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Il Giornale nel tuo Comune Service ufficiale

LOMBARDINI

TEL 055 820007 Periodico d’informazione locale. Anno V n.92 del 3 novembre 2011. N° reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10

PRIMO PIANO

L’inCHieSTa barberino

NOVEMBRE 2011

Quei massaggi stressanti Andrea Muzzi*

G

l’oDissEa DEllE Energie rinnovabili librEriE A finelotta Dalla novembre della Martelli un toural“verde” “caso” del Porcellino. alla scoperta degli Prima impianti era toccato che a tre grandi sfruttano le fonti nomi.alternative Ma... PAGG.8-9 PAG.5

tavarnelle Cinema, si riaccendono i proiettori allo storico Olimpia e alla Filarmonica Giuseppe Verdi di San Donato PAG.4

SPorT

La crisi morde, cosa succede in Chianti PAGG.2-3

Spesa, istruzioni per l’uso

lineaCasciano San 2

di Ferri - Puliti

L

il “sogno” staDio Dopo l’annuncio dell’idea Mercafir si torna a parlare di “progetto”. E i tifosi si scaldano... PAG.28

LA GRANDE FESTA Tre Comuni, un’iniziativa e un unico obiettivo: crescere insieme nella diversità PAG.31

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a facciamo tutti, tutti i giorni o quasi. Un’azione meccanica al rientro dal lavoro o in qualsiasi altro momento della giornata. Parliamo della spesa. Ma su questo fronte ora arriva una notizia forse inaspettata, sicuramente gradita: vivere e mangiare a Firenze costa meno del previsto. Il capoluogo toscano è una delle città d’Italia dove tra gli scaffali si può risparmiare di più: con un po’ d’impegno e sfruttando le offerte, anche fino a mille euro. Lo assicura

un’indagine, che riserva anche altre sorprese. Poi ci sono le nuove abitudini. I “Gas” (gruppi d’acquisto solidale) hanno fatto boom: in città se ne contano una cinquantina, attraverso di loro si può comprare di tutto ed entrare nella “rete” è più facile di quanto si pensi. Anche la vendita diretta, quella dalla fattoria alla tavola, è sempre più in auge. E dal mangiare al bere il passo è breve: qui va in scena la “sfida” tra botPAGG.10-11 tiglia e rubinetto.

Laika, i camper trovano casa PAG.6

Il tram corre All’interno l’inserto contro il tempo dell’amministrazione comunale

Compro Oro

Daniel Greys

meteo

PAGG.19-22 PAG.16

razie alla crisi e c o nom ic a , oggi la gente preferisce fare shopping su alcuni siti specializzati dove vendono di tutto ma a prezzi stracciati: viaggi, cene, pulizia dei denti, ecc... Mia moglie invece ha trovato quest’annuncio: “Igienista dentale organizza a prezzi modici feste in villa”. Ha subito pensato: “Possibile che certe signorine debbano farsi pubblicità anche qui?”. Navigando in questi siti ti viene la tentazione di comprare tutto. Perché tutto è a buon prezzo. Un mio amico ha comprato un trattamento anticellulite a cinque euro. Gli ho chiesto: “Cosa te ne fai?”, e lui: “Niente, però per cinque euro ho fatto un affare!”. Ovviamente si raccomanda di leggere gli annunci con la massima attenzione. Se ad esempio compri una cena mangi solo quello che è previsto, non chiedere niente in più. Mio fratello ha comprato una cena di coppia a 16 euro, a un certo punto ha chiesto al cameriere lo stuzzicadenti: gli è arrivato un conto di seimila euro! Le offerte che vanno per la maggiore in questi siti sono i massaggi rilassanti. Spendi cinque euro per farti massaggiare cinque minuti. Non fai in tempo nemmeno a toglierti il cappotto che è già scaduto il tempo! Questi massaggi ti rilassano come una multa di Equitalia. Però costano meno. E cinque euro per un massaggio stressante è un buon affare! *Comico

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Ombrello e stivali, tocca a voi PAG.15

Edizione del Chianti F.no • 13.050 copie distribuite da

UFFICIO: Tel. 055.7879467 - Cell. 320.3264447


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Novembre 2011

il giornale nel tuo comune

l’inchiesta. Il punto sul momento economico

Il Chianti e la crisi: come uscirne? Disoccupazione alle stelle, sono i giovani i più colpiti. C’è chi tenta di invertire il trend negativo: ecco come Ilaria Biancalani

C

risi e lavoro. I dati che arrivano dal centro per l’impiego del Chianti sono tutt’altro che confortanti: la già elevata disoccupazione, stimata intorno al 16%, non solo non accenna a diminuire, ma è invece in continua crescita e si colloca di sei punti percentuali sopra alla media nazionale. Fra i non occupati, il 28% ha un’età compresa fra i 18 e i 32 anni e la maggior parte dei senza lavoro è donna (67%). Cifre impressionanti, che neanche l’impegno sul fronte della formazione, portato avanti dal centro formativo territoriale, sembra per il momento riuscire a far calare. La crisi economica nel Chianti fiorentino è un argomento di cui si è parlato per la prima volta, in modo diffuso, nel febbraio 2010, quando un consiglio comunale aper-

to e congiunto, che ha coinvolto i Comuni di San Casciano, Tavarnelle e Barberino, vide la partecipazione non soltanto delle istituzioni, ma anche delle associazioni di categoria e di alcuni istituti bancari. Da quella seduta scaturì un documento, sottoscritto da tutti i soggetti interessati, che individua possibili azioni concrete. Così, mentre alla Provincia è stato chiesto un preciso impegno sulle infrastrutture - delle quali il territorio è carente – e della banda larga, la Regione è stata chiamata a sostenere la cassa integrazione. Anche le banche devono fare la loro parte, facilitando l’accesso al credito delle piccole e medie imprese, mentre l’impegno delle amministrazioni comunali è quello di aiutare le famiglie disagiate, istituendo facilitazioni tariffarie in base all’Isee.

formazione. Sempre più successo per i corsi del centro territoriale

Le professioni di domani crescono tra aula e stage D

all’informatica, ai corsi di cucina per lavorare in un ristorante, passando per agricoltura, giardinaggio e agriturismo. Un’opportunità per imparare una nuova professione, gratuitamente. Nel giro di un anno e mezzo circa trecento persone hanno scelto questa strada in Chianti, frequentando uno dei ventisette corsi organizzati dal centro formativo territoriale, il Chiantiform, che ha sede a San Casciano. Tra i suoi soci figurano i cinque comuni dell’area, la Cgil e Chiantibanca. Nata originariamente come agenzia formativa nel campo agricolo, la struttura negli ultimi due anni ha allargato la sua attività anche a settori diversi, organizzando corsi di formazione aperti a tutti: dai giovani ai cassaintegrati che cercano una possibilità per ricollocarsi sul

Oltre il 70 per cento di chi segue le lezioni ha fra i 35 e i 47 anni. Più della metà sono donne

mercato del lavoro. Il prezzo? 14,61 euro, ossia il costo della marca da bollo da mettere sulla domanda di partecipazione. Chi paga è infatti la Provincia di Firenze, 213mila euro il budget stanziato per il Chianti nel biennio 2010-2011, tramite i fondi sociali europei, che vengono ridistribuiti in base alla popolazione presente su ogni territorio. I sei comuni

dell’area chiantigiana contano in totale circa 50mila abitanti, con una popolazione attiva stimata intorno alle 35mila unità, distribuita su un territorio molto esteso. Ma il punto critico sono i giovani: secondo i dati di Chiantiform sono 1500 i ragazzi tra i 18 e i 29 anni senza un lavoro. Ed è proprio su questa fascia di età che adesso l’agenzia formativa vuole puntare. Sette persone su dieci, tra quelle che seguono i corsi di formazione hanno tra i 35 e i 47 anni, più della metà sono donne e il 74 per cento vanta un livello di istruzione medioalto (diploma o laurea). Quest’ultimo dato è esplicativo della situazione attuale: ormai il titolo di studio non garantisce più l’entrata diretta nel mondo del lavoro. Per la prima occupazione è necessario spesso specializzarsi in un settore specifico. E qui entra in gioco la formazione. I prossimi corsi che partiranno tra pochi giorni riguardano la cucina tipica per gli agriturismi, l’informatica (livello base) e le piante officinali. A metà dicembre invece prederanno il via quelli dedicati all’accoglienza nel turismo rurale e alle “tate”, mentre per il prossimo anno sono in ponte lezioni di cinese, una lingua sempre più richiesta in campo commerciale, e un corso diretto dal maestro Giuliano Ghelli per la creazione di etichette, marchi e campagne promozionali. Gettonatissimi finora i corsi di formazione per condurre trattori, per la potatura e per le piante officinali: il 70 per cento di chi ha frequentato le lezioni ha poi trovato un’occupazione. Molto richiesti anche i corsi per la cucina tipica, che forniscono dritte da applicare poi sul campo, mettendo su un ristorante o cercando un im/G.C. piego nelle cucine dei locali già esistenti.

Il Reporter del Chianti F.no raggiunge 13.050 famiglie nei Comuni di Barberino, Tavarnelle, San Casciano Copia in abbonamento postale

Editore e Concessionaria Pubblicitaria: Web&Press Edizioni s.r.l.

il reporter è un periodico di 10 edizioni che mensilmente viene distribuito da in 216.486 copie

Direttore Responsabile: Matteo Francini Service editoriale e grafico: tabloid soc.coop., Firenze (FI) scrivimi@ilreporter.it

Direzione ed amministrazione: via Kassel 17- 50126 Firenze tel. 848.80.88.68

L’intervista Franco Agnoletti, presidente di Chiantiform

“Due i settori trainanti”

A

AA lavoro cercasi. Trovare un’occupazione in un periodo di stasi economica può diventare un’impresa impossibile. C’è chi punta sulla formazione per riqualificarsi e uscire dall’impasse. Ne abbiamo parlato con Franco Agnoletti, presidente di Chiantiform, l’agenzia formativa della zona. Lavoro e crisi: qual è la situazione? Il Chianti sta vivendo un momento difficile. Il settore del cotto è stato quasi azzerato, la produzione di ricami ha subito una battuta di arresto. Ciò che “salva” il mercato del lavoro in questo periodo è l’agricoltura, dove c’è richiesta, e il turismo, che nell’ultima stagione ha fatto registrare buoni risultati. Ovviamente si tratta di impieghi limitati nel tempo, con contratti diversi dal tempo indeterminato. Corsi di formazione: un’arma contro la crisi? La formazione può aiutare in circostanze come queste. Si acquisiscono nuove competenze anche per ricollocarsi sul mercato del lavoro. Dai nostri corsi sono passate ad esempio molte persone in cassa integrazione (diventata ormai l’anticamera del licenziamento) o che hanno perso il posto: seguendo un percorso formativo hanno trovato un’occupazione

Stampato da Rotopress International, Loreto (AN) Periodico d’informazione locale Anno V n.92 del 3 novembre 2011 N°reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di Firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10€

Associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

in settori diversi, rispetto a quello di origine. Ormai le persone sono entrate nell’ordine di idee che per continuare a lavorare bisogna mettersi in gioco. Come Chiantiform che risultati avete raggiunto? Nell’ultimo anno sempre più persone hanno seguito i nostri corsi. Ciò che manca adesso è un contatto stretto con gli imprenditori del territorio. Confrontandoci con loro potremmo capire meglio quali sono le esigenze del sistema produttivo e agire anche in modo più mirato. Le stesse aziende potrebbero in questo modo migliorare la loro efficienza, con personale quali/G.C. ficato e formato ad hoc.

Dati non raccolti presso l’interessato Si informa che, ai sensi dell’art. 24, comma 1, lett. C, del D.Lgs 196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali), il consenso per il trattamento dei dati personali, non è richiesto in quanto i dati sono provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque. Nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (art.13 del d.lg 196/2003). La informiamo che i suoi dati personali, non sensibili, sono raccolti e trattati da Web&Press s.r.l., al solo fine dell’invio presso la Sua residenza del periodico gratuito “il Reporter”. Il responsabile del trattamento è Web&Press s.r.l. Potrà in ogni caso richiedere l’eliminazione dei Suoi dati e in contemporanea la sospensione dell’invio della sua copia esercitando l’art. 7 scrivendo a Web&Press via Kassel 17 50126 Firenze.


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BARBERINO • SAN CASCIANO • TAVARNELLE

lavoro/1. Tutto esaurito: dopo un inizio d’anno al rallentatore, il compartimento ha spiccato il volo

Il turismo va in controtendenza: segno più Buoni risultati in un contesto difficile. Gettonatissimi agriturismi, bed and breakfast e campeggi. E a Tavarnelle nasce un progetto per rendere appetibile la zona anche nei mesi meno richiesti

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orpresa. Il turismo tiene, anzi nei primi sei mesi del 2011 ha fatto registrare un vero e proprio exploit in Chianti, con un deciso segno più. Tra gennaio e giugno l’aumento di turisti è stato del 10 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010. Dopo un avvio di stagione incerto, la parola d’ordine è stata “tutto esaurito”. Una boccata d’ossigeno per un settore trainante per il Chianti, in questo momento di

incertezze economiche. I dati arrivano dalla Provincia di Firenze. In particolare, per quanto riguarda i comuni di San Casciano, Tavarnelle e Barberino, sono complessivamente 146mila le presenze turistiche registrate nei primi sei mesi del 2011, mentre gli arrivi superano quasi quota 37mila. E i numeri, elaborati dal centro studi turistici di Firenze, tracciano anche l’identikit di chi sceglie le verdi colline per

trascorrere le sue vacanze: il “visitatore tipo” del Chianti è straniero, il suo soggiorno dura in media quattro giorni e opta soprattutto per le strutture alternative ai classici hotel. Agriturismi, bed and breakfast e campeggi: queste le location più richieste, ma accanto alle strutture low cost figurano mete de lux, come le residenze d’epoca. Un’eccezione è rappresentata da Tavarnelle, dove i numeri degli alberghi superano quelli delle altre strutture: su quasi 13.500 arrivi ben 7.800 riguardano gli hotel, mentre la permanenza media si aggira intorno ai tre giorni. La maggior parte dei turisti proviene da paesi esteri. A Barberino il numero dei visitatori stranieri è addirittura doppio rispetto al dato medio italiano. A San Casciano invece il numero delle presenze di turisti di casa nostra incide di più a livello percentuale,

rispetto agli altri comuni. Intanto da Tavanelle arriva un’idea per rendere appetibile il territorio in periodi diversi da quelli normalmente vocati al turismo di massa, con un progetto che fa della cittadina un polo formativo per le aziende. Si tratta di Tav@rnet, una rete di imprese che hanno come obiettivo l’ospitalità di quelle società che vogliono realizzare sul territorio iniziative di formazione “in esterna” per i propri dipendenti. Il network, promosso dal Comune e dalla facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma e dagli imprenditori locali, ha già dato i primi frutti con un corso che si è tenuto ai primi di ottobre e ha coinvolto i delegati di Fistel Cisl, sigla sindacale che rappresenta i lavoratori dell’informazione, dello spettacolo /G.C. e delle telecomunicazioni.

lavoro/2. Botteghe antiche e moderne boutique virtuali: il presente e il futuro dei negozi sancascianesi è qui

Il commercio al dettaglio: com’era, com’è I

l commercio è la forma più antica di scambio di merci fra persone, quella su cui, da sempre, si fonda l’economia. Tanti sono stati i cambiamenti nelle modalità con le quali gli articoli vengono proposti ai clienti. A San Casciano i più anziani ricorderanno certo gli empori, dove un tempo si poteva acquistare di tutto: dagli alimentari alla ferramenta. La storia che emerge dai racconti delle persone e anche dai vecchi album di foto restituisce l’immagine di botteghe vissute come un punto di riferimento per la collettività. Per questo poco tempo fa, il Comune di San Casciano ha effettuato un vero e proprio censimento dei negozi storici del paese, che costituiscono le radici del commercio locale. Il risultato della capillare analisi è stato sorprendente: un

numero superiore a cento e alcuni di questi risalgono alla fine del diciannovesimo secolo. Sono disseminati tra il capoluogo e le frazioni di Cerbaia, Mercatale, Spedaletto, La Romola, Talente, Santa Cristina in Salivolpe, Bargino, Montefiridolfi. La ricerca effettuata dall’amministrazione comunale è addirittura divenuta una pubblicazione dal titolo “I negozi storici di San Casciano - alla scoperta di cento vetrine di un comune chiantigiano”, edito da Nte. Il volume si inserisce in un progetto regionale “I luoghi del commercio”, che mira a tutelare le botteghe come prezioso patrimonio di conoscenza e socialità. Tuttavia, per quanto sia fondamentale la valorizzazione della storia del commercio, che a San Casciano è rappresentata appunto dai negozi di vici-

Su duecentotrenta operatori, oltre trenta si affacciano al mondo di internet. Intanto le realtà storiche della cittadina superano quota cento ed entrano a far parte di un libro nato, nell’era di internet è giusto lanciare uno sguardo anche al futuro della vendita: l’e-commerce. Sicuramente non è stata soltanto la passione per il web a spingere ben trenta realtà sul territorio sancascianese

a optare per un negozio online. A imporre un tipo di vendita di più ampio respiro ha contribuito la crisi tagliente che ha inferto un duro colpo ai commercianti. Sono così sorte numerose vetrine virtuali e il trend è stato confermato anche in questo 2011, con l’apertura di sei nuove attività di commercio su internet. Quella dell’e-commerce non è però l’unica carta giocata dai negozianti di San Casciano, per cercare di garantire un futuro alla propria attività. Alcuni esempi? A fronte dall’aumento di un punto percentuale dell’iva, è stato scelto di mantenere comunque inalterati i prezzi. Inoltre periodicamente vengono messe in atto iniziative di tipo collettivo, come “lo sbaracco”, il calendario natalizio e “San Casciano sempre /I.B. aperta” durante la stagione estiva.


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Novembre 2011

il giornale nel tuo comune

CINEMA. Con l’autunno tornano Olimpia e Filarmonica: le novità in cantiere per quest’anno

Silenzio in sala, proiettori accesi Una serata con i piaceri del grande schermo, senza macinare chilometri: dai film d’essai ai titoli campioni d’incassi Gianni Carpini

Sambuca, nuovo parcheggio

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P

iccoli cinema, grande programmazione. Con l’autunno si è alzato il sipario sulle due sale che a Tavarnelle danno la possibilità agli amanti del grande schermo di gustarsi un buon cartellone di film, senza macinare chilometri. Lo storico cinema Olimpia ha riaperto la stagione con tante novità in cantiere, mentre a San Donato in Poggio si sono riaccesi i proiettori nella sala da oltre duecento posti della Filarmonica Giuseppe Verdi. Le due realtà care ai cinefili della zona si spartiscono grossomodo il pubblico: da una parte una programmazione d’essai e film di alta qualità (nel capoluogo), dall’altra titoli di sicuro impatto sul pubblico (San Donato). In genere le pellicole arrivano due settimane dopo l’uscita nazionale. A Tavarnelle, sono i volontari, una ventina, a tracciare il cartellone dell’Olimpia, grazie all’associazione nata negli anni ‘80 per far rinascere lo storico cinema del capoluogo dopo un lungo periodo di inattività. La sala, con un centinaio di posti disponibili, apre i battenti dal giovedì al lunedì: i primi due giorni sono dedicati ai film d’essai e d’autore, l’Olimpia è infatti membro della federazione italiana cinema d’essai, mentre nelle altre serate le proposte sono più popolari. L’accesso alle proiezioni è riservato ai soci: la tessera, gratuita, viene fatta direttamente in biglietteria (5 euro l’intero, 4 il ridotto). E dall’inizio di quest’anno il cinema ha detto addio alla “vecchia” pellicola: adesso molte proiezioni vengono fatte tutte in digitale con il nuovo impianto acquistato grazie a finanziamenti della Regione Toscana. Tanti gli appuntamenti a tema in programma durante l’anno:

lavori. Area di sosta a servizio della zona sportiva

Tavarnelle festeggia il Natale con l’ultimo ciak di Pieraccioni gli eventi speciali per il periodo di Natale (per il 2011 è previsto il nuovo film di Pieraccioni “Finalmente la felicità”), gli approfondimenti sulla giornata della memoria e sulla festa della donna, oltre a una rassegna dedicata al tema dell’omofobia, in programma da questo novembre con cinque appuntamenti ogni trenta giorni. Poi nei prossimi mesi alcune serate saranno dedicate al tema delle pari opportunità, mentre con l’arrivo della

primavera verrà replicata l’iniziativa “Al cinema di pomeriggio”, una serie di proiezioni al lunedì riservate agli anziani. A una decina di chilometri, con la fine di ottobre, ha riaperto il cinema della Filarmonica Giuseppe Verdi, gestito anche questo grazie al lavoro di una ventina di volontari. 220 i posti a sedere, all’interno della sala ristrutturata che è attiva nei fine settimana e i festivi: il sabato lo spettacolo è unico (ore 21,30), doppia possibilità alla domenica (17,30 – 21,30). Il cartellone comprende film di avventura, per bambini e i titoli che hanno sbancato il botteghino. L’accesso è riservato solo ai soci Arci (6 euro il biglietto intero, 5 il ridotto), ma nel momento della sottoscrizione si ha diritto a uno spettacolo omaggio.

ltre trenta posti auto, per gli atleti ma non solo. La frazione di Tavarnelle presto avrà un nuovo parcheggio vicino all’area sportiva, anche questa recentemente sottoposta a un restyling. Il termine dei cantieri è fissato per la metà del mese, poi gli operai si metteranno al lavoro per realizzare un percorso pedonale, che grazie a un marciapiede unirà la nuova area di sosta al parcheggio già esistente. Si tratta di uno degli interventi previsti nel piano 2011 di opere pubbliche stilato dal Comune, per un investimento complessivo di 125mila euro. In particolare i cantieri hanno permesso la creazione di un parcheggio con oltre trenta posti a servizio degli sportivi e della cittadinanza, oltre alla realizzazione delle fogne, di un impianto di illuminazione pubblica e di un’aiuola che delimiterà la strada provinciale 94 Chiantigiana. L’area sportiva di Sambuca era stata ampliata nei mesi scorsi, con la creazione di uno spogliatoio e di un campo di allenamento. Sempre sul fronte “posto auto” sono in vista novità per un’altra frazione tavernellina: San Donato. Entro l’anno saranno infatti appaltati i lavori del parcheggio in via Borgovecchio, per far fronte alle richieste dei cittadini riguardo a nuove zone di sosta vicino al centro storico del paese. Saranno realizzati quaranta posti auto, che serviranno anche a “svuotare” dalle vetture piazza del Pozzo Nuovo, prima degli interventi che ridisegneranno la zona. Dalle auto, al verde. Tornando a Sambuca, in futuro qui

nascerà un parco urbano, quello dell’Abate, 6mila metri quadrati di verde vicino al fiume Pesa, individuati come cassa di espansione per tenere sotto controllo eventuali esondazioni. Il progetto è portato avanti a quattro mani dall’amministrazione comunale e dal consorzio di bonifica della Toscana centrale, l’ente che sorveglia gli argini, per un investimento complessivo che si aggira intorno ai 150mila euro. L’idea è quella di creare un grande giardino pubblico, dotato di uno spazio incontri

Posti auto in più anche a San Donato: cantieri in vista all’aperto e di una serie di aree verdi. Proprio in questa ultima parte dell’anno i tecnici stanno mettendo a punto il protocollo d’intesa che sarà siglato dai due /G.C. enti nel 2012.

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BARBERINO • SAN CASCIANO • TAVARNELLE

ambiente. Il 26 novembre un green tour per scoprire gli impianti “eco” installati a Barberino

L’energia pulita è da toccare con mano A Marcialla il vento illumina un camminamento, il borgo di Prumiano è riscaldato da scarti agricoli, sui tetti degli edifici pubblici arrivano i pannelli solari Gianni Carpini

U

n tour per toccare con mano i nuovi modi per creare energia, tramite fonti naturali e soprattutto rinnovabili. Dalla pala eolica di Marcialla, al teleriscaldamento di Prumiano, passando per l’impianto geotermico che dà calore alla casa della cultura e ai pannelli fotovoltaici di scuole ed edifici pubblici. Sarà un percorso guidato all’insegna dell’energia pulita e del risparmio energetico quello che si svolgerà a Barberino sabato 26 novembre. Un’occasione in cui il sindaco Maurizio Semplici, insieme ai tecnici del Comune, porterà i i cittadini alla scoperta degli impianti disseminati sul territorio, tutti incentrati su una logica verde: meno sprechi, niente petrolio, più risparmio per i bilanci pubblici e per l’ambiente. Aria, terra e fuoco: passa da questi tre elementi la strategia “eco” di Barberino. Proprio il 26 novembre, sarà inaugurata la centrale termica a biomasse di Prumiano, una delle tappe del “green tour”. Si tratta di una super-caldaia che riscalda l’intero borgo grazie agli scarti agricoli

che provengono dalla pulitura dei boschi e dalle potature. Niente più impianti privati, quindi, ma un’unica centrale che distribuisce acqua calda alle varie abitazioni, con un risparmio medio sulla bolletta, per ogni famiglia, stimato intorno al 30 per cento. I termosifoni della casa della cultura Alda Merini (e quelli della futura scuola di Bustecca), invece, trovano la loro forza nel sottosuolo. Per quanto riguarda la biblioteca, sono dieci i pozzi collocati a cento metri di profondità, che sfruttano l’energia geotermica. Se la terra alimenta la cultura, il sole riscalda le scuole e gli edifici pubblici. E’ stata completata l’installazione degli impianti fotovoltaici al servizio degli immobili comunali: sono arrivati sui tetti del palazzo comunale, delle scuole per l’infanzia di Bustecca e di Vico d’Elsa, del locale pluriuso a Marcialla. I pannelli solari, realizzati a costo zero per le casse comunali tramite il Consorzio energia toscana, secondo le stime porteranno a un risparmio del 50% sulla bolletta. Ma l’energia si produce anche con un soffio: nei

la pala eolica di

Marcialla

mesi scorsi è entrata in funzione la pala eolica di Marcialla, che grazie alla forza del vento illumina un camminamento lungo quasi un chilometro e i giardini della frazione. Durante il tour i cittadini potranno chiedere informazioni su come poter sfruttare le fonti rinnovabili per case o aziende. Tra

Barberino, Tavarnelle e San Casciano, ad esempio, una trentina di persone ha deciso di far parte del gas “Chianti Solare”, il gruppo di acquisto solidale per comprare impianti fotovoltaici a un buon prezzo. Per info è possibile contattare direttamente l’ufficio ambiente, al numero 055.8052207.

tempo libero. Il 12 novembre il “Semifonte” si risveglia per movimentare il fine settimana dei giovani

A.A.A. cercasi volontari: il circolino riapre i battenti opo le vacanze si torna al lavoro, per movimentare i fine settimana barberinesi a suon di rock, party a tema ed esibizioni live. Il circolo Semifonte, un punto di riferimento per i giovani della zona, riapre i battenti e lo fa con una grande festa, che prevede cena, concerto e dj set. E poi via alle danze: parte la stagione 2011/2012 che sarà caratterizzata dalla musica, dalle band locali, dalle iniziative a tema, ma anche dagli aperitivi e dalle iniziative benefiche. Il “circolino” aveva chiuso le porte nello scorso giugno, per la pausa estiva, e adesso torna a rianimarsi. La data decisa per il re-opening è sabato 12 novembre, con un triplo evento. Alle ore 20 andrà in scena la cena, seguita alle 22 dall’esibizione dei Di Maggio Connection, trio rockabilly fiorentino tutto da ascoltare e

da ballare, e infine la selezione musicale affidata a YoMat dj. Si riaccendono così le luci nella struttura in via di Bustecca 4, che è totalmente gestita da volontari: una trentina di giovani tra i 18 e i 30 anni, impegnati nell’apertura e chiusura del circolo, dietro il bancone del bar e nell’organizzazione di eventi e iniziative per vivacizzare le notti chiantigiane. Adesso scatta la ricerca di nuovi ragazzi che abbiano un po’ di tempo libero e che aiutino la “truppa” del Semifonte a portare avanti questa esperienza. Il circolo è infatti uno dei pochi punti di ritrovo young sul territorio di Barberino e per reclutare nuove leve si è pensato a un aperitivo ad hoc, che si svolgerà domenica 20 novembre. Il circolino è aperto dal giovedì e per tutto il fine settimana nelle ore serali, a partire dalle 21,

con un ricco programma. Giovedì 17 novembre saranno i dj locali a selezionare la musica, mentre venerdì 25 sarà dedicato al rock con gli Alfatec e i Disquieted By. A dicembre invece, sabato 3 arrivano Les Moquettes, venerdì 9 gli ZooElephant e giovedì 15 il dj set si fa in tre, anzi in quattro, con Ciro Imperiale, Luigi Fabbri, Didje Doo, accompagnati dalle percussioni live di Bodhidharma. Sempre a dicembre è in programma un aperitivo a chilometri zero (domenica 18) e una festa disco trash (venerdì 23). Il circolo Semifonte è impegnato anche per quanto riguarda la beneficenza, con raccolte di fondi, grazie a cene, feste ed eventi in favore del progetto Zambia, portato avanti da tutta la comunità barberinese, del Messico e del circolo /G.C. Arci Querencia dell’Aquila, in Abruzzo.

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Novembre 2011

il giornale nel tuo comune

lavoro. La regina dei camper e il nuovo stabilimento a Ponterotto: tra accordi e polemiche

Laika avrà casa a San Casciano Altro capitolo nella vicenda che va avanti da oltre dieci anni.

Gianni Carpini

Comune, Regione, Ministero, Soprintendenza e azienda hanno

G

siglato un’intesa per lo spostamento dei reperti archeologici. Le associazioni ambientaliste protestano e annunciano battaglia

li etruschi traslocano in un parco pubblico e lasciano spazio a “casa Laika”, il nuovo stabilimento da 300mila metri cubi che l’azienda leader nella produzione di camper costruirà in località Ponterotto, a San Casciano. Il disco verde allo spostamento dei reperti archeoligici, rinvenuti nell’area dove sorgerà la futura struttura industriale, è arrivato dopo la firma di un a maxi intesa tra Comune di

focus Cinque per mille

Un tesoretto per il sociale

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inquemila euro da destinare ai servizi e alle attività sociali. E’ questa la somma racimolata grazie al cinque per mille che i cittadini di San Casciano, rispondendo a un preciso appello dell’amministrazione comunale, hanno deciso di destinare a una serie di attività in favore delle fasce più deboli della popolazione. Una generosità che è stata particolarmente apprezzata dal vicesindaco Luciano Bencini - che ha anche la delega alle politiche sociali e alla sanità – il quale ha pubblicamente ringraziato i propri concittadini. Anche in altre occasioni, i sancascianesi si sono dimostrati sensibili e attenti ai bisogni della collettività, recependo appieno gli appelli fatti a vario titolo dal Comune o dalle associazioni locali che seguono il sociale; appelli che, soprattutto negli ultimi tempi, complice la forte crisi economica, sono considerevolmente aumentati. Per quanto riguarda l’utilizzo di questo tesoretto, la giunta Pescini ha scelto di destinare i fondi alla copertura finanziaria di un recente progetto, dedicato al mondo della disabilità: si chiama “Abilità inComune” ed è stato redatto dall’educatrice professionale, Laura Dainelli. L’iniziativa, nella pratica, si traduce in un aiuto concreto che i giovani danno ai giovani. Dietro al gioco di parole ci sono quattro ragazzi del servizio civile regionale, che cercano di rispondere alle esigenze di loro coetanei diversamente abili. Gli ambiti di intervento saranno i più svariati: dall’accompagnamento per il disbrigo di commissioni, alle semplici uscite al pub, al cinema, al teatro, al mercato rionale. Insomma un modo per rendere il più possibile autonome persone che hanno delle difficoltà oggettive, assolvendo al contempo al fondamentale valore dell’integrazione e della /I.B. socializzazione.

San Casciano, Regione Toscana, Ministero per i Beni e le attività culturali, Soprintendenza per i beni archeologici e il numero uno di Laika, l’amministratore delegato Jan Gerrit Dee Haas. I due edifici scoperti a Ponterotto, uno etrusco, l’altro romano, saranno smontati pezzo per pezzo, restaurati e ricostruiti nell’area naturalistica “La botte”. I costi dell’operazione saranno a carico dell’azienda di camper e del Comune. In particolare dal terreno sono emersi i resti di un edificio residenziale di età etrusco-ellenistica e della pars rustica di una villa romana di prima e media età imperiale (IV - III secolo a.C.) il cui stato di conservazione è apparso ai tecnici compromesso dalle esondazioni avvenute nell’antichità. Sul fronte istituzione il “caso Laika” è quindi chiuso, su quello delle proteste la partita è ancora aperta. “Mi sembra che ora ci siano tutte le condizioni per andare avanti – ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi, commentando l’intesa siglata a fine ottobre - sono convinto che, se venissero a mancare il mantenimento e lo sviluppo del nostro apparato produttivo, si aprirebbe il campo ad una minaccia assai maggiore - prosegue - nei confronti del paesaggio, dei beni culturali e delle caratteristiche distintive della nostra regione”. In ballo ci sono 250 posti di lavoro (i dipendenti Laika), ai quali si aggiungono le 800 persone impiegate nell’indotto. Di tutt’altra opinione sono invece le associazioni ambientaliste che da tempo contrarie al progetto, al quale si sono opposte impugnando anche l’arma delle carte bollate, con ricorsi alla giustizia amministrativa, esposti alla magistratura e alla Corte dei conti, che non hanno però portato ai risultati sperati. “Il caso Laika è senza dubbio un esempio di spreco territoriale portato avanti da industriali poco scrupolosi e dai benpensanti dello sviluppismo”, scrivevano, in una nota all’indomani dell’accordo, i comitati cittadini di Firenze, che insieme a Wwf, Italia Nostra e Legambiente si sono occupati della questione. La loro proposta è quella di fermare il progetto Ponterotto, per costruire l’insediamento produttivo altrove. Il muro contro muro è quindi destinato a continuare: da una parte un’inedita alleanza tra istituzioni, sindacati, lavoratori e industriali, favorevoli al nuovo stabilimento, dall’altra le sigle ambientaliste pronte a dar battaglia soprattutto sullo spostamento dei reperti, per un progetto che hanno già soprannominato “archeopatacca”.

I resti etruschi saranno smontati pezzo per pezzo e restaurati


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BARBERINO • SAN CASCIANO • TAVARNELLE

rifiuti. Il progetto Waste less entra nella fase operativa: meno scarti, più rispetto per il territorio

Chianti, ecco il piano “riduci-monnezza” Dalla fine di novembre la prima sperimentazione: un antipasto degli interventi per “svuotare” i cassonetti. Poi, da gennaio 2012, partirà il programma completo di iniziative. Obiettivo: ottimizzare i sistemi di raccolta e diminuire la quantità di spazzatura

Ilaria Biancalani

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aste less secondo atto. È infatti iniziata la fase operativa del progetto, promosso dalla Provincia di Firenze e cofinanziato dalla Comunità Europea, chiamato “Programma operativo per l’attuazione del piano d’azione per la prevenzione e riduzione dei rifiuti nel Chianti fiorentino”: un nome altisonante, ma che in concreto mira a un obiettivo importante, meno immondizia. In questo step del piano, sarà l’intera comunità chiantigiana a essere chiamata in causa, attraverso l’assunzione di una condotta virtuosa che da un lato dovrà ottimizzare i sistemi di raccolta e dall’altro ridurre le materie di scarto. Queste norme di comportamento sono state inserite in una proposta che definisce il piano di azione in tutti i suoi dettagli: le modalità, le responsabilità e i tempi di realizzazione delle diverse azioni. Il programma completo degli interventi “Waste less” prenderà il via dal gennaio del prossimo anno, tuttavia per alcune delle azioni già messe a punto inizierà, dalla fine di questo mese, una sorta di sperimentazione che viene fatta coincidere – e non è un caso – con la settimana europea per la riduzione dei rifiuti 2011. Ricordiamo che agli urp dei Comuni coinvolti - San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa, Barberino Val d’Elsa e Greve in Chianti - è disponibile materiale informativo, a cui si aggiungono iniziative per sensibilizzare e far conoscere alla cittadinanza le buone pratiche in campo dell’eco-sostenibilità. Il Chianti non è nuovo ad azioni mirate a coniugare la tutela dell’ambiente con lo sviluppo economico. “Disimballiamoci”, ad esempio, è il progetto contenuto in “Agenda 21” grazie al quale è iniziato un percorso di riduzione dei materiali da imballaggio, che riguarda sia gli esercizi e attività commerciali, sia i privati cittadini. E ancora acquisti verdi, uffici, negozi, agriturismi, alberghi, bar e ristoranti sostenibili, eco mense, eco-sagre, centri di recupero e mercato dell’usato, fontanelli di acqua pubblica, auto-compostaggio, recupero inerti. Il programma operativo “Wast Less” è anche online: sul sito www.wasteless-in-chianti.fi.it sarà possibile inoltrare proposte e osservazioni sulle azioni previste.

curiosità Una sfida da leccarsi i baffi

Pinolata batte schiacciata

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uando la cucina fa cultura, affiorano ricette della tradizione popolare che, nonostante siano poco citate nei libri di gastronomia, riescono a conquistare lo stesso il cuore e i palati degli intenditori. E’ il caso della “pinolata” la ricetta paesana nata nella frazione di Chiesanuova, che è riuscita a sbaragliare la concorrenza niente di meno che della celebre schiacciata con l’uva, diventando così ambasciatrice di San Casciano a Parigi. La pinolata non è un croccante e neanche qualcosa che lontanamente somigli alla classica torta della nonna: l’arancia e i tantissimi pinoli che la compongono la rendono particolarmente morbida al morso e profumata d’antico. La sua ricetta è in realtà poco nota perché custodita gelosamente e tramandata di generazione in generazione, fin dalla prima metà del Novecento. Proprio la ricetta simbolo di Chiesanuova, che tutti conoscono come “il dolce delle occasioni speciali”, è stata scelta da una giuria di chef del territorio, per rappresentare il comune di San Casciano a Parigi, in occasione della quarta edizione della “Festa del libro e delle culture italiane”, che si è svolta lo scorso

ottobre nella capitale francese e che l’ha vista vincitrice nella sezione “ricette”. La pinolata non ha battuto soltanto la schiacciata con l’uva, ma è riuscita a lasciarsi alle spalle anche altri piatti tipici del gourmet toscano, come la pappa al pomodoro, la ribollita, il collo ripieno e i crostini. Una curiosità. A Chiesanuova sono Giancarlo Pettini, Lino Conti e Riccardo Contri, tre cuochi di pinolata, a custodire i segreti della ricetta paesana, rigorosamente scritti a mano su un foglio, dove sono riportati ingredienti, dosi e /I.B. modalità di cottura.

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l’inchiesta

Novembre 2011

librEriE/1. Viaggio tra i grandi nomi che hanno chiuso i battenti negli ultimi quindici anni

Quelle storie finite (male) tra gli scaffali Da Marzocco a seeber, passando per Le Monnier: salto indietro nel tempo per ricordare le tre “ammiraglie” che hanno segnato la cultura fiorentina tra ottocento e novecento. e che una dopo l’altra sono state costrette ad abbassare il bandone

Ludovica V. Zarrilli

C

hissà come sarebbe la città se le vecchie librerie, quelle che hanno accompagnato la storia fiorentina dell’ultimo secolo e mezzo, fossero rimaste tutte al loro posto, con il carico di ricordi e storie che si portano dietro e con quegli scaffali un po’ polverosi e vecchiotti che facevano venir voglia di sedersi in un angolino a leggere. I più giovani forse non le ricordano nemmeno, sembra trascorso un secolo da quando sono scomparse, eppure di tempo non ne è passato così tanto, mentre di polveroni per impedirne la chiusura ne sono stati alzati diversi, a dispetto di chi dice che della cultura se ne fregano in pochi. Il primo pezzo di memoria scomparso è la Marzocco (insieme a Marzocchino, sezione dedicata ai più piccini), libreria stra-famosa negli anni Ottanta, con il leone simbolo della città a occhieggiare dall’insegna, fallita nel 1996 e riaperta nel 2003, coraggiosamente, sulle ceneri della vecchia ammiraglia. Martelli, così si chiamava la “pronipote” di Marzocco, e se ne parla al passato perché anche quest’ultima, nonostante fosse stata ristrutturata, ampliata e dotata di ogni comfort, ha dovuto soccombere al caro affitti (ha chiuso alla fine di settembre). La seconda libreria storica a tirar giù il bandone in ordine cronologico è anche la più antica: è la Seeber, che dal 1861 occupava i grandi sporti affacciati su via Tornabuoni, dove si davano appuntamento, su poltrone mimetizzate tra la boiserie scurissima, Ruskin e Montale, D’Annunzio e Pratolini, e poi Montale, Bilenchi, Longhi, Luzi e Rosai. Dopo tante polemiche e vari tentativi di salvataggio, Seeber ha chiuso i battenti nel novembre del 2002, sostituita di lì a poco da un grande negozio d’abbigliamento, che è andato ad aggiungersi alla lista di griffe che da tempo popola la strada della moda fiorentina. Un paio d’anni dopo la chiusura ha riaperto conservando il nome (accompagnato dal marchio Melbookstore) un po’ più in là, in via de’ Cerretani, al posto dell’ex cinema Excelsior. Inutile dire che la nuova libreria, grande e funzionale, ha conservato poco e nulla dello stile retrò dell’antenata di via Tornabuoni. Terza nella classifica degli addii è Le Monnier, anche questa tra i luoghi più frequentati dall’intellighenzia novecentesca - aprì nel 1926 nello storico palazzo a metà di via San Gallo, dove ancora oggi fa bella mostra di sé l’insegna, con i profili dorati, che per tanti anni

l’iNTerNo della liBreria

l’iNSeGNa della

MarZocco

le MoNNier

l’iNTerNo della liBreria

SeeBer

ne era stata lo stendardo -, e che ha dovuto lasciare nel 2009, anche lei, per gravi problemi finanziari. Tre storie tristi per tre tasselli importanti della storia della città che se ne sono andati lasciando poche tracce. L’unico barlume di speranza rimane riposto nella Martelli: un cavillo del regolamento edilizio del Comune lascia spazio alla speranza che i libri possano tornare ad affollare gli scaffali del locale (leggere l’articolo alla pagina a fianco). Speriamo bene.

Sulle loro poltrone si davano appuntamento Montale, D’Annunzio, Pratolini e Luzi 1187690


l’inchiesta

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librEriE/2. A spasso tra le attività del centro: problemi, difficoltà e una buona notizia

La Martelli lotta, il Porcellino saluta Per la prima si cerca una soluzione temporanea, la seconda si trasferisce dai celebri sporti di piazza del Mercato nuovo a una piattaforma on line. Ma, a sorpresa, a primavera riapre la Lef Caterina Gentileschi

È

una vita difficile quella delle librerie fiorentine, che nonostante si trovino in una delle città che vanta il più alto rapporto tra numero di abitanti e libri letti procapite, attraversano un momento di profonda crisi. Soprattutto quelle che non hanno le spalle coperte da un’azienda di grosse dimensioni. Il caso più eclatante è certamente quello della libreria Martelli, nell’omonima strada, che dal 2003 aveva preso il posto della storica Marzocco e che si è vista costretta a chiudere i battenti, redistribuendo gran parte del personale nelle altre librerie del gruppo Giubbe Rosse, ci cui fa parte anche la Edison, per via di un affitto - viene spiegato - non più sostenibile. Grande tristezza fra i dipendenti e gli affezionati (che a fine settembre si sono ritrovati in diverse centinaia davanti agli sporti chiusi per un flash mob di protesta), ma la libreria ha dovuto, almeno per il momento, bloccare l’attività. Unico spiraglio, il cavillo di un articolo del regolamento urbanistico che impone l’utilizzo di determinati spazi solo per fini culturali. Questo signi-

fica che al posto dell’ex Marzocco (e per ora anche ex Martelli) dovrà necessariamente risorgere un cinema, un teatro, uno spazio adibito a una qualsiasi attività culturale o, perché no, una nuova libreria. “Ce la metteremo tutta perché la libreria Martelli riapra - ha annunciato Stefano Bellentani, patron del gruppo Giubbe Rosse - sono sicuro che ci riusciremo”. Forte interessamento da parte di tutte le istituzioni, dalla Regione, che vede l’assessore alla cultura Cristina Scaletti schierata in prima linea, al Comune di Firenze, che ha promesso di trovare una soluzione temporanea per far sì che nei mesi di stand by la libreria possa continuare a vivere, seppur in un luogo diverso da quello in cui si trovava prima (è stata proposta una tensostruttura in via Martelli, oppure il ripristino dei banchini sotto la loggia del Grano). Martelli a parte, attraversa una fase complessa anche la libreria Edison che potrebbe essere sfrattata dai proprietari dei locali “sebbene continui a lavorare molto bene”, come spiega uno dei dipendenti. Altro avamposto della cultura fiorentina in procinto

di chiudere per sempre è la libreria del Porcellino, in piazza del Mercato nuovo, che fino alla fine dello scorso mese ha liquidato libri vendendoli a prezzi stracciati e che presto si trasformerà in un negozio virtuale, sul quale potranno far affidamento i clienti più affezionati. Magra consolazione per chi amava passare un po’ di tempo tra gli scaffali di legno di una delle più belle librerie del centro. A fare da contraltare alle tante botteghe del sapere che abbassano per sempre il bandone ce n’è però una che fa continuare a sperare. Si tratta della Lef, Libreria Editrice Fiorentina, che tempo fa era scomparsa da via Ricasoli e che a primavera riaprirà in via dei Pucci, con ingresso da Palazzo Pucci. Una storia a lieto fine per continuare a credere nella cultura fiorentina e in chi insiste, ogni giorno, a cercare pagine da sfogliare nelle librerie che hanno fatto la storia della città.

più notizie su la liBreria del

porcelliNo (FoTo

di

GiUSeppe della Maria)

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vademecum

Novembre 2011

lE nostrE taschE/1. Un’indagine rivela un aspetto forse inatteso del capoluogo

Crisi&carrello, Firenze tra le meno care nella battaglia all’ultimo sconto i piccoli supermercati battono le grandi catene, ma la convenienza è assicurata sull’intero territorio comunale. e cogliendo la promozione giusta al momento giusto si possono risparmiare fino a mille euro Francesca Puliti

S

orpresa: vivere (e mangiare) a Firenze costa meno del previsto. Anzi, costa decisamente meno della media nazionale. Secondo un’indagine effettuata da Altroconsumo, che ha preso in esame centinaia di supermercati in tutto lo Stivale, Firenze e Pisa risultano tra le città meno care d’Italia. In particolare, la città della Torre Pendente è seconda solo a Verona in termini assoluti, mentre il capoluogo toscano è quello dove, con un po’ di impegno, si può risparmiare di più (oltre mille euro). A patto di conoscere tutte le opportunità e la dislocazione di ogni supermercato, di inseguire tutte le promozioni possibili e di acquistare prodotti diversi in posti diversi, a secondo del prezzo sul cartellino. Riempire il carrello sotto il Cupolone costa in media 5.800 euro l’anno a famiglia, contro i 5.700 e spiccioli di Verona e i 6.571 di Aosta, la più salata del Belpaese. Frenate gli entusiasmi, però, perché in un’analoga indagine effettuata nel 2008, sempre da Altroconsumo, Firenze si era classificata al primo posto, e le differenze di prezzo tra i due estremi della hit parade appaiono oggi più sottili di ieri. Ciò premesso, dove dirigersi per mettere a

frutto tutta questa convenienza? L’indagine riserva un’altra sorpresa: contrariamente a quanto rilevato in passato, quest’anno si scopre che le buste conviene riempirle nei piccoli super di vicinato. Insomma, le catene meno articolate sembrano battere i giganti della grande distribuzione. Niente paura, però, anche i supermercati più “gettonati” si trovano sempre ai piani alti della top ten. A scalzare i big dal podio - secondo la ricerca - sono i market con poche decine di punti vendita, concentrati nei centri urbani più grandi e organizzati in maniera più spartana, a partire dalla pubblicità. Chi non si affeziona al marchio, poi, può puntare dritto sugli scaffali low cost: negli ultimi anni ne sono sorti a decine, a partire dalla periferia per arrivare alle strade più centrali. Con conseguenze positive

Per fare la spesa sotto il Cupolone si spendono in media 5.800 euro l’anno a famiglia

in tutta la città perché, si sa, niente è meglio della concorrenza per le tasche dei clienti. Ipermercati e hard discount stampano gli scontrini meno cari, ma attenzione alle quantità: spesso accade infatti che ci facciamo convincere da una grande confezione a prezzo scontato, con la conseguenza di moltiplicare gli sprechi. Al netto di ciò che finisce direttamente in pattumiera, il risparmio potrebbe essere alquanto limitato. In questo senso, per i single, la spesa al supermercato potrebbe rivelarsi non troppo conveniente, se non attentamente pianificata. Ma in questo campo ci vengono in aiuto decine e decine di manuali sulle monoporzioni e su come recuperare gli avanzi, nonché vere e proprie applicazioni tecnologiche per stilare la lista con rigore scientifico. Occhio, infine, alle promozioni, che possono indurre l’effetto “non mi serve, ma è un affare”. Prendete in considerazione, invece, l’opzione “due in uno”, laddove si intende “spesa più benzina”: da noi non è una pratica diffusa quanto all’estero, ma qualche discount si è già attrezzato mettendo su anche un distributore low cost. Succede soprattutto ai margini della città, ma in genere il viaggio si ripaga da solo con il risparmio.

L’aLternativa Nati una decina di anni fa, adesso i “Gas” sono una cinquantina, distribuiti equamente nei cinque quartieri

Tutti insieme appassionatamente: il boom dei gruppi d’acquisto

C’

è un altro modo di fare la spesa, un modo che non concepisce il concetto di carrello e supermercato e rifugge come la peste il consumismo smisurato, le fragole a dicembre e i carciofi a Ferragosto. I prodotti, tutti di stagione, a chilometri zero o quasi, arrivano direttamente a domicilio. E costano anche un po’ meno. Basta entrare a far parte di un Gas, ovvero di un Gruppo d’Acquisto Solidale. A Firenze se ne contano almeno una cinquantina, proliferati soprattutto negli ultimi cinque o sei anni. Ma ce ne sono diversi anche in provincia, da Borgo San Lorenzo a Rignano sull’Arno. En-

trare a farne parte o fondarne uno è facilissimo: basta mettersi d’accordo con vicini di casa, amici o conoscenti, compilare liste della spesa collettive (anche solo per un settore, come quello di frutta e verdura) e farle avere ai produttori di riferimento (in genere sparsi sulle colline cittadine). Il referente del gruppo, poi, riceverà a casa propria il pacco cumulativo, e provvederà a distribuire la merce agli altri componenti. Il metodo più semplice per entrare in contatto con altre persone interessate è il passaparola (vale lo stesso per trovare i produttori giusti): chi non sa da quale parte rifarsi, però,

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vademecum

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lE nostrE taschE/2. Dalla fattoria alla tavola senza intermediari: decolla la vendita diretta

E il contadino ora arriva a domicilio Mercatini a chilometri zero in città ogni giorno dell’anno: oggi la filiera corta è alla portata di tutti. e sulle bancarelle vince la varietà, dall’agrobirra ai pomodori neri “anti-infarto” Paola Ferri

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e il consumatore non va alla montagna, la montagna va dal consumatore. O meglio, il contadino scende dal poggio e porta i prodotti freschi direttamente in città. La filiera corta cambia senso di marcia e non riguarda più solo pochi eletti: dimenticate l’immagine del pioniere del bio che si inerpica per strade sterrate alla ricerca della fattoria, oggi sono sempre di più i produttori che si organizzano in mercati settimanali. “Ogni giorno dell’anno – assicura Simon Querci di Coldiretti - è possibile trovare i prodotti di filiera corta”. Sono circa settanta i mercati di “Campagna amica”, emanazione mercatale di Coldiretti, distribuiti in tutta la Toscana. Un centinaio le aziende che hanno aderito all’iniziativa tra Firenze e Prato, di cui la metà partecipa regolarmente alle bancarelle settimanali e alle occasioni straordinarie della domenica, come il famoso “Mercatale” che si svolge ogni mese in piazza della Repubblica. Quantificare le vendite della filiera corta è piuttosto complicato, ma il continuo proliferare di attività di questo tipo testimonia un crescente interesse. Motivi di risparmio? “A parità di qualità – continua Querci – il prezzo è sicuramente vantaggioso rispetto alla grande distribuzione”. Ma il guadagno sta soprattutto nelle garanzie sulla provenienza del cibo, nel contatto diretto

con il produttore e nella varietà dell’offerta. Già, perché la filiera corta può far riscoprire sapori dimenticati e antiche ricette. Come ad esempio la “agrobirra”, preparata esclusivamente con ingredienti made in Tuscany. O alcune varietà di mele recuperate da agricoltori volenterosi, magari non bellissime, ma dal gusto sopraffino. O i pomodori più “strambi” che si siano mai visti, ma dalle proprietà eccezionali. Neri, gialli, verdi, rotondi o oblunghi, insomma roba da collezionisti. Come quelli di Niccolò D’Afflitto, enologo e agronomo fiorentino, che possiede la più vasta collezione di pomodori d’Italia. Trecentottanta varietà, coltivate una a una in un orto alle porte di Firenze, nella tenuta di Castelruggero, dove si producono anche fiori e frutti delle specie più svariate e un vino molto apprezzato in patria e all’estero. “Li ho scoperti viaggiando per il mondo e sul web – racconta D’Afflitto – c’è quello nero, che contiene la più alta concentrazione di antiossidanti, preziosi per il cuore; quello giallo, più acidulo; quello verde, il più dolce. Ma il più buono resta il Roma, quello rosso da insalata”. Specialità da intenditori, che però non hanno ancora un grande mercato. Almeno non qui, nella nostra regione. “I toscani sono tradizionalisti nell’animo – conclude D’Afflitto – anche gastronomicamente parlando”.

ZooM Liscia o gassata, ci piace confezionata. Ma aumenta anche l’utilizzo dei fontanelli: acqua gratis e di alta qualità

Bottiglia vs rubinetto: toscani primi in Europa per consumo di minerale acile associare la Toscana a un buon bicchiere di vino rosso. E invece i toscani sono i più grandi amanti dell’acqua minerale in Europa. “La nostra – ha recentemente dichiarato il presidente di Publiacqua Erasmo D’Angelis – è la regione europea col più alto tasso di consumo di acqua in bottiglia pro capite. E l’Italia si piazza al terzo posto nel mondo, dopo paesi con evidenti problemi di siccità come il Messico e gli Emirati Arabi”. Circa 700 bottiglie l’anno per un totale che si aggira sui 300 euro a famiglia. E c’è poco da stupirsi, visto che la Toscana risulta anche tra i maggiori produttori di minerale: qui viene

imbottigliato il 10% dell’acqua made in Italy, e qui hanno sede due tra i maggiori marchi del settore, Panna e Uliveto. “Non voglio demonizzare quel tipo di scelta né l’acqua in bottiglia - spiega D’Angelis - ci tengo solo a sottolineare che in un periodo di crisi sarebbe auspicabile una riflessione sui costi, che porterebbe un evidente risparmio per le famiglie”. Bere l’acqua “del sindaco” ci costerebbe infatti notevolmente meno, dai 150 ai 200 euro a seconda dei consumi. “Bisognerebbe abbandonare una volta per tutte i pregiudizi – continua il presidente di Publiacqua - e cominciare a usare serenamente e consapevolmen-

te l’acqua dei nostri acquedotti, che passa attraverso sistemi di filtraggio di ultima generazione”. Intanto, lo scorso settembre, la rete dei fontanelli di acqua di alta qualità, liscia e gassata, è arrivata a quota 12 punti, distribuiti in ogni quartiere della città. E i consumi di acqua pubblica continuano a crescere: negli ultimi cinque anni un terzo della popolazione dell’area Publiacqua ha iniziato a farne regolarmente uso. Anche perché, di fronte al fontanello, i costi scendono ancora: ciò che si imbottiglia non finisce in bolletta, l’unico prezzo da pagare rimane quello di /P.F. fare la fila con i contenitori in mano.

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F

E AL N O SI FES TE O N R E P ME N TA TA IO AZ PLE TUI M M RA OR INF CO G


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internet

Novembre 2011

on linE. Non solo calcio: www.ilreporter.it segue da vicino squadre, atleti e storie di casa nostra

Tutto lo sport fiorentino in un click TEMPO LIBERO, INIZIATIVE ED EVENTI SU

i PiÙ Letti DeL Mese 1. Puccini e Preziosi: sfida a distanza per gli ex innamorati 2. Digitale terrestre: Toscana a rischio blackout, arriva la legge salva-tv 3. Un nobile “fancazzista” al Gf 12: Leone Guicciardini, da Firenze 4. Pusher insospettabili e baby clienti: stroncato giro di eroina 5. (Para)influenza, quasi 80mila a letto. Ecco i sintomi

C

hi l’ha detto che sport fa rima soltanto con calcio? Il pallone, si sa, è una delle grandi passioni degli italiani, e Firenze non fa certo eccezione. Ma oltre al calcio, oltre all’amata Fiorentina e al suo seguito di migliaia e migliaia di tifosi, a Firenze si apre uno sconfinato orizzonte fatto di altre discipline e attività, di uomini e donne, ragazzi e ragazze che fanno onore alla nostra città spesso lontani da riflettori, fama e, perché no, anche dai tanti soldi che girano attorno al mondo del “Dio pallone”. È per questo che Il Reporter.it ha

LA STAGIONE VIOLA IN TEMPO REALE SU

deciso di seguire da vicino, oltre alla Fiorentina, le squadre e gli atleti protagonisti in quegli sport a volte ingiustamente indicati come “minori”, ma che minori ovviamente non sono. Sport nobili e affascinanti, nei quali Firenze e le sue realtà si stanno distinguendo sempre più a livello nazionale e non solo. Dalla pallavolo al basket, dalla pallanuoto alla pallacanestro, dal rugby alla boxe e via dicendo: sono tante, ogni settimana, le discipline che Il Reporter.it segue con attenzione e interesse, dando spazio, sul sito internet, ai risultati, ai personaggi e alle storie che compon-

CANTIERI E LAVORI, TUTTE LE NOVITÀ IN DIRETTA SU

gono questo mondo. Un mondo, quello degli “altri” sport, in costante crescita a Firenze e dintorni, a conferma della tradizione che vuole nella Toscana e nel suo capoluogo una fucina di campioni nelle più svariate discipline. Tra loro, tra le più belle storie del recente passato, c’è quella di Susanna Cicali, passata dalla canoa all’avventura di Miss Italia e viceversa, e balzata per questo all’onore delle cronache. Ci sono poi le storie di Niccolò Campriani e Leonard Bundu, sempre più protagonisti nei rispettivi sport (tiro a segno e boxe), ma ci sono anche quelle di centinaia, miglia-

i viDeo PiÙ visti 1. “Salve sono Matteo Renzi”: il rottamatore e le beffe di Crozza

ia di atleti che ogni giorno versano sudore per la propria squadra, la propria passione, per raggiungere obiettivi e scaldare i cuori dei tifosi. Perché anche i tifosi non mancano in questo panorama sconfinato di “altri” sport, non mancano gli appassionati di discipline storiche che cercano di seguire come possono i propri beniamini. Per loro, per fare in modo che i riflettori possano rimanere accesi su questo mondo, ma anche per tutti coloro curiosi di scoprire cosa c’è oltre al calcio nel panorama dello sport fiorentino, Il Reporter.it racconta ogni settimana quello che succede sui campi, nelle piste, nei palazzetti e in tutti gli altri luoghi in cui i nostri atleti danno il meglio di loro per tenere alto il nome di Firenze.

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alla scoPErta DEllE banD giovanili

4. Resta incastrato sotto l’autocarro mentre lavora 5. Un sabato di fuoco: incendi in due appartamenti in città

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Musica

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UN UN SUCCESSO SUCCESSO CHE CHE VIENE VIENE DA DA LONTANO LONTANO Alcuni mesi fa a Gavinana ha aperto un salone di parrucchiere un po’ particolare infatti i proprietari e tutti i lavoranti sono cinesi escluso il “maestro” che è italiano. Stella, la titolare a cui chiediamo come va l’attività, è molto contenta e vuole ringraziare tutti i suoi clienti che sono sempre più numerosi. Ci interessa sapere da cosa sono attratte le persone e Stella ci spiega che il negozio è sempre aperto anche il lunedì, non è

necessario fissare appuntamenti e i clienti aspettano poco tempo, inoltre, aggiungiamo noi, qui tutti sorridono molto e questo indubbiamente fa piacere. Un capitolo a parte ma di grande importanza è costituito dai prezzi che sono assolutamente ultra convenienti. Quando la salutiamo Stella ci chiede di mandare il suo augurio di Buon Natale e Buone Feste a tutti i nostri lettori.

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on solo Litfiba e Irene Grandi: sulla scia dei più noti protagonisti della musica di casa nostra, in città ogni giorno le sale prove si riempiono di giovani desiderosi di mettersi alla prova tra microfoni, chitarre e batterie. È il mondo delle band giovanili, un mondo di ragazzi e ragazze che dedicano tempo ed energia alla loro passione: la musica. Qualcuno di loro forse ce la farà a sfondare, per altri rimarrà soltanto un bel sogno, per tutti certamente è un modo per esprimere quello che hanno dentro e che vogliono urlare al mondo. Il Reporter.it dà loro spazio, pubblicando sul portale videointerviste di alcuni dei più interessanti gruppi e cantanti di casa nostra. È già toccato agli Zoo Park, ai Dinamo e a Luca Lastilla, realtà che si possono scoprire (ascoltandole) su Il Reporter.it. Per segnalare altre band si può mandare una mail a redazione@ilreporter.it.


Publiredazionale

medicina estetica, i tre anni dello studio tinti Grande festa per celebrare l’anniversario del centro specializzato nel ringiovanimento cutaneo: c’era anche Umberto Smaila. Entusiasti i presenti: “Qui le persone sono seguite e coccolate, i risultati sorprendenti”

C’

era Umberto Smaila, c’era l’assessore Mattei e c’erano decine e decine di persone. Il tutto per festeggiare i tre anni di attività dello studio medico del dottor Stefano Tinti, specializzato in trattamenti di medicina estetica altamente professionali e innovativi per la cura di inestetismi cutanei, problematiche vascolari di capillari, fibromi e altre lesioni benigne con utilizzo di laser CO2. Una festa, quella che si è tenuta lo scorso ottobre nei locali dello studio, in via Brodolini 2/D a Grassina, cui hanno partecipato molti pazienti che, in questi tre anni, si sono sottoposti ai trattamenti del dottor Tinti, oltre a persone curiose di scoprire le novità di un centro all’avanguardia dal punto di vista tecnologico e non solo. “Sì, qui ci siamo trovati molto bene, il servizio è eccezionale”, conferma Gisella. “È uno studio all’avanguardia per la tecnologia, il dottore è estremamente professionale, di grande affidabilità, e ci sono sempre novità interessanti”, aggiunge Pierfrancesco, che assicura di averlo “già consigliato a tutti”. Tra una foto ricordo e un assaggio al buffet, non sono mancati i commenti entusiastici. “L’ambiente è molto bello, nuovo, migliora sempre, qui ci si sente ben accolti, c’è un grande

comfort. Il servizio, poi, è ottimo”, dicono Massimo e Mariella. Qui, dopo un attento check-up iniziale, viene applicata la terapia adatta per il ringiovanimento cutaneo o la cura di macchie della pelle, cicatrici, e i vari trattamenti antirughe e di biostimolazione cutanea e biorivitalizzazione con acido ialuronico o collagene. Il tutto, assicura chi frequenta lo studio, in un’atmosfera accogliente e rilassante, come “in famiglia”. “Lo suggerirò senz’altro a mia moglie – spiega Mario – mi sono convinto dopo aver visto l’ambiente, moderno e all’avanguardia. Il dottore lo conoscevo già da prima, un’ottima persona, brava, competente e seria, e non avevo dubbi che anche lo studio fosse alla sua altezza. Ma ora che l’ho visto sono ancora più soddisfatto e fiducioso”. “Io ho 70 anni – dice Maria – e grazie a questi trattamenti mi sento molto bene. Come donna accetto il passaggio degli anni, ma se posso ritardare l’invecchiamento della pelle, perché no...”. Poi aggiunge: “A parlare per me è il mio viso. La gente mi vede, sa la mia età e resta colpita. Qui ci si sente accolti, le persone vengono seguite e coccolate: è importante”. Tra brindisi e auguri la festa va avanti. Allo studio medico vengono eseguiti trattamenti in laserterapia e luce pulsata per la cute e vascolare per

capillari, teleangectasie, microvarici con Laser Nd Yag; fibromi molli, verruche, cheratosi seborroiche ed altre lesioni benigne con laser CO2; ringiovanimento cutaneo (resurfacing con laser CO2); epilazione laser e a luce pulsata (depilazione permanente); macchie della pelle (ipercromie da luce solare e post infiammatorie, melasma); cicatrici da traumi, da interventi chirurgici e post acne; smagliature e lassità cutanea (tightening); peeling. Sonia di trattamenti ne ha già fatti diversi qui, ed è a dir poco entusiasta. “Non ho parole per descrivere quanto si venga trattati bene in questo studio – spiega – io l’ho consigliato a tutte le mie amiche. I prezzi sono giusti, il dottor Tinti è preciso e attento. L’estetica è salute, anche mentale: dopo la gravidanza mi vergognavo a mettermi in costume, ora non ho più di questi problemi. Io lavoro al pubblico, e il primo biglietto da visita è il mio viso: da quando faccio questi trattamenti mi sento bene, mi danno molta sicurezza”. Ma non solo. “Qui i pazienti sono coccolatissimi, tra il lavoro e i mie due figli quelli che passo qui sono gli unici momenti in cui mi rilasso davvero... - aggiunge – le cure sono leggere, non invasive. Qui ho capito una cosa: non è vero che per essere belle si debba per forza soffrire”.

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Novembre 2011

la curiositÀ. Lezione in piazza per due classi del Ginori Conti, durante l’autogestione

Scuola, l’ultima frontiera della protesta on Line

non solo cortei e occupazioni:

Servizi alla persona

Boom di visite sul sito semplifica-burocrazia

due professoresse dell’istituto hanno

I

un’iniziativa particolare. tra gli sguardi stupiti dei passanti Ludovica V. Zarrilli

M

ettiamo cinquanta ragazzi in piazza Sant’Ambrogio, con due professoresse a far lezione en plein air e la curiosità dei passanti. Sono stati questi gli ingredienti principali delle due lezioni tenute dalle professoresse Maria Iotti e Giulia Vera Marchetti dell’Istituto Ginori Conti durante i giorni dell’autogestione dello scorso mese. La mattinata di lezione è cominciata alle 10 ed è andata avanti fino alle 12.30, coinvolgendo non soltanto i ragazzi della IV A e della IV C, che hanno assistito in silenzio e con interesse ai discorsi delle due prof, ma anche i passanti, che si sono fermati ad ascoltare e, alla fine di ogni intervento, hanno anche fatto delle domande. “Ha cominciato per prima la mia collega, Maria Iotti, che insegna biologia - racconta Giulia Vera Marchetti - e ha spiegato ai suoi alunni come funzionano i gruppi sanguigni. Dopo un’ora la sua classe è andata via, perché non c’era spazio sufficiente per tenere sulle gradinate della chiesa tutti i ragazzi contemporanemente, ed è arrivata la mia”. Marchetti insegna italiano e storia, e ha proposto ai suoi un’oretta di spiegazioni sui 150 anni dell’Unità d’Italia. “Il Risorgimento è un argomento che affronteremo in classe durante l’anno e allora ho pensato, viste le celebrazioni per il 2011, che sarebbe stata la tematica giusta da trattare - spiega - sono partita dalla canzone di De Gregori Viva l’Italia, sono passata dal Battiato di Povera Patria per argomentare

la leZioNe iN piaZZa

(FoTo

di

aNToNio Mele)

sul Risorgimento senza trascurare gli aspetti meno scontati di questo importante momento storico, come il movimento delle ‘giardiniere’, molto poco conosciuto, donne che combattevano a fianco dei carbonari”. Ma non solo. “E ancora - prosegue la prof - abbiamo parlato della grande importanza della letteratura e della musica, con Verdi e Manzoni, fino ad arrivare alla Miss Uragano di cui parla Carlo Azeglio Ciampi nel suo libro”. Alla lezione ha partecipato anche Adalberto Scarlino, presidente del comitato fiorentino per il Risorgimento, che ha coinvolto i ragazzi sul tema. “È stata una bella mattinata - continua la docente - è stata l’occasione per portare la didattica

fuori dal perimetro della scuola, per parlare di quello che si fa in classe e per sfatare un falso mito: quello che i ragazzi, quando occupano, lo fanno solo per concedersi una settimana di vacanza. Alcuni lo fanno anche per quel motivo, non c’è dubbio, ma alcuni studenti sono assolutamente consapevoli dei moltissimi problemi che la scuola deve affrontare e quando indicono scioperi e occupazioni lo fanno anche per dire la loro in proposito. Durante le lezioni in piazza, per fare le quali abbiamo chiesto il permesso al parroco della chiesa di Sant’Ambrogio - conclude Marchetti - sono stati composti e attenti, con grande stupore da parte dei passanti”.

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servizi alla persona e alle imprese si cercano sempre più on line. A dimostrarlo è il boom di visite che sta registrando www.055055.it, il servizio multicanale integrato di Comune, Provincia e altri enti locali dell’area fiorentina: nel 2008 le visite al sito furono 699.966, nel 2009 3.456.395, nel 2010 4.027.883 e nei primi otto mesi del 2011 sono stati superati i due milioni e mezzo (per l’esattezza 2.684.185). Nel secondo trimestre del 2011 sono aumentati sensibilmente anche i pagamenti on line dei servizi (certificati anagrafici, acconto e saldo per i centri estivi per bambini, iscrizione ai nidi d’infanzia e ai centri gioco educativi, servizi di supporto alla scuola). Dai 14.614 pagamenti registrati nei primi tre mesi dell’anno, pari a 1.436.153 euro transati, si è passati ai 18.416 pagamenti effettuati da aprile a giugno, per un valore pari a 1.868.547 euro (per un totale di oltre 3 milioni e 300mila euro), segno che i cittadini stanno acquisendo dimestichezza anche con questo strumento. Un fatto confermato anche da altri numeri, come ad esempio quelli delle iscrizioni ai servizi per l’infanzia di Sesto Fiorentino: 182 domande sulle 416 presentate per l’anno educativo 2011/2012, quasi il 44%, sono state effettuate via web. Ancora: da gennaio ad agosto 2011 oltre centomila fiorentini hanno cercato su www.055055.it informazioni sulle questioni che riguardano l’identità e la cittadinanza (anagrafe, stato civile, servizi elettorali, accesso agli atti, servizio civile), quasi 94mila hanno navigato nella sezione “Urbanistica, edilizia e lavori pubblici”, 41.500 hanno aperto le pagine che parlano del mondo dell’istruzione e 36.500 si sono informati su tributi, canoni e tariffe. Il sito di 055055 è gestito da Linea Comune, società a intera partecipazione pubblica che supporta gli enti locali dell’area fiorentina per i servizi on line, in collaborazione con 21 amministrazioni comunali della zona e con la Provincia di Firenze. L’ultimo Comune a inaugurare i servizi on line è stato, a settem/B.B. bre, Borgo San Lorenzo.

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coinvolto gli alunni in


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il Punto. Clima “tropicale” e temporali sempre più violenti: cosa ci aspetta sul fronte meteo

Fuori l’ombrello, 40 giorni sotto l’acqua novembre sarà molto piovoso, più del solito. Brutto tempo previsto fino alla prima decade di dicembre. Poi, all’orizzonte, c’è il freddo Gianni Carpini

U

n’estate “prolungata” ha lasciato il passo a un autunno “concentrato”. Dal punto di vista meteorologico il 2011 continua a riservare sorprese. Dopo una bella stagione estesa fin ben oltre i cancelli dell’autunno, con il mese di novembre le condizioni atmosferiche cambiano passo e fanno piombare la Toscana in una vera e propria stagione delle piogge. Sole, sole e ancora sole hanno caratterizzato le giornate fino al termine di ottobre, creando non pochi problemi all’agricoltura per la siccità. E ora? Pioggia, pioggia e ancora pioggia. Le previsioni a lungo termine del Lamma, il laboratorio meteorologico che unisce in un consorzio Cnr e Regione Toscana, spostano la lancetta del barometro verso la bassa pressione. Come dire: ombrello alla mano e stivali ai piedi. “Generalmente novembre è il mese più piovoso dell’anno per la Toscana, e questa volta lo sarà ancora di più – spiega il ricercatore del Lamma Gianni Messeri – prevediamo infatti un periodo caratterizzato da molte precipitazioni. L’ingresso di flussi freddi settentrionali creerà instabilità sulla regione”. Attesi anche temporali, sebbene non sia possibile prevedere i nubifragi con

troppo anticipo. Il cattivo tempo dovrebbe continuare anche i primi dieci giorni di dicembre, mentre nella seconda parte del mese le nuvole lasceranno spazio a settimane secche, senza particolari precipitazioni, ma fredde. Gli acquazzoni degli ultimi due mesi dell’anno non permetteranno però di dissetare la Toscana: non è possibile recuperare in così poco tempo il deficit idrico accumulato nel resto dell’anno, che – in fatto di precipitazioni – è stato povero, rispetto al triennio precedente. Sul fronte del termometro, invece, il clima sarà meno pazzo, almeno in questo novembre. “Non ci saranno grosse anomalie termiche – prosegue Messeri – le minime e le massime rimarranno entro le medie del periodo. Dicembre invece sarà più freddo del solito”. Troppo presto per dire se i fiocchi di neve arriveranno anche in pianura, ma le basse temperature potrebbero favorire la loro comparsa. A livello generale il 2011 non fa che confermare una tendenza già registrata dagli esperti: un clima che assomiglia sempre più a quello tropicale, con periodi secchi e caldi intervallati da momenti “monsonici” caratterizzati da molte piogge, anche violente. “I cambiamenti climatici degli ultimi se-

coli, che si sono avvertiti in particolare a partire dagli anni ‘90 – precisa Messeri – hanno portato da una parte a una diminuzione della quantità e dei giorni di pioggia, dall’altra a un’elevata intensità delle precipitazioni. Sul fonte delle temperature si

registra un progressivo aumento”. Se 2008, 2009 e 2010 sono andati in controtendenza (qualche goccia in più di acqua è caduta), il 2011 è tornato ad avvicinarsi a questa situazione: fa più caldo, piove meno e in modo più violento.

i Dati Ultimamente non sono mancati gli “scherzi”: il record del caldo è stato registrato nella zona di Peretola

Mesi pazzi: a luglio il maglione, a settembre il solleone

S

draiati al sole, in spiaggia, i primi di ottobre. E non c’è stato neppure bisogno di prendere un aereo per raggiungere mete lontane. Di scherzi il clima ne ha riservati molti tra la passata estate e l’inizio dell’autunno, come dimostrano i dati elaborati dal Lamma. Se lo scorso luglio è stato il più fresco da dieci anni a questa parte (condizioni che hanno fatto temere a molti delle vacanze “polari”), settembre ha battuto ogni record, aggiudicandosi il primato di nono mese dell’anno più caldo addirittura dal lontano 1800. Ecco cosa è successo: temperature massime superiori di 3-4 gradi rispetto alle medie del

periodo e sole, tanto, troppo sole. Le piogge sono cadute con il contagocce, facendo registrare un deficit di precipitazioni tra il 50 e il 75 per cento. Solo in due casi i temporali hanno rotto la quiete del solleone settembrino, tra il 4 e il 5 del mese e il 18. In quest’ultimo caso sono caduti oltre 60 millimetri di pioggia in tutta la regione e oltre diecimila fulmini si sono abbattuti in Toscana. Anche agosto è stato rovente. Dopo una fine di luglio fresca, con la seconda parte dell’estate si è tornati a boccheggiare. Complice l’anticiclone, da metà agosto a metà settembre le temperature massime sono state costantemente superiori

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alle medie. A sudare di più sono stati, a Firenze, gli abitanti di Peretola: qui, il 21 agosto, l’afa record ha fatto raggiungere i 40 gradi e mezzo, il valore più alto nella terza decade di agosto dal 1951, il sesto mai registrato in assoluto. Ma anche a Sesto Fiorentino il caldo agostano si è fatto sentire. Nel comune alle porte di Firenze, dal 17 al 26 agosto le temperature non sono mai scese al di sotto dei 36 gradi di massima. E così la terza decade di agosto sarà ricordare come una tre le più calde degli ultimi decenni. La colonnina di mercurio è arrivata a sforare la /G.C. media, nei valori massimi, di 6-7 gradi.

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politica

Novembre 2011

traMvia. Nelle intenzioni del sindaco la tratta dovrebbe inaugurare nel giugno del 2014

Linea 2, obiettivo mille giorni di lavori Peretola sembra finalmente avvicinarsi

e proprio boom rispetto all’anno precedente: in agosto Sirio ha trasportato 655mila passeggeri, contro i 400mila del 2010, dopo i 900mila di giugno e i 750mila di luglio. Le corse effettuate nell’arco dell’anno, inoltre, sono state 135mila, con il passaggio di un tram ogni quattro minuti. Se le stime di Gest per il 2011 verranno confermate, al 31 dicembre di quest’anno Sirio avrà trasportato oltre venti milioni di persone dal giorno dell’inaugurazione della prima linea (14 febbraio 2010). Grazie al tram, secondo i calcoli della Regione Toscana, sulla tratta Scandicci-Firenze circolano circa duemila auto in meno al giorno. “La tramvia ha avuto una gestazione sicuramente complessa - ha affermato l’assessore alla mobilità di Palazzo Vecchio Massimo Mattei - ma questi numeri testimoniano l’apprezzamento dei cittadini: basta dire che il numero dei passeggeri, nel corso dei mesi di attività, è quasi raddoppiato. E l’aumento continuo di viaggiatori ha concluso - è la miglior risposta a chi criticava la scelta del tram quale soluzione per il trasporto pubblico locale”.

al centro cittadino: un grande orologio scandirà il conto alla rovescia. intanto i passeggeri di sirio sono in aumento: il boom registrato la scorsa estate Antonio Passanese

L’

aeroporto di Peretola si avvicina sempre più al centro di Firenze. Il sindaco Matteo Renzi ha dato il via ai lavori della linea 2 della tramvia, quella che collegherà la zona di Novoli a Santa Maria Novella. “Il nostro obiettivo, a questo punto - ha dichiarato il primo cittadino - è quello di chiudere i lavori entro mille giorni, come promesso, in tempo per le amministrative del 2014”. E ancora, ha aggiunto il sindaco, “vogliamo dimostrare che le cose si possono fare presto e bene, nonostante gli inevitabili disagi per i cittadini”. Restano così all’orizzonte la linea 2 bis, la linea 4 e, naturalmente, la linea 3, per completare il quadro della mobilità pubblica fiorentina presente nella testa degli amministratori di Palazzo Vecchio. La data scelta per il termine della messa in opera della linea 2, il 13 giugno 2014, non è casuale: “È l’ultima possibile per riuscire a finire i lavori entro il termine della legislatura. E mi piacerebbe molto dimostrare che siamo capaci di fare le cose in tempi molto più brevi del previsto (1.800 giorni quelli immaginati dal contratto originario, ndr)”, spiega Renzi. Un grande orologio, che proietterà il conto alla rovescia per il termine dei lavori, sarà montato in una piazza importante del centro storico, per dare il senso a cittadini e turisti dell’impegno sui tempi preso dall’amministrazione e dall’azienda. La tramvia di Firenze, intanto, viaggia ormai verso i due anni di vita, e il bilancio, ad oggi, è più che positivo: i passeggeri, nel solo 2010, hanno sfiorato gli otto milioni, con una media giornaliera di quarantamila viaggiatori. Ma è la scorsa estate che si è registrato un vero

più notizie su

iL PersonaGGio L’intero capoluogo ha salutato il “sacerdote contro”, a lungo anima della comunità dell’Isolotto

Addio Don Mazzi: prete amatissimo, uomo di fede e ribellione

F

irenze perde uno dei suoi figli più illustri, un punto di riferimento politico e spirituale, un uomo che non amava cerimonie e ipocrisie. Don Enzo Mazzi nel sangue aveva la fede e la ribellione. E nel 1968 non ebbe alcun timore nello scontrarsi con le sue gerarchie. La rottura con la Chiesa ufficiale fiorentina avvenne per la solidarietà data da Mazzi agli studenti dell’Università Cattolica che avevano occupato il duomo di Parma per protesta. Nel 1974 arrivò la sospensione a divinis. La morte di don Enzo, in città, ha suscitato dolore, soprattutto nella comunità dell’Isolotto che il prete fondò 50

anni fa e dalla quale poi venne allontanato per le sue idee troppo progressiste. “Nessuno può giudicare”, ha commentato l’arcivescovo emerito di Firenze, cardinale Silvano Piovanelli, che si batté per trovare un accordo tra il dissidente e la chiesa fiorentina. “Con Enzo Mazzi se ne va una figura fortemente legata alla città e in particolare al quartiere dell’Isolotto”, ha ricordato il sindaco Matteo Renzi. Tra i messaggi di cordoglio anche quello di un altro prete dissidente, don Alessandro Santoro: “Era un amico, una persona che ha sempre amato quel Dio ‘vero’ del Gesù del Vangelo”. Da destra a sinistra,

perché in certi casi gli steccati ideologici vanno superati, don Mazzi è ricordato con grande commozione. Ma la sintesi su cosa abbia davvero rappresentato quel “sacerdote contro” l’ha fatta il presidente della Regione Enrico Rossi: “È stato e resterà il simbolo di un’epoca, di una trasformazione profonda che ha coinvolto la nostra società e che ha visto in lui una delle più rilevanti avanguardie. Don Enzo è stato un uomo coraggioso, un sacerdote di grandissima personalità e di profondo spirito critico, nemico delle ingiustizie sociali e attento /A.P. ai più deboli. Un esempio per tutti, cattolici e non”.

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politica

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la novitÀ. Entro un paio d’anni il polo potrebbe diventare realtà il Punto. Incontri nei cinque quartieri

A Firenze il primo ateneo cinese Moschea, il dibattito d’Italia. Al posto del tribunale torna ad accendersi G

Paola Ferri

S

orgerà a Firenze la prima università cinese d’Italia. E troverà spazio in uno dei luoghi di cui ultimamente si è più discusso in città, l’attuale sede del tribunale in piazza San Firenze, obbligata a reinventarsi una funzione dopo il sempre più vicino trasferimento di giudici e avvocati in quel di Novoli. L’intesa è frutto della missione diplomatica condotta lo scorso mese dall’assessore all’educazione di Palazzo Vecchio Rosa Maria Di Giorgi e dal consigliere comunale Mario Razzanelli (Lega Nord), che da anni intrattiene rapporti, prima di tutto lavorativi, ma non solo, con la Cina e in particolar modo con la città di Ningbo. Sarà proprio l’ateneo di Ningbo, una distesa di 178 ettari per diciannove facoltà e trentamila studenti, ad attivare la sede decentrata fiorentina. Già il mese prossimo sbarcherà a Firenze la prima delegazione, mentre dal prossimo anno due docenti e una ventina di studenti si trasferiranno in pianta stabile. L’attivazione completa del polo distaccato dovrebbe avvenire in tempi brevi, “nel giro di un paio d’anni”, assicura l’assessore Di Giorgi. Nel frattempo il complesso di piazza San Firenze dovrebbe essere libero e pronto ad accogliere lezioni e studenti. Il trasferimento del tribunale nel nuovo Palagiustizia costruito a Novoli, infatti, è previsto per i primi mesi dell’anno prossimo. L’arrivo dell’ateneo cinese, però, non è che l’ul-

Nel frattempo un’altra statua vola in Oriente: la copia del monumento di Dante tima tappa di un percorso di avvicinamento tra le due città iniziato diversi anni fa, grazie proprio all’impegno di Razzanelli. Il primo, simbolico passo fu l’invio a Ningbo di una copia del David di Michelangelo, nel 2006, iniziativa che ebbe un gran risalto sulla stampa cinese (seguita da un’operazione non altrettanto riuscita: il dono a Firenze di due giganti di bronzo, lasciati per settimane in un magazzino prima che gli venisse trovato un posto nel parco di Villa

di GiorGi

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Vogel). Il processo, poi, ha coinvolto anche il sindaco Matteo Renzi, prima volato in Cina, poi protagonista di un incontro a Palazzo con le istituzioni di Ningbo. Fu proprio in quell’occasione che lo stesso primo cittadino lanciò l’idea di una università cinese a Firenze, il primo esempio del genere in Italia. Obiettivo raggiunto durante l’ultima missione orientale di assessora e consigliere, diventato nel mentre cittadino onorario di Ningbo. L’obiettivo principale della visita del mese scorso, in realtà, era la consegna di un’altra statua dal volto fiorentino: la copia in bronzo del monumento a Dante Alighieri che si trova all’interno della Basilica di Santa Croce. La replica, alta 5,37 metri per duemilaquattrocento chili di peso, è stata realizzata dalla Galleria Frilli di Firenze, con il contributo dell’Ente Cassa di Risparmio, ed è stata posizionata nella Cittadella del Libro, proprio ai piedi della più grande libreria cinese. Si tratta di un palazzone alto ben venticinque piani, accanto al quale il bronzeo Dante dovrebbe trovarsi a proprio agio, anche se a migliaia di chilometri di distanza dalla sua Firenze.

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Secondo l’imam i tempi sono maturi per la costruzione del minareto individuare un’altra area e su questo la politica fiorentina deve discutere senza preclusioni ideologiche. Raccogliere l’appello dell’imam è un segno importante di pace e dialogo”. Ed è proprio in un’ottica di confronto e partecipazione che l’associazione Comunità Islamica Firenze e Toscana ha organizzato, con il contributo della Regione, cinque riunioni tra la comunità musulmana e la città, che si svolgono in tutti i quartieri (prossimi appuntamenti: 8 novembre ore 21 Villa Bandini; 22 novembre sala del consiglio di Quartiere a Villa Vogel; 6 dicembre sala del consiglio di Quartiere Villa Pallini). I fiorentini possono liberamente partecipare per esprimere un giudizio o dire

la propria sulla costruzione di una moschea. In città, comunque, c’è fermento. La comunità parrocchiale delle Piagge, per esempio, ha pensato di raccogliere firme a favore della costruzione della moschea, invitando la diocesi a fare altrettanto. Ampia disponibilità anche da parte del sindaco Matteo Renzi: “Non voglio fare una discussione ideologica sulla possibilità di avere una moschea a Firenze - ha assicurato - se i nostri amici musulmani ci presenteranno un progetto lo valuteremo e ne discuteremo apertamente’’. L’argomento non poteva non suscitare perplessità tra le forze politiche di centrodestra. Dichiarazioni al fulmicotone arrivano dal Carroccio: la moschea è assolutamente fuori questione, perché l’Islam “è una religione che viola la Costituzione e la legge italiana e che non ammette la reciprocità”. Anche il Pdl è netto: “O l’Ucoii aderisce al Comitato per l’Islam italiano - afferma - o il Pdl respinge la realizzazione di una moschea’’ a Firenze. Il centrosinistra, invece, alza gli scudi e sottolinea che la polemica che si è generata attorno alla vicenda “dà il segno dell’arretratezza culturale e dell’ignoranza in tema di democrazia e Costituzione da parte della de/A.P. stra nostrana e non”.

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Marina di Castagneto (LI)

PRONTA

ià cinquant’anni fa il sindaco La Pira, prevedendo il futuro, sottolineava l’importanza di un minareto nella nostra città che raccogliesse i fedeli di religione islamica in preghiera. Oggi “i tempi per la costruzione di una moschea sono maturi. Firenze deve avere un luogo di culto per i musulmani adeguato alla bellezza storica e degno della ricchezza cultura di questa città”: sono le parole dell’imam di Firenze Izzedin Elzir, secondo cui la messa in opera di un tempio islamico non è più rinviabile ed è un atto dovuto nei confronti dei 30mila musulmani che spesso si trovano a pregare a turno nei retrobottega dei negozi o stipati in fondi e garage. “Un minareto, per le sue caratteristiche, non può certo trovare posto nel centro storico di Firenze – afferma sul suo blog il parlamentare Lapo Pistelli – si può

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Novembre 2011

speciale

la caMPagna. L’associazione Guarnieri continua la sua battaglia per introdurre un nuovo reato

Omicidio stradale, firme da tutta Italia

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on solo Firenze, ma l’Italia intera si sta muovendo a sostegno della battaglia portata avanti dall’associazione Guarnieri, che anche Il Reporter ha scelto di sostenere. E la raccolta di firme a sostegno della proposta di legge di omicidio stradale fa grandi passi in avanti: oggi siamo a circa 46mila adesioni. Che è un numero di tutto rispetto, raggiunto grazie al contributo di tutti coloro che hanno voluto sostenere l’associazione in questo suo cammino, portato avanti per inasprire le pene nei confronti di chi causa incidenti sotto l’effetto di alcol e droghe. Più in dettaglio, la proposta di legge prevede che, in caso di lesioni gravi o morte provocate dal guidatore di un veicolo che si trovi in stato di ebbrezza (ovvero con tasso di alcol nel sangue superiore a 0,8 g/l) e/o sotto effetto di droga, l’omicidio non venga considerato come “colposo” ma, appunto, il reato previsto sia quello di “omicidio stradale”. Oltre a ciò, la proposta prevede altri punti: un innalzamento delle pene da 3/10 anni a 8/18 anni, l’arresto in flagranza di reato per l’omicida e che la patente venga tolta definitivamente dopo il primo omicidio, e non solo temporaneamente. “Le firme - racconta Stefano Guarnieri, padre di Lorenzo, vittima di un drammatico incidente in motorino avvenuto alle Cascine un anno fa – stanno arrivando da tutta Italia. Vengono a consegnarcele dal Piemonte, dalla Puglia, dal Lazio e da tantissime località diverse”. E questo è un segnale importante, ed è un dato che racconta di un profondo interessamento della società al problema della sicurezza stradale. Segnali positivi di attenzione arrivano anche dal mondo politico e istituzionale. A livello parlamentare, nelle commissioni Trasporti e Giustizia, si sta di-

scutendo di una proposta di legge delega che modifichi il codice della strada e introduca il reato di omicidio stradale. E intanto l’Anci Toscana, l’unione dei comuni del Granducato, ha dato la sua adesione alla raccolta di firme e ha invitato i municipi a fare lo stesso. Il cammino, insomma, va avanti: ora il traguardo da raggiungere è quello delle 50mila firme entro la fine dell’anno. Il mese scorso il nostro giornale ha pubblicato il modulo da ritagliare e compilare per chi vuole firmare a sostegno dell’associazione, e chi se ne fosse dimenticato può ancora ritagliare e spedire quella pagina. Ma ci sono anche altri modi per dare il proprio contributo a favore della battaglia combattuta per evitare che tragedie come quella successa a Lorenzo (travolto da un uomo alla guida di uno scooter poi risultato positivo all’alcol e alla cannabis) si debbano ripetere costantemente. Il modo più rapido è farlo attraverso internet, dal sito www.omicidiostradale.it. Usando questo canale per firmare la proposta di legge basta compilare pochissimi campi. In alternativa si può scaricare il modulo da firmare e spedirlo all’associazione Guarnieri alla casella postale 4209-Ufficio Campo di Marte, 50100 Firenze. Chi volesse altre informazioni può visitare anche il sito dell’associazione, www.lorenzoguarnieri.com, scrivere a info@lorenzoguarnieri.com oppure telefonare allo 055.578910 o al 339.2961348.

tantissime le adesioni arrivate da fuori regione: ora siamo a quota quarantaseimila. intanto anche il Parlamento si muove e l’anci toscana ha sottoscritto l’iniziativa, invitando i comuni del Granducato a fare lo stesso. ecco come partecipare 1187689


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ottobre 2011

periodico dell’Amministrazione Comunale di Tavarnelle Val di Pesa A cura dell’Amministrazione Comunale di Tavarnelle - Coordinamento editoriale: Ufficio Stampa associato

Editoriale Un ringraziamento fatto con il cuore Le parole commoventi di una ragazza di Christchurch che in lacrime mi ripeteva di aver finalmente compreso le ragioni della guerra in Italia, di quel conflitto che lontano da lei chilometri e chilometri, le aveva strappato via il nonno, sono uno dei ricordi più belli e concreti che mi porto dentro con tutto ciò che di straordinario mi ha fatto vivere il viaggio in Nuova Zelanda. Un’importante rivelazione per lei che, prima della presentazione del libro, tendeva a pensare all’Italia con rancore, una grande sorpresa per me che ho vissuto intensamente la mia esperienza di sindaco in questa terra, così vicina, così lontana, proprio grazie al contatto con la gente, con i cittadini fieramente legati alla loro storia, discendenti dei nostri eroi, dei tantissimi giovani neozelandesi caduti per la nostra libertà. Per me è stato un onore conoscere questo popolo al quale mi sentivo di dover rivolgere un ringraziamento personalmente e non solo tramite doni, omaggi, lettere, mail. Ed è ciò che non mi sono mai stancato di fare. In ogni città e in ogni luogo della Nuova Zelanda in cui mi sono recato, al museo di Wellington, nel palazzo comunale di Auckland, all’università di Christchurch dove, insieme a Stefano Fusi, abbiamo presentato la pubblicazione da lui curata di fronte alle istituzioni ed ad un pubblico attento, desideroso di conoscere una pagina importante della memoria nazionale. Mi ha colpito il profondo rispetto che i neozelandesi avvertono per il loro paese e chi li governa. E ho capito qualcosa di più della ferma integrità, del coraggio, della determinazione di quei ventimila uomini molti dei quali non sono più tornati per liberarci dal fascismo. Ho capito che un ringraziamento fatto con il cuore, guardando i neozelandesi negli occhi, stringendo loro la mano, anche a nome dei sindaci Pescini e Gheri e di tutta la nostra comunità, era il minimo che potessi fare. Il sindaco Sestilio Dirindelli

Italiani e neozelandesi, un legame saldato dalla storia e raccontato anche in inglese

Il volume “To the gateways of Florence – New Zealand forces in Tuscany, 1944” è stato presentato in Nuova Zelanda dal sindaco Dirindelli e dal curatore Stefano Fusi Ha fatto il giro della Nuova Zelanda, ma in realtà è come se fosse tornato un pò a casa. Tra le sue pagine, le immagini in bianco e nero, le testimonianze dei soldati, gli interventi degli storici, i neozelandesi hanno ritrovato il cuore di chi lo ha donato valorosamente per noi. Un libro che ha emozionato, ha ricordato, ha sensibilizzato sul legame profondo che da decenni tiene vicini due mondi distanti, tenuti insieme dal loro importante passato. “To the gateways of Florence – New Zealand forces in Tuscany, 1944”, edito nel 2011 da Libro International, è stato presentato qualche mese fa, in diverse località della Nuova Zelanda, dal sindaco Sestilio Dirindelli e dal curatore del volume, il consigliere provinciale ed ex sindaco di Tavarnelle (1999-2009) Stefano Fusi. E’ stato un vero successo. Numerosissime le persone che hanno partecipato agli incontri pubblici e hanno stabilito un contatto diretto con la delegazione italiana. “Il libro è piaciuto – fa notare il sindaco Dirindelli – perché parla di noi e di loro, di come i nostri destini si siano incrociati in nome della vita e della libertà; attraverso l’utilizzo di materiale che abbiamo recuperato in Nuova Zelanda si è ricostruita la vita di quei giorni, una vita che il libro racconta, fa conoscere descrivendone le storie, i fatti, gli stati d’animo di chi visse in maniera diretta il passaggio del fronte”. Ma il valore del libro va oltre quello dell’approfondimento storico. E’ uno strumento vitale che smuove gli animi, sollecita la curiosità e il desiderio di conoscenza di tante persone che chiedono di saperne di più sui loro connazionali. “Non di rado riceviamo visite - aggiunge il sindaco - da parte di cittadini neozelandesi che cercano notizie, informazioni che possano aggiungere significativi tasselli alle storie dei familiari che hanno terminato i loro giorni tra le nostre campagne, molti chiedono di vedere i luoghi dove li

Alcune presentazioni del volume in Nuova Zelanda

hanno persi per sempre, questo libro non potrà certamente colmare il vuoto ma senza dubbio è un punto fermo che fa chiarezza sulle ragioni di una scelta coraggiosa che regalò la vita”. “To the gateways of Florence – New Zealand forces in Tuscany, 1944” è tradotto in inglese da Jill Gabriel e si aggiunge ad altre iniziative editoriali ed espositive realizzate negli anni precedenti. “Tra la nostra comunità e quella neozelandese - conclude il sindaco - la storia non finirà mai; continueremo a cercarci e ad alimentare relazioni, perché lo vogliono le istituzioni, lo vogliono i cittadini, neozelandesi e italiani. E’ un debito verso la storia che tutti desideriamo tenere aperto, per non dimenticare

Apre a Sambuca un ambulatorio pediatrico Il servizio sarà erogato dal medico pediatra di famiglia Giuseppe Vezzosi Apre per la prima volta a Sambuca un ambulatorio pediatrico. Sarà il pediatra di famiglia Giuseppe Vezzosi, che ha svolto la funzione di medico generico presso i Comuni di Tavarnelle e Barberino per dodici anni, a gestire il servizio pediatrico negli studi medici di via Giovanni XXIII accanto al dispensario farmaceutico. Entrato a ruolo in sostituzione del medico incaricato la dottoressa Sara Bossoli, dopo aver partecipato e vinto il bando di gara emesso dalla Asl 10 Firenze, il dottor Vezzosi svolgerà la professione avendo all’attivo un’ampia esperienza e un articolato percorso formativo in campo pediatrico e di medicina dell’adolescenza. Il pediatra riceverà a Sambuca

Via Giovanni XXIII, Sambuca Val di Pesa

con cadenza settimanale e svolgerà il lavoro contestualmente a San Casciano, Tavarnelle e Barberino. Il dottor Vezzosi potrà ricevere bambini di età compresa tra 0 e 16 anni. “Sambuca è la frazione del territorio tavarnellino – dichiara il sindaco Dirindelli - dove insiste il maggior numero di famiglie con bambini in età pediatrica, siamo convinti che l’erogazione del servizio, peraltro inedita, possa offrire una risposta concreta ad un’esigenza reale e collettiva”. “Mi auguro di poter servire al meglio la popolazione - aggiunge il medico – considerate anche le numerose richieste che mi sono pervenute dai pazienti adulti che abitano in questa porzione del territorio”.

PER SCRIVERE A “TAVARNELLE IN COMUNE” potete inviare fax o lettere all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (tel. 055/8050824 fax 055/8076657) ed e-mail all’indirizzo di posta elettronica uffstampassociato@gmail.com.


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Spazio musicale di Rovai… è appena nato e già ama il rock Il Centro Giovani si arricchisce di tre sale prove e uno studio di registrazione

E’ stata un’intensa jam session, messa in piedi dalla Scuola di Musica di Tavarnelle e Barberino, con il coinvolgimento di giovani musicisti e cantanti del territorio, a tenere a battesimo i nuovi spazi musicali del Centro Giovani di Rovai: band in erba e artisti affermati si sono alternati sul palco di via della Pace per dimostrare che il talento può tradursi in un traguardo di vita. Lo dimostrano i percorsi artistici di Lapo Consortini e Donald Renda, rispettivamente chitarrista e batterista di Patty Pravo, e Angela Tomei, violinista nell’ambito del varietà condotto da Carlo Conti “I migliori anni” (Rai 1). “Attraverso lo studio, l’impegno e la passione si può arrivare in alto e realizzare un sogno – sono le parole del sindaco Dirindelli – per tutti quei ragazzi che amano la musica, che suonano, che fanno parte di una band, che sognano di registrare il loro primo cd e diventare conduttori radiofonici il Comune ha messo a disposizione uno spazio all’avanguardia dove imparare, coltivare la propria passione, incontrarsi, condividere l’esperienza della musica da professionisti”. Al primo piano del Centro Giovani hanno aperto i battenti tre sale prove e uno studio di registrazione. Ambienti ampi e confortevoli, dotati di strumentazioni sofisticate tra cui amplificatori, impianto voce, batteria, cablati con lo studio di registrazione per incisioni live. Le sale, ampiamente attrezzate, possono collegarsi separatamente allo studio di registrazione, utilizzando sofisticate attrezzature di comunicazione web. Quest’ultimo è predisposto per la trasmissione radio e l’utilizzo dello spazio come studio fm. Al primo piano si trova anche un salone polivalente, destinato alle attività musicali, al teatro e alla danza. L’intervento è costato complessivamente 140mila euro ed è stato realizzato con il finanziamento della Regione Toscana, tramite

Attraverso lo studio, l’impegno e la passione si può arrivare in alto

Waste Less, scatta la fase operativa

Definito il programma per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti nel Chianti

la partecipazione ad un bando pubblico, e il contributo dei Comuni di Barberino e Tavarnelle. “Si tratta di un importante investimento – commenta il vicesindaco David Baroncelli – di carattere culturale, formativo e sociale, accessibile a tutti, orientato a rispondere alla necessità che i ragazzi hanno di esprimersi in tutta la loro energia creativa. Pensiamo di realizzarvi anche progetti di musicoterapia rivolti a giovani dai bisogni speciali”. L’idea di aprire a Tavarnelle un centro artistico-musicale è legato al progetto “Giovani espressioni”, nato da un gruppo di giovani residenti nel territorio, promosso dal Comune in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. Info: Scuola di Musica di Tavarnelle e Barberino tel. 055 8050335.

Un momento dell’inaugurazione delle sale prove

Tavarnelle e San Donato: centri storici senza auto Un parco urbano nel capoluogo,

Meno rifiuti nel Chianti: Waste Less entra in azione. Da alcuni giorni è scattata ufficialmente la fase operativa del progetto che punta al coinvolgimento dell’intera comunità chiantigiana per la realizzazione di un complesso di azioni e comportamenti integrati mirati alla prevenzione, alla ottimizzazione dei sistemi dei raccolta e alla riduzione dei rifiuti. E’ stata definita la proposta completa del programma operativo per l’attuazione del piano d’azione che specifica le modalità, le responsabilità e i tempi di realizzazione delle diverse azioni previste per ridurre la produzione di rifiuti sul territorio. Il programma degli interventi “Waste Less”, iniziativa promossa dalla Provincia di Firenze, realizzata con il contributo della Comunità europea, sarà attuato nella sua complessità a partire da gennaio ma già dai prossimi giorni alcune delle azioni messe a punto saranno avviate a livello sperimentale e per la fine di novembre, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2011, nei Comuni di Barberino, Greve, San Casciano e Tavarnelle, saranno realizzate iniziative informative. Acquisti verdi, uffici, negozi, agriturismi, alberghi, bar e ristoranti sostenibili, eco mense, eco sagre, centri di recupero e mercato dell’usato, fontanelli di acqua pubblica e auto-compostaggio, recupero inerti e last food sono alcune delle azioni di prevenzione e riduzione dei rifiuti, in parte realizzate, che i partner del progetto si impegnano a mettere in campo. Da oggi il programma operativo è on-line e disponibile su www. wasteless-in-chianti.it. Info: info@wasteless-in-chianti.it.

Pronto il progetto che porterà il metano a Noce e Strada Palazzuolo Per la realizzazione della tubazione è necessaria la sottoscrizione dei cittadini

parcheggi e percorsi pedonali a misura di cittadino Un parco urbano da cinque ettari, una nuova strada di accesso al centro storico, nuovi parcheggi e percorsi pedonali che permetteranno di fruire il borgo di Tavarnelle in maniera più agevole e naturale. “Il podere degli orti” è una delle più significative previsioni contenute nel piano strutturale da realizzare attraverso il piano attuativo per iniziativa privata. Elemento centrale del progetto è la creazione di un parco che nascerà in aderenza al centro storico sviluppandosi lungo la direttrice che va da piazza Matteotti fino alla confluenza di via Roma verso via Spicciano. Vi si accederà, proprio come avveniva un tempo, da una abitazione che in questo caso sarà la casa comunale Burroni (piazza Matteotti). Più passaggi pedonali immetteranno direttamente nel parco, un ampio spazio verde attrezzato, e nelle aree a servizio dei parcheggi per i quali sono previsti nuovi 150 posti auto distribuiti in più punti del capoluogo. “Mi piacerebbe riportare i bambini a giocare per strada – rileva il sindaco – tra le vie del centro storico come si faceva una volta, in sicurezza e spontaneità la svolta urbanistica di Tavarnelle è guidata dall’idea di valorizzare il centro storico e promuoverne lo sviluppo socio-economico attraverso una serie di interventi che rispettino la storia e l’identità del luogo: la strada di collegamento che sorgerà tra via Roma e via Spicciano alleggerirà il peso del traffico che oggi grava tutto su via Roma, una parte del centro sarà pedonalizzata, il parco

Noce

Piazza Matteotti, Tavarnelle Val di Pesa

San Donato in Poggio

urbano e i nuovi posti auto collocati in varie aree ai margini del centro agevoleranno l’ingresso verso il borgo che risulterà più fruibile e vitale”. Anche per San Donato un nuovo disegno urbanistico è in fase di elaborazione e verrà discusso insieme ai cittadini entro la fine dell’anno. L’intento della amministrazione comunale è quello di pedonalizzare il centro storico e rivedere l’intero sistema viario della frazione. Un centro storico dunque da godere a piedi dalle 18 in poi, tutto l’anno, e di cui fruire secondo precise modalità che rispondono alle esigenze dei cittadini: chiusura con pilomat, chiave di accesso per carico e scarico per i residenti e gli operatori commerciali, libero accesso ai veicoli di emergenza. Il progetto di pedonalizzazione e di trasformazione della viabilità sarà realizzato nel 2012.

la strada di collegamento che sorgerà tra via Roma e via Spicciano alleggerirà il traffico

Metano a Noce e Strada Palazzuolo. Per i cento utenti che risiedono in questa area di Tavarnelle, che si estende per circa 3 chilometri tra viabilità e frazione, è pronto un progetto di metanizzazione richiesto dal Comune e redatto da Toscana Energia in accordo con la società Liquigas. Il progetto che mira al rifacimento dell’impianto gas è stato illustrato ai cittadini dai tecnici di Toscana Energia e dagli amministratori comunali. L’intervento nasce da un accordo tra le società Toscana Energia e Liquigas per la cessione dell’impianto a servizio della frazione alimentata attualmente a GPL. Toscana Energia potrà infatti utilizzare le tubazioni già esistenti senza realizzarne di nuove e provvedere all’allacciamento all’impianto di Tavarnelle. Per la realizzazione della tubazione è necessaria la sottoscrizione da parte degli interessati alla richiesta di allaccio. La realizzazione dell’impianto è legata ad un minimo di 80 adesioni. Il Comune si accolla le spese per il ripristino dell’assetto stradale. “Si tratta di un’operazione complessa – dichiara l’assessore ai Lavori Pubblici Iuri Piattellini – che il Comune ha promosso e portato avanti mettendo in accordo le varie parti: le società e le richieste dei cittadini; l’impegno economico del Comune sarà quello di riasfaltare il tratto in cui sarà effettuato l’allacciamento con nuove tubazioni alla fornitura di metano”.


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Corsi e laboratori per tutte le età Esplode la teatromania: attori e registi insegnano a grandi e piccini l’arte della recitazione la macchina fotografica partecipando al laboratorio didattico “Come per magia”, proposto sempre da Bojola presso la biblioteca di Tavarnelle. Info: 339 1992218.

A Tavarnelle e Barberino la cultura si fa negli spazi pubblici e prende corpo attraverso un’ampia gamma di proposte legate alla formazione, all’intrattenimento, al tempo libero. L’arca dei corsi e dei laboratori rivolti a grandi e piccini sbarca sul territorio con “Luoghi di sosta”, cartellone di percorsi ed eventi promosso dall’Unione comunale del Chianti fiorentino. Teatro ed espressività corporea Massimo Salvianti e Tiziana Giuliani propongono laboratori teatrali per bambini e ragazzi da 6 a 16 anni. Le attività si svolgono negli spazi del Centro Giovani di Tavarnelle. Il Teatro Laboratorio, diretto dall’attore toscano, è finalizzato alla messa in scena di uno spettacolo. Info: 339 3909898 - 333 4346525, teatrodeipassi@gmail.com. Anche a Barberino la passione per il mondo della scena la fa da padrona. Il Teatro Regina Margherita di Marcialla ospita un corso di recitazione teatrale rivolto ai ragazzi e agli adulti. Ad insegnare l’arte della scena il regista e attore Paolo Ciotti. Articolato su due livelli, base e avanzato, il percorso formativo per adulti si propone di realizzare un lavoro individuale sull’attore e di messa in scena collettiva con un allestimento conclusivo tratto da un testo originale. Info: Teatro Regina Margherita 0558074348, info@teatromargherita.org. E ancora, presso la sala

Ugo Capocchini di Barberino, Sara Fioretto, giornalista e scrittrice teatrale, condurrà “Viaggi in palcoscenico” – percorso formativo di espressione corporea, verbale, creativa. Info e iscrizioni: 334 1338572. Nella sala Don Bruni di Sambuca Italo Pecoretti divertirà i più piccoli con “Fiori di Sambuca”, spettacoli di burattini e laboratori di costruzione libera con la carta, addobbi natalizi e strumenti musicali dal 12 novembre al 6 gennaio. Ingresso libero. Info: 055 8050837. Fotografia e pittura Dall’arte della parola a quella dell’immagine. Lorenzo Bojola organizza un corso di fotografia e uno introduttivo alla tecnica pittorica dell’acquerello nei locali della biblioteca “Ernesto Balducci” e della Casa della Cultura “Alda Merini”. Anche i bambini di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni potranno imparare ad usare

Cinema Insieme ai laboratori, riprendono l’attività, con palinsesti che fanno invidia a quelli metropolitani, il Cinema Olimpia di Tavarnelle e il Cinema Teatro della Filarmonica di San Donato in Poggio. La sala di Tavarnelle propone una programmazione di alta qualità privilegiando la produzione italiana. Oltre ai film d’essai (giovedì e venerdì) e alle proiezioni commerciali (dal sabato al lunedì), l’associazione ospiterà quest’anno una rassegna, realizzata in collaborazione con l’Unione comunale, dedicata al tema delle pari opportunità. Info: www.cinemaolimpia.splinder.com oppure tel. 055 8050616. Quanto a San Donato, la Filarmonica, condotta da Filippo Ninci, continua a coltivare la propria passione per il grande schermo. La programmazione 2011-2012 ospita un cartellone di spessore con film di qualità a prezzi vantaggiosi. Info: 055 807284. Per concludere anche la Scuola di Musica di Barberino e Tavarnelle, presieduta da Fabio Bastianoni, fa esplodere la propria indole formativa proponendo corsi e attività rivolte a tutte le fasce di età, compresa quella dell’infanzia. Info: 055 8050335.

Premiati sei giovani al concorso di pittura di Elsa Masi Prima classificata: Federica Bettarini con “Una domenica noiosa” La quarta edizione del concorso di pittura, organizzato dall’associazione “Francesco e Andrea da Barberino” in collaborazione con il Comune è stata vinta da sei giovani artisti. Ad aggiudicarsi il primo premio Federica Bettarini (in foto), 19 anni, di Certaldo, autrice di “Una domenica noiosa”. Altri premi di valore sono stati conferiti a Bartolomeo Ciccone con l’opera “Facciata di Sant’Appiano, Andrea Tani, autore di “Arando la terra”, Emanuela Cerretani con “Spettacolo all’aperto”, Renato Giachini con “Casa colonica a Olena” e Clara Abate, autrice di “Campanile di Marcialla”. Gli artisti hanno presentato i

loro migliori lavori ispirandosi al tema centrale dell’iniziativa: “Barberino Val d’Elsa e le sue frazioni: piazze, castelli, palazzi, case caratteristiche, chiese, pievi, cappelle, scorci, panorami, pozzi antichi e fonti”. Questo il filo rosso scelto

da Elsa Masi, presidente dell’associazione che così ha commentato la nomina dei vincitori: “tutte le opere erano valide, alcune delle quali davvero notevoli; la giuria, pur non conoscendo l’età degli autori, ha premiato le opere dei partecipanti più giovani, ragazzi che mi hanno colpito per la loro grande umiltà, colgo l’occasione per ringraziare tutti i componenti dell’associazione senza il cui lavoro questo concorso non sarebbe possibile”. Agli artisti che si sono distinti sono andati riconoscimenti in denaro da 100 a 1000 euro. Le opere sono state esposte presso la sala Ugo Capocchini (via Mannucci, 11) e sono state premiate da Elsa Masi e dal sindaco Semplici.

Un filo di “Olio sapiens” sul pane di “Chianti d’Autunno” Degustazioni, spettacoli, moda e auto storiche dal 4 al 13 novembre a Tavarnelle e San Donato “Chianti d’Autunno”, la rassegna dedicata alla qualità della vita in campagna, torna ad attrarre cittadini e turisti desiderosi di scoprire e lasciarsi incantare da un volto inedito del Chianti. Un volto che, lontano dall’assedio estivo, mostra ora più che mai la propria identità rurale, generatrice di eventi. Dal 4 al 13 novembre una ventina gli appuntamenti confezionati nelle terre del Gallo Nero dai Comuni di Barberino, Castellina, Castelnuovo Berardenga, Gaiole, Greve, Radda, San Casciano e Tavarnelle, con il sostegno della Regione Toscana, le Province di Firenze e Siena, il contributo di Chianti Banca e Consorzio del Chianti Classico. Il ricco cartellone di “Chianti d’Autunno” si apre a Tavarnelle nel segno della musica. Il gruppo chiantigiano Les Arnò si esibirà in un concerto il 4 novembre

alle ore 21,30 presso il Cinema Teatro Filarmonica di San Donato in Poggio. In quell’occasione sarà lanciato il concorso per la produzione di video multimediali, promosso da “Radio Chianti” e “20 in Chianti”. Info: opificiochianti@gmail.com. Il 5 novembre, dalle 10 alle 17,30, Palazzo Torrigiani ospita la sesta edizione della mostra mercato “Olio Sapiens. Storia, saperi e sapori dell’olio

bono”. Degustazioni, workshop, attività informative, con il coinvolgimento di esperti e produttori, si mescolano a originali spazi ed eventi dedicati alla moda. Di “Olio Sapiens” è previsto uno speciale secondo atto in programma il 10 dicembre a San Donato. Ancora due appuntamenti a Tavarnelle, inquadrati nell’ambito della rassegna: l’11 “Il leggendario carro dell’Unità”, spettacolo teatrale con Beatrice Visibelli, farà tappa al teatro di San Donato (ore 21,30), il 13 piazza Matteotti accende i riflettori sulle auto storiche incorniciando la manifestazione sportivoamatoriale “La seconda rondina d’Autunno”. Altra anima di “Chianti d’Autunno è “Quinto, quarto e dintorni”, percorso enogastronomico realizzato con il coinvolgimento di oltre sessanta ristoratori chiantigiani nel nome delle ricette antiche della cucina povera toscana.


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La parola ai gruppi consiliari

Gruppo consiliare Centro Sinistra per Tavarnelle

Lista Civica Fabio Toccafondi

Andrea Parti Gruppo Consiliare PRC-PDCI Tavarnelle http://comunisti.giovani.it

ORGOGLIOSI DELLA NOSTRA MEMORIA

Camaleonti e ricerca di protagonismo dei politicastri

Sulla questione Laika

Premesso che non è nostra consuetudine rispondere alle sterili polemiche che il gruppo “Insieme per Tavarnelle” è solito fare dagli spazi di questo giornale, questa volta non possiamo proprio evitarlo dato che si va a calunniare e sminuire il grande e importante lavoro che in questi anni la nostra amministrazione ha fatto sulla memoria.

“Metropoli” del 21 ottobre 2011 porta un fiero attacco del fu sindaco Fusi e del fu capogruppo dei consiglieri provinciali del P. D contro coloro che si oppongono al nuovo stabilimento della “Laika” e Ponterotto – Gli “indignados” locali – Rifondazione comunista e gli altri frammenti della sinistra - si sono opposti al nuovo insediamento industriale per motivazioni ambientali ed archeologiche – Tutte le opinioni sono da rispettare ma che la predica sulla produttività e sulla occupazione – con accenti confindustrial – marcegaglieschi – venisse da un “sinistro” che nulla fece per rendere possibile la permanenza della Laika a Tavarnelle, anzi la cacciò, significa che bisogna proprio dedicarsi allo studio dei camaleonti ed aggiungere un altro bello EX al fu sindaco nel senso di ex sinistro, ex rispettoso dei compagni di Rifondazione e dintorni. Questi ultimi, poveretti, stanno zitti e gonfiano in attesa di essere chiamati al futuro “listone” sinistro delle elezioni politiche. Auguri compagni e … attenti agli EX!

Noi siamo molto orgogliosi sia come cittadini che come consiglieri di questa amministrazione, per l’attenzione che ha per il nostro passato, per le iniziative che riesce a mettere in piedi per conoscere a fondo e far conoscere agli altri questa nostra storia. E siamo tanto più orgogliosi per le risorse che nonostante tagli e difficoltà, ancora riesce a destinare alla memoria più o meno recente degli avvenimenti che hanno poi determinato, inevitabilmente il nostro presente. Ci dispiace ma non siamo d’accordo con chi vede questo impegno come un peso morto, un’inutilità e anche in questo triste periodo di vacche magre crediamo sia necessario non abbandonare il nostro impegno per la conoscenza delle nostre radici storiche sociali e civili. Democrazia, tolleranza, rispetto, coraggio, speranza. Di questi valori, forti e fondanti è fatta la nostra vita grazie soprattutto a coloro che per questi valori si sono battuti, in ogni situazione, in ogni periodo storico, in ogni luogo. E come possiamo non essere orgogliosi di sapere che coloro che quasi 70 anni fa ci hanno liberato, hanno dato la loro vita per la nostra libertà venendo da paesi così lontani dal nostro, appartenendo ad etnie straordinarie che vivevano in pace agli antipodi dei nostri paesi, sono stati onorati con quel riconoscimento che ancora nessuno aveva dato loro, che li abbiamo finalmente cercati, conosciuti, che sappiamo i loro nomi, le cose che hanno fatto per noi, il loro percorso, i loro pensieri. Se poi a qualche consigliere di minoranza dovesse sfuggire qualche altra cosa, tra quello che c’è e che c’è stato tra Tavarnelle Val di Pesa e la Nuova Zelanda possiamo ricordare che prima ancora che il nostro sindaco si recasse in Nuova Zelanda, ben 6 anni prima e quindi il 17 luglio 2005, l’Ambasciatrice neozelandese Julie Clare Mac’kenzie è stata a Tavarnelle Val di Pesa, come ospite d’onore durante l’inaugurazione del monumento alle vittime della seconda guerra mondiale in Piazza Matteotti e, durante la presentazione del libro “ Storia e Memoria: 1940-1945”, libro che ha contribuito a fare chiarezza sul come sono andate le cose, ricordando che Tavarnelle Val di Pesa è stata liberata non dalle truppe americane, ma bensì dalle truppe neozelandesi, che pagarono un alto tributo di morti, furono 44 i giovani a perdere la vita per liberare il nostro territorio, il nostro Comune. Queste cose, questi ricordi, a chi si gira dall’altra parte e a chi li ignora, non rimbombano sicuramente nella testa. Orgogliosi sì, è la parola giusta e pensiamo che non dovrebbero esserci polemiche almeno quando di princìpi e di valori si parla.

Ecco come l’amministrazione comunale di Tavarnelle V.P. se ne frega della salute di grandi e piccini Da anni chi scrive ha cercato (inutilmente) di richiamare l’attenzione sui pericoli per la salute costituiti dall’inquinamento elettromagnetico e dalla presenza di amianto in fase di frammentazione – Tempo perso, parole al vento: parlare di questi argomenti con il comune di Tavarnelle è fare come San Giovanni Evangelista: “vox clamantis in deserto”. E questi non sono di certo “problemi politici” nemmeno nel senso attribuito alle parole dai nostri cari amministratori. No: sono semplicemente problemi di salute pubblica ed il fatto che questi signori non li capiscono o non riescono a capirli getta gravi ombre sui quozienti di intelligenza. Il consiglio d’ Europa pochi mesi fa ha, e non è la prima volta, richiamato l’attenzione dei governi sulle emissioni di onde elettromagnetiche e sulla pericolosità della esposizione di organismi viventi. Come ben si vede tante belle antenne troneggiano a Tavarnelle e tutti sono, con imparzialità, irrorati da onde elettromagnetiche, grandi e piccini. Per questi ultimi poi c’è un trattamento speciale del comune di Barberino: il nuovo complesso scolastico di Bustecca è arricchito da un bell’antennone, dono speciale degli illuminati ed intelligenti padroni del comune. La stranezza è che i genitori stiano zitti e continuino a portare i bambini sotto la malefica ombra dell’antenna. Perché i poco illuminati amministratori di questa Unione di ottusità comunale non hanno il coraggio di promuovere una assemblea pubblica sul tema? A che cosa pensano dalla mattina alla sera? “Amministrare” significa “ “servire”, almeno secondo la derivazione delle parole: forse voi sindaci fareste bene a comprare un bel dizionario della lingua italiana per voi e per i vostri degni assessori. Non è mai troppo tardi. Per concludere segnaliamo per la centesima volta un’altra tappa dell’itinerario delle porcherie inquinanti e pericolose per l’insorgenza di tumori: l’amianto che arricchisce il cantiere di Rovai e la salute degli operai comunali senza dimenticare i bambini perchè gli scuolabus parcheggiano sempre in prossimità o sotto il tetto di amianto in frammentazione del cantiere. E anche questo deve essere colpa di Berlusconi. P.S. Una legge dà facoltà ai comuni di concentrare le antenne in luoghi lontani da abitazioni e da esseri umani per evitare (testuale!) “danni alla salute”. .

Le vicende del consiglio di San Casciano della scorsa settimana, riguardano anche i cittadini di Tavarnelle: i posti di lavoro della Laika sono uno dei più importanti beni comuni offerti dal nostro territorio. Per questo motivo, il Partito della Rifondazione Comunista di Tavarnelle, trova vergognosa ogni forma di speculazione (politica, mediatica, economica) sulla testa di chi in quello stabilimento lavora. Giudichiamo inoltre un errore politico grosso come una casa quello di costituirsi a pretesto per il blocco dei lavori e da questo errore prendiamo, e abbiamo preso nelle sedi opportune, le distanze perchè la tutela dell’occupazione viene prima di tutto. In parallelo a questa riflessione è comunque opportuno avviarne un’altra: visti i pareri favorevoli di sovrintendenza e regione, visti i preponderanti rapporti di forza all’interno del Consiglio Comunale di San Casciano, vista l’attuale capacità di incidere da parte dei consigli comunale pari a zero, è comunque ridicolo pensare che un consigliere di opposizione contro venti contrari abbia minimamente voce in capitolo sul bloccare o meno i lavori. Se ci sono mancanze dal punto di vista procedurale, è giusto che siano riviste. La giunta di San Casciano ha i numeri per governare, il parere positivo dei tecnici e della sovrintendenza, se non arriverà al termine dei lavori o se l’azienda arriverà a delocalizzare la produzione, è evidente che le responsabilità saranno da ricercare in questa direzione e che qualcuno stia cercando un capro espiatorio alle proprie carenze amministrative.

Gli utili idioti Scriviamo questa nota a pochissimi giorni dal 15 ottobre, una giornata che doveva essere di pacifica manifestazione, di gioioso dissenso. Invece il no alle banche, la difesa dei diritti dei lavoratori, il rifiuto del precariato, la rivendicazione dei beni comuni, la richiesta di una scuola pubblica laica e democratica sono finiti in secondo piano grazie all’azione squadrista e violenta di qualche centinaio di stupidi, ed infiltrati, che hanno imperversato senza nessun tipo di argine se non quello dei manifestanti che li cacciavano via al grido di “fascisti, fascisti”. Scontri dovevano esserci, scontri ci sono stati. Tutto come previsto dal potere insomma… Però la domanda che viene spontanea è a chi giovano questi “Utili Idioti”? Beh non di sicuro alle tesi di un popolo esasperato che vede la sua protesta ecclissata dai media, forse un po’ di più ai fascisti di sempre che immediatamente gridano a gran voce la necessità di leggi speciali e antidemocratiche o assurdi balzelli economici per i manifestanti. Viene un po’ da ridere a pensare che ex-picchiatori degli anni ‘80 più volte arrestati, oggi con la giacchetta di sindaco facciano ordinanze antimanifestanti per la tutela dell’ordine pubblico della capitale.

Nota di servizio In fondo riserviamo poco più che una nota di servizio su un tema per il quale non basterebbe l’intero giornale: gli incidenti sul lavoro, tema purtroppo trascurato affrontato dalla “grande” politica. A questo riguardo vogliamo ringraziare l’ostinazione e l’operato del nostro concittadino Marco Bazzoni che ha ottenuto il 29 Settembre 2011 la messa in mora dell’Italia da parte della Commissione Europea dopo una sua denuncia del 27 settembre 2009 sulle difformità di alcuni articoli del Dlgs 106/09 (decreto correttivo al Testo unico per la sicurezza sul lavoro: Dlgs 81/08) rispetto alle direttive europee.


speciale salute

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FOCUS. Diverse e per certi versi opposte le patologie che la riguardano

Tiroide, come capire quando non va Giulia Righi

Colon irritabile, una sindrome dolorosa e sempre più diffusa

S

C

erte volte funziona troppo poco, certe altre diventa iperattiva. La tiroide è un pezzettino del nostro organismo decisamente delicato e le patologie che possono colpirla sono diverse e per certi versi diametralmente opposte tra loro. C’è infatti l’ipotiroidismo, malattia caratterizzata da uno scarso funzionamento della tiroide e, sul versante opposto, troviamo invece l’ipertiroidismo, caratterizzato da una iperfunzione di quest’organo. Intanto qualche numero: si calcola che soffra di ipotiroidismo una percentuale che oscilla dal 3,5 al 7,8 per cento della popolazione femminile (percentuale che si assesta alla metà di queste cifre per quella maschile). Molto meno diffuso è invece l’ipertiroidismo, che però è una patologia più importante e complicata da curare. Ma quali sono i sintomi di queste patologie? “Le persone affette da ipotiroidismo spesso hanno una minore frequenza cardiaca, una ridotta tolleranza del freddo, alcune volte presentano gonfiore al volto – spiega il professor Gianni Forti, endocrinologo e direttore del centro di riferimento regionale per le malattie paratiroidee di Careggi – è un po’ come se subissero un generale rallentamento, anche psichico”. Al contrario, chi soffre di iperfunzione della tiroide può

IL PUNTO. Le donne over 30 le più colpite

presentare tra i sintomi la tachicardia, il dimagrimento, un’intolleranza al caldo, il nervosismo. A tutto questo si può accompagnare un’oftalmopatia (ovvero una serie di problemi agli occhi) più o meno marcata, come accade nel caso del Morbo di Graves. Ma come si curano queste malattie? “L’ipotiroidismo si tratta con un ormone, la tiroxina, somministrato a un dosaggio variabile in base al caso in questione – spiega il professor Forti – più complessa è la terapia dell’ipertiroidismo. Il Morbo di Graves può essere trattato con farmaci antitiroidei, chirurgicamente con l’asportazione della tiroide,

oppure ‘bruciandola’ con lo iodio radioattivo”. Mentre nei pazienti – solitamente più anziani – affetti da ipertiroidismo associato al gozzo (uni o multinodulare) o si asporta il nodulo o si utilizza lo iodio. Già, lo iodio. Che ruolo ha nello sviluppo di queste malattie? “Il sale iodato è utile, ma non bisogna arrivare a un consumo eccessivo che potrebbe mettere in moto un ipotiroidismo – spiega il professore – mentre è un luogo comune la diceria secondo la quale l’aria di mare mette al riparo da queste patologie: se così fosse livornesi e piombinesi starebbero tutti bene!”.

i chiama “colon irritabile”, è una sindrome e, al di là dai tecnicismi, è un fastidio quotidiano che colpisce tantissime persone. Giovani, soprattutto: le vittime preferite del “mal d’intestino” sono le donne di età media di 35 anni. Il gentil sesso è la categoria più colpita dalla sindrome: gli studi raccontano che ne soffre una percentuale tra il 14 e il 24 per cento delle donne contro un 5-19 per cento degli uomini. Chi questa la sindrome la ha, i sintomi li conosce bene. Innanzitutto i dolori addominali, non ben localizzati e diffusi in varie aree dell’addome (si parla a questo proposito di una “sindrome dolorosa vaga”). A questi fastidi, che sanno essere anche molto forti, si aggiunge il problema delle abitudini intestinali alterate: chi soffre di colon irritabile alterna periodi di diarrea con altri di stipsi. Altro sintomo della sindrome è poi il senso di gonfiore continuo. Si tratta davvero di un disturbo molto, molto diffuso. “Basti pensare – spiega il dottor Antonio Silvestri, chirurgo dell’ospedale di Santa Maria Nuova – che il 60/70 per cento delle endoscopie che facciamo è dovuto proprio a questa sindrome”. Spesso, però, prima di arrivare alla colonscopia (esame piuttosto fastidioso e invasivo) ci sono altri rimedi: “Molto spesso questo esame potrebbe essere evitato, e in molti casi per la diagnosi basterebbe una visita e un’accurata anamnesi del paziente”. E in questa sindrome gioca un ruolo molto forte la componente psicologica: “Possiamo parlare di un disordine psico-bio-sociale – prosegue il dottore – che si accompagna spesso ad ansia, depressione e somatizzazione”. E, per questo, una delle prime mosse dei medici è quella di tranquilizzare i loro pazienti, rassicurandoli sul fatto che la loro malattia, per quanto fastidiosa, non è grave: spesso infatti i sintomi vengono confusi con quelli di patologie più severe e, chi ne soffre, naturalmente si allarma. La terapia? “La cura privilegiata è quella a base degli ormai famosi probiotici, i fermenti lattici, utili al sistema immunitario – prosegue il dottor Silvestri – meno, ma vengono utilizzati anche i prebiotici, sotto forma di farmaci o integratori, che favoriscono la proliferazione di batteri ‘buoni’ nell’intestino”. E anche la dieta ha un ruolo importante: deve essere varia, vanno evitati alcuni tipi di cibi (legumi in testa) ed è buona norma bere tanta acqua. Infine un consiglio: una chiacchierata con il medico di famiglia, quando si teme di soffrire di questa sindrome, è un ottimo punto di partenza. /B.S.

MALI DI STAGIONE. Anche quest’anno è partita la campagna di prevenzione per i soggetti a rischio

Influenza, un milione di vaccini gratis Pediatri e medici di famiglia hanno già cominciato a somministrarli ai loro pazienti. Over 65, persone con malattie croniche e alcune categorie professionali sono i sorvegliati speciali: loro non dovranno pagare niente

P

untuale come l’influenza, anche quest’anno è arrivato il vaccino per prevenirla. I vaccini, 963.500 dosi, sono stati distribuiti in tutte le Asl della Toscana e poi a medici di famiglia e pediatri, che hanno già cominciato a somministrarli ai loro pazienti. E allora ecco una carrellata di informazioni in merito. Intanto: chiunque può acquistare il vaccino in farmacia, ma agli anziani sopra i 65 anni e ai cittadini appartenenti alle categorie a rischio la vaccinazione verrà offerta gratuitamente. Nelle categorie a rischio ci sono i bambini (di età superiore a 6 mesi), gli adulti con particolari patologie croniche (a carico dell’apparato respiratorio, circolatorio, renale, malattie degli organi emopoietici, diabete e altre malattie dismetaboliche, sindromi da malassorbimento intestinale, fibrosi cistica, altre malattie congenite o acquisite che comportino carente o alterata produzione di anticorpi, patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici), bambini e

adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, bambini pretermine e di basso peso alla nascita. Allo stesso modo la vaccinazione è gratuita anche per le donne che attraverseranno il secondo e terzo trimestre di gravidanza durante la stagione epidemica, per gli addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e per il personale di assistenza o i familiari di soggetti ad alto rischio. E, come accade già da qualche anno, ai pazienti anziani, contestualmente al vaccino, verrà somministrata anche la vitamina D per proteggere le ossa. Il vaccino ha come obiettivo quello di prevenire le complicanze legate all’influenza (che possono essere anche molto gravi) e ridurre del 70-80 per cento la mortalità. La Toscana, in quanto a numeri, se la cava bene, ed è tra le regioni in cui la copertura vaccinale raggiunge i risultati più soddisfacenti: l’obiettivo di questa stagione è di arrivare però a quel 75 per cento indicato dal Ministero per gli over 65 e al 95 per cento indicato per le categorie a rischio. L’anno scorso, dopo anni in cui la diffusione del vaccino era andata a crescere, per la prima volta si era registrata una battuta d’arresto, ed era diminuita la percentuale di toscani vaccinati, passata dal 71 per cento del 2009/B.S. 2010 al 68,8 del 2010-2011.


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tradizioni

Novembre 2011

orti E Dintorni/1. Sono tante le specie vegetali tipiche della nostra regione in pericolo

Frutta e verdura, un “esercito” di varietà a rischio estinzione Benedetta Strappi

C

he si viva in un gran bel posto è sotto gli occhi di tutti, e l’orgoglio di abitare dentro una cartolina è qualcosa che i toscani si portano nel Dna. Ma, estetica a parte, la nostra regione è anche una miniera inaspettata di piccoli grandi tesori. Come quelli che crescono nell’orto, i sapori antichi a cui le nonne e le mamme ci abituano da piccoli e che il granducato sforna in dosi generose. Però, esattamente come accade ai panda, che sono in via d’estinzione, anche alcune specie vegetali nostrane corrono il rischio di andare in pensione. Per la precisione, la Regione ha censito 651 varietà (animali compresi) a rischio estinzione. Ma facciamo un passo indietro. La Toscana, dal 1997, ha varato la prima legge regionale sulla tutela delle risorse ge-

netiche autoctone e per mezzo dell’ex-Arsia si occupa da tempo di censire questo patrimonio. E lo fa attraverso un sito internet dedicato (http://germoplasma.arsia.toscana. it), in cui è possibile consultare i cosiddetti “repertori regionali”, ovvero i registri in cui sono schedate tutte le razze e le varietà locali toscane. In questo pozzo di informazioni sugli orti di casa nostra si trovano un sacco di notizie su localizzazione e caratteristiche di piante, frutta e verdura (oltre alle specie animali) della Toscana. Ma, realtà virtuale a parte, esiste anche una “banca regionale del germoplasma”: si tratta di una vera e propria banca dei semi pensata per mettere al sicuro e salvaguardare in celle frigorifere il materiale genetico utile per scongiurare il rischio che preziose varietà di frutta e verdura – come il pomodoro costoluto fiorentino o il ciliegio acquaiola – si estinguano. E, a tutela dei vegetali di casa nostra, la regione

ha anche un’altra grande risorsa. Che sono le persone, i contadini per l’esattezza. E in giro per la Toscana, oggi, ci sono circa 135 “coltivatori custodi” che, grazie a un accordo con la Regione, si impegnano a preservare le specie a rischio. Lo fanno nei loro orti, dedicandosi alla coltivazione di questi prodotti agricoli e riconsegnando periodicamente parte dei semi alla Regione. Queste moderne vestali vengono selezionate in base ad alcuni criteri: uno dei più importanti è la localizzazione dei loro appezzamenti di terreno, che deve essere naturalmente conterranea alla varietà di cui intendono occuparsi. Ma, per chi avesse voglia di adottare qualche specie toscana a rischio “pensionamento”, c’è anche un’altra strada: ci si può candidare come “aderenti alla rete”, da semplici appassionati. Per tutte le informazioni si può consultare il sito internet (da cui sono tratte tutte le foto di queste pagine).

a tutelarle, però, ci pensano un sito internet ad hoc, una banca dei semi per mettere al sicuro, in celle frigorifere, il materiale genetico e più di cento “coltivatori custodi”, contadini reclutati per occuparsi di particolari prodotti ZUCCa Dei PeSCaTori

PoMoDoro CoSToLUTo

aGLio roSSo MareMMano

“Non si mangia, solo ornamentale”

“Ottimo per la pappa e le salse”

“Lo coltivano in pochissimi nell’entroterra”

Questa zucca arriva da molto lontano: probabilmente dalle Indie Orientali, ed è sbarcata in Toscana almeno i primi decenni del secolo scorso. Oggi, a quanto si sa, a coltivarla è una persona sola (ma se ne occupano anche 9 coltivatori custodi) e al solo scopo ornamentale. Il nome deriva dall’utilizzo che se ne faceva anticamente: i pescatori le usavano come contenitori.

Il nome esatto è “pomodoro costoluto fiorentino”, e un tempo questo tipo di pomodoro era considerato la base indispensabile per preparare piatti nostrani come la pappa al pomodoro e altre tipicità fiorentine. E oggi? Oggi i suoi frutti sono utilizzati specialmente per preparare la cara vecchia salsa, e la coltivazione è diffusa in provincia di Firenze.

Quest’aglio dal colore insolito oggi è coltivato solo da una manciata di piccoli agricoltori nell’entroterra maremmano: si tratta di piccolissime produzioni destinate all’autoconsumo e non è nota alcuna iniziativa particolare di conservazione e moltiplicazione. È una specie molto resistente ed è più piccola rispetto a quella in commercio. È molto profumata e di un rosso intenso.


tradizioni

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orti E Dintorni/2. Tra le qualità portate in salvo c’è anche lui: chiunque può piantarlo

E il cocomero della Valdichiana resuscitò Giulia Righi

C’

è una Toscana fatta di piccoli orti in paesini sperduti, di mani che sanno di terra, di zappe e trattori. Quella Toscana sta di casa nelle nostre campagne e si muove al ritmo delle braccia forti dei nostri contadini. Ed è grazie a questo esercito prezioso che, sul nostro territorio, cresce una varietà infinita di piante e fiori, ma soprattutto di frutta e verdura. Lo abbiamo detto nella pagina a fianco: un sito ad hoc cataloga questo immenso patrimonio. Ed è su questo portale che si può far la conoscenza di abitanti di orti remoti sconosciuti ai più. Ad esempio della patata rossa di Cetica (in Casentino, alle pendici del Pratomagno) o di quella rossa di Sulcina (in Garfagnana), del fagiolo Coco bianco del Valdarno o dei ceci cappucci della Valtiberina. Tutte queste specie (che sono solo un esempio in un mare magnum di specialità molto spesso prodotte ormai solo per autoconsumo) sono a rischio di estinzione o di “erosione genetica”, ovvero di ibridazione e perdita di purezza. Ma ci sono anche gli animali: nel registro ne figurano venti razze, e tra queste ben diciassette sono a rischio estinzione. Tra quelli che potrebbero scomparire presto dalle nostre campagne ci sono ad esempio l’asino dell’Amiata, il pollo di raz-

za valdarnese bianca e la macchiaiola maremmana, suino presente in soli cinque allevamenti distribuiti in quattro province (due in provincia di Grosseto e uno per ciascuna nelle province di Siena, Livorno e Pistoia). E in questo universo buffo fatto di animali e piante (e di un po’ di sano orgoglio campanilistico) ci sono anche storie a lieto fine, emblematiche di come dietro le quinte degli orti toscani si muova una rete intera di progetti e strumenti di tutela. Come quella del cocomero della Valdichiana, gigante della tavola che un tempo arrivava anche fino a venti chili. Negli anni era praticamente scomparso, spodestato dai concorrenti esteri e coltivato solo da pochi contadini. Oggi, invece, è tornato in scena, grazie alla pazienza di alcuni agricoltori e ai tecnici dell’azienda agricola sperimentale della Regione Toscana di Cesa a Marciano della Chiana. È stata infatti individuata una piccola quantità di “seme puro”, non incrociato con altre specie, e il cocomero della Valdichiana è entrato a far parte della banca del germoplasma, con tanto di scheda, storia e foto (retrospettiva in bianco e nero compresa). E adesso questa maxi-anguria è salva. Anzi: chi la volesse coltivare lo può fare con le proprie mani. I semi, infatti, sono a disposizione di chiunque e possono essere richiesti direttamente all’azienda agricola sperimentale della Regione Toscana, che li fornisce gratuitamente (informazioni al numero 0575.842579).

oLivo Da CUCCare

MeLo CULo D’aSino

ManDorLo CaSeTTa

“Piante secolari sui colli lucchesi”

“Un frutto fortissimo dal nome strano”

“Un solo esemplare, a Radicondoli”

È originario della collina lucchese, ed è lì che ancora oggi si trova diffuso, ma in modo molto sporadico. È una pianta tendenzialmente “anziana”: gli esemplari che si trovano ancora oggi in giro hanno mediamente circa cento anni. Che sono tanti. A dispetto dell’anagrafe, però, sono piante molto produttive e resistenti alle basse temperature.

I lettori perdoneranno il francesismo, ma la varietà si chiama davvero così (e del resto lo sappiamo che in Toscana ci piace chiamare le cose col loro nome). Questo frutto viene coltivato nel comune di Pieve Santo Stefano e raccolto a ottobre. Si caratterizza per un’ottima conservabilità: un tempo veniva conservato nei fruttai fino alla primavera successiva alla raccolta.

Siamo a Radicondoli (Siena), tra i poderi del Castello di Fosini, in un luogo dove l’attività agricola è fervente. Nel senese i mandorli sono una cosa rara, e lo prova il fatto che di questa varietà ne esiste un solo, prezioso, esemplare. Si tratta di una pianta molto vecchia (la specie è molto longeva) e di grandi dimensioni.


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società

Novembre 2011

caccia al viP. In un’area di servizio alle porte della città non è raro imbattersi in volti (molto) noti

Pieno e caffè? con brad e angelina Francesca Puliti

H

ollywood? No, Bisenzio ovest. La densità di vip, però, considerato che si tratta di un’area di servizio sulla A1, è comunque all’altezza. Dunque, la prossima volta che vi fermerete a far rifornimento di “birra e Camogli”, come cantava Max Pezzali, non lamentatevi della fila alla cassa, ma alzate lo sguardo, perché

LUsso anCH’io Nuovo modo di volare

In elicottero da Firenze a Pisa

D

a Firenze a Pisa in dieci minuti. E viceversa. Altro che Alta velocità regionale, stiamo parlando di un nuovo modo di volare low cost. Cinquanta euro a tratta per andare da una parte all’altra della Toscana. Come? In elicottero. Senza pensare al check in o doversi mettere in coda per imbarcare il bagaglio. A pensarci bene è un po’ come l’uovo di Colombo. Un’idea che era già lì, ma che nessuno aveva provato a mettere in pratica. Lo ha fatto Skyplann (www. skyplann.com) in collaborazione con Novaris, operatore che già si occupa di voli di lusso e noleggio di elicotteri. Poco tempo fa la folgorazione: perché non aprire le porte, anzi le portiere, anche a un diverso tipo di clientela? Ed ecco che nasce una sorta di eli-taxi. Una corsa costa 250 euro in tutto, ma il velivolo può ospitare fino a 5 persone. Basta trovare qualche compagno di viaggio e la tariffa si abbassa. Non a caso in futuro la società prevede di attivare un sito di Heli-sharing, sulla scia del carpooling. In pratica si tratta di una piattaforma online attraverso la quale i potenziali viaggiatori si incontrano e si accordano su orari e percorsi, in modo da dividere il costo. Il servizio Firenze-Pisa (e ritorno) è operativo dalla fine di ottobre. In città, previa prenotazione, è possibile salire a bordo a Peretola, nei pressi dell’aeroporto (ma non dalla pista), e nel parco di Villa Olmi, resort in zona Firenze sud, mentre a Pisa l’elicottero partirà direttamente dalla pista del Galilei. La rete però potrebbe presto allargarsi. Già si studiano percorsi enogastronomici nel Chianti e nel Senese, mentre la compagnia, di base a Pisa, pensa di acquistare un paio di terreni nei dintorni di Firenze. Che la famosa integrazione tra gli scali toscani passi da un collegamento aereo? Chissà. Ma l’idea di correre a prendere un elicottero, intanto, non è più fantascienza.

davanti a voi, con i soldi accartocciati in mano, potrebbe esserci Brad Pitt, pronto a pagare l’ennesimo capriccio di uno dei suoi pargoli. E non temete di far brutta figura facendo dietrofront dopo aver visto i prezzi dei panini, perché una sera l’avrebbe fatto anche Piero Pelù. O almeno così si racconta qui, tra caffè alti, bassi e in vetro, sull’ultimo lembo di autostrada del Sole prima di Firenze, venendo da nord. “Brad Pitt? Una persona alla mano – racconta Lapo, dietro al bancone da sette anni – si è presentato con coppola sulla testa, barbone incolto e camicia sbottonata. Angelina invece era tale e quale rispetto alle foto dei giornali”. Una pizza con salame e una coca-cola light per i genitori, tanti ninnoli per la schiera di bambini (“almeno quattro o cinque”), guardati a vista da due energumeni molto efficaci nel tenere a bada flash indiscreti. Quasi di casa qui anche i giocatori della Nazionale in transito verso Firenze e Cesare Prandelli, ex mister viola ora sulla panchina degli Azzurri. Un altro che passava spesso era Toni. “Quando giocava nella Fio-

Brad piTT

e

aNGeliNa Jolie

siamo a Bisenzio ovest, sull’autostrada del sole. Qui si fermano proprio tutti: dalla coppia hollywoodiana ai calciatori della nazionale, da Ligabue a Piero Pelù e renato Zero. C’è chi pranza in piedi con piadina e spremuta d’arancia e chi si tuffa sui cd rentina – racconta Enrico, al lavoro qui dal 2004 – si fermava a pranzo ogni martedì”. Spremuta e piadina da vero emiliano, per lui. Un altro celebre emiliano si è fermato a prendere un cappuccino: Luciano Ligabue, per non smentire che “certe notti al primo Autogrill c’è chi festeggerà”. Più di recente hanno fatto sosta qua Renato Zero, Enrico Ruggeri e Mario Biondi. Caffè al volo anche per i colleghi Gianni Morandi, Daniele Silvestri e Nek, che si è presentato con moglie. Marco Masini invece è passato pochi giorni fa insieme a un discografico, notizia che potrà rincuorare i suoi fan. Un giorno è comparsa anche Claudia Mori. “Ha comprato tre cd di Celentano”, racconta Lapo sorridendo. Ma è tutto vero. Qualche volta fa capolino anche il mondo della politica. “Magdi Allam si fermava spesso – continua Enrico – sempre con la scorta. Abbiamo servito anche Bertinotti”. Mentre sul ministro Brunetta aleggia il mistero. “Se è passato non l’abbiamo visto”. Una sera, invece, è spuntata Michelle Hunziker, di ritorno dal tour nei teatri che l’ha portata anche a Firenze lo scorso inverno. Tra i più gentili, nonché tra i più eccentrici, Giampiero Mughini, scrittore e noto opinionista. Tra i più assidui Ascanio Pacelli e la moglie, entrambi ex di qualche edizione fa del Grande Fratello. E poi ci sono loro, l’infinito e sempre nuovo esercito dei “figli” di Maria De Filippi: tronisti, amici e chi più ne ha più ne metta. Ma non chiedete ai baristi di riconoscerli tutti.


1202309


arrivEDErci franchi. Dopo la presentazione dell’idea dell’impianto alla Mercafir

Nuovo stadio, la città inizia a sognare Con il centro sportivo realizzato a Campo di Marte e l’apertura di un vero dialogo Comune-fiorentina, torna la voglia di parlare di “progetto”. Per i supporter la prima vittoria sarebbe quella contro la pioggia

...e

lo STadio del preSeNTe...

Tommaso Loreto

F

ino a qualche mese fa, pronunciare la parola “stadio” in città poteva avere ripercussioni pericolose. Non parliamo poi del concetto, rigorosamente ipotetico, di “Cittadella”. La stessa Fiorentina, del resto, aveva messo una pietra sopra qualsiasi velleità. Riservando sforzi e attenzioni per quel centro sportivo nato alle spalle della Maratona, sulle fondamenta dei cosiddetti “Campini”. Poi, però, è arrivata l’inversione di tendenza. E, con essa, anche una vera e propria pioggia di ottimismo su una nuova soluzione. Quella prospettata dal sindaco Renzi nella zona di Novoli. Un po’ tutti devono aver avuto i loro buonissimi motivi per dimostrarsi così fiduciosi. Altrimenti, in tempi cupi come quelli attuali, non si sarebbe sventolata la bandiera dell’ottimismo con tanta veemenza. Il sindaco

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in primis, certo, ma evidentemente anche proprietari e dirigenti della Fiorentina. E così, in attesa di prese di posizioni ufficiali, prosegue il dialogo a distanza Fiorentina-Comune sull’ipotesi del nuovo stadio alla Mercafir, con tutti i tasselli che sembrano adattarsi bene al mosaico in costruzione. Sono di poco tempo fa, infatti, le parole dell’architetto Fuksas, che arrivano a distanza di tre anni da quel plastico presentato da Diego Della Valle al “Four Season Hotel”. Non più ottanta e passa ettari, come nelle fantasie di Ddv, ma pur sempre uno spazio più che interessante. Così definisce l’opportunità della Mercafir l’architetto milanese. Uno che, per intendersi, di rivoluzioni dello spazio se ne intende. E l’opportunità della “Cittadella”, a suo dire, resterebbe, se non proprio intatta, quantomeno abbordabile. Certo, un po’ più in piccolo, ma pur sempre innovativa, tanto da poter essere sposata dai Della Valle. Intanto, a fare da eco agli interventi del sindaco Renzi e alle parole di Andrea Della Valle, arrivano anche

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le aperture del presidente operativo viola Mario Cognigni. Che, di fronte all’idea Mercafir, non fa altro che seguire la strada possibilista tracciata dal suo patron. Dunque, per il momento, l’ottimismo prolifera. Su basi ancora non così concrete da credere fermamente che, nel giro di tre anni, tutti i tifosi andranno allo stadio a Novoli, ma pur sempre destinate a consolidarsi. Soprattutto se la pioggia di ottimismo dovesse proseguire a suon di dichiarazioni. In fondo, in vista dell’inverno, a proposito di pioggia, i tifosi si preparano per il momento a prendere quella tipica della stagione allo stadio “Franchi”. E se già questa fosse una pratica destinata a sparire, con lo stadio nuovo davvero in costruzione, un ambiente diverso dalle “ristrettezze” di Campo di Marte, e un mondo finalmente accogliente nel vero senso della parola per tutti i tifosi (e non solo per quelli vip che possono usufruire delle poltroncine della tribuna), i fiorentini sarebbero davvero di fronte a una vittoria epocale.

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sport

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il caso. In molti vedono l’esterno vicino alla Juventus: l’addio forse già a gennaio

Ma i tifosi rivogliono il vero Vargas Dopo alcuni, recenti episodi, è stato utilizzato con il contagocce da Mihajlovic. e il peruviano sembra sempre più lontano da firenze Lorenzo Mossani

P

ortare un rapporto a conclusione lasciando che la fiamma si spenga e, forse, rimanere con un bel ricordo, o lasciarsi subito? Tra Manuel Vargas e la Fiorentina sembra che l’amore sia finito. In tanti lo vedono, già a gennaio, con la casacca della Juventus. La rottura, probabilmente, si è consumata quest’estate, quando il peruviano non sembrava così sicuro di rimanere alla Fiorentina. Ma alla vigilia del primo esame vero per i viola, Fiorentina-Lazio, ecco la rottura. Un giallo che sembra svelato, senza sapere i particolari. I panni sporchi vengono lavati in famiglia. Il retroscena del caso Vargas ha protagonisti inusuali per un giallo: il presidente della Fiorentina Mario Cognigni e l’amministratore delegato Sandro Mencucci. Era una notte buia e tempestosa? No, semplicemente un venerdì di ottobre. Quel venerdì in cui la sorte ha giocato un brutto scherzo a Vargas. La sorte, infatti, ha voluto che, in un noto locale della città, spesso frequentato dai giocatori, ci fossero due volti “conosciuti”, ovvero il presidente Cognigni e l’amministratore delegato Mencucci. La strana coppia dà un’occhiata al giocatore e decide di andare a fondo: notte brava. Il giocatore viene sospettato di fare tardissimo alla viglia di una partita importante. Poi, a Cesena, scatta la panchina. Un altro fuoriclasse incontrollabile? La speranza è l’ultima a morire, anche perché senza Mutu, e con Vargas pronto a fare le valige, rischia di rimanere solo Jo-Jo con il dna da campione. Un po’ poco. Ma chi è Manuel Vargas? Ha giocato nella Nazionale peruviana Under 20 mettendo insieme tre presenze nel Campionato sudamericano 2003 in Uruguay e in quella maggiore giocando cinque partite nelle eliminatorie di Germania 2006. Conta due reti: una realizzata in un’amichevole con la Bolivia e una contro il Brasile nelle qualificazioni per i Mondiali 2010, che sancisce il definitivo 1-1. Vargas ha anche disputato la Coppa America 2011: durante i supplementari del quarto di finale contro la Colombia ha contribuito al passaggio del turno con la rete del 2-0. Il Perù si è poi conquistato il terzo posto battendo il Venezuela

4-1. A Firenze è arrivato il 4 luglio 2008, quando la Fiorentina annuncia, tramite un comunicato ufficiale, l’ingaggio del giocatore. Il 12 agosto 2008 fa il suo esordio in Champions League con la maglia della Fiorentina nel preliminare d’andata contro lo Slavia Praga, terminato 2-0 per i gigliati. Ma Vargas non è solo vita notturna e campione in campo. Molti peruviani, infatti, hanno raccontato bei gesti da parte sua: “Quando lo incontriamo a fare la spesa al supermercato, lui non ci fa mai pagare. Per noi è un idolo non solo come giocatore, ma soprattutto dal punto di vista umano”.

MaNUel VarGaS

la Partita. Il 19 novembre i viola sono chiamati al riscatto nella sfida più difficile

Obiettivo, spedire il Diavolo all’Inferno P

ronti per il riscatto. L’appuntamento è in programma sabato 19 novembre alle 20,45. Sono passati sei lunghi anni dall’ultima vittoria della Fiorentina contro il Milan. Poi solo amarezze. Perché il Milan si è dimostrato sempre più forte dei viola, grazie anche a clamorose sviste arbitrali, come quando non fu assegnato un rigore netto su Montolivo: contropiede velocissimo e il Diavolo castigò i viola spedendoli nel girone dei dannati. Statisticamente, negli ultimi anni con le “big” la Fiorentina è spesso apparsa timida, quasi una vittima sacrificale. Andando a curiosare tra i numeri di Fiorentina-Milan, il bilancio sarebbe ancora a favore dei gigliati. Limitandosi, infatti, alle partite disputate al Franchi, il bilancio totale in Serie A parla di 29 vittorie dei viola, 19 pareggi e 21 affermazioni del Milan. L’ultimo successo gigliato risale al campionato 2005/06: un bel 3-1 con doppietta di Luca Toni, che fece esplodere la Fiesole “ruotando la mano” in faccia alla difesa rossonera. Poi

arrivò il gol della sicurezza di Martin Jorgensen. Per il Milan, guarda un po’, segnò un certo Gilardino. Alla luce dei fatti, si può dire che l’ultima vittoria avesse un sapore di quattro a zero... I tifosi confidano, come in un gioco del destino, ancora una volta nel bomber Gila. Sperando di sentire un dolce suono di violino e, per un anno, di rimandare il Diavolo all’Inferno. Le sfide degli ultimi anni: 2010-2011 Fiorentina vs Milan 1-2 2009-2010 Fiorentina vs Milan 1-2 2008-2009 Fiorentina vs Milan 0-2 2007-2008 Fiorentina vs Milan 0-1 2006-2007 Fiorentina vs Milan 2-2 2005-2006 Fiorentina vs Milan 3-1 2004-2005 Fiorentina vs Milan 1-2 2001-2002 Fiorentina vs Milan 1-1 2000-2001 Fiorentina vs Milan 4-0 1999-2000 Fiorentina vs Milan 2-1 1998-1999 Fiorentina vs Milan 0-0 1997-1998 Fiorentina vs Milan 2-0 /Lorenzo Mossani


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sport

Novembre 2011

basKEt. La società gigliata è diventata la terza forza cestistica in regione, dopo Siena e Pistoia

La Brandini-Claag sul podio toscano Simone Spadaro

trei dire che il bilancio è positivo per quanto riguarda le prestazioni, ma negativo per i punti ottenuti”. La squadra, insomma, ha ancora bisogno di crescere. “Siamo una delle poche squadre che interpreta al meglio la filosofia di questo campionato: far giocare e crescere i giovani. Ogni domenica abbiamo tre o quattro giovani in campo, piazzati nei ruoli chiave. Magari perdiamo qualcosa a livello d’esperienza, ma dobbiamo avere pazienza, perché le qualità ci sono. Per quanto riguarda il livello del campionato – continua Paolini – penso che ci sarebbe bisogno di equiparare la B1 all’A2. Faccio un esempio pratico: Brescia ha vinto la B1 l’anno scorso e adesso si trova ai vertici della Lega2. Questo significa che non c’è una grande differenza tra le due categorie. Penso che il basket italiano non stia vivendo un buon momento. Abbiamo bisogno d’intraprendere un lavoro intenso sui giovani, altrimenti la pallacanestro, in Italia, è destinata ad affidarsi a pochi ragazzi, magari oriundi, che avranno il compito di salvarla nei momenti di crisi. Se costruiamo invece una solida base giovanile - conclude - avremo un beneficio anche a livello di Nazionale”.

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ol diritto a partecipare al campionato Dna (Divisione Nazionale A) la Brandini-Claag è diventata, di fatto, la terza realtà cestistica della Toscana, dopo Siena e Pistoia. Una società che sta crescendo. “Gli obiettivi per questa stagione, visto che abbiamo conquistato l’accesso alla Dna grazie alla Wild Card, sono quelli di confermarci in questa categoria. Questo può passare solo ed esclusivamente dalla crescita e dalla maturazione del gruppo – spiega il tecnico Riccardo Paolini – e questa è una squadra che è stata completamente rinnovata, in cui la maggior parte sono ragazzi giovani. Per questo il nostro più grande obiettivo è quello di costruire un gruppo solido e compatto: una squadra che stia bene insieme”. L’avvio, proprio per la giovane età della squadra, non è stato dei più semplici. “Per quanto riguarda l’inizio del campionato posso dirmi sostanzialmente soddisfatto dal punto di vista del gioco e delle idee: nonostante un gruppo nuovo e giovane ci siamo resi protagonisti di prestazioni più che positive, soprattutto in trasferta, contro squadre di grande livello: penso a Ferentino, a Napoli o a Casalpusterlengo. L’unica gara dove la squadra ha giocato male è stata quella interna contro Torino. Non posso però rallegrarmi per la classifica – aggiunge il tecnico – perché, se è vero che abbiamo giocato bene, è anche vero che abbiamo raccolto pochissimi punti. Per questo dobbiamo riuscire a unire alla qualità delle prestazioni anche il risultato finale. Riassumendo, po-

canoa. L’atleta, reduce dal concorso di bellezza, ha visto sfumare l’oro al Mondiale

Susanna Cicali, la rabbia della Miss

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el Mondiale che si è svolto a Singapore lo scorso mese è stata tolta la medaglia d’oro a una delle atlete di punta fiorentine. Inizialmente l’entusiasmo e la festa, poi la delusione più cocente. Susanna Cicali, infatti, ha visto sfumare in pochi minuti la medaglia d’oro conquistata nel K1 under 23 femminile ai Mondiali di maratona, dopo aver dominato. La fiorentina (gareggia per la Comunali Firenze), 19 anni, ha partecipato alla fase finale di Miss Italia, ed è stata eletta a Montecatini Miss Italia Sport. Ma questa vittoria non toglie a Susanna la delusione sportiva. Le sue parole su Facebook, infatti, sono durissime: “Io ho vinto, ho vinto il mio campionato del mondo in k1. Ho

dimostrato ampiamente di essere stata la più forte! Non c’è storia! Da un sogno è diventato un incubo.. Ma una cosa è certa, nessuno mi toglierà questa consapevolezza! Nessuno mi può togliere il mio arrivo e la mia esultanza. Nessuno. E un’altra cosa è certa, gli italiani non si sanno proprio far rispettare a livello politico. Io ho vinto, avevo ragione, e non esiste che un giudice spagnolo sotto il diluvio universale venga a dire che io ho deviato la spagnola, perché io sono pienamente consapevole di quello che ho fatto, e la spagnola mi ha chiuso sulla boa, io sciocca non sono e una collisione era inevitabile, non era certo colpa mia, io dormo con /Lor.Mos. la coscienza a posto...”.

Pallanuoto. Derby particolare per FW e NGM

Rivalità fiorentina in acqua

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na stagione “al veleno” tra le due compagini fiorentine che militano nel campionato di serie A1 femminile di pallanuoto. Il derby, da sempre molto sentito dalle due tifoserie di Menarini Fiorentina Waterpolo e NGM Firenze Pallanuoto, è stato quest’anno caratterizzato anche da una vicenda di cronaca che ha avuto vasta eco sui quotidiani. I fatti. Alla vigilia del match è stato arrestato il viceallenatore di Gianni De Magistris, Massimo Borracci, accusato di stalking nei confronti di Francesca Biancardi, stella, fino alla scorsa stagione, della Fiorentina Waterpolo, passata in estate alla NGM Firenze Palllanuoto. Un trasferimento clamoroso che ha complicato i piani della Fiorentina Waterpolo e ha fatto saltare anche l’avviata trattativa per una possibile fusione tra le due società Un’idea, questa, accarezzata più volte dall’amministrazione comunale, ma che dovrà essere affrontata con un tavolo che metterà a confronto tutte le parti coinvolte. Borracci è stato successivamente sospeso, in via cautelativa, dalla Federnuoto per sessanta giorni. Una storia che, comunque, ha condizionato la stracittadina. Il tecnico dell’NGM Firenze Pallanuoto Andrea Sellaroli, sulla vicenda, ha espresso un duro commento: “Una pessima vicenda che fa solo male alla pallanuoto. Speriamo sia finito l’incubo per Francesca”.

Di rimando, anche De Magistris ha sottolineato come “il clima e l’aria respirati in piscina nel corso del derby erano diversi. È stata una partita corretta ma abbiamo giocato in condizioni particolari”. In attesa di conoscere gli sviluppi, il campionato proseguirà con le due compagini impegnate a far punti per ottenere i due obiettivi che si sono prefissate a inizio stagione. La Menarini Fiorentina Waterpolo vuol rientrare tra le 4 squadre che disputeranno la Final Four che assegnerà lo scudetto e giocare al meglio la Coppa Len, l’Europa League della pallanuoto, che la vedrà protagonista dal 18 al 20 novembre. L’NGM si propone di conquistare, agevolmente, /Sim.Spa. la salvezza.


sport nel Chianti

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l’iniziativa. Grande successo per la Festa del gioco e dello sport, idea di tre Comuni “uniti”

Crescere insieme, nella diversità Carlo Marrone

Lisa Cheli “punta” la A

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a coda lunga dell’estate ha permesso che l’annuale edizione della “Festa del gioco e dello sport: crescere insieme nelle diversità” raccogliesse il giusto tributo tra i cittadini dei tre comuni organizzatori, Tavarnelle Val di Pesa, Barberino Val d’Elsa e San Casciano in Val di Pesa. La Festa del gioco e dello sport è nata, quasi per scommessa, l’anno scorso dalla collaborazione tra la Provincia di Firenze, i tre comuni, i Lions Club e altre associazioni del territorio chiantigiano. I risultati dell’edizione 2010 furono così strabilianti, con quasi duecento ragazzi pronti ad abbattere le barriere attraverso la solidarietà, l’amicizia e il valore educativo e sociale dello sport. In un anno l’idea di buttare giù le diversità gareggiando su un campo sportivo ha contagiato quasi cento giovani in più, così da vedere circa trecento atleti, studenti e diversamente abili, coinvolti nella seconda edizione. Una festa, perché non c’è parola più adatta per descrivere tutte quelle persone raccolte all’aria aperta per una tre giorni densa di incontri, convegni, escursioni ma soprattutto giochi, partite, esibizioni nelle discipline più disparate. Centinaia di studenti e giovani diversamente abili hanno dato vita insieme, giocando negli stessi campi, a veri e propri spettacoli sportivi: si sono cimentati in gare di basket, danza e hockey in carrozzina, torball, tiro con l’arco, equitazione, calcetto,

Volley. L’intervista

tennis da tavolo, atletica leggera, pallavolo, karate e judo adattato, show down, ginnastica artistica e baseball. “Il nostro scopo - hanno dichiarano gli assessori allo sport Marina Baretta (Unione comunale di Barberino e Tavarnelle) e Renzo Masi (San Casciano) - è quello di integrare i giovani diversamente abili e le realtà locali attraverso il gioco e lo sport in uno spirito di amicizia e solidarietà. Lo sport può rappresentare un modo per affermare con orgoglio, attraverso la performance di una gara, così come nella semplice pratica quotidiana, la propria diversa abilità, per ‘essere al pari degli altri’”. L’evento di apertura, uno dei più af-

follati, è stata una passeggiata tra Barberino e Tavarnelle in collaborazione con il Gruppo Trekking di Tavarnelle, mentre in serata, nell’aula magna della scuola per l’infanzia di Bustecca, il professor Giovanni Notarnicola della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Bologna e l’assessore provinciale allo Sport Sonia Spacchini hanno partecipato, insieme ad alcune associazioni locali, al convegno “Il valore dello sport nel processo di inclusione”. Grande partecipazione c’è stata anche nelle giornate di sabato e domenica, quando gli spazi della palestra comunale e del parco del Mocale di Tavarnelle e il campo sportivo e il parco del-

la Botte di San Casciano hanno fatto da palco a esibizioni e partite nelle discipline più diverse. In sede di presentazione erano state annunciate alcune finalità che la festa avrebbe dovuto avere come: compiere una riflessione critica su uguaglianza e diversità e ridefinire il nostro atteggiamento nei confronti della diversità e dello svantaggio, ampliando la visione della diversità. Guardando le facce soddisfatte degli organizzatori e vedendo esultare, per il medesimo obiettivo, ragazzini normodotati e portatori di handicap, sembra proprio che la festa abbia raggiunto i risultati che si era prefissata.

n’altra avventura è iniziata a San Casciano, collezionando una serie di vittorie. La pallavolo che conta, in Toscana, passa ancora una volta dall’Azzurra. Anche quest’anno la Serie A2 sembra alla portata di questa realtà del volley dell’hinterland fiorentino. Abbiamo chiesto a Lisa Cheli, centrale, le sue sensazioni su questo inizio di stagione. L’anno scorso hai vissuto un anno da protagonista con la Serie A sfiorata: quale sono le tue aspettative a livello personale? Le aspettative che più mi premono sono di crescere tecnicamente e diventare un ottimo giocatore: ovviamente cercare sempre di dare il 110% per riuscire a salire di categoria. Avete cambiato molto ma partite sempre tra le favorite, uno svantaggio? Diciamo che partire tra le favorite è una grande soddisfazione già in partenza e ciò motiva molto, anche se bisogna stare molto attenti a non inciampare nel percorso (come purtroppo è già successo in passato). Quindi piedi per terra, testa alta, concentrazione e tanto tanto sudore! Ci potresti descrivere le qualità migliori delle nuove arrivate? Ognuna ha doti molto interessanti, chi più in attacco, chi più in ricezione o difesa. La cosa bella è che ci completiamo tutte insieme. Ogni ragazza dà alle altre il suo punto di forza, cosicché tutte insieme collaboriamo per /L.V.P. migliorare.

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fEstival. Anteprime e “chicche” imperdibili per gli appassionati di grande schermo

All’Odeon un mese a tutto cinema Dalle pellicole legate a doppio filo alle questioni femminili al best of

zooM

dei documentari internazionali, ma anche film dedicati al mondo dell’arte

Quei quadri dipinti con il vino, che invecchiano

e degli artisti e uno spaccato contemporaneo e calzante dell’universo queer. Questo e altro nel lungo autunno della storica sala del centro Ludovica V. Zarrilli

C

ol freddo, si sa, fa più piacere andare al cinema, chiudersi al caldo della sala e guardare un film da commentare con chi ci sta accanto, una volta riaccese le luci in sala. Ma il novembre del cinema Odeon è ancora più speciale del solito, perchè nell’arco di un mese (anzi di più, cinquanta giorni a dirla tutta) vengono presentate una serie di pellicole e documentari che gli amanti del cinema con la C maiuscola non dovrebbero proprio perdersi. La manifestazione si chiama “50 giorni di cinema internazionale a Firenze” e racchiude al suo interno diversi festival - la grande parte dei quali si svolge nel corso del mese di novembre - che fanno venire l’acquolina in bocca agli amanti del grande schermo. Il primo appuntamento novembrino è quello con Laboratorio Immagine Donna (dal 4 al 9 novembre), arrivato alla 33esima edizione, che vuole lanciare un messaggio di speranza in tempi turbolenti e confusi di cui il cinema è lo specchio, ma anche una straordinaria possibilità di riflessione e soluzione, con la presentazione di modelli produttivi audaci e vincenti e, ovviamente, a firma prevalentemente ma non esclusivamente, femminile. Dal 12 al 19 torna invece puntuale il Festival dei popoli, festival internazionale del cinema documentario, appuntamento imperdibile dell’autunno fiorentino che quest’anno propone in esclusiva “It might get loud” di Davis Guggenheim con The Edge (U2), Jimmy Page (Led Zeppelin) e Jack White (White Stripe), “Cave of Forgotten Dreams” il nuovo documentario del maestro Wernan Herzog, proiettato in tecnologia 3D, “Black Power” di Goran Olsson sul movimento americano degli anni ‘60, “Wild thing” di Jérôme De Missolz sul post-punk degli anni 70 e “Crazy Horse” di Frederick Wiseman sullo storico cabaret parigino fondato nel 1951. Oltre a premiare i migliori lungometraggi e costometraggi, nel corso del festival si terranno gli Italian Doc Screenings (dal 16 al 19 novembre), il più grande mercato dedicato al documentario in

Italia e la seconda edizione degli Stati generali del documentario in Toscana organizzati da Documentaristi anonimi – Associazione Documentaristi Toscani. Un discorso a parte lo merita Lo Schermo dell’arte (21-24 novembre), kermesse che porta l’arte sul grande schermo selezionando le pellicole realizzate da o che hanno per protagonisti artisti di fama internazionale. Quest’anno, tra i fiori all’occhiello ci sarà l’anteprima di Urs Fischer di

Iwan Schumacher (Svizzera, 2010) ritratto di uno degli artisti più acclamati alla Biennale veneziana di quest’anno. A chiudere in bellezza ci pensa il Florence Queer festival (dal 25 novembre all’1 dicembre), che per la nona edione propone una retrospettiva dedicata a Werner Schroeter (regista tedesco pioniere del cinema queer), focus sul cinema LGBTI svedese e “Queer Covers – Copertine impazzite” la mostra delle copertine dei vinili queer.

Psicologia. È uscito il primo lavoro della psicoterapeuta aretina Paola Pompei

Vademecum per coppie del terzo millennio P

erché alcune coppie resistono e altre no? Perché si ha la sensazione che fino a qualche decennio fa ci si “sopportasse” di più a vicenda? Esistono dei fattori esterni che condizionano la vita a due? Queste ed altre sono le domande a cui Paola Pompei, psicologa e psicoterapeuta aretina con una lunga esperienza nella terapia di coppia alle spalle, ha cercato di rispondere nel suo primo libro “L’amore è una lama sottile. Come stare bene in coppia nella buona e nella cattiva sorte” (Età dell’Acquario edizioni, pagg. 154, 14 euro). “Oggi tutto cambia molto, troppo velocemente - spiega Pompei -, trenta anni fa le cose erano molto diverse. Io ho cercato di mettere dentro il libro i miei tre decenni di esperienza da terapeuta della coppia per raccontare tutte le difficoltà che prima non c’erano ed oggi sono da affrontare”. Un libro fatto di storie, le storie che la psicoterapeuta ha incontrato nel corso della sua carriera, storie fatte di persone che hanno affrontato in due i loro problemi. “E’ un libro pieno di racconti - spiega la dottoressa -. Frasi, stralci, accenni che rendono l’idea di quali siano i problemi più

diffusi. Non è un testo scientifico, ma piuttosto un mezzo col quale chi ha determinate difficoltà può identificarsi”. Una sorta di vademecum dunque, che analizza la coppia del terzo millennio sfiscerandola con garbo, senza mai violarne la sfera privata. “Quando ci si innamora di qualcuno - continua Paola Pompei - ci si innamora perché riconosciamo in quella persona una parte di noi inespressa. Col tempo il rapporto si può evolvere, e le due persone vanno a completarsi a vicenda, ma ci si può anche accorgere che quella parte inespressa di sè è l’unica cosa che ci lega all’altro. E questo può compromettere il rapporto”. E ancora, il cambiamento delle figure del maschio, che a volte a trent’anni è ancora vergine, e delle femmine che diventano sempre più emancipate anche se a partire da una certa età cominciano a sentire l’incessante ticchettio dell’orologio biologico, fino alle famiglie allargate o alle donne che decidono di avere figli senza avere un partner. “Sono storie di vita nelle quali ci si può riconoscere - aggiunge Pompei -, e magari possono aiu/B.B. tare ad affronatare meglio, e insieme, dei momenti di crisi”.

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ualcuno ci aveva già pensato, ma aveva fatto dietrofront per via della consistenza e del cambiamento del colore nel corso del tempo. Quello che per altri era un limite, è diventata la forza dei dipinti di Elisabetta Rogai, che usando solo vino e tele bianche produce degli originalissimi dipinti che invecchiano col passare degli anni, proprio come i migliori nettari di bacco. Ma può un dipinto “invecchiare”? La prima idea del genere era venuta allo scrittore inglese Oscar Wilde, che ne aveva tratto il soggetto per Il ritratto di Dorian Gray. Adesso – mutatis mutandis, naturalmente – il fantastico diventa realtà, grazie a un’intuizione della pittrice fiorentina Elisabetta Rogai, che si è imbattuta in questo fenomeno mentre stava realizzando alcune opere d’arte con il vino, con una tecnica mai usata prima. Diversi artisti si erano infatti cimentati nell’impresa, provando a utilizzare un materiale come il vino rosso per realizzare dei quadri, ma l’esito non era mai arrivato a potersi dire pienamente soddisfacente. Ogni tentativo finora si era scontrato con ostacoli tecnici: la densità del vino, la volatilità dell’alcol, l’evidente limite nella “tavolozza” dei colori a disposizione, l’esigenza di limitare i lavori a tele di piccole dimensioni. È stato necessario un lungo lavoro di ricerca esperimentazione - l’analisi di un laboratorio scientifico dell’Università di Firenze unita alla versatilià di un’artista non nuova a innovazioni tecniche (basti pensare ai suoi dipinti su tela denim o all’affresco per un fonte battesimale realizzato per una pieve dell’anno 996) - ma oggi i quadri wine-made sono una realtà. Gli enocapolavori di Elisabetta Rogai sono realizzati su normali tele ma esclusivamente con vini rossi e bianchi, tranne il primo tratto di carboncino per delineare le figure. Nessuna aggiunta di colore o altri componenti sintetici: solo vino al 100%, che – proprio perché naturale – invecchia sulla tela riproducendo esattamente l’evoluzione del vino che ha luogo dentro una bottiglia. Man mano che passa il tempo, il dipinto invecchia, evolve sulla tela perché il vino passa dai colori tipicamente giovanili (viola, melanzana, porpora) a quelli caratteristici dell’invecchiamento (mattone, ambrati, aranciati). Un processo che in cantina richiede diversi anni, sulla tela /L.V.Z. invece solo pochi mesi.

l’arTiSTa al laVoro


cultura

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il voluME. Un po’ romanzo, un po’ guida della città: l’ultima fatica letteraria del giovane scrittore

Santoni, un libro e il suo fuoco sacro Ludovica V. Zarrilli

“S

e io fossi foco arderei lo mondo”, recitava Cecco Angiolieri nel suo più celebre sonetto. E se fossi Vanni Santoni? Arderei Firenze, non c’è dubbio. È appena uscita in libreria la terza fatica letteraria del giovane ma già affermato toscano (montevarchino di nascita e fiorentino di adozione) che ha pubblicato per Laterza “Se fossi fuoco, arderei Firenze”, romanzo sì, ma anche un po’ una guida della città, una ripresa a volo d’uccello sui luoghi topici della Florentia del terzo millennio. Un incrocio di personaggi e storie, “23 protagonisti, 24 se contiamo anche la città di Firenze”. Onnipresente, la vera star delle 150 pagine scritte in punta di penna da Santoni è proprio la città. Nelle sue abitudini più liriche e in quelle più becere. Gli studenti, gli americani, i fiorentini - che sono una specie a parte - e i luoghi, che vengono attraversati, tra un racconto e l’altro, seguendo una tabella di marcia che non lascia spazio per prendere fiato. “Nove mesi, tanto ci è voluto per scrivere questo romanzo - spiega Vanni -. Un tempo brevissimo per i miei canoni di lavorazione. Ho lavorato a quattro volte la mia velocità ordinaria, ho navigato a vista, ma alla fine spero sia venuto fuori qualcosa di interessante”. “L’idea era quella di costruire un sopra fruibile, composto da una mi-

Una storia tira l’altra,

stura di stili costruito in modo da tessere qualcosa di più complesso - continua Vanni -. Qualcosa che a una seconda o una terza lettura, riveli un’impronta più profonda. Che può essere letta come una spuma senza andare negli abissi, ma può essere, volendo, anche approfondita”. Non un libro di sociologia urbana, tra le pagine si legge una netta supremazia delle persone rispetto allo spazio, i personaggi si susseguono come in una staffetta e ciascuno è legato in qualche modo agli altri, “come se una telecamera si spostasse mano mano dal precedente al successivo, ognuno dei protagonisti è collegato agli altri attraverso una rete di relazioni, come se fossero i nodi all’interno di una rete. Questo consente di leggere il libro partendo da qualsiasi racconto”. In questo senso il libro perde la sua dimensione rettilinea per essere vissuto a tutto tondo, come se fosse un cerchio, dentro il quale entrare da qualsiasi punto. O meglio, dall’inizio di un qualsiasi capitolo. Mai titolo fu più azzeccato. “In realtà era il titolo di lavorazione, ma la direttrice della casa editrice ne è stata così entusiasta che è rimasto quello. Il fuoco di cui si parla è un po’ il fuoco di Prometeo, ma anche quello che si sente bruciare dentro chi vive a Firenze, diviso da un perenne sentimento di amore e odio nei confronti di questa città”.

in una staffetta di racconti in cui si alternano ventitré personaggi, ventiquattro se si considera anche firenze, “star” onnipresente fra le pagine dell’opera

il luogo. In via Ugo Foscolo è partita la prima di una serie di esposizioni

E l’ex lavanderia si trasforma in galleria V

la ciMiNiera dell’eX TiNToria

ia Ugo Foscolo è una stretta traversa che salendo da Porta Romana sfocia nei campi di Marignolle. La sua conformazione è tipica della zona a lato di viale Petrarca, stretta tra il centro storico e la campagna fiorentina, porta infatti elementi delle diverse epoche vissute; dalle palazzine ottocentesche alle ville di campagna, fino ad arrivare quasi a Porta Romana, dove ci si imbatte nella antica lavanderia a vapore e tintoria fondata da Pilade Nannucci, come ricorda la targa sotto il busto all’ingresso del complesso: “Pilade Nannucci cavaliere del lavoro, gli è monumento la sede dell’industria che egli sognò, iniziò e con opera indefessa tra-

dusse in splendida realtà. AD MCMXXX VIII”. Su Ebay a settembre è stata messa in vendita una fattura originale del “premiato stabilimento” datata 1910. L’architettura dell’ingresso è in stile neogotico con un imponente cancello in ferro battuto, come anche i lumi sparsi qua e là nel cortile, alcuni con fattezze grottesche e altri con disegni classici. Entrando sulla sinistra si trova una casetta in pietra, dove si notano vicino al busto del fondatore due tondi di ceramica (probabilmente Cantagalli, data la vicinanza della fabbrica) raffiguranti una pecora, stemma dell’arte della lana, e una porta rossa, stemma invece dell’arte della seta. Scendendo la rampa

si accede alla lavanderia vera e propria, che da qualche tempo è stata ristrutturata e trasformata. Sparsi tra i vicoletti e le stradine interne si trovano oggi le sedi di uno studio di architettura, una compagnia di danza, un laboratorio artigiano di argenteria e, salendo le scale del giardinetto, una galleria d’arte contemporanea. Quest’ultima si trova sotto la vecchia tettoia del complesso completamente recuperata, dove a settembre è partita la prima di una serie di esposizioni aperte al pubblico. Lo spazio luminosissimo e vivace fa da piedistallo alla vecchia ciminiera di mattoni, perfettamente conservata, /G.S. che svetta fra i tetti bassi.

la curiositÀ. Torna alla Melbookstore l’appuntamento con il “Knit cafè”, per condividere l’amore per i ferri

L’inverno si passa in libreria... a lavorare a maglia S

ciarpe e cuffiette, maglioncini e guanti. La passione per la maglia continua a farsi strada nei quattro angoli del globo, partendo dalle star di Hollywood e arrivando ai comuni mortali, che avevano perso l’abitudine di “sferruzzare” durante le giornate invernali. Per non far perdere l’allenamento a chi ha già qualche base e per invogliare a cominciare chi invece i ferri non sa neanche come si impugnino, ecco tornare alla libreria Melbookstore (via de’ Cerretani 16r), il Knit cafè, incontri dove si lavora a maglia, all’uncinetto, si prende un tè e si fanno quattro chiacchiere tra appassionate di tricot e non solo. Nel 2008 c’è stato il primo grande raduno Knit alla Stazione Leopolda di Firenze, nel 2009 i lavori del Knit sono stati impiegati dagli studenti del Naba (Nuova Accademia di Belle Arti di Milano) e poi esposti alla Triennale di Milano. Come ogni anno, anche questo il Knit vuol dare risalto al problema dell’ambiente con incontri

con produttori di filati ecosostenibili e riprendere le antiche tradizioni dei lavori femminili coinvolgendo esperte che faranno dimostrazioni. Durante il ciclo di incontri in libreria ci saranno Le Feltraie (www.lefeltraie.it) con la loro esperienza di recupero e utilizzo di lane locali, che dimostreranno con laboratori come si ottiene il feltro e proporranno nuovi filati dai colori naturali. Parteciperanno insegnanti di tessitura a mano e di tombolo, che dimostreranno l’arte di questi antichi lavori. E ancora, ci sarà Altarosa, che fa produzione e vendita di abiti naturali e da coltivazione biodinamica (www.altarosa.it), che spiegherà la propria filosofia e proporrà piccoli laboratori. La novità di quest’anno è la collaborazione con alcuni stilisti, fra cui il fiorentino Giorgio Vannini (www.giorgiovannini.it), che disegnerà accessori e lancerà la sfida di realizzarli durante gli incontri knit. Appuntamento il /C.G. 7, 14, 21 novembre e 5 dicembre.


segnalazioni a redazione@ilreporter.it

i luoghi. Una mostra per scoprire il patrimonio custodito nelle strutture minori

I tesori segreti dei musei fiorentini Barbara Biondi

A

ntiquari come Stefano Bardini ed Elia Volpi, magnati e studiosi anglosassoni come Frederick Stibbert, Charles Loeser, Herbert Percy Horne, la famiglia Acton e tanti altri: sono loro gli artefici inconsapevoli delle stanze dei tesori che oggi aprono le porte a un percorso di visita alternativo. Che esula dai musei più visitati, e accompagna nella scoperta di una serie di imperdibili scrigni che fanno parte della ricchezza della città. Dovendo convivere con Uffizi e Accademia, a Firenze sono considerati musei minori anche il Bardini, lo Stibbert, lo Horne e tanti altri, benché stracolmi di capolavori. Nascono però tutti da un’identica passione per il collezionismo: prima i Medici e i Lorena, poi un pugno di antiquari avventurosi e di facoltosi anglosassoni, che nei decenni post unitari a cavallo tra Ottocento e Novecento scelsero di vivere a Firenze. Alcuni per banale senso degli affari, i più, o i migliori, per pura ammirazione, mossi dall’ideale di bellezza rappresentato dalle ricchezze artistiche della città. Fu un’epoca d’oro, che contribuì a radicare in Europa e oltre

l’eSTerNo del MUSeo

STiBBerT

L’esposizione durerà fino ad aprile 2012, quanto basta per dare la possibilità, anche a chi non li conosce, di visitare gli scrigni nei quali sono conservati alcuni preziosi capolavori di casa nostra

i miti del Rinascimento, della stessa Firenze e della tradizione di qualità dell’artigianato artistico locale. Miti che tanto significano ancora oggi per il prestigio culturale e l’economia di Toscana e Italia. Quasi obbligato, dunque, l’omaggio a quegli anni, ideato dal progetto Piccoli Grandi Musei con l’iniziativa “Le stanze dei tesori”. Meraviglie dei collezionisti nei musei di Firenze (fino al 15 aprile 2012), percorso espositivo che, partendo da Palazzo Medici Riccardi, percorre i musei figli di quelle raccolte: Bardini, Horne, Palazzo Davanzati nel centro storico, la Fondazione Romano in Oltrarno (piazza S. Spirito), lo Stibbert a Rifredi e il “museo sacro” Bandini a Fiesole. L’iniziativa è promossa e organizzata dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze insieme a Polo Museale Fiorentino, Provincia, Comune e Regione, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Collaborano le varie Soprintendenze, le direzioni dei Musei, il Comando Militare Esercito (Toscana), l’Associazione degli Antiquari, la XXVII Biennale Antiquaria e l’Osservatorio dei Mestieri d’Arte (www.stanzedeitesori.it, info e prenotazioni allo 055.2340742).


agenda

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l’iniziativa Concerti ryuichi sakamoto 10 novembre

teatro verdi

A distanza di 15 anni dal suo album “1996”, disco arrangiato per piano, violino e violoncello, Sakamotori presenta al pubblico la stessa formula accompagnato al violoncello da Jaques Morelenbaum e da una giovane violinista scelta grazie ad un’audizione a livello mondiale. Attualmente impegnato in America con la sua “Yellow Magic Orchestra”, fondata nel 1978 e punto di riferimento per l’allora nascente scena technopop, è venuto in Italia nei mesi scorsi con il pianista elettronico Alva Noto e uno show molto particolare, che ha riscosso il meritato plauso di pubblico e critica. Il “Trio Tour” sarà l’occasione per ascoltare nuova musica e le sue composizioni senza tempo in una veste ulteriormente rinnovata. signal Electrique 11 novembre

auditorium flog

L’orecchio e il corpo dissonante di Switch approdano alla Flog dopo aver ospitato, al centro per l’arte contemporanea Ex3, artisti di calibro internazionale come Robot Koch, Cottam, Ital Tek, Pinch e di quella italiana con musicisti come Okapi, Digi G’Alessio e Koolmorf Widesen. DissonantLive porterà a Firenze, sonorità elettroniche ricercate, contaminazioni jazz, dubstep, ritmi dance da tutta Europa, cercando una sintesi tra suoni acustici ed elettronici attraverso esibizioni dal vivo. Il primo ospite della rassegna sarà Signal Electrique, dalla Francia uno dei progetti live techno più al passo con i tempi. I 5 album usciti sull’etichetta Expressillion (Acid Library, juke Box Monkey, Treat Me Bad, Rave n’ roll Ritual) hanno garantito alle loro produzioni la possibilità di mantenere uno stile innovativo e sorprendente. Il genere proposto copre un range che spazia dalla techno pura all’electro-punk, anche se questa classificazione potrebbe risultare riduttiva. Il nome di Signal Electrique infatti non è solo sinonimo di fedeltà al suono tipicamente francese ma anche di innovazione e ricerca. Dai rave ai festival più blasonati, un vero esempio di versatilità ed entusiasmo facilmente identificabile in un live acting esplosivo e selvaggio.

nomadi 15 novembre

obihall

“Cuore vivo” é il nuovo album pubblicato dai Nomadi uscito lo scorso 7 giugno, anticipato dal singolo “Toccami il cuore”, brano scritto da Lorella Cerquetti, nota autrice dei successi passati dei Nomadi. La stessa Lorella Cerquetti ha commentato il nuovo album dei Nomadi così: “E’ un disco che sperimenta nuove atmosfere e nuovi sound grazie anche alla collaborazione con Laura Trentacarlini, musicista italo americana che ha portato una sperimentazione originale di alcune sonorità”. zucchero 20 e 21 novembre

nelson Mandela forum

piccola cosa”), spiccano quelle di Girolamo “Gimmi” Santucci, già dietro l’album “Quindi?” di Max Gazzé, di Saverio Grandi, autore di hits epocali per Stadio e Vasco Rossi, e di Antonio Iammarino, pianista che da un paio di anni collabora con Raf. Come a dire che Raf, ogni volta, cerca il meglio per la sua musica. ivano fossati 27 novembre

teatro verdi

Ultimo album di inediti e ultimo tour per Ivano Fossati; come lui stesso ha dichiarato con questo ultimo prodotto discografico sceglie di abbandonare le scene musicali dichiarando “Non credo che potrei ancora fare qualcosa che aggiunga altro rispetto a quello che ho fatto fino ad ora. Ho pensato che la mia vita di artista sarebbe stata, d’ora in poi, quella di rappresentare me stesso”. L’addio arriva con l’uscita diDecadancing, ultimo album di inediti, 10 brani tutti scritti e arrangiati da Fossati,  anticipato dal singolo “La decadenza”.

A teatro Dopo il successo dell’ultimo album, Zucchero si rimette in moto con un incredibile tour mondiale che prende nome dall’ultimo album: Chocabeck. Il disco ha superato le 200mila copie in Italia, aggiudicandosi il triplo disco di platino, e la soglia delle 300mila copie inEuropa. Il tour partito da Zurigo lo scorso maggio ha attraversato molte capitali europee come Parigi, Londra, Vienna, Berlino durante i tre mesi estivi ed é pronto per ripartire quest’inverno arrivando nelle principali città italiane. Sarà un live a tutto blues, con molto spazio alle sonorità acustiche, ma il buon Zucchero vuole soprattutto portare sul palco il “suono della domenica”, della festa di paese, dove si balla. raf 26 novembre

obihall

l’affarista 29 novembre - 4 Dicembre

teatro della Pergola

«Ah! Conoscete la nostra epoca! Oggi, signora, tutti i sentimenti svaniscono e il denaro li sospinge. Non esistono più interessi perché non esiste più la famiglia, ma solo individui! Vedete! L’avvenire di ciascuno è in una cassa pubblica (…) Vendete gesso per zucchero: se riuscite a far fortuna senza suscitare lamentele, diventate deputato, pari di Francia o ministro!» Si adatta perfettamente al nostro tempo, questa pungente battuta: tanto che non ci sarebbe nulla di strano a sentirla pronunciare oggi, magari da qualcuno che commenti una delle tante notizie di speculazioni e crisi economiche che punteggiano quotidianamente i giornali. Invece risale alla metà dell’Ottocento, scritta da Honoré de Balzac e pronunciata da Mercadet, personaggio attorno al quale è concepito Le faiseur - L’affarista.

Mostre Denaro e bellezza fino al 22 gennaio 2012

Palazzo strozzi

Registrato tra i suoi studi casalinghi di Formello, appena fuori Roma, e il Mulino di Acquapendente, con uno staff ormai consolidato, l’album Numeri lascia filtrare alcune novità tra le firme che hanno contribuito alle sue canzoni, nelle quali, accanto alla sua compagna Gabriella Labate (che ha scritto con Raf la splendida “Ogni

Capolavori di Botticelli, Beato Angelico, Piero del Pollaiolo, i Della Robbia, Lorenzo di Credi – l’élite del Rinascimento – illustrano come il fiorire del moderno sistema bancario sia stato parallelo alla maggiore stagione artistica del mondo occidentale: la mostra collega quell’intrecciarsi di vicende economiche e d’arte agli sconvolgenti mutamenti religiosi e politici dell’epoca.

Denaro e Bellezza. I banchieri, Botticelli e il rogo delle vanità racconta la storia dell’invenzione del sistema bancario moderno e del progresso economico cui ha dato origine, ricostruendo la vita e l’economia europea dal Medioevo al Rinascimento. I visitatori possono entrare nella vita delle famiglie che ebbero il controllo del sistema bancario, cogliendo anche il persistente conflitto tra valori spirituali ed economici polavori dei grandi maestri da Jan van Eyck a Luca di Leida, commissionati e acquistati dai banchieri e mercanti fiorentini impegnati per i loro affari a Bruges. Quelle opere spesso di piccolo formato, soggetti sacri o ritratti legati a formare dittici e trittici dipinti anche sul verso, divennero modelli di tecnica pittorica e di soluzioni iconografiche per la produzione dei maestri fiorentini e delle loro botteghe. Declining democracy fino al 22 gennaio 2012

ccc strozzina

La mostra propone opere di dodici artisti contemporanei internazionali in un percorso che riflette su valori, contraddizioni e paradossi che caratterizzano la società di oggi e sulle possibili declinazioni dei principi della democrazia, in un momento in cui la loro validità sembra essere messa in discussione.

Unità d’Italia l’affratellamento per il 150° dell’unità d’italia fino al 13 novembre

s.r. l’affratellamento di ricorboli

Lo storico circolo di via Giampaolo Orsini 73 fa sentire la sua voce anche nelle celebrazioni del 150esimo dell’Unità d’Italia, con una serie di appuntamenti. Venerdì 4 novembre, ore 17.30, “Le donne fiorentine del Risorgimento”, conferenza di Elena Giannarelli. Sabato 5 novembre, ore 17, inaugurazione della mostra d’arte “Pinocchio” di Vinicio Berti. Martedì 8 novembre, ore 17.30, “Mario Luzi, i suoi scritti sulla lingua italiana e la bandiera”, incontro con la poetessa Caterina Trombetti. Sabato 12 novembre, ore 21.15, canti popolari fra Ottocento e Novecento, con il concerto del Coro di Canti sociali Novecento di Fiesole. Domenica 13 novembre, ore 17, l’incontro “I 135 anni della Società Ricreativa di Ricorboli (1876-2011)”, con Ivano Tognarini, storico, Francesca Chiavacci, presidente Arci Firenze, Luigi Mannelli, presidente della S.R. L’Affratellamento di Ricorboli. Domenica 13 novembre, ore 19, concerto del complesso bandistico dell’Associazione Musicale Fiorentina che, diretto dal maestro Marco Mangani, eseguirà un repertorio di musiche risorgimentali.

A Palazzo Borghese

Tre giorni di shopping per aiutare l’Ant

N

ei giorni di venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 novembre il Palazzo Borghese in via Ghibellina 110 a Firenze, con orario continuato 10-19, si trasformerà in una grande boutique dove saranno esposti articoli di abbigliamento, accessori, pelletteria e biancheria messi a disposizione da oltre 80 aziende a favore della Fondazione Ant. Tutta la merce è stata donata da aziende ed esercizi commerciali e la manifestazione ha ricevuto il patrocinio del Comune di Firenze e la collaborazione delle quattro associazioni di categoria Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Cna. Tutti i fondi raccolti saranno destinati a sostenere il servizio di assistenza socio-sanitaria domiciliare oncologica che Ant offre gratuitamente ai sofferenti di tumore e alle loro famiglie a Firenze, Prato e Pistoia, e i progetti di prevenzione portati avanti dalla Fondazione. Per informazioni con/B.B. tattare il numero 055.5000210.

su il siPario Al teatro Goldoni

Il Barbiere di Siviglia “rivisto e corretto”

D

al 19 al 24 novembre sbarca sul palcoscenico del teatro Goldoni “La bottega del barbiere”, realizzato dalla compagnia Venti Lucenti. Questo spettacolo, tratto liberamente dal Barbiere di Siviglia di Rossini, per la regia di Manu Lalli, è realizzato da Venti Lucenti, associazione culturale con sede nel Quartiere 3 che da venti anni si occupa di teatro e formazione e che ha avviato nel tempo importantissimi progetti di diffusione dell’opera lirica tra le giovani generazioni di spettatori. È quindi un evento prestigioso (si ripete da ormai tre anni: le stagioni passate sono stati rappresentati l’Elisir di Donizetti, la Cenerentola di Rossini e il Don Pasquale) pensato per il pubblico delle scuole ma aperto, nelle varie repliche, anche a tutta la cit/B.B. tadinanza.


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mibilmente di sangue che saranno sicuramente servite a qualcuno per passarci la notte. Una nonna ha raccolto il tutto e l’ha gettato nel cestino dell’immondizia ma gli adulti che hanno assistito alla scena hanno evitato di far giuocare i bambini in quel luogo ed io mi chiedo: ed i bambini che sono venuti dopo in che posto hanno appoggiato le loro manine e certe volte anche le loro bocche? In detto giardino è stata attrezzata anche un’area per i cani: com’è che invece la maggior parte delle persone li porta dove ci sono i bambini a giuocare? Poi c’è il problema degli adulti che frequentano lo stesso giardino, adulti che riempiono di cicche ogni spazio (compresa l’area dei più piccoli). Comprendo che non può esserci una sorveglianza continua, ma se nel corso della notte e durante il giorno qualcuno passasse per un controllo tutto sarebbe più sicuro e non sarebbero stati spesi dei soldi per l’abbellimento del giardino invano. Cordialmente, Laura Buti

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redazione@ ilreporter.it

Lettere e segnalazioni: tutto su www.ilreporter.it “L’IMPIANTO DI PONTE A GREVE E LE BOCCE A FIRENZE” Leggendo l’articolo apparso sul numero di Settembre de Il Reporter intitolato “Una pista a bocce ferme. Nessuno vuole il pallaio”, mi sono reso conto di quanto possano risultare improduttive le iniziative estemporanee prese anche dalle amministrazioni locali, come veniva fatto alla fine degli anni ’90. Il bocciodromo, anzi il campetto di bocce di Ponte a Greve è nato con il concetto “costruiamo uno spazio per giocare a bocce poi qualcuno lo potrà utilizzare e qualche altro lo potrà gestire e poi si vedrà se ha le giuste caratteristiche tecniche per svolgere l’attività”. In quel luogo non c’era richiesta da parte dei cittadini di un impianto dedicato alle bocce, in quel luogo non c’è una struttura organizzata capace di gestire il campetto che è nato senza tener conto dei regolamenti impiantistici della Federazione Italiana Bocce, Federazione riconosciuta dal CONI che gestisce l’attività boccistica su tutto il territorio nazionale (la FIB conta 120.000 tesserati e circa 2500 società). Nonostante questo, mi sono personalmente impegnato, contattando l’allora Presidente del Q4 Eros Cruccolini, cercando di attivare l’impianto grazie alla collaborazione di operatori esperti della disciplina. Ma l’inizio delle attività era legata alla messa in sicurezza dell’impianto, cosa che non è mai avvenuta. Riepilogando: il campetto di Ponte a Greve non può ospitare attività agonistica perché non idoneo. Non può ospitare attività sociale perché non è a norma di sicurezza. Non può essere gestito secondo i regolamenti FIB perché non ha una Società Bocciofila alle spalle che possa garantire continuità e rispetto delle regole. Con rammarico noto che in altre zone del territorio fiorentino, dove è presente la richiesta di strutture dedicate al gioco delle bocce, con società organizzate e capaci di gestire l’impianto, queste stesse Società vengono lasciate in difficoltà e senza possibilità di accesso alle risorse pubbliche. Mi dichiaro da subito disponibile a un incontro con gli amministratori per “recuperare” il campetto di Ponte a Greve e per fare un discorso più ampio riguardante l’impiantistica delle bocce del territorio comunale. Cordiali saluti Giancarlo Gosti Presidente Fib Toscana “VIA LANZI, MANCA IL CARTELLO” Gentili Redattori, vi sarei grata se voleste segnalare la mancanza del cartello stradale che indica il nome “Via Luigi Lanzi” dalla parte del viale Cadorna. Il cartello esiste ma è rimasto chiuso nel vecchio sottopasso ferroviario (ora magazzino comunale) dopo che sono stati fatti gli ottimi lavori di ristrutturazione. Mi sono trovata in difficoltà con persone che mi hanno cercata e che non vedevano alcuna indicazione. Grazie per questo e per il graditissimo Reporter. Ivana Michelucci Ecco fatto.

lettere

Novembre 2011

MF

“GIARDINI DI VIA ALLORI: BELLI, MA SERVONO CONTROLLI” Spett.le Redazione, leggo proprio oggi sul vs. giornale Ottobre 2011 la comunicazione del completamento dei giardini di via Allori e sono concorde sul fatto che sono stati attrezzati molto bene. L’area che io maggiormente utilizzo è quella riservata ai bambini piccoli (ci porto il mio nipotino di 17 mesi) e fino a qualche settimana fa parlavo a tutti di questo spazio così allegro e sicuro. Purtroppo la settimana scorsa ho dovuto ricredermi quanto meno sulla sicurezza: dentro al trenino visitato da tanti bambini c’erano delle coperte e delle bende macchiate presu-

“EX BIBLIOTECA DI VIALE DEI PINI, IL PROGETTO VEDRÀ MAI LA LUCE?” Gentile redazione de il Reporter, sul numero di ottobre di questo anno è presente un articolo dal titolo “giù le baracche verdi, spazio alla cultura” nel quale viene presentato il progetto di ristrutturazione della vecchia biblioteca di viale dei Pini all’Isolotto. Sono stato presente agli incontri dei “100 luoghi” del 2010 e del 2011 riguardo appunto alla vecchia biblioteca dell’Isolotto e, come molti altri cittadini e rappresentanti di associazioni intervenuti, posso affermare con cognizione di causa come si sono svolti i fatti e quale sia la prospettiva. Nell’assemblea del 2010, di fronte alle opzioni di una rapida e poco costosa manutenzione della struttura rispetto alla sua demolizione e ricostruzione in tempi incerti, tutti i presenti si sono espressi in favore della prima, sostenendo l’importanza di una rapida riapertura della vecchia sede della biblioteca e con una destinazione a spazio di studio e biblioteca, in continuità con la esperienza “storica” e unica nel suo genere dell’edificio di viale dei Pini. Nella assemblea dello scorso settembre, a fronte del progetto illustrato nel vostro articolo, è stata manifestata da tutti i presenti una forte contrarietà, sia perché l’amministrazione comunale non ha minimamente tenuto conto dell’esito unanime del precedente incontro, sia perché i tempi e l’effettiva realizzazione del nuovo edificio sono assolutamente incerti. È vero che il costo stimato per la demolizione della vecchia struttura e la nuova costruzione è di circa 500mila euro, ma questa cifra non effettivamente disponibile in quanto dovrebbe provenire da alienazioni di altri edifici di proprietà comunale, come è stato confermato dai consiglieri di quartiere presenti alla riunione. Quindi, come è stato efficacemente detto nel corso dell’incontro, è come se fosse stata richiesta a Babbo Natale una bicicletta e questi avesse portato la fotografia di una bella automobile! Mi sembra quindi di poter affermare che ci sia una elevata probabilità che il (bel) progetto da voi presentato non veda mai la luce e che nel frattempo (la vecchia biblioteca è chiusa da ormai tre anni) non si possa (non si voglia?) rendere fruibile per i cittadini la vecchia struttura. Cordiali saluti. Maurizio Dolfi CONTRASSEGNI INVALIDI: “FURBETTI SEMPRE IN AGGUATO, MA...” Ho letto sull’ultimo numero del V/s giornale la lettera di un lettore nella quale descrive quanto a lui accaduto in via Por S. Maria, cioè sottolinea il fatto che in zona pedonale camminando non sul marciapiede, ha dovuto farsi da parte per far passare un Suv con “contrassegno invalidi” con a bordo una giovane signora che poco oltre parcheggiava e con disinvoltura si recava in una gioielleria. Dalle righe si percepisce una sorta di indignazione da parte del lettore nel constatare tre fattori a Lui non gradevoli: 1) L’automobilista non era una persona “anziana”, come se il contrassegno in questione debba essere rilasciato solo dopo una certa età a prescindere dalla patologia; 2) L’abbinamento Suv-contrassegno invalidi, non va bene!; 3) i Vigili Urbani in zona non fanno il loro dovere. Vorrei poter ricordare al gentile lettore che ci sono molteplici problematiche di salute per cui viene riconosciuto il diritto a circolare e a sostare in aree protette della città, che a prima vista sfuggono all’occhio del cittadino comune, come ad esempio certe disfunzioni cardiache che non permettono di fare più di 20 o 30 metri a piedi anche a persone giovani. Vorrei fare però un appunto alla redazione del giornale. È vero che i furbetti sono sempre in agguato, ma pubblicando queste lettere a parer mio si istigano i cittadini all’odio contro chi possiede un veicolo un po’ fuori dalla norma, conto i portatori di handicap, o contro tutti e due insieme. P.S. tengo a precisare che il sottoscritto non possiede né Suv, non è portatore di handicap e che è residente in Ztl.

Distinti saluti. Gentile lettore, lungi da noi il voler istigare all’odio nei confronti di chicchessia. Nello spazio delle lettere diamo voce a voi lettori, alle vostre segnalazioni e alle vostre esperienze, come avvenuto - nel caso in questione – sia per la lettera del lettore cui lei si riferisce che per la sua replica, due modi diversi di interpretare lo stesso episodio. Ricordo soltanto che quello dei “furbetti del contrassegno” (e nessuno dice che la giovane signora del Suv lo fosse) è purtroppo un problema che esiste anche a Firenze, e penso che sia nell’interesse di tutti, in primo luogo dei portatori di handicap, fare in modo che questa incivile condotta venga fermata. MF “LEGGE SULL’OMICIDIO STRADALE, PERCHÈ SERVE TUTTO QUESTO TEMPO?” Spett. Redazione, vi scrivo in merito alla pochissimo pubblicizzata iniziativa (magica) della proposta di legge sull’omicidio stradale! Vorrei fare presente, che il sottoscritto si sta prodigando per fare capire alle persone che conosce, l’importanza di questa proposta di legge! Credetemi l’ho detto al mondo intero e sono riuscito, spiegando bene il contenuto, a fare aderire circa venticinque persone, che hanno inviato il modulo. Io dico, ma è mai possibile, che dopo tutte le tragedie che ci vengono a conoscenza tutti i giorni, nessuno si preoccupa di fare qualcosa di costruttivo. Ne parlo con amici e conoscen-

ti, che si lamentano di questi criminali, drogati e ubriachi che si mettono in giro a fare danni e quando l’informo che si può fare qualcosa, fanno orecchie da mercante! Mi viene un dubbio: la gente ha paura di firmare, perché, se una sera che disgraziatamente, qualcuno alza anche leggermente il gomito, magari dopo anche una leggera libagione e ha anche gozzovigliato un po’, si trova ad avere un problema di viabilità e non è perfettamente cosciente, si troverebbe additato a pirata stradale. Ora, io bevo al massimo un mezzo bicchiere di vino, magari ad una cena, ma se non mi sento a posto con i riflessi, aspetto di smaltire quel niente, che potrebbe procurarmi dei problemi! Mi meraviglio che in un paese civile come il nostro, per arrivare alle sudatissime 50.000 firme, si impieghino mesi e mesi, quando basterebbero due settimane per arrivare al traguardo, con la possibilità di punire sul serio questi pazzi criminali, ai quali non importa niente delle vite altrui e chi se ne frega, della propria! Con simpatia. Gianfranco Ciccarello Caro Gianfranco, proprio come lei anche Il Reporter, da qualche mese, si sta impegnando a fianco dell’associazione Guarnieri (leggere articolo a pag.18) per raggiungere il traguardo delle cinquantamila firme e, soprattutto, quello di una maggiore sicurezza sulle strade. Per arrivare a questi risultati è importante il contributo di tutti, e auspico quindi che anche altri seguano il suo buon esempio. MF

invia la tua segnalazione alla nostra redazione redazione@ilreporter.it LA CICLISTA “PIRATA” E IL RISPETTO DELLE REGOLE Firenze, piazzale Donatello, martedì 11 ottobre ore 8:40, attraversamento pedonale posto davanti alla omonima Casa di cura. Sono in prima fila fra un folto numero di pedoni che, come me, si accingevano ad attraversare. Scatta il rosso per i veicoli provenienti dai Viali, scatta il verde per noi, comincio il mio attraversamento. Con la coda dell’occhio, vedo una ragazza in bicicletta che non si è fermata al rosso, penso: “si fermerà sul limitare delle strisce”, non finisco il mio pensiero che finisco rovinosamente in terra, le mani libere mi consentono di non sbattere la faccia, ma un forte dolore al ginocchio mi fa capire che il danno è lì, d’altronde i pantaloni sono rotti. La ciclista tira su la sua bici (lei non è caduta, ma ha perso il controllo del veicolo perché ha zigzagato fra noi, urtando prima un’altra signora e poi colpendomi alle spalle!), urla un “mi scusi” e va via nonostante qualcuno abbia tentato di fermarla. Penso ad una contusione e torno a casa (abito nelle vicinanze). Purtroppo le conseguenze sono più gravi: dall’ecografia e dalla tac si evidenzia micro frattura della rotula con conseguente tutore dall’inguine alla caviglia per 20 giorni. Oltre al danno fisico, anche quello economico: ecografia, tac, visita ortopedica, tutore e perdita di 2 biglietti trenitalia (recuperati solo in parte) per andare a trovare mia madre. Faccio notare che quel tratto dei viali, nella parte opposta, ha la pista ciclabile, che anche io sono talvolta ciclista, ma conosco e applico le norme previste per le biciclette che nel Codice vengono considerate veicoli... Vorrei che in qualche modo le biciclette fossero riconoscibili e i ciclisti obbligati ad una polizza assicurativa al momento dell’acquisto per risarcire i danni che sempre più spesso provocano sulla strada. Spero che la ciclista in questione possa leggere questa lettera e provi vergogna per il suo incivile comportamento. Lettera firmata

Cara lettrice, l’episodio che ci ha raccontato è senz’altro grave. Oltre al comportamento che devono tenere i ciclisti (su cui torneremo), è deplorevole il fatto che la ciclista che ha causato la sua caduta non si sia fermata a soccorrerla né a sincerarsi delle sue condizioni. Comportamenti che stanno alla base della convivenza civile, ma che troppo spesso vengono disattesi. Dovrebbe essere superfluo ricordare come dovere di ognuno di noi sia quello di fermarsi ad aiutare chi si trova in difficoltà dopo una caduta o un incidente, indipendentemente dall’esserne stati o meno coinvolti. Detto questo, parliamo della condotta di chi si sposta in bicicletta. Mezzo, non ci stancheremo mai di ripeterlo, il cui utilizzo deve essere incentivato e sostenuto, in una città (come certamente è Firenze, al pari d’altronde di tutti i centri medio-grandi) sempre più alle prese con il problema del traffico. E se certamente i ciclisti fiorentini meritano un elogio (spesso non è facile muoversi tra piste ciclabili a singhiozzo e rastrelliere che non ci sono), non è tollerabile che alcuni di loro, “protetti” dalla mancanza della targa e quindi da una sensazione di impunità, mettano a repentaglio la sicurezza propria e altrui con comportamenti imprudenti. Anche la bicicletta è un veicolo, e come tutti i veicoli ha delle regole da rispettare, partendo – discorso valido anche per tutti gli altri mezzi – da quelle del buonsenso. Capita a volte – e in questo senso non sono mancate né mancano le segnalazioni di voi lettori - di vedere biciclette sfrecciare sui marciapiedi o passare col semaforo rosso: comportamenti pericolosi da condannare perché, se il rischio di una multa non è poi così elevato, possono non mancare conseguenze ben più gravi. Insomma, se certamente è diritto dei ciclisti chiedere e poter contare su percorsi sicuri, è loro dovere ricordarsi sempre che le regole ci sono e vanno rispettate. E che anche in bicicletta, se condotta irresponsabilmente, si possono far danni seri. Matteo Francini m.francini@ilreporter.it


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ANTELLA collinare nel verde, ma vicina ad ogni servizio, villetta a schiera di nuova costruzione (classe energetica b),grande cucina con dispensa , sala con camino, 4 camere, 5 bagni, garage doppio, taverna, lavanderia giardino.vista panoramica su firenze, finiture di pregio personalizzabili. € 800.000,00 ☎335 7678437 BAGNO A RIPOLI COLLINA appartamento in bifamiliare su due livelli di mq.170 composto da sette vani oltre accessori, giardino, terreno e parcheggio privato. € 370.000,00 Ag. Imm. Bianchi e Grappolini ☎055 630656 - 055 631781 BAGNO A RIPOLI, collinare, splendida villa su due livelli ottima esposizione circondata da parco; composta da grande salone con camino, sala pranzo, cucina abitabile, 3 camere, 2 bagni. Grande taverna con cucina, sala camino, 4a camera e 3ºbagno. ☎335 7678437 - 331 8532086 BAGNO A RIPOLI/VILLAMAGNA in villetta a schiera bifamiliare appartamento di 170 mq disposto su 2 livelli con 2 ingressi volendo divisibile per 2 nuclei familiari oltre giardino e terreno con ulivi e piante da frutto per 1.330 mq.posizione panoramica nel verde, vera occasione € 360.000,00 ☎335 7678437 - 331 8532086 BAGNO A RIPOLI Villa moderna con vista Firenze, ottime potenzialità di ampliamento per la realizzazione di tre o più unità. Giardino circostante di circa 2000 mq, fascia di terreno ad oliveta. Garage doppio. Nostra esclusiva, gradita collaborazione. (v012) ☎055 6530323 BOTTAI Appartamento in bifamiliare libera su tre lati, in strada interna, di mq. 100 composto da 5 vani oltre due bagni, ripostiglio, garage doppio, giardino privato. Recente costruzione. € 490.000,00 Ag. Imm. Bianchi e Grappolini ☎055 630656 CURE ALTE spettacolare villino finemente ristrutturato in stile anni ’30. Circa 300 mq disposti su 3 livelli oltre depandance e giardino. N.2 ingressi separati. Ottimo per abitazione e studio. Trattativa riservata ☎335 7678437 - 331 8532086 FIRENZE SUD 10 MINUTI Sieci,,nel verde, stupenda villetta terratetto libera su 3 lati con bel giardino di 800 mq; composta da cucina, sala pranzo sala con camino, 3 camere, 2 bagni, cantina, lavanderia e garage. Perfetta e super accessoriata ☎335 7678437 - 331 8532086 FIRENZE SUD-VIA CHIANTIGIANA Vendesi villa libera su 4 lati immersa nel verde,divisa in 3 appartamenti,perfettamente ristrutturata di mq 400 oltre giardino mq 2500, adatto anche a più nuclei familiari,trattativa riservata.rif. ☎055 292355 Av/78.

GIRONE Meravigliosa villa di 600 mq libera su 4 lati con parco. Attualmente divisa in un appartamento di alta rappresentanza, un altro appartamento in stile moderno ed uno studio. Ideale per più nuclei familiari o studio-ufficio oltre abitazione ☎335 7678437 - 331 8532086 MONTEBENI immersa nel verde villa in pietra libera su tre lati mq.230 su tre livelli,grande giardino oltre a mq.16.000 terreno agricolo, termosingolo a gas metano, ottime condizioni, gierreimmobiliare rif.av/110 ☎055 292355 S.DONATO immersa nel verde, bellissima posizione (no autostrada), splendida villa di circa 400 mq circondata da 3000 mq di parco e 150 mq di balconi e logge. Possibilità di frazionamento € 980.000,00 ☎335 7678437 - 331 8532086 SAN MAURO A SIGNA in strada tranquilla villetta divisibile 210mq libera su tre lati doppi ingressi pedonali e carrabili terrazza di 40mq tripli ingressi adatta a creare due appartamenti e/o altre destinazioni di uso completa la proprietà giardino di mq245 garage lavanderia rif1999/fcp € 610.000,00 trattabili ☎340 9454673 - 335 5914373 UGOLINO Immersa nel verde, doppi ingressi, 7 vani mq. 240, sala doppia con caminetto, ampio soppalco a vista sulla sala uso studio/salotto, sala pranzo, cucina, camere, 3 bagni, loggia, giardino mq.5000, posti auto, doppia cantina - rif. L911 € 860.000,00 trattabili ☎055 580103 - 331 5764740

GRASSINA Ex-fienile indipendente mq.110 su 2 livelli, 3 camere, doppi servizi, caminetto, giardino privato mq.800, ampio garage, cantina, doppi ingressi, 2 posti auto coperti, pozzo privato, ottimo stato - rif. L816 € 800.000,00 trattabili ☎055 580103 - 331 5764740 LASTRA A SIGNA colline In posizione strategica, splendida colonica di 320 mq completamente ristrutturata con materiali di pregio ed elementi architettonici dalle linee moderne. L’abitazione vanta una splendida zona giorno di 170 mq al piano terreno, oltre 4 camere e 5 servizi al primo piano. Terreno. (c007) ☎055 6530323

VALDISIEVE FIRENZE SUD direzione Rosano, porzione di colonica su tre livelli e libera su tre lati, composta da sala con camino, cucina abitabile, 3 camere, 3 servizi oltre taverna, garage, giardino e terreno. € 495.000,00 trattabili ☎335 7678437 - 331 8532086

VALDARNO REGGELLO CANCELLI in villa antica, a piano terreno 140 mq complessivi di fondi finestrati da ristrutturare oltre ampio loggiato e circa 1000 mq di terreno. Oggetto unico ed esclusivo, da amatori. ☎377 2682317 Richiesta € 170.000

MUGELLO BORGO SAN LORENZO Bella Panoramica Luminosa villetta ingresso indipendente. Piano terreno loggia, garage, cantina, lavanderia, giardino. Piano primo: soggiorno angolo cottura, canna fumaria, camera matrimoniale, bagno, balconi abitabili. Ampia mansarda con travi a vista personalizzabile. Certificata classe a. No provvigioni.rifrim2g € 332.000,00 ☎055 8458055 - 347 7840742 BORGO SAN LORENZO in prossimità del centro, villetta nuova, libera su tre lati ingresso indipendente resede e ampio giardino privato, piano terra, piano primo, mansarda tetto in legno tot mq 107. Personalizzabile ottimo capitolato. Risparmio energetico classe a no provvigioni rifrim6a € 320.000,00 ☎055 8458055 - 347 7840742 BORGO SAN LORENZO Villetta su 3 livelli, nuova costruzione risparmio energetico fino al 70%, interni e rifiniture personalizzabili da ottimo capitolato, prossima consegna zona residenziale panoramica prossimità centro. Ingresso indipendente, ampia mansarda con travi a vista. Totali mq. 140. No provvigioni. Rifrim5e € 302.000,00 ☎055 8458055 - 347 7840742 SCARPERIA bellissimo terratetto in posizione dominante in bifamiliare libero su tre lati ampia zona giorno, cucina, studio, 2 bagni, 2 matrimoniali, tot mq. 175, ampio resede, interni personalizzabili. No provvigioni. Rif.pan. € 330.000,00 ☎055 8458055 - 335 7603784

COLONICHE

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TERRENI FIRENZE

BAGNO A RIPOLI 15 MINUTI stupendo fienile indipendente di mq.260 su un unico livello, diviso in una unità principale ed una dependence, con giardino esclusivo mq.5000 e due garage. Finemente ristrutturato. € 800.000,00 Ag. Imm. Bianchi e Grappolini ☎055 630656 - 055 631781 BAGNO A RIPOLI VILLAMAGNA colonica mq.400 ristruttura, costituita da un appartamento di quattro vani ed un appartamento di sette vani oltre cantina carrabile, lavanderia, locali accessori, garage, giardino e terreno esclusivo di mq.5000 olivato. Ottima esposizione. Panoramico. € 750.000 Ag. Imm. Bianchi e Grappolini ☎055 630656 - 055 631781 BAGNO A RIPOLI Le corti, collinare, ottima esposizione , bellissima porzione angolare di antica colonica superbamente restaurata composta da : cucina abitabile, sala doppia con camino, 2 matrimoniali, 2 bagni, stanza in soppalco, bellissima taverna/garage di 70 mq.ingresso indipendente con 350 mq di giardino. € 550.000,00 ☎335 7678437 - 331 8532086 BAGNO A RIPOLI nelle vicinanze, zona collinare nel verde, caratteristica porzione di colonica in pietra, tutta ristrutturata composta da cucina, sala/soggiorno, camera matrimoniale, 1 singola, stanza guardaroba, lavanderia, bagno, giardino di 600 mq con ulivi. € 345.000,00 ☎335 7678437 - 331 8532086

IMMOBILI

COMMERCIALI VENDITA

CAPANNONI 15 KM DA BARBERINO M.LLO in ottima posizione su strada traversa del mugello a 25 km da firenze vendesi fondo artigianale nuovo mq. 330. Vero affare. No provvigioni. Rif.lator ☎055 8458055 - 347 7840742

FONDI

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UFFICI

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NEGOZI

ALBERTI/BECCARIA In ottima posizione, strada di buon passaggio,intero villino anni ’30, attualmente adibito ad uffici.doppio ingresso, 8 stanze,2 servizi, cantina, possibilità di sfruttare piano sottotetto.ideale per banca, studi medici, studi associati, abitazione+ufficio, bed & breakfast € 810.000,00 ☎335 7678437 - 331 8532086 BORGO SAN LORENZO Loc. La torre, affaccio su strada traversa del mugello, vendesi fondi uso ufficio o artigianale, nuovo, da personalizzare.rif.lator. A partire da € 750,00 mq ☎055 8458055 - 347 7840742 COMUNALE PRESSI In palazzo signorile vendesi splendido ufficio di rappresentanza mq 270 con posto auto e cantina.trattativa riservata.rif. Av/74 ☎055 292355 LASTRA A SIGNA centrale (viale diaz 29) negozio completamente ristrutturato, mq 32 con bagno. € 85.000 tratta☎335 5220965 bili

1-2 VANI AFFITTI COMMERCIALI UFFICI

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NEGOZI

BAGNO A RIPOLI/GRASSINA ufficio con bagno,all’interno di studio associato include: rete pc, uso sala riunione, 1 posto auto, telefono fax, pulizie ed utenze. € 650,00 ☎335 7678437 - 331 8532086 FIRENZE NOVA zona in studio professionale affittasi anche singolarmente, nº 2 vani uso ufficio di cui uno con balcone e archivio personale, oltre vano a comune per riunioni o segreteria, aria condizionata, ascensore piano 2º posto auto rif 100 Studio Bruni-igo Immobiliare cell. 335 7363640 ☎055 414545 - 055 419096


NON ESISTONO PIU’ LE MEZZE STAGIONI Bombe d'acqua e piogge torrenziali possono creare allagamenti improvvisi. 4.200 Km di rete fognaria e 252.000 caditoie sono il nostro impegno quotidiano. Anche un piccolo gesto può evitare grandi problemi. Aiutaci a tenere libere le caditoie. Voler bene alle nostre città

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Il reporter-Tavarnelle-Novembre 2011