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ANNO X N.unico aprile 2010

LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA FURTI DIGITALI COLPISCONO LE COPENAGHEN: FALLITO L’ACCORDO PER TRA INTERVENTI E RITOCCHI OPERE DI SOSTEGNO AD HAITI RIDURRE LE EMISSIONI DI GAS SERRA a pag. 3

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I NOSTRI DIECI ANNI TEMPI Il “Mascish” compie dieci anni. Con l’orgoglio e la consapevolezza di aver comunque sostenuto una iniziativa in grado di portare alla lettura del “quotidiano” in classe e coinvolgere puntualmente, in ogni anno scolastico, parecchi studenti nella elaborazione di un giornale. Un giornale la cui unica pretesa, rifuggendo scontati giovanilismi e autocelebrazioni in cui spesso cadono iniziative del genere, è sempre stata appunto quella di abituare i ragazzi alla lettura di un giornale rendendoli partecipi della redazione dello stesso. In fondo, anche una maniera per sentirsi liberi. Liberi di capire cosa può esserci dietro una notizia, liberi di parlare di cose che si conoscono per davvero. L’unica maniera, in fondo, per non essere strumentalizzati. Soprattutto, un giorno, fuori dall’ambiente scolastico. Pagine e pagine curate magari più o meno bene ma sempre con spirito didattico e senso di appartenenza. Tanti volti, in qualcuno un certo talento giornalistico, in tutti il desiderio di abituarsi al senso della “notizia”. Il giornale. Un’abitudine, se vogliamo. Un qualcosa che poi ti accompagna e conforta per tutta la vita. Gli argomenti, i più vari, ma ciò che conta davvero è stato il ritrovarsi, in tanti pomeriggi, a discutere su come riempire quelle pagine vuote. La cronaca, la politica, lo sport, la cultura, il costume ed altro ancora, assieme a qualche frammento della vita del Liceo Masci. Con affabilità e rigore. Il rigore che può e deve coniugarsi alla fantasia e alla creatività. Quella vera.

Stefania Ricciotti

MODERNI

L’incontro tra Obama e il Dalai Lama riporta alla luce le divergenze in campo internazionale tra gli USA e il governo di Pechino. La Cina non aspetta. Scommette sulla ripresa facendo incetta di materie prime in tutto il globo. Si tratta del ritorno delle potenze asiatiche all’attenzione del mondo. È l’inizio di una guerra commerciale che potrebbe portare ad un nuovo assetto economico del pianeta.

LE SCIENZE Il nuovo grande successo della tecnologia è a portata di mano: pratico e funzionale l’e-book reader, che ha rivoluzionato il modo di leggere, nel 2009 ha scalato le vette del mercato.

TE M P O L I B E R O

I progressi della criptozoologia, la scienza che si interessa dello studio di specie animali presumibilmente estinte. Tutti la cercano da 45 anni, ma la “particella di Dio”, chiamata così per la sua importanza nelle leggi dell’Universo, continua ancora a sfuggire agli scienziati. Un passo avanti è stato compiuto lo scorso 31 marzo nel laboratorio del Cern tra gli applausi e la soddisfazione degli studiosi. a pagg. 14-15

LA SOLITA PAGINA

a pag. 11

LA CITTÀ

Umberto Di Primio con 20.686 voti è il nuovo sindaco di Chieti. Alla guida dell’opposizione Francesco Ricci, l’ex primo cittadino. Proviamo a sentirli.

Dopo la presa di posizione del governo cinese contro la volontà di democratizzazione mediatica di Google, il gigante di Mountain View abbandona il Celeste Impero. a pagg. 2-3

Il ricorso alle piogge artificiali rappresenta uno dei possibili rimedi al problema della siccità, ma, come è accaduto a Pechino, non si riescono ad evitare spiacevoli conseguenze

a pag. 15

Un album nuovo per un uomo nuovo: dopo il flop di Rudebox e tre anni di assenza dalle scene, Robbie Williams, il personaggio bello e dannato dei Take That, torna per riscattarsi con Reality killed the video stars. I pirati informatici rivelano una vena romantica: sono tutte d’amore le canzoni più scaricate dal web.

La Villa comunale di Chieti, interessata da un progetto di riqualificazione, torna a tingersi di verde, cultura e benessere. a pagg. 4-5

LA SCUOLA Solo qualche mese e la Riforma della Secondaria entrerà in vigore. Si parla di una svolta epocale, che mira a portare la nostra scuola al livello delle altre dell’Unione Europea. Tante sono le novità, sia per i licei sia per gli istituti, tante le proteste che hanno animato numerose città italiane. Istruzione e divertimento trovano un’efficace combinazione nei viaggi organizzati dalla nostra scuola che ci lasciano sempre soddisfatti e ansiosi di ripetere tali esperienze. Quest’anno tra le città preferite Firenze e Roma, senza dimenticare le mete del Lazio, della Puglia e della Campania. La rassegna dei successi sportivi del nostro liceo: ancora una volta, il Masci trionfa nei tornei studenteschi. a pagg. 6-7

LO SPORT

La stagione dei grandi cantautori italiani torna a vivere nei cuori dei fans, delusi dalla musica commerciale di oggi. I classici della letteratura approdano sul grande schermo: Dorian Gray, Sherlock Holmes e Dracula tornano ad affascinare le nuove generazioni. Il cinema e le catastrofi: da Indipendence Day a 2012 Tim Burton ci porta nel paese delle meraviglie con Alice in Wonderland a pagg. 16-17-18

Vancouver 2010: le medaglie e tutte le curiosità della XXI edizione olimpica. Sport e tecnologia sempre più vicini fra di loro, ma è polemica sul caso di Oscar Pistorius. a pag. 19


Tempi Moderni A DUBAI È SCOPPIATA LA BOLLA IMMOBILIARE Il sole sembra stia tramontando sulle immense ricchezze degli emiri, trascinando nell’ombra e nelle tenebre anche gli investitori occidentali. Negli ultimi anni, infatti, Dubai un’area quasi priva di petrolio - aveva cercato di differenziare i propri ricavi con gli investimenti nel comparto immobiliare (Real Estate). Dubai World è la holding statale che controlla colossi del Real Estate, della logistica e della finanza nel piccolo emirato arabo. Attraverso la controllata Nakheel Properties, sta costruendo la famosa isola artificiale a forma di tre palme le cui ville sono state vendute a star del cinema, calciatori, magnati. Si tratta di proprietà vendute a peso d’oro, considerate, fino a qualche anno fa, investimenti sicuri e

presidente del consiglio supremo dell’economia. Dubai World, società a capitale pubblico e quindi cuore finanziario dell’emirato con un peso di 59 miliardi di dollari di passività (il 70% dell’intero debito statale), ha chiesto ai creditori di congelare, almeno per sei mesi, il pagamento delle scadenze del debito. Questa vicenda potrebbe innescare un pericoloso effetto domino sull’economia mondiale e, tenuto conto della debolezza in cui essa versa, le conseguenze potrebbero essere molto pericolose. Si temono infatti gli effetti di un possibile default: cioè di un crac finanziario dell’emirato che farebbe collassare anche grandi banche del vecchio continente. Precisamente è stimato che queste subirebbero perdite di

destinati ad acquistare valore nel tempo. Ma la crisi che ha investito il settore immobiliare, facendo crollare i prezzi delle case anche del 47%, ha colpito in pieno l’emirato di Sua Altezza lo sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum,

circa 40 miliardi di dollari. Un nuovo fantasma si aggira dunque tra i mercati finanziari. Questa volta parla arabo ed ha il suo epicentro a Dubai: il paese dei sogni d’oro, delle ricchezze spropositate, il paese delle... favole. Giorgia Cocco

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LA CORSA DELL’ASIA ALLE TERRE RARE Repentino ed incontrastato: così è apparso a molti il successo economico di alcuni p a e s i recentemente affacciatisi sul mercato mondiale. Tra questi l’India ha appena acquistato dal Fondo Monetario Internazionale 2 0 0 tonnellate d’oro per più di sei miliardi di dollari, mossa che ha fatto schizzare il prezzo del metallo giallo al suo massimo storico. Uno scenario che si ripeterà, secondo numerosi esperti, in cicli di 15-22 anni. I primi produttori d’oro del pianeta sono però i cinesi, possedendo il 10% dell’offerta mondiale. Ora che il dollaro perde quota, essi scommettono su una crescita senza precedenti attraverso corposi piani di stimolo dei governi, progetti infrastrutturali e abili operazioni finanziarie. Dunque è soprattutto la Cina, più in forze dell’India, a condurre questa guerra commerciale. La sua

fame non ha confine, né remore politiche. Mentre tutti gli Stati del mondo

fatto incetta di pozzi petroliferi in Sudamerica. Si tratta di una politica “Go

cercano di superare la crisi che ancora li opprime, la Cina non aspetta: approfitta della debolezza dell’economia. Wei Wang, fondatore di M&A Management Holding, una delle principali società cinesi di fusioni e acquisizioni, è convinto che l’offensiva cinese sui mercati stranieri sia solo all’inizio. Ma il neo protezionismo dei Paesi occidentali creerà molti ostacoli alla campagna acquisti lanciata da Pechino. Negli ultimi anni, infatti, la Cina ha offerto 20 miliardi di dollari per rilevare due società minerarie australiane e ha

global”, ossia “vai oltreoceano”, lanciata già qualche anno fa dall’Impero cinese: la strategia consiste nell’acquisto di aziende all’estero con l’esplicito avallo politico e finanziario del governo. Tale politica, dunque, prevede l’apertura di nuovi mercati per i prodotti cinesi: gli scambi con l’America Latina, ad esempio, sono moltiplicati in pochi anni in modo significativo, soprattutto in Brasile e in Venezuela. Ma le società cinesi impongono il loro dominio economico non solo in America, ma anche in Africa: Pechino ha già

siglato accordi di esplorazione e sfruttamento di giacimenti con l’Angola, in cui si appresta alla costruzione di strade, ferrovie, ospedali e università. Il problema notevole che comporta la politica cinese è l’accesso alle “terre rare”. È la Cina a detenere il monopolio su diciassette minerali rari, dei quali ne regola l’offerta, al punto che l’Istituto tedesco per le scienze della Terra e le materie prime (BGR) ha lanciato ora l’allarme. Quando sarà finita l’era del petrolio, tutta l’Europa rischierà di incappare in una nuova dipendenza. In conclusione, se da una parte la politica della Cina appare necessaria per lo sviluppo ulteriore del paese asiatico, motivata esclusivamente da interessi interni, dall’altra può essere però l’occasione per contribuire ad alleviare il morso della crisi mondiale e a risolvere problemi finanziari di diverse nazioni e di molte imprese. Mentre la Cina opera per il suo sviluppo, è rilevante notare la possibilità di una maggiore interconnessione tra le economie di numerosi Paesi, mirando ad un nuovo e più stabile assetto economico del pianeta. Greta Bascelli

GOOGLE E CINA: DIFENDERE UN BUSINESS MODEL, A TUTTI I COSTI

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Google si dice pronta a lasciare la Cina e, secondo l’autorevole Fiancial Times, la società avrebbe già pronto un piano dettagliato per lasciare il paese asiatico. I rapporti tra il gigante di Mountain View e il Celeste Impero non sono mai stati “rose e fiori”: mentre il primo voleva libertà e democrazia, il secondo preferiva un certo controllo, una necessaria censura. La Cina, infatti, più volte aveva ammonito Google sull’uso obbligatorio dei filtri e sul rispetto di certe regole censorie e alcuni hacker avevano appoggiato la decisione del governo facendosi sentire attraverso attacchi informatici a Gmail.

D’altro canto Google, dopo un momento iniziale di acquiescenza, aveva minacciato di andarsene se Pechino non avesse rinunciato alla censura. Così è stato. La notizia è stata lanciata dal giornale China Business News e il Financial Times ha sottolineato che il fatto è sicuro al 99,9%. Anche se i dirigenti Google non hanno ancora commentato la notizia, sembra ci sarà un comunicato ufficiale della compagnia californiana a breve. Alcune voci di corridoio affermano inoltre che Google lascerebbe in vita le attività di ricerca e di sviluppo, così come le attività di telefonia mobile e di browser. Resterebbero anche le

attività di Google Answers e le ricerche musicali, anche se la lentezza con cui si aprirebbero le pagine scoraggeranno senza dubbio gli utenti. Inoltre ciò

ricerca cinese e Bing, di proprietà Microsoft. Alcuni dicono che quella di Google sia una mossa strategica. Il noto motore di ricerca, infatti, non attira

che maggiormente preoccupa il governo cinese è l’eliminazione di uno spazio sul web adibito ai social network. In gioco resterebbero Baidu, che è il principale motore di

tanto quanto Baidu. È follower. All’interno di un mercato così esteso, tuttavia, anche una posizione di questo tipo farebbe gola. Altri pensano che Google si sia

preoccupato della discutibile figura fatta in occasione dello spionaggio della posta degli utenti, messo in atto da alcuni pirati informatici cinesi. Il suo, insomma, sarebbe il tentativo di non farsi vedere vulnerabile. Il successo dell’azienda di Mountain View è legata al numero degli utenti che scelgono il suo motore di ricerca e le altre applicazioni (email, traduttore, ecc.), rispetto a quelle offerte dalla concorrenza. È l’utenza che di fatto dà senso e valore alle infrastrutture web costruite e messe a disposizione dall’azienda. Google è come se fosse un’autostrada che ha valore e senso soltanto se qualcuno ci passa sopra.

La sua importanza non è quindi soltanto legata alla rotta che offre, ma anche alla percezione che l’utente ha del viaggio che sta compiendo. Pertanto se la percezione cambia; se la ricerca o l’uso dell’applicazione si risolve in una scelta utilitaristica, causale (causa-effetto); se alla fiducia subentra il sospetto allora un software vale l’altro. Detto in altri termini, il business digitale è un ecosistema composto – ad minimum – dell’azienda e della sua comunità. Ecco perché la fiducia che gli utenti gli tributano deve essere difesa anche dalle pretese del governo cinese. Matteo Palma


Tempi Moderni

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DAGLI USA UNO SGUARDO ALL’ORIENTE RIFORMA DELLA GIUSTIZIA Il colloquio tra il presidente americano ed il Dalai Lama, avvenuto il 18 febbraio 2010 a Washington, oltre a trattare temi come la necessità di promuovere la pace, i valori umanitari e l’armonia tra le religioni, ha riportato in auge i dissidi avvenuti in campo internazionale tra gli Stati Uniti e la Repubblica Popolare Cinese, suscitando indignate reazioni da parte del governo di Pechino. Nonostante i moniti lanciati da quest’ultimo, l’incontro è avvenuto regolarmente, sebbene in forma privata; infatti, Obama ha ricevuto la massima autorità spirituale buddhista nella Map Room e non nella cornice ufficiale dell’Oval Office, nel rispetto della tradizione. Da entrambe le parti ci

sono stati riscontri piuttosto positivi: il Dalai Lama si è detto molto felice per le parole di sostegno del capo di Stato americano ed ha espresso la sua personale ammirazione per il sentimento di democrazia

religiosa, culturale e linguistica e alla protezione dei diritti umani della popolazione tibetana. Anche se si è tentato di tralasciare le questioni di carattere politico, l’inasprimento dei rapporti Cina-USA è stato

e libertà che anima gli USA, mentre il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ha riaffermato il forte appoggio alla preservazione dell’identità

inevitabile. Il meeting con l’emblema del movimento separatista tibetano è solo l’ultimo dei motivi d’attrito tra queste due potenze mondiali: dalla

Dalla sua nascita, avvenuta il 24 ottobre 1989, ad oggi, l’attuale codice di procedura penale è stato sottoposto a più di mille interventi e ritocchi; infatti già dopo sei giorni la Gazzetta ha annunciato la prima crepa del sistema. Da allora in poi quasi la metà degli articoli ha subito una modifica di legge, una censura, totale o parziale, da parte della Consulta. Si può dire che siano i numeri i veri protagonisti di quest’odissea legislativa: 1016 i cambiamenti complessivi, 853 le correzioni al testo, 369 le sentenze di illegittimità costituzionale, 23 le volte in cui l’articolo 34, che regola le incompatibilità del giudice, è stato censurato dalla Corte costituzionale. Non si possono ignorare i numerosi accorgimenti cui il codice è stato sottoposto negli ultimi anni per tentare di contrastare più efficacemente l’esplosione della criminalità organizzata, né tanto meno sottovalutare i mutamenti frutto dell’alternarsi di maggioranze in Parlamento, che smontano e ricostruiscono gli impianti allestiti dalla legislatura precedente. Ciò che non facilita poi la vita del codice sono le varie stagioni d’emergenza che si sono susseguite, quali tangentopoli,terrorismo, la sicurezza dei cittadini, il rapporto non certo quieto con le autorità. In tale panorama però non sono mancate riforme riuscite, come quella del 2001 che ha dato il via libera al giusto processo mettendo accusa e difesa sullo stesso piano, o ancora come quella del giudice Fabiano Finocchio monocratico, riforme mirate ad un’accelerazione dei Antonella Sartorelli processi, che hanno rappresentato una svolta per rendere più efficiente la giustizia, anche se tale obiettivo resta ancora lontano da raggiungere. L’Italia è infatti al 156° posto nella graduatoria per capacità di “far rispettare i Finora sono stati utilizzati contratti”,dietro ad Uganda,Sudan e Albania. Lo scopo alcuni escamotage, come principale del disegno di legge sul rito breve è mettere 25 web server su probabilmente nel tentativo di migliorare l’incisività degli un solo IP, ma ora le statuti in seguito alle innumerevoli condanne da parte scorciatoie non bastano della Corte europea dei diritti dell’uomo costateci non più. Indubbiamente poco in termini economici. I processi sono lenti, tentare di rintracciare presumibilmente per colpa di un ordinamento complicato indirizzi assegnati da oltremisura,appesantito da formalismi e adempimenti parecchi anni, ormai inutili, ma ancor più verosimilmente per i troppi gradi di inutilizzati, per poi redistribuirli, non sarebbe giudizio (primo grado,appello,Cassazione). La nuova di sicuro una cattiva idea. proposta,che consiste nella riduzione di due anni per Ma rimane comunque ogni grado di giudizio, non ha mancato di suscitare evidente il fatto che, perplessità. Molti dubbi sono sollevati soprattutto anche stavolta, è una dall’estinzione dei processi che comportano una pena questione di denaro. inferiore ai dieci anni di reclusione qualora superino i Dopo un periodo di limiti di ragionevole durata. Tuttavia tali obiezioni, allarmismo giudicato perlopiù condivise, non sempre focalizzano i punti sui esagerato, dopo anni ed quali si dovrebbe maggiormente insistere: i processi anni di notizie false o diverrebbero più veloci ed efficienti e non sarebbe infondate al riguardo,il necessario alterare ulteriormente il modello penale in problema si è fatto serio vigore se i responsabili degli uffici avessero realmente e risulta ormai necessario la volontà e la forza di riorganizzare radicalmente il risolverlo in fretta. F. F. lavoro dei magistrati. Giorgia Cocco A. S. vendita di armi americane per oltre 6 miliardi di dollari a Taiwan passando attraverso le diverse posizioni riguardo le sanzioni all’Iran e le diatribe commerciali, fino alla problematica dell’artificiosa valutazione da parte dell’esecutivo del Dragone dello yuan, il cui valore viene tenuto basso al fine di agevolare le esportazioni dei prodotti made in China. L’unica soluzione per tentare una volta per tutte di appianare le divergenze è l’imminente incontro previsto ad aprile tra Obama e il primo ministro cinese Hu Jintao, nella speranza che i toni si stemperino al fine di evitare una nuova guerra fredda.

EMERGENZA INTERNET, NON C’È PIÙ SPAZIO Lo spazio su internet sta velocemente finendo. Questa preoccupazione è emersa già da molto tempo. I primi avvisi giunsero proprio all’alba della storia del web, come una sorta di memento mori che forse però non teneva conto della supersonica velocità di sviluppo dello stesso. Ora, però, sembra che gli indirizzi stiano realmente finendo. Come tutti sanno, infatti, ad ogni sito corrisponde un unico indirizzo IP, rappresentato da una serie di numeri, ai quali viene conferito anche un nome. Facendo dei calcoli, sembra sia rimasto libero solo il 10% di spazio tra tutti gli indirizzi disponibili ed è

quindi ora di cambiare protocollo. Il problema, infatti, esiste dal momento che non è stato ancora completato, e anzi siamo ancora ben lontani dalla sua attuazione, il passaggio dal sistema IPv4 a IPv6, ovvero ad un nuovo sistema di indirizzamento di rete, che usa otto gruppi di cifre esadecimali ciascuno. All’atto pratico significa avere più spazio: gli indirizzi IPv4 sono codici binari a 32 bit e ce ne sono a disposizione più di 4 miliardi (ossia 232: tutte le combinazioni di numeri comprese tra 0.0.0.0 e 255.255.255.255) . Il protocollo IPv6 permette di gestire fino a 2128 indirizzi (ossia molti, ma

molti di più, per la precisione 340 miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di indirizzi in totale). Eppure, andando avanti alla velocità attuale, il tempo potrebbe non bastare. Raul Echeberria, segretario del Number Resource Organisation, ha affermato che, secondo un sondaggio condotto dall’Unione Europea, solo il 17% di 610 tra enti, governi, pubbliche amministrazioni e imprese, hanno effettuato l’upgrade a IPv6. Il passaggio non è eccessivamente problematico, dicono gli esperti, ma è costoso, visto che bisogna aggiornare o sostituire software e hardware.

NUOVA FRODE INFORMATICA: “SCAMMERIZZAZIONE” IN CORSO... Port au Prince, Abruzzo, Sichuan, New Orleans: un copione già visto. Un’immane tragedia, un grande afflusso di denaro proveniente da enti di beneficenza e privati cittadini e qualche malintenzionato pronto ad approfittarne. Lo scam, una delle più classiche truffe digitali (lo scenario classico vede bellissime e poverissime ragazze dell’Est chiedere aiuto e sostegno a qualche credulone, spesso nostrano), mostra il suo lato più meschino proprio in queste occasioni. Non che sia più tollerabile in

altri casi, ma sottrarre fondi a popolazioni che ne necessitano realmente è una vera ignominia. Purtroppo anche stavolta, almeno a sentire le autorità, gli scammers sono entrati in azione, cercando di ridirigere verso di sé, con siti fake e malware, le ingenti somme che stanno cominciando ad arrivare verso la sfortunata Haiti. Nonostante i più attenti non ci caschino, riuscire a creare un finto sito di donazioni o far circolare una catena di email è facile e riesce ancora a far cadere nella rete un nutrito

numero di navigatori meno scaltri. Lo scam, in particolare, è un tentativo di truffa che prende le mosse da un’attenta analisi in materia di ingegneria sociale (dall’inglese social engineering): lo studio del comportamento individuale di una persona al fine di carpirne informazioni. Questa tecnica è anche un metodo di crittanalisi, là dove viene usata su un individuo che conosce la chiave crittografica di un sistema. È infatti una pratica da poter sostituire alla tortura (metodo del tubo di gomma per gli addetti ai lavori) e dunque

attuabile nei confronti di un conoscitore della chiave del codice. Dopo alcune sperimentazioni, risulta essere un espediente

sorprendentemente efficace per ottenere la data chiave, soprattutto se comparato ad altri metodi crittanalitici. Con

l’evoluzione del software, l’uomo ha migliorato i programmi a tal punto che essi presentano pochi bug (errori che i programmatori g e n e r a l m e n t e commettono quando creano un software). Per un cracker sarebbe impossibile attaccare un sistema informatico in cui non riesce a trovare tali errori. Quando ciò accade l’unico modo che il cracker ha per procurarsi le informazioni di cui necessita è quello di attuare un attacco di ingegneria sociale. È proprio questo il caso dello

scandalo di Haiti. Il social engineering è perciò definito dagli esperti la nuova frontiera del furto telematico... la più pericolosa del secolo, soprattutto perché, agli individui truffati, viene sottratta solamente un’esigua somma di denaro (nella maggior parte dei casi il costo di un sms) che, moltiplicata per il loro elevato numero, permette agli “ingegneri” di carpire ingenti guadagni a basso rischio di denuncia. Davide Cocco Matteo Palma


La Città

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VERDE E CULTURA NELLA NUOVA VILLA COMUNALE CONOSCERE L’ENTE LOCALE Passeggiare “sui” versetti di Federico Valignani o del De Furti, vedersi restituita una parte importante della memoria di una intera città.

Giuseppe Giampietro, sono state illustrate le varie operazioni di restauro effettuate: dalla riorganizzazione dei percorsi pedonali,

Con l’avvicinarsi della bella stagione, i cittadini di Chieti possono godere del sole primaverile intrattenendosi nel rinnovato seppur familiare ambiente della Villa comunale. Il progetto di riqualificazione architettonica che l’ha interessata per un costo complessivo di 2,5 milioni di euro è stato completato nell’estate scorsa dopo circa un anno dall’inizio dei lavori. Durante la presentazione, avvenuta in una conferenza stampa presieduta dagli assessori comunali Luigi Febo e

passando per l’innesto del nuovo impianto di illuminazione, fino al restauro della statua del Nettuno e della fontana in ghisa, nuovamente funzionante e fulcro della connessione del sistema dei laghetti con il viale. Al fine di non alterare l’immagine storica della città e rinnovarla con lo sguardo rivolto al passato, oltre al rifacimento degli elementi architettonici già presenti, sono stati introdotti componenti originali sotto la

s u p e r v i s i o n e dell’architetto Dario Di Luzio e dell’ingegnere Angelo Di Monte, ideatori del disegno di ristrutturazione: la pavimentazione del viale IV novembre è stata decorata con un ordito regolare di lastre in pietra, sul quale sono appunto stati riportati alcuni versi del Valignani e del De Furti che celebrano la tradizione teatina. Il rinnovamento del complesso, da qualche parte anche contestato per quanto riguarda alcuni elementi innovativi, è stato operato tenendo conto in particolar modo della salvaguardia ambientale tramite l’aumento dello

spazio verde di circa 470 mq ossia dell’ 11% della superficie complessiva. Il piano di rimodernamento ha comunque contribuito a restituire alla Villa Comunale una nuova attrattiva, che ha riportato i cittadini ad una maggior considerazione del valore delle profonde radici storico-culturali della propria località d’appartenenza. Resta in piedi la questione relativa alla riqualificazione dell’ex campo basket ed il problema relativo alla occupazione di suolo pubblico da parte di un imprenditore al quale va comunque dato merito di aver rivitalizzato in maniera eccellente la vecchia Casina dei Tigli. Fabiano Finocchio Antonella Sartorelli

Il Comune di Chieti ha promosso un’iniziativa rivolta agli studenti delle scuole secondarie superiori, finalizzata a fornire un quadro generale del contesto istituzionale attuale e chiarire in particolar modo il ruolo di sempre maggiore autonomia assunto dagli enti locali, dunque anche dal Comune di Chieti, dopo la riforma del titolo V della Costituzione. Il promotore del ciclo di seminari dal tema Conoscere l’Ente Locale è stato il dr. Ebron D’Aristotile; agli incontri, tenuti rispettivamente nelle date 27 Gennaio, primo Febbraio e 4 Febbraio hanno partecipato numerose scuole di Chieti, quali il Liceo scientifico “F. Masci”, l’ITIS “L. Di Savoia”, l’ITCGT “F. Galiani” e l’ITSC “R. De Sterlich”. La prima conferenza è stata tenuta dal prof. Mario Collevecchio, uno dei maggiori esperti in materia di programmazione e bilancio. Il tema sviluppato è stato il passaggio dell’ente comunale dal modello burocratico a quello manageriale, con l’introduzione del sistema di Governance, intesa come capacità di governare le comunità e il territorio attraverso un processo organizzato di decisione e di azioni. Nella seconda lezione il dr. Ebron D’Aristotile, docente di Programmazione e controllo nelle Amministrazioni Pubbliche dell’Università degli Studi G. D’Annunzio, ha illustrato il bilancio del Comune di Chieti, con la ripartizione delle spese che l’ente è tenuto ad affrontare. Ne è emersa l’identificazione del comune quale più grande azienda del territorio le cui spese ammontano a una cifra pari a 90 milioni di euro. L’ultimo incontro, infine, è stato tenuto dal dr. Alfredo Grasselli, consigliere della sezione autonomie della Corte dei Conti di Roma. Il dibattito intrapreso è stato incentrato sulle competenze di controllo degli equilibri di bilancio degli enti locali da parte della Corte. Il ciclo di seminari, che ha evidenziato come i processi di riforma costituzionale abbiano richiesto una riconfigurazione dell’ente locale, ora in grado di aprirsi a una maggiore collaborazione con i soggetti esterni per conseguire obiettivi comuni ha inoltre sollecitato in noi studenti una nuova curiosità per i temi legati alla Pubblica Amministrazione, offrendoci un’occasione di orientamento per i futuri sbocchi occupazionali. Giovanni Panara

SUPERCINEMA: TORNA IL GRANDE SCHERMO DELLA CITTÀ Una sala di élite come alternativa, in pieno centro storico, all’invadenza delle multisale dei grandi centri commerciali e ad una programmazione televisiva fatta di messaggi che suscitano attrattive irreali. Attrattive che non appartengono sicuramente a quanti hanno salutato con estremo piacere la riapertura del vecchio Auditorium-Supercinena di via Spaventa pronto a riproporsi all’attenzione della città con diverse iniziative. Confortante il coinvolgimento manifestato dai cittadini a margine di tale a v v e n i m e n t o . Un’adesione che ha permesso all’associazione “Chieti nuova” la raccolta di oltre 2000 firme per c h i e d e r e

all’amministrazione Comunale, proprietaria della struttura, la riapertura del cinema, per una programmazione mirata di qualità, almeno due giorni alla settimana. L’appello è stato firmato anche dai politici, dagli amministratori locali, dai registi e persino dagli attori ospiti, accrescendo così l’aspettativa diffusa sul buon esito dell’iniziativa ed esprimendo la volontà di far riaprire una struttura che è parte integrante del patrimonio culturale della Città. Per discutere circa le possibilità e modalità della richiesta si è svolto, presso Palazzo de Pasquale un incontro operativo con l’Assessore Comunale alla Cultura Carmelina Di Cosmo, delegata dal

Sindaco, con esperti del settore e con le associazioni dei commercianti della città. Alla riunione hanno

Tiboni, con sede a Pescara, sorta per meglio valorizzare e assicurare nel tempo la continuità dei seguenti Istituti: Scrittura

partecipato associazioni di c o n s u m a t o r i , rappresentanti di studenti dell’università, un docente della facoltà di Lettere e Filosofia, nonché dei rappresentanti della Fondazione Edoardo

ed immagine, Associazione Flaiano, Centro studi dannunziani.I partecipanti, pur con diversi punti di vista, hanno manifestato articolati bisogni, attese, progetti,

e v i d e n z i a n d o concordemente lo stretto legame tra la riapertura dello spazio come cinema e la promozione e riattivazione culturale ed economica della città, sollecitando la piena fruizione del locale con una serie di attività da realizzare all’interno. Tuttora i cittadini di Chieti non si perdono d’animo e continuano ad adoperarsi per la riapertura dell’auditorium attraverso la raccolta delle firme presso i vari esercizi commerciali del centro storico, quali Bar Supercinema, Clip, cartoleria e oggettivistica, Magia di fiori, Mancini Eliografie, Poliograph, Silvan, tabaccheria Artese. La cultura teatrale e

cinematografica, espressione artistica d’alto valore sociale ed educativo, nonché fattore indispensabile per la diffusione delle tradizioni di un paese, è pertanto largamente condivisa dalle generazioni giovanili; il che ha determinato la promozione di iniziative e manifestazioni, volte alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Il cinema e il teatro sono gusto, invenzione, incontro, occasione di conoscenza. Da sottolineare, infine, anche l’importanza strategica della posizione del Supercinema, posto a poche centinaia di metri dal parco della Villa comunale e dalla zona archeologica della Civitella. Francesca Ciaschetti


La Città

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UN EX DEL MASCI ALLA GUIDA DI PALAZZO D’ACHILLE Al termine delle elezioni del 28 e 29 marzo, che hanno chiamato i cittadini di Chieti a votare per il loro futuro sindaco e per i consiglieri comunali, l’esito ha visto come vincitore il candidato del partito de Il Popolo delle Libertà Umberto Di Primio con una maggioranza del 61,36%. I cittadini che hanno risposto a questo appello con un’affluenza del 74,71%, hanno dunque confermato il tradizionale orientamento politico che con l’elezione dell’ex sindaco Francesco Ricci era mutato. Lo stesso Ricci ha comunque ottenuto la maggioranza dei consensi tra le liste dell’opposizione con 11410 voti (il 33,84%), impegnandosi a perseguire in tal modo gli obiettivi che si era prefisso in caso di elezione . Intervistiamo dunque i due personaggi per meglio conoscere le figure e gli obiettivi della nuova legislatura e le proposte dell’opposizione. Da che cosa è stata dettata la sua inclinazione al mondo della politica cittadina? Ha riscontrato particolari circostanze che la inducessero ad accostarvisi? Ho sempre avuto interesse per la politica sin da ragazzo, dai tempi del “Liceo Masci” dove sono stato rappresentante d’Istituto. Quanto all’attenzione per la politica cittadina, è nata con me e con la passione e l’amore per la città che ho sempre avuto. A 24 anni, eletto in consiglio comunale, sono stato nominato Vice Sindaco e, dopo 17 anni di esperienza in comune, sia in maggioranza che in opposizione, sono lusingato della fiducia accordatami. Gli obiettivi programmatici della sua politica vertono su capisaldi attinti da un’eredità di stampo “cuculliano”, legislatura nella quale Lei ha già rivestito la carica di vicesindaco, o sono presenti anche nuove proposte, stese in relazione al cambiamento dei tempi e alle mutate esigenze? L’unico caposaldo “cuculliano” è l’amore sfrenato per Chieti. Il programma, che ho predisposto con l’aiuto di fantastici amici innamorati anch’essi di Chieti, partendo dai problemi individua le soluzioni migliori per la città. Agire locale e pensare globale è il giusto approccio per ben governare il Comune Per Chieti voglio di più. E’ questo lo slogan che ho scelto, è per questo che lavorerò se sarò eletto Sindaco. In sintesi. E’ chiaro ed evidente che il primo problema è il lavoro. Dovremo favorirne la creazione di nuovi e lottare per non perdere quelli esistenti. Altro punto cardine del progetto di governo è la famiglia. Un investimento che deve vedere il Comune attento e pronto a dare risposte. La qualità della vita è un altro degli obiettivi da raggiungere. Per far questo il programma prevede: più verde, più attrezzature sportive (di quartiere), meno inquinamento anche attraverso un nuovo piano del traffico, più parcheggi, più luoghi di aggregazione e socializzazione. Infine, dobbiamo in breve ridurre il digital-divide della città, penso alla banda larga da portare in ogni zona, penso a hot spot wi-fi nei punti strategici della città. Nella realtà attuale, problematiche particolarmente delicate sono il precariato giovanile, nonché la disoccupazione: il programma da Lei propugnato ha altresì incluso l’interesse per eventuali politiche giovanili, o, in genere, per incentivi all’occupazione? Nel programma della nuova amministrazione è prevista l’istituzione dell’Ufficio per le politiche giovanili con la funzione di sostegno e garanzia per tutte le attività che possono coinvolgere il mondo dei giovani incentivando la creatività, lo sviluppo delle idee e le loro capacità imprenditoriale nonché l’inserimento nel mondo del lavoro. L’Ufficio sarà centro di informazione e di affiancamento alle iniziative dei giovani sia sui programmi di formazione professionale, sia sui finanziamenti comunitari, statali e regionali per l’avvio di attività. Saranno sviluppate azioni finalizzate a: - Stimolare l’associazionismo giovanile e istituire la Consulta dei Giovani, punto di riferimento di collegamento con le istituzioni; - Valorizzare e sostenere l’inserimento e la partecipazione nella società dei giovani attraverso strategie ed azioni finalizzate alla creazione di reti tra enti ed associazioni operanti sul territorio; - Sviluppare spazi di aggregazione, socializzazione ed espressione culturale, anche autogestiti, in collaborazione con le scuole ed i servizi sociali; - Istituire un filo diretto città-università che permetta ai giovani di vivere la loro esperienza universitaria non solo all’interno dell’università stessa, ma all’interno della città, con la creazione di una rete di servizi, strutture e iniziative che uniscano le due realtà oggi troppo separate nel contesto urbano. La “Città Giovane fatta dai Giovani” troverà i suoi spazi attraverso la riqualificazione e l‘utilizzo nel Centro Storico di Piazza Malta e degli adiacenti locali inutilizzati, e di Piazza Carafa e dell’ex edificio delle Poste, allo Scalo. I due luoghi d’incontro saranno adibiti allo svolgimento di molteplici attività come bar, pub, ristoranti, paninoteche, disco pub; sale per esposizioni temporanee; libreria e luogo di lettura aperta anche la sera; mercatini organizzati e gestiti dai ragazzi stessi; concerti. La gestione dei locali e degli spazi sarà affidata attraverso la selezione di progetti redatti dalle Associazioni giovanili e presentati al Comune che provvederà a fornire i servizi e le strutture atti a svolgere tali attività nonché sostegno finanziario, nei limiti consentiti dalle risorse economiche. Quanto all’occupazione, sarà il tema centrale della mia attività amministrativa. La nostra città è segnata da un trend negativo che deve essere invertito. Per far questo dovremo dare certezze chi vuole investire su Chieti e, soprattutto, garantire tempi certi agli investitori sul rilascio di permessi ed autorizzazioni. Continuerò a lavorare, se eletto, sul progetto già avviato di recupero dell’area ex Burgo. In. Te., così si chiama, presenta profili di debolezza che dobbiamo risolvere per ottenere il risultato del finanziamento pubblico. Tutto dovremo fare perché a Chieti torni occupazione. Dovremo operare come fatto per il caso dei dipendenti di Villa Pini. Dialogare con le altre istituzioni è fondamentale per ottenere risultati per la città.

Per quanto riguarda il programma politico da applicare, pensa sia positivo riproporre ai cittadini il proseguimento del lavoro svolto nella precedente legislatura, o trova che sia comunque necessario rivolgere l’attenzione a temi non ancora trattati? Sono convinto che sia opportuno andare avanti nella realizzazione della progettualità in corso o in embrione, ma non ancora completata (sistemazione del centro storico, realizzazione dei parcheggi, miglioramento della viabilità, ecc.), ma non possiamo non rispondere alle sfida che ci vengono ogni giorno poste dal mondo che ci circonda. Non potevamo immaginare un evento come il terremoto o una crisi finanziaria ed economica mondiale che travolgesse anche tanti lavoratori nel nostro territorio. Per questo il primo punto del mio programma per il prossimo mandato era “il Lavoro”. Tra l’altro in 5 anni il mondo è cambiato molto più della nostra città e noi dobbiamo adeguarci al cambiamento. Penso quindi che l’obiettivo della Giunta non possa che essere quello di dare alla nostra città sviluppo e quell’apertura al mondo che non ha mai avuto. A suo avviso, perché il centro storico della nostra città non gode più dello stesso “traffico pedestre” di una volta? Come si potrebbe ovviare al problema? Mancano i giovani. Dobbiamo implementare la presenza dei giovani nel nostro centro cercando a tutti i costi di riportare una facoltà e alcuni servizi universitari (casa dello studente), in centro, garantendo nel contempo la possibilità di una mobilità efficace con il campus. Inoltre dobbiamo fare sì che, con il restiling del centro, il nostro centro storico diventi il più bel “centro commerciale naturale” d’Abruzzo. Infine è necessario trovare luoghi di aggregazione non solo per gli universitari, ma anche per i ragazzi più giovani per dare loro opportunità di incontro e di utilizzare il tempo in allegria e utilmente (sala internet, biblioteca, sala prove ecc..) Perché ritiene che un giovane studente, come lo sono coloro che fruiranno delle delucidazioni da Lei gentilmente fornite, avrebbe dovuto riconoscersi nella politica da lei proposta? Credo che i giovani debbano guardare al loro futuro con maggiore serenità e speranza. Troppo spesso i nostri ragazzi che frequentano l’ultimo anno delle superiore sono disincantati e cinici. Una “buona” politica può dare loro risposte concrete. Il diritto allo studio, il diritto alla sport, il diritto al divertimento, la valorizzazione dei meriti e dei talenti, il “non lasciare indietro nessuno”, la possibilità di avere un buon lavoro dopo la scuola o, meglio ancora, dopo l’università sono spesso dei sogni, ma sono anche progetti concreti. Bene. Un buon Sindaco deve rispondere, nelle sue possibilità a queste esigenze: qualcosa abbiamo fatto, nello sport, nel divertimento, molto c’è ancora da fare, per esempio nelle politiche dell’occupazione. Mi sarebbe piaciuto farlo insieme, non solo con un bravo ed appassionato delegato alle politiche giovanili, ma con tutti quei ragazzi che amano questa città: anche con quelli che andranno fuori all’università, e forse anche per un periodo di vita, come è successo a me, ma che continueranno a sentirsi parte di questa incredibile comunità. Nel bene e nel male. E, dai banchi dell’opposizione, l’ex sindaco Ricci... Ho vissuto la prima parte della mia vita da adulto lontano dalla mia città, prima a Roma, per gli studi, poi, per due anni e mezzo in Africa, come volontario, e poi di nuovo a Roma, lavorando come medico in un grande e prestigioso ospedale. Non mi ero mai occupato di politica in senso stretto, ma mi ero impegnato solo nell’associazionismo e nel volontariato, fino a quando, nel 1996, mentre Chieti era in una situazione di progressivo degrado, con alcuni amici ci siamo impegnati nella ricostruzione politica del centro sinistra, e loro hanno deciso che dovessi essere il loro punto di riferimento. Credo fortemente nella politica, in quella che si pone al servizio dei cittadini, che li ascolta, che possa dare loro da un lato risposte concrete e dall’altro elaborare soluzioni e prospettive per i temi che giornalmente sfidano l’uomo e il suo futur, per cui, in un’alternanza democratica mi preparo a svolgere, con lo stesso spirito di servizio l’altrettanto importante ruolo di oppositore. Sempre in maniera costruttiva. Davide Cocco Giovanni Panara


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TRA CORTEI E PROTESTE LA RIFORMA DELLA SECONDARIA E’ AVVIATA Entrerà in vigore dal nuovo anno scolastico 2010-2011, a partire dalle prime classi la Riforma della Secondaria S u p e r i o r e . Qualità e modernizzazione sono, nelle intenzioni del ministro, le parole chiave che esprimono lo spirito della riforma. Una scuola al passo con i tempi, in cui si privilegia la qualità dell’insegnamento rispetto alla quantità delle ore e all’eccessivo numero di discipline. Il provvedimento pone fine alla moltitudine di sperimentazioni realizzate a partire dagli anni ’90 che hanno indotto a un’enorme frammentazione degli indirizzi. Si tratta di una svolta epocale necessaria, che, in effetti, si attendeva da mezzo secolo: l’impostazione dei licei non subiva modifiche dalla Riforma Gentile del 1923 e quella dei tecnici dalla Riforma Bottai del 1931. “Stiamo realizzando un rinnovamento culturale, pedagogico e contenutistico: una scuola che non sia autoreferenziale, burocratica e quantitativa, ma al contrario sia centrata sullo studente, valorizzi i suoi talenti, consenta percorsi flessibili e riduca la dispersione” ha sostenuto il Ministro Gelmini illustrando la sua r i f o r m a . L’offerta formativa che si propone è piuttosto ricca e articolata, orientata ad aumentare le possibilità di scelta degli studenti. Sono stati istituiti sei Nuovi Licei: artistico, classico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico, delle scienze umane; gli istituti tecnici avranno due macro aree, economica e tecnologica, con undici indirizzi, mentre gli istituti professionali saranno suddivisi in due settori, industria e artigianato, con sei differenti indirizzi. Tutti i percorsi della scuola superiore hanno una durata quinquennale, ma la novità riguarda la suddivisione in due periodi biennali e in un quinto anno, al termine del quale gli studenti sostengono l’esame di Stato, conseguendo il diploma di Istruzione Liceale, Tecnica

e Professionale. Novità nei licei è l’inserimento all’ultimo anno di una materia non linguistica studiata in lingua inglese, al fine di arricchire e potenziare le conoscenze linguistiche. Per gli istituti tecnici invece il piano di studi è incentrato sull’esperienza del

docenti, per poter progettare percorsi scolastici innovativi e di qualità, tarati sulle esigenze di ciascun istituto, di ciascuna classe e di ogni studente. Il Ministro ha utilizzato spesso il nuovo canale di comunicazione dei giovani, il Web, attraverso il quale ha

scienze e dallo studio dell’informatica. L’opzione anziché al Liceo , come prevede il regolamento, infatti, in molti casi è stata affidata agli Istituti tecnici i n d u s t r i a l i . Negli ultimi tempi, inoltre, si è aperto il dibattito sull’assegnazione del liceo musicale, conteso da molte

città, ma ottenuto solo da 28 in Italia. Allo scadere del termine delle iscrizioni per le superiori, non ci resta che attendere il prossimo anno scolastico e assistere all’attuazione vera e propria della riforma scolastica per verificare se le nuove linee intraprese riusciranno a

coniugare le diverse istanze, quali superare l’astratto enciclopedismo, tutelare le libertà di insegnamento, ma soprattutto garantire allo studente una preparazione solida e fondata sulla consapevolezza critica. Greta Bascelli

LE CONTESTAZIONI DEL NOSTRO LICEO

laboratorio. Negli ultimi tre anni è prevista un’alternanza scuola lavoro ed esperienze pratiche presso aziende sia nei tecnici sia nel professionali. Questi ultimi, inoltre, hanno la possibilità di continuare a organizzare percorsi triennali per il conseguimento di qualifiche professionali riconosciute a livello n a z i o n a l e . Il numero delle ore di lezione si riduce in tutti gli indirizzi, allo scopo di rendere più sostenibile il carico orario per gli studenti e dare maggiore rilievo agli approfondimenti. Si tratta di ore di 60 minuti, e non più di 50 o di 45, come accadeva in alcune scuole. Un altro punto di forza presentato dalla riforma è il più stretto collegamento con l’Università e l’Alta Formazione, con il territorio tramite la presenza di rappresentanti del mondo delle imprese della zona e una maggiore apertura al mondo del lavoro con l’introduzione di stage e tirocini: l’apprendimento, così, è sempre più legato alle esigenze delle nuove g e n e r a z i o n i . Ciò su cui inoltre si è voluto puntare è lo sviluppo delle conoscenze di base (italiano, matematica, scienze e le lingue straniere) per rendere la nostra scuola al passo con le altre dell’Unione Europea. Identificati i nuclei essenziali delle discipline, è previsto un certo margine di libertà alle istituzioni scolastiche e ai

fornito loro comunicazioni e dettagli sul suo progetto. Numerose e varie, però, sono state le reazioni dell’opinione pubblica gia dallo scorso anno: le proteste hanno acceso molte città italiane e continuano le discussioni sui punti deboli della r i f o r m a . Quanto accade oggi è esattamente quanto è stato previsto dalle opposizioni al momento della votazione della Riforma Gelmini: un taglio indiscriminato di risorse, particolarmente incisivo per l’istruzione. I presidi denunciano di non avere abbastanza denaro nelle casse scolastiche e di non poter garantire le spese correnti, che potrebbero finire per gravare sulle famiglie. Il Ministro in risposta a questo problema ha affermato che si sta già intervenendo e che sicuramente nel prossimo anno saranno stanziate risorse per le spese ordinarie che ammonterebbero a 10 milioni di euro. Molte questioni, però, dovranno essere risolte dalla capacità gestionale dei singoli dirigenti e dalla professionalità dei docenti, i quali dovranno modificare il loro metodo di insegnamento affinchè la riforma possa attuare un vero cambiamento. Molto discussa è stata l’assegnazione dell’opzione “scienze applicate” del Liceo scientifico, percorso che non prevede il latino, ed è caratterizzato da un più alto numero di ore di

Il terremoto che ha colpito l’Abruzzo nel 6 Aprile dello scorso anno ha fatto avvertire con particolare criticità il problema dell’edilizia scolastica nel nostro Liceo, alimentando una serie di manifestazioni e proteste che hanno coinvolto tutta la comunità scolastica, dirigente, docenti, genitori e gli studenti in particolare. La realizzazione dei lavori necessari a riparare i danni causati dal terremoto ha fatto emergere alcune lacune circa la documentazione che definisce l’agibilità degli edifici. Dopo una lunga serie di incontri tenutisi fin dalla scorsa estate tra rappresentanti della scuola, della Provincia e della Curia (affittuaria della Provincia per la sede della succursale) le preoccupazioni di studenti e genitori non hanno avuto modo di essere placate. Prolungatosi fino all’inizio del nuovo anno scolastico, l’acceso dialogo non ha portato a soluzioni concrete. Per la sede centrale, infatti, al momento è possibile aver riscontro

solo di un certificato di idoneità statica, mentre per la succursale non sono stati esibiti dall’ente proprietario documenti relativi all’agibilità. Di fronte alle numerose promesse, senza effettivo seguito, fatte dai rappresentanti della

Provincia, per manifestare l’ingente disagio, gli studenti del liceo lo scorso 17 Febbraio hanno organizzato un corteo con l’intento di avere un colloquio diretto con i responsabili della Provincia. A fine manifestazione, i rappresentanti d’istituto hanno avuto ulteriori rassicurazioni

dall’assessore all’edilizia scolastica, Donatello Di Prinzio. Tra le nuove promesse l’inizio di altri lavori di messa in sicurezza degli edifici, come la sistemazione del cortile antistante la succursale, e la progettazione di una nuova sede che possa garantire sicurezza e comodità agli studenti. I termini e le condizioni stabilite non sono stati rispettati ed il rammarico degli studenti ha portato ad una nuova forma di protesta: dopo un “referendum” tenutosi all’interno della scuola il 24 Marzo, gli studenti hanno deciso di continuare la protesta occupando l’edificio. “Siamo disposti anche a farci davvero male pur di non farci prendere più in giro” hanno più volte ribadito gli studenti. Nei cinque giorni di occupazione che sono seguiti, con comunicati stampa e attività di volantinaggio, si è cercato di sensibilizzare la cittadinanza al problema di un luogo sicuro di studio. Flavia Papile

I SUCCESSI SPORTIVI DEL MASCI Grazie alla brillante vittoria riportata nella gara di Sulmona dello scorso anno, la squadra di atletica ha partecipato alle fasi nazionali, tenutesi a Lignano Sabbiadoro nella settimana dal 19 al 23 ottobre. Le ragazze, Alessandra Calabrese, Gaia Cavallo, Alessia Luciani, Alice Roscioli, Francesca Stella, Chiara Centofanti, Nicoletta Porreca e Stefania Di Marzio, si sono classificate al quattordicesimo posto, su ventuno squadre, grazie a numerosi successi ottenuti dalle singole allieve. Ad allenarle è stata la prof.ssa Pina Campanaro, soddisfatta del fatto che questi successi siano stati raggiunti anche da ragazze che si sono appena avvicinate

al mondo dell’atletica; ma in squadra c’è già chi pratica questo sport a livello agonostico: Alessandra, schierata sui 100 m ostacoli, Gaia sui 100 m piani e Alessia sui 1000 m. Caso eccezionale quello di Chiara Centofanti, già campionessa nel lancio del peso, che ha mostrato anche questa volta la sua determinazione, ottenendo il primo posto nel lancio del disco e regalando all’Abruzzo la prima medaglia per questa gara. Altrettanto rilevante il quarto posto di Federico Gasbarri, iscritto a titolo individuale per i 1000 m, che ha suscitato intense emozioni sia tra gli alunni che tra i professori, sempre orgogliosi di tifare per i nostri atleti. Quarto

posto anche per la squadra di pallavolo maschile, accompagnata dal prof Amedeo Assetta e capitanata dall’allievo Valerio Pavese, che, con i suoi compagni Francesco De Luca, Lorenzo Lettieri, Edoardo Di Primio, Giacomo Capuzzi, Luca Petini, Matteo De Leonardis, Riccardo Marinucci, Federico Di Monte e Alessandro Di Girolamo ha messo in atto un perfetto gioco di squadra. Tali risultati hanno permesso al nostro liceo di essere premiato dal Coni in occasione della festa dello sport, organizzata per lo scorso 10 dicembre e svoltasi al Supercinema. Gloria Di Girolamo Valeria Zappacosta


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OLTRE I BANCHI DI SCUOLA: REPORTAGE DEI VIAGGI D’ISTRUZIONE capitale,dalle Classi Prime alle Classi Terze, seguita dalla nobile Firenze, tanto desiderata dalle Classi Quarte. Abbiamo preparato per voi un reportage con alcune foto dei viaggi,che tutti noi abbiamo atteso con grande entusiasmo. Le classi I B-C-G a Roma hanno ripercorso la Via Appia antica, il tratto più rilevante dal punto di vista storico, che costituiva la principale connessione del mondo romano con la Grecia e l’Oriente. Particolarmente interessanti sono i monumenti sepolcrali che lungo la via i ragazzi hanno visitato: la tomba di Cecilia Metella, le catacombe di Santa Domitilla e una delle più sontuose ville erette dagli imperatori, la Villa di Massenzio. In una calda giornata di fine ottobre non poteva di certo mancare una passeggiata intorno al Colosseo e all’arco di Costantino, un must per i turisti della capitale. Il logo delle magliette acquistate da alcuni ragazzi lungo la Via Appia è diventato il simpatico motto del viaggio di ritorno: “Ciao bella!”.

Anche quest’anno i nostri viaggi distruzione, ops…d’istruzione! ci hanno fatto conoscere meglio le più belle città d’arte italiane ed entrare in contatto con gli altri studenti e soprattutto con i prof. La meta più gettonata è stata la

ROMA Due giorni di interessanti esperienze per le classi III A e III B, che sull’autobus hanno festeggiato in anticipo la Pasqua, scartando e mangiando le uova di cioccolata. Il primo giorno hanno visitato la Galleria di Arte Moderna, nella quale hanno condiviso con il prof

Luca Di Gregorio il gusto per le più belle opere dell’Impressionismo e delle Avanguardie. Al Bioparco, invece, i lemuri hanno attirato l’attenzione e soprattutto la simpatia dei ragazzi, insieme ai leoni e alle tigri, che non mostravano però molto entusiasmo per la loro presenza: sono rimasti tranquillamente a sonnecchiare! Meno coinvolgente è stato il discorso della guida: per mezz’ora ha trattato delle curiose orecchie dell’elefante. Il secondo giorno è stato dedicato ai Musei Vaticani, irrinunciabile meta di tutti

gli studenti, e si è concluso con una lunga passeggiata nel centro storico per conoscere meglio la città e fare un po’ di shopping. Un grandissimo “onore” per i ragazzi è stato l’incontro con il famigerato Pupo a Piazza del Popolo, tanto impegnato nel firmare autografi.

TIVOLI Le classi II A e II F hanno trascorso una giornata a Tivoli e a Subiaco. Nella prima hanno potuto ammirare le bellezze di Villa Adriana, che ha incuriosito tutti gli studenti, colpiti soprattutto dai preziosi pavimenti in granito rosso importati dall’Egitto e dalla suggestiva architettura riflessa nella vasca tipicamente romana, che potete osservare nella foto. A Subiaco invece hanno visitato il monastero di Santa Scolastica e l’eremo di San Benedetto. Colonna sonora del viaggio è stata “Domani”: una gita all’insegna della cultura ma anche della musica!

FIRENZE Ecco i volti delle vittime della distruzione fiorentina dopo la prima notte

.insonne... Già la basilica di San Miniato, la prima tappa che dallo studio tra i banchi di scuola aveva appassionato noi alunni, non ha deluso le nostre aspettative per l’eleganza della facciata esterna della chiesa e il panorama mozzafiato che si poteva godere dall’alto della scalinata. Non potevamo non emozionarci, durante la visita agli Uffizi e alla Galleria dell’Accademia,

di fronte alla bellezza della Venere di Botticelli e del David di Michelangelo,

divenuto il sogno proibito della componente

femminile. Firenze è davvero la città dei più bei palazzi rinascimentali: a Palazzo Strozzi e a Palazzo Medici, osservati purtroppo solo dall’esterno, abbiamo potuto apprezzare l’armonia delle architetture e delle forme decorative. Ponte Vecchio, invece, con la sua miriade di gioiellerie, ha illuminato gli sguardi di tutte le ragazze. Nelle vicinanze abbiamo incontrato il “porcellino di Firenze”, il famoso cinghiale portafortuna nel quale abbiamo riposto le nostre speranze e dissipato i nostri averi: si è

fortunati solo se la moneta cade nel punto giusto! Tormentone del soggiorno fiorentino inoltre è stata la frequente esclamazione “Ecco Bozzi!”. Molti ricordi conserveremo di questo viaggio: il simpatico tic della guida, che ci ha illustrato con profondo o r g o g l i o millescinquescentoscinquantascinque anni di “historia fiorentina”, le inestimabili riserve d’acqua dell’autista. Non possiamo non citare i cinque minuti di American pie, i 18 anni festeggiati il giorno della visita agli Uffizi (“Solo per i minorenni l’ingresso è gratuito”), le migliori offerte degli artisti di strada, il ristorante “Zio Gigi”, il quale ci ha allietato il pranzo cantando. Questi i fatti e le persone che hanno reso davvero piacevole quei brevissimi tre giorni. Greta Bascelli Gloria Di Girolamo

PRIVERNO Incentrata sulle scienze è stata la visita delle classi II G e II H al museo della matematica di Priverno, il primo museo italiano voluto e gestito dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali. Particolarmente coinvolgente è stata l’esperienza al Giardino di Archimede, il quale ha offerto agli studenti un approccio ludico alla materia solitamente ostica tramite l’interazione con particolari strumenti. E come non restare affascinati dalla stupenda Oasi di Ninfa, denominata la Pompei del Medioevo?! Si tratta di un’oasi faunistica, ma la meraviglia è suscitata soprattutto dalla fantasmagoria di verde, fiori, alberi, cespugli, piante di ogni genere, ruscelli e laghetti. Resti di chiese, abitazioni e antichi castelli ,inoltre, testimoniano l’importanza anche storica del luogo.


La Scuola

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LA CREATIVITA’ DEGLI STUDENTI PER “SCUOLA APERTA 2010”

Domenico Formichetti III D

Noemi Di Bartolomeo III G

Noemi Di Bartolomeo III G


La Scuola

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LA CREATIVITA’ DEGLI STUDENTI PER “SCUOLA APERTA 2010”

Riccardo Marinucci III C

Emanuele Marafante IV G Luigia Treddente V G


La Scuola

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LA CREATIVITA’ DEGLI STUDENTI PER “SCUOLA APERTA 2010”

Sara Forlivesi V D


La Solita Pagina

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QUALE RAPPRESENTANTE D’ISTITUTO SEI? 1. a) b) c) d)

Per cosa ti fai notare a scuola? per il mio Onix per la mia altezza per il semplice fatto che sono onnipresente per le mie doti canore

4. a) b) c) d)

Cosa pensi di fare dopo il liceo? allenatore di Pokemon componente di una band non commerciale occupare la presidenza del liceo diventare la groupie dei Regina

2. Di cosa ti nutri a ricreazione? a) di cibo per Pokemon b) di sigarette c) delle caramelle della Gialloreto d) di Queen

5. a) b) c) d)

Qual’è il tuo sogno nel cassetto? vincere la Lega Pokemon un mondo senza “r” conquistare il mondo diventare una cantante famosa

3. a) b) c) d)

6. Qual’era il punto principale della tua campagna elettorale? a) volere una scuola unica, adeguata, ma soprattutto sicura b) volere una scuola unica, adeguata, ma soprattutto sicura c) volere una scuola unica, adeguata, ma soprattutto sicura d) volere una scuola unica, adeguata, ma soprattutto sicura e) per un privè migliore!

Con cosa premieresti il ragazzo più bravo e diligente della scuola? regalandogli o uno squirtle o un charmander o un bulbasaur con la mia speciale lozione per capelli con il mio scettro della popolarità con il dvd placcato in oro, incellofanato e firmato da Freddy

Maggioranza di risposte a Antonio di Renzo detto Brock. La somiglianza con uno dei più famosi beniamini dei cartoni è impressionante e il tuo punto di forza è l’allegria! A detta di Karen non ci vedi e molti ragazzi scommettono sul colore dei tuoi occhi, per i corridoi elogi chiunque con frasi del tipo “luce dei miei occhi” e “tesoro della mia vita” e soprattutto ci tieni a ricordare che sei troppo bello!

Maggioranza di risposte b Berardo Manzi meglio conosciuto come “quello con la cresta”. Sei un patito di musica, suonare è la tua vita e probabilmente starai maledicendo il governo perché non ha predisposto prima l’istituzione dei licei musicali. Il tuo punto di forza sono i capelli ai quali tieni molto e proprio a causa della tua pettinatura a volte vieni infastidito dai bambini e grazie a te i vecchietti della città pensano che Chieti sia diventata il nuovo covo di Satana.

Maggioranza di risposte c Karen Di Primio. Il tuo sogno è conquistare il potere assoluto e ti alleni amministrando sottobanco la scuola scavalcando tutto e tutti, anche il preside. Fan delle caramelle della Gialloreto ed ex segretaria della Campanaro il tuo curriculum non ha fine. Nel frattempo stai organizzando un piano segreto per sottomettere gli altri rappresentanti e impossessarti definitivamente della scettro del potere.

Maggioranza di risposte d Sara Bucciarelli. Sei forse la rappresentante d’istituto più giovane che il liceo abbia mai avuto, tendi al controllo di ogni cosa e sei molto leader. Presenza fissa nel coro per la festa di natale molti di noi ti ricordano per la rappresentazione delle posizioni del kamasutra insieme a De Fabiis nelle lezioni di ed. sessuale offerte dall’occupazione.

VOCI DI CORRIDOIO ALL’UNIVERSITÀ... Il docente consegna allo studente una lampadina e gli domanda: Quanto consuma? Lo studente legge le scritte sulla lampadina e dice: 60 Watt. Il docente allora gli dice: No, in mano sua non consuma proprio un bel niente. Ritorni la prossima volta. Appello di Diritto Privato. Una ragazza fa un’interrogazione piu’ che perfetta e il professore, congratulandosi con lei, le dice che darle 30 e lode e’ poco... allora si sfila il Rolex e le dice di accettarlo per ricordo. Lei, dopo lunghi tentennamenti, si lascia convincere, prende l’orologio e porge il libretto, sentendosi dire: “Signorina, lei ha accettato la donazione di un bene di valore non modico: dovrebbe sapere che ci vuole il contratto scritto. Si ripresenti al prossimo appello”. Si racconta che durante una lezione di chimica un professore sia entrato in laboratorio con in mano un barattolo pieno di pipì dicendo: “Due buone qualità per un chimico sono ingegno e concentrazione. L’ingegno vi potrebbe far scoprire che un metodo semplice per scoprire la presenza di zuccheri nelle urine è assaggiarle”. Detto questo mette un dito nelle urine e poi lo lecca. “Qualcuno vuole provare?” Uno studente che non crede che quello sia urina ci mette dentro il dito e lo lecca, sentendo che era proprio pipì. Al che il professore continua: “La concentrazione invece vi potrebbe far scoprire che ho immerso il medio e ho leccato l’indice.” Professore: “Lei sa cos’è l’H2SO4?” Studente: “Lo so è... è... ce l’ho sulla punta della lingua!” Professore: “E allora, imbecille, sputalo che è acido solforico!” Esame di Chimica Professore: Il carbonato di calcio e’ solubile in acqua? Studente (con sicurezza): Sì. Professore: Allora torni quando il Ponte vecchio si sarà sciolto!!! Esame di Maturità Professore: Mi Parli della vita di Leopardi Studente: Leopardi è morto in un armadio Professore: Questi gossip non mi interessano molto mi dica qualcosa di più Studente: Non si tratta di gossip è scritto nel libro I due prendono il libro e leggono: Leopardi morì nella CREDENZA dei suoi ideali


Curiosità C U R I O S I T À (DIS)UMANE In presenza e in assenza In un’urna di vetro dell’University College di Londra si può ammirare il corpo imbalsamato del filosofo Jeremy Bentham, vissuto nel secolo scorso. Fino a poco tempo fa, la salma veniva fatta presenziare alle riunioni accademiche, pur non avendo facoltà di voto! Follie... di moda Pensate che la moda moderna sia buffa? Nel Medioevo gli uomini portavano calzature dalle estremità anteriori tanto lunghe e appuntite da dover essere legate alle gambe per mezzo di catenelle, se non si voleva rischiare di inciampare. « I miei omaggi... » I tibetani si salutano facendo un profondo inchino e mostrando la lingua per ben tre volte di seguito. Per i guerrieri masai (Kenya, Africa) è buona educazione sputarsi addosso l’un l’altro. Divieto d’aglio Una legge dello stato dell’Indiana (USA) proibisce alle persone che hanno mangiato aglio da meno di quattro ore di viaggiare a bordo dei mezzi pubblici. Muggito chilometrico Per ben 2.000 anni, in India si è utilizzata una singolare unità di misura: la distanza da cui si poteva udire il muggito di una mucca. Come va, signora mucca? Una legge del Minnesota (USA) impone agli uomini di togliersi il cappello in presenza di una mucca.

I CANI SONO T E L E PAT I C I ! Rubert Sheldrake, biochimico ed ex ricercatore per la British Royal Society, sostiene che i cani percepiscono a priori l’arrivo del padrone ed in molti casi c’è di più. Nel libro Dogs that know when their owners are coming home che tradotto significa cani che sanno quando i padroni tornano a casa, frutto di cinque anni di ricerche e oltre due di testimonianze, Rubert Sheldrake racconta molti casi che, a suo parere, dimostrano forme di percezione che scientificamente non possono essere spiegate. Lo studio narra di cani e gatti che sanno, con estrema precisione, quando il padrone sta per rincasare; o sentono quando quest’ultimo, assente, sta male. Secondo Sheldrake si tratta di telepatia perché la capacità di percepire l’arrivo del padrone non è dovuta alla routine oppure agli acuti sensi animali. Esistono legami ben più complessi tra animali e proprietari che agiscono come canali per la comunicazione telepatica. I più sensibili sarebbero i cani. Alla fine del libro Sheldrake incoraggia alla sperimentazione i singoli proprietari di cani. Basta pensare intensamente qualcosa e vedere come reagisce. Se non reagisce, niente da fare: non è telepatico. Come accade in questi casi non sono mancate le delegittimazioni, della teoria di Sheldrake, da parte dei psicologi scettici.

ARTE

E

MUSICA

Un bagno... d’arte La Gioconda leonardesca, capolavoro inestimabile, venne in origine acquistata dal re Francesco I di Francia per... abbellire la propria stanza da bagno! Capolavori perduti Pablo Picasso, uno dei più grandi e famosi artisti mondiali del nostro secolo, ebbe un’infanzia e un’adolescenza molto povera: abbandonato alla nascita perché creduto morto, da giovane era così povero da essere costretto, per scaldarsi, a bruciare i quadri che dipingeva. Scherzi da scimmia Il mondo dell’arte è stato completamente sconvolto dai quadri dipinti da... uno scimpanzé! Le sue... opere, esposte nelle gallerie d’arte, sono state acquistate dai collezionisti e discusse animatamente dai critici, ignari delle caratteristiche assolutamente... bestiali del nuovo (e sconosciuto) artista! Ambidestro d’eccezione Leonardo da Vinci, il celeberrimo artista e inventore del XV secolo, era in grado di dipingere con una mano e scrivere con l’altra contemporaneamente. Popolarità... controllata! La canzone di buon compleanno Tanti auguri a te, la più cantata nel mondo, è soggetta alla legge sui diritti d’autore. Altro che testa calda! Quando componeva, Beethoven era solito versarsi acqua ghiacciata sulla testa allo scopo di stimolare il proprio genio creativo. Genialità Mozart era un vero e proprio genio della musica. Scrisse la prima sinfonia a soli 8 anni; a 13 lavorava già come maestro di concerti.

12 EFFETTI

OTTICI...

Provate a seguire queste semplici istruzioni... Fissate intensamente il bulbo nero della lampadina raffigurata in alto, per circa trenta secondi. Cercate di non distogliere lo sguardo dal centro del bulbo.Immediatamente spostate lo sguardo nella parte destra, in bianco, del disegno: dovreste vedere la lampadina sfavillare! Infatti nella retina l’immagine non si dissolve immediatamente, ma rimane un momento. I coni danno i colori opposti a quelli dell’immagine e la figura “appare”.

MIRACOLOSI!!!

NOTIZIA ESOTERICA WELLINGTON. Si chiama Avie Woodbury, ma ora è conosciuta come “la venditrice di fantasmi”. E’ stata lei, infatti a mettere all’asta due fantasmi intrappolati in bottiglia. Gli spiriti sono stati messi in vendita presso il sito di aste in internet Trademe, dalla signora Woodbury di Christchurch, che sostiene di averli catturati in casa sua con l’aiuto di un esorcista, che li ha rinchiusi nelle ampolle con tappi imbevuti in acqua santa, per «togliere loro energia». La donna ha spiegato che gli spiriti appartengono ad un anziano che viveva in quella casa negli anni ’20 e ad una bambina “molto dispettosa”. Dopo l’esorcismo e la cattura lo scorso luglio, non vi sono state più attività sinistre nella casa, ha assicurato. L’asta ha attratto più di 214 mila visite alla pagina del sito, e decine di domande di chiarimenti, prima dell’assegnazione al miglior offerente, che ha chiesto di restare anonimo. Dedotta la parcella dell’esorcista, il ricavato della vendita andrà al locale ente protezione animali, ha dichiarato la Woodbury. Le due ampolle di vetro sono costate allo Provate ora a osservare il centro di questa immagine per 30 sesconosciuto appassionato di spiriti circa 1450 euro. condi, se possibile senza lampeggiare o deviare lo sguardo. Dunque chiudete gli occhi (o guardate una parete bianca) e dovreste vedere un’immagine simile allo stereotipo che abbiamo del Gesù Cristo. Questa immagine fantasma è chiamata afterimage. Quando mettete a fuoco sul bulbo disegnato in nero, i fotorecettori della Lo sfidante delle montagne luce (il cui compito è quello di convertire la luce in impulsi elettrici) Reinhold Messner (altissima, purissima…) fu il primo a nella vostra retina rispondono allo stimolo e così anche i neuroni scalare le 14 cime mondiali superiori agli 8.000 metri senza che ricevono l'impulso da questi fotorecettori. Mentre continuate l’ausilio di ossigeno. Queste performance includono la a fissare il disegno, questi fotorecettori si desensibilizzano (si affascalata dell’Everest in solitario, realizzata nell’agosto del ticano). Quindi il fotopigmento della retina, viene stancato da uno 1980. stimolo costante. Questa desensibilizzazione è più forte per le celUna bruciante sconfitta lule che vedono le parti più luminose del disegno, e più debole per La Arbroath una volta sconfisse il Bon Accord (entrambe quelle che vedono le parti più scure. Quando, poi, si sposta lo sguarsquadre di calcio scozzesi) per 36 a 0: si tratta del più alto numero di goal mai segnati in una partita di calcio di serie A. do su un foglio bianco, le cellule meno affaticate rispondono meglio delle altre, producendo la parte più luminosa dell'immagine Mob Football Questo sport, che si giocava secoli fa nelle strade di Londra, fantasma: una figura luminosa!!! Tra l'altro l'afterimage è il negavenne dichiarato fuori legge nel 1314 per... disturbo della tivo di quella che avevate osservato prima: il nero diventa bianco e viceversa. La desensibilizzazione della retina può essere imporquiete pubblica! tante per la sopravvivenza. Infatti il cervello tende ad ignorare uno Campione a pedali Con una bicicletta da lui stesso interamente progettata, e stimolo continuo, in favore di uno che cambia continuamente, poichè ricavata utilizzando parti di una lavatrice, Graham Obree è più meritevole di attenzione lo stimolo che identifica qualcosa infranse nel 1993 il record ciclistico mondiale di velocità. che si muove, piuttosto che un'immagine fissa!

IL MONDO DELLO SPORT


Curiosità

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UNA MASERATI PER BARCA

A BUG’S LIFE: RECORDS BESTIALI

Due giovani autonauti di 31 e 34 anni sono stati fermati dalla capitaneria di porto di Viareggio per la loro insolita imbarcazione: una Maserati Biturbo color fucsia! Marco De Candia e Marco Amoretti volevano circumnavigare la penisola partendo da Sarzana, di cui sono originari, e arrivando via mare- a Venezia, ripetendo così le gesta di un’altra bizzarra impresa. Dieci anni fa, infatti, attraversarono l’Atlantico a bordo di una Passat e una Taunus partendo dalle Canarie e arrivando, dopo 119 giorni di navigazione e 5.000 Km, al porto di Martinica.

• Le ali del moscerino superano in volo i 1.000 battiti al secondo. • La pulce può compiere balzi di ben 20 cm, equivalenti a 60 volte la lunghezza del

RIDERE

FA

DIMAGRIRE

Il segreto per dimagrire? Farsi grasse risate. Secondo uno studio inglese, ridere per un’ora al giorno fa consumare le stesse calorie di mezz’ora di sollevamento pesi, e la “terapia della risata” protratta per un anno può far perdere fino a cinque chili, l’equivalente di una taglia. “Un sincero scoppio di risate - spiega la neuroscienziata Helen Pilcher - dà benefici al corpo come un ‘mini-allenamento aerobico’. Il cuore batte più velocemente e aumenta il flusso sanguigno in tutto il corpo, il petto è costretto a salire e scendere, mentre i muscoli addominali devono lavorare sodo per tenere il passo, stringendo la pancia”. E i vantaggi non finiscono qui: “L’ilarità richiede l’aiuto di almeno 15 muscoli facciali, rendendoli morbidi e dalla pelle luminosa”. Senza contare, ma questo si sapeva già, che ridere favorisce la produzione di endorfine, riducendo lo stress. Altri studi mostrano che ridere è benefico per il cuore, riduce il colesterolo e rafforza il sistema immunitario. La Pilcher, che lavora anche come attrice, chiarisce che “non stiamo suggerendo di guardare le comiche in tv 24 ore al giorno, ma ridere, specie dopo gli eccessi di Natale, è un ottimo modo per restare in forma. L’importante è evitare la tentazione di assumere calorie in eccesso mentre si sta ridendo, magari sgranocchiando uno snack mentre si guarda la sitcom preferita”. Un’ora di risate fa consumare circa 100 calorie, l’equivalente di una tavoletta di cioccolato o un sacchetto di patatine. “Ma basta mezz’ora di sitcom al giorno - suggerisce la scienziata - magari un episodio di Friends - per perdere in un anno almeno tre chili”.

suo corpo: come se un uomo riuscisse a saltare fino a 110 metri di altezza. • Le formiche taglia foglie sollevano e trasportano pesi enormi per le loro dimensioni: l’equivalente di un bambino che sollevasse e trasportasse un camion di dieci tonnellate. • Un esemplare di farfalla Monarca ha compiuto un viaggio di ben 3.432 km, dall’Ontano (Canada) fino al Messico. • È veramente straordinario pensare che nei minuscoli corpicini dei bruchi si contino più di 2.000 muscoli! Il lombrico più lungo Il lombrico più lungo del mondo è il sudafricano Microchaetus. Nel 1937 fu rinvenuto nel Transvaal un esemplare dalle dimensioni eccezionali: misurava ben 6,7 m di lunghezza e aveva un diametro di 20 cm. Vita da insetti Gli insetti sono più numerosi non solo di qualsiasi altra specie animale, ma addirittura di tutti gli altri animali esistenti sulla Terra. Ma le gambe... Con le sue 710 zampe, il millepiedi del Sudafrica detiene un curioso record tra le creature viventi. Il più rumoroso È il maschio della cicala, il cui canto può essere udito da una distanza di ben 400m. Longevità Il Carabo Splendido vive più a lungo di qualsiasi altra specie d’insetto. Un esemplare scoperto nel 1983 in una casa dell’Esser (Inghilterra) aveva trascorso, in forma di larva, almeno 47 anni all’interno di un nascondiglio situato nella parte in legno di una scala. Super scarabeo Con i suoi 100 gr. di peso, lo scarabeo Golia dell’Africa equatoriale si qualifica come insetto più pesante del mondo. Il maschio arriva a misurare 110 mm di lunghezza. Otto zampe… Il ragno Lupo brasiliano è il ragno più velenoso del mondo. Capita che si nasconda nelle scarpe attaccando chiunque osi disturbarlo. Serial killer Ben 2 milioni e mezzo di persone muoiono ogni anno in Africa per il morso della zanzara Anofele, portatrice della malaria: ciò fa della zanzara la più pericolosa creatura vivente che esista sulla Terra.

TUTTE LE CURIOSITÀ DAL MONDO

...E DEL MONDO

Alti e bassi L’austriaco Adam Rainer è stato l’unico uomo a essere sia nano, sia gigante. Nel 1920, all’età di 21 anni, misurava solo 118 cm di altezza. In brevissimo tempo, egli raggiunse la statura di 2 metri e 18 cm: crescere in modo tanto rapido lo indebolì tanto da essere costretto a letto fino al giorno della morte, avvenuta all’età di 51 anni, dopo aver raggiunto la statura record di 2 metri e 34 cm. Curiosità... acquatiche Chi dice che l’uomo moderno utilizza più acqua dei suoi antenati? Una persona che abita in città consuma circa 230 litri d’acqua al giorno; un antico romano arrivava a totalizzare un “pieno” di 1.350 litri. Scale… Tra il 1984 e il 1995, un uomo chiamato Brian Davis ha salito le scale che conducono alla torre del palazzo londinese di Westminster (sede del Parlamento inglese) per ben 5337 volte: l’esatto equivalente di 33 scalate del monte Everest. Spendaccioni Gli olandesi comprarono l’isola di Manhattan (New York) dagli indiani Canarsee nel 1626, per la cifra di 60 fiorini (15 sterline inglesi).

• Il più grosso iceberg del mondo superava le dimensioni del Belgio. Avvistato nell’Antartide aveva una superficie di 31.000 m2.

• In Arabia Saudita non esistono fiumi. • In una zona del deserto di Atacama (Cile) non piove da più di 400 anni.

• A causa dei movimenti della crosta terrestre, le celeberrime piramidi di Giza si trovano ora a 4 km più a sud rispetto al luogo in cui vennero innalzate, circa 5000 anni fa.

TRA ARTE CONTEMPORANEA E NONSENSE, ECCO A VOI I MONUMENTI PIÙ BIZZARRI CHE POTRESTE MAI INCONTRARE

Melbourne, Australia

Oxford, UK

Parigi, Francia


Scienze e Tecnologia

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CACCIA ALLA PARTICELLA DI DIO SULLE TRACCE DI ANIMALI LEGGENDARI Lo scorso 31 marzo un nuovo record mondiale è stato raggiunto al Cern di Ginevra mettendo in circolo due fasci di protoni con un’energia pari a 3,5 TeV, ben tre volte superiore a quella ottenuta finora. Le collisioni record ottenute ora rappresentano un’importante conquista per la scienza, ma l’obiettivo dei ricercatori è di riuscire a realizzare urti capaci di sviluppare energia pari a 14 TeV, cifra molto vicina a quella sperimentata nei primi istanti di vita dell’Universo. Si tratta del primo passo in un mondo finora completamente sconosciuto, ma la massima potenzialità non è prevista prima del 2011. Probabilmente, però , dovremmo attendere ancora: a causa di problemi di sicurezza, il rilevatore di particelle verrà spento tra 18 o al massimo 24 mesi. La vera beffa per gli scienziati del Cern sarebbe quella di vedersi superati dai colleghi americani, del Tevraton di Chicago, più agguerriti che mai ad ottenere il successo nel mondo. È la “particella di Dio”,

UNA

chiamata così per la sua importanza nelle leggi dell’universo, che tutti cercano da 45 anni e che continua ancora una volta a sfuggire agli scienziati. Si tratta del cosiddetto bosone di Higgs, previsto teoricamente dal fisico scozzese Peter Higgs nel 1964, identificata come l’ultimo elemento da scoprire nel quadro attuale della fisica subatomica. Il bosone di Higgs, in particolare, è l’elemento necessario per giustificare il fatto che alcune particelle elementari hanno una massa, cioè la

proprietà che determina la loro “resistenza” e il loro peso. Molti studiosi hanno ipotizzato il motivo per cui non ancora è stato mai osservato: probabilmente perchè il bosone, avendo una massa piuttosto elevata, non dispone sufficientemente di energia. La particella, però, potrebbe anche non essere

NUOVA

In Cina il drammatico problema della prolungata siccità minaccia di arrecare danni seri all’attività agricola e all’ecosistema naturale: il Paese ha deciso quindi di investire per garantire la disponibilità e l’uso efficiente delle risorse idriche. Per far fronte a questo problema sono state avviate infatti molte strategie consistenti, ad esempio, nella desalinizzazione dell’acqua marina oppure nella costruzione di acquedotti per portare acqua nelle zone più soggette a periodi di siccità. Il governo cinese si è mosso varando un programma straordinario di interventi, incentrato inizialmente sulla deviazione del corso del fiume Yangtze. Tuttavia non avendo ottenuto

trovata poichè non è da escludere affatto che possa decadere in altre particelle difficilmente osservabili, probabilmente anche nella cosiddetta “materia oscura”, che al giorno d’oggi non è ancora possibile studiare. L’ultima ipotesi è che il bosone di Higgs non esista affatto. La massa, a quel punto, dovrebbe essere spiegata da un meccanismo del tutto diverso. “Potrebbe essere dovuta alla presenza di dimensioni nascoste, che vanno oltre le 3 dimensioni da noi percepibili”, ci spiega il fisico Michelangelo Mangano. Più chiaramente, è come se la nostra vita si svolgesse su un foglio di carta e f o s s i m o costituiti da particelle che noi vediamo come puntini, ma che in realtà assumono consistenza solo grazie al fatto che si estendono e vibrano al di fuori dal foglio. Le previsioni teoriche su ciò che potrebbe accadere sono innumerevoli, l’unica certezza è che si avrà una maggiore chiarezza dal punto di vista fisico. Greta Bascelli

RISORSA

miglioramenti rilevanti, si è giunti all’idea di affidarsi alla tecnologia e di procedere a tecniche di stimolazione artificiale della pioggia. Si tratta effettivamente di una tecnologia messa a punto dagli Stati economicamente più potenti: essa si avvale di piccoli razzi che, immessi artificialmente nell’atmosfera, volano alla base dei sistemi nuvolosi rilasciando microscopiche particelle di ioduro d’argento in grado di accelerare il processo di condensazione e trasformare il vapore in pioggia che cade al suolo. Questi tentativi sono aumentati a dismisura nel corso degli anni, ma talvolta hanno portato a gravi infortuni. Come quello subito dalle autorità cinesi, quando un tentativo di tramutare in pioggia

Il saola, il toporagno elefante, il calamaro gigante: sono solo alcuni dei fantasiosi e inquietanti nomi dei cosiddetti “criptidi”, animali dichiarati estinti o di cui si sentiva parlare in storie che si ritenevano in passato prive di riscontri scientifici e di cui invece alcuni scienziati hanno recentemente scoperto l’esistenza. Sebbene la criptozoologia venga guardata con diffidenza dalla scienza ufficiale, la ricerca di criptidi a partire dallo studio di leggende e antichi racconti nel corso del tempo ha dato i suoi frutti. E’ il caso del calamaro gigante appartenente al genere degli Architeuthis lungo ben diciassette metri, arrivato sulle coste di Terranova, località nell’Atlantico settentrionale, nel 1878. Solo un anno fa in Australia ne è stato pescato uno che vanta dodici metri di lunghezza e duecentoquarantacinque chili di peso. Proprio il mare negli ultimi dieci anni ha riservato ai ricercatori di criptidi grosse sorprese. Basti pensare che nel 1938 in Sud Africa venne ritrovato da Marjorie C o u r t e n a y - L a t i m e r, curatrice di un museo di

East London, il celacanto, un particolare pesce di colore blu ormai dato per estinto e noto solo grazie ai fossili; alle Hawaii è stato scoperto invece uno squalo, il Megamouth, di cui si ignorava l’esistenza e più recentemente, nel 2003, su una spiaggia del Cile è stata trovata la

carcassa di un “globster”, vale a dire un ammasso di resti organici fibrosi di dodici metri. Possiede invece corna da antilope, mantello da cavallo e fisico da mucca il saola, talmente particolare che si stenterebbe a crederne l’esistenza se non fosse stata confermata da un ritrovamento avvenuto nel 1992 tra Vietnam e Laos, nella valle di Vu-Kuang, dopo che un biologo ne aveva visto le corna nella capanna di un cacciatore. E’ chiamato in ben sei modi diversi il criptide probabilmente più famoso al mondo, lo Yeti, Big Foot per gli statunitensi e Sasquatch per gli indiani; mentre Nessie, il presunto

CONTRO

alcune nubi di passaggio su Pechino, afflitta da oltre tre mesi di siccità, è fallito clamorosamente: la

le precipitazioni si pone come un obiettivo prioritario del governo cinese che oggi, in una

pioggia si è trasformata in neve e la conurbazione Pechino-Tientsin (oltre 30 milioni di abitanti) si è fatta cogliere impreparata, con una conseguente paralisi dei trasporti per diverse ore. Nonostante i vari problemi che può comportare, incrementare

situazione di crisi economica internazionale che ha falcidiato milioni di posti di lavoro nelle città, ha l’assoluta necessità di mantenere stabile il reddito agricolo. Difatti la Cina è diventata in poco tempo il paese leader della pioggia artificiale mostrando la sua

LA

predisposizione a dominare la natura in nome del “progresso” e del “bene” della popolazione. Le statistiche del settore dicono che gli aerei del National Meteorological Bureau cinese hanno effettuato 2.840 voli tra il 2001 e il 2005 per lanciare i razzi nelle zone interessate ottenendo un “bottino” di 210 miliardi di metri cubi di acqua riversata su un’area corrispondente ad un terzo dell’intero territorio cinese; con benefici, peraltro, che non sono andati soltanto alle campagne. E’ stato con la pioggia artificiale, infatti, che si sono combattuti alcuni grandi incendi scoppiati recentemente nelle foreste delle province settentrionali e nordorientali. Ed è stata sempre la pioggia provocata dall’uomo, nel maggio

mostro di Loch Ness che vanta una serie innumerevole di avvistamenti, è tra le principali fonti di guadagno per gli Scozzesi, grazie ai turisti attirati sul lago dalla leggenda. Anche l’ex direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Franco Tassi, ripone le sue speranze nei criptidi, tanto da fondare, nel 1986, il g r u p p o Criptozoologia Italia. Oggi si ritiene che in Abruzzo sia presente la l i n c e dell’Appennino, ufficialmente estinta nel 1500 a. C. Finora a favore di tale ipotesi ci sono peli, escrementi, presunte vittime dei suoi attacchi, alcuni avvistamenti e la registrazione del grido d’amore del felino. La difficoltà di catturarlo sarebbe da attribuire al fatto che la lince è un animale estremamente elusivo. Se è vero dunque che nelle leggende c’è sempre un fondo di verità, non è da escludere che un giorno i ricercatori potranno annoverare tra le loro scoperte anche quella della lince d’Abruzzo e che noi potremo ammirarne le immagini. Cristina Orlandi

SICCITÀ 2008, a “lavare” Pechino dalla sabbia portata dalle grandi tempeste provenienti dall’Asia centrale. Nel dibattito scientifico il tema della stimolazione artificiale delle piogge risulta piuttosto controverso, ma l’interesse verso queste tecniche resta comunque elevato. Potrebbero infatti rappresentare, in futuro, una carta importante da giocare nell’ambito delle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, non solo perché si tratta di un metodo non inquinante, dal momento che il condensante è neutro, ma anche perchè si ottiene un risultato misurabile con radar adeguatamente tarati e, soprattutto non si ruba acqua a nessuno, migliorando soltanto l’efficienza delle nuvole. Oxana Raponi Martina Procida


Scienze e Tecnologia

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E-BOOK READER: LA BIBLIOTECA IN TASCA ROVIO, IL ROBOT-SPIA Tra le numerose innovazioni tecnologiche che sommergono il mercato, quella che nel 2009 ha riscosso maggiore successo è l’e-book reader, il lettore di libri digitali. Dopo diversi tentativi andati a vuoto di promuovere il “nuovo arrivato”, finalmente si è raggiunto l’obiettivo sperato: in tutto il mondo sono stati prodotti circa 5 milioni di e-book e si prevede che nel 2010 la produzione raddoppierà, cambiando radicalmente le modalità di lettura. Ciò che si ricerca principalmente oggi e ciò verso cui è maggiormente teso lo sviluppo della tecnologia è la comodità: l’e-book reader, di fatto, presenta innanzitutto questo vantaggio, eliminando tutti i limiti e gli inconvenienti dei libri stampati dovuti al loro ingombro. In un solo apparecchio, le cui dimensioni sono paragonabili a quelle del suo progenitore, è possibile caricare una grande quantità di titoli, oppure sostituirli a proprio piacimento: basti pensare che un modello che disponga di una memoria di 2 GB può ospitare circa

1500 volumi, una vera e propria biblioteca da portare comodamente con sé, in tasca o in borsa, senza dover essere costretti a scegliere tra questo o quell’altro titolo. Un altro degli aspetti più apprezzati dell’e-book

all’erede elettronico, rispetto al suo gemello di carta, gli schermi touchscreen offrono la possibilità di appuntare note o sottolineare frasi sulle pagine virtuali. È elevata anche la leggibilità dei contenuti in quanto i

reader è la sua semplicità: tutti i modelli offrono un sistema di caricamento dati simile a quelli già utilizzati per importare musica, filmati o altro su un qualsiasi lettore multimediale: basta semplicemente collegare il proprio e-book reader al computer attraverso una tradizionale porta USB o ancora meglio, per gli ultimi modelli, sfruttando la tecnologia wireless. Anche l’utilizzo risulta molto semplice e intuitivo e spesso, proprio per non far mancare nulla

monitor permettono una lettura da qualunque angolazione, eliminando fastidiosi riflessi anche all’aperto. La memoria, già di per sé sufficientemente ampia, può essere estesa ulteriormente mediante schede SD (Secure Digital); in più la possibilità di visualizzare immagini con buona definizione rende l’e-book reader anche un ottimo visualizzatore di fumetti. Inevitabilmente uno strumento in possesso di così tanti pregi presenta anche un difetto, che lo

pone in svantaggio rispetto al libro tradizionale: trattandosi di uno strumento elettronico, non possiede autonomia infinita ma necessita periodicamente di una ricarica. Tuttavia anche su questo punto si è lavorato accuratamente, giungendo alla realizzazione di modelli dalle prestazioni più che soddisfacenti: è possibile infatti leggere diverse migliaia di pagine prima che la batteria possa esaurirsi. Gli e-book in realtà non sono di recente diffusione; da decenni infatti girano, nel mondo virtuale di Internet, file di testo da leggere direttamente (e scomodamente) davanti allo schermo o da stampare. L’idea del libro digitale infatti risale al 1971, scaturita dalla mente di Michael Hart, fondatore di Project Gutenberg, una sorta di biblioteca pubblica online che, crescendo progressivamente, raccoglie oggi più di 100.000 titoli. L’elevata qualità e funzionalità, unite al prezzo accessibile degli ultimi modelli realizzati, hanno portato oggi ad un grande successo di vendite. Martina Procida Livia Prifti

Arriva in Italia un gadget tecnologico e allo stesso tempo un sistema di sorveglianza: una telecamera montata su un robot mobile controllabile da computer, telefoni avanzati e persino console da videogioco. La sua applicazione pratica primaria è quella di controllo della propria abitazione. Creato dalla WoeWee Robotics, Rovio è un prodotto totalmente unico nel suo genere che abbina ad un dispositivo mobile controllabile attraverso il wi-fi una telecamera orientabile con risoluzione VGA. Questo robottino non ha soltanto occhi e ruote, ma anche un microfono per registrazioni ambientali, che possono essere ascoltate a distanza o per una utilizzazione in veste di webcam, e uno speaker a bordo che permette di comunicare con chi è presente nello stesso ambiente. L’aspetto è quello di un Rover, un robot esploratore come quelli utilizzati nella realtà per le missioni spaziali, ma il mezzo a tre ruote si può muovere comodamente

anche in casa o in ufficio grazie alla selezione di “waypoint”, punti predefiniti che determinano un percorso entro l’ambiente in cui dovrà muoversi. L’autonomia fuori dalla culla di ricarica è di circa un’ora e mezza ed è possibile sia ordinare il ritorno alla base da remote posizioni, sia avere la certezza che si accorga delle condizioni della sua batteria e ritorni da solo all’alimentazione, anche in vostra assenza. Rovio si sa muovere anche al buio grazie ad una illuminazione frontale a led che permette di esplorare locali oscurati. Intorno a Rovio è nata tutta una community che si propone di esplorare, modificare ed estendere le doti del robot grazie anche alla realizzazione di programmi e utilità, di personalizzare il firmware e utilizzare l’API (Interfaccia di Programmazione di un’Applicazione), specifiche che ne permettono il controllo e supportano l’interazione. Dario Florio

COPENAGHEN 2009, IL CLIMA NON FA TRATTATIVE Le emissioni di combustibili fossili per la produzione di energia sono aumentate, dal 2000 al 2008, del 29%, con il risultato che i paesi in via di sviluppo emettono più gas serra dei paesi industrializzati. Di questo passo, la temperatura della Terra aumenterà di 2-3 gradi e il livello del mare si innalzerà di tre metri entro il 2040. Questa minaccia ambientale diventa sempre più allarmante: l’equilibrio tra le emissioni di anidride carbonica e la capacità di assorbimento degli ambienti naturali, infatti, si è infranto. La CO2 trattiene nell’atmosfera la radiazione infrarossa della luce solare, impedendo alla Terra di raffreddarsi: il cosiddetto “effetto serra”. L’aumento dei gas serra, causato dalla crescente combustione di carbone e petrolio, riduce la quantità di calore disperso, facendo aumentare la temperatura del pianeta. Gli ecosistemi non riescono ad adattarsi al repentino

aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera, tanto che i terreni e gli oceani stanno perdendo efficienza nella loro capacità di assorbimento. I ricercatori della Hebrew University di Gerusalemme, analizzando la barriera corallina di Eilat nel Mar Rosso, hanno dimostrato che la vita marina corre il pericolo maggiore. Infatti il plancton r i s p o n d e inaspettatamente alle alte emissioni assorbendone una maggiore quantità, il che porta il livello di acidità delle acque ad alzarsi, rendendole povere di ossigeno e difficilmente abitabili. L’eccesso di CO2 non solo riduce la qualità del plancton, compromettendo la nutrizione di molte specie animali marine, ma porta anche allo sbiancamento dei coralli, con la conseguente scomparsa delle barriere coralline. Un’ altra conseguenza è la trasformazione di aree

della foresta amazzonica in “sorgenti” di CO2: la siccità registrata nel 2005 ha causato la morte di così tanti alberi da rendere negativo il bilancio tra emissioni e assorbimento. Più della metà degli alberi,

“sanare” il pianeta; come il protocollo di Kyoto nel 1997, con il quale le nazioni aderenti si impegnarono a ridurre le proprie emissioni del 5% rispetto ai livelli del 1990. Le sue misure, legislativamente vincolanti,

infatti, ha cominciato a produrre, invece che assorbire, ingenti quantità di CO2 a causa della putrefazione delle piante morte per il clima secco. Questi allarmi hanno spinto i maggiori paesi industrializzati a prendere provvedimenti per

vennero applicate solo ai paesi più sviluppati, considerati i maggiori responsabili delle condizioni del pianeta. Non tutti accettarono di aderirvi: gli Stati Uniti e i “nuovi emergenti” Cina e India ne sono ancora oggi esonerati. Il protocollo di

Kyoto mirava a tenere sotto controllo i cambiamenti climatici più incombenti; ed era questo anche l’obiettivo del COP15, la conferenza delle Nazioni Unite svoltasi a Copenaghen dal 7 al 19 dicembre 2009. Si è dibattuto a lungo sull’ipotesi di realizzare due accordi separati, uno per i paesi più ricchi e uno per quelli in via di sviluppo. Da un lato, questi ultimi - a partire da India e Cina - puntavano su un rinnovamento del protocollo di Kyoto, la cui natura vincolante avrebbe costretto i paesi più sviluppati a farsi carico delle loro responsabilità passate e future entro il 2020 e non li avrebbe coinvolti personalmente con impegni e limitazioni. Dall’altro, paesi come Giappone, Russia, Australia, Stati Uniti e l’intera Unione Europea miravano a creare un accordo nuovo che distribuisse le responsabilità anche ai

paesi esclusi. I paesi più a rischio, come l’Africa, minacciata dalla siccità, o le isole del Pacifico che rischiano di sparire per l’innalzamento delle acque, hanno poi richiesto aiuti finanziari per poter usufruire di tecnologie “pulite” che permettano loro di progredire senza nuocere all’ambiente. Il convegno è stato giudicato da molti un “fallimento”. Nonostante lo stanziamento di un fondo di 30 miliardi di dollari entro il 2012 per i paesi in via di sviluppo, non si fanno accenni alle riduzioni di gas serra nell’atmosfera. Nella città di “Hopenaghen”, o “città della speranza”, così denominata in occasione del convegno, non è stato stretto alcun accordo che possa far passare la capitale danese alla storia: l’occasione passerà ai negoziati di Bonn la prossima estate o di Città Del Messico sul concludersi del 2010. Livia Prifti Martina Procida


Cultura e Spettacolo

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ULTIME NOVITÀ DA SFOGLIARE CATASTROFI ...CINEMATOGRAFICHE Per tutti gli amanti della lettura, ecco una rassegna delle ultime novità, tutte da gustare. Dell’autrice di Ma le stelle quante sono, Giulia Carcasi, è appena approdato nelle librerie l’ ultimo romanzo Io sono di legno. Dopo il tema d e l l ’ a m o r e nell’adolescenza, la scrittrice tocca un argomento delicato, quale i rapporti tra madre e figlia. Da non perdere è il nuovissimo romanzo di Banana Yoshimoto, ChieChan e io, una storia leggera e frizzante che si basa essenzialmente sul profondo legame d’amicizia tra le due protagoniste femminili, due cugine dalle personalità molto differenti. Alla stessa maniera, anche L’altra storia di noi, di Jennifer Weiner, offre il ritratto di un’amicizia tra due ragazze, che dapprima si dissolve a causa dei cambiamenti, per poi divenire più solida e forte. Per gli appassionati di gialli, è da poco disponibile Scorciatoia per il paradiso dell’autrice catalana Teresa Solana: l’emozionante storia di due fratelli gemelli che vivono grazie alla loro agenzia di consulenze. Già protagonisti di Delitto imperfetto (2008), i fratelli

Martinez stavolta dovranno cavarsela con uno strano assassinio in un hotel di Barcellona. Dello stesso genere, segnaliamo anche Il quarto rapinatore di Dahl Kjell, le vicende di un poliziotto accecato dalla passione, che si ritrova improvvisamente coinvolto nelle sparatorie della malavita organizzata della capitale norvegese, stregato dalla bellezza e dal fascino di una donna misteriosa. Lee Child, con il suo Niente da perdere, ci regala invece una trama più sottile, impregnata di una metafora nella quale la speranza e la disperazione divengono due città nelle quali il protagonista si ritroverà a dover risolvere vari intrighi. Chi ama le avventure e l’impossibile, non si farà di certo sfuggire le straordinarie imprese descritte da Norman Ollestad in Pazzo per la tempesta, l’avvincente storia di un bambino pronto a tutto, che vince coraggiosamente ogni sua paura nella dura lotta per la sopravvivenza. Gli appassionati di storia, invece, potranno rivivere le cupe atmosfere della Parigi di fine 500 nel romanzo di François Foll,

Il libraio notturno, il cui protagonista trova nella lettura un mezzo d’evasione da un’epoca segnata dall’intolleranza. Tra le novità squisitamente italiane spicca invece l’autrice Romana Petri con Ti spiego, un romanzo che si sviluppa attraverso le lettere di un uomo e una donna, che raccontano la loro storia d’amore senza tralasciare la crisi dei valori e il malessere diffuso della società che li circonda. Emanuele Bianco, nel suo ultimi libro Tiratori scelti delinea uno scorcio della generazione giovanile italiana, che cresce negli anni della crisi economica, del precariato, dell’emigrazione: attraverso lo sguardo di alcuni ragazzi prendono vita tutti i problemi delle città moderne, in particolare la violenza e la droga. Diverso è il tema sperimentato da Christian Frascella, con Sette piccoli sospetti, un romanzo ironico e commovente, che narra le vicende di alcuni ragazzini, presi fra le paure dell’infanzia e le nuove scoperte dell’adolescenza. Insomma, lettori, ce n’è davvero per tutti i gusti…non lasciateveli scappare! Melissa Cesarone

Dopo pellicole come Independence Day, Godzilla e The day after Tomorrow, nelle quali Roland Emmerich aveva

messo in luce il suo gusto per le scene di distruzione ed un certo piacere iconoclasta, il regista torna sul grande schermo con un altro film che s’inserisce appieno nella tradizione del genere catastrofico: 2012. Il film, proiettato nelle sale cinematografiche il 13 novembre 2009, è i n c e n t r a t o , essenzialmente, su un racconto dei Maya, antico popolo del Messico precolombiano. Questi, nel “redigere” il loro calendario, hanno preannunziato una serie di eventi distruttivi che, nel 2012, porteranno alla fine del Mondo. La pellicola può vantare la

partecipazione di attori quali John Cusack e Danny Glover, che si immedesimano, rispettivamente, nei ruoli del protagonista Jackson Curtis e nel Presidente Thomas Wilson. L’impatto visivo di un film come 2012 è senz’altro devastante: il regista non ci risparmia nulla, dalla livellazione dell’intera California, risucchiata nelle viscere ribollenti del pianeta in una sequenza di 10 minuti, fino alla trasformazione delle Hawaii in bolle di magma: l’intero arcipelago appare, così, come uno scorcio dell’ inferno dantesco. Anche Roma e San Pietro, secondo il regista, saranno coinvolte in una fine disastrosa: si ritroveranno spaccate in briciole, mentre il Papa benedice

una folla spaventata. Tornando nuovamente oltre oceano, Roland Emmerich conclude il quadro raccapricciante di questa “Apocalisse” con l’ avvento di onde anomale e Tsunami. Ciò che rimane dell’umanità sarà inghiottito da muraglie d’acqua che sommergeranno qualunque cosa, arrivando a rasentare la punta dell’Everest. Nonostante la durata del film, di circa 160 minuti, l’ottima sceneggiatura lo ha reso campione d’incassi, potendo vantare la cifra di $712,010,289 soltanto dopo il primo mese. Di tale impatto vi sono stati altri film drammaticocatastrofici, tra i più quotati senz’ altro Poseidon di Peterson, ipertecnologico remake de L’avventura del Poseidon, un classico dell’epoca d’oro dei disaster-movie Valeria Zecchini Chiara Medved

IL DETECTIVE SCOZZESE NELLA LETTURA DI GUY RITCHIE Dopo ben quattordici film e numerose proiezioni cinematografiche sul

rinomato personaggio di Sherlock Holmes, interpretati e resi famosi dall’attore Basil Rathbone, sul grande schermo sbarca

un’ inedita e originale pellicola, la cui trama non è tratta da un singolo racconto dell’autore scozzese Sir A r t h u r C o n a n D o y l e . L’ i l l u s t r e detective Sherlock Holmes (Robert Downey) e il Dr. Watson (Jude Law) s o n o impegnati in una battaglia contro Lord Blackwood, pericolosissimo nemico mortale, per svelare un pericoloso complotto che potrebbe portare il paese alla distruzione totale.

Ambientato nella cupa e grigia Londra ottocentesca, Sherlock Holmes è un “mistery” d’azione diretto dal regista Guy Ritchie, che, rivoluzionando look e comportamenti, propone un’immagine più moderna e singolare dell’ispettore, per un pubblico giovane che certamente conosce il protagonista, anche senza aver sfogliato le pagine dei romanzi di Conan Doyle. Molti i registi che, prendendo spunto dai testi dello scrittore inglese, hanno adattato a proprio piacimento le caratteristiche del personaggio, ma, il recente arrangiamento cinematografico ha suscitato parecchio entusiasmo. Il nuovo Sherlock, oltre a tutti i

pregi e difetti dell’originale di Doyle (esperto schermidore col bastone, pugile, spadaccino e dedito all’uso di droghe), ha anche insolite e sorprendenti qualità. Guy Ritchie ha infatti riprodotto la figura di un Holmes ricco di fascino, donnaiolo, sempre ironico ed ingegnoso, osservatore attentissimo e dotato di un pizzico di cinismo, così come ha racchiuso la fisionomia del Dr. Watson nelle fattezze di una spalla succube e di un partner poco sveglio. Per altri aspetti Ritchie si è attenuto fedelmente ad alcuni tratti delle raccolte di Doyle. Non viene riproposta ad esempio, la celebre frase “Elementare, Watson”, adattamento posteriore di origine teatrale, come la

pipa e il il cappellino da cacciatore ripreso spesso dalle versioni cinematografiche. Il finale soddisfa gli amanti sia dell’action movie che dei gialli, grazie ad uno scontro degno di James Bond e ad una perfetta ricostruzione del fatto, attraverso tutti gli indizi che hanno portato Holmes a dissezionare la complessità del caso con

le sue capacità di natura a b d u t t i v a . Con colpi di scena che assomigliano a scariche elettriche,questo film in puro stile entertainment è un ottimo diversivo per trascorrere qualche ora di relax immersi in una storia coinvolgente che à senza dubbio qualsiasi tipologia di spettatore. Sonia Spalletta


Cultura e Spettacolo

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DORIAN GRAY: UN CLASSICO AL CINEMA ALICE IN WONDERLAND Attirare i giovani d’oggi verso un classico del XIX secolo: questa è stata la scommessa che ha spinto il regista Oliver Parker verso la realizzazione di un film ispirato alle pagine de Il ritratto di Dorian Gray, del celebre scrittore e drammaturgo irlandese Oscar Wilde. Pubblicato nel 1890, il romanzo racconta la storia di un giovane elegante della Londra vittoriana, Dorian Gray, che ottiene, vendendo l’anima al diavolo, di abbandonarsi ad ogni eccesso senza alterare la propria bellezza fisica: un ritratto invecchia al posto suo, mostrando i segni di una progressiva corruzione. Influenzato dalla carismatica personalità di Lord Herny Wotton, il ragazzo viene ben presto coinvolto e trascinato nel vortice della mondanità inglese. La trasposizione cinematografica dell’opera risulta essere un po’ troppo libera nel passaggio dalla trama originale alla sceneggiatura.

L’ETERNO Protagonisti di leggende popolari, certi miti agghiaccianti si sono potuti incarnare più volte in tanti libri di successo che hanno fatto sussultare i lettori di tutto il mondo. Tra le tante creature, senza dubbio, i Vampiri sono stati quelli che hanno avuto maggior exploit: appartenenti ad un genere di narrativa legato a miti storico-popolari, questi spiriti della notte hanno animato numerose opere letterarie. Il capostipite del genere, nonché sua icona più famosa è certamente il Conte Dracula di Bram Stocker (1897),

L

Innanzitutto, si può notare come le caratteristiche fisiche dell’attore che indossa i panni del protagonista non rispecchino l’ideale del personaggio wildiano: Ben Barnes, infatti, non ha né occhi azzurri, né capelli biondi, né labbra scarlatte, né il fascino inconscio e diabolico del putto originale. Inoltre, se il libro lascia immaginare a l lettore i v i z i dell’eroe senza m a i esplicitarli, l a pellicola di Parker è incentrata totalmente sulla figura di Dorian: si apprendono diversi aspetti relativi al suo passato e la sua evoluzione da ingenuo ventenne a uomo corrotto dedito al piacere diventa tangibile. Il regista crea e

inserisce nuovi personaggi, come la figlia di Lord Henry Wotton, Emily, che s’innamora di Gray e gli offre un’opportunità di redenzione nel finale, che non convince nessuno che conosca un po’ Oscar Wilde. Per rendere la trama più avvincente e accattivante - come se il genio di Wilde non bastasse -, Parker h a ritenuto d i dover rendere l e atmosfere d e l film p i ù macab r e rispetto agli ambienti descritti nel testo originale.Discordi i pareri della critica. Il giudizio sull’interpretazione dei due attori principali non è assolutamente positivo: Ben Barnes, non avendo un’adeguata esperienza

MISTERO personaggio ispirato alla figura vera del principe rumeno Vlad, chiamato in

seguito anche “Drakul”, ovvero “figlio del demonio”. Con il passare del tempo, comunque, la

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DEI

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Francesca Breda

VAMPIRI

mitologia del Vampiro si è arricchita anche di altri fattori che ne hanno rinnovato il fascino: certi vecchi stereotipi sono stati abbandonati e queste creature della notte si sono modernizzate assumendo fisionomie iper-urbane e modaiole e abbandonando progressivamente i modelli classici e le precedenti ed originali atmosfere gotiche. A dimostrazione di ciò Le cronache dei vampiri di Anne Rice, che hanno guadagnato una grande popolarità già con il primo libro della serie, Intervista col vampiro (1976). Ogni volume si

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nel campo della recitazione, non è riuscito a rendere pienamente giustizia alla personalità del Dorian che emerge dal capolavoro dello scrittore; Colin Firth, d’altra parte, è stato poco credibile nel dare vita al personaggio di Lord Henry Wotton. È stato, però, sottolineato come lo spirito del romanzo sia conservato nel film: i famosissimi aforismi di Wilde sono inseriti abbastanza bene all’interno dei dialoghi, le scenografie e la fotografia fredda e cupa contribuiscono a rendere più tenebrosa la vicenda narrata, l’accurata ambientazione è consolidata dagli ottimi costumi d’epoca. Certamente, questa terza t r a s p o s i z i o n e cinematografica del romanzo non lascia indifferenti, e come ci ricorda un “certo scrittore irlandese”: “Vi è solo una cosa peggiore del far parlare di sé, ed è il non far parlare si sé”.

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COLPISCE

concentra sulla figura di un vampiro legandosi a vicende narrate in precedenza. Romanzi dall’impronta narrativodescrittiva e dallo stile riflessivo che danno ampio spazio ai sentimenti e alle relazioni tra i vampiri, creature che appaiono in grado di amare come e più di ogni altro uomo. Talvolta i vampiri diventano degli attenti osservatori che, al di fuori di ogni tempo, risentono del susseguirsi delle epoche. In particolare, in questi ultimi anni abbiamo assistito all’avvento di moderni vampiri, molto

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L’ultimo capolavoro di Tim Burton, uscito nelle sale nello scorso marzo, è Alice in Wonderland, riadattamento dell’omonimo romanzo di Lewis Carroll. La protagonista del film interpretata da Mia Wasikowska, presenta tratti diversi rispetto a quella del testo letterario: Alice non è più una bambina, bensì un’adolescente alle prese con le costrizioni della Londra borghese. Inseguendo il Bianconiglio nella tana, la ragazza si ritrova coinvolta in quelle avventure che già moltissime generazioni hanno apprezzato, sia sullo schermo sia nel romanzo. Ritroviamo pertanto il Cappellaio Matto, interpretato da Johnny Depp, lo Stregatto, la Regina Rossa e la Regina Bianca. Lo scopo della protagonista è di distruggere il Ciciarampa, un mostro sanguinario, ponendo fine al regno della regina Rossa. Oltre a un cast davvero notevole, che include

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e solitari e più partecipi al clan: a tale categoria appartengono i romanzi Evernight di Claudia Gray

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Melissa Cesarone

ANCORA

romantici e più metropolitani dei loro predecessori, meno tragici

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anche Anne Hathaway e Helena Bonham Carter, il film è stato girato in green screen, ossia su uno sfondo verde, per consentire di semplificare la grafica. Al di là dell’apprezzamento, da parte di milioni di spettatori, la critica non ha tardato a mettere in evidenza l’eccesso degli effetti speciali, che ha reso l’intera ambientazione fittizia e “appiattita”. Anche il 3D non è stato particolarmente gradito, considerato come “forzatura” di una pellicola nata in 2D.

(2009) e Il diario del Vampiro di Lisa J.Smith. Senza alcun dubbio, però, Twilight, scritto da Stephenie Meyer, è quello che ha riscontrato maggior successo, soprattutto tra i più giovani che hanno apprezzato la passione che nasce tra il diciassettenne e affascinante vampiro Edward Cullen e la dolce e delicata Isabella Swan: la complicata storia d’ amore ha fatto sì che la Meyer scrivesse altri tre libri dedicati ai due protagonisti, New Moon, Eclipse e Breaking Dawn. Chiara Medved Valeria Zecchini

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Vignettisti

Altobelli Michela IV B

Cocco Giorgia V A

Medved Chiara III A

Puglielli Enrico V H

Angelucci Samuela IV A

Di Girolamo Gloria IV A

Orlandi Cristina IV A

Raponi Oxana IV A

Bascelli Greta IV A

Finocchio Fabiano III A

Palma Matteo V A

Rossi Maria Teresa V A

Breda Francesca III A

Florio Dario V A

Panara Giovanni V A

Sartorelli Antonella III A

Cocco Davide V A

Buzzelli Stefania V A

La Torre Carlo V H

Papile Flavia V A

Satolli Cesare V A

Palma Matteo V A

Cesarone Melissa IV A

Marinucci Riccardo III C

Prifti Livia IV A

Zappacosta Valeria IV A

Coco Davide V A

Martinotti Riccardo IV A

Procida Martina IV A

Zecchini Valeria III A

Formichetti Domenico III D Marinucci Riccardo III C Grafica

Coordinatrice Prof.ssa Stefania Ricciotti


La Musica

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L’AMORE CHE SI SCARICA DAL WEB ROBBIE WILLIAMS I giovani “pirati della rete”, da un po’ di tempo a questa parte, sembrano a p p r e z z a r e particolarmente canzoni di stampo amoroso. Triste, corrisposto o passionale che sia, esso è il principale argomento delle canzoni in voga in questo periodo. I risultati delle ricerche in internet, relative ai brani più scaricati dal web, rilevano come le nuove generazioni di teens amino scatenarsi sulle note di canzoni d’amore. Ovviamente, i generi e le tracce sono totalmente differenti e ben lontani dalle storiche Reality di Richard Sanderson ( colonna sonora de Il Tempo Delle Mele) o da I Will Always Love You di Whitney Huston. Per renderci conto meglio, basta dare uno sguardo al panorama musicale italiano: la prima in classifica, tra le canzoni più scaricate in Italia, è Baciami Ancora di Jovanotti. Il nuovo singolo di Lorenzo Cherubini, sempre più coinvolto dalla moglie e dalla figlia, è un vero e proprio inno all’amore. Infatti, bastano semplici ed ingenui baci per fargli affermare che ‘Tutto il resto è un rumore lontano, una stella che

esplode ai confini del cielo’. Su acuti inimitabili e note basse e rauche, invece, si sviluppa il brano del duo Giorgia-Nannini Salvami. Ricca di imperativi, la poetica delle due cantautrici italiane, dall’alto delle loro esperienze amorose,

Sangiorgi, Ti Vorrei Sollevare si presenta come una canzone molto introspettiva, nella quale i due cantanti si chiedono ‘cosa siano venuti a fare’ e ‘cos’è l’amore’…ma basta stringersi più forte e tenersi vicino al cuore per tornare a viaggiare su ali di carta.

sembra voler guidare i sentimenti di una ragazza immaginaria affinché possa godere a pieno di questo sentimento passionale nella più totale naturalità e semplicità. ‘Alzati, Ama per sempre’. Più malinconica e con una storia piena di rimpianti, Elisa ci propone la sua Ti Vorrei Sollevare. Vantando una collaborazione col leader dei Negramaro, Giuliano

E dai grandi poeti italiani basta spostarsi oltre oceano per incontrare celebri ‘romanzieri’. Incontrastabile è, di fatti, l’enorme successo della p r i n c i p e s s i n a dell’electropop, o per meglio dire della Lady. Con la sua ‘insana storia d’amore’(Bad Romance), la newyorkese Lady GaGa dopo Just Dance, Poker Face e Paparazzi, si presenta dapprima come

aggressiva mangiatrice di uomini, ma poi implora ‘ I want your love, you know that I want you and you know that I need you’. Che dire se non ‘GaGa ohla-la’? Sempre tra stelle e strisce, ecco un nuovo singolo da parte del gruppo pop The Black Eyed Peas, Meet Me Halfway. In un tentativo di riconciliazione, la storia d’amore narrata nel testo è quella di un amore finito, di un cuore lacerato che non può più andare avanti, che non può solo nutrirsi di ricordi. La diplomatica soluzione è quella di un accordo: ‘Can You Meet Me Halfway? ( Ci Incontriamo A Metà S t r a d a ? ) . Con un penetrante motivetto strimpellato da una fisarmonica, Edward Maya & Vika Jigulina sono frequentemente in onda con Stereo Love. Anche qui il protagonista è un amore finito male, ma, tra lacrime e odio, si fa strada una grande promessa: ‘Oh baby I try to make the things right’. In conclusione, i ragazzi italiani preferiscono le canzoni sentimentali: sarà l’inizio di un nuovo romanticismo? Flavia Papile

Artista dalle mille sfaccettature, Robbie Williams torna a stupire ed incantare con le sue canzoni. Dopo una carriera cominciata nel 1990 con i Take That, gruppo pop britannico che ha rivoluzionato la generazione di quegli anni, lascia la band nel 1995 per intraprendere una carriera da solista. A quel tempo i media e i giornali scandalistici non prevedevano che il cattivo ragazzo dei Take That avrebbe avuto tanto successo. Al contrario, conquistò fin da subito una grande fama, vendendo 4.000.000 di copie con il primo album Life thru a lens del 1997, di cui il singolo che ebbe più successo fu Angels. Oggi, dopo tre anni di silenzio dall’ultimo album Rudebox, clamoroso flop commerciale,ecco che la star, per appagare il grande entusiasmo dei suoi fans, torna con un lavoro tutto nuovo, Reality killed the video star, contenente 14 brani tra cui Bodies e You know me, i due singoli che le radio hanno già trasmesso con ottimo riscontro del pubblico. Toni ed argomenti mutano traccia dopo traccia. Lo stesso Robbie Williams ha dichiarato: “Il mio nuovo album è un killer: c’è un vecchio Robbie, un nuovo Robbie e un Robbie che nessuno di noi ha mai incontrato” e riferendosi a ciò che si aspetta dall’album, ha affermato: “Voglio che la gente ne sia esaltata, voglio farli ballare, voglio che dimentichino chi sono e dove sono per 50 minuti!”. La critica ha risposto favorevolmente alle aspettative del cantante. Dopo anni di duro lavoro, il cantante ha ritenuto di dover modificare anche la sua immagine pubblica e a tal proposito ha dichiarato: “Voglio che dopo questo album chi pensa a me pensi a Reality killed the video star”. Dunque un album straordinario nel quale l’artista ha voluto inserire un brano del suo defunto collega Michael Jackson: Morning Sun è un lavoro che vanta la significativa collaborazione di Don Black, autore tra l’altro della colonna sonora di un film della saga di James Bond. Gaia Ridolfi

GLI ANNI PASSATI DEI CANTAUTORI ITALIANI

TORNANO GLI SPANDAU BALLET

« Benedetto Croce diceva che fino all’età dei diciotto anni tutti scrivono poesie e che, da quest’età in poi, ci sono solo due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e gli stolti. E quindi io, precauzionalmente, preferisco definirmi un cantautore. » Così intervenne Fabrizio De André definendo il suo ruolo in campo musicale. Tra gli anni ‘50 e ‘70 del Novecento, difatti, nasce quello che possiamo definire un “movimento dei cantautori”: essi, per difendere ciò che amavano e denunciare i malesseri sociali, scelsero la via della musica. Tra questi celebri “uomini con la chitarra” si annoverano Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Giorgio Gaber, Paolo Conte, Luigi Tenco e Rino Gaetano. La loro musica, sincera e sentita, non aveva bisogno del sussidio di orchestre o effetti

Dopo vent’anni di attesa il 2009 è l’anno del ritorno degli Spandau Ballet. Storica band degli anni ’80 che si ripropone con un nuovo singolo, Once More , ascoltato in anteprima , in Italia, nel talent show “X Factor”. L’iter musicale della band britannica si sviluppa dal 1976, anno in cui il gruppo si chiamava ancora The Cut, fino al 1989, data del loro scioglimento. A lanciare gli Spands è stato il loro terzo album True, omonimo del singolo precedentemente pubblicato; inoltre, nel 1984 la partecipazione del frontman, Tony Hadley, con la Band Aid in un singolo registrato col fine di un’opera di beneficenza, Do they know it’s Christmas, apportò agli Spandau ulteriore notorietà. Nato con la musica funk, il gruppo ha voluto via via sperimentare altri generi musicali quali pop, soul e rock, mentre ora si ripresenta come una delle maggiori esponenti del genere New Romantic, caratterizzato da ritmi ballabili. La band ha fatto emozionare i fan italiani con canzoni del calibro di Gold, True e Through the barricades. “The Reformation Tour” (così si chiamano i loro concerti) conta tre date italiane: il 1 marzo a Milano presso il Mediolanum Forum, il 2 al Palalottomatica di Roma e il 3 a Firenze al Nelson Mandela Forum. Il tour sarebbe dovuto iniziare nel novembre 2009, ma, a causa degli impegni discografici della band, le date sono state rimandate. Sul palco è salita la primissima formazione (mai sciolta) formata da Tony Hadley, Gary e Martin Kemp, Steve Norman e John Keeble; i propositi sono i migliori per inaugurare una nuova stagione in stile Spandau Ballet.

sonori particolari: era musica che nasceva direttamente, quasi senza progettazione. Con le loro canzoni e le loro ballate, i cantautori italiani non intendevano solo dar piacere all’udito degli ascoltatori: i testi delle loro liriche, infatti, sono da sempre stati intrisi di pensieri profondi e riflessioni acute, per far sì che l’ascoltatore non si limitasse al semplice ascolto, ma si soffermasse a riflettere sulle parole cantate. Andando a toccare un po’ tutti i campi sociali, questi artisti erano in grado di mandare messaggi, anche piuttosto significativi, descrivendo e narrando situazioni e personaggi cruciali. Di fatti, non si vergognarono di parlare dell’olocausto, della corruzione sociale e del tenore di vita delle classi più disagiate ( come ad esempio: Auschwitz di F.Guccini; Ad Esempio A Me Piace Il Sud di R.Gaetano; Il Sig. G di

G.Gaber; Bocca Di Rosa di F.De Andrè) e, nei casi in cui la rabbia si faceva più forte, riuscirono anche a risparmiarsi l’uso di eufemismi. Ancora oggi, dopo il passaggio di decenni e generazioni, queste canzoni riescono ad essere m o l t o attuali: non h a n n o perso né il l o r o spessore, né la loro coinvolgente capacità di far ragionare sui temi trattati colui che le ascolta. Lasciandoci in eredità i loro capolavori, non hanno mai smesso di suonare e cantare.Di fatti Francesco Guccini, proprio in questo periodo, ha iniziato un tour italiano di cui una tappa ha toccato Roseto degli Abruzzi il 26 Marzo 2010. Nella moderna società, tuttavia, permeata dalla

frenesia del tenore di vita, la riflessione rischia di essere prevaricata: molte delle canzoni attuali tralasciano l’importanza del messaggio e si concentrano su “motivetti” e ritmi martellanti. Questo

potrebbe portare, oltre che ad una sostanziale perdita di valori, anche ad una progressiva perdita di interesse delle masse verso quelle che sono le problematiche politiche e sociali. Dobbiamo renderci conto del grande potere mediatico della musica e tentare di non sprecare questa sua qualità. Carlo La Torrre

Samuela Angelucci


Lo Sport OLIMPIADI Il 12 febbraio 2010 la fiaccola olimpica è tornata a brillare in Canada, sulla città di Vancouver, nello stato del British Columbia. Il BC Place Stadium ha ospitato la cerimonia d’apertura della ventunesima edizione delle Olimpiadi Invernali, evento importantissimo per il mondo dello sport e gli amanti della neve. Da ben sei anni, la città del Nord America si è preparata ad accogliere il gran numero di partecipanti, nonché la grande folla di spettatori da ogni parte del mondo, con provvedimenti e accorgimenti di tutti i generi. Lo slogan“With glowing hearts” (con i cuori ardenti) ha tenuto uniti gli atleti dal 12 al 28 febbraio, assieme alle quattro mascotte in stile anime, che rappresentano i popoli indigeni dell’attuale Canada. In questa occasione, inoltre, hanno debuttato anche alcune new entry, ognuna con almeno un partecipante qualificato. Per la prima volta, nazioni come Ghana, Bahamas, Gabon, isole Cayman e Malta hanno gareggiato affianco agli altri paesi, per un totale di circa un’ottantina di stati. Il ricchissimo calendario previsto si è articolato in

INVERNALI:

ben quindici discipline. La ventunesima edizione olimpica, tuttavia, non è di

certo iniziata nel migliore dei modi per gli azzurri: Carolina Kostner, per la quale vi erano ottimi pronostici, ha guadagnato solo un sedicesimo posto nel pattinaggio di figura, per alcune imperfezioni negli atterraggi; mentre Enrico Fabris, impegnato nei 10.000 m, ha dato forfait prima ancora di partire, a causa di un problema fisico. In ogni caso, non sono mancati i successi e le soddisfazioni: è il caso di Pietro Piller Cottrer, che non ha tradito le aspettative, disputando la 15 km a tecnica libera e c o n q u i s t a n d o un’inaspettata medaglia

d’argento, definita un risultato straordinario dal presidente del CONI

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VANCOUVER

Petrucci. Anche per la componente femminile della squadra azzurra non

sono mancati risultati positivi: Arianna Fontana ha conquistato la medaglia di bronzo nella finale dei 500 metri short track di pattinaggio ai giochi olimpici invernali di Vancouver. Per l’atleta si tratta del secondo bronzo dopo quello vinto con la staffetta a Torino 2006 e rappresenta la prima medaglia azzurra nello short track in una gara individuale femminile. Armin Zoeggeler, invece, atleta che ci aveva abituato a degli esiti eccellenti, stavolta deve accontentarsi di un terzo posto. Le giovani promesse,

2010

invece, hanno dato ottimi frutti: Alessadro Pittin, ad esempio, è riuscito a guadagnare il primo bronzo nella combinata nordica, con una performance strabiliante, dati i soli otto centesimi di distacco dal vincitore. Concludiamo con la splendida vittoria del ventiseienne emiliano Giuliano Razzoli, che ben ventidue anni dopo Alberto Tomba è riuscito a riportare la medaglia d’oro nello slalom speciale.

Valeria Zappacosta Melissa Cesarone

NON SOLO RISULTATI: TANTE CURIOSITÀ SU AMBIENTE E VIDEOGAMES I Giochi Olimpici di Vancouver hanno rappresentato un evento sportivo non indifferente sotto molti punti di vista. Fra le varie curiosità, è da rilevare che questa ventunesima edizione olimpica si è svolta nel pieno rispetto dell’ambiente: tutte le strutture, infatti, sono eco-compatibili e a basso impatto ambientale, il tutto per adempiere al programma Sport “Carbon-free” sostenuto dal comitato organizzatore delle Olimpiadi. Nulla è stato lasciato al caso, nella realizzazione di questo progetto che prevede anche dei pannelli solari sui tetti delle varie costruzioni e un sistema di irrigazione per la cura del verde e dei campi sportivi, fornito da bacini di raccolta dell’acqua piovana. Sul fronte “energia” ogni impianto presente nel villaggio olimpico è rigorosamente di provenienza idroelettrica ed il sistema di raffredamento/riscaldamento dei locali è effettuato con l’aiuto di scambiatori di calore. Anche i mezzi di spostamento sono stati adeguati a queste esigenze, dunque sono state attivate una linea leggera su rotaia fra i dintorni e Vancouver e un servizio di autobus a idrogeno. Per gli appassionati di videogames, invece, dal 15 gennaio è disponibile il videogioco ufficiale della ventunesima edizione olimpica. Come affermano numerosi esperti, il videogioco può vantare una grafica eccellente e ad alta definizione, nonché una visuale in prima persona in grado di aumentare il coinvolgimento. Al pari delle reali olimpiadi, il gioco è fornito della stessa varietà di discipline realmente praticate e offrirà inoltre la possibilità di gareggiare con ben quattro giocatori in contemporanea In ultimo, una nota dal sapore meno piacevole, purtroppo, riguardante la sicurezza: durante il periodo di febbraio e marzo, tutte le misure di controllo degli aeroporti sono state intensificate e hanno creato non pochi disagi, in vista dell’enorme folla che si è riversata nella cittadina in vista delle Olimpiadi. Probabilmente, il Canada è stata la prima nazione a dotarsi dei body scanner, in grado di vedere sotto gli indumenti, per meglio gestire la situazione ed evitare qualsiasi disordine.

SPORT E TECNOLOGIA SEMPRE PIÙ VICINI Oggi più che mai la tecnologia si mette al servizio dello sport in tutte le sue forme, con materiali e innovazioni che migliorano le performance degli atleti ogni giorno mettendo alla prova i limiti del corpo umano. Dietro le otto medaglie d’oro di Michael Phelps in occasione di Pechino 2008, ad esempio, vi è un nuovissimo software che ha concesso alla squadra americana di raggiungere la perfezione: il Digital Particle Image Velocimetry. Questo dispositivo è un prodotto ampiamente utilizzato in ambito di ingegneria aerospaziale (chi avrebbe mai pensato a un possibile legame fra le missioni spaziali e il nuoto?), messo a punto da un’università americana, il Rensselaer Polytechnic Institute, e consente di controllare con

assoluta certezza ogni piccola imprecisione nello stile della nuotata degli atleti. Il DPIV basa il suo compito su complessi calcoli, gli stessi usati per le fasi di decollo e atterraggio degli Shuttle. Questo sistema, dunque, permette di comprendere quali siano stati i movimenti efficaci e quelli che invece non hanno sortito risultati e possono essere eliminati. Gli ideatori di questo dispositivo, inoltre, assicurano una versione migliorata per le prossime Olimpiadi di Londra, nel 2012. Con esiti altrettanto brillanti, la University of York, in Gran Bretagna ha realizzato un sofisticatissimo strumento di monitoraggio e raccolta dati, frutto del progetto Sensing for Sport and Managed Exercise. Lo

scopo, simile a quello del pensare al caso di Oscar paratleta DPIV, cioè quello di Pistorius,

fornire informazioni complete da più fonti in tempo reale, è perseguito da un minuscolo sensore corporeo che si applica dietro l’orecchio e non interferisce minimamente con l’allenamento. Ma il connubio tra sport e tecnologia non è certamente alieno da dispute e polemiche: basta

sudafricano, detentore del record mondiale nei 100, 200 e 400m piani. Il suo soprannome, “the fastest thing on no legs” , la dice lunga su di lui: Pistorius corre, infatti, grazie a delle protesi in fibra di carbonio, denominate “cheetah flex feet”, anch’esse costruite con materiali di progettazione spaziale. In

occasione delle Olimpiadi di Pechino 2008, la richiesta di partecipazione avanzata dall’atleta all’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera fu respinta in quanto si ritenne che egli avesse un vantaggio meccanico derivante dalle protesi del 30% rispetto agli altri partecipanti. Ma allora, dov’è il limite tollerato dallo sport rispetto alle innovazioni tecnologiche? In molti hanno osservato che i campioni usano ormai tecniche sempre più sofisticate e raffinate, come scarpe e accessori sempre più rispondenti alle varie esigenze. Un esempio, a questo proposito, è quello del discusso costume da nuoto di Federica Pellegrini, che ha generato accese polemiche non solo per le sue caratteristiche

altamente sofisticate, che garantiscono un attrito sull’acqua minimo, ma anche per il costo di certo non accessibile a tutti. L’onda della tecnologia, pertanto, si fa sentire sotto molte forme, in ambito sportivo: si va dai mezzi avanzatissimi di monitoraggio appena citati, a costumi da nuoto in microfibra che garantiscono maggiore velocità in acqua, a scarpette da corsa leggerissime. Il progresso è destinato a rivestire un ruolo di primaria importanza, migliorando sempre di più le prestazioni e garantendo performance straordinarie, ma rischiando di mettere a rischio le capacità umane e il loro compito fondamentale nell’attività agonistica. Melissa Cesarone Riccardo Martinotti



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