Page 1

flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.30 Pagina 1

DISTRIBUZIONE GRATUITA

Tiratuta - 5000 copie

HOTEL SELVA CANDIDA

HOTEL SELVA CANDIDA

Il posto giusto per i vostri incontri.

Il posto giusto per i vostri incontri.

Roma

Via di Selva Candida, 200 00166 Roma Tel. +39 06 6157211

Roma

Periodico del Comitato di Quartiere Nuove Alleanze Roma Nord-Ovest CASALOTTI - SELVA CANDIDA

Anno XXI • N.4 - Settembre/Ottobre 2011 - www.ilpungolo.org - comit.narno@tiscali.it

Cambio di direzione di ENRICO SARZANINI

Q

uando mi si è prospettata la possibilità di dirigere “Il Pungolo” non ho esitato nemmeno per un attimo ad accettare. Adoro le sfide. Questa è l’ennesima nella quale dedicherò anima e corpo. Mi preme subito ringraziare il mio predecessore, Gianluca Calcinari, che per 14 lunghissimi anni ha diretto il giornale con passione e dedizione. Come avrete potuto notare il quotidiano si è rinnovato, soprattutto nella veste grafica. L’obiettivo è di realizzare uno strumento sempre più ricco e di facile lettura, ma soprattutto totalmente al servizio di voi cittadini. Vogliamo che “Il Pungolo” diventi sempre di più un vostro punto di riferimento. Siamo e saremo sempre la vostra voce, la voce di chi ha qualcosa da raccontarci. Il nostro intento non è quello di fare controinformazione, di andare contro a priori, di portare avanti battaglie per uno o l’altro schieramento politico. La nostra sarà un informazione “libera”. Siamo e resteremo sempre la vostra voce, un concetto che non mi stancherò mai di ribadire. Vogliamo fotografare la realtà dei nostri quartieri nella maniera più imparziale possibile. Su una cosa, però, potete stare certi: siamo dalla vostra parte, dalla parte dei cittadini. Vogliamo informarvi sulle politiche che Vi riguardano, tenendo sempre vigile l’attenzione sull’operato delle Istituzioni e sulle problematiche, trascurate dalla stampa nazionale, dei nostri quartieri. Per fare questo però abbiamo bisogno di Voi, delle vostre segnalazioni. Il nuovo portale www.ilpungolo.org ha anche lo scopo di favorire questa interazione. Stiamo attraversando un periodo di grande crisi. Non solo economica. E’ per questo motivo che mai come oggi dobbiamo essere tutti uniti per dare peso alla nostra voce, vivere un presente dignitoso e dare un futuro migliore alle nuove generazioni. La gratuità che da sempre ci contraddistingue sarà sempre la nostra garanzia di sincerità. Buona lettura.

“In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica” M.K. Ghandi

Via di Selva Candida, 200 00166 Roma Tel. +39 06 6157211

Rallentano le procedure per l’acquisizione al patrimonio comunale dopo l’approvazione del cosiddetto “piano casa”

ACQUISIZIONE

NessuNa

I cittadini, stufi del solito alibi della mancanza di fondi, iniziano a valutare soluzioni alternative

A

quattro anni dal primo stanziamento di fondi, l’acquisizione del parco della Cellulosa non vede ancora la luce. C’è la volontà delle parti a contrarre, ci sono i soldi per acquisire e c’è sempre più il bisogno di un polmone verde che ci ricordi che in questo spicchio di Roma non esistono solo palazzine e supermercati. Eppure nulla si muove. Secondo il parere dei membri del Comitato Promotore del Parco e del legale rappresentate dell’ENCC, il mancato rinnovo del comodato d’uso gratuito,

Dipartimento XII LL.PP e Manutenzione Urbana Assessore: On. Fabrizio Ghera Direttore del Dip.to XII: Ing. Enrico Eliseo Direttore della IV U.O.: Ing. Roberto Massaccesi

COSTRUZIONE DI UNA SCUOLA ELEMENTARE DI 15 AULE VIA DELLA RISERVA GRANDE - P.Z. B16 TER “SELVA NERA” - MUNICIPIO XIX

scaduto il 30 giugno scorso, stava a dimostrazione del fatto che l’acquisizione era vicina. Il 12 settembre, però, il comodato d’uso è stato rinnovato. Attendere una prodigiosa risoluzione darebbe unicamente l’opportunità ad una delle tante società edili di trasformare il nostro parco in una distesa di cemento, sopratutto ora che la legge 167 sull’edilizia agevolata ed il nuovo “piano casa” aleggiano sul suo destino. E’ arrivato il momento di attivarsi veramente. CANTARELLA alle pagg. 8 e 9

?

Che FINe ha FaTTO La sCuOLa eLeMeNTaRe

La costruzione di una scuola elementare di 15 aule, approvata con Deliberazione Giunta comunale n. 4569 del 24/10/1997 e finanziata per la bellezza di 4.875.434,92 € complessivi, non è ancora iniziata. La consegna dei lavori era prevista per il 4 febbraio 2009 ed il quartiere, sprovvisto dei servizi essenziali ma saturo di cemento, somiglia sempre di più ad un dormitorio. DE SANTIS a pag 4

IL NuOVO seMaFORO DeLLa VIa BOCCea Deliberazione approvazione progetto definitivo: Deliberazione Giunta comunale n. 4569 del 24/10/1997 Importo netto dei lavori:

€ 4.633.384,81

Oneri per la sicurezza:

Consegna lavori: Ultimazione lavori:

242.050,11

4 febbraio 2009 364 gg.

Informazioni Dipartimento XII - IV U.O. - Via Luigi Petroselli 45 - 00186 ROMA - Tel. 0667103505

In alto a destra: Il casale del Parco della cellulosa. Qui sopra: una fedele riproduzione del cartello affisso sul terreno destinato alla scuola elementare.

D

a poco più di due mesi è attivo sulla Via Boccea un nuovo semaforo, collocato fra l’incrocio di Via della Cellulosa, Via di Santa Gemma e la stessa Via Boccea. La sensazione è quella di una spesa senza alcuna logica, considerata sia l’alternativa della rotatoria, sia la scelta delle alternanze del verde. LANDONIO a pag 6

IL PRIMO RaDuNO INTeRNaZIONaLe a ROMa DeL VesPaCLuB

Q

uasi 800 Vespe Piaggio radunate tutte nel nostro quartiere grazie ad una grande e riuscita manifestazione organizzata da “Tempo di Moto Vespa Club” di Casalotti. Tre giorni caratterizzati da un fortissimo orgoglio nazionale. RASO a pag 19


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.30 Pagina 2


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.31 Pagina 3

3

L’INTERVISTA OCCHIO SUL QUARTIERE

I RaGaZZI DeLLa di SIMONE GUIDA Da poco più di un anno, un gruppo di ragazzi coraggiosi, si è avventurato nel mondo delle web-radio, ultima frontiera delle trasmissioni radiofoniche. Abbiamo deciso di intervistarli per capire più da vicino questo mondo.

l’inizio siamo nati per scherzo, anche se poi lo scherzo pian piano c’ha coinvolto e c’ha fatto seguire questa strada. Comunque i costi sono più bassi di una radio in FM.

Perché GMI radio?

G: La SIAE, ci vede come futuro e come una risorsa, in quanto, anche se siamo presenti solo sul web, paghiamo un abbonamento annuo che tutela noi e gli autori, che mandiamo nelle nostre trasmissioni e poi perché le piattaforme FM sono sature, mentre le radio web, stanno crescendo sempre più, in ogni famiglia c’è un collegamento internet e si arriverà ad avere internet, anche in macchina…

GIANNI: Perché Gianni… MASSIMO: Massimo… IVANO: Ivano… Com’è nata l’idea della radio? I: Diciamo innanzitutto che noi siamo amanti della radio, noi ascoltiamo la radio moltissimo durante il giorno, la cosiddetta talk radio, una sera eravamo in pizzeria noi tre, li guardo e faccio: -Ragazzi perché non apriamo una radio?- . E così per scherzo è nat la GMI radio. E con i nostri sforzi siamo riusciti a creare dal nulla una radio web. Perché internet come mezzo di trasmissione? M: Questo era l’unico modo per iniziare, perchè i costi per le FM erano esorbitanti, in più le frequenze sulla piattaforma di Roma e zone limitrofe erano ormai sature, quindi l’unica alternativa per iniziare il nostro esperimento era il discorso web, che poi ci ha portato a coprire non solo Roma, ma tutto il mondo, così abbiamo persone che ci ascoltano anche dall’estero e alla fine è risultata la scelta corretta. Quanto costa aprire una web radio, a differenza magari, di una a diffusione standard? G: I costi effettivamente, rispetto ad una radio in FM, sono notevolmente più bassi, perché non ci ha imposto l’acquisto di una frequenza. Per noi sono stati costi comunque alti, proprio perché al

Come vi vede la SIAE?

I: Già ci sono le autoradio predisposte per il collegamento ad internet, quindi diciamo, che anche i maggiori network italiani si stanno spostando sul web. Quante ore dedicate alla programmazione in diretta, ogni settimana? I: Facciamo un programma parlato ogni sera, il cosiddetto talk radio. Abbiamo cinque programmi in tutta la settimana e durante il giorno mandiamo musica, quindi abbiamo una programmazione sia musicale che parlata. Qual è il p r o gramma più seguito? I: Diciamo che tutti i nostri programmi hanno un ottimo riscontro, però, citerei il primo in assoluto che è un programma sportivo, si chiama “DUE TESTE NEL PALLONE” ed è condotto da me e Massimiliano Zucca. G: Ogni programma ha un proprio brand e un proprio pubblico dedicato che alla fine, sa che ogni serata è dedicata ad un determi-

nato argomento.

spazio specifico dedicato al terri

Che possibilità hanno gli ascoltatori di interagire con voi, durante la programmazione?

torio, anche se la radio web non è limitata solo al quartiere. Vorremmo comunque dedicare uno spazio al quartiere dove operiamo, stiamo cercando di crearlo e chissà se magari con voi del Pungolo riusciremo ad organizzare qualcosa che ci permetta anche di darvi una mano!

M: C’è il discorso telefonico, come tutte le radio, ma quello che sta andando molto è il discorso chat, perché lì abbiamo riscontrato la possibilità di interagire direttamente con più persone insieme, quindi è risultata il miglior mezzo di comunicazione.

Quali sono i vostri progetti futuri?

UN NUOVO ISOLATO

C’è un nuovo isolato compreso tra via della Riserva Grande, Via Rezzato, Via Garlasco e Via Taleggio. Poco tempo fa vi pascolavano allegre le pecore su di un grande prato. Oggi del cemento dalla forma ignobile ne ha preso il posto.

I: Si, vorremo ringraziare i nostri speaker, che sono: Rossana, Massimiliano Olimpia Zucca e Roberto “Bobo” Chessa.

M: Sicuramente, continuare con quello che abbiamo iniziato, perché ci divertiamo e il nostro scopo è far divertire anche gli altri, quindi finche riusciamo nel nostro intento continueremo, poi se da lì esce qualcosa in più ben venga.

Visto la mobilità della radio web, avete mai fatto trasmissioni anche fuori sede?

I: Anche perché chi ascolta, recepisce questa voglia di divertirci e quindi si diverte anche lui …

G: Si!!! Proprio la mobilità della radio web, ci ha dato la possibilità di partecipare a eventi organizzati fuori sede, siamo stati la radio ufficiale della manifestazione promossa dall’associazione “PROFUMI DELLA CALABRIA”, sia quest’ anno che nel 2010. Ed essere una radio web ce lo ha permesso più facilmente, rispetto a una radio FM.

G: Divertirsi, però, con serietà perché comunque cerchiamo di metterci passione, impegno e serietà! Quindi è divertimento però fatto in un certo modo.

G: Stiamo cercando di crescere.

ANCHE I MURI SI ARRAMPICANO

Avete uno spazio specifico dedicato al territorio?

In basso a sinistra il Logotipo della GMI Radio. In alto a destra i fondatori: Massimiliano Muraca, Giovanni Bonomo e Ivano Congestri. Per il Video dell’intervista:

La zona compresa tra Via Cogliate e Via Borgarello è al limite dell’implosione. Quando il quartiere era tutto abusivo era molto più vivibile. Ogni lembo di terra, con regolare licenza, come si vede è stato edificato, anche i lotti più impervi.

Avete anche altri collaboratori oltre a voi tre?

G: No. Purtroppo, questa è una pecca che siamo costretti ad ammettere. Vorremmo creare uno

I: Anche perché occupiamo tantissime ore della nostra vita privata per questa radio quindi ci da anche soddisfazione tutto questo.

www.ilpungolo.org


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.31 Pagina 4

4

&

SCUOLA       SANITA’

La sCuOLa eLeMeNTaRe DI Rimanendo nel mondo dei bambini vogliamo raccontarvi una storia. È una storia che riecheggia da tempo e narra di un quartiere in forte crescita. Come per ogni zona che cresce in poco tempo, chi amministra dovrebbe occuparsi di progettare strutture dedicate al cittadino che la abiterà, altrimenti la zona stessa rischia di trasformarsi in un dormitorio Quante volte abbiamo sentito parlare di “valorizzazione delle periferie”? Ecco, quella in questione non figura affatto come protagonista di questo appello. I veri protagonisti di sicuro sono tutti quei bambini che, insieme ai loro genitori trasformati in autisti, quando la mancanza della scuola si estende anche a quella dei pullman, giornalmente affrontano il disservizio e sono costretti ad alzate da esercito e ore di traffico. La soluzione più civile sarebbe quella di avere una scuola vicino casa, ma nel 2011 sembra ancora troppo presto. Negli ultimi anni però sono spuntate molte palazzine, alcune delle quali costruite con la sovvenzione della regione incentivando quindi l’acquisto di queste da giovani coppie (= future famiglie). Il progetto di un asilo nido comunale,

anch’esso con un’iter da storia infinita, viene presentato e dopo molto tempo finalmente inaugurato. Quello della scuola elementare, perchè è bene ricordare alle istituzioni che i bambini crescono anche, nonostante l’assegnazione del progetto e lo stanziamento di quasi 5 milioni di euro, non vede ancora luce. Il cartello presente sull’area, che avete potuto osservare in prima pagina, ci informa che la consegna dei lavori era prevista per il 4 febbraio 2009, ma ad oggi neanche una pietra è stata depositata. I rallentamenti dei lavori iniziano subito con il primo scavo, che ha riportato alla luce, come spesso accade nella città più bella del mondo, un pozzo molto antico di notevoli dimensioni e importanza. I lavori dunque si bloccano e si viene a sapere (attraverso una risposta inviata via fax dal Dipartimento S.I.M.U. III Unità Organizzativa ad Andrea Montanari un cittadino che aveva sollevato la questione) che la ditta appaltatrice è in attesa che l’iter procedurale di riavvio lavori sia concluso. L’iter prevede l’approvazione di un nuovo progetto, che salvaguardi l’area dove sono avvenuti i ritrovamenti, da parte della competente soprintendenza (approvazione avvenuta anche se non in via definitiva). Inoltre il progetto dovrà essere adeguato alle nuove norme sismiche ed energetiche. Questi adeguamenti comportano un aumento di spesa per l’opera che dovrà essere di nuovo approvata. Ma stranamente i fondi sono disponibili e la consegna viene nuovamente fissata in 24 Quì a sinistra: un ingrandimento del progetto della scuola elementare. In alto a destra: una foto dell’area dove sarebbe dovuta sorgere la scuola, la quale, nonostaste fosse stata scattata nel 2008, rappresenta ancora fedelmente lo stato di avanzamento lavori. (FOTO GOOGLE EARTH)

mesi dall’inizio dei lavori. A breve distanza dal fax della Soprintendenza ne arriva un altro, stavolta del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con tutte le informazioni necessarie: i lavori possono continuare ma a condizione che l’area oggetto del ritrovamento venga esclusa dal terreno edificabile e che ogni tipo di lavoro dovrà essere svolto sotto lo stretto controllo di un supervisore tecnico (archeologo) qualificato. Viene inoltre specificato che in caso di nuovi ritrovamenti bisognerà ricorrere ad

ulteriori accertamenti. Se le condizioni non verranno rispettate l’autorizzazione data sarà da considerarsi nulla. Possibile che anche dopo l’avallo del Ministero la costruzione di questa scuola elementare non sia ripresa? I cittadini hanno intanto provato a reagire con una raccolta firme sperando di riuscire a sensibilizzare l’amministrazione ed accelerare il processo, ma sembra ormai costume che quando si tratta del cittadino e del suo benessere i tempi siano lunghi. Speriamo non infiniti.


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.31 Pagina 5

5

IL BICChIeRe MeZZO PIeNO L’elsa morante ottiene la sua classe ed i suoi docenti, ma il municipio si perde in un bicchier d’acqua ha tentato di risolvere la situazione con i lo spazio necessario per accogliere i 18 bammezzi in suo possesso, proponendo ai geni- bini nelle strutture dell’Elsa Morante, adedistanza di quattro mesi dalla no- tori di trasferire i figli nella succursale Sant. guando un locale già esistente. I genitori si stra ultima pubblicazione sulla Andrea, ma afflitti dalla distanza che separa sono mossi in tutti i modi in nome dei propri scuola Elsa Morante, qualcosa è le loro abitazioni dall’istituto, hanno rifiu- figli, per convincere il Municipio a svolgere stato fatto. tato. In realtà sarebbe bastato poco per sbro- i lavori, ma dopo tante promesse, dei lavori Riassumiamo brevemente la situazione di gliare la matassa: con un piccolo intervento non ce n’è stata traccia. giugno 2011: la nota n.10572 del di muratura (si trattava di rimuovere un tra- Con poco avrebbe adempiuto tutte le richie06/04/2011 inviata dal Dirigente dell’Uffi- mezzo), il municipio avrebbe potuto creare ste degli insegnanti e dei genitori, dimomocio X (Ufficio Scostrando che nonostante la crisi economica la lastico Regionale – Giunta ha tutelato i loro diritti, ed impedito Provincia di Roma) ad ulteriori 18 automobili di riversarsi sulle prevedeva la decurstrade, già abbondantemente trafficate, per tazione di 4 docenti compiere un tragitto ancora più lungo. ordinari più l’elimiObbligati dagli eventi, sette di loro, hanno nazione dell’insedeciso di trasferire i propri figli ad istituti gnante madrelingua privati o pubblici, ubicati in altri quartieri di inglese, obblidella capitale. gando l’istituto alla I restanti undici sono stati distribuiti tra le cancellazione della classi a tempo pieno della succursale e quarta classe IV per dell’Elsa Morante. l’anno scolastico Non resta che augurarsi che, il prossimo 2011-2012. anno, quando il problema si ripresenterà, il I tagli al personale bicchiere sia pieno del tutto. sarebbero ricaduti Un’immagine della scuola Elsa Morante anche sul tempo durante i giorni della protesta estiva pieno, oggi sempre più indispensabile per quei genitori costretti a lavorare fino a pomeriggio inoltrato, creando innumerevoli problemi per recarsi al cancello di uscita al ciale di oltre 100.000 euro. di LUCA DI MARCO suono della campanella delle 13:30. Le indagini ora proseguiranno in entrambe Oltretutto, la scuola aveva palesato la neondizioni igieniche precarie, con- le direzioni, committenti ed acquirenti dello cessità di nuovo spazio per soddisfare, altenitori di vetro e barattoli metallici stabilimento, per appurare se fossero a comeno in parte, le numerose richieste di sporchi e contaminati da escre- noscenza della fatiscenza del complesso e iscrizione alla classe prima; con dei piccoli menti di volatili, con segni di ruggine od dei relativi prodotti. lavori ad un ambiente già esistente, la sievidenti rigonfiamenti, dovuti molto pro- Intanto c’è attesa per le analisi sul materiale tuazione sarebbe migliorata di molto. babilmente a proliferazioni batteriche. sequestrato, al fine di verificare con preciCon l’inizio del nuovo anno scolastico, Questo lo stato in cui avveniva la trasfor- sione le sostanze contaminanti e la loro reparte degli obbiettivi sono stati finalmente mazione dei pomodori in passate, concen- lativa pericolosità per l’uomo. raggiunti. trati, salse tipo ketchup, da destinare Non è certo il primo sequestro effettuato La quarta classe IV non è stata eliminata, prevalentemente ai mercati di Grecia, Ger- dai reparti antisofisticazione alimentare, e grazie al mantenimento di cinque docenti mania e Francia. non sarà purtroppo l’ultimo. messi alle strette lo scorso anno, che anzi Così i militari del Nas (Nucleo Si pensi ad esempio alla famosa sono aumentati di due unità. Antisofisticazione e Sanità), inmozzarella blu, o alla ricotta E già questa notizia, di questi tempi, non sospettiti dal viavai di produtrossa, o ancora al formaggio può che essere ben lieta. tori intorno all’azienda di grattugiato che diventa verde. Il punto in sospeso, però, riguarda ora il Pontinia, la Ima Latina (InduLa delegazione nella preparatempo pieno. strie Manifatturiere Alimentari zione di qualsiasi genere aliLe leggi italiane tutelano la salute dei bams.r.l.) e dalle condizioni di parmentare, unita alle logiche bini, obbligando gli istituti a garantire, in ticolare abbandono nelle quali economiche del massimo procapo ad ognuno di essi uno spazio di versa lo stabilimento, sono infitto, genera spesso questo ri1.81mq all’interno delle aule. tervenuti lo scorso settembre ed sultato. A conti fatti, 18 bambini che necessitavano hanno sequestrato l’intero comLa soluzione migliore, dove del tempo pieno sarebbero stati tagliati plesso. I prodotti sequestrati inpossibile, resta sempre l’autoUn’immagine dell’opera: fuori per colpa delle limitazioni di cui sofvece, pari a circa 100 tonnellate produzione, o in sostituzione la attolo di z uppa frivano le classi, già al completo. di passata ed altri lavorati, rap- “Bar conoscenza diretta del produtCampbe ll”, dell’artista Il dirigente scolastico, il Dott. Cannizzaro, presentano un valore commer- americano Andy Wharol. tore.

OCCHIO SUL QUARTIERE

di GABRIELE CANTARELLA

A

escrementi nella passata di pomodoro

GLI SCHELETRI DI VIA CASAL DEL MARMO Questi due ruderi, siti in via Casal del Marmo da tempo immemore, rappresentano un po’ il succo del piano casa e di cosa intendono le istituzioni, tutte, quando menzionano la parola “riqualificazione” prima di una riforma che preveda modifiche ai piani edilizi. Il diritto alla bellezza, anche nel paesaggio che ci circonda, è andato perduto da ormai troppo tempo perchè i cittadini lottino per difenderlo.

C

IL PONTICELLO DI VIA DELLA STORTA E’ possibile che il ponte di uno snodo fondamentale come quello noto in zona con il nome di “Dazietto”, sia in grado di lasciar passare solo un mezzo alla volta? E’ giusto far sapere che sono soliti passare di lì autobus e grandi camion, ed il suo adeguamento potrebbe giovare di molto il traffico locale, problema onnipresente nella nostra sovraffollata periferia. Si attende una risposta dalle istituzioni.


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.31 Pagina 6

6

&

URBANISTICA       VIABILITA’

IL NuOVO seMaFORO DeLLa di LUCIANO LANDONIO

I

ncrocio tra Via di Santa Gemma, Via Boccea e Via della Cellulosa. Prima dell’ultimo ferragosto si concludono i lavori di semaforizzazione del citato incrocio. “Finalmente”, dirà qualcuno, dopo una serie infinita di incidenti la pubblica amministrazione ha penasto bene di interrompere la serie collocando un semaforo sull’incrocio maledetto. Qualche altro cittadino, invece, ci ha fatto notare , con preoccupato disappunto, che quando questo semaforo diverrà attivo, specie nelle ore di punta, la fila sulla via Boccea arriverà sino al dazietto, su via della Storta. Le due correnti di pensiero sono legittime entrambi. Di sicuro però c’è che nella gestione dei passaggi, si è optato per i “verdi frontali”, ossia che chi attraversa la via Boc-

cea sia in direzione Casalotti, che in direzione Dazietto per intendersi e vuole immettersi su via della Cellulosa o su via di Santa Gemma, avrà sempre il sema-

foro verde. In pratica il problema che ha generato la semaforizzazione non è stato comunque risolto, sia che il traffico sia aumentato oppure no. In più il Comitato N.A.R.N.O. si è posto un interrogativo: “ma una mini-rotatoria, con rallentatori e attraversamenti pedonali rialzati, tecnicamente studiati dagli stessi esperti di viabilità della pubblica amministrazione, non avrebbe portato ad un risultato migliore?”. Oggi le mini o maxi rotatorie hanno sostituito buona parte dei semafori nei piccoli paesi e nelle grandi città del nord, ma, senza citare sempre il profondo nord, anche vicino Roma, come all’Aranova, il sistema delle minirotatorie ha sostituito la semaforizzazione.

Tale sistema ha il vantaggio duplice di evitare la continua manutenzione e di rallentare il traffico senza interromperlo. Non siamo in grado di quantificare i costi dell’uno (semaforo) o dell’altro intervento (rotatoria), ma di capire che se un Comune (pubblica amministrazione) decide di eliminare un semaforo e sostituirlo con una rotatoria lo faccia, sicuramente, per risparmiare più che per fare bella figura nei confronti dei suoi elettori. Come Comitato, almeno per gli amministratori territoriali, avremmo preferito dare il nostro contributo prima

dell’operazione, che dover sempre contestare dopo l’intervento. Se, poi, la sperimentazione dovesse rivelarsi del tutto negativa ed il semaforo dovesse restare solo lampeggiante, come quello di via di Riserva Grande, sarebbe palese lo sperpero di denaro pubblico e sarebbe corretto che qualcuno se ne assumesse la responsabilità tecnica ed amministrativa. Nella foto in alto il nuovo semaforo dell’incorcio fra le vie di Boccea, Casalotti e Santa Gemma. In basso la rotatoria a sostituzione della semaforizzazione in zona Aranova.

IN RITaRDO I LaVORI esTIVI di ALESSIO CARBONARA

S

eguendo, la prassi ormai consolidata che vede nel periodo estivo il concentrarsi dei cantieri più indigesti agli utenti, anche quest' anno l'Amministrazione Capitolina ha predispotto ad agosto un piano straordinario di manutenzione stradale, stanziando 65 milioni di € (di cui 45 per la grande viabilità ed i restanti da ripartire tra i Municipi), per un totale di oltre 100 km di nuovo asfalto. Anche se i programmi del Sindaco prevedevano la conclusione della maggior parte dei cantieri entro l'inizio dell'anno scolastico, alla data odierna (30/9), di 520 cantieri, ne risultano completati circa 70, con la previsione di chiudere i restanti entro ottobre. I principali investimenti sono stati previsti nel I Municipio (riqualificazione del "tridente" Via del Corso\Ripetta\Tritone, la nuova veste di piazza San Silvestro, ecc.), nelle zone interessate dagli scavi per le nuove

metropolitane e nel quadrante Tiburtina\ Nomentana, al centro delle opere per la nuova stazione dell' alta velocità. Venendo ai nostri quartieri, gli interventi di maggior rilievo hanno riguardato il rifacimento del tratto centrale della via Boccea, di via M. Battistini e di parte di via di Torrevecchia, l' installazione dell' impianto semaforico all' altezza dell'incrocio tra via Boccea e via della Cellulosa e la rimozione di alcune odiosi transennamenti a Palmarola e Mazzalupo, oltre al rifacimento della segnaletica orizzontale in tutto il quadrante, strade dissestate comprese. Di certo non sono queste le opere che daranno respiro alle nostre strade e molte altre mancano all'appello (una su tutte la nuova via Boccea che doveva avere il via proprio in questi mesi ma di cui al momento le penurie di bilancio lasciano tutto in sospeso!), ma almeno questi lavori rinfrescano la memoria del Capidoglio verso le periferie.


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.31 Pagina 7

7

iL soLito uso privato deLLa “Cosa pubbLiCa”? recinzione, cancelletto, gazebo e barbecue. Quando si dice: <<Qui comando io!>>

OCCHIO SUL QUARTIERE

G

irovagando per il territorio si incontra un po’ di tutto : cassonetti rotti o rovesciati, buche e voragini sulle strade, allagamenti di strade e ponticelli anche dove ci stanno le caditoie, marciapiedi (dove ci sono) invasi da erbacce, deiezioni di cani e cartelloni pubblicitari. Ma la vera spiacevole sorpresa è una recinzione (con tanto di rete metallica, pali di ferro e cancelletto di legno protetto da catena e lucchetto) di un’area pubblica, destinata a verde, a ridosso della pista ciclabile, del Piano di Zona B 16 di Via Gaverina. Sbirciando attraverso la rete metallica ed il telo ombreggiante, si nota che l’interno presenta anche un arredo e risulta quindi naturale pensare: “vuoi vedere che il Municipio ha dato in gestione a privati cittadini un ‘area verde pubblica per renderla protetta, pulita e aperta all’uso comune ?” Accordi “PUBBLICO-PRIVATO” per la manutenzione e la gestione di alcune aree verdi, molto spesso abbandonate al degrado ed al rischio sicurezza, non sono sempre una cattiva idea. A condizione che tale area non si trasformi in esclusivo uso privatistico e di interesse personale. Non è ancora noto con certezza se esiste un accordo pubblico per l’uso dell’area. Lo abbiamo chiesto con lettera protocollo n.54463

del 3 ottobre 2011, di cui alleghiamo copia (visibile a pagina 22) e prossimamente allegheremo l’eventuale risposta. Si sa però con certezza che quell’area, come si evince dalla planimetria (qui sotto) con il cerchio rosso, appartiene al perimetro di un Piano di Zona denominato B 16, i cui confini (in prossimità del cerchio rosso) sono a contatto con un’altra area pubblica denominata “tenuta di MAZZALUPETTO”. Se non vi sono accordi scritti e concordati tra privato e pubblica amministrazione, quella dovrà essere considerata una appropriazione indebita di area pubblica, in parole povere un abuso. E, se così fosse, ci sembra assurdo che le autorità pubbliche di un Municipio non siano intervenute per far ripristinare lo stato dei luoghi. Se, invece, gli accordi dovessero esistere, chiediamo, come Comitato di Quartiere del territorio, che vengano resi pubblici, in modo da garantire la trasparenza dell’uso di aree destinate a verde pubblico. Le eventuali “furbate” del singolo cittadino o gli “inciuci” tra pubblico Dalla prima in alto in senso orario: Un’immagine della rete che delimita l’abuso, dove si nota anche un cancello; Un particolare dell’interno, dove l’abusivo si è creato un barbecue in muratura ed un gazebo in legno ed un orticello non visibile da questa immagine; Un particolare dei lucchetti che impediscono l’ingresso; La piantina ufficiale del piano di zona B-16 con evidenziata la zona occupata.

IL CASALE DI VIA DELLA RISERVA GRANDE

Nessuno può obiettare che ognuno è padrone di disporre delle sue proprietà nella maniera che più lo soddisfa, ma questo bellissimo casale, privato e rivenduto a un soggetto privato, sta per essere abbattuto per far spazio a delle nuove palazzine. La riqualificazione non fa gola a nessuno, è diseconomica. Stiamo lasciando spolpare il paesaggio, ma in termini di legge, si intenda.

e privato non ci piacciono, da qualsiasi parte politica essi provengano. Noi non siamo e non vogliamo essere i “guardiani del faro”, ma il rispetto della legalità è la base giuridica della pubblica amministrazione e della gestione della cosa pubblica. Ci auguriamo che la situazione venga chiarita e risolta nei tempi e nei modi dovuti, nel rispetto delle regole e degli interessi della collettività. L.L.

IL GIARDINO PUBBLICO A CASAL SELCE Forse pochi sanno che su via di Casal Selce, nel terreno adiacente la Tenuta Gargiulo, era stato progettato e finanziato un giardino pubblico. La data di fine lavori, indicato sul tabellone posto sul sito del non-parco, era stata fissata per il 22-02-2007. I bambini che avrebbero potuto giocare lì, probabilmente ci accompagneranno un giorno i loro figli.


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.31 Pagina 8

8

&

ELETTROSMOG       AMBIENTE

IL

PARCO DELLA CELLULOSA

di GABRIELE CANTARELLA

La Storia. In ogni nazione del mondo ve n’è una unica e personalissima, ma senza peccare di superbia si può affermare con certezza che l’Italia ne ha una da far impallidire ogni altro Paese. Chi può vantare così tanti secoli ricchi di cultura, scoperte, conquiste e scienza alzi la mano. La storia, come confermano i testi, è divisa in periodi caratterizzati da usi e costumi spesso diametralmente opposti, e probabilmente quello nel quale viviamo è il più burocratizzato, politicizzato ed autodistruttivo. Nulla oggi si crea senza prima disperdere per gli uffici preposti centinaia di incartamenti e procedure macchinose, eredità scomoda di un passato da gestanti del diritto. Ed ironia ha voluto che il luogo dove sessanta anni fa ha avuto inizio uno studio per una più efficiente produzione delle materie prime quali la cellulosa, alla quale il Parco deve direttamente il nome, da essa stessa, o meglio da un suo prodotto, la carta, sia tenuta in ostaggio. E nel rispetto della tradizione nostrana, anch’esso può vantare una storia degna di essere raccontata, fatta di conquiste e disfatte, gioie e delusioni. Brevemente se ne ripercorreremo qui i tratti salienti. Si parte dal 1935, in pieno periodo autarchico, quando venne fondato l’ENCC, (ente nazionale cellulosa e carta) nato per lo studio e lo sviluppo di tecniche atte ad un più agevole utilizzo delle materie prime nazionali per la produzione della cellulosa, ma solo nel 1952 nasce il Parco della Cellulosa come area preposta alla sperimentazione, con un’ estensione di 91 ettari, affidati in proprietà all’ENCC (Ente Nazionale Cellulosa e Carta). Qui sopra, dalla prima in alto a sinistra procedendo in senso orario: Un Manifesto con l’annuncio della mobilitazione; Uno striscione affisso di fronte al Parco; Un’immagine dell’Assemblea pubblica del 30 luglio; Per ulteriori elementi visitate il sito:

www.ilpungolo.org

Nonostante l’ente avesse una distribuzione territoriale molto fitta attraverso una rete di aziende agricole sparse in tutta Italia, due soltanto erano gli istituti di ricerca di valore internazionale: l'Istituto di sperimentazione per la Pioppicoltura di Casale Monferrato

dell’ente si è fatta sempre più precaria: nel 1979 il Parco è stato affidato alla SAF (Società Agricola e Forestale per le Piante da Cellulosa e da Carta) un’altra società del gruppo ENCC. Ma con l’avvento degli anni 90 arrivarono

(Alessandria) ed il Centro di Sperimentazione Agricola e Forestale di Roma (CSAF). Il primo votato allo studio e alla coltivazione del pioppo per ricavarne un legno dalle qualità superiori; il secondo, istituito nel 1953, denominato l’ovile, con una estensione di circa 77 ettari, area dedicata alla sperimentazione sul campo dei ricercatori situati in via di Casalotti 300 presso gli attuali stabili dell’ICRAM (Istituto Centrale per la Ricerca scientifica Applicata al Mare sotto la vigilanza del Ministero dell’Ambiente) noto ai molti per la sua posizione e per le vicende passate che lo hanno visto protagonista della protesta dei ricercatori ICRAM stanziatisi sul suo tetto, ma soprattutto per la battaglia che da anni comitati e cittadini perpetrano per l’acquisizione da parte del comune dei 12 ettari di verde, (l’acquisizione estromette i 2 ettari supplementari dell’area degli edifici ICRAM di via di Casalotti 300) un tempo dedicati alla ricerca, ora abbandonati nelle mani delle lungaggini burocratiche. Col trascorrere dei decenni la situazione

anche gli scontri con la CEE che commissariò l’ente per dei finanziamenti statali, ultima àncora di salvezza di una delle società gestite dal gruppo. L'ENCC fu sempre finanziato con una tassa pagata dagli industriali del settore grafico cartotecnico. Nel 1956 il contributo era di una lira per ogni chilogrammo di cellulosa prodotta o importata e del 3% sulla produzione e l' importazione di carte e cartoni. Nel 1991 la CEE ha giudicò l'applicazione del contributo incompatibile con le regole del mercato comune per le diversità di trattamento tra le importazioni di carta, soggette alla tassa, e le esportazioni italiane che hanno sempre beneficiato dell' esenzione. La risposta fu il decreto legge del 1 marzo 1992 che stabilì,

insieme alla riduzione dell' ammontare, la non applicabilità del contributo all' importazione dagli altri Paesi della comunità Il destino oramai era segnato, e con le leggi di scioglimento dell'ENCC e delle società controllate, (n.595/1994 e n.337/1995) tutti i beni vennero riuniti e posti sotto un commissario liquidatore. Successivamente la parte di Parco situata tra via di Casalotti 300 via di Santa Seconda e via della Cellulosa venne affidata in comodato d’uso all’ICRAM sotto la vigilanza del Ministero dell’Ambiente. Ma tra il 2000 ed il 2001 comodato scadde e attualmente l'ICRAM paga un’ indennità di occupazione all'IGED (Ispettorato Gestione Enti Disciolti). Oggi l’ICRAM si trova alla fine della sua attività e le sue strutture sono soggette ad un curatore fallimentare (la società Ligestra Due s.r.l. del gruppo Fintecna) che si occupa della liquidazione dei beni un tempo appartenuti alla ENCC. Nonostante l’attività dei ricercatori che con il tempo è andata diminuendo per cause delle quali non si discuterà in questa sede, non bisogna dimenticare che in questi anni di lavoro e ricerca, gli scienziati del Parco della Cellulosa hanno immagazzinato una delle più imponenti raccolte dati, tale da porlo ai vertici d’Europa, sicuramente la più grande collezione a livello nazionale. La volontà di cedere l’area al patrimonio pubblico è stata palesata più volte sia da Riccardo Taddei, presidente dell’ex Ente Cellulosa e Carta, sia dal Ministero del Tesoro, ma dopo quattro anni dallo stanzia-


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.31 Pagina 9

9

ResTa aNCORa NeL LIMBO mento dei fondi ancora nulla si è risolto. Con il comunicato inviato alle istituzione in data 12 maggio 2005, è venuto a costituirsi il Comitato Promotore del Parco della Cellulosa, attuale punto di riferimento nella lotta per l’acquisizione e principale artefice delle conquiste ottenute finora, tra cui si può annoverare il D.P.R. n.165 del 11/05/2006 con il quale il Parco della Cellulosa, da area di ricerca scientifica divenne Monumento Naturale, vincolando il comune di Roma ad escludere l’area dal Programma Integrato, scongiurando così le ipotesi di edificazione emerse in quel momento. Il 30/11/2007 il Comitato incontra Roberto Morassut in Comune. L'Assessore conferma che sono stati stanziati 2.5 milioni di euro per l'acquisto, la progettazione e la realizzazione del Parco, ma la Giunta di Veltroni non acquisì mai il Parco nonostante i fondi. La Giunta Alemanno invece, nel 2009, toglie addirittura un milione di euro, al precedente stanziamento. La situazione si complica. Ma non tutto è perduto. Nonostante la decurtazione il Parco è ancora acquisibile al Patrimonio, grazie al cambio di destinazione di una particella particolare, la particella 45, che risultava edificabile (l’area che si estende verso il grande edificio al termine di vicolo della cellulosa, partendo dai giochi dei bimbi) e valutata poco meno della decurtazione dei fondi. Come dichiarato più volte da amministrazione e associazioni (l’ultima volta nella riunione nel casale del parco il 4 agosto scorso) le carte per l’acquisizione sono pronte da marzo del 2011, c’è la volontà delle parti a contrarre, sono stati stanziati i fondi statali eppure tutto è fermo, congelato. Il legale rappresentante dell’ENCC però, nella riunione del 30 luglio, ha dichiarato che entro la fine di quest’anno si arriverà alla firma. La fiducia di fronte ad un impegno pubblico non manca, ma dopo tanti rimandi e proroghe è lecito adottare la politica di S.Tommaso. A fare un po’ di chiarezza, è giunto l’incontro del 28 settembre scorso, tra l’assessore Federico Guidi e il comitato promotore del parco, alla presenza delle tre commissioni: Ambiente, Patrimonio e Bilancio. Nel corso della riunione è stato scovato il famigerato problema burocratico in seno all’ufficio Patrimonio all’Ambiente, che non deliberava il rilascio dei fondi per mancanza di un progetto sull’area, non previsto dal regolamento. E questo è senz’altro un bene. Da una stima aggiornata però, sembrerebbe

che il valore del parco non si attesti più su 1.200.000€ bensì sui 2.100.000€, portando i fondi stanziati dal comune in difetto di 600.00€. Arrivati a questo punto, o la Ligestra 2 si accontenterà dei fondi attualmente disponibili, oppure dovrà partire una nuova caccia al tesoro per reperire i fondi mancanti, forse presenti nella delibera di bilancio n.111 del comune di Roma. Il rischio maggiore in cui si incorre ora è quello di farsi sopraffare dal tempo che passa e subire passivamente la distrazione dei fondi rimanenti verso altri progetti, soprattutto ora che la legge 167 sull’edilizia agevolata aleggia sulle sorti del Parco. La giacenza protratta per quattro anni ci consegna un pericoloso stallo che potrebbe

OCCHIO SUL QUARTIERE

mandare in fumo anni di impegno e sacrificio di comitati e cittadini. Adesso più che mai occorre una coesa partecipazione di tutti gli abitanti di questo spicchio di Roma trasformato in un dormitorio. E’ giunto il momento che ogni cittadino che crede in questa causa deve avverta un obbligo morale verso le generazioni future e si adoperi, nei limiti delle sue possibilità, per dimostrare che il Parco è un bene a cui nessun cittadino, per nessuna contropartita, può rinunciare. Il 29 Settembre è stato rinnovato il comodato d’uso gratuito al Comitato promotore del Parco, istituito la prima volta a gennaio 2011, poi rinnovato fino al 30 giugno e congelato per l’estate. Non si pensi che sia una conquista, anzi, è solo un prolungamento del Limbo.

NIENTE PIU’ VIGILE DI QUARTIERE

La volontà popolare non conta! Il Ministro Sacconi rinnega l’esito del referendum

di DAVIDE LIBERATORI

C

harles Maurice de Talleyrand, riferendosi ai politici del suo tempo, diceva che il potere logora chi non ce l’ha . A giudicare dalle iniziative che quotidianamente mettono a dura prova la pazienza dei cittadini, si potrebbe pensare di riscrivere il noto aforisma e renderlo più calzante ai nostri tempi: il potere logora chi ce l’ha. La prova del nove (l’ultima in ordine cronologico) ce la offre il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che ospite di un convegno organizzato dalla Confindustria, quasi innocentemente partorisce questa frase: “Altro che sorella acqua, mi auguro che troveremo il modo per mettere in discussione il referendum”. È dunque evidente che il potere logora, sfinisce e ostruisce milioni di sinapsi: normale quindi provare una certa confusione quando si parla su di un pulpito a milioni di italiani. E dire che il povero italiano medio si sarebbe anche atteso da parte del Ministro del lavoro e delle Politiche sociali, due paroline sulla crisi e sulla disoccupazione dilagante, magari non del tutto illuminanti (non siamo così sprovveduti) da trovare una vera e propria cura alla moribonda Italia, ma almeno un brodino ristoratore per far scivolare il suo intervento nel crogiuolo delle dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano. Il contropiede è un’arte tutta italiana. In

una società che fatica a dar voce a tutti, dove i rapporti personali si fanno via via più rarefatti e nella quale vengono prese decisioni da taluni in nome di altri, il referendum è forse rimasto l’ultimo strumento di democrazia in mano ai cittadini e gli italiani, lo scorso 11 e 12 Giugno sono stati molto chiari in proposito. Provare a ricostruire il processo logico nell’affermazione del Ministro Sacconi è una prova alquanto ardua: probabilmente alle note proprietà della buona acqua italiana, quelle rigeneranti, stimolanti, curative, gli ultimi studi ne devono aver aggiunto un’altra: è con l’acqua che usciremo dalla crisi e con la quale risolveremo i nostri problemi o per lo meno, faremo magicamente gonfiare le tasche degli amici degli amici, perché noi italiani siamo un popolo dalle spiccate capacità di socializzazione. Certo, non le tasche dei 27 milioni di italiani che meno di tre mesi fa hanno detto alt. Tra tutte le proprietà dell’acqua, sicuramente la più celebrata è quella purificante, tant’è che anche Dio, dall’alto della sua onnipotenza proprio attraverso l’acqua ha rimediato a qualche errore umano. Chissà se dalle parti di Montecitorio hanno in dotazione un barometro: venditori di ombrelli e costruttori d’arche state allerta.

Il progetto che prevedeva la presenza fissa di un vigile per ogni quartiere è finito. L’amministrazione capitolina non ha presentato in tempo il progetto in Regione e per questo, dal 5 Agosto la Direzione regionale Enti Locali e Sicurezza ha revocato il finanziamento di 800 mila euro, considerando che i termini erano scaduti a luglio del 2010.

DOVE FINISCE IL 904? E’ passato del tempo da quando il tragitto del 904 ha subito delle bizzarre modifiche. Non è dato sapere perché la corsa che da Battistini porta a largo Ines Bedeschi passa per via Lidia Bianchi, ma quando nel pomeriggio parte dal capolinea in piazza diretto verso il centro, imbocca direttamente la Selva Nera, lasciando degli ignari cittadini ad aspettare un autobus che non passerà mai. Attendiamo delucidazioni dal Comune.


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.31 Pagina 10

10

ROMA  COMUNE

I CONTI NON TORNaNO di ALESSIO CARBONARA

E

rispetto al resto della Nazione, poichè oltre ai vari balzelli imposti a tutti (IVA al 21% in primis), la Città Eterna perderà 200 milionidi fondi statali per Roma capitale, 210 milioni per il trasporto pubblico locale edovrà sottostare ai rigidi paletti del Patto di stabilità. Si valutino poi l'impatto chhe avranno, nella città con tutte le maggiori sedi governative, i tagli per 6 miliardi ai ministeri, il blocco delle retribuzioni ed il differimento dei TFR dei dipendenti pubblici e si comprenderà appieno l'effetto reale delle nuove norme sull'economia cittadina. Alla fine, purtroppo, i conti tornano sempre!

di questi tempi nella nostra bella Città succede spesso! Infatti, è notizia di pochi giorni fà, l'ennesima correzione apportata al bilancio di previsione 2011 e al documento contabile di programmazione triennale 2011-2013 del Campidoglio. Questo adeguamento dei conti comunali, resosi necessario dopo gli ultimi tagli estivi della "manovra bis" ai trasferimenti governativi ed anticipato dalla lettera lacrime e sangue del Primo Cittadino (qui di fianco), completa la rilettura del bilancio, avviata dall' Assemblea Capitolina col maxiemendamento di luglio. In numeri, la variazione non riguarda i saldi finali, ma reperisce i 36,8 milioni di €, necessari a colmare oltre 7 milioni di mancati trasferimenti statali e quasi 29 milioni di spese non ! " # "$ %& ' # ! & & preventivate. ( ) * + ! % , ' Nel documento, si prevedono " , risparmi sull'apparato ammini% " + % % "" " " & ' strativo comunale per circa 20 % " , . % % %& % ' milioni, maggiori entrate dalle , ." + %& & & contravvenzioni mai riscosse ' # "$ " + " " % per 13 milioni ed un ulteriore % % " ' stretta sul recupero dell' ICI da " " / '0 " % % commercianti e seconde case %&' per 3 milioni. 1 % % " % " " " ! # " " % & & ' Con questo intervento, viene + % # , % % confermato il grave dissesto % " . " "$ " % %%+ ' delle casse capitoline, già di per & " 222' ' se dilapidate dalle precedenti ' amministrazioni ed ora, ulterior, . % mente spolpate dagli ultimi ( % ) provvedimenti di finanza pubblica. Il conto finale per i Romani sarà ben più salato

ritorna il Fascicolo del Fabbricato, ma non più obbligatorio. Cinquemila dei 18 mila cd-rom venduti potranno essere consegnati all'ex iX dipartimento

D

all' 8 agosto si potrà ripresentare il Fascicolo del Fabbricato: infatti è possibile presentare la domanda di consegna del CD a suo tempo acquistato; questa potrà essere redatta nel modulo contenuto nel cd e presen- tare al II piano dell'ex IX dipartimento, in viale Civiltà del lavoro, il lunedì o il giovedì, alla stanza 332 per un appuntamento con il personale. Com'è noto il Fascicolo era stato annullato da una sentenza che lo aveva messo definitivamente nel cassetto. Ma ad oggi, anche se non è più obbligatorio, non sono pochi i tecnici che hanno ricevuto l'incarico dagli am- ministratori di condomnio, per sistemare almeno i progetti che regolano la vita condominiale, assenti in quasi tutte le amministrazioni. Nonsolo quellicheavevanoacquistatoilcdrompredispostodalComunediRomanellontano1999,maanche altri che vorrebbero mettere ordine nelle pratiche condominiali, come i progetti di costruzione dell'edificio, agibilità, certificati vari (Prevenzione incendi, ascensore, ecc...). Ad oggi sono numerosi, circa cinquemila, i tecnici che potrebbero farsi rimborsare dal Comune di Roma il denaro speso per l'acquisto del cd, circa 50 euro, e di richiedere i danni, per l'impossibilità di poterlo consegnare agli uffici. E dire che anche dalla Spagna si sono interessati al fascicolo istituito nel Lazio, tanto che a maggio si è tenuto un convegno internazionale, a Barcellona, il Construmat 2011 Ágora de la Rehabilitación . Com'è noto le sentenze di inco-

stituzionalità (prima il Tar che nel 2006 poi il Consiglio di stato nel 2008) hanno pesato come macigni per il proseguimento dell'iter amministrativo del fascicolo. Sembra proprio che, da quando non è più obbligatorio, siano aumentate le richieste. Insomma, dopo la tragedia di via Vigna Iacobini, il cui processo è ancora in alto mare senza ancora colpevoli o condannati!!, il libretto casa riprende vita, anche se le critiche al documento stesso, quando era in vigore, non erano state poche: poco spazio per trascrivere le osservazioni, per inserire i documenti, pagine talvolta che non si stampavano e tanti altri inconvenienti a cui spesso gli stessi operatori comunali non avevano saputo trovare soluzioni idonee. Ora è di nuovo possibile consegnarlo, ma facoltativamente. Gerardo Teta La Gazzetta Della Capitale


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.31 Pagina 11

I RIONI  DI ROMA memento radiCibus di GIUSEPPE STRAZZERA

R

omolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio, Tarquinio il Superbo: la città eterna; le gens, i senatori, i tiranni, i consoli, i cesari, le legioni, S.Pietro: Caput Mundi; i Vandali, i Papi, i roghi, le chiese, i pellegrini, i Santi, i francesi: la culla della cristianità; i giacobini, i Mille, i Savoia, il Duce, gli Alleati, i democristiani, gli italiani: la capitale. In una sola parola: Roma. La mole di monumenti, avvenimenti, nomi illustri, invidie e finte emulazioni non ha pari con nessun’altra città del mondo, eppure i nuovi romani mostrano un’indifferenza ed una disaffezione alla storia della loro stessa città del tutto inconcepibili. Nonostante essa li accompagni in ogni spostamento quotidiano solo in pochi sanno chi fece costruire la Domus Aurea, o chi abitasse il Palatino o ancora a cosa servisse la Rupe Tarpea. Questa incurabile negligenza ha permesso che di Roma si facesse e disfacesse a piacimento degli inetti. Negli ultimi cinquant’anni i cosiddetti “costruttori” hanno spolpato le periferie, gli “Insubri” ne hanno infangato e ne infangano ancora il nome suscitando poco più che un momentaneo sdegno, la globalizzazione ne ha corrotto, forse irreversibilemnte, lo spitito e i sindaci, nel tempo, ne hanno deturpato e svenduto il patrimonio (financo permettendo ad un ciabattino di imbrattare il Colosseo con le riproduzioni della sua merce). Questa nuova rubrica, organizzata nelle edizioni in base all’antica suddivisione della città in Rioni, ancora presenti nell’Urbe, ha come intento il riavvicinamento dei romani alla propria città ed in un certo senso a loro stessi, attraverso la storia, i personaggi ed i monumenti che l’hanno resa il centro del mondo, con la speranza di risvegliare quel senso di appartenenza e quel pizzico di gelosia, uniche armi di difesa delle città nel mondo contemporaneo. Buona lettura.

uNa NuOVa RuBRICa di MARTINA CASADIO

Q

ualche anno fa, preparando l’ennensimo esame di storia del’arte, mio nonno, un “romano importato” che ha dedicato vita e passioni alla scoperta di questa città, mi regalò un libro sulle cupole di Roma. Sulla prima pagina poche righe: “… perché la tua città diventi sempre più tua!”. Semplici parole, forse scontate, che hanno suscitato in me una domanda molto elementare. “Roma la più bella città del mondo”, va bene lo dicono in molti, ma chi può dire di possederla davvero? Quanti romani vi si sono mai realmente addentrati? Anch’io, dopo anni passati sui libri a studiare, osservare, ammirare le immagini della mia città, ho capito che per entrarne davvero in possesso avrei dovuto conoscerla, esplorarla, frugarla e visitarla in tutti i suoi aspetti. E così ho cominciato a scoprire il piacere di passeggiare per Roma, girandola a piedi o in moto, passando molti sabati scarpinando per reperti antichi, chiese, vicoli, strade, piazze, gallerie, biblioteche, sempre accompagnata da pesantissimi libri e spesso trascinando fidanzato e amici in queste faticose ma piacevolissime “cacce al tesoro”. Il risultato è un amore crescente per questa città, che riesce sempre a regalare delle novità, degli scorci inaspettati, lasciandoti la consapevolezza di non conoscerla fino in fondo e la curiosità di vedere come abbia da sempre custodito le sue memorie, cambiandole e portandole nel suo futuro. Il modo in cui Roma mostra i suoi 2.764 anni di storia è senz’altro singolare, affascinante e unico rispetto a qualsiasi altra città del mondo. Dall’antico al contemporaneo, in ogni strada, in ogni vicolo, in ogni ponte, in ogni piazza o palazzo, dappertutto si nota l’accavallarsi di secoli di storia in un ordinatissimo ed equilibrato caos, in cui numerose sovrapposizioni urbanistiche divengono la vera essenza della città. E così anche la suddivisione in piccole entità territoriali con caratteristiche autonome si è conservata dall’Impero Romano fino ad oggi, attraverso la divisione della città in rioni. L’idea di un viaggio attraverso i rioni di Roma scaturisce proprio dal desiderio di raccontarne storie, vicende, bellezze e curiosità, senza pretendere di scrivere qualcosa di nuovo o non detto ma semplicemente con il piacere di raccontare ai nuovi romani che vivono nei quartieri qualche notizia sulla storia dei rioni. Nei prossimi mesi cercherò perciò di accompagnarvi alla scoperta della nostra città, presentando ventidue ritratti, sperando, forse presuntuosamente, che qualcuno, prima o poi, metterà sottobraccio il giornale e dirà: “Andiamo a farci due passi per Roma”.

( (QJOLVK6FKRRO QJOLVK6FKRRO L ISCRIVITI AI CO CORSI RSI IA W C NO E P S CE I R GUADAGNA CREDITII SCOLASTICI SCOLASTICI P CON I “CAMBRIDGE EXAMS” EXAMS”

2011 - 2012

PROVA, METTICI ALLA PROV METTICI A, E’ GRATIS. GRATIS. GRATIS

WWW.LONDON-BUS.IT TEL.06-66621919

DON’T BE SHY,

JUMP

ON BOARD

Ovviamente come in tutte le storie bisogna partire dal principio. Non è affatto scontato sapere che il centro di Roma sia ancor oggi diviso in 22 rioni, che non vanno confusi con i 35 quartieri moderni situati nelle zone limitrofe. Una volta chiarito questo, resta da capire perché, ma soprattutto quando, tutto questo sia cominciato. Quelle 14 regioni volute dall’Imperatore Augusto nel 7 a. C. si mantennnero nel tempo, divenendo le premesse territoriali dei rioni, che si formarono lentamente nei secoli medievali e moderni. Se dalla parola regione a rione, vi è un semplice e sicuro salto etimologico dal latino al volgare, non è altrettanto facile stabilire se i 12 rioni, comparsi per la prima volta in età medievale, derivino proprio dalle 14 regioni augustee o dalle 7 regio ecclesiastiche appena successive. Con lo sgretolarsi dell'impero romano anche l'amministrazione civica perse progressivamente i suoi poteri, e sin dal IV secolo entrò in uso una ripartizione del territorio urbano basata sulla giurisdizione religiosa, cioè la divisione della città in distretti, anche detti Regiones, che facevano riferimento alle principali chiese. Nonostante la ripartizione ecclesiastica, per molti secoli le regiones augustee originarie non decaddero ufficialmente, ma più passava il tempo, più la suddivisione appariva confusa. In epoca medievale l’antica città venne quasi totalmente abbandonata e solo nei secoli X-XI, con un progressivo ripopolamento del centro, apparve la parola rione in alcuni atti notarili, ma esclusivamente ad indicare una zona abitata. Ritroveremo questo termine in un documento ufficiale solo nel XIII secolo, in un codice dei Mirabilia Urbis rinvenuto in una biblioteca in Austria e databile intorno al 1220, si riporta un ordinamento piuttosto complesso in ben 12 rioni, che neanche un secolo dopo, nel 1305, salirono a 13. Questa suddivisione della città continuerà ad essere valida fino al XVI secolo, quando papa Sisto V, nel 1586, decise di rompere l’antica tradizione dei 13 rioni romani creandone un quattordicesimo, Borgo, che fino ad allora era compreso nel Rione Ponte. Procediamo a larghi passi fino al 1870: Unità d’Italia, Roma capitale. L’afflusso di nuovi immigrati e l’aumento della popolazione, che in pochi anni supera il mezzo milione di abitanti, porta grandissimi cambiamenti urbani. Quasi tre secoli dopo Sisto V, nel 1874, i rioni ufficiali aumentano a 15 per la divisione del più esteso, Monti, in due metà: la parte orientale divenne il rione Esquilino. In pochi anni altre aree a nord-est della città sono dichiarate rioni: Pinciano, Ludovisi e Castro Pretorio. Nel 1921 altri ancora nascono nell'area meridionale di Roma da un ridimensionamento di rioni più antichi ed estesi: Celio (XIX) da Monti e Campitelli e San Saba (XXI) dal Ripa. Prati, il più giovane, è l'unico a trovarsi fuori della cinta muraria aureliana, sorgendo come espansione urbana degli ultimi decenni del XIX secolo.

In alto, G. B. Piranesi Vedute del Ponte e Castello San t'Angelo, 1750. A sinistra, La cupola di S. Pietro vista dalla serratura della chiesa dei cavalieri di Malta all’Aventino detta O cchio al Bu co.


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.31 Pagina 12

I 22 RIONI DI ROMa RIONE I - MONTI Il primo tra i Rioni di Roma rispecchia nel suo nome la movimentata fisionomia topografica della città. Esquilino, Viminale, parte del Quirinale e del Celio erano anticamente compresi nella sua superficie e ne condizionarono inevitabilmente la storia e lo sviluppo. Molti amano questi luoghi perché conservano la loro storia e continuano ad essere abitati e vissuti da romani che mantengono nelle abitudini, i valori di una Roma ancora cittadina, la Roma dell’antica Suburra.

XVIII

XVII

RIONE II - TREVI Non è la fontana più famosa del mondo a dare il nome al rione ma forse il contrario. Un fatto che può lasciare sconcertati ma che allo stesso tempo affascina. L’incrocio di via delle Quattro Fontane, i grandi assi viari della Roma di Sisto V, il dialogo barocco tra Bernini, Borromini e Pietro da Cortona, importanti palazzi, musei e chiese, i ristoranti e negozi rendono oggi il rione Trevi tra i prediletti da i turisti ma anche uno dei più intimamente snaturati.

XVI II

RIONE III - COLONNA Questa volta il nome deriva proprio dalla celebre colonna di Marco Aurelio che campeggia al centro dell’omonima piazza. Si tratta forse del rione più insolito e disomogeneo, a cominciare dallo stemma che appare talvolta con tre bande su fondo bianco talvolta con la colonna spiraliforme. Quartieri diversissimi formano due settori ben distinti: uno pianeggiante attraversato dall’importantissima arteria dell’antica via Lata (Via del Corso), l’altro che sale fino al Pincio e alla valle Sallustiana (via del Tritone).

III

IV

IX

RIONE IV - CAMPO MARZIO Rione tra più vasti e densi di storia, ci parla dell’antica regione consacrata al dio Marte e adibita ad esercizi militari. Una zona pianeggiante compresa tra la grande ansa del Tevere e il Quirinale inizialmente al di fuori dei confini ufficiali della città, utilizzata anche per dare udienza ad ambasciatori. L'inizio della monumentalizzazione si ebbe soprattutto in epoca augustea, quando fu costruito il primo anfiteatro permanente di Roma, un teatro e un'immensa meridiana, al fianco della quale sorgeva l'importantissima Ara Pacis.

XXII

V XIV

VI

VIII

VII

RIONE V - PONTE Ponte S. Angelo è il ponte per eccellenza di Roma. Teatro di battaglie, pellegrinaggi, condanne a morte e fasti papali, il ponte degli angeli barocchi di Bernini dette il nome al rione anche se non oggi gli appartiene più. Papa Sisto V decise di includerlo nel nuovo rione Borgo, nonostante lo stemma ne continui a portare l’immagine dalle nitide arcate marmoree. Se pur snaturato dalla costruzione dei muraglioni del lungotevere e di Corso Vittorio, il rione Ponte conserva ancora l’affascinante alternanza di vicoli medioevali e rettifili rinascimentali.

RIONE VI - PARIONE Il pezzo di muro risalente all’antico Circo di Domiziano doveva essere talmente grande che fu proprio questo “Parietone” a dare il nome al Rione. L’imponente stadio che diede forma a Piazza Navona condizionò tutta l’area circostante, la zona che meglio spiega stratificazioni della città, con memorie medioevali, rinascimentali e barocche. Passeggiare per negozi a via del Governo Vecchio, prendere un gelato in via della Pace o leggere una “pasquinata” sono gesti che ogni romano farà almeno una volta nella vita!

RIONE VII - REGOLA Tutto proteso verso il Tevere, il Rione del cervo rampante deve il nome proprio alla Renula, la soffice sabbia depositata dal fiume durante le sue piene. I luoghi di questo rione sono intimamente legati al fiume, da via Giulia, che lo accompagna nascosta e silenziosa, al “rione scomparso” del Ghetto che si affacciava sull’Isola Tiberina, a Ponte Sisto, per oltre quattrocento anni unico collegamento con il Gianicolo.

RIONE VIII - S. EUSTACHIO Straordinario “spiraglio” tra i rioni Pigna, S. Angelo, Regola, Parione, Ponte, Campitelli e Colonna, Sant’Eustachio regala ai suoi visitatori una quantità incredibile di bellezze nascoste nelle sue vie e nelle sue piazzette. Ricchissimo di monumenti antichi, di capolavori rinascimentali, palazzi patrizi e case plebee, passeggiare per questo rione significa scorgere sfondi prospettici e scorci inaspettati.

RIONE IX - PIGNA La gigantesca scultura ritrovata nel rione, ora in Vaticano, dà il nome al forse più monumentale rione romano. Può essere vissuto, ammirato o solo per un attimo passeggiato, ma riesce a condensare in se la vera essenza della storia di Roma. Tra Pantheon, Chiesa del Gesù, la Minerva e S. Ignazio, antico, medioevo, rinascimento e barocco si fondono con le strade tortuose in cui è quasi un piacere perdersi.

RIONE X - CAMPITELLI Un Rione quasi disabitato ma che contiene un complesso archeologico che tutto il mondo ci invidia. Foro Romano, Arco di Costantino, Palatino, Campidoglio, chiese medievali, piazza Venezia e Vittoriano: la storia di Roma, dagli esordi alla grande guerra, è contenuta in questi confini e si mostra ogni giorno a chiunque percorra i grandi assi viari che la percorrono.

RIONE XI - S. ANGELO Il rione più piccolo ma tra i più popolati, contiene la zona dell’antico Ghetto fino ad arrivare al Teatro Marcello affacciandosi sul Rione Campitelli. Una zona dai mille volti, edificata in età Augustea, ripopolata nel Medioevo e trasformata nel XVI secolo con la costruzione del Ghetto. Durante gli anni venti del secolo scorso il rione venne inoltre coinvolto nel gigantesco programma di demolizioni messo in atto dal regime fascista.


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.31 Pagina 13

a aI GIORNI NOsTRI RIONE XV - ESQUILINO Sviluppato intorno all’ottocentesca piazza Vittorio Emanuele, il moderno Rione Esquilino è oggi la zona più multietnica e variegata di Roma. Strettamente legato al Rione Monti, questo quartiere dagli ampi viali, dai caotici negozi e dal frenetico viavai della Stazione Termini, racchiude dei bellissimi monumenti nascosti.

RIONE XVI - LUDOVISI

I

E’ il rione del cambiamento urbanistico di Roma, quello che a cavallo tra Ottocento e Novecento cancellava le zone della seicentesca villa Ludovisi per svilupparsi intorno a via Veneto. Il nuovo viale avrebbe finalmente collegato piazza Barberini a porta Pinciana divenendo poi è celebre per gli hotel e i caffè più eleganti della città, protagonisti della Dolce Vita felliniana.

XV

RIONE XVII - SALLUSTIANO Via XX Settembre, che collega Porta Pia al Quirinale, è l’asse principale di questo rione. Rovine e monumenti antichi, chiese cinquecentesche, splendori barocchi si immergono in un telaio architettonico tutto ottocentesco. Il suo sviluppo urbanistico e la sua identità rionale iniziarono infatti dopo la presa di Roma del 1870 con la celebre Breccia di Porta Pia.

IX XI

XIX

X

XXI

XII

XX

XIII

RIONE XVIII - CASTRO PRETORIO Il Castro Pretorio era la caserma che l’imperatore Tiberio fece costruire nel 23 d. C. per alloggiare le truppe speciali pretoriane. Il rione deve il suo nome a questo gigantesco accampamento militare stabile che sorgeva al ridosso delle mura della città. Oggi questa zona gravitante intorno alla Stazione Termini, piazza della Repubblica e le Terme di Diocleziano è uno degli snodi più frequentati da romani e turisti.

RIONE XIX - CELIO Questo colle dell’antica Roma diventa una realtà rionale solo nel 1921, dopo la suddivisione del rione Campitelli. Non esistono delle vere caratteristiche rionali che lo contraddistinguano nonostante contenga alcuni tra i monumenti simbolo della città, basti pensare al Colosseo, via dei Fori Imperiali e tutto il percorso dell’antica via papalis fino alla basilica di S. Giovanni.

RIONE XII - RIPA Lo stemma con la ruota del timone e il nome indicano lo stretto legame con il Tevere attraverso l’antico porto Tiberino, il porto di Ripa Grande e l’Isola Tiberina. Nonostante la perdita dal 1921 delle ampie zone di Testaccio e S. Saba, il rione Ripa contiene ancora aree ricche di storia, come Foro Boario, Circo Massimo e Aventino. La Bocca della Verità, collocata nel portico di S. Maria in Cosmedin, grazie al film Vacanze Romane è divenuta meta immancabile per i turisti.

RIONE XIII - TRASTEVERE Turisti, bancarelle, vicoli, piazzette, ristorantini, locali notturni. Chi direbbe mai che uno dei quartieri più vivi e caratteristici di Roma sia stato alle origini della città un territorio nemico perché sulla sponda controllata dagli Etruschi. Divenuta poi regio transtiberina in epoca augustea, mantenne questa denominazione “al di là del Tevere” fino ad oggi.

RIONE XIV - BORGO Il più giovane tra i “vecchi” rioni si estende nell’area delimitata naturalmente da Tevere, Gianicolo e Monte Mario. Decisamente snaturato dalla demolizione del complesso urbanistico medievale della spina di Borgo con l’apertura di via della Conciliazione nel 1936, il rione appare oggi diviso in due zone profondamente diverse tra loro. Molti edifici storici furono infatti demoliti e pochissimi risparmiati perchè situati in asse con la nuova strada.

RIONE XX - TESTACCIO Al contrario del rione Celio, se pur straordinariamente giovane e quasi privo di monumenti, Testaccio conserva tuttora delle caratteristiche inconfondibili. La romanità del quartiere sviluppato intorno al vecchio Mattatoio si respira in ogni angolo, in ogni strada, in ogni negozio, in ogni trattoria. Il Museo di Arte Contemporanea di Roma, l’Istituto Europeo di Design e numerosi bar e locali notturni hanno reso Testaccio un quartiere molto frequentato anche dai giovani.

RIONE XXI - S. SABA Quello che in molti chiamano il ‘Piccolo Aventino’ è il rione più verde di Roma e forse il più scenografico. San Saba è infatti un grandissimo giardino aperto sulle mura aureliane attraverso porta San Sebastiano e porta Ostiense e comprende il monte Aventino e i suoi dintorni, dalla “Passeggiata archeologica” delle Terme di Caracalla con le sue bellissime chiese al viale della Piramide Cestia.

RIONE XXII - PRATI I prati Neroniani che dal Tevere arrivavano alle pendici di Monte Mario, furono sottratti al rione Borgo nel 1921. Non stupisce che una zona nata per accogliere le strutture amministrative del Regno d’Italia e le residenze dei funzionari di stato si distingua totalmente dalle altre realtà rionali, presentandosi con pochi monumenti, grandi viali alberati e un impianto urbanistico geometricamente regolare.


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.31 Pagina 14

I  RIONI  DI  ROMA

Le FONTaNeLLe RIONaLI Nel 1927 Filippo Cremonesi, da poco nominato primo governatore di Roma, approvò la realizzazione di una serie di fontanelle rionali che traessero ispirazione dagli stemmi o dagli elementi caratteristici del proprio rione. L'incarico fu assegnato a Pietro Lombardi, giovane allievo dell’architetto Piacentini che aveva appena vinto il concorso per la realizzazione della Fontana delle Anfore a Testaccio, sul piccolo colle sorto dall’accumulo nel corso dei secoli delle anfore rotte provenienti dal porto fluviale di Ripa Grande. Lombardi realizzò in pochi anni una serie di gradevolissime opere con il vincolo di ambientare ciascuna di esse nello specifico contesto rionale per sottolinearne significato e appartenenza. Fontana della Botte

Fontana del Tim one

(Via della Cisterna, XIII)

Lungotevere di Ripa Grande, XII

L’acqua che fuoriesce da una piccola botte addossata al muro sta a rappresentare la tradizionale presenza in questa zona di osterie e mescite. Inserita in un arco di travertino e posta in verticale su un basamento è il tipico "caratello" usato in passato per trasportare il vino dei castelli romani.

Addossata all’imponente complesso di S. Michele nel rione Ripa, questa fontana ricorda, con la ruota e la barra, l’antico porto fluviale attivo fino all’Unità d’Italia e poi definitivamente scomparso per la costruzione dei muraglioni del Tevere

Fontana dei Libri (via degli Staderari, VIII).

Fontana della Pigna (Piazza San Marco, IX)

Due corolle di tulipani sostengono la pigna, che simboleggia il nome stesso del rione.

Il simbolo rionale della testa di un cervo compare nella nicchia contornato da quattro libri antichi a ricordare la prima sede dell’Università della Sapienza. Il cervo rimanda alla leggenda secondo la quale l’animale sarebbe apparso a Sant’Eustachio con una croce tra le corna.

Fontana dei Monti (Via di San Vito, I)

Riproduce lo stemma rionale ispirato ai tre colli originariamente compresi nel rione: Esquilino, Viminale e Celio.

Fontana delle palle di canno ne (Largo di Porta Castello, Rione Borgo)

Fo ntana delle Tiar e (tra Piazza S. Pietro e il Passetto di Borgo, XIV).

Il cumulo di palle di cannone inserito in un arco di travertino indica la vicinanza della fortezza di Castel Sant'Angelo. Questa composizione consente al rione Borgo di annoverare ben due fontane rionali.

Quattro tiare pontificali sormontate da chiavi, pongono in risalto la vicinanza della sede papale al rione Borgo. Fontana degli Ar tisti (Via Margutta, IV)

Cavalletti, compassi, un secchio con pennelli, colori e martelli da scultore che sovrastano e circondano due mascheroni.

Le TaRGhe suI MuRI DI ROMa Fino alla metà del XVIII secolo non vi furono certezze sui reali confini degli allora 14 rioni. Da questa situazione scaturivano non pochi problemi amministrativi. Il 18 Maggio 1743 papa Benedetto XIV decise di riorganizzarli e di demaracare le strade perimetrali affiggendo 220 targe di marmo. Le identità territoriali sono rimaste pressoché le stesse e gran parte di queste lapidi confinarie è ancora al suo posto, su palazzi antichi o agli angoli di molte vie del centro, con gli stemmi araldici ancora visibili, talvolta accompagnate da disposizioni amministrative. Insieme a queste non possiamo tralasciare le oltre cinquecento iscrizioni esposte sulle mura di molte case dei vecchi rioni per indicare le proprietà di confraternite e congregazioni religiose. Queste piccole targhe sono caratterizzate da semplici epigrafi latine, immagini di essenziale iconografia o piccoli affreschi a testimoniare l’impegno sociale e religioso verso poveri o pellegrini che da tutta l’Europa giungevano a Roma. Alzare lo sguardo alla ricerca di questi reperti significa scoprire luoghi straordinari spesso ignoti anche a molti romani. Purtroppo la rarità di questi piccoli gioielli che rendono ancor più affascinanti le passeggiate per le strade di Roma, deve spesso fare i conti con le condizioni di degrado e di cattiva conservazione che ne rendono difficili la visibilità e la lettura.


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.31 Pagina 15

15

&

DAI MUNICIPI XVIII       XIX

CeNTRO aNZIaNI DI VIa MORsasCO: “NeGaTO IL DIRITTO aL VOTO” di DAVIDE LIBERATORI

L

a deriva democratica e morale raggiunta dal Paese, alla quale anche il cardinal Bagnasco ha fatto riferimento un paio di settimane fa, con palese ritardo da parte dell’istituzione ecclesiastica, viene confermata soprattutto nelle piccole vicende che coinvolgono tutti i cittadini da vicino. Luogo del misfatto è stavolta il centro anziani di via Morsasco. Circa due mesi fa si è votato per l’elezione del Presidente del centro, ma qualche giorno prima dell’elezione, il Presidente del Municipio XIX, Alfredo Milioni, ha inviato una lettera nella quale specificava il divieto ai residenti del municipio XVIII di esercitare il proprio diritto al voto. Per chi non lo sapesse la struttura conta 863 iscritti, di cui 340 sono appartenenti al Municipio XVIII e che secondo la delibera dell’assemblea capitolina

n. 28 del 13/12/2010 “coloro che sono in possesso dei requisiti previsti per l’iscrizione e hanno la residenza nei pressi del confine tra i due municipi, possono chiedere alternativamente l’iscrizione a un Centro Anziani del municipio di appartenenza, o a un centro anziani limitrofo a cui appartengono.” L’intervento di Milioni ha mandato su tutte le furie gli anziani del XVIII che si sono visti : “negare un sacrosanto diritto – come commenta Antonio Tella, socio del XVIII municipio e portabandiera della protesta – E’ stato perpetrato un sopruso nei nostri confronti. La nostra non vuole essere una presa di posizione nei confronti del rieletto presidente Nicola Fazzoli, ma in quanto iscritti a questo centro, abbiamo il diritto di esprimere la nostra preferenza, così come è stabilito dal regolamento interno. Sono due mesi che va avanti questa storia e la nostra voce non viene ascoltata: abbiamo, fatto un esposto alla Procura

della Repubblica con 40 firmatari, abbiamo scritto due lettere, una indirizzata ai presidenti dei centri anziani del Municipio XIX e l’altra al presidente del municipio Milioni, ma non abbiamo mai avuto nessuna risposta. Chiediamo che le elezioni vengano annullate e ne vangano indette di nuove alle quali sia garantita la nostra partecipazione. Come prova dell’irregolarità dell’intervento di Milioni, possiamo portare l’elezione delle cariche di revisore dei conti, alle quali non solo hanno votato tutti gli iscritti, compresi quelli del XVIII municipio, ma ne sono stati eletti due che sono residenti nel municipio XVIII. Quindi non ci vengano a dire che l’elezione del presidente è vincolata dai confini territoriali”. C’è da aggiungere, che gli anziani del centro di via Morsasco il dente avvelenato con Milioni se lo portano dietro da tempo, per una serie di cosucce rimaste ancora in sospeso: il campo di bocce, ultimato circa un anno fa, è chiuso ed esposto alle intemperie poiché non è stato mai collaudato, e la promessa di coprire la pista da ballo (si era parlato di un finanziamento municipale di 170.000 euro) che trovandosi all’aperto può essere utilizzabile esclusivamente con la bella stagione, non è stata mantenuta. Chissà che questa non sia proprio un’ottima occasione per voltare pagina con un certo modo di fare politica ed iniziare a riportare in auge i valori del mondo civile, da troppo tempo dimenticati.

Qui di fianco un’immagine del centro anziani di Via Morsasco 9

OCCHIO SUL QUARTIERE

IL CASALE DELLA TENUTA GARGIULO Son passati ormai diversi mesi da quando, per le vie del quartiere Pantan Monastero, si potevano scovare, in qualsiasi cassetta postale, volantini inneggianti la riqualificazione del vecchio casale della Tenuta Gargiulo. Come si può ben vedere dalla foto, il casale non è stato toccato, anzi ha subìto e continuerà a subire l’usura di piogge e venti. Il terreno della Tenuta, di circa 4 ettari, acquisito al patrimonio comunale con Provvedimento n. 166 del 13/09/2004, non è stato ancora destinato ad alcun uso per la collettività. Piuttosto continua ad essere depredato delle sue querce secolari da qualche ladruncolo che ha deciso di non voler pagare la legna per il camino. Il Comitato di quartiere “N.A.R.N.O.” ed il comitato di quartiere “Pantan Monastero e Carezzano”, che insieme si sono occupati della Tenuta, attendono aggiornamenti dagli assessori competenti. I cittadini aspettano di vedere che almeno una parte delle loro tasse torni indietro sottoforma di servizi.

PUGLIA ANGELO Vetreria Gerardo Valente Movimento Terra

Spianamenti Sbancamenti Acquedotti Fognature Demolizioni

00166 ROMA Via Casal Selce, 337 Tel. 335.22.66.83 - 06.61.90.55.31 e-mail: info@scavipuglia.it www.scavipuglia.it

Montaggio e installazione Specchi Visarm blindati Vetri incisi e molati decorati con sabbiature e murrine

Preventivi Gratuiti Via S. Seconda, 19 - 00166 Roma - Tel./Fax 06 61563699 - Cell. 339 2374500 dino.camera@libero.it


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.31 Pagina 16

16

SPORT  LOCALE

sCIOPeRO DeI CaLCIaTORI: seNZa

N

ella passata estate, in cui abbiamo assistito ad avvenimenti gravi la crisi sempre più acuta del Paese, i tagli ai servizi e l’aumento delle tasse, manifestazioni e proteste all’ordine del giorno, c’è stato spazio per assistere anche ad uno dei siparietti più bizzarri di sempre: “lo sciopero dei calciatori della serie A” per la mancata firma dell’ accordo collettivo. Le parti in causa erano composte dai calciatori, riuniti nell’ ACI (appunto associazione italiana calciatori) rappresentati da Damiano Tommasi, e dai Presidenti, rappresentati dal Presidente Maurizio Berretta. I primi sei punti comprendevano: 1 - contratti flessibili con ingaggi legati ai risultati, la Aic vuole che sia flessibile solo per il 50% mentre la Lega per intero, e con delle penalizzazioni per i calciatori nel caso di retrocessione; 2 - professionalità al 100%, per la lega i calciatori sono calciatori, per l’ AIC possono svolgere un’ altra professione; 3 - comportamento, per i Presidenti il comportamento deve essere sempre professionale, anche fuori dal campo, i calciatori ribadiscono invece di voler fare quello che vogliono nel tempo libero; 4 - sanzioni, per la Lega devono essere pagate in automatico al club, per l’Aic invece bisogna sempre rimettersi al collegio arbitrale; 5 - terapie fisiche, per l’Aic il calciatore si può curare dove vuole, per la Lega le cure devono essere praticate nel club; 6 - il presidente del collegio arbitrale, deve essere estraneo alle Lega tramite sorteggio all’ interno dell’ AIC. Gli altri due punti, il vero pomo della discordia, ossia: calciatori fuori rosa e contributo di solidarietà sui quali non c’ è stato nulla da

fare, e si è giunti allo strappo. Per i fuori rosa la Lega richiedeva che l’allenatore possa non far allenare i giocatori che non rientrano nei progetti della società, e che questi ultimi si allenino in separata sede, senza comunque toccare lo stipendio del calciatore; secondo i gio-

catori, invece, per dignità personale, essi devono potersi allenare con il resto dei compagni. Per il contributo di solidarietà, invece, la Lega ha richiesto che eventuali contributi straordinari, come può essere quello della manovra economica, vengano pagati interamente dai calciatori, mentre questi ultimi avrebbero voluto scaricare la tassa sulle società. Dopo aver esaminato la situazione, ci sarebbe da far sentire la propria voce con tutti i protagonisti della vicenda. Con i Presidenti, che

non hanno rispettato gli accordi presi, cioè i primi sei punti. Con i calciatori, che hanno scioperato contro un accordo che prevedeva che gli allenatori potessero fare scelte tecniche. Ma soprattutto sulla volontà di non pagare il contributo di solidarietà, loro, proprio loro che guadagnano esageratamente più di un qualsiasi lavoratore normale, che comprerà i biglietti o gli abbonamenti televisivi per pagargli ancora lo stipendio.

FitboXe: i segreti dell’aerobica che piace anche agli uomini

U

na tra le lezioni di fitness più seguite nelle palestre è sicuramente la Fit Boxe. Nata in Occidente e successivamente diffusasi anche in Oriente, la Fit Boxe è un'attività sportiva che consiste in esercizio fisico di tipo aerobico che sfrutta tecniche di Boxe e Kickboxing, sapientemente mixate ad un ritmo piuttosto sostenuto di musica. Gli ingredienti principali di questa attività dal successo strepitoso sono dunque l'aerobica, le arti marziali ed i sacchi mobili. L’ allenamento è fatto di calci, pugni, ginocchiate, in un coinvolgente crescendo musicale. La Fit-boxe è ideale per bruciare calorie e per sfogare lo stress delle sedentarie giornate di lavoro o di studio.I risultati principali sono il massimo rassodamento di gambe, glutei e addominali; in una lezione di fit-boxe si possono bruciare dalle 300 alle 500 calorie (a seconda del ritmo e dell’individuo), insomma, grazie alla Fitboxe è possibile raggiungere i principali obiettivi per cui generalmente ci si iscrive in palestra: eliminare lo stress; bruciare calorie;

ECLETTICA MULTIMEDIA • 0630999510

di FABIO ALLEGRINI

rassodare il corpo, apportare benefici all’apparato cardiovascolare ed a quello respiratorio, migliorare la condizione fisica generale. La Fitboxe sta conquistando sia uomini che donne e da quando è stata introdotta nel programma della palestra Extragym, a Palmarola, ha portato ad una piccola rivoluzione riuscendo finalmente ad avvicinare anche gli uomini al mondo del fitness aerobico. Sono infatti moltissimi gli uomini che hanno iniziato con entusiasmo a seguire lezioni di FitBoxe con risultati sorprendenti sia in termini di consumo calorico che di tonificazione ed aumento della resistenza e della capacità cardiorespiratoria. La Fitboxe è adatta a tutti, per praticarla non è necessario avere una preparazione di base specifica; non è necessario neanche un abbigliamento specifico, solo dei guanti tecnici – senza dita e rinforzati da una piccola imbottitura, che non costano molto. Su ciascun sacco lavorano contemporaneamente due persone; simulazioni di calci, pugni, ginocchiate e gomitate in un coinvolgente

crescendo musicale trasformano le techiche di combattimento in una danza sfrenata, divertente e addirittura liberatoria. Un altro aspetto da non sottovalutare è quello relativo all'apprendimento delle tecniche base di autodifesa in un clima di allegria e divertimento. Inoltre una lezione di Fitboxe può far tranquillamente parte dello specifico allenamento di atleti agonisti di Kick, Thai boxe o di altre arti marziali, come riscaldamento o preparazione per la resistenza aerobica e latticida. La Fitboxe è un mix di tutto quello che il nostro istinto o stato d’animo vuole sfogare al sacco: non c’e contatto fisico, non c’è gara e non ci sono vincitori o sconfitti. La Fitboxe è divertirsi, rilassarsi, è far lavorare il nostro corpo in un modo totalmente diverso del solito, è un lavoro aerobico e molti atleti lo utilizzano per migliorare la loro tenuta di gara. Provare per credere! Consuelo D'Elicio Istruttrice Fit Boxe


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.32 Pagina 17

17

A

L’ a.04 CasaLOTTI e’ PRONTa PeR IL saLTO DI QuaLITa’

nche quest’anno e per il secondo anno consecutivo, il centro sportivo Casalotti avrà una squadra che parteciperà al campionato C2 di calcio a cinque (conosciuto anche come calcetto). Lo scorso anno la squadra, dopo un agguerrito campionato ed al di sopra di tutte le aspettative si è classificata 5°. Quest’anno, oltre all’esperienza, la squadra potrà vantare un complesso rinnovato e totalmente all’ avanguardia. Il centro infatti disporrà di campi di nuova generazione per il calcio a cinque e calcio a otto, strutture logistiche ristrutturate ed aumento delle attività, con l’integrazione delle categorie giovanili di calcio a cinque quali Giovanissimi, Allievi e Juniores che potranno rinforzare ulteriormente la rosa della prima squadra, l’A.04 Casalotti. La rosa attuale è composta da: Forotti Andrea, Francescangeli Federico, Merli Davide, Cocco Valerio, Del Gaudio Federico, Scutari Alessandro, Iovine Antonio, Bucci Roberto, Lotrionte Paolo, Lotrionte Valerio, Baggini Stefano, Cioci Fabrizio, Pieromalli Gianluca,

Mattoccia Fabrizio. L’organigramma della società prevede invece: Presidente: Caropreso Giovanni; Allenatore-giocatore: Caropreso Cristiano; Coallenatore Marco Avella; Il Direttore Sportivo: Fabio Cinotti; Direttore Generale Settore Giovanile: Rubinetti Stanislao. Fanno parte ancora dello staff tecnico il preparatore atletico Giorgio Baric, il direttore organizzativo Silavano Rocchi e il magazziniere Ettore Pucci. La squadra ha degli obiettivi importanti, visto che annovera atleti con un passato prestigioso, come Pieromalli Gianluca, ma il campionato non è affatto semplice. Il miglior augurio da parte di tutta la redazione. F. A.

... In Breve Benzina. Quando l'aumento è incomprensibile. Raffronti 2008-2011 Incomprensibile. Non possiamo che definire così l'aumento del costo della benzina che è arrivata a 1,64 euro al litro, mentre diminuisce il costo del barile di petrolio. Ma vediamo meglio. Nel luglio 2008 il prezzo del petrolio era di 93 euro al barile e il prezzo della benzina era di 1,56 euro al litro. Nel luglio 2011, il prezzo del petrolio era invece di 65 euro al barile, ma quello della benzina, come per magia, è arrivato addirittura ad 1,64 euro al litro. Insomma, mentre il prezzo del petrolio diminuisce, addirittura del 30%, quello della benzina aumenta in modo sproporzionato, anche considerando l'aumento di 4,19 centesimi di accisa più Iva. Un dogma per gli automobilisti e per tutto il sistema dei trasporti. L’unica cosa a questo punto che ci interesserebbe sapere è se effettivamente esiste una proporzione tra i due prezzi, o sono del tutto arbitrari.

In alto: La rosa dell’ A.04 Casalotti. Qui sopra: il logotipo della squadra. Qui di fianco: il coallenatore Marco Avella.

ROMA ROMA

P PARCHEGGIO COPERTO

vi aspettiamo quì

T LUN/SAB 8.00-20.00 DOMENICA 8.30-13.30

AMBIENTE CLIMATIZZATO

FATTURAZIONE IMMEDIATA

BANCOMAT CARTE DI CREDITO VISA E MASTERCARD

Via della Riserva Grande 81 (Selva Candida) angolo con via Poggio delle Corti 12


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.32 Pagina 18

18

&

EVENTI       CULTURA

PROseGue seNZa sOsTa L’OCCuPaZIONe DeL di FEDERICA GUALTIERI

A

ccolta nella hall del bar da Tony, lavoratore dello spettacolo, l’occhio cade immediatamente sulle foto di Pina Bausch. Chiedo come mai proprio i suoi ritratti sono appesi alle pareti del Valle Occupato: le foto sono di Francesco Carbone, unico fotografo italiano tra quelli da lei stessa scelti, che le ha regalate come mostra permanente al teatro. Ma i regali non finiscono qui: la Ubulibri, la più grande casa editrice che riguarda lo spettacolo, teatro e cinema, e

la letteratura connessa al teatro e al cinema, ha regalato 200 volumi per iniziativa di Jacopo Quadri, presidente del premio Ubu, prestigiosissimo premio teatrale. La casa editrice, così facendo, ha riconosciuto pubblicamente il valore ufficiale di questa occupazione, che va ormai avanti dal 14 giugno e di certo non è può essere considerata un fenomeno episodico. Il Teatro Valle apparteneva originariamente all’ETI. Poi, una volta abolito tale Ente, è passato al Ministero che, a sua volta, lo ha passato al Comune di Roma, che lo avrebbe affidato al Teatro di Roma, finché non ha cominciato a paventarsi l’ipotesi di un bando pubblico, con il rischio che questo teatro fosse trattato come merce di scambio. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e la causa da cui è cominciata l’occupazione permanente. Oggi, la lotta del Valle Occupato, con assemblee pubbliche partecipate da 300 400 persone e condivise sul sito e sullo streaming all’insegna della totale trasparenza, si è spostata dalla originale contesa pubblico/privato, verso una lotta che riguarda i beni comuni: creare una Fondazione che abbia come nome Teatro Valle Bene Comune, un concetto giuridico nuovo che prende le dovute distanze da ciò che è, appunto, di dominio pub-

blico, e quindi, schiavo del potere e di chi governa. Il Bene Comune dipenderebbe dalla gestione che ne fanno i cittadini stessi: “Noi, come i cittadini che si sono messi a lottare affinché l’acqua rimanesse un bene comune da non privatizzare, abbiamo fatto la stessa cosa: ci siamo riappropriati di questo spazio in quanto siamo attori, tecnici, maestranze, scrittori di teatro e cinema, operatori dell’audiovisivo, e anche editori, lavoratori della conoscenza e universitari. Non stiamo aspettando delle risposte istituzionali, bensì siamo noi a fare delle proposte che sperimentiamo anche”. E, in questo processo, gli attivisti sono seguiti da due giuristi: Ugo Mattei, autore dei siti referendari sull’acqua, e Stefano Rodotà. Nei mesi estivi, il Valle ha sperimentato un tipo di formazione alternativa a quella poco accessibile esistente, con laboratori a numero chiuso, ma che comunque davano la possibilità anche agli altri di assistervi dalla platea. Le persone che vi avevano partecipato, la stessa sera portavano sul palco le cose imparate durante la formazione pomeridiana. Si è sperimentato, dunque, un sistema ecologico che ha anche una funzione economica, al contrario dello spreco finanziario che si fa oggi, dovuto a chi gestisce la cultura, non certo a chi la fa. “Una direzione artistica, per esempio, sceglie una compagnia per fare spettacoli per un certo numero di repliche, e a quella stessa compagnia verrà chiesto di fare anche della formazione. Con una stessa compagnia si coprirebbero così due richieste per i cittadini: lo spettacolo di sera e la formazione di giorno. Questo progetto farebbe in modo che il Teatro Valle sia attraversato tutto il giorno tutto l’anno”. Che questa idea sia fondata, lo hanno dimostrato le affollate serate estive in concomitanza dello svolgersi dell’Estate Romana. Basti pensare a numeri come 500-600 persone nelle serate del 10 e del 20 agosto, in cui sul palco hanno preso vita non i “soliti nomi”, bensì spettacoli come Genova 01 di Fausto Paradivino, conosciuto dal teatro, ma non dal grande pubblico, e lo spettacolo Roma ore 11, che racconta un fatto di cronaca ambientato nel dopoguerra. Quest’ultimo, che è un dramma che vede coinvolte due ragazze rimaste ferite sotto il crollo di una scala e che dovevano fare un colloquio di lavoro per un posto da dattilografe, è un parallelismo tra la precarietà di allora e quella di oggi. “Una cosa che succede spesso in queste serate è che siamo ringraziati perché si ha la possibilità di accedere al sapere, al di là di quello che dicono i nostri governanti che hanno sostenuto che con la cultura non si mangia”. Semmai, spiega sempre Tony, “succede che a non mangiare, è chi la fa

– la cultura - ma non chi le sta intorno”: ne è un esempio il bar che sta proprio lì davanti “che ha triplicato gli affari” . La cultura ha sempre creato un indotto per tutto ciò che le ruota intorno, soprattutto in un Paese come il nostro, la cui vera attrattiva è costituita dall’arte, dalla cultura e dallo spettacolo. Farsi un giro in centro, oggi, non può non voler dire anche Teatro Valle Occupato e aprirsi ad un mondo di condivisione vera, di solidarietà reale e di cultura riappropriata.

Venezia: all’interno della Mostra, il Mostro del Lido:

O

una finestra su un cratere di amianto

ltre a combattere per il Valle “non mercificato”, gli attivisti di Roma hanno puntato l’attenzione sulla più ampia categoria di lavoratori dello spettacolo e sulla cultura in generale. A tal proposito ci sono state assemblee sul cinema in occasione della Mostra di Venezia dove hanno occupato il teatro Marinoni dopo essere stati invitati alle Giornate Degli Autori. “A Venezia abbiamo fatto un atto illegale ma legittimo, legittimo perché siamo troppo vessati; illegittimo perché abbiamo compiuto un atto estremo. Non ci sono stati interventi delle forze dell’ordine né a Venezia né a Roma, perché abbiamo avuto la partecipazione di moltissimi cittadini nonché di personalità alte della cultura, che ci hanno dato solidarietà come Camilleri, Franca Valeri, Ottavia Piccolo, Peter Stein …” ci dice Tony, uno degli attivisti. A Venezia il movimento Valle Occupato si è unito al collettivo Sale Dokcs – Magazzini del Sale, che aveva occupato alcuni spazi anni fa. Sono artisti dell’audiovisivo e dell’arte contemporanea, oggi talmente riconosciuti da avere avuto la possibilità di gestire un padiglione dell’Arsenale durante la Biennale d’arte di d’architettura di Venezia. Insieme ai ragazzi del Sale, la compagine romana ha occupato il Teatro del Lido, il Marinoni, bellissimo palazzo

liberty, all’interno dell’Ospedale al Mare, che oggi è quasi tutto dismesso ed ipotecato per costruire il secondo Palazzo del Cinema di Venezia. Il progetto è dell’Est Capital e prevede di costruire un residence per ricchi, per un costo di 37 milioni, che, in principio, erano stati stanziati per la cultura. “Con quei 37 milioni noi avremmo preferito farci dei film piuttosto che farci un palazzo che in realtà è un cratere di amianto”: hanno abbattuto 150 alberi, scatenando la lotta di un comitato del lido che sta lottando da anni, e, “al posto del Palazzo del Cinema c’è un cratere di amianto che noi abbiamo scoperto tagliando il tendone che inneggiava 150 anni dell’Unità di Italia”. Chiudendo l’ospedale, gli abitanti e i residenti saranno sprovvisti del servizio sanitario erogato da un ospedale pubblico e molto prestigioso. Gli occupanti hanno avuto a loro favore tutta la giuria della Mostra del Cinema. “Darren Aronosfky si è sentito così coinvolto che veniva alle nostre serate dicendo che quello era il posto in cui si rilassava di più. Quando ha saputo della storia dell’appalto è andato dal Presidente della Regione Venezia Luca Zaia dicendo: ‘Perché non ci si occupa di questo teatro bellissimo che è un patrimonio? e peccato per quel buco’”. F. G.

Da sinistra, in senso orario: Un’immagine dall’interno del Teatro Valle occupato; Un’immagine del Teatro Marinoni al Lido di Venezia. Quì di fianco, infine, un’immagine di un cartello di protesta.


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.32 Pagina 19

19

I° INTeRNaZIONaLe DeI VesPIsTI a ROMa di FRANCESCO RASO

Si abbellisce di nuovo il nostro quartiere. Ma questa volta non con lucette e fuochi d’artificio, bensì con i colori più stravaganti della Vespa Piaggio. Dopo il rientro dalle vacanze estive, proprio a Casalotti, divenuto ormai il quartiere di riferimento per gli avvenimenti festivi di maggior rilievo del

XVIII e XIX municipio, si è tenuto il primo raduno internazionale Vespa città di Roma. Dal 2 al 4 settembre, infatti, l’associazione Vespa Club Tempo di moto, in occasione del suo decennale e in concomitanza del 150° anniversario dell’unità d’Italia, appoggiato dal Vespa World Club e dal Vespa Club Italia, ha organizzato questa edizione speciale

dedicata allo storico scooter della Piaggio. Per la prima volta, quindi, tutti gli amanti della Vespa si sono potuti radunare in un evento che li ha visti protagonisti in tre diversi tour nella città della Dolce Vita. Nel primo appuntamento si è arrivati al Lago di Bracciano. Nei giorni seguenti ci si è inoltrati, invece, nelle vie di Roma passando per il Gianicolo a dare l’omaggio a Giuseppe Garibaldi. A finire, la benedizione in Vaticano di tutte le Vespe. Anche il Presidente della Repubblica, sebbene con un incontro fortuito, ha potuto salutare i vespisti dalla sua auto. Per l’occasione è stato messo in piedi il Vespa Village, allestito in Via di Casalotti, nel quale si sono svolte mostre fotografiche che hanno ripercorso tutta la sua storia facendo rivivere, anche attraverso una esposizione di rarissimi veicoli d’epoca, a partire dalla famosissima Vespa del film Vacanze romane, momenti d’orgoglio. L’evento ha

destato interesse anche per più di 30 stranieri, provenenti da Austria, Svizzera, Belgio e Germania. Nella giornata di domenica, quella conclusiva dove tutti i vespisti si sono adunati al Vaticano per la benedizione, si sono contati ben 780 iscritti; un numero grande che ha sorpreso anche il presidente dell’associazione Tempo di Moto Vespa Club di Casalotti, Giuliano Ianiro: “doveva essere un evento al quale doveva partecipare molta gente, ma mai mi sarei immaginato di arrivare a quasi 800 iscritti, ai quali poi vanno aggiunti anche gli infiltrati, per così dire. Il lavoro dei preparativi è durato per più di un mese e saper di aver organizzato il tutto e continuare a lavorare dietro le quinte, nel proseguimento dell’evento senza poter percorrere alcuni momenti magici in sella alla mia Vespa, è stato un po’ duro” prosegue il presidente dell’associazione con un sorriso malinconico, “ma è stato ripagato alla stragrande tutto il sacrificio che abbiamo fatto per far sì che tutto riuscisse al meglio. Ringrazio vivamente tutti coloro che ci hanno aiutato qui nel nostro quartiere ma anche i vigili urbani e i motociclisti che ci hanno permesso di eseguire i tour in una città come Roma, in grande serenità”. In alto a sinistra in senso antiorario: Due immagini del tour di Roma delle Vespe, la prima costeggiando le colonne in Piazza S.Pietro e la seconda percorrendo via della conciliazione; Un’immagine panoramica del luogo ufficiale del raduno presso via di Casalotti. Gli iscritti ufficiali sono stati quasi 800 e a vedere da questa immagine ci si rende conto che non si è esagerato. Al centro dell’articolo un’immagine della Vespa colorata in onore del 150° dell’Unità.

... In Breve DI CHI SONO I VOSTRI SOLDI? Il sistema bancario è ricco di paradossi almeno quanto lo è economicamente e la comune ignoranza in materia, insieme alla perdita di logica nei minimi rapporti con il denaro, non solo permette che tali paradossi esistano, ma il più delle volte ricerca essa stessa un alibi al sistema quando viene preso in castagna. Ovviamente “il più delle volte” non significa “sempre”. Una famiglia romana, colpita da un grave lutto in un venerdì sera di settembre, al lunedì seguente, sbrigate le pratiche burocratiche, si presenta in banca per richiedere la somma da liquidare all’agenzia funebre. Il totale ammonta a 4800 €. “Signora ma noi non abbiamo questa cifra”- ha insistito la sportellista, che ha poi aggiunto -“Avrebbe dovuto chiamarci venerdì, per prenotare la somma”. Alchè la signora, udita l’assurdità della risposta, ha inveito dicendo: “Venerdì, quando avete chiuso, mio padre era ancora vivo, cos’è dovevo prevedere la sua morte e attaccarmi subito al telefono anzichè abbracciarlo nel suo ultimo respiro? Ma stiamo scherzando, si rende conto di quello che dice? E poi il mio conto corrente supera tale cifra, significa che io i Miei soldi ve li ho depositati. E poi scusi ora come funziona, che la devo chiamare per richiedere ciò che è Mio, perchè voi i miei soldi chissà dove li avete messi? Se vi dico che ho speso i soldi destinati a voi per il Mutuo voi che fate, mi fate quantomeno l’ingiunzione giusto? Ed io ora che dovrei fare a voi, che tenete in piedi una banca con centinaia di correntisti e meno di 4800 euro liquidi?” Nessuna risposta dall’altra parte del vetro. Solo uno stridulo: “Direttoreee”. Dopo una lunga conversazione con il Direttore, la situazione si è sistemata. Quel che resta è l’assurdità della richiesta, scavalcata solo dalla determinazione della protagonista. La vicenda è realmente accaduta, nei pressi di Via Mattia Battistini.

OMEOPATIA • PREPARAZIONI GALENICHE PROFUMERIA • DIETETICA PRODOTTI PER L’INFANZIA

00166 Roma - Via della Cellulosa, 42 Tel. 0661550961


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.32 Pagina 20

20

&

ECONOMIA      SOCIETA’

MaNOVRa FINaNZIaRIa 2011: PeR ChI suONa La di GIUSEPPE STRAZZERA

P

er la seconda volta in meno di due mesi l’Italia ha approvato in fretta e furia una legge di bilancio, complice la stretta dei mercati e lo spread sui Titoli di Stato, i quali durante l’iter di approvazione, contribuivano ad ingigantire lo spettro della crisi e l’effetto Grecia. Protagoniste della borsa sono state ancora una volta le società di rating, l’immacolata concezione del sistema bancario, talmente efficienti e precise che, soltanto 3 anni fa, dimenticavano di considerare spazzatura (e quindi passività) tutte quelle cartolarizzazioni di mutui erogati senza garanzie, nei bilanci delle grandi società, le quali a loro volta, fallendo, hanno causato la crisi tuttora in corso. La situazione oggi non è affatto più stabile ed il conto della manovra è comun-

que salato. L’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto), provvedimento cardine della manovra, è passata dal 20 al 21%. Lo Stato conta di ricavarne circa 4 miliardi di gettito in più ogni anno. La previsione, però, non tiene conto della contrazione dei consumi causata proprio dallo stesso provvedimento, in un momento economico in cui la ricchezza delle famiglie, il reddito disponibile ed il potere d’acquisto sono notevolmente ridotti. Altro punto della manovra è il contributo di solidarietà. Si applica per la parte eccedente i redditi superiori a 300 mila euro, nella misura del 3% e si prevede consegni nelle casse dello Stato circa 200 milioni di euro in più. Punto caldo e francamente inspiegabile, date le cifre in campo, è l’ennesima riforma delle pensioni, che prevede l’anticipo dell’adeguamento a 65 anni per l’età pensionabile delle

Fonte: Istat

donne nel settore privato. L’effetto sarà solo di lungo periodo, nulla a che vedere con l’urgenza dettata dai mercati dunque, e quantifica il risparmio in 120 milioni ogni anno, a partire dal 2014. In attesa dello svolgimento dell’iter costituzionale c’è poi la questione dell’abolizione delle Province che, nonostante il giusto reintegro del personale, produrrebbe un risparmio di prima istanza pari a circa 11 miliardi di euro l’anno. Riguardo invece ai Ministeri ed agli enti locali, la manovra prevede un taglio trasversale dei trasferimenti pari a circa 12 miliardi complessivi. Agli enti locali, però, concede la carota della Robin Tax, della quale questi ultimi potranno beneficiare al 100%. Risulta legittimo, a questo, chiedersi se fosse stato possibile reperire altrove le risorse necessarie. Non è di certo questa la sede più adatta, ma si può senza dubbio dimostrare che il contributo di solidarietà e l’adeguamento delle pensioni delle donne si sarebbero potuti risparmiare già solo accorpando la data delle ultime elezioni amministrative a quella dell’ultimo referendum, poiché la spesa aggiuntiva ingiustificata, prodotta da questo becero e malriuscito giochetto politico, è stata di ben 300 milioni di euro. Si può ancora dimostrare che il gettito prodotto dall’aumento dell’Iva, che inciderà sulla spesa di tutte le famiglie italiane, si sarebbe ugualmente ottenuto se anziché elemosinare il 5% dai capitali rientrati grazie allo scudo fiscale (che ha prodotto 5 miliardi di euro), si fosse elemosinato il 10%. I tagli ai Ministeri ed agli enti locali, infine, si sarebbero scongiurati proprio con l’abolizione delle Province, chiudendo quasi alla pari una manovra “lacrime e sangue” che si sarebbe trasformata in sole “lacrime” ma non per tutti, evitando proprio quel sangue che purtroppo non tarderà ad arrivare.

In basso a sinistra: una tabella ISTAT che rappresenta la spesa mediana e media delle famiglie italiane nel periodo 2008-2010. Si noti che la spesa è in ripresa rispetto al 2008 solo per i settori insostituibili quali Trasporti, Istruzione (e ovviamente cultura), Abitazione ed Energia.


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.32 Pagina 21


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.33 Pagina 22

22

LETTERE ALLA REDAZIONE

aLCuNe DeLuCIDaZIONI suLL’asILO DI VIa aBaCuC

L’auTORe RIsPONDe

Caro Direttore,

Spett.le Sig. Emiliano,

le scrivo in merito all’articolo pubblicato sul pungolo di

A scriverLe è il redattore dell’articolo da Lei menzionato:

maggio/giugno 2011: “Asilo nido Abacuc, una storia tra-

“Asilo nido Abacuc, una storia travagliata”.

vagliata” a cura di Gabriele Cantarella.

Sin dalla nascita del giornale vent’anni fa, il desiderio da

Da attento lettore del vostro giornale, ho notato sull’ar-

subito inseguito è stato quello di una partecipazione del

ticolo sopraindicato delle inesattezze su come sono stati

cittadino attiva sul territorio, e ricevere informazioni da

assegnati i posti per l’anno 2010/2011.

un attento lettore come Lei, lascia sempre grande soddi-

Al momento delle iscrizioni per l’anno in questione , la

sfazione a dimostrazione che il giornale viene apprez-

domanda veniva fatta nell’ufficio del 19° municipio nel

zato, e in caso perfezionato.

primo periodo del 2010, tra le varie opzioni nel scegliere

E’ per questo che La ringrazio a nome della redazione

le strutture, c’era la possibilità di scrivere “Asilo Selva

per la Sua delucidazione in merito alle modalità di iscri-

candida” (chiamato cosi perchè non aveva ancora un

zione al suddetto asilo.

nome), che non doveva essere messo come prima ed

Ciò però non deve lasciar spazio ad atteggiamenti giu-

unica scelta, ma solo come opzione.

stificatori del comportamento perpetrato dall’ ammini-

Se all’inizio dell’anno scolastico, o durante, i lavori del-

strazione, sull’onda della critica situazione nella quale il

l’asilo venivano terminati, i bambini ancora in graduato-

quartiere versa sul fronte asili.

ria potevano essere chiamati

Non è concepibile ridurre una tale struttura ad un mero

Così si spiegano quei bambini che da aprile si trovano a

“parcheggio” per bambini, facendo confluire in esso le

far parte della struttura in questione!

rimanenze delle graduatorie, ad anno scolastico notevolmente avanzato.

Cordiali saluti.

L’unico posto disponibile per l’anno educativo 20112012 sta a dimostrazione del fatto che si è anche privata Emiliano. U.

a molte famiglie l’opportunità di iscrivere il proprio figlio all’asilo da tanti anni atteso. Detto ciò la ringrazio nuovamente per il suo intervento chiarificatore, Il Pungolo è il giornale dei cittadini del quartiere e da essi è giusto che sia partecipato. Distinti saluti Gabriele Cantarella

Ca (B

ar

de

mb

lM

ar

es

io d

c ia

l lo

)

e l la g u a rdia

Con la fine dell’estate e’ diventato

Tabacchi

e continuera’ ad offrire ai signori clienti i servizi gia’ esistenti con l’aggiunta di un sorriso e ulteriori miglioramenti !!!

A Daniela, Giovanna e Valerio l’augurio di un proficuo lavoro da Salvatore e Romana, della direzione del Pungolo e da tutti i cittadini delle Cerquette Grandi e zone limitrofe con il gaudio di superare i gia’ bravi predecessori. Via della Storta, 147b - Roma


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.33 Pagina 23

23

SERVIZI  AL  CITTADINO PRESIDIO CASALOTTI Via Boccea n. 625

AMBULATORIO INFERMIERISTICO 06.68354550

NUMERI UTILI

Prestazioni erogate:

IL PUNGOLO, PERIODICO DEL COMITATO DI QUARTIERE:  "NUOVE ALLEANZE ROMA NORD OVEST CASALOTTi - SELVA CANDiDA” Sede Legale: Via Morsasco, 9 - 00166 Roma - Tel. e Fax 06.61565142 DIREZIONE AMMINISTRATIVA

Terapia iniettiva sottocutanea, intramuscolare e fleboclisi; Rilevazione e monitoraggio parametri fisiologici; Rilevazione glicemia capillare (one-touch); Medicazione semplice; Medicazione di ferite con punti di sutura e/o rimozione degli stessi; Gestione cateteri vescicali (sostituzione, lavaggio, educazione all’autocura); Terapia educazionale paziente con scompenso cardiaco cronico (PDTA Mar, Gio e Ven); Terapia educazionale al paziente in prevenzione per cardiopatia ischemica; Terapia educazionale del diabetico Orientamento all’accesso ed all’utilizzo dei Servizi Sanitari Pubblici.

Via Rimella n. 156, Tel/Fax: 0661565142 e-mail: comit.narno@tiscali.it - redazione@ilpungolo.org CARABINIERI

PRESIDENTE Luciano Landonio DIRETTORE RESPONSABILE POLIZIA

Enrico Sarzanini CAPOREDATTORE Giuseppe Strazzera

Si ricorda a tutti i cittadini interessati alla

VIGILI DEL  FUOCO

DONAZIONE DI SANGUE che il giorno 11 Dicembre 2011, dalle ore 7,30 alle ore 11,30 presso il COLLEGIO INTERNAZIONALE di TERRASANTA, in Via BOCCEA 590 sarà possibile effettuare la donazione (a digiuno)

REDATTORI Allegrini Fabio, Bottoni Alfredo, Cangialosi Andrea, Cantarella Gabriele, Carbonara Alessio, Cardinali Alessandro, Casadio Martina, Ceccherini Artemio, De Bonis Angelo,De Santis Sara, De Simoni Antonio, Gualtieri Federica, Landonio Luciano, Liberatori Davide, Raso Francesco.

EMERGENZA SANITARIA

REG. TRIB. n° 451 del 18-07-1990 SITO INTERNET

www.ilpungolo.org

ISOLA ECOLOGICA Via Mattia Battistini: I Cittadini potranno depositare: nei giorni feriali con orario: 7.00 - 12.00 e 14.00 - 19.00 nei giorni festivi con orario: 7.00 - 12.00 IL MATERIALE DEPOSITABILE COMPRENDE: ELETTRODOMESTICI, FRIGORIFERI, COMPUTER, TV, MATERIALE ELETTRONICO, MOBILI, BATTERIE, OLII ALIMENTARI, MATERASSI, RETI, ARREDI VARI IN LEGNO E METALLO, CALCINACCI E PIASTRELLE.

06.06.06

STAMPA BEEWORK srl Via degli Astri, 22 - 00144 Roma email: info@beeworksrl.com

15.15


flora pungolo definitivo_Il_Pungolo_III_Edizione_Ottobre_2011 10/10/11 18.42 Pagina 24

• PORTE DI OGNI TIPO ED ESSENZA • PORTE SCORREVOLI • PORTE CENTINATE • PORTE FONOISOLANTI • PORTONCINI BLINDATI • PORTE ANTINCENDIO 120°-60° • FINESTRE PER TETTI ECC.

Preparatevi ad un

Fino al 30 novembre


Il Pungolo n.104  

Il Pungolo, periodico del quadrante Roma Nord-Ovest. Notizie dai quartieri: Casalotti, Palmarola, Ottavia, Selva Candida, Selva Nera, Via Bo...

Advertisement
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you