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Associazione di Volontariato I colori della Ceiba Via Cairoli 27, 55015 Montecarlo (Lucca) Telefono 380/1055971 - e-mail: icoloridelaceiba1@gmail.com Iscrizione Registro Regionale Decreto 34 del 9 maggio 2013 Prov. di Lucca C.F: 91044630464 Unicredit Viareggio Iban: IT43Z0200824805000102212126 Il fumetto A scuola in Perù è stato realizzato su iniziativa dell’Associazione di Volontariato “I colori della Ceiba”. In collaborazione con il Consolato del perù di Firenze, la provincia di Lucca, il CODEHICA, il MNNATSOP Ica, il Patrocinio del Comune di Pescia ed il contributo del Lions Club di Montecatini terme, Club de Leones di Ica Huacachina. Un grazie speciale è rivolto a Giulio Laurenzi, Filippo Frago, Marcello Mangiantini, Alejandro Cussianovich, Antonello Riccelli, Alessandro Ghionzoli, Vincenzo Sparagna e Maila Navarra. Traduzione dei testi nella versione spagnola:

Alejandro Cussianovich, Micol Dina Rosa Lovisolo

In collaborazione con

Con il patrocinio di

Riflessioni Socialcomix

di Vincenzo Sparagna

Direttore Il Nuovo Male e Frigidaire A scuola in perù - Storie di alunni coraggiosi - fumetto molto particolare, forse il primo che abbiamo fatto seguendo un progetto sociale e culturale che ci sovrasta è stato pubblicato come supplemento straordinario su Frigidaire. È stato infatti sollecitato e per certi versi anche realizzato in stretta collaborazione con l’amico Gabriele Forassiepi, Presidente dell’Associazione I colori della Ceiba (la Ceiba un albero sacro alle civiltà precolombiane). Lo scopo è quello di far conoscere e sostenere con l’arte e l’immagine gli sforzi delle organizzazioni che in Prerù sono impegnate a recuperare alla scuola i molti giovani che, per necessità familiari, sono costretti a lavorare in casa, nei campi, nei laboratori sin dalla più tenera età. La sceneggiatura è stata scritta da me sulla base di testimonianze di ragazzi impegnati nello studio e nel lavoro allo stesso tempo. Il fumetto è poi stato realizzato da Giulio Laurenzi, Marcello Mangiantini, Filippo Frago, ciascuno seguendo la propria visione ed il proprio gusto. Si passa così da colori squillanti del Lucano Laurenzi, che sembra isspirarsi ai meravigliosi patchwork tessili degli indios, alle asciutte rappresentazioni del siciliano Frago, le cui strisce sono minimaliste, quasi a mettere in primissimo piano i caratteri e la loro psicologia. A seguire nelle pagine conclusive, A scuola in Perù trova con linea chiara e morbida del toscano Mangiantini un suo impianto solidamente realistico, avventuroso e fantastico allo stesso tempo. Con lui il racconto diventa esplicitamente educativo, destinato agli alunni di una scuola di frontiera per i quali la verosimiglianza è essenziale e il dettaglio trasmette il fascino del luogo e la concretezza delle persone. Questa ultima parte ricorda le storie illustrate cinesi di epoca maoista, ma la parentela si ferma qui, poiché un simile stile è qui scelto e usato con piena consapevolezza e libertà. Per concludere credo sia dunque giusto definire a scuola in Perù un moderno Socialcomix, ovvero un fumetto che si pone al servizio del cambiamento del mondo. E lo fa anche rinunciando in apparenza alla pura fantasia, felicemente consapevole che non c’è invenzione più grande e bella di quella della vita di ogni giorno.


Un modo di comunicare di Alejandro Cussianovich

Docente Psicologia Università di Lima Fondatore Ifejant (Istituto Formazione ed Educazione giovani adolescenti bambini lavoratori) Fumettando il Perù con testimonianze, con colori e disegni, non è altro che un modo di comunicare producendo sensazioni, rivelando identità e soggettività che si stanno formando. Il disegno come linguaggio è fare cose e costruire mondi attraverso le parole e le linee. In realtà ci sarebbero molti Perù da disegnare, perché siamo un paese multiculturale e multilingue come complessa e variegata è la mappa delle bambini lavoratori irriducibile a una sola visione etnocentrica. I bellissimi disegni, che illustrano le storie reali e quotidiane, parlano da soli, illuminano di nuova luce e danno sonorità a ciò che le parole trovano difficoltà a trasmettere ed essere capite. A dire il vero, Fumettando il Perù ci riporta al dinamismo di vite cariche di speranza che emancipa l’immaginazione e incoraggia l’esperienza di essere membri attivi di una comunità familiare, scolare e sociale in armonia con tutte le generazioni e con l’ambiente circostante, le piante, gli animali ed i fiori colorati. Continuiamo tutti disegnando il mondo perché la nostra solidarietà si avvererà.

In Perù come a Barbiana di Alessandro Ghionzoli

Presidente Associazione Partecipazione e Sviluppo Quanto dista il Perù dall’Italia? 10863 km direbbero gli scolari che Giulio e colleghi hanno disegnato per Gabriele e gli amici de “I colori della Ceiba”…. Eh sì, la distanza è grandissima, quasi impensabile…. ma il tratto dei disegni, quei volti un po’ scavati e provati dalle fatiche di una vita tutt’altra cosa rispetto a quella dei nostri bambini, quei colori così accesi e accattivanti, ci fanno sentire la storia del professor Macario e dei suoi alunni vicina, più vicina di quanto si creda…. Sì, ecco, ora vedo meglio…. non credo che ci sia molta differenza fra quei bambini peruviani e gli alunni della scuola popolare di Barbiana, quella animata da don Lorenzo Milani, in quel del Mugello di qualche decennio fa…. Storie di sofferenza e di fatica con bambini che devono (in Perù) e dovevano (a Barbiana) percorrere chilometri e chilometri per poi riposarsi un po’, seduti ai banchi, nelle loro aule… E mi vengono a mente le mie svogliatezze di adolescente, quando marinavo la scuola per giocare a biliardino e fuggire dalla fatica e dal peso di sentire quella scuola quasi inutile perché non mi insegnava né a pensare, né a volare, né a vivere…. Chissà come la vedono i bambini peruviani… forse proprio come l’hanno vista i ragazzi di Barbiana: una opportunità per fuggire dalla miseria, un modo, forse l’unico, di essere e sentirsi finalmente considerati…. Non erano in me l’amore per la conoscenza e la consapevolezza, unici antidoti alla solitudine dell’ignoranza e all’indifferenza…. Adesso, guardando a ritroso, scopro, anche attraverso i disegni di Giulio & c., che la scuola, oltre che a lavorare, se non insegna anche a vivere, non serve proprio a niente….

Fumettando il Perù di Gabriele Forassiepi

Presidente Associazione I colori della Ceiba Dedicato a tutti coloro che lottano quotidianamente per rivendicare i loro diritti negati in questa società sempre più folle e malata, al fine di poter raggiungere una vita più dignitosa ed un futuro migliore per loro, per i loro fratelli, per i loro figli ed i figli dei loro figli. Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla. Martin Luther King La vita reale, quotidiana di molti moltissimi bambini, lontani dalla nostra realtà, dal nostro pensiero, raccontata attraverso straor-


dinari disegni, ci fa capire la loro situazione, avvicinare a loro, ci fa sentire insieme a loro, ai loro problemi, ai loro sogni, alle loro battaglie per raggiungere un futuro migliore. Una realtà sconosciuta fatta di piccoli volti che esprimono in ogni momento, in ogni piccolo gesto la voglia di raggiungere, nonostante gli enormi sacrifici, un obbiettivo nobile ……il diritto di esistere, il diritto di vivere una vita dignitosa, di poter veder concretizzati i valori che portano dentro di se, la famiglia, il lavoro, la vita sociale. Il progetto fumettando il Perù nato dalla condivisione di un pensiero di sostenere, appoggiare coraggiosi ragazzi nella loro lotta quotidiana a dei diritti negati, con eccellenti Artisti del panorama fumettistico italiano e di uno straordinario sceneggiatore, vede oggi nella sua finalità un ulteriore risvolto, una lezione unica di vita, il riportare all’interno della nostra realtà valori perduti nel tempo, la famiglia, il lavoro e l’aggregazione sociale, come cardini per un mutamento sempre più necessario anche nella nostra realtà sempre più divisa, sempre più stratificata, sempre più chiusa in se stessa. Che questo progetto sia il punto di partenza per ridisegnare un mondo a portata più umana per tutti, che sia il punto di partenza per dare nuovi strumenti ai nostri giovani per costruire un futuro migliore, quel futuro migliore che in qualche modo noi non siamo stati in grado di dare loro fino ad oggi. Continuiamo tutti insieme a disegnare e dipingere quel mondo che sogniamo essere migliore, continuiamo a colorare con i nostri pensieri questo mondo che in molte sue parti è sempre più in bianco e nero, continuiamo a credere in questi straordinari ragazzi, perché saranno quel cambiamento che abbiamo sempre sognato e portiamo dentro di noi.

Contro l’oscurantismo di Antonello Riccelli

Giornalista Granducato TV La sacrosanta battaglia, civile e culturale, per il diritto all’istruzione va rilanciata con forza da tutto il mondo occidentale contro l’oscurantismo, il pregiudizio, l’indifferenza. Ce lo ricordano le vicende di Malaia, la giovane pakistana premio Nobel per la pace, e quella recente dell’egiziana Mariam, punita ingiustamente ed esclusa senza ragione da un concorso per l’università. E facciamo bene a non sottovalutare anche la portata di tante altre storie più piccole e più vicine a noi, segno comunque che il principio della “scuola per tutti” non è ancora del tutto compreso e attuato. L’esperienza dei “ragazzi lavoratori” del Perù può dunque apparirci contraddittoria e discutibile. Da un lato infatti si intravede la piaga del lavoro minorile, dall’altro si legittima una frequenza solamente part-time tra i banchi. Nel documentarmi su questo fenomeno, però, mi sono reso conto meglio del contesto in cui si inserisce questa situazione. La realtà in Perù infatti è quella che si descrive nel fumetto: il lavoro dei figli, in qualche caso giovanissimi, diventa una necessaria fonte di sostentamento per le famiglie e ad esso non si può rinunciare, e comunque nessuno lo fa. L’alternativa allora diventa quella di “mitigarne” gli effetti sulla crescita e sulla formazione, insomma di ridurne la pervasività e far sì che al lavoro si affianchi l’istruzione, in una formula flessibile, che si adatta alle diverse esigenze e che certo non è ancora esaustiva, né pienamente giusta. Se a questo si aggiunge anche la ritrovata auto-consapevolezza dei diritti dei minori possiamo dire che almeno un passo in avanti è stato fatto, anche grazie ad associazioni come “i Colori della Celba”. Merita un apprezzamento, dal mio punto di vista, anche il tipo di comunicazione scelto per parlare di questo tema, così complesso. Dare vivacità e freschezza a questi argomenti, ricorrendo per esempio all’arte del fumetto, è un modo originale ed efficace per far riflettere tutti. Raggiunge gli adulti, e li fa discutere, ma aiuta anche i nostri giovani a capire la fortuna di poter solo studiare, senza avere altri impegni e senza la responsabilità di mantenere fratelli e genitori. È una conquista di civiltà, che da qualche parte non c’è ancora e in altri luoghi viene addirittura rimessa in discussione.

Con il contributo di

Ica - Huacachina

Montecatini Terme


La Sceneggiatura Il fumetto che avete appena letto è stato il punto di arrivo di un percorso creativo complesso e affascinante, percorso che ha visto nella sceneggiatura di uno dei grandi protagonisti del giornalismo e della satira italiana, Vincenzo Sparagna, la perfetta base di partenza per raccontare una storia difficile, solo apparentemente minimalista. Succede sempre così nel fumetto: l’idea precede la stesura dei testi sotto forma di racconto breve, il soggetto, per poi trasformarsi ancora in una descrizione analitica di quello che avviene tavola per tavola, vignetta per vignetta, la sceneggiatura appunto. Sta poi al disegnatore, o come in questo caso ai disegnatori, interpretare parole, emozioni e suggestioni, ognuno con il proprio tratto. L’idea di inserire la sceneggiatura completa dopo il fumetto crediamo possa servire a ricostruire a ritroso questo affascinante itinerario creativo, per comprenderlo e, magari, suggerire una strada nuova da seguire, utile a far viaggiare le proprie storie. Ci resta l’auspicio che l’unico cammino lavorativo che i bambini di tutto il mondo si troveranno a compiere in futuro possa essere ovunque lontano da scenari di sopravvivenza, ricco solo di studio e disegno. Una penna e una matita per rendere migliore il nostro, ma soprattutto il loro futuro. Giulio Laurenzi


Tavola 1 Quadro 1 - Un panorama della sierra peruviana. In mezzo alle montagne piccoli villaggi e rare casupole sparse nella selva. Didascalia: “Nella sierra peruviana, in piccoli villaggi lontani l’uno dall’altro e dalle città, vivono famiglie di contadini, i cui bambini lavorano nei campi e fanno fatica a frequentare la scuola” Quadro 2 – È l’alba, sulla soglia di una casupola la mamma di Antuane con le tradizionali gonne fiorate e il cappello in testa sta trasportando un secchio d’acqua, mentre suo marito la cui testa è coperta dal berretto di lana porta sotto il braccio la legna per accendere il fuoco. Marito: “Bisogna svegliare Antuane, altrimenti arriverà tardi a scuola. Mamma: “Antuane!” Quadro 3 – L’interno della cucina di casa. Il fuoco è acceso. Intorno a una piccola tavola è seduta Antuane (10 anni), con i suoi cinque fratelli. Il più piccolo in braccio alla mamma. Primo fratello: “Ancora un po’ di latte mamma” Antuane: “Io ho finito, mi vado a preparare” Quadro 4 - Antuane cammina su un sentiero scosceso portando sulle spalle una piccola cartella di libri. In lontananza si vede Juan Carlos, un robusto ragazzo di 15 anni, che sta correndo per raggiungerla. Juan Carlos: “Ehi Antuane, aspettami, facciamo la strada insieme!” Antuane: “Ciao Juan Carlos, ma sbrigati abbiamo ancora più di mezz’ora di cammino” Quadro 5 – I due ragazzi camminano fianco a fianco scendendo sul sentiero verso la valle. Juan Carlos: “Ho portato il mio flauto. Più tardi voglio suonarti qualcosa” Antuane: “Speriamo che non piova”

Tavola 2 Quadro 1 - Sempre i due che camminano in un paesaggio ancora diverso, tra rocce e alberi. Juan Carlos: “Come va a casa tua?” Antuane: “Ieri abbiamo raccolto i pomodori e un gran fascio di asparagi” Quadro 2 - Juan Carlos in primo piano, parla ispirato. Juan Carlos: “A me piace cucire. Ho imparato da mamma” Quadro 3 - Antuane lo guarda ammirata. Antuane: “Che vuoi fare da grande, il sarto?” Quadro 4 - I due ragazzi, sempre camminando. Juan Carlos: “Sì, mi piacerebbe. Magari potrei inventare dei vestiti bellissimi” Antuane: “A me piace la matematica” Quadro 5 - Ancora i due ragazzi, sempre con uno scorcio diverso di paesaggio. Juan Carlos: “Intanto però mi tocca sbucciare le patate e raccogliere ferro vecchio” Antuane: “Non ti lamentare”.


Tavola 3 Quadro 1 - I due ragazzi stanno traversando un altipiano. In lontananza nella steppa semiarida si vedono pascolare dei lama e degli alpaca. Juan Carlos: “Non mi lamento. E poi mi fa piacere aiutare i miei fratellini più piccoli. Un giorno cucirò dei vestiti su misura a tutta la famiglia” Antuane: “Sai fare anche le gonne per le ragazze?” Quadro 2 – Juan Carlos in primo piano. Juan Carlos:: “Certo, le vostre gonne colorate sono una meraviglia!” Quadro 3 – Antuane si rassetta la gonna, che è scura, coperta da un grembiule. Antuane: “Mi piacerebbe avere una gonna colorata tutta mia” Quadro 4 – I due camminando, mentre i lama e gli alpaca sono più vicini. Juan Carlos: “Un giorno te ne farò una, ma devo trovare la stoffa giusta” Antuane: “Fantastico!” Quadro 5 – I due passano vicino ai lama. Dietro gli animali compare David, un bambino pastore di dodici anni. David: “Ehi voi due, dove andate così di fretta?”

Tavola 4 Quadro 1 - Juan Carlos, Antuane e David accanto ai lama e agli alpaca. Antuane: “Stiamo andando a scuola. Tu non ci vai?” Quadro 2 – David accanto ai suoi animali. David: “No, io devo badare ai miei amici animali” Quadro 3 – Juan Carlos in primo piano. Juan Carlos: Qualche anno fa anche io non riuscivo ad andarci. Poi mamma ha conosciuto quelli della Commissione dei diritti umani di Ica e con il loro aiuto e un insegnante di supporto sto recuperando. Ora ci vado spesso anche di pomeriggio”. Quadro 4 – Antuane in primo piano. Antuane: “Anche io certi giorni ci vado di pomeriggio, c’è il professor Macario che mi aiuta” Quadro 5 – David con gli animali. David: “La scuola è bella, io ci vado solo tre volte a settimana, ma capisco pure la lingua dei lama”

Tavola 5 Quadro 1 - Juan Carlos e Antuane guardano David sbalorditi.


Antuane: “Ma mica parlano i lama!” Juan Carlos: “Non raccontare fesserie” Quadro 2 – David accanto a un lama con gli “orecchini” a pompon rossi e blu David: Guardate questa è Yasha*. Lei non ama l’acqua gassata. Beve solo quella delle sorgenti. *Yasha in quechua Ilasha, che vuol dire lento, paffuto. Quadro 3 - Juan Carlos e Antuane carezzano Yasha, che è accanto a David Juan Carlos: “E tu come fai a saperlo?” David: “Me lo ha detto lei. Si fa capire benissimo. Una volta che mi avevano regalato una bottiglietta di acqua gassata l’ha rifiutata e ha protestato. Quadro 4 - Yasha in primo piano, con i ragazzi intorno Antuane: “Come ha protestato?” David: “Lei parla in un modo stranissimo, un po’ gridando. Anche gli altri 28 lama parlano. Quadro 5 – I tre ragazzi seduti accanto ai lama. Juan Carlos: “Ora mi ricordo di una leggenda antica, che ha raccontato il mio professore. Una volta un lama avvertì i pastori che stava arrivando il diluvio universale. Così si sono salvati. David: “Vedi? Che vi dicevo?”

Tavola 6 Quadro 1 - Antuane in primo piano Antuane: “Sono tutti tuoi questi lama?” Quadro 2 – David in primo piano David: “Sono della mia famiglia. Io sono il più piccolo di cinque fratelli. Ai lama badiamo io e mia sorella, che è un po’ più grande di me. Un giorno io e uno lei. Perciò vado a scuola solo tre giorni” Quadro 3 – Juan Carlos e Antuane si alzano per avviarsi verso la scuola, David resta seduto. Juan Carlos: “Ma tu come fai a farti capire dai lama?” David:“Li chiamo per nome, o per soprannome. Li conosco uno per uno” Quadro 4 – Juan Carlos e Antuane di nuovo in cammino verso la scuola. Antuane: “Ma tu ci credi che i lama parlano?” Juan Carlos: “Magari a loro modo. Certo non in spagnolo!”

Tavola 7 Quadro 1 - Juan Carlos e Antuane arrivano alla periferia di una piccola città. Casupole basse. Cortili con qualche gallina. Antuane: “Siamo quasi arrivati. Che ore saranno?” Juan Carlos: “Non lo so, ma dal sole direi che le sette sono passate”


Quadro 2 – I due ragazzi vicino a una staccionata. Dietro c’è una ragazzina tredicenne che sta portando un secchio d’acqua. Intorno a lei un gruppo di bimbi più piccoli. Juan Carlos: “Ehi tu, sai che ore sono?” La ragazzina: “No, ora chiedo alla mamma. Aspettate qui” Quadro 3 – Sempre i due ragazzi davanti alla staccionata. La ragazzina torna correndo. Ragazzina: “Mamma dice che sono le sette e dieci. Che c’è avete fretta?” Quadro 4 – Antuane in primo piano. Antuane: “No, la scuola comincia solo alle otto meno un quarto. Tu non ci vai?” Ragazzina: “Non posso, devo badare ai fratellini” Quadro 5 – Juan Carlos sorride alla ragazzina che gli ricambia il sorriso. Juan Carlos: “Come ti chiami?” Ragazzina: “Mi chiamo Mary”

Tavola 8 Quadro 1 - Juan Carlos appoggiato alla staccionata guarda Mary. Juan Carlos: “Bel nome. E che vuoi fare da grande?” Mary: “Seguo un corso che mi ha proposto una del Movimento dei Bambini e Adolescenti Lavoratori. Vorrei aprire un negozio” Quadro 2 – Sempre Juan Carlos e Mary, con Antuane che osserva. Juan Carlos: “Per vendere cosa?” Mary: “Per ora sto imparando a fare le torte, le gelatine, un sacco di cose” Quadro 3 – Antuane interviene vivacemente. Antuane: “Metterai su una pasticceria?” Quadro 4 – Mary sorridendo Mary: “Mi piacerebbe. A proposito volete assaggiare un pezzo di torta?” Quadro 5 – I ragazzi in coro entusiasti Juan Carlos e Antuane: “Sì, sì!”

Tavola 9 Quadro 1 - Juan Carlos e Antuane restano ad aspettare, mentre Mary va in casa.. Juan Carlos: “Simpatica vero?” Antuane: “Sì, davvero” Quadro 2 – Mary torna con un pioatto su cui ci sono due pezzetti di torta. Mary: “Eccola. Ditemi se vi piace”


Quadro 3 – I due ragazzi assaggiano ciascuno un pezzo di dolce Juan Carlos: “Uhmm, buonissima” Antuane: “È la migliore mazamorra morada* che ho mangiato” *Mazamorra morada: dolce a base di mais rosso scuro spolverato di cannella. Quadro 4 – I ragazzi salutano Mary. Juan Carlos: “Ci rivedremo” Antuane: “Alla prossima torta”

Tavola 10 Quadro 1 - Juan Carlos e Antuane davanti alla scuola. Altri ragazzi e ragazze. Juan Carlos: “È ora di entrare” Antuane: “Già, ma aspettiamo la campanella, manca poco” Quadro 2 - Sempre Juan Carlos e Antuane davanti alla scuola. Si avvicina un altro ragazzo sui tredici anni. Juan Carlos: “Ciao Pedro” Antuane: “Beh, io vado” Quadro 3 – I tre ragazzi e la scuola. Juan Carlos: “Aspetta, ti presento Pedro. Petro questa è Antuane, una mia amica” Pedro: “Piacere, sei della scuola?” Antuane: “Sì, oggi ho lezione di matematica” Quadro 4 – Ancora i tre ragazzi e la scuola, mentre tutti s’affrettano a entrare Antuane: “Io vado, ciao. Ci vediamo un’altra volta” Juan Carlos: “Ciao, ora entriamo anche noi” Quadro 5 – I due ragazzi e la scuola, mentre Antuane s’allontana. Pedro: “Brava la niña” Juan Carlos: “Puoi dirlo forte”

Tavola 11 Quadro 1 - In classe, una ventina di ragazzi e ragazze. Sulla parete una mappa dell’America del Sud, dei disegni infantili e una lavagna. In piedi una giovane professoressa. Professoressa: “Oggi abbiamo parlato della storia del Perù. Conoscere la nostra storia è importante quanto conoscere la matematica e la scienza. Ci serve a sapere da dove veniamo e come possiamo migliorare la vita nella nostra società. Un ottimo esempio è proprio il Movimento dei Bambini e Adolescenti Lavoratori (MNNATSOP) che ha dato vita al Programma per l’infanzia e l’adolescenza (INNA) della Commissione dei Diritti Umani di Ica (CODEHICA), grazie al quale tutti voi state studiando. Questo programma è il frutto delle lotte per la democrazia che sono costate tanti sacrifici alla generazione dei vostri genitori. Un popolo è libero solo quando conosce la sua storia. Non dimenticatelo mai.” Sceneggiatura di: Vincenzo Sparagna


“... credo sia dunque giusto definire A scuola in Perù un moderno e lucido socialcomix, ovvero un fumetto che si pone al servizio del cambiamento del mondo.” Vincenzo Sparagna

“... che sia il punto di partenza per dare nuovi strumenti ai nostri giovani per costruire un futuro migliore, quel futuro migliore che in qualche modo noi non siamo stati in grado di dare loro fino ad oggi.” Gabriele Forassiepi

“... I bellissimi disegni, che illustrano le storie reali e quotidiane, parlano da soli, illuminano di nuova luce e danno sonorità a ciò che le parole trovano difficoltà a trasmettere ed essere capite.” Alejandro Cussianovich

“... Adesso, guardando a ritroso, scopro, anche attraverso i disegni di Giulio & c., che la scuola, oltre che a lavorare, se non insegna anche a vivere, non serve proprio a niente.” Alessandro Ghionzoli

“... Se a questo si aggiunge anche la ritrovata auto-consapevolezza dei diritti dei minori possiamo dire che almeno un passo in avanti è stato fatto, anche grazie ad associazioni come “i Colori della Celba”. Antonello Riccelli

A scuola in Perù  

Il fumetto A scuola in Perù è stato realizzato su iniziativa dell’Associazione di Volontariato “I colori della Ceiba”. In collaborazione con...

A scuola in Perù  

Il fumetto A scuola in Perù è stato realizzato su iniziativa dell’Associazione di Volontariato “I colori della Ceiba”. In collaborazione con...

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