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Periodico d’informazione locale. Anno VIII n.16 del 3 Aprile 2014. N° reg 5579 del 17/05/2007 Tribunale di Firenze. Iscrizione al Roc 23957. Spedizione in a.p. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10. Distribuito da TNT Post Italia S.p.A.

Aprile 2014

Anno VIII Ed. 16

Firenze Quartiere 1

Centro Storico Porta Romana San Jacopino

Il Reporter è distribuito da

 Primo piano

✎ Editoriale

recupero, sant’orsola ci riprova

nella città virtuale (ma non troppo) Matteo Francini

U

n mese alle elezioni. Il countdown è ormai iniziato: a maggio Firenze andrà a votare per scegliere il successore di Matteo Renzi, per decidere chi sarà colui che guiderà la città del giglio per i prossimi cinque anni. E sono tante, in ogni quartiere, le questioni che il nuovo sindaco si troverà sul tavolo, “eredità” del passato o nuove sfide che Firenze dovrà affrontare per stare al passo con i tempi.

Un bando per la ristrutturazione dell’ex convento. L’attesa del rione

☛ pagina 3

 Fiorentina

i piani viola per il futuro

E

cco che cosa significa “programma” in casa viola, quella parola che ha mandato in soffitta l’abusata “progetto”. Cambio di vocaboli, di strategie, di squadra. In una parola, rinascita.

☛ SEgUE a pagina 18

Torna la Notte Bianca, eventi dal tramonto all’alba ☛ pagina 17

☛ SEgUE a pagina 21

strade, piazze e rioni si “uniscono” sul web Gianni Carpini

Q

ualcosa è iniziato a cambiare da dicembre, quando piazza d’Azeglio è diventata una “social street”. Di che cosa si tratta? Di un gruppo chiuso creato su Facebook, riservato a chi vive nella zona, attraverso cui scambiare proposte per migliorare il rione e darsi una mano nella quotidianità. Ma non ci sono solo le “social street”: in città sono centinaia le pagine nate on line per mano di comitati e abitanti per far sentire la propria voce, risolvere un problema o promuovere iniziative. Ecco una piccola “guida”.

manifattura tabacchi, un nuovo capitolo È stata approvata la variante urbanistica per il recupero del grande complesso.

☛ pagina 4

orti, campi e verdure: la campagna è qua Tra condomini e strade trafficate, il verde strappa qualche metro al cemento.

☛ paginE 8-9

gli “angeli” vanno a caccia di spazio

☛ pagina 14

scuola, a tu per tu con i prof più amati

☛ pagina 2

☛ pagina 15

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Quartiere 1

#Primo piano

Centro Storico . Porta Romana . San Jacopino

 L’associazione

gli “angeli della città” in cerca di spazio per continuare ad aiutare gli altri  Focus

sempre più richieste da giovani e divorziati

A

chiedere una mano non sono solo gli anziani, anzi. Negli ultimi anni – viene spiegato – il maggior numero di richieste arriva da giovani coppie, single e neo-divorziati di età compresa fra i quaranta e i cinquant’anni. La necessità è sempre la stessa: trovare lavoro. Per questo difficile compito, dice Arrighetti (a sinistra nella foto), “l’associazione non può fare molto. Cerchiamo di orientare i giovani nella ricerca, è il massimo che possiamo fare. Sappiamo che molte volte risolvere concretamente un problema, specie di questo genere, è impossibile. Ma riusciamo bene nell’ascolto: le persone si sentono appoggiate, non più sole. E questo gratifica”. I.R.V.

Irene Roberti Vittory

F

ra le associazioni che ogni giorno accolgono le richieste d’aiuto delle persone in difficoltà e toccano con mano i drammi della povertà e della solitudine c’è la onlus “Angeli della Città”, fondata nel 2000 da Paolo Coccheri, ovvero da colui che ha dato vita, in tutta Italia, anche alle Ronde della Carità. Gli “Angeli” risiedono in via Sant’Agostino 19, a non molta distanza dalla chiesa di Santo Spirito, ed è proprio sulla questione della sede che da cinque anni stanno portando avanti una battaglia importante. “Il problema è che la nostra sede è troppo piccola per tutto il materiale che c’è – spiega la presidente Carla Arrighetti – abbiamo mobili, documenti, pacchi di alimenti e di indumenti, piumini ingombranti. La conseguenza è che, oltre a rappresentare una situazione di disagio per chi ci lavora, diminuisce lo spazio per l’accoglienza”. “Non vogliamo andarcene da qui, da questa zona, perché la gente ci conosce qui, ha questo come punto di riferimento. Ma abbiamo necessità di nuovi spazi, più grandi”, aggiunge Arrighetti. Anche perché – spiegano dall’associazione

Tanti progetti portati avanti per dare una mano a chi si trova in difficoltà: “Ma la sede è troppo piccola”

– le visite sono sempre più numerose. “Quando l’associazione è nata, nel 2000 – racconta la presidente – portavamo panini e generi di prima necessità ai poveri della strada. Ancora oggi li aiutiamo, e riceviamo il supporto delle ‘Giubbe Rosse’, che una volta a settimana prepara per loro un ottimo pasto caldo. Le nostre attività sono tante, siamo coinvolti in diversi progetti: dal mercato di Novoli arrivano

 Facebook AngeliDellaCittaOnlusFirenze 

La onlus “Angeli della Città” ha la sua sede in via Sant’Agostino

frutta e verdura che consegniamo alle famiglie in difficoltà, mentre ad altre, segnalateci dai servizi sociali, paghiamo la spesa una volta al mese e talvolta le utenze. Ma le nostre iniziative non guardano solo ‘all’esterno’: in tantissimi vengono in sede a chiederci una mano perché non trovano lavoro, o perché hanno semplicemente bisogno di parlare e sfogarsi”. Per portare avanti tutti i progetti, gli “Angeli” ricevono delle sovvenzioni dal Comune, che fornisce pacchi alimentari, e aiuti da privati cittadini. Periodicamente vengono organizzati mercatini – generalmente nei periodi delle feste (Natale e Pasqua) e a ogni cambio di stagione – nei quali vengono venduti libri, abiti usati in ottime condizioni e altri oggetti messi a disposizione dai cittadini. Una fucina di intraprendenza solidale che oggi conta sull’impegno costante di circa trentacinque volontari.

 L’iniziativa

quattro (biblio)passi insieme

S

i chiamano “Bibliopassi” e sono le passeggiate che partono dalle biblioteche comunali alla volta delle colline fiorentine, alla scoperta del territorio e delle stesse biblioteche. L’iniziativa, scattata a fine marzo, andrà avanti fino al prossimo ottobre. Fra le strutture coinvolte c’è anche la biblioteca Pietro Thouar, che si trova in via Mazzetta, nella zona di Santo Spirito. Quattro, in totale, gli appuntamenti in cartellone: dopo quello del 29 marzo (dalla biblioteca del Galluzzo a Poggio alla Scaglia), i prossimi sono in programma il 31 maggio, 13 settembre e 25 ottobre. Protagoniste delle passeggiate saranno le biblioteche di Orticoltura (fino al parco di Villa Fabbricotti), Pietro Thouar (fino al Piazzale Michelangelo) e Mario Luzi (fino a Settignano). L’obiettivo del progetto – è stato spiegato – è quello di amplificare il circuito informativo sulle attività di cammino, trekking e walking, di promuovere programmi di sensibilizzazione sugli stili di vita e di integrazione ai bisogni di salute e di implementare l’offerta esistente realizzando nuove proposte che creino un legame tra il territorio e la “sua” biblioteca quale luogo da scoprire, dove trovare suggerimenti di lettura e momenti di socializzazione. Le biblioteche comunali interessate diventano così il “campo base” degli itinerari, offrendo ai partecipanti la documentazione sulla storia del territorio, uno scaffale tematico di invito alla lettura da consultare e prendere in prestito, un’ulteriore occasione per conoscere le biblioteche e i loro servizi. Per informazioni si può telefonare al numero 055.700420 (lunedì-giovedì ore 9-12 e 15.3018, venerdì ore 9-12). La partecipazione alle passeggiate è gratuita. I.G.

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Aprile 2014 | 3

 Il luogo

 La storia

sant’orsola ci riprova: un bando per rinascere Dovranno essere favorite attività sociali e culturali

È

I

1309 1810

Giulio Schoen

uscito lo scorso 28 febbraio, in lingua italiana e inglese, il bando internazionale per il recupero e la ristrutturazione dell’ex convento di Sant’Orsola, nel rione di San Lorenzo. La sua scadenza è fissata per la fine di aprile e lo scopo della concessione, si legge, è la valorizzazione del complesso immobiliare mediante interventi di recupero, restauro e ristrutturazione, con la possibilità di svolgere attività compatibili con il programma di valorizzazione da redigere secondo le linee guida tracciate dall’amministrazione provinciale. La durata non potrà essere superiore a cinquant’anni. Possono partecipare tutti gli operatori economici (persone fisiche, imprese, società, cooperative, associazioni, fondazioni e consorzi). “Questa soluzione – ha spiegato il presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci – si è resa necessaria a seguito della conclusione negativa della proposta di finanza di progetto risalente al 2012. Con

prima convento, poi manifattura

la giunta di Palazzo Medici abbiamo dunque deciso di ricorrere a una procedura a evidenza pubblica per l’affidamento a privati per la concessione di valorizzazione del complesso”. Le scelte progettuali dovranno rispondere essenzialmente all’esigenza di ricostituire l’identità dell’edificio all’interno del quartiere di San Lorenzo, sia dal punto di vista funzionale che da quello del restauro. Dovrà inoltre essere favorito l’insediamento di attività sociali e culturali fruibili pure durante le ore serali, anche grazie alla realizzazione del museo di Sant’Orsola, finalizzato alla conoscenza delle vicende storico-artistiche del complesso e alla sua valorizzazione come luogo della presunta sepoltura di Lisa Gherardini del Giocondo. Nel 2007, infatti, emerse una cripta con quelli che si credono essere i resti della celebre Monna Lisa di Leonardo. Una volta presentati i progetti, una commissione individuerà gli assegnatari del bando tramite un punteggio. “All’interno dei

l’anno la trasformazione di fondazione in manifattura del convento tabacchi

G.S.

 Tra la gente

la lunga attesa del rione: “Fateci qualcosa” punteggi ci sono tanti spaccati, è difficile spiegarli tutti ma di certo daremo molta attenzione all’aspetto ambientale e alla partecipazione – spiega Stefano Giorgetti, assessore provinciale al Patrimonio – per Sant’Orsola abbiamo pensato a creare un cantiere aperto, quindi durante tutto il percorso dei lavori ci saranno degli spazi che aiuteranno a capire lo stato dell’opera, un modo innovativo – conclude – per avvicinare la comunità al nuovo complesso”.

“N

on ci interessa cosa, basta che ci facciano qualcosa, qualsiasi cosa”, dicono da un bar di via Guelfa. Chi vive o lavora all’ombra del complesso di Sant’Orsola continua ad attendere un intervento che possa dare nuova vita alla grande struttura. “Speriamo che se la comprino i francesi, almeno ci portano la Gioconda, visto che forse è sepolta lì...”, scherza un commerciante di via Taddea. Dopo una lunga attesa, anche le speranze stentano a venir fuori. “Sarebbe bello un porticato stile ex carcere delle Murate, con botteghe e attività, ma andrebbe bene anche una piazza, o un giardino”, aggiunge una negoziante di via Santa Reparata. Una “storia infinita”, quella di Sant’Orsola, che ha portato buona parte di chi il rione lo vive tutti i giorni a perdere le speranze sul suo recupero. Ora, però, qualche speranza è stata riaccesa dal nuovo bando. Ma, dopo tanti anni di attesa, nessuno qua sembra volersi illudere. Almeno finché i lavori non partiranno davvero. G.S.

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Porte sbarrate e finestre murate per l’ex convento di Sant’Orsola, che ora prova a rinascere grazie a un bando lanciato lo scorso febbraio

l monastero di Sant’Orsola fu fondato nel 1309 come piccolo convento femminile satellite rispetto alla chiesa di San Lorenzo. Nel 1327 l’edificio ultimato vide insediarsi le monache benedettine fino al 1435, seguite poi dalle francescane. Dal 1810, dopo grandi lavori di ristrutturazione, divenne manifattura di tabacchi, fino all’apertura della manifattura di piazza Puccini nel 1940, e in seguito ospitò un centro di ricovero per sfrattati e alcune aule dell’Università. Negli anni ‘80 fu acquistato dal Demanio per ospitarvi una caserma della Guardia di Finanza: poi, però, il progetto venne abbandonato.

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Dopo una lunga attesa, abitanti e commercianti del rione sperano che il recupero del complesso possa diventare realtà

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#Zoom

4 | Aprile 2014

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 Il complesso

 L’Archivio Storico

la manifattura tabacchi verso una nuova vita

nel “regno” della memoria

Approvata la variante urbanistica: novità in vista per tutta la zona Ivo Gagliardi

M

anifattura Tabacchi, un passo avanti verso il futuro. Lo scorso mese la giunta comunale, su proposta dell’assessore alle politiche del territorio Elisabetta Meucci, ha approvato la variante urbanistica per il recupero del grande complesso. Un complesso enorme (circa sei ettari di superficie), di grande valore storico e architettonico, realizzato negli anni Trenta e vincolato dalla Soprintendenza. Un complesso di cui il quartiere attende da tempo la rina-

scita, che ora – con l’approvazione della variante urbanistica – si fa dunque più vicina: l’obiettivo è quello di riqualificare e riconvertire l’ex stabile produttivo, in modo che possa cominciare una nuova “vita” integrandosi con la città. Sono previsti 88.687 metri quadrati di superficie utile lorda di progetto, a fronte dei 103mila metri quadrati stimati esistenti. Quanto alle destinazioni d’uso, sono previsti 45.988 metri quadri di residenziale, 8.274 di commerciale, 11.677 di turistico-ricettivo e 22.749 di direziona-

Il complesso della Manifattura Tabacchi: la struttura, di grande valore storico e architettonico, è vincolata dalla Soprintendenza

le. E le novità non finiscono qua: sono previsti anche il raddoppio dell’asilo nido già esistente e la cessione al Comune del Teatro Puccini. Per quanto riguarda la zona circostante, il piano prevede la riqualificazione di via Tartini e via delle Cascine, il riassetto di piazza Puccini e un percorso ciclopedonale per collegare la Manifattura ai parchi di San Donato e delle Cascine. Infine l’altezza: quella massima degli edifici ricostruibili non potrà superare i 53 metri. Per quanto concerne la viabilità, sono previsti un nuovo accesso da via delle Cascine (lato ferrovia) fino a ricongiungersi con via Pergolesi, e il prolungamento dell’attuale via Tartini. “Questa variante – spiega l’assessore Meucci – ripropone e concretizza la fattibilità di quegli elementi strategici già individuati nel piano strutturale per questo particolare e notevole complesso: privilegiare la residenza, una nuova centralità, il percorso di collegamento fra i parchi cittadini del quadrante nord-ovest della città, le connessioni con le nuove infrastrutture limitrofe (linea della tramvia e nuova strada Rosselli-Pistoiese). Inoltre offre la possibilità di portare avanti nuove funzioni per la città, come quelle recentemente ipotizzate per una sorta di ‘cittadella della moda’. Tutto ciò – continua Meucci – con particolare attenzione alla conservazione e valorizzazione degli elementi storici e architettonici del complesso”. La variante – spiegano da Palazzo Vecchio – nasce dopo un lungo lavoro preparatorio che ha coinvolto cittadini e soggetti pubblici e privati, e che ha tenuto conto di quanto emerso nelle assemblee dei cento luoghi.

Il laboratorio di catalogazione (foto Archivio Storico)

Carolina Natoli

C’

è un luogo, a pochi passi dal Duomo, dove è custodito un vero e proprio “tesoro”. Qua è racchiusa la storia di Firenze a partire dal 1782, qua vengono conservati tutti i documenti prodotti e ricevuti dall’amministrazione locale fiorentina dalle sue origini. Questo luogo si trova in via dell’Oriuolo, ed è l’Archivio Storico del Comune di Firenze. Istituito tramite delibera nel 1976, contiene tutti quei documenti relativi gli affari esauriti da oltre quarant’anni: leggi, regolamenti, lettere ufficiali e minute, deliberazioni, progetti, permessi, ma anche interi archivi di ospedali, scuole, enti assistenziali e teatri ormai chiusi. Al secondo e terzo piano di Palazzo Bastogi sono racchiusi atti e testimonianze non solo dei maggiori eventi storici (dal periodo napoleonico alle riforme rinascimentali, passando per Firenze capitale d’Italia e le due guerre mondiali), ma anche degli eventi legati alla vita di tutti i giorni dei cittadini comuni. Scopo dell’archivio è quello di salvaguardare la memoria della città: per questo, i documenti storici vengono conservati e restaurati, tanto che in alcuni locali è stato collocato un vero e proprio “pronto soccorso” per intervenire su legature di antichi volumi o disegni, grazie anche all’aiuto degli allievi dei corsi di restauro della carta che qui svolgono tirocinio. Dal 13 marzo scorso e fino al 14 aprile, inoltre, i locali al piano terra dell’Archivio Storico ospitano la mostra “San Salvi: le radici del futuro”, attraverso cui è possibile fare un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso le fotografie degli anni Settanta e le testimonianze di chi a San Salvi ci lavorò o vi era internato, oltre ad alcune vignette firmate da Sergio Staino che, con ironia, raccontano la drammaticità di quell’esperienza. La mostra è a cura dell’Associazione per una fondazione per una memoria viva di San Salvi “Carmelo Pellicanò”, nata nel dicembre del 2010 e che raccoglie attorno a sé cinquecento soci, con l’obiettivo di tutelare il patrimonio memoriale dell’area promuovendo iniziative culturali e stimolare una coscienza critica nei cittadini facendo dialogare passato e presente, mantenendo viva la memoria di ciò che ha significato il manicomio.

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‘Le parole dell’anima’

Notizie dal territorio

TUTTI I VINCITORI DEL CONCORSO DI POESIA E PROSA PER LE SCUOLE

ARIA DI PRIMAVERA AL GIARDINO DI BOBOLI

Si è svolta giovedì 20 marzo nel salone dei Cinquecento la cerimonia di premiazione della sesta edizione del Concorso di Poesia e Prosa per le scuole “Le Parole dell’Anima”, organizzato dalla Commissione Servizi Educativi del Quartiere 1. Il Salone è stato affollato da oltre 300 ragazzi che hanno atteso di conoscere chi di loro avesse vinto i bellissimi premi messi in palio dagli sponsor. Ad aggiudicarsi il primo premio: Pul Pestelli di 9 anni (Scuola Andrea del Sarto) con “Se fossi un violino”, Francesco Pieri (Scuola media Botticelli) con “L’estate che non passerà” e, per le superiori, Margherita Cavicchioni (Liceo Classico Galileo), con “Lo studente sfortunato”. Per la prosa, Chiara Parronchi (Scuola Botticelli) con “Riflettendo sull’Infinito”, e Irene Sartorio (Liceo Classico Machiavelli) con “Angeli senza ali”. Tutte le poesie e le prose pervenute al concorso sono state raccolte in un volume antologico che è stato consegnato ad ogni partecipante. Chi fosse interessato a riceverne una copia può scrivere a q1@comune.fi.it (fino ad esaurimento scorte). Un nuovo grande successo per questo concorso che ogni anno coinvolge centinaia di studenti e insegnanti, per dare voce alle ‘parole dell’anima’ dei nostri ragazzi. Ecco i testi delle poesie premiate

Riaperto il Museo delle Porcellane Completati alcuni lavori di adeguamento impiantistico, il 12 marzo ha riaperto regolarmente ai visitatori il Museo delle Porcellane che si trova nella parte alta del Giardino di Boboli, nella settecentesca Palazzina detta del Cavaliere, concepita dalla famiglia Medici come casino di delizie dove si riunivano gli Accademici del Cimento e dove l’ultimo granduca Medici, Gian Gastone, prendeva lezioni di francese Il museo raccoglie le più belle porcellane d’Europa comprate da Pietro Leopoldo e da Ferdinando III di Lorena. Dopo l’unità d’Italia la collezione fu arricchita dall’arrivo delle porcellane ‘dirottate’ dalle dimore storiche di Parma e Piacenza per arredare gli appartamenti sabaudi a Firenze. I lavori, effettuati sotto la direzione dell’architetto Mauro Linari, hanno interessato il ripristino del funzionamento dell’impianto di riscaldamento, che correva al di sotto delle lastre in pietra che costituiscono il marciapiede lungo la facciata del museo e che si è preferito sostituire con una lunga tubazione nuova interrata al di fuori del marciapiede, cosa che ha permesso di non effettuare lo smontaggio delle lastre in pietra e di ridurre i tempi di lavorazione, consentendo un notevole risparmio di spesa. Nel tempo della chiusura è stato possibile restaurare il prezioso lampadario di Murano opera della manifattura veneziana dei Fratelli Gazzi della metà del XIX secolo, entrato in Palazzo Pitti nel 1878 e collocato nella Sala della Prudenza nella Galleria Palatina. Sono tornate al loro posto anche le sette statuine in biscuit, danneggiate nell’incidente provocato da un visitatore nel settembre scorso. Il museo osserva il consueto orario, dalle 8.15 alle 17.15, con possibilità di accesso fino ad un’ora prima della chiusura. Il biglietto di ingresso comprende anche il Museo degli Argenti e la Galleria del Costume di Palazzo Pitti, il Giardino di Boboli e il Giardino Bardini.

SE FOSSI UN VIOLINO   Se fossi un violino allungherei le mie corde per piantare la mia musica nel cielo. Con l’archetto farei ballare il vento.   Pul Pestelli - III Andrea del Sarto L’ESTATE CHE NON PASSERÀ   Verso sera, mi ritrovo a pensare a quella bella estate in riva al mare. Giorni vicini, giorni lontani, sono qua e penso al domani, lontano dalla mia città: quella cornice di mare era per me l’eternità. Correvamo, ridevamo, c’erano i tuoi sorrisi, c’eri tu: tutto era bello, i tuoi occhi ridevano nel blu. Quella era l’estate che nel mio cuore mai passerà: ho fotografato i miei sogni che la tua luce mi darà. Chiedo al cielo con gioia dove senza te devo andare.

Tutto era bello, e anche qua ora è rimasta la tua penna, con la luce e la speranza… con la bellezza… Le pagine della nostra vita accarezzano il nostro cuore e tu, adorata madre mia, mi hai insegnato l’amore.   Francesco Pieri - Scuola Botticelli II D LO STUDENTE SFORTUNATO   Uno studente impreparato fu dalla prof chiamato. Dovette andare alla lavagna senza fare alcuna lagna.   La professoressa intransigente guarda in faccia lo studente; il poveretto pensa, tutto sudato: “Accidenti, perché non ho studiato?!”   La prof. con aria dotta ad un certo punto sbotta: “Chi son Leopardi e Manzoni, Foscolo e Goldoni?”   Facendosi coraggio, per levarsi quest’impaccio, lo studente disperato tenta un piano un po’ avventato.   “Leopardi era depresso, e una certa Silvia amò, ma lei di lui mai si interessò. Manzoni scrisse di Renzo e di Lucia, che dovevano sposarsi ma scapparono via.   Foscolo chi era? Un poeta, penserei... ma non sono affari miei se quel poeta assai pesante se ne andò via da Zante.   Anche l’altro non saprei, però una risposta tenterei: per caso Goldoni fece tanti bei soldoni?”   La professoressa disperata, alla cattedra aggrappata: “Cielo! Che ignorante!” esclama “Mi risulti inquietante!”   Margherita Cavicchioni – III Liceo classico Galileo

Per le prenotazioni telefonare al numero 055-294883

Visite alla Limonaia Il 2, 4, 9 e 11 aprile, ore 10-13, è possibile visitare la Limonaia del Giardino di Boboli. Si potranno osservare da vicino gli agrumi (limoni, cedri, pompelmi, citrangoli, melangoli, chinotti, mandarini, limette) che vengono ricoverati nella struttura durante i mesi invernali e che poi, da maggio a ottobre, sono destinati a diverse ubicazioni all’interno del Giardino. Le piante sono tutte discendenti da selezioni dell’epoca medicea con varietà rare come l’arancio scannellato (Citrus aurantium‘Canaliculata’), introdotto a Firenze da Francesco I, o l’agrume ‘Bizzarria’ (Citrus aurantium bizzarria), con il quale Ferdinando II arricchì la collezione di Boboli. Tutte presentano un ragguardevole valore storico e botanico, nonché un indiscutibile interesse anche per il visitatore meno esperto. Ai visitatori sarà fornito un utile pieghevole con tutte le informazioni relative alle piante di agrumi presenti e verrà chiesto un contributo libero raccolto dall’Associazione ‘Per Boboli’ per la manutenzione e il restauro dei citrati della Limonaia.

In vista delle elezioni di domenica 25 maggio

CONSEGNA A DOMICILIO DELLE TESSERE ELETTORALI RITIRO PRESSO I QUARTIERI IN CASO DI MANCATO RECAPITO Il Comune di Firenze (Direzione Servizi Demografici), in vista dell’appuntamento di domenica 25 maggio per le elezioni europee e amministrative, ha predisposto un servizio di consegna delle tessere elettorali che permetta di raggiungere tempestivamente i cittadini a casa loro e, in ogni caso, di ridurre al minimo le loro eventuali necessità di spostamento. Il problema si pone per coloro che si sono trasferiti a Firenze da un altro comune, per chi ha acquistato la cittadinanza italiana nel corso del 2013, oltre che per i giovani che hanno da poco compiuto i 18 anni. Per tutte queste persone si sta provvedendo a consegnare le tessere elettorali a domicilio. In caso di mancato recapito viene lasciata una cartolina-avviso che va presentata al quartiere di riferimento dove è possibile ritirare la tessera

elettorale giacente (fanno eccezione i nati nel secondo semestre 1995 che, in caso di mancato recapito, dovranno recarsi all’ufficio elettorale di viale Guidoni 174).. Importante!! Non presentarsi direttamente ai quartieri se non si è ricevuto a domicilio la cartolina con l’avviso di giacenza. E’ inoltre possibile rivolgersi ai quartieri anche per altre esigenze legate alla scadenza elettorale: 1) ritiro della tessera elettorale per coloro che non l’abbiano mai ricevuta o ritirata; 2) dal 19 al 25 maggio, attivazione di un servizio per l’immediato rilascio dei duplicati delle tessere elettorali smarrite, deteriorate o rubate (in questo caso bisognerà presentare la copia della denuncia);

3) dal 19 al 25 maggio, rinnovo delle carte di identità; 4) dal 17 marzo al 15 aprile, presentazione dell’istanza per l’inserimento nelle liste elettorali dei cittadini dell’Unione Europea residenti a Firenze che vogliano votare nelle elezioni comunali. Sede di riferimento: Quartiere 1, piazza S. Croce 1, tel. 055.2767628 055.276745 Orario: dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 13; il martedì e il giovedì l’orario di apertura si estende anche al pomeriggio, dalle 14.30 alle 17 INFO: Ufficio Elettorale tel. 055.3283610 055.3283620 055.3283633 055.3283677 055.3283629 055.3283603 e-mail tessere.elettorali@comune.fi.it


Quartiere 1

#Il quartiere in pillole

6 | Aprile 2014

Centro Storico . Porta Romana . San Jacopino

 Il bando

 Il servizio

l’ippodromo le mulina in cerca di un futuro

il car sharing diventa a “flusso libero”

L’obiettivo è far tornare fruibile il grande complesso Ivo Gagliardi

U

n bando per la rinascita dell’ippodromo Le Mulina. L’obiettivo è quello di riqualificare e valorizzare – tramite concessione a un privato – il grande complesso di quasi centomila metri quadrati che sorge nel verde delle Cascine, in modo che possa tornare fruibile dai cittadini. Le domande potranno essere presentate fino al prossimo 13 maggio. Nel bando è spiegato che “sono ammesse attività sportive, equestri ed ambientali, ad esclusione di quelle attività che riportino all’ippica agonistica di trotto e galoppo, attività di ristorazione, intrattenimento, culturali e formative, organizzazione di eventi e spettacoli all’aperto, attività commerciali ed artigiane, attività ricettive, attività di valorizzazione del parco, attività di mobilità sostenibile”. È invece

V

ia libera al car sharing a flusso libero. Si tratta del car sharing “free flow”, attivo a Milano già da qualche mese e che a breve arriverà anche a Firenze: a differenza del classico servizio da tempo presente in città, semplificherà notevolmente l’utilizzo da parte dei cittadini, consentendo di utilizzare i veicoli senza vincoli di prenotazione o luogo di sosta, con una diffusione territoriale potenzialmente più capillare. Grazie alle possibilità messe a disposizione dalle nuove tecnologie, come il Gps e le applicazioni degli smartphone, sarà possibile rintracciare l’auto e soprattutto lasciarla ovunque, magari proprio davanti alla destinazione scelta, senza dover quindi cercare l’area di sosta riservata come per il car sharing classico. A metà dello scorso mese la giunta comunale, su proposta dell’assessore alla mobilità Filippo Bonaccorsi, ha dato il via libera alla delibera che fissa i criteri sulla cui base sarà elaborato un avviso pubblico per la manifestazione d’intesse per individuare gli operatori cui affidare il servizio che, come viene sottolineato nell���atto, è complementare al servizio di trasporto pubblico locale. Obiettivo dell’amministrazione – viene spiegato – è avere a disposizione un parco mezzi di seicento veicoli che, dopo la prima fase di sperimentazione di due anni, potrebbe anche aumentare. Il servizio dovrà essere assicurato tutti i giorni dell’anno a qualsiasi ora, e dovrà essere disponibile sul territorio comunale secondo lo schema a flusso libero, cioè con la possibilità di lasciare l’auto in un punto diverso da quello di prelievo. L’avvio del car sharing a flusso libero non manderà comunque in pensione il “vecchio” car sharing. Si tratta infatti – concludono da Palazzo Vecchio – di due servizi complementari: il primo è rivolto a chi ha bisogno di un mezzo per spostamenti brevi entro i confini cittadini, il secondo può essere scelto per viaggi più lunghi.

 L’iniziativa

tassativamente vietato – viene spiegato ancora – “destinare il complesso o parte di esso a discoteca o luna park”. “La funzione principale del complesso è quella sportiva”, viene ricordato nel testo. La concessione avrà una durata di venticinque anni, con il Comune che si riserva l’utilizzo del complesso per quindici giorni all’anno.

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La pista dell’ippodromo delle Mulina: il grande complesso che sorge nel verde delle Cascine potrà tornare fruibile grazie a un bando

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mercatale, trasloco in santa maria novella

I

l “Mercatale” cambia casa. Il mercato che porta in piazza prodotti agricoli del territorio direttamente dal produttore al consumatore si trasferisce in piazza Santa Maria Novella. A marzo si è tenuto l’ultimo Mercatale in piazza della Repubblica: da questo mese il trasloco. Il prossimo appuntamento è in programma sabato 5 e domenica 6 aprile, poi l’iniziativa tornerà con cadenza mensile (eccezion fatta per agosto) fino a dicembre, sempre nella nuova “location” di Santa Maria Novella. Si tratta di un appuntamento ormai tradizionale in città, con decine di aziende agricole e artigiani che propongono vino, olio, verdure, frutta, cereali, legumi, polli e altre eccellenze toscane, tutte rigorosamente “dal produttore al consumatore” e tutte di alta qualità: un’occasione per riscoprire la stagionalità di frutta e verdura e avere la certezza della loro provenienza. Il Mercatale è un progetto promosso dal Comune di Firenze (assessorati all’Ambiente e allo Sviluppo economico, con il contributo della Regione Toscana) al quale aderiscono organizzazioni di categoria e associazioni dei produttori, insieme per “promuovere e valorizzare l’agricoltura del nostro territorio, valore fondamentale per la nostra economia e per la nostra identità culturale”, come ha spiegato l’assessore all’Ambiente Caterina Biti.

 Il rapporto

stranieri, nel quartiere la percentuale più alta

A

umenta la popolazione straniera residente in città: quasi 16 fiorentini su cento sono stranieri. È quanto emerge dal report “Migranti, le cifre 2013”, il rapporto pubblicato dall’assessorato al welfare secondo cui, nonostante la crisi che il nostro Paese sta attraversando, la presenza straniera a Firenze e provincia aumenta, seppur in maniera molto più rallentata rispetto agli anni precedenti. A differenza degli anni scorsi, però, nel 2012 si è registrato anche un aumento dei residenti italiani. Al 31 dicembre 2012, i residenti stranieri a Firenze erano 57.841, pari al 15,9% della popolazione totale, stimata in 378.376 abitanti. Numeri che, aggiornati al 31 marzo 2013, parlavano di 58.742 stranieri a fronte di 379.206 residenti totali. Nel quartiere 1 è registrata la percentuale più elevata di stranieri sul totale della popolazione, con il 20,6% (tra comunitari e non comunitari) su un totale di 67.423 residenti.


Quartiere 1

Centro Storico . Porta Romana . San Jacopino

#Mestieri

Aprile 2014 | 7

 Focus

 A tavola

in borgo allegri, tra stelle e fate

Qua ha aperto un ristorante “particolare”, che lega ogni piatto a uno dei dodici segni dello zodiaco Costanza Marrapese

È

proprio il caso di dirlo, c’è una nuova stella nel firmamento della ristorazione fiorentina. Da qualche mese, in borgo Allegri ha aperto il ristorante Le Fate. “Cucina Vegan e Stelle”, recita il sottotitolo. Cosa c’entrano le stelle, si chiederà qualcuno? Facile, qui cibo e astrologia si intrecciano, dando vita a un progetto sicuramente originale in città. Due sono le socie e amiche che hanno deciso di lanciarsi in questa nuova avventura. Serenella, meglio conosciuta come “Fata Serenella”, è appassionata di astrologia e si dedica a tempo pieno al locale. Nel menù che propone, ogni piatto è legato a uno dei dodici segni dello zodiaco. Durante la cena, Serenella si aggira fra i tavoli per fare gli onori di casa, spiegando da dove nasce ogni piatto, la scelta di ogni ingrediente, cercando combinazioni possibili con il segno zodiacale di ciascuno. “Tutto l’universo è materia che vibra e influenza in

ogni momento la vita dell’uomo – racconta la stessa Serenella – la carta natale descrive attraverso i segni i miti che abbiamo all’interno della nostra anima, che rappresentano il collegamento tra spirito e cosmo. Conoscere l’effetto che ogni cibo ha sull’equilibrio psicofisico, comprendere quali alimenti consumare, può trasformare tali vibrazioni, migliorandole, per condurci più vicini alla felicità”. Da molti anni lei ha scelto l’alimentazione vegana (“sono fermamente convinta che siamo ciò che mangiamo”, spiega), attivandosi in prima persona per raccogliere fondi per alcune associazioni animaliste del territorio. Un’attenzione particolare, poi, è dedicata alla scelta delle materie prime e alla stagionalità delle pietanze. Se Serenella si occupa della sala, in cucina c’è il giovane chef Cristian Giorni, ideatore di un altro bel progetto, “Vini etici”, sui vini biologici e biodinamici. “Questo locale vuol lanciare un

In borgo Allegri ha aperto i battenti da qualche mese il ristorante Le Fate, che unisce “cucina vegan e stelle”

nel giardino manifestazioni e un pensiero alla scienza

U messaggio a chi non conosce la cucina vegana e crede che sia triste e noiosa – racconta ancora Serenella – chi si siede a questi tavoli molto spesso si ricrede sul luogo comune che legherebbe la cucina vegana a un’aurea di tristezza e poca sostanza. La cucina vegana è buona, divertente e colorata”, conclude. E non è tutto qua: la “Fata” è molto attiva anche nell’organizzazione di serate a tema e nella presentazione di libri legati al mondo dell’astrologia. Fra i progetti futuri c’è anche quello di un libro che racconterà la storia di Firenze e la cucina vegana.

n giardino nel cuore di Firenze, a pochi passi dal luogo in cui il maestro Cimabue aveva la sua bottega. Il giardino di Borgo Allegri è una delle rare aree verdi del centro storico, ed è gestito dall’associazione rionale Santa Croce dal 1988. I suoi volontari provvedono all’apertura, alla chiusura, alla manutenzione e al controllo delle regole nel giardino. Nell’arco dell’anno vengono poi organizzate diverse manifestazioni. All’interno del giardino, nel 1992 è stata posta una targa voluta dagli abitanti del quartiere e dedicata agli scienziati Fleming e Sabin. C.M.


8 | Aprile 2014

#L’inchiesta

 Firenze 2.0

“social street”, il quartiere si conosce in rete Sbarcano in città i gruppi on line creati dai residenti per i residenti. Il più attivo? In piazza d’Azeglio

SOCIAL STREET IN QUATTRO MOSSE 1. Creare un gruppo chiuso su Facebook 2. Far conoscere il gruppo (volantini) 3. Gestire il gruppo con idee e spunti 4. Passare dal virtuale al reale (organizzando eventi)

Gianni Carpini

È

la community “della porta accanto”, al posto del campanello c’è il suono delle notifiche di Facebook. Gli iscritti sono di tutte le età: impiegati, giovani mamme, pensionati. Persone che magari ignoravano perfino di abitare l’una accanto

all’altra: i più “fortunati” si conoscevano solo di vista, grazie a uno striminzito “buongiorno” scambiato per educazione al mattino. Nulla di più. Qualcosa è iniziato a cambiare dal dicembre scorso: sull’onda lunga di una fortunata idea bolognese (vedi articolo qua sotto), piazza

 La storia

a bologna, dove è nata l’idea

N

ome inglese, idea italiana: il termine “social street” è stato coniato a Bologna. La prima community di vicinato, basata su un gruppo chiuso di Facebook, è nata nel settembre 2013 in via Fondazza. Cinquecento metri di strada e quasi novecento membri. Oltre a darsi una mano (dal passeggino in prestito al classico zucchero che manca nella dispensa), gli iscritti hanno organizzato feste, passeggiate e una mostra dei “volti di via Fondazza” (nella foto). È stato un 36enne, giornalista e papà, a lanciare l’idea: il figlioletto non aveva nessun amico in zona. Adesso in Italia le social street sono una quarantina, con un sito di riferimento. E intanto hanno fatto anche il giro del globo: sono state “avvistate” addirittura in Cile. G.C.

La “mostra dei volti di via Fondazza” a Bologna, nella strada in cui è nata la prima community di vicinato

d’Azeglio è diventata una “social street”. Merito di tre giovani mamme, Consuelo, Benedetta e Chiara, che si sono conosciute fuori dalla scuola di via Giusti, frequentata dai figli. Hanno dato vita su Facebook a un gruppo chiuso, riservato a chi vive in questa parte di centro. Chi lo desidera può chiedere di entrare a far parte della famiglia degli “azegliani” con un click, poi bisogna aspettare l’ok delle amministratrici del gruppo. In pochi mesi il “pianerottolo digitale” si è popolato di una quarantina di web-inquilini. Gli iscritti scambiano proposte per migliorare il rione e si danno una mano nella quotidianità. Si va dal consiglio per scegliere un buon pediatra in zona ai progetti concreti come la creazione, nella piazza, di uno spazio per il bookcrossing, lo scambio di libri. Ancora è in fase embrionale, ma la social street di piazza d’Azeglio ha già dato i primi, piccoli risultati. Consuelo, 40 anni, un mattino di inizio febbraio è rimasta a piedi: la batteria della macchina aveva fatto i capricci. Non si è data per vinta: ha usato il gruppo Facebook per chiedere aiuto. Dopo un breve tam tam il “salvatore” è arrivato: un professore universitario

in pensione. “Fino a quel momento era un perfetto sconosciuto. È stato gentilissimo – racconta Consuelo – è questa l’idea: spesso internet è visto come qualcosa di spersonalizzante, noi lo usiamo per recuperare un contatto umano vero. Nella nostra zona manca uno spirito di quartiere, quello spirito che ti fa sentire a casa”. Insieme a Chiara e Benedetta si è impegnata per promuovere la community. “C’è più diffidenza verso Facebook come strumento che nei confronti di una rete di quartiere – spiega – abbiamo distribuito volantini per far vedere che siamo persone in carne e ossa”. Adesso, con la bella stagione, il gruppo potreb-

be crescere e organizzare i primi eventi: cene di quartiere, baby-merende in piazza e altro ancora. Ma i web-vicini di Firenze non abitano solo in piazza d’Azeglio: sono nati altri gruppi, come in via dell’Arcolaio, via Bellariva e via San Niccolò. Nonostante la buona volontà dei primi iscritti, i membri per ora non sono moltissimi: questa primavera, però, potrebbe essere il momento buono per rendere Firenze più social.

 Web 

socialstreet.it

 Focus

tra blog di rione e “web-condomini”

N

on solo social street, a Firenze esiste anche il “web-condominio”: 122 famiglie per undici scale di un mega-palazzone in via del Pesciolino, vicino a via Pistoiese. Dal gennaio 2007 gli abitanti hanno il loro blog (pesciolino.wordpress. com) per condividere notizie, segnalazioni sull’isolato, articoli pratici sul buon vicinato. Prima che i social network si affermassero, i quartieri si ritrovavano sui blog. Mini-siti facili da gestire anche da chi non è un asso dell’informatica. Alcuni, con il passare del tempo, sono finiti in pensione, altri esistono tutt’oggi. Uno dei più “anziani” ancora in attività è quello di Sorgane (sorgane.blogspot.it). Ha gli stessi anni di Facebook: dieci. Più giovane, ma molto seguito, è nonsolosanjacopino.blogspot.it, dedicato alla zona che confina con il centro di Firenze. È durata solo tre mesi, invece, l’avventura di una blog-street: in via Gioberti, nel luglio del 2010, un residente aveva aperto blogviagioberti.blogspot.it, per chiedere maggiore attenzione sulla zona.


#L’inchiesta  La “mappa”

LE “BATTAGLIE DI VICINATO” SI COMBATTONo SU FACEBOOK

Sono centinaia le pagine realizzate da comitati e abitanti per far sentire la propria voce, risolvere i problemi o promuovere eventi e iniziative

C

ambiare la città a colpi di “like” si può, e qualcuno c’è riuscito. Prima dell’arrivo delle social street (vedi pagina a fianco), Facebook era già casa di cittadini e comitati di rione. La strategia è vecchia come il mondo: l’unione fa la forza. Che sia un comitato in carne e ossa o solo un gruppo nato sui social network, poco importa. Anche commentando e taggando si possono ottenere piccole conquiste per tutto il vicinato. Sono centinaia le pagine e i gruppi aperti presenti su Facebook per “salvare” una strada di Firenze, tappare una buca o, semplicemente, per far conoscere gli eventi organizzati in questa o quella parte di città. Tra la sterminata lista di gruppi local, abbiamo selezionato alcune realtà su Facebook, stilando una piccola mappa “social” di Firenze. a cura di Gianni Carpini

La “bacheca” di San Niccolò È uno dei più nutriti e fa capo a un comitato cittadino. Mentre la neonata social street di via San Niccolò fatica a ingranare e a richiamare iscritti, questo gruppo conta più di trecento membri. Viene utilizzato soprattutto come bacheca web per promuovere le tante iniziative organizzate nei dintorni della strada sotto piazzale Michelangelo. Si va dalle iniziative del circolo alle foto del gruppo di ballo di San Niccolò, fino alle notizie su dove è finito il “nasone” di Clet (il gigantesco naso che l’artista dei cartelli stradali, il cui studio è proprio in zona, applicò sopra la torre di San Niccolò nella primavera del 2012), ma non mancano nemmeno le discussioni sulla situazione del rione. Esistono gruppi simili in altre zone del centro storico, come ad esempio in Sant’Ambrogio.

Aprile 2014 | 9

Le peripezie dei pendolari E poi ci sono loro: i fiorentini “adottati”. Il grande esercito dei pendolari che vive la città, pur non abitandoci. Un’esistenza fatta di sveglie all’alba e lotte con i ritardi dei treni per arrivare in tempo al lavoro. Gli utenti delle linee più frequentate si auto-organizzano su Facebook per render conto, giorno per giorno, di ritardi e cancellazioni, o per ricordare scioperi imminenti. Tra i più attivi c’è il gruppo pendolari del Valdarno, le cui segnalazioni finiscono spesso sui giornali. Ma c’è anche il racconto, che strappa qualche sorriso, di chi passa due ore buone al giorno sui convogli diretti in Mugello. In questo caso si tratta di una pagina Facebook (Cronache dalla Faentina) che riporta con ironia frasi rubate ai vicini di carrozza e racconta le mille peripezie del pendolare in tempo di crisi.

Nome del gruppo Comitato pendolari Valdarno direttissima Iscritti: 970+ Info-traffic ferroviario dal basso

“Cartoline” da Settignano È uno tra i gruppi più “fotografici” e il motivo è presto spiegato: la bellissima vista su Firenze che si gode da questo colle immerso nel verde cattura l’attenzione di molti obiettivi, anche quelli dei fotografi, più o meno amatoriali, della zona. Così, i membri condividono spesso immagini suggestive della frazione. Ma ci sono anche informazioni “di servizio”: le iniziative organizzate in zona, le cene in piazza, gli appelli per i cani smarriti, le notizie sui concittadini più conosciuti, i lutti di cui tutta la comunità viene informata. In pratica, un giornalino di paese in versione social. E c’è anche un corposo numero di nostalgici: molti ex residenti di Settignano, che le vicissitudini della vita hanno portato ad abitare altrove, si iscrivono al gruppo per condividere i loro ricordi.

Nome del gruppo Settignano Iscritti: 160+ Un gruppo di “paese”

Nome del gruppo Comitato di San Niccolò Iscritti: 300+ Un comitato di strada

Luci accese su Pontignale Pontignale dove? Esatto, è proprio questo il problema. La zona residenziale a cavallo tra Firenze e Scandicci, bistrattata a volte anche dai navigatori satellitari, cui qui capita di perdere la bussola, ha conquistato visibilità grazie a Facebook. Tra i 1.500 residenti, un gruppetto di agguerriti cittadini ha sfruttato come “arma” il social network per far sentire la propria voce. E qualche risultato è stato raggiunto: una fermata del bibliobus (la biblioteca con le ruote del Q4), una migliore distribuzione della posta. Tanto rimane da fare, almeno leggendo i commenti dei cittadini. La lotta al parcheggio selvaggio e l’arrivo di un fontanello di Publiacqua sono tra gli argomenti più caldi.

Nome del gruppo I dimenticati di Pontignale

Iscritti: 60+ Residenti (di periferia) coalizzati


10 | Aprile 2014

#Focus

 Il compleanno

Sorrisi e solidarietà, una maxi-festa per Cft

La cooperativa dei facchini di Novoli ha spento quaranta candeline: in oltre tremila al Mandela Forum per l’evento Giorgia Marcheschi

 L’idea

Q

uaranta candeline spente da oltre tremila persone. Un Mandela Forum pieno di gente ha festeggiato, il 15 marzo scorso, il compleanno di Cft, la cooperativa dei facchini di Novoli che, dal 1974, lavora all’interno del mercato ortofrutticolo e che nel tempo è diventata una delle più grandi imprese italiane nel settore della logistica. Una serata di festa e spettacolo a cui non sono voluti mancare molti dei 1.800 soci della cooperativa con le loro famiglie, tanti degli oltre cinquemila lavoratori del gruppo e molte personalità. Tra queste “l’unico 10” viola Giancarlo Antognoni, in prima fila per brindare ai facchini e per assistere allo spettacolo di Giorgio Panariello, il vero mattatore della serata, che ha intrattenuto l’affollata platea con i suoi personaggi più famosi. Ma la festa ha avuto anche un risvolto benefico, ed è servita a

sostenere l’attività della Fondazione ospedale pediatrico Meyer e della Fondazione Tommasino Bacciotti. Un compleanno “anomalo”, in realtà, quello di Cft. Se il certificato di nascita della cooperativa riporta la data del gennaio ‘74, le sue radici affondano nella vecchia “Redenta”, la cooperativa dei facchini ex detenuti che fin dai primi del ‘900 lavoravano nel vecchio mercato di piazza Ghiberti. Il nuovo nome e il trasloco a Novoli, una volta nata la Mercafir, sono solo alcuni dei tanti cambiamenti vissuti dalla cooperativa. Col tempo, la piccola impresa di ex galeotti è diventata un colosso della logistica integrata. Fino a diventare un punto di riferimento in Italia per la grande distribuzione, a capo di un gruppo che oggi dà lavoro a 4.500 persone in nove regioni, con oltre trecento milioni di fatturato e una flotta di Il presentatore della serata Giacomo Guerrini

Una foto storica dei facchini al lavoro al mercato di piazza Ghiberti

1.100 automezzi che ogni anno percorre cento milioni di chilometri su tutto il territorio italiano a servizio di 1.800 punti vendita diversi, per un totale di 500 milioni di colli movimentati. “Quello che non è mai cambiato – spiega il presidente di Cft Leonardo Cianchi – è il senso di appartenenza alla cooperativa e la condivisione dei suoi valori, il rispetto dei lavoratori e il forte legame con la città. Un contatto reale, mai di facciata, che Cft mantiene vivo con impegni concreti come il progetto della spesa solidale, la distribuzione della frutta e della verdura avanzate al mercato alle famiglie bisognose, che per due anni di fila è valso alla cooperativa il Fiorino solidale del Comune”.

Da “Stroncapettini” a “Masticabrodo”, il gergo da magazzino in un “dizionario”

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Lo showman Giorgio Panariello

troncapettini” è il facchino calvo. “Masticabrodo” quello con qualche problemino di dentatura. “I’ babbo” è il presidente della cooperativa. E il collega col toupè “ha un dispiacere in testa”. Al primo giorno di lavoro al novellino si fa “la fotografia”, e da quella prima occhiata si capisce subito se resisterà oppure no al duro lavoro del facchino. Parole e modi di dire “da magazzino”, coniati e rodati nei lunghi anni di lavoro notturno al mercato di Novoli. Frasi e descrizioni “fulminanti” – e parecchio veraci – che raccontano un mestiere e la città. È il gergo dei lavoratori della Cft di Novoli, che dopo una lunga tradizione orale è stato raccolto nero su bianco nel cosiddetto “Facchizionario”, il dizionario dei facchini, per l’appunto. Lo spassoso vocabolario, in occasione della festa per il quarantennale della cooperativa, in via del tutto eccezionale, è diventato anche una sceneggiatura. Proprio così. I lavoratori in persona, con una buona dose di autoironia, lo hanno “recitato”, dando vita a scenette video tutte da ridere. Trasmesse al Mandela Forum, le gag dei facchini possono essere viste da tutti sul canale Youtube di Cft.


#Focus

Aprile 2014 | 11

 L’intervista

“AVANTI tutti INSIEME, UN PASSO ALLA VOLTA SENZA DIMENTICARE DA DOVE VENIAMO” Parla il presidente Leonardo Cianchi: “Il futuro si costruisce valorizzando lavoro e persone” Petra Rubini

Presidente Leonardo Cianchi, un evento speciale quello del 15 marzo scorso per i “primi” 40 anni di Cft. Sì, è stato un bellissimo regalo di compleanno. Vedere così tanta gente, in un Mandela Forum quasi da tutto esaurito, ci ha fatto rendere conto, ancora una volta, dell’attaccamento che i soci e le loro famiglie hanno per la cooperativa e dell’affetto che tutta la città prova per Cft, una realtà di lavoro che ormai fa parte della tradizione fiorentina. Certo, un pensiero particolare va ai soci che erano di turno e che non hanno potuto essere presenti, visto che il nostro lavoro si svolge quasi interamente al buio, quando gli altri dormono. Spazio al sorriso, con lo show di Panariello e le gag del Facchizionario, ma anche alla solidarietà. Da tempo siamo legati alla Fon-

dazione Bacciotti e alla Fondazione dell’Ospedale Meyer. Ci sembra doveroso dare un contributo al loro impegno. E poi, va detto – e senza retorica – che la socialità è nel nostro Dna. Non ci dimentichiamo che siamo eredi di “Redenta”, cioè la cooperativa dei facchini-galeotti del vecchio mercato di piazza Ghiberti. Per loro il lavoro era la via per una vita migliore, noi vogliamo che il nostro possa contribuire, per quanto possibile, a migliorare quella degli altri. Va davvero d’accordo questa dimensione sociale con le dure “leggi” del mercato, oggi dominato dal profitto? Per noi vale una regola: il futuro della cooperativa si costruisce valorizzando il lavoro e le persone. Negli ultimi due anni abbiamo stabilizzato oltre duecento persone, premiandone il merito. Una scelta in controtendenza rispetto

ai chiari di luna di oggi. Sappiamo che il nostro lavoro è logorante e che a una certa età diventa impossibile andare avanti. Così, stiamo investendo moltissimo nella formazione, per preparare i nostri soci over 50 a mansioni più leggere, come il giardinaggio o il lavoro di portierato. Anche questo significa andare avanti tutti insieme, senza lasciare indietro nessuno. E alla fine si viene ripagati. Cioè? Qualche tempo fa, ad esempio, abbiamo deciso di ricapitalizzare la cooperativa. Di sua spontanea volontà, la maggioranza dei soci ha deciso di partecipare con i propri risparmi. Ci ha chiamati il notaio, era disperato: i lavoratori Il presidente di Cft Leonardo Cianchi alla festa per i 40 anni della cooperativa

erano andati da lui tutti insieme per sottoscrivere la quota, pensi che sono quasi duemila! Tra dieci anni, quando Cft festeggerà il mezzo secolo, come si immagina la cooperativa? Intanto guardiamoci oggi: siamo a capo di un gruppo che, su tutto il territorio nazionale, conta cinquemila lavoratori e ha un fatturato aggregato di oltre trecento milioni di euro. Le ultime novità riguardano la partnership con la Compagnia Portuale di Livorno, un’altra storica cooperativa che ci darà l’opportunità di avere un affaccio sul mare, e l’incorporazione delle cooperative Arca e Ctf, insieme alle quali ci avventureremo in settori per noi nuovi come il facility management e l’ambiente. Andiamo avanti un passo alla volta, sperando di arrivare lontano. Senza dimenticare da dove veniamo.


12 | Aprile 2014

#Solidarietà

 La realtà

GENITORI E VOLONTARI, INSIEME PER I PICCOLI

Tanti i progetti che l’associazione “Noi per Voi per il Meyer” porta avanti da ventisei anni per aiutare i bambini colpiti da leucemia e altri tumori Matilde Bernini

“È

volte molto lungo, di cura. I “pilastri” di Noi per Voi sono sempre stati i genitori, cui si affianca una squadra di volontari con competenze nei diversi settori. Oggi l’associazione, che ha avuto un ruolo importante anche nel trasferimento dell’ospedale dalla sede storica alla nuova struttura, è impegnata in particolare su due fronti: quello della ricerca e quello dell’accoglienza totale dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. I progetti di ricerca finanziati da Noi per Voi riguardano la chemioresistenza di leucemia, i tumori cerebrali e i tumori ossei, quest’ultimo in collaborazione con il professor Capanna del Cto. “A proposito di fare rete e di farla con strutture di eccellenza – sottolinea Tulimiero – la ricerca si fa con il Cto e la terapia clinica continua al Meyer”. Sul tema del sostegno alle famiglie dei piccoli

ricoverati al Meyer, il progetto più recente si chiama “Homing” e prevede tutta una serie di interventi, dalla consulenza psicologica alla risoluzione di problematiche più pratiche come la spesa o i viaggi: “Spesso i bambini che arrivano per essere curati al Meyer vengono da altre città o dall’estero, per questo ci stiamo attivando, fra le altre cose, per ottenere biglietti di treni e aerei scontati per i familiari. Allo stesso modo abbiamo una convenzione con l’Acli che ci mette a disposizione una persona per tutti gli adempimenti burocratici”, termina Tulimiero. Per chi vuol contribuire ad aiutare Noi per Voi per il Meyer le possibilità non mancano: si va dagli eventi – a inizio giugno si terrà la seconda edizione del mercato di beneficenza al giardino Torrigiani “Secret Garden”, che nel 2013 ha contato tremila presenze – alle

uova di Pasqua dell’associazione, fino alla donazione del 5 per mille dalla dichiarazione dei redditi.

Pasquale Tulimiero, presidente di “Noi per Voi per il Meyer onlus”, durante un evento benefico a cui ha preso parte anche la concorrente di MasterChef Enrica

SI RINGRAZIA L’EDITORE PER LO SPAZIO CONCESSO

fondamentale fare rete sul territorio”. A ribadirlo è Pasquale Tulimiero, presidente di “Noi per Voi per il Meyer onlus”, dopo aver raccontato i mille progetti che l’associazione porta avanti ormai da ventisei anni per aiutare i bambini colpiti da leucemia e altri tumori solidi. “Uno degli ultimi progetti a cui stiamo lavorando si sviluppa proprio sul territorio, dove stiamo cercando di creare dei gruppi di lavoro con psicologi e altri operatori del settore insieme alle associazioni di categoria per aiutare i giovani adulti, una volta guariti, a reintegrarsi nel mondo della scuola e del lavoro”, spiega. L’attività dell’associazione, infatti, pensa a tutte le fasi della malattia dei più giovani, e vuol accompagnare i pazienti e i loro genitori nel percorso, spesso difficile e a

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#Politica

Aprile 2014 | 13

 Verso le urne

UN MESE ALLE ELEZIONI, SCATTATA LA CORSA PER PALAZZO VECCHIO Firenze si prepara al voto per la scelta del successore di Matteo Renzi

Dario Nardella ha vinto le primarie del Partito Democratico con l’83% delle preferenze: sarà lui a correre per raccogliere l’eredità di Matteo Renzi

Natalia Binagli

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rossima fermata, elezioni. Firenze va al voto il 25 maggio, “election day” per le Europee ma, soprattutto, per la scelta del successore di Matteo Renzi alla guida di Palazzo Vecchio. Mentre scriviamo, lo scacchiere delle candidature non è ancora completo. Qualche casella è sempre vuota, in attesa di un nome che si metta in lizza per la poltrona di sindaco. Ma i punti fermi non mancano, con sfidanti già pronti da tempo a iniziare la partita. È certo, inoltre, che stavolta sarà davvero lotta dura per sedere nel Salone dei Dugento: i posti disponibili – causa spending review – da 46 scendono a 36, così tra gli aspiranti consiglieri si preannuncia una battaglia all’ultima preferenza. PARTITO DEMOCRATICO A tentare di fare “scacco matto” per il Partito Democratico è Dario Nardella. Attuale vicesindaco reggente, già vice di Renzi per quattro anni prima di essere eletto nel 2013 alla Camera, è stato richiamato in Palazzo Vecchio dopo la partenza del premier per Palazzo Chigi. Nardella

corre per i Democratici dopo aver vinto le primarie del 23 marzo contro gli sfidanti Iacopo Ghelli (candidato di corrente, civatiano) e Alessandro Lo Presti (che ha tentato di convincere i fiorentini con il suo “Manifesto per la felicità pubblica”). Una prova di partecipazione da 11.500 votanti utile a Nardella – che ha ottenuto ben l’83% delle preferenze – per spazzare via le voci di chi lo accusava di essere il “successore designato”. Intorno alla candidatura di Nardella è già un fiorire di liste. Oltre, ovviamente, a quelle del Pd e dell’aspirante sindaco, si contano la lista degli ex centrodestra Bianca Maria Giocoli e Massimo Pieri, il sostegno di Valdo Spini (oggi all’opposizione) e dei Comunisti italiani, quello dei socialisti di “Avanti Firenze”, una lista Idv e una di Scelta civica. CENTRODESTRA Ancora in movimento, mentre andiamo in stampa, le geometrie nel centrodestra. Il dato certo è che sarà Marco Stella il candidato a sindaco di Forza Italia. Schierando l’attuale capogruppo dell’opposizione in Consiglio,

il partito di Berlusconi rompe la sequenza dei candidati civici presentati senza successo alle ultime tre tornate elettorali (nel 2009, ad esempio, fu la volta dell’ex portiere viola Giovanni Galli). Resta da capire se sul nome di Stella confluiranno gli alleati, in particolare gli alfaniani del Nuovo centrodestra capitanati dal sottosegretario Gabriele Toccafondi. Sembra invece quasi sicuro il sostegno di Mario Razzanelli e della sua lista “Firenze c’è”, quello della lista Galli e della Lega Nord. Pare diviso l’Udc, addirittura incerto se presentarsi con un candida-

Marco Stella

to proprio. Capitolo a parte per Fratelli d’Italia - Alleanza nazionale, che il 22 e 23 marzo ha dato vita alle prime primarie del centrodestra fiorentino. Dalle urne è uscita la volontà di correre da soli, fuori dalla coalizione: così si è espresso il 55% dei 1.716 votanti in totale. Chi sarà il candidato? Mentre scriviamo, l’unico in campo è Achille Totaro – parlamentare, già senatore nonché consigliere comunale – schierato da tempo con la lista “Alleanza per Firenze”. Potrebbe essere lui, salvo sorprese, a condurre la gara per la destra cittadina. MOVIMENTO 5 STELLE Sarà invece una giovane donna a tentare l’exploit per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Trentotto anni, un diploma da perito aziendale, mamma di due figli, è Miriam Amato la candidata sindaco dei “grillini”. Attiva nel meetup fiorentino dall’ottobre 2011, si è imposta alle “comunarie” dello scorso febbraio: le sono bastate appena 43 preferenze su poco più di cento votanti. Amato si è già impegnata in alcune delle battaglie più calde della città, come la lotta al termova-

lorizzatore di Case Passerini o la difesa del giardino dei Nidiaci in Oltrarno. SCALETTI, SINISTRA E CIVICI Un’altra donna cercherà invece di “superare a sinistra” il candidato del Pd. È Cristina Scaletti, volto già noto in Palazzo Vecchio, dove è stata assessore all’ambiente per una manciata di mesi all’inizio dell’era Renzi, per poi passare in Regione, alla guida di cultura e turismo, con la giunta di Enrico Rossi. Fuori dai giochi di Palazzo Strozzi Sacrati a causa del rimpasto di alcuni mesi fa, Scaletti guiderà una lista

civica di sinistra (lei – ex Idv – fa parte del Centro democratico di Tabacci) che vuol parlare ai delusi del Partito Democratico. Al suo appello, almeno nel momento in cui scriviamo, non pare però rispondere quella sinistra fiorentina che fa capo a Sel, Ornella De Zordo (che non si ricandiderà), Alba, comitati, movimenti dei cittadini e lista Tsipras, pronta a schierare un altro nome. Ma i colpi di scena non sono esclusi. Sosterrà invece un proprio candidato la lista civica “Repubblica Fiorentina”: si tratta di Paolo Manneschi, dipendente comunale, massofisioterapista.

Miriam Amato

Cristina Scaletti

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14 | Aprile 2014

#Società

 Natura

ORTI URBANI E VERDURE IN TERRAZZA, LA CAMPAGNA SI FA LARGO IN CITTÀ

Per passione o per risparmiare qualcosa sulla spesa, sempre più abitanti imbracciano zappa e vanga

I fiorentini imbracciano zappa e vanga. Sarà la voglia di risparmiare sulla spesa, ma in città si respira sempre più un’aria di campagna. Giardini collettivi, pezzi di terra affidati agli abitanti, ortaggi che crescono sul balcone del supermercato: tra condomini e strade trafficate, il verde strappa qualche metro in più al cemento. Il Reporter vi porta sul campo, nel vero senso della parola, in un tour fra alcune delle più interessanti realtà dedicate ai “contadini urbani”.

I campi a misura di “over” Sono “sociali” perché permettono a chi vive in appartamenti senza giardino di coltivare un pezzo di terra. A Firenze esistono quasi mille orti sociali che il Comune affida gratuitamente alle cure degli over 60 tramite bandi: si va dai 50 orti del centro ai 450 del quartiere 4 (Isolotto-Legnaia). Piccoli appezzamenti di terra, 50-100 metri quadri, dotati di tutti i comfort del contadino moderno: impianti di irrigazione, mobile per gli attrezzi e servizi igienici. Sono ricavati dividendo i terreni pubblici in mini-campi. Obbligatorio l’uso di concimi biologici, banditi pesticidi e diserbanti chimici. Alcuni avevano già esperienza sul campo, altri si sono riscoperti contadini in età avanzata. Per non sbagliare, comunque, si può sempre “copiare” dal vicino.

I bandi: www.comune.fi.it

Contadini in versione baby I piccoli interrano e annaffiano le piantine, seguono l’andamento delle stagioni, aiutati da genitori e nonni a far crescere le baby-coltivazioni. Sei scuole di Firenze, tra asili nido ed elementari, ospitano altrettanti “orti in condotta” (oltre 460 in Italia). Si tratta di orti didattici per contadini in erba: piccoli terreni ritagliati nei giardini scolastici, ricchi di specie autoctone, coltivati con metodi bio da ottocento bambini. Gli insegnanti sono andati a lezione di “agricoltura scolastica” dai maestri di Slow Food Firenze. L’associazione ha dotato gli orti di un impianto di irrigazione e degli utensili necessari. E i frutti della terra arrivano anche sulla tavola della mensa.

Per sapere dove: www.slowfoodfirenze.it

Verdure in pieno centro Borgo Pinti: pista d’atletica ieri, community garden oggi. Gli “orti dipinti” non hanno ancora un anno di vita, ma sono già entrati nel cuore di molti residenti. “L’orto è un pretesto per creare un luogo di aggregazione”, spiega Giacomo Salizzoni, architetto che ha ideato lo spazio aperto a tutti. Sui mille metri quadri della pista (150 coltivati) si svolgono laboratori e iniziative. Tra i progetti, l’albero dell’energia: pannelli solari in cima a una struttura in bambù, 3,5 metri su cui sta crescendo una pianta di passiflora. Alimenteranno un cuore tecnologico (wifi, carica

cellulari, impianto sonoro e cervello elettronico per monitorare la salute della pianta). Serviranno circa quattromila euro: la ricerca dei fondi è partita.

Orari di apertura: Facebook CommunityGardens

Coltivare... al supermercato Un orto a portata di carrello, sul “tetto” di un supermercato. È quello spuntato alla fine di marzo al piano superiore della Coop di via Carlo del Prete, a Novoli. Si chiama “Orsù – Orti in terrazza” ed è nato per avvicinare alla natura i ragazzi delle scuole, ma anche gli adulti, con laboratori ed eventi organizzati insieme alle associazioni e all’istituto agrario. Una volta al mese si tiene “Sos piante”, un appuntamento per “allenare” il proprio pollice verde: un’esperta insegnerà come venire in aiuto di fiori e coltivazioni dei nostri balconi. In cartellone un corso di orticoltura, iniziative culturali, letture tematiche e passeggiate (questa volta fuori dal supermercato).

Il programma: www.coopfirenze.it

Tra Shakespeare e pomodori I “topi da biblioteca” stanno nell’orto. Firenze ha un biblio-orto, un campo di cento metri quadri ospitato sulla terrazza della BiblioteCanova dell’Isolotto.

Sono una quindicina i bibliortolani, volontari di tutte le età che si dedicano alle coltivazioni biologiche. “Non siamo degli esperti: piantiamo specie autoctone e impariamo dai nostri sbagli”, dice con un sorriso Stefano Beltramini, il bibliotecario da cui è nata l’idea. Il Q4 è una delle zone più ricche di ortilaboratori. Alla Fattoria dei Ragazzi, in via dei Bassi, i nonni del quartiere si prendono cura di un campetto coinvolgendo bimbi e ragazzi, mentre il parco degli animali di Ugnano ha il suo orto “da cani”, un terreno didattico gestito dagli studenti dell’Agrario.

Le iniziative: www.biblioteche.comune.fi.it/ bibliotecanova_isolotto

Se l’orto è “volante” La lista dei campi di città è lunga, come testimonia “Orto Volante”, un calendario di visite guidate promosso dallo Sportello EcoEquo del Comune. Gli eventi primaverili iniziano con l’orto didattico della scuola D. Chiesa alle Cascine del Riccio (15 aprile). Il 27 maggio escursione a Villa La Pietra (via Bolognese), per vedere il terreno coltivato dagli studenti della New York University. In cantiere una visita all’orto sul balcone (e che balcone) del marchese Giannozzo Pucci, che sul tetto di Palazzo Pucci ha piantato erbe aromatiche: un’oasi verde con vista Duomo. Infine una segnalazione: in centro è in arrivo un nuovo “fiocco verde”. Un orto urbano nascerà nel cortile della Casa della Creatività.

Il calendario: ambientesostenibilita.comune.fi.it a cura di Gianni Carpini


#Società

Aprile 2014 | 15

 Mestieri

“O CAPITANO, MIO CAPITANO”, I PROFessori CHE LASCIANO IL SEGNO A tu per tu con alcuni dei docenti più amati nelle scuole fiorentine Serena Wiedenstritt

Prof. Paolo Scarcelli Insegna latino, greco e lettere al liceo Michelangiolo

Prof. Betty Piancastelli Ha insegnato fisica all’Isis L. Da Vinci e ha fondato il gruppo teatrale dell’istituto

L’IMPORTANZA DEL GRUPPO

SE I TECNICI DIVENTANO ATTORI

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a come si fa a entrare davvero in contatto con gli studenti e ad appassionarli alla scuola? “Il mio primo obiettivo, quando entro in classe, è quello di creare un ambiente sereno. La classe, specialmente al ginnasio, è un gruppo eterogeneo, fatto di ragazzi che non si sono scelti e che si portano dietro ognuno il proprio vissuto. Secondo me, non si può entrare in aula e chiudere la porta al mondo. Quello che cerco di fare è stabilire un rapporto con i miei studenti, altrimenti è inutile partire dalla materia o dagli autori classici. Certo, ci sono ragazzi che studierebbero bene anche da soli, ma il compito dell’insegnante, secondo me, è quello di essere un agevolatore, di far amare lo studio, di aiutare a recuperare chi rimane indietro, di essere attento non solo a giudicare, ma anche a comprendere gli stati d’animo dei ragazzi e a fare in modo che fra loro si stabilisca un clima di collaborazione piuttosto che di competizione”.

e da un istituto tecnico si esce attori, un motivo ci sarà. “Era il 2004 quando abbiamo iniziato con il laboratorio teatrale, attività che seguo ancora nonostante sia appena andata in pensione. Il gruppo teatrale è il nostro fiore all’occhiello, è trasversale ed è importante per gli studenti per creare un rapporto con i compagni. Non solo, molti dei ragazzi che frequentano il laboratorio, e che restano in contatto con noi anche una volta usciti da scuola, magari prima non erano mai stati a teatro. Il lavoro è collettivo, si parte dallo studio dei linguaggi teatrali. Può sembrare strano che il teatro abbia riscosso un tale successo in un istituto che forma tecnici, ma grazie all’impegno dei ragazzi abbiamo vinto anche diversi premi nell’ambito di rassegne teatrali delle scuole superiori. E quest’anno, a metà maggio, saremo sul palco dello Spazio Alfieri con un testo di Achille Campana”.

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on c’è bisogno di ispirarsi al professor Keating dell’Attimo fuggente (nella foto). Non c’è bisogno di salire in piedi su un banco per fare una lezione con la “L” maiuscola. Nei licei e negli istituti superiori fiorentini ci sono tanti professori che lasciano il segno. Sono quelli di cui ci si ricorda anche una volta diventati “maturi”, all’università o quando si sta cercando o si è trovato un lavoro. Sono quelli che magari hanno portato in classe un autore non previsto nei programmi e, attraverso le sue parole, hanno trasmesso fiducia in se stessi. Oppure quelli che, equazione dopo equazione, hanno insegnato a non arrendersi e hanno inculcato il (sano) principio che con l’esercizio – e gli esercizi – si possa sempre migliorare e raggiungere gli obiettivi prefissati. In un momento in cui della scuola si parla spesso e volentieri solo come di un’emergenza, vuoi per i fondi che scarseggiano, vuoi per certi episodi di bullismo o perché essere giovani oggi è sempre più difficile, Il Reporter ha deciso di farsi raccontare da alcuni dei prof più amati della città cosa voglia dire insegnare. Come facciano, ogni mattina, a sedersi dietro la cattedra con il sorriso sulle labbra. E perché – nonostante tutto – questo mestiere continui ancora a piacergli.

Prof. Viviana Viviani Insegna matematica e fisica al liceo Dante

Prof. Massimo Seriacopi Insegna italiano e latino all’istituto Russell Newton

LA MATEMATICA SENZA GESSO

A CONFRONTO CON IL MONDO

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rofessoressa, si può dire che, grazie a lei, Firenze ha qualche matematico in più? “Mi piace coinvolgere i ragazzi, fargli amare la materia. Effettivamente posso già contare tre miei studenti laureati in matematica e, insegnando in un classico, questo non è poco. Ma non lo faccio certo per questo. Mi piace spiegare che matematica non vuol dire soltanto espressioni. Per capirci, nelle mie prime lezioni non prendo neanche il gesso in mano, preferisco parlare di matematica come di una forma di organizzazione mentale. Matematica per me non sono solo i numeri, è logica, è il modo corretto di formulare un pensiero. Ci sono vari aspetti della matematica, e questi vari aspetti spesso i ragazzi li apprezzano”.

arola d’ordine: coinvolgere i ragazzi, far amare loro la scuola, farli essere entusiasti di imparare. In che modo? “Per quanto mi riguarda, per prima cosa faccio vedere ai ragazzi che sono io il primo ad amare il mio lavoro, a tenere a quello che faccio e al loro percorso di crescita. Poi cerco di essere un po’ insegnante, un po’ psicologo e un po’ assistente sociale. I ragazzi devono essere motivati, stuzzicati, stimolati, a volte rimproverati, ma sempre in modo costruttivo. Non è vero che gli studenti oggi sono più svogliati di vent’anni fa, hanno le stesse potenzialità, vanno solo tirate fuori. Devono vedere che tu ti metti in discussione per riuscire a mettersi in discussione a loro volta. Infine, non mi limito ai programmi ministeriali, che comunque seguo e che costituiranno il loro bagaglio culturale, ma organizzo attività pomeridiane e incontri con associazioni come Libera, Amnesty International e Unicef, per farli confrontare con la realtà esterna”.


16 | Aprile 2014

#Cultura  In agenda

 Una serata speciale

buon compleanno, caro “toscanaccio” Pieraccioni, Panariello, Conti e Masini insieme per festeggiare Francesco Nuti. Con l’intera città Caterina Gentileschi

“M

adonna che silenzio c’è s t a s e r a ”, esclamerebbe un emozionato Francesco davanti al pubblico attento e impietrito. Forse andrà così, forse al posto del silenzio scroscerà un applauso, di quelli che danno calore e valore ai momenti. Per scoprirlo bisogna aspettare l’11 maggio, giornata nella quale si festeggia il 59esimo compleanno di Francesco Nuti. E lo si festeggia in maniera speciale, con un evento firmato da Carlo Conti, Marco Masini, Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni, al Nelson Mandela Forum, messo a disposizione per l’occasione da Prg. “Buon compleanno Francesco Nuti” è il titolo della serata che i quattro toscani doc hanno ideato per il loro amico, l’attore e regista Nuti, vittima nel 2006 di un grave incidente, che si appresta (il 17 maggio) a spegnere 59 candeline. Conti, Masini, Panariello e Pieraccioni si esibiranno

I quattro protagonisti dell’evento in programma l’11 maggio al Nelson Mandela Forum, il cui ricavato andrà a Nuti

 Web 

bitconcerti.it

gratuitamente e l’intero incasso verrà consegnato a Giustino Minocchi, amministratore di sostegno di Nuti. L’idea è nata durante una cena a casa di Carlo Conti, con l’intento di far sentire a Francesco Nuti quanto la sua opera e la sua amicizia siano tuttora vive nelle scelte artistiche dei quattro, e non solo. Conti, Pieraccioni e Panariello proporranno un mix tra il proprio repertorio e quello dell’attore e regista pratese, mentre Marco Masini prenderà spunto dalle colonne sonore di alcuni celebri film. “Dopo le vacanze di Natale eravamo tutti e quattro insieme – ha raccontato Carlo Conti – e tra un discorso e l’altro ci siamo detti: come sta Francesco? Quando compie gli anni? Allora ci è venuto in mente di fare una festa e un regalo di compleanno con uno spettacolo in cui saremo tutti e quattro insieme sul palcoscenico, da fan più che da colleghi. Una festa che ci permetterà di fare anche materialmente un regalo a Francesco.

Più saranno gli spettatori, più grande sarà il regalo”. Un regalo da parte dei quattro showmen e di tutto il pubblico, che con molto calore ha fatto registrare il tutto esaurito in pochissime settimane dalla messa in vendita dei biglietti. “Ho capito che volevo fare questo mestiere quando ho guardato per la prima volta Madonna che silenzio c’è stasera – ha spiegato Pieraccioni – avevo ventuno anni e andai da Francesco per passare un Natale in una stanzina accanto a dove stava lui con la famiglia. Gli raccontai alcune sceneggiature che avevo in mente, ma in uno stato così embrionale che lui fu un signore a non dirmi ‘perché non passi il Natale con la tua famiglia invece di star qui a rompermi le scatole?’. Saremo tutti e quattro sul palco, come al tavolino di un bar, e ci avvicenderemo con il meglio e il peggio di quel che abbiamo prodotto”. Tutti insieme, e insieme al pubblico. Tra risate e ricordi.

 Il personaggio

 L’iniziativa

 Fuori porta

Azzurri, una vita per gli altri

“Prima visione”, Il festival neonato che mescola generi e pubblico in sala

“Satira e sogni”, Sergio staino sbarca a siena e conquista s. maria della scala

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C’

è chi lo ricorda a Sanremo ’83, cui partecipò con la canzone “Amare te”, e chi ne ha un ricordo più vago e discontinuo, legato a qualche apparizione pubblica negli anni Novanta e nell’ultimo decennio. Ma Riccardo Azzurri, in realtà, dopo quel Sanremo non si è più fermato. La sua carriera nel mondo della musica è proseguita lontana dalle luci dei riflettori perché, come lui stesso ha spiegato, “non mi piace essere acclamato solo perché appaio in tv. Preferisco starmene da parte dedicandomi al mio amore più grande, la musica”. Riccardo è attivissimo a Firenze, dove si barcamena fra un

centro anziani e l’altro per dare sollievo, mediante la musica, a chi è solo e malato. Con loro porta avanti una preziosa attività di musicoterapia, iniziata nel 1999: “Successo, fama. Non sono niente. Basta guardare negli occhi queste persone per capire cosa è veramente importante e dà senso alla vita”. Parallelamente al lavoro con gli anziani, Azzurri porta avanti i suoi progetti musicali. Dopo il cd “L’immaginario”, uscito nel 2012, e la canzone “Diop e Samb” – in ricordo dei due senegalesi uccisi a colpi di pistola in piazza Dalmazia il 13 dicembre 2011 – si attende, probabilmente in autunno, l’uscita del suo nuo-

Riccardo Azzurri e Aleandro Baldi hanno scritto a quattro mani il pezzo “Firenze Madre”, una dedica alla città

vo lavoro, interamente acustico, “L’incoerente”, al quale hanno collaborato gli archi di Angela Savi, Stefano Bianchi, Sabrina Giuliani ed Elisabetta Sciotti e il pianoforte di Marco Bucci. Anche stavolta Firenze sarà presente, ma non per i suoi episodi di cronaca nera: “Delle dieci canzoni del disco, l’ultima si chiama ‘Firenze madre’. L’ho scritta a quattro mani con Aleandro Baldi, grande amico e cantante con cui duetto nel pezzo”. Dietro il titolo forte e rassicurante si cela un rapporto controverso con il capoluogo toscano: “Non lo definirei un rapporto conflittuale, ma certo Firenze non è più la città in cui sono cresciuto e in cui giocavo spensierato a nascondino tra piazza San Remigio e Santa Croce. Da qualche anno mi sono trasferito a Borselli, in una casa nel bosco lontana da tutto e tutti, dove ho anche il mio studio di registrazione. Lì sto davvero bene. A Firenze ci sono nato e, dopotutto, la amo, è la mia città. Sono venuto alla luce in una casa di via de’ Neri, che è ancora di mia proprietà, e non ci penso proprio a venderla”. I.R.V.

ono vere e proprie scoperte musicali quelle che animano Prima Visione Festival, all’auditorium al Duomo fino al 27 aprile. Il festival, alla prima edizione, nasce dall’esigenza di favorire l’incontro fra pubblici diversi. Mercoledì 9 appuntamento con Antonello Salis e Innovativo Ensemble, sul palco con Verdiana, un originale viaggio nell’opera italiana. Il 18 spazio a La Traviata di Giuseppe Verdi, letta e interpretata da Dario Vergassola e David Riondino, con musiche eseguite dal vivo dall’Innovativo Ensemble. Chiudono la programmazione, il 27 aprile, Ches Smith & These Arches. Smith è il prototipo della nuova generazione di musicisti americani, equidistanti dalle scuole e aperti a scoprire le possibilità espressive in diversi ambiti, un progetto musicale che rispecchia lo spirito del neonato festival fiorentino. C.G.

atira e sogni, così si intitola la mostra antologica che ripercorre la storia di un piccolo-grande eroe toscano, che con le sue vignette ha dato senso a tanti momenti. Il complesso di Santa Maria della Scala, a Siena, ha deciso di celebrare così Sergio Staino, accogliendo circa trecento dei suoi lavori, diversi per tipologia, ispirazione e tema. Intorno al 2000, l’artista ha dovuto abbandonare, per motivi di eccessivo degrado della vista, il disegno tradizionale fatto a matita o china, per spostarsi obbligatoriamente sul digitale, ma senza perdere la sua sagace verve. La mostra va dai primi disegni di Bobo, nati su Linus nel ’79, agli appassionati interventi su l’Unità. E poi il cinema, i lavori più recenti e i disegni per bambini. Temi politici, dispute familiari, storie e riflessioni, tutti indelebilmente contraddistinti dalla cifra stilistica del maestro. C.G.

Da Marilyn monroe alla cucina medievale, Tutto il mese evento per evento

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prile dolce dormire? Nemmeno per sogno. A Firenze aprile sembra piuttosto il mese giusto per risvegliarsi dopo il torpore invernale e cominciare a vivere la città in tutte le sue sfumature, dagli ultimi spettacoli al chiuso dei teatri ai primi eventi open air. Si comincia con il teatro, il Puccini per la precisione, che dall’11 al 13 aprile si trasferisce al Riva Lofts (via Baccio Bandinelli 98) per Bye Bye suite, quaranta minuti in camera con Marilyn Monroe, per mettere a nudo il volto più fragile della diva. Il Teatro Verdi, invece, per salutare con un sorriso il mese di aprile, offre una versione del classico Rugantino con protagonista Enrico Brignano (dal 1° al 5 maggio). Oltre al teatro, in programma anche tanti concerti, che vedranno il fiorentinissimo Piero Pelù salire sul palcoscenico del Mandela Forum (il 18 aprile) per regalare un po’ di rock ai suoi fan. Il classico – ma mai demodé – Massimo Ranieri preferisce il Teatro Verdi (il 26), mentre la voce raschiata di Noemi, reduce dagli applausi della critica sanremese, il 29 sarà all’Obihall. Saltando da un genere all’altro si arriva a uno degli eventi più attesi della primavera fiorentina, la 78esima edizione della Mostra internazionale dell’artigianato, alla Fortezza da Basso (dal 24 aprile al 1° maggio), che per una settimana vedrà i padiglioni vestirsi dei colori dei prodotti arrivati nella città del giglio da mezzo mondo. Se invece per l’artigianato non si ha una grande predilezione e si è alla ricerca di un evento più “artistico”, si può fare un salto alla mostra Da Michelangelo alla contemporaneità (fino al 17 maggio all’Archivio di stato), che racconta la storia di uno degli istituti più importani della città, l’Accademia delle arti del disegno. Dulcis in fundo, non poteva mancare un appuntamento sui generis, che avrà come location d’elezione il parco delle Cascine. Si tratta dei Giochi del Carnasciale (25-27 aprile), una tre giorni al gusto di gruppi storici, sbandieratori, esibizioni di tiro con l’arco e gustose full immersion nella cucina medievale.


#Cultura  L’appuntamento

notte Bianca dal tramonto all’alba, per scoprire il volto culturale di firenze

Aprile 2014 | 17

 La mostra

Buonarroti e pollock, storia di due visionari

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he cosa succede se si mette il maestro dell’action painting accanto al genio della Cappella Sistina? Succede che instaurano un dialogo, fatto di colori, forme, evoluzione. Di arte, a tutto tondo. “La figura della furia” (dal 15 aprile al 27 luglio), curata da Sergio Risaliti insieme a Francesca Campana, nasce in occasione del 450esimo anniversario della morte di Michelangelo, avvenuta il 18 febbraio 1564, e celebra il filo rosso che unisce i due artisti. Il luogo prescelto per esporre ben sedici opere di Pollock è Palazzo Vecchio, simbolo – e tutt’oggi sede – del potere politico di Firenze, in particolare della città comunale e rinascimentale che fece dell’arte un elemento di forza della propria civiltà e del proprio prestigio nel mondo. E proprio in Palazzo Vecchio si conserva, nel Salone dei Cinquecento, “Il Genio della Vittoria”, una delle opere più celebri del Buonarroti, emblema di quelle tensioni contrapposte che caratterizzano la scultura michelangiolesca e che, per vie sotterranee, tornano a proporsi con assoluta enfasi nelle rivoluzionarie pitture di Pollock.

Enrica Cinaschi

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otte sì, ma solo se è bianca. Torna l’appuntamento più amato della primavera, atteso da fiumi di fiorentini, tutti pronti a riversarsi nelle strade e nelle piazze del centro storico. La data è sempre la stessa, il 30 aprile dal tramonto all’alba del 1° maggio. Il tema, invece, cambia ogni anno. Per il 2014 (quinta edizione consecutiva dell’evento) è stato scelto “La città continua”, ispirato alla produzione di quel gruppo di architetti attivi a Firenze alla fine degli anni ’60, che ha segnato una pagina avanguardista della cultura del Novecento. Questo il tema a cui si ispirano i progetti culturali proposti da associazioni & Co (che mentre Il Reporter va in stampa sono ancora in via

di definizione, ndr), che andranno ad aggiungersi al nugolo di eventi organizzati dal Comune. L’idea di base è fare cultura, non baccano. Ed è questo il motivo che spinge a prendere in considerazione progetti che abbiano un solido contenuto, ma anche un legame stretto con luoghi della città dimenticati o misconosciuti. “La città continua va nella direzione del superamento della percezione di Firenze come città-museo – spiegano gli organizzatori – le iniziative artistiche sono concepite in stretta relazione a un luogo cittadino, non necessariamente all’aperto, nell’ottica di valorizzarlo con nuove modalità”. Nella prima periferia, ma soprattutto nel centro storico, che la notte tra la fine di aprile e il primo giorno di maggio si

vestirà a festa per autocelebrarsi. Sempre crescente l’entusiasmo dei fiorentini, che edizione dopo edizione si danno appuntamento per festeggiare insieme la notte più lunga dell’anno (lo scorso anno si contarono circa 300mila presenze). L’idea è quella di una città senza confini, proiettata oltre barriere e limiti. La prospettiva è far evolvere il concetto di spazio e pensare la città come una piazza, luogo globale di incontro. “Firenze si offre in una nuova veste, cercando di svelare i suoi luoghi in modi inconsueti e innovativi”. Una città viva, con eventi non stop, che invogliano a riconsiderare l’idea di città trasformandola in un’entità in continuo movimento, sempre pronta a offrire qualcosa di nuovo.

Una delle opere di Jackson Pollock, realizzata con la tecnica dello “sgocciolamento”

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18 | Aprile 2014

#Fiorentina  Il calendario

aprile, vietato dormire

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n’altra bella stagione per la Fiorentina, nonostante qualche rimpianto. Vedi alla voce arbitri, Europa League ma anche Pepito Rossi, fuoriclasse unico che tutti si augurano di vedere all’opera in finale di Coppa Italia. Quando c’è lui in campo le difese tremano, come quando Mario Gomez è nella miglior condizione: anche lui è uno dei più attesi per il 3 maggio. Quanto allo sprint finale in campionato, questo aprile non si preannuncia un mese dei più facili per la Fiorentina. Domenica 6 va in scena Fiorentina-Udinese, con i friulani che, per i viola, sono da sempre un avversario più che ostico. Una settimana più tardi un’altra partita difficile, la sfida contro Luca Toni a Verona, una “succursale” della vecchia Fiorentina che, a suon di ottime prestazioni, sembra non aver paura di volare. Nel turno successivo al Franchi arriverà la Roma, per una delle partite più belle e difficili dell’anno. Il mese finirà poi con la trasferta di Bologna: derby dell’Appennino statisticamente difficile fuori casa. Riepilogando, ad aprile per la Fiorentina è vietato dormire...

Vincenzo Montella è impegnato nel finale di stagione alla guida della Fiorentina: anche questo non sarà un mese facile

Lorenzo Mossani

 Il “programma”

i “big” da blindare, in campo e fuori

In casa viola si guarda avanti: l’obiettivo è tenere i pilastri Irene Delfino

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cco che cosa significa “programma” in casa viola, quella parola che quasi due anni fa ha mandato in soffitta l’abusata “progetto”. Cambio di vocaboli, di strategie societarie, di squadra. In una parola, rinascita. E, una volta imboccata la retta via, questa non si abbandona. Si continua a percorrerla con gli stessi uomini che l’hanno costruita. Il ds Daniele Pradè, in scadenza a giugno, si è tappato le orecchie di fronte alle lusinghiere propo-

ste di alcune “big” per rimanere un altro anno in riva all’Arno. E continuare a mettere a segno colpi da novanta, come i tre tenori ex Villarreal e Mario Gomez. Con la tela tessuta per mesi dal dt Eduardo Macia, che firmerà altri tre anni di contratto. Fino al 2017, dunque, in linea con il contratto di Vincenzo Montella e del suo staff. Nella Fiorentina il programma vincente è chiaro: si blindano i pilastri fuori dal rettangolo verde, di pari passo con quelli che lo calcano con il pal-

lone tra i piedi. O che lo parano con i guantoni, come Norberto Neto: l’ex portiere con le valigie in mano andrebbe in scadenza a giugno 2015, ma già si pensa a un rinnovo triennale (fino al 2018). Stesso reparto, la difesa, stessa scadenza, 2015, e l’intenzione di volerlo ancora a lungo al centro del reparto arretrato viola. Stiamo parlando di Gonzalo Rodriguez, l’argentino che a gennaio ha rifiutato un’offerta da due milioni netti a stagione perché “nella vita ci sono cose più

importanti dei soldi”. Accanto a Gonzalo sempre Savic, il recupera palloni, che ha una scadenza più lunga del contratto, giugno 2016: ma attenzione, le pretendenti non mancano. Come per Borja Valero, il todocampista dal cuore viola che ha scelto la bella città d’arte per mostrare la sua raffinata classe. Anche il Pek, in scadenza fra soli due mesi, si è chiarito le idee e rimarrebbe volentieri il prossimo anno. Ma la carta di identità non si nasconde. Lo ha fatto il trentasettenne Massimo Ambrosini, “totalmente soddisfatto di aver scelto Firenze”. Soddisfazione che si respira anche in viale Fanti, dove stanno pensando a preparargli un prolungamento di contratto. Mentre ha già firmato il capitano, per vivere la sua nona stagione in riva all’Arno. E forse arrivare in doppia cifra, visto che il contratto ha l’opzione fino al 2016, con bonus legati alle presenze. Perché no? “Firenze è una scelta di vita”, firmato Manuel Pasqual.

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Periodico d’informazione locale. Anno VIII n.16 del 3 Aprile 2014. N° reg 5579 del 17/05/2007 Tribunale di Firenze. Iscrizione al Roc 23957. Spedizione in a.p. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10. Distribuito da TNT Post Italia S.p.A.

 Valutazioni

se le pagelle cambiano volto

P

agelle indiscutibili: sogno o realtà? Ecco a voi l’Ivg. Questa strana sigla corrisponde all’indice di valutazione dei giocatori della rosa. Non sono le pagelle che vengono redatte dalla stampa, ma le classifiche divise per ruolo, e aggiornate partita dopo partita, che valutano l’apporto di ogni giocatore alla squadra, in base ad alcuni parametri. Come palle giocate, possesso palla, percentuale di passaggi riusciti, giocate utili, palle recuperate, palle perse, assist e tiri. È interessante notare che i quattro pilastri della Fiorentina, dopo ventisette giornate di campionato, siano Neto in porta (Ivg 19,5) e Savic in difesa (Ivg 18,5). Ma la sorpresa è a centrocampo, o meglio in mediana, e si chiama Massimo Ambrosini (Ivg 20,9). L’ex milanista ha dalla sua il 77,8 per cento di passaggi riusciti: solo il Pek, a centrocampo, ha fatto meglio (82,4). Come salta all’occhio la percentuale di palle recuperate (18,5), più dei difensori Gonzalo Rodriguez (17,4),

Tempo di pagelle per i giocatori viola: nonostante l’infortunio, la corona di miglior attaccante è sempre sulla testa di Pepito

Roncaglia (17), Compper, Tomovic e Diakitè. Meglio ha fatto solo il montenegrino Savic con 19,4. La corona di miglior attaccante viola se l’aggiudica chiaramente Pepito, secondo solo a Carlitos Tevez. Ma senza il brutto infortunio... I.D.

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Il Reporter del Q1 raggiunge le famiglie del quartiere 1 di Firenze.

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#Sport

Aprile 2014 | 19

 A tu per tu

 La stagione/1

club sportivo, la storia continua

luci accese sul volley

La società guarda avanti dopo un periodo difficile

E

pallavolo fu. Dopo una dozzina d’anni, anche uno sport troppo spesso sottovalutato torna sotto le luci dei grandi palcoscenici. L’ha fatto in silenzio, lavorando come una formichina nelle categorie minori, crescendo pian piano senza comprare titoli ma vincendo sul campo. La regina della pallavolo nell’hinterland fiorentino è senza dubbio l’Azzurra San Casciano. Nel suo secondo anno di A2 ha già vinto la Coppa Italia e ora lotta per il primo posto contro la più quotata Montichiari. L’allenatrice, una fiorentina doc, Francesca Vannini parla poco, ma fa parlare le sue giocatrici sul campo. Solo vittorie in questa stagione. Dolci note anche dalla Savino Del Bene, che ha iniziato la stagione con l’obiettivo della salvezza e che ora si trova ad affrontare la lotta per i play-off. Tantissimo ha influito la campagna acquisti di gennaio, con l’arrivo di Moneta e Corna. Continua a far bene, in serie B1, la San Michele di coach Alderani, ma non è più una novità. Note un po’ stonate arrivano, invece, dal Valdarno Volley che, dopo anni al vertice della serie B1, lotterà con molta probabilità per non retrocedere fino all’ultima giornata. In bocca al lupo, volley fiorentino.

La pallavolo fiorentina è tornata sotto i riflettori dei grandi palcoscenici, grazie al lavoro svolto sul campo e ai risultati centrati dalle squadre

Car.Mar.

 La stagione/2

pallanuoto, bilancio ok L

Carlo Marrone

“S

iamo rinati come solo i veri amanti dello sport potevano fare, grazie alla nostra volontà, alla nostra energia e all’entusiasmo dei dirigenti”. Esordisce così Antonio Mollica, al vertice della sezione calcio del Club Sportivo. Dopo un periodo difficile, la società è ripartita. È una storia che viene da lontano quella del Club Sportivo, nato il 25 gennaio 1870 con la fondazione del Veloce Club Firenze, per poi ampliarsi ed evolversi nel corso degli anni fino a diventare una delle società sportive più antiche d’Italia, con attività polivalenti che vanno dal ciclismo al baseball e alla palla a tamburello, passando ovviamente per l’onnipresente calcio. Attualmente la società di Enrico Lasciafari vanta ancora tutte queste attività e sembra rilanciata da nuova linfa. Abbiamo incontrato Antonio Mollica per fare il punto della situazione. Come va adesso? Abbastanza bene, abbiamo saputo organizzarci e trovare qualche sponsor per portare avanti la nostra attività: il bilancio, per quanto mi riguarda, è positivo. Certo, si potrebbe fare di meglio, ma purtroppo di questi tempi i mezzi economici scarseggiano. Avete accusato il colpo della crisi? Senza dubbio, ne hanno risentito ad esempio le iscrizioni alla

W eb clubsportivofirenze.it Tel. 055.332700

La storia del Club Sportivo inizia il 25 gennaio 1870 con la fondazione del Veloce Club Firenze: oggi la società è una delle più antiche d’Italia

a Ngm Firenze Waterpolo in finale di Len Trophy (l’Europa League della pallanuoto) e ai play off scudetto. La Bassilichi Rari Nantes Florentia praticamente salva e che potrebbe rientrare, con un po’ di fortuna, a giocare anche i play off scudetto. La stagione della pallanuoto si avvia alla conclusione in maniera tutto sommato positiva per le due compagini fiorentine. La Ngm ha il grande rammarico di aver perso a metà campionato il portiere titolare Federica Lavi. Il ruolo del numero 1 nella pallanuoto non s’inventa, e anche se Jennifer Olimpi ha fatto miracoli tra i pali (essendo attaccante), qualche punto perso per strada ha compromesso alcuni obiettivi della squadra di Andrea Sellaroli. La Rari aveva avuto difficoltà a iscriversi alla serie A1: il grande impegno del tecnico Riccardo Vannini e l’abnegazione dei giovani pallanuotisti hanno dato i loro frutti. Si temeva di dover annunciare la retrocessione: adesso, invece, il futuro è meno nebbioso.

L’annata della pallanuoto si avvia alla conclusione in modo tutto sommato positivo per le compagini fiorentine

Sim.Spa.

COMUNICATO

AI SENSI DELL’ARTICOLO 7 COMMA 1 DELLA LEGGE N. 28 DEL 22 FEBBRAIO 2000 “Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica” La società Bunker Srl editrice del mensile di informazione Il Reporter di Firenze nelle edizioni attualmente pubblicate e in quelle che dovessero essere pubblicate da qui all’ 26 Maggio 2014, a norma della legge n.28 del 22.02.2000 e relative delibere delle autorità competenti, comunica le CONDIZIONI che intende applicare PER LA DIFFUSIONE DI MESSAGGI POLITICI ELETTORALI PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE ED EUROPEE INDETTE PER I GIORNI 25 E 26 MAGGIO 2014. Agli annunci pubblicati di tutti i partiti, di tutte le liste, di tutti i movimenti politici e di tutti i candidati verranno applicate le seguenti tariffe in Euro che si debbono intendere al netto dell’Iva al 4% prevista dalla normativa vigente: LISTINO ELETTORALE CON COPERTURA GLOBALE DI TUTTA LA CITTÀ DI FIRENZE

scuola calcio, perché le famiglie stanno molto più attente alle spese. Avete provato a venire incontro alle loro esigenze economiche, ad esempio abbassando i prezzi delle iscrizioni o quelli dei biglietti per assistere alle partite? Ci proviamo, ma il problema è che la crisi, come c’è per le famiglie, c’è anche per la società. Ci serve denaro per andare avanti e da qualche parte dobbiamo ricavarlo. Come sta andando la scuola calcio? Direi bene, abbiamo un centinaio di bambini tra i più piccoli e circa 150 iscritti dai giovanissimi alla prima squadra. Abbiamo circa sette squadre, praticamente una per ogni annata. Squadre femminili? No, ma non perché manchi la volontà, piuttosto perché non riscontriamo interesse nelle bambine. Se volessero venire ci farebbe molto piacere avere una squadra femminile, ma non c’è domanda. Come va, da questo punto di vista, negli altri settori del Club

Sportivo? Meglio, soprattutto nel tennis, ma anche nelle altre attività sono presenti molte femmine. Perché, secondo lei, il calcio è così tipicamente maschile come sport? Non saprei. Forse le bambine non hanno la fisicità giusta, o c’è troppo contatto fisico. Eppure il calcio trasmette valori importanti e trasversali. Quali sono i vostri? Quelli che valgono anche nella vita: il rispetto dei compagni e degli adulti, saper accettare le regole e le decisioni altrui, saper lavorare in squadra. E poi indirizziamo i nostri ragazzi verso una vita sana, perché difficilmente un ragazzo che sa di avere una partita la mattina dopo, la sera va in giro a fare bisboccia. Tanti auguri, dunque, al Club Sportivo, perché possa superare a testa alta le difficoltà e continuare a portare avanti la sua lunga storia.

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20 | Aprile 2014

#Rubriche

A zonzo per Firenze BRICIOLE DI STORIA, FRA ANEDDOTI, LEGGENDE E MISTERI nio dei Medici, per custodire paramenti, arredi, argenteria della venerata Cappella dell’Annunziata. All’interno, sull’altare, vi fu posta anche una pregevole tavola di Iacopo Vignali, raffigurante l’Assunta con San Vitale, Sant’Alessandro e San Gregorio; naturalmente allusiva ai nomi del padre e del figlio maggiore dei nuovi Medici e al papa Gregorio XIII sotto il cui pontificato avvenne la conversione. La suddetta porta è così descritta da Giuseppe Richa (T. VIII, p. 61):

UN MOTTO: UNA STORIA

S

e volgiamo lo sguardo sullo spigolo della cantonata di Via dei Servi con la Piazzetta di San Michele Visdomini (nella foto a destra), all’altezza del primo piano dell’immobile che al piano terra ospita una bottega di corniciaio, scorgiamo la scritta angolare “Protector noster”. Si tratta di un motto che decorava la base di un bello stemma mediceo, oggi scomparso, sormontato da un copricapo cardinalizio. Era l’arme della famiglia dei Medici cosiddetti “Neofiti”, cioè della famiglia Fabbi che nel XVI secolo, dalla fede ebraica, passò a quella cristiana. Il cardinale Ferdinando de’ Medici (poi granduca), ne fu il padrino durante la cerimonia in cui il papa somministrò i sacramenti a Vitale e ai suoi figli. Proprio da questa occasione la famiglia che aveva abiurato a favore della chiesa Romana, assunse ufficialmente il cognome “Medici”. Infatti, il cardinale mediceo ne fu talmente lusingato da donare ai Fabbi, oltre al suo cognome, anche l’arme propria. Questa vicenda ebbe iniziò a Roma, con la conversione del generoso medico rabbino Iochiel Fabbi, battezzato dal pontefice con il nome di Vitale unitamente ai suoi figli Alessandro e Antonio e alla figlia Grazia, in seguito andata in sposa al nobile fiorentino Bartolomeo Sermanni. Allorché Ferdinando a quarant’anni, nel 1587, per l’improvvisa morte del fratello Francesco I, lasciò Roma e l’abito talare per assumere come granduca il comando della Toscana, i lusingati neofiti

lo seguirono a Firenze dove acquisirono simpatie e benemerenze. Difatti, facendo parte di una famiglia ricca e generosa, elargirono fondi per opere di beneficenza e di edilizia religiosa, come la costruzione del portico della chiesa di San Domenico (posta sulla strada per Fiesole), disegnato da Matteo Nigetti; a questo architetto, nel 1637, affidarono anche i lavori per la facciata della chiesa di San Salvatore d’Ognissanti, portata a termine in stile barocco, una delle prime opere di questa espressione a Firenze. Lo stemma che decorava fino a qualche anno fa la cantonata, probabilmente fu collocato a evidenziare dove Vitale abitò inizialmente con i suoi familiari, abitazione poi adibita ad asilo dei catecumeni, successivamente trasferito nel monastero di San Giovanni delle Cavalierisse in Via San Gallo. Certamente fu l’ex rabbino, a coniare il sottostante motto per esternare la sua gratitudine all’importante famiglia fiorentina che oltre a governare la Toscana, dette alla Chiesa anche due papi. Parimenti al motto, sull’architrave di una finestra al secondo piano dal lato della Piazzetta di San Michele Visdomini, ne fece scrivere un altro in caratteri ebraici, così come un terzo sopra l’arme medicea, iscrizioni che il tempo e i rifacimenti hanno cancellato. Il grande stemma è stato tolto e forse giace nell’oblio in qualche deposito in attesa del restauro? Se così fosse, potrebbe essere il momento di prendere in considerazione il suo ripristino e la ricollocazione in sito a ricordo di quanto ci fa conoscere la storia? Infine, per coloro che volessero conoscere l’aspetto di Vitale e di suo figlio Alessandro, non c’è che da recarsi alla basilica della Santissima Annunziata. Entrando nell’androne che introduce al grande chiostro con il pozzo centrale, in antico detto Chiostro dei Morti, si nota a sinistra la grande porta della Sagrestia della Madonna, coronata dallo stemma mediceo, fatta costruire nel 1635, sul disegno di Matteo Nigetti, proprio dai “neofiti” Alessandro e Anto-

(…) una porta di marmo misto coll’imposte di noce intagliate: questa porta conduce nella Sagrestia particolare, e propria della Cappella della Santissima Nunziata fabbricata da Antonio Medici Dottore Fisico, la quale è tutta piena di armadi contenenti i paramenti, ed altre sacre, e ricche suppellettili, veggendovisi un vago altare, la cui Tavola di mano del Vignali rappresenta l’Assunta con appiè S. Alessandro e S. Vitale, e da una alla parete vedasi colorito a fresco da Cecco Bravo il Ratto di San Paolo. Ed eccoci al dunque: ai lati della porta si vedono due busti marmorei sormontati dallo stemma mediceo policromo. Il primo a destra è quello di Vitale l’ex medico rabbino, l’altro, di suo figlio primogenito Alessandro, deceduto nel 1642, a 75 anni d’età. Nelle epigrafi di tali monumenti funebri, pregevolmente scolpiti da Orazio Mochi scultore granducale, si legge che questi marmi furono fatti collocare da Antonio Medici, figlio minore e fratello dei defunti, per onorarne la memoria. Sempre il Richa (T. VIII, pp.38-39) ci fa sapere, inoltre, che i due fratelli Alessandro e Antonio, furono anche benefattori della chiesa in quanto donarono il maestoso ciborio d’argento massiccio, l’attuale Sancta Sanctorum a otto facce, sormontato da una croce di cristallo di rocca, per l’altare maggiore, disegnato da Giovan Battista Foggini. Caritatevoli benefattori, i suddetti Medici erano anche attenti contabili almeno a giudicare dai tre Quaderni di ricevute (R 66, R 67 e R 68 dell’Archivio del Capitolo Metropolitano Fiorentino) dove dal 1612 al 1656, quasi giornalmente, venivano scritte di pugno e firmate, tutte le ricevute di soldi percepiti da coloro i quali avevano fornito materiali, vettovaglie, servizi o mano d’opera per opere di bene. Non soltanto tutto ciò, con atto testamentario di Alessandro e Antonio “del molto eccellente signore Vitale Medici” fu lasciata un’importante somma da suddividere in doti, da 10 a 40 ducati l’una, destinati a fanciulle povere con la vocazione di farsi monaca. Attraverso una precisa procedura la cui stesura si può ancora leggere nella sala principale del succitato Archivio del Capitolo, le quali doti furono regolarmente assegnate dal 1661 al 1904 (C. 73, C. 81). A ottanta anni passati, il 6 Agosto 1656, anche l’ultimo dei Medici neofiti, Antonio, passò a miglior vita; due giorni dopo i canonici del Duomo, eredi del suo non indifferente patrimonio, gli organizzarono un pomposo funerale (C. A, 18, p.154 v) provvedendo successivamente, secondo le volontà testamentari del defunto, ad inumarne la salma nel pavimento della navata centrale della chiesa di Ognissanti sotto una grande lastra tombale, di cui la metà decorata da un policromo stemma mediceo e l’altra metà con la scritta dell’epigrafe. Il Richa, nella sua più volte citata opera (T IV, pp. 280-281), a proposito della sepoltura scrive: Nel pavimento della navata grande sono pure sotterrati Uomini Illustri con iscrizioni, e la prima alla porta è di Antonio di Vitale de’ Medici, dottissimo nella cognizione di varie scienze e lingue. La sintesi dell’epigrafe invita chiunque entri nella chiesa, a fermarsi e pregare per Antonio di Vitale de’ Medici, illustre filosofo che esercitò la professione medica per sessant’anni, temprando la sua vita dedicata alle lettere e trascorsa senza vizi, longeva e frugale, che gli fece acquisire grandi ricchezze deliberatamente devolute nell’abbellire chiese e dotare opere pie. A questo punto possiamo riassumere e concludere sinteticamente la presente storia dei Medici neofiti, che da ebrei passarono al Cristianesimo, con il noto proverbio: A caval donato non si guarda in bocca! L’articolo è uno dei quaranta aneddoti tratto dalla nostra ultima pubblicazione “Piazza della Santissima Annunziata”, secondo degli otto volumi della Collana “Le Piazze Fiorentine”, edita da Giorgi Libri Srl. LUCIANO E RICCIARDO ARTUSI  Web artusi.net

Il Pungiglione

la vita “clandestina” di chi tifa juventus

I

l mese appena passato per noi fiorentini è stato segnato dalle tre sfide con la Juve. L’umanità si divide in due categorie: quelli che tifano per la Juve e quelli che alla parola Juve accusano forti dolori psicosomatici. Io appartengo a quest’ultima specie! La Juve è come mia suocera: mi ricorda solo cose brutte! Il campionato perso all’ultima giornata nell’82, i rigori inesistenti, la triade. Per chi non tifa bianconero la Juve suscita la stessa simpatia di un discorso di Mario Monti sul debito pubblico. A Firenze essere tifoso bianconero condiziona le relazioni umane. Un mio amico aveva tanti amici juventini. Poi l’ha saputo e ha cambiato subito amicizie. Anche i bambini quando presentano un loro amichetto vanno subito al problema principale: “Lui si chiama Giorgio, frequenta la mia stessa classe e ha il babbo gobbo!”. A tifare Juventus a Firenze si rischia subito di scatenare una guerra! I tifosi bianconeri a Firenze sono costretti a vivere in clandestinità, come dei carbonari. Quando la Juve segna loro non gioiscono, non urlano. Al massimo mugolano sottovoce per non insospettire i vicini di casa. Per non farsi riconoscere, i tifosi juventini sono costretti a rinnegare pubblicamente la loro fede: “È vero, la Juve ruba!”. Ma nell’intimità delle loro camerette, lontani da occhi indiscreti, baciano alla parete la foto di Roberto Bettega e pregano Luciano Moggi! Quei tre kamikaze che ostentano pubblicamente la loro fede bianconera sono costretti a vivere come dei martiri. Ogni occasione è buona per rimproverargli il loro errore. Alle poste: “Vorrei pagare questo bollettino”, “Rispetta la coda, gobbo!”. ANDREA MUZZI Comico, attore, regista e cabarettista

 Web

andreamuzzi.it


Lettere

Aprile 2014 | 21

Fate sentire la vostra voce: inviate segnalazioni, problemi o proposte a redazione@ilreporter.it VIA NOVELLI: I GIARDINI E IL PARCHEGGIO DELLE AUTO

LO SPORCO LUNGO STRADE E MARCIAPIEDI

Gentile redazione del Reporter, avevo letto proprio sul vostro giornale che alcuni cittadini avevano organizzato una protesta con alcuni cartelli contro la sporcizia lasciata dai cani, non certo per colpa loro, sui marciapiedi. Anche io voglio protestare contro questa brutta usanza di alcuni padroni, che lasciano fare i bisogni ai loro cani sui marciapiedi e sulle strade e poi non puliscono. Stamani ho visto una bella cac.... di cane proprio davanti all’entrata di un negozio in centro. Non so se il proprietario del negozio se n’era accorto, ma tanta gente passava ben lontano dal negozio per non pestarla. Insomma io dico, come si fa lasciare una roba così proprio davanti a un negozio? Ma il padrone del cane non se n’era accorto? Impossibile!! I cittadini fanno bene a protestare contro chi sporca i marciapiedi, ma tanto secondo me serve a poco, i padroni dei cani maleducati esistono e non si fanno certo scoraggiare dalle proteste. Speriamo che prima o poi tutti i padroni dei cani imparino a comportarsi come si deve! Saluti, L.L.

DUBBI E CONSIGLI SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Sulle pagine de Il Reporter avevo letto nei mesi scorsi della riqualificazione dei giardini di via Novelli. A lavori finiti queste “migliorie” consistono in alcune panchine in più, qualche cestino per i rifiuti, in una rastrelliera già mezza smontata dai vandali e in un inspiegabile ampliamento di un’aiuola che ha chiuso un passaggio pedonale verso via Martini e che quando piove si presenta come nella foto allegata. Continua a mancare un’area recintata per cani. Nel numero di marzo le pagine dedicate al Q2 presentano le foto di altre aree verdi delle zone limitrofe senz’altro meglio riuscite. Un ulteriore grosso problema per i residenti della stessa zona è trovare un posteggio per l’auto; nonostante l’installazione delle colonnine parchimetro e l’adozione delle strisce blu sono molti coloro che parcheggiano senza averne diritto. Anche noi paghiamo le tasse comunali ma i vigili urbani per le nostre strade sono rari quanto i leopardi delle nevi in Nepal; il risultato è un’enorme perdita di tempo e di carburante nella ricerca di un posto per l’auto possibilmente a meno di un chilometro da casa. Cristiano B.

“VALORIZZIAMO IL PARCO DELLE CASCINE”

Salve, sono un cittadino che abita vicino alle Cascine, dove vado tutte le settimane soprattutto con le belle giornate. Penso che sia venuta l’ora di renderci tutti quanti conto della bellezza di questo parco, e delle potenzialità che potrebbe avere, molte delle quali a mio avviso inespresse. Molte città del mondo sono famose anche per i loro parchi, che si leggono anche sulle guide turistiche e dove vanno anche i turisti. Io che le conosco bene posso dire che le Cascine non hanno niente da invidiare ai famosi giardini delle altre città, servirebbero soltanto più attività e iniziative per valorizzarle. Ora sto vedendo che sembra che finalmente ci sia la volontà di valorizzare le Cascine: questo è un bene, spero che prima possibile possano esserci novità, nuovi posti, nuove idee, che possano far diventare le Cascine ancora più famose e frequentate da tutti i cittadini, grandi e bambini. Questo è lo spazio che manca in città per fare tante cose: ce l’abbiamo a pochi chilometri dal centro, sfruttiamolo! Grazie per l’attenzione, Pietro

Spett.le redazione, grazie per Il Reporter che ogni mese ci mandate a casa, che contiene tanti articoli interessanti sulla vita del mio quartiere che leggo sempre con molta attenzione. Ho visto il mese scorso l’articolo sui nuovi cassonetti moderni che arriveranno a Campo di Marte: li aspettiamo! Io sono un anziano cittadino che esegue sempre con molta attenzione la raccolta differenziata. Parlando con degli amici del più e del meno, a volte parliamo anche della raccolta differenziata e vengono fuori dei rifiuti che però siamo in disaccordo su dove buttare. Quando poi ho letto il vostro articolo mi è venuta l’idea, che vi voglio esporre: dovrebbero esserci ogni tanto delle persone incaricate accanto ai cassonetti che rispondono ai dubbi dei cittadini e che spiegano bene come si deve fare la raccolta differenziata. Potrebbero starci qualche ora un giorno alla settimana, nelle piazze più importanti o dove si possono trovare con facilità, così la gente lo saprebbe e quando ha bisogno di qualche consiglio potrebbe domandare a loro. Così tutti si farebbe meglio la raccolta differenziata, anche quelli come me che la fanno già ma che a volte hanno dei dubbi. Sono comunque contento che a Campo di Marte metteranno questi nuovi cassonetti, e spero che così sempre più persone possano fare la raccolta differenziata. Grazie, Roberto

“AUTOBUS, PERCHÈ NON CONTROLLARE I BIGLIETTI ALL’ENTRATA?”

Sono un cittadino abitante a Rifredi che si sposta ormai da tempo immemore con gli autobus. Non voglio parlare di ritardi, problemi, ecc. che quelli a volte ci sono e lo sappiamo. Io che l’autobus lo uso tutti i giorni ho l’abbonamento ed è molto comodo, perché non devo tutti i giorni comprare il biglietto e poi timbrarlo quando salgo a bordo. Ma è da tanto tempo che penso che potrebbe essere facile fare in modo che nessuno salga più sull’autobus senza biglietto o senza l’abbonamento: basterebbe far entrare i passeggeri soltanto dalla porta davanti e far vedere il biglietto all’autista. Chi non ce l’ha, non entra! Mi sembra che in altri paesi lo facciano già, non è così impossibile. È vero che forse si perderebbe un po’ più di tempo alle fermate, ma se tutti facessero il biglietto ci sarebbero anche più soldi per fare girare più autobus, no? Lettera firmata

LE PARTITE ALLO STADIO E IL CODICE DELLA STRADA Buongiorno, vi scrivo per sottolineare lo stato in cui vive il quartiere di Campo di Marte durante lo svolgimento delle partite della Fiorentina. A parte il flusso e il deflusso di moto, auto, pullman, ecc. che rientrano nella norma, il vero problema è lo stato di clausura forzata in cui deve vivere chi è portatore di handicap o chi ha figli piccoli da portare in carrozzina o in passeggino, impossibilitati a farlo nella giornata della partita: infatti da quattro ore prima della partita non esiste più il codice stradale! Macchine parcheggiate sulle strisce, in curva, in doppia fila e addirittura ormai è diventata una consuetudine il parcheggio delle auto e addirittura dei Suv completamente con le quattro ruote sul marciapiede o sulle aiuole ostruendo completamente il passaggio e danneggiando anche parte dei marciapiedi certamente non fatti per ospitare questi mezzi. Nel tratto di via Mamiani ci sono generalmente parcheggiati in questo modo almeno una dozzina di veicoli senza che venga mai fatta una multa o altro provvedimento. Ma se questa infrazione viene fatta in un giorno normale cosa succede? Multa e macchina portata via; non capisco quindi questa zona franca che deve usufruire una partita di calcio che limita la libertà di chi ne ha già meno normalmente. Un paese è civile se tutela le persone più indifese, da noi il più delle volte non è così. Lettera firmata

IL REPORTER RISPONDE Caro lettore, da un po’ di tempo a questa parte la questione dello stadio è molto dibattuta in città, e oltre a interessare (ovviamente) i tifosi riguarda da molto vicino anche i residenti. In primis quelli di Campo di Marte, come lei, dove sorge l’Artemio Franchi, e quelli di Novoli, dove potrebbe nascere la nuova “casa” della Fiorentina. La discussione sul possibile trasferimento dello stadio è e dovrà essere considerata sotto diversi punti di vista: non ultimo quello della vivibilità delle zone interessate. Che la presenza del Franchi a Campo di Marte crei problemi ai suoi abitanti in occasione di partite e concerti è cosa risaputa, per l’afflusso di un gran numero di persone e mezzi in una zona della città centrale e densamente abitata. Una conseguenza, questa, per molti versi inevitabile. Quello che però deve essere evitato è l’ulteriore peggioramento della situazione causato dai comportamenti scorretti di chi forse pensa che, proprio per l’eccezionalità delle circostanze, tutto o quasi sia permesso. Comportamenti che, come ha ben evidenziato lei nella sua lettera, hanno ripercussioni soprattutto su chi, già normalmente, ha maggiori difficoltà a spostarsi. Comportamenti, insomma, da biasimare e contrastare con ogni mezzo possibile. Questo mese, nell’edizione del quartiere 2 del nostro mensile, pubblichiamo una pagina sui cambiamenti che potrebbero interessare Campo di Marte nell’ipotesi della costruzione del nuovo impianto sportivo e del conseguente trasloco dell’universo viola a Novoli. Intanto, però, in attesa di capire se e quando tutto questo diventerà realtà, non vanno dimenticate le esigenze e le richieste di chi abita intorno al “vecchio” Artemio Franchi, per cui la domenica non deve trasformarsi in una “trappola” da cui anche uscire diventa difficile. MATTEO FRANCINI m.francini@ilreporter.it

Editoriale

dalla prima

Proprio a questo proposito, a proposito di “battaglie urbane” e modernità, da un po’ di tempo a questa parte qualcosa sta cambiando. Capita sempre più spesso, infatti, che le discussioni quotidiane, dalla buca da tappare alla via da valorizzare, si trasferiscano dalle piazze “reali” a quelle “virtuali”, leggi internet, con il mondo dei social network saldamente in prima fila. A questo argomento dedichiamo spazio sul nostro giornale, perché stare al passo con i tempi non è sempre facile per tutti. Così, abbiamo voluto fare un “viaggio” tra blog, gruppi e pagine, tutti rigorosamente on line, nati sulla rete per affrontare e risolvere questioni pratiche, legate alla vivibilità di questa o quella strada, di questo o quel quartiere. Per scoprire che, grazie all’impegno in prima persona di molti cittadini e comitati, la distanza tra virtuale e reale non è poi così profonda, anzi. Gli esempi non mancano, e sul nostro mensile ne riportiamo alcuni, tra i più indicativi – a nostro giudizio – per capire come cambiare la città a colpi di click sia una sfida tutt’altro che impossibile. Ne sanno qualcosa in piazza d’Azeglio, che da qualche tempo a questa parte è diventata una “social street” per l’intraprendenza di tre giovani mamme. Ma, oltre alla vivibilità urbana, tra le questioni che dovranno essere in cima alla lista delle priorità di Palazzo Vecchio c’è anche quella della scuola. Di cui ultimamente si sente parlare soprattutto a causa di quello che non va, dalla scarsità delle risorse disponibili a certi episodi di bullismo che hanno fatto discutere. Ma che questo mese abbiamo deciso di affrontare da un punto di vista diverso, dando la parola ad alcuni fra i prof più amati in città, per farsi raccontare direttamente da loro cosa voglia dire insegnare e come sia possibile farlo al meglio. Chi sono costoro? Leggere per scoprirlo. MATTEO FRANCINI


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24 | Aprile 2014

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Il Reporter Q1 - Aprile 2014