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www.ilreporter.it · ottobre 2017

storie di fantasmi fiorentini, tra ombre misteriose e palazzi infestati F Valentina Veneziano

irenze è piccola e ricca di viuzze i cui personaggi hanno alimentato pettegolezzi, storie, miti e leggende. È una città tanto bella quanto misteriosa, ricca di arcani racchiusi nelle alte mura di palazzi all’apparenza invalicabili e dietro piccole porte quasi invisibili. Halloween è la festività perfetta per rispolverare vecchie storie fiorentine dimenticate o poco conosciute. Non è Halloween senza il racconto di un’intrigante storia di fantasmi. Firenze ne possiede tre. La prima ha come protagonista il palazzo in via Ghibellina 14. Gli inquilini, pochi giorni prima del Natale del 1867, cominciarono a sentire strani rumori. A questo si aggiunse la presenza di un’ombra con cappuccio. Fu messo tutto nero su bianco, in una sentenza del tribunale di Firenze, in cui il proprietario chiese il risarcimento dei danni agli inquilini fuggiti dalla casa infestata. La più antica risale al 1634. Il duca di San Giuliano, Jacopo Salviati, trovò nel cesto della sua biancheria la testa della sua amante Caterina Brogi. La moglie, Veronica Cybo di Malaspina, stufa dei con-

tinui tradimenti del marito fece eliminare la bella Caterina. Per il misfatto fu spedita in esilio nella villa di San Gerbone trasformata in ospedale dal conte Serristori nel 1890. In quell’edificio, proprio dopo la morte di Veronica Cybo, sono iniziate le apparizioni di una signora. L’ultima storia è la più romantica. L’ultima finestra in alto, al secondo piano, di palazzo Budini Gattai, in Piazza della Santissima Annunziata 1, rimane con le persiane sempre aperte. Come mai? Secoli fa una giovane fanciulla si era sposata con un Grifoni e si era trasferita a palazzo Grifoni, l’attuale Budini Gattai. Il marito fu costretto ad andare in guerra e proprio da quella finestra lei gli diede un ultimo saluto. Lo attese per tutta la vita, seduta sulle panche di pietra con lo sguardo verso la piazza. Morì in quella stanza e quando portarono via il suo corpo qualcuno volle chiudere la finestra. Fu allora che i libri iniziarono a volare, i quadri a cadere e i mobili a traballare e i parenti ebbero così paura che la finestra fu riaperta e tutto tornò tranquillo. Ecco perché ogni volta che il nostro sguardo cade sul palazzo di mattoni troviamo le persiane sempre aperte.

Luoghi da far paura: il banti a pratolino

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alloween ci ricorda zucche decorate come lanterne, storie di fantasmi, dolcetto o scherzetto, i film di John Carpenter, le feste in maschera e i luoghi abbandonati. Sono molti i luoghi fiorentini da brividi: se dovessimo pensare a quello più spaventoso, perfetto per una pellicola americana, i nostri pensieri probabilmente volerebbero verso il Sanatorio Banti. Il Sanatorio Banti fu un edificio ospedaliero. Situato poco fuori Firenze, in via dell’Uccellatoio 6 nella località di Pratolino, fu inaugurato nel 1939 per terminare la sua funzione ospedaliera nel 1989. Il suo scopo era quello di curare, anche grazie alla sua posizione, i malati di tubercolosi. È una struttura imponente e la sua dislocazione, alle pendici di Monte Morello e Monte Senario, lo caricano di un’atmosfera sinistra e inquietante. Un palazzone di sette piani con torre e dodicimila metri quadrati di stanze e corridoi ormai deserti. È uno degli esempi di architettura ospedaliera più interessanti del XX secolo. Per Halloween non fatevi venire strane idee: non è visitabile! V.V. 23

Il Reporter Q2 - Ottobre 2017  
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