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Il Giornale nel tuo Comune

Figline, Incisa, Reggello, Rignano

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Periodico d’informazione locale. Anno IV n.93 del 2 novembre 2010. N° reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10

influenZa figline

PRIMO PIANO

NOVEMBRE 2010

Io l’aereo lo bilancio Andrea Muzzi*

L’ allarMi nO,sivaccinO discarica, va avanti sÌ Il destino Anche se quest’anno dell’area delle non ci Borra sono pandemie èin segnato, vista, gli esperti almeno raccomandano per gli enti locali. Ma la prevenzione gli oppositori non si arrendono PAGG.30-31 PAG.4

incisa Gli studenti ridisegnano piazze e giardini. A gennaio i primi progetti, firmati dai giovani architetti PAG.6

sPort

Il Valdarno sposa la Valdisieve La Toscana che s’indebita

PAGG.2-3

on the road Rignano

di Boeti - Esposito

I

Gli OriZZOnti viOla Il ds Corvino parla di passato e futuro. E intanto si avvicina il mercato invernale PAGG.36-37

il gigante vuole dubai Prime medaglie a 16 anni e mondiali in vista. Intervista al campione di nuoto Sebastiano Ranfagni PAG.38

l peggio sarà pure passato, ma la crisi ha lasciato una pesantissima serie di strascichi. Quantificabile, purtroppo. In circa duemila euro a testa di debiti per ogni cittadino toscano. Sono i dati poco rassicuranti forniti dal Casper, il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (sigla che riunisce le varie associazioni di consumatori). Cifre che raccontano che nell’ultimo anno il numero dei prestiti ha segnato un

aumento record del 20,8 per cento. Di più: secondo un rapporto di Unioncamere, nella classifica nazionale dei “cattivi pagatori” la Toscana indossa la maglia nera insieme al Veneto, alle Marche e all’Emilia Romagna. Esiste però il modo di affrancarsi da questa etichetta, mentre la Regione prevede aiuti per le famiglie in difficoltà. E un’addetta ai lavori spiega come funziona il rePAGG.10-11 cupero crediti.

Dentro al tunnel della polemica PAG.5

Un popolo di scooteristi reggello La vita sulle due ruote

Oltre cento richieste per i contributi affitti, mentre le graduatorie Erp si fanno più folte. È boom di sfratti per morositàPAG.17 PAG.7

amministratore di una compagnia aerea per abbassare il prezzo del biglietto ha proposto di tagliare un pilota e far guidare le hostess in caso di emergenza. Le hostess? E chi si fida! Già ho paura a volare con l’equipaggio al completo! Dicono che l’aereo è il mezzo di trasporto più sicuro al mondo… sarà, però la prima cosa che ti senti dire appena entri in un aereo è: “In caso di emergenza indossare il salvagente, la maschera dell’ossigeno e farsi il segno della croce!”. Uno non si tranquillizza molto così! Il treno sarà anche meno sicuro, però non ho mai sentito un ferroviere dirmi: “In caso di deragliamento questo è il kit per ingessarti la gamba!”. Vogliono far pilotare le hostess? Io ho dei dubbi. L’aereo vola a cinque chilometri da terra e qual è la loro unica preoccupazione? Venderti una bottiglietta di profumo! Se mi schianto a terra non me ne frega niente di sapere se mi puzzano le ascelle! Io in aereo non sopporto quelli che entusiasti ti dicono: “Guarda bello il panorama dal finestrino!”. “No, grazie”. “Non sai cosa ti perdi!”. “Se volevo vedere il panorama dal finestrino non viaggiavo tra i bagagli!”. Io in aereo non capisco nemmeno quelli che dormono tranquilli! Ti trovi in un momento cruciale della tua vita e cosa fai? Il pisolino? Io in aereo non dormo mai. Io guido assieme al pilota. L’aereo va troppo a destra e io mi sposto a sinistra. Lo bilancio. Ho fatto tre viaggi in aereo e tutte le volte l’aereo è atterrato e la gente è uscita tranquilla. Ci fosse stato uno che mi ha ringraziato. La prossima volta dormo anch’io, così imparano!!! *Comico

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Edizione del Valdarno F.no • 18.509 copie distribuite da


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il giornale nel tuo comune

l’inchiesta. Il Valdarno sposa la Valdisieve

Et voilà la città da 100mila abitanti Tutto pronto per l’Unione dei nove comuni: Figline, Incisa e Rignano aderiranno entro e non oltre l’anno prossimo Francesca Puliti

E

alla fine il Valdarno sposò la Valdisieve. Dopo riunioni, opposizioni, tavoli e tentativi di accordo, l’unione a nove è nata, anche se per il momento è una realtà virtuale. L’ente è stato fondato il 14 ottobre, sulle ceneri dell’ex Comunità Montana Montagna Fiorentina, ma per ora non è altro che la stessa Comunità con un nome diverso. Pontassieve, Reggello, Rufina, Londa e San Godenzo i comuni che ne facevano e ne fanno tuttora parte, mentre gli altri tre valdarnesi dovrebbero aggiungersi entro e non oltre il 2011, per dar vita a una governance che raccoglierà 100mila cittadini. Sempre che i contrari (Figline in primis) accettino di sotterrare l’ascia di guerra, in nome di una rete allargata dei servizi che garantisca le 6 E: economicità, effica-

cia, efficienza, elaborazione di nuovi servizi, esecuzione prima possibile dei nuovi servizi ed etica nel governare. Queste le linee guida della neonata unione, nelle parole di Aleandro Murras, eletto presidente. Anche se non è detto che la scelta del presidente aiuti ad appianare gli attriti. Si tratta del sindaco di Londa, cittadina da 1.800 abitanti circa tra Mugello e Valdisieve, condizione che potrebbe rinfocolare le proteste del primo cittadino di Figline, Riccardo Nocentini, che lamenta rapporti a dir poco scarsi con i comuni montani, lontani sulla cartina geografica così come nelle esigenze. Murras annuncia “un sistema snello e con pochi costi, che farà il possibile per minimizzare gli effetti dei pesanti tagli agli enti locali”. Prospettiva che indubbiamente interessa tutti e nove i comuni.

FAVOREVOLI. Reggello e Rignano avanti tutta

CONTRARI. Figline e Incisa col freno tirato

Risparmio ed efficienza, “Servono contenuti, tutto pronto per partire non contenitori” A

vanti tutta verso l’unione a nove. I sindaci di Reggello e Rignano offrono il loro pieno sostegno e una decisa volontà di procedere rapidamente all’attuazione del progetto che cambierà il volto del governo locale in Valdarno e Valdisieve. “Il percorso è già ben avviato. Il consiglio comunale ha approvato gli statuti e nominato chi andrà a ricoprire le cariche di consiglieri all’interno dell’Unione”, spiega Sergio Benedetti, primo cittadino reggellese. “Si parte con un’assemblea a sei composta dagli ex membri della comunità montana, che ci auguriamo presto possa essere allargata a tutti e nove i comuni”. “È assodato – prosegue – che da tempo ormai le amministrazioni debbano fare i conti con esigenze già di fatto condivise. Crediamo allora che i tempi siano maturi per pensare in modo diverso ed innovativo al futuro del nostro territorio, attraverso un rinnovamento amministrativo che porti nuove modalità per la soddisfazione dei bisogni di una comunità allargata”. “Stiamo lavorando per ampliare il più possibile i servizi ai cittadini e fare in modo che gli stessi servizi costino meno e funzionino meglio. Ottimizzazione ed efficienza devono essere i principi guida”. Anche a Rignano si procede spediti. “La nostra

adesione è stata votata a maggioranza nei tre consigli comunali consecutivi dello scorso luglio dedicati all’argomento”, ricorda il sindaco Gianna Magherini. “Ora vogliamo andare avanti su questa strada e dare risposte concrete ai cittadini, integrando i servizi comuni che già esistono con nuovi strumenti e una programmazione ad ampio raggio che consenta lo sviluppo unitario del territorio e la miglior gestione delle risorse e del personale”. “Quello che vorremmo nascesse dall’Unione – precisa Magherini – è un complesso di servizi a geografia variabile, alcuni validi solo per tre o quattro comuni, altri, come il Suap (lo sportello unico per le attività produttive), estesi a tutti. Rignano ad esempio è poco interessata dai problemi di gestione della montagna, ma condivide altri bisogni con i vicini centri del Valdarno ed altre ancora con tutta la Valdisieve”. “Il nuovo soggetto politico – aggiunge poi Benedetti – rappresenterà la vita e le esigenze di un’area vasta, abitata da 100mila persone. Presentandoci uniti avremo un peso diverso anche di fronte alle istituzioni, Provincia e Regione su tutte”. Il cammino è tracciato. Restano gli ultimi dettagli da definire, ma “entro la fine del mese l’Unione terrà la /A.T. sua prima assemblea”. Il Reporter del Valdarno F.no raggiunge 18.509 famiglie nei Comuni di Figline, Incisa, Reggello, Rignano.

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il reporter è un periodico di 10 edizioni che mensilmente viene distribuito da in 216.486 copie

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utti in sintonia, a passi svelti verso l’unione? Non proprio. Nessuno vuol perdere tempo, ma le perplessità avanzate da alcuni amministratori mettono un freno all’entusiasmo per il progettato rinnovo del governo locale. Quella che, al momento, si è venuta a creare è “una scatola vuota di ogni contenuto”, secondo il sindaco di Figline Valdarno Riccardo Nocentini. “La mia idea – spiega – era quella di portare a compimento l’unione a tre comuni con Incisa e Rignano. Dopo tre anni di discussione vera eravamo pronti a partire. Poi la decisione improvvisa di andare verso l’unione a nove”. Un cambio di rotta effettuato senza un preliminare “ragionamento serio sui contenuti: l’unione così come è stata proposta fino ad oggi – continua Nocentini – non è altro che l’ex comunità montana che ha cambiato nome. E proprio la questione precedente della comunità montana è la spada di Damocle che pende sulle amministrazioni coinvolte: lo scioglimento di questo ente lascerà un’eredità di personale, strutture, situazioni debitorie e creditorie che non può essere accollata anche ai comuni non montani come Figline”. “Non possiamo metterci insieme – aggiunge – basandoci sul semplice assunto che più siamo e maggiore sarà il nostro peso

politico. Servono contenuti, non contenitori”. Un progetto da rivedere quindi nei punti di partenza: “per essere unione vera dovrà fondarsi su servizi con una direzione policentrica, e non, come è oggi, tutta concentrata in Valdisieve. Credo anzi che il centro dei nuovi servizi non montani debba essere proprio il Valdarno, con Figline al centro”. Esigenze condivise dal primo cittadino di Incisa, Enrico Giovannoni. “Dobbiamo creare – dichiara - una struttura con due, tre, quattro servizi uguali per tutti e tanti altri gestiti in modo modulare, a seconda delle diverse esigenze dei territori”. Non mancano, anche da parte sua, appunti al progetto così come è stato definito finora: “ho sempre detto che avrei preferito andare avanti con l’unione a tre dei comuni del Valdarno. Ci abbiamo lavorato su per tre anni, una lunga fase di progettazione che aveva coinvolto tutte le forze politiche, le rappresentanze sindacali e gli altri attori sociali. Proprio quando eravamo pronti a partire l’idea è stata accantonata. Questa è l’amarezza più grande”. “Non per questo vogliamo chiamarci fuori dall’unione. Serviranno altri approfondimenti e certe questioni dovranno essere risolte, ma è una porta che vogliamo /A.T. lasciare aperta”.

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FIGLINE • INCISA • REGGELLO • RIGNANO

SERVIZI. Dove sono già attive sinergie e collaborazioni e dove si potrebbe lavorare sulla coordinazione

D’accordo sull’economia. Ma non sulla scuola Probabile la gestione unificata di protezione civile e polizia municipale, così come delle attività di supporto a commercio e agricoltura. Strada in salita per istruzione e trasporti pubblici

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estire in maniera allargata i servizi per razionalizzare le risorse e migliorare l’efficienza. Questo il presupposto che ha dato vita al progetto dell’Unione dei comuni. Ma da dove partire? Un percorso comune in realtà è già tracciato: l’Unione dei comuni muoverà i suoi primi passi sulla base di quanto fatto dalla Comunità montana Montagna fiorentina. Del comprensorio, che si avvia verso lo scioglimento, fanno

parte i Comuni di Londa, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rufina, San Godenzo (Dicomano si è invece defilata nel 2008 per aderire alla vicina Comunità montana Mugello). L’ente ha gestito fino ad oggi un “pacchetto” di 14 deleghe attinenti alle problematiche di valorizzazione e salvaguardia del patrimonio montano. Massima attenzione riservata ovviamente al settore agricolo: dall’attuazione del Piano di sviluppo

rurale, alla ristrutturazione e sostegno alle colture tipiche (vigneti e oliveti) fino all’agricoltura biologica e integrata, l’agriturismo e i programmi di educazione ambientale. Resteranno anche i servizi associati in materia di manutenzione e interventi straordinari sul patrimonio idrologico e boschivo. Sempre nell’ambito della Comunità montana opera il Centro intercomunale di protezione civile della Montagna fiorentina, che in pratica funziona da filtro tra la zona dell’emergenza e la sala operativa provinciale. Stesso discorso per la gestione associata di Protezione civile ‘Arno Sud-est fiorentino’ avviata dai Comuni di Figline, Incisa e Rignano insieme a Bagno a Ripoli, e non è da escludere una fusione tra le due unità una volta ultimata l’Unione dei comuni. Le ex componenti della Comunità hanno inoltre studiato un Suap (Sportello unico

per le attività produttive) unificato che coordini le attività di impresa, commercio, artigianato e vendita al dettaglio. Il controllo sulle prestazioni mediche resterà presumibilmente alla Società della salute – zona fiorentina sud-est, della quale tutte e nove le amministrazioni fanno già parte. Gestiti in modo separato, almeno per adesso, sono invece i corpi di polizia municipale, anche se esiste una convenzione di collaborazione tra i comandi valdarnesi per rimediare su richiesta ad eventuali indisponibilità temporanee del personale attraverso interventi coordinati. Difficile, al contrario, che si vada verso la gestione unificata del trasporto pubblico e dei servizi scolastici, visto che su questi fronti i Comuni del Valdarno hanno relazioni molto più fitte con i centri del fianco aretino della vallata che con la /A.T. Valdisieve.

L’IPOTESI. Da tre a una provincia tra Firenze, Prato e Pistoia: se ne parla da anni. Ecco le idee in campo

Valdarnia, cosa accadrebbe se sparissero i confini L

a natura degli enti locali, così come pensata più di 60 anni fa dai nostri padri costituenti, sta mostrando alcune debolezze dovute all’età. I tempi, a quanto pare, sono maturi per uno svecchiamento, e anche nelle nostre zone il dibattito è più acceso che mai. Oltre che alla nascitura unione con la Valdisieve, il Valdarno fiorentino guarda con interesse al progetto, ormai in fase avanzata di discussione, della fusione tra le Province di Firenze, Prato e Pistoia. Una novità cara al presidente dell’ente provinciale fiorentino Andrea Barducci. “Già nel mio programma elettorale si parlava della necessità di superare l’esistenza delle tre province andando a creare un soggetto più esteso che disponga di strumenti di governo e pianificazione comune”. “La Città metropolitana – spiega – consentirebbe una significativa semplificazione dei processi am-

ministrativi di un territorio vasto, densamente abitato e complesso come il nostro. Si istituirebbe un sistema congiunto di governance capace di avviare un reale coordinamento e un’effettiva integrazione politico-amministrativa, che individuando percorsi e strategie comuni permetterebbe di evitare sprechi e frammentazioni. Penso a temi come la mobilità, lo sviluppo, la gestione dei servizi pubblici a rete, che, se gestiti in sinergia, accrescerebbero significativamente la competitività della Toscana centrale”. “Ormai nella dimensione europea la partita non si gioca più fra nazioni, ma fra reti di sistemi territoriali. Dentro la Città metropolitana potranno coabitare e collaborare sottosistemi specifici come quello del Valdarno”. Il progetto dell’unione dei comuni va quindi nella direzione indicata. “Testimonia il fatto che abbiamo

Andrea Barducci: “Un unico sistema di governance permetterebbe di eliminare sprechi e frammentazioni. Basti pensare ai trasporti. Sarebbe un salto di qualità” visto giusto puntando sulla connettività tra identità locali. La capacità di fare rete – conclude Barducci - sarà il valore aggiunto per fare il salto di qualità”. Lo sposalizio amministrativo tra Firenze, Prato e Pistoia potrebbe però non

essere l’unica novità da queste parti. A pochi chilometri dalle nostre case, nel resto della vallata che afferisce alla provincia di Arezzo, da tempo si parla della creazione di un comune unico di tutto il Valdarno aretino, da Pergine a Piandiscò, da Cavriglia a Loro Ciuffenna. Una “creatura” (battezzata provvisoriamente Valdarnia) da oltre 92mila abitanti (sarebbe il quarto comune toscano per popolazione dopo Firenze, Prato e Livorno) e una superficie di 569 chilometri quadrati, che ne farebbe il quarto comune italiano per estensione. Per ora non si è andati oltre qualche studio di fattibilità. Ma chissà se tra pochi anni non dovremo buttare le nostre vecchie mappe del Valdarno perché delle attuali 14 municipalità non ci sarà più traccia e le linee di confine distingueranno due soli co/A.T. muni.


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il giornale nel tuo comune

FIGLINE. Se ne parla da 20 anni, ora il destino di Le Borra è una “quasi certezza”. Almeno per gli enti locali

Discarica, si va avanti. Tra le polemiche Terreno franoso e rischio di inquinamento della falda acquifera, queste le accuse degli oppositori del progetto. Datato 1990 Paola Tozzi

Olio, il migliore del mondo è qui

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S

L’area dove dovrebbe sorgere la discarica

Non solo rifiuti urbani, ma anche scorie provenienti dall’inceneritore pericolo di natura sanitaria”, per la popolazione. Anche perché se all’inizio si parlava di rifiuti solidi urbani, adesso invece si nominano genericamente “rifiuti non pericolosi”, fra i quali sarebbero comprese scorie da trattamento termico provenienti dall’inceneritore della Rufina. Scorie non pericolose, ribadisce la Provincia, attraverso l’assessore all’ambiente Crescioli, secondo il quale “non sussistono in questo momento motivi per cui non si possa rea-

lizzare un impianto sicuro dal punto di vista ambientale, attraverso un’idonea e attenta progettazione”. Il sindaco di Figline in una nota dell’ottobre scorso, ha ribadito che “chiunque sarà titolato a realizzare la discarica ne dovrà prima discutere in modo molto approfondito con noi”, confermando che nessuna opera sarà realizzata finché non ci saranno i termovalorizzatori e che, inoltre, le verifiche ambientali e geologiche dovranno inequivocabilmente dimostrare che il terreno è idoneo. D’altra parte Nocentini è stato accusato di “non-risposte” in una nota diffusa dai gruppi “FiglineInMovimento” e “Valdarno 5 stelle”, secondo i quali la non idoneità del terreno de Le Borra è già ampiamente “nota e palese”, e non necessita nessuna ulteriore indagine.

prodotto a Figline il miglior olio biologico a livello internazionale. Questo almeno secondo i giudici della competizione “Biol 2010”, un premio internazionale che ha visto confrontarsi, in quel di Bari, una selezione fra le migliori spremiture biologiche provenienti da vari paesi del mondo. A salire sul primo gradino del podio è stato infine lui, l’Olio Extravergine di Oliva da Agricoltura Biologica San Martino, prodotto appunto nell’omonima località della campagna figlinese. Il proprietario dell’azienda agricola, il signor Dante Belardinelli, titolare anche di una nota azienda che produce caffè, è orgoglioso del riconoscimento ricevuto. “La nostra azienda – spiega – è posta in una posizione ottimale per la coltivazione degli olivi: mezza montagna – 500, 600 metri di altitudine - giusta ventilazione, terreno che non trattiene l’acqua. Una zona ‘votata’ alla produzione dell’olio, interessata da sempre a questo tipo di coltivazione, anche se, in 50 anni di vita dell’azienda, noi l’abbiamo per così dire ‘ottimizzata’, migliorando la disposizione dei terreni, mettendo a regime le tante colture miste che c’erano”. Oggi l’azienda può contare su circa 16mila piante “nuove”, nel senso che sono tutte successive all’epica gelata del 1985, che ha distrutto gran parte degli oliveti della zona. I giovani olivi piantati all’epoca sono in grado oggi di produrre circa 100 quintali di olio all’anno. “A San Martino – ci spiega - raccogliamo le olive giornalmente, via via che sono

al giusto grado di maturazione, quando questa non è ancora del tutto completa, e le mandiamo subito a frangere, entro 12 ore dalla raccolta, in frantoi biologici. Grazie a questo tipo di lavorazione, il nostro olio risulta quasi privo di acidità, ricco di aroma fruttato, organoletticamente perfetto e biologicamente puro”. Che si presenta, per dirla con i giudici del premio, nel giusto “equilibrio fra amaro e piccante, intenso ed armonico, con un retrogusto di carciofo”. Grazie al lavoro dell’imprendi-

Raccogliamo le olive giorno per giorno e le spremiamo subito tore toscano i prodotti della terra figlinese, come già è successo per quelli prodotti dall’illustre “vicino di casa”, Sting, sono saliti agli onori delle cronache in/P.T. ternazionali.

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i farà o non si farà la discarica a Le Borra? E, se si farà, che tipo di rifiuti vi verranno conferiti? La popolazione di Figline, e dell’intero versante sud del Valdarno Fiorentino, è in attesa di risposte, da almeno una ventina d’anni. Anni in cui, periodicamente, si riaccendono le perplessità sull’idoneità del sito a ospitare una discarica. Le ultime polemiche, fra le varie parti politiche e fra enti locali – Regione, Provincia, Comune di Figline – risalgono a inizio autunno. E’ datato 1990, invece, lo studio preliminare commissionato dai comuni del Valdarno che doveva portare all’individuazione di probabili siti idonei ad una discarica di rifiuti solidi urbani. La probabilità è divenuta una quasi-certezza solo pochi anni fa, fra il 2007 e il 2008 quando la Regione ha parlato in maniera “ufficiale” della discarica, e quando il Comune di Figline ha acquistato il terreno: posto vicino a Gaville, sulla strada che porta a San Cipriano, l’area de Le Borra è stata in passato utilizzata dall’Enel per depositare lo sterile che copriva la lignite, con la quale si alimentava la centrale di S. Barbara. Solo che, almeno secondo gli oppositori del progetto (dalle forze di opposizione in Comune, al gruppo provinciale di Rifondazione, fino al gruppo nato su FaceBook “No alla discarica a Figline Valdarno!!!”) la zona non è per niente idonea. Il terreno – dicono - è franoso e presenta una faglia, inoltre è formato da sabbie permeabili in superficie che pongono seri problemi relativi all’inquinamento della falda freatica. Da questo punto di vista – come ha recentemente affermato in un’interrogazione il consigliere di Rifondazione in Provincia, Andrea Calò, “ne potrebbe derivare anche un

BIO. Prodotto a San Martino il vincitore di Biol 2010

APERTO ANCHE IL SABATO MATTINA


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FIGLINE • INCISA • REGGELLO • RIGNANO

RIGNANO. Pendolari sul piede di guerra per orari e ritardi. E per i dubbi sulla galleria del San Donato

Trasporti fuori dal tunnel? Non ancora Comitati infuriati per la mancanza di un piano di sicurezza. Ma forse l’unica grande assenza è la comunicazione tra Ferrovie e viaggiatori Francesca Puliti

L

a protesta monta sul treno. E lievita in quella lunga galleria (11 km) che collega quel di Rignano a Firenze Rovezzano. E’ il tunnel del San Donato, messo plurime volte sotto accusa dal Comitato dei Pendolari Valdarno Direttissima. Mancanza di sicurezza, assenza di un qualsiasi piano di soccorso, scarsa qualità dell’aria e pericolosità della concomitanza, sotto la collina, di treni regionali e ad alta velocità. Questo il j’accuse formulato e ribadito in luoghi e sedi diverse da Maurizio Da Re, portavoce del Comitato. “Quella galleria risale agli anni ’70 – sottolinea Da Re – è scontato che adesso necessiti di alcuni interventi per l’adeguamento a nuovi standard di sicurezza. Per di più non ci risulta nessun accordo in merito stipulato tra Ferrovie e la Provincia, per quella tratta, com’è invece per quella che collega Firenze e Bologna”. Accordo che, invece, sussiste, secondo Trenitalia e la Provincia. “La linea Milano-Roma è l’autostrada del sole delle

Ferrovie – fa sapere l’ufficio stampa Fs – su quel tratto ci sono più fari puntati che da qualsiasi altra parte, è il tragitto più importante d’Italia”. E ipotizzare che non esista un piano di emergenza “è un’assurdità”. Ma c’è sempre un ma. Spazzata via la preoccupazione principale, ecco che spunta nelle parole dei pendolari un altro cruccio: quello di vedersi tagliare le corse regionali o di subire ritardi e rallentamenti a causa del “dare precedenza” coatto a Frecciarossa e argento. “L’allargamento della galleria del San Donato rappresenterebbe una soluzione – incalza Da Re – perché in tal modo si potrebbero evitare interferenze tra regionali e alta velocità”. Su questo fronte però le Ferrovie non hanno in serbo piani nel cassetto. Anche perché non dipende più tutto da loro. “Con il nuovo contratto di servizio, firmato l’anno scorso dalla Regione Toscana – chiarisce Trenitalia – la Regione stessa diventa finanziatrice del servizio e assume il ruolo di programmatore di orari, linee e tempi”. A darne

La galleria del San Donato

pubblica riprova le ultime affermazioni del presidente Enrico Rossi, che ha ipotizzato l’avvento di treni superveloci anche tra Firenze e Pisa. Per proteste e proposte, dunque, i pendolari dovranno cambiare destinatario sulla busta delle lettere. Anche se un primo strumento di dialogo

dovrebbe arrivare dal Tavolo permanente per il trasporto pubblico, a cui il sindaco di Rignano sta lavorando in vista dell’entrata in funzione della famosa unione a nove comuni. Tavolo a cui, garantisce Gianna Magherini, saranno caldamente invitati a sedersi anche Rossi e Moretti.

DAI CITTADINI. Dall’illuminazione ai pannelli elettorali vuoti, appunti di degrado dalle segnalazioni

I Led? Ecologici, ma meno luminosi dei vecchi lampioni A

Rignano si vive bene. Sembra quasi un “mantra” di tanti cittadini che vivono nel capoluogo valdarnese. Persone ben abituate alla quiete che il paese regala, ma altrettanto attente ad alcune storture. Piccole cose del quotidiano che talvolta però sono importanti quanto le altre. Raccogliamo in tal senso alcune segnalazioni dei rignanesi relative a qualche situazione di arredo urbano che non suscita particolari entusiasmi, tutt’altro. Partiamo da via Indipendenza dove sono presenti, nonostante l’ultima campagna elettorale sia targata 2009, i pannelli per la pubblicità politica. “Sono proprio brutti”, ci dice la signora Maria mentre attraversa la strada. “Sono rimasti qui nonostante tutti i poster elettorali siano stati strappati da tempo!

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Quando batte il sole d’estate quei pannelli sembrano degli specchi ustori”. In effetti l’estetica non è delle migliori. A poca distanza novità in chiaroscuro, in senso pressoché letterale. Inaugurati nelle scorse settimane, i Led di via della Businga raccolgono pareri contrastanti. Da una parte viene rimarcata la validità ambientale del risparmio energetico, dall’altra emerge banalmente che la luce è insufficiente. In effetti l’abitudine sembra tradire una certa insoddisfazione: “Rispetto a prima – ci dice uno dei abitanti della via – l’illuminazione è sicuramente minore. Basta confrontare la luminosità dell’ultimo lampione di Via Giovanni XXIII con quella di uno di quelli nuovi”. Commenti che sono del tutto simili a quelli già raccolti nelle fra-

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zioni di Torri e Le Corti che per prime avevano ospitato i nuovi lampioni. Ma non sono sempre negativi i commenti, anzi: per il sottopassaggio della stazione che ha subito diversi problemi di degrado in passato – vale il contrario. “Ora la situazione sembra migliorata – confermano due lavoratori in rientro da Firenze – e le scritte sono diminuite”. Stessa cosa per la sala d’attesa della stazione, decisamente più vivibile, anche se qui fa da contraltare una laconica comunicazione delle FS riguardo all’impossibilità di inserire monete nella biglietteria automatica: “Questa macchina è stata oggetto di ripetuti atti vandalici ed al momento non può essere riparata”. La maleducazione purtroppo abita /V.L. anche a Rignano.

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il giornale nel tuo comune

INCISA. Saranno gli studenti di Architettura a ridisegnare cinque aree selezionate insieme all’amministrazione

Piazze e giardini rinascono. Ad anno nuovo Arriveranno a gennaio i primi progetti su carta per piazza Santa

Silvia Del Riccio

Lucia, la zona dei servizi pubblici in cui si trovano l’Arci, la biblioteca e la Croce Rossa, nonché per il giardino nei pressi del campo da calcio. Tutti firmati da giovani, aspiranti architetti

P

ronti? Via! Un laboratorio innovativo e di tutto rispetto ha appena iniziato i lavori per riqualificare alcune zone del territorio incisano. Un’occasione di crescita e studio sul campo, è questo ciò che offrono Comune di Incisa e Facoltà di Architettura di Firenze. Nello specifico stiamo parlando di un gruppo di lavoro composto da docenti e studenti volto a riqualificare e valorizzare alcuni spazi urbani di interesse collettivo. Largo a proposte

focus Campus al capolinea

Viola addio, piano congelato

L

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Piazza Santa Lucia

a Fiorentina vuole ancora realizzare il campus ad Incisa o no? Vediamo di far chiarezza una volta per tutte e svelare il mistero. “Il progetto è stato congelato” con questa espressione l’alta dirigenza della Fiorentina avrebbe messo una specie di pietra tombale sull’idea di creare il tanto atteso campus viola nel territorio incisano, precisamente nei pressi della Villa L’entrata, poiché, sempre a detta dei Della Valle, la proprietà avrebbe altre priorità da portare avanti. Prima tra tutte la Cittadella Viola a Firenze, seppur anche questa è stata messa in forse dal patron viola ultimamente. Fabrizio Giovannoni, sindaco di Incisa, tiene però a precisare che la sua amministrazione non ha mai detto di no al campus viola, eppure l’ultima variante al piano urbanistico ha di fatto stracciato i 20mila metri cubi di turisticoricettivo messi a disposizione per il sorgere del centro sportivo. Certo, le porte continuano a rimanere aperte, un progetto congelato non è un progetto soppresso, e, come afferma il primo cittadino, dovessero tornare in auge le vecchie intenzioni non sarà difficile fare un’ulteriore variante. La presenza di una squadra importante come la Fiorentina avrebbe difatti notevole rilievo anche da un punto di vista turistico, per questo è bene lasciare aperto quantomeno uno spiraglio. Rimane alquanto difficile però dar speranza agli incisani della curva Fiesole di veder i propri beniamini aggirarsi nei dintorni della città poiché i rapporti tra dirigenza Viola e amministrazione incisana si sarebbero interrotti circa due anni fa, a ottobre 2008, quando appunto gli emissari dei Della Valle “congelarono” un’idea che già faceva sognare non solo i tifosi incisani, ma tutti quelli valdarnesi da /S.D.R. ben 5 anni.

progettuali, dunque, e idee di quei 45 universitari iscritti all’ultimo anno della specialistica chiamati a mettere in gioco la loro creatività e professionalità. A parlarci dell’iniziativa il professor Lo Russo docente in progettazioni architettoniche posto alla guida dei lavori. “Le aree individuate sono quella di piazza Santa Lucia, la zona dei servizi pubblici in cui si trovano l’Arci, la biblioteca comunale e la Croce rossa ed è previsto anche il recupero del giardino nei pressi del campo da calcio. L’anno accademico - spiega il professore - è appena iniziato, anche se con un po’ di ritardo ed è ora che gli studenti sono chiamati a prendere confidenza con l’attuale assetto urbanistico della città, ma già verso gennaio, confidando nella qualità dei loro progetti, dovrebbero esserci i primi risultati su carta”. In base all’accordo sottoscritto tra Università e amministrazione un team di docenti della Facoltà supervisionerà il lavoro degli aspiranti architetti, che si impegneranno nella redazione delle proposte con riferimento anche ai costi e alle esigenze di manutenzione dirette alla riqualificazione delle aree degradate del territorio comunale. Potrebbe essere un’ottima opportunità, come tenne a precisare il sindaco Fabrizio Giovannoni a seguito della firma a settembre del protocollo di intesa, per dare l’esempio anche ad altri comuni toscani. Soddisfazione è stata espressa anche da Saverio Mecca, preside della Facoltà di architettura dell’Università di Firenze, che ha annunciato che la Facoltà di Architettura si impegnerà ad organizzare uno o più workshop di progettazione sull’area scelta di grande valore paesaggistico e urbano, e su questa base a realizzare il materiale informativo di supporto alla partecipazione dei cittadini al progetto e la mostra finale dei progetti di architettura proposti ai cittadini di Incisa per far in modo che niente di ciò che verrà prodotto vada perduto. “Mantenendo fondamentalmente l’attuale assetto specifica il Prof Lo Russo - cercheremo di proporre contenitori nuovi per edifici e paesaggio confidando anche nel contributo economico concesso dalla Regione Toscana”. La Regione, infatti, ha inserito il Comune di Incisa nel Progetto di iniziativa regionale Pir “Valorizzazione del paesaggio” per l’annualità 2010, fra gli interventi previsti nella Linea di azione “Concorso alla formazione di progetti per la valorizzazione dei beni culturali, storico-architettonici e paesaggistici, per ambiti territoriali e/o tematici favorendo l’integrazione fra politiche di valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e politiche di governo del territorio”.

Il modello potrebbe essere esportato in altri comuni della Toscana


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FIGLINE • INCISA • REGGELLO • RIGNANO

REGGELLO. Oltre 100 richieste per il contributo affitti, in aumento anche le iscrizioni alla graduatoria Erp

Casa, è boom di sfratti per morosità Le vittime della crisi, qui, sono in gran parte italiane, persone tra i 45 e i 60 anni che perdono il lavoro e si trovano in difficoltà con mutui e bollette. Quasi raddoppiati i fondi destinati al sociale previsti per il 2010, che erano già esauriti a luglio

Case a Reggello

Andrea Tani

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fratti in rapida ascesa e boom di richieste per contributo affitti e alloggi popolari, è emergenza abitativa a Reggello. Che la crisi sia grave e talvolta soffocante è ormai chiaro a tutti. I dati su larga scala che ci parlano di stagnazione del Pil e crescita del debito pubblico appaiono però indicatori lontani, cifre a troppi zeri e poco utili a capire la nostra realtà. Per afferrare la vera portata della congiuntura economica negativa degli ultimi anni sono forse più comodi i numeri che raccontano il nostro piccolo mondo, la nostra città. Scopriamo così che a Reggello le difficoltà più urgenti sono quelle che riguardano la casa. “C’è un incremento preoccupante di persone tra i 45 e i 60 anni che perdono il lavoro – spiega l’assessore agli affari sociali Daniele Bruschetini –. Padri di famiglia del cosiddetto ceto medio, che magari hanno figli da mantenere e il mutuo da pagare. Sempre più persone si rivolgono ai servizi sociali perché non riescono a soddisfare esigenze primarie o a pagare le bollette”. Non c’è da stupirsi dunque se il bando per ottenere il contributo affitti promosso dall’amministrazione comunale negli scorsi mesi abbia avuto una riscontro ben superiore alle attese: oltre 100 richieste arrivate finora, molte in più rispetto ai 62 finanziamenti erogati lo scorso anno. “Per forza di cose abbiamo dovuto aumentare, quasi raddoppiandoli, i fondi previsti. Il consiglio comunale ha approvato una variazione di bilancio per rivedere verso l’alto il capitolo di spesa per gli affari sociali, perché a luglio i soldi preventivati per tutto l’anno erano già finiti”. Molti capifamiglia per anni hanno covato in segreto e nascosto per pudore le loro difficoltà, esplose oggi tutte insieme, quando sono giunte al limite del disperato. Qui, spiega Bruschetini, “le vittime della crisi sono in larga parte italiani, molti nati e cresciuti a Reggello. La presenza di immigrati nel nostro comune non raggiunge il 5%”. Italiane sono anche le prime 50 delle 80 famiglie in graduatoria per l’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare. Situazioni di disagio che spesso portano all’estrema conseguenza, lo sfratto per morosità. Dati precisi non ci sono, ma anche questo fenomeno, garantiscono le autorità, è in aumento.

cascia Diminuiti gli incidenti. Ma camion e bus non girano

La nuova rotonda è già da rifare

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ppena finita di costruire ed è già tempo di riaprire i cantieri. Inaugurata poche settimane fa, la nuova rotatoria di Cascia nasce per fluidificare il traffico su un incrocio pericoloso della direttrice Montanino-Reggello. Un’opera necessaria, i cui effetti positivi sono stati subito evidenti: la circolazione è più scorrevole e il numero degli incidenti sull’intersezione, finora teatro di frequenti scontri tra auto, si è praticamente azzerato. Un solo problema: camion, autobus e veicoli ingombranti hanno difficoltà a girarci intorno. “Servono in effetti dei piccoli aggiustamenti per rendere la rotonda più fruibile”, ammette l’assessore ai lavori pubblici Fabio Tirinnanzi. “Allo stato attuale i mezzi pesanti riescono comunque a superarla senza pericoli, anche se sono costretti a rallentare e procedere con qualche cautela di troppo che potrà essere evitata dopo qualche ritocco”. L’anello stradale si trova, venendo da valle, poco dopo la località Borgo a Cascia, sul principale tragitto utilizzato dai veicoli in uscita dall’A1 per raggiungere Reggello. Non è infrequente dunque che venga percorsa da autocarri e mezzi per il

trasporto pubblico. “Abbiamo già concluso un sopralluogo congiunto con la ditta appaltatrice che sta già lavorando a un progetto di adeguamento e presto lo presenterà. Sicuramente verrà ridotta la circonferenza della rotatoria”, continua l’assessore. “Contiamo di portare a termine i lavori in tempi brevi, a un costo non ancora preventivato ma comunque assai ridotto”. Presto anche i pullman potranno scorrere lisci come l’olio prodotto nelle colline circostanti. Giusto il tempo di rimediare a un errore progettuale /A.T. evitabile.


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Novembre 2010

il giornale nel tuo comune

Figline

Incisa

Reggello

Rignano

Pendolari Il Comune bussa alle porte di Fs per riavere l’edicola alla stazione Pendolari orfani dell’edicola della stazione di Figline, c’è una prima buona notizia. Approvando un ordine del giorno in tema, il 6 ottobre scorso, il Comune si è formalmente impegnato per intercedere con Ferrovie dello Stato in modo da rimettere in piedi il servizio. Magari anche meglio di prima. Con l’atto passato in consiglio, si invita Fs “ad adoperarsi per giungere rapidamente ad una soluzione che permetta, possibilmente in spazi e modi più consoni all’importanza dello scalo figlinese, la riapertura dell’edicola all’interno della stazione ferroviaria” e al tempo stesso si impegna la giunta a valutare anche le eventuali opzioni che coinvolgano sia attività commerciali che il mondo del volontariato e del no-profit”.

Traffico La rotatoria al casello fa ancora discutere Torna al centro del consiglio provinciale la richiesta della realizzazione di una rotatoria al casello dell’autostrada. Da tempo i sindaci del Valdarno fiorentino hanno avanzato una richiesta formale alla Provincia di Firenze. Lo svincolo, ad alta intensità di percorrenza, è infatti finito tristemente al centro del dibattito sul problema della viabilità in zona, in quanto, a detta di molti cittadini, è la causa principale delle lunghe code che nelle ore di punta si verificano quotidianamente in quel tratto di strada. Nonostante si sia già svolto un incontro tra le parti interessate presso il Comune di Incisa, la questione si è rivelata più complessa del previsto, non solo per alcuni problemi strutturali della regionale 69 stessa, ma anche a causa della presenza nell’area interessata di aree e parcheggi privati. Recentemente la questione è stata portata al centro della discussione in Consiglio Provinciale da parte dei consiglieri Giunti (Pd) e Calò (Prc). “Proprio in questi giorni - rileva il consigliere del Pd Piero Giunti - si è verificato nella zona un altro incidente stradale fortunatamente senza conseguenze per i passeggeri dei due mezzi coinvolti”. Con una nuova domanda d’attualità, il consigliere del Pd ha poi chiesto alla Giunta di informare il Consiglio Provinciale sulle iniziative da intraprendere al fine di portare a compimento la rotatoria. Punta invece il dito contro la Provincia il capogruppo di Rifondazione Comunista, Andrea Calò “Aaa: Provincia di Firenze Cercasi” ironizza, chiedendo alla Giunta di riferire sulla vicenda, sui tempi previsti per la realizzazione e sull’entità delle risorse da impiegare. L’assessore ai lavori pubblici del Comune di Incisa, Gianfranco Mazzotta, pone invece l’accento sulle problematiche riscontrate in assenza di questo provvedimento urbanistico. “E’ una situazione diventata ormai insostenibile - spiega l’assessore - il costo per i lavori di questa rotatoria è stimato attorno ai 400mila euro, adesso chiediamo un piccolo sforzo anche alla società Autostrade, alla quale spetta in concreto la realizzazione dell’opera urbanistica, in concomitanza dei lavori per la terza corsia nel tratto autostradale Firenze Sud - Incisa – Reggello”.

Figli/1 Nasce il circolo delle mamme Una psicologa per chiarire ogni dubbio, informazioni utili e tante altre neomamme con cui confrontarsi e condividere la propria esperienza. E’ partito a metà ottobre il ciclo di incontri promosso dal Comune di Rignano e dedicato alle madri di bimbi da zero a nove mesi. Ogni sabato mattina, dalle 10.30 alle 12.30, fino ad anno nuovo, i locali del Centro per l’Infanzia “Il grillo e la formicuzza” ospiterà madri e figli. Gli incontri, durante i quali sarà possibile ricevere informazioni riguardo all’allattamento, la cura del piccolo, la relazione madre-bambino, i cambiamenti nella vita di coppia, il ruolo dei nonni e della rete sociale, il rientro al lavoro ed ogni altra problematica avvertita dalle mamme, saranno condotti la Dott.ssa Mila Bortolotti, psicologa e gestalt counselor, con esperienza nel settore dell’allattamento e della prima infanzia. Si sperimenteranno inoltre tecniche di massaggio al bambino. La partecipazione all’iniziativa è gratuita, ma è necessario iscriversi. Il Centro per l’Infanzia “Il grillo e la formicuzza” si trova in piazza Aldo Moro, per iscrizioni o informazioni ci si può rivolgere all’Ufficio Istruzione del Comune di Rignano sull’Arno in orario di apertura al pubblico (martedì e giovedì 8.30-12.30 e 15.00-18.00) oppure telefonare allo 0558347833.

Figli/2 Riaperto il bando per le iscrizioni al nido E’ stato riaperto il bando per le nuove iscrizioni al servizio di nido del Comune di Reggello. Qui, infatti, non solo sono state esaudite tutte le richieste (e con questo Reggello si è classificato come uno dei comuni più virtuosi della Toscana), ma sono anche avanzati dei posti. Sedici in tutto, di cui 15 nei diversi moduli al Nido Comunale Arcobaleno di Prulli e uno al Nido Comunale di Pietrapiana nella Sezione “Scoiattoli”. “Siamo soddisfatti di aver dato una risposta positiva a tutte le richieste ed ancor più di aver riaperto una graduatoria per il servizio di nido - Afferma l’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Reggello, Cristiano Benucci – Ciò è importante risultato politico, che testimonia l’attenzione dell’Amministrazione verso un servizio importante, fondamentale per le giovani famiglie, che sono in continua crescita nel nostro Comune”. Possono presentare domanda di iscrizione i genitori dei bambini che compiranno il requisito di età, sei mesi o dodici mesi entro il 31 marzo 2011. Tutti gli interessati devono presentare domanda, su apposito modulo d’iscrizione, disponibile presso l’Ufficio P. Istruzione, Piazza IV Novembre, Reggello (tel. 055/ 8669229/273), la Biblioteca Comunale, Via M. L. King - Cascia (tel. 055/ 8665013) e/o sul sito internet del Comune: www.comune.reggello. fi.it, all’Ufficio Protocollo del Comune, piazza Roosevelt, Reggello, entro le ore 12.30 di venerdì 12 novembre 2010. L’inserimento al nido avviene, dal mese di novembre, secondo la disponibilità dei posti, per età e nel rispetto della graduatoria, tenendo presente il requisito dell’età richiesto dalla struttura. Le richieste d’iscrizione dei bambini non residenti, potranno essere accolte dopo aver dato priorità ai residenti. Si possono visitare i nidi di Prulli ( TEL.055/ 863088) e Pietrapiana (TEL.055/8667279). E’ inoltre prevista la riduzione del 20% sulla quota fissata per la seconda iscrizione, nel caso che i figli al nido siano due.

Mobilità Passerella, è ancora polemica Ci sono voluti mesi per realizzarla, compresa qualche altra settimana buona tra la fine dei lavori e l’inaugurazione ufficiale, dopo i necessari collaudi, eppure la nuova passerella pedonale del ponte sull’Arno fa ancora discutere. L’opera, costata circa 368mila euro, secondo i consiglieri provinciali Lorenzo Verdi e Andrea Calò (Prc), sarebbe ancora “inaccessibile e poco utilizzata”. “A tutt’oggi –dichiarano i due consiglieri, che hanno portato la questione a Palazzo Medici Riccardi - mancano i collegamenti sul lato Matassino e sul lato Figline e i problemi di sicurezza e di alleggerimento del traffico sono irrisolti”. Punti su cui i due consiglieri si accalorano. “Se i problemi del traffico non sono stati risolti – attaccano - se per trovarsi in ‘sicurezza’ i pedoni sono costretti a ingegnarsi quotidianamente per poterla utilizzare viene allora da chiedersi dove sono andati a finire gli amministratori locali che l’hanno pensata e realizzata? Perché nessuno né individua le criticità e lavora per rimuoverle?”. Ai posteri l’ardua sentenza sull’opera, ai sindaci di Figline e Reggello l’obbligo di rispondere in merito.

ridurrà il traffico veicolare che attraversava le frazioni di Santa Barbara, Cetinale e Porcellino e per migliorare la sicurezza stradale. Il progetto è articolato in due lotti di cui il primo collega la Centrale termoelettrica nel territorio di Cavriglia alle località Cetinale-Porcellino nel territorio di San Giovanni Valdarno, i cui lavori sono in corso di esecuzione, ed il secondo che collega le località Cetinale-Porcellino con la SR 69 del Valdarno. Figline Volgono a conclusione i lavori lungo la provinciale detta delle Miniere. E anche il traffico si ridurrà. Inaugurato lo stadio. Sp 14 delle Miniere Quasi terminati i lavori della strada che

Stadio Comunale Inaugurato lo Stadio Comunale “Goffredo del Buffa”. L’intervento, eseguito questa estate con l’obiettivo di rispondere alle nuove norme sulla sicurezza, è costato quasi mezzo milione di euro. “Grazie a questo consistente intervento di messa in sicurezza - ha spiegato il sindaco Nocentini - adesso lo stadio si presenta come uno

Rosano Fosso di Castiglionchio, ancora niente di fatto Il problema è uno di quelli che si trascinano da anni, nel comune di Rignano, ma qualche mese fa sembrava esserci stata una svolta decisiva. Invece no, nulla di fatto. Stiamo parlando del Fosso di Castiglionchio, a Rosano, che attende da tempo un intervento di messa in sicurezza. Sono passati circa 5 mesi da quando, nel maggio scorso, l’amministrazione comunale ha affidato uno studio idrogeologico a riguardo. Cosa è cambiato da allora? Per il momento niente. Ma, fa sapere l’assessore provinciale ai lavori pubblici Laura Cantini, i primi di settembre si sono tenuti un paio di incontri in proposito, in Provincia. Al tavolo si sono seduti anche i tecnici della Regione e quelli di Rignano. Insomma, qualcosa si è mosso. Sperando che il progetto non cada nuovamente in letargo.

dei migliori della provincia e non solo”. L’intervento ha previsto la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione che permetterà di giocare anche gare in notturna, l’ampliamento di 322 posti di tribuna (lo stadio adesso può ospitare 1872 spettatori), l’ampliamento della sala stampa, la predisposizione dell’impianto di videosorveglianza e opere varie per un importo complessivo di circa 493mila euro. Rignano La terapia a cavallo prende più spazio. Si amplia la struttura sociosanitaria-riabilitativa di Boncioli, nella frazione di Torri. Torri E’ in corso di approvazione un progetto di ampliamento della Struttura Socio-SanitariaRiabilitativa posta in località Boncioli nella frazione di Torri. Ai sensi dell’art. 10

“Interventi a favore di persone con handicap in situazione di gravità” della L. 104/92. Il progetto è relativo alla realizzazione di un nuovo edificio adibito a comunità-alloggio protetta con tanto di maneggio coperto e scoperto e di box per i cavalli, necessari per la ippoterapia e per la riabilitazione equestre, adiacente alla esistente residenzasanitaria assistenziale per disabili in località Boncioli. Reggello Nuovi locali, ma solo bio, all’Arciconfraternita. Arciconfraternita Terminati i lavori dell’Arciconfraternita, già inaugurata. I nuovi locali, realizzati completamente in materiale ecocompatibile, verranno utilizzati in primis per la sosta della nuova auto medica, che ha consentito l’ampliamento del servizio del trasporto sociale.


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economia

Novembre 2010

l’inchiesta/1. La causa sono spese sanitarie, rate per l’auto e mutui sulla casa

Toscana, duemila euro di debiti a testa Secondo un rapporto di Unioncamere, la nostra regione si aggiudica la maglia nera (insieme a Marche, Emilia Romagna e Veneto) nella classifica nazionale di chi non riesce a “coprire” le proprie uscite Giuditta Boeti

S

pese sanitarie, rateizzazioni per l’acquisto della macchina, viaggi, ma soprattutto mutui per comprare casa, ed ecco che in Toscana, nel 2010, ogni cittadino ha contratto debiti per una media di 2.040 euro a testa. Secondo i dati forniti dal Casper, Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (sigla che riunisce le varie associazioni di consumatori), ogni famiglia si ritrova accollate tutti i mesi delle spese fisse che costringono al ricorso al credito. Non a caso nell’ultimo anno il numero dei prestiti ha segnato un aumento record del 20,8 per cento. In linea con l’allarme lanciato dalla Banca d’Italia, dunque, anche in Toscana è cresciuto l’indebitamento delle famiglie e questo boom è causato da una forte perdita del potere d’acquisto. Secondo un rapporto di Unioncamere, nella classifica nazionale dei “cattivi pagatori” la Toscana indossa la maglia nera insieme al Veneto, alle Marche e all’Emilia Romagna. In queste regioni d’Italia, durante il 2009

si è registrato un incremento sia dei titoli non pagati sia del loro importo. Anche perché essere un pessimo pagatore non è poi così difficile: basta saltare o ritardare il pagamento della rata di un finanziamento (anche di un prestito appartenente al credito al consumo, cioè di quei debiti contratti per l’acquisto di un elettrodomestico o per rateizzare il pagamento di una visita dal dentista ad esempio) a causa di un qualsiasi motivo per essere registrati nelle “liste nere” dei “protestati”. A quel punto ottenere un nuovo finanziamento diventa davvero complicato. Ma in tempi di crisi pure i fiorentini hanno imparato a stringere la cinghia. Sono calati infatti gli

In tempi di crisi anche i fiorentini hanno dovuto “stringere la cinghia”. E sono calati gli acquisti

acquisti ritenuti non indispensabili (come gli articoli di profumeria, i libri, i giornali e la cartoleria) e la fonte primaria di indebitamento rimane ancora il mutuo per la casa. A confermare questa tendenza sono i dati sull’andamento delle vendite al dettaglio: nei primi sei mesi dell’anno la situazione di difficoltà del commercio toscano è stata legata ad una domanda interna che è diventata molto selettiva e cauta. Da un’indagine svolta da Unioncamere Toscana e Regione Toscana emerge che siamo ancora lontani dai livelli economici della situazione “pre-crisi”: segnali un pochino più rassicuranti arrivano da parte delle imprese che gestiscono ipermercati, supermercati e grandi magazzini, mentre per gli esercizi specializzati (sia alimentari che non alimentari) le perdite di fatturato restano ancora pesanti. Le difficoltà maggiori sono ancora relative alle vendite di prodotti per la casa ed elettrodomestici (- 4,3 per cento) e di abbigliamento e accessori (-3,5 per cento).

L’INIZIATIVA Si tratta di un aiuto erogato ai soggetti cosiddetti “non bancabili”, ovvero privi delle garanzie per ottenere finanziamenti

“Microcredito agevolato”, un sostegno per le famiglie in difficoltà

C’

è uno strumento a disposizione delle famiglie toscane in difficoltà a far quadrare i propri conti e si chiama “microcredito agevolato”. Si tratta di un sostegno che la Regione offre soprattutto a famiglie normalmente “non bancabili”, cioè che non sono in grado di offrire tutte le garanzie che occorrono per ottenere un finanziamento, ma che dimostrano di poter assolvere l’impegno di restituzione se aiutate a superare il momento di difficoltà. E allora, in questi casi, è la stessa Regione a fare (gratuitamente) da garante alle banche (fino all’80 per cento dell’intero ammontare) per la concessione di prestiti fino

ad un massimo di 4 mila euro. Il credito potrà essere restituito anche in piccole rate (di 70/80 euro al mese) fino ad un massimo di 5 anni ad un tasso di interesse agevolato (del 4/5 per cento medio annuo). Non sono previste spese di istruttoria o gestione della pratica, ed i fondi sono erogati al massimo entro 40 giorni dall’apertura della pratica. La Regione, per garantire i finanziamenti concessi dalle banche, ha costituito un fondo di garanzia iniziale di 1,2 milioni di euro. Punto chiave del microcredito agevolato è la rete di Centri di Ascolto ai quali le famiglie alle prese con problemi finanziari potranno rivolgersi per

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accedere al sistema creato in collaborazione con Anpas, Arci, Caritas, Fondazione toscana per la prevenzione dell’usura onlus e Misericordie. L’iniziativa nasce da una evidente difficoltà economica in cui si trovano numerose famiglie toscane: secondo dati Cispel, infatti, nel 2009 non hanno potuto pagare 40 milioni di euro per consumo di gas, 150 milioni di euro relativi alla produzione di rifiuti ed al consumo di acqua; ed ancora, i pignoramenti immobiliari nel 2009 a Firenze sono cresciuti del 14,7 per cento. E il 32 per cento della popolazione anziana toscana /G.B. vive oggi con meno di 750 euro al mese.

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economia

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l’inchiesta/2. Per chi deve riscuotere quanto gli spetta la via legale non è l’unica esistente

Quelli che di mestiere recuperano crediti Un esperto del settore racconta che questo tipo di soluzione “è meno oneroso per rivalersi sui propri debitori, sempre più numerosi a causa della crisi, e conviene ad entrambe le parti” Ilaria Esposito

L’

azione legale non è l’unica via percorribile per il creditore che vuole ottenere quanto gli spetta. Spesso ricorrere al recupero crediti è un mezzo più semplice per rivalersi sui propri debitori. Anna Tino, della Nivi Credit S.r.l di Firenze, ha spiegato a Il Reporter perché e come questa forma di riscossione convenga a entrambe le parti, creditori e debitori. La via del recupero crediti è “meno traumatica” per il debitore rispetto a quella legale? Il recupero crediti stragiudiziale è mediamente meno oneroso per il debitore, che non è gravato dai costi dell’azione legale (solo per registrare un decreto ingiuntivo servono centinaia di euro). Inoltre, questo sistema è più immediato ed economico anche per il creditore, che paga la società di recupero solo se incassa e - come nel nostro caso - in provvigione rispetto al recuperato, senza costi iniziali. Chiaramente la nostra azienda, come la maggior parte, collabora con studi legali: una volta percorse le strade stragiudiziali ed amichevoli il debitore ci costringe a perseguire le vie legali. Inoltre, col recupero legale si attivano procedure che incidono sulla vita del debitore: il decreto ingiuntivo registrato, il pignoramento, l’istanza di fallimento sono anche consultabili da terzi. Il recupero stragiudiziale presta attenzione alla mediazione fra le parti e a febbraio 2010 tra la nostra asso-

ciazione di categoria Unirec e la Adiconsum è stato costituito Ebitec, ente bilaterale per la tutela dei diritti dei debitori, anche in tema di privacy. Quali sono le situazioni tipiche che si presentano? Una persona (fisica o giuridica) ricorre al capitale di terzi se non può far fronte ai suoi bisogni coi mezzi propri. Un imprevisto determina l’impossibilità di rispettare le scadenze di mutui, credito al consumo, etc. Qui sorgono i problemi, poiché non tutti hanno la percezione vera di quel che costano certi finanziamenti: per rimborsarne uno se ne prende un altro, entrando in un vortice di interessi talora al limite del tasso di usura. Il risultato è facile da immaginare... Il numero di debitori è aumentato negli ultimi anni? Sicuramente, per i tanti posti di lavoro persi con la crisi e perché prima di questa ottenere prestiti e finanziamenti era fin troppo facile. Come prevenire questo fenomeno? “Stringendo” i rubinetti delle finanziarie, cioè effettuando analisi più severe sulla solvibilità dei soggetti che si avvicinano al mondo dei pagamenti rateali, del credito al consumo o dei prestiti in genere. D’altro canto, il vortice degli indebitamenti successivi potrebbe essere arrestato solo dal legislatore, con la previsione di soglie di usura sensibilmente più basse rispetto ai valori attuali.

FoCUS Ad occuparsene è un’associazione ad hoc, la Rmc (Recupero merito creditizio), che aiuta chi resta “intrappolato”

Liberarsi dal marchio di “cattivo pagatore” si può. Eccome volte liberarsi dell’etichetta di “cattivo pagatore” può essere molto difficile. La missione principale dell’Associazione Rmc (Recupero merito creditizio) è proprio quella di aiutare le persone che sono rimaste “intrappolate” nella cosiddetta “centrale rischi”, un elenco di nomi che serve agli istituti finanziari per controllare eventuali posizioni debitorie di chi avanza richiesta di credito. Quando qualcuno chiede un prestito a una banca o a una società finanziaria quest’ultima accede ad una banca dati, dove sono disponibili i nomi di chi ha situazioni di debito insolute. Ma in questi elenchi non si trovano solo i

veri “cattivi pagatori”. Spesso rimangono per lungo tempo anche i nomi di coloro che, dopo un ritardo anche minimo, sono riusciti a pagare interessi e spese per estinguere il debito. Un sollecito di pagamento di una banca può essere sufficiente a far finire chiunque nella cartella rischi, senza che l’interessato se ne renda conto. Finché il suo nome resta in questi elenchi una persona è esclusa dal mondo del credito, dal momento che gli istituti finanziari non prestano denaro ai cattivi pagatori o ai presunti tali. L’Associazione Rmc tenta di far fronte a questo problema, aiutando chi si trova in situazioni simili e conside-

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Novembre 2010

il PUntO. In costante aumento il numero dei fiorentini che optano per questa soluzione

cremazione, scelta sempre più diffusa Nel 2009 si è registrata una crescita delle richieste del 10 per cento, ma questo crea dei problemi, perchè “gli impianti attuali non bastano”, spiega il segretario della Socrem. Che poi svela: “Tra i luoghi più utilizzati per spargere le ceneri spicca Monte Morello” Gianni Carpini

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Firenze le cremazioni sono in costante crescita: nel 2009 sono state 2.500, facendo segnare un +10 per cento rispetto all’anno precedente, e solo nei primi 9 mesi del 2010 si è toccata quota 1.950. Un incremento esponenziale negli ultimi 20 anni, basti pensare che nel 1990 le cremazioni erano appena 284. Nonostante i numeri aumentino, le infrastrutture restano le stesse, provocando ritardi e disagi. “Gli impianti attuali non bastano - spiega Eugenio Nappini, segretario della Socrem di Firenze, la società per la cremazione - spesso ci troviamo in periodi di forte mortalità in cui le salme rimangono in giacenza per 3 o 4 giorni”. A frenare il progetto di nuove strutture c’è soprattutto la mancanza di fondi. “Abbiamo chiesto più volte al Comune di poter fare un terzo forno, che si aggiunga a quelli già esistenti presso il cimitero di Trespiano – prosegue Nappini – ma aspettiamo da anni una risposta concreta”. Vediamo nel dettaglio le regole che disciplinano questa pratica sempre più diffusa anche a Firenze. L’ultima legge nazionale in materia risale al 2001. La cremazione è permessa nel caso in cui il defunto abbia espresso questa volontà, oppure quando la decisione viene presa dal parente più vicino, o ancora se la persona deceduta è stata iscritta a una società per la cremazione. Si tratta di associazioni senza fine di lucro – oltre 40 in Italia, 9 in Toscana distribuite nelle varie province - che seguono tutta la parte burocratica e assistono i parenti. Il procedimento di incinerazione, ovviamente, può essere eseguito solo dopo l’ok del medico legale, che deve escludere l’eventualità di una morte legata a un reato. Dal 2004 anche la Toscana ha una legge regionale che disciplina la dispersione delle ceneri e che dà la possibilità ai cittadini di conservare le urne cinerarie in casa. Chi vuole spargere le ceneri può farlo all’interno delle aree dedicate. A Firenze esistono due luoghi di questo genere: il “Giardino della Rimembranza”, all’interno del cimitero di Trespiano, e quello alla fine del parco delle Cascine, nei pressi del monumento all’Indiano, dove confluiscono Arno e Mugnone. La dispersione è permessa anche all’aperto: nei fiumi (a cento metri dalla riva), in mare (a un miglio dalla costa), in montagna (a oltre 200 metri dai centri abitati) e in aree private (lontano dalle abitazioni e con il consenso del proprietario). “Uno dei luoghi scelti

Dal 2004 la Toscana ha una legge ad hoc

dalla maggior parte dei fiorentini per spargere le ceneri è Monte Morello” spiega Eugenio Nappini. La dispersione, secondo i dati della Socrem, è scelta dal 5 per cento delle persone, il 15 per cento decide invece di custodire l’urna nella propria abitazione, il restante 80 per cento preferisce la tumulazione in uno dei 32 cimiteri fiorentini. Per informazioni sull’argomento è possibile visitare il sito internet www.socremfirenze.it.

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elebre è il caso di Ugo Foscolo, sepolto proprio in quella basilica celebrata nei suoi Sepolcri: Santa Croce. Un vero e proprio pantheon degli artisti, dove sono ospitate le tombe di molti grandi come Michelangelo e Galileo. Ma anche la memoria di numerosi personaggi della storia recente è affidata a Firenze. Le Porte Sante sono il “cimitero vip” per eccellenza. All’ombra di San Miniato al Monte riposano Giovanni Spadolini, Mario Cecchi Gori con la moglie Valeria, lo stilista Enrico Coveri e tanti scrittori: Vasco Pratolini, Carlo Collodi (al secolo Carlo Lorenzini) e il creatore di Gian Burrasca, Luigi Bertelli. Sulle lapidi si leggono altri nomi famosi in città come l’editore Felice Le Monnier, Stanislao Paszkowski, fondatore dell’omonimo caffè, e il marchese Giovanni Meyer, padre dell’ospedalino di Firenze. A 4 chilometri di distanza, nel cimitero evangelico degli Allori al Galluzzo, riposa una grande giornalista, tanto seguita quanto discussa: Oriana Fallaci. Meno conosciuta è invece la tomba di Eugenio Montale, nel cimitero di San Felice a Ema. Accanto a lui la moglie Drusilla. Un altro poeta, Mario Luzi, giace sulle colline di Firenze, nel cimitero di Trespiano. C’è anche una nota curiosa. La città gigliata ospita i resti degli ultimi discendenti di William Shakespeare: Beatrice Shakespeare e Edward Claude Shakespeare Clench, tumulati nel cimitero degli inglesi al Piazzale Donatello. Ci sono poi personalità chiacchierate. Come Claire Clairmont, sepolta nel cimitero Monumentale della Misericordia all’Antella, amante di George Byron, che dal poeta e politico inglese ebbe una figlia. Sempre all’Antella si trova la tomba di Fanny Ronchivecchi Targioni Tozzetti, nobildonna fiorentina. A lei si rivolse l’amore (non corrisposto) di Giacomo Leopardi, che le dedicò il Ciclo di Aspasia.


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attualità

Novembre 2010

l’allarMe/1. Anche a Firenze sono molti i fatti di cronaca che hanno a che fare con lo stalking

un nuovo reato, il vizio di perseguitare Un decreto legge dell’anno scorso prevede punizioni severe

Giuditta Boeti

per questo tipo di molestie assillanti, ma intanto cresce il numero delle segnalazioni e delle situazioni con esiti drammatici. A Signa l’ultimo episodio, con due donne accoltellate dal vicino di casa

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x mogli, ex mariti, ex fidanzati. Ma anche uomini e donne comuni, non necessariamente ex. Colleghi d’ufficio, vicini di casa, madri, amanti e mogli. Insomma, gli stalker o molestatori assillanti, quelli che pur di far soffrire l’amore perduto gli rendono la vita un inferno: danneggiando le loro auto, recapitando a casa regali

IL PUNTo La presidente di Artemisia

“Troppe vittime anche in città”

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l punto sulla situazione con Nicoletta Livi Bacci, presidente dell’associazione “Artemisia”. Lo stalking è un fenomeno in crescita nel nostro Paese. Qual è la situazione attuale a Firenze? Anche nella nostra città – e in tutta la provincia fiorentina – il fenomeno dello stalking e del femminicidio, in particolare, è molto aumentato. Solo nel 2009, anno in cui è entrato in vigore il decreto legge che punisce come reato lo stalking, sono state circa 750 le donne che si sono rivolte al nostro Centro antiviolenza e, di queste, quasi il 6 per cento ha denunciato casi di molestie assillanti. Potrebbe sembrare un dato relativamente basso, ma purtroppo non lo è, perché quando le donne si rivolgono a noi vivono già una situazione particolarmente pericolosa che mette a repentaglio la loro vita. Qual è il profilo di chi si rivolge all’associazione Artemisia? Si tratta di donne inseguite dall’ex partner, perseguitate con appostamenti e pedinamenti, a volte costrette a lasciare la casa, il lavoro e cambiare città per non essere ammazzate. Nella quasi totalità dei casi, la relazione tra stalker e vittima è di natura sentimentale e la condotta persecutoria del molestatore è fatta di minacce tali da alimentare un crescendo di preoccupazione, tensione e paura. Ricordo il caso di una donna il cui stalker la perseguitava al punto che arrivò a spaccare le vetrine del negozio in cui lei lavorava; la donna fu licenziata e dovette lasciare Firenze perché vivere qui le era diventato impossibile. Qual è il sostegno che date alle donne in difficoltà? Abbiamo a disposizione un centralino telefonico (055/602311) per fornire consulenze e fissare dei colloqui di accoglienza utili ad analizzare insieme la situazione e a stabilire in accordo con le donne un percorso di uscita dalla violenza. Offriamo consulenza psicologica, informazione legale e un orientamento alla ricerca di /G.B. lavoro.

macabri, tappezzando le bacheche di Facebook, o le cabine telefoniche, con messaggi a luci rosse e numero di cellulare dell’ex amata. Sono anche le donne a non rassegnarsi all’idea di essere state “mollate” dopo una breve relazione, e allora iniziano a tampinare i malcapitati con centinaia di telefonate e sms, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Gli stalker, si diceva, quelli che si appostano sotto casa o dietro l’ufficio dove lavora “l’oggetto delle loro attenzioni morbose” e che, giorno dopo giorno, diventano sempre più violenti. Il confine tra molestia e stalking è labile e passa attraverso l’assiduità e la continuità della persecuzione, perché lo stalker con tenacia e perseveranza porta avanti le richieste, in modo ossessivo, fino al punto che, se non si assecondano queste pretese, arriva a rovinare la vita, se non addirittura a toglierla, uccidendo. L’ultimo caso salito alla ribalta della cronaca fiorentina è quello di un pensionato di 75 anni che ha accoltellato in strada le sue vicine di casa, madre e figlia, che lo avevano denunciato (e fatto condannare) per stalking. Il motivo? L’uomo non tollerava il cane delle vicine e questo, nel tempo, avrebbe acceso rancori culminati nelle denunce, fino alla condanna. Ma questo episodio è solo uno dei tanti casi denunciati da quando sono entrate in vigore – il 25 febbraio scorso con un decreto legge – le norme sullo stalking. La legge dovrebbe funzionare da deterrente: la pena oscilla tra 1 e 4 anni di reclusione, e aumenta se il reato è commesso dal coniuge separato o divorziato o da persona con cui la vittima ha avuto una relazione affettiva. Si arriva invece all’ergastolo nel caso di omicidio preceduto da stalking. Non lontano, infatti, è l’arresto di una ragazza fiorentina di 20 anni, che è stata fermata dai carabinieri per lesioni personali aggravate perché, armata di coltello a serramanico con una lama di 9 centimetri, ha accoltellato il fratello dello stalker che l’avrebbe insultata e minacciata in strada per vecchi dissapori. La ragazza aveva già denunciato l’ex fidanzato, di 19 anni, che la perseguitava, facendolo arrestare per stalking. Ma la sua azione non è bastata perché le intimidazioni sono continuate su Facebook e a queste si sarebbero aggiunte quelle dei familiari, tanto che la ragazza – perennemente spaventata – aveva deciso di circolare armata per potersi difendere in caso di necessità. Ma il fenomeno ha davvero dimensioni vastissime, anche nel resto del Paese. I dati dell’Osservatorio nazionale stalking riferiscono che nei primi tre mesi del 2010 le persone denunciate per stalking sono state 1.592, mentre 293 gli arrestati.

Nei primi tre mesi del 2010, in Italia, ci sono state 1.592 denunce


attualità

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l’allarMe/2. Sono state una sessantina, in un anno, le vicende affrontate dalla Cgil in Toscana

Mobbing sul lavoro, aumentano i casi Ivo Gagliardi

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on bastasse la crisi che, mese dopo mese, sta contribuendo ad infoltire le fila di disoccupati e cassintegrati anche in Toscana, c’è un’altra parola che è ormai entrata preoccupantemente a far parte del “vocabolario” del lavoratore di oggi: mobbing. Spesso usato senza che se ne conosca l’esatto significato, questo termine sta a denotare un fenomeno molto grave: continue vessazioni e violenze psicologiche (e in qualche caso anche fisiche) nei confronti di un lavoratore da parte di un superiore o di un collega, comportamenti che finiscono per ledere la dignità personale e professionale della vittima fino a provocare conseguenze sulla sua salute (e a volte non solo). Spesso con un fine ben preciso: costringere il lavoratore a rassegnare le dimissioni. Una pratica subdola, a volte non troppo facile nemmeno da riconoscere e quindi da denunciare. Ma in Toscana come vanno le cose su questo fronte? Non troppo bene, almeno a giudicare dai dati dell’ufficio vertenze e lavoro della

Cgil. In un anno, da ottobre 2009 all’ottobre scorso, sono stati una sessantina i casi trattati in tutta la regione, tra quelli già in giudizio e quelli ancora da verificare. Ma è un numero, questo, che ne nasconde ben altri, assicurano dalla Cgil. “Per sessanta casi che trattiamo ce ne sono almeno 600 che ci vengono denunciati – spiega Luana Del Bino, responsabile dell’ufficio vertenze della Toscana – che poi non risultano essere mobbing ma altre cose, ma che sono pur sempre disagi sul lavoro. In una scala di colori il mobbing rappresenta il nero, ma dal bianco al nero le sfumature sono molte”. E comunque, aggiungono dalla Cgil, 60 casi in un anno sono un numero a cui mai si era arrivati in passato. “Se avessimo cominciato qualche anno fa il lavoro a tappeto che stiamo facendo ora – prosegue Del Bino – i numeri sarebbero ben altri. Ma ora c’è la crisi”. E cosa c’entra la crisi con il mobbing? “C’entra, perché ora i lavoratori hanno il terrore di perdere il proprio posto – risponde la responsabile dell’ufficio vertenze – e per questo

Con la crisi, però, in molti hanno il terrore di perdere il posto, e così vengono subiti in silenzio anche i comportamenti più gravi. Uomini e donne di 45-50 anni i più a rischio

subiscono anche i comportamenti più gravi senza dire nulla. Solo gli esasperati denunciano”. Persone che proprio non ce la fanno più, e per cui tutto questo si è trasformato in una “malattia”. “Parlando di un caso già passato in giudicato – racconta Del Bino – per i comportamenti che era costretta a subire a una lavoratrice era venuto

l’esaurimento nervoso, aveva preso 20 chili, piangeva sempre... abbiamo fatto vertenza, e le è stato riconosciuto un risarcimento, oltre a essere stata rimessa in ‘sicurezza’ sul lavoro”. Non ci sono, stando ai dati della Cgil, categorie più a rischio di altre (il fenomeno interessa tanto gli impiegati quanto gli operai), e i “mobbizzati” sono in quasi

egual numero uomini (48%) e donne (52%), mentre i lavoratori più “colpiti” sono quelli tra 45 e 50 anni. Ma cosa deve fare chi si trovi, suo malgrado, ad affrontare una situazione simile? “Rivolgersi immediatamente a un ufficio vertenze – conclude Del Bino – ce ne sono in tutte le province toscane. E sanno bene cosa fare”.

l’intervista. Riccardo Del Punta, docente universitario

“Non è facile da riconoscere”

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a quand’è che si può parlare correttamente di mobbing e quando, invece, il disagio di un lavoratore deriva da altre cause? Per cercare di far chiarezza su questo fenomeno Il Reporter ha interpellato Riccardo Del Punta, docente ordinario di diritto del lavoro all’Università di Firenze. Professore, cosa significa esattamente mobbing sul lavoro? Questa parola deriva da un comportamento animale, quando in alcuni branchi un membro viene emarginato dagli altri: da qui la sua trasposizione sul lavoro. In genere si riconoscono due tipi di mobbing: quello verticale o strategico, messo in atto dal datore di lavoro, un atteggiamento persecutorio che in genere, ma non sempre, ha lo scopo di spingere alle dimissioni, e quello orizzontale, che non nasce per iniziativa dell’azienda ma tra colleghi come disfunzione del lavoro. Anche in questo caso, però, è l’azienda a risponderne. Ci sono criteri universali per riconoscerlo? No, non ci sono. In alcuni casi è evidente, in altri i confini sono

sottili. Perché si possa parlare di mobbing ci deve essere una condotta persecutoria e programmata che si protrae nel tempo. A volte il periodo minimo si calcola in 6 mesi, ma non è una regola generale. Quindi non è un fenomeno facile da individuare... No, assolutamente. Si può presentare con un demansionamento, con una sanzione disciplinare, con rimproveri esagerati, ma anche in molti altri modi. Bisogna stare attenti. A che punto siamo, in Italia, nel suo riconoscimento e trattamento? Nel nostro paese il mobbing è stato “scoperto” come fatto giuridico da una decina di anni, la prima sentenza è stata emessa dal tribunale di Torino nel ‘99. I casi accertati sono molti meno di quelli denunciati, perché a volte i lavoratori si ritengono mobbizzati quando non lo sono, altre è difficile valutare. Comunque, dato che fino a dieci anni fa non se ne parlava nemmeno, sono stati fatti grandi progressi. È importante che questo disagio ora sia venuto /I.G. fuori.

BENVENUTO INVERNO 2010/2011

Il 4/5 dicembre vi invitiamo alla festa per l’inaugurazione della stagione invernale après ski nei locali e mercatini natalizi per le vie di Sestola.

Non mancate...

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on the road

Novembre 2010

MOBilitÀ/1. Microcamere sul lunotto delle vetture Ataf per incastrare i furbetti della preferenziale

A bordo degli autobus è salita la “spia” FoCUS

“Attenti a quella busvia”: 370 occhi elettronici

Lotta alla sosta selvaggia

Chi intralcia il traffico paga (caro) i danni

sono pronti a fotografare la targa

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di chi vi transita senza poterlo fare. E in caso di incidente funzionano come scatole nere Francesca Puliti

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furbetti della corsia preferenziale hanno le ore contate. A coglierli in flagrante saranno 370 occhi telematici montati su tutti gli autobus in circolazione. Guai a chi sgarra, le microcamerine posizionate sui lunotti anteriori delle vetture fotograferanno la targa dei trasgressori e la invieranno immediatamente alla centrale operativa. Occhio anche in caso di incidenti, perché il meccanismo funziona come una sorta di piccola scatola nera, in grado di immagazzinare una serie di altre informazioni sulla vettura (come velocità e frenata) in modo tale da smascherare i più scaltri anche in questo caso. Tramontata l’ipotesi di installare telecamere fisse all’ingresso di tutte le preferenziali (attualmente sono una trentina), operazione che avrebbe richiesto un investimento di oltre 2 milioni di euro da parte del Comune, Ataf ha deciso di attrezzarsi da sola. Tagliando di gran lunga sulle spese. “Ogni microcamera costa solo 195 euro – fa sapere il presidente Filippo Bonaccorsi – e ci consente di risparmiare anche sulle polizze assicurative”. Un risparmio stimato circa nel 30% proprio grazie al sistema da “computer di bordo” che memorizza informazioni valide anche in caso di processo. Il meccanismo è già stato messo in pratica con successo in diverse città d’Europa e d’America, dove va sotto il nome di Road Scan, ma anche più vicino a noi: a Prato, a Pisa e a Carrara, solo per fare alcuni esempi. A Firenze l’operazione inchioda-trasgressori è già cominciata, le piccole scatole nere sono già state installa-

te su gran parte dei bus. Non solo, le microcamere hanno gli occhi anche dietro e sono pertanto in grado di osservare anche quel che succede all’interno della vettura. Un elemento di sicurezza in più per autisti e passeggeri. E le telecamere fisse? “Rimane un sistema valido all’interno della Ztl”, rimarca Bonaccorsi. Undici le corsie già videosorvegliate, in tutte le altre basterà che gli autisti schiaccino un bottone non appena vedono un’auto davanti a loro e scatterà la multa. Il verbale da 80 euro sarà recapitato direttamente a casa per posta. E ci sarà poco da reclamare. “Saremo al sicuro da eventuali ricorsi – annuncia il presidente Ataf - abbiamo già ricevuto conferma dal mi-

nistero dei trasporti”. Altre novità dovrebbero arrivare a breve e riguardano l’allargamento della rete delle busvie. Il piano di partenza è sempre quello presentato dall’azienda di trasporto pubblico a inizio anno, che prevedeva l’entrata in scena di altre 14 preferenziali. La mappa è ancora in mano ai tecnici di Palazzo Vecchio ed è difficile fare pronostici su tempi e chilometri, ma pare ormai chiara l’intenzione di riservare ai mezzi pubblici alcuni tratti strategici, soprattutto in ingresso/uscita dalla città, come via Forlanini, via Reginaldo Giuliani, viale Morgagni e viale Europa. Allo studio anche una soluzione anti-traffico per via Lorenzo il Magnifico e via Toselli.

cchio a parcheggiare in doppia fila o in prossimità degli incroci stradali. Da qualche settimana a questa parte chi intralcia il percorso degli autobus rischia di beccarsi una denuncia per interruzione di servizio pubblico e blocco stradale. E una conseguente richiesta di danni da parte dell’Ataf. Il presidente Filippo Bonaccorsi ha deciso di dichiarare guerra agli autisti indisciplinati, colpevoli di rallentamenti o addirittura di deviazioni. E i verbali fioccano: nelle prime tre settimane erano già a quota 40. Fino a 200 euro il risarcimento imposto ai “parcheggiatori selvaggi”. Se i presidi nelle zone calde, da parte dello stesso personale Ataf ma anche dei vigili, prosegue, alla linea dura delle sanzioni Bonaccorsi ha deciso di affiancare in seguito anche un metodo più soft. Non sanzioni ma opere di sensibilizzazione. Nei casi meno eclatanti si è optato infatti per un semplice volantino di avvertimento, della serie “per questa volta passi, ma la prossima paghi”. Ma di episodi clamorosi ne sono stati registrati, da quando è cominciata la battaglia (circa a metà settembre) ad oggi. Come quello di un ragazzo che, di fronte alla richiesta di danni, si è giustificato dicendo “ieri sera avevo bevuto troppo e non ricordo dove ho parcheggiato la macchina”. L’auto l’aveva abbandonata in piazza Strozzi, sbarrando il passaggio ai bus. A inizio settembre un’altra macchina lasciata sull’angolo tra viale Redi e via Toselli aveva costretto tutti gli autobus in transito a deviare il percorso per un’ora e mezzo, dopo che uno di loro si era incastrato nel disperato tentativo di passare. Non va meglio a chi parcheggia nello spazio delle fermate, abitudine tutt’altro che poco comune in città. Ma forse, almeno la prima volta, si metterà in tasca solo un volantino, anziché un salato bol/F.P. lettino da pagare.

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MOBilitÀ/2. A Firenze il popolo degli scooteristi ha tantissimi adepti: il 18 per cento dei residenti

I motorini? hanno pure un sindacato A fondarlo è stato l’ex consigliere comunale Iacopo Bianchi. oggi i problemi di chi guida un ciclomotore sono tanti, a partire dalla carenza di parcheggi nell’area del centro storico Annalisa Cecionesi

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elle fredde giornate invernali raccolgono gli sguardi impietositi degli automobilisti, che in coda si trasformano in occhiate invidiose. E’ il popolo degli scooteristi, da queste parti piuttosto folto. Firenze è infatti una delle città italiane con la più alta concentrazione di motocicli. Secondo i dati diffusi dal Comune, relativi alle iscrizioni al Pra+ del 2008, il 18 per cento dei residenti a Firenze possiede un motociclo, uno ogni 5 abitanti. Ma com’è la vita dello scooterista fiorentino? La nota dolente, a sentire i centauri, sono i parcheggi. A pagamento, proprio non se ne parla. L’unico esistente, al momento, è quello di piazza San Firenze, istituito qualche anno fa per regolare il forte afflusso in prossimità del tribunale. Ma nella delibera che rivoluziona la sosta approvata recentemente dalla giunta comunale si parla anche di 0,50 centesimi l’ora per la sosta di motocicli e ciclomotori. Sebbene quella di istituire nuovi parcheggi a pagamento per le due ruote sia solo una proposta da valutare, è bastata a far scattare un’iniziativa di protesta tra gli scooteristi. “La raccolta delle firme - dichiara l’ex consigliere comunale Jacopo Bianchi, fondatore, nel 1997, del Simis (Sindacato Italiano per il Motociclo e contro le Ingiustizie Stradali), meglio conosciuto come Partito dei Motorini – ha l’intento di contrastare una scelta ingiusta e sbagliata della giunta Renzi che penalizzerà gli studenti e i lavoratori di tutte le classi sociali che, in molti, hanno scelto intelligentemente questo mezzo per inquinare meno e spostarsi senza i tempi dei mezzi pubblici”. Ma anche se accantoniamo lo spettro dei posteggi a pagamento, il

problema della sosta rimane. Su Facebook un gruppo invoca “più parcheggi per i motorini in centro a Firenze”. E’ proprio l’area centrale il problema maggiore. Piazza della Repubblica, San Marco, la zona universitaria. Stazione compresa, dopo la demolizione della pensilina e la scomparsa della fila di posteggi per le due ruote. I parcheggi torneranno, ma non nel solito posto: 36 in via Alamanni e 62 in piazzale Montelungo. “Trovare un posto in centro è un’odissea – racconta Catia - e quando succede ritrovo il motorino assediato, tanto da non poter uscire”. Nel mirino è la sosta selvaggia. “In pieno centro – continua Eleonora - trovare posteggi per il motorino non è semplicissimo, altrove va meglio. Basterebbe che facessero le multe alle macchine che li invadono”. Al-

Chi si sposta sulle due ruote chiede anche nuovo asfalto e una segnaletica più sicura tre richieste da parte degli scooteristi? Asfalti nuovi di zecca. Qualche strada è stata messa a nuovo, ma in altre siamo in alto mare. E segnaletiche più sicure, a cominciare dai pericolosi guard-rail. E ancora, il via libera ai motorini sulle corsie preferenziali. Anche qualche deposito per caschi non guasterebbe. Ma gli scooteristi si accontentano di un po’ di sicurezza in più. Scarrozzarsi il casco, poco male.

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ieri e oggi

Novembre 2010

cUriOsitÀ. Girando per la città con il naso all’insù se ne scoprono di antiche e bizzarre

strada che vai, insegna che trovi Lorenzo Salusest

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nsegne in marmo o in pietra serena, dipinte a pennello sul legno o a mosaico su vetrate, simboli dell’anima di una città, pezzi di storia. Insegne che parlano di una Firenze che non c’è più, se non nel ricordo dei più anziani. Soppiantate dal freddo del neon, cancellate dall’incuria e dal tempo, sfrattate dalle inflessibili leggi del mercato che

ZooM Ogni zona ha la sua tariffa

Ma mantenerle ha il suo costo

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n’insegna? Un fiorino. O qualche quattrino. Chissà se anche nei secoli scorsi i commercianti e gli artigiani fiorentini avranno avuto a che fare con la gabella sulle insegne delle loro botteghe. Perché forse non tutti sanno che per chi oggi ha un esercizio commerciale, tra le molte imposte cui deve far fronte, c’è anche quella su quel rettangolo apposto sulla porta del negozio con su scritto quasi sempre semplicemente il genere dell’attività commerciale e il nome. Tutte le forme pubblicitarie sono infatti assoggettate a imposte, e non sfuggono neanche le insegne sulle vetrine, nonostante esse svolgano spesso anche una funzione di abbellimento, o quanto meno di illuminazione – e quindi di maggiore percezione della sicurezza – della città. Per calcolare l’ammontare della gabella è necessario l’aiuto nell’ordine: di un commercialista che traduca in italiano comprensibile la norma e presenti la domanda senza errori formali, di un geometra che misuri le dimensioni dell’insegna, di un ragioniere che esegua i non immediati calcoli. E talvolta di un avvocato che difenda il commerciante se questi dà in escandescenze al termine di tutti i passaggi e il pagamento finale. Cifra non irrisoria, a dire il vero: perché se sino a 5 metri quadrati si è esentati dal pagamento, oltre la tariffa schizza immediatamente verso l’alto: dagli 84 ai 252 euro a metro quadro all’anno, a seconda della via (la città è divisa in 3 zone) e della superficie totale dell’insegna (fino a 2 mq, da 2 a 5, oltre i 15). Tradotto, significa che un bar con tre sporti e tre insegne standard da 2 mq l’una, e quindi 6 mq totali, andrà a pagare come minimo 504 euro all’anno. E non ci sono sacchetti neri o tabelloni luminosi montati al contrario (fenomeni sempre più diffusi e legati alla fase precedente all’autorizzazione) che tengano: l’imposta è come il Natale. Quando arriva, arriva.

rendono ogni città del mondo sempre più simile alle altre, talvolta resistono alle minacce assieme ai negozi che ‘presentano’, spesso invece sopravvivono a futura memoria, mentre nei fondi sottostanti si vendono prodotti e merci che niente hanno a che fare con quanto scritto sopra la porta. Altre volte addirittura una saracinesca abbassata è il segno evidente che la storia ha fatto il suo corso. E dire che sin dal 1800 le insegne rappresentano, oltre che una forma di comunicazione commerciale, un’espressione artistica: una sorta di carta d’identità con un ritratto dipinto al posto della foto. Tanto significative da ispirare (era il 1909) al poeta fiorentino Aldo Palazzeschi una “passeggiata” per le vie di una città non descrivendone le bellezze, ma semplicemente leggendo le scritte sopra i negozi. E se provassimo a farla oggi, una passeggiata simile, cosa vedremmo e leggeremmo? Una sequela di neon e grandi firme, di catene di franchising, di prodotti di basso consumo, che niente hanno a che vedere con la tradizione fiorentina. Ma se, camminando nelle vie del

Molte (purtroppo) sono state soppiantate da neon e grandi firme. Resistono tenacemente ai tempi moderni alcuni “classici” come quelli in via Ghibellina, largo Bargellini, via dei Neri, via San Gallo, via del Ghirlandaio, via Pandolfini, via de’ Bardi... centro – in specie nella zona di Santa Croce – alziamo gli occhi e aguzziamo la vista, abbiamo ancora la possibilità di fare un tuffo nel passato e imbatterci, ad esempio – siamo in largo Bargellini – in una lapide con su incisa: “Pizzicheria e canova di vini” (e alzi la mano il fiorentino che conosce il significato della parola “cànova”); o ancora, l’arco in pietra riportante la scritta, ormai quasi illeggibile “Macelleria di Alfredo Nencioni” (via Ghibellina). Rimanendo all’antica arte dei Beccai, l’insegna di via de’ Neri (con tanto di numero di licenza) e quel capolavoro kitsch che è l’insegna di via San Gallo, ricca di fregi e abbellita con una testa di mucca scolpita; o ancora, uscendo dal centro e spostandoci in via del Ghirlandaio, la scritta “Macelleria” in carattere gotico, suggestiva e a dire il vero un po’ inquietante. E ancora, resistono sulle entrate di alcuni fondi commerciali le lapidi delle vecchie “friggitorie” (ad esempio in San Lorenzo, anch’essa con numero di licenza). Cambiando genere troneggia ancora in via Pandolfini l’ovale in pietra con la scritta “Antica cascina, mescita di caffé e latte”, o l’insegna di una vecchia cantina in via de’ Bardi, con tanto di orario di apertura. In gran parte dei casi dei vecchi esercizi rimane solo l’insegna sbiadita, molto spesso nemmeno più quella. E’ il tramonto della Firenze bottegaia, l’anima antica della città soppiantata dalle nuove regole del mercato. Un tramonto interminabile. E’ la globalizzazione, bellezza.


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politica

Novembre 2010

PalaZZO vecchiO/1. Sfratti raddoppiati in un anno: ecco la ricetta dell’assessore Claudio Fantoni

Centinaia di case popolari. In caserma La nuova frontiera dell’edilizia residenziale

quantomeno la cessione di alcuni beni strategici. Per esempio? La caserma Lupi di Toscana: solo lì potremmo realizzare centinaia di alloggi popolari, oltre a servizi per i cittadini. Un vero e proprio spicchio di città. Al di là di questo progetto, quali sono gli interventi pianificati? Per dare una risposta immediata alla richiesta, siamo intervenuti con la manutenzione per gli appartamenti di cui eravamo già in possesso, come avrebbe fatto ogni buon padre di famiglia. Oltre ai 388 alloggi che abbiamo già assegnato (quasi un record rispetto alle amministrazioni precedenti), ne abbiamo già recuperati altri 245, che sommati a quelli dove sono ancora in corso i lavori fanno 362 residenze da consegnare a breve termine. E per quanto riguarda le nuove realizzazioni? Ce ne saranno? A fronte di un piano strutturale a volumi zero, abbiamo comunque già progettato e finanziato la costruzione di 500 appartamenti. Non solo, a medio-lungo termine proprio il piano strutturale appena adottato dalla giunta dovrebbe dar vita ad altre 2-3mila unità Erp. Ma nelle assegnazioni saremo più severi: chi rifiuta senza motivo ciò che gli viene offerto finisce fuori dalla graduatoria. E i controlli si faranno più accurati, come già stiamo facendo.

pubblica passa attraverso i siti militari dismessi. Ma attenzione, perché chi rifiuta l’alloggio assegnato senza giusta causa va fuori dalla graduatoria Francesca Puliti

S

e c’è una parola abusata dai media è il termine “emergenza”, ma di fronte a un numero di sfratti raddoppiato nel giro di un anno, nell’80% dei casi per morosità, è difficile trovare un vocabolo più adeguato. Di emergenza abitativa parla anche l’assessore alla casa Claudio Fantoni, che non a caso ha riaperto il bando per l’assegnazione degli alloggi popolari con due anni di anticipo rispetto alla data fissata (che sarebbe stata il 2012). E in graduatoria ha riservato un punteggio a chi è stato sfrattato per “morosità incolpevole”, perché “seppur ci sono dei ‘professionisti dello sfratto’, sono tanti quelli che non riescono realmente a pagare l’affitto”. Punteggio in più anche per anziani e giovani coppie. Ma non si tratta dell’unica novità, perché il prossimo campo di battaglia dell’edilizia residenziale pubblica è già stato individuato e va sotto il nome di “federalismo demaniale”. Case popolari nei siti militari dismessi. Assessore, è una prospettiva concreta? Faremo tutto il possibile affinché lo diventi, perché si passi da questo federalismo bugiardo ai fatti. Sarebbe una piccola risposta al bisogno abitativo, di fronte alla totale assenza di risorse che questo Governo ha messo a disposizione per l’edilizia residenziale pubblica. Non mi interessano le polemiche politiche, mi riferisco solo alla realtà dei fatti. E la realtà è che il Piano casa, rivelatosi peraltro fallimentare, serve solo a chi un tetto sulla testa ce l’ha già, mentre i fondi per il social housing daranno risposte solo a chi può pagare un affitto, seppur calmierato. Chiediamo

L’assessore alla casa Claudio Fantoni

la nOvitÀ Locazioni, il Comune inventa un nuovo strumento per riportare la pace tra proprietari e inquilini

O pagati o rimborsati. E chi abbassa l’affitto si libera dall’Ici

“C

i vuole un nuovo patto sociale tra proprietari e inquilini”. Se inserirsi nel mercato degli affitti non è facile, l’assessore comunale alla casa Claudio Fantoni sceglie la linea del senso civico per mettere un freno agli sfratti per morosità. O più semplicemente del buon senso: canone più basso uguale più probabilità che venga pagato. E per rendere il tutto più allettante lancia uno strumento nuovo, l’Agenzia per la casa. Fisi-

camente si tratta di uno sportello (in via Pietrapiana 53) presso il quale locatari e locatori possono recarsi per chiedere informazioni e moduli, più in generale rappresenta il tentativo di far incontrare domanda (a caccia di costi più abbordabili) e offerta (alla disperata ricerca di garanzie). In pratica gli affittuari che siano disponibili a ribassare il canone del 15% sugli accordi territoriali, avranno il totale rimborso dell’Ici e il rimborso fino a 12

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mesi in caso di morosità. A garanzia di ciò il Comune mette un fondo da 500mila euro “già tutti inseriti nel bilancio”, assicura Fantoni. Inaugurata il 19 ottobre scorso, l’Agenzia per la casa è un esperimento unico nel suo genere, ma ha trovato l’approvazione di tutte le categorie interessate. “Non abbiamo la presunzione di pensare che sia la soluzione a tutti i problemi – spiega l’assessore – ma vale la pena tentare, per cercare di arginare

una piaga sociale”. Altra questione quella degli affitti in nero, su cui l’Agenzia non ha nessun potere d’azione. Ma le verifiche proseguono. “Teniamo d’occhio decine e decine di situazioni ed entro fine anno vedremo i risultati di questa operazione”. Insomma, chi è fuori dalle regole, ci tiene a sottolineare l’assessore, “non può dormire sonni tranquilli”. E se viene scoperto, dovrà pagare le tasse /F.P. evase fino a quattro anni prima.

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politica

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PalaZZO vecchiO/2. Il piano strutturale sbarca in consiglio comunale

PrOssiMa FerMata italia. Tutto pronto per il 5, 6 e 7

Stop al cemento, sì ai recuperi I rottamatori di Renzi Sarà una città a “volumi zero” si ritrovano alla Leopolda A

Paola Ferri

mbiente e impresa, lavoro e stili di vita, cultura e infrastrutture, giustizia e politica, accesso al credito e alla casa. Anche Renzi ha i suoi cinque punti, solo che non deve farli approvare a nessuna maggioranza risicata né mettersi a lavorare di diplomazia per trovare consensi. Stiamo parlando dei temi che saranno al centro del dibattito in programma il 5, 6 e 7 novembre alla stazione Leopolda, meglio noto come “convention dei rottamatori”. Il titolo della tre giorni in realtà è “Prossima fermata Italia” e, a giudicare dalle adesioni registrate dal sito internet (www. prossimaitalia.it) e dalla pagina Facebook creata ad hoc, saranno in molti a fermarsi in stazione. Di inviti ufficiali a personaggi politici non ne sono stati fatti, non sarebbe stato nello stile con cui è nata la convention. Tutto è cominciato con le picconate settembrine del primo cittadino di Firenze in direzione

C

ostruire sì, a patto che parallelamente si butti giù qualcos’altro, equivalente come metri cubi. Alla fine il piano strutturale di Firenze è arrivato e ha mantenuto le promesse lanciate dal sindaco già in campagna elettorale. Stop al consumo di suolo, quello appena adottato dalla giunta è un piano a volumi zero. “Non vengono toccati i diritti acquisiti - spiega Renzi - per esempio un permesso a costruire già concesso, ma solo la potenzialità costruttiva che non si è concretizzata, ovvero gli atti per far avviare le procedure di costruzione che non si sono mai perfezionati o non sono stati fatti neppure partire”. E con questa operazione il sindaco spazza via i residui del vecchio piano regolatore, equivalenti a 260mila metri quadrati su cui il cemento avrebbe potuto allargarsi ancora. Altra novità riguarda gli edifici in classe 6, ovvero i capannoni in mezzo alle case (ex aree industriali o anche ex cinema), che un tempo potevano essere facilmente demoliti e ricostruiti senza passare dall’autorizzazione del consiglio comunale. La procedura era già stata bloccata in nome delle norme anti-Quadra. Adesso Palazzo Vecchio propone uno “scambio”: in pratica, i volumi potranno essere spostati altrove, con l’aggiunta di un bonus del 10%, mentre al posto dei vecchi capannoni Renzi immagina giardini, piazze o comunque luoghi di socialità, nella direzione dei famosi spazi verdi a 10 minuti a piedi da ogni cittadino. Stop anche ai cosiddetti “bassi napoletani”, abitazioni ricavate da fondi commerciali al piano terra degli edifici, usanza che fino a poco tempo

La Cittadella viola potrebbe essere l’unica deroga al freno delle nuove costruzioni fa andava molto di moda nel centro storico. E a proposito di centro, divieto assoluto di trasformare le case in alberghi, a meno che non si tratti di residenze storiche. Se è vero che non si consumerà più suolo, è vero anche che il piano prevede la realizzazione di oltre 9mila alloggi popolari. Dove? “Negli edifici dismessi – chiarisce il sindaco - vogliamo chiedere con forza al Governo di fare tutti i passaggi per dare a noi le caserme di cui non ha più bisogno, come quella dei Lupi di Toscana”. Insomma, si recuperano i contenitori vuoti

e si fa spazio al verde in città. Sul dove andranno a finire i volumi dei fabbricati in classe 6 il gruppo Pdl avanza già dei dubbi (“Renzi ha intenzione di mandare tutto a Castello?”), ma su questo e altri punti ci sarà tempo per discutere. Adottato dalla giunta dopo tanta attesa (sul piano strutturale aveva cominciato a lavorarci la prima giunta Domenici), in versione molto rivista e molto corretta, adesso il documento approda nelle commissioni comunali, che lo spulceranno fino a metà novembre. Tra le questioni rimaste in sospeso quella della Cittadella, unica deroga al diktat dei volumi zero: nella prima stesura del nuovo piano lo stadio non c’era, adesso si dice chiaramente che Firenze lo vuole e che il luogo ideale, secondo Palazzo Vecchio, sarebbe Castello. Dovrà vedersela anche con il governatore Enrico Rossi, adesso, oltre che con gli agguerriti sindaci della piana. Non c’è, almeno per il momento, nessuno spazio dedicato alla moschea, di cui si continua a discutere in città. Se Legambiente approva a pieni voti l’idea di mettere un freno alla cementificazione, un’altra lega, quella delle cooperative, non è così d’accordo. “Aspettiamo di vedere quanti, tra gli obiettivi enunciati, si trasformeranno in politiche reali”, commenta Stefano Bassi, presidente Legacoop Toscana. L’approvazione definitiva in consiglio è prevista per febbraio.

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del suo stesso partito, o meglio, dei soliti noti del Pd, quelli che hanno fatto della politica un mestiere e hanno passato gran parte della vita ben accomodati su una qualche poltrona. “Pensano di offenderci chiamandoci ‘giovanotti’ – scrive Renzi su Facebook - ci accusano di essere sfasciacarrozze, ci fanno la caricatura rappresentandoci come pierini dispettosi perché abbiamo avuto il coraggio di dire che ‘loro’ hanno già dato tutto quello che potevano dare. Hanno già avuto la loro occasione, l’hanno sfruttata come abbiamo visto, adesso tocca ad altri”. Da Veltroni a D’Alema, passando per i parlamentari seriali che collezionano mandati su mandati, non si è salvato nessuno. “Bisogna rottamare senza incentivi”, dichiarò all’epoca

Pippo Civati e Matteo Renzi

Renzi. E fissò la data per ritrovarsi con quelli che all’interno del Pd la pensavano come lui, per mettere in moto “non una corrente, né uno spiffero”, ma un moto di rivoluzione a partire dalle basi del partito stesso. In nome del taglio del numero dei parlamentari, della riforma fiscale e di una giustizia che funzioni, tanto per cominciare. Il primo a rispondere all’appello è stato il vecchio amico (si fa per dire, visto che è della generazione Renzi) Pippo Civati. In seguito è arrivata anche l’adesione di Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, un altro vecchio amico con cui in passato lo stesso sindaco di Firenze aveva avuto un piccolo screzio risoltosi in uno scambio di battute e nella profferta di una bistecca alla fiorentina. I cittadini, quelli sì, hanno risposto in massa. Un migliaio le iscrizioni effettuate via internet in poche settimane, altrettante (se non di più) le persone attese alla Leopolda, per mettere in comune idee e proposte “per scrivere insieme un progetto per il nostro Paese”, per dirla con le parole dei promotori dell’evento. Poco importa se nel mentre il Pd, proprio lui, ha fissato in concomitanza un altro appuntamento (il congresso dei segretari): il popolo dei rottamatori ci sarà, piccone in una mano e pennarello nell’altra, per cominciare a scrivere una /P.F. storia mai letta prima.

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tempo libero

Novembre 2010

hOBBY&dintOrni. A Firenze ci sono molti maneggi che offrono i corsi più disparati

Andare al galoppo in città? Si può fare I bambini, certo, ma anche gli adulti che vogliono togliersi lo sfizio di cominciare ad andare a cavallo hanno solo l’imbarazzo della scelta, perché i centri ippici sono tanti e con proposte diverse. Si va dalle lezioni di equitazione (per principianti ed esperti) a quelle per imparare a guidare le carrozze, fino ai corsi per capire come prendersi cura degli equini. Passando per le passeggiate nel verde e nella natura Benedetta Strappi

C’

è il calcetto, c’è la piscina, c’è danza, c’è tennis. E poi c’è l’equitazione, la gioia di salire su un cavallo e quella di aver voglia di non scenderne più. E tutto questo non è una cosa per pochi, anzi. Anche a Firenze - la stessa Firenze in cui ogni giorno si tossisce di smog e si inveisce contro il traffico - non mancano i maneggi. Fazzoletti di verde popolati da cavalli bellissimi a pochi minuti persino dal centro. Per esempio. Nel parco delle Cascine e dei Renai c’è il centro ippico “La Baita” (www.clubippicolabaita.it) che organizza corsi base di equitazione, passeggiate a cavallo, escursioni di diverso livello e corsi agonistici. Il costo? Un pacchetto di dieci lezioni costa 160 euro, ai quali si sommano 100 euro di iscrizione all’associazione e 40 di tesseramento Fise (Federazione italiana sport equestri). In via de’ Vespucci, invece, ha la sua casa il Centro ippico toscano (www.centroippicotoscano.it).

Anche qui l’offerta è varia, e oltre alla scuola di equitazione ci sono corsi teorici dedicati alle tecniche equestri, corsi di inglese applicati all’equitazione (!) e corsi di “grooming” (ovvero dedicati alla cura dell’igiene degli equini). Oltre a questo, il centro dedica corsi ad hoc all’arte “delle redini lunghe” (tecnicamente “scuola di attacchi”) e qui i maggiorenni possono imparare a guidare una carrozza. Non è da meno il centro ippico “Le due case” (www.centroippicoduecase.it), situato nell’omonima strada (una traversa di viale XI agosto) che organizza corsi di diversi livelli e presta particolare attenzione alle attività dedicate ai bambini e ai disabili. Anche qui si possono frequentare corsi di equitazione di diverso livello, prendere parte a escursioni di varia durata (giornate o interi fine settimana) e seguire lezioni specifiche di equitazione di campagna, di attacchi, di mascalcia (l’arte della ferratura) e persino avvicinarsi all’antica disciplina della falconeria. I

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sguardi

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FOcUs. Ecco cosa pensano del capoluogo toscano due persone che hanno fatto scelte diverse

La città vista da chi viene e da chi va Anna è fuggita a Londra per lavorare, Sarath è arrivato dallo Sri Lanka e qui ha trovato una nuova casa. E ora ne raccontano pregi e difetti

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ualcuno fa le valigie e se ne va, qualcun altro sbarca a Santa Maria Novella per non andarsene più. Firenze è fatta di fiorentini vecchi e nuovi: di residenti adottivi arrivati da altri paesi, ma anche di ex cittadini che se la danno a gambe verso più cosmpoliti lidi. Di gente che “bella come la mia città non ce n’è” e di gente che “non so come ho fatto a viverci tutti quegli anni”. Si sa, sulle rive dell’Arno il campanilismo cresce rigoglioso. Ma com’è la bella Firenze vista da lontano, oppure letta con gli occhi di uno straniero? Lo raccontano una ragazza nostrana sbarcata nella City e un signore arrivato dallo Sri Lanka tanti anni fa.

DA LoNTANo...

...E DA VICINo

Anna si è trasferita a Londra un anno e mezzo fa

Sarath, originario dello Sri Lanka, vive qui dal 1984

L

S

“Qui per tutti Firenze è un sogno” a vita nella City di Anna Michela Cariati, 25 anni, è iniziata un anno e mezzo fa. E’ partita da Firenze per lavorare come “communication executive” nell’area marketing di un’azienda italiana con varie sedi fuori dal territorio nazionale, fra cui una a Londra. Perché hai scelto proprio Londra? I motivi sono diversi. Principalmente per imparare bene l’inglese, ma anche perché avevo già alcuni contatti e, soprattutto, l’occasione di lavoro che mi si è presentata era qui. Torni a Firenze spesso? Oltre agli affetti è anche la città a mancarti? Più o meno torno una volta al mese. E’ difficile scindere gli affetti dalla città: naturalmente mi mancano più che altro le persone, ma con amici e parenti facevo cose che hanno anche a che fare con alcuni luoghi e quindi sento la mancanza anche di questi ultimi. E poi da qui di Firenze apprezzo la dimensione più “umana” rispetto a Londra. D’altra parte, spesso della nostra città annoia proprio il suo essere piccola. Firenze è cambiata da quando sei partita? E il tuo giudizio sulla città? Per alcune piccole cose sì: la zona del Duomo pedonalizzata, ad esem-

Anna

pio. Tante altre dovrebbero cambiare. Credo che vivendo all’estero emergano molti difetti della città e del nostro Paese: su tutti, la poca meritocrazia e lo scarso funzionamento dei canali esistenti per trovare lavoro. A Londra, tutto è più legato alle agenzie e chi è in cerca di occupazione sa più o meno cosa deve fare per trovarla. Quando dici che sei di Firenze, cosa risponde la gente? Qui per tutti Firenze è un sogno. Credo che questo dovrebbe essere un vantaggio da sfruttare al meglio per la nostra città, mentre spesso risorse simili in termini di prestigio /I.E. vengono sprecate.

“Non ci si accorge della sua bellezza”

arath Tennakoon, classe 1959, è originario dello Sri Lanka. Dal 1984 vive a Firenze, dove ha unito le sue due passioni: l’arte e le discipline olistiche. Da 20 anni insegna yoga. Perché proprio Firenze? Fin da bambino ero affascinato dall’arte italiana. Ho trovato Firenze proprio come la immaginavo: mi sono sentito subito a casa. Difetti della città? C’è un po’ di inquinamento e traffico, ma sono problemi di tutte le città moderne. E’ difficile che non ci sia traffico, vista com’è strutturata la rete viaria. Inoltre in pochi scelgono i mezzi pubblici. I fiorentini amano la vita comoda, usano spesso l’auto. Viaggio di frequente in autobus: fuori dagli orari di punta, chi utilizza i mezzi pubblici è in gran parte straniero. Firenze è sicura? Di notte non c’è sicurezza: mi intimorisce girare da solo. Negli anni ’80 la città era più tranquilla, mentre adesso c’è più percezione di insicurezza: si ha paura a uscire di sera e dei furti nelle abitazioni. Ho vissuto vicino Santa Maria Novella per anni e ho percepito questa insicurezza. Se ci fossero

Sarath

più controlli, la situazione migliorerebbe. Cosa consiglieresti ai fiorentini? Di valorizzare i tesori artistici della città. Spesso, chi abita qui, non si accorge della bellezza conservata da Firenze, avendola ogni giorno davanti. Manca poi un po’ di verde pubblico. Spesso vengono rifatte le piazze, ma si mette cemento al posto dei giardini. Meglio Firenze o lo Sri Lanka? Non riesco mai a decidere. Di Firenze mi piacciono molto l’arte, il cibo e il clima. Della mia terra natia mi mancano i profumi e la natura. E’ come chiedersi se ami /G.C. più mamma o papà.


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zoom

Novembre 2010

la cittÀ di dOMani/1. La rinascita delle Cascine tra i temi trattati in occasione dei “100 luoghi”

Il parco urbano più grande d’Europa? Lo avrà Firenze Paola Ferri

U

na serata di mobilitazione popolare, di dibattiti, di giardini, cantieri ed edifici aperti solo per l’occasione ai visitatori, 11mila persone per strada, o meglio riunite nei luoghi che hanno più a cuore per conoscerne i destini e partecipare a scriverli in prima persona. Se la scommessa del sindaco Renzi sui 100 luoghi fosse stata soltanto quella della partecipazione, l’avrebbe vinta a mani basse. Ma la sfida più grande è quella di mantenerli in vita tutti e 100, possibilmente facendoli diventare ciò che i cittadini vorrebbero e che hanno descritto nelle migliaia di schedine depositate nelle urne la sera del 28 settembre scorso. Messe a tacere le polemiche per i costi dell’operazione - 55mila euro in tutto che Giovanni Galli, capogruppo del Pdl, avrebbe voluto mettere nel conto

spese per la comunicazione del sindaco - si cominciano a fare altri tipi di conti, quelli con la realtà di che cosa è stato fatto e cosa si farà. Per una bruttura buttata giù a colpi di ruspa (la pensilina della stazione di Santa Maria Novella), ce n’è un’altra ancora orgogliosamente in piedi (il rudere delle ex Poste in via del Pratellino, il cui abbattimento è stato rallentato da corsi e ricorsi in tribunale). Mentre a Novoli ci si augura di rivedere presto il Palazzo di Giustizia illuminato e aperto al pubblico, in centro cittadini e commercianti attendono pazientemente che si accendano i riflettori su piazza Duomo, nel senso letterale della frase. Nell’arco di una serata e di un centinaio di assemblee di proposte ne sono state fatte a bizzeffe, ma la più quotata, in quanto uscita dalla bocca del primo cittadino, riguarda le Cascine, il pallino di Renzi dai tempi della campagna elettorale. Dai 100 punti da mettere in pratica nei primi 100 giorni, il parco cittadino è stato trasferito

per insufficienza di progressi nella categoria 100 luoghi da far rinascere entro il 2014. E siccome il sindaco ci ha messo la faccia per la seconda volta consecutiva, la riqualificazione delle Cascine è diventata per sua stessa ammissione condizione necessaria alla ricandidatura a Palazzo Vecchio. Nel mentre il progetto si è fatto più definito: il polmone verde di Firenze diventerà il parco urbano più grande d’Europa. Circa 300 ettari, più o meno il 3% della superficie totale della città. Un obiettivo da raggiungere attraverso il collegamento da un lato con l’area dell’Argingrosso, i lungarni del Pignoncino e dei Pioppi, dall’altro con l’area del Podere-Il Barco e il nuovo polo musicale con il Teatro del Maggio. La prima fase dei lavori sarà presentata a giugno e tra gli interventi iniziali vi sarà la realizzazione di una passerella esclusivamente ciclopedonale a metà strada tra quella dell’Isolotto e il ponte all’Indiano.

Sono stati circa undicimila i fiorentini che hanno partecipato alle assemblee sparse tra centro e periferia lo scorso 28 settembre, contribuendo a scrivere il destino dei posti che hanno più a cuore. E ora parte la vera sfida doMenico Barista, 55 anni

davide Pizzaiolo, 19 anni

evelin Commerciante, 37 anni

“Al Duomo ci vuole più luce”

“Musica e arte al parco”

“Multiplex in chiave sociale”

“Con la pedonalizzazione di piazza Duomo gli affari sono senz’altro migliorati, ma bisognerebbe fare qualcosa per migliorare l’illuminazione, la sera è troppo buio. E poi mi piacerebbe vedere via Martelli in ordine, come tutte le altre strade, con i dehors degni di questo nome, con pedane e coperture come si deve”

“Così com’è il parco di San Donato è alienante. E’ un po’ lo stile con cui vengono fatte le cose adesso, senza personalità. E va a finire che non ci va nessuno, come in questo caso. Per portarci un po’ di persone bisognerebbe organizzarci qualche evento, ad esempio concerti o esposizioni d’arte”

“Da un punto di vista estetico è e rimarrà orribile, ma il Multiplex potrebbe rinascere sotto forma di centro di aggregazione sociale: questa zona non offre niente ai giovani, tranne qualche giardino. Si potrebbe anche pensare di farci una ludoteca per i più piccoli, sarebbe anche un modo per recuperare l’intera area”


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la cittÀ di dOMani/2. Sant’Ambrogio apre di pomeriggio, a San Lorenzo sono appena finiti i lavori

I mercati cambiano: restyling e orari lunghi Ludovica V. Zarrilli

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irenze, mercati aperti. Sembra questa la tendenza degli ultimi tempi, che vede protagonisti i mercati storici della città, sempre più proiettati verso aperture dilatate e una maggiore disponibilità ad accogliere tra i banchi e gli espositori eventi culturali, concerti e chi più ne ha più ne metta. A partire da Sant’Ambrogio, in piazza Ghiberti, che ha di recente annunciato l’amplimanento dell’orario di apertura due volte la settimana (il mercoledì e il venerdì è aperto dalle 8 fino alle 19 azichè fino alle 14), rendendo possibile la spesa pomeridiana anche ai ritardatari e a chi la mattina non riesce a frequentare gli allegri ambienti del mercato. Già quest’estate il complesso aveva aperto le porte - per un periodo di tempo limitato - a una serie di concerti che davano modo di conoscere la bella struttura ottocentesca anche nella sua veste by night. Dalla fine di ottobre invece , via libera al nuovo esperimento: “Siamo molto soddisfatti – spiega il vicesindaco Dario Nardella – questo era un obiettivo dell’amministrazione e ringrazio il Consorzio che ha reso possibile questo risultato. Si tratta di una sperimentazione che durerà fino a giugno, ma sono fiducioso che sarà positiva e che con il tempo tutti gli operatori aderiranno ai nuovi orari, anche quelli dei banchi esterni”. “Il nuovo orario – dice Fabio Rasile del consorzio esercenti - vuole rispondere alle esigenze di

tutti coloro che, pur non disponendo al mattino di sufficiente tempo per fare la spesa, non vogliono rinunciare a portare sulla propria tavola genuinità e freschezza; una freschezza che va avanti dal 1873”. Leggermente diversa la situazione del mercato centrale di San Lorenzo, per cui si parla da tempo di un’apertura prolungata ma “ancora non si è deciso niente - spiega il vicepresidente del consorzio Alessandro Boni - si vociferava di un paio di aperture settimanali, ma ancora non c’è niente di certo”. Per adesso l’unica cosa certa è che finalmente, dopo un anno e mezzo di lavori, il primo piano del complesso progettato dall’architetto Giuseppe Mengoni (autore anche del Mercato di Sant’Ambrogio e della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano) è tornato alla città (l’intervento è costato 1 milione e mezzo di euro) e l’amministrazione intende destinarlo alla “cultura enogastronomica, all’artigianato e alla moda - ha spiegato Nardella -. Definiremo presto le linee guida del nuovo progetto e lo faremo insieme alla città e agli operatori del mercato stesso, ai quali chiediamo la massima collaborazione. Il nostro obiettivo è quello di rendere San Lorenzo ancora più vivo e attraente”. Ancora insicura la sorte di tutti quei banchi che, durante i lavori, sono stati spostati all’esterno del mercato, dentro una tensostruttura affacciata su piazza del Mercato Centrale, che ora sperano di tornare negli spazi all’interno, “prendendo una decisione su come sfruttare gli spazi, di comune accordo con il Comune”.

Marco Macellaio, 57 anni

Moreno Gastronomo, 47 anni

alessandro ortolano, 46 anni

“Prima di tutto la viabilità”

“No all’orario prolungato fino a sera”

“Negozi al primo piano? Sì, però...”

“Sono d’accordo con l’apertura pomeridiana del mercato di San Lorenzo, ma prima dovrebbero cambiare un po’ di cose. Questo posto è fatiscente, bisognerebbe renderlo più accogliente. E fare qualcosa per la viabilità, perché al momento è un percorso di guerra quello che porta qui. Altrimenti rimarrà solo una meta turistica”

“Non condivido la proposta di ampliare l’orario del mercato di San Lorenzo fino a sera. Partiamo dal fatto che qui dentro d’inverno ci sono 3-4° di giorno: forse se fosse climatizzato andrebbe meglio, ma qui siamo rimasti a 50 anni fa come struttura. In più si tratta di uno dei quartieri meno sicuri della città, e uscire la sera con l’incasso non sarebbe molto simpatico”

“Quando iniziarono i lavori al piano di sopra del mercato di San Lorenzo l’intenzione era quella di renderlo a noi ortolani, una volta finita la ristrutturazione, così com’era prima. Adesso si parla di negozi, ma in realtà la discussione è ancora in corso. E non vorremmo che alla fine alcuni di noi fossero costretti a rimanere all’aperto”


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salute

Novembre 2010

dica 33/1. Quest’anno non ci sono pandemie in vista, ma la prevenzione resta un’arma insostituibile

Influenza, partite le vaccinazioni Solo nel territorio di competenza della Asl 10 ne sono state richieste 225mila dosi, destinate a over 65 e a soggetti a rischio per patologie o professione Benedetta Strappi

È

uno di quegli appuntamenti imperdibili, una di quelle campanelle che suonano ogni anno anche se se ne farebbe volentieri a meno. L’influenza, con il suo corollario di starnuti, febbre, mal di gola e chi più ne ha più ne metta, si prepara ad affacciarsi e ad inchiodare a letto le sue vittime senza chiedere il permesso. Quest’anno, però, fortunatamente, il megafono degli allarmi sanitari non ha strillato forte come l’anno scorso. Lo spettro della pandemia da “nuova influenza” pare allontanato, anche se gli esperti hanno spiegato a più riprese che anche quest’anno a farla da padrone sarà il virus H1N1. Resta costante anche il monito a vaccinarsi rivolto ai cossidetti soggetti a rischio. Anziani, portatori di patologie particolari e operatori sanitari già dal 18 ottobre scorso possono vaccinarsi. Il vaccino è, come ogni anno, gratuito e per la “punturina” basta rivolgersi al proprio medico di famiglia, pediatra, o agli ambulatori della Asl 10. Quest’anno, complessivamente, la Regione Toscana ha acquistato un milione di dosi, con una spesa complessiva di circa 4 milioni di euro. Nel territorio di competenza della Asl fiorentina sono stati richieste 225mila dosi di vaccini e la campagna durerà fino a fino a fine anno. In quel periodo, tra l’altro, è atteso il picco dei contagi, anche se non si può prevederlo con esattezza (il bollettino aggiornato si trova su www. epicentro.iss.it). L’anno scorso, a vaccinarsi, fu il 71 per cento degli over 65: una cifra vicina all’obbiettivo prefissato dal ministero della Salute, attestato al 75 per cento. E quest’anno? La speranza degli addetti ai lavori è che la guardia non si abbassi, e che anche se non si grida più alla pandemia le persone non dimentichino la buona pratica della prevenzione. Che passa attraverso il vaccino, innanzitutto, ma anche attraverso

una serie di piccoli accorgimenti che possono essere preziosi. Il primo passo è tener pulite le mani, lavandole spesso e con cura (l’Organizzazione mondiale per la sanità raccomanda di impiegarci non meno di 40-60 secondi, facendo attenzione a detergerne ogni parte) e utilizzando gel alcolici quando non si ha a disposizione dell’acqua. Lo stesso vale per l’igiene respiratoria: naso e bocca, in fase di starnuto, vanno coperti. E poi c’è il buon senso, quello che impone di stare a casa quando si ha l’influenza – specie i primi giorni - per evitare di contagiare gli altri. “L’influenza è la malattia infettiva che in assoluto incide maggiormente sulla popolazione – ha ribadito l’assessore regionale al diritto alla salute Daniela

Il picco dei contagi dovrebbe verificarsi intorno alla fine dell’anno Scaramuccia - sia sotto l’aspetto sanitario sia sotto il profilo socio-economico, con assenza dal lavoro, dalla scuola e da tutte le altre attività. La polemica sulla pandemia della scorsa stagione e sullo spreco dei vaccini, rimasti in gran parte inutilizzati, può aver generato sfiducia nella vaccinazione. Voglio ricordare che il vaccino è il mezzo più efficace e conveniente per prevenire l’influenza e le sue complicanze. Invito quindi gli anziani sopra i 65 anni e tutte le persone appartenenenti alle categorie a rischio - ha concluso - ad andare dal proprio medico o pediatra di famiglia per farsi vaccinare”.

L’APPELLo Per l’associazione “Noi per voi per il Meyer” In una calda mattina calabrese di 34 anni fa, nella mite Crotone, nasceva, scalciando tra una sopressata ed un salamino piccante, la nostra Francesca, all’urlo di ‘nduja. In pochi minuti fu chiaro chi era. Le mettevano il primo pannolino e lei ridisegnava la disposizione della nursery. A colpi di pianti sempre più forti minacciava gli infermieri per evitare gli sprechi e con sorrisi ben studiati lusingava il primario. Presto ebbe i suoi primi approcci con il business. All’inizio fu riciclo di barbie, poi la stampa di ‘nduja magazine, infine smistamento di merendine al parco giochi. Al liceo ebbe successo per aver ottenuto un ottimo prezzo sulla stampa dei volantini per le manifestazioni e da li decise di fare ingegneria gestionale. Dopo tutte queste vicissitudini finalmente arriva a Firenze e qui fa la sua seconda scelta di vita. E’ calabrese e non siciliana, quindi niente coppola, come fedele compagna meglio la Coppoletta. Al suo fianco la mattina arriva e al suo fianco la sera se ne va, dopo una giornata di urla ai piccoli e sussurri ai grandi, intervallate dal tenero ticchettio dei suoi passi leggeri, come un bufalo di corsa. Oggi la celebriamo nonostante tutto, nonostante le vocali piu aperte dei negozi sotto natale, nonostante la sua euforia mattiniera sia uguale a chi ha appena pagato le tasse, nonostante quando parla sia meno comprensibile di Luca Giurato con il raffeddore, nonostante tutto perché come la suocera, se non ci fosse bisognerebbe inventarla.

Tanti Auguri Francy da tutta la Web&Press Edizioni

Nuovi volontari cercasi

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a la nostra sanità vive anche di un prezioso “sottobosco”: il volontariato. Firenze, ed in generale la Toscana tutta, conta una miriade di associazioni attive nel settore. Una di queste è “Noi per Voi per il Meyer -Onlus”, nata nel 1988 come raggruppamento di genitori di pazienti oncologici dell’ospedalino, e cresciuta nel tempo fino a contare oltre 3.500 soci. E adesso “Noi per Voi” cerca nuovi volontari. Persone disposte a regalare un po’ del loro tempo (bastano pochissime ore a settimana) a una più che giusta causa, per dare sostegno ai piccoli pazienti del Meyer (e di altre strutture con cui l’associazione collabora) e alle loro famiglie. Questi volontari si muovono su un doppio fronte: da una parte sono presenti nei reparti e a casa dei piccoli malati, dall’altra sono chiamati a occuparsi di quelle faccende burocratiche che spesso rappresentano un fardello ulteriore per i loro familiari. E sono sempre loro ad animare le iniziative di raccolta fondi, dalle cene di beneficenza agli stand. “La nostra associazione ha una

particolarità – spiega la dottoressa Ilaria Paggetti, referente per le attività di volontariato – che è quella di organizzare, generalmente una volta all’anno, corsi di formazione ad hoc, gratuiti, che preparino chi si avvicina a noi ad affrontare al meglio situazioni spesso emotivamente pesanti. Oltre a questo ci occupiamo della formazione permanente, e ogni mese ci sono due riunioni per agevolare al massimo il lavoro dei volontari”. Per tutte le informazioni, e per le iscrizioni al corso di formazione, si può consultare il sito www. /B.S. noipervoi.org.


salute

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dica 33/2. Un fiorentino racconta la sua personale esperienza dopo aver contratto l’H1N1

una lunga storia di allarmi “gonfiati” Dalla mucca pazza alla suina, passando per la Sars e l’aviaria: alla “saga” delle pandemie (vere o presunte) si aggiunge un nuovo capitolo ogni anno Ilaria Esposito

I

n principio fu l’encefalopatia spongiforme. Volgarmente detta “mucca pazza”, probabilmente questa malattia costituì uno dei primi “allarmi epidemia” del nuovo millennio. In realtà, il morbo venne identificato per la prima volta nel 1996, ma il picco di casi si verificò nel 2000. Ad oggi, in tutto, sono state 217 le persone, distribuite in 11 stati diversi, ad ammalarsi di Bse (fonte Asca). Purtroppo, l’ultimo caso italiano risale a quest’estate. E ancora, nel 2002 fu la volta della Sars (Sindrome Acuta Respiratoria Severa), della quale fu vittima il medico Carlo Urbani. Dopo il suo caso, in Italia fu lanciato lo stato di allarme, che fortunatamente rientrò dopo poco tempo senza che il numero di casi verificatosi potesse essere considerato preoccupante. Fra il 2003 e il 2004 fu la volta dell’aviaria, quella che faceva tremare gli ipocondriaci davanti a un petto di pollo. In realtà, il contagio era facilmente scongiurabile con una semplice cottura delle carni bianche, tanto che tutti i casi sospetti di contrazione del morbo nel nostro Paese fra il 1997 e il 2007

seguirono ad un contatto diretto degli individui con volatili domestici. Ad ogni modo, la “fobia del pollo” causò soprattutto una grossa perdita economica nel settore dell’allevamento avicolo. Passando dai bovini alle carni bianche, cronologicamente si giunge alla suina, per cui si è parlato di “pandemia”. Il passaggio del morbo dagli animali all’uomo è avvenuto nel 2009 in piccoli villaggi messicani, dove purtroppo morire di influenza è ancora facile. Giunto in Europa, il virus H1N1 è stato effettivamente contratto da molti, ma fortunatamente nella maggioranza dei casi si è manifestato come una normalissima influenza. E’ il caso di Niccolò Tosi, 25 anni, di Firenze, che l’anno scorso si è ammalato mentre trascorreva un periodo di studi in Inghilterra. “Ho contratto il virus fra Washington e l’Inghilterra – spiega Niccolò - in aeroporto. Arrivato a Southampton stavo già male, quindi ho compilato un form su un sito che era stato costruito in occasione dell’emergenza. Ho chiamato il medico e lui ha contattato la ‘Health protection unit’. Mi hanno fatto due tamponi e dopo un paio

di giorni mi hanno confermato che avevo sicuramente contratto la H1N1. Il mio è stato il primo caso in Hampshire e c’era un po’ di disorganizzazione. Dopo è stata stabilita una procedura. Io sono dovuto stare chiuso in casa

una settimana - conclude il 25enne - la mia università è stata avvertita e i miei coinquilini allontanati dall’appartamento che condividevamo. Al di là di questo, si è trattato di una normale influenza”.

IL FATTo La paziente aveva contratto la malattia, che ha tempi di incubazione lunghissimi, molti anni fa, quando non c’erano controlli sulla carne

A Livorno un ricovero recente per la bse: “Ma nessun pericolo di contagio”

E

ra dal 2002, quando una donna si ammalò in Sicilia, che la BSE o - per dirlo come la malattia è conosciuta ai più - la “mucca pazza”, non tornava a terrorizzare l’Italia. E invece quest’estate una signora livornese di 42 anni è stata ricoverata d’urgenza all’ospedale di Livorno per permetterle di attraversare la fase terminale della malattia ricevendo alcune cure palliative che le alleviassero l’atroce sofferenza. La donna accusava da tempo disturbi neurologici e per questo si era recata pochi mesi fa al Carlo Besta di Milano, dove la malattia le è stata diagnosticata e dove, senza successo, le sono stati

somministrati i primi medicinali. Già a ottobre 2009 quello della donna era stato definito come un probabile caso di “variante della sindrome di Creutzfeldt-Jakob” (la mucca pazza, appunto). I disturbi neurologici che hanno portato la signora fino allo stato di coma sono dovuti a una proteina, il prione, che danneggia il sistema nervoso e il tessuto cerebrale. Purtroppo, la diagnosi della malattia non è facile né può esser fatta in tempi rapidi, perché il periodo di incubazione della Bse può anche durare 10 anni e i sintomi possono essere diversi. Questa estate è stata proprio la lunghezza del periodo di latenza della

malattia a far escludere agli esperti il fatto che in Italia, dopo questo caso, si dovesse tornare a parlare di allarme. Infatti, la proteina sarebbe stata ingerita dalla donna quando ancora i controlli sulla carne non erano quelli imposti dalla normativa europea dopo i casi del 2000. Per quanto riguarda l’ospedale dove la donna è stata ricoverata, invece, i medici hanno tenuto a sottolineare che ogni tipo di contagio degli altri pazienti è da escludersi. Grazie all’osservanza di normali misure igieniche, i ricoverati nel reparto dove è stata ospitata la donna si devono /I.E. considerare al sicuro da qualsiasi tipo di rischio.

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sì, viaggiare

Novembre 2010

cUriOsitÀ/1. Molti i giovani che scelgono di noleggiare uno di questi mezzi anche solo per poche ore

Metti una sera a bordo di una limousine Farsi scarrozzare dietro i vetri scuri di un’auto sfarzosa sembra non essere più un sogno proibito. E così spopola la moda alla “Pretty Woman” Annalisa Cecionesi

I

mmaginate la scena di Pretty Woman in cui Julia Roberts sale e scende da una limousine colma di acquisti. Perché non farlo in via Tornabuoni? Basta noleggiare una limousine. Nell’immaginario collettivo è il mezzo di trasporto dei boss della malavita o delle star dello spettacolo. Ma oggi non è più una bizzarria americana. Anche i palazzi e le vie di Firenze possono essere visti dai vetri scuri di una “limo”. Non c’è da stupirsi nel trovarsene una a fianco al semaforo. Perché salire su una limousine non è più (solo) roba da ricchi. Se negli Stati Uniti il noleggio di questo genere di auto va avanti da decenni, in Italia è una novità degli ultimissimi anni. Uno “limo” può aspettare gli sposi davanti alla chiesa. Ma anche un’uscita in discoteca può essere l’occasione buona per noleggiarla. Il costo? Per una serata in discoteca, dalle 8 di sera fino a tarda notte, si spendono circa 600 euro. Spesa che si può dividere tra i partecipanti. Queste vetture infatti possono ospitare anche 8 persone. La “limo” non è soltanto un mezzo di trasporto, ma una sorta di lussuoso locale con le ruote. La serata inizia a bordo. Sui sedili in pelle si sorseggia un aperitivo, si può ascoltare musica o guardare un film. “È un servizio che consente aggregazione – spiega Alessio Dolfi dell’autonoleggio Fast Car di Pistoia - senza dimenticare che noleggiando una limousine ci si può concedere un drink senza temere l’alcool test, visto che alla guida c’è un autista”. Ma dove vuol farsi scarrozzare chi decide di noleggiare una “limo”? Le mete più gettonate sono la Versilia e i locali fiorentini. Centro storico compreso, visto che le vetture hanno l’autorizzazione alla circolazione, alla pari dei taxi. I clienti sono di tutti i tipi. Tanti giovani che vogliono trascorrere una serata particolare, festeggiare un compleanno o una laurea. Il ragazzo intenzionato a stupire la fidanzata o i freschi sposini che la scelgono nel giorno del sì. Tra questi, mol-

ti sono cinesi. La limousine consente loro di sfoggiare il lusso ma anche di far spazio ai testimoni, che per loro tradizione seguono gli sposi. Ma chi noleggia una “limo” non lo fa solo per ostentare uno status symbol. “Alcune mamme – racconta Dolfi – l’hanno noleggiata per fare una sorpresa di compleanno alla figlia di 12 o 13 anni, invitando anche gli amici. Per una bambina salire su una macchina del genere è un po’ come vivere una favola”. Una fiaba alla Pretty Woman (per info: www. limousinetoscana.com).

Una limousine in servizio

cUriOsitÀ/2. Si può partire da viale Europa o San Casciano, il volo dura un’ora

E per gli incontentabili c’è la mongolfiera F

irenze… cinquecento metri sopra il cielo. Non è un film, né il titolo di un libro. È la possibilità di ammirare la città e i suoi dintorni col naso all’ingiù. A bordo di una mongolfiera. Il Duomo, Santa Croce, Ponte Vecchio, l’Arno. E intorno le dolci colline. Di solito è un paesaggio che si ammira a “spizzichi e bocconi”. Un pezzo alla volta. Al massimo la buona porzione che si staglia di fronte a piazzale Michelangelo. Per vedere dall’alto il paesaggio che tutto il mondo ci invidia “basta” superare la paura delle vertigini e salire su una mongolfiera. “Il numero delle persone che vogliono provare questa esperienza è in crescita, grazie a internet – spiega Ivan Vastano, titolare della ‘Vastano Mongolfiere’ - tra i nostri clienti abbiamo in prevalenza stranieri, ma il numero di italiani è in aumento”. Salgono sul “pallone volante” per fare un regalo di compleanno o per festeggiare in modo singolare un anniversario. Ma c’è anche chi invita a bordo il proprio partner per una memorabile richiesta di matrimonio ad alta quota. O chi,

semplicemente, lo fa per togliersi uno sfizio e coronare un sogno. Senza dimenticare gli appassionati di fotografia, che potranno mostrare agli amici scatti mozzafiato. Le basi di decollo? Con la Vastano Mongolfiere si può partire da Firenze, nello spazio messo a disposizione da un hotel di viale Europa, o da San Casciano. E si può sorvolare, a seconda del vento, Firenze, Siena, San Gimignano e Volterra. “Da una posizione privilegiata, e in tutta sicurezza – racconta Vastano - si vedono le colline intorno a Firenze, le ville e gli splendidi giardini che da terra sono nascosti alla vista”. Il volo dura circa un’ora e può essere effettuato in tutte le stagioni, se le condizioni meteo lo permettono. Non possono volare i bambini sotto i sei anni o alti meno di 1,20 metri, né le donne in gravidanza. Per quanto riguarda l’abbigliamento, bastano pantaloni lunghi e scarpe da tennis. E’ possibile avere la mongolfiera in esclusiva o volare in gruppo, fino a 16 persone (per info: www.vastanomongolfie/A.C. re.com).

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news

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IL

PRUNETO

Notiziario del Cdp Caffé - Anno 2° - N° 15 Novembre 2010 - Redazione via della Croce, 39 c/o Cdp - Impruneta (Firenze). Cdp Caffé News a cura di Donatella Pezzoli - www.ilpruneto.com - www.cdpimpruneta.it

Sotto la stella, tanta musica live

Concerti tutti i venerdì sera e dal 14 gennaio torna il Decibel House Contest

In alto i calici! A ciascuno la sua festa

Sale la febbre delle feste natalizie. Numerose sono le occasioni di divertimento, tra cene, concerti e balli, allestiti alla Cdp di Impruneta per celebrare insieme il Natale e salutare il 2011 senza sabotare le finanze familiari. Per il pranzo di Natale, il Ristorante il Pruneto offre un menu completo, che va dall'antipasto al dolce e con i vini e gli spumanti abbinati dal sommelier Prof. Paolo Blasi, in un'atmosfera calda e rilassante, dove niente è lasciato al caso. Nella Cdp, dopo il successo dell'anno scorso, si ripropone la formula delle tre feste, in modo da soddisfare tutte le esigenze di divertimento. Oltre al tradizionale Cenone del Ristorante Il Pruneto, si festeggerà la notte più lunga dell'anno ballando liscio nell'auditorium, con orchestra dal vivo. La FB-generation saluterà il 2011 nella Sala Arancio, con la musica caraibica, revival '70 '80 '90, DJ set e spettacolo dance, mentre i giovanissimi, under 16, avranno un loro Party per divertirsi e "brindare" al nuovo anno. Le occasioni di divertimento sono molte e per rimanere aggiornati consultare il sito conviene www.pruneto.net e il profilo Cdp su Facebook.

Appuntamento tutti i venerdì sera con la musica dal vivo. Tornano gli strepitosi concerti rock, pop, indie, revival organizzati da Decibel House, in collaborazione con il Cdp Caffé dell'Impruneta. Il carrozzone dei talentuosi musicisti parte venerdì 5 novembre con i ritmi indiavolati dell'hard rock dei Think Wilde e il pop rock degli Outofgire. Il concerto dei due gruppi si svolgerà tutto di un fiato - una serata di musica senza interruzioni - come vuole il format del Cdp Music Live. Venerdì 12 novembre ricompare una vecchia conoscenza, molto gradita agli aficionados della Cdp: i Puromalto con il loro rock italiano e brani originali che si alternano alle performance inedite dei Bluemoods. Il 19 novembre - sempre nella Sala Arancio del Cdp Caffé - è il pop rock a farla da padrone con i Foundintide e The Cosy Horror Cover Show. C'è da scommettere che il pubblico non mancherà di canticchiare le cover illustri interpretate dalle due scatenate band. La sessione mista tra revival e indie dei Konfu Panko e degli eclettici Things We Said Today chiudono il novembre live, venerdì 26 novembre. Per amanti della musica e per talenti in

erba, il 14 gennaio sarà inaugurata la seconda edizione del Decibel House Contest. La gara "all'ultima nota"avverrà nella Sala Arancio del Cdp Caffé, sempre di venerdì, dalle ore 22,00 alle 24. Dopo un anno di felice rodaggio, le regole per partecipare al contest sono poche e chiare. Ogni serata vede la partecipazione di 4 gruppi, ognuno dei quali ha a disposizione 20 minuti per dare il meglio di sé interpretando cover o inediti. Tutti i generi musicali sono ammessi. La scelta dei finalisti è fatta tramite il voto della giuria di qualità unito all'insindacabile giudizio del pubblico. Il Decibel House Contest ha una grande ambizione, che si traduce nel dare la possibilità ai gruppi emergenti di farsi conoscere e, allo stesso tempo trascorrere tutti insieme una serata in allegria. Per realizzarlo, Decibel House ha radunato, sotto la stella della Cdp, decine di band del territorio, giovani promesse della musica toscana, compositori e interpreti che hanno la possibilità di farsi notare in un contesto adeguato, coccolati da un pubblico attento e affettuoso. Sala Arancio Cdp Caffé, Cdp Impruneta www.decibelhouse.it Informazioni tel. 05523736829 - 3358505342 - 3286156724.

Cene Sensoriali

Ven 19 novembre '10 Ven 10 dicembre '10 Sab 25 dicembre '10 Ven 31 dicembre '10 Gio 6 gennaio '11 Ven 14 gennaio '11 Ven 28 gennaio '11 Ven 11 febbraio '11 Lun 14 febbraio '11 Mar 15 febbraio '11

CROSTACEI, MOLLUSCHI E BOLLICINE DEGUSTATIPICO MENU DI NATALE CENONE DI SAN SILVESTRO FESTA DELL'EPIFANIA FESTA DEL PEPERONCINO PICCANTE FRITTO E MANGIATO CIOCCOLATO "MON AMOUR" CENA DI SAN VALENTINO FESTA DEI SINGLE

L'itinerario gatronomico del venerdì, tra cibi gustosi, vini pregiati e curiosità,

per un menu completo che va dall'antipasto al caffè.

IL

PRUNETO Tutte le iniziative presenti in questa pagina si svolgono presso la Casa del Popolo di Impruneta - Via della Croce, 39 Impruneta (Firenze) - Tel 055 20 12 307 - www.cdpimpruneta.it - Scriveteci alla mail: info@cdpimpruneta.it


teatrO/1. Viaggio tra i cartelloni più curiosi per scoprire burattini, vernacolo e commedie brillanti

Palcoscenico sì, ma solo se è alternativo Chi l’ha detto che a Firenze non si sperimentano nuovi generi? Ce n’è per tutti

la MOstra

i gusti: l’Everest fa salire sul palco giovani artisti emergenti, il Reims - nel bel mezzo

Quando gli etruschi guardavano l’Oriente

del quartiere 3 - regala agli appassionati divertenti scenette recitate nel toscano più verace, mentre al Teatrino del Gallo spopolano le marionette Ilaria Esposito

A

d autunno inoltrato si entra nel vivo delle stagioni teatrali, si ha già un’idea degli spettacoli da non perdere fino ad aprile e in molti saprebbero elencare i grandi nomi che si alterneranno sui cartelloni per tutto l’inverno. Ma la Firenze dei teatri non è fatta solo di questo. Sono tanti gli spazi non convenzionali dove gli appassionati di generi più o meno di nicchia, o semplicemente considerati minori dal grande pubblico, possono assecondare i propri gusti. Teatro contemporaneo, vernacolo e burattini sono solo alcuni esempi di quanto la città offre e i cittadini spesso non conoscono. Altrettanto sconosciuti i luoghi dove questi spettacoli vanno in scena, nonostante in molti casi sorgano nel bel mezzo dei quartieri fiorentini. Un esempio? Il Teatro Everest di via Volterrana. Lo spazio ha riaperto cinque anni fa dopo venti anni di chiusura al pubblico e ogni anno presenta un programma di spettacoli che vanno da Shakespeare alle proposte più originali di giovani compagnie. L’Everest fa parte del circuito “Teatri possibili”, rete che si propone di diffondere l’universo teatrale in ogni suo aspetto, dal momento del palcoscenico a quello della formazione di giovani artisti. Per questo motivo, presso lo spazio di via Volterrana sono presenti anche una programmazione per i più giovani e corsi di recitazione, clowneria, tecniche vocali e giocoleria. Ma l’offerta “alternativa” dei palcoscenici fiorentini non si esaurisce qui. Per dirne una, anche chi ama il vernacolo può trovare pane per i propri denti. In questo settore, la tradizione fiorentina ha pochi rivali. Lo dimostra il programma per l’anno 2010-2011 del Teatro Reims, che si trova nell’omonima via, nel bel mezzo del quartiere 3: un cartellone che vede alternarsi spettacoli di lirica e commedie brillanti alle esibizioni di compagnie teatrali che recitano rigorosamente in toscano. La programmazione è iniziata a novembre. Per la prima parte del mese sono previsti gli spettacoli “La Bottega di Sghio”, della compagnia “Stabile del Reims Associazione Culturale Teatreria” (nei giorni 6,7, 13 e 14 ) e “A.A.A piacente mezza età, cerca il-

libata per urgente matrimonio”, della compagnia “Firenze Ridanciana (27 e 28 novembre)”. Il cartellone continuerà per tutto l’anno con le esibizioni delle compagnie vernacolari citate e della compagnia “De Bon tempo”. Spettacoli dello stesso genere si possono vedere anche al Teatro Nuovo del circolo ARCI Lippi, in via Fanfani, dove si esibiscono la “Compagnia del Grillo” e gli allievi del laboratorio teatrale che ha la stessa sede. “E i burattini?” Domanderanno i nostri

piccoli lettori. Anche per il genere solitamente amato dai bambini, ma che di per sé vanta una tradizione comparabile a quella del grande teatro, a Firenze non mancano i palcoscenici. Uno su tutti, quello del Teatrino del Gallo, che si trova in via San Gallo 25r ed è stato ricavato dalla limonaia adiacente la Libreria Libri Liberi. Qui si esibiscono spesso i famosissimi Pupi di Stac, la compagnia fondata da Carlo Staccioli nel 1946, oltre a numerosi altri gruppi teatrali per bambini.

liBri. Il nuovo lavoro di Paolo Ciampi, dedicato alla donna che sposò la causa di Garibaldi

Miss uragano, l’inglese che “fece” l’Italia T

ra i libri che escono per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia spicca, per originalità e simpatia, la biografia di tale Jessie White, eroina inglese prestata alla causa di Garibaldi. Una figura di donna che non si studia sui testi scolastici, riportata alla luce dal giornalista e scrittore fiorentino Paolo Ciampi. Miss Uragano (Romano Editore, pagg. 328, euro 14, prefazione di Anita Garibaldi), questo il titolo che si riferisce al soprannome della White, è l’avvincente storia di chi, fra i tanti inglesi che offrirono un contributo al Risorgimento, ebbe un ruolo importante e, soprattutto, dedicò l’intera vita alla causa italiana. Ciampi affronta il tema biografico della donna-eroe, facendo trasparire in ogni pagina grande ammirazione, quasi una devozione che, oggi, appare come un tributo postumo. Una biografia, un libro di storia da leggere come un romanzo, attraverso le vicende di una donna eccentricamente anglosassone e sanguignamente italiana, seguendola a Firenze, la città che scelse per vivere e per morire, ma anche a Pisa, Genova, Napoli, Palermo, Roma. “Jessie White – spiega Ciampi – fu cospiratrice al servizio di Mazzini, infermeria delle camice rosse in quasi tutte le campagne

di Garibaldi, poi anche scrittrice e giornalista, corrispondente per alcune delle più grandi testate internazionali e, prima in Italia e tra le prime donne al mondo, anche inviata di guerra. Venerò Mazzini come maestro, si lasciò conquistare da Garibaldi come uomo e come eroe, ebbe come amici intimi personaggi del calibro di Agostino Bertani e Carlo Cattaneo, ma fu con un altro protagonista di quegli anni e di quelle battaglie, Alberto Mario, che intrecciò una lunga e travolgente storia di amore: forse la più bella del nostro Risorgimento, sbocciata in carcere e capace di durare fino alla morte”. Una donna dal carattere impetuoso, una donna che ha dato molto agli italiani. “Nei suoi confronti – aggiunge Ciampi – l’Italia è stata senz’altro assai meno generosa: il ricordo di Jessie White è confinato solo a qualche studio specialistico”. Ora il libro di Ciampi prova a fare giustizia, rivelandoci una storia incredibile fatta di passioni, barricate a Milano, l’impresa dei Mille e, infine, il volto della prima donna-reporter in Italia distintasi per le grandi inchieste sul campo, per le testimonianze coraggiose sull’inferno delle carceri /C.B. e dei manicomi, dei bassi napoletani e delle zolfatare.

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li etruschi tornano a casa, in pieno centro storico, accanto alla Santissima Annunziata. Hanno affrontato secoli di storia, ma anche la distruzione provocata dall’alluvione del 1966 e un restauro durato 40 anni. La mostra “Signori di Maremma. Elites etrusche tra Populonia e Vulci” mette in vetrina centinaia di reperti, raramente esposti al pubblico o inediti, che trovano posto nelle stanze dove erano custoditi fino al ‘66: il Museo Topografico Centrale dell’Etruria, parte dell’attuale Museo Archeologico Nazionale di Firenze, uno dei più importanti al mondo per l’etruscologia. Ceramiche figurate, statue, armi, preziose oreficerie: sono alcuni dei tesori custoditi nel deposito del museo, riportati alla luce per illustrare il periodo “orientalizzante”, quello che va dalla fine dell’VIII all’inizio del VI secolo a.C., in cui è evidente l’influenza del Vicino Oriente sulle produzioni artistiche dell’Etruria. I materiali, che provengono dai principali centri della Maremma, narrano la vita ai tempi delle aristocrazie etrusche: la guerra, i banchetti, i momenti quotidiani. Suggestive ricostruzioni fotografiche e gigantografie arricchiscono il percorso, allestito dagli architetti Luigi e Marica Rafanelli. Ci sono anche le opere contemporanee: la personale di Anna di Volo, che per le sue tele prende spunto dal mondo antico. La mostra è reduce dal successo raccolto l’anno scorso, in occasione della sua prima edizione, a Grosseto. Adesso arriva a Firenze arricchendosi di nuove sezioni. “Tutto questo permette di riportare nella loro sede naturale una serie di corredi che erano esposti qui prima dell’alluvione – spiega Carlotta Cianferoni, direttrice del Museo Archeologico - più che una mostra è una sezione importante del museo che viene riproposta al pubblico”. In cantiere c’è il progetto di trasformare la rassegna in un allestimento permanente, quando sarà concluso il recupero degli ambienti del Topografico. “I depositi del museo racchiudono molti tesori – prosegue Carlotta Cianferoni – stiamo parlando di decine di migliaia di pezzi. L’idea è quella di tirare fuori gradualmente i vari reperti, tramite mostre e allestimenti, in modo da rendere il museo vivo, in continuo divenire”. La visita alla mostra, in programma fino al 30 aprile 2011, è compresa nel biglietto /G.C. del museo (3 euro).

Uno degli oggetti esposti


cultura

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teatrO/2. Nel cuore di Gavinana apre il Nuovo Lumière, dedicato a giovani e spettacoli di qualità

E ora Firenze ha un sipario in più Ludovica V. Zarrilli

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on ci avrebbe mai scommesso nessuno, e invece qualuno ha avuto il coraggio di farlo. In un momento in cui il mondo della cultura, e in particolare quello del teatro, sembra soccombere sotto la scure degli scarsissimi finanziamenti, ecco che un gruppo di giovani e intraprendenti amanti del palcoscenico hanno deciso di tirare su un nuovo sipario: si tratta del Nuovo Teatro Lumière, nato sulle ceneri della vecchia sala cinematografica del Centro Incontri, in via di Ripoli 231, nel cuore del quartiere di Gavinana e poco lontano da Bagno a Ripoli. Da un’esperienza già radicata sul territorio, nel ventre di una comunità numerosa e attiva, che porta scritta nel proprio dna la passione per il teatro, nell’eredità della Compagnia Giosuè Borsi Arsante, attiva qui dal 1920, nasce un’avventura culturale e sociale che si apre alla città di Firenze. Ne è interprete l’attore, giornalista e regista fiorentino Marco Predieri a cui è stato affidato l’onere e l’onore di comporre il primo cartellone. “E’ una sfida complessa ed esaltante al tempo stesso – spiega il neo direttore – un atto rivoluzionario in un tempo fatto di realtà virtuale e di media, nel quale sembrano contrarsi sempre più drammaticamente le risorse e gli spazi per i linguaggi dello spettacolo dal vivo e per l’arte in generale. Quello che mi ha convinto ad accettare

è stato soprattutto l’entusiasmo espresso dalla comunità a cui la sala appartiene e da chi fino a oggi l’ha mantenuta comunque in vita e attiva, Paola e Maurizio del Buffa. Lo sforzo per riconsegnarla al pubblico è stato ingente ed è per questo ancor più sentita ed evidente la mia responsabilità nell’interpretare il mandato affidatomi”. Un teatro piccolo che vanta già un cartellone di tutto rispetto. La prima si è svolta il 5 novembre e ha vi-

La struttura si propone come base pulsante di una realtà autentica

sto on stage Edy Angelillo e Michele La Ginestra con lo spettacolo Radice di 2, e a fine mese sarà la volta di “Rafael. Il signore della magia” (dal 26 al 28) seguito a ruota da “Le soprelle Materassi”, dal 3 al 5 dicembre. Sul palco si alterneranno nuove leve e attori già consacrati come Alessandro Benvenuti, Andrea Muzzi, Alessandro Riccio e Silvia Paoli. “Il Lumière - continua Predieri non sarà un semplice palcoscenico per le ospitalità, ma intende proporsi come base pulsante di una

comunità teatrale autentica, radicata sul territorio e aperta al confronto, alle istanze delle giovani professionali e soprattutto degli spettatori che ne costituiranno il vero cuore. E’ in quest’ottica che i primi artisti che compongono il nuovo cartellone

hanno raccolto, devo dire anche con commovente slancio, il mio invito a credere in un viaggio comune, che oggi comincia in salita, come sempre accade per le novità, ma che mi auguro possa essere lungo e in costante crescita”.

nOvitÀ. Al via i lavori per l’ampliamento della superficie espositiva

Il museo dell’Opera del Duomo si rifà il look I

Un’immagine del progetto

l nuovo museo dell’Opera del Duomo comincia a muovere i primi passi verso la realizzazione, e lo fa annunciando il via libera ai lavori, che andranno avanti per sei anni e consegneranno alla città una superficie espositiva duplicata e un nuovo appeal per capolavori come la Pietà di Michelangelo o la Maddalena di Donatello, che saranno finalmente esposti in spazi adeguati. Novità anche per la cattedrale, all’interno della quale è prevista la realizzazione di un ambone (quella struttura dalle quale il sacerdote proclama le letture, ndr) per realizzare il quale sono state chiamate a raccolta alcune delle teste coronate dell’arte e dell’architettura made in Italy: a contendersi lo scettro per la progettazione

ci sono Mario Botta, Mario Ceroli, Amalia Ciardi Duprè, Massimo Lippi, Mimmo Paladino, Filippo Rossi, Enrico Savelli e Paolo Zermani. E nonostante il consiglio dell’Opera del Duomo, compresa la presidente Anna Mitrano, insieme al vescovo di Firenze Giuseppe Betori e a monsignor Timothy Verdon, siano entusiasti dell’idea di mescolare l’antico al contemporaneo, tra chi storce il naso c’è l’attuale direttore dei musei vaticani ed ex soprintendente al Polo museale fiorentino Antonio Paolucci. “Non mi permetto di giudicare - ha detto Paolucci - ma ritengo, in generale, che intervenire in un contesto antico sia sempre pericoloso ed inopportuno. L’ intervento potrebbe compierlo anche il più grande

scultore del mondo, ma questa resta la mia idea”. Nessuno ha invece avuto da ridire sul progetto di ampliamento del museo, affidato agli architetti Adolfo Natalini e Guicciardini&Magni. La superficie totale sarà di 5.250 metri quadrati e l’investimento, tutto a carico dell’Opera del Duomo, ammonta a 25 milioni di euro. Il “vecchio” e il nuovo museo saranno uniti in un unico percorso e l’ ampliamento permetterà di esporre adeguatamente l’ intera collezione, comprese le opere monumentali come la Porta del Paradiso del Ghiberti e le altre due porte bronzee del Battistero “qualora si decida di musealizzarle” insieme ai gruppi scultorei che le /B.B. sovrastano.

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il PersOnaGGiO. Il direttore sportivo fa il punto della situazione. E guarda al futuro

gli orizzonti di Pantaleo Corvino Dall’infortunio di Jovetic alla scommessa Ljajic, dalla scelta di Boruc all’obiettivo Nastasic: tanti gli argomenti affrontati. E su se stesso: “Se non mi danno un calcio, a Firenze vorrei rimanere fino al 2015. Poi smetterò”

Pantaleo Corvino

Cristina Guerri

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ercato ma non solo. A stagione ormai avviata, il direttore sportivo viola Pantaleo Corvino fa il punto della situazione. Con un occhio al futuro: quello della squadra, ma anche il suo. Partiamo da Ljajic. Una delle poche note liete di questo inizio di stagione... Ljajic, come Jovetic, è arrivato nello scetticismo generale. Abbiamo investito sei milioni di euro per lui, tanti per un giovane, anche se di buona prospettiva. Lo avevo notato al torneo “Nereo Rocco” e l’ho seguito a lungo. Quando è saltato il trasferimento del giocatore al Manchester United per un permesso di lavoro che non è arrivato, mi sono fatto trovare pronto e ho anticipato gli altri club. L’infortunio di Jovetic proprio non ci voleva... All’inizio credevo fosse una semplice distorsione, magari alla cavi-

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glia. E invece c’è stato uno “tsunami” nel ginocchio. Mi sono sentito male, anche perché sul mercato avevo deciso di portare avanti una determinata strategia. Trovarsi senza uno dei giocatori più importanti mi ha creato problemi di grande sofferenza. Per il ragazzo, ma anche per l’allenatore, per la società e per i tifosi. Adesso tiene banco la questione Montolivo. Il rinnovo è vicino? E’ sempre difficile parlare del mercato. Ma sul suo contratto sono sempre stato molto chiaro. Da parte del procuratore e del ragazzo abbiamo ricevuto la volontà di legarsi alla Fiorentina per i prossimi cinque anni. Tornato dal Mondiale, a inizio campionato, ci è stato detto che volevano una pausa di riflessione. Noi aspettiamo, perché nelle due persone in questione riconosciamo una coerenza e crediamo che possa dare continuità. Anche lei è in scadenza di contratto... Se non mi danno un calcio, a Firenze vorrei rimanere fino al 2015. Poi smetterò. Vorrei godermi i miei figli, visto che fino a oggi non ho potuto farlo.

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Passiamo a Boruc. Il suo acquisto ha creato qualche polemica, considerando il fatto che un grande portiere (Frey) c’era già. La verità è che si fa fatica ad accettare che con Avramov e Frey servisse un’altra alternativa valida. Ma, detto questo, Boruc rimarrà a Firenze fino alla scadenza del contratto. Mentre per gennaio si parla tanto di Nastasic... Nastasic l’ho seguito. Ma non può essere tesserato da nessuna società fino al prossimo mercato estivo, perché non ha compiuto 18 anni. E’ un giocatore che conosco, ma i nostri orizzonti sono ampi, che non si fermano soltanto al mercato dell’est. Tante operazioni importanti, in passato, le ho fatte anche in Sudamerica. Vedi Ledesma a Lecce, o Lima che poi ho venduto alla Roma nell’anno dello scudetto. O ancora Chevanton, dall’Uruguay, venduto a 20 miliardi. Il nostro mercato non è figlio di un’area, seppure io sia nato sull’Adriatico e spesso il cuore mi porti verso i Balcani. Da Vucinic a Bojinov certe operazioni, del resto, sono sempre andate bene. Ma non è detto che mi fermi qui. Ripeto, i nostri orizzonti sono ampi.

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sport

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il PUntO. Verso la sessione invernale. Ecco quello che potrà cambiare in casa viola

Chi viene, chi va: si avvicina il mercato Cristina Guerri

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ennaio è ormai (quasi) alle porte. E nel calcio gennaio vuol dire soprattutto una cosa: mercato invernale. Per questo, il direttore sportivo della Fiorentina,

Pantaleo Corvino, è già al lavoro per rinforzare la rosa, considerate anche le difficoltà (fisiche ma non solo) di questa prima parte della stagione. Partiamo da quella che sembra sempre più una certezza. L’avventura di Cristiano Zanetti con la maglia della Fiorentina appare agli sgoccioli. Lo ha confermato

Per qualche giocatore dato sul piede di partenza si fanno i primi nomi di possibili rinforzi. In tutti i reparti

il suo procuratore, Carlo Pallavicino: “La condizione di Cristiano è un po’ particolare. Ha voluto scommettere su Firenze, a costo di ridursi l’ingaggio. Poi un infortunio lo ha un fermato e da lì si è creata una situazione un po’ triste. Zanetti è diventato una sorta di capro espiatorio. Sono state dette sempre le solite cose: che è vecchio e rotto. A Firenze – ha aggiunto - si è creato un clima negativo che ha condizionato allo stesso modo la situazione del giocatore. Allora la storia ci insegna che quando non si è molto graditi, forse è bene cambiare aria”. Considerando anche la situazione di Mario Bolatti, un altro centrocampista con le valigie in mano, è facile pensare che Corvino opti per l’acquisto di un giocatore in mezzo al campo. Anche in difesa manca qualcosa, forse uno o due innesti. Il primo sull’out mancino. Pasqual alterna partite no a prestazioni ricche di luci e ombre. Al centro della difesa, invece, con un Felipe che continua a non convincere, serve un giocatore che affianchi Gamberini. Ecco che allora lo scambio tra il brasiliano e Santacroce (attualmente in forza al Napoli) potrebbe concretizzarsi. In attacco guai a parlare di cessioni. Anzi. Serve una valida alternativa a Gilardino. Che non andrà né in Inghilterra (si parlava di un interesse del Newcaste) né alla Juventus. Babacar è ancora troppo giovane e quindi inesperto per supportare il l’attaccante di Biella, ma

un bomber “low cost” potrebbe attirare l’attenzione del diesse viola. Un nome? John Carew dell’Aston Villa. Fuori dai piani di Houllier, tecnico degli inglesi, il centravanti norvegese, che in Italia ha già giocato con la maglia della Roma,

potrebbe essere ceduto a gennaio. Carew, che ha un contratto fino al giugno 2011, ha già chiesto di essere ceduto non appena sarà possibile. Non resta, dunque, che aspettare qualche settimana. Come detto, gennaio è ormai alle porte.

L’oPINIoNE Emiliano Mondonico analizza il momento

“Due tecnici molto diversi”

“A

ncora è troppo presto per parlare di mercato sbagliato, o di scelte sbagliate da parte della società”. Parola di Emiliano Mondonico, ex tecnico viola nella stagione 2003-2004, che analizza questa prima parte di stagione. Partiamo dal mercato. Sono stati gli acquisti sbagliati a condizionare questa partenza a rallentatore? Diciamo che sono tanti i fattori che hanno contribuito a determinare questa situazione. Il primo è il cambio di panchina. Con Mihajlovic lo spogliatoio ha perso un po’ di quella tranquillità che Prandelli usava nel gestire le diverse situazioni. L’ambiente aveva bisogno di una scossa, ma la differenza tra i due tecnici è talmente tanta che ha condizionato in negativo questo passaggio. E poi... Prego.

La Fiorentina, dobbiamo dirlo, è stata anche piuttosto sfortunata. Il ko di Jovetic, il dolore alla caviglia di Montolivo e il ginocchio di D’Agostino hanno condizionato e non poco le scelte di Mihajlovic. Ancora è troppo presto per parlare di mercato sbagliato, anche se il giudizio sulla campagna acquisti lo può dare solo la classifica in campionato. In estate si parlava, forse con troppa facilità, di un piazzamento in Champions League... Questo è uno dei campionati più difficili in assoluto. Le squadre di medio livello si sono rinforzate molto. E’ vero, la Fiorentina non lo ha fatto, ma ha comunque mantenuto tutti i giocatori di livello. Ho sentito parlare di salvezza: adesso sarebbe un errore parlare di questo obiettivo, perché i giocatori sarebbero assaliti dalla /C.G. paura.

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Novembre 2010

sport nel Valdarno

L’INTERVISTA. Nato in Germania 25 anni fa, Sebastiano Ranfagni è al terzo anno con la Rari Nantes

Il “gigante” di Reggello sogna Dubai Andrea Trapani

Le prime medaglie sono arrivate a 16 anni, gli Europei in vasca corta potrebbero

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spalancargli le porte del Mondiale di nuoto. Ma il campione del Valdarno mantiene

ato in Germania, 25 anni compiuti ad agosto, 205 centimetri di altezza e una carriera in continua ascesa con quattro titoli italiani sui 200 dorso già in bacheca. Si presenta così il curriculum di Sebastiano Ranfagni, l’azzurro “nuotatore di Reggello”, al 3° anno con la Rari Nantes Florentia e con il CS Carabinieri. Madre tedesca e padre toscano abita, infatti, nel capoluogo valdarnese da quando “fu deciso di avere una casa più grande rispetto a quella che avevamo a Pontassieve”. Inizia così l’intervista con Sebastiano, ripercorrendo le origini e l’inizio della carriera. “Il nuoto? Comincia all’età di 4 anni quando fui mandato assieme a mia sorella in piscina. La prima vasca fu alla Fiorentina Nuoto e da allora non ho più smesso: le prime gare sono arrivate dopo due anni, poi è stato il turno delle competizioni regionali e nazionali. Fino al primo titolo italiano a 16 anni”. Tanti sacrifici fin da subito. “Beh, finché sei giovane – ricorda – non ti accorgi dei sacrifici. E’ dopo i 14 anni che si vedono, specie quando la giornata di uno studente si trasforma in una routine che vede la mattinata impegnata sui libri e il pomeriggio ad allenarsi per le gare del weekend. E’ duro, ma la prima volta che senti l’inno italiano ti ripaga di tutto”. Non c’è solo l’inno nazionale per la carriera di Sebastiano Ranfagni, nelle ultime due stagioni sono arrivate anche le luci della ribalta internazionale dopo la semifinale mondiale di Roma 2009 e il quinto posto agli Europei di pochi mesi fa: è un momento in cui la propria carriera sta crescendo, come si vive questo periodo? “Vivo il tutto con la consapevolezza che posso miglio-

la testa sulle spalle. E continua a fare il pendolare tra casa e Firenze, dove si allena

Sebastiano Ranfagni

rare ancora: il top di un nuotatore è intorno ai 25/26 anni, il mio apice dovrebbe arrivare un poco più tardi vista la mia altezza”. Un campione di dorso, ma come è nata la scelta per questa specialità? “Il nuoto all’inizio tende a dare le basi generali di ogni specialità, facevo anche le lunghe distanze sui 1.500 metri. Poi a 14 anni mi sono specializzato, ho scelto il dorso anche se nella squadra dei Carabinieri in staffetta faccio anche lo stile libero”. Torniamo al privato, il rapporto con la Germania com’è? “Sono bilingue grazie a mia mamma, ho comunque studiato il tedesco e ancora oggi torno sempre con piacere in quelli che sono stati i luoghi della mia infanzia”. Intanto gli appuntamenti prendono il sopravvento, il prossimo obiettivo è vicinissimo: “Sì – dice Ranfagni – è proprio questo mese: ad Eindhoven il 28 e 29 novembre ci sono gli Europei in vasca corta, spero di poter ripetere il quinto posto della vasca lunga. Un risultato che mi regalerebbe la qualificazione diretta al prossimo Mondiale di Dubai”. Tutto questo mentre è in pieno svolgimento la preparazione in terra toscana. “Ad oggi svolgo due allenamenti al giorno, alla piscina di Bellariva, oltre a fare attività di palestra altre tre volte a settimana”. In pratica, un pendolare. “Esatto, faccio il pendolare tra Reggello e Firenze. E quando si viaggia molto come nel mio caso è sempre bello tornare a casa”. Magari con qualche medaglia al collo, è l’augurio dei suoi tifosi.

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sport nel Valdarno

Novembre 2010

CALCIO/1. Ritiri al mare e cene, al Poggio alla Croce lo sport è divertimento puro. Al di là dei campanili

Tre comuni per una squadra e zero sconfitte Andrea Trapani

nei risultati sportivi. “Ci stiamo divertendo e togliendo diverse soddisfazioni – racconta il vicepresidente – allo stesso tempo. Organizziamo cene conviviali, facciamo piccoli ritiri tutti assieme al mare: insomma, oltre allo sport c’è il piacere. Piacere che si è concretizzato nel poter realizzare una squadra al di là delle ‘ragioni di campanile’: i nostri giocatori, oltre che da Poggio alla Crocce, infatti provengono sia da San Polo che da frazioni come il Brollo e Figline”. Il campo di gioco attualmente è a Bellariva, il campionato è quello di calcio a sette e si gioca sotto le egide Csen-Midland. “Gli allenamenti sono comunque al campo di Poggio”, ci dice Ravenni che chiude ricordandoci gli altri aspetti che fanno grande la Sporteam: “L’impegno dei nostri ragazzi non è solo sul campo: in estate spesso lavorano qua e aiutano comunque al bar”. Perché a Poggio alla Croce lo sport è anche beneficenza e solidarietà assieme all’attività della Sms che rappresenta da sempre il fulcro di tutto il paese. Paese che lo scorso settembre durante l’ “Estate al Poggio” ha festeggiato pubblicamente i risultati della squadra: tutti assieme, paesani, atleti e dirigenti. Non ci sono barriere, non qui.

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oggio alla Croce è una frazione del tutto particolare. La divisione amministrativa, simile a tanti abitati della nostra regione, già è un indizio: tre comuni infatti si dividono le competenze e l’abitato si trova sotto le giurisdizioni di Incisa, Figline e Greve in Chianti. L’orografia a sua volta non scherza, il centro collinare si trova posto sulla sommità del Chianti fiorentino tra la valle dell’Ema e il Valdarno superiore. Due sguardi sulla provincia di Firenze che tradiscono l’animo trasversale che attraversa anche i protagonisti della squadra di questo mese. Nasce così, se vogliamo, l’esperienza della Sporteam Sms Poggio alla Croce, la locale realtà di calcio amatoriale che va oltre i confini dettati dalla geografia. A descriverla il vicepresidente, Massimo Ravenni: “Questa è una realtà piccola, comunque nel 2005 abbiamo deciso di provarci ed è nata la prima squadra di calcio a cinque. Ci aiuta la sovvenzione della locale Sms, partecipiamo ai primi tornei e il tutto comincia a crescere”. Con numeri da paura. “Risultiamo imbattuti – sorride Ravenni – dal 2 novembre 2009 in tutti i tornei amatoriali”, un anno praticamente senza sconfitte. Una squadra che potrebbe andare ben oltre, diciamo un po’ provocatoriamente: “Ci sono situazioni in cui hanno chiesto la Serie C in Figc; in realtà noi preferiamo continuare così e vedere il tutto come un divertimento, il giocattolo altrimenti si romperebbe”. E la realtà gli dà ragione. Ventidue giovani, nati tra il 1966 e il 1990, sono il cuore della compagine che trova l’origine del proprio successo non solo

PALLAVOLO. Scontro con il San Casciano in vista dopo un brillante precampionato

Tutta la grinta del Valdarno Volley

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o ribadiamo con forza e ne siamo certi: comunque vada sarà un successo. Le ragazze di Barbara Biagi stanno crescendo partita dopo partita ed hanno un potenziale pronto ad esplodere. Il pre-campionato è stato brillante, quasi esaltante se consideriamo che questa squadra è ‘nuova’. Vedendole giocare si può intuire che si è formato quello che è essenziale in tutti gli sport: lo spogliatoio. Certo in alcuni tratti degli incontri fino a qui disputati ci sono stati alcuni passaggi a vuoto, ma molto spesso una ‘pacca’ sul sedere è servita a far ritrovare la giusta concentrazione. Il passaggio del turno in Coppa, il gioco

spumeggiante in molti tratti di gara è il miglior ‘buongiorno’ che lo sport poteva dare al Valdarno. Basciano e Carlozzi sono ormai più di una certezza, e con un’alzatrice come la Ranieri tutto può accadere. In molti, forse più per scaramanzia, non vogliono parlare di obiettivi, ma in realtà dagli sguardi si può già intuire che il primo è quello dei play-off. Ora al tecnico senese non resta che regolare la difesa ancora sotto rodaggio: il materiale umano c’è, il campionato ha squadre forti ma non invincibili e il confronto ‘diretto’ contro il San Casciano per un posto in Paradiso non /L.M. può che essere stimolante.

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A SERVIZIO DELLA PERSONA PER UNA ECONOMIA DI COMUNIONE CICLO DI SEMINARI DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA SECONDO L'APPROCCIO CENTRATO SULLA PERSONA. Il Poliambulatorio Risana organizza ogni anno un ciclo di incontri di psicologia umanistica. Quest'anno abbiamo scelto il tema della famiglia e del supporto alla genitorialità, pensando di offrire alla collettività un servizio che possa sostenere i nuclei familiari in un periodo storico di particolare crisi economica. Riteniamo che la famiglia sia la cellula fondamentale della società: in famiglia si tutelano i minori, ma solo se in essa trovano le condizioni per maturare sereni e secondo le inclinazioni personali. Tanti sono i fattori sociali ed economici che oggi possono interferire con la serena maturazione dei bambini. I genitori sono i primi agenti di tutela del minore, pertanto i seminari sono volti in primo luogo alla ricerca degli strumenti che possono supportare la loro azione educativa. I seminari si tengono alle ore 21.00. La partecipazione è gratuita. Per ragioni organizzative chiediamo agli interessati di iscriversi contattando la segreteria del poliambulatorio. I seminari di psicologia sono tenuti dal Dott. Mario Ruocco, psicologo e psicoterapeuta, docente presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Firenze e Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze. Il seminario di psicomotricità sono tenuti dalla dott.ssa Silvia Cravero, psicomotricista e educatrice, e dalla dott.ssa Romina Rospini, psicomotricista e psicologa.

PROGRAMMA • 17.11.2010 La responsabilità personale del genitore • 12.01.2011 L'educazione dei figli tra accoglienza e disciplina • 01.02.2011 L'importanza del gioco nella crescita dei figli: l'approccio della psicomotricità relazionale. • 23.02.2011 Quando il genitore manifesta un disagio: le possibili conseguenze sul minore e i percorsi di recupero • 23.03.2011 L'adozione nazionale e internazionale

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sport nel Valdarno

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calcio/2. Una decina le squadre valdarnesi in campo

Pioggia di derby tra “dilettanti” Valerio Longhi

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circa due mesi dal primo fischio d’inizio le squadre del Valdarno Fiorentino continuano ad essere protagoniste nel calcio dilettantistico anche nella stagione 2010/11 con una truppa numerosa come non mai. Complice la dolorosa ripartenza del Figline dai Dilettanti quest’anno aumentano i derby e le squadre che per tutta la stagione cercheranno di dire la loro. I quattro comuni sono ben rappresentati, la presenza più massiccia è quella delle squadre reggellesi che, oltre al capoluogo, mettono in campo diverse rappresentative delle frazioni. Guardiamo il campionato in corso partendo dalla categoria “regina” che quest’anno è quella dell’Eccellenza, dove a rappresentare il meglio del calcio valdarnese, oltre ai già citati GialloBlu figlinesi, c’è anche la Rignanese in un girone B dove sia la squadra di Manolo Ermini che quella di mister Coppi cercheranno di essere le mine vaganti del raggruppamento. In Promozione, sempre girone B, è rimasto invece l’Ideal Club Incisa guidato da Mascagni in una categoria dove le sorprese sono sempre possibili. Obiettivo promozione invece per la Resco Reggello, nobile decaduta lo scorso anno dopo una sfortunata roulette russa nei play-out, che nel Girone C di Prima Categoria cerca di mantenere alti ritmi dopo un inizio di stagione che la vede tra le

BASKET/2 CANESTRI ROSA 2010 Figline si è colorata di rosa l’ultimo fine settimana di settembre riaprendo la stagione sportiva con il primo torneo “Canestri Rosa 2010”, organizzato dal Basket Don Bosco e riservato all’Under 14 femminile, dove si sono confrontate quattro squadre fra le più interessanti di tutta la Toscana. Il torneo è stato vinto dalla Polisportiva Galli che ha superato in finale la squadra di Massa e Cozzile: terzo posto per le padrone di casa della Basket Don Bosco Figline che hanno battuto nella finalina il Pontedera. BODYBUILDING CAMPIONATO ITALIANO A FIGLINE La Federazione Natural Bodybuilding & Fitness Italia hanno organizzato, lo scorso 9 ottobre a Figline, la seconda edizione del Campionato Italiano di Natural Bodybuilding maschile e femminile; per la prima volta inoltre è andato in scena il Campionato Italiano Figure femminile e Fit Body femminile. I risultati del campionato italiano sono risultati valido per la selezione per i campionati mondiali nei quali verrà assegnata, al primo assoluto selezionato, la tessera WNBF/PRO, cioè il pass per poter gareggiare negli USA ai campionati mondiali professionisti sotto l’egida WNBF. L’evento, che ha riscosso un grande successo di partecipanti e pubblicati, si è svolto nei locali del cinema teatro Salesiani.

La Resco Reggello

protagoniste assolute. Non vuole sfigurare neanche l’Olimpia Palazzolo, la squadra della frazione incisana che da tempo viaggia su buoni livelli e che quest’anno trova nella Resco l’occasione del derby. Non manca lo scontro tra “cugine” neanche in Seconda Categoria, nel girone M sono il Vaggio e il San Clemente a cercare di ritagliarsi un ruolo da “outsider” che coroni al meglio gli sforzi delle due agguerrite società. A chiudere l’analisi la Terza Categoria, dove Tosi, Il Varco e Tro.Ce.Do. preannunciano derby agguerriti. Forse perfino troppo visto che gli animi

BASKET/1. Reggello punta sui settori giovanili

Piccoli cestisti crescono I l Basket Reggello inizia un’altra stagione con un occhio di riguardo al settore giovanile e soprattutto ai più piccoli atleti del Minibasket. Tutto questo mentre Lorenzo Bigi e Leonardo Del Buffa, cestiti del vivaio reggellese, si sono “diplomati”, con la loro squadra dell’I.T.C. Severi di San Giovanni Valdarno, campioni regionali ai giochi studenteschi. “Il nostro intento – dice la vicepresidente Simonetta Evangelista - è come sempre quello di offrire gioco, divertimento ed allegria, senza perdere di vista il ruolo fondamentale che ricopre lo sport, in particolare quello di squadra. I bambini sono guidati da giovani istruttori pieni di entusiasmo, passione , e competenze tecniche necessari per la crescita sportiva e psicologica”. Lunga la lista di tecnici. A guidare la squadra “aquilotti” c’è Gabriele Pellegrineschi, per gli “scoiattoli” Elisa Daddi e per i “pulcini” William Di Giovanni; il nutrito settore giovanile inoltre vede le squadre Under 13 sotto la guida tecnica di Damiano Berti, mentre le Under 15 e 19 guidate hanno come tecnico Moreno Rutilensi. “E’ un grande impegno – continua la vicepresidente – e ab-

pillole

Piccoli atleti del Basket Reggello

biamo alcuni importanti partner. Il settore Minibasket è interamente sponsorizzato dal ‘Gruppo 36’, mentre per quanto riguarda la prima squadra quest’anno partecipa alla Serie D con una formazione composta da elementi del nostro vivaio”. Giovani anche i due allenatori della squadra maggiore con Giulio Menicatti e Matteo Chimenti sulla panchina reggellese. Il prossimo impegno della società, intanto, sarà in occasione delle vacanze natalizie quando verrà organizzato il “I° Torneo Gruppo 36”, con la presenza di numerose squadre della zona e di livello na/V.L. zionale.

durante la recente gara tra Il Varco e la Tro.Ce.Do. si sono riscaldati così tanto da far registrare un brutto finale. Nei minuti di recupero della gara disputata al Sussidiario di Reggello – finita in parità per 1 a 1 - il giocatore ospite Morandi è stato colpito da un brutto colpo di un avversario, tanto brutto che per alcuni secondi è rimasto a terra ed è stato costretto a raggiungere l’Ospedale Serristori per accertamenti. Senza conseguenze, per fortuna, e con le scuse di Filippo Bruni, presidente della società reggellese. Ripartiamo da qui, che lo sport ritorni unico protagonista.

GINNASTICA LE VARIE ATTIVITÀ A RIGNANO Anche per la stagione in corso numerose le attività in programma al Palazzetto dello Sport di Rignano sull’Arno: si va dalla ginnastica dolce a quella posturale fino ai programmi di Total Body Power e di Aero Step/ Gag. Per maggiori informazioni è a disposizione la sezione dedicata del sito www.aquatica2004.it. TREKKING A PIEDI SOTTO LA LUNA PIENA Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 settembre si è rinnovato l’appuntamento con la passeggiata con la luna piena tra Reggello e la Verna. Sport, ambiente e spiritualità sono stati i “principi” alla base dell’escursione, patrocinata dal Comune di Reggello e dal Comune di Chiusi della Verna (Ar). La Croce Azzurra di Reggello e la Misericordia di Cascia e Faella hanno garantito l’assistenza lungo il tragitto con ambulanza e pulmino a tutti coloro che hanno affrontato i 58 km del percorso che ha fatto registrare, come di consueto, un grado di difficoltà molto elevato.


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Novembre 2010

zie al comitato un lavoro che potevo fare in tre mesi, invece ho impiegato quattro anni e nell’aprile del 2003 ho finito il tabernacolo. La Sabbatini ha inoltre detto che io voglio vedermi affidati i lavori di tutti i tabernacoli: vorrei rispondere a ‘questa signora’ che è vero che vorrei che mi fossero affidati i lavori di tutti i tabernacoli - in particolare quelli che hanno bisogno di un’opera originale. Io ho visto che le opere ‘originali’ scelte dal comitato per alcuni tabernacoli non rispecchiano le tradizioni sia religiose che artistiche fiorentine - potrei dare tantissimi esempi su richiesta. Io ho la laurea nella storia dell’arte sia fiorentina sia classica, sono docente universitario, ho studiato le tecniche antiche di scultura e pittura, ho uno studio a San Frediano e sono cattolico osservante. Dubito che le proposte per opere originali per i tabernacoli siano cosi numerose e che ci siano tanti sponsor disponibili per donare alla città soldi per realizzare opere religiose perché il comitato possa negarmi la possibilità di rendere più bella la città come vuole il nostro sindaco Matteo Renzi come nella nuova iniziativa ‘dai un bacio a Firenze.’ Inoltre anche l’arcivescovo Betori ha richiamato la missione della città di ritrovare l’identità in “Fiorenza” per la costruzione “del bello”. Io vorrei fare proprio questo mentre il comitato mi ha bloccato dato che avevo lo sponsor per tre tabernacoli che finanziava opere in bronzo per la città. Quanti scultori di oggi offrono tempo, soldi e passione per realizzare opere per la città? Sono anni che vado a cercare sponsor per il restauro dei tabernacoli e per la realizzazione di opere originali. Il comitato nel passato ha pubblicato annunci su giornali cercando sponsor, allora come mai hanno rifiutato soldi da una banca per il mio progetto? Non ha senso o è solo una questione personale. E’ questo che danneggia la città. La ‘signora’ ha anche detto che ha espresso un parere negativo per il mio progetto per ‘validi motivi.’ Vorrei spiegare questi ‘validi motivi’ per chiedere a voi se sono credibili veramente. Uno dei tabernacoli del progetto è in Piazza Salvemini - un piccolo tabernacolo 30x40 centimetri che è a circa quattro metri di altezza su una facciata di un palazzo. Dato che il tabernacolo era piccolo ed in alto, un’opera con una composizione complicata non sarebbe stata visibile. Quindi ho creato un’opera di una mano - la mano di Cristo - che esce fuori in un gesto di benedizione. La mano esce fuori 20 centimetri. Quando il comitato ha visto l’opera hanno espresso parere negativo perché secondo loro l’opera proposta era ‘pericolosa’ per il pubblico in quanto secondo loro se un autobus passava e colpiva l’opera, poteva fare gravi danni. A quattro metri d’altezza? Nemmeno salendo sul marciapiede l’autobus

avrebbe mai potuto colpire l’opera... Il direttore della banca quando ha sentito questa spiegazione ha chiesto se il comitato voleva i soldi per i tabernacoli o se volevano lasciarli tutti vuoti in condizioni pietose, il comitato ha rifiutato i soldi e la banca si è ritirata. Io poi ho dovuto ricucire il rapporto con la banca e il comitato per salvare uno dei tabernacoli in Via del Leone. Mi ripeto, vorrei fare altri tabernacoli. Sono in grado di trovare sponsor per opere originali e riesco a realizzare opere che rispettano la storia di Firenze per continuare una tradizione di opere religiose popolari che piace alla gente. Grazie. Cordiali saluti, Dr. Alan Pascuzzi “Voragine” e Buio, i proBleMi di una piCCola Strada al poggetto Gentile direttore de Il Reporter, leggo sempre con interesse il vostro bel giornale, sempre attento ai problemi di quartiere. Nei mesi scorsi ho notato che, in due occasioni, avete parlato del problema di una profonda voragine in via Casamorata, al Poggetto. Sono residente in questa via, e, io per prima, mi sono domandata più volte come è possibile che nessuno abbia ancora risolto il problema. Per chi non la conoscesse, via Casamorata è una traversa di via Michele Mercati piuttosto stretta. Il marciapiede è, di suo, molto dissestato e i pedoni sono costretti spesso e volentieri a camminare sulla strada, più che mai se spingono carrozzine. La buca (ma forse occorrerebbe chiamarla “voragine”) complica una situazione già scomoda di suo. Da mesi poi, in corrispondenza, c’è un cartello che la segnala e che, neanche a dirlo, intralcia ulteriormente la situazione. Possibile che nessuno abbia ancora preso provvedimenti? Eppure è veramente tantissimo tempo che la strada versa in quelle condizioni, non si tratta di un impedimento temporaneo. E chi, come me, inizia ad avere diverse primavere sulle spalle non ha vita facile in questo modo. Eppure nei mesi scorsi il Comune si è fatto una grande pubblicità annunciando una campagna di rifacimento delle strade: altrove, in effetti, le buche sono state sistemate. Perché qui no? E’ forse troppo piccola per destare interesse la nostra strada? Questo non è tra l’altro l’unico problema di via Casamorata, e che ci abita lo sa bene. Dopo le undici, la sera, vengono spenti metà dei lampioni: uno sì e uno no (risparmio energetico?) e questo rende la via decisamente buia, con relativi pericoli per chi si trova a passarci. Dobbiamo pensare che anche questo avvenga perché, in fondo, la strada è piccola e di scarso interesse? Spero che chi ne ha le competenze ci mandi un segnale, e che almeno si possa tornare a passeggiare tranquillamen-

te, senza pericolo di sprofondare nei crateri e farsi male. Grazie per l’attenzione. Lettera firmata Via roMana e l’orario della raCColta dei riFiuti Gentili Signori, intanto grazie per il vostro simpatico e utile contributo editoriale! Vorrei per favore che faceste giungere all’assessore Pdl Locchi il mio parere a proposito di quanto dice per la raccolta dei rifiuti. Non so dove vive questo assessore, ma sicuramente non in via Romana, altrimenti saprebbe che già tutte le mattine alle 6, puntuale come un orologio svizzero, il camion della raccolta passa (da 30 anni io ci abito e non è mai cambiato l’orario) tra sferragliamenti, scricchiolii e gli schiamazzi degli addetti alla raccolta (tanto, svegli per svegli…). E posso assicurare che non servono doppi vetri né ci si fa l’abitudine: la casa trema e il rumore ci sveglia, tutti i giorni. Allora credo che non sia gentile, nei confronti dei residenti, proporre un ulteriore anticipo della raccolta. Perché non pensare invece (ma mi sembra che Firenze faccia orecchio da mercante) a una sana raccolta porta porta, come già accade a Milano, Torino, per non parlare delle città del Nord Europa e come sta accadendo a Empoli, Lamporecchio (!!) e così via. Sarebbe l’unico modo per abituare i residenti (quei pochi rimasti e i pochissimi che rimarranno se Firenze continua a essere così mal gestita e tutti andranno a vivere in campagna per poi venire in città in macchina e motorino per inquinare il più possibile) a fare una vera raccolta differenziata, cosa che ora non accade perché posso assicurare che tutti buttano di tutto nei cassonetti e la campana per il vetro, lontana ma non irraggiungibile, è presa in considerazione solo da pochi. E i mega cassonetti sotto terra mi sembrano da film dell’orrore! Grazie per l’attenzione e buon lavoro, Lettera firmata SoSta, “i proBleMi di noi aBitanti di Via del FranCiaBigio” Gentile redazione, vorrei portarvi a conoscenza in che situazione il sig. sindaco Matteo Renzi ci a messo secondo le sue meraviglie. Meraviglia n.1, soppressione dei vigilini; meraviglia n.2, riduzione delle zone z.c.s. Siamo nel quartiere quattro, via del Franciabigio: non essendoci più i vigilini, il controllo della sosta selvaggia toccherebbe alla polizia municipale. In questa suddetta strada di vigili non vediamo nemmeno l’ombra, esiste la macchinetta per il pagamento della sosta che nessuno paga, l’altra parte sarebbe destinata ai residenti e cosi non è. Arrivano da tutto il comprensorio dato che siamo vicini alla tranvia, parcheggiano l’auto


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Viale dei Mille, “Quell’inCroCio È periColoSo”

Ho letto l’articolo in oggetto (“Quando incrocio fa rima con incidente”, pubblicato su Il Reporter del Quartiere 2 di ottobre 2010, ndr) e concordo su tutto: a livello personale e portavoce di altri che vivono o transitano in zona, ho segnalato, sia alla direzione mobilità che alla polizia municipale, la grande pericolosità dell’incrocio tra viale dei Mille con via Marconi e via del Pratellino; in certi momenti si rimane senza parole da quello che si vede e si rischia sia come pedoni che come guidatori di veicoli vari!.. molti gli incidenti anche con rilievi di chi di dovere... mi è stato risposto che è indisciplina stradale (e questo ci sta) e che la segnaletica è adeguata... nel quartiere non la pensiamo così: basterebbe un semaforo direzionale e uno a chiamata pedonale, ovviamente anche con rifacimento delle strisce, oppure altra soluzione per una certa sicurezza. Perché non se ne prende atto? Annamaria Perotto

Gentile Annamaria, il tema della pericolosità delle strade – e soprattutto di certe strade, ben note a chi vi transita spesso – è senz’altro uno dei più dibattuti in città. E uno dei più importanti, da parte nostra, da trattare. Ci capita spesso, quando possiamo, di pubblicare – come nel caso dell’articolo a cui lei si riferisce e che, essendo apparso soltanto sull’edizione del Q2, non tutti i nostri lettori hanno potuto vedere - “classifiche” degli incroci o delle strade più pericolosi in città. E non lo facciamo, ovviamente, per amore delle statistiche, ma perché è facile immaginare che, dietro una strada o una zona in cui si verifichi un numero di incidenti sensibilmente superiore rispetto alla media, ci sia qualcosa che non va. Concordo pienamente sul fatto che, quando si parla di incidenti, dobbiamo purtroppo sempre tenere in considerazione “l’indisciplina stradale” che troppo spesso è causa – o almeno concausa – di questi avvenimenti. Mai abbassare l’attenzione, mai distrarsi, neppure per un attimo – e nemmeno se stiamo viaggiando in una strada che ben conosciamo e che in quel momento appare sgombra dal minimo pericolo – quando siamo al volante dell’auto o in sella alla moto: è un messaggio banale e che dovrebbe essere perfino superfluo ripetere, ma che troppo spesso i comportamenti che capita di vedere nei conducenti rendono non così inutile da ribadire. Detto questo, c’è però da aggiungere che spesso la condizione di certe strade o la visibilità di certi incroci sono una componente da non sottovalutare quando parla di incidenti. Può capitare, non c’è nulla di male, che un progetto che sulla carta appare valido venga poi messo in discussione dalla “prova su strada”, o che in una certa zona i cambiamenti nelle condizioni di traffico rendano necessarie delle modifiche: l’importante, in questi casi, è intervenire il prima possibile, per riportare queste situazioni al massimo della sicurezza possibile. E importanti, importantissime, in questi casi, sono anche le segnalazioni dei cittadini. Come il suo intervento che – raccogliendo anche la voce di altri abitanti del quartiere – porta (o riporta) alla luce la questione dell’incrocio tra viale dei Mille e via Marconi. Starà poi, come è ovvio, a chi di dovere effettuare i dovuti controlli sulla bontà delle segnalazioni dei cittadini, ma anche una eventuale, iniziale mancata considerazione di indicazioni e suggerimenti non deve essere un buon motivo per smettere di evidenziare quello che non va. Perché l’obiettivo deve essere quello di intervenire sulle situazioni di potenziale pericolo prima che, proprio in quelle situazioni, avvenga il tragico incidente. In modo da camminare – o guidare – tutti più tranquillamente per le strade della città. E in modo, per noi, da smettere di dover pubblicare le “classifiche” degli incroci più pericolosi. Matteo Francini

la mattina e fino alla sera non tornano. Abbiamo telefonato svariate volte sia al comando che al distaccamento del quartiere quattro, per questo disagio dei residenti, che tornando dal lavoro la sera non troviamo mai posto e siamo costretti a portare l’autovettura lontano dalle nostre abitazioni creandoci un disagio. Questo scrivente e un comitato inquilini che rappresenta 103 famiglie ringraziano se potete pubblicare sul vostro giornale questa nostra comunicazione. Ne saremmo molto lieti come comitato inquilini e come lettori del giornale. Ringraziamo, Comitato inquilini (via del Franciabigio) giardinetto di piaZZa S. gerVaSio, “perCHÈ non Fare QualCoSa?” Gentile redazione de Il Reporter, leggo sull’ultimo numero de Il Reporter le lamentele di alcuni abitanti del quartiere 2 che denunciano segni di degrado di questa zona. Anch’io abito nell’area di Campo di Marte e in verità non mi sembra di aver notato cambiamenti così drammatici. Come spesso accade si accusa l’amministrazione quando molte cause dell’incuria e sporcizia dipendono dai nostri comportamenti disattenti e maleducati: comunque... anch’io ho un commento ed una richiesta di miglioramento. Si tratta del giardinetto di piazza S. Gervasio proprio di fronte alla chiesa, luogo di sosta di anziani e di giuoco di bambini. Le aiuole sono ormai spoglie e naturalmente “i soliti ignoti” che portano in giro i loro cani, non trovano di meglio che usarle come toilette per i loro animali. Chissà che non si possa fare qualcosa? Grazie per l’attenzione e per il vostro giornale che ci tiene bene informati sul quartiere che amiamo. Amanda Tesi Balduzzi traMVia e traFFiCo in San JaCopino In riferimento al vostro articolo del 6 settembre 2010 “Tramvia un successo...”. Abito nella zona di San Jacopino, perciò sensibile al traffico “V.le Redi-V. le Belfiore”. A noi del quartiere non è cambiato nulla da quando è entrata in funzione la tramvia: traffico prima e traffico ora. Sembra che l’adoperino solo quelli che prima prendevano gli autobus ed ora si servono del nuovo mezzo. Abitando vicino passo spesso a dove passa la tranvia e la vedo sempre vuota, basta fare delle foto per rendersene conto. Cordialmente, Lettera firmata il nuoVo triBunale e Quella Strettoia “inutile” Gentile redazione de “Il Reporter”, dopo aver evidenziato il problema alla “Nazione” che lo ha pubblicato il 26

settembre, ed aver esteso la nota al Sindaco ed all’assessore Mattei, senza che alcuno abbia “mosso foglia”, provo ad interessare anche Voi, che siete più vicini al territorio, per vedere se qualcuno è in grado di far eliminare l’ormai inutile strettoia davanti al nuovo tribunale (controviale davanti CRF verso via Barsanti), che da circa sei mesi rallenta il traffico senza più alcuna utile giustificazione..... come si può fare? Grazie e cordiali saluti Salvatore Codispoti Figline: le iniZiatiVe SoCiali e la parteCipaZione dei politiCi Il sottoscritto, quale presidente del Tennis Club Figline, desidera esprimere formali e sinceri apprezzamenti e ringraziamenti al Sindaco e agli Assessori Cardi e Calvani per la sensibilità, l’interesse e la partecipazione all’evento organizzato dal TC Figline dal 24 al 27 Agosto u.s., nel quale abbiamo ospitato 38 ungheresi, di cui alcuni disabili che praticano da anni il tennis su sedia a rotelle. Sensibilità dimostrata anche in precedenti occasioni. Da tempo il TC Figline è impegnato, spesso in collaborazione con l’A.C. di Figline, ad organizzare eventi sportivi che risaltano aspetti prioritari di tipo sociale, come il tennis su sedia a rotelle che rappresenta una possibilità, per molti disabili, di fare sport e uscire dall’isolamento che spesso accompagna questa loro condizione. Purtroppo devo rilevare e biasimare che, come in passato, in contrapposizione al lodevole atteggiamento del Sindaco e degli Assessori di cui sopra, nessun consigliere comunale, di maggioranza e d’opposizione, ha mostrato il minimo interesse a quest’iniziativa che, lo ripeto, aveva essenzialmente un valore sociale più che sportivo. È lungi da me l’intenzione di condividere, alcuni commenti, che ho personalmente registrato, sull’insensibilità dei consiglieri o, peggio ancora, di attribuire l’assenza degli stessi alla mancanza di gettoni di presenza. Pur tuttavia ritengo che chi s’impegna in politica debba porre maggiore attenzione agli eventi sociali e culturali organizzati sul territorio. Il mio recente passato nel Consiglio Comunale di Figline m’induce ad essere benevolo nei confronti dei consiglieri comunali e spero che questa mia critica sia considerata costruttiva e non polemica, tanto più che coinvolge trasversalmente tutti i consiglieri. Spero che il sindaco, se condivide questa mia nota, voglia porla in discussione in Consiglio Comunale, lo ripeto, non per fare processi, ma per contribuire a risvegliare le coscienze di tutti verso il sociale ed il volontariato. Cordiali saluti, Adriano Pucci Presidente del TC Figline


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Figline Dal maestro della Maddalena a Masaccio Fino al 16 gennaio Palazzo Pretorio Dal Maestro della Maddalena, uno degli esponenti più rappresentativi della cultura pittorica fiorentina duecentesca a Masaccio, passando per il Maestro di Varlungo. Si è aperta il 16 ottobre la grande mostra pittorica “Arte a Figline”, che si protrarrà fino al 16 gennaio a Palazzo Pretorio. Quattro sale con 22 opere provenienti da varie chiese del territorio, da collezionisti privati e dalla Galleria degli Uffizi, risalenti al periodo compreso tra la seconda metà del Duecento e la prima metà del Quattrocento. Nell’ambito della mostra assume un significato del tutto particolare la ricomposizione provvisoria effettuata per la prima volta del trittico di Giovanni di Tano Fei, alias Maestro del 1399. L’ingresso è libero, con orario 9-13 e 15-19 sia nei giorni feriali che festivi. Torna Autumnia 12-14 novembre Centro storico Per tre giorni, dal 12 al 14 novembre, le vie del centro storico di Figline si riempiranno di stand enogastronomici imbanditi di prodotti locali. Torna Autumnia, il più grande appuntamento dedicato all’agricoltura, all’ambiente e all’alimentazione del Valdarno Fiorentino. Tutto ruoterà attorno alla centrale piazza Marsilio Ficino, dove saranno allestite le bancarelle delle aziende del territorio e dei prodotti tipici sia della Toscana (come il pollo del Valdarno, il fagiolo zolfino, e naturalmente vino e olio), che di altre regioni. I migliori esemplari delle razze bovine, ovine, suine ed avicole allevate nel territorio, invece, saranno in mostra lungo via Del Puglia. In programma anche una serie di convegni organizzati al Teatro Garibaldi, attorno ai temi della biodiversità e della stagionalità. Musica maestro! 3-16 e 19-21 novembre Teatro Garibaldi Riapre la stagione concertistica al Teatro Garibaldi. E lo fa il 3 novembre

con i festeggiamenti per il 30° anniversario della Fondazione dell’Orchestra della Toscana. L’Ort torna a Figline il 16 novembre, diretta da Gabriele Ferro. Dal 19 al 21, invece, si anima il palco della prosa con “Il mare”, spettacolo di e con Paolo Poli. Rignano San Leolino e il Medioevo 14 novembre Pieve di San Leolino In occasione della festa del patrono, San Leolino, che ricorre il 12 novembre, sabato 14, presso la pieve di San Leolino a Rignano è prevista la presentazione degli atti del convegno di studi “La Pieve il Castello e il Ponte - San Leolino a Rignano in Valdarno nel Medioevo”, tenutosi a maggio 2009 presso la Fattoria di Pagnana e che ha visto la partecipazione dei maggiori studiosi del medioevo provenienti da diverse università d’Italia. Salumi, formaggi e olio nuovo 21 novembre Centro storico Si svolgerà la terza domenica di novembre la Festa di Fine Autunno di Rignano sull’Arno, ghiotta occasione per assaggiare l’olio nuovo e altri prodotti locali, attraverso un percorso di degustazione per le vie del paese a cura dei produttori locali di formaggi, salumi, vino, vin santo e caldarroste del Mugello. Non mancheranno attrazioni per i più piccoli e bancarelle dell’ antiquariato, collezionismo, usato e bigiotteria che si snoderanno per le strade del capoluogo. Reggello Olio protagonista. Anche a Firenze 12-14 e 27-28 novembre Luoghi vari Giunge alla 38esima edizione la Mostra dell’olio extravergine d’oliva di Reggelo, una delle manifestazioni più ricche e longeve tra quelle dedicate alla valorizzazione dell’olio di oliva, che in questo territorio ha caratteristiche particolari dovute all’altezza delle olivete e alla composizione del

terreno. Il programma prevede eventi di vario genere: oltre alla degustazione dell’olio nuovo negli stand dei produttori, è possibile effettuare visite guidate al Museo Masaccio di Arte Sacra e altre escursioni a piedi lungo le vie dell’Olio, che ripercorrono antichi sentieri. Sono previsti due momenti espositivi distinti: l’anteprima il 12/13/14 novembre a Firenze in p.za S. Croce e poi a Reggello, al palazzetto dello sport, la rassegna entrerà nel vivo tra l’ultimo weekend di novembre e il primo di dicembre. Durante la manifestazione sarà presente uno stand gastronomico con possibilità di degustare prodotti tipici. L’8 dicembre, poi, si terrà la classica gara podistica itinerante, intitolata proprio all’olio. Concerti Macy Gray 15 Novembre Sachall La grande cantante americana arriva a Firenze e porta sul palcoscenico i successi di The Sellout, scritto come reazione alle delusioni dei due dischi precedenti, suona come l’album della rivincita: è un disco mainstream, una sorta di piccola grande enciclopedia del soul nella quale convivono groove hip hop (“The sellout”, la splendida “Still hurts”, una ammissione di colpa per le sue disavventure amorose, “On and on”), styloserie jazzose per il dancefloor (“Lately”), rockismi stomper deliziati dalla chitarra di Slash (“Kissed it”), lezioni funky degne del miglior Prince, un po’ di sweet soul music (“Help me”, “That man”, la torrida “Real love” incisa in coppia con Bobby Brown), gioia di vivere squisitamente pop (il singolo “Beauty in the world”, dedicato alla risata di sua figlia, “Let you win”. Un gran bel disco, ispirato e sincero, come del resto è Macy Gray. Anna Oxa Proxima Tour 16 novembre Teatro Verdi Anna Oxa torna dal vivo con “Proxima Tour”. Dopo quattro anni di lontananza dai palcoscenici, l’artista torna nei teatri con una nuova tournée che raccoglie i suoi più grandi successi e presente per la prima volta live i brani

TEATRO

Riapre il Garibaldi E fa il pieno di stelle S

i apre ufficialmente la stagione 2010/2011 del Teatro Garibaldi di Figline, con un’agenda da far invidia ai teatri di Firenze. La più attesa, come al solito, è la stagione concertistica, arricchita quest’anno dal compleanno dell’Orchestra della Toscana, che festeggia i 30 anni di concerti il 3 novembre e tornerà il 16 del mese, prima del consueto concerto di Natale. Altri due concerti sono in programma per gennaio e marzo dell’anno prossimo. Per quanto riguarda la prosa, invece, ad aprire le danze sarà, venerdì 19 novembre, “Il Mare” di e con Paolo Poli, mentre ad anno nuovo sulla scena del Garibaldi sbarcheranno, tra gli altri, Ornella Muti (“L’ebreo”, 14-15-16 gennaio), Luigi de Filippo (“L’avaro”, 11-12-13

febbraio), Tullio Solenghi (“Italiani si nasce e noi lo nacquimo”, 18-19-20 marzo) e Ambra Angiolini (“I pugni in tasca”, 12-13-14 marzo). Oltre alla consueta programmazione, il Teatro ospita due importanti cicli di conferenze intitolati. Il primo, intitolato “Conoscenza e gusto”, vedrà alternarsi nel Ridotto del Garibaldi esperti d’arte di livello nazionale e internazionale, tra cui la Soprintendente del Polo museale fiorentino Cristina Acidini e Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi. Il ciclo “Il Medioevo per immagini”, invece intende promuovere e divulgare conoscenze su temi, problemi, eventi e protagonisti del periodo medievale. Gli incontri proseguiranno fino a /F.P. primavera.

del nuovo album “Proxima”. “Proxima Tour” debutterà dal Teatro Piccinni di Bari il 4 novembre 2010 e toccherà le principali città italiane. Accompagnata sul palco da 5 musicisti, Anna Oxa regalerà uno spettacolo particolare ed emozionante che, arricchito dalla sua grinta e dalla sua carica artistica, andrà oltre un semplice concerto. Il primo singolo estratto dall’album, “Tutto l’amore intorno”, scritto da Ivano Fossati, è attualmente in programmazione sui principali network, e ha raggiunto subito le vette della programmazione radiofonica. Spettacoli Beppe Grillo is back 9-10-11 Novembre Saschall Dopo aver girato l’Europa all’inizio dell’anno con lo spettacolo “Incredible Italy” (Londra, Bruxelles, Parigi, Vienna, Monaco, Zurigo e Basilea le varie tappe), Beppe Grillo sta preparando il suo nuovo spettacolo per il pubblico italiano. Torna così a teatro, dopo sette lunghi anni, la satira senza freni del comico genovese in un inedito e provocatorio lavoro. Lo show, attraverso un linguaggio pungente e lo stile inconfondibile di Grillo, toccherà i temi della cronaca, politica, economia, ecologia. Fiorello show 26 Novembre Nelson Mandela Forum Fiorello torna dal vivo per la quinta volta a Firenze quest’anno per continuare e allo stesso tempo iniziare, una nuova avventura del Fiorello Show. Il Fiorello Show Tour, regia di Giampiero Solari, è un flusso di storie e di canzoni che, nel corso delle diverse tappe, si evolve e cambia ad ogni appuntamento.In un continuo divenire e in continuo movimento, Fiorello, accompagnato sul palco dal maestro Enrico Cremonesi e la sua band, trasforma ancora una volta i fatti di attualità e gli elementi del quotidiano in uno show tutto nuovo. La scaletta dello show si nutre molto dell’ispirazione artistica del momento e Fiorello riesce a rendere lo spettacolo ogni sera diverso, con gag, canzoni, battute, imitazioni, racconti di vita vissuta ed improvvisazioni.

Le mostre Silente Fino al 12 dicembre Aria art gallery Un’arte generata da uno sguardo incantato e meravigliato che, nonostante la velocità del mondo contemporaneo, riesce a soffermarsi e a contemplare lo spettacolo che lo avvolge, per invitare il fruitore a condividere un’intima esperienza contemplativa. Un’artista che è nata e ha compiuto la propria formazione negli Stati Uniti, e che è rimasta incantata dalla campagna toscana. Sculture in bronzo, opere su carta e su tela che ci rendono partecipi di una visione immaginifica. Lo spettatore dovrà cogliere un senso esistenziale: tra eternità ed evanescenza, nobiltà e mestizia, umile accettazione e austero contenimento, dovrà fermare per un attimo il flusso del divenire per recuperare il senso temporale e naturale dello stare al mondo. Ritratti del potere. Volti e meccanismi dell’autorità Fino al 23 gennaio Strozzina Ritratti di celebri figure politiche, indagini su vita e costumi delle classi sociali elevate, ma anche investigazioni sulle strutture del potere di istituzioni internazionali. La mostra sviluppa un’analisi sul ritratto e la rappresentazione del potere politico, economico e sociale attraverso le opere di artisti contemporanei. Pizzi Cannella Chinatown Fino al 4 dicembre Pagliere 62 grandi carte cariche delle suggestioni di un artista che sembra viaggiare e invece sta fermo. Si intitola Chinatown la mostra che apre i battenti domani alle Pagliere, ex scuderie di Palazzo Pitti messe a disposizione dalla soprintendenza ai beni architettonici per la mostra organizzata dalla galleria Alessandro Bagnai e dedicata alle opere del romano Pizzi Cannella, che già altre volte ha portato a Firenze i suoi lavori. Un percorso attraverso i simboli di un Oriente (la Cina ma anche il Giappone) che poi così lontano non è.


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BAGNO A RIPOLI, collinare, splendida villa su due livelli ottima esposizione circondata da parco; composta da grande salone con camino, sala pranzo, cucina abitabile, 3 camere, 2 bagni. Grande taverna con cucina, sala camino, 4a camera e 3ºbagno. ☎335 7678437 - 331 8532086 BAGNO A RIPOLI ambiente esclusivo in villa settecentesca appartamento signorile e panoramico composto da 8 vani oltre servizi cantina sottotetto abitabile terrazza grande parco condominiale vendesi trattativa riservata ☎055 676246 BAGNO A RIPOLI collinare, Villamagna, villa libera su 4 lati di 300 mq divisa in 2 appartamenti di 150 mq ciascuno oltre giardino, garage/taverna, terrazza di 90 mq. Panoramica vista firenze. Ideale per 2 o 3 nuclei familiari ☎335 7678437 - 331 8532086 CALDINE collinare, in posizione molto panoramica, porzione terratetto di villa del 1.300, composta da cucina, dispensa, salone con camino, 2 camere, 2 bagni oltre cantina,lavanderia e posti auto ☎335 7678437 - 331 8532086 CURE ALTE spettacolare villino finemente ristrutturato in stile anni ’30. Circa 300 mq disposti su 3 livelli oltre depandance e giardino. N.2 ingressi separati. Ottimo per abitazione e studio. Trattativa riservata ☎335 7678437 - 331 8532086 FIESOLE/S.DOMENICO meravigliosa villa ’800, libera su 4 lati attualmente divisa in 3 unità per un totale di 450 mq. Completano la proprietà piscina, depandance, garage e 2.300 mq di giardino. Oggetto di grande pregio. Trattativa riservata ☎335 7678437 - 331 8532086 FIRENZE SUD 10 MINUTI Sieci,,nel verde, stupenda villetta terratetto libera su 3 lati con bel giardino di 800 mq; composta da cucina, sala pranzo sala con camino, 3 camere, 2 bagni, cantina, lavanderia e garage. Perfetta e super accessoriata ☎335 7678437 - 331 8532086 GRASSINA collinare, magnifica casa torre del 1.300 a pochi km dal centro di grassina, 500 mq su vari livelli con grande loggia all’ultimo piano.piscina e terreno di 3 ettari con vigna e piccolo appartamento per ospiti.oggetto di grande pregio ☎335 7678437 - 331 8532086 IMPRUNETA pressi,in zona residenziale ottima esposizione, villetta terratetto di recente costruzione, composta da salone, cucina abitabile, 3 camere, 3 bagni, taverna con camino, grande terrazza panoramica, garage, lavanderia, cantina, posto auto e orto con alberi da frutto. Ottime rifiniture, super accessoriata € 690.000,00 trattabili ☎335 7678437 - 331 8532086 MONTELORO splendida porzione di villa, libera su tre lati, in posizione dominante e panoramica. P.t: sala di rappresentanza, altra sala, cucina abitabile, vari accessori.p.1.: 2 camere matrimoniali accessoriate, camera singola,studio, terrazza loggiata 50 mq. Giardino e piscina condominiali,tre posti auto. ☎393 9597165 PIAN DEL MUGNONE (fiesole) porzione di villetta bifamiliare con ingresso indipendente 115 mq. Composta da 5 vani oltre bagno ripostiglio terrazze cantina garage e giardino di 800 mq. € 700.000 ☎055 676246 RUFINA Immersa nel verde ed in prossimità del centro del paese, villetta di mq. 250 compreso garage e cantina oltre giardino, terrazze ed accessori. Composta da 10 vani e tre bagni. Ottime condizioni. € 550.000,00 Ag. Imm. Bianchi e Grappolini ☎055 630656 - 055 631781 VILLAMAGNA in villetta a schiera bifamiliare appartamento di 170 mq disposto su 2 livelli con 2 ingressi volendo divisibile per 2 nuclei familiari oltre giardino e terreno con ulivi e piante da frutto per 1.330 mq. € 450.000,00 ☎335 7678437 - 331 8532086

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VALDISIEVE SIECI Meravigliosa villa indipendente libera su 4 lati circondata da giardino composta da cucina abitabile con sala pranzo, salone, 3 camere, 3 bagni, oltre studio e 4a camera in mansarda. Completano la proprietà cantina, lavanderia, garage/taverna e bellissima terrazza a tasca. Oggetto di grande fascino perfette condizioni.possibilità di divisione ☎335 7678437 - 331 8532086

VALDARNO REGGELLO Borgo a Cascia, vendita lotto terreno edificabile per costruzione villa indipendente o bifamiliare ☎348 8569976 REGGELLO cascia, caposchiera in pietra su tre piani composto da: seminterrato con taverna, garage, lavanderia, bagno e cantina; piano terreno: tre vani più servizio. Mansarda abitabile, giardino e loggiato ☎348 8569976 REGGELLO in zona panoramica ed esclusiva, villa indipendente in costruzione. Oggetto di pregio, possibilità di personalizzazione ☎348 8569976

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