Castello, il Comune ora punta sulla Mercafir di Novoli. Niente più cittadella da 80 ettari però, ma un’area da 30-35 ettari, formato Juve. I Della Valle non hanno detto no: ora si aspetta il progetto. Svolta (forse) per l’aeroporto: Adf, la società che gestisce lo scalo di Peretola, ha chiarito che l’unica nuova pista possibile è una semiparallela all’A11. A Palazzo Vecchio non dispiace, ma è la Regione che deve decidere. /V.B.


agenda

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calenDaRio/2. Un cartellone fitto di eventi per la nuova stagione rock. E spunta anche Madonna

Dai Radiohead a The Boss, tutti sul palco i biglietti per il concerto della band inglese sono già esauriti, mentre quelli per lo show di Springsteen stanno andando a ruba. Ecco un assaggio della proposta musicale dei prossimi mesi Barbara Biondi

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i preannuncia un anno rock il 2012 fiorentino. E se a molti sembrano lontani i fasti degli anni Ottanta e Novanta, quando la città pullulava di eventi, concerti e star pronte a far diventare la città del giglio la loro seconda casa, i più sconsolati dovranno ricredersi e fare un salto sulla rete, per tenere sotto controllo la quantità di concerti e artisti importanti che hanno scelto di far tappa nel cuore del granducato. I primi due sono una chicca da segnare in agenda per gli appassionati di musica d’autore: l’evento numero uno arriva direttamente dagli States e chiama a gran voce “The Boss”, il re del palcoscenico nordamericano Bruce Springsteen, che gridando a squarciagola Born in the Usa ha coinvolto generazioni di appassionati. L’appuntamento con lui è fissato per il 10 giugno, quando suonerà allo stadio Artemio Franchi davanti al suo pubblico di appassionati. Il primo luglio al parco delle Cascine suoneranno invece i Radiohead, band inglese che ha scelto proprio la città del giglio per la prima tappa del tour internazionale. I meno informati, però, dovranno calmare subito i bollenti spiriti: i biglietti infatti sono già esauriti da un pezzo, ovvero dalla settimana successiva all’annuncio del concerto, alla fine di novembre.

L’ultimo appuntamento da segnare tra gli eventi da non mancare assolutamente è il concerto di Madonna, che dovrebbe approdare a Firenze intorno alla metà di giugno (si parla del 17), subito dopo aver cantato a Tel Aviv e Milano. In attesa dell’ufficialità da parte degli organizzatori, Firenze si prepara ad accogliere la regina del pop per uno show imperdibile, che la rivedrebbe esibirsi in città dopo 25 anni dal suo ultimo concerto. Ma se questi tre concerti rappresentano in assoluto il best of del programma per la prossima estate, ce ne sono molti altri da tenere in considerazione. A cominciare dagli amatissimi Litfiba, che tornano nella loro città per far ballare migliaia di persone il 2 marzo al Mandela Forum. Stesso posto, ma date diverse, per il grande ritorno, atteso da moltissimi, di Laura Pausini, che il 18 e19 marzo porterà le canzoni del suo neonato album sul palcoscenico dell’ex palasport. Il 22 Daniele Silvestri si esibirà sul palco più intimo del Viper Theatre, mentre chi lo sta aspettando da tempo sa già che Tiziano Ferro arriverà in città il 25 e 26 aprile per intonare i suoi ultimi succesi. Dulcis in fundo, il mattatore Crozza sbarcherà in città il 4 maggio per il suo spettacolo irriverente: l’appuntamento sarà ancora una volta al Mandela Forum.

cAlEndArio/3 Riparte la programmazione al teatro di corso Italia: classici affiancati a produzioni create ad hoc

Viaggio a Reims e Mago di Oz: la (ultima?) stagione al vecchio Comunale

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entre il nuovo Parco della Musica ha chiuso i battenti dopo dieci giorni dall’inaugurazione e in attesa che si trovino i finanziamenti per portare l’opera a compimento (vedi articolo a fianco), in quello che ormai è considerato il vecchio teatro del Maggio fervono i lavori per l’inizio della nuova stagione, che parte questo mese per terminare alla fine di novembre. Al contrario degli altri teatri, che fanno corrispondere l’inizio della stagione con gli ultimi mesi dell’anno, il Maggio già nel 2011 aveva inaugurato quella che ha tutti i presupposti per diventare una tradizione, ovvero che il calendario duri come l’anno solare. Si comincia il 18 con il Viaggio a Reims di Gioachino

Rossini, prima opera dell’anno (neanche tra le più conosciute del maestro), che terrà il palcoscenico occupato fino al 24. Subito dopo tocca al Lago dei cigni di Cajkovskij, all’inizio di febbraio, e alla classicissima Tosca di Giacomo Puccini, che verrà messa in scena l’ultima settimana del mese. Segue a ruota, a marzo, una nuova creazione di MaggioDanza, il balletto ShortTime (che verrà messo in scena al Teatro Goldoni) e Anna Bolena di Gaetano Donizetti. Nel mese delle rose si parte con il Festival del Maggio Musicale fiorentino che quest’anno dà fiato alle trombe con un’opera di Strauss, Il cavaliere della Rosa, dal 4 all’11 maggio, insieme al balletto i 4 temperamen-

ti. Poi il nuovo allestimento, realizzato appositamente in occasione della kermesse fiorentina e intitolato Il mandarino meraviglioso, il tutto intervallato da una serie di concerti con alcuni dei protagonisti del panorama internazionale. All’inizio della stagione estiva torna l’appuntamento con il Gala di danza in piazza della Signoria, poi sarà la volta di tre grandi classici: La Traviata di Verdi e le pucciniane Gianni Schicchi e Turandot, spalmate nel periodo che va da luglio a fine novembre. Nel frattempo, nel corso dell’estate fiorentina MaggioDanza offrirà un tributo ai Genesis dal Teatro delle Cascine, a cui /B.B. faranno seguito, nell’ordine, Sechs Tänze e Il mago di Oz.

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internet

Gennaio 2012

on line. Ecco le notizie e i personaggi maggiormente cercati lo scorso anno su www.ilreporter.it

Le parole più cliccate del 2011 fiorentino TEMPO LIBERO ED EVENTI, TUTTO SU

i PiÙ lETTi dEl MESE 1. Scioperi in arrivo: si fermano bus, tram e treni 2. Jovanotti: restano sospese le date dell’Ora Tour 3. Firenze assediata dallo smog: scatta il blocco del traffico 4. IL RITRATTO / Casseri, “intellettuale nero appassionato di fantasy” 5. Springsteen, al via la caccia al biglietto. E Madonna...

i VidEo PiÙ ViSTi 1. Spara ai senegalesi in piazza Dalmazia e San Lorenzo: due morti, poi si uccide 2. La rabbia della comunità senegalese: corteo e preghiera 3. Furgone sfonda il guard rail e precipita dall’autostrada 4. Pieraccioni in sala tra il pubblico: “Con Monti rideremo di meno” 5. E “re Renzi” incatena gli altri sindaci

ToP FiVE FoTo 1. A Novoli sbarca il colosso dei cinema: cinque sale e Fiorentina in 3D 2. Il Circo Nero torna a casa 3. Firenze si veste a festa, è già Natale: luminarie accese e mercatini 4. San Lorenzo il giorno dopo l’agguato: bancarelle “a lutto” 5. Florence Biennale, un’invasione di arte contemporanea in città

FIORENTINA, IL CALCIOMERCATO IN DIRETTA SU

MAXI-CANTIERI, AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE SU

L

e parole che fanno un anno. Anche se descrivere quello che accade nel corso di 365 giorni è sempre difficile, abbiamo provato a scoprire quali sono state le parole (e dunque i fatti e i personaggi) che hanno caratterizzato il 2011 fiorentino appena finito. In che modo? Ricercando quelle che sono state le parole più cliccate da voi lettori sul nostro sito, www.ilreporter. it, negli ultimi dodici mesi. Le notizie più cercate, i temi su cui avete voluto saperne di più. E le sorprese non sono certo mancate. Perché (forse a sorpresa, forse no, visto l’enorme eco che ha suscitato in città e non solo), sul gradino più alto del podio si è piazzato il “Jersey shore”. Ebbene sì, l’arrivo a Firenze dei cosiddetti “tamarri” di Mtv, ovvero dei protagonisti del seguitissimo reality show made in Usa, ha sbancato la concorrenza: sono stati tanti, tantissimi, a cercare su www. ilreporter.it notizie e aggiornamenti sulle “imprese” fiorentine di guidos e guidettes. Al secondo posto in questa speciale classifica troviamo il “digitale terrestre”: il passaggio alla “televisione del futuro”, avvenuto lo scorso

i

“tAMArri”

del

Jersey sHore,

ProtAgonisti del

novembre, ha messo (e non poco) in apprensione fiorentini e toscani, assetati di consigli e istruzioni per l’uso sullo switch off, cercati - come ormai consuetudine - su internet. Discorso simile per la terza parola più cliccata sul nostro sito nel 2011: “ticket sanitario”. Una rivoluzione, proprio come il digitale terrestre, per i cittadini tosca-

2011

Fiorentino

ni, che da fine agosto hanno dovuto adattarsi a questa novità in fatto di sanità. Scesi dal podio, le parole più ricercate su www.ilreporter.it sono state “sciopero” (per avere tutte le informazioni necessarie nelle diverse occasioni in cui gli autobus e i treni sono rimasti fermi e gli uffici chiusi), “miss Italia” (lo scorso anno il concorso si è

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tenuto per la prima volta in Toscana, a Montecatini Terme), “Fiorentina” (il tifo è sempre il tifo, nonostante le difficoltà delle ultime due stagioni), “Matteo Renzi” (il “cybersindaco”, decisamente a suo agio nel mondo di internet e dei social network), “Hard Rock Cafè” (un’altra delle grandi novità fiorentine del 2011) e “Mutu”, passato la scorsa estate al Cesena non senza rimpianti da parte dei tifosi. I personaggi di casa nostra più cercati, oltre al già menzionato Renzi, sono stati Vittoria Puccini (colpita tra l’altro da un grave lutto familiare) e Roberto Benigni. Questo, in sintesi, il 2011 fiorentino visto attraverso il nostro sito. E per quanto riguarda il 2012 non vi resta che continuare a cliccare su www.ilreporter.it, per cominciare a capire (e a decidere) quali saranno le parole e i personaggi protagonisti dell’anno appena iniziato.

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anno dovuto pazientare più del solito, quest’anno, gli amanti dello sci. Sull’Appennino toscano la neve si è fatta attendere. Il paesaggio che offriva l’Abetone in occasione del ponte dello scorso 8 dicembre era tutt’altro che invernale: niente neve, piste e impianti chiusi. Sciatori e snowbordisti sperano di rifarsi in questi primi mesi del 2012, contando sulla tendenza meteorologica che sembra ormai essersi affermata: stagioni “posticipate” e – è l’auspicio neve “a oltranza” anche sulle piste toscane. Su www.ilreporter.it si possono trovare “bollettino neve” e situazione meteo in diretta. Ma se la neve dovesse continuare a fare i capricci, o semplicemente per cambiare un po’ aria, sul nostro sito si può trovare anche una guida alle località sciistiche più economiche di tutta Europa. E qui le sorprese non mancano.


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focus

Gennaio 2012

il Racconto/1. Qualche ora al mercato con il fratello di uno dei ragazzi feriti nell’agguato

“C’è paura che possa accadere di nuovo” lA ScHEdA

Bara Mbenghe ha il suo banco a San lorenzo,

I dati di Palazzo Vecchio

La ‘’città straniera’’: tutti i numeri

in via Sant’Antonino, dal 1997, e proprio

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qui il killer ha sparato. “continuano a dirci che rubiamo il lavoro, come trent’anni fa” Carolina Natoli

A

BArA MBengHe

Al lAvoro Al suo BAnco

continuare a riportarlo con la mente a quel tragico 13 dicembre. Dopo venti minuti che sono qua mi offre un caffè. La gentilezza e l’umanità dei suoi gesti e delle sue parole si scontrano con il dolore che si legge nei suoi occhi. Le scene che ha vissuto non si cancelleranno mai dalla sua memoria. “C’è ancora un po’ di paura che possa accadere di nuovo. Commettere un omicidio a sfondo razzista è uno dei reati più gravi che ci possano essere nel 2011. Essere razzista è reato. Lo stato non lo identifica come tale, ma ci sono delle organizzazioni che sono state legalizzate e che fanno cortei e manifestazioni contro gli immigrati, e ciò per cui ‘protestano’ fa parte di un’ideologia che dovrebbe essere morta da decenni”. Quel martedì

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l mercato di San Lorenzo sono numerosissimi i banchi che ogni giorno offrono al pubblico la più ampia gamma di prodotti, dalla pelletteria a souvenir e bigiotteria, in una delle zone più cosmopolite della città. Uno di questi è di Bara Mbenghe, fratello di uno dei ragazzi feriti per mano dell’estremista di destra Gianluca Casseri proprio davanti al suo banco di via Sant’Antonino. Bara ha 50 anni ed è in Italia dal 1984. Dal 1997 ha il suo banco in via Sant’Antonino, con i due fratelli: vende gadget in legno provenienti dall’Africa e dall’Asia, cappellini, borse e magliette che richiamano lo stile “afro”. Anche lui per un po’ è stato venditore ambulante. Prima di arrivare a Firenze ha vissuto nelle Marche, ma ha preferito il capoluogo toscano per la maggior possibilità di trovare un lavoro stabile. Vive qui con la moglie e ha una figlia. “La mia bambina si trova molto bene con gli altri italiani a scuola – ci racconta Bara, con cui abbiamo trascorso qualche ora – perché i bambini sono naturali, siamo noi adulti che trasmettiamo loro pensieri negativi su chi ha la pelle di un colore diverso, e anche se un po’ chiusi i fiorentini sono molto gentili con noi, e sono molto più tranquilli di tanti altri italiani di altre zone”. Tutti i giorni monta il suo banchino, espone la merce e aspetta i clienti. Molti gli amici o i semplici conoscenti che si fermano a salutarlo e comprare qualcosa. Spesso salta il pranzo per dedicarsi all’attività, ma se si deve assentare il suo vicino, un ragazzo del Bangladesh, lo sostituisce. Sarebbe retorico chiedergli come sta e

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era seduto davanti al banco con il fratello e altri amici, per qualche chiacchiera in un momento di tranquillità. Squilla il telefono e Bara si allontana. In quegli istanti la tragedia: Casseri apre il fuoco e ferisce il fratello. “La situazione in cui viviamo è la stessa di trent’anni fa – spiega – continuano a dirci che ‘rubiamo il lavoro’, ma sono parole dettate dall’ignoranza e dall’egoismo”. Quella senegalese è una comunità molto unita, ma aperta e volenterosa di far parte del luogo in cui vive. Chiudo il taccuino, e Bara inizia a farmi delle domande sulla mia vita. “I percorsi più duri e difficili, come il mio, se fatti con questo – dice battendosi la mano sul petto, indicando il cuore – saranno i più belli”. Grazie Bara.

gni sette residenti all’ombra del David di Michelangelo, uno è di origine straniera. La maggior parte è rappresentata da rumeni, peruviani e albanesi, mentre la zona con la più alta concentrazione di cittadini immigrati è il centro storico. A Firenze sud vive invece il numero più basso di stranieri. I dati arrivano dall’ufficio statistica del Comune e prendono in considerazione i soggetti che risiedono regolarmente in Italia. Sulle oltre 373mila persone che abitano nel comune di Firenze, 53.275 provengono da oltre confine: il 14,25 per cento della popolazione totale. La comunità straniera più numerosa è quella romena (7.790 cittadini), seguita da peruviani (5.546), albanesi (5.463) e cinesi (4.261). Più limitata, invece, la presenza di senegalesi, 763, la maggior parte uomini (solo 112 sono donne). La zona con il maggior numero di immigrati è il nord ovest della città: nel quartiere 5, tra Rifredi, Novoli e Peretola, abitano oltre 17mila cittadini stranieri, ma in fatto di percentuali la “Firenze vecchia” batte tutti. Un quinto della popolazione del centro storico non è infatti di origine italiana, per un totale di 13.872 immigrati su un numero di residenti totale pari a 67.726 persone. L’area della città in cui l’immigrazione ha avuto il minor impatto, sia quantitativamente che a livello percentuale, è invece il quartiere 3, con 4.055 stranieri, pari al 9,9 per cento degli abitanti. Se si prende in considerazione l’intera Toscana, la provincia di Firenze è seconda solo a Prato per quanto riguarda l’incidenza degli stranieri, stando ai dati dell’ultimo rapporto Caritas-Migrantes: l’11,2 per cento della provincia gigliata, contro il 13,6 per cento dei “vicini” pratesi, dove è alta l’influenza della comunità cinese, una /G.C. delle più grandi d’Italia.

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focus

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il Racconto/2. A tu per tu con la comunità senegalese, dopo la doppia aggressione

Incubo razzista, la risposta di Firenze Un mese fa il blitz di Gianluca casseri, l’estremista di destra che ha fatto fuoco contro cinque persone. Ad armare la sua mano l’odio xenofobo Gianni Carpini

D

ue corpi esanimi sull’asfalto di piazza Dalmazia. Una mano armata dall’odio razziale. Dopo la rabbia della comunità senegalese e l’indignazione di una città intera, con 15mila persone sfilate in corteo, è tempo della riflessione. La morte di Mor e Modou ha lasciato una ferita aperta, ma il timore è che, passato il clamore dei fatti, la questione del razzismo strisciante (ri)cada nel dimenticatoio. “Abbiamo ricevuto una risposta molto positiva dalla città, non mi stancherò mai di ripeterlo – commenta Assan Kebe, vicepresidente della comunità senegalese – non vogliamo dare una connotazione razzista a Firenze, alla Toscana e all’Italia. In questo paese esiste però una propaganda politica incline alla discriminazione, che può far presa sui cittadini più fragili, insinuando il pregiudizio che tutti i mali, la crisi e la disoccupazione dipendano dagli immigrati”. Assan, 46 anni, ha passato metà della sua vita a Firenze. Nei momenti dopo il 13 dicembre, giorno del duplice agguato tra piazza Dalmazia e San Lorenzo, il suo telefono non ha smesso di suonare. La comunità senegalese, circa 760 persone in città secondo i dati ufficiali, oltre

mille se si prendono in considerazione anche gli irregolari, è presente a Firenze con una propria associazione dal 1988. Da allora molto è cambiato, nonostante negli ultimi anni stia emergendo un nuovo contesto. “Molte cose sono mutate con la crisi economica, che rende le persone più fragili e toglie certezze alle famiglie – continua Assan - tutto ciò genera una concorrenza tra i ‘diversi poveri’ e spesso l’immigrato diventa il capro espiatorio. Basta una parola, una scintilla per scatenare un incendio”. Il riferimento è alla vicenda di Torino, dove lo scorso dicembre la falsa notizia di uno stupro ai danni di una ragazzina ha scatenato una spedizione punitiva contro un campo rom. Pochi giorni dopo il gesto sanguinario di Gianluca Casseri, killer suicida vicino ad ambienti di estrema destra, che ha riportato in primo piano sentimenti xenofobi latenti. “È un segnale preoccupante. Vanno presi provvedimenti. Lo stesso linguaggio a volte è poco rispettoso. Perché i giornali, ad esempio, continuano a chiamarci vu’ cumprà? Parallelamente servono interventi in favore degli immigrati: viviamo e lavoriamo in questo Paese, contribuiamo al pil italiano e anche noi vogliamo fare dei progetti di

Fiori in PiAzzA

dAlMAziA,

vita”, dice Assan Kebe. Una richiesta concreta? Il diritto di voto per le amministrative. “Anche noi vorremmo decidere chi governa la città, anche noi ci preoccupiamo di come viene gestita Firenze, dei suoi problemi, dell’ambiente”. Intanto, è stato

di

Antonio retturA)

aperto un conto corrente, presso la Banca Etica, per raccogliere fondi in favore delle famiglie delle vittime e dei feriti. Ecco gli estremi per un contributo: Equobaleno gas in nome della cittadinanza solidale – IT 70 P 05018 02800 000000141080.

lina CalluPe Ass. comunità peruviana di Firenze

MarCo HuanG Associazione imprenditori cinesi

“Viviamo un linciaggio mediatico”

“Manca la voce degli immigrati”

“I giovani sono più integrati”

“La comunità peruviana è di per sé un po’ chiusa, ma stiamo lavorando anche insieme ad altre associazioni per l’integrazione. È un processo lento, ma che pian piano sta andando avanti. Servirebbe più impegno da parte delle istituzioni: da tre anni a questa parte, da quanto si è insediata la nuova amministrazione comunale, si parla poco di migranti e di multiculturalità. Il Consiglio degli stranieri è scomparso e con esso la voce degli immigrati, che invece sarebbe molto importante per una città come Firenze”

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IMAGO LAB

(Foto

Cristina istrate Ass. promozione sociale italia–romania

“Firenze è da sempre una città accogliente. Da due anni a questa parte, in seguito a una sorta di ‘linciaggio’ mediatico contro i cittadini rumeni, qualcosa è cambiato, c’è più discriminazione. Anche la nostra associazione ha avuto qualche minaccia e intimidazione. Per pochi episodi ci rimette l’intera comunità rumena, composta per la stragrande maggioranza da persone che lavorano e vivono secondo le regole. Servirebbero azioni per promuovere la multiculturalità, anche da parte del Comune”

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“Vivo qui da oltre vent’anni e ho affrontato tanti problemi e difficoltà nella relazione tra le famiglie cinesi e i fiorentini. Firenze è comunque una città che offre abbastanza servizi agli extracomunitari. Ovviamente di ‘stupidi’ per strada se ne trovano ancora, come succede un po’ ovunque. Noto che i giovani hanno molta comunicazione con i ragazzi fiorentini, mentre i cinesi di una certa età vivono un po’ di difficoltà per vari motivi: dalla conoscenza della lingua alla cultura, ma soprattutto per lo stile di vita”


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politica

Gennaio 2012

il Dibattito. Vanno avanti discussioni e prese di posizione sul futuro dello scalo di Peretola

Obliqua o parallela, il dilemma continua la collocazione della nuova pista

sulle varie soluzioni prospettate”. Levata di scudi, sulla questione, da parte del centrodestra: “La Lega Nord Toscana – sostiene Gianni Fava, commissario del Carroccio regionale – ha espresso a suo tempo parere negativo sulla variante al Pit che prevede il potenziamento dell’aeroporto di Peretola attraverso la costruzione di una pista parallela all’autostrada. Questo per evitare il pesante impatto ambientale che tale opera avrebbe sulla Piana fiorentina e su Prato”. Anche il Pdl sceglie la strada dell’attacco, e lo fa senza mezzi termini: “Sul potenziamento dell’aeroporto di Peretola – affermano all’unisono i consiglieri regionali azzurri – chiediamo una parola di verità. Una e una sola. La chiediamo alla giunta regionale, al presidente della Provincia di Firenze, ai sindaci della Piana e del capoluogo. Il tempo delle chiacchiere è finito, e come sostiene l’ex ministro per le infrastrutture Altero Matteoli le responsabilità del mancato sviluppo dello scalo fiorentino sono da addossare alle istituzioni locali. Peretola – concludono i consiglieri regionali del Pdl – così com’è non può competere, e coloro che governano Regione, Provincia e comuni interessati ne risponderanno ai cittadini e alle imprese”.

per il decollo e l’atterraggio degli aerei resta al centro dell’attenzione. renzi dice la sua, rossi attende il responso dell’Enac, le opposizioni attaccano Antonio Passanese

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ista obliqua o parallela? Questo è il problema. Se Amleto fosse vissuto nella Firenze dei nostri giorni chissà, forse anch’egli si sarebbe posto il dilemma. Ad aprire le danze ci pensa il sindaco di Firenze Matteo Renzi che – in un’intervista rilasciata al Corriere Fiorentino sulla collocazione del nuovo tracciato per il decollo e l’atterraggio dei velivoli all’aeroporto di Peretola – afferma: “La pista parallela è l’unica soluzione: se uno vuole fare il Parco della Piana, progetto che condivido, occorre collegarlo al Parco di Castello, non tagliare il rapporto tra Firenze e la Piana e complicare anche l’arrivo della tramvia al Polo di Sesto. L’obliqua ‘regala’ milioni di euro a Ligresti, a cui vanno espropriati i terreni, si avvicina al Polo scientifico di Sesto, al termovalorizzatore e costringe a tombare i laghetti”. E poi, rincara la dose il primo cittadino fiorentino, “il consiglio regionale decida: se c’è una soluzione tecnica efficace, siamo disposti anche a qualche sacrificio. Se invece c’è un monstrum tecnico che serve a fare contenti i politici, fermiamoci: ne abbiamo già uno, la pista attuale. Il Comune farà valere le sue prerogative. Non è una battaglia personale: se siamo tagliati fuori dal circuito aereo, siamo tagliati fuori dal futuro”. Anche AdF, la società per azioni che gestisce l’Amerigo Vespucci, è dalla parte di Renzi. Enrico Rossi, presidente della regione Toscana, invece ci va cauto e, prima di prendere posizioni, preferisce attendere il responso dell’Enac, “che dovrà dare un parere tecnico

SUl PAlco Ufficiale il passaggio che “chiude un cerchio storico e ha un forte valore simbolico”

Un teatro “della città nella città”: il Comune si prende la Pergola

I

l teatro della Pergola passa ufficialmente nei “possedimenti” del comune di Firenze. L’atto, siglato da Maria Francesca Lastrucci, dirigente della Direzione Patrimonio di Palazzo Vecchio, e da Stefano Lombardi, direttore della filiale Toscana e Umbria dell’Agenzia del Demanio, rappresenta, dopo l’ex carcere di San Gimignano, il secondo esempio, sempre in Toscana, di trasferimento di un bene di demanio storico artistico dallo Stato agli enti locali sulla base di un progetto di recupero e riqualificazione dell’immobile. “Questo passaggio assume

molteplici significati - sottolinea Marco Giorgetti, presidente della struttura – chiude un cerchio storico, in quanto più volte nel tempo il Comune è stato vicino ad assumere la proprietà del teatro, senza mai riuscirci. Ha un forte valore simbolico, in quanto sommandosi all’impegno gestionale condiviso con l’Ente Cassa di Risparmio nella creazione della Fondazione garantisce il futuro dell’attività, e rinsalda il ruolo della Pergola come teatro e punto d’incontro ‘della città nella città’. Evita il rischio, altrove verificatosi con altri teatri dell’ex Eti,

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che le strutture perdano l’impronta ‘pubblica’ della gestione, fondamentale nella proposta di un teatro che miri veramente alla crescita di società e cittadini”. In base a questo accordo, Palazzo Vecchio si impegna a mantenere la destinazione teatrale, sperimentando un nuovo modello gestionale ispirato a criteri imprenditoriali, con l’obiettivo di creare un Centro Internazionale di cultura teatrale che possa coniugare attività di formazione, valorizzazione delle lingue nazionali e archivio /A.P. bibliografico e audiovisivo.


politica

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il caso. Barducci non ci sta: “Nessun risparmio e disagi per la gente”

palazzo vecchio. Quanto dichiarano i politici

Province game over con SuperMario Redditi, i conti in tasca Ma Palazzo Medici alza le barricate a giunta e consiglieri U

Valentina Buti

A

ltro che Super Mario. Altro che “salva Italia”. Per le Province il governo tecnico guidato da Mario Monti significa “game over”. La manovra decisa dal nuovo esecutivo prevede infatti la loro abolizione per dare respiro alle casse dello Stato. Le Province vivranno fino allo scadere naturale del mandato, poi diventeranno enti secondari composti da dieci consiglieri eletti dai consigli comunali, che a loro volta nomineranno un presidente senza giunta. Le loro attuali funzioni, come la formazione o la gestione dell’edilizia scolastica, saranno spartite tra Regione e Comuni. Alla Provincia di Firenze si dirà addio nel 2014, ma il presidente Andrea Barducci, “deluso dal pasticcio combinato da Monti”, alza le barricate contro un provvedimento ritenuto “incostituzionale, che manda all’aria la pianificazione territoriale a scapito dei cittadini e non aiuterà a risparmiare”. Ma partiamo dall’inizio, ossia dai servizi e dai cittadini. Il bilancio provinciale già approvato dalla giunta dovrà essere rivisto e non potrà più contenere impegni oltre il 2012, pena il rischio di “assegnare dei lavori che poi non potremo fare perché non ci siamo più”, spiega Barducci. Qualche problema i cittadini potranno così trovarlo ben presto sulle strade, con cantieri che non partono o restano a metà, “come sulla Fi-Pi-Li, sulla Mezzana Perfetti Ricasoli o sulla circonvallazione di Bagno a Ripoli”. Oggi, inoltre, è Palazzo Medici Riccardi a gestire il piano interprovinciale dei rifiuti, a coordinare i piani regolatori territoriali, ad assegnare il servizio di trasporto pubblico alle aziende. Tocca alla Provincia pensare alla

Ecco cosa potrà cambiare per i servizi dopo la loro abolizione, dalle scuole a rifiuti e lavoro formazione, aprire ogni giorno i Centri per l’impiego (frequentati ogni anno da 24mila persone in cerca di lavoro) e provvedere all’edilizia scolastica di medie e superiori. Queste competenze, abolite le Province, saranno smistate tra Regione e Comuni. Un passaggio che per Barducci metterà in ginocchio “la pianificazione dei servizi e la loro efficienza”, perché “la Regione è un organismo legislativo non abituato al piano della gestione e i Comuni hanno un raggio d’azione ristretto”. La sua speranza è che la Regione ricorra alla Consulta contro

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il Presidente dellA

ProvinciA AndreA BArducci

“l’incostituzionalità” del provvedimento del governo. E che questa fermi lo “strappo democratico” provocato dall’abolizione per decreto di assemblee elette a suffragio universale. “Una cosa che si faceva 70 anni fa...”, tuona il presidente. Oltre che alla Carta, Barducci si appella alla calcolatrice. La Provincia costa oggi allo Stato un milione e 860mila euro tra giunta e consiglio (65 milioni in totale a livello nazionale). Grava sulle spese correnti per lo 0,62% e quindi abolirla, per Barducci, comporterà “un risparmio irrisorio” che non risolverà il problema dei costi della politica. Per risparmiare davvero si sarebbe potuta seguire “la via delle Province metropolitane, che la Toscana avanza da anni”. Oppure tagliare “rami secchi più dispendiosi” come gli Ato, i Consorzi di bonifica, gli uffici distaccati dei ministeri e “perfino le prefetture che non si sa a cosa servano”, elenca Barducci. Beffa delle beffe, il numero uno di Palazzo Medici Riccardi prevede che, alla fine dei conti, azzerando le Province lo Stato ci rimetterà. In primo luogo a causa della ricollocazione del personale dipendente – novecento lavoratori – che in parte sarà trasferito in Regione con contratti più cari del 20 per cento. E poi a causa degli undici miliardi di mutui accesi per le opere pubbliche dalle Province di tutta Italia. “Che qualcuno, ossia lo Stato, dovrà pur estinguere”, avverte il presidente.

INCREDIBILE:

n occhio “indiscreto” si aggira dalle parti di Palazzo Vecchio, sbirciando nelle tasche di giunta e consiglieri. È il Grande Fratello dello Stato, che obbliga i quarantasette eletti del Salone dei Duecento, sindaco e assessori, a rendere pubblici i redditi contenuti nelle loro dichiarazioni annuali con la legge sulla trasparenza. Così, viene fuori che il Paperon de’ Paperoni fiorentino è Giovanni Galli, capogruppo dell’omonima lista civica: l’ex portierone viola, oggi volto delle trasmissioni sportive di Mediaset, è in testa al “redditometro” comunale, con 302.689 euro di imponibile lordo dichiarati nel 2010. La più “povera”, invece, è Lucia Matteuzzi del Pd: ultima arrivata in Consiglio, dichiara solo 1.197 euro. Dietro a Galli, sul secondo gradino del

Il Paperon de’ Paperoni fiorentino è Giovanni Galli podio c’è Valdo Spini, della lista Spini, con 176.972 euro, seguito dalla ginecologa Claudia Livi del Pd con 165mila euro. Se l’ex numero uno viola non ha rivali e surclassa anche il sindaco, che si ferma a 109mila euro, tutti i consiglieri della sua lista hanno sembrano avere di che sorridere. Antonio Giambanco, Massimo Sabatini e Alberto Locchi si piazzano nella top ten dei “ricconi” di Palazzo Vecchio, con redditi tra i 108mila e i 79mila euro. Ma non se la passa male nemmeno la prof Ornella De Zordo, di Perunaltracittà, con un gruzzolo da 88mila euro. Il più ricco di Fli è Riccardo Sarra, con 79mila euro. Nel Pdl spicca il

giornalista sportivo Mario Tenerani, con 71mila euro di tesoretto, mentre il capogruppo Marco Stella sta sui 34mila. Quello democratico, l’avvocato Francesco Bonifazi, dichiara quasi 46mila euro, Eugenio Giani poco meno di 63mila. L’imprenditore tessile Mario Razzanelli della Lega Nord, dai 99mila euro dichiarati nel 2009, scende ora a 48mila. Più giovani e squattrinati, coprono le retrovie della classifica Tommaso Grassi di Sinistra e cittadinanza con 19mila euro, Francesco Torselli (Pdl) e Cecilia Pezza (Pd) con 17mila, e Jacopo Cellai (Pdl), con 16mila. Dichiarano solo o quasi i gettoni di presenza da 92 euro a seduta racimolati tra consiglio e commissioni, che in tutto costano al Comune circa 700mila euro l’anno. Passando alla giunta, la più ricca è Elisabetta Meucci, con 115.379 euro di imponibile lordo annuo. Il primo cittadino Renzi la segue con 109.573 euro, mentre il suo vice Dario Nardella dichiara 69.445 euro. L’assessore alla mobilità, Massimo Mattei, lo sorpassa con 81mila. Ultima in questa speciale classifica l’assessore all’istruzione Rosa Maria Di Giorgi, con 59mila /Nat.Bin. euro.

8 CM DI PUNTO VITA, 2 TAGLIE IN MENO IN SOLE 4 SETTIMANE

LA RIVOLUZIONE DEL DIMAGRIMENTO LOCALIZZATO

Anche a Firenze il nuovo metodo scientifico che ha stupito l’Europa Firenze- Il problema per molti non è dimagrire, ma farlo nei punti giusti. Sempre più donne e uomini dimostrano di non temere gli eventuali sacrifici necessari per perdere peso, essendo ormai consapevoli dello stretto rapporto che lega la forma fisica allo stato di salute. Gettare alle ortiche le cattive, vecchie abitudini - come una dieta ricca di grassi e una vita sedentaria - non è dunque considerato il passo più difficile, come un tempo. La vera prova del fuoco è snellire dove serve, senza dover privare la silhouette e il viso delle caratteristiche che individuano un corpo cosiddetto “ben scolpito”. Spesso, invece, il dimagrimento si accompagna ad una perdita diffusa di tonicità ed elasticità, lasciando qualche rimpianto e andando così a minare la volontà individuale di continuare a mantenersi in forma. Finalmente anche nella nostra città arriva un metodo specifico e rivoluzionario per il dimagrimento localizzato, l’ideale per intervenire dove è realmente necessario. Il metodo è stato testato scientificamente con un bre-

vetto europeo denominato “Airpressure Bodyforming” UEEP2020 979 presso l’istituto austriaco IMBS (Istituto Consulenza Medicina dello Sport). In tutta Europa, già nel 2010, oltre 250.000 persone hanno ottenuto risultati eccezionali, in oltre 850 strutture esclusiviste distribuite sul territorio comunitario. Presso il centro Victoria Beauty, esclusivista di zona, sono stati confermati gli eccezionali risultati e 117 persone residenti nella nostra città hanno testato il metodo: 8,8 cm di riduzione media sull’addome, circa 2 taglie e 3 buchi di cintura in meno in sole 4 settimane. Il metodo di lavoro è semplice e alla portata di tutti e si sviluppa con soli 30/40 minuti di trattamenti, 3 volte alla settimana, utilizzando una speciale fascia e il pantaloncino. Il sistema, abbinato ad altre importanti tecnologie come pressoterapia, stimolazioni biodinamiche ed altri macchinari e strategie permette di raggiungere degli obiettivi personalizzati “SU MISURA”, il tutto supportato dal circuito specifico del centro Victoria Beauty di Via Boccaccio 38, specializzato in trattamenti estetici di wellness e relax. Presso Victoria Beauty vengono infatti effettuati tutti i trattamenti estetici ed un esclusivo metodo di ELIMINAZIONE DEFINITIVA DELLE SMAGLIATURE. Un team di specialisti del settore si occupa dell’equilibrio psicofisico a 360°, garantendo numerosi servizi volti al raggiungimento di uno stile di vita salutare, Victoria Beauty interamente nel segno del benessere, facendo sì che all’apparenza corrisponda davvero la sostanza.

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speciale

Gennaio 2012

l’iniziativa. Per avviare l’iter parlamentare per l’introduzione della legge servivano 50mila firme

Omicidio stradale, obiettivo raggiunto

L’

obiettivo è stato raggiunto con un mese di anticipo e il tetto delle firme necessarie è stato superato: quelle raccolte sono circa 53mila, ne bastavano cinquantamila. Era questa la quota sufficiente per avviare l’iter parlamentare della proposta di legge per introdurre il reato di omicidio stradale, che mira a inasprire le pene per chi guida sotto l’effetto di alcol e droga. L’iniziativa è stata portata avanti dall’associazione Lorenzo Guarnieri, fondata dai genitori del giovane che perse la vita in un drammatico incidente stradale. Il Reporter da tempo si è schierato a fianco dell’associazione, ed è bello che questa pagina ospiti finalmente la buona notizia del traguardo raggiunto. Le firme sono arrivate da tutta Italia, nessuna provincia esclusa, e ce ne sono anche 280 arrivate da italiani residenti all’estero (Usa, Canada, Europa, Cina). Chiaramente Firenze e provincia fanno la parte del leone, con undicimila firme (20 per cento del totale). Seguono le città di Roma con 3.322 firme (6%), Milano con 2.781 (5%), Torino con 2.677 (5%), Palermo con 1.936 (4%), e le province di Latina con 1.852 sottoscrizioni (3%), Alessandria con 1.474 (2%), Livorno con 1.267 (2%) e Brindisi con 1.117 (2%). Nel dettaglio, la proposta di legge vuol introdurre la fattispecie di “omicidio stradale” per chi uccide guidando sotto l’effetto di alcol e droghe. Le pene passerebbero dai 3-10 anni attualmente previsti a un minimo di 8 e a un massimo di 18 anni. La proposta di legge prevede inoltre l’arresto in flagranza di reato e “l’ergastolo della patente”: a chi guida sotto l’effetto di alcol o droga sarà tolta definitivamente la patente dopo un omicidio. Al momento, invece, è prevista solo la revoca temporanea del permesso di

guida e nessuna misura cautelare. Le firme sono state consegnate al sindaco di Firenze Matteo Renzi lo scorso dicembre, in occasione della festa organizzata all’Obihall per festeggiare il compleanno dell’associazione. E, negli stessi giorni, è arrivata anche un’altra buona notizia, ovvero lo stanziamento da parte del Comune di 500mila euro destinati in parte a interventi di miglioramento della sicurezza stradale. Tra quelli approvati dalla giunta di Palazzo Vecchio ce ne sono alcuni rientranti nel progetto David, curato dall’associazione. Nella delibera recentemente approvata si prevede, tra l’altro, l’installazione di paline semaforiche lungo la direttrice viale Lavagnini-viale Matteotti-piazzale Donatello-piazza Beccaria, in modo da poter comunicare ai veicoli in transito sia la presenza della cosiddetta “onda verde semaforica” sia la velocità consigliata per poter trovare verdi i semafori presenti nel percorso. E ancora, la messa in sicurezza dell’attraversamento pedonale in via Reginaldo Giuliani subito dopo l’incrocio con via Crocetta e via Pontormo: in questo caso, per evitare la sosta selvaggia delle auto che impedisce ai veicoli in arrivo di vedere i pedoni, è stato deciso di allargare il marciapiede e di proteggerlo con una serie di elementi parapedonali. E il lavoro dell’associazione, adesso che le firme sono state raccolte, va avanti, e si concentra proprio sul progetto David. In attesa che la legge diventi realtà.

il traguardo è stato centrato con un mese di anticipo rispetto al “programma”, e il tetto delle sottoscrizioni necessarie è stato superato. Grande soddisfazione da parte dei genitori di lorenzo Guarnieri. ora si lavora al progetto david


Argiano Bargino Calcinaia Calzaiolo Campòli Castelbonsi Cerbaia Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe Sant’Andrea in Percussina Sant’Andrea a Luiano Ponte di Gabbiano Talente Quattrostrade Valigondoli Argiano Bargino Calcinaia Calzaiolo Campòli Castelbonsi Cerbaia Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe Sant’Andrea in Percussina Sant’Andrea a Luiano Ponte di Gabbiano Talente Quattrostrade Valigondoli Argiano Bargino Calcinaia Calzaiolo Campòli Castelbonsi Cerbaia Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe Sant’Andrea in Percussina Sant’Andrea a Luiano Ponte di Gabbiano Talente Quattrostrade Valigondoli Argiano Bargino Calcinaia Calzaiolo Campòli Castelbonsi Cerbaia San Casciano in Val di Pesa Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe Sant’Andrea in Percussina Sant’Andrea a Luiano Ponte di Gabbiano Talente Quattrostrade Valigondoli Argiano Bargino Calcinaia Calzaiolo Campòli Castelbonsi Cerbaia Chiesanuova Cigliano Fabbrica Periodico comunale Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Gennaio 2012 Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe Sant’Andrea in Percussina Sant’Andrea a Luiano Ponte di Gabbiano Talente Quattrostrade Valigondoli Argiano Bargino Calcinaia Calzaiolo Campòli Castelbonsi Cerbaia Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe Sant’Andrea in Percussina Sant’Andrea a Luiano Ponte di Gabbiano Talente Quattrostrade Valigondoli Argiano Bargino Calcinaia Calzaiolo Campòli Castelbonsi Cerbaia Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe Sant’Andrea in Percussina Sant’Andrea a Luiano Ponte di Gabbiano Talente Quattrostrade Valigondoli Argiano Bargino Calcinaia Calzaiolo òli

Vita in Comune

ANNO V n. 1 Periodico dell’amministrazione comunale di San Casciano in Val di Pesa iscritto nel Registro Giornali e Periodici del Tribunale di Firenze n. 5631 in data 26.01.2008

Festa ecosostenibile per l’inaugurazione della centrale a biomasse

Ambiente, il calore del cippato

In caso di neve: regole, consigli, informazioni Sgombero neve:

Il sindaco Pescini al taglio del nastro dell’impianto di Cerbaia

Dagli scarti agricoli e forestali del territorio riscaldamento e acqua calda per i bambini della primaria e dell’infanzia e i volontari del centro socio-culturale di Cerbaia. Grazie all’impianto che è stato inaugurato alcune settimane fa le tre strutture pubbliche, situate in via Napoli, si riscaldano nel pieno rispetto dell’ambiente. Il sindaco Massimiliano Pescini, affiancato dagli assessori Roberto Ciappi (Lavori Pubblici) e Carlo Savi (Ambiente) e dall’assessore provinciale all’Ambiente Renzo Crescioli, ha inaugurato la nuova centrale termica a biomasse. Caratterizzato da un sistema virtuoso di filiera corta, l’impianto è destinato a riscaldare i plessi scolastici e il centro sociale di Cerbaia utilizzando scarti derivanti dalla potatura degli olivi, delle viti, dei frutteti e dalla pulitura dei boschi e dei torrenti del territorio. Al taglio del nastro erano presenti un centinaio di bambini accompagnati dai genitori e dalle insegnanti della scuola primaria e per l’infanzia di

In questo numero Addio ai cassonetti...

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Prosa e danza al Niccolini...

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La parola ai consiglieri...

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Il Comune in rete www.comune.san-casciano-val-di-pesa.fi.it

Cerbaia. A loro il Comune ha dedicato, in occasione della inaugurazione, una festa con laboratori e giocolerie incentrati sul tema del riciclo negli spazi del centro sociale. Costato circa 250mila euro, di cui oltre 100mila euro finanziati da contributi regionali, l’investimento permetterà al Comune di risparmiare circa 3mila euro l'anno. L’elemento centrale dell’impianto è costituito da una caldaia a biomassa di potenzialità termica di 348 Kw per la produzione di acqua calda alla temperatura di 95° con una pressione di 2 bar. Il cippato viene bruciato in una camera di combustione. I lavori sono stati eseguiti dalla ditta Uniconfort S.r.l. “L’impianto commenta il sindaco Pescini - si pone l’obiettivo di attivare un percorso virtuoso sul piano ambientale ed economico. La caldaia ricorre all’utilizzo di energia sostenibile e la traduce in una fonte preziosa funzionale all’autonomia e all’efficienza energetica di tre edifici pubblici presenti nella frazione”.

Editoriale Cari cittadini, l’intervento che abbiamo realizzato mette in atto una filosofia che aderisce perfettamente alla linea politica che ispira il progetto: dal rispetto e dalla cura del singolo cittadino al modello di tutela ambientale perseguito da un’intera comunità. Una risorsa locale che, oltre a preservare l’ambiente e il patrimonio arboreo che caratterizza la nostra area, riscalda e produce acqua calda in favore di quelli che sono i luoghi in cui la collettività si forma sotto il profilo educativo, culturale e sociale. I vantaggi sono di ampia portata: da un lato la riduzione dei consumi ed un impatto locale di CO2 pari a zero, dall’altro il risparmio di circa 3mila euro l’anno per il bilancio comunale. Questi i benefici offerti dalla natura della nostra terra, maestra nell’invenzione del riciclo, abituata a ‘dare’ a chi la rispetta e a rinascere ogni volta in forme diverse”. Roberto Ciappi, assessore ai Lavori Pubblici Carlo Savi, assessore all’Ambiente

I proprietari, gli amministratori o i conduttori di edifici a qualunque scopo destinati, durante o a seguito di nevicate hanno l’obbligo, al fine di tutelare la incolumità delle persone, di sgomberare dalla neve e dal ghiaccio i tratti di marciapiede ed i passaggi pedonali prospicienti l’ingresso degli edifici e dei negozi o provvedere con idoneo materiale ad eliminare il pericolo. La neve spalata va accumulata ai lati del passo carraio e non buttata in mezzo alla strada per non rendere vano il lavoro di pulizia. E' bene acquistare sale nei supermercati o nei consorzi agrari e munirsi di pale per sgomberare le proprie aree private. Può essere utile munirsi di pale e di scorte di sale da acquistare presso supermercati e consorzi agrari.

Circolazione stradale: E’ consigliabile utilizzare la propria automobile solo in caso di assoluta necessità tenendo ben presente alcuni accorgimenti: - moderare la velocità e mantenere le distanze di sicurezza; - non avventurarsi su percorsi innevati con pneumatici lisci o non adatti; - utilizzare le catene se è necessario.

E’ utile sapere... Il sale può essere usato per intervenire su formazioni di ghiaccio di limitato spessore. Quindi in caso di forti nevicate è necessario togliere la neve quasi completamente e spargere il sale sul ghiaccio rimasto. Si suggerisce di segnalare eventuali situazioni di criticità della viabilità e pericolo imminente telefonando ai numeri previsti).

Numeri utili: Urp: 055 8256224 (in orario di ufficio) Polizia municipale: 055 820325 Protezione civile La Racchetta: 055 8228272 Misericordia di San Casciano: 055 820023 Misericordia di Mercatale: 055 821055 Soccorso stradale ACI 24 h: 348 3206621 Vigili del Fuoco 115, Carabinieri 112, Polizia 113, Emergenza sanitaria 118.


e tutelaArgiano Bargino Calcinaia Calzaiolo Campòli Castelbonsi Cerbaia Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe Sant’Andrea in Percussina Sant’Andrea a Luiano Ponte di Gabbiano Talente Quattrostrade Valigondoli Argiano Barginal o Calcinaia Calzaiolo Campòli Castelbonsi Cerbaia Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Vita in Comune Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe Sant’Andrea in Percussina Sant’Andrea a Luiano Ponte di Gabbiano Talente Quattrostrade Valigondoli Argiano Bargino Calcinaia Calzaiolo Campòli Gennaio 2012 Castelbonsi Cerbaia Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe Sant’Andrea in Percussina Sant’Andrea a Luiano Ponte di Gabbiano Talente Quattrostrade Cerbaia Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe

Porta a porta sempre più diffuso

Seicento utenze ricorreranno ai sacchetti dei rifiuti collocati davanti alle abitazioni

Addio ai cassonetti: il porta a porta arriva anche a Cerbaia Cassonetti, addio! Dalla fine di gennaio anche a Cerbaia non se ne vedrà più uno. Saranno sostituiti dai sacchetti del porta a porta. Già attivo nel centro storico e nell’area Stianti del capoluogo, il servizio di raccolta e conferimento rifiuti introdurrà in una delle principali frazioni del territorio una nuova modalità di differenziare i rifiuti utilizzando gli appositi contenitori esposti nei pressi delle abitazioni. Sono circa seicento le utenze della località che saranno servite dal porta a porta, novità presentata dall’amministrazione comunale in occasione di un incontro de “I lunedì della Giunta”, il tour che ha visto sindaco e assessori confrontarsi con i cittadini sulle problematiche e sulle questioni che interessano le frazioni. L’assessore all’Ambiente Carlo Savi ha illustrato ad un centinaio di abitanti le caratteristiche del servizio ponendo l’accento sull’importanza di effettuare una selezione corretta del rifiuto. “Con l’attivazione del servizio porta a porta a Cerbaia – ha dichiarato l’assessore - puntiamo ad innalzare la quota della raccolta differenziata che ad oggi si attesta al 52 per cento; in due anni abbiamo fatto passi da gigante: siamo passati dal 42 per cento nel 2009 al 52 per cento nel 2011, dieci punti in più grazie al corretto conferimento della differenziata operato dai cittadini e del porta a porta attivato nel centro storico e nell’area Stianti che ha contribuito sensibilmente all’aumento della quota, una percentuale che contiamo di innalzare di due punti ulteriori con l’estensione del servizio a Cerbaia”. Il servizio di raccolta sarà effettuato nella fascia serale: il passaggio degli operatori Safi-Quadrifoglio è previsto dalle 20,30 alle 21,30 secondo il calendario elabora-

to dal gestore del servizio che indica giorno e rifiuto prossimità, una modalità quest’ultima che sta dando Alcuni volontari impegnati a ripulire il Piazzone corrispondente da esporre davanti al numero civico. i suoi buoni frutti nelle località in cui è stato attivato: A diffondere alla popolazione il materiale informati- San Pancrazio, Santa Cristina, Bargino e zona collivo, i sacchetti e il prospetto della settimana saranno nare del lato sud del Comune”. alcuni volontari del centro socio-culturale di L’amministrazione comunale ha organizzato un Cerbaia. I sacchetti dureranno tre nuovo incontro per illustrare i mesi circa e, una volta esauriti, dettagli delle nuove modalità di potranno essere ritirati presso il raccolta dei rifiuti. L’assemblea Centro socio-culturale (via Napoli). si terrà giovedì 19 gennaio alle “Il servizio di porta a porta che ore 21,30 presso il Centro socioparte a Cerbaia – conclude l’assesculturale di Cerbaia e prevede la sore – è il tassello di un programma partecipazione dell’assessore più ampio che abbraccia tutto il Savi e di un operatore SafiComune, un percorso che abbiamo Quadrifoglio. avviato da alcuni anni introducenInfo: Ufficio Ambiente 055 do sia il porta a porta in alcune aree L’assessore Carlo Savi 8256339, s.agazzi@comune.sandel capoluogo sia i bidoncini di casciano-val-di-pesa.fi.it.

Apposta una targa commemorativa sulla facciata del palazzo comunale

Una targa dedicata agli eroi garibaldini di San Casciano

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Una storia particolare nella grande storia. Anche San Casciano diede il suo contributo a quel grande evento che iniziò nel 1848 e si concluse con il plebiscito del 1860. Furono 36 i sancascianesi che partirono volontari per unirsi a Garibaldi e all’esercito piemontese e partecipare alla Spedizione dei Mille. Tra questi si distinsero Giuseppe Dolfi (1818-1869) e Torello Bartalesi (1827-1907). Nell’anno del centocinquantesimo anniversario dalla proclamazione dell’Unità d’Italia il Comune di San Casciano dedica agli eroi garibaldini di San Casciano una targa commemorativa sulla facciata del palazzo comunale. La targa è stata scoperta il mese scorso alla presenza del sindaco Massimiliano Pescini, dell’assessore alla Cultura Chiara Molducci e del Presidente del Consiglio Comunale Gianni Mazzei (in foto). “E’ stato l’ex sindaco Remo Ciapetti – dichiara l’assessore Molducci - a proporre al Comune la realizzazione di una lapide commemorativa da dedicare agli eroi garibaldini, un progetto che abbiamo accolto e che nel suo percorso ha coinvolto lo storico Francesco Fusi che si è adoperato, attraverso un accurato

lavoro di ricerca, per individuare i cittadini sancascianesi che svolsero ruoli di primo piano nei fatti e negli episodi che caratterizzarono la storia risorgimentale, vorrei segnalare anche l’interesse da parte dei nostri studenti ed in particolare l’attività tradotta in un video realizzato dagli insegnanti e dagli allievi d e l l a s c u o l a s e c o n d a r i a di primo grado “Ippolito Nievo” che descrive e ripercorre le vicende degli eroi garibaldini di San Casciano”. Giuseppe Dolfi, sancascianese di adozione, di professione fornaio, amico di Garibaldi e Mazzini, fu tra gli artefici che il 27 aprile 1859 costrinsero il granduca di Toscana Leopoldo II di Lorena a lasciare il trono di Toscana. Torello Bartalesi, arruolatosi volontario nel 1848, fece tutta la carriera militare partecipando a numerose imprese, tornò nel 1894 col grado di colonnello. San Casciano nel 1840 contava poco più di 11mila abitanti. Quando, tra l’11 e il 12 marzo 1860, si svolse il plebiscito per l’Unità d'Italia, gli aventi diritto al voto erano 3468 e votarono in 1997. Si espressero a favore dell’Unità d'Italia il 90,93 per cento.


Argiano Bargino Calcinaia Calzaiolo Campòli Castelbonsi Cerbaia Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe Sant’Andrea in Percussina Sant’Andrea a Luiano Ponte di Gabbiano Talente Quattrostrade Valigondoli Argiano Bargino Calcinaia Calzaiolo Campòlioltre Castelbonsi Cerbaia Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Vita in Comune Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe Sant’Andrea in Percussina Sant’Andrea a Luiano Ponte di Gabbiano Talente Quattrostrade Valigondoli Argiano Bargino Calcinaia Calzaiolo Campòli Gennaio 2012Montepaldi Castelbonsi Cerbaia Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Montefiridolfi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe Sant’Andrea in Percussina Sant’Andrea a Luiano Ponte di Gabbiano Talente Quattrostrade Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe Sant’Andrea in

Teatro, danza canto, cartoline

Grandi eventi al Niccolini, Il sole del brigante di Alfonso Santagata e Aesthetica di Kaos Balletto Prosa e danza si mescolano nella programmazione di gennaio allestita per il Teatro Niccolini dal Comune di San Casciano e Fondazione Toscana Spettacolo. Il 12 gennaio il noto regista pugliese e la sua inseparabile compagnia Katzenmacher saranno di scena con “Il sole del brigante”, interpretato dallo stesso Santagata e Massimiliano Poli. “Sono anni che ricerco e raccolgo materiali sul brigantaggio - spiega Santagata - e potrei continuare ancora per anni senza riuscire a finire, data l’enorme quantità di documentazione su queste figure. Ho scelto di occuparmi dei tre confini tra Basilicata, Campania e Puglia, poiché hanno rappresentato per i briganti un triangolo di facile sconfinamento per agguati, fughe e rifugi. Solo nel periodo che va dal 1860 al 1866 su questo triangolo territoriale si contano migliaia di briganti, che vivono alla macchia passando velocemente da una regione all’altra. Se dovessi indicare in quale percorso inserire queste storie sui briganti, penso alle tentazioni di un mondo che voglio attraversare per cogliere qualcosa che mi appartiene. Le figure di questa scelta artistica estrema comunicano crudeltà e poesia: una complessità lontana dalla fascinazione romantica e dal giudizio cinico e negativo”. Il 26 gennaio Kaos Balletto Firenze propone “Aesthetica la bellezza è in

movimento Amore+Psiche, Storia Rom-antica, Sum Te”. Con queste tre coreografie lo scopo è quello di generare bellezza cercando “il bello” da punti di vista differenti, trovando così altre vie per raggiungere forme ed emozioni esteticamente appaganti. In Amore+Psiche, tratto dalla favola greca di Apuleio, si descrive un amore tormentato tra l’etereo mondo divino e il carnale mondo umano. Gelosia, passione, invidia e sentimento travolgeranno il pubblico in questa antica storia riportata ai nostri giorni. In Storia Rom-Antica, la musica klezmer, in cui palpita non solo l’identità culturale yiddish, ma anche il frazionamento e la compenetrazione tra le popolazioni slave, è sorgente ispiratrice per un percorso coreografico che si Alfonso Santagata focalizza sul popolo gitano. Con i suoi codici, i suoi “spigoli” e le sue gerarchie, quasi un’unica, grande famiglia. Infine Sum Te descrive quando l’essere umano chiuso in un egoismo ancestrale non è più capace di percepire il prossimo come qualcosa di necessario al suo stesso benessere e perde così la reale possibilità di un benessere più profondo, che include chi gli è vicino nella percezione di “se”. Inizio spettacoli: ore 21,30. Info: ufficio del Teatro 055 8256388 segreteria@teatroniccolini.

Musica corale e letteratura ‘epistolare’, viaggio nel tempo con le canzoni e le cartoline di una volta “Anni mitici” è lo spettacolo che il Circolo Acli di San Casciano propone al Cinema Teatro Everest domenica 22 gennaio alle ore 16,30 con la partecipazione del Piccolo Coro Melograno. Si tratta di un viaggio attraverso alcune delle più famose canzoni degli ultimi cinquant’anni. Un modo per raccontare, attraverso le voci dei bambini di oggi, un pezzo importante della storia e del costume italiano. Dalla arcaica “visione” multietnica dell'Italia degli anni ‘50 agli anni del boom economico e della spensieratezza, la nascita della canzone d'autore, la televisione con i suoi sceneggiati e soprattutto i cartoni animati. Il coro prevede un organico di 50 bambini di età compresa tra i 6 ed i 13 anni. I bambini, ammessi dopo una selezione attitudinale, provengono non solo da tutta la Provincia di Firenze, ma anche dalle province limitrofe di Pistoia, Prato, Siena. Ingresso: 5 euro. Altro evento da mettere in agenda è “La Piccolo Coro Melograno pianella perduta sulla neve” che torna a grande richiesta venerdì 27, sabato 28 alle ore 21,15 e domenica 29 alle ore 16,30. Sono aperte le prevendite presso la biglietteria del Cinema Teatro Everest. Il ricavato della serata del 27 gennaio sarà devoluto a favore dell'iniziativa “Teatro per il Teatro”. Info: 055 8290345, info@cinemateatroeverest.it.

“Mandami una cartolina. Cartoline illustrate di San Casciano in Val di Pesa. 1895-1965”, edito dal Circolo La Volta, è il volume che è stato presentato qualche mese fa presso l’Auditorium di ChiantiBanca. A un pubblico di oltre duecento persone Federico Marini, uno dei promotori dell’iniziativa, ha illustrato il percorso di realizzazione del libro che ha visto protagonisti i collezionisti delle cartoline postali che hanno messo a disposizione il loro materiale. Il volume è curato da Roberto Cacciatori che ha provveduto a selezionare le immagini e r e a l i z z a r e i testi di accompagnamento. Il ricavato del libro sarà devoluto in favore dell’Associazione “Per Crescere Insieme”, impegnata in un progetto che mira alla realizzazione di un centro diurno per diversamente abili: la “Casa del Sorriso” a Cerbaia. Il libro ha già venduto 500 copie raccogliendo fondi per circa 9mila euro. Presentazione del volume “Mandami una cartolina” può essere acquistato presso diverse edicole presenti sul territorio: Guidetti (piazza Zannoni), Carlo Lotti (via Roma) e l’edicola di Cerbaia. I collezionisti sono Mario Peruzzi, Ado Nencioni, Mario Signorini, Antonio Bacci, Paolo Bacci, Giampiero Guarducci, Giorgio Manetti, eredi di Orazio Duchi, in sua memoria.

In Comune un punto di incontro gestito da cittadini italiani e stranieri “Cittadini Insieme” apre un punto di incontro nei locali comunali di via della Volta. Dal 1 gennaio è attivo ogni primo (ore 10-12) e terzo (ore 17,3019) giovedì del mese. I quindici cittadini italiani e stranieri che fanno parte del “Forum permanente per l'integrazione” informano sui servizi presenti sul territorio e si confrontano con i cittadini su questioni, temi, esperienze, proposte relativi a immigrazione e coesione sociale (documenti, casa, lavoro, scuola, salute). I componenti sono Miriam Fiorentini, Teresa Leo, Conxita Claur, Malick Kebe, Cristina Condurache, Mohamed

Ouldkebia, Nour Elhouda Belhaidas, Silvana di Costanzo, Veronica Duque, Giampaolo Ciuffi, Anna Maria Vermigli, Nadir Mina, Toure Kinatibi, Mansoouri El Moustafa, Lucia Berghi, Papa Falldiop. Diverse le provenienze straniere: alcuni sono originari del Marocco, Algeria, Costa d'Avorio, Tunisia, Senegal, altri provengono dalla Romania, dalla Spagna, dal Cile e dal Portogallo. Due terzi è composto da cittadini stranieri, un terzo da cittadini italiani. Per informazioni: Conxita 333 6177296, Toure 340 6236946.

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Argiano Bargino Calcinaia Calzaiolo Campòli Castelbonsi Cerbaia Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa Cristina in Salivolpe Sant’Andrea in Percussina Sant’Andrea a Luiano Ponte di Gabbiano Talente Quattrostrade Valigondoli Argiano Bargino Calcinaia Calzaiolo Campòli Castelbonsi Cerbaia Chiesanuova Cigliano Fabbrica Falciani Faltignano La Romola Mercatale Montecapri Montefiridolfi Montepaldi Pisignano Pergolato Ponterotto San Pancrazio Spedaletto Santa

La parola ai gruppi consiliari

Popolo della Libertà - 5 seggi La frana della vergogna E’ quasi un anno che sulla SR 2 Cassia per Firenze si è verificato uno smottamento di terreno verso valle che ha comportato una riduzione significativa della larghezza della carreggiata. In tutto questo tempo sono stati messi in atto solo provvedimenti tamponatori assolutamente insufficienti (telo plastificato al di sopra della frana e delimitazione della zona con cordolino in bitume). Trascorso il tempo estivo, durante il quale il terreno si asciuga ed ha movimenti naturali dovuti al ridursi delle falde acquifere, sono cominciate le perturbazioni, da noi, per fortuna, non così gravi come quelle che hanno portato morti e distruzione in Lunigiana ed all’Isola d’Elba ma che nell’inverno, con la caduta, anche violenta, delle piogge, rischiano seriamente di portare ad un aggravamento dello smottamento in corso. La strada in questione è la principale arteria di collegamento con Firenze e, tramite l’Autopalio, con il raccordo autostradale A1 ed è quindi molto transitata. Nel frattempo è stata chiusa per lavori la Via degli Scopeti, con conseguente deviazione di tutto il traffico per Firenze sulla Via Cassia; lavori che non sono ancora conclusi, benché il traffico sia stato, parzialmente, riaperto. Abbiamo nel corso di questi mesi presentato ben due interrogazioni al Sindaco, sollecitando l’Amministrazione ad intervenire in maniera decisa presso la Provincia, l’Ente delegato dalla Regione per la manutenzione della Cassia, suggerendo anche di sostituirsi ad essa eseguendo i lavori e rimettendo poi il conto, come si fa con qualsiasi privato in caso di pericolosità ed urgenza. Intervenire adesso avrebbe un costo sostenibile, attendere che tutto frani porterà ad un costo molto superiore per

il ripristino della strada. Senza contare il lato che più ci preoccupa e, cioè, che qualcuno resti coinvolto nell’ulteriore eventuale smottamento, con conseguenze tragiche. Per questo abbiamo scritto una lettera a tutti i responsabili – Sindaco, Presidenti della Provincia e della Regione, nonché alla Ditta costituita dalla Provincia a cui è affidato l’appalto per la manutenzione, la Global Service – per Vita in Comune sollecitare la riparazione. ANNO V n. 1 Ad oggi nessuna risposta e la frana è ancoPeriodico comunale di ra lì, a ricevere pioggia e sopportare transiSan Casciano in Val di Pesa to. Ma cosa serve perchè si ripristini la Redazione sicurezza per i nostri concittadini? c/o Comune di San Casciano in Val di Pesa Considerando che vanno di moda gli show via Machiavelli, 56 con finti svenimenti a comando su tappeto, 50026 - San Casciano V.P. finte imbiancature per far vedere che l’ex Direttore Responsabile: governo guidato dal “lupo” tagliava i fondi Cinzia Dugo cell. +39 347 9746290 ai poveri enti locali, proteste plateali contro cinziadugo@libero.it Autostrade che non completa i lavori ai Segreteria di redazione: Bottai - tutto pur di finire sui giornali! - ci Claudia Pratesi permettiamo, sommessamente, di offrirci di uff. 055 8256220 c.pratesi@comune.san-casciafornire un tappeto, in modo che si possa no-val-di-pesa.fi.it creare anche sulla Cassia un set per la stamFoto pa, con finto svenimento, finto malore, Lorenzo Bojola, ecc., a piacere dello showman di turno – Cinzia Dugo, Antonio Taddei. tutto, purchè i lavori siano fatti! Tiratura 8000 copie

gruppi consiliari

Solidarietà vs. odio. La partita non è finita. Il brutale assassinio dei due senegalesi fiorentini di qualche settimana fa, ci ha ricordato che il razzismo non può mai essere dato p e r d e b e l l a t o e, allo stesso tempo, che la convivenza civile tra persone provenienti dai diversi paesi di uno stesso mondo deve essere coltivata giorno dopo giorno, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nella comunità. Negli anni recenti le destre hanno diffuso l’odio per il diverso. Lo ha fatto la Lega, che individua nei migranti la minaccia principale al benessere dei padani, così come lo hanno fatto i gruppi più o meno parlamentarizzati della galassia ex-Msi, che attribuisce ai migranti la degradazione dell’ordine e dei valori della nostra razza (sic!). Il risultato più eclatante della perduranza degli sproloqui razzisti è la creazione del reato di clandestinità, che colpevolizza innocenti solo per aver deciso di trovare fortuna altrove dalla miseria in cui sono cresciuti. Ma c’è anche un effetto più sottovalutato. Nell’ultimo ventennio le destre hanno creato delle vere e proprie officine dell’odio: i centri sociali di destra e le curve dei principali stadi italiani. Se in passato erano realtà silenti, oggi hanno iniziato a colpire con la violenza che li contraddistingue: sparando a freddo su dei giovani ambulanti o appiccando il fuoco nei campi rom. Non è un caso che la recrudescenza della violenza avvenga oggi, in un periodo di crisi economica. Noi tutti abbiamo difficoltà a comprendere chi siano i colpevoli della crisi economica e a capire chi sono i politici da punire per quanto è successo. E’ più facile dunque sfogare la propria rabbia sui diversi da noi, su quei migranti che però vivono difficoltà ancora più grandi perché non hanno nessun ammortizzatore sociale che li tutela. Pensavamo che il ricordo delle leggi razziali, da un lato, e gli anticorpi formatisi negli italiani dopo lunghi anni di migrazione verso altri paesi o dal Mezzogiorno verso il Nord, dall’altro, ci avessero resi immuni da gesti di nuovo imbarbarimento. Ma sbagliavamo. Dobbiamo dunque lavorare ancora duramente per diffondere solidarietà e per dare ai migranti quei diritti democratici che possono permettere loro di difendersi da soli. A San Casciano noi lo stiamo facendo in due modi: attraverso i progetti dell’assessore Cei, che ha dato vita a una consulta comunale dei migranti volta a dare loro la voce che meritano, e con il sostegno alla campagna “l’Italia sono anch’io”. Quest’ultima avanza due semplici, ma sostanziali proposte di legge di iniziativa popolare che vogliono far riconoscere la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati nati in Italia e intendono estendere il diritto di voto attivo e passivo ai migranti che risiedono in Italia da almeno 5 anni. La destra becera urla il proprio odio, a noi il compito di coltivare la solidarietà estendendo i diritti.

2012

Integrazione, accoglienza e multiculturalità, non sono solo parole... È triste ma doveroso scrivere e ragionare assieme dei tragici fatti di martedì 13 Dicembre. Un giorno terribile, in cui hanno perso la vita due cittadini senegalesi, Mor Diop e Modou Samb e ne sono stati feriti altri tre. Tutti sono vittime della manifestazione estrema di un razzismo che purtroppo, quotidianamente, umilia la dignità umana. Gli avvenimenti del 13 Dicembre a Firenze necessitavano di una grande e plurale risposta che si è concretizzata con la splendida manifestazione fiorentina del sabato successivo (in contemporanea in tante altre città) che ha unito migranti e cittadini in un unico grande corteo silenzioso, ma fatto di quel silenzio assordante ricco di messaggi e pensieri per dare l'ultimo saluto ai due ragazzi uccisi, ma soprattutto per far sì che queste cose non accadano più in un'Italia che da tempo sta rischiando di perdere lo spirito di accoglienza e solidarietà che da sempre c i h a c a r a t t e r i z z a t o. Per questo è necessario che non ci si limiti all'abbraccio solidale verso la comunità senegalese, e in generale di quelle di tutti i migranti, solo per un giorno. Occorre andare più a fondo e individuare tutti insieme come si è costruito nel tempo il clima che rende possibile l'esplodere di questa violenza razzista. Per anni, in Italia, alcuni rappresentanti politici dei movimenti estremisti di estrema destra e non solo, ed i suoi rappresentanti istituzionali hanno avvelenato il clima ed esasperato l'intolleranza. È necessario l’impegno di tutti per cambiare direzione intervenendo prima di tutto sul piano culturale del senso comune, promuovendo il rispetto della dignità di ogni persona. È necessario avere come punto di riferimento costante il riconoscimento dei diritti sociali, civili e politici delle persone immigrate, dei rifugiati e richiedenti asilo, eliminando i molti ostacoli istituzionali che contribuiscono a tenere in condizione di marginalità la vita di molti migranti in Italia, a partire proprio dalla Legge Bossi-Fini ancora vigente. Tocca alla politica ed alle istituzioni mettersi a lavoro. Noi faremo la nostra parte, per esempio con ancora più impegno nella campagna "Italia sono anch'io", campagna di raccolta di firme per due leggi d'iniziativa popolare, importanti per dare diritti a chi oggi ha solo doveri. Porteremo avanti il lavoro del Forum Cittadini Insieme, organismo fortemente voluto dalla Giunta e dal Consiglio Comunale come strumento d'integrazione ed informazione per tutti i migranti che arrivano nella nostra comunità. Sarà questo il nostro impegno per ricordare i ragazzi uccisi, per provare ad andare oltre la retorica delle parole e praticare antirazzismo e inclusione ogni giorno e in ogni nostro atto.

Sinistra per San Casciano Sel- 1 seggio

Vita in Comune - Gennaio

Partito Democratico - 11 seggi

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speciale salute

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lA PAtOlOGIA. La gastrite è diffusissima, ma i rimedi non mancano

Quando lo stomaco prende fuoco Giulia Righi

Il colloquio con lo psicologo ora si fa anche in farmacia

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lzi la mano chi non la conosce, quella sensazione di stomaco in fiamme, quell’odiosa percezione di un fuoco che divampa in pancia. Solitamente, e un po’ impropriamente, passa sotto il nome di gastrite, termine della vecchia medicina che i pazienti utilizzano per descrivere il mal di stomaco, la digestione lenta, la pesantezza. Tutte cose piuttosto antipatiche, che solitamente corrispondono a uno stato infiammatorio dello stomaco. “Può avere diverse cause – spiega il professor Giacomo Trallori, gastroenterologo – quella più diffusa è la presenza dell’helicobacter. La seconda è il consumo di farmaci antinfiammatori, la terza il consumo di cibi avariati o alterati. E la quarta è l’eccesso di cibo, che espone lo stomaco a un aumento della bile: si tratta della gastrite da reflusso biliare”. Spesso si è portati a credere che la gastrite sia molto legata anche allo stress. Vero, ma con qualche precisazione: “Prima della scoperta delle cause scientifiche – prosegue il professore – si tendeva a imputare maggiormente la gastrite allo stress. Certamente possiamo dire che lo stress peggiora la situazione di chi già soffre di stomaco, perché ne aumenta la peristalsi, cioè i movimenti, peggiorando la sensazione di dolore”. Per fortuna, ed è il privilegio di vivere da questa parte di mondo e in questi tempi, i farmaci per curare la gastrite non mancano: “La scoperta

lA NOvItÀ. Sperimentazione in tre esercizi

di farmaci come la cinetidina, la ranitidina e gli omeprazoli – spiega Trallori – ha fatto sì che non si operi più allo stomaco, mentre negli anni ‘70 gli interventi chirurgici erano molto diffusi”. Oggi, quando la causa della gastrite è l’helicobacter, la cura è un semplice antibiotico, per 7-10 giorni, associato a un protettore dello stomaco, come l’omeprazolo: “La possibilità di sradicare l’helicobacter – dice ancora il professore – ha fatto fortemente diminuire le ulcere duodenali, le ulcere gastriche e le gastriti severe”. E, notizia ancora più confortante, nella nostra regione è molto diminuita l’incidenza di tumori gastrici: “Prima in Toscana, specialmente in zone

come il Casentino e il Mugello, erano molto diffusi. Oggi fortunatamente non lo sono più come prima, grazie al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e delle tecniche di conservazione degli alimenti”. Ad aumentare, specialmente negli ultimi dieci anni, è stata invece la diffusione della malattia da reflusso: “La colpa è del fatto che mangiamo e beviamo troppo. E per questo, come per la gastrite, è importante ricordare che sì, i farmaci ci sono, ma dobbiamo sorvegliare anche l’alimentazione e stare attenti specialmente ai grassi e agli alcolici”. E rivolgersi al medico per la prescrizione di medicine, evitando i rimedi fai da te.

al 9 gennaio a Firenze è sbarcata una novità: in tre farmacie dell’Afam, previo appuntamento, i cittadini hanno la possibilità di ottenere un colloquio con uno psicologo. Si tratta di un progetto sociale, senza fini di lucro, e promosso da Educazione continua in sanità e sviluppato in collaborazione con la società Afam farmacie fiorentine, l’Ordine degli psicologi della Toscana, l’Ordine dei farmacisti della Provincia di Firenze insieme a DiversaMente, l’associazione toscana di promozione sociale per la salute mentale. Il servizio è attivo (e gratuito) nelle farmacie di viale Calatafimi, viale Europa e via Canova. Si tratta di un progetto pilota, che avrà una durata semestrale (con la possibilità di replicare fino alla fine del 2012), patrocinato dal Comune con la collaborazione dei Quartieri 2, 3 e 4. L’obiettivo del progetto è quello di diffondere e promuovere la cultura del benessere psicologico e prevenire situazioni relazionali disfunzionali, in modo da migliorare la qualità della vita delle persone e dei loro familiari. Psicologi e psicoterapeuti con formazione specifica sono a disposizione di chi sta vivendo una situazione di difficoltà o semplicemente di indecisione, per offrire una prima consulenza psicologica e, nel caso in cui sia ritenuto necessario, indirizzare i pazienti verso un supporto professionale. Le farmacie Afam aderenti al progetto inizialmente sono tre (ma potrebbero aumentare), collocate nei quartieri 2, 3 e 4. Si tratta della farmacia 6-Campo di Marte (viale Calatafimi 6r), della farmacia 10-Europa (viale Europa 191) e della farmacia 18-Canova (viale Canova 148/150). Gli psicologi e psicoterapeuti ricevono negli ambulatori adiacenti a queste farmacie: per prenotare un appuntamento gratuito è sufficiente telefonare al numero 392/6104349 dal lunedì al sabato in orario lavorativo.“Come Comune di Firenze – ha sottolineato l’assessore Stefania Saccardi – siamo molto soddisfatti di questa iniziativa che offre, in un momento particolarmente difficile per le persone e le famiglie, una opportunità alla cittadinanza di ottenere gratuitamente un colloquio orientativo con personale qualificato”. /B.S.

il rapporto. Un’indagine Istat fotografa gli stili di vita degli abitanti del granducato

I toscani? Con la salute non scherzano Buona notizia: i tassi di mortalità e ricovero sono migliori rispetto alla media nazionale, anche se i fumatori sono ancora troppi (soprattutto fra le donne) e le abitudini alcoliche degli adolescenti destano qualche preoccupazione

È

una fotografia tutta particolare quella scattata dall’indagine multiscopo Istat, che racconta dello stato di salute della popolazione toscana nel dettaglio, a partire dagli stili di vita dei cittadini del granducato. Intanto le buone notizie: i tassi di mortalità generale sono inferiori ai valori medi nazionali, per entrambi i sessi (maschi: - 4.6 per cento; femmine: - 3,4 per cento). Per gli uomini solo l’Emilia Romagna ha un valore migliore. Altra buona notizia: negli ultimi dieci anni i ricoveri sono in calo, arrivando nel 2010 a 103,65 per 1.000 residenti. Secondo il Ministero della Salute (2009) la Toscana, dopo il Veneto, è la regione con il valore più basso, inferiore di circa il 16 per cento a quello medio nazionale, nei tassi di ospedalizzazione standardizzati per età. Meno positivi, invece, sono i dati sul versante fumo: secondo l’indagine multiscopo Istat 2009 la proporzione di fumatori è superiore alla media nazionale, anche se il consumo medio di sigarette è più basso. Tutto questo succede a fronte, comun-

que, di un calo complessivo della percentuale di fumatori, passata dal 35 per cento del 1980 al 24,4 per cento del 2009. La riduzione riguarda soprattutto i maschi: nello stesso lasso di tempo l’abitudine al fumo maschile è diminuita di dieci punti percentuali mentre per le donne il dato è rimasto pressoché stabile. Sul frangente alcol, invece, i toscani sono in linea con il dato nazionale, mentre tra gli adolescenti si sta diffondendo un modello di consumo tipico del Nord Europa: grandi quantità consumate in poche occasioni, prevalentemente il fine settimana. Altro dato non proprio ottimo è che in Toscana è aumentato il numero di sedentari: solo il 23,1 per cento dei toscani con almeno tre anni pratica con continuità uno sport (il dato italiano è del 21,7 per cento ), mentre il 10,1 per cento ha dichiarato di svolgerlo saltuariamente. Sempre in tema di stili di vita, l’indagine è andata a curiosare anche sulle tavole toscane. E ne è emerso che, prevedibilmente, il pranzo continua a essere il pasto principale per la maggior parte della popolazione di tre anni e più (62,4 per cento). L’80,1 per cento per cento della popolazione dichiara di mangiare frutta almeno una volta al giorno: un numero poco superiore a quello relativo alle abitudini dei bambini di 8 anni, che ne consumano quotidianamente per il /B.S. 69,9 per cento.


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tuRismo loW cost/1. Aumentate le rotte cheap e le occasioni per svagarsi senza svenarsi

Viaggiare in tempo di crisi: risparmiare si può, ecco come Ludovica V. Zarrilli

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iaggiare costa? Sì, è vero. Spostarsi da una parte all’altra in auto, in treno o in aereo, mangiare fuori, trovare un albergo, e poi c’è lo shopping. Non si può tornare da una qualsiasi destinazione, anche da un veloce weekend in una capitale europea, senza aver comprato almeno un souvenir, che si tratti di un costoso vestito o di una calamita ricordo. Ma, a ben guardare, un modo per risparmiare si trova sempre, soprattutto se si ha voglia di pianificare tutto con cura prima della partenza. Prendiamo ad esempio i voli messi a disposizione dalle compagnie low cost. È notizia recente l’aggiunta, da parte della compagnia irlandese Ryanair, di altre cinque rotte alla moltitudine di destinazioni a cui si può arrivare partendo dall’aeroporto Galileo Galilei di Pisa. Cefalonia, Kos e Creta in Grecia, oltre a Malmo in Svezia e Cork in Irlanda: sono questi gli ultimi

luoghi a cui si potrà andare a dare una capatina, spendendo poche decine di euro (se si prenota in occasioni di offerte o con largo anticipo) da oggi in avanti. E se è vero che a Firenze non fa scalo nemmeno una compagnia a basso costo, è altrettanto vero che a Pisa c’è l’imbarazzo della scelta: dalla spagnola Vueling, che vola verso la gran parte delle città della penisola iberica, alla Wizz Air, che invece viaggia verso i Paesi dell’Europa dell’est, fino alla utilizzatissima Easyjet e a Transavia, che invece punta verso l’Olanda. E le mete dove andare per concedersi qualche giorno di vacanza spendendo poco sono diverse: dal bellissimo Marocco, dove il cambio favorevole fa vivere splendide ferie con poche centinaia di euro, al Portogallo dove, sebbene i prezzi siano aumentati, si riesce ancora a mangiare (bene) con dieci euro e a bere un caffè per 50 centesimi. Bellissima e a buon mercato anche la Polonia, con voli low cost per le organizzatissime e super moderne Varsavia e Cracovia, due città da riscoprire. Chi invece di viaggiare fuori dai confini

nazionali proprio non ne vuol sapere, può sempre pensare di andare un paio di giorni alle terme - in Toscana ce ne sono molte - magari sfruttando le proprietà benefiche delle acque sulfuree delle sorgenti libere, dove non occorre pagare nemmeno un centesimo per trascorrere qualche ora sguazzando al caldo. Un esempio sono quelle di Petriolo, molto frequentate e poco distanti da Siena, ma varrebbe la pena fare un salto anche a Saturnia, dove i più spericolati fanno il bagno anche nei canali e nelle pozze lungo la strada, oppure a Bagno Vignoni, dove le vasche offrono anche un bellissimo panorama sulla Val D’Orcia. E ancora, chi non riesce a rinunciare alla comodità di fare una doccia e di avere delle ciabattine pronte quando esce dall’acqua, può iscriversi ai gruppi d’acquisto tipo Groupon o Groupalia, che periodicamente offrono pacchetti vantaggiosi non solo per giornate all’insegna del benessere, ma anche per soggiorni in alberghi scontatissimi, cure estetiche, sedute di trucco e parrucco e per qualche oggetto da regalarsi.

Arrivano nuove destinazioni (Svezia, Grecia e irlanda), ma per chi è alla ricerca di voli economici l’offerta è ampia. Ghiotte anche le proposte per coloro che non hanno voglia di prendere l’aereo e vogliono godersi le bellezze del granducato MarraKeCH Marocco

lisbona Portogallo

terMe Di Petriolo Siena

L’Africa a portata di mano

Bella, decadente e godereccia

La spa en plein air. E gratis

Un aereo low cost da Pisa e il gioco è fatto, si scopre uno dei Paesi più belli del Mediterraneo con poche ore di volo. Un assaggio d’Africa a portata di mano, una cultura tutta nuova, i mercati e le piazze più belle, le stradine strettissime e la gente accogliente e disponibile. Un mare bellissimo a un centinaio di chilometri e il piacere di spendere poco per visitare un luogo straordinario.

Strade sali e scendi e tram che percorrono il centro della città rendendo tutto più romantico. Lisbona, ultimo pezzetto d’Europa affacciato sull’Atlantico, conserva ancora il fascino del secolo scorso e se arte, atmosfera decadente e prezzi modici non bastano, c’è l’ottima cucina che riuscirà sicuramente a convincere anche i più scettici.

I frequentatori più assidui sono gruppetti di giovani che vanno a passare, tra la natura e le acque calde e benefiche, i weekend o le sere d’estate, ma le terme di Petriolo, come le vasche en plein air di Bagno Vignoni e Saturnia, sono un luogo ottimo per trascorrere una giornata di relax senza necessariamente dover spendere.

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tuRismo loW cost/2. In Toscana si diffonde il network. Firenze tra le mete più ambite

Quelli che scambiano casa (e girano il mondo gratis) Antonio Passanese

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n tempi di crisi ci si inventa di tutto pur di concedersi qualche giorno di agognato riposo. Dove non importa, basta fuggire dalla routine quotidiana e dalla città. Se vorreste iniziare il nuovo anno prenotando (o partendo per) una vacanza, ma vi accorgete di essere a corto di denari o di idee, lo scambio casa può essere la soluzione che fa per voi. Scorrazzando per il web ci si imbatte in un’ampissima letteratura sulle cosiddette “vacanze cheap”. Chi vuole provare un’esperienza di vacanza del tutto inusuale, affidandosi a un network sicuro, può cliccare sul sito www.scambiocasa.com, dove si potrà cominciare a sognare e a organizzarsi dopo qualche semplice sguardo alle pagine virtuali. Sì, perché nonostante i pregiudizi, grazie a questa forma alternativa di fare i turisti, il mondo per voi non avrà più confini: se desiderate un loft nel cuore di Londra, Parigi o Berlino, se il vostro sogno è una masseria superlussuosa nel sud Italia, un appartamento a New York o a Istanbul, o se quello che state cercando è una villa in Spagna o in Australia, basta cliccare, trovare la famiglia giusta e il gioco è fatto. I commenti degli internauti su questo nuovo modo di concepire la vacanza sembrano oltretutto lusinghieri. Dunque, c’è da star tranquilli. Sappiate poi che il “do ut des”

è completamente gratuito. Naturalmente ci sono piccole regole di civiltà da seguire. Per esempio: mai lasciare la casa sporca o in disordine, la vostra scheda potrebbe essere cancellata definitivamente dal sito. Ma nella corrispondenza e nelle telefonate che precederanno lo scambio ogni possibile dubbio potrà essere fugato. Gli esperti consigliano – per non avere amare sorprese – di scegliere le proposte con molte foto e una buona descrizione. In Toscana il fenomeno è in crescita, e per chi abita a Firenze ci sono ottime probabilità di trovare soluzioni soddisfacenti. La città gigliata, infatti, è tra le mete più ambite, e sono 380 in tutta la Toscana gli iscritti al network internazionale. In Italia gli house swapper sono moltissimi, tanto che è nato perfino un libro, o meglio una guida: “Scambio casa, istruzioni per l’uso”. A soli 10 euro saprete come diventare degli “scambisti” perfetti e come cogliere le migliori occasioni. L’iscrizione al sito ha un piccolo costo che varia in base al tempo della pubblicazione dell’annuncio. Si parte da 29 euro l’anno fino ad arrivare a 120. E se nell’arco di un anno non si riesce nell’impresa di organizzare nemmeno uno scambio? Semplicissimo, il sito vi regala un altro anno di iscrizione gratuita. Se invece non avete una casa da scambiare, ebbene esiste una soluzione anche per voi. Su housecarers o su housesitworld ne potrete trovare una da custodire. E allora, buon ricerca e buone vacanze.

alessia anGeli lucca

eros GiorDano Prato

M. CarMela ostillio Firenze

“Mia figlia? Cinque anni e tanti scambi”

“È tutta questione di fiducia”

“È come andare da amici”

“È una delle cose più belle che abbia mai fatto in vita mia e sono rimasta in contatto con moltissime delle persone con cui ho fatto uno scambio di casa negli ultimi 15 anni. La mia bambina, che oggi ha 5 anni, ha cominciato a far scambi ancor prima di arrivare in culla: ero ancora incinta quando la portai con me e il mio compagno a fare un viaggio all’estero”

“Non ho nessun problema a lasciare la mia casa a qualcun altro. È tutta una questione di fiducia, anche se è ovvio che si tende a non lasciare oggetti eccessivamente preziosi sparsi per la casa. Trovo che sia un modo fantastico di viaggiare in ogni periodo dell’anno, e capita spesso di stringere amicizie che poi durano per molto tempo”

“All’inizio è stato un po’ come ‘divertirsi con poco’: guardare, osservare, prendersi il lusso di un po’ di tempo per decidere, scegliere tra varie alternative. Se poi si aggiunge la divertente possibilità di conoscere e incrociare i padroni di casa, si raggiunge la sensazione di andare a trovare degli amici, dei parenti. Prossima tappa? Berlino!”


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zoom

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cuRiosità. La toponomastica fiorentina è caratterizzata da numerose bizzarrie tutte da scovare

a naso all’insù tra brache e belle donne

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M

con i nomi

etti una giornata a naso all’insù, metti di giocare a fare il turista anche se turista non sei e di farsi un giro per le strade di Firenze dai nomi più strani. E chi lo avrebbe mai detto, ad esempio, che esiste una via delle Belle Donne? Cosa si fa esattamente in via Stracciatella? Perché c’è pure via delle Brache? E ancora: perché via del Parlascio prima era dedicata alle Serve Smarrite? La parlata toscana affascina, il fiorentino pure. E quando si tratta di toponomastica, di parole strane che diventano nomi di strade, la faccenda si fa avvincente. E i “nostri” nomi piacciono talmente tanto che alcuni studenti della Corea del Sud studiano il modello fiorentino: alcuni allievi della Kyung Hee University stanno portando avanti un’analisi dei sistemi di numerazione civica e di denominazione delle aree stradali di alcune città europee, in vista di una eventuale riorganizzazione toponomastica nel loro Paese. Ed è per questo che negli scorsi mesi hanno fatto visita al servizio statistica e toponomastica del Comune, prima di volare a studiare i nomi delle rues parigine. E intanto, da qualche mese, anche i ponti fiorentini hanno avuto diritto a una targa (anzi, due per ciascuno) che ne illustra il nome.

più fantasiosi si incontrano via Stracciatella, via del limbo e via dell’inferno, e si scopre che via del Parlascio un tempo era invece dedicata alle Serve Smarrite. Alcuni studenti sono arrivati fin dalla corea del Sud per imparare il nostro sistema di numerazione e nomenclatura


il punto. La squadra ha chiuso il 2011 vicina alla zona retrocessione: tifosi preoccupati per il 2012

Fiorentina, un copione da indietro tutta Sembra una vita fa, eppure tutto è cominciato con quel tiro di robben infilatosi al sette della porta di Frey, sotto la Ferrovia. da allora il castello gigliato è iniziato a crollare, fino alle “rivoluzioni” annunciate ma lasciate a metà

Alcuni giocAtori violA durAnte il ritiro estivo di

cortinA:

i tiFosi si AsPettAvAno dA loro unA stAgione diversA

Tommaso Loreto

D

iabolica la Fiorentina. Che persevera nel suo lento ma (apparentemente) inesorabile declino. Cominciato, tanto per chiarirsi, qualche minuto dopo la freccia avvelenata di Robben scagliata al sette della porta di Frey, sotto la Curva Ferrovia. Era il 9 marzo del 2010. Ventidue mesi fa. Una vita. C’era ancora Prandelli, eppure già il terreno scricchiolava (anche sotto i piedi dello stesso tecnico). In quell’esatto istante, di fatto, crollava il castello gigliato. Quello costruito con le fondamenta della C2, con l’entusiasmo di oltre 20mila abbonati. E poi solidificato con lo spareggio di Perugia per salutare la B, fino alle rifiniture di lusso della Champions che avevano retto persino all’urto di Calciopoli. Stavano però saltando gli equilibri nella Fiorentina, in quel marzo 2010, e da quel momento tutto sarebbe cambiato. Diego Della Valle sempre più lontano, Andrea Della Valle non più “presidente”

nell’accezione più elementare del termine, e un gruppo che da lì a poco sarebbe stato ricostruito sì, ma solo “a metà”. Da un Corvino inizialmente egemone in società, e alla lunga messo all’angolo. Una rivoluzione che però non ha cambiato volto alla squadra pur sostituendo qualche pezzo. Come l’allenatore. O come il portiere. O, ancora, come il centrocampo o il vice Gilardino. Una rivoluzione che aprisse un nuovo ciclo che, di fatto, fu sventolata per un’estate intera. La scorsa. Poi la storia, per nulla idilliaca, tra Firenze e Mihajlovic. Le incomprensioni dialettiche, gli scarsi risultati, la squadra senza un’identità. Eppure, un’estate più tardi, la rivoluzione del “nuovo ciclo” era ancora lì. Nelle dichiarazioni delle nuove figure societarie, nelle varie versioni di “presidenza” che questa società ama concedersi. Nel mezzo anche qualche separazione in casa (leggere alla voce Montolivo), un crollo verticale degli abbonati (con un minimo storico da brividi) e una sequela infinita di vicende extra-calcistiche a margine di uno spogliatoio simile a una polveriera. Niente di tutto questo, però, deve aver fatto pensare a qualcuno che fosse il caso

di voltare completamente pagina. Sul serio. Tanto che, alla ripresa della nuova stagione, l’allenatore era sempre lo stesso. Così come la preparazione fisica della squadra (del tutto rivista da Rossi). Incluse abitudini notturne, e di spostamenti in macchina (con patenti straniere) o in treno, o in aereo per comprare casa a Formentera. Insomma, un’altra rivoluzione “a metà”. Sancita da un “patto con la città” per ricercare presunti legami con una tifoseria, al contrario, sempre più lontana. Perché sentitasi sempre più ignorata. In ogni sua singola richiesta. Così ancora oggi, a distanza di quasi due anni dal colpo mortale di Robben, nessuna delle speranze dei tifosi può essere coltivata. Tantomeno quella di una stagione che potesse sancire il rientro in Europa. Questione da riporre in un cassetto, al momento, in attesa di certezze sulla salvezza. Almeno questo raccontano le ultime gare dell’anno scorso contro Atalanta e Siena. E questo è l’esercizio che la Fiorentina dovrà ripetere alla stregua dello scorso anno: quello di pensare prima di tutto alla salvezza, per poi provare a ricostruirsi. Come potrà riuscirci, ad oggi, è difficile soltanto immaginarlo.

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sport

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Focus. Fuori dal campo non era un santo, ma aveva regalato a Firenze il “paradiso” della Champions

Classe e irriverenza, quanto manca Mutu l’ultimo Fenomeno viola è andato via dividendo la città, tra chi lo dava per bollito e chi rimpiange le sue prodezze. Ma quella partita col Genoa... Lorenzo Mossani

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enza di lui la favola sarebbe finita prima. Senza il Fenomeno non ci sarebbe stata la cavalcata in Champions. Classe, irriverenza, indisciplina: questi sono gli ingredienti del fuoriclasse rumeno. Sbeffeggiava con superbia avversari e compagni, ma se lo poteva permettere. Era il più forte. Il suo nome? Adrian Mutu. Per capire chi è facciamo un passo indietro, per arrivare al 15 febbraio 2009. Dopo novanta minuti tiratissimi finisce con un bellissimo 3 a 3 la sfida in chiave Champions tra Genoa e Fiorentina. Il Genoa parte col piede giusto, mostrando una grande intraprendenza. Ai rossoblù di Gasperini bastano soltanto dodici minuti per portarsi in vantaggio con Thiago Motta, dopo un bel triangolo col “Principe” Milito. Alla mezz’ora arriva l’espulsione di Biava per doppia ammonizione: il difensore atterra Jo-Jo lasciando i suoi compagni per un’ora in inferiorità numerica. Il Genoa non si spaventa, continuando a macinare gioco. Il raddoppio lo mette a segno Palladino al 38’. Il merito è di Mesto: la sua discesa sulla destra travolge la difesa viola, riuscendo a servire il compagno dopo aver saltato tre uomini. Facile per l’ex juventino la trasformazione. Il mago di Orz Prandelli prova a cambiare qualcosa cercando di rendere la squadra più aggressiva con l’ingresso di Semioli al posto di uno spento Kuzmanovic, ma i viola si sbilanciano e si espongono alle ripartenze genoane. Criscito si infila in area, Gamberini lo tende, per l’arbitro Rizzoli non ci sono dubbi: rigore. A trasformarlo ci pensa il solito Milito, alla sua quattordicesima marcatura stagionale. Poi però a illuminare di viola Marassi ci pensa Adrian Mutu. La Fiorentina è alle corde, ma lui no. A trenta minuti dalla fine la squadra di Prandelli trova il gol che riaccende le speranze, grazie a un rigore siglato dal rumeno. Trascinati dalla loro stella, i viola mettono sotto assedio il Genoa: Mutu sfiora subito il raddoppio di testa lambendo il palo sinistro. Il bis arriva poco dopo grazie a un’altra magia del Fenomeno, su punizione. Inizia il più grande spettacolo dopo il big bang: il Mutu-Show. A questo punto si gioca

soltanto in area genoana, e il forcing finale premia i viola che acciuffano il pareggio con una prodezza di destro al giro dal limite dell’area. Apoteosi viola, adrenalina nelle vene, nirvana Champions. La partita finisce con i genoani infuriati con l’arbitro: il gol del pareggio toscano arriva, infatti, qualche secondo dopo la fine dei minuti di recupero. Poi l’inchino, uno dei tanti fatti ai tifosi viola dopo una grande prestazione, del Fenomeno. Fuori dal campo il rumeno non era un santo? “Con i santi si va in Paradiso - risponde qualcuno - con Mutu in Champions...”.

AdriAn Mutu

la scheDa. Ecco chi è una delle poche note liete di questa stagione: il futuro è suo

Salifu, la scommessa vinta da Corvino È

AMidu sAliFu

lui a rappresentare sempre più il presente e il futuro della Fiorentina, la scommessa vinta da Pantaleo Corvino. Amidu Salifu, ghanese di Accra, è probabilmente il miglior giocatore in prospettiva della rosa viola. Jo-Jo a parte, che però è già una realtà. Salifu lo è quasi, nonostante le pochissime partite ufficiali giocate con la maglia della Fiorentina. Fortissimo fisicamente, con una buona visione di gioco e un buon dribbling, il ghanese ha nella corsa e nel temperamento le sue qualità migliori: grande pressing, aggressivo, ma quasi mai falloso. Impressionante la facilità della sua progressione, con uno scatto da Bolt nei primi 25 metri. Può ricordare Asamoah dell’Udinese, ma ha ancora più forza e resistenza nei contrasti e nella protezione della palla. Destro di nascita, molto potente, deve ancora migliorare la tecnica di tiro. Bravo con il mancino, lo usa spesso e trova apprezzabili soluzioni tecniche con palla giocata di prima. Il baby viola

trova la sua perfetta collocazione come interno destro in un 4-3-3 o come esterno di centrocampo nel classico 4-4-2 di Delio Rossi. Forse nato per essere un interditore, Salifu può anche diventare un regista basso dinamico, lavorando un po’ sulla tecnica. Sicuramente è un calciatore già maturo caratterialmente, sicuro di sé, uno che sente pochissimo la pressione ma che ha la tempra giusta per diventare titolare in questa Fiorentina. Un difetto? Deve velocizzare maggiormente il gioco, tende a rallentare l’azione anche nei contropiedi in superiorità numerica. Salifu è comunque stata una delle più belle sorprese della squadra gigliata nel 2011. Aspettando Babacar, al momento genio incompreso relegato in Primavera. Per lui c’è stata soltanto la possibilità di giocare uno spezzone di gara contro l’Atalanta: occasione sprecata dal senegalese. Troppo pochi i minuti per valutarlo: anagraficamente è /L.M. un ragazzino.


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sport

Gennaio 2012

pallacanestRo. La Brandini-Claag in ripresa, mentre per Affrico e Fotoamatore è notte fonda

Luci e ombre per il basket fiorentino Simone Spadaro

S

tagione altalenante per la BrandiniClaag Firenze Basket, che alterna ottime prestazioni ad altre più deludenti. Fortunatamente la fine del 2011 ha visto la squadra sfatare il tabù trasferta. Infatti, i ragazzi di Paolini sono riusciti a ottenere a Santarcangelo la prima vittoria fuori dalle mura amiche. Un bel risultato, che mostra come la stagione stia virando verso il bello, anche se rimangono molti rimpianti tra i gigliati, che hanno gettato al vento alcune vittorie per troppa insicurezza. Le ultime gare hanno invece mostrato un approccio più determinato, e i biancorossi hanno fatto registrare miglioramenti sia sul piano dell’atteggiamento che su quello del gioco. Adesso la classifica della Divisione Nazionale A può essere guardata con meno preoccupazione dai ragazzi di Paolini, che possono scendere in campo con maggiore tranquillità. A dar manforte al sodalizio del presidente Luca Borsetti arriva anche Federico Bellina. Classe 1979, 2.05 metri, Bellina aveva iniziato la stagione a Monfalcone, società successivamente esclusa dal campionato. Nato a Gemona del Friuli, Bellina è un’ala/pivot con trascorsi in LegaDue a Verona. Tra la Brandini-Claag Firenze Basket e il giocatore è stato sottoscritto un accordo fino al prossimo 30 giugno. Bellina è a disposizione della squadra dalla gara che la Brandini-Claag ha giocato a Siena il 5 gennaio. Un tassello importante anche in previsione futura. Tanti rimpianti, invece, per la Pallacanestro Fiorentina Affrico nel campionato Divisione Nazionale B. C’è stato il cambio di allenatore: via Caimi e dentro Rusconi, ma i risultati non sono cambiati. Una stagione grigia

lA sQuAdrA del

FotoAMAtore

per l’Affrico, che non riesce ancora a imporre il suo gioco. Il neotecnico non è ancora riuscito nell’impresa di infondere nei propri giocatori la forza giusta per battere le avversarie. Adesso la classifica preoccupa. L’Affrico viaggia nei bassifondi della classifica, e la sosta natalizia non può che aver fatto bene a un gruppo che deve ritrovare soprattutto se stesso. Ancora peggio, in campo femminile, va per il Fotoamatore Florence in serie A2. Anche in questo caso la classifica piange. Ultime, le cestiste fiorentine rischiano realmente la retrocessione. E sarebbe davvero un peccato. Il Fotoamatore ha chiuso il 2011 con una brutta sconfitta casalinga contro la Saces Napoli. La gara delle fiorentine è stata tutta in salita, senza mai arrivare a impensierire Napoli. La formazione gigliata ha sofferto dei soliti problemi in fase offensiva e non è riuscita ad arginare l’attacco partenopeo che, lo si sapeva, è uno dei migliori del campionato. Il risultato finale castiga (50-66) pesantemente il Fotoamatore e premia la Saces Napoli, che ha avuto il grosso merito di allungare il passo non appena l’arrembaggio fiorentino si è attenuato, tenendo poi il piede fisso sull’acceleratore fino a quando il risultato era ormai acquisito. Ora, col nuovo anno, la città si attende che venga voltata pagina e scritto un nuovo capitolo.

il punto. Anno di transizione per uno degli sport più amati e seguiti in città

La pallanuoto gigliata galleggia in acqua

U

n’annata senza grandi soddisfazioni per la pallanuoto fiorentina. La Rari Nantes Florentia di Leonardo Sottani stenta molto sia in casa che in trasferta. L’obiettivo era la salvezza e quella dovrebbe arrivare senza grandi patemi, ma i giovani biancorossi devono crescere per cercare di riportare Firenze nel gotha della pallanuoto nazionale. Il lavoro che attende Sottani, da quel che si è visto in questa prima parte di campionato, è lungo e non facile. In campo femminile cresce la Menarini Fiorentina Waterpolo. Anche in questo caso la mano di De Magistris si dovrà far sentire anche nei prossimi mesi, ma la squadra

ha dato segni di netto miglioramento, seppur eliminata in Coppa Len dalle fortissime greche dell’Olympiacos Pireo. Bene, per il campionato che avevano deciso di fare, anche le ragazze dell’Ngm Firenze Pallanuoto, guidate da Andrea Sellaroli. L’attuale sesto posto gratifica la neopromossa che, col rientro della Biancardi, potrà togliersi anche qualche soddisfazione. I campionati staranno fermi per tutto gennaio, per permettere alle Nazionali di giocare l’Europeo a Eindhoven. Ci sarà la Coppa Italia per i maschi (senza i giocatori azzurri), ma i tornei di A1 torneranno solo il /Sim.Spa. 4 febbraio.

JessicA MAsi (Foto dA FAceBooK)

pallavolo. Bene S. Casciano, Scandicci e Valdarno

Un hinterland a tutto volley

T

orniamo a parlare di pallavolo, ma lo facciamo per andare a fare un giro nell’hinterland fiorentino. Le squadre del capoluogo sono relegate in B2 o in campionati minori, mentre a lottare per la serie A sono le compagini dei comuni adiacenti a Firenze. Scandicci, infatti, dopo un avvio incerto, trascinato dalla fondamentale Di Tomaso sta risalendo la classifica e ora è vicinissimo ai play-off. Gli anni passano per tutti ma, non sembrano farlo per l’eterna “Simo”. Nel Valdarno capitan Ranieri ha dato una scossa alla squadra, mettendo palloni dorati per le schiacciatrici rossoblù. Ma, come ogni anno, la regina è sempre lei, il Bisonte San Casciano, nonostante la “solita” sconfitta di Natale che ha regalato il primo posto a San Mariano. Rubini, Bianchini, Fidanzi, Bellini, Cheli, Giovannelli, Peluso, Savelli, Vannini, Biccheri e Guerrini stanno dando spettacolo, facendo entusiasmare non solo i sancascianesi. Tanti gli appassionati di volley che la domenica pomeriggio riempiono il palazzetto sul colle fiorentino. “Mani di fata” Peluso sta deliziando i palati più fini, riuscendo sempre a realizzare un gioco imprevedibile, veloce e “ci-

Foto dA www.AzzurrAvolleysAncAsciAno.it

nico”. Quando non è in forma lei, torna sul parquet la solita Vannini e la musica non cambia. Nella passata stagione si ricordano ancora le lacrime spese dai tanti tifosi dopo la sconfitta nella finale play-off a Casal Maggiore. Ora c’è solo un imperativo: Serie A. Nota di merito nel maschile per la Jumboffice che, dalla B2, è vicina alla zona play-off, ovvero la prima categoria del volley che conta. Nell’ultima partita dello scorso anno tanto gioco e un punto conquistato alla capolista Pisa. Tanto lavoro durante la sosta per poter iniziare al meglio questo 2012. Insomma, sognare si /Lor.Mos. può.


sport nel Chianti

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Volley. Il presidente de Il Bisonte e della Fipav analizza il 2011

Fitness. La Mythos Wellness club è stata pioniera

La pallavolo vista da Elio Sità Palestre, la “rivoluzione” arriva anche nel Chianti

Lorenzo Mossani

E

lio Sità, da anni presidente della Fipav regionale e presidente dell’Azzurra San Casciano. Con lui alla guida de Il Bisonte si sono susseguiti solo grandi campionati e promozioni sfiorate. Impossibile capire come la squadra non sia ancora in Serie A. Elio, annata quasi da incorniciare? Hai detto bene, quasi. Abbiamo perso una finale play-off nella passata stagione e il primo posto nell’ultima giornata di campionato prima della sosta natalizia. Analizzando il 2011 c’è un sapore agrodolce. Non è la prima volta che Il Bisonte si concede pause prima della sosta... Vuol dire che ci piace fare regali natalizi. Perdiamo sempre un po’ di concentrazione, non scendiamo in campo col coltello tra i denti. E non è la prima volta in questi anni e con giocatrici diverse, non so cosa pensare. Contro Scandicci eravamo in una condizione mentale disastrosa, il problema non è stato certo tecnico. La squadra si è dimostrata fortissima. Elio, cambiati vestito, ora sei il presidente Fipav. Come stanno andando le toscane? Sono felicissimo. Veramente bene. Empoli ha avuto una flessione nelle ultime partite ma sta facendo bene, Valdarno si sta confermando al vertice, Scandicci abbiamo visto quello

I

un’azione di gioco

(foto

da www.azzurravolleysancasciano.it)

che è capace di fare, Casciavola è una squadra giovane ma in crescita. L’unica che al momento delude è Lucca. Ha un buon allenatore, con la Paolini è anche tecnicamente attrezzata, ma non riesce a chiudere il cerchio. Da dirigente Fipav, come vedi le difficoltà della Spes? In tempi di crisi non puoi acquistare la Gioli per tre mesi come nella passata stagione con un ingaggio del genere. Siamo campioni del mondo, il movimento è in ripresa, ma dobbiamo essere oculati. Pagare il 30% degli stipendi della passata stagione e il 50% del primo mese è troppo facile.

Mi rimetto per un attimo i panni di presidente de Il Bisonte: quest’estate avevo la fila di giocatrici che volevano giocare qua. Mi hanno detto quanto era il loro ingaggio. Mi sono limitato a una stretta di mano e le ho ringraziate per aver pensato a noi. La qualità dei dirigenti? Nella pallavolo, come in qualsiasi sport o attività, si devono spendere le risorse che si hanno, non quelle in potenza. In questi mesi c’è anche la ripresa della pallavolo maschile o meglio della Nazionale? La Nazionale maschile andrà a Londra.

l Chianti e il suo comprensorio sono un territorio molto vasto. Innumerevoli sono le attività sportive offerte: tra queste la palestra Mythos Wellness Club, situata nel centro storico di San Casciano, di cui rappresenta in assoluto la realtà più vecchia e radicata. È infatti presente sul territorio da ben 23 anni e quindi conosce bene tutto il “mondo fitness” e le relative richieste della zona. Come già avvenuto nelle grandi città, anche nel Chianti é sempre maggiore la presenza di strutture altamente qualificate in questo settore. I tempi di chi faceva questo lavoro come seconda attività sono finiti, ed è per questo che lo staff è composto da personale professionista esclusivamente in questo settore. Si nota anche qui un cambiamento di filosofia di approccio alla palestra, ovvero si è passati dal vivere il fitness esclusivamente come divertimento per evadere dalla noia a includerlo come uno stile di vita. Oggi in palestra non si va solo per divertirsi e per essere più belli, ma “funzionali”, quindi il primo vero obbiettivo è il benessere, la riscoperta del potenziale del proprio corpo. Un concetto che ha

Federico Bernardini

segnato una sorta di “rivoluzione” nel settore, e che già negli Usa esiste da tempo. Gli americani, infatti, si definiscono “obesi ma funzionali”. Così la palestra Mythos, pioniera di questo concetto, si è attrezzata per i vari allenamenti funzionali, ovvero metodologie di allenamento che sviluppano le capacità coordinative e condizionali. Le macchine obsolete, ovvero quelle che per usarle basta tirare o spingere, stanno lasciando il posto ad attrezzi e aree dedicate a questo tipo di allenamento, che giurano gli esperti - offre risultati lLor.Mos. incredibili.

Oggi pesi e macchinari non servono solo per divertirsi e diventare più belli: il primo vero obiettivo è il benessere


la KeRmesse/1. Torna alla Fortezza da Basso, dal 10 al 13, la manifestazione dedicata alla moda

Pitti: rosso Valentino e occhi a mandorla Espositori in continuo aumento e buyer in arrivo da tutto il mondo:

la KeRmesse/2

si scaldano i motori per lo sbarco in città dell’appuntamento che lega

Bimbi e tessuti hi-tech per un futuro ecosostenibile

a doppio filo fashion business e cultura. Tra gli ospiti di questa stagione ci saranno anche un team di stilisti giapponesi e la designer olympia le-Tan Barbara Biondi

A

nno che passa, Pitti che torna. Con l’inizio del 2012 arriva, dal 10 al 13 gennaio, l’edizione numero 81 della kermesse dedicata alla moda e, tra una passerella e una novità, si vedrà sfilare per le strade della città il meglio del fashion business, con anteprime in arrivo dai 5 continenti. In occasione di Pitti Immagine saranno 950 i marchi presenti alla Fortezza da Basso, a cui si aggiungono le 70 collezioni donna protagoniste da Pitti W negli spazi della Dogana. Il ruolo del salone come punto di riferimento sulla scena internazionale è dimostrato dai numeri delle aziende e dalle richieste di partecipazione, in continuo aumento a ogni edizione. E poi c’è il pubblico dei compratori: all’ultima edizione invernale di Pitti Uomo, su un totale di oltre 30.000 visitatori, sono stati 23.100 i buyer arrivati a Firenze, in rappresentanza di tutti i negozi e i department store più importanti del mondo. Guest star della sezione Uomo, Valentino Garavani, oltre agli stilisti Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, che presenteranno la sera di mercoledì 11 gennaio, nel corso di un evento ospitato in uno dei luoghi preziosi della Firenze antica e in anteprima assoluta, la collezione uomo autunno inverno 2012-13. Fondazione Pitti Discovery presenta inoltre la seconda edizione di “Vestirsi Da Uomo”, il progetto sull’eleganza maschile di nuova generazione: una tendenza forte della moda uomo oggi, che Pitti Uomo esprime attraverso un evento-performance e un’interpretazione d’autore, affidata in ogni edizione a un curatore di riferimento della scena della moda, che questa volta sarà Marc Ascoli. Tra un evento e l’altro, i frequentatori della Fortezza troveranno novità e nuovi ospiti. Ad esempio, nel padiglione Lyceum, la farà da padrone il Giappone, con un progetto in collaborazione con la Japan Fashion Week, che porta a Firenze alcune tra le più interessanti fashion label della scena creativa giapponese. In Fortezza, circa 20 marchi e designer giapponesi selezionati da Yuichi Yoshii presenteranno le loro collezioni

gli stilisti

MAriA grAziA cHiuli

e

PierPAolo Piccoli

e una speciale proposta di capi rappresentativi di 15 anni di moda nipponica, customizzati per Pitti Uomo. E in città un party “Japanese style” celebrerà la loro presenza a Firenze. Contemporaneamente, l’altra sezione del salone, quella allestita negli spazi industriali della dogana, sarà dedicata alle precollezioni donna di Pitti W, che quest’anno vedrà al centro dell’attenzione Olympia Le-Tan, giovane fashion designer francese, ideatrice di alcune delle più

eccentriche e acclamate collezioni di borse minaudières delle ultime stagioni. Olympia sarà l’ospite d’onore della sezione dedicata alla moda pour elle e realizzerà una collezione e un progetto speciale per Firenze e Pitti W durante i giorni della fiera. Come di consueto, a fare da sottofondo agli aspetti più strettamente legati al business, un nugolo di eventi, feste e occasioni mondane, che trasformeranno Firenze nell’epicentro dell’universo moda.

teatRo. Da alcune compagnie dell’hinterland fiorentino una scelta coraggiosa

Un progetto per quattro palcoscenici C

alenzano, Sesto Fiorentino, Bagno a Ripoli e Scandicci. Quattro città dell’hinterland fiorentino per quattro teatri che si sono messi a confronto per un progetto con quattro compagnie di produzione, quattro residenze artistiche per quattro mesi di studi, anteprime, nuove produzioni, incontri su temi e problematiche dell’Italia contemporanea. È un progetto coraggioso “Default”, così si chiama l’idea che lega a doppio filo queste quattro realtà, vicine eppure così lontane. Le quattro realtà sono affini per l’impegno portato avanti dai rispettivi direttori artistici nel tenere uniti i linguaggi dell’arte con i temi della società e della cultura contemporanea, per la specifica, originale attività di formazione che crea intorno alle sedi teatrali un humus favorevole alla produzione, fatto di giovani aspiranti attori, drammaturghi e registi, che partecipando a corsi e laboratori creano un bacino di forze nuove per i rispettivi teatri, e mettono in relazione il teatro e gli artisti con il territorio e i quattro teatri fra loro. Nella stagione 2011-2012 sarà mantenuto un filo conduttore tematico che sarà quello della crisi che oggi attraversa l’Europa e l’intero

mondo capitalistico. Una crisi economica che appare sempre più devastante, che nel nostro paese prima è stata negata e poi minimizzata, fino a che non sono arrivati gli ultimatum dell’Unione Europea. Un default che ha già colpito duramente alcuni paesi come l’Irlanda e la Finlandia e soprattutto la Grecia, in cui alla crisi economica è seguita una rivolta sociale, in un clima da guerra civile. L’attività propedeutica alla produzione sarà ospitata nei quattro teatri con una promozione in video, una sorta di trailer che permetta al pubblico di seguire l’evolversi degli studi drammaturgici nel loro itinerario cittadino, da un teatro all’altro. Nel trailer gli autori, i registi o gli interpreti proporranno al pubblico il tema che affronterà il monologo di ognuna delle quattro strutture produttive. Il risultato sarà un lavoro corale, che si svilupperà ora in un teatro, ora nell’altro, ora in tutti a distanza di qualche giorno, per raccontare storie diverse, costruite tassello dopo tassello, ma uguali nella genesi e nella forza. La forza di credere ancora nel teatro e nella gente che lotta perché /C.G. continui a vivere e a crescere.

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tesso posto ma date diverse per la manifestazione che segue a ruota i modelli “per i grandi”: dal 19 al 21 è la volta di Pitti Bimbo, che porta in città le primizie di un abbigliamento studiato su misura di un bambino e che somiglia sempre più a un adulto in miniatura. 510 le collezioni attese a questa edizione, di cui circa 200 provenienti dall’estero. 8.300 i compratori e un totale di oltre 10.000 visitatori all’ultima edizione invernale. Con questi numeri, Pitti Bimbo si conferma l’unico salone internazionale che dà una rappresentazione completa dell’universo del childrenswear, e allo stesso tempo la piattaforma di riferimento per presentare le nuove tendenze del lifestyle legato alla moda bimbo. Dal classico-elegante dei grandi brand di Pitti Bimbo, allo sportswear di Sport Generation, dalla creatività dei marchi di ricerca di New View ed EcoEthic alla urban couture di Super Street, ma anche al design e al tessile legati al mondo dei più piccoli. Fino alle collezioni all’avanguardia di Apartment. E tutto questo passando attraverso le mille interconnessioni tra moda, arte, food & design del contemporaneo. Dulcis in fundo, dal 25 al 27 la Fortezza si popolerà di tessuti tra i più pregiati e selezioni raffinatissime di colori e abbinamenti per l’edizione numero 70 di Pitti Filati. Laboratorio di ricerca ma anche osservatorio per le nuove tendenze del lifestyle globale, Pitti Filati presenta l’eccellenza della filatura su scala internazionale, a un pubblico di buyer provenienti da tutto il mondo, ai designer e agli uffici stile dei marchi più importanti del fashion business, che vengono a Firenze a caccia di nuove suggestioni creative. Protagonista di questa edizione, l’anteprima mondiale primavera/estate 2013 delle collezioni di filati per maglieria. Si allarga all’interno della manifestazione e si evolve ulteriormente la struttura e il layout dello Spazio Ricerca e dell’area Fashion at Work, fulcro di tutte le espressioni legate alla creatività. Osservatorio sperimentale dove vengono analizzate e lanciate le tendenze, lo Spazio Ricerca di Pitti Filati 70 esplora con Futurural, tema e titolo di questa stagione, il rapporto tra l’uomo e l’ambiente rurale. Un’espressione del bisogno di qualità, genuinità della materia prima, onestà dei valori: nella vita come /B.B. nell’estetica.


cultura

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libRi/1. Da poco pubblicato il ricettario della tradizione che abbina piatti poveri e aneddoti

La crisi? A tavola si risolve mangiando Ludovica V. Zarrilli

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n tempo di crisi si farebbe di tutto per risparmiare, ma chi l’ha detto che risparmiare significhi necessariamente rinunciare a qualcosa? Quando il denaro scarseggia si può sempre andare alla ricerca di prodotti più “poveri”, ma non per questo meno gustosi. È questo lo spirito che anima “I mangiarini della miseria e altre ricette toscane utili in tempo di crisi” (edizioni Il pozzo di Micene, 180 pagg, 14 euro), simposio della tradizione culinaria e della cultura toscana che celebra il bon vivre e le ricette della toscanità più verace, preparate con prodotti della terra e scarti che spesso hanno prezzi quasi irrisori. “È nato tutto come seguito del libro ‘I mangiarini di nonna Laura’ - spiega Laura Pugliese, autrice del volume insieme ad Andrea Martini, professore alla facoltà di Agraria - un libro creato quando, tre anni fa, Andrea Martini mi portò il ricettario di sua nonna e lo pubblicammo”. Dopo il successo di quel ricettario, i due hanno deciso di dedicarsi alle ricerche per dare alle stampe un secondo volume dedicato sempre alla cucina, ma con un occhio di riguardo al particolare periodo di recessione che l’intero Paese sta attraversando. È così che prende vita, pagina dopo pagina, un corposo breviario che racchiude trucchi, segreti, aneddoti e notiziole insieme alle ricette regionali che hanno fatto la storia del granducato. Mascotte dell’edizione la

maschera di Stenterello, che con il suo fare un po’ burlone e un po’ sapientino accompagna il lettore tra una storia e l’altra. Tra le pagine illustrate a regola d’arte con le immagini della fotografa Donatella Bertini (che ha appena dato alle stampe il libro “Toscana e Oriente. Immagini e suggestioni a confronto”, insieme a Elena Innocenti) parte un viaggio che va dagli antipasti fino ai dolci, come in ogni ricettario che si rispetti. Ma alle liste degli ingredienti si intervallano le storielle più curiose e interessanti, come quella di Caterina dei Medici, che fu la prima a “importare” la forchetta, oggetto molto pratico ma inizialmente malvisto dalla comunità cattolica per via di quelle tre punte rivolte verso l’alto. “Veniva considerato un instrumentum diaboli - continua Laura Pugliese - e per questo motivo tardò a diffondersi”. Commedia gastronomica (così è stata definita) divisa in quattro atti, il testo sui Mangiarini è reso ancora più gradevole da proverbi stagionali ed è distinto per settori gastronomici. E se antipasti a base di cavolo nero, sottoli e sottaceto, paste fatte in casa, frattaglie e bolliti possono aver fatto capolino sulle tavole di tutti, si scopre anche qualche piccola chicca, come i mestieri scomparsi e i trucchi per risparmiare sulle faccende domestiche. Ad esempio l’utilizzo del limone per pulire l’acciaio o dello yogurt scaduto per ridare vita all’ottone. Provare per credere.

lA coPertinA del liBro

Zuppe d’orzo e di cavolo nero insieme a frattaglie, bolliti e dolci tipici. la cucina toscana, ricca di sapori, si anima in questo volume grazie a storielle, curiosità, proverbi e personaggi storici

libRi/2. L’autobiografia di Silvestro Picchi sul periodo più cupo vissuto dal Paese

Un ex poliziotto e gli anni di piombo S

ilvestro Picchi entrò in polizia nel 1971 e tre anni dopo venne destinato al nucleo antiterrorismo della questura di Firenze. La notte della Repubblica – come la chiamò Sergio Zavoli – era parecchio scura anche a Firenze. Ora Picchi ha deciso di fare un po’ di luce sui ricordi di quegli anni di terrorismo e di affidare all’editrice Sarnus l’autobiografia “Quasi per caso. La mia vita in polizia e gli anni di piombo” (pp. 80, euro 10). “In queste pagine non vi è spazio per la fantasia – scrive Piero Luigi Vigna nella prefazione - ciò che si narra è una realtà vissuta. Nei cosiddetti anni di piombo il nostro Paese fu attraversato dai fili rossi e neri del terrorismo che, intrecciandosi tra loro, lo strinsero nei

nodi di una rete che per poco non arrivò a soffocare la democrazia”. Un libro di grande interesse, con episodi importanti raccontati da un uomo in trincea. Tra cui uno dei più gravi che si verificarono in Toscana, in cui per puro caso l’ispettore non perse la vita. Si parla dei resoconti della strage di Empoli del 24 gennaio 1975, in cui il terrorista nero Mario Tuti assassinò il brigadiere Leonardo Falco e l’appuntato Giovanni Ceravolo e ferì Arturo Rocca, anche lui appuntato. Ma anche del conflitto a fuoco di Querceta del 22 ottobre 1975, dove persero la vita altri tre agenti di polizia, e infine dell’omicidio di Fausto Dionisi, avvenuto a Firenze il 20 gennaio 1978 a opera di Prima linea. Sull’episodio di Tuti, il

libro di Picchi riporta la testimonianza inedita della figlia del brigadiere Falco, Anna, che ci consegna diversi interrogativi. Dubbi che vengono rafforzati dallo stesso Picchi, la cui squadra aveva preparato quel blitz ma all’ultimo momento fu inviata altrove. L’autore ricostruisce la memoria di quegli anni con lucidità e rigore, attento al contesto politico e sociale dell’epoca. Oggi i carnefici tornano alla ribalta sui media ma i veri eroi, sostiene Picchi, “furono coloro che caddero adempiendo il loro dovere, coloro che cercarono di fermare quella serie di omicidi”. “Le pagine scritte da Picchi ravvivano la nostra memoria – scrive ancora Vigna - vorrei che anche /C.B. i giovani le avessero nelle loro mani”.

la novità. In via Campo d’Arrigo, nello spazio di lavoro condiviso, oggi prende vita anche un’area relax

Multiverso, tra le scrivanie spunta la caffetteria S

ta crescendo un pezzettino per volta lo spazio eterogeneo di ultima generazione che ha preso il nome di Multiverso. Ufficio per una serie di professionisti o, meglio, coworking station, ovvero un luogo dove ognuno affitta la sua postazione e condivide lo spazio insieme ad altri creativi. Così, per far circolare un po’ le idee in libertà, e magari contaminarsi, nel senso più positivo del termine. Dal 18 di questo mese, all’interno di Multiverso, nascerà poi anche una caffetteria, uno spazio speciale tutto dedicato al relax e al confronto. La caffetteria sarà la sede di un club per un massimo di duecento membri, dall’iscrizione riservata a chi ha già una postazione all’interno dello spazio, ai loro principali clienti, ai partecipanti alle attività no profit di Multiverso e a coloro che vogliono aderire al circuito pur non avendo bisogno di utilizzare full-time una postazio-

l’interno dello sPAzio

Multiverso

ne di lavoro, come giornalisti free-lance, associazioni o aziende con sede non operativa a Firenze. Il progetto di uno spazio flessibile e mutevole, capace, oltre alla dotazione delle postazioni di lavoro, di ospitare tipologie molto differenti di eventi, di farsi allo stesso tempo show-room e aula universitaria, sala stampa e sala di post-produzione audio e video, studio di architettura e rassegna di arte contemporanea, dove prendere un caffè, usufruire di un light-lunch o bere un aperitivo, nasce dall’analisi delle figure sociali a cui rivolge i propri servizi. Giovani professionisti che, tramite l’utilizzo delle nuove tecnologie, la convergenza mediale e la destrutturazione del mercato del lavoro, si costruiscono una professionalità “multipiano”, capace di modificarsi e adattarsi alle continue innovazioni che attraversano gli /B.B. ambiti creativi.


segnalazioni a redazione@ilreporter.it

il pRogetto. Sandra Stanghellini cura le mostre e le iniziative promosse dall’ente targato Ghelli

La Fondazione che diffonde l’arte Ludovica V. Zarrilli

O

pere d’arte antiche e contemporanee, che dialogano utilizzando un linguaggio cambiato nel corso dei secoli ma rimasto sempre fedele a se stesso. Nasce dal desiderio di diffondere l’arte in maniere diverse la Fondazione Giuliano Ghelli, grazie alla quale viene offerta un’opportunità ai giovani artisti che hanno voglia di mettersi alla prova, e che stimola la creatività dei più piccini con un approccio giocoso più che didattico, fatto di incontri, scambi e aneddoti legati alla quotidianità degli artisti. A presiedere la fondazione, la vulcanica Sandra Stanghellini, che dà il meglio di sé per fare in modo che “si rafforzi la presenza dell’arte sul territorio e si cerchi di sensibilizzare la gente al contemporaneo”. Detto, fatto. Tra le principali attività della fondazione - nata quattro anni fa da un’idea del pittore e della stessa Stanghellini, che vedeva lo studio di Ghelli brulicare di giovani e promettenti artisti - c’è l’organizzazione di mostre nelle quali vengono esposti fianco a fianco capolavori del passato e opere contemporanee, il tutto all’interno del Museo di San Casciano,

sAndrA stAngHellini

dagli incontri con gli artisti dedicati ai più piccini alle esposizioni che fanno dialogare antico e contemporaneo. Questo e altro nei piani della realtà che porta il nome del pittore toscano

un museo civico che è anche un piccolo gioiello, connubio di arte e storia del Chianti fiorentino. “Anche se provengo da esperienze lavorative completamente diverse - spiega Sandra Stanghellini, che è anche la compagna del maestro Ghelli - mi sono appassionata subito all’arte e al mondo che le gravita intorno, tanto che ho sentito subito forte l’esigenza di condividerla e farla vivere al pubblico nella maniera più bella e genuina”. E da quando alle visite nelle scuole sono state affiancate le mostre, i visitatori del museo civico - un piccolo scrigno che contiene opere di straordinario valore - sono aumentati del 70%. “Questo progetto fa parte di una serie di sogni che si sono realizzati grazie a Giuliano - continua la presidente - tra le tante cose c’è anche un libro di cucina intitolato ‘Quella sera avevo cucinato un ricordo’, che raccoglie le ricette di mia nonna, ottima cuoca, corredate dai disegni degli artisti che frequentano la nostra grande colonica”, oltre a una mostra permanente a Poppi, paese natale della famiglia Ghelli, a cui il maestro ha voluto lasciare una summa dei suoi primi quarant’anni di lavoro. Un viaggio nell’universo onirico dell’artista che stimola la fantasia e toglie il fiato. Info: www.fondazionegiulianoghelli.org.


agenda

35

l’iniziativa/1 Concerti bandabardò 20 e 21 gennaio

obihall

ma anche con un tocco di giocosa ironia - che si riflette anche nella musica - e invita a guardare l’Europa come una possibile e legittima soluzione per il proprio futuro. negrita 31 gennaio

mandela Forum

Saranno già trascorsi alcuni mesi dall’uscita del disco, quando Scaccianuvole, il mago protagonista dell’ultimo album di inediti della Bandabardò, uscito lo scorso maggio ripartirà per raccontare le sue storie nei più affollati, accaldati e calorosi club italiani. La band toscana ha scelto di ripartire in tour iniziando da casa: il club-tour 2012 si apre con i concerti del 20 e 21 gennaio al Saschall di Firenze, dove ad aspettare i bardozziani ci sarà il pubblico più affezionato ed ‘anziano’ del gruppo. Per comporre la scaletta del concerto la Banda attinge, come di consueto, all’intero repertorio – oltre 100 canzoni – ed insieme festeggia il mago “Scaccianuvole” che ormai cammina sulle sue gambe e che con le sue dodici canzoni inedite propone una Bandabardò più melodica - un po’ meno patchanka e un po’ più chanson, i cui personaggi spesso burleschi sembrano raccontati da trovatori medievali su morbide ballate e allegri rondò. ivano Fossati 26 gennaio

obihall

Ultimo album di inediti e ultimo tour per Ivano Fossati; come lui stesso ha dichiarato con questo ultimo prodotto discografico sceglie di abbandonare le scene musicali dichiarando “Non credo che potrei ancora fare qualcosa che aggiunga altro rispetto a quello che ho fatto fino ad ora. Ho pensato che la mia vita di artista sarebbe stata, d’ora in poi, quella di rappresentare me stesso”. L’addio arriva con l’uscita di Decadancing, ultimo album di inediti, 10 brani tutti scritti e arrangiati da Fossati, anticipato dal singolo “La decadenza”, un rhythm & blues graffiante su uno dei temi più attuali: la fuga dei giovani verso altri Paesi in cerca di opportunità migliori alla ricerca di una prima o almeno di una seconda possibilità. Fossati tratta l’argomento con dura chiarezza

A tre anni di distanza dall’uscita del loro ultimo disco “Helldorado” (disco di platino con oltre 70 mila copie vendute) dal 25 ottobre nei negozi “Dannato vivere” il nuovo album di inediti dei Negrita(Universal Music). L’uscita del loro nuovo lavoro discografico, la cui produzione artistica è curata da Fabrizio Barbacci, è anticipata dal primo singolo “Brucerò per te”, da venerdì 23 settembre in rotazione radiofonica e in vendita su tutte le piattaforme digitali.

e compositore romagnolo, sarà in concerto sabato 4 febbraio alla Sala Vanni per presentare i brani del suo ultimo pluripremiato lavoro discografico “Vago Svanendo” (Carosello Records). Nel panorama italiano, la figura artistica di John De Leo è sinonimo di geniale sperimentazione vocale e sonora, sempre elegante ed originale.

mistero buffo 23 gennaio

A teatro

In consolle

amleto Dal 17 al 22 gennaio

Jahcoozi 13 gennaio

teatro della pergola

massimo Ranieri 3 febbraio

teatro verdi

Si tratta di un gradito ritorno a “grande richiesta”. I concerti degli scorsi anni al Teatro Verdi hanno riscosso un tale successo di pubblico da far tornare Massimo Ranieri a Firenze per un’altra replica (è la tredicesima volta). Massimo Ranieri porta in scena questo spettacolo dal febbraio 2007. Arrivato a superare le 500 repliche, lo show ripercorre i 40 anni di carriera dell’artista svelando aneddoti e teneri ricordi d’infanzia che porteranno il pubblico a rivivere atmosfere lontane di un’Italia “povera, ma con le scarpe lucide”. Lo spettacolo teatrale è un omaggio alla sfera femminile, un’orchestra e un corpo di ballo di solo donne, ed è nato dalla fusione tra il doppio album “Canto perchè non so nuotare...da 40 anni!”, dove Ranieri ripropone una raccolta dei suoi maggiori successi duettando con talentuose vocalità come quelle di Silvia Mezzanotte, Linda, Simona Bencini e Jenny B., ed interpreta 14 brani dei più grandi cantautori italiani, come Battisti, Lauzi, Battiato, Endrigo, Paoli e Rossi, e la trasmissione televisiva “Tutte donne tranne me” andata in onda su Raiuno nel gennaio 2007 che vedeva ospiti, orchestra e balletto di solo donne. John De leo 4 febbraio

sala vanni

Dopo una lunga assenza, torna ad esibirsi a Firenze la voce più interessante della scena musicale italiana: John De Leo. Il cantante

Di Amleto si sa praticamente tutto, così come è conosciuto il fascino delle messinscena del Teatro del Carretto. Una scena rotta da pannelli purpurei, un rosso che risucchia e risputa un bianco di personaggi, ne svela dalle morbide fessure frammenti improvvisi o insinuanti, al ritmo disarmonico di una mente turbata che è quella del protagonista. Alle spalle di Amleto un canto di Gertrude e un ghigno di Re, davanti un teatrino in miniatura con i personaggi del dramma che vanno svanendo ad ogni colpo mortale, e lo Spettro dentro. Il Principe galleggia in un presente dilaniato tra misfatto subito e ingannevole follia: “fragilità, il tuo nome è femmina”. occidente solitario Dal 9 al 13 febbraio

teatro della pergola Il dramma è parte della “trilogia del Connemara”, un riferimento alle origini irlandesi dell’affermatissimo scrittore inglese McDonagh, una volontaria immersione in un universo provinciale che assurge a valore universale della stravaganza della vita umana. Coleman e Valene sono due fratelli che hanno appena perso il padre, rimasto ucciso in uno strano incidente con un’arma da fuoco. Valene è tutto preso dalla mania del collezionismo religioso, mentre Coleman non pensa ad altro che a mangiare, bere e svaligiare i buffet dei funerali. I due sono presi in bizzarre e beckettiane avventure senza senso, tra cadaveri che emergono dai laghi, macabri scherzi e maltrattamenti.

obihall

Al museo Archeologico

Un dvd per spiegare il cratere Francois

Dario Fo e Franca Rame tornano in scena con una selezione di testi dal loro spettacolo dei primordi “Mistero buffo”, riproposto con un’immancabile dose di improvvisazione, da sempre cifra distintiva del teatro di Fo.

auditorium Flog Dissonant live, la rassegna dedicata alla nuove declinazioni dell’elettronica contemporanea torna all’Auditorium Flog di Firenze anche nel 2012. Un suono sempre più globale e ricercato ma non per questo lontano dalle atmosfere dancefloor tipiche della bass music. Il nome che risponde in modo più esauriente alla sopracitata descrizione è certamente quello di Jahcoozi, alleanza artistica transnazionale marchiata Bpitch Control, dietro alla quale si celano la cantante, autrice e performer Sasha Perera (Londra/Sri Lanka), il beatmaker Robot Koch (Germania) e il producer e bassista Gerkitz Oren (Tel Aviv). local heroes ogni giovedì

I

l Vaso François, il mito dipinto è uno strumento unico, prodotto da Techvision Sistemi Multimediali srl in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. Interamente dedicato all’interpretazione approfondita dei racconti dipinti sul più grande cratere attico conosciuto al mondo, si presenta come un’opera senza precedenti. Coniugando la precisione filologica al piacere della narrazione, con l’ausilio di ricostruzioni in 3D e di scene in animazione, il dvd illustra nel dettaglio il complesso apparato decorativo del cratere, una summa dei principali miti greci e una sorta di catalogo di dei ed eroi dell’antichità. Il Vaso François, oggi al centro di una sala del secondo piano del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, è un capolavoro della produzione attica a figure nere. È il più grande cratere attico conosciuto: è alto 66 centimetri e la sua circonferenza raggiunge i 181. Porta il nome del suo scopritore, il fiorentino Alessandro François, che lo ritrovò in frammenti nell’area di Chiusi. In vendita al boo/C.G. kshop del museo Archeologico.

logic

Il 2012 della rassegna Local Heroes apre il nuovo anno nel segno della novità, con alcune presentazioni importanti, senza farsi mancare il piacevole ritorno di qualche vecchio, stimato, amico. Il mese comincia giovedì 5 con l’appuntamento di Inner City Jungle, una delle storiche crew fiorentine legate al fenomeno della bass music. Alla consolle l’enfant prodige Noiza assieme ad un guest misterioso. Giovedì 12 Local Heroes ospita l’anteprima di End of the weak (la fine dello scarso) il nuovo contest di riferimento mondiale per mc e freestyler. In questo succoso antipasto potremo vedere in azione un dei fenomeni del turntablism d’Inghilterra, Dj Snuff, accompagnato da un pilastro della scena hip hop italiana, Dj Afghan. Assieme a loro anche il ferrarese Mc Cry, presentatore della serata assieme ad una nutrita schiera di eroi locali. Giovedì 19 è il turno dell’altra one nite mensile, quella dedicata alle sonorità electro realizzata in collaborazione con l’etichetta Fresh Pump. L’ultimo appuntamento per il mese di gennaio (giovedì 26) vede il gradito ritorno di un nome già visto dal vivo all’interno della rassegna “Local Heroes”, Ghemon, aka Gilmar, aka una delle penne migliori della doppia h nazionale.

l’iniziativa/2 Al Battistero

Dalla Russia a Firenze Il viaggio delle icone

I

n Christo/Bo Xructe, questo il nome dell’evento che celebra l’amicizia tra Italia e Russia, che vede tre icone provenienti dal museo Tretyakov di Mosca esposte nel battistero fiorentino fino al 19 marzo. “Il pontefice mi ha ricevuto in udienza e ha dimostrato molto interesse per questo evento – ha spiegato monsignor Giuseppe Betori - per questa possibilità di far dialogare attraverso l’arte fedi che si esprimono in modo diverso ma che hanno radici comuni”. E mentre a Mosca il patriarca Kirill dava la sua “benedizione” a una madonna latina che supera il modello bizantino, nel frattempo la curia fiorentina si adoperava per allestire al meglio il Battistero, all’interno del quale sono state accolte la maestosa icona della madre di Dio Odighitria, l’Ascensione, risalente al 1408 e dipinta dal celebre Andrei Rubliov, santo monaco e famoso pittore, e l’icona della crocifis/C.G. sione di Dionisij, datata 1500.


36

lettere

Gennaio 2012

forza spendere tutti questi soldi???

quindi in tutta coscienza non pote-

per un treno Eurostar o per il vec-

A noi resta oscuro l’aspetto quali-

vo neanche montare la scusa della

chio Intercity. Entro in stazione con

tativo di questa scelta dell’Ammini-

mancanza di obliteratrici funzio-

le mani in tasca, raggiungo il binario

strazione che va controtendenza da

nanti che pure è un problema tanto

sempre con le mani in tasca, salgo

ciò che ha dichiarato il vicesindaco.

da poter coniare il nuovo termine

sul treno e mi siedo senza aver tim-

E allora se la coperta è sempre più

di “Primule gialle”. Ma allora perché

brato una beneamata cippa, il tut-

corta chi scegliamo che si debba

ho scritto questo reclamo? Prose-

to senza commettere illecito. Con i

scaldare??? Non sarebbe il caso

guiamo col racconto: Io ammetto

treni regionali (quelli da allezziti tan-

di usare meglio le risorse e i soldi

la mia mancanza e il controllore

to per intenderci), non si può fare.

pubblici?? Oppure la coperta deve

scrive la sanzione. Commento l’ac-

Non posso neanche soffermarmi a

scaldare chi, in effetti, ne ha meno

caduto dicendo che con il bigliet-

stampare il biglietto a una di quelle

bisogno!

to elettronico questo non sarebbe

macchinette per fare i biglietti, pos-

accaduto. Il controllore conferma

sibilità che per i treni Eurostar esiste,

ma aggiunge che l’avrei potuto fare

tanto per cambiare. Non dimenti-

IL PARCO DI SAN DONATO E I GIOCHI PER BAMBINI

e ciò corrisponderebbe a verità se

chiamo la timbratura del biglietto

l’avessi fatto da casa perché il bi-

che deve essere fatta prima di salire

Non abito nella zona di Novoli ma

glietto elettronico sui quei treni di

sul treno, quindi appena varcata la

Leggendo l’articolo apparso su “Re-

varie ed ogni volta che lo faccio

portarsi dietro la stampa cartacea

solo lungo il percorso che ti porta

porter” di novembre 2011, il gruppo

penso che sia stato fatto un lavoro

(alla faccia del biglietto elettroni-

al binario ma facendo un ampio

SEL di Rignano sente il dovere di

notevole per rendere gradevole la

co). Ora, essendo io possessore di

giro dei locali biglietteria. Se non

fare alcune riflessioni su scelte fatte

zona, nonostante l’orrendo Palazzo

Smartphone ovvero quelle simpati-

la si trova (o non la si vede) sperare

dall’Amministrazione, in momenti

di Giustizia. Il parco San Donato poi

che macchinette con le quali si può

di trovarne una nel sottopasso e in

di crisi e recessione. Nell’articolo in

ha completato il lavoro in modo mi-

fare di tutto, anche telefonare, avrei

caso negativo continuare a sperare

questione, il Vicesindaco, asserisce:

rabile. Ma...... perché ci deve essere

avuto tranquillamente la possibilità

in una macchinetta nascosta dietro

“Stiamo cercando di contenere e

sempre un “ma...”? In questo senso:

di farmi il mio biglietto, avendo de-

un palo chissà dove lungo il binario,

ridurre la spesa corrente puntando

vorrei sapere chi ha avuto la bril-

ciso all’ultimo se prendere l’Eurostar

percorso da fare spesso con bor-

al mantenimento della qualità”. Noi

lante idea di installare i giochi per i

precedente (pieno) o quel treno

se, zaini, passeggini, valigie di varia

siamo pienamente d’accordo con

bambini proprio a ridosso di quella

di categoria regionale. Ma la stam-

grandezza e quant’altro. Se la caccia

questa impostazione, consideran-

vera camera a gas che è via di No-

pa del biglietto chi me la faceva? Il

all’obliteratrice non riesce, saliti sul

do il periodo di ristrettezze, vorre-

voli a quasi tutte le ore della gior-

controllore, dispiaciuto quasi più di

treno bisogna scegliere tra occupa-

mo maggiore attenzione alle poli-

nata, specialmente disponendo di

me, può solo dirmi che ho ragione.

re un posto con la propria presenza

tiche sociali, recuperando risorse da

ampia alternativa! E il nostro bravo

Io, immaginando che questa spe-

o aprire la caccia al controllore per

una organizzazione più efficiente e

sindaco, padre di tre bimbi, come

requazione tra categorie di treno

farsi obliterare il biglietto. La secon-

ottimizzando le stesse. A tal propo-

ha fatto ad inaugurare tanto orgo-

sia stata ideata per risparmiare sulle

da opzione ha il rischio di farsi il

sito non capiamo, e non condividia-

gliosamente questa bella pensata?

dotazioni di palmari non essendo

viaggio in piedi mentre con la pri-

necessari col biglietto cartaceo sui

ma ti becchi sicuramente una bella

treni “popolari”, gli rendo presen-

multa. Già perché devi acchiappa-

Inviaci le tue lettere a

redazione@ ilreporter.it

Lettere e segnalazioni: tutto su www.ilreporter.it Lettere, segnalazioni, proposte, ma anche veri e propri articoli scritti dai lettori. Tutto questo ed altro ancora sul portale www.ilreporter.it. Tutte le lettere che non trovano spazio in queste pagine saranno pubblicate sul sito. E poi spazio ai commenti e alle vostre opinioni

SEL Rignano

“SALVI SCUOLA E SOCIALE... in una limitrofa. Da via di Novo- serie B chiamati “Regionali”, come soglia della stazione caccia aperta a MA LA COPERTA È CORTA” li transito per raggiungere mete quello su cui viaggiavo, prevede di una macchinetta funzionante non

mo, la scelta di conferire un incari-

Laura Piccioli

co ad un professionista esterno da 25.000,00 € per la riqualificazione e

IL BIGLIETTO ELETTRONICO, te questo pensiero e lui mi mostra re il controllore per farti vidimare il la direzione lavori di Piazza della Re- I TRENI REGIONALI un palmare nuovo di zecca. Io dico biglietto e se è in buona non ti fa pubblica, considerando che recen- E LE REGOLE “Ahh bene!!!” ma dentro di me pen- pagare i 5€ previsti dal regolamento temente si è potenziato il personale

Questa è la storia di una sanzione

so “brutti str....”. Riassumendo, da

di viaggio. Farsi trovare col biglietto

dell’Ufficio Tecnico Comunale, oltre

giusta che il personale di Trenitalia

una località X che non è casa mia

“pulito” costa invece circa 10 volte

ad un ulteriore conferimento di in-

mi ha elevato perché il regolare bi-

decido di spostarmi in treno. Con

di più. Non c’è che dire un’ottima

carico a un tecnico “formatore” per

glietto non era obliterato. Dico che

un palmare o smartphone, black-

macchina per fare soldi come gli

il personale dei lavori pubblici... Ma

è giusta perché a treno partito me

berry, I-phone, I-pad o con un no-

autovelox di certi paesini messe su

queste persone, questi tecnici co-

ne sono accorto durante il control-

tebook e una carta di credito (non

rettilinei deserti oppure le multe

munali, sono o no capaci di svolge-

lo. Tra l’altro ho atteso in stazione

dimentichiamoci la connessione a

che elevano certi altri comuni a chi

re il proprio lavoro?? Dovevamo per

un bel po’ di tempo prima di salire

Internet) posso farmi un biglietto

sporca per terra quando sono pre-


lettere

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invia la tua segnalazione alla nostra redazione redazione@ilreporter.it

“BICICLETTE SENZA LUCI, È PERICOLOSISSIMO: PERCHÈ NESSUNO CONTROLLA?” Egregio Direttore, spesso sul Reporter appaiono lettere in merito alla circolazione delle biciclette in città. Io sono un ciclista da sempre, ma anche un automobilista se necessario e in questa seconda veste debbo constatare che la stragrande maggioranza dei ciclisti procede al buio, sconsideratamente, senza le luci davanti e dietro. E’ più che ovvio che tale atteggiamento è pericolosissimo, sia per loro sia per l’automobilista che può trovarseli davanti improvvisamente ed andare incontro a conseguenze pesantissime di vario tipo. Inoltre molti, specialmente sui viali, si insinuano fra le macchine mentre dieci metri più a destra c’è una utilissima pista ciclabile. Mi risulta che in Palazzo Vecchio ci sia una persona che si dovrebbe occupare della viabilità ciclistica: perché, oltre a pensare ai possibili futuri mondiali di ciclismo a Firenze, non vengono fatte delle campagne serie di sensibilizzazione sull’uso delle luci (pochi euro per un kit anteriore e posteriore) seguite da controlli e relative sanzioni? Sono un ciclista, ma perché tanti e tanti ciclisti possono circolare violando impunemente e sistematicamente il Codice della Strada mettendo a repentaglio se stessi e gli altri? Grazie Franco Grazzini

Gentile signor Franco, con la sua lettera, una delle tante che continuano ad arrivarci sull’argomento, torniamo a parlare della mobilità cittadina, con particolare riferimento a quella “a pedali”. Come già avevano fatto altre segnalazioni ricevute in passato, la sua lettera mette in evidenza un comportamento scorretto da parte dei ciclisti, ovvero il pericoloso (concordo con lei) malcostume di muoversi con mezzi sprovvisti di qualsiasi luce. Qualcosa che forse può sembrare una piccolezza, ma che una piccolezza assolutamente non è, soprattutto nelle strade (che a Firenze non mancano) meno illuminate, dove la presenza notturna di una bicicletta senza luci rischia seriamente di non essere notata, con tutta la pericolosità del caso e le conseguenze potenzialmente pericolosissime. È quindi più che mai necessario che i ciclisti mettano in pratica tutte le accortezze necessarie per aumentare la propria sicurezza, anche se ad onor del vero molti di loro lo fanno già. Per quanto riguarda le piste ciclabili, ritengo anche io che – laddove presenti – debbano essere utilizzate, anche perché zigzagare tra le auto in coda sui viali in sella alla propria bicicletta non è certamente un comportamento privo di pericoli. Detto questo, va anche detto però che, purtroppo, troppo spesso le stesse piste ciclabili non mettono del tutto al riparo i ciclisti da vari rischi, per lo stato in cui si trovano alcune di loro e per le molte interruzioni da cui sono caratterizzate, anche se in questo senso sembrano esserci interessanti novità in arrivo. Concludo notando come, dalle tante lettere degli uni e degli altri che arrivano in redazione, emerge che spesso tra ciclisti e “non ciclisti” (sia pedoni che automobilisti) vi sia una sorta di disputa continua, una rivendicazione di diritti da parte di categorie che non di rado si guardano in cagnesco. Ebbene, questa sorta di divisione deve essere certamente superata, nel nome di una serena convivenza urbana, della sicurezza stradale ma anche e soprattutto di una mobilità migliore. Perché è soltanto con l’impegno comune, e con il rispetto delle regole da parte di tutti, che il difficile nodo del traffico fiorentino può essere risolto. Matteo Francini m.francini@ilreporter.it

senti sì i cestini ma disposti ad alme-

la mia. Tutte le mattine uso l’auto-

no 100m l’uno dall’altro. Ma che si

bus per andare a lavorare, ma la mia

credono? Che ci teniamo i rifiuti in

sembra una scelta che in pochi fan-

tasca? Quando scrivo queste lettere

no: nel tragitto da casa al lavoro e

decanto sempre la mia massima, al

ritorno vedo dal finestrino dell’auto-

fine di non passare per anarchico:

bus che in quasi tutte le macchine

“Regole sì ma che siano facili da ri-

c’è solo il guidatore. Allora mi chie-

spettare”.

do: ma è mai possibile che tutte

Cordiali Saluti

queste persone che viaggiano da MB da Firenze

sole non abbiano altra scelta che prendere l’auto? Non potrebbero

INVALIDI, PARCHEGGI E CONTROLLI NEL CENTRO STORICO

usare l’autobus, il tram o andare in

Con riferimento a quanto scritto

problemi di salute o impegni di

dal Sig. Mauro Annese, innanzitut-

lavoro hanno bisogno della mac-

to concordo pienamente su quan-

china, ma è possibile che a Firen-

to riportato in merito alle vetture

ze siano così tante????? Anche gli

parcheggiate in centro: infatti mol-

autobus che prendo io mattina e

te volte mi sono chiesto come un

sera (ne devo cambiare due), dove

invalido potrebbe salire e scendere

non ci sono le corsie preferenziali,

da Porche, BMV X5, ecc... Ritengo

restano immancabilmente bloccati

invece giusto riservare agli invalidi

nel traffico, perché con così tante

parcheggi il più vicino possibile ad

auto in giro e le strade strette, sem-

ospedali, ASL, gabinetti di analisi

pre con qualche lavoro e qualche

ecc., mentre trovo discutibile il per-

macchina parcheggiata in tripla fila,

messo per il Centro Storico: se uno

qualche intoppo c’è sempre. Allora

si può permettere lo shopping in

io chiedo: sindaco Renzi, io sono fa-

centro (invalido o no), penso che

vorevole al tram, anzi spero che pri-

possa anche permettersi di arrivarci

ma possibile venga allargato anche

in taxi. Infine i vigili che pattuglia-

alle altre zone di Firenze, ma non si

no il centro, certamente non sono

potrebbe fare qualcosa per disin-

molti, ma comunque non mi sem-

centivare le persone che viaggiano

brano molto interessati né al con-

da sole e che non sono obbligate,

trollo degli utilizzatori dei contras-

a prendere l’auto? Mi ricordo che

segni invalidi né di alcun altro tipo

un po’ di tempo fa quando c’era il

di infrazione (ciclisti contromano,

blocco del traffico potevano viag-

sosta in posti non permessi, ecc.).

giare solo auto con tre o quattro

Certamente non sono questi i mali

persone a bordo: non si potrebbe

peggiori, ma da qualcosa bisogna

pensare a qualcosa del genere per

pur cominciare!

tutti i giorni? So che non è una cosa

Cordiali saluti

facile, ma penso che si possano fare Franco

bicicletta? Certo alcune di loro non potranno, ci sono persone che per

tutti i tram e le corsie preferenziali del mondo, ma se continuano a es-

serci così tante macchine in giro il IL TRAFFICO E LE AUTO CON IL SOLO CONDUCENTE traffico a Firenze non sarà mai sconfitto. A BORDO Gentili signori del Reporter,

Complimenti per il Reporter,

sul vostro bel giornale si parla spes-

cordiali saluti,

so del traffico, e anche io voglio dire

Franco A.


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Il reporter-San-Casciano-Gennaio 2012  

Il reporter-San-Casciano-Gennaio 2012