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Il Giornale nel tuo Comune

Figline, Incisa, Reggello, Rignano

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Periodico d’informazione locale. Anno IV n.84 del 1 ottobre 2010. N° reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10

il concorso

PRIMO PIANO

OTTOBRE 2010

Cavoli, bugie e cicogne Andrea Muzzi*

A

zOOM-MA Il RePORteR Tantissimi i partecipanti al premio fotografico. Ecco quali sono gli scatti vincitori PAGG.16-17

incisa Niente cambio di residenza per i carabinieri. Il progetto di una nuova caserma è definitivamente tramontato PAG.6

sPort

Dove conviene metter su famiglia Quei divieti un po’ così di Carpini - Puliti

M

tORNA Il FeNOMeNO Dopo la lunga squalifica, Mutu potrà nuovamente scendere in campo a fine mese. I tifosi lo aspettano PAG.36

obiettivo serie a Il Valdarno Volley ha le idee chiare: salto di qualità in tre anni. E il campionato non si annuncia troppo ostile PAG.38

ulta. Se ridipingi un cancello e non avverti il prossimo con un cartello, multa. Se spazzoli il cane all’aria aperta onde evitare di ritrovare parrucche di pelo in giro per casa, multa. Se sbatti tappeti e tovaglie alla finestra, multa. E via così. Firenze è ricca di divieti “bizzarri”, frutto del regolamento di polizia urbana ideato dalla scorsa amministrazione. Un fascicolo di 46 articoli fitti fitti, alcuni inevitabili per tutelare il

decoro della bella Firenze, altri forse un po’ meno essenziali. Ma, va detto, tutto sommato l’applicazione è elastica, e soprattutto, come ricorda l’assessore Mattei, “la prima legge non scritta è il buon senso”. Quello che, ad esempio, è mancato a più riprese agli assaltatori del Biancone, celeberrima statua oltraggiata ancora e ancora nel corso degli anni. L’ultimo pirata è stato Pedro, irriverente PAGG.10-11 quattrozampe.

PAGG.2-3

tendenze

figline

Sting entra in affari sul territorio. Apre al Palagio il negozio che commercializza i prodotti della tenuta del cantante. Tutti rigorosamente biologici

PAG.4

rignano Cent’anni e non sentirli: la Betamotor festeggia e chiama a raccolta tutti gli appassionati delle due ruote PAG.5

Tutti pazzi per reggello il tango “di strada”

Sp86, la messa in sicurezza della strada diventa pericolosa. PAG.31 Cantiere abbandonato da anni PAG.7

nche in Italia imperversa la moda del Burlesque. Perché piace tanto? È uno spettacolo dove delle donne per spogliarsi ci mettono mezz’ora. Pensa se in camera da letto ce lo facesse la nostra compagna? Arrivata alle scarpe mi sarei già addormentato! Nel sesso siamo sempre alla ricerca di esperienze “estreme”. Mio nonno è stato in un locale per scambisti. Ha tentato di scambiare mia nonna ma in cambio ha ricevuto solo un ecoincentivo per la rottamazione. Sul sesso abbiamo una visone distorta perché ci hanno raccontato bugie. Quando ero piccolo i miei mi dicevano che i bambini li portava la cicogna. La cicogna è alta e snella, io da bambino ero grasso e piccolo: sono cresciuto convinto di essere il figlio di una quaglia. Oppure ci dicevano che i bambini nascevano perché un “semino” si era depositato nella pancia della mamma. Mi ricordo che mio cugino quando andava con la zia ai giardini la obbligava ad indossare un passamontagna. “Cos’è, un gioco?” “No, un anticoncezionale!”. Infine ci dicevano che i bambini nascevano sotto il cavolo, sotto l’insalata. Mi hanno rovinato l’alimentazione. Da bambino la bistecca la mangiavo sempre senza contorno: avevo paura di fare una strage degli innocenti. Oggi i bambini il sesso lo conoscono grazie alla tv. Lì vedono le pubblicità erotiche dove donne nude mugolano al telefono. Mio figlio mi ha presentato la nuova fidanzata: un cordless! *Comico

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EdizionE dEl Valdarno F.no • 18.509 copiE distribuitE da


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Ottobre 2010

il giornale nel tuo comune

l’inchiesta. Viaggio tra agevolazioni e difficoltà di chi ha figli

Percorso a ostacoli formato famiglia Sempre meno bambini e sempre più anziani soli. Ma qualcosa si sta muovendo, a partire dagli albi delle baby sitter e delle badanti Francesca Puliti

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etter su famiglia in Toscana? Non è roba semplice. I dati parlano chiaro: negli ultimi 10 anni il numero dei nuclei familiari è aumentato, ma si tratta sempre più di famiglie-monadi, formate da una sola persona e il numero medio dei componenti è sceso da 2,5 a 2,3. Pochi figli da un lato, sempre più anziani soli dall’altro. E il Valdarno non fa eccezione. Eppure qualcosa si sta muovendo. L’universo delle agevolazioni fiscali e dei sostegni economici non potrebbe essere più frastagliato, settore per lo più affidato ai singoli comuni (e alle sempre più scarse risorse a disposizione). Alcune linee guida però sono già state tracciate dal Governo nazionale e da quello regionale. Innanzitutto l’istituzione da parte di ogni comune di un albo per le baby sitter e di uno per le badanti, progetto al quale il

ministro Carfagna ha riservato una 40ina di milioni a fine 2009. I quattro del Valdarno Fiorentino ci avevano già pensato, dando vita a un “ordine delle tate” la scorsa primavera. Sul fronte anziani, invece, ancora una lista ufficiale non c’è, anche se in tutta la provincia fiorentina è attivo il Servizio Anziani Fragili, a cura del consorzio di cooperative sociali Co&So, che adempie alla stessa funzione, provvedendo anche alla formazione professionale. Un progetto simile è stato di recente avviato anche a Figline. C’è ancora molta strada da fare, invece, per quel che riguarda gli sgravi fiscali. Contributi per gli affitti o per il mutuo della prima casa esistono, ma solo per chi si trova nella fascia di reddito più bassa. Così come le bollette dell’acqua sono più leggere per chi ha 4 o più pargoli. Ma sono casi rari nella Toscana che non cresce.

FIGLINE. Centri diurni e appartamenti per “imparare” l’autonomia

INCISA. Dagli ecopannolini al sostegno scolastico

Disabili, andare a vivere Bimbi piccoli, mille e una da soli adesso si può dritta per risparmiare S

i ramifica su vari fronti l’impegno dell’amministrazione comunale di Figline per quanto riguarda i servizi a sostegno delle famiglie. Un impegno che riguarda i settori della scuola, della casa, del sociale, con una particolare attenzione alle famiglie meno abbienti, più numerose o con problemi gravi, come la presenza di una persona portatrice di handicap. Le maggiori novità sono in arrivo proprio sul fronte disabilità. Tanti i progetti in ponte, come ci ha raccontato l’assessore Carlo Artini, tra cui lo stanziamento in bilancio di una cifra finalizzata al funzionamento di centri diurni, nonché di un appartamento, dotato di tutti gli accorgimenti anti-barriere, nel quale i ragazzi diversamente abili possono provare a vivere da soli, imparando pian piano a raggiungere una loro autonomia, anche al di fuori della famiglia di origine. Per quanto riguarda invece il settore istruzione, con l’inizio della stagione scolastica, che a Figline ha fatto registrare un aumento delle iscrizioni in tutti i plessi scolastici, dagli asili alle medie, sono state rimodulate le fasce di reddito Isee per accedere alle agevolazioni, istituendone una in più rispetto a quelle finora previste. Il Comune si è anche fatto carico dell’adeguamento annuale Istat, per i servizi

alla prima infanzia e per quello di ristorazione scolastica. Il pre e post scuola hanno registrato rispettivamente 98 e 46 iscrizioni, mente ammontano a 352 i ragazzi che usufruiranno dello scuolabus. Per quanto riguarda le strutture rivolte alla prima infanzia – i “nidi” per intenderci - sono state soddisfatte 47 domande di iscrizione su 57, corrispondenti al 72% della richiesta. Per agevolare ancora gli oneri familiari, oltre all’alleggerimento dall’obbligo di ordinare e ritirare i libri, che gli alunni delle scuole primarie hanno trovato quest’anno sui banchi di scuola, è prevista una convenzione con Poste Italiane per effettuare il pagamento dei servizi tramite bollettino postale, oppure on-line, sul sito del Comune. Tra i progetti sull’istruzione finanziati dal Comune ci sono inoltre i corsi serali presso l’Isis Giorgio Vasari, per tutti coloro che lavorano, ma non vogliono rinunciare a studiare. E’ stata inoltre un’estate di ristrutturazioni per le scuole della città: le due scuole medie sono state interessate da un intervento di messa in sicurezza che ha inoltre permesso di aumentare la fruibilità dei servizi ai portatori di handicap. Altri 200mila euro saranno prossimamente investiti per il risanamento di /P.T. tutte le altre scuole. Il Reporter del Valdarno F.no raggiunge 18.509 famiglie nei Comuni di Figline, Incisa, Reggello, Rignano.

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il reporter è un periodico di 10 edizioni che mensilmente viene distribuito da in 216.486 copie

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asta un kit di pannolini ecologici, ovvero lavabili, e si può arrivare a risparmiare dai 1.200 ai 1.500 euro per i primi tre anni di vita del bimbo. Il kit completo viene regalato a ogni famiglia incisana da aprile scorso per ogni nuovo nato. “In un’ottica di riduzione dei rifiuti, ma anche di risparmio economico per le famiglie”. È fiera Tamara Ermini, assessore alle politiche sociali del comune di Incisa dell’iniziativa volta a tutelare le tasche dei neo genitori e l’ambiente circostante. “Inoltre il risparmio può aumentare – continua - se si pensa che con i pannolini lavabili si evitano le creme contro gli arrossamenti, eritemi ed eruzioni cutanee”. Il kit viene ritirato direttamente da mamma e babbo a seguito di una lettera di benvenuto che ricevono al momento dell’iscrizione all’anagrafe. “E’ comunque intenzione dell’amministrazione - spiega Ermini - continuare con questo progetto anche per il prossimo anno; nel progetto ho coinvolto la Coop di Incisa e la Farmacia Miniati dove si possono trovare le salviette di ricambio e i kit di taglie superiori”. Sono tanti i servizi attivati a sostegno delle famiglie: negli ultimi due anni a seguito della riforma della scuola e dei tagli apportati alle ore di insegnamento, molte sono le richieste per i sostegni extra scolastici a minori che hanno problemi di apprendimento ma, non essendo riconosciuti se-

condo la normativa vigente, non hanno più diritto al sostegno scolastico. “Per fortuna sul nostro territorio comunale - spiega l’assessore - è presente il Centro ‘La Coperta di Linus’ che tenta di ovviare a tale conseguenza con interventi individuali e di gruppo con attività ludiche”. Passando alle tutele per i “meno giovani”, Incisa possiede una Residenza per anziani over 65 dove si accede tramite bando. Gli appartamenti in totale sono 15 mentre altri due sono in fase di realizzazione da ottobre, inoltre, grazie a un cofinanziamento Asl-Ente Cassa di Risparmio-Comune, saranno fatte delle opere di ristrutturazione e di risanamento (tetto; facciate) . “A livello di richieste di aiuti economici per casi puramente sociali - continua Ermini - le domande sono state sul versante della richiesta di lavoro in quanto la crisi si è fatta sentire anche sul territorio di Incisa e la perdita di capacità economica ha indotto le persone a fare richiesta di sostegno soprattutto per gli affitti e per la riduzione dei servizi scolastici (mensa; pulmino). E’ stata inoltre creata una rete di solidarietà con i pacchi alimentari tra le 4 parrocchie e la Cri con il coordinamento del servizio sociale; questo ci consente di monitorare i cittadini che devono sempre più risparmiare sulla spesa e, purtroppo, ci dà anche il polso su come questa crisi abbia investito una /S.D.R. buona fetta della popolazione”.

Stampato da Rotopress International, Loreto (AN)

Dati non raccolti presso l’interessato Si informa che, ai sensi dell’art. 24, comma 1, lett. C, del D.Lgs 196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali), il consenso per il trattamento dei dati personali, non è richiesto in quanto i dati sono provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque. Nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (art.13 del d.lg 196/2003). La informiamo che i suoi dati personali, non sensibili, sono raccolti e trattati da Web&Press s.r.l., al solo fine dell’invio presso la Sua residenza del periodico gratuito “il Reporter”. Il responsabile del trattamento è Web&Press s.r.l. Potrà in ogni caso richiedere l’eliminazione dei Suoi dati e in contemporanea la sospensione dell’invio della sua copia esercitando l’art. 7 scrivendo a Web&Press via Kassel 17 50126 Firenze.

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FIGLINE • INCISA • REGGELLO • RIGNANO

RIGNANO. Fino a tremila euro per chi rimane fuori dalla lista dei nidi pubblici. E attività gratuite per i bambini

Qui essere genitori è più facile. E costa meno Incontri e percorsi formativi per imparare il mestiere di essere mamma o papà, grazie all’associazionismo. Garantito il terzo rientro pomeridiano alle elementari, nonostante i pesanti tagli del Governo

A

sili nido, sostegni economici, attività gratuite per i bambini, oltre all’impegno in prima persona dei genitori. Servizi e agevolazioni esistono in quantità sufficiente e avere figli a Rignano è forse più facile che altrove. Nel territorio comunale esistono due asili nido pubblici, uno a Rignano, l’altro nella frazione di Troghi. Le richieste d’ammissione presentate per il primo sono state 48, per una disponibilità

massima di 36 posti. Per il secondo sono invece arrivate 24 domande, 20 delle quali accolte. C’è poi il “nido domiciliare”, attivo da un paio di anni, gestito direttamente da un educatore professionale nella propria abitazione sotto il coordinamento e la verifica costante dell’amministrazione. Data la natura particolare della struttura i posti disponibili sono soltanto cinque, tutti occupati. I bambini effettivamente

inseriti negli asili sono dunque 61, circa l’80% dei richiedenti. Un’ulteriore possibilità per le 18 mamme rimaste in lista d’attesa è rappresentata dai voucher da utilizzare presso altri servizi educativi per la prima infanzia. Si tratta in pratica di finanziamenti regionali assegnati tramite bando che vanno a coprire la metà delle spese sostenute per la retta di un asilo privato o per l’affidamento ad una baby sitter iscritta nell’elenco comunale degli educatori, fino ad un massimo di 3mila euro a bambino. Ma il risultato più importante nel campo dei servizi scolastici, spiega l’assessore all’istruzione Lucia Bencistà, “è l’esser riusciti a garantire il terzo rientro pomeridiano, quello del venerdì, per le scuole primarie, che era saltato a causa dei tagli decisi dal Governo. Con uno sforzo che va al di là delle proprie competenze, il Comune ha ‘tappato’

la falla almeno per quest’anno, proprio per evitare alle famiglie una drastica riduzione dell’offerta formativa”. Importante anche il ruolo del Ciaf – Centro infanzia adolescenza e famiglie – che opera tutto l’anno nei locali dell’Aquilone, il centro socio-riabilitativo del Comune, dove vengono organizzate attività extra scolastiche gratuite per i ragazzi dai 5 ai 14 anni, che qui possono trascorrere i loro pomeriggi sotto la tutela degli educatori. Ludoteca, animazione e laboratori creativi, oltre ai centri estivi che si aprono al termine dell’anno scolastico. Anche i genitori fanno la propria parte: l’associazione ‘O sole mio’, costituita appunto dalle mamme e dai papà rignanesi, promuove una serie di incontri e percorsi formativi tenuti da psicologi ed esperti, oltre ad organizzare feste per i bambini, /A.T. pranzi e cene di beneficenza.

ReGGellO. Soddisfatte tutte le richieste di iscrizione agli asili comunali. A novembre riapre il bando per i posti liberi

200 fiocchi l’anno, ma nessuna lista d’attesa I

n un’Italia sempre ai vertici delle classifiche di anzianità della popolazione, esistono realtà che vanno in senso contrario, dove cioè si continua a fare figli. “Negli ultimi dieci anni la popolazione di Reggello è cresciuta di oltre 2.000 unità”, spiega il vicesindaco e assessore all’istruzione Cristiano Benucci. “Si tratta in gran parte di famiglie giovani, con bambini in età scolare”. Servono allora servizi di assistenza alla famiglia e all’infanzia che siano all’altezza. Un importante risultato è già stato conseguito: qui non esistono liste d’attesa per l’inserimento dei bambini all’asilo nido, dato che tutte le richieste sono state soddisfatte e i piccoli già collocati in una delle quattro strutture che esistono sul territorio, due comunali,

a Pietrapiana e Prulli, e due nidi privati ma convenzionati con l’amministrazione, a Donnini e Cascia. Un totale di 123 bimbi dai sei ai 36 mesi, con 83 nuovi ingressi e 40 riconfermati. Non solo. Presto, intorno a novembre, verrà riaperto il bando che assegnerà i pochi posti ancora disponibili. “Nei comuni periferici come il nostro – continua Benucci – serve una particolare attenzione nei confronti delle famiglie, per far sì che siano in grado di vivere e lavorare qui. Reggello si qualifica tra le eccellenze per i servizi all’infanzia, questo è un grande risultato politico”. Asilo per tutti, dunque, e con l’orario che si preferisce. I genitori possono infatti scegliere in base alle loro esigenze se far frequentare solo al mattino o anche nel

Tante le facilitazioni per i lavoratori in mobilità o disoccupati con una famiglia a carico. A partire dall’esenzione del pagamento di tutti i servizi scolastici, come mensa e trasporto pomeriggio, con tariffe ridotte per chi preferisce la prima alternativa. A proposito di portafoglio, in tempi in cui la crisi colpisce duro ogni settore sono state lanciate alcune misure straordinarie per ve-

nire incontro a quei lavoratori che si sono trovati in mobilità o disoccupati negli ultimi anni. Tra queste, alcune agevolazioni per l’accesso al nido e agli altri gradi di insegnamento e l’esenzione dal pagamento di tutti i servizi scolastici, come mensa e trasporto. Ci sono poi i centri estivi per i ragazzi delle elementari e medie e le varie attività per l’infanzia organizzate alla biblioteca comunale, anche queste concentrate durante le vacanze estive o in quelle natalizie. Da una cittadina che cresce ci si aspetterebbe però una maggiore intraprendenza da perte dei genitori stessi: non si segnalano infatti associazioni o gruppi impegnati con una certa regolarità nell’offrire spazi di aggregazione e mo/A.T. menti di formazione.


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il giornale nel tuo comune

FIGlINe. Inaugurato la scorsa estate al Palagio il punto vendita dei prodotti della tenuta del cantante

Tutti in fila per le verdure di Sting Vino, miele e olio d’oliva, tutto rigorosamente biologico

Il DAtO. Appartamenti “vintage” preferiti rispetto ai nuovi

e curato dal figlinese d’adozione più famoso nel mondo

Casa, ora va “l’usato garantito”

Paola Tozzi

C’

L

a festa di inaugurazione sarà stata per pochi esclusivi invitati, ma ciò che si festeggiava è in realtà aperto a tutti: il negozio aperto al Palagio dal sig. Gordon Sumner, artista britannico universalmente noto come Sting. Il punto vendita commercializza proprio i prodotti provenienti dalle sue coltivazioni, rigorosamente biologici. Nel comune di Figline, dove si trova la tenuta che il cantante ha acquistato ormai diversi anni fa e nella quale passa lunghi periodi dell’anno con la famiglia, Sting ha sempre dichiarato di essersi sentito ben accolto, fin da subito. Anche se non sono frequenti, per ovvi motivi, le occasioni in cui l’artista e la moglie Trudie Styler si sono “mescolati” con la popolazione figlinese, lo shop, inaugurato lo scorso mese di agosto, è nato proprio dall’intenzione di dare anche ai residenti nella zona la possibilità di acquistare il vino, l’olio, il miele che si producono al Palagio, prodotti finora destinati esclusivamente all’esportazione e alla vendita nella madrepatria Inghilterra. Il negozio, come ci riferiscono i responsabili della tenuta di Sting, è risultato per adesso “assai apprezzato: la clientela è al 60% del luogo ed al 40% forestiera”. Non vanno dimenticati infatti i tanti turisti – si calcola che siano più di 500mila l’anno - che soggiornano nel comune valdarnese, considerato zona strategica, fra il Chianti e le città di Firenze e Siena. Fra le vendite, per la maggiore va il vino, che rappresenta il 40% dei

Alcuni prodotti a “marchio Sting”

La clientela è al 60 per cento del luogo e al 40% forestiera prodotti commercializzati, “ma molto apprezzate sono anche le verdure freschissime dell’orto; bene anche l’olio extravergine d’oliva, e i cinque diversi tipi di miele: acacia, castagno, millefiori, melata ed erica. Piacciono pure gli insaccati biologici di cinta senese”. Tutti i prodotti, insomma, che l’Azienda Agricola di Sting e consorte, trecento ettari di boschi, pascoli ed uliveti, produce

da anni, con lo sguardo sempre rivolto all’eco-sostenibilità delle colture. Il cantante è fra l’altro un vero sostenitore delle “fattorie verticali” un nuovo modo di fare agricoltura, basato su degli edifici urbani stratificati, di per sé autosufficienti e in grado di ospitare la coltivazione di alimenti naturali biologici. Il negozio, i cui dipendenti sono tutti lavoratori locali, è stato allestito nella corte di due vecchi casolari ristrutturati all’interno della tenuta, ed è aperto sette giorni su sette, dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Con la stagione invernale osserverà invece il giorno di chiusura, la domenica. Al punto vendita si accede da via Sant’Andrea.

è la coppia di futuri sposi che cerca il primo “nido”, o la famiglia in attesa del terzo figlio desiderosa di “allargare” i propri spazi, o ancora i genitori che vogliono investire i risparmi di una vita regalando un appartamento al figlio che ha appena iniziato a lavorare: tipologie diverse di clienti per una agenzia immobiliare, ma tutte indistintamente accomunate almeno da un elemento: la ricerca di una casa “usata”. Sembra infatti concentrarsi su questo tipo di appartamenti il mercato immobiliare nel comune di Figline. Appartamenti risalenti agli anni ‘70, ma soprattutto ‘80 e ‘90 che “spopolano” rispetto a quelli di nuova costruzione. Se infatti per questi ultimi anche a Figline, come nel resto del Paese, si registra una pesante crisi, per l’usato alcune agenzie immobiliari del territorio parlano di vero e proprio “stupore”. “Tutti cercano case con almeno 20 anni di vita - dichiarano i responsabili di un noto marchio dell’immobiliare, che è presente a Figline con un’agenzia – al punto che se mettiamo in vendita un appartamento con queste caratteristiche, lo vendiamo in meno di due settimane. Notiamo che i clienti tendono a cercare un appartamento con stanze grandi, preferibilmente tutte disposte sullo stesso piano, munito di garage e possibilmente di giardino”. Sono caratteristiche che difficilmente si riscontrano negli appartamenti di nuova costruzione, caratterizzati da vani piccoli e per lo più disposti a terratetto. “Soprattutto – continuano gli agenti immobiliari – c’è la grande attrattiva del prezzo. Un ‘nuovo’ a Figline va sui 2.500/3.000 euro al metro quadro, prezzi tenuti alti anche dalla posizione territoriale, che fa sì che una casa qui sia presa in considerazione anche dal mercato fiorentino.

Abitazioni a Figline

Per l’usato si arriva anche a 1.600, 1.800 euro. Ad eccezione del centro, dove gli appartamenti, seppur ristrutturati, presentano alcune scomodità (assenza di garage o di ascensori, difficoltà di parcheggio), si capisce bene perché la preferenza dell’acquirente si concentri sull’usato. Per i costruttori che hanno investito nell’apertura di nuovi cantieri sono tempi duri: chi se lo può permettere chiude il cantiere, sospendendo i lavori. Chi invece si è esposto finanziariamente per iniziare i lavori, è costretto a portare le opere al termine, abbassando notevolmente però i prezzi di vendita. Una tenden-

Stanze grandi, garage e giardino non si trovano nelle costruzioni recenti za che proseguirà per i prossimi due o tre anni: chi vuole acquistare una casa nuova spunterà prezzi migliori, mentre la maggior parte del mercato si concentrerà ancora sulle case “vin/P.T. tage” anni ‘80.

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FIGLINE • INCISA • REGGELLO • RIGNANO

RIGNANO. Appassionati di moto a raccolta il 17 ottobre per il Beta day, a Pian dell’Isola

In principio fu una bicicletta (a motore) Più di un centinaio di dipendenti (quasi tutti rignanesi), circa 12mila veicoli venduti ogni anno nel mondo. La Betamotor torna a festeggiare. Sul circuito interno Andrea Tani

L

a storia dell’imprenditoria italiana è piena di intuizioni creative sviluppate con convinzione fino a portarle al successo. Un chiaro esempio si trova poco fuori Rignano, a Pian dell’Isola. La Betamotor nasce nel 1904 a Firenze come fabbrica di biciclette. Con i progressi tecnologici del primo Novecento si provò a montare un motore su una di queste: iniziò in quel momento la produzione di motocicli che ancora oggi riscuotono i favori di tutti gli appassionati del mondo. Nel 1972 la Beta si sposta a Rignano, diventando uno degli attori principali del tessuto economico valdarnese. I numeri parlano chiaro: 110 dipendenti diretti, 12mila veicoli (il 30% dei quali venduto in Italia, il resto distribuito nei mercati esteri) e quasi 6mila motori interamente made in Italy prodotti ogni anno, per un fatturato che si aggira intorno ai 34 milioni di euro. L’azienda appartiene da oltre 100 anni e tre generazioni

alla stessa famiglia. L’attuale amministratore delegato, il dottor Lapo Bianchi, è infatti il nipote del fondatore Enzo Bianchi. L’attenzione, in casa Beta, è sempre stata rivolta alle competizioni fuori strada, ripagata negli anni da numerosi titoli mondiali e nazionali. Ancora oggi i segmenti principali di produzione sono trial ed enduro, quest’ultimo tornato in produzione nel 2004 dopo una pausa lunga trent’anni, da quando negli anni ’70 la disciplina si chiamava ‘regolarità’. Oltre a questi vengono sviluppati veicoli per il motoalpinismo, moto da strada e scooter. Si tratta di una realtà industriale solida che, avvantaggiata dal presidiare un mercato di nicchia come quello del fuoristrada, ha saputo difendersi dalla crisi economica globale meglio dei grandi competitor generalisti e non ha mai frenato gli investimenti. Un forte legame con il territorio, come dimostrano i rapporti di collaborazione con le università di Firenze

L’interno dello stabilimento di Pian dell’Isola

e Pisa, e certamente una risorsa occupazionale importante, vista l’altissima percentuale di dipendenti che risiedono a Rignano o nel Valdarno fiorentino. E proprio per festeggiare i lavoratori e i risultati dell’azienda, il prossimo 17 ottobre torna, dopo una pausa di

due anni, il Beta day, giornata conclusiva di un trofeo monomarca che si trasforma in una festa per tutti gli appassionati, con dimostrazioni, presentazione dei nuovi modelli, gare e spettacoli motociclistici nel circuito interno dell’azienda.

ROsANO. Concluso il primo lotto, i cantieri sono stati fermi per oltre 10 anni. E le abitazioni ci sono cresciute intorno

Circonvallazione, lavori “prioritari”. Ma non prima del 2011 S

e il progetto esiste fin dalla fine degli anni ’80, ciò che abbiamo ad oggi è poco più di una traccia sul terreno. La circonvallazione di Rosano nasce sulla carta per decongestionare il traffico sia della piccola frazione che del capoluogo Rignano, liberando allo stesso tempo il normale attraversamento del centro abitato dal traffico diretto alle zone industriali. I cantieri del primo lotto sono stati portati a termine, poi il blocco. Una situazione in stallo da circa dieci anni. Diverse e complesse le cause: scarsità di risorse, contenziosi tra i costruttori e un terreno geologicamente problematico. La zona negli anni ha inoltre subìto una decisa urbanizzazione, con circa 70 nuove abitazioni costruite in previsione della fine dei lavori. Non esistendo però una via di sfogo per il traffico,

le auto vanno ad appesantire ulteriormente la viabilità già esistente, la SP1 in particolare. “Una situazione annosa alla quale speriamo si possa porre rimedio al più presto – commenta l’assessore ai lavori pubblici Wais Sabatini –. Purtroppo è in corso anche un contenzioso legale tra le cooperative appaltatrici e i proprietari di terreni confinanti che ha ulteriormente rallentato l’avvio dei lavori, ma essendo una questione tra privati, l’amministrazione è soltanto spettatrice. Quello che stiamo facendo come Comune è un tentativo di mediazione tra i cittadini e la Provincia di Firenze, l’organo competente per la realizzazione. Abbiamo già organizzato diversi incontri e a breve ne riproporremo altri”. “Il problema – sostiene il consigliere provinciale Andrea Calò – è che l’amministrazione

rignanese dovrebbe richiedere l’intervento con maggiore forza. Sta invece dimostrando passività e inerzia totale, non informando i cittadini su tempi e modalità”. Qualcosa però si sta muovendo, anche se è presto per parlare di tempi certi. Il secondo tratto dei lavori è stato inserito nel piano triennale degli investimenti della Provincia. “Abbiamo da poco completato una serie di approfondimenti geologici – dice la vicepresidente ed assessore provinciale alla viabilità Laura Cantini –. Il nuovo progetto è pronto, più completo e rispettoso dal punto di vista paesaggistico rispetto al precedente. Il bando di assegnazione dell’appalto si terrà nel 2011. I soldi ci sono, l’opera è stata addirittura inserita tra le priorità da realizzare anche /A.T. in caso di tagli”.

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Ottobre 2010

il giornale nel tuo comune

INcIsA. Quattro anni fa il progetto di una struttura realizzata ad hoc, di cui si sono perse le tracce

Niente caserma nuova per i carabinieri La casetta con il giardino e i fiori lilla basta e avanza al Comando. Accantonata l’idea del trasloco, è stata sufficiente una completa ristrutturazione dei locali per far spazio alle attività del distaccamento incisano Silvia Del Riccio

T

egole rosse, cancello in pietra e di fronte alla porta di ingresso un bel giardino curato dove si intravedono dei fiori dalle tonalità lilla. Potrebbe essere la villetta di qualsiasi cittadino incisano, ma con più attenzione, se guardiamo il cartello di indicazio-

foCuS Filiera corta

Solo prodotti locali a Naturalia

L

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La caserma dei Carabinieri

a Toscana, ormai da tempo, lavora sul piano dell’accorciamento dei passaggi tra il prodotto e il consumatore: è la cosiddetta filiera corta. In tempo di crisi economica parlare di filiera corta e agricoltura sostenibile non è affar semplice se si pensa che la volontà da parte delle persone di spender poco sovrasta di gran lunga quella di “mangiar bene” come ci spiega Margherita Ghiandelli, assessore all’agricoltura del Comune di Incisa. “Occorrerebbe una maggior educazione alimentare, è un processo lento, ma l’amministrazione sta già facendo grossi passi avanti in questo senso insieme agli altri comuni del Valdarno Fiorentino. La filiera corta consente al consumatore una migliore conoscenza delle qualità intrinseche del prodotto e di chi lo produce e provoca un minor impatto ambientale per questo vogliamo promuoverla”. Ghiandelli già ci anticipa che la prossima edizione di Naturalia a maggio sarà tutta dedicata ai prodotti locali e che il Comune ha intenzione, su questo fronte, di partecipare a dei bandi di concorso della Regione. Un’iniziativa che coinvolgerà le altre amministrazioni della zona poiché Incisa ha uno sviluppo territoriale troppo limitato per correre in solitaria. La strada non è semplice, parlare di Mercatale al coperto stile quello che ha già Montevarchi è ancora troppo prematuro e dispendioso e inoltre essendo l’agricoltura un settore attualmente in crisi è difficoltoso parlare di un mercato di filiera corta poiché non c’è un numero sostanzioso di produttori e perché per ora il discorso è limitato a prodotti come olio e vino. Educazione nelle scuole e distribuzione di prodotti di filiera corta al supermercato di Incisa (come il latte appena munto della fattoria) sono già però un buon punto di partenza per realizzare un’agricoltura più sostenibile. /S.D.R.

ne che precede la presunta abitazione possiamo leggere “carabinieri”. In effetti, nell’apposito spazio auto, non è parcheggiata una monovolume o un’automobile che lascerebbe intendere alla presenza in casa di una famiglia, bensì una di quelle volanti che troviamo spesso nelle nostre strade volte ad offrirci sicurezza. La caserma dei carabinieri di Incisa è in realtà ricavata da una comune abitazione ed alcuni residenti memori di vecchie voci passate e tam tam che riempivano i quotidiani locali si sono posti la legittima domanda “Ma i carabinieri non dovevano spostarsi anni fa quando la struttura di via Nazionale non sembrava adeguata a prestare servizio all’Arma?”. Sveliamo l’arcano mistero per chi, passando di là, cercasse di capire come si sia evoluta la situazione, il perché la caserma sia sempre quella e soprattutto pensi che lo spostamento dell’Arma dallo stabile sia in realtà un progetto non compiuto. Per mesi, nel lontano 2006, due erano le possibili alternative tenute in considerazione dai militari. L’indecisione era tra l’ampliamento dell’attuale struttura, in via Nazionale, o il trasferimento in una palazzina di nuova costruzione in piazza Parri. Dopo un lungo tira e molla, però, l’Arma decise per la completa ristrutturazione dell’attuale caserma in maniera da adattarla alle nuove esigenze del Comando. È ormai risaputo che Incisa è un territorio estremamente importante dal punto di vista della sicurezza, in particolare i controlli nella zona del casello autostradale hanno dato sempre risultati assolutamente lusinghieri e questi proprio dati spinsero il Comandante dei carabinieri a chiedere un adeguamento della caserma per renderla conforme alle sempre crescenti richieste dei cittadini. L’attuale struttura risultava infatti troppo piccola per le reali necessità dei militari, con stanze risicate e spazi limitati. Quindi un nuovo progetto diede vita ad una completa ristrutturazione dei locali. Forti del proverbio che l’abito non fa il monaco possiamo affermare che una bellissima villetta con i fiori lilla può benissimo essere funzionale a svolgere un servizio d’ordine di tutto rispetto. Questo per svelare la curiosità di chi si domanda quale sia la caserma dei Carabinieri di Incisa e di chi si ricordava che essa doveva trovare già nel passato altra collocazione.

Aumentati i controlli, soprattutto al casello autostradale


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FIGLINE • INCISA • REGGELLO • RIGNANO

ReGGellO. Abbandonato da un paio d’anni il cantiere che avrebbe dovuto ridurre il rischio sulla Sp86

La messa in sicurezza si fa pericolosa Transenne al posto delle protezioni lungo il ciglio della strada, sbancamenti laterali, new jersey in cemento dimenticati tra una curva e l’altra nel tratto che congiunge Donnini e Tosi. Ma i lavori riprenderanno (forse) solo a fine anno

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Transenne lungo la Sp86

zooM

Andrea Tani

L’

idea era di allargare la carreggiata percorribile, in modo da rendere più sicura la strada. Ma i lavori sul tratto Donnini-Tosi della SP86, avviati nel 2008 e poco dopo abbandonati, hanno finito per aumentarne la pericolosità. Tutto ciò che resta oggi è qualche barriera new jersey in pietra lasciata ai margini delle corsie a proteggere le auto dagli sbancamenti laterali. Il cantiere si estendeva da Donnini alla struttura alberghiera di Villa Pitiana, un tragitto di circa seicento metri che, a dispetto delle dimensioni ridotte della strada, è piuttosto trafficato. La SP86 è infatti una direttrice importante per il turismo locale, impiegata da chi arriva da Nord per raggiungere Vallombrosa e altre località della montagna reggellese, oltre ad essere la principale via di accesso per i residenti nelle due frazioni. Una situazione precaria poco auspicabile per un tratto di strada già poco sicuro: curve coperte si inseguono una dietro l’altra, la carreggiata è stretta e non sempre adeguatamente protetta dai precipizi che la fiancheggiano. Guardrail e sostegni in pietra sono stati sostituiti dove mancano da delle semplici transenne. Appena arrivati a Tosi si trova addirittura una cabina del gas completamente divelta, invasa dalle sterpaglie e isolata soltanto dalle solite transenne. “Abbiamo sollecitato più volte l’amministrazione provinciale – spiega l’assessore comunale ai lavori pubblici Fabio Tirinnanzi – affinché la strada venga messa in sicurezza. L’ultima quando abbiamo scoperto la possibilità che il finanziamento per completare i lavori non rientri più nel piano degli interventi straordinari”. Circostanza confermata dalla vicepresidente e assessore alle infrastrutture della Provincia di Firenze, Laura Cantini, che però precisa: “vogliamo fortemente portare a termine i lavori, altrimenti inutili. Il finanziamento sarà inserito o nel piano per la manutenzione, e in questo caso i cantieri riaprirebbero entro la fine dell’anno, o nel nuovo programma degli interventi, in modo da partire al massimo nei primi mesi del 2011”.

Turismo, gli italiani tornano a Vallombrosa

Pista da sci? Il progetto c’è

I

l ritorno degli italiani e la riconferma degli stranieri. Questi gli ingredienti alla base della stagione turistica ricca di soddisfazioni che da poco si è chiusa a Reggello. Tra le chiavi del successo figura certamente il punto informativo attivo presso il municipio. “Le visite sono aumentate del 35% rispetto allo scorso anno, con un picco massimo del 50% registrato a giugno”, spiega l’assessore al turismo Maria Pia Babini. “A queste vanno sommate le presenze registrate all’altro punto di informazione turistica, inaugurato lo scorso giugno all’outlet The Mall di Leccio”. Stabili le prenotazioni a Vallombrosa e Saltino. Il dato più interessante è però il ritorno dei turisti italiani. “A giugno erano addirittura la metà del totale, a luglio e agosto un discreto 25%. Preferiscono soggiorni brevi, magari nel fine settimana, per visitare frantoi e cantine”. La parte del leone continuano a farla gli stranieri, francesi e olandesi soprattutto, ma anche belgi e inglesi, questi ultimi aumentati nettamente nella scorsa estate. Le strutture preferite restano gli agriturismi, “usati come punto d’appoggio per visitare le città d’arte e il Chianti – continua Babini – ma è grande anche l’interesse

per il nostro territorio. Lo dimostra l’alta partecipazione a visite guidate, passeggiate ed escursioni”. Chiusa la stagione estiva si torna, come ogni anno, a parlare della riapertura di una pista da sci a Vallombrosa. Suggestione o possibilità concreta? “Il progetto c’è – risponde l’assessore – e sono sempre più numerosi quelli che ci credono, io tra questi. Ne stiamo parlando anche con Provincia e Regione”. “Si tratterebbe in realtà di un campo scuola con percorsi adatti a bambini e famiglie, un’attrattiva di grande richiamo per il turismo inver/A.T. nale nel nostro territorio”.


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il giornale nel tuo comune

Figline

Incisa

Reggello

Rignano

DISABILITÀ TUTTI UGUALI AL SOCIAL PUB Non ci sono limiti di età né di deficit al Social Pub, qui ci si incontra per passare una serata divertente e stare in compagnia, disabili o non. Si tratta dello spazio organizzato al Circolo Arci-Rinascita nella Stanza Arcobaleno. E si tratta di una delle cinque iniziative messe in pratica dall’associazione A.Se.Ba nell’ambito del progetto “Pappa e Ciccia” per l’integrazione dei disabili. Integrazione che parte dai gesti quotidiani, dallo stare insieme e dal conoscersi. Con il sostegno dei Comuni del Valdarno e grazie a un finanziamento della Regione, l’associazione avvierà sul territorio altre quattro iniziative. A partire dalle scuole, dove fin dal 2001 l’A.Se.Ba porta avanti un’azione di sensibilizzazione alla diversità. Migliaia i ragazzi incontrati nell’arco di quasi 10 anni e più di centro docenti tra scuole elementari, medie e superiori. Il corso di formazione “Diversinsieme” servirà invece a sostenere i giovani volontari nel loro incontro con i ragazzi dell’associazione, in particolare su temi specifici, delicati e densi, come il percorso di separazione dalla famiglia, la paura della diversità, le problematiche legate alla sessualità. Il corso sarà rivolto a quanti, giovani/adulti del territorio, siano interessati a confrontarsi con il mondo della disabilità attraverso un percorso di conoscenza di sé e delle proprie fragilità. Il percorso “Amicincucina” sarà realizzato in collaborazione con il Circolo Arci di Rignano e prevederà la strutturazione, quindicinale o mensile, di momenti conviviali, cene a tema, serate, incontri, eventi, con l’obiettivo di coinvolgere i ragazzi dell’Associazione e farli sentire protagonisti. Nel corso dell’anno, infine, saranno organizzate gite e vacanze, con il doppio obiettivo di offrire ai ragazzi dell’Associazione l’opportunità di fare esperienze lontano dalla famiglia e di offrire ai giovani volontari l’opportunità di vivere momenti belli, importanti e formativi. Per partecipare al progetto “Pappa & Ciccia” e per informazioni è possibile contattare la presidente Nanda Bacci Pratellesi (339.3838167) o il referente del progetto Roberto Manetti (328.7620655), e.mail: aseba@interfree. it.

URBANISTICA GLI STUDENTI RIDISEGNANO LA CITTÀ A riqualificare gli spazi urbani di Incisa? Ci penseranno gli studenti. Non studenti qualsiasi, è sottinteso, bensì giovani architetti in erba bramosi di mettere il proprio estro creativo al servizio della comunità. È l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato il mese scorso a Firenze, presso la sede di Anci Toscana, tra il Comune e la Facoltà fiorentina di Architettura. In base all’accordo, un team di docenti della Facoltà supervisionerà il lavoro di almeno 12 studenti, che si impegneranno nella redazione di proposte progettuali (con riferimento anche ai costi e alle esigenze di manutenzione) dirette alla riqualificazione di alcune aree degradate del territorio comunale. Ne sono state selezionate cinque: l’area del campo sportivo di via Olimpia, l’area di verde sportivo al Mezzule, l’area di Piazza Mazzanti (compresa la ex sede ferroviaria), l’area sottostante gli archi della SR 69, l’area di Piazza Benassai. “Questa iniziativa è molto importante non soltanto per noi - spiega il sindaco Giovannoni - ma anche come progetto pilota per gli altri comuni toscani”. “Si offre ai ragazzi - aggiunge Giovannoni - un’importante occasione di crescita e studio sul campo. Gli studenti non dovranno infatti soltanto elaborare idee progettuali, ma confrontarsi anche, ad esempio, con quelle problematiche di ordine finanziario che i comuni si trovano quotidianamente ad affrontare e misurarsi con le istanze provenienti dai cittadini”. “Il fatto che questo protocollo venga siglato presso la sede di Anci Toscana - afferma Saverio Mecca, preside della Facoltà di Architettura - offre una cornice istituzionale importante all´intesa, che vuol essere la prima di una serie di attività pilota in accordo tra Università e comuni sui temi dell’architettura e della città. Nei prossimi anni la questione della qualità della città e delle relazioni fra persone e luoghi saranno centrali”. In base all’accordo, “la Facoltà di Architettura - precisa Mecca - si impegna ad organizzare uno o più workshop di progettazione sull’area scelta di grande valore paesaggistico e urbano, e su questa base a realizzare il materiale informativo di supporto alla partecipazione dei cittadini al progetto”. E la mostra finale dei progetti, cosicché tutti possano vederli e valutarli.

SERVIZI POSTE DI SANT’ELLERO A RISChIO ChIUSURA Rischia di chiudere definitivamente l’ufficio delle Poste di Sant’Ellero, presso il quale si servono non solo i residenti della frazione, ma anche numerosi pendolari di passaggio da e verso Firenze. O meglio, si servivano, perché lo sportello è stato chiuso lo scorso 7 settembre, per motivi di sicurezza e di igiene. La decisione sembra definitiva, tant’è che si è smobilitata anche la Regione, per cercare di salvare il servizio. “Nei giorni scorsi mi sono incontrato con Maria Teresa Liliu, responsabile di Poste spa per Toscana e Umbria, ed abbiamo parlato anche dell’ufficio di Sant’Ellero - fa sapere l’assessore regionale ai rapporti con gli enti locali, Riccardo Nencini - Le ho chiesto particolare attenzione ed è in corso un lavoro tra gli uffici della Regione e la direzione di Poste spa per capire cosa sia possibile recuperare”. A richiamare l’attenzione dell’assessore sul problema erano stati i consiglieri regionali Gianluca Parrini e Nicola Danti (Pd), attraverso una missiva. “La direttrice di Poste spa per Toscana e Umbria – replica a sua volta Nencini a Danti e Parrini - mi ha confermato che l’impegno non mancherà”.

LA DECISIONE UN GIARDINO PER PEPPINO IMPASTATO La mafia si combatte anche così, a colpi di simboli, e senza abbassare mai la guardia. Lo scorso 22 settembre l’amministrazione comunale di Rignano ha intitolato a Peppino Impastato, martire barbaramente assassinato nel 1978, il centro sportivo e i giardini pubblici di Troghi. La decisione era maturata lo scorso autunno, con l’approvazione di un ordine del giorno che condannava il gesto del sindaco di Ponteranica, in provincia di Bergamo, Cristiano Aldegani (Lega Nord), che aveva fatto rimuovere l’intitolazione della biblioteca comunale allo stesso Impastato. Con lo stesso atto il Comune di Rignano si era impegnato a “rimediare” in terreno toscano e a piantare un ulivo, simbolo di pace, contro tutte le mafie. “Adesso – ricorda l’assessore Wais Sabatini - anche alla luce del vile assassino di stampo mafioso del Sindaco di Pollica Angelo Vassallo, deve essere più che mai forte il nostro impegno contro le mafie, impegnandoci in prima persona e sensibilizzando il nostro tessuto sociale e civile anche con iniziative come questa che tra gli altri vedrà la presenza di Giovanni Impastato”.

Via della lunigiana Continuano i lavori di risanamento stradale, iniziati il 15 settembre, con chiusura della strada, da via Senese a via del Lastrico, eccetto frontisti nei tratti non interessati allo svolgimento dei lavori. Termine previsto 15 ottobre

– hanno spiegato il sindaco Nocentini e l’assessore Caterina Cardi -, grazie a questo intervento colmiamo una lacuna che impediva di praticare questa disciplina nella nostra città. Si tratta di una struttura molto accogliente e funzionale che rientra a pieno nella nostra politica di promozione dello sport. Ringraziamo l’associazione Vivi Restone per la collaborazione e la disponibilità a gestire l’impianto, che ci auguriamo possa essere valorizzato con tante iniziative”. I lavori per il completamento del campo di calcetto a Restone erano partiti la scorsa primavera per un intervento nato con l’obiettivo di promuovere lo sport e creare nuovi centri di aggregazione nella città. Il costo dell’intervento – finanziato dal Comune di Figline - è stato di circa 67mila euro ed i lavori sono stati eseguiti previa gara di appalto dalla ditta Insana Francesco di Cavriglia. L’opera è consistita nella creazione di un campo di calcetto di metri

Via del Porcellana Terminati i lavori per un allaccio alla rete fognaria. Prevista la chiusura della strada nel tratto compresa tra Borgo Ognissanti e via Palazzuolo.

Figline Terminati i lavori alla rete fognaria, proseguono i cantieri in via della Lunigiana. Ma tutte le transenne sono destinate a scomparire entro metà settembre. Meteo permettendo.

restone Conclusi i lavori al campo sportivo di Reztone. L’inaugurazione si è tenuta lo scorso settembre. Il nuovo campo di calcio a 5, dotato di spogliatoi e servizi, sarà gestito dalla locale associazione Vivi Restone. “Questa struttura rappresenta un nuovo punto di aggregazione per gli appassionati di sport

L’ARRESTO UN CAMPO DI CANAPA NASCOSTO NEL BOSCO Come contadino non gli mancava il talento, tant’è che, giusto per arrotondare, si era fatto la sua personale piantagione. Di marijuana. Le piante, ben 71, cresciute oltre i due metri di altezza, sono state scoperte dai carabinieri di San Giovanni Valdarno, occultate tra le fronde di un bosco nei pressi di Piandiscò. A piantarle era stato un 39enne di Reggello. Le indagini erano state avviate dopo la segnalazione di un cittadino che si era imbattuto in alcune piante sospette, mentre passeggiava nel fitto della boscaglia, in una zona particolarmente impervia. I successivi controlli dei militari hanno confermato che si trattava proprio di canapa indiana, magistralmente coltivata e ben curata. Il contadino provetto, infatti, aveva approntato un efficace sistema di irrigazione. Per incastrare il coltivatore sono stati necessari alcuni appostamenti in zona. L’uomo è stato immediatamente arrestato e portato nel carcere aretino di San Benedetto.

PIANETA SCUOLA FRONTE COMUNE CONTRO I TAGLI Formazione collettiva e linea comune sul fronte scuola. Alla luce dei tagli operati dal Governo al settore Istruzione, i comuni della zona fiorentina sud-est, tra cui i quattro del Valdarno Fiorentino, si sono ritrovati attorno a un tavolo e hanno pianificato le prossime mosse. Affinché la qualità dell’insegnamento non risenta delle minori risorse pervenute. La prima di queste mosse sarà quella di monitorare costantemente la qualità del servizio scolastico, attraverso parametri che sono già stati stabiliti. Il secondo passo sarà studiare da vicino il Regolamento Regionale, per individuare tutte le opportunità possibili. Infine è prevista una formazione specifica per tutti gli insegnanti e addetti ai lavori del settore. Il primo corso in programma partirà proprio a ottobre, con l’obiettivo di stimolare il confronto, la condivisione e la partecipazione a un progetto comune. Quello di una scuola all’altezza delle generazioni future.

40x20, idoneo per la gare nazionali di serie B di calcio a 5 e, se coperto, sarà poi utilizzabile anche per gare nazionali ed internazionali di serie A e serie A2. L’area sportiva è poi dotata anche di spogliatoi, già realizzati in precedenza dal Comune di Figline. rignano sull’arno Gli interventi si concentreranno nei pressi del Castiglionchio e presso la scuola media del capoluogo. scuola Media Qui sono previsti lavori di manutenzione straordinaria per l’adeguamento della centrale termica. castiglioncHio Manutenzione straordinaria anche lungo la strada di Castiglionchio, per il rifacimento del sottofondo stradale e la riasfaltatura.


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in città

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zOOM/1. Tra i 46 articoli del regolamento di polizia municipale ce ne sono alcuni di singolari

Viaggio nella giungla dei divieti urbani Il documento, che fu varato dalla precedente amministrazione comunale, prevede sanzioni per chi sbatte tappeti e tovaglie o per chi non segnala la vernice fresca. Ma anche per gli strilloni e per chi pettina gli animali in pubblico Gianni Carpini

“A

ssicurare la serena e civile convivenza”. È questo il fine dichiarato del regolamento di polizia urbana del Comune di Firenze. Ma accanto alle più condivisibili norme di buon comportamento, il testo che racchiude le regole per il “galateo cittadino” riserva alcune sorprese. Scorrendo i 46 articoli del documento, frutto del lavoro della passata amministrazione comunale, si trovano singolari divieti. Dalle norme contro chi causa “l’emissione di polveri” sbattendo tappeti e tovaglie fino alle sanzioni contro chi stende i panni senza tener conto del “decoro cittadino”. E le multe possono essere salate. Dare da mangiare ai piccioni, ad esempio, può costare caro: da 80 fino a 500 euro. All’articolo 15 il regolamento vieta infatti di “somministrare qualunque tipo di alimento ad uccelli e in particolare a piccioni presenti allo stato libero sul territorio comunale”. Allo stesso modo è proibito lasciare nei luoghi pubblici cibo per animali, gatti compresi. Il capitolo dedicato agli amici a quattro zampe è lungo. Non si possono strigliare gli animali in luo-

ghi pubblici oppure far bere i cani direttamente dall’erogatore delle fontane. Attenzione poi a stendere la biancheria. Per preservare il decoro degli edifici, l’articolo 20 del regolamento prevede multe sempre da 80 a 500 euro per i panni stesi nelle zone dei palazzi che sono visibili dal suolo pubblico. Stessa sorte per oggetti posti sulle finestre e sulle terrazze che causino la “diminuzione del decoro dell’immobile”. L’articolo 11, dedicato alle “cautele per oggetti sospesi, liquidi e polveri”, sanziona inoltre chi causa la “caduta di terra o l’emissione di polveri, anche sbattendo tappeti, tovaglie e simili”. Una regola che vale nei luoghi pubblici e in quelli privati. Gli sbadati che si dimenticano di segnalare ai passanti la recinzione verniciata

Dare da mangiare ai piccioni può costare dagli 80 ai 500 euro

di fresco rischiano una multa da 25 a 500 euro (art. 8). Medesima sanzione è riservata per la sosta selvaggia, non delle macchine, bensì delle biciclette: il regolamento, con l’articolo 4, proibisce di lasciare le bici legate elementi di arredo urbano come le panchine, se recano disagio alla circolazione, o alle recinzioni a protezione dei monumenti. È vietato inoltre lavare i veicoli in luoghi pubblici (art. 15), mentre buttare un mozzicone di sigaretta a terra può costare 160 euro (art. 14). Esistono regole anche per i negozi. Secondo il regolamento pulire le vetrine e le soglie delle attività commerciali è contro il decoro urbano, almeno nella fascia oraria che va dalle 10 alle 20. Lo stabilisce l’articolo 16. Banditi gli “strilloni”: coloro che vendono merci o servizi “con grida o con altri comportamenti molesti” possono essere multati (art. 15). Infine le norme sul volantinaggio: mentre è ammesso distribuire volantini alle persone, a patto che non si disturbi la circolazione “anche dei pedoni”, non è consentita la diffusione di depliant sui veicoli in sosta, sulle soglie e sui gradini davanti ai marciapiedi e alle aree pubbliche (art.37).

L’INTERVISTA Parla l’assessore comunale al decoro urbano, Massimo Mattei

“Esiste prima di tutto una legge non scritta che è il buon senso”

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lcune delle norme del regolamento di polizia urbana sono singolari, ma come vengono applicate in concreto dalla polizia municipale di Firenze e in particolare da questa amministrazione comunale? Il documento, approvato nel luglio del 2008, è frutto del lavoro della passata giunta e di Graziano Cioni, l’allora assessore alla sicurezza e vivibilità urbana, ribattezzato dai giornali “l’assessore sceriffo”. La norma che vieta di stendere i panni sulle facciate visibili dal suolo pubblico, ad esempio, può lasciare perplessi. “Esiste una legge non scritta che è il buon senso – spiega l’asses-

sore comunale al decoro urbano Massimo Mattei – che ci sia anche un regolamento che permetta in certi casi di poter intervenire è qualcosa, credo, di positivo”. Ma quali sono questi casi particolari? “Nessuno vuol sanzionare la massaia che fa la lavatrice e che nelle ore di sole invernali mette fuori la biancheria – precisa Mattei – al contrario, se un cittadino stende i panni su una delle facciate dei palazzi in via Tornabuoni, o nelle strade più importanti della città, credo che debba avere una maggiore attenzione”. Un’applicazione “elastica” del regolamento, che invece non precisa a quali

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vie si applichi il divieto. Il numero maggiore di verbali non è arrivato per la biancheria stesa, ma per i casi legati più da vicino al decoro. “Contro il degrado, sono state elevate multe per le deiezioni canine”, spiega Mattei. Stando all’articolo 12 tutti i proprietari di cani sono infatti obbligati a raccogliere gli escrementi lasciati da fido sul suolo pubblico. “Ci sono state multe anche per altri comportamenti poco consoni – prosegue l’assessore - come sigarette buttate a terra e per il rumore eccessivo. Si tratta di atteggiamenti non conformi al /G.C. rispetto necessario in una comunità”.

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in città

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zOOM/2. Cronistoria del monumento preferito dai “tuffatori clandestini”. Di ogni nazionalità

La (dolce) vita del Biancone preso d’assalto Prima dello show del disturbatore televisivo Gabriele Paolini la fontana di piazza della Signoria ha “ospitato” turisti accaldati, esaltati in cerca di fama e perfino un cane. Multato di 160 euro Francesca Puliti

N

on sarà colpa di Fellini, ma da quando Anita Ekberg e Marcello Mastroianni si sono cimentati nel bagno che li ha resi celebri è stato un continuo di imitazioni. Ogni città ha la sua Fontana di Trevi e la nostra personale è meglio nota come fontana del Biancone. La statua di Nettuno, con il suo contorno di cavalli, è stata scelta come vittima prediletta degli assalti da parte di turisti accaldati, ma anche di esaltati e comuni vandali. Sarà per quella sua vicinanza con il Palazzo del potere, o per la “comodità” con cui ci si può saltare dentro, o perché il Biancone, con il suo nomignolo affettivo, è diventato un po’ il simbolo della fiorentinità. L’ultima invasione di campo è avvenuta alla fine di agosto e più che un semplice bagno rinfrescante è stato uno show, ad opera del “disturbatore televisivo” Gabriele Paolini. Interdetto da Roma, dove imperversava attorno ai luoghi della politica importunando i giornalisti pur di entrare nell’inquadratura video, Paolini ha fatto rotta su Firenze, per combattere la sua personale battaglia contro la tessera del tifoso negli stadi. Si è spogliato ed è entrato nella vasca, munito di megafono. Ma lo spettacolo è durato poco, il tempo di raggiungere la fontana da parte dei vigili e di staccare una multa da 160 euro al contestatore. Questa l’ammenda prevista dal regolamento, in caso di tuffi nelle fontane pubbliche. La stessa cifra era già stata contestata l’estate scorsa a una coppia di giovani ameri-

cani, che si erano “fregiati” di una simile prodezza davanti a tre ragazze loro connazionali, rimaste ad osservare la scena da “bordo piscina”. Qualche mese fa era stata la volta di un quindicenne russo, per il quale aveva pagato il capocomitiva che accompagnava un gruppo di adolescenti in gita. La sanzione da 160 euro, in verità, è stata attribuita anche al padrone di un cane che, sul finire di un torrido agosto 2010, ha osato abbeverarsi ai piedi del Biancone. Ma il mondo degli animalisti si è mobilitato in favore di Pedro e del suo amico a due zampe, che nel mentre aveva scritto a sindaco e giornali locali. D’altronde il complesso scultoreo dell’Ammannati è stato vittima negli anni di attentati ben più gravi di quelli che può sferrare un cocker. Nel settembre 1989 qualcuno si mise a saltare sulle zampe posteriori di due dei cavalli, complici la notte e la scarsa vigilanza. Due anni più tardi un uomo barbuto in mutande si arrampicò fin sopra la testa del buon vecchio Nettuno per assestargli dei colpi sulla corona. Nel gennaio ’97, invece, alcuni vandali mandarono in pezzi l’orecchio di un cavallo e a giugno dello stesso anno venne spezzata una zampa. L’ultimo attacco diretto a danneggiare la fontana risale al 2005, quando tre ragazzi, nottetempo, staccarono addirittura una mano al dio di marmo. Da allora la sorveglianza ha fatto grossi passi avanti: non solo telecamere, ma sensori di movimento. Anche gli aspiranti Ekberg-Mastroianni sono avvertiti.

I PRECEDENTI Dal David preso a martellate alle statue della Loggia dei Lanzi aggredite nottetempo

Anche Benigni vittima dei vandali. Prima dell’allarme intelligente

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e il Biancone svetta in classifica come il più martoriato dagli assalti, molti altri monumenti solidarizzano con lui, anche se nessuno è in grado di insidiargli il primato. Pare che piazza Signoria sia una specie di calamita per i malintenzionati nei confronti delle opere d’arte. Sotto la Loggia dei Lanzi, museo all’aperto che incanta milioni di turisti e non, hanno subito danni sia il Ratto di Polissena che quello delle Sabine. L’ultima “bravata” risale allo scorso marzo, quando qualcuno si accanì sulla scultura di Pio Fedi staccandole tre dita. Ma Polissena era già stata colpita un paio di volte dal ’71 in poi.

Cinque anni fa è tornato a farsi vivo anche lo sfregiatore di capolavori più noto d’Italia, Piero Cannata, colui che prese a martellate un piede del David di Michelangelo. Nel 2005 gli è “bastato” disegnare una croce celtica con lo spray sulla lapide che ricorda il punto dove venne arso Savonarola, sempre in piazza Signoria. A novembre dell’anno scorso Pier Capponi, che vigila sul loggiato degli Uffizi, ha subito l’amputazione di un piede. Solo qualche mese fa perfino Roberto Benigni è caduto vittima dei vandali: la sagoma che lo raffigurava, in mezzo ad altri 14 grandi fiorentini, di fronte alla Fortezza, è stata

spezzata in due. Proprio alla vigilia dell’entrata in vigore di un sistema di sorveglianza dotato di telecamere intelligenti, in grado di attivare lo zoom sul volto dei trasgressori non appena i sensori rilevano un’invasione. Il sistema, abbastanza evoluto da distinguere i movimenti delle persone da quelli degli animali (dunque non pericolosi), è costato 45mila euro e faciliterà enormemente il compito di identificazione dei tragressori, nello sfortunato caso in cui simili atti si ripetano. A scanso di equivoci, le telecamere “furbe” sono già state installate anche /F.P. in piazza Signoria.


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sanità

Ottobre 2010

Il PUNtO. Mancano ancora i dati definitivi, ma per il momento poco sembra essere cambiato

Pillola abortiva, nessun picco di richieste Lo scorso anno gli aborti effettuati con il metodo definito “farmacologico” o “medico” sono stati 857 fra Toscana, Emilia, Marche, Puglia e la provincia autonoma di Trento: meno dell’un per cento del totale delle interruzioni di gravidanza Ilaria Esposito

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ata la complessità della vicenda che riguarda la pillola abortiva RU-486 e l’ampio dibattito politico che l’ha accompagnata, è utile fare il punto su quello che all’atto pratico è cambiato per le donne che decidono di ricorrere a questo metodo di interruzione volontaria della gravidanza. Da quasi un anno a Firenze, in Toscana e in tutto il Paese l’aborto farmacologico è un metodo abortivo ordinario. In realtà, già nel 2005 era possibile in tutta la Regione somministrare il mifepristone, principio attivo contenuto nella pillola RU486, in via sperimentale. All’inizio di dicembre 2009 le cose sono cambiate. La commercializzazione del farmaco è stata autorizzata: le donne possono scegliere di interrompere la gravidanza col tradizionale metodo chirurgico o con quello che viene definito “farmacologico” o “medico”. Da luglio di quest’anno, in Toscana è anche possibile procedere all’assunzione della RU486 senza ricoverarsi, in solo regime di day-hospital. Non è semplice, per adesso, ottenere un dato complessivo certo sulla quantità di scatole di Ru-486 che gli ospedali fiorentini hanno ordinato da aprile a oggi. Nel primo mese di commercializzazione, secondo un’indagine di Adkronos salute, sono state 318 le scatole di medicinale ordinate in Toscana. Nel 2009, come si legge nella relazione 2010 del Ministero della salute sull’attuazione della legge 194/1978, gli aborti effettuati con metodo farmacologico furono 857 fra Toscana, Emilia Romagna, Marche, Puglia e la provincia autonoma di Trento: lo 0,7 per cento del totale delle interruzioni di gravidanza avvenute nello stesso anno. Una percentuale abbastanza bassa, che non si può attribuire al fatto che il farmaco allora venisse somministrato in regime sperimentale, almeno fino a quando non saranno disponibili dati sulla richiesta del medicinale da parte delle aziende ospedaliere e delle donne nel periodo successivo la sua commercializzazione. Nonostante i cambiamenti, per l’assunzione della pillola abortiva restano fermi alcuni punti: non è possibile ricorrere alla pillola oltre i 49 giorni dall’inizio della gravidanza, e il medicinale non si trova in farmacia. La somministrazione è riservata alle realtà ospedaliere. L’iter per chiedere di interrompere una gravidanza resta lo stesso: è necessario domandare a un consultorio ostetrico, al proprio me-

Da luglio nella regione si può fare anche in day hospital

dico curante o ginecologo una richiesta di interruzione. Per ottenerla serve presentare un documento di identità e un’ecografia o un test di gravidanza positivo fatto in laboratorio. Per l’aborto “medico” è quindi necessario che la donna firmi un consenso dopo aver letto un’informativa. A somministrazione avvenuta la donna può lasciare l’ospedale salvo complicazioni, ma resta sotto la responsabilità della struttura dove l’interruzione di gravidanza è avvenuta.

L’INTERVISTA Parla il professor Scarselli

“Il numero di domande non è molto variato”

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egli ospedali fiorentini si affronta il tema “pillola abortiva” con molta cautela. Ne parla il professor Gianfranco Scarselli, direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi. Quante confezioni sono state ordinate da aprile a oggi e quante nel periodo in cui in Toscana il medicinale non si somministrava in regime ordinario? Presso la AOUC, da aprile a oggi sono state impiegate una trentina confezioni. Prima di aprile non è stata ordinata e impiegata alcuna confezione. Cosa è cambiato da prima della commercializzazione? L’approvvigionamento del farmaco è semplice, come quello di tutti gli altri farmaci. E’ sempre disponibile, senza richiesta nominale. In passato, pur non avendo avuto richieste, la difficoltà era legata al fatto che il farmaco doveva essere ordinato in Francia per ogni singola paziente che ne faceva domanda. Le pazienti lo richiedono espressamente? C’è stato un incremento negli aborti? Il ricorso all’aborto farmacologico, nella maggior parte dei casi, parte come richiesta della stessa paziente. Il numero totale di richieste di interruzioni di gravidanza (aborto farmacologico e aborto chirurgico) non è molto cambiato rispetto al passato. La percezione che si ha è che la quota di donne che oggi ricorre all’aborto farmacologico in passato ricorresse all’aborto chirurgico. Quali sono i pro e i contro dell’aborto farmacologico? I pro sono costituiti dal mancato ricorso alle procedure chirurgiche, anestesia inclusa, in oltre il 90% dei casi, e dalla opportunità di abortire a basse epoche gestazionali. Però i tempi di induzione dell’aborto sono più lunghi (3 giorni circa) rispetto all’intervento che dura 5-10 minuti. Il sintomo di dolore ed emorragia è molto più accentuato di quello dell’aborto chirurgico e ci sono dei criteri di esclusione dalla procedura farmacologica.


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l’INDAGINe/1. Una ricerca fotografa la percezione che gli abitanti hanno del capoluogo

Firenze? Una città piena di bella gente Il rapporto Ispo racconta quali sono i luoghi del cuore

Andrea Tani

dei fiorentini (neanche a dirlo, vince il Duomo) ma anche

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rte e bellezza che rapiscono in ogni piazza, ogni monumento, panorami mozzafiato, campagne da cartolina e una cucina celebrata come la migliore del pianeta. Abitare a Firenze, senza nulla togliere al resto del mondo, è una bella fortuna. E i cittadini lo sanno: il 65 per cento dei residenti in provincia dichiara infatti di vivere bene nella città

i loro giudizi sui concittadini, dipinti come simpatici, allegri, furbi e comunicativi. E pure un po’ sbruffoni, però...

LA NoTIzIA In 900 contro il degrado

E sono arrivati anche gli “angeli”

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addove imperversano l’incuria e il degrado, e nemmeno uno sforzo terreno basta a riportare ordine e pulizia, serve allora il tocco di un angelo. Meglio ancora, di 900 angeli. Tanti sono i volontari che già si sono fatti avanti per ripulire strade, cancellare scritte dai muri, sistemare aiuole: dallo scorso 25 settembre sono operativi a Firenze gli “Angeli del bello”, “truppe” antidegrado nate per volontà del sindaco Matteo Renzi. Centri commerciali naturali, centri anziani, associazioni di vario tipo e università americane hanno già aderito al progetto, insieme ad altre 53 associazioni e più di 130 singoli cittadini. Armati di scopa e agghindati con pettorina, cappello e braccialetti bianchi e rossi, gli “Angeli” hanno iniziato la loro missione durante l’ultima giornata di “Un bacione a Firenze”. Con le squadre del decoro è nata anche una fondazione senza fini di lucro, che provvederà alla copertura assicurativa dei volontari e costituirà uno staff di coordinatori in grado di dirigere la parte logistica e quella organizzativa. Sarà proprio la fondazione l’organismo incaricato di raccogliere fondi per le attività straordinarie. I soci fondatori sono Quadrifoglio spa e l’associazione Palazzo Strozzi, che hanno contribuito entrambi con 50mila euro, ma l’adesione è aperta a tutti. Si può partecipare come socio sostenitore (privati, imprese o associazioni che contribuiscano con un minimo di 500 euro), socio partecipante (associazioni che promuovono al loro interno azioni di decoro urbano), o semplice volontario, versando un contributo annuo di 5 euro per tesserino e assicurazione. Graffiti, cartacce, erba alta e mozziconi hanno le ore contate, ma la speranza è che l’esempio degli Angeli riesca a risvegliare il senso /A.T. civico di tutti.

del giglio e nei suoi dintorni. Un legame con il territorio ancor più saldo di quello con l’intero Paese: soltanto il 39 per cento degli intervistati ritiene che in Italia si viva bene, anche se il 56 per cento si sente orgoglioso di essere nato nel Belpaese. I motivi del successo fiorentino? Primo fra tutti, ovviamente, l’enorme patrimonio artistico e culturale, il vanto più grande per il 46 per cento degli intervistati: basti pensare al centro storico di Firenze, con le sue piazze e i monumenti (al primo posto per l’8 per cento), al Duomo (in testa per un altro 8 per cento), a Palazzo Vecchio (6 per cento), Piazzale Michelangelo (5 per cento) o al Ponte Vecchio (5 per cento). Molto amati anche piazza della Signoria (4 per cento), San Miniato al Monte (4 per cento), la Galleria degli Uffizi (3 per cento) e la cupola del Brunelleschi (3 per cento). C’è chi invece preferisce la natura e i paesaggi del Chianti e dell’ambiente rurale (il 16 per cento dei cittadini), chi è più legato all’Arno (il 3 per cento) e chi si inorgoglisce ogni volta che siede a tavola: il 7 per cento mette infatti al primo posto i piatti tipici della nostra tradizione culinaria. Così i cittadini si sono raccontati all’istituto Ispo del re dei sondaggisti Renato Mannehimer, per la ricerca demografica “L’identità degli italiani” commissionata da Seat Pagine Gialle. Dovendo scegliere un simbolo per rappresentare Firenze e il suo territorio nel mondo, la preferenza ricade, per il 13 per cento dei cittadini, sul Ponte Vecchio. Seguono Palazzo Vecchio (12 per cento), la Cattedrale di Santa Maria del Fiore con la sua piazza (11 per cento), le vie e le piazze del centro storico in generale (10 per cento). Molti fiorentini (il 13 per cento) pensano invece che il miglior ambasciatore della città debba essere qualcuno dei loro più illustri concittadini, a partire da Dante Alighieri. Già, perché al di là delle eccellenze artistiche, a far le fortune della provincia è anche chi la abita: gente simpatica, secondo il 15 per cento degli intervistati, e creativa, secondo l’11 per cento. Tra gli altri pregi che i fiorentini si riconoscono ci sono l’essere estroversi (9 per cento), allegri (8 per cento), furbi (8 per cento) e comunicativi (7 per cento), ma anche colti e operosi (entrambi al 6 per cento). Il loro peggior difetto è invece la chiusura mentale (che infastidisce il 22 per cento), seguita dal provincialismo (15 per cento) e l’essere presuntuosi e sbruffoni (13 per cento). Altri trovano più sgradevole la maleducazione (7 per cento) e lo scarso senso civico (6 per cento). Nel complesso i cittadini appaiono soddisfatti, e se c’è qualcosa di vero nello stereotipo del fiorentino brontolone, sempre pronto a criticare ogni cambiamento della sua città, è forse perché in fondo vuole troppo bene alla sua Firenze.

Per il 13 per cento degli intervistati il vero simbolo è Ponte Vecchio


società

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l’INDAGINe/2. Secondo un sondaggio dell’Aidaa vengono spesso “banditi” da uffici pubblici e negozi

Ma i cani intanto “aspettano fuori” Giulia Righi

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llora s’è detto. Firenze è bella da morire. È un posto fantastico, dove si mangia benissimo e si ringalluzziscono occhi e spirito guardando i vari Ponte Vecchio, Palazzo Vecchio, Duomo e via dicendo. Lo racconta il sondaggio qui accanto, lo racconta l’orgoglio con cui il fiorentino doc parla della sua città, sommergendola di aggettivi che finiscono per “issima”. Ma Firenze è anche la casa di un’enorme quantità di quattrozampe. Cani e gatti che hanno la fortuna (?) di abitare nel capoluogo. Sì, ma come ci vivono? Un sondaggio recente condotto dall’Aidaa (Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente) traccia un ritratto non proprio roseo. Il problema, è innanzitutto, italiano. Il nostro paese, infatti, si piazza ultimo nella classifica europea della tolleranza nei confronti dei cani negli uffici pubblici. L’Aidaa ha condotto un’indagine su 2.059 uffici pubblici, controllati nei mesi di

luglio e agosto. Il risultato è che solo 109 hanno accettato a cuor leggero la presenza di cani (in testa Napoli, Palermo e Reggio Calabria). Firenze, invece, rientra nel girone delle città che ne fanno divieto assoluto, insieme a Genova, Torino, Roma e Milano. Non va meglio, ancora secondo la stessa associazione, se ci si sposta nel campo dei negozi privati. E qui Firenze fa un po’ da fanalino di coda, perchè invece la situazione a livello italiano è decisamente migliorata e pare che il cartello “divieto di accesso ai cani” stia finalmente scomparendo. Da un controllo effettuato su 3.500 negozi sparsi nelle maggiori località turistiche, è infatti emerso che solo 694 esercizi mettono Fido al bando. E questo vuol dire che, rispetto a cinque anni fa (quando fu condotta la stessa ricerca) le cose sono decisamente migliorate, con un incremento del 76 per cento dei negozi pet-friendly. Ma, si diceva, secondo le osservazioni dell’Aidaa, Firenze non ha tenuto il passo

Gli studi dell’Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente rivelano che spesso i quattrozampe non sono graditissimi. Va meglio se sono “turisti”

delle altre città e oggi, nel nostro capoluogo, è ancora alto il numero di negozi in cui campeggia il cartello di divieto d’accesso. Insieme a noi, la maglia nera la prendono Roma, Venezia e Rimini. E queste, comunque la si veda, non sono propriamente belle notizie, anche se sicuramente ci saranno moltissime eccezioni ed

esercenti più ospitali. E neppure è bello sapere che in Toscana ci sono 41mila cani randagi (stima Aidaa): quasi il triplo rispetto all’Emilia Romagna. Infine, va meglio – prendiamola come consolazione – sotto un altro aspetto. E cioè sul fronte del turismo “pet friendly”: la nostra regione si piazza seconda (subito dopo

il Trentino) in una classifica stilata da TripAdvisor. Il popolare sito di recensioni di viaggi ha valutato il grado di “ricettività a quattrozampe” dei luoghi esaminati e ne è emerso che il 15 per cento dei votanti ha dato la sua preferenza alla Toscana come meta vacanziera in cui andare con Fido.

cURIOsItÀ. Attivo uno sportello legale dedicato

Per loro un tribunale ad hoc

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ppure i diritti degli animali, fortunatamente, hanno tantissimi paladini. A Firenze sono molte le associazioni che si occupano di cani e gatti senza una casa e della tutela dei loro interessi. Tra le iniziative più particolari c’è addirittura un tribunale ad hoc, sostenuto dall’Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente. Si tratta di un servizio gratuito di consulenza legale, operativo anche a Firenze, al quale si può rivolgere chiunque abbia questioni da risolvere, dubbi o il semplice bisogno di un consiglio sul proprio animale, domestico ma anche selvatico. L’intervento si può chiedere sia on line, indirizzando una mail a tribunaleanimali@libero.it, sia richiedendo di incontrare di persona uno degli avvocati che collaborano per l’associazione: si può telefonare dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 al numero 392.6552051. Una volta superato questo primo step, se la situazione lo richiede, si può approfondire la questione e chiedere aiuto allo sportello di conciliazione. Questo servizio ha un costo forfettario di 10 euro, per coprire le spese della pratica, e in questa fase viene convocata anche la controparte, per trovare una soluzione “bonaria”. Infine esiste anche la possibilità di passare

attraverso la camera arbitrale, che implica l’intervento di un giudice e degli avvocati: per tutte le informazioni in merito ci si può rivolgere all’avvocato individuato dall’associazione. Anche chi ha problemi con il condominio – fatto non troppo infrequente – può richiedere la consulenza dell’associazione: in questo caso occorre inviare una mail a animalincondominio@libero.it, che garantisce risposta entro dieci giorni dal ricevimento della segnalazione. Lo stesso servizio funziona anche telefonicamente, tutti i giorni dalle 10 a mezzogiorno al 347.8883546. Per qualsiasi informazione sulle attività dell’associazione, infine, si può visitare il sito internet www.aidaa. /B.S. net.

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l’iniziativa

Il cONcORsO. Tantissimi i partecipanti al premio fotografico. E la fantasia non è certo mancata

“Zoom-ma Il Reporter”, vince l’Egitto

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hi l’avrebbe mai detto che un giorno Il Reporter sarebbe arrivato fino ai piedi delle Piramidi? Invece l’ha fatto la scorsa estate, ed è proprio questa fotografia (intitolata “Il Reporter... l’unico giornale dei Faraoni!”) che ha vinto il concorso “Zoom-ma Il Reporter”, valsa al suo autore, Tommaso Grassi, una macchina fotografica Canon Powershot G11. Ma il nostro giornale non si è limitato a visitare soltanto l’Egitto, e ha viaggiato molto, moltissimo, in lungo e in largo per il mondo. Insieme a voi. Grazie a voi. Sono stati tantissimi, infatti, i partecipanti al concorso organizzato dal nostro giornale, e la fantasia non è certo mancata: c’è chi ha portato Il Reporter alle Galapagos, in mezzo a uccelli affamati, e chi nei paradisi del Madagascar; chi l’ha condotto alla conquista della Muraglia cinese e chi a due passi da un geyser; chi sulla cima di un monte in una sperduta isola greca e chi l’ha sfogliato al tramonto di Marsa Alam, sul Mar Rosso. Ma anche in molti,

La fotografia vincitrice: “Il Reporter... l’unico giornale dei Faraoni!”

Al secondo posto: “Las Vegas: punto tutto su... Il Reporter!!”

moltissimi altri luoghi, impossibili da elencare tutti, è stato quest’estate il nostro giornale, grazie a voi che l’avete messo in valigia e portato alla scoperta del Globo. Al secondo posto del nostro concorso è arrivato Gianluca Pierro, che ha deciso di puntare tutto su Il Reporter nel regno del gioco (Las Vegas), vincendo una Samsung ST5000, al terzo posto Mauro Innocenti, che è riuscito a far leggere il nostro giornale addirittura a... un cinghiale (per lui una Samsung ST60). Al quarto posto si è classificato “A ggiro”, al quinto “Con Il Reporter a casa è tutta un’altra musica”, al sesto “3000 m e 3 cime (di Lavaredo)”, al settimo “Verso il rifugio Firenze”, all’ottavo “Caldo... no grazie. Io Marmolada”, al nono “MaRe...porter” e al decimo “Insieme in Camargue”. Ai loro autori, e a tutti gli altri partecipanti, i nostri complimenti e il nostro ringraziamento. In questa pagina pubblichiamo le tre fotografie vincitrici di “Zoom-ma Il Reporter”, in quella a fianco una selezione degli scatti che hanno partecipato al concorso.

Terza classificata: “Anche i cinghiali leggono Il Reporter”

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l’iniziativa

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Alle galapagos... la fame è brutta!

il reporter conquista la muraglia

sulle isole del madagasca r

il geyser e reporter

saudade de il reporter... jericoacoara brasil

in grecia, a un passo dagli dei

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mobilità

PARcheGGI. Scattano il prossimo mese le novità introdotte dalla delibera approvata dalla giunta

sosta, la “rivoluzione” di novembre Ivo Gagliardi

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osta, scatta la “rivoluzione”. Dal prossimo 1° novembre, infatti, cambia tutto, dopo l’approvazione da parte della giunta comunale, nelle scorse settimane, della riorganizzazione di Zcs e Ztl. Tante le novità in arrivo, a partire dalla riduzione dei settori della Zcs (zone a sosta controllata) che da quattordici diventeranno cinque. Tradotto,

IL PIANo Revisione per i permessi

Ztl, i settori diventano due

N

ovembre non porterà con sé soltanto la rivoluzione delle Zcs. Il piano approvato dalla giunta di Palazzo Vecchio include infatti novità anche per quanto riguarda la Ztl, ovvero la zona a traffico limitato. Anche in questo caso è prevista una riduzione dei settori, che passeranno dagli attuali cinque a due. Se per il settore A non sono previsti cambiamenti (tutto resterà come prima), le novità riguarderanno i settori B, C, D ed E, che saranno unificati in un unico, e più grande, settore: il “nuovo” B. Coloro che ne possiedono il contrassegno potranno dunque circolare (e sostare) all’interno di tutto il settore “allargato”, senza alcuna limitazione, mentre continueranno a non poter accedere al settore A. Ma, nelle intenzioni del Comune, la riorganizzazione della Ztl sarà anche l’occasione per la revisione di tutte le autorizzazioni, che scatterà ad anno nuovo. Entro febbraio, infatti, saranno completamente riviste le regole per l’accesso alla zona a traffico limitato (con l’individuazione di nuove categorie di autorizzati), e insieme saranno rivisti tutti i permessi attualmente rilasciati. Una particolare attenzione sarà posta nei confronti dei circa quattromila permessi collegati alle autorimesse private presenti all’interno del centro storico. L’obiettivo – spiega il Comune – è quello di riportare la Ztl alla sua originaria funzione di moderazione della circolazione nel cuore della città. “Sarà questa l’occasione per verificare le autorizzazioni in vigore per quanto riguarda la Ztl, con l’obiettivo di ridurre i permessi, dove possibile, e di vincolare l’accesso alle effettive necessità”, spiega l’assessore Mattei. Infine, l’intenzione della Giunta è anche quella di procedere all’ampliamento delle aree pedonali nella zona A e lungo le principali direttrici dei percorsi turistici.

saranno (molto) più ampie le aree in cui i residenti potranno parcheggiare liberamente. Delle cinque Zcs, una sorgerà intorno alla Ztl, tra i viali di circonvallazione e l’anello ferroviario, comprendente anche l’Oltrarno, mentre le altre quattro saranno adiacenti alla prima e “ritagliate” lungo i confini dei quartieri. I posti riservati ai residenti saranno sempre contrassegnati dalle strisce bianche, come succede ora. Altra grande novità sarà rappresentata dalla possibilità di abbonarsi alla sosta in una o più Zcs: a poterlo fare non saranno più, come prima, soltanto coloro che si recano in una certa zona per motivi di lavoro (e in orari prestabili), ma chiunque lo desideri e per i motivi più svariati, come ad esempio andare a trovare i familiari. Si potrà scegliere tra abbonamenti mensili o annuali: primi costeranno 50 euro nella Zcs 1 (a ridosso del centro) e 40 nelle altre, con i secondi si risparmieranno due mensilità (i costi, dunque, saranno rispettivamente di 400 e 500 euro). Gli abbonamenti potranno essere acquistati in tutte le rivendite dei “gratta e sosta” presenti

Le zcs saranno ridotte da 14 a 5 (ricalcando i confini dei quartieri) e in periferia verranno creati quattromila posti gratis. Ci si potrà abbonare a una o più zone anche non per motivi di lavoro: prezzo 40 o 50 euro al mese. E si torna a parlare delle strisce viola in città, circa 120, ma il Comune sta pensando di estendere la rete di vendita anche ai comuni limitrofi. E anche le tariffe orarie saranno differenziate, sempre in base alle zone. Ma le novità non finiscono qui: all’interno delle Zcs, infatti, tornerà la sosta gratis. Circa quattromila posti nelle zone periferiche saranno liberi, pensati per incentivare l’interscambio con i mezzi pubblici da parte di chi proviene da fuori città. “Questa riorganizzazione – spiega l’assessore alla mobilità Massimo Mattei - consente di semplificare notevolmente sia la Ztl che la Zcs a tutto vantaggio dei cittadini: sarà più facile spostarsi all’interno di ciascun quartiere, e verrà garantita una maggiore flessibilità per quanto riguarda la sosta in Zcs, grazie agli abbonamenti che permettono di parcheggiare anche per motivi diversi dal lavoro. Senza dimenticare che, grazie alla politica tariffaria, sarà possibile alleggerire la pressione nelle zone più prossime al centro, favorendo la sosta nelle aree periferiche e l’interscambio con il mezzo pubblico: i posti a sosta libera hanno proprio questo obiettivo”. E il piano ritira fuori anche le strisce viola, ovvero i posti che i cittadini possono affittare (pagando) sotto casa o quasi e che erano stati annunciati circa un anno fa: la nuova delibera, per il momento, si limita a introdurre la possibilità di istituire questa sosta riservata, rimandando però (visto anche il numero limitato di richieste arrivate finora) le decisioni sull’effettiva istituzione di questi posti.


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politica

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Il cAsO. Presentato il primo bozzetto del luogo di culto: si apre la discussione

Una moschea “alla Giotto”. Ed è polemica un “collage” tra le basiliche rinascimentali

tadino – siamo ancora molto lontani e a Firenze per una cosa del genere non ci sono nemmeno gli spazi fisici”. Si parla infatti di una struttura da almeno tremila posti, una cifra congrua al numero di cittadini di fede islamica residenti nel capoluogo toscano: se alla cerimonia di chiusura del Ramadan, svoltasi lo scorso settembre alla Fortezza, si sono presentati in cinquemila, si stima che in tutto siano almeno il quadruplo. Ed ecco che inizia il totoluogo: c’è chi tira in ballo nuovamente l’area di Castello, già sovraffollata almeno sulla carta, chi ipotizza la zona di Firenze Sud e chi chiama in causa i comuni limitrofi. Lo ha fatto il vicesindaco Dario Nardella, ricevendo in cambio una serie di no, sempre per problemi di spazi. L’ipotesi, d’altronde, non aveva riscosso neanche l’approvazione dell’imam. “Realizzare la moschea fuori dai confini del comune non avrebbe senso – sottolinea Elzir – tanto vale non farla”. Il progetto, però, sarà probabilmente da rivedere. “Lo troverei brutto anche se si trattasse di una chiesa cattolica – ha dichiarato l’assessore alla cultura Giuliano Da Empoli – avrei preferito una moschea vera. L’architettura si adatta senz’altro ai luoghi nei quali ‘vive’, ma oggi non costruiamo più le chiese come nel Rinascimento”. E anche di questo bisognerà tenere conto.

fiorentine nel progetto avanzato dall’imam Izzedin Elzir. “Ma non ci sono gli spazi fisici all’interno dei confini comunali”: parola del sindaco Matteo Renzi Francesca Puliti

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i fa presto a dire diritto di culto. Così come si fa presto a salire sulle barricate non appena si passa dalla difesa di un generico luogo di culto alla concreta possibilità di costruire una moschea. Proprio qui, a Firenze, e magari nello stile delle chiese rinascimentali che punteggiano il centro storico. Ce n’è abbastanza per dare il via ad una ridda di polemiche, dentro e fuori Palazzo Vecchio. Tutto è cominciato il mese scorso, quando sulla stampa cittadina ha fatto capolino un bozzetto, neanche troppo preciso, a firma dell’architetto David Napolitano, incaricato dall’imam fiorentino Izzedin Elzir di progettare una moschea che si “mimetizzasse” con lo stile cittadino. Ed ecco il risultato: un edificio principale che sembra (anzi lo è, per dichiarazione dello stesso Napolitano) un collage delle più famose basiliche di Firenze (Santa Maria Novella, Santa Croce e Duomo), affacciato su un cortile interno protetto da una serie di archi a tutto sesto. Infine, due torri, di cui un minareto platealmente ispirato al campanile di Giotto. Inutile dire che questo elemento è quello che ha generato le maggiori levate di scudi, tant’è che lo stesso architetto, nel tentativo di smorzare i toni, ha dichiarato che “il minareto non è fondamentale, se ne può fare a meno”. Ma non si tratta dell’unico problema. Nonostante si sia da sempre dichiarato favorevole a una moschea (“purché chi la desidera se la paghi – ha sottolineato più volte – perché il pubblico fa altre cose: ospedali, asili nido…”), il sindaco Matteo Renzi non si è mostrato particolarmente entusiasta del progetto presentato. Anzi, “per passare dalla teoria alla pratica – ha dichiarato il primo cit-

foCuS Borgo Allegri, Sorgane e Poderaccio: al momento è qui che si raduna la comunità islamica

Tre “stanzoni” per pregare. E i fedeli in fila sul marciapiede

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e bastasse una sola parola a generare polemica, quella parola sarebbe probabilmente “moschea”. Basta vedere i commenti che l’hanno accompagnata negli ultimi anni, non solo a Firenze. Non si è ancora placata la querelle attorno all’ipotesi di dare vita a un luogo di culto islamico a Milano, mentre poche settimane fa il progetto di realizzazione di una moschea nei pressi

di Ground Zero ha rischiato di dare vita addirittura a una crisi internazionale, attizzata da un pastore statunitense di dubbia fama che minacciava di dare fuoco al Corano per protesta. In terra toscana, prima della moschea fiorentina, hanno fatto discutere quelle di Colle Val d’Elsa e Greve, contro le quali si sono attivate raccolte di firme ad opera soprattutto della Lega Nord. Che non

ha avuto difficoltà a reperire cittadini disposti a mettere nome e cognome per la causa, tant’è che il progetto di Greve è stato stoppato sul nascere. A Colle Val d’Elsa, invece, i lavori sono cominciati, con il contributo di alcuni “sponsor” privati, come il Monte dei Paschi di Siena. Ma anche i luoghi di culto islamico fiorentini si sono trovati spesso e volentieri nell’occhio del ci-

clone. Di moschee vere e proprie non se ne può parlare, si tratta per lo più di stanzoni che si aprono alla preghiera settimanale del venerdì. In città ce ne sono tre, a Sorgane, Borgo Allegri e Poderaccio. Lo spazio più grande, quello in Borgo Allegri, è in grado di ospitare circa 400 persone. Poche, in confronto ad una comunità islamica che ne conta circa 20mila, tant’è che più di una vol-

ta i fedeli si sono ritrovati in coda sul marciapiede o hanno disteso all’esterno il tappetino per pregare, generando irritazione tra i “vicini di casa”. Presupposti che fanno ipotizzare, nel caso che il progetto di una vera moschea riuscisse a trovare posto sulla mappa cittadina, la più classica reazione “NINGBY” (“Not in my back yard”): ovvero “non /F.P. nel mio cortile”.

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politica

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FAVOReVOlI. Dalla De Zordo all’arcivescovo Betori

cONtRARI. Lega Nord e Pdl in prima linea

“Una libertà e un diritto “Basta provocazioni, prima garantiti dalla Costituzione” un referendum popolare” “É

necessario fare presto e bene, l’amministrazione ha il dovere di agire, di entrare in una logica di rispetto dei diritti della persona fra i quali c’è il diritto inalienabile di culto e di espressione religiosa, come sancito dalle convenzioni internazionali e dalla Costituzione”. Con queste parole Ornella De Zordo, consigliera comunale di Perunaltracittà, ha preso posizione in favore della realizzazione di una moschea sul territorio fiorentino. “Pare incredibile – continua la De Zordo - che la comunità musulmana debba pregare in un ex fondo commerciale privo di ogni dignità come quello di Borgo Allegri”. Ma la lista dei favorevoli è lunga. Pieno sostegno è arrivato prima di tutto da un’altra comunità religiosa, quella valdese. Sull’argomento si era espresso anche l’arcivescovo Betori, alla vigilia dello scorso Natale, ricordando che “la libertà di culto, come la rivendichiamo per i cristiani, è fondamentale per tutti gli altri culti e le altre fedi”. “Le diversità rappresentano uno stimolo per la crescita e per l’integrazione – gli fa eco l’assessore regionale a cultura e turismo Cristina Scaletti (Idv) – si tratta di un elemento di arricchimento per la nostra civiltà, non di una minaccia per la nostra identità”. L’apertura c’è stata anche da parte della giunta comunale, seppur con qualche distinguo. Se nell’immediato il vicesindaco Nardella ha paragonato coloro che fanno muro contro la moschea a chi minaccia di bruciare il Corano per rappresaglia, in quanto a intolleranza, è pur vero che in seguito ha chiamato in causa i sindaci della “cintura fiorentina” per sondare il terreno su un possibile tempio “oltre confine”. Lo stesso sindaco Renzi si è dichiarato fa-

Incredibile che i musulmani debbano utilizzare un ex fondo commerciale senza nessuna dignità

vorevole, in linea teorica, frenando però sul progetto avanzato nello specifico dall’imam fiorentino. “Non voglio fare una discussione

“L’

Ornella De Zordo

Giuseppe Betori

ideologica sulla possibilità di avere una moschea a Firenze. Se i nostri amici musulmani ci presenteranno un progetto – ha dichiarato il primo cittadino – lo valuteremo e ne discuteremo apertamente”. Il fatto di doversi autofinanziare, come ribadito da Renzi, non rappresenterebbe un problema per la comunità islamica. “Grazie alle elemosine – spiega l’imam Elzir - raccogliamo 6mila euro al mese”. E mentre un assessore dietro l’altro si schiera a sostegno del progetto, il sindaco tira le somme usando le parole di un uomo di chiesa: “Mi piace citare la frase di un sacerdote che una volta osservò: ‘Che fastidio dà un uomo che prega?’ Perché sarei davvero felice se, anche nei paesi islamici, fosse ga/F.P. rantita la libertà di preghiera”.

importante è che siamo quasi tutti d’accordo sull’esigenza di una moschea a Firenze; noi vogliamo fare un cammino insieme con la nostra amministrazione comunale, l’obiettivo della comunità islamica è quello di unire la società fiorentina e non dividerla”. Dentro quel “quasi” usato dall’imam del capoluogo toscano e presidente nazionale dell’Ucoii, Izzedin Elzir, ci sta tutto un partito. Anzi, almeno due. Per un Pdl che risponde con il deputato Gabriele Toccafondi “no a chi dice sì ai diritti, ma non ai doveri”, c’è una Lega Nord che “preferisce i campanili ai minareti e lotterà con tutte le sue forze affinché l’Europa, Firenze compresa, non diventi Eurabia”, parola di Marco Cordone. Il consigliere provinciale leghista ha immediatamente sventolato lo spauracchio del referendum popolare sull’opportunità o meno di costruire una moschea a Firenze. E i rappresentanti Pdl in Palazzo Vecchio non se lo sono fatto dire due volte, rimandando al mittente quelle che giudicano provocazioni. “L’imam smetta questo gioco che dura da troppi anni, con cadenza ciclica, sul riproporre una moschea a Firenze – si infiammano Marco Stella e Stefano Alessandri – . Che sia una pura provocazione lo dimostra il fatto che non esiste un progetto, non si è individuata un’area, non si sa con quali soldi costruirla. Invitiamo l’imam – proseguono i due consiglieri – prima di tutto a un confronto serio sui temi religiosi”. Servono, in sostanza, dei punti fermi, prima di poter procedere. E questi punti Bianca Maria Giocoli, ex vicecapogruppo Pdl recentemente passata a Fli, li aveva già messi per iscritto 5 anni fa, in una mozione presentata in consi-

Prima di tutto un confronto serio sui temi religiosi. A partire da trasparenza e condanna del terrorismo glio comunale. “La condanna al terrorismo, la collaborazione con l’intelligence, il contrasto del fondamentalismo, la trasparenza sul centro culturale e sui finanziamenti, e

Bianca Maria Giocoli

Mario Razzanelli

l’uso della lingua italiana soprattutto nelle preghiere più importanti. Per noi – ribadisce la Giocoli - queste sono prerogative pregiudiziali”. “L’islam che parla italiano è l’unico che si può integrare” aggiunge il senatore Pdl Paolo Amato. Anche Mario Razzanelli, l’unico consigliere comunale col fazzoletto verde, sottolinea la necessità di mettere in chiaro prima di tutto alcune questioni culturali. “La nostra religione e la nostra cultura – spiega – non ci permettono di accettare che, nel 2010, possano ancora essere uccise delle persone per un adulterio. Vorrei sapere cosa ne pensa l’imam”. In ogni caso, quel che rimane imprescindibile anche per Razzanelli è la consultazione popolare. Prima della posa /F.P. di una qualsiasi prima pietra.


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consumi

Ottobre 2010

ecONOMIA. Lungo la strada è rimasto ben poco del periodo d’oro del commercio di pregio

Via Maggio, l’antiquariato a picco L’oPINIoNE

Simele Kruklidis

I

Bandoni abbassati in via Maggio

La crisi ha colpito duro anche in questo settore e una dopo l’altra le botteghe stanno chiudendo: ne è un esempio la storica galleria Boralevi. un tempo la zona era la passerella di numerosi vip a caccia di pezzi unici dell’artigianato fiorentino. Complice di questo tracollo anche la moda del mobilio low cost

n via Maggio, storica vetrina degli antiquari, sembra di percorrere uno spazio vuoto, dimenticato. Lungo la strada non è rimasta alcuna traccia del periodo d’oro del commercio se non quei mobili pregiati che sbucano dalle vetrine tirate a lucido. In pochi anni, una delle realtà economiche più vivaci della tradizione fiorentina si è annichilita sotto i colpi di scure della crisi economica. Sono infatti numerose le attività che hanno scelto di chiudere definitivamente, mentre altre ancora progettano di farlo entro l’anno. Un tracollo repentino, tutto sommato, poiché negli anni ‘90 la situazione non lasciava trapelare segnali preoccupanti, anzi: si racconta che in zona ci fosse un grande andirivieni di clienti altolocati, di personaggi in vista e attori famosi che di tanto in tanto si fermavano ad acquistare un pezzo unico di artigianato. Oggetti meravigliosi, classici e caldi, ricchi di storia e arte, che oggi invece restano spesso invenduti. Così, per colpa dei prezzi diventati poco accessibili, ma anche un po’ per il gusto comune che negli ultimi tempi tende a soluzioni pratiche e low cost, le prospettive a breve termine degli antiquari appaiono tutt’altro che confortanti: al momento, infatti, con il negozio tradizionale è difficile ottenere i risultati sperati e numerosi commercianti si sono visti costretti a cercare soluzioni alternative. Internet e in particolare la piattaforma di Ebay sono tra i sistemi più usati per aumentare la clientela, sebbene anche in questi

casi non sia così scontato raggiungere esiti positivi. Resistono poi le classiche mostre mercato che, soprattutto al Nord, garantiscono visibilità maggiore. A Firenze, ad esempio, la rinomata Art, mostra internazionale dell’antiquariato, continua ad essere un importante momento di ritrovo, non soltanto per gli esperti del settore che si scambiano mobili e idee, ma anche per clienti assidui in cerca di occasioni: ma persino in queste circostanze non è raro che il ricavato delle vendite faccia pari con le spese sostenute per l’affitto di una piazzola. Già all’inizio dell’anno, con la chiusura della storica galleria Boralevi, non la prima e neppure l’ultima delle attività fallite in via Maggio, si è reso oltremodo evidente un disagio che colpisce non soltanto la categoria, ma tutta la città. Si tratta infatti dell’ennesimo mestiere che in questi ultimi anni si è ritrovato inerme, senza sbocchi. L’ultima speranza, secondo alcuni, può risiedere in un’operazione di riqualificazione della zona, divenuta ormai terreno fertile di sporcizia, graffiti, traffico eccessivo. Non solo i negozianti, ma anche i cittadini chiedono maggiore sostegno da parte dell’amministrazione comunale, per evitare che con la crisi e con il degrado si perda un pezzo di storia fiorentina. E se i più ottimisti intravedono una nuova ripresa già a partire dal 2011, molti altri, invece, temono che i tempi duri non siano ancora finiti: purtroppo, i negozi che minacciano di chiudere ne danno conferma.

Parla Massimo Bartolozzi

“Ma sono sicuro che tornerà alla ribalta”

P

roprio come quando fu fondato nel lontano 1878, ancora oggi il negozio di antiquariato di Massimo Bartolozzi si trova in via Maggio. Inaugurata dal bisnonno, la ditta ha visto succedersi quattro generazioni, di cui traspare l’esperienza e la professionalità nel settore. Cos’è cambiato negli ultimi anni? Fino a qualche tempo fa la nostra clientela, che era prevalentemente borghese, comprava mobili di antiquariato per arredare l’intera casa: era la moda di allora. Oggi in pochi si possono permettere di azzardare determinati acquisti: lo fa solo una nicchia molto ristretta, che è quella dei collezionisti, appassionati del genere. Gli unici pezzi che si vendono ancora sono quelli più rari, opere che comunicano storia e arte: tutto il resto rimane nei negozi. È per questa ragione che molti antiquari stanno chiudendo. Ma è solo un problema di crisi economica? Di certo è evidente il calo del potere d’acquisto, ma credo sia anche una questione di gusto. Certamente oggi la sensibilità verso l’antiquariato è cambiata. Chi compra da noi lo fa per portare a casa un oggetto unico, un mobile che si distingua dal resto dell’arredamento ultramoderno. Quali sono le strategie usate per continuare a vendere? Prima non avevamo questo problema: via Maggio era frequentata non solo da fiorentini, ma anche da facoltosi clienti, per lo più americani e russi. Attualmente per allargare la propria clientela bisogna purtroppo trascurare il gusto rinascimentale e tipico fiorentino per abbracciare modelli internazionali. Pensa che l’antiquariato tornerà di moda? Dico solo che se avessi qualche anno di meno comprerei oggetti interessanti per metterli da parte. E’ il corso e ricorso della storia. Prima o poi il gusto per l’antiquariato tornerà di sicuro alla ribalta, forse prima di quanto /S.K. immaginiamo.


INCISA INFORMA Edizione a cura dell’Amministrazione comunale di Incisa in Val d’Arno - piazza del Municipio, 5 - tel. 0558333341 - www.comune.incisa-valdarno.�.it - Redazione, foto e gra�ca: Gianni Somigli

Lo stato di salute del nostro paese Ad un anno e mezzo dalle elezioni, è doveroso da parte dell’Amministrazione fare una prima valutazione sul lavoro svolto, un primo bilancio sulla realizzazione del programma elettorale e sulle s�de che ci attendono. In questo inizio di legislatura, abbiamo lavorato per terminare i progetti avviati nei precedenti cinque anni, puntando sulla continuità e sulla qualità degli investimenti per mantenere ad alto livello il comparto del Sociale e del Settore Scuola, impegnando sempre maggiori risorse per la messa a norma degli edi�ci scolastici. Procedono, inoltre, il completamento di Villa Campori, la ristrutturazione del Palazzo Comunale, ed il completamento del progetto di Casa Petrarca, che darà nuovo lustro al nostro Comune e permetterà un completo recupero del Castello. Gli interventi per la manutenzione stradale hanno l’obiettivo di favorire la riquali�cazione urbana: il rifacimento del marciapiede sul lungarno Matteotti, la riquali�cazione della zona tra via Roma e via Nazionale, il completamento dei lavori alla Massa e l’inizio dei lavori per il riferimento di un tratto di marciapiede in un tratto di via Petrarca. I lavori proseguiranno con la riasfaltatura di molte altre zone. Voglio dedicare un’attenzione particolare al lavoro svolto alla Massa, che ha visto non solo l’impegno della Provincia di Firenze e dell’Amministrazione incisana, ma anche la piena collaborazione del Circolo ARCI e dell’intera popolazione. Sempre in tema di riquali�cazione urbana, un tassello importante sarà la convenzione recentemente �rmata con la regione Toscana

e l’Università di Firenze per il coinvolgimento della Facoltà di Architettura, che ci consentirà di sviluppare ipotesi progettuali su alcuni spazi pubblici da recuperare, come l’area del "Vecchio Stadio Comunale". L’Università studierà alcune soluzioni di intervento entro la prossima primavera. Una collaborazione innovativa, considerata dalla Regione un progetto pilota da riproporre ed esportare. In ultimo, la Terza Corsia dell’A1. Abbiamo portato al tavolo ministeriale le nostre esigenze: abbattimento dell’inquinamento acustico e nuova strada di collegamento tra Palazzolo e Pian dell’Isola, per deviare il traffico diretto all’autostrada. Stiamo attraversando una grave crisi, che espelle dal mondo del lavoro migliaia di persone. Per quanto possibile, la Pubblica Amministrazione deve intervenire. Ma è sempre più complesso rispondere alle esigenze. Per quanto riguarda il nostro Comune, abbiamo previsto una serie di facilitazioni economiche per l’accesso ai servizi dei soggetti che hanno perso il lavoro e si trovano in momentanea difficoltà. Per incentivare il produttivo e il commerciale, è stato redatto un progetto che prevede la possibilità, per chi voglia investire nella propria attività o per chi ha intenzione di intraprenderne una nuova, di attingere a �nanziamenti bancari supportati da un contributo in conto interesse da parte dell’Amministrazione. Un contributo che si estende anche a chi vuole ristrutturare le facciate della propria abitazione (purché abbiamo più di cinquant’anni), e a chi vuole mettere pannelli fotovoltaici sulla stessa.

Vorrei passare brevemente agli aspetti urbanistici. Entro dicembre concluderemo la "Variante al Piano Strutturale", che ha due nodi principali: primo, sostenere e promuovere lo sviluppo turistico; secondo, la riquali�cazione dell’area ferroviaria dismessa, per una nuova centralità urbana e a garanzia di nuovi margini per la residenza sociale. Abbiamo bisogno di tradurre in atti di programmazione una visione moderna e dinamica del territorio, orientato alla tutela ambientale, alla valorizzazione e alla promozione del paesaggio e nel contempo attenta alle esigenze dei cittadini e delle imprese. Per questo la Variante rappresenta solo il primo tassello del nostro impegno, insieme al nuovo Regolamento Urbanistico, che l’Amministrazione intende approvare entro la prossima estate. A questo seguirà poi il nuovo Piano Strutturale, da realizzare entro la �ne della legislatura. Nel settore dell’impiantistica sportiva, sono partiti i lavori per il nuovo stadio di Palazzolo e, contemporaneamente, è in fase di redazione il bando per l’affidamento dei "Campini del Mezzule" che dovrà divenire un nuovo centro di aggregazione sportivo e ricreativo. Capitolo cultura: anche se pensiamo che l’Amministrazione abbia svolto il suo ruolo, promuovendo eventi e sviluppando una buona programmazione, è difficile sviluppare da soli una programmazione importante. Occorre, quindi, perfezionare il rapporto con la Pro Loco e sviluppare rapporti più stretti con tutto il nostro associazionismo. Ma non possiamo nasconderci che la grande

questione che dovranno affrontare gli Enti Locali è quella �nanziaria. Da tempo, i Comuni stanno lanciando un grido d’allarme per i tagli del Governo. Tagli che ricadono sui servizi e sugli investimenti. Ad essere colpiti saranno tutti i cittadini. L’ultima Manovra del Governo graverà per il 60% sugli Enti Locali. Quello che noi chiediamo è invece una revisione del sistema delle entrate comunali, che consenta di contare su risorse stabili e autonome. I Comuni non mettono in discussione il contributo che hanno il dovere di dare al processo di risanamento �nanziario, ma le modalità della Manovra. Una protesta che vede allineata la maggior parte dei Comuni Italiani, senza distinzione di schieramento. Viviamo in un’epoca che vede prevalere il particolare rispetto al tutto, l’"io" rispetto al "noi". Ma dobbiamo ricucire quei �li che rendevano il nostro paese una collettività coesa e solidale, dov’era naturale guardare al più debole, a chi aveva più bisogno, perché dai tempi di crisi, una comunità o ne esce tutta insieme o non ne esce. "Il tuo problema è uguale alle mio, uscire da soli è l’avarizia, uscirne insieme è la politica" diceva Don Milani in un suo libro. Ognuno ha il dovere di contribuire a ricreare quel tessuto di relazioni sociali che hanno sempre contraddistinto la nostra comunità, fare in modo che ognuno partecipi alla vita sociale e al suo sviluppo.

FA B R I Z I O G I O V A N N O N I Sindaco di Incisa


INCISA INFORMA

OTTOBRE 2010

Incisa tra lavori pubblici e servizi Le attività speci�che dell’assessorato ai Lavori Pubblici e Servizi a rete riguardano la progettazione delle opere, le procedure espropriative per l’acquisizione delle aree occorrenti, l’acquisizione dei �nanziamenti, le procedure di scelta del contraente, la redazione e la stipula dei contratti, la direzione dei lavori, la manutenzione delle strade e degli immobili comunali. A fronte di questo, l’Amministrazione si trova a dover lavorare con le scarse risorse a disposizione, stante i sempre minori trasferimenti e con la necessità di garantire la stessa qualità e quantità dei servizi erogati. Data l’impossibilità di incrementare la dotazione di personale, mi preme evidenziare tali emergenze allo scopo di rimarcare la necessità di ricercare più avanzate forme organizzative della macchina comunale quale "l’Unione dei Comuni" o altre forme associative. Andando per sommi capi, vorrei elencare alcuni progetti. 1. Servizio idrico integrato (acquedotto e depurazione) Sono stati fatti importanti passi in avanti grazie al nuovo impianto realizzato da Publiacqua e, in alcune piccole situazioni, dall’Amministrazione. L’impegno programmatico è teso a ultimare la rete col nuovo tratto Piazza S. Lucia–Caprilli. Con questo ultimo stralcio, la retesarà completamente ristrutturata e tecnologicamente avanzata. Importanti novità si attendono nel settore della depurazione: è prevista la dismissione dell’impianto comunale in località la Fonte e il convogliamento di tutti i re�ui dell’abitato di Incisa all’impianto di Figline. 2. Servizio di igiene urbana (raccolta ri�uti, trasporto, smaltimento e spazzamento) Il servizio ad affidato ad AER. Incisa ha conseguito, negli ultimi anni, vistosi incrementi nel livello di raccolta differenziata (+24% in 4 anni). Vogliamo introdurre, in alcune aree, il sistema "porta a porta", è stato richiesto un progetto all’azienda che gestisce lo smaltimento ri�uti. Prossimamente, l’attenzione sarà rivolta anche a migliorare la situazione di alcune stazioni ecologiche con l’attivazione di un sistema di videocontrollo. Il programma prevede lo sviluppo della raccolta dell’olio vegetale esausto e l’individuazione di due aree per la raccolta di piccoli elettrodomestici. Stiamo lavorando anche alla realizzazione del nuovo ecocentro del Burchio dove ogni cittadino potrà conferire qualsiasi tipo di ri�uto. 3. Protezione civile Il servizio viene svolto in modo associato con i Comuni di Figline, Rignano, Bagno a Ripoli. Si avvale

localmente anche della preziosa collaborazione dell’associazione PROCIV, soprattutto nello svolgimento di Servizio antincendio e di interventi integrativi ai servizi di pubblico interesse in situazione di emergenza. Nel contempo è stato da poco redatto il Piano di Protezione Civile che sarà presto illustrato a tutte le famiglie in modo che tutti siano consapevoli dei comportamenti da assumere in caso di calamità. Recentemente è stata inoltre resa operativa l’officina della sede PROCIV proseguendo nell’opera di completamento della sede cui mancano ormai pochi dettagli tra cui un auspicato impianto fotovoltaico. Passando brevemente agli interventi realizzati in ambito scolastico: alla scuola elementare della Massa è stata rifatta una parte del tetto (per una spesa complessiva di € 100.000), che è in corso l’installazione di pannelli fotovoltaici (per una spesa totale di 40.000 circa, di cui 12.000 da contributo regionale) per rendere la scuola autonoma nei consumi di energia elettrica e che è stata terminata la nuova pavimentazione. Anche alla scuola media è stato rifatto, grazie ad un contributo regionale, l’impianto elettrico completo di cablaggio per dotare tutti i locali di rete LAN (internet). La spesa complessiva è stata di €. 126.000. Anche la scuola materna di S. Vito è stata completamente messa in sicurezza per completare l’intervento attendiamo il contributo di 50.000 € dalla Regione Toscana per riorganizzarne gli spazi esterni. In questa fase sono in corso alcuni interventi strutturali di grande importanza al palazzo comunale, per un importo complessivo di 275.000 €. Tra le altre cose, saranno completamente abbattute le barriere architettoniche interne. La "ristrutturazione della "Casa del Petrarca" cela in realtà un progetto molto più ambizioso: restituire ad Incisa la sua storia. Una storia che nel tempo, con l’abbandono urbanistico dell’area del castello e l’espansione, era stata sepolta, dimenticata quando non violentata. Il progetto è quindi molto ambizioso e non riguarda solo il consolidamento e restauro e non si esaurisce con la realizzazione dell’importante centro museale – espositivo. L’idea forte è quella di un recupero integrale di tutto l’antico castello che gli studi svolti in occasione della ristrutturazione dell’edi�cio, individuano come la prima "terra nuova" della signoria di Firenze nel 1300 e come uno dei più grandi castelli a battifolle esistenti. L’asse strategico dell’intervento prevede il recupero dell’antico camminamento che dall’Arno conduce

TUTTE LE NOVITÀ PER IL COMMERCIO INCISANO Il ruolo che un’attività commerciale può svolgere all’interno di una comunità, come servizio e come quali�cazione e vitalizzazione di un’area, è fondamentale. Purtroppo il commercio, forse più di tutte le altre attività economiche, è quello che subisce maggiormente la crisi, proprio perché ultimo segmento della �liera produttiva. La domanda a cui si deve cercare di dare risposta è come poter sostenere il commercio. Da una parte, i Comuni devono rispondere a forti pressioni, anche perché oltre ad essere enti erogatori di servizi devono essere generatori e conduttori di sviluppo, dall’altra, le difficoltà del commerciante che registra la necessità di un continuo rinnovo e di specializzazione sia dei prodotti che della propria immagine. Il Comune si sta adoperando per promuovere le attività commerciali ed il territorio con speci�che iniziative, che però si distinguono dal resto delle attività programmate dai vari Comuni limitro�: in questa direzione vanno Naturalia e le attività del Perdono, momenti ai quali si è da poco affiancata Ecofesta, la festa dell’ambiente e dei prodotti naturali. È inoltre in via di approvazione il nuovo regolamento

commerciale sulle aree pubbliche, che vedrà la presenza del nuovo mercato alla Massa e di una regolamentazione, concertata insieme ai commercianti, delle varie �erucole organizzate dalla Pro Loco incisana. Per poter dare poi un sostegno concreto ai commercianti, è uscito in questi giorni un bando che prevede un impegno �nanziario del Comune per coloro che intendono aprire una nuova attività nel centro storico o la vogliono rinnovare: è un accordo che vede per il Comune di Incisa il contributo �no all’1% i conto interessi nei confronti di coloro che richiedono un prestito alle Banche presenti sul territorio. Il prossimo futuro ci vedrà impegnati nel far sì che possa essere creato nel paese un centro commerciale naturale: una risposta concreta al commercio di vicinato. Grazie a quest’opportunità saranno i commercianti stessi a decidere il tipo di eventi promozionali che possano essere a loro più funzionali, promuovere varie iniziative ed accedere anche ai contributi pubblici diretti. Margherita Ghiandelli Assessore al Commercio

al Castello e il ripristino della piazzetta del Castello, oggi piazza Benassai, alla sua integrale ampiezza e bellezza, un’attività di stimolo affinché prosegua il restauro degli edi�ci storici privati del Castello.Il cantiere presto riaprirà per il completamento della sala polivalente, nel locale torre. Presto sarà attivo un cantiere per il restauro di un primo tratto di via Antica Porta, anche grazie alla collaborazione con l’assessorato provinciale al lavoro ed alla formazione, che permetterà ad alcuni lavoratori in mobilità o in cassa integrazione di seguire un corso di riconversione professionale sotto la guida della Scuola Edile di Firenze. Si può pertanto affermare che il restauro della Casa del Petrarca è un’opera dovuta sul piano morale e storico, migliora la dotazione di spazi per eventi culturali, ed accresce il patrimonio netto del comune con un impatto minimo sul suo bilancio. Per questo motivo l’Amministrazione si è tanto prodigata per la sua ristrutturazione. Particolare attenzione viene rivolta alla Viabilità. Consapevoli di quanto ci sia da lavorare in questo settore, contiamo di incidere profondamente in un prossimo futuro. Al momento è attivo un �nanziamento di 215.000 € coi quali si è provveduto a compiere una serie di opere quali il nuovo parcheggio della Massa dove, in collaborazione con il Circolo ARCI, è stata realizzata la nuova illuminazione a LED in via Pasolini e la nuova piantumazione nei giardini pubblici, e il nuovo marciapiede con piazzola pedonale all’incrocio di via Roma con la SS 69 che oltre ad aver �nalmente dato un notevole contributo al miglioramento della situazione fognaria, assicura ai pedoni il massimo di sicurezza nell’attraversamento. Per completare l’opera siamo in attesa di un intervento di raccolta di acque piovane sulla SR 69 da parte della Provincia. Inoltre sono stati recentemente risistemati i marciapiedi in via Petrarca �no a piazza della Repubblica e sul lungarno Matteotti. Altra opera in cantiere è la sistemazione della Costerella, con la realizzazione del marciapiede e del nuovo impianto di illuminazione a LED che consentirà un risparmio del 60% di energia rispetto ad un impianto tradizionale. Sono stati recentemente realizzati nuovi impianti di illuminazione anche in Piazza S. Lucia e lungo la strada comunale di Pian dell’Isola e, a breve, simili interventi riguarderanno anche le zone di Barberino, Burchio, Palazzolo e la Massa. Abbiamo intrapreso una giusta rivendicazione con le società di servizi per i tanti ripristini stradali e,

quale risarcimento, abbiamo ottenuto l’esecuzione di alcuni lavori stradali come quelli che hanno già interessato viale Marconi. L’opera stradale più importante per i valori in campo è la variante a nord che collegherà la via del Martini con via Castellana e permetterà di mettere a senso unico via Petrarca nel tratto compreso tra il ponte e il palazzo comunale, realizzare di conseguenza un marciapiede, e, volendo, di pedonalizzare il centro storico in occasione di manifestazioni atte a valorizzarlo. Il costo dell’opera, �nanziata dalla Provincia, è di 900.000 €. Attualmente sono stati approvati tutti gli atti propedeutici alla gara ed il progetto è depositato alla Sovrintendenza per la necessaria autorizzazione. L’appalto è previsto nel prossimo anno. Doveroso ricordare la realizzazione di nuovi loculi al cimitero per una spesa complessiva di 270.000 €, che permetterà di dare la giusta risposta per i prossimi 10 anni. A breve inizieranno dei lavori di regimazione delle acque e sistemazione dei vialetti nella parte vecchia, lavori �nanziati per 70.000 €. Sono stati ultimati i lavori propedeutici alla realizzazione del nuovo campo di calcio di Palazzolo. L’opera, completa di spogliatoi, avrà un costo di 270.000 € e sarà appaltata in primavera. L’idea cui stiamo lavorando prevede la realizzazione di una serie di impianti atti a sviluppare attività sportive nuove come il tiro con l’arco. E’ stato invece recentemente appaltato il completamento di due mini appartamenti per anziani a Villa Campori per una spesa complessiva di 320.000. A carico del comune saranno 70.000 €, i restanti 250.000 provengono da contributi a fondo perduto della Regione, della ASL e dell’Ente Cassa di Risparmio. In ultimo, ci siamo dotati di nuove regole edilizie, più moderne e rispondenti alle esigenze dei cittadini, come ad esempio l’obbligo di realizzare le opere di urbanizzazione prima delle abitazioni, l’obbligo di dotare le nuove costruzione di impianti atti ad autoprodurre il 50% dell’energia elettrica consumata, la possibilità di installare impianti fotovoltaici sugli edi�ci esistenti, sia residenziali che artigianali/produttivi, entro i limiti della potenza consumata senza bisogno di chiedere speci�ca autorizzazione.

Gianfranco Mazzotta Assessore ai Lavori Pubblici

RITORNO AL FUTURO LA MISSION AMBIENTALE Negli ultimi 30 anni si è assistito ad un incremento di pratiche quotidiane che inquinano l’ambiente in cui viviamo. La plastica ha sostituito il vetro, la porcellana, la carta e le sporte per la spesa in tela. In quest’ottica, si inserisce un progetto di riduzione dei ri�uti introdotto da aprile 2010. Il Comune regala ad ogni nuovo nato un kit completo di pannolini lavabili realizzati in cotone, che consente un risparmio di più di mille euro per i primi tre anni di vita. Da sottolineare che il progetto vede coinvolti la Coop di Incisa e la Farmacia Miniati. Sempre per un "ritorno al futuro", a dicembre 2009 è stato installato presso la Coop un erogatore di latte fresco proveniente da una fattoria del Valdarno. Il nuovo Conto Energia ha permesso un aumento di pannelli fotolvoltaci. Di particolare rilievo è l’intervento che alla Fattoria di Bagnani che, per il suo allevamento di chianine, ha realizzato due mangiatoie con copertura fotovoltaica. Fondamentale è rivedere le nostre pratiche quotidiane attraverso una buona educazione ambientale. Per questo motivo, l’Amministrazione dal 2009 ha partecipato a diverse iniziative mondiali di sensibilizzazione sui problemi ambientali come "Puliamo il

Mondo", "Earth hour", "M’illumino di Meno". Nei primi mesi del 2011 saranno installati un fontanello pubblico e dei naturalizzatoti di acqua nei plessi scolastici del capoluogo, compreso scuola materna e asilo nido. Questo eviterà l’emissione di oltre 17.000 bottiglie di plastica all’anno. L’erogazione sarà gratuita per l’acqua naturale e avrà un piccolo costo per l’acqua gassata, ciò porterà un risparmio anche nell’economia familiare. Nel periodo estivo tutti amiamo passare serate all’aperto ma, negli ultimi anni, l’incredibile aumento delle zanzare ha reso difficile questa nostra abitudine. Per cercare di ovviare a questo problema, l’Amministrazione ha installato, a giugno 2010, nei giardini pubblici del capoluogo e delle frazioni 10 Bat box. Le Bat box sono, come dice la parola, delle cassette in legno per il rifugio dei pipistrelli. Infatti, a seguito di una ricerca dell’Università di Firenze, è stato rilevato che un pipistrello può sterminare dalle 2000 alle 3000 zanzare per notte, ovviamente anche in questo caso ognuno di noi deve fare la propria parte controllando che non ristagni l’acqua nei sottovasi dei �ori e tenendo il più possibile puliti i giardini privati. Tamara Ermini Assessore Politiche Sociali e Ambientali


INCISA INFORMA

OTTOBRE 2010

La formazione dei piccoli incisani Prima di entrare nelle tematiche scolastiche, ritengo utile partire dai "numeri". Per una più immediata comprensione, userò i termini "storici" materna, elementare e media, anziché scuola infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Alunni scuola elementare: 285 (100 alla Massa, 185 Incisa); scuola media:149; scuola materna: 124; scuola materna paritaria: 27. Totale: 558 studenti. Il numero complessivo degli studenti è cresciuto di circa 20 unità rispetto all’anno precedente; l’aumento interessa particolarmente la scuola materna (da 109 a 124 alunni), che può accogliere bambini in anticipo scolastico. Per quanto riguarda i Servizi alla Prima Infanzia, riusciamo a dare una ottima risposta anche per quanto riguarda gli Asili Nido. Ne abbiamo uno comunale, con 32 posti,e dallo scorso anno due privati: "I Folletti del bosco", accreditato, 30 bambini, e l’asilo nido aziendale "Lo Scricciolo", 15 bambini. Ad Incisa abbiamo 174 bambini in età da asilo nido. Complessivamente, i 77 posti disponibili soddisfa il 52% della richiesta. L’obiettivo di Lisbona, raggiungere il 33% , risulta quindi abbondantemente raggiunto. Da un anno circa è disponibile per le famiglie l’Albo Zonale delle baby sitter per bambini della fascia di età 0/6 anni, un lenco di persone che, oltre ad essere in possesso dei titoli di studio speci�ci previsti dalla normativa regionale, hanno anche seguito un percorso formativo organizzato appositamente. Le problematiche che riguardano il mondo della scuola si fanno sempre più gravose. Diminuiscono gli organici, gli insegnanti e il personale a disposizione. In quest'anno abbiamo ulteriori contrazioni di orari e di offerta formativa. Il tempo pieno non è stato accordato a nessuna delle nostre 3 prime elementari. Per affrontare queste fondamentali problematiche, i Comuni di Incisa e Rignano hanno costituito un tavolo di discussione permanente, nel quale coinvolgere gli organi della scuola ed i rappresentanti dei genitori, che si è riunito più volte nel corso dell’anno. E’ un’occasione importante per discutere dei problemi contingenti che i singoli istituti si trovano ad affrontare, ma anche per prendere coscienza delle carenze attuali della scuola pubblica ed analizzare in prospettiva le problematiche scolastiche che si pro�lano per poter così arginare i rischi di possibili "buchi formativi" nella preparazione degli studenti.

I tagli si rivelano sempre più pericolosi per il ruolo educativo e formativo della scuola, chiamando in causa ancor più direttamente gli enti locali il cui ruolo, seppur importante nel sostenere la qualità dell’insegnamento con interventi didattici integrativi o percorsi di tipo sociale e di integrazione, non è quello di sostituirsi alla scuola. Di tutto questo riteniamo di fondamentale importanza sensibilizzare la popolazione ed in particolare i genitori. Il Tavolo ha raggiunto un primo importante risultato concreto per l’anno scolastico 2010-2011: viene garantito a tutti gli alunni delle prime e delle seconde a tempo normale il terzo rientro �no alla 16,30 che a causa dei tagli sopra richiamati non è stato riconosciuto; non si tratta di un "dopo-scuola" opzionale e a pagamento, ma di un vero e proprio tempo scuola curriculare e come tale obbligatorio e gratuito per gli alunni. Il progetto educativo si articolerà per le prime classi di Incisa in un Progetto di Educazione Motoria elaborato e condotto con gli operatori della Società Italiana di Educazione Fisica, mentre per il terzo rientro delle seconde classi sarà esteso ai bambini. Il Progetto di Educazione musicale e propedeutica allo strumento, tenuto dalle insegnanti che in questi anni si sono formate nell’insegnamento di questa materia. Il Comune di Incisa si farà carico degli oneri economici per il progetto delle prime classi: il trasporto degli alunni dalla Massa alla palestra della scuola elementare di Incisa, l’acquisto delle

attrezzature speci�che, ma soprattutto il costo del personale extra scolastico specializzato in attività motoria per i bambini. Tutto questo con uno sforzo economico di circa 6.000 euro per l’intero anno. E’ evidente che questa non è la soluzione dei problemi della scuola e neppure può essere considerata una situazione de�nitiva, ma abbiamo ritenuto fondamentale dare un nostro contributo concreto alle famiglie. Durante lo scorso anno scolastico da più parti era emersa la necessità di rivedere il menù della mensa scolastica, ormai fermo da qualche anno. E’ stata quindi incaricata una nutrizionista per la redazione di uno nuovo menù ed è stato costruito un percorso partecipato riattivando la Commissione per il servizio di ristorazione scolastica e coinvolgendo i genitori "sensibili" al tema. Si tratta di un menù molto innovativo e che cerca di soddisfare le raccomandazioni dei competenti istituti sulla buona alimentazione �n dalla giovane età. In particolare, si è cercato di diminuire le proteine animali, di aumentare il consumo di pesce e legumi, di alimenti ricchi di �bre e di frutta e verdura. Cerchiamo di sfruttare l’opportunità della mensa come un momento importante del percorso educativo e di salute dei nostri �gli proponendo una varietà di alimenti che non tutti hanno la possibilità di assaggiare. Sono proposte pietanze relativamente innovative associate ad altre più tradizionali. In particolare,

QUALI POLITICHE SOCIALI PER IL COMUNE DI INCISA? Le politiche sociali del Comune di Incisa si rivolgono al sostegno materiale ed economico della nostra comunità e in questi anni di recessione sono cresciute notevolmente le richieste di assistenza. I recenti tagli della Finanziaria incideranno sulle fasce meno abbienti e vedranno il Comune impegnato sempre di più nella razionalizzazione degli interventi e nei controlli �scali al �ne di garantire una migliore ripartizione dei �nanziamenti. Molta attenzione va agli anziani con la �nalità di sgravare la famiglia dai compiti assistenziali per alcune ore al giorno. Grazie all’introduzione del Fondo per la non autosufficienza sono stati erogati contributi economici per l’assistenza domiciliare svolta prevalentemente da badanti straniere; inoltre sempre attraverso il Fondo è stato possibile sostenere le famiglie nel pagamento delle rette mensili per gli anziani inseriti nelle strutture sanitarie presenti nel territorio sia pubbliche sia private. In questo settore un ruolo fondamentale viene svolto dal volontariato, in particolare dall’AUSER grazie anche all’ottima collaborazione che da molti anni si è instaurata tra l’Amministrazione e l’associazione la quale tra l’altro svolge anche un importante ruolo di socializzazione tra gli anziani ovviando dove possibile al disagio che spesso gli anziani provano a causa della solitudine. Di notevole rilievo per la cura dei nostri anziani è la presenza di una struttura a loro dedicata, composta da 12 miniappartamenti, acquistata dall’Amministrazione negli anni ‘80. Grazie a un investimento economico del Comune, dell’Azienda sanitaria e dell’ente Cassa di Risparmio di Firenze, stanno iniziando i lavori di ristrutturazione e di risanamento della struttura con la realizzazione di ulteriori 2 appartamenti. Questo consentirà agli utenti di vivere in un luogo più protetto e maggiormente monitorato che consentirà anche attività sociali, che si svolgeranno in una resede

un pasto alla settimana è completamente senza glutine e uno ogni quindici giorni è vegetariano. Tali innovazioni vanno ad aggiungersi ad un servizio di refezione scolastica qualitativamente alto che già utilizza da diversi anni carni rosse ad indicazione geogra�ca protetta (I.G.P.) appartenenti a 5 razze pregiate italiane (chianina, maremmana, podolica, marchigiana e romagnola), carni di pollo e uova provenienti da agricoltura biologica, olio extravergine d’oliva D.O.P. Chianti Classico e altri alimenti provenienti da coltivazione biologica quali frutta, verdura fresca e surgelata, legumi, pasta. Sperimenteremo questo nuovo menù per qualche mese durante i quali monitoreremo attentamente le risposte degli alunni e faremo incontri con i genitori perché riteniamo fondamentale la collaborazione di tutti gli "attori" che vogliono unicamente il benessere dei nostri �gli. Alla sfera scolastica appartengono anche i diversi servizi funzionali, e qui entra in gioco l’altro punto di partenza e di arrivo della nostra mappa: la famiglia. Anche qui alcuni dati sugli iscritti ai servizi per l’anno scolastico in corso: Post scuola elementare: 18 utenti Mensa: 553 utenti Trasporto: 216 utenti Anche in questo caso, il ruolo dell’ente locale è di raccordo e di sostegno. I servizi scolastici erogati consentono alle famiglie di avere un supporto nella gestione dei propri �gli. Fondamentale offrire qualità e sicurezza. In tal senso vanno anche svariati progetti rivolti ai minori, quali il Centro gioco "Giocalibro" che prossimamente sarà riaperto: uno spazio-gioco con un’apertura pressoché concomitante con il calendario scolastico, rivolto ai ragazzi della fascia d’età tra i 5 e gli 11 anni, con 3 aperture settimanali. Il "Giocalibro" vuole essere un luogo sicuro in cui poter giocare con gli amici, leggere, creare in un clima sereno e gioioso. Anche nel periodo estivo , quando sono sospese le attività scolastiche, sono offerte occasioni di socializzazione e di uso educativo del tempo libero ai ragazzi con vacanze diurne giornaliere, residenziali o itineranti, con l’attivazione di laboratori creativi o con la proposta di corsi di avvicinamento agli sport.

Massimo Bigoni Assessore alla Pubblica Istruzione

UN SMS PER INFORMARVI

di recente inaugurazione e in cui l’AUSER svolge già alcune funzioni. La solidarietà attivata tra le nostre realtà sociali ha permesso di creare, tra le quattro Parrocchie e la C.R.I., con il coordinamento del servizio sociale, una rete per la consegna di pacchi alimentari e per monitorare i cittadini che necessitano di accedere a tali servizi. A seguito della riforma della scuola e dei tagli apportati agli orari degli insegnati, i servizi sociali sempre più spesso vengono investiti di richieste per i sostegni extra scolastici a minori che hanno problemi di apprendimento ma che non essendo riconosciuti secondo la normativa vigente non hanno diritto al sostegno scolastico. Tale problematica passa spesso in secondo piano ma grava notevolmente sul bilancio sociale in quanto un minore che non riesce ad i integrarsi nella scuola o nel gruppo dei pari richiede molta attenzione soprattutto per la prevenzione degli atti devianti. Altri piani di intervento per rispondere alle varie difficoltà, sono le riduzioni o, in molti casi, la totale esenzione dal pagamento dei servizi mensa e scuolabus. I tagli effettuati dal Governo che ricadranno sulle fasce più deboli della nostra società, l’incertezza sul rinnovo per il 2011 del Fondo per la non Autosufficienza, non garantiranno il mantenimento di alcuni servizi con il conseguente aumento per le liste di attesa, anche per ricoveri in RSA che saranno sempre più lunghe. Ci attendono degli anni veramente duri che ci obbligheranno a rivedere alcune scelte ma l’Amministrazione Comunale cercherà comunque di sostenere le politiche sociali indispensabili.

A breve sarà attivo un nuovo servizio: "INCISA SmS". I cittadini, tramite cellulare, saranno informati sulle attività del Comune, sugli eventi sportivi, culturali, turistici, su trasporti e viabilità, sui servizi sociali, per gli adempimenti e le scadenze. Il servizio, completamente gratuito, consentirà all’Amministrazione di avvicinarsi in modo ancor più diretto ai cittadini, ed opererà sull’intero territorio comunale che sarà suddiviso in sei aree: Capoluogo, Burchio, Poggio alla Croce, Massa, Palazzolo e Loppiano. Il servizio su richiesta potrà essere erogato anche a chi ha la residenza fuori Comune. Tutti i cittadini interessati sono invitati a prestare la massima collaborazione nel fornire al Comune il numero di cellulare (inviandolo al fax 055 83.36.669 o facendolo pervenire al Protocollo del Comune, compilando l’apposito modulo che potrà essere ritirato in Comune o anche scaricato dal sito www.comune.incisa-valdarno.�.it cliccando nell’apposita voce "INCISA SmS". Inoltre, verranno acquisiti i numeri di cellulare di tutte le Associazioni Sportive, Culturali, del tempo libero e del Volontariato, dei Sindacati e delle scuole, in modo da avere una ampia banca-dati.

Tamara Ermini Assessore Politiche Sociali e Ambientali

Mauro Di Stefano Assessore alla Comunicazione


INCISA INFORMA

Una cultura a 360 gradi! Fin dall’inizio del mio mandato, il primo obiettivo è stato quello di fornire un’offerta differenziata, convinta che la cultura debba necessariamente rivolgersi a tutti senza distinzioni, cercando di mantenere comunque un buon livello qualitativo, ed è in questa direzione che l’amministrazione si è mossa anche per la costruzione del cartellone estivo, dove non solo è stato possibile riscontrare un’offerta variegata e di livello, ma ha visto il coinvolgimento di tutte le varie associazioni del nostro territorio che in questo modo hanno potuto così avere una maggiore visibilità partecipando attivamente alle attività del nostro territorio. È in quest’ottica che sono state organizzate le varie iniziative svoltesi durante questo ultimo anno. Grazie al Gruppo di lettura è stato possibile programmare, e altre ne verranno nei prossimi mesi, dieci presentazioni di libri e, attraverso l’ARCI di Incisa e l’impegno del suo nuovo presidente Nico Ceccherini, è stato possibile presentare il libro "Gli Sciacalli" di Corrado Zumino, famosa penna de La Repubblica. Inoltre è iniziata una collaborazione con la libreria "Arcobaleno", presente al Polo Lionello Bonfanti a Burchio, sempre per conversare insieme attorno ad alcune pubblicazioni. Quest’anno ricorre il centenario della nascita della prima donna direttore d’orchestra della Toscana, nonché concittadina incisana, Carmen Campori, e l’Amministrazione Comunale l’ha voluta ricordare lo scorso 26 giugno con una cerimonia ufficiale nella sala consiliare del nostro Comune ed un Concerto presso il suggestivo chiostro del Vivaio, dove l’Orchestra Regionale della Toscana ci ha fatto sognare fra le note di Mozart, Weber e Beethoven. In fatto di musica è utile ricordare che nel nostro paese esistono due scuole di musica: "La scuola di musica - ARCI" del maestro Franco Berti e il

"Coro Schola Cantorum – Carmen Campori" del maestro Raffaele Puccianti, due realtà che vanno conosciute meglio. Durante l’anno ci allietano con i loro bellissimi concerti, e anche quest’anno non sono stati di certo da meno! Visto che la musica è bello anche suonarla, insieme all’Assessore alle politiche giovanili Massimo Bigoni e all’Associazione Arcacnos, è stata organizzata una rassegna di musica rock "Giovani Suoni" dove i nostri giovani ragazzi hanno potuto suonare i loro pezzi. Sempre nel corso del 2010 è stato realizzato il concorso di fotogra�a "Gran prix di fotogra�a 2010" insieme al Circolo fotogra�co Arno che ha visto tanti appassionati da tutta l’Italia venire nel nostro Comune per la premiazione che si è tenuta a marzo scorso nella sala consiliare "Manuele Auzzi". Al �ne di valorizzare ulteriormente il nostro Museo di Arte sacra, insieme agli altri Comuni del Valdarno e del Chianti �orentino, è stato promosso un percorso culturale "Le forme dell’arte" che mira ad indagare il tema delle diverse forme che hanno caratterizzato l’espressione artistica nel corso dei secoli, un aspetto strettamente connesso all’evoluzione del pensiero religioso e della devozione popolare: in Comune e in biblioteca sono a disposizione tutte le informazioni utili. Per sviluppare questo settore, ho promosso, insieme al consigliere comunale Silvia Fabiani, una collaborazione con il Polo Lionello Bonfanti per la realizzazione di mostre di giovani artisti emergenti con l’intento di promuoverli concedendo loro spazi e la possibilità di esporre le proprie opere. E per i più piccoli? Anche per loro il Comune di Incisa continua ad impegnarsi. Come ormai da tradizione, da metà gennaio, per quattro domeniche consecutive, continua la rassegna teatrale per bambini "Nella Pancia della Balena",

programmata presso il Teatro del Vivaio. L’ingresso agli spettacoli è gratuito, ma ogni anno viene data la possibilità ad un’associazione umanitaria di raccogliere fondi per uno speci�co progetto: quest’anno i contributi raccolti sono stati destinati ai bambini del Saharawi. Un ruolo fondamentale viene svolto soprattutto dalla Biblioteca, che da pochi giorni è stata intitolata a Gilberto Rovai (un nostro concittadino che ha dato tanto alla cultura e alla biblioteca) che offre non solo le ultime novità editoriali, ma anche grazie al collegamento con tutte le altre biblioteche della Provincia di Firenze è in grado di soddisfare tutte le richieste!! Non solo carta in biblioteca, anche internet è diventato gratuito e prossimamente sarà possibile la connessione wireless! Quindi non ci sono più scuse per non frequentare la biblioteca! I prossimi mesi ci attendono con nuovi ed importanti appuntamenti, primo fra tutti i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, momento fondamentale della nostra storia che deve essere festeggiato in maniera adeguata. Insieme all’Assessore Bigoni invece è nostra intenzione avviare un rapporto di collaborazione fra i ragazzi dell’Università di Sophia e quelli che svolgono attività presso le associazioni del territorio, perché siamo convinti che il dialogo possa diventare un importante elemento di crescita per tutti. Certo l’impegno è tanto, per questo è doveroso porgere un particolare ringraziamento al Sindaco e ai colleghi della Giunta per il loro sostegno, ma soprattutto ai dipendenti del Comune di Incisa che fanno sì che tutte queste iniziative prendano vita e si realizzino!

Margherita Ghiandelli Assessore alla Cultura

LE GRANDI REALTÀ DELL’ASSOCIAZIONISMO INCISANO Vantiamo una grande tradizione per il volontariato e l’associazionismo, grazie all’impegno e alla sensibilità dei nostri concittadini, ma la notizia è che all’associazionismo storico si stanno aggiungendo tre nuove associazioni. a prima è l’avvenuta costituzione del gruppo ARCIERI DEL BORRO sezione di Incisa che, grazie al dinamico e instancabile presidente Messer Danilo Govoni, ha trovato ospitalità e appoggio logistico presso il Nuovo Ricreatorio di Incisa. Questa sezione arcieri conta iscritti ben 25 bambini tra maschi e femmine e, cosa ancor più gradita, iniziano ad avvicinarsi a questo sport gli adulti. Un modo per stare alcune ore insieme ai loro ragazzi a dispetto di un mondo sempre più frenetico che lascia poco spazio al convivere familiare.

Inoltre, a questa neo associazione occorreva non solo gli archi ma anche gli indumenti dell’epoca medioevale per essere dei veri arcieri! Questo è stato risolto grazie alla collaborazione prestata gratuitamente dalle donne dell’AUSER di Incisa che, armate di stoffa, ago e �lo, hanno realizzato a tutti i giovani arcieri "incisani" l’abbigliamento medioevale. La seconda nuova associazione nasce dalla passione per l'AEREOMODELLISMO grazie a Fabrizio Rontesi. La sede e il loro punto di ritrovo sarà presso il circolo Arci del Burchio che ha accolto positivamente la richiesta di ospitalità. Occorrerà individuare un terreno adatto per le evoluzioni degli aerei nonché per lo svolgimento delle gare. Ritengo che ciò sia un ulteriore stimolo

per far conoscere ancor più il nostro bel territorio. In ultimo, ma non per importanza, rammentiamo l’associazione "QDB Quelli del Bandito" che �n dallo scorso anno si è contraddistinta per l’impegno rivolto alla solidarietà realizzando durante il Perdono 2009 una bellissima iniziativa per la raccolta di fondi a favore dell’Ospedale Meyer di Firenze. Anche quest’anno l’iniziativa ha riscosso un notevole successo per partecipazione e raccolta fondi che sono stati devoluti, per volontà della stessa associazione, a strutture operanti sul territorio del nostro Comune. L’iniziativa ha raccolto la partecipazione attiva delle imprese e dei commercianti, a dimostrazione che quando si opta per il "fare" l’adesione e la generosità non vengono

a mancare. Mi preme evidenziare la bella iniziativa che la Prociv e l’Auser di Incisa hanno approntato: dopo le numerose collaborazioni svolte dalle due Associazioni, le stesse, proprio per sottolineare lo stretto rapporto che si è andato a svilupparsi, hanno sottoscritto davanti al Sindaco di Incisa un PATTO di AMICIZIA. Ciò sottolinea l’impegno ad una sempre più stretta collaborazione tra le due associazioni e verso tutta la cittadinanza. L’Amministrazione non può che dare il proprio assenso allo sviluppo di questo tipo di rapporti, espressione di un vero spirito collaborativo.

Mauro Di Stefano Assessore All’Associazionismo

INCISA, UN COMUNE... A PASSO DI SPORT! L’Amministrazione dà molto rilievo alle attività sportive quale strumento di completamento dell’educazione dei ragazzi, ma anche momento di aggregazione per gli adulti. Il lavoro dell’amministrazione in questo campo ha portato a sviluppare maggiori sinergie con tutte le associazioni sportive radicate nel territorio, che svolgono un ruolo promozionale e sociale attraverso le loro attività che coinvolgono molte persone. Si sono così incrementati i corsi destinati ai ragazzi attraverso un utilizzo più razionale degli spazi adibiti alle attività sportive in-door, pur nella consapevolezza della carenza delle strutture esistenti e che richiederà un’approfondita valutazione e programmazione per lo sviluppo della nostra comunità. Si è consolidata una stretta collaborazione pubblico–privato nella gestione degli impianti sportivi comunali, anche per gli investimenti. L’APD Gruppo Sport e Cultura nella sua sezione, Ginnastica Ritmica, svolge attività ludico-motoria, corsi di ginnastica ritmica, ginnastica generale e coreogra�a ed in�ne ginnastica per adulti, ma anche corsi di danza moderna. La sezione BenEssere & Sport (Educazione Fisica & Fitness) che esiste dal 1990 è un punto di riferimento nel nostro territorio e organizza corsi per tutte le età e per tutte le diverse abilità, tra le quali preparazione allo sport, yoga e boxe simulata �no alla ginnastica dolce over 60.

L'Ideal Club Incisa, la cui prima squadra di calcio milita nel campionato di Promozione, svolge un’attività altrettanto importante portando avanti i corsi di calcio per circa 160 bambini e ragazzi. Altra realtà di rileivo è la società Valdarno Volley, nata recentemente dalla fusione e collaborazione delle società di pallavolo di Incisa e Figline Valdarno. Le amministrazioni comunali hanno accolto con favore questa sinergia che supera i tradizionali campanilismi per permettere e favorire una più efficace azione di divulgazione e promozione sportiva. La Valdarno Volley ha come �ore all’occhiello la prima squadra femminile che milita nel prestigioso campionato nazionale in serie B1 ma non meno importante sono anche le altre squadre di pallavolo che militano nelle categorie della serie D, 1° e 2° divisione �no ad arrivare alle squadre giovanili. Va anche menzionata l’attività sportiva che si svolge presso il Nuovo Ricreatorio di Incisa portata avanti dal Maestro di Tennis Mauro Gioli. In�ne ricordiamo anche altre realtà amatoriali che hanno raggiunto buoni livelli di prestazioni come la Fulgor Incisa, la SMS Poggio alla Croce. È noto che anche lo sport può determinare signi�cative ricadute sul turismo. Una rete di servizi sportivi ben organizzati, impianti di qualità, la possibilità di praticare anche diversi sport “minori”, rappresentano una sicura attrattiva sia per le federazioni nazionali

ma anche per i singoli sportivi e per le loro famiglie. L’Amministrazione Comunale intende impegnarsi sempre più su questo fronte, cercando di far conoscere in Italia e all’estero le attrattive sportive del paese e sostenendo la realizzazione di grandi eventi sportivi a carattere nazionale e internazionale. Nel corso dell’anno 2010 l’amministrazione comunale ha contribuito all’organizzazione in collaborazione con i comuni di Reggello, Rignano sull’Arno e Figline Valdarno, il 2° Rally di Reggello e del Valdarno Fiorentino che ha avuto un buon successo di pubblico e di partecipanti. Ricordiamo in�ne che l’amministrazione comunale ha partecipato con i ragazzi delle scuole medie alla 5° edizione del Meeting Sportivo del Valdarno inserito nel progetto “Sport, Arte e Cultura” organizzato dai Ragazzi per l’Unità svoltosi il 22 Maggio 2010 presso lo stadio comunale di San Giovanni Valdarno, la cui serata conclusiva è stata ospitata nel territorio del nostro comune. L’attenzione per i grandi eventi non deve comunque far perdere di vista le iniziative minori delle società sportive locali, delle scuole, dei nostri giovani che contribuiscono in modo sostanziale ad animare il territorio cittadino e a costruire “qualità della vita”.

Massimo Bigoni Assessore allo Sport

OTTOBRE 2010 NATURALIA 2010 Si è svolta il 14, 15, 16 maggio la 2^ Edizione di NATURALIA – Fiera Promozionale della Caccia, della Pesca del tempo libero. Nonostante la manifestazione sia stata "turbata" da piogge persistenti, l’organizzazione può affermare, con un pizzico di orgoglio, che l’evento ha riscosso un notevole successo. Hanno partecipato circa 60 espositori da Toscana, Lombardia, Marche, Lazio e Veneto, accompagnati dalla nutrita partecipazione delle aziende del nostro Comune. Un particolare ringraziamento a tutte le Associazioni, locali e non, che hanno partecipato, agli uffici preposti del nostro Comune, alla Pro Loco A. Caselli di Incisa e agli sponsor. Siamo convinti che questo tipo di eventi siano una scelta lungimirante in un momento economicamente instabile, dove non è più sufficiente l’utilizzo amorfo della storia e della cultura di un territorio, ma è necessario promuoverlo e svilupparlo con nuove opportunità. Tutto ciò signi�ca muovere aspetti economici che vanno dal commercio alle strutture turistico alberghiere, alla ristorazione. Questo è il percorso che intendiamo portare avanti. Non è facile, se così fosse stato non sarebbe una manifestazione unica in Toscana! Certo, c’è tanto da lavorare: perciò siamo già impegnati alla realizzazione dell’edizione 2011, per la quale intendiamo "ricoprire" la Fiera–Mercato con una struttura in grado di accogliere operatori e visitatori, per ampliare la partecipazione, a coinvolgere la totalità delle attività presenti sul territorio al �ne di avere un coinvolgimento di tutte le sinergie. Assessore Mauro Di Stefano Assessore Tamara Ermini Assessore Margherita Ghiandelli

UNA NUOVA POLITICA PER LA SEMPLIFICAZIONE E’ in una fase avanzata di studio il PROGETTO DI ARCHIVIAZIONE e DIGITALIZZAZIONE dei documenti amministrativi. Il progetto sarà realizzato assieme al Comune di Figline Valdarno nell’ambito dell’utilizzo e sviluppo delle sinergie associative tendenti ad una razionalizzazione dei servizi verso i cittadini con una compressione dei costi. In primo luogo il progetto interesserà - come prima fase attuativa - il settore servizi �nanziari, per poi proseguire con il settore delle Infrastrutture (lavori pubblici, viabilità, servizi tecnici, ecc.) e Affari generali, e prevederà l’archiviazione esterna dei documenti cartacei �no al 2008. Per quanto riguarda l’archivio storico del nostro Comune questo rimarrà presso le nostre sedi. Dal 2009 in poi, oltre all’archiviazione �sica del cartaceo, si procederà alla Digitalizzazione dei mandati e delle fatture, dei contratti stipulati ed in essere fatti dal Comune e di tutta la documentazione del personale. L’esternalizzazione dell’archivio cartaceo dovrà comunque consentire all’Ufficio di avere la possibilità di accedere ai documenti attraverso: 1) invio telematico; 2) invio tramite fax; 3) invio della documentazione cartacea, se richiesta, in tempi molto rapidi. Si tratta di un Progetto quindi affidabile e nello stesso tempo �essibile al quale l’ufficio potrà accedere in maniera autonoma con tutte le garanzie tecnologiche e di legge sulla riservatezza. Risulta evidente che il progetto verrà realizzato rapportandolo non in modo schematico secondo un programma già prestabilito bensì inserendolo alle esigenze operative dei nostri uffici comunali. E’ intenzione delle due Amministrazioni interessate dare corso al progetto nei primi mesi del 2011. Mauro Di Stefano Assessore alla Sempli�cazione


società

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cURIOsItÀ. Sono nove, e tutte donne, le socie della cooperativa fiorentina In taxi

Quando il taxi si tinge di rosa Arturo Baldini

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anno deciso di unire le forze nel 2008, e da allora non smettono di trasportare dentro e fuori la città clienti affezionati e semplici turisti. Loro sono la cooperativa In taxi, un gruppo di nove donne che ha deciso di rompere gli indugi e buttarsi in prima persona nel settore. Impresa non facile, vista la forte concorrenza. Ma Nadia Nozzoli, presidente dell’organizzazione, punta forte sul progetto e rilancia: “Siamo determinate, dopo una prima fase di rodaggio le cose stanno andando per il meglio - spiega- puntiamo sulla qualità del servizio e sulla chiarezza delle tariffe. Chiunque salga sui nostri taxi deve sentirsi a suo agio come se fosse in prima classe”. Ne ha sentite di storie, Nadia Nozzoli, nelle migliaia di corse fatte in questi anni. Facce, smorfie e sorrisi che inevitabilmente finiscono per comporre un personale quadro di Firenze. “Con la crisi che c’è, fa tenerezza pensare che alcune persone preferiscano spendere quindici euro per un giro sulle nostre auto che andare in pizzeria – racconta - di solito sono anziani che si sentono trascurati e che hanno voglia di parlare. Sanno che da noi troveranno sempre un orecchio attento e interessato”. Non solo una cooperativa di autiste, dunque, ma qualcosa di più. “Tre anni fa abbiamo scelto di metterci in proprio - dice ancora - proprio perché sentivamo che c’era lo spazio per un’iniziativa come questa. Ora che il lavoro sta cominciando a dare i suoi frutti, ci piacerebbe anche allargarci”. Possibile, dunque, che qualche tassista uomo venga un giorno a bussare alla porta delle colleghe. Loro non lo escludono. “Non dobbiamo essere per forza tutte donne. Quello che conta è condividere lo spirito che ha dato vita al pro-

getto, altrimenti non avrebbe senso”. Per prenotare una corsa con In taxi bisogna chiamare lo 055.2001326. Tante cifre che non sono frutto del caso, o di una scelta cervellotica: più lungo è il numero, più basso è il prezzo di “noleggio” della linea telefonica. “Abbiamo fatto di necessità virtù - chiarisce la presidente della cooperativa - certo che i costi sono molto alti e occorre lavorare sodo. Ma siamo soddisfatte. Per il futuro stiamo anche preparando qualche novità”. Tra le iniziative che arricchiscono il progetto, la più gettonata sembra essere la “Intaxi card”, una tessera a punti che, dopo 10 chiamate, fa vincere uno sconto sulla corsa successiva. Altro fattore distintivo rispetto alla maggior parte della concorrenza, la possibilità di pagare direttamente con la carta di credito. Forse non è un caso, quindi, che tempo fa Nadia Nozzoli si sia trovata come cliente l’ex Take That Robbie Williams. “Ricordo che a un certo punto un gruppo di ragazzine si accorse chi sedeva dietro - rammenta col sorriso sulle labbra - non feci in tempo a fare manovra che si distesero sul cofano. Non riuscivo a ripartire. Lui però s’è molto divertito”. Celebrità o meno, le vetture della società sono a disposizione tutti i giorni fino alle 22. Un progetto che sta mettendo sempre più radici, e che vuole farsi largo nella giunga del mercato. Anche per questo, inizia una partnership tra la “Web&Press” e la Cooperativa In Taxi, che ha l’obiettivo di dare maggiore visibilità a questa nuova realtà che arricchisce il tessuto delle cooperative fiorentine.

Tra le iniziative una speciale carta fedeltà che dà diritto a sconti dopo dieci corse e la possibilità di pagare con carte di credito. La presidente Nadia Nozzoli: “Tre anni fa ci siamo messe in proprio, ora il lavoro inizia a dare i suoi frutti e puntiamo a crescere”


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economia

Ottobre 2010

DOssIeR/1. In molti speravano che il 2010 fosse l’anno della ripresa, ma non è andata così

(Dis)occupazione, le buone notizie si fanno aspettare Simele Kruklidis

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olti speravano che il 2010 fosse l’anno della ripresa economica, ma così non è stato. Come è infatti accaduto in altre regioni di Italia, anche la Toscana ha chiuso il mese di ottobre con un tasso di disoccupazione da capogiro, oltre la soglia del 7 per cento. Niente di nuovo, dunque, rispetto all’ultimo trimestre del 2009, quando dall’Irpet avevano assicurato che la crisi vera, fino a quel momento contenuta con riduzioni di orario e cassa integrazione, sarebbe esplosa proprio quest’anno. Intanto, a Firenze, gli indici dei disoccupati sono arrivati intorno al 5 per cento, cifra che comunque per il momento ci pone al di sotto all’8,4 per cento della media nazionale. Nessuna sorpresa anche nello scoprire che la categoria più in difficoltà è ancora una volta quella dei giovani, che dopo gli studi faticano non sol-

tanto a trovare un lavoro stabile, ma anche solo un’occupazione che consenta loro di rendersi indipendenti dalla famiglia. I valori regionali, intorno al 17 per cento, svelano un panorama forse meno grave del previsto, ma comunque preoccupante: sono infatti sempre più numerosi i cittadini toscani costretti a spostarsi al centronord o all’estero per trovare un impiego: altro chiaro sintomo di una crisi che dilaga anziché arretrare. D’altronde, nel giro di pochi anni, in Toscana sono calati a picco i settori imprenditoriali alla base della nostra economia: moda e meccanica a meno 20 per cento, costruzioni a meno 7 per cento e persino agricoltura e commercio viaggiano circa a meno 9 per cento. Cifre che parlano di impoverimento del territorio, di fallimenti e di redditi più bassi. Eppure, in questa situazione apparentemente ingestibile, alcuni mestieri (insospettabili) sembrano essere scampati alla crisi: contabili e controller, assistenti tecnici, progettisti e programmatori, infermieri,

fisioterapisti, assistenti sociali, e ancora addetti del marketing e della cultura. Queste alcune tra le figure professionali più richieste e apprezzate dalle aziende italiane. Per adattarsi al nuovo scenario bisogna cambiare prospettive: vietato dunque ragionare “alla vecchia maniera”, sottovalutando gli eccezionali cambiamenti che hanno investito le logiche del mercato. Le parole d’ordine in tempi duri come questi sono flessibilità, esperienza, interesse ai mercati esteri e alle sfide della tecnologia. Il tutto senza dimenticare la propria identità toscana, e quindi: attenzione al territorio, al paesaggio e all’artigianato, rivalutazione dell’economia tradizionale, ma riletta in chiave moderna. Quanto alla ripresa economica, stando alle previsioni dell’Irpet e di Unioncamere, sembra che l’anno fortunato sia proprio il 2011, con un tasso di crescita pari all’1,2 – 1,3 per cento nei prossimi tre o quattro anni. E allora non resta che aspettare un altro po’, sperando che questa sia finalmente la volta buona.

Niente di nuovo rispetto all’ultimo trimestre del 2009, e intanto a firenze le persone senza un impiego sono arrivate a essere il 5 per cento. Peggio ancora va alla Toscana nel suo complesso, che si attesta su un poco incoraggiante 7 per cento gaia Studentessa, 21 anni

nicola Impiegato, 36 anni

valentina Commessa, 27 anni

“La scuola non aiuta a inserirsi”

“Si investe poco sui giovani”

“Io mi ritengo molto fortunata”

“La scuola non aiuta ad inserire i giovani nel mondo del lavoro e so che sarà necessario tempo e fatica per trovare una qualunque occupazione. Purtroppo in Italia non è semplice coltivare i propri sogni e le proprie ambizioni, le aziende non ti danno fiducia. E anche a Firenze la situazione non è differente”

“La disoccupazione è una piaga difficile da sanare, soprattutto in un momento critico come questo. Il problema è che si investe poco sui giovani, si pretende che tutti abbiano esperienza, ma da qualche parte bisogna pure iniziare. Alcuni miei amici ancora cercano lavoro, altri, come me, sono precari”

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“Io sono stata fortunata poiché ho trovato subito un lavoro e dopo poco tempo mi è stato offerto un contratto a tempo indeterminato. Credo che gli impieghi nell’ambito del commercio, magari part-time, non siano poi così difficili da ottenere. Naturalmente questo discorso non vale per altre professioni”


economia

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DOssIeR/2. Il 22 e 23 di questo mese torna Job Fair, che si “trasferisce” al Mandela Forum

In fila per un posto alla Fiera del lavoro Ivo Gagliardi

L

a novità è che quest’anno si terrà al Mandela Forum. La conferma, invece, è che saranno migliaia, come nelle scorse edizioni, le persone che si metteranno in fila per trovare un posto di lavoro. Stiamo parlando di Job Fair, la più importante manifestazione italiana che favorisce l’incontro tra offerta e domanda di lavoro, organizzata da Confindustria Firenze, Camera di Commercio, Università e Provincia, che torna venerdì 22 e sabato 23 ottobre. E che, come detto, quest’anno cambia “casa”: dal Saschall, dove si è tenuta l’edizione 2009, si trasferisce al più grande Mandela Forum. A conferma del fatto che anche quest’anno è atteso il pieno agli stand delle aziende presenti, e che l’emergenza lavoro è ancora ben lontana dal poter dirsi conclusa. Dimostrazione ne sono anche i numeri della scorsa edizione: settemila persone partecipanti, 60 aziende presenti, 400 curriculum consegnati in media ad ogni azienda e – il numero più ambito dai partecipanti – 200 assunzioni. E una tendenza confermata rispetto al passato: non erano più solo giovani in cerca del primo impiego ad aggirarsi speranzosi tra gli stand presenti, ma tra loro anche - e sempre più - adulti rimasti senza impiego a causa della crisi e in cerca di un (difficile) ricollocamento. Le previsioni, per questa nuova edizione, parlano di un’ulteriore conferma di questa tendenza: ragazzi e adulti an-

cora insieme in cerca di lavoro. Tante - e prestigiose - le aziende pronte ad accoglierli: da Menarini a Unicoop, da Targetti a Ferragamo (solo per citarne alcune), passando per banche, assicurazioni ed enti istituzionali. “Stiamo vivendo, ormai da troppo tempo, un periodo di forte incertezza lavorativa. I dati sulla cassa integrazione e sulla disoccupazione, soprattutto quella giovanile, continuano ad essere preoccupanti, e da qui al termine dell’anno molte saranno le situazioni da gestire”, spiega l’assessore provinciale a formazione e lavoro Elisa Simoni. “In uno scenario così complicato, nel quale come Provincia abbiamo agito finora secondo l’approccio ‘solidarietà e competitività’, con un insieme di progetti e interventi di politiche di sostegno al reddito e di politiche attive per il lavoro e la formazione, mi sembra fondamentale il ruolo strategico che assumono le politiche e gli interventi per l’orientamento. Si tratta infatti – continua Simoni - di far prendere consapevolezza alle cittadine e ai cittadini, soprattutto a quelli che devono impostare un proprio percorso formativo e lavorativo, di quelle che sono le opportunità che il territorio offre da questi punti di vista. Per questo, come Provincia, sosteniamo una manifestazione come quella del Job Fair”. Come sempre, l’ingresso sarà gratuito (sarà necessario soltanto registrarsi): non resta dunque che “armarsi” del proprio curriculum e mettersi in fila per presentarsi alle aziende. Con la speranza di seguire le orme di quei 200 che, lo scorso anno, sono usciti dalla manifestazione con un contratto in tasca.

lara Commercialista, 27 anni

Dalia Studentessa, 24 anni

PatriZia Commessa, 55 anni

“Ci vuole più spirito di adattamento”

“Troppi corsi di laurea improbabili”

“Alcuni mestieri da rivalutare”

“Il problema è che troppo spesso i laureati non trovano sbocchi professionali adeguati alla loro preparazione. E’ sconfortante dover investire tempo e studio in un attestato che probabilmente non servirà. Però, c’è da dire che oramai ci sono anche troppi indirizzi di laurea, alcuni dei quali davvero improbabili”

“Io penso che oggigiorno ci siano troppi mestieri scartati a priori: alla fine il cerchio di opzioni si restringe e alcuni ambiti professionali finiscono per essere saturi di candidati in lista d’attesa. Forse anche noi italiani dovremmo ricominciare a valutare quei lavori che oramai abbiamo lasciato soltanto agli stranieri”

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“E’ vero che c’è crisi, ma non credo manchi il lavoro. Penso invece che ci siano troppi laureati e troppa gente che si rifiuta di fare i lavori ritenuti di più basso livello. Probabilmente, di questi tempi, è necessario un maggior spirito di adattamento per andare incontro alle esigenze reali del mercato”

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tempo libero

Ottobre 2010

teNDeNze/1. Si chiama “pole dance” e, a quanto pare, è l’ultima frontiera della danza e del fitness

Per favore non chiamatela lap dance Niente spogliarelliste, nessun contatto ravvicinato con i clienti di locali osè. Daria Bettarini è stata la prima a fondare una scuola in Toscana: “Niente di immorale, i pregiudizi sono duri a morire” Annalisa Cecionesi

U

n palo di metallo intorno al quale inerpicarsi, canotta, pantaloncini e scarpe da ginnastica. E’ tutto quel che serve per sperimentare la nuova frontiera della danza e del fitness. Ma non chiamatela Lap Dance. In ballo - è proprio il caso di dirlo - non ci sono spogliarelliste ma donne pronte a cimentarsi con la disciplina della Pole Dance. Niente a che vedere con gli spettacoli erotici inscenati a distanza ravvicinata dagli occhi ingordi dei clienti di strip club. Nella Pole Dance sono banditi i contatti fisici con lo spettatore. Non è un ballo erotico, semmai una ginnastica sensuale. Un’alternativa alla palestra tradizionale. All’estero già da anni si tengono campionati di Pole Dance. In America del Nord, Australia, Germania e Inghilterra è una disciplina consolidata, praticata sia da donne che da uomini come forma riconosciuta di esercizio fisico. In Italia la strada è ancora lunga. Ma l’interesse è crescente. A confermarlo è Daria Bettarini, insegnante di Pole Dance, la prima a fondare, nel 2008, una scuola di Pole Dance in Toscana, l’Associazione Morgenstern, membro del Coni e della Federazione Italiana Pole Dance. La sua passione è nata nel 2004 grazie a internet, quando in Italia il “ballo del palo” era ancora fantascienza. Daria è una pioniera a livello italiano, è stata lei a lanciare il primo corso di Pole Dance su dvd in lingua italiana. Una sfida non indifferente nella pudica Italia. “I pregiudizi sono duri a morire – racconta Daria Bettarini - ma negli ultimi anni le cose stanno cambiando. Non c’è niente di sporco o immorale nella Pole Dance. E’ una pratica sportiva che uni-

sce attività fisica, ballo e sensualità”. All’Associazione Morgenstern di Sesto Fiorentino arrivano anche da fuori provincia. A cimentarsi con le acrobazie intorno alla pertica sono donne di ogni tipo, dall’avvocato alla mamma, dai venti ai quarant’anni. Perché è un esercizio alla portata di tutti. “A chi è digiuno di attività fisica comporterà più sacrificio ma potrà comunque ottenere buoni risultati”, assicura l’insegnante. Resistenza muscolare, coordinazione, flessibilità. Sono queste le doti da coltivare. Se il fisico trae beneficio già dalle prime ore di pratica, occorre invece un po’ più di pazienza per raggiungere una buona fluidità. Ma con un esercizio

Comprare un palo professionale da camera può costare anche più di 200 euro costante di due-tre ore settimanali, già dopo un mese si può acquisire una certa dimestichezza con la pertica. E niente vieta alle più “secchione” di portarsi i compiti a casa, acquistando un palo per allenarsi. Per averne uno fisso professionale bisogna sborsare dai 200 euro in su. Una spesa non proprio irrisoria, ma è l’unico attrezzo indispensabile per una ginnasta di pole. E chissà che il partner non apprezzi queste acrobazie. In quel caso ne sarà valsa ancor più la pena (per informazioni: www. poleaddict.it).

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ualcuno ricorderà l’avvenente Dita Von Teese, in una lingerie che lasciava poco spazio all’immaginazione, immersa in un’enorme coppa di Martini sul palco dell’Ariston. Sdoganato da Sanremo, questo sensuale cabaret negli ultimi mesi ha fatto il giro dello Stivale. E’ il Burlesque, giunto anche in Toscana, con spettacoli dal vivo in molti locali e corsi di seduzione dentro e fuori il capoluogo. A Viareggio è approdato recentemente anche il Festival del Burlesque, che ha visto la nutrita partecipazione di donne “insospettabili”. Signore over 60 hanno partecipato ai corsi, alle prese con tacchi alti e piume di struzzo, scatenandosi, con ironia, nell’arte della seduzione. Niente lo vieta, neppure qualche ruga o un po’ di pancetta. Ma cos’è il Burlesque, pressoché sconosciuto dalle nostre parti fino a pochi mesi fa? E’ un genere d’intrattenimento nato nell’Inghilterra vittoriana, successivamente importato negli Stati Uniti, come parodia a uso e consumo del popolo, per poi essere riscoperto e nobilitato negli anni Novanta. In tempi ancor

più recenti, la “burlesquemania” è arrivata anche in Italia. E’ uno spettacolo che inscena il gioco della seduzione, fatto di humour, ammiccamenti e sorrisi, in un’atmosfera retrò. Condisce il tutto una lingerie provocante: boa di piume di struzzo, paillettes, calze di seta, guanti, tacchi alti e guepiere da togliere il respiro. Uno spettacolo che attira gli sguardi interessati degli uomini, ma soprattutto la curiosità delle donne. Accantonata la volgarità, l’universo femminile si butta in questa sorta di erotismo soft, pronto a burlarsi degli uomini con l’arma /A.C. della sensualità.


tempo libero

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teNDeNze/2. Moltissime le scuole sparse in giro per la città, spesso ospitate nei circoli

E intanto il tango scende in strada un tempo si ballava solo nelle milonghe e i tangheri fiorentini erano giusto un centinaio. oggi s’improvvisa anche all’aperto, bastano un loggiato e uno stereo Lorenzo Salusest

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guardi che si incontrano e dialogano, gambe che si intrecciano, corpi che si muovono e comunicano. Mirada e cabeceo, caminada, salida, parada, presa, ocho. Nell’aria il calore dei corpi, e un’atmosfera carica di tensione emotiva. Come sottofondo note di violino, contrabbasso, bandoneon, pianoforte. Una musica che è allo stesso tempo passione e melanconia, ambizione e nostalgia. Una musica nata in Argentina, frutto della contaminazione di culture differenti. Una musica che è tango. Un ballo che è anche cultura, metafora della vita e della coppia, con i suoi rituali di corteggiamento, di incontro. Un tempo in Italia, e a Firenze, si ballava nelle balere, alternato al valzer, quindi una lenta decadenza. Poi l’altrettanto lenta rinascita, iniziata una decina d’anni fa e progressivamente consolidatasi: corsi nelle palestre, serate dedicate nei circoli, sino al fenomeno del tango su strada, esploso quest’estate sotto i loggiati di Firenze, da piazza della Repubblica a piazza dei Ciompi. Se sino al 2005 erano circa un centinaio i tanghe-

ri fiorentini, e pochi i luoghi dove imparare e ballare, oggi il numero dei praticanti è più che triplicato. Così come aumentati sono i luoghi e gli appuntamenti a loro destinati. Circoli ricreativi, palestre, alcuni locali notturni: ormai è possibile ballare il tango praticamente tutta la settimana. Ogni sera, seguendo una sorta di calendario che vede soprattutto i circoli ospitare le milonghe, le tradizionali sale da tango. Le note argentine risuonano ovunque. Anche sulla strada, nelle piazze, con serate ad hoc nel centro della città. L’iniziativa, strano a dirsi, parte da Facebook, grazie al gruppo Tango clandestino a Firenze, e dintorni. Oltre 1.400 iscritti che per tutta l’estate si sono dati appuntamento sotto i loggiati di Firenze, muniti di un impianto stereo e tanta passione. E per l’inverno saranno nuovamente le milonghe fiorentine ad ospitare ballerini e ballerine. Le donne sedute a bordo pista, gli uomini che scelgono la loro compagna per quattro pezzi (la tanda): uno sguardo fisso, sino al cenno del capo della donna. E’ il segnale che dà il via alla danza. Sino alla fine della tanda,

quando durante la cortina musicale, le donne tornano a sedersi, e a cambiarsi le scarpe. Sino allo sguardo successivo, e al successivo cenno dl capo. In un rituale dal sapore antico. E romantico. Un ballo di coppia e per la cop-

pia, altro che macarene e meneito. Sguardi e movimenti in sincrono parlano una lingua universale. In fondo per trovare l’intesa non sempre è necessario dialogare: talvolta un giro di tango potrebbe avere risultati migliori.

D0VE E CoME La scelta è vasta: alle sale storiche se ne sono aggiunte, con il tempo, di nuove

Una passione di gruppo dal costo (tutto sommato) ragionevole

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eppur affascinante e sensuale, il tango non è un ballo semplicissimo: occorrono mesi di allenamenti prima di poter effettuare con discreta eleganza i movimenti fondamentali. Per venire incontro alla domanda degli aspiranti tangheri stanno aumentando i luoghi dove poter imparare: ad aprire la strada, in rigoroso ordine alfabetico, furono il Buenos Aires Tango, il Pablo ed il Tangoclub, a cui negli ultimi tempi si è recentemente aggiunta la Flores de Tango (è sufficiente andare su internet per trovare la soluzione più appropriata per ciascuno). I luoghi dove poter imparare sono solitamente gli stessi dove poter bal-

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lare la versione classica: circa una ventina tra circoli, palestre e locali sparsi per tutta la città, da Brozzi a Novoli, da Rifredi a Soffiano, da Coverciano al centro storico. Al tango nuevo (stile Gotan Project) sono invece dedicate le serate del Cafè Decò, in piazza della Libertà. Una passione da poter seguire a prezzi ragionevoli, con corsi di gruppo (solitamente non più di dieci/ dodici coppie) che si aggirano intorno ai 40/50 euro al mese, mentre il costo delle lezioni private tende a variare in base al numero delle sedute. Sostenibile anche il prezzo d’accesso alle serate danzanti: il biglietto per entrare nelle milonghe fiorenti-

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ne varia dai cinque ai dieci euro. Oltre al prezzo per imparare o ballare, sono poche le altre spese da sostenere per ballare il tango: l’unico capo di abbigliamento veramente necessario è la scarpa, che sia per l’uomo che per la donna deve avere la suola in vitello per permettere uno scivolamento perfetto sulla pista. Per il resto – almeno sino a quando non si tengono saggi – è sufficiente indossare indumenti abbastanza larghi, per consentire tutti i movimenti, talvolta piuttosto complessi: pantaloni e camicia per l’uomo, vestito svolazzante per la donna. Basta aprire /L.S. l’armadio. E lasciarsi andare al ritmo del tango.

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ieri e oggi

Ottobre 2010

Il DIBAttItO. Ecco quello che i giovani conoscono (e pensano) dello sterminio nazista

“Noi ragazzi a tu per tu con l’orrore” È difficile generalizzare su quel che resta del passato nelle nuove generazioni: c’è chi inneggia alla violenza e chi promette di raccogliere il testimone della storia Giuditta Boeti

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hoah, olocausto, genocidio. Sterminio, campi di concentramento, camere a gas. Sono molte le parole con cui indicare l’eccidio nazista, anche se forse nessun vocabolo riesce realmente a descrivere l’agghiacciante volontà di “fare piazza pulita” di sei milioni di esseri umani: uomini, donne, bambini. “Colpevoli” di essere quello che erano: ebrei, zingari, omosessuali, portatori di handicap e oppositori politici. Spesso la storia sembra scalfirsi sotto il peso del tempo o, peggio, del revisionismo che ne intacca le fondamenta, bruciandone il ricordo. E cosa resta oggi, nella memoria dei ragazzi, di quella folle atrocità nazista? Non è possibile generalizzare l’interesse o il disinteresse, la conoscenza o la dimenticanza, come fenomeno diffuso e comune. Esistono realtà diverse, storie ed emozioni diverse. Se da una parte ci sono giovani che rubano la macabra scritta “Arbeit Macht Frei,” (il lavoro rende liberi) dall’ingresso di Auschwitz, oppure banchettano dentro i campi di concentramento inneggiando a simboli e comportamenti nazisti, dall’altra ci sono ragazzi che restano segnati dall’incontro con le testimonianze dirette del genocidio. Un contributo validissimo per strappare quanto più possibile il ricordo all’oblio sono i “viaggi della memoria”, organizzati ogni anno dalle istituzioni locali e dall’Associazione nazionale ex deportati, proprio con l’intento di coinvolgere direttamente gli studenti, mettendoli a contatto diretto con la realtà dei lager. Auschwitz, Birkenau, Chelmno, Majdanek, Mauthausen-Gusen, Stutthof, Treblinka, Varsavia, sono solo alcuni dei campi di lavoro e di sterminio in cui vengono compiuti i “pellegrinaggi laici” con i ragazzi delle scuole del territorio fiorentino. “La memoria – racconta Massimiliano, al rientro da Mauthausen – ha senso solo se riusciamo a trovare un filo conduttore con gli avvenimenti dei nostri giorni, e per poter trovare questo filo dobbiamo conoscere i fatti del passato, averne coscienza”. “Un libro di storia – aggiunge Lorenzo - offre solamente fatti ed immagini, invece venire in questi luoghi insie-

me a un ex deportato mi ha dato emozioni forti: è duro fare i conti con gli occhi di chi in questi posti ha perso la dignità umana. Mi fa realmente capire cosa significa perdere la libertà in una frazione di secondo”. “Per me – confessa Giulia - è stata un’esperienza indimenticabile, che mi ha sbattuto contro una realtà crudele che ho studiato a scuola ma che non potevo immaginare così nitidamente. Credo che sia indispensabile recarsi nei campi almeno una volta nella vita per poter riflettere e far in modo che atrocità simili non si ripetano più nella storia dell’umanità”.

lA testIMONIANzA. Marcello Martini, sopravvissuto a due campi di concentramento

“Chi non pensa è pronto alla dittatura” M

arcello Martini, sopravvissuto al campo di concentramento di Fossoli prima e di Mauthausen poi, dove era matricola numero 76.430, racconta la sua esperienza. Qual è il suo primo ricordo dell’arrivo al campo di concentramento? “Questo è il portone dove siete entrati e questo è il camino da cui uscirete”, indicando il fumo che usciva dalle canne fumarie dei forni crematori. È stato questo il messaggio che mi ha “accolto” a Mauthausen. E poi la doccia, la depilazione, i capelli rasati a zero. Io ero fortunato allora perché, avendo solo 14 anni, non avevo la barba. I rasoi non tagliavano ed erano maneggiati dalle mani inesperte di deportati che si professavano barbieri per un mezzo mestolo di zuppa. Dopo il bagno fui internato nella baracca se ben ricordo 17, dove sono stato poi fino al 31 luglio, quando rivestito a festa con la bella divisa a righe fui immatricolato come 76.430. Poi ci sistemarono nelle baracche di quarantena, a dormire in ventidue per terra su quattro pagliericci, come le sardine. Sono rimasto

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a Mauthausen fino alla liberazione, il 5 maggio. Come furono i giorni prima della Liberazione? Il cibo era diventato scarsissimo e il pane mi ricordo che da circa il 30 aprile praticamente non si vide più. Tra l’altro le ultime tre pagnotte erano state divise tra sedici persone, l’ultima in ventiquattro. Dopo di che sparì, la sera ci davano una mezza mestolata di zuppa di rape. Io fui messo a sistemare i pagliericci e a pulire in terra. Con due pezzi di vetro dovevo grattare tutto il pavimento e poi ridargli la cera. Con questo riuscivo a ricevere qualche mestolata in più di brodaglia. Quale messaggio vuole consegnare ai ragazzi? Non attaccatevi alle cose materiali, lasciandovi condizionare dal “ce l’hanno tutti, lo dicono tutti, lo fanno tutti”, perché se rinunciate a ragionare con la vostra testa siete pronti per una nuova dittatura. La “ricchezza” esteriore potete perderla da un momento all’altro, affidatevi alla ricchezza morale e alla conoscenza, perché queste qualità non ve lo porterà /G.B. mai via nessuno.

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l’eVeNtO. “Brainstorming, idee che ci cambiano la vita”: è questo il titolo della kermesse, che girerà la città

Un festival della creatività in ogni piazza Da giovedì 21 a domenica 24 ottobre esposizioni, incontri, spettacoli, workshop,

lA MOstRA

laboratori e progetti saranno i protagonisti a firenze, che sarà divisa in 16 aree

Strozzina e Odeon “conquistati” dal Potere

diverse. Giunto alla sua quarta edizione, l’evento esce dalla fortezza per dare voce a chi crede che essere creativi sia l’antidoto migliore contro la crisi Ilaria Esposito

Q

uattro giorni per liberare le idee, lasciarle circolare in ogni angolo di Firenze...e non solo. Il Festival della creatività quest’anno si rinnova già prima di cominciare. Nei giorni che precedono l’evento faranno da “apripista” alcune iniziative di anteprima in diverse città toscane, ma anche a Bologna. Nel capoluogo emiliano, da giovedì 14 a domenica 17 ottobre, è prevista una tre giorni di iniziative che avrà come filo conduttore il concetto di “ruota” e tutto ciò che ha a che fare con la mobilità sostenibile. Il 21 ottobre, invece, partirà il festival vero e proprio, che per questa edizione è intitolato “Brainstorming, le idee che cambiano la vita”. Il centro della città (in particolare gli Uffizi, Palazzo non Finito e Piazza Duomo), che sarà divisa in 16 aree, diventerà la “piazza delle idee”: ricercatori e scienziati condivideranno col pubblico racconti su come nasca un’idea e spiegheranno quale sia il significato del lavoro di squadra nell’ambito della ricerca. Daniela Lauria, direttore artistico del festival, spiega lo spirito che sottosta al titolo dell’evento e al modo in cui è stato programmato: “ Vogliamo valorizzare le nostre università, i nostri centri di ricerca, le aziende più innovative, che resistono nonostante tutto: questo sarà il festival dei cervelli che restano”. A parte quello citato, altri 15 punti della città faranno da palcoscenico a iniziative di ogni tipo. Ci sarà la vetrina “A better life”, attraverso la quale si parlerà di buone pratiche e stili di vita virtuosi. Ma, dal momento che anche gli oggetti possono migliorare la nostra quotidianità, all’ “officina creativa” che si troverà a Santa Verdiana, Murate, Largo Annigoni e piazza Ghiberti saranno esposti progetti e prototipi che aspirano ad avere questa funzione. La biblioteca delle Oblate, Palazzo Pazzi Quaratesi, via Martelli e il Liceo Galileo saranno il “Campus” dedicato ai giovani, mentre gli eventi per i più piccoli si snoderanno fra piazza SS Annunziata, l’Istituto Degli Innocenti, i musei e le scuole del centro. Musica e spettacolo saranno protago-

Derrick De Kerkhove, scrittore ospite di questa edizione del Festival

nisti delle Logge dei Lanzi, del Porcellino e del Grano, mentre in Largo Annigoni ci sarà Degustibooks, l’evento dedicato a libri e cibo. Gli appuntamenti in programma nei quattro giorni sono come sempre tantissimi e lo stesso vale per gli ospiti e i temi degli incontri. Dalla sociologia, passando per arte e scienza, nomi come quelli di Derrick De Kerckove, Maurizio Ferraris, Remo Bodei, Antonio Ciances discuteranno fra loro o condivideranno col

pubblico idee e invenzioni che hanno cambiato la nostra vita e la storia delle discipline cui rispettivamente appartengono. Ci saranno i fumettisti Vauro, Ellekappa, Altan, Giuseppe Palumbo, ma anche un cast ricchissimo di ospiti dal mondo della musica: da Cristina Donà, Roberto Angelini e Brunori Sas, che si esibiranno il 22, a Manuel Agnelli degli Afterhours e Gonzales, pianista noto agli amanti dell’elettronica, in cartellone sabato 23.

Il lIBRO/1. Stefano Storchi e Oberdan Armanni: salvare il centro spostandolo in periferia

Il futuro potrebbe chiamarsi Novoli S

ono sempre di più le occasioni in cui il centro storico di Firenze ci appare sovraccarico di traffico, turisti, mercati, facoltà universitarie e così via. Pur avendo un’area limitata, per via della bellezza e del fascino artistico che mantiene nel tempo il quartiere 1 continua ad ispirare nuovi progetti di urbanizzazione, che però ostacolano la vita quotidiana, fatta anche di spostamenti e parcheggi selvaggi, di Ztl che puntano alla città-museo, ma che di fatto complicano la vita dei residenti. Problemi, questi, che necessitano di una soluzione ‘rivoluzionaria’, anche a costo di guardare un po’ più fuori le mura. La questione è stata considerata in un libro che si intitola “Centri storici e nuove centralità urbane”, prezzo di copertina 20 �, edito da Alinea editrice e curato da Stefano Storchi e Oberdan Armanni, architetto e presidente della commissione urbanistica del Q1 di Firenze. Il libro nasce da una riflessione dell’Ancsa –Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici- ed è stato presentato il 17 settembre al convegno di Bergamo per il 50enario dell’associazione. Nel volume si propone un focus su 10 città italiane (Bergamo, Bologna, Firenze, Ge-

nova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia), di cui viene studiato il rapporto tra il centro storico e le nuove centralità, intese come ‘autonomie’ più o meno estese entro le quali si sviluppano gli interessi della comunità. Il trattato vuole mettere a confronto le scelte urbane dei diversi centri per creare un’esperienza virtuale e collettiva che permetta di intraprendere con cognizione di causa, uno sviluppo sostenibile del centro storico senza che l’espansione proceda assieme ad una perdita di identità. L’approfondimento dedicato alla nostra città indica come terra promessa la zona di Novoli, ed in proposito ‘Il Reporter’ ha intervistato Oberdan Armanni che dice: “ Alleggerire il nostro centro significa soprattutto riequilibrarlo, per questo negli ultimi decenni sono state effettuate alcune scelte strategiche, come la costruzione del nuovo polo scientifico dell’università o il palazzo di giustizia sull’area di Novoli” e continua “l’elemento che sottolinea l’aspetto positivo di questa scelta è il parco che sorge proprio vicino a queste strutture e che indica, in virtù del suo valore simbolico, /G.G. un’effettiva funzionalità ed indipendenza della zona”.

È

iniziata il primo di questo mese e durerà fino al 23 gennaio 2011 la mostra “Ritratti del potere- volti e meccanismi dell’autorità” presso il Centro di Cultura Contemporanea di Palazzo Strozzi. L’esposizione propone un’analisi del potere attraverso due percorsi; il primo è dedicato ai ritratti veri e propri di personaggi divenuti icone e simboli del loro tempo, il secondo all’indagine delle rappresentazioni più o meno critiche che gli artisti hanno fatto di istituzioni e modelli sociali. Un buon esempio di quest’ultima prospettiva è l’opera di Rineke Dijkstra, una serie di immagini di un soldato della Legione straniera che evidenzia l’annullamento dell’individuo nel momento in cui veste i panni dell’autorità militare. Interessante anche la panoramica sui diversi approcci artistici al potere che emergono dalla mostra. L’intento è quello di dare un’idea di come le rappresentazioni possano mettere in crisi o affermare una leadership. Molti i ritratti di grandi sovrani, statisti e primi ministri che saranno esposti. Si possono citare la serie dedicata alla regina Elisabetta II di Annie Leibovitz, ma anche il ciclo “Blair at War”, che offre uno scorcio della vita quotidiana di Tony Blair subito prima della guerra in Iraq e quello di Margaret Thatcher realizzato da Helmut Newton. “Ritratti del potere” si tiene in contemporanea con la retrospettiva che si può visitare al piano Nobile di Palazzo Strozzi e dedicata a Bronzino. Tuttavia, un simile argomento non potrebbe essere affrontato da un punto di vista artistico a prescindere dalle sue rappresentazioni in ambito cinematografico. Per questo il cinema Odeon, ogni lunedì e venerdì alle 15,30 per i primi 18 giorni di ottobre, proietta un film selezionato per far parte della rassegna “Solennità e irrisione: ritratti del potere nel cinema, dalla dinastia dei Medici al XX secolo”(il ciclo di proiezioni è stato organizzato in collaborazione con la Fondazione Palazzo Strozzi, Mediateca Toscana Film Commission, Festival dei Popoli e Centro di Cultura Contemporanea Strozzina). In molti casi si tratta di titoli che hanno fatto la storia del cinema, a partire da “Quarto potere” di Orson Wells e “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin, passando da opere più recenti per arrivare a “L’ultimo re di Scozia” di Kevin Macdonald (2006), che sarà proposto lunedì 15 ottobre e Frost/ Nixon- il duello di Ron Howard (2008), in /I.E. programma venerdì 18.

“Fidel Castro” di Hiroshi Sugimoto


cultura

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teMPI MODeRNI. Tante le ditte che hanno deciso di “mettersi in mostra” aprendo spazi espositivi interni

Musei aziendali: fra arte e produzione Dafne Lione

C

he si debbano considerare spazi espositivi per collezioni o per vere e proprie opere d’arte, i musei aziendali sono ormai una realtà consolidata per molte ditte, al punto che esiste un’Associazione Nazionale Archivi e Musei di Impresa. Sul nostro territorio, per fare solo qualche esempio fra i più importanti, ne hanno uno Salvatore Ferragamo, Patrizia Pepe, la Fondiaria Assicurazioni (in questo caso si dovrebbe parlare, piuttosto, di un archivio) e la ditta orafa Unoaerre di Gori & Zucchi di Arezzo . Quello della Ginori è stato il primo museo d’impresa aperto in Italia e in Europa, nel 1737. La fusione della ditta di Doccia con la Richard avvenne 119 anni dopo, nel 1896 e dette vita al notissimo marchio Richard-Ginori. Allora, il museo raccoglieva già un secolo e più di storia dell’azienda, ma anche del Granducato di Toscana. La collezione che oggi si presenta ai visitatori si compone di tre settori, che ripercorrono le fasi della produzione delle ceramiche. Si inizia con la “galleria dei modelli”in gesso, terracotta e cera per continuare col “museo delle terre”, dove si possono conoscere i diversi materiali utili alla lavorazione della porcellana. L’ultima sezione riguarda gli oggetti che l’azienda ha prodotto nei secoli, per così dire i “prodotti finiti” attraverso cui si può seguire l’evoluzio-

ne dei gusti e degli stili nel corso del tempo. La nascita degli altri esempi di musei aziendali è generalmente legata agli anni ‘90, ossia al periodo in cui la storia delle aziende iniziò ad esser considerata un elemento rilevante della comunicazione d’ impresa. Ferragamo inaugurò la propria esposizione nel 1995, all’interno della sua sede storica di Palazzo Spini Feroni. L’idea nacque molto prima, da una mostra sulla storia

Quella della Ginori è stata la prima galleria d’impresa aperta in Italia e in Europa

dello stilista che da Palazzo Strozzi fece il giro del mondo nei musei più importanti a livello internazionale. Un successo che suggerì di creare una mostra permanente, la stessa dove oggi ogni due anni vengono esposti a rotazione oggetti selezionati secondo un tema ben preciso e dove si promuove la cultura contemporanea della moda ospitando iniziative di diverso genere sul tema. Un impegno che ha assicurato alla nota casa di moda il Premio Guggenheim Impresa e Cultura

Il lIBRO/2. Ne “Il canto dei bischeri” le risposte a molte domande

Un esemplare di produzione esposto nel museo di Ferragamo

nel 1999. Un po’ più recente la fondazione del museo di Patrizia Pepe, inaugurato circa dieci anni fa. La sede dell’azienda oggi ospita circa due mostre all’anno, con lo scopo di sostenere e far conoscere nuovi talenti. L’ultima esposizione

è stata “Totem”, di Anna Galtarossa, una scultura di quattro metri e mezzo composta da pompon, gonne, parrucche, bandiere, ali di carta, dollari di plastica uniti in un complesso rotante di forme e colori.

Il lIBRO/3. Riccardo Cardellicchio racconta due fatti di cronaca

Alla scoperta di una città sconosciuta Le vite tormentate di due toscane

F

irenze, si sa, è città di angoli e di misteri, di dettagli da scoprire e di piccole sorprese riservate a chi sa osservare con cura. “Il canto dei bischeri” di Franco Ciarleglio (Edizioni Polistampa, pagg 191, 18 euro) è una guida alla città che insegna a guardare Firenze da una prospettiva diversa, quella delle curiosità e degli aneddoti, fatta di piccole storielle (alcune delle quali davvero poco conosciute), di credenze popolari e di leggende che affondano le radici nel Medioevo e nel Rinascimento. Cosa xi raccontano gli stemmi sulla facciata di Palazzo Vecchio? Perchè fu fatta la colonna della giustizia in piazza Santa trinita? Qual è il significato dell’espressione “uscio e bottega”, che rimanda alla Firenze dei mercanti e degli antichi mestieri? E perchè anticamente si diceva “ridotti al lumicino”? A queste e ad altre domande, il lettore curioso troverà risposta tra le pagine scritte con attenzione e dovizia di dettagli da Franco Ciarleglio, già autore dello “Struscio fiorentino” nel 2003 (libro tradotto anche in lingua inglese), grande conoscitore della storia e delle tradizioni popolari fiorentine, soprattutto del periodo medievale e rinascimentale. Il libro è arricchito di immagini, mappe e descrizioni puntuali dei luoghi che vengono descritti. Nella parte finale, gli itinerari suggeriti e le indicazioni oltrepassano le mura della città e si dirigono verso alcuni luoghi /L.V.Z. imperdibili della Toscana, così da completare il viaggio alla scoperta del granducato.

D

ue storie che si incrociano in un libriccino che sembra più una sceneggiatura che un romanzo. Si intitola “La strega e il vicario. Due tragiche storie toscane” (Edizioni Sarnus, pp.108, 10 euro) l’ultima fatica di Riccardo Cardellicchio, giornalista di professione - è stato a lungo caposervizio de Il Tirreno - e scrittore per passione, che ha già dato alle stampe numerosi libri di ricostruzione storica, narrativa, teatro e poesia. La strega è il vicario racconta in primis la storia (vera) di Gostanza da Libbiano, una delle numerose vittime dell’ondata di caccia alle streghe in Toscana nel sedicesimo secolo. Gostanza, accusata di stregoneria e malefici provò a rivendicare la sua innocenza davanti ai suoi carnefici ma le torture furono talmente disumane da convincerla a mentire e a auto accusarsi, raccontando episodi di magia nera e incontri col diavolo. La seconda storia riguarda un altro fatto di cronaca tutto toscano, quello di Elvira Orlandini, detta “la bella Elvira”, uccisa il 5 giugno del 1947 in quello che è rimasto famoso come il “delitto del Corpus domini”. All’epoca fu accusato il findanzato di lei, Ugo Ancillotti, che fu ingiustamente trascinato in una lunga vicenda giudiziaria. Entrambi gli episodi sono ambientati in una toscana noir poco conosciuta che riportano alla /L.V.Z. memoria di tutti due storie che rischiavano di essere dimenticate.

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Il PeRsONAGGIO/1. Sta per concludersi la squalifica per sibutramina dell’attaccante rumeno

Per Mutu è tempo di tornare a giocare A nove mesi dalla sua ultima apparizione, il fenomeno potrà scendere nuovamente in campo il 31 ottobre a Catania, quando inizierà la sua terza “vita” sportiva. E firenze si affida a lui per affrontare questa stagione

Adrian Mutu

Cristina Guerri

A

drian Mutu era sul mercato, la scorsa estate, ma nessuno sembrava volerlo, nessuna grande squadra pareva disposta a fare sacrifici economici per l’attaccante rumeno. Poi il brutto infortunio di Jovetic - suo erede designato - ha costretto la dirigenza viola a un doveroso cambio di rotta. “Mutu è incedibile”, annunciava Andrea Della Valle in quel di San Piero, poche ore dopo il grave infortunio del giovane talento montenegrino. Per Sinisa Mihajlovic la mancata cessione di Mutu ha significato tanto. Sull’attaccante rumeno, infatti, il serbo si era già espresso il primo giorno da tecnico della Fiorentina. “Mutu ha il carattere focoso come il mio. Mi piacciono quelli con gli attributi”, aveva affermato sicuro. Poi le cose sono andate come sono andate. Mihajlovic ha perso il talentuoso Jovetic (che rientrerà

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quasi al termine della stagione), ma tra pochi giorni ritroverà il suo Fenomeno. E lo farà in posticipo, il 31 ottobre, giorno di Catania-Fiorentina. Nove mesi dopo l’ultima apparizione (20 gennaio, in Coppa Italia contro la Lazio, quando realizzò una doppietta). Partita che, insieme alla precedente gara con il Bari (dove mise a segno un gol), gli costò la squalifica per subutramina, uno stimolante che annulla gli effetti della fame. Colpa di mamma Rodica – fu la spiegazione - rea di aver scordato la scatola delle pasticche dimagranti a casa del figlio durante una visita a Firenze. Precisando che sul foglio illustrativo della medicina si leggeva che si trattava di un prodotto naturale, senza nessun accenno alla sibutramina. Nessuna clemenza, però, per il rumeno. Che, rientrato dalle vacanze, non ha mai nascosto la voglia di tornare a calciare il pallone. Sul serio. Si è allenato fin dal ritiro di Cortina con lo spirito di chi doveva dimostrare il suo valore. Il primo ad arrivare sul campo, l’ultimo a lasciarlo. Per non parlare del feeling con Mihajlovic, assodato tra una

gara e l’altra di punizioni. “Sono pronto, sto bene e ho una voglia matta di tornare a giocare”, gridava al mondo Adrian non molto tempo fa. Un Mutu che di “avventure” fuori dal campo ne ha vissute molte. Troppe, forse. La sua ascesa verso la sfortuna ebbe inizio nel 2004. Mutu, allora 25enne, aveva da poco cominciato la sua seconda stagione con la maglia del Chelsea. Poi un test a sorpresa, organizzato dal club di Abramovich, forse indispettito per le scarse prestazioni del giocatore, aveva rilevato la sua positività alla cocaina. Tutto questo costò a Mutu il licenziamento da parte del Chelsea, che ora chiede al giocatore un maxi risarcimento di 17 milioni di euro (al momento la supermulta è congelata). La lezione, però, non è bastata al rumeno, che ha commesso un altro errore. Quello della subutramina, appunto. Ma adesso Adrian avrà l’opportunità, ancora una volta, di farsi perdonare da Firenze e dalla Fiorentina. Mai come in questa stagione, infatti, la squadra e il pubblico hanno bisogno del loro Fenomeno.


sport

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Il PeRsONAGGIO/2. Ecco chi è Babacar, il vice-Gilardino di cui tanto si è parlato in estate

Il talento senegalese che ha scelto il 9 Cristina Guerri

“B

abacar mi ricorda Balotelli”. Parola di Sinisa Mihajlovic. “Io sono Babacar, non Balotelli”, aveva detto invece il giovane senegalese ancor

prima che il tecnico serbo si insediasse sulla panchina della Fiorentina. Perché la somiglianza tra i due attaccanti nasce in realtà dall’esultanza seguita al primo centro in serie A di Khouma el Babacar di Thiès, datato il 20 marzo scorso. Un’esultanza non esultanza. Alla Balotelli, in pratica, diventato famoso (anche)

Accostato da molti a Balotelli, ha segnato il primo gol in serie A a soli 17 anni. E ora porta sulle spalle un numero pesante

Khouma Elhadji Babacar

per la sua freddezza nel festeggiare ogni gol messo a segno, diametralmente opposta a quella di altre punte (vedi Pippo Inzaghi, ma in questo il centravanti del Milan si trova in buonissima compagnia) che, dopo aver messo il pallone in rete, si trasformano nell’immagine stessa di una scatenata felicità. “Sono timido, e in quel momento ero troppo emozionato per esultare. Sono rimasto bloccato”, aveva spiegato Baba, quasi per giustificarsi della sua non esultanza. Anche se il paragone tra i due giovanissimi attaccanti stava in piedi, soprattutto per il talento, la giovane età, il futuro e (naturalmente) il colore della pelle dei due. “Perché mi ricorda Balotelli? Si assomigliano di piedi, di fisico e purtroppo anche di testa”, spiegava Mihajlovic dal ritiro di Cortina, in una delle prime uscite sulla giovane perla nera made in viola. E ancora, sempre dalle Dolomiti: “Quando sta bene... di testa, è forte”. Fino a tre settimane dall’inizio del campionato. “Baba ha qualità importanti e tutto per fare bene, ma prima di tutto si deve dare una svegliata. Ad oggi non sono pienamente soddisfatto, voglio vedere un Babacar con più mordente”. Ma subito dopo l’amichevole estiva giocata (e persa) contro il Valencia: “Se non cambia marcia è inutile che resti a Firenze. Deve imparare a dare di più e la società è consapevole che in questo momento non può essere il vice-Gilardino”. Poi il mercato è finito, e di altre punte (ad eccezione di Cerci) in

casa viola non ne sono arrivate. Babacar è rimasto a Firenze, evitando così di finire in prestito in un’altra società. E quest’anno, almeno fino a gennaio (quando, come sempre, ci sarà la sessione invernale del calciomercato), sarà lui a dare manforte a

Gilardino. Al ragazzo (non ancora maggiorenne) la personalità non manca sicuramente. Tanto da aver deciso di abbandonare la “vecchia” maglia numero 21 per la 9. Quella che a Firenze, in passato, è stata indossata da grandissimi attaccanti.

GIoVANI Renato Buso può contare su molte promesse

Le “stelle” della Primavera

L

a Primavera della Fiorentina ha ricominciato da Renato Buso. Il tecnico trevigiano, già campione d’Italia con la formazione degli Allievi nel 2008, è stato confermato dalla società viola sulla panchina della Primavera nonostante un’ultima stagione con più bassi che alti. I presupposti per fare bene, comunque, ci sono ancora una volta. Anche se quest’anno Buso non potrà contare sulle reti di Babacar, chiamato in prima squadra con il duro compito di fare da vice a Gilardino. Ma resteranno a disposizione dell’allenatore gran parte dei talenti cresciuti nel settore giovanile viola. Da Seculin a Carraro, fino ad Acosty. Ci sarà, poi, Seferovic, arrivato lo scorso gennaio per una cifra vicina ai 2 milioni di euro. Per il ragazzo parlano i fatti. Con la

Nazionale Under 17 Svizzera ha vinto l’edizione del 2009 dei Mondiali di categoria. In quella competizione ha vinto anche il titolo di capocannoniere. Lo sa bene Mihajlovic, che ha deciso di portarlo in ritiro con la prima squadra per testarne le qualità fisiche, tecniche e psicologiche. Anche Agyei si è aggregato alla prima squadra per la preparazione, ma servirà più a Buso che al tecnico serbo. Corvino si aspetta tanto anche da Matos, un esterno brasiliano dotato di grandi colpi, che in parte ha già fatto vedere la stagione scorsa quando è stato chiamato a giocare in Primavera, nonostante fosse nella rosa degli Allievi Nazionali. Occhio, infine, all’ultimo arrivato. Si chiama Michel Panatti, centrocampista classe 1993 proveniente dal /C.G. Monza.

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sport nel Valdarno

Ottobre 2010

FIGlINe. Il progetto è ambizioso, la squadra anche. E il sostegno del territorio non manca

Il Volley c’è. E vuole diventare grande Lorenzo Mossani

un campionato che si preannuncia tutt’altro che proibitivo, molto entusiasmo e tante

I

giovanissime frecce all’arco di Barbara Biagi. Dopo aver incassato la prima vittoria,

l Valdarno Volley c’è. Se il buongiorno si vede dal mattino può sorridere Figline e con Figline può sorridere la pallavolo. Il progetto è ambizioso, la squadra anche, lo staff tecnico è preparato. Il Valdarno in poche parole ha risposto “siamo con voi” per sostenere uno sport amato in Toscana, ma che da anni trova la strada in salita e non riesce mai a spiccare il volo. Così in occasione della festa dei rioni che si è svolta a settembre nella piccola cittadina in provincia di Firenze è accaduto quello che tutti speravano: appassionare gli amanti della pallavolo e coinvolgere tutto il Valdarno. Missione compiuta a giudicare dagli applausi ricevuti in quella che possiamo definire la prima vittoria della stagione: attenzione da parte delle istituzioni e coinvolgimento di tutte le persone dell’hinterland del Valdarno. “Sarà la realtà principale per tutti noi” commenta il sindaco Riccardo Nocentini. Parole vere che hanno trasmesso tanta emozione in tutto lo staff. Il sorriso dell’allenatrice, del capitano, del presidente Giuseppe Guaglio fa auspicare quanto di buono ha in potenza questa squadra. Squadra composta in gran parte da ragazze giovanissime, in pieno stile Barbara Biagi, ma anche da giocatrici esperte che sapranno sicuramente fare da chiocce a ragazze entusiaste di far parte di una grande società. Obiettivi? Per il momento la salvezza, anche se si percepisce nell’aria che nessuno voglia ammettere la possibilità di volare in alto. Il campionato non è proibitivo e la crescita del gruppo è una sicurezza per gli addetti ai lavori. Dopo aver sfilato con delle meravigliose auto d’epoca si avvicina Claudia Felladi che commenta così la splendida giornata di festa: “Non sono mai stata

in termini di affetto e applausi dal pubblico, adesso ha inizio la vera sfida

Il Valdarno Volley

così emozionata, il gruppo è già affiatato e siamo curiose di misurarci con tutte le formazioni più forti del girone”. La centrale poi con un sorriso conclude: “Il nostro primo obiettivo è la salvezza, una volta raggiunta tutto può succedere”. In quel sorriso c’era molta convinzione e tanta consapevolezza di far parte di un gruppo importante per la pallavolo toscana. Dopo anni da protagonista e vincente sul campo col Galluzzo e Cpf

Firenze, ma sconfitta dal fallimento economico delle due società, la stessa allenatrice Barbara Biagi ammette candidamente la sua felicità nel trovare tutto questo entusiasmo. “Mi sento fortunata e contenta, qui ho ritrovato l’energia giusta per lavorare nel migliore dei modi. Non voglio parlare molto del passato, ammetto che ritrovare subito l’ambiente giusto è stata la migliore medicina possibile”. Qual è l’obiettivo della

società? “Serie A in tre anni, in questa stagione abbiamo gettato le basi per il futuro”. Parola di Special One. La rosa: 1 Scilla Basciano, 2 Ilaria Ranieri, 3 Alessandra Ambrosi, 4 Giulia Botti, 6 Irene Gomiero, 7 Valeria Carlozzi, 9 Francesca Villani, 10 Chiara Puccini, 11 Sara Cappelli, 12 Sara Simoni, 13 Rossella Giorgi, 15 Costanza Tani, 18 Claudia Felladi. Allenatore: Barbara Biagi, allenatore in seconda Alessandro Nigi.

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sport nel Valdarno

Ottobre 2010

cAlcIO/1. Dopo Reggina, Samp e Perugia, Andrea Bernini rientra in “patria” alla Sangiovannese

Dal Valdarno alla serie A. E ritorno Andrea Trapani

che c’era una marcia in più, i risultati attuali lo dimostrano.” In blucerchiato arriva il giorno più bello da calciatore: “Sicuramente è quello della promozione in Serie A, Marassi stracolmo ad acclamarci è indimenticabile”. E indimenticabile diventa invece Bernini per i tifosi del Perugia, “quattro anni tra alti e bassi, purtroppo arrivò il fallimento e nonostante tutto io decisi di restare”. Per questo ancora oggi Andrea è uno degli idoli della tifoseria umbra. Dall’Umbria a Lecco per tornare al punto di partenza? “Lo scorso anno mi ha cercato nuovamente la Sangiovannese ed ho accettato volentieri: è una bella piazza, posso ancora dire la mia e sono vicino alla mia famiglia”. Un lungo percorso dove non sono mancati vari protagonisti. “Devo ringraziare – chiude Bernini - varie persone: a Incisa Vittorio Casucci che mi ha fatto credere nelle mie potenzialità, poi Attilio Sorbi che mi ha aiutato a livello psicologico e soprattutto Franco Baldini (attuale General Manager della nazionale inglese, nda) che ha sempre avuto fiducia in me: è stato il mio primo procuratore e i suoi consigli sono stati alla base della mia carriera”.

A

ndrea Bernini, 37 anni. Dal Valdarno al Valdarno. Si potrebbe sintetizzare così la carriera del calciatore cresciuto nell’Incisa guardando la prima e l’attuale squadra professionistica. Sarebbe una sintesi errata, in realtà quella di Bernini è la storia di un professionista che, oltre a un ritorno alle origini, ha avuto una carriera che ha attraversato tutta la Penisola arricchendosi di soddisfazioni e risultati di livello. A questo punto facciamo un passo indietro per conoscere come matura questa storia. Nato e cresciuto ai Ciliegi, frazione reggellese a un tiro di schioppo da Incisa, qui si è formato: “Ho sempre giocato nell’Ideal Club, ci sono rimasto fino a quando mi è capitata l’occasione di andare a San Giovanni. Un passaggio fondamentale – dice Andrea Bernini – della mia carriera. Dal campionato di Promozione in poco tempo mi sono ritrovato in Serie C, dopo ho giocato infatti due anni a Montevarchi dove mi sono fatto ben valere”. Nel 1999 l’occasione di toccare la Serie A, un sogno per tutti che si concretizza il giorno di Reggina – Juventus quando Bernini, “tifosissimo viola”, fa il suo esordio. “A Reggio Calabria ho vissuto una bellissima esperienza. Nonostante arrivassi dalla Serie C sono stato subito ben accettato dalla tifoseria. Un grande rapporto, ho ancora tanti amici là che sento tutti i giorni”. La carriera intanto prosegue: “Poi sono andato alla Sampdoria: se Reggio la tengo nel cuore per la gente, a Genova ho trovato una società fantastica. Si vedeva

cIclIsMO. Grande successo per il Memorial Orazio Mistretta, riservato agli juniores

Due ruote da tutta Italia (e oltre) a Rignano

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artedì 28 settembre il territorio di Rignano si è colorato delle oltre 150 maglie dei ciclisti che hanno preso parte alla XII edizione del “Trofeo Industria Commercio e Artigianato Rignanese – Memorial Orazio Mistretta”. La gara riservata agli Juniores ha percorso per dieci volte il consueto anello che segue, più o meno esattamente, il confine comunale affrontando la salita del Bombone e di Nazio prima di scendere in picchiata sulle Corti e Troghi dove, girando a Salceto, si chiude il cerchio che porta i corridori al traguardo finale. Al di là del mero risultato sportivo anche questa edizione segna un grande successo

con atleti provenienti da tutta Italia: “La nostra soddisfazione è grande – dice David Bettini, storico ‘tuttofare’ della manifestazione – perché ancora una volta tanti ciclisti di livello internazionale sono venuti ad onorare la nostra manifestazione che per l’ottava volta ricorda la memoria di Orazio Mistretta: un giovane che ci aiutava come volontario e che è rimasto sempre nei nostri cuori”. La gara è stata organizzata da Cipriani e Gestri di Prato ed ha visto la collaborazione del Comune e, come ricorda anche Bettini, “anche di tutti i rignanesi, dai volontari agli enti e ai privati che sono sempre /A.Tr. in prima fila ad aiutarci.”

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sport nel Valdarno

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cAlcIO/2. Conclusi i lavori di adeguamento al Del Buffa

Uno stadio d’eccellenza per il Figline Andrea Trapani

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a gara di battesimo della nuova stagione è stata contro il San Gimignano. Il “ritorno” del Figline in Eccellenza non è stato sicuramente un giorno da festeggiare per i tifosi, anche se uno squarcio di sole nelle nubi dell’avventura tra i dilettanti ha illuminato tutto l’ambiente gialloblu. La prima nel nuovo campionato, infatti, ha coinciso con il ritorno al Del Buffa che, dopo l’indisponibilità estiva, è tornato ad ospitare una partita in una veste rinnovata: “E’ una grande soddisfazione vedere realizzati gli ammodernamenti previsti nonostante sia mancata la Prima Divisione. Il nostro terreno di gioco ora – dice il sindaco di Figline, Riccardo Nocentini – è tra i migliori in assoluto di tutta la Toscana, un risultato di valore per tutta la cittadinanza”. I lavori, in via di conclusione a metà ottobre, hanno riguardato la nuova illuminazione (è costata circa 600mila euro ma “quella di prima era vecchia di quarant’anni”, ricordano i tifosi), il rialzo del muro di recinzione, la creazione di una doppia entrata e le nuove tribune. “Tribune smontabili, con queste il nostro stadio diventa completo. I lavori, è bene ricordarlo, erano stati preventivati per il terzo anno di professionismo, la capienza attuale è intorno ai 2mila spettatori ed abbiamo realizzato gran parte degli interventi che erano stati preventivati: sono stati tralasciati solo alcuni lavori che richiedeva la Lega Pro,ma la nostra soddisfa-

CICLISMO/1 GIRO DEL VALDARNO, GRAZIATO SUPERA MOSER Il 33° Giro del Valdarno, organizzato come di consueto dal Nuovo Pedale Figlinese, ha visto confermato il proprio ruolo tra le più importanti gare nazionali con un parterre d’eccezione: alla partenza da Figline alla presenza del sindaco, Riccardo Nocentini, dell’assessore provinciale allo sport, Sonia Spacchini, nonché del CT azzurro U23 Marino Amadori - lo scorso 7 settembre si infatti sono presentati ben 149 ciclisti in rappresentanza di 28 squadre. Tra gli atleti più attesi il campione europeo Piotr Gawronski ed il tricolore “Elite” Federico Rocchetti. La vittoria finale è andata a Massimo Graziato che ha preceduto di 3 secondi Moreno Moser, nipote dell’ex recordman dell’ora Francesco. CICLISMO/2 GRAN FONDO DELLE TRE PROVINCE Si è svolta domenica 12 settembre, all’interno delle iniziative della festa della frazione figlinese del Restone, la gara cicloamatoriale denominata “Gran Fondo delle Tre Province” che deve il suo nome al percorso che si snoda attraverso i territori di Firenze, Arezzo e Siena. La manifestazione che è giunta quest’anno alla sua decima edizione, è stata organizzata dal GS Cicli Gaudenzi di Montevarchi ed è intitolata alla memoria di Carlo Francalanci, fondatore del locale Circolo Ricreativo.

Lo stadio Del Buffa

zione resta grande”. Il Del Buffa ora, oltre ad ospitare le partite in notturna, è in teoria pronto anche per accogliere altri eventi, quali i concerti. Tutti contenti o quasi a Figline anche se qualche polemica non è mancata. “Siamo vicini alle elezioni amministrative – dice Nocentini – e probabilmente questi lavori sono stati un’occasione ghiotta per qualcuno. In realtà i fatti parlano chiaro: l’amministrazione ha lavorato alacremente, siamo stati pronti subito dopo la decisione del Tar che cancellava il Figline dalla Prima Divisione a creare dapprima una nuova società, di cui sono stato presidente come lo fu

cAlcIO/3. Emergenza erba al sussidiario di Reggello

Il campo? Sembra una palude

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o stadio sussidiario di Reggello ha bisogno di lavori d’adeguamento. Urgenti, almeno secondo quanto emerge leggendo i calorosi commenti dei tifosi che si susseguono sul sito ufficiale (http://rescoreggello1909.wordpress.com). Il “Progetto Campo Erba Sintetica” partiva lo scorso anno in concomitanza del prestigioso Centenario che ha fatto della Resco una delle realtà più importanti e longeve di tutto lo sport regionale. Ad aggiornarci sulla situazione uno dei consiglieri storici della società, Marco Grazzini: “La nostra volontà è quella di migliorare la situazione attuale del campo sussidiario. L’obiettivo è quello di avere un manto di gioco sintetico visto il grande stress che subisce la struttura: basti pensare che tutti i giorni dalle 15 alle 24 è sempre impegnato visto che ci giocano, oltre a gran parte delle nostre giovanili, anche quattro squadre ARCI e la formazione del Varco”. I lavori costerebbero, secondo i primi preventivi, intorno ai 360mila euro comprendendo le torri faro, il nuovo terreno di gioco e gli spogliatoi. “Ad oggi però è tutto fermo, non abbiamo trovato alleati in questa nostra esigenza. La nostra intenzione è quella di sobbarcarci fino al

pillole

Foto da Rescoreggello. wordpress.com

50% delle spese totali, ma nessuno ci è venuto incontro. Capiamo le difficoltà di bilancio e di reperimento di risorse che può avere il Comune, ma l’intervento è fondamentale per il nostro futuro”. I numeri infatti sono da record, la Resco vanta 14 squadre con 240 ragazzi. “Facciamo tanto per questi ragazzi che meriterebbero più spazi: si pensi che facciamo allenare i più piccoli nel campo principale, ma non è una soluzione. Il paese necessita inoltre di un campo da calcetto, negli scorsi mesi abbiamo visto come sia sentita l’esigenza di spazi estivi con il nostro Campus, preso letteralmente /A.Tr. d’assalto”.

Domenici per la Fiorentina, per salvare il calcio e i vivai della nostra città e poi a proseguire gli impegni presi per lo stadio valorizzandolo per i prossimi anni”. Tutto questo mentre un nuovo impianto ha visto la luce anche nella frazione del Restone lo scorso 11 settembre. “Questo è il primo campo di calcio a 5 di Figline – ha spiegato il sindaco stesso - grazie al quale colmiamo una lacuna della nostra città. Un investimento significativo, realizzato nonostante gli stretti vincoli del patto di stabilità, e che adesso speriamo possa rispondere alle esigenze degli appassionati del calcetto”.

NUOTO FIGLINE, I CORSI PER L’AUTUNNO - INVERNO Il Circolo Nuoto Firenze e la Uisp Lega Nuoto organizzano con il patrocinio del Comune di Figline Valdarno una serie di corsi di nuoto che si terranno nel prossimo periodo autunno-inverno presso la piscina comunale di via Morandi. Il programma è rivolto ad un pubblico vasto e sarà coordinato da personale qualificato: sono infatti previsti corsi “primi passi” (da 0 a 4 anni), per ragazzi ed adulti, oltre a nuoto libero e ginnastica in acqua. Per informazioni è disponibile il numero 055.9156038. RALLY SPETTACOLO A REGGELLO Grande successo per la due giorni di sabato 4 e domenica 5 settembre del “3° Rally di Reggello e del Valdarno Fiorentino”. Il percorso della gara organizzata dalla Reggello Motorsport ha attraversato i quattro comuni valdarnesi identificando il rally sempre più come espressione del “territorio fiorentino” dato che, a livello nazionale, è l’unica competizione motoristica a svolgersi interamente nella provincia di Firenze. A livello sportivo la vittoria è andata all’equipaggio Moricci – Garavaldi (Bernini Rally) alla guida di una Grande Punto Abarth.

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“il calVario di noi aBitanti di Via Foggini” Gentile Direttore, vorrei sottoporre alla sua attenzione e a quella della sua redazione, la situazione non certo ottimale della viabilità e della vivibilità di via Foggini, in cui come tante altre persone mi trovo, a questo punto debbo dire sfortunatamente, ad abitare. Dopo anni di disagi subiti a causa dei lavori per la realizzazione della linea tramviaria, che proprio nella nostra via ha visto la realizzazione di infrastrutture rilevanti, oggi il nostro calvario sembra non essere finito anche a causa di alcune scelte poco opportune e francamente evitabili del Comune e dell’Ataf. Difatti siamo costretti a subire un notevole inquinamento acustico e dell’aria dovuto al passaggio di un continuo flusso di traffico a tutte le ore del giorno e della notte e al passaggio del tram che, per quanto se ne dica, produce comunque un rumore considerevole dovuto all’attrito con rotaie. A questo però si aggiunge, a causa del collocamento del capolinea della linea 77 e della fermata della linea 9 proprio di fronte alle nostre abitazioni, anche la presenza continua di autobus che spesso tengono il motore acceso durante il loro stazionamento e che quindi aumentano i livelli di inquinamento acustico e atmosferico, che dobbiamo subire a discapito della nostra salute. Inoltre in funzione di tale scelta sono stati completamente eliminate zone di sosta per autovetture, cosicché i numerosi clienti degli esercizi commerciali presenti nei nostri condomini sono costretti a parcheggiare sul marciapiede ed anche noi stessi non abbiamo più la possibilità di lasciare neppur per breve tempo le nostre autovetture vicino casa. La nostra vita è resa impossibile soprattutto d’estate quando siamo costretti a tenere le finestre chiuse giorno e notte, nonostante il caldo, per il rumore del tram, delle auto, dei bus di fronte casa; e quindi per sopravvivere dobbiamo installare impianti di aria condizionata, che fra l’altro vanno ad aumentare i livelli di inquinamento. Il nostro giardino condominiale è poi di-

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Ottobre 2010

ventato una vera e propria pattumiera a cielo aperto come conseguenza dello stazionare in attesa del bus di un gran numero di persone. Da tempo ci siamo mossi sia appellandoci ai conducenti dei bus affinché non tengano i motori accesi durante il capolinea sia interpellando l’Ataf e il Comune per chiedere lo spostamento del capolinea o in zone della nostra via in cui non siano presenti abitazioni, visto che ciò è possibile, o altrove, dove possa creare comunque un minor disagio. Ma non abbiamo ottenuto risultati da questo punto di vista, dal momento che le nostre richieste sono state sempre superficialmente ignorate. Sarebbe inoltre auspicabile che le rotaie della tramvia fossero sistemate per evitare lo sgradevole rumore di attrito che si produce ad ogni passaggio del tram, aumentando così l’inquinamento acustico della zona. In conclusione chiediamo che venga garantito il nostro diritto di cittadini alla salute, che in questo modo ci viene negato a causa di scelte fatte senza prendere in considerazione tutte le conseguenze; a tal fine vogliamo sensibilizzare attraverso i giornali anche l’attenzione dell’opinione pubblica, affinché anche le istituzioni possano prendere in considerazione le nostre richieste per migliorare la vivibilità della nostra via. Francesco Marlazzi Referente condomini di via Foggini, n.24-30-36-42 “autoVeloX Fissi a Fiesole, Ben Fatto” Spettabile Redazione, nel mese di giugno del 2009 venne pubblicata su codesto giornale una mia lettera nella quale auspicavo, in seguito ad alcune questioni relative all’uso degli autovelox mobili nel comune di Fiesole, l’installazione di postazioni fisse ben segnalate al posto delle mobili, e magari il loro incremento, col fine di aumentare la sicurezza stradale, limitare le multe e dare l’opportunità al personale della Polizia Municipale di svolgere altri compiti. Da quello che ho potuto constatare ciò è stato recentemente realizzato. Qualunque sia stato il motivo di tale evoluzione vorrei complimentarmi con l’amministrazione comunale e con la Polizia Municipale, visto soprattutto l’ingrato ruolo di “sceriffi” che siamo ormai abituati associare a chi cerca, spesso invano, nel paese delle contraddizioni e dell’arroganza, di farci semplicemente rispettare le regole. Distinti saluti Giovanni Crescioli le nuoVe Pensiline dei Bus e il MarciaPiede di Via degli alFani Sul vostro periodico n° 50 del 1° Luglio corrente, alla pag. 27 alla voce “Dico la Mia”, ho letto le lamentele, più che giuste, della sig.ra Elisabetta Fantini sulle nuove pensiline alle fermate degli autobus e mi chiedo perché la mia del 5 Maggio c.a. con allegata altra lettera del 29 Aprile riguardante questo argomento non è stata presa in considerazione? Non venitemi a dire che probabilmente è stata pubblicata su www.ilreporter.it perché dovete prendere in seria considerazione che non tutti hanno Internet e che esistono

ancora persone come me che adoperano il computer soltanto come mezzo per scrivere. Detto ciò, da buona fiorentina voglio essere anche “polemica” e ribadire che tutti i difetti che la gente troverà sulle nuove pensiline la Sottoscritta le aveva già elencate, l’unica cosa su cui non avevo detto niente erano le panchine, ma questo era dovuto al fatto che ancora non erano state installate. Voglio aggiungere, visto che ci sono, anche la faccenda del marciapiede di via degli Alfani, perché da cittadina fiorentina e che paga le tasse, mi piacerebbe sapere il nome di chi ha dato il permesso di smantellare un marciapiede quasi nuovo, pare in pietra serena, senza tra l’altro recuperare le lastre, ma di frantumarle letteralmente; ora, se si continua così, mi pare che si stia cadendo, per così dire, dalla “padella alla brace”, perché questo vuol dire che si continua a elargire “poltrone” a incompetenti o che se ne fregano letteralmente. Per il momento sarà bene fermarsi qui, tanto se le cose continueranno ad andare avanti in questo modo, ci sarà senza ombra di dubbio occasione di riparlarne. Laura innaMorato Misterioso, l’idillio È Finito? Ciao, lavoro spostandomi un po’ per tutta Firenze e spesso sono “incappata” nelle scritte dell’Innamorato Misterioso che aveva disseminato guardrail, cassonetti, cartelli, asfalto ecc. di scritte dedicate alla sua amata (d’altra parte la calligrafia era inconfondibile!). Ricordo che pochi mesi fa dedicaste a questo innamorato una pagina intera lanciando le ipotesi più strane sulla sua identità. Forse non sapremo mai chi è, ma posso dirvi che molto probabilmente l’idillio è finito....sigh sigh! Infatti chi sa dove trovare le scritte d’amore di questo misterioso giovanotto romantico noterà che: le scritte sono state coperte con vernice (anche quelle sull’asfalto!) o coperte con vernice spray o strisce adesive! Peccato ...era bello immaginare un “Per sempre felici e contenti”. Auguri misterioso romantico, speriamo che incontrerai presto la tua anima gemella... (io l’ho incontrata e quest’anno abbiamo festeggiato i 10 anni di matrimonio per niente stanchi l’uno dell’altra!). Ciao a tutti. Serena “aPriaMo le corsie PreFerenZiali ai Motorini” Ai giornalisti de “Il Reporter”, mi permetto di dissentire dal tono dell’articolo tendente ad escludere i motorini dalle corsie preferenziali. Mi dicono che in altre città, ove il consiglio comunale è più attento alla mobilità della popolazione attiva, le corsie preferenziali sono percorribili dai motorini. Cominciamo invece a proibirne l’uso alle “auto blu”. Anzi, proibiamo le “auto blu”! Beppe Via di VillaMagna e il ProBleMa del ParcHeggio Salve, sono una residente di via di Villamagna,

zona Gavinana, e vi volevo far notare che nella parte finale della via avremmo bisogno di un bel parcheggio. Lo spazio c’è fra l’area dei cani, che è troppo grande e non sfruttata, e tutta la parte di terreno adiacente al magazzino della Publiacqua, che è abbandonata e trascurata. A noi residenti tocca fare tanti giri e a volte anche a vuoto con la paura che qualche vigile ci possa fare la multa. Hanno fatto la pista ciclabile togliendoci i pochi posti che c’erano per parcheggiare, non mi fraintendete, la pista ciclabile potrà essere utile, ma anche realizzare dei parcheggi per noi penso sia una cosa più utile di una pista ciclabile, che è anche molto pericolosa perché spesso viene usata dai motociclisti. Vi prego aiutateci a vivere meglio nella nostra via, non so con chi dovrete parlare ma fate qualcosa, altrimenti la gente inizierà a vendere le proprie case e trasferirsi in altre zone, e sono convinta che con la realizzazione di qualche parcheggio via di Villamagna potrà avere un altro valore e la gente che ci abita, sono convinta, che approverebbe e non avrebbe più il problema di dove andare a parcheggiare. Cordiali saluti, Una cittadina di via di Villamagna “Bene l’ecotaPPa alle cure, Ma serVe PiÙ PuBBlicitÀ” Sono cittadina residente in zona Le Cure, e sono contenta di avere finalmente “scovato” nella nostra zona, dopo i cassonetti dell’organico, arrivati con oltre un mese di ritardo sui cestini domestici, l’ecotappa di piazza delle Cure, il punto di raccolta per piccoli rifiuti domestici, come vernici, oli, ecc. Finalmente, perché per lungo tempo conservavo sotto il lavandino di cucina gli avanzi di oli alimentari vari, sapendo della loro nocività se dispersi nell’ambiente, ma senza sapere dove poterli smaltire doverosamente. Poi ho saputo di un centro raccolta alla Caldine, ed è stato lì che sono andata a versare il mio flacone. Un mesetto fa, per caso, ho scoperto che proprio nel mio mercato rionale c’era il centro raccolta che poteva alleggerirmi di vecchie vernici, bombole spray, ed altri materiali inquinanti. E qui sta il punto. Non guardo molto la tv, ma acquisto quasi tutti i giorni un quotidiano, leggo il vostro foglio, ma non sapevo niente di questa importante iniziativa e come me, credo, molti concittadini. Qualcuno mi ha detto che la notizia era passata sul tg regionale, ma certamente ha occupato lo spazio di due, tre edizioni al massimo..... Credo sia doveroso, soprattutto per chi organizza queste importanti iniziative, accompagnare adeguatamente con una campagna informativa diffusa sul territorio ed attraverso canali informativi diversificati tali iniziative che senza un tale supporto rischiano purtroppo di fallire o di rimanere forme marginali di intervento. Ma in fatto di ambiente non credo ci sia più tempo per gli indugi!! Neppure in materia di traffico ci dovrebbero essere ancora indugi: dopo i reiterati proclami vorrei tanto poter vedere operativi sulle nostre strade, e non solo in centro - dove non credo siano strettamente necessari, ma tutt’al più coreografici - i nostri vigili urbani sanzionando le doppie file di au-


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invia la tua segnalazione alla nostra redazione redazione@ilreporter.it “sono ViVa graZie a Voi”: Quando la sanitÀ FunZiona Al Direttore Sanitario dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, al Primario del Reparto Dea, ai Dirigenti Medici del Reparto di Rianimazione, a tutto il Personale Medico e Infermieristico del reparto UTIC: in data 19 aprile 2010 sono stata colpita da infarto del miocardio, ma sono ancora viva grazie a tutti Voi dell’ospedale di Santa Maria Nuova. Ricoverata con urgenza al reparto DEA e successivamente al reparto di Rianimazione sono stata prontamente seguita, vigilata e monitorata da personale altamente qualificato, attento e operativo che risolutamente ha lottato oltre l’immaginabile per strapparmi alla morte. Infatti, la situazione si era ulteriormente aggravata per il sopravvenire di ripetuti arresti cardiocircolatori dovuti a shock anafilattico con stenosi della glottide, rendendo l’intubazione, una vera lotta condotta con caparbietà e tecnica determinatezza. Un ringraziamento a tutto il personale che con abnegazione e competenza mi ha davvero restituito alla vita. Un grazie particolare al Dottor Barattini e alla Dottoressa Landini. Superata l’emergenza, sono poi stata trasferita all’UTIC dello stesso nosocomio, dove anche qui ho conosciuto e apprezzato l’umanità e la professionalità di tutto il personale, dalle ragazze delle pulizie alle infermiere così premurose per arrivare ai medici di reparto sempre pronti a risposte e incoraggiamenti. In una situazione drammatica un trattamento da cinque stelle! Grazie di cuore a tutti voi, miei angeli, Roberta Montaini

Cara Roberta, innanzitutto mi felicito con lei per il pericolo scampato e per il miglioramento delle sue condizioni di salute, che spero continuino ad essere buone. Detto questo, per un mese – grazie alla sua lettera e alla bella storia che ci ha raccontato – lascerò perdere gli argomenti (pur molto importanti per la città e i cittadini) che solitamente tratto nel mio spazio – dal traffico alle buche, dal degrado ai problemi di Firenze – per parlare di sanità. Di buona sanità. Non capita spesso, purtroppo, in questi tempi, in tempi in cui giornali e telegiornali riempiono intere paginate e aprono le loro edizioni con assurde liti (dalle drammatiche conseguenze) nelle sale parto, tanto per fare un esempio, di avere la possibilità di parlare di buona sanità. Non sono mancati - anche recentemente – non mancano e continueranno purtroppo a non mancare, in Italia come altrove, i casi di malasanità, ed è dovere degli organi di informazione dare spazio a queste vicende perché – tutti ci auspichiamo – non si ripetano più. Ma penso che sia giusto, come in questo caso, dare risalto anche agli episodi positivi, ai buoni esempi, soprattutto quando, come nella vicenda che ci ha raccontato, questi riescono a salvare la vita di una persona. Perché non dobbiamo dimenticare che, nei nostri ospedali, lavorano centinaia, migliaia di professionisti seri e capaci, che si fanno in quattro per la loro professione ma il cui lavoro e la cui immagine, spesso, vengono appannati da quei pochi che, con i loro condannabilissimi comportamenti, riescono a oscurare l’impegno di molti. Non dobbiamo dimenticare che anche loro, oltre ai pazienti mal curati, sono vittime dei casi di malasanità. La sua testimonianza del trattamento “a cinque stelle” ricevuto nella situazione che si è trovata a vivere rende dunque giustizia a una categoria che, molto spesso, si merita elogi e complimenti, senza riceverli però pubblicamente. E – aggiungo io – vuol essere anche un invito, uno stimolo, a continuare con sempre maggior impegno e serietà a svolgere il proprio lavoro. Un lavoro, è perfino superfluo sottolinearlo, di una fondamentale importanza e di grande delicatezza, come tutti i lavori che hanno a che fare con le persone. Tanto più quando queste non stanno attraversando un momento facile. Ci uniamo, quindi, al suo ringraziamento ai medici e a tutto il personale dell’ospedale di Santa Maria Nuova. Matteo Francini

tomobilisti irresponsabili che ingorgano un traffico già altamente congestionato. Queste sì che sarebbero multe sacrosante, ma credo che non si abbia il coraggio di essere coerenti. Spero possiate fare da megafono delle ecotappe in città, magari ripetendo il messaggio e facendo presente i due problemi sollevati a Quadrifoglio e Comune. Grazie, Emanuela Pratesi Figline: i Pendolari, i ParcHeggi e i ProBleMi dei residenti Ho letto con interesse gli articoli sui parcheggi figlinesi del Vostro numero di settembre 2010, e non posso fare a meno di

replicare all’egregio Sig. Maurizio Da Re. Il problema che lui fa presente all’amministrazione comunale è un falso problema, perché erano state messe a disposizione corse di autobus per i pendolari del circondario, ma nessuno ne usufruiva. La sostanza è che noi abitanti di Via Martiri Cavicchi, di Via Barducci, di Via Pampaloni, di Via Don Mazzolari, di Via Arno siamo alla mercé del traffico dei cosiddetti pendolari. Venisse in un giorno qualsiasi, non festivo, il sig. Da Re a far visita alle nostre strade. Non possiamo nemmeno uscire dai nostri parcheggi privati tanto è il traffico. Con l’assessore Fagioli avevo parlato io direttamente più di un anno fa per ottenere un miglioramento alla circolazio-

ne. La promessa era che Via Barducci per lo meno diventasse a senso unico, entro la primavera del 2010. Siamo all’inverno del 2010 e niente è successo. Vergognoso. Il Sig. Da Re vuole l’ampliamento del parcheggio della stazione, non è necessario perché i posti vengono raddoppiati giornalmente dai pendolari, rendendo la viabilità quasi impossibile. Nessun vigile vigila e multa tutte quelle auto in sosta vietata e pericolosa. Tramite il Vostro giornale voglio sensibilizzare l’amministrazione comunale di Figline Valdarno al fine di risolvere il problema del traffico dei pendolari. Lo sa il Sig. Da Re che i residenti anche per scaricare la semplice spesa non trovano un posto, dico uno, libero? Venga a vedere. Un’ultima cosa, anche se avrei da dirne 10.000, in via Marchiani è stato posto un cartello per il parcheggio limitato a 2 ore da circa un paio d’anni per un complessivo numero di 7 auto. Immancabilmente viene occupato la mattina alle 7 e liberato alle 18 senza segnale orario, e si sono viste le multe in due anni in due sole occasioni, perché qualcuno esasperato aveva telefonato. Aumentiamo i parcheggi, sì, ma per i residenti, e liberiamo Via Barducci dal traffico impossibile. Noi dobbiamo respirare tutto il monossido di carbonio dei pendolari, non mi sembra giusto. Io spero che qualcuno dell’amministrazione comunale legga un Vostro articolo nel quale venga spiegato come stanno le cose e venga provveduto alla risoluzione di un problema immenso per i residenti. A proposito, una domanda per i nostri amministratori, perché io devo pagare per la manutenzione di un parcheggio che non posso usare perché occupato continuativamente dalle solite auto? Mettessero una piccola tassa a chi lo occupa tutti i giorni, anche solo 10 centesimi al giorno, almeno si riprendono le spese. Distinti saluti. Carlo Regnanti “degrado in Zona Via senese-galluZZo” Cara redazione, sono un residente del Q3, sarò molto sintetico, desidero segnalarvi che da tempo nella mia zona (Galluzzo, via Senese, Ponte della Certosa) vi è un notevole degrado. Ad esempio animali (cani) sciolti che lasciano escrementi in ogni luogo, scritte sui muri, sui cancelli, sui cartelli stradali, sui cassonetti della nettezza, scarsa pulizia stradale anche nelle vie interne a via Senese-zona Galluzzo, una-due-tre volte il mese vi sono rumori acustici notturni che superano i decibel e la pazienza di noi abitanti di via Senese-Ponte della Certosa del Galluzzo è al limite .Visto che è stato bandito: più controlli e rigore al “degrado” cittadino. Perché a tutt’oggi anche nella periferia citata di Firenze non viene fatto quanto in città? Grazie per l’attenzione, saluti, Stefano sulle ZanZare c’È Poco da ridere... È sicuramente divertente l’articolo di Muzzi in prima pagina sul numero 76 di

Il Reporter; personalmente avrei preferito vedere pubblicati i provvedimenti presi dal Comune nei confronti di quelle che oramai sono a tutti gli effetti le padrone incontrastate delle nostre giornate e serate nei nostri giardini, terrazzi, piscine: le zanzare tigre. Non è più possibile stare fuori di casa a qualunque ora del giorno e della notte..... non ne siamo più i padroni; per non parlare degli stranieri che vengono a passare le loro vacanze e a spendere i loro soldi nel Chianti, costretti a rinchiudersi nelle loro stanze! Pensate che continueranno a venire ancora per molto? (parlo degli stranieri, non delle zanzare). Rossella Funghini Baldeschi Passerella sull’arno, “le Mie riFlessioni” Gentile redazione, prendo spunto dalla vignetta in prima pagina sulla tanto agognata e sbandierata passerella sull’Arno.....finalmente aperta! Ho notato che, al di là dei disagi creati agli abitanti, delle lungaggini costruttive e dei soldi spesi.... in parte male, la passerella è usata pochissimo da ciclisti e pedoni che percorrono comunque il ponte dall’altro lato della provinciale, e questo perché il sentiero che conduce dalla passerella verso il Matassino finisce sotto i due cavalcavia e si restringe in una strettoia di pochi centimetri con relativo gradino del marciapiede!.... Non so, ma come deve fare un diversamente abile con la carrozzina o una mamma con il passeggino, o anche chi decide di percorrere la passerella con la bici, a superare tali ostacoli? Ma non ci ha pensato nessuno, o siamo con le classiche fette di salame sugli occhi? Dal lato Figline attorno alla nuova rotatoria di via Pampaloni non esiste un passaggio pedonale.... e lo stesso dicasi per la rotatoria tra il torrente Galliana e la Coop; inoltre qui, dovendo rialzare le spallette del ponte per motivi idrogeologici, si sono creati, da e per Incisa, degli sbalzi di cemento armato praticamente invalicabili, costringendo tutti a passare lungo la sede stradale col rischio di essere trascinati via da qualche automezzo di passaggio. E’ mai possibile che non si possa realizzare un misero marciapiede? E stando così le cose personalmente credo proprio di no. Pochi giorni fa ho visto personalmente una giovane mamma tirare indietro velocemente la carrozzina del bambino che rischiava di essere travolta e stretta da un grosso tir sulle spallette del ponte. Non parliamo poi delle microrotatorie del Matassino, della Lidl e dell’oleificio!!!! Ma chi è che progetta tutto ciò, è mai possibile che non ci sia nessuno, in Comune o in Provincia, che controlli i lavori fatti e se sono fatti come dovuto? Almeno un vigile urbano che riferisca agli uffici competenti!, dico io. Uno che dica “Signori qui non va bene come è stato fatto”!!!!!! D’accordo, facciamo i lavori per il bene di tutti, ma che siano fatti bene, con un po’ di testa e senza tanti sprechi, pensando che i soldi spesi sono dei cittadini e non gruzzoli per farsi della visibilità sulle spalle dei contribuenti, ma soprattutto senza mettere in pericolo la vita della gente. Grazie per l’attenzione, Piero


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Figline Tra mito e attualità 12 ottobre

Biblioteca comunale Primo incontro della rassegna “Lettura giovane tra mitologia e attualità”, alla biblioteca comunale Marsilio Ficino (via Locchi). L’appuntamento, in programma alle 17.30, si rivolge soprattutto ai ragazzi e prevede l’incontro con Eva Cantarella e Guido Martinotti sul tema “Sopporta o cuore…la scelta di Ulisse”. Donne sull’orlo del precariato 21 ottobre

Palazzo comunale L’universo femminile tra cinema, letture e riflessioni. Torna l’appuntamento con Pellicole di vita, il ciclo di incontri promosso dall’assessorato alle Pari opportunità con l’obiettivo di allargare lo sguardo su “l’altra metà del cielo”. Giovedì 21 ottobre, alle ore 21.30, la Sala consiliare del Palazzo comunale ospiterà il dibattito intitolato “Lavori in corso: tra precarietà, difficoltà e diritti”.

Reggello Festa d’Autunno 24 ottobre e 1° novembre

Piazza Potente e piazza IV Novembre

Anche quest’anno tornano mercatini, stand gastronomici e rievocazioni storiche, a Reggello. Il tutto innaffiato da un’ottima degustazione di olio nuovo. E’ la 14esima Festa d’Autunno, organizzata dalla Pro Loco di Reggello e Cascia con il Patrocinio del Comune di Reggello. Il 24 ottobre ancdrà in scena il mercatino alimentare, assieme all’esibizione di sbandieratori e facolnieri. Il 1° novembre, invece, non potrà mancare l’anteprima della tradizionale Rassegna dell’Olio

Extravergine d’Oliva di Reggello, con i primi assaggi dell’olio nuovo. Da accompagnare con le bruciate, il castagnaccio, il pan dei santi e, ovviamente, la fettunta.

Rignano San Leolino e il Medioevo 14 novembre

Pieve di San Leonino In occasione della festa del patrono, San Leolino, che ricorre il 12 novembre, sabato 14, presso la pieve di San Leolino a Rignano è prevista la presentazione degli atti del convegno di studi “La Pieve il Castello e il Ponte - San Leolino a Rignano in Valdarno nel Medioevo”, tenutosi a maggio 2009 presso la Fattoria di Pagnana e che ha visto la partecipazione dei maggiori studiosi del medioevo provenienti da diverse università d’Italia. Salumi, formaggi e olio nuovo 21 novembre

Centro storico

Si svolgerà la terza domenica di novembre la Festa di Fine Autunno di Rignano sull’Arno, ghiotta occasione per assaggiare l’olio nuovo e altri prodotti locali, attraverso un percorso di degustazione per le vie del paese a cura dei produttori locali di formaggi, salumi, vino, vin santo e caldarroste del Mugello. Non mancheranno attrazioni per i più piccoli e bancarelle dell’ antiquariato, collezionismo, usato e bigiotteria che si snoderanno per le strade del capoluogo.

Il grande cantante italiano ripete l’avventura di un tour di 365 giorni a 14 anni da quello intolato “Nessun pericolo per te”. A maggio Vasco è entrato negli stadi di Bruxelles, Londra, Barcellona, Zurigo e Berlino. Adesso il re del rock italiano si ferma a Firenze. Protagonisti del concerto i classici del repertorio di Vasco e i suoi ultimi successi. Fra questi, “Ad ogni costo”, canzone scritta dal cantante sulla musica del capolavoro dei Radiohead, “Creep”. Per più di 2 ore Vasco canterà accompagnato dalla sua storica band: Maurizio Solieri e Stef Burns alla chitarra, Claudio Golinelli al basso, Alberto Rocchetti al piano e alle tastiere, Andrea innesti al sax e cori, Frank Nemola alla tromba, Matt Laugh alla batteria e Claudia Moroni ai cori. Sting “Sinphonicity” tour 25 ottobre

Teatro Verdi

L’ex cantante dei Police si ferma a Firenze per l’attesissima tappa del suo tour 2010. Si esibirà con la Royal Philharmonic Concert Orchestra diretta dal maestro Steven Mercurio e canterà i suoi successi più famosi riarrangiati in chiave sinfonica. Le altre date previste in Italia sono Milano il 2 novembre e Roma il 10 novembre. Il nuovo album “Sinphonicity è uscito quest’estate, mentre il primo singolo “Every little thing she does is magic” è uscito in digitale il 24 maggio. Trick or beat 30-31 ottobre

Viper Theatre

oncerti Vasco Rossi Tour “Indoor” 2010 12 e 13 ottobre

Nelson Mandela Forum

Dalle ore 21 il ritmo più veloce e più spezzato delle ultime tendenze dell’elettronica europea made in Uk: d&b, graim, dubstep. Dalla terra d’Albione

l’iniziativa

Conto alla rovescia per Autumnia 2010 É

tempo di Autumnia, torna il più grande appuntamento dedicato all’agricoltura, all’ambiente e all’alimentazione del Valdarno Fiorentino. Per tre giorni, dal 12 al 14 novembre, le vie del centro storico di Figline si riempiranno di stand enogastronomici imbanditi di prodotti locali. Tutto ruoterà attorno alla centrale piazza Marsilio Ficino, dove saranno allestite le bancarelle delle aziende del territorio e dei prodotti tipici sia della Toscana (come il pollo del Valdarno, il fagiolo zolfino, e naturalmente vino e olio), che di altre regioni. Lungo via Del Puglia si svolgerà invece l’esposizione zootecnica delle razze bovine, ovine, suine ed avicole allevate nel territorio, nonché una mostra di macchine per l’agricoltura e per il giardinaggio, con un ampio spazio anche per un’area gioco per bambini dove è prevista un’esibizione dei cani della Protezione Civile.

Nella zona di piazza IV Novembre e via XXIV Maggio saranno invece allestiti gli spazi espositivi riservati a tutti gli Enti, Corpi e Istituzioni che operano nel mondo dell’ambiente, con particolare attenzione al coinvolgimento dei bambini grazie alle attività promosse dai Vigili del Fuoco, dal Corpo Forestale, dalla Provincia di Firenze e dal Comune di Figline. Ma Autumnia significa anche riflessione e programmazione, per una serie di convegni organizzati nell’ottocentesco Teatro Garibaldi: quest’anno particolare attenzione ai temi della biodiversità e della stagionalità. La manifestazione si pone infatti l’obiettivo di offrire tre giorni all’insegna del gusto, ma anche spunti per valorizzare quelle persone che, a vario titolo e in vari nodi della filiera, sono impegnate quotidianamente nella cura del territorio e /F.P. dell’ambiente.

alcuni degli ospiti che in futuro diverranno gli headliner dei maggiori festival europei. 30 ottobre: disrupt live with soom t (Jahtari) / Jah Station / Overknights 31 ottobre: The Bug & MC Flow Dan (NINJA TUNE) / Hatcha / Numa Crew

Spettacoli Michelle Hunziker Mi scappa da ridere Dal 22 al 24 ottobre

Teatro Verdi

Per la regia di Giampiero Solari la nota presentatrice e attrice da tempo impegnata in teatro sale sul palco e...ride. Una trama fresca per uno spettacolo che vuole sottolineare la capacità che Michelle ha sempre dimostrato nell’affrontare ogni situazione sdrammatizzandola col sorriso. Un viaggio attraverso la sua vita, vista in chiave ironica e fiabesca. Leo Gullotta Le allegre comari di Windsor Dal 28 al 31 ottobre

Nobel per la letteratura. Il testo di Dario Fo è stato riadattato da Paolo Rossi e Carolina De la Calle Casanova in una versione rigorosamente “popolare”. Il pubblico viene coinvolto nello spettacolo, ogni sera proposto in maniera diversa, pur senza improvvisazioni. Gli autori dello spettacolo, che mantiene il carattere politico dell’originale, hanno voluto proporre il teatro popolare come mezzo per “resistere” in una società dove la ricostruzione dei valori è prioritaria. La regia è di Carolina De La Calle Casanova e Lucia Vasini, le musiche, dal vivo, di Emanuele Dell’Aquila, la produzione de “ La Corte Ospitale- Compagnia del Teatro Popolare” con la collaborazione della Fondazione Giorgio Gaber.

Arte e Mostre Joan Mirò I miti del mediterraneo Dal 9 ottobre

Palazzo Blu di Pisa

Teatro Puccini

Non solo quadri, ma anche litografie, sculture, disegni e illustrazioni faranno parte delle 110 opere dell’artista catalano in mostra fino al 23 gennaio del 2011. Il percorso espositivo mette in evidenza il legame tra Mirò e la natura del Mediterraneo, rappresentata attraverso immagini di donne, animali, ma anche mitologiche. E’ proprio col mito che si apre la mostra, da Dafne e Cloe per arrivare al Minotauro. In esposizione anche le illustrazioni che Mirò realizzò per la raccolta di poesie “Costellations” di André breton, oltre alle serie “Archipel Sauvage” e “L’éspoir du navigateur”dedicate al viaggio. A chiudere la mostra, l’intensità cromatica delle opere ispirate al mito della donna, a di Madre Natura e dell’uccello mitologico.

Tributo dell’attore al premio

I dipinti della fondazione

Teatro Verdi

Il Nuovo Teatro Eliseo, per la regia di Fabio Grossi, porta in scena una delle opere più amate di Shakespeare, dove la figura di John Falstaff - qui interpretata da Leo Gullotta- diverte il pubblico di oggi, rendendo evidenti numerose corrispondenze fra il personaggio, l’opera e molti aspetti della nostra quotidianità. La commedia, originariamente in 5 atti, è stata adattata riducendola a due tempi con intervallo. Paolo Rossi Il mistero buffo di Dario Fo (ps: nell’umile versione pop) Dal 20 al 30 ottobre

Longhi Fino al 17 ottobre

Villa Bardini

Giunge alla conclusione la mostra organizzata per i quattrocento anni dalla morte, avvenuta nel 1610, di Michelangelo Merisi detto Caravaggio. Nella villa sono esposti i quadri del pittore che Longhi. storico dell’arte, acquistò in vita e quelli di alcuni suoi allievi. La mostra chiude una serie di esposizioni, fra le quali “Caravaggio e Caravaggeschi a Firenze” che ha avuto luogo alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti, per le celebrazioni in occasione dell’anniversario della morte del pittore. Tesori di Palazzo Chigi Saracini Fino al 30 ottobre

Siena

Ogni venerdì e sabato, dalle 11 alle 12 e dalle 15 alle 16 sarà possibile visitare il palazzo dell’Accademia Musicale Chigiana, soffermandosi in alcune delle meravigliose stanze della struttura costruita nel ‘200 in stile gotico. La visita comprende anche una visione di alcune opere della collezione d’arte della famiglia Marescotti, che costruì il palazzo stesso. La collezione comprende pezzi di genere diverso, dai dipinti di molti pittori italiani e senesi ad oggettistica in legno e ceramica. L’artista indisciplinato Dal 21 al 24 ottobre

Ex carcere delle murate Artisti in libertà in una mostra che, nell’ambito degli eventi legati al Festival della creatività, vuole lasciare ampio spazio alle diverse forme espressive dell’arte contemporanea. L’evento avrà luogo nelle ex celle al primo piano dell’edificio. Sabato 23 e domenica 24 gli artisti si esprimeranno in esibizioni dal vivo.


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Il reporter-Incisa-ottobre-2010  

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