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Il Giornale nel tuo Comune Ist. Fisioterapico Barbini Rieducazione Funzionale Traumatologia Sportiva Via Verdi, 10 Rignano sull’Arno - FI Tel. Periodico d’informazione locale. Anno V n.100 del 1 dicembre 2011. N° reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10

l’incHiesTa figline

PRIMO PIANO

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DICEMBRE 2011

La befana è senza pensione Andrea Muzzi*

I NEVE, IL SERRISTORI SIAMO PRONTI? è SALVO Dopo la riduzione Palazzo Vecchio hadegli preparato infermieri un piano persub-intensiva, in scongiurare un arrivano 17 dicembre-bis. Ma si guarda le rassicurazioni anche all’Arno della Regione PAGG.8-9 PAG.4

incisa Prove di Comune unico: referendum programmato per il 2013. Ma i cittadini cosa ne pensano? PAG.6

sporT

Arno, la sicurezza si è arenata PAGG.2-3

Guida alla città aperta h24

reportage Rignano

di Ferri – Puliti

C VALZER IN PANchINA Delio Rossi arriva e porta entusiasmo in città, l’ex Primavera Buso saluta (per ora) Firenze PAGG.28-29

pallone amaro Un brutto avvio per le squadre di calcio del Valdarno. Che sperano in un miglior 2012... PAG.31

apita, e capita sempre più spesso, di avere sempre meno tempo per le faccende domestiche. Per quelle attività “basilari” per mandare avanti una famiglia come fare la spesa o portare il piumone a lavare. Commissioni che spesso vengono incastrate nei ritagli di tempo, in un “puzzle” sempre più frenetico. Ma ora si può tirare il fiato: anche a Firenze si stanno spalmando sempre più gli orari di negozi, servizi e uffici. Così, ad esempio, la spesa si può

fare fino a tarda sera, sale e dentifricio si possono trovare anche nel cuore della notte, le lavanderie accolgono i panni sporchi dall’alba al tramonto inoltratissimo. E niente paura anche per coloro che temono di restare senza tempo per le proprie passioni: le biblioteche tirano fino a tardi, massaggi e sauna idem, a Prato è sbarcata la palestra aperta h24 che presto potrebbe replicare anche nel capoluogo. Benvenuti nella Firenze che PAGG.14-15 non chiude mai.

Esplode di nuovo il caso Eternit PAG.5

reggello

IAnnata “paesi” di Firenze, difficile per il settore dell’olio: produzione ridotta in salita. viaggio ine prezzi periferia Ma qualità ancora più alta

conti in tasca

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PAG.7 PAG.25

l Natale di quest’anno sarà all’insegna della crisi. Ci vuole austerità! Per questo il professor Monti ha riscritto il testo di Tu scendi dalle stelle. Questa è la nuova versione, in linea con la normativa europea: “Tu scendi dalle stelle, oh recessione. E vieni in Italia, lasciandoci al freddo e al gelo! Angela Merkel non farci fallir, è messo male pure Sarkozy” (per motivi economici la canzone è stata ridotta a una sola strofa). Prima noi italiani sognavamo di diventare americani. Ora ci accorgiamo che siamo diventati come i greci! Prima cantavamo Tu vuo’ fa’ l’americano, adesso guardiamo Zorba il greco. Dobbiamo adeguarci: io, per esempio, ho cambiato squadra. Adesso tifo per l’Olympiakos! Prima si ballava il rock’n’roll. Ora nelle discoteche si balla il sirtaki! È un mondo in continuo movimento, anche gli americani sono cambiati: sono diventati greci pure loro. Faremo un Natale all’insegna del risparmio! Una volta era bello vedere sotto l’albero i regali incartati, il presepe illuminato. Quest’anno sarà grassa vedere già l’albero. La crisi però rafforza i rapporti tra le persone. Per esempio io da due mesi ho una persona che tutti i giorni o mi telefona o mi scrive: è il direttore della mia banca! Anche i nostri politici stanno facendo economie. Prima organizzavano cene in compagnia delle escort. Adesso le escort le invitano a colazione, costa meno! Viviamo tempi bui. La befana, ad esempio, quest’anno non l’aspettate! Non viene! Le hanno tagliato la pensione e aumentato la tassa di circolazione con la scopa. “Quest’anno il carbone nelle calze mettetevelo da soli!”. *Comico

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Nuovo anno, quanto ci costi PAG.26

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Dicembre 2011

il giornale nel tuo comune

l’inchiesta. Rischio idrogeologico, a che punto siamo

L’Arno fa ancora paura, lavori bloccati Casse di espansione a un passo dal commissariamento. L’opera si è arenata, ma la colpa non è solo della burocrazia Francesca Puliti

“S

e entro l’anno non si vedranno le ruspe, sarà la Regione Toscana a commissariare l’opera delle casse di espansione di Figline”. A lanciare l’allarme è Gaia Checcucci, presidente dell’Autorità di Bacino, l’ente chiamato a vigilare sulla sicurezza idrogeologica e sullo stato di salute dell’Arno. A 45 anni dall’alluvione di Firenze e a poco più di un mese dalle esondazioni che hanno colpito Liguria e Toscana, l’Arno fa ancora paura. Qualcosa è stato fatto, ma non abbastanza. E se si verificassero di nuovo le condizioni del ’66, il fango vincerebbe ancora. Per quanto riguarda i 4 Comuni del Valdarno fiorentino l’Arno non rappresenta una minaccia, ma per Firenze le casse di espansione previste nel territorio di Figline

significherebbero la salvezza. I lavori, però, procedono al rallentatore. A spiegare il perché ci hanno pensato sia il sindaco di Figline Riccardo Nocentini, che la stessa Checcucci. “Ho 105 milioni in tasca – dichiara la presidente dell’Autorità di Bacino - ma non riesco a spenderli: tra lentezze e burocrazia i lavori non procedono”. “Il ritardo è dovuto essenzialmente a enti esterni – aggiunge Nocentini – da oltre un anno aspettiamo l’autorizzazione da Autostrade, perché le casse passano sotto l’Autosole”. Tant’è che il sindaco si è dovuto rivolgere al Ministero delle Infrastrutture per velocizzare la pratica. E se con Matteoli un’intesa era stata trovata, adesso Comune e Autorità dovranno ricominciare da capo, andando a bussare alla porta del neoministro Corrado Passera.

FIGLINE. Primi della classe in prevenzione

incisa. Al via una campagna di informazione

I torrenti sono a posto, Canali e corsi d’acqua ma ora è allarme neve nelle mani dei cittadini V

a a Figline il primato della messa in sicurezza idrogeologica nella provincia di Firenze. Questo secondo le stime del Ministero degli Interni e di Legambiente. Negli ultimi anni, infatti, alcune zone a rischio dal punto di vista idraulico sono state, come si dice in gergo, “deperimetrate”, passando da un grado di pericolosità abbastanza elevato ad uno minore. “Figline è un comune di fondovalle - spiega Lorenzo Venturi , dirigente dell’Ufficio Protezione Civile – ed è impossibile affermare che non esiste rischio idrogeologico, soprattutto con questi cambiamenti climatici, che vedono piogge sempre più concentrate e di grossa intensità. Ma i nostri interventi, ininterrotti da dieci anni a questa parte, hanno reso la situazione molto più tranquilla”. Gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria effettuati dal Comune, in certi casi in collaborazione con il Comprensorio di Bonifica e le Province di Firenze e Arezzo, hanno riguardato in particolare i torrenti: i tre principali che interessano Figline - Gaglianella, Cesto, Ponterosso - e altri borri limitrofi, come il Cerbiano, il borro di Faella e di San Cipriano, il Resco. “Sulla Gaglianella e sul Ponterosso – spiega Venturi - abbiamo sostituito tre ponti, e realizzato due casse di espansione, in più sono stati rialzati gli argini. La foce del Ponterosso ha triplicato lo

sbocco in Arno, ma abbiamo allargato anche la foce del Cesto e del Gaglianella. Poi ci sono le manutenzioni ordinarie, che facciamo ogni anno nel mese di settembre, con la sistemazione degli argini e delle briglie. Abbiamo naturalmente bisogno della collaborazione della cittadinanza, invitata a controllare e ripulire le caditoie e i pozzetti privati, a rimuovere le foglie che cadono nei giardini, perché non vadano a intasare i tombini, a rimuovere recinzioni a ridosso dei torrenti, a non abbandonare rifiuti per strada e infine a segnalare ogni situazione di rischio”. In vigore fino al prossimo 15 marzo, inoltre, il periodo di massimo rischio per neve e ghiaccio, eventi non sempre prevedibili, per i quali si possono comunque adottare delle precauzioni, ad esempio dotandosi di catene da neve. La popolazione è stata anche invitata a munirsi di una scorta di sale, e a limitare al minimo indispensabile l’uso dell’auto, in caso di forti nevicate. Discorso a parte per le casse di espansione dell’Arno. “Un salto di qualità dal punto di vista della sicurezza idrogeologica – afferma il sindaco Nocentini – non solo per Figline. I lavori però stanno andando a rilento e non certo a causa del nostro Comune. C’è bisogno di lavorare di più e meglio sulla collaborazione fra i vari enti – sono ben 23 /P.T. – che partecipano al progetto”. Il Reporter del Valdarno F.no raggiunge 18.509 famiglie nei Comuni di Figline, Incisa, Reggello, Rignano.

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il reporter è un periodico di 10 edizioni che mensilmente viene distribuito da in 216.486 copie

Direttore Responsabile: Matteo Francini Service editoriale e grafico: Tabloid soc.coop., Firenze (FI) scrivimi@ilreporter.it

Direzione ed amministrazione: via Kassel 17- 50126 Firenze tel. 848.80.88.68

M

ai come in quest’ultimo periodo gli eventi meteorologici hanno fatto paura alla nostra Regione e, alla luce di quanto accaduto alla fine di ottobre, il campanello di allarme per il rischio idrogeologico è suonato anche per gli amministratori dei Comuni del Valdarno fiorentino. Il Comune di Incisa, situato in una zona alluvionale, oltre al fiume Arno comprende una grande quantità di borri e piccoli corsi d’acqua che per incuria o dimenticanza possono diventare veramente insidiosi. In seguito a un confronto tenutosi con la Protezione civile, il Consorzio di bonifica e la polizia idraulica – spiega l’assessore Tamara Ermini - è partita una fase di studio o più precisamente una fase di mappatura, il cui scopo sarà quello di individuare quali sono i corsi d’acqua da tenere sotto controllo e che in caso necessario evidenziano il bisogno di un intervento. “Mi preme sottolineare - precisa l’assessore Ermini - che l’attenzione e la sensibilità dei privati cittadini diventa fondamentale per lavorare al meglio sul fronte della prevenzione dei rischi idrogeologici. È compito di tutti, non solo di Comune, Provincia, Protezione civile, Con-

sorzio… tenere puliti borri, corsi d’acqua. La mentalità deve cambiare, non si può più pensare che ci pensino gli altri, ognuno è responsabile”. A questo proposito verrà fatta a breve un’importante campagna di comunicazione da parte del Comune che aiuterà i cittadini ad orientarsi sul comportamento adeguato da seguire, specialmente per i frontisti, su come fare i canali di scolo per i campi, sulle distanze da tenere per gli accatastamenti ecc. E se la pioggia ha fatto paura nel mese di novembre, a dicembre torna anche lo spauracchio della neve, memori dell’incredibile 17 dicembre 2010. Sono scattati da alcuni giorni i controlli per chi non ha le catene o gli pneumatici termici. La norma, entrata in vigore il 15 novembre e durerà fino al 15 aprile 2012, è stata attuata per evitare i problemi e le grosse difficoltà causati dalle nevicate del dicembre scorso. Come si suol dire: sbagliando si impara. La norma non è da sottovalutare perché i controlli sono già partiti e le multe anche. Se si percorrono alcune strade e alcuni tratti in   Valdarno fiorentino - incluse le strade incisane senza rispettare tale obbligo, si rischiano /S.D.R. pesanti sanzioni pecuniarie.

Stampato da Rotopress International, Loreto (AN)

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FIGLINE • INCISA • REGGELLO • RIGNANO

rignano. Torna nell’occhio del ciclone la questione Castiglionchio. Ma gli interventi dovranno attendere ancora

Servono dieci milioni. Che il Comune non ha Spostamento dell’alveo e bacino di contenimento per il fosso: l’amministrazione si appella a Regione e Provincia per reperire le risorse necessarie all’operazione. Ma la strada si annuncia in salita

D

a settimane la Protezione civile tiene alta l’attenzione soprattutto sugli affluenti di sinistra dell’Arno e ritorna di primo piano l’annosa questione del Fosso di Castiglionchio. “E’ già stato redatto un primo progetto per trovare una soluzione definitiva – ci assicura l’assessore all’assetto del territorio, Angelo Raffaele Tursi -. Questo progetto vale però 10 milioni di euro che il Comune di Rignano non ha e non

avrà mai. Per questo abbiamo chiesto un intervento da parte della Regione, della Provincia e dell’Autorità di Bacino affinché si trovi una soluzione una volta per tutte per la messa in sicurezza del Fosso di Castiglionchio. Il Comune di Rignano, con le risorse che ha, non può fare altro che intervenire sulle situazioni di emergenza. Abbiamo già fatto un sopralluogo con tutto lo staff di tecnici perché questa vicenda

deve trovare una priorità all’interno del piano”. Il progetto così come concepito prevede sostanzialmente una sorta di spostamento dell’alveo del Castiglionchio in modo tale che il grosso dell’acqua passi fuori dal centro abitato. “Stiamo anche valutando se creare una sorta di bacino di contenimento a nord – continua Tursi – con una specie di diga, ma ne dovrà essere vagliata la fattività”. Attacca duro Andrea Calò, secondo il consigliere di Rifondazione il Comune di Rignano è da anni inadempiente per quel che riguarda i doveri di tutela del territorio. “Sono sempre le solite cose, giocano a fare lo scaricabarile e vogliono coinvolgere gli altri Enti – afferma Calò -. E’ da anni che l’amministrazione comunale non fa nulla per risolvere la situazione di degrado, di abbandono e di pericolosità idraulica”. Una questione che sembra

non aver fine. Come aveva fatto notare a inizio aprile l’assessore all’Ambiente Renzo Crescioli nella risposta alle due interrogazioni dello stesso Calò, “in base alla normativa vigente, la messa in sicurezza risulta a carico dell’amministrazione comunale di Rignano sull’Arno, essendo lo stesso fosso all’interno di un centro abitato e privo di una classificazione”. “Le altre istituzioni che il Comune ha tirato in ballo – dice Calò – hanno chiarito le loro posizioni. La Regione poi già diversi anni fa aveva stanziato parecchi soldi per alcuni interventi di messa in sicurezza, ma il Comune questi interventi non li ha mai fatti e i problemi si sono ingigantiti. Sono anni che denunciamo questa situazione, ora è diventata ingestibile. I costi sono esorbitanti e con la crisi economica sarà ben difficile ottenere que/F.M. sti soldi dagli altri Enti”.

reggello. In ritardo sulla tabella di marcia, i lavori partiranno a inizio 2012 e costeranno 700mila euro in tutto

In sicurezza il lago di Donnini. Ad anno nuovo I

n ritardo sulla tabella di marcia, ma finalmente è tutto pronto: i lavori al lago di Donnini partiranno all’inizio del nuovo anno. Un massiccio intervento di messa in sicurezza sul più importante – e più a rischio – bacino d’acqua di Reggello, l’unico territorio tra quelli del Valdarno fiorentino soltanto marginalmente lambito dall’Arno e dove il principale corso d’acqua, il Resco, non presenta situazioni idrogeologiche preoccupanti. Richiesto a gran voce e a più riprese dai cittadini di Sant’Ellero che hanno il lago proprio sopra le loro teste, poi annunciato per la fine dell’estate, i tempi dell’intervento si sono allungati per le solite questioni tecniche e burocratiche. Il progetto c’era ed aveva il via libera della giunta dalla fine di agosto. I finanziamenti anche. Costo totale 700mila euro, messi insieme con il contributo

di quattro enti pubblici: 329.200 dalla Regione, 206.800 dalla Provincia, 100mila a carico del Comune e i restanti 64mila dell’Unione dei Comuni Valdarno-Valdisieve. Mancavano i pareri di tutte le autorità competenti: ex-Comunità montana, Autorità di bacino, Genio civile e Soprintendenza ai beni ambientali, la più complessa da ottenere. Andava poi completata una serie di espropri nei terreni adiacenti al lago. Ai primi di novembre è arrivato l’ultimo nulla osta e per la fine del mese è stato pubblicato il bando di gara. Nel frattempo i cittadini almeno non hanno passato un autunno sotto al pericolo incombente, nonostante qualche allarmismo che aveva riportato la questione sui banchi del Consiglio provinciale. “Il lago non è mai stato abbandonato – assicura l’assessore ai lavori pubblici Fabio Tirinnanzi – abbiamo

Ai primi di novembre è arrivato l’ultimo nulla osta e per la fine del mese è stato pubblicato il bando di gara. Avviato il consolidamento di alcune zone franose a Vaggio e Tosi una convenzione con la Protezione civile per un monitoraggio costante e non appena dovesse emergere la minima possibilità di rischio scatterebbero subito le contromisure”. Capitolo frane, altra spina nel fianco del reggellese. Ol-

tre ai lavori di consolidamento già avviati (uno in località Canova, lungo la strada che porta a Vaggio, un altro sulla famosa frana di Macereto, risolta dopo un anno alla ricerca di liquidità) piano piano prendono corpo i lavori sull’annosa frana di Tosi. Un primo intervento nella parte alta, a monte della strada provinciale, è stato portato a termine. Adesso è la volta di quella a valle, vicina al centro abitato, un’operazione da 960mila euro interamente finanziata dal Ministero dell’ambiente per la quale si è già in gara d’appalto. Si va avanti a tappe, dunque, man mano che vengono reperiti i fondi necessari. Resta però molta strada da fare prima di concludere l’intero programma di consolidamento e messa in sicurezza per il quale servono complessivamente circa dieci milioni di euro. /A.T. Un’enormità, di questi tempi.


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il giornale nel tuo comune

FIGLINE. Dopo il taglio degli infermieri in terapia sub-intensiva, arrivano rassicurazioni dalla Regione

L’ospedale non chiude. Anzi, migliora Niente paura per il pronto soccorso, l’assessore Scaramuccia annuncia un futuro incremento dell’attività di chirurgia Paola Tozzi

l’ingresso dell’ospedale

Serristori

Il sindaco: “Quella della Asl è stata una scelta sbagliata, in modi e tempi” 170. “Il Pronto Soccorso al Serristori – sottolinea Nocentini – aperto 24 ore su 24, è un punto fermo che non deve essere messo in discussione. Bisogna però ammettere che, nonostante allarmi e paure, i grossi tagli al Serristori non sono stati fatti negli ultimi 5 anni, ma prima: basti pensare alla chiusura della maternità. Negli ultimi anni le prestazioni dell’ospedale sono invece migliorate”. “Continuiamo a pensare – prosegue il sindaco - che quella

LEGNA DA ARDERE...

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e non solo

VALUTO O T ACQUIS I BOSCH O I DA TAGL A N O Z IN NO VALDAR

Figli e lavoro? Sì, si può fare

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“L’

attenzione alta delle Istituzioni e l’affetto di tutta la comunità figlinese nei confronti del Serristori sono fondamentali, devono continuare e continueranno ad esserci”. Il primo cittadino figlinese, Riccardo Nocentini, e i figlinesi tutti non abbasseranno la guardia rispetto alle “minacce” di depotenziemento, o peggio, di chiusura dello storico ospedale del paese. Le parole del sindaco arrivano all’indomani della nuova, ulteriore, rassicurazione da parte dell’assessore regionale alla Sanità Daniela Scaramuccia sul futuro del Serristori: un ospedale considerato in tutto e per tutto della rete della Asl, sul quale ci sono degli investimenti, peraltro in corso di conclusione, per un totale di circa 7 milioni di euro. Scaramuccia, ricevendo i consiglieri regionali provenienti dal Valdarno, ha recentemente rimandato al mittente le ipotesi di ridimensionamento dell’ospedale, parlando addirittura di una futura intensificazione dell’attività di chirurgia programmata. Eppure un piccolo ridimensionamento c’è stato: quella “fatale” riduzione di personale nella sub-intensiva, annunciata e fatta dalla Asl al termine dell’estate, che aveva fatto risvegliare le “storiche” paure della popolazione figlinese e dei suoi amministratori sul futuro del nosocomio e soprattutto del Pronto Soccorso. Il Consiglio comunale e quello della Provincia di Firenze hanno così firmato un ordine del giorno unitario contro quella decisione. Preoccupazione è stata espressa da tutte le forze politiche, mentre gli stessi dipendenti della Asl hanno fatto partire una raccolta di firme contro il provvedimento, arrivata a quota

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della sub-intensiva sia stata una scelta sbagliata della Asl. L’Azienda sanitaria avrebbe potuto fare un altro tipo di taglio: visto che ci sono tanti amministrativi, si potevano ridurre i capisala invece che gli infermieri di turno la notte in sub intensiva”. Inoltre, secondo Nocentini, anche la tempistica è stata sbagliata, con i lavori di ampliamento per le nuove sale operatorie e del reparto di radiologia ancora in corso. “Sarebbe stato più opportuno fare un ragionamento complessivo sul Serristori e sulla sua funzionalità al termine di questi investimenti. Per esempio – conclude il sindaco - una volta che saranno terminate le sale, abbiamo chiesto che non vengano utilizzate solo di mattina, ma nell’arco di tutta la giornata”.

arlare di maternità e lavoro non paga. E’ uno di quegli argomenti che fanno poca “audience”, che non attraggono né motivano alla partecipazione. Il problema della conciliazione dei tempi di una madre con il mondo del lavoro è un percorso che riceve poco seguito. E’ sempre “maggiore e dilagante – analizza Danilo Sbarriti, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Figline – l’assenza di tutela verso una delle cose più belle del mondo, il legame tra genitore e figlio”. Con questa dura realtà che si sono dovuti confrontare i coraggiosi fautori del progetto “Mamme al lavoro”, che ha prodotto invece risultati entusiasmanti per i partecipanti: dagli enti pubblici ai tecnici e studiosi, dalle mamme alle aziende. L’iniziativa è nata a Figline grazie all’allora assessore Anna La Cognata, e con il supporto di Adatta Firenze e delle sue formatrici, prima fra tutte la Dott.ssa Nunzia Pandoli. Un percorso durato un anno e mezzo, portato avanti con un calendario che ha visto alternarsi percorsi formativi per i responsabili delle risorse umane di imprese ed enti pubblici, finalizzati ad accrescere le capacità di gestione delle maternità nelle aziende, a percorsi di sostegno individuale, mirati su alcune madri-lavoratrici con problemi di conciliazione tra gli impegni, oppure per mamme espulse dal mercato del lavoro e con difficoltà a rientrarvi. Il tentativo è stato quello di considerare sia la dimensione organizzativa, che quella della singola mamma-lavoratrice, e di cercare di dare risposte “piccole, concrete e sostenibili”. Sono scaturite molte proposte da parte delle mamme – che nel corso degli incontri hanno avuto la possibilità di condividere con altre la propria esperienza, e trovare un clima di interesse verso i propri problemi e

la locandina di un incontro

di “solidarietà femminile” - e anche da parte degli enti partecipanti. Per fare un esempio, i rappresentanti del Comune di Figline hanno presentato proposte concrete che vadano in aiuto della mamme che lavorano: all’interno dell’amministrazione, l’aumento delle flessibilità dell’orario di entrata (dalle 7.30 alle 9), il coordinamento degli orari con gli orari dei servizi ai bambini: scuola, ludoteca, ecc. Mentre a livello nazionale si discute di congedo parentale pagato non più al 30% ma all’80, a livello territoriale, è stata avanzata la proposta di rilevare i bisogni delle famiglie con un questiona-

Orari più flessibili e un maggior coordinamento dei servizi rio, e di porre una maggior attenzione all’armonizzazione degli orari di apertura dei servizi pubblici fra i vari comuni (banche, supermercati, scuole e doposcuola). Adesso c’è da vagliare le /P.T. idee e metterle in pratica.

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FIGLINE • INCISA • REGGELLO • RIGNANO

RIGNANO. La bonifica dei capannoni vicini al plesso scolastico è cominciata in ottobre

Amianto, scoppia la rivolta dei genitori “Non sono state rispettate le norme di sicurezza”: sul caso Eternit esplode la rabbia dei rignanesi. Ma il sindaco assicura: “Nessun rischio per i bimbi” Federica Momenté

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a rabbia è palpabile. Alcuni genitori dei piccoli alunni di Rignano non capiscono come si sia potuto procedere alla bonifica di un tetto in eternit a copertura di un edificio industriale privato che si trova attaccato alla scuola senza, a loro dire, giuste precauzioni. A segnalare l’edificio al Comune erano stati proprio loro, i genitori, un anno fa. “Questa situazione si è venuta a creare a causa di uno sfasamento dei tempi burocratici - si difende il sindaco di Rignano Gianna Magherini -. Vedere i tecnici al lavoro sul tetto ha fatto preoccupare i genitori dei bambini che frequentano il plesso scolastico adiacente al capannone dismesso”. Vedendo queste operazioni di bonifica avvenire in orario scolastico e apparentemente senza misure di sicurezza, i genitori hanno segnalato l’accaduto a giornali e istituzioni, con tanto di video postato in rete. “Non ci sono mai state situazioni di pericolo per i bimbi – assicura il sin-

daco Magherini - , se avessimo saputo avremmo potuto raccordarci con la scuola. Magari i genitori, se lo avessero ritenuto opportuno, avrebbero potuto tenere i figli a casa, ma non c’è mai stato nessun rischio”. Tant’è che i tecnici dell’Arpat sono stati a fare i sopralluoghi del caso, facendo sospendere i lavori, per verificare la presenza di eventuali fibre di amianto, riscontrando però dei livelli di molto inferiori alla soglia minima di pericolo. Ai genitori però non basta sapere che non c’è stata alcuna dispersione d’amianto. “E’ andata bene” dicono, ma che sarebbe successo se invece i tecnici dell’Arpat avessero rilevato la presenza delle temutissime fibre? “Se le rilevazioni avessero dato dei risultati negativi i bambini sarebbero stati esposti a un grande rischio. Non siamo stati informati né noi né la dirigente scolastica del nido e della materna – si sfogano i genitori -. Chi ha fatto la bonifica non ha seguito le disposizioni di legge che impongono, in in-

lavori in corso per la rimozione dell’amianto

terventi di questo tipo, di incapsulare le lastre d’amianto. Cosa sarebbe successo se si fossero rotte mentre le rimuovevano? Questo sarebbe stato pericoloso sia per gli operai che per i bimbi”. La rabbia verso l’amministrazione è tanta, secondo i genitori c’è stata superficialità

da parte degli uffici tecnici. “L’importante è l’aver tolto il materiale pericoloso – replica il sindaco - per evitare che ci potessero essere rischi per la salute. E’ stato fatto un ulteriore passo per ripulire gli edifici da un altro pezzo di amianto”.

SUI BINARI. Una giornata sui treni regionali. Il risultato? Dai 10 ai 25 minuti di ritardo alla fine di ogni corsa

Tagli e disservizi, pendolari ancora sul piede di guerra

Ritardi

mattutini

errovie, croce e delizia dei pendolari. Nel Valdarno i più assidui si sono riuniti in un coriaceo comitato, ma anche singolarmente i viaggiatori ne hanno mille da raccontare. Tra i vari convogli segnalati, ad esempio, emergono in particolare due treni “passanti” – ovvero quei regionali, una volta metropolitani, che collegano il Valdarno con Prato passando da Firenze Statuto, saltando così Santa Maria Novella – che sono tra i più preziosi per i lavoratori dell’area di Osmannoro e dintorni. Treni importanti, apprezzati per la loro velocità e per l’assenza di trasbordi. “Peccato non possiamo apprezzarli anche per la puntualità”, avvertono. “Il treno 11800, che parte da Rignano alle 7:16, non

arriva mai in orario: quando va bene riesce a fare almeno 5 minuti di ritardo”, ricorda una viaggiatrice. A cui fa eco un coro di proteste che indica in un altro regionale, il numero 11803, “l’alter ego” dei disservizi sulla via del ritorno: “Quello è un altro treno che dopo Rifredi non è mai in orario”. Alcuni controlli a campione confermano quanto detto dai pendolari, il sito ufficiale Viaggiatreno.it parla chiaro: i ritardi sono frequenti. Ma se non bastasse “Il Reporter” il 16 novembre ha deciso di fare compagnia ai pendolari. Appuntamento alle ore 7:16, stazione di Rignano sull’Arno. Treno con un minuto di ritardo, niente male. A Pontassieve è addirittura in anticipo. “Ma qui si deve aspettare il treno da Borgo

e ci accodiamo: se quello è in ritardo, lo facciamo pure noi”, si lamenta un abbonato Trenitalia. Non ha torto, il nostro treno arriva a Campo di Marte sei minuti dopo il previsto. Ma è solo dopo che iniziano i guai: il ritardo sale a 20 minuti già alla vicina stazione di Statuto, poi 21 a Rifredi e infine sono 25 a Prato, dove finisce la corsa. “Un disastro per chi deve lavorare”, dicono in molti correndo giù dalla carrozza. Al ritorno la musica non cambia: il R11803 a Rifredi arriva in orario ma riparte in ritardo. Sei minuti che diventano 12 a Campo di Marte e 11 a Rignano dove si ferma alle 18:01 invece che alle 17:50. “Oggi non è andata malissimo”, ironizza /A.Tr. qualcuno. Ma il malcontento rimane.

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Dicembre 2011

INCISA. Prove di Comune unico con Figline: si comincia dalla condivisione dei servizi

Fusione o annessione? Timori e speranze Si avvicina a grandi falcate la data del referendum popolare

Paola Tozzi

che potrebbe cancellare i confini territoriali. Ma i cittadini

C

omune unico sì, comune unico no. Anche se ancora niente di ufficiale è stato “prodotto” in merito alla prospettata fusione di Incisa con Figline, le voci si rincorrono, soprattutto fra la gente comune, su quello che sarà e che potrà essere il Comune unico. E, in particolare a Incisa, il più piccolo dei due municipi, su quali saranno, se ci saranno, i reali vantaggi per la popolazione. Perché il “nodo” della questione per ora è

sono pronti a fare questo passo? Tra la paura di “perdersi” e la voglia di contare di più, ecco cosa ne pensa la gente

focus Sulla Grande Guerra

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na ricerca storica sui caduti della I guerra mondiale in modo da consegnare definitivamente alla memoria storica il ricordo dei caduti. È un’iniziativa singolare quella che il Comune di Incisa sta pubblicizzando in questi giorni. La molla che ha mosso l’amministrazione è stata la constatazione che negli archivi non esiste una ricerca compiuta e definita dei caduti durante le due guerre mondiali. Pertanto il primo passo è stato quello di lavorare riportando alla luce tutto il materiale reperibile per poi approfondirlo con il contributo appassionato e determinante del ricercatore storico Antonio Losi che ha così dato un grande aiuto per creare un legame indissolubile tra vecchie e nuove generazioni. “La memoria del nostro passato - si legge nel sito istituzionale del Comune - del sacrificio di tanti nostri giovani che hanno dato la vita per realizzare una Nazione libera e democratica, deve farci da guida ed esserci di conforto, ma anche da monito affinché simili sciagure non abbiano a ripetersi. Le personali esperienze vissute sono da base per una memoria collettiva, capace di perpetuare nel tempo quei valori fondanti per una società democratica e solidale”. Ma non è finita qui. La seconda parte della ricerca interesserà la II Guerra Mondiale. Quello che l’amministrazione cerca è il coinvolgimento di tutti coloro che potranno aiutare a completare la ricerca. Chi, analizzando il documento pubblicato nel sito troverà lacune e/o errori relativamente ai suoi defunti, potrà segnalarlo all’amministrazione utilizzando un apposito modulo allegato. (reperibile anche sul presso l’Ufficio locale della Polizia Municipale, presso la Biblioteca Comunale, presso l’Ufficio Protocollo comunale e presso S.P.I. CGIL /S.D.R. Piazza S. Lucia).

tutto qui: il velato timore che i cittadini incisani siano in qualche modo penalizzati dall’annessione con il vicino più grande, in particolare in termini di accesso ai servizi, della paura di “perdersi” in una macchina comunale più complessa e dispersiva. Affiora anche, parlando con la gente per strada, la “difficoltà” ad accettare una unione che in qualche modo possa significare una perdita di identità. Più che il campanilismo, sembra di cogliere nella gente la paura di “perdersi” come incisani. “Paure, titubanze e difficoltà che indubbiamente si riscontrano fra la popolazione – ammette il sindaco Fabrizio Giovannoni – soprattutto fra coloro, e sono tanti, che non hanno un’idea precisa di che cosa sarà l’unione con Figline. Questo è normale, poiché ancora non abbiamo iniziato il percorso, che sarà fondamentale, di dialogo con la gente. E’ un percorso che vogliamo intraprendere nella maniera più completa ed esaustiva possibile. Per questo abbiamo commissionato all’Irpet uno studio sulla situazione socio-economica nei due comuni: per andare a capire con precisione cosa vogliamo mettere insieme e per quale motivo, presentando ai nostri cittadini le opportunità positive, ma anche le eventuali criticità. In questo momento posso solo dire che le persone con cui mi è capitato di confrontarmi in maniera diretta si sono dimostrate favorevoli all’ipotesi di fusione”. Operazione che, come oramai stabilito, sarà subordinata al risultato di un referendum fra i cittadini di Incisa e Figline. La votazione dovrebbe aver luogo nel 2013. “Ci prendiamo tutto il prossimo anno – continua Giovannoni - per effettuare tutti i percorsi informativi e per settare tutte le possibilità e le sinergie fra i due Comuni. Inizieremo a lavoraci subito, passato il periodo natalizio”. Si sono già svolti, intanto, un Consiglio comunale unitario e una Giunta unitaria Incisa-Figline. “Sono andati benissimo – afferma il sindaco di Incisa – in particolare le due Giunte comunali hanno elaborato progetti concreti per iniziare fattivamente un percorso: per adesso si lavora all’unificazione di alcuni servizi. Un aspetto importante riguarda il progetto di un Piano Strutturale condiviso. Stiamo allestendo un bando per cercare un estensore unico del progetto, cercando di avere una visione unitaria del territori”. I due comuni sono infatti territorialmente già uniti, senza soluzione di continuità. Una “trasformazione urbana”, questa, che si è verificata nel tempo e senza nessun tipo di contraccolpo polemico.

Il momento della decisione forse già a primavera 2013


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FIGLINE • INCISA • REGGELLO • RIGNANO

REGGELLO. Crisi nella crisi per l’olio toscano, eccellenza nazionale. Ma lo spread non c’entra

Quest’anno l’oro verde sarà più caro Produzione ai minimi

Andrea Tani

a causa del lungo periodo

È

di siccità. Fortunatamente la resa si è assestata su livelli più alti del solito. E la qualità è più elevata che mai. Ma rientrare nei costi sarà un’impresa per gli agricoltori locali sopravvissuti ai “big”

un anno di crisi. No, non stiamo parlando di economia e finanza, o almeno non solo. Perché a fare i capricci insieme alle borse ci si è messa anche madre natura: la siccità di questa estate che si è prolungata fin quasi ad ottobre si è rivelata una vera e propria calamità per uno dei prodotti agricoli che rendono grande la Toscana nel mondo, le olive. Il risultato? La produzione di olio è crollata del 30-40%. Un bel guaio per i produttori, costretti a una crisi nella crisi, un duro colpo per i territori in cui l’extravergine è l’emblema dell’eccellenza agricola locale. Come a Reggello, che fa dell’olio il suo “oro verde”, un fiore all’occhiello nella produzione nazionale, anche e non solo per la sua insolita produzione a quote collinari, dai 300 ai 500 metri sul livello del mare. Una quindicina i produttori attivi che resistono alla grande distribuzione, grazie alla straordinaria qualità del loro lavoro. La nota lieta è che almeno la resa delle olive frante – vale a dire i chili di olio ottenuti dalla frangitura di un certo quantitativo di frutti – si è assestata su livelli più alti del normale, intorno al 16%. Per quanto riguarda la qualità inoltre la produzione reggellese resta al top e addirittura fa qualche passo in avanti rispetto agli anni scorsi. Le olive della stagione 2011, fanno sapere gli esperti del settore, sono ancor più ricche di composti fenolici, quelle sostanze che, oltre a conferire all’olio il suo particolare gusto, hanno ottime capacità antiossidanti ed effetti benefici per la salute. Ora resta da capire in che modo si tenterà di rientrare nei costi. Non c’è da escludere che il calo produttivo si rifletta in un aumento dei prezzi, anche se gli olivicoltori di Reggello hanno fatto sapere di non volere ricorrere a questa soluzione. Non sarà semplice. La Coldiretti ha lanciato l’allarme sulla complessa situazione che sta vivendo il settore perché il prodotto è ormai diventato poco remunerativo e c’è il rischio di vedere abbandonati molti oliveti in futuro. Difficile cha accada proprio a Reggello, “la città dell’olio”. Ma la crisi resta.

ON LINE La prima raccolta di firme nel 2007

La banda larga sbarca a Tosi

È

partito il conto alla rovescia per il collegamento internet veloce a Tosi: dopo anni di giuste rivendicazioni la linea Adsl arriverà finalmente anche nella frazione reggellese. La comunicazione ufficiale è arrivata all’inizio di novembre direttamente dalla Telecom: questo mese il gestore della linea telefonica e internet si attiverà per l’adeguamento tecnico necessario all’adozione della tecnologia in ponte radio, uno degli ultimi ritrovati della tecnologia in termini di telecomunicazioni, che dovrebbe garantire le migliori performance possibili. Una serie di necessari test tecnici e a gennaio anche i residenti di Tosi navigheranno sulla banda larga. Ce n’è voluta di pazienza: la prima raccolta di firme era stata promossa nel 2007 e da allora l’Amministrazione ha dovuto ripetutamente sollecitare il gestore. E nel resto del territorio? La falla più grande resta quella di San Clemente, dove la linea veloce è roba per pochi eletti. Non se la passa meglio chi abita nelle zone di campagna o in quelle più isolate dai centri abitati. Il problema più diffuso è quello della saturazione delle centrali di riferimento: in pratica tutte – o

quasi – le linee in uscita e in entrata sono assegnate e non esiste la possibilità di attivarne di nuove per chi è rimasto fuori. Difficoltà che il gestore conosce bene e che il Comune ha segnalato più volte. Che però restano difficili da risolvere. Fatto sta che alle soglie del 2012 la mancanza di un collegamento Adsl risulta inaccettabile alla maggior parte dei cittadini. Le responsabilità, per una volta, non sono della politica che in questo ha le mani legate e che anzi nel caso di Tosi ha raggiunto un risultato importante. Con la speranza /A.T. che ne seguano altri.

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l’inchiesta

Dicembre 2011

AMBIENTE/1. Memore del 17 dicembre 2010, Palazzo Vecchio ha predisposto un piano neve

Bianco Natale sì, ma non troppo Dopo i disagi dell’anno scorso, le autostrade potrebbero essere

Luca Squarcialupi

chiuse anche per eventi di minore criticità: si aprirebbe così

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il problema traffico, con i veicoli “dirottati” sulla viabilità urbana. Intanto, la città si prepara per non andare in tilt in caso di fiocchi

na valanga di sale, settanta mezzi per salvare Firenze dal blocco-neve, ma con l’incognita autostrada. Quest’anno, a differenza della maxinevicata del 2010, con gli automobilisti fermati dalle intemperie in Autosole, il tratto fiorentino della A1 potrebbe essere chiuso anche in caso di eventi di minore portata. Risultato: il traffico

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ettantotto euro di multa. Con il sole o con la pioggia, se a bordo non ci sono le catene da neve si può incorrere in una sorpresa salata. Dallo scorso novembre sono scattate le nuove regole anti-gelo della Provincia di Firenze: fino al 15 aprile per circolare sulla Firenze-Pisa-Livorno e sulle principali strade provinciali è necessario avere a bordo le catene da neve, oppure circolare con pneumatici da neve montati. Lungo l’elenco delle strade transitabili solo con questa dotazione, una settantina di arterie di comunicazione soggette in modo maggiore a eventi nevosi, a causa della loro collocazione geografica. Scorrendo la “white list” cade l’occhio sulla Volterrana, l’Aretina (nei comuni di Bagno a Ripoli, Rignano e Incisa), ma anche sulla strada della Futa, quella di Vallombrosa e la Chiantigiana. A queste si aggiungono la Firenze-Siena e altre strade gestite da Anas, che ha deciso misure analoghe per esempio sulla statale 67 Tosco Romagnola (tra San Bavello e Osteria Nuova) e sulla strada dell’Abetone. Tutti i tragitti su cui è in vigore l’obbligo di catene a bordo o di pneumatici invernali sono riportati sul sito della Provincia (www.provincia.fi.it) e sul portale di Anas (www.stradeanas. it). Ma per la Fi-Pi-Li c’è anche un’altra novità: in caso di neve la strada di grande comunicazione sarà “dimezzata”, ossia tutti i veicoli dovranno circolare solo sulla corsia di marcia, lasciando libera quella di sorpasso, che diventerà un corridoio di emergenza. Qui potranno transitare solo i mezzi di soccorso o i veicoli anti-neve: una novantina quelli a disposizione della Provincia (28 spargisale, 48 spalaneve, 15 combinati). A sorvegliarli ci sarà un occhio dall’alto: sono infatti dotati di localizzatore gps che invierà i dati alla sala operativa della protezione civile, in modo da conoscere in tempo reale la /G.C. loro collocazione.

verrebbe riversato sulle strade urbane. “È bene informare i cittadini che si potrebbe arrivare alla chiusura preventiva delle autostrade, decisa a livello centrale, anche per situazioni meteo non di eccessiva criticità – precisa Antonella Manzione, comandante della polizia municipale di Firenze - questo comporterebbe inevitabilmente disagi al traffico in città, con cui bisognerà fare i conti”. La memoria va subito ai problemi del 17 dicembre dell’anno scorso: circolazione congestionata, mezzi pubblici in tilt, spalaneve bloccati nei depositi e molti fiorentini costretti a scegliere l’ultima risorsa a loro disposizione per tornare a casa: i piedi. Palazzo Vecchio è corso ai ripari e dopo mesi la città ha un piano neve. Tutto ruota intorno all’unità di crisi presieduta dal sindaco, che racchiude le varie strutture coinvolte in un’eventuale emergenza (polizia municipale, protezione civile, ufficio ambiente, Quadrifoglio, Sas e le varie municipalizzate), pronta a riunirsi con una pre-allerta di dodici ore. Sarà lei, in base ai bollettini meteo della Regione, a decidere se mettere in standby i mezzi, settanta in tutto quelli previsti dal piano tra spalaneve e spargisale, nei punti strategici della città. In caso di nevicate inizierà subito lo spargimento di sale. L’obiettivo è evitare quello che è successo l’anno scorso: veicoli intraversati fin dai primi fiocchi, che hanno fatto da tappo. Oltre mille le tonnellate di sale messe in ponte (più della metà già in magazzino a fine novembre), conservate in venti punti di stoccaggio e utilizzabili nell’arco dei prossimi due anni. Esiste infatti una “scadenza”: col passare del tempo il sale si indurisce e risulta inutilizzabile. “Firenze si presenta preparata a un’eventuale emergenza neve, dopo l’evento di eccezionalità assoluta per la nostra città registrato nel dicembre 2010 – assicura la comandante Manzione – nel piano sono contemplate tutte le possibili criticità”. Sul fronte mezzi pubblici, l’Ataf ha attrezzato 290 autobus con catene e pneumatici da neve, dotazioni necessarie per garantire fino al 75 per cento del servizio, in caso di nevicate che raggiungano al massimo i 15 centimetri. Oltre questa soglia, i bus potrebbero restare fermi. Per la tramvia, Gest ha collocato lungo il percorso della linea uno, nei punti nevralgici, sacchi di sale per scongiurare il congelamento degli scambi e il conseguente stop dei convogli. Infine i privati cittadini: secondo il regolamento di polizia urbana, i fiorentini sono tenuti a ripulire dalla neve il marciapiede di fronte all’ingresso di casa, oltre a tetti, terrazze e davanzali, se causa di pericolo. “Speriamo che non nevichi – conclude la comandante – ma se succederà saremo pronti”.

Settanta mezzi e oltre mille tonnellate di sale per evitare il blocco


l’inchiesta

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AMBIENTE/2. Ecco lo stato di salute del nostro corso d’acqua

Arno a secco, ma c’è il rischio ‘66 Anche se ha sete, il fiume è ancora pericoloso. “firenze non è al sicuro da alluvioni - dice l’Autorità di bacino - i lavori bloccati dalla burocrazia devono andare avanti” Gianni Carpini

È

un concittadino sorvegliato a vista. Ogni volta che si gonfia più del consueto suscita l’apprensione dei molti che ne ricordano la potenza distruttiva di 45 anni fa. Un “fiorentino” capriccioso, alcune volte troppo grande per il suo letto, altre troppo piccolo a causa dell’assenza di piogge. Una cosa è certa. A distanza di anni l’Arno fa ancora paura, perché nonostante sia passato quasi mezzo secolo dall’alluvione che inghiottì Firenze nel fango, molto resta da fare per la sua messa in sicurezza. E se per buona parte del 2011 il fiume è stato più magro del solito (troppo, a causa della siccità), questo non cancella la possibilità che Firenze venga investita di nuovo da condizioni eccezionali di maltempo, come quelle che nel novembre del 1966 causarono uno dei più gravi eventi alluvionali mai registrati in Italia. Una possibilità non così remota, secondo gli esperti. Dagli anni Sessanta ad oggi molto è stato fatto, ma non abbastanza secondo Gaia Checcucci, segretario dell’Autorità di bacino dell’Arno, l’ente che – per legge – è tenuto a monitorare lo stato di salute del fiume. Firenze non è infatti al riparo da alluvioni. “Nel caso si riproponesse un evento eccezionale come quello del ‘66, i danni certamente non sarebbero di quella entità. Il rischio idrogeologico tuttavia non è azzerato – spiega Gaia Checcucci – da allora è stato costruito Bilancino, alcune casse di espansione sono state realizzate, si è sviluppato un sistema di allerta da parte della protezione civile, ma fin quando le opere a monte di Firenze non saranno completate – continua - la città è esposta a

un tratto dell’arno

(Foto

di

giuseppe della maria)

un grande rischio, nel caso di piogge prolungate”. Tra i lavori in questione ci sono anche quelli in ponte a Figline per la costruzione di quattro casse di espansione: i fondi (circa 30 milioni) sono già in cassa, ma gli interventi sono bloccati dalla burocrazia e da una serie di via libera. “La mancata realizzazione delle opere, le lungaggini burocratiche – prosegue Checcucci - ci espongono a un rischio che nel 2011 è inaccettabile. La protezione civile lo ha definito la seconda emergenza nazionale dopo il Vesuvio”. I soldi, anche se pochi, ci sono. 105 milioni per gli interventi strategici, rimasti impantanati tra le carte bollate. Il bacino dell’Arno è in pericolo soprattutto in caso di piogge intense pro-

lungate per più di 48 ore, spiegano dall’Autorità. Meno, invece, per le cosiddette bombe d’acqua, ad eccezione delle zone collinari del pratese e del pistoiese, soggette a frane in caso di temporali-lampo molto intensi, come quelli che si sono abbattuti alla fine di ottobre sull’alta Toscana. Mentre ci si interroga sulla situazione in caso di alluvione, il fiume vive una stagione di “secca”, complice la siccità e l’annus horribilis sul fronte delle precipitazioni. Da sessant’anni a questa parte non pioveva così poco. A metà novembre l’invaso di Bilancino, quello che disseta Firenze e zone limitrofe, ha raggiunto un livello limite, con una quantità d’acqua dimezzata rispetto alla capienza totale, pari a 69 metri cubi.

AMBIENTE/3 Progetto “Chianti Waste-less”

È lotta ai rifiuti

I

ntorno a Firenze c’è chi perde peso: trenta chili in meno (di rifiuti) per ogni cittadino nei comuni del Chianti. È questo l’obiettivo del progetto “Chianti Waste-less”, che riguarda in tutto oltre quarantacinquemila persone a Barberino Val D’Elsa, Greve in Chianti, San Casciano e Tavarnelle. La campagna, promossa – tra gli altri – dalla Provincia di Firenze, è entrata in una nuova fase operativa, espandendosi a esercizi, scuole e spazi pubblici, che metteranno in campo azioni integrate per la riduzione dell’immondizia. L’obiettivo da raggiungere è la riduzione progressiva della produzione dei rifiuti, arrivando a meno 30 chili l’anno per abitante entro il 2013 e a meno cento chili nel 2020. Gli strumenti abbattimonnezza sono tanti e articolati, ma tutti racchiusi sotto un unico marchio (“Wasteless – meno rifiuti”), che è arrivato in uffici, negozi, bar e ristoranti, hotel, agriturismi, bed&breakfast, ma anche sagre, fiere, scuole e manifestazioni pubbliche. Tutti sono coinvolti nella sfida per diminuire gli scarti e promuovere la raccolta differenziata. Al momento sono 54 gli esercizi interessati, fondamentali per la diffusione delle “3 R”: riduci, riusa, ricicla. Sarà inoltre distribuito alle famiglie del territorio un opuscolo esplicativo stampato in 40mila copie su carta riciclata. “L’area coinvolta, quella del Chianti, è una zona che fa dell’ambiente una delle sue caratteristiche che l’hanno affermata nel mondo come ‘brand’ – commenta l’assessore provinciale all’ambiente Renzo Crescioli - una politica sui rifiuti seria, moderna e ambientalmente sostenibile è fatta di tante azioni diverse. Quelle mirate alla riduzione sono una parte decisiva, e anche su questo la Provincia conferma un /G.C. impegno serio e concreto”.

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zoom

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cINEMA. Alla scoperta dei (molti) film ambientati nella città del giglio

Ciak, si gira... sui lungarni Dagli intoccabili fellini, Taviani, Zeffirelli ed Ettore Scola ai toscanissimi Benvenuti, Pieraccioni e Nuti, fino alle produzioni internazionali che hanno visto più volte attori hollywoodiani sbarcare all’ombra del campanile di Giotto Ludovica V. Zarrilli

C’

è chi dice che vivere a Firenze è come vivere sempre nello scenario di un film, una Cinecittà in carne e ossa, con tanto di fondali perfetti, affacci sul fiume, prospettive da sogno. E la città del giglio ha regalato ispirazioni a fior di registi, tanto che molti l’hanno scelta come luogo d’elezione per le loro riprese. In cima alla lista probabilmente c’è Camera con vista, pellicola del 1986 diretta da James Ivory e ambientata nell’Ottocento, che ha fatto sognare il pubblico di mezzo mondo, regalando una storia d’amore consumata tra un affaccio sull’Arno e l’altro. Ma andando indietro nel tempo se ne trovano numerosissimi, molti dei quali firmati da registi blasonati e stra-noti al grande pubblico come Roberto Rossellini, che ci ambientò Paisà, oppure Federico Fellini, che nel 1953 girò alcune scene dei Vitelloni proprio in città, e ancora Ettore Scola, che la scelse nel 1965 per La Congiura, o i fratelli Taviani, che invece raccontarono Firenze e la campagna circostante durante il secondo conflitto mondiale nella loro Notte di San Lorenzo, uscito nel 1982. E come dimenticare tutta la saga di Amici miei, che il maestro Mario Monicelli disegnò sui personaggi

più tipici della Firenze del secolo scorso, che passavano le loro giornate tra una scorribanda e l’altra, accompagnando lo spettatore (in tutti e tre i film della saga) nei vicoli del centro, nei quartieri residenziali e sulle colline circostanti. Altro scanzonato caposaldo del cinema che ha il Duomo e i lungarni per protagonisti è Il Ciclone di Pieraccioni (1996), che vede la seconda metà del film girata tra via del Proconsolo

Dalla metà del Novecento ad oggi, Firenze continua ad attrarre registi da tutto il mondo e piazza Poggi. Lo stesso vale per altri film del regista toscanaccio, come il precedente I laureati (1995) e i successivi Fuochi d’artifi-

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cio (1997), Il principe e il pirata (2001) e Io e Marilyn (2009). Gli appassionati di thriller e simili avranno ben presente La sindrome di Stendhal, che Dario Argento ambientò dentro la galleria degli Uffizi (e dove sennò?) nel 1996, e il terrificante Hannibal di Ridley Scott, del 2001, con Antony Hopkins, che consuma una delle scene più truci sulla torre di Arnolfo. Da non scordare poi tutte quelle pellicole made in Florence che della veracità toscana portano sul grande schermo ogni microscopico dettaglio, come i vari Caruso Pascoski (di padre polacco) e Casablanca Casablanca di Francesco Nuti e Benvenuti in casa Gori e A ovest di Paperino di Alessandro Benvenuti. La lista sarebbe ancora molto lunga, ma dulcis in fundo ci sono due chicche da non dimenticare: il “cult” Berlinguer ti voglio bene di Giuseppe Bertolucci, interpretato da un giovanissimo Roberto Benigni nel 1977, e Un tè con Mussolini (1999) del maestro Franco Zeffirelli.


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MUSIcA. Quattro chiacchiere con Riccardo Marasco, tra vecchi stornelli e nuovi aneddoti

La storia del menestrello fiorentino Ludovica V. Zarrilli

È

fIRENZE IN MuSICA 1. O mio babbino caro, Gianni Schicchi Giacomo Puccini, 1918 2. Un bacione a Firenze Odoardo Spadaro, 1937 3. O Fiorentina Narciso Parigi, 1956 4. Firenze (Canzone triste) Ivan Graziani, 1980 5. Firenze Santa Maria Novella Pupo, 1980 6. Firenze sogna Litfiba, 1993 7. Lei, lui, Firenze Brunori Sas, 2011 8. Estate a Firenze La Primiera, 2011

marasco

sempre stato un tipo controcorrente Riccardo Marasco, che già quando i cantanti “cinguettavano” usando la voce come uno strumento e intonando rime baciate sulla bellezza di Firenze tentava di far aprire gli occhi alla città e ai suoi abitanti. “Ma quale Arno d’argento, io l’Arno d’argento non l’ho mai visto, piuttosto da ragazzi ci si faceva delle gran sassaiole...”. Questo è Marasco, osservatore erudito e ironico, istrionico eppure capace di stare da una parte a guardare il suo mondo cambiargli intorno. “Non c’è una canzone delle mie che amo più delle altre, dipende dai periodi, dai fatti che mi accadono intorno”. Racconta di una Firenze da cui ha tratto ispirazione, di quel crogiuolo all’interno del quale, a ridosso della seconda guerra mondiale, erano nati e cresciuti i più grandi chansonnier fiorentini del secolo scorso, a cominciare da Odoardo Spadaro, che con il suo “Bacione a Firenze”, aveva incantato milioni di ascoltatori radiofonici. “Sì, perché all’epoca - racconta Marasco - non c’era mica la tv. Se un cantante mediocre va in tv magari se la cava col bell’aspetto che distrae il telespettatore. In radio questo trucco non funziona, per mante-

in redazione

nere accesa l’attenzione del radioascoltatore bisognava avere una bella voce. Io sono stato salvato dalle prime radio libere: cominciarono a passare i miei pezzi e subito diventarono un gran successo. Gli altri mi boicottavano tutti”. Ingegnere sulla carta (“ma non ho mai praticato la professione”), Riccardo Marasco ha fatto la storia della canzone vernacolare fiorentina raccontando storie di tutti i giorni, pregi e difetti di una terra che più bella non si può. Dall’Alluvione, alla Lallera, alla Teresina, “fino a quelle che si conoscono meno ma sono più profonde, tipo l’Ammucchiata o Firenze bottegaia”. Curioso e attento, Marasco ha anche scoperto il mondo di Facebook: “Mi hanno aperto un profilo e in poco tempo ho raggiunto oltre cinquemila fan, chi l’avrebbe mai detto! E invece i giovani continuano a seguirmi”. Chi volesse assistere dal vivo a uno dei concentrati di cultura toscana riassunti negli spettacoli del cantautore può fare un salto al Teatro del Cestello dal 15 al 17, quando andrà in scena “Marasco racconta la Toscana”, o dal 2 al 4 febbraio al Teatro Lumiére, quando porterà in scena il suo “Marasco racconta Marasco”. Per un tuffo nella Firenze più vera.

LIBRI. Gli incipit di quattro romanzi che hanno come protagonista speciale il capoluogo toscano LE RAGAZZE DI SAN fREDIANo di Vasco Pratolini

“I

l rione di Sanfrediano è “di là d’Arno”, è quel grosso mucchio di case tra la riva sinistra del fiume, la Chiesa del Carmine e le pendici di Bellosguardo; dall’alto, simili a contrafforti, lo circondano palazzo Pitti e i bastioni medicei; l’Arno vi scorre nel suo letto più disteso, vi trova la curva dolce, ampia e meravigliosa che lambisce le Cascine”.

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ella stanza da letto di una villa settecentesca viene ritrovato il corpo senza vita di un’anziana signora. Sul comodino, un bicchiere con tracce di un medicinale contro l’asma. Il commissario Bordelli, cinquantenne, scapolo, ex partigiano, amico di ladri e prostitute, viene chiamato a guidare le indagini”.

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Dicembre 2011

ON LINE. I fatti più importanti (e curiosi) raccontati in questi dodici mesi su www.ilreporter.it

Addio 2011, sul web l’album dell’anno NATALE E FESTIVITÀ IN “DIRETTA” SU

I PIÙ LETTI DEL MESE 1. Digitale terrestre: lo speciale per non “rimanere al buio” 2. Catene (a bordo) obbligatorie sulla FiPi-Li 3. Sciopero dei benzinai: caccia al distributore aperto 4. Radiohead-mania: biglietti bruciati in meno di un’ora 5. È la notte della grande boxe: a Firenze BunduPetrucci

I VIDEo PIÙ VISTI 1. Benigni, show al Parlamento Europeo 2. Il maltempo colpisce ancora: Elba, “situazione disastrosa”

LA STAGIONE VIOLA IN TEMPO REALE SU

VERSO IL 2012, TUTTO SU

E

bbene sì, anche questo 2011 è ormai ai titoli di coda. Tra pochi giorni festeggeremo l’arrivo del nuovo anno, e quanto successo in questi dodici mesi sarà sempre più un ricordo. Già, ma cosa è successo quest’anno a Firenze? Ecco, mese per mese, alcune delle notizie più importanti, discusse o semplicemente più curiose raccontate sul nostro sito, www.ilreporter.it. Ovviamente ce ne sono anche mille altre: per “creare” allora il vostro album personalizzato dell’anno che sta finendo e fare così un salto indietro nel tempo basta ricercare, sul nostro sito, tutte le notizie e le informazioni che hanno contraddistinto il “vostro” 2011. Un anno che è partito col botto (e con le polemiche) per il calendario “choc” di Oliviero Toscani, presentato in occasione di Pitti Uomo: dodici scatti rappresentanti altrettanti pubi femminili, con annesso strascico di reazioni e contro-reazioni. Insomma, benvenuto 2011. A fine mese, poi, scoppia il caso-Variety: titoli di coda sul cinema, e futuro ancora tutto da

scrivere. Febbraio ha visto scendere in piazza l’orgoglio delle donne: migliaia di rappresentanti del gentil sesso (e non solo) in strada anche a Firenze per la manifestazione “Se non ora quando”, in difesa della dignità “rosa” all’alba dello scoppio del tormentone “Bunga-bunga”. A marzo (per la precisione venerdì 11) Firenze si sveglia con la notizia del tremendo terremoto, con conseguente tsunami, che ha sconvolto il Giappone, proprio mentre nel Paese del Sol Levante era in corso la tournée del Maggio Musicale: tanta paura e una corsa contro il tempo per riportare i musicisti in

Italia. Missione alla fine compiuta. Ma marzo è anche il mese delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con una serie di eventi e iniziative in città. Aprile ha salutato le nozze da sogno del principe William con la sua Kate, con tanto di invito ufficiale a Firenze per i novelli sposi. A maggio l’arrivo a Firenze del ciclone “Jersey Shore”, a giugno di un altro, e ben più discusso, “ciclone”: la pedonalizzazione di via Tornabuoni e piazza Pitti, con conseguente rivoluzione della viabilità in centro e non solo. Passando alla seconda metà dell’anno, luglio sarà ricordato per il taglio

3. Finisce sotto un bus, donna ferita gravemente alle gambe

EVENTI E IdEE PER SAN SILVESTRO

5. Il finale del Big bang: Renzi sul palco

1. Ciclista investito da un camion, incidente mortale in via Carlo del Prete

C’ Impian elettricti i

2. Studenti in piazza, un migliaio in corteo. Sciopero per bus e treni 3. Linea 2, apre il cantiere. E i tempi si “restringono” ancora 4. Omicidio stradale, firme quasi raggiunte. E in città arrivano i manifesti 5. Complimenti Delio: la prima cosa ben fatta è Greta!

SEGUICI SU:

LA GUIdA

4. “Salve sono Matteo Renzi”: il rottamatore e le beffe di Crozza

ToP fIVE foTo

del nastro dell’Hard Rock Cafè fiorentino, nei locali del fu Gambrinus. Altro mese, altra rivoluzione: a fine agosto scatta anche in Toscana l’era dei ticket sui farmaci. A settembre il Granducato incorona la sua prima Miss Italia, con il concorso che fa il suo esordio a Montecatini Terme. A ottobre la regione è scossa dall’alluvione che colpisce la Lunigiana, il resto è cronaca recente: a novembre Firenze passa al digitale terrestre, Delio Rossi si impossessa della panchina della Fiorentina, vengono annunciati i maxiconcerti estivi dei Radiohead e del “Boss” Bruce Springsteen e scatta il piano anti-neve, per evitare un altro 17 dicembre 2010. Per scoprire come finirà l’anno e quello che succederà in questo dicembre 2011 non resta invece che rimanere “sintonizzati” su www.ilreporter.it.

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è chi ha già deciso (e prenotato) da mesi, ma la maggior parte rimanda questa scelta all’ultimissimo minuto, vuoi per pigrizia, vuoi perché “tanto di tempo ce n’è ancora molto”. Ora però di tempo per decidere non ce n’è (quasi) più: cosa fare la notte di Capodanno? Per alcuni un momento speciale, per altri una notte come le altre, ma visto che per non sbagliare è sempre meglio iniziare il nuovo anno col piede giusto, allora spesso per gli indecisi trovare qualcosa (di bello) da fare diventa una corsa contro il tempo. Per chi ha bisogno di qualche suggerimento (oltre a spulciare le idee che pubblichiamo a pag. 33 di questo giornale) il consiglio è tenersi aggiornati su www.ilreporter. it, dove si possono trovare tutti gli eventi in programma in città e non solo. Per non trovarsi impreparati all’ultimo momento, e maledire il nuovo anno prima ancora che inizi.


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tempi moderni

Dicembre 2011

NON STOP/1. Tutte le possibilità, fino alle più inaspettate, per la Firenze che non dorme

Spesa e lavanderia? Le faccio di notte foCuS

Ritardatari delle faccende

Tornano i “centri invernali”

Biblioteche e nidi allungano l’orario

domestiche, massaie insonni o amanti

N

delle cene tardive, ecco la mappa dei servizi attivi all night long. o quasi Francesca Puliti

S

pesa alle dieci di sera, colazione alle una del mattino con giornale ancora caldo, appena “sfornato” dalla tipografia. Il popolo dei nottambuli si allarga e in città è possibile fare, trovare e mangiare quasi di tutto anche a notte fonda. Per quelli che rimandano all’infinito l’appuntamento con il carrello, ad esempio, la scelta è piuttosto vasta. Le catene di grande distribuzione hanno ormai allungato l’orario fino alle 9 di sera, ma per i più ritardatari c’è sempre il centro commerciale I Gigli, aperto fino alle 22. Un po’ fuori città, d’accordo, ma per compensare la traversata ci si può sempre fermare a mangiare o bere qualcosa nel reparto ristorazione, aperto fino alle 23 dal lunedì al giovedì e fino a mezzanotte nel weekend. Domenica compresa, almeno fino a gennaio inoltrato. Se poi doveste ritrovarvi in piena notte senza dentifricio, potreste sempre fare un salto in centro ed entrare in uno dei minimarket aperti quasi 24 ore su 24. Stessa cosa se vi servissero con urgenza uova, farina, carta igienica o un rotolo di scotch. Anche alcuni bar osservano l’orario no-stop o quasi, come il caffè Michelangelo in piazza Ferrucci, il bar Puccini nell’omonima piazza, il Barco in via Baracca o il bar Pappagallo di via Piagentina, solo per fare alcuni esempi, aperti fino a tardi ma non all night long. Per andare sul sicuro, dunque, c’è chi si spinge quasi in bocca alla FiPi-Li, fino all’ultimo distributore cittadino, che serve paste e cappuccini 24 ore su 24. I ritardatari della cena, invece, possono contare su un

una lavanderia automatica

(Foto

di

giuseppe della maria)

ampio ventaglio di ristoranti e pizzerie. Molti si trovano nel centro storico, dal Darvish Café di via Ghibellina, dove gustare falafel e kebab in tutte le salse, al più pretenzioso Le Carceri, nell’ex penitenziario delle Murate. Restando fuori dalla cerchia dei viali vale la pena di fare un salto alla pizzeria Gattabuia, in zona Ferrucci, o al Pallaio, a Campo di Marte. Gli amanti del cibo straniero possono dirigersi invece al ristorante cinese e thai Osir, in viale Lavagnini, oppure al risto-pub tedesco dietro al Parterre. Per un panino al volo c’è sempre “la Piera”, il baracchino accanto allo stadio, dove marito e moglie servono hamburger e salsicce fino alle quattro del mattino, ma solo nei weekend. Ma

ce n’è per tutti, anche per chi è solito rinviare le faccende domestiche. Fino alle 22, ad esempio, è possibile andare a lavarsi il piumone nelle lavanderie automatiche, talvolta aperte con orario continuato 7-23. Se invece non riuscite a trovare il tempo per andare a comprare quell’armadietto che tanto vi farebbe comodo, potete girare nei reparti dell’Ikea fino alle 9 di sera. E poi, se proprio il sonno non arriva, potete montarvelo da soli durante la notte. Per i maniaci delle notizie dell’ultima ora, invece, ecco una serie di edicole aperte tutta la notte o quasi: viale Lavagnini, lungarno del Tempio e via Nazionale, una certezza per i nottambuli di professione.

on sarà come in Puglia, dove hanno cominciato a proliferare i nidi aziendali aperti 24 ore su 24 per le mamme che lavorano la notte, ma anche qui da noi l’orario degli asili si è allungato. Ingresso e uscita dalle strutture gestite dal Comune di Firenze sono flessibili, dalle 7.30 del mattino alle 18, anziché alle 16.30 come da tradizione. E per chi lavora tutto l’anno, vacanze comprese, tornano anche quest’anno i “centri invernali”, variante natalizia dei più noti centri estivi. Il tempo dello studio, invece, quello sì che si amplia. Quasi tutti i quartieri hanno attivato una biblioteca o una sala lettura aperta fino a mezzanotte. Pionieri dell’esperimento furono i ragazzi dell’associazione Calzini Bucati. Una ventina di assidui frequentatori di Villa Bandini, a Gavinana, decisero di tentare l’impresa di tener aperta la biblioteca fino alle 23.30, un paio di giorni a settimana. Da allora sono passati quasi dieci anni e le sere sono diventate quattro, di cui una, il mercoledì, gestita direttamente dal personale bibliotecario, con tanto di prestito libri prolungato. “Il servizio è molto conosciuto e apprezzato nel quartiere – fanno sapere da Villa Bandini – e la biblioteca è sempre piena, anche dopo cena”. A usufruire dell’opportunità sono soprattutto gli studenti universitari, che hanno peraltro a disposizione anche altre sale lettura “notturne”, come quelle delle case dello studente di Novoli e di viale Morgagni, aperta addirittura fino alle una di notte. C’è poi la biblioteca delle Oblate, che oltre a libri e lettori ospita anche eventi culturali, presentazioni e dibattiti fino alle 22 il lunedì e fino a mezzanotte tutti gli altri giorni della settimana, esclusa la domenica. Attivo fino a tarda notte anche il servizio caffetteria interno. Perché, si sa, perfino studenti e altri animali notturni hanno bisogno di un /F.P. buon caffè per passare la nottata.

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tempi moderni

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NON STOP/2. Pesi e tapis roulant 24 ore su 24, la formula tedesca sbarca in Toscana

Arriva la palestra che non chiude mai A fare da apripista il nuovo centro fitness di Prato, che presto potrebbe replicare nel capoluogo. Ma anche qui è possibile allenarsi già dall’alba Paola Ferri

G

iornate piene, brutto tempo, orari di lavoro fin troppo flessibili: lasciate perdere, neanche i più pigri avranno più scuse per bigiare la palestra. Già, perché d’ora in poi ogni momento sarà buono per allenarsi. Anche alle tre del mattino. Sbarca in Toscana la palestra aperta 24 ore su 24. L’idea non poteva che nascere a Milano (ma da una società tedesca con base a Bolzano), la versione italiana di quella città che non dorme mai tipica d’oltre oceano. Dopo cena, prima di colazione, una volta staccato il turno, si infilano le scarpe da ginnastica e si va a fare un po’ di movimento. In Germania, garantiscono i vertici della Fit Star, è già un’abitudine. Da noi un po’ meno, ma a quanto pare la domanda c’è: basti pensare che la stessa catena ha aperto quattro strutture in un anno in Italia e ne ha messe in preventivo altre sei o sette per l’anno nuovo, tra cui Sesto Fiorentino e Firenze. A fare da apripista in terre toscane è stato il centro Fit Star di Prato, che ha aperto i battenti lo scorso ottobre, all’interno del centro commerciale Coop. Duemila metri quadrati di attrezzi, accessibili a tutte le ore del

giorno e della notte. Qualche centinaio le iscrizioni sottoscritte già nel primo mese, anche per merito di un abbonamento low cost. Il cliente tipo? Troppo presto per dirlo, ma “in linea generale si tratta di lavoratori che fanno i turni – fanno sapere da uno dei due impianti milanesi – che si fermano a fare sport prima di tornare a casa”. Giovani, ma non solo. D’altronde, che il tempo del benessere stia scivolando sempre più verso la fascia notturna lo testimoniano anche le palestre “tradizionali”. A partire dalla Virgin, il colosso del fitness per eccellenza: pesi e tapis roulant fin dalle 7 del mattino, mentre le lezioni (dallo zumba allo spinning) prendono il via alle 8.30 e vanno avanti fino alle 20. Poi, alle 23 tutti a casa, a meno che non sia in programma qualche lezione-prova di salsa o qualche party dedicato ai tesserati. Stesso orario per la Zodiac, mentre la Tropos chiude mezz’ora prima. Negli impianti Klab, invece, “vince” chi arriva prima: colazione gratis per chi si allena dalle 7 alle 9 del mattino. E chi si vuol trattenere fino a tardi può usufruire del ristorante interno, aperto fino a mezzanotte. L’orario più esteso in assoluto,

però, lo offre l’Olympus Club di via di Ripoli, dove ci si tiene in forma dalle 6 alle 23.30. “La fascia oraria dopo cena è tra le più affollate”, fanno sapere dalla direzione. Tra piscina, sauna e attrezzi, fino alle 22.30 si può imparare il Ta-

ekwondo o il Muay Thai, che non è il nome di un cocktail ma un altro modo per dire Thai Boxe. In attesa della palestra non stop: sull’apertura fiorentina peserà molto l’andamento dell’impianto pratese. Oltre al prezzo dell’affitto dei locali.

BENESSERE Le Spa ampliano l’offerta: shiatsu e sauna dopo le dieci di sera. Per un pubblico sempre più eterogeneo

E le mamme si rilassano dopo aver messo a letto i bambini

B

enessere fuori orario? Sì, si può fare. Anzi, va sempre più di moda. In principio furono i centri estetici ad allungare l’orario di apertura, così da fornire trattamenti di bellezza alle prime luci dell’alba fino alle otto di sera, per donne in carriera o businessman super-impegnati. Tra i più tiratardi il centro estetico Body Care di via Santa Caterina d’Alessandria, dotato di una Spa aperta fino alle nove di sera. Anche l’Hotel Four Seasons ha uno spazio benessere, accessibile dalle 9 alle 21: dieci stanze per mille trattamenti diversi. Ma il benessere non è più soltanto un lusso per

pochi. Tant’è che la Hidron, la mega piscina di Campi Bisenzio, fa il pienone tutti i venerdì e i sabato sera. “Le due serate rispondono a due logiche diverse – spiega Fiamma Folli, responsabile del marketing del centro fitness – il venerdì sera è improntato più che altro al divertimento, il percorso benessere resta aperto dalle 22 fino alle una e mezzo, con musica e animazione in costume da bagno. Il menu del sabato, invece, prevede la cena e a seguire il percorso olistico”. Un antipasto di relax in acqua, un assaggio di shiatsu, un boccone a bordo piscina e coccole nel termario per

dessert. Il tutto per una sessantina di euro. I posti, limitati a poco più di un centinaio di persone, vanno regolarmente esauriti con le prenotazioni. Ma il popolo della notte è molto più eterogeneo di quello che potremmo pensare: un popolo fatto di adulti - dove i teenager non sono granché rappresentati - ma non necessariamente di top manager. “Ci sono anche molte mamme – continua Fiamma Folli - che tornano ad allenarsi o a rilassarsi nel nostro centro dopo aver messo a letto i bambini”. E che vanno a dormire più /P.F. tardi, ma anche più serene.

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politica

Dicembre 2011

IL PUNTO. Presentate le prime case popolari a impatto zero: nasceranno in via D’Annunzio

Il futuro di Firenze? A tinte verdi La linea comunale sembra strizzare l’occhio alle scelte “eco”: dalle pedonalizzazioni al piano strutturale a volumi zero fino al progetto di recupero di energia dall’Arno Antonio Passanese

“I

l futuro di Firenze dovrà essere verde, ma verde davvero. In questo ragionamento stanno le pedonalizzazioni, il piano strutturale a volumi zero, il recupero di energia dall’Arno, il collettore per le fogne e la mobilità elettrica. Ma il punto centrale è cambiare le regole del gioco sulle costruzioni”. Matteo Renzi, presentando le prime case popolari d’Italia a impatto zero – sono ventuno, saranno inaugurate entro la fine della legislatura in via D’Annunzio e avranno un costo di 2,5 milioni di euro – lancia la sua idea per la Firenze del futuro. La parola d’ordine sarà: puntare al green. Grazie al sistema di aerazione naturale e all’isolamento termico, ottenuto con metodi e materiali di

costruzione (come legno e fibra di cellulosa), i nuovi appartamenti popolari saranno a bassissimo consumo energetico (12,04 kWh/ mq annui), coperto da energia prodotta da fonti rinnovabili. Si realizzerà dunque un edificio in grado di conservare il calore in inverno e di limitare l’ingresso del caldo in estate, e si utilizzerà l’aria per migliorare ulteriormente le caratteristiche di base. Le case popolari di via D’Annunzio, insomma, avranno bisogno di pochissima energia per il riscaldamento e per il raffrescamento. “Siamo molto contenti – ha detto ancora il primo cittadino – si portano nell’edilizia pubblica criteri non solo di un forte risparmio energetico, la classe A, ma si porta l’impatto zero. La bolletta crol-

la e insieme migliora la qualità dell’aria”. “Con questo intervento – ha concluso Renzi – gli alloggi di edilizia pubblica non sono più una soluzione per ‘sfigati’, ma qualcosa

all’avanguardia. Questa credo che sia una delle cose più di sinistra che si possano fare”. Ma tra i progetti del sindaco “tuttofare” ce n’è uno davvero ambizioso e che, ne siamo

certi, non mancherà di suscitare polemiche: “Da qui al 2016 vogliamo arrivare a immaginare che chi non ha l’auto elettrica non entri in città, a meno che non sia residente”. Un ecopass non come tributo (in termini economici) al Comune, ma come tributo all’ambiente. Anche con scelte impopolari (leggi pedonalizzazioni di buona parte del centro), Renzi insomma sembra voler portare avanti la sua idea di Firenze “capitale dell’ecologia”, e farne la più grande green city del mondo. E, non per nulla, la giunta comunale ha approvato il Piano d’azione per l’energia sostenibile – un patto sottoscritto da oltre 2.700 amministrazioni locali europee – che ha l’obiettivo di ridurre, entro il 2020, le emissioni di anidride carbonica del venti per cento, e allo stesso tempo di aumentare sempre del venti per cento l’efficienza energetica e la quota di utilizzo delle fonti di energia rinnovabile. Ma sono ancora molte le cose da fare per raggiungere questo risultato, a iniziare dal completamento delle linee 2 e 3 della tramvia, passando per l’estensione della linea 2 fino a Bagno a Ripoli e finendo con l’ampliamento della rete ciclabile (sempre più richiesto in città) e con la nascita del bike sharing.

ANAGRAfE Non sono mancate le reazioni. Prevista la creazione di un punto unico, l’Urban Center, al Parterre

Il Pad di Palazzo Vecchio va in pensione. E si accende il dibattito

P

unto anagrafico di Palazzo Vecchio addio. Dopo la chiusura dei Pad (punti anagrafici decentrati) in via delle Calvane, via del Tagliamento e via Senese, dal 21 novembre scorso è andato in pensione anche l’ufficio per il ritiro dei certificati di piazza della Signoria, che ha fatto spazio a un asilo. Un’operazione necessaria, secondo l’amministrazione Renzi, per contenere i costi – si parla di un risparmio sui 600mila euro l’anno – e razionalizzare gli uffici. Ma in progetto c’è già la creazione di un punto unico che dovrebbe nascere al Parterre, battezzato Urban Center. Preoccupazione, però, è stata espressa

da alcuni pezzi della stessa maggioranza e da 20 segretari dei circoli cittadini del Pd, che annunciano una raccolte di firme da presentare all’amministrazione per chiedere il recesso dalla decisione di chiusura dei Pad. Anche Michele Pierguidi e Cecilia Pezza, consiglieri dem, ritengono i punti decentrati “un servizio inviolabile per i cittadini fiorentini: ricordiamoci infatti che la nostra popolazione è per lo più anziana, e non avvezza all’utilizzo di internet. Non siamo assolutamente contrari a una riorganizzazione – sottolineano i due dem – soprattutto in un momento di estrema penuria di risorse. Potremmo però pensare

a un presidio settimanale in ogni quartiere, o ad altri strumenti per mantenere comunque coperto un servizio che certo non può diventare a pagamento alle Poste”. Ma per aiutare i cittadini a fare i conti con le novità è già iniziata la formazione di volontari che assisteranno le persone anziane e quelle più in difficoltà. È poi in via di definizione una convenzione con Sas per il supporto alla certificazione on-line: dal 15 dicembre saranno aperti gratuitamente i due checkpoint dei bus turistici, gli uffici di via Val Venosta e viale XI Agosto, tutti i giorni /A.P. compresi sabato e domenica con orario 8-19.

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politica

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ScENARI. Intanto il sindaco si butta a capofitto sulle questioni cittadine LA SENTENZA. Per il troppo rumore

Elezioni sì, elezioni no: Santa Croce, stop come si preparano Pd e Pdl ai concerti in piazza S

Antonio Passanese

top ai concerti in piazza Santa Croce. Il tribunale di Firenze – a seguito di un esposto presentato per il troppo rumore dai residenti, dai commercianti della zona e da padre Antonio Di Marcantonio, rettore della basilica – ha vietato al Comune di organizzare spettacoli nella storica piazza della città. La reazione dell’amministrazione guidata da Matteo Renzi non si è fatta attendere: “Il Comune di Firenze si atterrà a tutte le indicazioni previste nella sentenza del Tribunale ma annuncia fin d’ora appello”, ha affermato l’assessore alla cultura di Palazzo Vecchio Giuliano da Empoli. Piazza Santa Croce, si legge nella decisione del giudice, ha una “natura pubblica” e il Comune può utilizzarla “secondo la sua non censurabile di-

I

n attesa di capire se Mario Monti resterà in carica fino al termine naturale della legislatura o se si andrà a votare nel 2012, Matteo Renzi si butta a capofitto sulle cose da fare in città. Con un occhio, però, sempre alla politica nazionale, che non disdegna di bacchettare. Molti, a questo punto, si chiedono che ne sarà del Big Bang, e se per caso sia destinato al dimenticatoio. Neanche per sogno. Renzi, attraverso la sua e-news (che ogni 15 giorni informa i fiorentini su ciò che si sta facendo e ciò che si farà) sulla questione Leopolda 2 è stato chiarissimo: “Abbiamo parlato dei problemi e delle soluzioni, indicando alcuni temi concreti: il tema ha suscitato grandi risposte, segno di una volontà molto presente (solo negli ultimi giorni 5.423 persone, fra mail e commenti al sito, ci hanno inviato delle proposte), segno della volontà dei cittadini di tornare ad occuparsi di cose serie. Nel mio cuore tuttavia spero che i 100 punti indicati dai relatori di Firenze invecchino il prima possibile. Spero cioè che il nuovo esecutivo renda superflui la maggior parte dei nostri propositi, realizzandoli concretamente”. Dal suo blog, invece, Renzi ha poi lanciato l’iniziativa che si è svolta a Firenze il 25 e 26 novembre scorsi, “20Vènti”, un gioco di parole che non solo rimanda al futuro prossimo (il 2020 è l’anno di scadenza cruciale per gli impegni europei per la sostenibilità) ma anche ai venti vénti del cambiamento. Un’iniziativa, spiega, “importante e bella che porta i fiorentini non soltanto a discutere su quello che abbiamo fatto e che stiamo facendo adesso – dalle strade alla cultura, dall’ambiente alle infrastrutture – ma anche

Nel centrodestra si torna a discutere di primarie in vista della chiamata alle urne della città che vogliamo immaginare tra qualche anno, di una visione organica della Firenze che verrà. Sarà anche un tentativo di far partecipare le persone e chi vuole dare critiche o suggerimenti è ben accetto”. Cambiando schieramento, nel centrodestra si registra qualche mal di pancia. I ben informati parlano di intossicazione da primarie. Le chiede la base per scegliere i candidati del Pdl alla Camera dei deputati e al Senato per la prossima legislatura. “Le elezioni primarie – ha spiegato il consigliere comunale di Palazzo Vecchio e dirigente nazio-

nale di Giovane Italia Francesco Torselli – non rappresentano più un tabù per il Pdl, richieste a più riprese, da tempo, dal ministro Giorgia Meloni, sono state indicate chiaramente come uno strumento valido per la selezione di una nuova classe dirigente nazionale dal Segretario Politico Nazionale, Angelino Alfano, il giorno stesso della sua elezione”. “Oggi più che mai – ha proseguito l’esponente del Pdl – serve una risposta concreta all’antipolitica ed alla disaffezione che la gente sta mostrando nei confronti dei governanti. Siamo certi che la politica fatta con passione, con amore, intesa come ‘servizio alla comunità’ rappresenti ancora la migliore risposta al deficit di sovranità e di partecipazione popolare che sta paralizzando il nostro paese. Scegliere direttamente i propri candidati, tra coloro che si sono fatti conoscere e stimare in seguito alla propria azione sul territorio, rappresenterebbe una concreta risposta alla crisi”. Per rendere ancora più forte la richiesta, i pidiellini stanno raccogliendo firme da inviare in via dell’Umiltà a Roma. Un migliaio le adesioni registrate in tutta la Toscana: Firenze, Siena, Arezzo e Grosseto. All’iniziativa – organizzata anche da Enrico Tucci, Fabrizio Rossi e Pierfrancesco Angelini, rispettivamente consigliere comunale di Siena il primo e di Grosseto gli altri – hanno già risposto positivamente numerosi eletti negli enti locali della regione, il Movimento studentesco nazionale e Casaggì.

La decisione dopo l’esposto di residenti e padre Di Marcantonio screzionalità a beneficio di tutti i cittadini e visitatori”, in un modo che “non sia lesivo di beni quali il diritto alla salute”. Il tribunale ha rilevato che le “immissioni sonore” di alcuni eventi estivi organizzati in piazza hanno superato i limiti autorizzati in deroga, configurandosi come “potenzialmente lesive del diritto alla salute” e per questi motivi “inibisce l’amministrazione a utilizzare o concedere l’uso di piazza Santa Croce per lo svolgimento di manifestazioni musicali che implichino l’utilizzazione di impianti di diffusione del suono” con le caratteristiche dei concerti che vi si sono svolti negli ultimi mesi.

Nulla osta, invece, per quanto riguarda altre manifestazioni come il calcio storico o i mercatini che non incidono sul diritto in esame. “Faremo le opportune verifiche del rumore in ogni manifestazione – continua da Empoli – ma resta il fatto che anche il tribunale ha riconosciuto come la natura e l’utilizzo pubblico della piazza non siano sacrificabili a priori”. L’opposizione, e in particolare i consiglieri della Lista GalliCittadini per Firenze, ha preso la palla al balzo e, puntando l’indice contro l’assessore alla cultura, lo invita a chiedere scusa per le sue dichiarazioni. E accusa: “L’amministrazione dovrebbe fare appello a se stessa per l’atteggiamento supponente tenuto anche nei confronti di figure istituzionali come quella di Padre Di Marcantonio, che solo per farsi ricevere dal vicesindaco Nardella, per esporre i disagi subiti dalla basilica, è dovuto ricorrere all’aiuto di un nostro consigliere visto che tutte le sue istanze era/A.P. no cadute nel vuoto”.

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speciale

Dicembre 2011

L’INIZIATIVA. L’8 dicembre le sottoscrizioni verranno consegnate direttamente al sindaco

Raccolta firme, traguardo a un passo Appuntamento all’obihall, per la festa per il primo anno dell’associazione Lorenzo Guarnieri. I genitori del giovane morto in un incidente in motorino alle Cascine: “Con regole certe e pene adeguate

Lungarno Aldo Moro

VALORE ALLA VITA! 8 dicembre 2011

eviteremo in futuro altre

ore 20.30

tragedie e salveremo

Festa per il primo anno di attività dell’Associazione dedicata a Lorenzo

così vite umane”

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l traguardo è vicino, e se fossimo dentro una piscina si potrebbe dire che manca giusto una bracciata. Una bracciata per raggiungere quelle cinquantamila firme a cui l’associazione Lorenzo Guarnieri lavora da mesi, a sostegno delle quali si è mosso anche Il Reporter. Siamo a quota 49mila, ed entro il mese presumibilmente la raccolta verrà completata. Il tutto per sostenere la proposta di legge per introdurre nel nostro codice penale il reato di “omicidio stradale” per chi provoca la morte o gravi lesioni guidando sotto effetto di alcol o droga. Moltissime firme sono state raccolte anche in forma cartacea,

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segno che le “vecchie” carta e penna, quando si tratta di buone cause, funzionano ancora. E questi fogli sono arrivati da ogni angolo dello stivale: ad esempio la famiglia Nocella ha consegnato poche settimane fa all’associazione 2.500 firme raccolte a Terracina, in ricordo di David, anche lui giovane vittima della strada. Ma non sono le uniche: migliaia sono state raccolte anche a Livorno, grazie al lavoro di Tiziana Savi, in Puglia grazie agli amici dell’associazione Aguvs e alla famiglia Venezia, a Palermo grazie alla famiglia Scarfeo, in Versilia grazie alla passione dei volontari dell’associazione dei club alcologici territoriali locali. E poi ancora a Torino, a Parma, a Roma, a Ravenna, a Fano e in tante altre parti d’Italia. Intanto, tornando nel capoluogo toscano, a dicembre c’è un appuntamento speciale: l’8, al teatro Obihall, alle 20.30 è in programma la festa del primo anno dell’associazione Lorenzo Guarnieri. Il titolo dell’evento è “VaLORE alla vita”, proprio per ricordare Lorenzo e e l’importanza di garantire il diritto alla vita ai nostri ragazzi. Sarà in quell’occasione che le firme saranno consegnate direttamente al sindaco di Firenze. L’ingresso alla festa è libero, basta registrarsi e stampare l’invito sul sito www.lorenzoguarnieri.com. Insomma, il traguardo adesso è davvero vicino: “Da quando pochi mesi fa è stata lanciata questa raccolta – raccontano i genitori di Lorenzo - abbiamo conosciuto persone meravigliose in tutte le regioni italiane, persone che ci hanno dato un aiuto determinante. Il passaparola, l’uso dei social network e il supporto della stampa locale è stato fondamentale per spiegare alla gente che oggi l’omicidio di un innocente sulla strada rimane sempre impunito. Firmare significa partecipare a questa battaglia di civiltà, che vuole difendere il diritto alla vita. Con regole certe e pene adeguate - continuano - eviteremo in futuro altre tragedie e salveremo così vite umane. Non c’è niente di più grave che togliere la vita: chi uccide in questo modo, guidando quando non è in condizioni di farlo, deve rendersi conto di ciò che ha fatto. Deve almeno entrarci in un carcere e, secondo il parere di molti cittadini, non deve guidare più”.


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noi e loro

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IL BILANCIO. Il 17 giugno è stata inaugurata la struttura di Ugnano: ecco come vanno le cose

Il parco degli animali, sei mesi dopo Tra (molte) adozioni e nuovi arrivi Barbara Rossi

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ono passati ormai sei mesi da quando, il 17 giugno scorso, è stato inaugurato il “Parco degli animali”, il canile di Ugnano che la città attendeva da molto tempo. “Questi primi mesi sono andati molto bene – racconta ora il dottor Melloni del Comune di Firenze - siamo riusciti a dare in adozione circa venticinque cani. Siamo molto contenti, molte persone vengono a trovarci, stiamo cercando di far conoscere il più possibile il posto anche perché l’obiettivo che abbiamo è quello di svuotarlo il prima possibile”. Un ottimo inizio, insomma, visto tra l’altro che le adozioni sono partite proprio durante il periodo estivo che, come tutti ben sanno, è da sempre un momento molto critico per gli amici a quattro zampe. Intanto, nuovi ospiti sono arrivati al canile lo scorso novembre. Si tratta di sei cani della Lunigiana che si sono salvati dalla tremenda alluvione che ha colpito la Toscana e in particolar modo proprio quella zona, che per il momento hanno trovato stallo proprio al Parco degli Animali. Oltre a loro, in questi mesi ci sono stati altri nuovi ingressi all’interno del canile. “Arrivano soprattutto cani di persone in difficoltà, non si tratta più del fenomeno del randagismo, del cane accalappiato per strada senza sapere di chi sia - prosegue Melloni - quelli che ora arrivano qui sono cani che hanno padroni con storie problematiche, persone che devono andare in ospedale, persone che vanno in carcere e non possono lasciare il cane solo”. Ma cosa deve fare un cittadino intenzionato ad adottare uno degli ospiti del canile di Ugnano? Per prima DIANA 6/7 anni

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Diana è una cagnetta che si è salvata durante l’alluvione in Lunigiana. Era infatti una degli ospiti del canile di Mulazzo che sono stati portati a Firenze, al Parco degli Animali. È una cagnolina molto tranquilla e dolce, si vede dal suo sguardo, sta solo aspettando una persona da rendere felice.

Si tratta di un cagnolino molto giovane e vivace, renderebbe la vita di qualsiasi persona piena di gioia. È socievole con le persone ed è molto affettuoso. Purtroppo è stato adottato ma, dopo soli due giorni, è dovuto tornare in canile. Cerca una vera famiglia, ne ha davvero bisogno!

Shiro viene da una cessione. È un cane molto socievole con le persone e sembra tranquillo anche con gli altri cani del Parco degli Animali. Come tutti i cani che hanno già passato un periodo della loro vita in casa è abituato alle persone e a non sporcare. I suoi occhi parlano per lui, cosa aspettate a portarvelo a casa?

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noi e loro cosa deve recarsi di persona al Parco degli animali, per avere un confronto diretto con gli operatori che si occupano dei cani e che li conoscono. È molto importante, infatti, incontrare la persona e conoscerla, sapere se ha altri animali, se ha bambini, approfondire la situazione familiare in modo da poter trovare insieme il cane più adatto. “Cerchiamo di fare le cose il più rapidamente possibile – spiega ancora Melloni - proprio perché il nostro obiettivo è quello di incentivare le adozioni. In seguito, dopo che la persona avrà portato a casa il cane, verranno anche fatti alcuni controlli, verifiche per capire se ci siano o meno dei problemi. Se la persona – aggiunge - ha dei problemi, un operatore nostro o dell’Enpa (l’Ente nazionale protezione animali, che supporta il canile nella fase delle adozioni) può andare nell’abitazione per consigliare un po’ di regole e per aiutare la nuova convivenza”. Al momento è ancora in fase di valutazione l’ipotesi di accogliere volontari all’interno del canile, ma quasi certamente ad anno nuovo sarà garantito l’accesso a coloro che sono interessati, che potranno occuparsi principalmente delle attività di “sgambamento”, ovvero portare i cani a fare delle passeggiare all’interno del parco, riabituandoli così alla presenza della persona e del guinzaglio. Già da adesso, recandosi al Parco degli

21 Animali, si possono prendere contatti per iniziare questa attività a partire dall’anno nuovo. Come conferma Melloni, molti degli ospiti del canile sono già pronti per l’adozione. Nonostante non si tratti di cuccioli, sono cani che potrebbero essere già essere portati in una famiglia, grazie anche a tutto il lavoro svolto dagli stessi operatori. Tra poco sarà Natale e, per questi animali, la cosa più bella sarebbe quella di poter passare le feste in una casa e in una famiglia accogliente, anziché al canile. “Sarebbe il massimo. L’importante però è che l’adozione sia un’azione responsabile - conclude Melloni - le persone che vengono a prendere un cane devono sapere esattamente quello che stanno

L’importante è che questa scelta sia fatta responsabilmente facendo, altrimenti il rischio è che l’animale venga riportato qui. E questa è la peggiore delle ipotesi”. Per informazioni è possibile chiamare il numero 055.7352018.

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Sono venticinque i quattrozampe che, finora, sono stati accolti da una famiglia. Qui hanno trovato rifugio anche sei cani provenienti dalla Lunigiana, oltre a quelli di persone in difficoltà. E molti vorrebbero trascorrere il Natale in una casa

il caso. Il terreno c’è, i permessi no. E gli ex “reclusi” di un allevamento abusivo non possono traslocare

Fido sotto sfratto, il “Caniglio” non sa dove andare

ono nati, cresciuti e vissuti sotto un tetto abusivo. Da anni cercano una nuova casa. Il terreno c’è, assegnato da una convenzione con il Comune, ma i permessi per creare le strutture no, bloccate da alcuni vincoli urbanistici. È la storia dei cani di via delle Isole: sono ventuno gli esemplari rimasti nell’area a due passi dagli orti sociali, che da tempo aspettano di essere trasferiti altrove. All’inizio erano ottanta segugi, chiusi in una sorta di “lager”, un allevamento abusivo, dove gli animali erano stipati e fatti riprodurre. Tutto questo fino al 2005, quando la

Lo spazio è stato individuato al Poderaccio, ma in quell’area non può essere costruito niente

prigione canina venne scoperta da alcuni volontari, che iniziarono a prendersi cura dei “reclusi” ripulendo la zona, creando dei recinti, vaccinando gli animali a spese proprie. Nacque così “il Caniglio”, come venne chiamata la struttura autogestita. Poi fu fondata l’associazione omonima che riunisce ad oggi una decina di persone. C’è un però. Fido è sotto sfratto. L’appezzamento, 1.500 metri quadrati circa, fa parte di un più ampio lotto di proprietà privata e sono già tre le ordinanze emesse per liberare il fondo. Ma i cani sono sempre lì, anche perché la costruzione di un nuovo rifugio temporaneo si è impantanata. Il terreno è stato individuato nel 2008 dal Quartiere. Si trova nell’area del Poderaccio, vicino a un’altra realtà dedicata agli amici a quattro zampe, l’Accademia cinofila fiorentina: tremila metri quadrati dovrebbero andare al Caniglio. Dovrebbero, perché su quella terra non si può costruire alcunché, hanno scoperto i volontari, rimbalzati da un ufficio all’altro. “Dopo sei anni di promesse e

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tre anni di documenti ancora non si è arrivati a una soluzione – afferma Domenico Palombo, uno dei volontari dell’associazione – nonostante nell’agosto scorso sia stata firmata una convenzione con l’assessorato all’ambiente del Comune di Firenze, che ci concedeva in uso quel terreno”. Poi la sorpresa. “Ci siamo rivolti ai vari uffici per i permessi, all’urbanistica, alla Asl veterinaria, all’Autorità di bacino – prosegue – e abbiamo scoperto che non è possibile fare neppure una tettoia. Il motivo? I vincoli che esistono sull’area, classificata come parco”. L’associazione chiede al Comune di rimuovere quelle restrizioni che hanno bloccato il trasferimento, per realizzare le poche opere strettamente necessarie. “I ventuno cani adulti che sono adesso in via delle Isole – precisa Domenico – non sono degli esemplari comuni: sono nati e cresciuti in cattività e ora sono abituati a vivere in un’area ampia, non in gabbia, e si fidano esclusivamente delle persone /G.C. che conoscono da mesi”.

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medicina manuale. Per cefalee, sciatalgie e molti altri disturbi

Se la cura è farsi “scricchiolare” Giulia Righi

Via alla pillola dei “cinque giorni dopo”. Ma con il test

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alle nostre parti non è conosciutissima, e a sentir parlare di medici che per curarti ti fanno “scricchiolare” le ossa un po’ di scetticismo può venir spontaneo. Si chiama “medicina manuale” ed è una disciplina medica che si occupa di prevenire, diagnosticare e trattare il dolore dovuto ai cosiddetti “disturbi funzionali reversibili dell’apparato locomotore”. Tutto ciò vale a dire che stiamo parlando di una branca ufficiale della medicina, che i dottori sono dottori a tutti gli effetti e che il loro compito è quello di porre rimedio ai dolori benigni di natura vertebrale e di origine meccanica. In che modo? Con delle speciali manipolazioni, ovvero con delle manovre ortopediche precise che agiscono su una o più articolazioni. E che all’atto pratico, anche dal rumore che producono, sembra quasi che facciano scricchiolare le ossa (ma sono assoluatamente indolori). Nel dettaglio, quali disturbi si possono curare con la medicina manuale? “Tutti i disturbi dolorosi della colonna – spiega il dottor Stefano Alzeni, medico esperto in medicina manuale dal centro Heron di Firenze – e quindi cefalee, sindromi dolorose muscolari del collo, del dorso e dell’arto superiore, lombalgie, sciatalgie, alcune vertigini e certi disturbi della regione anterio-

la novità. In commercio fra qualche mese

re del corpo”. Come, ad esempio, le pseudocoliche. Ma come si fa a capire che una terapia del genere potrebbe giovarci? “Occore preventivamente un’accurata diagnosi – continua il dottore – sia di tipo convenzionale, che valuta cioè la storia clinica del paziente ed esami clinici e paraclinici, sia una diagnosi palpatoria specifica, esclusivamente manuale”. Ed è esattamente questo il motivo per cui a effettuarla devono essere sempre e solo medici: gli unici in grado di condurre scrupolosamente queste analisi, per escludere controindicazioni o cause più importanti all’origine del dolore. Per trarre

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beneficio da questo tipo di terapia solitamente occorrono due o tre sedute. E succede che la colonna vertebrale ne esca come rieducata. “Purtroppo in questo settore c’è un po’ di pressappochismo – spiega ancora il dottore – e spesso, oltre a tanti bravissimi medici, a praticare le manipolazioni sono anche figure più incompetenti”. Per questo è bene affidarsi a professionalità valide. E, altra puntualizzazione, “la medicina manuale è cosa diversa dall’osteopatia e dalla chiropratica – chiarisce il dottore – entrambe con una forte base filosofica, ben diversa da quella di questa disciplina medica”.

i sono voluti moltissimo tempo e un iter farraginoso (di oltre due anni), ma adesso anche in Italia è arrivata la pillola dei “cinque giorni dopo”. Ovvero quel contraccettivo di emergenza da assumere entro 120 ore da un rapporto non protetto per evitare il rischio di una gravidanza indesiderata. Non si tratta di un farmaco abortivo (non va assolutamente confusa con la RU486, quindi) ma di una pillola anticoncezionale a base di “ulipristal acetato”. Il farmaco agisce sul progesterone, bloccando temporaneamente i meccanismi dell’ovulazione e, per questo, non funziona a fecondazione avvenuta. Nelle scorse settimane è arrivata la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, dopo la firma del decreto di autorizzazione da parte del direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), ma perché arrivi in commercio ci vorranno comunque altri 4 o 5 mesi. Il costo (si tratterà infatti di un medicinale in fascia C, e dunque a carico del cittadino, diversamente da quanto avviene in altri paesi) si aggirerà intorno ai 35 euro. E, per acquistarla - a meno che non ci siano sviluppi - sarà necessario un test di gravidanza negativo, che provi cioè che la fecondazione non è ancora avvenuta. Questo è quanto è stato richiesto dal Consiglio superiore di sanità all’Aifa. E proprio su questo si sono alzate tantissime polemiche. Perché il dosaggio dell’Hcg beta non è richiesto negli altri 24 paesi dove questo farmaco è già in commercio da un anno (ad esempio non lo richiedono in Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna). Le obiezioni dei medici contrari a questa clausola ruotano soprattutto intorno alla questione “tempo”: fare un test di gravidanza ematico (basato cioè sull’esame del sangue, così come ha richiesto il Css) ne richiede, e nel caso di farmaci come questo ogni ora trascorsa è di fondamentale importanza. Altra condizione che è stata posta prima del via libero a EllaOne (il nome commerciale dell’ulipristal acetato) è l’isituzione di un registro, da parte della ditta produttrice, “delle eventuali gravidanze occorse in costanza di assunzione del farmaco”. Oggi la pillola è in commercio in oltre venti paesi del mondo e in Europa, negli ultimi due anni, ne sono state vendute 400mila confezioni. Secondo un recente studio, ha un’efficacia di poco inferiore al 98 /G.R. per cento.

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SAN LORENZO. Dal 14 al 24 dicembre varie associazioni e realtà presenteranno idee e prodotti

I volontari al mercato. Per farsi conoscere Saranno un centinaio le organizzazioni

Uno spazio che sostituisce la tenda che da qualche anno veniva collocata in piazza Annigoni? Esatto. Quest’anno abbiamo voluto allargare l’iniziativa coinvolgendo tutto il mondo che ruota intorno al volontariato e quello del terzo settore. Complessivamente sono oltre un centinaio le associazioni che si divideranno lo spazio al piano ammezzato del mercato centrale. Come sarà organizzata? Dal 14 al 24 dicembre lo spazio sarà aperto dalle dieci di mattina alle otto di sera e sarà suddiviso in aree tematiche: cooperazione internazionale, commercio equo e solidale, terzo settore, cui si aggiungerà uno stand istituzionale del Comune. Previsto anche uno spazio dedicato al canile comunale, per pubblicizzare le adozioni e gli altri servizi offerti dalla struttura. Inoltre ci saranno anche Publiacqua, con un fontanello di acqua di alta qualità, e il Quadrifoglio. Saranno allestiti alcuni momenti di “degustazione guidata” e verrà riservato uno spazio comune, chiamato “area meeting”, dove potranno essere organizzati incontri, presentazioni, animazioni, spazi musicali ed eventi vari. Infine, per chi decide di utilizzare l’auto, sotto il mercato centrale c’è un parcheggio a disposizione.

che si divideranno lo spazio al piano ammezzato: tra queste anche il commercio equo e solidale. Prevista un’area tutta dedicata al canile Eugenio Massai

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uest’anno il mercato di San Lorenzo si colora di solidarietà. Per la prima volta, il piano ammezzato della struttura, recentemente restaurata, ospita un’iniziativa dedicata alla “Firenze solidale”, ovvero a quelle associazioni e realtà impegnate, in vario modo, nel volontariato. Un evento promosso dal Comune e nello specifico dall’assessore alle politiche sociosanitarie Stefania Saccardi, che sottolinea: “Sono sicura che Firenze, ancora una volta, farà sentire la sua vicinanza a chi, come i volontari, lavorano ogni giorno per rendere la nostra città più solidale e più vicina ai meno fortunati”. Assessore Saccardi, qual è l’obiettivo dell’iniziativa? Abbiamo voluto offrire alle associazioni, alle organizzazioni e a tutti i soggetti attivi nell’ambito del terzo settore e volontariato, della cooperazione internazionale e del commercio equo e solidale, un luogo fisico dove poter presentare ai cittadini le proprie idee e il proprio lavoro, spesso silenzioso ma indispensabile. E anche offrire prodotti collegati con le proprie attività in un momento, come quello degli acquisti natalizi, in cui siamo tutti propensi a essere più generosi. Si tratta di un modo per dare loro visibilità e, al tempo stesso, per promuovere tra i visitatori l’importanza dell’impegno nei confronti degli altri e anche uno stile di vita diverso e più consapevole. Questo vale soprattutto per quanto riguarda le realtà del commercio equo e solidale, che avranno uno spazio dedicato.

l’assessore

steFania saccardi

foCuS A fine novembre la sua costituzione, il primo sportello aprirà nel corso del nuovo anno

Nasce il Banco Fiorentino Credito Cooperativo di Scandicci

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nno nuovo, banca nuova. Il 2012 alle porte vedrà infatti l’apertura del primo sportello del neonato Banco Fiorentino Credito Cooperativo di Scandicci, nato ufficialmente a fine novembre. 1.360 soci fondatori per un capitale (interamente sottoscritto) di 5.446.100 euro: questi i numeri della banca, la cui sede legale sarà a Scandicci, ma che avrà una succursale anche nel capoluogo toscano. Come detto, la nascita ufficiale della nuova realtà è

stata sancita a fine novembre, con un’assemblea che si è tenuta al cinema Aurora di Scandicci, durante la quale sono stati approvati lo statuto e gli atti costitutivi della banca e sono stati nominati gli organismi di amministrazione. L’idea che ha portato alla nascita della banca è partita da un gruppo di imprenditori, artigiani, commercianti, professionisti, lavoratori e pensionati di Scandicci, che si sono associati per dar vita a un progetto che contri-

buisca “alla crescita della città, al sostegno delle attività economiche, professionali e sociali, allo sviluppo delle imprese, alle opportunità per le famiglie, alla fiducia per il futuro dei più giovani, ad accompagnare nell’impegno le tante associazioni a scopo sociale, culturale e sportivo”. Ora, dunque, non resta che aspettare il “taglio del nastro” definitivo, con l’apertura degli sportelli prevista /E.M. nel nuovo anno.

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L’altra Firenze, vita ai confini della metropoli Gianni Carpini

L’

atmosfera è d’altri tempi. Gli abitanti si chiamano per nome. Il fornaio, l’edicolante, il circolino: sono loro i protagonisti della vita della comunità. La città sembra lontana, per raggiungerla bisogna prendere la macchina o il bus, se si ha la fortuna di avere una fermata a tiro di schioppo. Non siamo né in aperta campagna né spersi sulle colline toscane. Ci troviamo a Firenze. Qualche strada più in là c’è la vita frenetica della metropoli, i super-condomini, il frastuono del traffico. Ma dietro l’angolo ecco spuntare piccoli “paesi”, immersi nella grande città: Nave a Rovezzano, Ponte a Ema, Quaracchi, Cascine del Riccio. La lista è lunga. Si passa dalla periferia della periferia (il Galluzzo, ad esempio, ultimo avamposto fiorentino prima dei colli chiantigiani) ai borghi che con il passare degli anni sono stati circondati dalle moderne costruzioni (Peretola e San Lorenzo a Greve, per fare alcuni nomi), fino a quelli che sono rimasti intatti (come Pian dei Giullari). I piccoli centri di ieri sono la periferia popolare di oggi. Brozzi fino al 1928 è stato un comune autonomo. Sedici chilometri quadrati che, all’inizio del secolo scorso, comprendevano le frazioni di Quaracchi, Petriolo, Peretola (poi inglobate da Firenze) e alcune località che attualmente ricadono sotto amministrazioni limitrofe (San Donnino e Osmannoro). Ma Palazzo Vecchio ha strappato ai vicini altri territori. È il caso di Rovezzano, al confine orientale della città, nata da una costola di Bagno a Ripoli, da cui fu staccata all’inizio dell’Ottocento per diventare comune autonomo. Sessant’anni dopo fu “mangiata” da Firenze. Da qui (un tempo con un traghetto, oggi con il viadotto di Varlungo) si raggiunge Nave a Rovezzano. Un piccolo borgo di “frontiera”: da una parte c’è Firenze, dall’altra Bagno a Ripoli. I servizi non sono a portata di mano, per fare un certificato o pagare una bolletta è necessario prendere la macchina o il bus – raccontano i residenti – ma c’è l’imbarazzo della scelta, almeno sul fronte

vista della cittÀ da

Bellosguardo (Foto

di

giuseppe della maria)

postale: gli abitanti si dividono tra chi sceglie l’affollato ufficio di viale Europa e chi, invece, preferisce sconfinare a Bagno a Ripoli, dove la coda è limitata. Alcuni – ci spiegano – vivono proprio sul confine e le lettere arrivano a destinazione sia con il cap di Firenze che con quello del comune limitrofo. Un rompicapo per i postini è pure Pian di San Bartolo. L’agglomerato di case che sorge subito dopo Trespiano, lungo via Bolognese, ufficialmente appartiene a Fiesole, dove ricade la gran parte delle abitazioni. Di fatto, però, una manciata di edifici che originariamente facevano parte della

frazione sono governati da altre amministrazioni. Un’unica “famiglia” spezzettata su quattro comuni diversi e quindi con differenti tasse locali: la maggioranza ha “casa” a Fiesole, una parte a Firenze, un’altra porzione è stata strappata da Sesto e un’ultima, più a nord, appartiene a Vaglia. Risultato: uno strano caso, come quello di via della Docciola. Chi abita ai numeri dispari è sotto la giurisdizione del Giglio, ma basta attraversare la strada e tutto cambia. I vicini dei pari dipendono da Fiesole. E non è finita. Proseguendo per altri 400 metri, ecco i cugini sestesi.

pian Dei giUllari

BroZZi

pian Di san BarTolo

La via con vista sul Cupolone

La terra natale dello “strolago’’

Lo strano caso di via della Docciola

Pian dei Giullari si è sviluppato lungo la via omonima, a due passi dal piazzale Michelangelo. È una zona molto rinomata di Firenze, rimasta praticamente inalterata nel tempo, dalla quale si gode una vista suggestiva della città: tante le ville presenti, tra cui anche quella di Giovanni Spadolini, che oggi ospita la fondazione intitolata al politico e giornalista. (foto di Giuseppe Della Maria)

Alla periferia ovest di Firenze, Brozzi è stato un comune autonomo fino al 1928. Comprendeva Quaracchi, Petriolo, Peretola, ma anche l’Osmannoro e San Donnino. Qui, nel ‘600, visse Sesto Caio Baccelli, conosciuto come “lo strolago di Brozzi”, curioso personaggio, astrologo e cabalista rimasto nella memoria collettiva per un colorito detto popolare. (foto di Giuseppe Della Maria)

Ufficialmente la frazione appartiene a Fiesole. In realtà una parte del piccolo paesino ricade sotto Firenze, mentre altri edifici risultano su Sesto Fiorentino e Vaglia. Così, via della Docciola, strada che si snoda da via Bolognese, ricade su tre comuni diversi: i numeri dispari appartengono a Firenze, i pari sono sotto la giurisdizione di Fiesole, mentre 400 metri più avanti inizia Sesto.


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salvadanaio

Dicembre 2011

LE NOSTRE TASchE. Dalla benzina alla Tia, il nuovo anno porta con sé una serie di aumenti

Auto e bollette, rincari in vista Francesca Puliti

C

inquecento euro in più a testa tra benzina, assicurazione e manutenzione più o meno ordinaria dell’auto. Che il nuovo anno avesse in serbo una serie di rincari era nell’aria già da un po’, considerato il clima da emergenza nazionale che si respira da qualche mese a questa parte. Carta, penna e calcolatrice alla

ZooM Tariffe differenziate

Isee per tutto, anche per il bus

N

on solo ticket sanitario. Dall’anno prossimo l’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, servirà per tutto. Dalle prestazioni mediche all’abbonamento del bus, dalla richiesta per il nido al costo della mensa scolastica, chi più guadagna – in proporzione al proprio nucleo familiare – più pagherà per i servizi pubblici. La rivoluzione, cominciata qualche mese fa con l’introduzione dell’ormai celeberrimo ticket sanitario, è stata sancita dal governatore Enrico Rossi lo scorso mese. La Regione e i tre atenei hanno infatti avviato un processo per mettere a punto un modello Isee che vada bene per qualsiasi ente e per ogni servizio. E dall’anno prossimo si parte. Stop all’autocertificazione: i dati sulla situazione economica saranno immagazzinati (a partire dal 2013, però) nel chip della tessera sanitaria elettronica. Basterà “leggerla” per determinare le eventuali agevolazioni. Il processo, ovviamente, non sarà così breve e indolore: la Regione prevede di perfezionarlo entro l’anno prossimo. “L’Isee non è uno strumento perfetto – dichiara Rossi – ma va comunque nella direzione di una maggiore equità. In una situazione in cui è sempre più difficile assicurare i servizi essenziali, occorre chiedere la compartecipazione ai cittadini e occorre farlo in proporzione alla condizione economica di ciascuno”. Attualmente non esiste un unico criterio per determinare l’Isee, ma tutti “bilanciano” il reddito con il valore del patrimonio e il numero dei componenti della famiglia. La Regione intende affinare questo strumento, ad esempio inserendo nel calcolo anche alcuni beni di lusso come auto di grossa cilindrata o imbarcazioni di proprietà. Sul fronte dei controlli, invece, resta ancora molto da fare.

mano, possiamo già provare a fare due conti. E a stabilire una strategia di “salvataggio” per portafogli in crisi di identità. Conto salato per gli automobilisti: secondo una stima di Federconsumatori, nel 2012 l’auto ci costerà un bigliettone viola in più. A cui bisognerà aggiungere l’aumento delle accise sulla benzina deliberate dal governo nazionale e da quello regionale a sostegno delle popolazioni alluvionate di Liguria e Lunigiana. Rispettivamente, si tratta di un centesimo, già attivo, e cinque centesimi al litro in più a partire dal 1° gennaio. Con questa misura, che dovrebbe “scadere” tra dodici mesi, la Regione Toscana prevede di ricavare dai 55 ai 60 milioni. “Si teme un effetto valanga sul prezzo finale di vendita dei prodotti alimentari – avverte la Coldiretti, riferendosi ai prezzi record raggiunti dai carburanti – in un paese in cui l’86% dei trasporti commerciali avviene su gomma. Si stima infatti che un pasto medio percorra almeno duemila chilometri prima di arrivare in tavola”. Una buona notizia arriva dalla Provincia di Firenze: cala

l’Rc auto, per effetto della riduzione dello 0,5% dell’imposta sull’assicurazione. Attenzione, però, perché in parallelo è previsto un aumento del 25% dell’Ipt, tassa “una tantum” che si paga quando si acquista una macchina nuova. Se finora l’Ipt fiorentina era rimasta ai minimi, d’ora in poi chi compra un’auto di cilindrata più grossa dovrà sborsare di più. L’alternativa? Prendere il bus. Anche se la stessa

Regione ha già messo in allarme i cittadini: per mantenere gli standard di quest’anno mancano all’appello cento milioni. Colpa dei minori trasferimenti governativi. Dunque, se i soldi non arrivano, il servizio sarà garantito fino a luglio, dopodiché o si dà il via allo sfoltimento dei bus o si aumentano le tariffe. Operazione che dovrà essere comunque accompagnata da un altro scomodo intervento: l’incre-

Dal primo gennaio fare il pieno costerà cinque centesimi in più al litro, e già si teme l’effetto valanga sul prezzo finale dei prodotti alimentari, trasportati per lo più su gomma

mento dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche. In Toscana è ferma allo 0,9%, ma potrebbe ben presto salire al 1,4%. Sempre a proposito di tasse, cresce anche la Tia, la cosiddetta tassa sui rifiuti. In realtà in questo caso saranno premiati i comuni più virtuosi: imposta ferma all’1% per quelli che hanno raggiunto quota 45% di differenziata (tra cui Fiesole, Tavarnelle Val di Pesa e i quattro comuni del Valdarno fiorentino), mentre salirà al 4% per chi ha fallito l’obiettivo (Firenze e Borgo San Lorenzo, per dirne un paio). Tutto ciò in attesa di conoscere la decisione del nuovo governo sul discusso ritorno dell’Ici sulla prima casa, che potrebbe riguardare migliaia di fiorentini.

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chI VIENE... Cambio di modulo e di mentalità: ecco le ricette del neo allenatore

E alla fine arrivò il giorno di Delio un sabato mattina come non se ne vedevano da tempo, con quattromila tifosi allo stadio per l’amichevole con la Rondinella. Così è iniziata l’avventura gigliata di Rossi, tra il calore del pubblico e una rinnovata fiducia

Tommaso Loreto

U

n sabato mattina come non se ne vedevano da tempo. E non stiamo parlando di una vigilia di campionato particolarmente importante, ma di una semplice amichevole, quella andata in scena a novembre tra Fiorentina e Rondinella. La prima sul terreno del “Franchi” per Delio Rossi, visto che in panchina, praticamente, non si è seduto mai. Almeno quattromila tifosi viola, se non di più, in Maratona per osservare i time-out di Delio e i primi movimenti della sua squadra. È nata così la Fiorentina del post Sinisa, in un sabato mattina pieno di sole. E di gente allo stadio. Non ce ne voglia il tecnico serbo, ma il suo addio alla Fiorentina ha significato in primo luogo il ritorno della passione. Della speranza nella propria squadra, e nella voglia di seguirla. E non c’è da stupirsi, allora, se ad aiutare i viola a reggere l’urto del Milan, a fine novembre, ci fossero quasi 35mila

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persone. La squadra timida, balbettante, di Mihajlovic aveva di fatto stancato tutti, in particolar modo i tifosi, ed era questo, probabilmente, l’ostacolo più grande sulla strada di Sinisa. Spazio a Rossi, dunque. Con i suoi allenamenti al mattino presto (messaggio nemmeno troppo subliminale per i più avvezzi alle nottate mondane) e le sue giornate infinite trascorse nel centro sportivo, ai campini. Con le due punte e il trequartista davanti ai tre di centrocampo. Con un approccio al lavoro che ricorda più l’insegnante che non il fratello maggiore. Come dire che, di fatto, la Fiorentina volta pagina. Cambiando l’allenatore, certo, ma anche l’impostazione degli aspetti tecnici. Adesso, però, serve tempo. Servirà tempo a Rossi per conoscere al meglio la propria squadra. Servirà tempo alla squadra per conoscere il proprio tecnico. Le primissime indicazioni, in particolare quelle con il Milan, hanno dato segnali incoraggianti. Come l’ordine difensivo con il quale i viola hanno respinto Pato e Ibrahimovic, o come l’esordio dal primo minuto di un certo Nastasic, che farà parlare molto di sé, a discapito della

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giovane età. Resta da capire, semmai, come i viola cambieranno il proprio modo di offendere (per il momento né Gilardino né Cerci sembrano troppo a loro agio nel 4-3-1-2, nel quale JoJo ha facoltà di svariare) e soprattutto come si presenteranno ai cancelli di gennaio. In classifica, e di conseguenza sul mercato. Con i casi spinosi delle cessioni (Vargas, Montolivo, Marchionni, Felipe e Ljajic solo per citare le situazioni più calde) e l’impellenza di dover far fronte ai conti del bilancio, e ai disavanzi dello scorso mercato estivo. Anche in tal senso, però, il club viola dà segnali di svolta. Pantaleo Corvino, infatti, sarà affiancato da un nuovo talent scout. Uno che l’Europa dei giovani la conosce a menadito per le esperienze divise tra Liverpool, Valencia e Atene all’Olympiakos. Eduardo Macia è infatti il nuovo osservatore ingaggiato dalla società, in attesa di fare successivamente luce sul rinnovo dell’attuale ds Corvino. Ci sarà tempo, è vero, per sistemare i dettagli di un sodalizio che sembra destinato a consolidarsi nel tempo. Ma intanto, anche sul mercato, i viola hanno voglia di voltare pagina.

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sport

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...E chI VA. Il tecnico ripercorre i momenti più belli della sua carriera: molti a Firenze

Renato Buso saluta. Ma sogna viola L’ex giocatore della fiorentina, dopo la grande stagione sulla panchina della Primavera, parte per una nuova sfida. Ma il suo è solo un arrivederci Lorenzo Mossani

A

mato da giocatore, amato da allenatore. Renato Buso è nel cuore da ormai oltre venti anni di tutti i tifosi della Fiorentina. Simbolo di semplicità, professionista esemplare, Buso, si racconta a Il Reporter prima di iniziare una nuova avventura sulla panchina del Gavorrano, squadra che milita nel campionato di Seconda Divisione. L’ex tecnico viola ripercorre gli anni trascorsi nella città del giglio. Renato, nella passata stagione tante vittorie, tanti giovani lanciati in prima squadra: un’annata da incorniciare? Sì, una stagione da incorniciare, viste le due finali conquistate con la vittoria in Coppa Italia contro la Roma e una semifinale persa ai rigori. È stata una stagione importante per molti giovani che hanno potuto fare esperienza e maturare giocando sempre ad alti livelli. Credo che onestamente non si potesse fare di più, nonostante la squadra avesse delle ottime individualità. Sono giovani che ho visto crescere già dagli Allievi e insieme abbiamo condiviso un progetto importante, raggiungendo grandi traguardi e tante soddisfazioni. A Firenze tutti si aspettavano la tua riconferma, poi cos’è successo? Era finito un ciclo straordinario nonostante i successi e il grande affetto che Firenze mi ha sempre dimostrato. La decisione del direttore sportivo è stata probabilmente un po’ tardiva, ma credo che ci potesse stare. La gente che incontro tuttora per strada mi ferma ricordandosi della Primavera dello scorso anno, come in poche occasioni è avvenuto a Firenze. Chi, secondo te, può essere pronto per la squadra di Delio Rossi? Sicuramente Camporese, Babacar e Salifu sono già giocatori che hanno esordito e fatto bene in serie A, dimostrando buone capacità tecniche e fisiche. Non dimenticherei Acosty e Agyei, perché hanno tutte le potenzialità per far parte della rosa della Fiorentina.

Ora sembra tornato l’entusiasmo nei tifosi, e l’obiettivo è recuperare posizioni in classifica: la squadra ha le potenzialità per puntare all’Europa? Credo di sì, anche se il lavoro di Delio Rossi sarà sicuramente difficile. Contro il Milan, al suo esordio, la Fiorentina ha fatto una partita di grande temperamento e anche con il cambio di modulo ha dimostrato un buon equilibrio. Penso che per ora sia importante fare i punti per togliersi da una posizione di classifica pericolosa. Facciamo un passo indietro. Descrivi il momento del momentaneo 1 a 1 nella finale di Coppa Uefa del 90/’91, quando hai visto che il tuo colpo di testa andava in porta... Ricordo la volata di Di Chiara sulla fascia sinistra e il mio inserimento in area sul primo palo, il cross fu perfetto a metà altezza e con un tuffo in avanti colpii la palla di testa che si insaccò sul primo palo alle spalle di Tacconi. Quel gol ci spronò, creammo altre 3-4 occasioni, anche se purtroppo non le finalizzammo. Ancora oggi tutti si ricordano quell’avventura in Coppa Uefa sia per quel mio gol che per l’aneddoto della “foca” di Nappi nella partita contro il Werder Brema. Com’è stato giocare con Baggio? Questa è la domanda più gettonata da vent’anni a questa parte dei giornalisti, degli amici e dei tifosi. Pensare che quando arrivai a Firenze mi misero in camera proprio con Roberto. Un ragazzo straordinario e un giocatore immenso. Di Baggio non posso che parlare bene, per la sua grande umanità e anche per la sua grande ironia. Dopo gli anni da giocatore e quelli da allenatore a Firenze, hai scelto questa città per vivere... Sì, vivendo qui mi sono reso conto che è una delle città più a misura d’uomo che ci possano essere. La amo sia dal punto di vista architettonico che dal punto di vista umano. Mi piace girare per il centro gustandomi ogni volta

renato Buso

alla presentazione nel

gavorrano

Palazzo Vecchio, il Duomo, Ponte Vecchio, e mi piace l’affetto e il calore che i fiorentini mi hanno sempre dimostrato. Sono stato accolto benissimo e mi hanno fatto sempre sentire uno di loro. Adesso vivo a Coverciano con la mia compagna e, anche se il lavoro mi chiamerà altrove, Firenze rimarrà sempre la nostra base. Qual è il futuro di Renato Buso? Il 17 novembre ho firmato con il Gavorrano fino a giugno 2013. Ho accettato la proposta con grande entusiasmo perché ho trovato una società seria con un progetto importante e con la possibilità di lavorare in un ambiente sereno

e con giovani di buone prospettive. Un giorno, dopo aver fatto altre esperienze, spero di vestire, di nuovo, la divisa viola. C’è da ricordare, prima di concludere questa chiacchierata, anche Buso in Nazionale. È stata una grande soddisfazione. Con la Nazionale Under 21, guidata da Cesare Maldini, ho vinto un campionato europeo, nel lontano (sorride, ndr) ‘92: ho bellissimi ricordi. Con tre gol nella semifinale contro la Danimarca e nella finale contro la Svezia ho contribuito alla vittoria finale, diventando anche il capocannoniere del torneo.


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sport

Dicembre 2011

LA NOVITà. Anche a Firenze avvistate sempre più persone a camminare con “strani” bastoncini

Nordic walking, esplode la mania Lorenzo Mossani

Nordic Walking e invece portano in giro, spesso malamente, due scomposti appoggi anteriori. Con un corso base di cinque lezioni da novanta minuti si compie il primo passo per la scoperta di uno strumento che è in grado di riconciliare con l’attività fisica le persone che pensavano di non averne più né la capacità e neanche il desiderio. Alcuni medici lungimiranti cominciano a “prescrivere” proprio il Nordic Walking come attivitàesercizio fisico elettivo per contrastare e prevenire le malattie cardiovascolari e il diabete, gravi patologie figlie del benessere, del sovrappeso e della sedentarietà. Anche le donne operate al seno si sono avvicinate al Nordic Walking? Abbiamo iniziato da marzo una collaborazione con il Ce.Ri.On. di Villa delle Rose. Sotto l’attento controllo medico del primario, la dottoressa Mariella Muraca, abbiamo istruito una decina di volontarie della L.I.L.T. (Lega Tumori) che ci aiuteranno a proporre la disciplina come affiancamento alle terapie per il recupero fisico delle pazienti oncologiche. I primi risultati sono molto incoraggianti: il nostro protocollo sembra essere in grado di facilitarne il recupero psico-motorio e migliorare notevolmente l’aspetto di re-socializzazione, senza il quale qualsiasi attività rimane fine a se stessa.

S

tar bene e divertirsi facendo attività fisica, esercizio, sport e, perché no, anche attività agonistica, si può. Come? Con una disciplina che si sta sviluppando anche a Firenze, che sta incuriosendo sempre più persone e che è in crescita esponenziale. Il nome? Nordic Walking. Sono sempre di più le segnalazioni di persone “avvistate” a camminare utilizzando degli “strani” bastoncini, e allora siamo andati a indagare. Il Nordic Walking, ovvero la “camminata nordica”, ha le sue origini in Finlandia: fin dagli anni Trenta gli atleti dello sci di fondo utilizzavano le “racchette da sci” nei loro allenamenti estivi “a secco” (senza neve). Negli anni Ottanta nacque l’idea di sviluppare, da questa tecnica di allenamento, uno sport per tutti, praticabile ovunque e in ogni stagione. Nel 1996 Marko Kantaneva, uno studente finlandese del Finnish Sports Institute di Vierumäki, per primo elaborò una tesi di laurea nella quale era inserita una parte relativa al “pole walking”. In seguito, tramite la collaborazione con la Suomen Latu (Central Association for Recreational Sports and Outdoor Activities), collaborò con una ditta produttrice di bastoncini per sviluppare un attrezzo specifico per questa attività. Nel 1997, con il nome “Sauvakävely” (camminata con bastoni) la disciplina venne presentata ufficialmente al popolo finnico. Già lo stesso anno questo sport aveva suscitato un interesse internazionale e venne coniata una “traduzione” inglese più commerciale: Nordic Walking. Nel 2000 venne fondata l’Inwa (International Nordic Walking Association),

la prima organizzazione ufficiale internazionale con il compito di promuovere e sviluppare questa disciplina in tutto il mondo. A Firenze è presente una scuola certificata dalla Scuola italiana di Nordic Walking, il cui direttore tecnico, oltre che attuale master trainer e coordinatore del Bio-Lab Research Sinw, è stato per oltre dieci anni atleta di vertice della nazionale azzurra di atletica leggera, olimpico ed ex campione del mondo di marcia 20 km: il dottor Alessandro Pezzatini (nella foto, per maggiori informazioni: donalejandro@iol.it, cell. 333.5790502), che abbiamo incontrato insieme a Bruno Sarallo, appassionatissimo della nuova disciplina. Perch�� la tecnica in questa disciplina è fondamentale? Per quanto la tecnica del Nordic Walking abbia caratteristiche fisico-tecniche adatte a un utilizzo quasi universale, il suo miglior apprendimento è possibile solo se acquisito in corsi tenuti da istruttori specializzati. Prima di pensare a cosa potrebbe servire sarebbe meglio capire cosa è nella sua specificità, in modo da poterne direzionare al meglio gli effetti positivi in relazione a chi lo pratica. Purtroppo vedo molte persone che credono di fare

IL LUTTO. La città piange la scomparsa di Dusan

Popovic, addio campione

dusan popovic (al

U

centro) Festeggiato alla

na morte improvvisa, che ha lasciato tutto il mondo della pallanuoto fiorentina senza parole. Nella notte tra il 18 e il 19 novembre scorsi ha perso la vita Dušan Popovic, uno dei migliori centroboa serbi di tutti i tempi e un campione che ha lasciato il segno a Firenze. Dušan Popovic era nato a Belgrado nel 1970. Già centroboa biancorosso, ha iniziato a giocare nella società montenegrina del Budva, per poi militare dal 1985 al 1991 nel Partizan Belgrado, con cui ha vinto tre campionati jugoslavi e una Coppa delle Coppe nel 1991. Successivamente gioca nel Racing Parigi nella stagione 1991/92 e quindi nel Becej (1992/93). Arrivato in Italia nella stagione 1993/94 gioca nel Torino 81. Passa al Posillipo nel 1994 conquistando due scudetti (1995 e 1996) e la Coppa dei Campioni nel 1996. Un brutto incidente d’auto lo tiene lontano dalle piscine per oltre un anno. Viene acquistato dalla Rari Nantes Florentia nell’agosto del 1998. Vicecampione d’Italia nella stagione 1999/2000 e 2000/2001. Finalista anche in Coppa delle Coppe contro la Dinamo Mosca nel 2000 e vincitore della Coppe delle Coppe nel 2001. Si è ritirato nel 2006 e ha assunto, da subito, il ruolo di coordinatore del settore giovanile della Rari. Dopo l’esperienza con Marco Risso, il presidente Andrea Pieri lo

rari

promuove alla prima squadra il 14 giugno 2008. Anche a causa del ridimensionamento e dei problemi dovuti ad alcuni giocatori infortunati viene esonerato il 22 febbraio 2011, quando viene richiamato in panchina Riccardo Tempestini che, all’inizio di questa stagione, ha ceduto il testimone a Leonardo Sottani. Negli ultimi due mesi aveva iniziato una collaborazione con il settore giovanile maschile della Fiorentina Waterpolo. L’idea era quella di affidargli la squadra maschile, che milita in serie B, dal prossimo febbraio. Con la nazionale jugoslava ha giocato 120 partite, conquistando un oro e un bronzo ai Mondiali (a Perth, rispettivamente nel 1991 e nel 1998) e un oro e un argento agli Europei (rispettivamente ad Atene 1991 e Bonn 1989). Nell’edizione del 1991 ricevette anche la medaglia come capocannoniere della manifestazione. “Intendiamo ricordarlo. Troveremo le forme e i modi per poterlo onorare. Dusan è stato con noi per molto tempo – spiega il presidente della Rari Andrea Pieri – e da lui abbiamo avuto solo benefici. Tanti ragazzi che oggi sono in prima squadra sono stati suoi allievi ai tempi in cui era responsabile del settore giovanile. Tutti siamo rimasti scossi per l’improvvisa scomparsa di questo grande /Sim.Spa. campione”.


sport nel Valdarno

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il punto. Brutto inizio di stagione per le squadre locali, che stentano a uscire dal tunnel

Il calcio è partito col piede sbagliato Andrea Tani

Valdarno volley, provaci ancora

È

I

l Figline ci ha messo dieci giornate per trovare la prima vittoria, la Rignanese è al terzo allenatore dall’inizio dell’anno. In Promozione, l’Ideal club sgomita per evitare l’ultimo posto. Il Reggello ha perso il primato in Prima categoria, l’Olimpia Palazzolo è nel bel mezzo della lotta per non retrocedere e le cose non vanno meglio per il San Clemente. Non è un avvio di stagione semplice per le valdarnesi del pallone. Nessuno si aspettava trionfi, ma i primi tre mesi di campionato si sono rivelati più in salita del previsto. Ne sa qualcosa il Gialloblù Figline, che ha chiuso il suo primo bilancio dopo dieci gare con tre sconfitte e sette pari. Colpa dei tanti infortuni, anche pesanti, colpa dell’attacco meno prolifico del torneo (quattro gol nelle famose dieci giornate iniziali, sette dopo la dodicesima gara), che non riesce a essere contraltare di una difesa tra le migliori. Colpa soprattutto di una serie di episodi sfortunati da non augurare a nessuno – si vedano i due derby interni consecutivi con Montevarchi e San GiovanniValdarno: i figlinesi avrebbero meritato, ma per due volte sono stati raggiunti con rocamboleschi gol da trenta metri. Fatto sta che per la prima vittoria gli uomini di mister Giuseppe Forasassi hanno dovuto attendere la trasferta di Chiusi, ripetuta una settimana più tardi con l’ottimo 1-0 sul San Donato. Discorso diverso, ma risultati simili, per la Rignanese. Due vittorie, tre pari e due sconfitte per un inizio che poteva considerarsi in linea con l’obiettivo di un campionato tranquillo di metà classifica. Eppure, a sorpresa, il 9 ottobre salta la panchina di mister Toti, forse per qualche dissidio interno. La squadra sembra rinata quando la domenica seguente si impone per 7-1 sul Subbiano con la panchi-

pallavolo. Conferme e novità

un’azione del

Figline

na ancora vacante. Viene assegnata il giorno dopo a mister Riccardo Rocchini. Risultato? Cinque sconfitte consecutive tra campionato e Coppa e l’inevitabile esonero. Al suo posto viene richiamato Marco Coppi, il tecnico che aveva guidato i biancoverdi negli anni trionfali della scalata verso l’Eccellenza. Come detto, le cose non vanno troppo meglio ai piani inferiori. L’Ideal club Incisa, finora mai andato oltre il penultimo posto in Promozione, resta in affanno, anche se nel mese di novembre qualche passo in avanti lo ha fatto vedere. La Resco Reggello è l’unica ad aver mantenuto le aspettative: in testa fino alla fine di ottobre, ancora oggi è agganciata alle prime posizioni. D’altro canto, sempre in Prima categoria, l’Olimpia Palazzolo continua ad arrancare nei bassifon-

di, con un attacco che non riesce a ingranare (quattro gol in dieci giornate). Quattro vittorie di fila hanno rilanciato il Vaggio tra le prime della classe nel girone M di Seconda categoria, dove però i “cugini” del San Clemente portano ancora il pesante fardello delle cinque sconfitte tra la quarta e la nona giornata. Dobbiamo, purtroppo, ricordare anche un brutto lutto. Nel corso del mese di novembre è scomparso a 87 anni Giulio Berti, appassionato sportivo e voce storica della Rignanese. A lungo “speaker” dello stadio Comunale delle gesta dei biancoverdi, lascia un ricordo indelebile tra i tifosi e non solo di tutto il Valdarno. Un doveroso ultimo saluto a chi è stato memoria storica dello sport e della vita quotidiana di Rignano per tanti decenni.

una squadra nuova, ancora da amalgamare, ed è una squadra molto giovane, ma è anche una squadra che vince e che lascia le tracce del suo passaggio nella scalata alla classifica. Quest’anno il Valdarno volley ha accolto diverse novelle giocatrici, oltre alle già consolidate Ilaria Ranieri, da quest’anno super capitano della rosa di Barbara Biagi e Alessandro Nigi, la vicecapitano Alessandra Ambrosi, le figlinesi Sara Simoni e Costanza Tani e la numero 10 Chiara Puccini. Le new entry si sono rivelate importanti per l’esito delle partite finora affrontate, basti pensare alla grinta del “raccatta tutto” della squadra, il libero Ottavia Agresti, alla fatalità del colpo mancino della numero 15 Natascia Mancuso e ai tanti punti aggiunti al bottino valdarnese dalla torinese Sara Miola. Non meno importanti nel favorire la crescita del gruppo le giovanissime Martina Rondini, Eleonora Gineprini e Ilaria Degli Innocenti. Insieme hanno dimostrato di saper giocare carte vincenti, dietro i preziosi consigli dei coach, tant’è vero che sono riuscite a guadagnarsi un buon posto tra le big della classifica. Tuttavia non sono mancati momenti di disorientamento, coincidenti con le due sconfitte, una in casa contro la sarda Alfieri Cagliari (1-3) e l’altra contro la Rep Packaging Empoli (0-3), che svelano la giovinezza di questo gruppo e il lavoro che c’è ancora da fare per continuare a crescere e migliorare. Capitan Ranieri parla di questa nuova realtà: “Rappresentiamo un mix di gioventù ed esperienza, con nuovi arrivi a ricoprire ruoli di responsabilità e conferme dell’anno passato a portare avanti quanto di buono fatto nello scorso campionato. C’è un gran lavoro da fare e tante potenzialità da trasformare in /C.R. sicurezze”.

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IdEE. A spasso tra le botteghe artigiane in cerca di doni originali. E (possibilmente) low cost

Regali sì, ma solo a chilometri zero Dai cuscini a forma di ortaggi di Letizia fiorini ai Pinocchi scherzosi di Stefania Masini, fino agli abiti degli studenti della scuola di moda fast nel loro nuovo negozio fly e alla piccola pelletteria del Monaco Metropolitano. Il cadeaux è più bello se si parla con chi l’ha realizzato. E se magari si approfitta di qualche offerta speciale Ludovica V. Zarrilli

I

l Natale si avvicina e con lui il dilemma di cosa regalare ad amici e parenti. Non bastano più confezioni di cioccolatini a profusione, giocattoli ai più piccini, un profumo alla mamma e un libro alla nonna. Senza dimenticare che la crisi si fa sentire forte e quindi magari farebbe comodo risparmiare qualche euro anche sulle strenne natalizie. Fare doni a costo zero è praticamente impossibile, ma un modo per risparmiare un po’, facendo girare l’economia locale e facendo regali intelligenti, esiste. Basta prendersi la briga di andare a cercare prodotti realizzati a Firenze e dintorni, o comunque in Toscana, abbinati magari a qualche offerta speciale prenatalizia. E poi serve una buona dose di autocontrollo per non lasciarsi prendere la mano dalle vetrine luccicanti dei grandi magazzini, dove si può entrare e comprare regali per tutti: dalla nonna al nipotino al migliore amico. Fiorentini e con una grande attenzione all’ecosostenibilità dei prodotti sono i proprietari di Slow design, negozio nello Sdrucciolo dei Pitti che propone principalmente complementi, accessori per la casa e dettagli originali per gente appassionata della cultura del riutilizzo. Sempre made in Florence sono le magliette di Colorised, che per Natale offre la possibilità di approfittare di alcune offerte speciali come la T-pack, che su un acquisto di almeno cinque magliette (magari da fare insieme ad amici, colleghi o parenti) offre uno sconto del 30 per cento, oppure il Regala e raddoppia, che offre una t-shirt a ma-

nica corta in omaggio a chi ne compra una a manica lunga, il tutto acquistando sul sito www.colorised-shirt.com. Chi ama i giocattoli fatti a mano può pensare ai divertenti e originali Pinocchi realizzati a mano (e ricoperti con carte artigianali) da Stefania Masini e distribuiti da Il Papiro (via Porta Rossa). Deliziosi e a buon mercato anche i burattini e i cuscini creati da Letizia Fiorini nella sua bottega di via del Parione. Letizia, che prima di dedicarsi alle sue creazioni lavorava in teatro e si diletta nella scelta di stoffe speciali e forme particolari. Non passano inosservati i cuscini con forme di animali o di frutta/ortaggi che cambiano a seconda delle stagioni. Chi va alla ricerca di un regalo più prezioso può puntare su borse e piccola pelletteria e affacciarsi in via dei Ramaglianti, dove Monaco Metropolitano ha il suo quartier generale (con tanto di scuola per giovani aspiranti pellettieri). Spostandosi verso Borgo Pinti si trovano i vestiti disegnati e cuciti dalla sarda più fiorentina della città, Mrs Macis, che propone abiti sognanti e dettagli per donzelle fantasiose. Poco più avanti, andando verso l’arco di San Pierino, ecco un’altra chicca per chi è alla ricerca di pezzi speciali: si tratta di Fly, Fashion loves you, il negozio aperto da un paio di mesi che raccoglie gli abiti realizzati dagli aspiranti stilisti dell’attigua scuola di moda Fast. Chissà, magari quello che oggi viene acquistato come un prototipo non troppo apprezzato, domani sarà il capo numero uno della collezione di un famoso stilista. E poi, aspetto da non sottovalutare, parte degli incassi vengono utilizzati dall’istituto per pagare alcune speciali borse di studio agli studenti più meritevoli. Sempre da Fly, poi, una tantum si può partecipare a uno swap party, scambiando con altri i propri vestiti inutilizzati. Se però sono le leccornie quello che si sta cercando, si può andare a colpo sicuro nella cioccolateria di Andrea Bianchini in via dei Macci o da Sugar and Spice, pasticceria americana che offre meravigliosi dolci in stile Usa. Il successo è assicurato!

SOTTO L’ALBERO. Il pensiero più bello mai ricevuto e quello che Santa Claus ancora non ha portato

Cosa vorresti per Natale? Lo abbiamo chiesto a loro riccarDo VenTrella Teatro della Pergola

cleT Artista

“Il regalo che ho amato di più è stato sicuramente il mio primo subbuteo, ricevuto da bambino, ma ho gradito molto anche un paio di sovrascarpe di gomma per la pioggia che mi sono state regalate l’anno scorso. Quello che vorrei ricevere è una moto nuova che desidererei veder comparire nel mio salotto, con un bel fiocco”

“Ero ancora piccolo quando mi è arrivata la prima bicicletta, ed è stato in assoluto il dono che mi ha emozionato di più. Oggi non ho grandi desideri, se dovessi pensare a qualcosa da farmi regalare direi: un mondo migliore, sarebbe un pensiero fantastico e molto gradito”

cosimo calamini Scrittore

sergio sTaino fumettista

“Pensare al regalo più bello mai ricevuto mi porta automaticamente alla mia infanzia e allora dico: il Commodore 64, con il registratore e le cassette da comprare in edicola. Quello che vorrei ricevere è il libro di Cameron Crowe intitolato Conversazioni con Billy Wilder”

“Una grande sagoma a forma di regina, tutta vestita, firmata da Emanuele Luzzati e regalata da un’amica milanese. Campeggia nel mio salotto e quando la ricevetti mi emozionò molto. Oggi invece vorrei un disegno originale di Carl Barks, padre di Paperino, oppure di Egon Schiele”

giancarlo anTognoni Ex calciatore, bandiera della fiorentina

alessanDro paci Attore

“Sembrerà banale, ma la cosa più importante che abbia mai ricevuto è stato un pallone, quando avevo otto anni. È stato quello l’inizio della mia carriera. Adesso non vorrei niente di materiale, mi basterebbe che la mia famiglia vivesse serena. Questo sarebbe già un magnifico regalo”

“Sembrerò un po’ scontata ma la cosa che mi ha fatto più piacere ricevere nell’ultimo periodo è stato un Ipad. E quello che vorrei più di ogni altra cosa? Che il film che sto approntando, Frank Jabroni. Public enemy n.9, vincesse un premio come miglior sceneggiatura”


cultura

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FUOchI d’ARTIFIcIO/1. Chi snobba i festeggiamenti cittadini può ripiegare su monti e spiagge

Via dalla folla: i Capodanni alternativi Caterina Gentileschi

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uochi d’artificio, cenoni, riti scaramantici, tavole apparecchiate a tema e poi discoteche, feste di piazza per i più giovani e tombole e giochi di società fino al mattino per i più grandi. Capodanno però non deve essere necessariamente una festa da consumare velocemente e in città: ci sono molte, moltissime alternative per chi ha voglia di organizzarsi un po’ e allontanarsi, anche di poco, dalla pazza folla fiorentina. Le piazze, è vero, offrono diverse alternative, un po’ per tutti i gusti, e lo stesso vale per i locali, che organizzano serate speciali a seconda della clientela che li frequenta. Ma vogliamo mettere con la pace che si trova in campagna o sulla neve? Oppure con le specialità che si possono gustare in paesi ancora sconosciuti, sia vicini (in Europa l’offerta è molto vasta) che lontani? I fortunati che hanno una casa fuori porta si dilettano a organizzare festicciole con gli amici, ma anche chi non ha una casetta a disposizione può ovviare andando a pescare tra le varie offerte low cost che si trovano su internet. Scegliendo l’Abetone o il Cimone, ad esempio, si può fare qualche giorno di neve (e chi scia o fa snowboard sarà contento) a una cifra modica (negli alberghi delle montagne pistoiesi il prezzo di tre notti in camera doppia con servizio di mezza pensione per l’ultimo dell’anno

si aggira sui cento euro al giorno), incentivando allo stesso tempo il turismo locale. Moltissimi anche gli agriturismi sparsi su tutto il territorio regionale che danno la possibilità di passare qualche giorno in pace e a contatto con la natura, magari attrezzati con spa e centri benessere (sia nei pressi dei centri termali più conosciuti che nel resto della toscana), e che si riescono facilmente a trovare consultando i siti www.termeditoscana.com oppure www.agriturismointoscana. it. Quotatissime anche le capitali europee che però, se si vuol risparmiare, è meglio pensare di visitare subito dopo il primo dell’anno: già dal 2 i prezzi di aerei e hotel cominciano ad abbassarsi sensibilmente. Chi invece non riesce a resistere al fascino dei mercatini natalizi che, ora come mai, sono presi di mira, può pensare di organizzarsi prendendo un treno (su www.trenitalia.com si trovano offerte a buon prezzo se si prenota con un po’ di anticipo) e viaggiando verso il Tirolo, il sud della Germania e l’Austria. Dulcis in fundo, i più goderecci possono prendere un aereo e andarsene al caldo, scegliendo sia mete lontane come il Brasile, dove si festeggia a Copacabana vestendosi rigorosamente di bianco, che posti più vicini come il Marocco, le Canarie o le Azzorre, dove si arriva con poche ore di volo a bordo di un aereo. Anche low cost.

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FUOchI d’ARTIFIcIO/2. Breve viaggio tra chi non segue il calendario gregoriano

Se il primo gennaio è un giorno come gli altri C

hi l’ha detto che il nostro Capodanno vale per tutti? C’è chi il 31 dicembre non prepara pasti luculliani, non spara fuochi d’artificio, non brinda a suon di prosecchi e champagne e soprattutto non scende in strada scambiandosi baci e abbracci benauguranti. Per non parlare del cotechino con le lenticchie. Niente di tutto ciò. Perché? Perché nel mondo c’è anche chi è convinto che il primo gennaio non cominci l’anno nuovo. Insomma, c’è chi il Capodanno lo festeggia in quello che per noi è un altro momento dell’anno. Il più famoso di tutti è certamente il Capodanno cinese, che si celebra il giorno della seconda

luna nuova dopo il solstizio d’inverno e va avanti per quindici giorni, concludendosi poi con la tradizionale festa delle lanterne. Ad esempio, nel 2012, il capodanno cinese - detto anche festa di primavera o capodanno lunare - verrà festeggiato il 23 gennaio, giorno in cui comincerà l’anno del drago. Più complesso il Capodanno ebraico, che si basa sul calendario babilonese secondo il quale ogni anno è composto da 12 o 13 mesi ciascuno di 29 o 30 giorni, il tutto per compensare l’errore presente nella durata del ciclo lunare. L’anno prossimo si festeggerà il 17 settembre, quindi in un periodo molto distante dal nostro, che

sta per arrivare. Più simbolico il capodanno fiorentino, che fino al 1750 era ufficialmente celebrato il 25 marzo, giorno in cui si festeggia il compleanno di Maria di Nazareth. Il calendario gregoriano era entrato in vigore nel 1582, ma Firenze continuò a considerare il 25 marzo come il suo Capodanno fino a quando, nel 1749, il granduca Francesco III di Lorena adattò il calendario fiorentino a quello riconosciuto a livello globale. Stesso discorso vale per il Capodanno veneziano, che la Serenissima Repubblica aveva ufficialmente fissato al primo di marzo, in corrispondenza del risve/B.B. glio della natura a primavera.

MERcATINI. Con l’avvicinarsi del 25 tornano anche gli appuntamenti a tema, pieni di leccornie e sorprese

A caccia di atmosfera, tra bancarelle e gadget tedeschi N

atale, anche a Firenze, è sinonimo di mercatini. La tradizione bavarese ha contagiato già da tempo la città del giglio, che da diversi anni a questa parte ha preso a organizzare vari mercatini - in posti diversi della città - che propongono varie idee regalo e vendono atmosfera natalizia un tanto al chilo. Renne, biscotti allo zenzero, palle di cristallo e plaid sotto cui rintanarsi nelle giornate più fredde si sprecano. Il più celebre è sicuramente quello di piazza Santa Croce, diventato ormai una consuetudine e trasferito direttamente dall’algida piazza di Heidelberg, in Germania, alla nostra Santa Croce. Tra gli stand che occuperanno la piazza fino al 18 dicembre ci saranno prodotti a tema di vario tipo, tra cui anche wurstel e crauti (con salse a volontà) e vin brulè con tutte le spezie del caso, che nelle serate d’inverno non guastano mai. E poi una selva di gadget più o meno belli che hanno come

il mercatino in piazza

santa croce

soggetti preferiti, manco a dirlo, Babbo Natale, alberi addobbati, elfi, gnomi, renne, calze ricolme e chi più ne ha più ne metta. Dal 2 al 4 torna anche l’evento natalizio dedicato alla beneficenza che Croce Rossa organizza all’Obihall, un’occasione unica per trovare oggetti esclusivi, preziosi o rari e, nello stesso tempo, contribuire all’assistenza di chi ha bisogno e partecipare così attivamente all’attività di sostegno sociale nella propria città. Appuntamento più “casereccio” e votato al biologico quello con la fierucola di Natale, in programma in piazza Santo Spirito il 18 dicembre. Oltre a varie idee, tutte improntate allo stile naturale (come coperte di lana merinos, canovacci e biancheria per la tavola tinta a mano, qualche piccolo suppellettile, ceste di vimini intrecciate a mano e poi tanto, tanto cibo), la piazza, nei giorni intorno a Natale, re/B.B. gala davvero un’atmosfera speciale.


segnalazioni a redazione@ilreporter.it

MUSIcA. Dopo il nuovo album, il live. Il 15 dicembre arriva al Puccini il “Senza titolo tour”

Luca Carboni a teatro, come cantautore Gianni Carpini

L’

album è “Senza titolo”. La tournée pure. Luca Carboni porta in viaggio per l’Italia il suo nuovo “bambino” e lo fa scegliendo il palco più intimo dei teatri, come quello del Puccini di Firenze, dove il cantautore bolognese arriverà il 15 dicembre per il “Senza Titolo tour”. Un live a teatro, perché? La decisione di fare un tour teatrale è figlia di questo ultimo album in cui coesistono due anime: da una parte quella più elettrica ed elettronica, dall’altra momenti più intimi e acustici. Il teatro mi permette di passare dal minimalismo dell’unplugged alla musica più “suonata” ed elettronica, valorizzando molto l’alternanza dei “piani” e dei “forti”. Il tuo ultimo lavoro si apre con una riflessione su questo particolare momento storico. Stiamo vivendo grandi trasformazioni. Penso però che bisogna liberarsi di questa cappa di negatività passiva legata all’odierna crisi. È proprio questo il momento di osare, uscire dagli schemi, improvvisare, non dare niente per scontato e trovare nuovi stimoli

Le canzoni dell’ultimo lavoro e i successi di sempre nella scaletta dell’artista emiliano: firenze è la terza delle sette date previste nella tournée. un concerto unplugged ed elettrico

a livello personale e sociale. Sembra quasi un manifesto politico, da far invidia al sindaco Renzi... L’esperienza fiorentina, a livello politico, mi sembra interessante. Dalla vostra città arrivano segnali molto forti di una generazione giovane. La mia speranza è che non ci si appiattisca sui vecchi schemi: è venuto il giorno di vedere in Parlamento 30enni e 40enni con un nuovo spirito. Io stesso nel brano “Riccione – Alexander Plazt”, critico la mia generazione , i giovani degli anni Ottanta. Se ci guardiamo trent’anni dopo, vediamo che abbiamo influito pochissimo sulla sfera politica. Nel mondo della musica c’è chi si “autorottama”, come Vasco e Fossati, che annunciano l’addio ai live. Essere musicisti non vuol dire soltanto concerti. Essere musicisti è come fare il prete: è una vocazione. Non credo che sia possibile andare in pensione dalla creatività. Forse ci sono artisti che sentono la necessità di fare a meno della vita frenetica della “star”. Essere musicista vuol dire anche prende la penna in mano e scrivere canzoni. Per quanto mi riguarda continuerò a fare dischi, ma sono attratto anche da una via diversa: scrivere canzoni per altri interpreti.

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agenda

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LA MOSTRA/1 Concerti Mango 11 dicembre

Teatro Verdi

Pallotti al basso e Peter Cornacchia alla chitarra), si alterneranno, in un gioco di luci e colori, figure e personaggi dai nomi strani il cui ruolo lo si capirà strada facendo, proprio come in un racconto. Vinicio capossela 17 dicembre

Teatro Verdi

vita quotidiana in Italia ai tempi del Silvio (Contromano Laterza), nella primavera del 2011 è diventato un disco per la prestigiosa etichetta Irma records: undici tracce per raccontare lo stato del Paese con le parole della poesia e l’urgenza del rock. Mauro Ermanno Giovanardi 6 gennaio 2012

Viper Theatre

Il successo live di Mango va di pari passo con quello discografico, anche grazie alla sua incredibile capacità di concedersi e di rievocare con vigore e raffinatezza l’ambiente sonoro ed emotivo dei suoi dischi. Reduce da una felice escursione nel tempio della musica attraverso il pluripremiato “Acchiappanuvole” e il monumentale “Gli amori son finestre”, Mango si ripresenta al suo pubblico con un nuovo capitolo fatto quasi interamente d’inediti, nove brani nuovi e due cover molto particolari (un tango di Carlos Gardel “Volver” e “Starlight” del gruppo dance francese Superman Lovers) e dal titolo fortemente evocativo: “La terra degli acquiloni”.  Michele Zarrillo 12 dicembre

Obihall

Si intitola “Unici al mondo” il nuovo album di inediti di Michele Zarrillo: il disco, ideale seguito de “L’Alfabeto degli amanti” del 2006, é stato anticipato  dal primo estratto “La prima cosa che farò”.  Nel nuovo album, frutto di un anno e mezzo di lavoro, dieci nuove canzoni che lo confermano musicista e compositore elegante e raffinato, teso alla ricerca nei contenuti, negli arrangiamenti e nelle soluzioni armoniche, che danno al progetto nuova linfa e un respiro internazionale. Marco Mengoni 14 dicembre

Mandela Forum Marco Mengoni è pronto per portare in concerto “Solo 2.0”, il nuovo album di inediti uscito lo scorso 27 settembre per RCA/SonyMusic: disco appassionante e appassionato che, all’epoca del “featuring per forza” vede invece collaborazioni d’autore come Dente, Neffa, Davide Rossi e i Cluster. Nessun duetto quindi ma tanto rock, sperimentazione e influenze elettroniche. Sul palco insieme a Marco, oltre alla band storica (composta da Davide Sollazzi alla batteria, Stefano Calabrese alla chitarra, Giovanni

Opera sul fato, sul destino, sul mare come mitologia e scenario del folle volo umano verso “virtute e canoscenza”, “Marinai, profeti e balene” - doppio disco di inediti pubblicato lo scorso 26 aprile (La Cupa/Warner) - è uno dei dischi italiani di maggior successo di quest’anno: disco d’oro a due mesi dall’uscita, a poche miglia da quello di platino, undici settimane consecutive nella Top Ten e neo vincitore della Targa Tenco quale miglior album del 2011 (terza Targa Tenco come miglior album dell’anno per Vinicio Capossela, dopo ‘Canzoni a manovella’ nel 2001 e ‘Ovunque proteggi’ nel 2006). Lo spettacolo che Vinicio Capossela presenta dal vivo ripercorre le rotte di un album che trova ispirazione nei grandi libri di mare, da Omero a Melville a Conrad. Patty Pravo 18 dicembre

Viper Theatre Dopo essersi esibita sui più importanti palcoscenici teatrali nella scorsa primavera e nei principali festival estivi, Patty Pravo per la ripartenza de “Nella terra dei pinguini tour”, ha scelto una dimensione diversamente passionale e alternativa, dove la musica si consuma con dinamica abitudine. Il nuovo tour infatti, riparte proprio dai principali Live Club italiani a dimostrazione di quanto l’artista voglia sorprendere ancora una volta, stabilendo un contatto ravvicinato con il pubblico, quasi carnale, che crea empatia. Enrico Brizzi e Yuguerra 18 dicembre

Viper Theatre

Si intitola La vita quotidiana in Italia il nuovo reading rock firmato dallo scrittore Enrico Brizzi (Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Gli Psicoatleti) e dalla band bolognese Yuguerra. Lo spettacolo, che ha seguito la pubblicazione del libro La

La carriera solista di Mauro Ermanno Giovanardi, voce storica dei La Crus, è iniziata con l’acclamatissima Io Confesso, presentata al sessantunesimo Festival di Sanremo e giudicata la vincitrice morale ed è proseguita nei mesi seguenti all’insegna del grande successo di pubblico e critica con il secondo brano, tratto da Ho Sognato Troppo L’Altra Notte? (Sony, 2011), Se perdo anche te (uscito il 22 aprile). Oltre che in radio (DeeJay, Radio Italia, etc) e in TV (Rai, Mtv, etc), l’artista è stato uno dei grandi protagonisti dell’estate sonora, attraversando la nostra penisola con una serie di concerti, definiti da chi ha avuto la fortuna d’assistervi, imperdibili.

A teatro Stanno suonando la nostra canzone dal 29 dicembre al 6 gennaio

Teatro della Pergola Successo a Broadway nel 1979, dove ha collezionato ben 1.082 recite consecutive, nel 1980 “sbanca” il West-End londinese, arriva l’anno dopo in Italia nella storica edizione di Gigi Proietti e Loretta Goggi; vent’anni dopo è Gianluca Guidi il nuovo protagonista della commedia ed oggi firma infine questa nuova edizione. Sulle musiche di Marvin Hamlish, lo straordinario compositore di Come eravamo, La stangata, A Chorus Line, si snoda la tempestosa e divertente storia d’amore di Sonia Walsk e Vernon Ghersh, lei paroliera lui compositore. Lei passionale, insicura, incapace di rispettare alcune regola ed infrangere quelle altrui, lui geniale, ansioso, in analisi da una vita…ironia, divertimento, musica dal vivo compongono uno spettacolo festoso e intrigante, ideale per festeggiare il nuovo anno a teatro. Monologo tragicomico tratto da Una donna seria di Franca Rame 21 dicembre

Glue - Alternative concept space

Una casa popolare, una periferia del Nord Italia. Una donna “sola”. Con due figli, un marito, un cognato, il guardone, il ragazzo,

la polizia, il creditore! Interrotta da continui imprevisti, in un ritmo sempre più incalzante e travolgente, Maria, casalinga del Nord, svela alla dirimpettaia tutto il proprio assurdo mondo familiare in un crescendo tragicomico di eventi, fino a decidere – senza rendersene conto – se cambiare rotta o continuare la solita vita.

Gabinetto disegni e stampe

Uffizi, duecento anni di chiaroscuri

Nozze di sangue 8 e 9 dicembre

Teatro Puccini

Una storia passionale e appassionata per uno spettacolo dedicato all’incontro della lingua spagnola, italiana e sarda e di due generazioni d’attori. Federico Garcìa Lorca è uno dei massimi protagonisti della storia e della letteratura del Novecento. La sua vita e la sua opera sono segnati dal rapporto con le avanguardie degli anni venti e trenta (Luis Buñuel, Salvador Dalì), ma anche da esperienze personali accettate dolorosamente, come l’omosessualità, per la quale, oltre che la sua fede repubblicana, verrà fucilato nel 1936 dai falangisti seguaci di Francisco Franco. Gianni Schicchi dal 26 al 31 dicembre

Teatro Puccini

Vicenda portata alla notorietà dalla celebre opera di Giacomo Puccini, la storia e il personaggio di Gianni Schicchi sono citati nella Divina Commedia e altro non è che la storia di una burla. Una burla boccaccesca, con risvolti amari e ironici nella quale una famiglia litiga per una cospicua eredità lasciata dal vecchio Buoso Donati. Firenze 1300 quindi. Spettacolo in costume storico per cui TEDAVI è conosciuta e stimata sul territorio fiorentino grazie alla rassegna “Il Mese Mediceo” che quest’anno giunge alla nona edizione. Cast composto da attori fiorentini e non per una commedia divertentissima daitoni sagaci e taglienti (Silvia Paoli, Silvia Frasson, Daniele Bonaiuti). concerto per l’Ail 2 gennaio

Teatro Puccini

Il concerto vedrà come protagonista il gruppo dei “Mediterranea” che si esibirà in un coinvolgente tributo a Fabrizio De Andrè; madrina della serata sarà l’attrice di teatro e televisione, Daniela Morozzi che è da poco diventata Testimonial AIL. L’intero ricavato della serata, grazie al contributo di sponsor, diretti e tecnici e del Puccini stesso, sarà totalmente devoluto all’Associazione per finanziare le attività a sostegno di malati e familiari.

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na selezione di cinquanta fogli dalle collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe invita a un percorso nello sviluppo di quello che fu insieme un fenomeno di gusto, di collezionismo, ma anche di intelligente interpretazione degli specifici valori estetici del disegno. Dall’attività di Ugo da Carpi, connessa dapprima con Tiziano a Venezia, poi a Roma con Raffaello e quindi con gli sviluppi artistici post raffaelleschi, in particolare con le opere del Parmigianino, la nuova tecnica si diffuse alla contemporanea produzione incisoria di Antonio da Trento e di Niccolò Vicentino, alle particolari sperimentazioni di Domenico Beccafumi alla metà del secolo e al revival di queste modalità grafiche nelle silografie di Bartolomeo Coriolano da modelli di Reni, nella Bologna del Seicento, e in quelle del conte Anton Maria Zanetti a Venezia, nel Set/B.B. tecento.

LA MOSTRA/2 Villa medicea di Petraia

La casa dei Savoia nel regno dei Medici

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a villa della Petraia, che più di altre residenze medicee rispecchia nella sistemazione degli interni la presenza dei Savoia a Firenze, ospita nell’anno delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia una piccola mostra dedicata al periodo in cui fu abitata da Vittorio Emanuele II e da Rosa Vercellana, contessa di Mirafiore. L’occasione espositiva dà la possibilità di indagare tramite dipinti, arredi, oggetti e documenti, la vita privata del re sullo sfondo delle trasformazioni storiche dell’Italia e di Firenze, che passava al ruolo di capitale. I dipinti di paesaggio acquistati alla prima Esposizione Nazionale, tenutasi proprio a Firenze nel 1861, mostrano da un lato le scelte fatte dal re per l’appartamento privato alla Meridiana di Palazzo Pitti, e dall’altro restituiscono il volto variegato di un paese unito, dalle Alpi alle Marine dell’isola /C.G. d’Elba, alla campagna laziale.


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Lettere e segnalazioni: tutto su www.ilreporter.it GIARDINO DI VIA ALLORI, LA RISPOSTA DEL PRESIDENTE DEL QUARTIERE Caro Direttore, a seguito della segnalazione della signora Laura Buti sulla sicurezza del giardino di via Allori, recentemente ristrutturato, abbiamo provveduto a concludere una convenzione con la Caritas che attualmente si occupa dell’apertura e chiusura dei 4 cancelli del giardino, al fine di disincentivare la presenza di persone durante la notte. Abbiamo comunque provveduto a segnalare alla Polizia Municipale quanto oggetto della lettera della Signora Buti. Cordiali saluti Federico Gianassi Presidente del Quartiere 5 CONTRASSEGNI INVALIDI, IL DIBATTITO CONTINUA Non metto in dubbio la reale esigenza di tanti invalidi che hanno necessità di spostarsi in città e parcheggiare ove consentito, ma è anche evidente, andando a zonzo per il centro da piazza Duomo, via dei Pecori, via Roma, fino a Ponte Vecchio, via del Proconsolo, che l’80% delle vetture parcheggiate hanno il contrassegno di invalidi, ed ivi restano per tutto il giorno. È strano che ciò non avviene in periferia o semi. I vigili affermano di fare verifiche ma 15.000 contrassegni (così ho letto) rilasciati a Firenze mi sembrano forse un pochino tanti. Domanda: è loro consentito utilizzare le corsie degli autobus? A me, accompagnatore di malati tumorali, non è consentito sostare nemmeno per 5 minuti in centro e nemmeno nei piazzali degli ospedali dove fanno mostra di sé vetture col contrassegno. Ho visto anche io giovani signore ormeggiare il Suv in centro, prendere dalla borsa il contrassegno, applicarlo ed andare a fare shopping. Fosse solo questo il male degli Italiani. Cordiali saluti Mauro Annese “AIUTATEMI A RITROVARE IL MIO GATTO” Gentile redazione de Il Reporter, torno a scrivervi, a distanza di due anni, per chiedere di nuovo il vostro aiuto. Nel natale 2008 infatti, ho smarrito il mio gatto nero, Fato, in zona Cure, e di nuovo torno ad appellarmi a chiunque possa aver avuto notizie per aiutarmi a ritrovarlo, nonostante sia passato molto tempo. Non escludo che qualcuno se lo sia portato via: tra le molte segnalazioni che ho avuto, una riguarda una signora, che proprio in quel periodo fu vista allontanarsi lungo

lettere

Dicembre 2011

una traversa di via Caracciolo con in braccio un gatto nero con un collare giallo al collo. Al momento dello smarrimento, il gatto aveva queste caratteristiche: età un anno e mezzo, completamente nero, pelo corto, arti ben sviluppati, testa e orecchie affilati, coda lunga, sterilizzato. All’epoca dello smarrimento pesava 3,5 kg. circa ed era snello e muscoloso al contempo: una vera pantera in miniatura per aspetto ed agilità. I denti erano perfetti. Oggi non potendo raccontare a parole il legame che mi univa al mio gatto, vi chiedo di pubblicarne un disegno, che vale forse più di mille parole. E chiedo aiuto anche a tutti i veterinari, che in questi anni possano essersi visti portare un gatto già adulto e sterilizzato, di non comune bellezza e cioè corrispondente alle caratteristiche suddette e che oggi avrebbe superato

VIA GIOBERTI, UN RESIDENTE STORICO: “LA PRIORITÀ È LA PEDONALIZZAZIONE” Sono residente dal 1955 in via Gioberti e potrei scrivere tutta la evoluzione di questa strada ma non lo faccio, potrei essere logorroico. Oggi via Gioberti è una strada di residenti che per il 60% sono storici con molti anziani e pensionati ed un graduale ricambio con famiglie in prevalenza non toscane. I commercianti in grande maggioranza non abitano nella via, ma in passato era il contrario. Questa la mia opinione (in sintesi) su via Gioberti: la strada è servita da due importanti parcheggi pubblici alle due estremità - 1 in piazza Alberti e 1 in piazza Beccaria. La strada è parte integrante della direttrice della vecchia Aretina (tratto di borgo la Croce – via Pietrapiana – Corso) e porta in linea diretta al centro geografico di Firenze che è esattamente l’obelisco di piazza della Repubblica. Non esiste pista ciclabile la quale si interrompe in piazza Alberti. Sono stato chiamato da molti residenti ed anche commercianti per la costituzione di un “comitato di via Gioberti” per la pedonalizzazione ma credo che questo tipo

di rappresentanze molte volte diventano corporative ed abbiano fatto il suo tempo. Oggi è indispensabile avere una visione della città nel suo complesso. La raccolta delle firme per questi problemi ed alcuni altri mi ricorda il tempo di Socrate. Firme ne potrei trovare diverse centinaia. Il consiglio comunale di Firenze ha votato e reso esecutivo il piano strutturale e uno sbocco naturale è anche lavorare per la città verde o green city... il sindaco Renzi mi pare convinto di questo! Io voglio bene a via Gioberti come i commercianti, però il dovere di una amministrazione comunale è in primis tutelare la qualità di vita dei residenti ed anche tutelare gli interessi del commercio. Confermo che una minoranza di negozi di via Gioberti sono storici e specializzati ed esprimono una professionalità alta che qualifica tutta la strada (purtroppo sono una minoranza e spero diventi una maggioranza ) e confermo che sono anche cliente di alcuni da una vita e voglio citare alcuni nomi: ottica Galanti – fioraio Dino – cantina Bonatti – ferramenta Gurioli – altri non ricordo il nome esatto come arrotino – fornaio – legatoria - Pasquinucci – caffè Serafini – la

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di non molto i quattro anni. I miei numeri sono 393/5061479 o anche il fisso 055/572130, dove si può lasciare eventualmente il proprio nome e numero telefonico per essere richiamati, e segnalo anche questo blog: www.pegghisue.altervista. org dove è riportata la storia di Fato. Qualora io riesca davvero a ritrovare il gatto non mancherò di elargire una ricompensa. E non dimentichiamoci che molti gatti cambiano di padrone, ma di rado di loro volontà, mancando purtroppo ancora una microchippatura a tappeto o altro sistema valido di riconoscimento. Paola PERETOLA, “STATO DI ABBANDONO TRA VIA PISTOIESE E L’ARNO” Gentile redazione, sono un residente nel quartiere di Peretola e vi scrivo per segnalare lo stato di abbandono in cui versa la zona del quartiere compresa fra via Pistoiese e il fiume Arno: il nuovo parcheggio è già ricoperto dall’erba, le panchine divelte, i cestini per immondizia spaccati e addirittura bruciati; la fontana di p.zza Lupi di Toscana è lercia e puzzolente (quanti soldi spesi male) e il nuovo marciapiede che costeggia la ferrovia è diventato una giungla dalle erbacce mai tolte. Ne potrei dire altre sul giardino abbandonato davanti al cimitero (ancora soldi buttati) ma non si finirebbe mai. Che dire, se ci riuscite voi con le vostre segnalazioni a invertire questa tendenza al degrado... Cordialmente Marco P.

CASCINE, “RIDIAMO IL PARCO AI CITTADINI” Vorrei segnalare che la zona a traffico limitato alle Cascine non viene più rispettata né da macchine né da moto e motorini. A qualsiasi ora del giorno il viale tra via del Barco e piazzale delle Cascine è percorso da veicoli che se ne infischiano del divieto, tanto non c’è mai nessuno che lo faccia rispettare. È l’unica grande zona verde della città e del quartiere 5 ma ormai fare jogging, andare con i pattini o in bici, portare i bambini a fare una passeggiata è diventato impossibile per il puzzo di gas di scarico, il rumore dei motori e il passaggio continuo di veicoli. La domenica poi ci sono auto addirittura parcheggiate lungo il viale da coloro che giocano a calcio sul pratone. Anche se la colpa maggiore è degli automobilisti che non rispettano i divieti, mi chiedo perché non fare qualcosa per ridare il parco alle persone che vogliono un po’ di quiete e aria buona, visto che si fa tanta pubblicità alla pedonalizzazione del centro? Grazie, Lettera firmata

Caro lettore, sono tante le lettere che ci arrivano in redazione a proposito delle Cascine, lettere che affrontano problematiche e questioni diverse sul grande polmone verde fiorentino. C’è chi propone idee e ipotesi per il futuro del parco e chi ne mette in risalto gli aspetti negativi (in primis, per numero di segnalazioni, il “volume” delle feste di alcune comunità straniere la domenica, fino a tarda notte, e la sporcizia in cui si trova il prato il lunedì mattina). Quale che sia la segnalazione di turno, comunque, quello che emerge dalle molte lettere che riceviamo è il desiderio di molti, moltissimi fiorentini di vedere il grande parco assumere un ruolo più centrale rispetto a ora nel panorama cittadino. Da molte parti si chiede che le Cascine diventino un luogo da vivere per tutta la famiglia, con spazi e iniziative adatti a questo scopo. E quindi anche con regole che devono essere rispettate, da quelle legate alla viabilità (come segnalato nella sua lettera) a tutta una serie di misure da attuare perché il parco diventi sempre più uno spazio di tutti e per tutti. C’è da dire, in questo senso, che l’attuale amministrazione ha espresso più volte la volontà di rivitalizzare quest’area, che dovrebbe cambiare volto - piuttosto radicalmente - nei prossimi anni. Ed è proprio quello che chiedono e si aspettano molti fiorentini. Perché, in effetti, si tratta di uno spazio che, per estensione e posizionamento, ma anche per bellezza, non ha eguali a Firenze, e le potenzialità di un suo utilizzo in favore della città sono senz’altro notevoli. In tutto questo, nel disegnare la nuova vita del parco, non devono essere dimenticati aspetti come la sicurezza (e quindi i controlli, sicuramente non facili in un’area estesa come quella in questione) e la qualità della vita di chi, attorno al polmone verde, abita, già “provato” dalle poco prima menzionate feste a tutto volume. Insomma, sono molti gli aspetti da tenere in considerazione, e i problemi certo non mancano, ma le “nuove Cascine” rappresentano senz’altro una scommessa importante per Firenze. Una scommessa che, per il bene della città e dei suoi abitanti, deve essere vinta. Matteo Francini m.francini@ilreporter.it


lettere bancarella dei libri usati – alcuni negozi di abbigliamento – il trippaio e pochi altri, ancora non ultimo Pecchioli rivestimenti. La maggioranza invece esprime un commercio di livello “basso” che squalifica la strada. Una pedonalizzazione bilanciata con fasce orarie che permetta il rifornimento delle merci e la mobilità ai residenti. Questa soluzione troverà un equilibrio tra residenti e commercianti e senz’altro stimolerà sempre di più un commercio professionale, fatto di stile ed eleganza ed avrà una capacità di attrazione per una clientela di target più alto. Via le macchine dal marciapiede e sulle strisce pedonali - a questo riguardo è stato transennato il lato sinistro della strada da via del Ghirlandaio a via Orcagna – sì alla pista ciclabile per diminuire il rumore e l’inquinamento. Sì alla convenzione con i parcheggi con prezzi ridotti per tutti. No agli schiamazzi notturni dei clienti che sostano all’uscita di alcuni locali tenendo conto che dalle ore 5,30 c’è la vuotatura dei cassonetti. Ultima osservazione: il presidente delle cento botteghe Galanti nella intervista sulla Nazione del 30.9.2011 parla di alcuni problemi di degrado presenti nella strada che sarebbero prioritari... per lui ed io rispetto la sua opinione e sono anche d’accordo ma per me e la stragrande maggioranza dei residenti la priorità è la ormai giusta e non rinviabile pedonalizzazione! Alessio Gallori dichiarazione a titolo personale (membro presidenza provinciale Confesercenti) “VIALE DEI MILLE INTASATO, RADDOPPIAMO VIA CAMPO D’ARRIGO” Spett. il Reporter, come ben sappiamo nel quartiere 2 avevamo il viale dei Mille una volta ben transitabile, ora con le modifiche apportate da qualche anno è un viale come tutti gli altri perennemente intasato dalle auto, per alleggerire tale congestione, avendo seguito ed apprezzato il lavoro di demolizione delle ex poste di via del Pratellino, mi sono reso conto che se una volta ultimati i lavori di costruzione della linea ferroviaria si potessero utilizzare gli spazi, ora occupati dal cantiere delle ferrovie, per raddoppiare via Campo d’Arrigo, da ponte al Pino fino alla passerella di ferro, circa 1000 metri di strada si creerebbe così un nuovo viale o a scelta un parcheggio scambiatore o un lungo giardino come da fantasia del legislatore e necessità della popolazione. Saluti G. Periz CICLISTA “PIRATA”: “QUALCHE PECORA NERA, MA ANCHE NOI ABBIAMO I NOSTRI DIRITTI” Buongiorno! Vorrei rispondere alla lettera della signora che, sul numero del 3 novembre u.s., lamenta di essere stata urtata e ferita da una ciclista che ha poi anche omesso di soccorrerla. Nulla da dire sull’episodio, che si commenta da solo. Da ciclista assiduo quale io sono, tuttavia (non possiedo un’automobile e mi sposto esclusivamente in bicicletta), tengo a sottolineare come la presenza di qualche “pecora nera” nella nostra categoria - come in tutte, del resto - non dovrebbe sviare l’attenzione su una

37 realtà che risulta purtroppo molto diversa. La mia esperienza quotidiana dimostra infatti come, nella stragrande maggioranza dei casi, siano proprio i ciclisti a fare le spese di una mentalità generalizzata che, almeno qui a Firenze, dimostra scarsissimo rispetto per il codice della strada quando applicato alle piste ciclabili. Quante volte sono stato costretto a subire l’atteggiamento cafone e strafottente di automobilisti, motociclisti e - tocca dirlo - purtroppo anche pedoni che, alle mie richieste di lasciare ALMENO quei pochi (e purtroppo malandati) spazi a disposizione dei ciclisti, mi hanno risposto in malo modo oppure fattomi semplicemente capire che non trovavano niente di sbagliato nel fatto di parcheggiarci o camminarci sopra? Anch’io sono stato anche urtato più di una volta, e in una circostanza perfino fatto ruzzolare a terra, da automobilisti privi di quella cultura del rispetto per gli spazi riservati alle bici che contraddistingue molte città dalla più elevata qualità della vita (che si misura anche e soprattutto in queste cose). Se è giusto bacchettare chi sbaglia, come l’aggressore della signora, dunque, trovo ancor più necessario mettere i puntini sulle “i”, per rivendicare i diritti di chi tutti i giorni rischia di rovinarsi il fegato, oltre che la propria incolumità fisica, per il solo fatto di utilizzare il mezzo di trasporto più ecologico e ammazzatraffico che si possa concepire. Cordiali saluti Valerio Parmigiani “QUANTO RUMORE PER QUEL TOMBINO” Vorrei porre all’attenzione del vostro giornale la presenza in via del Sansovino - all’altezza del civico 203, vicino piazza Batoni, di fronte al forno – di un tombino installato in maniera difettosa che causa un violento e continuo rumore al passaggio dei veicoli (ogni pochi secondi considerato il traffico di tale via). Il tombino potrebbe essere stabilizzato o riparato con l’inserimento di apposite guarnizioni, evitando il continuo e grave disturbo alla quiete pubblica degli esercizi e dei condomini circostanti, disturbo che permette difficilmente di riposare o di condurre le quotidiane attività. Con un sopralluogo si potrebbe facilmente constatare la violenza del rumore causato dai continui sobbalzi e la semplicità di un intervento correttivo, ampiamente desiderato da tutti gli abitanti della zona. Confidando nella vostra attenzione, vi saluto. Marco Bellucci GIRONE ALTO, DUE SEGNALAZIONI Buongiorno, vi contatto per segnalarvi alcune situazioni sgradevoli che si stanno verificando nella zona in cui abito, ovvero la località del Girone (nel comune di Fiesole), nella parte del cosiddetto “Girone alto”, sopra la ferrovia. Mi rivolgo a voi, poiché l’edizione di Fiesole, che arriva puntualmente per posta tutti i mesi, è molto dettagliata e precisa nel riportare le vicende anche di piccole località, come quella in cui risiedo. La prima segnalazione è relativa al cantiere delle nuove villette in costruzione in via San Jacopo, del parcheggio e del nuovo sottopasso realizzato sotto la ferrovia. Come sapete il cantiere è stato aperto già da più di due anni (avevo letto

che le casette erano in progetto già dagli anni ‘70) e il sottopasso è stato inaugurato lo scorso anno, senza tuttavia essere di fatto entrato in uso, poiché la strada di collegamento e il parcheggio accanto alla centrale Enel non sono stati ancora completati. Per quanto riguarda le case, è stato spianato tutto il terreno su cui sorge la prima fila di villette, sono state gettate le fondamenta e tirate su le strutture portanti. Questo fino all’inizio del 2011, quando i lavori si sono interrotti. Da mesi non vediamo più un operaio sul cantiere e questo perché, come corre voce tra gli abitanti, le case sono rimaste invendute e i soldi per pagare i lavori sono ovviamente finiti. Mi chiedo pertanto cosa succederà, per quanto tempo ancora dobbiamo vedere ruspe e gru immobili e assistere ad uno scenario degradante e deturpante per una zona così piacevole, che conserva il suo aspetto di paese di un tempo. Peraltro mi chiedo come sia stato possibile riconcedere un appalto vecchio di 40 anni, per la costruzione di case che dal progetto risultano, a mio avviso, brutte o quantomeno al di fuori del contesto ambientale in cui si vanno a collocare. Secondo aspetto da segnalare: da tempo - un anno e mezzo circa - all’inizio di via san Jacopo, proprio dopo essere passati sotto al ponte della ferrovia, si è formata una vera e propria discarica di rifiuti ingombranti e spesso tossici. Data la collocazione nascosta dei cassonetti rispetto alla principale via Aretina, la notte le macchine hanno cominciato a depositare dapprima mobili di vario genere, poi elettrodomestici e infine flaconi con oli esausti, batterie, pile etc. Ho segnalato più volte la situazione alla Safi-Quadrifoglio, che è intervenuta ripulendo la zona in qualche occasione; tuttavia il provvedimento è stato insufficiente, poiché dopo qualche giorno si è riformato puntualmente il cumulo dei rifiuti suddetti. Gli ispettori incaricati hanno riferito inoltre che stavano progettando una diversa sistemazione dei cassonetti o un ripensamento della raccolta dei rifiuti, tramite piccoli contenitori affiancati al porta a porta. Ritengo, personalmente, che il sistema della raccolta differenziata porta a porta sia l’unica alternativa possibile e risolutiva del problema, perché fino a che esisteranno zone in ombra dove poter depositare i rifiuti di tutti i tipi senza correre alcun rischio, si assisterà continuamente a situazioni spiacevoli, pericolose e nocive per le persone che vi abitano. Vi ringrazio per la cortese attenzione, Angela Fattori Cara Angela, proprio questo mese pubblichiamo sull’edizione di Fiesole un articolo in cui si annuncia la ripresa dei lavori. Ci tenga aggiornati sugli sviluppi della situazione. MF “INTERVENTI SULLE STRADE, PERCHÈ VIA SANTA REPARATA RESTA FUORI?” Il Sindaco ha promesso il rifacimento di tantissime strade di Firenze ma, fino a ora, non sono mai riuscita a intravedere nei vari elenchi “Via S. Reparata” per il tratto che va da Via Guelfa a Via XXVII Aprile. Non ho visto bene? Se avessi invece visto bene Vi chiedo gentilmente se ne cono-

scete il motivo: questo tratto è veramente disastrato. Nel corso della precedente amministrazione comunale fu fatta anche una raccolta di firme che comprendeva anche la parallela Via S. Gallo (stesso tratto) ma senza risultato alcuno. Potreste gentilmente interessarvi? Vi ringrazio e invio cordiali saluti Lia Arca “CODE E SMOG IN VIA BECHI” Spett. il Reporter, Sono un abitante di via Giulio Bechi, una strada del quartiere N°5, in cui viene convogliato tutto il traffico che da via Reginaldo Giuliani (strada a senso unico verso Sesto F.no) si immette in via Sestese. Dato che per immettersi in via Sestese esiste un semaforo, si forma sempre una coda immensa in via G. Bechi e in via Reginaldo Giuliani, quindi immaginatevi l’inquinamento che respiriamo noi abitanti della zona. Allora mi chiedo, perché non viene aperto l’ultimo tratto di via Reginaldo Giuliani in direzione Sesto Fiorentino fino alla rotonda con via A. Gramsci e inizio del comune di Sesto Fiorentino, dato che questo tratto è molto ampio? In attesa fiducioso di una vostra risposta invio cordiali saluti. Grazie Un abitante di via Giulio Bechi “DUE STRADE, OLTRE AL TRAFFICO C’È UNA STORIA” Ho ricevuto, come avviene ogni mese, il giornale “Il Reporter” dedicato al quartiere 3, che leggo integralmente con piacere. Vorrei pregarvi, però, di dedicare qualche articolo anche al rione delle Due Strade (che fa sempre parte del quartiere 3) e delle quali non si legge mai niente. Certamente le Due Strade sono piccole e non importanti ma vorrei segnalare che oltre al transito ininterrotto della via Senese, hanno una storia. Alla sommità della salita di S. Gaggio c’è un monastero di suore, abbandonato, che è stato costruito nel 1200. Dalle Due Strade è transitato Giuseppe Garibaldi (c’è una lapide di marmo che lo ricorda all’inizio di via Malavolta, lapide che è stata ripulita in occasione dell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia dopo segnalazione da parte degli abitanti del rione). Abbiamo, sempre in quella via, una villa che, sembra, sia stata una dependance dei Medici, c’è la casa dove abitava il famoso macellaro che scambiò il proprio figlio con quello del re Vittorio Emanuele II (figlio nato dalla relazione con la bella Rosina). Del nostro rione fa parte anche il viale del Poggio Imperiale che conduce alla villa omonima sede di un famoso istituto. Inoltre, abbiamo la rosticceria, invidiataci dagli abitanti del Galluzzo. Insomma abbiamo tante cose delle quali siamo orgogliosi, altre mancano, perciò ci farebbe veramente piacere leggere qualcosa del nostro rione al quale vogliamo bene. Sperando che la presente richiesta venga accolta, ringrazio e porgo distinti saluti. Liliana Gentile Liliana, grazie per la sua segnalazione. Nei prossimi numeri del nostro giornale approfondiremo senz’altro la questione, dedicando qualche articolo alle Due Strade. MF


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VALDISIEVE

FIRENZE ANTELLA collinare nel verde, ma vicina ad ogni servizio, villetta a schiera di nuova costruzione (classe energetica b),grande cucina con dispensa , sala con camino, 4 camere, 5 bagni, garage doppio, taverna, lavanderia giardino.vista panoramica su firenze, finiture di pregio personalizzabili. € 800.000,00 ☎335 7678437 BAGNO A RIPOLI, collinare, splendida villa su due livelli ottima esposizione circondata da parco; composta da grande salone con camino, sala pranzo, cucina abitabile, 3 camere, 2 bagni. Grande taverna con cucina, sala camino, 4a camera e 3ºbagno. ☎335 7678437 - 331 8532086 BAGNO A RIPOLI/VILLAMAGNA in villetta a schiera bifamiliare appartamento di 170 mq disposto su 2 livelli con 2 ingressi volendo divisibile per 2 nuclei familiari oltre giardino e terreno con ulivi e piante da frutto per 1.330 mq.posizione panoramica nel verde, vera occasione € 360.000,00 ☎335 7678437 - 331 8532086 BAGNO A RIPOLI Villa moderna con vista Firenze, ottime potenzialità di ampliamento per la realizzazione di tre o più unità. Giardino circostante di circa 2000 mq, fascia di terreno ad oliveta. Garage doppio. Nostra esclusiva, gradita collaborazione. (v012) ☎055 6530323 CURE ALTE spettacolare villino finemente ristrutturato in stile anni ’30. Circa 300 mq disposti su 3 livelli oltre depandance e giardino. N.2 ingressi separati. Ottimo per abitazione e studio. Trattativa riservata ☎335 7678437 - 331 8532086 FIRENZE SUD 10 MINUTI Sieci,,nel verde, stupenda villetta terratetto libera su 3 lati con bel giardino di 800 mq; composta da cucina, sala pranzo sala con camino, 3 camere, 2 bagni, cantina, lavanderia e garage. Perfetta e super accessoriata ☎335 7678437 - 331 8532086 FIRENZE SUD via Chiantigiana Vendesi villa libera su 4 lati immersa nel verde, divisa in 3 appartamenti, perfettamente ristrutturata di mq 400 oltre giardino mq 2500, adatto anche a più nuclei familiari,trattativa riservata.rif. Av/78. ☎055 292355 GIRONE Meravigliosa villa di 600 mq libera su 4 lati con parco. Attualmente divisa in un appartamento di alta rappresentanza, un altro appartamento in stile moderno ed uno studio. Ideale per più nuclei familiari o studio-ufficio oltre abitazione ☎335 7678437 - 331 8532086 MONTEBENI immersa nel verde villa in pietra libera su tre lati mq.230 su tre livelli,grande giardino oltre a mq.16.000 terreno agricolo, termosingolo a gas metano, ottime condizioni, gierreimmobiliare rif.av/110 ☎055 292355 ORCAGNA in villino anni trenta tripli ingressi divisibile appartamento di 145mq ingresso ampio salone tre camere cucina doppi servizi balconi e terrazze ulteriori locali 90mq adatti a varie destinazioni di uso giardino di 150mq carrabile oltre garage rif757/m € 720.000,00 ☎340 9454673 - 335 5914373 S.DONATO immersa nel verde, bellissima posizione (no autostrada), splendida villa di circa 400 mq circondata da 3000 mq di parco e 150 mq di balconi e logge. Possibilità di frazionamento € 980.000,00 ☎335 7678437 - 331 8532086

MUGELLO BORGO SAN LORENZO Bella Panoramica Luminosa villetta ingresso indipendente. Piano terreno loggia, garage, cantina, lavanderia, giardino. Piano primo: soggiorno angolo cottura, canna fumaria, camera matrimoniale, bagno, balconi abitabili. Ampia mansarda con travi a vista personalizzabile. Certificata classe a. No provvigioni.rifrim2g € 332.000,00 ☎055 8458055 - 347 7840742

FIRENZE SUD direzione Rosano, porzione di colonica su tre livelli e libera su tre lati, composta da sala con camino, cucina abitabile, 3 camere, 3 servizi oltre taverna, garage, giardino e terreno. € 495.000,00 trattabili ☎335 7678437 - 331 8532086

VALDARNO REGGELLO CANCELLI in villa antica, a piano terreno 140 mq complessivi di fondi finestrati da ristrutturare oltre ampio loggiato e circa 1000 mq di terreno. Oggetto unico ed esclusivo, da ama☎377 2682317 tori. Richiesta € 170.000

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BORGO SAN LORENZO Villetta su 3 livelli, nuova costruzione risparmio energetico fino al 70%, interni e rifiniture personalizzabili da ottimo capitolato, prossima consegna zona residenziale panoramica prossimità centro. Ingresso indipendente, ampia mansarda con travi a vista. Totali mq. 140. No provvigioni. Rifrim5e € 302.000,00 ☎055 8458055 - 347 7840742

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Il reporter-Rignano-Dicembre 2011