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Il Giornale del tuo Quartiere

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GIUGNO 2011

Periodico d’informazione locale. Anno V n.46 del 6 giugno 2011. N° reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10

PRIMO PIANO

attualItÀ

Tutti in ferie sul pianerottolo Andrea Muzzi*

S

IL ReBuS RINNOvABILI In Toscana l’energia verde va forte, ma nel settore sono a rischio ventimila posti di lavoro PAGG.10-11

MERCATO CENTRALE I banchi di frutta e verdura cercano una sistemazione definitiva: idee e proposte

Si allarga il centro pedonale PAG.3

PAG.2

SPort

Tutte le estati possibili C

SIGNORI, SI CAMBIA Grandi manovre in casa viola per rinnovare la squadra dopo un’annata difficile PAG.37

una vita da mediano A tu per tu con Paolo Borghini, un presente da allenatore-giocatore al Club Sportivo PAG.38

i siamo. L’estate è tornata in tutta la sua prepotenza, con il clima pazzo a cui - a quanto pare - è bene abituarsi (l’esperto avvisa: sarà una stagione all’insegna delle ondate di calore con pioggia a tratti) e con il suo paniere di novità. Ad esempio - e che esempio - è tornata la ztl, con le sue restrizioni per chi vuol entrare in centro in auto e una zona “rossa” chiusa persino ai motorini. Ma sono tornate anche le arene estive, per frescheggiare

sotto le stelle con gli occhi puntati su un maxischermo, ed è ripartita la stagione delle piscine, per chi il mare è costretto a inventarselo in città. E poi c’è lui, il signore di Firenze, l’Arno. Tutto da vivere: sulla spiaggetta, in modalità lucertole al sole, per gli amanti della tintarella, oppure armati di canne da pesca per chi ha voglia di cimentarsi in uno sport nuovo. E via, ché settembre, come sempre, non tarderà troppo PAGG.14/17 ad arrivare.

tradizioni

E il calcio storico tornò in scena PAGG.28-29

tendenze

Il boom dei gruppi d’acquisto on line PAG.27

Edizione del Quartiere 1 • 36.099 copie distribuite da

tangata sui traghetti: aumenti con punte del 130%. Viaggiare in traghetto costa così tanto che per risparmiare conviene direttamente comprarselo, il traghetto. Per spendere poco ci sono i viaggi alternativi. Ad esempio, se si vuole andare su un’isola italiana, basta fare l’autostop fino all’Albania e da lì tornare in Italia con il primo scafista. Appena sbarcati, però, attenzione alla polizia che potrebbe rimpatriarvi nuovamente in Albania. La soluzione più economica per andare su un’isola resta quella ecologica: a nuoto. Non bisogna avere fretta ma prima o poi si arriva. Forse. Un mio amico ha prenotato un monolocale in Sardegna per settembre, ieri a Piombino s’è tuffato in acqua! Per molti di noi le ferie quest’anno saranno più corte del solito. Io per esempio le ho già fissate: parto mercoledì 3 agosto alle 12,30 e torno a casa lo stesso giorno alle 12,35. Sto 5 minuti sul pianerottolo e poi rientro. È il massimo che mi possa permettere. D’altronde gli unici posti di mare che costano poco sono quelli più inquinati. L’anno scorso andai con la famiglia al mare in un posto dove sulla spiaggia c’era addirittura un ripetitore. Tutte le volte che i miei bambini accostavano una conchiglia all’orecchio non sentivano mica il mare. Sentivano Radio Maria. Mio fratello ha affittato a un prezzo vantaggioso una casa ad appena 100 metri dal mare... e a 25 da una discarica abusiva. Mio cugino, invece, va al mare in una località dove producono la candeggina. Non riesce ad abbronzarsi. Se prende il sole diventa rosso, poi si tuffa in acqua, esce ed è già stinto! *Comico


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Giugno 2011

Centro Storico • Porta Romana • San Jacopino

SAN LORENZO/1. La sistemazione dei banchi è “provvisoria” dal 2009. Ora si guarda avanti

Frutta e verdura in cerca di spazio SAN LORENZO/2

Non è detto che tornino al loro posto, il primo

“A questa zona serve una riorganizzazione”

piano del mercato: l’amministrazione

A pochi passi dallo splendore di piazza del Duomo c’è il rione di San Lorenzo. La zona ospita decine e decine di banchi del celebre mercato, in cui per lo più si vendono borse e giacche in pelle, varie “cineserie” oltre a gadget e souvenir per i numerosissimi turisti che ogni giorno lo visitano. Sono ben pochi, invece, i fiorentini che frequentano il quartiere: chi vive in città tendenzialmente evita il caos che regna tra queste bancarelle, e la zona è interessata dal vituperato degrado per cui si è cercata spesso una soluzione. Negli ultimi mesi, poi, dopo pedonalizzazione di piazza del Duomo la situazione sembra essere peggiorata: il traffico di auto, taxi e autobus – elettrici - che prima era destinato a via Martelli e via Cavour adesso transita, in parte, in via de’ Ginori, complicando anche il passaggio pedonale. “C’è bisogno di una riorganizzazione logistica del quartiere”, assicura Stefano Marmugi, presidente del Q1. Ed è la stessa cosa che auspicano i residenti della zona.

ha indicato una collocazione diversa. Ma anche gli operatori hanno le loro proposte Gaia Grassi

“S

i dice in un modo e sorte in un altro”, recita un proverbio toscano, perfetto per descrivere l’attuale situazione del mercato centrale di San Lorenzo. La sistemazione “provvisoria” dei banchi di frutta e verdura è tale ormai da giugno 2009, da quando cioè i commercianti ubicati al primo piano dell’edificio che ospita lo spaccio hanno deciso di spostarsi tutti insieme e di sistemarsi nella piazza attigua. La scelta è stata presa all’unanimità con lo scopo di agevolare - nei modi e nei tempi - la ristrutturazione di questo spazio, e poter tornare a occuparlo il prima possibile. La riqualificazione è stata portata a termine lo scorso ottobre, ma i banchi non sono ancora tornati al loro posto e non è detto che lo faranno. L’amministrazione comunale ha infatti proposto una nuova collocazione del mercato ortofrutticolo, che di fatto lo trasformerebbe profondamente. Il progetto prevede che sedici dei trentadue banchi che sino al 2009 erano collocati al primo piano dell’edificio trovino una nuova sistemazione al piano terra del mercato, mentre gli altri sedici dovrebbero essere disposti su un lato di via Panicale per costituire la nuova “via del fresco”, fronteggiando così le bancarelle di abiti che già si trovano in quella strada. Le polemiche sollevate da questo disegno non sono poche. Alcuni commercianti sostengono che la proposta somigli più a un tentativo di rimediare a un errore di calcolo - che non prevederebbe più il commercio di frutta e verdura - piuttosto che una soluzione ad hoc. Il danno maggiore, a detta degli interessati, conseguente a questa nuova disposizione sarebbe lo snaturamento del mercato, da sempre inteso come luogo di confronto di qualità e prezzi della merce, che rischierebbe di perdere la sua identità - costituitasi a partire dal XIX secolo - diventando una fila di banchi-bottega, una realtà simile a tante altre presenti nella nostra città. Un altro problema – sostengono - è che, se fino ad ora “l’unione ha fatto la forza”, ovvero l’insieme dei banchi è stata un’attrattiva per i clienti, la logica della

frammentazione non richiamerebbe la stessa quantità di avventori. Ma c’è anche un altro aspetto che interessa i commercianti, come sottolinea il presidente del consorzio operatori del mercato centrale, Marco Giovannoni: “Se non saremo noi a occupare il primo piano del mercato, cos’altro ospiterà?”. L’amministrazione comunale sembra interessata a fare di questo spazio un luogo in cui organizzare eventi artistici e culturali che, di conseguenza, apporterebbero una riqualificazione della

zona di San Lorenzo. Il quartiere ha certamente bisogno di un ripensamento generale, “ma partire proprio dal mercato sembra una contraddizione in termini”, sostiene Stefano Marmugi, presidente del Q1, visto che finora si è posto come punto di riferimento per i fiorentini, sia cittadini che ristoratori, “che vengono qui a scegliere frutta, verdura, carne e pesce per la famiglia e per i loro locali”, aggiunge Marco Giovannoni. Ma se questa è la proposta dell’amministrazione comunale per

il futuro del mercato, anche i commercianti ne hanno qualcuna. Quella più vicina alle loro necessità prevede la sistemazione al piano terreno di tutti quei banchi che al momento si trovano in postazioni provvisorie, all’interno di una zona del mercato che ricrei l’atmosfera di una piazza (per cui dovrebbero essere effettuati nuovi lavori nell’area). Oppure il ripristino della vecchia disposizione al primo piano. Non resta che vedere cosa “sortirà” da questa matassa di progetti e attese.

focus/1 Nato il centro commerciale naturale: si vuol tornare ai “fasti” del passato

Eventi e un comitato per far ripartire via dei Servi

P

alazzi antichi e rinomati, negozi storici e botteghe raffinate, scorci invidiabili sul Duomo e su piazza Santissima Annunziata: ebbene sì, siamo in via dei Servi, a detta di chi ci lavora tra le strade più belle della città ma troppo spesso penalizzata dalla poca vivacità e dalla mancanza di pulizia. E pensare che fino a non molto tempo fa faceva parte del cosiddetto “percorso Brunelleschi”, volto a far ammirare le meraviglie dell’architetto fiorentino a turisti e visitatori. A rivitalizzare le sue molte potenzialità ci pensano ora i commercianti, che si sono uniti in un comitato pronto a elaborare nuove iniziative per rilanciare la zona,

Il Reporter di Centro Storico, Porta Romana, San Jacopino raggiunge 36.099 famiglie nel quartiere 1 di Firenze.

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e che hanno già raggiunto un primo risultato, ovvero il riconoscimento di centro commerciale naturale, al pari di vie più conosciute e frequentate. E poi gli eventi, partiti lo scorso maggio con il Calendimaggio di via dei Servi, che ha visto l’asfalto trasformarsi in una vera infiorata con il piacevole sottofondo delle antiche Maggiolate interpretate da musicisti itineranti, come avveniva fino a qualche anno fa, a riprova che la strada ha un vissuto da recuperare e riportare alla luce: eventi la cui progettazione è in itinere, per realizzare con l’estate piacevoli momenti di svago. “Non è facile organizzare e proporre per le tempisti-

Stampato da Rotopress International, Loreto (AN) Periodico d’informazione locale Anno V n.46 del 6 giugno 2011 N°reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di Firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10€

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che e i costi, ma ci stiamo provando - spiega Maurizio Tempesti, presidente del Comitato - abbiamo comunque incontrato il favore del Comune per quanto riguarda una rivalutazione della via. Iniziative e manifestazioni servono da un lato a far venire più gente, dall’altro a eliminare il degrado”. “Il problema principale di via dei Servi è il fatto di essere meno di passaggio e forse meno commerciale di tante altre strade, ma potrebbe essere altrettanto viva e in condizioni migliori, se riusciremo a offrire opportunità”: è questa l’opinione di Letizia Fuochi, un’altra commerciante, tra i segretari /S.C. del Comitato.

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il giornale del tuo quartiere

l’annuncio. Stop ad auto e scooter in piazza Pitti, via Tornabuoni e via Por Santa Maria

Sempre più centro da vivere a piedi

via

Tornabuoni

Dopo piazza Duomo, in arrivo altre novità sul fronte mobilità nel cuore di Firenze. L’ora x scatterà il 24 giugno: potranno passare soltanto i bussini elettrici in Oltrarno. Modifiche anche a viabilità e linee Ataf. I commercianti dicono la loro

I

L’isola (quasi) felice di Borgo la Croce U

Sara Camaiora l centro storico di Firenze quest’anno festeggerà San Giovanni con meno mezzi in circolazione: dal 24 giugno, infatti, piazza Pitti, via Tornabuoni e via Por Santa Maria saranno off limits per auto e motorini. È questa la decisione definitiva della giunta fiorentina, presa dopo una lunga querelle durata un mese durante la quale si sono susseguite varie ipotesi e successive smentite sulle nuove aree pedonali. Una decisione che concede poche chance ai mezzi a motore: sarà ammesso solamente il transito dei bussini elettrici in piazza Pitti. Necessarie alcune modifiche alla viabilità e di conseguenza al percorso di alcune linee Ataf: modifiche che, per quanto riguarda la nuova area pedonale Tornabuoni, comporteranno inversioni del senso di marcia in via della Vigna Nuova, via Strozzi, via Vecchietti, via dei Pescioni, via Rondinelli e la rimozione della corsia preferenziale in via Panzani. Per l’area Pitti, invece, inversioni di senso nei lungarni Acciaioli, Guicciardini e Corsini, in borgo San Jacopo, via Mazzetta e via Sant’Agostino, oltre all’introduzione del doppio senso sul Ponte alla Carraia. Le linee Ataf coinvolte saranno 6, 22, 36-37, C3 e 11. Ma, come sottolinea il sindaco Renzi, “il percorso si allunga di cinque minuti all’arrivo solo per il 36-37 e i tempi di frequenza non cambiano”. Nuove soluzioni in vista anche per Santo Spirito: se per ora il progetto di pedonalizzazione è ancora al vaglio della giunta di Palazzo Vecchio, è già stato previsto un rafforzamento della Ztl in A+, limitando l’accesso ai soli residenti. Le reazioni da parte degli esercenti delle zone coinvolte variano da una completa adesione a una totale disapprovazione. Le maggiori perplessità sembrano arrivare da chi lavora in piazza Pitti. “La piazza pedonale è bella, certo, ma i problemi sono tanti: il carico-scarico della merce, l’eccessivo traffico sui viali... - spiega Anna, commerciante - temo inoltre un aumento della criminalità, con meno mezzi che girano”. “Una pazzia”: è più drastico il commento di un’altra commerciante, qui da 60 anni e totalmente scettica sulla novità. Più tranquilli i gestori di bar

focus/2. Negozianti e non solo soddisfatti

e locali. “Noi apriamo presto e quindi anche per lo scarico merci abbiamo meno problemi degli altri commercianti, ma bisogna far entrare i residenti”, commenta uno di loro. Sostanzialmente pro-pedonalizzazione, invece, i gestori delle prestigiose boutique che, dai primi anni ’90 ad oggi, hanno preso sempre più piede in via Tornabuoni, in passato nota essenzialmente per botteghe storiche e librerie antiquarie e ora diventata il vero “salotto buono” di Firenze. “Chiusa al traffico, la strada sarebbe più bella - commenta Alessandro Di Vita, commerciante - basti pensare a via Condotti a Roma o via Montenapoleone a Milano”. Sono state molte, recentemente, le grandi firme che hanno abbandonato la zona: ultima, un paio di mesi fa, la boutique di una nota marca italiana. Colpa della crisi, certo, ma secondo molti anche della scarsa valorizzazione della strada. “È giusto riqualificare la via, non è piacevole fare shopping in queste condizioni”, chiosa Beatrice Gianelli,

Nuove soluzioni in vista anche per Santo Spirito commerciante. Non nasconde invece le sue incertezze un altro commerciante, Andrea Pomo. “Dubito che, una volta pronta, le lamentele della gente non inducano la giunta a tornare sui suoi passi... - spiega - la strada è trafficata, ci passano quattro linee di autobus. Allargare i marciapiedi, eliminando la ciclabile sulla falsariga di via Guicciardini, potrebbe essere un buon compromesso per consentire a noi di respirare e alla gente di muoversi in auto senza disagi”.

più notizie su

n bell’esempio di integrazione tra fiorentinità e atmosfere più etniche in uno scorcio di città vivibile e gradevole. Magari con alcune piccole migliorie da apportare qua e là per creare le condizioni ideali per uno shopping rilassante e piacevole. È questo ciò che traspare dalle opinioni di chi vive, passeggia o lavora in Borgo La Croce, via pedonale che unisce Sant’Ambrogio a piazza Beccaria, a pochi passi dall’arteria commerciale “per eccellenza” del quartiere 2, via Gioberti, dove un progetto di pedonalizzazione sembra lontano e poco auspicato dagli esercenti, timorosi dell’eccessiva pigrizia dei fiorentini. In Borgo La Croce, al contrario, la mancanza di macchine è vista come un toccasana: anzi, sarebbe da evitare, secondo molti, il passaggio di cicli e motocicli, che sembra creare non pochi disagi a chi percorre la strada in tutta tranquillità rimirando le vetrine. “Pazienza per le biciclette, che comunque a volte viaggiano a una velocità esagerata, ma i motorini certo potrebbero non farli passare: col fatto che è pedonale controlli su questa strada non ci sono mai, anche se per conto mio i vigili potrebbero passare un po’ più spesso...”, è l’opinione della signora Ines Cecere, che da 15 anni ha il suo negozio in questa strada. “Qui comunque mi trovo benissimo e non cambierei per nulla al mondo - aggiunge Ines - è una strada dove le attività storiche o comunque fiorentine resistono, non c’è un grosso ricambio e l’arrivo

di negozi stranieri, in ogni caso molto pochi o comunque meno che nel resto del centro, non turba affatto la tranquillità: si è creato un bel clima”. Secondo altri commercianti si potrebbe fare qualcosa per migliorare la passeggiata, magari inserire delle panchine o degli abbellimenti, come vagheggia chi paragona la nostra città ad altre europee dove, a quanto pare, le vie dello shopping sono meglio tutelate. Siamo di fronte, insomma, a una strada da perfezionare, ma sicuramente da non abbandonare: un parere condiviso dalla maggioranza dei commercianti e confermato dalla lunga permanenza delle varie attività. Tanti, infatti, in Borgo la Croce sono negozi storici: c’è addirittura chi è qui da ben 45 anni, mentre altri,

Tra i suggerimenti c’è anche quello di aggiungere qualche panchina pur non godendo di questa “longevità”, resistono da decine d’anni e, nonostante i cali fisiologici di lavoro, non hanno mai pensato di tirare giù i bandoni o cercare una location differente. “Siamo qui dal 1994, il negozio lo gestisce sempre la solita titolare: è meglio lavorare in una zona pedonale, si respira e c’è tranquillità”, sostiene la signora Tiziana /S.C. Biagiotti, commessa.


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Centro Storico • Porta Romana • San Jacopino

UNA STAGIONE DA VIVERE. Ecco i luoghi che saranno protagonisti dei mesi più caldi dell’anno

Cascine, Murate e Oblate (ma non solo) Il quartiere si prepara a una nuova estate Giulio Schoen

Las Palmas, che accompagneranno fino a settembre chi si troverà in zona Sant’Ambrogio. Per i più piccoli, da giugno ad agosto ripartiranno i centri estivi del Quartiere 1, con sede alla scuola Vittorio Veneto, dove verranno accolti numerosi bambini in diversi turni. In Oltrarno, al giardino della Carraia, si prepara per metà giugno il secondo round dell’evento “Icchè ci vah ci vole”, lanciato da alcune associazioni

L’

estate fiorentina 2011 inizia con il cambio al vertice organizzativo: dopo Piero Pelù arriva Riccardo Ventrella, attuale direttore del teatro della Pergola (da cui ha già fatto sapere di aver chiesto l’aspettativa al Ministero). Non sarà, come nelle passate edizioni, un direttore artistico, ma un “coordinatore”: Ventrella sarà affiancato infatti dall’assessore comunale alla cultura Giuliano Da Empoli. Il budget limitato (come l’anno scorso sono stati stanziati 250mila euro) farà si che in città non si vedranno tanti big, come anticipato da una battuta del neo coordinatore Ventrella (“qualsiasi miliardario russo può permettersi il concerto di Amy Winehouse, noi dobbiamo puntare sulla qualità”): l’obiettivo è riscoprire i talenti che già esistono nel nostro territorio ma che faticano a venir fuori. Nel quartiere, i luoghi principali dove si concentrerà la maggior parte degli eventi sono tre: le Cascine, l’ex carcere delle Murate e la biblioteca delle Oblate, mentre in piazza Santa Croce sono già stati annunciati due maxi eventi di fine estate, i concerti di George Michael e dell’ex Beatle Paul McCartney. In piazza Ghiberti, a fine maggio, è ricominciata l’estate di aperitivi, cene di pesce e spettacoli dal vivo di

Si inizia con il cambio al vertice organizzativo: dopo Pelù arriva Ventrella

piazza

giovanili per il recupero degli spazi sociali: un pomeriggio all’insegna di musica, live painting e merende. All’interno dell’ex carcere delle Murate è nato a maggio il Suc (acronimo di “Spazi urbani contemporanei”) che occupa una superficie di oltre mille metri quadrati interamente coperta da wi-fi e attrezzata con impianti audio e video, magazzini, una sala al primo piano e nove stanze ricavate dalle vecchie celle, tutte rimesse a nuovo senza intaccarne la struttura originale. Nella piazza interna è stato ultimato anche il caffè letterario, aperto da fine maggio. “L’idea è che

Ghiberti

Ilaria Puccioni Studentessa, 24 anni

Jacopo Menzani Barista, 27 anni

Bernardo Minniti Gelataio, 63 anni

“Film e teatro all’aperto alle Murate”

“Giusto puntare sulla qualità”

“Valorizziamo la componente artigiana”

“Le Murate possono offrire tanto, sono un piccolo mondo ai margini del centro storico e in più accessibile a tutti. Certo, non aver diffuso ancora un calendario degli eventi non giova alla struttura. Io ci farei un’arena estiva con film e teatro all’aperto. Trovo però molto comodo che ci abbiano trasferito il box-office e alcune gallerie d’arte”

“La reintroduzione della Ztl notturna è un’incognita, spero che non crei troppi disagi agli esercenti; noi daremo più spazio ai servizi di colazione e pranzo. È giusto puntare sulle qualità del territorio, ma mi sembra un annuncio spot, per farlo davvero bisogna mettersi insieme e lavorare a un bel progetto”

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“In estate, come nel resto dell’anno, vengono valorizzati i soliti posti. I turisti vengono scaricati in Santa Croce e non si possono accorgere che c’è altro nel quartiere. In questa zona è rimasta una forte componente artigiana, perché non valorizzarla almeno con eventi estivi?”

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il giornale del tuo quartiere

In piazza Ghiberti è già ripartito l’appuntamento con aperitivi, cene di pesce e spettacoli dal vivo, in Oltrarno torna un progetto

Adele Spinello Commerciante, 40 anni

S. Cavicchioli Barista, 24 anni

“Iniziative per combattere il degrado”

“La riscoperta delle Oblate è un rilancio”

per il recupero degli spazi sociali, mentre piazza Santa Croce ospiterà due maxi eventi. E per i più piccoli ecco i centri estivi

uno scorcio interno delle

“A noi commercianti del centro piacerebbe partecipare attivamente all’organizzazione estiva, con aperitivi in strada, vernissage e quant’altro; sarebbe un modo anche per valorizzare la propria strada, tenerla pulita, aggiungere piante e fiori. Così si combatte realmente il degrado”

“La riscoperta della biblioteca delle Oblate è un rilancio pazzesco per il centro storico. Uno spazio incontri, mostre e concerti con il Cupolone come sfondo non ha prezzo. Spero che altri luoghi così caratteristici vengano restituiti alla gente, così da non avere sempre i soliti due o tre posti dove andare in estate”

Murate

ogni giorno, agosto compreso, succeda qualcosa, in modo che il pubblico possa andare alle Murate anche senza sapere cosa lo aspetta”, spiega Ventrella. Anche alle Cascine, dove la scorsa estate si sono riversati migliaia di giovani e meno giovani, grazie soprattutto alla ristrutturazione dell’anfiteatro del parco delle Cornacchie, sono attesi eventi e iniziative, per far vivere ai fiorentini

il più grande polmone verde della città. Ma la sensazione di un’estate un pò “low-profile” ha già portato alcuni organizzatori e operatori del settore a scendere sul piede di guerra, lamentando che un periodo di così grande interesse culturale (oltre che di forte affluenza turistica) non possa essere discusso all’ultimo momento. Secondo qualcuno, con un preavviso ridotto il rischio è quello

di non riuscire a produrre un cartellone eventi ben definito. Ma intanto si riparte dal Calcio Storico: dal 18 al 24 giugno si disputeranno gli incontri tra i quattro rioni storici della città, divisi per colore. La finale si giocherà in piazza Santa Croce nel giorno di San Giovanni, Patrono di Firenze, e la sera culminerà con i classici fuochi d’artificio da gustare in riva all’Arno.

SPLENDIDO SPLENDENTE

impresa di pulizie

Ecco i lavori previsti questo mese nel quartiere: PIAZZA ISIDORO DEL LUNGO Sono iniziati a fine maggio i lavori di riqualificazione in piazza Isidoro del Lungo, che coinvolgono anche via Luigi Salvatore Cherubini e parte di via Gustavo Modena. È previsto il rifacimento della segnaletica orizzontale in via Modena e via Cherubini, la realizzazione di un nuovo attraversamento pedonale in piazza Isodoro del Lungo, adiacente alla pista ciclabile e la costruzione nella piazza di nuovi cordonati spartitraffico in granito che sostituiranno quelli attuali prefabbricati. Fino al 23 giugno sono previsti restringimenti di carreggiata. BORGO TEGOLAIO Fino all’8 giugno, Borgo Tegolaio è chiuso nel tratto da via de’ Michelozzi a via Mazzetta, per il montaggio di un ponteggio. Il provvedimento è in vigore nella fascia oraria 8-17. VIALE LAVAGNINI – VIALE STROZZI Saranno effettuati di notte i lavori di messa in sicurezza di tratti deteriorati della carreggiata di viale Spartaco Lavagnini e viale Filippo Strozzi. Nella notte tra il 6 e il 7 giugno, dalle 21 alle 6, verranno chiusi al traffico viale Spartaco Lavagnini - carreggiata in direzione di viale Strozzi - e viale Filippo Strozzi - nel tratto fra l’incrocio con viale Lavagnini e largo Martiri delle Foibe - nelle tre corsie di destra con divieti di sosta con rimozione forzata. I lavori continueranno in viale Strozzi anche nella notte tra l’8 e il 9 giugno, sempre dalle 21 alle 6: previsti restringimenti di carreggiata nel tratto da largo Martiri delle Foibe al sottopasso Strozzi-Belfiore e in quello fra l’incrocio con via Alamanni a circa 20 metri dopo la fine del sottopasso ferroviario Rosselli-Strozzi (lato Fortezza da Basso).

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Giugno 2011

Centro Storico • Porta Romana • San Jacopino

LA NOvItÀ. Ancora in sospeso invece la questione Forte Belvedere e il destino di Sant’Orsola

Cascine, l’anfiteatro riapre i battenti Gianni Carpini

dal 2008, dopo la morte di Veronica Locatelli, la 37enne fiorentina caduta dai bastioni della fortezza. Un fatto di cronaca per cui sta continuando l’iter giudiziario, che ha scatenato le polemiche sulla sicurezza del monumento. Nei mesi scorsi il sindaco Renzi ne aveva annunciato la riapertura entro l’estate, a seguito della messa a norma su cui sta vigilando anche la magistratura. Dopo innumerevoli riunioni tecniche, però, per il Forte uno spiraglio ancora non si vede: la riapertura slitta oltre giugno. Ben più lunghi sono i tempi dell’ex convento di Sant’Orsola, al centro di un recupero voluto dalla Provincia. Qui il progetto vedrebbe sorgere una piscina pubblica, uno spazio espositivo, un auditorium da 150 posti e luoghi per le associazioni. Un disegno messo però a rischio da due incognite: la mancanza dei fondi per il maxi-complesso nei pressi di San Lorenzo e la “caccia” ai resti della Monna Lisa. Proprio nello spazio che secondo il progetto dovrebbe ospitare l’auditorium è partita la ricerca della tomba di Lisa Gherardini, la nobildonna che secondo molti studiosi fu la modella di Leonardo da Vinci per la celebre Gioconda. Un evento che ha catalizzato l’interesse di tv e giornali di tutto il mondo, ma che rischia di ridefinire il progetto dell’ex convento. Nel caso di ritrovamenti di interesse storico-artistico, tutto il piano originario andrà ripensato, forse con l’inserimento di un’area museale. I fiorentini, per ora, dovranno insomma accontentarsi dell’anfiteatro delle Cascine, che riaprirà al pubblico ufficialmente il 16 giugno con un concerto in onore del musicista e giornalista fiorentino Ernesto De Pascale, recentemente scomparso. Altra gradita new entry sarà Torre San Niccolò, per cui continuano i lavori di messa in sicurezza. Già alla fine del mese sarà aperta per visite guidate durante il giorno. Per quelle notturne ci sarà ancora da attendere.

sarà la sede rock dell’estate fiorentina, dopo dieci anni di oblio e il piccolo assaggio della scorsa stagione. A fine mese via alle visite guidate alla Torre san Niccolò

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uio pesto sulla riapertura di Forte Belvedere, mentre dall’altra parte del centro storico la Gioconda mette i bastoni tra le ruote a Sant’Orsola. La città deve ancora attendere per riappropriarsi di due tra i suoi luoghi storici, segnati da vicende totalmente differenti che hanno però portato a un comune destino: la chiusura al pubblico. Due buone notizie però ci sono, e riguardano altrettante strutture simbolo. Una è Torre San Niccolò, dove a fine mese partiranno le visite guidate (per ora solo diurne), mentre il secondo monumento si trova nel cuore delle Cascine. Dopo il piccolo assaggio dell’estate scorsa e dopo dieci anni di assenza dalle scene degli eventi cittadini, l’anfiteatro torna a essere palco di spettacoli ed eventi. Sarà la sede rock dell’Estate Fiorentina. Ma per un luogo che riapre, altri due rimangono chiusi. I battenti di Forte Belvedere sono ormai serrati

l’anFiTeaTro delle

cascine

L’ANNuNcIo

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Le bancarelle potrebbero drasticamente diminuire

San Lorenzo, è rivoluzione?

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na nuova rivoluzione bolle in pentola e riguarda San Lorenzo, il “cuore della fiorentinità”, come lo ha definito lo stesso sindaco Matteo Renzi. Ma l’idea ha già sortito l’effetto di una levata di scudi da parte delle categorie economiche. In sostanza, come ribadito da tempo, il primo cittadino vuole tagliare il numero di bancarelle presenti nel mercato esterno, 246 in tutto. L’idea è quella di togliere un’ottantina di banchi esterni per restituire “dignità alla piazza”. Il progetto di “disboscamento”, come è già stato soprannominato, riguarda in particolare la zona intorno alla Basilica. Nessun blitz, ha però precisato Renzi, assicurando un confronto con i commercianti. Dal canto loro, le categorie economiche sono sul piede di guerra. Molte associazioni di categoria (Anva, Confesercenti, Cna, Felsa Cisl) hanno dato la loro disponibilità a sedersi a un tavolo per affrontare la questione della riorganizzazione. Argomento tabù è però quello dello spostamento di numerose attività in un’altra sede. Tutte le sigle sono con-

uno scorcio del MercaTo

cordi su questo punto e ribadiscono il loro no a un eventuale frazionamento del mercato. Già in passato il sindaco Renzi era intervenuto sulla questione San Lorenzo, puntando il dito sulla scarsa qualità – stando alle sue parole – della merce esposta su alcuni banchi, oltre che sul degrado. Adesso Palazzo Vecchio pensa a una riorganizzazione che potrebbe avvenire tramite due leve. L’amministrazione comunale potrebbe metter mano alle licenze, la maggior parte delle quali scadrà entro fine anno, oppure spostare le bancarelle esi/L.S. stenti in altre zone.


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il giornale del tuo quartiere

IN CIttÀ. Sono circa duecento, attive nei settori più disparati

La Firenze delle associazioni Sara Camaiora

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ono circa duecento, si occupano dei settori più disparati - dal sociale alla cultura, passando per la tutela dell’ambiente, dei lavoratori e dei consumatori, fino allo sport e all’informazione - e si finanziano con donazioni interne o con eventi organizzati ad hoc. Si tratta delle associazioni sparse sul territorio comunale fiorentino, la cui importanza è ormai riconosciuta anche dall’amministrazione che, spesso, si appoggia a loro per molteplici servizi. Alcune sono di vecchia data e rappresentano realtà forti e ben radicate sul territorio: una di queste, per esempio, è la Sms di Rifredi, che vanta ben 125 anni di attività, offrendo ai cittadini una vasta gamma di servizi che spaziano dall’intrattenimento con corsi e possibilità di gioco alle iniziative di carattere politico e sindacale che la contraddistinguono. Una buona fetta delle associazioni fiorentine si occupa ad ampio raggio di volontariato sociale, come conferma l’assessore comunale alle politiche socio-sanitarie Stefania Saccardi. “L’associazionismo è una ricchezza infinita che talvolta però rischia di diventare un limite, rendendo difficile la creazione di una sinergia fra così numerose realtà - fa presente - di fondamentale aiuto per rispondere ai problemi della marginalità è la Caritas, con cui lavoriamo mag-

giormente. Molto fanno anche le associazioni al tavolo dell’inclusione sociale, come il Progetto Arcobaleno, la Ronda della Carità e l’Arci, che tra le tante cose ha creato un centro di accoglienza per lavoratori non comunitari a Ponte a Greve”. C’è anche chi si riunisce condividendo passioni di stampo culturale o filantropico, come la Cooperativa delle Donne, responsabile della libreria omonima, dotata inoltre di un’emeroteca e di un archivio sulla situazione femminile, gli Amici dei Musei o l’associazione Conoscere Firenze, entrambi promotori di svariati eventi. Hanno voluto riunirsi in

un’associazione anche i cicloamatori, per tutelare i propri diritti e trasformare sempre più Firenze in una città ciclabile, come recita il nome da loro scelto. Il fenomeno dell’associazionismo affronta anche situazioni impegnative, a partire da esperienze personali drammatiche dei loro fondatori: emblematica in questo senso è la Fondazione Tommasino Bacciotti, un fondo permanente rivolto allo studio, alla ricerca e alla cura dei tumori celebrali infantili, creato coraggiosamente da due genitori che, proprio a causa di questa malattia, si sono visti strappare il loro piccolo.

IL PUNTO NEL QUARTIERE Alla scoperta delle tante realtà del centro

Dal sociale a... Pinocchio

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manitarie, culturali, alternative: sono queste alcune delle categorie entro cui possono essere classificate le numerose associazioni che hanno sede nel centro storico di Firenze. Tra le associazioni che si occupano del sociale troviamo l’Auser (autogestione di servizi e solidarietà) i cui volontari si prendono cura dei cittadini bisognosi che risiedono nel centro storico, come gli anziani soli, le persone disabili, ma una particolare attenzione è dedicata anche ai pazienti dell’ospedale di Santa Maria Nuova per cui sono organizzate alcune sedute di lettura. I volontari dell’Auser si occupano anche di questioni di interesse pubblico: ad esempio sorvegliano l’archivio storico di SS. Annunziata, permettendo così ai cittadini di poterlo consultare. Per finanziare l’associazione vengono organizzati tornei di burraco o spettacoli teatrali come “Il castigamatti”, messo in scena al teatro Puccini lo scorso aprile dalla compagnia “La combriccola”. Il 30 per cento dei proventi è stato devoluto alle persone bisognose, soprattutto anziani, e Teresa Bartuccio, membro dell’Auser, è lieta di ringraziare la compagnia, il teatro e il pubblico che hanno permesso questo introito, importante per mantenere in attività l’associazione. Il presidente del Quartiere 1, Stefano Marmugi, si è detto “molto orgoglioso di questa associazione che si pone piccoli obbiettivi di grande im-

portanza sociale”. Associazione, continua Marmugi, “a cui rivolgo un ringraziamento particolare per il loro lavoro”. Tra le associazioni culturali, invece, troviamo l’associazione “Pinocchio”: nata da pochi mesi, ha lo scopo di mettere in luce l’importanza del lavoro artigianale - da secoli fiore all’occhiello della nostra città - e della creatività, rivisitata anche con lo scopo di mettere insieme un progetto ad hoc che possa riqualificare il tessuto sociale del quartiere di S. Lorenzo. Ancora una volta è il presidente Stefano Marmugi a sottolinearne l’importanza: “Questa associazione può davvero migliorare il volto di San Lorenzo, anche mirando a obbiettivi ambiziosi”. Ma ci sono anche associazioni che si rivolgono a un pubblico più di nicchia, come

Non mancano gruppi che si rivolgono a un pubblico di nicchia quella Archeosofica, situata sul lungarno Guicciardini. In questa sede è possibile riscoprire le tecniche di pittura bizantina, o conoscere le piante medicinali ed esercitarsi nella preparazione di tisane e infusi. Ma l’obiettivo principale è sempre la ricerca del benessere /G.G. fisico e mentale.

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Giugno 2011

Centro Storico • Porta Romana • San Jacopino

IERI E OGGI. Walter Fanelli, titolare di un negozio in via Pisana e “memoria” del quartiere

La Firenze di “Amici miei” in una bottega Nelle sue parole c’è il ricordo di un passato recente ma già irraggiungibile: “Ma qui cercherò sempre di conservare un po’ dello spirito che ha reso emozionante la mia gioventù” Gaia Grassi cinematografico, bensì la sublimazione di una cultura che animava la vita sociale di Firenze sino alla scorsa generazione. A raccontare, con tono vagamente nostalgico, la quotidianità di un passato recente ma già irraggiungibile è Walter Fanelli, proprietario di un negozio

di frutta e verdura in via Pisana. Fanelli, classe 1956, ha vissuto in prima persona i tempi gloriosi in cui “l’università era la strada e la vita era un gioco”. A quell’epoca il lavoro non era un problema, “tra le persone c’era solidarietà, la porta di casa rimaneva sempre aperta e l’importante era stare tutti insieme”, ricorda Walter. Che continua: “Ci divertivamo giocando a pallone in piazza Pier Vettori e a fare il bagno in Arno”. Attraverso le sue parole, la zona del “Pignone” rivendica una sorta di paternità di quel tessuto sociale e culturale che ha fatto epoca a Firenze, e forse non è un caso che proprio lì, e nella fattispecie proprio davanti al suo negozio, sorgesse, sino al 1989, il noto cinema Universale d’essai, luogo d’incontro e di confronto per i giovani fiorentini di ogni estrazione sociale. Fanelli considera la sua gioventù un patrimonio, passata in un “circolino” che riuniva un gran numero di personaggi dalla battuta facile: all’ordine del giorno erano gli scherzi, di tutti i tipi ma, i preferiti, erano senz’altro quelli “colori-

ti”. “Il ‘meccanismo’ dello scherzo scattava magari quando si vedeva passare un personaggio ‘strano’ che diventava immediatamente una vittima – racconta Walter - e non faceva differenza la sua capacità di stare al gioco o meno, per noi questi momenti erano esilaranti, non facevamo male a nessuno e ci facevano sentire uniti”. Il rammarico più grande, per lui, è rendersi conto che i suoi figli non avranno la stessa possibilità di sentirsi parte di qualcosa di così speciale: “Adesso i giovani si fidanzano su internet, il lavoro è un problema e Firenze assomiglia più a una vetrina che alla

viva città di un tempo”. Insomma, la sensazione è che adesso, nonostante ci siano molti più aspetti della vita da sdrammatizzare, ci sia molta meno voglia o possibilità di farlo. Se chiediamo a Walter cosa è cambiato così profondamente da rendere impossibile il recupero dello spirito di un tempo, ci risponde che un ciclo, semplicemente, si è chiuso: siamo meno sereni, ci dobbiamo sempre preoccupare delle persone con cui abbiamo a che fare, “ma nella mia bottega cercherò sempre di conservare un po’ dello spirito che ha reso tanto emozionante la mia gioventù”, conclude.

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hi non ricorda lo spirito goliardico “protagonista” del celeberrimo film “Amici miei” di Mario Monicelli? Ebbene, questo spirito, rappresentato in modo geniale dal grande regista, non è una invenzione ex novo per un soggetto


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Giugno 2011

dOSSIeR/1. Il taglio degli incentivi potrebbe penalizzare l’occupazione “verde”

Rinnovabili, a rischio ventimila posti La nostra è una regione in cui le energie alternative vanno forte: basti pensare che una lampadina su quattro si accende grazie alla geotermia e che nei primi mesi dell’anno sono stati 3.200 gli impianti fotovoltaici allacciati alla rete Enel Antonio Passanese

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arliamoci chiaro: se vogliamo evitare catastrofi ambientali come Fukushima e Chernobyl, solo per citare le più note e le più vicine temporalmente, ci restano poche strade da seguire. Il fronte del nucleare a tutti i costi sembra spaccato. C’è chi chiede tempo e c’è chi invece ancora ritiene l’energia atomica l’unica ipotesi per una presunta indipendenza energetica. Le fonti fossili (petrolio, carbone e gas naturale) che asfissiano il nostro pianeta non sono eterne. E allora perché non puntare sulle energie rinnovabili? Perché non sfruttare risorse inestinguibili come il mare, il vento, il sole? Prendiamo ad esempio la geotermia: in Toscana, ogni anno si producono ben cinque milioni di kilowattora, che coprono il 25 per cento del fabbisogno regionale di elettricità. In questo modo, fanno sapere da Enel, si possono risparmiare oltre un milione di tonnellate di petrolio ed evitare l´emissione di quasi quattro milioni di tonnellate di anidride carbonica nell’aria. Potremmo dire che una lampadina su quattro, nella nostra regione, si accende grazie alla geotermia. Sulle energie rinnovabili, in Italia, hanno investito 85mila imprese con 150mila addetti. Un settore

in controtendenza, che cresce, nonostante la crisi. E il Granducato, più di altri, sembra essere molto sensibile a questo tipo di argomenti. Lo evidenzia un dato significativo: i 3.200 nuovi impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili - che Enel ha connesso alla rete elettrica nel primo quadrimestre del 2011 - fanno registrare una crescita degli impianti a emissione zero del 110 per cento. L’inaspettata batosta è arrivata però con il decreto dello scorso 3 marzo, definito da più parti “sciagurato” perché, con il taglio degli incentivi per chi decide di non inquinare, di fatto, si blocca il lavoro delle aziende del comparto. In Toscana sono almeno 20mila i posti in pericolo per chi si occupa di fotovoltaico, pannelli solari e certificazione energetica degli edifici. A pagare le conseguenze

di questa scelta, contro la quale anche il ministro Prestigiacomo aveva minacciato le dimissioni, dunque, sono soprattutto le imprese che hanno perso fior di commesse. La novità, sotto il cielo della politica, è il decreto Romani del 5 maggio, che però sembra non abbia risolto nulla. Anzi, denunciano le confederazioni dell’artigianato e le Pmi, “restano ancora a rischio gli investimenti futuri e l’occupazione”. La situazione è così grave che 150 aziende, il giorno in cui è stato firmato il nuovo decreto sugli incentivi, hanno annunciato che promuoveranno un’azione legale attraverso l’associazione “Sos Rinnovabili”. Intanto, il Consorzio agrario di Firenze punta all’autosufficienza energetica. Un investimento di 400mila euro che guarda al futuro dell’agricoltura e delle imprese agricole della Valdelsa. “L’agricoltura guarda alle rinnovabili con molto interesse e attenzione – spiega Carlo Alberto Zanieri, presidente del Consorzio – chi fa agricoltura è il primo soggetto impegnato nella sostenibilità e nella tutela del nostro ambiente. Gli imprenditori agricoli faranno la loro parte, e il Consorzio agrario potrà essere di stimolo”.

Centocinquanta aziende hanno annunciato che promuoveranno un’azione legale

VADEMEcuM A coloro che decidono di attrezzarsi “in proprio” occorrono qualche spesa iniziale e un po’ di pazienza

E per chi vuole “far da sé” circa undicimila euro per partire

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eniamo al pratico. Gli esperti che abbiamo intervistato sulle rinnovabili ci hanno fornito alcuni spunti di riflessione e di discussione. Ora dovrebbe esserci chiaro cosa sta succedendo a livello legislativo. Ma se il signor Rossi decidesse di installare un impianto fotovoltaico, a chi dovrebbe rivolgersi, quali requisiti dovrebbe avere l’immobile e, soprattutto, quanto andrebbe a spendere? Dunque, se la famiglia del signor Rossi non ha particolari esigenze energetiche potrà montare un impianto da 3 kwp (chilowatt picco) che si aggira attorno agli undicimila euro. A questa somma bisognerà aggiungere mille euro di pro-

getto e tenuta rapporti con Enel e Gse. Naturalmente, per avere tutte le garanzie del caso, perché la truffa è sempre dietro l’angolo, meglio rivolgersi a una ditta che sia abilitata alla lettera A del Dm 37/09 (per fugare ogni dubbio è possibile una verifica presso la Camera di commercio). L’azienda, quindi, invierà una richiesta all’Enel (che per aprire la pratica prende 120 euro) che avrà un mese per effettuare un sopralluogo. Se tutto sarà in regola, per l’allaccio bisognerà versare altri 120 euro e attendere ulteriori 30 giorni. I tempi di formalizzazione del contratto con il Gse, però, sono abbastanza lunghi. Possono volerci

anche 6 mesi, l’importante è che il signor Rossi, dalla data di allacciamento, conti i kw prodotti così da ottenere il rimborso degli arretrati. Ah, giusto. L’immobile naturalmente deve essere dotato di una falda o di una pensilina (possibilmente a sud) dove poter appoggiare i moduli. Se l’esposizione è a est o a ovest, per esempio, potrebbe esserci una “perdita di efficienza” di circa il dieci per cento. E se Rossi abita in un condominio? L’ideale sarebbe un impianto per i consumi comuni (come si fa per ascensore, illuminazione e autoclave), ricordando che, per /A.P. sviluppare 3kwp, servono 24 metri quadrati.

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dOSSIeR/2. Parla Maurizio Barsottini, presidente di Cna installazione e impianti Toscana

“Un provvedimento che scontenta tutti” Il decreto Romani ha messo in crisi il settore e 4 miliardi di euro di investimenti sono ora sospesi nell’incertezza: “Non credo che ci saranno conseguenze sulle tariffe fino al 2012, ma così non va” Antonio Passanese

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el settore delle energie rinnovabili serpeggia malumore e incertezza per quello che sarà il futuro. Il comparto, e soprattutto il fotovoltaico, ha rappresentato per centinaia di aziende toscane l’ancora di salvezza e la garanzia di occupazione in un mercato che soffre per la consolidata crisi economica. Maurizio Barsottini, presidente di Cna installazione e impianti Toscana, è in prima linea per difendere tutti quegli imprenditori che hanno coraggiosamente investito sulle energie alternative e che oggi sono a un passo dal baratro. Presidente, cosa cambia nelle rinnovabili alla luce del nuovo decreto Romani? La flessibilità e la duttilità ad adeguarsi alla nuova richiesta è una caratteristica dei miei rappresentati, e con rapidità estrema è stata messa in atto una riconversione dell’operato per dare risposta a una domanda nuova. Ma ciò non avviene se non c’è una prospettiva di mercato seria. Molte delle nostre aziende si sono impegnate, hanno investito: ci hanno costruito le fondamenta del proprio castello. Il ministro Romani, con l’arroganza tipica di qualche decennio fa, ha emesso un provvedimento che ha la caratteristica, credo unica, di scontentare tutti. Dai sindacati dei lavoratori alle associazioni di categoria, alle

regioni e alle commissioni parlamentari. Dove c’era un aspetto non politico, in quanto contestato sia da destra che da sinistra, ma una semplice valutazione dei fatti, fatta in maniera scientifica. Come se il problema fosse il rispetto del diritto... Proprio così. Lo Stato italiano, il 6 agosto 2010, con lo stesso Ministero che oggi lo ha affossato, ha sottoscritto un “contratto” con il mondo dell’imprenditoria, con gli istituti di credito, con i cittadini. Il ministro Romani unilateralmente lo ha modificato lasciando centinaia di aziende in difficoltà, 4 miliardi di euro di investimenti in corso appesi all’umore di questo signore, l’1 per cento del Pil nazionale. Credo che il decreto subirà successive modifiche per gli aspetti costituzionali. I fondi di investimento stranieri si sono già appellati ai tribunali internazionali: l’effetto della retroattività di un provvedimento in uno stato di diritto non credo possa passare. E per quanto riguarda le tariffe? Non credo che questo sia un problema, almeno fino a tutto il 2012. Il mercato saprà adeguarsi. Stiamo a vedere, ma così non va, soprattutto perché in questa conformazione non esiste una certezza della tariffa su cui si ricadrà. E quale banca, mi chiedo, potrà dare fiducia a questo mercato?

focus Oggi sono quasi dodicimila le famiglie del granducato che hanno scelto questa strada: 1.666 solo a Firenze

“Ma per i piccoli impianti privati di fatto non cambierà molto”

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nvestire nel fotovoltaico conviene. Attualmente si può arrivare a una resa attorno al 10 per cento, ma la cosa, stranamente, non è risaputa come ci si aspetterebbe. Nella nostra regione quasi 12mila famiglie hanno scelto l’energia pulita, 1.666 solo a Firenze. Il decreto firmato a inizio maggio dal ministro Romani, di fatto, non cambia la situazione per i privati che vogliono utilizzare le energie rinnovabili. Qualche problema invece lo riscontreranno coloro che voglio realizzare grandi impianti fotovoltaici. “A un leggero calo delle tariffe incentivanti – spiega Rino Capezzuoli di Toscana Ener-

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gie Rinnovabili – che, in alcuni casi particolari, aumentano, corrisponde un relativo calo del prezzo dei materiali usati. L’incertezza che ha preceduto l’uscita del nuovo decreto ha significato il blocco delle prospettive di attività per circa due mesi con riflessi evidenti soprattutto sulle piccole imprese del settore”. E infatti, negli ultimi mesi, dubbi e perplessità in merito agli incentivi hanno preso il sopravvento. “La realtà, decreto alla mano, è un’altra. Non è cambiato quasi nulla, soprattutto per coloro che vorranno realizzare impianti di autoconsumo”, che oltretutto restano i più favoriti. Da ri-

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cordare che le detrazioni sono valide per venti anni “e restano costanti dal momento in cui l’impianto entra in funzione. La stessa cosa non si può dire dell’energia elettrica che aumenta costantemente di prezzo”. Partendo, dunque, da queste considerazioni si comprendono le ragioni della decisione della Regione Toscana, che ha scelto di limitare i permessi per le “distese” di pannelli fotovoltaici. Meglio, infatti, sarebbe utilizzare i tetti delle nostre case, specialmente quelli ancora coperti da amianto, che godono di un incentivo di 5 centesimi /A.P. di euro per ogni chilowattora prodotto.

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Giugno 2011

AMBIeNte. Entro dicembre verranno installati altri 14 fontanelli in sette comuni della provincia

I “rubinetti di tutti” aumentano ancora solo nei primi tre mesi del 2011 hanno erogato oltre tre milioni di litri nelle zone coperte da Publiacqua, con picchi a firenze e Pistoia. E negli ultimi cinque anni è cresciuto il numero di persone che sceglie la fonte domestica e dice addio alle bottiglie Benedetta Strappi

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ome quando, tanto tempo fa, l’acqua si andava a prendere al pozzo. Magari non succedeva nel centro di Firenze, magari è passato talmente tanto tempo che il “c’era una volta” non regge più. Sta di fatto che i fontanelli che distribuiscono acqua gratuita (quella cosiddetta “del sindaco”) hanno qualcosa della tradizione, quella che sapeva fare a meno degli imballaggi, cucita addosso a un mondo in cui l’inquinamento ancora non era che uno spettro di là da venire. Piacciono i fontanelli, e piacciono talmente tanto che, solo nei primi tre mesi del 2011, hanno erogato oltre tre milioni di litri d’acqua nel territorio coperto da Publiacqua. Giusto per fare un esempio: solo dalla fonte dell’Albereta, da cui sgorga acqua frizzante, nello stesso trimestre sono piovuti oltre 360mila litri di acqua con le bollicine. E ora stanno per arrivare nuovi fontanelli: entro dicembre ne saranno installati altri 14, che andranno a fornire i cittadini di sette comuni della provincia fiorentina (Fiesole, Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Lastra a Signa, Signa e Impruneta). La realizzazione di questi nuovi 14 fontanelli avrà un costo complessivo di 560mila euro, dei quali 392mila finanziati dalla Provincia, 144mila da Publiacqua e 24mila dal Comune di Fiesole. E che i cari vecchi rubinetti siano tornati a piacere lo raccontano i dati: negli ultimi 5 anni più di un terzo della popolazione (37 per cento) dell’area Publiacqua beve regolarmente “acqua di casa”, con un aumento di oltre 16 punti percentuali. Trattasi cioè di oltre 201.600 cittadini: circa 80.600 famiglie (considerando – con un po’ di fantasia – che una famiglia media sia formata da due persone e mezzo). La scelta di questo plotone di persone ha portato al risparmio di 40.320 metri cubi di acqua imbottigliata, con un risparmio economico che va dai 12 ai 20 milioni di euro (a seconda di un costo per litro stimato in 30, 40 o 50 centesimi) e che, in soldoni, per ogni famiglia spazia dai 150 ai 250 euro l’anno. “Abbiamo sperimentato con successo il sistema dei fontanelli – sottolinea il presidente di Publiacqua Erasmo D’Angelis - con accessi record a Firenze e a Pistoia, e andiamo avanti convintamente su questa strada. Non per niente nel Piano d’ambito ne è prevista l’installazione di altri

Un risparmio economico da 150 a 250 euro per ogni famiglia

74 in tutti i comuni del nostro territorio, con un investimento complessivo di un milione e 260mila euro. Un impegno importante attraverso cui Publiacqua lancia tre messaggi positivi: si può risparmiare sui costi per l’acquisto di acque minerali che sono rilevanti; si possono ridurre i rifiuti e i trasporti; si può tranquillamente bere l’acqua del rubinetto controllata giornalmente, di ottima qualità e tra le migliori d’Italia”.

IN AGENDA Urne aperte su temi caldi

Referendum, il 12 e 13 si vota

A

uno dei FonTanelli GiÀ aTTivi

(FoTo

di

Giuseppe della Maria)

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rriva il “referendum day”: gli italiani sono chiamati a dire la loro su privatizzazione dell’acqua, energia nucleare e legittimo impedimento. Le date sono quelle del 12 e 13 giugno, il numero di quesiti (salvo novità dell’ultim’ora, a rischio potrebbero essere i quesiti su nucleare e acqua, su cui mentre Il Reporter va in stampa è chiamata a esprimersi la Cassazione) è quattro. È un referendum di tipo abrogativo: mettendo una croce sul sì si esprimerà la volontà di cambiare le leggi approvate, scegliendo il no si lascerà tutto come ora. I primi due quesiti (scheda rossa e scheda gialla) hanno a che fare con l’acqua pubblica. Il primo riguarda le modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica e chiede l’abrogazione dell’articolo secondo cui la gestione del servizio idrico può essere affidata a privati. Il secondo quesito riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato: in base alla normativa vigente, ad oggi, i gestori possono caricare sulla bolletta anche il 7 per cento in più senza reinvestire questa quota in migliorie sulla rete. Il terzo quesito (scheda grigia) riguarda il nucleare, e la costruzione di nuove centrali. Anche in questo caso un sì “vale” un no, ed equivale a bloccare la costruzione di nuovi siti in Italia. Il quarto quesito (scheda verde chiaro) riguarda la giustizia, e chiede l’abrogazione di quella parte di articolo conosciuta come “legittimo impedimento” e che riguarda le “disposizioni in materia di impedimento del Presidente del Consiglio e dei Ministri a comparire in udienza penale”. I seggi saranno aperti dalle 8 alle 22 di domenica 12 e dalle 7 alle 15 di lunedì 13 giugno. Per votare occorrono un documento di riconoscimento e la tessera elettorale: chi l’avesse smarrita può richiederne un duplicato agli uffici elettorali del Comune di Firenze.

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Giugno 2011

eStAte/1. Brutta sorpresa per gli scooteristi, banditi dall’area che va dalla stazione a Santa Croce

Ztl estiva, fino a settembre passi chi può La zona a traffico limitato copre più o meno lo stesso perimetro

Giuditta Boeti

dell’anno scorso, ma nella “area rossa” è proibito il transito

D

anche alle due ruote. E da agosto arriveranno nuove restrizioni per i professionisti e per i veicoli commerciali di trasporto merci

urerà fino al 25 settembre, ogni giovedì, venerdì e sabato dalle 23 alle 3 del mattino successivo. Stiamo parlando della ztl estiva, il provvedimento tanto atteso dai residenti del centro storico disturbati dal rumore e dalla movida. Le aree soggette a limitazioni del traffico sono due: una più ampia con deroghe per una serie di

L’INTERVIsTA Giampiero Maracchi (Cnr)

Meteo, clima pazzo in vista

S

un varco della zTl noTTurna

(FoTo

di

Giuseppe della Maria)

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econdo il Noaa (l’Ente nazionale statunitense per gli oceani e l’atmosfera) quella alle porte sarà un’estate più fresca e leggermente più piovosa rispetto alla norma stagionale. Ma c’è chi invita alla prudenza ed evita previsioni di lunga scadenza. “Bisogna avere cautela perché le supposizioni stagionali hanno un’attendibilità modesta, basandosi su considerazioni di grande scala” spiega il direttore dell’Ibimet-Cnr Giampiero Maracchi. Quel che è certo è che “anche quest’anno non mancheranno ondate di calore alternate ad abbassamenti improvvisi di temperatura”, annuncia l’esperto. Ma cos’è che causa questi sbalzi climatici così evidenti? “La risposta sta nella mutazione della circolazione delle correnti d’aria che non si muovono più da est a ovest, come avveniva fino a qualche anno fa, ma provengono da nord a sud. Il risultato è che l’incontro dell’area calda proveniente dal meridione con quella fredda proveniente dal settentrione provoca perturbazioni”. “Più in generale – aggiunge il climatologo del Cnr – si prospetta un’alternanza di periodi caldi a periodi piovosi e leggermente più freschi. Ormai siamo abituati a piogge sempre più frequenti e soprattutto più intense, a rovesci improvvisi o a eventi come cicloni e inondazioni. Tutte queste alterazioni climatiche non sono altro che l’effetto dell’inquinamento prodotto dall’energia sia a livello mondiale che, in particolare, nel Mediterraneo, e la Toscana non è esclusa da questa logica”. Insomma, pur se è difficile fare previsioni certe, il climatologo Maracchi crede “che l’ondata di calore avuta a maggio potrebbe significare che le masse d’aria calda arriveranno ancora più a nord, e l’estate afosa per una volta sarà nel Nord Europa, mentre da noi, ma è solo un’ipotesi, potremmo avere una /G.B. stagione temperata”.

veicoli, tra cui gli scooter, l’altra più ristretta dove i divieti sono più rigidi. Ai varchi della ztl sono in funzione, come sempre, le porte telematiche collocate agli accessi, e quindi anche i display luminosi. Negli altri ingressi è invece collocata la necessaria segnaletica. L’area interessata dal divieto di transito è sostanzialmente quella dello scorso anno. Nell’area “blu” della Ztl notte, quella più ampia che abbraccia anche Oltrarno e le zone di Porta al Prato e piazza d’Azeglio, potranno circolare anche i motorini. Ma i divieti diventano più rigidi per quanto riguarda l’area “rossa”, quella che va dalla stazione a Santa Croce: qui il divieto di transito è pressoché totale, scooter compresi. Una corsia speciale rimane però aperta (con accesso da via Alfieri) per raggiungere l’ospedale di Santa Maria Nuova, a patto che poi si seguano le istruzioni per inserire nella “lista bianca” la targa della propria auto ed evitare così di ricevere la multa. Intanto, dal primo agosto il Comune ha deciso di limitare ulteriormente l’accesso alla zona a traffico limitato ai professionisti e ai veicoli commerciali di trasporto merci. L’ingresso nella ztl sarà vietato dalle 6,30 del mattino (prima era vietato dalle le 7,30), con l’obiettivo di ridurre di almeno il 15 per cento i 53.132 permessi per il transito nella zona a traffico limitato rilasciati fino a questo momento. La giunta comunale ha infatti alzato le barriere della ztl che vanta il titolo di “ztl più grande d’Europa”, che rischia di diventare ora la più severa e la più costosa. In particolare, sono diciannove le categorie coinvolte, tra le quali banche, consolati, rappresentanti politici e veicoli a tre ruote, che dovranno restare fuori dal centro, mentre chi ha un garage (hotel compresi) all’interno della ztl non potrà più avere telepass da consegnare ai clienti abituali: ogni ingresso dovrà essere autorizzato esclusivamente tramite il collegamento con il portale del Comune entro un’ora dal transito, sborsando 1 euro per ogni ingresso. Stessa cosa per autofficine, autonoleggi e artigiani chiamati per le riparazioni d’urgenza, che dovranno adeguarsi a questa “tassa”. I veicoli adibiti al trasporto merci dovranno essere autorizzati singolarmente ma avranno l’obbligo di uscire dalla Ztl entro le 9 del mattino. Infine, i medici non convenzionati col sistema sanitario dovranno dotarsi di un permesso temporaneo gratuito per ogni visita a domicilio. Ogni deroga alle nuove regole sarà decisa per casi particolari dal sindaco.

L’obiettivo è quello di ridurre del 15 per cento gli attuali permessi

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eStAte/2. Durante l’inverno molte sale hanno chiuso i battenti. Ora arrivano gli spazi all’aperto

Arene, scatta l’ora dei film sotto le stelle Serena Wiedenstritt

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estate i cinema chiudono e non solo per ferie. Aumentano infatti a Firenze i casi di sale che all’arrivare della primavera dichiarano di non farcela più, per gli introiti che non coprono i costi, o decidono di puntare su nuovi orizzonti, magari anche per vecchie questioni legate a fallimenti illustri. Sta di fatto che per il fiorentino che la sera sceglie, o meglio avrebbe scelto, di andare al cinema, i tamburini dei giornali sono desolanti. L’elenco può iniziare dal cinema Colonna sul lungarno Ferrucci, che la scorsa estate aveva chiuso per ferie senza riaprire all’inizio della stagione successiva, per continuare con Fiamma, Principe, Spazio Uno e Variety: tutte sale che risultano chiuse, e non è solo una questione di temperature che si stanno alzando. Non si tratta insomma della solita alternanza estiva con le arene, che apriranno verso la metà di questo mese. Come se non bastasse, le nuove chiusure si aggiungono alla lista di sale storiche che nel tempo hanno tirato giù i battenti -

tanto per citarne alcuni Eolo, Ciak, Excelsior e Manzoni, per non parlare del Gambrinus - lasciando la città a secco di cinema, mentre a livello di amministrazione comunale continua il dibattito sui multisala, con un’attenzione tutta particolare per quello di Novoli. Riguardo alle chiusure più recenti, quelle di Principe e Fiamma, le incertezze sono numerose. Lo stop alla programmazione a fine aprile è stato deciso dal liquidatore dell’immobiliare Veronica 84 srl del gruppo Cecchi Gori e il futuro delle due sale è in bilico. Come sempre, quando si affronta il tema dei cinema, il problema principale è quello della destinazione d’uso che vincola gli spazi a un utilizzo cinematograficoculturale. Nello specifico questo vincolo riguarda la sala del Principe, ma non il Fiamma. Quanto al Variety, la chiusura risale al 30 gennaio scorso. La motivazione non era dovuta agli scarsi incassi, ma alla scadenza del contratto d’affitto. Per questo, molti cittadini si erano messi in moto per tentare di salvare la sala che, diventata famosa

Per le serate della bella stagione le opportunità non mancano: tornano il chiardiluna, gli schermi di campo di Marte e quello del Poggetto a Rifredi

fAI-dA-te. Impianti per tutte le tasche. O quasi

C’è anche la versione domestica

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l divano di casa, i popcorn appena scoppiati nel microonde e l’effetto cinema. Quasi per tutte le tasche. Vivere emozioni da sala cinematografica senza bisogno di uscire di casa è tutta una questione di suono. Quanto ai costi, si varia da meno di 200 euro per un sistema che assomiglia alla magia del cinema a circa 1.000-1.300 euro per assicurarsi la qualità del grande schermo. Ma non c’entrano solo gli impianti. Certo che conta il numero di casse. Lo spiegano bene gli esperti: decisamente meglio il sistema 5.1, che tradotto significa cinque altoparlanti (tre anteriori e due posteriori) e un subwoofer (per i suoni più bassi) della soluzione 2.1, che non comprende le casse posteriori. Ma molto si gioca anche sull’ambiente scelto per portarsi l’effetto cinema a casa. Si deve infatti stare attenti a come si posizionano le casse per essere davvero avvolti dal suono. A volte la magia viene meno semplicemente a causa di ostacoli come mobili, tappeti, tende e sofà che incidono sulla propagazione del suono. L’accortezza in questo caso è regolare il volume di ogni singolo canale per riequilibrare distanze e superare eventuali ostacoli. Per chi poi non vuole perdersi a intrecciare (e soprattutto nascondere) i cavi, spendendo qualcosa in più si possono acquistare ottime casse wireless che

semplificano le operazioni di montaggio e l’organizzazione della stanza. Sistemato il suono, eccoci alla questione dello schermo. Anche se per “home theater” si intende principalmente il suono avvolgente, non si può trascurare l’immagine. In questo caso è da tenere presente la dimensione della stanza, che deve essere commisurata ai pollici dello schermo. Se si intende guardare la tv – o il cinema – da un metro e 80 cm di distanza va benissimo un 32 pollici (dal costo medio di 600 euro), mentre i 40 sono consigliati per chi si posiziona a 2,5 metri. Si spende così sui 900 euro. Infine, c’è l’opzione 3D. Non solo portarsi a casa il cinema, ma anche le tre dimensioni: in questo caso la spesa fra schermo, lettore dvd ad hoc e occhialini /S.W. sale sopra i 1.600 euro.

negli anni Ottanta per aver ospitato le performance di Moana Pozzi, era diventata dal 2001 uno dei multisala più frequentati della città, in un’area dove la scelta per chi vuole andare al cinema è piuttosto limitata. Ma il “potere del mattone” per ora ha vinto, e pare che si prospetti, al posto del cinema, l’ipotesi edilizia residenziale. Proprio come sta

accadendo nei locali dell’Apollo di via Nazionale, che a breve tornerà a nuova vita, ma senza sale. Ma con l’estate che si avvicina tanto vale consolarsi con le arene estive, che si apprestano a riaprire per riproporre i successi della passata stagione e qualche anteprima. Per i prossimi mesi riparte la programmazione della storica arena Chiardilu-

na in via Monte Oliveto, delle arene di Campo di Marte, accanto al Mandela Forum, con i due spazi per l’essai nella piccola e il grande pubblico nell’arena grande, e lo spazio del Poggetto a Rifredi. Insomma, (almeno) d’estate, in fondo, da Firenze sud a Firenze nord si può continuare a sognare davanti al grande schermo.


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eStAte/3. Il sole torna ad arrostire Firenze e le opportunità per vivere il suo fiume non mancano

Pesca, sport e tintarella lungo l’Arno focus

Per chi ha voglia di godersi a pieno

Ha riaperto anche il BSide

Santa Rosa, il giardino pronto a un nuovo look

le rive del corso d’acqua non c’è che

I

l’imbarazzo della scelta: spiaggetta per i più pigri, giri in bici e lancio dell’amo per i più attivi Antonio Rettura

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on l’arrivo delle giornate calde si intensifica la vita sulle sponde dell’Arno: sono molti i fiorentini che nella stagione estiva scelgono i luoghi sulle rive del fiume per il loro tempo libero. Si può prendere il sole, trovare un po’ di fresco, praticare sport, pescare o sorseggiare una bevanda alla sera nei luoghi di ritrovo lungo il corso d’acqua. Il tratto di riva che attraversa il parco delle Cascine è uno dei più frequentati: qui è possibile sia rilassarsi all’ombra degli alberi, sia prendere la tintarella. Gli argini di cemento all’altezza della “cascata” sono inclinati al punto giusto da diventare una sorta di sedia sdraio per chi cerca un po’ di relax al sole, magari leggendo un libro, con lo scroscio dell’acqua in sottofondo e la brezza rinfrescante. Gli sportivi, invece, possono praticare jogging o pedalare in mountain-bike lungo il percorso sterrato che costeggia il fiume, dal tratto di fronte alla piazza delle Cascine verso ponte all’Indiano. Per chi preferisce rilassarsi sulla sabbia, c’è la spiaggetta sull’Arno davanti alla torre di San Niccolò. Il colpo d’occhio è molto caratteristico: un angolo di sabbia chiara con la torre di Palazzo Vecchio sullo sfondo. Tra i ragazzi in costume a prendere il sole c’è chi vorrebbe più cura nella pulizia e maggiori servizi per i frequentatori della spiaggetta. Qualcuno, per gradire, riferisce anche l’avvistamento di qualche nutria, i grossi roditori di origine sudamericana che ormai fanno parte dell’habitat dell’Ar-

no. Anche la pescaia del lungarno Soderini, più spartana e raccolta, è meta degli amanti dell’abbronzatura, tra cui molti stranieri. Nel periodo estivo, solitamente a partire da fine giugno, in questi luoghi si svolgono anche manifestazioni serali che attirano numerosi giovani. Tra le attività che si svolgono nel tratto cittadino dell’Arno c’è anche la pesca sportiva. Molti appassionati si ritrovano lungo le rive per praticare questo hobby il cui obiettivo, ovviamente, non è quello di riempire la padella a fine giornata. Lo spirito è quello di stare a contatto con la natura, “sfidare” i pesci, catturarli e rilasciarli in acqua. E magari, prima di liberarli, scattare una foto agli esemplari degni

di essere immortalati. I giovani che desiderano avvicinarsi a questo sport possono anche frequentare alcuni corsi gratuiti per imparare le tecniche di pesca. Le associazioni Arci Pesca Fisa e Fipsas, con il contributo della Regione Toscana e della Provincia di Firenze, hanno infatti istituito la scuola di pesca nell’Arno fiorentino, aperta ai ragazzi fino a 16 anni. Durante i corsi, oltre alle lezioni di pesca pratica, sono previsti momenti di formazione sull’ecologia fluviale, sulle specie ittiche e sul rispetto dell’ambiente. Per i fiorentini l’Arno è stato sempre così: da un lato un pericolo, ma dall’altro una grande risorsa che ha reso grande il capoluogo toscano.

diecimila metri quadrati del giardino di lungarno Santa Rosa si fanno belli. Sono infatti partiti i lavori di restyling dell’area verde che va da piazza Gaddi al Torrino di Santa Rosa. E ora, all’orizzonte, ci sono quattro mesi di interventi (con un costo complessivo di 315mila euro) che porteranno alla riqualificazione dell’area, sollecitata a più riprese dagli stessi residenti. Il progetto prevede il ripristino e la recinzione dell’area ludica, con l’inserimento di giochi nuovi, l’installazione di un fontanello di acqua di alta qualità e il potenziamento dell’impianto di illuminazione. Ma verranno fatti aggiustamenti anche al verde della “rive gauche” del lungarno, con l’abbattimento (necessario) di alcuni alberi malati e il reimpianto di sostituti in numero superiore. Si tratta essenzialmente di platani e bagolari, che già popolano quell’area e che ora si candidano ad aumentare ancora, a degna cornice del percorso pedonale che attraversa tutta l’area. In questo modo, il giardino dovrebbe tornare a vita nuova, e superare quei problemi che, a cadenze regolari, in passato hanno reso necessari gli interventi di polizia e Caritas. Ma il Comune ha presentato anche uno studio di fattibilità per trasformare l’ex gasometro di via dell’Anconella in uno spazio polivalente con ristorante, piscina, palestra, uffici e area bambini: la gara potrebbe partire nel 2012. E, nel frattempo, il lungarno Santa Rosa si è ripreso anche un altro pezzettino: a metà maggio ha infatti inaugurato la stagione estiva il BSide, locale all’aperto (anzi, come direbbero i signori della notte, “lounge garden”) tutto luci e atmosfere, adatto ai cultori della notte di San Frediano. Gli ingredienti, al solito, sono musica e cocktail da sorseggiare al fresco dei divanetti, veduta dell’Arno /G.R. d’argento inclusa.

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eStAte/4. Gli impianti aperti al pubblico sono tanti: alcuni famosissimi, altri un po’ meno

...e piscine di lusso per i più esigenti La costoli e le Pavoniere sono tra le più note, ma ci sono anche strutture più di nicchia: spesso, come Holiday Inn e Villa Le Rondini, sono annesse agli alberghi. Ma accessibili a tutti Rosaria Zanieri

C

on l’arrivo delle prime giornate estive cresce la voglia di mare, ma non sempre è possibile abbandonare la città per dirigersi verso le più vicine località costiere. Come fare, quindi, per allietare le calde giornate estive di chi è costretto a rimanere a Firenze? Non rimane che una soluzione: la piscina. In città, accanto alle strutture più conosciute e frequentate, si affiancano impianti meno noti ma forse più interessanti e curiosi, anche solo per la loro collocazione geografica. E allora vale la pena fare un piccolo viaggio per conoscere le possibili alternative alle piscine cittadine più affollate durante il periodo estivo, quali ad esempio la Costoli (dove, tra l’altro, quest’anno il giovedì pomeriggio di luglio e agosto si entrerà gratis se la sera prima si è partecipato a uno degli eventi serali). Un impianto rinomato, e sicuramente tra i più conosciuti e amati dai turisti e dagli stessi fiorentini, è quello delle Pavoniere. Ristrutturata in anni recenti, la piscina è immersa nell’ombra degli alberi secolari del parco delle Cascine, e offre varie opportunità a chi vuol divertirsi nelle diverse ore del giorno. Consentendo l’accesso anche in orario serale (dalle 20 all’una e mezza) è divenuta un riconosciuto punto di incontro dove trascorrere serate con amici, grazie anche al ristorante-pizzeria e al bar. Nella zona di via Bolognese si trova invece l’hotel Villa Le Rondini, che dal primo giugno apre la sua piscina anche a chi non soggiorna nelle sue stanze. La posizione della villa è sicuramente molto suggestiva. È, infatti, situata sulle prime colline fiorentine, immersa in un parco di ulivi e macchia mediterranea, ed è carat-

terizzata da una vista sul panorama cittadino degna di nota. La piscina chiude il 30 settembre e, tempo permettendo, è possibile accedervi tutti i giorni dalle 10 alle 19. L’Holiday Inn di viale Europa è un altro albergo che apre la sua piscina al pubblico durante la stagione estiva. La struttura, oltre agli ingressi giornalieri, offre varie tipologie di accesso che vanno dalla mezza giornata agli abbonamenti con 10 o 30 ingressi. La sera, inoltre, è possibile cenare a bordo vasca. L’apertura al pubblico ha inizio, anche in questo caso, dal primo giugno e, per tutta la stagione, sarà possibile nuotare nella piscina tutti i giorni dalle 10 alle 19. Per chi punta a un ambiente più ricercato, il Golf Club Ugolino, a Grassina, apre la propria piscina a frequentatori occasionali. La

Anche il Golf Club Ugolino, “classe” 1933, apre ai bagnanti occasionali struttura è immersa in un ambiente assolutamente ricco dei segni di quella storia che è passata tra le sue stanze. L’Ugolino è infatti nato nel 1933 e la piscina stessa è un importante ricordo dei decenni che sono passati di qui. È stata realizzata, infatti, negli anni ’30 dall’architetto Gherardo Bosio, ed è uno dei maggiori esempi di architettura razionalista, tanto da essere posta sotto la tutela delle Belle Arti.

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Giugno 2011

RICORReNZe. La onlus celebra una storia (di successi) lunga quasi quanto quella dell’Italia unita

enpa, 140 anni ad aiutare gli animali Ludovica V. Zarrilli

È

una storia legata a doppio filo con l’Unità d’Italia quella che vede protagonista Enpa, l’Ente nazionale protezione animali che nel 2011 compie 140 anni dalla fondazione. Una storia fatta di amore e sensibilità straordinaria, maturata in un periodo in cui l’affetto per i piccoli animali che popolano appartementi e giardini non era così scontato come lo

focus Quattrozampe in vacanza

Fido, guida alla pensione ideale

E

state, è tempo di vacanza e riposo anche per i nostri amici a quattro zampe. Dove lasciare i cuccioli durante la nostra assenza? Come scegliere la struttura migliore, in grado di accogliere, coccolare e far respirare un’aria familiare? Ecco una breve “guida” alla pensione ideale per Fido&Micio. Le strutture dovrebbero essere situate in aree immerse nel verde, lontane dal contesto urbano, così da offrire condizioni ottimali di libertà e cura. Meglio se sono presenti siepi di alloro: funzionano da deterrente contro le zanzare. Afa e umidità estiva mettono a rischio la salute di cani e gatti: è necessario che i box interni abbiano sistemi di condizionamento e deumidificazione, e che la parte esterna sia ombreggiata da alberi e coperture apposite. I cani devono essere lasciati liberi di sgambare durante l’arco della giornata, sotto la sorveglianza di personale specializzato che provveda a farli correre e giocare. I gatti solitamente rimangono, per l’intero soggiorno, all’interno dell’alloggio perché fuori dal proprio ambiente tendono a spaventarsi. Meglio non correre rischi: in primis c’è la salvaguardia dell’animale. Per quanto riguarda i box, è preferibile che la divisione sia in muratura, in modo che i cani delle “stanze” attigue non si influenzino nei movimenti. La pulizia deve essere effettuata ogni giorno, quando Fido si trova fuori, così da assicurare la massima igiene. Capitolo pasti: ogni cane e gatto deve continuare a mangiare le stesse cose che mangiava a casa. Buona norma è che la struttura prenda visione delle singole abitudini alimentari mantenendole inalterate. Se poi il cane o il gatto sta seguendo terapie farmacologiche indicate dal veterinario, il personale deve garantire la continuità della terapia così come indicato dal medico. È obbligatorio che la struttura abbia un veterinario a disposizione 24 ore su /V.G. 24, per ogni esigenza.

è oggi. “Sembra incredibile ma il fondatore e promotore dell’ente, nato a Torino e sbarcato a Firenze dopo appena due anni, fu Giuseppe Garibaldi - spiega Simone Porzio, presidente provinciale di Enpa - l’eroe dei due mondi era molto affezionato alla sua cavalla Marsala (che ha portato con sè a Caprera e ha fatto seppellire nella tomba di famiglia, ndr) e da quest’amore nacque l’idea di mettere in piedi un’associazione che li tutelasse tutti, perché più deboli e spesso sfruttati”. Detto fatto, l’intellighenzia fiorentina, popolata, nella seconda metà dell’Ottocento, da molti intellettuali inglesi di stanza in città, decise di dare vita alla “Società protettrice animali in Firenze”, che annoverava nell’organico tutta la nobiltà illuminata dell’epoca: da Ubaldino Peruzzi a Bettino Ricasoli, da Gino Capponi a Frederick Stibbert, e poi la famiglia Della Gherardesca, i De Larderel, i Cordero di Montezemolo e gli immancabili Corsini e Pucci. E la lista potrebbe essere ancora molto lunga. “Il primo ambulatorio - continua Porzio, che ha ritrovato lo statuto e i registri originali strappati alla furia dell’alluvione del ‘66 - si trovava in via

siMone porzio

con un cerbiaTTo

fu Giuseppe Garibaldi, affezionatissimo alla sua cavalla Marsala, a dar vita a Torino, nel 1871, alla prima associazione di protezione degli amici dell’uomo, che a firenze attecchì grazie anche alla grande sensibilità dell’intellighenzia inglese di stanza in città della Mattonaia e vedeva già all’epoca impegnati dei volontari che si prendevano cura soprattutto di cavalli e asini all’epoca usati per la soma, spesso offrendo cure gratuite ai padroni che non potevano permettersele. Oltre a questo, per diffondere una cultura zoofila, venne istituito un concorso per premiare i bambini più meritevoli, che avevano salvato un animale o scritto un racconto dedicato al mondo delle bestiole”. Ma non è tutto, le guardie zoofile, corpo di volontari (oggi vero e proprio corpo di polizia per accedere al quale bisogna affronatare una lunga formazione e un esame finale) si occupavano del controllo delle macellerie nei mercati e degli animali colpiti con le fionde o uccisi per essere mangiati, come succedeva a gatti o colombi. Oggi l’Enpa è una onlus che vive grazie ai contributi dei soci e ai lasciti dei privati (non usufruisce di nessun tipo di contributo pubblico) e, nella provincia di Firenze, conta su un corpo di 40 guardie che effettuano continui controlli intervenendo in situazioni difficili e ascoltando le segnalazioni dei cittadini. Per festeggiare questi 140 anni di storia, il Comune di Firenze consegnerà all’associazione il “Fiorino d’oro della solidarietà” e nell’occasione, il 17 giugno, sarà inaugurato il nuovo presidio al canile di Ugnano. Inutile dire che le offerte da parte dei cittadini, per sostenere il lavoro della onlus, sono più che benvenute. “Cerchiamo anche volontari - chiosa Porzio - per l’assistenza degli animali nei canili e per altre attività”. Per info: www.enpafirenze.it o 055/2132296.


E’ vero che l’impiego del rame nei sottovasi è efficace per la lotta larvicida?

COMUNE DI FIRENZE Assessorato all’Ambiente Insieme contro le zanzare

Il rame è efficace ma l’inconveniente di questa soluzione è la rapida ossidazione del rame stesso per cui si crea una patina superficiale che blocca il rilascio degli ioni di rame metallico (responsabili dell’uccisione della flora batterica intestinale delle larve).

Quando è arrivata la zanzara tigre in città e cosa fa il La lotta alle forme adulte è efficace come quella ai focolai Comune per combatterla? larvali? La zanzara tigre si è diffusa in tutta la città di Firenze dal Il metodo di lotta più efficace rimane quello ai focolai lar2003. Per tenere sotto controllo questo infestante, il vali, prima che da adulti gli individui si disperdano. In Comune, tramite la società Quadrifoglio, effettua trattaeffetti è molto difficile colpire le zanzare una volta tramenti antilarvali nelle aree di pertinenza pubblica (rete sformate in adulti alati. stradale ed aree di verde pubblico) secondo un apposito Piano d’intervento. Tuttavia i trattamenti antilarvali Quanto sono efficaci i pesticidi nella lotta agli adulti? eseguiti sulle aree pubbliche non sono risolutivi, in quanI trattamenti con disinfestanti chimici potrebbero risultato in quelle private ci sono una notevole varietà e quanre dannosi per la nostra salute e i benefici di questa pratità di potenziali focolai di sviluppo larvale delle zanzare tica sono limitati a pochi giorni. Inoltre in questo modo si tigre. selezionano ceppi di zanzare via via più resistenti ai Tali trattamenti, perciò, devono essere effettuati anche pesticidi, che invece si potrebbero accumulare in modo dai privati (proprietari, affittuari, amministratori) nelle aree di pertinenza, (pozzetti grigliati, vasche, e contepericoloso nell’organismo di rondini e pipistrelli. nitori di vario genere) per ottenere un risultato efficace. Esistono tecniche ecosostenibili per la lotta alle zanzare I privati sono obbligati ad effettuare i trattamenti larvicidi adulte? nel periodo primaverile - estivo? In un ambiente ecologico equilibrato esistono dei natuCon l’Ordinanza n.2005/DD/03018, emanata in data rali competitori e predatori che tengono sotto controllo le 04/04/2005, il Comune di Firenze ha reso obbligatoria la popolazioni di insetti, zanzare comprese: si tratta degli lotta larvicida nelle aree di competenza privata dal 1° uccelli insettivori e dei pipistrelli che danno il cambio alle aprile al 31 ottobre di ogni anno. Sono previste sanziorondini al calar della notte. ni, per gli inadempienti, con l’intenzione soprattutto di Quanto sono efficaci i pipistrelli nella lotta agli insetti e alle introdurre comportamenti corretti nell’interesse di tutti. zanzare in particolare? Come combattere la zanzara tigre I pipistrelli, con i loro 52 milioni di anni di evoluzione, Eliminare tutti i possibili ristagni d’acqua, anche di minisono dei perfetti killer di insetti notturni. È comunque difme dimensioni (secchi, innaffiatoi, vasi vuoti, contenitori ficile stabilire quante zanzare possano predare. di vario genere) che potrebbero divenire dei focolai Sappiamo con certezza che in una notte un pipistrello è riproduttivi per le zanzare. Con temperature elevate capace di catturare fino a 10 grammi di insetti. Possiamo sono sufficienti 7-10 giorni perchè si abbia lo sviluppo allora calcolare che in aree infestate da zanzare, un pipicompleto delle larve (che sopravvivono solo se rimanstrello può arrivare a mangiarne anche un migliaio per gono immerse nell’acqua) ed il loro sfarfallamento notte. (metamorfosi) in zanzare adulte. I bidoni per l’innaffiatura degli orti dovranno essere svuotati e asciugati al sole I pipistrelli sono efficienti anche contro le zanzare tigre dato una volta alla settimana e chiusi con reti a maglia fitta che queste sono attive di giorno? (zanzariera) a coprire tutta la superficie aperta per eviL’azione predatoria su Aedes albopictus (la zanzara tare che le zanzare vi depongano le loro uova. Nelle tombinature (pozzetti grigliati o simili e vasche) tigre) è senz’altro ridotta rispetto a quella su Culex dove non è possibile eliminare l’acqua è obbligatorio pipiens (la zanzara comune). Occorre però considerare effettuare la lotta larvicida utilizzando i principi attivi che la zanzara tigre raggiunge il suo picco di massima riportati nella sottostante tabella e ripetendo i trattamenconcentrazione proprio al tramonto, quando anche per i ti da aprile a ottobre alla scadenza dell’efficacia del propipistrelli si registra la massima attività di caccia. C’è dotto (vedere in etichetta) e dopo forti piogge o tempoquindi una sovrapposizione temporale tra preda e prerali. datore in corrispondenza del momento di maggiore attività giornaliera. Prodotti larvicidi utilizzabili dai cittadini senza alcun rischio per sé, per gli animali domestici e l’ambiente. Cosa possiamo fare per favorire le popolazioni di pipistrelli Prodotti contenenti Formulazione commerciale Frequenza di distribuzione in ambito urbano? compresse effervescenti

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Dove si acquistano i prodotti? Presso i rivenditori specializzati in ambito agricolo. Dove si distribuiscono le compresse? Nelle raccolte di acqua stagnante ineliminabili come caditoie, canalette, pozzetti grigliati ecc. Come si manipolano le compresse? Utilizzare guanti monouso o di uso domestico impiegati unicamente per questo scopo.

Possiamo offrire una casa a questi speciali predatori notturni e impegnarci a non abusare di pesticidi che danneggiano l’ambiente. Un rifugio adatto per i pipistrelli è la Bat Box progettata dagli zoologi del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze. Per ogni informazione sui pipistrelli e sulle Bat Box si può consultare il sito www.msn.unifi.it 1187024

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politica

Giugno 2011

GRANdI SCHeRMI. Passa la legge sui cinema targata Pd, qualche “scricchiolio” in consiglio regionale

Il Multiplex spacca la maggioranza Via libera alla realizzazione della

dall’Immobiliare Novoli a suo tempo, infatti, sono scadute a inizio anno. Il Multiplex però potrebbe acquistare “le poltroncine” del compianto Variety ed eventualmente anche quelle di qualche altro cinema che ha chiuso i battenti ultimamente (Fiamma e Principe). Altre novità sul fronte grandi schermi riguardano l’Astra 2. Grazie a un accordo stretto con Palazzo Vecchio, la sala di piazza Beccaria sta per risorgere sotto forma di ristorante, sala meeting e addirittura pista da ballo. Niente paura, il grande schermo rimarrà al suo posto, ma la sala cambierà radicalmente per ospitare anche altri tipi di eventi. Prevista la realizzazione di una galleria, destinata a ospitare un ristorante sospeso sopra la platea, che però resterà chiuso durante la proiezione dei film. Al piano di sotto, invece, saranno installate poltroncine a scomparsa sotto la superficie del pavimento, in modo da poter trasformare la sala in uno spazio completamente libero. Sotto lo schermo troverà poi spazio un palco per esibizioni dal vivo. Ma l’accordo è chiaro: l’attività principale rimarrà quella cinematografica. Non sarà insomma un secondo caso Gambrinus: lo storico cinema di piazza della Repubblica sta infatti per riaprire i battenti, ma sottoforma di Hard Rock Cafè. L’inaugurazione è prevista tra giugno e luglio.

maxistruttura di Novoli, nonostante l’opposizione dell’Idv. Ma ci sono novità anche per altre sale cittadine, a partire dall’Astra 2 e dall’ex Gambrinus Paola Ferri

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apitolo cinema, la fase del riscatto è appena cominciata. A spese della tenuta della maggioranza in consiglio regionale. È stata approvata alla fine di maggio la cosiddetta “legge salva-Multiplex”, che altro non è se non la legge dedicata alle sale cinematografiche, riveduta e corretta dal gruppo Pd. Se la prima versione, avanzata dall’assessore Idv Cristina Scaletti, conteneva infatti una specifica norma di distanza minima tra i multisala e gli altri schermi, il testo rilasciato dal consiglio regionale ha tolto di mezzo “l’ostacolo” che precludeva l’apertura della struttura di Novoli. La nuova legge, invece, suddivide le strutture in tre categorie: piccole (fino a 4 schermi e 700 posti), medie (da 4 a 8) e grandi (oltre gli 8). Il requisito della distanza (fissato in 15 km da altri multisala), rimane in piedi solo per queste ultime realtà. Prevista la liberalizzazione delle piccole realtà, mentre l’autorizzazione di medie e grandi strutture sarà vincolata al parere della conferenza dei servizi. Un concreto via libera alla realizzazione del contestato Multiplex, che è costato un acceso dibattito in Regione. Alla fine la norma è passata, con il voto contrario dell’Idv, complici alcune assenze più o meno strategiche nell’opposizione. Assente al voto anche il governatore Enrico Rossi, stretto tra la necessità di difendere la posizione della giunta o quella del proprio partito. “Perplessa” la Scaletti, “ma non mi dimetto – aggiunge – sono convinta di aver portato avanti una battaglia giusta”. Rischio di “mcdonaldizzazione della cultura” a parte, per usare le parole dell’assessore regionale, resta adesso da sciogliere il dilemma delle licenze. Quelle acquistate

COSAP Canone di occupazione del suolo pubblico dimezzato per le bancarelle di libri: chi vende cultura può tirare un sospiro di sollievo. “Una decisione piccola ma molto significativa – commenta il vicesindaco Dario Nardella – queste bancarelle, cariche di libri nuovi, usati, rari e di uso comune, sono una parte della nostra tradizione e meritano attenzione, perché ‘vendono’ cultura e tipicità”. In città ne sono rimaste sei, sei sopravvissuti che ogni tanto fanno capolino come un pezzo dimenticato in strada da un passato in fuga. Alcune sostano vicino a una scuola, come nel caso di quella di via Martelli o di viale Don Minzoni, altre presidiano piazze storiche, quella del Tribunale, piazza Strozzi o piazza Beccaria. Una bancarella, invece, sosta sotto la Loggia del Pesce, a due passi dal mercatino delle pulci di piazza dei Ciompi.

il

MulTipleX

di

novoli

AtAf Ci siamo, si dovrebbe aprire questo mese il bando di gara per la vendita del 40% delle quote di Ataf, nonostante le proteste continuino a infuriare tra i dipendenti dell’azienda. A poco sono servite le rassicurazioni del presidente Filippo Bonaccorsi, tra i timori dei lavoratori c’è anche lo spettro della vendita totale delle quote. Un passaggio di mano che significherebbe “condizioni di lavoro peggiori e qualità del servizio decisamente inferiore”, dichiarano all’unisono i sindacati. Ma il dado ormai è tratto: il progetto di Palazzo Vecchio prevede la divisione dell’azienda di trasporti in due parti. La maggioranza delle quote resterebbe in mano pubblica, così come la gestione dei beni immobili, mentre lavoratori e veicoli dipenderebbero dal privato. Di qui il timore di tagli al personale.

SCuOLA Tariffe più basse per le famiglie numerose e sanzioni più aspre per chi truffa dichiarando il falso. A partire dal prossimo anno i servizi di supporto alla scuola (mensa, trasporto, buoni libro, borse di studio) costeranno meno. Lo sconto vale per le famiglie numerose con reddito annuo fino a 32.500 euro, indipendentemente dal numero dei figli che usufruiscono dei servizi. Così, se i pargoli sono tre, l’abbattimento sarà del 30%, se sono quattro del 40% e via dicendo, a patto che abbiano meno di 26 anni. Allo stesso tempo diventano più dure le sanzioni per coloro che provano a truffare l’amministrazione dichiarando il falso: chi lo fa dovrà sborsare il triplo del beneficio economico conseguito con la dichiarazione falsa, oltre a versare la somma che non ha pagato.


politica

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IL CASO. Carico-scarico merci in centro, la protesta dei trasportatori

uRNe. A Palazzo Vecchio e Strozzi Sacrati

Meno tempo per le consegne Elezioni a effetto domino, in ztl, il dibattito non si ferma va in scena il “rimpastino” T

ea Albini entra in Parlamento, l’Idv minaccia di abbandonare il Pd, la giunta comunale e quella regionale sono sempre più traballanti. Elezioni a effetto domino in Toscana. Se l’ultima tornata elettorale, che ha portato al rinnovo di 33 amministrazioni locali, non ha toccato Firenze, gli effetti si sono fatti sentire comunque sotto al Cupolone. Fino a far intravedere, a breve distanza, la possibilità di un rimpasto al vertice sia a Palazzo Vecchio che a Palazzo Strozzi Sacrati. Il valzer delle poltrone in Comune potrebbe aprirsi proprio a metà mese, dopo l’approvazione del bilancio. Dopo il fatidico sì dell’aula l’apposito assessore, Angelo Falchetti, farà i bagagli per prendere le redini della Mercafir (la firma è avvenuta a fine maggio). A contendersi il posto vacante Titta Meucci (in lizza anche

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arico-scarico merci nella zona a traffico limitato, il nuovo regolamento non si tocca. Almeno per i prossimi tre mesi. Pietra tombale sul dibattito che ha animato il mondo della politica e le associazioni dei trasportatori nelle ultime settimane. A pronunciare la sentenza è stato l’assessore alla mobilità Massimo Mattei. Proteste e proposte sono rimandate a settembre, per quest’estate il provvedimento resterà così com’è. Alla base della diatriba la decisione di Palazzo Vecchio di ridurre l’orario destinato alle operazioni di rifornimento degli esercizi commerciali. Se un tempo era prevista una fascia mattutina dalle 7.30 alle 9.30 (ma chi era entrato in centro aveva comunque un certo margine) e una finestra nel primo pomeriggio, da metà maggio le consegne possono essere effettuate solo dalle 7.30 alle 9. O meglio, secondo la versione dell’assessore alla mobilità Massimo Mattei, “fino alle 9”. Nessuno, infatti, impedirebbe a camion e furgoni di transitare in centro prima delle 7.30, quando ha inizio la ztl. Ma consegnare le merci all’alba significa rivoluzionare completamente una serie di abitudini consolidate. A partire dall’orario in cui gli esercenti tirano su il bandone. Sul piede di guerra sono scese le associazioni dei trasportatori. “Il nuovo orario non sta creando soltanto generici disagi – attacca Giovanni Giuliacci, responsabile Logistica e Trasporti di Legacoop Servizi – ma ha già ricadute economiche negative”. Il rischio, secondo Legacoop Servizi, Confcooperative e Agci, è che aumenti il numero di furgoni che si muo-

Quattromila aziende coinvolte. Ma tutti gli aggiustamenti sono rimandati a settembre vono tra le vie del centro. “Appurato che in un’ora e mezzo è impossibile fare tutte le consegne che si facevano prima – spiega Giuliacci – ciò che succederà è facilmente prevedibile. I fornitori utilizzeranno più mezzi per riuscire a fare in tempo, o aumenterà il numero dei fornitori che operano nel centro storico, con le conseguenze sul traffico e sull’ambiente che si possono immaginare”. L’altro rischio reale, sostengono, è l’aumento del costo di ogni fornitura. “Un meccanismo al rialzo – aggiunge Giuliacci - de-

terminato dal fatto che ogni impresa può fare meno consegne di prima”. Contrarie al nuovo orario imposto anche alcune grandi aziende, come Esselunga, che ha inizialmente sospeso il recapito della spesa a domicilio nel centro storico. “Sappiamo che dietro le consegne c’è un mondo – prova a gettare acqua sul fuoco Mattei – ma una riorganizzazione era inevitabile, anche a detta degli stessi trasportatori”. E lancia un invito: “Chiedo ai soggetti coinvolti di valutare la nostra norma nell’arco di alcuni mesi”. Sono quattromila, in tutto, le aziende toccate dal provvedimento, e non tutte hanno voglia di aspettare così a lungo. “Le consegne sono diminuite in generale del 30% - sottolinea il consigliere comunale Marco Stella (Pdl) alcuni settori merceologici hanno subito una diminuzione di consegne di addirittura il 60% o 70%”. Una contrazione che, secondo i calcoli di Stella, avrebbe prodotto una perdita di oltre due milioni di euro solo nella prima settimana dall’entrata in vigore del nuovo orario. “Si dovrebbe quantomeno reintrodurre una finestra pomeridiana ‘d’emergenza’ per coloro che sono impossibilitati a ricevere le consegne così presto – continua Stella – prolungare la fascia mattutina fino alle 10.30 in alcune zone e introdurre un servizio di van sharing”. Ma per ora niente da fare: tutti gli aggiustamenti sono rimandati a settembre.

Il valzer delle poltrone potrebbe aprirsi a metà mese per l’assessorato all’urbanistica) ed Enrico Bertini. Questo mese, inoltre, Renzi potrebbe sciogliere le riserve sulla delega all’urbanistica, che finora, visto quanto combinato nella legislatura precedente (leggi Quadra, Castello&Co.), ha tenuto per sé. Rimane da definire la “questione Idv”. I dipietristi sono rimasti senza un posto in giunta dai tempi in cui Cristina Scaletti è diventata assessore regionale, e la cosa non gli è mai andata giù. Tant’è che adesso, a bocce ferme, il segretario toscano Fabio Evangelisti è addirittura arrivato a minacciare l’abbandono della maggioranza renziana in caso in cui non arrivi neanche una carica. Già, perché nella partita è compresa anche la

poltrona di presidente del consiglio comunale. Eugenio Giani ha dato la sua disponibilità a lasciarla non appena entrato in consiglio regionale (subentrando ad Alessia Ballini), ma per il momento è ancora al suo posto. L’ipotesi Idv sul “trono” del Salone, però, appare assai remota. Soprattutto dopo la replica del sindaco a Evangelisti: “Se uno mi dice ‘o mi dai un posto o me ne vado’ io rispondo ‘ciao’”. Capitolo chiuso, o quasi. L’intesa Idv-Pd traballa anche in Regione. A rischiare di più è appunto Cristina Scaletti, assessore alla cultura, considerate anche le spaccature che ha provocato la “sua” legge sui cinema. A darle il cambio potrebbe essere un assessore targato Sel, considerati gli ottimi risultati ottenuti alle amministrative di maggio. Ma Enrico Rossi per ora non si sbilancia. È sicura di non lasciare il proprio scranno, invece, Tea Albini. Prima dei non eletti Pd in Toscana, la veterana di Palazzo Vecchio potrebbe subentrare al neoeletto sindaco di Siena Franco Ceccuzzi. La cioniana Albini, però, ha già fatto atto di fede verso Firenze: rimarrà consigliera. Nessuna speranza per i primi dei non eletti nelle liste cittadine del Pd che ambivano a un posto al sole nel /F.P. Salone dei Duecento.

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Francesca Puliti

E AL N O SI FES TE O N R E P ME N TA TA IO AZ PLE TUI M M RA OR INF CO G


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internet

Giugno 2011

ON LINe. Eventi, iniziative e consigli per non perdersi il meglio della stagione: tutto su www.ilreporter.it

Un’estate da vivere click dopo click I PIÙ LETTI DEL MEsE 1. Dai bus alla scuola, tutti i servizi a rischio per lo sciopero 2. I super cafoni, eccoli qua e fanno anche i pizzaioli 3. Si butta sotto un treno a 26 anni 4. Fiorentina-Bologna: denunce e un arresto tra gli ultras rossoblù 5. Arriva la Mille Miglia, divieti di sosta e vip in corsa

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utto quello che avreste voluto sapere sull’estate... e che ora potete osare chiedere. O, meglio, cliccare. Su www.ilreporter.it, infatti, troverete eventi, iniziative, idee, spunti, luoghi e occasioni per vivere al meglio i mesi più caldi dell’anno. Una “guida”, quella consultabile sul nostro portale, che vi terrà compagnia per tutto questo periodo, da tenere costantemente

d’occhio per non perdere gli appuntamenti più importanti dell’estate fiorentina (e non solo). Da tenere d’occhio per trovare spunti e consigli su cosa fare la sera, su dove andare nel weekend (con qualche suggerimento alternativo per coloro che non vogliono rischiare di trovarsi intrappolati in auto tra i “pellegrini” del fine settimana al mare) e su molto altro ancora: dalle mostre alle sagre, dai concerti

I VIDEo PIÙ VIsTI 1. Il Mondo di Patty, baldoria al pub dopo lo spettacolo per l’idolo teen

ToP fIVE foTo 1. Germania-Firenze sui pedali / L’impresa in diretta

2. Sciopero Cgil, migliaia in piazza per dire “basta”

2. Nel covo degli studenti anarchici: mazze e spranghe per creare il caos

3. Jovanotti a Renzi: “Non ascoltare quei vecchi babbioni”

3. In centomila per la Notte Bianca

4. Napolitano a Firenze, la gente lo incita: “Resista!”

4. Clet colpisce ancora e ‘’disegna’’ su Torre San Niccolò

5. Esplosione e incendio, notte di paura in via dell’Argingrosso

5. Aquiloni fatti a mano e birra di marroni: i bottegai a palazzo

alla cultura, non mancheranno “dritte” per tutti i gusti e le età. Perché d’estate, soprattutto da quando la vacanza di tre mesi in riviera è diventata un ricordo legato al passato, o un lusso per pochi (e sempre meno) intimi, le iniziative in città e nei suoi immediati dintorni si moltiplicano, mettendo alla prova la fantasia degli organizzatori e la capacità di scelta dei fiorentini in cerca di svago e, perché no, di un po’ di fresco. Così, Il Reporter.it, accanto alla cronaca e al racconto dei fatti più importanti di ogni giorno, darà ampio spazio, per tutta l’estate, agli articoli dedicati al tempo libero e ai modi per trascorrerlo al meglio. Una “guida”, come detto, da non dimenticare di consultare, perché se questi mesi sono caratterizzati dal grande caldo, particolarmente “temuto” a Firenze, lo sono anche da una quantità di proposte e iniziative difficilmente riscontrabili negli altri periodi dell’anno. Che vale la pena vivere – o almeno conoscere - e che Il Reporter.it cercherà di raccogliere per i suoi lettori. L’altro lato della medaglia sono proprio le elevate temperature che caratterizzano l’estate fiorentina. Tali, ogni anno, da giustificare allarmi (soprattutto per le fasce

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più deboli della popolazione) e rendere utili vademecum su come comportarsi per ridurre al minimo i pericoli legati alla stagione: consigli che – nei giorni più a rischio – Il Reporter riporterà sul suo sito, insieme ai servizi attivi e ai numeri da chiamare in caso di bisogno. Insomma, questa sarà – insieme a Il Reporter.it - un’estate da vivere (e conoscere) giorno per giorno. Click dopo click.


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curiosità

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LA STORIA. Gora Seye, nato nel paese africano 45 anni fa, ha il suo negozio in via del Pollaiolo

L’arte di cucire che viene dal Senegal Di mestiere fa il sarto, quello “vero”, quello degli abiti su misura. Ha preso in mano ago e filo quando era un bambino, e da allora non li ha più lasciati. E anche il Polimoda si è accorto di lui Federica Momentè

G

ora di lavoro fa il sarto. È nato a Mbour, in Senegal, 45 anni fa. E ne aveva appena 9 quando prese in mano, per la prima volta, ago e filo. “All’inizio non mi piaceva, è stata una necessità. Mio padre era contento che uno dei suoi figli

imparasse questo mestiere. A poco a poco mi sono appassionato”, racconta. E ora, come detto, Gora Seye fa il sarto: quello vero, quello degli abiti su misura, da uomo e da donna. Utilizza le tecniche di una volta, imparate nella sua città da un grande maestro che le aveva

l’interno del negozio

ereditate dai francesi al tempo delle colonie. “Fin dal primo giorno mi è stato insegnato come si cucivano gli abiti occidentali. Il mio maestro, che era vecchissimo già allora, aveva imparato tutto quello che sapeva dai francesi, e lo ha insegnato a me. Sono rimasto con lui 12 anni, fino a quando ho finito gli studi. Il giorno del ‘diploma’ da noi si fa una grande festa, l’insegnante invita gli altri maestri ed elenca pubblicamente tutte le qualità che hai, e così fanno anche gli altri presenti fino a quando non sono finite le parole e non c’è altro da aggiungere. Poi si mangia e si fa festa”. Terminati gli studi, Gora ha aperto una sartoria nella sua città, ma lui pensava all’Europa, e sognava un giorno di poter venire in Italia e in particolare a Firenze. E ci è riuscito. Nel 1994 ha lasciato il Senegal e, dopo una parentesi di un paio di mesi in Francia, è arrivato nel capoluogo toscano. “I primi tempi sono stati molto duri – ricorda - la lingua, i passaggi burocratici sono stati davvero complicati. Ma non mi sono scoraggiato, fin da subito ho cominciato a tagliare e cuci-

Toscana Energia Lavori e servizi all’insegna della sicurezza Da alcuni anni a Firenze sono stati avviati i lavori di risanamento della rete di distribuzione gas per rinnovare le tubature della città, una tra le prime in Italia ad essere stata metanizzata. Questo progetto rientra nel piano pluriennale di Toscana Energia finalizzato alla sostituzione delle vecchie condotte gas realizzate in ghisa grigia con tubazioni nuove in polietilene. L’opera, che terminerà nel 2014, garantirà una migliore e costante erogazione del servizio ed una maggiore sicurezza per i cittadini. Tra il 2008 e il 2010 quest’operazione ha consentito di sostituire a Firenze 23.845 metri di condotte e per il 2011 i metri previsti da risanare sono 13.861. La posa della nuova condotta, pur dando origine all’apertura di cantieri, viene eseguita in modo da creare il minor disagio possibile e previo confronto con gli uffici competenti del Comune. Durante i lavori ai cittadini viene garantita la continuità della fornitura gas e, a conclusione degli interventi, la società provvede al ripristino delle strade mediante asfaltatura. Purtroppo in alcuni casi fattori non programmabili possono causare il prolungarsi dei cantieri. L’obiettivo della società è di mantenere un alto standard di sicurezza dei 6.894 km di rete distribuiti in 106 comuni toscani, di cui 894 nel Comune di Firenze. La gestione di un sistema distributivo così diffuso e complesso richiede un attento monitoraggio delle condizioni di svolgimento del servizio e costanti in-

terventi di manutenzione. Per garantire nel tempo condizioni di sicurezza ed efficienza Toscana Energia, oltre alla sostituzione delle vecchie condutture, si avvale della ricerca sistematica e preventiva delle dispersioni effettuata costantemente attraverso automezzi specificamente attrezzati e di frequenti controlli sul grado di odorizzazione del gas. Il presidio sulla rete viene svolto altresì attraverso le gestione del Pronto Intervento al servizio di tutti i cittadini 24 ore su 24 in caso di emergenze, incidenti da gas e guasti sulla linea distributiva. Nel corso del 2010 solo su Firenze il numero verde per le emergenze 800 900202 ha ricevuto 4.697 richieste di intervento, di cui 564 per dispersioni che hanno reso necessaria la rottura di suolo pubblico e l’apertura di altrettanti cantieri, e 740 falsi allarmi. Nel 2010 sono stati complessivamente 39,6 milioni gli investimenti tecnici effettuati da Toscana Energia sul territorio. L’obiettivo è garantire l’estensione del servizio e il rimodernamento delle sue strutture cercando di ridurre i possibili disagi causati dalle opere di scavo.

Gora Seye

al lavoro

re da casa. Con il passare del tempo sono riuscito a farmi un nome, prima tra i vicini e poi si è sparsa la voce. Ho fatto anche due sfilate, la prima nel 1997 alla discoteca africana che c’era a Novoli, il ‘Sahara Deserti’. Poi, finalmente, nel 2006 sono riuscito ad aprire questo negozio, qui in via del Pollaiolo”. Ne parla con sincera soddisfazione, con toni pacati e umili, ama il suo lavoro e si vede. “Lavoravo notte e giorno per riuscire a stare in pari con tutte le spese, ora posso dire che sta andando bene, posso stare un po più tranquillo”. Durante l’intervista entra una ragazza, gli chiede di un

cappotto blu, lui ci pensa. Lei aggiunge che l’esame è giovedì. Si accordano, lei saluta ed esce. È una studentessa di moda. “Sì, è un’allieva del Polimoda, si laurea giovedì – conferma Gora - le devo controllare il lavoro, sono il suo tutor”. Ebbene sì, si sono accorti di lui anche dal Polimoda e lo hanno invitato a collaborare con loro. “Quando vedo un giovane che vuole imparare, che ama questo lavoro, io sono felicissimo di insegnargli tutto quello che il mio vecchio maestro ha insegnato a me in Senegal”. Per fare, dopo la “laurea”, una grande festa anche qui in Italia.


zoom

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LINEA 2. Dopo lo slittamento iniziale dei lavori torna la preoccupazione per i ritardi

Tempi e commercio, i “dubbi” del tram

un tratto di via di

Novoli

In seguito alla mancata partenza dei cantieri, prevista per il 2 maggio scorso, il sindaco Renzi ha annunciato che sarà chiesto un risarcimento. Intanto, nonostante le rassicurazioni ottenute, i negozianti si interrogano su cosa li aspetta

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I cassonetti? Adesso si aprono con la “chiave” U

Fannì Beconcini embra ormai imminente l’apertura del cantiere della linea 2 della tramvia. Oppure no? Dopo la realizzazione della linea 1 che collega Scandicci al centro di Firenze, l’avvio dei lavori per il secondo percorso sembrava essere una semplice formalità: e invece, in linea con la difficoltosa nascita della prima rotaia, insieme a ritardi e rinvii sono sorte anche numerose polemiche e problematiche. In primo luogo il percorso, che dovrebbe coprire il tragitto che da Peretola va a piazza della Libertà, comportando non pochi problemi di viabilità. In secondo luogo proprio i tempi: il sindaco Renzi ha annunciato che ci vorranno non più di mille giorni per terminare l’opera, ma l’ultimo, ennesimo rinvio all’inizio dei lavori non è certo stato un buon segnale. Infine, la questione della cantierizzazione: un macrocantiere che copre tutto il percorso e non piccoli cantieri da disinstallare di pari passo all’avanzamento dei lavori. Ad oggi la situazione è questa: il 2 maggio, giorno fissato per l’inizio dei lavori, questi – come noto - non sono partiti. Ragion per cui il sindaco ha annunciato che sarà chiesto un risarcimento per i danni subiti dai cittadini. “Siccome il Comune di Firenze è pronto a partire e le aziende no, chi non è nelle condizioni di partire deve sapere che non ha a che fare con un pubblico che lascia stare e perde tempo, ma con un settore che sarà in prima linea per chiedere la restituzione dei danni che i cittadini dovranno subire’’, ha spiegato Matteo Renzi nelle ultime settimane. Le questioni che stanno più a cuore ai fiorentini riguardano sia le tempistiche che le modalità: l’auspicio più diffuso è che, visto che la tramvia è ormai una realtà (che tra l’altro i cittadini hanno dimostrato di apprezzare), i lavori inizino e terminino il prima possibile, e con il miglior risultato possibile. I più penalizzati, in questa fase di transizione, sono indubbiamente i negozianti le cui attività si trovano sul tracciato del cantiere. La zona più a rischio – almeno inizialmente - è quella di via di Novoli. La preoccupazione è forte, nonostante le rassicurazioni ottenute. “Se non altro siamo tenuti ag-

LA SPERIMENTAZIONE. Al via a Brozzi e Quaracchi

giornati e abbiamo avuto diversi incontri con gli assessori Mattei e Nardella”, racconta Giuseppe Greco, rivenditore di moto e rappresentante della cosiddetta “strettoia di Novoli”, 27 attività con più di 70 persone impiegate, l’ultimo tratto della strada che sarà completamente off limits al traffico. “Abbiamo avuto l’ultimo incontro a fine aprile, poi più niente – continua - questa è un’opera pubblica che comporta, nella fase iniziale, la penalizzazione di una minoranza che andrebbe tutelata in nome della democrazia e della solidarietà sociale. Restiamo in attesa di aggiornamenti e riscontri concreti. Che la pubblica amministrazione o, in alternativa, l’impresa che realizzerà i lavori si facciano carico del danno a noi recato senza altri costi per noi... per ora, infatti, ci hanno proposto solo prestiti a tassi agevolati, ma qui ci sono anche persone prossime alla pensione che non possono certo permettersi di aspettare”. Conclude Rocco, la cui officina è proprio sul passaggio:

La zona più coinvolta, almeno inizialmente, è quella di via di Novoli “Non posso certo permettermi di spostarmi, ma non posso stare tre anni senza lavorare. L’unica soluzione sarebbe il risarcimento economico”. Il problema, per loro, non è da poco, e va affrontato: “Come tutelare – si chiedono molti di loro - una minoranza di cittadini effettivamente danneggiata da un’opera di cui beneficerà l’intera collettività? La tramvia oggi è una realtà, è vero, ma sono reali anche le esigenze e i diritti dei cittadini. Di tutti i cittadini”.

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n’iniziativa per sensibilizzare i cittadini a differenziare e ridurre i rifiuti che producono. Al via a Brozzi e a Quaracchi la sperimentazione di un nuovo modello di raccolta degli scarti, grazie a cassonetti “a calotta con chiavi”. Il progetto, studiato da Quadrifoglio Spa con il contributo della Provincia di Firenze, rappresenta un’alternativa al metodo del “porta a porta” e ha lo scopo di aumentare le percentuali di raccolta differenziata a costi meno onerosi. Il sistema si chiama a “controllo volumetrico”. Nella pratica, i cittadini potranno continuare a differenziare i rifiuti (carta, plastica, vetro, lattine, organico) nei contenitori già disponibili in zona, mentre la parte indifferenziata dovrà essere conferita in un cassonetto del tutto simile a quelli attuali, ma con una “calotta” in acciaio fissata sul coperchio, che sarà apribile solo attraverso l’uso di una chiave elettronica personalizzata, che sarà consegnata ai cittadini. La dimensione dell’alloggiamento della calotta, che dovrà contenere il sacchetto, è di circa 15 litri. Con questo metodo i cittadini saranno indotti a effettuare una raccolta differenziata più attenta, riducendo la quantità di scarto indifferenziato all’essenziale. La “personalizzazione” del conferimento dei rifiuti permetterà un controllo e un monitoraggio delle singole utenze, e quindi consentirà azioni di sensibilizzazione mirata su coloro che non effettuano - o ef-

fettuano in modo non efficace - la raccolta differenziata. Ma tra i residenti i dubbi non mancano. “Secondo me non funzionerà – spiega una residente di Brozzi - il metodo di raccolta ‘porta a porta’ sarebbe di gran lunga migliore. Gli utenti, soprattutto gli anziani, troveranno difficoltà ad aprire il cassonetto dell’indifferenziata con la chiave elettronica. Lasceranno il proprio sacchetto per terra contribuendo al degrado urbano o, peggio, lo butteranno nei cassonetti della carta, della plastica o dell’umido. Con il metodo porta a porta – conclude – si otterrebbe facilmente la collaborazione dei cittadini.” “Cosa succede se produco più di 15 litri di spazzatura? – si chiede perples-

L’obiettivo è aumentare la raccolta differenziata so un residente di Quaracchi – non capisco perché si debba sperperare il danaro in una forma di organizzazione della raccolta differenziata che per funzionare avrà sicuramente bisogno di ripetuti passaggi per la pulizia delle piazzole dei cassonetti e di vari controlli. Come tutti già ora possono notare, i cassonetti stradali favoriscono l’abbandono /N.C. dei rifiuti”.


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tempi moderni

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INteRNet. Da Groupon e Groupalia fino al neonato Couponspot, che ha base a Firenze

Gruppi d’acquisto online, è già mania Barbara Biondi

quisto sulla rete e come funziona di preciso? In poco meno di due anni ne sono comparsi un numero altissimo che, a condizioni simili, propongono acquisti convenienti: dai più famosi Groupon e Groupalia fino a Glamoo, PoinX, Prezzofelice, Letsbonus, TuangOn e via dicendo. “Sono due fattori coincidenti molto forti che hanno fatto esplodere questa nuova mania collettiva - spiega Patrizio Castoria, responsabile di Toscanity.com, sito che ha stretto una collaborazione con la piattaforma Tuangon.it - ovvero lo sviluppo delle community online che hanno preparato il terreno ai gruppi d’acquisto e la crisi mondiale che sta toccando un po’ tutti”. Il sistema è molto semplice. In soldoni, si tratta di un meccanismo che invoglia le aziende a offrire dei pacchetti sottocosto: aziende che, se in un primo momento non avranno riscontro in termini di guadagno, a lungo andare potranno contare sui grandi numeri e, se offriranno buone prestazioni, avranno ottime probabilità che il cliente torni e si fidelizzi. “Non si tratta di una bolla di sapone - continua Castoria - proprio perché se la qualità del prodotto offerto è maggiore del prezzo a cui l’internauta lo acquista, ci sono ottime probabilità che la persona in questione, soddisfatta della prestazione, torni per fare nuove spese”. “Ognuno, poi - chiosa Patrizio - decide a quale piattaforma affidarsi, a seconda delle esigenze e del target a cui intende rivolgere le proprie offerte”.

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a mania arriva da lontano. Per essere precisi dall’altra parte dell’oceano Atlantico, ma come tutte le manie che si rispettino anche questa si è diffusa a macchia d’olio scavalcando confini e invadendo tutti i continenti. È così che un’idea partita da Chicago meno di due anni fa è diventata un fenomeno mondiale: si tratta dei gruppi d’acquisto online che, anche dalle nostre parti, stanno riscuotendo grandissimo successo. In ufficio, a casa, all’aperitivo, non si fa che parlare di Groupon, Groupalia e chi più ne ha più ne metta, che a prezzi ridotti offrono prodotti e servizi dei generi più disparati. Fresco di lancio couponspot.it, nato dall’intraprendenza di due fiorentini purosangue che hanno pensato bene di prendere al volo l’occasione e hanno creato un sito tutto loro, con le stesse caratteristiche di altri già diffusi ma con un orientamento più mirato al territorio. “L’idea ci è venuta a maggio dello scorso anno - spiega Massimiliano Carri, 33 anni, che insieme a Daniele di Gioia, 25 anni, ha creato couponspot.it - e abbiamo lavorato a lungo per realizzarlo. La differenza è che, rispetto ad altre piattaforme online, oltre a offrire servizi noi vendiamo anche prodotti fisici”. Per interndersi, oltre ai massaggi, ai trattamenti di bellezza, alle offerte di pacchetti per vacanze e alle cene super scontate, sul sito dei giovani e intreprendenti fiorentini si potranno comprare oggetti d’uso comune, da ritirare direttamente in negozio dopo averli acquistati a prezzi vantaggiosi sul sito internet. Ma come nasce il fenomeno dei gruppi d’ac-

Nascono come funghi sulla rete e raccolgono ogni giorno migliaia di consensi. Partiti dagli usa meno di due anni fa, hanno già contagiato tutto il mondo con la moda dello shopping a prezzi scontatissimi. E la Toscana non fa eccezione

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usi&costumi

Giugno 2011

vIvA fIOReNZA/1. Piazza Santa Croce non vede un torneo vero da sette anni. Ora si riparte

Torna il calcio storico: “Che sia gioco maschio, ma leale” Benedetta Strappi

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i avvicina San Giovanni, si avvicinano i fiorentinissimi fochi e torna, finalmente, il torneo del calcio storico fiorentino. Vestito di nuovo, il gioco più maschio che c’è si prepara ad animare piazza Santa Croce, con la sua polvere, il suo sudore, i suoi giocatori, i suoi figuranti e il suono delle sue chiarine. Con la prima partita, in programma il 18 giugno, che vedrà scendere in campo i Bianchi di Santo Spirito contro i Rossi di Santa Maria Novella. Il giorno successivo sarà invece la volta degli Azzurri di Santa Croce contro i Verdi di San Giovanni. E, come da tradizione, il giorno del patrono di Firenze si sfideranno i vincenti delle due semifinali. Bene, cosa cambia? Tanto, tantissimo. Perchè dopo lo stop del torneo e le polemiche piovute a fiumi, il regolamento è stato cambiato. È

stato abolito il limite di età precedentemente inserito per i calcianti ed è stato dato lo stop a quei giocatori con condanne passate in giudicato negli ultimi cinque anni, mentre sono stati autorizzati a giocare quelli con “carichi pendenti”. Sono inoltre state reinserite alcune peculiarità del gioco a suo tempo stralciate. E dunque i calcianti potranno ricorrere al placcaggio e tornare a usare i pugni, ma a patto che si tratti di un tête-à-tête fra due giocatori soli, onde evitare che il tutto degeneri in rissa. E chi sbaglia, paga. Eccome: in caso di infrazioni la punizione non sarà la squalifica, ma la radiazione definitiva. Come pure sono previste sanzioni severe per quei Colori che, come accaduto in passato, decidessero di non giocare, bloccando in questo modo il torneo: in quel caso scatterebbe lo stop ai diritti per sede, campo di allenamento e verrebbero bloccati i contributi. “L’impegno del Comune di Firenze per questa manifestazione – ha spiegato

il presidente del calcio storico Michele Pierguidi – è stato grande, perché sono sette anni che ormai non assistiamo a un torneo in piena regola. E questo regolamento rappresenta un grande passo avanti per tornare ad assistere a uno spettacolo che il mondo intero ci invidia. Vogliamo un gioco maschio, ma leale. Ci sono cose che si potranno fare e altre no. A chi si comporta bene io dico: ‘noi ci siamo’, gli altri non li vogliamo più vedere”. L’obiettivo è uno: ripulire il torneo da certi eccessi e fare in modo che una delle tradizioni fiorentine più amate e seguite possa tornare ai suoi fasti: “Un regolamento che tende a responsabilizzare i calcianti e che ha lo scopo di ridare slancio e visibilità al Calcio Storico Fiorentino e al corteo della Repubblica Fiorentina”.

più notizie su

Per scegliere i finalisti del 24 giugno, il 18 si sfideranno Bianchi e Rossi, il giorno dopo Azzurri e Verdi. Il regolamento è cambiato: abolito il limite d’età, i pugni sono nuovamente ammessi (ma solo nei tête à tête). sanzioni severe per le infrazioni

un MoMenTo dell’edizione

2008

alBerto tIrellI Presidente degli Azzurri

MaSSIMo nardI Presidente dei Bianchi

“Qualche timore per le denunce, per il resto siamo fiduciosi”

“Si era innescato un meccanismo che in qualche modo andava fermato”

“Il regolamento nuovo è frutto di un lungo percorso. Molte delle istanze presentate dai quattro colori sono state accolte, e quindi non siamo scontenti. L’unico timore, comune e diffuso tra i calcianti, è quello relativo alle denunce. Ci auguriamo cioè che se ci saranno episodi fortuiti, quelli propri di qualsiasi sport (diversi dalla delinquenza gratuita), siano giudicati dalle autorità competenti al gioco e non da soggetti esterni. Siamo comunque molto fiduciosi: quest’anno il patto di lealtà tra calcianti è forte”

“Il regolamento? Questo è, e questo prendiamo. Ci sono stati degli errori a monte, purtroppo, da parte nostra come da parte dell’amministrazione, che in passato sembrava avesse un po’ strumentalizzato il gioco del calcio storico. Da quando ci fu la denuncia di un calciante nei confronti di un altro si è poi innescato un meccanismo che in qualche modo andava fermato, se si voleva continuare a giocare. Fino ad ora il sindaco si è impegnato a rilanciare la manifestazione e speriamo che continui così, e che intervenga subito se ci fossero dei problemi” (foto di Giuseppe Della Maria)


usi&costumi

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vIvA fIOReNZA/2. Tra feriti, processi e diserzioni, le ultime edizioni sono state travagliatissime

Dal 2005 a oggi, una tensione dopo l’altra Benedetta Strappi

BIaGIo cInGolanI Presidente dei Rossi

FranceSco BoGazzI capitano dei Verdi

“Contenti a metà, ma se il nuovo regolamento servirà a rilanciarci ben venga”

“Non ci sentiamo tutelati, il cambiamento doveva essere più graduale”

“Di questo nuovo regolamento diciamo che siamo contenti a metà, ma se permette di rilanciare la manifestazione ben venga. Se è quello che serve per ritrovare un equilibrio e ripartire accettiamo allora i compromessi. Certo, il calcio storico non è più quello degli anni ‘80, i tempi sono cambiati e ora ci sono delle regole scritte, diventate inevitabili visto che si era arrivati al punto che un calciante ne avesse denunciato un altro. Prima era diverso, era tutto regolato da patti di onore. Siamo però contenti del nuovo presidente e della collaboratività del sindaco”

“Il regolamento di quest’anno è stato approvato dal consiglio comunale ma noi non lo abbiamo firmato, nè lo firmeremo. Non ci sentiamo tutelati: certo, un cambiamento era giusto, perchè degli errori in passato ci sono stati, ma doveva avvenire in modo più graduale. Noi per primi, insieme a Rossi e Azzurri, l’anno scorso avevamo buttato giù undici punti, e siamo convinti che sia giusto punire comportamenti eccessivi, ma ci sembra che questo nuovo regolamento non sia stato fatto tanto per tutelare i calcianti, quanto altri interessi”

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l nuovo regolamento del calcio storico è arrivato a soffiare una ventata d’aria fresca sul ricordo degli ultimi tornei, tutti segnati, in qualche misura, da stravolgimenti, polemiche, risse, feriti e diserzioni da parte di qualche colore. Gli anni 2005 e 2006, in questo senso, furono emblematici: ci furono 43 procedimenti penali a carico di altrettanti calcianti per il torneo 2005, 54 per quello dell’anno dopo, con 21 referti medici mediamente importanti. E fu proprio dopo gli eccessi di quelle annate che si iniziò a pensare di rimodulare, una prima volta, il regolamento. Nel 2007, invece, il torneo fu sospeso dall’allora prefetto Andrea De Martino, e l’urgenza di lavorare a regole nuove per tentare di salvare la manifestazione divenne indifferibile, perchè Firenze si era ritrovata senza la sua tradizione. E fu così che si arrivò con restrizioni e clausole tutte nuove all’edizione 2008. Allora a decidere furono l’ex presidente del calcio storico, Elisabetta Meucci, la commissione sport e cultura del Comune e l’ex questore Francesco Tagliente. Si lavorò a un’operazione congiunta insieme alla questura e alle squadre, e ai quattro colori fu chiesto di rinnovarsi dal basso, e di inserire tra i loro giocatori esordienti e under 27. Furono anche inseriti limiti d’età massima (40 anni), l’obbligatorietà della

residenza a Firenze (o della nascita nel capoluogo o in provincia) e fu reso obbligatorio il tesseramento, da almeno due anni, a una federazione affiliata al Coni o a un ente riconosciuto. E niente precedenti penali, né carichi pendenti ammessi. Ma i Verdi non scesero in campo, e ancora una volta piazza Santa Croce restò a cuocere sotto il sole rovente senza un torneo vero e proprio. Il 2009, invece, fu la volta del torneo giocato a squadre miste: le prime due partite coincidevano con appuntamenti elettorali, e dopo incertezze varie si scelse di giocare lo stesso (prima Bianchi contro Rossi, poi Azzurri contro Verdi) ma con squadre formate da calcianti in realtà appartenenti a tutte e quattro le compagini. E così si arriva al 2010, altro anno di incertezze all’ombra della statua di Dante, che in piazza Santa Croce aspettava sorniona. Questa volta a non scendere in campo furono Verdi e Rossi, in disaccordo con il nuovo regolamento, e la partita del 24 giugno finì con la vittoria degli Azzurri contro i Bianchi per undici cacce e mezzo a tre. Ma si trattò, di fatto, di un’amichevole. E ora? Ora bisogna solo aspettare. Qualche malumore, tra i calcianti, più o meno sussurrato, si respira. Le regole nuove non sono state digerite all’unanimità e qualche tensione resta. Prudenza, scaramanzia, attesa, insomma. Anche ai vertici. Presidente Pierguidi, si gioca vero quest’anno? Ride. “Io direi proprio di sì, ma il 25 giugno sarò più sicuro...”.


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forchette&dintorni

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teNdeNZe/1. Dall’antipasto al dolce va in scena di tutto, dai “delitti” alla musica classica

Il ristorante diventa un palcoscenico... Non solo buon cibo, adesso si va a cena per godersi lo spettacolo, che si tratti di Dostoevskij o di un match di improvvisazione teatrale: il menu dei locali si allarga Paola Ferri

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anza del ventre, tango argentino, concerti, performance teatrali e addirittura delitti. Lo spettacolo va in scena tra una portata e l’altra. Sono sempre più numerosi i ristoranti di Firenze e dintorni che si lanciano nell’impresa del trasformare la cena in un’esperienza multisensoriale, servendo insieme ai pasti un’opera originale, magari formulata su misura per l’occasione. In principio furono le cosiddette “cene con delitto”, organizzate in ville e casolari, adesso anche in normali ristoranti e circoli. Dall’antipasto al dolce va in scena il dramma, dopo l’ammazzacaffè si apre la gara: vince chi risolve per primo il giallo. Adesso la moda si sta un po’ sgonfiando. E i ristoratori si inventano di tutto di più. All’Albergaccio di Niccolò Machiavelli, a San Casciano, l’11 giugno prossimo sarà un concerto di musica classica ad allietare il pasto, mentre il 17 tra i tavoli andrà in scena una rappresentazione teatrale tratta dal romanzo “Le Notti Bianche” di Dostoevskij. “Da un paio d’anni cerchiamo di organizzare una serata del genere almeno una volta al mese – spiega Salvatore Grieco, che si occupa degli eventi dell’Albergaccio – e con discreto successo. Ogni volta arrivano dalle 20 alle 40 persone, anche un centinaio quando si tratta di mostre di pittura”. Il primo luglio sarà la volta del tango argentino, mentre il 17 dello stesso mese arriverà un match di improvvisazione teatrale. E il menu? “Anch’esso è in tema con la serata - spiega Grieco – in modo da creare un’esperienza unica”. Stesso spirito anima il ristorante San Paolo della Croce, in zona

Certosa, dove si cena insieme agli artisti della stagione Jazzato, che poi si esibiscono sul palco. L’antico refettorio dei frati si è trasformato agilmente in sfondo per spettacoli altamente selezionati, come i prodotti di stagione che finiscono nel piatto. Ambiente ricercato abbinato a musica dal vivo anche a Villa Caruso, a Lastra a Signa. Il pacchetto Caruso Summer Festival, “in onda” da fine giugno a fine luglio, comprende sempre apericena più spettacolo teatrale o concerto. La rassegna giunge quest’anno alla seconda edizione. Al Circolo Rigacci di via Baracca, invece, le cene-spettacolo si susseguono da quattro anni, ogni volta con una for-

Tra una portata e l’altra danza del ventre, tango argentino e performance mula diversa, dal cabaret al giallo e alle pièce teatrali. “E ogni volta – racconta Manuela da dietro al bancone del bar - si mettono a tavola 60-70 persone. Per lo spettacolo ‘Polvere di stelle’ abbiamo dovuto addirittura programmare una replica”. Chi fosse invece in cerca di atmosfere e sapori esotici può fare rotta al ristorante libanese Valle dei Cedri, in zona Santa Croce, dove periodicamente è possibile assistere a esibizioni di danza del ventre durante la cena. L’hummus e i falafel saranno solo l’antipasto della serata.

LA NoVITÀ A Ponte a Ema ha aperto i battenti il 22 Noir

ll burlesque sbarca tra i tavoli

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opo aver conquistato palchi e club di tutto il mondo il Burlesque debutta tra i tavoli di un ristorante. È stato inaugurato il mese scorso in via Chiantigiana 22 il “22 Noir”, ristorante che promette di fondere nel piatto tradizione e nuove tendenze. A partire dal più scherzoso e sexy degli spettacoli. Ispirato alle pin up degli anni ’50, il Burlesque si colloca perfettamente a metà strada tra seduzione e ironia. Lontano anni luce dagli spettacoli riservati ai soli uomini, lo strip tease in salsa burlesca ha affascinato prima di tutto le donne, che adesso lo vanno anche a imparare nelle palestre e nelle scuole di ballo. Ma a cena, tra una pizza e un pacchero al granchio, proprio non si era mai visto. A inaugurare le serate “piccanti” del 22 Noir, lo scorso maggio, la coppia Lucy Lady Ville & Mizzi Mia Grand’Ame, in arte Les Sorcières Sucreés, famose in mezzo mondo per le loro performance in tacchi e reggicalze. Uno spettacolo destinato a diventare un appuntamento fisso tra le pareti scure del 22 Noir,

les

sorciÈres sucreÉs

su cui si aprono grandi vetrate sul verde delle colline fiorentine. Per chi non fosse interessato al genere, c’è sempre un intimo giardino sul retro, dove consumare cenette a lume di candela sotto le stelle. Sempre dedicata a cene riservate, ma per gruppi più ampi, la saletta al primo piano, che si può prenotare anche per intero in occasione di compleanni, feste, meeting di lavoro o presentazioni. L’effetto è d’impatto: arredamento di design abbinato a un menu nel segno della tradizione toscana. Per informazioni e prenotazioni /P.F. tel. 055/641541.


forchette&dintorni

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teNdeNZe/2. Francesco Flachi ha addirittura fatto “doppietta”. Ma non è certo l’unico

...e i calciatori vanno a segno in cucina Prima la panineria, poi un locale: per gestirli ha fatto scendere in campo tutta la famiglia. E anche il viola Gaetano D’Agostino ha seguito il suo esempio Francesca Puliti

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a decisione di appendere le scarpette al chiodo non è stata sua e certo lui l’avrebbe rimandata volentieri. Ma la vocazione da ristoratore Francesco Flachi, ex viola ed ex doriano, l’ha sempre avuta. “Mi è sempre piaciuta l’idea di aprire un locale – racconta – di stare in mezzo alla gente”. Di locali, in verità, ne ha aperti due. Prima è venuta la panineria “Panino di categoria”, in zona Ponte Rosso, a settembre dell’anno scorso. Poi, a soli sei mesi di distanza, l’ex attaccante ha fatto il bis, inaugurando lo scorso marzo il “Flet”. Tre i soci, tra cui un altro compagno di campo, Luca Saudati, ex Milan, “con cui ci dividiamo i compiti”, spiega Flachi. Già, perché fare i conti con i nuovi orari di vita non è stato facile, incastrarli con quelli di sua moglie ancora meno, “ma abbiamo superato il primo anno di squalifica, il secondo - per positività alla cocaina (ndr) - e questo è niente a confronto”. La moglie, in ogni caso, Francesco se la tiene ben stretta, anche lei a lavorare nel nuovo locale di San Frediano. “Tre giorni li passo qui, gli altri tre al Panino – continua – ma lì ci sono anche i miei genitori che mi danno una mano”.

Una gestione tutta familiare, insomma. Che funziona: basti vedere la fila che si forma in fondo a via XX Settembre all’ora di pranzo, per mangiare una delle famose schiacciatine, o l’assembramento di ragazzi davanti al Flet la sera. Certo, anche il nome del proprietario fa gioco. Così come l’assidua presenza degli ex compagni di squadra. Mutu, in particolare, è diventato un cliente affezionato del Panino di Categoria. “Con Adrian siamo diventati molto amici – racconta Flachi – mi viene a trovare spesso, così come io vado al suo ristorante, al Nove”. Il caso Flachi, infatti, non è l’unico. Anzi, sono diversi i calciatori che hanno deciso di investire nel settore culinario. Come Mutu, che ha fatto dell’amata movida notturna un mestiere e ha aperto un ristorante fashion in riva all’Arno insieme ad altri soci. Ed è riuscito comunque a salire all’onore delle cronache anche a causa dei ripetuti furti subiti: champagne e bottiglie di Sassicaia nel bottino. L’ultimo a sfoderare spirito imprenditoriale è stato il centrocampista viola Gaetano D’Agostino. Insieme alla famiglia gestirà la storica “Osteria de’ Macci”, nell’omonima via. La seconda vita (del locale prima an-

Francesco Flachi

in uno dei suoi locali

cora che del calciatore) è cominciata proprio lo scorso 19 maggio. “Firenze mi piace tutta – ha dichiarato D’Agostino all’inaugurazione - e voglio portare avanti la tradizione della cucina toscana. Questa città mi è piaciuta fin dal primo momento,

non per niente ho preso casa in lungarno Ferrucci, che è una zona che mi fa impazzire. Rispetto a Udine è molto diverso il rapporto con la gente”. Solo che adesso i tifosi cominceranno a dargli le pagelle anche in cucina.

ZooM Dal Vivoli a Carapina, quelli che si fanno un nome a suon di coni, vaschette e fantasia

Chef del gelato crescono, tra coni per i Clinton e coppette al salame

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l segreto per farsi un nome in cucina? Osare. Che si tratti dello chef di un ristorante, di un barman o di un mastro gelataio la ricetta è sempre la stessa: scommettere su qualcosa mai provato prima. Così è stato per la gelateria Vivoli, in via Isola delle Stinche, che cominciò a distribuire coppette con il suo famoso cioccolato nel 1930, ben prima dell’avvento di un banco frigo degno di questo nome. E che si ritrovò nel 1999, durante il vertice dei capi di Stato e di governo a Firenze, a preparare una vaschetta da asporto nientemeno che per Bill, Hillary e Chealsea Clinton. Nulla di cui stupirsi, considerato il fatto che qualche

anno prima il gelato del Vivoli era già stato esportato negli Usa: Silvana, una delle gelatiere, fu infatti “rapita” dal proprietario del Divino, uno dei più celebri ristoranti di Los Angeles. E fu così che il gelato fiorentino finì nel cucchiaino di Dustin Hoffman e Harrison Ford. In fatto di “arte gelatiera”, in realtà, quasi nessuno batte Firenze. È qui che è nato uno dei gusti più copiati e amati d’Italia, il Buontalenti, coniato in viale dei Mille dalla gelateria Badiani, mixando panna, crema e una goccia di liquore. Continua a osare ogni giorno, invece, Simone Bonini, mastro gelatiere nonché proprietario del Carapina di piazza Oberdan.

Qui, come lo chef di un ristorante, Bonini propone ogni giorno gusti e abbinamenti diversi in cono e coppetta. L’ultima “follia”, partorita in occasione del Festival del Gelato, è rappresentata dai gusti “salati”: fico e salame, prosecco e culatello, parmigiano reggiano e prosciutto San Daniele, pistacchio e mortadella di Bologna. Ottima alternativa al panino per chi preferisce un cono in pausa pranzo, sfiziosa tentazione per chi ama sperimentare. Per farlo, però, c’è ancora poco tempo: salame e parmigiano lasceranno il bancone di Carapina il 12 giugno. Ma chissà che /F.P. non si tratti solo di un arrivederci.

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attualità

Giugno 2011

LA NOvItÀ/1.

Prevista l’apertura di due agenzie: una centrale e una sul territorio di Firenze

Scandicci, nasce la “banca metropolitana” Prende vita un nuovo istituto di credito cooperativo: entro metà mese si chiuderanno le sottoscrizioni, che hanno già superato quota cinque milioni di euro Luca Squarcialupi

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asso dopo passo, sottoscrizione dopo sottoscrizione, alle porte di Firenze sta crescendo una nuova banca di credito cooperativo, che affonda le sue radici a Scandicci ma che guarda all’intera area metropolitana. L’idea è stata lanciata meno di due anni fa e adesso la banca di credito cooperativo di Scandicci sta prendendo forma: entro metà mese si chiuderanno le sottoscrizioni (che hanno superato quota 5 milioni di euro), mentre la società – secondo le previsioni – nascerà entro il 20 settembre. L’iter burocratico si dovrebbe poi concludere tra febbraio e marzo 2012, quando la nuova banca potrà iniziare a operare sul territorio. Lo zoccolo duro dell’istituto è rappresentato da persone fisiche, in maggior parte imprenditori, lavoratori autonomi e pensionati, provenienti da Firenze e Scandicci, che hanno risposto all’appello e hanno sottoscritto le azioni. Un importante ruolo lo hanno avuto anche le imprese e le associazioni. La parola d’ordine, adesso, è fare sistema: l’istituto scandiccese, una volta entrato in funzione, si dovrà infatti misurare con altre sette banche di credito cooperativo attive nell’area fiorentina. Proprio da Scandicci è stata lanciata l’idea di creare una rete tra queste realtà, una sorta di integrazione che eviti lo spreco di risorse e, soprattutto, una concorrenza spietata. “Ogni banca di credito cooperativo ha la sua identità e la sua visione che spesso coincide con il territorio o la comunità rurale - spiega Giovanni Doddoli, ex sindaco di Scandicci, alla guida del comitato promotore - non ci saranno dispersioni di patrimonio se il progetto di integrazione verrà preso in considerazione”. Un primo incontro per fare il punto sul progetto si è svolto lo scorso 23 maggio, richiamando oltre 500 persone, che hanno tracciato le linee guida e gli obiettivi dell’istituto. I primi progetti esistono già. Il

Cari mamma e papà, anche se sono piccolino, vorrei andare in una scuola o nido qui vicino, dove con tanti bambini poter stare, per disegnare, cantare, recitare, socializzare e giocare!!

“Il Mondo di Pinocchio” è il suo nome, “Asilo nido” il suo cognome.

comitato promotore ha già pensato all’apertura di due agenzie: una, quella principale, nella zona centrale di Scandicci, l’altra sul territorio di Firenze. “Quella che nascerà sarà una banca metropolitana – precisa ancora Giovanni Doddoli – vogliamo misurarci con la grande città, con le opportunità e le problematiche dei soggetti di questo territorio. Quello che stiamo creando è un istituto di credito vicino alle realtà locali e che reinvestirà le sue risorse sul territorio”. Per informazioni: www.bccs.it.

alcuni dei coMponenTi del coMiTaTo proMoTore

LA NOvItÀ/2. Lo strumento per evitare i tribunali è diventato obbligatorio in alcuni casi

Tra i due litiganti? Ora arriva il mediatore P

rima del giudice, prima degli avvocati, prima di un lungo e costoso iter giudiziario. Non è necessario entrare nelle aule di tribunale per risolvere una lite civile o commerciale: il cittadino ha a disposizione lo strumento della mediazione, che di recente è diventata obbligatoria per alcune materie. In concreto, le parti si trovano davanti a un professionista imparziale (iscritto in appositi registri), che aiuta a trovare un accordo amichevole. Nessun avvocato, quindi, meno spese e tempi certi: entro quattro mesi la pratica deve essere infatti conclusa. Una soluzione utile anche per alleggerire i già congestionati ingranaggi della macchina giudiziaria italiana. Dal marzo scorso, prima di arrivare davanti al giudice, i cittadini sono obbligati a percorrere la strada della conciliazione per una gamma di materie che va dai contratti assicurativi e bancari a quelli d’affitto, dalle successioni ereditarie ai risarcimenti danni per responsabilità medica, fino alla diffamazione. A questa lista, dal prossimo anno si aggiungeranno le liti

condominiali e quelle legate alla Rc auto. “I vantaggi stanno nella riduzione dei tempi, delle spese sostenute dai cittadini e dei costi sociali – spiega Brunetta Tarli, dirigente della Camera di commercio di Firenze, che si occupa di mediazione civile – inoltre la conciliazione permette alle parti di ristabilire i rapporti che si sono incrinati, un fatto che, ad esempio, può consentire di mantenere rapporti commerciali, se si tratta di una disputa tra aziende”. La Camera di commercio di Firenze da un decennio offre il servizio di mediazione civile. L’anno scorso sono stati oltre 370 i soggetti che si sono rivolti a questa struttura, da gennaio a metà maggio di quest’anno sono stati 120, con un trend in crescita durante gli ultimi mesi. Per avviare una procedura di mediazione basta un click: è necessario scaricare un modulo (www.fi.camcom. it, nel caso della Camera di commercio fiorentina) da compilare con tutti i dati riferiti alle parti in gioco e alla lite per cui si chiede un risarci/G.C. mento.

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Il caldo si combatte a suon di eventi un mega concerto di George Michael in piazza santa croce e uno dedicato

ALLA fORteZZA

a Ernesto De Pascale con ospite la Bandabardò, ma anche castelli di sabbia

Sfilate, party e novità In arrivo Pitti Immagine

in riva all’Arno, cinema all’aperto con le cuffie e bignami sulla Recherche di Proust. Riccardo Ventrella: “Vogliamo offrire vivibilità a chi rimane in città” Ludovica V. Zarrilli

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a biblioteca delle Oblate per i libri, l’anfiteatro delle Cascine per la musica (di ogni genere) e il complesso delle Murate per cinema, video e tutto ciò che è contemporaneo. Sono questi i tre luoghi chiave dell’estate che sta per iniziare (dal 16 giugno al 25 settembre), una stagione che non vuole lasciare nessuno “a bocca asciutta”, mescolando con sapienza dosi uguali di divertimento e di cultura, quella con la c maiuscola, che non è detto si faccia necessariamente in luoghi noiosi e con gente dalla puzza sotto il naso, anzi. Il programma, che ha la direzione artistica firmata da Riccardo Ventrella, direttore del Teatro della Pergola, e vede il contributo intellettuale di numerosi soggetti (tutti quelli che hanno partecipato a un bando aperto lanciato dal comune e i cui progetti sono stati selezionati) avrà, al posto di pochi grandi eventi, una serie numerosissima di micro momenti di grande spessore, di cui lo stesso direttore ci ha parlato. Come sarà questa Estate Fiorentina? Sarà un’estate che punta molto ad offrire vivibilità a chi rimane in città, offre spazi per incontrarsi, per fare delle attività e per pensare. Per vivere Firenze per due mesi e mezzo in maniera diversa. Molta attenzione è stata data allo studio di eventi adatti a tipologie di pubblico differenti. In questo senso mi piacerebbe che alcuni posti topici delle notti fiorentine come ad esempio la spiaggia sull’Arno, piazza Annigoni e piazza Tasso, non si accontentassero della limitante patente del “birraio” ma diventassero anche un punto di ritrovo in grado di offrire servizi alla collettività stando aperti anche durante il pomeriggio. Le parole eventi e curiosità cosa le fanno venire in mente? Mi viene in mente un evento straordinario, una gara di castelli di sabbia alla spiaggia di San Niccolò il giorno di Ferragosto, un’occasione che invoglia non solo a fare qualcosa di diverso ma anche a vadere la città da una prospettiva diversa. E poi mi viene in mente anche un cinema

la spiaGGia sull’arno

all’aperto speciale allestito alle Murate dove, per dare la possibilità a chi lo vuole di usufruirne senza dare fastidio ai residenti, verranno distribuite delle cuffie ad ognuno dei partecipanti. E ancora una serie di incontri alle Oblate a metà strada tra spettacolo e divulgazione, che permetteranno poi di sostenere una conversazione brillante sulla Recherche di Proust senza aver letto necessariamente i dodici volumi. L’evento di apertura?

Sarà un concerto all’Anfiteatro dedicato a Ernesto de Pascale (amatissimo giornalista e musicista scomparso a febbraio) con una serie di amici sul palco, tra i quali la Bandabardò. Il nome più altisonante? George Michael, che si esibirà in piazza Santa Croce il 10 settembre. Un’estate vivace e terogenea, che dà voce alle voci del territorio, offrendo nuovi spunti per pensare la città.

...e QueLLA fIeSOLANA. Fo, Travaglio e Allevi alla 64esima edizione della kermesse

Sul colle una stagione a ritmo di cultura È

una stagione all’insegna della cultura, del divertimento e degli spettacoli di qualità quella che sta per cominciare sul colle etrusco. Squilli di trombe e rulli di tamburi per la 64esima Estate Fiesolana che si preannuncia, mai come quest’anno, ricca di eventi e di ospiti di portata internazionale che calcheranno non solo il palcoscenico del Teatro Romano, ma anche quello fiorentino dell’anfiteatro delle Cascine con cui Fiesole ha stretto una partnership. Dario Fo e Franca Rame, Giovanni Allevi, Max Gazzè, grupo Compay Segundo, Cassandra Wilson e poi Beppe Grillo e Marco Travaglio, sono solo alcuni delle star che si esibiranno nel corso della kermesse lunga quasi un mese e mezzo. “Anche quest’anno con un grande sforzo il Comune di Fiesole finanzia questa importante manifestazione attraverso il sostegno esterno e senza incidere sul proprio bilancio – spiega il sindaco Fabio Incatasciato -. Un ricco calendario fra musica, incontri e spettacoli che fa sì che la kermesse sia una delle più importanti fra i festival estivi del panorama toscano e nazionale”. Si comincia il 20 giugno con la musica classica degli allievi della Scuola di musica di Fiesole e si prosegue

con le sonorità raffinate di Vivere Jazz: il Grupo Compay Segundo farà rivivere la tradizione del “Buena Vista Social Club” (19/7) mentre Mike Stern, chitarra eclettica che riscalderà con la sua band l’Anfiteatro delle Cascine (6/7), e Cassandra Wilson (18/7), la più grande jazz vocalist vincitrice di due Grammy Awards, che salirà sul palco del Teatro Romano dopo 15 anni di assenza in Toscana. La collaborazione fra Comuni, che traccia anche una linea ideale tra i due teatri, porterà inoltre il Premio Nobel Dario Fo a raccontare a Fiesole le novelle del Boccaccio “rivedute e scorrette” insieme alla moglie Franca Rame (26-27/7), dopo essere passato da Firenze per incontrare il pubblico. Novità di questa edizione, un teatro che parla di attualità con Beppe Grillo, di ritorno dai suoi successi a Londra e Parigi, per parlare della rivoluzione della rete, la scena costituita da un grande schermo per uno spettacolo sempre work in progress (16/7); e con Marco Travaglio che, dopo aver registrato il tutto esaurito nei teatri d’Italia con “Promemoria”, presenta il suo nuovo show con la partecipazione di Isa/C.G . bella Ferrari, “Anestesia totale”, fra disinformazione e politica.

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biti, lustrini e una carrellata di eventi che lascia presagire una nuova spumeggiante stagione. E’ tutto pronto per l’edizione numero numero 80 di Pitti Immagine Uomo, che apre i battenti alla Fortezza da Basso il 14 di giugno (fino al 17, ndr) e ragala alla città l’anteprima della moda maschile della primavera-estate 2012. Circa 1000 i marchi alla Fortezza, a cui si aggiungono le 80 collezioni donna protagoniste a Pitti W alla Dogana, per un totale di quasi 1.100 collezioni presentate. Il ruolo del salone come punto di riferimento sulla scena internazionale è dimostrato dai numeri delle aziende e dalle richieste di partecipazione, in continuo aumento a ogni edizione. E poi c’è il pubblico dei compratori: all’ultima edizione estiva di Pitti Uomo, su un totale di oltre 32.000 visitatori, sono stati 19.200 i buyer arrivati a Firenze dalle boutique e dai concept store più importanti del globo. Guest fashion designer sarà Scott Sternberg con Band of Outsiders. La sera di mercoledì 15 giugno in una location d’eccezione, la ex-Manifattura Tabacchi, Scott Sternberg presenterà la nuova collezione 2012assieme alle collezioni donna Resort 2012 di Boy. Lo special event di Pitti W n.8 sarà invece Rodarte, l’acclamato brand californiano di Laura e Kate Mulleavy, già sotto i riflettori delle ultime passerelle newyorkesi e del red carpet di Hollywood. La sera di giovedì 16 giugno, le Rodarte presenteranno in anteprima assoluta e con un evento site specific, una Special Collection e la prima monografia a loro dedicata. A fare da contorno agli eventi più “istituzionali”, ecco arrivare una serie di feste e festicciole collaterali che coinvolgeranno direttamente la città, i suoi abitanti e gli ospiti di passaggio, per un fine settimana all’insegna della moda e della movida. Da non perdere Firenze & Fashion, serata (14/6) in cui tutti i negozio del centro, con epicentro tra piazza della Repubblica, piazza Strozzi e via Porta Rossa rimarranno aperti fino alle 24. Una volta terminato il via vai di Pitti Uomo, ecco arrivare puntualissimi i baby modaioli di Pitti Bimbo (23-25 giugno) che prenderanno possesso delle passerelle per poter mostrare al pubblico il meglio della moda per under 13 e dulcis in fundo arriva Pitti Filati che dal 5 al 7 luglio porterà in città il meglio dei tessuti prove/B.B. nienti dai cinque continenti.


cultura

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L’APPuNtAMeNtO. Tre giorni di visite, concerti, mostre e seminari per celebrare l’Unità d’Italia

150 anni insieme alla Fratellanza Militare Sauro Deledda

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rte e cultura: è questo il binomio che caratterizzerà uno degli eventi clou per i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia. A organizzare la manifestazione “Un’Associazione, una Nazione”, che si terrà a Firenze il 18, 19 e 20 giugno, è la Fratellanza Militare, la cui storia si lega fortemente a quella della nostra patria visto che furono i reduci garibaldini e i reduci dell’esercito nazionale risorgimentale a fondarla nel 1876. Nel corso di questi anni i suoi militi e i suoi volontari sono sempre stati partecipi di tutte le vicende più significative. L’impegno nell’alluvione del 1966, l’attentato dei Georgofili nel 1993 fino al terremoto che nel 2009 ha distrutto L’Aquila, solo per citarne alcuni. Un impegno quotidiano, silenzioso, al fianco dei soggetti più vulnerabili della società. “Per tutta questa serie di ragioni – spiega Filippo Allegri, presidente della Fratellanza Militare di Firenze – non potevamo non celebrare questo appuntamento così significativo. Abbiamo voluto onorare il nostro Paese nel segno di quella concretezza che da sempre ci contraddistingue, facendo di questa ricorrenza un momento di riflessione e di rivisitazione della nostra lunga militanza a favore degli altri”. L’evento è del tutto gratuito e prevede visite guidate, concerti, mostre e seminari. Tre giorni in cui scoprire

e riscoprire la nostra città guardandola con occhi diversi e da diverse angolazioni. Sarà possibile ammirare scorci e angoli finora celati e che per l’occorrenza potranno essere fruiti dal grande pubblico. “Un’Associazione, una Nazione” sarà inaugurata in grande stile con l’apertura del complesso monumentale di Santa Maria Novella, grazie alla collaborazione dell’Arma dei Carabinieri, dell’Officina del Profumo-Farmaceutica di S. Maria Novella (di cui sarà possibile visitare il museo), del Comune, del Ministero dell’Interno e dell’Opera per Santa Maria Novella. Si potranno rivivere i fasti rinascimentali camminando nel Chiostro della Sindicheria o nel Chiostro Verde. La vista avrà un “sussulto” nel contemplare il Cappellone degli Spagnoli, il Chiostrino del Dati o la Cappella di Baldassarre di Simone degli Ubriachi. Tra gli eventi speciali anche la mostra sull’associazionismo risorgimentale e il concerto Viva Verdi, “un omaggio all’arte italiana del canto, della musica e del teatro - sottolinea Lucia Cavina, Comandante di Compagnia della Fratellanza Militare - nei giorni della manifestazione si avrà libero accesso alle sedi dell’associazione Reduci Garibaldini, dell’Associazione Mazziniana Fiorentina e della Fratellanza Artigiana d’Italia, dove sarà possibile visionare un commovente e raro patrimonio di documenti e

Filippo alleGri

insieMe al presidenTe della

repubblica GiorGio napoliTano

cimeli del periodo risorgimentale”. In ultimo, e non certo per importanza, la presentazione del volume “Un’associazione, una nazione. Un secolo e mezzo di storia della Fratellanza Militare di Firenze” nella sede del Consiglio Regionale

della Toscana, “un’occasione – conclude Cavina – per discutere dell’associazionismo di matrice risorgimentale. L’evento del 18, 19 e 20 giugno sarà un inno alla bellezza, all’operosità e alla libertà del nostro Paese”.

L’INIZIAtIvA. Tre amici hanno creato un circolo per amanti della lettura e non solo

Tutti attorno a un tavolo, nel nome dei libri N

el rispetto di una secolare tradizione che prende ispirazione dall’antica Accademia dei Percossi, ma anche dal salotto romano di Cristina di Svezia e dai circoli parigini dell’Ottocento, si ritrovano con cadenza mensile i membri del Circolo Letterario di Firenze, organizzato con successo, da ormai quasi due anni, dall’Associazione Culturale Small Room. Un gruppo affiatato, nato dall’iniziativa di tre ragazzi: Mirko Tondi, Claudia Moretti Pananti e Claudio Francardi. Già facenti parte della compagnia teatrale “I Rene-Fiz”, i tre hanno deciso di unire le forze per promuovere la cultura in

città e richiamare l’interesse di altri appassionati di lettura. Il gruppo, cresciuto col procedere degli incontri e divenuto poi una sicurezza nel panorama culturale cittadino, forse non è l’unico a riunirsi con l’intento di condividere i propri pareri riguardo alle letture svolte, ma senz’altro il più vivace e informale tra i ritrovi di questa natura. Il Circolo Letterario di Firenze unisce amanti della letteratura giovani ad altri più navigati, poeti, scrittori e assidui lettori. Ognuno è libero di portare e leggere i propri scritti, nel corso di ogni incontro. Oltre a dare spazio agli autori emergenti, il Circolo si propone

di affrontare la lettura di un testo specifico o l’approfondimento di un tema particolare ogni mese, che sarà spunto di discussione all’appuntamento successivo. Per far parte di questo gruppo non occorre alcuna tessera di iscrizione, né esistono quote da versare. Nel periodo estivo (a eccezione del mese di agosto, in cui si ferma), il Circolo viene ospitato dalla Caffetteria delle Oblate, al secondo piano della biblioteca. Il giorno di ritrovo è in genere l’ultimo martedì del mese, in orario serale (a cominciare dalle 21,30). Info: circololetterario@hotmail.it oppure circolo/C.D.N. letterariofirenze.blogspot.com.

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fIOReNtINA. L’esplosione dell’ex giocatore del Pisa per molti è stata una sorpresa

Cerci: da Massimo Ciavarro a Messi? si è conquistato il “titolo” di dottor Jekyll e mister Hyde della serie A da poco conclusa. Dai fischi della curva ai cori: nel mezzo gol e sprazzi di buon gioco. ora lui se la ride e assicura: “una rivincita personale”

alessio cerci

Andrea Capretti

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eo Messi o Massimo Ciavarro? Fenomeno potenziale o oggetto di ululati e fischi della curva? L’ultima versione calcistica del letterario dubbio, Dottor Jekyll o Mister Hyde, va in scena a Firenze e ha la faccia sorridente di Alessio Cerci. Otto gol in maglia viola, quattro consecutivi spalmati su due partite, ed ecco che la stessa città, lo stesso stadio che appena lo scorso febbraio copriva di insulti e fischi preventivi il ragazzo tutto riccioli e dribbling si coccola il suo nuovo idolo. “Non è giusto fischiare a priori Cerci”, aveva sbottato Mihajlovic tempo fa, dopo la gara con il Genoa. Oggi nessuno lo vuole ammettere, ma l’ambiente viola è pieno di sguardi del tipo “chi è ora quello scarso?”. Non manca chi sostiene che ci sia una buona dose di verace ironia toscana dietro ai cori pro Cerci, soprattutto dopo che in qualche intervista all’ex giallorosso erano scappati paragoni a metà tra il sognante e

la troppa sincerità con mancini di lusso, quali Robben o il divino argentino, ma la sostanza è che l’euforia attorno al ragazzo è palpabile e dimostrata dall’assedio dei tifosi a caccia di foto e autografi dopo le ultime partite. Cerci ci ha messo del suo regalandosi gol e continuità, anche nelle gare in cui la Fiorentina si è squagliata prima del tempo. La favola del brutto anatroccolo che si trasforma in cigno non è nuova, ma quella di Cerci sembra una vera riedizione a tinte viola. Basti ricordare che sempre pochi mesi fa, nell’imbarazzo generale, a un’asta di beneficenza con le maglie dei giocatori della Fiorentina un solo lotto andava deserto: quello con le offerte per la 24 di Cerci. “Il momento è davvero positivo e diciamo che questa è una sorta di rivincita personale”, ha raccontato il 23enne di Valmontone, cresciuto nelle giovanili della Roma a suon di giocate di classe e paragoni illustri, per uno dei tanti romanisti a cui si chiedeva di continuare la dinastia dei campioni fatti in casa dopo Totti e De Rossi. Ci aveva creduto persino Fabio Capello, che nel giugno 2008 gli faceva assaggiare la serie A ad appena sedici anni e mezzo.

Debutto precoce, infortunio immediato per Cerci che va a farsi le ossa a Brescia prima e a Pisa poi. Ventura gli pennella un ruolo da esterno offensivo nel 4-2-4 dei nerazzurri, ricambiato con dieci gol nel campionato di serie B (record personale), ma il destino chiede subito il conto con due infortuni alle ginocchia. Stessi colori, una categoria più in alto, ma per Cerci la magia non si ripete con l’Atalanta nel 2008-09, e così ecco il ritorno a Roma, in cerca o in attesa di una nuova occasione. Quella che in estate gli ha offerto la Fiorentina, condita da un ricco contratto quinquennale dietro cui si è trincerato anche il ds Corvino quando tutta la città gli chiedeva di sbarazzarsi di quel ragazzo troppo innamorato del pallone e delle grosse macchine. Una rombante Maserati, parcheggiata e multata a ripetizione nelle zone più proibite del centro storico. Poi i gol che cambiano tutto e Jekyll Cerci, rispetto al suo lato oscuro, sembra aver imparato pure come godersi i suoi momenti migliori: “Se stasera parcheggio in piazza Duomo? No, sto a casa che è meglio”. Insomma, se una doppietta ti cambia la vita, figurarsi due…


sport

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IL PuNtO. Dopo aver chiuso al nono posto, la squadra è pronta a rinnovarsi e ripartire

Una stagione da buttare. O forse no Cristina Guerri

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on tutto è da buttare via di questa malinconica stagione da eterna insoddisfatta per la Fiorentina. Anche se, e qui saranno tutti d’accordo, molte cose non sono andate

come avrebbero dovuto. A partire da Sinisa Mihajlovic. Non era facile cancellare Cesare Prandelli dalla mente di tutti. Anche dei giocatori. Che non hanno certamente aiutato il serbo nel suo percorso sulla panchina viola. Gli infortuni, poi, sono stati continui, e hanno colpito molto spesso chi doveva guidare la squadra

In un anno caratterizzato dal lungo stop di Jovetic, dai problemi di Mutu e da tanti infortuni, il finale è stato incoraggiante

verso risultati più soddisfacenti. Vedi Jovetic, messo ko addirittura prima che cominciasse la stagione. Ma anche D’Agostino, Montolivo, Vargas, Santana. E Mutu (che non era infortunato ma squalificato per il caso sibutramina), solo per citarne alcuni. E tutte queste componenti hanno fatto sì che la Fiorentina disputasse (e terminasse) la stagione al di sotto delle sue aspettative. Sopratutto quando i giochi erano ancora tutti da scrivere. Un inzio di campionato abbastanza turbolento, con otto sconfitte (compresa quella con l’Inter, al Franchi, giocata però a metà febbraio) nel girone di andata. Nel ritorno, i ko sono stati molti meno, e questo è sicuramente l’aspetto positivo da sottolineare. L’arrivo di Behrami nella finestra del calciomercato invernale ha consentito a Mihajlovic di colmare alcune lacune nel centrocampo. Ma anche il recupero di Vargas non va dimenticato, con il peruviano che ha ridato nuova linfa alla corsia sinistra. Per non parlare del redivivo Cerci, rinato nella parte finale della stagione. Da vituperato a idolo della Curva Fiesole. Che per scherzo lo ha paragonato addirittura a Messi per le sue prodezze. Insomma, dicevamo che, nonostante tutto, qualcosina di buono si è visto. Malgrado la classifica, che non regalerà nemmeno quest’anno un piazzamento in Europa, ma che proprio per la fase conclusiva della stagione può comunque far pensare bene per il futuro. Prima di tutto ci sarà il mercato, e una rosa quin-

di da rinnovare e rinforzare, stando sempre attenti al monte ingaggi. Ai vertici della piramide ci sarà sempre Mihajlovic. Qualche giocatore, invece, se ne andrà. Chi è ancora troppo presto per dirlo, ma la prossima stagione potrebbe vedere una Fiorenti-

na rivoluzionata. Ci sono i giocatori in scadenza (Donadel, Santana, Comotto), ci sono quelli che vogliono andarsene (Montolivo, Frey, etc..). Tutto è da scrivere, con la speranza di ritrovare la stessa Fiorentina entusiasmante di qualche anno fa.

AMARcoRD Genova, 3 giugno 1956: il primo scudetto

Una sconfitta dolce dolce

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arti, Magnini, Cervato, Chiappella, Rosetta, Segato, Julinho, Gratton, Virgili, Montuori, Prini. Loro sì che il 3 giugno se lo ricordano bene, perché mai sconfitta fu più dolce per la Fiorentina e i suoi tifosi. A Genova, il 3 giugno 1956 la squadra allenata da Fulvio Bernardini perde contro il Genoa 3 a 1, ma è l’unica partita persa in campionato, nonché l’ultima di giornata, e non ci sono più limiti alla festa per il primo scudetto della storia viola. La Fiorentina si cuce sul petto il tricolore (cosa che ha fatto solo un’altra volta nella sua storia) e corona una rincorsa alle grandi del calcio iniziata negli anni ’50 e culminata nello scudetto ‘55’56, dopo quattro piazzamenti consecutivi tra le prime cinque della classifica. Un’annata magica, iniziata con i colpi di mercato del presidente Befani, Julinho

e Montuori, accesa dal roboante successo per 4-0 sulla Juventus in avvio di campionato (bissato con un 2-0 al ritorno) e diventata una cavalcata trionfale, dopo il primo posto conquistato all’ottava giornata e mai mollato fino alla fine. Trentatré risultati utili consecutivi, campione d’Italia con cinque giornate di anticipo, dodici punti di vantaggio sulla seconda, il Milan. Numeri di un torneo storico e di un ricordo indelebile, come i 21 gol di “Pecos Bill Virgili”, le parate di Giuliano Sarti, la costante presenza di Gratton e Segato (disputando tutte e trentaquattro le gare stagionali), i dribbling di Julinho e le giocate di Montuori. Così, il giugno del 1956 divenne indimenticabile per tutto il mondo viola, al punto che quasi tutti i giocatori di quel periodo hanno deciso di vivere a Firenze al ter/A.C. mine della loro carriera.

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Giugno 2011

sport nel quartiere

Calcio. Un passato all’Audace Legnaia e un presente ricco di soddisfazioni al Club Sportivo

Paolo Borghini, una vita da mediano Carlo Marrone

La sua nuova avventura è cominciata nel 2009: ora si gode la sua veste

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di allenatore-giocatore, indossata quando i risultati stentavano ad arrivare

opo ventidue anni all’Audace Legnaia, con la morte del presidente, arrivano le prime incomprensioni tra Paolo Borghini e un dirigente della società, che si trasformano in problemi e sanciscono alla fine il loro divorzio definitivo. Inizia così, nel novembre 2009, la nuova avventura al Club Sportivo Firenze, dapprima come giocatore e dall’inizio della seconda metà di campionato come allenatore-giocatore. Una scelta fatta dalla società nel momento in cui i risultati stentavano ad arrivare. Lo spogliatoio ha consacrato questa carica, il campo ha scritto la parola “salvezza”. Un passato calcistico scritto con l’Audace Legnaia, perché il Club Sportivo? Quando sono arrivato al Club Sportivo sulla panchina c’era il mio amico Moretti, poi devo ammettere che la società è vicino casa, quindi la scelta verso questa squadra è derivata anche da esigenze familiari. Come è stata l’accoglienza al suo arrivo? Mi sono trovato subito bene, una società che ti mette a tuo agio, che ti fa sentire in famiglia, una società che predilige il rispetto per la persona, che ti protegge dalle pressioni. Cosa è cambiato dal suo arrivo? E’ cambiato lo spirito con cui si affrontavano le partite, sono un mediano, un giocatore di carisma, di carattere, ho cercato di trasmettere questa caratteristica ai miei compagni. Inizia il campionato 2010/2011, come siete partiti? Siamo partiti con un nuovo allenatore Donadi che ha pagato lo scotto del salto di categoria, ci sono stati due grandi flessioni durante la

e che ha subito dato i suoi frutti: la squadra ha conquistato la salvezza prima fase di campionato, la posizione in classifica non prometteva bene. Cosa è successo? A gran voce dallo spogliatoio è partita la richiesta di avermi come allenatore. La società come si è comportata? La società, a causa di un’esperienza passata negativa, mi aveva chiesto di dedicarmi esclusivamente a allenare la squadra, appendendo le scarpette al chiodo. Lei come ha reagito? Il calcio è divertimento, e per divertirsi bisogna giocare. Sono un mediano, non rinuncerò a scendere in campo, da qui il compromesso dell’allenatore-giocatore. Alla fine i numeri le hanno dato ragione? Si, è stata una scommessa vinta, una salvezza meritata. Come si è trovato in questa nuova veste? Non è stato facile, mi sono ritrovato in un gruppo di ventitré giocatori, ho dovuto scegliere, molti sono andati in tribuna, ma ho cercato di dare spazio a tutti. Se si dovesse dare un voto come allenatore e come giocatore… Come allenatore bisognerebbe chiederlo alla società o ai compagni, come giocatore mi assegno un buon voto, non mi sono mai arreso, inoltre avevo la difficoltà di allenare mentre giocavo. Il ricordo più bello? Una partita a Santa Brigida: vittoria storica.


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PALLANuOtO. La Final Eight della World League alla Costoli

Un mini Mondiale a Firenze Simone Spadaro

NuOtO. A tu per tu con Axel Belig

Un campione in acqua (e fuori) Prossima tappa, le paralimpiadi

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incere nella vita prima che nello sport. È la bellissima storia di Axel Belig, campione di nuoto con la sindrome di down. Entrati in casa del campioncino si capisce subito di che stoffa sia fatto: nell’ingresso, come arredamento, Axel ha medaglie e coppe: quasi tutte di un solo colore, oro. Al 17enne non piace arrivare secondo. Il nuoto ha pienamente compensato una vita di molti sacrifici. Inizialmente non è stato facile, per lui. Per i bambini con la sindrome di down lo sport è visto esclusivamente come ludo, perchè non tutti hanno il carattere per l’agonismo. Per arrivare a muoversi come un pesce in acqua, il fiorentino ha dovuto allenarsi a Prato. A Firenze ha trovato molti istruttori che gli hanno permesso di nuotare,

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al 21 al 26 la piscina Costoli di Firenze ospiterà la Final Eight della World League di pallanuoto maschile. All’appuntamento fiorentino, che qualificherà alle Olimpiadi di Londra 2012, parteciperanno quattro squadre europee suddivise in due gironi: Serbia (campione in carica), Usa, Cina e Italia (paese ospitante); Canada, Australia, Croazia e Montenegro. La Rari Nantes Florentia è stata chiamata, dalla federazione italiana nuoto, a supportare organizzativamente l’evento. “Firenze – sottolinea il vicesindaco Nardella – torna a ospitare un grande appuntamento di questa disciplina dopo gli Europei del 1999. Assieme alla Fin, che ringrazio unitamente alla Regione Toscana e alla Provincia di Firenze, abbiamo elaborato un progetto che fra poco più di un mese ci porterà a vivere un evento di grande importanza. Fin d’ora posso affermare che ci impegneremo per ripagare la fiducia che ci è stata concessa e assicuro qualità organizzativa e bellezza di un impianto come la Costoli che stiamo sottoponendo a manutenzione straordinaria”. In previsione di questo appuntamento l’Amministrazione comunale ha eseguito una serie di interventi per complessivi 200.000 euro. La piscina Costoli avrà una capienza, a lavori ultimati, per 2200 spettatori. Ogni giorno si disputeranno quattro partite: ore 16, 17.30, 19 e 20.30, con l’Italia che giocherà sempre la gara serale. Già decisi i due gironi con l’Italia di Sandro Cam-

sport

Giugno 2011

pagna nel raggruppamento A insieme a Stati Uniti, Serbia e Cina. Nel B Montenegro, Croazia, Canada e Australia. Tre gare eliminatorie poi sfide incrociate prima contro quarta e seconda contro terza, semifinali e finali. Biglietti popolari (10 euro) validi per l’intera giornata di gare. “Abbiamo fortemente voluto questa manifestazione – ha detto il Presidente della FIN Barelli – vincendo la concorrenza di altre nazioni. La finale di quest’anno assume poi un significato particolare perché qualifica alle Olimpiadi di Londra e l’Italia giocherà per centrare l’obiettivo. In caso contrario ci giocheremo la qualificazione ai mon-

diali di luglio a Shangai”. Fiducioso il CT Sandro Campagna: “Siamo cresciuti negli ultimi anni e proveremo a conquistare la qualificazione diretta alle Olimpiadi a Firenze. Già dal 18 giugno ci alleneremo a Pontassieve – aggiunge il selezionatore – e puntiamo ad organizzare un’amichevole con la Cina a Pontassieve il 19”. Un’occasione da sfruttare per il Presidente della Rari Pieri: “Abbiamo bisogno che Firenze si accorga di questo sport e tutti si accorgano della Rari – ha detto il numero uno biancorosso – per far crollare il muro eretto attorno alla pallanuoto che rischia di sparire”.

L’arredamento della sua casa è fatto di coppe e medaglie divertirsi, ma mai di crescere come avrebbe voluto. Quindi il grande passaggio allo Special Team Prato, che ha come allenatore Antonio Venturi, che svolge anche il ruolo di Direttore Tecnico, mentre l’altra allenatrice è Olivia Lombardi. Questo ha comportato alla famiglia non pochi sacrifici, che sono stati ripagati dalle tante soddisfazio-

aXel beliG,

la sFida conTinua

ni che sa regalare Axel, prossimo anche ad andare alle paralimpiadi. Difenderà i colori dell’Italia, di Firenze e tenterà di vincere come sempre, come ogni sportivo, perché arrivare secondi, per un atleta, è una mezza sconfitta. L’impegno è tagliare per primo il traguardo, dare il massimo, solo così si vince sempre. Axel lo ha fatto. Inoltre ha una spiccata propensione per la buona musica. Recentemente è andato a un concerto con una compagna di squadra “speciale” a vedere Gianna Nannini, dedicandole questo avvenimento. Ma è stata una parentesi: tra un po’ ci saranno le gare, quindi è obbligatorio tornare in acqua ad allenarsi. Nel suo diario sono segnate tutte le “tappe” sportive: un calendario pieno. In bocca a lupo per il Mondiale e per i giochi olimpici, Campione. E la C maiuscola /L.M. è dovuta.


sport

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tIRO AL vOLO. Il Wonder Boy continua a stupire il mondo: per lui altre due medaglie d’argento

Campriani ancora re della carabina Lorenzo Mossani

Benning lo scorso anno, sono felice di essere tornato”. L’azzurro dell’Esercito aveva concluso la gara in prima posizione con 599 punti riportando in finale il punteggio di 101.8 e finendo a pari merito con il francese (700.8). Bronzo al cinese Qinan Zhu. In finale anche l’altro azzurro in gara Marco De Nicolo (Fiamme Gialle) che ha chiuso la gara in settima posizione. Pochi giorni dopo Wonder Boy ha riprovato a salire sul gradino più alto. In gara anche Marica Masina e Petra Zublasing, ambedue del gruppo sportivo carabinieri, nella carabina sportiva 3 posizioni donne. Nella quarta giornata di gare della Coppa del Mondo di tiro a segno infatti Campriani è salito nuovamente sul podio nella carabina. Dopo l’argento nella carabina a 10 metri, l’azzurro ha bissato nella specialità a fuoco a 50 metri il secondo posto appena conquistato. Questa volta è stato difficile raggiungere il cinese Qinan Zhu. Il plurimedagliato 26enne tiratore cinese (23 medaglie in coppa del mondo) sarà sicuramente uno degli avversari da battere a Londra 2012. Niccolò Campriani termina così la finale in seconda posizione. Questa volta il nostro portacolori è più felice: “Sto lavorando molto sulla posizione in ginocchio e adesso è ok”. Terzo lo svizzero Simon Beyeler, che conquista anche la carta olimpica. Per lui prima medaglia in coppa del mondo. Nulla di fatto per i tiratori di casa Emmons e Hein, che si sono fermati in quinta e settima posizione.

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l nostro Wonder Boy è uno dei più forti tiratori di sempre, ancora una volta ha conquistato due medaglie in Coppa del Mondo. Ancora una volta Niccolò Campriani è un vanto per Firenze, ancora una volta è uno degli atleti più accreditati per una medaglia a Londra 2012. “È un buon risultato ma è mancato l’oro, in bocca rimane un sapore agrodolce”. In gara non sono mancati emozioni e colpi di scena alla terza tappa di Coppa del Mondo di tiro a segno a Fort Benning. Nella prima finale della carabina a 10 metri, la specialità del nostro Campriani, è stata una battaglia di nervi. Il francese Pierre Edomond Piasecki e la stella azzurra sono stati protagonisti di un testa a testa, terminando a pari merito con 700.8. Necessario lo shootoff che ha assegnato l’oro al francese per un decimo di punto: 10.1 per contro 10.0 per l’azzurro che conquista l’argento. Solo sfortuna. Al termine del duello Piasecki ha dichiarato: “Campriani mi ha battuto per un decimo di punto nell’ultima Coppa del Mondo a Sydney, ora toccava a me salire sul gradino più alto del podio”. Poi ha continuato sorridendo: “È stata una grande finale, sono molto soddisfatto. Campriani è un buon amico e lo considero tra i migliori tiratori al mondo, non è stato facile batterlo”. Campriani ha poi commentato: “Ho iniziato a vincere l’oro in Coppa del Mondo proprio qui a Fort

RUGBY, TUTTI GLI AGGIORNAMENTI E LE NOVITÀ SU

CALCIO. Bellissimo gesto durante una partita giovanile: protagonista un allenatore

E su un campo di calcio si rivide il fair play

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n gesto plateale, un gesto che si vede raramente nei campi da gioco giovanili. Ormai, purtroppo, anche lì sembra il risultato essere il vero leitmotiv delle partite. Anche sugli spalti si sente urlare di tutto: insulti all’arbitro, ad allenatori e anche agli avversari. Certe volte i bersagli sono bambini che non hanno nemmeno l’età da Giovanissimi. Gli esempi ci sarebbero in negativo, ma a fare (purtroppo) notizia è stato il bel gesto di un allenatore, Giacomo Baldini, nella partita San Giusto–Audace Legnaia. Giacomo, allenatore di quest’ultima squadra, ha preso una decisione esemplare. L’arbitro aveva appena fermato il gioco nella

BASKet. La Claag vince e si salva contro Caorle

Ora si pensa alla Lega 3 F inalmente è arrivata la salvezza. Nell’ultima gara della stagione la Claag Firenze, infatti, ha trovato il successo più importante sul parquet di casa, conquistando la permanenza nella categoria davanti al suo pubblico. Non è stata un’impresa facile per i ragazzi di Aprea, che hanno dovuto fare i conti con un avversario – l’Euromobil Caorle – pieno di grinta e determinazione: qualità che gli hanno permesso di rispondere colpo su colpo agli attacchi dei fiorentini, mantenendo il risultato su un perfetto equilibrio. In sintesi Firenze la salvezza se l’è dovuta sudare, ma alla fine grazie ad un Rath in versione super e ad un’ottima prestazione di Marchini, i biancorossi hanno potuto gioire per un risultato meritato e importante e sei poi arrivasse anche la Lega 3 l’anno prossimo tutto sarebbe ancora più fantastico, ma adesso torniamo al passato prossimo. Con Caorle è stata una salvezza sudata, tanto che l’intervallo si è chiuso sul parziale di 34-28. La ipresa si apre all’insegna dell’equilibrio. Il proseguimento del tempino, infatti, si mantiene su un perfetto equilibrio: ad ogni colpo di Firenze, Caorle risponde con Franceschin e Pettarin. I gialloblù riescono anche a pareggiare i conti con Deguara, ma prima della sirena i biancorossi vanno

nuovamente a canestro con Marchini, chiudendo sul risultato di 51-49. Cardiopalma. L’ultimo quarto è ancor più entusiasmante. A 3’ dalla fine il tabellone segna 68-61: Firenze questa volta stringe le maglie difensive, trovando penetrazioni vincenti nel muro gialloblù. I canestri di Russo e Sanna, nei secondi restanti, suggellano la vittoria della Claag, che può così festeggiare la permanenza nella categoria. Onore infine ai ragazzi di Ostan, che si sono battuti con determinazione in tutti e tre gli incontri, dando filo da torcere ai fiorentini anche in gara 2 e gara 3. Dopo la sirena è già forse il tempo di pensare a realizzare il sogno che si /Car.Mar. chiama Lega 3.

metà campo avversaria perché un bambino del San Giusto era rimasto infortunato. Il direttore di gara fa riprendere il gioco, Giotti spara la palla più lontano possibile, la palla va in rete. Qualcuno esulta, Giacomo no. Chiama la sua squadra intorno a sé, e dà una pacca sulla spalla a tutti. Alla ripresa del gioco il Legnaia è immobile. Il San Giusto pareggia. Applausi da parte di pubblico, avversari e dirigenti della sua società. Quel gesto ha smosso il cuore di tutti. “Nel calcio giovanile - commenta l’allenatore - il fair play è un vocabolo che quasi non esiste più. Questo è stato un gesto per cercare di far dare alle partite il giusto peso. Il

nostro compito è quello di far crescere uomini, non necessariamente nuovi Batistuta...”. Com/Lor.Mos. plimenti, Giacomo.

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te. Inoltre, esaspera la totale mancanza di risposte da parte di chi dovrebbe fornire spiegazioni e trovare soluzioni. Ci si sente totalmente inermi. E’ come se i problemi dei cittadini non contassero assolutamente, ma fossero solo un fastidio da ignorare. Certamente questa situazione è insostenibile, specialmente con l’arrivo dell’estate e delle finestre aperte. Di fatto alcuni degli intervistati dichiaravano di non utilizzare più il terrazzo da un anno. Io non utilizzo più il salotto. E la situazione è appena migliore nelle altre stanze che si affacciano su una strada privata e addirittura sul cortile del cinema Portico e della Chiesa del Sacro Cuore. Mi farebbe piacere sapere se altri hanno avuto o hanno tale problema e come si sono mossi per risolverlo o tentare di risolverlo. Saluti Francesca Balzer FINESTRE CHIUSE/2. VIA FOGGINI E IL CAPOLINEA DEL BUS

FINESTRE CHIUSE/1. QUEL TRENO IN SOSTA DAVANTI AI PALAZZI

Abito a Firenze in via Mannelli al numero 83, quindi in una strada che corre parallela alla ferrovia, prima della stazione del Campo di Marte. Niente da ridire quindi sul rumore dei treni in transito, ai quali si fa l’abitudine rapidamente, né su quello dei lavori della Tav che spero si spostino presto dalla nostra zona. Il grave problema è il treno Tav-Freccia Rossa che dal 13 dicembre 2009 sosta davanti al mio palazzo. Trattasi del treno di riserva che è tenuto in carica (mi scuso, ma non conosco i termini tecnici) dalle 6 del mattino fino alle 23 di ogni giorno. Il rumore causato è costante ed insopportabile, tanto da rendere la qualità della vita di fatto insostenibile. E’ un sottofondo che condiziona sonno, conversazioni, vedere la televisione e qualsiasi altra attività quotidiana. Alcune lettere erano già state inviate sia alle Ferrovie dello Stato che a Trenitalia senza nessun cenno di riscontro. Con grande contentezza ho letto un bell’articolo dettagliato di Maria Cristina Carratù sul quotidiano La Repubblica dove il problema veniva esposto e sviscerato con tanto di interviste ad altri miei compagni di sventura. Nei giorni seguenti la pubblicazione dell’articolo è sembrato a tutti che l’intensità del rumore fosse ancor maggiore… e il treno è sempre lì. Sabato 21 maggio addirittura abbiamo potuto rilassarci dopo la mezzanotte!!!! Non voglio assolutamente credere che una soluzione non possa essere trovata (se ce ne fosse la volontà) forse spostando il treno in una zona a minor densità abitativa o con l’installazione di pannelli che assorbano il rumore, se sono utili anche per i piani più alti. Nelle ore in cui sono costretta a subire il frastuono, ho poi notato che alcuni giorni il rumore è tollerabile, altri no. Che dipenda dal macchinista? Da dove posiziona il locomotore o con che intensità fa girare il motore? Allora ci vorrebbero istruzioni ben precise dalla direzione delle Ferrovie e andrebbero fatte rispettare, non al buon cuore del singolo dipenden-

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Giugno 2011

nato utilizzato raramente, e dove viene posizionato un capolinea? Nei 50 metri abitati!? Abbiamo cercato di far sentire le nostre ragioni, ma nessuno si è mai preoccupato tramite un qualsiasi mezzo di comunicazione di farci avere una risposta. La bella stagione si ripresenta, noi saremo nuovamente costretti a vivere a finestre chiuse per evitare l’inquinamento acustico delle vetture Ataf, a utilizzare aria condizionata, creando inquinamento, e tutto questo perché non si vuole, non si riesce a spostare di 50 metri un capolinea. Siamo costretti a vivere in funzione di orari Ataf, non è piacevole addormentarsi o essere svegliati in ore dedicate al sonno, a causa di vetture obsolete che hanno problemi al motore, non è piacevole avere a che fare con autisti maleducati che non capiscono il disagio che creano, non è piacevole non essere ascoltati da chi dovrebbe occuparsi del cittadino, ovviamente tutto questo perché loro non sanno cosa possa significare vivere con un capolinea Ataf sotto le proprie finestre. Noi condomini di via Foggini dopo un anno stiamo ancora aspettando di essere ascoltati! Caterina Marlazzi TEATRO COMUNALE E DINTORNI, LA (NON) PULIZIA DEI MARCIAPIEDI

È passato circa un anno da quando i condomini di via G.B. Foggini hanno cominciato la loro battaglia per lo spostamento del capolinea Ataf linea 77 e la fermata Ataf linea 9 (stessa battaglia intrapresa anche dai vicini residenti di via Lunga che chiedono lo spostamento del capolinea Ataf linea 9). Questi cittadini si sono trovati a dover convivere con i numerosi disagi che implica un capolinea Ataf proprio sotto le proprie finestre. Si sono ritrovati a convivere con scorrettezza e maleducazione degli autisti dipendenti Ataf, che non riescono nei maggiori dei casi a mettere in pratica la semplice regola di effettuare la sosta di capolinea a motore spento. Per non parlare poi dell’incapacità di alcuni autisti di parcheggiare nell’apposita area di sosta creata, ci sono foto a testimoniare che molto spesso la vettura Ataf occupa parte della corsia di marcia riservata alle autovetture, comportando disagi al traffico. Si sono ritrovati a convivere con un maggiore inquinamento acustico e atmosferico, le vetture Ataf non sono silenziose! Numerose le email di reclamo inoltrate all’Ataf, ma le risposte di protocollo ricevute, ovviamente non hanno migliorato la situazione. Numerose le email di reclamo inviate anche a numerosi enti di competenza per essere ascoltati, per ottenere lo spostamento del capolinea, si parla di circa 50 metri, ma sembra impossibile. Qualcuno ha pensato bene che posizionare un capolinea sotto le finestre di un condominio non avrebbe arrecato danno ai suoi abitanti, ma ha pensato bene che avrebbe agevolato gli utenti Ataf. Su 200 metri di via Foggini 50 metri occupati da un condominio, 150 metri inutilizzati, un marciapiede sconfi-

svoltato l’angolo c’è viale Lami. Fra piazza Muratori e Largo Cantù i posti auto segnati con le strisce celesti sono diventati delle vere buche. Noi che ogni lunedì dobbiamo spostare l’auto per la pulizia strade ci troviamo davanti a dei crateri. Ho già scritto al Presidente del quartiere 5 ma per ora niente. Chissà che scrivendo a voi non si muovano le acque? Grazie anticipatamente, Giancarlo BIBLIOTECA DI IMPRUNETA... MA A TAVARNUZZE?

Con molto piacere ho letto l’articolo sul vostro giornale di Lisa Baracchi per quanto in oggetto. E’ importante che una biblioteca dia la possibilità di leggere, studiare e adesso anche “ascoltare” agli over 60, ma questo sempre e tutto a Impruneta. Io abito a Tavarnuzze, dove era stata fatta una sperimentazione di ciò, e dove mi recavo spesso per scambiare libri per me e per mia figlia. Adesso qua tutto è chiuso e noi siamo costretti a comperare i libri, perché se non abbiamo auto è molto complicato recarsi con la Cap a Impruneta per avvicinarsi alla lettura. I ragazzi per lo studio vanno a Firenze, molto più comodo raggiungerla con i mezzi pubblici, e gli anziani? Come possono partecipare a una così bella iniziativa di “ascolto”? Scusate lo sfogo ma dopo la bella notizia del prolungamento dell’orario per l’utile servizio della sede di Impruneta mi è venuto spontaneo il pensiero che a Tavarnuzze le iniziative culturali vengono... dimenticate! Daniela IL TRAM, IL PROGRESSO E LE DECISIONI DA PRENDERE

Buonasera, vorrei segnalarvi un disservizio. Nelle strade nella zona di via Solferino, via Magenta e via Il Prato, Teatro Comunale, la pulizia delle strade e soprattutto dei marciapiedi è pressoché assente. I marciapiedi vengono lasciati sporchi anche dopo che abbiamo fatto la fatica di spostare le auto. Apparentemente la pulizia avviene solo sulla strada. I marciapiedi sono abbandonati (ho notato un mese fa una bottiglia, che è ancora lì, per non parlare di un paio di pantaloni abbandonati alla fermata della tramvia di Porta al Prato!!). Il marciapiede di via Il Prato è indecente, soprattutto vicino al Punto Snai. Le aiuole di via Solferino sono puzzolenti e mancano di potature. Distinti saluti, Mariangela SE I POSTI AUTO DIVENTANO “BUCHE”

Gentile Redazione, visto che Vi siete occupati del quartiere 5 per il sottopasso ferroviario di via dello Statuto mi piace segnalarVi che proprio

Visto che tutti pontificano, in particolare sulla tranvia, provo a dire la mia grazie all’ospitalità di Reporter. Da 40 anni a Firenze, bellissima città, ho seguito con sgomento le polemiche seguite al progetto tranvia e a chi la contrasta. Sono stupefatto dalla miopia di coloro che non vedono oltre il proprio naso, rifiutando il progresso di cui Firenze ha estremamente bisogno con particolare riguardo alla mobilità. Abito in zona Panche e per andare verso il centro con il vecchio bus 20, si attraversa la strettoia di piazza Dalmazia (dove passavano i carri nel Medioevo) e altre vie, dietro a file di auto (allucinante!). Per il ritorno prendo il 14, perché il 20 non ho ancora capito dove passa! Due ore per andare e tornare! Secondo me, per la troppa litigiosità tra i politici e tra i cittadini stessi, non vengono prese decisioni, tanto i turisti arrivano sempre, i bottegai sono felici come pure gli albergatori e i il tempo passa lasciando insoluti i problemi! Ora che piazza Duomo è chiusa, è un deserto; come sarebbe bella la tranvia che scivola silenziosa e ti permette di andare a teatro o fare una passeggiata in centro la sera. Concludo con il parco delle Cascine. Parco unico, ma non si potrebbe renderlo vivibile con degli chalet, magari di legno, dove cenare o prendere un gelato come si deve, passeggiare lungo il fiume anche di sera e non solo di giorno? Grazie per lo spazio concesso, Acilio


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invia la tua segnalazione alla nostra redazione redazione@ilreporter.it PEDONI, CICLISTI E LA CONVIVENZA IN CITTÀ Mai, salvo rarissime eccezioni, e se non perché alla fine in qualche redazione si sono detti “be’ anche il pedone è un essere umano”, che si siano prese da parte di qualcuno le parti di quest’ultimo. Che se c’è uno che a buon diritto deve essere “ esasperato”, sarebbe proprio lui (dopo, a onor del vero, il conduttore di bus e bussini, che visto il lavoro che fa, e per la pazienza che deve avere specialmente verso i ciclisti di città, dovrebbe guadagnare almeno il doppio di quel poco che gli danno). I ciclisti, a parer mio, di pedone del centro storico, dovrebbero essere invece gli ultimi a doversi “esasperare”. I ciclisti del centro città intendo, quelli che anche su Ponte Vecchio, dove non ci passerebbe nemmeno uno spillo, scampanellano perché vogliono strada, loro, a dispetto del divieto specifico “biciclette condotte a mano” per esempio; e così in altre parti dove non dovrebbero -se non fossero arroganti e maleducati - che condurre il loro ferro a mano, non allucchettandolo, anche, a un palo il più vicino possibile alla loro meta ostruendo il marciapiede e sebbene la rastrelliera appena dietro l’angolo abbia posti liberi. Accade poi che appena un vigile si azzardi a multare uno/a di queste, le redazioni dei vari media – in cui pare che nessuno più cammini - insorgano: ovvio quindi che il vigile poi giri l’occhio da un’altra parte meno impegnativa. Nel centro storico - in alcune strade - le bici montate dovrebbero essere seriamente interdette o avere almeno percorsi obbligatori, viste le fiumane che per dieci mesi l’anno già vi affluiscono. Ma si sa. Se non si permette all’esasperazione di dare sfogo poi chissà cosa succede. P.S. Ho visto biciclette (almeno mi parevano tali) con davanti un bambino, in mezzo il/la conducente e dietro un secondo bambino. Tutti muniti di casco, è vero, ma lui/ lei al telefono non auricolare, e con una sola mano sul manubrio. Forse quei bambini dovrebbero avere un tutore. Prima che sia troppo tardi con dei genitori così. E questa non è un’altra storia. Claudio Fantuzzi

Caro signor Claudio, inizio assicurandole che nella nostra redazione c’è ancora gente che cammina, al pari di chi va in bicicletta e di chi utilizza auto e scooter per spostarsi. Semplicemente perché ognuno di questi mezzi (considerando in questo caso, per semplificare, anche le proprie gambe come un “mezzo”) non esclude l’altro. O almeno non dovrebbe farlo. Ci sono vari punti, e tutti a mio parere piuttosto importanti, toccati dalla sua lettera. Voglio partire dalla “esasperazione” dei ciclisti, le cui posizioni e rivendicazioni – legittime o meno legittime - sono state spesso ospitate da questo giornale. Bisognerebbe sempre, nell’affrontare ogni argomento, cercare di mettersi anche nei panni degli “altri”: in questo caso gli “altri” sono proprio coloro che si spostano sui pedali, in un dualismo – quello pedoni-ciclisti – che a mio avviso non dovrebbe aver motivo di esistere, perché in città dovrebbe – anzi deve – esserci spazio per tutti coloro che per muoversi utilizzano mezzi non inquinanti, sia pure per fare pochi metri. Analizzando, in questo caso, la “condotta” dei ciclisti, il comportamento da tenere dovrebbe essere dettato dai capisaldi che abbiamo spesso ripetuto: rispetto delle regole (ovviamente), ma anche senso civico ed educazione. Se è vero che nessuno (e non solo quando vi sono appositi divieti) può pretendere di passare da un certo luogo senza tenere in considerazione le condizioni (traffico, persone, ecc...) in cui quel luogo si trova in quel preciso momento, è altrettanto vero che la città dovrebbe attrezzarsi per permettere a ciascuno di incontrare sul proprio cammino – con qualunque mezzo lo si compia – il minor numero di ostacoli possibile. In che modo? Con una buona organizzazione degli spazi. È vero anche quello che lei sottolinea nella sua lettera, ovvero che certi marciapiedi sono letteralmente invasi dalle biciclette, tanto che l’unico modo per passare è quello di attraversare la strada, ma si torna al punto di partenza: “solo” cattiva educazione o anche esasperazione per rastrelliere insufficienti e spesso occupate da rottami? Possibilità – quest’ultima - tutt’altro che remota, ma che comunque non giustifica comportamenti che possano danneggiare altri cittadini. Mi unisco infine velocemente al suo “elogio” alla pazienza di quegli autisti di bus e bussini costretti spesso a guidare tra auto parcheggiate ovunque e condanno chi, conducendo un mezzo – un qualsiasi mezzo – non adotta tutte le accortezze necessarie. Soprattutto quando ci troviamo in compagnia dei bambini: in tema di sicurezza (anche e soprattutto stradale) il buon esempio è di fondamentale importanza. Matteo Francini “ATTENTI A QUELL’UOVO”: LA PASQUA E IL SUO SIGNIFICATO

Caro Andrea (mi permetto di darti del tu), normalmente i tuoi articoli mi fanno sorridere perché sono simpatici e satirici, ma sull’articolo in oggetto non sono del tutto d’accordo. Tu scrivi “la Pasqua è la festa che celebra la resurrezione di

Gesù....... non capisco cosa c’entri l’uovo”. Non voglio fare una lezione di catechismo, anche perché non sono una “bigotta”, ma ti voglio precisare che la parola Pasqua significa “passaggio”. Passaggio da che cosa? Dalla morte alla vita. Gesù muore e risorge con il Suo corpo quindi passa dalla morte alla vita. E pro-

prio l’uovo rappresenta la vita. I bambini nascono da un uovo fecondato, come pure i pulcini, gli uccellini ecc. Per quanto riguarda la parte “consumismo” sono perfettamente d’accordo con te. Se credi che mi sbagli, correggimi. Ciao e buon lavoro. Nonna Laura

te di altri miei vicini, si sono “astenuti” dall’intervenire. Non mi fermerò qui, dunque. Farò sentire forte la mia voce anche se questo non interessa a molti. Grazie, Alberto Pirrotta

Come già ho avuto modo di dire rispondendo a una lettera nel numero di maggio de Il Reporter, Andrea Muzzi di mestiere fa il comico (e, a mio avviso, lo fa anche molto bene), e in questa veste tratta gli argomenti. Tutti, compresi quelli più seri e importanti. Così come nel caso in questione, quando l’argomento era la Pasqua: scopo della rubrica era – ovviamente – non quello di dare una spiegazione storico-scientifica sul significato dell’uovo, bensì cercare di strappare un sorriso su un momento particolare dell’anno (per tutto quello che rappresenta e comporta). Tutto qui. La ringrazio, comunque, per la spiegazione che ha voluto inviarci. MF

Gentile redazione, faccio riferimento all’articolo uscito sul numero di aprile riguardante “Un quartiere a misura di bimbo” del quartiere 4: ebbene sì, sono d’accordo con quello che scrivete e con le interviste fatte, tengo però a precisare ciò: tra via Empoli e via Baccio da Montelupo esiste un bel giardino di grandi dimensioni con alcuni giochi, in prossimità dei quali è installata una adeguata pavimentazione in materiale sintetico per attutire le eventuali cadute dei bambini, però, purtroppo, in adiacenza a tale zona giochi, sono più di due anni che è stata tolta solo parzialmente la fontanella esistente che oltretutto risultava essere molto utile; ma il problema principale è che è stata lasciata la base in ghisa di tale struttura che risulta essere un grave pericolo per l’incolumità dei nostri bambini. Chiedo perciò a vostro tramite, alle autorità competenti del nostro quartiere un sopralluogo per rendersi conto del problema. Se poi, con l’occasione, venisse installato anche qualche gioco in più non sarebbe male, vista la scarsità di questi ultimi. Con l’augurio che questa esigenza venga presa in considerazione, nel ringraziarvi per lo spazio che vorrete dedicare. Cordiali saluti.

VIA PALAZZUOLO E I FIORENTINI “CORAGGIOSI”

Vorrei rispondere alla sig.ra Caterina in merito al suo quesito se tornare a stare in via Palazzuolo o no. Io ci abito dalla nascita, sessanta anni fa, e le posso assicurare che la strada ha proprio bisogno di questo: di fiorentini e di italiani coraggiosi che, magari appoggiati da seri e concreti provvedimenti delle pubbliche istituzioni, decidono di tornare a vivere qui, come, del resto, in tutto il centro storico. Via Palazzuolo ha bisogno di residenti stabili, di famiglie con bambini, di un tessuto sociale vivo, non di feste, di notti bianche e di locali da sballo. Questo anche per poter accogliere ed integrare degnamente e nel vero senso della parola chi italiano non è, altrimenti non solo questa strada, ma tutto il centro di Firenze perderà la sua identità, diventando un ghetto che riproduce in pieno le usanze e spesso anche le condizioni di degrado in cui sono abituati a vivere alcuni nostri coinquilini del Terzo Mondo. Si faccia coraggio, signora Caterina, ristrutturi la casa e venga a vivere in via Palazzuolo! Qui c’ è bisogno di lei, di gente che ha voglia di scommettere sul futuro di questa strada e non solo di specularci sopra. Benvenuta tra noi! Marta Benvenuti PARCHEGGI E SICUREZZA IN VIA DELLE PORTE NUOVE

È indegno che da mesi i fiorentini parcheggino la loro automobile sul lato sinistro di via delle Porte Nuove, perché questo comporta una diminuzione di visibilità del conducente in uscita dai parcheggi o dalle vie perpendicolari facendo aumentare così il rischio di un incidente. Spero che questo mio messaggio venga letto e riportato sul giornale: questo rappresenta solo il primo passo della mia “protesta” dato che i vigili urbani di Firenze, dopo ripetute chiama-

“IL QUARTIERE 4 A MISURA DI BIMBO. SÌ, MA...”

GIARDINI PUBBLICI E MALEDUCAZIONE

Purtroppo il degrado non ha confini! I graziosi giardini pubblici di via Bugiardini/via Neri di Bicci risultano in questo momento abbandonati a se stessi e i cittadini che ne usufruiscono non sembrano conoscere l’educazione, il rispetto della “cosa pubblica”, ma prevale il vandalismo. Vi invio alcune foto e ci chiediamo se si possa intervenire in qualche modo sia in termini educativi e forse non basta... Annalisa Mannocci - Laura Marini (abitanti del quartiere)


segnalazioni a redazione@ilreporter.it

IL LIBRo L’ultimo di Mauro Bonciani

Fratelli d’Italia? No, di Toscana

Concerti Beady eye 8 giugno Saschall

I

n zona Cesarini, avrebbe detto Sandro Ciotti. Nella partita dei 150 anni dell’Unità d’Italia, all’ultimo minuto lo scaffale delle nuove uscite in libreria deve trovare spazio a un nuovo volume. Esce infatti per Le Lettere, “Fratelli di Toscana” (pagg. 127, euro 14,90), seconda fatica storica del giornalista fiorentino Mauro Bonciani. Dopo le grandi battaglie, il cronista del Corriere Fiorentino, raccoglie in un libro zeppo di illustrazioni le puntate di una fitta inchiesta condotta per il quotidiano sul rapporto tra Firenze, la Toscana ed il Risorgimento aggiungendo tre capitoli tutti nuovi. Un nodo cruciale quello tra le nostre terre e l’Unità, se si pensa a quanta parte di quella storia è stata giocata tra l’Arno e il Tirreno. Del resto, un fiorentino illustre che di queste cose masticava assai come Giovanni Spadolini disse: “Solo con la Toscana l’Italia era fatta. E solo con la Toscana, il Piemonte diventava Italia”. Un libro che risulta gradevole ed utile. Piacevole perché le storie raccontate da Bonciani scorrono fluide e incuriosiscono per la moltitudine di dettagli e aneddoti su uomini e cose, luoghi e trasformazioni politico-sociali. Fruttuoso perché ci aiuta a comprendere, a poche settimane da quel 17 marzo così tricolore e festeggiato a Firenze e in Toscana, quanto questa regione abbia offerto a quella causa. Un viaggio che non poteva cominciare che con Garibaldi (che si fermò a Talamone per il primo “pit-stop”) e che prosegue attraverso volti e storie a /C.B. volte dimenticati.

del corpo di ballo di Maggio Danza che per dare il benvenuto all’estate daranno un saggio della loro bravura su un palcoscenico allestito davanti alla Loggia dei Lanzi ed esibendosi in una selezione tratta dai classici del balletto. Ovviamente tutto sotto l’occhio attento del direttore di Maggio Danza, il giovane Francesco Ventriglia.

Spettacoli

Dopo la data sold out di Milano lo scorso 16 marzo Liam Gallagher e compagni faranno tappa anche al Saschall l’8 giugno, il giorno prima della loro esibizione al Parco San Giuliano di Venezia. Il gruppo inglese formato da Liam Gallagher, Gem Archer e Andy Bell porterà on stage i brani del loro album di debutto, “Different Gear, Still Speeding”, uscito lo scorso 28 febbraio e subito approdato ai vertici della classifica inglese degli album più venduti. Due nuove occasioni, quindi, per assaporare la grande musica dal vivo dei Beady Eye, dopo il successo dell’unica tappa italiana del tour invernale, che li ha visti esibirsi in un Alcatraz completamente esaurito.

Wrestling WWe World tour 10 giugno Nelson Mandela forum Il WWE World Tour arriverà in estate per due tappe esplosive a Torino e Firenze con il suo stile di intrattenimento davvero unico. Sul ring si esibiranno alcune delle più famose, e più amate, superstar della WWE tra cui Edg, Kane, Big Show e Wade Barrett.

Torna come ogni anno il consueto appuntamento con la leggiadria dei ballerini

La mostra si collega alle iniziative per i 150 anni dell’unità d’Italia, focalizzandosi su un tema specifico, fiorentino e internazionale al tempo stesso: quello del nuovo percorso apertosi dopo il 1861 per la brillante manifattura artistica, che per tre secoli era fiorita all’ ombra della corte granducale di Toscana, diventando celebre in tutta Europa per le sue inimitabili creazioni in pietre dure.

Beto & Ribbon dal 14 al 25 giugno Glue - Alternative concept space firenze

Suggestione e suggestioni, piani in continuo movimento, fotografia e scrittura che si mescolano, si abbracciano, si avvolgono. La collaborazione tra Beto, Ribbon e Antonio Silvestri (che cura i testi) genera mondi dagli effetti estranianti a chi guarda. Chi guarda può leggere, chi legge può

La mostra dedicata alla grafica di Giovanni Fattori, inserita nel ciclo Italia mia, propone un percorso volto a privilegiare una tematica fondamentale nella produzione dell’artista. “Il mio ideale è stato i soggetti militari, perché mi è sembrato vedere questi buoni ragazzi pronti a tutto sacrificare per il bene della patria e della famiglia però minuto osservatore mi è piaciuto illustrare anche la vita sociale nelle sue manifestazioni, le più tristi”. In queste poche parole, scritte dal pittore quasi ottantenne, è racchiuso il senso della sua vita e della sua arte. Quel sentimento di vera italianità e quell’amore per la realtà quotidiana, che non è mai

Le mostre

Dopo il trionfo delle date nei club i Verdena tornano per un appuntamento imperdibile nella cornice di Piazza Santa Croce.

Galà di danza 30 giugno Piazza della Signoria

dagli splendori di corte al lusso borghese fino all’11 settembre Galleria d’arte moderna Palazzo Pitti

vita militare nella grafica di Giovanni fattori fino al 10 luglio Galleria d’arte moderna Palazzo Pitti

verdena 6 giugno Piazza Santa Croce

A teatro

guardare, chi guarda vede, o può creare un nuovo senso (intenso come sensoriale) ad hoc che aumenti la propria percezione. Beto, Ribbon e Antonio vogliono rendere possibili più cose in un momento solo.

IL LOCALe

cronaca fine a se stessa, arriva a toccare e a far grandi le cose più umili e semplici. L’acqua, la pietra e il fuoco. Bartolomeo Ammannati scultore fino al 18 settembre Museo Nazionale del Bargello La mostra prevede la ricostruzione, nel cortile del Bargello, della fontana marmorea progettata per il Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio (e perciò detta “di Sala Grande”), composta di sei grandi statue. Tra le opere esposte (quaranta), anche l’Ercole e Anteo dalla fontana del giardino di Castello, oltre a bronzi , marmi, disegni, progetti provenienti da musei italiani e stranieri. In mostra anche il ritratto di Laura Battiferri, moglie di Ammannati, capolavoro del Bronzino. L’eredità di Giotto L’arte a firenze tra il 1340 e il 1375 fino al 2 novembre Galleria degli uffizi Gli studiosi dei nostri giorni concordano nell’assegnare al grande patriarca dell’arte fiorentina un ruolo di assoluta preminenza nell’orientare i caratteri fondamentali della pittura in quello che il grande storico dell’arte Roberto Longhi definì “il più gran secolo dell’arte italiana”. firenze e gli antichi Paesi Bassi dialoghi artistici, 1430 – 1530 fino al 26 ottobre Galleria Palatina La mostra si propone di offrire una panoramica delle opere olandesi presenti a Firenze nel periodo 1430-1530, rtimento. Tanti stand enogastronomici e tanta musica ad invadere piazze e strade.

LA MosTRA Con le foto di Bonuccelli

L’inferno di Dante arriva a Fiesole

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al 23 giugno al 23 luglio nella Sala del basolato di piazza Mino si aprirà, a cura di Gigliola Melani Paciscopi e con un testo critico di Giovanni Faccenda, una rassegna di immagini scattate dal medico/fotografo Luciano Bonuccelli che il titolo, “Suggestioni dantesche”, indica chiaramente ispirate alla “Divina Commedia”. Si tratta di un tema che Bonuccelli ha già affrontato nel 2010 nella sua seconda mostra brasiliana a Niteroi, dopo quella del 2002 allestita a Rio de Janeiro sotto l’egida dell’Istituto Italiano di Cultura, ma che in questa occasione fiesolana si gioverà di lavori recentissimi e inediti. Come scrisse Cesare Garboli nel 2002 presentandolo nella Galleria Il Bisonte di Maria Luigia Guaita, Bonuccelli alla sua tastiera di soggetti figurativi molto diversi tra loro “affianca un forte interesse verso quella che si potrebbe definire la metafisica della materia”. E “Suggestioni dantesche” viene a dimostrarlo, nell’ordine voluto da chi ha ideato e disposto le immagini, drammatiche e talvolta angoscianti quelle ispirate all’Inferno ottenute con particolari tecniche di utilizzo della fotocamera, sospese e sofisticate nella loro impostazione informale quelle del Purgatorio, raffinate, eteree e di impianto naturalistico quelle dedicate al Paradiso. Contemporaneamente alla mostra nella Sala del Basolato, la Fondazione Primo Conti di Fiesole ospiterà, nelle sale del Museo di via Dupré, una galleria fotografica di artisti e letterati del Ventesimo Secolo realizzata dal Bonuccelli medico/fotografo nel corso della duplice attività che lo ha portato a contatto e a rapporti di amicizia con molti protagonisti della cultura italiana, artisti, criti/S.B. ci, letterati.

LA ReCeNSIONe

Sbarca all’ex Bologna la “sagra permanente”

I misteri del Bandino svelati da un giovane attore

T

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ortelli, porcini, patate, bistecca e fritto misto. Ma anche pesce, cacciagione e tartufo. Per mangiare un piatto speciale in un’atmosfera informale non è più necessario prendere l’auto e uscire dalla città andando alla ricerca della sagra della settimana. L’alternativa alla gita fuori porta, nella speranza di trovare un posto dove mangiare bene a un prezzo giusto, è il Piazzale del gusto, che da lunedì 6 giugno fino ad autunno inoltrato trasferirà tutta l’atmosfera e le caratteristiche di una vera e propria sagra di paese nei locali dell’Ex Bologna, il mitico pattinaggio a due passi dal Piazzale Michelangelo, caro a tutti i fiorentini. Dodici selezioni di cibi tipici, a rotazione, ogni quindici giorni rinnoveranno l’appeal del

locale offrendo pochi, semplici, ma ben selezionati piatti, tutti rigorosamente basati su ingredienti di stagione. E allora, se si tratterà di funghi, si troveranno declinati nelle diverse varianti di antipasti, primi e secondi, e lo stesso varrà per le due settimane in cui ci si troverà di fronte una carta a base di carne alla griglia, come quella che aspetterà gli avventori della seconda metà di giugno, o quella dedicata al cinghiale, in programma a settembre, o ancora alla castagna e vino nuovo, dolce finale di stagione, a novembre (per vedere il calendario completo consulta l’elenco allegato). Il tutto innaffiato da una lista di vini selezionati per ciascun abbinamento. www.piazzaledel/Barbara Biondi gusto.it.

orenzo Andreaggi, ventunenne attore fiorentino, capocomico della Compagnia Giovani del Teatro Reims di Firenze, a 17 anni aveva già scritto un libro, addirittura un romanzo storico. Oggi l’editrice Sarnus (Mauro Pagliai) gli offre la soddisfazione della stampa e mette in libreria “I trabocchetti del bandino” (pp. 144, euro 10), gustosa storia ambientata prevalentemente nella Florentia del quattordicesimo secolo che trova il suo epilogo fantastico addirittura nel 3015. Il luogo è magico e arcinoto ai fiorentini, il Bandino, un borgo antico e pieno di misteri. Incantesimi, delitti, cattiverie e bontà, si intrecciano a due passi dall’odierno viale Europa. Storie sconcertanti che solcano i secoli fino ad arrivare a noi coinvolgendo intere famiglie. Tutti i trabocchetti possi-

bili e immaginabili, gli inganni e le amicizie false in un solo piccolo luogo. Per un verso leggenda popolare e per l’altro spy story, “I trabocchetti del Bandino” si sviluppa velocemente in periodi diversi della storia cittadina, regalando al lettore ritratti e panorami di una certa originalità. Andreaggi dice di aver scritto il romanzo attingendo a fonti storiche, alle leggende tramandate in famiglia e poi ci ha messo del suo, intingendo la penna nella fantasia e nella sua potente vena umoristica. Oltre a essersi diplomato come grafico pubblicitario, ha studiato recitazione alla Scuola Cinematografica di Giuseppe Ferlito e alla Scuola Teatrale di Adelaide Foti. Nel 2010 ottiene la sua prima parte nel film di Neri Parenti Amici Miei: come tutto ebbe /Ciro Becchimanzi inizio.


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VALDARNO FRA FIGLINE E SAN GIOVANNI in bellissima villa ristrutturata, con parco con piante secolari, appartamento su due livelli: cucinotto, grande soggiornopranzo, camera e bagno al primo-livello, sopra (in suggestiva colombaia) camera con bagno. Ottime rifiniture in stile toscano. Vendita diretta senza mediazione. Pronta-consegna. Possibilità-garage. Rif. H1 € 248.000 trattabili ☎055 9121200 - 348 2904195 REGGELLO CANCELLI in villa antica, a piano terreno 140 mq complessivi di fondi finestrati da ristrutturare oltre ampio loggiato e circa 1000 mq di terreno. Oggetto unico ed esclusivo, da amatori. Richiesta € 170.000 ☎377 2682317 RIGNANO SULL’ARNO a 20 minuti da firenze in aperta campagna porzione di colonica terratetto del 600 completamente e finemente ristrutturata composta da ampia zona giorno a piano terra, tre camere e doppi servizi a piano primo oltre, circa 250 mq di giardino pianeggiante, due posti auto. pavimenti radianti. ottima posizione espositiva a livello luminosita’. ultimata mancano solo le finiture a scelta della committenza. rif. 3/23 richiesta € 440.000 ☎055 9155677 - 335 7734481 RIGNANO SULL’ARNO zona bombone posizione panoramica porzione di colonica in intervento di recupero, piano terreno, composta da ampia zona giorno, due camere da letto, bagno, ripostiglio oltre circa 750 mq di giardino esclusivo. possibilita’ di vendita anche al grezzo.rif 3/7 richiesta € 290.000 ☎055 9155677 - 335 7734481

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Il reporter-Quartiere 1-Giugno 2011  

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