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Il Giornale nel tuo Comune 1146089

Dal 1873 TRASLOCHI

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rePorTAGe

PRIMO PIANO

OTTOBRE 2011

Quegli 80enni automuniti Andrea Muzzi*

U

lA cIttà DI chI NON veDe Un bastone per amico e tanti problemi. Breve viaggio in centro per capire cosa c’è da cambiare PAG.15

comuni, e Unione sia Dal 2012 Fiesole e Vaglia inizieranno a condividere una serie di servizi: ecco cosa cambia PAGG.4-5

sPorT

Fontelucente, l’oratorio si sgretola PAG.3

Crisi, che succede a Firenze

amarcord

di Carpini - Donnici

B

lA PARtItA DellO stADIO Tramontata la Cittadella viola, ecco la nuova idea: l’impianto alla Mercafir. Con negozi, uffici e ristoranti PAG.26

via all’Avventura A Vincigliata sempre più persone si cimentano nei tre percorsi nel bosco. E a chi piace sparare... PAG.31

asta sfogliare qualsiasi giornale o sintonizzarsi su un tg per imbattersi in una serie di termini sconosciuti o quasi, ma comunque dal suono sinistro. Btp, bot, bund, spread, default e chi più ne ha più ne metta. Parliamo di economia e mercati azionari, questo è chiaro più o meno a tutti. Ma cosa significano queste parole? C’è davvero da averne paura? E soprattutto, come può incidere questo universo “misterioso” sulla vita quotidiana dei cittadini e sulle loro

tasche? Per capirne qualcosa di più Il Reporter ha chiesto lumi a un esperto del settore, il preside della facoltà di Economia dell’Università di Firenze Francesco Giunta. Che non nasconde che quelli che ci aspettano non saranno tempi facili. Così come non facili sono i tempi per il lavoro. Tra precariato e contratti sempre più brevi, la situazione non è affatto rosea. E allora si cerca di capire come uscirne. Prima che sia PAGG.8-9 troppo tardi.

C’erano una volta le cabine del telefono PAG.14

in classe

Per imparare non è mai tardi PAGG.10-11

Edizione di Fiesole • 7.724 copie distribuite da

n pregiudicato è stato fermato mentre guidava una macchina rubata con una gamba sola e una stampella! Ormai si guida l’auto in condizioni sempre più precarie. Una volta ci si ubriacava alle feste, oggi molti bevono solo in macchina. Tant’è che la Fiat, per soddisfare le esigenze di mercato, farà uscire due nuovi modelli: la Fiat Chianti e la Fiat Brunello di Montalcino. Poi ci sono quelli che trasformano la macchina in un ufficio: telefonano, scrivono. Un mio amico addirittura in macchina ha montato un centralino, se lo chiami e la linea è occupata ti risponde direttamente la segreteria dal bagagliaio! Le donne, invece, usano l’auto come fosse un centro estetico: si truccano, si pettinano. Mia moglie ha sostituito la lucina dell’interno auto con una lampada alogena. Così quando guida si fa pure le lampade! Infatti io, che ho la pelle chiara, quando la mattina accompagno i figli a scuola devo mettermi sempre la crema protettiva! Ma io penso che la razza più pericolosa di automobilista sia il vecchino. L’ottantenne automunito che guida d’estate nelle ore più calde è un’arma di distruzione di massa. Volete risolvere la situazione nella striscia di Gaza? Mandate laggiù sei vecchini con la Panda! Tutto quello che gli si parerà davanti lo raderanno al suolo! I vecchini potrebbero risolvere anche il problema della criminalità. Falli girare con la macchina per Scampia, vedrai dopo qualche giorno quanti camorristi in meno ci saranno! Ai vecchini non andrebbe data la patente, per loro è più giusto il porto d’armi! *Comico

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Ottobre 2011

il giornale nel tuo Comune

il punto. Con l’inizio dell’intervento cambia anche l’assetto dei parcheggi nelle strade circostanti

Area Garibaldi, via libera al cantiere Diciotto mesi: tanto dovrebbero durare le opere nella piazza alle spalle del Comune. Nella zona sorgeranno i due edifici della Menarini, uno dei quali a uso foresteria Barbara Biondi

A

rrivano le ruspe nell’area Garibaldi. Dopo aver aspettato (e tribolato) per anni, finalmente cominciano i lavori nello spazio un tempo occupato dalla casa del popolo e da troppo tempo lasciato abbandonato a se stesso, tra uno scavo archeologico e l’altro. Diciotto mesi, tanto durerà il cantiere secondo il progetto della Menarini, l’industria farmaceutica proprietaria dell’area, che realizzerà due edifici all’interno dei quali prenderanno “casa” i laboratori dell’azienda e una foresteria composta da ventotto mini appartamenti per quegli studiosi, italiani e non, che periodicamente faranno tappa sul colle etrusco per dare il loro contributo alla ricerca scientifica. “La cosa più importante - spiega l’assessore all’urbanistica Marcello Cocchi - è che finalmente cominciano i lavori programmati da tempo che porteranno al completamento urbanistico del centro storico andando a colmare quel vuoto urbano lasciato dalla casa del popolo venti anni fa”. I lavori contemplano, oltre alla costruzione degli edifici anche la riqualificazione di piazza Garibaldi che verrà pavimentata in pietra; qui, verranno relizzati, inoltre, una serie di collegamenti pedonali pubblici con cui sarà possibile collegarsi all’Area Archeologica retrostante il Municipio. “Una specie di piazzetta archeologica alla quale tutti i cittadini potranno accedere”, è il frutto di una convenzione appena firmata tra Comune, Menarini e Soprintendenza, convenzione secondo cui l’azienda si occuperà di realizzare quersto spazio pubblico per rendere visibile a tutti il frutto di un’indagine conoscitiva del sottosuolo in corrispondenza della ex piazza Garibaldi, che nel corso del tempo ha portato alla luce importanti resti tra cui una serie di tombe dell’epoca longobarda. “Inoltre un archeologo è stato incaricato di studiare approfonditamente i reperti e la loro storia (incarico già approvato dalla giunta, ndr) in modo da poter poi dare alle stampe i frutti di questa ricerca”. Adesso saranno i “vicini di casa” a dover stringere un po’ i denti, perché dopo aver a lungo guardato quello spazio vuoto e semi-abbandonato, dovranno fare i conti con i disagi dei lavori. “Il primo periodo sarà quello più difficile, durante il quale verranno scavate le fondamenta delle due palazzine an-

l’area

Garibaldi

dando a intervenire con delle micro cariche sulla roccia che si trova al di sotto del piazzale”. Ma a parte un po’ di rumore, non c’è nient’altro da temere, il sistema oltre ad essere stato testato, è stato anche approvato dalla soprintendenza. Bisognerà abituarsi ai cambiamenti dell’area adibita a parcheggio, che sono stati dislocati in punti diversi in qualche caso soppressi e che in questo frangente rappresentano il cambiamento più grande per i cittadini di Fiesole. Verranno tolti i parcheggi a pagamento in piazza Garibaldi alla

destra degli alberi e lo stesso avverrà per quelli in via Mangani; per compensare ne verranno creati di nuovi a pagamento: 6-7 posti, sempre in piazza Garibaldi, ma alla sinistra degli alberi. I parcheggi a pagamento nella piazzetta del Ghirlandaio e in via Matteotti verranno sostituiti con altrettanti posti a rotazione oraria gratuita (disco orario), con il limite di sosta di un’ora. Inoltre, il parcheggio in via Portigiani dalle 9 alle 19 di tutti i giorni della settimana sarà a pagamento per tutti, anche per i residenti autorizzati mentre nel posteggio pubbli-

co di via Duprè, sul lato parallelo alla strada, verrà istituita la sosta a rotazione oraria gratuita con il limite di sosta di un’ora e nella restante porzione di posteggio la sosta rimarrà libera. “Bisogna fare i conti con qualche disagio - aggiunge Cocchi -, ma abbiamo cercato di arginare il problema in questo modo. Ma aldilà dei piccoli problemi che può causare ogni cantiere, c’è grande soddisfazione, perchè con la realizzazione di quest’opera chiude un cerchio e si riqualificando una zona importante della città”.

La novità Programmi visibili solo con un nuovo apparecchio o installando un decoder alla vecchia tv

Digitale terrestre, da novembre arriva anche a Fiesole

A

nche Fiesole da novembre diventa digitale. Dall’11 al 18 del prossimo mese anche sul colle lunato avverrà il passaggio al digitale di tutte le reti televisive nazionali e locali. I programmi saranno quindi visibili unicamente attraverso un decoder o un apparecchio televisivo con sintonizzatore digitale integrato. Tutti pronti dunque a trovare la soluzione più adatta per non rimanere senza tv. Grazie alla nuova tv sarà possibile usufruire di una migliore qualità dell’immagine e del suono e, gratuitamente, di un maggior numero di canali e programmi, e, soprattutto, di innovativi servizi di pubblica utilità. Questo passaggio consentirà, inoltre, di

Il Reporter di Fiesole raggiunge 7724 famiglie nel Comune di Fiesole. Copia in abbonamento postale

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il reporter è un periodico di 10 edizioni che mensilmente viene distribuito da in 216.486 copie

Direttore Responsabile: Matteo Francini Service editoriale e grafico: tabloid soc.coop., Firenze (FI) scrivimi@ilreporter.it

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ridurre l’inquinamento elettromagnetico. I vecchi apparecchi potranno continuare ad essere utilizzati senza problemi, ma dovranno essere muniti dell’apposito decoder (si acquista a poco prezzo in tutti i negozi di elettronica), un piccolo apparecchio che, collegato al televisore, consentirà di sintonizzarsi su tutti i canali che altrimenti sarebbero oscurati. Per agevolare questo passaggio alla nuova tecnologia agli abbonati tv di età pari o superiore a 65 anni (da compiersi entro il 31/12/2011) che abbiano dichiarato nel 2010 (redditi 2009) un reddito pari o inferiore a euro 10.000, verrà riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo Economico un contributo di 50 euro

Stampato da Rotopress International, Loreto (AN) Periodico d’informazione locale Anno V n.79 del 3 ottobre 2011 N°reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di Firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10€

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Fiesole

Fontelucente. Un’impalcatura a tamponare temporaneamente i distaccamenti dall’alto

La chiesa “cede”. Aspettando i lavori

la chiesa di

Fontelucente

Il loggiato dell’oratorio, costruito alla fine del Seicento, è stato messo in sicurezza per arginare le cadute di pietra serena sulla strada sottostante. Il parroco lancia un appello: “Spero che ci sia un benefattore pronto a investire sulla chiesa”

V

Il quadro d’autore? Si noleggia in galleria C

Caterina Gentileschi ista dalla via Bolognese, dall’altro alto della valle, la chiesa di Fontelucente sembra appoggiata sulla costa che da Fiesole scende verso Pian di Mugnone, in equilibrio quasi precario. E invece no, Fontelucente sta in quella posizione da secoli, aspettando gli affezionati del posto, che la domenica mattina risalgono (o riscendono a seconda della posizione) la collina per assistere alla messa che il parroco della chiesa di San Giovanni battista decollato, a Pian di Mugnone, viene a declamare una volta la settimana. Sono tanti anche i curiosi che fin lì si spingono affascinati dalla storia di un piccolo tempio cristiano sorto su una sorgente miracolosa, che sgorga in un fontanile proprio all’interno dell’unica navata. C’è chi sogna di coronarci il suo sogno d’amore e chi preferisce farci un salto al tramonto, quando la luce del sole che cala su Firenze prende quel che di magico e inatteso. Insomma Fontelucente, forse grazie anche a questo nome un po’ speciale, è un piccolo gioiello amato da tutti, un gioiello che però da diversi mesi a questa parte comincia a soffrire di quel male col quale prima o poi tutti gli edifici devono fare i conti: il passare del tempo. Ormai da diversi mesi - ed è ben visibile anche passando dall’altra parte della valle del Mugnone, lungo la via Bolognese - sul lato ovest della chiesa ha preso casa una ingombrante impalcatura, che serve a bloccare il materiale lapideo che cade dall’alto, solo per evitare che precipiti sui passanti e sulle auto che transitano lungo la strada. Una specie di cerotto dunque, non una struttura che preannuncia dei lavori ma semplicemente un tampone che impedisce alla rovinosa caduta di materiale (che è ben evidente alzando lo sguardo all’insù) di creare danni a cose o persone. “La situazione è questa, c’è poco altro da aggiungere. E va avanti già da un po’ di tempo - spiega Don Marco, parroco di Pian di Mugnone e Fontelucente - è così perchè non abbiamo abbastanza soldi da investire”. Come

La curiosità. L’idea di Simone Gianassi

spesso accade in questi casi, quando si va ad intervenire il danno è già stato fatto e non è colpa di nessuno, sono gli agenti atmosferici, il passare inesorabile degli anni e l’inquinamento atmosferico che logorano, corrodono la pietra serena - tipica del territorio fiesolano - sbriciolandola letteralmente. E’ così che pezzi del loggiato, alcuni anche di dimensioni notevoli come quello che si è staccato dall’angolo più esterno, cadono creando problemi, mettendo in pericolo i frequentatori del luogo e deteriorando irrimediabilmente la facciata della chiesa. E’ dopo uno dei primi episodi che è stata collocata la mantovana realizzata con legno e tubi innocenti, per mettere al riparo non la struttura che continua a logorarsi piano piano, ma i passanti. “Si stanno facendo delle verifiche per capire quanto costerebbe un intervento di manutenzione e quanto tempo occorrebbe per ultimarlo, ma per adesso non si sa ancora niente di

Non ci sono soldi. Se qualcuno volesse aiutarci sarebbe il benvenuto preciso”, spiega mesto Don Marco. “Solo una cosa è certa - continua - che reperire i fondi necessari, che si prospettano ingenti, per noi è abbastanza difficile. Ma se ci fosser un benefattore disposto a investire un po’ di denaro per la salute della chiesa di Fontelucente, saremmo tutti molto contenti”. Un appello quello di Don Marco, che mentre aspetta il responso degli studiosi che stanno valutando tempistica e modalità di esecuzione, si rammarica per il piccolo oratorio fiesolano, che dalla fine del Seicento vive silenzioso sulle pendici della collina e che dopo tre secoli comincia a reclamare qualche attenzione in più.

hi l’ha detto che un quadro lo si debba acquistare a tutti costi? E se poi col passare del tempo stanca e non si ha più voglia di vedere sempre gli stessi colori e sempre gli stessi soggetti sulla solita parete? Per ovviare al problema Simone Gianassi, in arte Janax, artista e fautore della Galleria del Teatro Romano, ha dato vita ad un’iniziativa che più originale non si può. Si tratta di “Art rent”, più semplicemente noleggio di opere d’arte, che possono essere prese in prestito per un periodo di tempo concordato e ad un prezzo abbordabile da chiunque ne abbia voglia o necessità. “Tutto è cominciato con dei contatti con armatori e proprietari di yacht, che ci hanno chiesto delle serigrafie e delle stampe da mettere in bella mostra per un periodo sulle loro imbarcazioni - spiega Janax -. Si trattava quasi sempre di classici, riproduzioni dei quadri di grandi impressionisti come Monet, oppure qualche dipinto scelto tra i più famosi di Picasso”. E da questi primi contatti è nata l’idea di allargare il business anche ad altre aziende e, perché no, a qualche privato. “E’ cominciato tutti quasi per scherzo e ora abbiamo contatti sparsi per tutto il centro-nord continua Janax -. A Fiesole e dintorni pochi, devo essere sincero, già in Versilia qualcosa comincia a muoversi. Abbiamo lavorato con degli albergatori di Lido di Via-

reggio. Ma le forniture migliori le abbiamo fatte al nord Italia e quest’estate in Sardegna”. Ma chi è il cliente tipo di questo genere di servizio? “Aziende di vario genere che magari organizzano un meeting e invece di far trovare agli invitati una sala spoglia preferiscono renderla più gradevole e accogliente per l’occasione. Ma anche banche, e poi castelli e ville, che vengono addobbati ad hoc per occasioni speciali come possono essere i matrimoni, diversi a seconda del gusto degli sposi”. Le litografie e le riproduzioni in genere sono quelle che “funzionano di più”, che vengono più richieste dai clienti, ma la Galleria del Teatro Romano (via Portigiani 34/36)

Aziende ma anche privati, in occasione di feste speciali e matrimoni mette a disposizione anche lavori originali degli artisti che ciclicamente espongono le loro opere negli spazi fiesolani. Chi invece l’arte preferisce godersela in galleria, fino al 24 ottobre prossimo ci sarà la possibilità di fare un salto in via Portigiani, per vedere gli scatti della fotografa Alyssia Lazin, che espone per la prima volta /L.V.Z. i suoi lavori a Fiesole.


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Ottobre 2011

il giornale nel tuo Comune

L’inchiesta. Vigili, istruzione e risorse umane: questi gli uffici che saranno condivisi

Fiesole e Vaglia, l’unione è fatta Dal 2012 via ai servizi in comune Barbara Biondi

L’

unione fa la forza, non c’è dubbio. Ed è per questo che il Comune di Fiesole ha deciso di condividere alcuni servizi con il vicino paese di Vaglia. Quelle che fino a qualche tempo fa sembrano solo delle ipotesi, oggi diventano realtà, e a partire dai primi mesi del 2012 i due Comuni si spartiranno il comando della Polizia Municipale, l’ufficio scuola e cultura e l’ufficio gestione del personale comunale. Detto così sembrerebbe una sorta di offerta al supermarket: prendi due paghi uno. “E invece no - assicura il sindaco Fabio Incatasciato - i vigili di Vaglia e quelli di Fiesole avranno un unico comandante che potrà coordinare meglio la gestione sul territorio, senza diminuire né sull’uno, né sull’altro Comune i Vigili a disposizione. Avere maggiore elasticità nella gestione dei servizi produrrà risparmio e maggiori disponibilità”. “Ma anche sui servizi scolastici, continua Incatasciato - si potrà contare su unico appalto per la mensa, con due centri cottura comunali, con risparmi evidenti da investire su tariffe più basse e maggiore qualità del cibo. Ognuno avrà le proprio scuole, ma su tariffe, trasporti e servizi aggiuntivi si potrà contare su più risorse”. Dunque il motto sembra essere “sì al risparmio di risorse, senza però sacrificare i servizi offerti al cittadino”. “Proprio così - aggiunge Incatasciato - Serve ad unire alcuni uffici sotto un’unica direzione, risparmiando costi e burocrazia, su servizi che già vengono svolti o che potranno essere aperti per la prima volta. Gestire personale e spese per un nume-

piazza

Mino

Andrea, riccardo e francesco

Mansur

Carla

“Troppa distanza tra i comuni”

“Basta che serva a risparmiare”

“Ok, ma stop agli sprechi”

“L’idea non sarebbe male se non fosse per la distanza che separa il centro abitato di Fiesole da quello di Vaglia. Sono diversi i chilometri da percorrere per andare dal nostro capoluogo a Vaglia, e probabilmente questo aspetto potrebbe penalizzare i servizi che i due comuni andrebbero a condividere”

“Io lavoro a Fiesole ma abito a Vaglia e trovo che l’idea di condividere dei servizi tra i due comuni sia giusta, soprattutto se si tratta di risparmiare sugli sprechi. A patto che non si venga meno agli impegni che l’amministazione ha preso con i cittadini. Su un aspetto però dovrebbero essere tutti più chiari, dovrebbero spiegare di preciso alla gente cosa cambierà”

“Io sto a Fiesole ma mio figlio ad esempio vive a Vaglia quindi faccio spesso la spola tra un comune e l’altro. La trovo una soluzione giusta se serve a risparmiare, a diminuire i costi e gli sprechi della pubblica amministrazione. A me basterebbe sapere questo per essere soddisfatta di questa novità”

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Fiesole ro di abitanti maggiore fa spendere meno e ottenere maggiori risposte per il cittadino. Inoltre La Regione Toscana eroga incentivi importanti ai Comuni che decidono di unire alcune proprie funzioni”. Una sorta di opportunità data ai Comuni sotto i centomila abitanti che dall’anno scorso, grazie ad una norma contenuta all’interno della finanziaria, secondo la quale due o più enti possono condividere la gestione di alcuni servizi. E secondo gli amministratori fiesolani il rischio con questa unione metta a repentaglio l’efficienza degli uffici cittadini è pressochè nulla anche perchè sono diverse le esperienze precedenti nella provincia di Firenze - dal Chianti alla Valdisieve fino al Vardarno - che hanno mostrato segni tangibili di quanto convenga condividere alcuni aspetti del menage quotidiano. Ma come mai la scelta è ricaduta proprio su Vaglia? “Perché è un Comune a noi vicino dice il sindaco -, che ha dimensioni ridotte rispetto (5.100 abitanti, ndr) a Fiesole e che proprio per questo ha i requisiti per condividere con un Comune medio molti fattori che riguardano la gestione interna: gare, appalti, spesa per il personale, acquisti di materiale, sicurezza stradale”. E in ogni caso non sarebbe la prima volta che Fiesole spartisce un servizio con qualcun altro. Succede già, e da diverso tempo, con tutti Comuni

che aderiscono alla Società della salute, con i quali condivide i servizi sociali che prima Fiesole affidava alla Asl. “Da allora - ha aggiunto Incatasciato - nonostante tagli ingenti fatti a livello statale sul sociale, ogni anno abbiamo risparmiato oltre centomila euro: gestire assieme fondi comuni eliminando la burocrazia ha dato ottimi risultati”. E se l’esperimento funziona e comincia a dare i suoi frutti, secondo l’accordo dal 2015 saranno anche altri gli uffici che potranno essere condivisi. Per la gestione poi, è previsto un team ridotto al minimo indispensabile. “Ci sarà un consiglio comunale ridottissimo, con solo due consiglieri (eletti dai rispettivi consigli comunali), di

Non è la prima volta. In Toscana ci sono già altri precedenti uno scorcio della campagna intorno a

maggioranza e opposizione, per ogni Comune, più i due sindaci. La Giunta sarà composta dai soli due sindaci. Questi organi non costeranno nulla e chi prenderà parte non percepirà alcun compenso”. E allora non resta che aspettare il 2012 per toccare con mano se quello tra Fiesole e Vaglia sarà un matrimonio felice oppure no.

Vaglia

Un unico comando di polizia municipale, un solo ufficio scuola e cultura e una gestione partecipata del personale. Questi sono i primi passi che sanciranno il “legame”, ma non è escluso che, a partire dal 2015, ne verranno fatti di nuovi

La mostra. Fino al 28 ottobre rimarranno esposte nella sala consiliare una serie di opere della poliedrica Monetti

Sul colle etrusco i lavori dell’allieva di Pietro Annigoni N

on succede tutti i giorni di ospitare una personalità controcorrente e di talento, allieva di Pietro Annigoni negli anni ’60, passata poi allo studio di Bruno Saetti. È Lea Monetti, artista fiorentina a tutto tondo: pittrice, scultrice, bronzista, ritrattista, esperta in tecniche antiche e affresco. Arrivata sul Colle etrusco con i suoi bronzi e i suoi dipinti, i veri protagonisti della mostra

Ho frequentato e conosciuto questo posto quando ero nella “scuderia” di Remo Bianco “Fiesole, un Amore Ritrovato”, che viene ospitata nella Sala Consiliare del Municipio (piazza Mino, 26) fino al 28 ottobre (orario:

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dal lunedì al giovedì 9 – 18, il venerdì 9 – 13). L’esposizione, che aprirà giovedì 29 settembre alle ore 17.30, raccoglie circa trenta opere che portano l’osservatore a diretto contatto con la poetica artistica di Lea Monetti. Ne sono testimonianza tangibile la natura rappresentata nei dipinti, e i volti, i corpi che prendono forma nella scultura. L’artista ha voluto dedicare la mostra fiesolana a G. B. Remo Bianco. “Ho conosciuto e frequentato Fiesole per tanti anni quando ero nella ‘scuderia’ di Remo Bianco – racconta Lea Monetti –, che più di una volta organizzò per me feste favolose nella Villa degli Angeli, per festeggiare e mettere in evidenza un solo quadro che gli piaceva in modo particolare. Lassù convergeva tutto il mio lavoro e lui gestiva il suo ricamo di manager. Al pari degli anni in cui seguii con passione la Scuola della Realtà di Pietro Annigoni e ne fui professionalmente segnata, G.B. Remo Bianco ha contribuito a formare la mia personalità di lavoratore dell’arte. Lasciai Bianco, sia pure con grande dispiacere, il giorno

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che mi rispose: ‘nessun pittore arrivato si diverte’. Avevo capito il tranello che si cela nella ricerca del successo e ho voluto essere di nuovo libera di lavorare soltanto sul filo dell’emozione. Ma voglio rendere onore a Bianco con questa mia presenza a Fiesole, nel ricordo degli anni splendidi della sua vita e anche della mia. Gli sarò sempre grata di avere avuto fiducia in me, nonostante dicesse che portare avanti una donna gli faceva fare tanta fatica in più, e sopratutto di avermi sempre trattata come ‘pittore’, proprio come fossi un uomo”. Lea Monetti si è avvicinata all’arte concettuale e materica senza mai farsi etichettare: quando Carlo Munari la invitò a presentare le opere su asfalto all’expo di Bologna rifiutò per tornare alla realtà e riappropriarsene, in controtendenza, con raffinate performance pittoriche. Dopo un periodo di allontanamento dalla pratica artista Lea Monetti è tornata prima a Firenze e ora a Fiesole riscoprendo, appunto, “un amore ritrovato”. Per /B.B. maggiori informazioni sull’artista: www.leamonetti.it.

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Ottobre 2011

il giornale nel tuo Comune

Il luogo. Dalla via vecchia Fiesolana si accede alla sede italiana della Georgetown University

A lezione nella tenuta dei Rockefeller Corsi ad hoc e programmi di studio per americani all’estero prendono vita a Villa Le Balze, nell’angolo di paradiso che si affaccia su Firenze, eremo dorato costruito all’inizio del ‘900 Barbara Biondi

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li studenti che oggi arrivano inerpicandosi dalla stradina stretta di via vecchia fiesolana fanno fatica a capacitarsi dello splendore che li attende una volta entrati nel giardino di villa Le Balze: una terrazza su Firenze che

nelle giornate più belle regala i colori più fulgidi della natura, di un giardino curato e suddiviso in spazi eleganti che regalano prospettive inedite sulla città. I giovani statunitensi si sorprendono ma il filosofo e pensatore americano Charles Augustus Strong che nel

1911 la fece progettare dall’architetto Cecil Pinset sapeva bene in quale luogo meraviglioso stata facendo costruire la sua residenza. Una terrazza lunga e stretta che corre lungo un versante della collina alle porte di Fiesole che Pinset organizzò circondando la residenza con giardini diversi, ciascuno con la sua peculiarità. Dopo la morte della moglie Elisabeth Rockefeller (che Strong aveva conosciuto perché suo padre era il presidente del seminario di teologia della chiesa battista di Rochester, posizione che gli consensì di stringere amiciazia con la famiglia di imprenditori più importante d’America) Strong decise di trasferirsi definitivamente - e contro il volere dell’anziano Rockefeller - nella residenza in cima alla collina di Fiesole che aveva fatto ideare al suo amico Pinset. Alla morte del padre, l’El dorado fiesolano andò in eredità alla marchesa Margaret Rockefeller, nipote dell’imprenditore e magnate dell’industria petrolifera che costruì il famoso Rockefeller center

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al centro di Manhattan. La marchesa, erede della bella residenza fiesolana decise di donare l’intero complesso all’Università di Georgetown (Disctrict of Columbia) realizzando uno dei sogni di quel padre che aveva dedicato una vita intera alla scrittura, all’educazione e alla filantropia: quello di offrire ai suoi giovani connazionali l’opportunità di studiare a dua passi da Firenze, la patria del Rinascimento. Detto fatto, dal 1979 ad oggi la splendida villa fiesolana offre la possibilità di frequentare lezioni e corsi full immersion di lingua italiana agli studenti che lo desidera-

no, oltre ovviamente, a lasciar loro la possibilità di girare il lungo e in largo il bel paese durante i mesi di permanenza in Italia. Oggi sono numerosi gli studenti che soggiarnano a Villa Le balze, usufruendo dell’ospitalità e della possibilità di seguire diversi tipi di corsi in una delle location più suggestive dei dintorni di Fiesole. Corsi aperti non solo agli allievi dell’Università di Georgetown, ma anche ad altri istituti d’oltreoceano, realizzando una volta per tutte il sogno di diffusione della cultura che accompagnò Strong e sua figlia Margaret per tutta la vita.

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primo piano

Ottobre 2011

cONtI IN tAscA. Come i mercati azionari incidono sulla vita quotidiana. Il punto della situazione

La crisi “in soldoni”: cosa sta succedendo? Ci aspettano tempi duri, questo è certo. Colpa del debito

Gianni Carpini

pubblico: un prezzo salato che gli italiani devono pagare, ma non bastano le manovre “lacrime e sangue”. Parla Francesco Giunta, preside della facoltà di Economia dell’Università di Firenze

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a borsa va giù, l’umore pure. I mercati sono sorvegliati speciali, ma la difficoltà di questa crisi economica sta proprio nel capire cosa, in effetti, stia succedendo. A complicare il tutto, poi, c’è l’oscurità di alcuni termini tecnici e una materia non certo così accessibile alle persone comuni. Per fare un po’ di chiarezza, tra allarmi e previsio-

La SCHEDa Le parole chiave

Una breve guida per capirci di più

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und, spread, btp, default. Una valanga di termini oscuri, diventati improvvisamente pane quotidiano di tg e quotidiani. Ecco qui una breve guida per capirci qualche cosa di più. DEBITO (pubblico) È il debito dello Stato, che per racimolare soldi mette sul mercato delle obbligazioni (dette anche “bond”), tramite alcune aste periodiche. Il meccanismo, in pratica, è questo: lo Stato promette a chi investe che - se gli presterà dei soldi - riavrà tutto il capitale versato più, alla fine del periodo stabilito, gli interessi. Il punto critico sta qui: più gli interessi sono alti, più lo Stato “ci rimette”. BTP-BOT-BUND Sono tutti dei titoli di Stato, tramite cui vengono recuperati fondi da investire. I btp (buoni del tesoro poliennali) e i bot (buoni ordinari del tesoro) sono obbligazioni italiane. I bund invece sono titoli di stato tedeschi e sono il punto di riferimento in Europa: l’economia della Germania è considerata dagli addetti ai lavori come la più solida del vecchio continente e perciò quella che è più in grado di far fronte ai debiti. SPREAD È una sorta di “termometro del rischio”. In base a questo indice viene valutata l’affidabilità finanziaria di un Paese. Più è alto, più gli esperti considerano uno Stato incapace di far fronte ai suoi debiti, più alti saranno gli interessi che verranno pretesi per comprare i titoli. Lo spread si calcola prendendo in considerazione la differenza di rendimento di un titolo di Stato con un titolo di riferimento (in Europa i bund tedeschi, considerati i “più soldi”). Questa differenza è decisa dal mercato. DEFAULT Ecco il termine tanto temuto dai mercati finanziari. In soldoni è il “fallimento” dello Stato: un Paese non è più in grado di far fronte ai suoi debiti e quindi è incapace di rendere i soldi a chi ha investito nei suoi titoli, che di fatto diven/G.C. tano carta straccia.

ni catastrofiche, ci siamo rivolti a un esperto in materia: il professor Francesco Giunta, preside della facoltà di Economia dell’Università di Firenze. I timori che molti hanno sono fondati? “Le previsioni non sono affatto rosee – spiega Giunta – fino a oggi ero rimasto cauto davanti ai vari allarmismi, ma adesso la situazione è diventata seria. È come una malattia: si crede sempre che colpisca gli altri, ma quando arriva il nostro turno è un problema”. Una cosa è chiara: altro che nuvole minacciose, la situazione sui mercati è critica e sull’Italia è attesa una bufera che non toccherà solo il mondo finanziario, ma si estenderà anche alla vita quotidiana. Colpa soprattutto del debito pubblico. Spiegata in soldoni, la questione è più o meno questa: lo Stato ha così tanti debiti da non riuscire a ripagarli. Questo provoca a sua volta un aumento degli interessi sul “vecchio” debito e il conto diventa nel tempo ancora più salato, fino a rischiare di arrivare a un livello insostenibile. Il Paese lavora, crea quel poco di ricchezza che permettono i tempi di magra, e tutto va sprecato nel pagare gli interessi, mentre il super-debito cresce. Un cane che si morde la coda. “Quello italiano è un debito enorme, uno tra i più grandi al mondo – continua Giunta – che non è stato contratto per sviluppare il Paese, bensì per una spesa sfrenata, con un sistema pensionistico che non ha eguali e una sanità dove a tutti è stato garantito per anni più che tutto. Il problema sta qui: il nostro debito corre più velocemente della nostra economia”. Il rischio è quello di un default, eccola qui la parola chiave: in pratica l’Italia rischia il fallimento e chi ha investito in buoni del tesoro, quelli con cui lo Stato racimola denaro da “investire”, di non vedere più il becco di un quattrino. “Si affaccia sempre di più lo spettro di un default controllato – dice Giunta – ossia una situazione che comporta l’uscita dall’euro e il ritorno a una moneta molto svalutata, per favorire le esportazioni, come era la lira. Ma non illudiamoci: questa situazione creerà necessariamente dei contraccolpi drammatici sulla sfera sociale, come la disoccupazione e il potere di acquisto sempre minore per le famiglie”. Ma come uscire dal tunnel? Ovviamente nessuno ha una ricetta magica. “Dal mio punto di vista – afferma Giunta – bisogna mettere mano una volta per tutte alle pensioni. È inevitabile l’innalzamento dell’età pensionabile, vista anche l’aspettativa di vita nel nostro Paese. Poi è necessaria una drastica riduzione di spesa, ma sviluppando dei sistemi di controllo. Infine diminuire la pressione fiscale sulla parte produttiva del Paese, per cercare di rimettere in marcia il motore dell’economia”.

Su cosa agire: pensioni, spesa e meno tasse per le industrie


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lAvORO. I contratti a tempo indeterminato continuano a rappresentare un “lusso” per pochi intimi

Posto per sempre, uno su dieci ce la fa a farla da padrona è il precariato, soprattutto tra i giovani. Si accorcia anche la durata degli impieghi: molti sono inferiori a quattro mesi. La cassa integrazione resta su livelli elevati

“Sperimentiamo nuovi servizi”

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Ginevra Donnici

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l’INteRvIstA. Parla l’assessore Elisa Simoni

ltre centomila avviamenti al lavoro nei primi sei mesi del 2011, con un incremento di seimila rapporti lavorativi rispetto all’anno scorso. Sono i dati registrati nel primo semestre dai centri per l’impiego della provincia di Firenze. In particolare, dalla ripartizione degli avviamenti lavorativi suddivisa per territorio risulta che i tre centri per l’impiego di Firenze (67,7%), Sesto Fiorentino (10,7%) e Scandicci (6,8%) intercettino l’85,2% del totale. In questo quadro, la presenza delle donne a livello provinciale incide per il 50,08%. Da gennaio a giugno di quest’anno sono 6.199 i lavoratori interessati dalla cassa integrazione in deroga. “Rispetto a questi lavoratori coinvolti in situazioni di crisi – spiega il presidente della Provincia Andrea Barducci – l’amministrazione provinciale ha realizzato una serie di attività denominate ‘politiche attive per l’occupazione’, ovvero corsi per i lavoratori posti in cassa integrazione in deroga e quelli in cassa integrazione ordinaria e straordinaria, oltre a molteplici strumenti per finanziare la formazione dei giovani che hanno difficoltà a entrare nel mondo del lavoro. Una serie di interventi, dunque, con cui la Provincia ha voluto sostenere, e continuerà a farlo, in maniera fattiva i lavoratori coinvolti in processi di crisi aziendali”. La crescente flessibilizzazione del mercato del lavoro ha dato vita a forme contrattuali decisamente precarie: il numero dei contratti a progetto nel periodo gennaio-maggio 2011 è pari a 7.802. Oltre il 57,3% si concentra nella fascia d’età che va dai 26 ai 44 anni (anche se, dato non trascurabile, oltre duemila casi han-

no riguardato persone con un’età maggiore di 45 anni). Emblematico anche il dato relativo alla nazionalità: i contratti a progetto sono quasi interamente rivolti ai cittadini italiani (91%). Scoraggiante anche la durata dei contratti a progetto: solo il 57% supera i quattro mesi di tempo. I contratti a tempo indeterminato continuano a rappresentare un miraggio per nove lavoratori su dieci. Basti considerare che tra gennaio e maggio gli avviamenti contrattualizzati con un tempo indeterminato hanno rappresentato un magro 9,97% del totale. Altro dato rilevante è quello che lega la nazionalità ai contratti a tempo indeterminato: ben il 41,1% coinvolge i lavoratori stranieri, “un motivo può essere ricercato nelle qualifiche maggiormente richieste che esigono una

Attivate alcune politiche per l’occupazione, come corsi per chi si trova in difficoltà bassa professionalità e un’ampia disponibilità di orari”, spiegano dall’Osservatorio provinciale del mercato del lavoro. Anche la cassa integrazione rimane su livelli elevati, con oltre 7,3 milioni di ore richieste all’Inps. Numeri che mettono in luce una minore ricchezza per l’intera provincia: infatti, considerando le ore lavorabili in un anno (1.700), è come se 4.320 tra lavoratori e lavoratrici non avessero mai svolto nessuna attività.

ome mostra l’articolo qui a fianco, i dati sull’occupazione in provincia di Firenze nel primo semestre del 2011 non sono molto incoraggianti. Il Reporter ha interpellato in proposito l’assessore provinciale al lavoro Elisa Simoni. Assessore, che inverno ci aspetta? Al momento la situazione è molto complicata. Dopo il debole cenno di ripresa registrato a giugno, il grave andamento economico che sta caratterizzando il Paese ha reso le nostre aziende molto più caute. Non c’è accenno di crescita e il risultato è una disoccupazione preoccupante, in più i nuovi posti di lavoro sono caratterizzati da una marcata precarietà. La formazione può giocare un ruolo per uscire da questo stallo? La distanza tra formazione e lavoro è marcata, per questo lavoriamo in un’ottica di competenze integrate: coinvolgendo le imprese e sperimentando nuove forme di servizi ai lavoratori. Un esempio su tutti è la “Città del lavoro” che sorgerà a Figline, un unico contenitore all’interno del quale trovano spazio il Centro per l’impiego, il Centro Formativo Territoriale e le imprese: insomma, una nuova idea di formazione che tenga insieme tutti i passaggi dal training iniziale fino all’inserimento lavorativo.

l’assessore

elisa siMoni

Come assessore al lavoro, qual è la sua maggiore preoccupazione per il futuro? I nostri sforzi sono utili in un’ottica di ripresa, altrimenti sono solo delle situazioni tampone all’interno di una voragine. Le azioni messe in campo funzionano solo se cambia la rotta e qui sta la mia maggiore preoccupazione, considerando le scelte dell’attuale governo. Sul versante del mercato del lavoro è evidente che non possiamo competere sul costo del lavoro, come abbiamo tentato di fare. Possiamo farcela solamente se investiamo in qualità, sia delle nostre produzioni che nella formazione dei lavoratori e /G.D. delle lavoratrici.

OMEOPATIA: EPPUR SI MUOVE !!! “EPPUR SI MUOVE !” celeberrima espressione attribuita, senza che vi sia certezza, a Galileo Galilei nel 1633 quando, uscendo dalla prigione in cui era stato rinchiuso fino all’abiura del suo pensiero scientifico anticopernicano, volle rimarcare, seppur tra sé e sé, la convinzione del movimento della terra. Con questa frase si vuole sottolineare come non si possano tacciare come false teorie che, seppur dimostrate nei loro effetti, non possano avvalersi di una rigorosa dimostrazione scientifica che, forse, non è stata ancora trovata. E’ questo il caso dell’omeopatia che trovando anno dopo anno aumentato il numero dei suoi estimatori sia tra i medici che tra i “pazienti” viene costantemente avversata dai suoi detrattori, in primis le industrie farmaceutiche e gli “integralisti” accademici, in base proprio della, PER ADESSO, non dimostrabilità del suo meccanismo di azione. Il Corriere della Sera del 24 luglio 2011 nel suo inserto salute ha pubblicato un articolo su uno studio italo francese diretto dal premio Nobel per la medicina Luc Montagnier in cui veniva dimostrato come “il Dna fosse in grado di emettere e di trasmettere segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi memoria delle caratteristiche del Dna stesso....insomma, il Dna comunica all’acqua che memorizza e divulga il messaggio.” Già nel 1988 il medico francese J: Benveniste, direttore del prestigioso Inserm ( il Cnr francese ) aveva cercato di dimostrare lo stesso assioma per giustificare l’azione dei medicinali omeopatici, ma per la mancanza di necessari strumenti scientifici, oggi presenti, non potè farlo e, per questo insuc-

cesso, fu messo alla berlina dal consesso ufficiale della scienza. EPPUR SI MUOVE ! Secondo calcoli teorici si ipotizza che il corpo umano, mediamente, sia formato da un numero di cellule che varia da 100.000.000.000.000 a 250.000.000.000.000 ( da centomila miliardi a duecentocinquantamila miliardi ). Attraverso calcoli matematici applicati alla chimica possiamo quantificare quante molecole di un dato farmaco siano presenti nella dose normale dello stesso; es. 1 mg di lorazepam ne contiene 18,74 x 10 alla 20 oppure 500 mg di acido acetilsalicilico ne contiene 16,7 x 10 alla 20. Ne consegue che ognuna delle duecentocinquantamila miliardi di cellule di un ipotetico corpo umano riceverebbe dal sangue che le nutre circa 7500 molecole di lorazepam o addirittura 18750, se consideriamo lo stesso corpo formato da centomila miliardi di cellule,ogni volta che assuma 1 mg di lorazepam! E’, quindi, impossibile affermare che un dato farmaco influenzerà solo quegli organi ( insieme di cellule ) del nostro corpo che abbisognano di correzione o di aiuto. Tutte le cellule del nostro corpo in misura minore o maggiore verranno toccate dal farmaco stesso in quanto tutte nutrite dallo stesso sangue che funge da trasportatore del medicinale. Ma ogni cellula d’ogni organo è parte integrante di esso ed il suo lavoro è necessario al perfetto funzionamento di quell’organo ed alla perfetta salute del corpo. Cosicché se ogni cellula non cede tutta la sua energia, tutta la sua “intelligenza”, che sono soltanto gli attributi della sua vita, concorrendo così al perfetto funzionamento dell’intero corpo, il solo risultato che può venirne è la disarmonia con le sue conseguenze tra cui la malattia.

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Da tutto questo ne deriva che, per avere dai farmaci meno effetti collaterali o negativi, dovremmo diminuire di almeno 1000 volte la dose farmaceutica con il solo risultato dell’inefficacia del farmaco stesso. In omeopatia questo problema non sussiste in quanto, soprattutto nelle confutazioni dei suoi detrattori, i medicinali omeopatici, nella stragrande maggioranza di essi ( dalla 12 ch in poi in base alla legge di Avogadro ), non contengono nemmeno una molecola del medicinale in oggetto. Per cui il prodotto omeopatico non presentando vere molecole del farmaco può solo passare informazioni alle cellule dell’organismo umano o animale o vegetale a cui viene somministrato che ne trarrà tanti più benefici quanto più sarà opportunamente scelto secondo necessità e caratteristiche. Uno dei campi in cui l’omeopatia sta più velocemente diffondendosi anche tra la popolazione più “tradizionale” è quello della prevenzione delle malattie da raffreddamento o virali come l’influenza. Non deve essere considerata una vera vaccinazione, ma bensì una possibilità di portare l’organismo ricevente in una condizione ottimale di risposta agli attacchi influenzali. Essa consiste generalmente nella somministrazione di singole dosi di globuli da sciogliere sotto la lingua una volta alla settimana per tre settimane successive e di assumerne una quarta dose dopo un intervallo di tre settimane. Si consiglia, poi, di continuare per tutto il periodo invernale con una ulteriore dose mensile. Solo nel periodo di massima virulenza, per le persone a rischio o per i bambini, è consigliabile assumerne una dose settimanale. Non esistono controindicazioni ed è assolutamente priva di effetti collaterali.

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istruzione

Ottobre 2011

IN AulA/1. I numeri del nuovo anno accademico a Firenze. Ecco l’offerta formativa

L’ateneo 2012, tra matricole e novità insegnamenti completamente in inglese (in alcuni casi), sette corsi in meno, “posti contati” in aumento. Gettonatissimi i test per le professioni sanitarie, da fisioterapia a ostetricia. tanti anche gli aspiranti camici bianchi Luca Squarcialupi

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a carica delle matricole. Sono gli studenti universitari, come da tradizione, gli ultimi a tornare in aula, tra non poche novità. Le iscrizioni, per i corsi di laurea “a numero aperto” si chiudono nei prossimi giorni, mentre alcuni colleghi del “numero chiuso” sono già sui libri, dopo le prove di selezione che si sono svolte nelle prime settimane di settembre. Quest’anno accademico gli studenti dell’Università di Firenze possono scegliere tra 139 corsi: 66 di primo livello (la cosiddetta “laurea breve”), altrettanti di secondo livello (la specialistica) e sette a ciclo unico. Anche per il 2011/2012 c’è stata una sforbiciata sull’offerta formativa, seppur limitata rispetto al ridimensionamento degli anni passati: sono sette i corsi di laurea cancellati. Negli ultimi tre anni l’ateneo fiorentino ha infatti razionalizzato la didattica, tagliando circa il 30 per cento dei corsi, per ridurre costi e sprechi. “Un processo di riorganizzazione già da tempo avviato – spiega Anna Nozzoli, prorettore alla didattica e ai servizi agli studenti dell’Università di Firenze – perseguito ai fini

del conseguimento della qualità e della sostenibilità in termini di docenze e di strutture”. E l’università, quest’anno, parlerà più inglese che in passato, con due nuovi corsi, dedicati sia agli studenti italiani che a quelli stranieri, europei o extraeuropei, le cui lezioni sono tenute completamente in lingua straniera. Si tratta del corso di laurea magistrale in “Economia dello sviluppo avanzata” (development economics) e del curriculum “Architectural design”, che fa capo al corso di laurea magistrale in architettura. A questi si aggiunge l’esperienza già attiva da diversi anni insieme all’Università di Parigi, la Sorbona, per il conseguimento del doppio titolo italiano e francese in giurisprudenza. Sul fronte dei corsi a numero pro-

Didattica razionalizzata per ridurre costi e sprechi

grammato, ossia dove i posti sono contati ed è perciò prevista una prova di selezione, la lista si è allungata, comprendendone cinque in più: scienze farmaceutiche applicate, farmacia, chimica e tecnologia farmaceutiche, scienze biologiche e biotecnologie. Quest’anno a Firenze sono stati gettonatissimi i corsi di laurea dedicati alle professioni sanitarie (da fisioterapia a infermieristica, da ostetricia a logopedia): ben 3.392 studenti hanno fatto domanda per partecipare al test, ma – tra loro – solo un terzo ha conquistato la possibilità di accedere (966 persone, per l’esattezza). Segue, nella top ten dei corsi a numero chiuso più richiesti, medicina. Un vero e proprio esercito di aspiranti camici bianchi si è presentato alla prova (il numero chiuso è previsto in tutta Italia e quest’anno, per la prima volta, si è svolta una prova unica insieme a odontoiatria). A Firenze erano trecento i posti a disposizione per medicina e ventotto per odontoiatria. Hanno provato a spuntarla in 2.077, con qualche defezione dell’ultimo minuto. Le domande per l’esame erano state, infatti, 2.265.

L’iNtERviSta/1 Savas è arrivato da Istanbul per iscriversi a Ingegneria. “Pur di restare qui sarei disposto a guadagnare meno”

“Un sogno vivere nella città di Machiavelli e dei Medici” avas è un ragazzo turco iscritto al primo anno di Ingegneria all’Università di Firenze. Ha spiegato a Il Reporter le ragioni che lo hanno spinto a venire a studiare in Italia, raccontando le sue prime impressioni sulla facoltà e le sue speranze per il futuro. Com’è nata l’idea di venire a studiare a Firenze? Ho cominciato a studiare l’italiano da quando frequentavo il liceo ad Istanbul, e mi ha sempre affascinato la grande cultura di questo Paese. Ho letto molto sulla sua storia, dall’impero romano fino al Rinascimento. Per me era un sogno venire a studiare nella stessa città dove sono vissuti personaggi storici come Machiavelli e i Me-

dici. In Italia si vive bene, e l’università ha un costo più accessibile rispetto ad altri paesi europei. Hai incontrato difficoltà a iscriverti? Devo dire che la burocrazia è complicata, ma il personale dell’università è stato sempre gentile e disponibile. Non ho avuto nessuna difficoltà per il fatto di essere straniero. Quali sono state le tue prime impressioni sull’Università fiorentina? La struttura della facoltà mi è piaciuta molto. Qualche professore spiega un po’ troppo veloce, e a volte qualcosa sfugge. Con i colle-

ghi di corso mi sono trovato bene, anche perché conosco abbastanza bene la lingua, e questo aiuta molto a integrarsi. Cosa farai quando completerai gli studi? Dopo la laurea vorrei restare a lavorare in Italia, è un Paese bellissimo, c’è rispetto per gli stranieri e io qui non mi sono mai sentito discriminato. So che negli altri paesi europei gli ingegneri vengono pagati meglio, ma sarei disposto anche a guadagnare un po’ di meno pur di rimanere qui. Ma ho sentito che anche qui sta diventando difficile. Se dopo la laurea non riuscirò a trovare lavoro, a malincuore lascerò l’Italia, come purtroppo fanno anche tanti italiani. /A.R.

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istruzione

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IN AulA/2. L’Università dell’età libera offre opportunità per tutti: adulti, pensionati e non solo

Quegli studi che non finiscono mai Dal giardinaggio alla storia dell’arte, dalla musica all’incisione, dall’economia alla fotografia passando per l’informatica: queste alcune delle materie proposte. E qui nascono anche amicizie Caterina Gentileschi

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ui banchi a ogni età e in qualsiasi momento. È questo il concetto che sta alla base dell’Università dell’età libera, anche se “la maggior parte del nostro pubblico è racchiuso proprio in quel nome, età libera, e si presume che chi ha più tempo libero a disposizione siano i pensionati - racconta Elisabetta Boddi, responsabile del progetto - ma spesso e volentieri si iscrivono anche ragazzi, soprattutto ai laboratori”. Esiste dall’anno scolastico 1983/84 e, nel corso di questi quasi trent’anni, ha visto i suoi studenti crescere a dismisura di numero, arrivando fino a quasi 2.500 iscritti ogni anno. Ci sono affezionatissimi che non potrebbero pensare di passare un inverno (e una primavera) senza l’appuntamento fisso delle lezioni, ma c’è anche un nutrito gruppo di nuovi iscritti che ogni anno si avvicina ai corsi con l’adrenalina e la felicità di un bambino al primo giorno di scuola. “Ci sono corsi di ogni genere - spiega Boddi - alcuni sono già rodati e riscuotono molto successo, quindi tentiamo di riproporli di anno in anno, mentre altri variano da un periodo all’altro. Cerchiamo di calibrare le nostre scelte anche in base a quello che ci viene richiesto”. Dalla storia dell’arte alla musica fino al giardinaggio, passando per la salute, l’informatica e la fotografia: queste le materie proposte ogni anno. Secon-

do una tabella di marcia che regola le iscrizioni, i solerti studenti vanno a immatricolarsi ai corsi che hanno scelto dall’opuscolo che viene distribuito. “Abbiamo un sacco di studenti affezionati, lo dimostra il fatto che, nonostante le iscrizioni inizino a fine ottobre, già ad agosto cominciamo a ricevere le prime chiamate per avere informazioni - continua Boddi - e sono gli stessi affezionati che, a titolo puramente volontario, mettono a disposizione il loro tempo per aiutare il nostro staff nei giorni delle iscrizioni e della distribuzione dei depliant con il programma completo”. Sviluppato in collaborazione con l’Università degli studi di Firenze, il programma definitivo viene stilato dopo aver ricevuto e vagliato un pacchetto contenente una proposta per corsi pratici e teorici proveniente da Unifi, ai quali poi si aggiungono progetti esterni, anche questi da selezionare in base alla fattibilità e ai fondi disponibili. “Approfondimento, analisi e uno sguardo nuovo su argomenti che in ogni caso vengono metabolizzati bene da un pubblico con un livello culturale medio-alto”. Ma, oltre alle lezioni “frontali” e agli interessi che ciascuno coltiva, il valore aggiunto sta nella possibilità di socializzare, proprio come all’università. “È quel qualcosa in più che crea aggregazione e favorisce lo scambio e la nascita di nuove amicizie”. Informazioni ai numeri 055-26.25.84.0/1/2/4.

L’iNtERviSta/2 Maria Conti, signora attiva e impegnata, ne è un’assidua frequentatrice. “Le sale sono sempre gremite”

“Le lezioni? Cibo per la mente. Aiutano a coltivare gli interessi”

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e si hanno degli interessi mi sembra giusto coltivarli, e per coltivarli l’Università dell’età libera mi è sempre sembrato un ottimo sistema. Almeno da quando la frequento io”. Maria Conti è una signora attiva e impegnata, in pensione da più di dieci anni e da quasi altrettanti assidua frequentatrice dei corsi dell’Università dell’Età libera, messi a disposizione dal Comune di Firenze. “Le sale sono sempre gremite, tutte le lezioni frequentate da un corposo numero di persone. Mi sembra un segno evidente che il servizio funzioni e che la gente sia felice di partecipare all’iniziativa”. Maria è un’appassionata di

storia dell’arte da tutta la vita, e da quando si è ritirata dal lavoro ha avuto anche più tempo a disposizione per coltivare questo suo amore. “Seguo con interesse le lezioni di storia dell’arte da quasi dieci anni e ormai ho imparato anche a conoscere i docenti. Come capita a scuola, anche qui ce ne sono alcuni che hanno una capacità più spiccata nell’esporre gli argomenti di cui tratta il corso, mentre altri, pur essendo molto preparati, faccio fatica a seguirli. Ad esempio cerco sempre di accaparrarmi un posto alle lezioni di Stefano De Rosa, che seguo sempre con molto piacere. E col quale mi è capitato anche di par-

tecipare a una gita di gruppo all’estero, alla quale hanno preso parte pure altri colleghi che avevano seguito le lezioni insieme a me”. Arte ma non solo. “Mi è capitato anche di frequentare qualche corso di storia, e all’inizio ho fatto anche delle lezioni di filosofia. Mi aiutano a capire, ad approfondire temi che magari ho già approcciato da sola ma che non conosco fino in fondo. Avere la possibilità di apprendere da chi ne sa più di me mi dà la possibilità di aprire gli occhi, di conoscere le cose più in profondità, di vedere più in là e di custodire un bagaglio un /L.V.Z. po’ più importante”.

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internet

Ottobre 2011

sul WeB. Piccole sale riaperte, in arrivo anche il multiplex: tutte le novità su www.ilreporter.it

La “rivoluzione” dei cinema è on line TEMPO LIBERO, INIZIATIVE ED EVENTI SU

i PiÙ LEtti DEL MESE 1. Lutto per Vittoria Puccini, morta la madre 2. Scomparsa di Licitra, il dolore del Maggio 3. Università: la carica degli aspiranti dottori 4. Digitale terrestre: Toscana a rischio blackout, arriva la legge salva-tv 5. Arriva il ticket, medicinali più cari: rivoluzione nelle farmacie

i viDEo PiÙ viSti 1. La band che fa ballare Firenze: videointervista agli Zoo Park 2. Sciopero: quasi 20mila in piazza a Firenze, alta adesione

LA STAGIONE VIOLA IN TEMPO REALE SU

È

stata una piccola rivoluzione, quella delle “piccole” sale. Forse inaspettata, sicuramente gradita. Uno dopo l’altro alcuni cinema fiorentini che, per un motivo o per l’altro, avevano chiuso i battenti, hanno da poco riaperto al pubblico. Stiamo parlando di Colonna, Spazio Uno e Principe, tornati dopo l’estate al “servizio” dei fiorentini con non poche novità. Il Reporter.it ha seguito “in diretta” le loro vicende, annunciando una dopo l’altra le riaperture di spazi che, sulla scia di esempi che purtroppo non mancano in città, in molti temevano che potessero restare chiusi ancora a lungo. Ma così non è stato, e gli amanti del cinema hanno ora più scelta. Scelta che aumenterà ancora a breve (si parla dei primi giorni di dicembre, dopo che inizialmente il giorno X era stato indicato nel 18 novembre), quando ad aprire i battenti sarà nientemeno che il multiplex. Discusso, temuto, invocato a seconda dei pareri e delle persone, il multisala è ormai sul punto di accendere le luci, portando con sé nella zona di San Donato, ma in genera-

3. Pienone per Renzi alla festa del Pd. Tra tanti applausi e qualche fischio

le nell’intera città, tutta una serie di novità. Apertura e novità che, come già successo per gli altri cinema, si potranno seguire in tempo reale su www.ilreporter.it. Agli amanti del cinema e non solo non resta dunque che cliccare sul sito, per non perdersi le ultime news a riguardo e farsi trovare preparati al momento del taglio

del nastro. Restando in tema di tempo libero e grandi aperture in arrivo, si avvicina anche l’ora del nuovo Parco della Musica: il 21 dicembre è fissata l’inaugurazione della sala grande, alla presenza nientemeno che del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, con un concerto per i 150 anni dell’Unità d’Italia, anche

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se poi i lavori proseguiranno. Anche l’avvicinamento a questa importante data sarà seguito su Il Reporter.it. E basta poi spostarsi di pochi metri per trovare un altro, attesissimo appuntamento in arrivo, anche se questa volta la musica sarà sostituita dalla politica. Dopo l’appuntamento dello scorso anno, dal 28 al 30 ottobre si terrà la Leopolda-bis, con il sindaco Renzi che presenterà un elenco con “cento cose da fare per cambiare l’Italia”. Anche in questo caso, c’è da scommetterci, gli occhi di mezza Italia saranno puntati sulla vecchia stazione fiorentina: tra questi ci saranno anche quelli del nostro sito, che racconterà in diretta tutto quello che succederà. E poi in arrivo ci sono (tanto per cambiare) cantieri, lavori e divieti: su www.ilreporter.it tutte le notizie che servono per vivere al meglio, ogni giorno, la città e non solo.

SEGUICI SU:

IstRuZIONI tv DIgItAle, cAleNDARIO e cONsIglI

4. Commando contro portavalori: spari sull’Autopalio 5. Ugola d’oro, Bocelli trionfa a New York

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igitale terrestre, scatta il countdown. A Firenze la nuova era della tv inizierà il 18 novembre: ci siamo, insomma. Ma quando i fiorentini accenderanno la “nuova” televisione, in Toscana c’è chi l’avrà fatto già da qualche giorno. La prima zona della regione a dire addio al vecchio analogico sarà la Lunigiana: qui la rivoluzione digitale scatterà il 7 novembre. Poi sarà la volta di Mugello, Casentino e isola d’Elba, seguite da tutte le altre province. Il calendario completo del “temuto” switch-off è sul nostro sito, www.ilreporter.it, dove si possono trovare anche rischi, consigli e istruzioni su come gestire al meglio questo passaggio, per non rischiare di trovarsi di fronte a uno schermo fuori uso. Perché, come detto, quella del digitale terrestre sarà una rivoluzione. Ed è meglio farsi trovare preparati.

toP FivE Foto 1. Miss Italia: ecco le trenta finaliste 2. I tamarri arrivano in tv e c’è l’effetto Jersey Shore 3. La più bella d’Italia è lei: Stefania Bivone 4. La protesta della rificolona: Renzi fischiato davanti al Verdi 5. San Jacopino, al via i lavori: ecco come sarà 1198533


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in città

Ottobre 2011

Il cAsO. Agcom e Telecom elimineranno quelle meno utilizzate entro la fine dell’anno

Addio cabine, vittime dell’high tech Sono trentasei i telefoni pubblici che spariranno dalle strade nostrane. Dopo aver segnato un’epoca soccombono davanti alla diffusione dei cellulari. Ma c’è un modo per salvarli Via

lunGo l’aFFrico

Via

Gioberti

Via

alessandro d’ancona

Ludovica V. Zarrilli

“P

ronto? Pronto... Number nine, number nine, pronto Zanzibar? Qui Napoli cinque. Ho cinquemila dollari di roba, fra virgolette, roba. Cose buone dal mondo”. Era il 1982 quando un giovanissimo Alessandro Benvenuti terrorizzava un’anziana signora in coda alla cabina telefonica di piazza della Libertà fingendosi un corriere della droga insieme ad Atina Cenci e Francesco Nuti, in una delle scene più celebri del film A ovest di Paperino. Bei tempi andati quelli in cui davanti alle cabine del telefono ci si ritrovava a gruppetti, in attesa del proprio turno, aspettando di dire alla mamma che si rimaneva un altro po’ fuori con gli amici o trepidando per sussurrare parole dolci all’innamorato di turno. Passati anche i tempi in cui le schede telefoniche erano oggetti da custodire con cura e i veri collezionisti le compravano per conservarle intonse, senza nemmeno staccare il triangolino in alto che ne rivelava l’avvenuto utilizzo. Per non parlare poi dei gettoni, con quell’apparecchio un po’ retrò inciso davanti, entrati ormai a far parte della preistoria delle nostre abitudini quotidiane. La stessa preistoria in cui sono destinate a finire molte delle cabine sparse per Firenze che, essendo da troppo tempo inutilizzate, verranno eliminate dal panorama cittadino. Addio ricordi, addio servizio, addio a 36 apparecchi sparsi nei punti più disparati della città, che entro la fine dell’anno verranno smantellati. Dal centro alla periferia, addio insomma alle

una scena tratta dal FilM

a

oVest di

paperino (1982)

vecchie cabine, che nel corso degli anni hanno anche cambiato look, diventando prima rosse con gli sportelli tipo saloon, poi più piccole ed ergonomiche. E anche gli stessi telefoni pubblici si sono evoluti nel corso degli anni: gli ultimi offrono addirittura la possibilità, a chi ne è capace, di mandare sms. Ma nemmeno la tecnologia è servita a scongiurare l’abbandono, e allora ecco che Telecom, insieme all’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, hanno deciso di toglierne un bel po’, almeno quelle in cui viene fatta meno di una chiamata al giorno, che a pensarci bene sono tantissime. Basta aguzzare un po’ la vista per notare che la stragrande maggioranza è sempre desolata

e vuota, morta sotto il peso della tecnologia e dei nuovi accessoriatissimi cellulari. Qualcuno continua ad attaccarci bigliettini, adesivi e annunci, con la speranza che qualcuno passando di lì ci faccia caso. Ma anche quelli stanno pian piano scomparendo: meglio attaccarli di soppiatto alle fermate dell’autobus, “almeno lì è sicuro che qualcuno una sbirciatina la dà”. Le uniche a essere certamente mantenute saranno le cabine di caserme, scuole e ospedali. Se però al telefono pubblico sotto casa proprio non si vuol rinunciare, si può scrivere una email a cabinatelefonica@agcom.it, per chiedere di salvarla. Motivando la richiesta e incrociando le dita.

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in città

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Il RePORtAge. Viaggio nella zona della stazione, per capire come gli ostacoli siano dietro l’angolo

La (difficile) Firenze di chi non vede i problemi non sono pochi e il bastone, in mezzo al traffico di gente e auto, è più che un amico. Promossi gli autobus, così come la pensilina “parlante” di piazza indipendenza. Da rivedere invece Santa Maria Novella Benedetta Strappi

D

discesa diFFicoltosa dall’autobus causa Macchina daVanti

la pensilina parlante in piazza indipendenza

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alla stazione, allontanarsi dalla linea Gialla

ue passi, due di numero, accanto a una persona che non vede. Basta questo per capire quanto difficili possano diventare anche azioni semplici e quotidiane come attraversare una strada. Il signor Fabio Ulivastri è un non vedente, e il suo bastone, in mezzo al traffico di gente e auto in piazza San Marco, vale più di un amico. Il Reporter ha fatto con lui un breve viaggio in giro per la città. Poche tappe: da piazza San Marco a piazza Indipendenza e da qui alla stazione. Il bilancio? I promossi: gli autobus. Cinque su cinque presi, a bordo avevano il navigatore parlante che scandisce il nome delle fermate. Altra promozione per la pensilina di piazza Indipendenza. Qui, premendo un pulsante, è possibile ascoltare l’elenco degli autobus in arrivo, e anche per i non vedenti tutto diventa più semplice. Chi invece non supera l’esame è la nostra bella stazione di Santa Maria Novella: “Qui purtroppo manca un percorso tattile che consenta a chi arriva dall’altra parte della stazione di raggiunere la fermata della tramvia sul lato Alamanni – spiega Ulivastri – e solo una volta arrivati proprio davanti al binario si trova per terra una striscia coi rilievi per non vedenti, che consente di salire a bordo in sicurezza, potendo prendere le misure”. E non va meglio se si sceglie di aggirare l’interno stazione passando dall’esterno, di fronte alle gradinate, per raggiungere la stessa meta: “Qui, ad esempio, sempre per chi deve prendere la tramvia, c’è da superare un dislivello molto alto, per attraversare lungo la parte dei binari ‘morti’ e arrivare alla fermata”. E anche all’interno la stazione riserva un’altra brutta sorpresa: “Rattrista sentire la voce dall’altoparlante che invita a allontanarsi dalla linea gialla, senza poter sapere quale sia, visto che non è segnalata in altro modo per i non vedenti”. E allora resta una speranza, spiega il signor Ulivastri: “Speriamo davvero che, magari in occasione dei mondiali di ciclismo, Firenze possa attrezzarsi e rimediare a incovenienti come questi, che in molte città all’estero e in Italia sono stati superati”.

le scale della stazione

sMn,

senza un percorso tattile

per aGGirare l’attraVersaMento dell’interno stazione, Gradini coMunQue altissiMi daVanti ai binari Morti della traMVia

piazza

san Marco


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politica

Ottobre 2011

cOMuNe. Nelle scorse settimane è stato attuato un rimpasto di deleghe e componenti

Giunta nuova a Palazzo Vecchio La new entry è Elisabetta Meucci,

atto che si è formalizzata la rottura di un patto elettorale con i cittadini: tanti auguri a Renzi e al suo monocolore”, è stato invece il commento di Fabio Evangelisti, segretario regionale dell’Idv, che in consiglio comunale conta due consiglieri e in passato aveva anche l’assessore Cristina Scaletti, passata però successivamente nella giunta regionale. Da allora l’Idv ha chiesto un riconoscimento della propria appartenenza alla maggioranza (o un assessore o la presidenza del consiglio comunale) senza ottenere finora risultati. “La giunta non può essere frutto di una trattativa tra le parti politiche - ha tagliato corto Renzi - questa giunta è espressione delle scelte del sindaco che se ne assume le responsabilità, non nasce dalla mediazione tra i partiti ed è simbolo della lotta all’antipolitica, perché ci sono otto assessori mentre lo statuto comunale consentirebbe di nominarne 16”. “La giunta con otto componenti - ha aggiunto il primo cittadino - è la dimostrazione di voler esigere da noi stessi quello che chiediamo agli altri: quando chiediamo dimezzamento del numero dei parlamentari come un segnale di lotta all’antipolitica, pensiamo che dobbiamo essere nelle condizioni di mettersi in gioco in prima persona”. Renzi ha infine ringraziato Cianfanelli per il servizio svolto per la città.

nominata assessore alle politiche del territorio. Le polemiche non sono mancate, ma Renzi taglia corto: “Simbolo della lotta all’antipolitica” Antonio Passanese

F

edele al soprannome che gli è stato affibbiato, il “rottamatore”, Matteo Renzi ha da poco ridisegnato la sua giunta, dandole il solo colore del Pd e lasciando senza incarichi Idv, Sel e Psi. Un rimpasto di componenti e deleghe che non ha mancato di provocare qualche critica. “Da buon novello Podestà – commenta Cinzia Niccolai, coordinatrice cittadina dei dipietristi - il sindaco si è cucito addosso una giunta monocolore, estromettendo di fatto dall’amministrazione di Firenze ogni forma di confronto, dialogo e pluralismo premiati dai cittadini alle urne. Alla faccia del rinnovamento”. Ancora più caustico il leader nazionale dei socialisti Riccardo Nencini, che ha paragonato il sindaco a un novello Duca di Atene, che governò proprio la nostra città, in modo dispotico, nel 1342: “Si apre ora - afferma il leader socialista - una nuova questione politica, fatta di impegni non mantenuti. Soprattutto per chi vuole appartenere alla categoria dei rinnovatori, la prima dote è mantenere la parola data. Per quello che può valere, e lo dico con amarezza, pensavo che questo sindaco la rispettasse’’. Ma ecco chi è la new entry: Elisabetta Meucci (Pd), attuale presidente della commissione urbanistica del Comune, che è stata nominata assessore alle politiche del territorio (delega fino a oggi mantenuta da Renzi). “Sono contenta e soddisfatta di poter continuare il mio lavoro avviato in commissione’’, la sua prima dichiarazione. La Meucci prende il posto di Elisabetta Cianfanelli, Psi. Quest’ultima, deleghe a moda e turismo, naturalmente non ha gradito l’estromissione: “Nessuno mi ha detto perché”, ha spiegato. “Prendiamo

iL PUNto Secondo la stima dell’Anci la finanziaria peserà su ogni residente del capoluogo per 224 euro

Manovra, in città arriveranno ottantadue milioni in meno mpegnati come siamo stati ultimamente a leggere gossip e intercettazioni sulla vita privata e pubblica di Silvio Berlusconi, “primo ministro a tempo perso”, come da lui stesso detto a una sua “amichetta” durante una conversazione telefonica, la nuova manovra finanziaria (che rischia di costarci cara) è sembrata quasi passare in secondo piano. La situazione, analizzando i dati, desta più di una preoccupazione. Dai conti fatti dall’Anci risulta che Firenze avrà un taglio dei trasferimenti pubblici pari a 82 milioni di euro. Questo, in soldoni, significa che la manovra peserà su ogni residente per 224

euro. In Toscana va peggio agli abitanti di Forte dei Marmi (397 euro a testa) e Castiglione della Pescaia (366 euro). Insomma, secondo le stime dell’Anci su dati Ifel/ministero dell’Interno, la finanziaria approvata con il voto di fiducia costerà ai comuni toscani 458 milioni di euro (in meno). Di questi, soltanto 68 sono da attribuire a un effettivo taglio nei trasferimenti, mentre i restanti 390 sono risorse presenti nelle casse dei Comuni che non possono essere utilizzate perché bloccate dai vincoli imposti dal patto di stabilità. La situazione è così preoccupante che a Firenze, qualche settimana fa, sono

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scesi in piazza perfino i commercianti. Con un sit-in davanti a Palazzo Vecchio hanno voluto attirare l’attenzione su un settore a loro dire fin troppo bersagliato. I negozianti sono stati ricevuti dal vicesindaco Nardella, a cui hanno espresso le preoccupazioni per le decisioni del governo. Inclemente, infine, la fotografia scattata da Ornella De Zordo, capogruppo in consiglio comunale di “perUnaltracittà”: “La manovra Tremonti-Berlusconi è iniqua perché colpisce i redditi medio bassi e applica tagli lineari anche nella riduzione delle detrazioni /A.P. fiscali. Affossa il Paese sempre più nella depressione”.


politica

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l’INIZIAtIvA. La notte del 28 settembre sono tornate le assemblee contemporanee

Il futuro di Firenze in cento incontri Antonio Passanese

C

ento luoghi, cento assemblee e cento idee per cambiare il volto di Firenze e per pensare a quella che sarà la città del futuro. ‘’Il modo migliore per essere credibili è fare le cose – ha spiegato il sindaco Matteo Renzi a margine delle riunioni che, la sera del 28 settembre scorso, hanno animato centro storico e periferia – non solo promettiamo di cambiare la città, ma proviamo a farlo. Questa è la risposta migliore all’antipolitica: diamo un segnale di diversità rispetto ai politici che chiacchierano e basta’’. Il primo cittadino, durante un sopralluogo al nuovo Palazzo di Giustizia di Novoli – inaugurazione prevista a dicembre - ha sottolineato l’importanza di queste assemblee, “perché si tratta di un grande momento di confronto sul domani, perché sindaco e assessori non possono decidere da soli”. I cittadini, intervenuti (dove più e dove meno) per dire la loro, per criticare, dare suggerimenti, discutere e anche per visitare i cantieri, hanno formulato una serie di proposte, che saranno passate al vaglio dell’amministrazione e, naturalmente, delle casse di Palazzo Vecchio. Tre gli argomenti “protagonisti” ci sono stati sicurezza, cultura e pedonalizzazioni. Nella riunione di Porta al Prato i residenti hanno chiesto una ri-

qualificazione della zona non solo in termini di estetica, ma soprattutto di sicurezza. “Chiediamo una vigilanza serrata soprattutto di notte. Via Palazzuolo, a una certa ora, diventa terra di conquista di ubriachi, persone moleste e vandali”. Sono stati poi presentati progetti su una nuova pavimentazione, sull’illuminazione e sulle aree verdi. Ma ciò che ha destato grande interesse è stato il rendering per il recupero dell’area “di ricovero” del Brindellone. I locali saranno ristrutturati, si manterranno le porte in legno del ‘500 (previo restauro) e sarà apposta una finestra in vetro per dare a tutti la possibilità di vedere (non solo a Pasqua) il carro tanto caro alla città. Il progetto doveva essere realizzato nel 2013, ma l’amministrazione è riuscita ad anticipare i tempi: a Pasqua 2012 dovrebbe essere tutto pronto. Alle Murate, invece, si è parlato del nuovo mercato di Sant’Ambrogio e del prossimo Parco Urbano per l’Innovazione. L’assessore Claudio Fantoni ha annunciato la nascita di un incubatore di imprese, soprattutto giovanili, nell’arco di tre anni. Ma i cittadini hanno chiesto lumi anche su parcheggi, sulla destinazione dell’aula bunker (allorquando il tribunale si sposterà a Novoli), sugli spazi da destinare ai giovani e sul verde pubblico. In una delle assemblee più

teatro

puccini

parco

partecipate della città, quella al tribunale di San Firenze, è stato presentato il progetto di recupero dell’opera. Il palazzo non verrà chiuso, continuerà a vivere. Momentaneamente sarà gestito dal Comune con diverse iniziative, a iniziare dall’Anno Vespucciano (nel 2012 ricorrono i 500 anni dalla nascita di Amerigo Vespucci). Poi, attraverso un bando, ne sarà affidata la gestione. Tra le riunioni più sentite quelle che hanno riguardato la pedonalizzazione di via Gioberti, il rilancio di Montedomini, l’ex Meccanotessile - dove non è mancata qualche contestazione - e l’area Mercafir, per la presentazione del nuovo stadio. “Abbiamo l’occasione - ha detto Renzi - di cambiare e la città ha bisogno di cose concrete, non di chiacchiere. Noi ci stiamo mettendo il cuore: chiediamo ai cittadini di aiutarci perché questa città è troppo bella per lasciarla sola”. Le opposizioni in consiglio comunale, però, non ci stanno e derubricano i 100 luoghi a “grande

della

Musica

spot elettorale”. L’accusa al sindaco è precisa: “Troppo impegnato a celebrare la sua immagine e troppo preso a lanciare spot – afferma il Pdl – Renzi si scorda di Firenze e dei suoi problemi. I cento luoghi sono serviti soltanto a promuovere l’immagine del sindaco e si sono rilevati un vero boomerang. Nemmeno il sindaco si aspettava così poca partecipazione e così tante critiche. I cittadini si aspettavano che l’amministrazione illustrasse cosa ha fatto dopo un anno, invece si sono sentiti fare soltanto promesse e rinviare ancora al prossimo anno per i veri progetti”. “I fiorentini sono desiderosi di contare davvero nelle scelte dell’amministrazione e non solo di essere chiamati a un incontro episodico – aggiunge Ornella De Zordo, capogruppo di perUnaltracittà - i nodi cruciali della città o sono già stati decisi e non messi in discussione anche se c’è un forte dissenso, o sono rimasti nel vago anche dopo i 100 luoghi”.

Cittadini e amministratori hanno discusso di Palagiustizia, Murate e molto altro ancora: ecco proposte e progetti. il sindaco: “Grande momento di piazza

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sPecIAle. Prosegue l’impegno de Il Reporter a fianco dell’associazione Guarnieri

Omicidio stradale, firme per la legge Pubblichiamo in questa pagina il modulo da ritagliare, compilare e spedire per aderire alla “battaglia” per inasprire le pene per chi causa incidenti sotto l’effetto di alcol o droga. L’obiettivo delle cinquantamila sottoscrizioni si avvicina niti o quasi. Ecco allora la raccolta di firme per la proposta di legge. Aderire è facile. Ci sono due modi. Si può farlo attraverso internet, dal sito www.omicidiostradale.it: in questo modo per firmare la proposta di legge basta compilare pochissimi campi. In alternativa si ritagliare dallo spazio qui a fianco il modulo da firmare (o scaricarlo dal sito), compilarlo e spedirlo all’associazione Guarnieri, alla Casella Postale 4209 - Ufficio Campo di Marte, 50100 Firenze. Chi volesse altre informazioni può visitare anche il sito dell’associazione (www.lorenzoguarnieri.com), scrivere a info@lorenzoguarnieri. com o telefonare allo 055.578910 o al 339.2961348.

Se  vuoi  aderire  alla  proposta  di  legge  puoi  farlo  compilando  il  modulo  e  inviandolo  in  busta  chiusa   a:  Associazione  Lorenzo  Guarnieri,  Casella  postale  4209  -­‐  Ufficio  Campo  Marte,  50100  Firenze  

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uasi quarantamila, con l’obiettivo di arrivare presto a cinquantamila. Sono i numeri delle adesioni alla proposta di legge sull’omicidio stradale, per inasprire le pene per chi causa incidenti sotto l’effetto di alcol o droga. È questa una delle “battaglie” dell’associazione Guarnieri, a fianco di cui si schiera ormai da qualche mese anche Il Reporter. L’obiettivo dell’associazione è tanto semplice quanto importante: aumentare la sicurezza sulle strade, dove continuano ad avvenire tragedie (come quella di Lorenzo Guarnieri, ma non solo) che spezzano vite e famiglie, mentre coloro che le provocano “rischiano” di restare impu-


Giornale di informazione del Comune N.9 - Ottobre 2011 gIOvANNI MIChELUCCI DISEgNI INEDITI

Un itinerario espositivo di 70 disegni, articolato in cinque sezioni: Strisce familiari (9 disegni), Natura e architettura (21 disegni), Brani di città (17 disegni), Spazi comunitari (14 disegni), Il segno artigiano (10 disegni). E’ la mostra Giovanni Michelucci. Disegni inediti, ospitata nella Sala del Basolato (Palazzo Comunale, piazza Mino, 26 – Fiesole) fi no al 30 ottobre, che si inserisce nel programma delle iniziative Le città di Michelucci promosso dalla Fondazione Michelucci per ricordare, a venti anni dalla scomparsa, nelle città e con le città in cui l’architetto ha operato, uno dei protagonisti dell’architettura del Novecento. La mostra organizzata dalla Fondazione Giovanni Michelucci in collaborazione col Comune di Fiesole (con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Firenze, del Comune di Firenze, del Comune di Pistoia e dell’Ordine degli Architetti di Firenze) propone una raccolta di disegni inediti – elaborati da Michelucci tra gli inizi degli anni trenta e la fi ne degli anni ottanta – che in parte sono conservati presso l’archivio disegni della Fondazione Giovanni Michelucci di Fiesole o sono stati concessi dalla disponibilità di amici e collaboratori dell’architetto. Una mostra sui disegni inediti di uno dei protagonisti dell’architettura del Novecento, costituisce un contributo originale alla conoscenza dei suoi percorsi di ricerca nell’affrontare le sfide progettuali, della sua energia grafica nel descrivere la spazialità immaginata. Anche i disegni che non sono apparentemente ascrivibili ad un progetto preciso - in molti dei quali la natura emerge come riferimento costante - costituiscono una cospicua fonte di suggerimenti per l’attività progettuale. Nei disegni a mano libera si manifesta nella sua forma più autentica l’originalità creativa di Giovanni Michelucci. Il catalogo della mostra a cura della Fondazione giovanni Michelucci, edito dal Centro Di, illustra la documentazione grafica accompagnata da un testo descrittivo dell’itinerario espositivo e comprende due saggi introduttivi dal titolo Michelucci a Fiesole e Come tracce di percorso. Nell’ambito della mostra sono previsti due incontri dedicati alla presentazione della seconda edizione (2011, Medusa ed.) del libro di giovanni Michelucci Brunelleschi mago (con prefazione di Paolo Portoghesi e postfazione di Corrado Marcetti) e della guida realizzata a cura della Fondazione Michelucci in collaborazione con il MiBAC/PaBAAC e la Regione Toscana L’architettura in Toscana dal 1945 ad oggi – Una guida alla selezione delle opere di rilevante interesse storico - artistico (2011, Alinea). Giovanni Michelucci - Disegni inediti Fiesole Sala del Basolato, Palazzo comunale, Piazza Mino Fino al 30 ottobre 2011 Tutti i giorni dalle 10 alle 18 Ingresso 5 euro – ridotti 3 euro Tel. biglietteria 055 5961293

MOSTRA DI MODA, DESIgN E FOTOgRAFIA. UN OMAggIO A MIChELUCCI

Le scuole di moda, design e fotografi a dell’Accademia Italiana dedicano un omaggio al grande architetto giovanni Michelucci. E lo fanno a Fiesole, precisamente al nella Sala Costantini del Museo Archeologico, con un mostra di lavori degli studenti dedicati proprio al grande Maestro del razionalismo. L’esposizione, che è inserita nelle manifestazioni uffi ciali celebrative di Michelucci promosse dal Comune di Fiesole, ha il contributo del Comune di Firenze e della Fondazione Michelucci. La mostra, che rimarrà aperta fi no al 23 ottobre (orario: tutti i giorni 10 – 18), raccoglie i lavori che gli studenti hanno elaborato durante l’anno accademico appena concluso. I giovani si sono ispirati alle idee del Maestro per poi personalizzarle e applicarle nei vari campi del design.

UNA gALLERIA DI RITRATTI. QUELLI DI TULLIO PERICOLI

Una galleria di ritratti. Sono quelli di Tullio Pericoli raccolti nel volume antologico edito da Adelphi e sono gli stessi che verranno esposti a Fiesole, e precisamente nella Sala Costantini del Museo Archeologico (via Portigiani, 1). Una mostra dedicata ai celebri ritratti di scrittori e poeti che il Maestro ha realizzato negli ultimi anni e in particolare a quello di Bernard Berenson grande studioso che trascorse parte della sua vita proprio sul Colle Etrusco. L’esposizione, curata da Laura Accordi, viene inaugurata alla presenza del Maestro sabato 29 ottobre alle ore 12 e rimarrà aperta fi no all’8 gennaio 2012 (orario: ottobre: tutti i giorni 10-18; novembre – dicembre - gennaio: tutti i giorni ore 10-14. Martedì chiuso). Una galleria di volti resi immediatamente riconoscibili dal segno ironico, lieve e al tempo stesso defi nitivo di Pericoli che, grazie alla vastità del suo lavoro e all’intelligenza del suo tratto, ha ridefinito la storia del ritratto d’autore, non consegnandoci solo icone, ma una biografia diversa da quella ufficiale. La mostra è organizzata dal Comune di Fiesole in collaborazione con quello di Pordenone, con Adelphi e con la Libreria-Galleria d’Arte Babele di Firenze.

L’AMORE RITROvATO”, PERSONALE DI LEA MONETTI A FIESOLE

Una personalità controcorrente, una donna di talento, allieva di Pietro Annigoni negli anni ’60, passata poi allo studio di Bruno Saetti. È Lea Monetti, artista fi orentina a tutto tondo: pittrice, scultrice bronzista, ritrattista, esperta in tecniche antiche e affresco.

www.comune.fiesole.fi.it informazioni 055/055

È presente sul Colle etrusco con i suoi bronzi e i suoi dipinti, i veri protagonisti della mostra “L’Amore Ritrovato”, ospitata nella Sala Consiliare del Municipio (piazza Mino, 26) fino al 28 ottobre (orario: dal lunedì al giovedì 9 – 18, il venerdì 9 – 13). L’esposizione raccoglie circa trenta opere che portano l’osservatore a diretto contatto con la poetica artistica di Lea Monetti. Ne sono testimonianza tangibile la natura, come quella della maremma, rappresentata nei dipinti, e i volti, i corpi, soprattutto di fanciulle e di giovani donne, che prendono forma nella scultura . Lea Monetti si è avvicinata all’arte concettuale e materica senza mai farsi etichettare: quando Carlo Munari la invitò a presentare le opere su asfalto all’Expo di Bologna rifiutò per tornare alla realtà e riappropriarsene, in controtendenza, con raffinate performance pittoriche. Dopo un periodo di allontanamento dalla pratica artista Lea Monetti è tornata prima a Firenze e ora a Fiesole riscoprendo, appunto, “un amore ritrovato”. Per maggiori informazioni sull’artista: www.leamonetti.it.

Tv, ARRIvA IL DIgITALE TERRESTRE ANChE A FIESOLE

Anche a Fiesole arriva il digitale terrestre. Dall’11 al 18 novembre avverrà il passaggio al digitale di tutte le reti televisive nazionali e locali. I programmi saranno quindi visibili unicamente attraverso un decoder o un apparecchio televisivo con sintonizzatore digitale integrato. Grazie alla nuova Tv sarà possibile usufruire di una migliore qualità dell’immagine e del suono e, gratuitamente, di un maggior numero di canali e programmi, e, soprattutto, di innovativi servizi di pubblica utilità. Questo passaggio consentirà, inoltre, di ridurre l’inquinamento elettromagnetico. Per agevolare questo passaggio alla nuova tecnologia agli abbonati TV di età pari o superiore a 65 anni (da compiersi entro il 31/12/2011) che abbiano dichiarato nel 2010 (redditi 2009) un reddito pari o inferiore a euro 10.000, verrà riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo Economico un contributo di 50 euro per l’acquisto o il noleggio di un apparato idoneo a consentire la ricezione, in chiaro e senza alcun costo per l’utente e per il fornitore di contenuti, di segnali televisivi in tecnica digitale. Tale contributo consiste in una riduzione del prezzo complessivo, IVA inclusa, al netto di ogni eventuale sconto commerciale. Tale importo verrà rimborsato al rivenditore. Per poter usufruire del contributo è necessario essere in regola con il pagamento dell’abbonamento Tv per l’anno in corso e non aver già beneficiato del contributo. Per maggiori informazioni è possibile contattare il Call Center Consumatori numero verde 800.022.000 dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20 (escluso i giorni festivi) o visitare il sito: www.decoder.comunicazioni.it.

PARTITI I LAvORI PER IL PLESSO MENARINI NELL’AREA gARIBALDI

Sono partiti il 19 settembre i lavori per la costruzione del plesso Menarini nell’area garibaldi. L’apertura del cantiere ha portato a un nuovo assetto dei parcheggi. Ecco nel dettaglio cosa è cambiato: sono stati tolti i parcheggi a pagamento in piazza garibaldi, alla destra degli alberi (direzione Borgunto), e in via Mangani; per compensare ne sono stati istituiti di nuovi a pagamento sempre in piazza Garibaldi ma alla sinistra degli alberi (direzione Borgunto). I parcheggi a pagamento nella piazzetta del ghirlandaio e in via Matteotti sono stati sostituiti con altrettanti posti a rotazione oraria gratuita (disco orario), con il limite di sosta di un’ora. Inoltre, il parcheggio in via Portigiani dalle 9 alle 19 di tutti i giorni della settimana è a pagamento per tutti, anche per i residenti autorizzati e nel posteggio pubblico di via Duprè, sul lato adiacente alla strada, è stata istituita la sosta a rotazione oraria gratuita (disco orario) con il limite di sosta di un’ora, mentre nella restante porzione di posteggio la sosta è rimasta libera. I lavori, che avranno durata di circa diciotto mesi, porteranno alla realizzazione di due edifi ci per complessivi 7.500 metri cubi, in parte destinati alle attività formative della casa farmaceutica Menarini e in parte a uso foresteria. I lavori contemplano, oltre alla costruzione degli edifici, anche la riqualifi cazione di piazza garibaldi che verrà pavimentata in pietra; qui, verrà realizzata, inoltre, una serie di collegamenti pedonali pubblici con cui sarà possibile collegarsi all’Area Archeologica retrostante il Municipio.

ALLA SCOPERTA DEL COLLE LUNATO A PIEDI

Ultimi due appuntamenti con l’iniziativa “Fiesole tra natura e cultura. Domenica 16 ottobre è possibile partecipare all’escursione “Il bosco di Fontelucente” (il ritrovo per la partenza è fissato alle ore 9 davanti al Palazzo Comunale di Fiesole in piazza Mino 26). Si tratta di un itinerario che attraverso le stradine dell’antica Fiesole e le vecchie vie caratteristiche della campagna toscana arriva a villa Peyron, dove sarà possibile ammirare uno dei più bei giardini all’italiana di tutto il territorio. In via eccezionale, i partecipanti a questa escursione potranno visitare la villa, da poco restaurata, dell’eclettico Paolo Peyron. Per tornare a Fiesole il percorso passerà da Monte Ceceri, conosciuto fin dall’antichità per le sue cave di pietra serena. La tradizione vuole che proprio da qui Leonardo da vinci nel 1506 tentasse l’esperimento di volo umano. Infine, domenica 23 ottobre è in programma l’escursione “La via vecchia Fiesolana, tra fascino della storia e dell’arte” (partenza alle ore 9 davanti al Palazzo Comunale, piazza Mino 26). Si tratta di un percorso che porta a percorrere le vecchie e solitarie stradine, ricche di storia e di fascino antico, che portano a San Domenico, la cui Chiesa e Convento testimoniano, con opere preziose e appartate, la presenza e il lavoro di Beato Angelico. Dal piccolo borgo di San Domenico, che offre tesori prestigiosi come la Badia Fiesolana, antica Cattedrale di Fiesole dal cui chiostro oggi si accede al famoso Istituto Universitario Europeo o la Scuola di Musica di Fiesole, il tragitto risale verso Fiesole percorrendo la via vecchia Fiesolana, l’antica strada che collegava Firenze a Fiesole. Strada ricca di ville famose, come villa Riposo dei Vescovi, villa Le Balze, villa Medici e gli antichi Oratori. Si tratta di un percorso che offre spunti per aneddoti, storie ed avvenimenti dell’antica Fiesole, dei suoi personaggi e della sua terra. Il percorso è adatto a tutte le età e non occorre particolare preparazione fisica o attrezzatura, è


opportuno tuttavia indossare scarpe da ginnastica o da trekking e portare con sé un po’ d’acqua. La passeggiata non durerà più di tre ore (dalle 9 alle 12 circa) e sarà condotta da esperti gruppi escursionistici che oltre ad illustrare il percorso, faranno conoscere i siti più importanti che via via si presenteranno lungo il cammino. Le passeggiate rientrano nel calendario dell’iniziativa “Fiesole escursioni fra natura e cultura”, realizzata dal Comune di Fiesole con la collaborazione della Regione Toscana. Per partecipare alle escursioni (gratuite), è necessario prenotarsi entro le ore 12 del venerdì precedente il tour ai seguenti numeri telefonici: 055.5961311, 055.5961323, 055.5961256..

È ARRIvATO LO SPORTELLO INFORMATIvO PER STRANIERI

A Fiesole è arrivato il 29 settembre. Si sta parlando dello sportello informativo per gli stranieri presenti sul territorio comunale. L’iniziativa è attivata dal Comune di Fiesole grazie ad un contributo della Regione Toscana e al coordinamento dell’Anci Toscana. Lo sportello, che fa parte della Rete di Sportelli Informativi per Stranieri in Toscana, è un punto di assistenza e accoglienza per i cittadini stranieri comunitari e non, un servizio ad accesso gratuito di orientamento-consulenza e di accoglienza-informativa. Lo sportello è aperto al pubblico tutti i giovedì dalle 9 alle 12. Ecco nello specifico il calendario degli appuntamenti del periodo ottobre – dicembre. Fiesole (Dipartimento Servizi alla Persona, Via Portigiani 27) nei giorni: 20 ottobre;, 3 e 17 novembre, 1 e 22 dicembre. Compiobbi (Via Romena, 58 c/o il Centro Incontri) nei giorni: 13 e 27 ottobre, 10 e 24 novembre, 15 e 29 dicembre. Allo sportello è possibile ricevere informazioni in materia di: permessi di soggiorno, ricongiungimento familiare; iscrizione anagrafica e cittadinanza; inserimento scolastico e lavorativo; orientamento professionale/formativo; sistemazione abitativa (idoneità, contributi, bonus...); assistenza sanitaria presso le strutture pubbliche; tutela dei diritti e dei doveri dei cittadini immigrati; alfabetizzazione di lingua italiana e test di lingua italiana per l’ottenimento del permesso di soggiorno di lunga durata; servizi del territorio e rapporti con l’ente pubblico; normativa vigente in materia di immigrazione. Per maggiori informazioni e appuntamenti: tutti i giovedì dalle 9 alle 12, Fiesole 055.5961604 oppure 055.5961314; Compiobbi 055.6593090 - sportello.stranieri@comune.fiesole.fi.it

CENSIMENTO 2011

Dal 12 settembre è cominciata la distribuzione postale del questionario per la raccolta dei dati relativi al Xv Censimento generale della popolazione e delle abitazioni previsto per questo anno 2011. Per la prima volta il questionario cartaceo viene inviato per posta e non distribuito dai rilevatori. La distribuzione terminerà il 22 ottobre. I questionari sono stati formulati dall’ISTAT al fine di rilevare le strutture delle famiglie, le loro caratteristiche anagrafiche, di stato civile e socio economiche, così come altre caratteristiche della popolazione fondamentali per consentire l’acquisizione dei dati necessari. Saranno censite anche le persone presenti sul territorio comunale alla data stabilita, ma che non siano dimoranti abituali. La data a cui fare riferimento quando si risponde alle domande è quella del 9 ottobre 2011. Il questionario ricevuto potrà essere riconsegnato solo a partire dal 9 ottobre secondo tre modalità: 1. Compilazione via Web, utilizzando la password indicata in basso a destra sulla copertina del questionario cartaceo, che sarà unica per ogni modello inviato a ciascuna famiglia (prima di tale data non sarà possibile collegarsi al sito dell’ISTAT) 2. Compilazione diretta con consegna al centro comunale di raccolta situato presso il Comune di Fiesole - Ufficio Anagrafe – Piazza Mino 26 che, a partire da Lunedì 10 ottobre p.v., osserverà i seguenti orari: lunedì –mercoledì e venerdì dalle 14,30 alle17,30 sabato mattina dalle 9,30 alle 12,30 3. Consegna ad un Uffi cio postale Chi avesse difficoltà nella compilazione potrà contattare il numero verde dell’Istat: 800.069.701, oppure il Comune al numero 055.5961241. Per tutta la durata del censimento (8 ottobre - 31 dicembre 2011) i rilevatori, muniti di cartellino di riconoscimento, in quanto incaricati dal Comune, saranno presenti sul territorio per la rilevazione degli edifici ed il recupero e la consegna dei questionari necessari alla rilevazione o al recupero di dati mancanti. La novità di questo censimento 2011 è la compilazione dei questionari via Web che offre la possibilità di un invio semplice, veloce, con riservatezza dei dati e mette in collegamento diretto il cittadino e l’Istat. Chi volesse utilizzare tale modalità, ma si trovasse in difficoltà o non disponesse degli strumenti necessari, potrà chiedere l’assistenza del Centro Comunale di raccolta o dei rilevatori fissando con loro un appuntamento. Per ulteriori informazioni consultare il sito http://censimentopopolazione.istat.it

LE STANzE DEI TESORI DEL MUSEO BANDINI

Il Museo Bandini rientra nel progetto Piccoli grandi Musei (PGM) dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, che ha lo scopo di valorizzare e promuovere le realtà, per così dire, più piccole rispetto ai musei maggiormente conosciuti di Firenze e del territorio che la circonda. Il progetto PGM ha inteso, per questa settima edizione, addentrarsi nel tema del collezionismo fiorito a Firenze tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, proponendo un percorso tra i ‘tesori’ di alcuni dei più interessanti musei fiorentini. A fare compagnia la Museo Bandini ci sono: il Museo Stefano Bardini, Museo di Palazzo Davanzati, Museo Horne, Museo Stibbert, Fondazione Salvatore Romano e Museo Casa Rodolfo Siviero. Grazie a questa iniziativa questi musei potranno essere visitati (ad eccezione del Museo di Palazzo Davanzati) con il Pass dei Tesori, il biglietto unico che consente visite guidate e laboratori didattici a tema gratuiti, sconti presso esercenti convenzionati oltre all’ingresso presso le mostre che sono state allestite per l’occasione nelle singole sedi museali, costituendo un’occasione imperdibile per visitare e ritornare nuovamente in questi luoghi. L’iniziativa dura fi no al 15 aprile 2012 Orari di apertura Museo Bandini - Via Duprè 1- Orario: Ottobre ore 10.00- 18.00; da Novembre a Febbraio lunedì-giovedì ore 10.00-14.00, venerdì-domenica ore 10.00- 17.00 (chiuso il martedì); Marzo ore 10.00-18.00; da Aprile a Settembre ore 10.00-19.00 Palazzo Medici Riccardi - Via Cavour 3 - Orario: tutti i giorni ore 9.00-19.00 (chiuso mercoledì) Museo Stefano Bardini - Via dei Renai 37 - Orario: lunedì ore 11.00-17.00, venerdì-domenica ore 10.00-17.00 Museo Horne - Via dei Benci 6 - Orario: lunedì, martedì, giovedì ore 9.00-13.00; venerdì, sabato, domenica ore 9.00-17.00

Museo Stibbert - Via Stibbert 26 - Orario: lunedì-mercoledì ore 10.00-14.00, venerdì-domenica ore 10.00-18.00 Fondazione Salvatore Romano - Piazza S. Spirito 29 - Orario: lunedì ore 10.00-16.00; venerdì-domenica ore 10.00-17.00 Museo di Palazzo Davanzati - Via Porta Rossa 13 - Orario: lunedì-domenica ore 8.15-13.50 (chiuso 2° e 4° Domenica del mese, 1°, 3° e 5° lunedì del mese) Museo Casa Rodolfo Siviero - Lungarno Serristori 1 - Orario: sabato ore 10.00-18.00 (da settembre a giugno); ore 10.00-14.00 e 15.00-19.00 (luglio-agosto); domenica e lunedì ore 10.00-13.00 (tutto l’anno) Orario condiviso Museo Stefano Bardini, Museo Horne, Museo Stibbert, Fondazione Salvatore Romano venerdì-domenica ore 10.00-17.00 - Chiusi 25 dicembre 2011, 1 gennaio e 8 aprile 2012. Aperti 6 gennaio 2012. IL PASS DEI TESORI Intero 10,00, Ridotto 8,00 - persone over 65 anni, gruppi min. 15 pax, soci Aci, Coop, Touring Club, CTS, Lions, Rotary, Fai, possessori di biglietti e abbonamenti Ataf, clienti banca CR e Intesa San Paolo, insegnanti con Edumusei Card, studenti universitari muniti di libretto, diversamente abili; Ridotto 2,00 - per le scolaresche di ogni genere e grado, bambini e ragazzi dai 4 ai 17 anni; gratuito - bambini fino ai 3 anni, accompagnatori di diversamente abili, giornalisti con tesserino, guide turistiche di Firenze, accompagnatori gruppi, insegnanti con classe. Il Pass dei Tesori rappresenta il biglietto unico che consente l’ingresso in tutti i luoghi del progetto (tranne Museo di Palazzo Davanzati che concede le agevolazioni previste dal Pass, quali visite guidate e laboratori didattici gratuiti, ma mantiene il suo biglietto ordinario) e include visite guidate e laboratori didattici a tema gratuiti, sconti presso esercenti e musei convenzionati. Un Pass dei Tesori OMAggIO verrà consegnato con l’acquisto della Firenze Card! Il Pass dei Tesori potrà essere acquistato a Palazzo Medici Riccardi, Museo Horne, Museo Stibbert, Museo Stefano Bardini, Fondazione Salvatore Romano, Musei di Fiesole, Art Store Mandragora (Piazza del Duomo, 50r) e AgoraIZ Palazzo Strozzi, oltre che in vari punti di Punti Informazione Turistici (es. Ufficio Informazioni-Provincia di Firenze via Cavour 1r) e alla biglietteria dei Musei Civici di Palazzo Vecchio, di Santa Maria Novella e di Cappella Brancacci. Acquista il tuo Pass dei Tesori online www.weekend-a-firenze.com www.stanzedeitesori.it ITINERARI, ATTIVITÀ E VISITE GUIDATE SABATO E DOMENICA VISITE GUIDATE GRATUITE Museo Bandini sabato ore 16.00; domenica ore 11.00 La visite sono gratuite con il Pass dei Tesori. Non occorre la prenotazione. Palazzo Medici Riccardi sabato ore 15.30 e 16.30; domenica ore 10.00 e 11.00 Museo Stefano Bardini sabato ore 15.30; domenica ore 10.00 Museo Palazzo Davanzati sabato ore 10.00; domenica ore 11.30 (eccetto 2° e 4° domenica del mese) Museo Horne sabato ore 15.00; domenica ore 11.30 Museo Stibbert sabato ore 10.00; domenica ore 16.00 Fondazione Salvatore Romano sabato ore 11.00; domenica ore 15.30 Museo Casa Rodolfo Siviero sabato ore 16.00; domenica ore 11.30 (solo la 2° e 4° domenica del mese e escluso domenica 13 novembre) DOMENICA ITINERARI GUIDATI Di museo in museo Itinerario A visita a Palazzo Medici Riccardi, Museo Horne, Museo Stefano Bardini 16 ottobre, 4 dicembre 2011, 12 febbraio, 1 aprile 2012 Percorso a piedi di 3 ore con partenza alle ore 10.00 da Palazzo Medici Riccardi, Via Cavour 3. Itinerario B visita a Fondazione Salvatore Romano, Museo di Palazzo Davanzati, Museo Stibbert 30 ottobre, 18 dicembre 2011, 26 febbraio, 15 aprile 2012 Percorso con pullmino di tre ore con partenza alle ore 10.00 da Piazzale Montelungo, pressi Fortezza da Basso. Itinerario C visita a Museo Horne, Museo Stefano Bardini, Fondazione Salvatore Romano 13 novembre 2011, 15 gennaio, 11 marzo 2012 Percorso a piedi di 3 ore con partenza alle ore 10.00 dal Museo Horne, Via dei Benci 6. Itinerario D visita a Museo Casa Siviero, Museo Stibbert, Museo Bandini 27 novembre 2011, 29 gennaio, 25 marzo 2012 Percorso con pullmino di tre ore con partenza alle ore 10.00 da Piazzale Montelungo, pressi Fortezza da Basso. Prenotazione obbligatoria - Le visite e il pullman sono gratuiti con il Pass dei Tesori Ingresso a pagamento al Museo di Palazzo Davanzati INFO E PRENOTAzIONI Segreteria Progetto Piccoli Grandi Musei Da lunedì a venerdì ore 9.00-13.00; 14.00-18.00 - Tel. 055 2340742 - Fax 055 244145 prenotazioni@cscsigma.it - www.stanzedeitesori.it - Attività per le scuole al Museo Bandini

UNA CASA A CALDINE E ASSOCIAzIONE CULTURALE “EL hAIAT”

Le attività di Strada Facendo a Una casa a Caldine (progetto per ragazzi con disabilità realizzato grazie alla collaborazione della Società della salute di Firenze-Zona Nord-Ovest, del Comune di Fiesole e del Comune di Vaglia gestito dalla Cooperativa sociale Silver del Consorzio CO&SO Firenze e reso possibile grazie alla preziosa collaborazione con la Fratellanza popolare della Valle del Mugnone) sono riprese regolarmente, ma appena tornati dalle vacanze ragazzi ed educatori hanno capito di aver lasciato qualcosa in sospeso… più che “un qualcosa” è rimasta in sospeso “una parola”, ovvero un semplice e sincero GRAZIE da inviare ad un’associazione culturale del territorio. Infatti, un grazie speciale va all’Associazione culturale “El Haiat” che, in collaborazione con la Fratellanza Popolare, la Polisportiva della Valle del Mugnone ed il Comune di Fiesole, ha reso possibile un incontro significativo tra i ragazzi di Una casa a Caldine, la magia dell’Egitto, i turisti e gli abitanti dell’estate fiesolana, i negozianti e la popolazione delle Caldine. Il 5 luglio presso il Teatro Romano di Fiesole, infatti, ha avuto luogo lo spettacolo “Sogno di una notte d’Egitto”, un evento coinvolgente e innovativo di danza teatrale egiziana, ideato e portato in scena da Béatrice Grognard e dalla compagnia Tarab. Lo spettacolo ha saputo lasciare il pubblico senza fiato mentre la scena si riempiva di movimenti armonici che racchiudevano in sé tutta la femminilità e l’espressività di una danza dai tratti lontani e orientali ma che, al tempo stesso, nascondevano tra le righe un sapore familiare e vicino. Un’occasione davvero preziosa per gustare la ricercatezza del gesto e la padronanza di un movimento diverso dal consueto. I proventi raccolti dalla vendita dei biglietti sono stati destinati al progetto per ragazzi con disabilità e saranno utilizzati per finanziare attività volte a sviluppare e promuovere processi di autonomia e di inclusione sociale nel territorio. Eppure il GRAZIE che i ragazzi e gli operatori di Una casa a Caldine vogliono inviare all’associazione “El Haiat” non scaturisce unicamente dall’aspetto economico, ma soprattutto da l’ aspetto di tipo sociale che riguarda la costruzione di un legame significativo tra due realtà del territorio che, ci auguriamo, possa continuare e rafforzarsi nel tempo. Grazie all’associazione “El Haiat” è stato possibile far conoscere alla popolazione del comune di Fiesole una realtà particolare come Una casa a Caldine. Il pubblico, infatti, non solo ha assistito a uno spettacolo di qualità, ma ha anche preso parte ad un progetto sociale. Inoltre, la messa in scena dello stesso spettacolo ha permesso ai ragazzi, nei giorni precedenti l’evento, sia di portare volantini ai negozianti della Piazza dei Mezzadri a Caldine (che si sono dimostrati veramente disponibili nell’affiggere i manifesti e pubblicizzare così la rappresentazione) sia di informare tutti coloro, che in quei giorni transitavano nella piazza, creando così un’occasione di scambio e di conoscenza reciproca. Insomma l’associazione “El Haiat” ha saputo regalare un bell’incontro tra cultura e solidarietà, tra arte e inclusione sociale, tra danza e partecipazione attiva, mettendo in contatto la realtà di Una


casa a Caldine con un’artista di fama internazionale e permettendo a Una casa a Caldine di farsi conoscere sul territorio, sensibilizzando nello stesso tempo, la popolazione alle tematiche della disabilità. Perché la diversità non sia vista semplicemente come un’istanza da temere ed evitare, ma come possibilità da conoscere e indagare per scoprire che l’incontro può regalare sorprese inaspettate. Una casa a Caldine è aperta il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 16.30 alle 19.30 presso i locali della Fratellanza popolare in Piazza de’ Mezzadri, 6 a Caldine, tel. 055.549166. Testo a cura di Una Casa a Caldine

BREVI vISITA A vILLA NIEWENKAMP

Ultimo appuntamento per il 2011 con l’iniziativa “visite ai giardini delle ville Fiesolane”. giovedì 20 ottobre, alle ore 16, è in programma la visita a villa Niewenkamp. I visitatori saranno accompagnati lungo il percorso da un architetto paesaggista che spiegherà le caratteristiche e i segreti del luogo. Per partecipare occorre prenotarsi il lunedì antecedente la visita chiamando lo 055.5961293 dalle ore 10 alle ore 14. Il costo del biglietto per le visite è di 5 euro l’intero e di 3 euro il ridotto (da 7 a 25 anni e oltre 65 anni). L’ingresso è gratuito per i bambini fino a 6 anni. La visita guidata è organizzata dal Comune di Fiesole in collaborazione con Aiapp (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio).

OMAggIO ALL’ASTRATTISMO DI SILvANO BOzzOLINI

A cento anni dalla sua nascita, Fiesole ricorda il pittore Silvano Bozzolini con una mostra antologica. Apre nella Basilica di San’Alessandro il 3 novembre (inaugurazione ore 17) l’esposizione che raccoglie circa quaranta opere di uno dei protagonisti dell’astrattismo, che proprio sul Colle Etrusco nacque nel novembre del 1911. Bozzolini è interprete dell’astrattismo inteso come aperta possibilità di esprimere e rappresentare il dramma dell’uomo europeo del ‘900, ed emerge come silenzioso ma attentissimo osservatore delle pulsioni internazionali dell’arte. La mostra rimarrà aperta fino al 30 novembre (ingresso libero).

ISCRIzIONE E AggIORNAMENTO ALL’ALBO DEI PRESIDENTI E ALL’ALBO DEgLI SCRUTATORI DI SEggIO ELETTORALE

Entro il 30 ottobre di ogni anno può essere presentata domanda per l’inserimento nell’Albo dei Presidenti di seggio elettorale dal quale la Corte d’Appello di Firenze sceglie chi svolge tale servizio in occasione delle consultazioni elettorali. Entro il 30 novembre di ogni anno è possibile presentare domanda per essere inserito nell’Albo degli scrutatori di seggio elettorale. In occasione di consultazioni elettorali la Commissione Elettorale Comunale sceglie i componenti dei seggi elettorali in tale Albo. Sul sito del Comune nella sezione Servizi e Modulistica sono reperibili tutte le informazioni utili e i modelli di domanda inserendo la parola presidente o scrutatore. L’iscrizione all’Albo è cancellata d’ufficio solo per perdita dei requisiti o per aver avuto una condanna per reati in materia elettorale.

Venerdì 21 ottobre 15.30 – 17.30 Venerdì 16 dicembre 15.30 – 17.30 Montebeni (Locali parrocchiali) Venerdì 28 ottobre 15.30 – 17.30 Venerdì 30 dicembre 15.30 – 17.30 Pian di San Bartolo (Circolo Arci) Venerdì 4 novembre 15.30 – 17.30 Venerdì 23 dicembre 15.30 – 17.30 Fiesole (Municipio) oppure chiama il Sindaco allo 055.597107 Venerdì 11 novembre 15.00 - 18.30 Compiobbi (Centro Incontri) Venerdì 18 novembre 15.30 – 17.30 Caldine (Piazza Mezzadri c/o Fratellanza Popolare) Venerdì 25 novembre 15.30 – 17.30 girone (Circolo Arci) Venerdì 2 dicembre 15.30 – 17.30

CALENDARIO DEgLI APPUNTAMENTI ISEE OTTOBRE 2011 – gIUgNO 2012

FIESOLE: Ufficio Relazioni con il Pubblico via Portigiani, 3 - mercoledì ore 15 - 18. 9 novembre; 7 dicembre; 11 gennaio; 8 febbraio; 7 marzo; 4 aprile; 9 maggio; 6 giugno. COMPIOBBI: Centro Incontri via Romena, 58 - mercoledì ore 15 – 18. 12 ottobre; 16 novembre; 14 dicembre; 18 gennaio; 15 febbraio; 14 marzo; 11 aprile; 16 maggio; 13 giugno. CALDINE: Fratellanza Popolare della Valle del Mugnone piazza dei Mezzadri, 1° piano stanza 2 -mercoledì ore 9 – 12. 19 ottobre; 23 novembre; 21 dicembre; 25 gennaio; 22 febbraio; 21 marzo; 18 aprile; 23 maggio; 20 giugno. SAN BARTOLO – Casa del Popolo, via dei Cipressini, 6 - mercoledì ore 15 – 18. 26 ottobre; 30 novembre; 29 febbraio; 28 marzo; 30 maggio; 27 giugno.

ARTIgIANATO E ANTIQUARIATO IN PIAzzA

Domenica 16 ottobre torna in piazza Mino a Fiesole la mostra – mercato “Artigiani in piazza”. Dalla 9 della mattina fi no alla sera alle 20.30 i maestri artigiani espongono le loro creazioni e si cimentano in dimostrazioni dal vivo. Negli stand è possibile ammirare e acquistare dipinti, manufatti in legno, creazioni con fiori secchi, creta e tanti altri oggetti creati dalla sapiente creatività degli artigiani. Domenica 6 novembre, sempre in piazza Mino, l’appuntamento è con il Mercato del Piccolo Antiquariato. Dalle 8 e per tutta la giornata, la piazza si riempie di stand che richiamano l’interesse del pubblico per la particolarità e molteplicità degli oggetti esposti.

TURNI FARMACIE

A decorrere dal 1° novembre 2011 i contrassegni per la sosta gratuita nelle aree a pagamento e in quelle riservate ai residenti “zona F” fi nora rilasciati (quelli di colore arancio e la scritta “Publiservizi”) perderanno ogni validità. Sono già in distribuzione i nuovi contrassegni, rilasciati a cura della società concessionaria Umbria TPL e Mobilità SpA. I cittadini interessati potranno richiedere e ritirare i nuovi contrassegni presso l’uffi cio sito in piazza garibaldi 33, aperto al pubblico ogni lunedì dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 18. I requisiti per ottenere il contrassegno sono rimasti invariati; per maggiori informazioni consultare il disciplinare tecnico sul sito web del Comune (www.comune.fiesole.fi.it, cliccare su “Indice A-Z” e quindi su “Parcheggi – contrassegno residenti”).

Ecco l’elenco dei turni di alcune farmacie del territorio fiesolano per il mese di ottobre e novembre: • Farmacia Magonio, Girone, via Aretina 10, Tel. 055.6594233 – OTTOBRE: sabato 15, domenica 23 e sabato 29. NOVEMBRE: domenica 6, sabato 12, domenica 20 e sabato 26. • Farmacia Benvenuti, Compiobbi, via Aretina 194, Tel. 055.6594878 – OTTOBRE: domenica 16, sabato 22 e domenica 30. NOVEMBRE: martedì 1, sabato 5, domenica 13, sabato 19 e domenica 27. • Farmacia S. Bernardino, Fiesole, via Colzi 8/B, Tel. 055.599262 – OTTOBRE: domenica 16. NOVEMBRE: domenica 13. • Farmacia Perna, Fiesole, Piazza Mino 15, Tel. 055.59214 – NOVEMBRE: sabato 5, domenica 6, sabato 19 e domenica 20. La farmacia, inoltre, effettua orario continuato dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 20. • Farmacia delle Caldine, Caldine, piazza dei Mezzadri, Tel. 055.5040028 – NOVEMBRE: domenica 27.

RACCOLTA FUNghI: ECCO LE REgOLE

PROgRAMMA SCUOLA DI MUSICA DI FIESOLE

AvvISO IMPORTANTE: CONTRASSEgNI SOSTA gRATUITA

Con ottobre è arrivato il tempo dei funghi. Ecco, quindi, tutte le regole per la raccolta. I residenti in Toscana hanno un trattamento agevolato rispetto ai non residenti. I primi devono fare, infatti, un unico versamento di 13 euro per 6 mesi o di 25 euro per 12 mesi di raccolta, mentre i secondi devono invece pagare 15 euro per un giorno, 40 euro per sette giorni consecutivi, tutti sullo specifico conto corrente (n.6750946), con la causale “raccolta funghi”, intestato alla Regione Toscana, che ha stabilito le norme in vigore. L’autorizzazione è costituita dalla ricevuta di pagamento del bollettino alla Regione. Gli importi sono ulteriormente ridotti della metà per chi risiede nei territori montani. Il limite di raccolta giornaliero per persona è di tre chilogrammi di funghi, che salgono a sei per i residenti nei territori classificati montani e che fanno la raccolta nel proprio comune di residenza. Non ci sono limiti, invece, per gli imprenditori agricoli ed i soci di cooperative agroforestali che svolgono la raccolta per integrare il proprio reddito nella provincia di residenza. In questo caso è sufficiente una semplice dichiarazione, anche in via telematica, alla Comunità montana o alla Provincia di competenza. Gli imprenditori ed i soci di cooperativa possono chiedere deroghe ai limiti di raccolta anche nelle province diverse da quelle di residenza. Le autorizzazioni alla raccolta a fi ni economici in aree riservate ed alla raccolta a pagamento sono invece rilasciate dalle Province o dalle Comunità montane. Le autorizzazioni già acquisite dai residenti in Toscana alla data del 31 dicembre 2010 mantengono la loro validità fino alla loro naturale scadenza (sei, dodici o trentasei mesi dalla data del versamento).  Per informazioni, rivolgersi alla Regione Toscana telefonando al numero verde gratuito 800860070, oppure collegandosi al sito internet www.regione.toscana.it/agricoltura. 

93^ ANNIvERSARIO DELLA FINE DELLA gRANDE gUERRA Domenica 6 novembre in occasione del “93^ Anniversario della Fine della grande guerra” è in programma alle ore 9.45 il Concentramento a Casa Marchini Carrozza e inizio del Corteo accompagnato dalla Filarmonica g. verdi di Fiesole. Alle ore 10 si terrà la Messa nella Chiesa di Santa Maria Primerana e durante la mattina saranno apposte le consuete Corone: alle ore 10.45 al Municipio, successivamente, partirà la sfilata per l’apposizione delle corone al Cimitero e al Parco della Rimembranza e, infine, alle ore 12 alla Lapide ai Caduti di Compiobbi in piazza Mazzini.

SINDACO DA TE

Continuano gli appuntamenti dell’iniziativa “Il Sindaco da Te”: il canale di comunicazione fra sindaco e cittadini, che vede il sindaco di Fiesole, Fabio Incatasciato, ricevere i cittadini senza appuntamento, nelle diverse frazioni del territorio. Di seguito il calendario degli incontri ottobre - dicembre 2011. Pian del Mugnone (Circolo Arci) Venerdì 14 ottobre 15.30 – 17.30 Venerdì 9 dicembre 15.30 – 17.30 Ellera (Circolo Arci)

Sabato 22 ottobre, ore 21 – Teatro Puccini • via delle Cascine, 41 Firenze ORCHESTRA DEI RAGAZZI Salvatore Accardo, violino solista e direttore musiche di W. A. Mozart, L. Mozart ingresso 5 euro

Domenica 30 ottobre, ore 11 – Scuola di Musica di Fiesole • Auditorium Sinopoli Svetlana Makarova, violino giovanni Ricucci, clarinetto Antonino Siringo, pianoforte musiche di F. Poulenc, B. Bartók, I. Stravinskij Ingresso 10 euro, 6 euro ridotti, 2 euro ridotto allievi Scuola di Musica di Fiesole

2 EvENTI IN PROgRAMMA AL CIRCOLO “LA PACE”

Sono due gli eventi fissati per il mese di ottobre al Circolo “La Pace” di Compiobbi. Domenica 23 - ore 18 “Diritti Umani e Diritti dei Popoli: Argentina e Cile” Relatore: Prof. Bruno Davanzo Durante la serata verrà presentato il libro “Su la testa Argentina” di Orlando Baroncelli. L’autore sarà presenta all’iniziativa. Seguirà un buffet con specialità argentine. Sabato 29 - ore 21.30 “Nueva cancion chilena” - Recital di musica sudamericana.

“SALUNTA E SAPORI D’AUTUNNO”: BUON CIBO, SPECIALITÁ E COLORI DELLA TOSCANA A COMPIOBBI

Mostra e degustazione dell’olio nuovo delle colline fiesolane, bruciate, fettunta e “vin novo”. E ancora trippa, lampredotto, cioccolato e bomboloni. Sono i sapori d’autunno della Toscana, che possono essere assaggiati e degustati in occasione della manifestazione “Salunta e Sapori d’autunno” in programma sabato 12 e domenica 13 novembre a Compiobbi. Come ogni anno, dalle 10 fino a sera, sia il sabato che la domenica, in Piazza Falcone e Borsellino, ci saranno specialità enogastronomiche negli stand delle associazioni e delle fattorie locali, mentre anche i negozi aperti animeranno i due giorni. Fra le iniziative di domenica 13 anche l’Annullo Filatelico delle Poste Italiane. La manifestazione è organizzata dalla ProLoco Valle dell’Arno insieme al Circolo “La Pace”, al Circolo Arci “R. Murri”, alla Misericordia di Compiobbi e all’Unione Commercianti e Artigiani della Valle dell’Arno, con il patrocinio del Comune di Fiesole. Per ulteriori informazioni: www.prolocofiesole.it oppure scrivere a info@prolocofiesole.it.


Voci dal Consiglio

CENTROSINISTRA PER FIESOLE UNIONE DI COMUNI: UNA RISPOSTA IMPORTANTE

POPOLO DELLA LIBERTÀ PDL, UNIONE CON vAgLIA: C’eravamo proposti, a margine della rubrica di settembre, di tornare sul tema “MATRIMONIO BUFFO”. dell’Unione di Comuni. Lo facciamo in questo numero, dopo che il Consiglio SICURI ChE NON CI RIMETComunale straordinario del 22 settembre scorso ha approvato l’atto costituti- TIAMO? vo e lo Statuto dell’Unione di Comuni Fiesole – Vaglia, sancendone di fatto la nascita. Maggioranza e opposizioni si sono confrontate in aula nel corso di un dibattito dai toni fermi ma moderati che si è incentrato tutto sui contenuti. Un dibattito, a detta anche di una parte dell’opposizione, di livello alto che sarà di stimolo per il lavoro futuro del Consiglio e per lo spirito della vita democratica della nostra Città. Il passaggio istituzionale è senza dubbio epocale. Fiesole nel corso della sua storia non ha mai dato vita a esperienze di unioni con altri comuni, se si eccettua la “Città delle Colline” (esperienza peraltro molto diversa che non ha conosciuto seguito, avendo intrapreso le Amministrazioni degli altri enti coinvolti strade diverse). Oggi Fiesole sceglie un percorso nuovo, sicuramente dettato in gran parte dai tempi che stiamo vivendo. Non troviamo traccia di tutto ciò nel documento programmatico col quale il Sindaco Incatasciato si è confermato alla guida della Città. Ma come avrebbe potuto? Sarebbe stato impensabile allora (e si parla solo di due anni fa!) immaginare una situazione nazionale del genere, una crisi globale di tali dimensioni, una politica così pesante di tagli agli Enti Locali. Ecco allora che nel 2010 la Regione Toscana, per rispondere alla mancanza di contributi erogati dal Governo Centrale, disegna un quadro di riforme degli Enti Locali, incentivando, anzi imponendo ai Comuni di mettersi insieme, associando funzioni, gestendo servizi, cercando nuove economie. In una parola: Unioni di Comuni. Lo ripetiamo: si tratta sì di una scelta per dare una risposta ad un obbligo e ad una necessità. Ecco allora che Fiesole, col suo territorio unico al mondo, ricco di storia e bellezza ma variegato e complesso, si è guardata attorno. E lo ha fatto tenendo presenti i paletti che la Regione metteva per definire le Unioni: obbligo di appartenenza alla stessa area sociosanitaria, incentivo forte per Unioni di Comini che complessivamente avessero messo insieme una popolazione di ventimila abitanti (indicando su quella cifra lo standard ottimale), incentivo maggiore se questo fosse avvenuto entro il prossimo novembre. Da qui, vogliamo sia chiaro una volta per tutte, le nostre scelte: farlo con Vaglia e farlo subito. Vaglia è un Comune di poco più di cinquemila abitanti, ben amministrato, che trova nella scelta dell’Unione con Fiesole forse una motivazione politica maggiore: decide infatti di chiudere l’esperienza della Comunità Montana, staccandosi dall’area del Mugello e decidendo di guardare a Firenze, sentendosi in tutto e per tutto un Comune dell’area fiorentina (essendolo già di fatto per ciò che riguarda sanità e trasporti per esempio). Fiesole vuole dare a questa Unione un valore politico sicuramente diverso, non intendendo con questo ridurne l’importanza, ma cercando in tale processo una risposta alla necessità di razionalizzare i costi e mantenere livelli alti di qualità dei servizi. Per spiegare nei fatti cosa accadrà fateci iniziare con una rassicurazione: non cambierà nulla nella vita dei cittadini fiesolani. Non cambieranno gli sportelli, i loro orari, le loro sedi, i servizi sul territorio. Lo spettro agitato da parte dell’opposizione su una ricaduta in negativo nella vita concreta di noi fiesolani è solo un bieco tentativo di mascherare un vuoto politico di argomenti. L’Unione di Comuni sarà un ente locale a tutti gli effetti (ente di secondo livello), con un suo bilancio, una sua Giunta, un suo Consiglio. Ad essa verranno attribuite alcune competenze che gestirà sulla base degli atti di indirizzo dei Consigli Comunali, che resteranno gli organi sovrani di rappresentanza democraticamente eletti. Tale ente non avrà nelle sue strutture politiche costi aggiuntivi (a differenza delle passate esperienze di gestione associata), i due Sindaci costituiranno la Giunta e non percepiranno contributo aggiuntivo; idem per i Consiglieri che entreranno nel neonato Consiglio (due per Fiesole e due per Vaglia, uno di maggioranza e uno di opposizione per parte). La gestione associata si concretizzerà nelle funzioni di: gestione del personale, polizia municipale, servizi scolastici, servizi socio-sanitari, cultura e turismo. Tutto a livello di gestione della macchina amministrativa, che sarà riorganizzata in base a criteri di efficacia, efficienza ed economicità. Una rivoluzione a livello di quello che viene chiamato “back office”, niente di diverso nella vita dei cittadini. Anzi: la gestione associata consentirà di aprire la strada a nuovi progetti di sviluppo. Pensiamo per esempio all’ufficio gare: unire le forze e le competenze per presentarsi come un soggetto più grande e qualificato di fronte alle aziende erogatrici di servizi. Risultato: costi minori e alti standard di qualità. Di questo si tratterà. In un quadro politico immobile e nebuloso, in un contesto di crescente difficoltà, di fronte a Istituzioni sempre più lontane dai cittadini, di fronte all’obbligo di razionalizzare i costi da un lato e alla volontà e all’impegno di mantenere i servizi dall’altro, questa è una risposta. Ci impegniamo fin d’ora a monitorare costantemente la situazione e riferirne ai cittadini, verso i quali sicuramente c’è il rammarico di aver dovuto stringere i tempi a discapito magari di una maggiore comunicazione. Così come sarà costante il dialogo col personale fattivamente impegnato in questo processo. Come maggioranza abbiamo assunto il peso della responsabilità della scelta. L’Unione di Comuni non sarà forse la panacea di tutti i mali, ma è una risposta concreta ai tempi che corrono, nella quale crediamo fermamente e che sosterremo con entusiasmo.

Gruppo Consiliare Centrosinistra per Fiesole centrosinistraperfiesole@gmail.com

Il Comune di Fiesole “spinge” per fare l’Unione con Vaglia. Si capiscono poco le ragioni, mentre si possono intuire i bisogni. O meglio, il bisogno che altro non è che quello di prendere un po’ di soldi e di prenderli subito; del resto i bilanci del Comune sono da tempo una criticità. La Regione, infatti, “premierà” le Unioni dei Comuni che si costituiranno entro il novembre del 2011. Un “premio” che andrà a tutti anche a chi come il Comune di Fiesole non è obbligato a fare le Unioni. E’ questo il punto: il Governo nazionale opportunamente sostiene ed incentiva le Unione dei Comuni, ma dei piccoli comuni e secondo una coerenza di prospettiva e allora ci sfugge il perché di tanta fretta, ma soprattutto il perché di un “matrimonio” stravagante. I punti di dubbio sono almeno cinque. Primo punto: i Comuni sopra i 5.000 abitanti non sono chiamati a fare le Unioni e in particolare per quelli sopra i 10.000 non si ritiene che le Unioni siano necessarie. Punto secondo: le Unioni si fanno con Comuni vicini non solo geograficamente. Ci sfugge la bontà di “spingere” Fiesole verso il Mugello quando la sua vocazione dovrebbe essere massimamente quella di rafforzarsi come Comune dell’area metropolitana. Terzo punto: la Giunta vuole l’Unione, ma non porta nessun prospetto che, numeri alla mano, dimostri che per Fiesole questa Unione è un vantaggio duraturo e durevole. La domanda è lecita: Vaglia che cosa porta a Fiesole? Fiesole che cosa dà a Vaglia? I conti di Vaglia certo saranno a posto, ma è lecito saperlo con certezza. Quarto punto: è vero che Vaglia deve corrispondere alla Comunità Montana del Mugello 180.000 euro per “unirsi” a Fiesole? Del resto Vaglia fa una scelta anomala scegliendo Fiesole, così come Fiesole fa una scelta strana scegliendo Vaglia. Il timore è legittimo: non è che il “premio” per l’Unione che ci darebbe la Regione dovremmo tutto “spenderlo” per pagare il “divorzio” di Vaglia dal Mugello? Quinto punto: la Regione è molto chiara rispetto ai denari. Per questo anno chi prima arriva, prende il “premio”, ma dal prossimo anno il “premio” lo prendono le Unioni che erogano servizi di eccellenza e di qualità. E’ qui il punto: quale garanzia c’è da parte della Giunta che i servizi erogati saranno di qualità per i cittadini? In sostanza: siamo dinnanzi ad un “matrimonio buffo”, fatto al buio, dove la dote è incerta, le ragioni poco chiare, le prospettive di futuro assai contraddittorie. Temiamo che la fretta sia ancora una volta cattiva consigliera e sia figlia di un bisogno spasmodico di risorse che non rende mai né liberi né lucidi, ma che dimostra ancora una volta che Fiesole finanziariamente naviga davvero in cattive acque.

LABORATORIO PER LA SINISTRA RIFONDAzIONE COMUNISTA Il Consiglio Comunale del 22 settem- PARTE LA NUOvA UNIONE CITTADINI PER FIESOLE COSE DI FIESOLE ..... E DINTORNI

bre ha approvato l’Unione dei Comuni Fiesole-Vaglia, creando così un nuovo Ente locale che avrà un SuperSindaco (il Sindaco di Fiesole), una SuperGiunta (formata dai Sindaci dei due Comuni) e un Super Consiglio (formato da due consiglieri di ogni Comune, uno di maggioranza e uno di minoranza) e che gestirà una serie di servizi che fino ad oggi svolgevano i singoli Comuni, come la Polizia Municipale, la scuola, la cultura e la gestione del personale. L’Ente, dal quale dipenderà chi fino a ora ha lavorato per quei servizi, avrà un suo bilancio, un suo Sindaco Revisore, una gestione completamente autonoma, e si avvarrà di un contributo della Regione Toscana che, in base alla Legge, dovrebbe essere al massimo di trecentomila euro per il primo anno mentre in futuro i contributi dovranno tenere conto della crisi economica. Un dato incerto, così come pare incerto chi dovrà determinare gli indirizzi politici dell’Ente. Il voto dei Cittadini per Fiesole su questo argomento è stato nettamente contrario. Le ragioni? • I cittadini non informati dei vantaggi e degli svantaggi di questa operazione • I dipendenti non coinvolti nella nuova organizzazione dei servizi • I consiglieri chiamati a decidere in base a spiegazioni che non contengono una seria analisi dei costi e dei problemi generati dall’unione di territori tutt’altro che omogenei. Anche a Vaglia la lista civica PerUnAltravaglia, ha condiviso con noi dubbi, perplessità e incertezze e ha espresso un voto contrario. Il nostro gruppo cercherà comunque di essere vigile sull’attività del nuovo Ente per impedire ricadute negative sui cittadini del territorio fiesolano.

La situazione finanziaria del nostro paese ci impone un cambio di rotta. Adesso abbiamo una macchina statuale arretrata, iper-costosa, elefantiaca. In molte zone d’Italia si è creata una parcellizzazione amministrativa incredibile: migliaia di abitati microscopici che fanno comune, enti inutili, SPA locali, province in zone spopolate.. E’ indubbio che si dovrà cominciare a tagliare. A livello municipale La strada maestra a nostro giudizio sarebbe innanzitutto la fusione dei comuni. Con la fusione ovviamente si dimezzano i costi e si organizzano meglio i servizi. Strada mediana ma non DA SCARTARE è l’Unione dei Comuni. Con l’Unione restano distinti i 2 municipi ciascuno col proprio Sindaco, Consiglio, Palazzo municipale..ma si iniziano a fondere i servizi (che poi è l’output comunale stesso)..in primis la PM, poi il sociale, l’istruzione, la cultura, i trasporti, il turismo… Attraverso l’unione è possibile testare il successo o meno dei nuovi servizi comuni, conteggiare i costi risparmiati e i vantaggi ottenuti.. Dunque l’Unione è utile se diventa l’anticamera della Fusione..se rappresenta il primo passo per una razionalizzazione dei COSTI. VIGILEREMO nei prossimi mesi affinchè la Nuova Unione abbia successo! Ricordiamo infine che siamo presenti ogni primo lunedì del mese dalle 16:00 alle 19:00 a Caldine nella nostra sede presso il Circolo ARCI in via Faentina.

E ora uno sguardo sulle vicende fi esolane. La costruzione dell’area Menarini sta creando disagi al centro di Fiesole, con la Piazza Garibaldi bloccata per due anni e mezzo, la cancellazione dei parcheggi per i residenti in Via Portigiani e la mancanza di scelte per ritrovare nuovi posti, nonostante le proposte dei cittadini, dei commercianti, e del nostro Gruppo consiliare. L’Auditorium, che doveva essere inaugurato nel luglio 2011 alla presenza del Maestro Muti, è fermo perché il collaudo è reso impossibile dalle infiltrazioni di acqua dal tetto e da altri problemi strutturali. Di chi le responsabilità?

La costruzione della struttura sociale di villa Sant’Ignazio non è mai partita e, oltretutto, si sono interrotti anche i pagamenti degli oneri di urbanizzazione. Prevediamo altri problemi per un Il Gruppo del PDL bilancio comunale già in fase di preal Consiglio Comunale di Fiesole dissesto. Stefania Fuscagni Alessandro Monnetti Per contattarci: telefono 331.5339367 Sergio Baccari fax 055.541189 Fabrizio Stegagnini e-mail: info@cittadiniperfiesole.org

Capogruppo Francesco Trecci trecci.francesco@comune.fiesole.fi.it Attendiamo i vostri suggerimenti (sempre firmati, ovviamente!)


speciale salute

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LA SCOPERTA. In Italia sono stimati tre milioni di ammalati

“L’altra celiachia”, questa sconosciuta Benedetta Strappi

È la sensibilità al glutine: patologia a se

A

stante, ma sintomi simili. A Firenze si

Firenze sono già in cura in trecento, e il centro regionale di riferimento per la celiachia dell’adulto di Careggi è impegnatissimo in questa attività. In quale? Nella cura, e nella diagnosi, dell’“altra celiachia”. Ovvero di quella patologia che in inglese hanno chiamato “glutensensitivity”. Sensibilità al glutine, in italiano. Una malattia a se stante, per la verità, diversa dalla celiachia ma simile ad essa per i sintomi. Ma vediamo di capirne qualcosa di più. Anche in questo caso il problema fondamentale è il glutine: “Esistono vari modi attraverso i quali il glutine può creare problemi: c’è chi avverte i suoi aspetti tossici anche senza essere celiaco – spiega il professor Antonio Calabrò, responsabile del Centro Regionale di riferimento di Careggi, che dei suoi studi ha parlato al Festival della Salute che si è tenuto a Viareggio tra la fine di settembre e l’inizio di questo mese – e cioè anche senza avere una risposta immunitaria a questa sostanza, non avendo i geni presenti invece nei celiaci, per i quali la patogenesi è di tipo autoimmune”. Ma quali sono i sintomi? E come riconoscerli? Molti sono in comune con quelli della celiachia (e del colon irritabile, con cui spesso la sensibilità al glutine viene confusa): gonfiore addominale, problemi intestinali, ma anche cefalee, pro-

lavora a un metodo per diagnosticarla

blemi ostetrico-ginecologici (come la difficoltà ad avere bambini, per le donne), malattie reumatiche. E, prosegue ancora il professor Antonio Calabrò, si tratta davvero di una malattia molto diffusa, studiata dagli esperti ormai da una quindicina di anni. “Si stima che i celiaci siano l’uno per cento della popolazione, e noi siamo convinti che la sensibilità al glutine sia diffusa almeno cinquesei volte di più. E dunque stimiamo che in Italia ci possano essere tre milioni di ammalati di questa patologia”. E proprio a Firenze si sta lavorando intensamente per mettere a

punto un metodo per diagnosticarla: a differenza della celiachia, infatti, non è una patologia riconosciuta dal sistema sanitario nazionale, e chi ne soffre, tanto per fare un esempio, ad oggi non può beneficiare delle esenzioni. A Careggi, invece, si sta mettendo a punto un metodo per diagnosticarla: si tratta di “un’impronta metabolica”, ovvero di un meccanismo basato su esami del sangue, delle urine e sulla risonanza magnetica che - un po’ come avviene con le impronte digitali - consentirà, una volta validato, di identificare in modo univoco questa malattia.

IL Progetto. È la quarta causa di morte in Italia

Diabete, obesità e depressione: tutti i rischi della vita sedentaria

L’

antidoto alla sedentarietà, quarta causa di morte in Italia, si chiama “gruppo di cammino”. Di cosa si tratta? Semplice: di un progetto sociale che invita le persone a muoversi, camminare insieme a un gruppo di preparatissimi laureati in scienze motorie per “mettere in moto la macchina umana e fare in modo che non si usuri restando ferma”. Un progetto che è stato sperimentato dalla Provincia di Lucca. Sembrerebbe una banalità, e invece muoversi seguendo un ritmo preciso e costante, abbinando alle camminate uno stile di vita sano ed equilibrato, aiuta a ridurre notevolmente l’incidenza di malattie cardiovascolari (spesso fatali) e di patologie legate a doppio filo con l’inattività come il diabete, l’obesità e la depressione. “L’obiettivo finale – spiega Carmine Di Muro, tra i promotori del progetto – è quello di mettere in funzione il cosiddetto metabolismo basale, che consente, facendo un’attività fisica regolare di almeno trenta minuti consecutivi abbinata a una dieta equilibrata, di perdere peso anche quando poi si sta seduti sul divano. L’esercizio deve arrivare a essere concepito come ciò che realmente è, ovvero una terapia, che aiuta a vivere di più e meglio”. E effettivamente di terapia si tratta se si pensa che facendo una regolare (e regolarmente controllata) attività fisica, camminando in gruppo a passo svelto con costanza, si migliora notevolmente la qualità della vita. “Seguendo con costanza un ciclo di cammino - continua Di Muro – una persona di 50 anni può arrivare ad avere le capacità di lavoro di un sedentario di 40. È un dato che forse a una fascia di utenti di mezza età fa poca impressione, ma se pensiamo che un ottantenne potrebbe riuscire ad avere la capacità e la salute di un settantenne, la scala di valori cambia sensibilmente”. Il dato sconfortante è che il 36% degli uomini e il 46% delle donne italiane non fanno sport, mentre i bambini del Bel Paese possono vantare il triste primato di più obesi d’Europa. Rimanendo in Toscana, “la Versilia è uno dei territori in cui si fa meno attività fisica e dove l’incidenza di malattie cardiovascolari sta aumentando pericolosamente – continua Di Muro - per questo abbiamo organizzato queste squadre di cammino che insegnano alla gente come e quanto camminare, spiegando con attenzione la postura corretta, la posizione di testa, ginocchio e l’appoggio del piede e tenendo sotto controllo anche i miglio/B.B. ramenti di ciascuno”.

IL DOSSIER. Una ricerca rivela quello che i ragazzi temono di più. Non senza qualche sorpresa

Dai tumori allo stress, le paure dei giovani Dall’indagine, realizzata su novecento adolescenti tra i 14 e i 24 anni, emergono alcuni dati impressionanti. L’inquinamento è visto come la peggior minaccia per la salute, mentre l’abuso di alcol e droghe sembra essere sottovalutato

H

anno paura di cose che non ti aspetteresti (lo stress) e invece finiscono per sottovalutarne altre (bere e fumare) decisamente pericolose. È un po’ questa la fotografia dei giovani che arriva da una sorprendente ricerca presentata di recente al Festival della Salute di Viareggio. Si tratta di un’indagine realizzata su 900 giovani di età compresa tra i 14 e 24 anni, e realizzata dalla società Format per conto di Goodlink, organizzatrice del festival versiliese. Da questo dossier emergono dati impressionanti. Ad esempio si scopre che, per il 70 per cento dei giovani in questa fascia d’età, la malattia più temuta è il tumore, mentre uno su cinque ha come terrore principale quello di cadere in depressione. Ancora: quasi nove ragazzi su dieci sono soddisfatti del proprio stato fisico, e la metà di loro pensa che l’inquinamento sia la peggior minaccia per la propria salute (50.2 per cento) seguito, a sorpresa, dallo stress (49.7). Ma dalla ricerca sono emerse altre particolarità ancora: ad esempio che poco

meno di un ragazzo su cinque (il 19.3 per cento) segue una dieta, e di questi la maggior parte (36.2 per cento) lo fa per il proprio benessere, mentre solo il 15.5 per cento lo fa perché è sovrappeso. Si scopre poi che i ragazzi ci tengono ad auto-tutelarsi: oltre la metà di loro dichiara di dedicarsi allo sport per condurre una vita più salutare e la metà (il 50 per cento esatto) racconta di incontrare gli amici per lo stesso scopo. Un altro 48 per cento, invece, sostiene di ascoltare musica con lo stesso fine. Ma dal dossier emergono anche dati meno confortanti, per certi versi. Ovvero un po’ di sfiducia dei giovani nei confronti della scuola: quasi la metà di loro (49.8 per cento) è convinto che sia poco efficace nelle attività di prevenzione su temi quali l’abuso di alcool e droghe, il fumo e il sesso non protetto, e il 63.6 per cento è convinto che di questi temi tra i banchi si parli poco. Solo il 6.2 per cento ritiene poi di poter fare affidamento sugli insegnanti per parlare di questi argomenti, mentre, forse imprevedibilmente, ben il 44.3 per cento crede che le persone adatte allo scopo siano i familiari. A sorpresa, infine, i ragazzi si dimostrano molto attenti alle informazioni che riguardano la salute: il 61.4 per cento si dichiara interessato, e il 66.7 per cento sceglie come canale per /B.S. informarsi internet.


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mangia&bevi

Ottobre 2011

IN tAvOlA/1. Regole, limiti e consigli: guida pratica per aspiranti “cacciatori” di porcini & Co.

Al via la stagione dei funghi Dove, come e quando cercarli Paola Ferri

F

ritti, trifolati, in zuppa o sott’olio. Parte del piacere dei funghi, si sa, sta nel cercarseli da soli nel bosco. E la stagione è appena cominciata. Ecco tutto ciò che devono sapere esperti e cercatori alle prime armi. Partiamo dalle regole, onde evitare di incorrere in poco golose multe. Prima di tutto è necessario dotarsi dell’apposito tesserino: l’autorizzazione è rilasciata dalla Regione, previo pagamento di 13 euro per sei mesi o di 25 per un anno intero. I versamenti devono essere effettuati sul conto corrente postale n. 6750946 intestato alla Regione, mentre per le informazioni ci si può rivolgere al numero verde 800.860.070 (o consultare il sito web della Regione). Non pagano solo gli under 14 (purché accompagnati da un adulto autorizzato), mentre per i residenti in comuni montani le quote sono dimezzate. Il limite per la raccolta è fissato in tre

chili al giorno (dieci per chi sta in montagna). È bene sapere, inoltre, che alcuni boschi privati fanno pagare un sovrapprezzo (ma generalmente fanno avvicinare gli avventori con l’auto al luogo della “caccia”). In questo caso si parla di 5/10 euro a testa. Passiamo poi all’attrezzatura: scarpe adatte, borraccia e cesto in vimini gli elementi fondamentali. Già, perché i funghi raccolti devono poter disseminare sul terreno le spore, altrimenti l’anno prossimo il raccolto sarà alquanto magro. Un “fungarolo” non vi svelerà mai dove trova i suoi funghi, ma i meno esperti possono andare sul sicuro quasi ovunque in Toscana. La zona più rinomata è la Lunigiana, ma tutto l’Appennino è prolifico, così come il Casentino. I più volenterosi possono spingersi anche nel Grossetano, con la certezza che il lungo tragitto sarà ripagato da una gustosa raccolta. L’importante è scegliere il tempo giusto: il momento migliore, dicono gli esperti, è 12-14 giorni dopo un’abbondante pioggia (e ancor meglio se nel mentre è ritornato un po’ di sole). La

produzione, quest’anno, considerato l’attardarsi dell’estate, potrebbe continuare fino a novembre inoltrato. Recarsi sul posto di buon mattino in genere aiuta, quantomeno a bruciare la concorrenza. C’è poi chi presta attenzione anche ai cicli lunari: luna crescente dovrebbe corrispondere a fungo abbandonate, almeno in teoria. E una volta sul posto? Setacciate il terreno con lo sguardo, scrutando con particolare attenzione le radici dei castagni, dove si nascondono più volentieri i rinomati porcini, ma anche la base di lecci, faggi e abeti. Abbiate rispetto per l’ambiente e per chi seguirà le vostre orme, il che significa non rastrellare il sottobosco e non cogliere i funghi troppo piccoli. E non vi formalizzate troppo sulle specie più comuni: anche gli ovoli (in insalata o al cartoccio), le mazze di tamburo (ottime alla griglia) e i gallinacci (nel sugo della pasta) possono dare non poche soddisfazioni in tavola. Ma attenzione: se non conoscete a menadito la materia, rivolgetevi all’Asl, onde evitare brutte sorprese a poche ore dalla scorpacciata.

Non ci sperate, gli esperti del settore, quelli che tornano ogni volta col cesto pieno, non vi diranno mai in che pezzo di bosco andare a frugare. Ma alcuni trucchi ve li sveliamo noi. a patto che mettiate nel piatto solo ciò che conoscete bene AndreA lAndini Fattoria delle Ginestre

f.lli MArcHionni azienda agricola di vigliano

niccolÒ d’AffliTTo Fattoria Castelruggero

“Olio toscano a rischio estinzione”

“Adesso il bio conviene”

“Meglio vendere all’estero”

“Non è detto che produrre biologico significhi spendere di più, anzi. Ma il rischio imprenditoriale è più alto, perché si è più esposti a eventuali insetti nocivi o malattie delle piante. Fino a 5-6 anni fa si trattava di una scelta da pionieri non sempre ripagata dai risultati, oggi non è più così, il bio è sempre più diffuso”

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“La Dop è cosa buona e giusta, ma non basta a difendere i piccoli produttori da un mercato schiavo dei grandi. I costi di produzione nella Toscana più interna sono troppo elevati, il rischio è che si smetta di curare gli ulivi. Di questo passo il nostro olio andrà a scomparire. A meno che non aumenti la consapevolezza nei consumatori”

“Nel caso specifico del vino la filiera corta non ha molto senso e non è sempre la scelta migliore. Anzi, spesso per i piccoli produttori è più facile vendere all’estero che sul territorio nazionale. Il vino ha sempre viaggiato molto, fin dai tempi dei romani. Anche se qualche bottiglia la teniamo per i ristoranti vicini, perché un po’ ci si affeziona”


mangia&bevi

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IN tAvOlA/2. L’estate prolungata ha ridimensionato i raccolti, non la qualità. E i “piccoli” si attrezzano

Poco vino ma super, mentre l’olio arranca Francesca Puliti

S

arà un’annata da dimenticare per molti, da collezionare per altri. Strana stagione quella in corso, vino e olio parlando, con un’estate secca e prolungata, tanto da costringere la maggior parte dei produttori toscani ad anticipare la raccolta di almeno un paio di settimane. Con la diretta conseguenza che di vino quest’anno se ne produrrà meno, ma di altissima qualità e anche più denso e alcolico, probabilmente. Per non parlare dell’olio: come dicono gli esperti del settore, il 2011 sarebbe già stato contrassegnato come un anno di “scarica”, ovvero di bassa produzione, ma niente di strano nel ciclo degli olivi. Sennonché la siccità ha ridotto ancora le aspettative. E i produttori si attrezzano come possono per far fronte a incassi ristretti o quantomeno riveduti. Per la Coldiretti la strategia da seguire è quella della filiera corta. “È faticoso portare il grosso delle imprese su questa strada – spiega Andrea Pruneti – ma la direzione è quella giusta”. Quella che ha portato all’apertura del primo punto vendita in stile supermercato con prodotti a chilometri zero a Poggibonsi. Entro l’anno ne spunterà uno anche a Pisa. “La vera sfida è far nascere una ‘bottega amica’ a Firenze”. Ma per sfondare sul territorio cittadino ci vorrà ancora un po’. Spesso, allora, succede che la strada migliore per sopravvivere sia quella dell’export. “Per i piccoli produttori – assicura Niccolò D’Afflitto, enologo e ‘collezionista’ di centinaia di varietà di pomodori a Castelruggero,

alle porte di Firenze – è più facile vendere all’estero che in Italia: pagamenti più puntuali, clienti più affidabili e costanti”. Germania, Svizzera e Usa i compratori tradizionali, ma si stanno affacciando sul mercato anche Russia, Giappone e altri Paesi orientali. L’alternativa è differenziarsi, magari puntando sul biologico. “Ormai non si tratta più di un fenomeno di nicchia – racconta Paolo Marchionni, produttore bio a Malmantile – ma di una scelta, prima di tutto etica, condivisa da molti. Anche se qualcuno continua a nasconderla, a causa di un diffuso pregiudizio verso il vino bio”. C’è poi chi fa il passo successivo e si butta sull’agricoltura biodinamica. Detto in parole povere (ma dietro ci sono infiniti studi e soprattutto prove pratiche) si tratta di ricreare un ambiente vitale intorno alle coltivazioni, attraverso colture promiscue, diffusa presenza di animali, corni di bue sotterrati nei campi, cicli lunari e altre “stregonerie”, come le chiamano gli stessi produttori. Insomma una filosofia di vita, prima che un mestiere. Perché produrre olio e vino è innanzitutto una passione. E meno male, perché altrimenti il nostro paesaggio non sarebbe più lo stesso. “Oggi chi coltiva olio in Toscana, specialmente nei dintorni di Firenze – avverte Andrea Landini, assaggiatore d’olio e produttore – lo fa soprattutto per soddisfazione personale, ma andandoci costantemente in rimessa. I costi – continua – sono molto elevati, a fronte di un mercato schiavo delle grandi multinazionali. Molti ‘piccoli’ stanno già abbandonando gli oliveti per altre attività più redditizie. E nel giro di pochi anni le nostre colline potrebbero cambiare completamente aspetto”.

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“Biodinamico per scelta. Di vita”

“Salvi solo grazie al turismo”

“Speriamo nei paesi emergenti”

“Con l’agricoltura non si sopravvive, è fondamentale compensare con l’attività dell’agriturismo. Inoltre non basta stare nel campo, bisogna saper vendere i propri prodotti, mettersi davanti a un pc e darsi molto da fare. In questo modo riusciamo a spedire il vino nel Nord Italia. A comprare l’olio vengono personalmente anche dalla Norvegia”

“Il mercato è in stallo da alcuni anni, gli Usa non trainano più le vendite. Tra vendere sotto costo e vendere meno preferiamo la seconda. E speriamo nei paesi in via di sviluppo, affinché l’export possa riprendersi. In Italia, infatti, comandano le grandi case. E neanche le leggi ci aiutano, c’è ancora troppa burocrazia”

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“Questo è un mestiere che si fa più che altro per difendere il luogo in cui si vive. Per questo abbiamo scelto l’agricoltura biodinamica, che permette alle piante di crescere in un ambiente più ricco e meno contaminato possibile. L’azienda diventa una sorta di acquario all’interno del quale ogni cosa contribuisce a mantenere l’equilibrio dell’insieme, uomo compreso”

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garrisca al vento

Ottobre 2011

PAllONe e PROgettI. La nuova idea di Renzi: costruire l’impianto nell’area Mercafir

stadio, la partita si sposta a Novoli Ivo Gagliardi

L

o stadio nuovo s’ha da fare. E poco importa se l’ipotesi originaria (ovvero la maxicittadella viola a Castello) è ormai definitivamente tramontata, per motivi vari e fin troppo noti. Perché la nuova idea c’è già, così come lo spazio. Area Mercafir, Novoli, a due passi dall’autostrada e dall’aeroporto: potrebbe nascere qui la nuova casa della

taGLio DEL NaStRo Nato il centro sportivo

E venne l’ora dei “campini”

P

alestra, piscina, sala video e, finalmente, dei sacrosanti spogliatoi a fianco dei campini. Il mini-centro sportivo viola è fatto, finito e inaugurato. I giocatori ci hanno messo piede poco dopo l’inizio del campionato, insieme a un Andrea Della Valle gongolante e a un Matteo Renzi altrettanto soddisfatto. L’happy end, infatti, arriva dopo molti anni di discussioni, durante i quali si sono alternate al timone viola diverse proprietà e vari inquilini all’interno di Palazzo Vecchio. “Questo è un giorno di festa – ha detto il sindaco durante la cerimonia di inaugurazione - che chiude una vicenda che si trascinava da 29 anni, tre gestioni viola e sei sindaci. Dopo problemi, polemiche e veti – ha aggiunto – si dà un segnale di concretezza che fa capire che a Firenze le cose le stiamo facendo”. Sette milioni il conto totale della “dependance”, investimento che la società riprenderà semplicemente stornandoli dall’affitto degli impianti sportivi (il che significa niente canone per cinque stagioni). A presenziare al taglio del nastro anche il presidente del consiglio comunale Eugenio Giani, proprio lui che tanto si era speso, da assessore allo sport durante la scorsa legislatura, per “sloggiare” i vigili dalle due palazzine di viale Maratona. Proprio durante l’ultimo mandato Domenici, infatti, la questione campini aveva subito un’accelerata. Una volta risolto il problema della nuova collocazione della municipale (trasferita in via Frusa), si erano però aperti nuovi fronti di dibattito (per non dire conflitto) tra l’amministrazione comunale e la società gigliata. Ora, però, i campini sono una realtà. E ai tifosi non resta che sperare che la profezia di Prandelli fosse vera: grazie al centro sportivo, qualche punto in più a fine campionato.

Fiorentina. È questo il piano del sindaco Renzi, affascinato dall’idea di regalare al club gigliato e ai suoi tifosi un progetto all’avanguardia. L’area individuata si estende su una superficie di 36 ettari (da notare che lo stadio inaugurato da poco dai “nemici” della Juventus è stato realizzato in uno spazio di 34 ettari, e quindi la Fiorentina “vincerebbe” anche questa speciale partita che si gioca – una volta tanto – fuori dal campo) e, cosa non di poco conto, quel terreno appartiene completamente al Comune: insomma, spetta soltanto a Palazzo Vecchio decidere cosa farne, senza dover bussare ad altre porte. “Rimpicciolire la Mercafir per renderla più efficiente è importante e doveroso. Lo faremo”, ha detto il sindaco, che poi ha aggiunto che così “si libera uno spazio molto suggestivo e intrigante che porterebbe posti di lavoro, ricchezza, oltre che una casa per la Fiorentina”. Ma veniamo al progetto, presentato nell’ambito dei cento luoghi. Secondo l’idea del sindaco, quella che potrebbe nascere nell’area Mercafir sarebbe una sorta di “piccola” Cittadella: stadio sì, ma non solo. Oltre trentamila metri

il proGetto del nuoVo stadio

tramontata l’ipotesi della cittadella viola a Castello, ecco che spunta un piano-bis: un’arena da quarantamila posti interamente al coperto, con tanto di negozi, uffici, ristoranti e alberghi. il tutto a pochi passi da autostrada e aeroporto

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quadrati sarebbero destinati a ospitare un’area commerciale, con tanto di negozi, uffici ma anche ristoranti e alberghi (magari con vista sul campo da gioco): anche Firenze – così come già avviene in altre città europee – avrebbe dunque il suo stadio da vivere non soltanto la domenica, ma tutta la settimana. Oltre al terreno di gioco, a Novoli potrebbero poi essere realizzati anche alcuni campi d’allenamento. Insomma, un progetto decisamente all’avanguardia. Guardando più nel dettaglio allo stadio, l’idea sarebbe quella di realizzare un impianto da circa quarantamila posti (ovvero della capienza necessaria per poter ospitare le finali delle coppe europee) tutto rigorosamente al coperto. Addio domeniche bagnate, quindi, trascorse con un occhio ai giocatori in campo e l’altro al cielo. Fin qui l’idea del sindaco Renzi. Ora in qualche modo la palla passa ai Della Valle, che tante speranze avevano riposto sul progetto della Cittadella viola a Castello. Tramontata quella ipotesi, ecco che torna ad affacciarsi la possibilità di un nuovo stadio per la Fiorentina. Un argomento, questo, di cui in città si discute da anni: ora sono attesi altri giorni di discussioni e valutazioni. Tra l’altro, se il progetto riuscirà ad attirare l’interesse di tutte le parti in causa, i tempi per la sua realizzazione potrebbero essere sorprendentemente brevi: già in pochi mesi potrebbe arrivare il via libera alla costruzione della nuova casa viola. Per “rispondere” così a tempo di record alla Juventus. La partita, insomma, è appena cominciata.


chI sAle e chI sceNDe. La rinascita del montenegrino fa esplodere nuovamente l’entusiasmo

Jo-Jo vola, Gilardino si ferma a Udine Dall’inferno dell’estate 2010 al paradiso di questo inizio di campionato: gol, giocate di classe e uomo squadra. Jovetic ha le caratteristiche per trascinare i viola. Brutto infortunio, invece, per la punta, che tornerà a fine mese

steVan JoVetic

Tommaso Loreto

“S

ic transit gloria mundi”, così passa la gloria di questo mondo. O, se preferite assimilare il latino al calcese nostrano, “Sic transit trauma mundi”, così passano anche i traumi di questo mondo. E se un giorno rischi di sentirti nelle più profonde stalle, poco dopo, se ne hai le capacità, puoi persino risalire fino alle stelle. Lo sa bene Stevan Jovetic, uno che probabilmente sul calendario deve aver bruciato le pagine susseguenti all’agosto 2010. Un’estate da inferno, quella in questione, segnata da un ginocchio praticamente esploso per una semplice torsione. Per di più, pur con tutto il rispetto del caso, effettuata per saltare il tackle di un certo Mario Ariel Bolatti che, come dire, non rientra propriamente nella schiera dei campioni che hanno fatto la storia di questo sport. Ma a JoJo dev’essere, giustamente, interessato

Fortini

molto poco il come sia avvenuto quel terribile crack, anche perché a osservare la strada da percorrere da quel 3 agosto 2010 c’era da sentirsi male. Fatto sta che il talento montenegrino ha affrontato e superato il suo calvario. Rimandando il momento del rientro, ma bruciando le tappe per tornare quel prototipo di campione che mezza Europa pareva invidiare ai viola. Tredici mesi dopo, Jovetic ce l’ha fatta. Ha chiuso il cerchio su un infortunio di quelli da incubo (chiedere a gente come Baggio per maggiori info) e adesso si gode il futuro. La doppietta contro il Parma messa a segno a fine settembre, alla quarta giornata (la terza effettiva considerando lo sciopero), ha sancito il ritorno definitivo di uno dei talenti più scintillanti dell’attuale panorama calcistico non solo italiano. Così, la Fiorentina si aggrappa ai suoi riccioli, Mihajlovic incluso, per riprendersi quello spicchio d’Europa mai nemmeno sfiorato nel corso dell’ultima stagione. Succede però che, per un ritorno, ci sia anche un arrivederci. Niente di paragonabile a quanto accaduto a Jo-Jo, certo,

ma pur sempre uno stop del quale il protagonista avrebbe fatto volentieri a meno (e i tifosi pure). Alberto Gilardino ha avuto modo, a Udine, di conoscere fin troppo bene le doti di Handanovic, portiere dell’Udinese a suo tempo anche nel mirino del Bayern Monaco, e soprattutto di apprezzarne la potente struttura fisica. Perchè l’uscita del numero uno friulano sul ginocchio del centravanti (era il 18 settembre) costerà un’assenza dai campi di un mese e mezzo, oltre a una microfrattura del piatto tibiale. Un infortunio che ha costretto il Gila a osservare da bordo campo, con le stampelle poggiate a lato, il ritorno del fenomeno Jovetic al gol. Quasi in un insopportabile passaggio di testimone o, peggio, di stampelle. Buon per i viola, però, che per la fine di questo mese Gilardino possa tornare a disposizione di Sinisa, perchè con una coppia a pieni giri come quella composta da Jovetic e dal bomber di Biella la Fiorentina ha un attacco da favola. Il tutto, come sempre o almeno fin dai tempi dei latini, sfiga permettendo.

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sport

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lA PARtItA. Quest’anno la sfida tra i ragazzi di Mihajlovic e i bianconeri è più importante che mai

Aspettando la rivale storica: la Juventus Si avvicina il match che già di per sé vale una stagione: l’appuntamento è il 25 a torino. in passato indimenticabili i gol di Borgonovo e Baggio Lorenzo Mossani

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spettando il 25 ottobre. Per molti italiani la “signora” più amata, sportivamente parlando, è la Juventus, ma non per buona parte di Firenze. Dallo scudetto cucito sul petto dei bianconeri, ma nel cuore dei fiorentini, del 1981/82, la Juventus è la rivale numero uno. Una stagione difficile si può trasformare in un campionato “discreto” vincendo contro la Vecchia Signora. Uno dei successi più belli rimane quello firmato dalla “B2” Baggio-Borgonovo. Quell’anno la coppia realizza 29 dei 44 gol messi a segno, in totale, in campionato dalla Fiorentina: 14 Borgonovo, 15 Baggio. Il più bello è proprio quello realizzato contro la Juventus, quando il punteggio era ancorato sull’1-1. Era la stagione dell’esplosione di Borgo-gol, preso in prestito dal Milan all’inizio del campionato del 1988. Borgonovo che, anche grazie a quel gol, fu chiamato in Nazionale. Capitolo a parte merita invece la vittoria più amara, quella dopo la cessione di Roberto Baggio. Il Divin Codino rimase a Firenze fino al 18 maggio 1990, quando venne acquistato proprio dalla Vecchia Signora per la cifra record, per quei tempi, di 25 miliardi di lire. La tifoseria viola, consapevole di perdere uno dei più grandi giocatori di sempre, scese in piazza protestando contro la dirigenza e il presidente Pontello, in una manifestazione cui parteciparono grandi e piccini. Firenze fu unita come non mai. I disordini causarono anche diversi feriti e arrivarono fino a Coverciano, creando non pochi problemi al ritiro degli Azzurri (che preparavano i Mondiali) e al giocatore stesso, che arrivò a ricevere sputi da alcuni pseudo-sostenitori. L’allora procuratore Antonio Caliendo ha in seguito narrato un episodio singolare al riguardo: “Mi ricordo ancora la scena: quando Baggio passò dalla Fiorentina alla Juventus, in conferenza stampa, davanti ai giornalisti gli misero al collo la sciarpa bianconera e lui la gettò via. Fu un gesto imbarazzante. Io dissi che il ragazzo andava compreso: era come se avessero strappato un figlio alla madre. Ammetto che, quella volta, rimasi molto colpito anch’io”. La lontananza non spegne

i grandi amori, e così fu. Baggio, infatti, restò per sempre legato a Firenze e ai colori viola, suscitando non pochi malumori tra i suoi nuovi tifosi. Oltre all’episodio della sciarpa, rimane ancora indelebile nei ricordi dei tifosi il rifiuto di calciare un rigore durante Fiorentina-Juventus (1-0) dell’aprile 1991. Gol di Fuser e rigore di De Agostini parato da Mareggini. Roby poi salutò i suoi ex tifosi raccogliendo una sciarpa viola lanciata dagli spalti, in un’atmosfera surreale di applausi e fischi. Ora il 25/10 non è lontano: buona Juventus-Fiorentina a tutti (i tifosi viola, naturalmente).

Il PeRsONAggIO. Inizio non semplice per l’esterno offensivo, ora per molti è un idolo

La favola di Alessio Cerci, “il nostro Messi” O

di et amo, recitava Catullo. In questo caso la Lesbia fiorentina si chiama Alessio Cerci. Prima contestato, poi esploso con la maglia viola: è ormai un idolo di molti tifosi viola. Cresciuto nella Roma, ha scelto di legarsi alla società del cuore con un contratto da professionista sottoscritto il 21 marzo 2005, con scadenza a giugno 2008. Fabio Capello lo fece debuttare in Serie A a sedici anni e mezzo a Marassi contro la Sampdoria. L’anno dopo passò al Brescia. Ma la sua esplosione fu nel neopromosso Pisa. Il tecnico Giampiero Ventura lo inventò ala destra. Il 9 settembre 2007 segnò il suo primo gol tra i professionisti a Cesena. In quel campionato arrivò a segnare dieci reti con la casacca nerazzurra, realizzando due doppiette, contro il Modena e contro il Cesena. Il 19 aprile 2008, dopo due mesi e mezzo d’assenza per un infortunio al ginocchio, al rientro dal primo minuto nella trasferta a Lecce esce in barella in lacrime per un nuovo infortunio. Rottura del menisco

mediale, un’infiammazione del crociato anteriore: venne operato nella giornata di mercoledì 23 aprile 2008 dal professor Pier Paolo Mariani, lo stesso che aveva operato tre giorni prima Francesco Totti per un infortunio simile. Poi la parentesi con l’Atalanta (stagione ancora con troppi infortuni) e infine il ritorno a Roma, dove realizzò i suoi primi gol in giallorosso contro il Kosice e una doppietta contro Cska Sofia, sempre in Europa League. Successivamente il passaggio in viola. Il 21 agosto scorso ha messo a segno la prima rete stagionale nella gara di Coppa Italia contro il Cittadella, vinta 2-1 dai viola, trovando subito la rete anche in campionato, alla prima giornata, in Fiorentina-Bologna 2-0. Gli ultimi gol della passata stagione e il grande inizio di quella in corso sono storia contemporanea. Gioca da “vecchia ala” alla Bruno Conti, ma a Firenze si preferisce chiamarlo esterno offensivo o, semplicemente, “Alessio Cerci, il /L.M. nostro Messi”.


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sport

Ottobre 2011

Il PuNtO. Doppio sponsor e partite al Mandela Forum per la Pallacanestro Firenze

Il basket torna a casa, sognando l’A1 Simone Spadaro

che hanno fatto tanto per il basket a Firenze. Oltre ad Anderson ed Ebeling, anche Rudy D’Amico, Marco Calamai, che ha avuto un ruolo fondamentale nel riportare il basket al Mandela Forum, e i tanti giocatori italiani che hanno contribuito a rendere grande il basket a Firenze”, aggiunge il presidente. Che non si nasconde sugli obiettivi di stagione: “Puntiamo ad agganciare i play off promozione. Il campionato è molto duro. Giocheremo con grandi squadre, dal Trentino alla Sicilia, e spesso avremo turni infrasettimanali al giovedì. Il progetto è triennale – continua – e ci deve portare alla serie A2. Raggiunto l’obiettivo occorrerà trovare risorse per tentare l’accesso in A1. Firenze merita di giocare nella massima serie, ma già la Divisione Nazionale A è di grande rilevanza”. Il basket ha vissuto molti anni d’oblio e ora con questo progetto si tenta una riscossa. Ma se non si parla di calcio, quanto è difficile emergere a Firenze? “Le società sportive devono fare sistema. Abbiamo ottimi rapporti con la Rari Nantes Florentia. Ecco, l’amministrazione comunale e il Coni provinciale, che hanno fatto tanto per aiutarci, dovrebbero aiutarci a fare sistema. Pallacanestro, pallavolo, pallanuoto e anche calcio dovrebbero confrontarsi per condividere interessi comuni. Solo così – conclude Borsetti – possiamo difendere il patrimonio sportivo di Firenze”.

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RugBY. Hanno già debuttato in prima squadra e rappresentano il futuro della società

Alla scoperta dei talenti della palla ovale

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a Firenze dell’ovale è pronta ad andare in meta anche con le linee più “verdi”, puro concentrato di voglia di arrivare, classe e determinazione. Luigi Baldi, team manager della squadra di Serie A, ci aiuta a fare un quadro di quei giovani che, dal vivaio fiorentino, si sono appena affacciati o sono in procinto di farlo alla realtà della squadra Senior: “Sono tanti i ragazzi che a Firenze hanno intrapreso la strada di un rugby ‘particolare’ fatto di tradizione, tifo e calore, con l’ambizione di salire in Eccellenza”. Iniziamo a scoprirli da quelli che hanno già debuttato in prima squadra: Matteo Passaleva (‘91), Demba Diaw (‘91), Tommaso Di Francescantonio (‘91) e Duccio Ghelardi (‘92).

“Tutte future stelle, ma una merita un capitolo a parte. Francesco Menon, classe ‘91 - dice Baldi è uno dei nostri fiori all’occhiello. Ha fatto parte delle Nazionali Under 18, 19 e 20, partecipando ai tornei ufficiali internazionali. Menon è stato protagonista dell’Italia Under 20 che, ai recenti Mondiali, ha conquistato la permanenza tra le nazionali di prima fascia. Gli ultimi due anni Francesco li ha passati all’Accademia ‘Ivan Francescato’ di Tirrenia, dove è maturato tecnicamente e fisicamente. Ha debuttato due anni fa in prima squadra, l’anno scorso si è ripreso bene da un infortunio e ha fatto una bella seconda parte di campionato, compresa /Lor.Mos. la finale contro il Calvisano”.

PAllANuOtO. Riparte la stagione, con molte novità

In piscina si alza il sipario R

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oppio sponsor, passaggio di categoria in quella che si doveva chiamare Lega 3 (dopo A1 e A2, per intenderci) ma che, alla fine, si chiamerà Divisione Nazionale A, e particolare attenzione al settore giovanile. Riparte la stagione della Pallacanestro Firenze, che quest’anno ha un doppio sponsor: Brandini-Claag. “Importante per noi tanto che Brandini, che da sempre si occupa di automobili, ha voluto sposare il progetto con Giovanni, figlio di Maurizio, che ha assunto il ruolo di vicepresidente”, precisa subito il presidente del sodalizio fiorentino Luca Borsetti. “Quello che inizieremo è il primo campionato dilettanti in uno sport dove c’è il professionismo – aggiunge Borsetti – e abbiamo allestito un buon mix con molti giovani di talento, alcuni giocatori più esperti e un nuovo tecnico, Riccardo Paolini, proveniente da Perugia e con un bel palmares alle spalle”. Il veterano è ancora una volta il capitano Francesco Rotella. “Rimane il trait d’union tra passato e presente. Abbiamo giovani talentuosi ma anche ragazzi di categoria e dal buon rendimento. Con Rotella – ricorda Borsetti – i giocatori d’esperienza sono Dario Scodavolpe, Andrea Capitanelli e Stefano Rabaglietti. Proprio Rabaglietti, fiorentino, per la prima volta giocherà nella sua città. È cresciuto nella Laurenziana e ha giocato in A2 a Pistoia e a Udine. La sua esperienza sarà importante”. Grande novità è, inoltre, il ritorno nel palasport che ha visto giocare JJ Anderson ed Ebeling ai tempi della Neutro Roberts. Le partite della BrandiniClaag Pallacanestro Firenze si disputeranno, infatti, al Mandela Forum. “E vorremmo rivedere il palasport gremito come ai bei tempi”, sospira Borsetti. “Mi piacerebbe coinvolgere tutti coloro

ipartono i campionati di pallanuoto. Il settebello azzurro è Campione del Mondo e il torneo di A1 maschile riparte sotto i riflettori dei media. La Rari Nantes Florentia si presenta rinnovata. In panchina Leonardo Sottani, che ha lasciato la fascia di capitano a Federico Pagani, con un nuovo straniero, Albert Espanol Lifante, proveniente dal Barceloneta, l’arrivo di Michele Lapenna dal Savona e il rientro di Coppoli. Hanno lasciato Firenze Radu, passato al Mladost (la perdita del centroboa è stata la più dolorosa), Ninfa (tornato dal prestito a Catania) e Rauzino (quest’ultimo ha deciso di cessare l’attività). Squadra più giovane e con molte ambizioni, quella di questa stagione. Il Recco del pratese (ex Rari) Stefano Tempesti parte con i favori del pronostico. Il Savona rimane l’avversaria più accreditata. La Florentia si pone ancora, con Posillipo e Brescia, tra le squadre outsider che puntano ai playoff scudetto e che cercheranno di dar fastidio alle due battistrada. Il progetto, come sottolineato dal presidente Andrea Pieri nel corso della presentazione di Sottani, è triennale. Lavorando sul vivaio la Rari deve cercare di tornare a recitare un ruolo di primo piano nel panorama nazio-

laura repetto

in azione

nale e cercare di tornare a lottare per lo scudetto. Torna, invece, il derby tra Menarini Fiorentina Waterpolo e Ngm Firenze Pallanuoto in A1 femminile. In estate si sono fatti tentativi per arrivare a una fusione delle due società, per creare così un’unica realtà capace di combattere contro Orizzonte Catania e Recco (che ha acquisito il titolo sportivo del Rapallo). In questa stagione le due società, con l’aiuto dell’assessore allo sport di Palazzo Vecchio Dario Nardella, torneranno a parlarsi per trovare una sintesi che possa portare a un’unica, grande società di pallanuoto femminile capace di portare un altro scu/Sim. Spa. detto a Firenze.


sport nel comune

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realtà. C’è lo sport contro un avversario e quello che è più un viaggio per scoprire se stessi

Avventura nel parco. A Vincigliata Carlo Marrone

Tre percorsi diversi, adatti a tutti i gusti e a tutte le età. Gli itinerari si trovano

C’

in un bosco, a stretto contatto con la natura, tra corde, imbracature

è lo sport che si fa contro un avversario, dentro ad uno stadio strapieno che ti incita e quello che è più un viaggio solitario attraverso la natura alla riscoperta di noi stessi. Due facce della stessa medaglia, quella di mettersi in competizione con la nostra persona o con altri per arrivare ad un risultato unico: farcela ad arrivare in fondo. Nel caso del parco avventura Vincigliata di Fiesole, arrivare alla fine del percorso vuol dire attraversare una fitta foresta su corde o appendersi con un’imbracatura per attraversare un dislivello. Adrenalina allo stato puro, che i novelli Robinson Crusoe sentono crescere sempre più passando da un albero all’altro come ci dice Silvia: “Tutti si divertono, piccoli e grandi, scettici, uomini duri, donnicciole e nanetti di tutte le età! I percorsi sono talmente sicuri e lo staff nel complesso ti fa vivere la cosa con tanta nonchalance che ti trovi a fare cose da pazzi: e te lo ricordi per giorni!”. Per avere maggiori informazioni abbiamo contattato il responsabile del Parco, il signor Duli. Il Parco Avventura è accessibile a tutti? Sì. Con una condizione fisica normale vi potete divertire a tutte le età L’unico limite è dato dall’altezza. Per poter effettuare il Percorso Pitone (quello più facile) è necessario raggiungere l’altezza di 1 metro e 40 centimetri con il polso a braccio alzato e piedi a terra (normalmente 6-7 anni). Per poter effettuare i Percorsi Anaconda, Cobrae Mamba, invece, è necessario raggiungere l’altezza di 1,60 con il polso a braccio alzato e piedi a terra. Comunque l’area del Parco Avventura è accessibile a tutti gratuitamente. Sono presenti dei tavoli e un punto ristoro con bibite

e molto altro ancora. L’unico limite è l’altezza. E per chi vuol sparare... e gelati, le toilettes (anche per i disabili) e un ampio parcheggio. Quindi anche chi non se la sente di fare il percorso può godersi la natura. I minorenni devono essere accompagnati? Non è necessario accompagnare i minorenni sui percorsi. Deve però essere presente al Parco almeno un maggiorenne che si prenda la responsabilità dei minori È necessario disporre di un equipaggiamento particolare? Tutte le attrezzature necessarie per praticare l’attività vengono fornite sul posto. Sono obbligatorie calzature con la suola in gomma e si consiglia un abbigliamento comodo. Le attività del parco avventura Vincigliata non si fermano a quelle legate ai percorsi. Molta fortuna ha avuto la disciplina del soft-air. Il Soft-air è una pratica sportiva ben conosciuta in Italia e molto praticata. L’attività, pur rimanendo uno sport può essere assimilata anche ad un gioco di ruolo che simula, tramite attrezzature apposite, azioni tattiche e strategiche di combattimento con repliche fedeli di armi da fuoco in ambienti urbani o boschivi. Il percorso si sviluppa in un ambiente boschivo per circa 100 metri comprendente nove sagome di diverse dimensioni ed alcuni ostacoli da superare (piramide di tronchi, tunnel di rete, ecc.). Lo scopo del gioco è colpire i centri sulle sagome sparando, con una pistola, un numero massimo di due colpi per sagoma ed entro un tempo massimo di cinque minuti circa. Siete pronti all’avventura?

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lA NOvItà. Ha aperto i battenti lo spazio dedicato alle collezioni storiche della casa di moda fiorentina

Maison Gucci, novant’anni in un museo Si è insediata proprio nel cuore della città, nel Palazzo della Mercanzia, a due passi

l’eveNtO

da Palazzo vecchio. Da lì l’esposizione della griffe diffonde il verbo della classe

Firenze a Montecarlo per la serata di gala

e dell’eleganza, raccontando la storia a lieto fine di un giovane che faceva il “lift boy” all’hotel Savoy di Londra e già sognava di disegnare le borse più belle Ludovica V. Zarrilli

M

illesettecento metri in un palazzo del Trecento bastano appena per racchiudere l’universo onirico di un ragazzo che, guardando le valigie dei clienti facoltosi dell’hotel Savoy per cui lavorava, a Londra, immaginava già di disegnare le borse delle star più acclamate del globo. È una storia così, un po’ romantica, con un bel lieto fine, di quelle che fanno credere nei sogni che si avverano. È la storia di Guccio Gucci, che novanta anni fa fondava la storica maison oggi conosciuta in tutto il mondo. E proprio per celebrare i primi novanta anni di moda del marchio nato a Firenze (e ormai “emigrato” in Francia da quando è stato acquistato dal gruppo di Francois Pinault) il direttore creativo Frida Giannini ha dato vita al museo Gucci, inaugurato gli ultimissimi giorni di settembre nel Palazzo della Mercanzia, in piazza della Signoria, all’angolo con via dei Gondi. Il best of dell’archivio storico della maison distribuito su tre piani che da molto tempo la Giannini, insieme al presidente Patrizio di Marco, sognava di sistemare in una casa in grado di raccontare la storia, i sogni, i modelli più riusciti e i classici diventati un must have per le donne di mezzo mondo. Come la fantasia inventata su misura di una Grace Kelly già diventata la

uno scorcio interno del Museo

principessa di Monaco, che entrata nella boutique milanese chiese qualcosa di davvero speciale, ed ecco pronta la fantasia Flora, rimasta tutt’oggi tra i classici più amati della collezione Gucci. Chissà se Charlotte Casiraghi, nipote della star di Hollywood approdata a Montecarlo, quando è arrivata al party di inaugurazione ha riconosciuto tra i tanti pezzi esposti quello realizzato su misura per la sua

amatissima nonna. E chissà cosa avranno pensato le moltissime personalità che sono arrivate da tutto il mondo per partecipare al party di inaugurazione. Forse hanno pensato a una bella operazione di restyling, forse a un fortino ripieno di sogni. In parte realizzati e in parte da realizzare. Che da oggi in avanti diventerà meta di pellegrinaggio per chi il mondo Gucci vuol conoscerlo più da vicino.

hAPPY hOuR. Nella strada del centro una serata a base di degustazioni e musica

Vino e shopping in via Porta Rossa B

otti di vino, degustazioni e una serie di negozi aperti per una serata molto speciale. Si chiama Ottobre Rosso l’evento enomusicale che il Centro Commerciale Naturale di via Porta Rossa ha organizzato per venerdì 21 ottobre, in collaborazione con la Banca del Chianti e il contributo della Camera di Commercio di Firenze. Lungo la strada verranno allestiti punti di ristoro ad hoc per assaggiare una serie di pregiati nettari messi a disposizione dalle aziende vinicole Poggio Torselli, Villa Montepaldi, Roncigliano e Ansonica, il tutto accompagnato da un concerto di musica jazz che vedrà impegnato il Garrison Fewell trio, ensamble d’eccezione composto da Garrison Fewell alla chitarra, Franco Santarnecchi alle tastiere e Piero Borri alla batteria. Già dal pomeriggio - dalle 17.15

in avanti - i passanti potranno fermarsi ad assaggiare qualche bicchiere dei vini offerti per l’occasione, mentre per il concerto si dovrà aspettare il calare della sera: il trio jazz comincerà la sua esibizione non più tardi delle 20.15. Nel frattempo si potrà gironzolare tra una vetrina e l’altra, dedicandosi allo shopping nella parte di via Porta Rossa che va da via Pellicceria a via Tornabuoni. “L’obiettivo - spiega il presidente del Centro commerciale naturale, Daniele Grazzini - sarebbe quello, magari in futuro, di far aderire al Centro commerciale naturale tutte le attività della strada, in modo da poter considerare tutta via Porta Rossa come un’unica identità”. In occasione dell’evento verrà anche allestito un corner per la /B.B. raccolta fondi destinata all’ospedale pediatrico Meyer.

l’INIZIAtIvA. Animali protagonisti: agility dog, una pittrice personale e croccantini a volontà

Al brunch con l’amico a quattro zampe S

i chiama I love dogs ed è il brunch che la mattina di domenica 16 ottobre il Piazzale del gusto dedica agli amici a quattro zampe, con padroncini al seguito, s’intende. Una giornata studiata su misura di quadrupede che il ristorante nato al posto dei famosi impianti di pattinaggio Bologna, al piazzale Michelangelo, organizza per regalare momenti piacevoli a tutti gli amanti degli animali. L’idea, nata dalla passione che i quattro giovani proprietari hanno per i quadrupedi, è quella di offrire una meritata occasione di svago ai cagnolini, mentre i rispettivi proprietari sorseggiano un drink al bar. Detta così sembrerebbe solo un’occasione per portare Fido a spasso e invece no, i veri protagonisti saranno proprio loro: verrà distribuita a tutti una gustosa ciotola di croccantini, avranno un campo giochi completamente a disposizione e verrà messa in scena una prova di agility dog, mentre su un monitor verranno proiettati filmati “canini” in una vera e propria rassegna di cine-dog. E infine ci sarà una pittrice, che passerà il suo tempo realizzando i ritratti alle bestiole. Proprio così, la fiorentina Elena Facchini, artista di professione specializ-

zata in copie d’autore, trompe l’oeil e decorazioni murali, metterà colori e abilità al servizio dei clienti del Piazzale del gusto, ritraendo le loro espressioni più curiose e tenere. “Abbiamo tanto spazio disponibile e ci è capitato spesso nei mesi estivi di vedere i cani dei nostri clienti scorrazzare contenti tra i tavoli e negli immediati dintorni – spiegano i titolari del locale – e allora ci siamo detti: perché non organizzare un evento che piaccia sia ai cani sia ai loro padroni, dove non ci sia semplicemente un’area per farli giocare ma una serie di servizi ad hoc? I love dogs nasce così (e ha già all’attivo una serata riuscitissima, ndr) con la collaborazione di una serie di soggetti che si sono prodigati per aiutarci a realizzarla”. Con il patrocinio e la presenza dei volontari Enpa – Ente nazionale protezione animali - e la collaborazione di alcuni soggetti prvati, il Piazzale del gusto è riuscito ad approntare questa occasione speciale. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti, proprietari di cani e semplici curiosi. Unica attenzione da tener presente: tutti gli amici a quattro zampe dovranno essere /C.G. tenuti al guinzaglio. Info: Piazzale del gusto - Tel 055/0139903.

S

arà presente anche Carolina di Hannover, come lo scorso anno nel Salone dei Cinquecento, anche se questa volta l’evento si terrà il 14 ottobre nella splendida cornice della città di Montecarlo. E c’è già chi assicura che sarà un appuntamento indimenticabile. Pochi altri particolari sono noti riguardo “La Città di Firenze”, serata di gala che suggella l’antico rapporto tra Firenze e il principato di Monaco. Gli inviti ai personaggi fiorentini di rilievo nel mondo dell’imprenditoria, della nobiltà e non solo sono partiti da tempo, e si è scatenata la caccia per essere presenti a quello che si preannuncia l’evento mondano dell’anno. Si tratta della seconda edizione di quel Ballo del Giglio che lo scorso 15 ottobre raccolse in Palazzo Vecchio i più importanti esponenti del capoluogo toscano e della capitale monegasca. Alla cena e al ballo, che si ispira al celebre Ballo della Rosa del Principato di Montecarlo, intervenne anche Sua Altezza Reale la Principessa Carolina di Hannover. Dalla serata furono ricavate risorse per la creazione di un fondo di beneficenza per l’Associazione Amade Italia (Associazione Mondiale Amici dell’Infanzia), che si occupa della tutela dei diritti dei minori, e per il finanziamento del restauro della statua di Hermes, in Palazzo Vecchio. L’appuntamento, che unisce mondanità e solidarietà, quest’anno replica nella meravigliosa cornice di Montecarlo, mantenendo l’organizzazione del Consolato Onorario del Principato di Monaco a Firenze in collaborazione con “Enic meetings & events”, ma con alcune importanti novità. L’arte si confermerà protagonista dell’evento, portando in primo piano l’importante patrimonio della città di Firenze. Ampio spazio, inoltre, sarà riservato agli aspetti economici e all’imprenditoria della città, con alcuni momenti dedicati a creare occasione di business per il made in Florence nella capitale monegasca. Non solo, l’evento si allargherà a coprire più appuntamenti dalle diverse sfaccettature, anche se il momento della serata più scenografico e suggestivo resterà il ballo, con l’orchestra che suonerà melodie dolci, insieme agli abiti da sera, che sembreranno ancor più eleganti grazie all’ambientazio/B.B. ne da fiaba del Principato.

il

principato

di

Monaco


cultura

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l’ANNIveRsARIO/1. In mostra a Fiesole settanta schizzi mai visti realizzati di pugno dal maestro

I disegni inediti di Giovanni Michelucci Caterina Gentileschi

A

vent’anni dalla scomparsa del grande maestro dell’architettura, la fondazione Michelucci e il Comune di Fiesole organizzano un itinerario espositivo di 70 disegni, articolato in cinque sezioni: strisce familiari, natura e architettura, brani di città, spazi comunitari e il segno artigiano, che esplora un sentiero inedito della personalità del grande maestro del Novecento. È la mostra “Giovanni Michelucci. Disegni inediti”, fino al 30 ottobre nella sala del Basolato di piazza Mino, che si inserisce nel programma di iniziative “Le città di Michelucci”, promosso dalla Fondazione Michelucci per il ventennale della morte di uno dei più grandi protagonisti dell’architettura del Novecento, nelle città e con le città in cui l’architetto ha vissuto e operato. Questa mostra, organizzata in collaborazione con il Comune di Fiesole (con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Firenze, del Comune di Firenze, del Comune di Pistoia e dell’Ordine degli Architetti di Firenze) propone una raccolta di disegni inediti – elaborati da Michelucci tra gli inizi degli anni Trenta e la fine degli anni Ottanta – che in parte sono conservati nell’archivio disegni della Fondazione fiesolana, in parte concessi da amici e collaboratori dell’architetto. Nei disegni a mano libera si manifesta, nella sua forma più autenti-

ca, l’originalità creativa di Giovanni Michelucci. Una mostra sui disegni inediti di uno dei protagonisti dell’architettura del Novecento, una mostra che costituisce un contributo originale alla conoscenza dei suoi percorsi di ricerca nell’affrontare le sfide progettuali, della sua energia grafica nel descrivere la spazialità immaginata. Anche i disegni che non sono apparentemente ascrivibili a un progetto preciso - in molti dei quali la natura emerge come riferimento costante - costituiscono una cospicua fonte di suggerimenti per l’attività progettuale. Il catalogo della mostra a cura della Fondazione Giovanni Michelucci, edito dal Centro Di, illustra la documentazione grafica accompagnata da un testo descrittivo dell’itinerario espositivo e comprende due saggi introduttivi dal titolo “Michelucci a Fiesole” e “Come tracce di percorso”. Nell’ambito della mostra sono previsti due incontri dedicati alla presentazione della seconda edizione del libro di Giovanni Michelucci “Brunelleschi mago”, Medusa, 2011 (con prefazione di Paolo Portoghesi e postfazione di Corrado Marcetti) e della guida realizzata a cura della Fondazione Michelucci in collaborazione con il MiBAC/PaBAAC e la Regione Toscana “L’architettura in Toscana dal 1945 ad oggi – Una guida alla selezione delle opere di rilevante interesse storico - artistico”, Alinea, 2011.

uno dei diseGni esposti

attraverso queste opere si manifesta, nella sua forma più autentica, l’originalità di un professionista tra i protagonisti più creativi e prolifici di tutto il Novecento

l’ANNIveRsARIO/2. Un viaggio negli spazi ideati dal grande progettista

Passeggiando nei luoghi dell’architetto F

la stazione di

santa Maria noVella

irenze culla del Rinascimento? Sì, ma non solo. La città del giglio è stata anche la casa di uno dei più importanti maestri del Novecento, architetto di fama ricordato da tutti i fiorentini come il progettista della stazione di Santa Maria Novella. Una passeggiata per le strade di Firenze, un viaggio nell’architettura moderna e contemporanea, un omaggio a uno dei più grandi architetti e urbanisti italiani: Giovanni Michelucci. È questa l’idea che sta dietro a “Michelucci a piedi”, l’evento pensato dall’Ordine degli architetti della Provincia di Firenze per andare alla riscoperta della figura dell’architet-

to che progettò la stazione di Santa Maria Novella e delle opere che ha lasciato in città. L’iniziativa – organizzata e promossa in collaborazione con la Fondazione Centro Studi e Professione Architetto, con il patrocinio della Fondazione Michelucci – è aperta tutti i cittadini. In cosa consiste? Niente di più semplice. Il 14 ottobre, l’iniziativa prevede un percorso a piedi per le strade di Firenze che avrà come “tappe” alcune delle opere di Michelucci in città, che sarà possibile visitare con la guida di uno storico dell’architettura moderna e contemporanea: la stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e la

Palazzina Reale, la sede della Cassa di Risparmio, le Poste Centrali di via Pietrapiana, la Casa di via dello Sprone. Per partecipare all’evento è necessario iscriversi (il numero massimo di partecipanti è di quaranta persone): il costo è di 10 euro, 7 euro per gli iscritti all’Ordine degli architetti, 5 euro per gli studenti e le persone con più di 65 anni. Per informazioni e iscrizioni telefonare allo 055.2608671 o inviare una email a segreteriafondazionePA@architoscana.org. Il modulo di iscrizione e il programma si trovano sul sito dell’Ordine, all’indirizzo www.ordine/C.G. architetti.fi.it.

Il PuNtO. Riaperte le sale tolemaica e romano-copta, con reperti mai esposti al pubblico prima d’ora

Museo Egizio, torna alla luce l’allestimento completo S

ono state riaperte al pubblico dopo quasi dieci anni di buio le due sale dedicate al periodo Tolemaico e Romano-Copto, che vanno a completare l’opera di riorganizzazione durata molti anni. Fino a oggi le sale del museo egizio presentavano il materiale dall’Epoca Predinastica fino all’Epoca Tarda, ordinato cronologicamente, mentre gli oggetti posteriori erano collocati in altre sale o nei depositi. Il nuovo allestimento delle due sale vede anche la presenza di pezzi celebri, molti dei quali mai esposti in precedenza. Tra questi da segnalare sono senz’altro i sarcofagi di epoca romana, un corredo funebre completo e alcuni significativi esemplari di monete d’oro, tra cui una appartenente ad Alessandro Magno e una a Cleopatra. Riprenderanno posto, ma in una nuova collocazione, il ritratto di donna del Fayum e una Sfinge Tolemaica in granito. Tutti i pezzi della nuova esposizione sono stati accuratamente revisionati e preparati da Giuseppe Ven-

uno dei sarcoFaGi in Mostra

turini, il restauratore incaricato dal museo per la cura e la conservazione di tutti i reperti egizi. La prima sala è dedicata ai reperti di epoca Tolemaica. Fra il materiale esposto, particolare rilevanza viene data al corredo della defunta Takerheb, costituito dal sarcofago, dal prezioso cartonnage con decorazione in foglia d’oro e dai suoi oggetti funerari, ovvero bende iscritte, ipocefalo, ipopodi, bracciali e amuleti. Oltre a stele e maschere funerarie, saranno esposte alcune statuette, oggetti di vita quotidiana e un’importante sfinge in pietra. Nella seconda sala, dedicata al periodo romano, è esposto uno dei reperti più importanti e famosi del museo, il ritratto di donna del Fayum, insieme a una selezione della ricchissima collezione di tessuti copti provenienti dagli scavi nel sito della città di Antinoe, eseguiti dall’Istituto Papirologico Vitelli di Firenze. Nella sala si trovano anche dei sarcofagi di epoca romana mai /B.B. esposti prima.


segnalazioni a redazione@ilreporter.it

l’eveNtO. Dal 29 al 31 ottobre sound contemporanei protagonisti in città

Il 101esimo luogo? È “elettronico” Ludovica V. Zarrilli

U

n passo alla volta è arrivato alla quarta edizione, e anche quest’anno chiama a raccolta gli amanti della bass music più ricercata. Si chiama “Trick or Beat”, ed è l’evento organizzato da Switch - creative social network - in collaborazione con Numa Crew che, dal 29 al 31 ottobre, prenderà casa tra la Limonaia di Villa Strozzi e Multiverso, lo spazio recentemente aperto in via Campo d’Arrigo, dove tra una session di musica elettronica e l’altra, gli aficionados avranno anche la possibilità di partecipare a conferenze, laboratori e incontri sulle reti sociali, sull’economia e sul lavoro. Guest star del festival è l’australiano Dub FX, che la notte di Halloween si esibirà accompagnato dai dj del collettivo Numa Crew, divenuta ormai portabandiera della dubstep made in Italy. Una data esclusiva quella di Benjamin Stanford (alias Dub Fx), street performer e producer di caratura internazionale. Il suo live di beat box – imita tutti i suoni di una batteria e di altri strumenti con l’uso della

dub FX

Spazio a musica, incontri e laboratori nella tre giorni intitolata “trick or Beat”, appuntamento giunto alla sua quarta edizione che abbina alla ricerca sonora una serie di dibattiti a tema

voce – è a dir poco travolgente: con i suoi loop, la sua pedaliera e la sua voce crea un intricato e originalissimo sound che spazia dall’hip hop al dubstep, passando per ritmi reggae e soul. “Molte le novità di questa quarta edizione - spiegano Leonard e Donni della Numa Crew - innanzitutto dura un giorno in più dello scorso anno, e poi abbiamo cercato di scegliere artisti di nicchia ma che coinvolgano la gente”. Musica ma non solo. “Non è la solita serata in discoteca - dice Antonio Ardiccioni, presidente di Switch - c’è infatti molto altro. Tra le altre cose abbiamo organizzato una tavola rotonda intitolata il 101esimo luogo (sulla falsa riga dei 100 luoghi del sindaco Renzi, ndr) per andare alla ricerca di un luogo in grado di ospitare la cultura elettronca contemporanea nell’area metropolitana fiorentina. In quell’occasione presenteremo un dossier dei posti che abbiamo individuato, andando a cercare soprattutto nelle aree industriali”. Tra i protagonisti del Trick or beat ci saranno anche le installazioni, ma non solo. Per il programma completo e tutte le informazioni visitare il sito www.switchproject.net.

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agenda

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l’INIZIAtIvA Concerti J Ax 12 Ottobre

Obihall (ex saschall)

poi girato l’Italia con un nuovo tour, accompagnato sul palco da una Big Orchestra da 40 elementi, proprio come 40 sono i suoi anni. Pfm con Orchestra della toscana 25 ottobre

ad Emma), che si è aggiudicato il secondo posto nella categoria dei Big. Francesco De gregori 28 ottobre

viper theatre

teatro verdi

Dopo la pubblicazione di alcuni brani inediti come “Dentro me”, uscito lo scorso aprile, e i più recenti “Musica da rabbia” e il singolo ufficiale “Domenica da coma”, J Ax ha presentato lo scorso 30 agosto, giorno del suo compleanno, il suo nuovo album di inediti “Meglio prima (?)”. Il disco, che contiene sedici brani, esce in due versione, una standard e una versione Deluxe che contiene anche il Dvd con le riprese del Live a Milano dell’ultimo Tour. Meglio Prima é stato annunciato con l’uscita del nuovo videoclip che ha superato le migliaia di visualizzazioni già dai primi giorni; su facebook invece, nella FanPage di J Ax , é possibile vedere dei brevi filmati registrati in prima persona durante gli incontri per la presentazione del disco. Unica data in Toscana per J-Ax e la sua band, composta da Space One, Fabio-B, Guido Style, Dj Zak e Steve Luchi, é fissata per il prossimo 12 ottobre al Saschall di Firenze.

“PFM in Classic” è il nuovo progetto firmato Pfm, dove la band, seguendo la propria indole sperimentale, rileggerà e si muoverà attraverso le note di Grandi Maestri della Musica, per cercare, ancora una volta, di oltrepassare i confini dei generi musicali soffermandosi nel territorio libero delle emozioni. Oltre alla presenza di brani composti da musicisti italiani, come Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini, Giacomo Puccini, sono stati inserite le composizioni di grandi artisti europei, tra i quali Saint Sans, Edgar, Dvorgiak, Mahaler, Mozart; lo spettatore verrà quindi guidato in una dimensione dove la musica diventa sorpresa, immaginazione e potenza descrittiva. Alcuni titoli che verrano presentati in “PFM in Classic saranno l’ Intermezzo da “La cavalleria Rusticana”, l’ Overture del “Nabucco”, “ Il Flauto Magico” di Mozart. Modà 18 ottobre

Mandela Forum

Lezioni di storia nello store di design

cinema Odeon

Grande ritorno per Francesco De Gregori che sarà in tour ad ottobre 2011 e lo farà tornando ad esibirsi nei club. Francesco De Gregori spiega cosi la scelta di suonare in questi spazi: “Voglio andare in giro in quei posti dove passa la musica più viva, dove c’è un pubblico speciale, non addomesticato. Dopo tanti teatri, dopo un bagno di velluti rossi, sento il bisogno di una dimensione più ‘disordinata’.” Con De Gregori suoneranno i musicisti che da alcuni anni lo affiancano: Stefano Parenti alla batteria, Alessandro Arianti al pianoforte, Alessandro Valle al pedal steel guitar e alla chitarra, Lucio Bardi e Paolo Giovenchi alle chitarre e naturalmente Guido Guglielminetti, storico capobanda, al basso.

Le mostre Folon nel giardino delle rose Mostra permanente

giardino delle rose

teatro verdi

Prosegue senza sosta il Viva i Romatici Tour dei Modà. Dopo una lunga estate che li ha visti impegnati in tutta Italia, prosegue nella versione indoor uno dei concerti più fortunati del 2011. Non si ferma quindi il fenomeno Modà, iniziato lo scorso anno con il singolo “Sono Già Solo” (per 40 settimane consecutive al vertice delle classifiche). La band rivelazione dell’anno, riconoscimento effettivamente ricevuto ai Wind Music Awards e ai Venice Music Awards, ha poi consolidato il suo successo grazie alla partecipazione alla sessantunesima edizione del Festival di Sanremo, con il brano “Arriverà” (eseguito insieme

Cultura e innovazione

France Odeon Dal 20 al 23 ottobre

Mario Biondi 13 ottobre

Mario Biondi, la voce più “black” del panorama musicale italiano, è sempre più ambito all’estero: l’artista catanese farà parte del cartellone di due prestigiosi festival jazz d’Europa, il Bratislava Jazz Festival e il Montreux Jazz Festival. L’ennesima consacrazione per Biondi, che sin dall’inizio della sua carriera si è guadagnato la stima oltreconfine da parte di pubblico e addetti ai lavori, grazie anche alle eccellenti collaborazioni con artisti internazionali, tra cui quella con Burt Bacharach. Reduce dal grande successo discografico di “Yes You”, il doppio cd live prodotto da Tattica, e dal successo cinematografico del film d’animazione Rio, dove ha prestato la voce ad uno dei protagonisti della pellicola, ha

bronzo donate dalla moglie di Folon fanno bella mostra di sè nella splendida cornice del giardino delle rose (che per l’occasione rimarrà aperto senza soluzione di continuità per un anno intero). Per fare un regalo all’artista e un regalo a tutti coloro che avranno modo di ammirarle.

Nella prestigiosa sala a due passi da piazza Strozzi verrà presentato il film The Artist di Michel Hazanavicius, con Bérénice Berjo e Jean Dujardin, vincitore del premio per la miglior interpretazione maschile all’ultimo festival di Cannes e Le Moine di Dominik Moll con Vincent Cassel. Quest’anno anche i produttori francesi Jean-Louis Livi e Xavier Delmas hanno deciso di venire in trasferta a Firenze per lanciare, con una proiezione speciale in anteprima assoluta, l’uscita francese di 10 JOURS EN OR di Nicolas Brossette , film destinato al vasto pubblico delle famiglie, interpretato da popolarissimo attore Franck Dubosc. Babele: non pervenuta Fino al 22 ottobre

tethys gallery

Stefano Amantini, Lucia Baldini, Massimo Borchi, Guido Cozzi, Daniele Falletta, Carlo Gianferro, Marco Paoli, Pastis, Harri Peccinotti, Sandro Santioli, Alessandro Sardelli, Sandro Vannini, Fabio Zonta. Dodici fotografi per raccontare un anno di lavoro, un anno di scatti, un anno di stili diversi a confronto in questa “babele” di immagini.

U

na vetrina di oggetti ricercati, che si apre a clientele e a gusti diversificati, ma anche uno spazio di incontro dove saranno allestite mostre esclusive di oggetti nati dalla creatività dei più famosi progettisti, lezioni di storia del design, vernissage e incontri con esperti di architettura. Vi saranno esposte produzioni delle migliori aziende del settore e saranno presentati alcuni oggetti assolutamente inediti, per la prima volta a Firenze. Questo e altro è Selfhabitat, storico negozio fiorentino la cui vita è legata a doppio filo con la storia del design. E chi pensa di non saperne abbastanza è invitato a partecipare agli eventi che, a partire dalla fine di ottobre, Selfhabitat organizzerà in luoghi diversi della città, partendo dalla suggestiva location della biblioteca delle Oblate, dove verranno organizzate alcune lezioni di storia del design. Per ulteriori informazioni consultare il sito /B.B. www.selfhabitat.it.

l’esPOsIZIONe Galleria delle carrozze

La vita dell’acqua in una mostra itinerante

la bella Italia - Arte e identità delle città capitali Fino al 4 marzo

Palazzo Pitti

Il suo desiderio lo aveva già espresso prima di abbandonare prematuramente questo mondo. “Io sogno di trovare un giorno in Toscana, un luogo, con un giardino, con una bella casa tranquilla, dove poter lasciare tutte queste opere perché esistano anche dopo di me”, aveva detto Jean Michel Folon, grande artista belga che in vita aveva molto amato la città del giglio. Dalla fine dello scorso mese dieci sculture in

Che l’Italia fosse patria comune, unita dalla lingua, dalla religione, dall’eredità consegnataci da Roma antica, questo lo si è sempre saputo. Fino dai tempi di Dante Alighieri e di Francesco Petrarca. Su un tale comune e condiviso sentire si sono innestate le storie particolari delle singoli capitali preunitarie: Torino e Milano, Genova e Bologna, Firenze e Venezia, Napoli, Roma, Palermo. Ognuna di queste capitali è stata ed è in diverso modo rappresentativa dei differenti destini, delle particolari identità dei popoli d’Italia.

P

ubliacqua ha compiuto 10 anni. Per avviare una riflessione sui temi dell’acqua e sul decennale dell’azienda che gestisce il servizio idrico delle province di Firenze, Prato, Pistoia e parte di Arezzo, parte una mostra itinerante che comincia a Firenze, nella Galleria delle carrozze (via Cavour). L’obiettivo è raccontare il ciclo industriale dell’acqua, dalla potabilizzazione alla depurazione, e far conoscere in profondità il lavoro di Publiacqua attraverso pannelli illustrativi, foto, video, postazioni multimediali, giochi di ruolo. A partire dal 19 ottobre la mostra sarà itinerante e si sposterà nei territori dove opera Publiacqua: Prato, Pistoia, Valdarno, Valdisieve, Mugello e Chianti. La mostra è strutturata in quattro sezioni principali dedicate ad autonomia idrica, fognatura, qualità dell’acqua e servizi e rapporto con i cittadini, con un occhio particolare rivolto alla partecipazione. /C.G.


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Inviaci le tue lettere a

redazione@ ilreporter.it

Lettere e segnalazioni: tutto su www.ilreporter.it I “FURBETTI DEL CONTRASSEgNO”, UNA SEgNALAzIONE Spett. redazione, tramite voi vorrei far giungere al Sindaco, del quale apprezzo molto l’operato, la segnalazione di questo episodio al quale ho assistito giovedì mattina della scorsa settimana, riguardante il tema scottante dei “furbastri” della ZTL e dell’uso illegale del contrassegno per i disabili contro il quale il Sindaco sta portando avanti una più che sacrosanta crociata che, secondo me, dovrebbe essere ancora di più inasprita ed inflessibile. Stavo passeggiando insieme a mia moglie in Por Santa maria e, pensando di trovarci in zona pedonale, eravamo in mezzo di strada, quando alle nostre spalle abbiamo sentito un clacson suonare insistentemente. Ci siamo voltati ed abbiamo visto il cofano minaccioso di un lussuoso e mastodontico suv ad un paio di metri da noi. ovviamente ci siamo velocemente fatti da parte, mentre il “bestione” proseguiva la sua marcia fino ad arrestarsi davanti alla gioielleria posta alla sinistra della strada in direzione del Ponte vecchio. dal suddetto suv è agilmente scesa una elegante signora che con passo altrettanto svelto è entrata nel negozio. degno di nota il fatto che il parabrezza del mezzo in questione ostentasse il contrassegno per disabili!!!!!!!!! Peccato che tutto ciò si sia svolto a pochi metri di distanza da un gruppetto di tre vigli urbani che imperterriti hanno continuato a chiacchierare affabilmente tra di loro. Grazie per la cortese attenzione e cordiali saluti Carlo Alberto Marilli “LA MIA PRIMA vOLTA CON I CASSONETTI INTERRATI” Qualche tempo fa mi sono trovata a parlare con la mia collega delle novità che il Sindaco renzi avrebbe messo in atto per migliorare la qualità della vita di noi cittadini fiorentini; il discorso è caduto sul progetto di eliminare i vecchi cassonetti e di sostituirli con altri “interrati”. mi sono sentita orgogliosa di poter dire che nella mia zona ( quartiere 1 ) “godevo” già di questo privilegio da alcuni giorni, ma che purtroppo l’impatto che avevo vissuto il primo giorno in cui provai ad utilizzarli non fu proprio piacevole. Infatti rimasi un po’ di tempo ad osservare quell’oggetto misterioso aspettando che mi arrivasse qualche segnale che me ne illustrasse l’uso. nulla! Giro intorno, osservo, leggo le scritte, ma niente mi aiutava a capire. Le scritte inneggiavano esclusivamente alla bellezza di lui medesimo e alla pulizia di Firenze (sigh!). Cercai un pedale, un pulsante che potesse farmi accedere alla “bocca” divoratrice del mio sacchetto di rifiuti indifferenziati. Su di me sento gli occhi dei passanti mandarmi segnali di pietà e commiserazione. Spingo, tiro, sollevo quello che immaginavo potesse essere l’orifizio. non una scritta per gli ignari cittadini che per la prima volta si trovano davanti a quella specie di grigio robot. non so come, ma, con un guizzo che mi fece stupire di me stessa, capii che tirando verso di me, a mani nude, un bordo d’acciaio, si sarebbe

lettere

Ottobre 2011 aperta la bocca che avrebbe divorato i miei rifiuti. Contenta sì, di esserci riuscita, ma molto disgustata di aver dovuto toccare con i miei polpastrelli quella fessura che altri avevano già toccato, resa sporca e appiccicosa e riempita inevitabilmente di germi! “ma perché – pensai io – hanno abolito quella meravigliosa cosa che era quel pedale che consentiva di gettare la spazzatura senza contaminarsi le mani?”. mah!... Comunque il giorno dopo qualcuno con un briciolo di intelligenza in più di chi li ha scelti e commissionati ha stampato al computer e attaccato una striscia di carta con su scritto: “Tirare qui” ed una bella freccia. mi sono sentita meno sola perché intuii che non ero stata l’unica a non capire... dunque ne stavo parlando con la mia collega perché proprio quel giorno pioveva a dirotto e avevo vissuto un’altra bella avventura con il mio “robot-mangiaspazzaturainterrato” ( che interrato non è; è solo più lontano dal mio portone ). esco di casa tenendo nella mano destra l’ombrello, nella sinistra il sacchetto di rifiuti e... mi serviva assolutamente un’altra mano per aprire quell’aggeggio!!!!! Feci delle acrobazie indescrivibili. Presi il manico dell’ombrello tra i denti, poi con la destra aprii quel dannato pertugio e con la sinistra finalmente mi liberai dei miei scarti alimentari. La mia collega dopo avermi ascoltato mi disse: “Beh, potevi appoggiare a terra il sacchetto, poi aprire il cassonetto, e quindi infilare la spazzatura”. “Toh! - risposi - grazie di avermi dato questo suggerimento”. Sono stata proprio sciocca a non pensarci da sola. mi sentii ancora una volta un po’ stupida e mi proposi di seguire il consiglio della amica-collega (soprattutto per salvaguardare i miei denti....). Il giorno successivo non pioveva più, ma, in occasione del rito quotidiano della liberazione dalla spazzatura, decisi di provare a seguire il prezioso consiglio datomi il giorno prima. Sorpresa delle sorprese, quando aprii il cassonetto con una mano, facendo finta di avere nell’altra un ombrello, e feci per raccogliere da terra il sacchetto dei rifiuti, mi accorsi che la “bocca” si era immediatamente richiusa... Già, infatti l’oggetto misterioso, oltre ad essere privo di pedale per la sua apertura, è dotato di una rigida molla che, dopo aver faticato un po’ a vincerne la resistenza, si richiude immediatamente!!!!!!!!!!! Insomma, quando piove bisogna lasciare a casa la spazzatura, sperando in un giorno di sole, e portare sempre con sé un fazzolettino detergente per evitare tetano e colera. ma per Firenze pulita e bella si fa questo ed altro. Marcella Martinez “CENACOLO DI ANDREA DEL SARTO, MANCA LA SEgNALETICA” Buongiorno! Ho appena terminato di leggere l’articolo sulle bellezze nascoste del quartiere 2, dove si parlava anche del Cenacolo dell’Andrea del Sarto, che è veramente così poco visitato. Però va anche detto che non c’è una segnaletica che lo indichi, tanto che spesso i turisti sono costretti a chiedere dove si trova perché è effettivamente in una strada secondaria e ci arriva solo chi veramente lo sa. Perché quindi non proporre a chi di dovere di mettere dei cartelli che lo segnalino? un’altra cosa: questo museo rientra nella famosa “card”? Penso che sarebbe importante inserirlo se ancora non c’è! Grazie per l’attenzione, Maria Adele Bigagli ERBACCE E vIABILITÀ, PONTE A gREvE RECLAMA ATTENzIONE Spettabile redazione, sono una cittadina del quartiere 4 e vorrei portare, vostro tramite, all’attenzione dei Sigg. amministratori del nostro Comune quanto segue: abito in via mariotto di nardo (zona Ponte a Greve) in uno dei tre edifici costruiti ben 36 fa. esistono di fianco dei suddetti edifici due piccole zone di proprietà del Comune che si trovano in completo abbandono.

nello stesso punto c’è un incrocio di 3 strade (via del roncolino, via Bugiardini e via del Ponte a Greve) anche questo non regolato dove si verificano spesso incidenti stradali. Inoltre per metà di via del roncolino e tutta via del Ponte a Greve non esistono marciapiedi. La sopra descritta situazione è stata fatta presente alle autorità preposte molte volte, anche in un recente passato. Ci era stato promesso che avrebbero provveduto, creando due mini-parcheggi e una rotonda allo scopo di riqualificare la zona ed evitare quindi sia pericoli di incidenti stradali che pericoli derivanti da erbacce secche che potrebbero provocare incendi. Faccio presente che questa zona piena di erbacce non viene mai pulita, una volta al mese come le strade limitrofe, e quindi un ricettacolo di immondizia di ogni genere. Spero tanto, come tutti gli altri abitanti della zona, che questa lettera possa servire a risvegliare l’attenzione dei nostri Sigg. amministratori. vi ringrazio a nome di tutta la comunità se vorrete pubblicarla sul vostro giornale e porgo i miei cordiali saluti. Carla Calosi

“A1, NUOvO NOME PER FIRENzE CERTOSA: PERChÈ?” Salve, volevo semplicemente segnalare il discutibile cambio di denominazione dell’uscita Firenze Certosa sulla A1, che è stata modificata in Firenze Impruneta. Quale è il senso di questo cambiamento? non fa che ingenerare confusione. Con la conseguenza, tra le altre, di dover ristampare tutti i depliants informativi delle aziende turistiche e non del Chianti fiorentino che avevano preso Firenze Certosa come punto di riferimento e che ora devono cambiare gettando al vento i vecchi depliants e dovendo spendere per ristamparne dei nuovi. dover correggere tutte le indicazioni date alle agenzie, tour operators, gruppi che visitano da Firenze le nostre fattorie, i castelli, le cantine, etc... Tanto lavoro in più con aggravio di spese (che di questi tempi si fanno sentire maggiormente); forse qualcuno di Impruneta voleva valorizzare il suo territorio a discapito di altri? Spero che non ci siano interessi privati in questo pasticcio. Grazie. Simone Giannozzi

invia la tua segnalazione alla nostra redazione redazione@ilreporter.it gIARDINI, AREE CANI E SPORCIzIA I giardini di Campo di marte si stanno degradando sempre di più e nessuno, apparentemente, se ne occupa. Per quanto concerne le due aree per cani che si trovano di fronte al giornalaio, c’è innanzitutto la maleducazione di molti “cittadini” che non raccolgono gli escrementi del loro animale, poi ci sono le foglie che cadono dagli alberi che vengono lasciate lì a marcire insieme agli escrementi, al tutto si uniscono sacchetti e bottiglie di plastica, giornali, e altri oggetti che lì non dovrebbero trovarsi (accendini, pezzi di stoffa e quant’altro si può trovare in luoghi pubblici abbandonati). Questa mattina ho trovato nella parte più nascosta anche una cacca umana con tanto di kleenex! Faccio presente, nel caso non si fosse ancora capito, che questa parte dei giardini non viene pulita dagli operatori ecologici, vengono vuotati solo i cestini. Quando piove il luogo diventa un vero pantano e le numerose buche si riempiono di acqua. Per quello che concerne il resto del giardino, malgrado la pulizia giornaliera degli addetti, alla mattina presto si trova di tutto: bottiglie rotte, cartacce, etc. specialmente nei pressi dell’entrata delle palestre. non ci si può lamentare solo dei ragazzini che uscendo o entrando dalle palestre buttano tutto a terra, ma anche dei ragazzotti più grandi che vengono ai giardini per dormire sulle panchine, gettare i petardi che terrorizzano i cani e, con grande divertimento, danneggiano le strutture esistenti. Anche nell’area dei bambini piccoli molte mamme non buttano nel cestino dei rifiuti i resti delle merendine, la carta o altro che i loro cari pargoli buttano a terra. Questo comporta che le mamme e le nonne civili che non insozzano i luoghi devono fare comunque un’attenzione strettissima e/o ripulire costantemente affinché i piccoli non portino alla bocca delle schifezze. mi sono rivolta anche al Q2 per quanto concerne l’area cani affinché questa venga pulita almeno una volta la settimana, che le foglie vengano levate prima delle piogge autunnali chiedendo pure che ci sia un minimo controllo su questo bene pubblico che è frequentatissimo affinché sia preservato. Con le multe date si potrebbe pagare lo stipendio della persona addetta a far rispettare regole esistenti ed esposte ai giardini ma che non vengono assolutamente rispettate. Cordialmente, Maria Cristina Bonerandi e Marco Gamondi

Gentili Maria Cristina e Marco, torniamo a parlare, con la vostra lettera, di sporcizia e degrado nei luoghi pubblici, temi (comprensibilmente) molto cari ai nostri lettori, che spesso ci raccontano di situazioni di abbandono e trascuratezza proprio nei posti in cui, come i giardini, vorrebbero trascorrere qualche ora di relax e tranquillità. È (purtroppo) piuttosto evidente: tanti, troppi luoghi versano spesso in condizioni indegne di una città bella e civile come Firenze. Vero che servono controlli, vero che compito delle pubbliche amministrazioni dovrebbe essere quello, oltre che di realizzare aree verdi per i cittadini e per i loro amici a quattro zampe, di occuparsi della loro manutenzione, vero infine che è doveroso segnalare dove questo non avviene: detto tutto ciò, lo ripetiamo ancora una volta, sta anche a noi cittadini comportarci come persone degne di tal nome e rispettare, con la nostra condotta, gli spazi di tutti. Non basterebbero infatti tutti i controlli di questo mondo se i frequentatori di giardini & Co. continuassero a gettare – e a lasciare – di tutto per terra. Per quanto riguarda, nello specifico, l’area di Campo di Marte, ci auspichiamo che i problemi segnalati nella sua lettera vengano affrontati e risolti. Con più attenzione da parte di tutti, tanto delle istituzioni quanto dei cittadini. Matteo Francini


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Il reporter-Fiesole-Ottobre 2011