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introduzione

di un periodo dominato dal formalismo, dal legalismo, dall’ipocrisia e dalla cristallizzazione intellettuale. Opinioni opposte hanno espresso gli storici cattolici, che si sono ispirati all’opera apologetica del cardinale Sforza Pallavicino, autore della Storia del concilio di Trento (1644). Il più autorevole interprete cattolico è stato lo storico tedesco Hubert Jedin, che enunciò i numerosi meriti del Concilio e polemizzò sull’uso del termine “Controriforma”, adoperato dai detrattori del Cattolicesimo romano, ritenendo molto più veritiera e storicamente giustificata l’espressione “Riforma cattolica”. Secondo Jedin, infatti, il rinnovamento della Chiesa precede il 1517, anno in cui Martin Lutero affisse al portone della cattedrale di Wittemberg le 95 tesi sulla dottrina delle indulgenze, come dimostrano i numerosi Ordini religiosi e le congregazioni, la cui fondazione è precedente o contemporanea a quegli anni. Nel 1497 venne fondata a Genova un’associazione di laici ed ecclesiastici, chiamata Oratorio del Divino Amore, che si proponeva il duplice scopo di affinare la sensibilità spirituale dei suoi adepti e di soccorrere i bisognosi (orfani, prigionieri, malati, mendicanti). Nello stesso anno cominciò la sua attività anche la Pia opera di Santa Corona, fondata dal domenicano Stefano da Seregno, il cui intento era quello di perfezionare l’esercizio della carità, offrendo una regola di vita cristiana e un nutrimento spirituale. Congregazioni simili sorsero quindi in molte città italiane e garantirono la restaurazione spirituale e temporale del popolo di Dio, esercitando il loro influsso sulla religiosità del primo Cinquecento, attraverso un rigoroso ascetismo e uno spiritualismo apostolico, ispirato alle primitive comunità cristiane. Entro il 1540, in Italia, indipendentemente dall’eco della Riforma, germogliarono alcuni nuovi istituti di chierici regolari, i cui meriti, secondo la storiografia cattolica, travalicarono i limiti della polemica antiluterana o anticalvinista e interessarono la società del tempo, svolgendo un proficuo lavoro di educazione e di assistenza: i Cappuccini (1520), i Teatini (1524), E. Bonora, La Controriforma, cit., pp. 13-14. H. Jedin, Storia del Concilio di Trento, Brescia, Morcelliana, 1949, I, pp. 13-33.  L. Cristiani, La Chiesa al tempo del Concilio di Trento, cit., pp. 16-20; M. Regazzoni, Cinque e Seicento, cit., pp. 231-233.  M. Regazzoni, Cinque e Seicento, cit., p. 243.  

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Vita della venerabile Maria Alberghetti, fondatrice delle Dimesse di Padova, Il Poligrafo  

All’indomani della chiusura del Concilio di Trento, un nuovo modello di santità si impone nell’universo cattolico. A incarnarlo in tutte le...

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