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PRIMARIE. Spazio ai candidati

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Periodico d’informazione locale. Anno III n. 4 del 2 gennaio 2009. N° reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10

Il senso di un albero

PRIMO PIANO

ZOOM

GENNAIO 2009

Cosimo Calamini*

Q

MILLE OCCHI CHE CI SPIANO Telecamere, fotored e cellulari: i dispositivi elettronici sorvegliano strade, piazze e negozi PAG.27

IL “BOOM” DELL’USATO Crisi o moda: nel Q5 scatta la caccia agli oggetti di seconda mano PAG.4

Lo sguardo attento de Il Reporter sulla quotidianetà fiorentina

PAG.43

SPORT

Via Vittorio Emanuele, chiudono (per sempre) i passaggi a livello In poche parole, 2009! L

’anno che ci aspetta. Progetti, eventi, inaugurazioni e attesissimi incipit. Nel corso del 2009 saranno molte le date da segnare in agenda. Dalla partenza della tramvia alla fine dell’estate, alle elezioni per la poltrona di sindaco e di presidente della Provincia della città del giglio. Dal cambio del rettore all’Università, alla posa della prima pietra del nuovo Teatro del Maggio. E ancora la riapertura del museo Bardini in San

Niccolò e l’inaugurazione della linea ferroviaria ad alta velocità nella tratta Firenze-Bologna. E poi il Giro d’Italia, che tornerà a passare da Firenze dopo diversi anni di assenza, e infine l’ospedale di Santa Maria Nuova, che verrà inaugurato nella sua veste rinnovata. Il Reporter ha preparato una sorta di promemoria ad uso e consumo dei cittadini. Per tenere bene a mente tutti i dettagli della Firenze PAGG.16-17 che cambia.

UN ANNO DA “FENOMENO” Adrian Mutu suona la carica: “Uefa e campionato: questo 2009 è da vivere in apnea” PAG.38

Firenze, terra di inventori he la nostra fosse una città di marmoree bellezze, lo sapevamo. Sorprende invece scoprire che la bella Firenze è anche una fucina di talenti dall’estro creativo assai fecondo. Ogni anno la città dei gigli sforna duemila -sì, così tanti- brevetti. Invenzioni di menti abili che vengono registrate in un apposito archivio della Camera di Commercio. E, sfogliando questo “albo delle trovate”, se ne scoprono di tutti i colori: c’è chi ha brevettato le scarpe

Sondaggio

Donne in pensione a 65 anni. Cosa ne pensi? PAG.13

GENIO. In città vengono registrati duemila brevetti l’anno

C

PAG.3

che si allungano, chi ha elaborato un modello di reggiseno con allarme antistupro incorporato, chi ha pensato bene di dotare i costumi da bagno di un airbag anti annegamento. Oltre a queste bizzarrie, ci sono anche invenzioni più “normali”, sempre targate Firenze: la cuccia per cani da piazzare nei supermercati per parcheggiare Fido mentre si fa la spesa, il gettone universale che sostituisce la moneta da inserire nel carrello. E dai e dai, inventa e inventa, Firenze

si è guadagnata un buon primato: insieme a Roma, Milano e Torino è la città che conta il più alto numero di marchi e brevetti registrati. Ed è sempre lei, ad esempio, ad aver dato i natali a un Archimede dei tempi nostri che poi è volato in America. Si chiama Leonardo Bonanni, fa il ricercatore al Mit di Cambridge e al suo attivo ha invenzioni come la macchina che ricicla i piatti, il cucchiaio che assaggia i cibi, le bambole-telefono... PAGG.14-15

EDIZIONE DEL QUARTIERE 5 • 43.480 COPIE DISTRIBUITE DA

ua nell’Appio Latino, il quartiere di Roma dove vivo, c’è un bel parco chiamato la Caffarella. In realtà non è un vero e proprio parco, è un pezzo di campagna risparmiato dal cemento, è come se a Firenze diventasse parco la campagna che si estende tra la collina di Bellosguardo e quella di Marignolle. Fatto sta che una volta, mentre ci facevo una passeggiata, mi capitò un episodio insolito: vidi un uomo che abbracciava un albero. Proprio così. Recingeva la pianta con gli avambracci, teneva la gota sul legno del tronco, rimaneva immobile per circa un minuto e poi passava al successivo. Incuriosito mi fermai ad osservarlo: era un vecchio, vestito col toni, il volto magro, i capelli cinerei, radi; il fisico asciutto e schietto. Lui non si accorse di me e continuò il suo giro, verso un altro albero, verso un altro abbraccio. Per pudore non gli chiesi niente, ma tanta era la curiosità… e tanta era la pace che mi trasmetteva con quegli abbracci. Poi sparì, verso l’uscita. Ho letto che a Firenze si procederà nel piantare circa 500 nuovi alberi: frassini, tigli e olmi. Mi sembra cosa buona: da render regola e non eccezione, punto di partenza e non di arrivo. Ogni albero non è solo bello a vedersi, ma è foriero di senso e di vita. Forse perché, come recita un antico proverbio cinese: se vuoi essere immortale… o fai un figlio, o scrivi un libro o pianti un albero. Con 500 nuovi alberi per le vie di Firenze, probabilmente l’immortalità della città e dei suoi cittadini è di qualche passo più vicina. *Scrittore


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RIFREDI • NOVOLI • BROZZI

FATTI E PERSONE

IL PROGETTO. Nella piccola strada dietro viale XI Agosto è in arrivo un intervento di riqualificazione

In via Lorenzini la casa dell’integrazione

L’area destinata alla riqualificazione

LA DECISIONE. L’insediamento verso la chiusura Al posto di una vecchia colonica sorgerà un condominio di 19 alloggi, destinati in parte ai servizi di accoglienza di Palazzo Vecchio e in parte a una decina di famiglie rom. Ma non solo, perché il Quartiere ha in mente la nascita di un nuovo “pezzo” di città Giulia Giachi

V

ento di cambiamenti per Via Lorenzini, innalzato il nuovo palazzo. Ma molti residenti della una strada che fino a qualche tempo fa si zona sperano che le ruspe non inizino a scavare e che sentiva quasi dimenticata. Si sta parlando gli inquilini che dovrebbero traslocare dal campo vidi una strada interna a viale XI Agosto, cino non arrivino. “Non è per razzismo, ma l’arrivo alla quale si accede dopo aver oltrepassato il caval- dei rom non ci fa piacere - dicono in coro i residenti cavia ferroviario. Una via che si trova in mezzo a tre - si sono già verificati diversi furti, e quindi preferiabinari ferroviari e lo scavalco di Castello dell’Alta mo non averli come vicini di casa. Se l’obiettivo è Velocità, a varie attività produttive e a una centrale quello di integrarli, questo non si raggiunge mettenelettrica delle Ferrovie: una strada stretta e trascura- do ottanta persone nello stesso stabile”. Ma a parlare ta, da cui partono vie senza sfondo. È qui, al numero di integrazione è proprio la presidente del Quartiecivico 21 che, nell’area di una vecchia colonica, ver- re 5 Stefania Collesei: “Il Quartiere, come sempre, rà costruito un condominio di due piani da cui ver- si mette a disposizione per una reale integrazione ranno ricavati 19 alloggi destinati in parte ai servizi – dice Collesei – perché il bisogno di sicurezza sia di accoglienza di Palazzo Vecchio e in parte a una risolto con la coesione sociale e le opportunità, con decina di famiglie rom (70-80 persone) del vicino la possibilità che ciascuno possa perseguire il procampo dell’Olmatello. Un grosso intervento di ri- prio autonomo programma di vita, senza dare adito a rancori sociali o a costituire il qualificazione, date le fatiscenti condizioni attuali dell’area, Molti residenti della zona terreno di coltura per la microcriminalità”. I lavori che interesche vede uno stanziamento di sono però contrari sano questa parte nascosta del 1,8 milioni di euro ugualmente all’arrivo dal vicino campo quartiere sono comunque anche distribuiti fra Regione e Comudei nuovi inquilini altri. Sono quelli per la realizne. Attualmente, la superficie zazione delle opere della linea vede la presenza di una serie di casette basse dove, fino all’inizio del secolo scorso, dell’Alta Velocità Milano-Napoli che prevedono lo vivevano alcune famiglie e che successivamente, per scavalco nella zona fra Rifredi e Castello, e quelli una quarantina d’anni, hanno ospitato numerosi arti- dell’adeguamento del Fosso di Quarto. Nell’ambito giani. Laboratori di muratori, carrozzieri, ma anche di quest’ultimo intervento è prevista la realizzazione magazzini di imprese edili e orti curati da pensiona- di un nuovo condotto fognario lungo via Lorenzini. ti. Più volte il Comune ha provato a vendere all’asta Anche nella vicina via Fanfani sono annunciati ini 2.400 metri quadrati di edifici diroccati e i quasi terventi al sistema fognario, con la realizzazione di 3.000 di spazio pubblico, ma senza successo. Il pro- un pozzetto scolmatore in grado di separare le acque getto del Quartiere 5 prevede ora qualcosa di più di bianche da quelle nere. I lavori non recheranno insoli alloggi. Immagina un nuovo pezzo di città con tralcio alla viabilità locale, lasciando libero l’accesso strade, residenze, piazze e servizi. Ruspe e altri mez- alle abitazioni e alle attività produttive. Da zona quazi meccanici si metteranno all’opera già agli inizi di si dimenticata, insomma, via Lorenzini si ritrova ora questo 2009, e in una decina di mesi dovrebbe essere al centro di grandi mutamenti.

Olmatello, per il campo è già conto alla rovescia “I

l superamento del campo rom cate in condomini. Gran parte delle dell’Olmatello è uno degli oltre trecento persone che il campo obiettivi del programma di mandato ospitava alla metà degli anni Novandi questa amministrazione”. Parola ta, quando nacque, sono state già di Stefania Collesei, presidente del collocate in alloggi di edilizia poQuartiere 5. Che continua: “Siamo polare pubblica, oppure hanno usumolto vicini al raggiungimento di fruito dell’assegnazione di una casa questo scopo. Rispetto ai 350 ospiti mediante graduatoria sociale, dopo del 1999, siamo agli attuali 68 in la segnalazione del servizio sociale regola con la normativa nazionale territoriale dei nuclei con condiziosull’immigrazione. Il percorso con ni di grave disagio socio-sanitario. cui siamo arrivati a questo punto Ma c’è anche chi ha trovato soluè un processo di autentica e vera zioni d’affitto in modo indipendeninclusione sociale: assistenza sa- te sul libero mercato nel comune nitaria, diritto allo studio per tutti fiorentino o in quelli limitrofi. Oggi i minori, inserimento al lavoro per il campo, oltre a non rispecchiare le uomini e donne, autonomia econo- politiche sociali del’amministraziomica e alloggio. Sono stati la bus- ne, ne costituisce anche una spesa. sola in questi lunghi anni di pazien- Nel 2008, per la gestione e i servite e costante lavoro di integrazione. zi, sono stati investiti circa 316mila euro che Oggi quasi tutti i capo Rispetto ai 350 ospiti del ‘99 comprendono, fra famiglia siamo agli attuali 68 l’altro, il lavorano in regola con la normativa servizio di e in molti nazionale sull’immigrazione portierato e casi lavoil trasporto rano anche le donne”. Dopo più di dieci anni, scolastico per i minori presenti nel infatti, dall’arrivo dei rom, l’am- campo. “Per chiudere definitivaministrazione comunale non ha più mente il campo – conclude Stefania voluto tollerare le condizioni in cui Collesei – è necessario un progetto questi vivevano e, nel 2000, è ar- di superamento che si concretizzi rivata la decisione di smantellare i nella realizzazione di alloggi da campi. Fra questi quello dell’Olma- dare in affitto calmierato a quei tello, che entro un anno o due verrà nuclei familiari che diversamente chiuso. Attualmente, le presenze non troverebbero soluzioni. Tuttotali al campo rom dell’Olmatello to questo non in una situazione di sono 95: di queste, solo quelle in separatezza, ma integrati con altre regola con la normativa nazionale persone che si trovano in situazioni sull’immigrazione verranno collo- di disagio abitativo”. /G.G.


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PRIMO PIANO

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VIA VITTORIO EMANUELE II. Iniziati i lavori che porteranno alla loro chiusura definitiva

Luce rossa per i passaggi a livello SCHEDA

Le sbarre saranno sostituite da muri, che

Il piano delle Ferrovie per il transito dalle città

verranno abbelliti con alcune opere. Per il

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n piano di investimenti che elimina i passaggi a livello dalle città: è quello portato avanti dalle Ferrovie. Nel quartiere 5, gli interventi comprendono i due attraversamenti di via Vittorio Emanuele II e le linee ferroviarie Firenze-Roma e FirenzePisa-Livorno. I due passaggi a livello verranno chiusi con opere in muratura. Importanti novità coinvolgeranno pedoni e ciclisti. Queste riguardano soprattutto il primo attraversamento, quello verso il Mugnone. Qui, infatti, verrà realizzato un sottopasso interamente dedicato a chi va a piedi o in bicicletta. In corrispondenza del passaggio a livello in prossimità dell’incrocio con via Trieste, verso piazza Giorgini, non ci sono, invece, le condizioni di fattibilità per la realizzazione di un sottopasso analogo. Diventerà completamente pedociclabile, ancora, l’attuale sottopasso in corrispondenza di Largo Cantù, che da via Lami porta a via del Romitino.

quartiere una viabilità tutta nuova, in nome della sicurezza e di una circolazione migliore Giulia Coli

S

i abbassano le sbarre dei passaggi a livello di via Vittorio Emanuele II. E non si alzeranno più. Sono, infatti, iniziati i lavori che porteranno alla chiusura definitiva dei due passaggi a livello di via Vittorio Emanuele II, gli ultimi due, insieme a quello di via Faentina (anch’esso in procinto di essere chiuso) ancora funzionanti a Firenze. La viabilità del quartiere 5 si prepara, quindi, a subire un altro cambiamento a seguito della nuova politica delle Ferrovie dello Stato, che si sta muovendo in direzione della chiusura di tutti i passaggi a livello all’interno delle città. I due passaggi a livello di via Vittorio Emanuele II, che quando sono aperti permettono di arrivare velocemente dalla zona del Ponte Rosso fino a piazza Dalmazia, verranno sostituiti da due muri, così da permettere anche agli Etr di transitare in quei tratti a una velocità superiore a quella attuale. A fronte di ciò sono state studiate soluzioni alternative per il passaggio dei mezzi di trasporto e dei pedoni. Per i veicoli, a fianco dei sottopassi che congiungono viale Cadorna a via Lami, ne verranno costruiti due nuovi per permettere il passaggio anche dei mezzi di soccorso di grandi dimensioni, come i camion dei vigili del fuoco, che attualmente non possono transitare da lì. I nuovi sottopassi, a due corsie, porteranno la viabilità verso la direttrice di piazza della Vittoria, via XX Settembre e fino ai viali di circonvallazione. Un sottopasso pedociclabile permetterà, invece, ai pedoni e alle biciclette l’accesso diretto allo spazio ora compreso fra i due passaggi di via Vittorio Emanuele II. L’attraversamento pedociclabile verrà realizzato in corrispondenza del passaggio a livello più vicino al Mugnone, mentre non sarà eseguito alcun attraversamento all’altezza di quello in direzione di piazza Giorgini. Per assicurare comunque ai pedoni di oltrepassare il tratto di strada interessato da quest’ultimo passaggio a livello, è stata individuata una soluzione alternativa. Per loro sarà infatti riqualificato il sottopasso esistente in fondo a via Lami, quello cioè che collega largo Cantù a via del Romitino

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Il Reporter è un periodico di 7 edizioni che mensilmente viene distribuito da in 190mila copie

attraverso via Lanzi. Qui si avrà dunque un passaggio carrabile e pedonale, andando a costituire, così, una sorta di by-pass. Tutto il progetto è pensato per agevolare la viabilità su ruote, che vede nei passaggi a livello – ovviamente chiusi a intermittenza per permettere il transito dei convogli - un ostacolo al normale flusso del traffico. Comune e Ferrovie cercano quindi soluzioni alternative vantaggiose sia per la circolazione dei treni che per quella su gomma in città. Il progetto della chiusura

dei passaggi a livello è risultato per le Ferrovie e per l’amministrazione improrogabile sia per motivi di sicurezza che per l’aumento del traffico dei treni, che porta alla chiusura delle sbarre per tempi sempre più lunghi e ravvicinati e, dunque, a disagi sempre maggiori per chi si sposta in auto. “La chiusura dei passaggi a livello è prima di tutto una questione di sicurezza – spiega Daniele Sacconi, presidente commissione assetto al territorio del Quartiere 5 – ormai quasi nessuna città ha passaggi

a livello al suo interno. Ritengo questo progetto positivo anche per la viabilità. Verranno creati percorsi alternativi che permetteranno di raggiungere le strade prima collegate. Per i muretti che sorgeranno al posto dei passaggi a livello cercheremo soluzioni per il decoro urbano, come, ad esempio, la realizzazione di alcune opere che andranno ad abbellire l’aspetto complessivo”. La luce dei passaggi a livello, dunque, si prepara a diventare rossa. Questa volta per sempre.

VOX POPULI Per qualcuno le sbarre sono già muri “di fatto”, altri temono un aumento del traffico nella zona

E i residenti si dividono tra favorevoli e contrari

C

on la chiusura definitiva dei due passaggi a livello di via Vittorio Emanuele II gli abitanti del quartiere si apprestano a vedere una grande rivoluzione nella viabilità della zona. Un cambiamento non apprezzato da tutti, soprattutto dai residenti della strada e da chi in mezzo ai due passaggi a livello ci vive. “Creare una viabilità alternativa ai passaggi a livello è un’ottima cosa, visto che le sbarre sono spesso abbassate – dice un signore che ne sta aspettando l’apertura – ma murarli completamente mi sembra eccessivo. Ora uno ha, comunque, sempre la speranza di arri-

vare da via XX Settembre a piazza Giorgini in poco tempo. La soluzione migliore: passaggi a livello sempre funzionanti insieme ai nuovi percorsi”. “Sono favorevole al sottopasso per pedoni e baci – dice una signora, anche lei in attesa che il passaggio a livello si apra – è da venti minuti che sto aspettando, una cosa inaccettabile. Queste sbarre sono già dei muri che dividono il quartiere in due, casomai sono le macchine a rimetterci maggiormente”. Chi invece è completamente contrario alla muratura dei passaggi a livello è chi abita nei palazzi vicini alle strada ferrata. “Sin-

Il Reporter di Rifredi, Novoli, Brozzi raggiunge 43.480 famiglie nel quartiere 5 di Firenze.

Stampato da Rotopress International, Loreto (AN)

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Anno III n. 4 del 2 gennaio 2009

Direttore Responsabile: Matteo Francini Service editoriale e grafico: Tabloid soc.coop., Firenze (FI) scrivimi@ilreporter.it

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ceramente sono piuttosto preoccupata per il futuro di noi che abitiamo nella strada – dice una residente – soprattutto perché i treni passeranno a una velocità maggiore. Poi l’idea dei due muri dà quasi un senso di oppressione”. Per il momento sono anche i cantieri a preoccupare la popolazione. “Ogni poco cambia qualcosa. Ci sono cantieri ovunque – dice un abitante di via Cadorna – fino a ora questa era una strada tranquilla, ma dopo, con il cambiamento della viabilità, ho l’impressione che avremo molte più auto che passano sotto le /G.C. nostre case”.

Dati non raccolti presso l’interessato Si informa che, ai sensi dell’art. 24, comma 1, lett. C, del D.Lgs 196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali), il consenso per il trattamento dei dati personali, non è richiesto in quanto i dati sono provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque. Nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (art.13 del d.lg 196/2003). La informiamo che i suoi dati personali, non sensibili, sono raccolti e trattati da Web&Press s.r.l., al solo fine dell’invio presso la Sua residenza del periodico gratuito “il Reporter”. Il responsabile del trattamento è Web&Press s.r.l. Potrà in ogni caso richiedere l’eliminazione dei Suoi dati e in contemporanea la sospensione dell’invio della sua copia esercitando l’art. 7 scrivendo a Web&Press via Kassel 17 50126 Firenze.


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FATTI E PERSONE

TENDENZE. In tempi di crisi in molti si rivolgono a rivendite di oggetti di seconda mano

Per moda o per risparmio: è caccia all’usato Nel Q5 la scelta è ampia, e si può trovare di tutto: dall’abbigliamento ai mobili, dai fumetti alle scarpe. Ma quando la merce diventa da collezione i prezzi schizzano

REALTÀ. Nel cuore di Novoli una galleria contemporanea

Quando l’arte abita in periferia

L’

Giulia Giachi

C’

è chi va a curiosare nei negozietti vintage alla ricerca dei jeans anni ’70 o degli occhialoni. C’è chi, invece, va alla ricerca delle grandi firme a prezzi scontatissimi o del mobile d’epoca. Ma per tutti questi possibili acquirenti comprare nei negozi dell’usato vuol dire prima di tutto risparmiare. Vetrine che stimolano la curiosità, affollate di vestiti, scarpe, occhiali, borse e altri accessori invitano a entrare. Come quella di “Usato e balla”, il negozio di abbigliamento, scarpe e accessori in via Mayer, vicino piazza Viesseux. “Siamo aperti dal 1988 – racconta Grazia, la responsabile dell’attività insieme al figlio Brando – ed è l’unico negozio dell’usato in Firenze concepito in questo modo. Qui si mano. Molti di questi esercizi utiliztrovano le grandi firme come Gucci, zano il sistema del “conto vendita”: Cavalli e Moschino a prezzi bassis- l’oggetto viene portato al venditore simi: anche l’80% in meno di quan- che lo espone e solo dopo la vendita to costano fuori. Acquistiamo diret- rilascia una percentuale al proprietatamente dai rio originario. privati pezzi Così funziona C’è chi va a curiosare recenti e alal “Mercatino nei negozietti vintage cuni vintage, di Firenze” in e chi è alla ricerca spesso da pervia Reginaldo di grandi fi rme scontate sonaggi dello Giuliani, che spettacolo o compra e venda mogli dei calciatori. La nostra de, a prezzi vantaggiosi, si può dire – continua - è una clientela attenta: di tutto: mobili, oggettistica, eletdottoresse, professioniste, ma anche trodomestici, libri, abbigliamento e studentesse che vanno alla ricer- altre curiosità. “La nostra clientela ca dell’abito da sfoggiare. Inoltre, è varia – spiega Marco – anche se abbiamo una squadra di sarte che la maggior parte ha difficoltà ecosegue la cliente già in cabina”. Ma nomiche. Si rivolgono a noi per la l’usato non è solo abbigliamento. vendita persone che svuotano apNegozi di mobili, fumetti, televiso- partamenti, ma anche chi invece di ri, cassette e quant’altro di seconda buttar via un capo o un mobile cerca

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di guadagnarci qualcosa”. Usato è anche moda. “Beggar Len” è un piccolo negozio specializzato in vestiti e accessori dagli anni ’50 agli ’80. Un vero angolo vintage in via Reginaldo Giuliani frequentato soprattutto da fashionisti del periodo. Fra gli scaffali e porta-abiti si trovano pezzi che costano da 10 euro fino a oltre i mille. “Il 90% della merce è importata dall’America, dalla Germania, ma anche dalla Francia e dall’Inghilterra – dice Leonardo, il proprietario – per i capi vado alla ricerca del periodo e non tanto delle grandi firme. Oltre che gente comune, appassionata del genere o alla ricerca dell’abito giusto per una festa, lavoro con teatri, fotografi e collezionisti. Da quando ho aperto, tre anni fa, la clientela è sempre aumentata e anche in questo periodo non mi lamento”.

arte dove non te l’aspetti. Nella periferia fiorentina, tra il mercato ortofrutticolo e l’ex area Fiat, sorge l’ingresso di un luogo che sembra venire direttamente dal centro delle vivaci metropoli europee: una galleria di arte. Arte contemporanea. L’arte, si sa, è da sempre nel codice genetico di Firenze, ma che di arte contemporanea ci si occupi in una delle zone meno vitali culturalmente – non per mancanza di interesse o volontà, ma per semplice vocazione del quartiere, L’ingresso della galleria d’arte figlio dell’espansione edilizia anni ’60 – è qualcosa che stupisce e colpisce. Inaugurata nella primavera zi. E’ questo uno dei motivi prindel 2006, la galleria di arte con- cipali del trasferimento di sede, temporanea Frittelli occupa circa così come l’indubbia disponibilità duemila metri quadrati di un fon- di spazio che la nuova struttura do completamente ristrutturato su ha permesso di sfruttare, consenprogetto dell’architetto Adolfo Na- tendo la creazione di un vero e talizi, in via Val di Marina 15. Gli proprio centro d’arte. Un centro spazi espositivi ospitano, oltre alle d’arte aperto a tutti, agli abitanti sale per le esposizioni temporanee, del quartiere coinvolti attraverso una raccolta permanente e un audi- inviti personali e newsletter deditorium, configurandosi così come cate e agli acquirenti storici, agli un luogo polivalente in cui è l’arte esperti, agli appassionati che conè fruibile a diversi livelli. Se l’uten- tinuano ad arrivare da tutta Italia, za principale resta infatti quella su appuntamento e agevolati dalla di settore – acquirenti Tra il mercato ortofrutticolo ed esperti e l’ex area Fiat sorge l’ingresso – esiste tutdi un luogo che sembra venuto tavia anche dal centro delle metropoli europee la timida ma interessata partecipazione della comunità del raggiungibilità della nuova sede. quartiere, che si affaccia all’ingres- L’esistenza della galleria Frittelli so della galleria per chiedere infor- testimonia la possibilità di fare e mazioni sugli eventi in programma promuovere arte privilegiando le o semplicemente per immergersi espressioni della contemporaneità, qualche attimo nei colori dell’arte e valorizzando allo stesso tempo contemporanea. La galleria nasce contesti periferici. Dove può capidall’esperienza del centro Spazio- tare di imbattersi, d’improvviso, in tempo, situato nella centrale ma un centro d’arte. Come in via Val /F.B. poco raggiungibile piazza Peruz- di Marina.


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FATTI E PERSONE

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TEMPO LIBERO. Cresce la domanda, da parte dei cittadini, di uno spazio verde tutto per loro

Gli orti sociali “sbocciano” nel quartiere Approvato il bando per l’assegnazione di un terreno in via Accademia del Cimento. In via Piemonte saranno realizzati 18 appezzamenti, mentre 70 sono in fase di progettazione in via Dazzi Federica Momentè

I

n arrivo nuovi orti sociali nel quartiere. In attesa della conclusione dei lavori, nei terreni di fronte al cimitero di Peretola - dove probabilmente entro aprile verranno realizzati altri 18 orti da assegnare ai cittadini - la commissione servizi sociali del Quartiere 5 ha approvato, lo scorso 17 dicembre, un bando per l’assegnazione di un orto sociale in via Accademia del Cimento. Tanto alta è la richiesta di questi appezzamenti di terreno, infatti, che l’amministrazione cerca di non lasciare nemmeno uno spazio vuoto, per più di una ragione. Il Quartiere 5 è il più grande della città e ha molta popolazione anziana, ma, rispetto alle altre zone di Firenze, ha meno orti sociali. “L’esperienza degli orti sociali è una esperienza molto positiva - spiega Stefania Collesi, presidente del Quartiere 5 - perchè riesce a portare gli anziani a fare at-

tività all’aperto, a incontrare persone, a socializzare e, come elemento secondario, a trarre anche beneficio economico con la produzione degli ortaggi. La validità di questa esperienza – continua - ci ha portato ad estenderli: sono infatti in fase di realizzazione 18 nuovi orti in via Piemonte e in fase di progettazione 70 nuovi orti in via Dazzi”. Le graduatorie formulate sulla base del bando, che scade il 30 gennaio 2009, avranno una validità di tre anni dalla loro approvazione, e verranno utilizzate - fino alla loro scadenza - per l’assegnazione di orti che si renderanno vacanti. Le domande, che dovranno essere presentate alla sede del Quartiere, potranno essere inviate anche da coloro che hanno già partecipato a precedenti bandi, o che sono già stati assegnatari di orti sociali, nonché da coloro ai quali sia stata già notificata la data di scadenza dell’assegnazio-

ne dell’orto. Potranno partecipare al bando i residenti del quartiere 5 pensionati e disoccupati, di età compresa tra i 60 e gli 85 anni, con un reddito del proprio nucleo familiare non superiore a 18.500 euro, cittadini in mobilità con un’età superiore ai 50 anni, cittadini a ri-

schio sociale certificato dal servizio sociale e i portatori di handicap. L’assegnazione di un appezzamento di terra avrà la durata massima di tre anni per tutti coloro che hanno già usufruito dell’orto, mentre per i nuovi assegnatari sarà rinnovabile per altri tre anni.

MENÙ. A Careggi c’è una trattoria che non ritocca i costi dei piatti dall’arrivo dell’euro. “Tagliamo tutte le spese”

Quando a tavola i prezzi tornano al tempo delle lire orse qualcuno non ci crederà, ma si può ancora mangiare primo, secondo e contorno pagando solo 8 euro. Chi va a pranzare alla trattoria Pinco Pallino di Careggi lo sa bene: 2 euro per il coperto e le bevande, uno per i contorni, 2 per i primi e 3 per i secondi. Proviamo a telefonare ma il numero risulta inesistente. “Il fisso lo abbiamo staccato per contenere i costi, abbiamo però un cellulare - spiega il proprietario Gianluca Amoruso - per poter mantenere il prezzi bassi da così tanti anni ci siamo ingegnati in diversi modi, tagliando le spese superflue”. Tutto è cominciato 8 anni fa quando Gianluca ha rilevato il locale: “Quando siamo subentrati noi il primo gennaio 2001 – racconta - abbiamo mantenuto il precedente menù fisso che costava 14mila lire. L’anno dopo, con l’entrata in vigore dell’euro, non sapevo come fare per

cercare di mantenere il prezzo basso, e così lo abbiamo fis- otto e mezza si comincia con i secondi, e poi vado a prendere sato a 8 e mai più aumentato. Tutto questo, però - continua il pane”. Tutti i giorni, dal lunedì al sabato, vengono preparati Gianluca - siamo riusciti a farlo solo perché ci siamo inge- almeno 15 secondi diversi, dai più classici a quelli un po’ più gnati, andando a eliminare le spese superflue, evitando, ad elaborati, tranne il venerdì che il menù è tutto a base di pesce. L’atmosfera è assolutamente informale. esempio, il passaggio intermedio tra noi e Molti dei clienti abituali sono lavoratori i grossisti. Sono io ad andare a comprare Due euro per primi, della zona e Gianluca, appena riesce ad tutto quello che mi serve, si fa più fatica, tre per i secondi, alzare la testa dai fornelli, va a fare due certo, ma si può avere un risparmio sui uno per i contorni chiacchiere fra i tavoli. Ma questo solo costi notevole, anche del 50 per cento. In e due per le bevande fino alle 4 del pomeriggio, quando, chiupiù, utilizziamo tovaglie di carta o bottiso il locale, salta in macchina per andare glie d’acqua in plastica”. La giornata di Gianluca, che è aiutato fra i tavoli dalla moglie e in cucina a comperare, in supermercati e discount, quel che gli serve da una cuoca, inizia alle 6 del mattino, “così alle 6.30 ho già per il pranzo dell’indomani. Magari riuscendo a trovare anche tutti i fornelli accesi per cominciare a cucinare i primi e alle qualche offerta. /F.M.

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Controlliamo i vasi sanguigni Le vasculopatie sono alterazioni patologiche che possono colpire tutti i vasi del corpo umano e, in base ai diversi distretti colpiti, vengono chiamate “arteriopatie” - quando la patologia interessa la componente arteriosa - “flebopatie” - quando sono interessate le vene - e “linfopatie” - quando è coinvolto il sistema linfatico. Per quanto riguarda le arteriopatie queste possono essere rappresentate da stenosi, o ostruzione o dilatazione dei vasi; tali patologie dipendono da “fattori di rischio” diversi. Un fattore di rischio può essere un comportamento (il fumo); un tratto ereditario; un dato di laboratorio, vedi le ipercolesterolemie; l’ipertensione arteriosa; il diabete; l’obesità e lo stato ormonale (estrogeni). Alcuni di questi fattori, come l’iperlipemia e l’ipertensione, possono essere controllati e corretti con la terapia e molti studi dimostrano che la loro correzione riduce in maniera significativa il rischio vascolare. Tuttavia in alcuni soggetti anomalie isolate dell’emostasi e della trombosi giocano un ruolo chiave nell’insorgenza di tali patologie; pertanto recentissimi studi hanno consentito di definire dei “nuovi fattori di rischio” per la malattia aterosclerotica, quali l’omocistina, il fibrinogeno, la lipoproteina (a), gli indici di infiammazione (hs-CPR o proteina C reattiva ad alta sensibilità) gli indici di funzione fibrinolitica (t-PA o ttivatore del plasminogeno tissutale, PAI1 o inibitore dell’attivatore del plasminogeno) ed infine condizioni di vita che causano stress e tensione emotiva. Fra le arteriopatie prendiamo in considerazione le “carotidopatie” e le “arteriopatie degli arti inferiori”. Le carotidi comuni sono situate ai lati del collo, appena sotto l’angolo della mandibola. La carotide comune si divide in altre due arterie: la carotide esterna e la carotide interna. La zona di evidente turbolenza presente a livello della biforcazione carotidea, associata alla presenza di fattori di rischio, possono favorire la deposizione di sostanze, come il colesterolo che, con il passare del tempo, portano alla formazione di una placca aterosclerotica che, progressivamente, può occludere il vaso. Tale conseguenza può determinare importanti alterazioni a livello cerebrale da divenire causa di TIA o di ICTUS cerebrale. L’esame che evidenzia le lesioni aterosclerotiche delle arterie carotidi è l’ecocolordoppler, che viene eseguito nelle sedi della Misericordia di Vicolo Adimari e Via del Sansovino. Questo esame dimostra le caratteristiche morfologiche di parete e quelle della placca, cioè la sua ecogenicità, correlando la morfologia ultrasonografica al rischio di eventi clinici neurologici e/o micromembolici cerebrali, anche asintomatici. L’ecocolorodoppler permette di stabilire il la precisa localizzazione della placca, la sua estensione, la caratteristica di superficie (liscia, regolare o ulcerata), la percentuale di stenosi (sezione longitudinale), l’area residua, la velocità di picco sistolico (PSV) e velocità di fine diastole (EDV). Inoltre possono essere visualizzati aneurismi carotidei; chemodectomi (neoformazioni benigne delle cellule paragagliari, detti anche tumori glomici) e le dissecazioni. L’ecocolordoppler si dimostra necessario e indispensabile anche per il controllo postoperatorio in pazienti sia che abbiano eseguito il trattamento chirurgico tradizionale che mediante CAS (stent). Per quanto riguarda le arteriopatie degli arti inferiori si considerano gli stessi fattori di rischio esposti per le arteriopatie in generale, pertanto le arterie possono essere colpite con lo stesso meccanismo patogenetico da stenosi, occlusione e le patologie dilatative vengono spesso diagnosticate in maniera del tutto casuale (specialmente gli aneurismi dell’aorta addominale sottorenale) a seguito di controlli ecografici sull’addome, perché asintomatici. La diagnostica strumentale del distretto arterioso degli arti inferiori riguarda soprattutto il menagement dell’arteriopatia obliterante periferica (AOP) che circa nell’85% dei casi è dovuta a aterosclerosi localizzata nel distretto aorto iliaco e il resto delle arterie delle gambe; circa un 15% riconosce un’ etiopatogenesi infiammatoria (Burger e non). L’AOP colpisce dal 3 al 10% della popolazione generale, il 20%di quella ultrasettantenne ed è associata a elevata morbilità e mortalità cardio e cerebrovascolari di 6 volte superiore rispetto a quello della popolazione senza AOP. Nonostante la diagnosi richieda procedure molto semplici, non invasive è di bassissimo costo, l’AOP è sotto-diagnosticata e spesso non trattata. Per colmare questa lacuna sarebbe suffiiciente un semplice screening della popolazione sopra i 40-50 anni, ricercando segni di claudicatio intermittens, sintomo cardine dell’AOP, verificando la pulsatilità dei polsi periferici. Inoltre il sospetto va confermato mediante l’indice caviglia braccio (ABI) e quando questo risulti inferiore a 0,90 siamo sicuri di essere in presenza di un quadro di AOP. Anche un controllo accurato della capacità di marcia può essere indicativo. Il peggioramento dell’autonomia di marcia richiede un ulteriore approfondimento diagnostico mediante l’ecocolordoppler, che può mettere in evidenza la sede della lesione con la possibilità di ricercare indicazioni alla rivascolarizzazione, sia di tipo chirurgico tradizionale, che con metodiche endovascolari. Le flebopatie sono malattie che interessano le vene del nostro corpo, ma soprattutto le vene degli arti inferiori. Le vene a differenza delle arterie presentano una relativa debolezza dello strato medio della loro parete e una minore elasticità, inoltre dispongono di valvole interne che permettono di dirigere il sangue dalla periferia verso il cuore. La circolazione venosa degli arti inferiori può essere suddivisa in due sistemi: uno superficiale e uno profondo in comunicazione tra di loro attraverso le perforanti. La condizione fisiopatologica per la quale il sistema venoso non è in grado di svolgere adeguatamente la sua

funzione di riportare il sangue al cuore viene definita” insufficienza venosa” a sua volta suddivisa in flebopatie dilatative (vene varicose), obliteranti (trombosi venosa profonda e tromboflebite superficiale) e flebopatie funzionali (flebopatia ipotonica costituzionale) ed infine tutte quelle manifestazioni fisiopatologiche di una malattia varicosa non trattata o le sequele di una trombosi venosa profonda (s. post-trombotica). Per flebopatie dilatative si intendono quelle dilatazioni del sistema venoso superficiale accompagnate ad un’alterazione emodinamica del ritorno venoso che costituisce un’inversione della corrente ematica all’interno della vena dovuto all’incontinenza valvolare. Tali varici possono essere primitive o essenziali e compaiono senza apparente causa scatenante. L’ etiologia più accreditata è rappresentata da una disfunzione congenita valvolare e dall’alterazione della componente elastica parietale su cui agiscono fattori come l’obesità, la stipsi, l’ortostatismo prolungato, la gravidanza e fattori endocrini. Poi ci sono le varici secondarie: varici vicarie o post-trombotiche (che si evidenziano dopo un episodio trombotico, TVP che in un primo momento servono a superare il tratto occluso dall’ostacolo trombotico; però la persistenza del sovraccarico determinerà la formazione di una varice che aggraverà il quadro clinico) e varici displastiche che sono legate ad una elevata alterazione del tessuto elastico della parete venosa, queste si manifestano precocemente e colpiscono di solito il territorio della v. safena accessoria ed hanno un andamento serpingioso. Le flebopatie obliteranti comprendono le trombosi venose profonde e le trombosi venose superficiali; queste ultime vengono indicate con il termine di tromboflebiti superficiali e riguardano vene del distretto superficiale. La vena colpita da tromboflebite si presenta classicamente dolente, arrossata lungo il suo decorso e come un cordone duro alla palpazione. L’ecocolordopper, in questo caso, permette di vedere l’esatta estensione del processo trombotico e quindi di poter escludere o meno che si tratti di tromboflebiti che ascendendo abbiano raggiunto la crosse safeno femorale (trombosi più a rischio) che dovrebbero essere trattate chirurgicamente. La trombosi venosa profonda è definita come un’ostruzione totale o parziale ad opera di materiale trombotico localizzata in un vaso venoso del circolo venoso profondo. Questa rappresenta una patologia severa che può dare anche complicazioni gravi come l’embolia polmonare. La diagnosi di TVP non è sempre facile perché in circa il 75% dei casi la trombosi decorre asintomatica; le vene più colpite sono di solito quelle del polpaccio. Un valido aiuto per la diagnosi di TVP viene dato dall’ecocolordoppler che rappresenta una metodica sicura, ripetibile, abbastanza sensibile e specifica. L’esame permette di evidenziare il tratto di vena colpito da trombosi, avvalendosi anche di manovre di lieve compressione della vena (CUS), una stadiazione della trombosi stessa (trombo ipo o iperecogeno- organizzato), permette inoltre di monitorare l’evoluzione successiva fino alla ricanalizzazione o evidenziare quelle situazioni a rischio di embolia (come un trombo flottante). La sensibilità dell’esame si riduce nelle TVP di gamba e nelle TVP asintomatiche distali; a tale proposito insieme all’ecografia viene eseguito un dosaggio del D-dimero (prodotto di degradazione della fibrina). Un ecocolordoppler normale associato a una valutazione di D-Dimero negativi permette di escludere una trombosi venosa profonda. La flebopatia ipotonica costituzionale è caratterizzata da una sintomatologia flebo statica in assenza di alterazioni anatomiche, con ipotonia congenita della parete venosa che diminuisce il tono e si manifesta dopo stazione eretta prolungata, ma con normale deflusso del sangue in orto dinamismo; clinicamente si caratterizza da senso di pesantezza in ortostatismo, edema serotino, crampi notturni. Infine un breve accenno alle ectasie capillari che disturbano l’aspetto estetico di gambe che non sempre presentano una associata insufficienza venosa. Tali ectasie possono essere trattate con terapia sclerosante, che deve essere eseguita dopo aver valutato attentamente e mediante ecocolordoppler la funzionalità del sistema venoso sia superficiale che profondo. La terapia consiste nel praticare delle iniezioni endovenose nei capillari e nelle vene dilatate e il prodotto chimico iniettato provoca una reazione infiammatoria del vaso trattato che viene quindi “chiuso” e non più visibile nel tempo. Sia la scleroterapia che la più recente tecnica di scleromousse vengono eseguite presso gli ambulatori della Misericordia di via del Sansovino che di Vicolo Adimari. Infine le linfopatie che prevedono una alterazione patologica a livello dei vasi linfatici e possono determinare il così detto “gonfiore” o edema linfatico o linfodema. Tale patologia, oltre ad essere ad insorgenza spontanea, può essere dovuta a pregressi interventi chirurgici che abbiano determinato un’asportazione di una o più catene linfonodali ( es. asportazione di linfonodi ascellari a seguito di interventi sulla mammella). Anche per le linfopatie l’esame di primo livello è rappresentato da ecografia dei tessuti molli ed ecocolordoppler. Quindi un semplice controllo ecocolordopper, eseguito come esame di screening sia sulle carotidi che a livello dei vasi addominali, permette di evidenziare probabili alterazioni che decorrono in maniera asintomatica, ma che potrebbero essere fonte di eventi più drammatici. Lo stesso dicasi per il controllo ecocolordoppler su gambe edematose, soprattutto a seguito di interventi ortopedici, che comportano un periodo di immobilità, che permette di scongiurare la presenza di TVP a rischio embolico.

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Vicolo Adimari n. 1 • FIRENZE

Tutti i giorni feriali dalle 8.00 alle ore 20.00 – il sabato dalle 8.00 alle 13.00 Il servizio infermieristico di iniezioni intramuscolari si effettua dal lunedì al sabato dalle ore 08.00 alle ore 10.00

Tel. 848/812221 Agopuntura Dr. Rosa Di Lernia Mercoledì Allergologia e immunologia (1) Dr. Francesca Chiarini Giovedì Angiologia (2) Dr. Angela Terreni Venerdì Dr. Maurizio Tarantelli Martedì Cardiologia (3) Dr. Maurizio Tarantelli Martedì Dr. Claudio Poli Mercoledì Dr. Fabiana Lucà Mercoledì Dr. Reno Lamberti Martedì Chirurgia Dr. Riccardo Gattai Mercoledì Chirurgia della mano Dr. Enrico Broglia Sabato Dr. Ludovico Stellini Martedì Dermatologia (4) Dr. Cozza Carmela Lunedì Mercoledì Sabato Dr. Elena Mazzola Lunedì Dr. Sara Fortunato Lunedì Dr. Beatrice Magini Martedì Dr. Gastone Bianchini Martedì Dr. Annalisa Rapaccini Mercoledì Dr. Elena Quercioli Giovedì Dr. Alessandra Di Blasi Giovedì Dr. Massimo Chimenti Venerdì Dr. Francesco Perrelli Venerdì Dr. Maria Coppini Venerdì Dr. Luca Salimbeni Venerdì

Dietologia Dr. Laura Masi Endocrinologia Dr. Laura Masi Dr. Renato Guazzelli

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Dr. Riccardo Mansani Gastroenterologia Dr. Beatrice Paoli Dr. Manuela Ortolani Geriatria Dr. Raffaele Carrega Bertolini Ginecologia (5) Dr. Ida Cristina Pieraccini

Dr. Paola Morelli Dr. Palma Berloco Dr. Anna Didona Dr. Donatella Nannoni Dr. Valentina Pontello Neurologia Dr. Paola Ragghianti Dr. Anfrea Di Rollo Oculistica Dr. Marco Ciaramelli Dr. Stefano Esente Dr. Giacomo Bacci Prof. Riccardo Frosini Dr. Riccardo Paoletti Perini Dr. Nicola Passarelli Dr. Cecilia Nocentini Dr. Laura Bardi Dr. Saverio Matteini Dr. Maria Antonietta De Giovanni Dr. Francesco De Saint Pierre Dr. Giuliano Bacci Odontoiatria Dr. Riccardo Gizdulich

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Dr. Eleonora Formichini Bigi Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Lunedì Martedì Venerdì Giovedì Venerdì Sabato

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Dr. Geri Toccafondi Dr. Filippo Pontone Dr. Fausto Faleg Dr. Ferriero Gennaro

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Lunedì Martedì Mercoledì Lunedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato Sabato

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Lunedì Mercoledì Giovedì Sabato Martedì Martedì Martedì Venerdì Lunedì Martedì Giovedì Mercoledì

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VIIDEODIAGNOSTICA telecamere endorali ed endoscopi dentali permettono di effettuare diagnosi e cure precise. Inoltre il paziente può verificare visivamente, se lo desidera, tutto l’iter terapeutico in tempo reale. TECNOLOGIA LASER il laser è una delle principali innovazioni in medicina ed in particolare in odontoiatria. infatti, negli ultimi anni sono stati introdotti numerosi laser utilizzati per indicazioni diverse, dall’eliminazione della carie alla cura della parodontite, al trattamento dell’herpes e delle afte. Le terapie si effettuano quasi sempre senza l’utilizzo dell’anestesia.

STERILIZZAZIONE la sterilizzazione di materiali e strumenti viene eseguita nel rispetto delle più rigorose norme igienico-sanitarie in un locale destinato esclusivamente a questo scopo. Tutti gli strumenti utilizzati sono monouso o sterili.

RADIOLOGIA DIGITALE questa tecnologia permette di avere immagini radiografiche in tempo reale con una riduzione dei raggi x dell’80% rispetto ai film radiografici tradizionali. Si eseguono: radiografie endorali, radiografie panoramiche, tomografie spirali trasversali, scanografie A.T.M., Teleradiografie. CHIRURGIA ORALE lo studio è dotato di una sala chirurgica attrezzata con sofisticati strumenti come microscopio chirurgico, laser, sistemi di videochirurgia endoscopica, sistemi di monitoraggio intraoperatorio dei parametri vitali. Tutti gli interventi chirurgici (estrazioni dentali semplici e complesse, implantologia, interventi di rigenerazione ossea, ingegneria tissutale, interventi di chirurgia paradontale ecc.) vengono effettuati in ambiente rigorosamente sterile. SEDAZIONE COSCIENTE i pazienti che soffrono di ansia e paura nei confronti della terapia odontoiatrica possono usufruire di questa metodica per rilassarsi ed affrontare qualsiasi intervento con la massima tranquillità

IL LASER PER LA CURA DELLA MALATTIA DELLA GENGIVA COSA E’ LA PARODONTITE? La PARODONTITE (chiamata comunemente piorrea o malattia della gengiva ) è un' infezione cronica che interessa la gengiva e l'osso che circonda il dente. Essa viene causata da certi batteri , in parte anaerobi, ossia viventi in assenza di ossigeno e decorre solitamente in modo indolore. In Italia le persone affette da questa malattia sono circa 8.000.000. E’ POSSIBILE CHE IO SOFFRA DI PIORREA, BENCHE’ NON AVVERTA ALCUN DOLORE? Al contrario della carie, la parodontite solitamente decorre quasi del tutto indolore. Spesso si evidenzia con segni caratteristici come: gengive arrossate, sanguinamento, mobilità dei denti, alito cattivo. La malattia parodontale può diventare dolorosa soltanto allo stato avanzato, quando si possono formare ascessi. Inoltre, anche la mobilità dentale avanzata può causare dolori durante la masticazione. QUALI FATTORI FAVORISCONO LA PIORREA? Igiene orale inadeguata: Se non rimossa la placca batterica provoca prima la gengivite che poi può diventare piorrea. Soprattutto in presenza di altri fattori di rischio l’igiene orale gioca un ruolo determinante. Fumo: solo da alcuni anni sappiamo che i forti fumatori (10 e più sigarette per giorno) hanno un rischio più elevato di contrarre la parodontite che i non fumatori. La piorrea nei fumatori avanza più rapidamente e ha un decorso più aggressivo e refrattario alle cure.

Predisposizione genetica: oggi sappiamo che circa il 30% della popolazione ha ereditato un genotipo che predispone alla parodontite Stress: molti studi scientifici hanno evidenziato un nesso tra lo stress e la malattia parodontale, dovuto probabilmente al fatto che lo stress indebolisce le difese immunitarie. PRIMA DOPO

PERCHE 'DOVREI PREOCCUPARMI DI QUESTA MALATTIA ? Se non curata, questa patologia può dare luogo ad un danno della gengiva e dell’ osso alveolare causando la perdita dei denti. Alcune ricerche suggeriscono che ci sia un collegamento diretto tra la malattia delle gengive ed altre affezioni come la malattia cardiovascolare, il diabete, parti prematuri o nascite di bambini sottopeso. COSA E' LA TERAPIA LASER, COME FUNZIONA ? La Terapia Laser per le gengive è simile al laser utilizzato in campo ottico per migliorare la vista. Durante il trattamento- veloce, minimamente invasivo, indolore e senza sanguinamento- la luce laser passa le gengive vaporizzando il tessuto malato ed i batteri. LA PROCEDURA E' DOLOROSA ? La terapia progressiva del laser non richiede né tagli né suture, in questo modo il trattamento risulta indolore e privo di sanguinamento. E' SICURO IL LASER ? Sì. Il laser è una fibra molto piccola che viene messa a contatto solo sulle parti della

gengiva che necessitano del trattamento. Passa delicatamente tra i denti e le gengive senza coinvolgere altre parti della bocca. QUANTO TEMPO RICHIEDE LA TERAPIA LASER PARODONTALE? Richiede solitamente una o due sedute dopo la consultazione iniziale, si aumentail numero delle sedute in relazione all'estensione e gravità della malattia. Il trattamento si applica ad una emiarcata per seduta. QUANTO TEMPO RICHIEDE IL RECUPERO DELLA SALUTE DELLE GENGIVE CON LA TERAPIA LASER? Il tempo di guarigione varia da paziente a paziente. Con il metodo della chirurgia tradizionale il recupero può variare da 2 a 4 settimane durante le quali può insorgere rigonfiamento e forte dolore. Con il trattamento laser, il tempo di guarigione si riducea meno di 24 ore. Questo perché la terapia meno invasiva riduce la possibilità di infezioni post-trattamento. PERSONE CON IL DIABETE O ALTRI PROBLEMI DI SALUTE POSSONO SOTTOPORSI ALLA TERAPIA LASER? Sì. La terapia progressiva del Laser è sicura per i pazienti con problemi di salute come diabete, HIV, emofilia o per pazienti che assumono particolari farmaci come il Coumadin IL MIO DENTISTA RACCOMANDA LA CHIRURGIA TRADIZIONALE. COME POSSO SAPERE SE LA TERAPIA LASER E' INDICATA AL MIO CASO ? La terapia laser non è sempre la soluzione adatta a tutti i casi. Un attento esame e valutazione da parte del suo dentista o parodontologo sarà in grado di consigliarle la più idonea al suo caso.

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PALAZZO VECCHIO

Gennaio 2009

FOCUS. Ecco i nomi schierati dalla coalizione tra Pd, La Sinistra, IdV e Verdi

Primarie, a tu per tu con i candidati Il primo febbraio si vota per scegliere l’aspirante

LAPO PISTELLI

sindaco dello schieramento di centrosinistra:

Deputato e responsabile esteri del Pd dal 2007

con l’uscita di scena di Cioni, sono in corsa

“Firenze al centro della scena internazionale”

Matteo Renzi, Lapo Pistelli, Daniela Lastri, Tea Albini, Eros Cruccolini e Sabatino Clementini. Possono votare tutti i residenti che hanno compiuto sedici anni anche se non sono iscritti ad alcun partito Francesca Puliti

S

i avvicina il giorno X nella corsa per l’elezione del Sindaco. La prima tappa decisiva, quella delle primarie del centrosinistra per eleggere il candidato alla più alta carica cittadina, è fissata per il primo febbraio dalle 8 alle 20. Per la prima volta, dunque, saranno i cittadini stessi a scegliere chi correrà alle prossime elezioni amministrative. A vestire la casacca della coalizione sarà uno tra i 5 candidati dello schieramento formato da Pd, Italia dei Valori, La Sinistra e Verdi, firmatari di un programma condiviso. Dopo il terremoto causato dall’inchiesta su Castello - scoppiata proprio nel momento clou delle candidature - e diverse scosse di assestamento, il regolamento avanzato dal Pd prevede la possibilità da parte del Partito Democratico stesso di presentare 4 concorrenti “ufficiali”, sostenuti dal 10% dell’assemblea (cioè da 24 persone ciascuno), senza bisogno di nessuna raccolta di firme tra i cittadini come era stato invece ventilato sotto Natale. I partiti minori possono decidere di sostenere uno dei candidati in lizza o schierare un loro rappresentante. Per adesso hanno optato per quest’ultima alternativa La Sinistra e l’Italia dei Valori, nominando rispettivamente Eros Cruccolini e Sabatino Clementini, che

dovranno dunque vedersela con Lapo Pistelli, Matteo Renzi, Daniela Lastri e Tea Albini.Una sfida a sei in grado di accendere l’elettorato: se per le scorse primarie del Pd - quelle che incoronarono Veltroni segretario nazionale - andarono a votare circa 35mila fiorentini, stavolta la mobilitazione potrebbe essere ancora maggiore. Si attendono alle urne circa 40-50mila persone. Possono votare tutti i cittadini con più di 16 anni, residenti all’interno del Comune di Firenze. Sono elezioni aperte a tutti, non riservate agli iscritti ai partiti. Basta recarsi alle urne muniti di documento di identità e tessera elettorale (per chi la possiede) e versare un piccolo obolo di un euro. Per l’occasione verranno allestiti una cinquantina di seggi speciali, distribuiti nella città in circoli, case del popolo e altre sedi, dove saranno riunite le ordinarie sezioni elettorali. La lista completa dei seggi sarà pubblicata sul sito del Pd e non si discosterà molto dalla rete organizzata in occasione delle scorse primarie. Ovviamente i votanti saranno registrati, per evitare che qualcuno possa votare più di una volta, ma i registri non verranno resi pubblici nel rispetto della legge sulla privacy. Tramontata l’ipotesi del ballottaggio tra i primi due “classificati”, l’elezione avverrà in un unico turno.

L

apo Pistelli ha 44 anni. Nato e cresciuto a Firenze, è deputato e responsabile esteri del Pd. Per la campagna delle primarie il suo slogan è “Lapo. Punto e a capo”. Parlando di infrastrutture e di mobilità, quali sono le priorità per Firenze? La priorità è completare le trasformazioni in corso e mettersi subito al lavoro su un’idea complessiva di città anche per gli spostamenti. Più aree pedonali non solo in centro, biciclette da prendere e lasciare in punti capillari di noleggio (bike-sharing), un sistema integrato di trasporti che consenta di passare facilmente da un mezzo all’altro con una sola tessera. Ci arriviamo curando le opere pubbliche in città come se fossero i lavori di casa nostra: cantieri sicuri, puliti, che durano giusto il tempo dei lavori. La crisi economica si sta facendo sentire anche a livello locale. Come rilanciare i settori che attraversano le maggiori difficoltà, in particolar modo le attività legate al turismo? Meno quantità e più qualità: questa è la sfida per non consumare la città in un banale mordi e fuggi e ottenere una migliore ricaduta anche in termini economici. Prolungare le presenze, aumentare luoghi, parchi e musei da vedere, sia per i fiorentini che per i turisti. Chiederemo anche risorse speciali perché non siano solo i fiorentini a sostenere il peso della pressione turistica. Puntiamo sulla qualità urbana a tutti i livelli: facciamo sparire i cassonetti dal centro storico grazie alle isole interrate, nessuna tolleranza con chi imbratta muri e monumenti, promuoviamo luoghi e occasioni per

Lapo Pistelli

la creatività, strade più illuminate, marciapiedi ordinati, piazze per stare insieme. La crisi si supera meglio se abbiamo una città bella, ordinata e semplice da vivere. Come influisce la sua esperienza internazionale sulla visione della città? Firenze appartiene a noi fiorentini ma anche al mondo intero. Lavoreremo per tenerla al centro della scena europea e internazionale, per attrarre grandi eventi, per scambiare le nostre eccellenze con quelle di altre città. Negli anni scorsi sono stato molto all’estero, al Parlamento europeo e con ruoli a livello internazionale. Ma io sono fiorentino, mi chiamo Lapo, e credo che sia giunto il momento per cercare di restituire qui, a casa mia, tutto il meglio che ho visto e imparato fuori.

EROS CRUCCOLINI

Lega Firenze Quartiere 5

Governo...tanta propaganda=sostanza zero!!! Anche questa volta la Cgil aveva visto bene : la manovra anti-crisi varata dal governo è insufficiente, inconsistente e soprattutto caritatevole, e porterà sempre di più ad un impoverimento delle fasce più deboli. Nel corso dello sciopero di venerdì 12 dicembre, un milione e mezzo di persone hanno partecipato alle manifestazioni che si sono svolte in tutta l’Italia, nonostante il maltempo e la rinuncia forzata di alcune categorie esonerate per alleviare i disagi del tempo. Il governo non ha affrontato in modo serio i problemi del paese a differenza dei maggiori paesi europei come Germania, Spagna, Francia e Gran Bretagna che hanno varato provvedimenti strutturali per diversi milioni di euro. Invece di prendere provvedimenti strutturali come la riduzione del prelievo fiscale su salari e pensioni mediante la detassazione della tredicesima di quest’anno e estendere la 14° mensilità alle pensioni superiori ai 650 euro mensili, come era stato sottoscritto nell’accordo del 23 Luglio 2007, il governo ha elargito con la social card (1 euro e 33 centesimi al giorno) solo carità compassionevole che offende la dignità delle persone. La lettera è stata inviata a un milione e trecentomila pensionati, ma solo il 7-8% di loro la percepiranno, per tutta una serie di norme che restringono a pochissimi il diritto di beneficiarne. Non solo, ma al momento non è dato sapere per quanto tempo verrà elargita, perché il fondo è costituito da donazioni. Alla fine costerà di più

tutto l’impianto per darla rispetto al beneficio avuto! Per il 2009 alle famiglie a basso reddito, sarà dato in un’unica soluzione un bonus straordinario in una tantum, ad un solo componente del nucleo in base al reddito e al numero di componenti del nucleo familiare. Riceveranno 200 euro i pensionati soli nel proprio nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 15mila euro. 300 euro, 2 componenti nucleo familiare, reddito massimo 17mila euro. 450 euro, 3 componenti e 17mila euro. 500 euro, 4 componenti e 20mila euro. 600 euro, 5 componenti e 20mila euro. 1.000 euro oltre 5 componenti e 22mila euro. Sempre 1.000 euro se nel nucleo vi è un portatore di handicap e reddito massimo di 35mila euro. Lo riceveranno i titolari di reddito da pensione, da lavoro dipendente ed assimilati, sono esclusi i titolari di reddito da lavoro autonomo abituale e partite IVA. Per ottenerlo dovrà essere presentata la richiesta. Nelle nostri sedi, a partire dal 12 gennaio, saremo in grado di dare una risposta per la compilazione dei moduli. E’ bene ricordare che questo provvedimento è simile al bonus incapienti erogato dal governo Prodi nel 2007. Il governo ha fatto grandi spot sia alla televisione che sulla carta stampata, ma come avrete capito, la sostanza è uguale a ZERO!!!

Presidente del consiglio comunale dal 2004

“Più rapporti con il tessuto sociale”

P

arlando di infrastrutture e mobilità quali sono le priorità per Firenze? Al primo posto il completamento della tramvia e la realizzazione di una rete capillare su ferro, utilizzando i binari lasciati liberi dall’Alta velocità. Per quel che riguarda l’aeroporto invece pensiamo alla diminuzione del suo impatto sul territorio circostante. Niente pista parallela ma potenziamento dei collegamenti con Pisa e Bologna. La crisi economica si sta facendo sentire anche a livello locale, come rilanciare i settori che attraversano le maggiori difficoltà, in particolare le attività legate al turismo? La città deve qualificarsi, puntare sulla contemporaneità per tornare ad essere un polo attrattivo non solo per il turismo, ma per gli artisti. I creativi dovrebbero poter trovare terreno fertile. Inoltre è necessario investire sulle alte tecnologie, sulla ricerca e l’innovazione. Anche attraverso un più stretto rapporto tra Amministrazione e Università. Non dimentichiamo poi che chi soffre maggiormente questa crisi sono le famiglie: è necessario lavorare

Eros Cruccolini

ad una risposta congiunta tra enti locali, istituti di credito e altri soggetti coinvolti in ambito di politiche per la casa e di microcredito. Continuità o rottura rispetto all’amministrazione cittadina degli ultimi 10 anni? Discontinuità, soprattutto per quel che riguarda i rapporti con il tessuto sociale. Il sindaco e la giunta dovrebbero lavorare fuori dal palazzo, nelle strade, nelle piazze. Il confronto e il dialogo continuo con i cittadini è fondamentale per mettere in atto una politica che non risponda alle esigenze di pochi ma ai bisogni collettivi.


PALAZZO VECCHIO

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Gennaio 2009

VADEMECUM

C’È ANCHE L’IDV

Si vota il primo febbraio dalle 8 alle 20. Possono partecipare tutti i residenti a Firenze che abbiano compiuto 16 anni. I seggi saranno allestiti nei circoli, nelle case del popolo e in altre sedi che verranno pubblicate sul sito del Pd (www.pdfirenze.it). Sarà necessario un documento d’identità e un versamento di un euro.

PRECISIAMO

Il direttivo dell’Italia dei valori ha approvato il programma della coalizione e ha dato il via libera ad una propria candidatura per le primarie del Pd. Il nome in campo è quello dell’attuale segretario fiorentino del partito, Sabatino Clementini.

DANIELA LASTRI

Chiudiamo questo numero in redazione il 30 dicembre. Ad oggi il Partito socialista non ha ancora deciso se sottoscrivere il patto di coalizione tra Pd, La Sinistra, Italia dei Valori e Verdi e se presentare o meno un proprio condidato alle primarie.

MATTEO RENZI

Assessore comunale alla Pubblica Istruzione

Presidente della Provincia dal 2004

“Immagino una città dei diritti e delle persone”

“Se vinco cambio Firenze. Se perdo torno a lavorare”

A

osa propone per Firenze? Penso che Firenze sia la città più bella del mondo, e i fiorentini meritino di più. La prima cosa che voglio cambiare è la gestione dei cantieri. Un giovane ingegnere fiorentino, Massimo, lavora alla realizzazione della metropolitana di Londra e ci ha raccontato che tutte le settimane gli amministratori londinesi pretendono un rapporto sullo stato di avanzamento dei lavori. A Firenze non è stato fatto. Tenendo il fiato sul collo alle aziende i lavori possono terminare nei tempi stabiliti. E noi abbiamo dimostrato che si può fare con la Fi-Pi-Li, dove tutti i lotti sono stati consegnati con anticipo. Dicono che è impossibile, ma noi lo abbiamo fatto. Non solo. La prossima amministrazione dichiarerà guerra senza quartiere alla sciatteria. Che, che nella città del bello, è uno dei problemi più grandi. Dovremmo essere più attenti alla pulizia, ai marciapiedi sconnessi, persino ai cartelloni stradali. Quali sono gli altri punti del suo programma? Serve la pista parallela. È l’unica soluzione che mette in sicurezza l’aeroporto e che migliora la qualità della vita dei cittadini di Peretola, Brozzi e Quaracchi. Va realizzata la bretella Barberino-Incisa che consentirà di liberare l’autostrada intorno a Firenze. E basta con il pellegrinaggio delle auto a causa della pulizia delle strade. Si può fare senza spostare i veicoli. Quale sarà il primo atto della nuova giunta? La prima delibera sarà rivolta ai giovani. Se divento sindaco riduco gli assessori a 10 e le aziende ai servizi ad una e con il risparmio finanzio il progetto per aiutare le giovani coppie a prendere un mutuo per la

ssessore alla Pubblica Istruzione e alle Pari opportunità, Daniela Lastri è stata la prima a lanciarsi nella sfida delle primarie. Parlando di infrastrutture quali sono le priorità per Firenze? La tramvia, il termovalorizzatore, il parco della Piana, il nuovo teatro e il polo della musica sono le quattro grandi infrastrutture essenziali e prioritarie che dovranno farci fare il salto di qualità nei prossimi anni. Una città moderna in sintonia con le esperienze più avanzate in Europa e nel mondo. La crisi economica si sta facendo sentire anche a livello locale, come rilanciare i settori che attraversano le maggiori difficoltà, in particolar modo le attività legate al turismo? Una Pubblica Amministrazione di qualità, più semplice e meno costosa sarà un valido sostegno anche per le imprese e tra queste quelle legate al turismo. Il turismo a Firenze va governato e programmato e dagli incontri che ho avuto in queste settimane con categorie e operatori ho avuto la conferma di una grande voglia di partecipazione. Il Comune deve incentivare la collaborazione tra istituzioni e imprese. Tra le idee che ho presentato c’è quella di un Forum delle aziende più dinamiche e creative, per promuovere collaborazioni e occasioni di crescita sui mercati. Qual è la sua visione della città? La città che ho più nel cuore è quella dei dirit-

C

Daniela Lastri

ti e delle persone. Dentro ci vedo tutte le cose di cui mi sono occupata direttamente in questi anni e che voglio confermare e sviluppare perché costituiscono uno dei successi più evidenti di questa Giunta comunale e di questa maggioranza di centro sinistra. Non a caso Firenze è la città che ha speso di più per l’istruzione e dove sono stati raggiunti da tempo gli obiettivi di Lisbona. E poi ci vedo dentro qualcosa di più: l’idea di affrontare in modo innovativo il tema delle povertà, il mio programma per una sanità “umanizzata e di iniziativa”, una visione forte del diritto di partecipazione attiva alla vita della comunità, e una critica severa all’ideologia del disimpegno del pubblico dal sistema di welfare.

TEA ALBINI Assessore comunale al bilancio e programmazione

“Subito tramvia e circonvallazione”

I

n politica dal 1976, Tea Albini è Assessore comunale al bilancio e programmazione. La sua candidatura è emersa dopo l’uscita di scena di Graziano Cioni a causa dell’inchiesta su Castello. Parlando di infrastrutture quali sono le priorità per Firenze? La priorità assoluta è la conclusione della tramvia e quindi la realizzazione di una rete di mobilità integrata. La città ha bisogno di infrastrutture nuove e più moderne, per questo credo molto nel progetto della circonvallazione, l’unico in grado di risolvere il problema del traffico. Inoltre è necessario fare chiarezza sulla questione dell’aeroporto. La pista parallela non è un’ipotesi da escludere, ci stiamo lavorando. La crisi economica si sta facendo sentire anche a livello locale, come rilanciare i settori che attraversano le maggiori difficoltà, in particolar modo le attività legate al turismo? Innanzitutto attraverso un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, non solo da parte dell’amministrazione. Firenze dovrebbe smettere di pensare di poter vivere di una rendita di posizione e cominciare a diversificare e

Tea Albini

qualificare l’offerta. Da parte sua l’amministrazione si impegna a dare risposte certe, a prendere decisioni in tempi rapidi. A partire da una veloce approvazione del Piano strutturale e del conseguente Regolamento urbanistico. Quanto c’è del Cioni in questa sua candidatura? Quanto condivide le sue posizioni? Le idee di Graziano sono le mie, condivido pienamente la sua linea politica, a partire dalla convinzione che una città coesa, accogliente e solidale non è incompatibile con la sicurezza, ma anzi deve andare di pari passo il decoro.

Matteo Renzi

prima casa a Firenze. Cosa pensa dei suoi principali avversari? Rispetto Daniela e Lapo ma sono in politica a Firenze e Roma da 25 anni. Hanno già avuto la loro occasione di cambiare le cose. E se non ci sono riusciti non è colpa mia. Inoltre mi sembrano molto in linea con l’attuale giunta: Daniela da 10 anni siede nella giunta di Domenici e si è occupata solo di scuola. Lapo, per i suoi impegni è stato lontano da Firenze in questi anni. Ma anche lui prosegue su questa strada, avendo arruolato con sé la gran parte della giunta Domenici, dall’assessore ai cantieri, Matulli, all’ assessore Giani, ai responsabili delle scelte urbanistiche, Biagi e Formigli, fino all’assessore verde Del Lungo. Io invece voglio portare facce nuove in Palazzo Vecchio.


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HOBBY

Gennaio 2009

POLLICE VERDE. I “vasi d’appartamento” spopolano in città, ma occuparsene è molto costoso

L’erba del vicino è sempre più cara Le piante della macchia

una donna che ha più di 45 anni e parla amorevolmente con le sue piante. Non sta attenta alle mode del momento e si preoccupa solo che le sue creature stiano bene. Anche le signore over 60 sono molto attente all’angolo verde della casa e di solito prediligono piante storiche come le azalee e i gerani, che ormai sono diventate quasi autoctone. In pole position anche pansè, ciclamini e rose. La cura del roseto è un attività che piace molto alle donne, amanti delle piante da

mediterranea sono tra le più gettonate dai fiorentini amanti del “giardinaggio domestico”.

Le signore over 60 prediligono azalee e gerani, i giovani le bulbose

Immancabili poi i vasetti di salvia e rosmarino, mentre i single scelgono cactus e simili. Ma mantenere il verde ha il suo prezzo: per un prato si spendono anche 800 euro al mese Sara Curradi

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crivi Firenze e leggi giglio. Ma solo sulla carta ormai, i giaggioli (o iris, che dir si voglia) sono coltivati quasi esclusivamente nei giardini storici della città: i fiorentini con il pollice verde preferiscono coltivare altro. Tra-

montata quasi definitivamente l’era delle piante esotiche tipica degli anni ‘70 e ‘80, quando gli appartamenti erano pieni di ficus o chenzie e nei giardini spuntavano i cipressi argentati dell’Arizona o addirittura le palme accanto ai villini del Campo di Marte, oggi si preferisce coltivare piante autoctone, che hanno anche il vantaggio di reggere meglio il microclima fiorentino. Solo negli uffici ne è rimasta qualche traccia, ma in quei casi si preferisce prendere le piante in affitto ogni 10 giorni e fare sempre un’eccellente

figura. Ecco così che spuntano da balconi e giardini le tipiche piante della macchia mediterranea: pini soprattutto, che qualche audace prova a tenere in vaso, sulla terrazza del proprio appartamento. Quasi nessuno- da chi ha il giardino a chi semplicemente il balcone -rinuncia alle piante aromatiche: la moda del momento è cucinare il roast beef con il rosmarino coltivato in casa. Salvia, rosmarino, menta, timo e cedrina sono piante resistenti e facili da curare, vivono bene anche nei vasi. Il fiorentino dal pollice verde di solito è

taglio, i cui fiori possono essere usati per decorare la casa. I giovani invece spesso preferiscono le bulbose, come i tulipani per intendersi, piante stagionali, minimali nelle forme e molto colorate. Non è raro trovare in casa di un single la classica pianta grassa, che ha bisogno di poche cure e attenzioni. Il cactus è sicuramente tra quelle che vanno per la maggiore e fa arredamento, e per una pianta di un metro e mezzo si possono spendere anche 1000 euro. Parafrasando il celebre film con Cary Grant si potrebbe dire che “in città l’erba del vicino è sempre più cara”: tutti vorrebbero avere un prato perfettamente curato, ma forse non molti sanno che mantenerlo può costare anche 800 euro al mese, esclusa l’acqua. Un lusso che non molti si possono permettere. Ecco allora che per unire l’utile al dilettevole spesso anche in città si trovano orti-giardini con piante da ortaggio o da frutto (tipo zucchine, pomodori, melanzane, agli o susini) che oltre a fare una splendida figura in giardino- è proprio il caso di dirlo- danno ottimi frutti.

L’INTERVISTA

FIRENZE e LA QUESTIONE MORALE

FIRENZE, CITTA’ DEGRADATA Rincara la dose, sempre sulle stesse pagine, Bruno Santi, già Soprintendente per il Patrimonio storico e artistico di Firenze, Prato e Pistoia, oggi ai vertici dell’Opificio delle Pietre Dure “Questa negligenza nella cura delle strade, delle piazze, dei luoghi storici fiorentini è segno di una comunità senz’anima e di una amministrazione civica priva di sensibilità”“Tutte le segnalazioni da parte nostra alla amministrazione civica sono rimaste inascoltate. La città è sciatta, non si tiene conto dell’arredo urbano, le strade sono tenute male. La Stazione di Santa Maria Novella maleodora di urina anche a molti metri di distanza”. IL SINDACO di FIRENZE e la QUESTIONE MORALE Leonardo Domenici è un Sindaco che per tutto il suo mandato è stato veramente vicino alla città, soprattutto

per andare a vedere le partite della Fiorentina in tribuna d’onore. D’altra parte è un lavoro pesante che qualcuno doveva pur fare. Riccardo Sarra Poche settimane fa, Capogruppo di AN poi, il “ Sindaco da al Consiglio Comunale di Firenze guardare negli occhi “ (slogan della sua campagna elettorale del ’99) ha dato ulteriore testimonianza del narcisismo esasperato e della spettacolarizzazione politica che a lui piace tanto ( non solo video autocelebrativi, dunque ): patetica Vestale della Democrazia oltraggiata ( ! ) e del bon ton giornalistico, si è infatti stracciato le vesti, pardon, si è incatenato, davanti alla redazione del quotidiano “Repubblica” a Roma, per protesta contro le cronache apparse in merito alla vicenda giudiziaria di Castello, che avrebbero ferito la sua “sensibilità” umana e politica. Tanto sensibile ai problemi della città, da disertare le ultime sedute del Consiglio Comunale. Intanto la Giunta di Sinistra assomiglia sempre più ad una anatra zoppa: non ha più una maggioranza credibile e ben 2 assessori sono dimissionari o dimissionati. Ma si dibattono a Sinistra estenuanti interrogativi di portata amletica e non meno logoranti lotte intestine “Primarie di Partito o di Coalizione ?” (sempre nell’interesse del Popolo Sovrano, ovviamente). La Sinistra ha affogato Napoli in un cumulo di rifiuti, Firenze è oltraggiata anche dal ridicolo. Riccardo Sarra Capogruppo di AN in Consiglio Comunale a Firenze

Quando le piante erano da collezione O

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

FIRENZE, CITTA FERITA, riporta La Nazione del 16 dicembre u.s.. Per degrado, sporcizia, mancata rimozione dei rifiuti, ma anche per perdita di sicurezza e inadeguatezza di parcheggi e mezzi pubblici. E’l’opinione dei commercianti del Centro storico, secondo una recentissima indagine dell’Istituto Freni (Dicembre 2008) Commissionata da CONFCOMMERCIO. Circa 500 gli imprenditori intervistati, un campione che permette di ricostruire l’opinione di chi opera all’interno del Centro storico, e cioè 6.500 esercizi e oltre 20.000 addetti. Che bocciano la qualità della vita cittadina: secondo il 51% degli intervistati “è molto peggiorata” e secondo il 36% “abbastanza peggiorata”. 1 Commerciante su 2 è stato vittima di violenza negli ultimi 3-4 anni, e così via per furti e scippi, minacce e aggressioni, danneggiamenti e deturpazioni.

Parla Paolo Luzzi, responsabile Orto Botanico

rti, giardini e balconi non sono sempre stati così come li vediamo oggi. Nel corso della storia infatti sono cambiati i gusti e le modalità di coltivare le piante. “Al tempo dei Medici grande spazio era dato al collezionismo di agrumi - spiega il dottor Paolo Luzzi responsabile dell’Orto Botanico di Firenze - come ad esempio la fantastica varietà “Bizzarria”, un frutto un po’ limone e un po’ arancio, trovata a Firenze in località Torre degli Agli, e alle collezioni di piante aromatiche e di bulbose”. Queste ultime, tulipani in testa, arrivarono a costare come e più dell’oro. “Uno sviluppo decisivo al cambiamento delle collezioni si ebbe tra la seconda metà dell’‘800 e i primi anni del ‘900 quando nacquero in Toscana i cosiddetti “giardini di acclimatazione”, spazi di verde dedicati interamente alla coltivazione di specie per lo più esotiche”.Come sottolinea Luzzi “uno dei motivi della nascita degli Orti Botanici è senz’altro il bisogno di conoscere meglio le

piante medicinali, l’altro motivo è stato sicuramente quello di poter trasportare da paesi esotici piante che potessero poi essere commercializzate e distribuite nel territorio”. “Le prime piante alimentari, mais, patate, pomodori, fagioli, ananas, ma anche cacao e caffè crearono subito un enorme mercato ma anche un fortissimo stimolo culturale per delle piante che divennero in breve tempo uno status symbol dei giardini italiani (il gelso ad esempio per le ville medicee)”. “Alla fine del 1800 – aggiunge l’esperto - l’orto botanico era, oltre ad un centro di ricerca sistematica, una sorta di “zoo vegetale” dove potevano essere ammirate collezioni di piante esotiche altrimenti impossibili a vedere e studiare. L’Orto botanico oggi è diventato un grande centro di studio, ricerca e salvaguardia della biodiversità locale, un centro di educazione ambientale a tutti i livelli, un punto di raccordo di tutte le emergenze naturalistiche ed ecologiche del territorio”. /S.C.


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Gennaio 2009

TENDENZE

CURIOSITÀ. Con cifre ragionevoli si possono affittare copie di quadri e oggetti griffati

Il lusso? Ora si noleggia su internet Francesca Puliti

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ashion victim e viziati del lusso lo sanno, spendere e spandere non è tanto il caso, con quest’aria di crisi. E poi non è neanche più di moda. Oggi il lusso non si compra più, fa troppo borghese, meglio affittarlo. Ad andare per la maggiore in questo campo sono le borse griffate, gli oggetti d’arte e lo chef a domicilio. Vezzi che molti di noi credevano confinati dall’altra parte dell’Atlantico, o meglio ancora, negli scintillanti episodi di qualche serie televisiva. Aggiudicarsi una borsa all’ultimo grido invece non è un sogno poi tanto irraggiungibile. Per sfoggiare uno dei famosi bauletti di Louis Vuitton bastano 50 euro a settimana, 130 per un mese, a cui bisogna aggiungere le spese di spedizione. Sottoscrivendo un abbonamento di tre, sei o dodici mesi si può usufruire però di un notevole sconto. Il pagamento si effettua online tramite carta di credito e la borsa prescelta arriva direttamente a casa per mezzo di un corriere, a cui viene restituita al termine del periodo di noleggio. In rete l’offerta è veramente ampia: MyLuxury.biz, uno dei primi siti a fiutare l’affare in Italia, mette a disposizione una quarantina di modelli a partire da 15 euro alla settimana (ma più spesso il prezzo si aggira attorno ai 50-60).“Noleggiamo circa 60 borse al mese e le nostre clienti sono dislocate in tutto il paese – spiega Elena Franchelli, Account Manager - La nostra clientela ha un’età media che va dai 25 ai 45 anni e spazia tra chi noleggia l’oggetto di pregio per l’occasione speciale e chi semplicemente ama cambiare spesso

Lo spettro della recessione bussa alle porte e il mercato risponde con siti internet: con 15 euro alla settimana si affitta una borsa firmata, con 29 euro al mese ci si mette in salotto una copia di una tela di Cezanne da spacciare per originale con gli amici

accessori senza spendere cifre da capogiro”. Non più fashion victim, insomma, ma recession victim. Il business invece amplia gli orizzonti e cerca di conquistare nuove fette di mercato: c’è anche una vetrina per “lui”, in cui fanno bella mostra di sé tracolle e valigette dai loghi ben riconoscibili. C’è poi chi all’accessorio all’ultima moda preferisce poter mostrare ad amici e parenti in visita una dimora di classe, magari ornandola con qualche quadro d’autore. Se le tele sono in affitto, costruirsi la propria collezione privata non è più roba da zar e zarine. TheMovingArt.com, con sede anche a Firenze, noleggia copie delle opere più celebri. L’ordine si fa ancora una volta online e l’affitto minimo è di tre tele per tre mesi. C’è solo l’imbarazzo della scelta: oltre alle copie di anfore e altri reperti archeologici, il catalogo contiene le riproduzioni su tela di celeberrimi affreschi come “L’ultima cena” e “La creazione di Adamo”. Certo in questi casi è dura far passare l’imitazione per l’originale. Se il tentativo è quello di stupire gli ospiti meglio puntare su opere almeno vagamente più abbordabili, come “La coppia al parco” di Botero, noleggiabile con 23 euro al mese. Più caro Cezanne: 29 euro il canone per ogni tela. Per la “Dance class” di Degas vale la pena spendere qualcosina in più: 45 euro al mese. Se poi ci si dovesse affezionare all’opera, appenderla definitivamente al muro di casa ci costerebbe quasi mille euro. Infine per invitare gli ospiti ad ammirare la piccola galleria d’arte si può “noleggiare” anche lo chef. Il menu si concorda prima e il cuoco porta con sé tutto il necessario per imbandire la cena. Altro piccolo lusso: quello di non cucinare né lavare i piatti.

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Partecipa al sondaggio Puoi votare sul sito www.ilreporter.it oppure inviaci una mail a dicolamia@ilreporter.it o telefona al numero 840.70.74.74

Il ministro Brunetta ha proposto di innalzare a 65 anni l’età pensionabile per le donne, equiparandole così agli uomini. Pensi che sia giusto? 1. Sì, così si eliminerebbe una disparità di trattamento 2. Sì, ma servono anche misure per favorire l’occupazione femminile 3. No, tra lavoro, casa e figli le donne faticano più degli uomini I risultati saranno pubblicati sul prossimo numero

Così avete risposto il mese scorso Prostitute negli appartamenti. Meglio che in strada? 56,78% Sì, ma solo in case chiuse regolamentate 34,52% Sì, meglio negli appartamenti

34,52%

LAnei condomini LEGGE 194 CHE 8,70% No, portano degrado REGOLAMENTA L’ABORTO DEVE ESSERE CANCELLATA? 56,78%

8,70%

Il sondaggio è stato effettuato tramite il sito internet www.ilreporter.it, una linea telefonica dedicata e l’indirizzo e-mail dicolamia@ ilreporter.it. Totale votanti: 1231; Risposte: Sì, ma solo in case chiuse regolamentate: 699 (56,78%); Sì, meglio negli appartamenti: 425 (34,52%); No, portano degrado nei condomini: 107 (8,70%); Sondaggio tramite www.ilreporter.it: 815 (66,20%); Risposte: Sì, ma solo in case chiuse regolamentate: 465 (57,05%); Sì, meglio negli appartamenti: 279 (34,23%); No, portano degrado nei condomini: 71 (8,71%); Sondaggio tramite linea telefonica dedicata: totale votanti: 203 (15,36); Risposte: Sì, ma solo in case chiuse regolamentate: 118 (58,12%); Sì, meglio negli appartamenti: 68 (33,49%); No, portano degrado nei condomini: 17 (8,37%); Sondaggio tramite dicolamia@ ilreporter.it: totale votanti: 213 (17,30%); Sì, ma solo in case chiu-

se regolamentate: 118 (55,39%); Sì, meglio negli appartamenti: 78 (36,61%); No, portano degrado nei condomini: 19 (8,92%). AVVERTENZA: I “sondaggi on line” non sono sondaggi rappresentativi ai sensi delle direttive dell’Autorità garante delle comunicazioni: essi non hanno valore statistico. I risultati che forniscono non hanno, cioè, la pretesa di rappresentare l’opinione di gruppi di persone. Sì tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente, che hanno l’unico scopo di permettere agli utenti che lo desiderano di esprimere la propria personale opinione.


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DOSSIER

Gennaio 2009

TALENTI/1. Quello fiorentino è uno dei popoli più creativi e ingegnosi del Belpaese

Firenze, città da duemila brevetti l’anno L’INTERVISTA

Scarpe che si allungano, reggiseni

Amedeo Saracini, Camera di Commercio

con allarme antistupro,

“Oggi depositare un’idea è più semplice”

costumi con airbag

A

anti annegamento: sono tutte invenzioni nate e registrate nel capoluogo toscano Simele Kruklidis

E

ureka! “Ho trovato”: questa è l’esclamazione felice di chi, mescolando abilmente creatività e intuizione con un pizzico di follia, ha dato vita ad un’idea brillante. Per lo più si tratta di progetti ambiziosi che restano confinati nella fantasia, sebbene, di tanto in tanto, capita che trovino applicazione nella realtà rivoluzionando, anche in piccolo, la vita di tutti giorni. L’inventore dilettante, accertatosi di aver partorito un’intuizione degna di nota, non ha che da correre all’Ufficio Brevetti, per proteggere il proprio uovo d’oro da possibili plagi. Il passo successivo agli atti burocratici, lo conosciamo tutti: munirsi di speranza e buoni propositi per iniziare a vendere l’idea, confidando magari di passare dall’anonimato alla fama. Per farsi un’idea di come funziona il lato creativo del genio fiorentino basta dare una sbirciatina negli archivi della Camera di Commercio, al reparto “Marchi e brevetti”, dove è possibile consultare, a distanza di tre mesi di deposito, tutte le idee messe su carta. Ed ecco che, da una pila infinita di documenti, oramai reperibili anche nel web, fanno capolino alcune invenzioni-bizzarre e divertenti al contempo- ma tutte rigorosamente provenienti dal nostro territorio. Tra queste, non si può fare a meno di menzionare le scarpe estendibili fino a 4 numeri, pensate per i bambini in fase di crescita; la bara con annesso il cellulare per chi temesse la solitudine nell’aldilà; e ancora, l’airbag inserito nel costume da bagno

per scongiurare il pericolo di annegamento e infine il reggiseno antistupro con incorporato l’allarme. Invenzioni un tantino bizzarre, ma piene di arguzia e senso d’ironia. Tra i brevetti più “azzeccati”, in termini di utilità, troviamo invece le cucce per animali domestici nei grandi supermercati, per lasciare in tutta tranquillità il proprio cucciolo mentre si fa la spesa; oppure il gettone da inserire nei carrelli al posto della solita moneta da un euro. Se per caso vi è sfuggito un sorriso, poco importa: col tempo può darsi che una di queste invenzioni

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vi torni utile. A suon di idee strampalate è infine venuta fuori un’ultima piacevole sorpresa: insieme a Milano, Roma e Torino, la nostra Firenze conta il più alto numero di marchi e brevetti registrati in Italia; parliamo di circa duemila unità all’anno, cifra che si mantiene sempre piuttosto stabile. Il tutto lascia pensare che, ancora una volta, ci troviamo di fronte ad una città effervescente, proiettata verso il futuro e l’innovazione, ma con un briciolo di quella sana follia, meglio conosciuta come “creatività”.

medeo Saracini, responsabile dell’Ufficio Brevetti della Camera di Commercio, ci ha spiegato quali sono le procedure da seguire per depositare un’invenzione, un progetto o un marchio. Che genere di invenzioni si possono depositare in questo ufficio? In questo ufficio ci occupiamo principalmente di applicazioni industriali; nella fattispecie marchi, brevetti, modelli di utilità, disegni, invenzioni. Per quanto riguarda invece la tutela del diritto d’autore, è necessario recarsi alla SIAE, Società italiana degli autori ed editori. Come si deposita un brevetto o un marchio? La procedura oggi è diventata molto semplice; basta compilare un modulo, scaricabile dal sito www.uibm.eu/it e recapitarlo, anche tramite mail, in una qualsiasi Camera di Commercio, Industria, Artigianato o Agricoltura. Fino allo scorso anno l’unica difficoltà per l’interessato era quella doversi accertare da solo sull’eventuale esistenza di brevetti simili, per tutelarsi dal rischio di plagio nei confronti di terzi. Dunque oggi la situazione è più agevole? Dal luglio 2007, siamo noi stessi a controllare che il deposito di un brevetto sia del tutto esente da plagio. Solo nel caso in cui l’idea risulti unica e sola, diamo il via alle procedure burocratiche. Quanto costa depositare un brevetto in un ufficio pubblico? Il costo presso la Camera di Commercio è di circa 200 euro, per una tutela che dura dieci anni; successivamente si può rinnovare la richiesta ad un costo inferiore. Per quanto tempo si è tutelati? E’ importante sapere che per i primi tre mesi dal deposito, sul brevetto /S.K.


DOSSIER

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Gennaio 2009

TALENTI/2. Leonardo Bonanni, nato qui, adesso fa il ricercatore al Mit di Cambridge

...ma un Archimede è scappato in America Si è inventato una macchina che ricicla piatti di plastica, il cucchiaio che assaggia i cibi da solo, i vestiti che ti abbracciano e le bambole-telefono: ma ora ha nostalgia delle rive dell’Arno Giulia Righi

A

l telefono risponde “Hallo”, e si sente subito che l’accento è decisamente ripulito dalle coloriture fiorentine. Eppure Leonardo Bonanni un po’ di Arno se lo porta dentro: è nato a Firenze, ci è rimasto per nove

anni, e poi è volato in America. A ricercare, e poi a scoprire. Già. Mister Bonanni è uno degli Archimede dei tempi nostri che grazie a un cervello fecondo e a una generosa manciata di estro creativo ha partorito una serie di invenzioni che lo hanno reso

La macchina ricicla piatti “Dishmaker”

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“un nome”. Ha studiato architettura e scultura alla Columbia University di New York. Poi si è dedicato al design delle cucine, poi ancora alle “interfacce tattili” e infine si è dato a progetti di ricerca sulla sostenibilità ambientale. Come dire, con le mani in mano ci è rimasto poco. E in tutto questo ha creato oggetti e macchinari che sembrano usciti da un film di fantascienza. Come il suo “Dishmaker”, una macchina in grado di riciclare piatti di plastica e trasformarli grazie al calore: pochi minuti e una scodella diventa un bicchiere, poi può ritornare di nuovo scodella, e via così. Ma si è inventato altre cose ancora: “Aspetta un secondo, che riguardo un attimo, sai non mi viene in mente tutto-tutto”. E toh, ecco che dal cilindro esce un’altra meraviglia: un cucchiaio che grazie a un sensore assaggia da solo i cibi. “E’ in grado di rilevare acidità e sapidità negli alimenti -spiega- e per questo è molto utile specialmente nella cucina di precisione, o in quella di chi ha bisogno di rispettare diete iposodiche”. Ancora. Siccome lui adesso fa il ricercatore (al Mit, prestigiosa

Leonardo Bonanni

università scientifica di Cambridge, nel Massachusetts) sa cosa vuol dire stare lontani dalla famiglia. E allora si è inventato anche un modo giocoso per far comunicare persone da un capo all’altro del mondo, specie i bambini, più inclini alla nostalgia di casa. In apparenza si tratta di un set di bamboline qualsiasi, di pezza. Ma in realtà hanno dei componenti elettronici che le fanno diventare telefoni: di peluche, ma pur sempre telefoni. E poi ancora ha creato abiti che ti fanno sentire come abbracciato (“utili nella psicoterapia”) e speciali led da applicare al lavandino di casa che illuminano il getto d’acqua di blu o di rosso a seconda che l’acqua che scorre sia fredda o calda.

Ma queste invenzioni (e tante altre visibili sul sito http://leo.media.mit. edu/) non sono state tutte brevettate: “Seguo un’altra filosofia -spiega Bonanni- non brevetto tutto: preferisco lanciare le idee e lasciare che anche gli altri possano svilupparle”. Un atto gentile, da amante puro della creatività. Anzi, da “inventore del futuro”, perché, come spiega lui stesso, al Media Lab (il laboratorio del Mit dove lavora) è proprio questo che si progetta, il domani artistico e tecnologico. Una cosa gli resta da realizzare. E si vede che freme per riuscirci: “Mi piacerebbe riuscire a tornare più spesso a Firenze, in Italia, sviluppare qualche progetto qui”.


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FIRENZE

Gennaio 2009

AGENDA 2009. Ecco gli appuntamenti e le novità dei prossimi 12 mesi

Anno nuovo, tutto quello che ci aspetta Dalla partenza della linea 1 del tram a quella dell’alta velocità, dall’elezione del nuovo sindaco di Firenze a quella del presidente della Provincia. E altro ancora…

Firenze-Bologna in mezz’ora Diventerà una realtà alla fine di quest’anno la linea dell’Alta Velocità tra Firenze e Bologna, dopo la recente inaugurazione, lo scorso 14 dicembre, di quella tra Bologna e Milano. La tratta che unirà i capoluoghi di Toscana ed Emilia Romagna sarà lunga 78,5 chilometri (73,3 dei quali in galleria) e il suo tempo di percorrenza a regime sarà di circa 30 minuti. Sulla Bologna-Firenze sono già in corso i test sulle infrastrutture, poi saranno svolte le corse di prova e, a dicembre di quest’anno, partiranno i convogli.

Torna il Giro d’Italia Dopo tre anni torna a Firenze il Giro d’Italia, che quest’anno celebra il suo centenario. Il 22 maggio la tappa proveniente dalla Versilia arriverà al parco delle Cascine e si concluderà all’ippodromo del Visarno. Quella del 2009 sarà un’edizione storica (con partenza da Venezia il 9 e arrivo a Roma il 31 maggio): gli organizzatori hanno pensato di coinvolgere il più possibile le città capoluogo di regione. Ecco perché è previsto un arrivo di tappa, molto suggestivo, anche a Firenze. Il giorno successivo il Giro ripartirà da Campi Bisenzio alla volta di Bologna.

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Tramvia, parte la linea 1 I lavori termineranno a febbraio, dopodichè ci vorrà un po’ di tempo per il rodaggio, prima che la linea 1 della tramvia possa finalmente partire. I primi passeggeri potranno testarla in estate, quando i treni che percorreranno la tratta Scandicci-Santa Maria Novella verranno definitivamente messi in funzione. 7,6 chilometri è la distanza che percorreranno i tram, passando per viale Talenti, piazza Paolo Uccello, viale Fratelli Rosselli, via Jacopo da Diacceto e arrivando fino alla stazione, per un totale di 14 fermate. Ogni treno è lungo 32 metri, largo 2,40 e alto 3,30. All’interno potranno essere ospitati un massimo di 202 passeggeri di cui 160 in piedi. I lavori hanno comportato l’abbattimento di 214 alberi (in compenso ne verranno piantati altri 500). I costi sostenuti per la realizzazione della linea 1 sono di 226,3 milioni di euro.


Si vota per il nuovo sindaco A giugno i fiorentini saranno chiamati alle urne per scegliere il loro sindaco, che succederà a Leonardo Domenici nella guida della città per i prossimi cinque anni. Alla stessa maniera il 2009 sarà l’anno del cambio della guardia alla guida della Provincia: Matteo Renzi è infatti giunto alla fine del suo mandato e in primavera verrà scelto il suo successore. Infine i cittadini saranno chiamati al voto anche per rinnovare il parlamento europeo: secondo quanto annunciato dal ministro Maroni, elezioni amministrative ed europee si terranno in un “election day” il 6 e 7 giugno.

Da Bob Dylan agli Oasis: un anno di concerti Da Bob Dylan agli Oasis, senza dimenticare – per gli amanti della musica d’autore di casa nostra – Franco Battiato e Francesco Guccini. Sono questi alcuni dei concerti in programma a Firenze nel corso del 2009. Il 24 febbraio, al Mandela Forum, saranno di scena gli Oasis, che tornano in Italia per promuovere il loro nuovo album “Dig Out Your Soul”. Sempre al Mandela Forum, tre giorni più tardi, il 27 febbraio, sarà la volta di Francesco Guccini, sul palco con il suo nuovo tour. E ancora, l’11 marzo spazio al “World Tour 2009” di Laura Pausini. Al Teatro Comunale, il 17 e 18 marzo, è invece in programma il concerto di Franco Battiato. Un mese più tardi, il 18 aprile, al Mandela Forum si esibirà il cantautore americano Bob Dylan, in Italia con il suo “Neverending Tour”.

Un nuovo rettore per l’Università Sarà eletto a giugno il 22esimo Magnifico Rettore dell’Università degli studi di Firenze. Dalle tre votazioni necessarie alla sua elezione uscirà il nome del successore di Augusto Marinelli, ovvero di colui che guiderà l’ateneo fiorentino per i prossimi quattro anni. L’iter della nomina del nuovo rettore inizierà tre mesi prima delle elezioni (che dovranno tenersi tra il 1° e il 30 giugno) con la pubblicazione del bando che indicherà la data ufficiale della votazione.

Il museo Bardini riapre i battenti E’ attesa per i primi di aprile la sospirata riapertura del palazzo di piazza dei Mozzi, appartenuto fino al primo ventennio del Novecento all’antiquario Stefano Bardini, che lo utilizzava come suo immenso showroom. Più di 3600 sono le opere contenute nei tre piani dello spazio espositivo, tra cui spiccano l’originale della statua in bronzo del Porcellino, realizzata da Pietro Tacca e il Marzocco che un tempo si trovava sopra l’ingresso di Palazzo Vecchio. 950120

Nasce il nuovo Teatro del Maggio Sorgerà proprio accanto alla stazione Leopolda, il nuovo Teatro del Maggio. Un regno della musica composto da tre sale che potranno funzionare contemporaneamente e una torre scenica alta 35 metri. Musica sinfonica, lirica e prosa convivranno in uno spazio creato ad hoc per gli amatori e reso ancora più funzionale da una zona verde, un grande foyer, un ristorante, un cafè, una sala da the e un parcheggio da 700 posti. Per un investimento totale di 105 milioni di euro.

Santa Maria Nuova e Torregalli cambiano volto Il 2009 è anche l’anno in cui due importanti ospedali fiorentini, Santa Maria Nuova e Torregalli, cambiano volto. A primavera finiranno infatti i lavori di ristrutturazione del lato di via della Pergola di Santa Maria Nuova, iniziati nel 2001. Anche per l’ospedale San Giovanni di Dio (che tutti conosciamo come Torregalli) si presenterà ai suoi pazienti completamente rinnovato, con l’ultimazione dei lavori di ristrutturazione che hanno interessato l’ingresso.

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SOCIETÀ

Gennaio 2009

TENDENZE. Tantissimi i volantini che promuovono lezioni “di buonumore”

La felicità? Ora per cercarla c’è chi si iscrive ad un corso Giuditta Boeti

L

e donne single continuano a ripe- ri e convinzioni, in maniera da far spuntare tere che cercano uomini simpati- nuove visioni che possano portare le persoci. Ma se non siete nati con uno ne ad un livello di consapevolezza maggiospudorato senso del buonumore, re sulle proprie capacità”.Ma scegliere il niente paura, perché imparare a ridere si corso che potrà davvero cambiare la vita è può. Per vincere la timidezza e superare difficile. C’è il corso di lingua russa e quell’insicurezza bastano quindici ore da inve- lo di squash. Lezioni per imparare l’ipnosi, stire nella “terapia del sorriso” e circa 150 le arti marziali, i massaggi shiatsu, quelle euro da spendere. Materie di insegnamen- di taglio e cucito oppure di cucina rapida to: risata e risate; effetti psico-biologici del ed economica. Oppure si può apprendere il riso; l’auto-ironia come risorsa; percezione Training Autogeno. “Questo corso – spiee proiezione comica. Quello della terapia ga un annuncio di un circolo fiorentino del sorriso è solo uno dei tanti corsi più o - è rivolto alle persone che intendono apmeno originali che vengono pubblicizzati prendere metodi di rilassamento attraverso con tutti i mezzi posle proprie capacità di sibili: dalle pagine dei concentrazione al fine Autostima, giornali, ai volantini di raggiungere l’equiarte della risata sparsi in città, fino ai librio psicofisico. e training autogeno: manifesti a caratteri Imparare a controllapagare per imparare cubitali che promuore la respirazione, la vono le ‘terapie’ più tensione corporale ed disparate. Ad esempio, per quelli che “tanto i battiti cardiaci può essere utile nei casi va tutto male ed io non posso farci nulla…” di insonnia, emicrania, ipertensione e princi sono i corsi di autostima. “Molte persone cipalmente nel controllo dello stress”. La malgrado le potenzialità non riescono ad spesa, viene spiegato su internet, è di circa utilizzare la loro intelligenza in modo pro- 200 euro e il corso si svolge in “sei lezione ficuo per timidezza, mancanza di fiducia in pratiche una volta a settimana, con durata se stessi oppure eccesso di critica o debo- di due ore ogni seduta, e sarà condotto da lezza di motivazione – ammicca ai lettori una psicologa specialista in tecniche per un volantino distribuito a Firenze – Questo rilassamento”. Per chi ama le arti visive in corso pratico intende promuovere un’espe- città si possono trovare anche corsi che, con rienza attraverso le proprie emozioni, valo- circa 350 euro, ti insegnano a fare riprese

video. E per chi ha la passione della musica con 400 euro può imparare a suonare il violino. Ma anche la spiritualità vuole la sua parte, così “per dare una svolta alla propria vita migliorando la consapevolezza” un corso (con la modica spesa di circa settanta

euro) “trasmette un metodo millenario per usare l’Energia Universale per se stessi e per gli altri”. La meta è sempre quella: la felicità. Anche se dura poco, vale la pena ricercarla. Soprattutto se te lo insegnano in tre lezioni.

L’INTERVISTA Paola Pompei, psicologa, esperta di comunicazione

“Attenzione agli imbonitori”

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elle città impazzano i corsi per la ricerca dell’autostima, della fiducia e della felicità. Secondo lei questi incontri sono effettivamente utili per l’arricchimento individuale o sono il sintomo di una società debole e in crisi? Innanzitutto occorre dire che se i corsi sono eseguiti da persone preparate possono essere utili. Ma senza dubbio sono un segnale forte che la nostra è una società in crisi, una società dove la mancanza di identità diventa mancanza di autostima. Riflettiamo sul fatto che lo slogan di una nota pubblicità reciti “Perché voi valete”: questo è un sinonimo forte che attesta come gli individui, oggi, non hanno la consapevolezza del proprio valore ma hanno bisogno di una campagna pubblicitaria che gli ricordi tale virtù. Anche Barak Obama, durante la sua campagna elettorale ha usato tecniche di ipnosi: suggestionando l’elettorato è riuscito a tirarlo dalla sua parte.

In base a quali requisiti un corso può essere considerato serio? Il primo passo è quello di accertare la preparazione di chi svolge le lezioni, ossia verificare che non si tratti di un imbonitore dalle improvvisate capacità bensì di un professionista preparato. Secondo elemento di ‘controllo’ è il programma del corso: non deve essere basato su slogan ad effetto, ma soprattutto non deve promettere miracoli che comunque sono sempre irrealizzabili. Quali rischi si corre frequentando un corso inappropriato? Per un paziente in crisi il rischio maggiore è che, dopo la frequentazione del corso, la situazione non si risollevi affatto, piuttosto che gli si ripercuota contro come un boomerang. Infatti, se non si ottengono i risultati promessi, una persona vulnerabile diventa ancora più debole entrando così in un ginepraio assoluto che porta alla perdita totale della pro/G.B. pria autostima.


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PROVINCIA

Gennaio 2009

SOCIETÀ. Aumenta il tasso di natalità nei comuni fuori dai confini del capoluogo

Picco di nascite grazie alle straniere E’ una provincia prolifica, quella fiorentina. Sempre più madri, sempre più colte, sempre più impegnate professionalmente, e sempre più straniere. Dopo un ventennio di natalità negativa Lorenzo Salusest

È

una provincia prolifica, quella fiorentina. Sempre più madri, sempre più colte, sempre più impegnate professionalmente, e sempre più straniere. Dopo un ventennio di natalità negativa anche nella provincia di Firenze le nascite hanno registrato un lento ma progressivo aumento. Una tendenza avviata alla fine degli anni ’90 e consolidatasi durante i primi anni di questo secolo. Grazie soprattutto all’immigrazione dall’estero, poiché il dato che riguarda le italiane non mostra incrementi di rilievo. Lo dicono le cifre sulla natalità nella provincia di Firenze raccolte dall’Irpet. Un rapporto indicativo di come sarà la futura popolazione fiorentina. Ebbene, sono 8493 le nascite registrate nel 2007 nei comuni della provincia, e che hanno portato la popolazione totale a rasentare il milione di abitanti. Nello stesso anno il tasso di natali-

tà (numero dei nati vivi ogni mille abitanti) è stato del 8,7%, grazie soprattutto all’apporto dei comuni non capoluogo, perché il Comune di Firenze, nonostante rappresenti oltre il 37% della popolazione provinciale, ha registrato un peso delle nascite inferiore a quello delle altre aree. Seppur lieve, quindi, è in corso un aumento della fecondità (da circa 1 figlio per donna nel 1995 a 1.3 nel 2006). La conseguente ripresa del numero di nati è dovuto in particolare all’aumento delle donne immigrate, generalmente ancora in età fertile al loro arrivo in Italia: ogni donna italiana ha in media 1,1 figli, contro i 2,2 delle donne straniere. Quel che emerge è che i nati da madre straniera sono il 21,6% del totale. Ma la propensione alla natalità non è genetica. A determinare il comportamento riproduttivo sono in particolare tre fattori: l’ età, il titolo di studio e la condizione professio-

nale. Nella provincia di Firenze, nel quinquennio di riferimento 20022006, l’età media delle partorienti è stata di 32,6. Solo il 27% dei neonati ha una genitrice inferiore ai 30 anni, mentre quasi il 40% di nuovi nati ha una madre di un’età superiore ai 35 anni (valore che sale al 45,8% se si considerano le soli madri italiane). Inoltre oltre la metà delle mamme ultratrentacinquenni è risultata essere al primo figlio. Infine solo l’8,4% per cento delle madri ha tre o più figli, mentre quasi il 65% si ferma al primo. Dati in controtendenza, anche in questo caso, per quanto riguarda le donne immigrate: le donne straniere hanno figli in età più giovane (una media di 28,5 anni), e sono maggiormente predisposte, rispetto alle autoctone, ad avere più bambini. Per quanto riguarda titolo di studio e condizione professionale emerge che oltre un terzo dei nuovi nati tra il 2002 ed il 2006 aveva una

madre laureata, a fronte di un 40% di bambini con mamme diplomate. Indicativo anche il dato che riguarda l’impegno professionale: il 75% dei neonati aveva una madre occupata al momento del parto, seguito da un 17,5% di figli di casalinghe.

Un dato che deve tuttavia essere disaggregato, in quanto l’alta percentuale di madri occupate risulta relativa perlopiù alle donne italiane, mentre diminuisce notevolmente se si analizza il dato delle partorienti straniere.

FOCUS I risultati di un’indagine evidenziano eccellenze e criticità dell’area

Nel territorio fiorentino ambiente ed economia crescono insieme Ambiente, sostenibilità, sviluppo economico. Conciliare i tre termini si può. E si deve. E’ quanto emerge dal report sulla provincia di Firenze realizzato dall’istituto di ricerche “Ambiente Italia”. Il territorio naturale fiorentino, ricco di opportunità e di eccellenze, rappresenta sempre più una risorsa ed un volano per nuove attività: va interpretato in questa direzione l’aumento delle presenze turistiche (22% negli ultimi tre anni). Una crescita che coinvolge per oltre la metà le aree rurali della provincia fiorentina, e soddisfatta soprattutto da una offerta ricettiva garantita da strutture di accoglienza poco

invasive, come gli agriturismi: modalità a basso impatto ambientale, basate sul recupero dell’esistente piuttosto che sulla costruzione di nuovo complessi. A trainare il settore sono soprattutto i flussi turistici provenienti dall’estero, da sempre più sensibili alle tematiche ambientali. Altro dato significativo riguarda l’agricoltura biologica, che è giunta oggi ad occupare oltre il 13% della superficie agricola utile. Il consolidamento di questa tendenza ha permesso vantaggi economici ed ecologici. Da un lato ha favorito la crescita del fatturato complessivo del settore terziario, dall’altro ha contribuito alla tutela del

paesaggio e del territorio. Ma non è tutto rose e fiori. Anche nella provincia di Firenze esistono delle criticità: parte delle potenzialità legate all’ambiente restano inespresse, o non sfruttate a pieno. Il percorso avviato dall’amministrazione provinciale attraverso l’introduzione della certificazione ambientale rappresenta, secondo il report, un primo significativo segnale di una rinnovata sensibilità in grado, nel prossimo futuro, di migliorare una situazione di stallo. In attesa dei futuri investimenti nel settore delle /L.S. energie rinnovabili.

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POLITICA FIRENZE

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Gennaio 2009

AL VOTO. Chi non fa le primarie lavora sui nomi dei candidati RITRATTO. Ornella De Zordo, capogruppo Unaltracittà/Unaltromondo

Cinque anni di lotte Via al valzer delle elezioni: tutti divisi. Appassionatamente per la pacifista battagliera Lorenzo Salusest

D

L

a lunga marcia per Palazzo Vecchio è iniziata. Mancano cinque mesi alle elezioni amministrative, e per i politici è tempo di mettersi in cammino. Partiti, movimenti, liste civiche: in ordine sparso, ma tutti con il medesimo obiettivo, più o meno raggiungibile, di conquistare la poltrona più alta. Magari approfittando delle debolezze registrate negli ultimi mesi dal Partito democratico. Ad oggi un solo candidato ufficiale (Valdo Spini), uno ufficioso (Mario Razzanelli), un convitato di pietra (Paolo Bonaiuti). Accanto a loro una pletora di altri nomi, espressione dei pianeti e dei satelliti che gravitano nell’orbita della politica fiorentina. Pronti a brillare al momento opportuno. Il Popolo delle libertà. “Siediti lungo la rive del fiume e aspetta che passi il cadavere del tuo nemico”, recita un antico proverbio cinese. Al di là dell’aspetto macabro, sembra essere questa la strategia adottata dal centrodestra fiorentino: attendere l’esito delle primarie del Pd del febbraio prossimo, confidando in una lotta fratricida, per poi individuare il candidato ideale per fronteggiare l’erede designato di Leonardo Domenici. Nessuna certezza sul nome, ma solo alcune indiscrezioni: ab- che il consigliere Udc si lasci scippare all’ultimo mobandonata (definitivamente?) l’ipotesi Paolo Bonaiu- mento la sua creatura. Spini. Il ritorno del professoti, e tramontata l’idea di lanciare un giovane esponen- re. Dopo una decennale esperienza politica a livello te politico, sembra che le attenzioni del coordinatore nazionale e internazionale, Valdo Spini è tornato ai di Forza Italia Denis Verdini siano tutte indirizzate suoi primi amori: il partito socialista e Firenze. Amoverso una candidatura espressione della società ci- ri non necessariamente indivisibili, perché se è vero vile, “una persona in grado di risvegliare l’orgoglio che Spini è stato il primo a lanciare ufficialmente la dei fiorentini”. Ma quanto l’attendismo sia figlio di sua candidatura, supportato da illustri esponenti della una strategia e quanto della rassegnazione non è dato società civile, è altresì vero che il Partito socialista sapere: lo stesso Verdini ha ammesso che, numeri non ha ancora sciolto la riserva sul suo nome. Non è escluso che il Ps candidi il suo alla mano, la battaglia sarà dura e segretario nazionale Riccardo impegnativa. Certo è, garantiscoLa marcia elettorale Nencini, costringendo Spini ad no i vertici del Pdl, non saranno è iniziata: partiti, una corsa in solitaria, a capo di ripetuti gli errori del 2004, che movimenti e liste civiche una lista civica. Rifondazione. portarono alla tardiva candidatura scendono in campo Alle scorse elezioni amministradell’ex sovrintendente Domenico tive sostenne, a fianco di alcune Valentino. Razzanelli. L’uomo dei referendum contro la tramvia è pronto a scendere liste espressione della società civile, la candidatura in campo. Ma non sotto l’insegna dell’Udc. O almeno di Ornella De Zordo. Un esperimento che con ogni non solo. L’idea è ambiziosa: chiamare a raccolta at- probabilità non si ripeterà. Scossa al suo interno da torno a sé una parte della rete dei comitati cittadini e minacce di scissione e non rappresentata in Parlagruppi ambientalisti, compagni di battaglia anti-tram. mento, è probabile che Rc, per una questione di visiUna lista civica in grado di trasformare Razzanelli bilità, corra da sola, chiedendo un sostegno formale nel Guazzaloca fiorentino. Il nome c’è già, sintetico ad alcune associazioni di sinistra. Ancora da definire ed efficace: “Firenze c’è”. L’investitura ufficiale del l’identikit del candidato, ma già circola il nome di candidato a sindaco non ancora. Ma pare improbabile Mercedes Frias.

ocente universitaria per professione e consigliera comunale (Unaltracittà/Unaltromondo) per passione, Ornella De Zordo è colei che nel 2004 ha costretto Leonardo Domenici al ballottaggio, ottenendo al primo turno, grazie anche all’apporto dei Comitati cittadini e di PRC, un inaspettato e lusinghiero 12,3%. A seguire oltre quattro anni di battaglie (non ce ne vorrà per il termine la pacifista consigliera) combattute fuori e dentro Palazzo Vecchio. Battaglie che l’hanno vista in prima linea contro molti dei provvedimenti della giunta Domenici. Solo per l’urbanistica si pensi al Multiplex, a Castello, al Parco di San Salvi, all’ex Panificio militare fino alla trasformazione delle aree ex Fiat di Novoli e Belfiore. Una spina nel fianco del centrosinistra. Quattro anni e mezzo sui banchi dell’opposizione. Un’esperienza fruttuosa? E’ stato molto impegnativo e ho cercato di agire con coerenza rispetto al mandato ricevuto. La mia è stata una candidatura alternativa a Domenici e alla sua maggioranza, sia in merito ai contenuti che alle modalità di governo. L’ascolto e il confronto sono mancati in questa amministrazione, che ha messo in atto un vero e proprio bluff sulla partecipazione (come per il Piano Strutturale). In generale le decisioni adottate non hanno dato risposta ai bisogni della città, ma sono state concordate con alcuni grandi soggetti privati. Ma dei risvolti più inquietanti di questa modalità di governo si sta oggi occupando anche la Magistratura. Cosa c’è in cima alla scala delle priorità di Ornella De Zordo? Firenze deve essere realmente a disposizione dei cittadini, quindi realizziamo verde pubblico, fronteggiamo l’emergenza casa,

Ornella De Zordo

aumentiamo gli spazi di socialità urbana, garantiamo i diritti dei residenti e delle categorie più deboli. I problemi non si risolvono a colpi di divieti paradossali ed inapplicabili. E ancora, miglioriamo la salute di tutti con la pedonalizzazione del centro e una rete di mezzi pubblici ecologici. Infine riqualifichiamo i servizi (a partire dall’acqua) che non vanno privatizzati ma gestiti attraverso la nuova formula del “pubblico partecipato” che garantisce qualità e trasparenza, oltre che costi contenuti. Obiettivi ambiziosi che ha cercato di portare avanti in passato. E nel futuro? E’ la crisi economica attuale che dimostra che il futuro sta in questa direzione! Vediamo il fallimento del modello delle grandi opere costose, spesso inquinanti (vedi inceneritori) e inutili perché le alternative ci sono, eccome! Ora più che mai è importante fare rete con le molte realtà di base impegnate in questi anni sui diversi temi, per offrire un’alternativa alla dicotomia classica centrosinistra/centrodestra e costruire “Un’altra Firenze”. Il 2009 può essere una tappa importante di questo processo. Noi ci siamo. /L.S.

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SPESE

Gennaio 2009

CONSUMI. I ticket per i lavoratori spesso non bastano a coprire il costo del pranzo

C’erano una volta... i buoni pasto SCHEDA UN SACCO DI REGOLE

Molti gli esercizi commerciali che protestano contro questo mezzo di pagamento, per le spese di contratto e i tassi che influiscono sul loro guadagno finale. Alcuni supermercati invece li accettano per farci la spesa

I PIÙ ACCETTATI

Giulia Coli

I

l caro vita incide sempre di più: su tutto e su tutti. E si ripercuote anche sui buoni pasto. Se un tempo con uno di questi era possibile coprire un pranzo fuori casa, oggi quest’operazione si rivela una vera impresa. I prezzi di primo, secondo e contorno nei ristoranti e nei bar sono fioriti e il valore dei buoni pasto non li ha seguiti. Così il popolo dei lavoratori si trova sempre più spesso a dover tirar fuori il portafoglio per far fronte ad un valore del ticket non sufficiente. I buoni pasto hanno un valore che si aggira per lo più sui 5 euro (5,16 o 5,29), in alcuni casi questo sale a 6,20 euro per arrivare anche ai 7 e ai 10 euro, ma non sono rari i casi in cui l’azienda consegna al lavoratore ticket di 4,75 euro, che mediamente, bastano

Il buono pasto costituisce un elemento del contratto di lavoro stipulato fra un’ azienda privata o ente pubblico e i suoi dipendenti. Di conseguenza, alcuni limiti che ha sull’utilizzo derivano dalla normativa tributaria e previdenziale relativa al rapporto stesso. Il datore di lavoro stabilisce il valore dei buoni da erogare ai propri dipendenti sulla base dei giorni di effettiva presenza.

a coprire solo metà pasto. “Pranzare con un buono pasto, almeno che uno non prenda un panino e una bottiglietta d’acqua, è difficile – dice Costantino, che lavora per una ditta di costruzioni stradali –A me spetta un ticket di 4,75 euro con il quale è difficile fare un pasto completo. Il buono è un piccolo aiuto”. Ma anche a chi spetta un ticket di valore superiore riuscire a coprire un pasto completo resta difficile. “L’accordo ministeriale prevede un buono pranzo del valore di 7 euro – dice Tamara, impiegata statale –se mangio panini riesco a rientrarci, ma già con un primo, acqua e caffè spesso mi trovo ad aggiungere qualche euro. Dati i rincari degli ultimi tempi il valore dei ticket è sempre più insufficiente”.Lo scopo per cui i buoni pasto nascono

I ticket possono essere utilizzati solo per il servizio ristorativo e non possono essere convertiti in denaro. Possono essere spesi in pubblici esercizi, come bar, ristoranti, pizzerie, take away e presso i supermercati convenzionati con le società emettitrici. In Italia ce ne sono 14: i marchi più accettati sono Ticket Restaurant, Day, Qui Ticket Service, Passlunch e Buonchef.

NON SI CUMULA I buoni pasto sono strettamente personali, non possono essere ceduti e non danno diritto al resto in denaro se la spesa è inferiore al valore nominale del buono. Nel caso la prestazione sia superiore il dipendente deve pagare la differenza in denaro. I ticket per norma di legge non sono cumulabili, anche se di fatto i consumatori utilizzano più buoni in uno stesso acquisto, soprattutto nei supermercati.

CINQUE EURO E POCO PIÙ In Italia il valore defiscalizzato del buono pasto è fermo da 11 anni a 5,29 euro, molto più basso rispetto ad altri paesi europei: in Spagna il valore defiscalizzato è di 9 euro, in Portogallo di 6,72 euro, in Francia di 6 euro. Così, quando l’azienda decide il valore del ticket lo sceglie il più vicino possibile al limite massimo d’esenzione dei contributi fiscali e contributivi, che è, appunto, di 5,29 euro a persona. (quello di sostituire la funzione del servizio contratto a cui sono costretti. Su ogni buoni mensa dove non è presente per i lavoratori pasto, infatti, la società emettitrice recupera con turni di servizio di almeno otto ore) vie- dagli esercizi un tasso che varia dal 7 al 10% ne assolto sempre meno. Un numero sempre sul valore dello stesso ticket. Il risultato è che maggiore di dipendenti si affida anche a vec- su un buono di 5,16 euro il gestore di un bar chie scappatoie, come portarsi il pranzo da ne incassa 4,64. “Per noi accettare i buoni è casa e consumarlo direttamente in ufficio. In conveniente solo perché all’ora di pranzo su settanta persone che questo modo i ticket vengono, cinquanta li risparmiati vengono Se mangio panini usano – dice Ombretta, usati in un’unica volta riesco a rientrarci, proprietaria di un bar in modo da coprire per altrimenti devo aggiungere in via Madonna della intero un pasto. Ma non qualche euro Tosse – ma per le spese manca chi con i buoni di contratto e i tassi su serbati paga la spesa al supermercato: Conad e il Centro Supermer- ogni ticket non è certo vantaggioso”. Più duri cati si sono, infatti, aperti a questa forma di i proprietari di un alimentari di via della Copagamento. Ma a lamentarsi della situazione lonna: “E’ un ladrocinio quello dei buoni panon sono solo i lavoratori che beneficiano del sto, che va a ledere i commercianti e in alcuni buono pasto. Gli stessi esercizi che accet- casi può incidere anche sui prezzi. Si tengono tano i ticket protestano per le condizioni di solo perché tante persone li utilizzano”.

PER CORRUGARE LA FRONTE SI METTONO IN MOVIMENTO 65 MUSCOLI, PER SORRIDERE SOLO 19. ALLORA, ALMENO PER ECONOMIA, SORRIDI!!! LA PLACCA BATTERICA, tecnicamente detta Biofilm , è un composto morbido costituito da microorganismi e da una matrice intermicrobica. L’80% della placca è rappresentata da acqua e il restante 20% da microorganismi, sali, lipidi, proteine, carboidrati. IL TARTARO, un deposito duro, è la placca calcificata dai Sali contenuti nella saliva (tartaro sopragengivale), nel fluido del solco e nell’essudato infiammatorio (tartaro sottogengivale). La sua struttura ruvida rappresenta un’ottima superficie per l’apposizione di nuova placca. LA PLACCA si rimuove con le giornaliere manovre di igiene orale domiciliare: spazzolamento, uso del filo o spazzolino interdentale, collutorio. Il tartaro, invece, deve essere eliminato ambulatorialmente con specifici strumenti ad ultrasuoni o manuali. I primi sfruttano la vibrazione meccanica di un inserto montato su manipolo e richiedono l’irrigazione per il raffreddamento della punta; i secondi sono strumenti a lama, devono essere affilati e provocano una minore sensibilità dentale.

Generalmente si abbinano i due tipi di strumentazione per sfruttare i vantaggi di entrambi e si consiglia di norma eseguire la seduta di igiene orale 1 o 2 volte all’anno, a seconda della quantità di placca e tartaro presente sui denti del paziente. E’ opinione abbastanza diffusa che la “pulizia dei denti” (detartrasi ) possa arrecare danni alle strutture dentali, ma non è assolutamente vero.

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Le nostre pagine

a cura del Consiglio di Quartiere 5

Scuole sicure nel quartiere Il cedimento di un contro-soffitto alla scuola primaria Marconi lo scorso dicembre, aveva spaventato non poco i fiorentini circa la sicurezza delle nostre scuole, anche in seguito all’eco dei tragici fatti di Torino. Il Quartiere 5 che della questione “sicurezza nelle scuole” ne ha fatto da sempre una sua priorità, ci tiene quindi a sottolineare tramite la sua Presidente Stefania Collesei quello che è lo stato dell’arte delle cose e che: “i due pannelli del controsoffitto della Marconi hanno ceduto a causa delle infiltrazioni di acqua piovana determinate dalle abbondanti piogge del week end. Di questo incidente siamo stati subito avverti il lunedì è, dopo neanche un’ora, il funzionario dell’Unità Operativa Tecnica era nella scuola per verificare quanto accaduto. La mattina stessa sono intervenuti anche i servizi tecnici del Comune di Firenze per mettere in sicurezza la zona in cui erano caduti i pannelli”. È già stato disposto di ripristinare i due pannelli caduti e l’intervento sarà realizzato appena le condizioni meteorologhe lo permetteranno - ha concluso la presidente del Quartiere 5 -. I citta-

dini devono essere rassicurati che la sicurezza degli edifici scolastici è uno dei punti più importanti del programma e del bilancio del Quartiere 5 e dell’Amministrazione Comunale e che per il secondo anno stiamo monitorando completamente tutte le controsoffittature degli edifici scolastici. Finora sono stati investiti ben 180.000 euro”. Non solo, specifica Daniele Sacconi, Presidente della Commissione Assetto Territorio “il monitoraggio in tutte le scuole è sempre molto scrupoloso e nel caso specifico della Marconi in fin dei conti si è trattato solo, appunto, di due pannelli di polistirolo che cadendo si sono sbriciolati perchè così deve essere per motivi di sicurezza. Si è voluto gonfiare molto il caso, ma i cittadini devono stare tranquilli perchè nelle nostre scuole la sicurezza è garantita.” Non solo parole ma anche e sopratutto numeri per informare i cittadini su tutto quello che c’è da sapere sugli edifici scolastici del quartiere, sulla loro tipologia strutturale, sulla loro manutenzione e su quanto si sia investito anno per anno per la messa in sicurezza.

LE SCUOLE DEL QUARTIERE Totale immobili 35 Metri quadri indicativi immobili 105.000 Totale gradi scolastici 49 Scuole prefabbricate 11

PIANO TRIENNALE ANNO 2004 Totale immobili in cui ci sono stati interventi 9 Totale immobili in cui ci sono stati interventi per messa in sicurezza 5 Totale spesa Euro 443.862,00

PIANO TRIENNALE ANNO 2005 Totale immobili in cui ci sono stati interventi 7 Totale immobili in cui ci sono stati interventi per messa in sicurezza 4 Totale spesa Euro 714.780,00

PIANO TRIENNALE ANNO 2006 Totale immobili in cui ci sono stati interventi 4 Totale immobili in cui ci sono stati interventi per messa in sicurezza 3 Totale spesa Euro 858.012,32

PIANO TRIENNALE ANNO 2007 Totale immobili in cui ci sono stati interventi 9 Totale immobili in cui ci sono stati interventi per messa in sicurezza 4 Totale spesa Euro 1.582.375,00

PIANO TRIENNALE ANNO 2008 Totale immobili in cui ci sono stati interventi 13 Totale immobili in cui ci sono stati interventi per messa in sicurezza 8 Totale spesa Euro 1.218.168,00


Le nostre pagine

Tanti nuovi alberi nel Quartiere 5 E’ stato approvato nel mese di dicembre dalla Giunta Comunale un intervento straordinario dell’assessorato all’Ambiente: è previsto l’arrivo di 518 nuovi alberi nel territorio fiorentino, di cui più della metà (288) verranno piantati nel Quartiere 5. Questa iniziativa va oltre i normali reimpianti che vengono effettuati di prassi ogni anno dal Comune e dai Quartieri (circa 1500) perché in questo caso non si vanno a sostituire piante già presenti (magari malate o secche) ma si va a portare il verde dove prima non c’era: strade in zone periferiche o in posizione decentrata, nei pressi di viali già alberati. Nel Quartiere 5 le vie scelte sono: via Barsanti, via della Quiete, via Magellano, via Allori, via Rosellini, via Benedetto Dei, Gli impianti verranno effettuati entro il mese di marzo e porteranno nel nostro territorio, frassini olmi e aceri. L’intervento ha un costo complessivo di 500mila euro, che comprende anche la realizzazione delle aiuole e degli speciali

cordoli di protezione (OBAG). “Queste piante – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Claudio Del Lungo – fanno parte di una serie di azioni per la riduzione dell’inquinamento atmosferico urbano e per la lotta alla prevenzione. Basta pensare che i 518 alberi che andremo a piantare produrranno una riduzione complessiva annua di CO2 pari a circa 22,3 tonnellate”. Le essenze scelte, infatti, ha hanno foglie larghe e rugose, adatte a catturare ed intercettare l’anidride carbonica, l’ossido di azoto e le polveri fini (il PM10). Intanto, nel mese di dicembre, ha preso il via un altro intervento simile: grazie ad un accordo dell’assessorato all’Ambiente con la direzione Nuove Infrastrutture e con il Polo Ospedaliero di Careggi, sono stati messi a dimora 36 frassini e 30 olmi in via Chiuso dei Pazzi, nel proseguimento di via Caldieri. La spesa complessiva è di circa 27mila euro.

Infopoint L’inizio dell’anno nuovo è una buona occasione per fare un bilancio delle attività degli Infopoint relativi al sistema tranviario e per capire che cosa è cambiato negli ultimi mesi. Innanzi tutto, gli operatori hanno rilevato nel corso del 2008 una notevole riduzione del livello di disinformazione dei cittadini, tanto da non dare più credito a molte delle false informazioni che circolavano in passato. Restano diffuse solamente le “voci” che riguardano passaggi pedonali situati ogni 600 metri e la soppressione di marciapiedi e attraversamenti pedonali. Un altro dato che è emerso fortemente nell’ultimo anno è l’attenzione alla cura della città, come elemento che ha accomunato tutti gli utenti che si sono rivolti agli sportelli, sia commercianti che residenti. Ecco le cifre degli sportelli informativi dedicati ad una porzione del tracciato tranviario. INFOPOINT STATUTO Ha effettuato 3 aperture settimanali per

un totale di 655 utenti ricevuti nel periodo dal 5 maggio al 19 dicembre 2008 (con la chiusura estiva nel mese di agosto). Riapre i battenti il 7 gennaio e resterà attivo fino al 31 marzo 2009, all’interno dell’omonima stazione FS Statuto, con il seguente orario: lunedì dalle 9.00 alle 13.00, mercoledì dalle 16.00 alle 20.00 e venerdì dalle 16.00 alle 20.00. INFOPOINT presso il Quartiere 5 Da gennaio a maggio 2008 ha effettuato un’apertura settimanale, per un totale di 60 utenti ricevuti. Nel corso del 2007 vi si erano rivolte 240 persone. INFOPOINT NOVOLI In funzione dal 30 giugno al 18 luglio 2008, ha effettuato 3 aperture settimanali ed ha ricevuto 49 utenti. INFOPOINT BELFIORE Dal 18 settembre al 16 ottobre 2008, 3 aperture settimanali e 55 utenti.

Via ai lavori di restauro della statua di Garibaldi Prenderanno il via nella primavera del 2009, i lavori di restauro della statua di Giuseppe Garibaldi, nella Piazza omonima, nel cuore del borgo di Peretola. Lavori che i cittadini e le associazioni del borgo sollecitavano da tempo, tanto sono affezionati alla loro statua dell’eroe dei due mondi che ha una storiella curiosa da raccontare in quanto fu osteggiata fin dall’idea stessa della sua realizzazione. Gli abitanti di quello che era all’epoca il comune di Brozzi infatti, fin dall’onda emozionale della morte del generalissimo, si adoperarono per favorire la sua realizzazione e collocazione al centro della piazza del borgo di Peretola. Ma il parroco della chiesa di Santa Maria non vedeva di buon occhio l’iniziativa perché considerava impropria la sua collocazione davanti alla chiesa e rivendicava la piazza come esclusiva proprietà della chiesa. Per far felici tutti e nessuno al tempo stesso si decise allora di risolvere il contenzioso collocando la statua sì nella piazza, ma leggermente decentrata. Il promotore della statua per l’eroe del Risorgimento fu tale Carlo Tirinnanzi, consigliere comunale di Brozzi che diverrà poi anche cassiere della Società Garibaldi istituita per reperire i fondi necessari alla realizzazione dell’opera. Era il 27 ottobre del 1894 quando la società Garibaldi chiese ed ottenne dal comune di Brozzi l’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico per l’inizio dei lavori. La statua in bronzo, alta quasi quattro metri fu scoperta il 21 luglio 1895 e il 4

agosto dello stesso anno anche la piazza prese il nome di Giuseppe Garibaldi. L’opera fu realizzata dallo scultore Antonio Garella che qualche anno più tardi realizzò un Garibaldi anche per Pistoia, ma la curiosità della statua di Peretola è che si tratta di una delle poche statue

di Garibaldi in cui il condottiero non è a cavallo... Il progetto di restauro della statua di Garibaldi che ammonta a Euro 60.000,00 sarà finanziato con i fondi della contabilità speciale destinati alla realizzazione del P.U.R. (piano urbano di riqualificazio-

ne). Il progettista e direttore dei lavori sarà l’architetto Giuseppe De Grazia della direzione cultura-servizio belle arti, mentre il R.U.P. (responsabile unico del procedimento) sarà l’architetto Daniela Porrati della Direzione nuove infrastrutture.


Le nostre pagine “In cammino nel tempoâ€? per scoprire un popolo Dal 23 al 31 gennaio 2009 nella Sala Consiliare del quartiere 5 verrĂ  allestita la mostra fotografica “Ko Phiripè e Waktesa - In cammino nel tempoâ€? ideata da Massimo Amato e dedicata al percorso di integrazione a Firenze dei rom. Un percorso che questo popolo ha vissuto e vive nella continua ricerca di un equilibrio tra difesa delle proprie tradizioni ed inserimento nella vita cittadina. L’esposizione arriva nel quartiere piĂš multietnico della cittĂ  non a caso nel periodo in cui si celebra la Giornata della Memoria “infatti - dichiara la Presidente del Quartiere Stefania Collesei - la mostra verrĂ  ospitata nei locali del Quartiere 5 proprio in occasione della Giornata della Memoria per non dimenticare un popolo che ha visto le sofferenze e le persecuzioni durante la seconda guerra mondialeâ€?.

Buon Compleanno Casa del popolo Tre Pietre! 60 anni di storia nel quartiere. Eh sÏ perchè la Casa del popolo Tre Pietre è legata al quartiere fin dalla sua costruzione, poichè furono proprio molti volontari a costruirla negli anni 1946/48 con materiali recuperati dalle macerie dei bombardamenti del Pignone e di Por Santa Maria, quasi come a voler suggellare una rinascita dopo tanti lutti. Da sempre luogo di aggregazione del quartiere oggi come ieri, la Casa del Popolo festeggia il suo 60° compleanno con un ricco calendario di eventi partiti a dicembre e che ci accompagneranno fino a maggio. Calendario eventi di gennaio e febbraio: martedÏ 6 gennaio ore 16,30 - Festa della Befana a cura della Polisportiva Tre Pietre sabato 31 gennaio ore 17,00 - Associazionismo e sport. Esibizione degli atleti della Polisportiva Tre Pietre. Incontro con i rappresentanti del mondo dello sport e degli enti locali martedÏ 24 febbraio ore 16,30 - MartedÏ grasso... Che festone!!!! Giochi ed animazione a cura della Polisportiva Tre Pietre. Premiazione delle maschere piÚ originali

disponibilitĂ  e completezza di risposte. Con l’occasione vorrei ricordare, anche se il servizio è attivo da pochi giorni, che i cittadini fiorentini e di conseguenza anche quelli del Quartiere 5 sono “collegati al comuneâ€? per ottenere tanti servizi online. I servizi sono disponibili su www.comune.fi.it la rete civica del Comune di Firenze. L’obiettivo dovrĂ  essere quello di arrivare ad informare le categorie commerciali, le imprese, le famiglie ed i cittadini per poter sbrigare direttamente, via internet, i rapporti col comune in qualunque ora del giornro evitando di recarsi presso gli uffici. I servizi online abbracciano diverse aree dell’Amministrazione Comunale e per accedervi è sufficiente richiedere le credenziali registrandosi su (http://centroservizi.lineacomune. it/ConsoleCittadino) e successivmente presentandosi con un documento di riconoscimento valido presso l’Urp (Ufficio Relazioni con il Pubblico) che nel Quartiere 5 hanno sede in Via Bini e in Piazza 1° maggio a Brozzi.

Villa Pozzolini va all’Università Il centro culturale Villa Pozzolini in collaborazione con il Polo Universitario di Novoli organizza varie attività per i cittadini e gli studenti negli spazi del Polo. Il laboratorio linguistico di Villa Pozzolini offre corsi di lingua inglese, francese, tedesca e spagnola per gli utenti del quartiere e gli studenti universitari che possono usufruire di uno sconto del 50% sulle tariffe. Anche i due nuovi corsi d’inglese per il personale tecnico ed ausiliario del Polo a cui partecipano già 20 iscritti, è stato ben accolto. A breve saranno attivati anche dei seminari gratuiti per gli studenti con l’obiettivo di approfondire la lingua inglese attraverso l’utilizzo di tecnologie multimediali(audio e video). E le iniziative culturali di Villa Pozzolini non finiscono qui. A partire da gennaio inizierà uno stage di approfondimento per gli amanti del teatro sulla storia del melodramma e sempre al Polo di Novoli, saranno organizzate altre attività quali presentazioni di libri ed incontri con rappresentanti del mondo della culrtura.

Anagrafe nei quartieri e comune in “rete� on line

Presentazione del libro di Angelo Uleri

Da qualche settimana i cittadini di Firenze residenti nel Quartiere 5 hanno constatato che tramite il PAD (Punto anagrafico decentrato) di Via Bini, sono stati potenziati altri servizi alle persone, che prima erano gestiti unicamente dalla residenza comunale centrale. Anche i quartieri, dunque, si sono attrezzati per fornire tali servizi con prenotazione telefonica (telefonando allo 055 055) cosÏ da evitare code agli sportelli. Tale novità si aggiunge ai tanti servizi che i PAD già forniscono da molto tempo, il tutto sempre nell’ottica di poter migliorare il rapporto fra l’istituzione e il cittadino. Il Consiglio del Quartiere 5, tra le altre cose, è giustamente orgoglioso di poter avere nel suo territorio un PAD (Via Bini) che eroga servizi quasi come la sede centrale di Palazzo Vecchio, ed i cittadini che vi si rivolgono trovano nel personale che lavora negli uffici

“Legnaia: L’Oltrarno Fiorentinoâ€? LunedĂŹ 12 Gennaio, alle ore 17,30 Villa Pozzolini, Viale Guidoni 158 (Bus. n. 22) Saranno presenti: • L’Autore – Angelo Uleri • La Presidente del Quartiere 5 – Stefania Collesei • Il Presidente del Quartiere 4 – Giuseppe D’Eugenio

E’ INIZIATO IL SERVIZIO DI POLIZIA DI PROSSIMITA Ha visto la luce lo scorso 1° dicembre su tutto il territorio comunale di Firenze, il nuovo servizio denominato di Polizia di ProssimitĂ  che si propone di intensificare il contatto diretto tra i cittadini e l’amministrazione per migliorare la vivibilitĂ  della cittĂ . In poche parole si offre ai cittadini un interlocutore diretto che ascolti e risponda alle necessitĂ  reali. Assistenza, vigilanza e uno “sportello sempre apertoâ€? per prevenire

lunedĂŹ martedĂŹ mercoledĂŹ giovedĂŹ venerdĂŹ sabato

Una Polizia presente su ogni territorio per diventare garante del controllo e contrasto al degrado. Questo è il servizio di Polizia di Prossimità nel nostro Quartiere

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insieme tutti quegli atti non consoni ad un vivere civile.

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piazza 1° Maggio Presidio Polizia di Quartiere


Le nostre pagine Lo scorso mese vi abbiamo presentato tutto il teatro del nostro quartiere: dalle compagnie che operano negli spazi teatrali, agli spettacoli fino alle scuole di teatro. Una realtà viva e variegata che costituisce una vera ricchezza per il territorio. Ma il nostro quartiere è però anche molto vivo e fecondo in un’altra forma d’arte molto importante e prestigiosa quella della danza. Questo mese allora vi presentiamo tutte le scuole di danza presenti sul territorio.

nini, nasce la compagnia GIOVANI ALCHIMIE costituita da giovanissimi danzatori interessati ad un approfondimento dei linguaggi contemporanei.

ASSOCIAZIONE KI DOJO

La Presidente del Quartiere 5 Stefania Collesei

DANCE PERFORMANCE SCHOOL

Via G. Fabroni 60/62 r, 50134 Firenze – Tel: 055/48.42.10 email:info@dance performance.it – www.danceperformance.it La scuola è stata concepita con la filosofia del Village (700 mq su due livelli, 4 sale prova climatizzate), un luogo dove sentire, toccare, vivere l’arte e lo spettacolo, per formare artisti completi sul concetto delle scuole di formazione americane. Non solo danza ma anche body center con corsi di corpo libero, stretching, total body, step, gag, ginnastica riabilitativa. La Direzione Artistica per l’anno accademico 2008/09 presenta il Corso di Formazione Professionale per artisti di musical tenuto dagli interpreti del Musical “parlami di me” di Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime,

ASSOCIAZIONE DANZA DEMIDOFF Via p. g. boffito, 48 - 50127 firenze tel./fax 055.311732 – info@associazionedemidoff.it- www. associazionedemidoff.it L’insegnamento della danza all’interno della scuola Demidoff è concepito come una opportunità rivolta a tutti coloro che hanno desiderio di praticare questa disciplina, sia come semplice attività per il proprio benessere psico-fisico, sia come attività più impegnativa per un percorso di tipo professionale. La scuola è quindi strutturata in modo da offrire corsi differenziati e articolati su vari livelli, in base alle esigenze, alle capacità, agli obiettivi di ciascun allievo. Corso di formazione strutturato in due sezioni, danza classico-accademica e danza contemporanea, fortemente in relazione tra loro grazie ad un’unica direzione didattica e artistica. Un insieme di opportunità straordinarie riservate agli allievi in grado di seguire, per capacità, doti fisiche, talento artistico e tenacia, programmi formativi di alto livello professionale. Nel 2006, sotto la direzione artistica della coreografa e ballerina Cinzia Cascia-

Via Gordigiani, 20/M - Viale Corsica, 3/R - 50127 Firenze (FI) Telefono e fax 055362090 info@kidojo.it Il Ki Dojo è una associazione specializzata nello sviluppo della Unificazione mente-corpo, concependo la salute umana nel suo aspetto psicofisico el svolge un lavoro specifico promuovendo attività non competitive ed educative atte a valorizzare l’esperienza umana sotto l’aspetto della coesione psicofisica e sociale. Si è scelto quindi di non utilizzare macchine e attrezzature computerizzate, ma di praticare attività volte al contatto umano sia fisico che mentale, per valorizzare al massimo le risorse individuali. Oltre alle arti marziali, alla Capoeira, alla Ginnastica dolce e al corpo libero il settore danza comprende la Danza Egiziana e la Modern Jazz Dance, i Balli caraibici e i Balli da sala. Dal 1996 inoltre sono iniziati i corsi diTango Argentino, nei quali viene curato in particolar modo: la postura, il rilassamento e la respirazione, come in una meditazione ballata.

DANZA “ARLEQUIN”

presso S.M.S. Rifredi via Vittorio Emanuele II, 303 – Firenze – info@arlequin.it Associazione culturale per la promozione della danza classica e modern-jazz a livello amatoriale e professionale - si avvale del metodo R.A.D. (Royal Academy of Dance di Londra) Ogni anno le allieve partecipano a rassegne di scuole di danza e a concorsi, mentre a chiusura dell’anno scolastico viene effettuato il saggio nell’attiguo Teatro di Rifredi


FOCUS

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Gennaio 2009

SPIE. Telecamere, fotored, videofonini: gli occhi elettronici controllano tutti. E tutto

Un grande fratello in salsa fiorentina Centinaia di dispositivi elettronici sorvegliano la città in ogni suo angolo: dai viali, alle viuzze fino ai negozi del centro. Guai a sgarrare: c’è il rischio continuo di essere immortalati Lorenzo Salusest

B

envenuti nel primo reality show alla fiorentina. Protagonista la città ed i mille occhi elettronici che la osservano. Autovelox sui viali per immortalare gli amanti della velocità, “fotored” agli incroci per cogliere in flagrante autisti indisciplinati. E ancora, telecamere nelle piazze, agli angoli delle strade, negli esercizi commerciali, nelle banche, persino sugli autobus. Per finire con i videofonini. Occhi pubblici e privati che controllano, scrutano, rilevano ogni minima infrazione, ogni minima debolezza. Il regista di questo film chiamato vita cittadina è - o almeno può essere - ognuno di noi. Siamo potenzialmente tutti “grandi fratelli”, figli di una madre chiamata “curiosità” e di un padre di nome “ordine pubblico”. Genitori divorziati, con interessi distinti. Da un lato gli apparecchi per la rilevazione delle infrazioni al codice della strada, le “telecamere amiche” volute dal Comune per prevenire gli atti di vandalismo, gli innumerevoli apparecchi di videosorve-

glianza installati presso negozi e banche, e, da pochi giorni, anche sugli autobus. Dall’altro gli scatti rubati e i filmati carpiti dai videofonini. Tutti potenziali registi, quindi. E tutti potenziali attori. Con buona pace degli strenui difensori del diritto alla privacy. In coda sui viali? Una passeggiata nelle vie di Firenze? Un acquisto in un negozio del centro? Immortalati. Inesorabilmente. Fatte salve alcune eccezioni perché, come ogni reality che si rispetti, ci sono angoli in cui le telecamere non possono entrare. Ma bagni e camerini sembrano essere ormai le uniche oasi di tranquillità e di riservatezza. Tutto il resto è di dominio pubblico. Persino la più piccola manchevolezza o il vizio più innocente, come pulirsi il naso in attesa che scatti il semaforo verde. Niente di male fino a ieri (purché in assenza di macchine nelle vicinanze), ma oggi è diverso: il gesto poco elegante potrebbe rimanere impresso nella memoria non dell’autista a fianco ma in quella di una banca dati. O, nella peggiore delle ipotesi, finire su un

sito internet. Guai a sgarrare, quindi. Alla funzione di tutela della sicurezza che ha motivato in principio l’installazione delle telecamere si è accompagnata nel tempo una deriva voyeuristica, una curiosità morbosa nei confronti delle vite altrui. E quel che preoccupa di più i fiorentini (purché autisti disciplinati) non sono tanto le registrazioni effettuate dalle apparecchiature a disposizione della polizia municipale, quanto

gli attimi di vita privata carpiti con maestria dai proprietari di videofonini. Protestare non serve, tantomeno nascondersi. Di fronte a questa nuova invadenza al comune cittadino non resta che adeguarsi. E visto che è impossibile sfuggire all’occhio indiscreto delle telecamere, tanto vale sorridere e mettersi in posa: chissà che un’immagine rubata alla nostra privacy non ci valga un provino cinematografico.

L’INTERVISTA Parla Patrizia Verrusio, vicecomandante della Polizia Municipale

“Ma i cittadini possono stare tranquilli, la privacy è tutelata”

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ra i mille occhi elettronici puntati su Firenze, i più diffusi sono quelli appartenenti al Comune: sono le 106 “telecamere amiche” dislocate sul territorio. Ne parliamo con Patrizia Verrusio, vicecomandante della Polizia Municipale e dirigente del servizio “ufficio città sicura”. Vicecomandante, quali sono le funzioni effettive delle telecamere? Per norma di legge esse possono esse-

re impiegate per sorvegliare il traffico veicolare e per garantire la tutela dei monumenti. Tuttavia, il recente “decreto sicurezza” contiene delle norme che consentiranno, in futuro, anche funzioni di controllo del territorio: se le immagini raccolte mostreranno reati, la polizia municipale potrà usarle per poi intervenire agendo come polizia giudiziaria. Ad oggi, quindi, la funzione prin-

cipale delle telecamere è legata al traffico. Si tratta di un supporto importante? Assolutamente sì. Si sono rilevate molto utili, perché il loro utilizzo ci consente interventi tempestivi sulla mobilità, offrendoci la possibilità di tenere monitorati continuamente i luoghi di criticità e le strade più trafficate. Inoltre sono fondamentali in moltissimi casi di incidenti, aiutandoci a rico-

struire con precisione le dinamiche dei sinistri. Per quanto riguarda la tutela dei beni artistici? Le telecamere sono puntate sui principali monumenti, e dotate di un dispositivo in grado di comunicare alla centrale i casi di intrusione. Nei primi mesi del 2009 saranno introdotti strumenti più raffinati e sensibili in grado di eliminare le interferenze, permet-

tendo un maggior controllo. Sguardi tecnologici puntati ovunque. Senza scomodare Orwell, i fiorentini possono ritenersi sotto controllo? Nel trattamento dei dati ci atteniamo alla legge. Nei mesi scorsi abbiamo ricevuto la verifica del Garante della privacy. Una visita che ha confermato la bontà del nostro operato, non rile/L.S. vando alcuna infrazione.

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TERZA ETÀ

Gennaio 2009

SENIOR/1. Le residenze sanitarie aumentano, le liste d’attesa per accedervi diminuiscono

L’industria dell’anziano non conosce crisi La popolazione invecchia e sempre più famiglie scelgono questo tipo di sistemazione per i parenti in là con l’età: in città la retta mensile a carico del cittadino può aggirarsi anche intorno a 1600 euro Giulia Coli

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’è un mercato che non risente di crisi economiche, nonostante costi proibitivi e lunghe liste di attesa. È quello delle “Residenze sanitarie assistenziali” (Rsa) e di tutta “l’industria dell’anziano”. In un Paese dove l’aspettativa di vita diventa sempre più ampia e in una città, Firenze, dove questa è fra le più alte rispetto al resto dello stivale, ecco che la popolazione affetta da patologie invalidanti diventa sempre più estesa. Basti pensare che gli anziani fiorentini in Rsa sono al momento circa 1.700 e che la popolazione della città è in buona parte composta da ultra 65enni (circa 100mila), ultra 80enni e ultra 85enni (quelli più a rischio). Tante sono, quindi, le persone che hanno bisogno di assistenza. Sono molte le famiglie che dopo aver prolungato quanto più possibile la permanenza dell’anziano in famiglia spesso supportati dall’aiuto di badanti e infermieri- con l’aggravarsi della situazione si trovano costretti a ricorrere alle Rsa. Spesso per coprire le lunghe degenze, dovute a malattie croniche come l’Alzheimer o le demenze senili, i risparmi dell’anziano si consumano in fretta e così è la famiglia che si fa carico della spesa. Si va quindi alla ricerca di una sistemazione, dato che spesso i parenti degli anziani bisognosi di assistenza non riescono a far fronte né economicamente né logisticamente alle gravi condizioni in cui questi versano. L’approccio con i servizi sociali si rivela una delle prime difficoltà. Questi devono accertare lo stato d’invalidità, valutare l’opportunità del ricovero e stabilire la quota sanitaria, cioè la parte di spesa a carico del Servizio sanitario nazionale. Anche il Comune può correre a soste-

gno alla famiglia, erogando una cifra a copertura parziale o totale delle spese del ricovero nel caso di disagio grave. Rimane la quota a carico dell’assistito che, nella maggior parte dei casi, si presenta, quindi come uno dei primi grandi problemi da sostenere. Questa cifra viene calcolata valutando non solo il reddito del richiedente l’assistenza, ma anche quello dell’intero nucleo familiare, anche se recenti sentenze del TAR stabiliscono che il reddito conteggiato deve essere solamente quello dell’assistito. Quanto richiesto al paziente può oscillare considerevolmente anche a seconda del fatto che la residenza sanitaria prescelta sia pubblica, convenzionata o privata. A Firenze, infatti, mediamente la quota può aggirarsi sui 1.600 euro mensili, somma che tante famiglie hanno difficoltà a far rientrare nei propri bilanci. Molto più alta è di fatto la retta nelle cliniche private che può superare anche i 3 mila euro al mese, in pratica più di 100 euro al giorno, una cifra inarrivabile per molte persone. Il costo varia anche a seconda del tipo di camera occupata (singola o

doppia) e dalla gravità dell’invalidità del ricoverato. Nella difficile situazione un altro problema è costituito dalle lunghe liste d’attesa per l’ingresso nelle Rsa anche se, negli ultimi tempi, è stata registrata una flessione: un risultato reso possibile soprattutto grazie al potenziamento dell’assistenza domiciliare. Per fare solo un esempio, nei primi sei mesi del 2008 la lista di attesa per entrare in una Rsa della zona fiorentina nord-ovest è passata da 405 a 301 unità. Lo sviluppo positivo dell’assistenza domiciliare ha portato a buoni risultati anche per le strutture semiresidenziali, quali le Rsa temporanee e i centri diurni. Per i primi il numero di utenti delle liste d’attesa è passato da 138 dell’inizio 2008 a 28 di luglio, mentre quello degli ingressi diurni da 113, a gennaio 2008, a 77 a luglio. L’assistenza domiciliare agli anziani verrà ancor più potenziata grazie a 10milioni di euro recuperati dall’evasione dell’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) che la Regione Toscana utilizzerà proprio per il sostegno agli anziani non più autosufficienti e per aumentare i posti

di residenza assistita a disposizione nelle strutture pubbliche e convenzionate. Nonostante però le difficoltà che si presentano per un posto in una Rsa, queste strutture aumentano insieme alla domanda. E sono soprattutto le residenze private a riportare nell’ultimo decennio una crescita di quasi il 60%. In controtendenza, quindi, alla crisi che sta colpendo famiglie, commercianti e aziende, i luoghi di degenza per gli anziani si allargano e ricorrono a nuove assunzioni. Molte sono, infatti, le Rsa private che hanno scatenato una vera e propria campagna acquisti di case di riposo tanto da aver portato quasi a un raddoppio dei propri posti letto e anche del proprio fatturato. Ma anche il pubblico si sta muovendo con nuovi finanziamenti e un nuovo modello di assistenza per far fronte a un mercato che diventa sempre più allargato. Un programma che mira a forme di sostegno personalizzato, che prevedono l’alternanza fra assistenza nelle Rsa e domiciliare, oltre alla realizzazione di una sorta di “albo delle badanti” da formare e regolarizzare.

Scena tratta da Amici miei - Atto III

L’INTERVISTA Gianni Salvadori, assessore regionale politiche sociali

“Pensiamo di azzerare le liste d’attesa entro un anno”

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n Toscana gli anziani non autosufficienti gravi sono circa 40mila e di questi solo una piccola parte è inserita nelle Rsa. Esiste una lista d’attesa di oltre 3mila persone che la Regione Toscana vuole eliminare con la “costituzione di un fondo e un modello innovativo che ha il fine di estendere il sistema pubblico dei servizi sociosanitari a favore delle persone non autosufficienti”, come dice l’assessore regionale alle politiche sociali, Gianni Salvadori. Con la costituzione del fondo, quali sono i risul-

tati che verranno perseguiti? “Con il fondo si interverrà per dare risposte adeguate alle famiglie attraverso strumenti, quali i punti unici di accesso che, nel solo mese di novembre, sono stati aperti in numero di 294 e che hanno il compito di avviare la risposta assistenziale in maniera personalizzata. Il piano prevede per uno stesso paziente una pluralità di interventi: dall’assistenza a casa agli inserimenti in strutture semiresidenziali o temporanee, fino al soggiorno perma-

nente nelle Rsa”. Le liste d’attesa nelle Rsa verranno diminuite con questo nuovo sistema? “Noi pensiamo che in meno di un anno si azzereranno le liste d’attesa, soprattutto con l’aumento dell’assistenza domiciliare. Oggi viene data una risposta parziale alle famiglie, che le porta a chiedere l’inserimento nelle Rsa. Con il fondo verrà incrementato il sostegno delle badanti e i progetti di /G.C. assistenza infermieristica.”

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TERZA ETÀ

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SENIOR/2. L’amore non ha età e sono tante le persone che si “riaccompagnano”

Tra valzer e briscole il nonno s’innamora Il circolino, la casa di riposo, la sala di lettura di quartiere: sono tutti posti che fanno da sfondo ad “amicizie affettuose” che sbocciano tra gli anziani Giulia Pruneti

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FOCUS

aleotta fu la pista da ballo. Ma anche la mensa di Montedomini, la partita a briscola del circolo sotto casa, o la sala di lettura della biblioteca di quartiere. Uno sguardo tira l’altro, poi arriva la battutina sagace, il complimento per l’eleganza, e alla fine scatta anche l’invito a cena. Il valzer del corteggiamento segue un ritmo orecchiabile da tutti e non è certo l’età a fare la differenza. Non a Firenze almeno. Non in una delle città con il maggior numero di anziani. E che anziani! Arzilli, pieni di interessi e perché no, anche di passioni e slanci verso l’altro sesso. Questo dicono i fatti e non solo: perché sono gli stessi nonni e nonne fiorentini a confessare di non aver perso il gusto verso l’altra metà. La voglia di guardare al domani passa anche da qui, dal desiderio di sentirsi pieni di vita e godere appieno di ciò che rimane da vivere. Non parliamo certo del primo amore. Si tratta nella maggior parte dei casi di vedovi e vedove. Di divorzi un tempo se ne sentiva parlare poco. Le donne sono quelle che escono di più. Ed è fre-

quente vederle imbellettate anche per andare a messa o a comprare il pane. La maggior longevità aiuta certamente, ma non è solo questo. “Dovrebbe vedere come si contendono il posto accanto a quello là” racconta una volontaria della mensa di Montedomini. In effetti, a guardarlo bene, quello là è ancora un bel signore, ma non sono da meno le “concorrenti”. Fanno a gara per sedersi vicino a lui lanciando occhiate a destra e sinistra per rivendicare il territorio. Nascono vere e proprie fazioni, i pettegolezzi hanno la meglio e così si arriva in fondo alla giornata in un battibaleno. A volte è solo simpatia, ma non è raro che scatti il sentimento. A questa età si sta con i piedi ben piantati a terra, ma non manca la voglia di sognare e riconquistare un affetto perduto da tempo. Carla ha ottanta anni, da venti è vedova, da due “riaccompagnata”. Quella che sta vivendo ama chiamarla “amicizia affettuosa”. Parla di Enrico, di come si sono conosciuti e anche degli occhi verdi che l’hanno colpita per la loro dolcezza. Sono appena rientrati da una crociera nel Mediterraneo. “Sette giorni di magia, confessa Carla, ma una volta tornati ognuno vive nel proprio appartamento”. Sì, magia. Ma

anche molta concretezza. “Vede signorina, prosegue Carla, i calzini io li ho lavati per una vita al mio caro marito. E non ho certo l’intenzione di tornare a farlo per un altro. Mi sono abituata all’indipendenza e alla libertà. Ho figli grandi e una vita alle spalle, quella che mi resta voglio viverla al meglio”. L’argomento matrimonio in molti casi è un tabù. Francesca di anni ne ha ottantatre, è vedova e ha sempre scelto, nonostante le molte possibilità, di non cedere ai corteggiamenti. “Le donne, mi spiega, spesso cercano di risposarsi per interesse. Magari puntano a quello più facoltoso e pensano già a come un matrimonio potrebbe giovare ai figli”. E gli uomini? “Beh, un uomo solo è spesso disorientato”- risponde Francesca- “Una donna il futuro se lo ricostruisce. A fatica, ma ce la fa. La gestione della casa, dei figli, dei nipoti. L’essere portate naturalmente alla praticità e alla concretezza aiuta molto. Per i vedovi il passo è difficile e riavvicinarsi al gentil sesso serve anche a vivere meglio il quotidiano”. Sarà. Il fatto è che quando li vedi ballare insieme, camminare mano nella mano o scambiarsi qualche gesto affettuoso ti rendi conto che l’amore non ha età, o meglio, che ogni età ha il suo amore.

I centenari spiegano la loro ricetta per arrivare a un età a tre cifre: “Occorre avere fiducia nel futuro”

L’elisir di lunga vita? Dimenticare gli acciacchi e parlare d’altro

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ent’anni e non sentirli. O meglio, averli superati e dire: “magari n’avessi ancora cento”. Se la tecnologia e la medicina studiano l’elisir di lunga vita, c’è in realtà chi l’ha già trovato: sono gli ultracentenari di Firenze. E chi l’ha detto che alle signore non si chiede l’età, se sono loro le prime a sbatterti in faccia la data di nascita quando non credi a quello che ti raccontano. A un certo punto della vita, mostrare la propria carta

d’identità è un’occasione di vanto. Buttate alle spalle le fissazioni per rughe e prestanza fisica, i valori sono altri. Quali? Esserci ancora con la testa e le proprie gambe. “Ho visto la prima e la seconda guerra mondiale, figuriamoci se mi spaventa un po’ di freddo”scherza una signora con cappellino, sciarpa e borsetta alla mano. Non è certo l’unica a Firenze ad aver vissuto un pezzo così lungo di storia. Il primato di longevità, lo dicono tut-

te le statistiche, è di colore rosa. In generale Firenze è una città che sta diventando sempre più anziana. Un quarto della popolazione ha più di sessantacinque anni, ma si confermano in aumento anche i cittadini più anziani. Quasi il 13% degli abitanti ha più di settantacinque anni, quelli che hanno superato gli ottanta sono oltre il 7% mentre gli ultracentenari sono oltre centocinquanta. Un numero destinato ad aumentare. Se chiedi qual è la

formula per arrivare a tre cifre, ti rispondono un po’ tutti alla stessa maniera: essere fiduciosi nel futuro e nella gente. Non pensare troppo al passato con nostalgia e rimpianto. Ricordare però i momenti belli, credendo con forza che ogni stagione della vita ha i suoi. Gli acciacchi? Chi non li ha. Ma se diventano l’unico argomento di conversazione la frittata è fatta. Ti blocchi nella gabbia dei guai è non /G.P. c’è spazio per altro.


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TEMPI MODERNI

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A NASO. Piccolo tour annusando le strade che profumano di posti lontani

Odori di spezie nella città del giglio L’arrivo di ristoranti orientali e marocchini ha cambiato la percezione olfattiva delle strade fiorentine, specie di quelle del centro dove adesso si respirano fragranze tipiche dei suk Simele Kruklidis

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rresistibile, invitante, fastidioso o sgradevo- atto ovunque, le attività straniere sono già più di un le: niente è più connotativo di un forte odore. centinaio nel solo centro e sembra che siano rimasti Benché sembri difficile da credere, attraverso pochi i luoghi non coinvolti: tra questi, la zona di un viaggio nelle fragranze, dalla trippa al ke- S. Niccolò e quella di Gavinana, ancora legate alle bab, è possibile perfino catturare il cambiamento vecchie botteghe di stampo fiorentino, ed anche i della società fiorentina, divenuta da qualche tempo dintorni di Campo di Marte, fortemente vissuti dai vero e proprio crocevia di culture straniere. Se fino residenti di lunga data. Ma chi sono i clienti di questi a qualche anno fa trippai e localini di cucina toscana esercizi multiculturali emergenti? Soprattutto turisti, facevano da padrone in città, sparsi lungo il territo- giovani dai 20 ai 30 anni, e naturalmente tutti gli rio ad intervalli regolari, oggi la situazione si è ra- stranieri che vivono nella nostra città e che in quei dicalmente trasformata. A tutta velocità, sono infatti pasti caldi ritrovano il sapore di casa. Cresce anche emersi decine e decine di ristoranti cinesi, giappone- il numero dei fiorentini che, all’uscita da scuola o in si e di rosticcerie indiane, marocpausa dal lavoro scelgono per pranchine, thailandesi, che rappresenMa i cari vecchi trippai zo un veloce kebab: sazia lo stomatano un’importante concorrenza co e costa pochissimo. Se circa un non demordono sia in termini culturali che econoanno fa si era addirittura parlato di e continuano mici. Principali bersagli di questa vietare attività di questo genere nel a sfornare toscanità novità sono senza dubbio la piazza centro storico, negli ultimi tempi di Santa Maria Novella e i dintorni la situazione sembra essere sfuggidella stazione, da via Nazionale a S. Lorenzo, dove ta di mano: si tratta di cosmopolitismo o invasione? in alcuni punti, stando ad occhi chiusi, sembra di Tutti oramai si interrogano sul futuro della città. Introvarsi nel mezzo di un quartiere turco o africano. tanto, i trippai storici di Firenze, da via Aretina a Tra la carne speziata che gira per ore, la cipolla af- Sant’ Ambrogio, non demordono. Anzi, a fronte di fettata e le salse più disparate, l’olfatto si sente spae- questa ondata di novità culinarie, sembrano essere sato. Situazione simile anche nella più centrale via tornati di moda: a tutte le ore del giorno, i clienti Cavour, mentre in via Ghibellina, Messico e India affamati non mancano mai. Ed ecco che, catapultati distano pochi passi l’una dall’altra. Persino Borgo un po’ controvoglia in una prospettiva cosmopolita La Croce, rimasto a lungo un baluardo della cucina che si allontana a passi da gigante dalla tradizione, toscana doc ha conosciuto il suo primo “kebabba- i fiorentini hanno riscoperto con piacere gli odori o ro”. Inutile elencare le vie: il cambiamento è già in meglio, i profumi nostrani.

L’INTERVISTA

QUESTO NATALE FATTI UN REGALO...

Parla il profumiere Paolo Vranjes

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l Reporter ha incontrato il profumiere fiorentino Paolo Vranjes, per avvicinarsi un po’ di più agli affascinanti meccanismi del mondo degli odori e della percezione olfattiva. Quanto sono connotativi gli odori nel profilo di una città? Le attività gastronomiche di stampo straniero modificano le caratteristiche di un luogo? Chi si approccia per la prima volta ad una città, recepisce il carattere olfattivo del luogo e lo conserva nella memoria. Forse più di una visione, l’odore ritorna facilmente in mente. Oggi, con l’avvento di una società cosmopolita, sono stati importati anche a Firenze degli odori che non fanno parte della tradizione e che in qualche modo snaturano l’immagine originaria di una città: si viene dunque a creare una situazione sconosciuta, che necessita di una nuova interpretazione E’ vero che è una tendenza comune quella di considerare sgradevoli gli odori che non si conoscono?

E’ un atteggiamento tipico del un carattere di una persona: c’è chi è incuriosito dalla novità e vi si approccia in termini di esplorazione e c’è chi invece la novità la teme e dunque la percepisce come sgradevole. Si tratta di un aspetto estremamente soggettivo e mutevole. Gli odori forti o particolarmente irritanti possono dunque diventare sinonimo di degrado? Assolutamente sì: l’essere umano collega un odore fastidioso ad un contesto che non gli piace, di conseguenza, trovarsi di fronte ad impulsi che stimolano negativamente l’olfatto fa sì che la persona associ tale odore al degrado. Se dovesse descrivere la Firenze di ieri e di oggi con due odori diversi, quali sceglierebbe? La Firenze di ieri è senza dubbio rappresentabile da un odore fiorito, verde, erbaceo. Di questi tempi il panorama è cambiato, ci troviamo di fronte ad un’imponente sovrapposizione di odori, ancora in cerca /S.K. di identità.


PITTI IMMAGINE/1. Tornano le passerelle della kermesse più modaiola di Firenze

Alla Fortezza, tra lustrini e cotillon La città si veste a festa per il consueto appuntamento con la moda.

IL PROTAGONISTA

Nuovi arrivi e intramontabili conoscenze per combattere la crisi galoppante.

Chic e stravagante È un astro della moda

Una quattro giorni coraggiosa, che tenta di risollevare le sorti dell’intero comparto

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Sara Ghilardi

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untare sul dinamismo per vincere la crisi. Se nel settore moda non può una vetrina storica come Pitti Immagine Uomo, allora stiamo pur certi che non può proprio nessuno. Pitti arriva anche quest’anno come la fiera del nuovo, il primo appuntamento dell’anno per il settore moda, nel quale più che mai vincono la creatività e il fiuto di saper indovinare in anticipo le tendenze del mercato. Come sempre saranno i top buyers, i compratori, a decidere su quali marchi puntare, tra le aziende più blasonate e le new entry. A loro il potere di ridare una ventata d’ossigeno al comparto, che anche per il 2009 si preannuncia in sofferenza. Avanti tutta allora con anteprime e nuove collezioni per il 75° Pitti Uomo, dal 13 al 16 gennaio come sempre alla Fortezza da Basso . “Italia meravigliosa” è il tema dal sapore nostalgico, immediatamente evocativo del lifestyle nel bel paese, che quest’anno accompagnerà i numerosi ospiti italiani e stranieri. Un manifesto nazional popolare per ridare coraggio al made in Italy. Retrò come l’elemento decorativo scelto per stupire e per creare l’atmosfera giusta: le luminarie, con tutto il calore e l’accoglienza del sud Italia. L’installazione pensata dall’architetto e designer Oliviero Baldini consta di ben 4000 metri di luminarie, assemblate in maniera originale sul piazzale che accoglie i visitatori. Molti i nuovi progetti e le sorprese in serbo per questa edizione. Dal debutto italiano della collezione maschile dello statunitense Thom Browne, alla nuova “prima linea” di Allegri, fino al lancio dei tagli sartoriali di Comme des Garçons. La maison giapponese partecipa a Pitti offrendo la preview in esclusiva mondiale di Homme Deux, linea ideata da Rei Kawakubo, stilista del marchio. Tornano poi a nuova vita anche vecchi brand, come lo storico Braemar, con una collezione di pezzi unici in cashmere scozzese. Spazio anche alle avanguardie allo stato puro e alle nuove frontiere della creatività nelle

Lo stilista Thom Browne

sezioni New Beat(s) e Welcome to my house, che racchiudono le proposte da tutto il mondo dei designer emergenti. Una fucina di idee interessanti dedicate ai giovanissimi, sempre a caccia delle ultime proposte dello streetwear. A “Utopia Garden”, un habitat dalle forme e dai materiali naturali, via libera invece alla riflessione sui temi del riciclo e della eco-sostenibilità. Altro tema di grande importanza, che sottrae per un attimo l’universo del fashion da tutto ciò che è frivolo e superfluo e lo riconduce ad un concetto di necessità ed essenzialità, è

quello dell’abbigliamento da lavoro che diventa protagonista grazie alla mostra alla Stazione Leopolda firmata da Oliviero Toscani e Olivier Saillard. Se le novità e le buone idee dunque non sembrano mancare, anche i numeri sono in linea con le edizioni passate, con oltre 800 marchi in esposizione in 13 sezioni e 59mila metri quadrati di mostra. Speriamo infine, come si augurano anche gli organizzatori, che questo Pitti Uomo , con il suo slogan “Italia meravigliosa” porti fortuna alle tante aziende italiane, sia quelle neonate che quelle navigate.

antaloni cortissimi che lasciano scoperte le caviglie e minimali anche le maniche della giacca. Lunghissima invece la cravatta, rigorosamente dello stesso tessuto dell’abito. Il tutto stretto, strettissimo e quasi incolore. E poi niente calzini, per rivalutare la caviglia maschile messa a nudo. Non è uno scherzo, è il nuovo guru dell’abito, colui che rappresenta il futuro del completo maschile, Thom Browne. E’ lui l’ospite d’onore del 75° Pitti Uomo. Acclamato negli States come il nuovo “zar dello stile uomo” propone un taglio innovativo per l’abito, reinterpretando il passato con un risultato fuori dagli schemi. Sicuramente un po’ comico, almeno al primo sguardo, dal sapore nostalgico con varie ricordanze di Chaplin o Buster Keaton. Ma se i particolari sono insoliti, la visione d’insieme è senza dubbio chic. Thom Browne, nominato nel 2006 designer dell’anno per la moda maschile dal Council of Fashion Designers of America, sbarca sulle passerelle europee per la prima volta a Pitti Uomo. La sera di mercoledì 14 gennaio, all’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche, il designer statunitense presenterà in anteprima assoluta la sua menswear collection autunno-inverno 09/10, con una performance-evento. Americano, classe ’65, ha lavorato per Armani e Ralph Lauren, prima di creare una sua personale collezione nel 2001. Pochi capi su misura che lui per primo indossava, facendo da testimonial a se stesso. Un’influenza che potrebbe conquistare anche l’uomo europeo, ma sconsigliata a chi si ritrova caviglie non perfette, o per chi, sotto l’abito, intende nascondere qualche filo di pancetta.


CULTURA

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PITTI IMMAGINE/2. Appuntamenti, esposizioni e sfilate

Dall’abito da sera alla tuta da lavoro Sara Ghilardi

a Palazzo Strozzi, Corriere della Sera Magazine e Io Donna presentano la mostra fotografica “Venti italiani che cambiano l’Italia”, dedicata a venti lavoratori della ome sempre nei giorni di Pitti Uomo Firen- nostra società famosi nei più diversi ambiti professioze si anima e fiorisce di eventi sparsi qua e nali, ritratti dal fotografo Gianni Giansanti. La sera del là. Oltre al pullulare di personaggi eccentri- 14 gennaio, negli spazi del Teatro Goldoni, il Sole 24 ci, oppure di bellissime e bellissimi arrivati Ore organizza una serata evento per presentare una nuochissà da dove per sfilare e farsi ammirare, sono di sce- va iniziativa editoriale “IL: Intelligence in Lifestyle” il na le feste esclusive, con le maison che si sfidano senza nuovo magazine maschile del gruppo. Un evento-instalesclusione di colpi per accaparrarsi la location più am- lazione è quanto invece offre l’azienda fiorentina Allegri bita. Mondanità, ma anche cultura e riflessione su temi nei giorni di Pitti Uomo, per accompagnare l’anteprima importanti. Quest’anno non a caso l’evento collaterale della “main line” del brand. Accanto agli eventi speciali più atteso di Pitti Uomo è una mostra che fa pensare. c’ è anche quello che ormai è diventato un appuntamento fisso, giunge alla terza edizione e E’ con “Workwear, lavoro moda si consolida Pitti W, la rassegna seduzione”, l’esposizione curata Torna anche quest’anno della moda femminile che è creda Oliviero Toscani e da Olivier Pitti W, sezione dedicata sciuta diventando anch’essa proSaillard che il grande problema alle pre-collezioni donna, tagonista. Quest’anno agli spazi della sicurezza sul lavoro irrompe con 70 marchi in mostra della Dogana di via Valfonda si anche nel tempio dell’immagine. aggiungono anche quelli di Villa In mostra dal 13 gennaio alla Stazione Leopolda dall’abito da lavoro più duro a quello più Vittoria: due location accanto alla Fortezza Da Basso curato, per capire quanto la moda ha mutuato dal mondo per una speciale selezione di circa 70 marchi internadei mestieri e delle professioni. Dalla tuta ignifuga allo zionali. Giambattista Valli, talento italiano della moda scafandro da palombaro, dal completo da astronauta alla contemporanea è l’ospite speciale della sezione donna, divisa del pompiere, il tutto passando per maschere da con l’esclusiva sfilata giovedì 15 gennaio nel Salone dei saldatore ed elmetti di vario tipo. Tra gli eventi culturali Cinquecento di Palazzo Vecchio. Un evento raffinato e sempre legata al tema del lavoro, la sera del 13 gennaio glamour nel cuore pulsante della città.

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E se fosse Pitti tutto l,anno? Firenze, capitale fashion? Solo dieci giorni all’anno. Bacchetta magica alla mano, la città del giglio si trasforma - in occasione di Pitti Immagine – in una preziosa sgualdrina della moda. Se fino al giorno dell’inaugurazione la città languiva come al solito in un torpore da bella addormentata, basta pronunciare la formula magica, P-I-T-T-I U-O-M-O, e tra locali, gallerie e villoni privati fioccano eventi, cene e inaugurazioni di ogni genere. E fin qui, niente di strano. E’ normale che, marchi grandi e piccoli, sgomitino per inventare qualcosa e attrarre l’attenzione su di sé. La cosa che più fa sorridere è il nugolo di eventi che vivono di luce riflessa. Come mai, la settimana precedente al taglio del nastro alla Fortezza, non si trova un vernissage nemmeno a pagare oro e casualmente, durante i “Pitti days” la città pare esplodere, tanta è l’offerta culturale? La strana razza di parassiti che contribuisce a gonfiare la lista degli appuntamenti non è sgradita alle passerelle ufficiali perché fa volume e aumenta la suggestione che genera la vista del calendario

degli eventi. Dall’arte antica ai collezionisti di francobolli, dalle aperture straordinarie alle visite guidate. Ma se è vero che “business is business”, è vero anche che Firenze ha l’obbligo di fare bella figura con chi arriva. Compratori provenienti da mezzo mondo, che cronometrano i minuti necessari per visionare il campionario, criticare cose vecchie, elogiare le novità e prendere parte (spesso controvoglia) a cocktail e presentazioni. Tanti, troppi i sorrisini di circostanza. Soprattutto quelli dei vip di turno, che gironzolano fingendosi interessati ai prodotti esposti negli stand. Cinque giorni e poi puff… La bolla di sapone esplode portandosi dietro lustrini e cotillon, senza che gran parte della cittadinanza (tutti gli estranei al mondo della moda) si sia resa conto del fermento. Basta sfilate e paillettes. Basta eventi, basta clamore. Firenze si stanca in fretta e preferisce tornare a vestirsi da signora snob lasciando che il nuovo avanzi altrove. Da queste parti non si invecchia né ci si rinnova. Ci si cristallizza. Rimanendo fedeli al caro, vecchio lifting.

PITTI IMMAGINE/3. Innovative le proposte delle due fiere che chiudono la stagione Pitti

Gennaio hi-tech: tessuti aromatici e abiti mignon U

n signorino di lusso a Pitti Bimbo, che segue dal 22 al 24 gennaio la rassegna ammiraglia della moda uomo e conta oltre 500 marchi in esposizione. Nasce quest’anno una nuova sezione: Apartment, il nuovo progetto dedicato al lifestyle contemporaneo della moda bimbo. I marchi più esclusivi per i compratori che anche dalla moda bambino si aspettano il massimo, sia per quanto riguarda la funzionalità che il design e gli accessori. Divertenti come sempre ed eleborate le sfilate dei più piccini, che in passerella si concedono spesso qualche fuori programma. Luci, pubblico e vestiti

che quasi mai calzano alla perfezione per i furgoletti sono un vero stress, anche se alcuni già si comportano come star in erba. Tra i marchi in passerella per questo Pitti Bimbo: Miss Blumarine, Moschino, Pinko, Dimensione Danza, W.P Lavori in corso, LiuJo, Calvin Klein Jeans Kids, Miss Grant, Replay & Sons e Agatha Ruiz de la Prada. Da non dimenticare la sfilata-evento di Monnalisa e la linea Laura Biagiotti Dolls, che propone una bimba super chic. E alla fine di gennaio, fanalino di coda delle fiere in Fortezza, non può mancare Pitti Filati (dal 28 al 30 gennaio), kermesse che

celebra la materia prima del prodotto moda. 100 le aziende che espongono il top della filatura internazionale, con diversi punti d’eccellenza che arrivano anche dalla nostra regione. Spazio alla ricerca e ai tessuti del futuro, alle novità in termini di filati ecologici, etici e equo sostenibili. Come già da alcune edizioni i ritrovati più curiosi sono i cosiddetti Equo-Etici, con proprietà legate al benessere e addirittura curative. Ce n’è per tutti i gusti: anallergici, che scaldano e che rinfrescano, che rimarginano le ferite, antizanzara, arricchiti di aromi o con /S.G. prodotti specifici per il benessere.

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CULTURA

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IMPRUNETA. Tanti eventi per ricordare la nascita della corporazione dei fornaciai

L’EVENTO

Performance live per pochi intimi

Il cotto “compie” 700 anni U Un libro, una mostra e un itinerario

Caterina Gentileschi

alla riscoperta di luoghi antichi. Questo ed altro per celebrare un “compleanno” molto importante

Terracotta d’Impruneta

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er celebrare i sette secoli dalla nascita del più povero e più celebre materiale del chianti fiorentino, il Comune di Impruneta, l’Osservatorio art e mestieri e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, hanno organizzato un calendario fitto di appuntamenti. Ad inaugurare i festeggiamenti - che inizieranno ufficialmente il 23 marzo del 2009, data in cui ricorre il settimo centenario dalla fondazione della corporazione dei fornaciai – ci pensa il libro “La terra cotta dell’Impruneta”, scritto da Laura Casprini Gentile e Laura Hamad (edito dalla Fondazione di Firenze per l’artigianato artistico) per andare alla scoperta dei luoghi e della storia del cotto. Ma l’agenda del centenario è piena di eventi, a cominciare dalla mostra di sculture e manufatti che aprirà il 23 marzo nella basilica di Santa Maria e sotto i loggiati del Pellegrino, proprio al centro del paese, intitolata “Il cotto dell’Impruneta. Maestri del Rinascimento e le fornaci”. “Questi eventi rappresentano una meritoria attenzione ai mestieri e ai saperi antichi – ha detto la soprintendente al polo museale fiorentino Cristina Acidini, durante la presentazione dell’iniziativa – E’ importante capire tutte le vocazioni della terracotta, dal capolavoro all’oggetto d’uso”. Un focus sull’impiego del cotto nella realiz-

zazione non solo di orci e arnesi da cucina, ma anche di grosse vasche, come quelle delle ville medicee o dei mattoni che hanno caratterizzato i grandi capolavori della fiorentinità, come la cupola del Brunelleschi, le facciate di alcuni antichi palazzi e le pavimentazioni della biblioteca Medicea e di alcune sale di Palazzo Vecchio, solo per citarne alcuni. Tra gli altri appuntamenti, anche “Artigiani in famiglia”, iniziativa didattica organizzata dal Museo Horne e dedicata alle famiglie, oltre a un itinerario geografico nei luoghi di Impruneta che hanno segnato la storia del cotto. 750mila euro, tanto ha investito l’Ente Cassa per approntare gli eventi e dare lustro al territorio imprunetino. Poche decine di migliaia in meno (700mila) sono invece destinati ai Loggiati del pellegrino che, una volta conclusa la mostra, saranno interamente restaurati. Stessa sorte toccherà all’antica fornace Agresti, dentro la quale verrà realizzato un museo dedicato alla terracotta, insieme a laboratori didattici e a uno spazio che farà da incubatore per le imprese legate ai materiali tradizionali toscani. Costo dell’operazione, 2,4 milioni di euro, di cui 600mila provenienti dalle casse dell’Ente. I tempi di consegna non sono ancora ben chiari, ma sicuramente non ci sarà nessuna inaugurazione prima del 2010.

n concerto pubblico nel salotto di casa tua. E a suonare non sono i tuoi amici, ma artisti veri, del calibro di Siria, Gianmaria Testa o Simone Cristicchi. Si chiamano house concert per l’appunto e sono organizzati dall’associazione SalottoLive che trasforma il saltotto di casa in un palcoscenico. Sul sito dell’associazione (www.salottolive.it) c’è la programmazione degli eventi e per partecipare bisogna iscriversi nella data e nell’ora indicata dagli organizzatori. Dalle indicazioni riportate però si può sapere solo la città e l’artista, l’indirizzo esatto rimane segreto fino a poche ore dall’inizio del concerto. Di solito i posti disponibili non sono molti, proprio perché si tratta di abitazioni private, ma una volta iscritti il posto in prima fila è assicurato. Il giorno dell’evento arriva un sms con le indicazioni precise e la puntualità è d’obbligo. Si paga una quota al momento dell’ingresso e prima dei concerti viene servito un apertitivo a buffet accompagnato da ottimi vini. All’ora prestabilita fa il suo ingresso l’artista e lo spettacolo è veramente emozionante. Quando le luci si accendono gli artisti e il pubblico condividono l’atmosfera di un piccolo concerto che, con i suoi preziosi ingredienti, si trasforma in un grande evento. Lo spirito del progetto, ideato da Paola Iafelice e Claudio Ripoli, risiede in una perfetta e delicatissima combinazione di intimità e partecipazione che danno al live una qualità a dir poco rara. Ad oggi SalottoLive ha prodotto circa 70 house concert tra Roma, Firenze, Milano ed altre città. /S.C.


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CULTURA

Gennaio 2009

LIBRI. Viaggio nelle biblioteche sparse in città. Un sottobosco frequentato e molto efficiente

A Firenze? Non ci resta che leggere Francesca Puliti

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er i topi da biblioteca, Firenze deve apparire come un bel pezzo di formaggio, anzi come un tagliere con una variegata selezione di cacio. Il sito del Comune ne segnala 11, Wikipedia ne conta più di 200, ma c’è da aspettarsi che le biblioteche fiorentine siano anche di più, considerando le sale di lettura annesse ai vari circoli e centri culturali. Il piatto è abbondante e gustoso, per chi sa dove andare a cercare. Uscendo dai soliti percorsi ci si imbatte in realtà curiose e fuori dal comune, come la Biblioteca storico-araldica dei Guelfi Camaiani, la più antica struttura in Italia dedicata alla ricerca genealogica. Ai topi da biblioteca non resta che gettarsi nel labirinto degli scaffali. Facendo attenzione a non smarrire la strada. Solo gli assidui frequentatori del sistema bibliotecario puntano dritti alla costola del libro che interessa loro e sanno dove andare a ripescare i vecchi quotidiani. Tutti gli altri rimangono spesso e volentieri imbrigliati nelle sigle e nei cataloghi. Le biblioteche di quartiere restano le più accessibili ai non esperti, nonché le predilette dagli studenti di superiori e università. Undici strutture per un totale di oltre 2.500 mq di superficie e circa 670 posti lettura. La più grande tra queste è quella dell’Isolotto, attualmente chiusa in attesa del trasloco in uno spazio ancora più vasto, dove si fonderà con la biblioteca dell’Argingrosso. Una realtà tra le più rigogliose quella della biblioteca dell’Isolotto, seconda solo alla Nazionale come volume di prestiti, circa 80mila presenze all’anno, ovvero quattro volte quelle registrate dalle altre biblioteche di quartiere. Seconda classificata la Dino Pieraccioni, al-

l’interno dell’Istituto dei Ciechi, dove sono raccolti anche audiolibri per non vedenti e testi in braille. L’orario più ampio è invece offerto da Villa Bandini, nel Quartiere 3, aperta fino alle 23.30 due giorni a settimana. “Un servizio richiesto dai giovani e gestito proprio dai ragazzi. – spiega Patrizia Stovani dalla biblioteca – Dal 2005 ad oggi ogni martedì e giovedì sera vengono circa 20-30 persone in sala lettura”. Molto sfruttata anche la connessione wi-fi. La biblioteca più attrezzata per i giovani rimane però quella delle Oblate, dove è possibile noleggiare materiale multimediale, come cd, dvd e addirittura giochi per pc e consolle. Ma se si vuole un posto dove trovare veramente di tutto, quel posto è la Nazionale. Peccato che le istruzioni per capire dove si trova il materiale e come accedervi potrebbero riempire a loro volta più di un libro.

Biblioteca villa Bandini

LA RECENSIONE. Il libro del cartonista che ha dato vita a la Pimpa, Lupo Alberto e Grisù

Giuliano Cenci, alla scoperta di una città nascosta

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ffermato genio dei cartoni (ha animato personaggi come il draghetto Grisù, la Pimpa, Lupo Alberto, Cocco Bill), Giuliano Cenci – noto soprattutto come factotum del colossal “Un burattino di nome Pinocchio” – oggi ci regala un delizioso volume sulla nostra città. “Firenze segreta” (Edizioni Sarnus, collana Toscani super DOC, pp. 192, euro 12), è un libro pieno zeppo di curiosità, aneddoti, retroscena e segreti sugli artisti e i monumenti del capoluogo toscano. Quanti sanno ad esempio che il famoso Perseo di Benvenuto

Cellini fu realizzato grazie alla fusione di tutti i piatti e gli oggetti in stagno presenti nella casa e nella bottega dell’artista? O che tra le bellissime formelle del campanile di Giotto ce n’è una raffigurante il cane, compagno d’infanzia del maestro che da giovanissimo era un pastore? Nel lavoro di Cenci, quindi, anche i fiorentini doc potranno trovare risposte a dubbi e interrogativi su molti argomenti. Dalle origini di Firenze e del suo nome alle “colonne affumicate” del Battistero di San Giovanni; dallo scop/Ciro Becchimanzi

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segnalazioni a redazione@ilreporter.it

Concerti Massimo Ranieri Canto perché non so nuotare... da 40 anni 18 e 19 Gennaio

Teatro Verdi I concerti dello scorso anno al Teatro Verdi hanno riscosso un tale successo di pubblico da far tornare Massimo Ranieri a Firenze per altre due serate. Il suo straordinario “Canto perchè non so nuotare... da 40 anni” ha i colori e le emozioni di un grande show in cui Ranieri canta i suoi brani piu’ famosi e esegue per la prima volta alcune fra le più belle canzoni d’autore degli ultimi decenni accompagnato da un corpo di ballo di notevole bravura e da musicisti di talento. Posti numerati: 60,00/55,00/5 0,00/40,00/26,00/20,00 euro (+ diritti di prevendita) Franki Hi NRG 6 Febbraio

Viper Theatre Il suo nuovo album, dal titolo DePrimoMaggio, è uscito nel marzo 2008 in occasione della sua partecipazione al Festival di Sanremo con la canzone Rivoluzione”. Il brano è ispirato ai più recenti crack finanziari italiani ed alla degenerazione politica e sociale dell’Italia stessa e contiene un campionamento del brano Introduzione di Fabrizio De André, tratta dall’album Storia di un impiegato. Nella versione ufficiale, pubblicata nell’album e nel singolo, hanno collaborato al brano Roy Paci e Enrico Ruggeri. Ingresso 13 euro + diritti di prevendita.

Teatro

pito il giuoco del 1915, vivono disperatamente imprigionati sotto un cumulo di parole, di spiegazioni, di arredi e di cianfrusaglie ingombranti ma è sufficiente liberarsi di questa impalcatura superficiale per scoprire quanto il testo sia realmente fantastico e ancora oggi non abbia perso niente della sua esplosiva vitalità e comica ironia. Il dubbio Dal 13 al 18 Gennaio

Teatro della Pergola Brooklyn, una scuola parrocchiale, nel 1964. L’assassinio di Kennedy ha ferito il senso di sicurezza della nazione e il Concilio Vaticano II ha ridefinito i rapporti fra clero e fedeli. La direttrice è una anziana suora arcigna, concreta e spaventata dagli allievi. Inciampa sulle tendenze più gentili di una docile insegnante che vorrebbe relazionarsi con i propri studenti, piuttosto che imporre delle regole. Il piacere dell’onestà Dal 20 al 25 Gennaio

Teatro della Pergola Portata per la prima volta in scena il 27 novembre 1917 da Ruggero Ruggeri con la sua compagnia nel teatro Carignano di Torino, il Piacere dell’Onestà, il cui disegno drammaturgico è tratto dalla novella Tirocinio del 1905, racconta di Angelo Baldovino, uomo fallito e di dubbia moralità, che accetta solo per il piacere dell’onestà di sposare Agata, ragazza di buona famiglia che aspetta un bambino da un uomo maritato, il rispettabile marchese Fabio Colli.

Il Giuoco delle parti Dal 6 all’11 Gennaio

Appassionata Gran Voyage Dal 23 al 25 Gennaio

Teatro della Pergola I personaggi di questa commedia, scritta nel 1918 e tratta dalla novella Quando si è ca-

Nelson Mandela Forum Torna in Italia il più grande evento equestre d’Europa con due sole tappe: Firenze e Mi-

lano. Dopo il grande successo di “Four Seasons”, Apassionata sta allestendo “Grand Voyage”, spettacolo ancora una volta rivolto a tutta la famiglia. Con “Grand Voyage” si va alla costante ricerca dei segreti dell’amore tra l’uomo e il cavallo. Si unisce il sogno alla realtà. “Grand Voyage“ stimolerà l’immaginazione, stuzzicherà la fantasia e la curiosità. E’ passione, profumo del mondo selvaggio, avventura ed entusiasmo. In “Grand Voyage” non mancheranno grandi momenti di equitazione classica, con nobili destrieri e talentuosi cavalieri, effetti speciali entusiasmanti e grandiose esibizioni di ballerini di fama mondiale. Posti numerati: 50,00/40,00/30,00/20,00 euro (+ diritti di prevendita) Beppe Grillo Delirio Tour 30 Gennaio

Nelson Mandela Forum Il Paese è in pieno delirio. I nostri dipendenti in Parlamento sono dentro un manicomio. Tra di loro si capiscono, ma non sanno più cos’è la realtà. La confondono con i loro interessi privati o di partito. Il futuro sono le centrali nucleari, gli inceneritori, i parcheggi, i ponti sugli stretti, il tunnel in Val di Susa, il digitale terrestre e la magistratura al guinzaglio. Sono deliri alla veltrusconi. Le chiamano posizioni dialoganti. Dipendiamo dall’estero per l’energia e non sfruttiamo le rinnovabili. Dipendiamo dall’estero per i beni alimentari e asfaltiamo i campi di grano. Abbiamo uno dei più grandi debiti pubblici del mondo e regaliamo cinque miliardi di euro alla Libia. L’Egitto importa dall’Ucraina il pane e noi Chernobyl. La Russia minaccia ritorsioni nucleari per la Georgia e le basi atomiche americane con 90 testate nucleari le abbiamo noi, a Ghedi

Torre e ad Aviano. I pazzi non sanno di esserlo e credono che i veri pazzi siano i sani di mente. Non abbiamo alternative alla democrazia fai da te, all’autogoverno, al presidio del territorio, alla partecipazione a ogni decisione che riguarda la collettività. Fuori dal delirio dentro la realtà. Posti numerati: 27,00/22,50/18,00 euro (+diritti di prevendita)

2009. Un anno ad arte I fiori all’occhiello del Polo Museale Fiorentino. Le 8 mostre più importanti dell’anno appena cominciato. Pittore Imperiale. Pietro Benvenuti alla corte di Napoleone e dei Lorena Dal 10 Marzo al 21 Giugno

Lucia di Lammermoor Dal 30 Gennaio al 5 Febbraio

Zelig show 5 Febbraio

Teatro Comunale The Bride of Lammermoor (La sposa di Lammermoor), uno dei più celebri romanzi di Sir Walter Scott, è la fonte per il celebre capolavoro che Donizetti compose tra il giugno e il luglio del 1835. L’opera venne rappresentata per la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli il 26 settembre 1835. La produzione per la regia di Graham Vick, le scene e i costumi di Paul Brown, le luci di Nick Chelton è uno degli highlights del Teatro del Maggio. Presentata nel Festival 1996, è stata portata in tournée in Giappone nello stesso anno per poi essere ripresa a Firenze nella Stagione 1998. In seguito molti teatri, anche all’estero, hanno voluto

Saschall Dal palco del Teatro degli Arcimboldi ai migliori palchi d’Italia, alcuni tra i comici che fanno di Zelig la trasmissione che passerà alla storia per la sua longevità e per il suo record d’ascolto, partono per una nuova esperienza live. Nasce così Punto Zelig: una banda di comici in movimento che punta in alto e rappresentano in modo totale lo spirito e l’energia che Zelig trasmette da sempre in TV. Lo spettacolo sarà un concentrato di comicità e sorprese scandite da ritmi serrati, senza un vero e proprio conduttore ma con uno scambio di ruoli e di gag travolgenti e spiazzanti che faranno sicuramente piangere…dal ridere.

Robert Mapplethorpe. La perfezione nella Forma Dal 26 Maggio al 27 Settembre

Teatro Comunale Il titolo simbolo del balletto romantico ritorna con la celebrata coreografia di Evgheni Polyakov e le scene di Raffaele Del Savio. Théophile Gautier è l’autore del libretto di Giselle, scrittore autorevole dell’epoca, nonché critico d’arte. L’idea di questo balletto nasce sfogliando le pagine del romanzo De l’Allemagne di Heinrich Heine: rimase attratto infatti dalla leggenda delle Villi, spiriti della tradizione slava, molto simili agli Elfi.

365 giorni per fare del bene arla Fracci, Giorgio Panariello, Leonardo Pieraccioni, Carlo Conti, Alessandro Benvenuti, Paolo Migone, Stefano Bollani, ma anche la Banda Bardò, i Negrita oltre al presidente del Consiglio regionale toscano Riccardo Nencini. Sono alcuni dei testimonial d’eccezione del calendario 2009 della cooperativa fiorentina Matrix Onlus. Il calendario, presentato in Consiglio regionale, è dedicato a far incontrare il mondo della disabilità con quello della cultura, dell’arte, dello spettacolo. I vari personaggi dello spettacolo sono ritratti, in un’atmosferica ironica e surreale, a fianco dei ragazzi disabili della cooperativa lasciando loro il ruolo di veri protagonisti delle foto. Il calendario, che nelle scorse edizioni ha coinvolto la Fiorentina e il Calcio storico fiorentino, coinvolge gli artisti toscani dell’asso-

Il tempo delle susine verdi Dal 22 al 24 Gennaio

Le mostre

Saschall In questo nuovo monologo Hendel torna a uno dei suoi argomenti preferiti, l’uomo. La macchina-uomo, con le sue incongruità e i mille problemi di “manutenzione ordinaria”. Solo di fronte a se stesso l’animale uomo si interroga sulle sue fragilità, le sue paure, le sue inquietudini: la solitudine, le malattie, la morte, l’insoddisfazione per come va il mondo… E la mente vacilla. Dietro a tutto, la ricerca della felicità, il bisogno d’amore, da Platone ai reality show, dai versi immortali dei poeti alle bizzarre storie di quotidiana umanità.

Giselle Dall’8 all’11 Gennaio

L’INIZIATIVA

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presentarla al loro pubblico. Indimenticabili l’enorme luna, luogo d’evasione mentale della protagonista, che incombe sulla scena nei momenti cruciali della vicenda, e la brughiera battuta dal vento nel finale.

ciazione Tnt e sarà venduto nelle edicole grazie al supporto del quotidiano La Nazione. L’iniziativa è stata presentata dai suoi protagonisti insieme, tra gli altri, a Riccardo Nencini, al consigliere regionale Enzo Brogi, all’attore Carlo Monni, al presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena Gabriello Mancini. Il ricavato della vendita del calendario, ha spiegato Matteo Fazzini della cooperativa sociale Matrix onlus, “servirà a finanziare il progetto ‘Sportivamente’, dedicato alla creazione di percorsi di riabilitazione motoria e socio educativa attraverso attività sportive. Sportivamente è un progetto per la creazione di percorsi di riabilitazione socio-educativa e motoria per adolescenti e adulti con disabilità psichica attraverso la partecipazione ad attività sportive di squadra. /Ginevra Donnici

Palazzo Pitti Memorie dell’antico nell’arte del Novecento Dal 14 Marzo al 12 Luglio

Museo degli argenti I marmi vivi. Gian Lorenzo Bernini Dal 2 Aprile al 12 Luglio

Museo del Bargello Ferdinando I De’ Medici. Maiestate tantum Dal 2 Maggio al 2 Novembre

Cappelle Medicee

Galleria dell’Accademia Il fasto e la ragione. L’arte del Settecento a Firenze Dal 30 Maggio al 30 Settembre

Galleria degli Uffizi Da Petra a Shawbak. Archeologia di una frontiera Dal 13 Luglio al 20 Settembre

Limonaia di Boboli L’arte di Dio Dal 21 Novembre al 20 Aprile 2010

Galleria Palatina Palazzo Pitti


FIORENTINA. L’attaccante rumeno non si nasconde: “Un anno straordinariamente importante per me”

Adrian Mutu, un 2009 da “fenomeno” Francesca Bandinelli

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Adrian Mutu

La punta viola rivive un 2008 fatto di gioie ma anche di delusioni, e pensa al futuro. “Ho trent’anni e sono un uomo diverso, molto più responsabile rispetto al passato. Il doping? Dopo quella storia il mio unico obiettivo è stato quello di riabilitarmi agli occhi di famiglia e tifosi ”. E ora è in cerca di vendette. “Il nostro primo obiettivo è la finale di coppa Uefa”

a superato il tunnel. Ha obiettivo è stato quello di riabilitarmesso in un angolo la mi agli occhi della mia famiglia e sfortuna e si è ripreso dei miei tifosi. Dopo lo scandalo il suo spazio. Adrian vissuto a Londra ho semplicemente Mutu, il fenomeno, quello che pure capito chi ero davvero, anche gra- prima ancora dell’inizio della sta- zie all’affetto che la mia famiglia, gione - voci di mercato avevano al- in particolare mia madre e mio palontanato dalla Fiorentina, è torna- dre, mi hanno sempre fatto sentire”. to. Lo ha fatto a modo suo, con i gol. Intanto, c’è un 2009 da vivere tutto In campionato e in Europa, pure se d’un fiato. “Ho ancora tanti anni il sogno Champions dei viola si è davanti, di sicuro non intendo ritiinfranto al termine del girone F. Il rarmi presto dall’attività agonistica, talento romeno, quello che ha incas- tutt’altro, anche se per mantenere sato i fischi del Ghencea di Buca- questo proposito ho bisogno di un rest con la naturalezza di chi sa che fisico assolutamente perfetto. Inil tifoso non dimentica, guarda sol- tanto, spero di vincere. Di giocare tanto al futuro. “Ai romeni dico di bene, di segnare, in campionato così stare tranquilli – ha fatto sapere - in come in Uefa, perché adesso, noi primavera, per la ripresa delle qua- della Fiorentina, cerchiamo vendetlificazioni ai prossimi Mondiali di ta”. I viola, che ancora non hanno Sudafrica, ci sarò. Voglio fare gran- dimenticato la cocente delusione di cose insieme alla mia Nazionale, rimediata lo scorso primo maggio non c’è di che dubitare. I problemi dopo l’eliminazione, ai rigori, conal ginocchio? Ho deciso di non ope- tro i Rangers, puntano addirittura rarmi, non è una novità. Adesso sto a superarsi. “Un anno fa abbiamo bene. Del resto, spesso capita che vissuto un’esperienza straordinaria, il miglior medico sia proprio il pa- ora vogliamo completare l’opera. ziente, e nel mio caso è stato così. Non intendiamo fare semplicemenPiturca, il Ct, mi aveva consigliato te da comparsa: quella finale che di sottopormi a intervento chirurgi- qualche mese fa ci è sfuggita per un co, è vero, così come è vero che la soffio, adesso diventa il nostro primo obiettivo, decisione fisenza però nale era giuI problemi al ginocchio? sto che fossi Ho deciso di non operarmi, trascurare la corsa verso il io a prendernon è una novità. quarto posto la. E io ho Ma adesso sto bene in campionadeciso di seto. Abbiamo guire questa strada”. Sorride il talento romeno, provato sulla nostra pelle che in quello che per le vacanze invernali Champions questa Fiorentina può si è stretto intorno alla sua famiglia starci, e ora dobbiamo pensare soled è volato per una breve parente- tanto a ritrovare il prima possibile si al caldo di Santo Domingo. “Ho questi scenari tanto straordinari”. trent’anni e l’uomo che avete davan- Non c’è tempo di fermarsi per recriti adesso è diverso, è molto più re- minare. Mutu suona la carica: “Mi sponsabile rispetto al passato. Sono aspetta un 2009 da vivere in apnea, stato un po’ volubile negli scorsi un anno straordinariamente imporanni, ma quei tempi, oggi, sono sol- tante per la mia carriera e per la stotanto un ricordo. Il doping? Crede- ria della Fiorentina”. Il fenomeno temi, dopo quella storia il mio unico ha fatto centro. Ancora una volta.

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SPORT

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VIAGGIO NEL PALLONE. Quinta tappa del tour de Il Reporter tra le società sportive di casa nostra

Polisportiva Novoli, il calcio a 360° Dal settore giovanile “fiore all’occhiello della società” al calcio a cinque femminile, dalla collaborazione con la Fiorentina a una prima squadra che punta sempre più in alto: al club di via Corelli non manca proprio niente. Il presidente Manilo Rebechi: “Abbiamo 130 giovani che vengono da noi a scoprire questa disciplina” Cristina Guerri

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a Nuova Polisportiva Novoli (ex Gruppo Sportivo dell’Arci Novoli) ha più di quarant’anni. Il presidente, Manilo Rebechi, ha aperto a Il Reporter le porte della società di via Corelli, così tanto legata al calcio. Non manca infatti niente a questa società: a partire dalla collaborazione con la Fiorentina fino ad arrivare al calcio a cinque femminile. “Il fiore all’occhiello del Novoli – spiega Rebechi – è il settore giovanile. Quest’anno, grazie al lavoro del direttore sportivo Cesare Alvari e del nuovo collaboratore responsabile dell’area tecnica Lorenzo Romanelli, siamo riusciti a rendere le nostre squadre competitive. Abbiamo circa 130 giovani con età che va dai cinque ai dodici anni, e che vengono da noi ad apprendere i fondamentali del calcio”. Tante soddisfazioni anche per quanto riguarda i risultati ottenuti sul campo in questi anni. “La più grande – dice il presidente - è stata senza dubbio la vittoria, nella passata stagione, del campionato provinciale della categoria juniores. Ora affrontiamo, per la prima volta nella storia del Novoli, la fase regionale. È un campionato difficile, ma ci affidiamo al nuovo tecnico Mario Nesi (ex Club Sportivo) e a giocatori del calibro di Porcello. Credo che riusciremo ad affrontarlo nella maniera giusta”.

I campioni provinciali juniores del Novoli

Jacopo Livi (per lui un passato sulla panchina del Firenzuola), dopo la bellissima annata trascorsa alla guida degli juniores, è ora allenatore della prima squadra. “Il nostro obiettivo – spiega Livi - è quello di andare a vincere ogni partita. Penso che la promozione sia un obiettivo difficile da raggiungere, ci sono squadre molto più attrezzate di noi. Comunque ce la giocheremo fino in fondo, e finché rimarremo nei vertici alti della classifica potremo sperarci”. Il presidente Rebechi è un po’ più ottimista. “La prima squadra affronta da diverse stagioni il campionato di seconda categoria, credo che quest’anno sia possibile tentare di giocarci la promozione. Sarà dura, ma ci proveremo. Ce la giocheremo con squadre come Settimello, San Donnino e Piagge”. Sono tanti i sacrifici che la società ha fatto in questi anni, soprattutto economici. A livello strutturale il Novoli ha rivoluzionato l’ambiente. Risale al 2002 la realizzazione del campo in erba sintetica, a dicembre ha invece compiuto due anni il Pala Novoli, impianto coperto realizzato grazie alla collaborazione con Midland, organizzatrice di tornei di calcio a cinque e a sette. Ne va fiero Resechi, che sottolinea, anche con una punta di amarezza, che “il Comune, pur essendo proprietario dell’impianto sportivo, non ci ha aiutato economicamente nella realizzazione di queste due importanti opere, dobbiamo ringraziare solo noi stessi e Midland”. La collaborazione con la Fiorentina è iniziata con il l’ex presidente della società viola, Vittorio Cecchi Gori, e si è mantenuta con il cambio della dirigenza passata in mano ai Della Valle. Si allenano e giocano le partite interne di campionato gli esordienti provinciali, i pulcini classe 1998 e 1999. “Una volta a settimana, il giovedì – ci tiene a precisare Rebechi – si allenano anche i giovanissimi nazionali di Gabbanini”.


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SPORT

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BOXE. Il campione fiorentino, originario della Sierra Leone, è cresciuto: “Ora sono un uomo”

Bundu, il pugile che viene da lontano Lorenzo Mossani

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andela Forum, luci soffuse, un rumore sordo arriva dallo scantinato. Un rumore che fa pensare alla gomma che friziona sul suolo e poi dei suoni, dei sibili. E’ semplicemente il vento che viene tagliato dalla velocità e dalla potenza dei Leonard Bundu. In fondo alle scalinate c’è la piccola palestra della “Accademia Pugilistica Fiorentina”, un’autentica scuola di campioni. Il suo Maestro è Alessandro Boncinelli. Leonard, poco più che trentenne, si allena ormai tutti i giorni, affamato come un leone di vittorie. Storia di pugni, sudore, fatica, ring. Storia d’Africa (è originario della Sierra Leone) e d’Italia. Storia di un ragazzo che ha fatto molta fatica ad emergere. Storia di un uomo che deve ringraziare la boxe che lo ha ricondotto ad apprezzare la vita. Il fiorentino, peso welter, imbattuto, pluricampione italiano dilettante, medaglia di bronzo ai campionati mondiali, ed ex campione italiano dei pesi welter, è ormai uno idolo degli appassionati di boxe e degli amanti di sport a Firenze. Chi è Leonard Bundu? Leonard Bundu è finalmente un uomo. Sto cercando di maturare come persona e come atleta. Prima di trent’anni in molte cose ero ancora un ragazzino. Non affrontavo la vita e il pugilato come un campione deve fare. Si spieghi meglio… Un esempio? Quando andavo ad allenar-

Leonard Bundu

mi guardavo la lancetta dell’orologio, volevo sudare poco, non mi piaceva faticare: insomma, non ero un atleta. Ma i risultati all’interno del ring non sono mai mancati. E’ vero, ma molti dei miei successi sono dovuti a doti naturali. Sono sempre stato veloce e potente, ma questo non mi garantiva le vittorie con pugili che sudavano sangue in palestra. Poi cos’è cambiato? Ho trovato una compagna eccezionale, sono diventato padre, mi sono detto: Leonard è il momento di crescere. E così è stato. Quanto è stato importante il Maestro Boncinelli in questa crescita?

Fondamentale. Ha un’aria molto docile, ma in realtà sa tenere tutto sotto controllo, è un vero maestro per tutti noi. Quando ha combattuto a Firenze per il titolo italiano il Mandela era stracolmo: cosa ha pensato quella sera? A buttare giù il mio avversario: se lo meritava la gente che è sempre così vicina a questo sport. Le è mai capitato che qualcuno, non riconoscendola, si sia imbattuto contro la sua ira? Quando ero ragazzino qualche ‘bischerata’ l’ho fatta, ma in realtà i pugili sfogano la loro rabbia in palestra, mai per strada: farlo sarebbe da teppisti.

CICLISMO. Il 22 maggio l’arrivo di tappa alle Cascine, poi la candidatura per il 2013

Giro d’Italia e Mondiali, Firenze sogna I

l Giro d’Italia del centenario passerà da Firenze. Dopo tre anni, la corsa rosa ritorna nel capoluogo toscano con una tappa, proveniente da Lido di Camaiore, che arriverà al Parco delle Cascine il prossimo 22 maggio. L’ippodromo del Visarno è stato individuato come spazio che risponde al meglio a tutta una serie di necessità. Ma non c’è solo il Giro nel futuro del ciclismo in città. Firenze ha lanciato anche un’altra sfida, ben più ambiziosa. La propria candidatura all’Unione ciclistica internazionale per ospitare i mondiali di ciclismo nel 2013. “L’obiettivo che ci siamo posti – spiega

l’assessore Eugenio Giani – è quello di dare a Firenze e a tutta la Toscana una manifestazione che possa esprimere al meglio la nostra tradizione ciclistica”. Il tracciato delle prove in linea prevede la partenza e l’arrivo in viale Paoli, centro logistico-sportivo dell’evento grazie alla posizione e alle strutture vicine (lo stadio d’atletica Ridolfi, il Mandela Forum e lo stadio Artemio Franchi) e un percorso che si snoda verso Fiesole. La decisione finale verrà presa solo nel 2010, mentre le visite da parte degli ispettori dell’Uci sono in programma nella secon/Sim.Spa. da metà del 2009.

SCI. Partita la grande stagione dell’Abetone

Una “montagna” di eventi I l “Pinocchio sugli sci”, lo storico mondiale giovanile che ha lanciato Deborah Compagnoni e Alberto Tomba ma non solo. E’ partita molto bene la stagione dello sci all’Abetone, da sempre la montagna dei fiorentini, e tanti saranno gli habitué che si sposteranno per una settimana o anche solo per un weekend nella montagna pistoiese. Anche quest’anno, tante occasioni per sciare, tante promozioni che facilitano gli amanti del circo bianco e un nuovo piccolo circuito per lo sci di fondo di circa sette chilometri, i mondiali di sci per giornalisti nella prima settimana di marzo ma, soprattutto, il sogno di poter prima o poi ospitare una gara di Coppa del Mondo, dopo aver già organizzato, negli anni passati, gare della Coppa Europa. Questo sogno si rinnova sovente ma, purtroppo, è molto difficile da concretizzare. Per il momento, il calendario è ricco di appuntamenti per i più giovani e per i veterani. Molte le gare internazionali in gennaio, anche se il clou è negli ultimi mesi invernali. Il 5 e 6 febbraio tappa della Coppa Italia e, nel fine settimana successivo, i campionati italiani Master. Il 22 febbraio “Miniabetonissimo” per baby, cuccioli, ragazzi e allievi, poi il campionato regionale per ragazzi e allievi e, il 15 marzo, la finale del Trofeo delle Regioni. Dal 23 al 28 marzo il “Pinocchio sugli sci”, con i migliori giovani talenti dall’Italia e dal resto del mondo, vera e propria vetrina dei campioncini di domani. Un appuntamento di rilevanza internazionale, che ha scritto importanti pagine di storia dello sci. Si chiude ad aprile con le ultime gare master nazionali. Una stagione da vivere tra sport e divertimento. /Simone Spadaro


SPORT

CANOTTAGGIO. La giovane promessa lascia Firenze

Camilla Espana, “fuga” verso gli Usa Lorenzo Mossani

TENNISTAVOLO. Il Ciatt Firenze investe sui giovani

Passatempo da bar? Macché, il ping pong è da professionisti

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amilla Espana, grande talento del canottaggio, ad appena 20 anni ha un palmares quasi impossibile da elencare. Ha vinto infatti quasi tutto: 2 ori mondiali, 17 titoli italiani e decine di titoli toscani. La fiorentina, ora, non si accontenta più di salire sul gradino più alto del podio, e ha deciso di vincere anche nella vita. Tempra da campionessa fuori e dentro l’acqua. Il nostro paese non le dà garanzie, e lei ha deciso di tagliare per prima il traguardo in un altro continente, gli States. Una fuga che dovrebbe preoccupare la nostra nazione, soprattutto perché perdiamo qualcosa di più di una semplice campionessa di una disciplina sportiva. Camilla, perché ha deciso di lasciare l’Italia? Per una borsa di studio di migliaia di euro, perché ho l’opportunità di proseguire col canottaggio e contemporaneamente laurearmi in Economia. Non poteva farlo in Italia? Vuole la verità o una risposta retorica? Naturalmente, la verità… In Italia non ci sono né i soldi né la mentalità giusta per valorizzare un giovane: e io me ne vado. Parla dell’Italia ma mai di Firenze, perché? Perché Firenze è la mia città e mi

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Gennaio 2009

Camilla Espana

ha deluso maggiormente. Sta diventando un centro multietnico, ma noi fiorentini siamo troppo chiusi per accettare culture diverse dalla nostra. Per scandalizzarci basta che qualcuno parli con un accento diverso dal nostro, siamo purtroppo lontani da una piena integrazione culturale. Dalle sue parole emerge un po’ di amarezza e forse di rabbia: ma non le dispiace neanche un po’ aver abbandonato la nostra nazione? Non credo sia rabbia, ma forse a venti anni per questa situazione sono amareggiata. Mi ritengo molto fortunata ad avere questa op-

portunità. So che negli Usa ci sono famiglie che lavorano una vita per mandare i loro figli in un università come quella di Miami. Io sono una privilegiata grazie al canottaggio. Che cos’è per lei il canottaggio? La mia grande passione. Questo sport mi ha sempre impegnata al massimo come fosse un lavoro, anche se non lo è da un punto di vista remunerativo. Il nostro ‘stipendio’ è la passione, il sacrificio, il competere contro amici e rivali. Difficile spiegarlo a chi non è mai salito in barca! La cosa più importante della sua vita? La mia famiglia: la amo.

he lo si chiami tennistavolo o ping pong (dal termine onomatopeico coniato dal suono emesso dal rimbalzo delle palline) è molto più che un passatempo da bar. Richiede preparazione psico-fisica, concentrazione mentale, coordinazione, rapidità di movimento e ottimi riflessi, oltre a una certa sensibilità nel tocco. Le Olimpiadi di Pechino da poco concluse hanno dato un grande apporto di notorietà a questo sport, che in città trova la massima espressione nel club professionistico del Ciatt Firenze. Il club fiorentino vanta ormai più di 10 anni di storia e ben 11 formazioni militanti nelle serie agonistiche nazionali della A1 e B2 maschile e della B femminile, e regionali fino alla D2. La serie A1, conquistata la scorsa stagione grazie al team composto da Andrea Bongini, GianMaria Falcucci e Filippo Viviani, desta compiacimento nonostante le comprensibili difficoltà che la neo promossa sta affrontando nel massimo campionato. “Sin dalla sua fondazione, l’obiettivo della società era quello di riportare a Firenze la serie A1 e far rivedere giocatori di un certo livello internazionale”, spiega il presidente Francesco Zagli. Obiettivo raggiunto anche grazie all’inserimento del tecnico Fitet Andrea Del Tomba e alla voglia di fare di un gruppo di persone che hanno impegnato le loro risorse scontrandosi spesso con le difficoltà date dalla concorrenza di sport

più diffusi e blasonati. Il Ciatt ha avviato un’importante campagna promozionale nelle scuole fiorentine e tramite internet, per portare nella palestra Barsanti di via Lunga, nel quartiere 4, il maggior numero di praticanti possibile. “Oggi ci sono 20 ragazzini sotto i 15 anni che frequentano i nostri corsi, e sia da parte nostra che da parte loro si fanno dei sacrifici anche perchè noi ci autofinanziamo – continua Zagli – ma i giovani danno al nostro club qualità e futuro”. Inoltre, tanti gli appuntamenti per gli agonisti, ben due tornei regionali organizzati con il contributo della Federazione, e le iniziative amatoriali volute per la diffusione di questa disciplina come il “Memorial Elio Trappolini”, patrocinato dalla Provincia di Firenze, di cui una tappa è fissata per il prossimo 18 gennaio, alla palestra della scuola Barsanti. /I.V.

L’avvocato Aldo Fittante risponde A cura del Prof. Avv. Aldo Fittante In qualità di imprenditore titolare di numerosi diritti di proprietà industriale sui miei prodotti vorrei avere maggiori delucidazioni in ordine al fenomeno della contraffazione, alle sue dimensioni ed implicazioni economiche e sociali, nonché sui rimedi predisposti dal legislatore per arginare questo preoccupante tipo di illecito. Gentile lettore, in qualità di docente universitario in materie afferenti la proprietà industriale ed avvocato specializzato in diritto industriale, è con piacere che provvedo ad offrirLe un quadro d’insieme su quella che considero una delle principali piaghe dell’economia moderna. Il tema, del quale si è detto e scritto molto negli ultimi anni, necessita a mio parere anzitutto di una precisazione dal punto di vista terminologico: in termini schiettamente giuridici la contraffazione comprende essenzialmente tutte quelle condotte di produzione o commercializzazione di prodotti o servizi che violano un titolo di proprietà industriale e/o intellettuale: marchi, brevetti, design, modelli di utilità, diritto d’autore, indicazioni geografiche, denominazioni di origine. Il fenomeno, in controtendenza rispetto alla negativa congiuntura economica mondiale, è tutt’altro che in crisi e le stime ufficiali ne attestano, purtroppo, la continua crescita: l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ha valutato la sua incidenza in 1/10 del commercio mondiale. E sarebbe un errore ritenere che il problema sia soltanto dei Paesi del cd. Far East (Cina, Taiwan, Corea, Thailandia). I contraffattori presentano una rete assai diffusa e capillare anche nei Paesi dell’area del Mediterraneo: l’Italia, tradizionale culla di genio creativo ed arte, fa parte purtroppo del novero dei Paesi leader per la produzione e il consumo di merci contraffatte, con un giro d’affari stimato addirittura in 3,5 miliardi di euro. Sono l’Area di Napoli, l’Hinterland milanese e la Provincia di Prato i principali centri di produzione del falso italiano: di questo un 60% si colloca nel settore dei prodotti d’abbigliamo e moda (tessile, pelletteria, calzature, accessori) e la restante parte a beni di consumo, componentistica, audiovisivo, software. Se è vero che un recente studio ha rivelato che un italiano su quattro acquista abitualmente o saltuariamente prodotti contraffatti, altret-

tanto vero è che la sanzione attualmente prevista per chi acquista tali prodotti risulta sproporzionata e, nella pratica, assai raramente applicata (il Parlamento, peraltro, ne sta discutendo l’attenuazione). A mio parere il fenomeno può essere arginato non tanto colpendo quanto sensibilizzando il consumatore, attraverso capillari campagne di informazione capaci di rendere edotto il pubblico sul fatto che comprando prodotti contraffatti si finisce per alimentare in definitiva il ciclo economico della criminalità organizzata. Si tratta infatti di un fenomeno tipicamente plurioffensivo perché dannoso a tutti i livelli: devastante per le imprese che vedono vendite e fatturato ridotti ed immagine screditata, pericoloso per il consumatore poiché i prodotti falsificati sfuggono ai controlli delle Autorità su standard minimi di qualità e sicurezza, deleterio anche socialmente in relazione al racket dello sfruttamento di soggetti deboli (spesso disoccupati o cittadini extracomunitari), gravemente dannoso infine anche per l’Erario (nel 2000 si è stimato che l’Europa abbia sopportato per effetto della contraffazione perdite fiscali per circa 7500 milioni di euro). Il Legislatore italiano, pur in cronico ritardo rispetto agli altri Paesi europei, ha comunque acquisito negli ultimi anni maggiore consapevolezza delle dimensioni e della gravità del problema. Segnalo anzitutto l’istituzione nel 2005 dell’Alto Commissario per la Lotta alla Contraffazione, vera e propria Authority per il coordinamento delle funzioni di sorveglianza in materia di violazione dei diritti di proprietà industriale. In secondo luogo un importante misura è stata varata dall’Ordinamento comunitario. Mi riferisco in particolare al nuovo ruolo attribuito alle Autorità Doganali Europee con il Regolamento CE n. 1383/03. La normativa europea attribuisce alla nostra Agenzia delle Dogane l’incisivo potere di procedere al blocco delle merci sospette, prevedendo uno strumento atto a prevenire l’illecito operando direttamente in sede transfrontaliera, cioè prima che le merci entrino nei circuiti commerciali dei diversi Paesi. Vorrei anche accennare all’importanza dell’istituzione nel 2003 delle Sezioni Specializzate per la Proprietà Industriale ed Intellettuale specificamente competenti a conoscere delle liti industrialistiche con indubbia maggiore qualificazione e competenza del giudice ed all’entrata in vigore nel 2005 del Codice della Proprietà Industriale,

un testo unico in materia in grado di semplificare enormemente il compito agli interpreti del diritto, in precedenza costretti a confrontarsi con una variegata molteplicità di testi normativi, molti dei quali assai risalenti negli anni. Anche la recente attuazione nel nostro Paese della Direttiva sull’enforcement dei diritti di proprietà industriale contribuisce a colpire il grave fenomeno. Sono state in particolare previste specifiche norme procedurali in grado di agevolare la vittima della contraffazione sia in termini di prova dell’illecito, sia in ordine alla quantificazione del danno sofferto di cui si chiede il risarcimento. Non posso esimermi dal sottolineare, infine, l’esistenza di specifiche norme penali incriminatici destinate ad essere applicate nei confronti dei responsabili dei reati di contraffazione, norme per le quali è allo studio del Parlamento una riforma in grado di garantire la sanzionabilità anche dei comportamenti che, sempre più sofisticati, attualmente riescono in alcuni casi a sfuggire alle maglie del codice penale. Prof. Avv. Aldo Fittante Per contattare il Legale: Posta elettronica: fittante@fol.it Telefono: 055 2337651 • fax 055 2306552

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GIARDINI DEGRADATI, NON C’È PIÙ SPAZIO PER BAMBINI E ANZIANI Leggo sempre con molto interesse il Vostro giornale perchè sono fermamente convinta che l’attenzione verso ciò che ci circonda è un nostro preciso dovere, in quanto uomini e non semplici esseri viventi. Mi rivolgo a voi perchè dagli enti competenti (Quartiere 4) non ho ottenuto nessuna risposta riguardo all’impraticabilità dello spazio verde situato in viale Pietro Nenni (tra Piazza della Federiga e la rotonda temporanea all’altezza di Via degli Arcipressi), pur avendo segnalato il disagio sia telefonicamente che con una lettera, da loro richiestami, per illustrare la situazione e formalizzare la richiesta di intervento. Si tratta di uno spazio verde che, per grandezza e frequentazione, potrebbe ospitare diverse esigenze sociali ma, così come ci viene offerto dal comune, presenta solo motivi per essere evitato. Sfortunatamente il degrado non è mai una condizione statica e di conseguenza ci stiamo, ahimé, abituando al proliferare di comportamenti incivili, quali: lasciare i cani liberi e non raccogliere gli escrementi, lasciare che i cani facciano i loro bisogni anche nel piccolo, e mal attrezzato, spazio dedicato ai bambini, non usare gli appositi cestini per i rifiuti, utilizzare le siepi come bagni pubblici e le panchine come dormitori, a tutte le ore del giorno, anche in presenza dei bambini, abbandonare bottiglie di vetro che diventano in poche ore pezzi di vetro sparsi sul suolo su cui giocano i bambini, sradicare le panchine dalla postazione d’origine per posizionarle ove è più gradito.Vorrei inoltre far notare che questi comportamenti sarebbero in parte regolati da un cartello, ad una della entrate del giardino, affisso dal Comune ormai da anni, il quale è molto chiaro sui divieti: • obbligo di cani a guinzaglio • obbligo di raccolta escrementi • divieto di giocare a pallone ma non è altrettanto operoso nel farli rispettare, infatti parliamo di comportamenti che è ormai diventato più normale subire che evitare. Il poco tempo a disposizione e la comodità di avere questo spazio proprio di fronte a casa, mi costringono a frequentarlo più di quanto vorrei. In realtà preferirei, di gran lunga, godermi la vista di mio figlio che gioca nel fortunato e sicuro giardino di “Villa Vogel”. Credo che qualunque struttura

Gennaio 2009 adibita a spazio gioco per bambini (e come tale deve considerarsi uno spazio dove siano stati installati giochi per bambini - altrimenti qualcuno me ne spieghi la presenza) debba essere protetta da elementi e situazioni considerate pericolose e che, quando si tratta della salute e incolumità delle persone, niente debba essere affidato al caso, o alla fortuna. E a proposito di sicurezza, al di là del mio caso, che riassume la condizione di decine di mamme e nonni, vorrei porre attenzione anche alla situazione degli anziani che, in questo spazio, cercano rifugio dal caldo estivo, dove però a fatica trovano una panchina ombreggiata, o ancora peggio, per raggiungerla rischiano di inciampare nel dissesto del sentiero cementato che attraversa il giardino. Da settembre, nel tentativo evidente di non rispondere di eventuali danni a persone o cose, il comune ha messo 5 transenne lungo tale sentiero per impedirne il passaggio. Seguendo una contorta logica comunale cerco (inutilmente) di rispondere a domande del tipo: Ma, se non è sicuro attraversarlo, perché permetterne l’accesso? E ancora, visto che l’accesso allo spazio in questione è consentito, come dovrei attraversarlo, passando su fango ed erba? Vista la stagione, non è un tantino rischioso imporre questo percorso ad un anziano? Il motivo per cui non andiamo altrove è che: a poche centinai di metri dallo spazio di Viale Pietro Nenni, in Via Nicola Pisano, c’è un giardino interamente recintato e ad uso esclusivo dei cani. Nella via parallela, Via di B. Aldese c’è un altro giardino, per bambini, ma con le stesse problematiche di cui sopra (cani, cartacce, cicche, pallonate, nessuna recinzione). C’è un altro giardino nelle vicinanze, parzialmente recintato, in Via Di Buonaiuto, anch’esso ad uso dei cani e di ragazzi più grandi che vi accedono con i loro scooter. Insomma, per quanto abbia cercato, nei dintorni non esiste uno spazio adatto ai bambini e in quanto tale intendo qualcosa di più simile a Villa Vogel che ai resti della Festa dell’Unità. Durante la conversazione telefonica, con un’impiegata del Quartiere 4, appresi che lo spazio verde di Viale Pietro Nenni è stato dato in concessione ai lavori della Tramvia e pertanto igiene e manutenzione sono ad essi affidate. Ma a parte l’intervento della Quadrifoglio per lo svuotamento dei cestini, ho visto anche personale del Comune svolgere lavori di urgente manutenzione e quindi…. altre domande: chi deve prendersi cura di questo spazio? A chi spetta accertarsi che sia un luogo sicuro e pulito ? E perché un’area così grande e comoda per tante persone non può essere trattata/utilizzata meglio? Concludendo, non posso nascondere la profonda delusione di non aver ricevuto risposta da un ufficio comunale preposto alla soluzione di determinati problemi. Il motivo per cui mi sono rivolta all’ufficio competente del Quartiere è la mia anacronistica fiducia nelle istituzioni, per le quali ho sempre nutrito grandi aspettative: dovrebbero essere presenti ed istruire/sanzionare (o perlomeno creare deterrenti efficaci) i cittadini meno diligenti al rispetto di regole semplicissime, creando situazioni e strutture che favoriscano la convivenza, evitando di esasperare i rapporti tra i diversi bisogni. Ma la cosa più importante, a mio avviso, che determina il fallimento dell’individuo e delle istituzioni è l’abituarsi alla vista del degrado senza impegnarsi a trovare alternative e soluzioni, come se ciò che guardiamo deteriorarsi non ci appartenesse. Questo circolo vizioso dove l’individuo accusa l’ente e dall’ente torna all’individuo rimbalzando senza

L’ANGOLO DEI LETTORI soluzione, senza rimedio, stancamente improduttivo, trova una naturale collocazione nell’indifferenza! Sperando di non aver annoiato anche Voi…. Cordiali saluti Roberta Parcellari NO AL NUOVO CAMPO SPORTIVO Ho visto con piacere la lettera scritta da Massimo Lascialfari e sono pienamente d’accordo sulle sue considerazioni sulla insana idea di costruire il 17esimo campo di calcio. Voglio precisare inoltre che è ancora più delicato dal punto di vista paesaggistico e sociale, di via del Larione il posto scelto, basti pensare che il campo verrebbe a confinare con la casa di riposo per anziani Casa di Betania e con una chiesa del XII secolo di nome San Pierino in Palco.Inoltre la zona è circondata da viuzze strettissime che non sono idonee a sopportare le numerose macchine, che nell’annuncio della sua costruzione si progettava di mettere. Pensate che bello le viuzze storiche, l’antica chiesa e la casa di Betania, circondate da reti e pali alti più di 20 metri per proteggere le macchine in transito dalle pallonate! Speriamo che il Comune ed il Quartiere 3 ci ripensino perchè il progetto Chini Marfi salvaguardava solo quel pezzetto di terra per le ragioni sopraesposte. E pensare che l’assessore Biagi aveva detto “che la zona dopo il progetto discusso per oltre due anni anche dalla popolazione, non sarebbe stata cambiata”; insomma dopo questo scempio la lottizzazione sarebbe al 100%. Istituzioni fermatevi finché siete in tempo! Propongo anche io che tutti i fondi del Comune di Firenze - sportivi e non - siano concentrati non sul campo di calcio, ma sulla ASL di cui la popolazione sente la necessità. Adriana Consigli BEL PARCO, MA GLI ALBERI SONO TUTTI SECCHI Sono una Vostra lettrice, apprendo con piacere del raddoppio del parco San Donato ma, tra le notizie non appare che a poco tempo dalla sua inaugurazione i bei pini piantati dal lato viale Guidoni sono quasi tutti secchi. Un secondo appunto: per recarmi bel suddetto parco io passo davanti alla chiesa Regina della pace a due passi dal parco, però per cercare un passaggio pedonale oppure un semaforo devo ancora allungare di molto la mia passeggiata. Non sarebbe possibile secondo voi fare un passaggio pedonale subito dopo la rotonda? Vi ringrazio e saluto, Carla Cantalini ALLARME DEGRADO IN VIA DOSIO Egregio direttore, abito a Firenze in via Dosio, e desidero portare all’attenzione pubblica la situazione disagiata della stessa via, in particolare all’entrata da piazza Batoni. Infatti, ci sono dei grandi dislivelli e grandi buche, anche di 12 cm di profondità ai margini dei marciapiedi. Inoltre vorrei porre alla stessa attenzione del quartiere la situazione non più brillante, se non peggiore, degli stessi marciapiedi, che, se non bastasse il dissesto dei medesimi, sono diventati piste ciclabili, con grande pericolo delle persone che li percorrono, consapevoli di averne il diritto, ma non al corrente del pericolo di essere investiti. Questo fatto, a mio avviso, molto scorretto e incivile, si verifica anche in molte strade limitrofe. È una vera vergogna per una città come Firenze, nota come città d’arte

e cultura. Ma dove! Quando però suona la campanella delle elezioni, allora ci vengono fatte tante promesse sia da parte del sindaco che da parte di tutti gli assessori, quasi mai mantenute. Come ci possiamo fidare? Come ci possiamo convincere che siamo in una buona amministrazione? Oltretutto, l’attraversamento al campo sportivo della Remann, da via Dosio a via Antonio del Pollaiolo, è sempre al buio, nonostante sia già stato fatto presente svariate volte ai vigili della zona. Vorrei veramente che fosse fatto qualcosa, e credo che molti abitanti del quartiere siano della stessa idea. Cordiali saluti, Bianca Zingani SOLO QUESTIONE DI “TEMPO-TECNICO” E IL PROBLEMA VERRÀ RISOLTO Vi ringrazio per aver pubblicato la mia lettera, per il momento sono in contatto con il funzionario del comune di Firenze responsabile della p.o. ZTL, che, gentile e celere, mi ha informato del sollecito mandato a suo nome alla ditta che deve effettuare il lavoro, ed è solo un problema di “tempo-tecnico” per eseguirlo. Spero che la situazione di disagio si risolva velocemente come mi è stato detto. Vista la vostra disponibilità vi terrò informati sull’evolversi della situazione. VARIANTE DI MAIANO, GLI ABITANTI DICONO DI NO Leggiamo sull’ultimo numero di Reporter che i nostri solerti amministratori si accingono ad un altro “imponente impegno finanziario”, si parla di 2,8 milioni di euro per la realizzazione della cosiddetta strada-parco di Maiano o per meglio dire più propriamente “nuova circonvallazione di Fiesole”. Questo ci fa ricordare un’altra impresa altrettanto “imponente” e costosa come quella della inutile. Piazza di Pian del Mugnone, deserta tutto l’anno ed occupata perennemente nella prima parte accessibile da auto in evidente divieto di sosta. Vorremmo però ricordare alla nostra amministrazione, che la strada parco c’è già,(forse manca qualche panchina) è un sentiero che tutti noi amanti della natura e dell’aria buona percorriamo normalmente a piedi o in bici, ma che non potremo più percorrere quando ci transiteranno centinaia di macchine se non ci vorremmo riempire i polmoni di gas di scarico. Il vice-sindaco aggiunge poi che l’area è di proprietà privata; ci chiediamo allora ma dopo questo intervento di “valorizzazione” diventerà di proprietà pubblica? Altrimenti la fruibilità della zona resterà quella che è stata fino ad oggi. Il motivo addotto dalla Giunta del Comune di Fiesole a giustificazione di quella che non sarà altro che la futura circonvallazione,indicandola addirittura come la valorizzazione di un parco è una evidente mistificazione,l’ultima cosa che si dovrebbe fare per valorizzare un parco è farlo attraversare dalle auto. al contrario lo si dovrebbe chiudere al traffico. Il Consiglio direttivo del Gruppo Naturalistico Valle del Mugnone Il Gambero LE DUE STRADE COME IL FAR WEST Vivo nel quartiere 3 (ahimé) ma non il Vostro, garantito e preso in considerazione generosamente, tant’è che anche nel giornale Il Reporter che mi spediscono a casa leggo innovazioni continue, non ultima una protezione dei giardini con illuminazione continuata e una vigilanza notturna, confesso me ne compiaccio, ma abitando la sottoscritta alle Due Strade, zona di competenza


L’ANGOLO DEI LETTORI pure del Quartiere 3 questa è divenuta un vero far west: non abbiamo più i vigili che in precedenza facevano capo a Porta Romana, adesso, i Vigili di nostra competenza fanno capo a Gavinana e si può comprendere che fin qua non possono (o non debbono?) venire, quindi ognuno può far liberamente quel che gli pare, come ad esempio permettere ai cani di lasciare o loro escrementi per strada senza usare il sacchetto, non dico proprio tutti ma si sa che gli incivili si trovano in ogni luogo. Così gli invalidi, i bambini, i non vedenti, possono portarsi a casa inconsapevolmente tali ricchi doni, tanto nessuno li può controllare! Anche i carabinieri del Galluzzo sono stati trasferiti, di contro, però vediamo solertemente gli addetti della Firenze Parcheggi che danno contravvenzioni a più non posso, come se noi le auto potessimo mettercele in tasca! Siamo è vero ai limiti di Firenze ma i parcheggi a pagamento sono arrivati fin quaggiù che anche la pulizia delle strade viene effettuata una volta al mese, che si sia così puliti da queste parti? Infine, e non meno grave, questa zona è attraversata da auto, camion, e quant’altro possa circolare poiché fra strade ed autostrade circolano da qui: (ed a tutt’oggi solo da Via del Gelsomino, dove risiedo) ovvero: autostrada del sole, Firenze palio, volterrana, chiantigiana dall’Impruneta e quella delle Bagnese in uscita ed in entrata quelli che dal viale dei colli transito verso le sopra citate strade. Anche via del podestà, e via Accursio, via Ximenes, sono state rese a senso unico da quando hanno messo i parcheggi a pagamento, così per forza tutti devono transitare dalle Due Strade. Siamo proprio cittadini di “serie d”, infatti i malviventi posso romperci gli specchietti laterali delle auto ad esempio, tant’è che ci siamo rassegnati a chiuderli per evitare costose riparazioni. Siringhe usate le possiamo vedere nel parcheggio dello Stadio della Rondinella, per il quale vengono spesi molti soldini sia per la sua manutenzione che per luci, lasciate accese tutta la notte quando lo stadio viene affittato per serate extra, e naturalmente annaffiato con gettiti d’acqua copiosi solertemente talvolta anche se piove, mentre noi cittadini e sopratutto operai e pensionati tiriamo lo sciacquone una volta sì ed una no, buttandoci un po’ d’acqua col secchiello per risparmiare, così pure usiamo lampade alogene sempre per il medesimo motivo. Non meno grave di quest’ultima fu l’istallazione sui pali d’illuminazione di detto stadio, (ben

3 di cui uno molto grande) ripetitori per cellulari, per i quali abbiamo protestato a suo tempo coinvolgendo anche i bambini dell’asilo nido delle Due Strade e dopo aver protestato per lettera firmata al Comune di Firenze che ne è il proprietario, con varie firme e sbarrando la strada, l’esito fu nullo e il ripetitore in più il terzo fu installato nella notte (Sic!) di ciò Il Reporter a suo tempo ne pubblicò la situazione e oggi ne può far fede. Anche i marciapiedi di questa via sono un disastro pieni di buche, assieme ai “regali” sopra citati. Che occorra che qualcuno si faccia del male e faccia causa per averli riparati? Orbene, questi cellulari adesso si dice che creano complicanze anche tumorali e noi li abbiamo lì, a giusta distanza. Mio marito ed anche persone che conosco sono defunte per cancro, così come io stessa l’ho avuto al polmone. Vi sono casi di alzheimer e di ipertiroidismo avvenuti dopo l’installazione di detti ripetitori. Ma non possiamo dimenticarci delle polveri sottili, impossibile sottrarvisi, tant’è che io apro la finestra per cambiare l’aria alle 3 del mattino. La via Senese, fino a qualche tempo fa non era transitabile visto un bel divieto che vi era apposto ma qualche automobilista per fretta e per non inquinare ulteriormente, dato che i vigili non ci stanno, ci passava. Ora, un bel marchingegno fa la foto e quindi niente, la via Senese che va dalle Due Strade al piazzale di Romana è deserta, con grande rammarico pecunario dei commercianti di tale zona. Che mistero! E perchè mai sia chiusa non si capisce proprio dato che poteva dimezzare il grave disagio dei cittadini che vi abitano in via del gelsomino e Poggio Imperiale dalle auto che fanno code lunghissime, inquinando e consumando. Anna De Angelis FIRENZE, TRA LE TANTE COMUNITÀ RELIGIOSE, SPAZIO ANCHE ALLA CHIESA AVVENTISTA Gentile redazione, vi ringrazio per i servizi pubblicati sul numero di dicembre 2008 che avete voluto dedicare alle religioni presenti a Firenze. Come evangelico fiorentino, mi ha fatto molto piacere leggere degli articoli informativi e simpatetici nei confronti di minoranze storiche come ebrei, valdesi e testimoni di Geova, o minoranze religiose più recenti a Firenze come quella islamica e buddista. Credo che se vogliamo consegnare alle prossime generazioni una Firenze aperta e pacifica, non possiamo prescindere dalla

Gennaio 2009 curiosità verso l’altro, a cominciare dalla sua diversità religiosa, da percepire non come minaccia alla propria identità, ma come positiva “bio-diversità” all’interno di una città rigorosamente laica (ma non “laicista”). L’unico appunto, perdonatemi il campanilismo, è che non abbiate potuto trovare un po’ di spazio per l’ampia gamma di chiese evangeliche di orientamento carismatico (con migliaia di fedeli) o per la chiesa avventista. Il caso della chiesa avventista, in particolare, è interessante perchè Firenze è una sorta di capitale dell’avventismo italiano: questa comunità evangelica è presente in

43 città da oltre 80 anni, ha da poco costruito una bella chiesa accanto al CTO che accoglie ogni sabato circa 500 fiorentini, ha una facoltà teologica, un’emittente radiofonica piuttosto nota come “Radio Voce della Speranza” (92,4 mhz) e una casa editrice che pubblica forse la più antica rivista italiana dedicata alla salute (“Vita e Salute”). Più che un appunto il mio vorrebbe essere un incoraggiamento a proseguire su questa strada: scoprirete delle sorprese che probabilmente interesseranno anche molti lettori. Grazie per il vostro impegno! Roberto Vacca

invia la tua segnalazione alla nostra redazione redazione@ilreporter.it MARCIAPIEDI E CANI: UNA LOTTA CONTRO LO SPORCO Spettabile direzione, Sono di Campobasso, da tre anni vivo qui per crescere un nipotino e credo che ci resterò per sempre. Leggo regolarmente il vostro giornale, che ci regalate e ringrazio. Devo segnalarvi una bruttura, le deiezioni dei cani sui marciapiedi, cosa schifosissima che i distratti poi spalmano a timbro aumentando lo spazio impraticabile. Possibile che le autorità non trovino una soluzione? Per esempio incrementare le telecamere, oppure obbligare i proprietari di imbragare con appositi pannolini i cani quando transitano sui marciapiedi e dare multe salatissime ai trasgressori. Firenze è la città della cultura, è bella e non bisogna assolutamente imbrattarla. Sperando in meglio porgo per l’occasione distinti saluti, Giuseppe Di Cosmo. Giuseppe Di Cosmo

Già alcuni mesi orsono ci siamo occupati di questo tema, ma continua ad essere oggetto di numerose segnalazioni di voi lettori. Ed allora cercheremo di trattare con la dovuta attenzione il tema sul prossimo numero de Il Reporter. Anche per questo tutte le vostre segnalazioni (anche fotografiche) saranno utilissime. La mia opinione al riguardo è comunque questa. Prima di tutto è un problema di civiltà: molti padroni di cani non hanno rispetto della propria città e dei propri concittadini. Basterebbe poco per accompagnare gli amici a quattro zampe negli appositi giardini. Certo però anche l’amministrazione potrebbe fare di più: intanto le aree destinate ai cani, da una nostra prima indagine, non sembrano sufficienti. Ce ne vogliono ancora. E soprattutto sono del tutto insufficienti gli interventi repressivi: se la buona educazione ed il senso di civiltà latitano spesso una bella multa può essere un bel deterrente. Eppure nessuno vede mai sanzionato questo comportamenti incivile. Sulla sciatteria a Firenze si può e si deve fare di più. Marco Agnoletti


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BENESSERE

Gennaio 2009

LA DIETA. Ogni anno, finiti i bagordi, si prova a perdere i chili presi durante le feste

Ananas e riso per un 2009 in forma Caterina Gentileschi

L’alcol contiene molte calorie e aumenta la ritenzione idrica, di conseguenza deve essere assolutamente bandito. La seconda cosa da dimenticare per un po’ è il pane, che mediamente aumenta le calorie di ben 300 al giorno, in una dieta neanche troppo sbilanciata. La terza e ultima rinuncia riguarda caffé e the, che possono essere tranquillamente rimpiazzati con orzo, caffé decaffeinato e the deteinato. A questi “falsi amici” bisogna tassativamente aggiungere i “nemici giurati”, ovvero il fritto, i cibi elaborati e tutti quelli ricchi di conservanti e grassi saturi. Una volta imparato quali parole cancellare temporaneamente dal vocabolario gastronomico, si può cominciare ad elencare gli “alleati” della dieta. Gli alimenti che favoriscono la perdita di peso senza impoverire la nutrizione sono sette: lo yogurt probiotico, il grana, il finocchio, l’ananas, la lattuga, il riso parboiled e le proteine della carne e del pesce. A questi cibi vanno poi affiancate tante verdure, contenenti acqua e fibre, che possono essere consumate anche in quantità copiosa, perché non influiscono sul buon esito della dieta. Di vitale importanza – per mantenersi sulle 1200-1300 calorie al giorno, che consentono di perdere circa tre chili in due settimane – è l’uso morigerato dei condimenti. In una giornata, per cucinare, bisogna cercare di usare non più di due cucchiai d’olio (pari a 180 calorie) e al posto dello zucchero è bene abituarsi ad utilizzare un dolcificante ipocalorico. Da queste poche regole fondamentali, si può cominciare e sbizzarrirsi, tenendo sempre sotto controllo la bilancia. E se dopo la prima settimana la situazione appare un po’ ripetitiva, il consiglio è di prenderla con filosofia e provare a stupirsi inventando ricette e abbinamenti nuovi e originali.

E

ccoci, puntuali. Ogni anno è la stessa storia. Per dieci giorni ci si abbuffa fino alla sfinimento e poi ci si guarda allo specchio esterrefatti. Come se i chili in più fossero comparsi per magia. Scattano i sensi di colpa e il primo buon proposito ad essere messo in pratica è un abbonamento “full optional” in palestra insieme a una sanissima quanto temibile dieta. C’è la dieta dei carboidrati e quella delle proteine. C’è quella – sconsigliabile – dei 7 chili in 7 giorni e c’è quella che fanno le star di Hollywood, famosa in tutto il mondo come la dieta di South Beach. Ma come fare per rimettersi in forma velocemente e senza troppe rinunce? I consigli sono sempre i soliti: bere tanta acqua, mangiare cibi con molte fibre, non eccedere coi grassi, evitare l’alcol e fare un po’ di sano movimento. Facile a dirsi, molto più difficile da mettere in pratica. La tattica per non soffrire troppo è semplice, organizzarsi bene e non ridursi a mangiare piattini asfittici di verdure scondite. La dieta deve essere un modo per rimettersi in forma e non una sorta di punizione divina. E allora via libera alla cucina creativa, fatta con morigeratezza e usando gli ingredienti giusti. E’ molto importante tentare di porre rimedio quando i chili di troppo sono appena arrivati e non quando l’adipe si è depositato definitivamente. Se la dieta è ben fatta e le dosi rispettate, bastano 14 giorni per smaltire il gonfiore in eccesso. In primis bisogna tenere in considerazione le piccole rinunce, da ricordare soprattutto nella prima settimana. Per prima cosa addio all’alcol. Niente più spumantini, champagne e birre con gli amici.

Le stelle della Maga Lula Cancro

Bilancia

Toro

Leone

Scorpione

20 marzo • 20 aprile Dopo un po’ di burrasca che ha rovinato gli ultimi giorni dell’anno, finalmente torna il sereno, e dunque è il momento buono per realizzare progetti chiusi nel cassetto: per chi è in cerca di lavoro sono in arrivo novità rincuoranti, a patto di non lasciarsi scoraggiare dagli ostacoli. I giorni tra il 20 e il 25 gennaio saranno ottimi per la vita sentimentale e ricchi di nuove conoscenze. 21 aprile • 21 maggio Chi questo mese deve fare investimenti importanti dovrà usare un pizzico di cautela, perché in questo periodo non ha dalla sua il favore di Giove. Sicurezza in se stessi e grande spirito creativo saranno comunque compagni fidati per superare le difficoltà. Bene la vita di coppia, che fa scintille e si rinvigorisce. Unica premura da adottare nei rapporti con gli altri è quella di misurare le parole.

Gemelli

22 maggio • 21 giugno E’ il tempo delle scelte: ma niente paura, perché le stelle smetteranno proprio in questo periodo di fare le guastafeste. In arrivo c’è una sana folata di ottimismo a tutto campo, che col favore di Giove servirà persino a rimpinguare il conto corrente. I cuoricini in cerca di compagnia troveranno di che rallegrarsi, quelli già accasati aumenteranno la loro fiducia nel partner.

22 giugno • 22 luglio La parola d’ordine questo mese è: mordersi la lingua. E sorridere un po’ di più, specie sul posto di lavoro dove è bene non rendersi antipatici ed evitare di sembrare ostili. La colpa è di Marte, che vi rende impulsivi e che comunque smetterà di fare il dispettoso intorno al 28. Nella vita sentimentale è di scena l’intraprendenza, ma l’importante è non cadere negli eccessi e mantenere una buona dose di autocontrollo. 23 luglio • 22 agosto L’inizio dell’anno in ambito lavorativo non sarà completamente in discesa e qualcuno potrebbe sentirsi oppresso dalla routine: per questo motivo sarà bene cercare di frenare il proprio istinto che potrebbe giocare brutti scherzi. Sul fronte amoroso sarà un mese di alti e bassi, con un po’ di nervosismi serpeggianti che si potranno comunque superare imponendosi di essere più tolleranti nei confronti di chi abbiamo accanto.

Vergine

23 agosto • 22 settebre Audacia e una carica di adrenalina aiuteranno i nati sotto questo segno a portare in fondo, e con successo, compiti lavorativi importanti: il merito va a Marte. In arrivo anche novità occupazionali e qualche gratifica economica. Anche in campo amoroso sono in arrivo svolte di rilievo: per qualcuno potrebbe essere arrivato il momento dell’abito bianco, per altri quello di partire alla volta di lidi nuovi.

23 settembre • 22 ottobre Per raggiungere i vostri obiettivi basterà portare un po’ di pazienza ed essere tenaci: a spianarvi la strada ci penserà poi un’abbondante ondata di entusiasmo che questo mese vi accompagnerà per mano. Probabile l’arrivo di un nuovo incarico o comunque di nuove mansioni. In amore, finalmente vi siete decisi a seguire i consigli del partner: il cammino adesso è in discesa. Bravi.

Capricorno

22 dicembre • 20 gennaio E’ il momento della rivincita: con l’appoggio di molti pianeti, i nati del segno riusciranno a raccogliere i frutti di un lungo lavoro. Gennaio per voi è il mese della concretezza. Qualche nervosismo agiterà la vita di coppia, ma per risolvere certe zuffette basterà essere più pazienti (e diretti) nel dialogo col partner. I primi giorni dell’anno regaleranno a chi è ancora a caccia della propria metà situazioni favorevoli.

23 ottobre • 22 novembre Estro creativo e intuito vi guideranno negli affari e in questo modo non sarà difficile avere la meglio sulle le difficoltà lavorative che incontrerete per strada. E’ il momento delle grandi idee, e finalmente riuscirete a realizzare uno dei sogni stipati nel cassetto. In amore sarà necessario imparare a comprendere i malumori del partner e così facendo sarà più semplice superare le difficoltà.

Acquario

Sagittario

Pesci

23 novembre • 21 dicembre Parlate chiaro, senza giri di parole, specialmente con i vostri colleghi: è l’unico modo per evitare spiacevoli invidie e malintesi che potrebbero intralciarvi non poco la vita professionale. Sul fronte amoroso il mese non sarà semplicissimo, perché non vi sentirete sicuri di voi stessi e tenderete ad essere gelosi: non è il caso di fare scenate, cercate di fidarvi di più e tutto si risistemerà.

21 gennaio • 19 febbraio Si accendono le luci sul palcoscenico del lavoro: il mese e l’intero anno regaleranno soddisfazioni, progetti nuovi e scalate professionali. E questa volta avrete anche una bella spruzzatina di fortuna dalla vostra. In amore sarà bene prendere le misure ed evitare di essere invadenti nei confronti del partner. Vietato anche fare gli egoisti. 20 febbraio • 19 marzo Cercate di fare tutto da soli, senza appoggiarvii troppo agli altri. Solo in questo modo la vostra vita, specie quella professionale, riuscirà ad avere quella svolta che attende da tempo e che dovrebbe palesarsi proprio in questo periodo. Il conto corrente dovrebbe rallegrarsi a breve con entrate insperate. Nell’amore periodo equilibrato, fortunatissimo per chi è in cerca di compagnia.

Illustrazioni Luciano Righi

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Catalogo

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Il reporter-Quartiere 5-gennaio 2009