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TORTONESE

Due artisti tortonesi scelti da Vittorio Sgarbi per la Biennale

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OLTREPO’

Sbarca a teatro la “storia d’amore” del Centro Down

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Il Papa ad Assisi con i rappresentanti delle religioni

Pellegrini della pace

Pomeriggi vogheresi per rilanciare la “città dei pendolari”

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Primo piano Il cambiamento demografico in Italia PAGINA 2

La petizione Mille firme per dire “no” all’eolico PAGINA 8

Tortona L’Avaro... scorretto apre la stagione al Civico PAGINA 13

Gavazzana Il ricordo commosso di don Carlo Sterpi PAGINA 18

servizio a PAGINA 4

CRISI ECONOMICA GARBAGNA / PAG. 15

DALLO SCRIVERE AL FARE Ci avevano chiesto un impegno, abbiamo risposto con un impegno scritto: quello di realizzare in un anno e mezzo un vero e proprio programma di governo. All’Europa, la cosa è bastata e tutta la telenovela del “dovete fare qualcosa di fondamentale per la ripresa economica e per la salvaguardia del debito pubblico” – rivolto all’Italia con le buone e pure con le cattive maniere – è finita lì. Per ora. continua a PAGINA 4

LOCANDINA / PAG. 10

Inaugurata la Biblioteca dedicata a Mogliazza GARBAGNA - Davvero significativa la cerimonia di inaugurazione della nuova Biblioteca comunale di Garbagna. Sabato 29 ottobre, alle ore 16, si è “tagliato il nastro” in presenza di importanti autorità e di un folto gruppo di cittadini garbagnoli. I locali della Biblioteca sono ubicati in un edificio situato in piazza Principe Doria, la piazza centrale del paese.

Buon onomastico al nostro Vescovo Ritorna anche quest’anno il tradizionale appuntamento con la Festa del Volontariato, il giorno dell’onomastico del nostro Vescovo. Venerdì 11 novembre a Tortona, nella cappella del Seminario (ore 18) Sua Eccellenza celebrerà la Santa Messa. Al termine il brindisi augurale. La sera, alle ore 21, presso il Teatro Civico di Tortona, lo spettacolo offerto dall’Oftal.


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PRIMO PIANO

SOCIETA’ CATTOLICA DI ASSICURAZIONE DAL 1896

PAOLO SIMONE CALDIROLA Agenzia Generale di Tortona Largo Carabinieri d’Italia 15057 TORTONA (AL) Tel. 0131861175 Trasformiamo il futuro in un orizzonte di obiettivi e sicurezze

“La ragione del calo delle nascite non può essere soltanto di tipo economico. Si tratta piuttosto di una povertà culturale e morale, che ha di molto preceduto lo stato d’innegabile crisi che caratterizza la congiuntura presente”. Ne è convinto il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, intervenuto il 5 ottobre scorso alla presentazione a Roma del volume “Il cambiamento demografico. Rapporto-proposta sul futuro dell’Italia” (Laterza, Bari-Roma 2011), curato dal Comitato per il progetto culturale della Cei. Secondo il porporato, “non è con più consumo e meno figli che risistemeremo l’economia, quanto con una revisione radicale delle priorità”. Un richiamo che, precisa, non vuole essere “un giudizio per chi affronta con fatica la precarietà del quotidiano, bensì un invito a mutare prospettiva e una critica decisa a una cultura nichilista, che ha lavorato sistematicamente alla decostruzione di uno dei valori che fonda l’umano e lo sostiene e cioè la famiglia e la maternità”. Per Bagnasco occorre “sostenere con maggiore decisione i soggetti che si adoperano per rendere più affrontabili le complessità della vita familiare” e “incoraggiare nuovi modelli di solidarietà interfamiliare e intergenerazionale, facendo in modo che i genitori non si sentano abbandonati proprio dalla società che contribuiscono a tenere in vita”. “Non vi è dubbio - ha osservato - che una società in cui s’interrompe la catena generativa e si blocca il circuito della testimonianza tra le generazioni è una società impoverita e destinata a isterilirsi, oltre che a rivelarsi miope sotto diversi profili”. Richiamando la propria recente affermazione “stiamo andando verso un lento suicidio demografico”, il presidente Cei ha avvertito: “Se non si riusciranno a far scaturire, nel breve periodo, le condizioni psicologiche e culturali per siglare un patto intergenerazionale, l’Italia non potrà invertire il proprio declino: potrà forse aumentare la ricchezza di alcuni, comunque di pochi, ma si prosciugherà il destino di un popolo”. Al volume, con prefazione a firma del card. Camillo Ruini, presidente del Comitato, hanno lavorato demografi e studiosi di diverse discipline, i quali aggiungono: “Occorre diffondere una nuova mentalità che renda più generativa ed equa la società italiana”, preoccupandosi “dell’ecologia umana, cioè del rispetto di quelle forme sociali di vita che rendono dignitosa la nascita dei figli e la possibilità di allevarli ed educarli in un contesto che non ha sostituti o equivalenti funzionali: il contesto familiare”. Cambiamenti e nodi critici Suddiviso in tre parti, il Rapporto prende il via dalla

Giovedì 3 novembre 2011 IL POPOLO

SOCIETA’ CATTOLICA DI ASSICURAZIONE DAL 1896

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Il cambiamento demografico È stato presentato a Roma il rapporto-proposta del Progetto culturale della Cei sul cambiamento demografico in Italia. Tale documento ripercorre il cammino demografico del nostro Paese, offre una riflessione sui cambiamenti e sulle principali criticità che hanno portato ad un vistoso calo delle nascite in Italia e, infine, indica alcune proposte per governare questi mutamenti. Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, il cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Cei, e il cardinale Camillo Ruini, Presidente del Progetto culturale. Entrambi si sono espressi in merito, il primo affermando che serve un patto generazionale ed un cambio di mentalità; il secondo dichiarando che è ormai indispensabile invertire l’attuale trend negativo se si vuole assicurare all’Italia un futuro di speranza. Dall’incontro è emersa la necessità di politiche a sostegno della maternità e della famiglia, oltre all’esigenza di eliminare gli ostacoli che “sterilizzano” le famiglie italiane. In gioco c’è il futuro del nostro Paese, futuro che, hanno fatto notare gli autori del rapporto, non può che passare dall’istituto familiare. convinzione che “l’incuria italiana degli ultimi quarant’anni nei confronti del problema demografico” abbia “prodotto gravissimi danni sociali, economici e politici”. La prima sezione, corredata da tabelle e grafici, ripercorre il cammino demografico nel nostro Paese, dove da molti anni nascono meno di 600 mila bambini l’anno (561.944 nel 2010, secondo l’Istat, dato in progressivo calo dagli anni Settanta quando toccava i 900 mila), 150 mila in meno di quanto sarebbe necessario “solo per garantire” nel tempo “l’attuale dimensione demografica”, mentre la fecondità “si è attestata attorno alla media di 1,4 figli per donna”. La seconda parte offre una riflessione sui cambiamenti e i principali nodi critici, tra cui l’allungamento della vita, la convivenza con gli oltre 5 milioni di immigrati, le difficoltà dei giovani adulti a raggiungere l’autonomia e il disagio per dover rimanere ancora in famiglia, le conseguenze della Legge 194 e l’influenza dei media sulla società. L’ultima è dedicata alle proposte e alle azioni e po-

litiche sociali per governare questi mutamenti. Analisi quantitativa e motivazioni Nel Rapporto-proposta, ricorda il card. Camillo Ruini nella prefazione del volume, “vengono presi in attento esame la diminuzione

delle nascite e i mutamenti delle strutture familiari, la sconfitta della mortalità precoce e l’invecchiamento della popolazione, le conseguenze demografiche dell’aborto, il ritardo nel passaggio all’età adulta, la disoccupazione giovanile e le

16.848 LE FAMIGLIE IN ITALIA NEL 2009 8.926 LE COPPIE CON FIGLI 4.779 LE COPPIE SENZA FIGLI 1,4 LA MEDIA DEI FIGLI PER DONNA 2,2 LA MEDIA DI FIGLI CHE OGNI DONNA DESIDEREREBBE 561.994 I NATI NEL 2010 IN ITALIA 900.000 I NATI NEGLI ANNI SETTANTA

difficoltà delle giovani famiglie e di quelle numerose, in particolare la fatica delle donne nel conciliare cura dei figli e lavoro”. Si affronta anche “il tema del rapido aumento dell’immigrazione, con la sua incidenza ma anche con i suoi limiti nel contrastare il declino demografico dell’Italia”. Per ciascuno di questi sviluppi “l’analisi quantitativa è accompagnata dall’indagine sulle motivazioni, sia socio-economiche sia culturali e simboliche”. Proposte concrete L’intento principale del Rapporto è presentare proposte, anche “molto concrete”, che “sembrano in grado di poter correggere, più o meno profondamente, il declino demografico in atto in Italia ormai da alcuni decenni”. “Non ci si nasconde - ammette il cardinale - la grandissima difficoltà e i possibili rischi di un simile compito, ma non lo si ritiene a priori irrealizzabile. Il confronto con altre nazioni non troppo dissimili da noi - come in particolare la Francia -, che si sono mostrate in grado di affrontarlo, aiuta a

non cedere alla rassegnazione, sebbene il Rapportoproposta non trascuri di mettere in luce le profonde differenze tra le due situazioni italiana e francese”. Per il card. Ruini, “rimane in ogni caso la certezza che, se non si pone rimedio al declino demografico, l’Italia, già nel medio periodo, non potrà far fronte utilmente ad alcuna delle altre impegnative sfide che stanno davanti a lei”. Due ordini di fattori Il Rapporto-proposta individua due ordini di fattori capaci d’influire sull’andamento delle nascite. Il primo, spiega il porporato, “è costituito dagli interventi pubblici, cioè da una serie organica di provvedimenti di lungo periodo rivolti non a premere sulle coppie perché mettano al mondo dei figli che non desiderano, bensì semplicemente ad eliminare le difficoltà sociali ed economiche che ostacolano la realizzazione dell’obiettivo di avere i figli che esse vorrebbero. Giustificare una politica di questo genere è abbastanza facile: i figli, o le nuove generazioni, sono una necessità essenziale per il corpo sociale e quindi rappresentano un bene pubblico, e non soltanto un bene privato dei loro genitori”. Il secondo ordine di fattori si colloca “a un livello più profondo, quello delle mentalità, degli insiemi di rappresentazioni e sentimenti, in altre parole dei vissuti personali e familiari e della cultura sociale, che influiscono potentemente sui comportamenti demografici”. Tra questi due ordini di fattori, sottolinea il cardinale, “il secondo appare quello maggiormente decisivo per le scelte concrete delle coppie, ma anche il primo è necessario, perché senza di esso il desiderio di procreare spesso non si traduce in comportamenti conseguenti. I due ordini di fattori sono quindi interdipendenti e non vanno separati l’uno dall’altro”. Ritardi e vantaggi Quanto al primo ordine di fattori, secondo il card. Ruini, “l’Italia è certamente in grave ritardo, un ritardo da riparare iniziando subito col mettere in campo un impegno adeguato alla posta in gioco e molto prolungato nel tempo”. Riguardo al secondo ordine di fattori, “l’Italia ha invece due vantaggi potenziali, che finora non hanno potuto produrre i loro effetti soprattutto per la carenza - e talvolta perfino la contrarietà - degli interventi pubblici. Mi riferisco alla perdurante solidarietà interna e rilevanza sociale delle famiglie italiane, rispetto alle situazioni prevalenti negli altri Paesi europei, e al desiderio di figli, che in Italia rimane alto”. Perciò, conclude il porporato, “se vogliamo superare progressivamente la crisi della natalità e ridare al Paese una non effimera prospettiva di crescita, dobbiamo guardare in maniera positiva a queste specificità dell’Italia”.


Giovedì 3 novembre 2011 IL POPOLO

CAPANNI PIEMONTE S.n.c. CAMPANE

VITA DELLA DIOCESI

Reg. Santo Stefano 23/25 - 15019 STREVI (AL) Tel./Fax 0144/37.27.90 - 339/32.73.917

La creazione dell’uomo e della donna

Bertram van Minden, La creazione di Eva, 1383, Kunsthalle, Amburgo

un Dio generoso quello presentato da questa narrazione biblica, un Dio che offre all’uomo quanto di meglio si possa pensare: un grande parco fresco e fertile, con molta acqua e tanti alberi belli e buoni. Due in particolare sono nominati e sfuggono ad ogni tipo di classificazione botanica: l’albero della vita e l’albero della conoscenza del bene e del male. Il primo non è esclusivo della mitologia biblica, ma trova spazio anche nel mito mesopotamico dell’Epopea di Gilgamesh, l’eroe che, avendo visto morire l’amico, non si rassegna e parte alla ricerca della pianta della vita che esiste, però, solo nel regno degli dei e, alla fine, è irraggiungibile. Ciò che le capricciose e gelose divinità mesopotamiche tengono per sé, qui, invece, è po-

sto nel giardino che il Signore Dio ha donato all’uomo e l’uomo se ne può liberamente nutrire: è evidente il nuovo ed originale messaggio teologico sotteso al testo, ma è ancor più originale l’altro albero, quello della conoscenza del bene e del male. Ad oggi, chiarisce don Doglio, non ci è pervenuto nessun altro mito dove compaia questo albero che va riconosciuto come una specificità della teologia biblica e che va capito in profondità: “bene e male” designano l’insieme delle azioni e dei comportamenti umani, per cui questo albero è l’emblema della morale e mangiarne indica la presunzione di chi vuole farsi padrone assoluto della morale, ma questo l’uomo creatura non dovrà farlo e il Signore Dio lo avvisa subi-

to del pericolo: c’è il rischio della morte. Nel giardino, però, “non è bene che l’uomo sia solo”: per essere davvero uomo, adam deve potersi relazionare con l’altro da sé e allora Dio plasma dal suolo tutto il bestiame e gli uccelli del cielo, ma in nessuna di queste creature l’uomo trova un essere che gli sia simile e così si arriva alla presentazione della donna. Anche qui le immagine usate appartengono al diffuso linguaggio mitico, ma il messaggio è nuovo ed originale: in un comune contesto culturale di misoginia, il testo biblico vuole, invece, evidenziare la dignità della donna che, al pari del maschio, è opera uscita dalle mani di Dio, anche se la materia di partenza è diversa: non più la terra, ma una costola dell’uomo. E perché proprio una costola? La spiegazione migliore va cercata nella tradizione mitica dei popoli mesopotamici, dove compare una dea di nome Nin-ti, signora della costola, o signora della vita; la donna è tratta dalla vita dell’uomo e questo particolare sottolinea l’identica natura e la pari dignità di quei due esseri umani, che sono maschio e femmina. La donna è l’ultimo grande dono di Dio all’uomo ed il racconto dell’armonia è compiuto: il mondo è un bel giardino in cui adam vive una serie di relazioni positive ed armoniche con Dio, con la natura e con gli altri esseri umani… ma vediamo che non è così: cosa è andato storto? La risposta è nell’altra tavola del dittico, la tavola della disarmonia di cui don Claudio Doglio parlerà nel terzo incontro di lunedì 28 novembre. Patrizia Govi

L’incontro si è svolto domenica 23 ottobre in Seminario

La formazione per i Diaconi permanenti TORTONA - L’anno Pastorale è ormai iniziato e anche la Comunità dei Diaconi Permanenti della Diocesi di Tortona riprende il suo percorso di formazione e aggiornamento. Domenica 23 ottobre, alle ore 15.30, nel salone del Seminario, è avvenuto il primo incontro fra quelli previsti, con cadenza mensile, che avranno luogo durante l’anno. Relatore e guida della Comunità è Mons. Piergiorgio Pruzzi, Delegato diocesano, saranno poi gli stessi diaconi i relatori nelle altre riunioni, che si concluderanno a maggio, con la partecipazione del Vescovo. Il relatore, rivolgendosi ai diaconi e alle loro mogli presenti, ha sottolineato l’importanza dell’aggiornamento e della formazione, che è permanente. “Nessuno di noi è un’isola, e può fare da solo, è necessario confrontarci, continuare a prepararci e mettere in comune esperienze, a volte difficoltà, e i doveri che il ministero diagonale comporta”. I diaconi permanenti nella Diocesi di Tortona sono 18 e svolgono il loro

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Secondo appuntamento del corso biblico di don Claudio Doglio

TORTONA - Sempre gremito di un attento pubblico il salone del Centro Mater Dei quando arriva l’appuntamento mensile con don Claudio Doglio con il quale, nella sera di lunedì 24 ottobre, è stato analizzato il capitolo 2 del Genesi. Se il capitolo 1 presenta un’opera sacerdotale, un poema della creazione dal tono celebrativo, ecco stasera un altro testo, un mito che si snoda in modo unitario per due capitoli (Genesi 2,4b3,24) ed appartiene alla più antica tradizione sapienziale. Genesi 2-3 focalizza l’attenzione sull’umanità e va letto come un dittico composto da due tavole speculari: la prima è la tavola positiva dell’armonia, mentre la seconda evidenzia la disarmonia. Due capitoli, dunque, che costituiscono un mito eziologico che vuole rispondere ad una domanda fondamentale: se Dio ha fatto tutto bello e buono, qual è la causa del disordine che regna nel mondo? Ecco, quindi, la prima tavola del dittico: il Signore, quando ancora nulla esisteva, plasmò l’umanità. Dio viene presentato mentre fa il ceramista: prende della terra, la plasma ed ecco l’uomo, adam, parente stretto di quella adamah, terra di cui il Signore lo ha composto. Il quadro narrativo prosegue, poi, con un’altra azione squisitamente umana, compiuta da Dio che pianta un giardino in eden ed in quel giardino colloca l’uomo che aveva plasmato. L’uomo è fatto di terra del deserto, ma non è destinato al deserto: eden vuol dire “delizia” e questo giardino delle delizie è il mondo nel progetto di Dio, un luogo bello ed ospitale, un luogo dove si può vivere bene. È

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ministero con compiti liturgici, pastorali, ricoprono incarichi nella curia vescovile, insegnano religione nelle scuole o sono impegnati in altre attività caritative assistenziali. Resta il fatto che per molte persone, anche praticanti la chiesa, i diaconi sono ancora degli sconosciuti Dopo vari secoli, con il Concilio Ecumenico Vaticano II, il diaconato è tornato ad esistere nella Chiesa di Occidente. È il diaconato nella sua forma permanente e non in vista del sacerdozio. Si tratta di un evento importante, un dono dello Spirito alla sua Chiesa in questo avvio del terzo millennio. Il diaconato è un dono nuovo e insieme antico. Nelle prime comunità cristiane, infatti, i diaconi esistevano. Ragioni storiche portarono alla loro scomparsa e così, per lungo tempo, la Chiesa d’Occidente non li vide più. Noi siamo spettatori di questa rinascita. Le ragioni che hanno determinato questa scelta furono sostanzialmente tre: il desiderio di arricchire la Chiesa con le funzioni del ministero diacona-

le che altrimenti, in molte regioni, avrebbero potuto difficilmente essere esercitate; l’intenzione di rafforzare con la grazia dell’ordinazione diaconale coloro che già esercitavano di fatto funzioni diaconali; la preoccupazione di provvedere di ministri sacri quelle regioni che soffrivano di scarsità di clero. Ma quali sono i compiti del diacono nei diversi contesti pastorali? Il ministero del diacono si caratterizza per l’esercizio dei tre munera propri del ministero ordinato, secondo la prospettiva specifica della diaconia: proclamare la Scrittura e istruire ed esortare il popolo, amministrare solennemente il battesimo, conservare e distribuire l’Eucaristia, assistere e benedire il matrimonio, presiedere al rito del funerale, promuovere le opere di carità e di assistenza e avere la responsabilità nell’animazione di comunità o settori della vita ecclesiale. Dopo un ampio ed approfondito scambio di opinioni, con la recita dell’Ufficio dei Vespri la riunione ha avuto termine. Piercarlo Peccorini

NOTIZIE DIOCESANE Martedì 8 novembre in Seminario

Riunione dei presidenti parrocchiali di AC Nella vita dell’Azione Cattolica siamo giunti, anche quest’anno, in “zona tesseramento”. In vista di questa occasione, i Presidenti parrocchiali e i Sacerdoti Assistenti dell’AC che vivono nella nostra Diocesi sono invitati dalla Presidenza diocesana per un incontro di riflessione su cosa significhi essere di Azione Cattolica e su quale sia il significato dell’adesione a questa associazione di laici che fa propria la stessa missione apostolica della Chiesa. L’appuntamento è per martedì 8 novembre, alle ore 20.30, in Seminario, a Tortona. Questo il programma: un momento di preghiera e di meditazione guidato dall’Assistente diocesano, don Romeo Gardella; una riflessione del Presidente diocesano, prof. Piero Ponte, seguito da interventi in assemblea; una presentazione del tema annuale e dei cammini formativi che l’AC propone per ogni fascia di età.

L’aiuto della Diocesi e della Caritas

Accanto agli alluvionati Il 25 ottobre scorso è, purtroppo, un altro giorno che rimarrà nella memoria dei liguri, in particolare di chi ha vissuto sulla propria pelle la terribile alluvione che ha colpito l’estremo levante della regione. Il Vescovo mons. Martino Canessa, unitamente alla Diocesi di Tortona, partecipa al dolore della popolazione ed esprime vicinanza innanzitutto con la preghiera. Un contributo di euro 10.000,00 (euro 5.000,00 Diocesi ed euro 5.000,00 Caritas Diocesana) è stata inviata alla Caritas di la Spezia, Sarzana, Brugnato per affrontare le prime emergenze. La Caritas Diocesana di Tortona si è prontamente attivata promuovendo una raccolta fondi per aiutare le popolazioni colpite dal maltempo nel Levante ligure e in Lunigiana. È possibile contribuire alla colletta di solidarietà con Versamenti c/c postale (numero di conto corrente postale 12830147) intestato alla Caritas Diocesana di Tortona, oppure con un bonifico bancario alla Banca Regionale Europea - UBI Bancaspecificando nella causale “Emergenza Maltempo Liguria”. (IBAN: IT79S0690648677000000013136)

Martedì 8 novembre a Voghera

Nuova Casa della Carità Sono ultimati i lavori di ristrutturazione del grande edificio immediatamente vicino alla parrocchia Santa Maria della Salute. Un segno importante da porre all’attenzione della comunità Diocesana. Da un percorso congiunto intrapreso dalla Diocesi e dai Padri Barnabiti si è concretizzato un progetto valido ed utile per far fronte alle nuove povertà. “La Casa della Carità P. Natale Molteni”, è una struttura dedicata alle persone e alle famiglie in difficoltà abitative della nostra Diocesi con necessità di essere accompagnati nel reinserimento nella società. I Padri Barnabiti hanno messo a disposizione la struttura e hanno sostenuto i lavori di ristrutturazione. La gestione è stata affidata alla Caritas Diocesana e alla Agape Cooperativa Sociale Onlus che ha completato i lavori grazie ai contributi CEI 8 x mille, dalla Fondazione Cariplo e dalla Regione Lombardia. La struttura sarà inaugurata il giorno 8 novembre alle 16 alla presenza del Vescovo mons. Martino Canessa, del superiore gen. Barnabiti P. Giovanni Villa e del direttore nazionale di Caritas Italiana don Vittorio Nozza. Alle 17 presso il Teatro dei Barnabiti il saluto delle autorità e la presentazione del progetto di Housing Sociale. Alle 18 la S. Messa presieduta da mons. Vescovo. Seguirà rinfresco.

Diario del Vescovo Il Vescovo riceve in udienza lunedì 7 novembre, martedì 8, mercoledì 9 e venerdì 11 dalle 8,30 alle 12,30. Per eventuali comunicazioni, prendere contatto con la Segreteria Vescovile, al mattino (escluso il lunedì), tramite telefono (0131 816635 - fax 0131 816637). Via mail: vescovotortona@libero.it. o attraverso il sito www.diocesitortona.it


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VITA DELLA CHIESA

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Pellegrini della PACE

Papa di far uscire le religioni dalla trappola che esse stesse hanno creato con questo tipo di incontri e nella quale si sono rinchiuse. La trappola è quella di convalidare la certezza che le religioni siano oggi le sole possibili cause della violenza e della guerra. La prova? Le religioni stesse la suggeriscono riunendosi insieme per lottare contro questo fenomeno e affermare con decisione che la violenza sia una deformazione della religione! Benedetto XVI ha appena demolito tale paradigma in due modi. Ha analizzato a fondo le cause della violenza.

Dimostrando nel suo discorso che il terrorismo poteva avere un’origine religiosa ma che la violenza si spiegava anche con il rifiuto di Dio. Ieri con l’ateismo di Stato, nella Germania nazista. E oggi, l’ateismo pratico che “prevede”, ha affermato, la violenza nella società contemporanea che sembra ormai guidata da una “controreligione” così definita: “l’adorazione del denaro, dell’avere e del potere” in cui “non conta più l’uomo ma solo il vantaggio personale”. Da cui questo corollario: “la violenza diventa una cosa normale”. Fondamentalmente non ha

rimesso in questione il fatto che le religioni possano riunirsi per lottare contro la violenza - ne ha anzi confermato la necessità andando ad Assisi - ma ha cambiato la direzione dei riflettori spostandoli sul mondo “senza Dio” ugualmente generatore di violenza. Il secondo modo per uscire da questa trappola è quello di estendere la lotta ai non credenti. Non agli atei che rifiutano Dio, ma agli agnostici che non osano più credere in Dio. Spesso, a causa del male e della violenza e… delle contro-testimonianze delle religioni. Ecco l’altra grande novità di questo incontro: avere simbolicamente invitato personalità come Julia Kristeva accanto ai rappresentanti religiosi per risolvere una problematica esclusivamente religiosa. E dire al mondo che la lotta contro la violenza e il cammino verso la pace riguarda tutti. Basta con il “confinare” questa lotta per la pace, che effettivamente non spetta solo alle religioni. Come ha ricordato il teologo e giornalista Gianni Gennari, Benedetto XVI ha ribadito, senza alcun equivoco, che il Dio vero è unico, e che nessun sincretismo buonista può sostituire questa affermazione che è di fede. Per il Papa il compito dei cristiani nei confronti di quelli che cercano la verità su Dio e sull’uomo, quelli che nel testo egli chiama con rispetto fraterno “agnostici” e che ha espressamente invitato all’incontro, non è quello di dire che tutte le religioni hanno lo stesso Dio - che è una falsità evidente - ma di non rendere “incredibile” e irriconoscibile il volto dell’unico Dio promesso da millenni e rivelato e donato in Gesù Cristo. Luca Rolandi

Informazione amputata: grazie Presidente Il presidente della Fisc, Francesco Zanotti, commenta con queste parole la risposta che il presidente della Repubblica ha dato alla lettera a lui inviata con le firme di molti direttori sul taglio “lineare” dei fondi per l’editoria. “Esprimo un immenso grazie a nome mio personale e di tutti i direttori dei giornali che aderiscono alla Fisc al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la tempestiva ri-

sposta all’appello contro i tagli ai fondi per l’editoria firmato anche dagli stessi direttori. Oltre alla gratitudine per l’attenzione riservata, ringraziamo per la condivisione circa “la preoccupazione per i rischi che ne potrebbero derivare (dai tagli lineari, ndr) di mortificazione del pluralismo dell’informazione”. Il Presidente ha aggiunto che non mancherà di manifestare il suo punto di vista al governo. Con il suo inLE NOSTRE SEDI:

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Il Papa ad Assisi con i rappresentanti delle religioni

ASSISI - Venticinque anni dopo il raduno interreligioso per la pace convocato nel 1986 ad Assisi da Giovanni Paolo II, il suo successore ha ripetuto il 27 ottobre quel gesto. Benedetto XVI, insieme a circa 300 esponenti delle diverse tradizioni religiose, dai buddisti agli induisti, dai musulmani agli scintoisti giapponesi, è salito sul treno che l’ha portato da Roma ad Assisi, un convoglio speciale partito dalla stazione del Vaticano che ha raggiunto la città di San Francesco. Un giornata intensa, iniziata a Santa Maria degli Angeli e terminata in una significativa preghiera o momento di silenzio e meditazione sulla tomba del “poverello”. Un successo non per l’aspetto mediatico sempre enfatizzato o non considerato dagli organi di informazione, ma per la profondità del pensiero e del messaggio che dall’Umbria si è irradiato al mondo. La riedizione ratzingeriana dei meeting interreligiosi di Papa Wojtyla aveva come titolo: “Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo” e presentava più di una novità: la presenza di molti autorevoli esponenti delle grandi religioni e quella significativa di alcuni non credenti, che hanno accettato l’invito del Pontefice. Sapevamo che Benedetto XVI fosse nemico del sincretismo legato ai summit interreligiosi come di Assisi. E la conferma è avvenuta. Il sincretismo induce a pensare che tutte le religioni si equivalgano. Ad Assisi sono state prese tutte le precauzioni per evitare una tale confusione. Ma il pezzo forte dell’incontro - anche il meno evidente - è stato lo sforzo del

Giovedì 3 novembre 2011 IL POPOLO

tervento il presidente Napolitano ha dato notevole risalto alla nostra richiesta che non mira a conservare alcun privilegio, ma solo a garantire il pluralismo informativo. Inoltre abbiamo appreso con favore che lo stesso Presidente ha apprezzato la sensibilità che i firmatari hanno manifestato in merito all’urgenza di “un’opera di bonifica” nel settore e anche “la disponibilità a proporre ulteriori criteri per

consentire da un lato risparmi e dall’altro una più rigorosa selezione nell’accesso alle risorse”. Tutto ciò conferma la linea che la Fisc da tempo porta avanti e che si riassume nelle due parole “rigore ed equità” che nelle sedi istituzionali e no abbiamo proposto come principi da mettere in campo per il riordino dell’intero comprato dei fondi all’editoria”. Francesco Zanotti presidente Fisc

Servizi CISL

Crisi economica

Dallo scrivere al fare continua da pagina 1 Perché chiaramente quella scritta da Silvio Berlusconi non dovrebbe essere una lettera da libro dei sogni, ma qualcosa che dovrà poi trovare attuazione, in tempi ristretti. Le modalità sono state inusuali, con tanto di ultimatum a presentare proposte vere e sensate entro tre giorni. E dopo 72 ore, ecco la lettera di 17 pagine inviata al “caro Herman” e al “caro Josè Manuel” (i vertici della Ue), con il nuovo programma di governo dell’esecutivo Berlusconi. In sintesi: si sta approntando il decreto Sviluppo, ma occorre reperire soldi e lo si farà vendendo dal prossimo 30 novembre beni di proprietà pubblica. In più si recupereranno fondi strutturali europei per il nostro Mezzogiorno. I soldi permetteranno di mettere in cantiere poche, ma qualificate opere infrastrutturali. Si cercherà di coinvolgere di più i capitali privati con mirate defiscalizzazioni, e di pagarli in tempi certi e con nuove modalità. Si riparla di ridurre la burocrazia, di snellire ed efficientare la pubblica amministrazione, di liofilizzare gli enti pubblici, i parlamentari, la spesa pubblica in generale. Di riformare la giustizia, di liberalizzare questo e quello. Ma non sono stati questi i punti che hanno fatto discutere l’opinione pubblica, non fosse altro perché è da anni che questo governo promette di fare appunto queste cose. Due i propositi più “caldi”: le pensioni e i licenziamenti. A dire la verità, sono due bolle di sapone. Per la previdenza, si proclama che entro il 2026 l’età minima per la pensione di vecchiaia saranno i 67 anni. Il tutto in realtà è già stato approvato: è stato solo un memento ai partner europei per rammentare loro che qui la riforma previdenziale è già stata fatta, e ancor più radicale rispetto a casa loro. Quindi i licenziamenti. In realtà la cosa è più complessa. Ci si impegna a dare una forte migliorata a strutture e programmi scolastici; a cambiare l’attuale situazione di precarizzazione del lavoro giovanile con un notevole giro di vite ai “contratti parasubordinati” che

si sono rivelati – più che uno strumento di flessibilità – uno di sfruttamento a basso costo e a zero diritti. Ma si dice anche, nella missiva spedita ai palazzi europei, che si vuole cambiare in sostanza l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. E qui, all’italiana, è scoppiato il finimondo. Oggi la realtà del mondo del lavoro è così disegnata: chi non ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato, è licenziabile in un amen e senza alcun risarcimento; chi ce l’ha, ma lavora in un’azienda con meno di 15 dipendenti, può essere licenziato per giusta causa o giustificato motivo che, se non sussistono (e lo decide il giudice del lavoro), danno diritto ad un risarcimento di tot mensilità di stipendio. A questi si vuole equiparare chi lavora in aziende con più di 15 dipendenti, che l’art. 18 protegge in caso di ingiusto licenziamento con il reintegro lavorativo. In verità l’art. 18 è più un totem che altro. In verità, alle aziende medio-grandi al giorno d’oggi premerebbe di più mantenere l’attuale “flessibilità” in entrata, che una maggiore in uscita. E comunque si associa una maggiore licenziabilità con un aumento degli ammortizzatori sociali per chi perde il posto di lavoro. La vera novità, quella a cui punta il Governo, quella che i sindacati combatteranno fino all’ultimo, è il proposito di utilizzare una norma di legge già in vigore, che permette alla pubblica amministrazione di “scremare” i propri dipendenti mettendoli per due anni ad indennità ridotta all’80% dello stipendio. Quindi, licenziamento. Una norma già votata in Parlamento ma mai utilizzata. Con una piccola postilla: non si parla più di indennità a carico dell’ente datore di lavoro, ma di cassa integrazione a carico dell’Inps: contabilmente, stipendi che escono fuori dalla spesa pubblica. E un marchingegno che permetterebbe l’addio definitivo al “posto fisso pubblico”. Se tutto ciò sarà nuovo programma di governo, o libro dei sogni, lo scopriremo già nelle prossime settimane. Nicola Salvagnin

AGEVOLAZIONI PER I NOSTRI SOCI


Giovedì 3 novembre 2011 IL POPOLO

IL VANGELO DELLA DOMENICA

6 Novembre - XXXII Domenica del Tempo Ordinario

Vegliate perchè non sapete né il giorno né l’ora Mt 25,1-13 tarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai vendito-

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A pochi giorni dalla Commemorazione dei fedeli defunti, la parabola delle dieci vergini ricorda che anche noi siamo in cammino, tutti, verso lo sposo che viene. Il cammino è di notte, nell’oscurità e non si arriva all’incontro senza la luce della fede Dieci vergini si mettono in cammino, di notte, per arrivare in tempo alle nozze dello sposo. Cinque di loro non si forniscono però di olio sufficiente e le loro lampade si spengono. Inutile la loro supplica verso le altre vergini che temono per la loro riserva. “Cinque erano stolte - dice il Vangelo - e cinque sagge. Solo queste, le sapienti, hanno olio sufficiente per accogliere lo sposo”. La saggezza consiste nella loro previdenza, nel sapersi rifornire di olio sufficiente perché le loro lampade non si spengano.

Jan Adam Kruseman, “Le sagge e le vergini stolte”, 1848, Collezione privata, Germania

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormen-

pag.

ri e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Il Santo della settimana a cura di Daniela Catalano

SANT’AGRIPPINO VESCOVO La Chiesa il 9 novembre fa memoria di S. Agrippino, ve- alcune notizie, più scovo di Napoli. o meno dettagliaDi lui non si hanno molte notizie. Gli storici affermano che te, della loro vita e per un certo periodo sant’Agrippino a Napoli, era quasi al- della loro attività trettanto popolare di San Gennaro. Il suo nome era il dimi- pastorale. nutivo di Agrippa e secondo la tradizione, Agrippino fu il In esso Agrippino sesto Vescovo della diocesi partenopea. occupa il sesto poUno scrittore del IX secolo fa di lui questo poetico elogio: sto e viene deno“Innamorato della patria, difensore della città, egli non ces- minato “amator sa di pregare ogni giorno per noi, suoi servitori. patriae e defensor Egli accresce assai l’esercito di coloro che credono nel civitatis”, dedito Signore, e li riunisce in seno della Santa Madre, la Chiesa”. alla preghiera di L’elogio però è alquanto generico e dimostra che anche intercessione per i cristiani a lui devoti e capace di operare questo antico autore sapesse ben numerosi miracoli. poco sul personaggio. Nel testo agiografico della Vita S. Di sicuro si capisce che la memoAthanasii (X secolo), Agrippino viene FU IL SESTO ria di Sant’Agrippino, aveva particonsiderato patrono e difensore della colare risalto tra quelle di altri città di Napoli si dice “prima che fosVESCOVO DI NAPOLI Vescovi napoletani e che la venese qui traslato il beatissimo Gennaro, E FU MOLTO VENERATO razione di questo santo era molto martire di Cristo”, mentre nella “Vita fervida. Dal punto di vista storico S. Severi” (XI secolo) Agrippino e PRIMA CHE SI DIFFONDESSE si può dire soltanto che il vescovo Gennaro appaiono insieme al vescovo Agrippino visse alla fine del III Severo morente. IL CULTO DI S. GENNARO secolo e non fu martire. Certa è la E’ invece il “Libellus miraculorum S. traslazione delle reliquie nella coAgrippini”, composto tra i secoli siddetta Stefanìa, cioè nella chiesa VIII-X, a riportare undici miracoli costruita a Napoli nel V secolo per far posto alla nuova cat- operati dal vescovo di cui tutti, eccetto tre, operati presso il tedrale. primitivo sepolcro del santo vescovo nelle catacombe poi In precedenza, le reliquie di Sant’Agrippino avevano ripo- dette di S. Gennaro. sato in un oratorio, nelle Catacombe napoletane di San La celebrazione della festa del santo il 9 novembre provieGennaro. Mille anni dopo, nel 1744, il cardinale Spinelli ne dal Calendario Marmoreo napoletano (secolo VIII-IX). mentre ricercava le reliquie del Vescovo, trovò un vaso di Il martirologio romano, che è arricchito dal commento del marmo con la seguente scritta: “Reliquie incerte che si pen- famoso studioso e agiografo Hippolyte Delehaye, attesta sa siano il corpo di Sant’Agrippino”. espressamente la memoria di un Agrippino, vescovo in Il santo oggi è patrono di Arzano e compatrono di Napoli. Campania, di cui non si conoscono gli anni di episcopato. Il Per avere sue notizie bisogna far riferimento a uno dei do- catalogo Bianchiniano, così detto a motivo del suo editore cumenti più importanti della chiesa napoletana, il cosiddet- Francesco Bianchini (’800), che è un compendio dei to “Chronicon” o “Gesta Episcoporum” (VIII-IX secolo), Gesta, afferma che Agrippino fu vescovo dal 218-225, al un testo che tenta di ricostruire tutta la lista dei vescovi che tempo dei papi Urbano e Ponziano e degli imperatori si sono succeduti sul soglio episcopale della città e di dare Eliogabalo e Alessandro Severo.

Così è per la vita di ogni cristiano. Il discepolo se non vuole restare al buio, nel cammino notturno, nell’oscurità di questa vita terrena, ha bisogno di rifornirsi continuamente di tutto ciò che alimenta la lampada del suo Battesimo. Quel giorno, ha ricevuto la “lampada accesa”, che non deve spegnersi, tra mille difficoltà. Ha bisogno di ascoltare la Parola di Dio, di preghiera frequente e di quel “pane di vita”, che è l’Eucaristia, il Corpo di Cristo. L’unico atteggiamento che nella parabola accomuna le vergini sagge a quelle stolte è solo questo: “Si assopirono tutte e dormirono”. Non si fa differenza, le une e le altre sono vinte dal sonno e dalla stanchezza. Capita nella vita di soccombere alla nostra debolezza, non solo in senso fisico, ma anche per quanto riguarda la dimensione spirituale. Nella lotta di tutti i giorni al male, alle passioni, alle situazioni che minano la nostra fede, possiamo essere tentati di assopirci, di gettare la spugna. Non è facile restare sempre svegli e fedeli, sempre in piedi senza mai cadere. Neppure il Signore stesso ce lo chiede e continua a ripetere: “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”. Al risveglio però la situazione delle dieci vergini è molto diversa. Cinque hanno la loro lampada ancora accesa, le altre no. Questa la differenza: si era esaurita loro fede. Nel sonno, nelle difficoltà della vita, non avevano più trovato né la luce né la forza per andare avanti. Faranno tardi ad arrivare alle nozze: la porta è chiusa e a nulla valgono le loro disperate richieste. ”Non vi conosco”. Queste le tremende parole che si sentono rivolgere dallo sposo le cinque vergini giunte in ritardo: “Io non vi conosco!”. Terribili parole di rifiuto che è raro cogliere nelle pagine del Vangelo. Quella della porta chiusa è quasi una piccola parabola a se stante, che ha nella gelida risposta dello sposo il suo commento interpretativo. Dietro quella porta sprangata, si celebra il banchetto nuziale, simbolo di gioia, d’intimità e di comunione, segno della salvezza messianica offerta ai fedeli, ai poveri, ai giusti. Ma dietro quella porta bloccata, il volto di Cristo da sposo si trasforma in quello di giudice. Dio è misericordia ma anche giustizia. Aiuta ogni uomo ad arrivare in tempo per il banchetto nuziale, ma gli chiede anche la sua collaborazione. Nessuno può presumere di restare ozioso o inerte. “Quel Dio che ha creato te senza di te, non salverà te senza di te”. Non ci sono automatismi per la salvezza, è sempre necessaria la nostra libera collaborazione.

le letture della domenica Prima Lettura Sap 6,12-16 Salmo Responsoriale Sal 62 Seconda Lettura 1Ts 4,13-18


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Giovedì 3 novembre 2011 IL POPOLO

ATTUALITA’

“Necessaria un’autorità finanziaria mondiale” È stata presentata nei giorni scorsi in Vaticano la nota del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace dal titolo “Per una riforma del sistema finanziario internazionale nella prospettiva di un’Autorità pubblica a competenza universale” Lo scopo del documento, anche come spunto in vista del prossimo G20 a Cannes, vuole offrire “un contributo ai responsabili della terra e a tutti gli uomini di buona volontà” in questo periodo di grave crisi economica mondiale. Nel testo, sulla scorta delle indicazioni del Magistero e delle ultime encicliche, si fa notare che è necessario fermare “l’egoismo, la cupidigia collettiva e gli accaparramenti su grande scala”, individuando le origini della crisi in “un liberismo econoUn contributo in vista del G20 “L’autorità – ha spiegato durante la conferenza stampa il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace – dovrà avere il fine specifico del bene comune e dovrà lavorare ed essere strutturata non come ulteriore leva di potestà dei più forti sui più deboli. In questo senso, essa dovrà svolgere quel ruolo super partes che, attraverso il primato del diritto della persona, favorisca lo sviluppo integrale dell’intera comunità umana, intesa come ‘comunità delle nazioni’”. “La costituzione di un’Autorità pubblica mondiale, al servizio del bene comune” è “l’unico orizzonte compatibile con le nuove realtà del nostro tempo”, si legge nella nota, che vuole offrire “un contributo ai responsabili della terra e a tutti gli uomini di buona

volontà” di fronte all’attuale crisi economica e finanziaria mondiale che “ha rivelato comportamenti di egoismo, di cupidigia collettiva e di accaparramento di beni su grande scala”. Secondo il dicastero vaticano oggi “è in gioco il bene comune dell’umanità e il futuro stesso”: oltre un miliardo di persone vivono con poco più di un dollaro al giorno, sono “aumentate enormemente le disuguaglianze” nel mondo, “generando tensioni e imponenti movimenti migratori”. “Nessuno, in coscienza – ribadisce la nota –, può accettare lo sviluppo di alcuni Paesi a scapito di altri”. “Se non si pone un rimedio” alle ingiustizie che affliggono il mondo, “gli effetti negativi che ne deriveranno sul piano sociale, politico ed economico saranno destinati a generare un clima di crescente ostilità e perfino di violenza, sino a minare le stesse basi delle istituzioni democratiche, anche di

mico senza regole e senza controlli”. In gioco ci sono “il bene comune e il futuro stesso dell’umanità”, anche a fronte del fatto che oltre un miliardo di persone vivono con poco più di un dollaro al giorno. Da qui le proposte del documento: l’istituzione di una nuova autorità finanziaria super partes che “regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari”, la “tassazione delle transazioni finanziarie mediante aliquote eque”, la “forme di ricapitalizzazione delle banche anche con fondi pubblici” vincolando il sostegno a comportamenti virtuosi, la distinzione delle attività bancarie (tra attività di credito ordinario e Investment banking) per evitare il proliferare di “mercati-ombra”. mondiale, per sostenere le economie dei Paesi colpiti dalle crisi, nonché il risanamento del loro sistema monetario e finanziario”; “forme di ricapitalizzazione delle banche anche con fondi pubblici condizionando il sostegno a comportamenti ‘virtuosi’ e finalizzati a sviluppare l’economia reale”.

L’ipotesi di una “banca centrale mondiale”

Peter Kodwo Appiah Turkson quelle ritenute più solide”.

Le cause della crisi Le cause della crisi sono riscontrate in “un liberismo economico senza regole e senza controlli”, e in tre ideologie che hanno “un effetto devastante”: l’utilitari-

smo, l’individualismo e la tecnocrazia. Per un mercato a servizio dell’etica bisogna recuperare il primato dell’etica e della politica sulla finanza, da qui le proposte di “misure di tassazione delle transazioni finanziarie, mediante aliquote eque”, anche per “contribuire alla costituzione di una riserva

“Sullo sfondo si delinea, in prospettiva, l’esigenza di un organismo che svolga le funzioni di una sorta di ‘Banca centrale mondiale’ che regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari, alla stregua delle Banche centrali nazionali” “Si tratta di un’Autorità dall’orizzonte planetario, che non può essere imposta con la forza, ma dovrebbe essere espressione di un accordo libero e condiviso” e “dovrebbe sorgere da un processo di maturazione progressiva delle

coscienze e delle libertà”, coinvolgendo “coerentemente tutti i popoli”, nel pieno rispetto delle loro diversità. La nota indica l’Onu come punto di riferimento di questo processo di riforma.

Proposte per un “netto salto di qualità” “Si dà il caso che le nostre proposte appaiono in linea con quelle degli ‘indignados’, ma più che altro sono in linea con il precedente magistero”: così mons. Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, ha risposto alle domande dei giornalisti durante la presentazione della nota. “Questo non significa – ha precisato – che le proposte degli ‘indignados’ non abbiano una loro razionalità o che non vadano sostenute. Il problema è se si propone questo gridando oppure in un’altra maniera”.

Delegati tortonesi all’assemblea di Roma. Cesare Raviolo è stato eletto consigliere nazionale

Le parole della Verità. MEIC, Culture e Fede ROMA - Il 21, 22 e 23 ottobre, a Roma, si è tenuta l’undicesima Assemblea Nazionale del MEIC, alla quale ha partecipato anche la delegazione tortonese del movimento composta dal Presidente, Cesare Raviolo, dal consigliere nazionale uscente, Giorgio Bailo, dall’assistente spirituale, Monsignor Francesco Giorgi, Luisa Iotti e dai delegati Rinaldo Bertolini, Emanuela Carniglia, e Mauro Sala. Il tema scelto per questo momento di incontro, che è culminato con l’elezione del nuovo consiglio e dei revisori dei conti, è stato quello della verità: “Le Parole della Verità. MEIC, Culture e Fede”. “Il Consiglio nazionale e la Presidenza hanno scelto il tema che, espresso in forma sintetica, costituisce il titolo di questa Assemblea e che ora mi preme presentare in forma meno condensata. ha spiegato il presidente nazionale del MEIC, Carlo Cirotto, nel suo intevento di apertura dei lavori - La proposta è quella di approfondire, in maniera critica, le principali tipologie di linguaggio che rientrano nel patrimonio culturale del no-

stro Movimento e sono le stesse delle società in cui viviamo. La scelta del tema dei linguaggi risponde all’esigenza di accrescere la loro conoscenza in modo da poter aderire con più efficacia alla nostra missione che è quella di comunicare e testimoniare la Verità nella maniera più efficace possibile”. “Nella sua prima riunione, il Consiglio nazionale ora uscente, facendosi interprete dei suggerimenti e degli stimoli emersi nel corso della X Assemblea, stilò il documento programmatico. - ha proseguito il presidente Cirotto - Il Consiglio identificò nell’atteggiamento di apertura e di dialogo la caratteristica che avrebbe dovuto contraddistinguere, più che altre, le attività del MEIC sia a livello locale che nazionale. Il Consiglio sottolineò l’esigenza di lavorare con impegno per la promozione della comunione ecclesiale - in unione con i Vescovi, in sintonia con l’insegnamento del Concilio e le indicazione del Convegno di Verona - partecipando in maniera matura e responsabile alla vita ecclesiale.

Considerò come primario il dovere di fronteggiare con decisione l’attuale emergenza educativa - la medesima esigenza dalla quale sono scaturiti gli orientamenti pastorali dell’Episcopato per il decennio 20102020 “Educare alla vita buona del Vangelo” - promuovendo il dialogo soprattutto con i giovani, che vivono tempi di gravi difficoltà, ma anche con i tiepidi e i lontani. Al medesimo spirito di dialogo si ispirava il proposito di aprirsi alle altre realtà dell’associazionismo ecclesiale e di incrementare il dialogo ecumenico ed interreligioso. La volontà di dialogo, però, non sarebbe stata genuina se non avesse portato il Movimento ad aprirsi anche alle realtà sociali non ecclesiali, offrendo il proprio contributo alla soluzione dei problemi che più affliggono la società l’economia, il lavoro, la cittadinanza, l’ambiente, la questione giovanile e quella meridionale - lasciandosi in ciò interpellare dalla Dottrina Sociale della Chiesa. La fonte ispiratrice di tali rapporti fu identificata nel “Progetto Camaldoli”, in quanto frutto di un’intensa

attività corale di studio e di approfondimento compiuta da tutto il Movimento”. Nelle sue conclusioni il presidente si è voluto soffermare su un linguaggio che troppo spesso non viene capito: quello dei giovani; che Carlo Cirotto definisce “espressione di una situazione di profondo disagio e di sofferenza che deriva non solo dalla mancanza attuale di lavoro ma da una sempre più fievole speranza per il futuro. Lo cito perché ritengo che il problema dell’inserimento nella società delle nuove generazioni sia quello la cui soluzione vada trovata prima di ogni altra. Certo, il dialogo intergenerazionale non è facile. Quanto sia grande questa difficoltà lo si è visto, proprio nei giorni scorsi, nella manifestazione romana degli ‘Indignati’ e nella evidente incapacità di molti uomini politici - alcuni addirittura di governo - a comprenderne le parole. Difficoltà nel dialogo tra generazioni ne abbiamo registrate parecchie anche all’interno del Movimento. Nella maggior parte dei casi sono state superate con un supplemento di buona volontà. In pochi, tristi casi,

invece, la difficoltà è degenerata in rottura. Ringraziando il Signore, il numero di gruppi nuovi, anche anagraficamente, sta crescendo nel MEIC e cresce anche il numero di gruppi che hanno avviato al loro interno uno schietto dialogo tra generazioni. Agli aderenti giovani vorrei chiedere un supplemento di pazienza e comprensione; agli anziani un supplemento di pazienza e di umiltà.

L’interazione costruttiva tra giovani ed anziani è, infatti, troppo importante perché ci si arrenda alle prime difficoltà”. L’assemblea non è stata solo un momento di incontro, confronto, riflessione e preghiera, ma è stata anche l’occasione per rinnovare il Consiglio Nazionale. Cesare Raviolo, presidente del MEIC di Tortona, è stato eletto anche Consigliere Nazionale.


Giovedì 3 novembre 2011

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L’assessore Marina Azzaretti promuove itinerari concerti e convegni

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STRADELLA - VALLE STAFFORA Mercoledì 9: Comunale 1, Viale del Lavoro 1 - (tel. 0383 642135) Edicole aperte domenica 6 novembre 2011 (Turno A): Alliani, corso XXVII Marzo; Serini, via Gramsci; Corradi, via Matteotti; Corti, piazza Castello; Lucchini, Rondò Carducci; Moglia, via Lomellina; 18; Rossi, via Facchinetti; Ruggeri, via Emilia 275; Soldani, via Emilia 33; Uberti, via Garibaldi; “Il Mondo”, via Emilia 116. Distributori aperti domenica 6 novembre 2011 (Turno H): TAMOIL via F. Parri 7 tang. Voghera-Casteggio; TAMOIL, via Piacenza 12.

Il Comune e il Bando delle Idee

Pomeriggi vogheresi per un rilancio culturale “Castana ieri e oggi” VOGHERA - L’assessorato alla Cultura guidato da Marina Azzaretti promuove e presenta una serie di appuntamenti culturali denominati “Pomeriggi vogheresi” che si terranno in città nei mesi di novembre e dicembre. Si tratta di tanti eventi che comprendono itinerari culturali alla scoperta dei monumenti cittadini, presentazioni di libri, convegni e concerti. Marina Azzaretti, sin dal suo insediamento in giunta, ha voluto impegnarsi nel rilancio di una città che da troppo tempo è considerata un “enorme parcheggio di pendolari”. I risultati di questo suo lavoro sono stati positivi e hanno permesso ai vogheresi, agli oltrepadani e a migliaia di visitatori provenienti da tutta la provincia e non solo di conoscere le bellezze “nascoste” di una città che può offrire molto dal punto di vista culturale. Si parte domenica 6 novembre, alle ore 15, con un trekking culturale che prevede la visita guidata e aperta a tutti in collaborazione con Spino Fiorito: “Dal Castello al Sociale”.

Il castello visconteo di Voghera; a destra: l’assessore Marina Azzaretti

L’itinerario toccherà il castello Visconteo, via Cavour e il teatro Sociale. Domenica 13 novembre, sempre alle ore 15, lo Spino Fiorito presenta una altro percorso culturale dal titolo “Le chiese delle confraternite”. L’itinerario in questo caso consentirà di ammirare la chiesa del Carmine, la chiesa di San Sebastiano e la chiesa di San Giuseppe. Domenica 20 novembre invece il percorso di trekking culturale condurrà i partecipanti “Oltre il cancello…

Voghera” consentendo di visitare le aree dell’antico manicomio provinciale. Sabato 26 novembre alle ore 16.30, presso il Museo Storico di Voghera all’interno della seconda edizione di Culturaperitivamente sarà

organizzata una curiosa conferenza dal titolo: “U.455 la leggenda del sommergibile”. Il giorno successivo invece, alle 16, sempre presso il Museo Storico di Voghera si terrà il “Concerto per i 150 dell’Unità d’Italia”in collaborazione con Alia Musica. Il mese di dicembre invece si aprirà domenica 4, alle ore 16, presso la Biblioteca Civica Ricottiana con un concerto dal titolo “Tappe di un’epoca musicale” in collaborazione con Alia Musica. Domenica 11 dicembre, sempre alle ore 16, presso la sala consiglio sarà organizzato il concerto “Tango e zingarate” in collaborazione con Alia Musica. Sempre all’interno della Biblioteca Ricottiana, alle ore 16, ci sarà la presentazione del libro di Silvana De Mari “Io mi chiamo Yorsh”. I pomeriggi vogheresi si concluderanno domenica 18 dicembre, alle ore 10, presso Fondazione Adolescere dove sarà organizzata la rassegna dei giovani flautisti dedicata a Giuseppe Peloso. Mattia Tanzi

Il primo investimento a Ponte Nizza per il Deposito della frutta

Ecco la sfida di Asm: produrre energia dal sole VOGHERA - Il consiglio d’amministrazione di Asm Voghera ha approvato un progetto, presentato dal direttore generale Luca Pierani, per trasformare il tetto del Deposito della frutta della Comunità Montana a Ponte Nizza in un investimento a lungo termine, in una sfida per produrre energia dal sole abbattendo l’impatto ambientale e massimizzando la reddittività. Si tratta di un altro esempio di collaborazione virtuosa tra soggetti che hanno a cuore l’avvenire del territorio: Asm e la Comunità Montana. Nei giorni scorsi l’ente montano ha aperto le porte della sua sede di Varzi alla conferenza stampa per l’illustrazione dettagliata del piano. Presenti all’appuntamento il presidente di Asm, Filippo Musti, il direttore generale dell’azienda, Luca Pierani, il presidente dell’ente montano, Bruno Tagliani, il presidente del Consorzio Frutta Valle Staffora, Fa-

brizio Lanzarotti, e il vice sindaco di Ponte Nizza, Aldo Agosti. In platea tra le autorità hanno preso posto i consiglieri d’amministrazione di Asm Paolo Gramigna e Gian Franco Da Prada, oltre a Domenico Buscone, responsabile Asm. “Abbiamo fatto una scelta strategica – ha spiegato il presidente di Asm, Filippo Musti – che ci permette di lanciare un messaggio forte alla nostra clientela dell’Oltrepò Pavese collinare e montano. Per noi il cliente non è un codice su una bolletta, ma una persona che vive e lavora su un territorio che merita attenzione ogni giorno. L’azienda, ragionando come una società “chilometri zero” vicina alla propria clientela in ogni momento, nell’elaborare un articolato piano per il fotovoltaico ha scelto di pensare anche ai piccoli centri. Porteremo tecnologia e risparmio tra le colline, non produrremo

nessun inquinamento acustico o paesaggistico, arriveremo a un risparmio di combustibile fossile e a una produzione di energia elettrica senza emissioni di sostanze inquinanti”. Musti ha concluso: “Nell’ultimo anno abbiamo assistito a vibranti discussioni su altre forme d’energia, contestate da molti, come l’eolico. Asm Voghera non porterà nuovo cemento, non occuperà nuovi terreni portandoli via alle giovani generazioni, ma in modo non invasivo darà energia pulita a un territorio incontaminato e bello da vivere che sfrutta però ancora, in larga parte, solo fonti non rinnovabili”. I pannelli installati sul tetto del magazzino della frutta di Ponte Nizza produrranno solo nel primo anno ben 78mila 750 chilowatt/ora. L’impianto costerà, nel complesso, 210 mila euro. Il progetto su Ponte Nizza è uno dei tre che compongono il nuovo piano energetico fotovoltaico varato da

Asm Voghera Spa. Nel prossimo futuro l’azienda investirà la somma di 960 mila euro per installare pannelli, oltre che sul Deposito della frutta, anche a Voghera: sulle coperture del Dopolavoro ferroviario e su quelle della scuola media Aldo Moro. Nell’insieme si riusciranno a produrre 316 mila 750 nuovi chilowatt/ora di energia pulita all’anno. Fabrizio Lanzarotti, presidente del Consorzio Frutta Valle Staffora, ha detto: “Ogni euro risparmiato è un euro guadagnato. I frutticoltori non possono che ringraziare Asm Voghera”. Il presidente della Comunità montana, Bruno Tagliani, ha sottolineato: “Per noi l’energia pulita è qualcosa che preserva l’ambiente, fa risparmiare e crea nuova economia. Non a caso proporremo presto ad Asm la partecipazione a un nuovo progetto per produrre nuova energia pulita e lavoro attraverso la cura dei nostri boschi”.

CASTANA - Il comune di Castana ha partecipato al “Bando delle Idee” promosso dalla provincia di Pavia per quei comuni sotto i mille abitanti. Lo scopo di questo bando è quello di progettare il futuro partendo dal passato, valorizzando la tradizione per farne motore di sviluppo e conservare l’identità nel mutamento di una società in rapidissima evoluzione. Il comune grazie a questo bando della provincia organizzerà due giornate (sabato 3 e domenica 4 dicembre) intitolate “Castana ieri e oggi” – la storia tra vino e tradizioni – 500 anni della chiesa di Sant’Andrea. All’interno della giornata dedicata al santo patrono di Castana Sant’Andrea è prevista nella giornata di sabato 3 dicembre alle ore 15,30 l’apertura del convegno “Viticoltori di ieri e oggi di fronte alla vite e al vino”. Durante l’incontro sarà proiettato il video intervista ai

viticoltori della zona sulle tecniche di vinificazione e sui vigneti autoctoni. Al termine del convegno sarà organizzata una cena, denominata “Percorso del gusto” a base di specialità tipiche con preparazioni gastronomiche a tema “vino”. Domenica 4 dicembre invece si terrà la presentazione del volume “Castana ieri e oggi” mentre alle ore 11 il vescovo della diocesi di Tortona monsignor Martino Canessa impartirà la benedizione al bestiame. Alle ore 14,30 invece si terranno i giochi della tradizione (incontro con bambini e anziani). Nell’arco della giornata ci sarà una mostra mercato dell’hobbistica, dell’artigianato e dei prodotti enogastronomici locali lungo la via principale. La manifestazione infine prevede una mostra di attrezzi antichi e stand di prodotti locali. m.t.


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VOGHERA E OLTREPO’

La petizione promossa dal Comitato per il territorio delle Quattro Province

Giovedì 3 novembre 2011 IL POPOLO

A Robecco, Casatisma, Argine, Verretto

Mille firme per dire “no” agli impianti eolici Ingresso di padre Saverio S. MARGHERITA STAFFORA - Un voluminoso plico depositato lunedì 24 ottobre all’ufficio protocollo della provincia di Alessandria, con una lettera di accompagnamento indirizzata al presidente della provincia e al presidente del consiglio provinciale: si è chiusa sulla cifra simbolica di un migliaio di firme la raccolta di voci dissenzienti nei confronti degli enormi impianti eolici industriali che alcune aziende intenderebbero costruire sui crinali delle valli Borbera, Curone e Staffora: fino a 66 pale, nell’ipotesi peggiore, alte 150 metri con le relative opere di cantierizzazione, apertura di una fitta rete viaria, abbattimento boschi e ingenti sbancamenti in una delle più belle ed integre aree naturalistiche del Nord Italia, attraversata dagli itinerari delle storiche Vie del Sale e Vie del Mare, meta di tanti escursionisti, di appassionati di sport equestri e di ciclisti fuoristrada (ai quali si sono recentemente aggiunti a Caldirola gli appassionati di downhill, pratica per favorire la quale sono state spese ingenti somme di denaro e che sarebbe certo ostacolata dalla realizzazione degli enormi manufatti). La petizione, promossa dal Comitato per il Territorio delle Quattro Province, sottolinea il carattere estremamente impattante di impianti di tali dimensioni e la loro palese incompatibilità con progetti sui quali il settore

pubblico ha investito, come i consorzi della carne all’erba e di miglioramento pascoli, il caseificio Montebore, lo storico rifugio Ezio Orsi in val Curone, quello dei Piani di San Lorenzo in val Borbera, e i nuovi rifugi sul monte Gropà e sul monte Boglelio. Tutti settori, sia l’agropastorale, sia il turismo, che già hanno alle spalle un

indotto economico e occupazionale significativo e che in rapporto al capitale investito creano posti di lavoro in misura incomparabilmente maggiore rispetto agli impianti eolici. In prospettiva questi sono i settori sui quali occorre puntare per consolidare ed ampliare la presenza ed il presidio umano nel territorio montano, perciò i sottoscrittori chiedono all’Ente provinciale che si rinunci alla realizzazione degli impianti eolici e ci si impegni in serie politiche di valorizzazione di un territorio che possiede le potenzialità per il suo sviluppo sostenibile proprio in quell’ambiente naturale che le installazioni industriali eoliche andrebbero a cancellare irreparabilmente. Il Comitato sottolinea inoltre come, “in ogni occasione, le conferenze dei servizi fino ad ora svolte abbiano posto in luce gravissime criticità nei progetti presentati e come da voci autorevoli della politica e dell’associazionismo giungano pressanti richieste per una moratoria che consenta di porre termine ad una situazione da ‘Far West’, con progetti che si susseguono a raffica al di fuori di ogni benché minima pianificazione, in una logica che appare a tutti gli effetti speculativa ed estranea agli interessi reali delle comunità che subirebbero la devastazione irreparabile del loro territorio senza ottenerne alcun significativo vantaggio”.

ROBECCO PAVESE Domenica 30 ottobre, nella chiesa di Robecco Pavese, alla presenza del Vescovo Mons. Martino Canessa, si è ufficializzato l’ingresso nelle parrocchie di Robecco Pavese, Casatisma, Argine e Verretto di padre Saverio, il nuovo parroco venuto a sostituire padre Sebastian tornato in India. Accompagnavano il Vescovo nella solenne celebrazione della Santa Messa don Mario Balladore, mons. Gianfranco Maggi, l’economo generale della Congregazione degli Oblati di San Giuseppe Marello, padre Giorgio, padre Glawdin, lo stesso padre Saverio e un gruppo di padri Giuseppini. Nella chiesa parrocchiale erano presenti le autorità civili e molti cittadini delle quatto parrocchie e la celebrazione è stata accompagnata dal coro “San Giuseppe Marello”. Nella sua omelia il Vescovo ha espresso riconoscenza a padre Sebastian e a tutta la comunità Giuseppina così pronta a corrispondere alle necessità della Diocesi;

quindi, richiamando le letture del giorno, ha indicato da un lato le difficoltà di una parrocchia e dall’altro ha sollecitato uno spirito di collaborazione di tutti per una sempre più viva conoscenza del Vangelo. In conclusione ha preso la parola padre Saverio ringraziando Mons. Vescovo, l’Economo Generale dei Giuseppini, le autorità intervenute, i fratelli e le Suore Giuseppine rappresentanti di tutti i continenti e i suoi nuovi parrocchiani. Renzo Testori

Mostra al Centro Diurno Disabili

Sono stati stanziati 788 mila euro per lo sviluppo rurale

La Provincia di Pavia per ambiente e agricoltura “Medassino si racconta” PAVIA - L’impegno della Provincia di Pavia ha permesso di ottenere uno stanziamento di 788.209,96 euro da Regione Lombardia per l’agricoltura pavese nell’ambito del ‘Piano di Sviluppo rurale (Psr) per la misura 214 (‘Pagamenti agroambientali’). Non così scontato il risultato ottenuto. In una fase iniziale era stato annunciato un taglio drastico delle risorse a disposizione dei nostri agricoltori, pari al 50%. L’azione della Provincia di Pavia ha invece permesso che su 429 richieste di finanziamento presentate dal comparto agricolo pavese

solo 18 siano state quelle ammesse e non finanziate da Regione Lombardia. “Sono molto soddisfatto dell’esito dell’istruttoria che dimostra da un lato la validità delle richieste fatte pervenire dal comparto agricolo, dall’altro il buon lavoro dei nostri uffici che con caparbietà hanno difeso in Regione Lombardia le istanze presentate dalle nostre aziende”, commenta il presidente della Provincia di Pavia, Daniele Bosone. La Misura 214 si propone di promuovere e incentivare una gestione sostenibile delle attività agricole, in termini di tutela della qua-

lità delle acque e dei suoli agricoli, di salvaguardia della biodiversità e di valorizzazione del paesaggio agricoli. Come obiettivo primario si propone il mantenimento e lo sviluppo di attività agricole a basso impatto ambientale. “L’alto numero di richieste di finanziamento presentate dimostra la vivacità degli nostri agricoltori e la sensibilità acquisita ad una agricoltura più sostenibile”, sottolinea Bosone. “Abbiamo portato a casa il migliore risultato possibile nella situazione data, tanto più se si considera che ini-

zialmente ci era stata paventata una riduzione attorno al 50%. - conclude Daniele Bosone - Il ruolo delle istituzioni, in questo caso, si è rivelato fondamentale. Ecco perché sono convinto che per affrontare il difficile momento del settore agricolo sia condizione essenziale che tra la Provincia e le Organizzazioni di Categoria ci sia sempre un rapporto di stretta collaborazione. È questo l’unica via da seguire se vogliamo raggiungere obiettivi funzionali a dare il dovuto sostegno al comparto agricolo provinciale”. a.b.

Quattro esperienze figurative al Centro Artistico Contardo Barbieri BRONI - Quattro interessanti esperienze figurative sono presenti in questi giorni al “Centro Artistico e Culturale Contardo Barbieri” di Broni, in via Emilia 166, in una sorta di schermaglia oggi d’attualità, fra l’astratto ed il figurativo come ha accennato nella affollata vernice inaugurale il Presidente del Centro, Siro Brondoni. II primo messaggio visivo è offerto dalla pittrice d’origine oltrepadana Franca Civardi, che ha alle spalle i momenti formativi dell’Istituto d’Arte

per le sfilate di moda ma anche l’esperienza a Milano nell’Accademia di Brera e nella Scuola di disegno del Castello Sforzesco. Al suo attivo varie mostre, come è avvenuto anche per Massimo Monteleone, che da oltre trent’anni è impegnato nel campo grafico e in quello editoriale ed a questa rassegna bronese presenta significativi collages su stoffa e lavori su carta. Una nuova esperienza è poi quella di Stefano Ricci, che nel suo quotidiano impegno nel cam-

po scientifico non ha mai rinunciato alla vocazione per il disegno e le arti grafiche, sfociata negli ultimi tempi in alcuni momenti creativi portati avanti in Oltrepò, ma anche nell’ambiente della consorte: il Friuli. L’esperienza più articolata in questa quaterna creativa, è quella di Ernesto Achilli che, partito dalla sua valle Versa, è divenuto nell’ambiente ambrosiano, ad Abbiategrasso e nella stessa Milano, un punto di riferimento della moderna ricerca figurativa, come si

è toccato con mano fra l’altro nelle sue presenze espositive alla storica Libreria Bocca, nella Galleria che congiunge piazza Duomo con Palazzo Marino e la Scala (ma è di Achilli anche il suggestivo dipinto dedicato all’Oltrepò, ospitato nella residenza parrocchiale di Broni). La mostra è aperta sino al 13 novembre nella centrale via Emilia l66 a Broni, il sabato dalle 16.30 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 19.

Res Antiqua di Andrea Rivoira Negozio via G. Plana n. 81 Laboratorio via Pozzoni, 11 (area artigianale) 27058 Voghera (PV) - Cell. 3389702852

VOGHERA - In occasione della tradizionale festa di Medassino, con la ricorrenza del Santo patrono “S. Carlo” (4 novembre), il Centro Diurno Disabili “Comune di Voghera”, che ha sede nel quartiere, presenterà la mostra “Medassino si racconta”, offrendo ai visitatori una panoramica sulla storia, le tradizioni, le industrie, i lavori e i personaggi noti che hanno caratterizzato la vita di un tempo nel territorio. Curiosità, informazioni e vita di una volta, con attrezzi agricoli, strumenti di cucina e componenti d’arredo (credenze, scrivanie, mobilio) torneranno a parlare a tutti i visitatori di come si produceva, come si trascorrevano le feste, come ci si trovava quando ancora la campagna circondava le abitazioni. L’iniziativa, nata da un’idea del Centro Diurno Disabili “Comune di Voghera” e finalizzata a promuovere integrazione e partecipazione degli utenti del servizio alla vita del quartiere, ha visto la collaborazione sentita, partecipe e puntuale di tutta la popolazione di Medassino (residente o trasferitasi altrove, ma rimasta legata al quartiere da vincoli affet-

Restauri, antichità, perizie e catalogazioni. Concessionari di zona per la ditta Puccini, costruttori e restauratori di organi a trasmissione meccanica. Preventivi gratuiti.

tivi), che ha fornito per l’evento materiali, foto d’epoca, documenti e oggettistica di ogni genere per la ricostruzione minuziosa “del tempo che fu”. Gli operatori e gli utenti del Centro Diurno Disabili hanno quindi condotto ricerche cartografiche e indagini storiche per inserire i racconti e i materiali nella cornice di una storia che di pari passo ha visto trasformarsi il quartiere con la società e la città di Voghera. Gli studi sono stati condotti nell’Archivio Storico di Voghera e, grazie alla Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, è stato possibile ottenere le immagini della topografia sul territorio e di resti archeologici ritrovati nelle campagne. La mostra sarà aperta al pubblico venerdì 4 novembre dalle 10 alle 15, sabato 5 novembre dalle 14 alle 18, domenica 6 novembre dalle 10 alle 18, lunedì 7 novembre dalle 10 alle 15. Nella giornata di domenica sono anche previste una merenda all’interno della struttura (via Sormani Gavina 7) e una cerimonia di presentazione della mostra. u.c.


Giovedì 3 novembre 2011 IL POPOLO

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VOGHERA E OLTREPO’

Eventi, Premi, enogastronomia per la decima kermesse a Rivanazzano

San Martino, una nuova “occasione di festa” RIVANAZZANO TERME - Siamo ormai giunti alla decima edizione della “Festa di San Martino” di Rivanazzano Terme, organizzata dall’Associazione “Occasioni di Festa” con l’amministrazione comunale e la Proloco di Rivanazzano Terme, evento che si conferma manifestazione di valorizzazione delle tradizioni e della cultura del territorio. Anche in questa edizione è dato risalto alla cultura contadina e alle attività della terra che ancora danno lavoro ai rivanazzanesi, anche se le industrie alla periferia del piccolo paese tolgono sempre più spazio ai campi coltivati. Per premiare le nuove generazioni che manifestano il loro attaccamento alla tradizione contadina del territorio, quest’anno il riconoscimento “Il Testimone del tempo” verrà assegnato a quattro ragazzi che fin dalle elementari hanno dimostrato una straordinaria passione e collaborazione attiva all’organizzazione di eventi culturali. Questi giovani hanno raccolto e collezionato antichi attrezzi agricoli esponendoli in diverse occasioni, ricostruendo angoli caratteristici nei cortili di Rivanazzano Terme. Con il riconoscimento “L’artigiano che ha dato for-

ma al tempo” verrà invece premiato un artigiano che ha mantenuto intatta nel tempo la passione per il proprio lavoro. Completano la valorizzazione della cultura contadina del territorio la mostra mercato della frutta e dei prodotti locali, l’esposizione di varietà antiche di zucche a cura del “Comitato Promotore della Zucca Berrettina” di Lungavilla, la riproduzione di una corte contadina fine ’800 ed il raduno di bambini che “col lantarnen i van a drera a San Martèn” per rivivere ogni anno la leggenda del Santo che donò il suo mantello al povero infreddolito. Un momento ludico-culturale sarà rappresentato dalla gara di imbottigliamento con la “cantabröna”, un tubo di plastica utilizzato per trava-

sare il vino dalla damigiana ai bottiglioni. La parte culturale della manifestazione prevede un incontro con Lorenza Poggi - responsabile dell’Orto Botanico di Pavia - che spiegherà come ottenere un buon compost con i rifiuti domestici: il 4 novembre alle ore 18 nella sala manifestazioni della Biblioteca Civica Paolo Migliora. Si prosegue domenica con un laboratorio sulle api ed uno sulla biodiversità. Un importante incontro dedicato alla memoria del territorio sarà quello sulla storia dell’US Rivanazzanese Calcio, attraverso i ricordi di Giancarlo Sannazzari e di Mario Gazzaniga, artigiano novantunenne e memoria storica del paese, le fotografie di Giuseppe Montagna ed i testi di Emi-

lio Francioso. Le botteghe alimentari e i ristoranti di Rivanazzano Terme proporranno un percorso del gusto con prodotti e piatti autunnali della tradizione e la Proloco di Rivanazzano Terme si occuperà del pranzo di San Martino, con polenta e lepre e polenta e gorgonzola. L’animazione è affidata all’Associazione “L’Ontano” con “Quattro salti nella tradizione”, danze antiche e del Bal Folk di facile apprendimento per un immediato contatto con le danze popolari, con musica strumentale dal vivo. In occasione della “Festa di San Martino” sarà inaugurata la “Piazzetta Soci Fondatori S.O.A.M.S. di Rivanazzano” (Piazzetta del Teatro). Al termine della cerimonia aperitivo per tutti. “È a disposzione della cittadinanza e non solo il nuovo parcheggio adiacente al teatro. - spiega il sindaco di Rivanazzano Terme Romano Ferrari - Si tratta di una struttura ben fatta che non è costata nulla al comune. Il parcheggio è stato infatti realizzato grazie ad una convenzione con un privato. Per questo motivo mi sento di ringraziare la famgila Di Caccamo. Come amministrazione abbiamo deciso di intitolare il nuovo spazio ai soci fondatori della Soams”.

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IN BREVE CERIMONIA / VOGHERA Celebrazione del 4 novembre Domani, venerdì 4 novembre, si terrà la celebrazione in occasione dell’Unità Nazionale e della vittoria, della Giornata delle Forze Armate e del Combattente. La manifestazione si svolgerà secondo il seguente programma: ore 8,15 una delegazione partirà dal Comando di Polizia Locale di via Rosselli per deporre le corone commemorative a lapidi e monumenti della città. Alle ore 10,30 presso il piazzale della stazione ferroviaria partirà il corteo per il monumento di via Ricotti dove si renderà omaggio ai caduti e verranno deposte le corone di alloro. Alle ore 11 sul pronao della Basilica del Duomo di San Lorenzo verrà deposta la corona alle lapidi dei caduti della Prima Guerra Mondiale e ai caduti del Risorgimento. Seguirà la Santa Messa Solenne animata dal coro dell’Istituto Secondario G. Pascoli, dal coro Gaudium dell’istituto secondario G. Plana e dal coro “Cento Voci” dell’istituto primario Dante.

SHOPPING / CASTEGGIO Visita ai mercatini di Natale L’associazione culturale “Chiave di Volta” di Casteggio organizza per sabato 3 dicembre una gita nella città di Verona in occasione dei mercatini di Natale. Il programma sarà il seguente: partenza alle ore 7 dalla piazza Marconi di Bressana Bottarone. Arrivo a Verona e mattinata dedicata alla visita guidata della città. Pranzo e pomeriggio liberi da dedicare a shopping ai mercatini e alla 28^ rassegna internazionale del presepio che si trova all’interno dell’Arena. Rientro previsto in serata. La quota di partecipazione è di euro 25,00 (per i soci) o di euro 30,00 (per i non soci) e comprende viaggio andata e ritorno in pullman granturismo e visita guidata alla città.

MUSICA / VOGHERA Ritorna il Mulino in... cantato La Chitarrorchestra Città di Voghera sta organizzando la nuova edizione del concorso canoro “Il mulino in… cantato”, che avrà luogo nella primavera del 2012. Chiunque fosse interessato può telefonare ai seguenti numeri: 0383/49916 – 0383/49086 – 3409645835.

Il “Ciao” a Stradella con l’A.C.R.

Ciocca: più opportunità per l’edilizia

STRADELLA - Domenica 23 ottobre la parrocchia di Stradella ha fatto festa con i catechisti, gli educatori e i bambini. Una festa della comunità: la “Festa del Ciao”. Giornata intensa e ricca di momenti di condivisione, è cominciata con la S. Messa in chiesa parrocchiale animata dal neo nato Coro parrocchiale “don Bruno Bottallo” che ha accompagnato nella preghiera la celebrazione di questo primo importantissimo momento. I catechisti hanno ricevuto il mandato per l’inizio dell’attività catechistica: un folto gruppo arricchito da molti giovani che proprio da quest’anno comincia a prendersi l’impegno dell’annuncio nei confronti dei più piccoli. Ed ecco che gli educatori e i catechisti hanno rivolto ai ragazzi un augurio speciale: che abbiano il coraggio di fare questo cammino che la parrocchia e l’ACR propone loro, di accogliere l’invito a incontrarsi per fare un pezzo di strada insieme; che abbiano uno zai-

MILANO - La Regione Lombardia discute di valorizzazione edilizia nella V commissione Territorio. “Si tratta - spiega il consigliere regionale Angelo Ciocca - delle norme che puntano a valorizzare il patrimonio edilizio esistente e a dare, nello stesso tempo, un impulso al settore economico dell’edilizia, settore che impiega molti addetti, ora in difficoltà e che ha un notevole indotto, basti pensare a tutto il sistema che vive attorno al settore delle costruzioni: progettisti, impiantisti, elettricisti, idraulici, piastrellisti, mobilifici…”. Il settore, infatti, dal 2008 al 2011 ha avuto un calo del 14%, con punte al 26%. Bonus volumetrici aggiuntivi per chi utilizzerà energie rinnovabi-

no riempito di cose essenziali, come l’amicizia, l’accoglienza, la curiosità e l’impegno; che abbiano infine amici sinceri, che li accompagnino in questo cammino con amore disinteressato. Ma la festa non è finita lì. Infatti, dopo il pranzo in oratorio, mentre gli animatori hanno intrattenuto i bambini con giochi, canti e balli, è arrivato il momento di incontrarsi con i genitori. Ad aprire questo “caffè insieme” sono stati i giovani che hanno presentato la loro grande passione che si chiama Azione Cattolica, e che nasce, dice Ernesto (membro di equipe ACR e responsabi-

le giovani della parrocchia), “da una storia”. Una storia fatta di volti e di persone che insieme hanno camminato per e con la Chiesa tentando ancora oggi di costruire qualcosa di grande. Da anni, infatti, oratorio e ACR costituiscono una cosa sola perché il loro fondamento è unico: stare insieme per crescere insieme nella direzione che Gesù ci mostra. La festa si è conclusa con una proposta del responsabile dell’oratorio, l’instancabile don Cristiano Orezzi: formare un gruppo di adulti che affianchino attivamente le attività dell’oratorio. Priscilla Santini

Certificazione ambientale Certificazione di qualità

Cementeria di Broni

li, per l’edilizia residenziale sociale, recupero a fini residenziali per i sottotetti dei palazzi ultimati tra il 2005 e il 2010, possibilità di realizzare autorimesse interrate per chi abita fuori dai centri storici in fabbricati realizzati prima del 7 aprile 1989, bonus edilizi anche per chi rimuove coperture in amianto, garantendo coperture conformi alla qualità e alle tradizioni dei luoghi. Queste sono solo alcune delle indicazioni contenute nel progetto di legge regionale che verrà discusso anche nei prossimi giorni in Regione. “L’obiettivo principale - continua Ciocca - è di razionalizzare il patrimonio edilizio, di contenere il consumo del suolo, di promuovere fonti di energia rinnovabili”.

ACAOP S.p.A. Via Nazionale, 53 - STRADELLA GESTORE DEL SERVIZIO D’ACQUEDOTTO IN 49 COMUNI DELLA PROVINCIA DI PAVIA Tel.0385.249311/Fax 0385.43978 E-mail: acaop.spa@acaop.it Segnalazione guasti: tel. 0385.49993 (orario d’ufficio) n°verde 800.413238 (fuori orario d’ufficio e giorni festivi) Sportello Telefonico ACAOP al n° 0385.49290 dalle ore 14.30 alle ore 16.30 dal lunedì al venerdì l’utente può effettuare le normali pratiche contrattuali senza recarsi presso gli uffici


DIOCESI DI TORTONA

AUGURI di

BUON ONOMASTICO al

VESCOVO Festa del Volontariato Venerdì 11 novembre 2011 Tortona cappella del Seminario ore 18 Sua Eccellenza celebrerà la Santa Messa Al termine brindisi augurale L’associazione O.F.T.A.L regala al Vescovo per il suo onomastico la rappresentazione in dialetto genovese dal repertorio di Govi,

di Luigi Orengo. Lo spettacolo, che sarà recitato dalla Compagnia Teatrale “Smile” di Arquata, si svolgerà alle ore 21 presso il Teatro Civico di Tortona.

“Sotto a chi tocca”


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UN LUOGO UNA STORIA

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BRONI e FERRARA

da 10 anni “città gemelle” pagina a cura di MARCO REZZANI BRONI - Da dieci anni Broni e Ferrara sono città “gemelle”. Correva infatti l’anno 2001 quando i rispettivi sindaci sigillavano il patto di gemellaggio, riconoscendo in san Contardo d’Este il legame storico tra Broni, in cui è venerato come patrono, e la nativa Ferrara, capitale del Ducato Estense e riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Era il 21 ottobre e fu una giornata storica per Broni, svoltasi nella sala consigliare del palazzo Municipale di Ferrara, alla presenza del Sindaco Gaetano Sateriale, delle massime autorità civili e militari, della giunta di Broni al completo con l’allora Sindaco Elisabetta Troysi, con il parroco don Mario Bonati e con una nutrita rappresentanza di cittadini bronesi che nel pomeriggio furono ricevuti dall’Arcivescovo Mons. Carlo Caffarra nel palazzo arcivescovile. Lo stesso presule - ora Arcivescovo di Bologna - che tre anni prima, nel 1999 in occasione delle feste patronali e della chiusura delle celebrazioni per il 750° anniversario della morte di San Contardo, fu a Broni ad onorare l’illustre figlio della terra di cui era Pastore. Si chiudeva così un percorso intrapreso alcuni anni prima dall’Arciprete di Broni Mons. Mario Fascioli che volle fortemente recuperare il legame con la città che diede i natali a San Contardo e che trovò in Gianna Vancini, scrittrice e storica ferrarese, uno straordinario punto di riferimento. A distanza di un decennio è chiaro infatti che se non vi fosse stata l’opera appassionata della studiosa ferrarese, i traguardi che oggi sono sotto gli occhi di tutti e che costituiscono motivo d’orgoglio per i

cittadini bronesi, non sarebbero stati raggiunti. Con le sue ricerche approfondite, con la sua passione, con il suo amore per la figura di Contardo d’Este, la Vancini - divenuta cittadina onoraria di Broni il 23 maggio 2008 “per la preziosa ricerca storica sul patrono San Contardo d’Este e per aver favorito il gemellaggio con Ferrara, recando lustro a Broni” - ha dischiuso orizzonti davvero impensati sulla storia e sul culto al santo estense, aprendo la strada al gemellaggio amministrativo tra le due città. Gemellaggio che è stato sì punto di arrivo, ma soprattutto punto di partenza. In questi “primi” dieci anni infatti i frutti del gemellaggio sono stati moltissimi, sotto il profilo spirituale, culturale, artistico, come pure dal punto di vista dello scambio delle eccellenze enogastronomiche. Un legame, quello tra Ferrara e Broni, fatto di numerose pubblicazioni (“Contardo d’Este, Santo Pellegrino, Patrono di Broni”, “Inedita et Rara”, “Contardo, il Santo Estense”, questi i titoli dei principali volumi della Vancini), di visite reciproche, di incontri, di mostre di artisti ferraresi in terra bronese e di artisti bronesi in terra ferrarese, di intitolazione di piazze e vie (a Ferrara una via è intitolata a Broni e qui una piazza porta il nome della città estense), di coinvolgimento degli studenti delle scuole, di scambio di esperienze e, cosa ben più importante, di amicizia e “reciproca simpatia”, come felicemente ebbe ad esprimersi il compianto Vicario generale della diocesi di Ferrara Mons. Giulio Zerbini In questi dieci anni molti ferraresi si sono recati a Broni per conosce-

Gianna Vancini

re il luogo dove Contardo morì e dove tutto parla di lui e nello stesso tempo Ferrara è stata visitata da tanti bronesi, desiderosi di conoscere la città da cui Contardo partì, diretto in Galizia. Anche nei giorni scorsi è accaduto così. In occasione del decennale si è tenuta nella cittadina oltrepadana la mostra dal titolo “Broni - Ferrara: il filo rosso Estense nell’arte di Mirella Guidetti Giacomelli”, inserita nell’ambito delle manifestazioni della Fiera di Ottobre. Nel presentare l’iniziativa l’assessore alla cultura di Broni ha fatto notare come “il titolo assegnato a questa mostra proposto dalla nostra

cittadina onoraria Gianna Vancini è quanto mai significativo per ricordare il decimo anniversario del gemellaggio che per tanti bronesi è sempre stato motivo di orgoglio e di indubbio arricchimento culturale e spirituale”. L’esposizione, ospitata nelle sale di Villa Nuova Italia, ha presentato una ventina di opere scultoree di varie dimensioni, attraverso le quali è emersa la vita della corte estense, tra passioni ed interessi del tempo, ma anche quello che era ed è il territorio ferrarese con i suoi spazi, i suoi silenzi, un mondo fatto di pianure e di acque dal grande fascino. Nell’ambiente che ha ospitato l’esposizione hanno “ripreso a vivere” alcuni personaggi famosi di casa d’Este come Isabella e Lucrezia Borgia, come Alberto V. La scultrice ha pure rappresentato il patrono di Ferrara San Giorgio, il poeta Dante Alighieri la cui origine ferrarese è confermata dal trisavolo Cacciaguida o ancora Matilde di Canossa la cui vicenda si lega a molte località dell’Alto ferrarese. Mirella Guidetti Giacomelli ha al suo attivo una vasta produzione, che spazia dalle sculture alle medaglie, agli acquarelli, a dipinti ad olio, a disegni a matita, fino agli originalissimi e colorati ventagli. I materiali usati sono la terracotta ferrarese, poi il bronzo, l’alluminio, il legno e la pietra leccese. I temi dominanti nell’arte di questa scultrice - che ha iniziato la sua attività nel 1975 e che ha allestito mostre personali in Italia e all’estero e realizzato medaglie in bronzo, oro, argento medaglie per il Vaticano, per università, associazioni e enti pubblici - sono la maternità, il sacro, la corte estense, la sua amata

terra ferrarese. La mostra è stata visitata da numeroso pubblico, tra cui un gruppo di ferraresi, giunti a Broni lo scorso 9 ottobre, accompagnati da Gianna Vancini La stessa che, nei giorni successivi, ha incontrato gli studenti del liceo scientifico. Per l’occasione Bruno Civardi, docente del medesimo istituto, ha tenuto una dotta dissertazione su due grandi protagonisti della letteratura rinascimentale italiana, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso che, nella città estense, “diedero ali al loro insuperabile immaginario”, per usare un’espressione della stessa scrittrice. Una bella storia, questi dieci anni, una storia che guarda però al futuro. Lo ha fatto notare anche il Sindaco di Broni Luigi Paroni, parlando a margine delle celebrazioni del decennale: “Indubbiamente il gemellaggio con Ferrara è stato di per se un ‘evento lodevole’, se non altro perché Ferrara è una città patrimonio dell’umanità. Ma c’è di più. La riscoperta da parte dei ferraresi della storia di San Contardo, a cura della professoressa Gianna Vancini che ha ben meritato la cittadinanza onoraria bronese, e del culto del nostro Santo Patrono, ha contribuito ad aprire una serie di rapporti di carattere culturale e di scambi promozionali - commerciali. Essi si sono snodati nel corso di questi dieci anni in maniera più che positiva e sono certo potranno continuare al meglio, grazie anche alla sensibilità degli amministratori di Ferrara e di parecchi cittadini ferraresi. Una bella storia, in cui a vincere sono state prima di tutto la cultura e l’amicizia tra due comunità.

Alcuni oggetti esposti nella recente mostra “Broni - Ferrara: il filo rosso Estense nell’arte” curata da Mirella Guidetti (foto al centro) e inserita nell’ambito delle manifestazioni della Fiera di Ottobre di Broni


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EVENTI E CULTURA

Presentato a Stradella il libro di Dino Di Michele

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A Broni da sabato 5 novembre

“Essere testimoni” di Dio in parrocchia Falchetto in mostra STRADELLA - Per ricordare i 520 anni della fondazione della parrocchia dei Santi Nabore e Felice di Stradella e l’amato suo parroco don Bruno Bottallo il circolo culturale cattolico monsignor Carlo Milanese e l’associazione onlus “Amici del Gavina” hanno organizzato la sera di venerdì 28 ottobre un incontro presso la sala comunale “Nerina Brambilla”, in cui Dino Di Michele ha presentato il suo libro “Essere Testimoni”. Dino Di Michele, direttore amministrativo dell’Istituto Gavina e consigliere comunale nella città di Stradella, ha voluto rendere omaggio alla sua parrocchia e al suo compianto parroco don Bruno Bottallo, attraverso la stesura di questo libro. Alla serata di presentazione del libro organizzata da Luigi Giannini, presidente del circolo cattolico Mons. Carlo Milanese e dell’associazione Amici del Gavina, hanno partecipato come relatori monsignor Pietro Lanati, parroco di Stradella, monsignor Gian Franco Maggi, parroco di Pinerolo e l’onorevole Gian Carlo Abelli. Davanti ad un sala colma di persone ha preso la parola Luigi Giannini che prima di

introdurre la presentazione del libro ha voluto ringraziare la famiglia Gatti e in particolare Pietro Gatti che con il compianto fratello Peppino hanno prestato per decenni il loro servizio di sagrestani e custodi amorevoli della chiesa di Stradella. Dino Di Michele, dopo l’introduzione di Luigi Giannini, con evidente emozione ha introdotto il suo libro, scritto proprio per rendere omaggio alla parrocchia ed ai suoi pastori ed in particolare a don Bruno Bottallo, che nei pochi anni del suo ministero pastorale a Stradella, tra il 1997 e il 2004, ha lasciato un’impronta indimenticabile per tutti quelli che lo hanno conosciuto.

Bello, intenso e vero il ritratto che monsignor Pietro Lanati ha fatto del suo predecessore, affermando che: “Don Bruno era un vero uomo di Dio, la comunità gli ha aperto il cuore, egli non aveva orari né per mangiare né per riposare, il suo tempo non lo dedicava a se stesso ma a Dio e ai fratelli e il suo ricordo è e rimarrà a noi come benedizione” Monsignor GianFranco Maggi, ha proseguito questo ricordo di don Bruno, che si può ritrovare nel libro nel quale ha scritto una postfazione. L’onorevole Gian Carlo Abelli prendendo per ultimo la parola ha sottolineato come la testimonianza cristiana debba precedere

Dal 9 novembre con Molière si apre la stagione al Civico

qualsiasi azione compresa quella politica e come la politica odierna debba ritrovare le proprie radici cristiane cattoliche attraverso un impegno comune e trasversale agli attuali schieramenti partitici. A conclusione degli interventi Luigi Giannini ha conferito una pergamena di benemerenza al signor Pietro Gatti per l’impegno profuso da lui e da tutta la sua famiglia al servizio della chiesa parrocchiale e di tutta la comunità; il momento è stato intensamente commovente per tutti poiché rendendo omaggio a Pietro Gatti è stato come ricordare con amore e devozione tutte le persone, preti e laici, che con umile e costante impegno amano nei fatti la loro chiesa composta prima di tutto da persone. Dopo l’immancabile brindisi Dino Di Michele ha autografato i libri acquistati dai presenti: il ricavato della vendita del libro di Dino Di Michele sarà interamente devoluto alle necessità della parrocchia ed in particolare al costoso restauro dell’organo Serassi, pertanto chi volesse acquistare il libro (costo 12 euro) potrà farlo presso la canonica di Stradella. Silvia Piva Stagnitto

BRONI - Sabato 5 novembre alle ore 17, presso Villa Nuova Italia in Piazza Vittorio Veneto 41 a Broni, l’artista tortonese Fabrizio Falchetto inaugura la mostra personale dal titolo “Pitture, sculture e… Oltre”, patrocinata dal Comune di Broni e curata da Giovanna Franzin. Non è la prima volta che Falchetto espone nel pavese, infatti ha già riscontrato successo in diverse località tra cui Stradella, Oramala, Fortunago, Varzi, e l’anno scorso, proprio in questo periodo, è stato ospite del Comune di Pavia in Santa Maria Gualtieri. A Villa Nuova Italia, oltre ad opere del primo periodo, sarà possibile ammirare anche lavori recenti fra i quali

spiccano immagini di performance scattate la scorsa estate al MoMA di New York con protagonista l’omino di carta - la scultura che caratterizza il discorso artistico di Falchetto. L’allestimento sarà curato anche in questa occasione da Giovanna Franzin con l’obiettivo di esaltare la poeticità delle opere e di far immergere i visitatori in una suggestiva ambientazione scenografica. L’esposizione sarà visitabile fino al 13 novembre secondo i seguenti orari: domenica 6, sabato 12 e domenica 13 novembre dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30; giovedì 10 e venerdì 11 dalle 17.30 alle 19.30. d.c.

Domenica 6 novembre con ritrovo in Università centrale

“L’Avaro” rivisto e... un pò scorretto Donne imperatrici e laureate a Pavia TORTONA - Riparte un’altra stagione del “Civico” tortonese, mercoledì 9 novembre, alle ore 21, per concludersi mercoledì 18 aprile del prossimo anno. Si parte con un classico della prosa europea, “L’avaro” di Molière, riadattato da Andrea Buscemi, protagonista in scena con Eva Robin’s. Il “Malato immaginario” (Le malade imaginaire), commedia pensata anche con musiche e danze, venne rappresentata la prima volta a Parigi nel 1628 e pubblicata nel 1673. Nei tre atti l’ipocondriaco Argante declina ogni azione alla sua ossessione per le malattie e al proprio tornaconto, tanto da voler far sposare la figlia Angélique al giovane medico Thomas, da lui considerato un buono a nulla, ma la ragazza è innamorata di Cléante e tuttavia questo padre possessivo e invadente non ne vuole sapere nulla. Quando, su suggerimento della serva Toinette, si fingerà morto scoprirà i veri sentimenti che animano le donne di casa sua e allora potrà accondiscendere alle volontà della figlia. Andrea Buscemi, da cinque anni a capo della Compagnia Peccioli Teatro, sarà affiancato da Eva Robin’s (che ha già interpretato la “Locandiera” goldoniana), Renato Raimo, Livia Castellana, Giorgio Regali, Martina Benedetti, Renato Merlino e

Maria Luisa Pepi. Gli adattamenti intelligenti e non fuorvianti possono far assaporare un testo noto con una diversa prospettiva che non solo non sciupi l’originale, ma lo rivitalizzi e lo renda ancora più gradevole, soprattutto in questi mesi dove l’economia gioca brutti scherzi e trascina con sé più fortune del dovuto perché come prima, o

più di prima, si impone nelle scelte di troppi come criterio unico di discernimento. Solo quando Arpagone si è dimenticato di essere esclusivamente un homo economicus, ha fatto brillare qualche sua virtù sopita e si è riconciliato con la figlia e con la fiducia per il prossimo. Il secondo appuntamento sarà quello di mercoledì 23 novembre con Valeria Valeri e Paolo Ferrari in “Gin Game”, di Donald Lee Coburn, per la regia di Francesco Macedonio. Per ulteriori informazioni sullo spettacolo, sulla stagione che sta per iniziare e sulle modalità di abbonamento, è possibile contattare la biglietteria del teatro tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 15 alle ore 18 (telefono 0131820195). Davide Ferreri

Il giallo sull’anello della strega PIETRA DE’ GIORGI - Domenica 6 novembre, alle ore 16, la professoressa Maria Cristina Morini di Mornico Losana presenterà il suo nuovo libro intitolato “L’anello della strega”. Accompagneranno la presentazione, i lettori volontari dell’associazione ADOV (Associazione Donatori di Voce) di Broni. Il suo romanzo d’esordio “Una buona tazza di tè”, del 2008, che fu presentato a Pietra de’ Giorgi nel 2009, era una raccolta di racconti, il testo di oggi è un romanzo vero e proprio. L’autrice, con il suo secondo libro “L’anello della strega” fa tornare sulla scena Mrs. Lilian Kittybridge e le comari di St. James, ben presenti e agguerrite. Lilian è un personaggio stupendo che ritorna in campo in questa nuova puntata dove ha a che fare con una vera e propria strega, Sarah Good, una delle accusate ai processi di Salem e leggendo si scoprirà come e perchè.

PAVIA - Prosegue l’iniziativa “Volere e potere. Le donne nella storia di Pavia”, promossa dall’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Pavia, Cristina Niutta, in collaborazione con Progetti. Domenica 6 novembre alle ore 15.30, con ritrovo all’Ingresso Centrale dell’Università di Pavia (Strada Nuova, 65), si svolgerà il terzo appuntamento dedicato all’Imperatrice Maria

Teresa d’Austria e alle prime donne laureate a Pavia. Nell’Università di Pavia, che proprio quest’anno festeggia il 650esimo anniversario della sua fondazione, sono nate importanti studiose, tutte ricordate nel corso della visita guidata. Per addentrarsi nell’atmosfera del sapere settecentesco i visitatori potranno entrare in tre aule storiche: Volta, Foscolo e Scarpa, ancora suggestive e ricche

di fascino non solo per gli studenti. Non mancherà la possibilità di ammirare il cortile delle Statue, il cortile Sforzesco, il cortile Volta, le lapidi commemorative. La partecipazione alla visita e l’ingresso saranno gratuiti. Le aule storiche dell’Università saranno aperte in via eccezionale per l’occasione. a.b.

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Giovedì 3 novembre 2011

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IL POPOLO

D

ERTONINO

CASTELNUOVO - VAL GRUE -

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(sabato); Oratorio S. Rocco (tel. 863164): ore 17 (prefestiva); Ospedale (tel. 865563) ore 18; Rinarolo (tel. 861392) ore 9. Farmacie di turno aperte dal 3 al 9 novembre 2011 Giovedì 3 novembre: Centrale, Via Emilia 163 - (tel. 0131 861403) Venerdì 4: Zerba, Via Emilia 220 - (tel. 0131 861939) Sabato 5: Comunale 1, C.so Don Orione, 51/A - (tel. 0131 862630) Domenica 6: Comunale 1, C.so Don Orione, 51/A - (tel. 0131 862630)

VAL CURONE - VALLE OSSONA Lunedì 7: Comunale 1, C.so Don Orione, 51/A - (tel. 0131 862630); Centrale, Via Emilia 163 - (tel. 0131 861403); dalle ore 15,30 Destefanis, Via Emilia, 39 - (tel. 0131 862008) Martedì 8: Bidone, Via Emilia 130 - (tel. 0131 861067) Mercoledì 9: Centrale, Via Emilia 163 - (tel. 0131 861403) Edicole aperte domenica 6 novembre 2011 Tanzi, via Emilia; Filippini, via Emilia; Garbarino, c.so Alessandria; Corti, c.so Don Orione; Barbieri, p.zza Milano; Topmar, Corso Pilotti.

Intitolata a Virginio Mogliazza, è stata inaugurata sabato 29 ottobre

Il libro dell’autore castelnovese

Garbagna ha una nuova biblioteca civica

“Indizi” di Gianfranco Isetta

Un momento della cerimonia dell’inaugurazione della biblioteca di Garbagna

GARBAGNA - Davvero significativa la cerimonia di inaugurazione della nuova Biblioteca comunale di Garbagna. Sabato 29 ottobre, alle ore 16 si è “tagliato il nastro” in presenza di importanti autorità e di un folto gruppo di cittadini garbagnoli. I locali della Biblioteca sono ubicati in un edificio situato in piazza Principe Doria, la piazza centrale di Garbagna, sulla quale si affacciano la Chiesa parrocchiale e pregevoli palazzi storici e all’interno della quale si svolgono le tradizionali sagre curate dalla Pro Loco. Tra le autorità presenti, il sindaco di Garbagna Natalino Ormelli e il vicepresidente della Regione Piemonte Ugo Cavallera. È toccato al primo elaborare

il discorso introduttivo nel corso del quale sono stati lambiti diversi punti. Anzitutto, l’intitolazione della Biblioteca a Virginio Mogliazza. Il Sindaco ha spiegato i motivi di tale dedica, ravvisando che si è voluto indicare questa nuova istituzione civica, la Biblioteca appunto, con il nome di un uomo che ha costituito una personalità illustre per il contesto garbagnolo, insieme a nomi del calibro di don Antonio Gatti, Carlo Pannicelli e Giacinto Maria Bajardi. Ormelli ha proseguito illustrando i tratti essenziali della sua biografia. Virginio Mogliazza nacque infatti a Garbagna il 24 settembre 1853. Studiò Giurisprudenza all’università di Torino e anche due progetti molto importanti per

le nostre valli: il progetto di un lago artificiale in val Borbera e un progetto alternativo di ferrovia che avrebbe collegato Genova e Gottardo. La laurea la conquistò a Roma, a soli 22 anni, ed entrò subito in collaborazione con lo studio del noto avvocato Scaparro. Mogliazza firmò anche quel trattato “Del risarcimento dei danni di guerra”, riferendosi alla guerra di indipendenza, che tanto ebbe fortuna e che suscitò sul campo ampio dibattito. Costellando la sua carriera di successi, salito sul gradino della direzione della Banca Generale, dopo qualche tempo, nel giugno del 1885 morì poco più che trentenne. Parole di soddisfazione e per la decisione, da parte dell’amministrazione comunale, di dedicare a Mo-

gliazza la nuova biblioteca sono state espresse dal vicepresidente Ugo Cavallera. L’occasione tuttavia non ha tralasciato di rimembrare i 150 anni dell’unità d’Italia, che hanno colorato ogni manifestazione pubblica dell’anno. Per questo motivo, prima di concludere la cerimonia di inaugurazione, è intervenuta la professoressa e ricercatrice Graziella Gaballo, grande appassionata di storia torinese e piemontese in generale che ha presentato il libro “Giovani di Garbagna alla battaglia di San Martino, 24 giugno 1859”, scritto da Ivana Melloni. Al centro del libro vi è la cruciale battaglia di San Martino. Siamo infatti nella seconda guerra di indipendenza, in cui le forze del Regno di Sardegna, guidate da Vittorio Emanuele II, alleate ai francesi di Napoleone III sconfissero gli Austriaci, guidati dall’Imperatore Francesco Giuseppe. Un nodo fondamentale che ha segnato il nostro Risorgimento e che viene rimarcato in questo libro che, come ha sottolineato la Gaballo, rivolge un’attenzione peculiare al contributo che tanti giovani di Garbagna, protagonisti anche loro in quella battaglia, offrirono. Si è concluso così, nel tardo pomeriggio, un momento fortemente didattico che ha rievocato personalità e vicende storiche delle quali dovremmo andare sempre più orgogliosi. Matteo Coggiola

CASTELNUOVO SCRIVIA - Nelle belle sale del Castello podestarile di Castelnuovo Scrivia, sabato 29 ottobre è stato presentato, a cura della Biblioteca comunale,il nuovo libro di Gianfranco Isetta “Indizi… forse” (Ed. “Puntoacapo”), che raccoglie i testi dei due precedenti libri usciti (“Sono versi sparsi” del 2004 e “Stat rosa” del 2008) con l’inserimento di molte nuove poesie inedite e una breve antologia di testi critici su Isetta. Sono intervenuti il sindaco di Castelnuovo Pierangelo Luise, il presidente della Biblioteca Roberto Carlo Delconte, il critico letterario romano Luca Benassi che ha scritto l’introduzione critica al volume e l’autore. Dopo l’affettuoso saluto del sindaco Luise ha introdotto la serata il presidente della Biblioteca, il quale si è soffermato sui riconoscimenti nazionali dell’opera di Isetta e sull’efficacia della sua “parola” che esprime “il miracolo di uno sguardo che si avvicina al mondo non per giudicarlo, ma per poterlo osservare da una distanza virtuosa, insieme calda e ra-

refatta”. Il critico Benassi ha ulteriormente e approfonditamente illustrato i meriti letterari di Isetta, il quale riesce a fondere “saperi” ed esperienze diverse, ottenendo un risultato poetico di straordinaria misura, rigore formale e appassionata curiosità per la vita quotidiana di tutti i giorni. Molto indovinata, la citazione del pensiero di Heisenberg utilizzata da Benassi, che possiamo lasciare come chiave di lettura. “E’ probabilmente vero in linea di massima che della storia del pensiero umano gli sviluppi più fruttuosi si verificano spesso ai punti di interferenza tra due diverse linee di pensiero”, come riesce a fare Isetta: che con la sua “sapienza poetica” unisce la sua passione per il mondo scientifico ai ricordi personali; la sua profonda osservazione della natura alle emozioni delle sue molteplici esperienze; la pura razionalità del suo pensiero alla spiritualità del suo animo inquieto. In conclusione della riuscita serata è stato offerto al numeroso pubblico intervenuto un rinfresco con i “vini del Bandello”.

Il soul americano a Sale nell’anno del volontariato Il 4 novembre a Tortona SALE - Grande musica quella proposta sabato 29 ottobre, a Sale, dal gruppo Mind, Body and Soul nel penultimo dei concerti organizzati dalle associazioni salesi nell’anno del volontariato. Davanti a un folto pubblico che ha lungamente applaudito, Stefano Brocchetti e la sua band hanno suonato e cantato i mitici brani della musica dell’anima, con i piacevoli intermezzi dei giovanissimi studenti della 2^ media “Sineo” che hanno narrato gli eventi degli anni eroici in cui è nata e si è trasformata la musica afroamericana. Grazie alla loro narrazione e a quella del Brocks, si è seguito il percorso della musica affiancato dai collegamenti alla lotta per i diritti e l’integrazione, così le musiche e le storie di Otis Redding, Aretha Franklin, Ray Charles, Dionne Warwick, e di tanti altri si sono intrecciate

con figure storiche come i fratelli Kennedy, Martin Luther King, Lyndon Johnson, Malcom X e tanti altri. Bravissima la band Antonella Arancio (voce), Umberto Chiodi (chitarra),

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Stefano Brocchetti (tastiere, voce recitante), Mauro Sartor (basso) e Andrea Scaffini (percussioni) che hanno confermato l’ottima impressione del primo concerto, interpretando con grande maestria i difficili brani proposti. Un plauso e un grazie alla professoressa Giovanna Rondonotti Perduca, che ha preparato i disinvolti ragazzi che hanno fatto da filo conduttore: Alice Bianchi, Gabriela Dubois, Lucrezia Macellaro, Matilde Manfredi, Leila Najari, Davide Papaleo, Samuele e Milena Perduca e i bravissimi Blues Brothers Matteo Bazzan e Gabriele D’Ambrosio. Un invito a tutti gli appassionati di musica a partecipare numerosi al terzo e ultimo appuntamento, che si terrà in dicembre e che presenterà musica e danza in uno spettacolo coinvolgente.

TORTONA - Venerdì 4 novembre, l’amministrazione ricorda con riconoscenza tutti coloro che hanno dato la vita per la Patria. Questo il programma della Cerimonia: alle ore 9 in Cattedrale il Vescovo di Tortona, Mons. Martino Canessa, celebrerà la Messa. Al termine da piazza Duomo partirà il corteo per le vie cittadine che si fermerà in piazza Gavino Lugano per la deposizione della corona d’alloro presso il monumento “Tortona Dolente”. Si proseguirà fino all’ex Distretto Militare di via Pernigotti per la commemorazione ufficiale, con la presentazione delle Lapidi commemorative riordinate a cura dall’A.N.F.I. (Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia), la consegna della Bandiera Italiana all’Accademia musicale Lorenzo Perosi a cura dell’ANA (Associazione Nazionale Alpini). Alle ore 10.45, al Teatro Civico, dopo il saluto del Sindaco, andrà in scena lo spettacolo “Cara mamma Italia” a cura del Laboratorio Teatrale del Liceo “G. Peano” di Tortona. Alle ore 21 al Civico ci sarà la replica dello spettacolo “Cara mamma Italia” che va in scena al mattino e il costo del biglietto è di 6 euro.

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La presentazione nella sede di Confartigianato a cura di Armando Bergaglio

Il Risorgimento protagonista del Tacuej ‘d Tortona

La presentazione del Tacuej ‘d Tortona presso la sede di Confartigianato Tortona

TORTONA - E’ arrivato “U tacuej ‘d Tortona”, numero 17, che dal 1996 puntualmente ogni anno esce con le prima brume autunnali. La presentazione dell’edizione 2012 è avvenuta mercoledì scorso presso la sede Confartigianato - Libera Artigiani. Sezione di Tortona. Come ogni anno è un evento culturale che ha richiamato molti tortonesi. Inoltre si tratta di una iniziativa con finalità benefiche, essendo il calendario finanziato dalla Libera Artigiani e dai suoi iscritti con il contributo della UBI. Quindi le copie del ‘tacuej’

verranno consegnate alla Misericordia, al Piccolo Cottolengo don Orione, all’Istituto Paolo VI di Casalnoceto e alla San Carlo Onlus di Castelnuovo Scrivia, e poi saranno distribuite ad offerta per finanziare iniziative proprie. L’argomento del ‘tacuej’ è quasi d’obbligo per il 2012: il 150° dell’unità d’Italia. L’autore dei testi è stato ancora una volta Amando Bergaglio che ha illustrato nel corso della serata gli eventi del Risorgimento in chiave locale. Il Tortonese, infatti, ha dato un notevole contributo alla

complessa ed eroica storia di quegli anni. Quindi le pagine del calendario sono una sfilata di luoghi, eventi e figure del Tortonese, protagonisti del Risorgimento. Sono rievocati personaggi come Domenco Carbone, l’autore della famosa poesia ‘Il Re Tentenna’, il gen. Giuseppe Passalacqua, eroe della battaglia di Novara e prima medaglia d’oro del Risorgimento, Alberto Leardi, capitano dei Mille, caduto a Milazzo. Uno spazio è stato riservato ai rapporti di Garibaldi con Tortona, come sono ricordati i garibaldini che parte-

ciparono alle varie guerre per l’unità d’Italia. Tortona visse con entusiasmo e con trepidazione quegli eventi, dalle feste per la proclamazione dello Statuto alla tristemente memorabile giornata dell’occupazione austriaca del 5 maggio 1859. Stralci di lettere pressoché inedite sono un commosso ricordo dei volontari o militari del Tortonese Questi sono alcune pagine del Calendario, mentre un apprezzabile contributo è stato offerto dal Giuseppe Decarlini che sta portando a termine una approfondita ricerca sui garibaldini e sui militari tortonesi nelle varie battaglie per l’unità d’Italia. La serata è stata arricchita dall’intervento del gruppo corale della compagnia teatrale ‘Amici di Montemarzino’ che ha eseguito applauditi canti tradizionali del Risorgimento. Infine il presidente dalle Libera artigiani di Tortona, Mauro Bottazzi, ha consegnato la copia simbolica del Tacuej ‘d Turtona alle quattro istituzione beneficiarie: ancora una volta è stato mantenuto l’impegno da parte degli artigiani, nonostante il difficile momento economico.

Due artisti tortonesi scelti da Sgarbi per la Biennale TORTONA - In occasione della 54esima Biennale di Venezia (Lo stato dell’arte nel 150° dell’Unità d’Italia) dal titolo “L’Arte non è cosa nostra”, a Milano nelle Sale del Re, in Galleria Vittorio Emanuele, è stata inaugurata la Sezione lombarda alla presenza del curatore Vittorio Sgarbi e di numerose personalità ed estimatori. Gli artisti selezionati per la mostra sono un’ottantina e, dopo un’introduzione di Giorgia Cassini che ha spiegato le ragioni tecniche dell’allestimento, è seguito l’intervento di Vittorio Sgarbi che ha sottolineato l’assoluta indipendenza dalle gallerie d’arte portando ad esporre solamente chi, per valori e contenuti, meritasse la sua attenzione, così come già è avvenuto al Padiglione Italia

Giovedì 3 novembre 2011 IL POPOLO

TORTONA E TORTONESE

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alla Biennale di Venezia dove ha fatto proporre, da più di 150 intellettuali, il loro artista preferito, condividendo una scelta estremamente democratica e senza vincoli di forma, dall’astratto al figurativo. E’ intervenuto per ultimo Giorgio Grasso che ha ribadito l’assoluta indipendenza dell’operazione che è

anche stata realizzata senza contributo governativo, ma solo con contributi di appassionati ed estimatori. All’esposizione erano presenti con alcune loro opere anche artisti poliedrici come il cantante Ivan Cattaneo e Andrea Fumagalli - Andy dei Bluvertigo, insieme ad una schiera di nomi storici del-

Aperto l’anno del Lions Club castelnovese CASTELNUOVO S. - Giovedì 13 ottobre il Lions Club Castelnuovo Scrivia Matteo Bandello ha inaugurato l’anno lionistico 2011/2012, il primo da quando è stata celebrata con la Charter Night, la sua costituzione lo scorso giugno. Insieme agli Officiers distrettuali del territorio, ai Presidenti dei Clubs del tortonese e del Voghera Host quale Club sponsor, la serata ha avuto l’onore della presenza dell’Immediato Past Governatore Carlo Forcina, accolto come socio onorario, con piena soddisfazione del Presidente Lion Roberto Carlo Delconte e di tutti i soci presenti. Il Club ha inoltre voluto iniziare l’anno con l’immissione di undici soci nuovi, perché la sua presenza sul territorio sia sempre più di rilievo e possa contribuire con più forza laddove ve ne sia bisogno. A questo proposito il Past Governatore ha ri-

l’arte lombarda. E’ stato realizzato per l’evento uno splendido catalogo a cura dell’Istituto Nazionale di Cultura che verrà messo in vendita per recuperare fondi “indipendenti”. Spiccavano tra gli altri anche due artisti tortonesi: Claudio Magrassi che ha riscosso grande successo con un “Ritratto di schiena” (autoritratto?) di dimensioni considerevoli e Barbara Zucchi con “Scarpesculture” un’artista a 360° che proviene dal fumetto, copertinista, autrice di fumetti per Skorpio e Lanciostory e sceneggiatrice. Finalmente Tortona ritorna al centro della vita culturale figurativa come avvenne negli anni gloriosi della “Scuola Tortonese” tra la fine dell’800 e per tutto il ’900. v.b.

IN BREVE LIBRI / TORTONA

“La discendenza dell’acqua” di Lucio Figini Venerdì 28 ottobre presso la libreria Paoline in Largo Borgarelli, lo scrittore Lucio Figini ha presentato il suo nuovo lavoro “La discendenza dell’acqua”. Si tratta di un giallo psicologico, in qualche modo autobiografico, ambientato tra Pavia e Sesti Levante, luoghi significativi per lo stesso autore. Presenti alla serata un folto gruppo di estimatori del genere ed amici della libreria. All’incontro ha preso parte, in qualità di moderatere, Ennio Di Bise, narratore e giallista locale che ha accompagnato ospiti e scrittore in un’analisi approfondita della storia raccontata. Tra gli invitati anche Riccardo Sedini, presidente dell’associazione culturale giallomania.

CULTURA / SALE Secondo quaderno di dialetto salese curato da Ra Carsèra Sarà presentato sabato 5 novembre alle ore 16 in sala consiliare di Palazzo Manzoni, a Sale, il secondo quaderno del dialetto realizzato dal gruppo di lavoro “Dolce dialetto” de Ra Carsèra, la scuola di educazione permanente giunta al suo decimo anno di attività. Sono gustose pagine che portano alla riscoperta del dialetto salese con leggera allegrezza, la stessa che pervade gli incontri di questi paisän che non vogliono disperdere “er parlà ad Sal”. La presentazione sarà integrata da brani musicali dialettali cantati e suonati da Emilio Franzolin e Nino Amato. Si potranno anche ammirare le belle fotografie di Sale di ieri e di oggi.

PREGHIERA / TORTONA Messa di suffragio degli ex allievi e degli insegnanti dell’Istituto Dante Nella settimana dei defunti, la Sezione Ex Allievi, a suffragio di tutti gli Ex Allievi dell’Istituto Dante, di tutti gli insegnati e degli educatori religiosi, farà celebrare sabato 5 novembre, alle ore 18 la Messa nella chiesa di San Michele di Tortona. Tutti gli ex allievi sono invitati a partecipare alla celebrazione che rappresenta un segno tangibile di condivisione nel ricordo attraverso la preghiera.

NUOVA RADIO PIEVE / TORTONA La poesia d’amore a Caleidoscopio Gli amorosi sensi saranno il filo conduttore dell’appuntamento settimanale sulla frequenza 96,400 FM e in diretta su Internet www.radiopnr.it. Nel “Caleidoscopio” che andrà in onda domenica 6 novembre alle ore 20,30 il conduttore Andrea Bobbio proporrà un’escursione poetica sulla scrittura dei più grandi autori di ogni tempo. Verranno lette poesie di Catullo, Alighieri, La Contessa di Dia, Louise Labé, Shakespeare, Saffo, Kavafis, Baudelaire, Neruda e dei contemporanei novesi Cabella e Ravazzano. Daranno voce alle letture Anna Crollari e il conduttore. Il tutto coronato dalle più belle musiche. L’appuntamento è quindi fissato per domenica sera oppure, in alternativa, martedì 8 novembre, sempre alle ore 20,30.

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SANGUE DONATO VITE SALVATE badito che la forza del lionismo consiste nella presenza di soci volenterosi, capaci e altruisti presenti in ogni territorio nel mondo, che uniti lavorano per portare sollievo in tutte le situazioni di disagio nelle quali è loro possibile intervenire. Durante la cena conviviale, il socio Gianfranco Isetta ha presentato il suo libro di poesie, “Indizi... forse”, regalando uno sguardo profondo della realtà.

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IL POPOLO di SERRAVALLE - ARQUATA -

SS. MESSE FESTIVE: Collegiata (tel. 2112) : ore 11 – 12 – 17 (prefestiva ore 17) S. Andrea: ore 10 - S. Nicolò (tel. 78270): ore 8.30 – 10.30 – 11.30 – 18 (prefestiva ore 18); S. Pietro (tel. 2526): ore 10 – 11.30 – 18.15 (prefestiva ore 18.15); Centro S. Rita (tel. 71592): ore 9; Barbellotta ore 11; Cristo Risorto (Quartiere G3): ore 9.30; Sacro Cuore (tel. 78685): ore 8 - 11 - 17 (prefestiva 17; inv. 16.30); Parrocchia della Pieve (tel. 2261): ore 9.30 – 11 – 17 (prefestiva ore 17); S. Antonio (tel. 2774): ore 8 – 10 – 11 – 17.30 (prefestiva ore 17.30); Chiesa del Cimitero: ore 8,45; Viale Cichero: ore 9.30;

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Merella: prefestiva ore 16 (tel. 329966); Ospedale (tel. 33211): prefestiva ore 18; La Maddalena: prefestiva ore 17; Chiesa di Don Bosco (tel. 01432892): ore 9. Farmacie di turno aperte dal 3 al 9 novembre 2011 Giovedì 3 novembre: Cristiani, Via IV Novembre, 13 (tel. 0143 2321) Venerdì 4: Ex Ospedale, Viale Saffi, 50 (tel. 0143 2994) Sabato 5: Bajardi, Via Girardengo, 50 - (tel. 0143 2216) Domenica 6: Comunale, Via Verdi, 113

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(tel. 0143 76255) Lunedì 7: Valletta, Via Garibaldi, 1 - (tel. 0143 2331) Martedì 8: Giara, Via Girardengo, 13 - (tel. 0143 2017) Mercoledì 9: Moderna, Via Papa Giovanni XXIII, 3-5 (tel. 0143 2166) Edicole aperte domenica 6 novembre 2011 Bava, corso Marenco; Tabaccheria Rebora Via Castel Dragone; Scarsi, Viale Chichero; Ponte, Piazza Repubblica; Pallavicini, Piazzale Partigiani; Campi, Via Verdi; Semino, Via Pavese.

Lo spettacolo presentato al Giacometti dove domani si apre la nuova stagione

Lutto nella Congregazione Orionina

A teatro la “storia d’amore” del Centro Down

E’ morto don Adriano Alice

NOVI LIGURE - Due importanti eventi culturali caratterizzano la stagione teatrale al Teatro Paolo Giacometti di Novi Ligure. Sabato 29 ottobre, è andato in scena uno spettacolo davvero speciale, già rappresentato con successo a giugno al Teatro Sociale di Valenza, dal titolo “Storia d’Amore”, proposto dal laboratorio teatrale del “Centro Down” di Alessandria, grazie alla collaborazione con “Teatrodistinto” che da molti anni lavora a fianco dei ragazzi del Centro con un’attività finalizzata all’espressione emotiva ed alla comunicazione creativa. Lo spettacolo, come dice il titolo, ha parlato di amore e delle sue infinite sfumature. È stato un viaggio metaforico fatto di suoni, parole e azione fisica, espressione della volontà di un gruppo di voler affrontare con coraggio tematiche impegnative, complesse, vibranti e sempre attuali. Lo spettacolo si è aperto con un originale inizio musicale: una successione in musica moderna, psichedelica, dei nomi degli interpreti dello spettacolo, nomi che gli attori hanno registrato precedentemente e che poi sono stati elaborati elettronicamente in modo tale da renderli comprensibili solo in parte, allungati, accorciati, distorti, dissonanti, quasi mai colti chiaramente, ma sempre e solo

per una, due sillabe. La musica che li ha accompagnati ha provocato come un senso di estraniamento perché ha reso le parole di difficile comprensione, ma al tempo stesso sembrava di essere accanto a chi quelle parole le scandisce, questo perché la pronuncia ha fatto sembrare quasi come una caricatura il singolo nome, un po’come quando si gioca e si scherza. I responsabili di “Teatrodistinto”, i bravissimi Laura, Daniel e Alessandro, ottimamente coadiuvati da un gruppo ormai affiatato e collaudato di volontari, hanno lavorato parecchio sui sentimenti e sulla loro espressione, e questo inizio ha regalato ai presenti proprio questa sensazione: espressione di sentimenti nei nomi quasi sussurrati all’orecchio.

“Storia d’Amore” è composta di diversi quadri, scene singole ma sempre legate in sequenza tra loro, che vogliono rappresentare le tappe della vita di coppia. Il registro teatrale è stato tra il realistico, il comico e l’ironico; veloce ma non sfuggente, in poco più di un’ora di spettacolo, ha fatto percepire a tutti, in modo intenso, il flusso della vita, dal quale nessuno è escluso per nessun motivo e tanto meno i ragazzi che recitano con straordinaria ricchezza di partecipazione. Invece, con un genere e uno scopo completamente diverso al precedente è iniziata, con uno spettacolo fuori cartellone, la stagione teatrale novese 2011-2012. Si tratta di “Anestesia totale”, con Marco Travaglio e Isabella Ferrari, che andrà in scena, sempre al Teatro

Paolo Giacometti venerdì 4 novembre alle ore 21. Travaglio ritorna ad appassionare il suo numeroso e affezionatissimo pubblico attraverso lo stile di sempre: coerenza, ironia tagliente e un’infallibile memoria del nostro Paese; un appuntamento con la storia recente che indaga l’informazione e il giornalismo dei giorni nostri. “Anestesia totale” è uno spaccato di cronaca che riprende e rilancia gli scritti e il pensiero del grande Indro Montanelli, diffondendoli attraverso la voce di Isabella Ferrari. Palco spoglio, un’edicola, una panchina, un violinista e due microfoni: lo spettacolo è una dinamica tra luce e buio, raccontata alternativamente da due eccellenti interpreti che, in scena, invitano il pubblico a riflettere sull’attualità, a risvegliarsi dai sintomi dell’anestesia totale che intorpidisce la mente e a ridestare la propria coscienza. Da sottolineare le musiche dal vivo di Valentino Corvino e la regia di Stefania De Santis. Il biglietto (settore unico) costa 25 euro, 22 per il ridotto. Le riduzioni sono riservate a giovani sino ai 25 anni, anziani oltre i 60 anni e a gruppi (enti, scuole e associazioni) che acquistino almeno dieci biglietti. Davide Daghino

STAZZANO - Lunedì 24 ottobre è tornato al Padre celeste che 97 anni fa l’aveva mandato quaggiù. Don Adriano Alice era nato a Stazzano 97 anni fa, il 21 novembre 1913. Terminate le elementari e accolto nel Seminario diocesano di Stazzano, passò a quello di Tortona, dove terminò i corsi liceali e teologici, distinguendosi per pietà, formazione religiosa, culturale e per spirito missionario. Insieme con altri tre compagni di corso, tra cui padre Arturo Onofrio da Nola, fu ordinato sacerdote nel Santuario del Sacro Cuore di Stazzano dal vescovo monsignor Melchiori. Per un biennio esercitò il ministero sacerdotale in diocesi; ebbe pure l’incarico di vicario economo della parrocchia di Carpeneto e Cassingheno. Attratto dal carisma di san Luigi Orione con il quale ebbe frequenti incontri e lo definì uno dei migliori sacerdoti della diocesi di Tortona, nel gennaio del 1940 decise di entrare nella sua Congregazione dove profuse il meglio del suo zelo sacerdotale. Molteplici le sue mansioni di apostolato in Italia e all’estero: da Scutari a Durazzo in Albania per un biennio, all’Argentina e al Brasile per 18 anni. In Italia fu Direttore spirituale al Teologico di Tor-

tona e nelle Case orionino di Roma, di Villa Moffa (noviziato), Velletri; fu pure aiuto nel ministero a Noto, Paternò, Diano Marina e Fubine. Ritiratosi nel 1998 presso l’Istituto orionino di Bergamo, visse là l’ultimo decennio dell’esistenza, amorevolmente assistito dai confratelli e offrendo alla Comunità virtuosi esempi di fede, di pietà e di affidamento alla volontà divina, ancge nelle varie prove fisiche. E’ venuto, così, a mancare un degno religioso che ha onorato con una vita esemplate la sua Congregazione e la nostra Diocesi per ben 73 anni di sacerdozio. I suoi funerali si sono svolti il 26 ottobre scorso: al mattino a Bergamo e al pomeriggio nella parrocchiale di Stazzano. Riposa nel locale cimitero, nell’attesa della risurrezione. Don Luigi Quaglini

Torna Librinmostra la rassegna dell’editoria provinciale Vacanze al mare per la terza età NOVI LIGURE - Venerdì 28 ottobre, ha preso ufficialmente il via la 17esima edizione di “Librinmostra”, rassegna dell’Editoria della Provincia di Alessandria e Mostra Mercato. La manifestazione è stata dedicata al 150° anniversario dell’Unità d’Italia ed in particolare ai volumi del periodo risorgimentale. Durante i tre giorni di esposizione, presso l’Androne di Palazzo Dellepiane, si sono succedute numerose iniziative, molte seguite ed apprezzate dai visitatori come

la presentazione di libri, di mostre, un incontro aperto con la cittadinanza ed un racconto di viaggio in Vespa per festeggiare l’Unità d’Italia. In particolare, ve-

nerdì 28 ottobre, dopo l’inaugurazione avvenuta alle ore 10, si è svolto un incontro sulla “Spedizione dei Mille” a cura di Vittorio Caligiuri. Poi, sabato 29 ottobre alle ore 10.30, il prof Alberto Cenci ha incontrato i ragazzi delle scuole cittadine con presentazione del testo “Vie e viaggiatori tra gli Stati italiani dell’Italia risorgimentale, il Piemonte e la regione alpina nel giornale di viaggio del Duca di Modena e Reggio, Francesco IV d’Austria Este. Il nono volume della colla-

na, “Le Tracce”, racconta di un viaggio fatto nel 1826 da Reggio a Genova e sino sulle Alpi valdostane passando appunto per il Piemonte sabaudo e anche Alessandria. Infine, domenica 30 ottobre, ultimo giorno della rassegna, alle ore 10.30, Stefano Iacono e Giulia Milano protagonisti di un viaggio “In vespa per festeggiare l’Unità d’Italia” hanno brillantemente raccontato la loro esperienza con esposizione di immagini e documenti inediti. Vittorio Daghino

SERRAVALLE SCRIVIA - L’assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Serravalle Scrivia, organizza anche quest’anno un periodo di soggiorno, convenzionato, riservato alla Terza Età. Il soggiorno sarà organizzato presso l’hotel “Villa Cadiz” di Varazze nella Riviera Ligure di Ponente e avrà una durata di tre settimane, dal 3 marzo al 24 marzo 2012. L’iniziativa è realizzata con la partecipazione finanziaria della Regione Piemonte. Il Comune contribuirà al pagamento del soggiorno in base alla situazione economica di chi richiederà di usufruire dell’iniziativa. Chi è interessato potrà compilare i moduli della domanda di partecipazione, che si trovano presso il Municipio, e presentarla presso l’Ufficio Servizi Sociali del Comune entro e non oltre il 15 dicembre. Alla domanda andranno allegati il certificato del medico curante e l’attestazione dell’I.S.E.E., per coloro che intendano richiedere una tariffa ridotta. I partecipanti al soggiorno dovranno disporre di carta di identità e documento sanitario.


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Giovedì 3 novembre 2011 IL POPOLO

NOVI E NOVESE

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Il convegno a 60 anni dalla morte del concittadino successore di Don Orione

Gavazzana ha ricordato don Carlo Sterpi

GAVAZZANA - Domenica 30 ottobre, il paese di Gavazzana, sulle colline tortonesi, ha tributato omaggio al suo cittadino più illustre, il Venerabile don Carlo Sterpi, in occasione del 60° anniversario della sua morte, avvenuta il 22 novembre 1951. Nella stessa giornata, nel Santuario della Madonna della Guardia di Tortona, il Postulatore, don Aurelio Fusi, ha parlato di don Carlo Sterpi in tutte le Messe. E’ stato anche distribuito un nuovo depliant su don Sterpi.La Messa, alle ore 10.30, è stata presieduta dal superiore generale, Don Flavio Peloso, con la partecipazione di una decina di religiosi dell’Opera Don Orione, di una rappresentanza di laici proveniente da varie città

con presenza orionina, dei cittadini di Gavazzana con in testa il sindaco Claudio Sasso. Da tutti è stata notata anche la simpatica presenza dei sindaci di altri comuni legati all’Opera di Don Orione e del suo stretto collaboratore don Sterpi: Massimo Berruti di Tortona, Ernesto Nobile di Pontecurone e Giampaolo Pepe di Villalvernia. Nella sala presso la casa natale di Don Sterpi si è tenuta la commemorazione civile. Il Sindaco Sasso ha espresso parole di stima e di venerazione verso l’illustre e santo concittadino, auspicando che i luoghi del suo paese natale, oggi dignitosamente ristrutturati, possano servire a ravvivare la memoria e la devozione verso di lui.

La relazione di commemorazione è stata tenuta dal Superiore generale dell’Opera Don Orione, don Flavio Peloso, ed ha avuto per titolo: “Don Carlo Sterpi: in punta di piedi, accanto a Don Orione”. Con alcuni tratti essenziali di storia e di spiritualità ha incentrato il ricordo di don Sterpi su due nuclei della sua vita: la sua giovinezza, da Gavazzana a Don Orione e la sua vita, in punta di piedi accanto a Don Orione. “Quale fu la vocazione, il ruolo e la grandezza di Don Sterpi? - si è chiesto don Peloso - fu soprattutto quella di essere in punta di piedi accanto a Don Orione. In punta di piedi esprime un atteggiamento discreto, ma pronto, attento. In punta di

piedi esprime la devozione e il rispetto di don Sterpi che fin dagli inizi fu convinto della santità di Don Orione e di quanto operava in lui il Signore. Accanto a Don Orione indica una collocazione di vita, frutto della provvidenza dei fatti e di una volontà amorosa è costante”. Don Sterpi riconobbe in lui, maggiore di due soli anni, “il padre dell’anima mia” e lui stesso affermava: “Avevo capito che, con lui, mi sarei fatto santo”. Da parte sua, Don Orione definì la sua amicizia con don Sterpi “vera e sincera” e “nutrita per cinquant’anni verso di lui”. Diede due definizioni di don Sterpi che restano il suo più bell’elogio. Disse che “Don Sterpi è un prete veramente prete” e che era il “continuatore secondo il mio cuore”. Don Sterpi fu persona umanamente ricca, spiritualmente elevata, operativamente originale, ma sempre, coscientemente e volutamente, “uno con Don Orione” e “altro da Don Orione”. Tutti i convenuti a Gavazzana, tra cui alcuni ex allievi del collegetto aperto da don Sterpi al suo paese, hanno potuto ammirare la casa del Venerabile ben sistemata e adattata a museo dei ricordi di don Sterpi e anche a luogo di incontro per eventi sociali.

Il teatro “made in Novi” si fa conoscere dal pubblico NOVI LIGURE - Tre spettacoli prodotti dal Teatro Regionale Alessandrino, scritti, diretti e recitati da artisti nostrani sono in scena in giro per l’ Italia. Lo spettacolo “Crociate”, monologo liberamente tratto da “Nathan il saggio” di Gotthold Lessing, che vede protagonista l’attore novese Valerio Binasco, la regia di Gabriele Vacis, affermato autore teatrale, con l’allestimento e la scenografia di Roberto Tarasco, sarà in cartellone al Teatro Piccolo Eliseo di Roma fino al 6 novembre e fino al 12 no-

L’attore Valerio Binasco

vembre a Bologna. Il poemetto, ambientato a Gerusalemme durante la terza crociata e poco rappresentato in Italia, narra la storia

di un ebreo che dopo aver perduto moglie e figlio, adotta una bambina cristiana. Sul palco del teatro “Agorà” di Cernusco sul Naviglio la sera del 25 novembre sarà rappresentato “Quella sera al Vel d’Hiver”, dal trio composto da Massimo Poggio, Gualtiero Burzi e Davide Iacopini, tre giovani artisti delle nostre zone, già noti in teatro ed in televisione. Si tratta delle vicende del campione del ciclismo Costante Girardengo e del bandito Sante Pollastri, entrambi nati a Novi alla fine

Fotonotizia

dell’Ottocento: Costante Girardengo vince innumerevoli gare e anche il brigante Sante Pollastri percorre molti chilometri in bicicletta, ma per sfuggire a chi gli dà la caccia. Infine, Fausto Paravidino, drammaturgo, attore e regista cresciuto a Rocca Grimalda, debutterà sabato 10 dicembre al Teatro Sociale di Valenza con “Il diario di Maria Pia” che racconta di una donna la quale non vorrebbe morire, ma che non potendo fare altrimenti, cerca di farlo meglio che può. Michela Ferrando

DITT

IN BREVE TRADIZIONI / SARDIGLIANO

La mostra mercato del tartufo bianco premia i migliori cercatori Domenica 30 ottobre, si è svolta l’11esima mostra mercato del tartufo a Sardigliano. In una tipica giornata autunnale si è tenuta la tradizionale fiera che richiama curiosi, esperti ed estimatori del prelibato tubero. La manifestazione organizzata dal Comune, Pro Loco e SOMS, prevedeva il mercatino dei prodotti locali, l’esposizione di moto d’epoca, i canti popolari del famoso gruppo “A Riondassa “ e presenza della “Confraternita del Vino, Riso e Gorgonzola di Novara”, che ha preparato la paniscia novarese. I visitatori hanno potuto apprezzare gli stupendi tartufi esposti e una speciale giuria con il sindaco Angelo Gatti, Gisella Bagnasco e i responsabili del Consorzio Sardigliano-Sant’Agata, ha premiato i tre più bravi ricercatori di “trifole” della zona, che sono Mauro Garbarino e Roberto Rolandi (1° premio ex equo) Enrico Inzerillo e Gianpiero Lago.

SCUOLA / NOVI LIGURE Due interessanti progetti della Boccardo Sabato 5 novembre, alle ore 10, gli studenti della Scuola Media “G. Boccardo” di Novi Ligure, presso la sala conferenze della Biblioteca Civica, presentano due interessanti progetti portati a termine con l’assistenza dei loro insegnanti. Parleranno dello studio effettuato per realizzare il logo della Scuola, un’immagine che indica, nei colori e nella forma, l’essenza e le eccellenze del Boccardo. Presenteranno inoltre il nuovo fascicolo della rivista “In Novitate Juniores”. La pubblicazione data alle stampe in collaborazione con il Centro Studio “In Novitate”, è interamente dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia vissuti a Novi e nel suo Distretto. Raccoglie gli esiti delle ricerche effettuate dai giovani studenti attraverso la consultazione di giornali e documenti di quell’importante periodo della storia d’Italia. In questa iniziativa i ragazzi nelle attente indagini, coordinate dai docenti, hanno avuto modo d’apprendere il fondamentale contributo dato al Risorgimento Italiano anche dalla città di Novi da parte di intellettuali, donne e uomini del mondo operaio e contadino e di alcuni personaggi del clero.

CULTURA / NOVI LIGURE In Biblioteca “Nessuno escluso” Nell’ambito del progetto “Nessuno escluso”, la biblioteca civica di Novi organizza sabato 5 novembre, presso la Residenza Amedeo Senior Service, il primo incontro con l’autore, che inizierà alle 15.30. Protagonista sarà Maria Carrara Tassistro, con il libro “I racconti del solaio” dove narra i suoi ricordi d’infanzia e della guerra. Il programma della giornata prevede un’introduzione di Carla Tento, volontaria della biblioteca di Pasturana e le letture a cura di Angela Di Gioia, volontaria della biblioteca di Pasturana. Modera Federico Buffoni giornalista, poeta e scrittore. L’iniziativa ha lo scopo di portare gli incontri culturali vicino anche a coloro che non possono recarsi in biblioteca.

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uono Si esegluoghi sopral entivi e prev iti gratu Nella chiesa di San Pietro Apostolo a Novi Ligure, domenica 9 ottobre, il Vescovo Monsignor Martino Canessa, ha conferito il sacramento della Cresima a quaranta ragazzi e ragazze che sono giunti al termine del loro cammino di iniziazione cristiana.

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Giovedì 3 novembre 2011 IL POPOLO

TRADIZIONI

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Antola al Po COSTUME

SOCIETA’

TERRITORIO

Dall’

Al via il concorso fotografico che terminerà il 30 giugno 2012

Terzo incontro a Serravalle Scrivia

Le stagioni per le vie del borgo di San Sebastiano La comunità celebrante SAN SEBASTIANO CURONE - “Stagioni per le vie del Borgo” è il titolo del nuovo concorso fotografico indetto dal Comune di S. Sebastiano Curone, che prende il via quest’autunno, in anticipo rispetto alle due edizioni precedenti. La finalità è quella di permettere ai concorrenti di ritrarre immagini durante le quattro stagioni. Tutte le fotografie presentate dovranno avere come argomento paesaggi, scorci, particolari, persone, manifestazioni relativi al paese di San Sebastiano dove sia identificabile il richiamo a una specifica stagione dell’anno. L’area ammessa al concorso comprende tutto il territorio del Comune di San Sebastiano; la partecipazione al concorso è aperta senza limitazione alcuna a tutti i cittadini italiani, di stati membri della Comunità Europea e non. Tre sono le categorie previ-

ste: Adulti (maggiori di 14 anni), Junior (minori di 14 anni) e Scuole (di ogni ordine e grado con partecipazione collettiva per classe). Ogni partecipante ha la facoltà di iscriversi a una o a entrambe le sezioni (bianconero e colore) e può presentare da 1 a 3 fotografie per ogni sezione. Ogni concorrente autorizza la pubblicazione e la ripro-

duzione delle immagini, a titolo gratuito, da parte del Comune di San Sebastiano per gli scopi del Comune stesso. Le fotografie non verranno restituite e potranno essere utilizzate dal Comune che si impegnerà a indicare il nome dell’autore qualora le fotografie vengano pubblicate. Le immagini, che dovranno

Dopo il successo dei “Fuoridicopione” sarà la volta del G74

Il teatro dialettale in scena a Voghera VOGHERA - La commedia brillante “Una fidanzata per due”, portata in scena dalla compagnia vogherese “Fuoridicopione”, ha divertito il numeroso pubblico accorso al teatro dei Padri Barnabiti per la seconda serata della rassegna del teatro dialettale, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera. L’adattamento e la regia di Beppe Buzzi sono stati curati nei minimi particolari per far risaltare le debolezze di un padre vedovo, sempre indaffarato a condurre una grande azienda di pannelli solari e la difficoltà a gestire gli affari di famiglia, in particolare di un figlio un po’ scapestrato. In occasione del compleanno dei due figli viene organizzata una grande festa, ma non viene invitato lo zio, un parroco di campagna, che inaspettato

arriva in tempo per far riflettere il fratello industriale, quindi per rimettere sul giusto binario la vita dei nipoti e per contribuire ad appianare alcuni equivoci sulla scelta della fidanzata, contesa dai due giovani. Ottima l’interpretazione di tutto il cast dei “Fuoridicopione” a cominciare da Piero Ghia nei panni del parroco di campagna, poi il fratello industriale, impersonato da Maurizio Tirro, con i due figli Roberto (Francesco Olezza) e Filippo (Matteo

Brizzi) e l’arcigna governante (Laura Barbieri). Una menzione particolare va fatta per Lino Gugliada, che ha scatenato l’ilarità del pubblico nei panni dell’originale sacrestano del parroco. L’ultimo appuntamento della rassegna è per sabato 5 novembre con la compagnia “G74” di Oliva Gessi, che rappresenterà la commedia brillante in 3 atti “Albergo Bell’Italia” con l’ingresso a offerta a favore della “Casa della Carità” e delle missioni in Congo.

pervenire entro il 30 giugno 2012, saranno esposte al pubblico dal 14 luglio al 31 agosto. Saranno valutate da una giuria composta da fotografi, esperti di paesaggistica e di comunicazione. La premiazione del concorso si terrà a S. Sebastiano domenica 26 agosto 2012; i vincitori della categoria adulti - sezioni colore e bianconero - riceveranno 250 euro con pergamena; il vincitore della categoria Junior una fotocamera digitale con pergamena, la classe vincitrice della categoria Scuole materiale didattico e pergamena. Anche per questa edizione è previsto il premio dei visitatori, assegnato alla fotografia che otterrà il maggior numero di voti da parte del pubblico che visiterà la mostra; il premio consiste in una selezione di eccellenze enogastronomiche del territorio con pergamena. Valeria Sala

La sagra del kiwi ospita la Croce Rossa PIZZALE - Tanta gente alla sagra del kiwi di Pizzale, tra enogastronomia, bancarelle, musica con Mauro Starone sulla piazza e orchestra Morisio all’interno del centro l’Ottagono. Non potevano mancare come ogni anno i volontari di Croce Rossa. Mentre i giovani della C.R.I. hanno intrattenuto bambini e famiglie con animazione e tanta allegria, spiegando i nuovi corsi partiti in queste settimane per nuovi aspiranti volontari. A dare un tocco di simpatia in più al pomeriggio è intervenuto a sorpresa anche Alessio, il protagonista di “Dillo a TelePavia”, con le sue incursioni on the road e ovviamente le telecamere dell’emittente pavese. Pizzale è uno dei comuni che ha stipulato un contratto con la C.R.I. di Voghera per il servizio di telesoccorso.

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SERRAVALLE S. - “Parrocchia: quale futuro: una Comunità che celebra” è stato il tema su cui ci siamo confrontati lunedì 24 ottobre alle ore 21 presso il salone del Pensionato: “Monsignor Guerra” di Serravalle Scrivia. Don Silvano Sirboni, liturgista e parroco in Alessandria, ha precisato il significato del termine celebrare che è altro dal partecipare in modo semplicistico a una cerimonia. Da un lato, infatti, esprimiamo la nostra identità cristiana: celebriamo, appunto, quando la Sposa (la Chiesa) incontra lo Sposo (Cristo Risorto) e dall’altra, invece, separiamo la nostra vita affettiva da ciò a cui assistiamo. Essere cristiani devoti o limitarci a un atteggiamento intimistico della Liturgia falsa il significato profondo di un’autentica fedeltà allo Spirito Santo il Quale, come avevamo puntualizzato negli incontri precedenti, è Colui che evangelizza. La Liturgia è, piuttosto, il luogo in cui il popolo di Dio esprime e alimenta la propria possibilità di essere discepolo di Cristo, di essere coerente in un impegno di vita donata nella storia. L’elemento costitutivo di ogni celebrazione cristiana è educare a una vita alla sequela del Vangelo. Ecco allora che una comunità che celebra non compie rituali magici ma, attraverso segni e parole di cui è bello scoprire o riscoprire il significato, entra in relazione con Dio in modo peculiarmente umano. E poiché l’uomo è in continua evoluzione, soggetto a cambiamenti, è contradditorio pretendere di eleggerci difensori di qualche tradizione, di qualche usanza non sempre catechisticamente neppure corretta o storicamente fondata. La Chiesa parla la lingua degli uomini e per attualizzare il Messaggio della Buona Novella ricorre a gesti ed espressioni verbali particolari, ma che sono cambiati nella Storia; cìò che rimane immutabile è la proclamazione

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Don Silvano Sirboni

dell’essenziale stile della vita di Gesù di cui ognuno di noi è chiamato ad essere testimone. Tutti, infatti, cioè l’assemblea, la comunità, al di là di ogni differenza, sono la centralità dell’Azione Liturgica, di quella interazione tra natura e Grazia che ci impegna in un cammino di Salvezza. La Liturgia, quindi, educa alla comunione, alla conversione, la quale non è mai solo individuale ma anche pastorale. Celebrare è educare all’ascolto, non solo della Parola di Dio ma dell’altro, del fratello. La preghiera non è un soliloquio ma tensione verso l’Altro, una Comunicazione, un Dialogo dal Quale dipende la qualità del nostro consequenziale esercizio di solidarietà, o meglio di Carità. Celebrare è educare alla missione, quindi alla ricerca di Dio. E tutti, ognuno secondo la propria sensibilità, cerchiamo la Verità, abbiamo inscritto in noi quel naturale desiderio di vedere Dio, che ci rende missionari, ma missionari nella materialità della vita quotidiana e non solo se operiamo il Bene in Terre lontane. Ed è così che l’incontro con Dio non è mai fine a se stesso; Dio è Amore: “...C’è più gioia nel dare che nel ricevere...”. Non possiamo dopo la nostra attiva partecipazione ad una celebrazione liturgica restare indifferenti all’altro, non essere annunciatori, espressione di Pace, trasformarci in Pane spezzato... Elena Di Gesualdo

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Giovedì 3 novembre 2011 IL POPOLO of o, rc uarce g cA o, ihe egg ubr c Ba o, l la r on c d lla el nne , ven to d nto spo i o e o o fr la f onfr ri, r a pr c d to do mi et rzo , il e r a t c ch al S i gl allo do . .. te

Da leggere

a cura della Redazione

a confronto “Grazie” a tutti gli amici della FISC

O. Svanera

Carissimi amici, come di consueto, dopo i giorni del Convegno vengono quelli dei ringraziamenti, per non dimenticare nessuno. L’appuntamento di Cesena è stato ricco di interventi di grande rilievo e di motivi di riflessione, di discussione, di approfondimento e di conoscenza del territorio. Per primo, a nome mio personale e a nome di tutta la grande famiglia del Corriere Cesenate, vorrei ringraziare tutti voi, uno a uno, sia quelli che sono giunti fino a Cesena, sia quelli che si sono fatti vivi via telefono, con email, sms e messaggi sul sito e su Facebook. Anche coloro che, pur non presenti fisicamente, ci sono stati vicini con il pensiero e la preghiera. A tutti un grandissimo grazie. Un pensiero va ai relatori e ai coordinatori delle tavole rotonde per i loro contributi di assoluta qualità sul tema del convegno. Non sono stati tralasciate neppure le questioni di stretta attualità come i contributi all’editoria e il dopo Todi. L’intervento del segretario della Cei, monsignor Crociata, è di grande conforto, aiuto e sostegno per il nostro lavoro quotidiano. Non posso non citare ovviamente la nostra Federazione, dall’esecutivo alla Commissione cultura, dalla segreteria di Roma al Consiglio nazionale. E poi il Sir, con il direttore Paolo Bustaffa e tutta la sua squadra. A tutti, ma proprio a tutti, anche a quelli che avrò di certo dimenticato e a cui domando già scusa, un abbraccio affettuoso, colmo di gratitudine. A presto Francesco Zanotti e gli amici del Corriere Cesenate

Il piano sociosanitario piemontese Gentile direttore, finalmente la Giunta regionale si è decisa a varare il piano sociosanitario: un testo pieno di principi, ma con poche indicazioni concrete. Pur nella sua astrattezza, tuttavia, il piano conferma la separazione tra ospedale e territorio. Una scelta che porterà con sé impoverimento dei servizi e degli ospedali più piccoli, allungamento delle liste di attesa, e anche costi maggiori. La maggioranza non si illuda di liquidarlo con qualche seduta della Commissione competente. Chiederemo in ogni modo che sul nuovo piano, come è avvenuto in passato, si apra una consultazione nei territori, provincia per provincia, coinvolgendo enti locali, associazioni di categoria, medici e operatori sanitari, associazioni di volontariato. Deve essere l’occasione per un confronto finalmente pubblico su dove sta andando la sanità piemontese. Da un anno e mezzo, infatti, il suo volto sta cambiando profondamente. Nonostante il problema dei costi sia un problema reale, su questo la cura proposta dal centrodestra di Cota sta dando risultati insufficienti. Nei primi sei mesi del 2011 il risparmio è stato di soli 14 milioni di euro, tutti frutto del blocco del turn over, di fronte a risparmi preventivati di 120 milioni sull’intero anno. Dunque le scelte finora attuate da Cota non hanno portato sensibili risparmi, ma pesanti problemi sul piano dei servizi alle persone. Proprio in questi giorni le direzioni di ASO e Asl stanno completando la riformulazione del numero delle strutture complesse (i reparti con primario) sulla base del nuovo rapporto con i posti letto fissato da una recente circolare. In primavera denunciavamo il rischio di accorpamenti e impoverimenti per gli ospedali alessandrini, sbeffeggiati dalla maggioranza. Ora i nostri timori stanno diventando realtà. Per questo dalla consultazione ci aspettiamo un confronto che stoppi questa tendenza e aiuti davvero la sanità alessandrina a migliorare i suoi servizi. Per fare questo è necessario rovesciare i principi su cui si basa il nuovo piano e mettere le esigenze reali dei cittadini e dei territori al primo posto. Ci aspettiamo anche risposte concrete alle petizioni con cui migliaia di cittadini hanno chiesto di bloccare il declassamento degli ospedali di Acqui Terme e Ovada. Cordialmente Rocchino Muliere, consigliere regionale PD Le lettere - dattiloscritte e firmate - non devono superare indicativamente le 20 righe. La redazione si riserva di pubblicare anche lettere più lunghe. Indirizzate la vostra posta a: Il Popolo (Opinioni a confronto), P.tta De Amicis 1 - 15057 Tortona (AL) fax: 0131/821427, mail: ilpopolo@libero.it

Sposarsi? Una scelta di libertà e grazia

Luciano Pacomio

Mariapia Bonanate

“Le parole che hai dato a me”

Suore vent’anni dopo

EMP

Elledici

Paoline

Pp. 200

Pp. 182

Pp. 408

Euro 16,50

Euro 11,00

Euro 18,00

Da anni si dice che il matrimonio e la famiglia sono in crisi. È veramente così? Per parlare del Matrimonio l’autore sceglie di puntare in alto. Di volgere lo sguardo all’Amore di Dio. Nel sacramento del Matrimonio Dio ci guarda negli occhi attraverso gli occhi della persona che amiamo e noi ci sentiamo amati. Con il sacramento del Matrimonio l’umano e il divino non sono più divisi. Nei gesti tra marito e moglie, gli sposi non dicono solo un amore umano, essi dicono un amore divino e lo vivono. E, seguendo la via dello Spirito, la vicenda sponsale diventa vicenda salvifica, le storie degli sposi, in questo tempo di incertezza, di turbamenti e di ansie, diventano storie felici, storie di salvezza, luogo di santità, segni di speranza per la Chiesa e per il mondo. L’autore, francescano conventuale, nato a Lumezzane (Bs) nel 1959, è docente di teologia morale sessuale e familiare presso l’Istituto teologico sant’Antonio dottore e la Facoltà teologica del Triveneto, Padova. Fa parte della redazione della rivista teologica “CredereOggi”.

E’ uscito in questi giorni il volume, per i tipi della Elledici di Torino, “Le parole che hai dato a me io le ho date a loro” (Gv 17, 7) - Omelie per l’Anno B, a cura di mons. Luciano Pacomio, vescovo di Mondovì. Si tratta di pagine preziose per nutrire la riflessione, nel “Giorno del Signore” e nelle altre festività e solennità, dentro l’itinerario dell’Anno liturgico che si aprirà con il prossimo Avvento. I commenti alle pagine evangeliche di ogni domenica sono preceduti da una illuminante ed efficace introduzione al testo di Marco che sarà punto di riferimento nell’Anno B. Mons. Luciano Pacomio invita a mettersi alla scuola di Marco “nostro maestro per tutto l’anno”, evangelista “fattuale” e “cherigmatico”, in grado di interpellare la coscienza dell’uomo inquieto di oggi. “Grazie a Marco, al suo sguardo e al suo servizio scrittorio, possiamo sempre più conoscere il Signore ed amarlo con tutte le nostre forze”. La riflessione che viene offerta, di domenica in domenica, vuole innanzitutto mantenere costante “lo sguardo fissato su Gesù” (Eb 3, 1).

Salute oggi Da circa due settimane molti italiani sono costretti a letto causa i consueti, fastidiosi disturbi provocati dagli sbalzi termici di questi ultimi giorni, che ci hanno catapultato dalle temperature miti e inconsuete di un settembre e inizio ottobre sereni, al loro calo improvviso dato dal passaggio di perturbazioni atlantiche o nordiche. Anche se con piacevole ritardo, l’autunno è decisamente arrivato, e con lui, i virus parainfluenzali di vecchia conoscenza. Raffreddori, mal di gola e tosse la fanno quindi da padrone, come al solito in questo periodo, e chi più, chi meno, ne subisce le conseguenze. I virus parainfluenzali, avendo le stesse caratteristiche di quello o quelli tipici dell’influenza vera e propria, portano gli stessi sintomi e gli stessi effetti: gola arrossata e dolente, naso conge-

Vent’anni fa il libro Suore (Rizzoli 1991) spalancò le porte di monasteri e di conventi dei quattro continenti, raccontando storie sconosciute di donne felici di stare con gli ultimi, di vivere nel silenzio, di non venire alla ribalta, sicure del fatto che la ribalta non è quasi mai la realtà. A distanza di vent’anni che cosa è accaduto alle protagoniste di quelle storie? Alcune di loro avevano suscitato stupore, commozione e affascinato il regista Dino Risi, che ne trasse il film televisivo Missione d’amore. Che cosa è cambiato in questi ultimi vent’anni? Per rispondere a queste domande l’autrice è tornata a incontrare alcune di quelle donne straordinarie e ha scoperto altre vicende di “donne di Dio” che si dedicano alle povertà dei nostri tempi: dalla tratta delle “nuove schiave” alla prostituzione in terra di camorra, dall’emarginazione di coloro che vivono nei sotterranei della storia a chi è stato costretto ad emigrare per sopravvivere. A riprova del genio femminile che con impegno, coraggio e fantasia costruisce speranza.

a cura di Laura Notti

Ecco i virus parainfluenzali

stionato e più o meno gocciolante accompagnato da lacrimazioni, tosse e malessere generale; il tutto, a volte, condito con qualche linea di febbre. Avvertito in tutti i casi il nostro medico curante per qualche consiglio in più, è bene affidarsi subito ai primi sintomi, alle terapie cosiddette sintomatiche (proprio perché agiscono prima di tutto sulla sintomatologia), con gli abituali farmaci da banco, quali aspirina, antinfiammatori, sciroppi mucolitici per sciogliere il catarro, oppure per la tosse secca, e antipiretici se è presente la febbre. Con una breve terapia (che però deve durare almeno cinque giorni), e un po’ di riposo, lontano da rischi di ricadute, le cose si risolvono generalmente nell’arco di una settimana. Al contrario, se la tosse e la febbre dovessero perdurare meglio parlarne col medico

di fiducia per arrivare a risolvere più in fretta la situazione. Per chi è soggetto a frequenti mal di gola o infreddature, o forme influenzali recidivanti, è utile iniziare una profilassi preventiva già a partire dalle prime settimane di settembre con vaccini specifici in grado di stimolare la risposta immunitaria e limitare l’incidenza degli episodi infettivi. Non si tratta del virus stagionale, per il quale è aperta da metà ottobre la campagna di vaccinazione, bensì di farmaci a base di concentrati batterici liofilizzati dei principali virus in circolazione con maggior frequenza, quali ad esempio l’Haemophilus influenzae, lo Staphylococcus aureus, lo Streptococcus pyogenes, il Diplococcus pneumoniae ed altri. La posologia, sempre consigliata dal medico, prevede una profilassi protratta in tre mesi per una decina di giorni al mese, ripetibile ogni sei me-

si circa ma, visto che la ciclicità dei virus influenzali è al suo picco durante i mesi autunnale ed invernale, basta un solo periodo preventivo durante l’arco dell’anno, concentrato nei primi mesi autunnali. Utili sono anche preparati o integratori minerali e/o vitaminici, in grado di rafforzare le risposte immunitarie dell’organismo nell’attesa dell’avvento della stagione fredda. Anche la fitoterapia può risultare utile in questo senso: molti infatti i principi attivi contenuti in erbe officinali, capaci di rinforzare le difese del corpo e combattere i sintomi da raffreddamento più fastidiosi: in questi casi sono utili l’Echinacea, lo Zenzero, la Rosa canina per il raffreddore, il Verbasco, la malva e la liquirizia per il mal di gola e la faringite. La Propoli è utilissima per sedare tosse, come anche il peperoncino rosso per risolvere i sintomi influenzali.


Giovedì 3 novembre 2011 IL POPOLO

pag.

BACHECA

f-

o o, rc uarce g A o, ec rich legg rub a , B n co ndo ella lla ne , ven to d nto spo i o e o o fr la f onfr ri, r a pr o c tt zo d do mi e l r , i he ca altr c S i gl allo do . .. te

of o, rc uarce A ,g ec ggo brih c u e Ba o, l la r on c d lla el nne , ven to d nto spo i o e o o fr la f onfr ri, r a pr o c d t o i d m i let rzo , e ca altr ch S i gl allo do . .. te

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CISL

Film da vedere

INFORMA Novembre 2011 L’impegno della società civile per la tutela delle persone si realizza anche attraverso il nostro settimanale, dando spazio alla consulenza gratuita e alle novità socio-previdenziali fruibili nel territorio presso le competenti sedi locali della CISL. INVALIDITA’ E DISABILITA’ La manovra economica 2011 ha previsto nuove norme per quanto riguarda i contenziosi previdenziali e assistenziali. A partire dal l° gennaio 2012, in caso di contestazioni all’INPS per le varie prestazioni di invalidità e disabilità civile, è previsto l’accertamento tecnico preventivo obbligatorio, da richiedere con ricorso al giudice competenze, per il controllo delle condizioni sanitarie del soggetto interessato. Si tratta di una consulenza tecnica preventiva,da utilizzare nella conciliazione delle parti in lite, prima di andare direttamente in causa. Il giudice nomina il consulente e cerca di mediare tra i soggetti coinvolti. Al termine della consulenza le parti in lite devono dichiarare, entro 30 giorni dal decreto fissato dal giudice e con atto depositato in cancelleria, se contestano le conclusioni del consulente. Se non ci sono contestazioni, il giudice omologa la relazione del tecnico e il decreto viene così notificato alle parti,con il pagamento delle prestazioni entro 120 giorni. In caso di mancato accordo il soggetto che ha contestato il documento,redatto dal consulente, deve ricorrere al giudice entro 30 giorni dalla dichiarazione di dissenso. La sentenza emessa può essere impugnata davanti alla Corte d’Appello competente. RICORSO PENSIONI Nella manovra sono state inserite alcune novità riguardo alla decadenza dei termini per itazione giudiziaria. Il diritto a fare ricorso per il proprio trattamento pensionistico viene meno dopo 3 anni ,anche per i casi relativi all’adempimento di prestazioni riconosciute solo parzialmente o al pagamento dei ratei arretrati. Per questi ultimi è prevista, nella stessa norma,la prescrizione quinquennale di quelli riguardanti i trattamenti pensionistici e delle prestazioni temporanee. Sono prescritte dopo 5 anni anche le differenze dovute a riliquidazioni. PERSONALE SCOLASTICO La manovra ha introdotto alcune importanti novità per il personale della scuola. Tra le più importanti,quella relativa al personale non idoneo: i docenti che vengono riconosciuti non idonei per motivi di salute sono collocati nei ruoli del personale Ata e possono presentare domanda all’ufficio scolastico regionale, entro 30 giorni dalla dichiarazione di inidoneità, per una collocazione nello stesso circolo nell’ambito della provincia. Oppure possono chiedere il collocamento a riposo. Il personale scolastico che è collocato fuori ruolo e utilizzato in altre mansioni, poteva essere collocato come Ata presentando domanda entro il 21 settembre 2011. Nell’ipotesi che tale domanda non venga presentata, si può in alternativa:fare richieste per partecipare alla mobilità intercompartimentale; presentare istanza di cessazione dal servizio anche oltre i termini previsti annualmente dal ministero della istruzione. In tal caso, la cessazione dal servizio può avvenire anche durante l’anno scolasticoipresentare domanda di pensione per dispensa dal servizio; il docente, a condizione che sia stato in servizio per l’anno scolastico 20112012, può richiedere il pensionamento con effetto immediato, in presenza dei requisiti per accedere alla pensione. Abbonamenti annuale EURO 40,00; sostenitore EURO 80,00; estero a seconda della destinazione

Settimanale di informazione della Diocesi di Tortona fondato nel 1896 Registrazione nel Registro Periodici presso il Tribunale di Tortona n. 1/98 del 11.12.1998 Editore O.D.P.F. - Il Popolo Piazza Duomo, 12 - Tortona (AL) Direttore responsabile PIER GIORGIO PRUZZI Direzione e Redazione 15057 Tortona, P.tta De Amicis 1 tel. 0131.811322; fax 0131.821427 e-mail: ilpopolo@libero.it Videocomposizione e impaginazione in proprio Stampa Edizioni Tipografia Commerciale 27024 Cilavegna (Pv), Corso Roma, 200 tel. 0381.96138; fax 0381.660054 e-mail: info@editico.it www.editico.it Amministrazione, Abbonamenti e Pubblicità 15057 Tortona, P.tta E. De Amicis 1 tel. 0131.811322 fax 0131.821427

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a cura di Matteo Coggiola

Il dialogo tra religioni diverse Un luogo periferico, da qualche parte nell’Italia di oggi. Una vecchia chiesa viene dismessa. Gli operai lavorano per staccare quadri, togliere addobbi, smontare oggetti sacri. L’anziano parroco osserva tra incredulità e sgomento. Il suo sguardo è levato verso il culmine del presbiterio dove la sparizione del grande Crocefisso è il compimento ultimo dell’atto sacrilego. Di fronte allo scempio della sua chiesa, il prete avverte l’insorgere di una percezione nuova che lo sostiene. Non più la chiesa delle cerimonie liturgiche, degli altari dorati, bensì la Casa di Dio dove trovano rifugio e conforto i miseri e derelitti. Quella de “Il vil-

laggio di cartone”, dal 7 ottobre nei cinema, è una trama tanto scarna nei fatti quanto intensa nelle suggestioni. Gli “ultimi” del nostro tempo sono identificati dal regista Ermanno Olmi nei profughi che arrivano sulle coste italiane, fuggen-

do da situazioni terribili, affamati di aiuto e comprensione. L’extracomunitario, l’immigrato, il clandestino mettono oggi a dura prova la nostra capacità di dimostrarci cittadini del mondo. E se il tessuto politico ap-

pare talvolta incerto, indeciso, frenato da sterili contrasti, il richiamo evangelico ha il dovere di elevarsi alto e forte, di gridare il bisogno di un’unica famiglia umana, di ribadire che le porte del Signore sono sempre aperte. Questo lo scopo del film. La ricerca dell’incontro, della solidarietà e del dialogo. Tutto si svolge tra le pareti della chiesa e della sacrestia, tra le ombre che offuscano la mente e le luci che accendono il cuore. La carica di spiritualità che emana dalle immagini è intatta. E interpella tutti. La pellicola è da valutare come consigliabile, problematica, adatta per dibattiti con un approccio intenso, interiore, solidale agli argomenti che segnano la vita quotidiana in Italia.

volti di amicizia “Volti di amicizia” è uno spazio in cui i lettori possono vedere pubblicata una loro foto che ha per soggetto dei momenti di vita quotidiana: un compleanno, una lieta ricorrenza, una festa in famiglia... La Redazione si riserverà di scegliere le foto più belle e di “appenderle” in BachecA. I lettori che vogliono farci pervenire le loro fotografie devono scrivere a “Volti di amicizia” c/o “Il Popolo”, P.tta De Amicis 1, 15057 - Tortona (AL) oppure inviare la loro foto in formato jpg all’indirizzo: ilpopolo@libero.it

Domenica 2 ottobre nella chiesa parrocchiale di Broni sono stati celebrati gli anniversari di matrimonio. La Santa Messa è stata officiata dall’Arciprete don Mario Bonati. Nella foto le coppie festeggiate insieme al Parroco.

La Ricetta

a cura di Chiara Parente da “A tavola con le nonne”

Monte Bianco di castagne E’ un dolce squisito, che si prepara velocemente. Si chiama poeticamente Monte Bianco, perché quando è presentato in tavola, sul piatto di portata ha l’aspetto di un appuntito monte imbiancato da una forte nevicata, appena caduta a rivestirne le falde. Una trentina di anni fa era consuetudine gustarlo a Caldirola. Ora c’è ancora qualche ristorante dell’Appennino Tortonese che lo segnala nel menù, ma nei primi decenni del Novecento penso sia stato un dolce al cucchiaio piuttosto diffuso. Tra le ricette ritagliate dalla mia prozia e casualmente ritrovate fra le pagine ingiallite di un vecchio libro, c’è anche quella del Monte Bianco. Era stata pubblicata nella rubrica di cucina “Tra i fornelli”, tenuta da Petronilla alias Amalia Moretti, edita dal 1927 al 1947 sulla “Domenica del Corriere”, uno dei settimanali del mito italiano di quei decenni. La giornalista spiega alle sue lettrici: “E' un dolce di stagione, adatto a quei pranzetti famigliari che non siano stati troppo abbondanti di piatti grassi; e dolce che addito (per Capodanno o l’Epifania) a quelle, fra voi, che non l’abbian mai né gustato né fatto, e che rammento a quelle, fra voi,

che da un po' di tempo in qua lo abbiano dimemicato”. Ingredienti per 6 porzioni 1/2 kg di castagne 300 gr di panna montata 100 gr di zucchero a velo 1 bicchiere di latte 1 cucchiaio di rum 1 cucchiaio di cacao 1/2 stecca di vaniglia Preparazione Sbollentate e pelate le castagne. Fatele cuocere lentamente nel latte, unendovi zucchero e vaniglia. Passate il composto allo schiacciapatate, nel disco medio, e lasciatelo cadere in un contenitore. Impastate il purè ottenuto con il cacao e il rum e mettere in frigorifero. Al momento di servire ripassate il composto al setaccio direttamente sul piatto di portata, dandogli una forma a cono, che ricordi quella di una montagna e ricoprite con la panna montata.


Giovedì 3 novembre 2011 IL POPOLO

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SPORT E TEMPO LIBERO

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Serie D girone A / 10^ giornata

Serie D girone A / 10^ giornata

La Novese sale al quinto posto

Il Derthona impatta

NOVESE: AQUANERA: (primo tempo 1-0)

CARATESE: DERTHONA:

1 0

MARCATORE: Camussi al 34’. NOVESE: Teti, Bonanno, Cesana, Taverna, Busseti (dall’87’ Orlandini), Camussi, Sacco, Rondinelli, Di Gennaro (dall’89’ Bettini), Mossetti (dal 71’ Mazzucco), Cardini. All: Viassi. AQUANERA: Ferrauto, Zefi, Pregnolato, De Vecchi, Conti, Del Vecchio (dal 66’ Milozzi), Carvelli (dal 78’ Verrini), Zamperla, Palazzo, Mele (dal 78’ Crapisto), Verzì. All: Rolandi. ARBITRO: Berti di Prato. NOVI LIGURE - La Novese vince in casa per 10 contro l’Aquanera al termine di una sfida giocata non al meglio dagli uomini di Viassi. Tre punti che

consentono ai bianco celesti di proiettarsi al quinto posto in classifica. La prima occasione al 3’ quando Cardini dal limite dell’area calcia non di molto a lato. Al 7’ Carvelli si presenta tutto solo davanti a Teti che riesce a salvarsi. Al 17’ Mele interviene con le mani in area su tiro di Di Gennaro e l’arbitro assegna il tiro dal dischetto. Lo stesso Di Gennaro però sbaglia provando un cucchiaio alla Totti che Ferrauto, rimasto al centro della porta, blocca senza problemi. Sette minu-

ti dopo lo stesso attaccante serve bene al centro Sacco che conclude al volo di sinistro ma mette fuori di poco. Al 28’ Ferrauto alza sopra la traversa una potente punizione di Di Gennaro dai trenta metri. La sfida si decide al 34’ quando Di Gennaro batte un corner, Rondinelli spizzica la palla servendo sul secondo palo Camussi, che di testa realizza il suo primo gol stagionale. Dopo un quarto d’ora dall’inizio della ripresa lo stesso difensore sfiora la doppietta con una nuova incornata su assist di Ron-

dinelli ma la palla centra in pieno la traversa. Al 71’ Cardini effettua una sponda aerea per Sacco che conclude da distanza ravvicinata ma Ferrauto devia in corner. Cinque minuti dopo l’estremo difensore avversario mette ancora in angolo su un destro da fuori area di Di Gennaro. I bianco celesti corrono un brivido al-l’81’ quando Milozzi centra la traversa su punizione. Domenica al Girardengo arriva il Lascaris, penultimo in classifica. CLASSIFICA: Chieri 27; Derthona 23; Valle d’Aosta 22; Naviglio Trezzano 18; Novese, Verbano e Chiavari 17; Acqui 16; Borgosesia 15; Santhià 14; Lavagnese 13; Villalvernia, Folgore e Bogliasco 11; Pro Imperia 10; Albese 9; Asti 7, Aquanera 5; Lascaris 4; Cantù SP 2. Franco Scabrosetti

Serie D girone B / 10^ giornata

Il Voghera manca il... sorpasso VOGHERA: CARONNESE:

0 0

VOGHERA: Maggioni; Mauri, Priolo, Colicchio, Aldano; Coccu (22’ st Versace), D’Amico, Conti, Troiano (35’ st Paloschi); Speziale (7’ st Colombo), Farina. (Migliari, Molnar, Mercuri, Tancredi). All. Giacomotti CARONNESE: Galli; Lucente (24’ st Dugo), Calabrò, Tignonsini, De Spa; Redaelli, Lombardi, Marinoni (38’ st Sandrin); Len-tini (14’ st Lucchese); Di Napoli, Cristofoli. (Catanese, Termine, Giudici, Corno). All. Cotta. ARBITRO: Rapuano di

Rimini. VOGHERA - Si conclude in parità il big match della 10ª giornata tra Voghera e Caronnese.ù Un risultato giusto, per quello che si è visto nei 90’ del Giovanni Parisi. E’ stata una gara estremamente tattica con le due formazioni ben disposte in campo e attente a non concedere spazi. Non sono comunque mancate le occasioni da gol: le due compagini hanno dimostrato che lotteranno fino alla fine per la zona alta della classifica. Voghera molto attento nella fase difensiva, tanto che Maggioni non ha dovuto compiere interventi importanti.

Forse è mancato il guizzo vincente negli ultimi metri, in fase di rifinitura e finalizzazione, ma comunque mister Giacomotti ha avuto ulteriori conferme sulla qualità dei suoi giocatori. “Sono soddisfatto della prestazione - dice il tecnico rosso nero la partita l’abbiamo fatta noi e ai punti avremmo meritato di vincere. E’ mancata la zampata risolutiva negli ultimi metri, ma non dimentichiamo che avevamo di fronte un’ottima squadra, ben messa in campo e con individualità importanti. Mi è piaciuto molto la fase difensiva, a cui hanno partecipato tutti quanti, gli attaccanti in primis, mostrando un grande spirito di sacrificio.

Non abbiamo vinto, ma quello di oggi è un altro passo in avanti nella nostra crescita”. L’unico rammarico del Voghera è quello di non essere riuscito ad approfittare in pieno dello scivolone dello Sterilgarda Castiglione, che è stato ridimensionato dalla Gallaratese (3-0). CLASSIFICA: Sterilgarda Castiglione 24; Caronnese 20; Rudianese, Voghera 19; Alzano Cene, Mapello Bonate 18; Olginatese 17; Castellana 15; Gozzano 14; Atletico Pro Piacenza, Pizzighettone 13; Aurora Seriate, Darfo Boario 12; Seregno, Pontisola, Fidenza 10; Gallaratese 9; Colognese 8; Carpenedolo 6; Fiorenzuola 5.

Eccellenza girone C / 10^ giornata

L’Oltrepo strappa un pareggio ORSA C.F.: OLTREPO: (primo tempo 1-2)

3 3

MARCATORI: 8’ e 45’ pt Bejenaru (O), 22’ pt e 13’ st Garrone (OCF), 35’ st Prandini (OCR, su rigore), 44’ st Cigagna (O). ORSA CORTE FRANCA: Foresti, Calafiore, Poma, Mandelli, Danesi, Nichesola (42’ st Vicari), Prandini, Slanzi, Garrone (43’ st Antonioli), Pelli, Minelli (1’ st Bertagna). A disp.: Tosoni, Eddo, Milini, Bozza. All. Nember. OLTREPO: Capriulo, Fiammenghi (21’ st Kaya), Marabelli, Chianello, Carrucciu, Cigagna, Sciannameo, Casorati (21’ st Abbiati), Bejenaru (32’ st Pal-

mas), Piazza, Panigada. A disp.: Mantovani, Kokayj, Scandale, Papa. All. Chierico. ARBITRO: Lavelli di Sesto San Giovanni. ISEO (BS) - Dopo la sconfitta nel turno infrasettimanale (2-3) sul campo della capolista Sant’Angelo, l’Oltrepo torna da Iseo con un pareggio. Poteva andare meglio, ma anche peggio. I rosso blu hanno chiuso sul 2-1 un ottimo primo tempo, poi nella ripresa non sono stati all’altezza, rischiando di capitolare sul 3-2 avversario. Nel finale un colpo di testa di Cigagna ha salvato il risultato. Le due squadre hanno giocato per quasi un’ora in

dieci per le espulsioni di Mandelli e Sciannameo, quest’ultima apparsa eccessiva. Nella prima frazione l’undici di Chierico parte concentrato, trovando il vantaggio con Bejenaru che sfrutta una giocata di un Panigada particolarmente ispirato. Il pareggio dei padroni di casa è un regalo di Casorati che perde palla appena fuori l’area. Nel finale di primo tempo gli oltrepadani si riportano in vantaggio con la doppietta di Bejenaru. Nella ripresa, con le due squadre in dieci, la gara non cala di intensità. L’Orsa Corte Franca trova il pari e insiste ad attaccare: l’Oltrepo va in affanno e subisce anche il 3-2 su rigore (fallo di Marabelli che tocca con un braccio un

cross in area). Poi però si scuote, non ci sta a perdere una gara che nel primo tempo poteva anche chiudere e, dopo aver guadagnato una punizione nella trequarti, trova il sospirato 3-3 con un colpo di testa di Cigagna, che replica in pratica il gol segnato mercoledì scorso a Sant’Angelo. CLASSIFICA: Sant’Angelo 24; Aurora Travagliato 20; Oltrepo 18; Rigamonti Nuvolera, Chiari e Sarnico 16; Pro Desenzano 15; Nuova Verolese ed Orsa Corte Franca 14; Vallecamonica 13; Sancolombano e Palazzolo 12; Ciliverghe Mazzano, Castellucchio e Dellese 10; Crema 9; Villanterio 8; Codogno 6. f.s.

1 1

RETI: 2’ Moretti, 9’ st Sahe. CARATESE: Mongeri, Zorzetto, Palomba, Bigioni, Gianola, Pedotti, Barzotti (31’ st Cuozzo), Rebuscini, Moretti, Di Cuonzo (22’ st Cardinio), Tremolada (28’ st Perego). All. Zaffaroni DERTHONA: Trivellato, De Martino, Mazzoleni, Montingelli, Coletto, Balsamo, Serra, Pellegrini (32’ st Gatto), Zirilli, Marrazzo, Sahe (45’ st Jauch Rodriguez). All. Rampulla ARBITRO: Zinzi di Catanzaro ASSISTENTI: Pasquale e Marangon di San Donà di Piave CARATE BRIANZA - Il Derthona, dopo il successo nel derby con l’Acqui viene fermato dalla Caratese: questo pareggio consente alla capolista Chieri di portarsi a 4 punti di vantaggio dai Leoncelli in classifica. La squadra tortonese gioca il primo tempo con poca determinazione consentendo ai padroni di casa di fare la partita per poi uscire alla distanza sfiorando la vittoria. La Caratese passa in vantaggio dopo soli 2 minuti grazie ad una punizione magistrale calciata dal bomber Moretti, l’uomo di maggior prestigio a disposizione del tecnico brianzolo

Il giovane attaccante ivoriano Sahe

Zaffaroni. Gli uomini di Rampulla accusano il colpo e per tutto il primo tempo faticano a reagire. Nella ripresa la partita cambia: il Derthona preme sull’acceleratore ed al 9’ centra il pareggio con il giovane Sahe, bravo a schiacciare in rete, di testa, un suggerimento preciso di Carmine Marrazzo. I Leoncelli continuano a premere anche grazie al calo fisico dei padroni di casa: al 20’ ed al 37’ prima con Marrazzo, poi con Zirilli sfiorano la rete della vittoria che purtroppo non arriva. Domenica prossima la squadra tortonese tornerà al “Fausto Coppi” per affrontare l’Albese in una partita da vincere a tutti i costi per non perdere ulteriore terreno da un Chieri che sembra molto determinato a continuare la sua marcia solitaria in vetta alla classifica. Domenico Cremonte

CSI (sesta giornata) Amatori a 11: CarpignaneseReal Casei 1-0; Orat. Don Bosco-San Colombano 3-1; Rozzano-Amat. S. Pietro 21; Sannazzaro-Pantera Rosa 1-2; Tempo Prezioso-Padus 0-2; Ghiaie-Cup calcio 3-1; Pievese-Tennis Club 0-3; Moggi e Cattaneo-Atl. Ceranova 2-1; San Rocco Garlasco-Recor Cortella 6-1; Godiasco-Lonatese 0-0; Audax Travacò-Vellezzo Bellini 0-3; Casanova Staffora-Gerenzago 4-1; Penarol-Negruzzo 3-2, M. Lift Filighera-Lungavilla 3-1; Amatori a 7: Lungavilla-

Orat. S. Martino 5-8; Landriano-Volante Roncaro 0-1; Sanmaurense-Mtn Lse 6-1; Moncucchese B-Casorate 63; Rainbow-Moncucchese A 0-10; Landriano B-S. Alessandro 8-0; Trovo-Cascine Calderari 3-6; Trivolzio BPasturago 1-2; S. Alessandro-Linarolo 10-2; Parasacco-Trivolzio 2-4; ZerboOlimpic Torre 5-3; Barbianello-Orat. S. Giuseppe 4-2; Broni 7-Sbocco Rosso 4-2; Cardinal Maffi-Inv. Monteleone 3-6; Arnaboldi-Zavaverde 6-2; Romagnese-Csl San Zenone 1-3.

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il popolo 3 novembre 2011  

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