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Il Giornale del tuo Quartiere

Q5 DEVI TRASLOCARE?

La Gioconda

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MARZO 2009

Periodico d’informazione locale. Anno III n.16 del 2 marzo 2009. N° reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10

E se mi sposassi la Signora denaro?

PRIMO PIANO

CONSUMI

1001494

RISOLVIAMO TUTTI I VOSTRI PROBLEMI CON I PREZZI PIÙ BASSI DI FIRENZE!

Andrea Muzzi*

L RISPARMIARE SI PUÒ Pochi gesti e la bolletta scende: dal riscaldamento all’elettricità, ecco qualche trucco... PAGG.10-11

LE STRADE “GROVIERA” Buche, dossi e avvallamenti: lo stato delle vie del quartiere

PAG.4

Lo sguardo attento de Il Reporter sulla quotidianità fiorentina

PAG.28

Tutti i pericoli di via Pistoiese La mappa delle etnie

PAG.3

Sondaggio

di S.Wiedenstritt e C.Gentileschi

SPORT

I

cinesi a Brozzi, i cingalesi alle Cascine, i peruviani alla stazione di Santa Maria Novella e i nordafricani a San Lorenzo, Santa Croce e Santo Spirito. La città si apre a nuove contaminazioni, che scelgono posti precisi per mettere radici. Firenze si divide a zone e ogni etnia si stabilisce in un territorio definito. Dal centro,

che è anche il punto di arrivo per la maggior parte degli stranieri, quindi il primo sbocco naturale, fino alle periferie dove alcuni decidono di stabilirsi. Viaggio in una Firenze a macchie di colore. Dove è possibile fare un viaggio nel viaggio e scoprire costumi, usanze, tradizioni e nuove abituPAGG.28-29 dini.

BONAZZOLI SI PRESENTA L’attaccante ritrova Prandelli e a Firenze cerca riscatto: “Sono motivatissimo” PAG.38

PAG.15

DOSSIER. Nel 2008 segnalati 224 casi, le vittime prescelte sono gli anziani

La truffa è dietro l’angolo D

rin. Qualcuno suona alla porta, dallo spioncino sembra una persona per bene. Il nonno apre e lo fa entrare, salvo poi scoprire che quello che ha accolto in casa non era un addetto di chissà quale azienda, né un amico del figlio, ma un truffatore che gli ha ripulito il portafoglio. E’ questo il copione delle truffe che sempre più spesso va in scena nelle case dei fiorentini. Lo dicono anche i numeri: lo scorso anno sono stati

Ronde dei cittadini per la sicurezza sul territorio, sei d’accordo?

segnalati alla questura 224 casi,e non si tratta di “colpacci” ma di piccole frodi che danneggiano i cittadini comuni. Specie quelli anziani, più indifesi: le analisi sulle truffe rivelano che i furfanti scelgono di preferenza le ore mattutine, per mettere a segno i loro colpi quando tendenzialmente in casa ci sono solo i pensionati. Che spesso rimangono vittime anche di raggiri più sottili, come un conto per una riparazione domestica troppo

salato per essere onesto. Oppure, e capita spesso, l’inganno arriva per telefono, con le centinaia di offerte più o meno vere che ci vengono propinate dall’altro capo della cornetta. Insomma, c’è poco da stare tranquilli: e chi i consumatori li tutela per mestiere, vedi associazioni come il Codacons, consiglia di non abbassare mai la guardia. Ebbene, ecco un po’ di consigli per evitare di cadere in trappola... PAGG.8-9

EDIZIONE DEL QUARTIERE 5 • 43.480 COPIE DISTRIBUITE DA

a primavera, la stagione dell’amore, è oramai alle porte. Leggendo le statistiche, la primavera è anche la stagione dei matrimoni. Il matrimonio è il sacramento che unisce 2 persone per sempre: la sposa e il ristoratore. Perchè per pagare le rate del pranzo una vita non basta! Non capisco cosa c’entra il matrimonio con due persone che si vogliono bene. In alcune isole della Nuova Guinea quando una ragazza vuole sposare un uomo glielo fa capire dandogli un morso nel polpaccio! Questo te la fa odiare una donna, mica amarla! Da noi come segno di prosperità agli sposi si tira il riso, in un paesino sperduto dell’Africa c’è l’usanza di tirare agli sposi le noci di cocco. E’ amore questo? No è un attentato! In India lo sposo deve portare la sposa sulle spalle fino al suo villaggio. Io fossi un indiano, pur di evitare l’ernia, mi sposerei la vicina di casa. Il matrimonio è un business, non c’entra niente con i sentimenti delle persone. Però devo ammettere che oggi c’è più amore di prima. E per giunta tutti amiamo la stessa persona: la Signora denaro. Un tempo in Sicilia se il marito trovava la moglie a letto con l’amante ricorreva al delitto passionale. Ieri ho letto sul giornale di un palermitano che è rientrato a casa ed ha sparato ad un uomo che abbracciava il suo salvadanaio. Il poveretto prima di morire ha provato anche a giustificarsi: “ti giuro, ero venuto in casa tua solo per fare sesso con tua moglie!”. La Signora denaro è libidinosa, cambia uomini con una facilità incredibile. Infatti oggi i migliori club privè sono in banca. Ieri ho visto due correntisti con la mascherina che di nascosto si scambiavano le banconote! Allora questa primavera facciamo il matrimonio giusto: sposiamoci con una bella banconota da 500 euro. E tanti auguri a tutti! *Comico


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RIFREDI • NOVOLI • BROZZI

FATTI E PERSONE

LAVORI. Il volto dell’ospedale sta cambiando, così come tutta l’area in cui sorge

Ventun cantieri per rivoluzionare Careggi

Il futuro ingresso di Careggi

LUOGHI. In arrivo una struttura polivalente Gru e ruspe sono impegnate nel profondo piano di trasformazione della più grande azienda ospedalierouniversitaria della Toscana. Tra circa un anno le prime novità, con il ritorno dell’ingresso in viale Morgagni e l’apertura del nuovo centro direzionale. Modifiche anche per la viabilità Giulia Giachi

P

iano piano, ma il volto dell’ospedale di Ca- che portano l’ospedale, dopo quasi cento anni di storia, reggi sta cambiando. Strutture esteticamente al suo rinnovamento. Il cuore in costruzione del nuovo e anche tecnologicamente più moderne vanno Careggi sta prendendo forma con il completamento del a sostituire i vecchi padiglioni. Gru, ruspe e padiglione dedicato all’emergenza e all’alta specialità altri macchinari sono impegnati nel profondo piano di (Eas), le nuove cliniche ostetrico-ginecologiche, l’editrasformazione e ampliamento della più grande azien- ficio a completamento del San Luca e la nuova direzioda ospedaliero-universitaria della Toscana. È un lavoro ne amministrativa. Un altro cantiere rilevante riguarda complesso quello che si sta realizzando nell’area ospe- il CTO per la media intensità di cura. L’ingresso del daliera, un impegno che consiste nel costruire un ospe- nuovo ospedale tornerà ad essere in viale Morgagni, dale sui vecchi edifici senza, però, sospendere le attività dove c’era l’entrata storica. Da circa un anno, proprio di cura e assistenza ai pazienti. Un piano articolato che per far fronte ai cantieri, l’ingresso è stato, infatti, sposi esprime attraverso l’impegno di molteplici cantieri. stato in via delle Oblate. Questo cantiere è in fase avanPer ammodernare la “città della salute” - così si può zata e l’apertura del nuovo edificio direzionale, che chiamare l’azienda ospedaliera di Careggi, visto che si comprende l’ingresso, il centro direzionale, il museo, dispiega su una superficie di 74 gli uffici, le sale didattiche e le ettari - son ben ventuno i cantieFare previsioni di chiusura aule, è prevista fra circa un anno. ri aperti, per 980mila metri cubi Questo è uno dei pochi cantieri dei lavori per l’intero di volume edificato. Un progetto per i quali è possibile fare precomplesso ospedaliero che vede un investimento globavisioni di termine, in quanto è è un’impresa diffi cile le di 550 milioni di euro. Già nel uno dei pochi edifici in cui non maggio scorso sono stati inaugusi svolgono attività assistenziali. rati nuovi padiglioni e servizi, come il nuovo poliam- Fare, però, previsioni di chiusura dei lavori per l’intebulatorio e l’auditorium del Cto. Nel secondo semestre ro complesso ospedaliero è un’impresa più teorica che del 2008 sono stati innumerevoli gli interventi svolti, pratica, soprattutto per il fatto che l’ospedale viene ridall’installazione e attivazione di nuovi servizi alla ri- costruito su se stesso, senza che il normale svolgimenstrutturazione degli ambienti: dalla nuova Tac mobile to delle attività sia stato interrotto. Un’operazione che, ad alta tecnologia per la diagnostica in sala operatoria quindi, non guarda tanto ai tempi, ma alla necessaria neochirurgica - la terza in Europa - all’apertura, nel San assistenza ai pazienti, cercando di minimizzare il più Luca Nuovo, del reparto di area critica medica, dalla possibile gli eventuali disagi che i cantieri possono porristrutturazione e ampliamento (ancora in atto) degli tare. Il nuovo ospedale rappresenta un grande tassello spazi del pronto soccorso centrale alla ristrutturazione nella rivoluzione di tutta l’area, coinvolta in numerosi e attivazione dei servizi di neonatologia, oltre alla rea- cambiamenti – vedi quelli per la tramvia – che hanno lizzazione, già effettuata, della nuova mensa. Sono solo portato a rivoluzioni di viabilità e ne porteranno altre alcuni esempi delle opere realizzate o in corso d’opera anche sul campo estetico.

Spazio ai giovani nell’area ex Gover I

n un momento di forte emer- un solarium, con parcheggi e genza giovanile, dove sempre spazio all’esterno. Dal Quartiere più spesso ci si chiede quali siano 5 fanno sapere che intendono far le migliori soluzioni da adottare nascere una collaborazione con per arginare fenomeni in costan- il vicino Viper, per lavorare in te crescita come il bullismo o le sinergia e realizzate progetti che baby gang, ecco una piccola goc- coinvolgano i giovani in modo cia nel mare. Nell’area dell’ex costruttivo. “Stiamo pensando stabilimento Gover, alle Piagge, di affidarlo in convenzione a è in fase di completamento una qualche associazione - dichiara struttura polivalente di 500 me- Stefania Collesei, presidente del tri quadrati destinata ai giovani. Quartiere 5 - che comunque terSopra il supermercato, infatti, il rà un collegamento diretto con i Quartiere 5 ha riservato ai ragaz- nostri servizi educativi. Ci teniazi un locale molto ampio, che po- mo molto a poter realizzare un trà essere utilizzato per molte at- ambiente il più sano possibile, tività. In particolare, l’attenzione dove i nostri ragazzi si possano è stata posta su attività che hanno incontrare e possano socializzare in sé il germe della positività: il attraverso attività come musica teatro e la musica. Il nuovo cen- e teatro, che insegnino un certo tro polivalente avrà al suo interno una Sopra il supermercato, sala con 99 posti a il Q5 ha riservato ai ragazzi sedere, nella quale un locale molto ampio, sarà possibile porche potrà ospitare varie attività tare in scena opere teatrali e spettacoli. Ma non solo. Sono state, infatti, tipo di disciplina e di serietà”. anche predisposte alcune salette Insomma, un grande contenitoinsonorizzate, dove i ragazzi po- re di idee e di passioni dove gli tranno fare prove musicali, e dove adolescenti possano portare un verranno anche istituiti dei corsi contributo costruttivo e dove il di musica. L’obiettivo, che ha minimo comune denominatoportato a privilegiare queste atti- re sia sempre la genuinità delle vità piuttosto che altre, è quello azioni. I locali del nuovo centro di riuscire ad avere un contesto potranno essere utilizzati, qualoil più possibile educativo, dove ra ce ne fosse la necessità, anche il divertimento venga associato per attività organizzate dal Quaralla crescita e all’arricchimento tiere, come riunioni, incontri o /F.M. personale. In più, ci sarà anche seminari.


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PRIMO PIANO

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IL CASO. Ancora sangue e incidenti sulla strada, attesa ora da interventi di manutenzione

Se il pericolo corre lungo via Pistoiese SCHEDA

Sorpassi, rotonde

Il triste “record” di 93 incidenti

poco considerate e la lancetta del contachilometri che

A

Firenze, in tutto il 2008, si sono verificati 4.559 incidenti stradali: di questi 13 sono stati mortali, con quattordici persone decedute. In via Pistoiese, sempre nello stesso arco di tempo, sono stati registrati 93 incidenti, un triste record che vede anche altre strade del quartiere 5 protagoniste, come via Baracca - con 89 casi -, viale Guidoni con 64 e via di Novoli con 57. Strade ai vertici della classifica della maggiore incidentalità. Anche se, rispetto all’anno precedente, si è riscontrata comunque una riduzione di questi avvenimenti (nel 2007 ne sono stati registrati 5.436), se si va indietro negli anni, si conta che dal 2003 ad oggi, in città sono stati 33.571 gli incidenti avvenuti, che hanno portato al decesso di 159 persone. Un lungo elenco di nomi che riguarda soprattutto la popolazione giovane: gli incidenti stradali sono, infatti, la prima causa di morte fra i ragazzi di età compresa tra 19 e 29 anni.

sale senza limiti: questa la situazione, soprattutto di notte. E spesso le rotatorie si trasformano in ostacoli Giulia Coli

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ualcuno l’ha confusa con una pista da Gran Premio, dove poter sfrecciare ad alta velocità con la macchina. Via Pistoiese, troppo spesso – purtroppo – è balzata alle cronache per gli incidenti stradali, anche mortali, che hanno lasciato sull’asfalto parabrezza spaccati e auto accartocciate. Ultimo della triste lista il tragico scontro avvenuto nella notte fra il 5 e il 6 gennaio scorsi, che ha visto la morte di tre ragazzi, tutti molto giovani (Francesca e Margaux di sedici anni, Mario di diciannove). Sarebbe stata proprio l’alta velocità la principale causa anche di questo incidente, che ha portato la Lancia Y su cui viaggiavano i ragazzi a perdere il controllo dopo essere entrata malamente nella rotatoria all’altezza di via Fra’ Golubovich. Sorpassi, rotonde poco considerate e la lancetta del contachilometri che sale senza limiti. È questo lo spettacolo che si presenta di notte in via Pistoiese, ma imprudenze di questo tipo non accadono solo dalla sera all’alba. È, casomai, il traffico a ridurre la velocità dei mezzi durante le ore di punta, ma anche questo non impedisce che moto e motorini facciano finta che le rotonde non esistano e vengano direttamente saltate, o che le macchine buchino gli stop e le precedenze. Via Pistoiese è una strada pericolosa, dove le rotatorie e gli allargamenti delle barriere di sicurezza centrali costituiscono per gli automobilisti più un ostacolo che un aiuto, e dove le buche costellano l’asfalto, problema – fra l’altro – di tante strade fiorentine. A dire il vero, le rotonde non sono mai entrate nel cuore de fiorentini, che spesso pensano che queste, invece di aiutare lo scorrimento del traffico, siano degli anelli da cui le macchine non sanno uscire. Gli allargamenti delle barriere di sicurezza stradale, poi, di cui vediamo un largo esempio sui viali in prossimità delle strisce pedonali, seppur concepite per proteggere il pedone, diventano talvolta per gli automobilisti ostacoli improvvisi che riducono inaspettatamente la carreggiata. Via Pistoiese appare, quindi, una strada

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Il Reporter è un periodico di 7 edizioni che mensilmente viene distribuito da in 190mila copie

Via Pistoiese

che necessita di attenzione e di lavori. Analogamente alla vicina via Pratese, anch’essa scenario di corse di auto e triste testimone di incidenti. Quest’ultima paradossalmente danneggiata dagli ultimi interventi svolti, che invece di rendere maggiormente sicura l’arteria hanno portato all’effetto opposto. Anche qui sono i cordoli spartitraffico una delle cause più frequenti di incidenti. In virtù dei restringimenti creati, infatti, la strada passa anche da una larghezza di circa sette metri a

una di due, senza che sia stata posta alcuna segnalazione. Per affrontare il problema della sicurezza stradale, l’amministrazione comunale ha previsto uno stanziamento di 6 milioni di euro per la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade cittadine. Cifra che verrà spesa entro il termine della legislatura. L’anno scorso, i lavori hanno interessato altre due strade del quartiere 5 dove avvengono, spesso, numerosi incidenti: viale XI Agosto e viale Guidoni. Per quest’anno è invece previ-

sta la manutenzione proprio di via Pistoiese. Alla sicurezza stradale il Comune, in base a una legge del 1992, deve destinare una quota pari almeno al 50% dei proventi delle multe. Nel bilancio preventivo dell’anno passato ci sono 49 milioni di euro di sanzioni, e di questi 36 milioni - pari al 73,95% - sono destinati a questa voce. Ma non basta. Perché il problema sicurezza stradale va oltre la condizione delle strade. E cioè verso la responsabilità delle singole persone.

VOX POPULI Tutti d’accordo: l’arteria è un incubo. “I restringimenti di carreggiata un serio problema”

“Alla ribalta per le tragedie, ma bisognerebbe pensarci prima”

I

l traffico che intasa la via di giorno, le macchine che sfrecciano a tutta velocità di notte. Il pericolo nell’attraversare la strada per i pedoni, le buche sull’asfalto che sembrano voragini, le rotatorie che possono trasformarsi in anelli mortali e il new jersey che ostacola le macchine. Via Pistoiese è diventata un incubo per chi ci abita e lavora, e anche per chi ci transita di giorno e di sera. “Questa è una strada pericolosa, soprattutto di notte – dice Federico, che abita proprio in via Pistoiese – ma molto spesso ci sono tamponamenti anche di giorno. Deve sostenere un traffi-

co molto superiore a quello per cui è stata progettata molti anni fa. E anche i recenti lavori non l’hanno di certo migliorata”. “Non mi stupisco che via Pistoiese sia al vertice della classifica delle strade con più incidenti – spiega Cristina, che in via Pistoiese ha l’ufficio – è pericolosa, sia per i mezzi sia per i pedoni. Attraversare la strada è veramente a rischio, soprattutto la sera quanto è più libera dal traffico e le macchine sfrecciano veloci”. “Il problema è che via Pistoiese torna all’attenzione della città solo quando accadono eventi tristi – dice Giovanna – inve-

Il Reporter di Rifredi, Novoli, Brozzi raggiunge 43.480 famiglie nel quartiere 5 di Firenze.

Stampato da Rotopress International, Loreto (AN)

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Anno II n.16 del 2 marzo 2009

Direttore Responsabile: Matteo Francini Service editoriale e grafico: Tabloid soc.coop., Firenze (FI) scrivimi@ilreporter.it

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ce bisognerebbe fare in modo che questi non accadessero. Bisogna capire quali sono i punti critici e prendere provvedimenti”. E sono proprio “i punti critici” i maggiori nemici dei guidatori. “Questa via la percorro in motorino durante il giorno. E quando non è la velocità il maggior pericolo, dato che a quelle ore il traffico è molto sostenuto – racconta Giuliana – sono i repentini restringimenti di carreggiata ad essere un serio problema. La strada in prossimità delle rotonde diventa più stretta, producendo un effetto a imbuto”. /G.C.

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ISTANTANEE

rtiere? delle strade del qua Qual è la situazione rarla, cato di monito cer ha ter por Il Re to del che il cattivo sta he anc do ran conside degli le principali cause suolo stradale è tra , purtroppo, non che ici list obi om incidenti aut e colpite aree maggiorment mancano nel Q5. Le o quelle in son lo suo del nti da dissesti e cedime Careggi i aperti – Novoli e cui esistono cantier ontrati risc o son si li le qua soprattutto – o per e, fase di progettazion in già rali ttu stru problemi E zzi e Le Piagge. Bro se, oie Pist come via la sua presenza e dov e, ant pes co anche il traffi oiese), nel caso di via Pist è maggiore (come de. stra e sull i nos dan i ett produce a volte eff

Le strade… in buca

Via di Novoli

Via Pistoiese

Via Montegrappa

Via Lazio

Viale Morgagni

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FATTI E PERSONE

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VERDE/1. Il presidente della commissione territorio del Q5 Sacconi fa il punto della situazione

“Buoni risultati, ma tanti problemi” Spazi piccoli (e quindi poche aree cani), vandalismi e pochi soldi: queste le difficoltà maggiori nella gestione di parchi e giardini.

VERDE/2. La replica di Cavaciocchi (Fi-Pdl)

“Si pensa solo a cementificare”

“Abbiamo fatto più di quel che potevamo”

L

Federica Momentè

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parchi e le aree verdi? Molto importanti in città, soprattutto per quella parte di abitanti, la maggioranza, che in casa non può godere della natura. Ma qual è la situazione del verde nel quartiere? Lo abbiamo chiesto a chi lo amministra. “Il Quartiere 5 è una zona molta vasta e densamente abitata, e abbiamo anche un verde molto spezzettato - dice Daniele Sacconi, presidente della commissione assetto del territorio del Q5 - si lavora male in alcuni spazi perchè certe aree, annoverate tra il verde, sono aiuole o spartitraffico. Abbiamo anche del verde storico, certo, come quello allo Stibbert, ma per lo più abbiamo Daniele Sacconi a disposizione aree molto piccole. Questo ci porta, ad esempio, a non poter realizzare molte aree cani, vi- dente che non si possono cambiare sto che i regolamenti comunali pre- tutte le attrezzature in una volta, vedono una determinata metratura. perchè ci sosterebbe una cosa come In più molte aree non abbiamo po- un milione di euro. Abbiamo anche tuto realizzarle perchè ce le hanno cercato di coinvolgere dei privati, tolte per il gran numero di cantieri ma con scarso successo”. “La cosa che cerchiamo presenti”. Ma di fare, con quello che più Si risolve un problema controlli quarammarica il da una parte si settimanali, consigliere e ne è già spuntato è verificare lo Sacconi è “la uno nuovo da un’altra stato di salute mancanza, tra dei giochi, ani più, del concetto che la cosa pubblica è di tut- che se è difficile mantenerli in perti. Manca questo tipo di coscienza. fetto uso. Ci capita di vedere anche Dobbiamo affrontare il problema ragazzi di 16-17 anni seduti sulle aldel vandalismo che in alcune zone talene a cestone, quelle per i bimbi raggiunge picchi enormi, e questo ci al di sotto dei 3 anni”. E poi ci sono porta ad avere delle limitazioni mol- gli atti di vandalismo, “Negli ultimi to forti nella gestione. In ogni caso anni ci sono stati dei forti tagli al bi- continua Sacconi - come manuten- lancio e i mezzi a nostra disposiziozione ordinaria del verde abbiamo ne sono diminuiti, a fronte oltretutto raggiunto buoni standard. E’ evi- di un aumento degli spazi verdi. In

queste condizioni, noi non possiamo sostituire a oltranza tutto ciò che viene danneggiato o distrutto. Sicuramente rimuoviamo ciò che diviene un pericolo, ma non abbiamo il denaro necessario a ricomprare ciò che viene volontariamente rovinato. Finché non ci sarà la consapevolezza che la cosa pubblica è di tutti, non ci saranno grossi passi in avanti”. La vastità del quartiere contribuisce ad accrescere il problema e, sempre in virtù dei mezzi limitati, “si risolve un problema da una parte e ne è già spuntato uno da un’altra”. In ogni caso, conclude Sacconi, “credo che abbiamo fatto più di quel che potevamo: l’unità operativa del Quartiere 5 riesce a garantire ai cittadini una buona fruibilità delle aree verdi, grazie alla manutenzione ordinaria e straordinaria che puntualmente compie”.

e stesse cose, si sa, possono essere viste in modi differenti e, a seconda di come si guardano, essere giudicate diversamente. E Carla Cavaciocchi, capogruppo di Forza Italia verso il Popolo delle libertà al Q5, non la pensa proprio come la maggioranza. “Per governare una città bisogna amarla”, è il presupposto da cui parte. E parte da lontano, Carla Cavaciocchi. “E’ evidente – dice - che la disponibilità di verde non può più essere quella di qualche decennio fa: la Carla Cavaciocchi città si è ingrandita, la popolazione è aumentata e le abitudini di vita sono completamente cambiate. Ma di fare ombra, e invece non sono gli ultimi 10 sono stati devastanti per niente in forma. I servizi, poi, per Firenze, il verde sembra non lasciano a desiderare, ad esempio interessare ai nostri governanti, il bagno non è più utilizzabile per sembra che pensino solo a cemen- colpa dei vandali che l’avevano ritificare. L’ultimo spazio verde nato dotto a una pattumiera, tanto da conel quartiere è il parco di San Do- stringere il comune a sigillarlo”. E, nato, parco che dovrebbe essere il rincara la dose, “il massimo esempolmone verde di Novoli, ma fra pio di degrado e anche di sperpero quanti tempo? E comunque è ir- di denaro pubblico è il giardino raggiungibile a piedi, infatti non dell’Orticultura, in zona Ponte ci sono attraversamenti né da via- Rosso, col suo bellissimo Tepidale Guidoni né da via di Novoli, e rio del Roster, restaurato alla fine quindi è inaccessibile per gli anzia- degli anni ‘90 e che già riversa, ni e le mamancora una me con le volta, in conLa questione sembra carrozzine. dizioni pietonon interessare In più – conse”. Se poi la ai nostri governanti: tinua - non ci riflessione si gli ultimi anni devastanti sono alberi in amplia anche grado di fare sulle piazze, ombra. E senza ombra, dove ci si “è desolante vedere com’è ridotta siede d’estate?”. E va avanti, in- piazza Leopoldo - conclude Cavadicando alcuni esempi di giardini, ciocchi - con l’acqua putrida delle puntando il dito soprattutto contro fontanelle, piazza della Vittoria il degrado e i vandali che purtrop- non ha più una panchina intera e po sembrano non dormire mai. “La quello che una volta era il frondosituazione non è migliore nel parco so e alberato viale Morgagni, con Magellano, in via Magellano, nato gli alberi della rimembranza, ora è da ormai una decina di anni e che solo un viale anonimo di un’anonidovrebbe già avere alberi in grado ma periferia”. /F.M.

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FATTI E PERSONE

SPORT. Al via la quattordicesima edizione della “miniolimpiade” rivolta ai giovanissimi

È primavera, arrivano le Piaggeliadi Fannì Beconcini

L

o sport come strumento di incontro, crescita e promozione sociale. Come ormai da tredici anni, la primavera per il quartiere 5 vuol dire anche Piaggeliadi. Il 28 marzo, al Mandela Forum, si svolgerà la cerimonia di inaugurazione della quattordicesima edizione di un’iniziativa nata nel quartiere ma che ha ormai assunto rilevanza cittadina. Le Piaggeliadi nascono nel 1996 da un’idea di Mauro Borri, maestro di tennis della Polisportiva Firenze Ovest, erede di una tradizione sportiva

che vede nella sana competizione un’opportunità di crescita e nel gioco un momento di incontro. La manifestazione si rivolge ai giovanissimi, ai ragazzi delle scuole elementari e medie, coinvolti in una “miniolimpiade” che li vede cimentarsi in diverse discipline – dal nuoto al tiro al bersaglio,

dal calcio alla corsa e al ping pong – con l’obiettivo comune di raggiungere il punteggio di istituto più alto. Nate in una zona, Le Piagge, troppo spesso percepita solo come luogo di marginalità sociale e degrado urbanistico, le Piaggeliadi sono diventate con gli anni un momento di aggregazio-

L’iniziativa, nata in una zona, Le Piagge, troppo spesso percepita solo come luogo di marginalità sociale e degrado urbanistico, ha ormai assunto rilevanza cittadina. Nel 2008 ottomila presenze

IL CASO. Dopo l’iniziativa dell’Arpat, si cercano soluzioni al problema

“Odori di via del Pesciolino”, indagine conclusa

C

attivi odori in via del Pesciolino: conclusa l’indagine dell’Arpat. Dopo le segnalazioni degli abitanti della zona, gli ormai (purtroppo) famosi “odori di via del Pesciolino” sono stati oggetto, per alcuni mesi, dell’indagine olfattiva sociale dell’Arpat, effettuata tra via di Peretola e l’Arno. Che ha dato si suoi (primi) frutti: “Grazie ai risultati della ricerca – spiega la presidente del Q5 Stefania Collesei - la ditta Conglobit si è attivata per contenere il problema, e la ditta Silo lo farà a breve”. Ma il problema resta anche un altro. “In Italia – continua Collesei - non esiste una normativa specifica che regolamenti, con esattezza, le immissioni, gli odori diffusi nell’aria. Per cui sono ulteriormente grata per la disponibilità mostrata dalle due ditte interessate”. Va avanti da

tempo la questione degli odori di via del Pesciolino, che sono stati anche oggetto di interrogazioni consiliari nel Quartiere 5, in consiglio comunale e in consiglio provinciale. “Non è possibile individuare una sorgente unica del problema, e quindi è estremamente difficile attribuire eventuali responsabilità dirette alle ditte indicate dagli abitanti di via del Pesciolino”, prosegue Collesei. Che poi evidenzia come “un altro aspetto importante da sottolineare è che il percorso intrapreso da Arpat attraverso l’impegno del Quartiere 5 e degli abitanti della zona di via del Pesciolino è il primo esempio partecipato su media scala finalizzato ad individuare la soluzione di un problema che ha visto coinvolta la popolazione, gli enti e le istituzioni in modo coordinato”. /I.G.

Spi-Cgil Lega Quartiere 5 Firenze...... Diario sindacale L’insieme dei provvedimenti presi dal governo sulla grave crisi del paese, sono risultati sbagliati, minimali e in grave ritardo rispetto agli altri paesi, soprattutto non ha difeso il reddito da lavoro e da pensione. Sbagliati, elargendo elemosina e ledendo la dignità dei cittadini, come la social card ed il bonus famiglia, costringendo le persone ad estenuanti code per farne domanda. Minimali sono stati i soldi stanziati per intervenire sulla crisi, solo 8 miliardi. Se pensiamo che la Francia, solo per il settore dell’auto, è intervenuta con 7 miliardi, Spagna e Germania hanno fatto la loro parte e che gli interventi fatti negli Stati Uniti dal nuovo presidente Barak Obama sono stati davvero notevoli. Se poi entriamo nel merito degli 8 miliardi, solo 5 sarebbero utilizzati, come ha affermato la Ragioneria di Stato che certo non è sindacale e solo 4 per Confindustria. In grave ritardo, basti pensare al crollo del mercato dell’auto e agli ammortizzatori sociali, era necessario intervenire due mesi prima, perché nel frattempo chi ha perso il lavoro non ha potuto accedervi. Inoltre quello che è accaduto il 22 gennaio a Palazzo Chigi è un fatto di assoluta gravità. Invece di dare risposte adeguate alla grave crisi che sta attraversando il paese, il governo ha scelto di dividere le OO.SS. forzando un accordo separato sugli assetti contrattuali, sottoscritto da Cisl-Uil-Ugl e Confindustria e di fatto isolando la Cgil. La Cgil ha detto di no ha quell’accordo perché non tutela salari e pensioni, perché manca ogni traccia sulla contrattazione decentrata territoriale, perché viene snaturato il contratto nazionale e perché si limita il diritto di sciopero, attraverso una misurazione della rappresentatività non condivisibile. Per i valori a cui è strettamente legata, la Cgil non avrebbe mai firmato un accordo di regole sulla contrattazione senza un’altra grande organizzazione di

rappresentanza, per questo ha chiesto alle OO.SS. firmatarie che l’accordo venga sottoposto al voto dei lavoratori e dei pensionati. Dopo il loro rifiuto, la Cgil ha deciso di indire la consultazione e dare la parola a tutti i lavoratori e pensionati sull’accordo. Loro dovranno esprimere un giudizio e conseguentemente la Cgil si atterrà al risultato. In un paese democratico, qualsiasi innovazione è accettabile solo se esiste il consenso dichiarato e verificato dei lavoratori e dei pensionati. Potranno votare lavoratori, pensionati, precari e tutti coloro che hanno una qualche forma di rapporto di lavoro. Queste le nostre assemblee dove potrai votare : Lunedì 9 Marzo - ore 15.00 c/o S.M.S. Rifredi - Via V.Emanuele II, 303 Giovedì 12 Marzo - ore 15.00 c/o Circolo Tre Pietre - Via C.del Greco, 7 Venerdì 13 Marzo - ore 15.00 c/o S.M.S. Peretola - Via Pratese, 48 Martedì 17 Marzo - ore 15.00 c/o Circolo Rigacci - Via Baracca, 58 Inoltre dal 16 al 20 Marzo, potrai votare nei seggi territoriali che saranno allestiti c/o la sede di Via Cesalpino e di Peretola. c/o l’S.M.S. Peretola.

In un momento di grave crisi come quella che stiamo attraversando, fai sentire anche la tua voce, perchè domani potrebbe essere troppo tardi

L’azione dello Spi-Cgil proseguirà con la manifestazione a Roma del 5 Marzo per ribadire i punti centrali della nostra piattaforma, quali l’aumento dei redditi da pensione, la legge sulla non autosufficienza, assistenza e sanità. Le mobilitazioni continueranno con volantinaggi, presidi ed assemblee fino al 4 Aprile, giorno in cui ci sarà la grande manifestazione a Roma di tutta la Cgil.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI ENTRA NELLE NOSTRE SEDI E TROVERAI LA RISPOSTA CHE CERCHI Programma culturale: Sabato 14 marzo - ore 10.00 Visita alla Basilica di San Lorenzo Sabato 28 marzo - visita a Perugia in pullman Sabato 4 aprile - ore 10.00 Visita al Cenacolo di Santa Apollonia Sabato 18 aprile - ore 8.30 Camminata sui monti della Calvana Per informazioni e prenotazioni, rivolgersi o telefonare presso le nostre sedi

LEGA QUARTIERE 5 - FIRENZE Via Cesalpino, 3/B - 50134 Tel. 055.4220440 - 055.417903 Fax 055.4360151 E-mail : spiq5@firenze.tosc.cgil.it

Un momento delle scorse edizioni

ne che coinvolge tutta la città e la provincia. E se il merito principale risiede nell’aver promosso la funzione sociale dello sport, il valore aggiunto dell’iniziativa consiste nell’essere un invito allo sport, una possibilità di sperimentare in modo assolutamente gratuito più discipline. Si tratta, infatti, come ha sottolineato l’assessore allo sport Eugenio Giani, “dell’evento principale di avviamento allo sport per la nostra città”. Sport e formazione a trecentosessanta gradi: a sottolineare la vocazione formativa dell’iniziativa, l’assessorato alla cultura mette in palio 6 borse di studio del valore di 500 euro ciascuna per l’elaborazione di progetti sulla storia di Firenze, premi che si aggiungono alle 10

borse di studio offerte ogni anno da Findomestic ai concorrenti più meritevoli. La cerimonia di premiazione della gara si svolgerà il 23 maggio al campo sportivo di Brozzi, mentre il giorno successivo, nel Salone dei Duecento in Palazzo Vecchio, saranno premiati i vincitori del concorso. L’iniziativa è organizzata dalla Polisportiva Firenze Ovest insieme al Consiglio di Quartiere 5, al Comune e alla Provincia di Firenze in collaborazione con Coni, Fit, Figc, Fidal, Pipav, Uisp. Le ottomila presenze dell’edizione 2008 confermano il successo crescente di un evento che vede protagonisti studenti e genitori, associazioni sportive e insegnanti, futuri cittadini e istituzioni pubbliche.

LETTURA. Ancora appuntamenti con “Librovagando”

Quando i romanzi viaggiano a bordo di un bus colorato U

n bus colorato, una piazza e tanti libri. Librovagando è un’iniziativa promossa dall’associazione di volontariato Auser. Si tratta di una biblioteca itinerante che effettua soste in parchi e giardini pubblici, mettendo a disposizione dei cittadini oltre 900 volumi contenuti in un ex autobus. Una volta saliti a bordo, si viene registrati, dotati di una tessera per accedere al prestito e muniti del calendario completo delle tappe. L’itinerario del Bibliobus, infatti, prevede tappe stabilite in tutta Firenze: nel quartiere 5 luogo di sosta deputato sono i giardini delle Medaglie d’Oro di Via Baracca. Librovagando è anche letture pubbliche e animazione: sono previsti spettacoli nelle Rsa e attività teatrali per grandi e piccini. Dal 2009, inoltre, tramite l’iniziativa Ubiqua, viene offerta la possibilità agli artisti del territorio di esporre le proprie opere all’interno del Bibliobus, in cambio viene chiesto solo un libro… nuovo. Il progetto, curato da Gabriele Danesi

e attivo da febbraio 2007, nasce con l’obiettivo di promuovere la diffusione del libro in quei luoghi urbani e presso quelle fasce della popolazione spesso escluse dalla buona pratica della lettura. “Non ci si rivolge esclusivamente a una categoria di persone - afferma il curatore - Librovagando unisce un aspetto sociale e un aspetto culturale perché si rivolge a tutti, è un incentivo alla lettura.” I risultati confermano la validità del progetto: con più di 100 tesserati, nel quartiere il prestito a bordo è la tipologia di servizio più usata, i ragazzi sotto i 14 anni il pubblico più folto e il prestito domiciliare molto diffuso tra le donne. “L’intero progetto si regge sull’impegno dei volontari, dagli autisti ai responsabili del prestito – conclude Danesi - senza dimenticare l’indispensabile sostegno del Q5, dell’Aeroporto di Firenze e dell’Ente Cassa di Risparmio”. Per informazioni: gabriele.danesi@gmail.com o www.auserfirenze.it. /F.B.


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L’INCHIESTA

Marzo 2009

DOSSIER/1. Aumentano i casi di raggiro e le vittime sono soprattutto gli anziani

Le regole d’oro contro i truffatori Seguendo qualche semplice accorgimento si può evitare di cadere nelle mani dei malfattori che si aggirano in città e che si fanno consegnare soldi con l’inganno. Spesso diffidare aiuta: ecco un vademecum per non inciampare nelle trappole Simele Kruklidis

L

a piaga delle truffe ha colpito anche tà è così scattato l’allarme, e dalle istituzioni Firenze ed il bilancio dell’anno da fiorentine è partito un piano di sicurezza che poco concluso non lascia scampo: suggerisce ai cittadini le regole basilari per 224 i casi segnalati alla questura. evitare di essere raggirati con troppa facilità. Qui non si parla di “colpacci” ad alto livello, Le direttive sono semplici e rappresentano il ma di piccole frodi a scapito di gente comune mezzo più efficace per difendersi dalla truffa. che, peccando di troppa fiducia o anche solo Innanzitutto bisogna accertarsi sempre deldi poca attenzione, cade in queste infauste l’identità della persona che ci sta importunantrappole. In molti infatti credono di poter ri- do, con l’accortezza di non rivelare i propri conoscere a prima vista un truffatore o una si- dati personali. Come seconda regola è poi tuazione poco chiara, ma, nella realtà, le dina- raccomandabile non fidarsi mai di sconosciuti miche che caratterizzano i furti sono piuttosto che si presentano alla porta come dipendenti complesse. Il “piano” viene studiato nei mi- di Enti pubblici o privati, anche se in apparennimi particolari ed i furfanti-come attori de- za sembrano indossare una divisa: se si ritiene gni dell’Oscar- interpretano i personaggi più opportuno, all’occorrenza è bene richiedere disparati, mettendo in scena dei veri e propri un tesserino di riconoscimento, ricordandosi che non è maleducazione, ma spettacoli teatrali. Di cattivo gugiustificata diffidenza. Nel caso sto, naturalmente. Dal finto viciLa questura in cui non si sia sufficientemenno di casa che vi supplica per un ha elaborato te convinti della persona che si prestito, al funzionario della telealcuni identikit ha di fronte, è sempre meglio fonia che richiede il pagamento rifiutare qualsiasi proposta o ridi una bolletta, fino al venditore che offre un’occasione irrinunciabile: sono chiesta, magari prendendo tempo o chiedendo questi i tipici trucchi utilizzati a Firenze dai l’aiuto di carabinieri o polizia. Come previtruffatori per adescare le loro “prede”. Dopo sto, le vittime “preferite” dei truffatori restauna breve presentazione del “personaggio”, il no, ancora una volta, gli anziani. Per questa gioco si svolge nel giro di pochi minuti ed il ragione, il monito delle autorità fiorentine si malcapitato si ritrova con il portafoglio alleg- indirizza soprattutto ai familiari più giovani, gerito, senza neanche capirne il perché. In cit- affinché possano tutelare in prima persona i

loro cari, tenendoli sempre informati sui possibili pericoli in cui possono incorrere, dalle vendite telefoniche alla vincita di finti premi. Di recente, per facilitare l’identificazione di alcuni tra i possibili truffatori, sono stati elaborati dalla polizia scientifica anche tre identikit, che individuano il volto di due uomini e una donna specializzati in truffe tra Firenze e provincia. I dati sono stati raccolti durante tutto il 2008, partendo esattamente dalle testimonianze delle vittime. Dalla ricostruzione delle dinamiche delle truffe, sembra che i malviventi agiscano perlopiù di mattina, nelle ore in cui si presume che gli anziani siano soli in casa. A quel punto, dopo essersi guadagnati la fiducia della vittima, trovano la scusa per richiedere il denaro o per derubare in segreto. In altri casi, i truffatori preferiscono studiare a lungo i movimenti del “bersaglio”, seguendone le abitudini: le vittime vengono così circuite nei supermercati, alle poste o nelle banche, luoghi percepiti come “sicuri”. Per arginare il fenomeno, sono stati disposti pattugliamenti mirati nelle zone della città in cui c’è una maggiore concentrazione di persone anziane o dove si sono già verificate le truffe. Fino a questo momento, le persone arrestate sono soltanto cinque: ma il lavoro della questura continua.

L’INTERVISTA/1

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Parla Silvia Bartolini, responsabile Codacons Toscana

“Mantenete alta la guardia”

I

l Codacons è un’associazione nata a tutela dei diritti dei consumatori: per saperne di più abbiamo incontrato l’avvocatessa Silvia Bartolini, responsabile dell’area fiorentina e toscana. Chi si rivolge al Codacons e quali sono i casi di truffe più ricorrenti? Da noi arrivano soprattutto le persone anziane, vittime dei raggiri più disparati. Nella casistica della nostra città, le frodi più comuni riguardano le riparazioni domestiche, i cui costi a volte si rivelano talmente eccessivi da non poter essere ritenuti plausibili. Molto ricorrenti sono anche i furti ad opera di finti tecnici dell’Enel, della Telecom o di qualunque altro servizio pubblico. Nella zona dell’Isolotto, di recente, siamo persino venuti a conoscenza di circa quattro imbrogli ad opera di un presunto ispettore delle caldaie. Dunque bisogna fare attenzione a non firmare contratti con troppa leggerezza... I venditori “porta a porta” che tentano di propinare agli utenti nuovi contratti devono indurre al sospetto. Prima di compilare un qualsiasi modulo è fondamentale valutare con estrema cautela tutte le clausole, per evitare di “legarsi” ad un contratto che non si desidera. Altrimenti, il più delle volte,

Silvia Bartolini

si finisce con l’acquistare un prodotto diverso da quello desiderato. Il primo passo per tutelarsi è mantenere alti i livelli di attenzione. I casi di truffa agli anziani sono in aumento? A fronte dei fatti compiuti, come agisce il Codacons? In verità, anno dopo anno, gli episodi di truffa a Firenze si mantengono piuttosto stabili. La speranza per il futuro è semmai che le campagne di sensibilizzazione ed il lavoro delle autorità portino ad una effettiva e consistente riduzione del fenomeno. Intanto, il Codacons continua a smascherare questi tentativi di frode, anche se non sempre è possibile risalire ai colpevoli. /S.K.


L’INCHIESTA

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Marzo 2009

DOSSIER/2. Le offerte telefoniche sono un assillo costante per tutti, ma la Toscana va in controtendenza

Lo scocciatore suona sempre due volte Si stima che solo il 4 per cento della popolazione sia al riparo dall’insistenza degli operatori dei call center. Ma il difensore civico rassicura: “Da noi le pratiche aperte per questo tipo di questioni non sono in aumento” Serena Cafaggi

L

a pioggia di offerte telefoniche che ogni giorno invade la nostra privacy, infiltrandosi nelle mura di casa attraverso i cellulari e l’apparecchio fisso, non di rado ci spinge ad inveire furibondi contro gli impavidi call center; che puntualmente richiamano. Le proposte sono molteplici e svariate, da chi cerca di convincerci a cambiare gestore telefonico a chi offre un nuovo abbonamento per la tv e ancora, da chi chiede di collaborare ad un sondaggio a quelli che propongono una polizza assicurativa. Non c’è limite alla fantasia umana. Di ricevere queste chiamate è successo proprio a tutti, anche se in genere la questione si chiude lì, insieme al gesto di riattaccare la cornetta. Eppure il fenomeno in Italia è dilagante, tanto che il Garante della Privacy Francesco Pizzetti ha parlato di “selvaggia aggressione” fuori da ogni legge sulla tutela della sfera privata. A Firenze però, la situazione non è molto chiara o meglio: sembra andare in netta controtendenza. Il difensore Civico della Toscana Giorgio Morales ci ha infatti spiegato, statistiche alla mano, che: “Le pratiche aperte lo scorso anno sono state 148 - ha spiegato Morales - in perfetta media con gli anni precedenti. Inoltre, le segnalazioni che ci sono pervenute dagli utenti hanno riguardato in larga misura la Telecom, che si è sempre dimostrata piuttosto corretta nel risolvere le controversie”. Insomma, nessun caso allarmante o fuori dalla

norma, sembrerebbe. Ma, se ad ognuno di noi è capitato più volte al mese di ricevere chiamate indesiderate, i conti allora non tornano. A quanto pare, il nocciolo della questione sta nel fatto che i fiorentini ricorrono all’aiuto del difensore civico o del Co.Re.Com solo ed esclusivamente nel momento in cui il disturbo si fa serio e continuato. Come nel caso di servizi telefonici addebitati senza richiesta o costi in bolletta di chiamate mai effettuate. Dalle pagelle annuali del nostro difensore civico, un genere di reclamo che sembra in crescita è semmai quello di utenti che si sono ritrovati abbonati ad un diverso gestore telefonico senza saperne le ragioni. Su altri casi meno eclatanti ci si passa sopra, soprattutto per evitare di “infilarsi” in quei terribili labirinti delle pratiche burocratiche. Infine, nell’eventualità in cui ancora non vi sia mai successo di essere disturbati al telefono, secondo statistiche recenti dell’agenzia Assocontact, vuol dire che fate parte di quel fortunato 4 per cento della popolazione, per miracolo scampato all’attacco degli aitanti operatori dei call center. Invece, il resto dei comuni mortali è schedato in foltissime banche dati che raccolgono non solo numeri di telefono, ma anche indirizzi e informazioni personali. Per sapere come questo sia possibile, pensate all’ultima volta in cui avete compilato un modulo o un coupon, nei supermercati come dal benzinaio. Che fine fanno tutti quei dati? A buon intenditore...

L’INTERVISTA/2

TRASFORMAZIONE

Parla Marinella Romoli, dirigente Corecom

“La privacy? Violata spesso”

DA VASCA

F

orse non tutti sanno che il Co- malcontento, non di rado succede recom (Comitato Regionale che gli utenti si rivolgano a noi per per le Comunicazioni), può aiutare aver subito atti di violazione della i cittadini a difendersi da truffe e privacy. Di fronte a tali circostanze violazioni della privacy gratui- è importante che i cittadini saptamente. Marinella Romoli, diri- piano dell’esistenza del Corecom gente responsabile del settore, ci della possibilità di risolvere le ha illustrato le attività principali controversie in maniera del tutto dell’ente. gratuita e senza il coinvolgimento Di cosa si occupa nello specifico di avvocati. il Corecom? Dietro il fenomeno del telemarkeIl Corecom è un organo della Re- ting e del teleselling possono nagione che si occupa soprattutto di scondersi delle truffe? Quali sono attività di servizio all’utenza, in le fasce di età più colpite? particolar modo in materia di vi- Alla luce dei sondaggi da poco effetgilanza, controllo, conciliazione tuati abbiamo rilevato che le telefonelle controvernate e la pubblisie tra utenti ed In quattro anni abbiamo cità a carattere operatori delle info-promozioaccolto circa 3000 nale coinvolgotelecomunicacontenziosi: sono no soprattutto zioni e di moin continuo aumento gli anziani over nitoraggio dei 65, ma anche media locali. Un ventaglio molto vasto di ope- un’ampia presenza femminile in razioni, del tutto rivolto alla tutela condizioni “non professionali”. Uno dei sistemi più frequenti per atdei cittadini. Sono frequenti i casi di conten- trarre l’attenzione dell’interlocutore è quello di far balenare la speranza zioso? Dal 2004 all’anno appena con- di un premio, di una vincita inaspetcluso, le istanze che abbiamo ac- tata. Si tratta di una modalità di colto sono passate da 235 a 3420: vendita “mascherata”, che prevede un numero nettamente in aumento quindi una forma di inganno nei dunque. Tra le varie situazioni di confronti delle persone. /S.C.

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VADEMECUM

Marzo 2009

IN BOLLETTA/1. Pochi gesti per tagliare i consumi di elettricità senza rinunciare alle comodità

Il risparmio energetico in dieci mosse L’INTERVISTA

Via libera agli

elettrodomestici ad

Sergio Gatteschi di Forum Energia

“Misuriamo la febbre ai nostri appartamenti”

alta efficienza, ma l’importante è non

P

lasciarli in stand-by troppo a lungo Francesca Puliti

C

ase sempre più tecnologiche uguale bollette sempre più salate. Un’equazione che ben conosciamo. Eppure qualcosa si può fare per limitare i danni di quell’armata silenziosa che da qualche anno ha invaso i nostri appartamenti. Un vero e proprio esercito corazzato di spine, spinotti e batterie. In principio fu la tv, poi il videoregistratore, in seguito il computer, adesso neanche il normale portaritratti ci basta più, abbiamo bisogno della cornice elettronica. La lotta è impari: di loro non possiamo più fare a meno. Così, senza che ce ne accorgiamo, i consumi energetici lievitano e il nostro conto in banca scema. Ma tagliare il costo in bolletta è semplice, come spegnere un interruttore. Semaforo verde dunque per il risparmio energetico, a partire da pochi gesti quotidiani, piccole abitudini che poco incidono sul nostro stile di vita, ma che molto possono fare per il nostro portafogli. Si comincia con i tanto vituperati led, da tempo sotto accusa da parte delle associazioni ambientaliste e di consumatori. Il consiglio numero uno, dunque, è quello di spegnere gli elettrodomestici - televisore, lavatrice o pc che sia - direttamente dal pulsante principale, anziché lasciarli in stand-by. Se è vero che il consumo della spia è irrisorio, altrettanto vero è che le nostre case al buio brillano più di un albero di Natale: moltiplicando il costo di ogni led, il risparmio che si ottiene varia dal prezzo di un biglietto per il cinema fino a una ventina di euro l’anno, a seconda di quanti apparecchi possediamo. Non una grossa cifra, ma un punto di partenza per limitare gli sprechi. Quando andiamo a com-

prare un elettrodomestico, inoltre, assicuriamoci che sia classificato come A o A+: non molti sanno che lavastoviglie e lavatrici di questo tipo consumano meno acqua di quanta se ne utilizza lavando a mano. A fronte di un investimento più sostanzioso, il risparmio sarà dunque costante negli anni a seguire. Sarebbe buona norma, poi, effettuare i lavaggi solo a pieno carico e preferire le temperature più basse, evitando il prelavaggio. In alternativa si può interrompere il ciclo per una decina di minuti, lasciando in ammollo i panni, e poi farlo ripartire. La manutenzione inoltre è fondamentale per l’efficienza energetica e la lunga vita degli elettrodomestici:

ad esempio se il congelatore è correttamente sbrinato, anziché foderato da uno strato di ghiaccio, funziona meglio e con meno spesa. Un’altra strategia è posizionare il frigo nella zona più fredda della cucina ed evitare quelli ad incasso, più facili a surriscaldarsi. Non dimentichiamo infine le lampadine a fluorescenza che, a parità di luce, consumano il 70 per cento in meno di quelle tradizionali. Tutto ciò dovrebbe portare ad un sollievo pari al 15-20 per cento della bolletta della corrente. Chi non ne avesse abbastanza può ottenere ulteriori consigli presso lo Sportello EcoEquo di via dell’Agnolo, aperto quattro mattine e due pomeriggi a settimana.

arla Sergio Gatteschi, Presidente di Amici della Terra e Forum Energia, associazioni attive da anni nella sensibilizzazione verso il risparmio energetico e lo sfruttamento di fonti alternative. Cosa consiglia a chi vuole risparmiare sui costi delle bollette? Prima di tutto di “misurare la febbre” alla propria abitazione, attraverso una certificazione energetica, per capire dove e come intervenire al fine di limitare le dispersioni. Poi si possono mettere in pratica interventi di varia entità, dai più semplici e abbordabili ai più complessi. Cominciamo dai più economici. Una delle cose meno costose è l’installazione di valvole termostatiche ai termosifoni. Questi apparecchi consentono il mantenimento di una temperatura diversa stanza per stanza. Un’operazione che richiede un investimento davvero piccolo (circa 160 euro a radiatore) a fronte di un grosso risparmio. Altro aspetto da tenere sotto controllo sono gli infissi delle finestre: il costo per cambiarli è un po’ più alto rispetto all’esempio precedente, ma si recupera per il 55% attraverso l’Irpef. Anche la sostituzione della vecchia caldaia con un impianto ad alta efficienza gode di incentivi fiscali. Passiamo agli interventi più impegnativi. A chi deve ristrutturare la facciata consiglio vivamente la coibentazione esterna: si tratta di montare un pannello isolante che funziona come una sorta di coperta per la casa, proteggendola dal freddo d’inverno e dal caldo eccessivo d’estate. Salendo di prezzo c’è l’installazione di un pannello solare termico, da collegare alla caldaia, o di un pannello fotovoltaico. In quest’ultimo caso l’investimento è più consistente, circa 22mila euro per l’impianto completo, mentre per quanto riguarda il primo caso il costo iniziale si ammortizza facilmente, soprattutto se viene abbinato alla caldaia /F.P. centralizzata di un condominio.


VADEMECUM

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Marzo 2009

IN BOLLETTA/2. Temperatura e costi sotto controllo grazie a un piccolo dispositivo

A qualcuno piace caldo (e poco caro) Scaldare casa costa tra il 15 e il 30

per cento in meno, basta montare una valvola su ogni termosifone. Ma si possono tagliare anche le spese per il riscaldamento condominiale, e contro il caro benzina arriva un nuovo tipo di autostop Paola Ferri

C’

è chi conosce a memoria ma “valvola termostatica”. “Si tratta il listino prezzi di ogni di un apparecchio da montare ad ogni catena di supermercati termosifone di casa – spiega Andrea e sceglie dove compra- Cavaciocchi della società Ecolazio che re questo e quello in base al risparmio. lavora in questo settore da 15 anni, con C’è chi passa da un gestore telefonico sedi a Firenze e a Roma - in modo da all’altro alla ricerca della convenienza. poter impostare la temperatura in maOrmai far quadrare i conti è diventato niera indipendente dagli altri appartaun mestiere. Se tutti (o quasi) conoscia- menti del palazzo. Non solo: in questo mo l’esistenza dei riduttori di flusso da modo è possibile differenziare la temmontare sui rubinetti di casa per limi- peratura nelle varie stanze, per cui possiamo tenerla più tare il getto, opbassa nelle capure la necessità Il ripartitore aiuta mere e più alta in di mantenere una a dividere equamente bagno ad esemtemperatura infele spese condominiali pio”. Il meccaniriore ai 20 gradi, smo si completa non molti sono a conoscenza di altri strumenti per taglia- con un ‘ripartitore’ che misura la quanre i costi della vita di tutti i giorni. A tità di calore emessa da ogni radiatore partire proprio dal riscaldamento. Per e trasmette i dati a una centralina che chi abita in un condominio e ha la cal- si trova sul pianerottolo, in modo che daia centralizzata la soluzione si chia- ognuno paghi solo per l’energia effet-

tivamente consumata. Un modo per limitare gli sprechi, oltre che le litigate tra i vicini di casa che non riescono a mettersi d’accordo su quando e per quanto tempo tenere acceso il riscaldamento. “Il risparmio varia tra il 15 e il 30 per cento – continua Cavaciocchi - a seconda dell’uso che il cliente ne fa. Una persona a cui abbiamo installato il meccanismo ha tagliato addirittura il 70 per cento dei costi in questa stagione”. Per far funzionare al meglio l’intero sistema è necessario però affidarsi ad

aziende specializzate, in grado di usare tutti gli accorgimenti necessari. E mentre su internet fioccano consigli di ogni tipo, da come prepararsi uno sgrassatore universale a base di aceto, a come recuperare l’acqua di cottura della pasta per lavare i piatti, arriva anche il nuovo autostop, per risparmiare sulla benzina. Nonché sullo smog. Il meccanismo è semplice come mettersi d’accordo con gli amici per prendere una sola auto, anziché andare nello stesso posto ognuno con il proprio mezzo. Solo

che in questo caso a mettersi d’accordo sono persone che non si conoscono tra di loro: galeotto fu il web ancora una volta. Tramite l’apposito sito (www. roadsharing.com), dopo aver inserito i propri dati, ognuno immette il tragitto che intende percorrere e cerca compagni di viaggio. Uno strumento efficace contro il caro-carburanti, ma anche contro il traffico. E se proprio ci si dovesse ritrovare incolonnati al semaforo, almeno si ha la possibilità di fare due chiacchiere.

Gruppo di Studio di Neurofisiologia Pediatrica

www.montedomini.net

Firenze A.S.P. Montedomini 3° CORSO TEORICO-PRATICO DI NEUROFISIOLOGIA PEDIATRICA 20-24 APRILE 2009

Il gruppo di studio della Società Italiana di Neurofisiologia Clinica si è fatto promotore del Primo Corso Triennale residenziale teorico-pratico di “Neurofisiologia Clinica Pediatrica”, articolato in 4 giornate con una parte teorica (lezioni frontali) ed una parte pratica (esercitazioni in piccoli gruppi, con tutor). Il corso è rivolto a Medici Specialisti e Specializzandi (Neurologici, Neurofisiologi, Neuropsichiatri Infantili, Pediatri, Fisiatri), Tecnici di Neurofisiopatologia, Terapisti della Riabilitazione. L’obiettivo è quello di fornire in un triennio una preparazione di base sulle caratteristiche generali e sugli aspetti peculiari dell’impiego delle diverse metodiche neurofisiologiche nel bambino e nel neonato. La scelta del triennio è dettata dalla complessità e vastità degli argomenti da affrontare: ogni anno è trattata in dettaglio una tematica precisa, cercando però di dare una panoramica completa degli argomenti, per consentire una informazione a largo raggio; abbiamo optato per il corso triennale itinerante per tenere conto delle esigenze e delle diverse realtà nazionali. Il primo anno di corso si è tenuto nel 2007 a S. Servolo, il secondo anno di corso si è svolto a Frascati (Roma) nel 2008 .

internazionale, consentendo di approfondire la conoscenza sullo “stato dell’arte” dello neurofisiologia pediatrica a livello europeo.,, Tale giornata vuole anche sancire la fondazione del Gruppo di Studio Europeo di Neurofisiologia Pediatrica che vedrà al suo interno i coordinatori ed i referenti del Gruppo di Studio Italiano. Comitato d’Onore: Francesco Pinto - Direttore Neurofisiopatologia Careggi - Presidente Filippo Vannoni - Presidente Montedomini Direttore del Corso: Silvia Lori Direttore Clin. di Neurologia Ped. AOU Meyer: Renzo Guerrini ECM: E’ stata avviata, presso il Ministero della Salute, la procedura prevista per l’attribuzione dei Crediti Formativi per le figure professionali di Medico Chirurgo e Tecnico di Neurofisiopatologia SEDE CONVEGNO Firenze A.S.P. Montedomini Via de’ Malcontenti 6 Lunedì 20/04/09 Basi teoriche EEG/PE/EMG Sonno Martedì 21/04/09 Neuropsicofisiologia:

Il terzo anno (2009) il corso si terrà a Firenze concludendo il triennio. Saranno affrontate tre grosse ed interessanti tematiche in ambito pediatrico che riguardano la parte neuropsicologica con i disturbi ad essa connessi, i disordini del movimento e la spasticità, le emergenze neurologiche ed i disturbi di coscienza nel bambino e nel neonato. Un altro fondamentale aspetto è quello che lega la neurofisiologia alla terapia;

Mercoledì 22/04/09 Spasticità e Disordini del movimento (Distonie)

Il terzo corso sarà promotore della Giornata “satellite” di Neurofisiologia Clinica Pediatrica Europea, che vedrà partecipanti fra i maggiori esponenti europei del settore, che porteranno la loro esperienza a confronto sugli argomenti del corso stesso e su argomenti di interesse

Venerdì 24/04/09 GIORNATA NEUROFISIOLOGIA PEDIATRICA EUROPEA EUROPEAN MEETING OF PEDIATRIC NEUROLOGY

Giovedì 23/04/09 Neurofisiologia in Area Critica Pediatrica

Simposio satellite (parte integrante del corso, aperto ad esterni gratuitamente fino ad un max di 80 persone totali) Intervengono: De Grandis, Liguori, Eleopra J.A.Eyre: The developmemt and plasticity of the corticospinal system K. E. Eeg-Olofsson: Elettromiography and maturative aspects in pediatric age R. Guerrini: Functional organization of the cerebral cortex in malformations of cortical development S.Boyd: ERPs generators Tavola Rotonda: Esperienze a confronto (Boyd, Eeg-Olofsson,Eyre, Guerrini, Suppiej, Di Capua, Scaioli, Sergi, Pastorino, Lori). Relatori e Coordinatori: AldoAmantini - Firenze, Maria Pia Amato - Firenze Carmen Barba - Firenze, Ivo Bruni - Firenze, Massimo Cincotta - Firenze, Domenico De Grandis - Rovigo Giuseppe De Scisciolo - Firenze, Matteo Di Capua - Roma Francesco Di Russo - Roma, Roberto Eleopra - Mestre, Selvaggia Fossi - Firenze, Lorenzo Genitori - Firenze, Flavio Giordano - Firenze, Renzo Guerrini - Firenze, Antonello Grippo - Firenze, Silvia Lori - Firenze, Rocco Liguori - Bologna, Tiziana Metitieri - Firenze, Francesco Mari - Firenze, Bruna Molteni - Milano, Roberto Miliucci - Roma, Giancarlo Pastorino - Milano, Nardo Nardocci - Milano, Federica Provini - Bologna, Luigi Piccinini - Lecco, Marcello C. Romano - Palermo, AldoRagazzoni - Firenze, Vidmer Scaioli - MilanoPaola Sergi - Milano, Vincenza Tarantino - Padova, Agnese Suppiej - Padova, CarloTrompetto - Genova, Catello Vollono - Roma European Teachers Janet A.nn Eyre - U.K., Karin Edebol Eeg-Olofsson- S, Stewart Boyd - U.K. Segreteria Organizzativa: Centro Servizi e Formazione “Montedomini” Via de’ Malcontenti, 6 50122 Firenze Elena Barbucci - Anna Maria De Rosa Tel. 055 2339404 - 0552339410 Fax: 055 2339416 e-mail: corso.nfp3@montedomini.net siti web: www.montedomini.net www.csf-montedomini.net

With the support of the European Chapter of the IFCN Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer


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IL CASO

Marzo 2009

DIMENTICANZE. In ogni angolo della città s’incontrano strutture fatiscenti e in disuso da anni

Una pioggia di edifici abbandonati Dal Ponte al Pino

muove spesso fra Firenze e Sesto Fiorentino lo vede sempre, idem per chi si avvia verso Careggi. Si tratta del casermone in mezzo a via Taddeo Alderotti: uno scheletro abbandonato e rovinato ormai da anni. Spostandosi a Firenze sud, s’incontra l’ex Esselunga di viale Giannotti. Ora la spesa si fa un centinaio di metri più in là, ma il vecchio supermercato di viale Giannotti (per mesi al centro di un tira e molla determinato dalla nuova apertura

a Rifredi, passando per Gavinana e le Cure: sparse qua e là, come cartoline di una Firenze

Tra le aree fantasma, l’ex Meyer, l’ex Meccanotessile, l’ex Esselunga di viale Giannotti

ormai tramontata, le vecchie costruzioni sonnecchiano in città Serena Wiedenstritt

L

a città si evolve, gli spazi cambiano, la geografia urbana si modella su una Firenze che cresce e che diventa area metropolitana. Un processo complesso, affascinante, che però a volte lascia delle zone d’ombra che assorbono vecchi edifici dismessi e dimenticati. L’occhio a volte si abitua, a volte si stravolge a vedere, accanto alle novità, vecchi e cadenti emblemi di una “Firenze com’era” che non avrebbe nessun motivo di resistere nel tempo. A seguire qualche esempio di dimenticanza che qua e là imbruttisce la città. Al Ponte al Pino sorge ancora una struttura che fu, nei decenni passati, di proprietà delle Poste, che oggi dichiarano di aver venduto il palazzo diversi anni fa ad una società privata, di cui,

L’ex Esselunga di viale Giannotti nel quartiere 3

per discrezione, non viene fatto il nome. Accanto all’edificio, l’area che ospitava i capannoni ex-Omnia Express è stata bonificata ed è stato ripulito tutto, fanno sapere dalle FS. L’acquirente delle Poste, invece, continua a latitare. Altro capitolo, l’area vecchio Meyer. L’ospedale dei bambini ha cambiato casa, ma la vecchia struttura? L’edificio è stato oggetto dell’attenzione del Movimento di Lotta

per la Casa, che vi ha fatto irruzione lo scorso gennaio, quando circa 150 persone hanno forzato il lucchetto e sono entrate nei locali. Lì è partita la polemica, recentemente tornata agli onori delle cronache per la decisione del Comune di finanziare la pulizia di alcuni bagni chimici installati nell’area: il centrodestra insorge, da Palazzo Vecchio evidenziano problemi di igiene pubblica. Ancora: chi si

della Coop di Gavinana) è ancora lì. Da tre anni la struttura è stata ceduta al Comune di Firenze. Da Palazzo Vecchio spiegano che, a marzo scorso, prima l’approvazione della variante al piano regolatore da parte della giunta comunale, poi l’ok del consiglio, parevano aver dato l’ultimo via libera alla realizzazione degli alloggi ad affitto agevolato nell’area dell’ex supermercato Esselunga. Il progetto sarebbe dovuto essere l’ultimo tassello del progetto di trasformazione urbana dell’area ex Longinotti. C’erano anche i fondi, visto che da Palazzo Vecchio avevano fatto sapere che il progetto di nuovi alloggi aveva ricevuto il finanziamento dallo Stato per 2 milioni 573.490 euro pari al 50 per cento del costo complessivo dell’intervento, mentre il restante 50 sarebbe stato a carico di Casa spa. Ad oggi però non solo non ci sono gli alloggi, ma mancano soprattutto le tracce del cantiere.

L’INTERVISTA Lorenzo Bargellini, Movimento di Lotta per la Casa

FIRENZE e il Suo ARTIGIANATO Ma non si tratta solo di necessari interventi per la rivitalizzazione del comparto ( scuole d’arte, artigianato artistico e di qualità) . Riccardo Sarra Una reale volontà di Capogruppo di AN L’Artigianato Fiorentino ha costituito la Storia, l’anima rilancio della Città al Consiglio Comunale di Firenze (e del Suo Artigiae la linfa di questa Città, e la Ricchezza di Firenze. L’Artigianato Fiorentino vive oggi un Presente incerto nato) non può prescindere da una visione di insieme, da un progetto globale. e teme un Futuro oscuro. • Il nostro grande Artigianato (le stoffe, il cuoio lavorato, i gioielli, il legno dorato e dipinto) se ne è La Nuova e, senz’altro, Diversa Amministrazione che i Fiorentini sceglieranno il 6-7 Giugno, saprà sicuramenandato. te rispondere alle esigenze del Sistema Moda : spazi • Le mostre dell’Artigianato e dell’Antiquariato, noespositivi consoni, sempre più efficienti e funzionali stre glorie tradizionali , non ci sono più. collegamenti aeroportuali, infrastrutture adeguate. La • L’industria della Moda è emigrata altrove, tra Valorizzazione dell’Antiquariato (Biennale e manifestaRoma e Milano, con gravi ricadute anche sull’inzioni collaterali) avrà riflessi positivi per il rilancio delle dotto artigianale e commerciale. L’Artigianato Fiorentino ha bisogno e voglia di rinasce- attività collegate al restauro. La Politica Culturale della Amministrazione di CentroDestra realizzerà una nuova re e di risplendere. stagione di Eventi collegati non solo a Teatro, Musei, MuSi tratta di una componente economica e lavorativa di sica, ma anche a Antiquariato e Artigianato, e sarà quindi consistenza non indifferente, oltreché di una “Cultura” in grado di rigenerare il comparto produttivo. fatta di dedizione, sacrificio, ingegno, eccellenza di “nicchia”, sapienza trasmessa, che sa proporre in tutti i mer- Si tratta di saper riconciliare Firenze e il Suo Artigianacati oggetti particolari, “unici”, diversi , in un mondo di to con il passato, per rilanciarli verso il futuro. Una atto d’amore, di responsabilità e concretezza, che solo il Cenprodotti standardizzati. Con misure di sostegno si possono e si devono af- troDestra potrà realizzare; un risultato che scaturirà, ne frontare le criticità che affliggono il “sistema”: dal siamo certi, dalla intelligenza dei Fiorentini tutti. problema legato alle localizzazioni sul territorio (connesso al mercato immobiliare), al ricambio generazionale Riccardo Sarra Capogruppo di AN in Consiglio Comunale a Firenze (incertezze dell’apprendistato).

“Ogni giorno tre sfratti”

C’è una categoria che si sente dimenticata, che teme di male in peggio. Che chiede aiuto, magari alla Amministrazione che verrà dopo le elezioni (6-7 Giugno). Una categoria di operatori laboriosi semi asfissiati da mercato globale, crisi economica, ma soprattutto dalla più che decennale insipienza degli amministratori locali, responsabili primi del malgoverno e del degrado della Città.

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

D

i fronte a tanti edifici disabitati e a migliaia di metri quadrati sprecati Lorenzo Bargellini, del Movimento di Lotta per la Casa di Firenze, snocciola i numeri dell’emergenza abitativa: “Ogni giorno a Firenze vengono eseguiti tre-quattro sfratti e nei prossimi tre anni ne sono previsti circa 5.500. Si tratta per la maggior parte di persone indigenti, spesso anziani e spesso donne sole con bambini. Un segnale della crisi che sta colpendo la città si vede anche in questo fenomeno: prima la percentuale degli sfratti per morosità era il 20 per cento, nell’ultimo periodo è salita al 60 per cento. Significa che le famiglie non ce la fanno più a pagare un affitto, che la precarietà sta colpendo sempre di più. E il paradosso è che chi viene sfrattato per morosità non può partecipare ai bandi per gli alloggi popolari, quei pochi che sono rimasti. La morosità viene quindi ancora vista come una colpa. Idem per chi non riesce a pagare il mutuo ed è insolvente nei confronti di una banca: non avrà mai diritto ad una casa popolare”. Il Movimento di Lotta per la Casa, oltre a inter-

venire in soccorso delle persone sfrattate, segue da vicino le case occupate della città, che ospitano in tutto circa 1.700 persone, molti italiani ma anche molte famiglie straniere e cittadini richiedenti asilo: “A parte l’ultima vicenda del vecchio Meyer - spiega Bargellini - che abbiamo dovuto occupare in vista dello sgombero della Rosai che avrebbe lasciato 150 persone per la strada, non abbiamo messo in piedi nessuna nuova iniziativa. Ormai, infatti, gli sgomberi sono immediati e c’è un problema di rapporti di forza con le istituzioni”. In conclusione, di fronte ad una emergenza abitativa conclamata, cosa propone il Movimento? “Chiediamo un aumento dell’edilizia popolare pubblica, non sovvenzionata né affidata alla cooperative, la promozione di progetti di autorecupero, come sta avvenendo ad esempio nell’asilo nell’area di Castello, la requisizione di stabili disabitati, l’utilizzo di edifici sfitti a uso culturale e abitativo, come per alcune vecchie caserme, e una inchiesta sugli affitti a nero in centro, che sono la gran parte” /S.W. termina Bargellini.


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SALUTE

Marzo 2009

IN ARRIVO. Un fiorentino su dieci dovrà fare i conti con le conseguenze dell’aumento dei pollini nell’aria

Bentornate allergie, nemiche di stagione Starnuti, prurito, naso che gocciola, occhi che lacrimano:

Giulia Righi

L’

inverno ci ha regalato un carico di influenza, la primavera invece si trascina dietro le allergie. Non si scappa, ogni stagione ha i suoi mali. E allora, di nuovo, largo ai fazzoletti. “Anche quest’anno per un fiorentino su dieci non sarà possibile fare a meno di questo sgradito accessorio”. E, se ce lo dice un medico, c’è da crederci. “Negli ultimi anni si è registrato un notevole aumento dei soggetti che soffrono di allergie stagionali più o meno importanti- spiega il dottor Niccolò Berzi- e l’arrivo della primavera costituisce un momento particolarmente critico”. Il termine “allergia”, prosegue, ha origine greca e significa ‘reazione anomala, diversa’ : “Si tratta di una risposta esagerata dell’organismo a sostanze normalmente innocue per il resto delle persone, come polveri, pollini o alimenti- continua il dottor Berzi- Praticamente inneschiamo una battaglia contro un nemico inesistente, il nostro corpo si comporta come Don Chisciotte contro i mulini a vento”. I sintomi classici sono il prurito, l’arrossamento e la lacrimazione degli occhi, la rinorrea sierosa (il naso che gocciola), frequenti starnuti, problemi delle vie respiratorie, senso di mancanza d’aria e tosse, spesso accompagnati da stanchezza e irritabilità. “Questi sintomi si presentano singolarmente o associati, determinando quadri lievi e sopportabili oppure notevoli e invalidanti”. Per questo, chiosa il dottore, è fondamentale individuare l’allergene scatenante (ovvero il nemico inesistente), perché il primo rimedio, il più immediato, è tenersi alla larga dalla causa del proprio male. Poi. “Ciascuno di noi è o può diventare allergico e non è

sono questi i fastidiosi sintomi del tormento primaverile. Ecco i consigli del medico. E una piccola curiosità: la lanugine dei pioppi è innocua, fa solo da capro espiatorio

infrequente la comparsa di sintomi in età già adulta- prosegue il dottor Berzi- Complici nel determinare questo fenomeno sono la familiarità (il 30% dei bambini con genitore allergico svilupperanno sintomi allergici dello stesso tipo), l’igiene che ha ridotto i contatti con i germi e quindi l’allenamento del nostro sistema immunitario, ma anche il fumo di sigaretta, l’inquinamento e i cambiamenti climatici rapidi e improvvisi”. Ma come si rimedia? “Possono aiutare alcune piccole accortezze, per esempio limitare l’attività all’aria aperta nei periodi di maggiore suscettibilità, sapere che nelle giornate secche e ventose la concentrazione dei pollini è maggiore e svolgere una vita sana, cercando di mantenere un ritmo del sonno regolare e un’alimentazione varia, magari con integrazione di vitamine”. Se tutto questo non ci basta, allora ci sono i medicinali: “Oggi disponiamo di farmaci che aiutano a contenere o eliminare la sintomatologia, da assumere al bisogno quando necessario o in terapie stagionali- prosegue il dottor Berzi- In determinati periodi possiamo limitare i sintomi per esempio con antistaminici o cortisonici oppure “istruire” l’organismo a non rispondere a certe sostanze, con la terapia vaccinale”. E, per il resto ci vuole la solita, santa, pazienza perchè ogni mese ha il suo tormento: marzo e aprile ad esempio sono i mesi dei pollini della betulla, del cipresso, quelli in cui iniziano le graminacee e quelli in cui la parietaria vive ha un picco di fioritura. Per finire, una curiosità: “Sfatiamo una convinzione errata- conclude il dottor Berzi- la lanugine del pioppo che “imbianca” la nostra città durante la primavera non è costituita da polline e per quanto fastidiosa non produce fenomeni allergici: è solo il capro espiatorio di tutti quei pollini che contemporaneamente vengono trasportati dal vento”.

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E PIU' PASSANO GLI ANNI E PIU' IL VOLTO MIGLIORA. LE FOTO CHE QUI MOSTRIAMO SONO LA PROVA DI QUANTO DETTO COME CI DICE LA DR.SSA DANIELA SOAVE PRIMA IN ITALIA A DIPLOMARSI A LONDRA PRESSO L'ADD AL 18 DI WIMPOLE STR.

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Partecipa al sondaggio Puoi votare sul sito www.ilreporter.it oppure inviaci una mail a dicolamia@ilreporter.it o telefona al numero 840.70.74.74

Ronde dei cittadini per la sicurezza sul territorio, sei d’accordo? 1. Sì, serve un maggior controllo nelle strade 2. Sì, ma solo se sorvegliate e con precisi limiti d’azione 3. No, così c’è il rischio di una giustizia fai-da-te I risultati saranno pubblicati sul prossimo numero

Così avete risposto il mese scorso Stop a fast food e kebab in centro: Firenze deve seguire l’esempio di Lucca? 50,64% Si, le tradizioni devono essere difese 31,22% No, la fusione di popoli e culture è positiva per la città

31,22%

50,64% LA LEGGE 194 CHE 18,14% 18,14% Non so, andrebbe trovata una via di mezzo tra tradizione e novità REGOLAMENTA L’ABORTO DEVE ESSERE CANCELLATA? Il sondaggio è stato effettuato tramite il sito internet www.ilreporter.it, una linea telefonica dedicata e l’indirizzo e-mail dicolamia@ilreporter.it. Totale votanti: 1406; Risposte: Si, le tradizioni devono essere difese: 712 (50,64%); No, la fusione di popoli e culture è positiva per la città: 439 (31,22%); Non so, andrebbe trovata una via di mezzo tra tradizione e novità: 255 (18,14%); Sondaggio tramite www.ilreporter.it: 918 (65,29%); Risposte: Si, le tradizioni devono essere difese: 464 (50,5%); No, la fusione di popoli e culture è positiva per la città: 287 (31,3%); Non so, andrebbe trovata una via di mezzo tra tradizione e novità: 167 (18,2%); Sondaggio tramite linea telefonica dedicata: totale votanti: 276 (19,63%); Risposte: Si, le tradizioni devono essere difese: 141 (51,2%); No, la fusione di popoli e culture è positiva per la città: 86 (31,1%); Non so, andrebbe trovata una via di mezzo tra tradizione e novità: 49 (17,7%); Sondaggio tramite dicolamia@ilreporter.it: totale votanti: 212 (15,07%); Ri-

sposte: Si, le tradizioni devono essere difese: 107 (50,7%); No, la fusione di popoli e culture è positiva per la città: 66 (31,2%); %); Non so, andrebbe trovata una via di mezzo tra tradizione e novità: 39 (18,1%); AVVERTENZA: I “sondaggi on line” non sono sondaggi rappresentativi ai sensi delle direttive dell’Autorità garante delle comunicazioni: essi non hanno valore statistico. I risultati che forniscono non hanno, cioè, la pretesa di rappresentare l’opinione di gruppi di persone. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente, che hanno l’unico scopo di permettere agli utenti che lo desiderano di esprimere la propria personale opinione.


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FOCUS

Marzo 2009

TERZA ETÀ/1. In controtendenza rispetto ai luoghi comuni, gli anziani sono molto attivi

Non è mai il tempo di esser vecchi Sono sempre di più i pensionati che conducono una vita

dinamica e varia, trascorrendo il tempo libero con i nipoti o impiegandolo al teatro, al cinema, al museo. I nostri nonni hanno imparato ad esser super impegnati

Giuditta Boeti

C’

è solo un modo di dimenticare il tempo: impiegarlo, diceva Charles Baudelaire. Ed è proprio questo il segreto per vivere serenamente gli anni dopo la pensione: investire appieno il tempo libero senza lasciare spazio alla trappola della solitudine. Gli ultra sessantacinquenni di oggi che sono in pensione hanno imparato a condurre una vita dinamica e impegnata, abbattendo così il pregiudizio che li vuole pigri, tristi, con pantofole ai piedi lui, e con l’uncinetto in mano lei. Invece no, i nostri nonni sono molto indaffarati, soprattutto in tempi in cui le generazioni di mezzo sono sempre più impegnate dal lavoro e a corto di denaro. Allora bisogna accudire i nipoti, la mattina portarli a scuola e poi riprenderli nel pomeriggio. Malgrado qualche acciacco fisico, gli individui che hanno superato le sessantacinque primavere detengono un primato in città: il volontariato è ormai appannaggio completo di pensionati ancora desiderosi di essere utili alla società. Le statistiche dicono che non c’è molta differenza tra il tempo libero delle donne e quello degli uomini. Se prima la donna anziana trascorreva più tempo in casa e l’uomo passava le sue giornate al Circolo sociale, oggi, il popolo dei pensionati si organizza ed esce di casa, dando più concre-

tezza alle possibilità che la vita gli offre. A conferma che i nonni di casa nostra si danno un gran daffare per impiegare al meglio il tempo libero ci sono i dati Istat, da cui emerge che quasi la metà della popolazione anziana legge sempre più libri e, se un tempo si dedicava soprattutto al Vangelo, oggi si prediligono storie di avventura, natura e cultura. Le donne vanno di più al cinema, visitano musei e mostre, passano più tempo dal parrucchiere e si soffermano di più a guardare le vetrine cercando di farsi una ragione per la moda che cambia. E gli uomini, lungi dall’essere annoiati pantofolai davanti alla televisione, si dedicano alla manutenzione della casa e si rendono utili recandosi al supermercato per fare la spesa, muniti di sacchetti riciclabili e volantino con tutte le promozioni alla mano. Altra novità sono i cosiddetti viaggi post pensionamento. Ben lontani dalle solite visite guidate o dai classici pellegrinaggi in città sante, i nonni sono pronti a visitare capitali europee e a partire per lunghe trasferte, come dimostrano i pacchetti preparati ad hoc dalle agenzie di viaggio. Insomma, se anche la salute non è più quella d’un tempo, la vita dopo la pensione non è destinata all’isolamento e alla solitudine perché si diventa realmente vecchi solo quando si perde il buonumore, indipendentemente dagli anni che si ha.

L’INDAGINE Una ricerca fotografa le nostre abitudini

Il relax? Scatta alle 20 T

ra il lavoro, la famiglia e gli impegni i fiorentini non hanno molto tempo libero a disposizione. L’unico ritaglio di libertà da dedicare a se stessi è concesso dalle otto di sera in poi, da passare più che altro in casa in compagnia dei figli. Per chi preferisce uscire, la meta prediletta è il cinema. Elemento che accomuna fasce di età e sessi diversi è la scarsità di soldi da investire nella fruizione culturale: fra i 25 e i 30 euro al mese, non di più. Lo rivela un’indagine messa a punto dall’Ufficio statistica del Comune, effettuata su un campione di 800 persone residenti a Firenze. Gli unici a spendere più tempo libero nelle ore pomeridiane, perché svincolati dagli impegni lavorativi, sono le casalinghe e gli anziani. Quattro fiorentini su dieci tra gli intervistati dichiarano di trascorrere il tempo libero in casa propria o altrui, il 28 per cento in attività all’aperto e il 18,3 per cento in attività sportive. Tra i 30 e i 60 anni i momenti di svago si trascorrono prevalentemente con i figli. Dedicano il proprio tempo libero al partner il 28 per cento, mentre il 27 per cento lo dedica agli amici.

Un buon 10 per cento, prevalentemente composto da donne, decide di rilassarsi in solitudine. La spesa mensile che gli intervistati hanno dichiarato di sostenere per fruire delle attività di carattere culturale, vede più della metà del campione dividersi equamente fra coloro che spendono da 25 a 50 euro (prevalenza femmine) e coloro che spendono fino a 25 euro (prevalenza maschi). Il rimanente 36 per cento si ripartisce fra chi sostiene una spesa compresa fra i 50 e i 100 euro e chi, invece, ha dichiarato di non sostenere alcun tipo di spesa e sono per lo più anziani e di bassa scolarizzazione. /G.B.


FOCUS

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Marzo 2009

TERZA ETÀ/2. A Firenze su 3.800 richieste presentate ne sono state soddisfatte 2.948

Social card, un percorso a ostacoli Per ottenere la ricarica di 40 euro

mensili occorrono molti requisiti. A tante persone, poi, è capitato di ritrovarsi fra le mani un tessera non caricata. Lo Spi: “Una procedura complicata” Giulia Righi

É

arrivata, accompagnata da una cortina di propaganda e slogan, ed ha subito scontentato i più. E’ la “social card”, la carta acquisti ideata dal ministro Tremonti. Una tesserina magnetica, ricaricata con 80 euro ogni due mesi, e riservata agli anziani che si trovano in difficoltà economica comprovata. Appena introdotta sono nati i primi problemi. Numero uno: tanti anziani, anche in città, se la sono sì ritrovata tra le mani, ma non caricata. Vuota. E si sono accorti dello “scoperto” nel modo più umiliante possibile: alla cassa del supermercato, davanti agli sguardi incuriositi delle altre persone in fila. Al momento di pagare infatti, in tanti hanno scoperto che la tessera non era stata caricata. Perché? “La trafila per ottenerla - spiega Daniele Bettarini segretario dello Spi Cgil di Firenze - si è dimostrata fin da subito farraginosa. Perché gli an-

ziani la hanno ritirata negli uffici postali, ma spettava poi all’Inps caricarla, dopo che erano stati verificati i requisiti. Ma è successo in molti casi che gli anziani non siano stati avvisati che la loro domanda non era stata accettata”. E, di qui, l’umiliazione alle casse dei supermercati. Un’altra questione è quella relativa alle persone che, pur avendo presentato la domanda, se la sono vista respingere. I dati Inps (aggiornati al 15 gennaio) spiegano che a Firenze, su 3.800 richieste pervenute alle Poste, ne sono state soddisfatte 2.948. “Ottenere questa carta - continua Bettarini - era un percorso a ostacoli. Occorre infatti soddisfare molti requisiti, e in tanti sono rimasti a bocca asciutta perché magari, pur avendo pensioni misere, avevano un piccolo gruzzoletto da parte”. E i gradini che l’anziano deve superare per avere diritto alla ricarica mensile di 40 euro sono: un Isee (indicatore della

LA SCHEDA SOLLIEVO O UMILIAZIONE?

La “Social Card” è una carta acquisti ideata dal ministro Tremonti, destinata agli anziani over 65 e ai minori con meno di tre anni, in comprovata situazione di indigenza. E’ stata pensata per dare un sollievo, seppur minimo, alle persone in difficoltà. Viene ricaricata con 80 euro ogni due mesi, 40 al mese. A Firenze, secondo i dati Inps del gennaio su 3.800 richieste pervenute alle Poste, ne sono state soddisfatte 2.948. In tutta la Toscana invece ne sono state richieste 16.033, concesse invece 12.332. Appena introdotta ha suscitato molte polemiche, perché tanti anziani se la sono sì ritrovata tra le mani, ma “vuota”, senza la ricarica, e se ne sono accorti al momento di pagare alla cassa del supermercato, con relativa umiliazione.

ORIENTARSI TRA I REQUISITI

In tanti hanno messo in discussione la fitta serie di requisiti necessari per ottenere la Social Card. Le condizioni da rispettare per averne diritto sono tante: l’Isee (indicatore della situazione socio economica equivalente) deve essere inferiore ai 6 mila euro, il reddito personale deve essere inferiore a 6 mila euro (o a 8 mila se il richiedente è over 70), non bisogna avere più di un’utenza rispettivamente del gas o dell’ elettricità, non avere patrimonio mobiliare superiore ai 15 mila euro, non essere proprietario di un’auto, non essere in possesso del 25 per cento o più di un immobile ad uso abitativo, o del 10 per cento di immobili a uso non abitativo.

UNO SCONTO ULTERIORE

Una convenzione siglata tra varie associazioni di categoria e il Ministero dell’economia prevede il riconoscimento ai possessori della Social card di uno sconto del 5 per cento sulle spese effettuate con la stessa carta. Confcommercio è tra quelle che hanno aderito. La Carta Acquisti può essere utilizzata solo negli esercizi del dettaglio alimentare e della ristorazione, compresi i bar, che potranno cumulare il 5 per cento di sconto con altre eventuali iniziative promozionali già in atto. Alla convenzione posso aderire le imprese dotate di un POS abilitato al circuito Mastercard e che rientrano in un codice merceologico (merchant category code) autorizzato dal Ministero dell’Economia.

situazione socio economica equivalente) inferiore ai seimila euro, un reddito sotto i 6.000 euro (8.000 per gli over 70), non avere più di un’utenza del gas o dell’ elettricità, non avere patrimonio mobiliare superiore ai 15 mila euro, non essere proprietario di un’auto, non essere in possesso del 25 per cento o più di un immobile ad uso abitativo, o

del 10 per cento di immobili a uso non abitativo. Insomma, una giungla. “Un quarto delle persone che ha fatto domanda non ha ottenuto la carta - spiega Bettarini - e noi stiamo verificando quei casi per vedere se effettivamente non ne avevano diritto. Ma c’è anche un altro dato: c’è uno scarto del 90 per cento tra chi si è presentato qui

da noi e chi poi ha fatto effettivamente domanda”. In tanti si sono scoraggiati, e ci hanno rinunciato in partenza. E ora, come vanno le cose? Chi invece la ha ottenuta riceve puntualmente la sua ricarica? “Per quanto ci risulta, sembra che non ci siano particolari problemi, e dopo le prime tessere vuote, non abbiamo più avuto segnalazioni”.


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TENDENZE

Marzo 2009

CLICK. In città aumentano i negozi a cui rivolgersi per vendere sul web i propri oggetti

Si compra on line, si ritira al bancone Per chi non riesce, o non vuole, pensare da sé alla vendita in rete di gingilli vari adesso ci sono gli “assistenti di vendite sul web”, che si occupano di inserire l’annuncio e di curare le trattative per conto del cliente Serena Wiedenstritt

G

li americani lo fanno supportare la massa all’asta su eBay già da tempo, come ben di oggetti di terzi. Lo slogan è chiasanno i cultori del film ro: “Sei stanco di passare i tuoi fine “40 anni vergine”, in cui settimana a mettere i tuoi oggetti per la prima volta compare il perso- all’asta su eBay?”. Affari in Vista si naggio che lavora su eBay, il celebre definisce un “drop-off shop eBay” e sito di aste on line. E’ un lavoro sem- già a sentire questa definizione i non plice, per chi ama “smanettare”: si esperti di informatica si mettono le tratta di stare tutto il giorno sul web mani fra i capelli. In realtà si tratta a tirare sul prezzo di un oggetto o semplicemente di un negozio dove strappare la cifra migliore sull’altro. tutti (privati o aziende) possono reSe per qualcuno è un divertimento, carsi per vendere i propri oggetti o per molti gestire tutte le operazioni prodotti su eBay, la maggior casa d’ della compravendita elettronica è un aste virtuale del mondo. Racconta ostacolo quasi insormontabile e così Sandro Santarlasci, titolare del neper alcuni fare l’assistente di vendi- gozio che si trova a pochi passi da te sul web sta porta San Nicdiventando o Su eBay si trova di tutto: colò: “I nostri potrebbe divenclienti sono di dalle mutande firmate tare un lavoro. I tutti i tipi, c’è ai gioielli antichi dati di una rel’anziano che cente indagine non ha il comAcNielesen parlano di circa 8 mila puter a casa, ma anche giovani e persone che, solo in Italia, traggono professionisti che sono esperti ma la loro fonte di reddito unica o prin- non si fidano ed hanno paura di incipale da eBay. Non stupisce quindi cappare in qualche truffatore, fino che il boom degli assistenti alla ven- alle aziende o ai negozi che hanno dita elettronica sia arrivato anche sede a Firenze ma vogliono cercare nel nostro Paese e nella nostra città. clienti anche in altri paesi o oltreoIn Lungarno Benvenuto Cellini, ad ceano”.Quanto agli oggetti più straesempio, c’è “Affari in Vista”, nego- ni che mettono in vendita: “C’è un zio in franchising che si occupa di po’ di tutto, si va dagli slip di grandi

marche a cinque euro fino al gommone da 55 mila, passando per le botti di Chianti classico, le più classiche macchine fotografiche e per i videogame. Al momento abbiamo in vendita anche alcuni gioielli antichi, che crediamo possano essere interessanti soprattutto per il merca-

to americano”. Per vendere i propri oggetti sulla piattaforma virtuale occorre collegarsi ad internet, aprire un account, scrivere l’inserzione più accattivante, verificare a quale prezzo vendere l’oggetto in questione per poi stabilirne anche il costo di spedizione, fare le fotografie del-

l’oggetto, seguirne la vendita e poi a fine asta, impacchettarlo per spedirlo a mezzo posta. Operazioni semplici, ma non per tutti, oltre alla difficoltà di guadagnarsi un buon riscontro: “ Noi cerchiamo di vedere gli oggetti che mettiamo in vendita, per essere quanto più possibile affidabili”.

LA SCHEDA FRANCHISING IN CERCA D’AFFILIATI

La maggior parte dei negozi sono attività in franchising e proprio in questo settore ci sono ancora tante possibilità per chi cerca lavoro ed è appassionato di pc: sono numerosi i franchising che cercano affiliati a Firenze. Uno fra tutti Vendilo, ma anche Venduto! (uno dei primi del genere che ha aperto qualche anno fa a Milano) mentre a Scandicci si trova già BIT2BIT, che nasce come servizio di assistenza informatica e ora si occupa anche di offrire “pieno supporto alla creazione ed all’inserimento delle inserzioni, alla realizzazione delle relative fotografie, al monitoraggio delle visite ed alla definizione di una efficace strategia di vendita”. Naturalmente su eBay.

MONDO VIRTUALE VS MONDO REALE

Oltre ai negozi fisici che si occupano di portare il commercio elettronico-fatto di mezzi virtuali- in mano a persone reali, eBay resta anche in rete, con il blog www.assistenteallecompravendite.com. I gestori del sito spiegano: “I temi che tratteremo saranno quelli del business e delle opportunità legati ad eBay ed al mondo che gli gira attorno. Si parlerà di “Assistenti alle compravendite” e di come si possa creare un buon business assistendo privati ed aziende a vendere online, tratteremo dei “Drop Off Shop”, e cioè di quei negozi su strada che offriranno in modo fisico l’assistenza sopra descritta e non solo”. Come dire, studiato per chi alla rete non vuol proprio rinunciare.

OCCHI BEN APERTI CONTRO LE TRUFFE

A proposito di truffatori, la cronaca recente non sempre incoraggia il fai da te. È piuttosto recente la notizia che tre persone sono state denunciate a Reggio Emilia perché clonavano gli account di e-Bay e truffavano gli utenti che partecipavano alle aste su internet. La truffa informatica è stata scoperta grazie alla segnalazione di un giovane che aveva acquistato e pagato 380 euro un cellulare che non gli è mai stato recapitato a casa, ma i tre avevano già truffato una ventina di persone con il sistema della clonazione degli account, mentre poi si facevano versare i soldi delle aste su numerose carte prepagate, per evitare che gli organi di polizia le potessero bloccare.


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POLITICA

Marzo 2009

AL VOTO/1. Parla Matteo Renzi, il candidato che ha sbaragliato le primarie

“Se vinco sarò un sindaco tra la gente” Ha vinto la prima battaglia e adesso si prepara ad

affrontare la sfida contro gli altri candidati. E promette che, se arriverà a Palazzo Vecchio, nei primi tre mesi di mandato realizzerà i suoi “cento punti” Angelo Lenosi

Q

uando Matteo Renzi divenne presidente della Provincia a soli 29 anni la sua elezione venne salutata come l’affermazione di una nuova generazione di amministratori pubblici. Sono passati quasi cinque anni da quel giorno, cinque anni nei quali il giovane presidente ha maturato esperienza nella gestione della cosa pubblica. Esperienza che Renzi, forte del successo ottenuto alle recenti primarie del centrosinistra, cercherà di mettere a frutto qualora i fiorentini, nel giugno prossimo, lo eleggano sindaco di Firenze. Prima di allora ancora gli ultimi mesi a capo della Provincia e una campagna elettorale che si preannuncia tutt’altro che semplice. La corsa verso Palazzo Vecchio è appena iniziata. Un successo al termine di una campagna per le primarie a dir poco movimentata.

Poteva andare meglio di così? Aver vinto al primo turno è stato un risultato che va oltre ogni aspettativa e che dimostra la voglia di nuovo degli elettori del centrosinistra. Il 15 febbraio non ha vinto Matteo Renzi, ma il Pd. Ha vinto l’idea di partecipazione e la politica di quelli che sanno rischiare e che hanno coraggio. Intorno alla mia candidatura si sono riunite persone diverse per estrazione culturale e politica. Persone che si sono messe insieme con entusiasmo perché hanno a cuore il futuro di Firenze. La prima battaglia è vinta. Adesso è atteso da un secondo confronto, quello decisivo. La campagna per le amministrative sarà intensa, da portare avanti con determinazione. Dobbiamo fare tesoro dell’occasione offerta dalle primarie. La squadra si allargherà:

CRONACA DI UNA VITTORIA INASPETTATA Cronaca di una vittoria inaspettata. Almeno nei termini numerici. Matteo Renzi ha vinto le primarie del centrosinistra conquistando la nomination a sindaco di Firenze. Un successo ottenuto al primo turno, ribaltando ogni pronostico che dava quasi per scontato il ballottaggio. Una vittoria conquistata sul filo di lana:il regolamento delle primarie prevedeva infatti una sfida al secondo turno per i primi due candidati nel caso in cui nessuno fosse riuscito ad raggiungere il 40% dei voti. Sfida evitata per pochissimo: 15104 i voti ottenuti da Renzi (pari al 40,52%), 10031 (26,91%) quelli incassati da Lapo Pistelli. A seguire Daniela Lastri (14,59%), Michele Ventura (12,48%) e Eros Cruccolini (5,49%). Primarie combattute, quindi, e molto partecipate, come dimostrano gli oltre 37mila votanti che lo scorso 15 febbraio si sono recati nei 55 seggi allestiti sul territorio fiorentino. Per Matteo Renzi, attuale presidente della Provincia di Firenze, una forte e legittimante investitura popolare.

Matteo Renzi

lavoreremo con gli amici che hanno condiviso questa prima battaglia e con il sindaco Domenici, che mi ha dato la disponibilità. Dobbiamo agire tutti insieme per una ricomposizione del Pd e per la costruzione di una coalizione di centrosinistra. L’avversario è il centrodestra, al cui elettorato dico che la nostra è l’unica proposta credibile. E se Giovanni Galli dovesse essere il loro candidato spero di fargli goal. Che sindaco sarà, qualora i fiorentini la eleggano? Sarò un sindaco che non si chiude nel Palazzo, ma che sta in mezzo alla gente. Il mercoledì mattina riceverò i cittadini come fa il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. Anche gli assessori e i consiglieri dovranno partecipare agli eventi della città. I fiorentini ci hanno chiesto di cambiare

Firenze e per farlo partiremo dalle facce nuove in Palazzo Vecchio e dai 100 punti per i primi tre mesi di mandato. Tra questi ci sono 50 piccole cose e 50 grandi progetti come, ad esempio, la detassazione degli interventi per la “lotta al brutto”, le biblioteche aperte anche di notte, tempi certi per i cantieri e la bretella Barberino-Incisa. Presidente della Provincia a 29 anni, potenziale sindaco di Firenze a 34. Cosa vuole fare da grande? Ho vinto le primarie e adesso farò di tutto per vincere le elezioni e governare Firenze. Se sarò eletto sindaco cambierò la città: penserò a Firenze 24 ore su 24 e mi concentrerò sul futuro della nostra città. Dobbiamo lavorare per far sì che i fiorentini siano orgogliosi del domani come sono gelosi del passato.

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POLITICA

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Marzo 2009

AL VOTO/2. Parla Massimo Parisi, coordinatore regionale Forza Italia ALVOTO/3. L’ex ministro corre con la sua lista civica

“Dobbiamo riaprire la partita e guadagnarci la vittoria”

“Insieme per Firenze”, Spini scende in campo

Lorenzo Salusest

iste civiche, indipendenti, aperte. Cambia la forma, non la sostanza: la corsa a sindaco non vedrà protagonisti solo i candidati del centrodestra e del centrosinistra, ma anche soggetti esterni ai due schieramenti. E come accadde cinque anni fa con Ornella de Zordo potrebbe essere proprio il successo di una lista slegata dai partiti a rendere necessario il ballottaggio. Una lista che potrebbe avere il nome di “Insieme per Firenze”, trascinata dalla candidatura di Valdo Spini, do- Valdo Spini cente universitario con alle spalle una lunga esperienza governativa e parlamentare dapprima nel Psi, te gli altri. Un bacino elettorale poi nei Ds, da cui è uscito in oc- ampio e disorientato che, auspica casione della nascita del Pd. Una Spini, potrebbe trovare cittadidecisione, quella dell’ex ministro, nanza politica nella lista “Insieme maturata nel tempo e assunta de- per Firenze”. Una lista in grado di finitivamente lo scorso novembre. intercettare consensi facendo leva A sostenere Spini un lungo elenco su alcuni punti fermi, dalla riquadi fiorentini provenienti soprattut- lificazione della città, conciliando to, ma non solo, dal mondo della le esigenze di sicurezza con le pocultura e dell’università. Una pro- litiche di integrazione, al rilancio posta a 360 gradi, che, nelle inten- dell’immagine della città, partenzioni di Spini, va oltre gli steccati do dal suo immenso patrimonio ideologici e i soggetti partitici. artistico e culturale. Temi generali Un progetto in divenire, dalla de- cui va aggiungersi il piatto forte: finizione del programma (alla cui la necessità di verifiche puntuali stesura stanno lavorando specifici sulla tramvia in piazza Duomo e gruppi) alla strategia politica. An- sul sottoattraversamento dell’Alta Velocità. Obiezioche se l’obiettivo ne che accomuna resta immutato: Una proposta gran parte delle liinserirsi tra le due a 360 gradi ste civiche. Segno coalizioni, raccoche va oltre che un comune gliere il consenso ideologie e partiti denominatore c’è, degli scontenti così come potrebdell’una e dell’altra parte. Da un lato gli elettori be esserci lo spazio ed il tempo del Pdl, stanchi di continuare a perché si intessa un dialogo tra i perdere senza neanche provare a diversi soggetti della sinistra, siavincere, dall’altro il popolo della no essi partiti o associazioni, con sinistra (interno o esterno al Pd) l’obiettivo di individuare un perche non si riconosce nel proget- corso unitario. Un dialogo avviato to politico del centrosinistra né e che potrebbe vedere Spini uno in Matteo Renzi. Delusi per una dei possibili candidati di un nuovo sconfitta annunciata gli uni, delu- raggruppamento che va da Rifon/L.S. si per una vittoria insoddisfacen- dazione ai Verdi.

L

“F

irenze vuole cambiare. Sul serio”. Poche parole che campeggiano in centinaia di manifesti in giro per la città. E’ l’inizio della campagna elettorale del Popolo della Libertà. Una campagna che il centrodestra fiorentino si prepara ad affrontare con la forza di chi non ha nulla da perdere. I dati delle scorse elezioni politiche attribuiscono al Pd circa il 48% dei consensi. In lieve flessione rispetto al dato elettorale (49,2% al primo turno, lievitato al 64% al ballottaggio) ottenuto da Leonardo Domenici alle elezioni amministrative del 2004. Un vantaggio talmente ampio da far tremare le gambe agli sfidanti. Ma nonostante tutto in casa Pdl si respira aria di ottimismo. Le fibrillazioni vissute dal centrosinistra durante la campagna per le primarie, e la vittoria di Matteo Renzi, non hanno fatto altro che aumentare la consapevolezza nella dirigenza del centrodestra. Consapevolezza delle difficoltà, ma anche delle opportunità di raggiungere un risultato significativo: strappare al centrosinistra una delle sue roccaforti storiche. A lanciare la carica è Massimo Parisi, deputato e coordinatore regionale di Forza Italia. Mancano circa tre mesi alle elezioni amministrative. Siete pronti a dar battaglia e a candidarvi alla guida della città? La macchina organizzativa è già in moto. Durante questi anni abbiamo dimostrato di avere una classe dirigente all’altezza, matura per assumersi responsabilità di governo anche a Firenze. Uomini e donne pronti ad impegnarsi per dare un futuro migliore a questa città. L’amministrazione di centrosinistra sta mostrando i suoi limiti e le sue debolezze, ed il suo storico consenso sta scricchiolando. Sta a noi dare la spallata definitiva e cambiare Firenze. C’è una grande opportunità che dovremo cogliere andando a cercare il consenso anche in quelle fascia di società civile scontenta di questa amministrazione. Per poter vincere dobbiamo guardare oltre il nostro elettorato storico. Alle scorse amministrative avete raggiunto il ballottaggio grazie alla presenza di una lista alla sinistra di quello che allora si chiamava Ulivo. Ipotesi che potrebbe replicarsi anche in questa tornata elettorale. Ripetere il risultato di cinque anni fa vi lascerebbe soddisfatti? Direi proprio di no. Che conquistare Palazzo Vec-

Massimo Parisi

chio non sia impresa semplice è noto, tuttavia non credo sia impossibile. Noi ci abbiamo sempre creduto, e a maggior ragione ci crediamo adesso. A Firenze c’è una situazione paradossale: di fronte ad un evidente scontento nella cittadinanza il Partito democratico sta cercando di far passare un messaggio di cambiamento rispetto al passato. Un cambiamento, però, tutto interno al loro sistema di potere. Abbiamo il dovere di svelare questo grande bluff, riaprire la partita e provare a vincerla. Un bluff che, sembra di capire, ha un nome ed un cognome. Esatto. Matteo Renzi si propone come l’uomo nuovo, simbolo della discontinuità con l’amministrazione Domenici. Ma la realtà è ben diversa: basti ricordare che il neocandidato sindaco del centrosinistra da quattro anni e mezzo sta governando la provincia di Firenze, sostenuto da una coalizione che è più o meno la stessa che governa a Palazzo Vecchio, e avallando nei fatti le decisioni assunte dalla giunta comunale. Nonostante il suo tentativo di smarcarsi dal Pd e da Domenici, Renzi resta un politico organico al suo partito e al centrosinistra. Un politico attento più all’immagine che alla sostanza. Non è certo lui il simbolo del cambiamento di cui Firenze ha bisogno.

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POLITICA

Marzo 2009

AL VOTO/4. Andrea Barducci è il candidato del centrosinistra per la corsa a Palazzo Medici

“La mia sfida per una Provincia di qualità” Sindaco di Sesto Fiorentino per nove

rimanere competitive e reggere la sfida, le piccole e medie imprese della provincia hanno bisogno del sostegno delle istituzioni. Inoltre intendiamo migliorare una qualità ambientale già buona, attraverso le energie rinnovabili, la bioarchitettura, e l’incentivazione della raccolta differenziata dei rifiuti. La corsa verso Palazzo Medici Riccardi è certamente più in discesa di quella verso Palazzo Vecchio. Sarà una campagna di basso profilo? Assolutamente no. Il centrodestra cercherà di giocarsi le sue carte, quindi mi attendo una sfida impegnativa, da non sottovalutare. Il consenso bisogna guadagnarselo e mantenerlo nel tempo. Non mi fermerò alla vittoria alle primarie, per rispetto nei confronti di alleati e avversari. Si discute da tempo circa l’opportunità di abolire le province. Diventerà presidente di un ente inutile? Le province hanno competenze importanti, dalla viabilità, a parte dell’edilizia scolastica, dalla formazione professionale alle politiche ambientali. Ciò nonostante sono a favore di una razionalizzazione, a partire dall’abolizione delle province di Firenze, Prato e Pistoia, con il conseguente trasferimento delle loro competenze all’ente Città metropolitana. Non un livello di governo in più, ma un soggetto utile a semplificare l’attività amministrativa. Quindi, a costo di mettere a rischio il mio posto, dico che se ci saranno le condizioni spero che nel 2014 i cittadini non debbano più votare per la provincia di Firenze.

anni, dal 2004 è vicepresidente dell’ente provinciale ed è stato segretario metropolitano del Pd fino a gennaio. E, senza reticenze, si definisce un “uomo di sinistra” Lorenzo Salusest

È

Andrea Barducci il candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra: ha vinto le primarie con un netto 59,8%. Per nove anni sindaco di Sesto fiorentino, dal 2004 ad oggi vicepresidente della Provincia di Firenze, segretario metropolitano del Pd sino al gennaio scorso, aspirante successore di Matteo Renzi sulla poltrona più alta di Palazzo Medici Riccardi, Barducci, fiorentino di nascita, sestese d’adozione, è cresciuto a pane e politica, impegno e passione. Indole tranquilla, aria bonaria si definisce senza reticenze “uomo di sinistra”. Un unico vizio: il sigaro. Però toscano. Circa il 75% dei consensi in provincia, oltre il 50% a Firenze. Confidava

in un successo così ampio? Ci si aspetta sempre un buon risultato, e così è stato. Sono molto contento sia per il dato dell’area metropolitana sia per quello, più risicato, ottenuto in città. Adesso occorre mettere da parte il risultato delle primarie e lavorare per le amministrative, ripartendo dalla cornice programmatica del centrosinistra, con l’aiuto dei partiti della coalizione. Qualora dovesse essere eletto quali saranno le priorità della sua presidenza? Il momento è critico per tutti, lavoratori e datori di lavoro. L’obiettivo primario è aiutare tutti i settori, partendo dagli investimenti nel campo della formazione e del trasferimento tecnologico. Per

Andrea Barducci

AL VOTO/5. La partita dell’opposizione nell’area metropolitana fiorentina si annuncia difficile

Pdl, alla conquista dell’inespugnabile fortino “rosso” S

e la partita per la conquista di Palazzo Vecchio è tutt’altro che chiusa, lo stesso non può dirsi per la corsa per la Provincia di Firenze. Numeri alla mano, Palazzo Medici Riccardi è un fortino inespugnabile del Partito democratico. Mugello, Valdisieve, circondario empolese, comuni dell’area metropolitana: tutte zone, quelle della provincia fiorentina, a spiccata subcultura di sinistra, terreni ancora impraticabili per gli uomini del centrodestra. Alle scorse elezioni amministrative Matteo Renzi, sostenuto da una coalizione di centrosinistra, ottenne il 58,8 per cento dei consensi, relegando a grande distanza gli avversari: solo il 30 per cento per Federico Tondi, candidato in quota Udc dell’allora Casa delle libertà, e 9 per cento per Sandro Tar-

getti, esponente di Rifondazione comunista. Maggioranze bulgare che, in vista delle prossime amministrative, lasciano solo briciole di speranze al Popolo della libertà, nonostante Rifondazione (ancora ben radicata in molte aree della provincia fiorentina) anche nella prossima tornata elettorale si presenti da sola. A rendere ancor più problematica la già improbabile rincorsa, la maggior politicizzazione del voto alle provinciali, con un conseguente effetto “anti-Berlusconi” ancor più accentuato che alle comunali. Scontato quindi che il centrodestra non investirà grandi risorse nella sfida per Palazzo Medici Riccardi. Né tanto meno schiererà una figura di alto rilievo o di grande richiamo. Ad oggi nessuna indiscrezione sul nome del candidato

del Popolo della libertà, anche se pare ormai certo che a sfidare Andrea Barducci, uscito trionfatore dalle primarie del centrosinistra, non sarà un un candidato della società civile ma un esponente di partito, con ogni probabilità un rappresentante di Forza Italia. Consigliere provinciale uscente o dirigente di partito, poco cambia: in entrambi i casi si tratterà di un candidato di bandiera pronto ad immolarsi sull’altare delle amministrative. Un sacrificio in termini di riscontro elettorale che verrà ripagato da un solo beneficio: sedere per cinque anni sugli scranni dell’opposizione in consiglio provinciale. Sola consolazione per chi avrà trascorso un mese di campagna elettorale girando per i paesi della inconquistabile provincia fiorentina. /A.L.

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a cura del Consiglio di Quartiere 5

Grazie a Cna restauro al Giardino Primavera La Confederazione Nazionale Artigianato Piccola e Media Impresa di Firenze, con il contributo della C.C.I.A.A. di Firenze e la collaborazione del Quartiere 5 stanno realizzando un intervento di valorizzazione del Giardino Primavera posto in via Taddeo Alderotti. Il giardino Primavera è un piccolo giardino con aiuole, alberi ed un’area ludica - che sorge dove un tempo c’era un cinema all’aperto - situato tra Via Taddeo Alderotti e Via Dino del Garbo. Si tratta di uno spazio molto caro agli abitanti di Rifredi, anche perché si trova proprio di fronte alla Scuola Matteotti ed è quindi particolarmente frequentato da bambini e genitori per i quali rappresenta un importante spazio di socializzazione. Questo progetto ha l’obiettivo di riqualificare le aree verdi della città riportando Firenze alla tradizione dello spazio verde, inteso come area utilizzabile di “otium”, di vita serena strettamente legato alle esigenze civili e culturali della popolazione, riconoscendo quindi al giardino un importante fine sociale. Il giardino quale spazio da vivere quindi, ed è da questi obiettivi che nasce l’intervento CNA al Giardino Primavera. Un intervento dal costo complessivo di 50.000 Euro che prevede la risistemazione della parte verde con potature, piantumazioni di nuove piante e aiuole e questo grazie all’opera e a l’esperienza di alcuni florovivaisti fiorentino ed il restauro ed abbellimento della parte

arredo e giochi affidato al maestro artigiano, Eugenio Taccini, noto ceramista dell’artigianato artistico. “La CNA attraverso questi interventi - dice il Presidente Provinciale Mauro Fancelli - si propone come attore sociale e promotore di una cultura che, come in questo caso, interviene su uno spazio, il verde, da abitare e vivere. L’impresa artigiana vive e abita la comunità. La comunità a sua volta costruisce la propria identità anche grazie alla presenza nel proprio territorio, delle piccole attività artigianali. Un luogo emblematico di una comunità locale, come un giardino, nel quale giovani e meno giovani vivono momenti di spensieratezza, è il luogo ideale nel quale si sintetizza il rapporto fra impresa e cittadino”. “Siamo grati - aggiunge la Presidente del Quartiere 5 Stefania Collesei - a CNA per aver scelto di offrire il suo intervento in un’area verde del Q.5. Abbiamo scelgo insieme il giardino Primavera perché, pur essendo abbastanza piccolo è molto frequentato e già avevamo ricevuto richieste da parte dei cittadini per valorizzare questo spazio. E’ dunque questa una ottima opportunità.” Un intervento unico in tutta la città che vede il quartiere coinvolto in partnership con Cna che si concluderà, con l’inaugurazione del nuovo abbellito spazio verde nel mese di aprile.

NASCE LA GUIDA AL RI-USO La questione rifiuti ormai da molto tempo è ben calda sulle pagine dei giornali, nella bocca dei cronisti e nei programmi degli amministratori. Ma al di là di risolvere le emergenze, che dovrebbero comunque essere sempre prevenute, la risoluzione del problema passa sicuramente da un cambio di cultura. E’ questo l’obiettivo che sì è posto da tempo il Quartiere 5 che, grazie alla lungimirante sensibilità dimostrata in materia, sprona e stimola la sensibilizzazione della cittadinanza attraverso molte iniziative. Non a caso, il Quartiere 5, già nel 2006 ha ottenuto dalla provincia il premio di 5000 Euro per le sue molte attività atte a sviluppare la cultura del riuso attraverso eventi, mostre, corsi, etc... Un premio assegnato perchè, come si legge nelle motivazioni, il Quartiere 5 si è distinto “per la prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti”. L’approccio nuovo ha fatto sì che nel quartiere si è prodotto meno rifiuti attraverso buone pratiche quali: la riduzione dell’uso di acqua minerale in bottiglia a vantaggio dell’acqua pubblica, selezionando e riciclando i rifiuti, incentivando la raccolta

CARNEVALE A PERETOLA Domenica 22 febbraio si è svolto il 10° Carnevale Peretolino. Grande partecipazione con oltre 1000 presenze fra bambini e adulti. La manifestazione peretolina anche quest’anno, si è distinta per la cura dei particolari e la maestosità dei carri realizzati.

differenziata della carta, collaborando alla promozione sul territorio dei laboratori del riuso e dell’allungamento della vita dei beni e tanto altro ancora. Di questi tempi poi, una corretta filosofia anti spreco si rende necessario non solo per motivazioni culturali ed ambientali,

ma anche economiche. Il riuso come risparmio quindi. Ma andiamo sul concreto. E’ capitato a tutti che si rompa una cerniera, una borsa, un giocattolo, un piccolo elettrodomestico da cucina, un piccolo mobiletto o un oggetto a cui si tiene molto, etc. Cosa fare? Quante volte siamo stati tentati, consumismo docet, dal gettarlo via e non tentarne neanche la riparazione. Ma poi, gettarlo dove? Partendo allora dalla considerazione che quasi tutto si può riutilizzare - e questa pratica è anche divertente perchè stimola la creatività - se proprio non siamo capaci di farlo da soli ecco elencati tutti i luoghi dove portare gli oggetti rotti per farli riparare in una utile una guida al riuso. Con questa guida il quartiere 5 vuole incoraggiare la riparazione di ogni oggetto, adattandolo, rinfrescandolo, trasformandolo in altro. Insomma ad allungargli la vita comportando un risparmio ed evitando ulteriori ammassi in discarica. Una guida semplice e maneggevole per aiutare i cittadini nell’intento, che potrete trovare in distribuzione gratuita all’interno del quartiere in questi luoghi: il centro anziani, la sede del quartiere, le due biblioteche, le associazioni Corte dei Manetti, il Tabernacolo e Equazione e lo sportello Eco-equo. “Un’impegno costante quello di sensibilizzare la cittadinanza al problema rifiuti nella convinzione che una qualsiasi politica sui rifiuti passa innanzitutto da un cambio di mentalità” ci dice a tal proposito la Presidente Stefania Collesei.

Centro Età Libera

Il Centro per l’Età Libera della Zona Novoli - Peretola - Quaracchi - Le Piagge, con sede in Viuzzo delle Calvane, grazie, soprattutto all’opera delle donne del Laboratorio delle Idee, che si occupano della realizzazione di opere ricamate e dipinte (tovaglie, asciugamani, biancheria varia, ecc.), anche per l’anno 2008 ha messo in vendita queste opere in occasione di vari mercatini. Sono state realizzate anche delle lotterie con il contributo della Direzione della Scuola Materna “Balducci”, in occasione di intrattenimenti, presso la Scuola Comunale per l’Infanzia “ Padre Balducci” in Via Pistoiese - Cavalla Peretola, durante i quali è stato distribuito ai bambini un piccolo regalo. Il ricavato delle vendite e delle lotterie è stato devoluto in beneficenza e così ripartito: - Pubblica Assistenza Fratellanza Popolare di Peretola € 1.000,00 - Fondazione Meyer € 3.500,00


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Il libro “COL TRAM DA FIRENZE A PERETOLA” Sarà presentato mercoledì 8 aprile alle ore 17.30 presso la Sala Archi di Villa Pozzolini un interessante libro dedicato alla storia del tram nella zona di Peretola: si tratta del terzo volume scritto da Nicola Cefaratti, un ex tecnico della Piaggio e della Saivo che da sempre segue con passione le vicende del trasporto pubblico nella nostra città, ed ha scritto su questo numerose pubblicazioni. Saranno presenti oltre all’autore il vicesindaco Giuseppe Matulli, l’assessore comunale Cristina Bevilacqua e la presidente del Quartiere 5 Stefania Collesei. “Col tram da Firenze a Peretola” è una storia che ha inizio alla fine del 1800 con la realizzazione di una tramvia a cavalli che dal capolinea situato in piazza Santa Maria Novella raggiungeva piazza Garibaldi a Peretola passando da via della Scala, Porta al Prato, il Barco e la via Regia Pistoiese. Da Peretola partivano poi due diramazioni: una permetteva di arrivare a Prato passando da Campi; l’altra invece portava a Poggio a Caiano, raggiungendo anche S.Donnino, Brozzi e S.Piero a Ponti. Nella prima parte del libro l’autore ripercorre tutte le tappe storiche: dalla trazione a cavalli alle locomotive a vapore, dall’elettrificazione delle tramvie fino alla soppressione del servizio su rotaia del 1954 e alla realizzazione di linee servite da autobus su gomma. Nella seconda parte, invece, ritroviamo dettagliatamente la storia recente della futura Linea 2 della moderna tramvia: il nuovo tracciato riguarderà solo la tratta comune delle due vecchie linee Firenze-Peretola-Prato e Firenze-Peretola-Poggio a Caiano e, come noto, non avrà il capolinea in piazza Garibaldi ma nelle adiacenze dell’Aeroporto Amerigo Vespucci, a circa un chilometro di distanza. Nel volume è raccolto anche materiale informativo sui mezzi che hanno circolato nelle diverse linee tra Firenze e Peretola, suggestive foto d’epoca e interessanti simulazioni della nuova Linea 2.

TRENO PIAGGE-PORTA AL PRATO E’ attivo da alcune settimane un nuovo collegamento ferroviario che interessa il nostro territorio: sabato 31 gennaio, infatti, è stata inaugurata la linea che da Empoli permette di raggiungere la nuova stazione di Firenze Porta al Prato (adiacente alla storica Stazione Leopolda), effettuando quattro fermate intermedie, Montelupo-Capraia, Lastra a Signa, San Donnino (anch’essa inaugurata in questa occasione) e Firenze Le Piagge. Molte le autorità presenti al taglio del nastro: l’assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture Riccardo Conti, il vicesindaco Giuseppe Matulli, l’assessore provinciale ai Trasporti Maria Cristina Giglioli, alla fermata delle Piagge insieme ad un gruppo di cittadini è salita anche la delegazione del Quartiere 5 con la presidente Stefania Collesei. Per il nuovo servizio sono stati investiti 22 milioni di euro ed è il risultato del Protocollo d’Intesa sottoscritto fra Regione Toscana, RFI, Provincia e Comune di Firenze nel gennaio 2006 per potenziare l’offerta nell’area metropolitana ad ovest di Firenze sulla direttrice Empoli-Pisa. L’intervento è un ulteriore passo concreto verso l’intermodalità del servizio di trasporto pubblico: un altro tassello importante di un sistema che in tutta l’area metropolitana integri treno, linee tranviarie e mezzi su gomma,

LA BICICLETTA NEL QUARTIERE TROVA POSTO... E’ ecologica, allegra, salutare, comoda, ma sopratutto è il mezzo ideale per muoversi in una città come Firenze. La cara vecchia amata bicicletta, quella che usavano i nostri nonni e che noi, in nome del progresso, abbiamo messo sul chiodo a prendere polvere in garage. Quanto è tornata attuale oggi questa compagna di vita riscoperta in nome dell’ecologia e di una mobilità consapevole. Firenze del resto è città a “misura di biciletta” in quanto relativamente piccola. Qundi gli spostamenti non sono sfiancanti, ma adatti a tutti, pochi sali e scendi spezza-fiato e quindi allora cosa c’è di meglio che la muoversi bici? Sì ma dove metterla? Pochi parcheggi per la due ruote, difficilmente fruibili e lontani dai punti dove invece sarebbero più necessari. Un annoso problema a cui oggi il Quartiere 5 ha deciso di porre rimedio.

Ecco allora ridisegnata la situazione rastrelliere con un piano che - come ci dice Daniele Sacconi, responsabile Assetto del Territorio - “era molto sentito e sollecitato dalla cittadinanza. Volevamo un piano che andasse incontro alle richieste dei cittadini e che prevedesse la collocazione delle rastrelliere in punti strategici del quartiere quali stazioni ferroviarie, uffici Asl, uffici postali, scuole ed università e che rafforzasse il concetto che la mobilità in bicicletta a Firenze è possibile” Da Via Vasco De Gama a Via Fabroni, dalla Stazione dello Statuto a Via Milanesi, da Via della Cernaia a Piazza della Vittoria, da Via del Terzolle a via Vittorio Emanuele, da Via Romagnosi a Viale Morgagni. Questo un breve volo d’uccello su quei punti nevralgici del quartiere in cui saranno messe nuove o ripristinate le esistenti rastrelliere per biciclette. Un totale di 190 rastrelliere di diverse tipologie per un totale di 601 posti biciletta nel Quartiere.

rappresentando una valida alternativa all’auto privata per gli spostamenti quotidiani. Per rendere più funzionale il nuovo servizio, in attesa dell’avvio della linea 1 del tram (che avrà una fermata nei pressi della nuova stazione di Porta al Prato), la Provincia ha adeguato le linee degli autobus presenti nella zona per agevolare gli spostamenti verso il centro, Novoli e Scandicci; infine è stato aperto un varco pedonale per facilitare l’accesso alle linee che transitano da via Ponte alle Mosse e via delle Porte Nuove. Il nuovo collegamento ferroviario è particolarmente interessante per chi abita o lavora nel nostro Quartiere: la stazione delle Piagge assume, infatti, una nuova funzionalità di interscambio perché da qui è adesso possibile raggiungere non solo Rifredi e Santa Maria Novella ma anche Porta al Prato in 7 minuti e San Donnino in 4. Sulla nuova linea ferroviaria il transito dei convogli sarà cadenzato secondo il sistema regionale del Memorario, grazie al quale gli orari di arrivo e partenza sono facili da ricordare perché fissi allo stesso minuto dell’ora: alle Piagge i treni partiranno al minuto 55 in direzione Empoli (a partire dalle ore 8.55) e al minuto 02 in direzione Porta al Prato (a partire dalle ore 7.02). RFI, Ataf e i Quartieri mettono a disposizione degli utenti i materiali informativi realizzati dall’Area Comunicazione del Comune di Firenze: in particolare depliant dedicati ad una delle stazioni ferroviarie urbane dove vi si trovano le informazioni sui collegamenti via treno e via bus urbani ed extraurbani che passano nelle adiacenze, sulle più vicine piste ciclabili e su tariffe e rivendite di biglietti e abbonamenti. Per avere un quadro più generale, invece, è stato realizzato un pieghevole riguardante l’intera rete di interscambio bus e treno nel territorio urbano fiorentino: una mappa in cui sono riportati i tracciati delle principali linee Ataf con particolare riferimento ai nodi di interscambio con le stazioni ferroviarie; all’interno vi si trovano anche molte informazioni riguardanti biglietti, abbonamenti e tempi di percorrenza ma anche indicazioni utili sul noleggio delle biciclette e sui servizi di taxi e car sharing.


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UNA “RETE” PER FARE CULTURA NEL QUARTIERE 5

Si chiamerà QArte5, avrà un suo logo ed un suo cartellone che si dispiegherà da marzo a maggio. Nasce così la rete di associazioni artistiche e culturali del Quartiere 5. “L’idea di Rete nasce con lo scopo di mettere in comunicazione questi soggetti al fine di creare un coordinamento che metta a disposizione reciproca spazi, eventi o produzioni. Un progetto, la rete, promossa dal Quartiere 5 per condividere l’analisi dei bisogni di un territorio, le opportunità date dalle istituzioni locali, le reciproche potenzialità. Il progetto, curato dal Quartiere con il contributo di Aeroporto di Firenze, si sostanzia di diversi momenti quali la formazione del pubblico, l’approfondimento di varie tematiche, la promozione delle realtà culturali e gli spettacoli. Individuati quindi i gruppi interessati a partecipare a questo progetto, è iniziato un percorso di sinergia, al fine di creare una struttura a se stante ed un ricco cartellone che inizierà il 23 marzo ed andrà fino al 15 maggio, con un programma vario e nutrito di iniziative, per le quali le associazioni mettono a disposizione gratuitamente la propria professionalità. Si vedranno così allievi delle scuole di danza che balleranno al ritmo della musica eseguita da studenti delle scuole di musica o spettacoli teatrali tenuti in spazi inconsueti e ancora stages, laboratori, conferenze e performances anche all’aperto. La molteplicità degli eventi offrirà ai cittadini un panorama completo della varietà e della qualità che queste forme di arte offrono all’interno del nostro territorio. Una brochure contente il profilo di ogni associazione ed il calendario degli avvenimenti sarà in distribuzione presso la sede del Quartiere 5 e nei punti istituzionali.” Il Presidente Comm. Cultura Giancarlo Rosini La Presidente del Quartiere 5 Stefania Collesei

VIPER THEATRE

Via Pistoiese- Via Lombardia - Firenze tel. 055/ 55 31 82 31

Mercoledì 29 Aprile ore 21,00 Spettacolo di danza e musica (Kidojo- tango e Associazione Demidoff) Mercoledì 6 maggio ore 21,00 “Calderon” da Pierpaolo Pasolini, prosa (Teatro “O”)

Lunedì 23 marzo ore 21,00 “Il Gattotardo” teatro (Il grillo)

Venerdì 8 Maggio ore 21,00 Concerto quartetto sax (Associazione Vincenzo Galilei) Sabato 9 Maggio ore 21 Concerto duo sax-pianoforte (Associazione Vincenzo Galilei) Venerdì 15 maggio ore 21,00 “Conferenza su Amleto” prosa (Associazione Teatro 334- Isole Comprese Teatro)

Lunedì 6 APRILE ore 21,00 Concerto rock “Acquaraggia in concerto” Musiche e parole di Giuseppe Oliverio e la sua band (Medialab)

TEATRO C.R.C. CASTELLO

Martedì 7 Aprile ore 21,00 Musical (Dance Performance School )

Giovedì 2 Aprile ore 21,00 Concerto “Trio Mistral” flauto e sax (Centro Studi Musica e Arte)

Mercoledì 8 Aprile ore 21,00 Concerto rock “Rockliveparty 2009” (All Music)

Giovedi 16 Aprile ore 21,00 Concerto Musica Insieme Rock melodico anni ‘70 (Associazione Musicale Fiorentina Onlus)

Giovedì 30 aprile ore 21,00 Musica e danza: violino e chitarra (Centro Studi Musica e Arte), coreografie (Associazione Demidoff)

Giovedi 30 Aprile ore 21,00 ”Monologo a due voci” prosa (Teatro d’Almaviva)

Giovedì 7 Maggio ore 21,00 “Storie di Villa Triste” prosa (Teatri d’Imbarco)

Giovedi 7 Maggio ore 21,00 “Racconti di gente giusta” prosa (Cabina Teatrale Saverio Tommasi)

AUDITORIUM CLINICA MEDICA CAREGGI

Martedì 14 aprile ore 21,00 Concerto Complesso bandistico Associazione Musicale Fiorentina Onlus Lunedì 20 Aprile ore 21,00 Concerto di musica jazz Taddeo’s (AMF)

Via Reginaldo Giuliani n. 374 - Firenze Tel 055/4514 80

Lunedì 27 Aprile ore 21,00 Concerto rock Unknown (Associazione Vincenzo Galilei)

TEATRO NUOVO

Martedì 28 Aprile ore 21,00 Concerto fusion jazz “Funzionamento Anomalo” (Sketch)

Mercoledì 22 Aprile ore 21,00 “Vagamondo” teatro clown per tutti (Centro Teatro Internazionale)

Via Fanfani n. 16 - Firenze tel. 055/ 41 30 67

LA RETE DI SOLIDARIETÀ La “Rete di solidarietà” è un servizio, presente ormai da ben dieci anni nel nostro territorio, il cui obiettivo è quello di affiancare con il volontariato le istituzioni al servizio di quelle famiglie che hanno bisogno di un sostegno concreto. Ma di cosa si occupa la Rete di solidarietà? Segue sopratutto gli anziani che molto spesso vivono soli, mettendo a loro disposizione una moltitudine di servizi che vanno dalla semplice compagnia sia telefonica che domiciliare, all’accompagnamento per fare la spesa, per comprare medicine e per recarsi a visite mediche, etc... Ma non solo. Oggi cambiando l’aspetto sociale ed aumentando i nuovi cittadini provenienti da altri paesi, la rete

è diventata anche uno strumento d’integrazione poichè con i suoi servizi è molto vicina anche alle famiglie di immigrati, i cui bisogni sono davvero molti. Pensate alle difficoltà linguistiche, ai problemi legati al ricongiungimento familiare, ai bisogni più semplici che sono anche il semplice comunicare con un medico quando il proprio bambino sta male, oppure come capirne l’andamento scolastico quando si parla con gli insegnanti. Un aiuto a risolvere questi problemi viene fornito attraverso il progetto “La lingua come strumento di integrazione”. La rete con le sue associazioni fa tutto questo, affianca le famiglie, offre supporto ad anziani e bambini. In poche parole colma dei

vuoti. Particolarmente soddisfatto è il Presidente della Commissione Servizi Sociali Armando Caprilli “Grazie al contributo dato dai volontari di tutte le Associazioni aderenti alla Rete, è stato possibile rispondere con tempestività ai bisogni di circa 85 famiglie con la distribuzione settimanale di pacchi alimentari,grazie all’adesione al Progetto Buon Fine della Sezione Soci Coop Nord Ovest. Numerosi volontari, con la loro quotidiana disponibilità, hanno permesso di intervenire e soddisfare le richieste di quelle famiglie che hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese per l’imperare della crisi economica.” Tutti questi servizi sono offerti dalla rete a titolo totalmente gratuito, grazie

ORATORIO SAN MICHELE A CASTELLO

Via San Michele a Castello n 14 - Firenze tel. 055/451335

Info Agimus - Tel.055580996

Domenica 26 aprile ore 16,00 Concerto “Jazz around clarinet” (Agimus) Domenica 3 maggio ore 16,00 Concerto “The old Bridge trio” (Medialab)

Mercatini Pasquali

al solo supporto di persone formate e preparate a rispondere alle esigenze di un buon affiancamento familiare. 24 le associazioni coinvolte e tantissimi i volontari, che vedono come coordinatore Osella Tanzini dell’Associazione Adra e come coadiuvatori Corrado Ciulli dell’Associazione Auser e Gioacchino Tubbini della Misericordia di Rifredi. Per chiunque ne abbia bisogno, o anche per sole domande o richieste ecco dove e quando trovare la rete al vostro servizio. Rete di solidarietà via Reginaldo Giuliani,115/N - Tel: 055 430144 Orario: dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 12.00; martedi e giovedi anche dalle 15.00 alle 17.00

Associazione Noi per Voi per il Meyer O.N.L.U.S. Come ogni anno l’associazione sarà presente in varie piazze di Firenze con le proprie uova pasquali e altri vari gadgets. Nel Quartiere 5 ci puoi trovare in Piazza Tanucci Sabato 4 e Domenica 5 Aprile dalle ore 10 alle ore 18


Comune di Firenze

Riguardiamoci il cuore Nuova edizione della due giorni di prevenzione cardiovascolare

riguardiamoci il cuore due giorni dedicati alla prevenzione delle malattie cardiovascolari 21 e 22 marzo 2009 orario 8,30 - 18,00 (ultimo accesso ore 17,30)

Istituto degli Innocenti piazza SS Annunziata Firenze

COME PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE Chi è interessato a conoscere il proprio livello di rischio cardiovascolare ed a migliorare il proprio stato di salute potrà effettuare gratuitamente le analisi del sangue e le visite specialistiche consigliate prenotando nei giorni feriali al numero verde 800801616 dal 12 marzo al 19 marzo, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00. Sono previsti fino ad un max di 500 ingressi giornalieri. Le entrate avverranno dalle ore 8.30 alle 17.30 ogni 30 minuti ESCLUSIVAMENTE SU PRENOTAZIONE

Tutti conoscono il vecchio detto “prevenire è meglio che curare”, ma, nonostante i suoi indubbi vantaggi, la prevenzione cardiovascolare non è tenuta nella dovuta considerazione dalla maggior parte delle persone. Più del 40% della totalità dei decessi è dovuto a malattie cardiovascolari che costituiscono la causa principale di morte ed invalidità e gravano considerevolmente sulla spesa sanitaria. Nel solo 2008, l’area fiorentina ha contato oltre 1500 casi di infarto. I progressi nel campo della diagnosi e della terapia sono stati enormi e presumibilmente continueranno ad aumentare nel prossimo futuro. Nonostante questo, a causa dell’invecchiamento della popolazione e per la diffusione di scorretti stili di vita, i nuovi casi di malattia aumentano costantemente. La principale malattia dell’apparato cardiovascolare è l’aterosclerosi, ovvero la formazione di depositi di colesterolo che rendono più spessa la parete dei vasi sanguigni e più difficoltoso il passaggio di sangue verso cuore e cervello, con un conseguente elevato rischio di angina, infarto ed ictus, quando il flusso di sangue non è più sufficiente. L’aterosclerosi si sviluppa lentamente nel corso della vita e, quando compaiono i primi segni, la malattia è già in fase avanzata. E’ fondamentale quindi prevenirne lo sviluppo e la diffusione quando le persone sono ancora sane. Oggi si sa con sicurezza che, controllando i fattori di rischio, si possa prevenire (e quindi evitare) più del 50% dei casi di tali malattie. Fra i fattori di rischio i più “controllabili”, in termini di riduzione o, addirittura, rimozione sono: diabete mellito, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, fumo, sovrappeso, sedentarietà. Di fondamentale importanza, per ridurre al minimo l’impatto della malattia aterosclerotica sulla propria salute, è la precocità dell’azione preventiva. Intervenire con l’ informazione e l’educazione alla prevenzione significa tutelare la salute del cuore, prevenire l’ictus e ridurre l’elevato impatto sociale di queste patologie. E’con questo obiettivo che la Società della Salute di Firenze e l’Azienda Sanitaria organizzano

“Riguardiamoci il cuore”, una manifestazione di prevenzione cardiovascolare che si terrà sabato 21 e domenica 22 marzo, dalle h 9 alle h 18, presso l’Istituto degli Innocenti in piazza Santissima Annunziata a Firenze. Obiettivi principali dell’evento sono: • sensibilizzare la popolazione sul rischio di malattie cardiovascolari; • promuovere la cultura della prevenzione e l’adozione di un corretto stile di vita; • effettuare diagnosi precoci per individuare i casi ad alto rischio di infarto o ictus. Negli splendidi locali saranno collocati alcuni stand presso i quali i cittadini potranno sottoporsi gratuitamente ad esami per calcolare il rischio di malattie cardiovascolari nei successivi dieci anni e per eventuali, se necessari, ulteriori approfondimenti da farsi in loco oppure in ospedale, con il consenso del medico di famiglia. L’invito è per tutti: • per i giovani per sensibilizzarli verso abitudini alimentari sane, sufficiente attività fisica e astensione dal fumo; • per gli adulti, ed in particolare per le donne,più fragili dopo la menopausa; • per gli anziani, perché non è mai troppo tardi per cominciare a vivere bene. Il cittadino troverà l’aiuto e il consiglio di medici di famiglia, specialisti ospedalieri, farmacisti e tutti coloro che operano per la tutela della salute. Alla manifestazione collaborano associazioni di volontariato, categorie commerciali ed imprese coinvolte dalla Società della Salute nella convinzione che il benessere del cittadino si realizza anche migliorando l’ambiente e le condizioni di vita e di lavoro. Il nostro programma di prevenzione cardiovascolare aspira a: • portare l’ospedale fuori dalle sue mura per ricercare un’intesa sempre più stretta con la medicina del territorio e con gli altri soggetti coinvolti, a vario titolo, nella tutela della salute; • dare alle persone sempre maggior consapevolezza e strumenti per la difesa del proprio benessere.

21 e 22 marzo 2009 • Istituto degli Innocenti

Controllo gratuito della tua salute cardiovascolare Non perdere questa occasione! Nei due giorni della manifestazione potrai sottoporti gratuitamente ad accertamenti per definire la probabilità di ammalarti nei prossimi dieci anni. Innanzitutto fermati all’accoglienza, dove gli infermieri compileranno la scheda che ti accompagnerà nel percorso e dove saranno annotati i dati utili a ricavare il tuo rischio cardiovascolare. La seconda tappa è il laboratorio, dove ti sarà prelevato dal dito un campione di sangue per stabilire i valori di glicemia, colesterolo e creatinina. Nello spazio dei farmacisti potrai farti controllare la pressione e raccogliere utili consigli sulla corretta assunzione dei farmaci. I medici diabetologi ti indicheranno il modo migliore per prevenire il diabete; i nefrologi: valuteranno la funzionalità dei tuoi reni e ti parleranno delle malattie renali e del loro effetto sul cuore. Lo spazio degli stili di vita comprende:

VISITA GUIDATA AL MUSEO L’Istituto degli Innocenti e la Società della Salute offrono, a coloro che effettuano il percorso, un biglietto omaggio per una visita guidata al Museo della durata di circa 20 minuti. I posti sono limitati. Le prenotazioni al momento del suo ingresso. Orario visite: 10.00-10.30-11.00-15.00-15.30-16.00

• un’area per la medicina sportiva e la promozione del movimento sul territorio; • un’area dell’alimentazione; • un’area dei centri antifumo. I medici di medicina generale che ti aspetteranno nello spazio successivo calcoleranno, sulla base degli esami effettuati, il rischio cardiovascolare ed eventualmente ti indirizzeranno verso gli spazi degli specialisti ospedalieri, dove potrai trovare cardiologi che ti informeranno sui danni del colesterolo e sui sintomi e i segnali utili a riconoscere un infarto. Le persone ad alto rischio verranno sottoposte ad ecocardiogramma oppure saranno richiamate in ospedale; angiologi e chirurghi vascolari: ti informeranno sulla prevenzione delle malattie vascolari e sottoporranno ad ecografia vascolare coloro che ne avranno necessità; medici internisti: ti parleranno dell’ipertensione arteriosa e della sua conseguenza più temuta, l’ictus cerebrale.

PASSEGGIATA NEI DINTORNI DI FIRENZE AssoCuore e Trekking Italia Firenze, in collaborazione con la Società della Salute, hanno organizzato una passeggiata nei dintorni di Firenze “la collina di Arcetri” per sabato 21 marzo ore 9.00 ritrovo Ponte Vecchio, lato sinistro (Oltrarno) – Arrivo P.zza SS Annunziata alle ore 13.30 circa. Escursione facile – durata 4 ore – Lunghezza Km 6 circa – dislivello m. 150. Prenotazioni AssoCuore tel. 3456028773 o Trekking Italia tel. 0552341040 Informazione a cura della Società della Salute


SOCIALE

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Marzo 2009

SALUTE. Con l’attivazione dei Punto Insieme il percorso per ottenere assistenza è più semplice

Quando il nonno da solo non ce la fa Quello della non autosufficienza degli anziani è un problema sempre più diffuso, ecco qualche indicazione per non perdersi nella giungla della burocrazia Benedetta Strappi

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o sa bene chi, in famiglia, ha un c’è anche un’altra porta, a cui bussare: quella anziano non autosufficiente. Un dei “PuntoInsieme”, sportelli dedicati dove nonno che magari fino a poco tem- si può presentare la propria richiesta di aspo prima era in ottima salute e che sistenza. A Firenze ce ne sono in ogni quarall’improvviso inizia a sentire il peso del- tiere ed è in questa sede che si trovano gli l’età. Lo sa bene, si diceva. Sa quanto può operatori che accolgono la richiesta e conessere impervio il cammino per ottenere segnano agli utenti tutta la documentazione aiuto quando ce ne è bisogno. Negli ultimi da compilare per segnalare il loro bisogno e mesi però, grazie a una legge regionale che chiedere una valutazione. Quello della valuha portato un po’ d’ordine, esiste una serie tazione, appunto, è un gradino cruciale: ad di strumenti in più per avvicinarsi alle isti- occuparsene è una Unità di Valutazione Multuzioni e chiedere sostegno tiprofessionale (composta da quando la famiglia non basta Stiamo lavorando un medico, da un assistente a portar sollievo a una vita in sociale, da un infermiere e per snellire difficoltà. Il primo passo da dal medico curante della perle procedure compiere, quando in casa c’è sona), che una volta analizzaun anziano non autosufficiente le complessive condizioni te, è bussare alla porta del medico di fami- della persona formula un “Progetto Assiglia. E’ lui il primo intermediario, colui che stenziale Personalizzato”. Progetto che, atvaluta se la condizione di salute della perso- tenzione, non si traduce automaticamente in na anziana è tale da richiedere l’attivazione un ricovero in una Rsa. Anzi: la tendenza in di un “percorso della non autosufficienza”. E corso, ciò a cui si punta, è che l’anziano non

autosufficiente resti nella propria abitazione, adeguatamente seguito in base alle sue esigenze. Ci sarà dunque chi avrà bisogno di un sostegno essenzialmente sociale, e chi invece avrà bisogno di un’assistenza di tipo sanitario. Laddove l’Unità di Valutazione Multiprofessionale formuli un progetto che prevede un’assistenza domiciliare, la legge regionale prevede anche la possibilità di un

eventuale contributo economico per coprire, almeno in parte, le spese per una badante. “Stiamo lavorando su più fronti-spiega Riccardo Poli, direttore della Società della Salute di Firenze- per fare in modo di snellire procedure burocraticamente pesanti. Un altro obiettivo è quello di fare in modo che la persona non autosufficiente abbia una risposta nel minor tempo possibile”.

IL CASO In città il ricorso a questo farmaco è aumentato

Boom della pillola del giorno dopo, vendite aumentate del 10 per cento

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el primo semestre 2008, a Firenze, le vendite della cosiddetta “pillola del giorno dopo” sono aumentate del 10 per cento. Mentre nel resto della Toscana l’incremento è attestato intorno all’ 1.5 per cento annuo, il capoluogo va in controtendenza. Il dato si ricava da un dossier regionale sui distributori delle case farmaceutiche: in città nei primi sei mesi del 2008 sono state vendute 3.830 confezioni, mentre nel secondo semestre dell’anno precedente erano state 3.487. Questo tipo di medicinale (fascia C, prescrivibile su carta bianca) nasce come mezzo per evitare gravidanze indesiderate a rapporto ormai

avvenuto. Si tratta di compresse da assumere entro 72 ore dal rapporto a rischio, a base di un ormone progestinico: più si aspetta ad assumerle, minore è l’efficacia, come ha dimostrato anche uno studio dell’’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Non è un farmaco contraccettivo standard, è cosa ben diversa dalla pillola anticoncezionale, e dovrebbe servire solo in situazioni d’emergenza, come può essere un caso di violenza sessuale oppure la rottura accidentale del preservativo. Ma tutto questo evidentemente sfugge alle giovanissime, che secondo una recente indagine della Sigo (Società italiana di ginecologia

e ostetricia) sono tra le consumatrici maggiori di questo farmaco. L’allarme, lanciato dai medici a più riprese, è che proprio le adolescenti abbiano “frainteso” e che la pillola del giorno dopo sia diventata per loro un metodo contraccettivo d’elezione. Qualcosa a cui ricorrere non perché accidentalmente si è rotto il preservativo, ma in sostituzione di questo o di qualunque altro metodo anticoncezionale. Di qui il monito dei dottori: ci sono i consultori, dove, specialmente le giovanissime possono contare sui consigli di una ginecologa. Che sono sempre meglio di una corsa col fiatone in farmacia. /B.S.

COS’E’ LA FLUOROPROFILASSI? La Fluoroprofilassi è la somministrazione di fluoro per la prevenzione della carie, è una metodica sicura e di indubbia utilità, come dimostrato da molti studi scientifici. Tuttavia, poiché risulti realmente efficace è necessario che l'utilizzo inizi quanto più precocemente possibile e sia costante nel tempo. Le dosi e le metodiche di assunzione del fluoro (mai prendere il fluoro con il latte, molto meglio con l'acqua) devono essere indicate al genitore dal pediatra in modo che possa essere controllata la quantità realmente assunta dal fanciullo ed evitare sovradosaggi che, se protratti per lunghi periodi, possono essere causa di segni bianchi sui denti (fluorosi). Il fluoro esplica la sua azione integrandosi nella struttura dei denti durante la loro formazione all'interno delle ossa mascellari, rendendoli maggiormente resistenti alla azione della carie. Dalla nascita fino ai 3 anni di età è indicata la somministrazione quotidiana di compresse o gocce in concentrazioni che dovranno aumentare parallelamente alla crescita del bambino: sarà l'unica fonte

aggiuntiva di fluoro ed è sconsigliato utilizzare dentifrici che ne contengano onde evitare l'eventuale fluorosi. Da questo momento in poi, fino ai 6 anni, il genitore può iniziare ad utilizzare 2 volte al giorno un dentifricio specifico, a basso contenuto di fluoro per poi passare dopo i 6 anni ad usare il dentifricio per adulti a maggiore concentrazione di fluoro, quale unica fonte dell'elemento. Nei casi in cui vi siano elementi dentari, sia di fanciulli che di adulti, con problemi di mineralizzazione o con sintomi di predisposizione cariogena , sarà molto utile eseguire periodiche applicazioni topiche di gel al fluoro, specialmente dopo le sedute di igiene orale. E' opinione abbastanza diffusa che la "pulizia dei denti" (detartrasi) possa arrecare danni alle strutture dentali, ma non è assolutamente vero. Questo può accadere se non si usano strumenti adeguati e se l'operatore non è sufficientemente competente.

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TEMPI MODERNI

Marzo 2009

POPOLI/1. Ecco una mappa della città raccontata attraverso le etnie che la vivono

Quartiere che vai, gente che trovi I cinesi scelgono Brozzi, i somali la zona della stazione, i cingalesi hanno eletto il verde delle Cascine come campo sportivo, le donne rumene nel giorno libero s’incontrano nella chiesa di Costa San Giorgio: ritratto di una Babele in salsa toscana Serena Wiedenstritt

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irenze non è come Londra. E non solo perché mancano i caratteristici bus rossi a due piani. E neanche perché non ci sono le cabine telefoniche, sempre rosse - a dire la verità non ci sono proprio più cabine telefoniche. Piuttosto perché non si può suddividere in etnie così bene come la capitale britannica che su un sito molto frequentato (www. londraviaggi.it) viene mappata secondo zone di appartenenza delle diverse nazionalità che vi si sono via via stabilite. Questo non significa che anche Firenze non sia divisa per zone più popolate da alcune nazionalità ed altre più frequentate da altre. Sicuramente il melting pot è un tratto caratterizzante della città, che specialmente nel centro storico raccoglie tutte le etnie e le popolazioni, che si raggruppano intorno al polo nevralgico del commercio e della vita cittadina. Del resto, il centro è anche il punto di arrivo per la maggior parte degli stranieri, quindi il primo sbocco naturale. Dove, insomma, è più facile muoversi e fare affari. Certo, poi non si può negare che ci siano comunità straniere che hanno trovato il loro ambiente ideale al di fuori delle mura che delimitano il centro città. Così gli stranieri di nazionalità cinese hanno scelto di stabilirsi nella zona di Brozzi, fra via Pratese e via Pistoiese, in quella parte di Firenze che già si estende verso Prato, dove ai giardini è molto comune vedere bambini cinesi che giocano insieme ai piccoli albanesi e rumeni. Tornando al centro, ci

sono casi di diverse comunità che insistono sulla stessa zona, anche per motivi diversi. Le ragioni che spingono le comunità a riunirsi, infatti, sono varie: si può trattare di zone commerciali, piuttosto che di un centro culturale o di associazioni di volontariato che fanno da catalizzatore. Così, ad esempio, i somali hanno eletto a loro zona di riferimento l’area fra piazza Santa Maria Novella e via Palazzuolo:

l’aggregazione, come la nascita di negozi, è infatti forte in via e piazza San Paolino, via della Scala, zona piazza Santa Maria Novella e intorno al Centro Culturale “Gli Anelli Mancanti”, che organizza corsi di lingua e fornisce assistenza legale agli stranieri. Cittadini originari dello Sri Lanka, invece, hanno la “sana” abitudine di incontrarsi alle Cascine, soprattutto la domenica, perché individuano nello sport una

Melting pot alla fiorentina Paese che vai, usanza che trovi. No no. Il vecchio proverbio non serve più a un fico secco. Adesso si dovrebbe dire “Paese che vai, tutte le usanze ci trovi”. A Firenze per esempio - che non si può certo definire città dalle aspirazioni cosmopolite – se si vuol sapere come festeggia il capodanno un cinese basta fare capolino nel triangolo tra Brozzi, Peretola e Campi. Se a suscitare interesse è la cultura maghrebina basta fare un salto in piazza Santa Croce, a Santo Spirito e in San Lorenzo. L’osservatore fortunato potrebbe anche incappare in una vera e propria chicca, ovvero qualcuno che prega inginocchiato su un tappeto, rivolto verso La Mecca. Senza andare troppo lontano, lo studioso improvvisato che vuole saperne di più della quotidianità dei cugini dell’Est Europa, basta che alzi la cornetta e componga il numero di una delle tantissime ditte di costruzioni sparse per la città. Dall’altra parte del filo risponderà quasi sicuramente un preparatissimo signore dall’accento albanese. E le famose usanze di queste parti? Il vecchio fiorentino si è fatto veramente fagocitare dalle “orde degli invasori”? No, non propriamente. Si è seduto da una parte ed è rimasto a guardare. Talvolta cercando di capire, tal altra chiudendosi a riccio. Il risultato è che “l’homus becerus”, la specie indigena un tempo più diffusa, va cercata con attenzione. Dove? Impresa ardua. Qualcuno si trova ancora dalle parti di Gavinana o all’Isolotto. Ma affrettatevi, sono esemplari in via di estinzione.

delle attività fondamentali della comunità e una fonte di forte aggregazione e socialità. Torna il commercio, invece, come catalizzatore delle comunità straniere presso lo Spazio Multiculturale del lungarno Pecori Giraldi. Qui si trovano soprattutto le comunità marocchina, cinese e senegalese, che, oltre a vendere oggetti di artigianato dei rispettivi paesi di origine, approfittano di uno spazio comune per incontrarsi. Inoltre, sono fondamentali come centri di aggregazione i luoghi di culto. Per la comunità cattolica dello Sri Lanka, ad esempio, un altro ritrovo importante è la Chiesa di San Pier Gattolino in via Romana, dove si tiene ogni domenica mattina la messa dalla comunità cingalese. Presso la chiesa ortodossa di Costa San Giorgio, invece, la domenica mattina, che è il giorno libero delle badanti, si ritrova una grande parte della comunità rumena. Ci sono poi i negozi-poli di attrazione delle comunità straniere. A questo proposito è interessante la zona Santa Croce-via Ghibellina, che, dopo aver a lungo ospitato la moschea, ora conta diversi locali etnici. Così ad esempio sia in Borgo Santa Croce, sia in via dei Benci si trova un take away messicano. Un altro ristorante messicano è in via Ghibellina, che può vantare anche un bar tavola calda iraniano e un caffé iraniano, con tanto di dolci e dolcetti da accompagnare alle bevande calde. Il suo gemello, sempre iraniano, è in via Verdi. Un altro ristorante etnico, stavolta indiano, si trova in via Ghibellina, mentre poco più in là, in via Farini, grazie anche alla prossimità con la sinagoga, si trova ormai da tempo

il ristorante ebraico Kasher Ruth’s. Del resto alle ultime rilevazioni ottobre 2008 - i cittadini stranieri residenti a Firenze erano 37.634, più del 10% della popolazione totale, particolarmente concentrati nei quartieri 5 (12.007 unità) e 1 (10.629). La popolazione più presente era quella rumena, seguita dall’albanese e da quella cinese. Numerosi anche gli imprenditori stranieri, soprattutto concentrati nei settori delle attività manifatturiere, del commercio all’ingrosso e al dettaglio e delle costruzioni. Non stupisce quindi l’abbondanza di centri e locali delle comunità non italiane.

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POPOLI/2. Tra San Lorenzo e Santa Maria Novella, una società dalle abitudini diverse

Un mondo racchiuso in poche strade C’è chi vende al mercato e chi lavora nel call center. C’è chi

gironzola alla stazione e chi vive agli angoli delle strade. C’è chi ci abita e chi lo attraversa. Vizi e virtù di un quartiere di frontiera Caterina Gentileschi

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l quartiere. Sezionato, colorato, rumoroso. Ognuno arriva e si ritaglia un pezzetto di strada trasformandola nel proprio territorio. C’è chi si affaccia dai negozi e c’è chi strilla al mercato. C’è chi sbircia da finestre socchiuse e sventola il bucato di nascosto, strizzando l’occhio ai vicoli napoletani. Ma c’è anche chi si arrangia agli angoli della strada, scambiandosi sguardi e osservando il mondo che passa. Il limbo che vive tra la Stazione Santa Maria Novella e il quartiere di San Lorenzo, scientificamente delimitato da via Nazionale, è un mondo in continuo cambiamento. Terra di nessuno e terra di tutti. Da questo dedalo di viuzze ogni giorno passano migliaia di persone, chi per un motivo chi per un altro. Di fiorentini ne sono rimasti pochi ad abitare quelle case strette e lunghe, le stesse che un tempo dovevano essere un baluardo della fiorentinità. Questo quartiere

popolare, animato dal mercato più grande di Firenze, si è trasformato nel tempo e con la prossimità della stazione, nel melting pot per eccellenza. Gli omoni che rallegravano il tempio ottocentesco del commercio made in Florence, sono stati rimpiazzati di recente da signori sud americani che vendono frutta esotica e da giovani commesse dagli occhi a mandorla, che vendono merci con marchio italiano a gente di passaggio che arriva da ogni parte del pianeta. Qualche indigeno c’è ancora in quella Firenze cambiata. Vende il pesce, affetta bistecche o dirige sapientemente qualche ristorantino spartano. Tutti sembrano i personaggi di un grande presepein movimento. Questo quartiere è una terra di confine, sorta di colonne d’Ercole dalle quali tutti devono passare per entrare nella città gigliata. Tutti lo attraversano frettolosamente, qualcuno si ferma. Nel cuore di San Lorenzo c’è via Faenza a fare da spartiacque, rinnovata nel look ma non nell’essenza. Il lastricato nuovo di zecca dà una luce tutta diversa alla

L’INTERVISTA Parla Divina Capalad, presidente del consiglio degli stranieri

“Motivi economici o religiosi determinano la geografia delle comunità” Divina Capalad, filippina, presidente del consiglio degli stranieri del Comune di Firenze, conosce bene la geografia di Firenze, sa dove si riuniscono le diverse comunità e soprattutto perché: “Prevalgono i motivi religiosi, la vicinanza della moschea piuttosto che la chiesa evangelica per la comunità filippina che tende a concentrarsi anche dalle parti di via Masaccio”. La maggiore concentrazione di cittadini stranieri, anche secondo Capalad, si trova nel centro città, ma ci sono anche le eccezioni di periferia e mezza periferia: “Ad

esempio i cittadini dello Sri Lanka tendono a stabilirsi dalle parti di via Carlo del Prete, mentre i peruviani si trovano più spesso dalle parti di Coverciano, verso la parte a sud della città”. La comunità filippina, di cui Capalad fa parte, è mossa però anche da altri “interessi”. Racconta la presidente del Consiglio degli Stranieri: “Ci incontriamo spesso fra piazza Indipendenza e Santa Maria Novella, perché in quella zona del centro si trovano le nostre banche, banche filippine che hanno aperto una filiale a Firenze, alcune fin dal

1992”. Sono infatti diversi, circa quattro, gli istituti bancari con sede nelle Filippine che lavorano anche a Firenze. E neanche poco, visto che servono la quasi totalità dei loro concittadini emigrati per lavorare nel capoluogo toscano e si occupano dei trasferimenti di denaro nel paese d’origine. È a questa banche, infatti, che la maggior parte dei filippini affida l’invio dei propri guadagni: “Si spende poco ed è come se dessimo i nostri soldi in mano ai nostri parenti” spiega Capalad. /S.W.

via. Quella che prima appariva come un suk, ora sembra un salottino multietnico. I frequentatori abituali sono sempre i soliti. Ci sono i maghrebini con i negozi specializzati in prodotti delle loro terre e i call center, gestiti da sudamericani o da nordafricani, che “vendono” chiamate a persone care sparse per il globo al prezzo di un cono gelato. Non mancano i cinesi, formichine operose che in cambio di pochi euro riescono a trovare qualsiasi tipo di articolo, dal souvenir agli abiti di seta fino al necessaire per il fai da te. Passando attraverso il mercato e superando i banchi dei pellettieri, oggi gestiti per lo più da brasiliani chiacchieroni, si arriva in via Nazionale, la strada di gran lunga più rumorosa e disordinata. Quasi non sembra Firenze. Le categorie merceologiche si sprecano e proliferano oggetti introvabili in altre zone della città. Dal negozio specializzato in cerniere alle originali calzature firmate da Albion, fino ad un barbiere vecchio stile e ad una fornitissima bottega per gli amanti del fetish e dei pearcing. In fondo alla strada c’è la stazione. Partenza e arrivo per anime frettolose e rifugio per anime inquiete e devastate. Santa Maria Novella è frequentata da ospiti fissi. Clochard dai volti ormai noti, rom che gironzolano con le gonne svolazzanti e persone di ogni etnia che sembra attratta da questo non-luogo come da una calamita. Spesso, la sera, c’è gente a bivaccare sul prato, proprio di fronte all’abside di Santa Maria Novella. La musica accesa, una birra in mano. Ridono e chiacchierano, parlano dei loro problemi. Forse non lo sanno che lì di fronte c’è Masaccio, forse non sanno neanche perché la stazione si chiama così, forse non se lo domandano nemmeno. Forse.


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SOCIETÀ

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SPOT. Cresce il numero degli immigrati, e in città spuntano manifesti multilingue

Quando la pubblicità parla straniero Le aziende, nelle loro campagne promozionali, hanno iniziato a rivolgersi anche a questo tipo di pubblico, e non è difficile imbattersi in cartelloni scritti in francese, arabo, inglese e rumeno

L’INTERVISTA La parola a Carlo Sorrentino, docente di comunicazione

“Strategia efficace ma rischiosa”

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Giuditta Boeti

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uelli più diffusi sono in francese, arabo, sono poste l’obiettivo di sviluppare spot costruiti ininglese e tagalog (la lingua dei filippini) torno a questo tipo di utenza, con tanto di tariffe ad e generalmente compaiono sui tram, sui hoc e spiegazioni in lingua madre. Ma anche le Pogiornali e sui volantini. Sono gli annunci ste hanno imparato a rivolgersi ai clienti non italiani pubblicitari “etnici” quelli che si rivolgono, diretta- con pubblicità mirate: ne è un esempio la campagna mente in lingua originale, alla popolazione di stranieri per promuovere il trasferimento via telefono di denache vive, consuma e spende in città e dunque è un po- ro dall’Italia all’estero, senza bisogno di banche che tenziale acquirente a tutti gli effetti. Lo scorso anno spesso, nel Paese d’origine, mancano o sono difficili i cittadini extra comunitari presenti a Firenze erano da raggiungere. Per la prima volta, nel mondo della quasi 35 mila, il 9,5% della popolazione complessiva. pubblicità di casa nostra, volantini e manifesti si rivolCon questi numeri le aziende hanno iniziato a strizza- gono direttamente all’universo degli extracomunitari re l’occhio a questi possibili clienti che, pur abitando presenti in Italia, considerandoli quindi a pieno titolo nel nostro Paese, non conoscocittadini. Le nuove immagini che no bene la lingua. O comunque Compagnie telefoniche si affacciano nell’universo delle anche se conoscono l’italiano, è e Poste hanno elaborato inserzioni mostrano uno spaccato sicuramente più forte il richiamo di quotidianità fin’ora inesploanche prodotti ad hoc di un messaggio che non parla rato: dalla donna rumena con in semplicemente di loro ma parla braccio un bambino, al sorridente direttamente con loro. Ci provano le compagnie tele- operaio senegalese, dallo studente albanese, al giarfoniche, le banche, le grande catene di arredamento diniere filippino. Tutte queste campagne pubblicitarie con pubblicità che comunicano in tante lingue diverse. sono nate dopo un’indagine di mercato di Millword E così capita di trovare sui giornali annunci in alba- Brown, che ha mostrato come gli extracomunitari si nese, cinese, rumeno, arabo. I fiorentini, naturalmen- sentissero spettatori e non protagonisti dei messaggi te, finiscono per capirci poco, se non che si tratta di promozionali. E a pensarci bene, per una famiglia qualche allettante promozione costruita a misura di musulmana, una donna con le gambe al vento in una immigrato. Un mercato in forte crescita è quello della stazione di servizio che sponsorizza una compagnia telefonia, sia fissa che mobile, verso i paesi di origine telefonica, ha lo stesso appeal che potrebbe avere su degli stranieri, come dimostra il particolare business una famiglia italiana uno spot che propone qualche dei phone center, nati nei quartieri ad alta densità di strano intruglio da mettere sulla pasta asciutta. Queimmigrati stranieri. Così le compagnie telefoniche si stioni di gusto, certo.

rofessore, negli ultimi tempi stiamo assistendo ad un nuovo fenomeno a livello comunicativo: le aziende lanciano, sempre più spesso, campagne pubblicitarie rivolte esclusivamente ai cittadini stranieri. Perché si sta diffondendo questa moda? È un tentativo, da parte dei soggetti privati, di avviare una strategia commerciale rivolta ad un nuovo target di acquirenti, quasi a voler lanciare il messaggio ‘sono disponibile a venirti incontro parlandoti direttamente nella tua lingua’. Il rischio, però, è quello di creare un ‘eterogenesi dei fini’ che potrebbe infastidire il cittadino straniero, nel senso che potrebbe esser percepito come un messaggio classista. Per quanto provenienti da altri Paesi, gli extracomunitari hanno bisogno di sentirsi parte integrante della comunità italiana senza essere identificati come stranieri. È come se i newyorkesi per parlare ad un cittadino napoletano immigrato in America

si rivolgessero suonandogli il mandolino! Per quanto sia un richiamo alla propria terra credo che la maggior parte delle persone si infastidirebbe”. Ma queste strategie commerciali a livello comunicativo sono efficaci? “Sicuramente sono efficaci da un punto di vista prettamente informativo: leggendo una promozione in lingua madre ne comprendo immediatamente i vantaggi. Però non so fino a che punto questi messaggi possano entusiasmare i cittadini italiani. Trovare in giro per la città campagne pubblicitarie che si rivolgono solo agli stranieri potrebbe alimentare un sentimento di antipatia, in questi giorni così diffuso, contro gli extracomunitari. Qualcuno potrebbero infastidirsi e pensare che sia in atto una sorta di invasione da parte degli immigrati, ma in realtà non è così perché i primi a non volersi ghettizzare ma piuttosto a cercare l’integrazione sono proprio gli /G.B. stranieri.”

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RECENSIONI. Viaggio nei libri, alla scoperta di racconti nascosti e nuovi autori

Narrativa? Solo se è made in Tuscany Quale luogo migliore delle strade fiorentine, della campagna toscana, dei parchi del granducato per ambientare una storia? Luoghi che invogliano a raccontare e stimolano la fantasia. Allora ecco un sottobosco di scrittori indigeni (noti e meno noti) che si mettono alla prova con la penna, lasciando sullo sfondo il porto sicuro della propria terra. Il risultato? Un originale mix di narrativa gialla e romantica, con un occhio all’ambientalismo CARLO LAPUCCI

ERASMO D’ANGELIS

GIANROCCO PUCINO

I palcoscenici scomparsi

Animali made in Tuscany

Il rebus del maresciallo

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“L’

eatro popolare minimo”, un libro per riscoprire il gusto di tradizioni ormai perse e cancellate dal tempo. Carlo Lapucci manda in stampa per i tipi della fiorentina Sarnus, l’edizione arricchita e aggiornata di un lavoro che apparve già nel 1990. Il risultato è degno di nota e di attenzione. Il volume (pagg. 208, euro 14) raccoglie le rappresentazioni elementari che si usavano nelle veglie, nelle aie, nei raduni, nei mercati, nelle fiere, come monologhi, sproloqui, parodie, lamenti, serenate, testamenti, lettere, prediche, contrasti. Una vera e propria raccolta di metamorfosi, dove il testo orale, nelle mani sapienti dell’attore, passa dal racconto alla rappresentazione, quasi che la novella e altri racconti tendano a travalicare nel teatro. Questa nuovissima edizione, corredata da stampe popolari che mostrano alcune realizzazioni pratiche dello spettacolo, ci consegna – semmai ve ne fosse bisogno – anche la conferma delle capacità e del rigore scientifico dell’autore. Carlo Lapucci vive a Firenze dove insegna. Si è occupato di letteratura e ha al suo attivo diverse opere di narrativa e di linguistica, tra cui il Dizionario dei modi di dire della lingua italiana, Garzanti 1993. Lapini ha anche pubblicato i volumi: Fiabe toscane, Mondadori 1984; La Bibbia dei poveri, Mondadori 1985; Indovinelli italiani, Vallardi 1994. Nel 2006 per Le Monnier e nel 2007 per Mondadori è uscito il Dizionario dei proverbi italiani che raccoglie 25.000 proverbi, prima opera e studio generale sui detti italiani. /C.B.

opo la flora la fauna. Erasmo D’Angelis, politico ambientalista e giornalista fiorentino (d’adozione) di vecchia data, continua il suo originale viaggio nella splendida natura toscana e ci regala un altro bel volume, ricco di splendide foto e pregevoli storie. “Animali della Toscana” (Giunti Editore, pagg. 288, euro 35,00) è in libreria da poche settimane e segue di circa un anno il volume sui parchi della nostra regione. “Gli animali come non li abbiamo mai visti né conosciuti”, si vanta l’autore. E, del resto, come dargli torto: specialmente noi “cittadini”, alle prese ogni giorno con un ambiente fatto di strade, palazzi, auto e smog. Eppure, a seguire le rotte animaliste tracciate da D’Angelis, basterebbe fare pochi chilometri per arrivare nell’oasi del centro di scienze naturali di Galceti, a Prato, e lì potremmo vedere da vicino addirittura l’unicorno, un bel cucciolo di capriolo dalla congenita e leggendaria anomalia. Oppure spostarsi in Maremma per scoprire, attraverso le migrazioni dei fenicotteri rosa, un angolo di Camargue made in Tuscany. E così via sfogliando “Animali della Toscana”: dal ritorno del lupo nel Casentino e del volo dell’aquila reale sulle pareti delle Apuane, alle anatre di Fucecchio e del barbagianni che vive in città, al tuffo del martin pescatore e degli aironi che sono tornati a popolare i nostri fiumi a partire dall’Arno fino alle cicogne con i loro nidi “ospitate” sui tralicci, grazie ai tecnici dell’Enel. Un viaggio affascinante da cominciare in poltrona e proseguire dal vivo. /C.B.

eroe non è di carta” è il romanzo d’esordio del fiorentino Gianrocco Pucino, ex commercialista e consulente di marketing dello sport, che ha deciso di piantare il lavoro per dedicarsi al grande amore per la scrittura. Uscito recentemente nella collana Giallo & Nero - I colori del brivido di Mauro Pagliai editore, “L’eroe non è di carta” (pagg. 146, euro 10) è anche la prima avventura del maresciallo calabrese Andrei, personaggio simpatico ed estroverso. Il milite dell’Arma indaga sul rapimento di Silvia, un’affermata scrittrice da lui amata in gioventù ai tempi della Scuola Sottoufficiali Carabinieri frequentata a Firenze. La donna è stata rapita in concomitanza con l’uscita del suo ultimo libro, l’ennesimo sulle avventure del maresciallo Santi, chiara trasposizione idealizzata di Andrei che all’epoca della loro storia decise di inseguire la carriera rinunciando all’amore. Il maresciallo Andrei non è solo l’ispiratore dei romanzi di Silvia, ma anche l’eroe delle storie di Cesare, aspirante scrittore di gialli che per vivere fa il guardiano. Il tema dello scrivere innesca così un gioco di scatole cinesi in cui la fiction contiene la realtà e viceversa, tanto da arrivare alla risoluzione del caso dopo non pochi e sorprendenti colpi di scena. Insomma, gli ingredienti del noir o, se preferite, del poliziesco all’italiana, ci sono tutti, pesati e miscelati da un autore che di certo farà ancora parlare (e stampare) di sé. /Ciro Becchimanzi

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CULTURA

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Marzo 2009

GIOVANNI BOGANI

GIULIANO GIORGETTI

GIANNI BECCIANI

Libera di nome e di fatto

Giallo alle porte di Fiesole

Un viaggio nell’apocalisse

“L

O

L

ibera, si chiamava, Libera. Nome strano, inverosimile, sì. Ma le era perfetto. Libera l’amava davvero, la libertà. Era disposta a rinunciare a tutto, per averla. Soldi e sorrisi, amori di uomini, sicurezza di avere qualcuno che la aspettasse, quando tornava”. Comincia così “L.”, il primo romanzo di Giovanni Bogani (pagg 180, Cult editore, 9,50 euro), uscito per la prima volta dieci anni fa, già ristampato sette volte, in due edizioni diverse. Quest’anno è stato rieditato dalla casa editrice Cult, che l’ha curato come un piccolo e prezioso caso editoriale, il primo del noto giornalista e critico cinematografico del quotidiano La Nazione, che nel frattempo si è dedicato alla scrittura di altri romanzi che hanno per protagonista sempre lui, Luca. Un “long seller”, ma non solo: ha anche innescato un meccanismo di identificazione. All’autore sono arrivate più di 1500 mail, in gran parte di lettrici. Molte di loro si identificano nella protagonista, Libera. Una donna che ama la libertà più di ogni altra cosa: più dell’amore stesso. La storia di L. è la storia di Libera, una personalità inarrestabile davanti alla quale il ragazzo soccombe innamorato. Luca la rincorre e lei si divincola. Poi si riavvicina, poi scappa ancora, in un terremoto emotivo che non accenna a terminare. “L’amore, il sesso, il bordo d’abisso: ‘L.’ racconta questa ossessione e la racconta bene, cioè ossessivamente” scrive Caludio Lolli nell’introduzione del libro. Un storia tormentata, come tutte le storie d’amore. Quelle vere. /C.G.

ttanta pagine “gialle”. Una storia concentrata in un volumetto leggero e pratico. “Via barbacane 120” (98 pagg, Edizioni Il filo, 13 euro) è il romanzo a tinte fosche scritto da Giuliano Giorgetti, sindacalista fiorentino che si è già misurato con la scrittura, partecipando a numerosi concorsi e scrivendo un saggio sul mobbing e diverse raccolte di racconti e poesie. Via barbacane 120 si volge alle porte di Firenze, in quel limbo fatto di stradine intatte che si inerpicano verso Fiesole. E’ in questo scenario che viene uccisa una vecchia signora. Alessandro Amadei, il protagonista, si avventura verso la cittadina etrusca per visionare una villetta in vendita. Ed è proprio all’interno dell’abitazione che si consuma il delitto. La vittima è Adelina Morabito, un’anziana studiosa della storia e dei riti delle civiltà Inca e Maya che viene inaspettatamente pugnalata. Morabito coltivava interessi esoterici e contatti con un antico culto e con un coltello da lei ritrovato, lo stesso che si trasformerà nell’arma del suo delitto. Amadei si trova coinvolto in questa indagine sui generis, che si svolge tra cipressi e ulivi ma è avvolta da una persistente nebbia che affonda le radici nelle culture precolombiane. A fare da divertente appendice al libro ci sono le ricette tipiche, le musiche ascoltate dai personaggi, i luoghi visitati e le citazioni dotte che l’autore sparge tra una pagina e l’altra del romanzo. /C.G.

a campagna toscana fa gola agli scrittori. Lo skyline fatto di poggi e cipressi allungati sembra essere lo scenario ideale di ogni romanzo. Pagine dolci, pungenti, seriose e terrificanti. L’apocalisse perduta (Giovane Golden Edizioni, 513 pagg, 15 euro) prima fatica letteraria di Gianni Becciani, sessantasette anni, ne è l’esempio lampante. Lo scrittore, che di mestiere ha scelto di lavorare con l’arte, ha costruito una storia ambientata tra il granducato, le isole dell’Egeo e l’Europa del nord. Le vicende di un uomo che scopre negli ambienti di una vecchia pieve un antico manoscritto. Un volume “scomodo”, la prova lampante che l’Apocalisse non sarebbe stata scritta da Giovanni ma bensì da Luca. L’uomo scompare portando il libro con sé e lasciando alle sue spalle solo poche tracce, quelle che sua figlia e un vecchio professore riusciranno a ripercorre. Il viaggio si dipana tra luoghi e incontri diversi, trasformandosi in thriller storico filologico scorrevole e ben fatto. La scrittura è agile, la trama avvincente. A completare l’opera ci pensa una sottile ironia e le pillole di storia dell’arte che qua e là deliziano i palati degli appassionati. Per dirlo con le parole dell’autore: “Questo romanzo è l’espressione di quella ineliminabile e multiforme passione senile per la vitae la sua complessità che mi spinge verso sempre nuove avventure. Nonostante l’età”. Tombaroli, iscrizioni aramaiche e trafficanti di opere d’arte faranno da ottimi ciceroni a chi vorrà avventurarsi tra le pagine di questo libro. Buon viaggio. /L.V.Z.

VALERIO VERDIANI

La collina, gli amici e un libro

V

alerio Verdiani, ha 48 anni e una lunga, imperitura passione per letteratura. Poco importa se nella vita poi ha deciso di fare il medico, questo signore nato a Empoli e vissuto tutta la vita a Firenze, ha appena pubblicato il suo primo romanzo, “La fattoria delle ultime case” (171 pagg, Editrice Effequ, 11 euro). Una storia semplice, ambientata tra le colline toscane, con una cadenza senza pretese che ricorda il procedere scandito della vita di campagna e che in certi punti assomiglia

più a una sceneggiatura che a un romanzo. Si vedono la piazza e i cipressi, si assapora l’andatura discontinua della corriera che lascia la città e sale verso un mondo più piccolo e raccolto. La fattoria delle ultime case è la storia di un babbo che racconta a suo figlio pezzetti della vita, degli incontri, delle avventure straordinarie che si possono vivere tra le quattro viuzze di un posto di provincia. Il protagonista è Vittorio, un ragazzino le cui parole fanno da cicerone al lettore attraverso un mondo fatto

di un amore giovanissimo e non dichiarato, di una amicizia speciale e leale, di uno skyline cambiato nel tempo, di cui si conservano solo vividi ricordi. Sullo sfondo, vicende ombrose e misteriose si celano nella collina degli spiriti, luogo dove si aggira un sagrestano meschino e prende vita un losco traffico di vino. Una parentesi piacevole su una dimensione nascosta, forse in qualche angolo della toscana ancora viva, che si lascia scoprire solo dai viaggiatori più volenterosi. /L.V.Z.

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CULTURA

Marzo 2009

L’EVENTO. Arriva a Firenze la cantante che ha vinto la scorsa edizione di X-Factor

ALLUVIONE

Giusy, Gaetana e il successo I

Cercasi video per realizzare un film

Un presente da cantante e un passato da cassiera. Storia di una ragazza che ce l’ha messa tutta e oggi si gode la serenità di un’ovazione pop

Giusy Ferreri (photo Alex Gerini)

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Sara Ghilardi

È

stata la rivelazione del programma Rai “X Factor” dello scorso anno, grazie ad una vocalità intrigante e particolarissima. Da lì la sua carriera ha preso il volo con il tormentone “Non ti scordar mai di me” e con il singolo “Novembre.” E’ Giusy Ferreri che trasforma in oro tutto quello che canta e che parte con il primo tour della sua carriera. Sarà anche a Firenze al Saschall il 31 marzo con l’ album di esordio “Gaetana”. Nome insolito per un album, Gaetana è un omaggio alla nonna di Giusy, una signora tutto pepe a cui l’artista tiene molto. «La vedo raramente perché vive a Palermo, ma siamo legate da affetto profondo. È una nonna modaiola e rock: grande fan di Gianna Nannini e Francesco Renga. Mi piace giocare sui contrasti: un disco di qualità con un titolo ironico. “Gaetana” è perfetto per il mio timbro vocale, cosi personale, forte e ingombrante ». Le dodici tracce del cd “Gaetana” sono un mix di suoni caldi e raffinati. Il singolo “Novembre” dalle sonorità anni 80 mostra il carattere più audace e intraprendente di Giusy Ferreri. «Novembre è un brano molto autobiografico, anche se ispirato a vicende passate, perché ora sto vivendo un periodo sereno sentimentalmente e gratificante professionalmente. Mi ci

ritrovo perché affronta la conclusione di una relazione amorosa con meno romanticismo rispetto a “Non ti scordar mai di me” e maggiore risolutezza nel riprendere il controllo della propria esistenza». Un disco che vanta collaborazioni di importanti nomi della musica che hanno puntato su questo talento in ascesa attratti soprattutto dalla sua vocalità originale. La canzone che apre l’album è il duetto con Tiziano Ferro “L’amore e basta!”. «Ha voluto cantare con me questo brano, perché ci è molto affezionato: sono orgogliosa che l’abbia affidato a me invece di inciderlo nel suo disco. Sono fiera che la mia vocalità l’abbia intrigato e che dopo l’esperienza di “X Factor” con “Non ti scordar mai di me” abbia voluto proseguire la nostra collaborazione come autore e produttore assieme a Canova del mio disco d’esordio». Un debutto impreziosito anche dalla presenza fra gli autori di Linda Perry, da sempre un modello di riferimento per Lei. «Era un mio sogno collaborare con Linda ed è una grande soddisfazione essere la prima artista italiana a esserci riuscita. Linda Perry è un’autrice profonda e compone la musica in modo geniale. Il risultato è stato entusiasmante: Linda è gasatissima. Le sono piaciuti gli arrangiamenti, la mia voce e pure le altre canzoni del disco».

nsieme per ricostruire il passato della città. Erasmo D’Angelis, presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio Regionale, lancia un appello a chiunque possieda materiale video e fotografico riguardante l’alluvione del 1966. L’obiettivo? Realizzare il primo docu-film interamente dedicato agli angeli del fango e prodotto insieme a Mediateca Toscana Film Commission e Rai. Il film-documento sarà a cura di Gabriele Parenti, coordinatore dei programmi della sede Rai di Firenze con il supporto di Angela Morra, responsabile della sede toscana di Teche Rai. “ Sarà un’opera collettiva – spiega D’Angelis – ed è per questo che facciamo appello a chiunque abbia a disposizione immagini della tragedia dell’alluvione del 1966 a collaborare con noi nel racconto di quella che è stata anche una straordinaria operazione di volontariato e di passione civile mai vista in Italia. Il film-documento chiarirà anche tutti gli aspetti relativi ai mancati allarmi e ai ritardi dei soccorsi statali, mettendo in mostra quanto di positivo è stato realizzato nel bacino dell’Arno negli ultimi anni e il molto che resta ancora da fare”. Il docu-film, che verrà realizzato entro la fine dell’anno, avrà scopo documentaristico e di ricerca senza finalità commerciali e gli autori lavoreranno a titolo interamente gratuito. I filmati possono essere consegnati presso la Mediateca Regionale Toscana Film Commission in Via San Gallo 25 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13 e dalle 14,30 alle 17. tel. 055-2719035 /C.G.


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CULTURA

Marzo 2009

GIOCATTOLI. La nuova vita dei balocchi in legno. Meno tecnologia e più spazio alla creatività

Torna in auge il vecchio Pinocchio Simele Kruklidis

P

ensavamo di averli persi oramai, i cari vecchi giocattoli in legno, dimenticati per sempre in qualche polveroso sgabuzzino. Un pinocchio, una trottola, un cavallo a dondolo: oggetti unici, levigati, dai colori tenui e le forme lineari e che ai bambini piacevano tanto. Poi, con l’avvento dell’era della plastica, della produzione in serie e dei microchip, tutto è cambiato; e oggi, i balocchi sono diventati talmente complessi e sofisticati che c’è un manuale di istruzioni per capirne il funzionamento, proprio come per un comune pc. Fatto sta che, in seguito allo scandalo della Mattel, la nota multinazionale dei giocattoli che si è trovata costretta a ritirare dal mercato centinaia di prodotti altamente nocivi, è iniziata un’inversione di rotta, i cui echi si avvertono anche nella nostra città. Dalle fierucole di Santo Spirito e Santissima Annunziata al nuovo “Gatto Lardo” di via Gioberti, dal Dreoni Giocattoli alla Città del Sole, i negozi dedicati all’infanzia che vendono oggetti “all’antica” sono tutt’altro che introvabili. E su questo dopotutto non c’è da stupirsi, Firenze ha sempre avuto un debole per il passato. Sembrerebbe un autentico ritorno alla tradizione, anche se il rischio è che si tratti di una semplice moda. Al momento, infatti, la tendenza dei genitori più giovani è comprare per i loro pupi oggetti rigorosamente in legno o in materiali naturali, poco trattati, possibilmente ideati in Italia, scolpiti e non assemblati. Caratteristiche precise, che contrastano con il più comune “made in china”. Questi piccoli capolavori di artigianato sono consigliati per i bambini in fase di cre-

scita e pare che possano addirittura favorire lo sviluppo della creatività e della fantasia: con pochi mezzi, l’ingegno si aguzza. Dunque, mentre molti di noi si affannavano a cercare giochi all’ultimo grido, c’era qualcuno che, di soppiatto, continuava ad acquistare i balocchi del passato, alimentando un mercato silenzioso ma in continuo movimento. E così, davanti alla visione di un cagnolino robot o di una pista automobilistica telecomandata, viene spontaneo chiedersi se sia davvero necessario spendere ingenti somme di denaro in complicati circuiti perché i bambini si divertano. La risposta è scontata. Semmai il difficile sarà spiegare ad un innocente pargoletto perché a lui spetta un trenino rigido e senza ruote, mentre il suo compagno di scuola ha un Robocop ad altezza naturale. Ma questa è un’altra storia.

L’INTERVISTA. La proprietaria di un negozio spiega il perché di una passione che non tramonta

Nel regno dei giochi vince ancora la tradizione M arionette e animali buffi, cubetti colorati e scrigni preziosi. Il vecchio balocco in legno continua ad appassionare i piccini. Laura Dreoni, titolare dell’omonimo negozio, ci ha spiegato perché. Quali sono i vantaggi dei giochi in legno? Innanzitutto prevedono una maggiore partecipazione ed interattività del bambino, a differenza dei giochi elettronici che, in alcuni casi, sono quasi del tutto autosufficienti. Inoltre, un oggetto in legno, anche se si ammacca o perde

il colore, rimane sempre bellissimo; questo non accade per il suo corrispettivo in plastica che invece, una volta rotto, diventa inutile, spesso da buttare via. Come vanno le vendite di questi giocattoli? Il mercato non è mai in calo ed anzi, già da diversi anni abbiamo notato un notevole incremento nelle vendite. Questo accade perché i giochi in legno sono oggetti semplici ma ben fatti, che non perdono mai il loro incredibile fascino. Vanno bene anche per i più piccoli? Il prezzo

è moderato? I giocattoli in legno sono consigliati soprattutto ai bambini dagli zero a cinque anni; naturalmente ogni oggetto, a seconda la fascia di età cui è destinato, presenta caratteristiche diverse, soprattutto per mantenere alti gli standard di sicurezza. Il prezzo poi è oltremodo accessibile, in confronto ai giochi più sofisticati. Purtroppo, il problema di fondo è che oggi i bimbi subiscono gli effetti della pubblicità e vanno alla ricerca /S.K. dei prodotti visti in tv.

RICCARDO, 26ENNE. Nonostante la mia giovane età ho passato degli anni molto duri che mi hanno maturato. Sono un ragazzo del sud e cerco una ragazza dolce e comprensiva per poter costruire un progetto d’amore. DANIELE, 29ENNE dolce e romantico, tipo mediterraneo stanco dei soliti locali e di ragazze evanescenti e superficiali, cerco una ragazza con la voglia di guardare avanti e di costruirsi una famiglia. GIULIANA 46ENNE nubile, passo le giornate dedicandomi completamente al mio lavoro che adoro ma che non mi basta più. Ho mille interessi ma questo non è sufficiente a farmi felice perchè mi sento comunque sola: vivere in due cambia la prospettiva … MARZIA, 53ENNE. Mi ritengo una donna sensibile, stanca di conoscere persone che hanno paura di impegnarsi affettivamente, cerco un uomo disposto a condividere i momenti belli e quelli difficili. Un uomo semplice, vero.

MATILDA, 34 ANNI. Sono straniera. Mi trovo in difficoltà perche non ho amici e mi sento molto sola. Mi piacerebbe avere una persona a fianco perché mi manca l’amore. OLGA 42ENNE, serena indipendente, ho avuto un uomo che non ha saputo essermi leale, adesso voglio conoscere un uomo che apprezzi quello che sono e quello che so dare a chi mi ama. LAURA 47 ANNI. Amo il mare d'inverno, il suono della pioggia e per questo mi ritengo una delle ultime romantiche. Ho sempre il sorriso sulle labbra e ho tanta voglia di innamorarmi ancora. Amo le cose semplici della vita e vorrei incontrare un uomo che mi faccia stare bene e soprattutto ridere. ALESSANDRA 47ENNE, particolarmente sensibile ma dal carattere estremamente forte. Amo cercare nelle persone e cose la semplicità, pur essendo io, una donna ambiziosa. Mi ritengo di bella presenza. Cerco un uomo come me, distinto, di bella presenza , esigente, ma profondamente legato ai principi morali e alla famiglia. LINDA 50ENNE di bella presenza. Cerco un uomo attento che ami la donna, rendendosi conto del ruolo che lei ricopre nella società e nella famiglia. Desidero che sia di sani principi, solare,trasparente, di carattere mite: mi piacerebbe una persona colta. SILVIA 51ENNE divorziata. Mora, raffinata, semplice nei modi, carismatica. Cerco un uomo di spessore, gratificato, buona posizione e intelligente. BRUNA, 54 ANNI. Sono una signora di bell'aspetto, dinamica, mi piace molto il ballo liscio e andare a fare delle belle gite. Amo stare in compagnia, sono vedova e cerco una persona sensibile di sani principi, che ami le cose semplici come me. MONICA, 60 ANNI, molto curata e giovanile. Non mi rassegno alla solitudine, sono forte, combattiva di carattere, ma molto dolce e affettuosa nel privato. Se anche tu sei stanco di essere solo chiamami, potrebbe nascere qualcosa di speciale. ELIANA 60ENNE romantica timida e fragile, vedova da troppo tempo; ho il desiderio di un compagno forte sensibile e intelligente che mi sorprenda con la sua profondità.

PAOLO, 33ENNE. Non so come mi vedono le ragazze, ma iniziare questa nuova sfida è davvero entusiasmante, tutto pur di essere felice! ALEX 42 ANNI laureato, con un lavoro gratificante. Il mio aspetto è gradevole e curato. Amo la vita, visitare bei posti, gustare una buona cena, frequentare bella gente. Gli eventi culturali non mi dispiacciono. Vivo la coppia con intensità purché ci si sappia stimolare e valorizzare a vicenda. TOMMASO, 44 ANNI, 178, fisico asciutto, imprenditore. Ho girato il mondo per lavoro, parlo tre lingue. Non amo i compromessi e le storielle. Cerco una relazione importante, una donna indipendente, che sa quello che vuole. FRANCO 48 ANNI, libero, laureato. Ho una biografia intensa, insegno per hobby, amo le persone complesse, ma molto intelligenti ed amanti della vita, che non si perdono nella banalità quotidiana. Mi ritengo un creativo con spiccato senso pratico, che sa realizzare qualunque sogno. DOMENICO. 55ENNE, laureato in discipline giuridiche, alto 182 moro, peso forma. Estroverso, socializzo con facilità. Amo lo sport, filosofia orientale, psicosomatica. Cerco una donna di buona estrazione, alta, curata. ANDREA. HO 55 ANNI portati bene, sono alto 183, con spalle larghe. Le esperienze della vita, anche quelle negative, sono lezioni delle quali fare tesoro. Mi piace guardare una donna dentro. Sono schietto, profondo, sincero. STEFANO 56ENNE, laureato. Negli ultimi 25 anni ho girato il mondo. Ora mi sono fermato e voglio trovare la compagna che qualche volta mi sono illuso di aver trovato. Cerco una donna aperta mentalmente. Di piacevole aspetto. TIZIANO 58ENNE, avvocato, con passione per la musica ed il pianoforte, carattere verace, onesto, risoluto. Cerco una donna leale, di buona cultura, decisa, aperta mentalmente, con interesse a viaggiare e vivere assieme. GIULIO 61ENNE, di me dicono che sono un uomo raro da trovare perché leale ed onesto. Questo a volte non basta e non ripaga. Cerco una donna anche coetanea, che abbia imparato che nella vita contano i sentimenti e l’onestà. 992584


segnalazioni a redazione@ilreporter.it

Mostre

Concerti

Palazzo Pitti Museo degli Argenti

Luca Carboni

Dal 14 Marzo al 12 Luglio 130 opere, tra cui una serie di accostamenti molto significativi di arti applicate: i vetri di Ercole Barovier e Carlo Scarpa con gli straordinari reperti del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, le ceramiche di Giò Ponti con quelle dei Musei Archeologici Nazionali di Firenze e Roma, i gioielli del Novecento con alcune meraviglie dell’antichità e con le collezioni Medicee di Palazzo Pitti. I marmi vivi Museo Nazionale del Bargello

Dal 3 Aprile al 12 luglio La mostra fiorentina mette in luce la fase più significativa della produzione ritrattistica dell’artista, quella in cui si afferma il suo magistero rappresentato, oltre che da Costanza Bonarelli, dai Ritratti di Urbano VIII, di Scipione Borghese e di altri personaggi della cerchia papale. It’s Waterfull! Visita guidata Galleria degli Uffizi

8 Marzo Un viaggio di due ore alla scoperta dei grandi capolavori conservati nel famoso museo fiorentino. Tra Botticelli, Leonardo, Michelangelo e Raffaello, il cui ricavato verrà devoluto in favore del movimento Shalom Onlus per la costruzione di un pozzo in Burkina Faso. 12,00 euro a persona. Prenotazione obbligatoria al n. 3285398918

Teatro Puccini 9 Marzo Il concerto segue l’uscita del nuovo album “Musiche Ribelli”, una raccolta di riletture di brani dei cantautori degli anni ‘70. L’artista sarà accompagnato sul palco dalla sua band composta da Antonello Giorgi (batteria e percussioni), Ignazio Orlando (basso), Fabio Anastasi (pianoforte e tastiere), Mauro Patelli (chitarre) e Vincenzo Pastano (chitarre). Una parte del concerto lo vedrà affiancato dalla chitarra e dalla voce di Riccardo Sinigallia, con cui duetterà in “La casa di Hilde” e “Ho visto anche degli zingari felici”. Durante i concerti Carboni passerà da una dimensione acustica ad una più elettrica proponendo brani dell’ultimo album e dal suo repertorio. Laura Pausini world tour 2009

LA MOSTRA

Franco Battiati live in theatre 2009 Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

J Ax Auditorium Flog

Teatro

26 marzo

17 e 18 Marzo

Ax, famosa voce degli Articolo 31 (che di fatto non si sono sciolto ma hanno deciso di intraprendere carriere da solisti), arriva a Firenze portando con sé i suoi ultimi lavori. Dopo le recenti collaborazioni con Marracash (il cantante di Badabum cha cha) e dove aver vinto il “Best act” agli Mtv Music awards a Monaco, J Ax, pubblica su My space un brano dedicato a tutti i suoi fans, “Uno di noi”. Nel 2009 è attesa l’uscita del suo nuovo album.

Ridere fa buon sangue Teatro Puccini

Accompagnato sul palco dei maggiori teatri d’Italia dalla sua più rodata formazione, garanzia di assoluta armonia, ricreerà in teatro la magia di canzoni splendide in un contesto semplice e raccolto, perfetto per questo repertorio prezioso sia nei testi che nelle musiche. Fleurs 2 è, infatti, il capitolo conclusivo della trilogia iniziata nel 1999 con il primo storico e rivoluzionario Fleurs, che inaugurava in Italia, ma anche nel mondo, un modo originale di affrontare la rilettura di grandi canzoni del passato, con gusto sottile e aristocratico sfuggendo alla logica banale della cover. Biagio Antonacci Il cielo ha una porta sola in Tour Nelson Mandela Forum

25 Marzo

Nelson Mandela Forum 11 e 12 Marzo

Si riconferma il feeling tra il cantautore milanese e i grandi numeri dei palazzetti, ad Laura Pausini - World Tour un anno di distanza dall’ ul2009” arriva a due anni timo tour che ha registrato il di distanza dal concertotutto esaurito in ogni tappa, e evento di San Siro del 2 che ha mantenuto la migliore giugno 2007 - prima donna tradizione dei tour di più ad esibirsi all’interno dello stadio milanese - e a quattro conclamato successo deldal precedente tour mondiale l’artista. Il nuovo tour segue l’uscita dell’omonimo album che in quasi 60 data ha che, dopo sette settimane totalizzato oltre 500.000 spettatori. Il nuovo tour sarà dalla sua pubblicazione, è già triplo disco di platino. Biagio l’occasione per ascoltare Antonacci in questa seconda live i brani del nuovo album parte del tour riproporrà al “Primavera in anticipo” e le grandi hit indimenticabili del suo affezionato pubblico tutti quei brani che hanno reso repertorio dell’artista. la sua carriera una delle più eterogenee del panorama musicale italiano e che lo avvicinano così empaticamente a chi lo ascolta.

L’INIZIATIVA/1

Giusy Ferreri Saschall

31 Marzo

19 Marzo Protagonista è la risata nel divertente spettacolo-monologo di Novello Novelli, attore verace toscano che ha collaborato con Francesco Nuti, Leonardo Pieraccioni e Alessandro Benvenuti. Tra i numerosi personaggi interpretati al cinema, si ricorda il maresciallo dei carabinieri alle prese col ben noto psicanalista Caruso Pascoski e il vecchio nonno della famigerata e così reale famiglia Gori. Onesto ma non troppo Teatro Puccini

27 e 28 Marzo

Un successo straordinario iniziato con la pubblicazione del singolo di “Non ti scordar mai di me”, presentato nella scorsa edizione del talent show X Factor, che ha mantenuto per 12 settimane consecutive il primo posto nella classifica dei ‘digital download’. L’omonimo CD-EP, pubblicato a giugno 2008, ha raggiunto le 250 mila copie vendute rimanendo in vetta alla classifica degli album per 11 settimane consecutive. Numeri che da esordiente hanno trasformato Giusy Ferreri in una delle star più brillanti del panorama musicale italiano, con oltre 600.000 copie complessive vendute in soli sette mesi.

L’ultimo lavoro scritto e interpretato da Dado, il comico diventato famoso sul palcoscenico di Zelig che ha realizzato questo divertente sipario con la collaborazione di Mario Scaletta. La signorina Giulia Teatro della Pergola

Dal 10 al 15 Marzo La Signorina Giulia, è forse il testo più felice di August Strindberg. Tutta la vicenda tragica è frutto della notte di San Giovanni che, legata a leggende e riti nordici è nell’immaginario popolare nordico la notte in cui può accadere di tutto. L’allestimento dello spettacolo è affidato alla sapiente regia di Armando Pugliese, e vede come protagonista, nel ruolo della signorina Giulia, una intensa Vanessa Gravina e un altrettanto incisivo Edoardo Siravo nel ruolo di Jean.

Benvenuti a Pitti

È

dedicata a Pietro Benvenuti, il Pittore Imperiale, la prima mostra di Firenze 2009. Un anno ad arte, quarta edizione del ciclo di esposizioni organizzato dal Polo Museale Fiorentino con l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e Firenze Musei. Il debutto a Palazzo Pitti (Galleria Palatina e Galleria d’arte moderna) dal 10 marzo, per ammirare fino al 21 giugno le opere di una figura sconosciuta al grande pubblico, ma che rappresenta il massimo protagonista dell’arte toscana negli anni del passaggio dal neoclassicismo al romanticismo. Pietro Benvenuti (Arezzo 1769 - Firenze 1844) artista vicino al potere in ogni fase della sua carriera, fu allievo dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze, completò la formazione a Roma. Fu nominato pittore di corte da Elisa Baciocchi Bonaparte (sorella di Napoleone e Granduchessa di Toscana) la quale nel 1807 lo chiamò a dirigere l’Accademia di Firenze. La mostra a cura di Liletta Fornasari e Carlo Sisi ripercorre la carriera dell’artista. Si va dalle grandiose composizioni degli anni napoleonici con temi mitologici, tra cui il quadro di Pirro presentato per la prima volta dopo un lungo e complesso restauro, alla Sala di Ercole, decorata da Benvenuti durante l’ammodernamento di Palazzo Pitti e terminata negli anni della Restaurazione. L’Itinerario si conclude con opere che già preludono ai temi del romanticismo e che portano anche il Pittore Imperiale ad accennare alle istanze di veridicità proprie della successiva generazione dei ‘moderni’, soprattutto dai Macchiaioli. /Sara Ghilardi

L’INIZIATIVA/2

Cotto imprunetino, 700 anni da raccontare

Una proposta per reinventare il quartiere di Novoli

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l prossimo 23 marzo il cotto di Impruneta compie ufficialmente 700 anni, e per festeggiare un compleanno così importante l’amministrazione del comune chiantigiano, l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e l’Osservatorio Mestieri d’Arte (Oma), hanno promosso una serie di inizitive che culminano nella mostra “Il cotto dell’Impruneta. Maestri del Rinascimento e le fornaci”. L’esposizione, allestita nei secolari locali di piazza Buondelmonti (salone e chiostro della Basilica di S. Maria e Loggiati del Pellegrino) sarà aperta al pubblico fino al 26 luglio dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. La mostra, avrà essenzialmente tre sezioni: una di architettura con ampio uso di apparati multimediali, una sulle manifatture locali comprese le

produzioni attuali, la terza (la principale) sulla scultura rinascimentale in terracotta. Quest’ultima farà la gioia degli ammiratori di Brunelleschi, Michelozzo, Della Robbia, Verrocchio, Benedetto da Maiano, Ghiberti, Desiderio da Settignano e dei tanti altri maestri del Rinascimento, le cui opere saranno messe a disposizione dai principali musei fiorentini. Sette secoli di storia che iniziarono ufficialmete il 23 marzo 1309, data di pubblicazine del primo statuto della corporazione dei fornaciai. Per il 2009 il comune di Impruneta sta lavorando anche a un itinerario geografico–stradale per segnalare sul terreno dove andare e che cosa vedere. Il Museo Horne ospiterà invece Artigiani in Famiglia, iniziativa didattica per i bambini in collaborazione con l’Oma. /S.C.

n architetto specializzato in progettazione sostenibile – e per questo già premiato e famoso in Europa e nel mondo - e trenta giovani architetti e ingegneri alle prese con il quartiere di Novoli. Questi gli ingredienti del workshop “Progettare la sostenibilità” che si terrà dal 24 al 28 marzo alla Stazione Leopolda di Firenze, in contemporanea con il Salone Immobiliare di Firenze in programma, sempre alla Stazione Leopolda, dal 26 al 29 marzo. A condurre il workshop sarà Mario Cucinella, padre del Sino Italian Ecological Building a Pechino, della nuova sede del Comune di Bologna, del Padiglione eBo a Bologna e della stazione Villejuif-Leo Lagrange della metropolitana di Parigi. Scopo degli incontri sarà giungere alla progettazione di un’area urbana di Fi-

renze, Novoli, già da anni al centro di una complessa trasformazione - nelle diverse scale d’intervento e secondo un approccio ed una metodologia sostenibile. L’area di Novoli sarà infatti oggetto sia di una macro valutazione urbanistica e di riassetto del luogo urbano, sia di una micro valutazione a livello del singolo edificio come generatore di qualità ambientale. Nel corso del workshop i partecipanti potranno consultarsi con consulenti tecnici delle aziende produttrici di materiali per l’edilizia eco-sostenibile e seguire convegni e letture in cui si confronteranno figure e proposte di rilievo del panorama locale e internazionale. Per informazioni e iscrizioni al workshop: www.progettosapere.eu. Per informazioni sulla fiera: www. saloneimmobiliare.it /S.W.


FIORENTINA. L’attaccante è sbarcato alla corte di Prandelli dopo la cessione di Pazzini alla Samp

La rivincita “viola” di Emiliano Bonazzoli Ha scelto la maglia numero 32 che fu di Vieri, e a Firenze cerca riscatto dopo un periodo non troppo fortunato a Genova. “Mi farò trovare pronto quando il mister mi chiamerà”

Cristina Guerri

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a scelto la maglia numero 32. Quella stessa maglia che la stagione passata è stata di proprietà di Christian Vieri. Emiliano Bonazzoli – arrivato alla corte di Prandelli nel mercato di gennaio, nell’ambito della trattativa che ha portato Giampaolo Pazzini a vestire la maglia blucerchiata - spera di ripetere l’annata che ha vissuto (rigore nella semifinale di coppa Uefa a parte) l’anno scorso Bobo. “Vieri ha fatto molto bene qua. Vorrei seguire le sue orme, fare bene come lui ha fatto a Firenze”, confessa. L’attaccante, classe 1979, cresciuto calcisticamente nel Brescia, lascia Genova (sponda blucerchiata) con un pizzico di amarezza. “Alla Sampdoria dovevo fare il titolare, poi tutto è cambiato e ho scelto la Fiorentina quando si è presentata la possibilità”, racconta. La possibilità gliel’ha data il direttore sportivo viola Pantaleo Corvino, cedendo Pazzini ai blucerchiati per 9 milioni di euro

più il prestito (la sua opzione per il riscatto è fissata per 2 milioni e 800mila euro) dell’attaccante di Asola. “C’era la volontà di far misurare Pazzini con un’altra realtà - commenta Corvino - abbiamo cercato di coniugare la sua volontà con i nostri interessi, e mi sembra che ci siamo riusciti. Bonazzoli ha delle qualità e delle caratteristiche simili a Giampaolo, e siamo sicuri che ci darà una mano a raggiungere i nostri obiettivi”. E anche lui, l’ex attaccante doriano, è sicuro: “Non sono un giocatore finito. Vengo qui motivatissimo, gli infortuni ormai sono superati e voglio fare del mio meglio per dimostrare che le voci su di me sono infondate”. Già, perché la carriera di Bonazzoli è stata caratterizzata da lunghi e pesanti infortuni, come quello del 28 dicembre 2005, quando s’infortunò durante l’allenamento al legamento crociato della gamba destra (6 mesi di stop) e quello del 7 aprile 2007, questa volta al legamento crociato del ginocchio sinistro, dove si sottopose a un’operazione che gli procurò altri 6 mesi di infermeria. Il momento più felice della carriera lo ha passato alla Reggina, dove con i suoi gol dette

un contributo fondamentale per la salvezza della società amaranto. “Nel gennaio 2003 lasciai Parma per andare a Reggio Calabria – ricorda la punta - con quella maglia ho totalizzato 17 presenze e sono riuscito a segnare 7 gol”. Sarà difficilissimo, per lui, “rubare” il posto da titolare alla “coppia d’oro” Mutu-Gilardino (entrambi ex compagni nel Parma), ma Bonazzoli questo lo sa bene. “Non mi pesa entrare a partita in corso. Vengo per cercare di subentrare in caso di necessità, e vorrò farmi trovare pronto quando il mister mi chiamerà in causa”. A Firenze il giocatore ha ritrovato Prandelli: “Sono contento di ritrovarlo; conosco i suoi metodi di lavoro, li ho già testati a Parma, ma da tutti gli allenatori che ho avuto ho cercato di trarre i consigli migliori”. Infine, viene naturale chiedere al giocatore un paragone tra l’ex compagno doriano Antonio Cassano e il “fenomeno” viola Adrian Mutu. “Cassano è un individualista, Mutu invece è un giocatore che si mette più al servizio della squadra. Se Adrian è meglio di Antonio? Per me sì”. Parola di Emiliano Bonazzoli.


SPORT

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VIAGGIO NEL PALLONE. Settima tappa del tour de Il Reporter tra i club sportivi di casa nostra

A scuola di calcio (e vita) a Ponte a Greve Dietro il cemento del centro commerciale sorge la società che ha fatto dell’entusiasmo e dell’affetto verso i suoi ragazzi due elementi distintivi. “Il nostro presupposto non è quello di creare campioni, ma di formare i ragazzi”, spiega il vicepresidente Francesco Casentini. E dalla prima squadra escono allenatori e dirigenti Cristina Guerri

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una grande famiglia, quella del Ponte a Greve. Difficile (prima di metterci piede) pensare di trovare, dietro quell’infinita massa di cemento che prende il nome di centro commerciale (che non ha dato un sostegno economico alla società ma ha portato comunque visibilità) tanto entusiasmo, tanto affetto verso i propri ragazzi. L’ambiente del Ponte a Greve è molto accogliente, con un ristorante-pizzeria che ispira belle rimpatriate e un bar grande e funzionale. Qui c’è Francesco Casentini, vicepresidente della società ma anche direttore generale e responsabile della scuola calcio, un po’ il factotum del Ponte a Greve. “Il presupposto della nostra società - esordisce Casentini - non è quello di creare dei campioni, ma di formare i ragazzi”. Al momento del suo arrivo, la scuola calcio contava 45 elementi: adesso “dopo tre anni di duro lavoro raggiunge i 160 ragazzi. C’è stato un cambiamento di mentalità. La nostra polisportiva predilige lo sport educativo, senza escludere, chiaramente, quello agonistico. Il nostro sport dovrà cercare di divertire, di aggregare, di essere una scuola di vita e una palestra di virtù”. La prima squadra, guidata da mister Ronaldelli, affronta il campionato di terza categoria. “È uno spogliatoio particolare – afferma Casentini

- siamo quasi in fondo alla classifica, ma i nostri ragazzi si allenano continuamente, sono un bellissimo gruppo. Per noi la prima squadra è vista come un serbatoio dove crescere nuovi allenatori e dirigenti”. Diverso il discorso per gli juniores, che militano nel campionato regionale ottenendo buonissimi risultati (la caratteristica della squadra è che vince in trasferta e perde in casa, precisa il vicepresidente); anche gli allievi A e B e i giovanissimi A e B sono belle squadre (“puntiamo a ottenere il passaggio al regionale anche qui”). La scuola calcio è ricca di piccoli talenti: “Dal ‘95 in giù abbiamo tanta qualità – continua Casentini - abbiamo capito che se i ragazzi vanno in campo con lo stress, con l’ansia del risultato, non rendono. I nostri, quando perdono, li sentiamo cantare sotto la doccia... è una gioia vederli stare insieme”. La polisportiva nasce nel 1974 grazie a un gruppo di trenta genitori che, stanchi del degrado e del disagio giovanile che si presentava in quella parte della città, hanno messo insieme le proprie forze economiche, dando vita alla polisportiva. Tanto aiuto è stato dato dal presidente Franco Ciccioni e dall’insostituibile Don Vittorio, prete della parrocchia di San Lorenzo a Ponte a Greve. Ora Don Vittorio non c’è più. Ma il nuovo parroco, Don Marco, continua con la stessa passione e dedizione a occuparsi dei ragazzi. Nel pomeriggio, nell’edificio sopra il bar si riuniscono i ragazzi delle medie per fare i compiti, mentre la sera, nella stessa stanza, si riunisce il Collettivo Autonomo Viola. “I nostri ragazzi arrivano qui dopo la scuola, pranzano al ristorante e vengono qui a fare i compiti. I genitori si fidano, sanno che hanno lasciato i loro ragazzi in buone mani”. Che dire, ci fossero più società come questa, il calcio forse non sarebbe più visto come uno sport violento, ma come un elemento importante nella crescita dei ragazzi.

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SPORT

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PALLAVOLO. L’atleta del Cpf Volley di Rifredi tra promozione in B1, laurea e matrimonio

I tre traguardi di Giulia Ridolfi Lorenzo Mossani

Scaramanzia? Forse. Ma per troppi anni abbiamo pensato “è fatta”, poi l’incantesimo si è incrinato sul più bello. Anche se quest’anno siamo più complete come rosa. Se dovesse arrivare la promozione, la società dovrebbe rafforzare il gruppo o vi sentite pronte così per il salto in B1? Secondo me ci vorrebbe il classico martello, ‘over’ 180 cm, con esperienza che ci garantisca punti in ogni incontro. Poi qualche altro acquisto per avere una panchina più lunga: la B1 è un’altra cosa, rispetto alla B2. Parlando di mercato, lei si sente sulla “piazza”? Con i ragazzi no – sorride Giulia – mi sposo! Nella pallavolo sto bene in questo gruppo, ma ne riparleremo a giugno. Certo non sarà la B1 a spaventarla… Non credo, l’ho già vissuta. Giovanissima a Borgo a Buggiano e poi a San Casciano con l’Azzurra, dove ho sfiorato un’altra promozione… ma era in A2, un altro sogno che si è rotto sul traguardo: speriamo che non sia io a portare sfiga!

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ei sarà felice per i tre traguardi che sta per tagliare. I fiorentini, probabilmente, solo per due. Il primo, pienamente condiviso, è naturalmente la possibilità di riportare la sua Cpf in B1, una categoria importante per il volley fiorentino. Per due anni, il Rifredi ha sfiorato la promozione, sfumata per tanta, troppa sfortuna. Arrivare sulla linea d’arrivo e perdere al fotofinish non è stato solo un danno. Insieme alla brava e bella Giulia Ridolfi, ormai veterana della squadra, sono state inserite giocatrici di qualità senza una “prima donna” ma guidate da una delle migliori allenatrici della toscana, Barbara Biagi. Un progetto di ragazze giovani che stanno crescendo accanto a un’esperta come Ilaria Ranieri, talento della pallavolo che ha militato come palleggiatrice in Serie A1 nella Figurella Firenze. Giulia, a pochi mesi da tre traguardi importanti come si sente? Felice. Il matrimonio per una ragazza di 24 anni è una scommessa, ma io ci voglio credere anche perché ho trovato un ragazzo stupendo. E’ un sogno bellissimo, non svegliatemi. Altro obiettivo del quale vado fiera è la mia laurea in Scienze della Comunicazione, traguardo non tagliato, ma ormai imminente. Poi c’è la B1 da conquistare con la Cpf, in questo momento prima di fare commenti celebrativi voglio aspettare l’ultima giornata: abbiamo fatto bene fin qui, ma ancora non abbiamo vinto nulla.

EQUITAZIONE. Tanti successi (soprattutto tra i più giovani) per la società

Il centro ippico Toscana… a cavallo U

n vero “boom” di successi, soprattutto tra i più giovani, al Centro ippico Toscana Equitazione di Cerbaia. Il fascinoso mondo dei cavalli attira sempre più appassionati del volteggio, del dressage e degli ostacoli, e iniziano ad arrivare i primi riconoscimenti a livello nazionale. In particolare tra i più giovani che utilizzano i pony per imparare. Il centro, diretto da Paola Micheletto, conta un’ottantina di atleti e, nei mesi scorsi, Ludovica Pellicoro, 11 anni, si è confermata campionessa regionale di dressage, titolo che aveva conquistato anche l’anno

prima, nella categoria allievi pony in sella a Barbessa. Non solo. La Pellicoro si era già messa in evidenza ai campionati italiani di Cervia dove, nel concorso ippico, si è classificata nona su 130 partenti e, nella gara di cross, è arrivata seconda su circa 50 partecipanti. Ma un po’ tutta la squadra sta andando bene. Anche nel volteggio, i ragazzi allenati da Elena De Martino hanno conquistato varie medaglie a livello regionale a conferma di un’importante crescita di tutta la società, che si sta mettendo in netta evidenza nel panorama nazionale. /Sim.Spa.

TIRO CON L’ARCO. Prime vittorie per Matteo Lo Re

“Ugo di Toscana”, campioni crescono

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i chiama Matteo Lo Re, ed è uno dei fiori all’occhiello della società “Ugo di Toscana”, storica compagine del tiro con l’arco a Firenze. Nell’intento di promuovere la divulgazione del tiro con l’arco e in particolare di creare motivi di aggregazione e punti di riferimento importanti, la società fiorentina ha avviato da qualche anno il progetto “Giovani & Giovani”. Un vero e proprio percorso facilitato che unisce attività ludica e sportiva con partecipazione a gare appositamente preparate, che abbiano come traguardo fondamentale quello dell’educazione, del vivere insieme, dell’avviamento graduale allo sport agonistico. Uno dei prodotti migliori di questo speciale programma è proprio il giovanissimo Matteo Lo Re, 13 anni, che, nei mesi scorsi, si è laureato campione italiano a squadre indoor nell’arco olimpico insieme a Emanuele Magrini e Tommaso Gatti. Un ben traguardo per un ragazzo molto promettente, che potrebbe regalare grandi soddisfazioni a Firenze. Sempre nel campionato italiano, Matteo Lo Re si è messo in evidenza pure nelle prove individuali, conquistando la medaglia di bronzo al termine di una gara au-

torevole, condotta al comando per tutta la prima parte e chiusa con un eccellente 283 su 300 nelle prime 10 volée. La Compagnia degli Arcieri della Città di Firenze è nata nel dicembre 1965 e da subito, in maniera pioneristica, ha promosso la pratica del tiro con l’arco e la crescita della Fitarco (Federazione Italiana del Tiro con l’Arco). Dopo due anni, la nuova denominazione: Compagnia degli Arcieri della Città di Firenze “Ugo di Toscana”, che onora il marchese “Ugo di Tuscia”, vissuto a cavallo dell’anno mille e primo personaggio storico a dare una connotazione europea all’allora crescente Firenze. /Sim.Spa.


SPORT

BASKET. Parla il ventiquattrenne giocatore della Mabo

Simone Cortesi, missione salvezza Nonostante la sua età è considerato quasi un veterano. E intanto si gode anche la love story con la pallavolista Francesca Ferretti Lorenzo Mossani

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a Mabo non può mollare. Firenze ha bisogno del grande basket. Simone Cortesi, ex Osimo, la deve trascinare. In estate, quando tutti avevano dato “l’estrema unzione” alla Serie A dilettanti, è arrivata la famiglia Falsini con un direttore sportivo preparato come Dario Bocchini, che ha stoppato Cortesi mentre era pronto a vestire la casacca della Bipop in LegaDue. Simone ha compiuto da poco 24 anni, ma è considerato a Firenze quasi un veterano. Segnale della fiducia che l’ambiente ripone in lui. “Non è solo fiducia in me – sorride Simone - siamo una squadra di giovanissimi. Tra i miei compagni sono considerato un ‘Old Boy’. E’ un roster che ha un futuro, ma ora deve credere nel presente”. Salvezza possibile? Non è ‘possibile’, è quasi un dovere. Ci sono dieci squadre che possiamo battere tranquillamente, ma solo se ci crediamo fino all’ultima giornata. Quanto è difficile per una giovanile affrontare un campionato composto anche da molti veterani? E’ stimolante. Noi sappiamo il nostro valore, ma certe volte siamo ingenui, nell’ultimo quarto abbiamo paura di vincere. Stiamo in partita per 30 minuti, poi ci dissolviamo come una bolla di sapone. Nel girone di ritorno non può più accadere, abbiamo perso troppi punti per strada. A inizio stagione le sue prestazioni sono state alta-

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Simone Cortesi e Francesca Ferretti

lenanti, ha influito il cambio di ruolo? Niente alibi, posso e voglio giocare meglio. E’ difficile giocare al Mandela Forum? Sì. I nostri tifosi sono molto calorosi, ma spesso il palazzetto sembra vuoto, forse per noi è ancora troppo grande. E’ possibile secondo lei avere in una grande o media città una squadra di vertice nel basket? Per molti il calcio oscura gli altri sport... Non è impossibile. Vedi Milano, Roma, Bologna, la stessa Pesaro... Si sussurra che a Pesaro abbia fatto canestro nel “cuore” della pallavolo (Francesca Ferretti ndr), una tripla strana ma eccezionale! Le voci a Firenze corrono velocemente. Comunque la “ciana” è vera, ma forse è lei che mi ha alzato il pallone per una schiacciata!. Potrebbe dire a Bocchini di ingaggiarla come playmaker a Firenze? Non credo, abbiamo già ottimi play a Firenze. Lei in regia ha vinto tutto a livello di club e in Nazionale: ora tocca a me vincere qualcosa.

RUGBY. Il coach Paolo Ghelardi è fiducioso

Giunti, vita dura in A1 Ma sperare ora si può S

tagione di debutto non facile per il Giunti Firenze Rugby in A1. Ma il coach Paolo Ghelardi guarda fiducioso alla fine del campionato. “Come raggiungere la salvezza? Oltre a dover vincere tutti gli scontri diretti in casa dobbiamo riuscire a ottenere una vittoria in trasferta con una squadra di alta classifica – dice - non è una cosa facile, ma sarebbe importante riuscire a recuperare almeno altri 4 punti. E’ una strada lunga e faticosa, ma siamo fiduciosi”. Un cammino, quello del Giunti Firenze Rugby, complicato da alcune partite che potevano essere gestite meglio. “Sicuramente abbiamo sbagliato la partita contro la squadra di Udine all’andata: li abbiamo lasciati fare il loro gioco – spiega Ghelardi poi contro il Colorno in casa, partita che si è chiusa con un solo punto di vantaggio per gli avversari, ottenuto nel recupero. La squadra c’è, ma a volte qualche episodio compromette il match e basta poco per mancare il risultato. Abbiamo pagato a causa di nostri errori e dei punti di penalizzazione. Ma bisogna dire che ci sono stati molti infortuni e che probabilmente la fortuna non ci è venuta incontro come nella scorsa stagione”. E forse, rispetto alla scorsa stagione, la rosa non è stata rinforzata abbastanza per affrontare la A1? “Inizialmente è stato così – risponde il coach - ma adesso abbiamo preso 4 giovani dal Viadana, una squadra di Top Ten che ha deciso di ritirare la formazione cadetta dal campionato nazionale

Paolo Ghelardi

di serie A2. Abbiamo rinforzato soprattutto la linea di trequarti. Sono ragazzi molto giovani ma sono sicuro che potranno darci una mano, anche perché ci mancava il numero sufficiente di giocatori per allenarci e andare in campo. Motivo per cui abbiamo preso i punti di penalizzazione”. Dunque, ora sperare si può… “Ne ho già parlato anche con i ragazzi – racconta - per me l’importante è che il gruppo resti unito. Ci aspettano ancora partite difficili, soprattutto le trasferte contro Prato e Colorno, ma siamo tutti fiduciosi”. E il 29 marzo, al “Padovani”, arriva l’Amatori Rugby Milano. “E’ una squadra di metà classifica che gioca molto bene – conclude Ghelardi - è un avversario alla nostra portata anche perché noi in casa riusciamo sempre a fare quel qualcosa in più per vincere. Puntiamo molto sul fat/Ivana Vita tore campo”.


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CASCINE E LUNGARNI, LA “DURA VITA” DEI CICLISTI Gentile redazione, vorrei segnalare un problema urgente che riguarda i moltissimi ciclisti che utilizzano le Cascine e i lungarni per spostarsi in città. Si tratta della tanto strombazzata ciclopista dell’Arno C1 che già da anni, a seguito dei lavori tramvia, viene spostata progressivamente in stretti sentieri melmosi con grandi disagi. Ora addirittura all’improvviso viene tagliata ogni possibile comunicazione anche a piedi fra le Cascine e piazza Vittorio Veneto, isolando il mercato settimanale e il passaggio di chi va a fare sport nel parco senza usare l’auto. I cartelli indicano la direzione via del Fosso Macinante poi si perdono nel nulla presso il circolo del tennis; da notare che detta via (a parte l’allungamento del percorso di 1 km) è a senso unico e percorsa da auto a tutta velocità. Nell’altro senso (direzione piazza V. Veneto) è assolutamente impossibile passare in bici o a piedi in quanto stretta, tortuosa, priva di marciapiedi e piena di auto in sosta. Io mi sono trovato un camion in faccia e l’autista è sceso dal mezzo per inseguirmi... La Polizia Municipale non sa dare risposte e dice che le decisioni vengono dal settore mobilità (i famosi ingegneri ...) e faranno una segnalazione. Si vede che detti “ingegneri”, funzionari e politici non vanno in bici o a piedi e dai vetri oscurati delle loro auto blu non si rendono conto di cosa significa la vita normale di pendolari e cittadini. Maurizio Landi

L’ANGOLO DEI LETTORI

Marzo 2009 MA CHI DECIDE DOVE SISTEMARE LE RASTRELLIERE? Mi chiamo Raffaele Di Mauro e abito in via delle Cascine. Qualche mese fa è stata messa una rastrelliera per parcheggio bici davanti all’uscita del nostro numero civico 22, creando problemi di pulizia e di camminamento in quanto le bici non vengono messe solo nelle apposite rastrelliere, ma anche sui lati e dalla parte opposta che dà verso il marciapiede. Inoltre può creare difficoltà per un trasloco, per una emergenza, tipo l’uscita con una barella, un incendio, insomma i fattori possono essere molteplici. Tutto il condominio ha fatto diverse telefonate in Comune ma nessuno si è mai fatto vivo. Notare che dalla parte opposta della strada la suddetta non creerebbe problemi a nessuno. Mi piacerebbe sapere chi è la persona che decide dove piazzare le suddette, che tecnica usa per stabilire uno spazio invece che un’altro. Vi ringrazio se date voce a questo piccolo ma fastidioso problema. Raffaele Di Mauro

ricolosa) interruzione delle piste rappresenta solo un esempio. Lo scorso gennaio, la commissione ambiente e mobilità del Comune ha approvato una mozione per chiedere misure urgenti per la promozione dell’uso della bicicletta, e prima ancora, a dicembre, la Giunta aveva dato il via libera ad altri 11 chilometri di piste ciclabili, che saranno portati a termine nei prossimi mesi. Ma, quando si parla di biciclette, sono molti gli aspetti da tenere in considerazione, e non solo il numero di chilometri di piste ciclabili messe a disposizioni dei ciclisti. Come la possibilità di transitare da sottopassaggi o passerelle anche in sella alla bici, o la presenza sufficiente – e in posti adeguati – delle rastrelliere. Per questo, continueremo anche in futuro a occuparci della questione – che, seppur nel suo “piccolo”, rientra nel delicato tema della mobilità, molto dibattuto in questo momento a Firenze - e per questo vi chiediamo di continuare a segnalare difficoltà e problemi che incontrate in sella alla bicicletta. Perché un giorno Firenze possa dire di essere, davvero, una città a misura di ciclista. Marco Agnoletti

UNO “SCIVOLO” PER LA PASSERELLA DI CAMPO DI MARTE Buongiorno, mi sono da poco trasferito a Firenze da Milano. Vivo a Campo di Marte e giro molto in bicicletta. Per andare in centro uso spesso la passerella sopra i binari della stazione ferroviaria che collega viale Fanti a viale Mazzini. Le scale mi obbligano a sollevare la bicicletta e portarla a mano. Perché, come spesso ho visto in casi come questo, non si munisce le scale di un piccolo “scivolo” largo come una ruota di bicicletta che ne permetta il trascinamento? A Milano il Comune ha da tempo istituito un (efficiente) filo diretto con i cittadini che possono mandare e-mail con suggerimenti/proteste ai vari assessorati, l’ho cercato anche sul sito del Comune di Firenze, ma invano... grazie, Fabio Pittella

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Il Reporter risponde Le lettere che ci hanno scritto i signori Landi, Di Mauro e Pittella dimostrano come in città, spesso, la vita dei ciclisti non sia delle più facili. Eppure, c’è da dire che la scelta di muoversi sulle due ruote andrebbe incentivata il più possibile e per diversi motivi, dalla riduzione del traffico ai benefici per l’ambiente, e questo soprattutto all’interno delle città. Già in passato, Il Reporter aveva affrontato l’argomento, andando a verificare le condizioni delle piste ciclabili fiorentine: ebbene, dalle nostre indagini era emerso che uno dei problemi maggiori – denunciato anche da molti ciclisti – era quello dell’interruzione, a volte anche improvvisa, delle piste. Ma non solo. Il problema, infatti, pare essere quello della mancanza di una “rete globale”, di una visione generale della città per chi si muove sulle due ruote: le dimensioni di Firenze, infatti, consentirebbero di spostarsi da una parte all’altra della città in bicicletta, salvo incontrare difficoltà di cui la (pe-

IL DEGRADO ALLA STAZIONE VISTO CON GLI OCCHI DI UNA MAMMA Spettabile Direzione, sono una polacca e da più di 10 anni vivo nel cuore di Firenze nella zona di Stazione Santa Maria Novella. Fino a poco tempo fa non vedevo o semplicemente non avevo tempo di vedere il degrado di questa città. Da un anno, da quando ho una bimba, vedo tutto con occhi diversi. Attraversando, adesso molto lentamente spingendo il mio passeggino, le strade del centro, mi sto accorgendo, che viviamo letteralmente nella fogna. E non si tratta soltanto dei poveracci, che ci chiedono l’elemosina ma del totale disordine e caos generale: i marciapiedi spesso inesistenti o non ristrutturati dai tempi di Medici, che costringono le persone con i passeggini come me a fare il pericolosissimo slalom tra le macchine (sembra, che nel centro di Firenze, nonostante i numerosi divieti, passi il mondo intero, che, ancora peggio, parcheggia ovunque, le strisce pedonali comprese), le strade piene di buche enormi dove il passeggino sprofonda completamente (così è ad esempio il tratto di Via Faenza verso la Fortezza da Basso), e ancora peggio piene di e di escrementi degli animali a due zampe (ad esempio Via Fiume e Via Valfonda, che sono delle vere e proprie latrine all’aria aperta). Se fosse solo la colpa dei poveri cagnolini dei quali si lamentano gli abitanti dei quartieri periferici! E tutto questo in totale assenza delle forze dell’ordine. Attraverso spessissimo la stazione Santa Maria Novella e personalmente non ho visto mai davanti a me un poliziotto, idem nelle zone circostanti compresa l’area del passaggio sotterraneo. Fa pensare, che visto tutto questo casino, hanno paura di farsi vedere. Tra l’altro, come si sa, ogni intervento è per loro una vera e propria via crucis

burocratica perciò a Firenze gli individui socialmente pericolosi sono semplicemente pregati di non delinquere! Che cultura superiore... Non è così nelle grandi città europee. A Berlino, che visito spesso, c’è un poliziotto ad ogni angolo della stazione pronto ad intervenire... e così trovo sempre qualcuno per chiedere le informazioni. Sono loro a impedire con salatissime multe, anche a non far soddisfare i bisogni primari nei luoghi pubblici (che tra l’altro succede raramente perchè ormai quasi nessuno si azzarda di farlo). Lo stesso nella mia città natale Poznan in Polonia (tra l’altro della stessa grandezza di Firenze) dove tutte le principali strade del centro storico e della stazione centrale sono in continuazione sorvegliate dalle pattuglie dei poliziotti, che multano severamente chiunque si faccia vedere fuori dai locali pubblici con una bottiglia di birra in mano. Che leggi barbariche, non degne degli eredi dei grandi Signori Medici! E’ un quadro generale talmente squallido, che persino le “donnine” accompagnate dai clienti, che incontro nel mio palazzo pieno di pensioni, mi sembrano persone tutto sommato per bene. La mia più grande paura è, come dovrò raccontare questa triste realtà alla mia figlia, quando mi chiederà spiegazioni. Vi prego, da bravi giornalisti, fateci qualcosa per sensibilizzare il nostro caro Comune! Complimenti per il buon lavoro. Lettera firmata EX MEYER, UNA DIFFICILE CONVIVENZA Caro Signor Francini, direttore de “Il Reporter”, sono un’abitante di via Buonvicini, proprio davanti agli ex caseggiati del Meyer e trovo che il servizio apparso sull’ultimo numero di Reporter non dica le cose come stanno! Gli edifici sono stati consegnati alla “chetichella” il 3 gennaio scorso, sabato alle ore 7.30 dal comune ai cosiddetti inquilini (Sic!). Non è stato forzato alcun cancello, semplicemente un’assistente sociale, unitamente ai signori di Movimento “lotta per la casa”, muniti di chiavi, sono entrati! Le faccio presente che una parte di quella abitata da questi signori è protetta dalle Belle arti, che abbiamo più e più volte parlato con gli “inquilini” al fine di farli desistere dall’appendere bucati e tappeti, oltre che alle solite antenne paraboliche, ma che - nonostante le chiamate e le lettere - a polizia, vigili urbani, lettere al sindaco e a vari esponenti delle forze politiche, niente è stato fatto, neppure per il decoro urbano. Si ammonticchiano i carrelli per la spesa abbandonati in via Luca Giordano, si lascia l’immondizia fuori dei cassonetti, (neppure il comune ha pensato ad aumentarli nonostante le 200 presenze in più). Si assiste ad una via vai notturno e diurno di gente non proprio sicura, vedi le macchine di grossa cilindrata che arrivano a notte fonda e se ne vanno sempre a notte fonda. Che ci fanno? E i lor signori si lamentano pure che il Comune non mette a loro disposizione i pulmini per il trasporto a scuola dei bambini. Ma cos’altro vogliamo chiedere ai cittadini? Cittadini intesi nel senso vero della parola: che pagano le tasse e votano (e pagano i pulmini privati). Grazie, spero proprio che vorrete correggere il


L’ANGOLO DEI LETTORI

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Marzo 2009 Speriamo che il Vostro intervento serva a eliminare questo grave disagio. Complimenti per il periodico e saluti cordiali. Giuseppe Chidichimo

La risposta “RIDUZIONI SULL’ABBONAMENTO IN BASE AL REDDITO” Riguardo le numerose segnalazioni dei cittadini e gli articoli di stampa relativi all’abolizione della Carta Fata, Ataf desidera chiarire nuovamente le ragioni della propria scelta. La Carta Fata legava la riduzione del costo dell’abbonamento unicamente al dato anagrafico: si basava, cioè, su una equazione del tutto ipotetica e demagogica “anziano uguale povero”. Con il risultato che anche i cosiddetti “pensionati d’oro” si trovavano a poter beneficiare di una riduzione di spesa assolutamente ingiustificata. Ataf offre invece sconti sull’acquisto dell’abbonamento al servizio di trasporto pubblico legati al reddito effettivamente percepito (in quanto basati sulla dichiarazione ISEE, già in uso anche al Comune di Firenze e in altri Comuni per tutelare le fasce deboli): in questo modo, la riduzione di spesa va unicamente a vantaggio dei cittadini meno abbienti, risultando veramente tutelante delle fasce deboli, siano esse composte da studenti, disoccupati o pensionati. Per informazioni sulle agevolazioni tariffarie, è possibile rivolgersi alla Sala Clienti Ataf presso la stazione di Santa Maria Novella. ATAF

Buche e strade pericolose

Inviateci le vostre segnalazioni corredate di foto all’indirizzo redazione@ilreporter.it tiro nella prossima edizione del vostro giornale. Chissà, aspetterò con fiducia e... scarsa speranza. Lettera firmata IMPRUNETA: “BRETELLA” O GROVIERA? Gentile Direttore, a nome di numerosi abitanti di Via di Riboia a Pozzolatico, è doveroso segnalare la indecente manutenzione da parte del Comune di Impruneta del manto stradale nel tratto iniziale che va dalla Chiesa di Pozzolatico a Via Senese, Casello Firenze Certosa. Tale strada è chiamata “la bretella” perchè permette senza semafori di portare il traffico dal Poggio Imperiale al casello delle varie auto-

strade di Firenze Certosa. Per tale motivo la strada è diventata di grande traffico e non ha più la natura di strada secondaria. Nonostante segnalazioni, la strada continua ad essere un formaggio groviera con rischi quotidiani per gli ammortizzatori e sopratutto per i motociclisti che scendono da Via di Riboia al sottopassaggio autostradale prima della salita per la chiesa di Pozzolatico. Per giurisprudenza costante il Comune è custode delle sue strade e quindi le numerose, continue buche grossolane sono causa di risarcimento. Si vede che finora al Comune di Impruneta è andato tutto liscio perchè basterebbe il risarcimento di un sinistro con gravi lesioni per superare il costo del ripristino del manto stradale.

SPORCO IN STRADA, LA “SOLUZIONE TEDESCA”… Egregi Signori, voglio anch’io fare una proposta al Comune di Firenze affinché, adottandola, si risolva una volta per tutte il problema di questi proprietari di cani che non rispettano la regola civile di raccogliere le defecazioni che il loro cane lascia sul terreno (giardini, strade e piazze). Il Comune dovrebbe mettere in atto il sistema che mi risulta essere adottato in Germania e cioè per ogni cane viene rilevato e registrato il Dna. In Germania, il vigile che trova la “cacca” in questione (mi si permetta la volgare espressione, ma è proprio necessaria per illustrare meglio lo schifo che si prova pestandola!!) fa un piccolo prelievo della stessa per rilevarne il Dna per poter risalire al proprietario del cane, al quale viene poi mandata una multa di minimo € 600,00. Sono certo che con questa procedura il problema si risolverebbe prontamente. Cordiali saluti. Renato Pellegrini

SAN SALVI, NOTTI ESTIVE A TUTTO VOLUME La scorsa estate, per gli abitanti di San Salvi, è stata funestata a causa del rumore emesso dal locale “Closer” che ha “allietato” le nottate degli abitanti fino alle 2 e oltre, con musica ad altissimo volume. La polizia municipale, allertata ai primi di luglio, è intervenuta soltanto a fine settembre, in una serata di maltempo durante la quale la musica dal vivo ovviamente non c’era. Sono stati informati del problema il nucleo ambientale della Polizia municipale, l’assessorato alla Cultura, l’assessorato al Commercio, ma nessuno ha ritenuto prioritario il diritto dei cittadini di dormire durante la notte. Giunti alle soglie della primavera 2009, i cittadini di San Salvi si chiedono quali iniziative saranno prese, questa volta tempestivamente. Intanto, forti dell’esperienza passata, si potrebbe limitare alle ore 24 l’orario di apertura di un locale i cui gestori non hanno dimostrato alcuna sensibilità nei confronti del vicinato (contattati immediatamente, non hanno abbassato il volume di un decibel). Oppure, meglio ancora, non consentire affatto a chi è allergico a qualsiasi tipo di mediazione tra “popolo della notte” e “popolo della notte ma che durante il giorno deve purtroppo lavorare” di funestare le notti dei cittadini, impedendo l’apertura. Speriamo in una risposta questa volta un po’ prima del prossimo autunno. Un gruppo di cittadini della zona di San Salvi ERRATA CORRIGE Nell’articolo uscito a pagina 28 del numero di gennaio de “Il Reporter” e dedicato alle Rsa, in riferimento al sistema di compartecipazione degli assistiti per l’ospitalità giornaliera in queste strutture, abbiamo impropriamente scritto che “...recenti sentenze del Tar stabiliscono che il reddito conteggiato deve essere solamente quello dell’assistito”. La Società della Salute di Firenze ci ha fatto notare che la sentenza emanata dal Tar della Toscana “non riveste carattere generale ma si riferisce alla sola specifica situazione oggetto di impugnazione”. Ci scusiamo con gli interessati e con i lettori per l’imprecisione.

MULTE DURANTE LA MESSA, UN RINGRAZIAMENTO Egregia redazione, un grato ringraziamento per la pubblicazione dello scritto a proposito delle multe in piazza San Felice, domenica dalle 11 alle 12 durante la celebrazione della Messa. Non so se la situazione si alleggerirà (troppo bello sarebbe sentirsi dei cittadini ascoltati) di certo, insieme,

Le lettere che non hanno trovato spazio sul giornale sono pubblicate sul nostro sito internet www.ilreporter.it

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ABOLIZIONE DELLA CARTA FATA: PERCHÈ? L’Ataf è proprio decisa a riportare i suoi conti in attivo, infatti ha abolito la Carta Fata istituita nel 1996 (validità 3 anni, costo 60 euro) che consentiva alle persone di oltre 75 anni di fare un abbonamento annuale al costo di 65 euro. Francamente non ho capito quale vantaggio possa ottenere: una persona di oltre 75 anni può essere portata a fare questo abbonamento per la convenienza economica immediata senza considerare però l’eventualità di un “coccolone” prima della scadenza. C’é inoltre la comodità, appena salito in vettura, di potersi sistemare nel primo posto libero senza doversi preoccupare di obliterare il biglietto. Comunque io ho fatto i miei conti e quindi non ho accettato l’abbonamento ordinario a prezzo pieno e utilizzo l’autobus per lo stretto necessario. Voi che ne pensate? Lettera firmata

IL PROBLEMA DEGLI APPARTAMENTI FRAZIONATI Gent.ma redazione, sono sconcertata per lo “scempio” urbanistico del Comune di Firenze. Edilizia scellerata e lo vediamo tutti i giorni su tutti i giornali. Inoltre, da qualche anno è iniziata la “moda”, con una semplice Dichiarazione di inizio attività, di frazionare gli appartamenti nei condomini. Ad esempio un condominio (come quello dei miei genitori) costruito negli anni 60 con 15 unità abitative può arrivare a 30-40 appartamenti. In questo periodo un’abitazione di 130 mq la stanno frazionando in 4 monolocali così, i miei genitori sopra la loro testa si ritrovano 4 cucine e 4 bagni con tutto quello che ne consegue, senza contare che i vecchi appartamenti perdono completamente di valore. Purtroppo viviamo nel far west senza nessun tipo di tutela per il cittadini e... questo è il Comune di Firenze! Tutto questo è legale? Chiaramente sono stati mandati numerosi fax (dai primi di gennaio) anche alla Polizia Edilizia per verificare la corretta conformità dei lavori ma, per il momento, non si è visto nessuno. Vi ringrazio, Cristina Bellocci

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invia la tua segnalazione alla nostra redazione redazione@ilreporter.it

abbiamo dato un sostegno forte ad un forte sacerdote, Don Gianfranco Rolfi, che tanto dà alla propria parrocchia, restituendo in umile parte, il dono della speranza che riesce ad infondere con il suo ministero. Resto a disposizione, sentinella delle multe, se vorrete seguire il caso. Grazie ancora e buon lavoro per tutta la grintosa redazione del Reporter. Cordialmente, Giovanna Sanetti Spagnoli

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BENESSERE. Vizi e virtù di un fenomeno dilagante

Quanto piace la cromoterapia Caterina Gentileschi

T

orna la primavera e sbocciano i primi fiori. Dopo il grigiore invernale, ricomincia a esplodere il miscuglio di colori di piante, arbusti, e riflessi di acqua e cielo. Forse non tutti sanno che primavera è anche tempo di cromoterapia. Una moda, un’ossessione, un diversivo ma per molti è anche una maniera per curarsi senza fare ricorso alla medicina tradizionale. Niente di provato scientificamente, nessuna scienza esatta, ma un’usanza che affonda le sue radici nell’antichità più remota. Sulle sponde del Nilo già migliaia di anni fa si utilizzavano ungenti colorati e si dipingevano a tinte particolari i luoghi che si frequentavano. Stesso discorso vale per la Grecia. Gli antichi abitanti del Peloponneso associavano a ciascun colore una secrezione del corpo. Se i colori cambiavano era il segnale di una malattia in corso e per debellarla si ricorreva all’uso delle stesse tonalità. Anche gli arabi credevano nelle influenze cromatiche, e lo stesso concetto si ritrova nella tradizione indiana (che

TERRA E CIELO

Marzo 2009

imputava ai colori la variazione nell’equilibrio dei chakra) e cinese, che usava colori distinti per guarire malattie diverse. Una tradizione andata sviluppandosi nel tempo, passando per il medioevo e l’illuminismo fino ad arrivare ai giorni nostri. Ma anche senza scomodare le scienze esatte, si può affermare con certezza che le giornate di sole, quelle che con l’arrivo della bella stagione fanno brillare ogni cosa, aiutano a mettere di buon umore. E allora perché non ricorrere anche a tecniche semplici, come vestirsi di un colore sgargiante o portarsi dietro un oggettino colorfull? Un multivitaminico per il buon umore può essere anche la tonalità dell’ambiente nel quale si trascorrono le ore centrali della giornata. Al bando i grigiori e le stanze asettiche, via libera a tinte vivide ma senza esagerare, i picchi troppo intensi a lungo andare potrebbero affaticare la vista. Secondo le antiche teorie, ciascuna sfumatura corrisponderebbe alla cura per determinati sintomi. Ad esempio il rosso aiuterebbe a risolvere i casi di ustioni, mentre il blu, colore rilassante per eccellenza, aiuterebbe negli stati di stress e nervosismo. Il giallo stimolerebbe la concentrazione mentre l’arancione dovrebbe incentivare l’ottimismo. Sono molti a gridare alla bufala e a considerare i risultati un semplice effetto placebo. Chi può dirlo. Una sola cosa è certa: quando a primavera la natura si risveglia, si respira un’aria nuova e positiva.

Le stelle della Maga Lula Ariete 20 marzo • 20 aprile Dopo un mese di tensioni, specie sul lavoro, arriva finalmente la quiete. E ci sono, adesso, tutti i presupposti per tirare un bel sospiro di sollievo e dedicarsi a una ritrovata serenità. Ed è arrivata (sarà che siamo quasi a primavera) la stagione dell’amore, che in questo mese regalerà un trionfo d’emozioni. Toro 21 aprile • 21 maggio La ricetta per arrivare felici in fondo al mese è la seguente: bisogna stringere i denti e portare pazienza nella prima metà del mese, che dispenserà qualche grattacapo, mentre, passata questa faticosa quindicina, la strada sarà in discesa. In arrivo anche un bastimento carico di buonumore e creatività. Gemelli 22 maggio • 21 giugno Questo mese avrete dalla vostra una scintillante forma fisica, che vi consentirà di scaricare le tensioni in attività salutari, alleggerendo una mente di solito occupata da mille pensieri. E, finalmente più rilassati, sarete stimolati ed intellettualmente attivi: largo dunque alla messa in pratica di progetti a lungo meditati.

Bilancia 23 settembre • 22 ottobre E’ il mese dell’estro artistico e di un rinnovato slancio creativo che vi porterà a dedicarvi ad attività che avevate trascurato. L’importante, ammoniscono le stelle, è non dimenticarsi di tutto il resto e rimanere sempre con i piedi piantati a terra. Ottimo periodo per gli affari di cuore. Scorpione 23 ottobre • 22 novembre Che noia, lavorare. Sarà un po’ questo il vostro motto del mese, che vi riserverà qualche grattacapo professionale e un clima tra colleghi non proprio scintillante. Sul lato sentimentale, è il momento di regalare al rapporto una bella brezza di romanticismo. Largo al lume di candela. Sagittario 23 novembre • 21 dicembre E’ il momento di tenere gli occhi ben aperti su chi vi circonda, giusto per non ricevere fregature che potrebbero causare qualche mal di pancia, specie nel settore professionale. Fuoco e fiamme in campo sentimentale: è il momento dell’amore e dopo qualche turbolenza finalmente torna il sereno.

Cancro 22 giugno • 22 luglio Per i nati sotto questo segno sarà il mese degli affari, e in arrivo ci sono belle novità sotto il profilo economico. A beneficiarne sarà soprattutto chi, in questi mesi, ha investito in attività personali. Sul lato affettivo/amoroso sarà invece il caso di portare un po’ di pazienza. Poca, comunque: dopo le salite ci son sempre le discese!

Capricorno 22 dicembre • 20 gennaio La strategia vincente per arrivare a testa alta a fine mese potrebbe essere quella di chiedere aiuto a chi vi sta intorno, senza timori, affidandosi ai consigli delle persone vicine, specie per ciò che a che fare con il lavoro. E’ anche il periodo di una rinnovata autostima, e questo vi renderà sereni. E belli agli occhi altrui.

Leone 23 luglio • 22 agosto Signori, le stelle consigliano di smettere di fare gli spendaccioni: le tasche fanno presto a bucarsi e chi vi sta accanto potrebbe non essere entusiasta della vostra vita da Paperon de Paperoni, anche se le vostre spese pazze sono dettate dalla generosità verso gli altri. E del resto, per voi questo è un mese in cui gli affetti saranno una priorità...

Acquario 21 gennaio • 19 febbraio Dovrete mostrare il lato risoluto e battagliero del vostro carattere, anche con il partner, senza lasciare che sia lui a reggere il timone ad ogni ora del giorno. Sul lavoro è un periodo fortunato: finalmente in giro qualcuno si è accorto del vostro lavoro, e chissà che questo non giovi al conto in banca.

Vergine 23 agosto • 22 settebre Occorrerà aspettare la fine del mese per ritrovare la vostra consueta affettività:durante le prime due decadi sarete infatti un po’ freddini e una ventata di gelo verrà a turbare i rapporti di coppia. Sarà anche il mese del pessimismo, e l’unica arma per combatterlo sarà cercare di ricordarsi, sempre, quanto sono belle le piccole cose...

Pesci 20 febbraio • 19 marzo Sono loro, gli amici, la chiave di volta di un mese che partirà con il “piede sbagliato”. Ci sarà qualche faccenda un po’ complicata da risolvere e dovrete investire su di loro per sciogliere il bandolo della matassa. Sul lavoro, in arrivo giornate di noia che potrebbero invogliarvi a guardarvi intorno...


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Il reporter-Quartiere 5-marzo 2009