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n ciant da li ciampanis <<Co la sera a si piert ta li fontanis, il me paìs al'è colour smarit;jò soi lontanricuardi li sò ranis la luna il trist tintinulfl dai griis. A ba t Rosari, tai pràsasi scunls,io soimuartal ciant dali ciamparùs)). Trascrivoquestastupendali· ricadi P. P. Pasolini del1944 per introdurre un argomento che mi sta malto a cuore: il suono delle campane. Lo sappiamo che nei secoli e nei decenni passatihaaccompagnato l'intero arco dell'esi· stenza dell'uomo: si suonava quando si nasceva, quando vehiva il vescovo per la cresima, quando si facevano i matrimoni, quando si portava l 'estrema unzione, quando si accom· pagnavano i morti al cimitero... Si suonava nell'intero anno solare e liturgico: per la sagra (che bello sentire a scampanata) per i temporali, per gli incendi nelle case... E ogni suono era diverso, ogni armonia lieta o mesta, aveva una sua valenza, un suo significato. Le camjla· ne accompagnavano anche le giornate, diis di vore, la quotidianità: prima delraurora l'Ave Maria, a mezzogiorno l'Angelus, la sera di nuovo l'Ave Maria e quindi al termine della giornata ilDe Profundis. n sabato le campane

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con il suono dolce e allegro annunciavano il di di festa. Campane le cui corde dovevano essere fr rate dai leggendari «muinis» (sacrestani) che praticamente dovevano essere continuamente a disposizione O])er la chiesa o «perlanciare messaggi dal campanile attraverso le campa· ne}}. Ora,le campane si suonano ancora, certo! Ma mi chiedo, e ci sichiede, «Lancian.o ancora i messaggi di un tempo?>}. «Invitano ancora questa nostra generazione alla preghiera, al

ricordo dei defunti, alla gioia del di di festa?}) «Invitanoancoraaradunarsiperllrendimen· todi grazie, per l 'Eucarestia?>>.Forse assieme alla scomparsa del contadino che girava a piedi o in bicicletta per i campi a contemplare l'andamentodelraccoltoassistiamoancbeal· la scomparsa dell'uomo <dn silenzioso ascolto dellecampaneJ).Forsecheanchenoi,comePa. solini quarant'annLfa, «o sin muarts al cìant da li ciampaniS>>?.

Sànte Lùsie a Gradisca

ziale di distribuire doni ai bambini,lasciando per i capricciosi una vera bacchettina (la vuiscje). Ancora oggi si dice che Santa Lucia passi nellanottetraill2 eil13 dicembre in groppa al suo asino per portare i .r:egali ai bimbi. A Gradiscaipiupiccolil'attendonocon an· sia e nelpomeriggiodell2, sotto ilportico, preparano per ilsuo asinello un secchìod'acquae unacarrloladitienoche la Santa prontamente riempirà di doni Lucia è la Santa di Gradisca emolti portano ilsuo nome. Nella chiesa parrocchiale le è stato dedicato unaltareimportantedove è raf· tlguratafrai SantiAmbrogio e Carloinun prezioso dipinto del Fabris datato 1859. È festa grande quel giorno in parrocchia con solenniriti religiosi e una sentita parteci· pazione di fedeli.

Nel periodo dell'Avvento si ricordano nel calendario vari Santi la cui memoria è obbligatoriaper la Chiesa universale. Tra questiha una particolare rllevanza Santa Lucia,il13 di dicembre. Lucia era una ricca e bella giovane di Siracusa. Denunciata come cristiana alle autorità romane, fu trascinata in tribunale doveìlgiudicela condannò a morte. Marti.rizzata il13 dicembre, patrona della vista, nsuo nome venne a poco a poco a significare nell'ambiente cristiano segno e premessa di luce spirituale. Dculto della Santa si è diffuso in tutta l'Ita· lia, suscitando sempre nuove leggende e usanze. In Friuli assunse anche la funzione solsti·

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