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Il Giornale nel tuo Comune 1144452

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MARZO 2011

Periodico d’informazione locale. Anno V n.25 del 7 marzo 2011. N° reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10

Due ruote

PRIMO PIANO

la dura vita dei pidocchi Andrea Muzzi*

I FIRENzE “A PEDALI” Il capoluogo visto dal sellino: cosa va e cosa no. I problemi non mancano, ma nemmeno i progetti PAGG.10-11

“un MUGELLO UNITO” Intervista al sindaco Bettarini. “Governare insieme per governare meglio. A partire dalla mobilità” PAG.2

sPort

In città arrivano le case “a risparmio” PAG.3

le “zone buie” della città

il punto

di Bernini – Wiedenstritt

I vItA DA PREDEstINAtO Ecco chi è Michele Camporese, la più bella sorpresa viola di questa stagione PAG.36

Forza Fortis! Nonostante la brutta posizione in classifica la squadra non vuol mollare e punta alla salvezza PAG.38

dati resi noti dalla questura non lasciano spazio a dubbi: in città (e in tutta la provincia) la sicurezza è aumentata. Sono numeri, e come tali non ammettono repliche. Però c’è un però. Ed è quello che i cittadini sentono, le loro sensazioni, il loro grado di percezione di tranquillità. Che talvolta, e in certi luoghi, viene a mancare. Succede soprattutto di notte, in centro. E si scopre così che ci sono aree (vedi San Lorenzo e Santa Croce, ma

anche l’Oltrarno) dove a passeggiare dopo il calar del sole non ci si sente poi così sicuri, anzi. Una sensazione di scarsa tranquillità che in qualche caso esce dalla cerchia dei viali e raggiunge anche altri parti di Firenze. Come i dintorni di piazza Dalmazia, ad esempio, o come – storicamente – le Cascine. Ma, almeno per quanto riguarda il grande polmone verde cittadino, le cose sembrano destinate PAGG.14-15 a cambiare.

Alta velocità, tutto sui cantieri PAGG.30-31

tempi moderni

Navigando in piazza (e presto sul tram) PAGG.28-29

Edizione di Borgo San Lorenzo • 7.523 copie distribuite da

l cane è l’amico più fedele dell’uomo. L’animale invece che ci fa più compagnia è il pidocchio: in molte scuole le teste dei bambini sono un allevamento a cielo aperto. Dentro le teste di alcuni bimbi c’è un affollamento di bestioline che al cospetto la Cina sembra terra disabitata! Una volta per mandare via i pidocchi esistevano rimedi naturali. C’era chi usava l’aceto, chi rasava i capelli. Mia mamma usava la scopa: me la batteva ripetutamente in testa, convinta in questo modo di schiacciarli. In verità i pidocchi continuavo ad averli: in compenso, per tre volte sono stato all’ospedale per trauma cranico! In questi anni il pidocchio si è adattato a un ambiente che via via si è sempre più trasformato. Una volta i pidocchi prosperavano in teste biologiche, dove il capello era naturale. Oggi molte persone si fanno la tinta: il pidocchio vive in un modo colorato ma anche parecchio tossico. Noi per l’ambiente ci preoccupiamo del buco dell’ozono. Per il pidocchio il problema atmosferico si chiama lacca: una nube tossica che aleggia sopra alcune teste e che minaccia la sopravvivenza di molte specie! In alcuni casi questo problema è un disastro ambientale senza precedenti: pensate a Toto Cotugno o a Moira Orfei! Insomma, i pidocchi sono attaccati al loro posto, per mandarli via servirebbe un valido motivo. Idea: mandiamo qualche escort ai pidocchi! Magari minorenne. Poi scoppia lo scandalo e il pidocchio sarà costretto a dimettersi. Non è male, che ne dite? *Comico

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Marzo 2011

il giornale del tuo Comune

L’intervista. Per il primo cittadino è necessario governare insieme per governare meglio

“Un Mugello unito. Per innovarlo” LA NOVITÀ

Il sindaco Bettarini: “Avanti nella battaglia

Immigrati, via allo sportello informativo

per la Faentina ma non dimentichiamo

Ha da poco aperto i battenti a San Piero a Sieve un nuovo sportello informativo per i cittadini stranieri, gestito dalla Società della salute Mugello in convenzione con l’associazione “L’Altro DirittoOnlus”, dove tutti possono rivolgersi per ottenere informazioni sui servizi per stranieri presenti sul territorio e ricevere consulenza per il disbrigo delle varie pratiche amministrative, dal permesso di soggiorno ai ricongiungimenti familiari, dai visti d’ingresso alla regolarizzazione, alla cittadinanza. Il nuovo punto di San Piero a Sieve è già il terzo aperto a cura della SdS, gli altri si trovano a Dicomano, presso i locali dell’Arci in piazza della Repubblica con apertura una volta a settimana (alternativamente, il giovedì dalle 14,30 alle 17,30 o il sabato dalle 9,30 alle 12,30) e a Vicchio, aperto il giovedì dalle 9 alle 12 ogni 2 settimane presso il palazzo comunale. A cura del Comune è invece lo sportello immigrati presente a Marradi, con apertura tutti i giorni dalle 9 alle 12,30.

la mobilità su gomma: stiamo preparando un piano comune di tutta l’area” Franco Buti

S

indaco Bettarini, il 9 febbraio scorso a Borgo San Lorenzo è nato il “Tavolo di coordinamento per il sistema territoriale del Mugello e della Romagna Toscana”. Cosa è e cosa farà questo nuovo Tavolo? E’ un coordinamento sulle politiche territoriali che, sfruttando bene le competenze della Provincia, crea un luogo di confronto su questioni importanti. In parole semplici: a volte Comuni confinanti fanno scelte confliggenti tra loro, il tavolo serve affinché non succeda più. Nasce nel momento giusto, perché crea un coordinamento tra Comuni, al di là della questione Comunità Montana, e serve a confrontarsi sulle politiche di area. Tra i temi più sentiti dai mugellani c’è la mobilità. In particolare la linea ferroviaria Faentina, che soffre ritardi e disservizi. Che azioni pensate di mettere in campo per chiedere che diventi un servizio all’altezza? Si parla molto di Faentina ma non dimentichiamo il problema della mobilità su gomma, perché alcune zone del Mugello non sono servite dalla ferrovia. Lo sforzo che stiamo facendo è quello di presentare un piano unitario sulla mobilità, insomma andare ai tavoli politico-istituzionali come Mugello e non alla spicciolata come singoli Comuni. Per questo abbiamo individuato come referente politico dell’area il sindaco di Scarperia Federico Ignesti. Abbiamo messo in piedi un coordinamento con l’assessore regionale Ceccobao, che si sta impegnando molto. Sulla Faentina lo scopo della nostra battaglia è che i 35 milioni di euro destinati all’elettrificazione siano utilizzati per comprare nuovo materiale rotabile. Quindi secondo lei il modo migliore per rendere più efficiente la Faentina sono nuovi treni e più vagoni? Ci vogliono concretezza e realismo. L’elettrificazione è diventata una chimera che ci ha fatto perdere tempo e non ottenere alcun risultato. Meglio concentrarsi su obbiettivi davvero raggiungibili. E per quanto riguarda la viabilità interna? A Borgo stiamo facendo interventi importanti sui viali, anche grazie ai finanziamenti della Regione: non semplici “rattoppi”, ma la realizzazione

il sindaco

Giovanni Bettarini

di asfalto e barriere fonoassorbenti in prossimità di luoghi delicati come le scuole. E i risultati si vedono: diversi abitanti di viale della Resistenza, dove i lavori si sono già conclusi, mi hanno detto che il rumore è sensibilmente diminuito. Ora interverremo su viale Pecori Giraldi. Inoltre dobbiamo continuare a investire sulla mobilità alternativa: la pista ciclabile tra Borgo e Vicchio è un successo che dimostra la sensatezza di questa scelta. Un’altra questione che sarà affrontata dal

il reporter è un periodico di 10 edizioni che mensilmente viene distribuito da in 216.486 copie

gli sforzi con la gestione associata è una soluzione percorribile? Lo stato sociale che abbiamo costruito in Mugello va mantenuto. Può darsi che sia necessario anche alzare qualche tariffa, ma lo si fa per non tagliare i servizi e non perché ci piace aumentarle. La gestione associata è una possibilità. Nella Comunità Montana ne esistono 19 e il Comune di Borgo è quello che ne ha di più. Comunque serve un ulteriore sforzo per la razionalizzazione dei servizi e la diminuzione dei costi.

L’INIZIATIVA Nel corso dell’evento è stata ripercorsa la storia di Giuseppe Pagano Pogatschnig

Un convegno in memoria dell’architetto antifascista

È

stato ricordato come il professionista dell’impegno civile, che ha pagato con la vita la sua scelta antifascista. Si tratta di Giuseppe Pagano Pogatschnig, architetto e urbanista tra i protagonisti del movimento modernista, morto all’età di 49 anni nel campo di concentramento di Mauthausen, tre giorni prima della Liberazione dell’Italia e poco prima della fine della Seconda Guerra Mondiale. La sua storia è stata ripercorsa in un convegno che si è tenuto a Borgo San Lorenzo lo scorso 12 febbraio, organizzato dall’Ordine degli Architetti di Firenze – commissione territoriale del Mugello, dalla Fondazione Pro-

Il Reporter di Borgo San Lorenzo raggiunge 7523 famiglie nel Comune di Borgo San Lorenzo

Copia in abbonamento postale

nuovo “Tavolo del Mugello” è l’idea di progettare insieme lo sviluppo del territorio. Come? Bisogna individuare le priorità per tutto il Mugello. Io credo che la nostra area abbia bisogno di un cambiamento forte sul modo in cui si propone all’esterno. Sul turismo è necessaria una promozione condivisa e più efficace. E dobbiamo farci trovare pronti e uniti davanti alle proposte di investimento che arrivano dal mondo produttivo. Servizi ai cittadini: in un momento come questo in cui le casse dei Comuni soffrono, unire

Editore e Concessionaria Pubblicitaria: Web&Press Edizioni s.r.l. Direzione ed amministrazione: via Kassel 17- 50126 Firenze tel. 848.80.88.68 Direttore Responsabile: Matteo Francini Service editoriale e grafico: tabloid soc.coop., Firenze (FI) scrivimi@ilreporter.it

fessione Architetto e dal Comune di Borgo, in occasione delle iniziative per la Giornata della Memoria. Pogatschnig, teorico e fautore del rinnovamento architettonico italiano negli anni ‘30, interpretò l’architettura come un servizio civile e sociale di rinnovamento estetico e morale delle città, polemizzando con il vuoto monumentalismo e i piani regolatori di ispirazione fascista. Tra le sue opere più famose i progetti per l’Istituto di Fisica dell’Università La Sapienza a Roma e la scala elicoidale della Bocconi a Milano, ma anche villa Colli, Palazzo Gualino, e una raccolta di mobili di design. Un percorso personale che non è separato però

Stampato da Rotopress International, Loreto (AN) Periodico d’informazione locale Anno V n.25 del 7 marzo 2011 N°reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di Firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10€

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dalla storia dell’uomo, che scelse di prendere le distanze dal fascismo a cui aveva aderito fino al 1941 con convinzione, sposando dall’8 settembre la lotta di Resistenza. Arrestato a novembre, nel luglio ‘44 rifiutò l’amnistia in cambio dell’arruolamento nell’esercito repubblichino, e partecipò all’evasione generale di 260 detenuti dal carcere di detenzione di Brescia. Arrestato nuovamente non fece più ritorno in Italia: deportato in Germania, prima al campo di lavoro di Melk e poi a Mauthausen, subì un pestaggio che lo portò alla morte, fra mille stenti, la mattina del 22 aprile, all’arrivo /B.P. delle truppe russe.

Dati non raccolti presso l’interessato Si informa che, ai sensi dell’art. 24, comma 1, lett. C, del D.Lgs 196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali), il consenso per il trattamento dei dati personali, non è richiesto in quanto i dati sono provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque. Nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (art.13 del d.lg 196/2003). La informiamo che i suoi dati personali, non sensibili, sono raccolti e trattati da Web&Press s.r.l., al solo fine dell’invio presso la Sua residenza del periodico gratuito “il Reporter”. Il responsabile del trattamento è Web&Press s.r.l. Potrà in ogni caso richiedere l’eliminazione dei Suoi dati e in contemporanea la sospensione dell’invio della sua copia esercitando l’art. 7 scrivendo a Web&Press via Kassel 17 50126 Firenze.


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Borgo San Lorenzo

IL PROGETTO. Consegnati i primi venti alloggi ecoefficienti e a canone calmierato

A Borgo sbarca l’housing sociale

gli alloggi di viale

Kennedy

Sono case pensate per quella fascia “grigia” (soprattutto giovani e anziani) che non può accedere all’edilizia pubblica ma che comunque non riesce a sostenere gli affitti sul mercato. Le prime sono state inaugurate in viale Kennedy a gennaio

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Il Mugello saluta la sua “comandantessa” C

Letizia Martino ealizzati nel rispetto dei tempi previsti, con le migliori tecnologie di ecoefficienza, a prezzi competitivi: queste le caratteristiche dei nuovi appartamenti ad affitto agevolato realizzati dalla cooperativa DellaCasa a Borgo San Lorenzo in viale Kennedy, e inaugurati ufficialmente lo scorso gennaio alla presenza delle autorità locali. Con questa opera sbarca anche a Borgo San Lorenzo l’housing sociale, la nuova formula promossa dalla Regione Toscana per rispondere al problema dell’accesso alla casa per quella “fascia grigia” di persone, in particolare giovani e anziani, esclusi dall’edilizia residenziale pubblica ma che faticano a sostenere i prezzi di mercato. I canoni nell’housing sociale non superano infatti i 320 euro. Il progetto borghigiano risale al 2004, quando l’ente toscano approvò il programma regionale per la “realizzazione di interventi finalizzati all’incremento e alla diversificazione dell’offerta di abitazioni in locazione”, con cui si attribuivano finanziamenti tramite bandi pubblici. La cooperativa DellaCasa ha partecipato e vinto con il suo progetto per la realizzazione di 20 alloggi – bi e trilocali dotati di cantine e posti auto – costruiti secondo canoni architettonici innovativi. Un aspetto, questo, che più di tutti ha lasciato soddisfatti gli inquilini: “Quando spiego che nel mio appartamento la temperatura non scende mai al di sotto dei 18 gradi pur non accendendo mai il riscaldamento spesso non mi credono” racconta con soddisfazione Pamela Guidotti, una delle prime a trasferirsi nel 2010. “Sono quasi sempre fuori per lavoro e questo significa che al mio rientro la casa dovrebbe essere fredda. Invece l’appartamento non disperde il calore. Il senso di comfort è stata la prima impressione che ho avuto quando ho visitato gli appartamenti la prima volta”. E questo significa anche grande risparmio, sottolinea Pamela: “Per chi deve fare i conti alla fine del mese è un aspetto da non sottovalutare”. Dalla scelta dei materiali, all’esposizione, alla piantumazione di alberi sul lato

IL RICORDO. Alessia Ballini si è spenta il 2 febbraio

nord del caseggiato, agli impianti ecoefficienti, tutto ha come finalità la qualità. Senza dimenticare la produzione di benefici facilmente fruibili dagli utilizzatori, come spiega l’architetto Riccardo Roda - progettista e direttore dei lavori – nel volume “Housing sociale a Borgo San Lorenzo. Edificio sperimentale ad alta efficienza energetica”, a cura di Silvio Pappalettere e Marco Miniati e presentato per l’occasione. In un momento in cui gli enti locali si trovano ad affrontare il tema del disagio abitativo con pochi strumenti, questo progetto è un passo verso nuove soluzioni integrate. “Con questo edificio - spiega il sindaco Giovanni Bettarini - si dà non solo una risposta al bisogno delle venti famiglie che ci abiteranno, ma a tutta la popolazione. È il segnale concreto dell’impegno e della volontà di dare risposte reali a problemi veri. È la dimostrazione che la collaborazione tra pubblico e privato può dare risposte altrimenti impossibili”. Come spie-

All’interno mai meno di 18 gradi, senza riscaldamento ga il presidente della cooperativa, Antonio Cantini, nel tempo sono cambiate le famiglie e le prospettive di vita: “Dobbiamo sviluppare il concetto della temporaneità della residenza. Un grande patrimonio immobiliare, destinato interamente all’affitto, gestito con criteri privatistici per garantire manutenzione e qualità nel tempo”. In virtù della gestione privata, agli appartamenti si accede tramite graduatoria stilata dalla cooperativa DellaCasa, in base ad una serie di requisiti (come quello di non essere titolari di altro alloggio adeguato al nucleo familiare o quello di non avere un Isee superiore a 38mila euro circa) che saranno verificati periodicamente.

i ha lasciati mercoledì 2 febbraio all’età di 41 anni Alessia Ballini, consigliera regionale, ex assessore provinciale e sindaco di San Piero a Sieve per dieci anni. Da qualche anno Alessia combatteva contro una malattia incurabile che ha affrontato con grande diginità e coraggio per “onorare fino in fondo la vita”, come ha detto lei stessa quando Matteo Renzi le ha regalato la pettorina numero 1 della manifestazione “Corri la vita”. Punto di riferimento del Pd toscano, Alessia Ballini è stata vicesindaco e poi sindaco di San Piero a Sieve fino al 2009. Durante il suo mandato ha affrontato la fase dei lavori dell’Alta velocità, ha avvicinato i giovani all’impegno pubblico organizzando una manifestazione di successo come Ingorgo Sonoro, è riuscita a far ospitare a San Piero la seconda parte del ritiro estivo della Fiorentina, uno dei suoi grandi amori (oltre alla politica, era una divoratrice di libri). Poi nel 2006 è stata chiamata da Renzi a coprire la carica di assessore provinciale con delega alle politiche sociali, sport, pari opportunità e cooperazione, un tema quest’ultimo su cui si è spesa sempre molto: è stata coordinatrice del tavolo regionale sulla cooperazione internazionale per l’area del Mediterraneo-Medioriente e si è impegnata in prima persona a favore delle popolazioni indigene del Chiapas. Ballini era una politica amata per la sua serietà intellettuale e per la sua disponibilità, una donna che ha vissuto con passione il suo ruolo pubblico confrontandosi con le persone e sostenendo la necessità di allargare la partecipazione, un obbiettivo che durante il suo

Alessia Ballini

mandato da sindaco l’ha portata a realizzare uno dei primi bilanci partecipati di tutta Italia. E tutto San Piero, durante il funerale laico (così come aveva chiesto) che si è svolto in piazza, si è stretto letteralmente intorno a lei, con gratitudine. Anche la redazione de Il Reporter sostiene le ultime volontà di Ballini, che ha chiesto di fare offerte per le realtà e le associazioni impegnate a fianco dei malati di cancro. Chi vuole può eseguire un versamento postale o bancario alle seguenti coordinate: Azienda USL 10 di Firenze – c/c 271510, causale “Donazione al dipartimento oncologico S. C. Oncologia Medica Dh Oncologico Ospedale S. Maria Annunziata di Ponte a Niccheri”; Associazione Scientifica PALLIUM Onlus, via dei Malcontenti, 6 Montedomini - 50122 Firenze, c/c 30039515 o IBAN: IT27 H061 6002 81000001 9263 C 00; Associazione LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Viale D.Giannotti, 23 50126 Firenze, c/c 12911509 o IBAN IT92M0616002825100000000175. /B.P.


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il giornale del tuo Comune

DOSSIER. Le rilevazioni dell’Apt lasciano ben sperare dopo due anni negativi

Turismo, timidi segnali di ripresa in Mugello dopo il periodo nero Beatrice Penni

montana Mugello aveva infatti rilevato per il 2009, l’interruzione del trend di crescita iniziato nel 2005, con la riduzione del 5 per cento nel numero di singoli turisti e del 14 per cento negli arrivi. “Da questo gennaio – dicono dall’Ufficio turismo della Comunità montana – abbiamo notato un cambio di rotta relativamente ai percorsi culturali e agli itinerari artistici, che erano stati accantonati tra le scelte dei turisti ne-

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isale la china il settore turistico provinciale. I dati 2010 si riattestano su valori positivi dopo ben due anni in cui i flussi turistici si sono attestati su bassi livelli, aggravando la crisi di settore. Rilevazioni ufficiali raccolte mensilmente dall’ufficio statistica dell’Apt di Firenze ed elaborati dal Centro studi turistici di Firenze indicano una crescita sia degli arrivi (+506 mila unità di persone pari al +13,7 per cento), sia delle presenze (+992 mila giorni di pernottamento pari al +9,6 per cento) su tutto il territorio provinciale, grazie alla nuova domanda straniera trainata dalla città di Firenze. Ed è proprio il capoluogo a crescere di più sia per arrivi (+17 per cento pari a +443 mila unità) sia per presenze (+12,9 per cento pari a circa 850 mila pernottamenti), con le perfomance migliori a marzo e nel trimestre maggio – luglio. Ad una prima estrazione dei dati per area, effettuata però solo fino a settembre 2010 sempre dall’ente provinciale, anche il Mugello sembra in ripresa. Sebbene sia un dato ancora parziale il numero di arrivi si attesta intorno alle 105 mila unità – di cui 59 mila italiani – e 358 mila sono i pernottamenti (di cui 188 mila di italiani) in lieve aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Comunità

Molti dei visitatori arrivano dalla Lombardia e dalla stessa Toscana gli ultimi anni. Un aspetto che può agevolare molto il settore, sfruttando la posizione strategica tra Firenze e Ravenna”. E in particolare questo tipo di clientela è molto diversa da quella delle altre aree provinciali, perché costituita soprattutto da italiani provenienti dalla Lombardia, seguiti nel 2010 non più dai veneti ma da altri toscani, dai romagnoli e dai laziali. Un target che proprio nel momento più buio ha contenuto le perdite generali del settore sui turisti di provenienza straniera (-18 per cento in Mugello rispetto al -7 per cento della provincia nel 2009) e in particolare dei più

Alessia 21 anni

Donatella 52 anni

Sara 30 anni

“Offerte per tutte le tasche”

“Il 2011 non promette bene”

“Ci vorrebbe un portale unico”

“In Mugello c’è tanta offerta di ricettività turistica per ogni tipo di clientela e per tutte le tasche: dagli alberghi a quattro stelle ai campeggi, agli agriturismi. Mi sembra però che queste attività ricettive siano percepite dai turisti come alternativa di pernottamento a quella presente a Firenze perché più economica”

“Mi sembra che il settore turistico sia in continuo regresso ormai dal 2008. Ho un ristorante e ho notato un calo netto nel flusso di stranieri e questo inizio 2011 non promette di meglio. Credo che questo sia dovuto anche al sistema di investimento sui centri commerciali decentrati creati dai grandi gruppi, come gli outlet, che depotenziano i centri storici”

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“Anche se le persone si appoggiano ancora molto alle agenzie turistiche per organizzare i viaggi perché on line l’offerta è troppo ampia per districarsi, internet oggi è uno strumento strategico per il turismo. In Mugello manca un coordinamento dell’offerta su un portale unico che sia facilmente reperibile in rete. Ma per fare questo mancano gli investimenti”

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Borgo San Lorenzo

Da una prima estrazione dei dati per area (effettuata però solo fino a settembre 2010) la situazione pare migliorare, con un numero

Alessandro 28 anni

Luca 47 anni

“Dialogare con l’Est Europa”

“Dobbiamo farci conoscere”

di arrivi attestato intorno alle

aumento rispetto al 2009

fidelizzati olandesi. Nonostante questo però imprenditori e lavoratori del settore continuano a investire e a crescere. Un rischio per le aziende più marginali, fa sapere la Comunità montana, che nel 2009 hanno dovuto scontrarsi con la generale erosione della redditività dovuta alla crisi economica e ai nuovi modi di viaggiare e pernottare più economici, informali e reperibili on line: primo tra tutti

il “coach surfing”, lo scambio di ospitalità. In tutta la provincia però è cresciuto comunque il numero di posti letto e di strutture alberghiere (+11,7 per cento) ed extralberghiere (+5,7 per cento). “I dati positivi di questo primo bimestre 2011 sono probabilmente legati anche alla capillare attività di comunicazione istituzionale – concludono dalla Comunità montana – realizzata nel mese di

dicembre proprio sugli itinerari turistici oltre che agli eventi. E oggi inizia a dare alcuni frutti”. Una considerazione che deve far pensare come il territorio necessiti della riorganizzazione dell’offerta dei servizi già presenti, migliorando la cultura dell’accoglienza, la qualità ambientale del territorio, e il coordinamento dell’immagine del Mugello all’interno di quella della Toscana, famosa nel mondo.

“Penso che sia importantissimo far conoscere il Mugello. Spendere energie per questo vuol dire portare la gente nella zona per un turismo più naturalistico, culturale, sportivo e culinario. Occorre puntare molto su attività legate all’ospitalità giornaliera, essendo la mia un’azienda agrituristica, offrendo laboratori didattici e degustazioni dei prodotti tipici a scuole, famiglie e ai disabili”

Ecco i lavori in corso previsti per questo mese e quelli di recente ultimazione a Borgo e dintorni: VIALE PECORI GIRALDI È in corso l’intervento di riqualificazione di viale Pecori Giraldi: già tagliati i pini marittimi, al loro posto saranno messe a dimora piante di acero e pero bianco. I lavori proseguiranno con la demolizione e il rifacimento dei marciapiedi e il rifacimento dell’asfalto. FRANE, RIPRISTINATA LA VIABILITÀ In viale della Resistenza sono state rifatte le isole spartitraffico. Sono invece terminati i lavori di ripristino della viabilità a Montepulico e Figliano. LAMPIONI NUOVI AL FORO BOARIO È stata installata la nuova illuminazione sia al Foro Boario (lampioni a fungo a risparmio energetico), sia in via San Donato a Ronta. PRONTO IL CAMPO DA BASKET Sono stati realizzati il campino da basket nell’area verde dietro via Allende, nel capoluogo, e il campino da calcio a Rabatta.

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“Sono incrementati i flussi del vecchio continente ma i valori più promettenti in ottica futura vengono dall’est Europa come la Russia, che inizia a conoscere anche il turismo di nicchia e non solo le grandi catene alberghiere. Il dialogo con questo pubblico potrebbe essere favorito dalle associazioni di categoria e dallo stato con i diversi interlocutori del settore turistico ricettivo”

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il giornale del tuo Comune

L’ANNIVERSARIO/1. La compagnia ha festeggiato il compleanno. Sul palco, naturalmente

Teatro Idea, una storia lunga 40 anni Sara Casini

la ‘Cantatrice calva’ di Ionesco: fu uno spettacolo sbalorditivo, ma apprezzato, dal pubblico di zona”, ricordano Patrizia e Vieri Chini che in decenni di attività si sono presi, insieme alle tante persone che li hanno accompagnati, soddisfazioni e meriti: 50 regie, repliche in piazze toscane e nazionali, vari premi. “Giravamo senza tregua, sempre alla ricerca di nuovi spettacoli. Ne abbiamo visti davvero moltissimi e conosciuto tante compagnie - spiegano ancora - un confronto che è stato per noi stimolante e importante. Insomma, ci riteniamo degli autodidatti che sono cresciuti soprattutto sul palcoscenico”. Fin dagli esordi, la firma alla regia è stata di Vieri Chini che all’epoca coltivava anche la passione per la regia cinematografica, poi abbandonata a favore del teatro, anche se nel cinema qualche esperienza l’ha comunque fatta, attraverso partecipazioni a pellicole, tra cui ‘Fiorile’ e ‘Affinità Elettive’ dei fratelli Taviani e ‘Cari fottutissimi amici di Mario Monicelli. Sul palcoscenico, la compagnia “Teatro Idea” ha scelto i classici, in particolare Molière e Goldoni, ma si è misurata anche con testi di Beckett, Buchner, Lorca, Cechov: “Abbiamo proposto gli autori più disparati anche per capire chi eravamo e cosa eravamo capaci di affrontare. E siamo contenti che anche una compagnia non professionistica come la nostra abbia potuto ricevere anche apprezzamenti importanti - racconta Patrizia - ci siamo molto interessati anche alla ricerca di nuovi contesti e nuovi modi di fruizione dell’opera teatrale, e spesso abbiamo giocato con lo spazio, con spettacoli itineranti, come quelli che mettevamo in scena a Villa Pecori, quando ancora era in ristrutturazione, e come il teatro d’appartamento che abbiamo mutuato dal Teatro di Rifredi. In questo filone si inserisce uno dei nostri spettacoli più longevi,’ Strettamente riservato’, in replica ormai da 15 anni, in appartamenti, ville, parchi e che abbiamo poi riadattato anche in due atti per il palco”.

La scena mugellana è da sempre animata da questa realtà, nata a Borgo San Lorenzo nel 1971 e affermatasi non solo in Toscana, ma anche in giro per l’Italia intera

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on potevano far altro che scegliere il palcoscenico per festeggiare la loro longeva carriera: 40 anni di messe in scena, allestimenti, regie e spettacoli in tutta Italia. È la compagnia teatrale “Teatro Idea” di Borgo San Lorenzo che di recente ha messo in scena “Il Revisore - storia di ordinaria corruzione”, un testo di Gogol, datato 1836, riadattato e ambientato in Italia. È il loro ultimo lavoro dopo una ricca produzione che ha animato la scena teatrale mugellana e non solo. La loro storia inizia nel 1971 per volere di un gruppo di amanti del teatro, tra cui alcuni giovani aspiranti registi e attori, entusiasti del fermento e della sperimentazione che in quegli anni pervadeva il teatro italiano, e con l’idea di voler introdurre qualche elemento di novità anche nel teatro locale che, fino a quel momento, aveva conosciuto prevalentemente il vernacolo. “Per debuttare, a Borgo, scegliemmo di mettere in scena 1162453

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Borgo San Lorenzo

L’ANNIVERSARIO/2. Dieci candeline per l’iniziativa “Il Cuore si Scioglie”

E la solidarietà non si ferma Letizia Martino

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esteggia già 10 anni ma non li dimostra “Il Cuore si Scioglie”, l’iniziativa gestita dalla fondazione Il Cuore si Scioglie-Onlus e promossa da Unicoop Firenze in collaborazione con varie associazioni di volontariato, a sostegno di adozioni a distanza e progetti di solidarietà in Italia e nel mondo. La sezione soci di Borgo San Lorenzo anche quest’anno fa il bilancio dopo la campagna di raccolta fondi di dicembre, quando i consiglieri organizzano con i volontari delle associazioni partner, le associazioni di volontariato locale e gruppi di dipendenti volontari, i presidi per promuovere i sostegni a distanza. “Il nostro traguardo di quest’anno è di oltre 9mila euro – spiega il presidente della sezione Gianfranco Grossi – Questo grazie alle donazioni libere raccolte presso i punti vendita di Vicchio e Borgo ma soprattutto grazie ad alcune iniziative sempre molto partecipate come la cena di solidarietà, i corsi di cucina, la vendita di miele donato degli agricoltori del Mugello durante la manifestazione ‘Il pane in pappa’ e tanto altro”. L’attività infatti non si ferma neanche durante il resto dell’anno. La raccolta 2010–2011 conta 6 nuove adozioni individuali sostenute da singoli cittadini e conferma l’impegno della sezione al mantenimento di 7 bambini in Burkina Faso, 6 in Brasile,

pillole Il 18 marzo torna “Cinelibro” Ronta, film e libri a confronto Nuovo appuntamento a Ronta il 18 marzo con “Cinelibro”, l’iniziativa organizzata dalla Pro loco Ronta in collaborazione con il Comune di Borgo San Lorenzo e l’associazione culturale “Amici delle Biblioteche”. Dopo gli incontri in cui sono stati messi a confronto il libro e il film de “L’amore ai tempi del Colera” di Garcia Marquez e “Il Bacio della donna ragno” di Manuel Puig, questo mese sarà proiettato “I diari della motocicletta” diretto da Walter Salles e ispirato al diario scritto da Che Guevara. La serata avrà inizio alle ore 21 e sarà presentata da Alessia Parrini dell’associazione “Amici delle biblioteche”. Si vota dal 7 al 12 marzo Sezione soci Unicoop, tempo di elezioni Si terranno dal 7 al 12 marzo le elezioni per il rinnovo del Consiglio della sezione soci Unicoop di Borgo San Lorenzo, che comprende i soci abitanti nei comuni di Borgo, Vicchio, San Piero a Sieve, Scarperia, Vaglia, Marradi e Palazzuolo sul Senio. Ogni socio potrà esprimere il proprio voto presso uno dei punti vendita della sezione Mugello presentando la carta socio ed un documento di identità. Per conoscere i candidati basta rivolgersi al punto soci del centro commerciale Mugello.

5 in Palestina e 4 in Camerun, che potranno aver assicurati alimentazione, istruzione e assistenza sanitaria anche nel 2011. Ma accanto agli interventi di assistenza individuale sono anche finanziati dei progetti collettivi specifici. La sezione di Borgo quest’anno parteciperà a 4 progetti, che spaziano dal recupero di ragazzi di strada a Bangalore, in India, al sostegno dei ragazzi poveri e delle ragazzine costrette a rimanere recluse presso le loro famiglie, fino al matrimonio nel quartiere Bab el Tebbaneb, nel Libano, passando per l’ampliamento dei centri di accoglienza per i ragazzi lavoratori di

strada a Lima, in Perù, e la costruzione di una scuola e di un sistema idrico-sanitario nella provincia di Saranggani, nelle Filippine. “La longevità de ‘Il Cuore si Scioglie’ deriva dalla capacità di adattamento ai tempi, per mantenere inalterato l’impegno di dieci anni fa – conclude Grossi – Inizialmente erano numerose le adozioni singole, che però comportano un impegno importante che non tutti si sentono di dare, soprattutto in tempi di crisi. Per questo è nata l’idea di integrarle con adozioni collettive e iniziative. Tutti possono partecipare, senza bisogno di aspettare Natale”.

Maschere a tema e sfilate di carri Carnevale in Mugello, ultimi appuntamenti Martedì 8 tornano in scena le sfilate dei carri del “Carnevale mugellano dei ragazzi”, organizzato dall’omonimo comitato in collaborazione con il Comune. Tra le maschere a tema di quest’anno i personaggi Disney, la Bella e la Bestia, Occhio all’incidente e i Puffi. I carri sfilano in piazza Dante a partire dalle 15 con ingresso libero. Sospesa invece per mancanza di fondi la rappresentazione del giovedì di Berlingaccio “Atmosfere e misteri in una notte di Carnevale”. In alternativa sarà riproposta come in passato la classica festa in maschera presso il Teatro Giotto. Prosegue la rassegna per ragazzi Le scuole vanno a teatro Le scuole di Borgo San Lorenzo partecipano per il terzo anno alla rassegna teatrale rivolta a bambini da 3 a 12 anni promossa dal Comune e dalla Fondazione Toscana Spettacolo, in collaborazione con Accademia degli Audaci e Teatro Idea. Gli ultimi appuntamenti si svolgeranno il 30 e il 31 marzo con “Cane blu” del Teatro Gioco di Vita (per età 3-7 anni), ed infine il 7 aprile con “Domani spioverà” del Teatro Popolare d’Arte (età 6-10 anni). Il prezzo del biglietto è di 4 euro.

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Marzo 2011

il giornale del tuo Comune

MESTIERI. Mariana Bercaru, titolare di un negozio di sartoria a Borgo, racconta la sua storia

Ago, filo e una passione che resiste Quella del cucito è un’attività dimenticata da molte parti, ma non in Mugello, a quanto pare: “Ho scoperto che ancora tante persone la coltivano e si iscrivono a istituti di moda” Beatrice Penni

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a moda è uno dei marchi più apprezzati del made in Italy nel mondo, frutto delle menti di noti stilisti. Spesso però accanto a loro non si ricorda il mondo nascosto di chi dà forma a quelle opere. Sarti, modellisti, ricamatori e occhiellai sem-

brano professioni in estinzione ma, a sorpresa, non è così. A sfatare il mito è Mariana Bercaru, titolare di un negozio di sartoria a Borgo San Lorenzo, che racconta questo mondo su cui ha deciso di investire il suo futuro “per coronare il sogno di realizzare come volevo gli abiti che

ho sempre disegnato”, come spiega lei stessa. Mariana, laureata in Romania in Economia e commercio, in Italia ha deciso di far diventare realtà quella che era una semplice passione. “Con tanti sacrifici mi sono iscritta ad una scuola di modellistica a Firenze che era gestita insieme ad una sartoria. Non solo ho acquisito tutte quelle competenze che mi hanno consentito in pochi mesi di aprire una mia attività, ma mi sono anche resa conto di quanto la teoria sia tanto differente dalla pratica della realizzazione”. Insomma non tutto quello che si immagina si può realizzare sulla stoffa così com’è, perché lì cambia la dimensione, cambia la consistenza. Per questo alcuni grandi stilisti riconosciuti come tali in tutto il mondo hanno iniziato non come designer ma come sarti. “Pensavo – continua Mariana – che in questa zona il cucito fosse un’attività in estinzione e anche per questo ho investito le mie energie in Mugello. In realtà ho scoperto che ancora tante persone lo fanno a casa per passione e tanti giovani sono interessati a far-

lo iscrivendosi a istituti di moda. È un mestiere che possiede il fascino della creatività ma oggi non regge la concorrenza dell’industrializzazione”. Insomma un lavoro dai costi troppo alti, che sebbene preservi il made in Italy non regge la concorrenza. “Nelle fabbriche da un solo modello vengono realizzati 10 mila pezzi con un abbattimento dei costi e della qualità, mentre in sartoria ognuno di essi è un unicum perché fatto su misura. Non si può paragonare neanche ai capi firmati di alta fattura, che comunque nascono in serie”. Ecco il tocco in più: la capacità di lavorare a mano, di dare, gra-

zie alle rifiniture, una linea al vestito che mai l’industria saprà realizzare, di realizzare modelli classici mai fuori moda perché il costo in termini di lavoro sia ripagato nel tempo. Presso il suo negozio di via Brocchi aperto due anni fa Mariana sa che le richieste di abiti su misura saranno sempre piuttosto poche. “In sartoria faccio più riparazioni che mi danno non solo un margine di guadagno e ma anche la soddisfazione di accontentare le persone. Nel mio lavoro per acquistare la fiducia dei clienti è necessaria la qualità e la migliore pubblicità è il passaparola di chi si è trovato bene”.

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mobilità

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vELOCIPEDI/1. Il capoluogo visto dal sellino: cosa va e cosa no. Qualcosa però sembra muoversi

Città ciclabile? C’è ancora da pedalare Le difficoltà per chi sceglie le due ruote sono molte: Firenze non possiede una vera e propria rete integrata di piste, e così chi utilizza questo mezzo è spesso costretto a percorrere (pericolosi) tratti misti. Poi c’è il problema del “parcheggio” Antonio Rettura

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eno traffico e rumore, più aria pulita: sono le caratteristiche di una città a misura di bici. Ma pedalare a Firenze non è così semplice. Il polso della situazione è dato dal numero di piste ciclabili, ancora inadeguato per una città che, grazie alla sua morfologia, si presterebbe bene a essere percorsa senza “motore”. Le corsie loro dedicate sono un’infrastruttura fondamentale per incoraggiare l’uso delle bici, poiché aumentano la sicurezza del ciclista. Firenze – si sa - non possiede una vera e propria rete integrata di piste ciclabili, in quanto i vari percorsi in rosso sono spesso sconnessi tra di loro, costringendo i ciclisti a tratti “misti”. Per rendere la bicicletta un mezzo di trasporto urbano “competitivo” - sostiene chi la utilizza - è necessaria una rete ciclabile efficiente, che faccia sistema con i nodi del trasporto pubblico urbano. Ma a Firenze non sembra essere così: la stazione di Rifredi, ad esempio, è totalmente scollegata, mentre da Santa Maria Novella è possibile raggiungere, tramite la rampa in fondo

al binario 16, soltanto la pista della Fortezza, mentre per il centro-Duomo non ci sono collegamenti diretti. Un tema “storico” della viabilità fiorentina, che riguarda anche (e soprattutto?) i ciclisti, è poi quello delle buche. Chi è costretto a pedalare nel traffico per l’assenza delle piste ciclabili è troppo impegnato a tenere d’occhio le automobili per riuscire a prestare attenzione anche alle buche, che talvolta sono di dimensioni tali da compromettere l’equilibrio. Ma anche quando il ciclista arriva a destinazione non terminano le difficoltà: trovare un posto nelle rastrelliere è, in alcune zone, più arduo che parcheggiare l’auto, a causa di un numero troppo spesso insufficiente di posti bici, o per colpa dei mezzi abbandonati nelle rastrelliere. In questi casi il ciclista non ha altra scelta che trovare un parcheggio di fortuna, lasciando il mezzo legato a un palo, a un’inferriata o appoggiato a un muro. Le bici parcheggiate al di fuori delle rastrelliere, però, a volte trasformano i marciapiedi in un percorso a ostacoli, creando problemi specialmente per gli anziani e i

disabili, che spesso sono costretti a chiedere l’intervento dei vigili per la rimozione dei mezzi che intralciano il passaggio. Il paradosso, si lamenta il popolo dei pedali, è proprio questo: un mezzo che rappresenterebbe una risorsa per la comunità si può trasformare persino in un problema. Dal Comune di Firenze arriva comunque qualche segnale incoraggiante: la giunta ha recentemente stanziato oltre mezzo milione di euro per le piste ciclabili. In particolare, 450mila euro sono destinati alla manutenzione dei tratti di piste in cattive condizioni, al ripristino della segnaletica e alla messa in sicurezza degli attraversamenti ciclopedonali. Altri 100mila serviranno al completamento della pista che va dal Saschall fino al molino di Sant’Andrea a Rovezzano. Qualcosa sembra muoversi, dunque, e chissà che per il 2013, quando Firenze ospiterà i mondiali di ciclismo, la città non avrà finalmente attivato il servizio di bike-sharing, che renderà il capoluogo toscano più simile alle altre 100 città europee che hanno già adottato (con successo) questo sistema.

L’IMPRESA/1 José Carlos Muñoz Pérez, fiorentino d’adozione, racconta il viaggio compiuto alla volta del suo paese natale

ventisei giorni (e duemila chilometri) per riabbracciare Siviglia

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osé Carlos Muñoz Pérez, 31enne fiorentino di origine iberica, lo scorso ottobre ha deciso di tornare a fare visita alla sua città natale, Siviglia. In bicicletta. Per raggiungerla ha pedalato per 26 giorni, percorrendo 2.441 chilometri, assieme all’amico Daniel Gencarelli, che lo ha accompagnato nell’impresa. Com’è nata l’idea del viaggio? Ho voluto unire le due città più importanti della mia vita attraverso la passione per la bicicletta. Siviglia è la città dove sono nato, mentre a Firenze sono arrivato per amore, e da subito mi sono innamorato anche della città. Ho deciso di fare questo viaggio in bicicletta perché credo nel trasporto sostenibile e adoro lo spirito di avventura. Ci sono stati momenti difficili? Attraversando le Alpi e i Pirenei abbiamo affrontato salite durissime. Altri momenti difficili li abbiamo vissuti in Spagna, nella pianura dell’Ebro: abbiamo

pedalato una giornata intera con un fortissimo vento contrario che quasi ci fermava. Il tempo non passava mai! Cosa ti ha insegnato questa avventura? Dopo un viaggio in bicicletta di oltre 2.400 chilometri capisci che per gli spostamenti quotidiani in città non c’è nessun bisogno del motore! Per i brevi tragitti la bici è il mezzo più ecologico e salutare che esista. Firenze è a misura di ciclista? È una città che ha grandi potenzialità perché è in pianura, ma ci sono ancora tante cose da fare. Bisogna aumentare le piste ciclabili e collegare tra loro quelle esistenti. Sarebbe poi utilissimo attivare il servizio di bike-sharing, come stanno facendo numerose città europee. E poi, ovviamente, riparare le buche! Concludendo, perché conviene andare in bici? Chi usa la bicicletta fa del bene all’ambiente, a se stesso e anche al portafoglio. /A.R. La bici è il veicolo anti-crisi!

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mobilità

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vELOCIPEDI/2. Mezzi ripiegabili ultraleggeri: è il progetto sviluppato dalla facoltà di Architettura

Ma la bicicletta vuol salire sull’autobus Francesca Puliti

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ici e bus, un binomio ecologico. E invece no, non vanno molto d’accordo. Eppure per lo sposalizio ci sarebbero tutti i presupposti, almeno a sentire chi sul sellino ci attraversa la città. E chi ne ha fatto materia di studio e lavoro. È stato finanziato con fondi europei il progetto per l’intermodal bike, sviluppato dalla nostra facoltà di Architettura: si tratta di una due ruote ripiegabile ultraleggera, cinque volte più piccola di quelle in commercio, pensata apposta per essere trasportata sui mezzi pubblici. Il prototipo è stato presentato a Palazzo Vecchio sul finire dell’anno scorso, adesso spetta alla ricerca trovare il modo di produrla a costi accessibili, ma si prevede che potrebbe solcare le nostre strade (e i nostri bus) già entro un paio d’anni. Ma i ciclisti urbani non hanno intenzione di aspettare così tanto: il trasporto delle bici sui mezzi pubblici è una battaglia che va avanti da tempo. E c’è pure chi ci ha scritto una tesi: Giacomo Stefanini, laureato in architettura nonché socio di Firenzeinbici, la più folta associazione di “pedalatori” cittadini. “Non c’è bisogno di nessun supporto per far salire le bici sul tram – spiega Valerio Parigi, un altro dei soci più attivi – e nessun regolamento lo vieta. Succede in tutte le città moderne d’Europa”. Per ora, però, Ataf e Gest hanno detto no. Stesso copione nella vicenda delle preferenziali: da anni le associazioni si battono per aprire le busvie

ai velocipedi, ma niente da fare. “È una questione di velocità commerciale dei bus – dichiara Giampiero Gallo, il consigliere comunale delegato alla mobilità alternativa – ma abbiamo un tavolo aperto con Bonaccorsi e c’è la disponibilità a studiare specifiche soluzioni per le preferenziali a basso scorrimento, soprattutto in centro”. In compenso la giunta comunale ha appena stanziato 450mila euro per interventi urgenti sulle piste, leggi soprattutto al capitolo “chiusura dei monconi”. Ancora in stallo invece l’ipotesi bike sharing. “L’investimento iniziale è ingente – spiega Gallo – circa un milione di euro. E altrettanto servirebbe per la manutenzione annuale”. Non esattamente noccioline, in un momento di magra per i conti pubblici come questo. Anche se una soluzione ci potrebbe essere: affidare la gestione a uno sponsor privato, come succede a Parigi e Barcellona. L’ipotesi però appare ancora lontana. Ma Palazzo Vecchio ha ancora in serbo qualche carta da giocare. La via alternativa potrebbe essere quella di un sistema di noleggio potenziato, in stretta collaborazione con le aziende cittadine. Per Comune e privati, in pratica, si tratta di fare fifty-fifty: l’amministrazione si impegna a implementare le postazioni di noleggio (ad esempio nei pressi delle stazioni) e le aziende medio-grandi forniscono parcheggi per le due ruote sicuri ai dipendenti. Assicurandosi così anche lavoratori più in forma.

L’IMPRESA/2 Al via la nuova avventura del sestese Marco Banchelli, che chiama a raccolta i ciclonauti

e c’è chi cerca volontari per una staffetta di pace in nepal

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.A.A. ciclonauti per biciclettata in Nepal cercasi”. Il sestese Marco Banchelli lancia una nuova e particolarissima proposta: entrare a far parte di una vera e propria staffetta ciclistica che, nei giorni della prossima Pasqua (il programma completo sarà visionabile prossimamente sul sito www.marcobanchelli.com), vedrà pedalare insieme “italiani” e “nepalesi” attraverso strade e panorami del Nepal più autentico di ieri e di oggi, per portare in quelle terre un grande messaggio di unione tra popoli e genti. “Non sono richieste particolari doti di allenamento e resistenza, ma solo una buona adattabilità e spirito di avventura – precisa Banchelli – gli interessati sono invitati

a mettersi in contatto con il nostro team, in quanto i posti a disposizione non sono moltissimi”. Al progetto potranno aderire anche eventuali “non ciclisti”, in veste di accompagnatori ufficiali, visto che l’itinerario si svilupperà su strade asfaltate e avrà mezzi di assistenza e supporto al seguito. “Come in tutte le proposte del nostro modo di viaggiare preparato, consapevole e solidale – racconta Marco – sono previste visite a scuole induiste e buddiste, oltre che cattoliche. Incontreremo i profughi tibetani e i bisognosi dei centri di accoglienza e assistenza, per rendere ancora più completa questa esperienza”. Marco Banchelli sente in sé la fantastica sensazione di aver unito e di

unire le città, le montagne, le genti “con le gocce del mio sudore e con l’invisibile ma incancellabile segno delle ruote della mia bicicletta”. Dagli Usa al Kenya, dall’Argentina al Cile passando per le Ande, e ancora Australia, Palestina e Israele, non c’è (quasi) luogo al mondo in cui Banchelli non sia stato a portare il suo messaggio di pace. A lui il merito di aver creato anche il progetto “Dentisti per caso in Nepal” con la moglie odontoiatra Maria Teresa Tosto. Si tratta di un supporto medico volontario che offre da un lato un aiuto immediato alle popolazioni locali, e dall’altro una serie di competenze a medici e operatori da usare /A.P. nel lungo periodo.

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L’Allergia è una malattia del sistema immunitario caratterizzata da reazioni eccessive portate da particolari anticorpi nei confronti di sostanze abitualmente innocue come ad esempio pollini. Essendo dovuta a reazione di un tipo di anticorpi la malattia si manifesta esclusivamente in presenza della sostanza verso la quale è diretto l’anticorpo. Sostanze dello stesso genere (esempio pollini) ma di diversa struttura molecolare generano allergie diverse. In sintesi un paziente con una allergia verso un certo polline non ha sintomi se a contatto con pollini di altre famiglie e strutturalmente diversi. L’allergia è una malattia influenzata anche da fattori genetici. Un genitore allergico, ad esempio, al polline potrà avere figli allergici ad acari e nipoti allergici a pelo animale, e così via.

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È dimostrato infatti che un ambiente (o cibo) eccessivamente “sterilizzato” non è salutare per il sistema immunitario che diviene più prono allo sviluppo di allergie. Nei bambini che vivono in ambiente rurale o che hanno un gatto in casa (dimostrato nei primi due anni di vita), la probabilità di allergia si riduce in modo significativo. Le allergie sono meno diffuse tra coloro che sono a stretto contatto con microbi fecali o alimentari, poiché la flora batterica di questi individui è ricca di microbi che producono endotossine, le quali inibiscono la produzione di proteine allergizzanti, che altrimenti stimolano il tessuto linfatico intestinale incrementando le probabilità di asma e rinite allergica. Nei paesi occidentali il precoce utilizzo di antibiotici nei bambini, l’ampio utilizzo di additivi chimici negli alimenti e la loro sterilizzazione, sembrano ritardare lo sviluppo di tale flora batterica.

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tendenze

Marzo 2011

IL CAsO. In aumento supermarket e ristoranti interamente votati a un’alimentazione naturale

La bio-mania contagia Firenze (e non solo) Sembrerà strano, ma il boom del biologico è riuscito a scalfire anche le granitiche abitudini

al cibo ha anche una fornita cantina di vini biologici. Interessante anche l’esperienza de La Raccolta, in via Leopardi, all’incrocio col viale Gramsci, che mette a disposizione della clientela anche piatti da asporto. Gli afecionados non potranno poi perdere un must del “bio way of life”: la Fierucola di piazza Santo Spirito, che ogni mese porta in centro i banchini di pastori e agricoltori dell’area fiorentina. Info: www.lafierucola.org.

dei fiorentini, e questi negozi spuntano come funghi nei quattro angoli della città. Per la gioia dei moltissimi appassionati e di chi ha deciso che è arrivata l’ora di tornare a mangiar bene Barbara Biondi

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Firenze il bio è di casa. Sono sempre di più (e aumentano a vista d’occhio) i negozi e i ristoranti dove si mangia e si acquistano prodotti “nature”, controllati e certificati. Una moda o il bisogno sempre più impellente di tornare alla terra e mettere nel dimenticatoio prodotti chimici e concimi dannosi per la salute? Forse entrambe le cose per un gran numero di consumatori, ma su un aspetto non ci sono dubbi: mentre l’attenzione nei confronti di questa tipologia di prodotti cresce a dismisura, i prezzi diminuiscono in maniera inversamente proporzionale, grazie alla domanda sempre crescente. E se fino a qualche tempo fa rappresentavano una categoria merceologica ad uso e consumo di chi poteva permettersi di spendere un po’ di più per mangiare meglio, adesso nella maggior parte dei casi fanno concorrenza alla grande distribuzione. Un esempio è quello di Natura Sì, franchising dedicato all’universo del naturale, che ha aperto il suo quarto punto vendita in città (in via Kassel, dopo il recente via Baccio da Montelupo e i precedenti via Masaccio e viale Corsica). “Indubbiamente la differenza tra un prodotto biologico e uno tradizionale c’è e si sente - spiega Cristina Biondi, direttrice del punto vendita di via Kassel - innanzitutto dal sapore, e poi non bisogna dimenticare che, per ottenere il marchio bio, bisogna avere tutta una serie di certificazioni dalle quali non si può prescindere”. Insomma, la “trappola del finto biologico” sembrerebbe non esistere, soprattutto per via della grandissima quantità di controlli a cui ogni prodotto viene sottoposto. “Il biologico sta diventando sempre più uno stile di vita - continua Cristina - si sta tornando pian piano a una concezione diversa anche della spesa: meglio acquistare piccole quantità più volte la settimana e tenere in casa cibo fresco che fare le maxi spese come usava fino a qualche tempo fa”. E per i patiti del genere sono diversi gli indirizzi fiorentini da segnare in agenda: a cominciare dai posti dove si mangia ma si può anche comprare qualcosa da portare a casa, come al Punto Macrobiotico, che ha un punto vendita in via de’ Pilastri e un ristorante in piazza Tasso. Lì vicino ci sono il circolo Aurora (piazza Tasso), coi suoi menù vegetariani e vegan, e la deliziosa gastronomia Vivanda (via Santa Monaca) che oltre

Sembra ormai essere diventato un vero e proprio stile di vita

LA CURIOSITÀ Due siti internet toscani

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chi lo dice che biologico è bello solo se comprato in una cascina, al mercato o in un supermercato ad hoc? Ecco pronta la prova del contrario, che proprio dalla città del giglio e dagli immediati dintorni sta sviluppando un trend che riscuote sempre più successo tra gli amanti dei prodotti al naturale. Si potrebbe chiamare biologico.it, e invece si chiama Solmeo.it, azienda nata dall’entusiasmo di un gruppo di amici che, dopo aver passato parte della vita a fare mestieri di tutt’altro tipo in giro per l’Italia e per il mondo, si sono ritrovati a Impruneta per mettere su un’attività di selezione e vendita di prodotti biologici e biodinamici. Il principio è lo stesso che muove ogni tipo di acquisto online (compresi quelli delle grandi catene di supermercati): si visita il sito, si scelgono i prodotti che si desiderano e questi vengono consegnati a casa nel giro di pochi giorni dall’ordine. La differenza è che nel “carrello” si possono inserire anche prodotti freschi come verdura e frutta, latte appena munto, burro, formaggi oltre a legumi secchi, confetture, ma anche detersivi e affini, tutto scelto con cura dai signori Solmeo e recapitato (a Firenze il martedì è gratis) direttamente a casa. Altra piattaforma online che mette a disposizione prodotti toscani è il sito Stile Naturale (http://stores. ebay.it/stilenaturale) che offre prodotti di vario genere ma di provenienza rigorosamente locale: dal rosolio di China delle monache benedettine di Pistoia ai cuscini di pula biologica fatti a mano per l’allattamento, dalle briciole d’oro a 23 carati per decorare cocktail, ai saponi all’olio extravergine d’oliva biologico Igp toscano, fino alla composta di cipolla di Certaldo derivata dal presidio Slow Food e al pecorino toscano di Volterra a caglio vegetale. Questo e altro su un sito che si appoggia a Ebay e consegna i prodotti sfruttando le spedizioni postali.


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l’inchiesta

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DOssIER/1. I dati della Questura dicono che i reati sono diminuiti. Ma capita di sentirsi in pericolo

le zone dove la sicurezza “vacilla” Tra le aree in cui la percezione di tranquillità viene a mancare ci sono San Lorenzo (vicina a tanti locali dove spesso con l’alcol si esagera), Santa Croce, con le sue viuzze, e piazza Santo Spirito, storicamente alle prese con notti un po’ troppo movimentate

Serena Wiedenstritt

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ono numeri e spesso (un po’ come accade per la temperatura reale e quella percepita, quando fa caldissimo e dicono che è “solo” colpa dell’umidità) non rispecchiano del tutto la percezione e la sensibilità delle persone. I dati relativi al 2010 resi noti dalla Questura di Firenze (che Il Reporter aveva pubblicato

FOCUS Anche incontri nelle scuole

Incidenti stradali, si cercano rimedi

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a prima vittima del 2011 è arrivata nella notte fra il 6 e il 7 febbraio, tra Firenze e Prato. Fino ad allora, il bilancio delle morti sulle strade di Firenze poteva vantare zero vittime, anche se i primi due mesi dell’anno avevano già registrato quasi 300 incidenti e oltre 250 feriti. Nel 2010 le vittime della strada sono state 23, con il tributo più caro pagato da motociclisti e pedoni: 9 dei primi e 9 dei secondi hanno perso la vita in modo violento sulle strade della città. La mappa dei punti più pericolosi si disegna partendo da via Baracca, passando da via Pistoiese e approdando in via di Novoli, per proseguire poi verso viale Guidoni, viale Strozzi e via Pisana: tutte strade da oltre 50 incidenti l’anno. E ancora non si esauriscono i casi di pirati della strada che non solo compiono un’infrazione, ma neanche si fermano sul luogo del misfatto. Alcune settimane fa è successo a un taxista in piazza dalla Stazione, che ha investito un bimbo e non si è fermato. Rintracciato dalla polizia municipale, per lui è scattato immediatamente il ritiro della patente. Alla fine di gennaio una donna di 67 anni è stata investita da un automobilista, che è stato fermato e denunciato. Le proposte del Comune, che per la prevenzione si associa alle associazioni dei parenti delle vittime, come quella fondata dai genitori di Lorenzo Guarnieri, partono da più punti di vista e riguardano ad esempio una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare affinché si preveda l’omicidio volontario, e non colposo, per chi causa la morte di una persona mentre è alla guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti. A breve, inoltre, dovrebbe venir presentato il Piano strategico integrato per la sicurezza sulle strade a Firenze, mentre sono già iniziati gli incontri nelle scuole per mettere in guardia i ragazzi sui rischi che possono arrivare da comportanti scorretti e, solo apparentemente, catalogabili come /S.W. leggerezze.

sul numero di febbraio) dipingevano un quadro positivo della sicurezza in città e registravano una diminuzione del numero dei furti, delle rapine e delle truffe. Questi dati – li ricordiamo velocemente - parlavano di una flessione del numero totale dei delitti, in tutta la provincia (-14,35 per cento) e nella città di Firenze (-11,83 per cento), mentre in 365 giorni le persone denunciate in stato di libertà erano state 3.895 e gli arrestati 1.397. Significative apparivano poi le diminuzioni di alcune tipologie di reati, quali le rapine, i furti, gli scippi e le truffe e frodi informatiche. In controtendenza i furti in abitazione, passati da 1.174 nel 2009 a 1.356 nel 2010 (+15,5 per cento), e gli omicidi volontari, passati dai 5 del 2009 ai 9 del 2010. Soddisfacenti invece i risultati sul fronte della lotta a traffico e spaccio di sostanze stupefacenti: per questa tipologia di reato erano state arrestate 251 persone e denunciate in stato di libertà 69. La sicurezza percepita, quindi, in base ai numeri dovrebbe essere aumentata, ma in realtà sono ancora numerose le “zone buie” della città dove i residenti continuano ad aver paura a uscire di sera, e la tranquillità resta spesso un miraggio. Molto spesso, infatti, non è solo il rischio-rapina a pesare sulla percezione dei fiorentini, ma sono anche il disturbo della quiete pubblica, i rumori, il traffico indisciplinato e pericoloso a causare insicurezza e malessere. Spesso, infine, le zone a più alta densità di vita notturna si confermano quelle giudicate più pericolose. La (poco ambita) palma dell’insicurezza resta in centro, nella zona di San Lorenzo, sia per la vicinanza alla stazione centrale di Santa Maria Novella - che fa da naturale ricettacolo per i traffici meno leciti - sia per l’abbondanza di locali che offrono tanto alcol a poco prezzo. Altre questione irrisolta è quella dell’Oltrarno, e in particolare quella di piazza Santo Spirito, zona storicamente frequentata da punkabbestia e teatro, negli scorsi mesi, anche di una violenta aggressione al presidente dei giovani industriali di Firenze. Anche Santa Croce spesso non permette sonni tranquilli agli abitanti della zona, fra schiamazzi, spaccio e cattive compagnie che si incontrano sul sagrato della chiesa per poi spostarsi nelle più riservate stradine a lato. Infine, a voler elencare le zone dove la percezione di sicurezza la notte può vacillare, fuori dal centro è da segnalare piazza Dalmazia, dove - a due passi dal cinema - c’è un dormitorio a cielo aperto, negli spazi che la mattina sono occupati dal mercato.

Fuori dal centro da segnalare i dintorni di piazza Dalmazia


l’inchiesta

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DOssIER/2. Tanti i progetti per dare nuova vita a un luogo dal passato certamente non facile

Ma le Cascine si preparano a rinascere Matilde Bernini

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olemiche sui costi e sulla correttezza delle procedure di appalto a parte, il parco della Musica è in arrivo a Firenze, e con lui un nuovo corso per la città e, soprattutto, per la zona delle Cascine. Si tratta infatti di uno dei punti di Firenze più toccato dalle novità, prima con l’avvento della tramvia, che l’attraversa per collegare le due sponde dell’Arno, e ora con il nuovo centro musicale, che prenderà il posto del vecchio Teatro Comunale. Ma come reagisce il polmone verde della città a queste continue “rivoluzioni”? Che piani ha Palazzo Vecchio per un’area che è sempre stata a rischio sfruttamento e che da anni sembra vivere una crisi di identità profonda? Per i presidenti delle commissioni urbanistica e cultura del Comune, Elisabetta Meucci e Leonardo Bieber, il focus è sul nuovo teatro, che rappresenterà “un’opera pubblica di alto livello internazionale e una

grande occasione per la crescita culturale della nostra città, oltre al modo per restituire alla cittadinanza una vastissima area che riconnette anche il centro storico con il parco delle Cascine.” Del resto, di interventi forti sulla zona delle Cascine si parla da tempo, e una delle ultime occasioni è stata l’iniziativa dei “cento luoghi”, voluta dal sindaco Renzi a fine settembre per aprire la discussione sui luoghi simbolo della città che l’amministrazione vuole restituire ai fiorentini entro fine mandato. E proprio le Cascine sono state il luogo prescelto dal primo cittadino per per ascoltare personalmente le proposte degli abitanti e formulare le proprie promesse, fra cui quella di farle diventare il più grande parco urbano d’Europa: un’area che, a lavori ultimati, dovrebbe coprire ben 300 ettari e comprendere l’Argingrosso, i lungarni del Pignoncino e dei Pioppi, la zona del Podere la Trave-Il Barco e il nuovo polo

Di interventi importanti in questa parte di città si parla da tempo: ora è in arrivo il Parco della Musica, che ne dovrà segnare una seconda giovinezza

zOOM. Dai bivacchi alle serate rumorose

I “rischi” della bella stagione

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e Cascine restano uno dei punti preferiti per i bivacchi, in particolar modo con l’avvento della bella stagione: ormai da generazioni alcune comunità di immigrati, specialmente peruviani, filippini e cingalesi, hanno eletto il pratone a luogo di incontro per i picnic della domenica (e non solo), spesso e volentieri conditi da numerose bottiglie di birra. Gli eventi organizzati nei locali della zona, inoltre, non facilitano la vita dei residenti, e gli ultimi episodi lo confermano, come ad esempio il bis di risse in una sola serata all’evento dell’Ippodromo delle Mulina: protagonisti prima cinque magrebini in evidente stato di ubriachezza, poi alcuni cittadini italiani, gli uni contro gli altri per motivi calcistici, mentre della discoteca Meccanò, al momento, restano solo i resti dell’incendio. Con l’avvicinarsi della bella stagione, la situazione nel parco (che da una parte ospita lo storico Circolo del tennis di Firenze, nato nel 1898 per iniziativa di 30 soci fondatori in parte fiorentini e in parte inglesi, e diventato il quinto circolo italiano a iscriversi all’associazione italiana di Lawn Tennis, istituita a Roma il 16 aprile 1894),

si rende ancora più complicata. Ai problemi usuali, come ad esempio quello della prostituzione che continua a invadere gli spazi del parco, dal viale ai giardini interni, si aggiungono le serate brave di chi ama tirar tardi sui prati, con tanto di schiamazzi e rumori che talvolta arrivano a essere denunciati anche dai residenti dell’Isolotto. Per non parlare della “città fantasma” abitata da sbandati vari che si apre nella zona fra la Leopolda e il parco, dove si trovano i vecchi capannoni che costeggiano i binari e che erano un tempo parte dello scalo merci delle ferrovie, come denunciato dai residenti delle nuove case di via Michelucci, adiacenti alla /M.B. Leopolda.

musicale con il nuovo teatro del Maggio. Il tutto per un totale di diversi milioni di euro, di cui però 13 milioni e 691mila sono già stati finanziati. Fra le altre prospettive per il parco ci sono una nuova passerella esclusivamente ciclopedonale, che sorgerà a metà strada tra l’Indiano e la passerella dell’Iso-

lotto, collegando il parco delle Cascine con quello dell’Argingrosso, un nuovo centro dell’arte e dello spettacolo nei locali ex Fabbri ed ex Scuderie e spazi per nuovi servizi per il parco, o un locale legato alla tradizione culinaria, nell’ex discoteca Meccanò. Resta invece per il momento insoluta la “dispu-

ta” Renzi-Zeffirelli su dove finirà l’archivio storico della carriera del grande regista, diviso fra l’amore per la sua città e il richiamo della capitale. Ad ogni modo, i tempi per la presentazione del progetto sono stati fissati a inizio giugno: non resta dunque che pazientare qualche mese.

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società

Marzo 2011

ECONOMIA/1. Nella cooperativa addetti di 36 nazionalità diverse. Che parlano tutti la nostra lingua

“nuovi italiani”. grazie al lavoro L’INIZIATIVA

Sono stranieri, ma hanno un forte senso

I dati del convegno di Campi

la Toscana e le sue “vie dell’integrazione”

di appartenenza al Belpaese (e a Firenze).

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Sono i 400 impiegati immigrati della Cooplat, secondo una ricerca condotta dal Ceuriss Federico Buti

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tto su dieci non lascerebbero mai la Toscana e Firenze per trasferirsi altrove. E non sarebbe una novità, se stessimo parlando di persone nate e cresciute qui, perché si sa che i toscani – e i fiorentini in particolare – sono legatissimi alla loro terra. Ma loro sono originari di Perù, Albania, Romania e Filippine: sono venuti nella nostra regione per lavorare e ora non la lascerebbero per nulla al mondo. Perché la maggioranza di questi stranieri si sente “ben integrata” (il 51%) e il 77,8% mostra un senso di appartenenza all’Italia, contro il 68,9% che dà altrettanta importanza ai riferimenti identitari legati al Paese d’origine. È un caso fiorentino: si tratta della ricerca condotta dal Centro europeo di ricerche e studi sociali (Ceuriss) tra i lavoratori immigrati della Cooplat, una delle più importanti cooperative italiane nel comparto dei servizi. Tra i tremila lavoratori della Cooplat, infatti, ce ne sono ben 400 stranieri. Per questo la cooperativa ha deciso di commissionare al Ceuriss un’indagine su “Lavoro e percorsi di integrazione del personale immigrato”, che è iniziata nel gennaio 2010 e che ora è vicina alla conclusione. Leggendo i dati, ciò che salta agli occhi sono il sentimento maturato nei confronti dell’Italia e il fatto che la buona integrazione degli immigrati, riconosciuta da loro stessi, sembra dovuta in primo luogo al lavoro. Riguardo a quest’ultimo punto, per esempio, è da segnalare la risposta alla domanda sulle “dimensioni in cui gli immigrati si identificano di più”: al primo posto

lavoro e iMMiGrati: Un BinoMio cHe Porta all’inteGraZione

c’è la famiglia con il 68,9% e al secondo il lavoro con il 45,9%, seguiti a molta distanza dalla nazionalità (24,6%) e dai riferimenti allo stile di vita (27%). Anche una curiosità – in realtà solo apparente, perché si tratta della vita di tutti i giorni – la dice lunga sul legame tra lavoro e integrazione: il 48% degli addetti immigrati di Cooplat valuta “buoni” i rapporti con i colleghi italiani e il 54,1% quelli con i colleghi di una nazionalità diversa (il dato più basso è quello relativo ai rapporti con i connazionali: 46,7%). L’82% di loro parla in italiano con i colleghi, ma il dato ancora più significativo è che soltanto il 24,6% usa ancora la lingua d’origine per le conversazioni in famiglia. Insomma, ormai par-

lano italiano anche a casa.“Questi dati – si legge nella ricerca del Ceuriss – propongono una lettura in forte controtendenza con le ricerche degli ultimi anni sul senso di appartenenza degli immigrati, che vede solitamente primeggiare il legame con la terra di provenienza (con percentuali non inferiori all’85-90%)”. Il profilo che esce dalla ricerca è quello di stranieri che si sentono “nuovi italiani” – e non dimentichiamo che stiamo parlando di immigrati di prima generazione. Le brutte notizie arrivano quando si parla della crisi economica: il 46,7% dice di “arrivare con molta difficoltà a fine mese” e il 14,8% “spende tutto quello che guadagna”. Italiani anche nelle difficoltà, insomma.

ampi Bisenzio, la città dell’area fiorentina con la percentuale più alta di immigrati. Santa Croce sull’Arno, dove oltre il 40% della popolazione residente nel piccolo centro storico è composto dalle famiglie degli stranieri che lavorano nelle concerie. Il caso della Cooplat, 400 lavoratori non italiani su 3mila (vedi pezzo a fianco). Sono le tre esperienze toscane da cui è partito il convegno “Le vie dell’inte(g)razione”, che si è svolto il 25 febbraio scorso al teatro Dante di Campi, per affrontare le problematiche e le sfide poste dall’immigrazione. A Firenze, in Toscana e in Italia. All’iniziativa, organizzata dall’associazione Romano Viviani e dalla Fondazione Italianieuropei, ha partecipato tra gli altri Massimo D’Alema, ex presidente del Consiglio e ministro degli Esteri del secondo governo Prodi. Tanti i dati resi noti durante le cinque tavole rotonde che si sono tenute durante la giornata. Come quelli della “rivoluzione” di Campi, dove i cittadini cinesi rappresentano il 43,6% della popolazione straniera residente, contro il 62% di vent’anni fa, quando la popolazione della frazione San Donnino quasi raddoppiò nel giro di pochi mesi per l’arrivo di migliaia di persone provenienti dalla Cina. Ora i cinesi non sono più concentrati in una sola zona della città, è stato evitato il rischio ghetto e il sindaco Adriano Chini dice che “oggi Campi, per i cinesi, è molto più un luogo di residenza che un posto dove lavorano e basta, segno che il processo di integrazione sta andando avanti”. O come l’esperienza di Santa Croce sull’Arno, dove la stabilità lavorativa (i tanti immigrati presenti sono assunti nelle concerie) ha permesso i ricongiungimenti familiari, potente fattore di pace e coesione sociale. Durante il convegno è stato toccato anche il caso di Prato: alle tavole rotonde hanno partecipato anche il sindaco e il presidente della Provincia, Roberto Cenni e /F.B. Lamberto Gestri.

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ECONOMIA/2. Capita che l’offerta non manchi e che invece il candidato giusto si faccia attendere

Quei mestieri che nessuno vuol più fare Tra quelli meno ambiti - dice un’indagine di Confartigianato Firenze - ci sono l’idraulico, il muratore, il sarto, il macellaio, il panettiere, il cuoco, il falegname e persino l’igienista dentale Antonio Passanese

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l lavoro? C’è, basta cercarlo, accontentarsi e “sporcarsi le mani”. La crisi economica, si sa, ha colpito duramente soprattutto il mondo giovanile. In Toscana sono 69mila i ragazzi – tra i 15 e i 34 anni – alla ricerca di una prima occupazione, nonostante vi siano professioni che non riescono a decollare a causa delle difficoltà di reperimento della forza lavoro. Nella “classifica” dei mestieri meno ambiti stilata da Confartigianato Firenze (e per i quali un contratto a tempo indeterminato sarebbe sostanzialmente assicurato) si trova di tutto un po’: pasticceri, gelatai, sarti, macellai, muratori, idraulici, falegnami, operai agricoli, cuochi, panettieri, fabbri e persino igienisti dentali. Risultati che non stupiscono affatto. A quanti di noi è capitato di aver bisogno di un elettricista, di un meccanico o, “peggio” ancora, di un antennista o di un idraulico senza riuscire a trovarli? È il paradosso dei cosiddetti lavori trascurati. “In Italia - sottolinea il report di Confartigianato - dovrebbero essere valorizzate forme di lavoro in grado di facilitare l’accesso al mercato da parte dei giovani, e favorire quei processi di formazione in azienda che sono indispensabili per ridurre il mismatch (discordanza) tra domanda e offerta rilevata sul segmento giovanile”. Nel 2010, con la flebile ripresa dell’economia, le assunzioni previste dalle imprese e monitorate dal sistema informativo Excelsior 2010 di Unioncamere e Ministero del Lavoro sono tornate a salire, e contemporaneamente è tornata a crescere anche la difficoltà di reperimento di personale non stagionale (+6 per cento rispetto al 2009), che riguarda il 26,7 per cento del totale delle assunzioni

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programmate dalle imprese. Il rapporto Excelsior 2010 ha inoltre evidenziato che la difficoltà di reperimento del personale è determinata dall’inadeguatezza degli aspiranti (14,3 per cento) e dal ridotto numero di candidati (12,4 per cento). Lo sbaglio dei giovani di oggi sembra dunque essere quello di non volersi orientare al lavoro nelle arti e nei mestieri, cosa che consentirebbe loro interessanti occupazioni prima come apprendisti, poi come lavoratori dipendenti e infine con l’opportunità di diventare un imprenditore in proprio. E lo stesso errore sembrano commetterlo anche i genitori, nel non indirizzare i figli su questa strada, il che, naturalmente, non significa escluderli dall’opportunità di studiare. Insomma, andrebbe cambiata un’intera cultura, pare voler

Nella nostra regione sono 69mila i ragazzi alla ricerca della prima occupazione dire il report. Nel frattempo, gli extracomunitari rappresentano sempre più una risorsa indispensabile in tanti ambiti della vita economica e sociale del nostro paese. Va ricordato, infatti, come fa notare anche l’Inail, che “quasi il 10 per cento del Pil italiano arriva dagli immigrati e che una famiglia su dieci dipende da una badante straniera. Così come la maggior parte delle fabbriche del Centro–Nord”.


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tempo libero

Marzo 2011

AL MusEO. Sono molti i luoghi d’arte che possono essere visitati senza spendere neanche un euro

Quando la cultura è a costo zero Ludovica V. Zarrilli

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hi l’ha detto che la cultura deve essere venduta a caro prezzo? Il pane della mente, si sa, deve essere a disposizione di tutti, e allora ecco una serie di escamotage per godere delle bellezze della città del giglio e degli immediati dintorni senza mettere mano al portafoglio. Si comincia con la notte dei musei gratis in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, tra il 16 e il

FOCUS I tesori della sede del Comune

Il Palazzo che non t’aspetti

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egli ultimi anni Palazzo Vecchio ha affiancato, ai panni di sede del potere politico e amministrativo della città, quelli di uno dei musei più visitati da fiorentini e turisti. L’accesso alle sale del museo è possibile tutti i giorni della settimana dalle 9 alle 19, mentre il giovedì nei i giorni festivi infrasettimanali l’orario è ridotto, dalle 9 alle 13. Una volta al mese, nell’ambito della “domenica del fiorentino”, è previsto l’ingresso gratuito al museo per tutti i cittadini residenti o nati a Firenze e provincia. Per accedere al Palazzo occorre ritirare una card gratuita presso gli uffici Urp del Comune. Ogni mese viene segnalato il programma delle iniziative con le attività, anch’esse gratuite, curate dal Museo dei ragazzi, che si potranno effettuare esclusivamente su prenotazione, al numero 055.055 o sul sito www.museicivicifiorentini.it. In questa occasione è possibile inoltre visitare gli scavi del teatro dell’antica Florentia. Accanto ai percorsi tradizionali, che attraversano i quartieri monumentali del palazzo, l’associazione Museo dei ragazzi offre modalità innovative e originali di visitare il museo. Queste visite conducono fin nelle stanze segrete dei Medici, e si svolgono con guide d’eccezione come Giorgio Vasari o il duca Cosimo I, che, dialogando con i visitatori, consentono loro di cogliere, con maggiore chiarezza, le differenze tra la Firenze del’500 e quella attuale. In occasione di aperture straordinarie, il normale percorso tra le sale si può arricchire anche con la visita di alcuni ambienti suggestivi, come il “camminamento di ronda” e il quartiere di Leone X, sede degli uffici del sindaco. Attualmente, in Palazzo Vecchio, è poi possibile ammirare il teschio tempestato di diamanti opera di Damien Hirst, esposto nella camera del duca Cosimo I fino al /R.Z. primo maggio.

17 marzo, le principali gallerie della città rimarranno aperte fino all’una del mattino. Altra sorpresa gradita è il ritorno delle domeniche del fiorentino che, una volta al mese, consentono ai nati nella città del giglio, a chi è residente nel comune di Firenze e nella provincia di visitare il museo di Palazzo Vecchio senza scucire un centesimo. L’appuntamento di marzo è fissato per il 13, ma chi non ce la farà non deve disperare: è già fissata una nuova giornata a porte aperte per il 10 aprile. L’unica accortezza è quella di munirsi di una “Bacione card”, completamente gratuita, che va fatta al telefono o via mail. Nei principali musei statali (ad esempio Uffizi, Galleria dell’Accademia e Bargello) si entra senza pagare solo in casi rarissimi (come in occasione della notte dei musei di cui sopra) o se si appartiene ad alcune categorie speciali, come giovani sotto i 18 anni, anziani over 65 o gruppi di studenti accompagnati da insegnanti. In compenso però esiste un numero incredibile di gallerie del polo museale che hanno il vantaggio non solo di essere gratuite, ma anche quasi sempre poco affollate. Ne è un meraviglioso esempio il museo di Orsanmichele, che recentemen-

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Ecco qualche consiglio per godere delle bellezze della città del Giglio (e dintorni) senza dover mettere mano al portafogli. A partire dalla lunga lista delle gallerie statali per entrare nelle quali non serve pagare nessun tipo di biglietto

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te ha riaperto i battenti. E’ visitabile solo il lunedì (giornata in cui quasi tutti gli altri musei sono chiusi) e offre, oltre alla collezione delle sculture originali delle nicchie, una vista inedita sulla città, che si riesce a godere solo dal “grattacielo” più alto del centro. Altra chicca a costo zero è il Cenacolo di Andrea del Sarto a San Salvi, dove, all’interno dell’ex refettorio del convento, è custodito uno dei più begli affreschi del Rinascimento fiorentino, incredibilmente dimenticato dalla maggior parte dei turisti di passaggio. Seguono a ruota il cenacolo di Ognissanti, Fuligno e Sant’Apollonia, e poi ancora il Chiostro dello Scalzo, casa Martelli e la sala del Perugino (ingresso dal Liceo Michelangelo) che è recentemente entrata a far parte del circuito museale. Appena fuori dal comprensorio fiorentino ci sono le ville medicee di Castello (col meraviglioso giardino), di Petraia, di Poggio a Caiano (con annesso museo della natura morta) e di Cerreto Guidi (con il museo storico della caccia). Gli appassionati di arte contemporanea potranno invece fare una visita by night alla Strozzina, che lascia le sale aperte a tutti il giovedì sera dalle 18 alle 23. A disposizione anche le visite guidate gratis del sabato e della domenica alle 16.30, oppure i deliziosi “weekend dell’arte”, laboratori per bambini e adulti organizzati il primo fine settimana del mese: l’ingresso è free, ma solo su prenotazione. Per chiudere in bellezza non poteva mancare lo spazio principe del Q3, l’Ex3, che non mette limiti ai visitatori e lascia le porte aperte a chiunque si voglia abbeverare alla fonte della ricerca contemporanea.


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politica

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COMuNE. Stop all’utilizzo indiscriminato degli sfondi da cartolina: arriva il regolamento

lievita l’affitto delle piazze storiche Dopo la tassa di scopo, ecco quella “d’immagine”: bancarelle, mercatini e installazioni dovranno pagare di più per stare in centro. E passare al vaglio di una commissione ad hoc Francesca Puliti

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iazza Signoria trasformata in spiaggia per un giorno con una sfilza di ombrelloni, mucche colorate sparse per tutto il centro, un enorme waffel gonfiabile davanti alla basilica di Santa Croce. Palazzo Vecchio dice basta e vara un nuovo regolamento sull’uso delle piazze storiche fiorentine. Chi vorrà usufruire dello sfondo da cartolina dovrà passare al vaglio di una commissione ad hoc. E pagare di più. Finora, infatti, per organizzare un evento in centro era sufficiente saldare il conto del suolo pubblico. D’ora in poi non sarà più così: entra in vigore una sorta di “tassa di immagine”. “Così si tutelano le zone più preziose della città”, commenta il vicesindaco Dario Nardella. “Il regolamento – continua Nardella - introduce due grandi novità: il canone per l’utilizzo delle piazze storiche e precisi criteri per il loro sfruttamento, con una maggiore selezione sia dal punto di vista dell’impatto estetico, sia in base alla tipologia dell’evento”. L’indennità di immagine terrà conto delle caratteristiche del luogo, della durata degli eventi e dei ritorni economici. Ma non solo: le autorizzazioni saranno vincolate ad alcuni precisi parametri, come il valore sociale, culturale e politico degli eventi, l’interesse per la collettività, la ricaduta economica per il territorio. A valutare l’impatto estetico oltre che socialeconomico degli eventi sarà una specifica commissione, di cui faranno parte tutti i rappresentanti degli uffici comunali interessati. Ancora da stabilire i canoni d’affitto dei differenti “palchi”, mentre è già stabilito l’elenco delle

PiaZZa

santo sPirito

piazze interessate: piazza Strozzi, piazzale Michelangelo, piazza della Signoria, piazza San Giovanni, piazza Duomo, piazza Santa Croce, piazza SS. Annunziata, piazza della Repubblica, piazza Santa Maria Novella, piazza Ognissanti, piazzale degli Uffizi, via Martelli, piazza Santo Spirito, parco delle Cascine e giardino della Fortezza da Basso. Ma non è finita qui, perché davanti a Palazzo Vecchio, così come tra Duomo e Battistero, in via Martelli, piazza Santa Croce e piazza della Repubblica, potranno campeggiare esclusivamente iniziative promosse direttamente dal Comune. “Era necessario tutelare maggiormente le zone più preziose della nostra città – aggiunge il vicesindaco – anche per garantirne una fruizione migliore da parte di cittadini e turisti. Proprio a questo proposito abbiamo voluto tenere conto anche delle indicazioni della Soprintendenza”. Le domande dovranno essere presentate almeno 45 giorni prima dell’evento, con tanto di finalità, durata e caratteristiche dell’occupazione, compreso il progetto dettagliato. Alcune deroghe sono previste, ma solo per le manifestazioni promosse dall’amministrazione comunale. A mercatini, bancarelle e installazioni varie, invece, non si faranno più sconti.

L’INIZIATIVA Torneo di calcio a scopo benefico

Il Palazzo vecchio football Club vince il memorial Alessia Ballini

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a politica, il calcio (la Fiorentina, soprattutto), il suo Mugello. Erano tre delle grandi passioni di Alessia Ballini, la consigliera regionale scomparsa il 2 febbraio scorso dopo una coraggiosa battaglia contro il cancro, ed è mettendo insieme e “miscelando” questi tre ingredienti che amici e conoscenti hanno deciso di tributarle un omaggio. Così è nato il 1° trofeo di calcio Alessia Ballini, che si è svolto il 20 febbraio al centro tecnico Figc di Coverciano, un quadrangolare che ha visto affrontarsi politici, amministratori e giornalisti di Firenze

e del Mugello. A scopo benefico: i fondi raccolti, circa 2.600 euro, sono stati devoluti alle realtà a cui Ballini ha chiesto di fare donazioni. “Niente musi lunghi ma sorrisi – aveva detto ai famigliari prima di andarsene – e chiedete che non vengano comprati fiori ma fatte offerte per i centri anti-tumore”: il dipartimento oncologico dell’ospedale di Ponte a Niccheri, la Lega italiana per la lotta contro i tumori e l’associazione Pallium. A sfidarsi sul campo di Coverciano la squadra dei consiglieri comunali e degli assessori di Firenze, capitanata

dal sindaco Renzi, una Rappresentativa del Mugello, una dei giornalisti e una formazione composta da consiglieri regionali, provinciali e politici. In tribuna il ct della Nazionale Cesare Prandelli, Sebastien Frey e l’ad della Fiorentina Sandro Mencucci. La vittoria è andata a Palazzo Vecchio, che ha battuto prima i mugellani e in finale i politici ai rigori, nonostante l’errore di Matteo Renzi, che se l’è fatto parare da Gabriele Toccafondi del Pdl. Terzi i giornalisti, quarto il Mugello. Ma è /P.C. chiaro che la vera vincitrice è stata Alessia.

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politica

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AEROPORtO/1. Approvata dalla giunta regionale la variante del Pit, il piano integrato del territorio

decolla la nuova pista: parallela oppure allungata Il documento prevede lo sviluppo dello scalo fiorentino, lasciando aperte le due possibilità. Così, il Vespucci potrebbe includere nuove destinazioni (e nuovi tipi di velivoli) Paola Ferri

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ia libera alla nuova pista di Peretola. Più o meno. Diciamo che le carte ci sono, tutto il resto è ancora da vedere. È stata approvata lo scorso febbraio la variante del Pit (il Piano integrato del territorio) che prevede lo sviluppo dello scalo fiorentino. In un senso o nell’altro, è proprio il caso di dirlo. Il documento licenziato dalla giunta regionale, infatti, lascia aperte due possibilità: o la realizzazione di una nuova pista parallela all’autostrada, o il prolungamento di quella attuale, al fine di raggiungere la fatidica lunghezza di 2 km. Che si proceda nell’una o nell’altra direzione i dintorni saranno ovviamente coinvolti nella rivoluzione, a partire dall’autostrada, per cui si parla anche di un possibile interramento. Ma, cosa che più preme ai comuni limitrofi (e non solo), sarà soprattutto il parco della Piana a patirne le conseguenze. Anche se il governatore Enrico Rossi ha garantito che “il parco non sarà in alcun modo intaccato”. La priorità, però,

L’obiettivo è realizzare un polo che possa diventare il terzo d’Italia è lo sviluppo del Vespucci, su questo il presidente della Regione e il sindaco di Firenze vanno (adesso) d’amore e d’accordo. Con la modifica della pista l’aeroporto potrebbe raddoppiare il numero dei voli, includendo nuove destinazioni e nuovi tipi di velivoli. Secondo alcune previsioni, con il nuovo assetto Firenze potrebbe strappare a Pisa circa l’80% dei voli. Magari anche grazie allo sbarco di compagnie low cost, finora “dirottate” sulla città della Torre pendente. La partita vera, però, secon-

do i programmi regionali, passa proprio dall’eterna rivale del capoluogo: cioè attraverso l’integrazione dei due principali aeroporti toscani. “L’obiettivo – dichiara Rossi - è realizzare un polo aeroportuale che possa diventare il terzo in Italia, al netto di Venezia”. Un obiettivo possibile, ma tutt’altro che facile, anche solo in base agli assetti societari dei due aeroporti. Se la Regione conserva ancora quote di Sat, la società che gestisce il Galilei, così non è per Adf. Ma anche su questo piano il governatore si sta dando da fare per rientrare nella partita. Con la dichiarata intenzione di arrivare a un’unica società di gestione dei due scali. “Forse perderò la partita della società unica – aggiunge il presidente della Regione – ma nessuno può impedirmi di provarci”. La strada appare in salita, ma nel mentre Rossi si è riconquistato un compagno di viaggio, o almeno di questo viaggio: Matteo Renzi, soddisfatto per l’approvazione della variante. “Le modifiche apportate al Pit – dichiara il suo vice Nardella – dimostrano che c’è un forte allineamento della Regione con le posizioni già assunte dal Comune con il piano strutturale”. Eppure qualcosa scricchiola nell’accordo. E va sotto al capitolo Cittadella viola. “Lì non c’entra”, ribadisce Rossi. “Invece sì”, replica Nardella. Come? Secondo il vicesindaco sarebbe una questione di scambi di volumi: dentro il nuovo stadio, fuori altre costruzioni in programma. “Se i proprietari del terreno trovano un accordo – annuncia – siamo pronti a rimettere in discussione il Pue (piano urbanistico esecutivo, ndr)”. Il risiko della Piana continua e il match potrebbe durare un’intera legislatura. Mentre lo scalo di Bologna diventa sempre più competitivo. “Nel 2013 Smn e lo scalo bolognese disteranno meno di un’ora in treno – avverte il vicesindaco – grazie ai nuovi people mover. Dobbiamo attrezzarci in fretta se vogliamo rimanere competitivi”.

AEROPORtO/2. I sindaci della cintura urbana dicono no

la Piana in rivolta: “o i voli o l’inceneritore” A

pprovata la variante, trovato l’inganno. Tutti soddisfatti dalla modifica apportata dalla giunta regionale al Pit, per realizzare una nuova pista a Peretola? Niente di più lontano dalla realtà. I sindaci della cintura urbana, capitanati dal condottiero Gianni Gianassi, primo cittadino di Sesto Fiorentino, non ci stanno e accusano il presidente della Regione di “alto tradimento”. Già, perché dopo un primo momento in cui Rossi si era mostrato disponibile alla mediazione tra “Firenze ladrona” e i “piccoli della Piana”, il governatore ha sposato la battaglia renziana: la pista parallela. E il “tradimento” dell’alleato fa più male dell’attentato al famoso parco, che dovrebbe fare da cuscinetto-compensazione a tutto ciò che dovrebbe trovar spazio nella piana da qui a qualche anno. Inceneritore, Alta velocità ferroviaria, cassa di espansione dei Renai, raddoppio dell’A11, parcheggio scambiatore dell’Osmannoro e chi più ne ha più ne metta. Senza contare l’impatto estetico della nascente (?) Scuola dei Marescialli. “O il termovalorizzatore o la pista parallela, il presidente della Regione faccia la sua scelta”. A lanciare il guanto di sfida è ancora una volta Gianassi, sostenuto dai sindaci della cintura urbana (compreso Bagno a Ripoli, che sta dall’altra parte della città). “Non accetto ricatti”, replica

imperterrito Enrico Rossi. Ma che qualcosa si sia rotto nel tetris di equilibri della Piana è più che evidente. Il fronte della battaglia, però, si estende anche all’interno della stessa Firenze. Qui a dare del filo da torcere al sindaco, sul piano aeroporto, ci si mettono sia le opposizioni di destra che di sinistra. “Qualsiasi piano incrementi il numero dei voli – afferma Ornella De Zordo di Perunaltracittà – per noi è inaccettabile. E non ci vengano a raccontare che i turisti o gli imprenditori diretti a Firenze desistono perché devono atterrare a Pisa”. Scettico anche Tommaso Grassi, di Spini per Firenze, al contrario del suo capogruppo, appunto Valdo Spini. Fa un po’ più effetto invece trovare tra gli oppositori della strada aperta dal Pit il Pdl, da sempre a favore dell’implemento del Vespucci. Ma si fa presto a capire il perché: secondo Marco Stella la manovra della Regione altro non sarebbe che la solita bufala. “Il Pit affonda Peretola. Lo sviluppo dello scalo fiorentino – spiega – è subordinato all’integrazione tra Pisa e Firenze. Se questa non dovesse avvenire, non ci sarebbe nessuna nuova pista”. Il “trucco” starebbe scritto in un allegato della variante. Ma anni di interrogazioni a scuola dovrebbero averci insegnato, ormai: le cose più importanti spesso stanno /P.F. nelle note a piè di pagina.

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on line

Marzo 2011

INtERNEt. Notizie, foto e video per essere sempre aggiornati. E tutti possono mandare segnalazioni

la città in diretta su www.ilreporter.it I PIÙ LETTI DEL MESE 1. Piselli Toscani, da stasera in vendita il calendario shock 2. Pizzul: “Della Valle in standby. Mutu va perdonato” 3. ‘’Se non ora quando?’’, le donne fiorentine si preparano 4. Dignità delle donne e ‘’no al pedaggio’’: un weekend in piazza (e in strada) 5. Politici e giornalisti si sfidano. Per ricordare la ‘’comandantessa’’

U

n carrello della spesa colmo di rifiuti abbandonato in pieno centro (e in pieno giorno) a due passi dal glorioso Teatro Comunale, cestini o cassonetti un po’ troppo pieni sparsi qua e là per la città, qualche muro che sicuramente ha visto tempi migliori, e che porta sulla “pelle” il segno del passaggio del vandalo di turno. Se a Firenze, come in qualsiasi altra città, succede sicuramente ben di peggio (e se non possono certo essere considerati questi i problemi più gravi con cui gli abitanti si trovano a dover fare i conti), si tratta comunque di situazioni (più o meno temporanee) che certo non rendono onore alla bella Florentia. Situazioni che i lettori del nostro sito (www.ilreporter.it) hanno immortalato in diversi scatti, che poi hanno inviato all’indirizzo della nostra redazione (redazione@ilreporter.it). Queste fotografie hanno trovato spazio sul nostro portale (qua accanto ne pubblichiamo due) con un obiettivo ben preciso: raccontare quello che non va della nostra città. Che si tratti di un “piccolo” atto vandalico così come di una situazione che si protrae da anni e che sembra non riuscire a trovare soluzione. Perché la qualità della vita inizia proprio da come, ogni mattina, troviamo la città sotto casa. E dato che mettendo più occhi insieme si riesce sicuramente a vedere meglio (e di più), quello che chiediamo a tutti i lettori è di continuare a seguirci ogni giorno sul nostro sito e a mandarci fotografie e segnalazioni, che noi continueremo a pubblicare: è proprio portando alla luce problemi e casi di incuria, degrado e affini, infatti, che si può iniziare a risolverli.

6. Gli aeroporti toscani decollano, nuovi voli da Pisa e Firenze 7. Toscani, arriva la versione maschile del calendario shock 8. ‘’La politica è alla frutta’’, folla per Renzi-scrittore 9. Cuba, quella vera. Il documentario clandestino allo Stensen 10. Su Facebook un gruppo chiamato “Sex and City” (versione fiorentina)!

I VIDEO PIÙ VISTI 1. Cori, cartelli e anche voglia di ridere. Migliaia di donne (e uomini) in piazza 2. Auto si ribalta sul ponte all’Indiano, traffico in tilt 3. Tir si ribalta, caos sulla Fi-Pi-Li

TOP TEN FOTO 1. Chi è la più bella della Padania? 2. E Firenze ‘’sparì’’ nella nebbia 3. San Jacopino 2012, ecco come sarà

4. Scandicci, ditta distrutta dalle fiamme

4. Clet, l’artista dei cartelli si

5. I Dinamo vincitori di Sanremo... ora tour mondiale!

5. Prossima fermata ‘’Porta al

6. Wynne Gareth si racconta a Il Reporter

6. La ‘’faccia pulita’’ di via Maggio

racconta Prato’’. E la riqualificazione?

7. A Firenze arrivano i cassonetti hi-tech

7. La ‘’dura vita’’ dei motorini

8. Cosa m’invento per San Valentino?

8. Il granduca “cornuto” e il

9. Tramvia, commercianti sul piede di guerra

9. Torre San Niccolò

10. Da borgo a ‘’ghetto’’? Viaggio in San Frediano

10. L’arte sospesa nel vuoto

all’Isolotto Perseo bifronte incappucciata: si rifà il look

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ITALIA UNITA

150 ANNI Mercoledì 16 - Giovedì 17 marzo tutta la notte Villa Pecori Giraldi – Museo civico della Manifattura Chini L’ITALIA S’È DESTA. UNA NOTTE AL MUSEO Performance partecipata per celebrare il nostro Paese giocando Ingresso libero Venerdì 8, 15 e 29 aprile – ore 21 Auditorium del Centro d’Incontro – Piazza Dante IL RISORGIMENTO AL CINEMA A cura di Anna Guidarelli e Paola Panico 8 aprile – Piccolo mondo antico di Mario Soldati (1941), con Alida Valli, Massimo Serato, Maiù Pascoli e Ada Dondini 15 aprile – I viceré di Roberto Faenza (2007), con Alessandro Preziosi, Lando Buzzanca, Cristiana Capotondi 29 aprile – In nome del papa re (1977) di Luigi Magni, con Nino Manfredi,Carmen Scarpitta, Salvo Randone Sabato 30 aprile – ore 17 Auditorium del Centro d’Incontro – Piazza Dante - ore 21 CON GARIBALDI AL ’48. UOMINI E STORIE DEL RISORGIMENTO NEL MUGELLO A cura di: Lando Santoni, Trekking Italia e Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini Domenica 15 maggio – ore 16 Parco di Villa Pecori Giraldi VA’ PENSIERO... I canti del Risorgimento nei cori dei bambini del Mugello A cura di Sabrina Landi Malavolti

VIALE PECORI GIRALDI CAMBIA LOOK

TAGLIATI I PINI MARITTIMI, SARANNO SOSTITUITI CON DUE SPECIE DI ACERO E PERO ORNAMENTALE. LAVORI PER RIFACIMENTO MARCIAPIEDI E ASFALTO “GOMMATO” Restyling per il viale Pecori Giraldi. L’intervento di riqualificazione (290.000 euro) è partito all’inizio di febbraio col taglio dei pini marittimi, 47, ai lati della strada. E prevede la messa a dimora di altre piante ad alto fusto, la demolizione e il rifacimento dei marciapiedi. Sarà rifatto anche l’asfalto, con manto “gommato” (lo stesso materiale fonoassorbente già posato in viale della Resistenza). niente ginko biloba, la pianta ornamentale di origine asiatica che inizialmente era stata ipotizzata per sostituire i pini. La scelta alla fine è caduta su due specie di acero, montano e riccio, e il pero ornamentale. “Il viale meritava un’opera di riqualificazione e valorizzazione - sottolinea il sindaco Giovanni Bettarini - che andrà a migliorare una delle aree ‘storiche’ del capoluogo. Abbiamo dovuto tagliare i pini marittimi che per pendenza, rami e radici risultavano di evidente pericolosità, ma li sostituiamo con piante di altrettanta bellezza, insieme al rifacimento dei marciapiedi. Ed è previsto anche un intervento di risanamento acustico con la realizzazione dell’asfalto ‘silenzioso’”. Viale Pecori Giraldi avrà, dunque, un nuovo volto: “All’inizio pensavamo di piantare il ginko biloba, che è una pianta ornamentale estremamente resistente e molto bella, ma i vivai ci hanno avvertito che non si può distinguere con

certezza il maschio dalla femmina che produce frutti dal cattivo odore - spiega l’assessore all’Ambiente Stefano Squilloni -. Abbiamo allora optato per due specie di acero, lo pseudoplatanus, detto anche montano, e il platanoides o riccio, che hanno chiome ampie e foglie che d’autunno assumono diverse colorazioni, e il pero ornamentale che in primavera punteggerà di bianco il viale. Sono piante resistenti, danno un buon ombreggiamento, hanno una buona crescita e le radici non rovinano l’asfalto. ne verranno sistemate 51 di media grandezza, 28-35 cm di circonferenza e altezza variabile di 4 metri circa, su due file ai lati”. Per permettere l’esecuzione dei lavori sono previste modifiche alla viabilità con l’istituzione, per singoli tratti, di divieti

di sosta con rimozione forzata, in ambo i lati, e divieti di transito, indicati da apposita segnaletica e avvisi. “Rifaremo completamente i marciapiedi - aggiunge l’assessore ai Lavori pubblici carlo casati - perché erano in pessime condizioni, rovinati dalle radici dei pini che per eseguire i lavori devono essere asportate. Piantati i nuovi alberi, si procederà col rifacimento dei marciapiedi e successivamente con la riasfaltatura”. Intanto in viale della Resistenza, dopo l’asfalto, sono state rifatte le isole spartitraffico con gli attraversamenti pedonali ed è stata sistemata la barriera antirumore in legno davanti alla materna Rodari. Asfalto “gommato” anche per via caiani, conclusi i lavori di Publiacqua all’acquedotto.

LE InFoRMAzIonI ScoRRono SuLLA “BAcHEcA ELEttRonIcA”

ATTIVATO PANNELLO INFORMATIVO IN PIAzzA DANTE Le informazioni scorrono sulla “bacheca elettronica”. Il pannello informativo, posizionato in piazza Dante vicino al municipio, è stato attivato dal mese di febbraio. un’ulteriore iniziativa promossa dell’Amministrazione comunale, grazie a incentivi regionali, per veicolare e diffondere informazioni e avvisi ai cittadini oltre a notizie di pubblico interesse. Il tabellone elettronico è largo circa 2 metri, con un’altezza poco superiore a  1 metro, e dispone di un display a led a messaggio variabile e immagini grafiche, con una luminosità che rende perfetta la lettura sia

di giorno che di notte. Le informazioni possono essere memorizzate e distribuite in più pagine che si alternano automaticamente. Il pannello informativo è un ulteriore tassello del sistema di comunicazione del comune con comunenotizie-Reporter, newsletter urp e biblioteca comunale, sito internet, programma in tv. “La bacheca è un modo per dare più informazioni ai cittadini - sottolinea il sindaco Bettarini -. Grazie alla gestione associata della Polizia municipale non ci è costata nulla: è stata interamente finanziata dalla Regione”.

<Comune utile> ALBO PRETORIO ON LINE: atti e provvedimenti amministrativi sono consultabili e scaricabili dalla sezione “Albo on line” nella home page del sito www.comune.borgo-san-lorenzo.fi.it. Anche le pubblicazioni di matrimonio (per disposizione di legge) non sono più pubblicate nelle bacheche esterne del municipio, ma sul sito, alla pagina albo on line nella sezione “pubblicazioni di matrimonio”. ALL’ANAGRAFE COL NUMERO, ASPETTANDO COMODAMENTE SEDUTI: per rendere più ordinata e comoda l’attesa, e per rispettare maggiormente la privacy delle persone, è stato installato il numero per l’accesso allo sportello dell’anagrafe (previsto anche per l’urp) e sono state sistemate alcune nuove sedute per l’attesa del proprio turno. SALETTA COMUNALE PER ASSOCIAzIONI: dal mese di marzo le associazioni iscritte all’albo comunale potranno utilizzare la sala comunale “Pio La torre” per incontri, riunioni, convegni, al costo agevolato di 48 €; tariffe agevolate per le associazioni anche per l’utilizzo dell’Auditorium del centro d’Incontro. TESSERINI VENATORI: vanno riconsegnati all’urp entro il 20 marzo. CUP AL POLIAMBULATORIO: cuP (centro unico Prenotazioni) anche allo sportello amministrativo Asl presso il poliambulatorio in viale della Resistenza, per prenotazioni di visite specialistiche ed esami, oltre al cup presso l’ospedale e al servizio nelle farmacie. E’ attivo: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì 8,30-12,30; giovedì 15-18. PRENOTAzIONE ON LINE PER IL PASSAPORTO ELETTRONICO: con le recenti disposizioni ministeriali, per il passaporto è necessario prenotare on line l’appuntamento in Questura, per la registrazione delle impronte digitali: la prenotazione è possibile anche tramite l’ufficio anagrafe (dove comunque occorre recarsi per preparare la documentazione necessaria). Si può anche prenotare per proprio conto l’appuntamento collegandosi e registrandosi al sito: https://www.passaportonline.poliziadistato.it. CARTA SANITARIA ELETTRONICA: per attivarla bisogna recarsi allo sportello del poliambulatorio in viale della Resistenza, portando con sé la tessera sanitaria. MODULISTICA: è cambiata la modulistica per richieste di occupazione suolo pubblico e passo carrabile. E’ scaricabile dal sito del comune nell’apposita sezione. MAPPA BORGO: una nuova mappa-guida di Borgo, con piantina e stradario del comune, oltre a sezioni riguardanti cenni storici; numeri utili; musei; arte e fede; fiere, manifestazioni e appuntamenti. E’ disponibile all’urp e scaricabile in formato pdf dal sito, alla sezione “territorio e turismo” e poi pagina “Mobilità”. ITALIANO PER STRANIERI: nei comuni del territorio del Mugello sono previsti corsi gratuiti di lingua italiana per stranieri. Per informazioni, ci si può rivolgere alla biblioteca comunale, tel. 055 8457197. CORSI UNIVERSITÀ ETÀ LIBERA: presso la biblioteca comunale è disponibile il programma dei corsi dell’università dell’Età Libera per il 1° semestre 2011. SPORTELLO INFORMATIVO ENERGIA: il servizio gratuito si svolge su appuntamento presso la Pianvallico spa, in via di Pianvallico 5 a Scarperia; per info: tel. 055 4652020, info@pianvallico.it.

<A Borgo c’è> TANTISSIME STORIE IN BIBLIOTECA: il sabato pomeriggio è tutto dedicato ai bambini, con narrazioni e laboratori, fiabe musicali e animazioni. La partecipazione è gratuita ma è necessario iscriversi, tel. 055 8457197. I prossimi appuntamenti: narrazioni e laboratori per bambini (età 3-6 anni), a cura dell’Associazione Alchimia: 26 marzo, 2 aprile; Fiabe musicali (età 3-5 anni), a cura dell’Associazione “Letizia tozzi-Progetto Musica”: 19 marzo, 9 aprile; Animali in musica (età 4-5 anni), a cura di Betty cardelli: 12 marzo. LIBERNAUTA ANChE A BORGO: Anche i giovani lettori di Borgo e del Mugello possono partecipare a “Libernauta”, il concorso di promozione della lettura e critica letteraria, rivolto a ragazzi tra i 14 e i 19 anni che sono chiamati a giudicare, commentare, bocciare, premiare i 15 volumi di vari generi letterari. Promosso da Scandicci cultura, il concorso è esteso a scuole e biblioteche della provincia, comprese quelle del Mugello. Per parteciparvi basta recarsi in una biblioteca leggere e recensire almeno 4 dei 15 libri selezionati. Premi per i testi più creativi, accurati, interessanti. Per saperne di più basta fare un salto alla biblioteca comunale (tel. 055 8457197). TEATRO PER I RAGAzzI AL GIOTTO: è partita la stagione teatrale per le scuole materne, elementari e medie organizzata da Fondazione toscana Spettacolo e comune in collaborazione con Accademia degli Audaci e teatro Idea. I prossimi appuntamenti: 30 marzo ore 9,15 e 10,45 e 31 marzo ore 10 “cane blu” (3-7 anni); 7 aprile ore 9,15 e 10,45 “Domani spioverà” (6-10 anni). IL TEATRO DEI PICCOLI: sabato 26 marzo al centro d’Incontro ore 16,30 “Lino il topolino coraggioso”. Per informazioni e prenotare biglietti: catalyst 055 331449 info@catalyst. it, oppure biblioteca comunale. STAGIONE TEATRALE: venerdì 11 marzo ore 21,15 Kaos Balletto di Firenze “corpi celesti”; mercoledì 23 marzo ore 21,15 Lucia Poli “Il libro cuore e altre storie”. Biglietto intero 15 euro, ridotto 13 euro per over 65 e titolari tessera biblioteca, 9 euro per studenti sotto 26 anni. Per informazioni e prevendita biglietti, biblioteca comunale (tel. 055 8457197).


conSEGnAtI QuAttRo ALLoGGI ERP A RontA E RAzzuoLo

GLI INTERVENTI REALIzzATI DA CASA SPA SONO COSTATI 341 MILA EURO Sono stati inaugurati l’11 febbraio, con la consegna delle chiavi alle famiglie assegnatarie, i quattro alloggi Erp (edilizia residenziale pubblica) realizzati da casa Spa a Ronta e Razzuolo. All’inaugurazione era-

no presenti, tra gli altri, il sindaco Giovanni Bettarini insieme all’assessore alla casa Silvia Giovannini, e il presidente di casa Spa Luca talluri. A Ronta sono stati realizzati 2 alloggi con 2/3 posti letto e a Razzuolo da 2 e 3/4 posti letto, per un importo complessivo, rispettivamente, di 147.286 euro e 193.471 euro. nel recupero dell’immobile di Razzuolo sono stati anche ricavati locali ad uso ambulatorio medico, che saranno inaugurati prossimamente. “E’ una grande soddisfazione vedere il sorriso sulle persone - ha sottolineato il sindaco Giovanni Bettarini - quando si riesce a risolvere dei problemi e migliorare le situazioni”. Soddisfatto anche il presi-

dente di casa Spa Luca talluri: “Gli alloggi che abbiamo inaugurato sono la dimostrazione di un modo di recuperare e costruire intelligente, con interventi qualificati”.

UNDICI IDEE PER L’EX OSPEDALE DI LUCO

PRESENTATI DA SOGGETTI PRIVATI ALL’AVVISO PUBBLICO DI REGIONE E COMUNE Sono 11 le proposte presentate all’avviso di “invito pubblico a manifestare interesse”, indetto dalla Regione toscana col comune di Borgo San Lorenzo, per il riutilizzo dell’ex ospedale di Luco. E tra le 11 “manifestazioni d’interesse” si indicano diverse ipotesi: funzioni per finalità socio-sanitarie o per residenza sociale; una struttura multifunzionale in rete europea; un centro polifunzionale congressuale, relax e ristorazione o un centro polifunzionale con attività culturali con un convitto per studenti; la valorizzazione della gastronomia locale (filiera corta); una scuola di cucina; un utilizzo turistico-ricettivo; una struttura per l’infanzia e l’adolescenza. Definitivamente naufragato, dopo la marcia indietro dell’università di Firenze, il progetto di destinare l’ex monastero camaldolese ed ex presidio ospedaliero a sede universitaria con l’attivazione di un corso in Scienze della produzione animale, è tra queste proposte che si trova il suo destino futuro? “E’ già un risultato significativo che 11 privati abbiamo partecipato all’invito pubblico e con proposte molto interessanti - sottolinea il sindaco Giovanni Bettarini - rispetto alle quali bisogna procedere a una valutazione insieme alla Regione, anche in considerazione dei finanziamenti possibili”.

PRAtIcHE “SPRInt” con PRontoEDILIzIA SPORTELLO APERTO IL MARTEDÌ MATTINA

Pratiche edilizie più “veloci”. E’ aperto ogni martedì dalle 9,30 alle 12,30 “Prontoedilizia”, uno sportello di consulenza rivolto e dedicato in particolare alla verifica preliminare delle pratiche edilizie. E’ stato attivato all’unità operativa Edilizia Privata proprio per ridurre notevolmente i tempi di risposta per le Dia (denuncia d’inizio attività) e così anche per le istruttorie di altre pratiche (permesso di costruire, variante in corso d’opera, variante in corso d’opera con nuova denuncia inizio attività, variante finale, permesso di costruire in sanatoria, attestazione di costruire in sanatoria, autorizzazione paesaggistica, autorizzazione vincolo idrogeologico, dichiarazione vincolo idrogeologico, attività edilizia libera ai sensi del comma 2, lettera a) dell’art. 5 del DL 40/2010). Restano escluse da questa modalità le pratiche di competenza del Suap.

E ORA PARTE PRONTOCANTIERE E da marzo scatta “Prontocantiere”, servizio di pronto intervento per la sistemazione e manutenzione di marciapiedi, strade, aree pubbliche e verdi che opererà in base alle segnalazioni pervenute dai cittadini.

MEnSA, QuAttRo tARIFFE con REDDIto ISEE tRASPoRto PuBBLIco: “IntEGRARE FERRo E GoMMA” SISTEMA ADOTTATO PER

APPROVATO ALL’UNANIMITÀ DAL CONSIGLIO COMUNALE UN DOCUMENTO “Promuovere nei confronti della Regione toscana e della Provincia iniziative tese allo sviluppo di una strategia d’integrazione del trasporto pubblico locale tra ferro e gomma”. E’ la posizione espressa dal consiglio comunale in un documento approvato all’unanimità nella seduta aperta tenutasi il 26 gennaio per discutere di Faentina e trasporto pubblico locale, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’assessore ai trasporti della Regione toscana Luca ceccobao e di quello della Provincia di Firenze Stefano Giorgetti. Il documento recepisce le istanze esplicitate nel “Patto per la Faentina”, stilato dal comitato pendolari, che giudica “la difesa e il potenziamento delle linee ferroviarie del Mugello e della Romagna toscana una priorità politica, economica, sociale turistica, per lo sviluppo del territorio”. Due, in particolare, gli impegni che vengono indicati dal consiglio comunale: quello di “mettere in campo

tutte le azioni utili per rivendicare nei confronti del gestore del servizio azioni immediate tali da garantire ai cittadini condizioni di viaggio adeguate in termini di frequenza, sicurezza, puntualità e comfort”; e quello di “inserire nel piano regionale di sviluppo una misura tesa a finanziare il rinnovo del parco veicoli nel trasporto pubblico locale su gomma e su ferro, finanziando veicoli, locomotori meno inquinanti, più funzionali, sicuri e idonei a percorrere la linea ferroviaria Faentina”. Se l’assessore provinciale Giorgetti ha annunciato che gli aggiustamenti al trasporto pubblico locale verranno apportati con revisioni degli orari mese per mese, anche con le osservazioni pervenute dai territori, e che si sta valutando un adeguamento del costo dei biglietti (fermo dal 2006) dell’8% per recuperare chilometri di servizio, l’assessore regionale ceccobao ha sgombrato il campo dalle preoccupazioni sulla Faentina dicendo

VIABILITÀ: IN VIA DE’ MEDICI SI CIRCOLA SULLA SINISTRA ASFALTO ROVINATO, VERRÀ RIFATTO Modifiche alla viabilità in via de’ Medici, via d’ingresso a piazza Martin L. King. In considerazione delle cattive condizioni della strada, con un’ordinanza comunale è stato istituito un divieto di fermata con rimozione forzata sul lato sinistro e il limite di velocità a 30 Km/h. Sono stati sistemati segnaletica e appositi dispositivi per regolamentare

e deviare il traffico sul lato sinistro. “Abbiamo adottato l’ordinanza perché la strada si trova in cattivo stato, con avvallamenti che comportano difficoltà per la circolazione - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Carlo Casati -, ma abbiamo già previsto di intervenire con la sistemazione e il rifacimento del manto, e ipotizziamo di farlo a primavera”.

chiaramente che è impensabile la sua chiusura. E dopo aver illustrato la riforma prevista per il trasporto pubblico toscano - gara a livello regionale per individuare il gestore, programmazione con forte sinergia tra ferro e gomma, introduzione di costi standard di gestione per ridurre i costi complessivi del servizio - ha aggiunto che nemmeno la Regione è soddisfatta per la gestione del servizio di trasporto ferroviario regionale da parte di trenitalia (a partire dalla condizione dei mezzi in circolazione, ai ritardi e le carenze sugli orari, ai disagi avvertiti dai pendolari) e che anche per il sistema ferroviario si indirà una gara. Per informazioni sulle modifiche introdotte agli orari delle corse è attivo il numero verde di Autolinee Mugello Valdisieve 800.37.37.60 (sito internet www.amvbus.it).

RIFIutI FuoRI DAI cASSonEttI: MuLtA SALE A 600 EuRo Multe pesanti peri i furbetti del cassonetto: 600 euro. S’inaspriscono infatti le sanzioni amministrative per chi abbandona rifiuti sul suolo pubblico. La normativa nazionale in materia, il testo unico sull’ambiente, è stata recentemente aggiornata con un consistente aumento degli importi delle sanzioni. In pratica lasciare il sacchetto dell’immondizia fuori dal cassonetto o abbandonarlo per strada costa caro: una sanzione, media, di 600 euro. Basta poco per contribuire a tenere pulito il paese: non gettare rifiuti per terra (come cartacce, mozziconi di sigaretta, gomme), conferire i rifiuti indifferenziati negli appositi cassonetti, fare la raccolta differenziata, utilizzare il servizio gratuito di ritiro a domicilio dei materiali ingombranti col numero verde 800980800.

FAR PAGARE PIÙ EqUAMENTE IL SERVIzIO

Per la mensa scolastica ci vuole l’attestazione del reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente). Il nuovo sistema tariffario per il servizio è modulato in 4 tariffe differenziate, collegate a fasce di reddito Isee, con una diminuzione per le famiglie a basso reddito. L’Isee, che non è il semplice reddito imponibile, certifica la situazione economica di tutto il nucleo familiare, in questo caso padre, madre, figlio o figli. Il calcolo tiene conto del numero dei componenti della famiglia, dei redditi dell’ultima dichiarazione ai fini Irpef e dei dati relativi al patrimonio mobiliare ed immobiliare di ciascun componente. Le tariffe: Fascia A (reddito Isee fino a 10.000 euro) costo pasto 2,50 euro (2,18 per 2, 3… figlio) Fascia B (reddito Isee da 10.000,01 a 15.000 euro) costo pasto 3 euro (2,61 per 2, 3… figlio) Fascia c (reddito Isee da 15.000,01 a 20.000 euro) costo pasto 3,50 euro (3,05 per 2, 3… figlio) Fascia D (reddito Isee da 20.000,01 e superiori) costo pasto 4 euro (3,48 per 2, 3… figlio) Prevista una riduzione del costo pasto nel caso di famiglie con più figli. ulteriori riduzioni sono previste per le famiglie in cui uno dei genitori ha perso il lavoro. “Vogliamo mantenere, anche con una situazione di difficoltà economica, un servizio di qualità come la mensa: privilegiamo prodotti locali e bio e per questo sosteniamo costi superiori - chiarisce l’assessore Stefano Squilloni -. non vogliamo fare nessuna stangata alle famiglie, tra l’altro le tariffe che applichiamo sono tra le più contenute in provincia. Si contribuisce al pagamento del servizio sulla base della reale condizione familiare, con un principio molto semplice, giusto, di equità sociale: chi ha di meno paga di meno, chi ha di più paga un po’ di più. La tariffa è ridotta per chi ha redditi bassi, con più figli e per situazioni di disagio economico”. Per maggiori informazioni e chiarimenti ci si può rivolgere all’urp.

Direttore: Giovanni Bettarini • Direttore responsabile: Johnny Tagliaferri • Redazione: Ufficio Stampa - Piazza Dante, 2 - 50032 Borgo San Lorenzo uffstampa@comune.borgo-san-lorenzo.fi.it • urp@comune.borgo-san-lorenzo.fi.it Registrazione al tribunale di Firenze n. 3093 del 7/1/1983


DuE cAMPI PER GIocARE A BASKEt E cALcEtto ALL’APERto

REALIzzATI NELL’AREA VERDE DIETRO VIA ALLENDE E NELLA FRAzIONE DI RABATTA Basket all’aperto. nell’area verde pubblica interna tra via Allende e Viale della Resistenza sono stati sistemati due canestri per svolgere anche all’aperto attività sportive della pallacanestro. Le associazioni sportive Stm e cillo Basket si occuperanno della segnatura del campo. E per il basket è arrivata anche l’omologazione del campo da gioco nella palestra comunale “Pala collina”, dopo la segnatura regolamentare eseguita prima dell’inizio della stagione dalle due associazioni, e la sistemazione di dispositivi per la sicurezza.

Sport all’aperto anche a Rabatta, con un campo per il calcetto: nella frazione, all’ingresso dell’area industriale, sono stati già effettuati lavori per posizionare porte e recinzione e per la potatura degli alberi, mentre resta da sistemare una rete parapalloni. “c’erano arrivate due richieste, quella per il campetto di basket esterno avanzata dalla Stm e dal cillo Basket, e quella degli abitanti di Rabatta per un campo di gioco, e con il lavoro degli addetti del cantiere comunale le abbiamo esaudite - sottolinea l’assessore allo Sport Stefano

Marucelli -. Abbiamo anche acquistato del nuovo materiale per le palestre: siamo in attesa della consegna di un nuovo tappeto gioco da 64 mq utile per attività a terra o per la pratica del judo - continua l’assessore Marucelli - che verrà sistemato presso la palestra delle elementari Dante Alighieri per le molteplici attività che qui si svolgono e di un materasso 200x100x50 alla scuola media per praticare in sicurezza la disciplina del salto in alto”. Ai Bastioni sono stati sistemati nuovi lampioni “a fungo” a risparmio energetico.

MUKKI, C’È IL MUGELLO DENTRO

MAXI CAMPAGNA PUBBLICITARIA PER IL LANCIO DELLE NUOVE CONFEzIONI “nuovo fuori, Mugello dentro”, recita il messaggio pubblicitario della Mukki. che ha rinnovato le confezioni della selezione Mugello: adesso sono bianche ed eleganti, e contraddistinte da una grande “M” (blu per il latte intero, verde per il parzialmente scremato). Latte Mukki “nel segno del Mugello”: “nel cuore dell’Appennino toscano c’è una terra dove l’aria è pulita, i pascoli verdi e le mucche libere. E’ il Mugello”. nella campagna pubblicitaria campeggia una grande “M” insieme alla nuova confezione del latte fresco di alta qualità: “Mukki ha selezionato 27 tra i migliori allevamenti mugellani: ne raccoglie il latte ogni giorno, lo controlla, lo pastorizza e lo confeziona, proteggendone l’integrità e la freschezza. Arriva così sulle nostre tavole un latte fresco dal

gusto ricco e inconfondibile. Mukki Selezione Mugello: buono perché è del Mugello, eccellente perché è Mukki”. La Mukki ha fatto le cose in grande, e nell’ambito della campagna promozionale ha lanciato un sito (dalla home page www. mukki.it) - con sezioni su “prodotto”, “territorio”, le “stalle” (qui compare una cartina con segnalati tutti gli allevamenti) e poi due giochi - ed ha previsto un itinerario, “La Via del Latte”: “Lungo un suggestivo percorso che si snoda attraverso il Mugello, ciascuno dei 27 allevamenti selezionati da Mukki segnalerà la sua presenza con un’insegna. Il marchio ‘M’ indica sia Mukki che il Mugello e sottolinea l’origine del latte, prodotto di eccellenza del territorio”.

coRSI DI “CI VEDIAMO IN BIBLIOTECA”, ECCO I VINCITORI AGEVoLAzIonI PER FoRMAzIonE UN ORIGINALE RACCONTO SI È AGGIUDICATO IL 1° PREMIO AcQuA, LucE, GAS E’ l’originale racconto “La biblioteca dal punto di vista del nella sezione audiovisivi è stato premiato il video “credo ai miei occhi” di Laura Frascati. Il premio Fondo di Fantalibro” di Vito Manfreda il vincitore del concorso di scrittura AL cFt BONUS GAS : si tratta di uno “sconto” sulla bolletta del scienza e Fantasy è andato al racconto “un cane strano” “ci vediamo in biblioteca”. Al secondo posto si è classi-

LA SEDE È IN PIAzzA DEL POPOLO

I centri Formativi territoriali sono la nuova capillare organizzazione della Formazione Finanziata della Provincia di Firenze, tramite le Agenzie Formative Accreditate presenti su ciascun territorio. Fanno parte del partenariato del cFt MuGELLo , oltre Proforma che ne è la capofila, Ambiente Impresa, EnAIP, coop.Fiorile, IPSIA chino chini, Liceo Giotto ulivi, Smile toscana. ogni cFt propone un catalogo di corsi brevi (fino a 250 ore) nei vari ambiti produttivi, volti ad acquisire o specializzare le proprie competenze, totalmente gratuiti perché pagati tramite Voucher del Fondo Sociale Europeo. ogni centro offre anche un servizio di orientamento individuale, per aiutare nella scelta del corso più utile, o comunque informare su quali sono anche le altre opportunità formative offerte nella Provincia (corsi per l’ottenimento di una qualifica professionale, occasioni di tirocini o borselavoro etc.) affiancando i centri per l’Impiego nell’indirizzare le persone in cerca di occupazione verso i percorsi più utili, secondo le esperienze e le aspirazioni di ciascuno. L’attività dei cFt MuGELLo è partita nell’agosto scorso, ha incontrato e orientato circa 300 persone e finora sono stati attivati 9 corsi con 127 iscritti. Il cFt del Mugello si trova in Piazza del Popolo 7, presso la nuova sede della soc. cooperativa PRoFoRMA. orario: dal lun al ven dalle 9 alle 13 e dalle 14 fino alle 16.

coRSI PER ADuLtI AL ctP

ScuoLA MEDIA

Il centro territoriale Permanente organizza corsi di italiano per stranieri di vari livelli (costo 40 €), anche finalizzati allo svolgimento del test di conoscenza della lingua italiana per il rilascio del permesso di soggiorno cE. Altri corsi: informatica (liv. base, intermedio, avanzato costo 60 €); lingue straniere (liv. base, intermedio, avanzato; moduli di 40 ore costo 80 €) e conversazione con madrelingua; licenza media (costo 40 €, scadenza iscrizioni 31 maggio). Info: ctp c/o scuola media “Giovanni della casa”, tel. 055/8459235 - 8456008, mail: dellacasagiovanni@virgilio.it; www.scuolamediaborgo.it

ficato il racconto “L’occasione” di teresa Santoni, al terzo “tanto ci rivediamo” di Valentina Lumini. La premiazione si è svolta alla presenza del direttore della biblioteca Adriano Gasparrini e del consigliere comunale Lorenzo Quartani. Il concorso era stato indetto insieme ad altre iniziative nell’ambito della campagna della Regione toscana “Ma dove? In biblioteca”, con l’intento di mettere in risalto il ruolo di aggregazione sociale e di formazione culturale che la biblioteca comunale ha svolto per diverse generazioni, soprattutto per i giovani. Gli elaborati dei partecipanti (racconti, video, disegni) sono stati esaminati dalla giuria nominata dall’assessore alla cultura Giunia Adini che ha stilato la graduatoria dei primi classificati e ha attribuito anche due premi speciali, uno della critica e l’altro del Fondo di Fantascienza e Fantasy.

scritto dal piccolo Gregorio Mazzanti mentre il premio della critica è stato assegnato al testo “ci vediamo in biblioteca” di Luca Lapi. Gli elaborati sono pubblicati su www.comune.borgosan-lorenzo.fi.it

CHE LIBRI!

Chi è appassionato di arte, architettura, fotografia e pittura ha l’imbarazzo della scelta in biblioteca. Recentemente sono stati acquistati e messi a disposizione per il prestito 100 nuovi volumi di pregio.

MEDAGLIA D’onoRE DI nAPoLItAno ALLA MEMoRIA DI LuIGI GIoVAnnInI Si è svolta il 27 gennaio nel Salone dei cinquecento di Palazzo Vecchio la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore del Presidente della Repubblica ai cittadini deportati e internati nei lager nazisti. La manifestazione si è celebrata in occasione della ricorrenza del Giorno della memoria, istituito con legge nazionale nel 2000 per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione degli ebrei e tutti coloro che

hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte. I riconoscimenti assegnati,120, sono stati conferiti dal prefetto e dai sindaci dei comuni della provincia in cui risiedono gli insigniti o i loro familiari. tra questi anche la medaglia d’onore alla memoria al borghigiano Luigi Giovannini, consegnata alla figlia dal sindaco Bettarini insieme al prefetto Padoin.

gas per i clienti diretti, e di un bonifico per i clienti che usufruiscono di impianti centralizzati, riconosciuto a tutte le famiglie con indicatore ISEE inferiore a 7.500 euro, nonché a quelle con 4 o più figli a carico con ISEE inferiore a 20.000 euro. L’agevolazione è annuale, pertanto chi ha presentato la richiesta entro marzo 2010, deve ripresentarla per il 2011 a partire dal 1 marzo . chi non l’ha mai presentata,  può presentarla in qualunque momento dell’anno. BONUS ENERGIA: si tratta di uno “sconto” sulla bolletta della energia elettrica riconosciuto alle famiglie con ISEE inferiore a 7.500 euro, o a coloro che utilizzano in casa apparecchiature elettromedicali, necessarie per la loro esistenza in vita. Per le famiglie con almeno quattro figli a carico il limite ISEE è innalzato a € 20.000. Lo sconto sulla bolletta è pari a 60 euro annui per le famiglie di 1-2 persone, 78 per 3-4 persone, 135 per famiglie oltre i 4 componenti. Per ottenere l’agevolazione occorre presentare domanda all’uRP del comune portando l’attestazione ISEE (inferiore a € 7.500), la fattura EnEL e un documento di riconoscimento. Per coloro che chiedono l’agevolazione per motivi di salute occorre l’apposito certificato della ASL. L’agevolazione è annuale, pertanto chi ha presentato la richiesta entro marzo 2010, deve ripresentarla per il 2011 a partire dal 1 marzo . chi non l’ha mai presentata,  può presentarla in qualunque momento dell’anno. AGEVOLAZIONE PUBLIACQUA: scadenza 30 aprile. Si tratta di una agevolazione tariffaria sui consumi idrici per gli utenti Publiacqua che abbiano un ISEE inferiore a 9.772,16 euro; oppure, in caso di nucleo familiare di almeno 5 componenti o che comprende almeno un soggetto che a causa di particolari condizioni mediche necessiti di un maggior utilizzo d’acqua, inferiore a 12.188,69 euro. La scadenza per richiedere l’agevolazione per l’anno 2011 è fissata al 30 aprile. Per maggiori informazioni consultare il sito www.ato3acqua.toscana.it oppure rivolgersi all’uRP. Il 3 febbraio alla rsa Giotto ha spento 100 candeline Silvano Giomi. Si è recato a fargli visita e gli auguri il sindaco.


<Cosa dicono i gruppi> Interventi a cura dei gruppi consiliari

LIBERO MUGELLO

PER BORGO

POPOLO DELLA LIBERTÀ

qUATTRO MILIONI DI EURO DI CONTROPARTTITE NON REALIzzATE A BORGO SAN LORENzO E’ questo il conto – euro più, euro meno – delle opere previste nel 95 e 98 e non realizzate che avrebbe dovuto fare TAV per la cosiddetta “Mitigazione socio ambientale in Toscana” a favore del Comune di Borgo San Lorenzo: in realtà vere e proprie contropartite per aver acconsentito al distruttivo passaggio di TAV nel territorio del Mugello.Nel conto non rientrano le opere invece previste dall’addendum 2002 (acquedotti, fognature, invasi) anch’esse in gran parte non realizzate. Nell’ultimo rendiconto presentato dalla Regione nel 2007 risultavano ancora non realizzate le seguenti opere: la messa in sicurezza idraulica nella zona di Sagginale per € 2.812.000 la zona a verde sulla Sieve per € 1.066.000 (oggi in parte eseguita) la pista ciclabile da Borgo San Lorenzo a San Piero a Sieve (costo presunto da 500.000 a 800.000 euro) raccordo La Torre – Traversa del Mugello per € 189.000 il collegamento da Bosso di Sopra a Viale della Resistenza quantificato in euro 437.000 A distanza di 15 anni poniamo una domanda più che legittima soprattutto alla luce della grave crisi economica che colpisce i bilanci dei comuni ma anche il lavoro delle ditte edili: “per quale motivo non sono state effettuate le opere previste e nel caso in cui le stesse sono state considerate “inutili” per quale motivo non si sono sostituite con altre iniziative?” Ad esempio si sarebbe potuta costruire la palestra per la ginnastica artistica soddisfacendo così le richieste della società sportiva e nel contempo liberando il capannone del Foro Boario per poterlo dedicare totalmente a iniziative legate al settore agricolo. Oppure utilizzando una piccola parte dei quasi 3 milioni di euro per i bastioni di Sagginale si sarebbe potuto comunque costruire il parcheggio previsto a nord della stazione di Borgo San Lorenzo alleggerendo così l’affollamento di auto che vengono anche multate per non essere correttamente parcheggiate. E soprattutto si doveva realizzare la pista ciclabile sul fiume tra Borgo e San Piero che ha fatto decidere successivamente la esecuzione del tratto Borgo - Vicchio a cura della Comunità Montana. La mancata costruzione della pista fino a San Piero annulla definitivamente il progetto complessivo che doveva condurre turisti e residenti da Vicchio fino al lago di Bilancino. Comunque sia la mancata realizzazione di opere per un tale valore economico è un atto gravissimo soprattutto in considerazione della avvenuta intercettazione di circa 70 kmq di falda idrica: un territorio che si è impoverito e che oltretutto non è riuscito nemmeno a imporre ciò che era dovuto. Ci auguriamo che non sia troppo tardi per recuperare la situazione. Altrimenti dopo il danno ci sarà anche la beffa.

IL CAPOLUOGO E LE FRAzIONI La nostra Lista ha presentato qualche tempo fa in consiglio comunale una mozione che, nella sua redazione definitiva, proponeva all’amministrazione di destinare una parte (piccola o grande, in base alle valutazioni proprie della giunta) degli introiti straordinari derivanti dalle vendite di edifici pubblici, alle esigenze delle frazioni. Questi edifici, nella fattispecie le ex scuole di Polcanto e Faltona, sono da tempo destinati all’alienazione, ma fino ad oggi senza esiti. La mozione è stata respinta sdegnatamente e in modo anche un po’ scomposto con toni quasi di dileggio. ora, non era nostra intenzione stabilire il paradigma che se si incassa a Faltona si debba reinvestire a Faltona, come grottescamente si è tentato di far credere. L’obiettivo della nostra lista era e rimane quello di porre un po’ di attenzione anche alle esigenze delle frazioni molto spesso trascurate, fatto salvo le iniziative cariche di promesse organizzate durante le campagne elettorali. certamente i servizi offerti dal capoluogo sono anche servizi che vanno a vantaggio dei cittadini residenti nelle frazioni (certo lo sarà la realizzazione della nuova scuola primaria, anche se di questo si parla da più di un lustro, senza che ad oggi ci sia qualcosa di concreto in vista) Ma continuiamo a credere che, vista la scarsità di mezzi a disposizione e la conseguente scarsità d’iniziativa negli investimenti, qualora si presenti la possibilità di ottenere degli introiti straordinari, nulla vieti di pensare anche alle frazioni, ai loro problemi, alla manutenzione degli spazi pubblici, al cercare di affrontare questioni grandi o piccole che da tempo stagnano senza risposta. In molti comuni, amministrati anche da maggioranze di colore politico analogo a quella che amministra Borgo, si è dato vita a consulte di frazione, ad organismi consultivi che potessero dare voce alle esigenze di questi cittadini e, quindi, dare un contributo in senso proposito, fosse solo per sentirsi parte integrante di una comunità. Qui non si è fatto e non si fa nulla in questa direzione democratica e partecipativa. I cittadini di Borgo sono chiamati a pagare gli stessi tributi comunali, ma alcuni non hanno la banda larga (vedi Luco), altri non hanno la rete del metano (vedi Polcanto). certo, in molti casi sono necessari grandi investimenti, ma in altri casi sarebbero apprezzate anche piccole attenzioni, attenzioni che invece latitano e quando si cerca di sollevare la questione la si butta in farsa denigrando le iniziative delle opposizioni che, per quanto possano essere considerate limitate, sono sempre meglio del vuoto pneumatico.

ANCORA SULL’EX OSPEDALE DI LUCO La Regione toscana ha finalmente capito che, per salvare la struttura dell’ex-ospedale di Luco di Mugello, si devono trovare soluzioni alternative a quelle proposte finora, che hanno fatto perdere del tempo prezioso e posto la struttura in condizioni di pessimo stato.

Piera Ballabio Lista Civica Libero Mugello

Per Borgo - Lista Civica xborgo@gmail.com

Fulvio Boni Capogruppo Pdl

Rammentiamo che, durante la campagna elettorale regionale, siamo andati con i nostri consiglieri e la nostra candidata Monica Faenzi proprio a visitare il luogo ove è situato l’immobile dell’ex-ospedale del Mugello e abbiamo ribadito la necessità di risolvere l’annoso problema, ormai dimenticato dalla nostra amministrazione comunale. In seguito, abbiamo proposto un ordine del giorno per richiedere “un partenariato pubblico-privato” che consentisse il recupero e l’utilizzazione dell’ex-ospedale, in modo da trovare una soluzione prima che fosse troppo tardi. crediamo modestamente, con di aver portato un piccolo contributo nel tentativo di sbloccare una situazione che si era totalmente impaludata e siamo lieti che finalmente qualcosa si muova. tuttavia riteniamo importante tenere d’occhio alcuni aspetti della soluzione prospettata dalla Regione, e riteniamo necessario impegnare il Sindaco e l’Amministrazione comunale: 1. a presentare al consiglio comunale  tutte le eventuali soluzioni proposte per la realizzazione e gestione della struttura; 2. a cercare, tra tutte le soluzioni, quella che offra, in particolare, il maggior  ritorno occupazionale; 3. a proporre alla Regione stessa la soluzione che il consiglio comunale indicherà come la più idonea; Il PDL quindi continua ad essere impegnato nella ricerca della soluzione ottimale per la nostra comunità. In questo caso l’interesse che si esca dalla palude dell’inconcludenza, prima che della struttura rimangano solo delle pietre, ma anche che la soluzione che verrà determinata in Regione non venga semplicemente calata dall’alto, magari con logiche poco occupazionali e molto speculative. Serve insomma pretendere che il comune possa e debba dire la sua nell’interesse dei cittadini di Luco in primo luogo e di tutti i cittadini del nostro comune. Siamo pronti dunque ad esaminare le proposte che sono pervenute alla Regione toscana e siamo pronti a dare il nostro contributo, certi di fare qualcosa di buono per il nostro territorio e per i cittadini.

PROGRESSISTI DEMOCRATICI E SINISTRA PER BORGO UN COMUNE ATTENTO ALLE POLITIChE DELLA CASA Non è facile in periodo di recessione economica avere un occhio di riguardo per le politiche della casa. Ma a distanza di un mese nel Comune di Borgo San Lorenzo ci sono state le inaugurazioni di due interventi particolarmente significativi. Il primo intervento è stato quello realizzato grazie alla collaborazione fra il Comune e la Cooperativa Della Casa. Il nostro Comune infatti nel 2004 ha partecipato ad un bando della Regione Toscana nell’ambito del programma di Edilizia Residenziale Pubblica per la realizzazione di abitazioni ad affitto agevolato. Successivamente con un avviso pubblico invitò i soggetti privati del settore edile a presentare proposte di intervento. La realizzazione di questi edifici si è inserita così all’interno dell’intervento edilizio realizzato in viale Kennedy dalla Coop DellaCasa con realizzazioni di immobili ad alta efficienza energetica per un importo complessivo di 1.685.000 euro. Con questo intervento è stata data la possibilità a 20 famiglie, in particolare giovani coppie e anziani, di trovare casa in alloggi ad alta qualità abitativa, ad affitto agevolato. Gli alloggi con una superficie media di circa 48 mq (bilocali e trilocali), oltre a 3 box auto, 3 posti auto coperti, 14 posti auto scoperti e 17 cantine, sono stato realizzato dalla Coop seguendo le più moderne metodologie progettuali e adottando soluzioni tecnologiche che assicurano risparmio energetico e confort abitativo. Le famiglie, giovani coppie e anziani, ci vivono da 4 mesi circa, pagando un affitto che va dai 290 ai 310 euro. La realizzazione di questo intervento è stata fatta nel pieno rispetto dei tempi previsti grazie alla capacità dell’impresa che ha investito con grande serietà anche sulla qualità, sia architettonica sia delle tecniche costruttive. Il meccanismo ha consentito di dare in tempi brevi risposte concrete ai bisogni dei cittadini. A neanche un mese di distanza dalla presentazioni ufficiale del sopracitato intervento sono stati inaugurati, con la consegna delle chiavi alle famiglie assegnatarie, i quattro alloggi Erp (edilizia residenziale pubblica) realizzati da Casa Spa a Ronta e Razzuolo. Quest’ultimi due interventi hanno consentito di ristrutturare, ad uso residenziale, due fabbricati originariamente destinati a plessi scolastici. A Ronta sono stati realizzati 2 alloggi con 2/3 posti letto e a Razzuolo da 2 e 3/4 posti letto, per un importo complessivo, rispettivamente, di 147.286 euro e 193.471 euro. Nel recupero dell’immobile di Razzuolo sono stati anche ricavati locali ad uso ambulatorio medico, che saranno inaugurati prossimamente. Una politica attenta alle esigenze dei più deboli e un po’ di ossigeno all’economia locale, questo il frutto di un’attenta collaborazione. Alberto De Paola Capogruppo Progressisti Democratici e Sinistra per Borgo

RIFONDAzIONE COMUNISTA ROM-UN PROBLEMA ChE DOVRÀ ESSERE RISOLTO A Roma sono bruciati vivi con la loro baracca e la loro miseria quattro bambini, il più grande aveva undici anni. Sono morti come gli altri quattro nell’agosto 2007 a Livorno. Una strage in cui si aggiungono le tante morti di anni di emarginazione in un costante silenzio della nostra società. Quando vediamo le ruspe che distruggono le loro baracche e quei miseri oggetti e quelle condizioni di estremo degrado, ci dobbiamo porre il problema di come mai possono succedere queste cose. È una tragedia che ci deve far riflettere e agire di conseguenza. Si apre un dibattito sulle responsabilità; nessuno si interroga davvero su cosa sia necessario per evitare simili disgrazie, e il dibattito finisce presto perché poi incombono questioni politiche elettorali. Un dibattito ipocrita perché nessuno vuole risolvere questo problema. Un problema semplice (sono solo 130000 i Rom e i Sinti in tutta Italia, metà dei quali cittadini italiani) ma anche un problema “elettorale”, perciò inrisolvivile:porta voti a chi li perseguita mantenendoli nel degrado, li toglie a chi li aiuta a uscire da quelle discariche sociali, che sono i campi. Le istituzioni dovreanno affrontare la questione in un ottica di accoglienza e di rispetto dei fondamentali diritti umani. In questa mia considerazione, saluto con grande soddisfazione il gesto di grande umanità del Presidente della Repubblica, seduto insieme con i genitori di quei bambini a condividere la loro disperazione. Un getto che squarcia il velo dell’ipocrisia, che cancella l’ottuso razzismo che è presente purtoppo anche nell nostra “civile” società. P.S: è stata approvata in consiglio regionale la mozione (prima firmataria Monica Sgherri, del gruppo di Rifondazione Comunista) per la predisposizione di un piano atto a superare le conzioni di degrado in cui versano i Rom presenti sul territorio toscano.

Boni Andrea Gruppo Rifondazione Comunista


zoom

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sOLIDARIEtÀ. Presentato da poco il rapporto sociale, con le illustrazioni di Paolo Migone

Charlie, l’amico che ascolta e aiuta Lisa Baracchi

“M

i sento invisibile”. È la frase che ricorre più spesso dall’altra parte della cornetta. I volontari di Charlie Telefono Amico ascoltano. Lo fanno ormai da più di vent’anni, da quando nacque per la prima volta in Italia un numero verde di utilità sociale, qualche mese prima del Telefono Azzurro. Il 28 febbraio Charlie ha traslocato in una nuova sede (sempre a Pontedera), ha raddoppiato le sue postazioni telefoniche (sono diventate otto) e ha presentato il suo rapporto sociale, le cui illustrazioni sono state realizzate da un autore d’eccezione, il comico di Zelig Paolo Migone. La storia di Charlie inizia a Pontedera nel ‘90: “C’erano tanta disinformazione e tanta paura legate alla diffusione delle sostanze stupefacenti, e soprattutto dell’Aids – racconta Angelo Migliarini, fondatore di Charlie e presidente della cooperativa Il Ponte – chiamavano in tanti alla cooperativa, ma quello non era il luogo adatto per rispondere a tante domande. Pensai allora che servisse un numero di telefono per dare ascolto, che garantisse l’anonimato di chi chiamava”. Il sindaco di Pontedera allora era Enrico Rossi, che è stato, attraverso il Comune, tra i soci fondatori della Fondazione Charlie Onlus, nata nel 1996. L’iniziativa ebbe un successo tale che nel ‘97 si pensò di allargarla a tanti tipi di disagi giovanili, anche quelli che nascono in famiglia, nella scuola o nel gruppo degli amici. Charlie iniziò a partecipare a diversi programmi televisivi dedicati ai ragazzi sulle reti nazionali, e aveva una rubrica anche su Cioè, rivista per adolescenti. Il cammino del telefono amico non si è però fermato qui: nel 2009 una seconda svolta ha diretto il servizio a tutti, indistintamente. Il messaggio dello spot con Migone si

rivolgeva a chiunque avesse bisogno di raccontare i propri problemi (rapporti affettivi come problemi di salute, difficoltà economiche o smarrimento) e di trovare solidarietà. Si è così scoperto che il bisogno di essere ascoltati, di non sentirsi soli, non ha età. “Chiamano i ventenni come i quarantenni – spiega Francesca dalla Fondazione – parlano di problematiche diverse e palesano un disagio profondo, legato alla precarietà del lavoro ma anche a una solitudine sociale”. C’è allora la storia di una coppia di coniugi, entrambi laureati, che dal sud Italia si trasferiscono in Lombardia. Comprano una villetta, hanno un tenore di vita alto finché, per varie cause, entrambi perdono il lavoro. Dopo una nevicata i vicini chiedono all’uomo se può spalare la neve. Ne ricava una pacca sulle spalle e un panettone, nessun compenso come aveva sperato. “Era impressionante che fosse quest’uomo a sentirsi in difetto – racconta Francesca - non criticava i vicini, si sentiva lui in una situazione vergognosa. Senza un lavoro ci si sente privi di identità”. Al numero 800.863.096 chiamano dalle18 alle 24 tutti i giorni almeno 20 persone, con il lancio delle campagne pubblicitarie si arriva anche a 500 chiamate. Fino a oggi sono stati formati oltre 500 volontari e realizzati spot pubblicitari con personaggi del calibro di Dario Fo, Giorgio Panariello, Alessandro Benvenuti e Loris Capirossi. Perché Charlie? “Charlie, nei trattati di un famoso psicologo americano, Carl Rogers, è l’ansia, il disagio – conclude Migliarini – la paura che viene da quello che non si conosce, che è nascosto. Un disagio che può essere affrontato con l’ascolto reciproco”.

La fondazione toscana, attiva da oltre vent’anni, è stata la prima in Italia a creare un numero verde di utilità sociale, precedendo anche il Telefono Azzurro. Nata per dare risposte ai disagi giovanili, si è poi allargata: “Il bisogno di non sentirsi soli non ha età”

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tempi moderni

Marzo 2011

IL PuNtO/1. In dodici aree della città è disponibile la connessione senza fili. E senza spese

Internet gratis è già in piazza ma in pochi ne approfittano Gianni Carpini

I

n dieci piazze e due parchi di Firenze internet è gratis. O, per meglio dire, gratis un’ora al giorno. E presto il segnale wi-fi arriverà in altre cinque macro-aree molto frequentate. Non tutti però ne sono a conoscenza, visto che il numero di utenti settimanali del servizio non supera le 500 unità. Da piazza della Signoria a Santa Croce, da Ss. Annunziata a Santo Spirito, dal piazzale Michelangelo alle Cascine. Dalla fine del 2009, in 12 zone della città è possibile la connessione senza fili al web, grazie al progetto del Comune “Firenze Wifi”: dopo la procedura di registrazione si può accedere alla rete tramite il proprio pc portatile o smartphone e navigare gratuitamente per 60 minuti al giorno, o 300Mbyte di traffico. Una quantità che permette di fare operazioni basilari, come controllare la posta o effettuare brevi ricerche. Sebbene molti cittadini – in

primis i giovani – siano favorevoli al servizio, in pochi lo sfruttano. Basti pensare che solo 500 utenti alla settimana si collegano alla rete wi-fi, in media 70 al giorno. “Al momento non pensiamo ai grandi numeri, puntiamo a estendere il servizio – spiega Simone Tani, dirigente per le strategie di sviluppo di Palazzo Vecchio - solo quando internet wireless raggiungerà una quantità maggiore di zone gli utenti inizieranno a crescere”. Lo scarso utilizzo è legato anche all’assenza di indicazioni sulla presenza della rete wi-fi. “Molte piazze coperte dal segnale sono aree storiche – spiega ancora Tani – dove non è consentito mettere nuovi cartelli”. La seconda parte della rivoluzione digitale arriverà tra la fine dell’anno e l’inizio del 2012, quando la lista dei luoghi coperti dal segnale si arricchirà di altre cinque aree, ben più grandi delle attuali piazze. Il progetto, denominato “la città dei saperi”, verrà a costare un milione di euro e porterà internet senza fili nella zona della stazione di Santa Maria Novella, in quella della

stazione delle Piagge, alle Murate e a San Lorenzo. Sarà inoltre potenziata la copertura nel parco delle Cascine. Entrambi i servizi, quello già attivo e quello in cantiere, si agganciano alla rete a fibra ottica del Comune, creata negli ultimi anni. Si chiama Fi-Net e si snoda per ben 80 chilometri. Intanto, un primo identikit degli utenti di “Firenze Wifi” esiste già. La maggior parte si collega da smartphone o Iphone. Una percentuale più marginale lo fa invece utilizzando un pc portatile. La piazza con il numero maggiore di accessi è quella di Santo Spirito, mentre in pochi si collegano dai luoghi più turistici, come piazza della Signoria. In conclusione, ecco la lista completa delle zone già raggiunte dal segnale wi-fi: piazza della Signoria, piazza Santa Croce, piazza Santo Spirito, piazza Ss. Annunziata, Parterre, via Canova (nei pressi degli uffici dell’anagrafe), piazza Ghiberti, piazza Alberti, piazzale Michelangelo, piazza bambini e bambine di Beslan, piazzale delle Cascine e parco di San Donato.

Gli utenti settimanali del servizio, attivo da Santa Croce alle Cascine, sono 500, una media di 70 al giorno. La zona più gettonata? Santo Spirito. Ma la copertura continua a crescere: presto arriverà in altri cinque posti molto frequentati, a partire da Santa Maria Novella AFsAneH Studente, 27 anni

roBertA Esercente, 38 anni

AlessAnDro Studente, 22 anni

“Ottimo per noi giovani”

“Facilitazioni per noi commercianti”

“Mi collego spesso: funziona”

“Secondo me è un buon progetto, soprattutto per i giovani. Io utilizzo spesso il wi-fi gratuito nelle piazze, lo uso per scaricare la posta o per controllare alcune informazioni che mi servono per l’università. È importante che il servizio sia presente anche nei bar: io scelgo il locale dove andare proprio in base alla presenza della connessione senza fili”

“Per me è una buona idea quella di dare la possibilità ai cittadini di connettersi gratuitamente alla rete. Per quanto riguarda noi esercenti, dovrebbero proporre delle tariffe vantaggiose per il collegamento a internet, diverse da quelle delle abitazioni. In questo modo potremmo offrire ai clienti un servizio, a un costo limitato per le nostre attività”

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“Il servizio che offre la connessione a internet senza fili nelle piazze principali piazze fiorentine è un’ottima possibilità: la rete funziona e io mi collego spesso con il mio telefono. Penso che un’ora gratis al giorno sia sufficiente”


tempi moderni

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IL PuNtO/2. Dall’autunno si navigherà anche sulla T1 e nei dehor dei locali pubblici

e intanto si prepara a salire sulla tramvia Gianni Carpini

N

avigare con il proprio computer portatile o con lo smartphone comodamente seduti sul seggiolino del tram, oppure aspettando il convoglio alle fermate della linea 1. Il tutto senza pagare un euro, per un’ora o 300Mbyte di traffico, come già succede nelle piazze wireless. È ciò che sarà possibile fare a Firenze a partire dal prossimo autunno, grazie a una “bolla wi-fi” - tra le più grandi d’Europa - che coprirà i sette chilometri e mezzo del tracciato della T1. La connessione senza fili non solo salirà a bordo della tramvia, ma arriverà anche alle 14 fermate e nei pressi del percorso ferrato. Il segnale sarà infatti diffuso nel raggio di 100 metri dai binari. Dopo la scelta dell’impresa che eseguirà materialmente gli interventi, i lavori saranno effettuati in estate, per concludersi poi entro l’autunno. In tempi brevi, quindi, il web senza fili “colonizzerà” anche la tramvia, mezzo scelto – dati alla mano – da una media di 40mila persone al giorno. Per collegarsi basterà seguire la procedura di registrazione, come già avviene in 12 zone tra piazze e parchi cittadini. Il progetto “Wi-Move”, fortemente voluto dal sindaco Matteo Renzi, costerà un milione e mezzo di euro, e sarà finanziato in egual misura dalla Provincia di Firenze, dalla Regione Toscana e dal Consiglio dei ministri. Proprio il primo cittadino è da sem-

pre molto sensibile quando si parla di nuove tecnologie e di word wide web, visto che è stato uno dei primi amministratori locali a utilizzare in modo strategico la rete. Prima durante la campagna elettorale, poi direttamente dalle stanze di Palazzo Vecchio. Proprio su internet, sul suo seguitissimo profilo Facebook, Renzi ha speso parole di lode per l’iniziativa: “Sono molto contento per il progetto wifi – ha scritto –- una città degna di questo nome investe anche sulle infrastrutture tecnologiche. Noi ci stiamo provando”. “Wi-Move” si affianca alle iniziative già in atto (le 12 zone cittadine wi-fi, che diventeranno 17 con l’arrivo del 2012) e alle nuove disposizioni per i cosiddetti dehor dei pubblici esercizi. Entro il prossimo 15 novembre gli allestimenti esterni dei locali dovranno adeguarsi alle nuove regole dettate dal Comune. Tra queste, una norma riguarda da vicino gli internauti: i nuovi dehor dovranno fornire ai clienti l’accesso gratuito a internet wireless. Su questo fronte si stanno muovendo nuove idee. Palazzo Vecchio proporrà ai commercianti di individuare, tramite una gara pubblica, un gestore unico. In questo modo si abbatterebbero i costi per i locali, mentre gli utenti potrebbero accedere al servizio grazie a una password unica. Intanto, la notizia di una Firenze wi-fi varca i confini nazionali. Al progetto tutto gigliato si è interessato perfino il prestigioso settimanale tedesco Der Spiegel, che ha dedicato al sistema fiorentino un articolo. Sul suo sito web, naturalmente.

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siMone Pizzaiolo, 45 anni

costAnZA Studente, 22 anni

“Un’ora al giorno è poco”

“Procedure troppo difficili”

“Il servizio andrebbe esteso”

“Ho provato a collegarmi alla rete wi-fi in piazza, ma non ci sono riuscito. Secondo la mia opinione il sistema di registrazione è troppo complicato, soprattutto per chi non ha troppa dimestichezza con le nuove tecnologie. Bisognerebbe ripensarlo. Per il resto penso che sia una buona opportunità per i cittadini”

“Un’ora al giorno è veramente poco. Dovrebbero estendere il servizio per più tempo. Comunque portare internet wi-fi nelle piazze e sulla tramvia è una buona iniziativa: ormai tutte le grandi città europee si stanno dotando di reti wireless aperte ai cittadini, e non vedo perché Firenze dovrebbe essere da meno”

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“Non ci siamo mai collegate alla rete wi-fi nelle piazze, ma pensiamo che un’ora al giorno sia troppo poco. Vista l’alta diffusione di internet e lo sviluppo tecnologico bisognerebbe dare la possibilità di navigare gratuitamente per maggior tempo. Si dovrebbe fare molto di più”

E AL N O SI FES TE O N R E P ME N TA TA IO AZ PLE TUI M M RA OR INF CO G


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focus

Marzo 2011

ALtA vELOCItÀ/1. I lavori inizieranno con sei mesi di ritardo. Il termine era previsto a fine 2015

Tunnel, via agli scavi ad agosto Cinque anni di cantieri tra Campo di Marte e Castello, per sette chilometri di binari interrati e la megastazione Foster. Rossi e Moretti promettono di rispettare le scadenze Paola Ferri

U

n mistero chiamato Tav. Da quando i lavori preparatori per il tunnel sotterraneo dell’alta velocità ferroviaria sono cominciati, sull’intera vicenda sembra calato il silenzio. E dopo tanti annunci e tanti cortei che invocavano il passaggio in superficie o quantomeno una stazione diversa dalla mega-Foster, nessuno tra i cittadini sa più con certezza quale tipo di progetto si stia mettendo in pratica. Partiamo dalle realtà assodate. L’unico piano che ha tutte le autorizzazioni necessarie è quello che prevede il sottoattraversamento della città: un tunnel di 7 km, che comincerà a interrarsi a Campo di Marte per risorgere a Castello. Due i binari che scorreranno sotto terra, passando sotto la Fortezza (uno dei nodi più dolenti) fino ad arrivare all’area degli ex Macelli, in via Circondaria, dove dovrebbe nascere la tanto contestata Foster. E qui sorge un altro problema. Per la stazione firmata dall’archistar (comprensiva di 2 ettari e mezzo di galleria commerciale) non ci sono esattamente tutte le autorizzazioni: manca la Valutazione di impatto ambientale. O meglio, c’è chi dice che la Via già concessa è più che sufficiente (le Ferrovie) e chi sostiene che è vero il contrario (comitati e movimenti politici antiTav). Già, perché la superstazione interrata potrebbe interferire (e non poco) con la falda acquifera che si trova sotto la città. Ma torniamo agli elementi certi della vicenda. Di sicuro si sa che le “talpe” sono in arrivo. Anzi, la talpa, perché alla fine si è deciso di fare con una sola. Si comincerà dall’area di Campo di Marte, dove già si sta montando lo scivolo per accogliere la

potente scavatrice. Arriverà a giugno, a pezzi. Dovrà poi essere montata per entrare in funzione ad agosto, con circa sei mesi di ritardo sulla tabella di marcia iniziale. Un ritardo che farà slittare anche la chiusura dei cantieri, prevista inizialmente a fine 2015. E forse lievitare anche i costi, stimati in 1,7 miliardi di euro per cinque anni di cantieri. “Abbiamo fatto passi avanti – ha spiegato il presidente della Regione Enrico Rossi dopo il tanto sospirato incontro a tre con il sindaco Renzi e l’ad di Fs Mauro Moretti – c’è la volontà di accelerare i lavori e concluderli il prima possibile”. A questo scopo il governatore si è rivolto a Ministero dei trasporti,

Allo studio alcune soluzioni per fare più in fretta. A breve un vertice ad alta tecnologia Finmeccanica, Breda e a tutte le maggiori aziende del settore affinché mettano in campo la più alta tecnologia Made in Tuscany. Basterà? Intanto, entro la metà del mese è previsto un vertice sul tema, nel corso del quale tutti i soggetti presenteranno progetti e soluzioni. Entro tale data dovrebbe anche essere apposta la firma sul famoso protocollo di intesa tra enti locali e Ferrovie. Rossi e Renzi voleranno nuovamente a Roma con in mano un accordo aggiornato da sottoporre a Moretti. Sperando che sia la volta buona.

i cantieri Per la staZione

Foster

L’ACCORDO Renzi alza il tiro sulle opere di compensazione

navette e parcheggi nel “conto” In cima all’elenco la viabilità di collegamento tra il futuro scalo e Santa Maria Novella

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ai people mover ai parcheggi scambiatori, fino alle stazioni minori. È lunga la lista che il sindaco Renzi ha intenzione di presentare a Ferrovie. Insieme a un conto da 50 milioni. Se proprio il sottoattraversamento si deve fare (dopo quasi un anno e mezzo di battaglie anche il sindaco sembra essersi arreso all’idea), allora che Fs tiri fuori i soldi per le opere di compensazione. In cima all’elenco la viabilità di collegamento tra la Stazione Foster e Santa Maria Novella, aspetto su cui Renzi e Moretti si sono scontrati più di una volta. Scartata l’ipotesi renziana, che consisteva nel costruire la stazione dell’Alta velocità praticamente sotto quella centrale, il sindaco si è a lungo battuto per ottenere almeno dei “people mover”, altrimenti dette navette su rotaia, in grado di collegare il nuovo scalo a quello principale della città. Ma per ora

Moretti non ha ceduto. Da parte sua anche il sindaco tiene duro e mette in conto a Ferrovie una serie di altre opere, a partire dal sottopassaggio alla stazione di Campo di Marte, così da renderla accessibile anche da via Campo d’Arrigo, oltre che da via Mannelli, senza dover salire sulla passerella. Sul piatto anche la tappa di Peretola: la strada ferrata c’è già, ma la linea viene utilizzata solo per andare a pulire i convogli, mentre potrebbe comodamente servire l’aeroporto. Al pacchetto il sindaco vorrebbe aggiungere anche i 20 milioni spesi per la messa in sicurezza del Mugnone, nelle vicinanze del cantiere ex Macelli, opera indispensabile per Ferrovie, ma non per la città. Il braccio di ferro continuerà a Roma, quando sindaco, presidente della Regione e amministratore delegato di Fs si incontreranno di nuovo per /F.P. firmare il nuovo accordo.


focus

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ALtA vELOCItÀ/2. C’è chi dice no: i contrari non si arrendono. “Passare in superficie è possibile”

“la talpa si può ancora fermare” Secondo le stime ufficiali sono 277 gli edifici a rischio a causa della galleria, ma qualcuno parla di almeno duemila. E i primi danni sono già stati denunciati Francesca Puliti

D

uecentosettantasette edifici a rischio, di cui 44 storici e di particolare rilevanza artistica e architettonica. Non c’è solo la Fortezza da Basso tra gli immobili le cui fondamenta saranno messe alla prova dal tunnel sotterraneo dell’Alta velocità. Stando a sentire i comitati e i tecnici chiamati in causa da diversi esponenti politici dell’opposizione, i palazzi in pericolo sarebbero quasi dieci volte tanto. “Oltre duemila”, dichiara Tiziano Cardosi del comitato No Tav. L’area coinvolta è una striscia di terreno larga circa 350 metri lungo tutto il percorso del tunnel. “Calcoli fatti da tecnici indipendenti – dichiara la consigliera comunale Ornella De Zordo (Perunaltracittà) - dimostrano come in certi casi, in particolare nelle curve, il cosiddetto ‘volume perso’ sarà superiore al limite posto dall’Osservatorio, oltre il quale scatta il blocco dei lavori”. Si parla dell’1,8%, il che significa cedimenti in superficie pari a 15 cm. “Un disastro annunciato”, chiosa la consigliera. Eppure lo scorso 20 gennaio il Tar ha respinto un ricorso presentato da un gruppo di cittadini ritenendo “infondate e inammissibili le motivazio-

ni”, come è emerso da una recente interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Francesco Bosi (Udc). Ma, stando così le cose, bloccare il tunnel è ancora possibile? Secondo Mario Razzanelli (Lega Nord) sì, “la politica può tutto”. Solo che, se si stoppassero i lavori, al Comune di Firenze piomberebbero sulle spalle sonore penali da pagare. “Quella delle penali – ribatte Razzanelli – è una presa in giro. Facendo passare la Tav in superficie si risparmierebbero centinaia di migliaia di euro. Penali o non penali”. C’è poi un altro problemino nello scavare. Dove si smaltisce il materiale di scarto? Parliamo di 3 milioni di metri cubi, come minimo, da considerare non come semplice materiale di scavo, ma come rifiuti. Al momento c’è solo un’autorizzazione per il conferimento di metà dei volumi all’impianto di Santa Barbara, per l’altra metà non è ancora stato predisposto niente. Avvolti nella nebbia anche i dati sull’inquinamento ambientale provocato dai cantieri, che avrebbero dovuti essere resi pubblici dall’Osservatorio ambientale, che però non aggiorna il proprio sito web da mesi. Eppure i primi danni sono già stati denunciati, come

i lavori della

tav

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caMPo

di

Marte

alcuni allagamenti di locali seminterrati in zona Castello. E riguardano edifici che non compaiono nell’elenco di quelli monitorati dall’Osservatorio. Per non parlare delle proteste contro polvere e rumore di chi vive nei paraggi dei due principali

cantieri. Per tamponare la situazione sono state issate barriere più alte, ma il dubbio tra i cittadini resta: quello di ritrovarsi un giorno con le crepe nei muri o disagi ben peggiori, e doversi chiedere, ancora una volta, “ma chi ce lo doveva dire?”.

ZOOM Va avanti il ricorso intentato da 130 cittadini contro Fs. Manifestazione annunciata per questo mese

due sportelli per saperne di più. e quello del comitato diventa “itinerante”

U

n piano di comunicazione da 2 milioni di euro. Se le Fs lasciano all’oscuro i cittadini sull’andamento dei lavori dell’Alta velocità, ci pensa la Regione a stilare le linee dell’informazione. E lo fa pagare a Moretti. O meglio, così vorrebbe. L’ultima volta che i vertici si sono incontrati, infatti, l’ad di Ferrovie ha concesso a Rossi “solo” 1 milione e 200mila euro, specificando che in quella cifra sarebbero dovute rientrare le spese per gli ulteriori accorgimenti in merito a salute, ambiente e, infine, anche comunicazione. La Regione dovrà ancora una volta tirare i cordoni della borsa e razio-

nalizzare il più possibile le risorse per mettere in piedi la rete di infopoint che aveva in programma. O rassegnarsi a fare con quelli già esistenti, magari facendoli conoscere di più. Attualmente gli sportelli in grado di chiarire dubbi e fornire informazioni utili sull’Alta velocità sono due: l’Osservatorio ambientale, con sede a Santa Maria Novella, e l’Ufficio Nodo, in via Mannelli. Qui è possibile trovare studi, testimoniali di stato e aggiornamenti in tempo reale. “Attualmente sono più conosciuti gli sportelli attivati autonomamente dai cittadini – dichiara il consigliere regionale Mauro Romanelli

(Sel-Verdi) – di quelli promossi dalle amministrazioni”. Un altro punto d’informazione, infatti, è stato attivato dal Comitato No Tav in piazza Baldinucci. E presto si sposterà a giro per la città: “organizzeremo una serie di infopoint – fanno sapere dal comitato – per prendere in giro il piano della Regione”. Annunciata per questo mese anche una manifestazione in zona ex Macelli. Nel frattempo va avanti il ricorso intentato (e autofinanziato) dai cittadini contro i danni già preannunciati da Ferrovie: i ricorrenti sostenuti e assistiti dal /F.P. comitato sono 130. Per ora.

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consumi

Marzo 2011

L’INtERvIstA. A tu per tu con il presidente di Mukki, Lorenzo Marchionni

dopo la via del vino, quella del latte Un percorso nel Mugello, con tanto di segnaletica ad hoc, alla scoperta di ventisette stalle, per visitare gli allevamenti e gustare il prodotto: è una delle novità annunciate per le prossime settimane. Impegno sempre maggiore per quanto riguarda la tracciabilità Gianni Carpini

O

ttomila punti vendita riforniti ogni giorno in tutta la Toscana, tra piccola e grande distribuzione. Centottanta dipendenti, 600 lavoratori se si considera l’intero indotto. Sessanta stalle distribuite tra Mugello, Maremma, Siena e Pisa. Sono questi i numeri di Mukki, un “gigante” nella produzione di latte e dei suoi derivati. Con il presidente Lorenzo Marchionni abbiamo parlato dell’importanza di questo alimento e della sua tracciabilità. I fiorentini bevono latte? Come scelgono il prodotto da comprare? I fiorentini bevono latte e lo fanno spesso. Oggi il consumatore chiede che sia chiara la provenienza e la qualità, oltre ad acquistare una gamma di prodotti per specifiche esigenze, i cosiddetti “latti speciali”, come quello ad alta digeribilità o con l’addizione di omega 3. A quali controlli viene sottoposto il latte Mukki? Del nostro latte sappiamo tutto. Le analisi approfondite a cui lo sottoponiamo ci dicono come vengono trattate le nostre “ragazze”, le nostre mucche da latte. Le stalle, legate da un contratto di conferimento con Mukki, hanno tutto l’interesse a produrre latte di qualità, in quanto vengono pagate in base alle caratteristiche del prodotto. Il consumatore sta attento alla provenienza del latte? Qual è l’impegno di Mukki in questo campo? Mukki è un’azienda privilegiata, la tracciabilità è un valore che ci appartiene da decenni. Recentemente abbiamo valorizzato la nostra “Selezione Mugello”: latte di alta qualità che proviene da 27 stalle, tutte

in provincia di Firenze. Mukki conosce da vicino tutti gli allevatori, il massimo della tracciabilità. Questa linea sarà sempre più “una selezione della selezione”: delle 27 stalle noi sceglieremo ogni giorno il latte migliore. Inoltre, anche i consumatori potranno scoprire questa “via del latte”. In che modo? Da aprile sarà possibile andare nel Mugello e trovare, grazie a una segnaletica creata ad hoc, le 27 stalle della “Selezione Mugello”. Si tratta di un percorso che si snoda tra l’alto e il basso Mugello, da Borgo San Lorenzo a Firenzuola. I consumatori potranno visitare gli allevamenti, su appuntamento, e in alcuni casi degustare il prodotto. Qual è l’obiettivo di questo “progetto Mugello”? Creiamo valore aggiunto sul territorio, facendo conoscere non solo il latte, ma anche gli altri prodotti del Mugello e le bellezze della zona. Il consumatore che beve il nostro latte, uno dei migliori sul mercato, fa sì che possano continuare a esistere allevamenti di mucche in Mugello, come nel resto della Toscana. Ultimamente si è parlato del processo che porterà a una privatizzazione di Mukki, azienda partecipata da vari enti pubblici tra cui i Comuni di Firenze e Pistoia. Gli attuali soci hanno individuato un percorso, iniziato nel 2009 con l’aumento del capitale e l’entrata di Fidi Toscana e Camera di commercio. La vendita delle quote pubbliche non avverrà in tempi brevi. I soci hanno sottoscritto un impegno che, per il 2011, non prevede alcun avvio della procedura di privatizzazione.

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IN LIBRERIA. Il sindaco ha dato alle stampe un volume in cui dice la sua sulla politica italiana

Adesso tutti “fuori!”. Parola di renzi Un fiume in piena di duecento pagine, nelle quali il primo cittadino,

IL PERsONAGGIO

con una nonchalance che ha maturato negli anni, parla della sua Firenze

l’artista dei segnali e l’omino scomparso

e della volontà di “rottamare” chi siede sulle poltrone del potere da più di 25 anni. “Adesso tocca a noi - scrive - ridare fiato al Pd e slancio all’Italia” Caterina Gentileschi

I

l faccione che riempie la copertina ha un vago (e modaiolo) sapore statunitense. Sguardo strafottente, niente cravatta, camicia appena aperta e un punto esclamativo che la dice lunga. Per l’occasione si è tolto pure quel ciuffo che lo faceva un po’ troppo bravo ragazzo di provincia. Si intitola “Fuori!” ed è edita da Rizzoli l’ultima fatica letteraria del sindaco di Firenze, Matteo Renzi (il rampollo del Pd non è nuovo di penna e calamaio, aveva già scritto “Tra De gasperi e gli U2” e “Ma le giubbe rosse non uccisero Aldo Moro. La politica spiegata a mio fratello”, quest’ultimo scritto a quattro mani con Lapo Pistelli, suo avversario politico alle primarie) che ha messo nero su bianco tutto quello che del bel paese proprio non gli va giù, condito da belle speranze, aspettative e buone intenzioni. Soprattutto buone intenzioni. Non risparmia critiche a nessuno: le canta a tutti ai suoi avversari politici e ai suoi compagni di partito, a chi fa la vittima del sistema e a chi “senza Berlusconi non andrebbe da nessuna parte perchè invece di fare qualcosa di produttivo per il Paese passa le sue giornate a tentare di demolire il presidente del consiglio”. “Il primo cittadino più amato d’Italia” (appellativo che Renzi si è guadagnato grazie ad un sondaggio del Sole 24 ore che lo vede al primo posto nella classifica dei sindaci italiani), si è tolto qualche sassolino dalla scarpa e dopo aver annunciato nella convention fiorentina dello scorso novembre la volontà di “rottamare” tutti quei politici che a suo dire si fanno da troppo tempo portavoci del bel paese, Renzi ribadisce il concetto nelle duecentotto pagine che si fanno manifesto del suo pensiero, delle sue attitudini e della sua irrefrenabile voglia di cambiare le cose. A modo suo. “Molte volte mi sono chiesto se avessi fatto bene ad usare un termine forte come rottamazione - spiega Renzi poi mi sono dato una risposta: la rottamazione deriva dal senso di nausea causato da chi è sulla stessa poltrona da 25 anni”. La presentazione in anteprima si è svolta al Palacongressi, sullo stesso palco dal quale lanciò il guanto di sfida ai suoi rivali, annunciando ufficialmente la sua candidatura a sindaco di Firenze. Stavolta lo sguardo è meno tirato, le movenze più disinvolte, quasi da showman. E mentre affronta una serie di date in giro per lo stivale per presentare il volume in teatri, musei e librerie, sulla quarta di copertina i più zelanti potranno già leggere: “Contro i soliti noti, contro tromboni e trombati, contro una classe politica che ha già sprecato la propria opportunità di cambiare le cose”. Il racconto in prima persona di chi guarda con orgoglio al

la coPertina del liBro

passato delle sua città, e pensa in grande al futuro, riflesso negli occhi dei bambini delle scuole che incontra ogni martedì (i disegni dei quali porterà con sè in tutte le date del tour promozionale del libro, ndr). “Adesso tocca a noi” scrive “ridare fiato al Pd, ma soprattutto ridare slancio all’Italia”.

LA MOstRA. 16 installazioni di autori internazionali che sfidano la forza di gravità

Sculture sospese negli spazi di ex3 S

ospensione, questa è la parole d’ordine di “Suspense. Sculture sospese”, fino all’8 maggio al Centro per l’arte contemporanea Ex3. Le opere in mostra sono una selezione accorta di 16 lavori che poco hanno a che vedere con quello che abitualmente viene definito scultura. Niente marmi e bronzi, addio basamenti, la mostra che dà il benvenuto al nuovo anno del contenitore fiorentino votato al contemporaneo è una sfida alla forza di gravità, che i due curatori Arabella Natalini e Lorenzo Giusti hanno calibrato scegliendo le installazioni di artisti internazionali che hanno lavorato alacremente al concetto di sospensione. Con il termine “sospeso” si indicano alcuni lavori tridimensionali, in massima parte non poggianti a terra, nei quali si privilegia il vuoto alla massa, la leggerezza al peso, il movimento alla stabilità. Quello che si vuole approfondire è un fenomeno diffuso la cui origine si può fare risalire ad alcuni esempi della tradizione avanguardista, dal costruttivismo al surrealismo, ed in particolare ai mobiles di Calder. “E’ una ricerca che portavamo avanti da tempo,

studiando le evoluzioni della scultura – spiega Natalini -. Il risultato è una mostra in cui la sospensione non rappresenta una categoria ma un dispositivo, che alcuni artisti utilizzano più frequentemente, altri in maniera più occasionale”. Opere diverse per materiali, tecniche e poetica, ma legate dal file rouge della “sospensione fisica, attraverso cavi, grovigli e elementi di esilità”. Dalla poesia dei parallelepipedi vegetali di Claire Morgan, al microcosmo sotto vetro di Tomas Saraceno fino ai volatili di cemento di Hèctor Zamora che si librano “leggerissimi” nel foyer. “Siamo molto soddisfatti – ha detto il presidente di Ex3 Andrea Tanini – lo scorso anno il centro è arrivato a quota 400mila euro, ricavi sufficienti per pareggiare i costi”. Interessante l’iniziativa “Caffè sospeso” lanciata dallo sponsor Caffè Corsini, che strizza l’occhio all’abitudine di lasciare un caffè pagato per chi non può permetterselo e radicata soprattutto al sud del paese, che permetterà di donare 50 centesimi di euro all’associazione italiana tumori /C.G. per ogni caffè pagato al rinnovato Ex3 Contemporary cafè.

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rriva dal mare tempestoso della Bretagna e ha fatto della street-art la sua missione. E’ Abraham Clet, in arte Clet, che da qualche tempo sorprende i fiorentini trasformando i segnali stradali in originali opere d’arte. La sua giustificazione? “A Firenze ci sono due tipi di street-art: il Rinascimento e i cartelli stradali. Ma mentre il Rinascimento compone la città, i cartelli stradali la invadono. Ed è per questo che io mi permetto di intervenirci”. Dove pensa stia il confine tra street-art e atto vandalico? Intanto vorrei sottolineare come il concetto di street-art non sia una novità, anzi: anche il David di Michelangelo può essere definito un’opera di street-art. Detto questo, se la prerogativa è creare, costruire e non distruggere allora si può parlare di arte, altrimenti parliamo di vandalismo. Cosa pensa dei numerosi divieti che la città impone agli street-artist e alla sua generale chiusura all’arte contemporanea? Chi ha dei privilegi come sempre cerca di tenerseli. Ma in questo modo rinuncia alla naturale evoluzione di ogni cosa. L’esposizione dell’opera “For the Love of God” di Hirst in Palazzo Vecchio è stato una bella iniziativa, ma rimarrà sterile se non se ne progetteranno altre che riguardino prima di tutto i fiorentini e Firenze. Hirst in Palazzo Vecchio e gli artisti fiorentini in periferia? E’ paradossale. L’opera più discussa di Clet è L’uomo comune. Posizionata dallo stesso artista su Ponte alle Grazie e poi rimossa dagli operai del Comune, è la scultura stilizzata di un uomo che, con un piede sospeso sul fiume, sta per compiere un passo rischioso. Per riposizionare la sua scultura sul ponte è stata organizzata una raccolta firme. Sì. E la cosa mi rende molto felice. E’ la risposta migliore che si potesse dare alla sua rimozione. Il mio scopo è comunicare con il pubblico e se la petizione è nata dal pubblico ciò non può che rendermi felice. La mia arte nasce per essere capita da tutti e questa è la conferma che effettivamente è così. Qual era il messaggio nella sua concezione originaria? L’uomo comune è ognuno di noi. E il passo che fa è uno stimolo al dinamismo, all’andare avanti. Sotto c’è il fiume, il baratro o forse una strada ancora da tracciare. Lui sta lì, fermo in un passo che non compirà mai. Sta ad ognuno di noi terminare l’opera e decidere se cadere nel fiume o continuare a camminare. Guarda foto e video su www.ilreporter.it /Costanza Focardi


cultura

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L’INtERvIstA. L’attrice, famosa per il ruolo interpretato ne Il Ciclone, debutta nella pellicola di Neri Parenti

la più “Selvaggia” degli Amici miei Giulia Brestolani

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tiamo per rivederla al cinema in un film che esalta il suo spirito toscano. Barbara Enrichi, nota a tutti per essere stata la sorellina “Selvaggia” di Pieraccioni ne Il Ciclone, ora torna sul grande schermo con “Amici miei…come tutto ebbe inizio”. “Nel film sono Margarita, una donna molto energica della Firenze del 1490, proprietaria della locanda da cui partono le “zingarate” dei cinque… un ruolo bellissimo con sfumature comiche e un finale drammatico.” La regia di Neri Parenti, un cast fenomenale e il marchio di Amici miei: il film si preannuncia un successo… Sì, è un grande onore e una grande soddisfazione per me farne parte. Non ho fatto neanche il provino, Neri mi disse che aveva pensato proprio a me per il ruolo di Margarita. Mi chiese di leggere la sceneggiatura e dirgli se avrei fatto parte del gruppo… Ovviamente volevo dirgli subito sì, senza neanche aver letto un rigo, ma poi ho aspettato giusto un po’ per farmi desiderare… Fino a oggi il pubblico ti ricorda come Selvaggia, sei affezionata a

questo personaggio? A Selvaggia associo un grande divertimento. E’ un personaggio diverso, in tutti i sensi, l’ho interpretato con molta passione e l’ho preparato a lungo. Guardavo i comportamenti e gli atteggiamenti dei gay e mi sono informata il più possibile. Ma non c’è un personaggio a cui sono affezionata più degli altri, sono tutti belli e vanno fatti vivere tutti, anche quelli più piccoli. Il cinema, e in generale il mestiere dell’attore, è più talento o studio? Indubbiamente il talento è necessario, ma lo studio è fondamentale. Ci vuole tempo, costanza, determinazione e tanto, tanto studio. Oggi tutti vogliono fare l’attore, perché sembra che basti partecipare a un reality per diventarlo, ma non è così: è un mestiere difficile, uno dei più difficili del mondo. Raccontaci come hai iniziato… Quasi per caso. Il comune di Tavarnelle aveva organizzato un laboratorio teatrale tenuto da Ugo Chiti e decisi di partecipare. Ho avuto la fortuna di imbattermi in un grande maestro, di imparare quest’arte da un vero profes-

sionista. Era il 1983 e da lì in poi ho sempre continuato. Per questo adesso organizzo seminari di recitazione in collaborazione con i comuni, perché io ho cominciato proprio grazie a un’occasione del genere. Non solo attrice, ma anche insegnante di recitazione. A chi sono rivolti questi seminari? A chiunque voglia cimentarsi con la recitazione cinematografica, dai principianti agli attori esperti. In particolare, i seminari vertono sui provini: spesso infatti ci sono attori molto bravi che però non sanno affrontare un provino su parte. Per costruire un personaggio a partire da uno stralcio non si può improvvisare, ma bisogna saper leggere nel testo tutti quegli elementi che lo contraddistinguono. A fine mese terrò un corso breve serale in collaborazione col comune di Pontassieve su questi temi, mentre il 9 e 10 aprile sarò alla biblioteca comunale di Signa per uno stage formativo di un fine settimana. Quali progetti hai in serbo per il futuro? Ultimamente mi sto confrontando con

BarBara enricHi

la regia e ho girato un documentario sul Vittorio Veneto Film Festival di cinema internazionale per ragazzi a cui quest’anno parteciperò con lezioni di recitazione cinematografica. Inoltre

c’è una novità per i fan. Ho appena realizzato la mia applicazione per iPhone che si può scaricare semplicemente digitando il mio nome su Apple Store. Info: stage@barbaraenrichi.it

IL FILM. In vendita il lungometraggio firmato da Tessa Bernardi, con Paci e De Pin

dieci ragazze e un gruppo di toscanacci D

la locandina del FilM

opo il successo delle anteprime al cinema, “10 Ragazze”, il film di Tessa Bernardi, con Alessandro Paci, Cristina De Pin, Graziano Salvadori, Alessio Nonfanti, Carlo Monni e Sergio Forconi, dall’8 marzo è disponibile per la vendita. Una pellicola “pulita”, con una comicità dal gusto quasi retrò, in cui, senza quelle volgarità a cui il cinema ci ha abituati ormai da tempo, si riesce ugualmente a ridere di gusto. Il film racconta l’avventura di due comici falliti (Paci e Nonfanti) che si inventano un finto reality show e con questa scusa conducono, attraverso la Toscana dei piccoli paesi e delle sagre, dieci giovani modelle che aspirano alla

popolarità televisiva. Le ragazze credono alla storia raccontata dai due, che si inventano giorno per giorno confessionali, finte dirette, ospiti inesistenti, finché la notizia che nella campagna toscana si sta svolgendo una nuova e rivoluzionaria trasmissione inizia a diffondersi anche a mezzo stampa, regalando un finale vivace, ricco di patos ed inaspettatamente romantico. Una commedia on the road piena di gag e colpi di scena, in cui si gioca con il genere più in voga del momento: il reality. Fra le interpreti femminili spicca su tutte la già celebre Cristina De Pin, protagonista principale del film, insieme a Paci e Nonfanti. “Nonostante fosse la mia pri-

ma vera esperienza cinematografica (preceduta solo dal cortometraggio “All’inferno ci vado in Porsche”, ndr), - racconta Cristina - mi sono sentita veramente a mio agio sul set. Probabilmente perché avevo già lavorato con gran parte degli attori del cast ed inoltre le riprese si sono svolte nella campagna toscana”. Sarà forse per questo, o magari per una naturale predisposizione alla recitazione; fatto è che la De Pin, già affermata modella, playmate ed anche conduttrice televisiva di un talk show su Rtv38, dove ogni giovedì riscuote un personale e crescente successo, davanti alla macchina da presa risulta /I.B. comunicativa, spigliata e disinvolta.

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FIORENtINA. Michele Camporese ha lasciato tutti basiti per sicurezza e tecnica

Il talento che non è più “Primavera” Gioca da veterano, si è conquistato un posto da titolare nella formazione di Mihajlovic e c’è già chi se lo immagina in Nazionale, magari in coppia con Ranocchia. Uno dei migliori prodotti del vivaio degli ultimi 20 anni

MicHele caMPorese

Cristina Guerri

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na vita da predestinato. Si può riassumere così la giovane carriera di Michele Camporese (classe’92), il nuovo gioiellino cresciuto nella ‘cantera’ della Fiorentina. Che nel suo piccolo può vantare la vittoria (da capitano) dello scudetto “Allievi” e la partecipazione al Mondiale Under17 (dove ha segnato pure un gol). Se n’era accorto fin dal ritiro di Cortina Sinisa Mihajlovic, colpito dallo stile e dalle capacità difensive che hanno portato il tecnico serbo a convincersi di avere tra le mani una sorta di nuovo Aldair. Mai Comporese si sarebbe aspettato di entrare in così poco tempo nelle dinamiche della Fiorentina. E quando è stato chiamato in causa, l’esito delle sue prestazioni è stato sempre più che positivo.

Buona la sua prima in campionato nel secondo tempo di Milan-Fiorentina, dove il difensore ha vinto la sua personale battaglia con Ibrahimovic. Poi è stato tutto un crescendo. Nella trasferta di Torino contro la Juventus viene schierato titolare per la prima volta. E anche in quella occasione, il giudizio su di lui è stato unanime: promosso a pieni voti. Per il reparto arretrato Camporese diventa sempre più indispensabile, e la sua prestazione contro il Palermo, fino a qui, è stata sicuramente la più importante. Il suo gol, quello del momentaneo 2-2, ha dato il via al predominio della Fiorentina sui rosanero (la partita terminerà infatti 4-2 per i viola). Più sfortunata, invece, la prestazione contro l’Inter, dove il giovane pisano è stato il protagonista del primo gol dell’Inter, deviando nella propria porta la sfera calciata da Samuel Eto’o. Errori, vista la poca esperienza, che serviranno a fare crescere il ragazzo in termini di men-

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talità e furbizia. Di lui, intanto, ne parlato tutti. Anche il c.t. dell’Under 21, Ciro Ferrara, che ha fatto di Camporese un titolare inamovibile del gruppo azzurro: “Siamo di fronte a un ragazzo del 1992, non è facile avere il coraggio di schierarlo in campo in serie A. Di questo ne va dato atto a Mihajlovic, il primo a credere in lui. Lavorando a fianco dei grandi giocatori che giocano nella Fiorentina, Michele potrà solo migliorare. Anche il fatto di essersi inserito alla perfezione all’interno dello spogliatoio è un buon punto di partenza. Le sue qualità sono indubbie. L’importante è che Michele resti con i piedi per terra; l’errore che potrebbe commettere, data la giovane età, è che pensasse di essere già arrivato”. “Questo Camporese -afferma invece Arrigo Sacchi- sa giocare a calcio. Mi ha colpito in termini di personalità e freddezza”. Se son rose, come si dice in gergo, fioriranno.


sport

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tIFOsI. Dopo 33 anni si dissolve una delle realtà più importanti della Fiesole

viviano: Senza Cav, curva più vuota Cristina Guerri

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opo 33 anni di glorioso tifo il Collettivo Autonomo Viola si è sciolto. Non c’è dubbio che la scelta di Sartoni&Co rivoluzionerà le dinamiche dell’intera curva. A questo punto

la gestione della Curva potrebbe essere presa in mano dal Parterre,Marasma, o il Gruppo Fiorenza. Intanto è giusto andare a ritroso nel tempo e ricordare alcuni passaggi fondamentali del CAV. A partire dalla sua nascita. Nacque nella primavera del 1978, quando alcuni soci degli ‘Ultras Viola’ espressero la loro insoddisfazione per come veniva

Una scelta che lascerà il segno. Il gruppo che nelle ultime stagioni ha fatto la storia del “dodicesimo uomo” si è sciolto

gestito il gruppo, e insieme ad altri ragazzi di altre provenienze decisero di fondare il Collettivo Autonomo Viola (Autonomo deriva dal fatto che il Collettivo non era iscritto al Coordinamento dei club, e questo “status” penalizzava non poco in quegli anni). Non fu dunque un inizio facile per il club, che che venne emarginato dagli altri occupanti della Fiesole e si trovava spesso in disaccordo con gli ‘ULTRAS’. Il primo simbolo fu un giglio e un leone che esibiva la linguaccia, e il primo striscione venne esposto nella trasferta col Verona. L’impegno del CAV comincia a concretizzarsi in concomitanza dell’arrivo dei Pontello alla presidenza della squadra. Dopo anni di grigiore, la Fiorentina poteva finalmente tornare a lottare per qualcosa di importante. Nonostante le buone premesse, tuttavia la squadra continua a deludere, e nella trasferta di Roma datata 1983, e gli ‘ULTRAS’ (gruppo leader della Fiesole) si sciolgono, lasciando così un vuoto di potere nella Curva. Ne approfitta il Collettivo, forte di nuovi innesti (come l’ALCOOL CAMPI e alcuni ragazzi dell’Isolotto). Da qui fino ai giorni nostri Il Collettivo ha guidato con egemonia la curva Fiesole, regalando soprattutto coreografie spettacolari (in specie nelle partite contro la Juventus) e cori indimenticabili (come quelli rivolti all’idolo incontrastato, Gabriel Omar Batistuta). Ne parla con rammarico l’ex viola Francesco Flachi: “Da fiorentino e tifoso viola sono profondamente dispiaciuto per questa decisione. Il CAV è stato per tanti anni

uno dei gruppi più importanti della Fiesole, e uno dei più conosciuti gruppi ultras a livello italiano. La loro assenza in curva non passerà inosservata e mi auguro che questa scelta non influisca sul sostegno che la curva Fiesole ogni domenica garantisce alla Fiorentina”.

Gli fa eco Emiliano Viviano, portiere del Bologna e della Nazionale di Cesare Prandelli. “Il Collettivo ha dato tanto in tutti questi anni. E’ stato il punto di riferimento delle tifoserie di tutta Italia. Senza l’’Indianino’ la Fiesole sembrerà sicuramente più vuota”.

FOCUS Nuovo capitolo nella vicenda-Fenomeno

Mutu è tornato in gruppo

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volte ritornano. E quando a tornare è Adrian Mutu, il domani diventa sicuramente più roseo. Per la Fiorentina, naturalmente. Partiamo dal fatto che le azioni fuori dal campo del rumeno sono assolutamente da stigmatizzare. Ma quando il numero dieci viola sveste i panni del ragazzo dissoluto e mette su la maglia viola, tutto cambia. Cambia il modulo, in primis. Ma soprattutto il volto della Fiorentina. Che ne guadagna in personalità, classe e fantasia. E quest’anno, purtroppo, lo abbiamo potuto ammirare solo poche volte. La squalifica per subutramina lo ha tenuto fuori dai giochi fino a fine ottobre. Poi il tempo di segnare il primo gol stagionale contro il Cagliari, in casa, e Mutu è diventato di nuovo un caso. Il rumeno abbandona in anticipo la cena organizzata dalla società per gli sponsor, ma la goccia che fa tra-

boccare il vaso arriva alla vigilia della trasferta col Bologna (lascia lo stadio prima di svolgere l’allenamento). La dirigenza viola non ha altre soluzioni se non quella di metterlo ai margini della squadra. Giorni tristi, fatti di allenamenti in solitaria e tanti pensieri. Che hanno portato l’attaccante a chiedere scusa a tutti. “Non lo faccio più”, questo il succo della conferenza stampa indetta da Mutu, pentito dal non aver dato il suo importante apporto a compagni e mister. Adesso, col suo ritorno, sarà tutta un’altra storia, ancora da scrivere. C’è una cosa che è già stata scritta: per fare a meno di Adrian Mutu, un fuoriclesse, la Fiorentina dovrà fare un miracolo sul mercato. Pantaleo Corvino sarà impegnato in un super lavoro se la società lo vorrà cedere. Di giocatori come il rumeno, in campo, ce ne sono po/C.G. chi, molto pochi.


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sport nel comune

Marzo 2011

Calcio. La squadra sta vivendo una delle stagioni più difficili dell’era Alessio Dori

La Fortis si può salvare: il gioco c’è Carlo Marrone

Con il Perugia e l’Arezzo il campionato è diventato notevolmente più competitivo:

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tutte le compagini si sono rafforzate. La società biancoverde, nonostante questo, spera nel miracolo salvezza. Marco Osio sta dimostrando di poterla conquistare lo di difficoltà si è alzato ulteriormente. Crede che la sua società abbia fatto tutto il necessario? Abbiamo fatto più di quello che potevamo permetterci, siamo arrivati al limite delle nostre forze. All’inizio del campionato vi eravate posti degli obiettivi. Quali erano quelli di allora e quali sono quelli attuali? All’inizio di questa stagione avevamo studiato una squadra che potesse raggiungere la salvezza, ora l’obiettivo sono i play out. Nel mercato di gennaio vi siete rinforzati? Abbiamo fatto una vera e propria rivoluzione cambiando più di dieci giocatori. Ci fa qualche nome? Tra i nuovi ci sono Roma, Foglia e Cipolla. C’è stato anche un cambio di panchina? Siamo passati da Galbiati a Marco Osio, una scelta arrivata dopo una serie di risultati negativi e nel calcio quando non arrivano i risultati il primo a pagare è l’allenatore. Crede nella salvezza? Ci crediamo tutti soprattutto i giocatori, ripeto nelle ultime partite c’è stato un cambiamento in positivo, speriamo di proseguire su questa strada. Cosa si aspetta da questo finale di campionato? Mi aspetto un finale brillante da parte della Fortis che ci permetta di arrivare almeno ai play-out.

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n campionato con delle aspettative diverse, una squadra studiata per la salvezza, quello della Fortis Juventus non è un buon momento. Il campionato nazionale dilettanti si fa più duro, le società mugellana non tira i remi in barca e si candida per i play out. I punti conquistati sono pochi e la situazione della classifica non promette bene. Cambio di panchina che vede Marco Osio come nuovo allenatore e squadra rivoluzionata con una decina d’innesti. Tutto fa presagire a un finale di stagione scalpitante nel quale la squadra di Borgo darà filo da torcere alle avversarie. Nelle parole del Presidente Alessio Dori il racconto di questo campionato e le prospettive per la prossima annata. Presidente, pochi punti conquistati, penultima posizione in classifica: cosa sta succedendo? Non riusciamo a sfruttare al 100% le nostre potenzialità, le nostre forze, la squadra c’è, in diverse partite abbiamo espresso un bel gioco mettendo in difficoltà le avversarie ma alla fine i punti non arrivano”. Qual è punto debole della Fortis Juventus? Non parlerei di punto debole, nelle ultime partite ne abbiamo vinte due su quattro, mi auguro che possa essere un buon punto di partenza per un’inversione di marcia. Come definisce il vostro campionato? Molto, molto difficile. Rispetto agli anni scorsi le squadre hanno rafforzato le proprie rose. Con l’iscrizione in questo campionato di società come il Perugia e l’Arezzo il livel-


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PALLANuOtO. Cambio sulla panchina della Rari: torna Tempestini

dusan Popovic è stato esonerato Simone Spadaro

tENNIs. Il trionfo di Pippi e Virgili

Una fiorentina si aggiudica il Trofeo “rifugio Sport”

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ambio in corsa per la Rari Nantes Florentia. La crisi di risultati all’inizio del girone di ritorno ha pesato molto sul destino di Dusan Popovic che è stato esonerato. Per non creare troppe complicazioni la società fiorentina ha scelto una soluzione interna richiamando in panchina Riccardo Tempestini. La Florentia, quinta e qualificata per la Coppa Len l’anno scorso, aveva iniziato positivamente la stagione centrando la Final Four di Coppa Italia e superando i primi due turni del torneo continentale, salvo poi fermarsi contro i rumeni dell’Oradea. Da allora, era dicembre, la squadra ha vissuto un’involuzione con crisi di risultati e di gioco. La mancanza di Boris Popovic a centrovasca, fermo per problemi fisici, ha ulteriormente peggiorato una situazione che Dusan Popovic non è riuscito a gestire. “Una scelta – ha spiegato subito il Presidente Pieri – che deriva dalla crisi di risultati, mancanza di grinta e di carattere. In alcune partite poteva starci anche la sconfitta, in altre no. La scossa non poteva che essere il cambio di allenatore con Riccardo Tempestini che sarà a bordo vasca fino al termine di questa stagione. Ringraziamo Dusan Popovic per il lavoro svolto con impegno e dedizione – conclude il presidente Pieri – anche perché nel corso del suo incarico ha contribuito in modo importante a far emergere giovani interessanti e indispensabili al

sport

Marzo 2011

lexia Virgili è promossa come B2: bella e brava. Infatti il versiliese Luca Pippi e la stessa fiorentina Alexia Virgili sono i vincitori dei XXXIII Campionati Toscani Assoluti di tennis – Trofeo “Il Rifugio Sport”, la grande rassegna regionale che si è recentemente conclusa sui campi indoor del Match Ball dopo 16 giorni di gare che hanno visto la partecipazione di ben 503 atleti. Dopo i successi di Davide Bramanti (2009) e Andrea Turini (2010), un altro tennista della Versilia iscrive il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione. Luca Pippi, 20 anni, ex allievo del centro tecnico federale di Tirrenia ora tesserato per il Tc Italia Forte dei Marmi,

futuro della società”. Popovic è stato lasciato libero anche se, probabilmente, è sua intenzione tornare in Serbia. “Sono cose che capitano” è il primo commento dell’ex allenatore biancorosso. “Volevano dare una scossa alla squadra e sono stato esonerato. Ci sono dei problemi da risolvere – aggiunge amaro Popovic – ed ho pagato io. Sono tranquillo. Ho sempre dato il massimo e, per un allenatore, sono situazioni che capitano”. Per Tempestini è un ritorno alla guida della squadra che ha già allenato dalla stagione 1994/95 fino alla stagione 2004/2005 sfiorando per due volte lo scudetto e

vincendo una Coppa delle Coppe. “Una scelta fatta per la Rari. Mi considero un traghettatore – spiega Tempestini – e confesso che, anche da un punto di vista etico e morale mi trovo un po’ a disagio. Prima allenatore di Dusan poi nel Consiglio direttivo e, adesso, di nuovo in panchina. Non è stato facile accettare. La squadra la conosco ma mi devo ancora rendere conto, per bene, delle problematiche che stanno alla base degli scarsi risultati di quest’ultimo periodo. Il mio primo impegno sarà quello di cercare di trasformare l’impegno in grinta e risultati”.

Alexia ha dimostrato di lottare come una leonessa ha sconfitto nella finale del torneo Open il nostro Elia Grossi, maestro al Time Out che gioca per il Ct Alessandria, al termine di una sfida equilibrata e avvincente, conclusasi al terzo set :(3-6, 6-1, 6-4). ‘Re’ Grossi (18 titoli toscani dal 1996, con quello del “doppio” di sabato scorso) è uscito sconfitto in finale per la seconda volta nelle ul-

time quattro edizioni (aveva perso dall’aretino Paolo Naldi nel 2008) ma ha dimostrato che il suo tennis tecnico e potente è ancora un modello da seguire per una nuova generazione in cerca d’identità e di risultati. Nell’Open femminile, la 25enne fiorentina Alexia Virgili, nipote di Beppe Virgili attaccante della Fiorentina del primo scudetto, ha archiviato il suo terzo successo nella manifestazione dopo le vittorie del 2008 e del 2010, stavolta superando in finale la senese Gaia Tanganelli del Ct Siena. Il tennis più vario e dinamico della Virgili non ha lasciato scampo a una Tanganelli che non è mai riuscita a rimanere in partita, cedendo nettamente nei due parziali (6-2, 6-2 il finale). Dopo i successi a livello nazionale di Schiavone e Penetta anche Firenze bussa, Ale/L.M. xia Virgili, c’è!


sport

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CANOA. Storico successo per la “pagaia” fiorentina. Una vittoria di tutta la società

la Canottieri Comunali è campione d’Italia Carlo Marrone

gnava lo scudetto e che, col terzo posto, ha conquistato il miglior piazzamento di sempre in Serie A nella disciplina: nel dettaglio, nella classifica federale della canoa polo, che tiene conto anche del settore femminile e di quello giovanile, la Comunali è quarta. “Anche per una società abituata ormai da anni a essere ai vertici – è il commento del presidente biancorosso Francesco Conforti, che tra l’altro in queste ore è stato nominato presidente onorario della Federazione Italiana Canoa Kayak di cui era stato Presidente Federale dal 1991 al 2005 – il risultato ottenuto è veramente strabiliante e storico perché per la prima volta i colori biancorossi della Canottieri Comunali sono arrivati primi nella classifica delle classifiche, che tiene conto dei risultati ottenuti a livello nazionale ed internazionale nelle tre specialità della canoa. Non faccio per scelta i nomi degli atleti che hanno vinto medaglie europee, vestito la maglia azzurra, vinto titoli italiani e potrei continuare, perché questo è un risultato di “squadra” di cui tutti siamo veramente orgogliosi. Un traguardo che presto festeggeremo, grazie ai lavori in via di ultimazione da parte del Comune di Firenze, nella nostra rimodernata sede sociale nel Lungarno Ferrucci”. Ricordiamo che la Canottieri Comunali ha partorito un olimpionica, Stefania Cicali, che ha lottato per una medaglia ai Giochi Olimpici di Pechino. Complimenti.

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e stelle della canoa pagaiano sulle acque dell’Arno consapevoli di essere le più forti d’Italia. La Comunali Firenze è, infatti, ufficialmente la società di canoa numero uno d’Italia. Per la prima volta la società del Lungarno Ferrucci presieduta dal presidente Francesco Conforti raggiunge il vertice della Coppa Sergio Orsi, quella a punteggio che conteggia i risultati stagionali delle tre discipline della canoa: acqua piatta, acqua mossa e canoa polo. Una rincorsa al gradino più alto che si corona quest’anno, dopo i piazzamenti degli anni passati e il secondo posto dello scorso anno (che già si poteva leggere come un risultato storico). Quest’anno c’è stato l’ulteriore salto di qualità: la squadra di acqua piatta (velocità e maratona) diretta da Marco Guazzini si è confermata tra le migliori, al 13esimo posto su 165 società, con, tra gli altri allori, i due argenti e il bronzo vinti da Susanna Cicali in Europei e Mondiali Junior. A questo piazzamento si aggiunge l’ulteriore progresso della squadra di acqua mossa (canoa fluviale) diretta da Niccolò Pandolfini; nella classifica di specialità è seconda dietro solo alla Luni Sarzana ovvero il gruppo sportivo della Marina Militare. Per il team di Pandolfini sono arrivati prestigiosi riconoscimenti internazionali (una medaglia d’oro e una di bronzo per Costanza Bonaccorsi e il bronzo di Lapo Bonaccorsi ai Campionati Europei Juniores) e una messe di 27 titoli tricolori. Da sottolineare che la Comunali non partecipa alle gare di slalom, ma nella sola specialità di discesa la Luni Sarzana è stata ampiamente superata dai biancorossi. Terza fondamentale gamba del tavolo la squadra di canoa polo, la cui prima squadra allenata da Massimiliano Sizzi ha sfiorato l’ingresso nella finalissima che asse-

CICLIsMO. Il ct della Nazionale è orgoglioso per i Mondiali del 2013

Paolo Bettini: “Il nostro sport è passione”

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aolo Bettini, ct della Nazionale, parla dei recenti casi di doping, uno su tutti quello di Riccò, che potrebbero rovinare l’immagine del ciclismo e i Mondiali 2013 di Firenze. “Il ciclismo ha saputo in questi anni superare questi episodi, l’ultimo lo definirei un caso disperato e come tale va considerato. Il nostro sport è fatto di passione e sacrificio ed è per questo che appassiona le persone. Uno sport per considerarsi tale deve essere pulito e il ciclismo lo è e lo sarà, casi come l’ultimo a parte, che ritengo rovinino solo l’immagine della nostra disciplina. Finalmente un mondiale – commenta Bettini - così importante arriva in una regione (Toscana, ndr) con una delle più grandi tradizioni

CALCIO. Mario Nicoli ha dato nuova linfa alla squadra

Il Primadonna si rilancia I l 2011 è partito col “botto” in casa Primadonna. Lo storico allenatore Francesco Ciolli ha infatti rassegnato le dimissioni, e al suo posto è subentrato Mario Nicoli, tecnico della Primavera. L’avvicendamento è avvenuto dopo il 7-0 rimediato a gennaio contro Mozzanica, altra neopromossa. Dopo una sconfitta così, il tecnico Ciolli ha annunciato alla formazione le dimissioni direttamente nello spogliatoio. Il presidente Andrea Guagni, una volta rientrata a Firenze la squadra, ha chiamato il tecnico della Primavera Mario Nicoli, individuandolo come sostituto. Prima del suo arrivo la squadra, neopromossa ma non mal attrezzata in ogni reparto, aveva racimolato - dopo nove partite - due soli pareggi e sette sconfitte, con quattro punti di distacco dalla penultima in classifica. I numeri parlavano da soli: il peggior attacco con sei reti segnate, la peggior difesa con ben trentacinque subite. Il tutto a dispetto dei proclami di inizio anno dello stesso Ciolli: “Tranne che con la Torres, campione in carica, ce la possiamo giocare con chiunque”. Purtroppo per il bravo allenatore queste dichiarazioni non sono state di buon auspicio e l’arrivo di Nicoli ha voluto subito dire il traguardo delle semifinali in Coppa, con una vittoria per 6 a 1 contro l’Imolese, tre vittorie conse-

cutive in campionato per poi ricadere in un altro momento buio. Queste le parole del neo tecnico dopo la prima parte della sua avventura: “Peccato per gli ultimi risultati perché sul piano del gioco la squadra si è espressa bene. A detta di tutti meritavamo, per esempio a Verona, i tre punti, ma il calcio è questo, dobbiamo imparare a concretizzare al meglio le occasioni create. Corsa salvezza? Adesso non possiamo fare calcoli, tutto è ancora aperto. Abbiamo frenato gli entusiasmi dopo i tre successi consecutivi, non dobbiamo deprimerci dopo questa serie di sconfitte. Ci aspetta un duro lavoro che risulterà determinante per il finale di /L.M. stagione”.

sportive e ciclistiche d’Italia. Quello del 2013 sarà un appuntamento bellissimo e come Nazionale ci teniamo a onorarlo”. Intanto Alfredo Martini, simbolo del ciclismo pulito, ha compiuto 90 anni il 18 febbraio: uno degli atleti fiorentini che hanno donato la loro vita allo sport. Al compleanno dell’ex ciclista, vincitore di una tappa al Giro e poi tecnico della Nazionale, gli amici: Gianni Bugno, Beppe Saronni, Maurizio Fondriest, Moreno Argentin, Francesco Moser. Tutti e cinque hanno partecipato alla serata evento per festeggiare i suoi 90 anni. Con loro altre 400 persone, fra cui il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, e la vedova /Car.Mar. di Franco Ballerini, Sabrina. 1118355


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ORTI SOCIALI E TARGA INTITOLATA A BURzIO, “ECCO COME STANNO LE COSE” Spett.le Direzione, con la presente vorrei rispondere alla segnalazione a firma Alfredo Manetti dal titolo “La scomparsa della targa di largo Burzio” pubblicata sul mensile nel mese di dicembre a pag. 43. Per quanto riguarda gli orti sociali nell’area compresa tra via Piemonte e via delle Stazione delle cascine la direzione ambiente del comune di Firenze comunica che è in corso di realizzazione il progetto per la sistemazione conclusiva dell’area. Per quanto attiene invece alla targa intitolata al compaesano Burzio l’ufficio competente del comune di Firenze, verificata tale mancanza, ha provveduto ad inoltrare richiesta per la nuova realizzazione della targa che sarà installata quanto prima. Vi ringrazio e saluto cordialmente, il Presidente del Quartiere 5 Federico Gianassi SULL’UNIVERSITÀ, I CORSI E I LORO NOMI cara redazione, vi scrivo per segnalarvi un articolo che ho avuto la sfortuna di leggere sull’edizione del Reporter di febbraio 2011 del Q3. L’articolo in questione è “Quegli esami un po’ così”, di Annalisa cecionesi. Premetto che appartengo alla categoria da lei definita dei “cervelloni per antonomasia” in quanto studentessa magistrale in astrofisica. L’articolo, fondato per altro su fatti evidentemente veri, ovvero come il passaggio all’ordinamento 3+2 abbia portato alla prolificazione dei corsi universitari, non tutti effettivamente giustificati ad esistere, mi ha lasciato abbondantemente perplessa; inizia infatti subito molto male, mostrando l’ignoranza in materia della giornalista che cita come primo esame “stravagante” e dal nome enigmatico l’esame di “raggi cosmici”. Si dà il caso che lo studio dei raggi cosmici (che altro non sono che radiazioni altamente energetiche che provengono dall’universo, detto anche cosmo) sia una delle branche più importanti della fisica moderna, che ha

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Marzo 2011 portato a molte importanti scoperte negli ultimi 60 anni. Questi studi sono infatti stati determinanti nella fisica delle particelle, così poco nota che a tutt’oggi milioni di euro vengono investiti dall’Europa nel finanziare le ricerche effettuate al cern di Ginevra, dove si proseguono appunto studi di fisica delle particelle. non posso pronunciarmi meno drasticamente sulla conclusione dell’articolo, in cui “criogenia” viene incluso nella lista di esami dagli “appellativi indecifrabili”. A parte l’ignoranza riguardo la materia specifica (che può essere giustificata in qualcuno che non ne tratta) mi pare preoccupante l’ignoranza della lingua italiana in questo caso, dato che criogenia non è una parola così esotica ma ampiamente utilizzata anche nelle peggiori produzioni di fantascienza degli anni ‘30 ( in ogni caso esistono i motori di ricerca e le enciclopedie libere sul web ed è buona norma, quando non si conosce una parola, documentarsi in materia prima di inserirla in un articolo, onde evitare brutte figure). A parte la superficialità dimostrata nel non documentarsi, resta il fatto che la criogenia, ovvero lo studio delle tecniche e delle tecnologie di raffreddamento e del comportamento della materia in condizioni di bassissime temperature, è stata, ed è tuttora, alla base di una grandissima fetta della ricerca di base ed applicata che viene svolta in tutto il mondo; per citare alcuni ambiti in cui la criogenia è importante ci tengo a ricordare l’industria dei semiconduttori (a rigor di cronaca, di semiconduttori sono fatti per esempio i chip che permettono ai computer di funzionare e i laser grazie ai quali, per esempio, ascoltiamo la musica o guardiamo un film in dvd), l’industria della biotecnologia, che oggi come oggi va molto di moda e, ultima ma non meno importante, la prevenzione medica (senza criogenia non sarebbero disponibili molte macchine per la diagnosi come per esempio la tac). Per concludere, sono rimasta molto amareggiata per come è stato trattato l’argomento: il nuovo ordinamento universitario ha veramente aperto le porte alla proliferazione di corsi inutili, togliendo molte risorse a quelli che invece hanno buon diritto di esistere (anche qualora seguiti da un numero esiguo di persone, non è infatti, come alcuni pensano, il numero di iscritti ad un corso che ne determina l’utilità o la bontà degli insegnamenti); di questo dato di fatto è stata fatta un’arma per giustificare la nuova riforma universitaria e i tagli imposti dal governo all’università pubblica e agli enti di ricerca (minando di fatto anche il mio futuro in Italia), per cui, essendo sensibile all’argomento, rimango basita quando, per dar fiato alle trombe sull’onda dell’entusiasmo per aver “scoperto l’acqua calda” (c’è voluto parecchio prima di accorgersi cosa ha provocato la vecchia riforma), si prende un elenco di corsi dell’università degli Studi di Firenze e, sulla base della fantasia dell’autrice dell’articolo, senza neanche darsi la pena di controllare cosa si scrive, si includono, in una lista di corsi considerati inutili, due corsi che trattano argomenti molto importanti per la formazione di figure che dovrebbero essere valorizzate piuttosto che pena-

lizzate com’è abitudine fare. E’ evidente quanta ignoranza ci sia in ambito scientifico tra la gente comune, mentre, se viviamo nelle comodità del 2011 lo dobbiamo proprio a quelle persone che hanno dedicato la vita alla scienza contribuendo al benessere di tutti e che sono puntualmente ignorate dalla maggioranza della gente; ritengo per cui che contribuire a demonizzare la cultura scientifica sia una cosa da evitare con tutte le forze, specialmente quando si può fare semplicemente aprendo un browser internet. non so quanto quello che vi ho scritto possa interessarvi, spero di non essere stata eccessiva, ma ritenevo importante chiarire questo equivoco ed invitare l’autrice o la redazione, per le edizioni future, a documentarsi quando si parla di qualcosa che non si conosce, onde evitare appunto queste gaffe. Grazie per l’attenzione, un’accorata lettrice di reporter, Barbara Olmi Cara Barbara, la ringrazio per la sua lettera, che ho molto apprezzato, in primis per la passione (incoraggiante) che mostra per i suoi studi e per il mondo della cultura, della scienza e della ricerca in generale, mondi che meritano – è superfluo dirlo – il massimo del rispetto e della considerazione da parte di tutti. E voglio subito rassicurarla sul fatto che nessuno di noi ha mai voluto mettere in discussione l’importanza – né tantomeno l’utilità di ognuno degli esami e dei corsi citati nell’articolo in questione, ben coscienti tra l’altro del non facile momento che sta vivendo l’università italiana – tema, quest’ultimo, che abbiamo affrontato più volte in ben altri termini. Volevamo soltanto, questa volta (e per una volta), prendere l’argomento un po’ più alla leggera, e dare scherzosamente voce a chi – magari trovandosi, per un qualche motivo, ad avere a che fare con l’ambiente universitario – potesse trovarsi un po’ spiazzato di fronte al nome di certi corsi (della cui importanza e validità, le ripeto, non ci permettiamo assolutamente di dubitare), il cui numero – questo sì – è esponenzialmente aumentato negli ultimi tempi, rischiando di causare, a volte, un certo disorientamento. Insomma, abbiamo cercato per una volta di affrontare un argomento tra i più seri e importanti col sorriso sulle labbra, per dare magari avvio a una riflessione (avvio, tengo a precisare, e non risposte né giudizi), sull’effettiva funzionalità del sistema universitario così com’è strutturato, senza però considerare inutile nessun corso. Era soltanto sul loro nome – le ribadisco concludendo – che si era concentrato il nostro “gioco”: il titolo dell’articolo non era infatti, come da lei riportato, “Quegli esami un po’ così”, bensì “Quegli esami dai nomi un po’ così”. E c’è una bella differenza. MF TRAMVIA, PENSILINE E PULIzIA Quando posso cerco di usare la linea 1 della tramvia in quanto la trovo ottima. una cosa però non capisco: come mai non ci siano pensiline alla fermata delle cascine e di Leopolda Porta al Prato. Perché a queste due fermate dobbiamo bagnarci??? Inoltre una migliore pulizia

degli spazi intorno alla linea (sempre in zona Porta al Prato) non farebbe male. come mai si lasciano spesso le cose a mezzo? Grazie per l’attenzione Adriana Filippi “LA MIA ESPERIENzA: DA FIRENzE A VALENCIA PER APRIRE UN LOCALE” carissimi (posso, vero?), leggo sempre con molto interesse il vostro giornale e, dopo aver preso visione dell’ultimo numero, ho deciso di scrivervi. Leggendo l’articolo di pag. 32 “Quando il caffè ...” mi sono ricordato dell’esperienza breve ma efficace che ho avuto tre anni fa, volendo aiutare mio figlio ad ‘aprire’ un locale “libreriacaffè” (io sono un professionista che opera nel campo dell’edilizia). un’esperienza davvero poco esaltante e demoralizzante! A parte i ‘rimandi’ da ufficio a ufficio senza avere una risposta concreta, emersero anche problemi di locali (dove e quanto di affitto) per i quali occorrevano permessi anche urbanistici con costi lievitanti di giorno in giorno, problemi con banche (!!??)... insomma un vero calvario. Risultato finale? Mio figlio e un suo amico avevano lasciato il lavoro a Roma per intraprendere questa via, senza uno scopo di lucro ma perché erano fortemente motivati da ideali ‘culturali’. Hanno aperto un locale a Valencia, in Spagna, dopo una ricerca di qualche mese e l’espletamento delle pratiche in ‘qualche mese’, oltre ad un rapporto molto proficuo con le banche spagnole. Il loro locale è diventato in due anni uno dei più ‘in’ non solo a Valencia: una libreria cafè con concerti, organizzazione di mostre, meeting di teatro, poesia e letteratura, spazi per i bambini (sì, proprio bambini!), interviste alle maggiori tv spagnole e... ora anche un buon ritorno economico. Devo purtroppo constatare che se fossero rimasti in Italia probabilmente sarebbero ancora alla ricerca di... nella lista dei precari! Eppure anche la Spagna è in crisi e... che crisi! cordiali saluti Giovanni Donvito A PROPOSITO DELLA TAV Gentile Direttore, è con un senso di profonda amarezza che le sto scrivendo questa lettera. nel suo giornale, che mi arriva puntualmente al mio indirizzo e che mi fa piacere ricevere, non leggo mai un articolo su una questione quanto mai attuale: quella della tav. Le faccio notare che i lavori propedeutici alla tav hanno già provocato non pochi danni nella zona di via R. Giuliani e che la zona di via campo d’Arrigo è diventato uno dei cantieri più trafficati di Firenze, con inevitabili danni da un punto di vista dell’inquinamento atmosferico. Allora, mi domando. Perché da fiorentini non denunciare una simile situazione? Lo sapete che sta per iniziare un’opera mastodontica che “taglierà” Firenze da sud a nord, senza le adeguate garanzie che un’opera di tale portata dovrebbe avere? chi proteggerà noi cittadini che magari ci ritroveremo ad avere (così come è già successo a Bologna) le case transennate, le cantine


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invia la tua segnalazione alla nostra redazione redazione@ilreporter.it IN DIFESA DEI MOTORINI: “INCORAGGIAMONE L’USO” Prendo spunto dalla lettera del prof. Pellizzari che lamenta, giustamente, il comportamento di motociclisti e scooteristi che transitano sul marciapiede. Simili e continue lamentele tendono a demonizzare chi va sulle due ruote senza che però in merito vengano fatte riflessioni più approfondite. Prima di tutto voglio evidenziare che esiste una scala di “virtuosità” di chi si sposta in città. ovvio che chi usa i mezzi pubblici non inquina, né congestiona il traffico, né crea situazioni di disagio o pericolo. Altrettanto può dirsi di chi usa la bicicletta, non sempre però disciplinato ed a volte temuto per la silenziosità del mezzo che a volte può “sorprendere” il pedone poco attento nell’attraversamento. Ma i problemi principali per la nostra viabilità vengono però sicuramente dalle migliaia di automobilisti che, viaggiando quasi sempre soli, inquinano in proporzione alla cilindrata del loro mezzo ed agli spaventosi tempi di spostamento che l’uso delle quattro ruote presuppone. E creano spaventosi ingorghi che vengono subiti perfino da chi, sicuramente più virtuoso, viaggia su due ruote. Ma se ciclisti e utenti dei mezzi pubblici vengono incoraggiati con corsie preferenziali e quant’altro, cosa viene fatto per quella parte di popolazione che sceglie di muoversi agilmente, inquina in misura relativa e non crea ingorghi, viaggiando come il sottoscritto con pioggia o bel tempo? Poco. Forse niente. E siamo tanti, tantissimi. Abbandonati dalle istituzioni, intrappolati dietro i tubi di scappamento delle macchine. uno sguardo più lungimirante sulla categoria e sul problema correttamente evidenziato dal lettore dovrebbe suggerire che se taluni salgono sui marciapiedi, può essere che accada per cercare di evadere da una situazione che spesso si presenta come folle! A mio parere sarebbe opportuno incoraggiare l’uso anche dei motoveicoli. In primis prevedendo per le strade più congestionate una corsia, anche stretta, riservata a moto e scooter che desiderano arrivare in “prima fila” ai semafori soprattutto per potere respirare. un esempio: a me pare scandaloso che spesso i sottopassi della Fortezza da basso si tramutino in trappole con camera a gas proprio per chi meno contribuisce alla situazione drammatica della città nelle ore di punta. Almeno in queste situazioni non si potrebbe prevedere una via di fuga? Possibile che nessuno si preoccupi per questi numerosissimi utenti della strada? Se un ipotetico sciopero dei demonizzati li inducesse tutti a prendere la macchina cosa succederebbe alla nostra città? La risposta c’è: basta guardare che cosa accade quando piove ed una parte di noi abbandona le due ruote……. cordiali saluti e complimenti per la Vostra pubblicazione. Marco Fini Storchi

Caro Marco, rieccoci qui, grazie alla sua lettera, a parlare di viabilità (tema che si conferma tra i più d’interesse per i fiorentini, e non è difficile capire perché) e dei modi migliori per “affrontarla”. Devo dirle, per cominciare, che non mi dispiace affatto l’immagine della “scala di virtuosità” da lei proposta a proposito dei modi di muoversi in città. Detto questo, veniamo al tema della sua lettera, ovvero moto, motorini e affini. Capita spesso anche a me di utilizzare lo scooter, e di trovarmi quindi a vivere problemi e “privilegi” di chi sceglie le due ruote per spostarsi in città. Inizio dicendo che, nonostante a volte il traffico sia davvero arduo (per non usare altre parole) da affrontare, non è da giustificare mai, in nessun modo, l’invasione dei marciapiedi da parte di scooter e moto (per mille, ovvie ragioni che la fretta, né lo smog, possono in alcun modo giustificare, dalla sicurezza dei pedoni al dovuto rispetto delle regole), così come da giustificare non è nessuna infrazione delle norme di viabilità. Mai. Concordo invece con lei nel ritenere che – per la situazione che si vive attualmente lungo le strade fiorentine – le due ruote rappresentino un importante (e forse anche qualcosa di più) mezzo di trasporto, senza le quali la già difficile condizione della viabilità di casa nostra sarebbe messa ulteriormente a dura prova (senza comunque il bisogno di arrivare a invocare uno sciopero per averne la controprova...), sebbene sarebbe auspicabile – da parte di tutti – un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici, e in questo senso la realizzazione delle nuove linee della tramvia (dopo i buoni risultati ottenuti dalla prima, tempi dei cantieri a parte) va senz’altro guardata con grande fiducia. Quanto alle sue proposte per “incoraggiare l’uso dei motoveicoli”, non so quanto la costruzione di una “via di fuga” lungo alcune strade possa essere effettivamente realizzabile: do spazio comunque con piacere alla sua lettera e ai suoi suggerimenti, in modo – anche - da invitare chiunque voglia farlo a portare il proprio contributo, per provare a trovare nuove idee e soluzioni per la mobilità fiorentina in generale e – perché no – per quella sulle due ruote in particolare. Matteo Francini

allagate, etc...? Gentile Direttore, con questa mia le chiedo di volersi dedicare approfonditamente alla sopracitata questione che sta tanto preoccupando noi cittadini, oltre che ai campini della Fiorentina. Distinti Saluti, David Cardoso Gentile lettore, come forse avrà già notato, in questo numero de Il Reporter ci sono due pagine (30 e 31) interamente dedicate alla Tav, e nell’edizione precedente (quella di febbraio) avevamo pubblicato un articolo sull’argomento, in cui facevamo il punto sui lavori. Quindi – pur essendo questi articoli già in programma al momento dell’arrivo della sua lettera - ecco soddisfatta la sua richiesta. Per quanto riguarda i campini della Fiorentina, le faccio notare che si tratta soltanto di una delle tante, tantissime questioni che cerchiamo di affrontare ogni mese. E che a nostro avviso meritano di essere trattate. MF L’AEROPORTO DI PERETOLA E IL COLLEGAMENTO CON IL CENTRO Mi trovo spesso ad usare l’aereo per recarmi a cagliari per motivi di famiglia. Devo dire che l’aeroporto cosiddetto “cittadino” di Firenze è collegato malissimo alla città in quanto non è possibile raggiungerlo in bici o a piedi per chi abita vicino, uno è costretto o a prendere il taxi che per 1,5 km costa 10 euro circa oppure la navetta che va dall’aeroporto di Peretola alla stazione, circa 5 euro, a cui si aggiunge il costo del biglietto urbano per tornare ad esempio a novoli dove abito: il tutto costa più del treno tra Firenze e Pisa aeroporto con un tempo impiegato quasi simile. chiaramente questo servizio è pensato per i turisti che si dovono recare in centro, ma per chi usa l’aereo come pendolare perché la navetta non effettuata una fermata intermedia prima del centro? Ho letto che tra 1000 giorni (tre anni) arriverà la tramvia che collega all’aeroporto, ma per evitare ora il traffico veicolare e quindi l’inquinamento non sarebbe possibile da subito collegare meglio alla città questo cosiddetto aeroporto cittadino? cordiali saluti Fabrizio Parissi PIANETA SCUOLA NEL VALDARNO, L’“UNIVERSO” DELL’ISTITUTO VASARI DI FIGLINE Gentilissimo Direttore, sul numero di Reporter di febbraio alcuni docenti e numerosi studenti mi hanno segnalato con marcato disappunto, quanto contenuto nell’articolo sul Pianeta scuola di pag. 2. In definitiva sono stati pressoché ignorati due importanti indirizzi dell’Istituto Vasari che ho l’onore di dirigere. Ma in generale del Vasari si è fatto un solo accenno senza considerare, tra le altre cose, che è uno degli istituti più grandi della toscana e per complessità addirittura il terzo. Inoltre, trattando l’articolo dei licei, non si fa assolutamente riferimento al fatto che questo Istituto attua da quest’anno, oltre al già consolidato Liceo, anche il Liceo scientifico con opzione scienze applicate,

che è una delle novità più incisive della riforma Gelmini. Infine, qualora fossimo stati contattati dalla giornalista, avremmo fatto presente che l’indirizzo alberghiero risulta essere tra i più prestigiosi d’Italia e d’Europa (ne fa fede la vittoria nel Gran trofeo della ristorazione della Provincia di Brescia vinto appena un anno fa e come sanno gli addetti ai lavori, quello di Brescia è il più prestigioso concorso internazionale del settore). Si nota, peraltro, che l’articolo non fornisce indicazioni utili neanche in relazione all’indirizzo tecnico a cui si è fatto appena un riferimento, malgrado esso sia tra Firenze ed Arezzo l’unico Istituto tecnico per Geometri. Se la giornalista si fosse fatta viva, avremmo avuto molto altro da segnalarle, per esempio in relazione all’imminente presentazione di un volume curato dagli studenti dell’indirizzo Geometri dedicato alle Pievi del Valdarno o dell’imminente convegno di carattere nazionale sulla didattica della matematica, e ancora il fatto che tra un mese o poco più, ospiteremo un concorso enogastronomico internazionale ideato in collaborazione con gli enti locali e le forze produttive del territorio e altro ancora… così non è stato e ne prendiamo atto con rammarico. Il plurale non è ovviamente da intendersi come majestatis, bensì come indice di un sentimento condiviso dalla comunità scolastica del Vasari. La saluto cordialmente, Valerio Vagnoli Dirigente scolastico ISIS Vasari Pubblichiamo con piacere la sua lettera, nella speranza di rendere merito, in questo modo, all’istituto e alle sue tante e lodevoli attività. MF TRE DOMANDE PER IL “RIONE LIPPI” Gentile Redazione, sottopongo a Voi e ai lettori della Vostra rubrica 3 quesiti relativi al rione Lippi, ma anche 3 possibilità per i nostri amministratori di dimostrare interesse, fornendo risposte e portando miglioramenti. 1) Giardino di via Pescetti. Ricavato da un piccolo spazio verde tra le case, è stato recintato e arredato con tanto di panchine circa 3 anni fa. Da allora è sempre stato chiuso con lucchetti e catene e interdetto al pubblico. Qualcuno ne sa qualcosa? 2) Strada di recente costruzione adiacente al cimitero di Rifredi, collegata con via delle tre Pietre. non ha un nome, non è illuminata, ha un asfalto grezzo non finito, non si capisce se è una strada pubblica o solo una servitù di accesso alla ferrovia. Qualcuno ne sa qualcosa? 3) Passaggio pedonale che collega via Vasco de Gama con via delle tre Pietre. Frequentatissimo dai pendolari di giorno, buio e pericoloso di notte, impraticabile quando piove per le pozze. negli anni è stato solo sfiorato da interventi di risistemazione a margine dei lavori tav: una parte è coperta da cemento, una da asfalto, una buona parte è ancora sterrata. Qualcuno ne sa qualcosa? cordiali saluti Andrea Lucidi


segnalazioni a redazione@ilreporter.it

Concerti Nathalie 12 marzo

saschall

Nathalie nasce a Roma nel 1979 da famiglia italo-belga. Inizia a scrivere le sue prime canzoni all’età di 15 anni, prima alla chitarra, in seguito al pianoforte, strumento che studia per due anni. La sua musica si ispira in gran parte ad artisti anglosassoni come Tori Amos, P.J. Harvey, Fiona Apple, Radiohead, Jeff Buckley, ma anche ad italiani come De André e De Gregori. Diventa nota al grande pubblico vincendo la quarta edizione di X Factor esordendo nel 2010 con il singolo In punta di piedi, contenuto nell’omonimo EP. Questa vittoria le ha assicurato un contratto con la casa discografica Sony Music e durante la finale le è stato inoltre assegnato il premio della critica da parte della sala stampa e di alcune emittenti radiofoniche. Alessandra Amoroso 19 marzo

Mandela Forum

Dopo le anteprime di dicembre a Roma e Milano, Alessandra Amororo sarà in tour nel 2011 nei palasport italiani. Intorno a lei l’interesse del pubblico è sempre altissimo e ogni sua attività è seguita con l’affetto che viene riservato

solo ai grandi artisti. L’uscita del nuovo album “Il mondo in un secondo”, è diventata l’occasione di un fermento straordinario che anima l’universo di internet. Il giorno del lancio del nuovo sito ufficiale www. alessandraamoroso.it, quando ben 50.000 visitatori unici si sono collegati quasi in contemporanea per ascoltare in anteprima il singolo e avere le prime anticipazioni, mandando in tilt il server situato negli Stati Uniti. “Il mondo in un secondo”, il nuovo album di inediti di Alessandra Amoroso contiene tredici brani e arriva dopo i risultati straordinari dei due dischi precedenti, entrambi multiplatino. Giovanni Allevi 27 e 28 marzo

teatro verdi

E’ partito il 19 febbraio 2011, dal Palalottomatica di Roma il nuovo tour di Giovanni Allevi intitolato “Alien World Tour”. Il compositore e pianista marchigiano esegue, oltre ai suoi più grandi successi, i brani di “Alien”, ultimo disco di inediti di pianoforte solo (Bizart/Sony Music) uscito lo scorso 28 settembre e attualmente ai vertici delle classifiche di vendita. La carriera artistica di Giovanni Allevi è costellata da successi di pubblico e discografici (con oltre 500.000 copie vendute dal 2005 a oggi). Dopo i due dischi di pianoforte solo “No concept” (2005 - disco d’oro e disco di platino), con cui Giovanni Allevi si è fatto conoscere al grande pubblico ,e “Joy” (2006), tre volte disco di platino, il pianista e compositore marchigiano ha pubblicato l’album registrato con orchestra sinfonica “Evolution” (2008 - disco d’oro e disco di platino). A completare

queste pubblicazioni il disco registrato dal vivo durante il tour 2007 “Allevilive” che celebra i dieci anni di carriera discografica .

A teatro Il sogno dei mille Dall’8 al 13 marzo

teatro della Pergola Come far rivivere, oggi, l’icona di Giuseppe Garibaldi? Come rigenerare quel fascino e quell’entusiasmo che il generale sapeva suscitare ai quattro angoli del mondo? Garibaldi era conosciuto, amato, sostenuto da tutti i ceti sociali. A Murmansk, i pescatori tenevano affisso ai muri il suo ritratto; in Uruguay era una leggenda; in Francia i grandi poeti gli dedicavano poesie e inni. In un mondo dove non esisteva la televisione e internet sorprende la facilità con cui si diffuse la sua leggenda. Cercando Picasso Dal 29 marzo al 3 aprile

teatro della Pergola

Il maestro Giorgio Albertazzi sbarca a Firenze. Siamo a Parigi nel 1941. La città è assediata dalla guerra, tormentata dai bombardamenti: ciononostante un gruppo d’intellettuali continua a riunirsi, leggono, mantengono vive le loro idee, le loro utopie. Sono Dora Maar, Albert Camus, Simone de Beauvoir, Jean-Paul Sartre, Raymond Queneau e Pablo Picasso. Proprio in questo clima il grande pittore spagnolo creò quel meraviglioso testo onirico e surreale che è Le désir attrapé par la queue (Il desiderio preso per la coda), animato da personaggi come il Piede Grosso, l’Angoscia grassa, la Cipolla, il Silenzio

L’ALLuvIONE DEL ‘66

Un docu-film che racconta la furia del fiume d’argento E

ra il 4 novembre 1966 quando la città si ritrovò invasa dall’acqua, sommersa da una valanga melmosa e feroce che ne rapì la gente, le botteghe, le opere d’arte, l’anima. “Gli Angeli nel Fango – L’alluvione mai vista” è la più completa ricostruzione dell’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966. 90 minuti di immagini choc, inedite e a colori in cui viene raccontata la verità sui ritardi nei soccorsi, la città che si auto-organizza e l’arrivo degli Angeli del Fango. Il cofanetto (che può essere acquistato nelle edicole al prezzo di 12 euro, i cui utili saranno destinati alla Biblioteca Nazionale Centrale) contiene il libro e il docu-film di Erasmo D’Angelis, giornalista e promotore del Raduno internazionale degli Angeli del Fango del 4 novembre 2006, un’iniziativa editoriale che vede Fondazione Sistema Toscana (FST) per la prima volta nella veste di produttore

e realizzata in partnership con il quotidiano La Nazione. “È il frutto di tre anni di ricerche giornalistiche e storiche. Grazie ad una imponente mole di materiali, documenti, testimonianze e immagini inedite e mai viste ritrovate negli Archivi Rai, dell’Esercito o messe a disposizione da privati, siamo riusciti a ricostruire quelle ore drammatiche che hanno preceduto e seguito l’alluvione del 4 novembre 1966 – spiega Erasmo D’Angelis – inutile dire che abbiamo lavorato con passione e ovviamente a titolo gratuito, realizzando una grande opera collettiva. Questo lavoro è anche il nostro particolare sos nei confronti di un Paese che non è ancora riuscito, nonostante tutti i lodevoli sforzi del nostro territorio e la pianificazione realizzata dall’Autorità di Bacino dell’Arno, a mettere in sicurezza dalle alluvioni città, indu/B.B. strie, opere d’arte”.

o la Torta, privo di chiare evoluzioni logiche, singolare nella punteggiatura. E ora qualcosa di completamente tipico 9 marzo

Glue - Alternative concept space

Sai dov’è Semifonte? Conosci l’origine del carciofo di Empoli? Conosci altri oli oltre a quello d’oliva? Ma soprattutto: il prodotto tipico è morto o è vivo più che mai? Per rispondere a queste domande (e soprattutto per farsene molte altre) non vi resta che vedere “… e ora qualcosa di completamente tipico!” Uno spettacolo che va alla (ri) scoperta del prodotto tipico, passando attraverso il racconto di storie remote del passato ma anche di situazioni surreali, di favole, che saranno interrotte da scene corali, da gag scoppiettanti e divertenti dove anche il pubblico sarà protagonista, il tutto accompagnato da musiche dal vivo. Ideali, tumulti e locomotive. Il Risorgimento dai finestrini dei treni 30 e 31 marzo

teatro Puccini

Un viaggio sferragliante, attento, a tratti beffardo tra le pagine del Risorgimento, guardando dai finestrini dei primi treni moti, battaglie, strategie, alleanze e voltafaccia, scontri tra le diverse ipotesi d’Italia unita, contrasti col potere papale e anticlericalismo risorgimentale, con i protagonisti di quegli anni visti come persone, capaci di emozioni, intelligenze ed ideali come d’antipatie perso-

nali e colpi bassi, non ancora prigioniere dell’ alone mitico in cui la Storia ufficiale vorrà successivamente avvolgerli.

Le mostre Personale fotografica di Elisabetta Miglietta Dal 15 al 26 marzo

Glue - Alternative concept space

Nata a Firenze nel 1987. Sin da piccola è sempre stata affascinata dall’arte in tutte le sue forme: dalla musica al disegno, dai film alla letteratura. Crescendo sviluppa un enorme interesse per la fotografia ed inizia a compiere i primi passi con una reflex analogica. Capisce in questo modo che la fotografia è l’arte attraverso la quale riesce meglio ad esprimere se stessa e che più la rappresenta. Compra così la sua prima reflex digitale e nel 2008 si iscrive al corso di fotografia della scuola fiorentina YouCrea . Successivamente si specializza nella fotografia di ritratto e moda e collabora come fotoreporter per il festival della Creatività di Firenze. Figure, memorie, spazio Disegni da Frà Angelico a Leonardo Dall’8 marzo al 12 giungo

Galleria degli uffizi

Cinquanta disegni del Gabinetto Disegni e Stampe degli

Uffizi incontrano cinquanta disegni del British Museum. Sono questi i numeri della mostra che vede unite, in una partnership simbolicamente giocata su un numero uguale di prestiti, due tra le maggiori collezioni di grafica esistenti al mondo. L’occasione è unica - ma in realtà della iniziativa si è avuta una edizione inglese, allestita nella Great Court del British Museum, aperta fino alla fine di luglio 2010 per confrontare in sequenza capolavori da antologia mai prima d’ora esposti contemporaneamente in una unica sede. Picasso, Mirò e Dalì. Giovani e arrabbiati: la nascita della modernità Dal 12 marzo al 17 luglio

Palazzo strozzi

Dedicata alla produzione giovanile di maestri che hanno avuto un ruolo decisivo per gli esordi dell’arte moderna, la mostra prende in esame il periodo pre-cubista di Picasso con suoi lavori anteriori al 1907, mentre le opere di Miró realizzate fra il 1915 e il 1920 sono presentate in relazione con quelle di Dalí del quinquennio 1920-1925 per porre in evidenza le differenze e relazioni stilistiche che caratterizzano il periodo precedente all’adesione dei due artisti alla poetica del Surrealismo. La mostra Picasso, Miró, Dalí. Giovani e arrabbiati: la nascita della modernità presenta più di sessanta opere della produzione giovanile di Picasso, Miró e Dalí e oltre cento schizzi picassiani, provenienti dai più importanti musei spagnoli, dal Metropolitan Museum of Art e da collezioni private.


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VALDISIEVE 4 KM DA ROSANO , collinare e panoramica, antica colonica in pietra, libera su 4 lati, ottime condizioni; composta da : cucina, sala pranzo con camino, salone con camino, 3 camere, 3 bagni, taverna con angolo cottura,( possibilità 4a camera), giardino, terreno con ulivi e piscina.possibilità di acquisto di depandance già civile abitazione ☎335 7678437 - 331 8532086

VALDARNO FRA FIGLINE E SAN GIOVANNI in bellissima villa ristrutturata, con parco con piante secolari, appartamento su due livelli: cucinotto, grande soggiornopranzo, camera e bagno al primo-livello, sopra (in suggestiva colombaia) camera con bagno. Ottime rifiniture in stile toscano. Vendita diretta senza mediazione. Pronta-consegna. Possibilità-garage. Rif. H1 € 248.000 trattabili ☎055 9121200 - 348 2904195 RIGNANO SULL’ARNO a 20 minuti da firenze in aperta campagna porzione di colonica terratetto del 600 completamente e finemente ristrutturata composta da ampia zona giorno a piano terra, tre camere e doppi servizi a piano primo oltre, circa 250 mq di giardino pianeggiante, due posti auto. pavimenti radianti. ottima posizione espositiva a livello luminosita’. ultimata mancano solo le finiture a scelta della committenza. Richiesta € 440.000 RIF.3/23 ☎055 951523

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Il reporter-Borgo San Lorenzo - marzo-2011  

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