Portico 297

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ANNO XXXII MENSILE NOVELLARESE D'INFORMAZIONE

Il carnevale dei bambini

Febbraio 2013 n.297


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Elezioni: cambiare l’Italia per far pagare la crisi a chi ha di più Siamo a pochi giorni dalla conclusione di una campagna elettorale senza precedenti. Senza precedenti per le condizioni di oggettiva difficoltà del Paese, delle persone, delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese. La crisi è in una fase acutissima. A farne le spese sono soprattutto i giovani che non trovano lavoro e tutti coloro che lo perdono e tante aziende che non ce la fanno più a reggere sul mercato, spesso principalmente per problemi di liquidità. dell’On Maino Marchi

Senza precedenti per la sfiducia che si è ingenerata nei cittadini sulla possibilità della politica di cambiare le cose. Rischia di passare il concetto del “sono tutti uguali” assolvendo o non penalizzando i responsabili che hanno governato gran parte degli ultimi dieci anni (il PdL e la Lega), che addossa le stesse responsabilità a chi ha combattuto per prospettive e soluzioni opposte a chi ha governato (il PD) e favorisce chi propone di buttare tutto per aria senza nessuna vera proposta di governo (non lo è, come sostiene Grillo, l’uscita dall’euro, né il non pagare i debiti, né assicurare 1000 euro a tutti). Senza precedenti per il tipo di gara elettorale. C’è solo una coalizione, il centrosinistra, che davvero propone un progetto per il futuro del Paese, un progetto di governo. Tutti gli altri hanno solo un obiettivo: impedire al PD e al centrosinistra di avere la maggioranza sia alla Camera che al Senato per governare autonomamente. Fanno tutti il tifo per una situazione di non governo, che renda possibile perseguire accordicchi senza una vera prospettiva di governo. E questo perché c’è in gioco una questione essenziale: chi paga l’uscita dalla crisi italiana. Finora l’hanno pagata soprattutto i ceti medi e bassi, che si sono tutti impoveriti, mentre una fascia ristretta si è arricchita, quella che detiene gran parte della ricchezza finanziaria e patrimoniale. Questi sanno che Bersani, il PD e il centrosinistra fanno sul serio: se vinciamo sono soprattutto loro, quelli che hanno di più, a dover dare di più. Questi poteri forti si sono scatenati contro la prospettiva della nostra vittoria. Berlusconi promette in forme nuove vecchie promesse non mantenute e che, se fossero realizzate, determinerebbero una catastrofe finanziaria dello Stato, evitabile solo con altri colpi alla scuola, alla sanità, allo stato sociale. Alla fine a pagare sareb-

SALUMIFICIO

bero ancora una volta i più deboli. Monti promette il contrario di ciò che ha fatto. Grillo ripercorre simboli e ragionamenti del ventennio (chiudere partiti e sindacati, bombardare le istituzioni, ecc). E poi c’è quella sinistra radicale, oggi guidata da Ingroia, che ha le massime responsabilità delle vittorie passate di Berlusconi e che, ancora una volta, non contenta, ci riprova. Occorre una grande mobilitazione per una netta vittoria del PD e del centrosinistra, che permetta di affrontare con forza tre cose: il rilancio del progetto europeo, cioè il cambiamento delle politiche sbagliate che ha fatto la destra europea in questi anni, per avviare politiche di investimento e sviluppo, per il lavoro; la ricostruzione economica dell’Italia, cioè politiche per il lavoro, per la crescita (investimenti dei Comuni; sostegno alla scuola, università, ricerca e all’innovazione, in particolare nella green economy; meno carico fiscale sul lavoro e l’impresa e di più su finanza e patrimoni; lotta all’evasione fiscale con la tracciabilità dei pagamenti; accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione; vera spending review, cioè taglio delle spese per il funzionamento dei Ministeri e risorse adeguate, eliminando gli sprechi, per il welfare e i servizi ai cittadini), la ricostruzione democratica del Paese: potere di scelta ai cittadini, come abbiano fatto con le primarie; moralità nella vita pubblica; lotta alla corruzione, prevedendo i reati di falso in bilancio e di autoriciclaggio; riduzione dei costi della politica; riorganizzazione della pubblica amministrazione e, soprattutto, lotta alle organizzazioni criminali mafiose. Il PD ha presentato proposte forti e realizzabili. Come l’IMU sulla prima casa, dove vogliamo

azzerarla per la case di minor valore (quelle che pagano fino a 500 euro) e alzarla notevolmente per quelle di maggior valore (oltre 1,5 milioni di euro di valore catastale). Né ci lasciamo intimidire dalla campagna su MPS. Chi ha tolto il falso in bilancio, introdotto lo scudo fiscale e non voluto regolare i derivati, che sono tutte questioni che c’entrano con questa vicenda? Il centrodestra. Chi doveva vigilare sulla Fondazione? Il Ministero dell’Econonia guidato da Tremonti. Chi ha operato per cambiare la direzione della banca? Il Sindaco PD di Siena, poi costretto alle dimissioni e che ora ricandidiamo. Ce n’è anche per noi: c’è stato un eccesso di localismo a Siena, a questo è un errore politico, non un reato. Non abbiamo timori di Commissioni di inchiesta e del lavoro della Magistratura: emergerà che il PD non c’entra con le scelte di cattiva gestione e con gli eventuali reati commessi. Con questo tema si vuol rendere opaco ciò che con queste elezioni è davvero possibile: cambiare l’Italia, stando dalla parte dei più deboli, per costruire un’Italia giusta. Sta a noi renderlo evidente a tutti gli elettori per vincere il 24 e25 febbraio.

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Non cadiamo ancora nelle trappole degli imbonitori Spregiudicate promesse da parte dei soliti noti ma la triste verità è che le misure demagogiche alla fine si ritorceranno contro i più deboli di Alessandro Baracchi vice Segretario PD Novellara Le campagne elettorali hanno il beneficio di mettere in luce tutta la spregiudicatezza mediatica dei partiti che, pur di accaparrarsi il più ampio consenso, cercano di intercettare voti anche con modalità discutibili. Non da ultima la fantomatica proposta di togliere l’IMU. Ritenere questa proposta inverosimile non significa condividere l’imposta così com’è stata applicata; significa razionalmente comprendere che chi propaganda la sua restituzione non farà altro che recuperare quel mancato gettito in un modo differente. Che siano tagli ai trasferimenti agli enti locali, oppure tagli alla sanità,

ai trasporti, all’istruzione, in ogni caso, saranno a danno e a carico del contribuente. Ecco perché l’eliminazione dell’IMU non è nient’altro che un azione propagandistica che in modo indiretto, in ogni caso, si ritorcerà contro alle persone. La speranza è che gli italiani non abbiano dimenticato che dal 2001 Silvio Berlusconi ha governato ben 10 anni non raggiungendo alcun obiettivo politico ne istituzionale tra quelli prefissati. Lo scandalo “Monte dei Paschi” grida vendetta e, per dovere di obiettività, è bene ricordare le responsabilità anche del sistema politico; responsabilità che però non devono essere ingigantite in modo strumentale nella fattispecie. Un conto è nominare i membri di una fondazione; un conto è intercettare movimenti di speculazione finanziaria che solo gli addetti ai lavori possono inter-

pretare. La politica e la finanza devono tornare ad essere due entità separate. Tutto il sistema politico italiano necessita di essere riformato; nessuno è immune da colpe. Questa considerazione però non ci esula dal dovere fare una scelta consapevole e razionale al momento del voto. L’unica piattaforma politica che sta proponendo in modo concreto soluzioni per risolvere alcune delle problematiche presenti è il Partito Democratico. Ad esempio non si parla di eliminazione dell’IMU bensì di una sua rimodulazione in base al reddito e al patrimonio. L’alleggerimento dell’imposta sulle fasce più deboli sarà finanziata mediante un’imposta personale sui grandi patrimoni; un prelievo aggiuntivo sui patrimoni immobiliari di valore superiore a soglie particolarmente elevate. Questa è solo una delle proposte del PD che fonda la sua impostazione su linee politiche ben precise: rimodulazione della tassazione coerentemente con redditi e patrimoni; tassazione delle rendite; alleggerimento del costo del lavoro reperendo i fondi mediante misure stringenti di tracciabilità dei flussi che consentano un maggior controllo sull’evasione fiscale. La forza di una proposta politica è direttamente proporzionale alla sua ragionevolezza e concretezza, parametri imprescindibili per una scelta consapevole e ragionata.

Partito Democratico: una campagna elettorale tra la gente per parlare dei problemi reali del nostro paese Milena Saccani Vezzani segretaria Circolo PD di Novellara

Di fronte al circo mediatico, agli effetti speciali e alle proposte “shock”, bisogna fare di tutto per ancorare la campagna elettorale alla condizione del paese e spostare il dibattito su temi seri. È quello che sta facendo il Partito Democratico. Una campagna elettorale nei territori, tra la gente, parlando dei problemi reali del nostro paese e proponendo soluzioni serie e credibili. Proprio da questo è nata l’idea dell’iniziativa che si è svolta nella mattinata di mercoledì 6 febbraio, nella quale si è parlato di AGRICOLTURA e della situazione del settore Agroalimentare. Anziché proporre la solita serata di dibattito politico, il Circolo PD di Novellara ha pensato ad un approccio diverso. La sottoscritta (segretaria locale del PD) e la candidata al Senato Leana Pignedoli (senatrice uscente ed ex membro della commissione agricoltura) siamo andate di persona ad incontrare gli imprenditori agricoli loca-

li. Non solo per parlare loro del programma del partito ma soprattutto per ascoltarli, dare delle risposte, avere suggerimenti su ciò che c’è da fare per questo settore, nonché vedere e toccare con mano la realtà delle aziende agricole locali e la realtà del nostro territorio. Una prima tappa del nostro tour si è svolta a Novellara presso l’az.agricola di Bartoli Gabriele incontrando una ventina di agricoltori. Seconda tappa è stata la Latteria Sociale di S.Giovanni, presso la quale abbiamo incontrato un’altra ventina di agricoltori delle frazioni. A seguire, visita alla CILA e nuova centrale di Biogas, alla discarica Sabar e alle serre di coltivazione del basilico del Bettolino. A mio giudizio è stata sicuramente un’esperienza molto positiva e anche gradita dall’altra parte. È stata l’occasione di un confronto vero e diretto con le persone, una bella chiacchierata ed uno scambio di opinioni e suggerimenti sul da farsi, perché c’è ancora molto da fare per l’agricoltura e troppo poco se ne parla in questa campagna elettorale. La buona politica è quella che frequenta le persone in carne ed ossa, che discute e si

confronta…….e aggiungerei citando una frase di Bersani: “guardandole all’altezza degli occhi”. Questo modo di fare e di agire deve caratterizzare la nostra campagna elettorale e la nostra attività politica (anche e soprattutto dopo le elezioni). L’Agricoltura e il settore agroalimentare sono in forte sofferenza, ma rappresentano una risorsa fondamentale. Sono settori decisivi e strategici per rilanciare il paese. Il programma del PD si intitola “L’Italia Giusta”…… L’Italia Giusta che mette al centro gli elettori, i cittadini (che non devono essere solo spettatori, ma protagonisti), che mette al centro i temi reali come il Lavoro, Moralità, Scuola, Salute, Agricoltura, Ambiente, Welfare, Fisco, Diritti, Beni Comuni. Finalmente è venuto il momento anche per l’Agricoltura di essere messa al centro dell’agenda politica e (speriamo) di Governo. Un ringraziamento a chi ci ha accolto e ospitato: Bartoli Gabriele, Giannetto Gatti per la Latteria Sociale di S.Giovanni, Salsi Graziano per la Coop.CILA e Marastoni Mirco per la Sabar.

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DOVE LA POLITICA DICE LA VERITÀ


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Quattro anni dopo, di nuovo alla corte di Obama La Casa Bianca ha accolto il novellarese Alessandro Cagossi. E’ la seconda volta che il giovane docente universitario riceve l’invito ufficiale a presenziare alla cerimonia di insediamento del Presidente degli Stati Uniti di Simone Oliva Intervista ad Alessandro Cagossi, docente presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università della West Virginia dove insegna e fa ricerca dal 2006. E’ giunto a questo impiego dopo la Laurea in Sociologia presso l’Università di Trento e girando per il mondo (Australia, Senegal, Ecuador, Cina e Stati Uniti) per studiare i sistemi politici internazionali. Adesso le sue attenzioni sono rivolte all’Unione Europea, in particolare all’eurozona. Si può proprio dire che ormai “sei di casa” alla corte di Obama. Nel 2009 ero già stato invitato dal celeberrimo senatore Robert Byrd, il più longevo della storia del Congresso americano. In questa nuova occasione l’invito a partecipare mi è stato inviato dal senatore Jay Rockfeller, discendente dalla famosa famiglia newyorkese, con cui ho lavorato in ambito universitario per alcuni programmi di politiche locali in West Virginia. Ho potuto assistere all’insediamento-bis a poca distanza dal podio, assieme a personaggi dello spettacolo, tv e politica. Fra loro anche Soledad O’Brien, nota presentatrice della CNN. Quali differenze hai notato rispetto a quattro anni fa? Il primo insediamento avvenne con un freddo glaciale, mentre stavolta la giornata era piuttosto mite. Una metafora perfetta della crisi che quattro anni fa ha di fatto congelato l’economia mondiale, e il disgelo ora. Che cosa ha detto Obama alla folla oceanica accorsa a celebrarlo? Obama ha voluto fare un discorso di insediamento programmatico incentrato su quello che intende fare nei prossimi quattro anni, lasciando da parte la tipica retorica che di solito contraddistingue queste occasioni. Libero dall’incombenza della rielezione, Obama potrà usare questo secondo mandato per attuare quello che non è riuscito a fare in passato, favorendo l’eventuale ascesa di Hillary Clinton tra quattro anni. E il pubblico come ha reagito? C’erano meno persone rispetto al 2009 e si respirava un senso di realismo che ha in parte sostituito il grande entusiasmo della precedente occasione. Ma

Obama rimane un punto di riferimento per moltissimi cittadini americani che, non a caso, lo hanno rivotato sapendo che anche grazie alle sue scelte il futuro sarà comunque più roseo di quanto sia stato il recente passato. Perché pensi che gli americani abbiano voluto riconfermare Obama? Credo sia stato rieletto per un atto di giustizia, poiché gli americani hanno voluto premiare chi ha fatto il lavoro “sporco” e ha dovuto compiere le scelte più difficili nel momento peggiore, considerato che la crisi economica era al suo apice proprio all’inizio del suo primo mandato, nel primo semestre del 2009. Obama raccoglierà i frutti delle sue scelte e gli americani lo hanno rieletto anche per questo. Ma un’alternativa c’era. Come mai gli statunitensi non hanno dato credito al repubblicano Mitt Romney? Credo che Romney sia rappresentata una scelta sbagliata da parte del Partito Repubblicano, visto che è un investitore finanziario di Wall Street. Molti americani vedevano Romney come l’emissario della grande speculazione finanziaria che crea grandi profitti senza produrre nulla. Speculazione che ha creato lo sconquasso economico degli ultimi anni. Hanno quindi ritenuto inopportuno mettere un uomo di Wall Street alla presidenza degli Stati Uniti e, diciamo così, al comando dell’economia mondiale. Un confronto tra Obama e Berlusconi nella gestione della crisi? Sia Obama sia Berlusconi non sono i responsabili della crisi. Tuttavia, a torto o a ragione, Obama ha fatto delle scelte ben precise per affrontare la crisi, iniettando denaro pubblico per stimolare l’economia e cercando di far pagare più tasse ai ricchi. In Italia, al contrario, per vari anni Berlusconi ha negato la crisi, senza peraltro far molto per alleviarla. Poi nel 2011 con un paese sull’orlo della bancarotta ha dovuto inevitabilmente mettere mano all’emergenza con aumento delle tasse e tagli distribuiti sul triennio 2012-2014. Infine ha passato la mano a Monti per fargli fare il “lavoro sporco”. Senza contare gli scandali di ogni tipo che hanno riguardato la sua persona

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e il PdL. Direi che peggio non si poteva fare, da tutti i punti di vista. E Monti? Sostanzialmente Monti ha riscosso conto terzi le tasse di Berlusconi e Tremonti, addirittura aumentandole un po’ perchè non c’erano più soldi in cassa per far funzionare lo Stato italiano, pagare le pensioni e mettere benzina nelle auto della polizia. In tal senso, Monti è come Obama negli USA, ha preso in mano un paese che era al collasso. Anche chi verrà nei prossimi anni si troverà a fare i conti col fardello lasciato in eredità dalla gestione scriteriata della crisi da parte del centrodestra. A proposito, nel 2014 saranno 80 i miliardi che dovranno entrare nelle casse dello Stato con tasse e tagli lasciati in eredità da Berlusconi e Tremonti. Si potrebbe obiettare che Obama ha salvato la General Motors, mentre Berlusconi l’Alitalia. Obama ha prestato denaro pubblico all’azienda privata General Motors, denaro che è stato restituito completamente allo Stato americano con tanto di interessi al tasso di mercato. Berlusconi ha fatto pagare i 3 miliardi di debiti dell’azienda pubblica Alitalia ai contribuenti italiani e poi l’ha privatizzata vendendola a una cordata di imprenditori. Direi che la differenza è lampante. Tornando alle cose nostrane, un uomo di mondo come te come riesce a coltivare il suo rapporto col paese? Quando possibile rientro due volte all’anno (a Natale e in estate) per visitare famiglia e amici; poi da qualche anno scrivo per il Portico sulle vicende novellaresi che mi giungono all’orecchio; e dal 1997 faccio volontariato in Croce Rossa, visto che di volontari ce ne è sempre bisogno.


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ISCRIZIONI ALLE SCUOLE DELL’INFANZIA Dal 22 gennaio al 28 febbraio sono aperte le iscrizioni alle scuole dell’Infanzia per l’anno scolastico 2013/2014: Comunale “Arcobaleno”, Statale “Il Girasole”, Parrocchiale “Lombardini” e Parrocchiale “S.Maria”, per i bambini nati negli anni 2010, 2009 e 2008. Come sempre i bambini saranno accolti in base al numero dei posti disponibili, determinato dalla capacità ricettiva delle strutture. BORSE DI STUDIO PER ALUNNI DELLE SCUOLE SUPERIORI DI II GRADO Dal 25 gennaio fino alle 13 di mercoledì 27 febbraio è possibile presentare le domande di borse di studio relative all’anno scolastico 2012/2013, così come previsto dal bando emanato dalla Provincia di Reggio Emilia sulla base della Legge regionale 26/2001 sul Diritto allo studio. Tutte le informazioni sul sito web del Comune. SUAP: NUOVA SEDE ED ORARIO DI RICEVIMENTO A partire dal 4 febbraio lo Sportello Unico attività produttive (SUAP) di Novellara si è trasferito sotto al porticato dell’ala nord della Rocca dei Gonzaga e riceve nelle giornate di martedì, giovedì e sabato dalle ore 10,30 alle ore 12,30. AVVISO AI CACCIATORI Entro il 31/3/13 occorre riconsegnare all’URP il tesserino di caccia, compilato alla pagina 71 e 73 relativamente alla scheda riepilogativa “caccia stanziale”. PREMIO PER LA PACE “GIUSEPPE DOSSETTI” VII° edizione anno 2013 Il Comune di Cavriago, il Comune di Reggio Emilia, la Provincia di Reggio Emilia, la Regione EmiliaRomagna, bandiscono il “Premio per la pace Giuseppe Dossetti” edizione 2013. La Sezione 1 del “Premio per la pace Giuseppe Dossetti” si rivolge ad associazioni con sede sul territorio nazionale che negli ultimi tre anni abbiano compiuto “azioni di pace” coerentemente con i principi affermati da Giuseppe Dossetti nella sua vita. Le candidature dovranno pervenire entro lunedì 18 marzo 2013 presso il Centro Studio e Lavoro “La Cremeria”, Via Guardanavona 9, 42025 Cavriago (RE). RACCOLTA RIFIUTI INGOMBRANTI: A DOMICILIO E GRATIS S.a.ba.r. spa ha attivo già dal 2009 il servizio a domicilio per la raccolta rifiuti ingombranti. Il servizio, completamente gratuito è rivolto a tutte le famiglie che pagano regolarmente la tariffa igiene ambientale e che necessitano di scartare rifiuti incapaci di essere trasportati in una normale automobile (materasso, mobili, boiler, frigorifero ecc). Per attivare il servizio basta contattare S.a.ba.r. allo 0522-657569 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. La giornata prestabilita per la raccolta a Novellara è il giovedì e, se non è possibile posizionare il rifiuto fuori dall’abitazione

è necessario che il cittadino richiedente rimanga disponibile per il ritiro durante la mattina prestabilita. Per maggiori informazioni www.sabar.it APPUNTEMENTI ED EVENTI A NOVELLARA DOMENICA 3 MARZO Come tutte le prime domeniche del mese Novellara vi attende in centro storico per il tradizionale mercatino dell’antiquariato, il ritrovo di auto d’epoca in Piazza Unità d’Italia, l’esposizione di quadri di Augusto Daolio in Sala Civica. Dalle 10,00 alle 11,30 e dalle 15,30 alle 17,00 è inoltre possibile visitare l’Acetaia Comunale in Rocca e fino alle 18.30 anche il Museo Gonzaga (entrambe ad ingresso gratuito). IMMAGINI DAL MONDO Torna al Circolo Ricreativo aperto novellarese la tredicesima edizione di “Immagini dal mondo” proiezioni di foto a cura di Mauro Storchi. Gli appuntamenti di marzo, tutti con ingresso gratuito a partire dalle ore 21.00 sono: Lunedì 4 marzo 2007-2008-2010 Destinazione Croazia di Mauro Storchi Lunedì 11 marzo Mozambico-Lisbona di Pierluigi Montali Lunedì 18 marzo La valledi Kathmandu (Nepal) Maranhao Brasil di Antonio Cosi Lunedì 25 marzo Argentina “El color del viento” Giro giro tondo…cade il mondo… di Graziano Pederzoli IN DUE SOTTO ‘NA FINESTRA Venerdì 22 marzo alle ore 21.00 al Teatro Franco Tagliavini Andrea Perrozzi e Alessandro Salvatori presentano la commedia brillante “In due sotto ‘na finestra” di Elisabetta Tulli. Prevendite presso la biblioteca comunale.

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OMAGGIO A VERDI Mercoledì 27 marzo alle 21.00 il coro diretto da Francesca Canova insieme all’Orchestra diretta da Luigi Paglierini sono al Teatro Franco Tagliavini con il concerto “Omaggio a Verdi”. Prevendite presso la biblioteca comunale.

Intervento sulla ciclabile di via d’Azeglio Grazie ad un accordo pubblico privato inserito nelle usuali contrattazioni urbanistiche, il Comune di Novellara è riuscito a posizionare punti luci per fornire un’adeguata illuminazione pubblica alla pista ciclo pedonale di via Massimo d’Azeglio fin’ora sprovvista. L’intervento ha interessato il tratto che va dal Casino di Sotto fino a via Nova (direzione Guastalla) per un totale di circa 10.000 euro ed ha permesso di rispondere ad una reale attesa da parte dei cittadini che quotidianamente usufruiscono di quel collegamento ciclo pedonale per raggiungere il centro di Novellara.

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Notizie a cura dell’Amministrazione Comunale

Le scuole a teatro: a Novellara la 4a edizione del Festival Internazionale Teatro Lab Dal 10 al 17 marzo scuole e compagnie “contro la violenza” Dal 10 al 17 marzo il Comune di Novellara accoglie la quarta edizione del Festival Internazionale Teatro Lab – a cura di Etolie Centro Tatrale Europeo di Reggio Emilia. Teatro Lab è una rassegna teatrale, unica nel suo genere, che accoglie le produzioni di numerose scuole di ogni ordine e grado, programmazione arricchita quest’anno dal coinvolgimento di compagnie teatrali emergenti da tutt’Italia e dall’estero. Il Centro Etolie insieme ai partners istituzionali del festival provenienti da Francia e Olanda hanno scelto come tema focale di tutta la programmazione “Noi contro le violenze” ed anche l’Istituto Comprensivo di Novellara ha voluto offrire il proprio contributo artistico. Martedì 12 marzo i ragazzi di Novellara pre-

sentano alle ore 11.15 al Teatro Tagliavini “La morte del cinio”: un percorso ironico , esilarante, riflessivo, attraverso le varie e molteplici forme di violenza che i giovani devono affrontare o subire più o meno consapevolmente nelle loro relazioni e fatti quotidiani. Una garbata a volte arrabbiata critica al mondo degli adulti, della scuola, dei mass media che li ritiene sempre e comunque dei soggetti passivi, da manipolare senza alcuna autonomia pensante. Il festival verrà inaugurato domenica 10 marzo alle ore 20.30 al Teatro Franco Tagliavini con lo spettacolo “Violence play project” diretto Daniele Franci, direttore artistico di Etoile e che vede il coinvolgimento di 50 ragazzi, protagonisti della performance di apertura. Lo spettacolo porterà il pubblico ad essere i protago-

nisti di una sorta di show televisivo: un “gioco della violenza” condotto attraverso un computer centrale e un tablet anche questo nelle mani del pubblico. La rassegna teatrale, che dal 18 al 23 marzo migra a Castelnovo ne’ Monti, prevede inoltre incontri con registi, spettacoli d’improvvisazione e teatrali aperti a tutta la cittadinanza (costo del biglietto per spettacoli al mattino 3,50 euro, alla sera 7.00 euro). Un’emozione unica per la città che già l’anno scorso ha visto centinaia di giovani studenti “invadere” pacificamente il centro storico con il loro entusiasmo e passione per l’arte. Per maggiori informazioni www.centroetoile.eu

Nuovo gattile e ampliamento del canile intercomunale: la Giunta ha approvato il progetto Durante l’ultima seduta di Giunta è stato approvato il progetto preliminare per la ristrutturazione ed ampliamento del canile intercomunale e per la realizzazione di un nuovo gattile. La ristrutturazione, che per la parte concernente la progettazione e conduzione del cantiere è stata affidata al Comune di Campagnola Emilia tramite convenzione con il Comune di Novellara, prevede una riqualificazione completa del canile con sede in via Valle. L’intervento prevede il trasferimento fuori dalla struttura di tutte le funzioni che non necessitano di ambienti riscaldati, per ottenere una più efficace separazione

delle attività di ufficio e quelle d’assistenza degli animali, nuovi box riscaldati nell’ex porcilaia da destinare a cani anziani e la realizzazione di nuovi locali chiusi per ampliare la capacità ricettiva destinata al gattile. Proprio l’ampliamento del gattile nella struttura ha ottenuto un contributo di 118.400 euro da parte della Regione Emilia Romagna, ovvero il 50% rispetto all’importo totale lavori pari a 236.800 euro. La restante parte dei costi sarà suddivisa tra i 14 Comuni associati alla gestione intercomunale del canile. “Nella fase di progettazione abbiamo ascoltato le esigenze dei volontari di Gente di Canile, l’associazione di

volontariato che da anni gestisce il canile intercomunale” afferma l’assessore alle opere pubbliche Roberto Gelosini e ricorda “La priorità è l’eliminazione della commistione tra le funzioni di gestione amministrativa da quelle puramente operative per l’assistenza agli animali, eliminando elementi di degrado e fatiscenza. Contiamo di iniziare gli interventi entro metà anno, per poter accogliere con maggiore sicurezza, igiene ed efficienza tutti gli animali e permettere ai volontari di lavorare con più facilità”. Ricordiamo che il canile è aperto tutti i giorni (domeniche e festivi compresi) dalle 8.00 alle 14.00.


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rubrica a cura di Stefania Erlindo

BIBLIOTECA

TEATRO FRANCO TAGLIAVINI

In evidenza: Nuova Carta dei servizi per la biblioteca: La Giunta Comunale ha recentemente approvato la nuova carta dei servizi della Biblioteca. Consulta il sito della biblioteca per scoprire tutte le importanti novità che riguardano il prestito dei materiali, la eventuale sospensione dal servizio, le nuove norme per l’utilizzo di internet, della zona wifi e dei lettori e-book. Le novità entreranno in vigore da marzo 2013 e sono finalizzate alla massima fruizione del patrimonio della nostra biblioteca. Per informazioni 0522655419.

Domenica 3 marzo ore 21 Noveteatro presenta “Angelo della gravità”

Ecomondo: laboratori e spettacoli sul tema del riciclo: sabato 2 marzo ore 16.00 sala del Fico “La grande avventura di un piccolo contenitore” spettacolo con burattini per bambini dai 5 ai 10 anni. Prenotazione obbligatoria. Sponsor dell’evento Coop Consumatori NordEst sabato 16 marzo ore 16.00 Biblioteca “I burattini giganti mangia-spazzatura” narrazione e laboratorio creativo per bambini dai 5 ai 10 anni Prenotazione obbligatoria. Sponsor dell’evento Coop Consumatori NordEst - Visita l’home page della biblioteca per scoprire i due appuntamenti di aprile. Un libro al mese: sabato 23 marzo ore 17 sala del Fico Presentazione del libro “L’ultimo quadro di Van Gogh” di Zamboni Alan. Visita l’home page della biblioteca per scoprire gli altri appuntamenti. Giannetto Gatti: il libro in biblioteca: Il libro scritto da Lucio Levrini sull’intensa vita di Giannetto Gatti è ora in vendita in biblioteca al prezzo simbolico di 7 euro (fino ad esaurimento scorte). Il libro racconta con documenti e testimonianze le molte vite di Giannetto Gatti, soldato, partigiano e cooperatore . Per informazioni 0522655419 La Spezieria_Sul filo del racconto: Il quinto appuntamento del ciclo Sul filo del racconto è giovedi 7 marzo con la lettura di “Chi ha paura di Nero Wolfe” di Rex Stout. Per conoscere il programma completo delle letture de La spezieria consulta il sito della biblioteca.

di Massimo Sgorbani con Fabrizio Careddu. Interi € 13, ridotti € 11 (under 25 e over 65)

Dal 10 al 16 marzo

Festival Internazionale TEATRO LAB Domenica 10 marzo 2013 ore 20.30

INAUGURAZIONE DELLA 4° EDIZIONE DEL FESTIVAL

“Violence Play Project” di D. Franci Regia: Marie Noelle Bouvier, Leo van Sluiss, Marten van der Weele Direzione artistica Daniele Franci Intero € 7 Ridotto per Soci Etoile € 5

Mercoledi 13 marzo ore 20.30

“Di Carne”

uno spettacolo di e con Alessandro Gallo con la partecipazione di Miriam Capuanoregia di Maria Cristina Sarò Intero € 7 Ridotto per Soci Etoile € 5

Sabato 16 marzo ore 20.30

“As Water Reflects The Face Come il riflesso dell’acqua”

Compagnia Osono Theater Intero € 7 Ridotto per Soci Etoile € 5 Tutti i biglietti possono essere prenotati allo 3357609408 o tramite mail a Viviana.Malaguti@teletu.it

Venerdi 22 marzo ore 21

Andrea Perrozzi e Alessandro Salvatori

In due sotto a ‘na finestra

di Elisabetta Tulli Regia Paola Tiziana Cruciani. Intero euro 15, ridotto euro 13 (under 25 e over 65)

Mercoledi 27 marzo ore 21

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“Angelo della gravità”: storia di un’ossessione per il cibo tra i falsi miti del consumismo La nuova Produzione NoveTeatro porta in scena il testo di Massimo Sgorbani, premio speciale della giuria al Premio Riccione 2001 con Fabrizio Careddu, acclamato attore santilariese. di Giorgia Barbieri NoveTeatro debutterà domenica 3 marzo al Teatro della Rocca ‘Franco Tagliavini’ di Novellara con Angelo della gravità di Sgorbani, che si è aggiudicato il premio speciale della giuria al Riccione 2001, il più importante festival nazionale di drammaturgia contemporanea. Fabrizio Careddu - attore acclamato che ha diviso il palcoscenico con artisti del calibro di Mariangela Melato - insieme alla regia di Domenico Ammendola – direttore artistico di NoveTeatro - porterà in scena una riflessione sugli effetti deleteri del consumismo sulla nostra società. Il monologo, insieme tragedia e paradosso comico, racconta in chiave divertente un dramma della nostra epoca. Il testo dai tratti tragicomici prende spunto da un fatto di cronaca america-

na: un condannato all’impiccagione per l’assassinio di una ragazza si vede sospendere l’esecuzione perché così grasso che il suo peso avrebbe spezzato la corda del boia. Protagonista è un ragazzo obeso, la cui bulimia nasce da un profondo bisogno d’amore, ossessionato da una sua vera e propria follia nei confronti del cibo, vissuto come una necessità per ingrassare il corpo e renderlo corazzato contro la vita. La sua sola consolazione è il cibo, è il solo, il più alto dono d’amore che lui conosca. Andato in America per studiare l’inglese e trasformatosi in uno dei più assidui frequentatori di supermercati, vive passo dopo passo la propria discesa all’inferno fino al culmine: l’omicidio di una ragazza che non ha saputo comprendere la sua malata e disperata

Circolo Culturale “Marta Beltrami” Università dell’Età Libera Prosegue con interesse il 3° Anno Accademico dell’Università dell’Età Libera organizzata dal Circolo Culturale “Marta Beltrami”, con incontri settimanali il lunedì pomeriggio alle ore 15,30 presso la Sala Polivalente “Giovanni Palatucci” Piazza Unità d’Italia. Nel mese di marzo 4-11-18-25 è in programma l’ottavo corso di quattro lezioni con docenti Prof.ssa Luciana Boccaletti e Dimmo Olivi. Sarà presentata una ricerca effettuata presso l’archivio comunale su economia ed emigrazione a Novellara tra l’800 e il 900. Temi delle lezioni: caratteristiche locali del sistema feudale, Novellara in epoca repubblicana, Clericali e Liberali, Napoleone e il sacco di Novellara. Novellara tra impero di Francia e impero d’Austria, l’armata Montalbano, dispotismo e modernità nel regno d’Italia, la restaurazione Estense, i moti risorgimentali. Seguirà nel mese di aprile il 9° corso di tre lezioni: “L’arte di raccontare: letture dal Decamerone di Giovanni Boccaccio” docente Prof. William Spaggiari. Illustrazione di alcune novelle fra le più brevi e di più agevole comprensione, oltre che più efficaci, in cui si parla della prontezza di spirito e dell’intelligenza come doti della personalità dell’uomo (non senza qualche aggancio alla modernità). Per informazioni e iscrizioni : giovedì e sabato dalle ore 9,30 alle 11,30 Presso la sede del Circolo Via Veneto,30 Novellara. Telefono 0522 653822 - Cell.335/5336123 e-mailenzotondelli1@libero.it Enzo Tondelli

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ricerca dell’amore totale. La condanna a morte è vissuta come percorso di espiazione, ma anche come il ricongiungimento finale con il divino: il condannato aspetterà digiunando il braccio della morte, sicuro di diventare un angelo leggero alla corte di Dio. L’opera di Sgorbani pone l’accento sul piacere quasi rituale verso il cibo. L’attenzione ossessivo-compulsiva verso il junk food americano, che si trova ventiquattro ore al giorno nei supermercati ipertempli del consumo statunitense, vuole essere una denuncia del modello di consumismo occidentale, che porta l’individuo a perdere di vista i propri valori e la fede in Dio, per ricreare un universo valoriale distorto dove la centralità è data dagli oggetti terreni, visti come mezzi per raggiungere l’ascesi spirituale e per arrivare a Dio. Gli angeli della gravità a cui tende “cicciobomba” sono elemento di raccordo tra terra e il cielo e rappresentano, nella visione sconnessa della sua mente malata, la liberazione dal peso del rifiuto e del pregiudizio da parte di una società superficiale, alla deriva, basata sul culto dell’immagine e della mercificazione di corpo, sentimenti e relazioni.

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Lo stesso rigore per tutti ? Mi chiedo, se lo stesso zelo applicato quotidianamente dalle strutture statali dedite al controllo dell’evasione fiscale nei confronti di quelle piccole aziende e piccoli artigiani, che rappresentano la vera spina dorsale dell’Italia, sia applicata anche nei confronti del mondo del calcio. di Paolo Bigi In questo periodo molto difficile per il lavoro, per l’andamento generale di tutti i settori della nostra economia, mi è sorta spontanea una domanda, un quesito che vorrei porre davvero ai nostri politici, ai nostri “governanti”, così tanto illuminati da mostrar sempre la faccia buona in periodo di campagna elettorale. E mi rivolgo soprattutto al nostro caro presidente del consiglio “Monti”, salvatore della patria per un anno e mezzo, sostenuto da tutte le forze politiche per un interesse comune, quello dell’Italia. (l’espressione salvatore della patria è volutamente ironica) Leggendo i dati sempre più allarmanti del mondo del lavoro, aziende sempre più in difficoltà, ma soprattutto artigiani e piccole imprese chiuse nella morsa di questa maledetta crisi economica, aziende che devono pagare giustamente i propri debiti verso lo Stato ma che poi non si vedono allo stesso modo corrisposti i propri crediti dallo Stato stesso, alimentando così sentimenti di ingiustizia e intolleranza verso quello sterminato mondo di balzelli racchiusi sotto la parola “tasse”, tra l’altro necessarie per garantire adeguati servizi e assistenza sanitaria in uno stato civile e moderno come la nostra Italia (sarebbe bello fosse davvero così…), mi sono chiesto tra me e me se tra le competenze di

un presidente del consiglio presente e che si candida come capo di una coalizione improvvisata, ci sia anche la garanzia che le regole siano valide e applicate nei confronti di tutti. Quindi mi chiedo, se lo stesso zelo applicato quotidianamente dalle strutture statali dedite al controllo dell’evasione fiscale nei confronti di quelle piccole aziende e piccoli artigiani, che rappresentano la vera spina dorsale dell’Italia, sia applicata anche nei confronti del mondo del calcio. Rimango impressionato quando leggo sui giornali i bilanci “in rosso” delle società professionistiche. Leggo di società di calcio con debiti di milioni e milioni di euro, ma che però si permettono di continuare a comprare giocatori pagandoli fior di milioni. Allora mi chiedo, ma da dove vengono tutti quei soldi ? ma il nostro governo è vigile su questo fronte ? oppure come capita spesso, e come la storia degli ultimi anni ci ha mostrato, a pagare sono sempre i soliti, i più deboli e soprattutto quelli che poi non hanno i mezzi per “ribellarsi” e quindi scelgono di star zitti ? Mi chiedo, è forse più comodo per lo Stato applicare alla lettera e in modo quasi maniacale le tante norme anti evasione nei confronti dei piccoli artigiani rispetto a esaminare e chiedere conto dei bilanci così “strani” delle società di calcio ? Intendiamoci… le norme è giusto

che ci siano e siano pienamente rispettate. Ma il rigore nel controllo, dovrebbe essere altrettanto egualitario, piccoli e grandi che siano. Se penso a quante situazioni potrebbero migliorare, a quante aziende sane si potrebbero aiutare, quindi di conseguenza quanti operai e onesti lavoratori potrebbero continuare a portare a casa un degno stipendio, se solo si esaminassero a fondo e si chiedesse conto dei “fantamilioni” sperperati nel dorato mondo del calcio. Mi rivolgo al presidente del consiglio Monti, ma anche a tutti i politici che in qualche modo possono avere accesso alle “stanze del potere”, è possibile sapere perché una società di calcio può avere 200 milioni di euro di debiti senza che lo stato possa batter ciglio, mentre un artigiano è costretto a pagare l’Iva sulle fatture emesse prima ancora di aver ricevuto il pagamento di quelle fatture dallo Stato stesso ? Il signor Monti che tanto si erge a “paladino della giustizia e dell’equità sociale”, si sta comportando allo stesso modo coi grandi e coi piccoli ? Mi auguro tanto che i miei quesiti siano solo frutto della mia poca esperienza nella materia, ma che in realtà siano tutti sbagliati, e che lo Stato si comporti allo stesso modo nei confronti di tutti…

Gli effetti dell’inquinamento acustico Alcune riviste mediche specializzate e ricerche hanno messo in evidenza i problemi per la salute derivanti dal rumore, in special modo quello prodotto dai mezzi circolanti sulle strade. Interrogando qualche novellarese, emerge l’attesa per la messa in servizio della nuova tangenziale. Di sicuro non fa bene alla salute. Alcuni studi hanno evidenziato come l’inquinamento acustico sia una causa diretta che aumenta il rischio di infarto. Nello specifico, si rileva che ogni anno in Italia 50mila decessi e 250mila casi di patologie cardiache sono associabili al rumore. E il traffico insistente sulle nostre strade produce altri effetti dannosi per la nostra vita, produce stress! Si calcola che ben 20 milioni di automobilisti sono colpiti dal mal di traffico, lamen-

tando attacchi d’ansia, difficoltà respiratorie e aumento dell’aggressività. Ma focalizzando l’attenzione al nostro paese, Novellara, qual’è la situazione. Interrogando qualche cittadino sull’argomento, emerge insistentemente il desiderio e la speranza che la futura tangenziale sia presto completata e messa in servizio, anche per ridurre gli effetti del rumore nel nostro centro abitato. I più sono convinti che la tangenziale sia veramente indispensabile, per ridurre

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il traffico di mezzi pesanti nel paese e per rendere maggiormente scorrevole la tratta Novellara-Reggio Emilia. Per ridurre l’inquinamento acustico nel paese, occorre anche vigilare sui motorini, che devono essere in regola con le normative. Inoltre occorre moderare l’uso del clacson e tenere manutentati gli antifurti, per evitare inutili malfunzionamenti. P.B.

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Un corso di neo-genitorialità a Novellara Verrà presentato il 12 marzo alle 19 al circolo Namastè di via Gramsci, 1. di Maria Franca Licheri Aspettare un bambino è bellissimo, cullarsi nell’attesa, nell’immaginazione di come sarà, perdendosi nella figura di una coccola e di un sorriso. Poi arriva il pargolo e insieme a lui/lei, la dura realtà: cacche, pianti disperati, coliche, urla di fame, notti insonni, rigurgiti… meno male che ci sono davvero anche le coccole e i sorrisi!!! Scherzi a parte, i genitori in attesa sanno che non sarà tutto rosa e fiori, e a differenza di quanto accadeva in passato, con le famiglie allargate, buona parte dei neo-genitori non ha mai preso in braccio un bambino, né ha mai visto cambiare un pannolino. L’ansia che può crescere insieme alla pancia può essere dannosa, i dubbi e le paure che nascono dall’impreparazione alla nuova situazione che arriva può rovinarci il sonno prima del tempo. Succede a volte quello che capita anche rispetto alla gravidanza: amici e parenti che fanno racconti assolutamente horror riguardo all’esperienza con bambini piccoli, e

altri che si cullano nel ricordo rimuovendo ogni traccia del negativo (sono quelli coi figli già grandi). A chi credere? Come muoversi rispetto ai nostri dubbi? Quello che serve è conoscere, sapere quello che avverrà, in modo da avere una padronanza della situazione tale da poterla gestire. È l’obiettivo che si pone il nuovo corso di neo-genitorialità che organizza il circolo Arci Namastè di via Gramsci. Gli argomenti trattati saranno la comunicazione col bambino nei primi anni di vita, le regole base da seguire per ottenere dei risultati migliori riguardo alla gestione dei problemi e dei momenti ciclici della giornata quali pasto e sonno, l’importanza dell’equilibrio interiore per evitare l’eccessivo spreco di energie, e la gestione delle proprie emozioni e dei rapporti con gli altri. Brevi momenti di confronto per conoscere cosa accadrà, e arrivare preparati e con serenità a quello che diventerà l’esperienza più importante della nostra vita.

Un altro obiettivo è portarvi a una ricerca continua verso il punto d’incontro fra il vostro benessere emotivo e quello della creatura che avete messo al mondo. È il modo migliore per essere sereni. Il corso si propone di accompagnarvi lungo un percorso che vi permetterà di trovare in voi quel punto d’incontro, quell’equilibrio fonte di serenità. Essere genitore è un’esperienza individuale, nel senso che ogni genitore è diverso da un altro, e mai nessuno sarà uguale. Non si può quindi “insegnare” a essere genitori, perché non c’è un modo unico e inequivocabilmente corretto. Esiste un modo migliore e uno peggiore di comunicare, di affrontare i problemi, esistono mille chiavi per aprire altrettante porte, e sono tutte dentro di noi. Noi vi aiuteremo a scegliere la chiave più adatta a voi per tutte quelle situazioni che richiederanno una gestione di un conflitto, o per evitare che il conflitto inizi. Per spiegarvi ancora meglio di cosa si tratta, e quali saranno i frutti di questo percorso che speriamo vogliate percorrere, vi aspettiamo al circolo Namastè, in via Gramsci 1, martedì 12 marzo alle 19, per un presentazione gratuita, durante la quale risponderemo alle vostre domande e vi illustreremo i dettagli organizzativi. Per informazioni 3494490136 foto Mauro Storchi

l’Auser cerca nuovi volontari AUSER, Associazione per l’autogestione dei servizi e della solidarietà, innanzi tutto si presenta. di Enzo Tondelli Presidente Centro Auser di Novellara

Chi siamo A.U.S.E.R. è l’Associazione costituita su iniziativa del Sindacato Pensionati Italiani SPI CGIL e della CGIL per l’autogestione dei servizi e della solidarietà. E’ iscritta al registro regionale del volontariato ed è aperta a persone di tutte le età che vogliono dedicare agli altri un po’ del loro tempo. Cosa facciamo a Novellara Attualmente i volontari svolgono funzioni di: trasporto anziani e disabili per visite mediche, trasporto anziani al Centro Diurno, aiuto agli anziani della casa protetta e del centro diurno, trasporto pasti, gestione verde pubblico, servizi vari nell’amministrazione comunale, apertura e vigilanza museo, collaborazione con Telefono Amico, gestione dell’isola ecologica, laboratori scuola media, bici bus, accompagnamento scuolabus. Inoltre, assieme alla sede provinciale Auser, organizza gite turistiche, soggiorni e vacanze, programmi e itinerari turistici.

Nuove iniziative L’AUSER ha proposto all’Amministrazione Comunale il recupero del Museo della Civiltà Contadina, chiuso dal 1996 per il terremoto. Una notevole quantità di oggetti messi a disposizione dei novellaresi sono ammassati nei sotterranei della Rocca. Con lavoro volontario vogliamo riportare fruibile il museo patrimonio e testimonianza, in favore delle nuove generazioni. Organizzare l’attività del riuso che permette di recuperare oggetti che diversamente andrebbero nei rifiuti e dare loro nuova vita, ottenendo due vantaggi: produrre meno rifiuti e riciclare per chi ne ha bisogno, oggetti utili. A tale scopo sarà predisposto un apposito centro dove si possono consegnare gli oggetti che non si usano più o ritirare quelli che possono essere d’interesse. La filosofia che guida l’AUSER è diffondere la cultura della solidarietà, integrando e non sostituendo i

servizi che lo Stato e i vari enti devono garantire ai cittadini, per migliorare la qualità della vita e di conseguenza la società in cui si vive. Lavorare in rete con le altre associazioni di volontariato presenti sul territorio. Chi è interessato ad approfondire la conoscenza dell’AUSER siamo in: via Vittorio Veneto 30 Novellara Tel.0522/653822 Siamo aperti il giovedì e il sabato dalle ore 09.30 alle ore 11.30 Vi aspettiamo numerosi.


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La dilagante infiltrazione di violenza tra i giovani La diffusione dei fenomeni di violenza, cui siamo così abituati quasi da non accorgerci, mi ha spinto a proporre una riflessione allargata sul tema. Ci sono molte similitudini tra i fenomeni di violenza che riguardano gli adulti e quelli che riguardano i minori. di Barbara Rossi psicologa psicoterapeuta Il problema “violenza” ha cause complesse, che sono individuali, relazionali, sociali, di comunità. Una definizione che mi pare calzante la definisce come “dominio del più forte sul più debole”, una sorta di gioco di potere esasperato, o snaturato. Può essere un’azione fisica o psicologica, il cui fine è quello di danneggiare l’altro. Non solo le botte e i lividi ma anche l’umiliazione, lo svilimento, sono atti di violenza. La violenza quindi invade il contesto socio-culturale, i legami emozionali, i luoghi di vita che dovrebbero offrire sicurezza che invece manca. È anche importante ricordare che chi subisce violenza è più portato di altri a subire nuovi episodi di violenza. Mentre in passato il degrado e il pericolo erano confinati in alcune zone di quartiere e bastava conoscerle per evitarle, oggi non è più così. La violenza entra dalla TV, dalla scuola, dal telefono... Cartelli stradali, video musicali, foto di giornali, immagini che scorrono su internet... spesso ci vengono selezionate e proposte proprio quelle immagini che suggellano l’idea dell’uomo o della donna oggetto, dell’abbraccio quasi letale, della violenza carnale che si fa amore, o dell’amore violento. Tra i giovani, la forma di violenza più diffusa è il cyberbullismo, che a volte riguarda il rapporto tra due minori, altre volte il rapporto adulto-minore. Secondo alcuni ricercatori il 34% dei fenomeni di bullismo avviene online, e questo si chiama cyberbullismo. Se ci pensiamo, far circolare foto spiacevoli o umilianti, inviare email con materiale pornografico o offensivo, sono forme di violenza psicologica, e come tali possono provocare danni. Sarebbe comunque un errore pensare che per risolvere questo problema bastasse tornare all’epoca pre-tecnologica, che possa bastare spegnere internet! Ci sarà sempre un altro compagno, o un’altra situazione che potrà esporre nostro figlio all’arcano. Non solo. Ma privare nostro figlio dell’accesso a questi mezzi, equivale a lasciarlo sprovvisto di strumenti che gli serviranno nella società di domani. Come spesso dicevano i vecchi, “gli eccessi non van-

no mai bene”. Qualè il vero problema? I ragazzi, gli adolescenti, non hanno ancora imparato a dare il giusto peso ai pericoli, non sanno valutare a fondo i rischi di quel che fanno, per cui è fisiologico che si mettano in pericolo. Ciò è dovuto anche alla tempistica dello sviluppo del cervello.In ogni caso, ricordiamo che la maturazione non avviene in modo sincronico: ci sono funzioni che si apprendono o si sviluppano prima di altre. Quindi la domanda riguarda ciò che possono fare i genitori. Uno sguardo alle radici

Spesso sia chi agisce la violenza sia chi la subisce, proviene da un contesto familiare caratterizzato dalla violenza. Non dobbiamo pensare solo a situazioni limite, in cui i bambini o le mogli o qualcuno della famiglia si ritrova periodicamente con lividi e “acciacchi” dovuti o improbabili cadute dalle scale. La violenza può essere sottile. È violenza anche la tensione che si respira nell’aria in alcune case, le battute pungenti del tipo “prima o poi devi scomparire”,, “ti ho fatto, ti disfo”, ma anche sottoporre i figli allo spettacolo disarmante dei litigi tra genitori, ben più diffusi di quel che si vorrebbe. I genitori lo sanno, ma non sempre riescono a preservare il bambino da quelle invasioni di violenza. Restiamo annichiliti e protestiamo se un carabiniere preleva un figlio dalla casa di un genitore con la forza per consegnarlo all’altro genitore, ma nulla diciamo sulla violenza che quel bambino ha subito dovendo rinunciare ad un genitore, pensando addirittura che fosse un bene per lui! Nulla diciamo se un genitore viola una sentenza col pretesto di tutelare il figlio. Un genitore così “buono” da tutelare il figlio dall’altro genitore, in assenza di motivi concreti e validi, esercita un abuso sul proprio figlio. Per uscire da certe spirali di violenza, è necessaio iniziare a chiamare le situazioni con il loro nome. Davvero occorre interrogarsi sulla direzione che sta prendendo questa società.In mare, quando tira vento forte, è sempre meglio governare la barca tenendo conto del vento, che lasciarla in balìa degli eventi. In caso di dubbio, comunque, non esitate a rivolgervi ad uno psicologo: muoversi in contesti così complessi e ambigui, talvolta violenti, non è affatto semplice! È importante infatti ricordare che il circuito della violenza può essere interrotto, ma di solito è necessario farsi aiutare per riuscirci. E il primo aiuto viene dalle persone vicine, che possono aiutare chi ne è coinvolto nel riconoscere la violenza come tale, e non come atto d’amore.

Auguri a Leonardo Ballabeni per il suo 1°compleanno. Lo festeggiano nella lieta ricorrenza mamma Mariya, papà Maurizio, i nonni Renzo e Gianna, Nataliya, e Varsiliy, la bisnonna Bianca e gli zii.

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Judo Novellara: ancora sul podio Al torneo internazionale di Lavis 7 atleti – 11 medaglie. Oro di Villani, Ramosacaj, Glowacki e Maglarperidze di Andrea Aldini Ricco bottino per il neonato Judo club Novellara, sezione judo del Dojo Arti Marziali a Lavis Domenica si è disputato il 7 torneo internazionale di Lavis con la partecipazione di 5 nazioni, 78 società e oltre 500 atleti. Formazione ridotta ma non per questo meno agguerrita composta da 7 atleti. Apriva la gara Lorenzo Villani nei 60 kg cadetti due incontri e due vittorie e primo oro della giornata. A questo punto la scelta tattica del coach Andrea Aldini di farlo gareggiare con gli junior fino a 60 kg. E Lorenzo non delude le attese. Altri due incontri vinti, accesso alla finale dove vende cara la pelle e finisce al 2 posto. Stessa sorte e stessa categoria per il compagno Gianmarco Torreggiani. Chiude al 2 posto nei 60 kg cadetti, 2 incontri vinti e finale persa dal compagno di squadra Lorenzo Villani. Passa nella categoria juniores e regala al judo club Novellara un preziosissimo bronzo. Gara rivelazione del cadetto 66 kg Salvatore Pezzella che dopo solo 3 mesi di judo, chiude per ippon (ko della boxe) ben 2 incontri, accesso alla finale che lo vede sconfitto di misura a causa della poca esperienza, conquistando un preziosissimo argento nella finale. Veniamo agli junior. Strana gara del nazionale Albanese, Igli Ramosacaj, juniores 66 kg che vince due incontri, gestisce male l’incontro di finale e termina secondo. Altra scelta tattica del tecnico che decide di farlo gareggiare con i senior. E qui Igli tira fuori il talento che lo contraddistingue. In una gara in salita, due ippon secchi lo portano a conquistare un preziosissimo oro. Bella gara del polacco Dorian Glowacki che in una categoria non sua, gli 81 kg junior, in pochi secondi di gara chiudeva tre incontri e medaglia d’oro pure lui. Con i senior lo junior polacco di adozione novellarese non riusciva nell’impresa del compagno di squadra Igli e si fermava al bronzo. Non delude le attese Vazha Maglaperidze il georgiano juniores 73 kg che con 3 ippon secchi si aggiudica la medaglia d’oro. A termine giornata il Judo Club Novellara-Dojo arti marziali si collocava all’11 posto nella classifica di società su oltre 78 partecipanti!!

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Luca Giuliani, Matteo Bottura, Davide Vezzani, Fausto Canovi, Walter Zini, Renato Salvarani

La stagione tennistica 2013 Con i campionati provinciali appena terminati, che si sono disputati presso il CT Albinea, ha preso ufficialmente il via la stagione tennistica 2013 Altro importante appuntamento appena iniziato, è il Città di Nonantola, manifestazione a livello regionale riservato ai giocatori di 4^ cat. e n.c. Torneo che ha visto trionfare i nostri colori nell’edizione 2011. Quest’anno risultano iscritte ben 80 squadre, divise in 16 gironi. Tra queste figura anche il CT La Rocca, che si presenta ai nastri di partenza con una formazione largamente rinnovata e ringiovanita, rispetto a quella che negli ultimi anni ha scalato meritatamente le classifiche. La nostra squadra è composta da Matteo Bottura, Fausto Canovi, Luca Giuliani, Renato Salvarani, Davide Vezzani e da Walter Zini. Fanno parte del nostro girone il C.E.R.E. il CT S.Martino in Rio, il CT Brescello e il TC Castellarano. Il responsabile tecnico Paolo Tagliavini, da noi intervistato in merito, non nasconde le difficoltà che comporta una squadra con tanti volti nuovi ma allo stesso tempo è fiducioso di ben figurare. I ragazzi sono molto motivati e ansiosi di misurarsi in un girone molto severo ma non proibitivo. La stessa formazione sarà impegnata dal 14 febbraio nella 29esima edizione del Trofeo Montecchi, tradizionale appuntamento tra i circoli provinciali. A completare la prima parte di stagione, il nostro circolo tennis ospiterà a fine aprile, il consueto torneo interprovinciale limitato ai classificati 3/3. Seguirà nel mese maggio la Coppa Italia. In questo caso avremo iscritte due formazioni maschili. Ai “senatori” si aggiunge infatti una squadra completamente nuova, giovane, che ha in Alessandro Ghisi il capitano. Compagni di gioco sono Fabio Ferrari, Mattia Franzoni, Francesco Lusetti e Luca Paluan. Se per gli altri ragazzi si tratta del primo impegno ufficiale, Alessandro Ghisi da un paio d’anni partecipa a tornei su e giù per la provincia, spinto da una grande passione, con brillanti risultati. Ed è proprio questa la linea dettata dal consiglio direttivo che investe da anni nella scuola tennis. Giovani che, sentano la fiducia in se stessi, scendano in campo tranquilli, senza l’assillo del risultato. Facendo quelle esperienze necessarie per garantire in futuro, il naturale ricambio ai veterani. Alla Coppa Italia partecipa anche una formazione femminile, da alcuni anni veramente competitiva. Le nostre tenniste sono Susy Battistelli, Maria Veronica Bigliardi e Anna Lasagni. Sulla carta è una formazione ambiziosa, che può portarci molto avanti nel tabellone e di conseguenza regalarci qualche soddisfazione. L’istruttore Tagliavini è convinto di aver allestito delle formazioni di buon livello, le cui caratteristiche comprendono esperienza, capacità e gioventù. Poi come sempre sarà il campo a parlare. Non ci resta che augurare ai nostri atleti un grosso in bocca al lupo, sperando di poter commentare presto in questa rubrica i loro buoni risultati. Si ricorda che per informazioni, corsi e lezioni private si può telefonare al n°0522-653026 - Giorgio Pagliani


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Sport / Nuoto rubrica a cura di Anna Torelli

Coopernuoto: 5a postazione al “36° Meeting di Carnevale” Si è svolta a Viareggio la prestigiosa manifestazione internazionale indetta dalla Federazione Italiana Nuoto “36° Meeting Coppa Carnevale” aperta alle categorie Ragazzi, Juniores ed Esordienti A e Coopernuoto, con le sole categorie Ragazzi e Juniores, si è aggiudicata il 5° posto in classifica generale fra le 49 società iscritte. Per scelta societaria sono stati iscritti solo gli atleti che in questi primi tre mesi di stagione, nelle precedenti prestazioni, avevano abbassato di 1 secondo i tempi limite fissati dagli organizzatori e quindi era già una enorme soddisfazione il fatto di poter partecipare ed ancor di più constatare che ben 23 atleti si sono fregiati della partecipazione al Meeting. Tante finali, tanti podi ma anche ottimi tempi e miglioramenti di personale: Matteo Bertoldi, due ori con personale, primo nei 200 misti con 2’06’’19, primo nei 100 farfalla con 56’’86 e solo quarto nei 100 stile con 53’’84. Ida Taschini, due podi con personale: argento nei 400 stile con 4’20’’18 ed argento nei 100 farfalla con 1’03’’75; anche per Alessia Costa due bronzi con personale nei 200 misti con 2’25’’94 e nei 100 rana con 1’15’’87. Altra medaglia di bronzo con personale per

Alissa Ghirardini nei 200 stile con 2’07’’29 ed altre due finali nei 100 farfalla, quinta e settima nei 100 stile. Due medaglie di legno con personali per due Ragazzi 1° anno: Riccardo Viani quarto nei 100 rana e Mattia Soncini quarto nei 200 misti ed ottavo nei 100 rana. Altre finali per: Emma Brioni 7^ nei 100 farfalla, Alessandro Vezzani 5° nei 200 stile, Gabriele Pesenti 5° nei 100 farfalla, Viani Tommaso 8° nei 100 rana. Nota di merito per Yuna Preti che, finalista 8^ nei 100 dorso, non riesce ad andare in finale nei 100 stile nonostante l’ottimo personale registrato. Altro splendido tempo registrato da Andrea Giulia Mariotti nei 400 misti con 5’12’’88 con un miglioramento di oltre 3 secondi e da Alice Ferrari nei 100 dorso. Hanno consolidato i loro tempi: Veronica La Torre 100 farfalla, Beatrice Pellicciari, Benedetta Ferrari, Nicolò Crucco e Edoardo Padovani nei 100 dorso,

Andrea Giulia Mariotti Iovino Giulia nei 50 e 100 stile, Loris Catalfamo nei 100 farfalla, Lorenzo Monticelli nei 200 stile e Marco Panciroli nei 100 stile. Ha dovuto rinunciare la nostra Erica Varini iscritta con la Nazionale Italiana Giovanile causa influenza di stagione. Gli atleti erano accompagnati dagli allenatori Vincenzo Savelli, Gabriele Bonazzi e Francesco Montanari molto soddisfatti dei risultati ottenuti. Prossimo appuntamento a Parma per il “IV Meeting del Ducato” organizzato da Coopernuoto e NC 91 Parma.

A Ravenna la finale regionale “Combinata degli Stili” del circuito UISP Domenica 03 Febbraio 2013 si è svolta a Ravenna la finale della Combinata degli Stili alla quale hanno partecipato 31 società dell’Emilia-Romagna Si accede alle finali da una qualificazione che prevede lo svolgimento di tutti gli stili che sommati nel totale fanno conquistare la finale ai primi 18 in regione per categoria, sesso ed anno di nascita. Nella finale tutti gli atleti effettuano i 100 misti. Da questa stagione c’è una novità per gli Esordienti C, i più piccolini: la qualificazione si fa solo nelle specialità di dorso e stile e di conseguenza la finale è nei “50 misti”

Per UNINUOTO hanno conquistato il podio Emma Bergamini: medaglia d’argento per la giovanissima atleta di Novellara, categoria Esordienti C2 che ha fermato il crono a ’44’’77 nei 50 misti e Sofia Morini, esordiente B2, medaglia di bronzo nei100 misti con 1’28’’41. Molto buoni i piazzamenti di Giorgia Faietti nei 50 misti ( 8^ nei C2 ) e nei 100 misti di Federico Fois ( 13° negli A1 ), Gessica Ferroni ( 15^ negli A2), Giovanni Pilati ( 13° negli A2) e Matteo Ceci (15°negli A2) che hanno concluso la loro gara con un buon miglioramento dei tempi individuali.

Emma Bergamini e Sofia Morini


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Il podio: Iotti, Brioni e Davolio.

Uninuoto alla 2a prova del circuito regionale CSI Gara riservata alle categorie “ Pulcini – Giovanissimi – Ragazzi – Assoluti”. Domenica 3 febbraio, a Modena presso la piscina dei Vigili del Fuoco, si è svolta la 2^ prova del Circuito Regionale del CSI ed Uninuoto ha riunito tutte le sue categorie dai Pulcini agli Assoluti per questa importante manifestazione che prevedeva come gare la farfalla e la rana, stili molto impegnativi specialmente per i più piccoli. Per la categoria “Pulcini” sono saliti sul podio Benedetta Bianco con una bella medaglia di bronzo nei 25 rana con 25’’70 e Vittorio Massimiliano Incerti, sempre bronzo ma nei 25 stile, con 18’’10. Per la categoria “Giovanissimi” ecco Riccardo Bacci, sul gradino più alto, con l’oro nei 50 rana con 45’’30. Soumaya Biyad conquista l’oro con personale nei 100 misti fermando il crono a 1’29’’50 mentre per la sezione maschile tutto il podio è di Uninuoto: oro per Filippo Iotti con 1’24’’30, argento di Cristiano Brioni con 1’26’’30 ed il bronzo di Davide Davolio con 1’27’’00 tutti e tre con netto miglioramento dei tempi. Per la categoria “Allievi” sul podio dei 50 rana Dasia Vezzani con il bronzo ed Alessandro Galluccio con un argento. Due podi per Nicholas Vezzani: argento nei 100 misti e bronzo nei 50 stile.

Per la categoria “Assoluti” nella rana oro di Valeria Masciovecchio ed argento di Sabrina Ghidorzi mentre Andrea Togni conquista l’argento nei 50 stile e Cesar David Franzini un bel argento nei 100 misti. Alla fine della manifestazione, grande tifo per le staffette e per la categoria Giovanissimi il quartetto Filippo Iotti, Ruslan Iemmi, Cristiano Brioni e Davide Davolio conquistano l’oro nella 4x50 mista. Riuscire ad ottenere un simile risultato rappresenta una grossa soddisfazione che sta iniziando ad assumere contorni entusiasmanti. Gli allenatori erano raggianti dopo una simile performance dei loro piccoli allievi e sperano di poter continuare in questa crescita costante sia dal punto di vista tecnico che formativo.

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Poeti Novellaresi Rubrica mensile di musica e spettacoli a cura di Luca Lombardini e alcuni amici

IL RUMORE DEI GIORNI

DEFTONES: “KOI NO YOKAN” è un disco pesante, ma bello. E, cosa ancora più importante, è un disco dei Deftones in tutto e per tutto. Pensare che una band sia in grado di tirare fuori un buon settimo disco riuscendo a esplorare ancora un sound che sembra apparentemente non cambiare quasi mai, è fantascienza per chiunque. Per chiunque tranne che per i Deftones : loro questo sound l’hanno inventato, fatto crescere, rivoltato da cima fondo. E sono gli unici che riescono a maneggiarlo, non dimentichiamolo. Sette album? Sì. Questo com’è, roba nuova? Non molta. Pubblicano dal 1995 con rigore quasi matematico un album ogni due/tre anni. Sanno chi sono e sanno dove vogliono andare, senza farsi troppe domande. Non si chiedono ad esempio se, per caso, dopo quasi vent’anni di onorata carriera magari sarebbe ora di fare qualcosa di diverso. No, perché i Deftones sono dei maestri nel fare i Deftones: hanno fatto di un potenziale limite la più grande delle virtù. Che grande band… “Koi no yokan”, in inglese “Love’s premonition” conta undici pezzi e parte immediatamente in quinta con una opening marziale del calibro di “Swerve city”, con quel mix di potenza martellante e melodia eterea che da anni rappresenta il marchio di fabbrica dei Deftones. E poi “Leathers”. Straziante, improvvisa, una deflagrazione incontenibile: in un pezzo come “Leathers” ci senti i Deftones al completo, tirati a lucido per l’occasione. C’è spazio pure per un lento orecchiabilissimo “Entombed”. Non è il mio genere preferito, ma credo che questo disco per gli amanti del genere sia un classico, sto parlando di “Nu-metal” …

Sono le dieci di sera e da solo cammino alla ricerca di una voce amica. Ma ritrovo soltanto il me stesso di un tempo che per le stesse strade fischiettava vagando senza meta solo contento d’esserci. Ma il tempo passato ha mutato pensieri e speranze in piccole ombre tremolanti nel buio. Come foglia che cade il rumore dei giorni Romano Pasqualotto

NICCOLÒ FABI: “ECCO” , il settimo di Niccolò Fabi, difficile da raccontare perché rispondente a una tale ispirazione e urgenza creativa che ogni giudizio ne mangerà la polvere. Ma tant’è. Chi legge si aspetta che gli venga esposto criticamente questo lavoro e allora sappiate che le undici tracce che troverete in “Ecco” contengono - con ottimi risultati - tutta la presenza e la partecipazione sottintese nel titolo. Una piccola parola adatta a tante circostanze, così come tante sono le sfumature emotive e sonore che abitano queste canzoni inedite, tutte scritte e prodotte dallo stesso Fabi (con la sola eccezione del singolo di lancio “Una buona idea”, al cui testo ha partecipato anche Stefano Diana). Dicevamo tante sfumature, quindi riflessioni a cascata, sfoghi (“voglio essere indipendente perché solo da indipendente si esiste, si resiste”), narrazioni (“la notte qui è notte davvero, è la madre del buio”), ricordi (“sono stato un bambino bello, o meglio fotogenico”) e sguardi rivolti a una società che manca di collettivismo (“si chiama egomania la nuova malattia di questa società”); cosa che non si può certo dire di questo disco, al quale ha preso parte uno stuolo di amici musicisti di Niccolò. Tre settimane di vita comune negli studi pugliesi di Roy Pacy e il risultato sa di grande impegno, perché l’atmosfera di gruppo si sente; li immaginiamo tutti intorno a Fabi, tutti presenti e partecipi per lui, ognuno con il suo “ecco”. Peccato solo si fatichi a sentirne il senso di festa, a dispetto di una seriosità tipica dei professionisti più attenti. La modalità di scrittura resta alta, come nella tradizione del cantautore romano, uomo che con le parole ha una certa confidenza e le sa maneggiare con esperienza. Musicalmente aspettatevi del sano pop-soft-rock, dal retrogusto folk, e poi tante ballate e altrettante incursioni. Due in assoluto i momenti più alti: su tutti la title track, che chiude il disco con una forza interpretativa che non sarà facile replicare, la ruvidità della voce di Niccolò ci stordisce e azzittisce. Il secondo momento più godibile è “I cerchi di gesso”, un pop cadenzato, effettato e ricco di archi, complessità che si contrappone alla semplicità del testo che condivide uno spaccato dell’infanzia di Fabi. Non è da meno “Una buona idea”, che già in radio ha saputo anticipare l’alto spessore autorale dell’intero album. Ecco, quello che andava detto è stato scritto, il resto va lasciato alla sensibilità di ciascuno.

Novellara Viva: già 90 iscritti Con grande soddisfazione a meno di un anno di vita Novellara Viva, Associazione dei Commercianti di Novellara, vanta già 90 iscritti tra i suoi associati, una forte manifestazione di partecipazione e di senso di unione per affrontare le varie problematiche di un commercio in difficoltà. Grazie anche al sostegno dell’Amministrazione Comunale è stato possibile realizzare già varie iniziative e si prospetta un 2013 davvero ricco di eventi. Diverse sinergie sono state strette vedi Pro Loco, Istituto Comprensivo di Novellara, CT9 sempre ed in ogni situazione a completa disposizione, questo fa crescere un senso di appartenenza al paese. Un grazie sentito anche a Banca Reggiana ed a Banca Popolare dell’Emilia Romagna che hanno sostenuto attraverso un contributo diretto alcune nostre iniziative. Molta strada sarà ancora da percorrere e non sarà semplice, ma insieme si cercherà di far il meglio per far si che Novellara diventi un paese sempre più attivo. Marcello Morando

R I S TO R A N T E P I Z Z E R I A

Aperto tutti i giorni anche amezzogiorno Turno di chiusura: Giovedì Tel. 0522-651301 Galleria Dei Cooperatori 1 - 42017 Novellara (RE)


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Club Alpino Italiano Sottosezione di Novellara

Le fasce del corpo umano Rubrica a cura del Dr. Aurelio Giavatto, Medico Chirurgo, spec Dermatologia e Venereologia, Diploma in Medicina Manuale Ortopedica (A.I.R.A.S.), Centro Medico Anemos via M.Ruini, 6 Reggio E. cell.3293151305

Cos’é la manipolazione viscerale? La Manipolazione Viscerale (VM) è una forma unica di terapia manuale “dolce”, è indirizzata a mobilizzare i visceri corporei e lavora in sinergia con l’abilità propria del corpo di guarire e di ritrovare autonomamente un equilibrio. Il funzionamento dei visceri si basa su movimenti interdipendenti presenti all’interno ed attorno agli organi e, ognuno di questi, ha una connessione fasciale con il sistema muscolo-scheletrico. Siamo formati da una rete di tessuti interconnessi che dialogano tra di loro e ogni organo dipende dai movimenti interdipendenti che interessano gli altri organi. Quando si verifica un’adesione tra due tessuti o tra due organi si ha una perdita della libertà di movimento, ne consegue una ridotta funzionalità a causa di un’alterazione strutturale. Le adesioni si formano per tante cause: traumi, disidratazione dei tessuti, ptosi viscerali, chirurgia, infezioni, infiammazioni e per tutte le forme di stress. Le origini della Manipolazione Viscerale Jean Pierre Barral è un dottore osteopata francese. Si interessò dapprima ai movimenti corporei (biomeccanica) mentre lavorava con il dr. Arnaud (pneumologo e maestro nella dissezione dei cadaveri). Barral ebbe l’intuizione e il privilegio di seguire i modelli delle tensioni nei tessuti di cadaveri che prima aveva visitato da viventi. Questo studio lo introdusse al sistema viscerale, al suo potenziale di sviluppare linee di tensione all’interno del corpo e alla nozione che i tessuti hanno una loro memoria. Il lavoro clinico di Barral con i visceri lo portò a sviluppare questa forma di terapia manuale che si rivolge agli organi interni, al loro ambiente fasciale e alla loro influenza potenziale sulle disfunzioni fisiologiche e strutturali. Coniò così il termine di Manipolazione Viscerale ed iniziò ad insegnare questa nuova terapia negli USA nel 1985. Poi si ebbe una diffusione in tutto il mondo. Come agisce la Manipolazione Viscerale Quest’efficace terapia non si impone nei confronti dell’innata capacità di autoguarigione del corpo ma la sostiene e la guida in modo gentile. I visceri sono dei tessuti reattivi che reagiscono rapidamente a una manipolazione gentile, precisa e ben fatta. Queste terapie non lavorano solo con strutture fisiche ma anche con i sistemi emozionali ed energetici del corpo. Questi sistemi sono ampiamente interconnessi e modificarne uno significa restituire mobilità agli altri. Dopo aver ricevuto un trattamento di manipolazione , le persone affermano di: - percepire un grande senso di benessere - sentirsi fisicamente più aperti - una diminuzione della sintomatologia - una riduzione del dolore - una sensazione di armonia emozionale. Quando si possono usare queste tecniche? I campi di applicazione sono molto vasti, qualche esempio: trauma in generale: cerebrale, automobilistico,chirurgico, emotivo, postparto Disturbi cardiocircolatori - disturbi digestivi (esempio la malattia da reflusso) - problemi agli organi pelvici (vescica, utero, prostata ecc.) - disturbi respiratori - sindromi dolorose - adesione tissutale post-intervento chirurgico - sintomi muscoloscheletrici. Generalmente, i risultati si vedono abbastanza velocemente e quindi sono necessarie poche sedute. In cosa consiste una seduta? Una seduta iniziale dura tipicamente un’ora, un’ora e mezzo ed è formata da tre parti: - valutazione iniziale senza pre-giudizi - anamnesi - trattamento. Le sedute successive durano 30-40-50 minuti. Al fine di ottenere la valutazione iniziale, il paziente non deve condividere col medico i suoi sintomi per non spingerlo a formulare dei pre-giudizi. Questa valutazione permette al medico di trovare la causa del problema del paziente. In seguito a questa prima valutazione e a un’anamnesi, in cui il paziente è coinvolto attivamente e invogliato a condividere la sua storia, il medico può suggerire il piano di trattamento più adeguato alla situazione.

I Forti di Genova Escursione Marzo 2013 Programma - Il percorso attraverso i forti e le mura di Genova permette di sfruttare, in parte, il trenino di Casella, una ferrovia a scartamento ridotto molto caratteristica che percorre un lungo tratto montano nell’entroterra di Genova. Il percorso dell’escursione è circolare e prevede come punto di partenza proprio la stazione di Casella che si trova nelle vicinanze di piazza Manin. Si scende quindi alla stazione di Campi e da qui, attraverso una salita che percorre il crinale del monte, si raggiunge il Forte Diamante in circa mezz’ora. L’ultimo tratto di strada che porta al suddetto forte è un susseguirsi di rapidi tornanti che permettono di superare un discreto dislivello. La vista da Forte Diamante spazia sulle due vallate che circondano Genova (la Val Polcevera e Val Bisagno). A questo punto si ritorna verso Genova ripercorrendo i tornanti, si segue il sentiero segnato in direzione Forte Fratello Minore, poi verso il Forte Puin ed ancora verso la grande struttura del Forte Sperone. Avremo di fronte, in lontananza, il mare a la vista spettacolare delle fortificazioni. Arrivati al Forte Sperone si Prosegue verso Levante costeggiando le mura. In questo tratto il percorso è in discesa e non è molto impegnativo. Si incontra poi l’archivolto del Forte Castellaccio (ora Osteria du Ricchettu) e quindi sulla propria sinistra, scendendo, si arriva al Forte Castellaccio al cui interno è visibile la Torre Specola. Si percorrono quindi le mura dello Zerbino. Proseguendo ancora si raggiunge nuovamente la ferrovia Genova-Casella. E’ inoltre possibile rientrare nel centro di Genova tramite la funicolare Zecca-Righi. Difficoltà: E (escursionistica, escursione agevole, senza difficoltà). Dislivello: 450 metri. Sono previste 4 ore di cammino, compresa la pausa pranzo, che sarà al sacco. Equipaggiamento: Abbigliamento da escursione (zainetto, k-way, scarponi, ecc.) Per informazioni: Lusuardi Giordano 329-2330389

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Rita Paparella ci presenta il suo romanzo “In lambrusco veritas”, i delitti della Fossa Con questo romanzo scritto da Rita aumenta la serie dei novellaresi impegnati nella scrittura. Le abbiamo chiesto di raccontarci il “dietro le quinte” del suo romanzo, per svelarci i segreti di un giallo ambientato nella nostra comunità. di Paolo Bigi Vengo a conoscenza di questo romanzo attraverso un amico, Marco Capiluppi, il quale un bel giorno mi scrive che sua moglie aveva da poco dato alla stampa il suo primo romanzo, e che gli avrebbe fatto piacere farlo sapere ai Novellaresi attraverso le pagine del Portico. Decidemmo quindi di incontrare Rita, ed allora capii il perché del suo appello al Portico. Rita è originaria di Asti e vive a Novellara dal 2009, per cui uno degli strumenti per integrarsi nella comunità e imparare a conoscerci, fu proprio il Portico. E’ qui che Rita mi spiega quanto la nostra terra sia stata di stimolo per la creazione del suo libro, nella nostra Novellara si è trovata subito accolta come da nessun altra parte in cui ha vissuto nel corso della sua carriera professionale. Rita prima di parlare del tuo libro, raccontaci qualcosa di te, e come sei arrivata alla creazione di questo romanzo, che in così poche settimane sta già riscuotendo un notevole successo. Conosco mio marito Marco dal 2004, anni in cui entrambi ci occupavamo di ricerca nell’ambito degli “acceleratori di particelle”, e dopo anni vissuti in giro per l’Europa tra Amburgo, Vienna, Parigi, nel 2007 abbiamo deciso di sposarci, e venire poi ad abitare qui a Novellara nel 2009. E’ qui che ho realizzato e trovato l’energia per realizzare questo libro. Ho sempre avuto il pensiero di scriverlo, ma ancora non lo avevo fatto, e appena ho maturato la convinzione di vivere in questo paese, ho finalmente messo in cantiere il romanzo. Ho scelto Novellara per viverci, perché qui ho trovato valori come l’educazione, il rispetto, la creatività, la forza d’animo, che non ho trovato in nessun’ altra parte in cui ho vissuto. Tutto ciò mi ha dato la forza per scriverlo, e al contempo mi ha permesso di approfondire e avvicinarmi ulteriormente al territorio. In lambrusco veritas… come mai questo titolo? Il titolo riprende un detto di origine latina poi ripreso anche dai greci, “in vino veritas” assumendo poi nella mia storia il significato “la verità sta nel lambrusco”. Il titolo è infatti legato allo sviluppo della storia, un giallo ambientato a Novellara e frazioni, e che riprende fatti e avvenimenti inventati ed a volte volutamente un po’ grotteschi, per dirigersi verso la vera morale di questo libro; leggendo questo libro vorrei emergesse il concetto che i detti di paese, le cosiddette “leggende”, sono fatte per essere smentite, sono pane per i creduloni, per le persone che non si interessano. Ma la realtà dei fatti spesso è un’altra rispetto a quella che si sente in giro. E’ necessario informarsi bene su ogni cosa prima di “credere a tutto” ciò che si sente in giro. Questo è il senso del libro: anche in terre con valori solidi,

in cui abitano persone oneste, le migliori che io conosca, e che io stimi, “le voci”, “i pettegolezzi”, “le leggende”, in realtà si rivelano essere quello che sono, voci e pettegolezzi. Rita per scrivere questo libro ti sei ispirata a persone che hai conosciuto dal tuo arrivo qui a Novellara oppure anche i personaggi sono di pura fantasia ? Avendo scritto il libro nel corso di anni e non in poche settimane, ho dovuto necessariamente identificarmi in qualcuno di reale, per mantenere una certa coerenza. In ogni personaggio del libro, ci si può ritrovare in qualcuno di reale, in qualcuno bello vivo e vegeto nella nostra Novellara. Inoltre ho fatto tesoro delle tante volte in cui ho sentito i miei suoceri raccontare episodi della loro gioventù, e li ho inseriti nel libro. Ad esempio alcuni scherzi o bravate fatti da mio suocero e dai suoi amici quando erano meno che ventenni! Bei tempi quelli in cui dagli scherzi non scaturiva necessariamente una denuncia, ma li si accettava per quello che erano. Come hai scelto la copertina del libro, un’immagine che abbina molto bene elementi come il nostro tipico territorio rurale, il mistero della storia e la bellezza della protagonista ? L’immagine di copertina è un’idea della casa editrice Albatros, una casa editrice che mi è sembrata molto organizzata sia per la distribuzione che per la presenza nelle fiere. Questa casa editrice ha prodotto anche diversi film per il cinema e per la TV, con il marchio Caos Film. L’immagine scelta per la copertina è forse l’immagine chiave del libro, l’unica situazione un po’ “hot” che si presenta nel corso della storia. Dove è possibile trovare e acquistare il tuo libro? Questo libro è ordinabile in qualunque libreria. In partico-

lare qui da noi è da subito acquistabile al prezzo di Euro 16,50 presso l’Edicolè Caffè Letterario (Palazzo Bonaretti editore) in Novellara, presso la tabaccheria Magica e l’edicola Profumi e Balocchi, in Santa Maria, e presso la libreria Moby Dick di Correggio. Inoltre è anche scaricabile in formato Ebook sugli Store Apple e Google. Rita per ultimo puoi farci un breve riassunto del libro… In un vecchio casale, situato a Santa Maria della Fossa e abbandonato da anni, durante il primo giorno di lavoro per la ristrutturazione, viene ritrovato il corpo seminudo di un uomo, le cause della cui morte non sono del tutto chiare. La notte successiva un altro avvenimento sconvolge l’esistenza dei due giovani proprietari. I due episodi sono coincidenze troppo strane per la vita tranquilla e serena della coppia di sposi, e di questo è convinta soprattutto Cinzia, che con le sue tre amiche, Veronica, Valeria ed Irene, decide di svolgere una piccola indagine. Assassinii, inseguimenti, personaggi insospettati che nascondono torbide vicende passate, rivelazioni sorprendenti, soldi, prostituzione, sotterfugi, ma anche ironia, amore, amicizia, solidarietà, tradizioni e storia: tutto si intreccia e si aggroviglia per creare il complesso scenario di questo articolato romanzo.

Auguri a Bruno Bigliardi per il suo 101° compleanno Caro Signor Bruno, in occasione del suo compleanno e sono 101, la redazione del Portico porge i più sentiti auguri. E’ stato una vera fortuna averla incontrata e ascoltata. La sua lucidità nel raccontare aneddoti e descrivere persone da lei conosciute è ormai proverbiale ai novellaresi tutti. Personalmente vorrei ancora formulare gli auguri di buon compleanno senza limiti di tempo. Il Portico ci sarà sempre al suo fianco e verrò a trovarla quanto prima per conoscere quelle vecchie storie di paese sempre di grande attualità. Con riconoscenza. Giovanni Franzoni

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Questo mese sul comodino: “Entra nella mia vita” Oggi, con la collaborazione degli amici del Caffè Letterario, invitiamo nel nostro angolo anche i più piccini e ci permettiamo di suggerire loro alcuni titoli che, speriamo, siano graditi.

Palazzo Bonaretti Editore CLASSIFICA LIBRI PIU' VENDUTI ADULTI

Entra nella mia vita

Clara Sanchez Garzanti libri

di Mara Boselli Nella top tre a loro dedicata troviamo al primo posto un gradito ritorno: Jeff Kinney. La sua celebre schiappa, protagonista dei Diari, ci tiene ormai compagnia dal 2010 e ha riscosso in tutto il mondo un notevole successo, vendendo oltre 40 milioni di copie. In particolare, in Diario di una schiappa - Si salvi chi può, edito da Il castoro, Greg dovrà subire una delle punizioni più atroci che gli siano mai capitate: passare le vacanze con Manny, Rodrick e mamma, tutti bloccati in casa per un’improvvisa tempesta di neve, ed accusato, per di più, di un misfatto per il quale si dichiara innocente. Come se la caverà il nostro eroe? Ne approfittiamo, per ricordare a mamma e papà che alcuni anni fa è stato tratto proprio da questa saga un film molto divertente (Diario di una schiappa, proprio): potrebbe essere un’occasione carina per passare un po’ di tempo, tutta la famiglia riunita, davanti la TV. Agli amici lettori un po’ più grandi, invece, questo mese mi sento di consigliare: Entra nella mia vita, di Clara Sanchez, Garzanti. È capolista nella nostra Hit e se lo merita tutto. Siamo a Madrid e una bimba annoiata scopre, frugando fra gli oggetti di mamma e papà, una foto di una’altra bambina che, inspiegabilmente, le sembra familiare e che la incuriosisce. Questo, per veronica (la bimba annoiata) sarà l’inizio di un viaggio che la porterà dritta la centro del “bosco di ombre e fiori” della sua famiglia. Scoprirà con gli ani il tormentato segreto dei suoi genitori, la causa scatenante di quella depressione che si sta portando via sua madre, e, ormai da donna adulta, incontrerà una sorella che non sospettava di avere mai avuto. È innegabile: l’autrice ci ha abituato tremendamente bene con il suo romanzo d’esordio, Il profumo delle foglie di limoni (sempre edito da Garzanti ed assolutamente stra-consigliato); ebbene, Entra nella mia vita, regge pienamente il confronto. In questa ultima fatica della Sanchez ritroviamo, infatti, il gusto del primo Almodovar (con meno provocazione), misto a qualcosa del miglior Zafon (senza tutto quel gotico, però), conosciamo meravigliose figure femminili, in primis Veronica, che conosciamo appena bimbetta per poi scoprirla donna emancipata, forte e determinata a conoscere una verità inaspettata e, facilmente, ci appassioniamo della trama che abilmente è stata tessuta dalla scrittrice. Ci imbattiamo in un diverso stile narrativo a volte, purtroppo, un po’ troppo superficiale, che però bene si addice alla giovane età della protagonista; anche alcuni modi di dire, che si potrebbero persino definire sciatti in alcuni tratti (le cose che costano un botto, ad esempio) ci accompagnano nella contemporaneità di questo romanzo, nel suo neorealismo. Anche se, in questo cammino, molti dubbi non vengono fugati e molte volte i sentimenti sono solo abbozzati, forzatamente messe da parte da ciò che accade, in modo incalzante e senza permettere al lettore di annoiarsi, il libro lascia un solco nell’anima di chi lo legge, son foss’altro che per il tema trattato. Se il consiglio di lettura per questo mese vi è stato gradito, io e gli amici di Palazzo Bonaretti Editore, vi aspettiamo la prossima volta con nuovi suggerimenti. Nel frattempo, ricordo a tutti che, se avete delle dritte da darmi o se volte scambiare quattro chiacchiere con me potete scrivere a: ”ilportico.qmc@gmail.com.

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La congiura Machiavelli

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Michael Ennis New Compton

CLASSIFICA LIBRI PIU' VENDUTI BAMBINI/RAGAZZI

Diario di una schiappa Si salvi chi può

Jeff Kinney Il Castoro

Le canzoncine di Peppa pig con CD Audio

Giunti kids

L'accusato. Theodore Boone

John Grisham Mondadori

ERRATA CORRIGE

In relazione all’articolo apparso sul numero precedente e riguardante la “Pasticceria Benevelli, si precisa che lo stesso era a cura della sig.ra Gozzi Mariuccia in collaborazione con la sig.ra Severina Foroni.


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Alimentari DIANA, una storia che parte dal primo dopoguerra Il DIANA, storico negozio di Piazza Mazzini, racconta, attraverso la sua storia, un pezzo di Italia che è cambiata negli ultimi sessanta anni. di Simone Oliva C’era una volta in piazzetta, circa 60 anni fa, una piccola bottega di paese, ora non c’è più. Al suo posto c’è un supermercato e dove c’era un paese ora c’è una piccola città. Sono trascorsi diversi decenni dalla prima piccola rivendita di pane rilevata dalla signora Cavaletti Anna e dal marito Oliva Mario, che avevano lasciato la campagna per inseguire il sogno di un lavoro in paese. Era il 1950 circa, il primo dopoguerra, ma quella piccola stanza ancora non si chiamava DIANA. In paese infatti c’erano altri piccoli commercianti: la famiglia Zecchi, e le sorelle Iolanda e Ida Parmigiani (conosciute come “Gigine”) che mandavano avanti anche loro una piccola economia locale fatta di uova, pasta, sale, farina e prodotti assolutamente venduti sfusi. Era il tempo in cui le botteghe erano uno dei fulcri della vita sociale del paese, in tutti i paesi. Se qualcuno voleva fare due chiacchiere o sapere qualcosa

doveva andare in una bottega. Se poi questo qualcuno voleva addirittura fare acquisti, tanto meglio. Erano gli anni in cui Mina cantava “Il cielo in una stanza” e anche in quella piccola stanza chiamata bottega trovavi davvero di tutto, forse anche il cielo… Era una grande dispensa dove c’era quello che serviva alle poche esigenze domestiche di un’epoca fatta di cose utili. Una volta si prendeva solo quello che serviva e se non si vedeva esposto, si chiedeva al commerciante. Ora è tutto un poco diverso, negli ipermercati l’essenziale si nasconde mentre il superfluo è esposto in grandi quantità. Ma i tempi cambiarono anche allora e se solo uno si faceva prendere dalla nostalgia restava indietro e perdeva la scommessa del lavoro. Gli anni ’70 diedero così un nuovo impulso al commercio locale e già da un decennio i prodotti venivano distribuiti confezionati per la grande distribuzio-

“In vino veritas... in cervesio felicitas!” Mi presento: sono Erik Cantarelli, forse meglio conosciuto come “Ozzy”, o “Canta” per amici e conoscenti di vecchia data. Ho concluso ormai da un paio d’anni il corso di degustazione dell’A.D.B. (Associazione Degustatori Birra) e sono un amante sfrenato della gastronomia, in particolare di quel ramo del beverage che purtroppo si dà generalmente più per scontato: la birra. Su proposta de “Il Portico” ho pensato di aprire questa nuova rubrica con il solo interesse di diffondere, per quanto so e posso, la cultura del buon bere e gustare contro il consumo smodato e spassionato tipico dei più giovani. di Erik Cantarelli Le origini del mito I più pensano che la Germania sia da sempre la patria della birra, altri sanno che la sua culla è l’antico Egitto, molti invece ignorano che la scoperta della fermentazione alcolica affonda le radici in un prodotto molto rudimentale nella remota infanzia della civiltà, fra Tigri ed Eufrate: la Mesopotamia! Prima ancora di Persiani, Assiri e Cassiti si racconta che, come tutte le più grandi scoperte, anche quella del primo prodotto alcolico fu indotta dal caso quando una famiglia Babilonese, cane compreso, uscì per quello che noi oggi chiameremmo un “pic-nic”.

Costretti dalla pioggia a ritirarsi nel bel mezzo del pasto all’aperto, scordarono nella fretta alcuni oggetti e cibarie, fra cui del pane in una ciotola che ovviamente si inzuppò d’acqua piovana. Passò qualche tempo e un giorno il capofamiglia osservò delle anomalie nei comportamenti del cane che, tornato a casa barcollante dopo un giro solitario, gli abbaiò contro e morse la suocera per poi finire, quasi come svenuto, in un sonno profondo. Dopo tali ripetuti comportamenti, il padrone decise di seguirlo; notò che le stranezze si manifestavano poco dopo aver bevuto la zuppa formatasi dalla ciotola

ne. La piccola bottega di Anna e Mario era diventata troppo piccola. L’allora Sindaco Mariani Cerati fu tra i primi a credere nell’idea di aprire un Supermercato dall’unione degli alimentari della famiglia Zecchi, delle sorelle Parmigiani e della famiglia Oliva, così il Sindaco “Tonino” seguì con interesse l’evolversi della fusione, ultimata con l’aggiunta della famiglia Foroni. Nel 1974 nacque il DI.A.N.A, acrostico del nome più esteso Dettaglianti Alimentaristi Novellaresi Associati, una delle prime società di negozianti della provincia. Da allora ad oggi la società ha visto cambiare diversi soci al suo interno, ma ha mantenuto il suo stato di S.N.C. Ancora oggi è socio lavoratore Romano, figlio di Mario e Anna, che ha mandato avanti l’attività attraversando i periodi del boom economico, l’arrivo degli ipermercati e l’attuale grande crisi. Assieme a lui nella società anche il figlio Alessio e la collega Mora Angela che, assieme ad una decina di dipendenti, lavorano nel negozio di Novellara e in quello di Rio Saliceto. Il segreto di tanta resistenza è il non avere paura di cambiare, di rinnovarsi. Anche ora in tempo di crisi il nuovo negozio appare ai clienti di oggi un poco come allora, tanti prodotti in uno spazio rinnovato e più al servizio del cliente. La piccola stanza è diventata negli anni un supermercato di 250 metri quadrati che quotidianamente serve i suoi clienti con un’antica ricetta composta da disponibilità, qualità e cortesia. di pane lasciata in balia della pioggia e volle anch’egli provare questo accattivante intruglio. Narra la leggenda che, una volta rincasato, questi disse alla suocera tutto quello che pensava su di lei, descrivendo in un secondo momento il contenuto della ciotola come “se-bar-bi-sag”, letteralmente “bevanda che fa veder chiaro”. Ciò che viene ad oggi servito nei nostri bicchieri è l’elaborazione di un prodotto che nel corso del tempo ha goduto di un ruolo e di un’evoluzione non indifferente passando dagli Egizi, che impararono a ricavare il malto partendo dal cereale d’orzo, all’antica Roma dove fu aperto il primo pub in cui si serviva Cervesio (nome latino della birra); fino ad arrivare alla scoperta del luppolo nel Medioevo, dapprima usato prettamente come antisettico, in seguito apprezzato per la sua azione amaricante e sfruttato come fondamentale contributo alle componenti organolettiche.

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Rubrica a cura della dott.ssa Roberta Bocedi

Troppo freddo? Tutti gli anni, in inverno, capitano uno o più casi di cani che arrivano in ambulatorio in condizione di grave ipotermia (assideramento). Spesso, con molte cure, si riesce a salvarli ma talvolta ciò non è possibile. Questo succede perché alcune persone sottovalutano i rischi che il freddo può comportare per i nostri animali domestici che vivono (e dormono) all’aperto. In condizioni normali, il corpo produce calore tramite processi metabolici ed è in grado di termoregolare, entro certi limiti, in base alla temperatura esterna. Quando la temperatura ambientale scende, l’organismo inizia a mettere in atto alcune “strategie” per cercare di mantenere o aumentare il calore corporeo. Tra queste, la vasocostrizione periferica (per cercare di mantenere il calore per gli organi interni, più importanti alla sopravvivenza delle dita) ed i brividi o tremori che aiutano a produrre calore. L’ipotermia, cioè l’abbassamento della temperatura corporea al di sotto dei valori normali (37,9-39°C nei cani e gatti), ha diversi gradi di “gravità”. Può essere lieve, con temperatura compresa tra 32 e 37°C, moderata (28-32°C) o grave (meno di 28°C). Quando l’ipotermia scende al di sotto di certi valori (31°C) l’animale non è più in grado di termoregolare. A questo punto tutti gli organi iniziano a “soffrire” e a danneggiarsi fino ad arrivare, nei casi più gravi, ad un punto di non ritorno. Certamente non tutti gli animali che vivono all’aperto rischiano il congelamento, dipende da molti fattori: Il tipo di cane: cani con pelo folto e lungo saranno naturalmente più protetti rispetto, ad esempio, ad un Chihuahua a pelo corto. Inoltre due o più cani che dormono assieme riescono a scaldarsi meglio di un unico animale che vive da solo. La possibilità di avere un rifugio: una cuccia riparata, sollevata dal terreno, isolata termicamente e con coperte all’interno o comunque la possibilità di avere accesso ad un luogo asciutto ed al coperto in cui andare quando piove o fa molto freddo. L’età e le condizioni di salute del cane: i cuccioli e gli animali anziani o malati sono meno in grado di far fronte al freddo rispetto ai cani adulti sani. L’alimentazione: dal cibo, tramite processi metabolici, l’organismo produce calore. Durante l’inverno sarebbe perciò importante aumentare un po’ la quantità di cibo fornito ai cani che vivono all’aperto. I sintomi dell’ipotermia variano e dipendono principalmente dal grado e dalla durata della stessa. Si va dai semplici tremori e rigidità muscolare alla debolezza e letargia fino al coma ed alla morte. Quando si trova un animale che si sospetta essere in uno stato di ipotermia, occorre portarlo velocemente da un medico veterinario che farà tutto quanto possibile per far tornare la temperatura a livelli normali. Soprattutto se si trova il cane già in uno stato di semi-incoscienza è inutile tentare di riscaldarlo da soli, potrebbero essere necessarie misure (fluidi intravenosi tiepidi, ossigeno, ecc) che non sono a disposizione a casa. Se non si ha la possibilità di tenere o far dormire il cane in casa almeno nelle ore notturne è importante fornirgli tutto il necessario perché possa affrontare le fredde notti invernali senza rischi.

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Il sogno di libertà e progresso nel periodo repubblicano Dalla Repubblica reggiana alla caduta di Napoleone Bonaparte di Sergio Ciroldi

Il giorno precedente della proclamazione della Repubblica Cispadana (Modena, 30 dicembre 1796), la Municipalità di Novellara, volendo far dimenticare la resistenza contro i rivoluzionari e l’attaccamento al Duca, rendeva omaggio al generale Bonaparte. Questi, assieme al suo Stato Maggiore, stava ispezionando la bassa reggiana alla ricerca di possibili vie d’accesso verso il mantovano, ancora in mano agli austriaci. Al suo arrivo, i giacobini locali gli organizzarono una scorta, “pseudo militare”, con la milizia civica al cui comando era il chirurgo Prospero Anceschi (giacobino). Strano personaggio l’Anceschi il quale avrebbe passato poi anni a vantarsi nel paese della “pacca” avuta sulla spalla (come complimento) da Napoleone. Quest’ultimo aveva accettato, di buon grado, il pranzo offertogli dai municipalisti (in realtà pagato dalla contessa Maria Beatrice d’Este-Austria) e dai canonici al Casino di Sotto dei Gonzaga. Dal resoconto di Felice Altimani (1792-1881) i piatti preparati dal pittore-cuoco Giovanni Brioni (1759-1831) furono ben centoventi. Secondo il Balletti, storico di Reggio, non superavano invece la metà.

Napoleone veniva giudicato dai notabili e dagli ecclesiastici locali come il male minore, come l’unica persona, in grado di continuare quella rivoluzione antigiacobina a cui mirava la maggioranza dei borghesi e dei nobili. Il popolo in gran parte formato da mezzadri, affittuari e braccianti aspirava, invece, ad un miglioramento reale delle condizioni di vita. Il sopracitato pranzo ebbe una triste conseguenza per Novellara, ottanta quadri scelti tra i più pregiati della Galleria Gonzaga che furono adocchiati dal commissario Saliceti, commensale in quel frangente, furono depredati dai francesi nelle settimane successive. In questo periodo il clero si fece carico delle aspirazioni dei giacobini più estremisti promettendo la distribuzione dei terreni ducali e la riduzione dei dazi. Promesse difficilmente realizzabili, fatte col fine di sedare i tumulti. In linea comunque con la tradizionale collaborazione della chiesa con il potere costituito. Pochi mesi dopo la Municipalità aboliva, in applicazione della legge 2 maggio 1797, gli antichi dazi, sostituendoli con un’unica dogana al confine. Le privative a conduzione privata furono autorizzate solo con contratto d’affitto (osterie,

di Marco Faietti

macellerie e poste). Inoltre, a favore della libertà di mercato furono sospesi tutti i calmieri dei prodotti di prima necessità : grano, pane, vino, burro, formaggio e carne. La soppressione delle Opere Pie e delle Confraternite decretata il 5 luglio 1798, privava poi i poveri della loro ultima difesa contro la fame che, anche a causa dell’aumento dei prezzi e degli sfratti ai mezzadri, si era fatta più palpabile. Situazione aggravata dalle continue requisizioni di generi alimentari effettuati dai Commissari francesi per il mantenimento dell’esercito di occupazione. Conseguenze immediata era il precipitare di gran parte della popolazione verso una miseria totale. In questa situazione sono pienamente comprensibili le manifestazioni di gioia popolare del 1799 che accompagnarono le sconfitte dei francesi e l’arrivo delle truppe Austro-Russe. Anche Novellara non rimaneva immune da questo contagio reazionario e cattolico. Il 14 maggio 1799 dopo che era stata restaurata la Comunità si formava, spontaneamente, una milizia di tremila uomini composta da novellaresi, bagnolesi e da uomini dei paesi vicini. A capo delle nostre milizie si era posto il conte Castore Montalbano, con una gerarchia rispettosa del censo. Per quasi un mese questa armata cattolica cercò di arrestare sull’appennino reggiano la ritirata dell’esercito del generale transalpino MacDonald. Quando, finalmente, la milizia novellarese giunse in prossimità dei nemici solo una fuga precipitosa la salvava dal massacro, considerata la scarsa preparazione. Dopo una fuga cosi ingloriosa le truppe Sanfediste1 (reazionario-cattoliche) si dedicarono con impegno alla persecuzione di coloro che erano compromessi coi cessati regimi repubblicani. Nel 1800 il restaurato governo Cisalpino (di cittadini progressisti) operava una serie di arresti e condanne, sia fisiche che finanziarie. Questa volta non verso i cosidetti patrioti, come era avvenuto l’anno precedente, ma verso i reazionari. Diretta conseguenza di questo odio politico fu l’assassinio, a bastonate, dell’Arciprete della Collegiata di Santo Stefano, don Leandro Vernizzi (13 novembre 1802). Nella primavera del 1808, il medico Giambattista Bellesy (reazionario) e Domenico Ardovini (possidente-reazionario) disegnarono una doppia croce nera come segno dell’Arcangelo Gabriele, sulle case delle famiglie giacobine novellaresi (Montanari, Malanchi, Boschi, Franchi e Nilli). In questo periodo il nostro paese fu colpito da una delle peggiori carestie della sua storia. Il ritorno dei francesi, in queste tristi circostanze, fu accolto con gioia dalle popolazioni emiliane. Gioia che si rese visibile anche a Novellara il 26 lu-

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glio 1801 con la grandiosa festa che accompagnò l’innalzamento nella piazzetta (oggi piazza G. Mazzini) dell’Albero della Libertà dipinto, con grande impegno, dal pittore novellarese Giovanni Brioni. E la bandiera sventolò anche sulle torri del paese. In precedenza erano stati piantati, nella attuale piazza Unità d’Italia, dei semplici pioppi. In seguito mutati i tempi, l’Albero della Libertà fu abbattuto il 12 aprile1805, fra l’indifferenza generale della popolazione. Il 26 gennaio 1802 i rappresentanti cisalpini proclamarono Napoleone presidente della appena nata Repubblica Italiana. In quegli anni veniva attuato il nuovo ordinamento napoleonico, pagato caro dall’Italia con la sudditanza totale del paese al governo francese. Frutto di questa sottomissione a Bonaparte fu la dipendenza economica di Novellara e di tutta l’Italia del Nord dai prodotti industriali e dai manufatti provenienti dall’Impero Napoleonico. Questa egemonia garantiva però al nostro paese una certa prosperità alle regioni agricole, in particolare all’Emilia Romagna. Tuttavia, anche per altri aspetti, tale periodo deve essere vissuto come la pietra miliare sulla quale veniva fondata l’Italia moderna.

Principalmente sotto il profilo amministrativo e politico-ideologico con la nascita di una nuova classe dirigente, di una nuova amministrazione e di una legislazione moderna con il varo del Codice napoleonico. Il principio di una amministrazione centralizzata, assieme alla formazione di un esercito nazionale, sarebbe rimasto anche dopo la caduta di Napoleone. Proprio la creazione di un vero Esercito italiano deve essere considerato uno dei maggiori contributi lasciatoci dal periodo napoleonico. Nell’aprile del 1814, nonostante l’eroica resistenza dell’Esercito italiano contro l’invasione degli austriaci e degli alleati, con la caduta di Napoleone il Regno d’Italia concludeva la sua decennale esistenza. Dopo la capitolazione del Vicerè Eugenio avvenuta il 16 aprile 1814, il Duca di Modena Francesco IV d’Austria-Este (1779-1846) riprendeva il possesso del suo stato; per Novellara incominciava il lungo periodo della restaurazione che sarebbe finito dopo quarantacinque anni con l’annessione al nuovo Regno d’Italia (marzo 1860). (segue) Nota - Sanfedismo, era un movimento formato da bande armate di contadini organizzate come sette, la cui attività segreta mirava a contrastare i repubblicani. L’esercito della San(ta) Fede fu istituito nel 1799 dal card. Ruffo per abbattere la repubblica.

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PROFESSIONE E ANONIMATO Mi chiamo Pietro e sono un medico alcolista. Come altri medici che fanno parte di A.A., mi pongo spesso il problema se non riuscirei a trasmettere meglio il messaggio qualora rinunciassi all’ anonimato, qualificandomi alcolista tra i pazienti. Tuttavia, proprio nell’ esercizio professionale, mi è capitato di notare come le persone che ignorano la mia malattia alcolica, sono molto più disinibite e spontanee nel manifestare i loro problemi. A mio avviso, non sarebbero pochi coloro che sapendo della mia lunga militanza fra le schiere degli alcolisti attivi, si farebbero scrupolo nel mettermi a parte delle proprie confidenze. Qualcuno avrebbe timore di ferire la mia suscettibilità; qualche altro sarebbe spinto da curiosità o cercherebbe di stuzzicarmi in una ricerca di stucchevoli motivazioni o considerazioni generiche, psicologiche, sociologiche e via dicendo. Qualche altro non si fiderebbe e basta. Tempo fa mi è capitato un caso che mi ha colpito e lo confesso, anche un po’ divertito. Un’ anziana signora mi ha detto circa così:” Mio marito è un gran brav’ uomo ma... beve, beve, beve”. Poi si è interrotta, mi ha guardato e scuotendo la testa, ha soggiunto: “ Ma lei è un medico e certe cose non può capirle “. Cara signora, sapesse come posso capirle certe cose! E non perché sono un medico ma perché sono un alcolista. La malattia non guarda in faccia nessuno, in barba a tutti i trattati di medicina, che anch’ io mi ero illuso, come Lei, cara signora, che potessero farmi da antidoto. Ma in fondo perché perdersi nelle solite dissertazioni? Con mano anonima ma con spirito semplice e solidale, metterò un foglietto con degli indirizzi e dei numeri di telefono nella sua cassetta delle lettere e chissà che, una di queste sere, suo marito ed io non abbiamo la fortuna di incontrarci in un Gruppo di Alcolisti Anonimi. Tanti saluti. Pietro - Lecco

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Un pizzicotto ai più piccoli e non solo …Nulla può essere in grado di arricchire e di divertire sia bambini, sia adulti, quanto la fiaba popolare, anche se, a livello manifesto, sembra abbia ben poco da insegnare circa le condizioni della vita nella società odierna: queste storie, infatti, furono create molto tempo prima del suo avvento. Nonostante questo, esse possono essere più istruttive e rivelatrici circa i problemi interiori degli esseri umani e proporre le giuste soluzioni alle loro difficoltà in qualsiasi società, di qualsiasi altro tipo di storia alla portata della comprensione del bambino…(tratto da “Il Mondo Incantato” di Bruno Bettelheim).

Tra le poesie di CARNEVALE ce n’è una che gli calza a pennello, dice così: Sono una maschera dotta e sapiente: chiacchiero molto, concludo niente. Son di Bologna un gran dottore: mi sottopongono ogni malore ed io con l’abile mia parlantina sputo sentenze di medicina. Curo il malato col latinorum Per omnia secula saeculorum.

FIABE dal MONDO

Come il riso arrivò sulla Terra Tanto tempo fa, in Cina, un buon Genio della campagna se ne stava tranquillo ad osservare compiaciuto la vita degli uomini. Essi avevano dimenticato da tempo l’ultima terribile carestia che li aveva colpiti. Vivevano serenamente e la loro esistenza semplice andava al passo col ritmo della natura. Gli anni scorrevano come un fiume lento e tranquillo, lasciando nella memoria delle persone la gratitudine per i doni che ricevevano dalla terra. Infatti, nonostante la coltivazione dei campi costasse molta fatica, gli uomini avevano di che sfamare le loro famiglie in abbondanza. Essi guardavano con meraviglia il sole sorgere ogni giorno nel cielo, gli stormi di uccelli tagliare le nubi a primavera, il fiorire rigoglioso delle piante e sentivano che vi era una potente energia nella natura, capace di dare loro il vigore necessario per affrontare il lavoro. Dopo anni di abbondanza, inaspettata tornò sulla Terra una nuova grande carestia che provocò immense sofferenze al popolo degli uomini. Il buon Genio della campagna osservava impotente la tragedia che si stava consumando sotto i suoi occhi e si disperava poiché

Ora salutiamo FEBBRAIO con un’altra poesia che ce lo descrive in modo perfetto:

non aveva nessuna soluzione da offrire agli esseri umani. Come avrebbe potuto sfamare il suo popolo? Per lo sconforto si strappò tutti i denti e li gettò al vento. I denti volarono fino a cadere in una palude dove si trasformarono in semi. I semi crebbero e diedero forma a molte piccole piante che produssero migliaia di frutti bianchissimi, una volta sbucciati, come i denti del buon Genio. Li chiamarono “riso” e, da allora, il popolo degli uomini iniziò a coltivarli e non patì più la fame. Da migliaia di anni, infatti, il riso è l’ingrediente principale nelle case dei popoli dell’Oriente ed è tuttora un simbolo di abbondanza e di prosperità. (Cosetta Zanotti)

E una mattina t’avvedi del sole ancor pallido in cielo e la luce trasporta un sentore nuovo. Sulle montagne ancora neve ma ai piedi delle querce quasi spoglie timide temerarie le violette odorose aprono il cuore blu tra le morte foglie e ai margini del bosco primule giulive e macule si svegliano furtive.

ECCOCI NEL MESE DI FEBBRAIO: MESE DEDICATO AL CARNEVALE (da carne levare, togliere la carne, riferito in origine al giorno precedente la Quaresima, in cui cessava l’uso della carne)

e ai suoi giorni di spensierata allegria, specialmente per i più piccini. Si festeggia per esprimere la speranza che la natura, dopo il freddo inverno, si risvegli in fretta! E’ una festa che celebra la rinascita della vita attraverso il colore! Il CARNEVALE, festa di colori, raggiunse il suo massimo splendore ed eleganza nel Seicento (Barocco): nacquero allora le maschere regionali della Commedia dell’Arte. A tal proposito, iniziamo, in questo anno, il nostro viaggio per conoscerle, iniziando dalla nostra regione e dal suo capoluogo. La maschera caratteristica di BOLOGNA è BALANZONE, meglio conosciuta come DOTTOR BALANZONE: con lei, i Bolognesi vollero burlarsi di certi professoroni dello Studio, vanitosi, superficiali e di poco ingegno. Essa è, allo stesso tempo, raffinata e popolana, un bel modo per rappresentare la cultura e lo spirito di Bologna, città dotta e contadina insieme. I comici lo usano per impersonare la figura del “vecchio pedante”, che si atteggia a ministro della giustizia e non dice altro che frottole. La maschera bolognese rappresenta un dottore di giurisprudenza, si veste d’autorità, pronuncia discorsi metà in dialetto bolognese e metà in lingua italiana, pieni di paroloni in greco e in latino sgrammaticato, tanto per impressionare il pubblico. BALANZONE è ben nutrito, rotondo, pieno di buon umore, il suo viso è sempre rosso vivo. Veste completamente di nero, con una lunga casacca, il colletto bianco inamidato, calzoni corti fino al ginocchio, calze, cappello con i bordi rialzati e una gran quantità di libri impolverati sotto il braccio a rappresentare la sua scienza.

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MEMORIE ISTORICHE DI NOVELLARA – 7

Sezione Comunale di Novellara di Vittorio Ariosi

Dei tre figli del conte Alessandro e di Costanza d’Austria di Correggio, Francesco, il primogenito, passò gran parte della sua vita alle armi, nelle tante guerre in giro per l’Europa. Sposò, come abbiamo visto nella puntata precedente, una cugina suora, morta di parto nel 1551. Poi fu per molti anni consigliere alla corte del duca di Mantova; intrattenne una lunga relazione con una donna maritata mantovana, finita assassinata; ebbe un figlio naturale da una donna maritata di Novellara. Anche il secondogenito, Camillo, passò trent’anni della sua vita alle armi. Poi sposò per procura la milanese Donna Barbara Borromeo, piissima cugina di San Carlo Borromeo, dalla quale non ebbe figli. Su istanza della moglie e del santo, nel 1570 fondò la casa di probazione dei Gesuiti (l’attuale “ex convento”). Alfonso, il terzogenito, protetto dallo zio Patriarca di Alessandria, visse la sua giovinezza splendidamente in Roma. Vestì l’abito prelatizio, abitò nel palazzo dell’Aquila, “dove tenne numerosa corte di scelta gioventù”, servito e corteggiato, non insensibile “alle lusinghe del vizio”. Fu segretario del Conclave e cameriere segreto del pontefice Giulio III. Ma, per assicurare un erede alla sua Casa, dato che i due fratelli non avevano figli legittimi, dovette rinunciare all’abito clericale; nel 1567 sposò Vittoria di Capua, accolta a Novellara con grandi festeggiamenti. Dieci anni dopo, secondo quanto disposto dallo zio Patriarca, la primogenitura fu legalmente attribuita a lui e ai suoi discendenti. Ma per molti anni dovette affrontare le pretese e le congiure di Claudio, figlio naturale del primogenito Francesco. Sul finire del 1570 “gran terremoti spaventarono le popolazioni” di una vasta zona. Nella notte del 20 dicembre si contarono 32 scosse, “quattro delle quali terribile”, con molti danni. In base ad un diploma imperiale, in quegli anni i Gonzaga di Novellara furono abilitati a coniare monete d’oro, d’argento e di rame. La zecca era nella casa d’angolo fra le attuali via della Libertà e via del Popolo, di fronte a casa Sessi. Nella seconda metà del Cinquecento visse ed operò a Novellara il più famoso dei novellaresi, il pittore e architetto Lelio Orsi. Nato da uno spenditore di corte di Casa Gonzaga: nel 1511secondo la scritta sulla lastra tombale nella chiesa di Santo Stefano, forse nel 1508 secondo lo storico dell’arte Massimo Pirondini. “Uno come ha magistralmente scritto Giuliano Briganti - dei

AVIS INFORMA

Sabato 09 e domenica 10 marzo 2013, presso la sede AVIS di Novellara, ci sarà la consueta donazione di sangue. - Presentarsi dalle ore 7,30 alle 10,45. Alimenti permessi prima della donazione compresi gli esami annuali: acqua, camomilla, caffé, spremute, il tutto senza zucchero. - Evitare tassativamente latte e suoi derivati.

GITA

Alfonso I Gonzaga e la moglie Vittoria di Capua con i figli e (a sinistra) il fratello Camillo I. (Roma, Galleria Colonna) più affascinanti protagonisti, in territorio reggiano, di quell’età crepuscolare, illuminata drammaticamente dagli ultimi bagliori del Rinascimento ma ancora immune dai rigori dell’arte senza tempo della Controriforma: l’età ancora memore della classica naturalezza e dell’amore correggesco per le favole antiche, impreziosita dalle più sottili alchimie della Maniera e infine dominata dalla luce dei cupi pensieri nati dal grande animo introverso di Michelangelo”. Dopo una giovinezza di cui poco si sa, nel 1546 fu accusato a Reggio di aver preso parte all’uccisione di Giampaolo Boiardi; per sfuggire all’arresto si rifugiò a Novellara, sotto la protezione dei conti Gonzaga. Donna Costanza fu ben lieta di accoglierlo, con la sua famiglia, e lo mise subito al lavoro, affidandogli la decorazione del famoso Camerino di Ganimede in Rocca, di cui resta parte della decorazione riportata su tela presso la Galleria Estense di Modena. Nel 1552 fu prosciolto da ogni accusa per il fattaccio reggiano, e trascorse il resto della sua vita ospite in Rocca, come artista di corte. Ancora oggi Novellara è profondamente caratterizzata dalle principali emergenze da lui progettate, oltre ai dipinti e agli affreschi: il Casino di Sopra, il Casino di Sotto, il piano nobile e il loggiato della Rocca, la chiesa collegiata di Santo Stefano, la chiesa e il convento dei Gesuiti. Morì il 3 maggio del 1587.

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RINGRAZIAMENTO

L’AVIS ringrazia Bertozzi Marisa per la donazione ricevuta.

NOVELLARA (RE) via P. Mascagni, 10 fax 0522/654699 Email: info@sainsrl.it

L’AVIS NOVELLARA ha organizzato una gita per domenica 10 marzo 2013 a San Remo in occasione della sfilata dei carri fioriti. Il programma dettagliato è disponibile in sede dove ci si può iscrivere fino alla disponibilità di posti, dalle 9.30 alle 11.30 nelle giornate di giovedì e sabato. AVIS NOVELLARA SU FACEBOOK Per i navigatori della piattaforma sociale che permette di essere interattivi con gli amici, ed altro, avvisiamo che siamo su facebook. Il Segretario Piero Ghidini


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Ringraziamento

GIUSEPPINA ZINI IOTTI L’amore che portiamo nel cuore non potrà mai essere cancellato. Lorenzo, Fabrizio e i tuoi cari.

MARCO GUERRA

GRAZIANO CAFFAGNI

RAUL BECCHI

A quattro anni dalla scomparsa lo ricordano con immenso affetto gli amici Paolo e Nando Paterlini.

In memoria di Cavazzoli Silvana Ascari Sandra e Simona, Brocchetti Mariangela, Meschieri Nanda, Daniela Rinaldi, Giuliana Barbieri, Giuliana Vezzali, Chiara Vernizzi, Maura Bussei, Mirca Marastoni, Dolli Grillenzoni, Tirelli Luisa, Lilia Contini, Manuela Davoli, Graziella Calzetti, Ebe Spaggiari; Bigliardi Mauro, Fuconi Maria, le amiche del gioco e le cugine. In memoria di Menozzi Ione I vicini di casa. In memoria di Storchi Giuseppina Iotti Oliva Oretta e fam. In memoria di Gasparini Oriele Oliva Oretta e fam. Francia Tilde e fam, Magnanini Manuela. In memoria di Barani Alcide Iotti Norma, Barani Daniela , Agosti Novello,Agosti Alberto, Rondini Eugenia, Morselli Ilde, Bulgarelli Bruno, Barani Camilla, Barani Marta, Barani Patri-

A sei mesi dalla scomparsa e nella ricorrenza del suo compleanno (07/02/1943) lo ricordano la moglie Carolina, il figlio Matteo, il nipote Enrico, i fratelli Adriano, Tristano e Franco e le cognate Milvia e Bruna.

zia, Vergnani Romeo, Vergnani Jose, Vergnani Lice, Salardi Gianni e fam. In memoria di Lusetti Ida Le amiche e colleghe di lavoro: Rosa Malaguti, Silvana Pratissoli, Bonaretti lina, Crotti Maria Rosa, Siria Dignatici,Deanna Panciroli, Rosaria Angione, Anna Nizzoli, Odini Dolores,Borlenghi Giovanni e Anna Maria, Crotti Michele e Catalano Adorina. In memoria di Tondelli Pierino Magnanini Manuela. In memoria di Magnani Valeria I vicini di casa. In memoria di Davolio Anna Maria Luisa Beltrami, fam. Davolio Lino,fam. Carpi Giuliano.

Le famiglie Nizzoli - Guerra - Becchi, rivolgono un sentito ringraziamento a quanti sono intervenuti all’incontro conviviale tenutosi lo scorso 20 dicembre presso il multiristorante La Bussola di Campagnola Emilia per ricordare il proprio caro Marco (Zoe) recentemente scomparso, in occasione della ricorenza del suo compleanno, sottolineando la grande sensibilità dimostrata che ha consentito di raccogliere la somma di 1000 euro devoluti a favore delle seguenti Organizzazioni non Governative: Medici Senza Frontiere ed Emergency. Un ringraziamento particolare al sig. Mauro Morellini per la disponibilità e generosità dimostrate nell’occasione.

CLAUDIO MONDINI

Nella ricorrenza del suo compleanno lo ricordano con tanto affetto e amore Milena e Sara dedicandogli questo pensiero: “Ho sceso, dandoti un braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro viaggio. Il mio dura tutt’ora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr’occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.”

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BIANCA GOZZI

BRUNO TAMPELLONI

GIUSEPPE LONGHI

SANTE TAMPELLONI

Il tempo passa ma il vostro ricordo è sempre vivo nel mio cuore. La sorella Lina

Il ricordo oggi, domani, sempre. Anna, Illic, Angela e Giulia

ALDINO MESSORI

GIULIO MESSORI

FERNICE PIZZETTI

ANDREA OLIVI

CARLO MESSORI

Con affetto lo ricordano la moglie Zina, i figli Luciano, Roberto, Paolo, Leo, Anna, Luisa e Silvia, le nuore e i fratelli.

Ricordando i propri genitori con tanto affetto Angelo e Adele.

MARIA MENOZZI

ANTONIO MESSORI Ti ricordano con affetto il papà Angelo, la mamma Maria, zii e cugini.

Nell'anniversario della scomparsa dei propri cari li ricordano il figlio Giovanni, la nuora Adele e i nipoti.

LEA LONGHI

TIZIANO MESSORI

Ricordandovi con tanto affetto Lucia Ferretti, moglie e mamma.

GUGLIELMO CARLETTI

Nell’ 8° anniversario sempre ti ricordano la moglie Tilla, il figlio Gianpietro, la nuora Petra e la nipotina Emma.

ANGELO MESSORI

Ad un mese dalla scomparsa lo ricorda con affetto la sorella Adele.

Ringraziamento

GIORGIO VEZZANI

Nell’ 13° anniversario della scomparsa lo ricordano con affetto la moglie Ileana i figli Alessandro e Stefania, il genero Marco e i parenti tutti.

AGIDE BENEVELLI

GINO MORELLINI

Nel 22° anniversario della scomparsa lo ricordano con affetto la moglie Elena e i parenti tutti.

(CLAUDIO)

Il tuo ricordo ci accompagnerà per sempre. Nell' 13° anniversario della scomparsa la moglie Pia e i figli Giulio e Roberto.

Vanni e Franco Jemmi profondamenti commossi per la stima e l’affetto tributati alla loro cara mamma Ida Lusetti recentemente scomparsa, ringraziano di cuore tutti coloro che hanno espresso vicinanza partecipando alle esequie di Ida.

CIRCOLO IL CONTEMPORANEO

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BRUNO GHIZZONI

Nel 1° anniversario della scomparsa lo ricordano con tanto affetto la compagna Lucia, la sorella Loretta, cognati, cognate, nipoti, pronipoti e amici.


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