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Il Giornale nel tuo Comune

Barberino, Tavarnelle, San Casciano

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Giochi e scomesse Agenzia Ippica Slot machine APERTO TUTTI I GIORNI S.Casciano - Via P.zza Matteotti,3 Tel 055 82.94.669 Periodico d’informazione locale. Anno IV n.94 del 2 novembre 2010. N° reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10

INFLUENZA CHIANTI

NOVEMBRE 2010

Io l’aereo lo bilancio

PRIMO PIANO

Andrea Muzzi*

L’

Cara burocrazia, quanto mi costi?

ALLARMIDELL’AUTOPALIO GUERRA NO, VACCINO SÌ Il Comune Anche se quest’anno di San Casciano non ci sono pandemie in vista, glicento prepara espertibandiere raccomandano la prevenzione contro il pedaggio PAGG.30-31 PAG.6

SAN CASCIANO Anziani che aiutano altri anziani: è l’idea alla base di un nuovo servizio sociale PAG.7

SPORT

La Toscana che s’indebita

PAGG.2-3

on the road Barberino

di Boeti - Esposito

I

GLI ORIZZONTI VIOLA Il ds Corvino parla di passato e futuro. E intanto si avvicina il mercato invernale PAGG.36-37

PALLAVOLO La “reginetta” del Chianti, ferma ai box per un infortunio, presenta la nuova Azzurra Bisonte PAG.40

l peggio sarà pure passato, ma la crisi ha lasciato una pesantissima serie di strascichi. Quantificabile, purtroppo. In circa duemila euro a testa di debiti per ogni cittadino toscano. Sono i dati poco rassicuranti forniti dal Casper, il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (sigla che riunisce le varie associazioni di consumatori). Cifre che raccontano che nell’ultimo anno il numero dei prestiti ha segnato un

aumento record del 20,8 per cento. Di più: secondo un rapporto di Unioncamere, nella classifica nazionale dei “cattivi pagatori” la Toscana indossa la maglia nera insieme al Veneto, alle Marche e all’Emilia Romagna. Esiste però il modo di affrancarsi da questa etichetta, mentre la Regione prevede aiuti per le famiglie in difficoltà. E un’addetta ai lavori spiega come funziona il rePAGG.10-11 cupero crediti.

Zambra, i residenti faranno un comitato PAG.4

Un popolo di scooteristi All’interno l’inserto La vita sulle due ruote dell’amministrazione comunale

PAGG.23-26 PAG.17

amministratore di una compagnia aerea per abbassare il prezzo del biglietto ha proposto di tagliare un pilota e far guidare le hostess in caso di emergenza. Le hostess? E chi si fida! Già ho paura a volare con l’equipaggio al completo! Dicono che l’aereo è il mezzo di trasporto più sicuro al mondo… sarà, però la prima cosa che ti senti dire appena entri in un aereo è: “In caso di emergenza indossare il salvagente, la maschera dell’ossigeno e farsi il segno della croce!”. Uno non si tranquillizza molto così! Il treno sarà anche meno sicuro, però non ho mai sentito un ferroviere dirmi: “In caso di deragliamento questo è il kit per ingessarti la gamba!”. Vogliono far pilotare le hostess? Io ho dei dubbi. L’aereo vola a cinque chilometri da terra e qual è la loro unica preoccupazione? Venderti una bottiglietta di profumo! Se mi schianto a terra non me ne frega niente di sapere se mi puzzano le ascelle! Io in aereo non sopporto quelli che entusiasti ti dicono: “Guarda bello il panorama dal finestrino!”. “No, grazie”. “Non sai cosa ti perdi!”. “Se volevo vedere il panorama dal finestrino non viaggiavo tra i bagagli!”. Io in aereo non capisco nemmeno quelli che dormono tranquilli! Ti trovi in un momento cruciale della tua vita e cosa fai? Il pisolino? Io in aereo non dormo mai. Io guido assieme al pilota. L’aereo va troppo a destra e io mi sposto a sinistra. Lo bilancio. Ho fatto tre viaggi in aereo e tutte le volte l’aereo è atterrato e la gente è uscita tranquilla. Ci fosse stato uno che mi ha ringraziato. La prossima volta dormo anch’io, così imparano!!! *Comico

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Edizione del Chianti F.no • 13.050 copie distribuite da


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Novembre 2010

il giornale nel tuo comune

L’INCHIESTA. Alla ricerca della semplificazione

Mondo burocrazia Lentezze e costi Per il 45% delle aziende è il principale ostacolo allo sviluppo. Ma non è un problema nuovo: già nel ‘44 un economista scriveva che... Ilaria Biancalani

L

a semplificazione normativa della pubblica amministrazione, tesa a rendere le procedure più agevoli ed uniformi, resta uno dei principali argomenti al centro della scena politica. Le cronache continuano tuttavia a consegnarci numerosi episodi di malaburocrazia. Non di rado, infatti, il “povero” cittadino vaga – talvolta inutilmente – da un ufficio all’altro alla disperata ricerca di un permesso o di un certificato. Alcuni episodi assumono dei connotati quasi umoristici, fatta eccezione per il diretto interessato per il quale, da ridere, c’è veramente ben poco. Un esempio su tutti potrebbe essere quello di un cittadino di Roma che, seppur residente nella Capitale da almeno dieci anni, per il Comune

si trovava invece a Parigi. E l’elenco dei casi, al limite del verosimile, potrebbe allargarsi a dismisura. Ad aggravare il problema delle lungaggini burocratiche, negli ultimi anni ci si è messa anche la crisi. Secondo Coldiretti, il 45% delle imprese considera infatti la burocrazia il principale ostacolo allo sviluppo, tanto da aver espressamente chiesto alle Agenzie per le imprese un tangibile contributo alla semplificazione. L’unica (magra) consolazione è che l’eccesso di burocrazia non è certo un male solo dei nostri giorni, a giudicare da quello che nel lontano 1944 scriveva Ludwig von Mises: “Ciò che la gente rifiuta non è la burocrazia come tale, quanto piuttosto l’intrusione di essa in tutte le sfere della vita e delle attività umane”.

SAN CASCIANO. Le esperienze di un professionista e un cittadino

Tra vincoli e incertezze Ma c’è anche il lieto fine L

e impressioni di chi si trova, in prima persona, a combattere con le lungaggini burocratiche a San Casciano non si discostano poi molto da quanto racconta l’assessore all’urbanistica. E’ tuttavia interessante capire quali sono gli ostacoli (inevitabili) che i sancascianesi devono mettere in conto quando, ad esempio, si apprestano a ristrutturare casa. “Uno dei problemi principali – spiega l’architetto Giovanni Gargani, che ha il suo studio a San Casciano – con il quale ci troviamo a combattere come professionisti, è il fatto di dover compiere tanti passaggi. In un territorio come il nostro, sottoposto per la quasi totalità al vincolo dei beni ambientali, ogni pratica deve passare dalla Com-

L’architetto Gargani: “Difficoltà nel far capire ai clienti che ci sono spese fisse da sostenere”

missione beni per il Paesaggio. Questo, evidentemente, allunga i tempi tecnici”. Dal punto di vista pratico, aggiunge Gargani, “ravviso poi un’incertezza generale derivante dalle normative del Piano strutturale, per il fatto che siamo in una fase di cambiamento sostanziale dei regolamenti. Motivazioni dunque molto più

politiche che non urbanistiche e, in ogni caso, esistenti anche in diversi altri Comuni dei dintorni”. Tutto ciò si traduce, alla fine, in un dato inconfutabile: un aggravio di costi per il cittadino che si appresta ad effettuare dei lavori. “La maggior difficoltà per un professionista – conclude l’architetto – è proprio quella di far capire al cliente che esistono alcuni costi fissi da sostenere, indipendenti dall’entità del lavoro da effettuare. Va da sé che molti, venuti a conoscenza del percorso di natura economica che dovranno affrontare, a volte preferiscono rinunciare ai propri progetti”. Fa eccezione a questa regola Samuele Corsi, un trentenne di San Casciano il quale sta concludendo una ristrutturazione caparbiamente portata avanti nonostante alcune difficoltà. “E’ stata soprattutto la tipologia dell’immobile – racconta Samuele – ovvero il vecchio ospedalino del Calzaiolo, a darmi inizialmente qualche problema. A livello urbanistico era infatti un magazzino ed è stato perciò necessario fare il cambio di destinazione, cosa che in precedenza, con la vecchia commissione comunale, sembrava impossibile”. Anche Samuele al primo tentativo si è un po’ scontrato con la burocrazia. Poi, spiega, “grazie ad un geometra che adesso è in pensione siamo riusciti a trovare una soluzione che conciliasse le mie esigenze con quelle del Comune. Quindi, a dispetto dei tanti casi di malaburocrazia, posso dire di aver trovato dei preziosi alleati nel personale degli /I.B. uffici tecnici comunali”.

L’intervista L’assessore all’urbanistica Carlo Savi

“Molte colpe dello Stato” Assessore all’urbanistica Carlo Savi, quando un cittadino deve iniziare dei lavori davanti a lui si presenta un lungo iter di pratiche burocratiche richieste dalla pubblica amministrazione. Cosa fa il Comune di San Casciano a rendere più snelle le procedure? In veste di cittadino e amministratore mi piacerebbe rivolgere la stessa domanda allo Stato, visto che la complicazione burocratica deriva, in massima parte, dalle normative di livello statale e regionale ed in particolare dal loro numero, dalla loro cattiva formulazione, dal loro mancato raccordo e, non di rado, dalla loro contraddittorietà. Nonostante questo, l’amministrazione comunale ha intrapreso un percorso di unificazione dei propri strumenti urbanistici al fine di rendere più chiara possibile la pianificazione territoriale di propria competenza. Quali documenti richiedono tempi lunghi, e per quali motivi? In generale quelli a carattere paesaggistico ed in particolare quelli che hanno a che fare con la sanatoria di tipo edilizio. La Regione Liguria ha dato vita ad una struttura ad hoc di semplificazione normativa e amministrativa

Stampato da Rotopress International, Loreto (AN) Il Reporter del Chianti F.no raggiunge 13.050 famiglie Periodico d’informazione locale nei Comuni di Barberino, Tavarnelle, San Casciano Editore e Concessionaria Pubblicitaria: Copia in abbonamento postale

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Associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

L’assessore Carlo Savi

per una pubblica amministrazione sostenibile, che fornisca i servizi, abbia costi limitati, renda sempre conto delle spese sostenute e dei risultati raggiunti. Tutto è facilmente accessibile su internet, senza percorsi tortuosi e inutili lungaggini, sia per le attività imprenditoriali che per quelle dei privati cittadini. Potrebbe essere questo un modello da perseguire anche per l’amministrazione comunale? Certamente sì, partendo da un intervento di livello regionale che cerchi di unificare una serie di elementi su cui si basano i regolamenti comu/Il.Bia. nali.

Dati non raccolti presso l’interessato Si informa che, ai sensi dell’art. 24, comma 1, lett. C, del D.Lgs 196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali), il consenso per il trattamento dei dati personali, non è richiesto in quanto i dati sono provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque. Nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (art.13 del d.lg 196/2003). La informiamo che i suoi dati personali, non sensibili, sono raccolti e trattati da Web&Press s.r.l., al solo fine dell’invio presso la Sua residenza del periodico gratuito “il Reporter”. Il responsabile del trattamento è Web&Press s.r.l. Potrà in ogni caso richiedere l’eliminazione dei Suoi dati e in contemporanea la sospensione dell’invio della sua copia esercitando l’art. 7 scrivendo a Web&Press via Kassel 17 50126 Firenze.


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BARBERINO • SAN CASCIANO • TAVARNELLE

GUIDA ALLE SCARTOFFIE/1. Il viaggio che ognuno di noi deve fare per modificare la propria abitazione

Il lungo “cammino” per ristrutturare casa Bisogna mettere in conto il disordine e la polvere, ma anche il percorso (spesso faticoso) per avere tutti i permessi necessari. Che cambiano, e non poco, a seconda dell’intervento che si vuol fare

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he sia per un piccolo intervento o un lavoro di ristrutturazione più complesso, l’idea di qualche cambiamento in casa invoglia e allo stesso tempo “sconvolge” un po’ tutti. Polvere, disordine, rumore e, come in molte altre occasioni, burocrazia: queste le minacce che spesso ci trattengono dall’intraprendere piccole o grandi modifiche nelle nostre abitazioni. In termini burocratici, a Tavarnelle e Barberino come

in ogni parte d’Italia, sono principalmente 3 i “titoli edilizi” a cui si deve fare riferimento per avviare un’opera: edilizia libera, Dia (Denuncia Inizio Attività, da quest’estate sostituita dalla Scia, Segnalazione Certificata Inizio Attività, sulla quale però ancora non c’è molta chiarezza né omogeneità nell’applicazione fra diversi Comuni) e permesso a costruire. Nel primo caso rientrano le opere di piccola entità, come la so-

stituzione di una porta, ed è sufficiente una comunicazione all’ufficio tecnico. La seconda tipologia di interventi è quella con cui la maggior parte di noi ha avuto a che fare almeno una volta nella vita. Si tratta di quei lavori di ristrutturazione “pesante” che fino allo scorso agosto dovevano essere preceduti dall’approvazione della Dia da parte del Comune. L’estate e una legge inserita nella Finanziaria hanno portato una novità: la Scia. Cosa è cambiato? Sicuramente che una procedura ormai consolidata come la Dia ha lasciato il posto a una serie di interrogativi non indifferenti per Istituzioni e cittadini. Questi ultimi, a detta degli uffici comunali competenti di Tavarnelle, presentando la Dia facevano solo piccoli errori di carenza documentale, cui si rimediava facilmente. In tutta Italia, il passaggio da Dia a Scia ha eliminato i tempi di attesa per il

richiedente – in Toscana prima doveva aspettare 20 giorni, dal momento della presentazione dei documenti, per l’inizio dei lavori. Invece, con la Scia si può partire coi lavori subito dopo aver depositato le “carte” necessarie. Il Comune ha 60 giorni di tempo per intervenire in caso di irregolarità, dopodiché le Istituzioni non hanno modo di fermare l’intervento (se non in caso di verifica di dichiarazioni mendaci da parte del richiedente). Il permesso a costruire è richiesto per tutti i progetti da cui risulteranno nuovi volumi. Si tratta, quindi, del procedimento più “aggravato” dei tre: al cittadino o costruttore è richiesto di presentare una lunga serie di documenti. I lavori, una volta ottenuto il permesso a costruire, devono essere fatti entro 1 anno dalla data del rilascio del permesso e conclusi entro /I.E. 3 anni.

GUIDA ALLE SCARTOFFIE/2. Un provvedimento della Finanziaria ha mandato in confusione professionisti e Comuni

Dia o Scia? Dipende in che città ti trovi S

egnalazione certificata di Inizio Attività o Denuncia di inizio attività? Questo è il problema. Il provvedimento inserito nella legge finanziaria a fine luglio ha gettato in confusione architetti e Comuni di tutta Italia. Tanto che in Comuni limitrofi come Barberino e Tavarnelle si trovano interpretazioni differenti della norma. In breve, la legge “incriminata” ha stabilito che per tutte le attività che necessitavano della Dia la nuova procedura da seguire è la Scia: quasi gli stessi documenti da depositare, ma senza l’attesa di 20 giorni (dal momento della presentazione all’ufficio tecnico) per iniziare i lavori. Senza questo “periodo-finestra”, non esiste più il controllo in via preventiva della documentazione presentata da parte dei Co-

muni. I lavori possono essere bloccati ex post dalle amministrazioni entro 60 giorni dal loro inizio. Teoricamente, il provvedimento voleva semplificare il procedimento burocratico per gli interventi soggetti a Dia. In pratica, leggere sempre Scia al posto di Dia si è dimostrato un compito non facile per gli uffici comunali competenti. Per cercare di uscire dall’incertezza normativa, la Regione Lombardia ha rivolto al Ministero una richiesta di chiarimento poco dopo l’entrata in vigore della legge 122 del 30 luglio scorso. La situazione riguarda anche Barberino e Tavarnelle, i cui uffici tecnici hanno passato l’estate a capire come dovesse essere recepita la nuova norma e quale scegliere fra le diverse interpretazioni che ne sono state date. Il

A Barberino resta in vigore la denuncia d’inizio attività per l’edilizia, mentre la segnalazione certificata vale solo per le aziende. A Tavarnelle ora c’è solo la seconda Ministero ha risposto alla Regione Lombardia confermando che la Scia deve essere applicata a tutte le casistiche, sia in ambito di attività produttive che di edilizia. Inoltre, è stato chiarito che la Dia rimane

per i casi in cui gli edifici interessati sono soggetti a vincoli di tipo paesaggistico e che la Scia non sostituisce il permesso a costruire. Nonostante la nota esplicativa del Ministero, a Barberino si sono mantenute entrambe le procedure: la Dia rimane per l’edilizia, la Scia vale solo per interventi legati alle attività produttive. A Tavarnelle, la soluzione di mantenere i due strumenti è stata ritenuta poco funzionale, anche per ragioni di semplicità. Di conseguenza, chiunque voglia avviare un intervento di ristrutturazione che non incide sui volumi degli edifici, presenta il progetto e altri documenti all’ufficio tecnico: dal momento che a Tavarnelle vale solo la Scia, subito dopo i lavori possono /I.E. iniziare.


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Novembre 2010

il giornale nel tuo comune

BARBERINO. Il caso è finito in consiglio comunale, con alcune mozioni presentate da Obiettivo Comune

“Qui le auto sfrecciano a 120 km/h” Polemiche sulla situazione della località Zambra: “Mancano luce, pulizia e sicurezza stradale”. Il sindaco risponde a cittadini e opposizione Ilaria Esposito

L’unione sta prendendo forma

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C

aso Zambra. Già nel 2009 in consiglio comunale fu presentata, da parte di Obiettivo Comune, una mozione a proposito della situazione della zona. Allora si chiedevano più pulizia, illuminazione e sicurezza. Da un anno a questa parte alcuni interventi sono stati fatti, ma i residenti si autodefiniscono ancora “cittadini di serie b”. In particolare, chiedono che una macchina spazzatrice passi per le strade almeno due volte al mese, che l’intervento di illuminazione venga completato e che venga realizzato un giardino che funzioni da punto di aggregazione. Marco Bevanati, consigliere di Obiettivo Comune, a fine settembre ha presentato una nuova mozione per avanzare alcune di queste richieste in sede istituzionale. La maggioranza l’ha bocciata e il sindaco Maurizio Semplici ha spiegato il perché. “I lavori per il secondo lotto dell’illuminazione saranno effettuati nel 2011 – ha detto il primo cittadino – e gli interventi di sistemazione della strada di Poneta, previsti nel bilancio 2010, non è possibile assicurarli entro 30 giorni così come l’opposizione chiedeva, perché non sono ancora entrate le risorse economiche necessarie”. A breve il Comune di Barberino avvierà anche i lavori per la realizzazione di un marciapiede, ma il sindaco non cede sulla questione del giardino, in quanto questo “non era tra le opere che i cittadini avevano richiesto durante gli incontri che ci sono stati con l’amministrazione”. Giuseppe Cangialosi si è fatto rappresentante dei cittadini della Zambra e a lui si affida anche Marco Bevanati, che

ISTITUZIONI. Verso l’Ente sovracomunale

Residenti pronti a unirsi in comitato. Intanto non si placa lo scontro politico spiega: “Noi abbiamo già presentato 2 mozioni in favore della località ed entrambe non hanno sortito effetti di miglioramento. Adesso pensiamo che sarebbe controproducente insistere su questo argomento in altre sedi, quindi lasceremo l’iniziativa a Cangialosi che è comunque un rappresentante diretto delle famiglie”. Da parte sua, Cangialosi è pronto a “ufficializzare” l’azione congiunta dei cittadini della Zambra e assicu-

ra che uno dei prossimi passi che il gruppo dei residenti farà sarà quello di costituirsi in comitato. Nel frattempo sembra che l’autovelox che venne richiesto nel 2009, ed entrato in funzione circa 2 mesi fa, abbia un po’ migliorato la situazione, almeno a livello di sicurezza stradale. Sconcertante, ad ogni modo, il dato che Cangialosi riporta sulle rilevazioni dei limiti di velocità fatte sulla strada 429: in un tratto stradale dove il limite è a 50 km orari, sarebbero stati rilevati passaggi di auto a 120 km/h. Numeri dai quali è facile intuire le ragioni della quantità di incidenti che negli anni passati hanno interessato la zona della Zambra. L’ultima delle disgrazie, mortale, risale al gennaio 2010.

o statuto è stato scritto d’estate e nella prima parte dell’autunno è stato eletto il presidente (Sestilio Dirindelli), che resterà in carica per un anno. L’Unione del Chianti Fiorentino sta prendendo forma e, secondo la tabella di marcia delle amministrazioni di Tavarnelle e Barberino, entro l’inizio del prossimo anno dovrebbe funzionare a pieno regime. Quali sono i passi da fare ancora da qui a gennaio 2011? Prima di tutto scrivere il regolamento e decidere con precisione quali servizi saranno erogati dall’Unione. Bisogna definire quali altre funzioni, oltre a quelle che i due Comuni avevano già in gestione associata, competeranno all’Unione. Ma quando si parla di un nuovo Ente bisogna anche parlare di bilancio. Si dovrà quindi decidere quali e quante risorse impiegare, attingendo alle casse dei due Comuni coinvolti e alle premialità che Regione e Stato hanno previsto di diritto per gli Enti comunali che optano per la via dell’unione. Una spesa che non verrà fatta, come hanno tenuto più volte a sottolineare i sindaci Dirindelli e Semplici, sarà quella per la retribuzione delle cariche politiche, dal momento che non sono previsti stipendi per la giunta (che si compone di 3 assessori, fra i quali Maurizio Semplici) e il presidente del nuovo Ente. Inoltre, nessun residente, di Barberino o Tavarnelle che sia, vedrà peggiorare il suo rapporto con le istituzioni in termini di accessibilità. “Ci sarà sempre un ufficio vicino – spiega il neopresidente Dirindelli, al quale Semplici succederà il prossimo anno – per tutti i rapporti che i cittadini devono avere con le istituzioni e con l’unione in particolare”. Un aspetto, quel-

Maurizio Semplici

lo dell’accessibilità, che era stato sollevato anche dall’opposizione di Barberino e in particolare da Marco Bevanati, che da luglio scorso ha iniziato la sua battaglia contro l’unione sostenendo che questa sia stata progettata “in fretta e male” dalle due amministrazioni. In sostanza, secondo Obiettivo Comune, i cittadini non sono stati informati adeguatamente e il passaggio dalla gestione associata alla costituzione di un Ente potrebbe portare alla perdita di identità dei due territori coinvolti, soprattutto di Barberino. Per questo, durante l’estate è stata

Entro gennaio il nuovo organo dovrebbe funzionare a pieno regime fatta una raccolta firme. Adesso, per chi pensa che “l’unione non s’ha da fare”, il prossimo passo è il referendum, il cui esito comunque potrà assumere al massimo un valore po/I.E. litico e non giuridico.

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BARBERINO • SAN CASCIANO • TAVARNELLE

CURIOSITÀ/1. È ospitato in una costruzione del XII secolo che è stata da poco ristrutturata

Il “santuario” del lusso e del relax Sulla strada che da Tavarnelle porta al borgo di Tignano c’è un piccolo paradiso di costose suite e opportunità più abbordabili: il Castello del Nero Ilaria Biancalani

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el cuore del Chianti, sulla strada che da Tavarnelle porta al delizioso borgo di Tignano, spicca una struttura a cinque stelle extralusso. Si tratta del Castello del Nero, un’imponente costruzione risalente al XII secolo, convertita da pochi anni in un “santuario del lusso” e affiliata al The Leading Small Hotel of the World, ma il cui il restauro conservativo ne ha mantenute intatte le caratteristiche architettoniche. Tutto, a partire dalle 50 camere e suites, racconta di un lusso sfrenato. Guardandolo dall’esterno, il Castello del Nero incute un certo timore reverenziale ai “comuni mortali”. Pochi però sanno che la struttura racchiude alcuni spazi che, con prezzi non bassissimi ma abbordabili, possono regalare una parte di quel lusso anche a chi magari non possiede un’isola nel Pacifico. Oltre ad una tenuta di 400 ettari con olivi vigneti e due laghi, due campi da tennis, una piscina esterna, una palestra e perfino un eliporto privato, all’interno dell’albergo si tro-

va (e come poteva mancare) anche una lussuosa Spa, con tariffe che poco si discostano da quelle dei più qualificati centri benessere. I prodotti ed i trattamenti offerti sono tutti a marchio Espa, presente nei migliori alberghi cinque stelle del mondo e, ogni anno, la Spa risulta fra le cinque più importanti d’Europa. Il percorso benessere che include la sauna, il bagno turco, la doccia emozionale, nonché una splendida vasca idromassaggio esterna, con acqua riscaldata e veduta sulle verdi colline chiantigiane, vale da solo il costo del trattamento, che varia a seconda di ciò che si sceglie. Un esempio? Con 165 euro, oltre ad un allettante “rituale rilassante del Castello”, preceduto dal percorso benessere e seguito dal rilassamento nella saletta con vitrage vista Chianti, si ha in omaggio un light lunch al ristorante “La Torre” del castello. Quest’ultimo, con il suo impeccabile servizio, è il luogo ideale per una cena in un ambiente unico, perfetto per assaggiare la vera cucina toscana e degustare i vini locali. Inol-

Una veduta aerea del Castello del Nero

tre, tutti i venerdì, la cena tipica ha inizio dalle cantine, situate nelle più antiche fondamenta; qui un sommelier spiega e fa degustare una selezione dei più pregiati vini. Si sale poi al ristorante dove si cena all inclusive al costo di 85 euro a persona. Per chi infine vuol optare per un aperitivo

di classe, l’esclusivo bar del Castello del Nero, offre bevande e cocktail di ogni tipo, all’interno delle sue intime salette dove il cliente si può sentire un vero barone nel proprio casato. E in estate l’happy hour si sposta sulla terrazza, dalla quale si gode un panorama unico.

CURIOSITÀ/2. Intervista a Giuseppina Pizzolato, che insegna a turisti e indigeni l’arte dei fornelli

La scuola di cucina italiana che viene dall’America U

na scuola di cucina tradizionale per turisti, ma anche per tutti i chiantigiani che vogliono imparare a mangiare bene e con gusto. Questa l’ “invenzione” di Giuseppina Pizzolato, che nel 2001 è partita per l’America con un’amica per incontrare una signora di Huston che le aveva proposto di iniziare questa attività, entrando a far parte della sua “rete” di scuole in Italia. La “Cucina di Giuseppina” si trova a Certaldo, ma sono tante le strutture ricettive di Tavarnelle e Barberino che propongono ai loro turisti di fare l’esperienza di una lezione di cucina completa, che li coinvolge in ogni fase della preparazione, per far capire loro qual è la realtà delle nostre tradizioni. Il 13 ottobre Giuseppina ha portato nella trasmissione televisiva “Geo e Geo” i suoi pici al Chianti e la torta all’uva. Quando parla, è chiaro il “sentimento” con cui ogni giorno apre la porta della sua cucina.

Come si svolgono le tue lezioni e chi le frequenta? “C’è una versione lunga delle lezioni, che prevede una colazione all’italiana in un bar di Certaldo, un giro al mercato per scegliere gli ingredienti secondo i prodotti stagionali e del giorno, la fase di preparazione e chiaramente la degustazione. In altri casi, gli “allievi” partecipano solo alla realizzazione dei piatti. Quando faccio la spesa io, scelgo quello che credo sia più giusto per loro: la qualità è la cosa più importante. Le persone vengono nella mia cucina dopo un lungo viaggio: si meritano i prodotti migliori” Come reagiscono i turisti alle tue lezioni? “Di solito dicono che i risultati sono superiori alle aspettative. Io non transigo sul fatto che debbano capire quali sono le nostre tradizioni e i nostri tempi. In poche parole, la pasta si mangia

quando è appena scolata, non quando è colla. Loro, inizialmente, tendono a perdersi fra chiacchiere e vino. Ma in Italia non si fa e quindi anche loro devono imparare a mangiare i cibi quando lo facciamo noi. E quando tornano a casa, so per certo che si ricordano dell’esperienza vissuta e anche delle ricette”. E per quanto riguarda gli “studenti” italiani? “Più che altro sono 40enni che quando arrivano hanno il freezer pieno di surgelati. Qui imparano ricette tradizionali, come la zuppa di ceci con zafferano e mentuccia. Cose semplici, ma che permettono loro di riacquisire il gusto della buona cucina e dello stare insieme a tavola. In fondo, a noi toscani non interessa la cucina internazionale. Per ora a queste lezioni partecipano solo persone di Certaldo, ma sarei felicissima se anche da Tavarnelle, Barberino e dagli altri Comuni vicini venisse qualcuno”. /I.E.

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il giornale nel tuo comune

FIRENZE-SIENA. Lo scontro è in atto da luglio, quando il governo ha deciso di far pagare l’Autopalio

Cento bandiere contro il pedaggio Va avanti la battaglia sulla superstrada a pagamento. Anas ha

Ilaria Biancalani

preparato un bando per l’installazione di un impianto in stile Ztl,

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il Comune di San Casciano risponde distribuendo tanti striscioni di protesta. Da attaccare alla finestra o da mettere nei circoli

l consiglio comunale di San Casciano alza ancora una volta la voce contro il pedaggio sulla Firenze-Siena. E lo fa con cento bandiere con la scritta “No al pedaggio sull’Autopalio”, che sono state diffuse capillarmente sul territorio del Chianti, fiorentino e senese, e nele sedi della Regione Toscana e della Provincia di Firenze. E’ questo il nuovo strumento con il quale i gruppi consiliari Parti-

focus La struttura di via Treggiaia

Assessori imbianchini ripitturano la palestra

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L’ingresso dell’autopalio

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on è stato semplice improvvisarsi imbianchini per un giorno. Ma, alla fine, il sindaco Massimiliano Pescini e gli assessori Carlo Savi, Roberto Ciappi, Donatella Viviani, Veronica Cei e Chiara Molducci, con l’aiuto di decine di volontari delle associazioni Podistica Valdipesa e Spighe Verdi, sono riusciti nella propria missione: rimettere a nuovo la palestra di via Treggiaia. Armati di pennello e tempera, amministratori e associazioni hanno tinteggiato e ripulito spazi e pareti della palestra, degli spogliatoi e degli uffici presenti nell’edificio. “Il messaggio che abbiamo voluto dare ai nostri cittadini – ha puntualizzato l’assessore ai lavori pubblici, Roberto Ciappi, promotore dell’iniziativa che è stata chiamata “Bianco su nero” – è che stiamo vivendo un momento di grande difficoltà di bilancio e per questo è necessario rimboccarsi le maniche ed unire le forze. In fondo la qualità della vita di un territorio si misura anche dal rapporto che esiste tra patrimonio pubblico e comunità”. E la palestra è davvero un punto di riferimento per la comunità romolina. Prima di tutto un luogo di sport, dove l’associazione Podistica Valdipesa ha da anni il proprio quartier generale. Inoltre gli allievi della scuola Waldorf vi svolgono varie attività motorie, il Comune lo propone come sede per i corsi comunali e la società sportiva Il Gabbiano ne utilizza i locali per gli esercizi e gli allenamenti di ginnastica artistica per ragazzi. Negli ultimi tempi è cresciuto il ruolo di punto di incontro per la cittadinanza. E’ qui che amministratori e cittadini si ritrovano periodicamente in occasione delle assemblee pubbliche e, a partire dalla scorsa estate, vi si è riunito anche il comitato organizzatore della prima Estate Romolina. /Il.Bia.

to Democratico e La Sinistra per San Casciano danno un’ulteriore spinta alla battaglia; soprattutto a seguito del bando Anas, da 150 milioni di euro, per un impianto di videopedaggio da introdurre sui raccordi autostradali di propria competenza, ovvero un sistema “free flow” (a flusso libero) del tutto simile a quello delle Ztl, con rilevazione satellitare o con videocamere. Insomma, il balzello più discusso dell’estate torna alla ribalta anche in autunno. Era stato il contestato decreto legge 78 del 1° luglio 2010 ad introdurre il pedaggio in prossimità delle interconnessioni con i raccordi e le superstrade in gestione Anas. Le grandi proteste, partite da tutta Italia, avevano portato a diversi ricorsi al Tar e, alla fine, era stato il Consiglio di Stato a risolvere la vicenda decretando lo stop agli aumenti dei pedaggi nel settembre scorso. Tuttavia, con le misure sul pedaggio elettronico, Anas dimostra di non darsi per vinta. Ma anche il Comune di San Casciano, unitamente a tutti gli altri, sembra essere intenzionato a perorare fino in fondo la propria causa. “Non ci stancheremo di dire no a questa assurdità – dice il sindaco Massimiliano Pescini – soprattutto perché il bando di Anas è il segno evidente di un percorso che va avanti nonostante le contestazioni, l’iter giuridico e i reali interessi dei cittadini, pendolari e studenti, i veri destinatari dell’ingiusta gabella”. Così, attraverso le bandiere, la protesta diventa anche uno slogan ben visibile, sulle facciate dei palazzi dove hanno sede le Istituzioni, ma anche alle finestre delle abitazioni, sulle auto, nei negozi, nei locali dei circoli ricreativi, nelle biblioteche, nei musei ed anche nelle scuole di tutti i territori interessati dalla protesta. “L’iniziativa – spiega il capogruppo del Pd sancascianese, Francesco Nieddu – è nata innanzitutto come occasione di informazione. Solo chi conosce perfettamente gli sviluppi della questione può infatti decidere consapevolmente di aderire nelle forme e nei modi che più ritiene opportuni”. E proprio nell’ottica della massima informazione, il Comune di San Casciano ha aperto addirittura un blog: pedaggioautopalio.blogspot.com. Collegandosi è possibile richiedere le bandiere per appoggiare l’iniziativa, avere dettagli e indicazioni sul provvedimento, lasciare commenti e opinioni.

Il sindaco Pescini: “Non ci stancheremo di dire no a questa misura assurda”


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BARBERINO • SAN CASCIANO • TAVARNELLE

SOLIDARIETÀ. Il numero da chiamare è lo 055.820439: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 10.30

Gli anziani che aiutano gli anziani I volontari dell’Anteas,

Ilaria Biancalani

associazione della Terza

A

Età, hanno inventato un servizio per i coetanei non autosufficienti o con difficoltà motorie: consegna a domicilio di medicine e ritiro delle ricette. L’appello: “Più saremo, più territorio copriremo”

nziani che aiutano anziani. Potrebbe essere questo il giusto slogan da attribuire all’iniziativa messa in piedi dai volontari dell’Anteas (Associazione nazionale Terza età attiva per la solidarietà): il mondo della terza età che si muove a favore delle persone non autosufficienti e con difficoltà motorie e di mobilità sul territorio, per consegnare loro a domicilio i farmaci di cui hanno bisogno. Si tratta di una prestazione gratuita che, per il momento, viene erogata in via sperimentale nelle frazioni di Cerbaia, Romola e Chiesanuova. Ai coetanei in difficoltà che lo richiederanno, i volontari si renderanno disponibili per recarsi a casa, ritirare la ricetta medica, la tessera sanitaria e eventuale documentazione per l’esenzione del ticket, andare presso la farmacia di zona, ritirare le medicine e riconsegnarle nelle mani del cittadino. Tutto questo entro la giornata in cui è stata attivata la richiesta. Il numero da contattare per poter accedere al servizio è lo 055.820439, attivo ogni lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 10.30. “La lodevole iniziativa dei volontari Anteas – è il commento del vicesindaco Luciano Bencini – va ad aggiungere un tassello importante al mosaico delle attività svolte in ambito sociale, sempre in collaborazione con le preziose associazioni ed i numerosi volontari del nostro territorio”. Visto il successo che l’iniziativa sta riscuotendo, a distanza di un mese dalla sua attivazione, già si pensa ad un’estensione del servizio. E, a tal proposito, sono gli stessi volontari Anteas a lanciare una sorta di appello. “Affinché la funzione – dicono – possa progressivamente coprire tutto il territorio, è necessaria una larga collaborazione. Ci rivolgiamo quindi a tutti i volontari e le volontarie che, dando il proprio apporto all’associazione, potranno contribuire allo sviluppo di un’importante prestazione a carattere sociale”. Ricordiamo che gli anziani di Anteas svolgono già da sette anni la mansione di trasporto e di consegna a domicilio dei pasti agli assistiti dai servizi sociali del Comune. La sede Anteas di San Casciano è in via Morrocchesi 39.

il progetto Sarà scritta in inglese dagli alunni

La guida turistica dei bambini

C

osa c’è da visitare a San Casciano? Quali sono i luoghi, le opere, gli itinerari paesaggistici da non lasciarsi sfuggire? Chiedetelo ai bambini del territorio. Vi risponderanno… in inglese. Non si tratta di un nuovo progetto scolastico che, dopo i tagli alla scuola, difficilmente gli istituti riuscirebbero a supportare, bensì di un progetto che si chiama “Story Time”. Promosso dal Comune di San Casciano, è volto ad attivare laboratori aperti a bambini di età compresa tra i 7 e i 10 anni: laboratori legati alla lettura, all’animazione, alla conoscenza e alla promozione culturale del territorio di San Casciano. Un percorso di formazione extrascolastica che, a differenza delle altre attività didattiche, parla esclusivamente in lingua inglese e fa lavorare gruppi di studenti negli spazi del museo, in mezzo ad alcuni dei più importanti capolavori del Medioevo e del Rinascimento italiano. “Dopo il successo della prima edizione – spiega l’assessore alla Pubblica istruzione, Chiara Molducci – l’amministrazione comunale torna a sostenere l’iniziativa puntando ad un ulteriore sviluppo delle potenzialità turistico-culturali. E’ molto

bello che i nostri bambini possano diventare autori di una pubblicazione in lingua inglese”. L’idea, che diventerà concreta entro il 2011, culminerà infatti nella realizzazione di una guida in inglese destinata ai piccoli turisti stranieri. Saranno gli stessi bambini a decidere contenuti e particolari del territorio: dai parchi giochi e i giardini pubblici più divertenti alle gelaterie più rinomate. Nel corso dell’anno saranno organizzate anche visite guidate aperte a tutti, naturalmente a cura delle piccole guide di San /Il.Bia. Casciano.


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Novembre 2010

il giornale nel tuo comune

Barberino

San Casciano

Tavarnelle

RISCALDAMENTO FINITO L’IMPIANTO A BIOMASSE E’ stato completato l’impianto di riscaldamento a biomasse a Prugnano, che riscalderà un gruppo di circa 15 abitazioni. L’intervento è stato cofinanziato dalla Regione, che un anno fa ha dato la sua disponibilità a contribuire. In un primo momento, l’impianto era stato assegnato ad un’altra frazione, nella quale un buon numero di residenti ha mostrato una preferenza per il riscaldamento a metano. Di conseguenza la scelta è caduta su Prugnano, dove il progetto è andato a buon fine.

FAMIGLIE GENITORI SEPARATI, UNO “SPAZIO TERZO” PER GESTIRE IL CONFLITTO In gergo è chiamato “spazio terzo”. E’ il momento e l’occasione in cui due coniugi o conviventi in fase di separazione, o che stanno valutando questa possibilità, si incontrano, collaborano, trovano accordi per sé e per i figli e in generale per la gestione del futuro di una famiglia che non è più uguale a se stessa. Lo spazio terzo è anche l’obiettivo finale di chi, da persona terza, ovvero biparziale, interviene sul conflitto di una coppia in crisi attraverso la mediazione familiare. Alle famiglie ‘sole’, ovvero ai cittadini separati o alle famiglie monogenitoriali, in graduale aumento negli ultimi anni, San Casciano offre la possibilità di conoscere il ruolo e la funzione di questo percorso che si propone di aiutare tanto i genitori quanto i figli ad affrontare il cambiamento legato alla crisi familiare. Il servizio è erogato dall’associazione Italiana Mediatori Familiari, che ha una sede anche a San Casciano. Per info: Giulia Vanni, esperta in mediazione familiare: 338.3819655, email giuliavanni16@libero.it.

TEMPO LIBERO/1 IL CINEMA E L’APERICINEMA DELL’OLIMPIA L’associazione Cinema Olimpia è nata negli anni ‘80. Sono circa 30 i volontari che oggi la tengono in vita, organizzando serate e avendo bene in mente lo scopo per cui l’associazione è nata: far tornare a vivere il vecchio cinema di Tavarnelle, che per un lungo periodo dovette rimaner chiuso. Proprio a questo scopo, per la stagione 2010/2011 la proposta dell’Olimpia è diventata ancora più ricca. Non più soltanto proiezioni, ma anche veri e propri momenti di socialità con “Pizza e Cinema” a “La Vecchia Piazza”. Al costo di 15 euro, ogni giovedì gli appassionati di cinema di essai hanno un’occasione di ritrovarsi per due chiacchiere e un buon film. E ancora, tutti i venerdì c’è “Apericinema” al bar Italia al costo di 8 euro. Naturalmente, a questi eventi si affianca la regolare programmazione cinematografica, che si può trovare sul sito www.cinemaolimpia.splinder.com.

MUSEI ANTIQUARIUM, TORNA L’ORARIO INVERNALE All’Antiquarium di Sant’Appiano ricomincia l’orario invernale. Spesso i turisti conoscono meglio dei residenti i musei locali: un buon motivo per consacrare una domenica pomeriggio d’inverno alla visita dell’esposizione permanente che si trova nei locali attigui la Pieve. Nel museo si possono ammirare reperti archeologici di epoca ellenistica, oltre a ceramiche basso medievali e rinascimentali. Per visitare l’Antiquarium è sufficiente prenotare al numero 055.8256381. MANGIARE BENE È QUESTO IL MESE DELL’OLIO A Barberino novembre sarà un mese dedicato all’olio. Quest’anno, alla quinta edizione della rassegna “Olio Sapiens”, si è aggiunto il progetto “Olio della mia terra”. Cominciata già a ottobre e sostenuta dalla Banca del Chianti Fiorentino, l’iniziativa ha portato nelle mense del comprensorio scolastico di Barberino e Tavarnelle olio IGP degli “Olivicoltori Toscani Associati” e della “Cooperativa dei Colli Fiorentini”. Il Comune di Barberino è stato il capofila dell’iniziativa, di cui si è occupato l’assessore all’ambiente Silvano Bandinelli. I ragazzi delle scuole sono stati coinvolti in visite nei frantoi e in un concorso fotografico, dal quale è stata tratta una mostra in esposizione proprio a “Olio Sapiens”. Lo scopo di “Olio della mia terra”, come sottolinea Bandinelli, è quello di migliorare la qualità dei cibi che vengono consumati a mensa, oltre a promuovere un prodotto locale. Si prevede che dall’inizio del progetto alla fine dell’anno scolastico si consumeranno 1300 litri di olio in tutto il comprensorio.

san casciano PIAZZA VITTORIO VENETO Dopo il rifacimento dei sottoservizi, intervento eseguito da Publiacqua, il progetto di riqualificazione di piazza Vittorio Veneto a Mercatale proseguirà con un’opera di asfaltatura finanziata

SERVIZI DA SCUOLA A CASA SI VA A... “PEDIBUS” Sicuro, sostenibile e sociale: il pedibus di San Casciano vede coinvolti una ventina di bambini della scuola primaria del capoluogo e tutti i giorni si mette ‘in moto e in cammino’ lungo un tratto che dalla scuola giunge al centro storico del capoluogo. E’ il servizio gratuito che il Comune promuove e organizza grazie alla collaborazione dell’associazione Auser che mette a disposizione i propri volontari in veste di accompagnatori. Usciti da scuola, i bambini percorrono, in sicurezza e al fianco dei volontari, un tragitto di circa un chilometro, attraversano via XVII luglio e utilizzano tre fermate di raccolta, poste il più possibile in prossimità delle abitazioni degli alunni dove ad attenderli ci sono i genitori. La prima tappa è posta all’intersezione con via Buozzi, la seconda nei pressi dell’ufficio postale mentre il capolinea è situato davanti al teatro Niccolini. “Si tratta – dice il sindaco Massimiliano Pescini – di un progetto dai vantaggi e gli obiettivi molteplici: la mobilità scolastica, vissuta nella sua quotidianità mira, attraverso il pedibus, a garantire condizioni di sicurezza ai bambini in un’area dove il traffico può diventare caotico”. PARI OPPORTUNITÀ LABORATORIO DONNA, CORSI SULLA GRAVIDANZA E LA MENOPAUSA Si rivolge a tutte le donne curiose e desiderose di conoscere meglio se stesse e gli altri. E’ “Laboratorio Donna”, uno spazio e un percorso educativo dedicato alla donna e ai suoi mille volti. Il progetto messo in piedi dall’Assessorato alle Pari Opportunità con il contributo della Provincia di Firenze partirà il 16 novembre in via sperimentale e darà la possibilità a chiunque di frequentarlo gratuitamente. Durante gli incontri verranno affrontate varie tematiche inerenti il pre-post gravidanza, il sostegno alla maternità, l’accompagnamento alla menopausa, i percorsi di educazione, l’informazione. Si potranno condividere esperienze attraverso il corpo (consapevolezza e affinamento della postura), la creatività (lavori manuali) e il contatto (conoscenza e applicazione di tecniche semplificate di massaggio). “Laboratorio Donna” sarà condotto da Stefania Sorri, Luca Meli, Claudia Panico. Si terrà ogni venerdì dalle 11 alle 12 e ogni martedì dalle 21 alle 22,30. Gli incontri, che proseguiranno fino al mese di maggio, si alterneranno in via della Volta, 4 e nella sala conferenze della biblioteca comunale (via Roma, 37 San Casciano in Val di Pesa). Ingresso libero. Info: 339.5844789. SPORT IL SUCCESSO DELLA FESTA DEL GIOCO Grande successo per la prima edizione della “Festa del gioco e dello sport”. All’iniziativa, promossa dai Comuni di Barberino Val d’Elsa, San Casciano Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa, i Lions Club, in collaborazione con le associazioni del territorio, hanno partecipato centinaia di giovani. Nei campi sportivi, nei parchi e nelle scuole dei tre territori ragazzi abili e diversamente abili, studenti e adulti, appassionati di sport si sono sfidati nelle discipline più disparate: triangolari di calcetto, partite di basket, tennis da tavolo, pallavolo, tennis in carrozzina, esibizioni di karate, ginnastica ritmica, podismo, ciclismo, ippoterapia, judo. Significativa la partecipazione delle associazioni locali, “la cui la collaborazione - dicono gli assessori allo Sport dei Comuni promotori, Renzo Masi (San Casciano Val di Pesa), Marina Baretta (Tavarnelle Val di Pesa) e Giacomo Cencetti (Barberino Val d’Elsa) – è stata fondamentale per la realizzazione dell’iniziativa. Un ringraziamento a tutti per l’impegno e la sensibilità mostrata in questa occasione”.

dall’amministrazione comunale. L’investimento, che prevede il rifacimento del piano viabile e delle zanelle, ha comportato una spesa pari a 30mila euro. IMPIANTI ANTI-INCENDIO E’ in corso di svolgimento il percorso di assegnazione dell’attività di manutenzione ordinaria del parco impianti antincendio presenti nelle strutture comunali. L’affidamento dell’incarico che ha cadenza triennale interessa la manutenzione e i controlli periodici degli estintori, degli impianti per la rilevazione dei fumi, degli idranti e delle uscite di sicurezza. La spesa prevista è pari a 100mila euro. GIARDINI DEL BARGINO Inaugurato alcune settimane fa l’intervento di riqualificazione del verde pubblico del Bargino. L’opera è stata finanziata dall’associazione La Ciurma con il contributo del Comune. Nel dettaglio le

opere hanno previsto una rimodellazione del terreno tale da consentire un’agevole fruizione da parte dei cittadini. E’ stata creata un’area gioco e, allo scopo di salvaguardare la sicurezza soprattutto dei più piccoli, è stata installata una barriera protettiva. Barberino VIA MANZONI E VIA DI NOVOLI Sono in corso alcuni lavori di manutenzione alla rete idrica a cura di Publiacqua. Si prevede che in via Manzoni gli interventi siano conclusi entro la metà del mese. Analoghi interventi saranno fatti anche in via di Novoli. SCUOLA MATERNA Nei pressi della scuola sono stati installati un dosso e uno specchio all’altezza dell’incrocio. E’ stato anche posizionato un cartello con il limite di velocità a 30 km/h, soprattutto per la sicurezza dei bambini al

TEMPO LIBERO/2 “WEEKEND CON DELITTO” ALL’AGRITURISMO Fine settimana da brivido all’agriturismo Sole del Chianti in via Bonazza. Il 20 e 21 novembre torna il “Weekend con delitto”. Il gioco da anni appassiona molte persone, che si ritrovano per partecipare alla soluzione di un giallo che viene proposto dagli organizzatori, in questo caso Yellow Legacy. L’evento avrà inizio nel pomeriggio del 20 novembre, per continuare a cena e riprendere la mattina del 21. Prima del pranzo, il mistero troverà il suo epilogo e i vincitori verranno premiati. Il prezzo della partecipazione al weekend è di 165 euro, comprensivi di pernottamento, cena, colazione, pranzo e gioco. CELEBRAZIONI LA FESTA DELLA PATRONA DEI CARABINIERI Si svolgeranno il 20 novembre alle 18.30 le celebrazioni per la Festa della “Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri”. L’evento, che ha carattere nazionale, avrà lugo presso la chiesa “Santa Maria del Carmine al Morrocco” di Tavarnelle. Qui, all’insegna della sobrietà, si terrà una messa. La stazione dei carabinieri di Barberino Val D’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa invita la cittadinanza a partecipare come segno di riconoscimento e vicinanza all’Arma.

momento dell’entrata e uscita da scuola. SU TUTTO IL TERRITORIO Nel corso del mese di novembre saranno realizzati alcuni interventi di manutenzione sulle strade comunale. In particolare, si provvederà alla riasfaltatura di buche e sfalciatura dei margini dalle erbacce. TAVARNELLE SAMBUCA Sono in via di ultimazione i lavori per la realizzazione del camminamento sul Ponte San Paolo. BADIA A PASSIGNANO A seguito di alcuni problemi con l’installazione dei lampioni nel parcheggio, le postazioni per i lampioni verranno spostate. Inoltre si provvederà al rifacimento dell’asfalto di fronte all’area di sosta.


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economia

Novembre 2010

L’INCHIESTA/1. La causa sono spese sanitarie, rate per l’auto e mutui sulla casa

Toscana, duemila euro di debiti a testa secondo un rapporto di unioncamere, la nostra regione si aggiudica la maglia nera (insieme a Marche, emilia romagna e veneto) nella classifica nazionale di chi non riesce a “coprire” le proprie uscite Giuditta Boeti

S

pese sanitarie, rateizzazioni per l’acquisto della macchina, viaggi, ma soprattutto mutui per comprare casa, ed ecco che in Toscana, nel 2010, ogni cittadino ha contratto debiti per una media di 2.040 euro a testa. Secondo i dati forniti dal Casper, Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (sigla che riunisce le varie associazioni di consumatori), ogni famiglia si ritrova accollate tutti i mesi delle spese fisse che costringono al ricorso al credito. Non a caso nell’ultimo anno il numero dei prestiti ha segnato un aumento record del 20,8 per cento. In linea con l’allarme lanciato dalla Banca d’Italia, dunque, anche in Toscana è cresciuto l’indebitamento delle famiglie e questo boom è causato da una forte perdita del potere d’acquisto. Secondo un rapporto di Unioncamere, nella classifica nazionale dei “cattivi pagatori” la Toscana indossa la maglia nera insieme al Veneto, alle Marche e all’Emilia Romagna. In queste regioni d’Italia, durante il 2009

si è registrato un incremento sia dei titoli non pagati sia del loro importo. Anche perché essere un pessimo pagatore non è poi così difficile: basta saltare o ritardare il pagamento della rata di un finanziamento (anche di un prestito appartenente al credito al consumo, cioè di quei debiti contratti per l’acquisto di un elettrodomestico o per rateizzare il pagamento di una visita dal dentista ad esempio) a causa di un qualsiasi motivo per essere registrati nelle “liste nere” dei “protestati”. A quel punto ottenere un nuovo finanziamento diventa davvero complicato. Ma in tempi di crisi pure i fiorentini hanno imparato a stringere la cinghia. Sono calati infatti gli

In tempi di crisi anche i fiorentini hanno dovuto “stringere la cinghia”. E sono calati gli acquisti

acquisti ritenuti non indispensabili (come gli articoli di profumeria, i libri, i giornali e la cartoleria) e la fonte primaria di indebitamento rimane ancora il mutuo per la casa. A confermare questa tendenza sono i dati sull’andamento delle vendite al dettaglio: nei primi sei mesi dell’anno la situazione di difficoltà del commercio toscano è stata legata ad una domanda interna che è diventata molto selettiva e cauta. Da un’indagine svolta da Unioncamere Toscana e Regione Toscana emerge che siamo ancora lontani dai livelli economici della situazione “pre-crisi”: segnali un pochino più rassicuranti arrivano da parte delle imprese che gestiscono ipermercati, supermercati e grandi magazzini, mentre per gli esercizi specializzati (sia alimentari che non alimentari) le perdite di fatturato restano ancora pesanti. Le difficoltà maggiori sono ancora relative alle vendite di prodotti per la casa ed elettrodomestici (- 4,3 per cento) e di abbigliamento e accessori (-3,5 per cento).

L’iniZiativa Si tratta di un aiuto erogato ai soggetti cosiddetti “non bancabili”, ovvero privi delle garanzie per ottenere finanziamenti

“Microcredito agevolato”, un sostegno per le famiglie in difficoltà

C’

è uno strumento a disposizione delle famiglie toscane in difficoltà a far quadrare i propri conti e si chiama “microcredito agevolato”. Si tratta di un sostegno che la Regione offre soprattutto a famiglie normalmente “non bancabili”, cioè che non sono in grado di offrire tutte le garanzie che occorrono per ottenere un finanziamento, ma che dimostrano di poter assolvere l’impegno di restituzione se aiutate a superare il momento di difficoltà. E allora, in questi casi, è la stessa Regione a fare (gratuitamente) da garante alle banche (fino all’80 per cento dell’intero ammontare) per la concessione di prestiti fino

ad un massimo di 4 mila euro. Il credito potrà essere restituito anche in piccole rate (di 70/80 euro al mese) fino ad un massimo di 5 anni ad un tasso di interesse agevolato (del 4/5 per cento medio annuo). Non sono previste spese di istruttoria o gestione della pratica, ed i fondi sono erogati al massimo entro 40 giorni dall’apertura della pratica. La Regione, per garantire i finanziamenti concessi dalle banche, ha costituito un fondo di garanzia iniziale di 1,2 milioni di euro. Punto chiave del microcredito agevolato è la rete di Centri di Ascolto ai quali le famiglie alle prese con problemi finanziari potranno rivolgersi per

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accedere al sistema creato in collaborazione con Anpas, Arci, Caritas, Fondazione toscana per la prevenzione dell’usura onlus e Misericordie. L’iniziativa nasce da una evidente difficoltà economica in cui si trovano numerose famiglie toscane: secondo dati Cispel, infatti, nel 2009 non hanno potuto pagare 40 milioni di euro per consumo di gas, 150 milioni di euro relativi alla produzione di rifiuti ed al consumo di acqua; ed ancora, i pignoramenti immobiliari nel 2009 a Firenze sono cresciuti del 14,7 per cento. E il 32 per cento della popolazione anziana toscana /G.B. vive oggi con meno di 750 euro al mese.

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economia

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L’INCHIESTA/2. Per chi deve riscuotere quanto gli spetta la via legale non è l’unica esistente

Quelli che di mestiere recuperano crediti un esperto del settore racconta che questo tipo di soluzione “è meno oneroso per rivalersi sui propri debitori, sempre più numerosi a causa della crisi, e conviene ad entrambe le parti” Ilaria Esposito

L’

azione legale non è l’unica via percorribile per il creditore che vuole ottenere quanto gli spetta. Spesso ricorrere al recupero crediti è un mezzo più semplice per rivalersi sui propri debitori. Anna Tino, della Nivi Credit S.r.l di Firenze, ha spiegato a Il Reporter perché e come questa forma di riscossione convenga a entrambe le parti, creditori e debitori. La via del recupero crediti è “meno traumatica” per il debitore rispetto a quella legale? Il recupero crediti stragiudiziale è mediamente meno oneroso per il debitore, che non è gravato dai costi dell’azione legale (solo per registrare un decreto ingiuntivo servono centinaia di euro). Inoltre, questo sistema è più immediato ed economico anche per il creditore, che paga la società di recupero solo se incassa e - come nel nostro caso - in provvigione rispetto al recuperato, senza costi iniziali. Chiaramente la nostra azienda, come la maggior parte, collabora con studi legali: una volta percorse le strade stragiudiziali ed amichevoli il debitore ci costringe a perseguire le vie legali. Inoltre, col recupero legale si attivano procedure che incidono sulla vita del debitore: il decreto ingiuntivo registrato, il pignoramento, l’istanza di fallimento sono anche consultabili da terzi. Il recupero stragiudiziale presta attenzione alla mediazione fra le parti e a febbraio 2010 tra la nostra asso-

ciazione di categoria Unirec e la Adiconsum è stato costituito Ebitec, ente bilaterale per la tutela dei diritti dei debitori, anche in tema di privacy. Quali sono le situazioni tipiche che si presentano? Una persona (fisica o giuridica) ricorre al capitale di terzi se non può far fronte ai suoi bisogni coi mezzi propri. Un imprevisto determina l’impossibilità di rispettare le scadenze di mutui, credito al consumo, etc. Qui sorgono i problemi, poiché non tutti hanno la percezione vera di quel che costano certi finanziamenti: per rimborsarne uno se ne prende un altro, entrando in un vortice di interessi talora al limite del tasso di usura. Il risultato è facile da immaginare... Il numero di debitori è aumentato negli ultimi anni? Sicuramente, per i tanti posti di lavoro persi con la crisi e perché prima di questa ottenere prestiti e finanziamenti era fin troppo facile. Come prevenire questo fenomeno? “Stringendo” i rubinetti delle finanziarie, cioè effettuando analisi più severe sulla solvibilità dei soggetti che si avvicinano al mondo dei pagamenti rateali, del credito al consumo o dei prestiti in genere. D’altro canto, il vortice degli indebitamenti successivi potrebbe essere arrestato solo dal legislatore, con la previsione di soglie di usura sensibilmente più basse rispetto ai valori attuali.

foCus Ad occuparsene è un’associazione ad hoc, la Rmc (Recupero merito creditizio), che aiuta chi resta “intrappolato”

Liberarsi dal marchio di “cattivo pagatore” si può. Eccome

A

volte liberarsi dell’etichetta di “cattivo pagatore” può essere molto difficile. La missione principale dell’Associazione Rmc (Recupero merito creditizio) è proprio quella di aiutare le persone che sono rimaste “intrappolate” nella cosiddetta “centrale rischi”, un elenco di nomi che serve agli istituti finanziari per controllare eventuali posizioni debitorie di chi avanza richiesta di credito. Quando qualcuno chiede un prestito a una banca o a una società finanziaria quest’ultima accede ad una banca dati, dove sono disponibili i nomi di chi ha situazioni di debito insolute. Ma in questi elenchi non si trovano solo i

veri “cattivi pagatori”. Spesso rimangono per lungo tempo anche i nomi di coloro che, dopo un ritardo anche minimo, sono riusciti a pagare interessi e spese per estinguere il debito. Un sollecito di pagamento di una banca può essere sufficiente a far finire chiunque nella cartella rischi, senza che l’interessato se ne renda conto. Finché il suo nome resta in questi elenchi una persona è esclusa dal mondo del credito, dal momento che gli istituti finanziari non prestano denaro ai cattivi pagatori o ai presunti tali. L’Associazione Rmc tenta di far fronte a questo problema, aiutando chi si trova in situazioni simili e conside-

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rando caso per caso il da farsi. La sua azione si svolge attraverso percorsi di formazione, informazione e consulenza sul mondo del credito e interventi veri e propri su casi di perdita del merito creditizio o altre questioni legali (anche attraverso convenzioni che l’associazione ha con esperti del settore, avvocati, ecc.). Inoltre, l’associazione sta portando avanti un lavoro di monitoraggio dei casi di inserimento nelle centrali rischi, per capire chi generalmente ha questo tipo di problema e per quali meccanismi burocratici la cancellazione dalle “liste nere del /I.E. credito” avvenga tanto lentamente.

INTERVISTA AD ANDREA LOMBARDINI autofficina

Mi racconti la sua storia... La storia di questa autofficina ha radici profonde. Nasce, tra diversi sforzi, nel 1948, un periodo non facile con molte ripercussioni storicosociali, ma la passione di mio nonno era più forte di tutto. La sua autofficina aveva un qualcosa in più, aveva l'anima, un'anima tracciata da quell'insegnamento del lavoro artigianale, minuzioso, preciso, rispettoso. E così siamo andati avanti fondendo insieme tradizione ed evoluzione. Rispetto a quella storia quali cambiamenti ci sono stati? Dai più semplici, come il luogo, a quelli più complessi, sviluppati sulla base di una fiducia e sicurezza nei nostri confronti, come il collegamento con il Ministero dei Trasporti per le revisioni, le Certificazioni ISO per la qualità dei nostri processi lavorativi e la garanzia del lavoro eseguito, acquisizione di marche in esclusiva come FIAT e Lancia o di pneumatici di affidabilità e varie convenzioni. Rapporti mantenuti insieme dallo stesso filo, quello fatto di competenza, professionalità, cortesia e, perché no, velocità! Ma qual è la vera anima dell'autofficina Lombardini? Il nostro entusiasmo per l'evoluzione, per il mondo delle macchine e delle sue nuove tecnologie, questo, però, non ha mai sottratto l'attenzione per un mondo più importate, quello della solidarietà. Per la Misericordia di San Casciano abbiamo contribuito all’ acquisto di una macchina per la guardia medica e un furgone per persone con mobilità ridotta all'Auser. È solo un piccolo primo passo in un percorso molto importante in cui il no profit dovrà assumere un ruolo sempre più importante per aziende private come la nostra. La componente determinante per continuare in futuro il vostro successo... Migliorare sempre di più la qualità del servizio. Il mercato fa passi avanti facendosi strada con sempre nuove idee e noi non possiamo non essere all'altezza! La nostra autofficina vuole essere, ancora una volta, un qualcosa in più, un centro multiservizi con personale molto qualificato. È forse la sinergia che si è creata nel team il segreto del nostro successo, che va oltre la preparazione dei corsi di aggiornamento (fatti quasi mensilmente). Ma è la passione autentica che li rende ognuno specializzato in qualcosa. E il cliente... Il cliente è il centro di tutto. I nostri questionari e le domande che rivolgiamo col nostro call center, servono per verificare se il cliente è soddisfatto, se abbiamo risolto il suo problema e se è stato eseguito con cortesia, professionalità e velocità. Perché serve essere rapidi per soddisfare la maggior parte di loro. Cos'è rimasto di quell'autofficina del 1948? L'attenzione a un lavoro artigianale, anche se ormai non è più così artigianale, ma soprattutto l'insegnamento di mio nonno che mi ripeteva sempre: "ruba con gli occhi. Apprendi da tutti e fai sempre del tuo meglio". 1144382


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società

Novembre 2010

IL PUNTO. In costante aumento il numero dei fiorentini che optano per questa soluzione

Cremazione, scelta sempre più diffusa nel 2009 si è registrata una crescita delle richieste del 10 per cento, ma questo crea dei problemi, perchè “gli impianti attuali non bastano”, spiega il segretario della socrem. Che poi svela: “tra i luoghi più utilizzati per spargere le ceneri spicca Monte Morello” Gianni Carpini

A

Firenze le cremazioni sono in costante crescita: nel 2009 sono state 2.500, facendo segnare un +10 per cento rispetto all’anno precedente, e solo nei primi 9 mesi del 2010 si è toccata quota 1.950. Un incremento esponenziale negli ultimi 20 anni, basti pensare che nel 1990 le cremazioni erano appena 284. Nonostante i numeri aumentino, le infrastrutture restano le stesse, provocando ritardi e disagi. “Gli impianti attuali non bastano - spiega Eugenio Nappini, segretario della Socrem di Firenze, la società per la cremazione - spesso ci troviamo in periodi di forte mortalità in cui le salme rimangono in giacenza per 3 o 4 giorni”. A frenare il progetto di nuove strutture c’è soprattutto la mancanza di fondi. “Abbiamo chiesto più volte al Comune di poter fare un terzo forno, che si aggiunga a quelli già esistenti presso il cimitero di Trespiano – prosegue Nappini – ma aspettiamo da anni una risposta concreta”. Vediamo nel dettaglio le regole che disciplinano questa pratica sempre più diffusa anche a Firenze. L’ultima legge nazionale in materia risale al 2001. La cremazione è permessa nel caso in cui il defunto abbia espresso questa volontà, oppure quando la decisione viene presa dal parente più vicino, o ancora se la persona deceduta è stata iscritta a una società per la cremazione. Si tratta di associazioni senza fine di lucro – oltre 40 in Italia, 9 in Toscana distribuite nelle varie province - che seguono tutta la parte burocratica e assistono i parenti. Il procedimento di incinerazione, ovviamente, può essere eseguito solo dopo l’ok del medico legale, che deve escludere l’eventualità di una morte legata a un reato. Dal 2004 anche la Toscana ha una legge regionale che disciplina la dispersione delle ceneri e che dà la possibilità ai cittadini di conservare le urne cinerarie in casa. Chi vuole spargere le ceneri può farlo all’interno delle aree dedicate. A Firenze esistono due luoghi di questo genere: il “Giardino della Rimembranza”, all’interno del cimitero di Trespiano, e quello alla fine del parco delle Cascine, nei pressi del monumento all’Indiano, dove confluiscono Arno e Mugnone. La dispersione è permessa anche all’aperto: nei fiumi (a cento metri dalla riva), in mare (a un miglio dalla costa), in montagna (a oltre 200 metri dai centri abitati) e in aree private (lontano dalle abitazioni e con il consenso del proprietario). “Uno dei luoghi scelti

Dal 2004 la Toscana ha una legge ad hoc

dalla maggior parte dei fiorentini per spargere le ceneri è Monte Morello” spiega Eugenio Nappini. La dispersione, secondo i dati della Socrem, è scelta dal 5 per cento delle persone, il 15 per cento decide invece di custodire l’urna nella propria abitazione, il restante 80 per cento preferisce la tumulazione in uno dei 32 cimiteri fiorentini. Per informazioni sull’argomento è possibile visitare il sito internet www.socremfirenze.it.

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elebre è il caso di Ugo Foscolo, sepolto proprio in quella basilica celebrata nei suoi Sepolcri: Santa Croce. Un vero e proprio pantheon degli artisti, dove sono ospitate le tombe di molti grandi come Michelangelo e Galileo. Ma anche la memoria di numerosi personaggi della storia recente è affidata a Firenze. Le Porte Sante sono il “cimitero vip” per eccellenza. All’ombra di San Miniato al Monte riposano Giovanni Spadolini, Mario Cecchi Gori con la moglie Valeria, lo stilista Enrico Coveri e tanti scrittori: Vasco Pratolini, Carlo Collodi (al secolo Carlo Lorenzini) e il creatore di Gian Burrasca, Luigi Bertelli. Sulle lapidi si leggono altri nomi famosi in città come l’editore Felice Le Monnier, Stanislao Paszkowski, fondatore dell’omonimo caffè, e il marchese Giovanni Meyer, padre dell’ospedalino di Firenze. A 4 chilometri di distanza, nel cimitero evangelico degli Allori al Galluzzo, riposa una grande giornalista, tanto seguita quanto discussa: Oriana Fallaci. Meno conosciuta è invece la tomba di Eugenio Montale, nel cimitero di San Felice a Ema. Accanto a lui la moglie Drusilla. Un altro poeta, Mario Luzi, giace sulle colline di Firenze, nel cimitero di Trespiano. C’è anche una nota curiosa. La città gigliata ospita i resti degli ultimi discendenti di William Shakespeare: Beatrice Shakespeare e Edward Claude Shakespeare Clench, tumulati nel cimitero degli inglesi al Piazzale Donatello. Ci sono poi personalità chiacchierate. Come Claire Clairmont, sepolta nel cimitero Monumentale della Misericordia all’Antella, amante di George Byron, che dal poeta e politico inglese ebbe una figlia. Sempre all’Antella si trova la tomba di Fanny Ronchivecchi Targioni Tozzetti, nobildonna fiorentina. A lei si rivolse l’amore (non corrisposto) di Giacomo Leopardi, che le dedicò il Ciclo di Aspasia.


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attualità

Novembre 2010

L’ALLARME/1. Anche a Firenze sono molti i fatti di cronaca che hanno a che fare con lo stalking

Un nuovo reato, il vizio di perseguitare un decreto legge dell’anno scorso prevede punizioni severe

Giuditta Boeti

per questo tipo di molestie assillanti, ma intanto cresce il numero delle segnalazioni e delle situazioni con esiti drammatici. a signa l’ultimo episodio, con due donne accoltellate dal vicino di casa

E

x mogli, ex mariti, ex fidanzati. Ma anche uomini e donne comuni, non necessariamente ex. Colleghi d’ufficio, vicini di casa, madri, amanti e mogli. Insomma, gli stalker o molestatori assillanti, quelli che pur di far soffrire l’amore perduto gli rendono la vita un inferno: danneggiando le loro auto, recapitando a casa regali

iL Punto La presidente di Artemisia

“Troppe vittime anche in città”

I

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l punto sulla situazione con Nicoletta Livi Bacci, presidente dell’associazione “Artemisia”. Lo stalking è un fenomeno in crescita nel nostro Paese. Qual è la situazione attuale a Firenze? Anche nella nostra città – e in tutta la provincia fiorentina – il fenomeno dello stalking e del femminicidio, in particolare, è molto aumentato. Solo nel 2009, anno in cui è entrato in vigore il decreto legge che punisce come reato lo stalking, sono state circa 750 le donne che si sono rivolte al nostro Centro antiviolenza e, di queste, quasi il 6 per cento ha denunciato casi di molestie assillanti. Potrebbe sembrare un dato relativamente basso, ma purtroppo non lo è, perché quando le donne si rivolgono a noi vivono già una situazione particolarmente pericolosa che mette a repentaglio la loro vita. Qual è il profilo di chi si rivolge all’associazione Artemisia? Si tratta di donne inseguite dall’ex partner, perseguitate con appostamenti e pedinamenti, a volte costrette a lasciare la casa, il lavoro e cambiare città per non essere ammazzate. Nella quasi totalità dei casi, la relazione tra stalker e vittima è di natura sentimentale e la condotta persecutoria del molestatore è fatta di minacce tali da alimentare un crescendo di preoccupazione, tensione e paura. Ricordo il caso di una donna il cui stalker la perseguitava al punto che arrivò a spaccare le vetrine del negozio in cui lei lavorava; la donna fu licenziata e dovette lasciare Firenze perché vivere qui le era diventato impossibile. Qual è il sostegno che date alle donne in difficoltà? Abbiamo a disposizione un centralino telefonico (055/602311) per fornire consulenze e fissare dei colloqui di accoglienza utili ad analizzare insieme la situazione e a stabilire in accordo con le donne un percorso di uscita dalla violenza. Offriamo consulenza psicologica, informazione legale e un orientamento alla ricerca di /G.B. lavoro.

macabri, tappezzando le bacheche di Facebook, o le cabine telefoniche, con messaggi a luci rosse e numero di cellulare dell’ex amata. Sono anche le donne a non rassegnarsi all’idea di essere state “mollate” dopo una breve relazione, e allora iniziano a tampinare i malcapitati con centinaia di telefonate e sms, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Gli stalker, si diceva, quelli che si appostano sotto casa o dietro l’ufficio dove lavora “l’oggetto delle loro attenzioni morbose” e che, giorno dopo giorno, diventano sempre più violenti. Il confine tra molestia e stalking è labile e passa attraverso l’assiduità e la continuità della persecuzione, perché lo stalker con tenacia e perseveranza porta avanti le richieste, in modo ossessivo, fino al punto che, se non si assecondano queste pretese, arriva a rovinare la vita, se non addirittura a toglierla, uccidendo. L’ultimo caso salito alla ribalta della cronaca fiorentina è quello di un pensionato di 75 anni che ha accoltellato in strada le sue vicine di casa, madre e figlia, che lo avevano denunciato (e fatto condannare) per stalking. Il motivo? L’uomo non tollerava il cane delle vicine e questo, nel tempo, avrebbe acceso rancori culminati nelle denunce, fino alla condanna. Ma questo episodio è solo uno dei tanti casi denunciati da quando sono entrate in vigore – il 25 febbraio scorso con un decreto legge – le norme sullo stalking. La legge dovrebbe funzionare da deterrente: la pena oscilla tra 1 e 4 anni di reclusione, e aumenta se il reato è commesso dal coniuge separato o divorziato o da persona con cui la vittima ha avuto una relazione affettiva. Si arriva invece all’ergastolo nel caso di omicidio preceduto da stalking. Non lontano, infatti, è l’arresto di una ragazza fiorentina di 20 anni, che è stata fermata dai carabinieri per lesioni personali aggravate perché, armata di coltello a serramanico con una lama di 9 centimetri, ha accoltellato il fratello dello stalker che l’avrebbe insultata e minacciata in strada per vecchi dissapori. La ragazza aveva già denunciato l’ex fidanzato, di 19 anni, che la perseguitava, facendolo arrestare per stalking. Ma la sua azione non è bastata perché le intimidazioni sono continuate su Facebook e a queste si sarebbero aggiunte quelle dei familiari, tanto che la ragazza – perennemente spaventata – aveva deciso di circolare armata per potersi difendere in caso di necessità. Ma il fenomeno ha davvero dimensioni vastissime, anche nel resto del Paese. I dati dell’Osservatorio nazionale stalking riferiscono che nei primi tre mesi del 2010 le persone denunciate per stalking sono state 1.592, mentre 293 gli arrestati.

Nei primi tre mesi del 2010, in Italia, ci sono state 1.592 denunce


attualità

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L’ALLARME/2. Sono state una sessantina, in un anno, le vicende affrontate dalla Cgil in Toscana

Mobbing sul lavoro, aumentano i casi Ivo Gagliardi

N

on bastasse la crisi che, mese dopo mese, sta contribuendo ad infoltire le fila di disoccupati e cassintegrati anche in Toscana, c’è un’altra parola che è ormai entrata preoccupantemente a far parte del “vocabolario” del lavoratore di oggi: mobbing. Spesso usato senza che se ne conosca l’esatto significato, questo termine sta a denotare un fenomeno molto grave: continue vessazioni e violenze psicologiche (e in qualche caso anche fisiche) nei confronti di un lavoratore da parte di un superiore o di un collega, comportamenti che finiscono per ledere la dignità personale e professionale della vittima fino a provocare conseguenze sulla sua salute (e a volte non solo). Spesso con un fine ben preciso: costringere il lavoratore a rassegnare le dimissioni. Una pratica subdola, a volte non troppo facile nemmeno da riconoscere e quindi da denunciare. Ma in Toscana come vanno le cose su questo fronte? Non troppo bene, almeno a giudicare dai dati dell’ufficio vertenze e lavoro della

Cgil. In un anno, da ottobre 2009 all’ottobre scorso, sono stati una sessantina i casi trattati in tutta la regione, tra quelli già in giudizio e quelli ancora da verificare. Ma è un numero, questo, che ne nasconde ben altri, assicurano dalla Cgil. “Per sessanta casi che trattiamo ce ne sono almeno 600 che ci vengono denunciati – spiega Luana Del Bino, responsabile dell’ufficio vertenze della Toscana – che poi non risultano essere mobbing ma altre cose, ma che sono pur sempre disagi sul lavoro. In una scala di colori il mobbing rappresenta il nero, ma dal bianco al nero le sfumature sono molte”. E comunque, aggiungono dalla Cgil, 60 casi in un anno sono un numero a cui mai si era arrivati in passato. “Se avessimo cominciato qualche anno fa il lavoro a tappeto che stiamo facendo ora – prosegue Del Bino – i numeri sarebbero ben altri. Ma ora c’è la crisi”. E cosa c’entra la crisi con il mobbing? “C’entra, perché ora i lavoratori hanno il terrore di perdere il proprio posto – risponde la responsabile dell’ufficio vertenze – e per questo

Con la crisi, però, in molti hanno il terrore di perdere il posto, e così vengono subiti in silenzio anche i comportamenti più gravi. uomini e donne di 45-50 anni i più a rischio

subiscono anche i comportamenti più gravi senza dire nulla. Solo gli esasperati denunciano”. Persone che proprio non ce la fanno più, e per cui tutto questo si è trasformato in una “malattia”. “Parlando di un caso già passato in giudicato – racconta Del Bino – per i comportamenti che era costretta a subire a una lavoratrice era venuto

l’esaurimento nervoso, aveva preso 20 chili, piangeva sempre... abbiamo fatto vertenza, e le è stato riconosciuto un risarcimento, oltre a essere stata rimessa in ‘sicurezza’ sul lavoro”. Non ci sono, stando ai dati della Cgil, categorie più a rischio di altre (il fenomeno interessa tanto gli impiegati quanto gli operai), e i “mobbizzati” sono in quasi

egual numero uomini (48%) e donne (52%), mentre i lavoratori più “colpiti” sono quelli tra 45 e 50 anni. Ma cosa deve fare chi si trovi, suo malgrado, ad affrontare una situazione simile? “Rivolgersi immediatamente a un ufficio vertenze – conclude Del Bino – ce ne sono in tutte le province toscane. E sanno bene cosa fare”.

L’INTERVISTA. Riccardo Del Punta, docente universitario

“Non è facile da riconoscere”

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a quand’è che si può parlare correttamente di mobbing e quando, invece, il disagio di un lavoratore deriva da altre cause? Per cercare di far chiarezza su questo fenomeno Il Reporter ha interpellato Riccardo Del Punta, docente ordinario di diritto del lavoro all’Università di Firenze. Professore, cosa significa esattamente mobbing sul lavoro? Questa parola deriva da un comportamento animale, quando in alcuni branchi un membro viene emarginato dagli altri: da qui la sua trasposizione sul lavoro. In genere si riconoscono due tipi di mobbing: quello verticale o strategico, messo in atto dal datore di lavoro, un atteggiamento persecutorio che in genere, ma non sempre, ha lo scopo di spingere alle dimissioni, e quello orizzontale, che non nasce per iniziativa dell’azienda ma tra colleghi come disfunzione del lavoro. Anche in questo caso, però, è l’azienda a risponderne. Ci sono criteri universali per riconoscerlo? No, non ci sono. In alcuni casi è evidente, in altri i confini sono

sottili. Perché si possa parlare di mobbing ci deve essere una condotta persecutoria e programmata che si protrae nel tempo. A volte il periodo minimo si calcola in 6 mesi, ma non è una regola generale. Quindi non è un fenomeno facile da individuare... No, assolutamente. Si può presentare con un demansionamento, con una sanzione disciplinare, con rimproveri esagerati, ma anche in molti altri modi. Bisogna stare attenti. A che punto siamo, in Italia, nel suo riconoscimento e trattamento? Nel nostro paese il mobbing è stato “scoperto” come fatto giuridico da una decina di anni, la prima sentenza è stata emessa dal tribunale di Torino nel ‘99. I casi accertati sono molti meno di quelli denunciati, perché a volte i lavoratori si ritengono mobbizzati quando non lo sono, altre è difficile valutare. Comunque, dato che fino a dieci anni fa non se ne parlava nemmeno, sono stati fatti grandi progressi. È importante che questo disagio ora sia venuto /I.G. fuori.

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on the road

Novembre 2010

MOBILITÀ/1. Microcamere sul lunotto delle vetture Ataf per incastrare i furbetti della preferenziale

A bordo degli autobus è salita la “spia” foCus

“attenti a quella busvia”: 370 occhi elettronici

Lotta alla sosta selvaggia

Chi intralcia il traffico paga (caro) i danni

sono pronti a fotografare la targa

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di chi vi transita senza poterlo fare. e in caso di incidente funzionano come scatole nere Francesca Puliti

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furbetti della corsia preferenziale hanno le ore contate. A coglierli in flagrante saranno 370 occhi telematici montati su tutti gli autobus in circolazione. Guai a chi sgarra, le microcamerine posizionate sui lunotti anteriori delle vetture fotograferanno la targa dei trasgressori e la invieranno immediatamente alla centrale operativa. Occhio anche in caso di incidenti, perché il meccanismo funziona come una sorta di piccola scatola nera, in grado di immagazzinare una serie di altre informazioni sulla vettura (come velocità e frenata) in modo tale da smascherare i più scaltri anche in questo caso. Tramontata l’ipotesi di installare telecamere fisse all’ingresso di tutte le preferenziali (attualmente sono una trentina), operazione che avrebbe richiesto un investimento di oltre 2 milioni di euro da parte del Comune, Ataf ha deciso di attrezzarsi da sola. Tagliando di gran lunga sulle spese. “Ogni microcamera costa solo 195 euro – fa sapere il presidente Filippo Bonaccorsi – e ci consente di risparmiare anche sulle polizze assicurative”. Un risparmio stimato circa nel 30% proprio grazie al sistema da “computer di bordo” che memorizza informazioni valide anche in caso di processo. Il meccanismo è già stato messo in pratica con successo in diverse città d’Europa e d’America, dove va sotto il nome di Road Scan, ma anche più vicino a noi: a Prato, a Pisa e a Carrara, solo per fare alcuni esempi. A Firenze l’operazione inchioda-trasgressori è già cominciata, le piccole scatole nere sono già state installa-

te su gran parte dei bus. Non solo, le microcamere hanno gli occhi anche dietro e sono pertanto in grado di osservare anche quel che succede all’interno della vettura. Un elemento di sicurezza in più per autisti e passeggeri. E le telecamere fisse? “Rimane un sistema valido all’interno della Ztl”, rimarca Bonaccorsi. Undici le corsie già videosorvegliate, in tutte le altre basterà che gli autisti schiaccino un bottone non appena vedono un’auto davanti a loro e scatterà la multa. Il verbale da 80 euro sarà recapitato direttamente a casa per posta. E ci sarà poco da reclamare. “Saremo al sicuro da eventuali ricorsi – annuncia il presidente Ataf - abbiamo già ricevuto conferma dal mi-

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nistero dei trasporti”. Altre novità dovrebbero arrivare a breve e riguardano l’allargamento della rete delle busvie. Il piano di partenza è sempre quello presentato dall’azienda di trasporto pubblico a inizio anno, che prevedeva l’entrata in scena di altre 14 preferenziali. La mappa è ancora in mano ai tecnici di Palazzo Vecchio ed è difficile fare pronostici su tempi e chilometri, ma pare ormai chiara l’intenzione di riservare ai mezzi pubblici alcuni tratti strategici, soprattutto in ingresso/uscita dalla città, come via Forlanini, via Reginaldo Giuliani, viale Morgagni e viale Europa. Allo studio anche una soluzione anti-traffico per via Lorenzo il Magnifico e via Toselli.

cchio a parcheggiare in doppia fila o in prossimità degli incroci stradali. Da qualche settimana a questa parte chi intralcia il percorso degli autobus rischia di beccarsi una denuncia per interruzione di servizio pubblico e blocco stradale. E una conseguente richiesta di danni da parte dell’Ataf. Il presidente Filippo Bonaccorsi ha deciso di dichiarare guerra agli autisti indisciplinati, colpevoli di rallentamenti o addirittura di deviazioni. E i verbali fioccano: nelle prime tre settimane erano già a quota 40. Fino a 200 euro il risarcimento imposto ai “parcheggiatori selvaggi”. Se i presidi nelle zone calde, da parte dello stesso personale Ataf ma anche dei vigili, prosegue, alla linea dura delle sanzioni Bonaccorsi ha deciso di affiancare in seguito anche un metodo più soft. Non sanzioni ma opere di sensibilizzazione. Nei casi meno eclatanti si è optato infatti per un semplice volantino di avvertimento, della serie “per questa volta passi, ma la prossima paghi”. Ma di episodi clamorosi ne sono stati registrati, da quando è cominciata la battaglia (circa a metà settembre) ad oggi. Come quello di un ragazzo che, di fronte alla richiesta di danni, si è giustificato dicendo “ieri sera avevo bevuto troppo e non ricordo dove ho parcheggiato la macchina”. L’auto l’aveva abbandonata in piazza Strozzi, sbarrando il passaggio ai bus. A inizio settembre un’altra macchina lasciata sull’angolo tra viale Redi e via Toselli aveva costretto tutti gli autobus in transito a deviare il percorso per un’ora e mezzo, dopo che uno di loro si era incastrato nel disperato tentativo di passare. Non va meglio a chi parcheggia nello spazio delle fermate, abitudine tutt’altro che poco comune in città. Ma forse, almeno la prima volta, si metterà in tasca solo un volantino, anziché un salato bol/F.P. lettino da pagare.


on the road

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MOBILITÀ/2. A Firenze il popolo degli scooteristi ha tantissimi adepti: il 18 per cento dei residenti

I motorini? Hanno pure un sindacato a fondarlo è stato l’ex consigliere comunale iacopo Bianchi. oggi i problemi di chi guida un ciclomotore sono tanti, a partire dalla carenza di parcheggi nell’area del centro storico Annalisa Cecionesi

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elle fredde giornate invernali raccolgono gli sguardi impietositi degli automobilisti, che in coda si trasformano in occhiate invidiose. E’ il popolo degli scooteristi, da queste parti piuttosto folto. Firenze è infatti una delle città italiane con la più alta concentrazione di motocicli. Secondo i dati diffusi dal Comune, relativi alle iscrizioni al Pra+ del 2008, il 18 per cento dei residenti a Firenze possiede un motociclo, uno ogni 5 abitanti. Ma com’è la vita dello scooterista fiorentino? La nota dolente, a sentire i centauri, sono i parcheggi. A pagamento, proprio non se ne parla. L’unico esistente, al momento, è quello di piazza San Firenze, istituito qualche anno fa per regolare il forte afflusso in prossimità del tribunale. Ma nella delibera che rivoluziona la sosta approvata recentemente dalla giunta comunale si parla anche di 0,50 centesimi l’ora per la sosta di motocicli e ciclomotori. Sebbene quella di istituire nuovi parcheggi a pagamento per le due ruote sia solo una proposta da valutare, è bastata a far scattare un’iniziativa di protesta tra gli scooteristi. “La raccolta delle firme - dichiara l’ex consigliere comunale Jacopo Bianchi, fondatore, nel 1997, del Simis (Sindacato Italiano per il Motociclo e contro le Ingiustizie Stradali), meglio conosciuto come Partito dei Motorini – ha l’intento di contrastare una scelta ingiusta e sbagliata della giunta Renzi che penalizzerà gli studenti e i lavoratori di tutte le classi sociali che, in molti, hanno scelto intelligentemente questo mezzo per inquinare meno e spostarsi senza i tempi dei mezzi pubblici”. Ma anche se accantoniamo lo spettro dei posteggi a pagamento, il

problema della sosta rimane. Su Facebook un gruppo invoca “più parcheggi per i motorini in centro a Firenze”. E’ proprio l’area centrale il problema maggiore. Piazza della Repubblica, San Marco, la zona universitaria. Stazione compresa, dopo la demolizione della pensilina e la scomparsa della fila di posteggi per le due ruote. I parcheggi torneranno, ma non nel solito posto: 36 in via Alamanni e 62 in piazzale Montelungo. “Trovare un posto in centro è un’odissea – racconta Catia - e quando succede ritrovo il motorino assediato, tanto da non poter uscire”. Nel mirino è la sosta selvaggia. “In pieno centro – continua Eleonora - trovare posteggi per il motorino non è semplicissimo, altrove va meglio. Basterebbe che facessero le multe alle macchine che li invadono”. Al-

Chi si sposta sulle due ruote chiede anche nuovo asfalto e una segnaletica più sicura tre richieste da parte degli scooteristi? Asfalti nuovi di zecca. Qualche strada è stata messa a nuovo, ma in altre siamo in alto mare. E segnaletiche più sicure, a cominciare dai pericolosi guard-rail. E ancora, il via libera ai motorini sulle corsie preferenziali. Anche qualche deposito per caschi non guasterebbe. Ma gli scooteristi si accontentano di un po’ di sicurezza in più. Scarrozzarsi il casco, poco male.


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ieri e oggi

Novembre 2010

CURIOSITÀ. Girando per la città con il naso all’insù se ne scoprono di antiche e bizzarre

Strada che vai, insegna che trovi Lorenzo Salusest

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nsegne in marmo o in pietra serena, dipinte a pennello sul legno o a mosaico su vetrate, simboli dell’anima di una città, pezzi di storia. Insegne che parlano di una Firenze che non c’è più, se non nel ricordo dei più anziani. Soppiantate dal freddo del neon, cancellate dall’incuria e dal tempo, sfrattate dalle inflessibili leggi del mercato che

ZooM Ogni zona ha la sua tariffa

Ma mantenerle ha il suo costo

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n’insegna? Un fiorino. O qualche quattrino. Chissà se anche nei secoli scorsi i commercianti e gli artigiani fiorentini avranno avuto a che fare con la gabella sulle insegne delle loro botteghe. Perché forse non tutti sanno che per chi oggi ha un esercizio commerciale, tra le molte imposte cui deve far fronte, c’è anche quella su quel rettangolo apposto sulla porta del negozio con su scritto quasi sempre semplicemente il genere dell’attività commerciale e il nome. Tutte le forme pubblicitarie sono infatti assoggettate a imposte, e non sfuggono neanche le insegne sulle vetrine, nonostante esse svolgano spesso anche una funzione di abbellimento, o quanto meno di illuminazione – e quindi di maggiore percezione della sicurezza – della città. Per calcolare l’ammontare della gabella è necessario l’aiuto nell’ordine: di un commercialista che traduca in italiano comprensibile la norma e presenti la domanda senza errori formali, di un geometra che misuri le dimensioni dell’insegna, di un ragioniere che esegua i non immediati calcoli. E talvolta di un avvocato che difenda il commerciante se questi dà in escandescenze al termine di tutti i passaggi e il pagamento finale. Cifra non irrisoria, a dire il vero: perché se sino a 5 metri quadrati si è esentati dal pagamento, oltre la tariffa schizza immediatamente verso l’alto: dagli 84 ai 252 euro a metro quadro all’anno, a seconda della via (la città è divisa in 3 zone) e della superficie totale dell’insegna (fino a 2 mq, da 2 a 5, oltre i 15). Tradotto, significa che un bar con tre sporti e tre insegne standard da 2 mq l’una, e quindi 6 mq totali, andrà a pagare come minimo 504 euro all’anno. E non ci sono sacchetti neri o tabelloni luminosi montati al contrario (fenomeni sempre più diffusi e legati alla fase precedente all’autorizzazione) che tengano: l’imposta è come il Natale. Quando arriva, arriva.

rendono ogni città del mondo sempre più simile alle altre, talvolta resistono alle minacce assieme ai negozi che ‘presentano’, spesso invece sopravvivono a futura memoria, mentre nei fondi sottostanti si vendono prodotti e merci che niente hanno a che fare con quanto scritto sopra la porta. Altre volte addirittura una saracinesca abbassata è il segno evidente che la storia ha fatto il suo corso. E dire che sin dal 1800 le insegne rappresentano, oltre che una forma di comunicazione commerciale, un’espressione artistica: una sorta di carta d’identità con un ritratto dipinto al posto della foto. Tanto significative da ispirare (era il 1909) al poeta fiorentino Aldo Palazzeschi una “passeggiata” per le vie di una città non descrivendone le bellezze, ma semplicemente leggendo le scritte sopra i negozi. E se provassimo a farla oggi, una passeggiata simile, cosa vedremmo e leggeremmo? Una sequela di neon e grandi firme, di catene di franchising, di prodotti di basso consumo, che niente hanno a che vedere con la tradizione fiorentina. Ma se, camminando nelle vie del

Molte (purtroppo) sono state soppiantate da neon e grandi firme. resistono tenacemente ai tempi moderni alcuni “classici” come quelli in via ghibellina, largo Bargellini, via dei neri, via san gallo, via del ghirlandaio, via Pandolfini, via de’ Bardi...

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centro – in specie nella zona di Santa Croce – alziamo gli occhi e aguzziamo la vista, abbiamo ancora la possibilità di fare un tuffo nel passato e imbatterci, ad esempio – siamo in largo Bargellini – in una lapide con su incisa: “Pizzicheria e canova di vini” (e alzi la mano il fiorentino che conosce il significato della parola “cànova”); o ancora, l’arco in pietra riportante la scritta, ormai quasi illeggibile “Macelleria di Alfredo Nencioni” (via Ghibellina). Rimanendo all’antica arte dei Beccai, l’insegna di via de’ Neri (con tanto di numero di licenza) e quel capolavoro kitsch che è l’insegna di via San Gallo, ricca di fregi e abbellita con una testa di mucca scolpita; o ancora, uscendo dal centro e spostandoci in via del Ghirlandaio, la scritta “Macelleria” in carattere gotico, suggestiva e a dire il vero un po’ inquietante. E ancora, resistono sulle entrate di alcuni fondi commerciali le lapidi delle vecchie “friggitorie” (ad esempio in San Lorenzo, anch’essa con numero di licenza). Cambiando genere troneggia ancora in via Pandolfini l’ovale in pietra con la scritta “Antica cascina, mescita di caffé e latte”, o l’insegna di una vecchia cantina in via de’ Bardi, con tanto di orario di apertura. In gran parte dei casi dei vecchi esercizi rimane solo l’insegna sbiadita, molto spesso nemmeno più quella. E’ il tramonto della Firenze bottegaia, l’anima antica della città soppiantata dalle nuove regole del mercato. Un tramonto interminabile. E’ la globalizzazione, bellezza.


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IL CASO. La struttura si appresta a riaprire dopo le tragedie di Luca Raso e Veronica Locatelli

Il Forte Belvedere adesso ci riprova Luca Serranò

menti tali da mettere sotto accusa sia il vecchio sistema di sicurezza (poca illuminazione, mancanza di protezioni) che la scarsa attenzione da parte delle passate amministrazioni verso questo tipo di problemi. E’ aprile quando durante un’udienza prende la parola la dottoressa Anna Tarducci, presidente della sezione di Firenze della Lega Nazionale per la difesa del cane. La donna, tra gli sguardi atterriti dei presenti, racconta i suoi tentativi per sensibilizzare le istituzioni competenti sulle innumerevoli morti di cani finiti giù nella zona della cannoniera, nello stesso punto in cui si sono spezzate le vite di Luca e Veronica. Il suo è un racconto da brividi: decine di segnalazioni senza risposta, telefoni sbattuti in faccia nell’indifferenza più assoluta. Anche in questo caso gli animali sarebbero stati ingannati dalle false prospettive, precipitando, complice l’assenza di ringhiere, giù dal parapetto. Al problema, finalmente, sembra aver dato risposta il piano di sicurezza presentato nei mesi scorsi dal Comune. I tempi per la completa riapertura al pubblico, anche di notte, restano ancora da definire con certezza, ma la volontà è quella di aprire i battenti entro la prossima primavera. Il progetto prevede una spesa di oltre due milioni di euro, con una prima fase di lavori concentrati sulla palazzina reale e sulle due terrazze che la affiancano. Poi sarà il turno dei bastioni, che dovranno essere messi in sicurezza con cancellate e parapetti. Gli ultimi interventi riguarderanno invece il restauro delle rampe della diamantina e dei camminamenti. Se tutto filerà liscio, il Forte potrebbe quindi ripresentarsi al pubblico come un nuovo centro culturale, con spazio per arte e spettacoli. Per non dimenticare, pare certa l’installazione di una targa o di un monumento in memoria di Luca e Veronica.

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n attesa della parola conclusiva da parte della giustizia sulla tragica fine di Luca Raso e Veronica Locatelli, il Forte Belvedere s’appresta a riaprire i battenti. Due le domande che ancora ballano sul piatto. Riuscirà l’Amministrazione a farsi trovare pronta per la prossima primavera, come da programma? E’ giusto che la riapertura avvenga prima del definitivo accertamento delle responsabilità penali? Il primo passo verso il completo ripristino dell’attività, ad ogni modo, è già stato fatto oltre due mesi fa, quando il tribunale ha dato l’ok al piano di messa in sicurezza presentato dal Comune e provveduto al dissequestro. Il via libera ha quindi consentito l’inizio dei lavori, che in questa fase si stanno concentrando sulla Palazzina Reale. Poi sarà la volta dei bastioni e degli impianti di illuminazione. Nelle intenzioni di Palazzo Vecchio, oltre a tornare al centro della vita dei fiorentini, la struttura dovrà offrire tutti gli standard di sicurezza necessari. Non è un mistero, infatti, che accanto al panorama mozzafiato il Forte nasconda insidie e pericoli: vere e proprie trappole ottiche, che anticamente servivano a confondere i nemici durante gli assalti. Proprio una di queste prospettive ingannevoli sarebbe costata la vita a Veronica Locatelli, la ricercatrice fiorentina per la cui morte pende una richiesta di rinvio a giudizio per sei indagati, tra cui, causa il suo ruolo istituzionale, l’ex sindaco Leonardo Domenici. Una delle ipotesi sulla caduta, infatti, è che la donna avesse scambiato le fronde degli alberi del sottostante giardino di Boboli per un prato. Anche nel processo sulla tragedia di Luca Raso, lo studente romano che perse la vita il 3 settembre 2006, sono saltati fuori ele-

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politica

Novembre 2010

PALAZZO VECCHIO/1. Sfratti raddoppiati in un anno: ecco la ricetta dell’assessore Claudio Fantoni

Centinaia di case popolari. In caserma La nuova frontiera dell’edilizia residenziale

quantomeno la cessione di alcuni beni strategici. Per esempio? La caserma Lupi di Toscana: solo lì potremmo realizzare centinaia di alloggi popolari, oltre a servizi per i cittadini. Un vero e proprio spicchio di città. Al di là di questo progetto, quali sono gli interventi pianificati? Per dare una risposta immediata alla richiesta, siamo intervenuti con la manutenzione per gli appartamenti di cui eravamo già in possesso, come avrebbe fatto ogni buon padre di famiglia. Oltre ai 388 alloggi che abbiamo già assegnato (quasi un record rispetto alle amministrazioni precedenti), ne abbiamo già recuperati altri 245, che sommati a quelli dove sono ancora in corso i lavori fanno 362 residenze da consegnare a breve termine. E per quanto riguarda le nuove realizzazioni? Ce ne saranno? A fronte di un piano strutturale a volumi zero, abbiamo comunque già progettato e finanziato la costruzione di 500 appartamenti. Non solo, a medio-lungo termine proprio il piano strutturale appena adottato dalla giunta dovrebbe dar vita ad altre 2-3mila unità Erp. Ma nelle assegnazioni saremo più severi: chi rifiuta senza motivo ciò che gli viene offerto finisce fuori dalla graduatoria. E i controlli si faranno più accurati, come già stiamo facendo.

pubblica passa attraverso i siti militari dismessi. Ma attenzione, perché chi rifiuta l’alloggio assegnato senza giusta causa va fuori dalla graduatoria Francesca Puliti

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e c’è una parola abusata dai media è il termine “emergenza”, ma di fronte a un numero di sfratti raddoppiato nel giro di un anno, nell’80% dei casi per morosità, è difficile trovare un vocabolo più adeguato. Di emergenza abitativa parla anche l’assessore alla casa Claudio Fantoni, che non a caso ha riaperto il bando per l’assegnazione degli alloggi popolari con due anni di anticipo rispetto alla data fissata (che sarebbe stata il 2012). E in graduatoria ha riservato un punteggio a chi è stato sfrattato per “morosità incolpevole”, perché “seppur ci sono dei ‘professionisti dello sfratto’, sono tanti quelli che non riescono realmente a pagare l’affitto”. Punteggio in più anche per anziani e giovani coppie. Ma non si tratta dell’unica novità, perché il prossimo campo di battaglia dell’edilizia residenziale pubblica è già stato individuato e va sotto il nome di “federalismo demaniale”. Case popolari nei siti militari dismessi. Assessore, è una prospettiva concreta? Faremo tutto il possibile affinché lo diventi, perché si passi da questo federalismo bugiardo ai fatti. Sarebbe una piccola risposta al bisogno abitativo, di fronte alla totale assenza di risorse che questo Governo ha messo a disposizione per l’edilizia residenziale pubblica. Non mi interessano le polemiche politiche, mi riferisco solo alla realtà dei fatti. E la realtà è che il Piano casa, rivelatosi peraltro fallimentare, serve solo a chi un tetto sulla testa ce l’ha già, mentre i fondi per il social housing daranno risposte solo a chi può pagare un affitto, seppur calmierato. Chiediamo

L’assessore alla casa Claudio Fantoni

LA NOVITÀ Locazioni, il Comune inventa un nuovo strumento per riportare la pace tra proprietari e inquilini

O pagati o rimborsati. E chi abbassa l’affitto si libera dall’Ici

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i vuole un nuovo patto sociale tra proprietari e inquilini”. Se inserirsi nel mercato degli affitti non è facile, l’assessore comunale alla casa Claudio Fantoni sceglie la linea del senso civico per mettere un freno agli sfratti per morosità. O più semplicemente del buon senso: canone più basso uguale più probabilità che venga pagato. E per rendere il tutto più allettante lancia uno strumento nuovo, l’Agenzia per la casa. Fisi-

camente si tratta di uno sportello (in via Pietrapiana 53) presso il quale locatari e locatori possono recarsi per chiedere informazioni e moduli, più in generale rappresenta il tentativo di far incontrare domanda (a caccia di costi più abbordabili) e offerta (alla disperata ricerca di garanzie). In pratica gli affittuari che siano disponibili a ribassare il canone del 15% sugli accordi territoriali, avranno il totale rimborso dell’Ici e il rimborso fino a 12

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mesi in caso di morosità. A garanzia di ciò il Comune mette un fondo da 500mila euro “già tutti inseriti nel bilancio”, assicura Fantoni. Inaugurata il 19 ottobre scorso, l’Agenzia per la casa è un esperimento unico nel suo genere, ma ha trovato l’approvazione di tutte le categorie interessate. “Non abbiamo la presunzione di pensare che sia la soluzione a tutti i problemi – spiega l’assessore – ma vale la pena tentare, per cercare di arginare

una piaga sociale”. Altra questione quella degli affitti in nero, su cui l’Agenzia non ha nessun potere d’azione. Ma le verifiche proseguono. “Teniamo d’occhio decine e decine di situazioni ed entro fine anno vedremo i risultati di questa operazione”. Insomma, chi è fuori dalle regole, ci tiene a sottolineare l’assessore, “non può dormire sonni tranquilli”. E se viene scoperto, dovrà pagare le tasse /F.P. evase fino a quattro anni prima.


politica

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PALAZZO VECCHIO/2. Il piano strutturale sbarca in consiglio comunale

PROSSIMA FERMATA ITALIA. Tutto pronto per il 5, 6 e 7

Stop al cemento, sì ai recuperi I rottamatori di Renzi Sarà una città a “volumi zero” si ritrovano alla Leopolda A

Paola Ferri

mbiente e impresa, lavoro e stili di vita, cultura e infrastrutture, giustizia e politica, accesso al credito e alla casa. Anche Renzi ha i suoi cinque punti, solo che non deve farli approvare a nessuna maggioranza risicata né mettersi a lavorare di diplomazia per trovare consensi. Stiamo parlando dei temi che saranno al centro del dibattito in programma il 5, 6 e 7 novembre alla stazione Leopolda, meglio noto come “convention dei rottamatori”. Il titolo della tre giorni in realtà è “Prossima fermata Italia” e, a giudicare dalle adesioni registrate dal sito internet (www. prossimaitalia.it) e dalla pagina Facebook creata ad hoc, saranno in molti a fermarsi in stazione. Di inviti ufficiali a personaggi politici non ne sono stati fatti, non sarebbe stato nello stile con cui è nata la convention. Tutto è cominciato con le picconate settembrine del primo cittadino di Firenze in direzione

C

ostruire sì, a patto che parallelamente si butti giù qualcos’altro, equivalente come metri cubi. Alla fine il piano strutturale di Firenze è arrivato e ha mantenuto le promesse lanciate dal sindaco già in campagna elettorale. Stop al consumo di suolo, quello appena adottato dalla giunta è un piano a volumi zero. “Non vengono toccati i diritti acquisiti - spiega Renzi - per esempio un permesso a costruire già concesso, ma solo la potenzialità costruttiva che non si è concretizzata, ovvero gli atti per far avviare le procedure di costruzione che non si sono mai perfezionati o non sono stati fatti neppure partire”. E con questa operazione il sindaco spazza via i residui del vecchio piano regolatore, equivalenti a 260mila metri quadrati su cui il cemento avrebbe potuto allargarsi ancora. Altra novità riguarda gli edifici in classe 6, ovvero i capannoni in mezzo alle case (ex aree industriali o anche ex cinema), che un tempo potevano essere facilmente demoliti e ricostruiti senza passare dall’autorizzazione del consiglio comunale. La procedura era già stata bloccata in nome delle norme anti-Quadra. Adesso Palazzo Vecchio propone uno “scambio”: in pratica, i volumi potranno essere spostati altrove, con l’aggiunta di un bonus del 10%, mentre al posto dei vecchi capannoni Renzi immagina giardini, piazze o comunque luoghi di socialità, nella direzione dei famosi spazi verdi a 10 minuti a piedi da ogni cittadino. Stop anche ai cosiddetti “bassi napoletani”, abitazioni ricavate da fondi commerciali al piano terra degli edifici, usanza che fino a poco tempo

La Cittadella viola potrebbe essere l’unica deroga al freno delle nuove costruzioni fa andava molto di moda nel centro storico. E a proposito di centro, divieto assoluto di trasformare le case in alberghi, a meno che non si tratti di residenze storiche. Se è vero che non si consumerà più suolo, è vero anche che il piano prevede la realizzazione di oltre 9mila alloggi popolari. Dove? “Negli edifici dismessi – chiarisce il sindaco - vogliamo chiedere con forza al Governo di fare tutti i passaggi per dare a noi le caserme di cui non ha più bisogno, come quella dei Lupi di Toscana”. Insomma, si recuperano i contenitori vuoti

e si fa spazio al verde in città. Sul dove andranno a finire i volumi dei fabbricati in classe 6 il gruppo Pdl avanza già dei dubbi (“Renzi ha intenzione di mandare tutto a Castello?”), ma su questo e altri punti ci sarà tempo per discutere. Adottato dalla giunta dopo tanta attesa (sul piano strutturale aveva cominciato a lavorarci la prima giunta Domenici), in versione molto rivista e molto corretta, adesso il documento approda nelle commissioni comunali, che lo spulceranno fino a metà novembre. Tra le questioni rimaste in sospeso quella della Cittadella, unica deroga al diktat dei volumi zero: nella prima stesura del nuovo piano lo stadio non c’era, adesso si dice chiaramente che Firenze lo vuole e che il luogo ideale, secondo Palazzo Vecchio, sarebbe Castello. Dovrà vedersela anche con il governatore Enrico Rossi, adesso, oltre che con gli agguerriti sindaci della piana. Non c’è, almeno per il momento, nessuno spazio dedicato alla moschea, di cui si continua a discutere in città. Se Legambiente approva a pieni voti l’idea di mettere un freno alla cementificazione, un’altra lega, quella delle cooperative, non è così d’accordo. “Aspettiamo di vedere quanti, tra gli obiettivi enunciati, si trasformeranno in politiche reali”, commenta Stefano Bassi, presidente Legacoop Toscana. L’approvazione definitiva in consiglio è prevista per febbraio.

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del suo stesso partito, o meglio, dei soliti noti del Pd, quelli che hanno fatto della politica un mestiere e hanno passato gran parte della vita ben accomodati su una qualche poltrona. “Pensano di offenderci chiamandoci ‘giovanotti’ – scrive Renzi su Facebook - ci accusano di essere sfasciacarrozze, ci fanno la caricatura rappresentandoci come pierini dispettosi perché abbiamo avuto il coraggio di dire che ‘loro’ hanno già dato tutto quello che potevano dare. Hanno già avuto la loro occasione, l’hanno sfruttata come abbiamo visto, adesso tocca ad altri”. Da Veltroni a D’Alema, passando per i parlamentari seriali che collezionano mandati su mandati, non si è salvato nessuno. “Bisogna rottamare senza incentivi”, dichiarò all’epoca

Pippo Civati e Matteo Renzi

Renzi. E fissò la data per ritrovarsi con quelli che all’interno del Pd la pensavano come lui, per mettere in moto “non una corrente, né uno spiffero”, ma un moto di rivoluzione a partire dalle basi del partito stesso. In nome del taglio del numero dei parlamentari, della riforma fiscale e di una giustizia che funzioni, tanto per cominciare. Il primo a rispondere all’appello è stato il vecchio amico (si fa per dire, visto che è della generazione Renzi) Pippo Civati. In seguito è arrivata anche l’adesione di Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, un altro vecchio amico con cui in passato lo stesso sindaco di Firenze aveva avuto un piccolo screzio risoltosi in uno scambio di battute e nella profferta di una bistecca alla fiorentina. I cittadini, quelli sì, hanno risposto in massa. Un migliaio le iscrizioni effettuate via internet in poche settimane, altrettante (se non di più) le persone attese alla Leopolda, per mettere in comune idee e proposte “per scrivere insieme un progetto per il nostro Paese”, per dirla con le parole dei promotori dell’evento. Poco importa se nel mentre il Pd, proprio lui, ha fissato in concomitanza un altro appuntamento (il congresso dei segretari): il popolo dei rottamatori ci sarà, piccone in una mano e pennarello nell’altra, per cominciare a scrivere una /P.F. storia mai letta prima.


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tempo libero

HOBBY&DINTORNI. A Firenze ci sono molti maneggi che offrono i corsi più disparati

Andare al galoppo in città? Si può fare i bambini, certo, ma anche gli adulti che vogliono togliersi lo sfizio di cominciare ad andare a cavallo hanno solo l’imbarazzo della scelta, perché i centri ippici sono tanti e con proposte diverse. si va dalle lezioni di equitazione (per principianti ed esperti) a quelle per imparare a guidare le carrozze, fino ai corsi per capire come prendersi cura degli equini. Passando per le passeggiate nel verde e nella natura Benedetta Strappi

C’

è il calcetto, c’è la piscina, c’è danza, c’è tennis. E poi c’è l’equitazione, la gioia di salire su un cavallo e quella di aver voglia di non scenderne più. E tutto questo non è una cosa per pochi, anzi. Anche a Firenze - la stessa Firenze in cui ogni giorno si tossisce di smog e si inveisce contro il traffico - non mancano i maneggi. Fazzoletti di verde popolati da cavalli bellissimi a pochi minuti persino dal centro. Per esempio. Nel parco delle Cascine e dei Renai c’è il centro ippico “La Baita” (www.clubippicolabaita.it) che organizza corsi base di equitazione, passeggiate a cavallo, escursioni di diverso livello e corsi agonistici. Il costo? Un pacchetto di dieci lezioni costa 160 euro, ai quali si sommano 100 euro di iscrizione all’associazione e 40 di tesseramento Fise (Federazione italiana sport equestri). In via de’ Vespucci, invece, ha la sua casa il Centro ippico toscano (www.centroippicotoscano.it).

Anche qui l’offerta è varia, e oltre alla scuola di equitazione ci sono corsi teorici dedicati alle tecniche equestri, corsi di inglese applicati all’equitazione (!) e corsi di “grooming” (ovvero dedicati alla cura dell’igiene degli equini). Oltre a questo, il centro dedica corsi ad hoc all’arte “delle redini lunghe” (tecnicamente “scuola di attacchi”) e qui i maggiorenni possono imparare a guidare una carrozza. Non è da meno il centro ippico “Le due case” (www.centroippicoduecase.it), situato nell’omonima strada (una traversa di viale XI agosto) che organizza corsi di diversi livelli e presta particolare attenzione alle attività dedicate ai bambini e ai disabili. Anche qui si possono frequentare corsi di equitazione di diverso livello, prendere parte a escursioni di varia durata (giornate o interi fine settimana) e seguire lezioni specifiche di equitazione di campagna, di attacchi, di mascalcia (l’arte della ferratura) e persino avvicinarsi all’antica disciplina della falconeria. I

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prezzi variano: il costo per un’ora di lezione è di 20 euro (15 con sconto Cral), quello per una passeggiata con l’accompagnatore (sempre un’ora) è di 25 euro (23 con sconto Cral). L’abbonamento per dodici lezioni in maneggio costa invece 210 euro, mentre l’iscrizione 80 (comprende anche un’assicurazione). Ma l’offerta è molto vasta, e spostandosi appena dalla città si incontrano tante realtà: una è ad esempio quella di Vingone (Scandicci), in via di Mosciano, al centro ippico Scandicci (www.centroippicoscandicci.it). Anche qui ci sono corsi di equitazione di diverso livello, per adulti e ragazzi, e per i più piccoli la possibilità di cavalcare i pony. Qui, come nella maggior parte degli altri maneggi, c’è la possibilità di prendere parte ad una lezione di prova gratuita. Sul sito www.fiseprovincia.it si può comunque trovare l’elenco completo dei centri ippici di Firenze e provincia affiliati alla Federazione italiana sport equestri.


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NOVEMBRE 2010 PERIODICO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI BARBERINO VAL D’ELSA A CURA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI BARBERINO VAL D’ELSA - COORDINAMENTO EDITORIALE: UFFICIO STAMPA ASSOCIATO

Editoriale Ci stiamo lasciando alle spalle un 2010 in cui abbiamo toccato con mano la crisi economica che ha fatto pesare gravemente i suoi effetti negativi su tutte le componenti sociali del nostro Paese. Piccole e grandi aziende, commercianti, artigiani, lavoratori dipendenti, famiglie hanno subito il contraccolpo della crisi. Anche gli enti locali e in particolare i Comuni hanno dovuto confrontarsi con questa cruda realtà. Un confronti reso più duro e difficile perché da una parte abbiamo meno risorse disponibili per l’effetto combinato di due fattori importanti: i tagli operati dal Governo che nel triennio 2008-2010 ci ha ridotto l’ammontare dei trasferimenti di circa 200.000 euro e le minori entrate da oneri di urbanizzazione per 800.000 dovute alla crisi che colpisce il mondo del lavoro e dell’impresa. Dall’altra parte registriamo l’aumento delle richieste di aiuto che perviene dalle famiglie economicamente più deboli perché più la crisi morde e più famiglie entrano in difficoltà. Con questa tendenza, che vede via via diminuire le disponibilità economiche rispetto alle necessità che occorrerebbero per far fronte alle richieste di aiuto, dovremo confrontarci per redigere il bilancio 2011 e quelli dei prossimi due-tre anni. È evidente che a sopportare la compressione delle spese nei prossimi bilanci saranno principalmente gli investimenti perché la riasfaltatura di una strada si può posticipare di qualche anno, l’illuminazione pubblica si può diminuire, delle luminarie natalizie si può fare a meno ma il Comune non può fare a meno di andare in soccorso di quelle famiglie che la crisi sta strangolando. Facendo il massimo sforzo per cercare di mantenere ferme le tariffe e continuare a praticare le riduzioni previste per i servizi a domanda (mensa, trasporti, asilo nido). Facendo il massimo sforzo per mantenere stabili le risorse per i contributi per gli affitti, per confermare le risorse a disposizione per gli interventi in campo sociale. Inevitabilmente, dunque, dovremo ritarare al ribasso per i prossimi anni l’elenco degli investimenti che avevamo proposto nel programma di legislatura. Un elenco di investimenti che ammontava a circa 8 milioni di euro in cinque anni ma che non era il libro dei sogni perché aveva una sua sostenibilità sotto il profilo economico. Forse perché proveniamo da un quinquennio che ha visto la realizzazione di quasi tutte le opere pubbliche previste nel programma di legislatura, la necessità di doverlo rivedere al ribasso ci appare quasi una sconfitta. Ma non possiamo fare diversamente, se la nostra volontà é quella di cercare di mantenere invariato per i cittadini e le famiglie il livello attuale dei servizi essenziali in particolare quelli della scuola e del sociale. Non so se ce la faremo ma ci dobbiamo provare! Il Sindaco Maurizio Semplici Se volete, inviate le lettere alla segreteria del sindaco, all’Ufficio Relazioni con il Pubblico oppure le e-mail all’indirizzo di posta elettronica uff.stampabarberinotavarnelle@gmail.com.

La nuova scuola elementare si farà

Difficili altri investimenti per i prossimi anni

“Sembra un disco rotto, incantato ma purtroppo i problemi ci sono oggi come c’erano qualche mese fa e come, molto probabilmente, ci saranno l’anno prossimo. Non è un modo per fare «terrorismo psicologico» ma la situazione è stata analizzata ed è stato necessario modificare la rotta”. Il commento, amaro, è dell’assessore al bilancio Antonella Secci che ha il compito di fare “tornare i conti” cercando di utilizzare meno possibile le forbici che quest’anno sarà, purtroppo, costretta a usare. “E ora siamo proprio nella situazione di dover tagliare perché abbiamo ricevuto minori trasferimenti da parte dello Stato e abbiamo minori entrate da oneri di urbanizzazione, quindi una doppia contrazione delle risorse. Qualche aiuto per fortuna arriverà dai trasferimenti della Regione Toscana e dagli incentivi statali per la istituzione dell’Unione Comunale del Chianti Fiorentino” ha spiegato l’assessore. In questo quadro, l’Amministrazione Comunale darà priorità al completamento della nuova scuola elementare finanziando la sistemazione delle pertinenze esterne, il parcheggio, la viabilità, così da consentire entro settembre 2013 l’apertura ed il regolare funzionamento della nuova scuola. Questo significa che fino al 2013 gran parte degli investimenti dell’Amministrazione Comunale sarà convogliata su questi interventi. Le risorse che resteranno disponibili potranno essere utilizzate per altri interventi che saranno decisi con i cittadini a seconda delle effettive priorità. “Stiamo aspettando che lo Stato ci rimborsi l’ICI sulle prime case relativo al 2008 e si tratta di 35.000 euro, l’ICI dai fabbricati industriali (per altri 103.000 euro) e i minori trasferimenti per i presunti tagli dei costi della politica degli ultimi tre anni (2008 - 2010 per 64.500 euro). Attualmente, è stata effettuata una fotografia che indica crediti non riscossi per poco più di 200.000 euro” ha precisato l’assessore Secci spiegando che fra i mancati trasferimenti statali e la contrazione delle entrate da oneri di urbanizzazione l’Amministrazione Comunale ha dovuto ridimensionare gli interventi previsti per 2010 e sarà costretta a ridurre gli investimenti ipotizzati per il 2011 e probabilmente anche quelli del biennio successivo. Ma cosa è stato finanziato nel 2010? La scuola elementare è stata interamente finanziata nei bilanci 20082009 e non grava che in parte residua sul 2010. Ad oggi le risorse disponibili per l’anno 2010 ci hanno consentito di finanziare il secondo lotto funzionale dell’Osservatorio di Montecorboli di 150.000 euro e l’ampliamento della scuola materna di Vico d’Elsa per 61.000 euro. Solo adesso sono disponibili circa 50.000 euro per un parziale intervento di manutenzione straordinaria delle strade. Una somma sufficiente appena per riparare le buche. Gli investimenti che purtroppo devono essere posticipati perché non ci sono risorse sono il completamento della manutenzione delle strade, gli interventi di manutenzione straordinaria nei cimiteri, il collega-

mento pedonale da San Filippo al cimitero e il relativo parcheggio: questi ultimi, tra l’altro, sono anche subordinati a interventi di privati che per il momento devono ancora essere realizzati. Cosa ci aspetta per il 2011? “Innanzitutto, è utile far sapere ai cittadini che la manovra di luglio approvata dal Governo ha stabilito a carico dei Comuni tagli per 1 miliardo e mezzo di euro nel 2011 e per 2 miliardi e mezzo nel 2012. Essa produrrà sul Comune di Barberino una minore entrata per 100.000 euro nel 2011 e 170.000 euro nel il 2012. Sono risorse che dovevano finanziare la spesa corrente e che venendo a mancare dovranno essere recuperate tagliando nei servizi. Dovremo ridurre gli interventi a favore dell’associazionismo e cooperazione internazionale, ci saranno meno iniziative culturali, dovremo ricorrere allo spegnimento della metà dei lampioni, ci saranno meno soldi per le manutenzioni”. In questo scenario e con gli introiti da oneri di urbanizzazione rimodulati al ribasso anche gli interventi da finanziare nel 2011 sono stati estremamente contenuti: la sistemazione dell’area esterna della nuova scuola di elementare (450.000 euro), la prosecuzione del programma di manutenzione straordinaria delle strade comunali (50.000 euro), la messa in sicurezza della Porta Fiorentina (80.000 euro), interventi di manutenzione straordinaria e di risparmio energetico sulla pubblica illuminazione (40.000 euro), il collegamento pedonale San FilippoBarberino capoluogo (170.000 euro ma l’intervento sarà eseguito se arriveranno i 150.000 euro di finanziamenti europei richiesti).


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La Casa della Cultura La nuova biblioteca polifunzionale a Barberino Il sapere, la conoscenza, la modernità che finora erano custoditi nella vecchia biblioteca dello Spedale dei Pellegrini cambiano dimora e si trasferiscono nella nuova biblioteca: “La Casa della Cultura” a Barberino Val d’Elsa, in via Mannucci. È un nuovo complesso polifunzionale dedicato ad Alda Merini che sarà inaugurato sabato 20 novembre alle 15,30 ed è la prima biblioteca in Italia intitolata alla “poetessa dei Navigli”. “La Casa della Cultura” non conserverà soltanto 10.000 libri ma anche l’archivio storico del Comune di Barberino con documenti raccolti dal 1500 al 1960, una sala multimediale con tre postazioni di pc, l’emeroteca, la videoteca e la mediateca. Sarà un luogo di studio, del silenzio in cui potersi concentrare ma anche del tempo libero per fare aggregazione con altri studenti e studiosi. Ci sarà anche un piccolo locale di ristoro con caffetteria automatica e la biblioteca sarà inserita nel circuito dello SDIAF per il prestito interbibliotecario, per cui sarà possibile richiedere gratuitamente libri che non sono disponibili al momento e che saranno recuperati nelle altre biblioteche dei Comuni aderenti allo stesso circuito. “Sono molto orgoglioso e felice di questo nuovo edificio che rappresenta un balzo in avanti nella concezione di biblioteca, in passato ritenuta, nell’immaginario collettivo, come un luogo buio, polveroso e austero e che, invece, nella Casa della Cultura, sarà un luogo arioso, silenzioso, moderno, efficace dove poter studiare e fare comunità – ha commentato il sindaco Maurizio Semplici –. La nuova biblioteca nasce in un edificio storico che è stato ammodernato e che siamo sicuri sarà fruito non solo dai cittadini di Barberino ma anche da tanti altri utenti come i cittadini di Tavarnelle con cui abbiamo il servizio associato. Ho accolto con piacere che la commissione comunale e i docenti della scuola incaricati di trovare il nome alla biblioteca abbiano deciso per una donna, valorizzando la figura femminile troppo spesso prevaricata da ruoli maschili. Averla intitolata a una poetessa che ha tratto dalla sua dura vita e dalle sue sofferenze l’ispirazione per creare le sue opere che l’hanno fatta conoscere e apprezzare in tutto il mondo, ottenendo prestigiosi premi e arrivando a sfiorare il Nobel è per noi un onore”. “La Casa della Cultura, già dal nome, indica che non sarà soltanto un posto dove sono raccolti libri e documenti ma soprattutto un luogo dove fare cultura nelle sue molteplici forme ed espressioni ed è per questo che sin da subito ospiterà iniziative organizzate dall’ufficio cultura associato e dedicate ai più giovani” hanno spiegato gli assessori Mario Becattelli e Marina Baretta. STORIA In origine, la palazzina su due piani (con una superficie complessiva di circa 500 metri quadri e un giardino di circa 200 metri quadri) era la vecchia casa del Fascio e fu edificata negli anni ’30 del secolo scorso dal “lavoro volontario” dei barberinesi. Successivamente, dopo la Liberazione, fu trasformata in Casa del Popolo per la proiezione di film e organizzazione di feste. All’inizio degli anni ’60 vi fu ospitata la scuola media di Barberino fino al 2007 quando, nell’ambito della riorganizzazione di tutti i servizi scolastici, è stata associata a Tavarnelle. A quel punto, l’edificio, ormai libero, fu scelto per dare, finalmente, una collocazione definitiva al preziosissimo archivio storico e concentrare in un unico locale anche la biblioteca e tutti gli altri servizi. Durante i lavori di ristrutturazione sono stati scoperti due colonne in altrettante stanze e un architrave nel corridoio centrale, tutti al piano terreno, che sono stati recuperati e conservati a testimonianza dell’architettura dell’epoca del Fascio. INTERVENTI La nuova biblioteca sarà un fiore all’occhiello per l’Amministrazione Comunale e per tutta la cittadinanza anche per quello che riguarda le soluzioni tecnologiche che sono state adottate: molto all’avanguardia, in grado di avere un impatto ambientale quasi pari a zero e una completa autonomia per quello che riguarda il riscaldamento. Infatti, l’edificio è dotato di sistemi a risparmio energetico con una spesa complessiva di 200.000 euro. È stato completamente coibentato, sul tetto sono stati posizionati 80 metri quadri di pannelli solari che garantiscono quasi l’autosufficienza energetica. Inoltre, il riscaldamento e il condizionamento sono assicurati dall’impianto

di geotermia: si tratta di una soluzione che permetterà di riscaldare e raffreddare i locali senza alcuna spesa di metano, gas, gasolio, energia elettrica sfruttando la temperatura dell’aria prelevata nel sottosuolo attraverso un sistema di dieci pozzi profondi fino a 100 metri. Pertanto, il sistema geotermico permette di disporre di una temperatura a costo zero, costante, che verrà immessa in circolo nel sistema di riscaldamento-raffreddamento e andrà a riscaldare (se d’inverno) o a raffreddare (se d’estate) tutti gli ambienti. L’illuminazione interna sarà gestita da un sistema di domotica con sensori che si accendono alla presenza di persone e si spengono in loro assenza, inoltre sarà graduata automaticamente anche l’intensità luminosa negli ambienti. I lavori di ristrutturazione nella vecchia scuola media, iniziati quasi due anni fa e costati poco più di 1 milione di euro, sono stati finanziati dalla Regione Toscana (quasi 800.000 euro) e dal Comune di Barberino per la restante somma e realizzati dalla dita edile di Caserta SO.CO.RE. su progetto dell’architetto Adriano Bartoli. INAUGURAZIONE E ATTIVITÀ Sabato 20 novembre “La Casa della Cultura” sarà inaugurata con una “catena umana” che dalla vecchia biblioteca passerà, di mano in mano, i libri nella nuova biblioteca. Parteciperanno all’inaugurazione i sindaci di Barberino Val d’Elsa Maurizio Semplici e di Tavarnelle Val di Pesa Sestilio Dirindelli, gli amministratori e consiglieri comunali di Barberino e Tavarnelle e sono invitati l’assessore alla cultura della Regione Toscana Cristina Scaletti, l’assessore alla pubblica istruzione della Provincia di Firenze Giovanni Di Fede, Gabriela Todros della Soprintendenza Archivistica per la Toscana e Luca Brogioni responsabile dello SDIAF. Invitato particolare sarà il professor Mario Nebbiai che ha curato l’istituzione della prima biblioteca a Barberino presso la scuola di Petrognano. Le prime iniziative che saranno realizzate nella nuova biblioteca saranno una mostra bibliografica in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia del 20 novembre con libri sul tema dei diritti dei minori, un ciclo di incontri con letture guidate per bambini dai 4 ai 7 anni il sabato mattina e il 4 dicembre sarà presentato il libro “Nel cuore della Toscana collinare. Dalla comunità di Barberino Val d’Elsa all’autonomia amministrativa di Tavarnelle Val di Pesa”, curato da Zeffiro Ciuffoletti e Simone Visciola.

Alda Merini Alda Merini, la poetessa dei Navigli, milanese doc, è nata il 21 marzo 1931 e il 1° novembre di un anno fa è morta, sempre a Milano dove è sepolta nella tomba di famiglia. Poetessa già a quindici anni, madre di quattro figlie (Emanuela, Flavia, Barbara e Simona), era sposata con Ettore Carniti, morto nel 1983, dopo trent’anni di matrimonio. Si è sempre professata cattolica ma “a modo suo”, come si legge nella sua biografia. “Io sono molto cattolica, la mia parrocchia a Milano era San Vincenzo in Prato. Mi sento cattolica e profondamente moralista, nel senso che sono una persona seria allevata da genitori serissimi, pesanti e pedanti in fatto di morale. Non lo so se credo in Dio, credo in qualcosa che… credo in un Dio crudele che mi ha creato, non è essere cattolici questo?”. Profondamente segnata, sin da ragazzina, da una grave malattia che l’ha fatta internare in manicomio per sette anni e questa drammatica esperienza viene descritta sin dalla sua prima opera in prosa “L’altra verità. Diario di una diversa” e sarà il fil rouge di tutta la sua lirica. Il secondo matrimonio con il poeta Michele Pierri la conduce a Taranto ma anche qui la situazione è difficile: la malattia del marito, l’intolleranza da parte dei figli dell’uomo nei suoi confronti le provocano un altro stato di profonda depressione e di nuovo il ricovero in manicomio. Nel 1993 con “La Terra Santa” vince il Premio Librex Montale, nel 1996 le viene assegnato il Premio Viareggio per la Poesia e nello stesso anno Alda Merini viene proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall’Académie française. Nel 2002 la raccolta di poesie “Magnificat. Un incontro con Maria” le fa vincere il Premio Dessì per la Poesia.

(Sono una piccola ape furibonda.) Mi piace cambiare di colore. Mi piace cambiare di misura. Alda Merini


3 “Diamo Gas all’energia”

Aderisci al fotovoltaico e risparmia sulla bolletta Sono già una trentina le famiglie dei territori di Barberino, San Casciano e Tavarnelle che hanno manifestato l’intenzione di aderire al GAS, il Gruppo di Acquisto Solidale di impianti fotovoltaici, l’iniziativa promossa dai tre Comuni insieme a Confindustria Firenze, Cna e Banca del Chianti Fiorentino e Monteriggioni. Il GAS permette di risparmiare sulla bolletta dell’energia elettrica e di rispettare l’ambiente, entrando in un circolo virtuoso. I tre Comuni, grazie a un bando di gara, hanno individuato le 5 ditte che offrono adeguate garanzie per la consegna “chiavi in mano” dell’impianto. Possono aderire gratuitamente al GAS soggetti privati, cittadini o imprenditori, interessati all’installazione di un impianto fotovoltaico di piccola o media taglia su un edificio di cui sono proprietari situato sul territorio dei tre Comuni interessati. Il costo di realizzazione dell’impianto, comprensivo di fornitura, posa in opera e quant’altro necessario, per un piccolo impianto a servizio di un’abitazione residenziale, con potenza nominale di 1,5 kWp, è mediamente compreso tra 5.500 euro e 6.500 euro. In generale il prezzo varia in funzione della qualità dei pannelli, della loro resa e della tipologia di installazione che il tetto consente. Un buon impianto deve avere una vita di circa 15-20 anni e grazie al “Conto Energia” il costo sostenuto viene ammortizzato nell’arco di 6-8 anni. L’idea, lanciata in forma inedita e sperimentale, è quella di formare un Gruppo di Acquisto Solidale Fotovoltaico (GAS Fotovolatico) per acquistare in un’unica offerta, i materiali e il servizio completo di installazione per un numero di impianti fotovoltaici pari ad una potenza minima di 100 kWp. Obiettivo delle tre Amministrazioni Comunali è di mettere in contatto offerta e domanda alle migliori condizioni possibili per quest’ultima. “Il GAS che proponiamo è uno strumento sperimentale finalizzato a favorire sia l’azione collettiva e coordinata di un gruppo locale di consumatori sia la diffusione dell’utilizzo dell’energia solare – ha spiegato l’assessore all’ambiente Silvano Bandinelli –. Aderirvi può risultare conveniente per tanti motivi: permette, ad esempio, di ottenere un prezzo mediamente più basso rispetto al mercato, garantisce alta qualità del prodotto e un credito agevolato da parte dell’istituto di credito partner dell’iniziativa”.

Oltre alla manutenzione decennale e alle assicurazioni sugli impianti, sono previste per i cittadini anche la partecipazione a momenti formativi, di sensibilizzazione e conoscenza sugli impianti fotovoltaici e la possibilità di effettuare azioni collettive di controllo e verifica sulla qualità del servizio finale. Gli impianti acquistati dal comitato saranno connessi alla rete di distribuzione dell’energia elettrica e potranno usufruire dei contributi governativi previsti dal Conto Energia 2007. Intanto, il 23 ottobre a San Casciano si è svolto un primo incontro pubblico al quale hanno partecipato i cittadini interessati al progetto, i rappresentanti delle tre Amministrazioni e di Ambiente Italia, che coordina l’iniziativa. Il progetto si inserisce nell’ambito di “Chianti solare. Produzione di energia dal sole nel Chianti Fiorentino” ed è cofinanziato dalla Regione Toscana con il Bando 2007 “Per il cofinanziamento di programmi di attivazione e di attuazione di Agende 21 locali”. Il coordinamento è a cura di Ambiente Italia. Per aderire al Gas Fotovoltaico e chiedere ulteriori informazioni, contattare l’URP di Barberino 055/80521-207.

L’Unione Comunale va avanti

Dirindelli presidente e Semplici vice presidente Sestilio Dirindelli è il primo presidente dell’Unione Comunale del Chianti Fiorentino e rimarrà in carica un anno. Al termine di tale periodo gli succederà Maurizio Semplici, sindaco di Barberino val d’Elsa, attualmente vice presidente. “Siamo soddisfatti per questo ulteriore passo compiuto dall’Unione. A novembre, nella prossima seduta del Consiglio, sarà votato il regolamento, sarà decisa tutta la strategia dell’Unione per i servizi da erogare ai cittadini e messi in comune dalle due Amministrazioni” hanno commentato i sindaci Semplici e Dirindelli che, per il momento, comporranno l’intera giunta. Infatti, fino a quando dai Comuni non saranno affidati i servizi da fare gestire all’Unione non saranno nominati gli assessori, che saranno al massimo tre. Il sindaco Dirindelli è stato eletto con 8 voti a favore su 12. Due consiglieri si sono astenuti e due hanno votato a favore del sindaco Semplici. Il Consiglio dell’Unione ha eletto anche il revisore dei conti: si tratta di Patrizia Leporatti, attualmente revisore dei conti del Consiglio Comunale di Barberino che rimarrà in carica per i prossimi tre anni. Segretario dell’Unione è il dottor Rocco Cassano segre-

IN BREVE Nuovo DEMO-URP. Dal mese scorso è entrato in funzione il nuovo DEMO-URP, cioè l’ufficio unico dei Servizi Demografici e dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, nell’ottica di un’ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse umane. Questo è stato reso possibile anche grazie allo spostamento dell’ufficio tributi che è stato collocato negli ex locali dell’anagrafe. Nuovi anche gli orari di apertura al pubblico. Il lunedì l’ufficio sarà chiuso mentre dal martedì al venerdì

sarà aperto dalle 9,00 alle 13,30 e il martedì anche dalle 15,30 alle 18,00. Il sabato l’ufficio sarà aperto dalle 9,00 alle 12,30. “Chianti d’autunno” è la manifestazione che dal 2 al 12 dicembre coinvolge ben otto Comuni del Chianti e che mette alla ribalta le ricette tradizionali della cucina toscana che nascono proprio in queste terre. Cucina ma non solo, perché l’iniziativa permette di riscoprire castelli, teatri, musei, abbazie grazie a spettacoli, degustazioni e itinerari che accompagne-

tario comunale di Tavarnelle. Le maggioranze dei due gruppi consiliari hanno costituito il gruppo “Centro Sinistra” e Caterina Meocci è la capogruppo. L’opposizione ha mantenuto due gruppi distinti con due capigruppo: Dino Stefanelli per Tavarnelle e Gioietta Bagaggiolo per Barberino. Tra gli altri atti che sono stati compiuti finora dal Consiglio dell’Unione, ricordiamo anche l’affidamento della tesoreria alla Banca del Chianti e di Monteriggioni, fino al prossimo 31 dicembre. Nel frattempo sarà espletato un bando di gara per l’affidamento della tesoreria per i prossimi anni. In precedenza, erano stati eletti i 10 consiglieri: Giacomo Trentanovi, Antonella Lanza, Caterina Meocci (del Gruppo Consiliare “Uniti per Barberino”), Michele Bazzani e Gioietta Bagaggiolo (del Gruppo Consiliare “Obiettivo Comune”) di Barberino e Anna Canocchi, Manola Coccheri, Alberto Marini (del Gruppo Consiliare “Centro Sinistra per Tavarnelle”), Gabriele Eleuteri e Dino Stefanelli (del Gruppo Consiliare “Lista Civica Insieme per Tavarnelle”) di Tavarnelle.

ranno i cittadini e i turisti a conoscere un ambiente unico e apprezzato in tutto il mondo. All’interno di “Chianti d’autunno” sarà ospitata anche “Quinto, quarto e dintorni”, iniziativa gastronomica che valorizza un tipo di cucina che nasce “povera” per la materia prima utilizzata ma viene arricchita dalla bontà e dalla qualità dei prodotti e dalla bravura e dalla fantasia dei cuochi. Infatti il settore della ristorazione proporrà menù tipici personalizzati, a prezzo fisso, utilizzando prodotti di stagione con tagli di carni tradizionalmente meno pregiate ma ugualmente di eccellente qualità e di ottima resa.


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I gruppi consiliari

Matteo “il rosso”

Il nuovo, giovane assessore della giunta Semplici Matteo Ceccatelli, trent’anni, rockettaro, tavarnellino di origine ma barberinese per scelta politica, è il nuovo assessore della giunta guidata da Maurizio Semplici che gli ha affidato le deleghe di turismo, cooperazione internazionale, innovazione tecnologica, decentramento e partecipazione democratica. Il quinto assessore della giunta Semplici è un giovane esponente di Rifondazione Comunista. “Sono felice di questa nuova sfida e spero di riuscire a dare il mio contributo nell’amministrazione di Barberino. L’ingresso nella giunta di Barberino da parte di Rifondazione Comunista rappresenta il riconoscimento di un lavoro svolto all’interno dell’alleanza insieme a tutte le parti politiche” è stato il primo commento di Matteo Ceccatelli che ha ricevuto i complimenti e gli auguri degli altri assessori. “La nomina di un assessore era nell’accordo elettorale della precedente legislatura siglato con Rifondazione Comunista e con le altre forze politiche. Accordo che fu riconfermato nel 2009. Dopo gli incontri con i rappresentanti locali di Rifondazione Comunista ho deciso per Matteo che ha già avuto un’esperienza da consigliere comunale a Tavarnelle – ha commentato il sindaco Maurizio Semplici –. È un giovane ed è quindi di buon auspicio per rinnovare la classe politica. L’attribuzione delle deleghe è stata un’operazione condivisa da tutti gli assessori in piena collaborazione. Sono convinto che insieme faremo bene: è un giovane con molta energia e con tanta positività”. Insieme alla politica e alla musica è il cinema la passione di Matteo Ceccatelli che studia lettere all’Università di Firenze dove sta per laurearsi in “Discipline delle arti, musica e spettacolo”. Fino allo scorso anno ha lavorato come insegnante di cinema in alcune scuole di Firenze e dall’età di 15 anni fa il proiezionista per l’associazione Cinema Olimpia.

“I film sono la mia passione e l’oggetto dei miei studi. Amo la musica e il rock’n roll è la mia missione” Aspirazioni politiche? “Non ho aspirazioni per me stesso ma spero fortemente che la politica torni ad essere di nuovo una pratica nobile e sana. Vorrei che la gente tornasse ad immaginare un futuro migliore per tutti e non solo per se stessi”. Non le chiedo se cambierà il mondo ma per Barberino cosa pensa di fare? “Spero che sia Barberino a cambiare il mondo, io mi impegnerò al massimo per rispettare gli obiettivi assunti con gli alleati politici e con tuti i cittadini, con umiltà e spirito di servizio”. Primi impegni nella nuova giunta? “Stiamo lavorando al nuovo regolamento e statuto dei consigli di frazione, insieme all’opposizione, per far si che il risultato finale sia condiviso da tutti e ci consegni uno strumento che sia efficace per avvicinare i cittadini alle istituzioni comunali. I progetti sulla cooperazione internazionale stanno proseguendo a gonfie vele, anche grazie al prezioso supporto di tutti i soggetti che vi sono coinvolti. Voglio ringraziare tutti i membri della giunta e il sindaco che mi stanno aiutando ad entrare nel meccanismo della macchina amministrativa, cosa non banale per uno che proviene da un’esperienza all’opposizione”. Crede che ci saranno difficoltà, per lei, a lavorare su un territorio “non suo” vivendo a Tavarnelle? “Sciocchezze. Questo territorio è mio come lo è di tutti quelli che vivono nei dintorni. Vengo al circolo Semifonte dall’età di 16 anni, ho un sacco di amici che vivono a Barberino, parte della mia famiglia viene da Olena e non riesco proprio a capire quali possano essere le differenze culturali o sociali fra i due paesi. In fondo, i due Comuni sono separati da circa un secolo e francamente non sono mai stato un grande fan del campanilismo. In un contesto globale come quello in cui viviamo mi sembra semplicemente ridicolo”.

Una poltrona per Rifondazione Comunista Le nostre perplessità

E così abbiamo il 5° assessore. E così Rifondazione Comunista ha avuto la sua “poltrona”. Dopo la nomina di Matteo Ceccatelli come nuovo assessore della giunta Semplici non possiamo non esprimere la nostra perplessità a riguardo per diversi motivi. Il primo è che stigmatizziamo ancora una volta un’attitudine generale a mettere al primo posto le esigenze dei partiti e soprattutto di un equilibrio che si pesa e si mantiene con la concessione di poltrone, incarichi e cortesie reciproche: un modo di fare politica che non ci piace e che sta sempre più allontanando la gente. Il secondo è che si è scelto un residente di Tavarnelle, con conoscenza relativamente limitata del nostro territorio e della nostra comunità: ma non c’era proprio nessuno di Barberino adatto a quel ruolo? Il terzo motivo di scetticismo, forse il più rilevante, riguarda invece il fatto che Ceccatelli è stato candidato a sindaco in antitesi a Dirindelli e all’opposizione di quest’ultimo come consigliere comunale: vista l’attuale piena convergenza di strategie amministrative tra i sindaci di Tavarnelle e Barberino, come farà il nuovo assessore a non avere imbarazzo nel tentare di attuare le politiche di Semplici? Delle due l’una: o ha rinnegato completamente e in breve tempo le proprie idee oppure andrà incontro a inevitabili scontri con il sindaco e con gli altri componenti della giunta. Nel fargli i nostri migliori auguri di buon lavoro, auspichiamo che Ceccatelli mantenga la coerenza con quanto annunciato al momento della nomina, soprattutto nel campo della partecipazione democratica dove finora si sono registrati fallimenti (vedi esperienza dei consigli di frazione) e la negazione di forme più avanzate di democrazia diretta come il referendum deliberativo. Il referendum sull’Unione dei Comuni sarà il primo vero banco di prova per misurare la febbre al nuovo assessore.

Unione dei Comuni inutile e costosa

Gruppo consiliare Obiettivo Comune

Un referendum per fermarla!

Al momento della costituzione dell’Unione dei Comuni con Tavarnelle, avevamo denunciato la falsità e la vacuità delle annunciate economie di spesa, peraltro non suffragate da nessun piano finanziario. La nostra prima impressione è confermata dalle prime evidenze pratiche: mentre ancora di fatto non è cominciata l’attività dell’Unione (costituiti il Consiglio e nominato il Presidente, ma ancora non si sa bene cosa devono fare) già risulta chiaro come questo nuovo Ente avrà bisogno della sua struttura burocratica e dei relativi costi per funzionare, a partire da quello del Revisore dei Conti, già nominato. A poco vale l’assicurazione dei contributi regionali che arriveranno nei primi anni di funzionamento, perché poi, lo sappiamo, questi contributi finiranno e l’Unione dovrà camminare con le sue gambe con i relativi oneri da addossare ai cittadini di Barberino e Tavarnelle. Ma quello che ancor più ci preoccupa è la prospettiva politica dell’Unione stessa che vede un assoluto appiattimento delle strategie amministrative del Comune di Barberino verso quelle del comune di Tavarnelle, con l’inevitabile conseguenza che sarà quest’ultimo a dettare l’agenda politica e che le esigenze del nostro territorio saranno poste in secondo piano. Segnali in tal senso arrivano dalle ultime scelte dell’amministrazione Semplici volte a ignorare sempre più le esigenze delle frazioni più lontane, come i tagli alle linee di trasporto scolastico con i derivati disagi per le famiglie e il respingimento di nostre mozioni finalizzate ad assicurare alle frazioni parità di servizi e di dignità. Addirittura le poche opere già previste nel Piano Annuale degli Investimenti vengono posticipate a data da destinarsi, segno evidente che le priorità stanno cambiando. Tutti questi problemi e disagi non preoccupano il sindaco e la sua maggioranza, ma preoccupano fortemente la cittadinanza che, condividendo le nostre stesse perplessità, ha sottoscritto in massa la richiesta di Referendum Consultivo volto a far esprimere ai cittadini stessi l’ultima parola su cosa ne pensino dell’istituzione di questa Unione. Sono più di 300 le firme raccolte e depositate in questi giorni. Anche se non c’è l’obbligo (in caso di esito negativo della consultazione) di interrompere la costituzione dell’Unione dei Comuni, risulta chiaro il significato politico di un eventuale NO che di fatto renderebbe inevitabile la revoca delle delibere assunte. Immaginiamo già i tentativi di boicottaggio e di minimizzazione del significato di questo referendum, che interpreteremo come un segno di debolezza di chi ha accelerato le procedure per una scelta evitando colpevolmente di consultare i veri depositari della sovranità popolare. Noi riteniamo, però, che in democrazia le scelte fondamentali le devono fare i cittadini: ed è per questo che terremo duro.

Gruppo consiliare Obiettivo Comune


sguardi

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FOCUS. Ecco cosa pensano del capoluogo toscano due persone che hanno fatto scelte diverse

La città vista da chi viene e da chi va anna è fuggita a Londra per lavorare, sarath è arrivato dallo sri Lanka e qui ha trovato una nuova casa. e ora ne raccontano pregi e difetti

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ualcuno fa le valigie e se ne va, qualcun altro sbarca a Santa Maria Novella per non andarsene più. Firenze è fatta di fiorentini vecchi e nuovi: di residenti adottivi arrivati da altri paesi, ma anche di ex cittadini che se la danno a gambe verso più cosmpoliti lidi. Di gente che “bella come la mia città non ce n’è” e di gente che “non so come ho fatto a viverci tutti quegli anni”. Si sa, sulle rive dell’Arno il campanilismo cresce rigoglioso. Ma com’è la bella Firenze vista da lontano, oppure letta con gli occhi di uno straniero? Lo raccontano una ragazza nostrana sbarcata nella City e un signore arrivato dallo Sri Lanka tanti anni fa.

Da Lontano...

...e Da viCino

Anna si è trasferita a Londra un anno e mezzo fa

Sarath, originario dello Sri Lanka, vive qui dal 1984

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S

“Qui per tutti Firenze è un sogno” a vita nella City di Anna Michela Cariati, 25 anni, è iniziata un anno e mezzo fa. E’ partita da Firenze per lavorare come “communication executive” nell’area marketing di un’azienda italiana con varie sedi fuori dal territorio nazionale, fra cui una a Londra. Perché hai scelto proprio Londra? I motivi sono diversi. Principalmente per imparare bene l’inglese, ma anche perché avevo già alcuni contatti e, soprattutto, l’occasione di lavoro che mi si è presentata era qui. Torni a Firenze spesso? Oltre agli affetti è anche la città a mancarti? Più o meno torno una volta al mese. E’ difficile scindere gli affetti dalla città: naturalmente mi mancano più che altro le persone, ma con amici e parenti facevo cose che hanno anche a che fare con alcuni luoghi e quindi sento la mancanza anche di questi ultimi. E poi da qui di Firenze apprezzo la dimensione più “umana” rispetto a Londra. D’altra parte, spesso della nostra città annoia proprio il suo essere piccola. Firenze è cambiata da quando sei partita? E il tuo giudizio sulla città? Per alcune piccole cose sì: la zona del Duomo pedonalizzata, ad esem-

Anna

pio. Tante altre dovrebbero cambiare. Credo che vivendo all’estero emergano molti difetti della città e del nostro Paese: su tutti, la poca meritocrazia e lo scarso funzionamento dei canali esistenti per trovare lavoro. A Londra, tutto è più legato alle agenzie e chi è in cerca di occupazione sa più o meno cosa deve fare per trovarla. Quando dici che sei di Firenze, cosa risponde la gente? Qui per tutti Firenze è un sogno. Credo che questo dovrebbe essere un vantaggio da sfruttare al meglio per la nostra città, mentre spesso risorse simili in termini di prestigio /I.E. vengono sprecate.

“Non ci si accorge della sua bellezza”

arath Tennakoon, classe 1959, è originario dello Sri Lanka. Dal 1984 vive a Firenze, dove ha unito le sue due passioni: l’arte e le discipline olistiche. Da 20 anni insegna yoga. Perché proprio Firenze? Fin da bambino ero affascinato dall’arte italiana. Ho trovato Firenze proprio come la immaginavo: mi sono sentito subito a casa. Difetti della città? C’è un po’ di inquinamento e traffico, ma sono problemi di tutte le città moderne. E’ difficile che non ci sia traffico, vista com’è strutturata la rete viaria. Inoltre in pochi scelgono i mezzi pubblici. I fiorentini amano la vita comoda, usano spesso l’auto. Viaggio di frequente in autobus: fuori dagli orari di punta, chi utilizza i mezzi pubblici è in gran parte straniero. Firenze è sicura? Di notte non c’è sicurezza: mi intimorisce girare da solo. Negli anni ’80 la città era più tranquilla, mentre adesso c’è più percezione di insicurezza: si ha paura a uscire di sera e dei furti nelle abitazioni. Ho vissuto vicino Santa Maria Novella per anni e ho percepito questa insicurezza. Se ci fossero

Sarath

più controlli, la situazione migliorerebbe. Cosa consiglieresti ai fiorentini? Di valorizzare i tesori artistici della città. Spesso, chi abita qui, non si accorge della bellezza conservata da Firenze, avendola ogni giorno davanti. Manca poi un po’ di verde pubblico. Spesso vengono rifatte le piazze, ma si mette cemento al posto dei giardini. Meglio Firenze o lo Sri Lanka? Non riesco mai a decidere. Di Firenze mi piacciono molto l’arte, il cibo e il clima. Della mia terra natia mi mancano i profumi e la natura. E’ come chiedersi se ami /G.C. più mamma o papà.

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Novembre 2010

LA CITTÀ DI DOMANI/1. La rinascita delle Cascine tra i temi trattati in occasione dei “100 luoghi”

Il parco urbano più grande d’Europa? Lo avrà Firenze Paola Ferri

U

na serata di mobilitazione popolare, di dibattiti, di giardini, cantieri ed edifici aperti solo per l’occasione ai visitatori, 11mila persone per strada, o meglio riunite nei luoghi che hanno più a cuore per conoscerne i destini e partecipare a scriverli in prima persona. Se la scommessa del sindaco Renzi sui 100 luoghi fosse stata soltanto quella della partecipazione, l’avrebbe vinta a mani basse. Ma la sfida più grande è quella di mantenerli in vita tutti e 100, possibilmente facendoli diventare ciò che i cittadini vorrebbero e che hanno descritto nelle migliaia di schedine depositate nelle urne la sera del 28 settembre scorso. Messe a tacere le polemiche per i costi dell’operazione - 55mila euro in tutto che Giovanni Galli, capogruppo del Pdl, avrebbe voluto mettere nel conto

spese per la comunicazione del sindaco - si cominciano a fare altri tipi di conti, quelli con la realtà di che cosa è stato fatto e cosa si farà. Per una bruttura buttata giù a colpi di ruspa (la pensilina della stazione di Santa Maria Novella), ce n’è un’altra ancora orgogliosamente in piedi (il rudere delle ex Poste in via del Pratellino, il cui abbattimento è stato rallentato da corsi e ricorsi in tribunale). Mentre a Novoli ci si augura di rivedere presto il Palazzo di Giustizia illuminato e aperto al pubblico, in centro cittadini e commercianti attendono pazientemente che si accendano i riflettori su piazza Duomo, nel senso letterale della frase. Nell’arco di una serata e di un centinaio di assemblee di proposte ne sono state fatte a bizzeffe, ma la più quotata, in quanto uscita dalla bocca del primo cittadino, riguarda le Cascine, il pallino di Renzi dai tempi della campagna elettorale. Dai 100 punti da mettere in pratica nei primi 100 giorni, il parco cittadino è stato trasferito

per insufficienza di progressi nella categoria 100 luoghi da far rinascere entro il 2014. E siccome il sindaco ci ha messo la faccia per la seconda volta consecutiva, la riqualificazione delle Cascine è diventata per sua stessa ammissione condizione necessaria alla ricandidatura a Palazzo Vecchio. Nel mentre il progetto si è fatto più definito: il polmone verde di Firenze diventerà il parco urbano più grande d’Europa. Circa 300 ettari, più o meno il 3% della superficie totale della città. Un obiettivo da raggiungere attraverso il collegamento da un lato con l’area dell’Argingrosso, i lungarni del Pignoncino e dei Pioppi, dall’altro con l’area del Podere-Il Barco e il nuovo polo musicale con il Teatro del Maggio. La prima fase dei lavori sarà presentata a giugno e tra gli interventi iniziali vi sarà la realizzazione di una passerella esclusivamente ciclopedonale a metà strada tra quella dell’Isolotto e il ponte all’Indiano.

sono stati circa undicimila i fiorentini che hanno partecipato alle assemblee sparse tra centro e periferia lo scorso 28 settembre, contribuendo a scrivere il destino dei posti che hanno più a cuore. e ora parte la vera sfida DOMENICO Barista, 55 anni

DAVIDE Pizzaiolo, 19 anni

EVELIN Commerciante, 37 anni

“Al Duomo ci vuole più luce”

“Musica e arte al parco”

“Multiplex in chiave sociale”

“Con la pedonalizzazione di piazza Duomo gli affari sono senz’altro migliorati, ma bisognerebbe fare qualcosa per migliorare l’illuminazione, la sera è troppo buio. E poi mi piacerebbe vedere via Martelli in ordine, come tutte le altre strade, con i dehors degni di questo nome, con pedane e coperture come si deve”

“Così com’è il parco di San Donato è alienante. E’ un po’ lo stile con cui vengono fatte le cose adesso, senza personalità. E va a finire che non ci va nessuno, come in questo caso. Per portarci un po’ di persone bisognerebbe organizzarci qualche evento, ad esempio concerti o esposizioni d’arte”

“Da un punto di vista estetico è e rimarrà orribile, ma il Multiplex potrebbe rinascere sotto forma di centro di aggregazione sociale: questa zona non offre niente ai giovani, tranne qualche giardino. Si potrebbe anche pensare di farci una ludoteca per i più piccoli, sarebbe anche un modo per recuperare l’intera area”

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LA CITTÀ DI DOMANI/2. Sant’Ambrogio apre di pomeriggio, a San Lorenzo sono appena finiti i lavori

I mercati cambiano: restyling e orari lunghi Ludovica V. Zarrilli

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tutti coloro che, pur non disponendo al mattino di sufficiente tempo per fare la spesa, non vogliono rinunciare a portare sulla propria tavola genuinità e freschezza; una freschezza che va avanti dal 1873”. Leggermente diversa la situazione del mercato centrale di San Lorenzo, per cui si parla da tempo di un’apertura prolungata ma “ancora non si è deciso niente - spiega il vicepresidente del consorzio Alessandro Boni - si vociferava di un paio di aperture settimanali, ma ancora non c’è niente di certo”. Per adesso l’unica cosa certa è che finalmente, dopo un anno e mezzo di lavori, il primo piano del complesso progettato dall’architetto Giuseppe Mengoni (autore anche del Mercato di Sant’Ambrogio e della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano) è tornato alla città (l’intervento è costato 1 milione e mezzo di euro) e l’amministrazione intende destinarlo alla “cultura enogastronomica, all’artigianato e alla moda - ha spiegato Nardella -. Definiremo presto le linee guida del nuovo progetto e lo faremo insieme alla città e agli operatori del mercato stesso, ai quali chiediamo la massima collaborazione. Il nostro obiettivo è quello di rendere San Lorenzo ancora più vivo e attraente”. Ancora insicura la sorte di tutti quei banchi che, durante i lavori, sono stati spostati all’esterno del mercato, dentro una tensostruttura affacciata su piazza del Mercato Centrale, che ora sperano di tornare negli spazi all’interno, “prendendo una decisione su come sfruttare gli spazi, di comune accordo con il Comune”.

irenze, mercati aperti. Sembra questa la tendenza degli ultimi tempi, che vede protagonisti i mercati storici della città, sempre più proiettati verso aperture dilatate e una maggiore disponibilità ad accogliere tra i banchi e gli espositori eventi culturali, concerti e chi più ne ha più ne metta. A partire da Sant’Ambrogio, in piazza Ghiberti, che ha di recente annunciato l’amplimanento dell’orario di apertura due volte la settimana (il mercoledì e il venerdì è aperto dalle 8 fino alle 19 azichè fino alle 14), rendendo possibile la spesa pomeridiana anche ai ritardatari e a chi la mattina non riesce a frequentare gli allegri ambienti del mercato. Già quest’estate il complesso aveva aperto le porte - per un periodo di tempo limitato - a una serie di concerti che davano modo di conoscere la bella struttura ottocentesca anche nella sua veste by night. Dalla fine di ottobre invece , via libera al nuovo esperimento: “Siamo molto soddisfatti – spiega il vicesindaco Dario Nardella – questo era un obiettivo dell’amministrazione e ringrazio il Consorzio che ha reso possibile questo risultato. Si tratta di una sperimentazione che durerà fino a giugno, ma sono fiducioso che sarà positiva e che con il tempo tutti gli operatori aderiranno ai nuovi orari, anche quelli dei banchi esterni”. “Il nuovo orario – dice Fabio Rasile del consorzio esercenti - vuole rispondere alle esigenze di MARCO Macellaio, 57 anni

MORENO gastronomo, 47 anni

ALESSANDRO ortolano, 46 anni

“Prima di tutto la viabilità”

“No all’orario prolungato fino a sera”

“Negozi al primo piano? Sì, però...”

“Sono d’accordo con l’apertura pomeridiana del mercato di San Lorenzo, ma prima dovrebbero cambiare un po’ di cose. Questo posto è fatiscente, bisognerebbe renderlo più accogliente. E fare qualcosa per la viabilità, perché al momento è un percorso di guerra quello che porta qui. Altrimenti rimarrà solo una meta turistica”

“Non condivido la proposta di ampliare l’orario del mercato di San Lorenzo fino a sera. Partiamo dal fatto che qui dentro d’inverno ci sono 3-4° di giorno: forse se fosse climatizzato andrebbe meglio, ma qui siamo rimasti a 50 anni fa come struttura. In più si tratta di uno dei quartieri meno sicuri della città, e uscire la sera con l’incasso non sarebbe molto simpatico”

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“Quando iniziarono i lavori al piano di sopra del mercato di San Lorenzo l’intenzione era quella di renderlo a noi ortolani, una volta finita la ristrutturazione, così com’era prima. Adesso si parla di negozi, ma in realtà la discussione è ancora in corso. E non vorremmo che alla fine alcuni di noi fossero costretti a rimanere all’aperto”

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salute

Novembre 2010

DICA 33/1. Quest’anno non ci sono pandemie in vista, ma la prevenzione resta un’arma insostituibile

Influenza, partite le vaccinazioni solo nel territorio di competenza della asl 10 ne sono state richieste 225mila dosi, destinate a over 65 e a soggetti a rischio per patologie o professione Benedetta Strappi

È

uno di quegli appuntamenti imperdibili, una di quelle campanelle che suonano ogni anno anche se se ne farebbe volentieri a meno. L’influenza, con il suo corollario di starnuti, febbre, mal di gola e chi più ne ha più ne metta, si prepara ad affacciarsi e ad inchiodare a letto le sue vittime senza chiedere il permesso. Quest’anno, però, fortunatamente, il megafono degli allarmi sanitari non ha strillato forte come l’anno scorso. Lo spettro della pandemia da “nuova influenza” pare allontanato, anche se gli esperti hanno spiegato a più riprese che anche quest’anno a farla da padrone sarà il virus H1N1. Resta costante anche il monito a vaccinarsi rivolto ai cossidetti soggetti a rischio. Anziani, portatori di patologie particolari e operatori sanitari già dal 18 ottobre scorso possono vaccinarsi. Il vaccino è, come ogni anno, gratuito e per la “punturina” basta rivolgersi al proprio medico di famiglia, pediatra, o agli ambulatori della Asl 10. Quest’anno, complessivamente, la Regione Toscana ha acquistato un milione di dosi, con una spesa complessiva di circa 4 milioni di euro. Nel territorio di competenza della Asl fiorentina sono stati richieste 225mila dosi di vaccini e la campagna durerà fino a fino a fine anno. In quel periodo, tra l’altro, è atteso il picco dei contagi, anche se non si può prevederlo con esattezza (il bollettino aggiornato si trova su www. epicentro.iss.it). L’anno scorso, a vaccinarsi, fu il 71 per cento degli over 65: una cifra vicina all’obbiettivo prefissato dal ministero della Salute, attestato al 75 per cento. E quest’anno? La speranza degli addetti ai lavori è che la guardia non si abbassi, e che anche se non si grida più alla pandemia le persone non dimentichino la buona pratica della prevenzione. Che passa attraverso il vaccino, innanzitutto, ma anche attraverso

una serie di piccoli accorgimenti che possono essere preziosi. Il primo passo è tener pulite le mani, lavandole spesso e con cura (l’Organizzazione mondiale per la sanità raccomanda di impiegarci non meno di 40-60 secondi, facendo attenzione a detergerne ogni parte) e utilizzando gel alcolici quando non si ha a disposizione dell’acqua. Lo stesso vale per l’igiene respiratoria: naso e bocca, in fase di starnuto, vanno coperti. E poi c’è il buon senso, quello che impone di stare a casa quando si ha l’influenza – specie i primi giorni - per evitare di contagiare gli altri. “L’influenza è la malattia infettiva che in assoluto incide maggiormente sulla popolazione – ha ribadito l’assessore regionale al diritto alla salute Daniela

Il picco dei contagi dovrebbe verificarsi intorno alla fine dell’anno Scaramuccia - sia sotto l’aspetto sanitario sia sotto il profilo socio-economico, con assenza dal lavoro, dalla scuola e da tutte le altre attività. La polemica sulla pandemia della scorsa stagione e sullo spreco dei vaccini, rimasti in gran parte inutilizzati, può aver generato sfiducia nella vaccinazione. Voglio ricordare che il vaccino è il mezzo più efficace e conveniente per prevenire l’influenza e le sue complicanze. Invito quindi gli anziani sopra i 65 anni e tutte le persone appartenenenti alle categorie a rischio - ha concluso - ad andare dal proprio medico o pediatra di famiglia per farsi vaccinare”.

L’aPPeLLo Per l’associazione “Noi per voi per il Meyer” In una calda mattina calabrese di 34 anni fa, nella mite Crotone, nasceva, scalciando tra una sopressata ed un salamino piccante, la nostra Francesca, all’urlo di ‘nduja. In pochi minuti fu chiaro chi era. Le mettevano il primo pannolino e lei ridisegnava la disposizione della nursery. A colpi di pianti sempre più forti minacciava gli infermieri per evitare gli sprechi e con sorrisi ben studiati lusingava il primario. Presto ebbe i suoi primi approcci con il business. All’inizio fu riciclo di barbie, poi la stampa di ‘nduja magazine, infine smistamento di merendine al parco giochi. Al liceo ebbe successo per aver ottenuto un ottimo prezzo sulla stampa dei volantini per le manifestazioni e da li decise di fare ingegneria gestionale. Dopo tutte queste vicissitudini finalmente arriva a Firenze e qui fa la sua seconda scelta di vita. E’ calabrese e non siciliana, quindi niente coppola, come fedele compagna meglio la Coppoletta. Al suo fianco la mattina arriva e al suo fianco la sera se ne va, dopo una giornata di urla ai piccoli e sussurri ai grandi, intervallate dal tenero ticchettio dei suoi passi leggeri, come un bufalo di corsa. Oggi la celebriamo nonostante tutto, nonostante le vocali piu aperte dei negozi sotto natale, nonostante la sua euforia mattiniera sia uguale a chi ha appena pagato le tasse, nonostante quando parla sia meno comprensibile di Luca Giurato con il raffeddore, nonostante tutto perché come la suocera, se non ci fosse bisognerebbe inventarla.

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Nuovi volontari cercasi

M

a la nostra sanità vive anche di un prezioso “sottobosco”: il volontariato. Firenze, ed in generale la Toscana tutta, conta una miriade di associazioni attive nel settore. Una di queste è “Noi per Voi per il Meyer -Onlus”, nata nel 1988 come raggruppamento di genitori di pazienti oncologici dell’ospedalino, e cresciuta nel tempo fino a contare oltre 3.500 soci. E adesso “Noi per Voi” cerca nuovi volontari. Persone disposte a regalare un po’ del loro tempo (bastano pochissime ore a settimana) a una più che giusta causa, per dare sostegno ai piccoli pazienti del Meyer (e di altre strutture con cui l’associazione collabora) e alle loro famiglie. Questi volontari si muovono su un doppio fronte: da una parte sono presenti nei reparti e a casa dei piccoli malati, dall’altra sono chiamati a occuparsi di quelle faccende burocratiche che spesso rappresentano un fardello ulteriore per i loro familiari. E sono sempre loro ad animare le iniziative di raccolta fondi, dalle cene di beneficenza agli stand. “La nostra associazione ha una

particolarità – spiega la dottoressa Ilaria Paggetti, referente per le attività di volontariato – che è quella di organizzare, generalmente una volta all’anno, corsi di formazione ad hoc, gratuiti, che preparino chi si avvicina a noi ad affrontare al meglio situazioni spesso emotivamente pesanti. Oltre a questo ci occupiamo della formazione permanente, e ogni mese ci sono due riunioni per agevolare al massimo il lavoro dei volontari”. Per tutte le informazioni, e per le iscrizioni al corso di formazione, si può consultare il sito www. /B.S. noipervoi.org.


salute

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DICA 33/2. Un fiorentino racconta la sua personale esperienza dopo aver contratto l’H1N1

Una lunga storia di allarmi “gonfiati” Dalla mucca pazza alla suina, passando per la sars e l’aviaria: alla “saga” delle pandemie (vere o presunte) si aggiunge un nuovo capitolo ogni anno Ilaria Esposito

I

n principio fu l’encefalopatia spongiforme. Volgarmente detta “mucca pazza”, probabilmente questa malattia costituì uno dei primi “allarmi epidemia” del nuovo millennio. In realtà, il morbo venne identificato per la prima volta nel 1996, ma il picco di casi si verificò nel 2000. Ad oggi, in tutto, sono state 217 le persone, distribuite in 11 stati diversi, ad ammalarsi di Bse (fonte Asca). Purtroppo, l’ultimo caso italiano risale a quest’estate. E ancora, nel 2002 fu la volta della Sars (Sindrome Acuta Respiratoria Severa), della quale fu vittima il medico Carlo Urbani. Dopo il suo caso, in Italia fu lanciato lo stato di allarme, che fortunatamente rientrò dopo poco tempo senza che il numero di casi verificatosi potesse essere considerato preoccupante. Fra il 2003 e il 2004 fu la volta dell’aviaria, quella che faceva tremare gli ipocondriaci davanti a un petto di pollo. In realtà, il contagio era facilmente scongiurabile con una semplice cottura delle carni bianche, tanto che tutti i casi sospetti di contrazione del morbo nel nostro Paese fra il 1997 e il 2007

seguirono ad un contatto diretto degli individui con volatili domestici. Ad ogni modo, la “fobia del pollo” causò soprattutto una grossa perdita economica nel settore dell’allevamento avicolo. Passando dai bovini alle carni bianche, cronologicamente si giunge alla suina, per cui si è parlato di “pandemia”. Il passaggio del morbo dagli animali all’uomo è avvenuto nel 2009 in piccoli villaggi messicani, dove purtroppo morire di influenza è ancora facile. Giunto in Europa, il virus H1N1 è stato effettivamente contratto da molti, ma fortunatamente nella maggioranza dei casi si è manifestato come una normalissima influenza. E’ il caso di Niccolò Tosi, 25 anni, di Firenze, che l’anno scorso si è ammalato mentre trascorreva un periodo di studi in Inghilterra. “Ho contratto il virus fra Washington e l’Inghilterra – spiega Niccolò - in aeroporto. Arrivato a Southampton stavo già male, quindi ho compilato un form su un sito che era stato costruito in occasione dell’emergenza. Ho chiamato il medico e lui ha contattato la ‘Health protection unit’. Mi hanno fatto due tamponi e dopo un paio

di giorni mi hanno confermato che avevo sicuramente contratto la H1N1. Il mio è stato il primo caso in Hampshire e c’era un po’ di disorganizzazione. Dopo è stata stabilita una procedura. Io sono dovuto stare chiuso in casa

una settimana - conclude il 25enne - la mia università è stata avvertita e i miei coinquilini allontanati dall’appartamento che condividevamo. Al di là di questo, si è trattato di una normale influenza”.

iL fatto La paziente aveva contratto la malattia, che ha tempi di incubazione lunghissimi, molti anni fa, quando non c’erano controlli sulla carne

A Livorno un ricovero recente per la Bse: “Ma nessun pericolo di contagio”

E

ra dal 2002, quando una donna si ammalò in Sicilia, che la BSE o - per dirlo come la malattia è conosciuta ai più - la “mucca pazza”, non tornava a terrorizzare l’Italia. E invece quest’estate una signora livornese di 42 anni è stata ricoverata d’urgenza all’ospedale di Livorno per permetterle di attraversare la fase terminale della malattia ricevendo alcune cure palliative che le alleviassero l’atroce sofferenza. La donna accusava da tempo disturbi neurologici e per questo si era recata pochi mesi fa al Carlo Besta di Milano, dove la malattia le è stata diagnosticata e dove, senza successo, le sono stati

somministrati i primi medicinali. Già a ottobre 2009 quello della donna era stato definito come un probabile caso di “variante della sindrome di Creutzfeldt-Jakob” (la mucca pazza, appunto). I disturbi neurologici che hanno portato la signora fino allo stato di coma sono dovuti a una proteina, il prione, che danneggia il sistema nervoso e il tessuto cerebrale. Purtroppo, la diagnosi della malattia non è facile né può esser fatta in tempi rapidi, perché il periodo di incubazione della Bse può anche durare 10 anni e i sintomi possono essere diversi. Questa estate è stata proprio la lunghezza del periodo di latenza della

malattia a far escludere agli esperti il fatto che in Italia, dopo questo caso, si dovesse tornare a parlare di allarme. Infatti, la proteina sarebbe stata ingerita dalla donna quando ancora i controlli sulla carne non erano quelli imposti dalla normativa europea dopo i casi del 2000. Per quanto riguarda l’ospedale dove la donna è stata ricoverata, invece, i medici hanno tenuto a sottolineare che ogni tipo di contagio degli altri pazienti è da escludersi. Grazie all’osservanza di normali misure igieniche, i ricoverati nel reparto dove è stata ospitata la donna si devono /I.E. considerare al sicuro da qualsiasi tipo di rischio.

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Novembre 2010

CURIOSITÀ/1. Molti i giovani che scelgono di noleggiare uno di questi mezzi anche solo per poche ore

Metti una sera a bordo di una limousine farsi scarrozzare dietro i vetri scuri di un’auto sfarzosa sembra non essere più un sogno proibito. e così spopola la moda alla “Pretty Woman” Annalisa Cecionesi

I

mmaginate la scena di Pretty Woman in cui Julia Roberts sale e scende da una limousine colma di acquisti. Perché non farlo in via Tornabuoni? Basta noleggiare una limousine. Nell’immaginario collettivo è il mezzo di trasporto dei boss della malavita o delle star dello spettacolo. Ma oggi non è più una bizzarria americana. Anche i palazzi e le vie di Firenze possono essere visti dai vetri scuri di una “limo”. Non c’è da stupirsi nel trovarsene una a fianco al semaforo. Perché salire su una limousine non è più (solo) roba da ricchi. Se negli Stati Uniti il noleggio di questo genere di auto va avanti da decenni, in Italia è una novità degli ultimissimi anni. Uno “limo” può aspettare gli sposi davanti alla chiesa. Ma anche un’uscita in discoteca può essere l’occasione buona per noleggiarla. Il costo? Per una serata in discoteca, dalle 8 di sera fino a tarda notte, si spendono circa 600 euro. Spesa che si può dividere tra i partecipanti. Queste vetture infatti possono ospitare anche 8 persone. La “limo” non è soltanto un mezzo di trasporto, ma una sorta di lussuoso locale con le ruote. La serata inizia a bordo. Sui sedili in pelle si sorseggia un aperitivo, si può ascoltare musica o guardare un film. “È un servizio che consente aggregazione – spiega Alessio Dolfi dell’autonoleggio Fast Car di Pistoia - senza dimenticare che noleggiando una limousine ci si può concedere un drink senza temere l’alcool test, visto che alla guida c’è un autista”. Ma dove vuol farsi scarrozzare chi decide di noleggiare una “limo”? Le mete più gettonate sono la Versilia e i locali fiorentini. Centro storico compreso, visto che le vetture hanno l’autorizzazione alla circolazione, alla pari dei taxi. I clienti sono di tutti i tipi. Tanti giovani che vogliono trascorrere una serata particolare, festeggiare un compleanno o una laurea. Il ragazzo intenzionato a stupire la fidanzata o i freschi sposini che la scelgono nel giorno del sì. Tra questi, mol-

ti sono cinesi. La limousine consente loro di sfoggiare il lusso ma anche di far spazio ai testimoni, che per loro tradizione seguono gli sposi. Ma chi noleggia una “limo” non lo fa solo per ostentare uno status symbol. “Alcune mamme – racconta Dolfi – l’hanno noleggiata per fare una sorpresa di compleanno alla figlia di 12 o 13 anni, invitando anche gli amici. Per una bambina salire su una macchina del genere è un po’ come vivere una favola”. Una fiaba alla Pretty Woman (per info: www. limousinetoscana.com).

Una limousine in servizio

CURIOSITÀ/2. Si può partire da viale Europa o San Casciano, il volo dura un’ora

E per gli incontentabili c’è la mongolfiera F

irenze… cinquecento metri sopra il cielo. Non è un film, né il titolo di un libro. È la possibilità di ammirare la città e i suoi dintorni col naso all’ingiù. A bordo di una mongolfiera. Il Duomo, Santa Croce, Ponte Vecchio, l’Arno. E intorno le dolci colline. Di solito è un paesaggio che si ammira a “spizzichi e bocconi”. Un pezzo alla volta. Al massimo la buona porzione che si staglia di fronte a piazzale Michelangelo. Per vedere dall’alto il paesaggio che tutto il mondo ci invidia “basta” superare la paura delle vertigini e salire su una mongolfiera. “Il numero delle persone che vogliono provare questa esperienza è in crescita, grazie a internet – spiega Ivan Vastano, titolare della ‘Vastano Mongolfiere’ - tra i nostri clienti abbiamo in prevalenza stranieri, ma il numero di italiani è in aumento”. Salgono sul “pallone volante” per fare un regalo di compleanno o per festeggiare in modo singolare un anniversario. Ma c’è anche chi invita a bordo il proprio partner per una memorabile richiesta di matrimonio ad alta quota. O chi,

semplicemente, lo fa per togliersi uno sfizio e coronare un sogno. Senza dimenticare gli appassionati di fotografia, che potranno mostrare agli amici scatti mozzafiato. Le basi di decollo? Con la Vastano Mongolfiere si può partire da Firenze, nello spazio messo a disposizione da un hotel di viale Europa, o da San Casciano. E si può sorvolare, a seconda del vento, Firenze, Siena, San Gimignano e Volterra. “Da una posizione privilegiata, e in tutta sicurezza – racconta Vastano - si vedono le colline intorno a Firenze, le ville e gli splendidi giardini che da terra sono nascosti alla vista”. Il volo dura circa un’ora e può essere effettuato in tutte le stagioni, se le condizioni meteo lo permettono. Non possono volare i bambini sotto i sei anni o alti meno di 1,20 metri, né le donne in gravidanza. Per quanto riguarda l’abbigliamento, bastano pantaloni lunghi e scarpe da tennis. E’ possibile avere la mongolfiera in esclusiva o volare in gruppo, fino a 16 persone (per info: www.vastanomongolfie/A.C. re.com).


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TEATRO/1. Viaggio tra i cartelloni più curiosi per scoprire burattini, vernacolo e commedie brillanti

Palcoscenico sì, ma solo se è alternativo Chi l’ha detto che a firenze non si sperimentano nuovi generi? Ce n’è per tutti

LA MOSTRA

i gusti: l’everest fa salire sul palco giovani artisti emergenti, il reims - nel bel mezzo

Quando gli etruschi guardavano l’Oriente

del quartiere 3 - regala agli appassionati divertenti scenette recitate nel toscano più verace, mentre al teatrino del gallo spopolano le marionette Ilaria Esposito

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d autunno inoltrato si entra nel vivo delle stagioni teatrali, si ha già un’idea degli spettacoli da non perdere fino ad aprile e in molti saprebbero elencare i grandi nomi che si alterneranno sui cartelloni per tutto l’inverno. Ma la Firenze dei teatri non è fatta solo di questo. Sono tanti gli spazi non convenzionali dove gli appassionati di generi più o meno di nicchia, o semplicemente considerati minori dal grande pubblico, possono assecondare i propri gusti. Teatro contemporaneo, vernacolo e burattini sono solo alcuni esempi di quanto la città offre e i cittadini spesso non conoscono. Altrettanto sconosciuti i luoghi dove questi spettacoli vanno in scena, nonostante in molti casi sorgano nel bel mezzo dei quartieri fiorentini. Un esempio? Il Teatro Everest di via Volterrana. Lo spazio ha riaperto cinque anni fa dopo venti anni di chiusura al pubblico e ogni anno presenta un programma di spettacoli che vanno da Shakespeare alle proposte più originali di giovani compagnie. L’Everest fa parte del circuito “Teatri possibili”, rete che si propone di diffondere l’universo teatrale in ogni suo aspetto, dal momento del palcoscenico a quello della formazione di giovani artisti. Per questo motivo, presso lo spazio di via Volterrana sono presenti anche una programmazione per i più giovani e corsi di recitazione, clowneria, tecniche vocali e giocoleria. Ma l’offerta “alternativa” dei palcoscenici fiorentini non si esaurisce qui. Per dirne una, anche chi ama il vernacolo può trovare pane per i propri denti. In questo settore, la tradizione fiorentina ha pochi rivali. Lo dimostra il programma per l’anno 2010-2011 del Teatro Reims, che si trova nell’omonima via, nel bel mezzo del quartiere 3: un cartellone che vede alternarsi spettacoli di lirica e commedie brillanti alle esibizioni di compagnie teatrali che recitano rigorosamente in toscano. La programmazione è iniziata a novembre. Per la prima parte del mese sono previsti gli spettacoli “La Bottega di Sghio”, della compagnia “Stabile del Reims Associazione Culturale Teatreria” (nei giorni 6,7, 13 e 14 ) e “A.A.A piacente mezza età, cerca il-

libata per urgente matrimonio”, della compagnia “Firenze Ridanciana (27 e 28 novembre)”. Il cartellone continuerà per tutto l’anno con le esibizioni delle compagnie vernacolari citate e della compagnia “De Bon tempo”. Spettacoli dello stesso genere si possono vedere anche al Teatro Nuovo del circolo ARCI Lippi, in via Fanfani, dove si esibiscono la “Compagnia del Grillo” e gli allievi del laboratorio teatrale che ha la stessa sede. “E i burattini?” Domanderanno i nostri

piccoli lettori. Anche per il genere solitamente amato dai bambini, ma che di per sé vanta una tradizione comparabile a quella del grande teatro, a Firenze non mancano i palcoscenici. Uno su tutti, quello del Teatrino del Gallo, che si trova in via San Gallo 25r ed è stato ricavato dalla limonaia adiacente la Libreria Libri Liberi. Qui si esibiscono spesso i famosissimi Pupi di Stac, la compagnia fondata da Carlo Staccioli nel 1946, oltre a numerosi altri gruppi teatrali per bambini.

LIBRI. Il nuovo lavoro di Paolo Ciampi, dedicato alla donna che sposò la causa di Garibaldi

Miss Uragano, l’inglese che “fece” l’Italia T

ra i libri che escono per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia spicca, per originalità e simpatia, la biografia di tale Jessie White, eroina inglese prestata alla causa di Garibaldi. Una figura di donna che non si studia sui testi scolastici, riportata alla luce dal giornalista e scrittore fiorentino Paolo Ciampi. Miss Uragano (Romano Editore, pagg. 328, euro 14, prefazione di Anita Garibaldi), questo il titolo che si riferisce al soprannome della White, è l’avvincente storia di chi, fra i tanti inglesi che offrirono un contributo al Risorgimento, ebbe un ruolo importante e, soprattutto, dedicò l’intera vita alla causa italiana. Ciampi affronta il tema biografico della donna-eroe, facendo trasparire in ogni pagina grande ammirazione, quasi una devozione che, oggi, appare come un tributo postumo. Una biografia, un libro di storia da leggere come un romanzo, attraverso le vicende di una donna eccentricamente anglosassone e sanguignamente italiana, seguendola a Firenze, la città che scelse per vivere e per morire, ma anche a Pisa, Genova, Napoli, Palermo, Roma. “Jessie White – spiega Ciampi – fu cospiratrice al servizio di Mazzini, infermeria delle camice rosse in quasi tutte le campagne

di Garibaldi, poi anche scrittrice e giornalista, corrispondente per alcune delle più grandi testate internazionali e, prima in Italia e tra le prime donne al mondo, anche inviata di guerra. Venerò Mazzini come maestro, si lasciò conquistare da Garibaldi come uomo e come eroe, ebbe come amici intimi personaggi del calibro di Agostino Bertani e Carlo Cattaneo, ma fu con un altro protagonista di quegli anni e di quelle battaglie, Alberto Mario, che intrecciò una lunga e travolgente storia di amore: forse la più bella del nostro Risorgimento, sbocciata in carcere e capace di durare fino alla morte”. Una donna dal carattere impetuoso, una donna che ha dato molto agli italiani. “Nei suoi confronti – aggiunge Ciampi – l’Italia è stata senz’altro assai meno generosa: il ricordo di Jessie White è confinato solo a qualche studio specialistico”. Ora il libro di Ciampi prova a fare giustizia, rivelandoci una storia incredibile fatta di passioni, barricate a Milano, l’impresa dei Mille e, infine, il volto della prima donna-reporter in Italia distintasi per le grandi inchieste sul campo, per le testimonianze coraggiose sull’inferno delle carceri /C.B. e dei manicomi, dei bassi napoletani e delle zolfatare.

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li etruschi tornano a casa, in pieno centro storico, accanto alla Santissima Annunziata. Hanno affrontato secoli di storia, ma anche la distruzione provocata dall’alluvione del 1966 e un restauro durato 40 anni. La mostra “Signori di Maremma. Elites etrusche tra Populonia e Vulci” mette in vetrina centinaia di reperti, raramente esposti al pubblico o inediti, che trovano posto nelle stanze dove erano custoditi fino al ‘66: il Museo Topografico Centrale dell’Etruria, parte dell’attuale Museo Archeologico Nazionale di Firenze, uno dei più importanti al mondo per l’etruscologia. Ceramiche figurate, statue, armi, preziose oreficerie: sono alcuni dei tesori custoditi nel deposito del museo, riportati alla luce per illustrare il periodo “orientalizzante”, quello che va dalla fine dell’VIII all’inizio del VI secolo a.C., in cui è evidente l’influenza del Vicino Oriente sulle produzioni artistiche dell’Etruria. I materiali, che provengono dai principali centri della Maremma, narrano la vita ai tempi delle aristocrazie etrusche: la guerra, i banchetti, i momenti quotidiani. Suggestive ricostruzioni fotografiche e gigantografie arricchiscono il percorso, allestito dagli architetti Luigi e Marica Rafanelli. Ci sono anche le opere contemporanee: la personale di Anna di Volo, che per le sue tele prende spunto dal mondo antico. La mostra è reduce dal successo raccolto l’anno scorso, in occasione della sua prima edizione, a Grosseto. Adesso arriva a Firenze arricchendosi di nuove sezioni. “Tutto questo permette di riportare nella loro sede naturale una serie di corredi che erano esposti qui prima dell’alluvione – spiega Carlotta Cianferoni, direttrice del Museo Archeologico - più che una mostra è una sezione importante del museo che viene riproposta al pubblico”. In cantiere c’è il progetto di trasformare la rassegna in un allestimento permanente, quando sarà concluso il recupero degli ambienti del Topografico. “I depositi del museo racchiudono molti tesori – prosegue Carlotta Cianferoni – stiamo parlando di decine di migliaia di pezzi. L’idea è quella di tirare fuori gradualmente i vari reperti, tramite mostre e allestimenti, in modo da rendere il museo vivo, in continuo divenire”. La visita alla mostra, in programma fino al 30 aprile 2011, è compresa nel biglietto /G.C. del museo (3 euro).

Uno degli oggetti esposti


cultura

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TEATRO/2. Nel cuore di Gavinana apre il Nuovo Lumière, dedicato a giovani e spettacoli di qualità

E ora Firenze ha un sipario in più Ludovica V. Zarrilli

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on ci avrebbe mai scommesso nessuno, e invece qualuno ha avuto il coraggio di farlo. In un momento in cui il mondo della cultura, e in particolare quello del teatro, sembra soccombere sotto la scure degli scarsissimi finanziamenti, ecco che un gruppo di giovani e intraprendenti amanti del palcoscenico hanno deciso di tirare su un nuovo sipario: si tratta del Nuovo Teatro Lumière, nato sulle ceneri della vecchia sala cinematografica del Centro Incontri, in via di Ripoli 231, nel cuore del quartiere di Gavinana e poco lontano da Bagno a Ripoli. Da un’esperienza già radicata sul territorio, nel ventre di una comunità numerosa e attiva, che porta scritta nel proprio dna la passione per il teatro, nell’eredità della Compagnia Giosuè Borsi Arsante, attiva qui dal 1920, nasce un’avventura culturale e sociale che si apre alla città di Firenze. Ne è interprete l’attore, giornalista e regista fiorentino Marco Predieri a cui è stato affidato l’onere e l’onore di comporre il primo cartellone. “E’ una sfida complessa ed esaltante al tempo stesso – spiega il neo direttore – un atto rivoluzionario in un tempo fatto di realtà virtuale e di media, nel quale sembrano contrarsi sempre più drammaticamente le risorse e gli spazi per i linguaggi dello spettacolo dal vivo e per l’arte in generale. Quello che mi ha convinto ad accettare

è stato soprattutto l’entusiasmo espresso dalla comunità a cui la sala appartiene e da chi fino a oggi l’ha mantenuta comunque in vita e attiva, Paola e Maurizio del Buffa. Lo sforzo per riconsegnarla al pubblico è stato ingente ed è per questo ancor più sentita ed evidente la mia responsabilità nell’interpretare il mandato affidatomi”. Un teatro piccolo che vanta già un cartellone di tutto rispetto. La prima si è svolta il 5 novembre e ha vi-

La struttura si propone come base pulsante di una realtà autentica

sto on stage Edy Angelillo e Michele La Ginestra con lo spettacolo Radice di 2, e a fine mese sarà la volta di “Rafael. Il signore della magia” (dal 26 al 28) seguito a ruota da “Le soprelle Materassi”, dal 3 al 5 dicembre. Sul palco si alterneranno nuove leve e attori già consacrati come Alessandro Benvenuti, Andrea Muzzi, Alessandro Riccio e Silvia Paoli. “Il Lumière - continua Predieri non sarà un semplice palcoscenico per le ospitalità, ma intende proporsi come base pulsante di una

comunità teatrale autentica, radicata sul territorio e aperta al confronto, alle istanze delle giovani professionali e soprattutto degli spettatori che ne costituiranno il vero cuore. E’ in quest’ottica che i primi artisti che compongono il nuovo cartellone

hanno raccolto, devo dire anche con commovente slancio, il mio invito a credere in un viaggio comune, che oggi comincia in salita, come sempre accade per le novità, ma che mi auguro possa essere lungo e in costante crescita”.

NOVITÀ. Al via i lavori per l’ampliamento della superficie espositiva

Il museo dell’Opera del Duomo si rifà il look I

Un’immagine del progetto

l nuovo museo dell’Opera del Duomo comincia a muovere i primi passi verso la realizzazione, e lo fa annunciando il via libera ai lavori, che andranno avanti per sei anni e consegneranno alla città una superficie espositiva duplicata e un nuovo appeal per capolavori come la Pietà di Michelangelo o la Maddalena di Donatello, che saranno finalmente esposti in spazi adeguati. Novità anche per la cattedrale, all’interno della quale è prevista la realizzazione di un ambone (quella struttura dalle quale il sacerdote proclama le letture, ndr) per realizzare il quale sono state chiamate a raccolta alcune delle teste coronate dell’arte e dell’architettura made in Italy: a contendersi lo scettro per la progettazione

ci sono Mario Botta, Mario Ceroli, Amalia Ciardi Duprè, Massimo Lippi, Mimmo Paladino, Filippo Rossi, Enrico Savelli e Paolo Zermani. E nonostante il consiglio dell’Opera del Duomo, compresa la presidente Anna Mitrano, insieme al vescovo di Firenze Giuseppe Betori e a monsignor Timothy Verdon, siano entusiasti dell’idea di mescolare l’antico al contemporaneo, tra chi storce il naso c’è l’attuale direttore dei musei vaticani ed ex soprintendente al Polo museale fiorentino Antonio Paolucci. “Non mi permetto di giudicare - ha detto Paolucci - ma ritengo, in generale, che intervenire in un contesto antico sia sempre pericoloso ed inopportuno. L’ intervento potrebbe compierlo anche il più grande

scultore del mondo, ma questa resta la mia idea”. Nessuno ha invece avuto da ridire sul progetto di ampliamento del museo, affidato agli architetti Adolfo Natalini e Guicciardini&Magni. La superficie totale sarà di 5.250 metri quadrati e l’investimento, tutto a carico dell’Opera del Duomo, ammonta a 25 milioni di euro. Il “vecchio” e il nuovo museo saranno uniti in un unico percorso e l’ ampliamento permetterà di esporre adeguatamente l’ intera collezione, comprese le opere monumentali come la Porta del Paradiso del Ghiberti e le altre due porte bronzee del Battistero “qualora si decida di musealizzarle” insieme ai gruppi scultorei che le /B.B. sovrastano.


IL PERSONAGGIO. Il direttore sportivo fa il punto della situazione. E guarda al futuro

Gli orizzonti di Pantaleo Corvino Dall’infortunio di Jovetic alla scommessa Ljajic, dalla scelta di Boruc all’obiettivo Nastasic: tanti gli argomenti affrontati. E su se stesso: “Se non mi danno un calcio, a Firenze vorrei rimanere fino al 2015. Poi smetterò” Cristina Guerri

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Pantaleo Corvino

ercato ma non solo. A stagione ormai avviata, il direttore sportivo viola Pantaleo Corvino fa il punto della situazione. Con un occhio al futuro: quello della squadra, ma anche il suo. Partiamo da Ljajic. Una delle poche note liete di questo inizio di stagione... Ljajic, come Jovetic, è arrivato nello scetticismo generale. Abbiamo investito sei milioni di euro per lui, tanti per un giovane, anche se di buona prospettiva. Lo avevo notato al torneo “Nereo Rocco” e l’ho seguito a lungo. Quando è saltato il trasferimento del giocatore al Manchester United per un permesso di lavoro che non è arrivato, mi sono fatto trovare pronto e ho anticipato gli altri club. L’infortunio di Jovetic proprio non ci voleva... All’inizio credevo fosse una semplice distorsione, magari alla caviglia. E invece c’è stato uno “tsunami” nel ginocchio. Mi sono sentito male, anche perché sul mercato avevo deciso di portare avanti una determinata strategia. Trovarsi senza uno dei giocatori più importanti mi ha creato problemi di grande sofferenza. Per il ragazzo, ma anche per l’allenatore, per la società e per i tifosi. Adesso tiene banco la questione Montolivo. Il rinnovo è vicino? E’ sempre difficile parlare del mercato. Ma sul suo contratto sono sempre stato molto chiaro. Da parte del procuratore e del ragazzo abbiamo ricevuto la volontà di legarsi alla Fiorentina per i prossimi cinque anni. Tornato dal Mondiale, a

inizio campionato, ci è stato detto che volevano una pausa di riflessione. Noi aspettiamo, perché nelle due persone in questione riconosciamo una coerenza e crediamo che possa dare continuità. Anche lei è in scadenza di contratto... Se non mi danno un calcio, a Firenze vorrei rimanere fino al 2015. Poi smetterò. Vorrei godermi i miei figli, visto che fino a oggi non ho potuto farlo. Passiamo a Boruc. Il suo acquisto ha creato qualche polemica, considerando il fatto che un grande portiere (Frey) c’era già. La verità è che si fa fatica ad accettare che con Avramov e Frey servisse un’altra alternativa valida. Ma, detto questo, Boruc rimarrà a Firenze fino alla scadenza del contratto. Mentre per gennaio si parla tanto di Nastasic... Nastasic l’ho seguito. Ma non può essere tesserato da nessuna società fino al prossimo mercato estivo, perché non ha compiuto 18 anni. E’ un giocatore che conosco, ma i nostri orizzonti sono ampi, che non si fermano soltanto al mercato dell’est. Tante operazioni importanti, in passato, le ho fatte anche in Sudamerica. Vedi Ledesma a Lecce, o Lima che poi ho venduto alla Roma nell’anno dello scudetto. O ancora Chevanton, dall’Uruguay, venduto a 20 miliardi. Il nostro mercato non è figlio di un’area, seppure io sia nato sull’Adriatico e spesso il cuore mi porti verso i Balcani. Da Vucinic a Bojinov certe operazioni, del resto, sono sempre andate bene. Ma non è detto che mi fermi qui. Ripeto, i nostri orizzonti sono ampi.

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sport

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IL PUNTO. Verso la sessione invernale. Ecco quello che potrà cambiare in casa viola

Chi viene, chi va: si avvicina il mercato Cristina Guerri

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ennaio è ormai (quasi) alle porte. E nel calcio gennaio vuol dire soprattutto una cosa: mercato invernale. Per questo, il direttore sportivo della Fiorentina,

Pantaleo Corvino, è già al lavoro per rinforzare la rosa, considerate anche le difficoltà (fisiche ma non solo) di questa prima parte della stagione. Partiamo da quella che sembra sempre più una certezza. L’avventura di Cristiano Zanetti con la maglia della Fiorentina appare agli sgoccioli. Lo ha confermato

Per qualche giocatore dato sul piede di partenza si fanno i primi nomi di possibili rinforzi. in tutti i reparti

il suo procuratore, Carlo Pallavicino: “La condizione di Cristiano è un po’ particolare. Ha voluto scommettere su Firenze, a costo di ridursi l’ingaggio. Poi un infortunio lo ha un fermato e da lì si è creata una situazione un po’ triste. Zanetti è diventato una sorta di capro espiatorio. Sono state dette sempre le solite cose: che è vecchio e rotto. A Firenze – ha aggiunto - si è creato un clima negativo che ha condizionato allo stesso modo la situazione del giocatore. Allora la storia ci insegna che quando non si è molto graditi, forse è bene cambiare aria”. Considerando anche la situazione di Mario Bolatti, un altro centrocampista con le valigie in mano, è facile pensare che Corvino opti per l’acquisto di un giocatore in mezzo al campo. Anche in difesa manca qualcosa, forse uno o due innesti. Il primo sull’out mancino. Pasqual alterna partite no a prestazioni ricche di luci e ombre. Al centro della difesa, invece, con un Felipe che continua a non convincere, serve un giocatore che affianchi Gamberini. Ecco che allora lo scambio tra il brasiliano e Santacroce (attualmente in forza al Napoli) potrebbe concretizzarsi. In attacco guai a parlare di cessioni. Anzi. Serve una valida alternativa a Gilardino. Che non andrà né in Inghilterra (si parlava di un interesse del Newcaste) né alla Juventus. Babacar è ancora troppo giovane e quindi inesperto per supportare il l’attaccante di Biella, ma

un bomber “low cost” potrebbe attirare l’attenzione del diesse viola. Un nome? John Carew dell’Aston Villa. Fuori dai piani di Houllier, tecnico degli inglesi, il centravanti norvegese, che in Italia ha già giocato con la maglia della Roma,

potrebbe essere ceduto a gennaio. Carew, che ha un contratto fino al giugno 2011, ha già chiesto di essere ceduto non appena sarà possibile. Non resta, dunque, che aspettare qualche settimana. Come detto, gennaio è ormai alle porte.

L’oPinione Emiliano Mondonico analizza il momento

“Due tecnici molto diversi”

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ncora è troppo presto per parlare di mercato sbagliato, o di scelte sbagliate da parte della società”. Parola di Emiliano Mondonico, ex tecnico viola nella stagione 2003-2004, che analizza questa prima parte di stagione. Partiamo dal mercato. Sono stati gli acquisti sbagliati a condizionare questa partenza a rallentatore? Diciamo che sono tanti i fattori che hanno contribuito a determinare questa situazione. Il primo è il cambio di panchina. Con Mihajlovic lo spogliatoio ha perso un po’ di quella tranquillità che Prandelli usava nel gestire le diverse situazioni. L’ambiente aveva bisogno di una scossa, ma la differenza tra i due tecnici è talmente tanta che ha condizionato in negativo questo passaggio. E poi... Prego.

La Fiorentina, dobbiamo dirlo, è stata anche piuttosto sfortunata. Il ko di Jovetic, il dolore alla caviglia di Montolivo e il ginocchio di D’Agostino hanno condizionato e non poco le scelte di Mihajlovic. Ancora è troppo presto per parlare di mercato sbagliato, anche se il giudizio sulla campagna acquisti lo può dare solo la classifica in campionato. In estate si parlava, forse con troppa facilità, di un piazzamento in Champions League... Questo è uno dei campionati più difficili in assoluto. Le squadre di medio livello si sono rinforzate molto. E’ vero, la Fiorentina non lo ha fatto, ma ha comunque mantenuto tutti i giocatori di livello. Ho sentito parlare di salvezza: adesso sarebbe un errore parlare di questo obiettivo, perché i giocatori sarebbero assaliti dalla /C.G. paura.

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CALCIO. A tu per tu con Matteo Laurenzi, approdato quest’anno al San Donato–Tavarnelle

Il bomber nato sotto il segno del Leone Lorenzo Mossani

L’attaccante era partito bene, poi è stato frenato da un infortunio. Afferma

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di ispirarsi a Messi, mentre nella rosa della Fiorentina non c’è nessuno che lo entusiasmi. E di se stesso che dice? “Non amo le promesse, mi piacciono i fatti”

Matteo Laurenzi in azione

Sei un tifoso della Fiorentina: dei giocatori adesso in rosa chi è quello che ti piace di più? Mi dispiace ammetterlo, ma di quelli di adesso nessuno. Nessuno di loro riesce a farmi entusiasmare. Ma se devo proprio sceglierne uno, prendo Jovetic. Azzardiamo un paragone tra l’inizio del campionato della Fiorentina e quello del San Donato – Tavarnelle: riesci a dirmi qualche affinità e qualche differenza? Intanto i pochi punti raccolti! Abbiamo due attacchi simili, un ariete e un giocatore più fantasioso che svaria per tutto il fronte d’attacco. Un’altra cosa in comune che mi viene in mente così velocemente sono gli esterni che in entrambi i casi sono rapidi e tecnici. E poi i tanti infortuni negli uomini determinanti. La differenza è semplice: noi siamo molto più grintosi... Hai cominciato a giocare a pallone a sette anni e tutte le volte che ne parli ti s’illuminano gli occhi: dicci la verità, non c’è niente che ti fa pensare “ma chi me l’ha fatto fare”? Per adesso non l’ho mai detto... l’unica cosa che mi scoccia un po’ è cominciare la preparazione a fine luglio quando i miei amici sono ancora in vacanza... ma poi entro negli spogliatoi, annuso l’odore del cuoio degli scarpini ed ho voglia solo di calciare la palla. Ultima domanda: attese per la stagione? Che il San Donato si salvi il prima possibile e personalmente... non dico niente: non amo le promesse, mi piacciono i fatti.

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atteo Laurenzi è nato il primo agosto del 1990 e, come tutti i nati sotto il segno del Leone, è determinato e non nasconde la sua forza di volontà. Arrivato al San Donato–Tavarnelle lo scorso settembre dalla Sestese, ha fatto capire subito di che pasta è fatto, segnando una doppietta alla prima giornata e fornendo una bella prestazione nella seconda. Peccato che un infortunio abbia rallentato la sua ascesa. Prima stagione al San Donato, come ti trovi? Anche se sembra una risposta di quelle preconfezionate: molto bene! I compagni mi hanno accolto bene, e mister Sarti mi ha dato da subito fiducia. Peccato per l’inizio a rallentatore della squadra: cosa si dice nello spogliatoio a riguardo? Non cerchiamo certamente scuse, siamo stati molto sfortunati in alcune occasioni e infortuni e altri piccoli episodi durante le partite non ci hanno di certo aiutato. Dopo anni alla Sestese sei stato prelevato dal San Donato: hai notato parecchia differenza tra le due situazioni? Non posso negare che un po’ di differenza tra la serie D e l’Eccellenza l’ho notata... ma questo salto mi ha dato nuovi stimoli che mi permetteranno, una volta tornato in campo, di essere ancor più determinato a fare bene. Con il cambio di casacca le responsabilità sono aumentate o diminuite? Certamente aumentate, ma non mi fanno paura. Da attaccante con un buon fiuto del gol, a quale campione t’ispiri? Il numero uno secondo me è Messi... certo mi sento un po’ ridicolo a dire che mi ispiro a uno dei più grandi giocatori al mondo, ma è la verità.


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VOLLEY. Silvia De Fonzo, infortunata, fa il punto sull’inizio di stagione dell’Azzurra Bisonte

La “reginetta” prepara il ritorno in campo Lorenzo Mossani

gare, ma questo dipenderà ovviamente da come reagirà il ginocchio nel momento in cui inizierò a giocare sul serio... Ci potresti descrivere la caratteristica migliore delle tue compagne, “vecchie” e nuove? Babbi e Porzio sono due grandi lavoratrici, Guerrini si conosce di già: ormai ha dimostrato ampiamente il suo valore al centro. Vannini è la storia del volley, ci fossero palleggiatori così in giro... Il libero Rubini è sicuramente quello che ci voleva in questa squadra: giovane ma sicuramente potrà giocare ad alti livelli.Le due centrali Cheli e Vujko hanno nove anni in meno di me: sono alte, buon attacco ma soprattutto gran muro. Il libero Savelli mi piace e ha già dimostrato che il lavoro paga, è migliorata tantissimo. Sostegni, la seconda palleggiatrice, è davvero portata per questo ruolo. La schiacciatrice Bellini si è sempre dimostrata pronta nel momento in cui Niccolai (il coach, ndr) l’ha chiamata: brava veramente. Dulcis in fundo l’opposto Zago: ultima ma non d’importanza. Valentina è una forza della natura, anche lei ha dimostrato quanto può tirare forte e quanta “ombra” possa fare a muro: per lei è sicuramente l’anno della svolta.

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n questo inizio di stagione l’Azzurra Bisonte San Casciano ha conosciuto solo la vittoria. La “reginetta” del volley del Chianti, Silvia De Fonzo, sta per tornare in squadra e ha provato a farci conoscere le sue nuove compagne… Silvia, come hai vissuto questi mesi lontano dal campo? A dire la verità credevo che l’avrei presa molto peggio (legamenti rotti, ndr). Sono stati mesi sicuramente lunghi e faticosi: sentivo i miei amici al mare o in montagna a godersi le meritate vacanze. Purtroppo io ero a lavorare tutti i giorni, anche se in effetti pure io ero in piscina, ma quella riabilitativa! Ora il peggio è passato. Squadra molto diversa, da veterana ci potresti dare il tuo giudizio? Mi fa ridere questo “veterana”, qualche anno fa quando sono arrivata ero una delle più giovani e ora invece passano gli anni e aumenta la responsabilità. Comunque in questi mesi ho avuto modo di seguire le ragazze nelle varie uscite e fin da subito la squadra si è dimostrata all’altezza del campionato. Siamo un cocktail di giovani ed esperte e credo che questa sia la miscela giusta per ottenere degli ottimi risultati. Abbiamo una buona ricezione e un buon attacco e sicuramente la difesa non è da meno. Fin qui comunque il muro è stato l’arma in più. Per te si parla di un rientro prima del previsto... Per il momento non mi hanno dato date precise, mi vogliono tenere calma, fosse per me sarei già ad allenarmi! In ogni modo il rientro dovrebbe essere per dicembre e se tutto va bene forse sarò disponibile tra tre o quattro

BASEBALL. Due secondi posti per l’Asd Cosmos, che attende l’accordo per la struttura

I risultati ci sono, l’impianto (ancora) no

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San Casciano la società che fa riferimento al baseball è l’Asd Cosmos. Due le categorie che rappresentano quest’associazione: gli allievi, che vanno dai 12 ai 14 anni, e i cadetti, che vanno invece dai 14 ai 16 anni. Il presidente e storico fondatore della società è Rodrigo Collini. La regola è chiara: “Noi diamo il massimo, se il nostro massimo è più del loro vinciamo, se è meno del loro perdiamo, ma se abbiamo dato il massimo non avremo rimorsi”. Lo scorso campionato si è chiuso con i due secondi posti conquistati alle fase

finali del torneo cui le due categorie sono iscritte: torneo che inizia negli ultimi giorni del mese di marzo e termina a giugno, con le fasi finali che si disputano a settembre. “Siamo fieri dei risultati ottenuti – commenta il presidente Rodrigo Collini - hanno superato molto le nostre attese, non dimentichiamo che siamo privi di un impianto sportivo, attendiamo con fiducia l’accordo con l’associazione sportiva La Botte, titolare della gestione dell’ex impianto sportivo del Chianti baseball, per avere in con/L.M. cessione la struttura”.

nuova apertura

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GINNASTICA. Grandi numeri per la Polisportiva Tavarnelle

La “carica” delle cento atlete Carlo Marrone

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ripartita da grandi numeri la stagione sportiva della sezione ginnastica della Polisportiva Tavarnelle. Cento bambine, infatti, non sono certo poche, e per la società questo è un motivo di grande orgoglio. Una società che negli ultimi anni è cresciuta molto e ha centrato anche qualche importante obiettivo a livello regionale, e perfino nazionale. Poi ci sono anche i problemi, spesso legati alla ristrettezza degli spazi in cui far allenare tutte queste ginnaste. “Di palestre dedicate esclusivamente alla ginnastica non se ne parla neanche, purtroppo - racconta Stefania Falorni, responsabile della sezione Ginnastica Artistica della Polisportiva Tavarnelle - il Comune ce lo ha detto chiaramente, nonostante che per diversi anni questa fosse un’ipotesi abbastanza accreditata. Ovviamente sappiamo che sono scelte obbligate, visto il momento difficile a livello economico. Ma per noi il problema rimane, perché nonostante gli sforzi fatti, gli spazi che abbiamo ci costringono a montare e smontare gli attrezzi ogni volta che ci alleniamo”. Il settore non agonistico si allena a Barberino Val d’Elsa, sistemato nell’aula magna della nuova scuola materna comunale, mentre a Tavarnelle, nella palestra dell’istituto comprensivo Don Milani, si allenano le ginnaste che partecipano alle competizioni Uisp del settore

GRANDE SUCCESSO PER L’INIZIATIVA QUANTO SPORT IN FESTA... Tanta gente e molta voglia sport alla “Festa del gioco e dello sport – Crescere insieme nelle diversità”, iniziativa di cui vi avevamo parlato in questo spazio nello scorso numero. Stand presi d’assalto e persone di ogni età pronte a cimentarsi con gli sport più disparati. Le amministrazioni comunali organizzatrici dell’evento, Barberino Val d’Elsa, San Casciano Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa, sono rimaste piacevolmente sorprese dalla risposta dei cittadini, così come il Lions Club Barberino Montelibertas, che aveva collaborato alla messa in atto dell’evento. VIA AI CORSI DI MOTRICITÀ BAMBINI A TUTTO MOVIMENTO La Polisportiva Tavarnelle organizza corsi di motricità per bambini e bambine dai tre ai cinque anni. Nella palestra della scuola materna di Barberino Val D’Elsa i più piccoli potranno imparare a conoscere e comprendere la realtà attraverso la scoperta del corpo, perché proprio la conoscenza di questo è il primo passo per la scoperta del resto del mondo. L’educazione motoria permette infatti ai bambini di maturare e sviluppare al meglio anche il pensiero e la logica. Per maggiori informazioni basta contattare la segreteria della polisportiva al numero 055.8050038.

promozionale e di quello agonistico. Gli allenamenti sono ripresi fin dall’inizio del mese di settembre sotto la guida delle sei giovani istruttrici della società, per preparare al meglio una stagione sportiva dalla quale il club sa di potersi aspettare molte soddisfazioni. Valentina, Michela e Martina Di Bella, tre sorelle con la stessa passione da sempre, insieme a Debora Ermini, Elisa Neri e Martina Giani, seguono tutti i corsi e i gruppi con grande entusiasmo e competenza. Un impegno che ha dato anche quest’anno alcuni buoni risultati. Specie in Prima Categoria

BASKET. Gli obiettivi dell’Asd San Casciano

Grande impegno. Per i piccoli

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osa vuol dire dirigere una società sportiva piccola, ma dal cuore grande? Lo abbiamo chiesto a Goffredo Ruffini, presidente – da un anno - dell’Asd Basket San Casciano. Ci ha risposto che non è affatto semplice, che ci vuole tanto impegno, da parte di tutti coloro che contribuiscono a portare avanti questa società: volontari che non guadagnano nulla, se non la soddisfazione di vedere i bimbi correre e divertirsi in palestra mentre si appassionano al basket. Per la società al primo posto non ci sono questioni strettamente agonistiche, come la retrocessione della prima squadra nello scorso campionato, perché non è quello l’aspetto più importante per il San Casciano: “Non ci aspettiamo chissà quali risultati – dice Ruffini – certo, se i risultati arrivano siamo contenti, ma l’obiettivo principale della società è quello di coinvolgere i bambini, portarli in palestra e a vedere delle belle partite”. Per far crescere in loro la voglia di giocare. Una voglia che nel tempo si è fatta sentire, tanto che quest’anno, proprio per la notevole quantità di adesioni, la prima squadra è stata divisa in due: una squadra giocherà nella

pillole

I giovani atleti della società

prima divisione, l’altra nel campionato Uisp. È soddisfatto Ruffini per questa bella adesione, ma quello che gli piacerebbe vedere è una maggiore partecipazione dei genitori dei bambini. Quello che i genitori pagano per l’iscrizione alla società, infatti, basta appena a coprire le spese di gestione: palestra, attrezzatura, magliette, iscrizione ai campionati, etc. E questo non va a favore dei piccoli cestisti. “Nessuno di noi punta ad avere degli utili personali - conclude - ma con qualche sponsor, per esempio, si potrebbero avere dei fondi in più per fare qualcosa /L.M. di più grande”.

junior, dove la giovanissima Corinna Turchi, classe 1999, ha conquistato un bellissimo quarto posto nella fase nazionale dei campionati Uisp, che si sono svolti lo scorso maggio a Fano, nelle Marche. “L’obiettivo per la prossima stagione - commenta Michela Di Bella, una delle istruttrici – è quello di eguagliare l’ottima annata che ci siamo appena lasciate alle spalle. E se possibile, magari, migliorare anche un po’, mettendoci più convinzione e cercando di vincere l’emozione della gara, spesso l’unica responsabile di alcune soddisfazioni mancate”.

CELEBRATO IL QUARANTESIMO ANNIVERSARIO TANTI AUGURI PALLAVOLO TAVARNELLE Proprio una bella festa quella per il quarantesimo anniversario della Pallavolo Tavarnelle. Lo scorso 2 ottobre, al Parco del Mocale, si sono ritrovati per festeggiare questo importante traguardo tanti ex giocatori. E’ stata l’occasione per rivedere vecchi amici e soprattutto per ricordare tanti bei momenti passati assieme attraverso le fotografie che gli intervenuti erano stati invitati a portare. Gli anni sono passati per tutti e molti, rispetto a quando giocavano sotto rete, hanno qualche chilo in più e molti capelli in meno, ma la stessa voglia di scherzare e stare assieme. Durante la cena ai giocatori, allenatori, dirigenti (di ogni epoca) è stato donato un cd contenente le immagini più belle. Il momento più divertente della giornata è stato definito da tutti quando i partecipanti si sono trasferiti in un campetto da pallavolo allestito per l’occasione e sfidati per ore e ore. Una giornata del genere dimostra che le tante piccole società sportive presenti sul territorio non sono altro che linfa vitale per la popolazione. Tanti auguri, dunque, pallavolo Tavarnelle, e cento di questi giorni!


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Lettere e segnalazioni: tutto su www.ilreporter.it Lettere, segnalazioni, proposte, ma anche veri e propri articoli scritti dai lettori. Tutto questo ed altro ancora sul portale www.ilreporter. it. Tutte le lettere che non trovano spazio in queste pagine saranno pubblicate sul sito. E poi spazio ai commenti e alle vostre opinioni “TaBERnacoLi, La Mia RisPosTa aL coMiTaTo” Spettabile Redazione, Sono il Dr. Alan Pascuzzi, l’artista di vari tabernacoli che il presidente del comitato dei tabernacoli ha criticato nel numero di agosto 2010. Se possibile vorrei rispondere alle parole del presidente del comitato. Per quanto riguarda quello che ha detto la Sabbattini, è vero che ho partecipato ad un concorso nel 1999 per la realizzazione di un tabernacolo ma non ho vinto. Sono stato selezionato fra i quattro finalisti (quelli che non hanno vinto) per realizzare il tabernacolo in Via delle Casine. Questo è stato un onore. Quando ho iniziato la preparazione per il lavoro, ho chiesto alla Sabbatini per quanto riguarda il finanziamento e il restauro dell’edicola - cioè chi pagava. Mi ha risposto che il comitato non aveva soldi e che dovevo pagare tutto e trovare i restauratori ed anche fare tutti i permessi da solo. Ho iniziato a fare i permessi andando agli uffici del suolo pubblico, pagando tutti i permessi e poi ho trovato una ditta di restauro per iniziare. Quando il comitato ha saputo di questo, hanno fermato tutto dicendomi che non avevo l’autorizzazione per fare tutto da solo. Non capivo questo dato che non mi avevano dato nessun aiuto. Mi hanno spiegato che loro dovevano scegliere la ditta di restauro (da una lista che hanno loro) e che i permessi facevano loro. Quindi ho perso i soldi per i permessi e il tempo, poi dovevo disdire tutti gli appuntamenti che avevo preso per iniziare il lavoro. Alla fine, ho dovuto cambiare ditta di restauro, pagare tutti il lavoro di conservazione dell’edicola da solo e fare l’opera in affresco pagando tutto da me. Gra-

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Novembre 2010

zie al comitato un lavoro che potevo fare in tre mesi, invece ho impiegato quattro anni e nell’aprile del 2003 ho finito il tabernacolo. La Sabbatini ha inoltre detto che io voglio vedermi affidati i lavori di tutti i tabernacoli: vorrei rispondere a ‘questa signora’ che è vero che vorrei che mi fossero affidati i lavori di tutti i tabernacoli - in particolare quelli che hanno bisogno di un’opera originale. Io ho visto che le opere ‘originali’ scelte dal comitato per alcuni tabernacoli non rispecchiano le tradizioni sia religiose che artistiche fiorentine - potrei dare tantissimi esempi su richiesta. Io ho la laurea nella storia dell’arte sia fiorentina sia classica, sono docente universitario, ho studiato le tecniche antiche di scultura e pittura, ho uno studio a San Frediano e sono cattolico osservante. Dubito che le proposte per opere originali per i tabernacoli siano cosi numerose e che ci siano tanti sponsor disponibili per donare alla città soldi per realizzare opere religiose perché il comitato possa negarmi la possibilità di rendere più bella la città come vuole il nostro sindaco Matteo Renzi come nella nuova iniziativa ‘dai un bacio a Firenze.’ Inoltre anche l’arcivescovo Betori ha richiamato la missione della città di ritrovare l’identità in “Fiorenza” per la costruzione “del bello”. Io vorrei fare proprio questo mentre il comitato mi ha bloccato dato che avevo lo sponsor per tre tabernacoli che finanziava opere in bronzo per la città. Quanti scultori di oggi offrono tempo, soldi e passione per realizzare opere per la città? Sono anni che vado a cercare sponsor per il restauro dei tabernacoli e per la realizzazione di opere originali. Il comitato nel passato ha pubblicato annunci su giornali cercando sponsor, allora come mai hanno rifiutato soldi da una banca per il mio progetto? Non ha senso o è solo una questione personale. E’ questo che danneggia la città. La ‘signora’ ha anche detto che ha espresso un parere negativo per il mio progetto per ‘validi motivi.’ Vorrei spiegare questi ‘validi motivi’ per chiedere a voi se sono credibili veramente. Uno dei tabernacoli del progetto è in Piazza Salvemini - un piccolo tabernacolo 30x40 centimetri che è a circa quattro metri di altezza su una facciata di un palazzo. Dato che il tabernacolo era piccolo ed in alto, un’opera con una composizione complicata non sarebbe stata visibile. Quindi ho creato un’opera di una mano - la mano di Cristo - che esce fuori in un gesto di benedizione. La mano esce fuori 20 centimetri. Quando il comitato ha visto l’opera hanno espresso parere negativo perché secondo loro l’opera proposta era ‘pericolosa’ per il pubblico in quanto secondo loro se un autobus passava e colpiva l’opera, poteva fare gravi danni. A quattro metri d’altezza? Nemmeno salendo sul marciapiede l’autobus

avrebbe mai potuto colpire l’opera... Il direttore della banca quando ha sentito questa spiegazione ha chiesto se il comitato voleva i soldi per i tabernacoli o se volevano lasciarli tutti vuoti in condizioni pietose, il comitato ha rifiutato i soldi e la banca si è ritirata. Io poi ho dovuto ricucire il rapporto con la banca e il comitato per salvare uno dei tabernacoli in Via del Leone. Mi ripeto, vorrei fare altri tabernacoli. Sono in grado di trovare sponsor per opere originali e riesco a realizzare opere che rispettano la storia di Firenze per continuare una tradizione di opere religiose popolari che piace alla gente. Grazie. Cordiali saluti, Dr. Alan Pascuzzi “VoRaGinE” E BUio, i PRoBLEMi Di Una PiccoLa sTRaDa aL PoGGETTo Gentile direttore de Il Reporter, leggo sempre con interesse il vostro bel giornale, sempre attento ai problemi di quartiere. Nei mesi scorsi ho notato che, in due occasioni, avete parlato del problema di una profonda voragine in via Casamorata, al Poggetto. Sono residente in questa via, e, io per prima, mi sono domandata più volte come è possibile che nessuno abbia ancora risolto il problema. Per chi non la conoscesse, via Casamorata è una traversa di via Michele Mercati piuttosto stretta. Il marciapiede è, di suo, molto dissestato e i pedoni sono costretti spesso e volentieri a camminare sulla strada, più che mai se spingono carrozzine. La buca (ma forse occorrerebbe chiamarla “voragine”) complica una situazione già scomoda di suo. Da mesi poi, in corrispondenza, c’è un cartello che la segnala e che, neanche a dirlo, intralcia ulteriormente la situazione. Possibile che nessuno abbia ancora preso provvedimenti? Eppure è veramente tantissimo tempo che la strada versa in quelle condizioni, non si tratta di un impedimento temporaneo. E chi, come me, inizia ad avere diverse primavere sulle spalle non ha vita facile in questo modo. Eppure nei mesi scorsi il Comune si è fatto una grande pubblicità annunciando una campagna di rifacimento delle strade: altrove, in effetti, le buche sono state sistemate. Perché qui no? E’ forse troppo piccola per destare interesse la nostra strada? Questo non è tra l’altro l’unico problema di via Casamorata, e che ci abita lo sa bene. Dopo le undici, la sera, vengono spenti metà dei lampioni: uno sì e uno no (risparmio energetico?) e questo rende la via decisamente buia, con relativi pericoli per chi si trova a passarci. Dobbiamo pensare che anche questo avvenga perché, in fondo, la strada è piccola e di scarso interesse? Spero che chi ne ha le competenze ci mandi un segnale, e che almeno si possa tornare a passeggiare tranquillamen-

te, senza pericolo di sprofondare nei crateri e farsi male. Grazie per l’attenzione. Lettera firmata Via RoMana E L’oRaRio DELLa RaccoLTa DEi RiFiUTi Gentili Signori, intanto grazie per il vostro simpatico e utile contributo editoriale! Vorrei per favore che faceste giungere all’assessore Pdl Locchi il mio parere a proposito di quanto dice per la raccolta dei rifiuti. Non so dove vive questo assessore, ma sicuramente non in via Romana, altrimenti saprebbe che già tutte le mattine alle 6, puntuale come un orologio svizzero, il camion della raccolta passa (da 30 anni io ci abito e non è mai cambiato l’orario) tra sferragliamenti, scricchiolii e gli schiamazzi degli addetti alla raccolta (tanto, svegli per svegli…). E posso assicurare che non servono doppi vetri né ci si fa l’abitudine: la casa trema e il rumore ci sveglia, tutti i giorni. Allora credo che non sia gentile, nei confronti dei residenti, proporre un ulteriore anticipo della raccolta. Perché non pensare invece (ma mi sembra che Firenze faccia orecchio da mercante) a una sana raccolta porta porta, come già accade a Milano, Torino, per non parlare delle città del Nord Europa e come sta accadendo a Empoli, Lamporecchio (!!) e così via. Sarebbe l’unico modo per abituare i residenti (quei pochi rimasti e i pochissimi che rimarranno se Firenze continua a essere così mal gestita e tutti andranno a vivere in campagna per poi venire in città in macchina e motorino per inquinare il più possibile) a fare una vera raccolta differenziata, cosa che ora non accade perché posso assicurare che tutti buttano di tutto nei cassonetti e la campana per il vetro, lontana ma non irraggiungibile, è presa in considerazione solo da pochi. E i mega cassonetti sotto terra mi sembrano da film dell’orrore! Grazie per l’attenzione e buon lavoro, Lettera firmata sosTa, “i PRoBLEMi Di noi aBiTanTi Di Via DEL FRanciaBiGio” Gentile redazione, vorrei portarvi a conoscenza in che situazione il sig. sindaco Matteo Renzi ci a messo secondo le sue meraviglie. Meraviglia n.1, soppressione dei vigilini; meraviglia n.2, riduzione delle zone z.c.s. Siamo nel quartiere quattro, via del Franciabigio: non essendoci più i vigilini, il controllo della sosta selvaggia toccherebbe alla polizia municipale. In questa suddetta strada di vigili non vediamo nemmeno l’ombra, esiste la macchinetta per il pagamento della sosta che nessuno paga, l’altra parte sarebbe destinata ai residenti e cosi non è. Arrivano da tutto il comprensorio dato che siamo vicini alla tranvia, parcheggiano l’auto


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ViaLE DEi MiLLE, “QUELL’incRocio È PERicoLoso”

Ho letto l’articolo in oggetto (“Quando incrocio fa rima con incidente”, pubblicato su Il Reporter del Quartiere 2 di ottobre 2010, ndr) e concordo su tutto: a livello personale e portavoce di altri che vivono o transitano in zona, ho segnalato, sia alla direzione mobilità che alla polizia municipale, la grande pericolosità dell’incrocio tra viale dei Mille con via Marconi e via del Pratellino; in certi momenti si rimane senza parole da quello che si vede e si rischia sia come pedoni che come guidatori di veicoli vari!.. molti gli incidenti anche con rilievi di chi di dovere... mi è stato risposto che è indisciplina stradale (e questo ci sta) e che la segnaletica è adeguata... nel quartiere non la pensiamo così: basterebbe un semaforo direzionale e uno a chiamata pedonale, ovviamente anche con rifacimento delle strisce, oppure altra soluzione per una certa sicurezza. Perché non se ne prende atto? Annamaria Perotto

Gentile Annamaria, il tema della pericolosità delle strade – e soprattutto di certe strade, ben note a chi vi transita spesso – è senz’altro uno dei più dibattuti in città. E uno dei più importanti, da parte nostra, da trattare. Ci capita spesso, quando possiamo, di pubblicare – come nel caso dell’articolo a cui lei si riferisce e che, essendo apparso soltanto sull’edizione del Q2, non tutti i nostri lettori hanno potuto vedere - “classifiche” degli incroci o delle strade più pericolosi in città. E non lo facciamo, ovviamente, per amore delle statistiche, ma perché è facile immaginare che, dietro una strada o una zona in cui si verifichi un numero di incidenti sensibilmente superiore rispetto alla media, ci sia qualcosa che non va. Concordo pienamente sul fatto che, quando si parla di incidenti, dobbiamo purtroppo sempre tenere in considerazione “l’indisciplina stradale” che troppo spesso è causa – o almeno concausa – di questi avvenimenti. Mai abbassare l’attenzione, mai distrarsi, neppure per un attimo – e nemmeno se stiamo viaggiando in una strada che ben conosciamo e che in quel momento appare sgombra dal minimo pericolo – quando siamo al volante dell’auto o in sella alla moto: è un messaggio banale e che dovrebbe essere perfino superfluo ripetere, ma che troppo spesso i comportamenti che capita di vedere nei conducenti rendono non così inutile da ribadire. Detto questo, c’è però da aggiungere che spesso la condizione di certe strade o la visibilità di certi incroci sono una componente da non sottovalutare quando parla di incidenti. Può capitare, non c’è nulla di male, che un progetto che sulla carta appare valido venga poi messo in discussione dalla “prova su strada”, o che in una certa zona i cambiamenti nelle condizioni di traffico rendano necessarie delle modifiche: l’importante, in questi casi, è intervenire il prima possibile, per riportare queste situazioni al massimo della sicurezza possibile. E importanti, importantissime, in questi casi, sono anche le segnalazioni dei cittadini. Come il suo intervento che – raccogliendo anche la voce di altri abitanti del quartiere – porta (o riporta) alla luce la questione dell’incrocio tra viale dei Mille e via Marconi. Starà poi, come è ovvio, a chi di dovere effettuare i dovuti controlli sulla bontà delle segnalazioni dei cittadini, ma anche una eventuale, iniziale mancata considerazione di indicazioni e suggerimenti non deve essere un buon motivo per smettere di evidenziare quello che non va. Perché l’obiettivo deve essere quello di intervenire sulle situazioni di potenziale pericolo prima che, proprio in quelle situazioni, avvenga il tragico incidente. In modo da camminare – o guidare – tutti più tranquillamente per le strade della città. E in modo, per noi, da smettere di dover pubblicare le “classifiche” degli incroci più pericolosi. Matteo Francini

la mattina e fino alla sera non tornano. Abbiamo telefonato svariate volte sia al comando che al distaccamento del quartiere quattro, per questo disagio dei residenti, che tornando dal lavoro la sera non troviamo mai posto e siamo costretti a portare l’autovettura lontano dalle nostre abitazioni creandoci un disagio. Questo scrivente e un comitato inquilini che rappresenta 103 famiglie ringraziano se potete pubblicare sul vostro giornale questa nostra comunicazione. Ne saremmo molto lieti come comitato inquilini e come lettori del giornale. Ringraziamo, Comitato inquilini (via del Franciabigio) GiaRDinETTo Di PiaZZa s. GERVasio, “PERcHÈ non FaRE QUaLcosa?” Gentile redazione de Il Reporter, leggo sull’ultimo numero de Il Reporter le lamentele di alcuni abitanti del quartiere 2 che denunciano segni di degrado di questa zona. Anch’io abito nell’area di Campo di Marte e in verità non mi sembra di aver notato cambiamenti così drammatici. Come spesso accade si accusa l’amministrazione quando molte cause dell’incuria e sporcizia dipendono dai nostri comportamenti disattenti e maleducati: comunque... anch’io ho un commento ed una richiesta di miglioramento. Si tratta del giardinetto di piazza S. Gervasio proprio di fronte alla chiesa, luogo di sosta di anziani e di giuoco di bambini. Le aiuole sono ormai spoglie e naturalmente “i soliti ignoti” che portano in giro i loro cani, non trovano di meglio che usarle come toilette per i loro animali. Chissà che non si possa fare qualcosa? Grazie per l’attenzione e per il vostro giornale che ci tiene bene informati sul quartiere che amiamo. Amanda Tesi Balduzzi TRaMVia E TRaFFico in san JacoPino In riferimento al vostro articolo del 6 settembre 2010 “Tramvia un successo...”. Abito nella zona di San Jacopino, perciò sensibile al traffico “V.le Redi-V. le Belfiore”. A noi del quartiere non è cambiato nulla da quando è entrata in funzione la tramvia: traffico prima e traffico ora. Sembra che l’adoperino solo quelli che prima prendevano gli autobus ed ora si servono del nuovo mezzo. Abitando vicino passo spesso a dove passa la tranvia e la vedo sempre vuota, basta fare delle foto per rendersene conto. Cordialmente, Lettera firmata iL nUoVo TRiBUnaLE E QUELLa sTRETToia “inUTiLE” Gentile redazione de “Il Reporter”, dopo aver evidenziato il problema alla “Nazione” che lo ha pubblicato il 26

settembre, ed aver esteso la nota al Sindaco ed all’assessore Mattei, senza che alcuno abbia “mosso foglia”, provo ad interessare anche Voi, che siete più vicini al territorio, per vedere se qualcuno è in grado di far eliminare l’ormai inutile strettoia davanti al nuovo tribunale (controviale davanti CRF verso via Barsanti), che da circa sei mesi rallenta il traffico senza più alcuna utile giustificazione..... come si può fare? Grazie e cordiali saluti Salvatore Codispoti FiGLinE: LE iniZiaTiVE sociaLi E La PaRTEciPaZionE DEi PoLiTici Il sottoscritto, quale presidente del Tennis Club Figline, desidera esprimere formali e sinceri apprezzamenti e ringraziamenti al Sindaco e agli Assessori Cardi e Calvani per la sensibilità, l’interesse e la partecipazione all’evento organizzato dal TC Figline dal 24 al 27 Agosto u.s., nel quale abbiamo ospitato 38 ungheresi, di cui alcuni disabili che praticano da anni il tennis su sedia a rotelle. Sensibilità dimostrata anche in precedenti occasioni. Da tempo il TC Figline è impegnato, spesso in collaborazione con l’A.C. di Figline, ad organizzare eventi sportivi che risaltano aspetti prioritari di tipo sociale, come il tennis su sedia a rotelle che rappresenta una possibilità, per molti disabili, di fare sport e uscire dall’isolamento che spesso accompagna questa loro condizione. Purtroppo devo rilevare e biasimare che, come in passato, in contrapposizione al lodevole atteggiamento del Sindaco e degli Assessori di cui sopra, nessun consigliere comunale, di maggioranza e d’opposizione, ha mostrato il minimo interesse a quest’iniziativa che, lo ripeto, aveva essenzialmente un valore sociale più che sportivo. È lungi da me l’intenzione di condividere, alcuni commenti, che ho personalmente registrato, sull’insensibilità dei consiglieri o, peggio ancora, di attribuire l’assenza degli stessi alla mancanza di gettoni di presenza. Pur tuttavia ritengo che chi s’impegna in politica debba porre maggiore attenzione agli eventi sociali e culturali organizzati sul territorio. Il mio recente passato nel Consiglio Comunale di Figline m’induce ad essere benevolo nei confronti dei consiglieri comunali e spero che questa mia critica sia considerata costruttiva e non polemica, tanto più che coinvolge trasversalmente tutti i consiglieri. Spero che il sindaco, se condivide questa mia nota, voglia porla in discussione in Consiglio Comunale, lo ripeto, non per fare processi, ma per contribuire a risvegliare le coscienze di tutti verso il sociale ed il volontariato. Cordiali saluti, Adriano Pucci Presidente del TC Figline


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Concerti Macy Gray 15 Novembre Sachall La grande cantante americana arriva a Firenze e porta sul palcoscenico i successi di The Sellout, scritto come reazione alle delusioni dei due dischi precedenti, suona come l’album della rivincita: è un disco mainstream, una sorta di piccola grande enciclopedia del soul nella quale convivono groove hip hop (“The sellout”, la splendida “Still hurts”, una ammissione di colpa per le sue disavventure amorose, “On and on”), styloserie jazzose per il dancefloor (“Lately”), rockismi stomper deliziati dalla chitarra di Slash (“Kissed it”), lezioni funky degne del miglior Prince, un po’ di sweet soul music (“Help me”, “That man”, la torrida “Real love” incisa in coppia con Bobby Brown), gioia di vivere squisitamente pop (il singolo “Beauty in the world”, dedicato alla risata di sua figlia, “Let you win”. Un gran bel disco, ispirato e sincero, come del resto è Macy Gray. Anna Oxa Proxima Tour 16 novembre Teatro Verdi Anna Oxa torna dal vivo con “Proxima Tour”. Dopo quattro anni di lontananza dai palcoscenici, l’artista torna nei teatri con una nuova tournée che raccoglie i suoi più grandi successi e presente per la prima volta live i brani del nuovo album “Proxima”. “Proxima Tour” debutterà dal Teatro Piccinni di Bari il 4 novembre 2010 e toccherà le principali città italiane. Accompagnata

sul palco da 5 musicisti, Anna Oxa regalerà uno spettacolo particolare ed emozionante che, arricchito dalla sua grinta e dalla sua carica artistica, andrà oltre un semplice concerto. Il primo singolo estratto dall’album, “Tutto l’amore intorno”, scritto da Ivano Fossati, è attualmente in programmazione sui principali network, e ha raggiunto subito le vette della programmazione radiofonica. Spettacoli Beppe Grillo is back 9-10-11 Novembre Saschall Dopo aver girato l’Europa all’inizio dell’anno con lo spettacolo “Incredible Italy” (Londra, Bruxelles, Parigi, Vienna, Monaco, Zurigo e Basilea le varie tappe), Beppe Grillo sta preparando il suo nuovo spettacolo per il pubblico italiano. Torna così a teatro, dopo sette lunghi anni, la satira senza freni del comico genovese in un inedito e provocatorio lavoro. Lo show, attraverso un linguaggio pungente e lo stile inconfondibile di Grillo, toccherà i temi della cronaca, politica, economia, ecologia. Fiorello show 26 Novembre Nelson Mandela Forum Fiorello torna dal vivo per la quinta volta a Firenze quest’anno per continuare e allo stesso tempo iniziare, una nuova avventura del Fiorello Show. Il Fiorello Show Tour, regia di Giampiero Solari, è un flusso di storie e di canzoni che, nel corso delle diverse tappe, si evolve e cambia ad ogni appuntamento.In un continuo divenire e in continuo movimento, Fiorello, accompagnato sul palco

dal maestro Enrico Cremonesi e la sua band, trasforma ancora una volta i fatti di attualità e gli elementi del quotidiano in uno show tutto nuovo. La scaletta dello show si nutre molto dell’ispirazione artistica del momento e Fiorello riesce a rendere lo spettacolo ogni sera diverso, con gag, canzoni, battute, imitazioni, racconti di vita vissuta ed improvvisazioni. Le mostre Silente Fino al 12 dicembre Aria art gallery Un’arte generata da uno sguardo incantato e meravigliato che, nonostante la velocità del mondo contemporaneo, riesce a soffermarsi e a contemplare lo spettacolo che lo avvolge, per invitare il fruitore a condividere un’intima esperienza contemplativa. Un’artista che è nata e ha compiuto la propria formazione negli Stati Uniti, e che è rimasta incantata dalla campagna toscana. Sculture in bronzo, opere su carta e su tela che ci rendono partecipi di una visione immaginifica. Lo spettatore dovrà cogliere un senso esistenziale: tra eternità ed evanescenza, nobiltà e mestizia, umile accettazione e austero contenimento, dovrà fermare per un attimo il flusso del divenire per recuperare il senso temporale e naturale dello stare al mondo. Ritratti del potere. Volti e meccanismi dell’autorità Fino al 23 gennaio Strozzina Ritratti di celebri figure politiche, indagini su vita e costumi delle classi sociali elevate, ma anche investigazioni sulle strutture del

potere di istituzioni internazionali. La mostra sviluppa un’analisi sul ritratto e la rappresentazione del potere politico, economico e sociale attraverso le opere di artisti contemporanei. Pizzi Cannella Chinatown Fino al 4 dicembre Pagliere 62 grandi carte cariche delle suggestioni di un artista che sembra viaggiare e invece sta fermo. Si intitola Chinatown la mostra che apre i battenti domani alle Pagliere, ex scuderie di Palazzo Pitti messe a disposizione dalla soprintendenza ai beni architettonici per la mostra organizzata dalla galleria Alessandro Bagnai e dedicata alle opere del romano Pizzi Cannella, che già altre volte ha portato a Firenze i suoi lavori. Un percorso attraverso i simboli di un Oriente (la Cina ma anche il Giappone) che poi così lontano non è. A teatro Ineffabile Dal 5 al 7 novembre Teatro della Pergola La composizione dello spettacolo cerca di indagare su inspiegabili segreti, su misteri e verità superiori alla ragione, con una dimensione astratta e paradossale, velata dallo sguardo ironico. Nella dolorosa ricerca di identità certa, per non svanire, l’uomo si scontra con il muro massiccio delle cose reali; su queste si impone il silenzio, l’immobilità, il gesto ripetuto. Nell’ineffabile nulla e nell’ineffabile vuoto si troveranno anche Rem & Cap, invisibili tra invisibili. Personaggi solitari e silenziosi ciascuno nel proprio sacco. A loro è dedicato lo spettacolo.

Florence Wine Event

Tra vino e arte

V

ino e arte “a braccetto” in città. Torna il Florence Wine Event, organizzato da Oltrarno Promuove e Promowine in occasione di “Florens 2010” e della Biennale Enogastronomica, con il contributo della Camera di Commercio. La kermesse, che giunge alla sua quarta edizione, si svolgerà quest’anno nella cornice del Cortile dell’Ammannati di Palazzo Pitti. Dal 19 al 21 novembre, sotto il loggiato del gioiello cinquecentesco (quindi al coperto, anche in caso di maltempo), si potranno contemporaneamente ammirare le meraviglie di questa cornice e degustare una selezione dei migliori vini italiani. Sarà possibile conoscere oltre settanta aziende vitivinicole provenienti prevalentemente dalla Toscana, con più di 250 tipologie di vino diverse da assaggiare. Si potranno degustare Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano, Vernaccia di San Gimignano, Morellino di Scansano e tantissimi Chianti. A presentare i vini ci saranno i produttori stessi, e sarà così possibile parlare con loro. Inoltre, sommelier specializzati faranno assaggiare grappe realizzate dalle aziende presenti. Per partecipare alle degustazioni sarà sufficiente il “Kit degustazione” a 10 euro, che si troverà all’ingresso di Palazzo Pitti e che comprende bicchiere, tracollina, catalogo e drink card con 10 assaggi. Il calendario completo dell’iniziativa può essere consultato sul sito www.florencewinevent.com.

l’iniziativa

“Ritratti e personaggi”: incontri in libreria per ricordare (e celebrare) il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia C

ade in un momento particolarmente complicato per la storia del nostro Paese il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia. Una ricorrenza importante, che - tra le altre cose - concede a tutti la possibilità di approfondire la conoscenza degli eventi storici che hanno conferito al nostro popolo un’identità nazionale. Ed è proprio questo l’obiettivo del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, che per l’occasione ha organizzato alcune iniziative, a partire da un ciclo di incontri in programma fino alla fine di novembre dal titolo “Ritratti e personaggi”: saranno presentati diversi libri di approfondimento sulle circostanze storiche e sociali che hanno fatto da sfondo a

questo avvenimento. L’intenzione degli incontri è quella di rendere un’immagine unitaria di un momento storico così importante attraverso la riscoperta di personaggi, di vite apparentemente diverse ma che raccontano di un’epica quotidiana e di un’emozione comune e molto sentita, che ha naturalmente portato al processo di unione del Paese. Ad ospitare questi appuntamenti è la libreria de’ Servi, in via de’ Servi 52/54, tutti i martedì alle 17.30 a cominciare dal 9 novembre, quando sarà presentato il libro “Risorgimento e questione sociale” di Fabio Bertini. Poi, il 16 novembre, sarà la volta di “Figure & figuri” di Indro Montanelli,

mentre il 23 novembre di “Garibaldi, orizzonti mediterranei” di Anita Garibaldi Jallet e Anna Maria Lazzarini del Grosso. E ancora, il 30 novembre ad essere presentato sarà il volume “I mille. Un toscano a fianco di Garibaldi” di Giuseppe Bandi. Nonostante l’interesse del Comitato Fiorentino per il Risorgimento e dell’assessore comunale all’istruzione Rosa Maria Di Giorgi, organizzare l’evento non si è rivelato un compito molto agevole, come spiega Adalberto Scarlino, presidente del Comitato: “Avremmo potuto fare di più - riconosce - come cittadini e come istituzioni, ma mancano i fondi per dare vita a queste attività, per coordinare un impegno su vasta scala”.

Aggiunge Sergio Casprini, membro del Comitato e storico dell’arte: “Come ricorda anche il Presidente della Repubblica, in questo momento in cui si fa un uso spregiudicato della storia è più che mai importante fare luce su un fatto importante come l’unione d’Italia. Altrimenti – continua - le nuove generazioni inseguiranno un futuro senza passato, senza radici”. Simonella Condemi, altro membro del Comitato, ricorda che dal 20 novembre prenderanno il una serie di visite guidate alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, rivolte agli insegnanti che vogliono rispolverare il periodo storico dell’unità d’Italia attraverso la suggestione delle /Gaia Grassi immagini.


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il reporter-Barberino-novembre-2010  

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