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REPORTAGE

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OTTOBRE 2009

Una megagalattica metropoli viola

PRIMO PIANO

Andrea Muzzi*

I NEL CARCERE DEI MINORENNI Dentro l’istituto penale minorile di Firenze, tra problemi quotidiani e vite già difficili PAGG.16-17

DILEMMA RIFIUTI La proposta dell’assessore all’ambiente Luciano Orsecci: “Facciamo il porta a porta” PAG.2

SPORT

Dal 2010 via alla Carta Agile sui mezzi Li-nea PAG.3

Viaggio nel mondo gay di Righi-Strappi

Q

VIOLA, CAMBIO AL VERTICE A fine settembre Andrea Della Valle si è dimesso dalla presidenza. Ma il progetto va avanti PAG.37

ualche settimana fa la cronaca nera (che più nera non si può) ci ha raccontato di un’aggressione animalesca ai danni di un ragazzo di 26 anni avvenuta in pieno centro. Quel ragazzo è gay e si è ritrovato la faccia spaccata da un uomo che lo ha pestato sangue. E così anche dalle nostre parti è tornato alla ribalta il problema, serio, delle discriminazioni contro gli

curiosità I nascondigli di chi tradisce

omosessuali. E pensare che Firenze negli anni 80 era una delle capitali della movida gay. Come stanno le cose oggi? I locali ad hoc non mancano e richiamano un pubblico numeroso, ma la città - raccontano le associazioni - non è sempre aperta come sembra, al punto che qualcuno è ancora convinto che l’omosessualità sia una maPAGG.14-15 lattia.

PODISMO CHE PASSIONE Il Gruppo Gs Maiano è da sempre un punto di riferimento per una disciplina in crescita PAG.38

PAGG.28-29

n questi giorni a Firenze si fa un gran discutere di dove nascerà la cittadella viola! Ogni vero fiorentino ha tre sogni nel cassetto: avere una fiorentina nel piatto, avere una fiorentina nel letto e soprattutto avere una fiorentina in champions league! Ai primi due sogni, un fiorentino, può anche rinunciare (conosco tanti amici vegetariani per scelta e single per obbligo), al terzo sicuramente NO! La fede calcistica è una cosa seria. Della Valle dice che gli introiti della cittadella viola sono indispensabili per rafforzare la Fiorentina. Sono d’accordo, solo mi domando perché accontentarsi? Perché fare solo una cittadella? Già il nome, “cittadella”, dà un che di piccolo, ridotto, sembra un paesino. Cosa ci costruisci all’interno di una cittadella? Un circolino! Quello lavora molto con le bevute degli amari, i tornei di briscola, qualche caffè corretto: però non mi sembra un grande business! Con questi soldi l’unico giocatore che ci puoi comprare è Beppe Furino che ha 72 anni! Osiamo di più: invece della cittadella io propongo una metropoli viola! Facciamo qualcosa di megagalattico, che intimorisca anche le altre squadre. Molte partite la Fiorentina le vincerebbe a tavolino perché dentro una metropoli viola molte squadre si perderebbero e non arriverebbero in tempo allo stadio per la partita! Se vogliamo vincere sicuro, allora la metropoli viola è quello che serve! *Comico

LA NOVITÀ. Stabilita l’area in cui sorgerà anche il nuovo stadio

La cittadella si farà a Castello N

elle scorse settimane è arrivato l’atteso annuncio del sindaco: “La cittadella viola nascerà a Castello”. Il verdetto è arrivato dopo mesi di ipotesi e congetture sulla localizzazione di questo tempio dello sport che dovrà ospitare il nuovo stadio. Il primo cittadino ha però dettato alcune condizioni. “Il progetto può smettere di essere utopia se si rispettano dei paletti – ha spiegato – il primo è l’evidenza pubblica: io non conosco nessun Co-

mune in Italia che regala terreni a soggetti privati. Il secondo è il fatto che ai cittadini non deve costare un euro; noi siamo partner di questo progetto, e una parte degli utili o meglio ancora dei ricavi, dovrebbe essere destinata a iniziative in collaborazione tra Fiorentina e Comune per lo sport giovanile. Il terzo punto riguarda i volumi complessivi di Castello che non cambiano”. E dunque si riparte da dove ci si era fermati, da quegli ettari della discordia

che ancora sono oggetto di un’indagine della magistratura e che un domani saranno la nuova casa della Fiorentina. La decisione per questa collocazione ha incassato plausi: tra le altre c’è stata la soddisfazione di Cesare Prandelli (che finalmente vede più vicina la realizzazione del “suo” centro sportivo ai “campini”) e in casa Della Valle, dopo il cambio ai vertici, è stata ribadita con forza la volontà di andare avanti con l’operazione Cittadella. PAG.10-11

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Ottobre 2009

TERRITORIO/1. Presentata in consiglio comunale la proposta dell’assessore Luciano Orsecci

Rifiuti? La soluzione è porta a porta

Via i cassonetti, benvenuta la raccolta casa per casa.

TERRITORIO/2. “Serve formazione e controllo”

E’ questa la proposta, già presentata in consiglio comunale,

Volontari dell’ambiente per tutelare il territorio

con la quale l’assessore all’ambiente spera di riuscire a risolvere il problema dell’abbandono costante dei rifiuti speciali nelle aree poco battute del territorio comunale Caterina Gentileschi

A

nnoso problema, quello della raccolta dei e porta i suoi rifiuti qui da noi. Da Fiesole ci passano rifiuti, soprattutto di quelli ingombran- persone che vanno a Firenze, a Borgo San Lorenzo, ti che, come accade sempre più spesso, a Vaglia e magari passando, abbandonano lungo il vengono abbandonati per la strada, oppu- loro tragitto rifiuti che non hanno potuto smaltire nel re vengono inseriti nei contenitori sbagliati o, sem- loro comune. Il risultato è che Fiesole si ritrova a pre più di frequente, vengono scaraventati in luoghi produrre molta più immondizia di quella che regoche si trasformano rapidamente in vere e proprie larmente verrebbe prodotta, con conseguente diffidiscariche abusive a cielo aperto. Problema enorme coltà nello smaltimento”. Dai vecchi computer agli per un gioiello di cittadina come Fiesole, che si ri- elettrodomestici fino ai camion pieni di calcinacci, trova a dover combattere tutti i giorni con ignoti in- il problema maggiore è rappresentato dai cosiddetti civili che si approfittano di luoghi poco controllati. rifiuti speciali. “Esistono delle isole ecologiche con Buona parte dei fiesolani, popolazione rispettosa del le quali sono state fatte delle convenzioni - ha proproprio territorio, tenta di riciclare la maggior quan- seguito l’assessore – ma spesso la gente se ne intità di rifiuti possibili, suddividendoli nei cassonetti fischia e lascia per strada i residui dei materiali da messi loro a disposizione. costruzione. La nostra idea Secondo le stime la percenSiamo un comune di passaggio. è quella di far segnalare tuale di rifiuti che viene difa chi deposita in comune Qui vengono a buttare rifiuti ferenziata nel territorio couna dichiarazione di inizio da Firenze, Vaglia e Borgo munale (ed è quindi pronta attività (documento da pread essere sottoposta alle sentare prima dell’inizio di operazioni di riciclaggio) si aggira intorno al 40%. ciascun intervento, ndr) l’isola ecologica nella quale “Una percentuale discreta ma ancora bassa – spiega intende smaltire i propri rifiuti, in maniera tale da l’assessore all’ambiente Luciano Orsecci – vorrem- poterlo tenere sotto controllo nel modo più efficamo arrivare a percentuali più alte e stiamo pensando ce possibile, limitando gli abbandoni e educando la di eliminare i cassonetti”. Eliminare i cassonetti? gente a far uso delle discariche autorizzate”. Una “Sì – continua l’assessore – l’idea sarebbe quella di strategia precisa, che vede nella possibilità di una creare una rete di raccolta porta a porta, è una propo- raccolta porta a porta, la soluzione migliore e più sta già allo studio dell’amministrazione. La certezza indolore al problema, una soluzione che non influiè che nei luoghi dove è stata sperimentata, ha portato rebbe negativamente sulle abitudini di quei cittadini ottimi risultati”. Una cosa è sicura, l’eliminazione abituati a fare la raccolta differenziata, e nello stesso dei cassonetti ridurrebbe drasticamente l’eventua- tempo potrebbe fare da deterrente per chi invece è lità dell’abbandono. “Il problema – ha continuato solito lasciare rifiuti in ogni dove rischiando - nei Orsecci – è che Fiesole è un comune di passaggio. casi meno gravi – di creare problemi al servizio di Mentre i cittadini si impegnano a differenziare la raccolta, e nei casi irreversibili, di inquinare o di propria immondizia, arriva qualcuno dai paesi vicini compromettere per sempre l’ecosistema fiesolano.

E

ducare, educare, educare. terventi mirati a sensibilizzare Questo l’obiettivo numero la popolazione. “Innanzitutto uno per abituare i cittadini ad bisogna fare formazione costanavere un rapporto più rispetto- te – ha continuato Orsecci –, biso e consapevole nei riguardi sogna educare ogni cittadino al dell’ambiente. Il mese scorso rispetto per l’ambiente. Per queavrebbero dovuto cominciare ad sto motivo, l’amministrazione ha aggirarsi per le strade del comune messo in calendario una serie di gli “ispettori ambientali”, figure incontri con degli esperti di Quacreate ad hoc per controllare pal- drifoglio, nelle valli e nelle scuomo a palmo la città di Fiesole e i le, che a partire da questo mese, suoi dintorni, in modo da limitare spiegheranno ai giovani come l’abbandono di rifiuti sul territo- avere un ruolo attivo e come fare rio. In realtà questa sorta di “con- a prendersi cura dell’ambiente”. trollori verdi” – di cui Il Repor- Ma l’educazione ambientale non ter si era già interessato nei mesi è l’unico progetto in cantiere. scorsi – non sono ancora entrati “Vorremmo creare una squadra di in funzione. “Il loro intervento è volontari dell’ambiente, formaancora in fase di programmazio- ta da cittadini comuni – incalza l’assessore -. ne – ha spiegaNiente a che to l’assessore Una rete di persone Orsecci – anche affianchi il Comune vedere con le chiacchierache perché binella salvaguardia te ronde, è il sogna cercare e nella conservazione cittadino che in tutti i modi mette a didi coordinare e programmare l’attività di que- sposizione il proprio tempo per ste figure sul territorio. E bisogna il paese, in modo da diventare coordinare i loro interventi con un veicolo di promozione della quelli della polizia municipale, salvaguardia dell’ambiente. Vorè necessario che parlino la stes- remmo fare in modo che il citsa lingua. L’essenziale è fare in tadino venga coinvolto, in modo modo che abbiano un aspetto tec- assolutamente spontaneo, nelle nico e di controllo condiviso”. E’ attività di conservazione del pagrande l’attenzione da parte del- trimonio ambientale. le autorità fiesolane nei riguardi L’obiettivo è creare una rete di delle problematiche che coinvol- volontari che affianchi l’attività gono l’ambiente, per risolvere le comunale, in grado di segnalare quali l’assessorato all’ambiente abusi e di contribuire a tutelare il /C.G. sta pianificando una serie di in- territorio”.


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Fiesole

TRASPORTI. Firmato l’accordo con la Provincia per installare i lettori ottici anche sugli autobus Li-nea

Dal 2010 l’autobus diventa... Agile L’INIZIATIVA

Dal prossimo anno nell’area metropolitana

Hai una domanda? Chiedilo al sindaco

fiesolana saranno installate le obliteratrici

Filo diretto con Fabio Incatasciato. Da questo mese ripartono gli incontri a tu per tu con il sindaco e l’amministrazione di Fiesole. Per fare domande, sottoporre problemi, accendere l’attenzione dell’amministrazione comunale su temi che, se non fatti presenti dai cittadini, potrebbero sfuggire ai dirigenti del territorio. Una compartecipazione importante che apre un dialogo importante tra primo cittadini e abitanti del territorio. Per coinvolgere tutti, gli appuntamenti si svolgeranno non solo nel palazzo comunale in piazza Mino, ma anche nelle frazioni e nelle altre zone abitate del capoluogo. I prossimi appuntamenti in programma sono il 16 ottobre dalle 16 alle 18 al Centro Incontri di Compiobbi, il 23 ottobre dalle 16 alle 18 alla Fratellanza Popolare in piazza Mezzadri alle Caldine e il 30 ottobre al circolo Arci delle Caldine. Per il programma completo consultare il sito www.comune.fiesole.it (sul quale è possibile visionare il calendario fino a Marzo 2010).

che consentiranno agli abitanti di utilizzare il carnet elettronico Carta Agile Ludovica V. Zarrilli

C

arta Agile sì, Carta Agile no. Gli abitanti di Compiobbi hanno vinto la battaglia che dall’anno prossimo consentirà loro di usare il biglietto elettronico dell’Ataf anche sui mezzi Li-nea. Sono molti i cittadini della piccola frazione che si lamentano del trattamento diverso riservato ai residenti del capoluogo. L’autobus numero 47, l’unico del parco mezzi Li-Linea che fa servizio da Fiesole a Compiobbi (arrivando poi fino al Girone) non è dotato di un’obliteratrice di ultima generazione , come quelle installate sulla quasi totalità dei mezzi Ataf, che permette ai passeggeri di ultilizzare la Carta Agile, un particolare tipo di biglietto elettronico multi-corsa, che al prezzo di dieci o venti euro offre un carnet di 10 o 20 biglietti da novanta minuti ciascuno. Un risparmio notevole, soprattutto per chi utilizza i trasporti pubblici di frequente, dato che un biglietto standard costa un 1,20 euro, ovvero il 20% in più su ogni corsa. “Perchè non possiamo essere liberi anche noi di risparmiare investendo qualche euro in più per avere a disposizione un biglietto che alla lunga abbatte i costi?”, si sono domandati gli abitanti di Compiobbi. E l’amministrazione comunale ha risposto subito, precisando che già nell’aprile 2009 aveva presentato alla Provincia - rappresentante del Comitato della gestione associata dei servizi di trasporto pubblico - una serie di richieste. Fra queste, quella di creare un titolo di viaggio integrato per tutti i vettori dell’area metropolitana e quella di dotarsi di mezzi che permettano l’obliterazione di tutti i titoli di viaggio adottati dalla Regione Toscana. “Il Comune sta già provvedendo con Linea a risolvere il problema del sistema delle obliteratrici – ha spiegato il vicesindaco Giancarlo Gamannossi –. La società di trasporto pubblico locale Scarl Ataf-Li-nea ha, infatti, già predisposto il contratto per acquistare il lettore di titoli in grado di leggere anche la carta elettronica”. Il letto è anche un sistema tecnologicamente più avanzato per il controllo dei titoli di

Copia in abbonamento postale

Il Reporter è un periodico di 7 edizioni che mensilmente viene distribuito da in 192.404 copie

viaggio. Già entro la fine di quest’anno, grazie al cofinanziamento della regione Toscana (con il progetto Monetica), sarà possibile acquistare le macchinette in questione, e a questo primo passo seguirà anche lo sviluppo dell’integrazione tariffaria tra sistema urbano ed extraurbano. Inoltre, il prossimo contratto che verrà firmato nella primavera del 2010 (con durata di cinque anni) con la Scarl assegnataria prevederà, oltre alla dotazione di macchinette obliteratrici con lettore

per carte elettroniche, anche a sviluppare un titolo di viaggio integrato per tutti i vettori dell’area metropolitana (treni, autobus urbani ed extraurbani). L’esigenza è stata confermata anche durante la riunione del 2 settembre 2009 dall’Assessore provinciale ai Trasporti e alla Mobilità, Giuliano Fedeli, in accordo con la Regione. In quell’occasione il Comune di Fiesole, insieme agli altri Comuni dell’area metropolitana, ha anche aderito alla decisione dell’estensione di va-

lidità del biglietto di corsa semplice da 70 a 90 minuti. L’amministrazione comunale di Fiesole sottolinea inoltre che in materia di trasporti pubblici, va ricordato che dal 2003 le competenze di trasporto pubblico locale sono state trasferite dai comuni alla provincia e che quindi queste vengono portate avanti attraverso la gestione associata e coordinata dalla provincia di Firenze fra regione, comuni e gestore e non più solo dal singolo comune.

LAVORO. Scongiurato il rischio licenziamenti, i 90 operai si trasferiscono all’Osmannoro

Caldine: addio Esedra, tutti i dipendenti alla Targetti L’

Esedra ha chiuso i battenti. Tutti i dipendenti dell’azienda che produceva impianti di illuminazione per negozi ed esterni sono stati assorbiti dalla Targetti Poulsen, che già possedeva la maggioranza delle quote del gruppo. Dopo un periodo di tira e molla e di paura per la sorte dei 90 dipendenti di stanza nella frazione di Fiesole, la Targetti, azienda leader nel settore dell’illuminotecnica, ha annunciato la fusione e la chiusura dello stabilimento delle Caldine, spostando tutti gli operai nella sede centrale dell’Osmannoro a Firenze. “L’Esedra – ha spiegato l’assessore provinciale alla

formazione e al lavoro Elisa Simoni – che produce dal 1998 impianti di illuminazione per negozi, occupando 90 dipendenti, verrà assorbita dalla storica azienda Targetti Poulsen che già detiene la maggioranza delle quote societarie. L’accordo sindacale prevede che i lavoratori passeranno alla nuova società, alle migliori condizioni previste dagli accordi vigenti in Targetti. La paventata riorganizzazione del gruppo con individuazione di esuberi non ci sarà. Il momento di difficoltà attuale, dovuto alla crisi e alla flessione del fatturato sarà affrontato con il ricorso ad un trimestre di CIGO (Cassa Integrazione

Il Reporter di Fiesole raggiunge 7.724 famiglie nel Comune di Fiesole.

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Anno III n. 56 del 5 ottobre 2009

Direttore Responsabile: Matteo Francini Service editoriale e grafico: Tabloid soc.coop., Firenze (FI) scrivimi@ilreporter.it

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Guadagni Ordinaria, ndr). Con l’ingresso dei dipendenti Esedra, il gruppo Targetti conterà a Firenze su un organico di circa 400 addetti. Con la fusione, Targetti diviene il terzo gruppo metalmeccanico della Provincia di Firenze dopo Nuovo Pignone e Galileo”. Ma non sono tutti ottimisti come l’assessore Simoni, non lo è il consigliere provinciale Andrea Calò, che incalza: “Si può facilmente verificare la tensione, la preoccupazione che i lavoratori hanno in quello stabilimento. E quando c’è una preoccupazione che riguarda il presente e il futuro credo che /C.G. occorra preoccuparsi”. Dati non raccolti presso l’interessato Si informa che, ai sensi dell’art. 24, comma 1, lett. C, del D.Lgs 196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali), il consenso per il trattamento dei dati personali, non è richiesto in quanto i dati sono provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque. Nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (art.13 del d.lg 196/2003). La informiamo che i suoi dati personali, non sensibili, sono raccolti e trattati da Web&Press s.r.l., al solo fine dell’invio presso la Sua residenza del periodico gratuito “il Reporter”. Il responsabile del trattamento è Web&Press s.r.l. Potrà in ogni caso richiedere l’eliminazione dei Suoi dati e in contemporanea la sospensione dell’invio della sua copia esercitando l’art. 7 scrivendo a Web&Press via Kassel 17 50126 Firenze.


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il giornale del tuo Comune

Ottobre 2009

IL PERSONAGGIO. Lina Bandelli, imprenditrice fiesolana, portava avanti una tradizione secolare

Con la paglia dalle Caldine a New York Una vita passata a creare accessori in paglia, lavorando con i più importanti magazzini del mondo. Da Harrod’s a Macy’s, passando per una collezione realizzata per il re della moda: Giorgio Armani Ludovica V. Zarrilli

C

hi l’ha detto che l’imprenditoria porta solo i pantaloni? Lina Bandelli, classe 1934, è la dimostrazione vivente che anche il gentil sesso si è sempre fatto valere, mettendo in primo piano le capacità, l’esperienza e la voglia di fare. Oggi sarebbe un caso virtuoso di imprenditoria femminile, a metà anni Sessanta era l’inizio della carriera di una

fiesolana doc. Era il 1964 quando la signora Bandelli rilevò l’azienda “Cesare Marchini”, specializzata nella realizzazione di accessori in paglia, intrecciati secondo la tradizione, come avevano cominciato a fare le trecciaiole a Signa nel corso del secolo precedente. “Io ho cominciato presto a lavorare per la Cesare Marchini, ditta nata nel 1865 - spiega la signora Bandelli mostrando il suo

Alcuni lavori della signora Bandelli

archivio di articoli di giornale, riviste, foto ricordo e documenti di ogni epoca – e quando il proprietario venne a mancare, rilevai io l’azienda”. Una storia lunga 60 anni -“ho cominciato a lavorare nel 1946 ed ho chiuso l’azienda nel 2006” -, fatta di tanti sacrifici ma di molti successi. Sì, perché se è vero che oggi la tradizionale produzione di oggetti in paglia e rafia sta andando via via scomparendo, soffocata dalla crisi e dalla concorrenza straniera, è altrettanto vero che fino a qualche anno fa, il mercato era florido e la domanda abbondante, soprattutto da Paesi come Stati Uniti, Giappone, Francia e Gran Bretagna. “Abbiamo cominciato producendo grandi quantitativi per le navi da crociera – spiega la signora Bandelli – transatlantici che solcavano l’oceano e che portavano con loro moltissimi dei nostri modelli. Ci venivano richieste forniture da migliaia di pezzi per navi che giravano tutto il mondo. Che bei tempi... Ci si divertiva tanto e quando ci raccontavano dei tragitti delle navi, ci sembrava di viaggiare un po’ pur rimanendo a Fiesole”. Poi la moda delle crociere passò, ma in compenso arrivarono le richieste dai grandi magazzini più importanti del mondo. Le borse intrecciate delle “Creazioni paglie artistiche di Lina Bandelli” (questo il nome ufficiale della ditta) arrivarono presto nei grandi magazzini Sacks e Macy’s di New York, da Harrod’s a Londra e alla Galeries LaFayette a Parigi. E come se non bastasse, nei laboratori della Caldine venivano prodotti an-

Lina Bandelli

che accessori su richiesta per le collezioni di Giorgio Armani, Gianfranco Ferrè e del fiorentino Gianfranco Lotti. Dopo sessanta anni esatti di lavoro tra la paglia, la signora Bandelli ha smesso di lavorare con suo grande rammarico. “Dopo l’attentato alle

Torri Gemelle il lavoro è peggiorato molto e nel 2006 abbiamo chiuso – ha aggiunto con un velo di tristezza - Io non ho più l’età per farlo, ma il mio più grande desiderio sarebbe stato vedere l’azienda continuare ad andare avanti”.

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Fiesole

TEATRO. Parte la nuova stagione del teatro Ascarè, il primo in Toscana a valorizzare l’arte dei gesti

Il mimo in Toscana è made in Fiesole Corsi biennali e workshop di specializzazione per imparare l’arte di far ridere i bambini negli ospedali. Il gruppo “Ascarè teatranti” presenta il nuovo programma Barbara Biondi

L’

arte di parlare con i movimenti delle mani, del volto e del corpo. Senza proferire una parola, senza emettere nessun suono. Dal mimo fine a sé stesso ai clown di corsia, l’attività della compagnia fiesolana Ascarè teatranti continua a diffondere il “verbo” del mimo. La Scuola, prima esperienza di alta formazione permanente nell’arte del mimo in Toscana, segue gli insegnamenti che partendo da Decroux e arrivando a Marcel Marceau hanno emozionato il pubblico con il mondo dell’invisibile rivelato attraverso le metamorfosi corporee. Importantissimo il contributo della direttrice Bianca Francioni, allieva diretta di Marceau presso la sua Ecole International du Mimodrame a Parigi. Secondo Marceau, il mimo è “l’arte di chi riesce a tradurre in movimento ciò che è statico e fissare ciò che si muove, di chi sa esprimere l’invisibile attraverso il visibile e rendere concreto l’astratto”. Grande attesa per la stagione 09/10 che propone, tra gli eventi di maggior rilievo, lo spettacolo “Il

quinto evangelista” (in programma il 20 novembre) tratto dal libro omonimo di Mario Pomilio. Continua a riscuotere successo anche il corso di formazione professionale CLO.SER, condotto dall’agenzia Irecoop Toscana. I diplomati rientrano tra le figure professionali riconosciute dalla regione Toscana e rappresenta anche un’assoluta innovazione nel campo. Dopo tanto parlarne, infatti, è arrivato un vero e proprio corso professionale nell’arte del clown e nell’importantissimo servizio del clown di corsia. A breve ripartiranno anche i laboratori di teatro per bambini, curati da Clara Carusi, con l’obiettivo di far uscire la creatività e l’immaginazione di ogni singolo bambino. Attraverso il gioco, visto anche come occasione di apprendimento, lavoreranno sulla comunicazione usando il proprio corpo, la voce, le emozioni, contribuendo a vivere con gioia lo stare insieme agli altri. Continuano anche gli appuntamenti delle domeniche a teatro per bambini “Cavoli... Teatro a Merenda” la fortunata rassegna che già da qualche anno ha ri-

scaldato la stagione fredda dei più piccoli facendo registrare una notevole affluenza spettatori. Tanti gli eventi, tra i quali ricordiamo il baby cineforum e lo spettacolo “Orlando Il Libraio”, un divertente percorso attraverso la magia dei libri, notevolmente rafforzato. Un appuntamento per tutte le famiglie che vorranno far riscoprire, ai propri figli la magia del teatro. La stagione prosegue mercoledì 25 Novembre alle ore 21 con “Figurina”, uno spet-

tacolo di mimo in occasione della Giornata Mondiale contro lo sfruttamento della Donna. Così il silenzio del mimo fungerà quasi da catarsi per tutte quelle situazioni di “silenzio forzato” a cui sono costrette troppe donne ancora nel mondo. Altro appuntamento impedibile sarà mercoledì 27 Gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, dove verrà presentato il docu-spettacolo 1.9.4.5. a cura di Mirco Sassoli.

L’EVENTO. Dopo essere rimasto vuoto per decenni, l’appartamento viene messo all’incanto dal Comune

Addio allo studio dell’architetto di Santa Maria Novella A

ddio allo studio di Giovanni Michelucci, nel quale l’architetto dava vita alle sue strutture visionarie. Lo spazio, al terzo piano della Torre dei Ramaglianti (nei pressi di borgo San Jacopo a Firenze), di proprietà del comune di Fiesole, verrà messo all’incanto all’inizio di novembre partendo da un prezzo a base d’asta di 1 milione e 400mila euro. Uno spazio prestigioso, ricavato all’interno della torre medievale fatta costruire dall’importante famiglia ghibellina dei Ramaglianti - a pochi passi dall’Arno - dove il grande architetto realizzò il proprio spazio di lavoro dopo la seconda guerra mondiale. L’architetto si impegnò in prima persona a portare a termine i lavori di ristrutturazione della torre, che subì molti danni a causa dei bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Approfittando dei lavori,

Michelucci creò nuovi volumi e ballatoi che andarono a naro ricavato dalla vendita dell’immobile, che nonostante modificare l’interno dell’appartamento. “Attualmente della il valore storico e artistico è vuoto da tempo e non viene Fondazione fanno parte – ha spiegato il sindaco di Fiesole utilizzato da molto, verrà reinvestito in attività di promoFabio Incatasciato - oltre alla Torre Ramaglianti anche la zione e diffusione culturale. “Nel decidere di cedere questo immobile – ha continuato Incatasciato Villa “Il Roseto”, a Fiesole, nella quale ha attualmente sede la Fondazione e l’arSostegno alla cultura il comune ha approvato una nuova convenzione con la Fondazione Michelucci. chivio. Tutto il patrimonio è proprietà del e un contributo per comune di Fiesole e in uso alla FondaIl comune sosterrà, finanziariamente, in la ristrutturazione zione. Per fare numerosi interventi alla modo molto maggiore rispetto ad oggi, le di villa “Il roseto” villa “il Roseto” in particolare di natura attività e la ricerca del centro culturale, strutturale, si è deciso, di comune accoroltre, come già detto, alla ristrutturazione do con la Fondazione, di cedere l’appartamento in borgo integrale della villa. Inoltre il comune utilizzerà i proventi San Jacopo, ormai non utilizzato, ma soprattutto lontano per le proprie iniziative culturali e il sostegno al proprio /B.B. da qualsiasi funzione inerente il comune di Fiesole”. Il de- patrimonio museale e ambientale”.

63,&*,/,1)250$ SPI CGIL LEGA DI FIESOLE

IL DIRITTO AD UN WELFARE DEGNO DI UN PAESE CIVILE Lo Spi rivendica il diritto ad un sistema di welfare per anziani e giovani, uomini e donne, degno di un Paese civile, basato sul diritto alla salute, all’assistenza, alla conoscenza, al lavoro,contro la precarietà, a misure e strumenti che diano allo stato-sociale il connotato concreto a sostegno di una società basata su valori dell’equità e della giustizia sociale. L’uguaglianza, è un fattore determinante che tiene insieme diritti e democrazia. Lo Spi, nell’impegno di ogni giorno e nella sua strategia ha ben chiaro questi concetti. Ha chiara la necessità di coniugare queste tre parole:

',5,77,8*8$*/,$1=$z'(02&5$=,$

Dobbiamo fare tutto ciò che è necessario per evitare che queste tre parole siano sostituite da altre tre terribili parole:

23325781,602z,1',9,'8$/,602z3238/,602

LE NOSTRE SEDI

FIESOLE Via Bozzolini,32 Orari apertura: Martedì, Mercoledì, Venerdì dalle 9,30 alle 12,00 Giovedì dalle 15,00 alle 16,30 GIRONE (c/o la Casa del Popolo) Orari apertura: Martedì dalle 15 alle 16

La LEGA è la struttura di base dello SPI alla quale ci si può rivolgere per effettuare tutte le pratiche riguardanti: la previdenza,il conteggio delle pensioni, la reversibilità e assegni familiari, bonus per le famiglie, social-card e tutte le informazioni sulle pratiche necessarie per le agevolazioni tariffarie (telcom,enel….). Assistenza per il mod. 730 o Unico Servizio per le successioni ereditarie Servizi assicurativi UNIPOL Controllo di posizioni assicurative e domande di pensione Informazioni e assistenza a chi cerca lavoro Turismo e tempo libero LEGGICI SU “Il Reporter” per tutto il 2009 COMPIOBBI (c/o il centro Incontri) Orari apertura: Martedì dalle 16,30 alle 18,00 CALDINE (c/o la Casa del Popolo) Orari apertura: Giovedì dalle 17,00 alle18,00

Telefono Sede di Fiesole 05559564 • E-mail: spifiesole@firenze.tosc.cgil.it

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Ottobre 2009

LA LEGGENDA. Si narra che il castello alle pendici di Fiesole sia abitato dallo spettro di Selvaggia

Il fantasma cortese di Vincigliata Caterina Gentileschi

si innamorò del luogo, della sua storia travagliata e decise di ridargli vita ridando forma alle sue mura. In modo da poter raccontare le storie dei fondatori Visdomini e dei loro successori Usimbardi, fino alla leggenda del candido fantasma di Selvaggia e di Giovanni Acuto, che nel 1364 saccheggiò e distrusse il maniero. Racconta la storia, che Selvaggia, figlia di Giovanni Usimbardi, proprietario dell’antico palazzo, morì di dolore dopo aver assistito all’omicidio del suo amato Francesco Del Manzecca (figlio di una famiglia rivale degli Usimbardi) ucciso per gelosia per mano del fratello di lui. La ragazza ebbe vita breve e si dice che il suo spirito - conosciuto anche con il nome di Bianca, forse per via del colorito opalescente - si faccia vedere spesso nelle notti d’estate affacciato alla torre del castello intento a piangere il suo amore perduto. Pagine di storia ereditate da Leader, gelosamente custodite e da lui ricostruite per dovere di cronaca o per la delizia sua e dei suoi ospiti. Una volta terminati i lavori di creazione e ristrutturazione, Leader provvide infatti ad arredare il castello con mobili autentici di grande pregio e con numerose opere d’arte. Il risultato fu spettacolare, e molti ospiti illustri venivano a fargli visita. Dalla regina Vittoria d’Inghiliterra a Telemaco Signorini. Da Edmondo De Amicis a Francesco Vinea e Luigi Cadorna. Alla morte di Leader il sogno si infranse e il castello fu per anni trascurato, passando da un proprietario all’altro. Oggi, divenuto location vip per congressi ed eventi, è tornato a vivere e ad essere apprezzato. Ma l’unica affezionata abitante, legittima custode delle vicende del luogo, rimane Bianca che, secondo i più informati, ogni tanto torna a farsi vedere (e sentire) da chi di notte capita nei dintorni del castello.

La storia di un ricco signore inglese si intreccia con la leggenda della presenza di uno spirito inquieto, che piange il suo amore perduto

U

n maniero che sembra strappato ad un romanzo fantasy e sullo sfondo, la leggenda di un fantasma tormentato. Ogni centimetro quadrato del castello di Vincigliata sembra essere stato studiato per realizzare un sogno: quello di John Temple Leader. Fatto di torri, ballatoi e eloquenti richiami al Medioevo, alimentati dalla presenza di un ospite inatteso, un fantasma cortese. Il castello sorge alle pendici di Fiesole, a poche decine di metri dall’omonima via. Leader, ricco gentiluomo inglese, acquistò nel 1855 i ruderi di un castello che fece ristrutturare, nell’arco di dodici anni, seguendo il gusto tipicamente ottocentesco del Gothic revival. L’uomo si trovava di fronte all’occasione di realizzare una residenza spettacolare. Un vero e proprio maniero medievale, che volle far risorgere sulle ceneri dell’antico castello dei Visdomini, una rocca secolare di cui si parlava già nel 1031. John Temple Leader

Il castello di Vincigliata

STUDIO ODONTOIATRICO Dott.ssa Elisabetta Farnararo • Laureata presso l’Università di Firenze in odontoiatria e protesi dentaria nel 1989 • Master specializzazione in endodonzia dal Dott. Arnaldo Castellucci GENTILI LETTORI

ritengo utile iniziare la rubrica con piccoli cenni sull’anatomia dei denti. I denti sono formati da: • SMALTO è lo strato più esterno del dente, è traslucido e molto duro, è formato da tanti mattoni (prismi dello smalto) tenuti uno vicino all’altro da un cemento (smalto interprismatico). Questo cemento col passare degli anni può essere infiltrato da varie sostanze. Lo smalto col passare degli anni si assottiglia a causa dell’usura e fa trasparire maggiormente il colore della dentina, caratterizzati da una pigmentazione tendente al giallo. Con l’avanzare dell’età, il colore dei denti viene determinato sempre più dagli strati sottostanti che dallo smalto in sé. • DENTINA è lo strato intermedio del dente, il suo colore è giallo (con varie sfumature dipendenti da persona a persona) ed è quello da cui dipende il colore del dente. Infatti il suo colore traspare attraverso lo smalto e, dove lo smalto è più sottile, ad esempio nel colletto (parte più vicina alla gengiva) dei denti, traspare di più. E’ per questo che la parte del dente più gialla è quella del colletto. La dentina è formata da tanti tubuli, i tubuli dentinali, che sono responsabili della trasmissione degli stimoli (caldo, freddo, sensibilità). • POLPA è al centro del dente, contiene i vasi sanguigni e i nervi • CEMENTO RADICOLARE è la sostanza che riveste la radice del dente, quando un dente ha una recessione radicolare e il cemento radicolare è esposto è molto frequente un’ipersensibilità

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Ottobre 2009

L’INCHIESTA. Ecco come hanno risposto i fiesolani alla crisi che sta attanagliando il mondo

Perseveranza e fiducia Ecco l’antidoto alla crisi Ludovica V. Zarrilli

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a crisi? C’è ma non si sente. Nell’eden fiesolano il momento critico che attanaglia tutto lo stivale, non sembra pesare più di tanto sull’economia. Merito della perseveranza dei cittadini o dell’assenza di grandi imprese, quelle più colpite dalla crisi generalizzata? A giudicare dai numeri e dalla voce dell’assessore al bilancio Letizia Tinti, che tesse le lodi (e si complimenta per la resistenza) dei piccoli imprenditori made in Fiesole, sembrerebbe un buon

mix di entrambi i fattori. “La crisi a Fiesole c’è – spiega l’assessore – come dappertutto. La differenza sta nel fatto che le attività fiesolane, rispetto alle attività che nascono e si sviluppano in realtà più grandi, stanno cercando di tenere duro nella speranza che questo momento passi”. E i numeri le danno ragione. Nell’anno 2009 sono stati pochissimi gli esercizi commerciali che hanno chiuso i battenti su tutto il territorio comunale (e quei pochi a cui è capitato di chiudere non è detto che l’abbiano fatto a causa della crisi), un dato in assoluta contro-tendenza rispetto a quelli registrati nella vicina Firenze e in altri comuni

dell’area metropolitana fiorentina. Paradossalmente la crisi sembra aver colpito di più i fiesolani quando ancora non era ancora diventata globale, ovvero nel 2008, periodo nel quale si è registrata, solo per fare alcuni esempi, la chiusura di 5 negozi, di due affittacamere, e di quattro ambulanti, ma quasi sempre a fronte dell’apertura di nuove attività della stessa categoria, segnale di una situazione sempre in attivo. Sarà merito anche della ricchezza diffusa in Paese, di una comunità benestante che non deve rinunciare a niente per sopravvivere? “Non penso che le cose stiano così – ha spiegato l’assessore Tinti -. I ricchi fiesolani sono

MARCO BONSIGNORI pensionato, 61 anni

ADRIANA GIUSTINI casalinga, 62 anni

COSIMO LATINI studente, 22 anni

“La crisi? Non c’è e non si sente”

“Ci ha messo in ginocchio”

“Meno soldi per i servizi”

“La crisi non c’è, né a Fiesole né altrove. La sentono solo quelli che la vogliono percepire. Se esci e vai a comprare la frutta costa uguale a prima. Se vai a comprare un paio di scarpe, hanno lo stesso prezzo di prima. E se si ha bisogno di qualcosa la si compra. Si va sempre avanti allo stesso modo.”

“La crisi ci ha messo in ginocchio. E’ molto diminuito il lavoro e il menage familiare non può non risentirne. Per esempio, prima si usciva la sera, magari si mangiava una pizza, si beveva qualcosa. Ora si continua a uscire, ma invece di ordinare una pizza e un secondo, si sceglie una cosa e basta.”

“Certo che la crisi si sente anche a Fiesole. 90 operai all’Esedra hanno rischiato di perdere il lavoro e sono sotto gli occhi i tagli alle scuole e ai servizi. La crisi si percepisce anche dal fatto che non si riesce a trovare abbastanza denaro per servizi molto importanti per la popolazione.”

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Fiesole

Nessun negozio ha chiuso i battenti ma anche i fiesolani conducono una vita all’insegna dell’austerity. I commercianti stringono i denti e i cittadini continuano a dar loro fiducia una minoranza, soprattutto se si considera oltre al capoluogo anche le frazioni del paese. C’è un ristretto numero di persone benestanti, ma non fanno testo. La stragrande maggioranza dei nuclei familiari fiesolani, e mi riferisco anche a quelli che abitano le valli, è composto da famiglie assolutamente normali, spesso da persone sole o da anziani abituati a servirsi nei negozi vicini a casa, che non fanno ricorso alle catene di negozi e alla grande distribuzione disseminate nei comuni limitrofi”. La risposta di Fiesole alla crisi è un antidoto fatto di perseveranza da parte dei commercianti e di fiducia da parte dei cittadini, che hanno continuato a fare acquisti sul territorio conservando le proprie abitudini. “A detta dei commercianti – ha continuato Letizia Tinti – si è registrato un discre-

to calo delle vendite, ma hanno cercato tutti di tenere duro. C’è stato sacrificio da parte di molti, ma stanno cercando di superare con fermezza questo momento di difficoltà, contando anche su quei concittadini che rimangono attaccati ai punti fermi della loro quotidianità, come le attività commerciali in paese e nelle frazioni, tutte persone che difficilmente si spostano alla ricerca di altri negozi”. E questa situazione - se non positiva, almeno stazionaria - si è riflettuta anche sul turismo. Nessuna variazione nemmeno nel numero degli affittacamere e dei bed and breakfast disseminati sul territorio comunale. Segno che l’antica Fiesole e le belle colline che guardano Firenze continuano a rappresentare una forte attrattiva per i turisti italiani e internazionali in visita in Toscana.

DANIELE CAINI animatore teatrale, 27 anni

GIOVANNI FONTANI studente, 20 anni

“Ce l’hanno messa in testa”

“E’ solo uno stato d’animo”

“Personalmente non ho avvertito grandi cambiamenti, né per me, né per le persone con cui mi interfaccio quotidianamente. I ragazzi che fanno attività teatrale con me non mostrano scompensi o grandi sofferenze. Penso che la crisi ce l’abbiano messa in testa, ma non credo che poi ci sia davvero.”

“Penso che la crisi sia uno stato d’animo. Se ci autoconvinciamo che la crisi c’è, automaticamente la crisi arriva. Se invece continuiamo a vivere come abbiamo sempre fatto, senza farci prendere dall’ansia di non riuscire ad arrivare a fine mese, riusciamo a stare meglio e a far girare l’economia senza grossi problemi.”

Il Reporter informa. Di seguito sono riportati i principali cantieri stradali nei quali la popolazione fiesolana si imbatterà nell’arco del prossimo mese. Sia a Fiesole sia nelle frazioni. Per sapere in anticipo se cambiare strada. VIA PORTIGIANI Lavori di restyling in via Portigiani per la creazione di una serie di palazzine residenziali, di un parcheggio pubblico con posti riservati ai diversamente abili e di un percorso pedonale. I lavori saranno conclusi entro la fine del 2009, mancano solo le finiture e i collaudi. VIA DEL BERSAGLIO In corso in via del Bersaglio lavori di realizzazione del marciapiede e rifacimento del manto stradale. Il cantiere rimarrà aperto fino a metà ottobre. VIA VECCHIA FIESOLANA Intervento per risanamento rete fognaria. I lavori sono cominciati la prima settimana di Ottobre e andranno avanti fino al 20. VIA ARETINA Sostituzione di un tratto di acquedotto, sostituendo il tubo interrato preesistente. I lavori cominceranno a metà ottobre.

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attualità

Ottobre 2009

URBANISTICA/1. La decisione dell’amministrazione ha raccolto consensi piuttosto diffusi

È quiete dopo la tempesta: la nuova collocazione piace Francesca Puliti

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l dado è tratto, Castello ospiterà la Cittadella viola. Dopo mesi di tira e molla, di dichiarazioni inseguite da smentite, di incontri e riunioni, adesso che i 168 ettari di terreno al confine con il Comune di Sesto cominciano a riassestarsi dopo il terremoto dell’inchiesta giudiziaria, peraltro ancora aperta, si intravede l’uscita dall’empasse. Tutto a posto dunque? Pace fatta tra la città e la Fiorentina, intesa come società? Le cose non sono così semplici. Tant’è vero che solo pochi giorni dopo la “sentenza” del sindaco sulla collocazione del nuovo stadio Andrea Della Valle ha abbandonato la poltrona di presidente della società gigliata, lasciando il posto ad interim al fedele Mario Cognigni, già dirigente viola. Una reazione giustificata dall’ormai ex presidente con il “clima non più condiviso attorno al progetto della Fiorentina”, in una lunga lettera ai tifosi, in

cui si avanzava addirittura l’ipotesi di una possibile cessione della squadra. “Se si ritiene che ci sia qualcun altro più adatto di noi a portare avanti questo progetto, si faccia avanti ora, siamo pronti a farci da parte e consegnargli la Società, se questo è quello che serve”. Ci ha pensato il fratello maggiore Diego a rimettere a posto i cocci nei giorni successivi, smentendo un’imminente vendita. E ribadendo con forza l’impegno a portare a termine l’operazione Cittadella. Un progetto da un miliardo di euro circa, che la Fiorentina è disposta a investire, alla faccia di quel “partito trasversale dei rosicatori” verso il quale lo stesso DDV non si è riguardato a lanciare strali infuocati. Un partito che non coinvolge il Sindaco. “Sono cose tra industriali – dichiara Matteo Renzi – l’amministrazione ha fatto tutto quello che poteva”. A confermare i rapporti distesi tra Comune e società gigliata arriva anche l’assessore allo Sport Barbara Cavandoli, sottolineando che “il cambio al vertice non modifica le intenzioni in merito al nuovo stadio”.

In mezzo a tutto ciò rimane la soddisfazione di Cesare Prandelli, che finalmente vede più vicina la realizzazione del “suo” centro sportivo ai “campini” di viale Maratona. Una richiesta, quella di una struttura munita di palestra, mensa e sala video, che risale ormai a quattro anni fa e che adesso dovrebbe finalmente trovare posto all’interno della nuova convenzione. “Posso garantire che questa scelta – afferma il mister – apporterà 3-4 punti in più alla squadra a fine stagione”. Giusto quei puntarelli in grado di fare la differenza in classifica. Nel frattempo tra i litiganti che si contendevano la “nuvola” disegnata dall’archistar Fucksas, gongola il presidente del Q5, Federico Gianassi. “Trovo la relazione del sindaco molto interessante, perché inserisce lo stadio in un quadro urbanistico più complesso – dichiara – mantenendo come punto fermo la vivibilità della zona. In merito a ciò la questione mobilità e lo sviluppo di un’efficace rete di mezzi pubblici alternativi all’auto viene prima della Cittadella stessa”.

Soddisfazione di Cesare Prandelli, che finalmente vede più vicina la realizzazione del “suo” centro sportivo ai “campini”, e del presidente del Quartiere 5. Cambio ai vertici viola, ma Diego Della Valle ribadisce l’impegno ad andare avanti

Il progetto di Fucsas

MARCELLO pensionato

BEPPE ex dipendente Fiorentina

GIANFRANCO pensionato

“Ma il gioco vale la candela?”

“Lo stadio nuovo ci vuole”

“D’accordo con questa scelta”

Lo stadio nuovo ci vuole. Innanzitutto per i benefici economici che porterà fin da subito in termini di posti di lavoro. Per Firenze prima di tutto, prima ancora che per la squadra. Ai viola ci pensano Prandelli e Corvino, bastano loro. In 26 anni in cui ho lavorato per la società viola non ho mai visto uno staff tanto valido.

Castello è l’unico posto possibile dove fare la Cittadella, sono d’accordo con la scelta del Sindaco. A Campo di Marte è in mezzo alle case, non ci sono parcheggi a sufficienza, con i problemi che ne conseguono per chi abita nei paraggi. Certo l’importante è che da questa operazione la squadra abbia un ritorno economico.

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Castello non so nemmeno dov’è, io sto a Campo di Marte e mi dispiacerebbe se la Fiorentina andasse via da qui. Comunque il Comune non dovrebbe spendere soldi pubblici per il nuovo stadio. Non so se il gioco vale la candela, ma in ogni caso la mobilità viene prima della Cittadella: serviranno parcheggi, perché la gente vuole andare in auto a vedere la partita.

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attualità

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URBANISTICA/2. Dopo mesi di ipotesi si riparte dal progetto iniziale, ma con alcune condizioni

La cittadella a Castello “Unica area possibile” Giuditta Boeti

MASSIMILIANO tecnico audio/video

ANDREA barista

STEFANO commerciante

“Che sia la più bella d’Italia”

“Una scelta necessaria”

“Il Franchi non basta più”

“È un progetto ambizioso che richiederà l’appoggio di molti. Non credo che si possa dire che la cittadella non sia utile a Firenze anche perché va considerato che molte città stanno valutando di costruire nuovi stadi, più moderni, più sicuri e più accoglienti, ed io non voglio che la nostra Firenze sia da meno! Anzi dovremmo fare la cittadella più bella d’Italia”.

“Essendo un grande tifoso della Fiorentina credo che impianti come la cittadella Viola oggi siano necessari per mantenere alti i livelli di qualità in cui la squadra gigliata è arrivata dopo tanti sacrifici. Costruire la cittadella a Castello sembra essere l’unica soluzione possibile: logico che dopo tanto girare si è ritornati al punto di partenza!”.

“Essendo la Fiorentina una delle quattro squadre chiamata a rappresentare l’Italia in Champions League è giusto che si doti di grandi impianti in grado di accogliere anche le tifoserie ospiti. Spero che la cittadella venga costruita presto perché il Franchi è uno stadio che non è più in grado di accompagnare la crescita della squadra”.

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i ricomincia proprio da là, dove si era arenato tutto. La cittadella viola dovrebbe nascere nella piana di Castello. “È l’unica area che può costituire il cuore di questo progetto” ha detto il sindaco Matteo Renzi. L’annuncio arriva dopo mesi di ipotesi e congetture sulla localizzazione della cittadella dello sport, chiodo fisso della famiglia Della Valle che fin dal loro approdo alla società Viola avevano caldeggiato la realizzazione di questo progetto. Il primo cittadino però detta alcune condizioni. “Il progetto può smettere di essere utopia se si rispettano dei paletti – spiega il sindaco – il primo è l’evidenza pubblica: io non conosco nessun Comune in Italia che regala terreni a soggetti privati. Il secondo è il fatto che ai cittadini non deve costare un euro; noi siamo partner di questo progetto, e una parte degli utili o meglio ancora dei ricavi, dovrebbe essere destinata a iniziative in collaborazione tra Fiorentina e Comune per lo sport giovanile. Il terzo punto riguarda i volumi complessivi di Castello che non cambiano”. Quindi non si costruirà un centimetro in più di quel che è già previsto e questo per il sindaco è un punto irremovibile. Sui tempi di realizzazione Renzi ha precisato: “è in corso un’indagine giudiziaria che dovrà a breve presentare delle conclusioni”. Infatti, la zona di Castello, di proprietà

Fondiaria-Sai, lo scorso anno è stata oggetto di un’inchiesta avviata dalla procura del capoluogo toscano che ha portato al sequestro di tutta l’area. I circa 168 ettari di terreno tra Firenze e Sesto Fiorentino dovrebbero accogliere, in base ad una convenzione stipulata dal Comune nel 2005, circa 700 appartamenti, negozi, alberghi, impianti sportivi, palazzi per uffici di Regione Toscana e Provincia di Firenze. Concessione edilizia per la quale la Fondiaria-Sai di Ligresti, si è impegnata a cedere 80 ettari per costruire un parco pubblico. Ora, posto che il volume di verde pubblico di Castello resterà lo stesso, è proprio in quegli 80 ettari che dovrebbe sorgere la Cittadella. Quindi, per far posto al progetto dei Della Valle si dovranno ridurre almeno in parte le volumetrie su cui Fondiaria aveva già incassato l’approvazione della giunta Domenici. “Ho detto no ad interventi residenziali”, dice Renzi. “La mia idea di cittadella è lo stadio, un centro sportivo di prim’ordine, e un parco a tema sul calcio”. Matteo Renzi ha quindi posto il termine del prossimo 26 ottobre per il tavolo di concertazione tra i sindaci della cintura metropolitana (avvertendo però che “se non c’è accordo il Comune andrà avanti”) e alla Fiorentina chiede il rinnovo della convenzione sullo stadio Franchi per 4 anni (e non più 12 come quella attuale) a dimostrazione della volontà dell’amministrazione di chiudere sul progetto. Ora che il sindaco ha deciso, la palla torna ai Della Valle e al gruppo Ligresti.


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passioni

Ottobre 2009

CURIOSITÀ. Il fumo di pipa, i pattini, la Topolino: ogni pretesto è buono per fare gruppo

Sulle rive dell’Arno un club tira l’altro Gli appassionati di “lento fumo” contano ben 2 associazioni, poi ci sono gli skateristi, i cultori delle grasse risate, gli amanti del Risiko. Dalle nostre parti passione fa rima con associazione, e alcune hanno una storia vecchia oltre cento anni Francesca Puliti

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’è quello del lento fumo e quello della risata, quello degli investigatori per diletto e quello degli skateristi scatenati. Non ci sono solo viola club nella città del giglio, né tantomeno circoli d’élite come quello del golf, del polo o, ultimo aggiunto in ordine di tempo, di Roberto Cavalli. Fiorentini, popolo curioso e appassionato, così legato alle tradizioni da farne un vanto e un club, come nel caso dell’amore per la pipa. Di gruppi dedicati all’antico ammennicolo ce n’è addirittura più di uno in città, il Corsellini Pipa club, nato nel 1969, e il più giovane Stilnovo Pipa club. Ma non si fanno mai concorrenza, tranne che durante le competizioni. Sì perché ci sono dei veri e propri campionati di fumo lento, dove vince chi fa durare di più il tabacco, tre grammi accesi con un solo fiammifero. C’è chi sullo slow smoke, nipotino dello slow food, ci ha fondato un business, come il Maledetto Toscano, club senese di amanti del noto sigaro. Chi cercasse un’associazione simile in territorio fiorentino può rivolgersi a Le Cigarò, nata nel 2001 da un gruppo di amici che al gusto del sigaro abbina quello dei cibi tradizionali. Età media nettamente inferiore all’interno del Roller club, che organizza scorribande notturne sui pattini in linea a giro per la città. Il ritrovo è ogni 1° e 3° giovedì del mese alle Pavoniere. Rimanendo in tema giocoso, c’è anche il Risiko club, fondato cinque anni fa da “un gruppo di amici sui 25 anni, che ora ne hanno una trentina e continuano a ritrovarsi una volta alla settimana per fare una partita” racconta Gabriele. Oggi gli iscritti sono più di 100 e i tornei sono distribuiti durante tutto l’anno. La palma per l’associazione più antica, in questa speciale classifica, va al Lyceum Club, fondato nel lontano 1908 dalla londinese Miss Constance Smedley, che ne aveva inaugurato uno a Londra quattro anni prima e ne avrebbe seminati di simili a Parigi e Berlino. L’obiettivo? L’emancipazione delle donne. E le donne emancipate si riuniscono ancora lì, nello storico Palazzo Giugni in via degli Alfani. Leggerezza è invece la parola d’ordine del Club della risata, filiale fiorentina di una rete di simili gruppi (oltre 6mila) sparsi in tutto il mondo. Funziona così: c’è un leader che conduce il “gioco”, coinvolgendo i partecipanti in una grassa risata collettiva. Una variante delle tecniche orientali per liberare anima e corpo dallo stress. Ha recentemente compiuto 20 anni, invece, il Topolino club, fondato da Alessandro Squilloni un po’ per gioco e finito con il di-

ventare uno dei più importanti gruppi del genere in Italia. “Oltre 900 iscritti, per la stragrande maggioranza fiorentini, e un parco auto superiore alle due migliaia” snocciola Squilloni, presidente del club. Anche se “per far parte del gruppo bisogna avere i capelli bianchi e qualche soldo da parte” si rammarica il presidente. Come dire, giovani amanti dell’auto d’epoca cercansi.

L’INTERVISTA Andrea Stoppioni, Stilnovo Pipa club

“Per noi è una filosofia di vita”

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i scende giù in una cantina di via Marconi, in zona Stadio, e si viene avvolti più che dal fumo, dall’atmosfera. Ma non si tratta della nostalgia dei bei tempi che furono, quelli dei nonni e dei bisnonni, si respira l’amore per un atto ormai fuori dal comune, e forse pure un po’ bizzarro, nella frenetica vita contemporanea. E’ la sede dello Stilnovo Pipa Club, 41 soci, che qui sotto hanno ricostruito anche una sorta di museo e una biblioteca in tema. “La biblioteca contiene stampe antiche, incisioni, libri d’epoca e fuori catalogo, pezzi ormai introvabili” spiega Andrea Stoppioni, socio fondatore e tesoriere del club. Alle pareti tanti esemplari di pipe antiche appese come quadri e anche alcuni trofei. “Abbiamo partecipato a diversi campionati nazionali e internazionali di lento fumo. Si può arrivare a oltre tre ore”. Adesso l’attività del club è un po’ rallentata “per anzianità dei membri”, spiega Stoppioni, ma i soci continuano a ritrovarsi attorno al grande tavolo di legno, giù in cantina. Perché non si tratta solo di tecnica, ma di una vera e propria filosofia di vita, che si tramanda di padre in figlio. “Anzi no, di nonno in nipote – puntualizza Andrea – fu mio nonno a fondare il club e a far conoscere la pipa a me e mio fratello Riccardo, l’attuale presidente”. Tra i soci anche un campione del mondo di lento fumo, Enzo Nidiaci, detto amichevolmente “lo Zio”. Nato in San Frediano, ma trapiantato a Campo di Marte, lo Zio Enzo non è solo un maestro nell’arte dello slow smoke, ma anche un fabbricante di pipe. Ma l’elenco dei soci e lungo e variegato, dai conti agli artisti, come Mauro Rigacci, pittore e scultore fiorentino, fino ai clochard. Come Baudilio, che solitamente staziona fuori dal supermercato di via Masaccio, ma è un grande appassionato del quieto vivere e /F.P. del lento fumare.


La Misericordia di Firenze è impegnata, costantemente, a migliorare, ottimizzare e incrementare l’utilizzo dei suoi tre Ambulatori specialistici. In questa ottica è stato introdotto il nuovo servizio di prenotazione rapida on line. Dal mese di settembre, quindi, prenotare una visita presso gli Ambulatori della Misericordia di Firenze diventa piĂš facile e veloce: sarĂ suďŹƒciente un semplice “clicâ€?. Infatti, accedendo al sito internet speciďŹ camente dedicato www.ambulatori.ďŹ renze.it , l’utente avrĂ  la possibilitĂ  di visualizzare, cliccando alla voce prenotazioni, per ciascun presidio ambulatoriale, il calendario dei 15 giorni seguenti e inoltrare una richiesta di prenotazione per uno degli orari ancora disponibili. Il servizio consente all’utente di scegliere la specialitĂ  medica della quale ha bisogno e a seconda di essa il programma, collegandosi alla banca dati degli Ambulatori, reperisce in tempo reale le informazioni in merito agli orari vacanti, che vengono evidenziati nella pagina “calendarioâ€?. L’utente potrĂ , ovviamente, scegliere anche il Presidio e il medico specialista in base alle proprie esigenze e preferenze. Il richiedente dovrĂ  compilare dei campi obbligatori che prevedono il nome, il cognome e il numero telefonico ed eventualmente i campi opzionali riguardanti l’e-mail e il codice ďŹ scale. Completata la richiesta, un operatore ricontatterĂ  l’utente per veriďŹ care la richiesta e confermare l’avvenuta prenotazione. Il servizio verrĂ  ampiamente pubblicizzato sia sul sito della Misericordia che sulla segreteria telefonica dei call center degli Ambulatori oltre agli appositi spazi appositamente riservati sulle Pagine Bianche e sulle riviste di quartiere, in modo da raggiungere il numero piĂš elevato possibile di cittadini. I vantaggi che scaturiscono da questa nuova opportunitĂ  sono di facile lettura. Gli utenti potranno scegliere e prenotare la visita specialistica in maniera totalmente autonoma e con un semplice gesto. Inoltre, potranno farlo in qualsiasi momento della loro giornata, comodamente dal

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AMBULATORI DELLA MISERICORDIA DI FIRENZE S.R.L - IMPRESA SOCIALE

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Numero Unico 848.812221 Per prenotazioni on line www.ambulatori.firenze.it Agopuntura Dr. Rosa Di Lernia VenerdĂŹ Dalle 09.00 alle 12.00 Allergologia e immunologia Dr. Stefano Turchini GiovedĂŹ Dalle 17.15 alle 18.30 Cardiologia Dr. Carmelo Rao Sabato Dalle 09.30 alle 12.00 Dr. Fabrizio LucĂ MartedĂŹ Dalle 17.00 alle 19.30 Chirurgia Dr. Riccardo Gattai LunedĂŹ Dalle 15.00 alle 15.40 Dermatologia Dr. Cesare Filippeschi MartedĂŹ Dalle 08.30 alle 13.30 VenerdĂŹ Dalle 15.00 alle 18.00 Dr. Giuseppe Barbati MartedĂŹ Dalle 18.00 alle 19.30 Dr. Giulia Marioti LunedĂŹ Dalle 18.00 alle 19.30 Dr. Francesca Gonnelli MercoledĂŹ Dalle 10.30 alle 13.30 Dr. Carmela Cozza MercoledĂŹ Dalle 17.00 alle 18.40 GiovedĂŹ Dalle 14.00 alle 16.30 Sabato Dalle 08.30 alle 10.00 Dr. Luca Salimbeni GiovedĂŹ Dalle 09.30 alle 12.15 Dr. Cristina Lucin LunedĂŹ Dalle 14.30 alle 16.30 VenerdĂŹ Dalle 10.30 alle 12.10

Endocrinologia – Dietologia Dr. Olga Bartolini LunedÏ Dalle 08.30 alle 13.00 VenerdÏ Dalle 13.00 alle 14.00 (solo endocrinologia) Dr. Gabriele Parenti Sabato Dalle 10.00 alle 12.00 Gastroenterologia Dr. Ilaria Giangrandi MercoledÏ Dalle 17.30 alle 18.30 Dr. Beatrice Paoli MercoledÏ Dalle 15.45 alle 17.00 Geriatria Dr. Federico Mayer GiovedÏ Dalle 18.30 alle 19.45 Ginecologia Dr. Anna Didona MartedÏ Dalle 14.00 alle 16.30 Dr. Ida Cristina Pieraccini MercoledÏ Dalle 13.30 alle 14.30 GiovedÏ Dalle 17.00 alle 18.30 Dr. Donatella Nannoni VenerdÏ Dalle 12.30 alle 14.30 Dr. Valentina Pontello LunedÏ Dalle 16.00 alle 18.00 Medicina Genetica Prof. Renato Guazzelli MercoledÏ Dalle 10.00 alle 12.00 Neurologia Dr. Paola Ragghianti VenerdÏ Dalle 11.30 alle 13.00 Oculistica Dr. Saverio Matteini GiovedÏ Dalle 14.00 alle 18.00

DIRETTORE SANITARIO: DR. VINCENZO MARRAS ORARIO DI APERTURA:

Tutti i giorni feriali dalle 8.30 alle ore 19.30 e il sabato dalle ore 8.30 alle ore 12.30 Il servizio infermieristico di iniezioni intramuscolari si effettua dal lunedÏ al sabato dalle ore 08.00 alle ore 10.00 PER TUTTE LE SPECIALISTICHE OCCORRE PRENOTARE LA VISITA GLI APPUNTAMENTI VERRANNO DATI PER IL GIORNO RICHIESTO DISPONIBILE IN ORDINE PROGRESSIVO RISPETTO ALL’ORARIO DI INIZIO DELLA SEDUTA

Dr. Dario Di Salvo LunedĂŹ Dr. M.Antonietta De Giovanni MartedĂŹ VenerdĂŹ Dr. Maria Ilaria Legnaioli LunedĂŹ Dr. Luigi Vitale MartedĂŹ Dr. Elena Desideri MercoledĂŹ Dr. Francesco De Saint Pierre GiovedĂŹ Dr. Laura Bardi VenerdĂŹ Dr. Claudia Ponchietti LunedĂŹ MercoledĂŹ Dr. Francesco De Gaetano Sabato Ortopedia Dr. Filippo Poccianti LunedĂŹ MercoledĂŹ Dr. Leonardo Sacchi MercoledĂŹ GiovedĂŹ Dr. Paolo Donati LunedĂŹ VenerdĂŹ Dr. Eros Bruno MercoledĂŹ Otorinolaringoiatria Dr. Ferriero Gennaro LunedĂŹ Sabato

Dalle 13.00 alle 14.15 Dalle 15.00 alle 16.15 Dalle 12.00 alle 13.45 Dalle 08.30 alle 11.00 Dalle 08.45 alle 11.00 Dalle 12.00 alle 14.00 Dalle 08.30 alle 10.30

LunedĂŹ Dalle 11.00 alle 13.00 VenerdĂŹ Dalle 16.30 alle 19.00 Dr. Geri Toccafondi MartedĂŹ Dalle 10.00 alle 11.15 MercoledĂŹ Dalle 14.00 alle 15.30 Dr. Tommaso Savino MartedĂŹ Dalle 15.00 alle 16.10 Dr. Alonzo Attilio MercoledĂŹ Dalle 08.30 alle 10.00 GiovedĂŹ Dalle 12.00 alle 13.30 Dr. Marco Lazzeri MercoledĂŹ Dalle 18.00 alle 18.45 Dr. Pontone Filippo GiovedĂŹ Dalle 15.00 alle 16.45 Pediatria e chirurgia pediatrica Dr. Giovanni Grisolia LunedĂŹ Dalle 16.30 alle 17.30 GiovedĂŹ Dalle 11.00 alle 12.00 Pneumologia Dr. Alessandro Romeo MartedĂŹ Dalle 09.00 alle 10.00 Psicologia - Psicoterapia Dr. Claudia Bricci MercoledĂŹ Dalle 09.00 alle 10.30 Dr. Lisa Alessandri MartedĂŹ Dalle 13.00 alle 15.00 Urologia Dr. Pierluigi Sangiovanni MartedĂŹ Dalle 18.00 alle 19.00

Dalle 17.30 alle 19.00 Dalle 08.30 alle 10.00

Altre Prestazioni - Iniezioni intramuscolari Dal lunedĂŹ al Sabato Dalle 08.00 alle 10.00

Dalle 12.00 alle 15.00 Dalle 08.30 alle 11.00 Dalle 15.00 alle 19.00 Dalle 15.30 alle 18.00 Dalle 15.00 alle 18.00 Dalle 08.30 alle 12.30 Dalle 08.30 alle 12.30 Dalle 09.15 alle 12.00 Dalle 09.00 alle 11.30 Dalle 15.00 alle 17.15 Dalle 09.00 alle 12.15

Dr. Chiara Cavicchi


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società

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ZOOM/1. Negli anni ‘80 era la capitale del divertimento omosex, poi le cose sono cambiate

Il volto gay della Firenze notturna Pub, bar, discoteche. Tabasco, Yag, Piccolo.

Giulia Righi

La nostra città ospita una serie di locali dedicati ad incontri con lo stesso sesso: in alcuni si beve e balla, in altri le serate sono un po’ più spinte e il sesso non è un tabù

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rima Roma, poi Firenze. Sono passate poche settimane da quando la miccia dell’omofobia ha innescato un circuito di demenziale violenza. E così in pochi giorni sono successi diversi episodi che hanno avuto come vittime persone omosessuali.

L’EVENTO Dal 26 novembre

Torna in scena il “Florence Queer Festival”

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IL DENTISTA RISPONDE QUESTO MESE: PARLIAMO DI PROTESI A cura del Dott. Giuseppe Garrubba CARI LETTORI è passato ormai un anno da quando è partita questa rubrica su Reporter (settembre 2008). Abbiamo parlato di tanti argomenti riguardanti l’odontoiatria e in certi momenti anche di protesi. La protesi è una parte importante della professione del dentista, perché è pur vero che oggi si fa di tutto per evitare di togliere un dente, ma è anche vero che nel momento in cui è necessario dobbiamo costruire una protesi che lo sostituisca e che soddisfi le esigenze del paziente. Si va a sostituire una parte del corpo umano e come ognuno può immaginare è un’operazione complessa. La protesi deve assolvere ad esigenze estetiche e funzionali molto importanti. Per quanto riguarda l’estetica si devono realizzare dei denti che non si differenzino da quelli naturali presenti nella bocca, qualora vi fossero, o che comunque abbia denti di

dimensioni, posizione e forma appropriate per le protesi totali dove ha enorme importanza anche l’estensione della base che ne garantisce la stabilità. Detto questo si parla di funzione e non mi dilungo per non annoiarvi trascinandovi in considerazioni che non vi riguardano direttamente. Basta pensare però alla masticazione che il dente deve permettere con la sua posizione e forma intersecandosi correttamente con gli antagonisti, o all’importanza dell’altezza occlusale e della posizione mandibolare che ne potrebbero alterare gli equilibri neuromuscolari (vedi rubrica di settembre 2009: problemi di mal di schiena, cervicale, mal di testa etc...possono essere originati da malocclusione). Introdotto così in modo generico l’argomento, dal prossimo numero vi parlerò ogni mese di un tipo di prote-

si per entrare ancora meglio nei dettagli. Salute a tutti.

DOTT. GIUSEPPE GARRUBBA Via Lungo L’Affrico, 42 - Firenze - Tel. 055 660225 Dal lunedì al venerdì 9.00/12.30 - 15.00/20.00 - Il sabato 9.00/12.30 www.curailtuosorriso.it

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al 26 novembre al 5 dicembre Firenze tornerà ad ospitare il Florence Queer Festival, rassegna dedicata alla cultura gay, lesbica, transgender (e non solo). La manifestazione, diventata un appuntamento che si ripete ogni anno, è organizzata da Ireos, associazione di volontariato di e per gay, lesbiche, bisessuali, transgender nata nel 1997. Obiettivo del Festival (organizzato in collaborazione con Eventi srl e Arcilesbica Firenze) è quello di raccontare e descrivere l’universo gay, lesbico e transgender attraverso cinema, video, fotografia e dintorni. Tra le iniziative legate alla rassegna c’è “Videoqueer”, concorso dedicato a giovani registi che propongono cortometraggi delle durata massima di 3 minuti (iscrizioni fino al 15 ottobre, info su www. florencequeerfestival.it). Gli appuntamenti sono tantissimi e per il calendario completo è utile consultare il sito. Eccone alcuni: il “Queer theater” andrà in scena dal 20 novembre al 5 dicembre al Teatro di Rifredi, dal 27 novembre partirà anche il “Queer cinema” (di casa al cinema Odeon fino al 3 dicembre), mentre dall’11 novembre molte librerie ospiteranno “Queer book”. Proprio al Teatro di Rifredi, il 4 e 5 dicembre debutterà la prima assoluta di “Un tocco di rosa” lettura scenica della sceneggiatura di Ian Iqbal Rashid a cura di Angelo Savelli, con Serra Yilmaz. Un’altra iniziativa promossa da Ireos, ed in fase di svolgimento proprio in queste settimane è un ciclo di 6 incontri dal titolo “Volontari in cattedra”, pensato per promuovere una conoscenza dei temi dell’omofobia, della transfobia e delle dinamiche di pregiudizio e discriminazione in ambito scolastico e per incentivare la lotta al bulli/G.R. smo omofobico.

Uno, appunto, a Firenze. Dove un ragazzo di 26 anni è stato pestato a sangue da un poco più che coetaneo dopo una serata in un locale gay della città. Sulla dinamica, e sul movente, è al lavoro la magistratura, ma di certo c’è che ora un ragazzo si ritrova con 7 placche di titanio e 31 viti in bocca a memento dei cazzotti che gliela hanno distrutta. L’aggressore, conosciuto poco prima, pare si fosse dichiarato “etero ma aperto” e avesse acconsentito di passare la serata con la sua vittima e i suoi amici in un locale gay. Un posto più o meno come un altro, dove si beve, si chiacchiera. Qualcuno ammicca, qualcuno “punta”, qualcuno si fa guardare. Il rito degli incontri “maliziosi” in pub e affini è sempre quello. Anche se il locale in questione è dedicato ad una clientela gay. E a Firenze le cose girano come nel resto del mondo: ci sono posti dove si va per incontrare potenziali anime gemelle, oppure semplicemente per “imbroccare”, per riempire una serata con un’avventura. Etero, omosessuali. E’ uguale. Il rito del “da cosa nasce cosa” è sempre il solito, lo scopo è lo stesso. Anche se ci sono posti più peccaminosi degli altri, locali attrezzati con “dark room” dove tutto è concesso. Negli anni però le cose sono cambiate.C’è stata un’epoca, quella degli anni ‘80, in cui Firenze era un po’ la capitale del mondo gay, un paese della cuccagna dove non c’era bisogno di nascondersi per scambiarsi effusioni con una persona dello stesso sesso al ritmo di musica e cocktail. Poi le cose sono cambiate, certe città sono andate avanti e si sono riempite di club, pub oppure interi quartieri “gay friendly” e Firenze è rimasta ferma al palo. Certo, va detto, i locali dedicati alla clientela gay non mancano. Solo per citare i più noti: c’è il Tabasco, il Piccolo, lo Yag, il Fabrik, il Crisco. Tutti posti noti alla comunità omosex, fiorentina e non. Proprio il Tabasco è una delle icone della nightlife gay: cittadina, toscana, turistica. Dal 1974 sta di casa in piazza Santa Cecilia, dietro piazza della Signoria, e al suo interno ospita una sala da ballo, una dark room e una sala video. Altro must della socialità notturna gay sono le serate della Flog, che da quindici anni riempiono l’Auditorium a suon di musica e di incontri.Ma i tasselli del mondo gay di casa nostra sono tanti, il business c’è pure qui e non mancano neppure gli alberghi dedicati agli incontri omosex (vedi fitto elenco su internet) e una sauna riservata ai soli uomini che sta aperta fino alle due di notte.


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ZOOM/2. Le associazioni denunciano un clima meno tollerante rispetto a qualche anno fa

Ma la città non è aperta come sembra Benedetta Strappi

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ombe carta e coltelli, per fortuna, dalle nostre parti non ci sono arrivati e l’escalation di violenze a sfondo omofobico che ha colpito città come Roma qui non ha trovato campo. Ma il rapporto della città con la sua componente gay non sembra essere comunque dei più floridi. Firenze è rinascimentale anche in questo senso, diciamo, e certe volte l’apertura mentale resta un’ idea vaga, spiaggiata sui lidi del preconcetto. E allora capita – e lo raccontano i diretti interessati – che i ragazzi e le ragazze gay in giro per la città si sentano apostrofare con epiteti pesanti. “Malati”. “Promiscui”. “Non normali”. Alla faccia degli anni duemila, quelli in cui teoricamente certi pregiudizi dovevano essere acqua passata. No, le associazioni non hanno dubbi. “Certo, qui da noi non si respira il clima che si è respirato a Roma qualche settimana fa, ma la situazione è peggiorata”. Lo spiega Francesco Piomboni,

presidente di Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa”, che tra Firenze, Siena, Arezzo e Prato conta circa 6mila tesserati. “Battute pesanti, risate alle spalle: a quelle ci siamo sempre stati abituati – spiega – ma non sono mai state così frequenti come nell’ultimo periodo. Me ne accorgo anche fuori dai locali. Qualcuno passa, offende, e qualche giorno fa è capitato di dover tornare dentro di corsa prima che la situazione degenerasse. C’è una regressione rispetto a qualche anno fa”. Niente passi in avanti dunque, la strada verso la tolleranza sembra si faccia in retromarcia. “Per tantissime persone il messaggio che passa è: omosessuale uguale anormale e promiscuo. Manca un giudizio obiettivo, ci sono delle pesanti chiusure mentali” spiega ancora Piomboni. E dello stesso avviso è anche Francesca Cavarocchi di Azione Gay e Lesbica: “In questi ultimi anni non si è lavorato alla costruzione di una cultura della diversità – spiega – L’escalation di

Battute e risatine all’indirizzo degli omosessuali sono sempre state all’ordine del giorno, ma pare che la situazione negli ultimi tempi sia peggiorata

IL FATTO. Un giovane gay è stato picchiato a sangue

Le istituzioni parte civile nel processo M

assacrato di botte a suon di cazzotti che gli hanno distrutto la bocca. La cronaca dell’aggressione a un giovane ragazzo omosessuale è fatta di una violenza sconsiderata, esplosa nella notte tra il 9 e 10 settembre, poche ore dopo una partecipata fiaccolata anti-omofobia che si era tenuta sui ponti fiorentini. Quell’episodio scellerato ha rievocato i fantasmi dell’intolleranza e naturalmente ha suscitato un’indignazione bipartisan, con parole di solidarietà arrivate da destra e sinistra. Il collegio di presidenza del Quartiere 1 ha deciso di costituirsi parte civile nel processo: “Un atto dovuto nei confronti di un episodio di violenza avvenuto nel centro storico”, ha commentato il presidente Marmugi. E lo stesso hanno annunciato Comune, Regione e Provincia. “Ci costituiamo parte civile - ha spiegato il governatore della Toscana Claudio Martini - perché episodi come questo sono inammissibili e offendono la convivenza civile tra le persone. Non appartengono alla

tradizione della nostra regione e per questo devono essere isolati e perseguiti”.Di buono c’è che il presunto aggressore del giovane è stato individuato all’indomani dell’avvenimento, 48 ore dopo. Si tratta di un uomo di 32 anni, un artigiano di Legnano, arrestato ed ora ai domiciliari. Agli inquirenti ha raccontato “Ho perso la testa, non avevo mai picchiato nessuno, non so cosa mi sia successo”. Tutto questo è avvenuto in una regione, la nostra, che nel 2004 è stata la prima ad approvare una legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, legge che ha rafforzato quanto già affermato dallo Statuto regionale. Per attuare la legge, l’assessorato regionale per i rapporti con i cittadini ha istituito un’apposita task force, che ha lavorato insieme ad associazioni, enti locali, amministrazioni pubbliche, per la piena inclusione di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender, mettendo a punto interventi nella sanità, nel socia/B.S. le, nelle scuole.

Un momento della fiaccolata contro l’omofobia

violenze va avanti da un pezzo, in questo periodo se ne parla di più, ma in realtà non è una novità, anche se capita spesso che gli aggrediti non se la sentano di denunciarle, di renderle pubbliche”. E per questo le associazioni stanno pensando di correre ai ripari: “Ci sentiamo con le armi spuntate – spiega ancora Francesca Cavarocchi – ora stia-

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mo pensando a iniziative di sensibilizzazione”. Detto tutto questo, siccome per quanto sia ottusa non è comunque un paesino, Firenze continua a far da calamita per la sua fama di città “gay friendly”. E allora, spiega ancora Piomboni, in città approdano molti ragazzi gay, specie giovanissimi: “Per esempio se devono scegliere una città per l’universi-

tà è facile che optino per Firenze”. Perchè un po’ di movida omosex la nostra città ce l’ha ancora: “Ci sono occasioni di incontro (anche se purtroppo negli ultimi anni scarseggiano le iniziative culturali) – conclude Piomboni – ma c’è uno scarto generazionale e capita che i ragazzi gay, appena arrivati in città, socializzino con persone più grandi di loro”.


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REPORTAGE/1. Una giornata nell’istituto penale per minorenni “Gian Paolo Meucci”

Viaggio dentro il carcere dei ragazzi Laboratori, corsi di alfabetizzazione per imparare l’italiano, partite di calcio e percorsi scolastici: ecco come si trascorre il tempo dietro al grande portone di via degli Orti Oricellari, nel pieno centro di Firenze. Alla ricerca di un’esistenza “normale”

Matteo Francini

L’

entrata è un grande portone di legno chiaro, al numero 18 di via degli Orti Oricellari. Il cellulare va lasciato all’ingresso, non può esserci – una volta dentro – nessun contatto con l’esterno che non sia rigorosamente sotto controllo. Siamo nell’istituto penale minorile “Gian Paolo Meucci”, in quello che una volta era un convento e, prima ancora, un ospedale per infermi e bambini abbandonati. Un bell’edificio, che porta però con sé i segni del tempo. Entriamo. Dietro la portineria c’è subito la sala dei colloqui, dove i giovani “ospiti” incontrano le famiglie, quando queste vengono a trovarli. Non capita sempre, a volte sono troppo lontane per raggiungere Firenze, e allora ci si parla solo per telefono. Una sala rettangolare, né grande né piccola, sedie rosse tutto attorno alle pareti. Dietro si apre un grande chiostro. I muri bianchi, gli archi, un silenzio che ricorda più un convento che non un carcere. Solo una rete a fare da “tetto” e a dividere l’aria del cortile dal resto del cielo, ricordando che la libertà è là fuori. Da un lato del chiostro si aprono le stanze “di comando”, quelle da cui il direttore Fiorenzo Cerruto e il vicedirettore Paolo Pecchioli mandano avanti l’istituto. Poi, oltre l’immancabile porta blindata, c’è la “sezione detentiva”. Dopotutto siamo sempre in un carcere, anche se per minori, e anche se l’aria che qui si respira non è nemmeno paragonabile a quella di una prigione “per adulti”. Ed è qua, dietro la porta blindata, che ci sono le camere (tutte con finestre, niente letti a castello e ognuna con il suo bagno) sistemate su due piani, anche se uno è attualmente chiuso per carenza di personale. Sem-

pre qui ci sono le mense, il “cinema” (la sala proiezioni così battezzata da una grande scritta sopra la porta d’ingresso) e l’area ricreativa. Uno spazio, quest’ultimo, di oltre cinquemila metri quadri, con un campo da calcio che sicuramente ha visto giorni migliori, un giardinetto con le panchine, un calcio balilla da cui i ragazzi sembrano essere molto presi. Tutto intorno ci sono i laboratori e le aule. In una di queste si sta tenendo un corso di alfabetizzazione, mentre in un’altra Franca, un passato da artigiana, porta avanti il laboratorio di pittura, cornici e arteterapia che qui viene chiamato “Arte e natura”. Le pareti sono traboccanti di quadri, tutti dipinti dai ragazzi: molti ritraggono i loro paesi d’origine, moschee e paesaggi marocchini, una nave con la bandiera rossa e verde dello stato nordafricano che lascia o raggiunge un porto, una riproduzione dell’Urlo di Munch, un volto alla cui bocca è stata attaccata una sigaretta (“bello, vero?”, lo guarda Franca). Tre ragazzi, tutti magrebini, sono impegnati a dipingere, la testa bassa, non si lasciano distrarre. Proprio come bambini. Fuori, altri parlottano a gruppetti nel giardino. Sembrerebbero giovani qualsiasi in qualsiasi parco del mondo, se non ci fosse una guardia a ricordare che devono essere sempre controllati. Sono vestiti “alla moda”, jeans e scarpe da ginnastica, come i loro coetanei là fuori. Appena scorgono il vicedirettore lo circondano: “Vogliamo il parrucchiere, quando viene?”. Sul giardino svettano le case di via Palazzuolo. Sembrano attaccate al carcere, farne quasi parte. Ma ci pensa un alto muro a dividere il dentro dal fuori, questi ragazzi e le loro colpe dal resto della città.

L’EDIFICIO

A due passi dalla stazione di Santa Maria Novella

Prima ospedale, poi convento Ma solo in pochi lo conoscono

“M

a quale istituto penale minorile, il Mario Gozzini?”. Capita spesso, a chi lavora al “Meucci”, di sentirsi porre questa domanda, da parte di chi pensa che in città, oltre a Sollicciano, ci sia solo la struttura conosciuta anche come “Solliccianino”. Perché Firenze sembra non conoscere il “suo” carcere per minori, più propriamente chiamato istituto penale minorile. Eppure è lì da anni, a due passi dalla stazione di Santa Maria Novella. Un grosso portone, una targa, due telecamere e le bandiere dell’Italia e dell’Europa sopra l’ingresso, davanti a cui passano ogni giorno centinaia di persone, tra chi va e chi viene dalla stazione. Ma, nonostante questo, sono in molti a ignorare la sua presenza. Fu Cione di Lapo Pollini, fiorentino, artigiano diventato poi console dell’Arte della Lana, a fondare nel 1313, all’angolo con via Polverosa (allora così si chiamava l’attuale via degli Orti Oricellari) lo Spedale di Santa Maria della Scala (che dà il nome alla strada), per infermi, pellegrini poveri e bambini abbandonati. Quando poi lo Spedale venne unito a quello degli Innocenti, nato con lo stesso scopo, e quindi soppresso, i locali vennero concessi alle monache di San Martino al Mugnone, che si erano viste demolire il loro convento in occasione dell’assedio di Firenze del 1529/30. Ed è questo storico edificio che oggi ospita l’istituto penale per minori Gian Paolo Meucci. In pieno centro, quasi nascosto tra le case, così da passare spesso inosservato tra i frettolosi passanti diretti a Santa Maria Novella. Ma per i residenti è diverso. Loro il carcere lo conoscono bene, tanto che recentemente, dopo l’ultima evasione di un detenuto dalla struttura, avevano ritirato fuori la questione dell’opportunità della sua presenza in una zona tanto centrale, e tanto vicina alle case. Ma a rassicurarli ci pensa il vicedirettore Paolo Pecchioli. “Dopo quell’episodio c’è stato un rafforzamento delle misure di sicurezza – spiega – il quartiere può stare tranquillo. Il problema invece è stato, nel tempo, la poca capacità di far conoscere quest’istituto, che per la cittadinanza è un emerito sconosciuto. E purtroppo, anche in Toscana, la devianza giovanile – conclude – non è una questione marginale: i numeri sono significativi, ci sono molti ragazzi a rischio”. /M.F.


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REPORTAGE/2. Ecco chi sono gli “ospiti” della struttura. Ognuno con la sua colpa e i suoi fantasmi

Le tante storie di vite già difficili Da omicidi a spaccio, da furti a rapine: qui passano i giovani autori di reati di tutti i tipi, delle nazionalità più disparate. E non mancano le difficoltà, a partire dal sovraffollamento

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nche al “Meucci”, come in molte altre carceri italiane, i conti non tornano. È stata un’estate calda, la scorsa, per molte prigioni italiane, segnata dalle proteste dei detenuti per sovraffollamento e condizioni di vita. E anche se i numeri – quello dei reclusi, ma anche della dimensione della struttura – non lo rendono paragonabile a Sollicciano, l’istituto minorile di via degli Orti Oricellari deve fare i conti con le sue “emergenze”. La struttura può accogliere fino a 28 ragazzi, ma da circa tre anni le camere del primo piano (che ne possono ospitare 8) sono chiuse per mancanza di personale: la sua capienza, dunque, scende a 20 posti. E attualmente i minori al suo interno sono 23. “Ma in primavera erano anche di più, 26 o 27 – racconta il vicedirettore Paolo Pecchioli – qui siamo sempre in difficoltà”. Difficoltà che non derivano solo dal numero di “ospiti” in eccesso. “Nel pieno della nostra attività dovremmo avere due corsi di alfabetizzazione, di primo e secondo livello, e un percorso di scuola media – spiega Pecchioli – ma questi corsi non sono tenuti da insegnanti di ruolo, e ogni volta rischiamo di restare senza. Quest’anno abbiamo iniziato con un solo docente”. Ma non solo. Perché c’è anche il problema dei laboratori. “Per il momento ne abbiamo due fermi – continua – con una perdita, in totale, di 45 ore settimanali di attività trattamentali. È una situazione gravissima, anche perché questo non è un carcere per adulti, durante il giorno i ragazzi devono fare attività, in cella non può restare nessuno”. Così, senza corsi a disposizione, può finire che il tempo trascorso a “fare niente” sia più di quello impegnato nelle varie attività. E la rieducazione diventa ancora più difficile. Perché, al Meucci, la vita trascorre sempre in comune, tutti insieme (“affratellati”, dice Pecchioli), senza percorsi differenziati per età o tipologia di

reato commesso. E dire che qua passano ragazzi che di reati ne hanno commessi di tutti i tipi – da omicidi a spaccio, da furti a rapine – e delle nazionalità più disparate: si va dai magrebini ai rumeni, dai rom agli italiani, soprattutto del sud. Anche l’età è varia: per legge, l’istituto può accogliere ragazzi dai 14 ai 21 anni, ma capita che qualcuno rimanga anche dopo il ventunesimo anno, o che al suo interno siano presenti extracomunitari senza documenti di cui stabilire l’età diventa molto difficile. “Ma la cosa più devastante è la presenza di giovani che sono già stati nelle carceri per adulti – dice il vicedirettore – fanno pesare la loro ‘esperienza’, gestirli diventa difficile. Così come difficile è gestire le differenze culturali: manca un mediatore, lo chiediamo da anni. I magrebini hanno atteggiamenti ostili, di scarsa fiducia nei confronti degli operatori, spesso dovuti a esperienze di vita negative – prosegue – ma un grosso problema ora è rappresentato dai ragazzi del sud Italia: vedono il carcere come farebbe un adulto, hanno già i comportamenti tipici delle associazioni criminali a cui fanno riferimento, come la camorra”. Ognuno, poi, ha la sua storia, i suoi fantasmi. Ne passano e ne sono passate tante, di storie, qui dentro. Storie belle “come quella di un ragazzo albanese accusato di concorso in omicidio che, dopo diverso tempo passato da noi, è riuscito a trovare un lavoro, si è fidanzato con una ragazza italiana e quando può viene a trovarci”, racconta Pecchioli, ma anche storie brutte. “Ricordo un magrebino in semidetenzione, veniva qui a dormire – ripensa – faceva uso di sostanze, e un giorno è stato trovato morto sulla carrozza di un treno. O un omicida napoletano completamente distrutto da quello che aveva fatto, aveva dentro fantasmi che lo mangiavano. Un giorno chiese di confessarsi: il cap/Ma.Fra. pellano, dopo, venne da me a piangere”.

L’ingresso del carcere minorile in via degli Orti Oricellari

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MADDALENA 29enne libera, credevo di aver trovato l'amore ed invece era sono un abbaglio. Ti vorrei libero, piacevole, sincero, ed interessato ad una amicizia che possa sfociare in amore. EMMA 35 anni, nubile, senza figli, impiegata, amo la vita, l'ottimismo, non mi manca niente. E' arrivato il momento di mettere l'amore in primo piano. Cerco uomo adulto, maturo e di livello per amarsi e formare una famiglia. SOFIA 39enne, impiegata. Cerco un uomo interessante ed affascinante, magari anche bello e benestante. Credo che se si vive bene ed in tranquillita', la vita sia bella e divertente. Voglio essere viziata e coccolata in tutti i sensi! NADIA 53 anni, buona presenza, separata, figli cresciuti, libera di scegliere l'uomo che sappia sorprendermi, romantico, intelligente, raffinato, intenzionato a conoscere una donna con líesigenza di un vero amore. GIULIA 58enne, divorziata, indipendente. Sono una donna molto attiva, adoro viaggiare e ballare. Cerco un signore 57/65enne, con buon carattere, alto, curato, brillante per una intensa relazione fatta di dare e avere, di gioia e di spensieratezza. LOREDANA 63 anni, vedova. Sono una super-nonna, amo il teatro, ballare, tenermi sempre attiva. Cerco un compagno semplice, dolce ed accogliente. ELENA 63 anni, forte presenza, carattere deciso. Ho un lavoro impegnativo che pero' mi lascia molto tempo libero, tempo che vorrei dedicare ad un uomo speciale: romantico, determinato, con forte carisma.

ALDO 34 anni, molti interessi e progetti da realizzare, amici con cui parlare. Amo viaggiare, leggere, ascoltare musica, parlare, apprezzo la buona cucina, sono allegro, dinamico, positivo. Ti cerco dolce, comprensiva ed affettuosa, per creare il nostro mondo d'amore. CLAUDIO 36enne, impegnato in una azienda agricola, amo la campagna e le cose semplici. Cerco una ragazza sportiva, seria, educata, di sani principi, amante della campagna e degli animali per un amore di grande valore. AMEDEO 49enne, separato, sportivo. Ho sofferto per la fine del mio matrimonio ma ora il mio spirito è rinnovato. Voglio al mio fianco una donna leale, sincera, per creare un rapporto genuino. GIACOMO 52enne, separato. Cerco una compagna con cui condividere la tranquillità della casa e della coppia, seria, semplice, che abbia voglia di vivere. ETTORE 56 anni, giovanile, romantico, lavoro in proprio, amo la natura e gli animali, mi piace stare con le persone che hanno qualcosa da dire e da dare. Cerco signora con buoni valori, semplice ma di profonda interiorità, motivata a costruire qualcosa di meraviglioso. RENZO 58 anni, bella presenza, in pensione, ma con mille interessi. Ti cerco complice e passionale, compagna per una vita ancora lunga e da passare insieme. Se anche te sei separata o divorziata, straniera, con figli, ma hai voglia di rimetterti in gioco, cercami! LIVIO 63 anni, socievole ed estroverso, so anche cavarmela da solo. Tuttavia mi manca molto una partner con cui confrontarmi, dialogare e condividere i diversi momenti della giornata. Cerco una donna che voglia vivere intensamente l'esperienza di coppia in un clima di comprensione e rispetto.


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a tavola

Ottobre 2009

SAPORI. Il 70 per cento della piramide alimentare è costituito da cibi di casa nostra

La dieta toscana? Buona e salutare Laura Lenzi

L’INTERVISTA

E

se provassimo a seguire la “dieta toscana”, anziché l’ormai sentita e risentita mediterranea? Potremmo avere delle buone sorprese. Ad esempio scoprire che il 70 per cento dei prodotti della piramide alimentare, quella che rappresenta varietà e dosi di alimenti di cui ci dovremmo cibare per restare in forma e in salute, è dato da tipici alimenti toscani. Oppure che, in qualsiasi direzione ci spostiamo attraverso il paese, nord, sud o isole che siano, il conto delle calorie tende inevitabilmente a salire rispetto al menu tipico della nostra regione. E pensare che li chiamano “piatti poveri”. Invece le ricette tradizionali si rivelano preziose. La cucina della nonna, alla fine, non si distacca poi tanto da quella del lontano medioevo, che povera lo era per necessità. Tanti legumi, cereali, poco sale e poi un po’ di tutto, dai frutti del mare a quelli della montagna, ma con parsimonia. Ricette esportate in tutto il mondo, rivedute e corrette in chiave moderna, fusion o molecolare, la pappa al pomodoro, la ribollita e i brigidini ci sono stati tramandati quasi intatti per secoli e secoli. E adesso si scopre che non c’è strada migliore per donne e uomini del nuovo millennio, sempre di fretta e perennemente attenti alla linea, che reindossare i panni delle vecchie massaie e mettere a mollo il pan secco. Niente di meglio che una bella panzanella, poco più che pane, olio e cipolla, per un pranzetto dietetico: solo 400 calorie a porzione. Sulla stesso livello la pappa al pomodoro, mentre la ribollita si attesta un po’ più su, sulle 500. Praticamente niente in confronto a un piatto di lasagne alla bolognese, oltre 1000 calorie a porzione, e comunque al di sotto di un risotto alla milanese o di una carbonara, che superano le 600. Ma potremmo gustarci anche una sacrosanta tagliatella al cinghiale con il cuore in pace: non più di 700 calorie. Con i secondi piatti meglio pensarci un po’ di più, perché il peposo, originario dell’Impruneta, e il cacciucco alla livornese, con grassi e calorie non scherzano: oltre 600 il primo e quasi 900 il secondo. Ma ci possiamo sempre rifugiare nella rinomata fiorentina: 100 grammi di bistecca alla brace apportano solo 280 calorie. Anche i “cibi da strada” non eccedono nell’apporto calorico, basti pensare che un panino con il lampredotto o con la trippa rimane al di sotto delle 390 calorie, contro le 420 della piadina farcita con prosciutto e squacquerone dei nostri vicini romagnoli. Infine passiamo al dessert. Due o tre cantuccini di Prato con un bicchierino di vinsanto fanno circa 400 calorie, mentre una fetta di schiacciata con l’uva o di castagnaccio, visto che siamo in autunno, ne apportano circa 300. Sommiamo un buon bicchiere di rosso e il conto del pranzetto tipico sale a circa 1200 calorie. Sperando che il conto del ristorante sia anche quello poco salato.

Ciro Vestita, nutrizionista

“Le ricette tipiche? Un toccasana”

“M

Il classico panino con il lampredotto

Chi l’ha detto che le cose buone fanno tutte male? Ecco un po’ di esempi che sfatano la leggenda: la panzanella ha 400 calorie a porzione, un etto di fiorentina ne ha 280, un panino al lampredotto rimane sotto le 390. Con il cacciucco invece bisogna andarci piano

olti alimenti della tradizione sono stati rivalutati proprio di recente. Possiamo dire che in Toscana non ci manca proprio niente”. Parola di Ciro Vestita, dottore nutrizionista. Di che cosa è ricca la “dieta toscana”? Facciamo un largo uso di prodotti antichi, a partire dalla frutta e dai legumi, che abbondano sulle tavole toscane. Alimenti che hanno una marcia in più, ricchi di nutrienti oltre che di sapore e poveri di grassi. La Toscana poi è in assoluto una delle regioni con il maggior numero di prodotti protetti e garantiti, prodotti privi di antiparassitari, praticamente a chilometri zero e dunque a maggior ragione consigliabili. Basti pensare alla mela ghiacciola o alla mela ruggine. Frutti che difficilmente si trovano nei supermercati, ma che vale la pena andare a cercare sui banchi dei mercati o direttamente alla produzione. E le ricette tipiche sono altrettanto sane? Certo, proprio perché si tratta di piatti che ereditiamo dalla tradizione, preparati dunque in maniera semplice a partire da ingredienti genuini. Le zuppe toscane a base di farro o di pane, ad esempio, sono un vero e proprio toccasana. Anche trippa e lampredotto sono così salutari? Contrariamente a quel che si può pensare si tratta di cibi poveri di grassi, oltre che a buon mercato, perché prodotti dalla muscolatura dell’animale. E poi non credo che nessun fiorentino sarebbe disposto a rinunciare alla trippa. Si narra anche che all’epoca del Savonarola i fiorentini fossero disponibili a qualsiasi privazione, ma non appena il frate parlò di vietare di vendere la trippa per strada, lo condussero dritto al rogo. /F.P.

Ciro Vestita


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SCOPERTO IL GENE DELLE CALVIZIE...

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LO STRAORDINARIO trattamento la cui innovativa tecnologia è in grado di contrastare la progressiva incapacità di rigenerare lo stesso numero di cellule della pelle che giornalmente muoiono. E’ stato dimostrato che le cellule staminali fanno allungare la vita dei follicoli ritardandone l’invecchiamento. L’azione combinata dell’LPA e delle cellule staminali vegetali é particolarmente efficace nel rimuovere gli ostacoli dalla matrice del nuovo capello favorendone la ripresa funzionale.

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IL MECCANISMO dello stress ossidativo é tra le cause principali del progressivo rallentamento del metabolismo cutaneo che provoca indebolimento della struttura dei capelli con incanutimento precoce. L’abbassamento dei livelli dell’enzima catalasi porta ad una degradazione della melanina, il pigmento che da colore ai capelli per mancata inibizione del perossido di idrogeno. Tale Trattamento a base di cellule staminali attive e particolarmente efficace nel contrastare lo stress ossidativo dei bulbi piliferi. Le neocellule vegetali del complesso tricogenico apportano energia e dinamismo favorendo la sostituzione di quelle danneggiate. La componente bio-tecnologica a rilascio controllato, consente un miglior assorbimento degli attivi e un’azione protratta nel tempo.

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politica

Ottobre 2009

PARTITO DEMOCRATICO. Residenti, stranieri regolari, 16enni e fuori sede potranno esprimere la loro preferenza

Il 25 ottobre urne aperte per le primarie In corsa per la poltrona nazionale ci sono Bersani, Franceschini e Marino, mentre per la segreteria regionale la sfida è tra Andrea Manciulli, Agostino Fragai e Simone Siliani. Si vota dalle 7 alle 20 in 49 sezioni Angelo Lenosi

I

n principio furono le primarie per indicare il candidato premier dell’Unione, progenitrice del Partito democratico. Era il 16 ottobre del 2005, e circa tre milioni di italiani (il 74 per cento dei votanti) incoronarono Romano Prodi, destinato, nella primavera successiva, a vincere le elezioni politiche. Ventiquattro mesi dopo, il 14 ottobre 2007, fu la volta delle prime primarie del Pd: circa 2,2 milioni di italiani (75 per cento dei partecipanti alla consultazione) indicarono in Valter Veltroni il segretario del neonato partito unico del centrosinistra. Un plebiscito, come quello che consacrò nello stesso giorno Andrea Manciulli segretario regionale del Pd grazie al consenso di nove elettori su dieci (furono 325mila i toscani che si recarono alle urne). A due anni di distanza la storia si ripete: i congressi nei circoli democratici, riservati ai soli iscritti al partito, prima del confronto finale. Domenica 25 ottobre, sarà quello il D-day, il giorno delle primarie aperte: tutti i cittadini potranno infatti partecipare alla selezione delle massime cariche del Pd, scegliendo il segretario nazionale (Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino i candidati) e quello regionale (carica a cui ambiscono il segretario uscente Andrea Manciulli, Agostino Fragai e Simone Siliani). Giorni d’attesa, di campagna elettorale, di partecipazione democratica: dibattiti, incontri, confronti tra candidati si sono susseguiti sul territorio, nelle sedi dei circoli, nelle feste democratiche. Coinvolgimento attivo, questa la parola d’ordine, ma con parsimonia. Rispetto alle primarie per il sindaco di Firenze, ad esempio, la competizione per eleggere i leader del Pd registra un minor impiego di risorse economiche: pochi manifesti, quasi esclusivamente dei candidati alla segreteria nazionale, nessuna concessione alla propaganda politica ma solo sintesi dei diversi programmi elettorali. I circoli sembrano vivere questa vigilia con buona partecipazione, e con un interesse discreto. Il 30 settembre scorso si sono conclusi i congressi periferici, riservati ai soli iscritti. Con un’affluenza alle urne che lascia ben sperare in vista delle primarie aperte del 25 ottobre prossimo. Tutti i residenti a Firenze, compresi gli stranieri muniti di permesso di soggiorno, i sedicenni e studenti e lavoratori fuori sede, potranno votare recandosi in uno dei 49 seggi sparsi sul territorio cittadino: per sapere quale sarà possibile consultare apposite pagine on line. Una volta individuata la propria sezione non resta che ritagliarsi uno scampolo di tempo tra le 7 e le 20, preparare una moneta da due euro quale contributo per le spese di organizzazione e tracciare i segni sulle schede. Con il voto alle primarie i cittadini si iscriveranno automaticamente all’albo degli elettori del Pd firmando la loro adesione al progetto politico del partito.

AGOSTINO FRAGAI Assessore regionale alle riforme istituzionali, Agostino Fragai corre per la segreteria regionale del Partito democratico sostenendo a livello nazionale la candidatura del segretario uscente Dario Franceschini. Nato a Serravalle pistoiese nel 1955, sposato e padre di due figli, Fragai, come il suo competitor Manciulli, ha alle sue spalle un’esperienza da segretario regionale del Pds (dal 1995 al 2001). E assieme a Manciulli è stato eletto in Consiglio regionale nel 2000: mandato durante il quale Fragai fu promotore della legge istitutiva delle primarie, ancora oggi l’unica in Italia. Oltre all’attività politica Fragai ha lavorato come quadro tecnico in industrie tessili ed elettromeccaniche, ed attualmente collabora occasionalmente con la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Pisa.

ANDREA MANCIULLI Nato a Piombino 40 anni fa, Andrea Manciulli affronta questa maratona delle primarie da segretario regionale uscente del Partito democratico, dopo aver ricoperto analogo incarico nell’ultimo anno di vita dei Ds. E’ il rappresentante toscano della mozione di Pierluigi Bersani, ma ha raccolto il sostegno ufficiale anche di alcuni esponenti del Pd schierati a livello nazionale con Dario Franceschini. Attivo in politica dal 1995, nelle fila del Pds prima e dei Ds poi, Manciulli è consigliere regionale dal 2000. Sposato e padre di due bambini, Manciulli si è laureato in storia moderna a Pisa, per poi specializzarsi in storia sociale e dell’alimentazione a Parigi. Appassionato di strategia militare, di calcio e di cucina, ha collaborato con importanti riviste enogastronomiche.

SIMONE SILIANI Ex segretario della sinistra giovanile in Toscana, ex consigliere regionale per due legislature, durante le quali ha ricoperto gli incarichi di presidente del Consiglio e successivamente di membro della giunta Chiti, quindi assessore alla cultura del Comune di Firenze dal 2000 al 2006. Una lunga carriera di amministratore pubblico, quella di Simone Siliani candidato alla segreteria regionale del Partito democratico, rappresentando a livello locale la mozione di Ignazio Marino, di cui ha da subito apprezzato alcune sue posizioni, a partire da quelle sulla laicità. 47 anni, italoamericano Siliani attualmente lavora presso la Cooperativa archeologia e con la fondazione culturale “Responsabilità etica”, oltre che collaborare da quasi trent’anni con la redazione della rivista “Testimonianze”.


politica

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POPOLO DELLA LIBERTÀ. Il centrodestra registra al suo interno correnti trasversali anche a livello locale

Tutte le anime della famiglia Pdl Il connubio tra Alleanza nazionale e Forza Italia va consolidandosi col tempo (come accade in ogni matrimonio che si rispetti) e gli equilibri tra le correnti

DENIS VERDINI

ALTERO MATTEOLI

ANGELO POLLINA

MASSIMO PARISI

ACHILLE TOTARO

PAOLO AMATO ALESSIO BONCIANI SAMUELE BALDINI

Ex coordinatore toscano di Forza Italia, attualmente coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini continua ad essere uno dei punti di riferimento principali a Firenze per il neonato soggetto politico del centrodestra. Alle sue spalle il nuovo numero uno regionale, il deputato Massimo Parisi, sostenuto a tutti i livelli, dal nazionale al cittadino, dalla quasi totalità del gruppo dirigente del Pdl, senza distinzioni tra l’anima di An e Forza Italia.

Uniti ma non troppo. Sciolta An si sono sciolte anche le tre vecchie correnti, facenti capo a Gasparri, Matteoli e Alemanno. Una diaspora interna che ha visto gli esponenti fiorentini di An abbandonare le loro vecchie appartenenze: lo storico luogotenente di Gasparri in Toscana Achille Totaro si trova così a fianco dell’ex rivale Matteoli, mentre un matteoliano di ferro come Riccardo Migliori sembra smarcarsi dal suo vecchio sodale per avvicinarsi alle posizioni finiane.

Il vicepresidente del Consiglio regionale ambisce a diventare il candidato del Popolo della libertà alla presidenza della Regione, sostenuto da due parlamentari (il deputato Alessio Bonciani e il senatore Paolo Amato) e dal capogruppo Pdl in Consiglio provinciale Samuele Baldini. Una ambizione, quella di Pollina, che potrebbe andare a scontrarsi con le aperture verso una candidatura civica espresse dal coordinatore nazionale Denis Verdini.

nazionali si riflettono a cascata sul versante toscano e fiorentino Simone Lammi

C’

erano una volta Alleanza nazionale e Forza Italia, due partiti distinti e talvolta distanti, figli di due culture politiche per molti versi differenti. Dopo anni di convivenza (Casa delle libertà, Polo delle libertà) i due soggetti politici si sono uniti in matrimonio, sciogliendo le proprie identità nel nuovo Popolo della libertà. Una cerimonia celebrata a livello nazionale la scorsa primavera e che, come ogni matrimonio che si rispetti, sta lentamente e faticosamente consolidandosi. Storie e caratteristiche diverse, ma sbaglia chi pensa che le due anime in contrapposizione corrispondano ai due partiti fondatori del Pdl. Come nel caso del Partito democratico (in cui nella battaglia congressuale si ritrovano sull’uno e l’altro fronte ex diessini e ex margheritini), anche il nuovo soggetto del centrodestra registra alleanze trasversali, a livello nazionale come locale. I buoni rapporti tra due toscani come il ministro Altero Matteoli (ex An) e uno dei coordinatori nazionali Denis Verdini (ex Forza Italia) si riflettono a cascata sul piano regionale e fiorentino, con gli uomini di entrambi i leader nazionali schierati compatti, come ha dimostrato recentemente il primo coordinamento regionale del Pdl in cui l’intera componente An – un tempo divisa al suo interno in tre correnti facenti capo a La Russa, Matteoli e Alemanno - ha fatto fronte comune con la quasi totalità di Forza Italia. Quasi totalità, si diceva, perché l’assemblea regionale del nuovo centrodestra ha registrato qualche distinguo da parte di alcuni esponenti berlusconiani: i parlamentari Paolo Amato e Alessio Bonciani (quest’ultimo anche coordinatore cittadino), il vicepresidente del Consiglio regionale Angelo Pollina e il capogruppo in Provincia Samuele Baldini. Malumori emersi e poi rientrati. Almeno per il momento. Perché la formazione degli organismi provinciali e cittadini è ancora in corso, e ogni anima vuole avere la sua voce in capitolo. Inoltre la scadenza elettorale per le regionali si avvicina e non è escluso che la partita interna sia conclusa. C’è da scegliere il candidato alla presidenza e gli aspiranti consiglieri, e i posti a disposizione del Pdl, alla luce della crescita della Lega che anche in Toscana potrebbe strappare alcuni seggi, potrebbero essere meno di quelli attuali. Con conseguenti riposizionamenti all’interno del Pdl, nuove alleanze trasversali, nuove convergenze parallele. Messe nel cassetto le appartenenze alle vecchie componenti interne ai due partiti, il Popolo della libertà locale conosce nuovi equilibri del Pdl, ancora da assestare. C’erano una volta An e Forza Italia, e ora non ci sono più. E’ il bipolarismo, baby.

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provincia

Ottobre 2009

LA NOVITÀ. L’Osservatorio provinciale ha fotografato la situazione occupazionale del territorio

Sorpresa, la badante parla toscano Le italiane iscritte nel registro apposito sono passate da 18 a 350, e i lavoratori stranieri sono diminuiti dell’1 per cento. Ma il dossier racconta anche che è peggiorata la qualità del lavoro e che i contratti durano sempre meno Ginevra Donnici

L

e badanti di casa nostra parlano toscano. Un cambio di rotta imposto dalla disoccupazione dilagante. Una sorpresa inaspettata per quelli che “gli immigrati prendono il posto di lavoro agli italiani”. Dati alla mano, le donne fiorentine tornano a fare lavori fino ad ora lasciati agli stranieri. Rispetto all’anno scorso le cittadine italiane iscritte nel registro delle badanti tenuto dalla Provincia di Firenze sono passate da sole 18 a ben 350, mentre cala il numero delle donne straniere (soprattutto romene) sul territorio fiorentino. Sono queste alcune novità emerse dall’Osservatorio permanente del mercato del lavoro istituito dalla Provincia di Firenze, uno strumento in grado di elaborare dati trimestrali, semestrali e annuali sui movimenti del lavoro (assunzioni, licenziamenti, trasformazioni del rapporto di lavoro) a livello provinciale e locale. Proprio dalle cifre fornite dall’Osservatorio emerge che dopo anni è in atto una riduzione di un punto percentuale dei lavoratori stranieri sul numero totale delle persone che hanno avuto un rapporto di lavoro. Dal 26 per cento del 2008 si passa al 25 per cento di quest’anno. La comunità maggiormente in calo è quella romena con una riduzione di 1.334 avviati, dove particolarmente forte è la riduzione delle donne: -937 sul totale. La fotografia che emerge dall’Osservatorio del lavoro mostra come nel primo semestre di quest’anno - in confronto allo stesso periodo del 2008- sia peggiorata la qualità del lavoro. Aumentano i contratti di breve durata rispetto a quelli a tempo indeterminato. Ma non è solo una questione di tempo, come spiega l’assessore provinciale al Lavoro, INTERVISTA. Parla Elisa Simoni, assessore Elisa Simoni: “Se il dato quantitativo è impressionante, anche quello qualitativo è preoccupante: questi numeri dicono che le donne sono costrette ad accettare lavoro dequalificato e a intermittenza”. Le tipologie di contratto, dichiarate dalle aziende del settore privato al momento dell’assunzione, moual è la situazione derivante dalla grave crisi econostrano che tutti i comparti presi in esame hanno una contrazione, a dimostramica che ha colpito anche il territorio fiorentino? zione che la crisi ha colpito ogni settore economico. La maggior flessione di persone occupate risulta laddove è applicato il contratto del commercio La situazione risulta molto complicata e delicata; vorrei cidove si registra una riduzione di 2.426 lavoratori avviati: in questo settore, tare alcuni dati a questo proposito: i rapporti di lavoro nel nei primi sei mesi del 2009, un lavoratore su quattro non ha avuto il rinnovo primo semestre 2009 hanno registrato un 30 per cento in del contratto. A tagliare il personale (- 1.984 unità) sono anche le aziende del meno rispetto al 2008. Quasi tutti i settori economici hansettore meccanico e tessile che riducono il numero dei lavoratori del 32 per no un segno negativo in termini di persone occupate. Per cento. Una flessione si registra anche nel settore dell’agricoltura con -642 questo è assolutamente necessario il rifinanziamento degli lavoratori avviati (-20 per cento). Colpisce anche il calo percentuale degli ammortizzatori sociali da parte del Governo. artigiani edili ed affini (-42,5 per cento) che risentono della situazione del Quali interventi mette in atto la Provincia per affronmercato immobiliare. Un altro indicatore dell’aggravarsi della crisi econo- tare la crisi? mica è rappresentato dal numero delle persone iscritte in lista di mobilità che Stiamo discutendo una proposta organica che tenga conto al 30 giugno 2009 era di 6.472 unità, di cui 3.289 donne e 3.183 uomini. Per di un intervento sia sull’immediato che in prospettiva straciò che riguarda la distribuzione territoriale si nota come nei tre Centri per tegica, integrando le politiche passive con quelle attive. Le l’impiego più importanti della provincia (Firenze, Sesto Fiorentino, Scan- parole d’ordine saranno solidarietà sociale e innovazione dicci) sia concentrato oltre il 71 per cento di tutti i lavoratori posti in mobilità sia nelle politiche del lavoro che in quelle della formazione. rispetto all’intero territorio fiorentino. La nostra priorità saranno gli oltre 400 lavoratori che ve-

provinciale al Lavoro

“Priorità a chi è senza ammortizzatori” Q

dranno terminare a breve il sostegno degli ammortizzatori sociali. Ma non ci possiamo dimenticare che per tutelare gli stessi lavoratori abbiamo l’obbligo di rispondere alla crisi aumentando la competitività delle nostre imprese e dell’intero sistema economico. Nell’ambito della crisi, i dati mostrano che le donne sono la categoria più svantaggiata nell’articolato mondo del lavoro. Anche nella provincia di Firenze è così? I dati sono effettivamente preoccupanti e evidenziano come le donne, in un periodo difficile come questo, accettino lavori precari e spesso poco pagati. Questo elemento ha forti ripercussioni sia in termini economici ma anche di tenuta sociale: è sulle donne che grava il peso della gestione familiare. Nei nostri interventi avremo una forte attenzione a queste problematiche con un approccio trasversale sia alle politiche del lavoro che a quelle della formazione. /G.D.

AMBIENTE. Una giornata di studi per analizzare le particelle pericolose contenute nell’aria fiorentina

Inquinamento da polveri sottili, la soluzione in un filtro I

l territorio fiorentino è attanagliato dall’inquinamento causato da traffico e riscaldamento. E’ quanto emerge dalla giornata di studi “Esperienze avanzate di riduzione delle polveri sottili: le strategie e i migliori esempi da seguire per il risanamento della qualità dell’aria nell’area metropolitana fiorentina”, un incontro organizzato dalla Provincia di Firenze in cui specialisti del settore e amministratori pubblici si sono confrontati su un tema di grande attualità quale quello delle polveri sottili (PM 10 e PM 2,5). L’evento, organizzato da Sergio Gatteschi, Presidente della sezione toscana dell’organizzazione ambientalista “Amici della Terra” ha coinvolto alcuni dei massimi esperti del settore, come Marco Chini (Arpat), Furio Forni, per la Regione Toscana (progetto Patos), Paolo Giambini ed Ennio Carnevale per il dipartimento di energetica della facoltà di Ingegneria dell’Univer-

sità di Firenze (progetto MoDiVaSET), che hanno diffuso i dati riguardanti la situazione nell’area metropolitana fiorentina. Il traffico e il riscaldamento sono i veri responsabili, soprattutto nella stagione invernale, del superamento della soglia di 50 μg/m3. Il maggiore contributo alla risoluzione del problema può essere attualmente offerto dalla messa a punto di apparati, sempre più sofisticati, per la rimozione del particolato fine e ultrafine. Tra questi merita particolare attenzione il progetto di Arturo Colamussi, inventore del filtro antiparticolato per gli autobus a combustione Diesel installato con successo sui mezzi del servizio di trasporto pubblico dei comuni di Bologna, Ferrara, Roma e Torino. I suoi filtri per bus alimentati a gasolio permettono di trattenere il 99,9% delle particelle ultrafini, che sono 100 volte più piccole delle famigerate Pm10. Gli interventi sulle emissioni dei bus

assumono una particolare importanza nel quadro delle strategie di contenimento delle polveri sottili, anche perché - ad esempio - un veicolo diesel Euro 0 emette una quantità di polveri (PM10) che è centinaia di volte superiore (secondo massa e cilindrata) a quella prodotta da un’auto catalizzata. “Rispetto ad altri tipi di filtro già in commercio – spiega Colamussi – il “Progetto Blu” presenta caratteristiche di efficienza molto più elevate, sia per quanto concerne le polveri ultrafini, sia per quanto riguarda la capacità di trattenere con notevole efficienza altri tipi di sostanze organiche contenute nei gas di scarico dei diesel, fra cui gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) altamente cancerogeni che i filtri a rigenerazione non sono in grado di trattenere. In più garantisce l’assenza totale di emissioni secondarie, proprie invece dei sistemi a /C.G. rigenerazione”.


Giornale di informazione del Comune N.9 - Ottobre 2009 “OBIETTIVO FIESOLE”: UN VENTENNIO DI STORIA CULTURALE FIESOLANA

Papa Giovanni Paolo II, il poeta e scrittore Mario Luzi, lo storico e politico Giovanni Spadolini, l’“Avvocato” Gianni Agnelli, e ancora il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e i suoi predecessori Carlo Azelio Ciampi, con la moglie Franca, e Oscar Luigi Scalfaro, oltre al senatore Giulio Andreotti, l’attore Alberto Sordi, i registi cinematografici Mario Monicelli, Robert Altman e Bernardo Bertolucci. Sono solo alcuni dei personaggi che hanno visitato Fiesole e che sono stati immortalati dall’obiettivo di Paolo della Bella e Stefano Giraldi. Quarantuno foto, scattate fra gli anni ’80 e ’90, che descrivono Fiesole attraverso i suoi personaggi, di passaggio o stanziali, sono raccolte nella mostra “Obiettivo Fiesole” - Scatti e ritratti di Paolo della Bella e Stefano Giraldi, che si tiene nei nuovi locali del Comune in piazza Mino. L’esposizione viene inaugurata sabato 17 ottobre, alle ore 17, e all’appuntamento saranno presenti il Sindaco di Fiesole Fabio Incatasciato e l’Assessore alla Cultura Paolo Becattini. “Obiettivo Fiesole” rimarrà aperta, con ingresso libero, fino al 29 novembre con il seguente orario: martedì, giovedì, sabato e domenica, dalle 15 alle 18. La rassegna vuole essere un piccolo furto dalla cassaforte del tempo operato dall’obiettivo dei due fotografi. I loro scatti testimoniano attraverso fatti, luoghi e volti come Fiesole sia la “città dell’accoglienza”. “Obiettivo Fiesole” illustra un ventennio di storia culturale fiesolana. Si compone, infatti, di una vasta rassegna di fotografie (trentacinque) scattate da Paolo della Bella e facenti parte dell’Archivio del Comune, e di una serie di “ritratti” fotografici (sei) di altri protagonisti della creatività, immortalati da Stefano Giraldi e, nell’occasione, donati dal fotografo all’Archivio. Una sequenza di poeti e musicisti, pittori e attori si unisce a quella di uomini politici e letterati, scultori e fotografi o scienziati, registi ed architetti: icone del loro tempo fissate a colori o in bianco e nero. Ritratti che resteranno per sempre nella storia di Fiesole perché in parte hanno contribuito a scriverla. “Con questa mostra la fotografia ritorna ad essere protagonista a Fiesole – ha detto l’Assessore alla Cultura Paolo Becattini –. Questa iniziativa, insieme all’apertura dei nuovi spazi di piazza Mino all’arte, rappresenta un felice momento per tutta la nostra città”. Con l’esposizione “Obiettivo Fiesole” si aprono, infatti, per la prima volta ad un’esposizione artistica i nuovi spazi comunali inaugurati lo scorso 14 marzo insieme alla restaurata piazza Mino. Obiettivo Fiesole Scatti e ritratti di Paolo della Bella e Stefano Giraldi. Inaugurazione: Sabato 17 ottobre 2009, ore 17.00 Dal 17 ottobre al 29 novembre Orario: 15 – 18 martedì, giovedì, sabato e domenica Ingresso libero Info: tel. 055 5961293 www. fiesolemusei.it

LE RONDINI RITROVANO IL LORO NIDO A PRIMAVERA Il Comune di Fiesole, fra i primi in Italia, ha varato un’ordinanza per tutelare le rondini: la volontà è quella di intervenire per la loro salvaguardia permettendo a questo volatile di ritrovare anno dopo anno il proprio nido sotto i tetti e i balconi di Fiesole. È, infatti, abitudine delle rondini quella di ritornare allo stesso nido,

www.comune.fiesole.fi.it informazioni 055/055

condizione che ne favorisce la riproduzione. Il testo dell’ordinanza pone il divieto a chiunque di distruggere, rimuovere o danneggiare i nidi di rondine esistenti, ad eccezione dei casi di restauro o ristrutturazioni di fabbricati esclusivamente al di fuori del periodo di nidificazione (15 settembre - 15 febbraio), e ordina di rispettare gli stessi nidi provvedendo, dove possibile, alla loro tutela e protezione. “Questa ordinanza contribuisce a portare avanti l’obiettivo della difesa degli animali, obiettivo molto sentito dall’Amministrazione comunale – spiega l’Assessore all’Ambiente, Luciano Orsecci –. Negli ultimi anni le rondini sono diminuite anche a causa della distruzione dei nidi, oltre che per i fertilizzanti agricoli e per la scarsità di insetti di cui si nutrono. Vogliamo quindi arginare questa situazione”. La rondine rappresenta non solo il simbolo del ritorno della bella stagione, ma è anche indice di aria non inquinata e contribuisce alla riduzione di insetti molesti come zanzare e mosche poiché, ha la capacità di catturare, per coppia, circa 20mila insetti al giorno nella stagione riproduttiva. L’ordinanza in questione rispecchia la linea adottata dalle Associazioni ambientaliste, le quali ribadiscono il divieto di distruggere per qualsiasi motivo i nidi di rondine, la cui violazione diventa, quindi, punibile secondo il codice penale.

PREMIO FIESOLE UNDER 40: DEFINITA LA TERZINA DEI FINALISTI Sono Filippo Bologna, Letizia Muratori e Nicolai Lilin i tre giovani scrittori selezionati come finalisti per il Premio Fiesole Narrativa Under 40, il più importante premio italiano per la letteratura giovanile assegnato negli anni passati ad autori che si sono poi definitivamente affermati, come Sandro Veronesi, Silvia Ballestra, Roberto Cotroneo, Diego De Silva e Pietro Grossi La giuria, presieduta da Franco Cesati e composta da Franco De Felice (Direttore RAI 3 Toscana), Fulvio Paloscia (La Repubblica), Marcello Mancini (La Nazione), Lorella Romagnoli (Corriere Fiorentino), Silvia Gigli (L’Unità), Gloria Manghetti (Direttrice Gabinetto Vieusseux) e Caterina Briganti, ha selezionato la terzina di scrittori che si contenderanno il premio. La giuria individuerà anche i nomi a cui assegnare i prestigiosi “Premi Speciali”, che negli anni hanno portato a Fiesole personaggi di grandissimo rilievo del panorama culturale italiano, come Eugenio Borgna, Piergiorgio Odifreddi, Stefano Bartezzaghi, Domenico Procacci, Pino Cacucci, Vincenzo Cerami, Roberto Casati, Luciano Ligabue, Raffaele Crovi, Luca Canalini, Grazia Marchianò. Il “Premio Fiesole Narrativa Under 40”, nato nel 1990 su iniziativa di un gruppo di intellettuali fiesolani e organizzato dal Comune di Fiesole, è diventato dei più importanti premi per la letteratura giovanile in Italia e prevede numerose iniziative collaterali.

NELL’ARCHIVIO COMUNALE LE GLORIE DEL TEATRO ROMANO Nel 1911 andava in scena nel Teatro Romano di Fiesole L’Edipo Re di Gustavo Salvini. L’attività artistica è poi proseguita, con alterne vicende, fino ad arrivare al consolidamento di una tradizione che si identifica nell’Estate Fiesolana. In tutti questi anni sono tantissimi i nomi dell’arte e dello spettacolo passati dal Teatro Romano. Rudolf Nureyev, Giorgio Albertazzi, Athina Cenci, Salvatore Accardo e Alessandro Benvenuti sono solo alcuni che vanno a comporre l’elenco. Personaggi che hanno lasciato documenti, manifesti e fotografie. Dal 1975 fino al 1993 l’Estate Fiesolana era gestita dall’Ente Teatro Romano: un istituto di cultura che operava per diffondere e promuovere le attività inerenti al teatro, la musica, il cinema, il balletto e le arti visive. Quando l’Ente cessò l’attività, il suo ricco archivio fu acquisito dal Comune di Fiesole ed è attualmente conservato nell’Archivio comunale. Il materiale è anche raccolto in un inventario curato da Maura Borgioli, direttrice dell’archivio storico comunale di Fiesole e pubblicato dalla Casa Editrice Leo S. Olschki. L’archivio dell’ETR è composto da carteggi, manifesti, locandine, programmi, fotografie e registrazioni audio e video degli spettacoli. Una vasta mole di documenti a testimonianza dell’attività di un Ente che, nei diciotto anni della sua esistenza, ha promosso e fatto circolare nuove produzioni teatrali di livello internazionale e dato vita a mostre, spettacoli e manifestazioni varie di innovativo ed elevato livello artistico e culturale.


TURISMO, ESTATE DI SUCCESSI PER IL COMUNE DI FIESOLE Anche per l’estate 2009 Fiesole si è dimostrata meta ambita dai turisti. Luoghi d’interesse come la rinnovata piazza Mino, le basiliche di San Romolo e San Francesco, il Museo Bandini, il Museo e l’Area Archeologica, oltre alla vasta offerta di mostre temporanee e le bellezze paesaggistiche accompagnate dalle specialità eno-gastronomiche, fanno sì che anno dopo anno siano sempre più numerosi i visitatori che, da ogni parte del mondo, scelgono di far tappa nel Comune di Fiesole. Numeri alla mano, se a maggio 2008, i viaggiatori che avevano chiesto informazioni al locale ufficio del turismo erano 3.158, nello stesso periodo del 2009 sono stati 4.294, con un incremento, dunque, che supera le mille unità. Numeri in salita anche per i mesi di giugno, luglio e agosto: a giugno 2008 le presenze registrate all’APT erano 2.447 contro le 2.749 di quest’anno; nel mese di luglio 2008 i visitatori erano 3.211 contro i 3.448 del 2009. Risultato in salita anche per il mese di agosto: da 4.070 del 2008 si è passati a 4.090 del 2009. “I dati delle presenze turistiche 2009 sono positivi, anche rispetto all’anno scorso – ha commentato l’Assessore alla Promozione del territorio Letizia Tinti –. Un segnale gratificante a dimostrazione che la strategia e la pianificazione delle attività e delle iniziative sul territorio hanno funzionato. È stato aperto un canale interessante con altri paesi, come la Svizzera, che vogliamo continuare e rafforzare, così come quello con l’APT e la città di Firenze che, data la vicinanza, ci deve vedere protagonisti in un rapporto sinergico”. “La scelta di legare cultura e turismo sta dando ottimi risultati – ha detto l’Assessore alla Cultura Paolo Becattini – e porteremo avanti questa linea anche nei prossimi anni. Così come quella di individuare un ‘paese amico’ verso il quale veicolare le proposte culturali, indirizzando speciali offerte. È successo quest’anno con la Svizzera grazie alla mostra di Hermann Hesse e anche con l’esposizione ‘Another World’ di Paddy Campbell, che è stata organizzata insieme all’Ambasciata Irlandese. Ma vogliamo che Fiesole non sia solo luogo di attrazione per le mostre e iniziative temporanee, ma anche e soprattutto per l’offerta culturale permanente, come il Museo e l’Area Archeologica e il Museo Bandini dove ha ritrovato la sua casa la Madonna del Brunelleschi”.

I CONCERTI PER GLI AMICI STAGIONE AUTUNNALE

La stagione dei Concerti degli Amici 2009 prosegue nella linea che la connota nel panorama dell’offerta musicale. Protagonisti sono gli ‘amici’ della Scuola di Musica di Fiesole. Docenti, ex-allievi, musicisti che ne condividono il progetto didattico e si riconoscono in questo e che hanno partecipato e partecipano al suo percorso artistico in una continuità di intelligenze, intenzioni ed esiti musicali. Nel mese di ottobre si terrà la quinta stagione di Classica d’Autunno, rassegna realizzata in collaborazione con il Teatro Puccini di Firenze e la Regione Toscana. Sabato 10 ottobre alle 21.00 al Teatro Puccini di Firenze, Edoardo Rosadini dirigerà l’Orchestra dei Ragazzi. Protagonista della serata sarà il vincitore del Concorso per Giovani Solisti della Scuola di Musica di Fiesole: il clarinettista Alessandro Casini, allievo di Giovanni Riccucci, che eseguirà il Concertino per clarinetto e orchestra di Weber. Completeranno la serata musiche di Paisiello, Mozart, Vivaldi, Bernstein, Strauss jr, Bizet (Ingresso: 1 euro). Sabato 24 ottobre, alle ore 21.00, e domenica 25, alle 18.00, si rinnova, sempre al Puccini, l’appuntamento Incontro con l’opera. Verranno eseguite il Maestro di Scuola di Telemann e il Segreto di Susanna di Wolf-Ferrari. Protagonisti saranno tre cantanti dalle grandi doti vocali e di una coinvolgente presenza scenica: il soprano Francesca Bruni e i baritoni Alvaro Lozano e Carlo Morini, tutti usciti dalla scuola di Claudio Desderi. L’Orchestra dei Ragazzi verrà diretta da Edoardo Rosadini (Ingresso: 1 euro). Domenica 1 novembre alle 11.00 all’Auditorium Sinopoli si uniranno i Maestri Enrico Stellini pianoforte, Claudia Bucchini flauto, Giovanni Riccucci clarinetto, Lorenzo Bettini fagotto, Guido Corti corno con i migliori allievi: Alessio Gentilini e Nicola Barbagli oboe, Francesca Alterio fagotto, Giulia Montorsi corno. Il programma spazia dalla contemporaneità del Sestetto di Martinů alla classicità della Feld Partita di Haydn e del Divertimento n. 14 Kv 270 di Mozart (Ingresso: intero 8 euro, ridotto 5 euro, ridotto allievi 2 euro). Sabato 14 novembre alle ore 21.00 al Museo Marino Marini (Piazza San Pancrazio, Firenze) l’appuntamento Musica e Cultura ve-

drà protagonista quest’anno Matteo Franceschini, trentenne compositore trentino che è, senza dubbio, una delle voci più interessanti nel panorama internazionale. Franceschini ha al suo attivo esecuzioni con famosi direttori come Jukka-Pekka Saraste, Pascal Rophé e Arturo Tamayo, nell’ambito di Festival quali La Biennale di Venezia, il Münchner Operfestspiele, il Prague Premieres e il Festival Agora organizzato dall’IRCAM. Renato Rivolta sarà alla guida dell’Ensemble Contemporaneo della Scuola di Musica di Fiesole che, oltre a composizioni di Franceschini, eseguirà il Trio in la minore di Ravel. La Scuola vuole esprimere un ringraziamento particolare al Presidente Carlo Sisi e al Consiglio di Amministrazione del Museo Marino Marini di Firenze per aver voluto ospitare l’evento (Ingresso: intero 8 euro, ridotto 5 euro, ridotto allievi 2 euro). Per informazioni: 055/597851 oppure www.scuolamusica.fiesole.fi.it.

PRIMO CORSO D’IMPROVVISAZIONE ALLA SCUOLA DI MUSICA Parte nel mese di ottobre il primo corso di improvvisazione organizzato dalla Scuola di Musica di Fiesole. Le lezioni si articoleranno in quattro fasi. Quella iniziale prevede l’introduzione generale all’armonia con un approfondimento all’uso delle scale ed alle relazioni fra di loro; la seconda introduce i tre aspetti fondamentali del linguaggio musicale: ritmo, melodia e armonia; la terza fase porta alla conoscenza di come vengono utilizzate le cellule tematiche all’interno di un’improvvisazione; la quarta, infine, prevede un laboratorio di libera improvvisazione. All’interno delle lezioni sarà possibile sviluppare altri aspetti, quali l’improvvisazione collettiva. Il corso è tenuto da Antonio Siringo e verrà attivato con un minimo di 12 iscritti. Le lezioni si terranno di venerdì e sono aperte a tutti i musicisti purché abbiano già un’idea chiara del proprio strumento e delle proprie potenzialità: è consigliata quindi la partecipazione agli studenti che abbiano conseguito almeno il 6° anno di strumento. Chi è interessato deve sostenere il 14 ottobre, alle ore 16.00, l’esame di ammissione; il programma d’ammissione riguarda la lettura a prima vista e la valutazione del livello strumentistico. È possibile scaricare il volantino con il modulo d’iscrizione sul sito www.scuolamusica.fiesole.fi.it.

3° CONCORSO FOTOGRAFICO 2009 FOTOCLUB POLIFEMO Il Fotoclub Polifemo di Compiobbi organizza un concorso fotografico a tema libero. Il termine ultimo di invio delle opere è fissato al 30 novembre 2009. Il concorso è libero e può partecipare chiunque, fuorché i soci del Fotoclub Polifemo. La quota di iscrizione è di 10 euro, che andrà a contribuire al montepremi finale. Ciascun partecipante può inviare foto sia in bianco e nero sia a colori, per un massimo di 4 immagini e queste dovranno pervenire esclusivamente in formato jpg e avere una dimensione massima il cui lato maggiore non superi i 1200 pixel. Le opere pervenute verranno valutate da una giuria di esperti che selezionerà tre vincitori. Il calcolo del montepremi avverrà secondo un sistema che, pur garantendo un minimo di 100 euro, terrà conto del numero dei partecipanti, in quanto il 60% delle iscrizioni sarà destinato, appunto, al premio finale. Il calendario del concorso è così suddiviso: 30 novembre consegna delle opere, 3 dicembre riunione giuria, 10 dicembre comunicazione risultati ed infine il 20 dicembre assegnazione della premiazione. Per tutte le informazioni, fra cui le modalità di partecipazione dettagliate e quelle di invio delle opere è possibile consultare il sito www. yurimaterassi.it.

COSTUMI DI CARTA CRESPA PER HALLOWEEN E BUON CIBO CON “SALUNTA E SAPORI D’AUTUNNO” Dalla buona cucina al divertimento per i più piccoli, sono queste alcune delle manifestazioni in programma nel CalendArno per i mesi di ottobre e novembre. Il 31 ottobre la festa di Halloween sbarca ad Ellera, dove nel pomeriggio, al Circolo Arci “R. Murri”, la Ludoteca Gecogiocando organizza per i bambini un laboratorio gratuito di costumi in carta crespa. Qui i piccoli potranno creare i loro costumi per la serata. Seguirà una cena a tema (a pagamento, senza prenotazione) presso lo stesso circolo. A concludere la giornata, un tour per le strade del paese dove i bambini si cimenteranno con il famoso motto: “Dolcetto o scherzetto”. Sabato 7 e domenica 8 novembre si tiene, in piazza del mercato di Compiobbi, “Salunta e Sapori d’autunno”. La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco Valle dell’Arno di Fiesole insieme al Circolo “La Pace” e alla Misericordia di Compiobbi, con il patrocinio del Comune di Fiesole. Per l’occasione sarà possibile degustare l’olio delle colline fiesolane e i tipici prodotti che ricordano i sapori d’autunno. Come ogni anno, dalle 10.00 fino a sera, sia il sabato sia la domenica, in Piazza Falcone e Borsellino a Compiobbi, specialità enogastronomiche negli stand delle associazioni e delle fattorie locali e i negozi aperti. Fra le iniziative dell’edizione di quest’anno di “Salunta e Sapori d’autunno”, la presentazione del libro “Segni del sacro e segni del profano” e l’annullo filatelico (domenica). Per ulteriori informazioni: www.prolocofiesole.it oppure scrivere a info@prolocofiesole.it.


RIPARTONO I CENTRI DI ATTIVITÁ TEATRALE A fine Ottobre ripartiranno gli incontri dei Centri di Attività Teatrale promossi dal Comune di Fiesole e gestiti dall’Associazione Culturale MagaMagò. Si tratta di un progetto aggregativo ed educativo sul territorio fiesolano che va avanti da oltre trent’anni e che s’inserisce in un quadro più ampio di proposte formative: per la Scuola il servizio di Prescuola e i laboratori teatrali, per le attività pomeridiane extrascolastiche i Centri di Attività Teatrale e per il periodo di giugno-luglio il servizio dei Centri Estivi. Tali proposte accompagnano la crescita del bambino e del ragazzo fino al compimento dell’età adulta e oltre, offrendo l’occasione di conoscere e lavorare con altri coetanei e contribuiscono ad un processo di sensibilizzazione e responsabilizzazione verso la vita civile, culturale e sociale. Nello specifico quest’anno saranno attivati tre Centri di Attività Teatrale: per ragazzi/e da 8 a 20 anni, palestra scuola elementare di Pian Del Mugnone, mercoledì orario 18.30-20.00, inizio 21 ottobre; per giovani dai 20 anni in su, Casa del Popolo di Caldine, lunedì orario 21.00-23.00, inizio 26 ottobre; - per adulti dai 30 anni in su, Casa del Popolo di Fiesole, mercoledì orario 21.00-23.00, inizio 21 ottobre. I laboratori avranno cadenza settimanale e si concluderanno con l’allestimento di uno spettacolo nei mesi di aprile - maggio 2010. Il costo delle attività è di 100 euro l’anno. Per iscriversi è possibile contattare l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, via Portigiani, 3, Tel. 055 5961246 o inviare una mail con dati anagrafici (nominativo, indirizzo, data di nascita, recapito telefonico, attività scelta) all’indirizzo ass.cult.magamago@gmail.com. Per informazioni: Associazione Culturale MagaMag, 055 549025; Daniele Caini, coordinatore attività, 339 2359593; call center comunale 055 055, www.comune.fiesole. fi.it . Inoltre, martedì 14 ottobre, alle ore 18.00, presso la sala consiliare del Comune di Fiesole L’Associazione Culturale MagaMagò presenterà l’attività 09/10

LE SCULTURE DI CAMPBELL E I COLORI DI CICCIA: IN MOSTRA ANCHE NEL MESE DI OTTOBRE

Continua il doppio appuntamento con l’arte contemporanea di Paddy Campbell e Giuseppe Ciccia. Sono circa quaranta le opere, fra bronzi, marmi e cere che compongono la mostra dal titolo “Another World” dell’artista irlandese Paddy Campbell. Una mostra antologica con cui l’artista presenta la sua visione della contemporaneità e frammenti di vita quotidiana attraverso le sue sculture e la ricostruzione di quattro scenari (un treno, un bagno, un bar e una casa) in miniatura. La mostra, che si snoda fra piazza Mino e il Palazzo comunale, è in programma fino al 17 ottobre. “Finestra Sul Passato”, titolo della mostra di Giuseppe Ciccia, si compone di trenta opere e prende il nome da una scultura di grandi dimensioni (400x560 cm) che, per l’occasione, è posta sulla Terrazza del Teatro Romano. Punti focali del percorso espositivo i “Canopi” e la “Stele” posizionati presso l’entrata principale del Museo Archeologico e i dipinti su tela, tutti inediti e realizzati per l’occasione. La mostra resta aperta fino al 31 ottobre con il seguente orario: da lunedì a domenica 10.00 – 18.00, chiuso il martedì. Il costo del biglietto è di 10 euro l’intero e 6 euro il ridotto.

BREVI TURNI FARMACIE MESI OTTOBRE - NOVEMBRE Ecco l’elenco dei turni delle farmacie del territorio fiesolano per il mese di Ottobre e di Novembre. OTTOBRE: Sabato 3 e Domenica 4 – Farmacia delle Caldine, piazza dei Mezzadri, Tel. 055/5040028; Sabato 3 e Domenica 11 - Farmacia Magonio, loc. Girone, via Aretina 10, Tel. 055/6594233; Domenica 4 e Sabato 10 – Farmacia Benvenuti, loc. Compiobbi, via Aretina 194, Tel. 055/6594878; Sabato 10 e Domenica 11 – Farmacia S. Bernardino Borgunto, Via Colzi 8/B, Tel: 055/599262; Sabato 17, Domenica 18 e Sabato 31 – Farmacia Perna, Fiesole, Piazza Mino 15, Tel. 055/5878412; Sabato 17, Domenica 25 e Sabato 31 – Farmacia Magonio, loc. Girone, via Aretina 10, Tel. 055/6594233; Domenica 18 e Sabato 24 – Farmacia Benvenuti, loc. Compiobbi, via Aretina 194, Tel. 055/6594878.

NOVEMBRE: Domenica 1 – Farmacia Perna, Fiesole, Piazza Mino 15, Tel. 055/5878412; Domenica 1 e Sabato 7 – Farmacia Benvenuti, loc. Compiobbi, via Aretina 194, Tel. 055/6594878; Sabato 7 e Domenica 8 – Farmacia S. Bernardino Borgunto, Via Colzi 8/B, Tel: 055/599262; Domenica 8, Sabato 14 e Domenica 12 – Farmacia Magonio, loc. Girone, via Aretina 10, Tel. 055/6594233; Sabato 14 e Domenica 15 – Farmacia Perna, Fiesole, Piazza Mino 15, Tel. 055/5878412; Domenica 15 e Sabato 21 – Farmacia Benvenuti, loc. Compiobbi, via Aretina 194, Tel. 055/6594878; Sabato 21 e Domenica 22 – Farmacia delle Caldine, piazza dei Mezzadri, Tel. 055/5040028; Sabato 28 – Farmacia Magonio, loc. Girone, via Aretina 10, Tel. 055/6594233; Domenica 29 – Farmacia Benvenuti, loc. Compiobbi, via Aretina 194, Tel. 055/593057; Sabato 28 e Domenica 29 – Farmacia S. Bernardino Borgunto, Via Colzi 8/B, Tel: 055/599262.

APPUNTAMENTI CON IL SINDACO E LA GIUNTA Riparte nel mese di ottobre il canale di comunicazione diretta fra Sindaco e cittadini. A questo, per la prima volta, si affianca un nuovo appuntamento che vede protagonisti Giunta e cittadini. Di seguito il calendario degli incontri. Il SINDACO E LA GIUNTA DAI CITTADINI Alle ore 21.00 Compiobbi

Circolo Arci

via Stazione, 1

Fiesole

Circolo Arci

via Matteotti, 29

Pian di S. Bartolo

Circolo Arci

via Cipressini, 9

Girone

Circolo Arci

via Aretina, 24

Caldine

Circolo Arci

via Faentina, 183

Pian del Mugnone

Circolo Arci

via Faentina, 75

Venerdì 30 ottobre 2009 Venerdì 27 novembre 2009 Venerdì 18 dicembre 2009 Mercoledì 27 gennaio 2010 Venerdì 26 febbraio 2010 Venerdì 26 marzo 2010

IL SINDACO DA TE Incontra il Sindaco nella tua frazione, senza appuntamento Ottobre – Dicembre 2009 Venerdì 23 ottobre, dalle Piazza Mezzadri c/o 16 alle 18 Caldine Fratellanza Popolare Venerdì 18 dicembre, dalle 16 alle 18 Venerdì 16 ottobre, dalle 16 alle 18 Compiobbi Centro Incontri Venerdì 11 dicembre, dalle 16 alle 18 Venerdì 27 novembre, Ellera Circolo Arci dalle 16 alle 18 Municipio Venerdì 2 ottobre, dalle (oppure chiama il 15 alle 18 Fiesole Sindaco al numero Venerdì 4 dicembre, dalle 055/597107) 15 alle 18 Venerdì 6 novembre, dalle Girone Circolo Arci 16 alle 18 Venerdì 20 novembre, Montebeni Locali parrocchiali dalle 16 alle 18 Venerdì 13 novembre, Pian del Mugnone Circolo Arci dalle 16 alle 18 Venerdì 30 ottobre dalle Pian di San Bartolo Circolo Arci 16 alle 18

FIESOLE MERCATI Domenica 1 novembre in piazza Mino, dalle ore 8.00 fino al tramonto, torna il mercato del Piccolo Antiquariato. Per quanto riguarda i mercati settimanali di alimentari, ortofrutta e abbigliamento, si parte il lunedì mattina alle Caldine in via di Bugia, il martedì mattina a Compiobbi in piazza Falcone e Borsellino, mentre il giovedì mattina è la volta di Pian del Mugnone in piazza della Repubblica ed il venerdì l’appuntamento è al Girone in piazza S. Pertini; la settimana si chiude il sabato mattina a Fiesole in piazza Garibaldi e a Pian di San Bartolo in via Bolognese.

INFORMAZIONI PROROGA CARTA D’IDENTITÁ Si ricorda che la validità della Carta d’Identità è stata estesa da 5 a10 anni. I cittadini la cui carta d’identità sia stata rilasciata con scadenza successiva al 26/06/2008 (la scadenza è indicata sul retro della stessa carta) potranno prorogarla. Il rinnovo, se la carta non presenta segni di deterioramento, verrà effettuato con un semplice timbro sul retro del documento, presso l’Ufficio Anagrafe (Piazza Mino, 26, tel. 055/5961224) negli orari di apertura (lunedì, martedì e giovedì dalle 8 alle 13 e giovedì dalle 14 alle 18.30).

PRESIDENTI E SCRUTATORI PRESSO I SEGGI ELETTORALI S’invitano coloro che siano interessati a svolgere la funzione di scrutatore di seggio in occasione delle consultazioni elettorali a presen-


tare domanda indirizzata al Sindaco nel periodo dal 1 ottobre al 30 novembre 2009, allegando la fotocopia di un documento d’identità. Chi invece vuole svolgere la funzione di presidente di seggio elettorale in occasione di prossime consultazioni, è necessario che sia residente a Fiesole, che abbia meno di 70 anni e sia in possesso del titolo di scuola media superiore: potrà presentare domanda d’inserimento nell’Albo di presidenti di seggio nel mese di ottobre. Chi ha presentato la domanda negli anni precedenti non deve ripresentarla in quanto rimane iscritto nell’Albo fino a espressa rinuncia. La cancellazione d’ufficio è prevista quando vi è emigrazione in altro Comune o all’estero, se s’incorre nella perdita del diritto elettorale o se si supera il 70° anno di età. La domanda in carta libera, contenente tutti i dati personali, l’indicazione del titolo di studio, l’indirizzo di residenza ed un numero telefonico, può essere presentata all’Ufficio Protocollo del Comune presso l’URP (Via Portigiani, 3) o inviata per posta oppure per fax al numero 055/5961223. E’ sempre necessario allegare copia di un documento d’identità personale.

VENDITA IMMOBILI DI PROPRIETÁ DEL COMUNE DI FIESOLE Piano triennale delle valorizzazioni e alienazioni degli immobili di proprietà del Comune approvato con deliberazione del Consiglio Comunale N. 2 dell’8/1/2009. Vendita Immobili. Si avvisano i cittadini che sono in corso di pubblicazione i bandi relativi alle aste pubbliche per la vendita dei seguenti immobili di proprietà comunale: • Quartiere per civile abitazione sito al 3° piano dell’immobile denominato “Torre dei Ramaglianti” situato nel Comune di Firenze, Borgo San Jacopo, 9. L’immobile è stato dichiarato con decreto del Ministero della Pubblica Istruzione del 30/5/1952 di interesse particolarmente importante ai sensi della Legge n. 1089/1939. Prezzo a base d’asta € 1.400.000,00, (unmilionequattrocentomila/Euro) misura minima di rialzo pari all’1% del prezzo base o un suo multiplo. • Terreno agricolo ubicato su un declivio terrazzato con muretti in pietra e ciglioni, posto in Comune di Fiesole tra la via Giovanni Dupré e la via Sant’Anna di superficie totale mq. 5.795,00 catastali. Prezzo a base d’asta € 156.000,00 (centocinquentaseimila/Euro) misura minima di rialzo pari all’1% del prezzo base o un suo multiplo. Il criterio di aggiudicazione è quello del massimo rialzo sul prezzo a base di asta. Il bando integrale è pubblicato all’Albo Pretorio e sul sito del Comune di Fiesole all’indirizzo www.comune.fiesole.fi.it.

FRATELLANZA POPOLARE VALLE DEL MUGNONE: APPELLO PER NUOVI VOLONTARI

I “Fogli di Fiesole” sono a cura del Comune di Fiesole

Parte nel mese di ottobre il corso di formazione di livello base organizzato dalla Fratellanza Popolare Valle del Mugnone per i volontari, corso che consente di accedere al servizio sanitario su ambulanze di soccorso ordinario (trasporto pazienti). Il corso inizia il 13 ottobre e dura fino al 12 novembre, giorno dell’esame finale. Le lezioni si svolgeranno il martedì e il giovedì dalle 21.30 alle 23.30 e il sabato dalle 15.00 alle 18.30, nella sede dell’Associazione in piazza dei Mezzadri, 7, Caldine (Fiesole). Le lezioni verteranno sugli aspetti relazionali nell’approccio al paziente, sull’organizzazione e attivazione dei sistemi d’emergenza, sugli aspetti legislativi dell’attività del soccorritore volontario, sulle procedure amministrative e ancora sulla valutazione delle stato del paziente e sul supporto vitale di base, sulle norme elementari di primo soccorso e sulle tecniche di barellaggio e movimentazione del paziente. Il corso prevede anche lezioni pratiche e un periodo di tirocinio sulle ambulanze (ordinarie). La Fratellanza Popolare Valle del Mugnone rivolge un caloroso appello a tutti coloro che dispongono di qualche ora del proprio tempo da dedicare alla solidarietà verso gli altri, dando così una mano all’attuale gruppo di volontari. Per informazioni: 055/549166.

SI È COSTITUITA L’ASSOCIAZIONE “ARTISTI FIESOLANI”

Si è ufficialmente costituita in data 9 settembre 2009 l’Associazione “Artisti Fiesolani” che, avviata nel dicembre dello scorso anno, ha l’obiettivo di portare la città di Fiesole ad essere “Città dell’Arte e della Cultura” promuovendone un “moderno rinascimento”. L’Associazio-

ne è nata con il sostegno del Comune di Fiesole e, in particolare, del Sindaco Fabio Incatasciato e dell’Assessore alla Cultura Paolo Becattini. Gli “Artisti Fiesolani” hanno già presentato diverse mostre e attività culturali. Fra queste: le esposizioni collettive nel Palazzo comunale, le performance in piazza Mino e le iniziative benefiche per la Fondazione Tommasino Bacciotti. “L’obiettivo dell’Amministrazione comunale – spiega L’Assessore Paolo Becattini – è quello di coinvolgere l’Associazione ‘Artisti Fiesolani’ in iniziative non solo espositive, ma anche in quelle per l’organizzazione di eventi culturali di promozione della città di Fiesole attraverso i propri artisti”. Artisti, poeti, pittori, fotografi e creativi, intendono mantenere le caratteristiche storico rurali e paesaggistiche di città “antica”, tenendo anche conto degli impulsi metropolitani in un armonico equilibrio artistico-letterario. Sono circa 50 attualmente gli artisti che, ognuno con il “proprio legame” alla città di Fiesole, contribuiscono a darle vita, forma e colore. L’anima dell’associazione aspira a diffondere e condividere l’arte, rivolgendosi sia allo sguardo “semplice e curioso” di chiunque possa ammirare ed interpretare un’opera senza fatica, sia a nuovi moduli liberi e moderni. Promuoverà una serie di proposte, di eventi e “scambi” con città, paesi e pensieri diversi. Forte dell’ambiente in cui l’associazione si trova ad operare, desidera immaginare la città di Fiesole come “Una terrazza aperta sul mondo”. La neo costituita associazione è alla ricerca di un grande fondo o di un capannone dove stabilire la propria sede, creare un punto di incontro e svolgere le attività artistiche, didattiche e divulgative che sta organizzando. Suggerimenti e partecipazioni: info@artistifiesolani.it, www. artistifiesolani.it.

ATTIVITÁ BIBLIOTECHE - “IL TÈ ALLE CINQUE IN BIBLIOTECA” Continuano gli appuntamenti con il “Circolo di Lettura – il Tè alle cinque in Biblioteca” organizzati dall’Associazione “Amici delle Biblioteche di Fiesole” per condividere pagine e riflessioni, un’occasione collegata alla formazione e allo sviluppo intellettuale dei lettori. Sabato 17 ottobre, alle ore 16.30 nella biblioteca di Fiesole, il poeta Riccardo Boccacci presenterà il suo libro “Persona”, mentre la lettrice Francesca Valori leggerà alcune pagine del libro “Mennulara” di Simonetta Hornby, scelto dal pubblico per la condivisione. Nella sala verranno esposte alcune opere del pittore Alessandro Ciappi. Sabato 14 novembre l’appuntamento sarà alla biblioteca comunale di Compiobbi con Sergio Pazzini che presenta il suo libro dal titolo “Aiku”. Seguirà la condivisione del libro che il pubblico ha scelto durante l’incontro di settembre. Durante i Circoli di Lettura, ai quali è possibile partecipare liberamente, saranno esposte opere di pittori o scultori. I Circoli di Lettura vogliono unire un gruppo di appassionati della lettura dando loro l’opportunità di riunirsi e condividere le impressioni su un opera letteraria scelta, instaurando così una proficua discussione. Possono cambiare lo stile e i percorsi a seconda della fantasia e delle idee dei lettori, ma ciò che accomuna tutti, lettori e neo-lettori, lettori delusi o appassionati, lettori lenti o impazienti, è sempre il desiderio di scoprire nuove pagine, nuovi autori e soprattutto il desiderio di confrontarsi liberamente con altri compagni di avventura. I Circoli di Lettura rappresentano momenti di confronto in cui analizzare i testi, recuperando la dimensione comune della lettura, considerata non più solamente come uno spazio intimo e personale, ma uno collettivo e di condivisione delle emozioni suscitate dalle pagine lette. Ne risulta un arricchimento personale e culturale dei partecipanti, ancor più efficace e gradevole se diventa un’attività abituale della vita quotidiana.

CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI ISEE SETTEMBRE 2009 – GIUGNO 2010 Per la compilazione dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è possibile chiamare l’ufficio URP al numero telefonico 055/599478 per prendere un appuntamento, secondo il seguente calendario: Fiesole (URP/Ufficio informazioni turistiche, Via Portigiani, 3), il mercoledì dalle 15 alle 18 nei giorni: 9 settembre – 7 ottobre – 4 novembre – 2 dicembre – 13 gennaio – 3 febbraio – 3 marzo – 7 aprile – 5 maggio – 9 giugno; Compiobbi (Centro Incontri, Via Romena, 58), il mercoledì dalle 15 alle 18 nei giorni: 16 settembre – 14 ottobre – 11 novembre – 9 dicembre – 20 gennaio – 10 febbraio – 10 marzo – 14 aprile – 12 maggio – 16 giugno; San Bartolo (Circolo Ricreativo Arci, Via Dei Cipressini, 6), il mercoledì dalle 15 alle 18 nei giorni: 30 settembre – 28 ottobre – 25 novembre – 23 dicembre – 24 febbraio – 24 marzo – 28 aprile – 26 maggio – 30 giugno; Caldine (Fratellanza Popolare, Pian Del Mugnone, Piazza Dei Mezzadri, 1° piano, stanza, 4), il mercoledì dalle 15 alle 18 nei giorni: 23 settembre – 21 ottobre – 18 novembre – 16 dicembre – 27 gennaio – 17 febbraio – 17 marzo – 21 aprile – 19 maggio – 23 giugno.


aziende

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L’INTERVISTA. Paolo Bambagioni, presidente della Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno

Mukki, la centrale esce dalla crisi Giulia Righi

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alle nostre parti latte fa rima con “Mukki”, che è poi il nome con cui i fiorentini sono abituati a chiamare la Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno. E questo succede da oltre mezzo secolo, dal giorno in cui il sindaco Giorgio La Pira ebbe l’intuizione di creare un consorzio che nel tempo è cresciuto fino a salire sul podio del mercato lattiero. Paolo Bambagioni ne è il presidente, a lui il compito di tracciare un ritratto dell’azienda. La Centrale del Latte ha una storia cominciata tanti anni fa ed è legata a un prodotto tradizionale per eccellenza: come ci si reinventa per rimanere competitivi sul mercato? Uno dei punti di forza che abbiamo rispetto alle centrali del latte “tradizionali” è il fatto di avere un marchio forte, “Mukki”, segno di una capacità di comunicazione moderna. Nei locali del nuovo stabilimento usiamo tecnologie, impianti e macchinari che ci consentono di immettere sul mercato prodotti nuovi. Come “Smuthie”, un prodotto completamente pensato e sviluppato nei nostri laboratori, e confezionato in speciali confezioni Tetra Pak da 33 cl: si tratta di una bevanda al latte al gusto di fragola, banana e cioccolato ed è stata un successo, in pochi mesi abbiamo venduto un milione di pezzi. Sull’onda di questo successo, felice combinazione di marchio e prodotto, a breve lanceremo due nuovi gusti, nocciola e vaniglia. Come si è mossa la Centrale per uscire dai venti di crisi che nell’ultimo periodo hanno

Paolo Bambagioni

LA CENTRALE IN CIFRE

 SPAZI E PERSONE Il nuovo stabilimento di via dell’Olmatello è stato inaugurato nel maggio del 2005. Complessivamente si estende su 37mila metri quadrati, 3500 dei quali occupati dalla cella frigorifera. I lavoratori occupati direttamente dalla Centrale sono 182, ma con l’indotto (cooperative, agenti, stalle etc) si superano le mille persone.

 I NUOVI SOCI A marzo dello scorso anno è stata concordata un’importante ricapitalizzazione dell’azienda, e sono arrivati due nuovi soci: Fidi Toscana, la finanziaria della Regione (che ha avuto il via libera da Regione Toscana, Provincia di Firenze e Comunità montana del Mugello) e la Camera di Commercio di Firenze. Con loro, a operazione conclusa, arriveranno in tutto 10, 4 milioni di euro. I due nuovi soci si aggiungono a quelli “storici”: i tre comuni (Firenze, Pistoia e Livorno), la Banca Nazionale del Lavoro e la Cassa di risparmio di Firenze.

 LA FILIERA DEL LATTE Nel nuovo stabilimento arriva ogni giorno latte fresco da 130 stalle toscane, per un totale di circa 70 milioni di litri ogni anno. Quotidianamente da via dell’Olmatello partono 500 bancali alla volta di 177 zone distributive, sparse nel territorio toscano e della provincia di La Spezia, e vengono raggiunti circa 9 mila clienti, con oltre 10mila punti vendita serviti annualmente.

 I PRODOTTI La Centrale produce latte fresco, alto pastorizzato, Uht, panna fresca, burro, mascarpone, mozzarella, stracchino, yogurt, formaggi, ricotta, dessert e uova. Ha anche una linea di prodotti biologici sotto il marchio “Podere Centrale”. L’ultimo arrivato in casa Mukki è “Smuthie”, bevanda di latte con fragola, banana e cacao, (dalla consistenza assai simile a quella di un frappè) lanciata sul mercato recentemente e che nelle prossime settimane si arricchirà anche dei gusti vaniglia e nocciola.

soffiato forte? Abbiamo adottato una politica interna basata sul recupero dell’efficienza e la riduzione degli sprechi. E’ stata necessaria una riduzione del personale, che però è avvenuta con la collaborazione del sindacato: si è trattato di accompagnare alla pensione 18 persone, il 10 per cento del personale. Eravamo indebitati per i costi del nuovo stabilimento e andava trovato un equilibrio. Abbiamo avviato un programma di risanamento nel 2007 ed entro il 2009, con un anno di anticipo, riusciremo a raggiungere il pareggio di bilancio. Una grosso aiuto, in questo senso, ci è arrivato proprio dai fiorentini che non hanno mai perso fiducia nell’azienda Ambiente e sociale, quali sono gli impegni di Mukki? La nostra azienda si è dotata di tutte le certificazioni ambientali, così come si può rilevare dal bilancio annuale di sostenibilità, e pone grande attenzione alla qualità e alla sicurezza delle condizioni di lavoro, oltre che alla tutela dell’equilibrio ambientale. Sul versante sociale, Mukki è tradizionalmente legata ad alcune realtà cittadine come il Meyer e l’Istituto degli Innocenti e ad alcuni progetti come “Agata Smeralda”, che assiste i bambini delle favelas di Salvador de Bahia. Qual è la sfida più grande per il futuro? Veniamo da un un triennio che ha portato due risultati: il riequilibrio economico e la ricapitalizzazione con l’ingresso di Fidi Toscana e Camera di Commercio di Firenze nella compagine sociale. Le sfide certo non finiscono mai, ma le affronteremo forti di questi risultati, e saranno anche i nuovi soci a darci indicazioni in questo senso: certo è che lo faremo all’insegna della qualità e nel rispetto di consumatori, lavoratori e allevatori.


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i fatti vostri

Ottobre 2009

SEXANDTHECITY/1. Auto, parcheggi o stradine nascoste: ecco una mappa dei luoghi del tradimento

Quelli che l’amore lo fanno di nascosto È una tra le cattive abitudini più vecchie del mondo: tradire il partner. E se i tempi cambiano, le usanze invece sembrano immutate, e gli angoli di Firenze scelti dalle “coppiette” abusive sono sempre gli stessi... Paola Ferri

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oppie clandestine in cerca di intimità o ragazzi senza troppe pretese e senza una casa propria dove rifugiarsi per passare un po’ di tempo con il compagno e la compagna: la notte è loro e le strade cittadine aprono varchi inaspettati di tranquillità. Se non si può varcare la soglia di casa, si battezza qualche altro luogo come nido d’amore. Per non correre il rischio di beccarsi una denuncia, come è capitato a una giovane coppia che non ha saputo resistere alla passione e si è abbandonata a baci e abbracci in riva all’Arno (in pieno parco delle Cascine e in pieno giorno) meglio optare per la cara vecchia auto. Un classico che non passa mai di moda, o un usato garantito, per rimanere in tema automobilistico, sperimentato da generazioni. Certo i tempi sono cambiati nel frattempo, i giornali sui vetri non usano più, roba da hippie che non si vede più in giro da anni. Il massimo che ci si può concedere sono i vetri oscurati, che tra l’altro fanno anche un po’ tendenza. E per il resto si sta al rischio. Sì, ma il rischio di essere beccati, oltre a quello di andare incontro a brutte esperienze. Se dal Pacciani in poi è subentrato il timore ad avventurarsi in stradine di campagna, meglio non allontanarsi troppo dalla città. C’è chi va sul sicuro e punta sul romanticismo, scegliendo il panorama di Fiesole e Settignano, o fermandosi a metà strada, in zona cave di Maiano. La Basilica di San Miniato e i dintorni del piazzale Michelangelo offrono altri poetici scorci e angoli riparati,

Fiesole, Settignano e i dintorni del Piazzale sono tra i rifugi più gettonati

ma il rischio è quello di cadere nella banalità: qui, infatti, in serate particolarmente propizie, è possibile osservare la tipica conformazione delle coppiette a schiera. I piccioncini parcheggiano vicini ma non troppo gli uni agli altri, in modo da conciliare bisogno di intimità e paura di fare brutti incontri. C’è solo da augurarsi di non ritrovarsi come vicino d’alcova il compagno o la compagna ufficiale. Chi non si lascia scoraggiare da un po’ di strada da fare, si inerpica in direzione Vincigliata o verso il pratone dell’Olmo alla ricerca di un luogo più tranquillo. I più intrepidi invece restano in città e accostano in vie meno conosciute e frequentate, solitamente ai margini della città, favorite da un’illuminazione più soft. In zona Firenze sud, ai confini con la campagna, luci soffuse proteggono gli amanti dagli sguardi indiscreti. Infine per chi fosse a corto di fantasia e inventiva rimangono sempre alcuni parcheggi poco illuminati. Ma attenzione a quale si sceglie, che qui il rischio è di incappare in uno di quelli eletti a luogo di “scambio”, come si narra di uno dalle parti di Campo di Marte. Un’ultima avvertenza per le coppie clandestine: tenere a mente la lezione impartita dalla cronaca locale e ripensare al caso di quel giovane fiorentino che tradiva la moglie nella macchina di lei. L’auto si ribellò e prese fuoco sul più bello. Era solo qualche anno fa e qualche strada più in là.

FOCUS In rete è facile flirtare, ma anche essere scoperti

Tradire ai tempi di Facebook? Molto più complicato. E rischioso

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i chiamano “social network” e sono nati per mettere in contatto tra loro vecchi amici, conoscenti, colleghi e parenti sparsi ai quattro angoli della terra. O per buttare l’amo e vedere chi si riesce a pescare, un modo per appagare il bisogno di flirt, quell’amore vissuto in maniera “gassosa” ed evanescente, come lo definisce Giuseppe Civati nel libro “L’amore ai tempi di Facebook”. Niente di meglio per “pescare” che usare la rete, è praticamente un

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diventa più rischioso – sostiene Civati – perché come aumentano le possibilità di conoscere nuove persone o riallacciare vecchi rapporti, crescono anche le possibilità di essere scoperti”. “E’ uno strumento che tende al flirt e come ogni medium facilita l’approccio, ma in realtà – conclude Civati - non inventa niente, si limita a rappresentare le relazioni così come sono oggi, specialmente tra i trentenni: gassose, instabili, aperte a mille opportunità”. /P.F.

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immenso e fotografico elenco del telefono. Ma mentre in qualche paese anglosassone al solito più avanti di noi, il “libro delle facce” già provoca cause di divorzio, anche in riva dell’Arno ci si comincia a interrogare sulle potenzialità negative dei social network nei confronti della coppia. Che si moltiplichino le occasioni è accertato. Ma che renda le cose tanto più semplici a mogli, mariti e fidanzati poco inclini alla vita a due, non è affatto detto. “Anzi, il tradimento

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i fatti vostri

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SEXANDTHECITY/2. Affittare una stanza “a tempo” costa circa cinquanta euro

E tornano di moda gli alberghi a ore Sulla carta questo tipo di strutture non esiste, ci si arriva tramite passaparola: in realtà in città e nei dintorni ce ne sono di molto gettonati, e per tutti la parola d’ordine è riservatezza assoluta Lorenzo Salusest

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ncontri clandestini, consumati di giorno come di sera in anonimi alberghi di Firenze, lontani da occhi indiscreti di consorti, genitori, parenti e conoscenti. Non tutti hanno una casa libera a disposizione, né gradiscono vivere la loro intimità tra le lamiere di una macchina in luoghi più o meno appartati, più o meno pericolosi. Ecco che alle coppie non resta che l’ultima spiaggia. Un tempo si chiamavano motel, oggi sono più comunemente noti come alberghi a ore, alcove a costo accessibile e a privacy garantita. Circa 50 euro euro per una “sessione d’amore”, documenti richiesti (a tutela del personale di servizio), ma non registrati (a tutela degli amanti). Camere anonime, come gli amanti che le eleggono a tempio dell’amore, anche se per brevi lassi di tempo. Hotel “clandestini”, come gli incontri che ospitano. Perché è impossibile trovarli usando i canali ufficiali: gli alberghi ad ore sulla carta non esistono, ma la realtà parla di decine di strutture disposte ad affittare stanze “a tempo”. Rintracciarli non è impresa facile. Funzionano i suggerimenti degli amici, frequentatori assidui dei motel del terzo millennio, così come funziona la ricerca on line. Altrimenti non resta che rivolgersi direttamente, con un po’ di costanza e faccia tosta, agli alberghi normali e chiedere al portiere

se è contemplata – non ufficialmente, s’intende – anche questa insolita forma di locazione. Con risposte talvolta positive, talvolta negative. Si scopre così che non sono poche le strutture disposte ad affittare stanze ad ore: se ne trovano sia in centro, sia nelle periferie (in particolare vicino alle uscite autostradali), sia sulle colline intorno a Firenze. Alcuni sono meno noti, altri godono di fama indiscussa, e sono da anni la meta preferita di coppie che, per una ragione o per un’altra, sono costrette a consumare i loro amplessi in campo neutro, ma al coperto. Una fama acquisita grazie ad alcuni requisiti particolarmente graditi dai frequentatori: camere accoglienti, buon livello di igiene, prezzi alla portata. Ma a fare la differenza sono altre due caratteristiche: la collocazione geografica e la riservatezza. Meglio un albergo lontano dalle zone densamente abitate e frequentate di uno situato a ridosso di case e negozi; meglio incontrare personale di servizio discreto e compiacente, che assolva ad alcuni suoi obblighi (la richiesta del documento) senza ulteriori domande; meglio un albergo in cui i percorsi per raggiungere le camere non richiedono giri tortuosi, con passaggi pericolosi davanti alla reception o ad altre camere. Requisiti, questi, in possesso di poche strutture a Firenze. Quali? Impossibile dirlo, questione di riservatezza.

L’INTERVISTA Parla Paola Pompei, psicologa

“L’amante diventa un momento di svago di cui non si vuol fare a meno”

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n paio d’ore o anche meno, magari in pausa pranzo. Sopravvissuti sottotraccia per anni, gli alberghi a ore tornano a registrare un certo successo. La parola alla psicologa Paola Pompei. Dottoressa, come si può spiegare questo fenomeno? In parte la spiegazione sta nella volontà di non voler rinunciare a niente, nel desiderio di volersi procacciare a tutti i costi quella felicità temporanea, anche solo di un paio d’ore, incastrandola tra i vari impegni della

giornata. L’alternativa all’albergo sarebbe un appartamento, ma naturalmente si tratta di qualcosa di più dispendioso e complicato per chi non vuole ufficializzare un legame. Allora si preferisce l’hotel, magari vicino al luogo di lavoro e facile da raggiungere. Insomma l’amante diventa uno dei tanti appuntamenti da incastrare in agenda? In un certo senso sì. In una vita sempre di corsa, tra lavoro, figli, casa e palestra, l’amante diventa un momento di svago di cui non ci si vuole privare.

Ma si tradisce più di prima? O cambia il modo di tradire? Diciamo che c’è una fascia di età, quella dai 45 in su, che è più propensa al tradimento rispetto a qualche anno fa. Il fenomeno riguarda soprattutto le donne, che hanno vissuto una giovinezza di privazioni, senza la libertà di movimento delle generazioni successive e che, arrivate a una certa età, raggiunta una certa indipendenza economica e dagli impegni familiari, decidono di prendersi una fetta di libertà che non hanno

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mai avuto. E per gli uomini le cose sono rimaste invariate? No, anche nel loro caso si assiste a una evoluzione nel tradimento. La tendenza è quella a crearsi relazioni di durata più lunga, fino a portare avanti storie parallele per anni, senza trovare il coraggio di rompere il vincolo del matrimonio. Anche il sesso forte ha bisogno di comprensione e di dialogo, elementi che purtroppo spesso tendono a logorarsi all’interno della relazione coniugale. /F.P.

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curiosità

Ottobre 2009

IL CASO. Una mappa per scoprire tutti i lavori donati al comune di Firenze, strada per strada

Zona che vai, opera d’arte che trovi Dal Guerriero di Henry Moore alla stele di Pomodoro. Dalle statue cinesi di Ningbo a quella più piccola e meno ingombrante del giapponese Kousei Tateno. A spasso per le vie di Firenze per scoprire che la scultura di Gregg Wyatt non è stata la prima (e non sarà l’ultima) a sollevare polveroni tra i fiorentini Caterina Gentileschi

M

esi fa il dilemma Ningbo, a settembre è stato il turno dei “Two rivers” di Gregg Wyatt destinati a piazza Poggi, e guardando indietro nel tempo si scopre che sono molte le sculture donate al Comune di Firenze e via via “piazzate” in una strada, in una piazza o in un giardino. E, si badi bene, ogni opera d’arte arrivata in città da trent’anni a questa parte, non è mai stata risparmiata dalle polemiche dei fiorentini, quasi si trattasse di un esame da superare prima di venire esposta. Prendendo in esame le più recenti, dall’inizio degli anni Settanta ad oggi, se ne contano dodici (tredici se si conta Wyatt), tutte brillantemente sistemate in questo o in quell’altro luogo. La maggior parte si trova in centro, ma nessun quartiere è stato risparmiato, ognuno ha il suo cadeaux, chi più chi meno d’impatto. Volendo fare un rapido excursus, e partendo dalla periferia più estrema di Firenze, proprio all’ingresso dell’aeroporto di Peretola, si incontra l’uccellino “cicciotello” firmato da Ferdinando Botero. “Paloma”, ovvero colomba, così si intitola l’opera giocosa che forse meriterebbe

una collocazione un po’ meno rumorosa. Spostandosi nel parco di Villa Vogel, in via Canova, ecco finalmente spuntare il “guerriero” e il “burocrate” donati dalla città di Nimgbo, che dopo aver passato qualche tempo in un capannone a Prato, hanno trovato nel parco la loro degna collocazione. All’estremità opposta di Firenze, sul lungarno Aldo Moro, spunta l’ “Uomo della pioggia” di Folon, divertente bronzo che si ripara dalle paturnie del mondo con un ombrello d’acqua. Dall’altra parte dell’Arno c’è “Usho”, del giapponese Kousei Tateno, al centro dell’aiuola che fa da spartitraffico in piazza Gavinana. Spostandosi verso un altro ingresso della città, ecco apparire “Dietrofront!”, gruppo marmoreo firmato da Michelangelo Pistoletto, che accoglie il visitatore nel piazzale di Porta Romana. E procedendo da Porta Romana verso il piazzale Michelangelo, ci si imbatte in un gruppo di statue longilinee che non potrebbero avere nome più appropriato. “Incontri” si chiamano, e spuntano tutto a un tratto dalle siepi del viale. Scendendo lungo il viale dei Colli e arrivando in piazza Ferrucci, il visitatore potrà andare alla ricerca dell’opera meno evidente di tutto il panorama fiorentino: “Fontana della maternità”, di Sauro Cavallini,

bronzi che a malapena si riescono a distinguere nell’andirivieni che caratterizza la piazza. Poco più in là, in piazza Poggi (e qui viene da domandarsi: dove verrà messo Wyatt se in piazza Poggi c’è già un’altra scultura?), c’è un big del Novecento, Giò Pomodoro, con la sua stele dedicata a Galileo Galilei. Attraversando il ponte, invisibile per chi non visita la basilica, c’è il “Guerriero” che porta la firma di Henry Moore, posizionato proprio davanti alla cappella dei Pazzi, in Santa Croce. L’ultima tappa di questo viaggio nei “regali d’autore” è nel cuore della città, davanti alla Fortezza progettata da Antonio da Sangallo. Piazza Bambine e bambini di Beslan è contesa da ben due opere regalate al comune di Firenze. La prima è “Silenzio!Ascoltate” di Mario Ceroli, che occupa gran parte dello slargo, e la seconda è “L’uomo della pace”, delizioso bronzo, ancora una volta di Folon, reso pressochè invisibile dalla mole del lavoro di Ceroli. Manca solo un donatore all’appello, Giuliano Vangi, che l’anno scorso portò via il suo San Giovanni da piazza Santa Maria Sopr’Arno per restaurarlo e che non è ancora tornato al suo posto. Speriamo che dopo tutte le polemiche degli ultimi tempi, non abbia deciso di regalarlo a qualcun altro.

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A caval donato si guarda in bocca... Sorriso tirato, faccia accondiscendente. Un serie infinita di “grazie, grazie, grazie, non dovevi proprio disturbarti” e un pensiero fisso in testa: dove la infilo adesso sta’ “ciofeca”?. La classica reazione di chi non ha apprezzato il regalo appena ricevuto. Io personalmente, seguo una precisa scuola di pensiero. Non condivido l’atteggiamento di chi, pur di fare un piacere al donatore, espone sui propri scaffali soprammobili di dubbio gusto, portafoto con lastre d’argento multicolor o sfoggia magliettine stile hippie provenienti da un posto nel mondo dove non sono ancora passate di moda (“sai, le disegna a mano un ragazzo in Brasile, quando l’ho vista ho pensato subito a te”. Argh.). No, no. Bando alle smancerie. Se entrando a casa mia non vedrete quel “delizioso” orologino a forma di mazza da golf che mi avevate regalato per la laurea, non abbiate dubbi. E’ stato scaraventato in fondo ad un cassetto pochi minuti dopo averlo ricevuto. Tutto questo per dire

che un regalo è sempre un regalo, ma se è vero che non può essere rifiutato, è altrettanto vero che se non rispecchia il gusto di chi lo riceve, può essere messo in cantina (o quantomeno eliminato dal proprio campo visivo). Ma questo discorso vale anche se il presente è un’opera d’arte e se il destinatario è una città anziché una persona? Una città, come la casa o il corpo di ognuno di noi, deve indossare l’ “abito” che più le si addice e Firenze può permettersi di scegliere quello che vuole o non vuole indossare. Di sicuro non può riciclare il presente, ma perlomeno può permettersi di decidere se collocare il cadeaux nel cuore del centro storico o in luogo un tantino più defilato. Male male, quanto il donatore tornerà a fare visita, gli si può sempre rifilare la vecchia scusa che “in centro ce n’è già troppe, meglio un posto meno inflazionato dove l’opera risalti di più”. Sempre meglio della cantina.


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Paloma, Ferdinando Botero

viale Guidoni

Statue di Ningbo

copia di due originali conservati nella cit tà cinese, Villa Vogel

Stele in onore di Galileo Galilei, Giò Pomodoro

Piazza Poggi

Silenzio, ascoltate!, Mario Ceroli piazza Bambine/i di Beslan

Guerriero, Henry Moore

primo chiostro Basilica Santa Croce

L’uomo della pioggia, Folon

Lungarno aldo moro

Sommario

L'uomo della pace, Folon

piazza bambine e bambini di Beslan

Fontana della maternità, Sauro Cavallini piazza Ferrucci

Usho, Kousei Tateno piazza Gavinana

Incontri, Romano Costi viale Machiavelli

Dietrofront, Michelangelo Pistolet to Piazzale Porta Romana

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tempo libero

Ottobre 2009

TENDENZE/1. Con l’arrivo dell’autunno inizia la stagione dei corsi per rimettersi in forma

C’era una volta la ginnastica Il fitness classico? Roba vecchia. L’ultima moda è Bosu, una sfera che tonifica i muscoli “critici”. Ma nelle nelle palestre fiorentine spopolano pure le camminate sott’acqua e le arti marziali in piscina Serena Wiedenstritt

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rimavera e autunno sono per definizione le stagioni del fitness. Se da maggio in poi le palestre si affollano per la temuta prova costume, il rientro in città favorisce i buoni propositi, come dedicarsi a se stessi e alla cura del proprio corpo, complice spesso anche qualche peccatuccio di gola commesso in vacanza. Mettiamoci anche che le palestre e i centri benessere si attivano per proporre corsi all’ultima moda, ed ecco cosa aspetta i patiti della forma ad ogni costo per il prossimo inverno. Lo strumento della stagione è il “Bosu”, una pedana di forma circolare con sopra una mezza sfera di gomma di circa 60 cm di diametro. Il nome è l’acronimo dell’inglese Both Sides Up. Dovrebbe conquistare chi già è appassionato di step e di pilates, o almeno così dichiara chi lo ha provato, perché tonifica i muscoli di gambe, glutei ed addominali, (da sempre i più ostici), riduce i traumi dello step e aiuta ad aumentare coordinazione ed equilibrio. Sicuramente l’origine statunitense - la sfera di gomma è stata inventata nel 1999 da David Weck e in Italia arriva direttamente da Broadway, per la precisione dalla lussuosa catena di palestre Equinox - è una garanzia di successo per diventare lo sport di moda dei prossimi mesi. La novità 2009 ha anche un sito dedicato, www.bosuitalia.it, dove gli appassionati possono comprare la propria sfera a 150 euro per un allenamento Bosu fatto in casa, mentre per rendersi conto di come funziona il nuovo sport basta cercare Bosu su www.youtube.it e si trovano numerose dimostrazioni pratiche. Se il Bosu è la novità 2009 “in superficie”, non mancano gli spunti per chi preferisce perdere peso in acqua: scorrendo le proposte delle palestre fiorentine pare proprio che in piscina si possano trasferire tutti gli sport. L’ac-

quagym è roba antica e ora alcuni istituti propongono dalla bicicletta in acqua alle arti marziali in piscina, e c’è perfino la possibilità di fare trekking senza sudare, aiutati da un tapis roulant subacqueo. Più facile, ma forse troverà qualche purista contrario alla novità, trasportare in acqua discipline senza attrezzi come yoga e pilates. A metà strada fra i due generi, altre palestre da questo autunno organizzano corsi di “acquawalk”: in questo caso l’attrezzo è uno speciale stivale che potenzia gli effetti di resistenza dell’acqua e consente una maggiore presa sul fondo della piscina. Così ancorati al fondo della vasca, niente rischio di scivolare e maggiore tonificazione per tutto il corpo, promettono gli esperti.

TENDENZE/2. Ecco una rassegna delle proposte formative più bizzarre

C’è chi cuce e chi invece studia il globish O

ltre le gambe c’è di più, cantavano Jo Squillo e Sabina Salerno qualche anno fa. Anche oltre il fitness c’è di più. Così, per tutti coloro che vogliono utilizzare il loro tempo libero imparando, ma non necessariamente a fare esercizi fisici, la scelta in città va dalle discipline più classiche ai progetti più innovativi. Ad esempio i Quartieri sono un’occasione da non perdere per allargare i propri orizzonti: il Quartiere 2 per l’autunno 2009 propone corsi di informatica, lingue, business english, degustazione vino, cucina, teatro per adulti e ragazzi, fiori di Bach, restauro, musica, storia dell’arte, pittura e altre discipline che spaziano dalla storia delle religioni al globish (ossia l’inglese semplificato alla portata di tutti), alla pittura creativa e ai laboratori di analisi del film dedicati ad “attori e divismo” organizzati insieme all’Istituto Stensen. Per maggiori informazioni e iscrizioni è necessario rivolgersi all’ufficio cultura, Villa Arrivabene, piazza Alberti 1a, tel.055/2767828. Il Quartiere 5, invece, si dedica agli aspiranti

fotografi (info: 055/4223403-4378494). Chi ha detto che il nuovo Robert Capa non possa muovere i primi passi e scattare i primi clic grazie ai corsi di fotografia, fotografia digitale e notturna e montaggio digitale organizzati dal centro audiovisivi di Villa Pozzolini? Ci sono poi le iniziative per grandi e piccini. Per i piccoli, o piuttosto giovani, ci sono le attività dell’Informagiovani (info su: http://portalegiovani.comune.fi.it). I corsi sono divisi per argomento, dal cinema al cucito, dal giardinaggio al fumetto, passando per arte, musica e tecniche naturali. Per i grandi c’è la vasta scelta dei corsi dell’Università dell’Età Libera: i programmi per l’anno accademico 2009-2010 sono scaricabili sul sito www.edafirenze.it. E infine ci sono i corsi per i buongustai, proposti da specialisti del settore come i componenti dell’Accademia Internazionale Enogastronomi Sommeliers. I posti per diventare esperti assaggiatori di vini sono limitati, per prenotarsi si può contattare info@aiestoscana.com o chiamare il 3663535047. /S.W.

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TEATRO/1. La stagione del Comunale non delude nonostante i drastici tagli al settore

Maggio, un autunno tutto in musica Un mini festival, una stagione corposa, trasferte all’estero e ospiti provenienti

TEATRO/2

da tutto il mondo. Il Maggio non si arrende nemmeno davanti alla crisi

Metti una sera sul palco per parlare English

e porta sul palcoscenico spettacoli di grande qualità abbinati a una particolare attenzione per alcune produzioni contemporanee Martina Bandini

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iente paura, il sipario non calerà nemmeno quest’anno. Nonostante i problemi che affliggono le casse di tutto il comparto, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino presenta comunque una stagione di tutto rispetto, ricca di novità, di successi sempreverdi e di ospiti inattesi. Si parte all’inizio di ottobre con il mini festival “Recondita Armonia”, che già l’anno scorso ha riscosso grande successo (30mila presenze), proponendo tre opere della tradizione alternate tra loro in una dieci giorni tutta dedicata alla lirica, caratterizzata da allestimenti agili e produzioni di qualità. Per l’autunno 2009 tocca alla trilogia verdiana, La Traviata, Il Rigoletto e il Trovatore, fino al 16 ottobre sul palco del Comunale. Dall’8 novembre si parte invece con la stagione ufficiale, inaugurata da Seiji Ozawa, che torna a Firenze con un titolo mai rappresentato nel capoluogo toscano, “La piccola volpe astuta” di Leos Janacek, opera struggente dove gli animali dialogano fra loro e comprendono il linguaggio degli uomini, e in cui uomini e animali sono posti sullo stesso piano, nell’allestimento fiabesco, di grande impatto visivo anche per i più piccoli, che vede il debutto del regista francese Laurent Pelly ed è coprodotto– dopo la splendida Elektra dell’anno scorso - con il Saito Kinen Festival. In dicembre significativo è il progetto de Il Campanello, deliziosa farsa di Donizetti di rara esecuzione (l’ultima rappresentzaione a Firenze risale al 1948), che vedrà, insieme ancora a Bruno De Simone, i giovani cantanti formati ai corsi di MaggioFormazione, per la direzione di Fabrizio Maria Carminati ed un nuovo allestimento per la regia di Jean-Luis Grinda, con le scene dipinte di Raffaele De Savio che curerà anche un corso di formazione per pittori-scenografi. “L’Italiana in Algeri”di Rossini (22-29 gennaio) segna il debutto italiano nella regia lirica del gruppo catalano “Els Comediants”. Protagonista è Daniela Barcellona, affiancata da specialisti come Simone Alaimo, John Osborn e Bruno De Simone, dirige Enrique Mazzola e il nuovo allestimento è coprodotto con il Teatro Real di Madrid, l’Opéra National de Bordeaux e la Hou-

ston Grand Opera. Torna, dopo quasi trent’anni di assenza, il capolavoro liberty di Francesco Cilea “Adriana Lecouvreur”. Sul podio salirà Bruno Bartoletti, protagonista Adina Nitescu, accanto a lei Marco Berti, Juan Pons e Marianne Cornetti, regia e costumi di Ivan Stefanutti. Nel campo della danza e del balletto, il Teatro del Maggio sceglie di confermare l’investimento sulla propria Compagnia MaggioDanza, guidata da Vladimir Derevianko, con due titoli “tradizionali” come

“Carmen suite” coreografia di Alberto Alonso, étoile ospite Eleonora Abbagnato, in abbinamento a Il Campanello, e “Don Quixote” dello stesso Derevianko, entrambi con orchestra dal vivo. Spicca una nuova proposta nell’ambito del Festival per dare risalto ai linguaggi della contemporaneità, “The man in the box”, nuova creazione che vede l’ètoile Guillaume Coté nella triplice veste di coreografo, autore delle musiche ed interprete in scena. www.maggiofiorentino.com

TEATRO/3. Ancora qualche settimana alla fine delle operazioni di messa in sicurezza alla Pergola

Lavori agli sgoccioli, si apre il sipario A

ncora un po’ di tempo per l’inizio della stagione della Pergola, dove sono ancora in corso le operazioni per la messa in sicurezza di alcuni ambienti, lavori impegnativi per un edificio datato 1656. Il via alle danze verrà dato ufficialmente il 17 novembre, con Mariangela D’Abbraccio e Elisabetta Pozzi, che apriranno la stagione cimentandosi in una “Strana coppia” al femminile, per sorprendere una platea abituata a vederle in ruoli drammatici. A seguire un eccezionale Pirandello, (Enrico IV, Pensaci, Giacomino!, Non si sa come), oltre agli spettacoli “L’attore”, il “Capitano Ulisse” e “La strada”, insieme alla riscrittura kafkiana di Ugo Chiti con “Le conversazioni di Anna K.” e la novità del premio SIAE Giovanni Clementi (“L’ebreo”, con Ornella Muti in un’inedita veste scenica). E nel momento in cui fa tappa alla Pergola una delle migliori interpretazioni goldoniane degli ultimi anni, la “Trilogia della villeggiatura” dei Teatri Uniti, c’è un importante anniversario da ricordare, il venticinquesimo della scomparsa di Eduardo che ricorre il 31 ottobre. In stagione saranno due i testi del genio partenopeo, “La fortuna con la effe maiuscola” e “Ditegli sempre di sì” con Geppy Gleijeses. Anche Shakespeare sarà

protagonista, con la colorata versione di “Molto rumore per nulla”. Torna Tato Russo con una elaborazione da Dostoevskij, “Il paese degli idioti” e “Passaggio in India”. C’è poi “L’inganno” di Anthony Shaffer, l’ennesima tappa del viaggio di Glauco Mauri e Roberto Sturno alla ricerca di copioni non usuali. “Die Panne”, di Friedrich Dürrenmatt, dà modo a Gianmarco Tognazzi di cimentarsi nel ruolo che fu al cinema di Alberto Sordi. “L’anatra all’arancia”, è invece passerella per la verve di Debora Caprioglio. Uno spazio anche per la favola, quella di “Pippi Calzelunghe” e quella latina di “Concha Bonita”, che unisce gli estri di Alfredo Arias, Nicola Piovani e Vincenzo Cerami. A chiudere la stagione arriva Luca Ronconi col toccante “Giusto la fine del mondo” di Jean-Luc Lagarce, drammaturgo francese precocemente scomparso. Maurizio Scaparro, porterà per due giorni il suo “Polvere di Bagdad”, mentre il regista e Massimo Ranieri, interprete dello spettacolo, saranno protagonisti delle proiezioni del film “L’ultimo Pulcinella”, girato da Scaparro tra Napoli e la banlieue parigina. Farà una sorpresa anche Toni Servillo proponendo /C.G. il suo recital “Letture napoletane” il 1°marzo.

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uovo slancio per il teatro in lingua inglese. Quest’anno la Florence International Theatre Company annuncia la sua quarta stagione con un importante parterre di ospiti internazionali e con un calendario di grande qualità. Una realtà che cresce un anno dopo l’altro, coinvolgendo visitatori di origine anglosassone ma anche fiorentini attratti da un modo diverso di fare teatro. Tutti gli spettacoli sono sottotitolati in italiano, in modo da permettere ai cittadini del bel paese di entrare a pieno nella trama. “E’ un modo anche per coinvolgere i ragazzi e per dimostrare che gli studenti stranieri, soprattutto quelli americani – spiega Bari Hochwald, direttrice e anima della compagnia – non vengono in Italia solo per ubriacarsi, ma si interessano anche di arte e cultura”. Per Bari, americana purosangue che ha scelto Firenze come città d’elezione, la compagnia teatrale è motivo di vita, oltre ad essere una “missione”. Ogni anno porta in città artisti di calibro internazionale (per la stagione 2009 sono in arrivo attori provenienti non solo dagli Usa, ma anche dal Canada, dall’Olanda, e dalla Gran Bretagna) e mette in scena spettacoli diversi tra loro. A volte ironici e divertenti, altre volte più impegnati e presi in prestito dal teatro della tradizione. La stagione vera e propria – intitolata “Dove i mondi si incontrano” - aprirà i battenti il 19 novembre con lo spettacolo “... About Anne” con Salome Jens, messinscena delle opere poetiche di Anne Sexton, con la partecipazione straordinaria della Jens, attrice famosa a Broadway e in molti altri teatri sparsi per gli Stati Uniti. IL 20 e 21 settembre sarà poi la volta di un progetto speciale, il “teatro per nottambuli”, spettacoli che verranno rappresentati a partire dalle 23:30 (ciascun spettacolo durerà circa un’ora). Ma prima di dare il via alla stagione 2009/2010, la FITC darà un’anticipazione di se stessa nel corso del Festival della Creatività con l’evento “Creative Campus”, un progetto multidisciplinare che vede protagonisti studenti e artisti internazionali e locali. La manifestazione alla Fortezza sarà l’occasione ideale per tre giorni di workshop che daranno ai partecipanti la possibilità di mettere in piedi uno spettacolo/evento ispirato al tema “Quale futuro per Firenze?”, che verrà messo in scena nella giornata di chiusura del Festival. Info: www.florencethetre.com – 055.213788. /L.V.Z.

Un attore della compagnia


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cultura

Ottobre 2009

L’INAUGURAZIONE. Apre Ex3, centro dedicato alla contemporaneità, tra mostre, allestimenti e musica

L’arte prende casa a Gavinana Laura Lenzi

L’

arte contemporanea riparte da Firenze sud. Ex Cpa, ex auditorium e infine ex Quarter, la struttura di viale Giannotti 81, di fianco al centro commerciale, è finalmente pronta a riaprire i battenti, alla fine di questo mese. Con un progetto e un nome nuovi di pacca: si chiama Ex3, che deriva da “exhibition” e Quartiere 3, e sarà uno spazio espositivo in divenire, aperto ad arti visive, performance, musica e incontri. Uno dei nodi della rete di contemporaneità diffusa che hanno in mente il Sindaco Matteo Renzi e l’assessore alla cultura Giuliano Da Empoli. “Una rete – ha affermato lo stesso Renzi durante la presentazione di Ex3 - che metterà in comunicazione alcuni luoghi attualmente dismessi o sottoutilizzati come l’ex Meccanotessile, la Stazione di Santa Maria Novella, la Fortezza da Basso, il complesso AlinariLeopoldine”. Una sfida, quella dell’arte contemporanea, che il centro di viale Giannotti accetta e rilancia, attraverso le parole del Direttore Sergio Tossi. “Fra i nostri punti di forza porrei una doppia rete – dichiara Tossi – una metropolitana, una sorta di museo diffuso che metta insieme esperienze diverse della città, e una internazionale, che ci metta in contatto con centri analoghi al nostro. Centri d’arte di città d’arte, una categoria particolare, in grado di ricomporre passa-

Lorenzo Giusti, Arabella Natalini, Segio Tossi, Andrea Ceccarelli presidente del Quartiere 3 e il sindaco Matteo Renzi

to e futuro attraverso linguaggi innovativi”. Intanto si comincia con la doppia personale di Julian Rosefeldt e Ian Tweedy, che aprirà al pubblico il 29 ottobre. In seguito a riempire i 600 metri quadrati dell’Ex3, suddivisi tra la sala principale e le più piccole

side rooms, ci penseranno artisti italiani e internazionali come la nostrana Eva Marisaldi, l’islandese Ragnar Kjartensson e il sudafricano Robin Rhode. Con un occhio di riguardo per gli artisti di casa nostra: Sergio Tossi, Arabella Natalini e Lorenzo Giusti,

Dopo l’esperienza del Quarter, chiuso quattro anni fa, riprende vita la palazzina accanto al centro commerciale di viale Giannotti. Il 29 ottobre la prima mostra

che collaborano alla direzione del centro d’arte, stanno lavorando su un premio da attribuire al migliore artista toscano. In palio la possibilità di allestire una mostra negli spazi di Ex3 e la pubblicazione di un catalogo. In programma anche progetti didattici, in collaborazione con le scuole fiorentine, e workshop, come Ex3 Wall, dedicato alla pittura, ed Ex3 Video. Facendo sempre attenzione al budget, in parte ricavato da sponsor e partner privati e in parte finanziato

dal Comune (90mila euro per tre anni). Una cifra non esagerata, quest’ultima, ma pur sempre un punto di partenza da cui sviluppare rapporti e collaborazioni con altre istituzioni. In cima alla lista dei possibili interlocutori si collocano senz’altro la Strozzina e il Museo Marini, realtà già collaudate in ambito di arte contemporanea. In un futuro nel centro d’arte di viale Giannotti dovrebbe trovare posto anche una caffetteria. Con arredamento di design, naturalmente.


cultura

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LA KERMESSE. Torna il festival che porta in città l’innovazione, la tecnologia e le nuove tendenze

Quattro giorni a tutta creatività Caterina Gentileschi

progettata e organizzata da Fondazione Sistema Toscana, gli spazi monumentali della Fortezza faranno da cornice a installazioni sulle metamorfosi urbane curate dai più grandi architetti e designer internazionali. Mentre la sala della volta ospiterà i progetti sulle trasformazioni urbane nelle città di Medellin, Seoul (nel 2010 Capitale mondiale del design dopo Torino), Shanghai, Montreal e nelle metropoli degli eccessi Doha e Dubai. E ancora Il Cairo, la megalopoli brasiliana di San Paolo che conta oltre 22 milioni di abitanti, e Tokio. Nella sala delle colonne le metamorfosi urbane saranno narrate attraverso progetti di arte pubblica/sociale e visioni. Anche la street art la farà da padrona: nella sala delle grotte, con la mostra “Once were writers” saranno allestiti una serie di video installazioni di giovani “graffitari” italiani. Il primo piano del padiglione Spadolini ospiterà la grande rassegna enogastronomica deGustiBooks con eventi e degustazioni dedicate al cibo urbano e l’area “kids”, con giochi, libri e laboratori educativi, pensati su misura per “le città del futuro” (prove di educazione stradale, costruzione di orti urbani e di oggetti riciclati). Incontri, talkshow, workshop e performance live con artisti e studiosi provenienti da tutto il mondo: tornano anche questa edizione, i caffè filosofici e i grandi concerti live. Quattro giorni per prendere consapevolezza e progettare le città del nostro futuro.

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ottobre Firenze si veste di creatività e la Fortezza da Basso si prepara ad ospitare le idee e l’effervescenza del festival più innovativo della penisola. Edizione numero quattro per il “Festival della creatività”, che lo scorso anno ha portato a Firenze più di 400mila persone. Dal 15 al 18 ottobre la città del giglio si vestirà dei colori della fantasia abbinata all’arte e alla tecnologia. “Il futuro delle città, le città del futuro”, questo il tema che quest’anno farà da file rouge per le idee di designer, artisti, architetti e chi più ne ha più ne metta. Una folla strutturata di creativi che si riuniranno alla Fortezza per osservare da vicino le fucine di idee più fertili del futuro, ovvero le metropoli. Dalle metamorfosi urbane delle megalopoli più complesse del globo (da Shangai al Cairo fino a San Paolo), fino a progetti urbani legati a forme d’arte contemporanea come la street e la video art. E per chi proprio non ce la fa ad aspettare fino al 15 ottobre, c’è il “Fringe of Festival” una sorta di anteprima (dall’8 al 14 ottobre) durante la quale creativi, intellettuali, artisti e artigiani, apriranno al pubblico studi e botteghe esponendo progetti creativi ispirati al tema del festival della Fortezza. Durante i quattro giorni della kermesse, ideata dalla Regione Toscana e

L’EVENTO. I nuovi spazi comunali vengono aperti per la prima volta a un’esposizione fotografica

I volti del bel Paese in mostra a Fiesole P

Mario Luzi

apa Giovanni Paolo II, il poeta Mario Luzi, lo storico e politico Giovanni Spadolini, l’”Avvocato” Gianni Agnelli, e ancora il Presidente della Repubblica - allora Presidente della Camera - Giorgio Napolitano e i sui predecessori Carlo Azelio Ciampi con la moglie Franca e Oscar Luigi Scalfaro, il senatore Giulio Andreotti, l’attore Alberto Sordi, il regista Mario Monicelli e i registi cinematografici Robert Altman e Bernardo Bertolucci. Sono solo alcuni dei personaggi che hanno fatto visita a Fiesole e che sono stati immortalati dall’obiettivo di Stefano Giraldi e Paolo della Bella. Quarantuno foto, scattate fra gli anni ’80 e ’90, che descrivono Fiesole attraverso i suoi personaggi, di passaggio o stanziali, raccolte nella mostra “Obiettivo Fiesole. Scatti e ritratti di Paolo della Bella e Stefano Giraldi”, in programma dal 17 ottobre al 29 novembre nei nuovi locali del Comune in piazza Mino. L’esposizione viene inaugurata sabato 17 ottobre, alle ore 17, all’ap-

puntamento saranno presenti il Sindaco di Fiesole Fabio Incatasciato e l’assessore alla cultura Paolo Becattini. Un piccolo furto alla cassaforte del tempo, scatti che testimoniano come Fiesole sia la “città dell’accoglienza”. Una sequenza di poeti e musicisti, pittori e attori si arricchisce di uomini politici e letterati, scultori e fotografi o scienziati, registi cinematografici ed architetti. Icone del tempo immortalate a colori o in bianco e nero. La mostra illustra un ventennio di storia culturale fiesolana: si compone, infatti, di una vasta rassegna di fotografie (trentacinque) scattate da Paolo della Bella, che fanno parte dell’archivio del comune e di una serie di “ritratti” (sei), sempre fotografici, di altri protagonisti della creatività immortalati da Stefano Giraldi, che saranno donate dal fotografo all’Archivio. Con la mostra si aprono per la prima volta ad un’esposizione artistica i nuovi spazi comunali inaugurati lo /L.V.Z. scorso 14 marzo.

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FIORENTINA/1. A fine settembre, Lorenzo De Silvestri ha fatto il suo esordio ufficiale in maglia viola

Un (ex) “dissidente” alla corte di Prandelli Con Pandev e Ledesma era uno dei tre giocatori della Lazio in rotta con la società: poi, a pochi giorni dalla chiusura del calciomercato, Corvino è riuscito ad assicurarselo per cinque milioni di euro, battendo anche la concorrenza del Milan. “Per me è stata dura lasciare Roma, ho fatto anche il settore giovanile in biancoceleste”, aveva detto il giorno della sua presentazione. Ma ora guarda al futuro con entusiasmo. “Devo migliorare ancora in fase difensiva. Prandelli contribuirà a farmi crescere”

Lorenzo De Silvestri

Cristina Guerri

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ra uno dei tre “dissidenti” (gli altri due, Pandev e Ledesma, lo sono ancora) della Lazio. Poi, a fine agosto, a pochi giorni dalla chiusura del calciomercato, Lorenzo De Silvestri è passato alla corte della Fiorentina (su di lui c’era anche il Milan) per cinque milioni di euro, chiudendo un rapporto - quello coi biancocelesti - durato, giovanili comprese, nove anni. Era tifoso della maglia che indossava, di cui un giorno sarebbe divenuto con tutta probabilità il capitano. Adesso la sua casa è Firenze e, dopo un periodo in cui è stato costretto a restare fuori dai campi di gioco per colpa di un infortunio, De Silvestri è tornato in campo per contribuire alla causa viola. E’ stato proprio contro la Fiorentina (era il 22 aprile 2007) che ha esordito in serie A, a soli 18 anni. “Per me - aveva commentato il giorno della sua presentazione - è sta-

ta dura lasciare Roma, visto che ho fatto anche il settore giovanile in biancoceleste. Resterò sempre un tifoso della Lazio, ma sono venuto via dal presidente, non dalla società. Ho fatto questa scelta perché la Fiorentina mi ha voluto fortemente. Sono felice di poter lavorare con un allenatore come Prandelli che è un insegnante di calcio. In più, Firenze è l’ambiente giusto per permettere a un giovane di crescere, cosa che spero possa capitare a me”. Il suo esordio con la maglia viola è avvenuto dal primo minuto nel derby col Livorno di fine settembre, durante cui De Silvestri ha subito dimostrato, nonostante non fosse ancora al 100%, il suo valore e le sue capacità. Cosa non è andato a Roma? Non posso dire tutto. Comunque chiedetelo a quelli che da Roma se ne sono andati. Chiedetelo a Osti, Sabatini e Persi-

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chetti (tre dirigenti laziali, ndr). Non sono giocatori, ma dirigenti e due di loro sono di Roma. Riguardo a me, l’anno scorso, tornato dalle Olimpiadi, mi sono fatto uno stiramento, e quello che è subentrato a me (Lichtsteiner, ndr) è andato bene... però mi sono sempre allenato, ero sempre pronto a dare il massimo, credo di averlo dimostrato, abbiamo vinto la Coppa Italia. Non so perché Lotito dica di me quello che dice. Dove deve migliorare Lorenzo de Silvestri? Devo migliorare in fase difensiva, anche se credo, in questi due anni, di aver fatto qualche progresso. Prandelli contribuirà a migliorarmi ancora. Tatticamente come si vede nella Fiorentina? A me piace andare avanti e dare una mano in fase offensiva. Senza esagerare, perché esiste anche la difesa. Mi piace andare al

cross, però spero di inserirmi bene anche nella difesa perché è fondamentale. L’attenzione e la comunicazione tra i difensori è fondamentale per chi sta dietro. Come mai ha scelto di continuare a portare il numero 29? Il 29 agosto è il compleanno di mia sorella. Ho un rapporto bellissimo con lei, e per questo l’ho sempre voluto portare sulle spalle. Conosce cinque lingue, è appassionato di arte moderna, e in passato ha vinto il “trofeo Topolino” nello sci: insomma, non solo calcio... Sì, è vero. Credo che sia importante allargare la mente e, per quanto posso, ho cercato di darmi da fare. Le lingue che conosco sono tedesco, inglese, francese, spagnolo e, ovviamente, l’italiano. Per me è stata una fortuna fare atletica: mi ha aiutato tanto nella corsa.

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sport

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FIORENTINA/2. Dopo sei anni si è dimesso da presidente della società. “Ma il progetto va avanti”

Il passo indietro di Andrea Della Valle Cristina Guerri

I

l 24 settembre scorso è stata scritta un’altra pagina nella storia della Fiorentina. In questa pagina non si parlava della strepitosa vittoria con il Liverpool (quella è avvenuta il 29 dello stesso

mese), ma delle dimissioni da presidente di Andrea Della Valle, che lascia la testa della società dopo sei anni (dal 2004 al 2009); dopo aver visto, nel primo anno, la squadra salvarsi all’ultima giornata dalla retrocessione, e dopo aver festeggiato il raggiungimento della Champions nella gestione Prandelli. Sei anni di

Subito messe a tacere le voci di vendita del club gigliato. Al suo posto il vice Mario Cognigni, ma presto sono attese novità

Andrea Della Valle

sogni, scalate, vittorie, ma anche di polemiche: dei tifosi, per la cessione di giocatori importanti (i tifosi si ricorderanno le scritte: “Melo alla Juve = zero abbonamenti” e “Corvino vendi gli scarponi, non i campioni”), ma anche del resto dell’ambiente. Il “trono”, adesso, appartiene a Mario Cognigni, ex vicepresidente, ma si attendono novità in un futuro prossimo. I fratelli Della Valle non sono stati fisicamente presenti al Cda straordinario svoltosi in sede quella mattina, ma hanno partecipato tramite una conference-call (videoconferenza). Nello stesso pomeriggio una lettera, quella di Andrea, spiegava i motivi delle dimissioni. Tre pagine forti, scritte anche con un pizzico di frettolosità. Un fulmine a ciel sereno per chi si aspettava un suo passo indietro dovuto per lo più a motivi lavorativi: perché dopo la scomparsa di Oscar Micucci (cugino tra l’altro dei due fratelli), manager di spicco nel gruppo Della Valle, sarebbe stato comprensibile per Andrea stare un po’ più dietro alla Tod’s, l’azienda di famiglia. L’ex presidente parlava di mancanza di condivisione totale del progetto viola, di necessità di autofinanziamento economico della società, e di sensazione di sfiducia nei confronti del suo operato. Per tutti questi motivi, Andrea ha deciso di fare un passo indietro, e c’è stato anche chi ha cominciato a pensare per questo e tante altre ragioni - che i fratelli Della Valle sarebbero stati

pronti a cedere la società a chi poteva garantirne un futuro sportivo migliore. Poi, alla vigilia della partita di Champions con il Liverpool, ci ha pensato Diego a rassicurare tutto l’ambiente fiorentino: “La Fiorentina in vendita? -ha dichiarato al

Franchi - non denuncio chi ha scritto o detto certe cose, ma se lo meriterebbe”. Sospiro di sollievo in questo mare di incertezze sul futuro della società. E una frase, Diego, l’ha voluta confermare: “Il progetto viola va avanti”.

IL VOLUME In vendita il libro sulla vita del Fenomeno

Mutu, un gol in libreria

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ual è la differenza tra un campione e un giocatore normale? La classe, senza dubbio, il talento, i trofei vinti, ma questi sono ingredienti che possono non bastare. Perché puoi anche essere un fenomeno in mezzo al campo, ma perderti quando i riflettori dello stadio si spengono e si accendono quelli della fama, della gloria facile, delle amicizie sbagliate. E puoi cadere da quelle altezze e non avere poi la capacità per rialzarti, per rimettere sullo stesso binario il campione e l’uomo, il talento e la responsabilità che questo comporta. Tutto questo e molto di più è Adrian Mutu, raccontato da Matteo Morandini nel libro a lui dedicato dal titolo “Adrian Mutu, la consacrazione di un Fenomeno” in vendita dallo scorso 30 settembre in libreria. Un testo che racconta la vita nel calcio e non solo dell’erede di Hagi, arrivato in Italia giovanissimo da una provincia sperduta della Romania con le stimmate del predestinato. Nel bel Paese aveva trovato la consacrazione poi persa nelle polveri di Londra, che doveva essere un sogno ma che si è rivelata un incubo. Un campione che, tornato in Italia grazie a Luciano Moggi, si è rialzato più forte di prima. Un campione che, per strani incroci che solo il destino può architettare, sarebbe diventato il Fenomeno con la effe maiuscola arrivando a Firenze grazie alla caduta in serie B dell’odiata (dai fiorentini) Juventus, riabbracciando il suo “maestro di vita” Cesare Prandelli. Ora, la /C.G. sua storia è stata racchiusa in un libro.

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sport Fiesole

Ottobre 2009

VIAGGIO NELLO SPORT FIESOLANO. Intervista a Franco Peroni, presidente del G.S. Maiano

Podismo e divertimento. Per tutti Il Circolo ricreativo Maiano, fresco di titolo provinciale e

Lorenzo Mossani

italiano di corsa in salita, è da sempre una delle “capitali”

I

l podismo è una disciplina sportiva in continua espansione. Nell’hinterland fiorentino, una delle “capitali” sportive è il Gruppo GS Maiano. La società fu fondata subito dopo la fine del secondo conflitto bellico. Finita la guerra, Maiano non si trasformò, rimase quella che era, pochissime case, una trattoria casalinga e un piccolo negozio di generi alimentari. La sera dopo il lavoro e la domenica, gli abitanti di Maiano, e in particolar modo i giovani, non avevano un punto di ritrovo. Mancavano i mezzi di trasporto, c’erano solo le due ruote per i più fortunati. La domenica non rimaneva quindi che incamminarsi per andare a Fiesole o a Firenze: i più “ricchi” usavano la bicicletta. Passarono i mesi, poi spuntò l’idea di organizzare una sede ricreativa con il nome di Circolo Ricreativo Maiano. Vennero prese in affitto due stanze, fu costruita una pista da ballo. Fu la nascita di qualcosa di storico e importante. La gente, dopo aver subito una guerra, aveva bisogno di divertimento. La domenica Maiano divenne un luogo d’incontro di comitive festose. Tutti si ritrovavano la sera durante la settimana e la domenica nacque la voglia di fare sport. Da qui l’idea del podismo, uno sport per tutti. Ora, dopo più di 40 anni di attività, il G.S. Maiano è una realtà che porta tutte le domeniche su strada professionisti e amatori. Franco Peroni, il presidente, ci racconta le esigenze di questa importante società dalle lontane radici e dal florido presente. “Ho ricevuto un’eredità importante dallo storico

provinciali di questa disciplina, e un punto di ritrovo per tutti gli sportivi, sia a livello agonistico che amatoriale

Franco Peroni

presidente Martelli, per me è un onore, ma è anche un impegno non da sottovalutare”. Si spieghi meglio… Essere il presidente di una grande squadra significa essere sempre reperibile e lavorare costantemente per migliorarsi. Certamente è buona norma dare tanta disponibilità con una squadra così numerosa, importante e con molti impegni. Qual è la cosa, o la vittoria, che lo ha reso più orgoglioso in questi anni? Non si tratta di una, ma di più vittorie. Sono quelle conseguite nelle manifestazioni dedicate ai nostri dirigenti defunti, come ricordo continuo da poter dedicare loro. Senza dimenticare il tricolore 2007, i campionati italiani di corsa in salita nel 2009 sull’Amiata. A suo avviso cosa manca al Maiano? Sarebbe opportuno un impianto tutto nostro per fare allenare i ragazzi: dobbiamo fare l’impossibile per risolvere questo problema. Parliamo del suo passato podistico: perché ha smesso di correre? Essendo una “schiappa” come podista sono stato fortunato ad avere problemi alla schiena, che mi hanno facilitato il compito di cessare l’attività. E’ fondamentale, per un dirigente, essere un podista o un ex podista, per capire gli atleti e le esigenze della squadra? Fondamentale no, ma senz’altro aiuta molto e comunque ogni buon dirigente deve senz’altro avere tanta buona volontà, che è il rimedio a quasi tutti i problemi. Si aspettava l’incremento straordinario di questa disciplina? Sì. E’ uno sport adatto a tutti, dai bambini alle persone meno giovani, ed è un modo per stare in compagnia.

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sport

Ottobre 2009

L’INTERVISTA. A tu per tu con l’assessore allo sport del Comune di Firenze

Cavandoli: “Innamorata di questa città” Lorenzo Mossani

I

l nome di Barbara Cavandoli - nuovo assessore allo sport - tra i fiorentini è diventato famoso per due motivi: è giovane e si deve occupare della Cittadella Viola. Forse un po’ limitativo. Chi è, da dove viene, cosa ha fatto finora e cosa vorrà fare? Siamo andati a trovarla e abbiamo “scoperto” che è anche una donna che conosce tutte le discipline sportive, i suoi principi, le sue regole. E, soprattutto, una donna che sa quello che vuole dal suo mandato. Assessore, lei di origine è emiliana: perché ha deciso di rimanere a Firenze? Dopo l’Isef, ero ad un bivio: rimanere qua o tornare a Reggio Emilia. Poi una sera al piazzale Michelangelo, guardando Firenze, mi sono detta che non sarei riuscita a lasciarla, perché ne ero innamorata. Succede, soprattutto se si parla della nostra città, è troppo affascinante… Come è entrata nel mondo dello sport? Sono sempre stata un’appassionata di sport, oltre a praticarlo da sempre. Ho iniziato prestissimo a preparare i palleggiatori in una squadra maschile di volley misurandomi a livello agonistico, poi mi sono legata alla Uisp dove ho accresciuto il lato sociale e umano dello sport. Penso che attraverso le varie attività sportive si riesca anche a contribuire alle politiche di welfare della città. Quanto è difficile, nonostante le sue conoscenze, fare l’assessore a Firenze? E’ una sfida bella, impegnativa, complessa. Devo avere idee per migliorare la città, non posso fermarmi ad avere un ruolo. Quando

Barbara Cavandoli

sono stata eletta mi sono arrivate subito più telefonate di società che di congratulazioni. C’era bisogno di lavorare da subito, ho trovato il movimento sportivo effervescente, anche se a dire la verità essere una donna causa alcuni pregiudizi, rende le cose più complesse. Diffidenza che è cresciuta dopo le condizioni del manto del “Franchi” in Champions? Purtroppo il terreno dello stadio, che non è mai stato rizzollato da 21 anni, presenta, ormai da tempo, ciclicamente un problema nel periodo estivo. Ci siamo assunti le nostre responsabilità intervenendo immediatamente. E’ nostra intenzione trovare i migliori accordi con la Fiorentina perché questo non accada più. Vedremo una partita della Nazionale di rugby a Firenze? Abbiamo fatto tutto il possibile per avere Italia-Sud Africa ma ci siamo scontrati contro un muro di gomma. Comunque abbiamo già accordi con la Fir per altri appuntamenti. Come si pone con i vari presidenti delle Commissioni sport dei vari quartieri? Collaborazione, collaborazione, collaborazione. Cosa sono Gli Stati Generali dello sport? Lo sport a Firenze è ricco di società, di progetti, di persone con grandi qualità; è un po’ meno ricco di soldi e di strutture. Abbiamo deciso di valorizzare il lavoro di migliaia di volontari appassionati e tenaci. In che modo? Invitando a partecipare le associazioni e le società sportive, gli enti di promozione sportiva, il Coni, le Federazioni, le associazioni di volontariato e i cittadini interessati. Una tavola rotonda divisa in quattro aree tematiche con un solo obiettivo: sviluppare il potenziale dello sport fiorentino.

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sport

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RUGBY. Il promettente futuro di Sebastian Rodwell, già adocchiato dai grandi club

A Firenze è sbocciato un azzurro Simone Spadaro

considerato un giocatore da Prima squadra. E’ vero che alcune società della Super ten si sono fatte avanti, ma io penso solo a fare un gran campionato a Firenze, in serie A1. Poi si vedrà. Quali gli obiettivi dei biancorossi? E’ la seconda stagione in A1 e cercheremo di posizionarci a metà classifica. Non solo l’obiettivo della salvezza. Secondo me abbiamo i mezzi per poter fare un buon campionato. Le aspettative sono buone e c’è un clima che può aiutare a fare bene. Come è il rapporto con il tecnico Paolo Ghelardi?

D

elusi per la mancata disputa di Italia–Sudafrica, test match previsto per il 21 novembre ed emigrato ad Udine, il mondo della palla ovale può consolarsi con il Giunti Firenze Rugby 1931 e con il nuovo astro nascente: Sebastian Rodwell. Un giovane che ha iniziato col calcio ma che poi ha sposato la palla ovale anche grazie al babbo inglese. Già nel giro della nazionale, Rodwell è stato adocchiato anche dai grandi club italiani. Controcorrente fin da giovane. Ha lasciato il calcio per il rugby: come mai? Mio padre ha vissuto molto in Africa e ha giocato prima in Kenia e poi al College in Sudafrica. Ho iniziato, come tanti, a giocare a calcio a Montaione, ma poi la passione mi ha portato a giocare a rugby e andare al Firenze rugby 1931. Non solo. E’ attualmente al Centro Coni di Tirrenia ed è entrato nel giro degli azzurri... Sono al terzo anno della scuola di rugby. Studio e mi alleno dal lunedì al venerdì. Ho 19 anni e non è facile. E’ molto faticoso anche perché vedo spesso i giocatori del Livorno e mi rendo conto della differenza che c’è tra calcio e rugby. Ma non ho rimpianti. Nel rugby, senza il sostegno dei tuoi compagni non puoi andare avanti. Il fatto di essere entrato nel giro azzurro, poi, mi gratifica e mi ripaga dei tanti sacrifici. Quali le sue esperienze in nazionale? E’ vero che è già stato contattato da altre squadre? Ho fatto il Mondiale Under 20 in Giappone e poi ho partecipato a un primo raduno col Ct Mallet. Ma è ancora presto per essere

Paolo l’ho avuto anche come selezionatore nelle rappresentative regionali e poi nell’Under 18 in Coppa Europa. E’ un’immagine storica del rugby a Firenze e ci trasmette sempre grande entusiasmo. La squadra vuole fare bene anche per offrire una bella soddisfazione a Paolo che, da tanti anni, si dedica alla squadra. Se la merita. Un accenno all’ipotesi di professionismo nel rugby. Per me rimane un divertimento. Vado a scuola e non penso a una professione basata sul rugby, ma non sono contrario all’idea che un giorno si possa arrivare anche a questo.

VIAGGIO NEL PALLONE. La nuova vita della storica società fiorentina

La Rondinella torna a volare L

a Rondinella torna a volare come una fenice. La storica società fiorentina ha spiccato il volo da dove è nata, ovvero San Frediano. Il club, che era stato messo all’asta e aveva rischiato di scomparire, ha trovato nuova linfa vitale nell’imprenditore Stefano Bemer, in Marco Venturini (già gestore del Circolo il Torrino), Alfredo Cozzi e Giampaolo Bindi. Quattro “ragazzacci” che non hanno voluto veder morire quella che era, è e sarà la seconda squadra di Firenze. Attualmente ci sono circa trecento soci, ma l´obiettivo è arrivare a cinquemila. Il calcio è ripartito dal campionato di Promozione: contro il Firenze Ovest molti sanfredianini si sono commossi. Nello staff, tanti ex atleti e un nome eccellente, Francesco Franchi, figlio di Artemio. Nelle carte federali è uno dei due vicepresidenti. Spicca anche il nome di Brunetto Vannacci, il presidente onorario. Lui, per molti, è ancora la Rondinella. I tifosi, con la memoria, tornano ai primi anni Ottanta, il periodo migliore. Erano anni in cui si poteva sognare perfino la promozione in serie B, la vittoria sul Bologna, le partite di cartello al Comunale. Poi c´è stato il crollo. Tantissimi i nomi che hanno vissuto la favola biancorossa: Rossi, Paz-

zagli, Landucci e Mareggini, solo per parlare di portieri, e poi Barzagli, Tavano, Maurizio Rossi e tanti altri. Frammenti di un passato che si era sbriciolato. Ora c’è un nuovo entusiasmo: alla presentazione si intonavano cori, abbracciavano giocatori, nelle serate passate alle Due Strade c’era chi contava gli anni per tornare al professionismo. Sogni? Può darsi. Ma Firenze ha bisogno di una seconda forza, per una nuova sinergia con la Fiorentina. Da troppo tempo la squadra gigliata e la Rondinella viaggiano su binari paralleli. Stefano Bremen commenta così questo nuovo ciclo: “Mi sono stupito di come i giocatori abbiano sposato subito la nostra causa. La nascita del San Frediano Rondinella, o meglio la rinascita della Rondinella, è stata una gioia per tutti. Io sono nuovo del calcio, non me l’aspettavo”. Qualcuno sogna già in grande: “Per un anno dobbiamo volare basso, lo sanno i giocatori e ho parlato chiaro ai tifosi, poi si vedrà”. Nel frattempo, quei quattro “ragazzacci” di San Frediano hanno reso perfetto il campo delle Due Strade. Senza dimenticare che su Facebook c´è già chi ha creato un gruppo Rondinella. Anzi, San Frediano Rondinella. Ben tornata alla seconda squadra di Firenze. /L.M.


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redazione@ ilreporter.it

Lettere e segnalazioni: tutto su www.ilreporter.it Lettere, segnalazioni, proposte, ma anche veri e propri articoli scritti dai lettori. Tutto questo ed altro ancora sul portale www.ilreporter.it. Tutte le lettere che non trovano spazio in queste pagine saranno pubblicate sul sito. E poi spazio ai commenti e alle vostre opinioni

“NOI, PRIGIONIERI DEL TRAFFICO ALLE CURE” Spett.le Il Reporter, sono un vostro lettore ed abito in via Faentina verso il ponte alla Badia, vorrei portare a conoscenza del nostro Sindaco, e del presidente del quartiere 2 sig. Paolucci, che la questione viabilità di piazza delle Cure non è più rimandabile. Noi abitanti della zona ci sentiamo prigionieri del traffico da non poter più uscire di casa. I motivi sono molteplici e mai risolti: il traffico della mattina proveniente dal Mugello tutto, si riversa sulla statale imbottigliandosi in piazza delle Cure per la non percorribilità della stessa per via del mercatino e dei cialtroni che sostano in doppia fila, senza mai vedere un vigile e così chilometri di code e autobus fermi e inquinamento alle stelle. Non possiamo pensare che via Salviati verso la Bolognese risolva il problema (se pure è la nostra salvezza), detta via non permette un scioltezza di traffico, l’immissione sulla Bolognese è difficoltosa, per passare occorre essere spregiudicati, arroganti insolenti cafoni, è vero che dette doti non ci mancano, ma entrare tutte le mattine in questa avventura diventa assai pesante, sempre poi non succeda un incidente. La ferrovia non ha alleviato il traffico perché non funziona come metropolitana, passano 2/3 treni nella mattina ad orari impossibili e altrettanti la sera. Io che avrei la stazione vicino casa e altra stazione in zona industriale di Sesto per recarmi al posto di lavoro non riesco ad utilizzarla e come me altri, e così

lettere

Ottobre 2009

prendiamo tutti l’auto e in fila come pecore!!! Né tanto meno utilizzarla per l’uso cittadino, attualmente dopo le otto della mattina non passano più treni, e sì che in pochi minuti si raggiungerebbe il centro in barba alle auto, alle buche e allo smog. Quando succederà qualcosa di diverso saremo tutti belli.......e sepolti!! Se mi permettete, potrei suggerire ai nostri simpatici amministratori di prendere in alternativa ai progetti già in essere per piazza delle Cure e mercatino, per risolvere la situazione, anche quella di coprire il Mugnone, almeno tra ponte alle Riffe e ferrovia (come eseguito per l’Affrico), e su quel nuovo spazio ubicare il mercato liberando la piazza e rendere le vie più scorrevoli e/o rendere l’ingresso in città più decoroso. Grazie dell’attenzione, saluti S. Santini LA “TRASFORMAZIONE” DI VIALE DEI MILLE Leggo dei numerosi progetti di trasformazione del Quartiere 2, tutti di grande interesse e rilevanza; ma nel frattempo si potrebbe pensare di eliminare da subito l’unica e perniciosa trasformazione che il viale dei Mille ha subito, quella della corsia centrale per i bus? Pericolosa, inutile (i bus avevano già la corsia preferenziale verso ponte al Pino e la corsia auto nella stessa direzione è pressoché inutilizzata) e fonte di quasi perenni code di auto inquinanti in fila per uno verso il Campo di Marte spesso addirittura fin dal viale Don Minzoni. Per favore ripristinate la situazione ex ante! Alessandro Balzani “VINAI DI QUARTIERE, CI SONO ANCH’IO” Buonasera, ho letto con interesse l’articolo su “Il Reporter del Q5” dedicato ai Vinai, mestiere antico che oramai da qualche anno sta avendo una nuova rinascita. Sono lieto che giornali come il Vostro diano spazio e visibilità ad attività legate al quartiere che svolgono un lavoro di valorizzazione di una delle più antiche tradizioni toscane quale è il Vino. Ho aperto nel 2004 la mia attività in via delle Panche ed insieme a “Vigna Vittoria” mi sento di affermare che abbiamo portato nel quartiere 5 una realtà commerciale che prima non esisteva: quella della vendita del Vino Sfuso.

Sono quindi rimasto amareggiato che nel Vostro articolo il mio negozio, che posso affermare essere una realtà abbastanza conosciuta, non sia stato citato. Non so come avete condotto le vostre ricerche, ma avendo scritto anche dell’attività de “I’ Vinaio”, e considerato che nel quartiere siamo solo in 4 ad avere questo tipo di attività specializzata, la cosa lascia un po’ perplessi. Inoltre il nostro sito internet appare sempre in prima pagina scrivendo “vino sfuso” su Google, quindi non era molto complicato approfondire. Mi auguro che il mio piccolo sfogo venga recepito in maniera costruttiva, più che come una critica dell’articolo, che ho molto apprezzato. Saluti e buon lavoro, Michele Cionini titolare di “diVINO SFUSO” Gentile signor Cionini, la ringrazio per la precisazione che ci ha voluto mandare, così come per l’apprezzamento dell’articolo a cui la sua lettera si riferisce e per quello della scelta de Il Reporter di dare spazio alle attività legate al quartiere, e pubblico con piacere il suo “piccolo sfogo” (come da lei definito). Voglio però, a mia volta, fare una precisazione: in questo, come in altri casi, quando parliamo di negozi, attività e professioni legate ai quartieri, è impossibile – ogni volta – citare tutte le realtà esistenti in ogni singola circoscrizione. E non è nemmeno questo lo scopo dei nostri articoli: quello che vogliamo è portare alla luce un mestiere, sondare lo “stato di salute” di professioni e attività tradizionali che magari, nel corso del tempo, hanno perso parte della loro centralità nel panorama economico fiorentino. I negozi, le botteghe e gli artigiani che di volta in volta appaiono sul giornale vengono citati dai nostri cronisti a mo’ di esempio, come attività o persone in grado di raccontare la propria esperienza, ma non vengono scelti in quanto più significativi o importanti rispetto ad altri. Questo non potremmo farlo, anche perché spesso (tranne alcuni casi particolari) l’importanza o la rappresentatività di un esercizio piuttosto che di un altro dipendono da considerazioni assolutamente personali. Mi fa piacere, e non ho motivo di dubitarne, che la sua, come ci scrive nella lettera, sia una “realtà abbastanza conosciuta”,

così come – aggiungo – ritengo che lo siano anche le altre. E voglio anche rassicurarla del fatto che le ricerche sono condotte dai nostri cronisti nella maniera sempre più attenta possibile, anche se poi può capitare a tutti di sbagliarsi o di tralasciare qualcosa: ma, le ripeto, le attività che appaiono sul giornale vengono scelte sempre, e soltanto, come esempio. M.F. A PROPOSITO DELL’UNITA’ D’ITALIA Caro Il Reporter, lo scritto di Andrea Muzzi, comico, sul prossimo 150esimo dell’unità d’Italia è certo quanto ci si aspetta dai comici: frustare facendo ridere. Siccome però ogni messaggio ha sempre i suoi sottointesi, quel che viene indirettamente comunicato è che l’unità ha fallito, con la riserva però che le classi politiche succedutesi fin qui hanno fatto poco o nulla per ‘fare gli italiani’, ossia che li hanno diseducati all’unità. Fatto nel quale l’eroe dei due mondi francamente c’entra poco, anzi col gesto di andarsene a Caprera fuggendo la corruttela del primo parlamento ha anche dato il segnale giusto, ossia che senza virtù morali non ci sono le civili. Sinceramente, Mauro La Spisa IL “SALUTO” A MARCO AGNOLETTI Egregio Direttore e Spettabile Redazione, su Il Reporter di agosto salutate il ex vostro direttore ed ex socio Marco Agnoletti, informando i lettori della sua nuova attività di portavoce del sindaco. Di solito un redazionale di questo tenore si conclude porgendo all’interessato i ringraziamenti per l’attività svolta ed i migliori auspici per la nuova che andrà a svolgere. Non trovandoli nel suddetto articolo, posso pensare ad una mancanza di spazio (è stato scritto, ma non c’è entrato per far posto alla foto). Oppure ad una volontaria omissione frutto di una velata ostilità, verso una persona che ha intrapreso con voi un impegno e un cammino “contro” definirei il giornale abbastanza critico verso l’amministrazione comunale - e che ora ritrovate invece “dall’altra parte” e dal quale prendete pubbliche distanze (“Sappiate che non è più nemmeno nostro socio”...). Se non fosse così, tuttavia, vi sug-


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invia la tua segnalazione alla nostra redazione redazione@ilreporter.it

Cerchiamo solo di raccontare la nostra città, con i suoi pregi e i suoi difetti, nel modo migliore possibile, e siamo soddisfatti quando, grazie anche alle vostre lettere, pensiamo di esserci riusciti. Tutto qua. M.F.

I MARCIAPIEDI E LE BICICLETTE

Fra le tante cose che contribuiscono al degrado della nostra “bella Firenze”, vorrei soffermarmi sulle biciclette parcheggiate sui marciapiedi e legate ai pali delle segnalazioni stradali. E’ vietato!!! Però nessuno si preoccupa di intervenire e così il mezzo, sempre più usato da tutti, prolifica. Le rastrelliere non risolvono il problema e neanche l’intervento della polizia municipale (se interviene, sarà una tantum): suggerirei allora di mettere nei pali vicino al muro dei “copri-palo”, in modo tale che non ci sia più spazio per legarci la bicicletta con una catena. Il marciapiede è solo per i pedoni!!!!

Un fiorentino indignato

Caro lettore, concordo con quanto da lei scritto su alcuni punti, e su altri no. Le spiego: ha ragione nel sostenere che i marciapiedi debbano essere soltanto per i pedoni, e che a volte le biciclette legate ai pali o a qualche appiglio “improvvisato” costituiscano dei veri ostacoli, anche perché non dobbiamo mai dimenticare che, anche dai marciapiedi più larghi e che possono sembrare grandi abbastanza da ospitare sia i pedoni che le bici parcheggiate, possono passare disabili in carrozzella o mamme con i passeggini, che – va da sé – hanno bisogno di più spazio. E anche in questo, come in molti altri casi, sta al buon senso di noi cittadini comportarsi correttamente. Debbo però dissentire con quanto da lei scritto sul fatto che le rastrelliere non risolvano la questione: penso, e anzi sono convinto, che un numero maggiore di rastrelliere lungo piste ciclabili e strade rappresenti l’unica soluzione possibile – e di piuttosto facile realizzazione - al “problema”, e che anzi possa invogliare ancora più persone a spostarsi in bicicletta, con grande beneficio per il traffico cittadino e per la qualità dell’aria che tutti noi respiriamo. Non capisco poi del tutto cosa lei intenda per “copri-palo”: non vorrei che, se il suo suggerimento venisse accolto, oltre allo spazio per legare le bici questi “copri-palo” togliessero anche quello per il passaggio. Facendoci tornare punto e a capo.

Matteo Francini gerisco un “in bocca al lupo” aggiuntivo per Marco Agnoletti sul prossimo numero. Cordiali saluti e complimenti per il giornale ed i suoi tanti approfondimenti sulla nostra realtà cittadina. Edoardo Novelli Gentile signor Novelli, il non aver pubblicato un ringraziamento e un “in bocca al lupo” a Marco Agnoletti per la sua nuova attività, nel redazionale in cui annunciavamo il suo nuovo ruolo, è dipeso soltanto da motivi di spazio. Voglio “ras-

sicurare” lei, e tutti i lettori a cui possa essere balenato il suo stesso dubbio, che la redazione de Il Reporter non ha nessun motivo di “ostilità” nei confronti di Marco Agnoletti, anzi. Colgo comunque l’occasione per fare (come da lei suggerito), a nome di tutta la redazione, i migliori auguri al nostro ex direttore per l’importante compito che è stato chiamato a svolgere. Ma colgo anche l’occasione per un’ulteriore precisazione: il nostro giornale non è, per partito preso, né “contro” nessuno, né a favore di alcuno.

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IN RICORDO DI “GRATTA” IL CLOWN Ho letto il vostro bell’articolo di “amarcord” su Gratta. Mi fa piacere che qualcuno, in una città indifferente come la nostra, ricordi questo piccolo grande clown. Ovviamente, essendo nato nel 1950, ho avuto la fortuna di assistere ai suoi numeri dentro quel tenero e “sbrindellato” circo. Così come ho potuto vedere film indimenticabili, nell’arena estiva del Garibaldi che d’estate veniva allestita nello stesso spazio e che ormai da anni è seppellita sotto il cemento di uno degli edifici più brutti di quello che era il mio quartiere. Vi mando il testo di un brano scritto da me alcuni anni fa proprio in memoria di quel dolce e tenero personaggio:

La ballerina e il clown Venite qui venite avanti anche voi per cominciare sta lo spet tacolo ormai uomini donne vecchi e giovani se ci credete che un po’ d’amore c’è entrate qui ma fate presto però guai a chi ride rider qui non si può c’è Grat ta il clown signori di qua benvenuti al circo della vita che va… Ride ride ride il pubblico sai tut ta la vita hanno riso di lui ride ride ride ride ma il destino di un clown è l’infelicità… il suo dolore a tut ti sot to il trucco nasconde è un bravo at tore ma la gente si sa ride ride ride ormai per scordarsi dei guai e se ne frega degli altri… “Ma dov’è quella donna che finalmente non riderà di me?” Lo pensò o forse lo sognò ma il buon Dio lo sentì e una mat tina arrivò così una nuova ballerina. Lei era giovane sembrava un angelo forse caduto quaggiù distrat tamente era bellissima e si salutarono con un dolcissimo ciao

la ballerina e il clown! Lui ballò con lei ma gli aumentava la febbre nessuno mai lo aveva amato così dormi dormi dormi dormi sentì mentre ballava che era amore per sempre… “Dimmi se sei la donna che finalmente non riderà di me!” Lo pensò o forse lo sognò ma il buon Dio lo sentì e quella mat tina il clown si addormentò fra le braccia aperte della ballerina ...... Lei era un angelo era bellissima ma non rideva dì lui e finalmente stret ti ballavano ormai volavano e al mondo dissero ciao ……. la ballerina e il clown. Con tut to il cuore, Beppe Dati CANTO DEL GALLO, UN RINGRAZIAMENTO Caro Il Reporter, grazie per la pubblicazione del piccolo articolo sul canto del nostro bel gallo del Valdarno che gira libero per i campi con le sue brave 5 galline bianche. Ho molto sperato di non ricevere rimostranze, e la simpatica lettera del suo lettore mi ha fatto molto piacere. A.R.

FIOCCO AZZURRO IN CASA REPORTER La redazione de Il Reporter fa le sue più sincere felicitazioni a Serena Wiedenstrit t, collaboratrice del giornale, che l’11 set tembre scorso ha dato alla luce il piccolo Niccolò. Al nuovo nato e a tut ta la famiglia gli auguri dei colleghi


segnalazioni a redazione@ilreporter.it

Teatro Corrado Guzzanti 17 Ottobre Nelson Mandela Forum Dopo anni di assenza dalle scene teatrali Corrado Guzzanti ha proposto un nuovo lavoro intitolato “Recital”. Lo straordinario successo ottenuto nella passata stagione, riporta l’artista a grande richiesta nelle principali città italiane nel prossimo autunno. Corrado sarà ancora una volta in compagnia di Marco Marzocca e Caterina Guzzanti. Troveremo alcuni suoi personaggi storici come il santone Quèlo, il conduttore La Porta o l’avvenente presentatrice di Rieducational Channel Vulvia, ma anche tanta satira politica con le parodie del ministro Tremonti, dell’ex presidente del consiglio Prodi, di Fausto Bertinotti e per la prima volta anche di Antonio Di Pietro; Corrado si avvarrà dell’aiuto in scena di un maxi schermo sul quale andranno diversi contributi filmati in precedenza di quei personaggi che necessitano maggiori trucchi speciali impensabili da realizzare in tempo reale (Prodi, La Porta, i mafiosi). Caterina Guzzanti sarà tra le altre il ministro Mariastella Gelmini mentre Marco Marzocca farà da spalla per tutto lo spettacolo a Guzzanti nei panni di Padre Federico. Da 20 a 35 euro.

Concerti Pippo Pollina e orchestra 15 Ottobre Sashall Una vita all’estero, a girovagare per l’Europa centrale, guadagnando la stima e i consensi degli addetti ai lavori, mentre in Italia il suo nome è semisconosciuto. E’ questa, a grandissime linee, la storia di Pippo Pollina, cantautore palermitano residente in svizzera. “Rossocuore”, il suo settimo album, in collaborazione con Battiato e Nada, prende spunto da un classico della letteratura internazionale come Finnegan’s Wake (il singolo in programmazione in molte radio italiane) di Joyce, La Luna e i Falò di Pavese e I Fiori del Male di Baudelaire. Testi intelligenti, colti, accompagnati da una musica che lascia trasparire la lezione della tradizione cantautorale italiana (Fossati e Battiato su tutti) arricchita di suoni tipicamente europei. In occasione di questa tournée uscirà uno straordinario “best of”, che raccoglierà il meglio dell’immenso repertorio di 25 anni di carriera artistica di Pippo Pollina. Il disco verrà registrato dal vivo in occasione del concerto di debutto con l’orchestra (75 elementi), il 5 settembre alla Volkhaus di Zurigo ed uscirà anche in Italia in concomitanza appunto con l’inizio del tour. Biglietti da 20 a 25 euro. Renato Zero Dal 26 al 29 Ottobre Nelson Mandela Forum Presente, il nuovo disco di inediti (17 canzoni) di Renato Zero è stato pubblicato il 20 marzo da Tattica e in una sola settimana ha venduto oltre 210.000 copie conquistando il triplo disco di platino. Alla realizzazione artistica di Presente (arrangiato da Danilo Madonia,

Chris Porter e Maurizio Parafioriti) hanno collaborato illustri musicisti come Gianluca Podio e Maurizio Fabrizio (compositori), Lele Melotti (batteria), Paolo Costa e Mickey Feat (basso), Phil Palmer (chitarre), Fabrizio Bosso (tromba), Stefano Di Battista (sax), Rosario Jermano (percussioni) e lo stesso Danilo Madonia (piano e tastiere). Ad alcuni testi hanno collaborato Vincenzo Incenzo e Mariella Nava. Presente vanta anche la partecipazione dell’Orchestra Sinfonietta di Roma, diretta dal Maestro Renato Serio, e di Mario Biondi (che duetta con Renato nel brano Non smetterei più). Intorno alla bandiera della musica, e Renato Zero ne è un testimone importante, si incrocia la bandiera del cinema italiano. Il videoclip del brano Ancora qui (prodotto dalla Buddy Film), infatti, girato in una villa del ‘600 alle porte di Roma e diretto da Alessandro D’Alatri, vede la straordinaria ed amichevole partecipazione di un cast eccezionale composto da Manuela Arcuri, Asia Argento, Paola Cortellesi, Paola Tiziana Cruciani, Massimo Ghini, Leo Gullotta, Alessandro Haber, Rodolfo Laganà, Olivia Magnani, Giorgio Panariello, Rocco Papaleo, Giorgio Pasotti, Daniele Pecci, Vittoria Puccini, Elena Sofia Ricci ed Emilio Solfrizzi, ognuno dei quali interpreta una parte del brano musicale con il playback della voce di Renato Zero. Cristiano de Andrè 28 ottobre Saschall Quello che di Fabrizio De André si è ascoltato, riletto con gli occhi di un compagno di viaggio unico. Quello che di Fabrizio De André non si sa, raccontato dal suo erede reale e morale. Cristiano De André, polistrumentista, compositore, cantautore, scava nelle pieghe del repertorio di Faber e parte per un tour che è un viaggio meraviglioso fra le canzoni che hanno consegnato alla storia della musica e della letteratura italiana il nome di De André. Sono passati 10 anni dalla scomparsa di Fabrizio De André. Una decade che invece di offuscare il valore culturale e popolare del suo lavoro, ci riconsegna il cantautore genovese in tutto il suo splendore. Cristiano non è solo un figlio d’arte. Diplomato al conservatorio, sale sul palco al fianco di suo padre Fabrizio nel 1980 a 18 anni, e non scende più, proseguendo con successo anche nella sua carriera solista. Un compagno di un’avventura dal vivo che rivive in questo nuovo viaggio musicale. Il tour, dopo aver toccato importanti località italiane in estate, riprenderà in autunno nei teatri e arriverà a Firenze a fine ottobre. “De André canta De André” avrà un’anima rock ed una più acustica e intimista. Cristiano mostrerà tutta la sua abilità di musicista polistrumentista. Suona di tutto: dalla chitarra al bouzouki, dal violino al pianoforte e tastiere. Sarà accompagnato da quattro musicisti coordinati da Luciano Luisi, già arrangiatore di Zucchero e Ligabue. La regia dello spettacolo è curata da Pepi Morgia già regista di tutti gli spettacoli di Fabrizio. La Band sarà composta da Cristiano De André alla chitarre, bouzouki, pianoforte, violino; Luciano Luisi al piano, tastiere e programmazione; Osvaldo Di Dio alle

chitarre; Davide Pezzini al basso e contrabbasso e Davide De Vito alla batteria. Concerti Centro Arte Vito Frazzi Fino al 6 dicembre Sala Consiliare “Orazio Barbieri” Scandicci Il Centro Arte Vito Frazzi compie 30 anni, e propone per l’occasione 11 concerti – uno ogni domenica – fino al prossimo 30 novembre, con il gran finale di domenica 6 dicembre. Ricco il programma proposto quest’anno dalla direzione artistica del Centro, composta da Rosa Maria Scarlino, Giuseppe Fricelli e Sara Nanni. Giovani e giovanissimi esecutori si alterneranno a uno dei più grandi interpreti del vernacolo fiorentino come Giovanni Nannini e si incontreranno con l’Ensemble San Felice, fino a un coro formato da giovani e giovanissimi cantori con cui sarà atteso l’arrivo del Natale. I concerti si terranno tutte le domeniche, dal 4 ottobre al 30 novembre, alle 11 nella Sala consiliare “Orazio Barbieri” del Comune di Scandicci, tranne l’appuntamento finale di domenica 6 dicembre, previsto alle 17,30 nella splendida Badia di San Salvatore a Settimo. Questo il programma del concerto: Coro Giovanile – Coro Polifonico - I giovani madrigalisti della Scuola di Musica di Fiesole diretto da Joan Yakkey. Con la partecipazione del Quartetto d’archi della Scuola di Musica di Fiesole, diretto da Edoardo Rosadini. Organo: Riccardo Foti. Programma: J.S.Bach, “Oratorio di Natale” in lingua italiana. Il Coro è formato da oltre 40 elementi di età compresa tra 8 e 19 anni. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito. Per informazioni: www. centroartevitofrazzi.it.

Mostre The fifty faces of Juliet Fino al 6 dicembre Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art Fino al 6 dicembre in mostra al neonato museo d’arte contemporanea di Lucca i cinquanta scatti che il maestro dada fece alla sua compagna e musa ispiratrice. Fotografie nelle quali il soggetto si trasforma assumendo contorni sempre diverse, sperimentando tecniche narrative mai uguali a sé stesse. Le porcellane di Betty Woodman Fino al 15 Febbraio 2010 Museo delle procellane, Palazzo Pitti Insoliti lavori, quelli realizzati da Betty Woodman, sconvolgono l’idea tradizionale di “corredo da tavola apprezzato” con le loro forme imprevedibili e l’intensità e brillantezza dei colori, senza tralasciare il bon ton ormai consolidato dei prestigiosi serviti amati dai regnanti. Ceramista già affermata a New York, Betty Woodman vive e lavora periodicamente nella sua casa dell’Antella, immersa nella campagna fiorentina, dove ha avuto modo di calarsi nella nostra stratificata cultura. La sua libertà espressiva le permette, così, di rinnovare la progettualità di forme tradizionali attingendo alle più diverse fonti storiche e geografiche per trovare un nuovo giocoso linguaggio della materia, scarico di quel lavoro faticoso e studiato

che pur si cela dietro ogni singola opera. Il barocco informale di Sergio Scatizzi Fino al 20 novembre Palazzo Pitti - Galleria d’arte moderna La Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, ospita nel Quartiere d’Inverno della residenza granducale fiorentina, una personale dedicata a Sergio Scatizzi, protagonista tra i più significativi e complessi del Novecento toscano. La mostra presenta una scelta di sessantuno opere, provenienti dallo studio dell’artista, emblematiche della sua recentissima produzione. Meno di dieci anni di attività intensissima (20002009), in cui ha dipinto con foga visioni su visioni, brani di natura attraversati e aggrediti quasi dall’irruenza del segno e del colore che diviene sempre più spesso elemento dominante dialogando con netta prepotenza con le scansioni lineari, in cui quasi per magia si ripartisce l’immagine.

L’evento Trick or beat 30 e 31 Ottobre

Due serate dedicate alla musica elettronica in occasione della notte delle streghe. E’ la seconda edizione di Trick or beat, festa che anche quest’anno darà voce ad alcuni dei più importanti dj della scena italiana e internazionale, portando avanti una politica, quella dello Switch Project – Creative social network, che abbina alla diffusione della cultura musicale dei prezzi molto contenuti, in modo da renderla fruibile a tutti. ll 30 alla consolle ci sarà il dj inglese Zinc, seguito da una sfilza di dj locali come Ckrono, Gada e Slesh. Il giorno dopo sarà la volta di Numa Crew, che suonerà insieme a Tomb Crew. Per informazioni e aggiornamenti, visitare il sito www.switchproject.net

Il corso Laboratorio di Formazione teatrale PPP Pier Paolo Pasolini Dal 12 Ottobre a giugno 2010 San Salvi città aperta La respirazione. La rimozione degli ostacoli alla libera espressione. La voce. Sensi e relazione tra corpi. Il training. L’Attore nello spazio scenico. Tecniche e giochi teatrali. La creazione a partire da… frammenti, emozioni, musiche, immagini, parole e la scrittura scenica e la realizzazione di una performance teatrale da e intorno a Pasolini. Il corso è aperto ad allievi attori, danzatori, registi, anche privi di esperienza. A fine laboratorio, è prevista la realizzazione di uno spettacolo teatrale, che sarà presentato nel giugno 2010 in Estate a San Salvi. Condotto da Sisi Abbondanza e Claudio Ascoli. Lunedì e mercoledì dalle 21 alle 23. Inscrizione: 50 euro. Quota mensile: 60 euro.


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AFFITTI COMMERCIALI UFFICI

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Il reporter-Fiesole-ottobre 2009  

Il reporter-Fiesole-ottobre 2009

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